La linea del tempo… timeline 1960 Gennaio: muore per malaria, a Tortona, il celebre ciclista Fausto Coppi. Lo stesso mese, il “Financial Times” attribuisce alla Lira l’Oscar per la moneta più stabile, la definisce “una delle valute più forti del mondo”. Marzo: esce nelle sale cinematografiche La dolce vita di Federico Fellini. La Chiesa cattolica e la Destra chiedono a gran voce l’intervento della censura. Aprile: il nuovo governo guidato da Fernando Tambroni ottiene la fiducia alla Camera dei deputati grazie ai voti della Democrazia cristiana, del Movimento sociale italiano e di quattro ex deputati monarchici. Maggio: al Festival internazionale del cinema di Cannes, La dolce vita di Federico Fellini vince la Palma d’oro. Giugno: a Palermo, durante lo sciopero generale indetto da Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), CISL e UIL per sollecitare misure a favore dell’economia della città, l’intervento della Polizia causa 30 feriti. Lo stesso accade anche a Genova, durante un corteo antifascista in occasione del congresso Msi. Luglio: a Reggio-Emilia, durante alcuni scontri tra forze dell’ordine e lavoratori perdono la vita 5 operai. L’evento, noto anche come Strage di Reggio Emilia, ha dato il nome ad una piazza della città, Piazza Martiri del 7 luglio. Settembre: Livio Berruti vince la medaglia d’oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Roma. Mai un velocista italiano era arrivato per due volte al record del mondo nel giorno della finale olimpica. Ottobre: si inaugura la trasmissione RAI Tribuna elettorale in occasione delle imminenti elezioni amministrative. Si tratta del primo programma di approfondimento politico. Novembre: va in onda alla televisione italiana la prima puntata di Non è mai troppo tardi, corso di alfabetizzazione per adulti condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi.
Cenni storici: un anno in breve Iniziano i “mitici” anni Sessanta. Il 1960 è innanzitutto una data simbolo, poiché dà inizio a una nuova epoca: un’epoca di boom economico - che si interromperà sul finire del decennio - ma soprattutto di crescita demografica e di cambiamento generazionale. Gli eventi socio-politici e culturali di questi anni, infatti, influenzeranno e modificheranno profondamente valori, aspirazioni e stile di vita delle future generazioni. Questi sono gli anni in cui si affermano i media, la cultura pop e la minigonna, che fanno emergere nuove modalità espressive e abbandonare le vecchie etichette formali. Il 1960 è l’anno de La dolce vita di Fellini che fa gridare allo scandalo e quello in cui debuttano nuove trasmissioni televisive popolari come Tribuna elettorale e Non è mai troppo tardi, quest’ultima con un intento prevalentemente pedagogico. Ma è anche un anno ricordato per una grande vittoria sportiva, quella che Livio Berruti conquista alle Olimpiadi di Roma, aggiudicandosi l’oro nei 200 metri e il primato mondiale.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 1960: la morte di Coppi e il trionfo di Berruti, due simboli tra sport e gossip Il 3 Gennaio e il 4 Settembre sono due date importanti che scandiscono il 1960 e lo caratterizzano: iniziano così gli anni Sessanta, anni che trasformano il nostro paese. L’Italia si affaccia al mondo intero, urlando la sua presenza e la sua rinascita e lo fa anche attraverso lo sport e i suoi migliori interpreti. La morte improvvisa ed evitabile del campionissimo e il modo e la velocità con cui la notizia fa il giro del mondo, dimostrano la fama raggiunta da questo straordinario ciclista non solo in patria ma anche all’estero. Le imprese di Coppi erano seguite da milioni di ascoltatori alla radio che lo supportavano ed incitavano in modo viscerale. All’epoca, tutti gli italiani erano schierati o con Coppi o con Bartali, l’appartenenza ad uno dei due schieramenti era incrollabile; per questo la notizia del 3 gennaio oltre alla rabbia per una stupida morte, causata dalla malaria, che rattrista un intero paese, rende gli italiani orgogliosi di avere avuto un connazionale di tale valore. Un altro sportivo entra con impeto nella vita degli italiani, questa volta con un avvenimento tutto gioioso, Livio Berruti il 4 settembre regala alla piccola Italia l’oro olimpico nella velocità, contro gli imbattibili afroamericani e con quei 20 secondi e 5 decimi diventa l’uomo più veloce del mondo nei 200 metri!!! Questa volta non è più la radio a fare di Livio Berruti un mito, è arrivata la televisione! Le Olimpiadi di Roma del 1960 sono il primo evento mediatico in diretta televisiva mondiale e si intuisce già il potere divulgativo di questa magica scatola nera che presto arriverà in tutte le case. Per l’Italia le immagini televisive, che vengono diffuse in tutto il globo, rappresentano una vetrina fondamentale per un paese che ha una grande storia e che sogna e vuole un grande futuro. Berruti che batte gli americani è il simbolo di un popolo intero e di una piccola nazione che con la fatica, la determinazione e il lavoro gareggia alla pari con tutti.
