La linea del tempo… timeline 1943 Gennaio: viene fucilata a Roma Laura D’Oriano, l’unica donna della seconda guerra mondiale fucilata per spionaggio in Italia. Febbraio: Mussolini assume direttamente la responsabilità del Ministero degli esteri. Ciano viene esonerato ed è nominato ambasciatore presso il Vaticano. A Bologna, la statua del Nettuno viene ricoverata in un deposito di legna davanti alla lavanderia comunale di Pescarola (zona Zanardi) per timore dei bombardamenti. Il Gigante sarà ricollocato al suo posto nel maggio 1946. Marzo: nasce a Varese l’economista e politico Mario Monti. Maggio: a Bologna vengono arrestati alcuni esponenti del Partito d’Azione clandestino. Tra essi gli studiosi Giancarlo Cavalli, Cesare Gnudi, Carlo Ludovico Ragghianti, Francesco Arcangeli e il celebre pittore Giorgio Morandi. Luglio: il Gran Consiglio del Fascismo mette in minoranza Mussolini votando l’ordine del giorno Grandi; poco dopo Mussolini viene arrestato ed il potere affidato al Maresciallo d’Italia, generale Pietro Badoglio. È l’epilogo della dittatura fascista in Italia. Nello stesso mese i bombardamenti delle truppe inglesi e americane colpiscono la città di Bologna. Nonostante gli obiettivi principali siano gli stabilimenti industriali e le stazioni centrale e di Santa Viola, viene duramente colpito anche il centro cittadino, provocando numerosi morti e feriti. Agosto: la città di Bologna è dichiarata “soggetta a sfollamento”. Nel frattempo sono costruiti alloggi temporanei per i senza tetto sotto alcuni portici della periferia. Settembre: invasione continentale da parte degli Alleati e sottoscrizione della resa italiana a Cassibile tra il generale Giuseppe Castellano, inviato del generale Badoglio, ed il Comando Alleato. È il cosiddetto armistizio corto. Dopo l’annuncio a sorpresa da parte degli Alleati dell’avvenuto armistizio, Badoglio comunica per radio la cessazione delle ostilità. Mentre si assiste al completo disfacimento dell’esercito italiano, rimasto senza comandi, l’Italia si ritrova di fatto in guerra non dichiarata con la Germania. Ottobre: l’Italia dichiara ufficialmente guerra alla Germania nazista diventando cobelligerante a fianco degli Alleati.
Cenni storici: un anno in breve Nel 1943 la guerra italiana giunge a una svolta. Il 10 luglio le truppe angloamericane sbarcano sulle coste della Sicilia (operazione Husky) con l’obiettivo di aprire un fronte di combattimento nell’Europa continentale e mettere fuori combattimento l’Italia fascista. La superiorità militare degli Alleati convince il Re e lo Stato Maggiore a sbarazzarsi di Mussolini che in soli tre anni di guerra aveva creato una situazione insostenibile. Così, il 25 luglio, il Gran Consiglio del Fascismo mette in minoranza il Duce, il quale viene arrestato poco dopo. Il governo italiano, sotto la guida del generale Badoglio, comincia quindi a trattare con gli Alleati la resa, che sarà sottoscritta a Cassibile il 3 settembre. Tuttavia, ciò che avrebbe dovuto rappresentare un momento lieto di cessazione delle ostilità si trasforma in sbandamento generale. Dopo l’armistizio, infatti, la famiglia reale e Badoglio fuggono da Roma per rifugiarsi a Brindisi, le autorità statali e gli stati maggiori delle forze armate si dissolvono rendendosi irreperibili, e le truppe tedesche prendono il controllo del paese disarmando l’esercito italiano col quale erano fino a poco prima alleati. La penisola resta così divisa in due, occupata dalle forze Alleate al sud e dalle forze tedesche al centro nord.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 16 settembre 1943: il fascismo è caduto ma la guerra continua A Polidoro il 23 settembre 1943 il vice brigadiere Salvo D’Acquisto, di appena 23 anni, sacrificò la propria vita per salvare 22 prigionieri accusati dai nazisti di un presunto attentato. All’eroe Salvo D’Acquisto è dedicata, sia a Polidoro che a Napoli, sua città natale, un’epigrafe a testimonianza del suo atto eroico. Quello di Salvo D’Acquisto è uno dei tanti avvenimenti accaduti tra l’armistizio di Cassibile e la resa di Caserta. Numerosi furono i combattimenti tra reparti militari dell’RSI, collaborazionisti con le truppe naziste, e i partigiani che lottavano per la liberazione italiana.
