La linea del tempo… timeline 1950 Gennaio: a Modena, durante lo sciopero proclamato contro la serrata delle Fonderie Orsi, le forze dell’ordine sparano contro gli operai. Si contano sei morti e numerosi feriti. In tutta la regione si svolgono manifestazioni di protesta. Nello stesso mese, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) affida all’Italia, per un periodo di dieci anni, l’amministrazione fiduciaria della Somalia, ex colonia italiana. Marzo: agitazioni di vaste proporzioni, con numerose vittime, segnano l’occupazione da parte dei contadini delle terre incolte di proprietà dei latifondisti nell’Italia meridionale. Seguono l’esempio numerose altre regioni italiane, come la Lombardia, l’Emilia, il Lazio e le Marche. Il Consiglio dei ministri detta disposizioni alla forza pubblica per stroncare le agitazioni senza alcuna esitazione. Maggio: si configura il panorama sindacale che avrebbe caratterizzato i decenni successivi. Oltre al sindacato di ispirazione cattolica Libera CGIL e alla Unione Italiana del Lavoro (UIL) creatasi a marzo, nasce la Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL). Luglio: viene ucciso, a Castelvetrano in Sicilia, il bandito Salvatore Giuliano. Agosto: viene istituita la Cassa del Mezzogiorno, ente pubblico volto a finanziare iniziative industriali tese allo sviluppo economico del meridione d’Italia. Lo stesso mese, papa Pio XII emana l’enciclica Humani generis in cui si esprime la condanna della Chiesa nei confronti di alcune delle moderne correnti di pensiero: l’idealismo, lo storicismo, l’esistenzialismo e il relativismo. Settembre: Maria Callas si esibisce in Tosca per una sola sera al teatro Duse. Il concerto si svolge tra grandi acclamazioni del pubblico e richieste di bis. La Callas non canterà mai più a Bologna. Novembre: viene firmata a Roma la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). Dicembre: l’indice della produzione nazionale supera il livello del 1938: si considera conclusa la fase della Ricostruzione.
Cenni storici: un anno in breve Nel 1950 l’Italia e l’intera Europa sono ancora nella fase della Ricostruzione e della ripresa postbellica, ma anche nel pieno della Guerra Fredda, ossia del conflitto politico e ideologico tra i blocchi occidentale e orientale, guidati rispettivamente da Stati Uniti e Unione sovietica. A giugno scoppia la guerra di Corea, considerata una delle fasi più acute della Guerra Fredda per il rischio di un nuovo conflitto globale e per il possibile utilizzo di armi nucleari. Lo scontro ha inizio a causa dell’invasione della Corea del Sud da parte dell’esercito nordcoreano. All’attacco segue una rapida risposta dell’ONU, sul cui mandato intervengono gli Stati Uniti e altri 17 paesi nel tentativo di liberare lo Stato occupato e di rovesciare il governo nordcoreano.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 26 giugno 1950: l’esercito comunista della Corea del Nord varca il 38° parallelo Forse non tutti sanno che la Corea del Sud e la Corea del Nord sono ancora formalmente in guerra. Per la precisione lo sono da quel tragico giugno del 1950. Non è mai stato firmato, infatti, un trattato di pace ma solo un armistizio nel luglio del 1953, che sostanzialmente ristabiliva la situazione precedente: linea di confine sul famigerato 38° parallelo. L’armistizio più lungo della storia! Qui si giocò la partita tra Nord e Sud e di rimando tra Unione Sovietica e Stati Uniti.Tra i conflitti che seguirono la fine della Seconda Guerra Mondiale, quello che per primo tenne il mondo nuovamente sul filo del rasoio e nel terrore di una tragica soluzione come quella di Hiroshima e Nagasaki, fu proprio questo scontro. La tensione era fortissima, con le due superpotenze che si arroccavano su opposte posizioni nel diabolico gioco della Guerra Fredda. Ma dopo un anno di conflitto sanguinoso e due di paralisi sul confine, la guerra finiva senza vincitori né vinti; il teatro che la ospitava però, paga ancora oggi la distruzione e le divisioni imposte da URSS e USA. Da allora sul 38° parallelo niente è cambiato e questo rimane uno dei simboli più insanguinati della Guerra Fredda; la questione coreana purtroppo è ben lontana dall’essere risolta.
