La linea del tempo… timeline 1962 Gennaio: muore all’aeroporto di Capodichino (Napoli) il boss della mafia Salvatore Lucania, detto Lucky Luciano. Aprile: viene approvata la nuova legge n.161 sulla censura cinematografica (“revisione dei film e dei lavori teatrali”).Viene abolito l’obbligo del visto preventivo per gli spettacoli del teatro, rimane invece per le proiezioni cinematografiche e il varietà. A Bologna, lo stesso mese, il consiglio comunale fissa i confini dei quartieri e stabilisce le loro denominazioni: Borgo Panigale, Santa Viola, Saffi, Lame, Bolognina, Corticella, San Donato, San Vitale, Mazzini, Murri, San Ruffillo, Colli, A. Costa Saragozza, Barca, Centro. Maggio: Antonio Segni è eletto presidente della Repubblica italiana al nono scrutinio. Lo stesso mese a Bologna nasce il Conad (Consorzio Nazionale Dettaglianti) per iniziativa di alcuni dirigenti della cooperazione di consumo. A Voghera un treno merci proveniente da Milano non rispetta un semaforo rosso e piomba su un treno carico di passeggeri diretto in Liguria che sostava sul terzo binario. È il più grave disastro ferroviario italiano del dopoguerra: 63 le vittime. Ottobre: si apre a Roma il ventunesimo e ultimo Concilio Ecumenico Vaticano II. Un volo di un U-2 sui cieli caraibici fa scoprire agli americani la costruzione (gestita dall’Unione Sovietica) di una postazione per degli SS-4 vicino a San Cristobal, a Cuba. Scoppia la crisi dei missili di Cuba e il presidente degli Stati Uniti J.F. Kennedy annuncia l’immediato blocco navale dell’isola. Precipita a Bascapè (PV), in circostanze misteriose l’aereo di Enrico Mattei, presidente di ENI. Novembre: esce in edicola il primo numero del fumetto Diabolik. I conduttori del programma televisivo della Rai Canzonissima, Dario Fo e Franca Rame, lasciano il programma a causa dei ripetuti interventi della censura.
Cenni storici: un anno in breve Nel 1962, nel mondo ancora diviso dal conflitto politico e ideologico noto come Guerra Fredda, il clima sta cambiando poiché Occidente e Oriente hanno avviato una politica di coesistenza pacifica. Questa fase di distensione è tangibile anche in Italia, dove il Partito , socialista italiano (Psi) comincia a collaborare con il governo democristiano: nel 62 con un appoggio esterno al governo Fanfani e l’anno seguente con la partecipazione diretta a quello di Aldo Moro. In cambio del loro sostegno al governo i socialisti chiedono diverse riforme, fra cui quella agraria per la soppressione della mezzadria, la riforma della scuola, e la nazionalizzazione della produzione elettrica che fu avviata già in quell’anno con la creazione dell’ente statale ENEL. In questo contesto, il paese è scosso dalla tragica morte di un noto e potente personaggio, Enrico Mattei, che il 27 ottobre rimane vittima di un misterioso incidente aereo.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 27 ottobre 1962: si schianta l’aereo di Enrico Mattei, fondatore dell’ENI “Il presidente dell’ENI Enrico Mattei muore carbonizzato nel suo aereo”: così apre “il Resto del Carlino” il giorno dopo. Con un colpo di spugna cancelliamo tutto e immaginiamo che lui sia vissuto più a lungo dei suoi 56 anni. Quale Italia ci sarebbe ora? Forse non sarebbe sprofondata nella crisi economica...e le Marche, la sua terra d’origine, ne avrebbero tratto beneficio. Inoltre la fiducia che lui aveva nei giovani, nella ricerca, nell’innovazione e nell’integrazione con gli altri paesi del mondo arabo avrebbe portato ad un clima più disteso e pacifista. Ecco l’uomo “che vedeva il futuro”! “Negli idrocarburi italiani non credeva nessuno; avevamo l’ostilità del governo e dell’iniziativa privata: questa è la verità. Io non voglio contrapporre l’iniziativa dello Stato e l’iniziativa privata: io credo soltanto nell’iniziativa senza aggettivi, nell’iniziativa di tutti. è l’iniziativa che crea ricchezza, che aumenta il reddito, che apre nuovi posti di lavoro, che stimola il benessere di tutto il paese” (Enrico Mattei, 26 ottobre 1949). “Per questo facciamo assegnamento sui giovani, gli uomini di domani, che dovranno raccogliere la nostra bandiera ed andare avanti, nell’interesse del nostro paese: affinché il nostro paese possa contare qualche cosa domani, poiché non c’è indipendenza politica se non c’è indipendenza economica.” (Enrico Mattei, 11 gennaio 1958).
