La linea del tempo… timeline 1951 Gennaio: durante la visita di Eisenhower, comandante delle forze militari Nato, scoppia una protesta a Comacchio (FE): i manifestanti non approvano la legge sul riarmo, quattro dimostranti vengono uccisi. La schedina passa da premiare il 12 al 13. Viene inaugurato il primo Festival della Canzone italiana. Febbraio: viene istituita la cassa per il Mezzogiorno. Ad Argelato (BO), vengono scoperte due fosse comuni con i corpi di famiglie della zona arrestate dai partigiani in tempo di guerra. Marzo: nonostante le proteste viene approvata la legge per il riarmo, appoggiata dal governo De Gasperi. Aprile: a Bologna esce il primo numero della rivista “Il Mulino” e nasce il C.E.C.A. (Comitato Europeo Carbone e Acciaio) che apre la strada alle nuove istituzioni europee. Maggio: calo di voti alla Democrazia cristiana alle elezioni amministrative. Dopo l’interruzione a causa della guerra, riprende in Montagnola, a Bologna, la fiera campionaria. Giugno: viene sciolta la Commissione d’inchiesta per i crimini di guerra, istituita al termine della Seconda Guerra Mondiale. Luglio: dimissioni del governo De Gasperi. J. D. Salinger pubblica Il giovane Holden. Agosto: prime proiezioni alla 12ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Settembre: finalmente la Germania pone fine allo stato di guerra contro l’Italia, non ancora revocato ufficialmente. Ottobre: Don Giuseppe Dossetti lascia la politica attiva e si ritira in convento. Novembre: una gigantesca alluvione devasta il Polesine causando un centinaio di morti. In Italia è reso pubblico il risultato del primo censimento della popolazione fatto nel del dopoguerra, il IX censimento nazionale: gli italiani sono 47.515.537. Dicembre: l’Italia viene ammessa a tutti gli effetti alle Nazioni Unite. Esce al cinema il kolossal Quo Vadis, tratto dal romanzo storico di Henryk Sienkiewicz, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1905.
Cenni storici: un anno in breve Inizia un periodo di grandi cambiamenti per la società italiana; dopo un difficile dopoguerra, parte una nuova fase produttiva, caratterizzata da una vivacità economica che porterà al boom degli anni ‘60. Il fenomeno più significativo è il massiccio esodo dai paesi del Meridione verso le grandi città industriali del Settentrione e, più in generale, dalle campagne verso le città. Si tratta di un fenomeno di dimensioni straordinarie. Ad abbandonare il Meridione sono nella stragrande maggioranza i contadini. Contemporaneamente cresce notevolmente il numero di addetti dell’industria e la piccola borghesia urbana impiegatizia. Grazie all’appoggio degli Stati Uniti, l’Italia comincia ad esportare i suoi prodotti all’estero. Il panorama della musica leggera si caratterizza per la nascita del Festival di Sanremo. Dopo anni di esclusione politica, l’Italia rientra a pieno titolo nel panorama mondiale: viene ammessa all’ONU (nonostante il parere contrario dell’Urss) e collabora alla creazione del Mercato Comune Europeo. Nella guerra coreana ancora in corso, l’Italia si schiera a favore degli Stati Uniti.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 29 gennaio 1951: un concorso canoro al Casinò delle feste di Sanremo, nell’Italia a 78 giri Il primo Festival della Canzone italiana si svolge dal 26 al 31 gennaio 1951 ed è ospitato presso il Casinò di Sanremo. Sono tre gli interpreti in gara: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il duo Fasano, tutti dipendenti Rai. Presentano venti canzoni, a volte da solisti, a volte in coppia. Per assistere gli spettatori pagano 500 lire e, mentre i cantanti si esibiscono, la gente ordina da bere, chiacchiera, si diverte. Al termine di ognuna delle prime due serate si decide quali sono le cinque canzoni che hanno accesso alla finale e quali vengono eliminate. Il terzo giorno ha luogo la finale, in cui il pubblico elegge la canzone vincitrice. C’è grande eccitazione: persino La luna si veste d’argento, i cantanti sembrano interpretare una Serenata a nessuno, il pubblico non è molto attento, sembra quasi di essere Al mercato di Pizzighettone; le canzoni si sentono come un Eco tra gli abeti, alcuni si annoiano e sembrano dire:- “Famme durmi’”, La cicogna distratta annusa La margherita sul tavolo. Non si può partecipare se non sopra i Sedici anni, alcuni sono stati esclusi e aspettano Sotto il mandorlo di sapere chi vincerà. Ormai È l’alba, cresce la tensione, una signora intervistata dichiara:-“Ho pianto una volta sola, non ho dubbi sulla canzone che voterò”. Un altro non è contento e dichiara:- “Mai più”. Alcune canzoni toccano nel profondo, suscitano emozioni, tra il pubblico Mani che si cercano, qualcuno sussurra:-“Sei fatta per me”, qualcuno prova nostalgia ascoltando Mia cara Napoli, Oro di Napoli o Sorrentinella. Quando Tutto è finito sono pronti a vivere la Notte di Sanremo....vince Grazie dei fiori.