26 GIUGNO 1950 LA SCELTA DI TRUMAN: è GUERRA WASHINGTON - Sono stato due volte sul 38° parallelo. è il parallelo che divide in due la penisola coreana. A nord la Corea comunista. A sud quella democratica. E sono entrato nella baracca in cui venne negoziato l’armistizio del 1953. Anch’essa divisa in due, metà comunista e metà no. E anche il tavolo della firma è diviso in due. Da una parte i coreani con la stella rossa, dall’altra quelli in divisa americana. è tuttora l’ultima frontiera della Guerra Gredda. La calda era cominciata il 26 giugno 1950 e, fra le tante guerre combattute dagli Stati Uniti nella seconda metà del Ventesimo secolo, quella di Corea occupa un rilievo particolare. Non perché sia stata la prima dopo la sconfitta delle potenze dell’Asse (Germania, Giappone, Italia), quanto perché marcò il debutto della nuova superpotenza nella veste e nella funzione di gendarme del mondo. Così volle l’allora presidente Harry Truman. Il quale però ebbe non poche difficoltà a convincere il Congresso. Laggiù – disse – in quella lontana regione dell’Asia erano in gioco anche gli interessi vitali degli Stati Uniti. Davvero? Scrissero i columnists. Abbiamo distrutto fascismo e comunismo, abbiamo dimostrato all’Urss di avere la bomba atomica, non abbiamo nulla da temere. Da nessuno. Godiamoci ora in pace i frutti delle nostre vittorie. E invece Truman decise l’intervento. Il Nord aveva aggredito il Sud in violazione degli accordi di pace. Stalin l’appoggiava e l’armava. Non reagire avrebbe avuto il significato di una resa. Dopo la Corea a chi sarebbe toccato? Alla penisola indocinese? Al Vietnam, anch’esso diviso in due? Alla Germania, divisa in quattro (le due Germanie e le due Berlino)? Attenti - disse Truman - se cade uno, cadranno anche gli altri. Così per scongiurare l’effetto domino, mobilitò una spedizione internazionale. La bandiera sarebbe stata quella dell’Onu. C’erano anche reparti degli ex nemici. L’Italia aveva inviato un ospedale da campo. Ma la stragrande maggioranza dello sforzo militare veniva appunto dagli americani. Li comandava il leggendario Douglas MacArthur, il generale che aveva costretto il Giappone alla resa.Anche in Corea dimostrò quanto valeva. In meno di un anno ricacciò gli invasori e conquistò due terzi della Corea del Nord. Ma arrivato sul fiume Yalu, quasi ai confini con l’Urss, il presidente gli ordinò di fermarsi e di ritirarsi sul 38° parallelo. Il generale si ribellò e si dimise. Non credeva - come il suo presidente - che Stalin avesse imparato la lezione e avrebbe smesso di fomentare altre guerre per procura. Aveva ragione lui. Cesare De Carlo
E il Resto... in classe Geografia: disegna una cartina della Corea, colloca i luoghi dove sono state combattute le battaglie più importanti. Leggi attentamente, dopo averle ascoltate in classe, il testo delle canzoni La guerra di Piero di Fabrizio De André e Blowin’ in the Wind di Bob Dylan.Traduci la seconda con l’aiuto dell’insegnante di inglese, poi fa una riflessione sul loro significato con i tuoi compagni. Italiano: “Poiché le guerre nascono nel cuore delle persone, è nel cuore delle persone che devono essere costruite le difese della pace”. Spiega il significato di questa frase. E tu, cosa ne pensi? Con la tecnica del brainstorming, raccogli le idee tue e dei tuoi compagni sulla parola GUERRA, elabora un cartellone di gruppo. Gisella Pretolani Istituto Comprensivo “G. Lanfranco” Gabicce Mare
Grazie a