La linea del tempo… timeline 1953 Febbraio: viene approvata dal Parlamento, a larga maggioranza, la legge n. 136 che istituisce l’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI). Marzo: il Parlamento italiano approva, fra accese polemiche, la cosiddetta “legge truffa” (legge elettorale n. 148/1953), la quale introduce un premio di maggioranza che assegna il 65% dei seggi della Camera dei deputati per la lista o il gruppo di liste che superano il 50% dei voti. Il 5 marzo, a Mosca, muore Josif Stalin e il consiglio comunale bolognese commemora il leader sovietico definendolo “costruttore della nuova società socialista” e liberatore dell’Europa. Maggio: a Roma viene inaugurato lo stadio Olimpico con la partita di calcio Italia-Ungheria. Luglio: Alcide De Gasperi chiede alla camera dei Deputati la fiducia per il suo VIII ed ultimo governo, un monocolore Dc sostenuto dai voti dei monarchici del Partito nazionale monarchico, ma non la ottiene ed è costretto alle dimissioni. Agosto: Fausto Coppi conquista il titolo mondiale di ciclismo su strada a Lugano. Settembre: in seguito alla morte di Stalin, dopo un periodo di gestione collettiva, Kruscev diventa segretario del comitato centrale del Partito comunista dell’Unione Sovietica (PCUS). Ottobre: i governi statunitense e britannico annunciano simultaneamente la fine del governo militare alleato a Trieste, il ritiro delle truppe dalla zona A del territorio libero e la sua rimessione all’amministrazione italiana. In risposta, il leader jugoslavo, maresciallo Tito, minaccia di occupare militarmente la zona A del territorio libero di Trieste. Novembre: in seguito ai risultati di un referendum tra i lettori, il “Giornale dell’Emilia” riprende lo storico nome de “il Resto del Carlino”. Per l’occasione esce un’edizione speciale di 32 pagine. Dicembre: la RAI trasmette la prima telecronaca di un evento sportivo: il secondo tempo dell’incontro di calcio Italia-Cecoslovacchia per la Coppa Internazionale. La partita, vinta dalla squadra italiana per 3 reti a 0, è commentata da Nicolò Carosio.
Cenni storici: un anno in breve Il 1953 è un anno importante dal punto di vista politico, sia per l’Italia che per il resto del mondo. Nel nostro paese, dopo otto anni, hanno fine i governi De Gasperi: per la prima volta nella storia della Repubblica il Parlamento respinge la richiesta di fiducia fatta dal Governo, vanificando l’incarico conferito dal presidente Luigi Einaudi. Allo stesso tempo, cambiamenti politici fondamentali si verificano anche altrove. Il 5 marzo, infatti, muore a Mosca il leader comunista Josif Stalin, la cui popolarità come capo del movimento di emancipazione delle masse oppresse era ancora intatta presso tutti i partiti comunisti del mondo. Molte sono infatti le pubbliche manifestazioni di cordoglio, fra cui quelle del leader comunista Palmiro Togliatti e del socialista e futuro capo dello Stato Sandro Pertini. Successivamente, dopo lunghe lotte per il potere e un breve periodo di leadership di Georgij Malenkov, Nikita Sergeevic Kruscev diviene il nuovo leader dell’Unione Sovietica. Egli è il primo segretario del Partito comunista dell’Unione Sovietica (PCUS) a denunciare pubblicamente i crimini contro Stalin, dando avvio alla cosiddetta “destalinizzazione”, e anche il primo leader sovietico a visitare gli Stati Uniti, paese verso cui promuove un ravvicinamento.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 5 marzo 1953: la morte del dittatore comunista Stalin Con la morte di Stalin comincia la destalinizzazione, la metodica distruzione del culto di Stalin, iniziata da Kruscev nel XX Congresso del PCUS, svoltosi a Mosca nel febbraio-marzo 1956. Il rapporto Kruscev capovolse drasticamente il giudizio dei comunisti su Stalin, sino ad allora esaltato quale padre dei popoli, maestro e guida, difensore degli oppressi e della pace. Stalin, secondo il rapporto, era stato invece un tiranno megalomane, un sadico paranoico ed assassino, un teorico della forza, un persecutore di innocenti, il responsabile della Guerra Fredda. Il congresso fu l’evento che determinò la divisione del campo comunista internazionale fra i filosovietici e i filocinesi ispirati da Mao, che difesero Stalin e accusarono Kruscev di revisionismo.