E il Resto... in classe Italiano: il testo proposto nella rubrica precedente è stato creato inserendo i titoli delle canzoni del primo Festival di Sanremo, prova a scrivere anche tu un breve testo usando i titoli delle canzoni partecipanti all’ultimo Festival di Sanremo. Nilla Pizzi cantava Grazie dei fiori. Tu hai qualcosa per cui ringraziare? Prova a scrivere un testo in cui esprimi i tuoi sentimenti; utilizza la musica di una canzone che ti piace. Arte - Italiano: il Festival di Sanremo ha sempre rappresentato un appuntamento importante, non solo dal punto di vista musicale, ma anche della moda e dell’arte. Fai una ricerca sulla moda nel tempo o sugli stili che si sono susseguiti sul palco di Sanremo. Esponila alla classe. Storia: nel 1951 la Seconda guerra mondiale è terminata da pochi anni e inizia la ripresa economica. In questo momento storico si cercano occasioni di svago, come appunto il Festival di Sanremo. L’Italia però non è omogenea in questo boom; al Sud c’è ancora un’economia arretrata e molti giovani si spostano verso il settentrione. Prova ad approfondire i motivi che hanno portato al fenomeno della migrazione dal Sud al Nord d’Italia e all’abbandono delle campagne. Musica: con l’aiuto del vostro insegnante, scegliete una canzone tra quelle che hanno partecipato al Festival di Sanremo e riproducetela con il flauto o con altri strumenti a vostra disposizione.
29 GENNAIO 1951 IL REGNO DI NILLA, LA RIVOLUZIONE DI MIMMO Ne ho memoria. All’inizio un suono mondano e lontano. Nel 1951 partiva un concorso della canzone, i grandi editori contavano più di un’industria discografica ferma ai 78 giri, secondo le regole della radio. Quindi, tante canzoni e pochissimi interpreti, repertorio condiviso, com’era costume dagli anni Trenta. Location perfetta, nel Casinò di Sanremo, bella gente ai tavoli, giurie da premio popolar chic, giornalisti, ricchi e personalità, come a Miss Italia. Il generone è romantico, ma rivisto senza le spesse lenti dell’ideologia critica, sinceramente popolare: se è arrivato al cuore di tutti, molestando l’orecchio di pochi, dobbiamo prenderne atto. Se quel concorso a Sanremo è diventato il nostro Festival lo ha deciso, sentimentalmente e democraticamente, l’Italia. Vince per due volte di fila Nilla Pizzi con “Grazie dei fiori” e “Vola colomba”, poi “Viale d’autunno”, “Tutte le mamme”, “Buongiorno tristezza” sono la declinazione di una sociologia emotiva pre boom, sfilano Gino Latilla, Carla Boni e Claudio Villa. I rotocalchi alzano i tappeti e le lenzuola. La Rivoluzione arriva nel 1958 con Domenico Modugno e “Nel blu dipinto di blu”, forma inaudita e moderna, successo globale da centinaia di milioni di copie. Sanremo è ormai nel Mondo e ci resterà con Adriano Celentano, Roberto Carlos e Gigliola Cinquetti. Quel che conta è vincere sul mercato, qui passano il beat e il rock, le grandi stelle americane, da Armstrong a Stevie Wonder. La televisione unifica città e campagne dal Nord al Sud, a volte vince il partito melodico a volte quello progressista. Da “Piove” e “Romantica”, con l’improbabile coppia Tony Dallara e Renato Rascel, a “Non ho l’età”, “Canzone per te”, “Zingara”, “Chi non lavora non fa l’amore”. Oltre il revival. Sbarcano al Teatro Ariston, da antagonisti, i cantautori. Gino Paoli, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Lucio Dalla, esplode Mina, si rivela Nada. Il suicidio, da alcuni negato, di Tenco è uno choc cultural politico, uno scandalo etico che viene dato in pasto a giornali e rotocalchi. Dopo i non memorabili e confusi anni Settanta, gli Ottanta segnano la Restaurazione con la vittoria di Alice, il lancio di Ramazzotti, Pausini, Bocelli, il passaggio luminoso di Elisa e Giorgia, il trionfo di Morandi Ruggeri Tozzi. Il caso Avion Travel e Toto Cutugno, l’irruzione dei Talent. La grande saggezza di Roberto Vecchioni, il futuro annunciato da Marco Mengoni. Un bipolarismo discutibile e perfetto. Ma tutto cominciò il 29 gennaio 1951, sulla Radio Rossa, dal Salone delle Feste del Casinò di Sanremo: presenta Nunzio Filogano, cantano Nilla Pizzi, il Duo Fasano e Achille Togliani, accompagnati dall’orchestra (jazz) di Cinico Angelini. Dischi Cetra. Un’onda lunga che avrebbe subito cambiato anche Bologna, come racconta Pupi Avati nel film “Gli amici del bar Margherita”, 1954, via Saragozza, in una città divisa fra il melodico, le balere e le cantine del jazz. Dove già c’era un ragazzo, Gian, che sognava Sanremo. Mentre Pupi suonava il clarino. Marco Mangiarotti
Cristina Prosdocimi Istituto Comprensivo di Zola Predosa GRAZIE A