La linea del tempo… timeline 1949 Gennaio: i Paesi dell’Europa dell’est creano il COMECON, patto di mutua assistenza economica sotto l’egemonia politica dell’URSS. Prime elezioni politiche in Israele: David Ben-Gurion è eletto primo ministro. Febbraio: negli USA il rapporto Hoffman avanza critiche durissime circa l’utilizzo dei fondi del Piano Marshall da parte dell’Italia. In effetti, una parte cospicua delle risorse (circa 15 miliardi di lire in 7 anni) viene stanziata, col celebre “Piano INA-Casa”, promosso da Amintore Fanfani, per la costruzione di case popolari per i lavoratori. L’indirizzo sociale delle risorse non è gradito agli Stati Uniti, che preferirebbero una destinazione tesa all’aumento del potere d’acquisto della popolazione, per favorire l’importazione di prodotti industriali americani. Marzo: nel parlamento italiano si vota per l’adesione al Trattato del Nord Atlantico (NATO), chiamato anche “Patto Atlantico”; lo scontro politico è durissimo e l’opposizione dei partiti della sinistra coinvolge con proteste, scioperi e manifestazioni, la società civile. Terranova e Labrador si uniscono alla confederazione canadese. Con l’entrata in vigore del Republic of Ireland Act, l’Irlanda del Sud abbandona il Commonwealth e diventa repubblica indipendente Maggio: tragedia di Superga: in un incidente aereo perdono la vita i 22 componenti della squadra del Torino. Il Trattato di Londra sancisce la fondazione del Consiglio d’Europa. Il Siam assume il nome di Thailandia. Bonn è dichiarata “capitale provvisoria” della Repubblica Federale Tedesca. Termina il blocco di Berlino, era iniziato il 24 giugno 1948. Italia: Sono reintegrati al lavoro i dipendenti statali accusati di coinvolgimento con il regime fascista. Proclamazione della Repubblica Federale Tedesca. Giugno: a Cortemaggiore, in Italia, l’ENI scopre un ricco giacimento petrolifero; inizia l’era della gestione di Enrico Mattei che porterà l’Ente nazionale degli idrocarburi - poi Agip - a competere sul mercato internazionale con le grandi compagnie petrolifere americane (le Sette sorelle). Ha ufficialmente inizio il regime di apartheid in Sudafrica, con la promulgazione del South African Citizenship Act. Luglio: Italia, viene pubblicato il decreto della Congregazione del Sant’Uffizio con cui chi è comunista, ateo o materialista non può ricevere l’assoluzione (è la cosiddetta Scomunica ai comunisti). Agosto: Italia, viene abolito il sistema di razionamento del pane e della pasta.L’Unione Sovietica fa esplodere, nel Kazakhstan, la sua prima bomba atomica sperimentale. La notizia viene divulgata dagli USA il 22 settembre e confermata dai sovietici il 25. Ottobre: Cina, sulla Piazza Tiananmen a Pechino viene proclamata ufficialmente la nascita della Repubblica Popolare Cinese; presidente è Mao Tse Tung, primo ministro Zhou Enlai.Viene ufficialmente creata la Repubblica Democratica Tedesca - DDR - in risposta alla Repubblica Federale. Nikolas Zachariadis, segretario generale del Partito comunista di Grecia, annuncia il cessate il fuoco: termina la guerra civile greca. Novembre: l’Organizzazione delle Nazioni Unite affida all’Italia l’amministrazione della Libia e della Somalia. Dicembre: l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adotta a maggioranza una risoluzione che chiede di considerare Gerusalemme come entità separata da Israele e Giordania, posta sotto il controllo delle Nazioni Unite. Il premier israeliano David Ben-Gurion annuncia in parlamento la decisione di trasferire la Knesset (il parlamento) e gli uffici governativi a Gerusalemme nel più breve tempo possibile. Contro il parere delle autorità artistiche è demolita la villa settecentesca del famoso cantante castrato Carlo Broschi, detto il Farinelli, sita in via Zanardi. Bologna apre le porte alla pedagogia montessoriana dopo la parentesi del fascismo. Si costituiscono in molti comuni della provincia di Bologna comitati di solidarietà e di difesa dell’agricoltura, che si mobilitano per la realizzazione delle opere pubbliche condivise da tutte le forze politiche e sociali, sono i cosiddetti “scioperi a rovescio”.