6 MARZO 1953 L’ULTIMO SGUARDO PIENO DI MINACCIA Nella morte di Stalin il 5 marzo 1953 a 74 anni si riassumono i tratti del dittatore, della sua corte e del sistema. La figlia Svetlana, fuggita in Occidente nel 1967, racconta i cupi ultimi istanti: “D’un tratto aprì gli occhi e li girò su tutti coloro che aveva intorno. Fu uno sguardo terribile, sollevò il braccio sinistro e indicò verso l’alto, o forse minacciò noi tutti. Il gesto rimase incomprensibile, ma fu pieno di minaccia”. Stalin fu colpito da ictus cerebrale nella sua dacia il primo marzo. Era un animale notturno, si alzava tardi. Vedendo che non compariva, le guardie del corpo si preoccuparono ma non osavano entrare nelle sue stanze. Alle 11 di sera si decisero, e lo trovarono a terra, colpito da malore diverse ore prima. Lo adagiarono su un divano e chiamarono Beria, che arrivò soltanto alle 3 del 2 marzo, con Malenkov, per andarsene ordinando di non disturbare il riposo del compagno Stalin. Arrivarono poi altri dirigenti, la figlia, i dottori, tutti nuovi, ignari di Stalin, che poco prima aveva fatto arrestare i suoi medici curanti, accusati di complottare contro di lui. Uno degli uomini più potenti del mondo è rimasto a lungo senza soccorso, prigioniero delle barriere che aveva eretto attorno a sé. Stalin muore il 5 marzo alle 21,50. Disperazione nel mondo comunista.Tre giorni di lutto, il 9 marzo funerali sulla piazza Rossa, folle sterminate in strada. Nella calca muoiono centinaia di persone. Orazioni funebri di Beria, Malenkov, Molotov, che quel giorno compie 63 anni, e a cui Krusciev sussurra: “Non possiamo festeggiarti, ma vorremmo farti un regalo: dicci che cosa desideri”. E Molotov borbotta: “Ridatemi mia moglie”.Sua moglie Polina, infatti, per ordine di Stalin è stata mandata in un gulag nel 1949. Da allora Molotov si è visto ogni giorno con Stalin, senza mai domandare nulla sulla sua sorte: il dittatore non aspettava che questo per mandare anche lui nel gulag. A Stalin morto, la richiesta è esaudita, ma lei non vuol tornare con lui, perché non l’aveva difesa. è il Politburo a ordinare la ripresa del matrimonio. L’unione è di nuovo in pericolo nel 1956, quando Polina vuol lasciare il marito per non aver respinto la denuncia di Krusciev contro Stalin al XX Congresso. Stalin è morto, ma segna a lungo la vita di molti suoi fanatici. Fernando Mezzetti
E il Resto... in classe Storia - Cittadinanza e Costituzione: visione del film Stalin (1992) e a seguire discussione in classe. Lettura e analisi del libro Stalin di Robert Conquest. Discussione in classe sulla figura di Stalin nella storia; al termine realizzazione di un cartellone. Divisi in gruppi di lavoro, svolgere una ricerca sulle dittature che si sono succedute nella storia e realizzare una scheda riassuntiva. Attraverso un testo scritto, avviare una riflessione su quanto segue: i regimi totalitari sono la massima espressione della perdita di identità dei singoli a vantaggio di un solo uomo. Pensi che ancora oggi nel mondo occidentale siamo esposti al pericolo di un tale sistema politico o il cammino della democrazia ha raggiunto il suo obiettivo di giustizia e uguaglianza tra gli uomini? Riflettere sul cammino verso la libertà compiuto dalla Russia dal Novecento ad oggi, elaborando una linea del tempo e una mappa concettuale. Patrizia M. Salvo Istituto Comprensivo “G. Lanfranco” Gabicce Mare
Grazie a