E il Resto... in classe Geografia: gli alunni, dopo un percorso di studio sulle modalità di rappresentazione dell’Italia, possono realizzare una carta geografica che abbia le medesime caratteristiche delle fonti e che descriva il percorso dell’aereo di Mattei dall’aeroporto di Fontanarossa (Catania) a Milano. Italiano: immagina che Enrico Mattei non sia morto in quell’incidente. Secondo te, come sarebbe cambiata la storia d’Italia e soprattutto quella della regione Marche, dato che lui non si sarebbe mai dimenticato della sua regione d’origine? “Vogliate perdonarmi se sarò costretto a parlarvi in modo scarno e dimesso”. Così diceva Enrico Mattei. Tenendo presente questa frase, prova a scrivere un messaggio ai tuoi compagni di classe affrontando una problematica scaturita in classe. Visione del film di Francesco Rosi Il caso Mattei (1973) con Gian Maria Volonté. Storia: i discorsi del primo presidente di ENI, conservati nell’archivio storico, editi in edizione integrale da Rizzoli, permettono di ripercorrere le tappe che portarono Mattei alla guida del “cane a sei zampe”. Li puoi trovare in questo libro: Enrico Mattei, scritti e discorsi (1945-1962) con introduzione di Mario Pirani, ed. Rizzoli. Oppure puoi guardare: http://www.eni.com/enrico-mattei/resources/attachment/estratto-dal-discorso-alla-premiazione-dei-dipendenti-9-gennaio-1958.mp3 Viaggio di istruzione ad Acqualagna (Pesaro-Urbino) per visitare la casa dove è nato e cresciuto Mattei nei primi anni di vita. Francesca Gambini Istituto Comprensivo Villa S. Martino
28 OTTOBRE 1962 L’UOMO CHE SFIDò LE “SETTE SORELLE” Se ancor oggi, ad oltre 50 anni dalla morte, c’è chi si interroga su come poteva cambiare la storia d’Italia senza quel terribile schianto aereo a Bascapè (27 ottobre 1962), dove perse la vita Enrico Mattei, figurarsi cosa poteva aspettarsi per almeno un altro decennio la regione Marche. D’altra parte basterebbe il mistero attorno a quell’aereo caduto con tre morti a far capire l’importanza di quanto avvenuto. Archiviato prima come incidente, poi riaperto come “cold case” di un attentato volto a far sparire l’uomo “più potente d’Italia” di quegli anni, il tragico volo del “Morane Saulnier 760 Paris II” potrebbe essere indicato come uno dei grandi misteri d’Italia. Se non addirittura il primo di una lunga serie che ha caratterizzato la storia repubblicana. Con il cuore diviso tra Acqualagna (dove era nato il 29 aprile del 1906) e Matelica dove aveva vissuto dai 13 anni fino al trasferimento a Milano, il grande manager pubblico, “inventore” dell’Eni moderno, non si era mai dimenticato della sua regione d’origine. Lo dimostra la sede della Snamprogetti di Fano, ora Saipem, un conglomerato di decine e decine di ingegneri. Oppure la sede dell’Acquater a San Lorenzo in Campo per tanti anni all’avanguardia prima della chiusura. E che dire delle tantissime aziende nate per gemmazione nella zona di Pesaro e Fano dal ritorno a casa dei tanti dipendenti tecnici portati all’Eni da Mattei negli anni ,50 e ,60. Oppure i tanti marchigiani inseriti nell’Ente nazionale idrocarburi in amministrazione: “Veri galantuomini”, li definì Giorgio Bocca in un suo libro. Certo, se l’ingegnere che sfidò le “sette sorelle” americane del petrolio non fosse morto prematuramente, probabilmente la storia dell’impresa pubblica italiana sarebbe stata diversa. E forse anche quella della politica, visto che Mattei sapeva “usare” i partiti. Sarebbe facile, guardando al personaggio con le lenti di oggi, giudicare i comportamenti spregiudicati negli affari e nella politica. Ma la battaglia per l’approvvigionamento energetico e petrolifero non è per mammolette. In tanti ce l’avevano con Enrico Mattei. Era troppo indipendente ed audace. Capace di creare rapporti con i nuovi stati del Nord Africa o con l’Iran dello Scià, o di evitare i siluri della politica italiana dopo aver ottenuto l’esclusiva della ricerca idrocarburi. Cosa si mise in moto in quell’ottobre 1962 è stato ricostruito dall’indagine del pm Vincenzo Calia: “Una bomba ha abbattuto l’aereo di Mattei in fase di atterraggio”. Eppure la prima ricostruzione parla di incidente per “errore del pilota”. Nonostante Irnerio Bertuzzi fosse un comandante molto esperto. Proprio la partenza da Catania del volo fece, ovviamente, tirare in ballo la mafia, i servizi segreti italiani e americani, l’odio di inglesi e francesi per questo italiano troppo indipendente e voglioso di rendere tale, a livello di approvvigionamento energetico, anche il suo paese. Se il sabotaggio rimane l’ipotesi più probabile, sempre più probabile, la morte di Enrico Mattei rimane uno dei tanti misteri italiani. Fino alla prossima rivelazione. Luigi Luminati Grazie a