La linea del tempo… timeline 1948 Gennaio: entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana. Aprile: in Italia hanno luogo le elezioni politiche per il primo parlamento repubblicano. La Democrazia cristiana ottiene il 49% dei voti e la maggioranza assoluta dei seggi. Maggio: Luigi Einaudi viene eletto dalle Camere del Parlamento riunite in seduta comune Presidente della Repubblica Italiana al quarto scrutinio. Giugno: l’Italia aderisce allo European recovery program promosso dagli Stati Uniti. Nello stesso mese La Libertas Bologna vince il primo campionato della Lega italiana di baseball; si tratta di un gioco praticamente sconosciuto in Italia prima dell’arrivo dei soldati americani durante la guerra. Luglio: a Roma, un giovane universitario liberale, Antonio Pallante, spara al segretario del Pci Palmiro Togliatti, che rimane gravemente ferito. In Italia si sfiora la guerra civile. Nello stesso mese, Gino Bartali vince il suo secondo Tour de France. Novembre: viene reso pubblico il “Manifesto ai lavoratori italiani,” redatto dalla Libera Confederazione Generale Italiana dei Lavoratori (LCGIL). Nello stesso mese, a Bologna, tre giovani appartenenti al Partito comunista aggrediscono a morte il sindacalista cattolico Giuseppe Fanin. Si svolge inoltre a Roma il II congresso dell’Unione Europea dei Federalisti: il Papa, ricevendo a Castel Gandolfo i partecipanti al Congresso, si dichiara favorevole al progetto federale europeo.
Cenni storici: un anno in breve Con l’inizio del 1948 entra in vigore la nuova Carta Costituzionale, approvata dall’Assemblea Costituente e promulgata dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola alla fine dell’anno precedente. I principi politici della Costituzione vengono messi alla prova ad aprile dello stesso anno, quando si tengono le elezioni politiche per il primo parlamento repubblicano. Le consultazioni sanciscono il trionfo della Democrazia cristiana che ottiene sia la maggioranza relativa che assoluta dei seggi, caso unico nella storia della Repubblica. È invece netta la sconfitta del Fronte popolare democratico, comprendente il Partito socialista italiano e il Partito comunista italiano, che viene fortemente ridimensionato rispetto alle precedenti elezioni. Lo stesso anno l’Italia aderisce allo European recovery program, o Piano Marshall: un programma finanziato dagli Stati Uniti e volto alla ricostruzione dell’Europa dopo i danni provocati dalla Seconda Guerra Mondiale.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 18 aprile 1948: maggioranza assoluta alla Dc nelle prime elezioni politiche dell’Italia L’appello della Democrazia cristiana al paese per le elezioni del 18 aprile 1948 ebbe un indiscutibile successo: “La scelta è ormai tra un inumano totalitarismo, che tutto accetta e soffoca nello stato, e un concetto umano della vita politica, alla quale i cittadini, associazioni, partiti collaborino in libera gara per il conseguimento del bene comune”. Sembra impossibile non chiedersi quanto peso abbia avuto su questo risultato la percentuale dei voti delle donne, di quelle madri e mogli devote alla famiglia e decise a costituire una barriera di contenimento contro quello che era propagandato come il pericolo laico del comunismo, dello sfacelo della solidità della famiglia cristiana in nome della collettività comunista. La decisione decretata dal ministro Ivanoe Bonomi il 31 gennaio del ’45 di riconoscere il suffragio universale, mentre l’Italia era ancora divisa ed il nord occupato, forse dette qualche anno dopo frutti allora ancora impensabili. Lo spostamento verso il blocco delle democrazie occidentali sostenitrici del libero mercato è ormai deciso; i cittadini non possono ancora sapere che questo appena adottato sarà lo schieramento politico del paese e la sua immagine nei confronti del mondo nel prossimo quarantennio, tra luci e ombre anche nei momenti più difficili della nostra storia nazionale. La vittoria di De Gasperi proiettò l’Italia in una nuova dimensione, permettendo la successiva adesione al Patto Atlantico, che venne firmato il 4 aprile del 1949. Il 5 maggio del 1949 a Strasburgo gli Stati europei istituiscono il Consiglio d’Europa e si accordano stipulando la prima Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
