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1956 11 05 i tanks di mosca a budapest

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La linea del tempo… timeline 1956 Marzo: Anna Magnani vince il premio Oscar come migliore attrice protagonista del film La rosa tatuata. Aprile: iniziano i lavori di copertura del canale in via Riva di Reno. Danneggiato durante la Guerra mondiale, quindi privato della sua tradizionale funzione di fornitore di energia idraulica per gli opifici e i mulini bolognesi. Maggio: alla presenza del presidente Giovanni Gronchi viene posta la prima pietra dell’Autostrada del Sole. Nello stesso mese, alle elezioni amministrative la Democrazia cristiana si conferma, ancora una volta, il partito di maggioranza relativa con il 38,9% dei consensi, mentre l’alleanza Partito comunista italiano-Partito socialista italiano ottiene il 35,2% dei voti. Luglio: in pieno Oceano Atlantico affonda il transatlantico Andrea Doria, battente bandiera italiana. Le vittime saranno 48. Agosto: a Pralognan-la-Vanoise in Francia si incontrano i leader del Partito socialista italiano, Pietro Nenni, e del Partito socialista democratico italiano, Giuseppe Saragat, per discutere la riunificazione dei due partiti politici. Novembre: a Bologna, in occasione dell’invasione dell’Ungheria da parte dell’Unione Sovietica, il cardinale Lercaro fa listare le chiese della diocesi a lutto e fa suonare le campane a morto per alcuni giorni alla stessa ora. Numerose sono le manifestazioni di solidarietà in tutta Italia. Dicembre: il tenente colonnello Giovanni Franchini effettua il primo volo supersonico con un velivolo italiano, l’Aerfer Sagittario 2. Nello stesso mese, si svolge a Roma l’VIII Congresso del Pci, nel corso del quale Palmiro Togliatti viene rieletto segretario a larghissima maggioranza.

Cenni storici: un anno in breve Il 1956 è ricordato per alcuni drammatici eventi. Il primo si verifica nel luglio di quell’anno quando il transatlantico italiano Andrea Doria affonda in pieno Oceano Atlantico in seguito allo scontro con la nave svedese Stockholm. L’incidente è uno dei più famosi e controversi disastri marittimi della storia, ma grazie alle migliorate procedure di comunicazione e all’efficienza dell’evacuazione e dei soccorsi provoca un numero di vittime limitato. Un altro evento da ricordare è la rivoluzione ungherese, una sollevazione armata di spirito antisovietico scaturita nell’allora Ungheria socialista che è stata duramente repressa dall’Unione Sovietica.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 4 novembre 1956: il governo democratico di Imre Nagy destituito dal filosovietico Kadar Il 4 novembre, venti divisioni sovietiche, appoggiate dall’aviazione, prendono d’assalto Budapest con la dichiarata volontà di fermare quella che da qualche giorno tutto il mondo segue con interesse: la rivoluzione d’Ungheria per i diritti umani e per l’indipendenza del paese, iniziata con la manifestazione indetta il 23 ottobre 1956 davanti all’Università Politecnico di Budapest, al Parlamento e alla Radio di Stato. Probabilmente questa schiacciante dimostrazione di forza e brutalità ebbe risonanza, poche ore dopo, anche presso il Consiglio di Sicurezza dell’Onu impegnato a dirimere una questione altrettanto scottante: la crisi del Canale di Suez. Il governo francese di Guy Mollet e quello britannico di Anthony Eden si erano accordati con quello israeliano di Ben Gourion per attaccare congiuntamente l’Egitto di Nasser. La soluzione militare della crisi ungherese sembra vicina quando un delegato sovietico al Consiglio di Sicurezza dell’Onu consegna una lettera di Nikolai Bulganin, capo dello Stato sovietico, secondo il quale la Russia non può accettare che venga attaccato un suo alleato; se l’ultimatum non riceve risposta adeguata Kruscev è deciso ad intervenire a fianco dell’Egitto. Questo spiega perché l’America inizia a far pressioni affinché il conflitto abbia fine e quanto possa avere avuto peso la rielezione, il 6 novembre, del repubblicano Eisenhower alla presidenza degli Stati Uniti. In tutto il mondo si sollevano voci di sdegno per il bagno di sangue che alla fine costa circa 2652 vittime ungheresi tra militari e civili; anche il papa Pio XII, con l’enciclica Datis Nuperrime, condanna i luttuosi avvenimenti, ma a quanto pare non si osa dare sostegno concreto contro la potenza schiacciante e i metodi marziali posti in campo dalla Russia.