E il Resto... in classe
3 GENNAIO- 4 SETTEMBRE 1960 L’ANNO DELLE OLIMPIADI IN DIRETTA TV
Due uomini da corsa, figli della stessa terra, campioni dello sport e del pettegolezzo non ancora diventato gossip: sono molte le cose che avvicinano Fausto Coppi, mito del ciclismo, e Livio Berruti, stella olimpica della velocità. Compresa la capacità di contribuire, con l’ampiezza dei loro risultati, al rilancio di un Paese, in epoche differenti e conseguenti. Curiosamente, l’anello di congiunzione fra i due è lo stesso anno, di grazia e di disgrazia: il 1960. Quando scompare il Campionissimo della bici, entra in scena il fenomeno dell’atletica: l’Italia rinata dalle macerie del dopoguerra simbolicamente cede il passo a quella del boom economico. Degnamente rappresentata dall’evento centrale di quell’anno: i Giochi di Roma, svolta per l’Italia intera e non solo sportiva. Che anno, quell’anno. Iniziato piangendo il piemontese Coppi, fuoriclasse capace di rappresentare ogni sentimento nazionalpopolare in una terra ferita dai dolori del conflitto mondiale: la forza e il coraggio negli epici duelli con Bartali, la capacità di rialzarsi dalle sconfitte e dagli infortuni, rispecchiavano quelli della gente che lo aspettava sulle strade. Fu il primo fenomeno mediatico in un’epoca in cui lo sport veniva soprattutto immaginato: alla radio, milioni di italiani attendevano di sentire che la sua maglia biancoceleste era sbucata dalla curva prima di tutte le altre, come successe spesso al Giro, al Tour e in tante altre corse. Fu anche il primo a riempire le cronache per vicende sentimentali, non solo per le imprese sportive: l’amore per la Dama Bianca, la separazione dalla prima moglie, la fuga in Argentina per far nascere il figlio generato dalla nuova relazione, ebbero l’eco di un trionfo alla Sanremo o di una fuga alla Cuneo-Pinerolo. Fu anche il primo sportivo ad entrare nel mito per via di quella tragica e prematura fine, per non dire assurda: a causarla fu una febbre malarica, contratta in una battuta di caccia in Africa e curata male. Che anno, quel 1960. Aperto con il dolore, concluso con la gioia di un altro piemontese, Livio Berruti, simbolo di un’Olimpiade che cambiò la vita allo sport azzurro e anche il modo di raccontarlo. Nella spettacolarità di una Roma che si aprì al mondo nella sua grande bellezza, facendo gareggiare i ginnasti a Caracalla e correre la maratona di notte sui Fori Imperiali, l’Italia si elevò a terza potenza sportiva, dietro le inarrivabili Urss e Usa, confermando anche su piste e campi di vivere un “miracolo”. Anche a livello tecnologico: quell’edizione dei Giochi, ricca e generosa con gli azzurri, fu anche la prima in cui tutte le gare andarono in diretta tv. Di quell’Italia proiettata in avanti, diventò inconsapevolmente protagonista Berruti, studente di chimica che all’inizio di settembre fece una cosa mai riuscita ad altri: fu il primo europeo a interrompere l’egemonia degli americani sui 200 metri, vincendo la finale con il primato mondiale. Gli bastò per entrare nella storia, perché non ebbe una carriera di grandi risultati: il peso e il clamore dell’evento, amplificati dalla televisione, lo consegnarono alla leggenda sportiva. Campione in pista, Berruti lo diventò subito anche fuori: ad alimentare la sua popolarità fu la tenera amicizia con Wilma Rudolph, velocista americana guarita da una malattia e diventata regina dall’atletica. Un amore mai coltivato fino in fondo, perché i dirigenti Usa consigliarono all’azzurro di non infastidire troppo un possibile spasimante della ragazza, il pugile Cassius Clay. Servì ugualmente per fare notizia anche fuori dal campo: come era successo ai tempi di Coppi, come nello sport sarebbe accaduto sempre più spesso negli anni successivi.
Geografia - Scienze: Fausto Coppi muore per aver contratto in Africa la malaria, una malattia che ancora oggi fa più di un milione di morti all’anno. Con l’aiuto di internet i ragazzi possono fare un’analisi di questo morbo: il modo in cui si trasmette, gli effetti che produce, le cure ed i paesi in cui esiste ancora.
Angelo Costa
Storia: i due personaggi sportivi divennero popolarissimi grazie ai media dell’epoca: Coppi principalmente grazie alla radio e Berruti grazie alla televisione, che negli anni ’60 cominciava ad essere sempre più presente nelle case degli italiani. Gli studenti sono invitati a riflettere sulle potenzialità comunicative dei media e a costruire sulla linea del tempo, partendo dall’età moderna, un grafico con tutti gli “strumenti” utilizzati per diffondere notizie ed eventi che si sono succeduti nella storia. Italiano - Storia: gli studenti scelgano uno dei due personaggi e ne ricostruiscano un profilo sportivo e personale/privato e poi lo confrontino con il proprio sportivo preferito. Attraverso il confronto tra i due è possibile coglierne le differenze e lo status. Storia - Geografia: Atene 1896 - Parigi 1900 - St.Louis 1904 - Londra 1908 - Stoccolma 1912 - Anversa 1920 - Parigi 1924 - Amsterdam 1928 - Los Angeles 1932 - Berlino 1936 - Londra 1948 - Helsinki 1952 - Melbourne 1956 - Roma 1960 che passerà il testimone a Tokyo!! Queste sono le tappe che portano la manifestazione olimpica nel nostro paese. La classe si divide in gruppi e ripercorre la storia, scegliendo una delle 14 edizioni elencate di giochi olimpici moderni, cercandone ed evidenziandone caratteristiche e peculiarità (in questo caso la ricerca su internet rappresenta una fonte importante: numerosissimi sono i siti e i documenti a disposizione dell’utente riguardanti i Giochi Olimpici). GRAZIE A
Giammarco Cecconi Istituto Comprensivo Villa S. Martino