E il Resto... in classe
18 APRILE 1948 DE GASPERI O TOGLIATTI? LA LIBERTÀ Il 18 aprile 1948 si celebrarono le prime elezioni politiche libere della nostra storia repubblicana. Quella mattina, molti italiani si recarono ai seggi con l’animo scosso da uno spettro incombente: la guerra civile. Sembra incredibile, oggi, ma allora sembrava più che possibile, e addirittura probabile, che il confronto tra Partito comunista e Democrazia cristiana si spostasse dalle aule parlamentari alle piazze, dall’invettiva alla fucilata. In quei mesi, cominciava la Guerra Fredda tra i paesi della Nato e l’Unione sovietica di Stalin, si sparavano tra loro i greci, in Cecoslovacchia prendevano il potere le milizie comuniste di Gottwald, in America il celebre opinionista Walter Lippman sosteneva la necessità di mettere fuori legge il Pci.“Se vincono i comunisti, addio democrazia”, pensavano in molti. E che “i comunisti”, per l’occasione riuniti in un “Fronte popolare”, potessero in effetti vincere lo pensavano anche i diretti interessati. Pietro Nenni, gran capo socialista negli anni in cui i socialisti non erano meno massimalisti dei comunisti, era infatti in dubbio tra “vittoria” e “trionfo” elettorale di quell’anomalo cartello delle sinistre italiane. Perciò nelle sezioni della Dc e in quelle romagnole del Pri si oliavano vecchie mitragliatrici e al largo delle coste italiane navi militari statunitensi cariche di marines erano pronte a intervenire. Rimase celebre un articolo di Indro Montanelli in cui il noto giornalista (noto, e notoriamente anticomunista) raccontava che la mattina del 18 aprile i treni diretti a Chiasso erano pieni di lombardi che, espletato il dovere del voto, si rifugiavano in Svizzera in attesa del risultato elettorale. È possibile che quel racconto fosse frutto della fantasia di Montanelli, ma nella temperie di quei giorni di fuoco, di nervi tesi e di preoccupazioni diffuse, nessuno si stupì e tutti lo presero per buono. La posta in palio, allora, era dunque la libertà. “Ho passato ore mortalmente pericolose”, annotò il giovane Andreotti sui suoi diari. In quei giorni “pericolosi”, su diretta indicazione di Pio XII i parroci italiani facevano opera di apostolato per la Democrazia cristiana e gli italoamericani spedivano lettere accorate ai loro parenti rimasti in Patria invitandoli a votare bene, cioè a non sottovalutare il pericolo comunista. Finì che la Dc di Alcide De Gasperi ottenne la maggioranza assoluta dei voti: 13 milioni di suffragi contro gli 8 del Fronte popolare. Sconsolato, Pietro Nenni annotò: “Come mai mi è sfuggito il senso di paura al quale dobbiamo la sconfitta? Posso io rifiutarmi di prendere atto che sotto bandiera, direzione o ispirazione comunista non si vince in Occidente?”. È opinione diffusa che tra chi trasse allora un sospiro di sollievo vi fosse anche il gran capo del Pci, Palmiro Togliatti. Per nulla deciso a “fare la rivoluzione”.
Costituzione: leggi l’articolo 1 della nostra Costituzione “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”, che entrò in vigore proprio il 1° gennaio di quell’anno. Commenta in classe l’influenza che può aver esercitato sulle elezioni del 18 aprile il principio della democrazia qui rimarcato.
Andrea Cangini
Storia: elenca i paesi firmatari del Patto Atlantico nel 1949 e confronta i regimi in vigore nei diversi Stati. Erano tutte forme di governo repubblicano in contesti di libera economia? Geostoria: su una cartina del mondo colora in rosso i paesi aderenti al Patto di Varsavia ed in blu quelli aderenti al Patto Atlantico. Roberta Fabbri Istituto Comprensivo “G. Lanfranco” Gabicce Mare
GRAZIE A