5 NOVEMBRE 1956 I TANKS DI MOSCA A BUDAPEST

I sogni muoiono all’alba, è il titolo del film sulla fallita rivolta ungherese di Indro Montanelli, che era a Budapest in quei giorni come inviato speciale. I panzer dell’Armata rossa entrarono nel paese alle prime luci del quattro novembre del 1956. La rivoluzione era iniziata appena undici giorni prima: il 23 ottobre a Budapest si era svolta una pacifica dimostrazione degli studenti universitari che chiedevano più libertà democratiche. Il regime inviò reparti militari a soffocare la manifestazione. E iniziò il confronto armato. In pochi giorni la dittatura fu sostituita dal governo di Imre Nagy. Fu una rivolta all’interno del blocco comunista. I magiari volevano realizzare il socialismo seguendo una via più democratica, ma assicuravano di non tradire il marxismo. Ma subito dopo l’Ungheria abbandonò il Patto di Varsavia, proclamò la neutralità, come la vicina Austria, e chiese alle truppe sovietiche di lasciare il paese. Il quattro novembre, i sovietici ripresero il potere, destituirono Nagy e misero al suo posto Janos Kadar, un obbediente amico di Mosca. Ma gli ungheresi non si arresero. I combattimenti a Budapest durarono una settimana, i rivoltosi armati di fucili contro i carri armati e le mitragliatrici. In certe zone la lotta proseguì per settimane, sui monti si combatté fino all’inizio del ,57. I caduti furono diverse centinaia, il numero esatto non è noto. Centinaia di rivoltosi, tra cui lo stesso Imre Nagy, vennero impiccati dopo un processo sommario. Centinaia di migliaia fuggirono all’estero, anche diversi campioni della Honved, che veniva giudicata la miglior squadra al mondo. Gli occidentali preferirono non intervenire, evitando il rischio di una guerra. Budapest fu considerata una “questione interna” del blocco sovietico. Kadar giudicò la rivolta una “controrivoluzione”, finanziata e appoggiata dagli occidentali. Solo dal 1989, l´anno della caduta del muro di Berlino, il 23 ottobre viene celebrato come festa nazionale. L’Ungheria era stata liberata dagli occupanti nazisti nel 1945, o conquistata. I liberatori rimasero come occupanti. L’economia nazionale soffrì a causa delle rigide norme imposte da Mosca. Dopo la morte di Stalin, nel 1953, a Budapest si sperò di poter attuare una serie di riforme, di compiere una svolta a piccoli passi per seguire una via nazionale al socialismo. Il 25 febbraio del ,56, al XX Congresso del PCUS, Kruscev denunciò il culto di Stalin e rivelò i suoi delitti. A Budapest ci si illuse, e la fretta fu fatale. Ma i tempi non erano maturi, e l’Urss non poteva tollerare che si deviasse, sia pur di poco, dalla linea comune. Roberto Giardina

E il Resto... in classe Storia: ricerca e approfondisci quelli che sono i principi di intervento alla base del Patto Atlantico e del Patto di Varsavia. Storia - Geografia: ricostruisci la storia del canale di Suez, le fasi della costruzione e l’importanza strategica. Musica: ricerca tra i grandi compositori ungheresi contemporanei quelli che nelle loro melodie ricordano il valore del sacrificio per la libertà. Roberta Fabbri Istituto Comprensivo “G. Lanfranco” Gabicce Mare

Grazie a


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