Cenni storici: un anno in breve Ricco di avvenimenti il ‘49. Nell’articolo del Carlino del 5 maggio, oltre all’incidente aereo a Superga, salta agli occhi il titolo di politica internazionale e l’occhiello che prospetta la fine della Guerra Fredda! Passeranno ancora 40 anni perché si possa parlare effettivamente di chiusura di quel periodo storico. Berlino è ancora divisa in quattro zone d’influenza. Si deciderà in quell’anno la separazione fra DDR (Repubblica Democratica Tedesca) sotto l’influenza sovietica e RFT (Repubblica Federale Tedesca) ad economia capitalista. Ha inizio la contrapposizione USA - URSS con la corsa agli armamenti e un lungo periodo di tensioni. Intanto nel resto del mondo la geografia politica sta cambiando: si rendono indipendenti alcune colonie e nasce ufficialmente la Repubblica d’Irlanda. Bologna dà dimostrazione a tutta l’Italia di grande senso civico con l’introduzione del metodo Montessori nelle scuole e con la partecipazione della società civile alla ricostruzione post bellica.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 5 maggio 1949: la tragedia di Superga – cancellato il Grande Toro Per capire che cosa rappresenta la squadra del Grande Torino nell’Italia del dopoguerra basta fare un giro nella rete e scoprire articoli, interviste e siti dedicati. È la squadra per eccellenza composta da giocatori (e non da divi) che giocano l’uno in funzione dell’altro, sono i moschettieri tutti per uno, uno per tutti. Sono i tempi in cui si va allo stadio per guardare una bella partita e si è certi che quando il Grande Torino gioca, la partita sarà bella. Allora quella notizia, apparsa il 5 maggio nel “Giornale dell’Emilia” (il Resto del Carlino aveva cambiato provvisoriamente nome per segnare il distacco dal giornale sottoposto al controllo del regime fascista), è di quelle che solo uno sceneggiatore può scrivere: un’intera squadra, quella dei giocatori più bravi e generosi di sempre, è scomparsa.
E il Resto... in classe Storia: la microstoria ci interessa per capire un’epoca, un clima sociale, una cultura.Vale la pena di approfondire la storia della squadra del Torino, che vince cinque campionati di fila, per comprendere com’è la società italiana uscita dalla guerra, che fa ancora la fame, ma che cerca di reagire e di ricostruire un futuro. Nel sito http://www.ilgrandetorino.net/index.htm troverai molte informazioni utili alle quali puoi aggiungere una ricerca su YouTube e la visione di due film: Il Grande Torino, Rai Uno, 2005; Ora e per sempre di Vincenzo Verdecchi, 2005.
5 MAGGIO 1949 COSÌ MUOIONO GLI IMMORTALI La strada per la leggenda è lastricata di coincidenze e traiettorie impazzite. Il 4 maggio 1949 su Torino si sta scatenando un nubifragio. E il Grande Torino, la squadra invulnerabile di ritorno dalla trasferta a Lisbona persa con l’orgoglio di chi vince sempre, la percorre tutta dentro un muro di nuvole. La collina è avvolta dalla nebbia, il Po giù in basso esonda. Li aspettano per le 17 al Campo Volo dell’Aeronautica. Il ticchettio del telegrafo conferma: “Siamo sopra Savona, quota 2000 metri. Tagliamo su Superga”. Quelli sotto, preoccupati, avvertono il comandante, che per eccesso di sincronismo si chiama Meroni: “Visibilità zero, dovete volare alla cieca”. Cieca è la sfortuna. I metri non 2 mila ma solo 200. E il Fiat G212 anziché volteggiare sopra la Basilica va a schiantarsi contro il suo muraglione. Così muoiono gli immortali, il modello ineguagliabile del calcio italiano. Sotto il diluvio si disintegra il sogno mai più sognato di una squadra al di sopra del tifo e delle beghe di campanile, il simbolo della rinascita. Il muratore Amilcare Rocco, che abita poco distante dalla cima, sente il fragore fisico di stella caduta. Esce nell’aria spessa e vede la carlinga arresa alla gravità sul terrapieno, il foro di 4 metri di diametro, la colonna di fumo nero. In mezzo all’orrore dei corpi sparpagliati si aggira il cappellano del tempio, don Tancredi Ricca. I morti vengono raggruppati sul piccolo piazzale dietro la sua canonica e coperti da un telone impermeabile. Fra le lamiere spunta una foto del Torino ‘46 - ‘47: è appena bruciacchiata ai margini, solo il viso di Castigliano è stato mangiato. A Montecitorio arriva la notizia e la seduta è sospesa. Il presidente del Consiglio De Gasperi è in Sardegna e al posto suo parte per Torino il sottosegretario Andreotti. Gli strilloni vengono presi d’assalto, la strada per Superga è un gigantesco ingorgo. Il vecchio maestro Vittorio Pozzo, che ha contribuito a creare il mito, riconosce Loik, Ballarin. “Nessuno meno di lei….” mormora il maresciallo che prende appunti. Undici marziani, partiti per il Portogallo per un impegno preso personalmente dal capitano Valentino Mazzola. Attorno a quell’aereo la sorte coreografa una macabra danza di partenze mancate o centrate all’ultimo momento. Il presidente Ferruccio Novo sta male e rimane a letto. Il giovane granata Giuliano ha problemi con il passaporto e sale al posto suo Renato Casalbore, direttore di Tuttosport. Non si imbarca il portiere di riserva Gandolfi perché è stato convocato Dino Ballarin. Nicolò Carosio deve la vita alla comunione del figlio. Una distorsione blocca Sauro Toma, mentre Maroso va con la benedizione del medico e Mazzola non può mancare anche se si trascina dietro l’influenza. “Questa sarà la nostra bara” aveva sussurrato un giorno Loik a Boniperti riferendosi all’aereo che portava lontano la Nazionale. Ancora oggi in tanti credono che quei ragazzi là siano solo in trasferta. Viviana Ponchia
Italiano: dopo esserti documentato riscrivi l’articolo de “il Resto del Carlino”. Che cosa cambieresti se dovessi scrivere un editoriale? Raffaella Amicucci Istituto Comprensivo di Monte San Pietro
GRAZIE A