16 SETTEMBRE 1943 NEL NORD LO STATO FANTOCCIO DI HITLER Italiani contro italiani. Dal settembre 1943 alla fine del secondo conflitto mondiale, l’Italia è teatro di quella che, da ormai trent’anni, tutti gli storici concordano nel definire una «guerra civile». Da una parte, i cosiddetti “repubblichini”, che aderiscono alla Repubblica sociale italiana (RSI) voluta da Adolf Hitler; dall’altra, quanti – in molti casi rigettando la chiamata alle armi della RSI, che deve costituire le proprie forze armate – scelgono la via della lotta partigiana. Il 1943 è un anno cruciale per la storia italiana. Il 10 luglio, lo sbarco alleato in Sicilia fa capire che le sorti del conflitto sono segnate; il 25 luglio – dopo vent’anni di regime, e una guerra che ha messo l’Italia in ginocchio – l’arresto del duce, Benito Mussolini, e la nomina di Pietro Badoglio a capo del governo da parte del re Vittorio Emanuele III, sanciscono la caduta del fascismo; l’8 settembre, viene firmato l’armistizio con gli Alleati. Una parte dell’Italia, però, è ancora in mano ai tedeschi. Per amministrare parte di questi territori, Hitler pensa alla costituzione di un nuovo Stato fascista. Il 12 settembre, con un blitz condotto da paracadutisti ed SS, i tedeschi liberano Mussolini, tenuto prigioniero a Campo Imperatore, sul Gran Sasso. E il 18 settembre, dai microfoni di Radio Monaco, è proprio la voce di Mussolini – più stanca e appannata di quella che gli italiani erano abituati a sentire – ad annunciare la nascita del governo fascista della Repubblica sociale italiana. Che vuole essere «nazionale e sociale nel senso più lato della parola: sarà cioè fascista nel senso delle nostre origini». Di fatto, la RSI – o Repubblica di Salò, la cui fine, politica e militare, data 25-29 aprile 1945 – sarà uno Stato fantoccio, una sorta di protettorato tedesco controllato da Hitler. E sarà una delle cause all’origine della guerra civile. Una guerra sanguinosa, fra italiani, fra due opposte idee di patria. Che segnerà per decenni, con profonde cicatrici, la società e la politica del nostro Paese. Nel 1996, in uno storico discorso di insediamento alla presidenza della Camera, Luciano Violante, dal solido passato comunista, invita a «sforzarsi di capire, senza revisionismi falsificanti, i motivi per i quali migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze, quando tutto era perduto, si schierarono dalla parte di Salò e non dalla parte dei diritti e delle libertà». Molti non capiscono. Le polemiche assumono toni aspri. Le antiche ferite impediscono ancora una memoria condivisa. Luca Orsi
E il Resto... in classe Storia - Cittadinanza e Costituzione: Salvo D’Acquisto e Laura D’Oriano sono due martiri e due eroi della libertà: documentati su questi due personaggi e avvia una discussione in classe sul valore di amor di patria ieri e oggi. La patria è ancora un valore? Può un adolescente di oggi comprendere il sacrificio della propria vita per la libertà? Visione del film Salvo D’Acquisto e discussione in classe. La nascita della Repubblica Sociale spacca l’Italia e da avvio alla lotta partigiana: ricerca dei documenti, dei film e dei libri su questa importante pagina storica del nostro paese. Analizza il materiale raccolto e realizza un cartellone in cui emergono fatti, personaggi e riflessioni. Lo sfollamento di Bologna dell’agosto 1943 ci fa riflettere sulle odierne tragedie dell’immigrazione: realizza un cartellone e un testo scritto a riguardo. Patrizia M. Salvo Istituto Comprensivo “G. Lanfranco” Gabicce Mare
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