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1934 06 10 il gigante del calcio che evoca il piave

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La linea del tempo… timeline 1934 Marzo: viene approvato il Testo unico della legge comunale e provinciale che amplia i poteri dei prefetti e prevede l’esclusione delle donne da diversi pubblici uffici. Aprile: Valentino Bompiani pubblica a Milano, nella collana “Libri Scelti”, un’edizione del Mein Kampf di Adolf Hitler in due volumi intitolati La mia vita e La mia battaglia. Lo stesso mese viene aperto un collegamento ferroviario diretto con Firenze, la direttissima Bologna-Firenze alla cui inaugurazione partecipa anche il Re d’Italia. Maggio: viene pubblicato il primo numero del settimanale antifascista “Giustizia e Libertà” diretto da Carlo Rosselli. Lo stesso mese è indetto a villa Grifone (Pontecchio) il Congresso dei Radiotecnici Italiani; ospite d’onore è Guglielmo Marconi, che ha modo di rievocare sul posto i primi esperimenti di radiotelegrafia e di ricevere una laurea ad honorem in fisica dall’Alma Mater. Giugno: a Venezia si tiene il primo incontro tra Mussolini e Hitler. Lo stesso mese, l’Italia vince la seconda edizione del Campionato mondiale di calcio battendo la Cecoslovacchia per 2 -1. Settembre: viene creato il Sottosegretariato alla Stampa e alla Propaganda, affidato a Galeazzo Ciano. Lo stesso mese viene approvata la legge istituiva dell’insegnamento obbligatorio della cultura militare nelle scuole e i tre gradi di preparazione militare.

Cenni storici: un anno in breve Nel 1934 l’Italia è nel pieno della dittatura fascista e il consenso al regime è, più o meno convintamente, molto esteso. È in questo periodo che cominciano a concretizzarsi le mire espansionistiche del Duce, che l’anno seguente avvierà la guerra d’Etiopia. Tuttavia, nel corso dell’anno è un evento sportivo a galvanizzare l’opinione pubblica: il 10 giugno la squadra di Vittorio Pozzo vince il secondo Campionato del mondo di calcio, battendo la Cecoslovacchia in casa. Il successo della squadra italiana rappresenta una vittoria anche per Mussolini che sin dagli inizi del regime aveva promosso lo sport, e in particolare il gioco del calcio, a fini propagandistici e nazionalistici poiché, in un’Italia rurale e profondamente campanilista, lo sport è visto come uno strumento per favorire l’unità nazionale.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 10 Giugno 1934: l’Italia di Pozzo campione del mondo “Yes you can”, questo slogan può essere applicato a Vittorio Pozzo che, da modeste condizioni economiche, riuscì a scalare le vette della notorietà portando l’Italia ad essere campione del mondo grazie alle sue convinzioni sulla tattica del gioco del calcio. Egli credette nell’importanza delle mezze ali interne, anche perché ebbe a disposizione due fortissimi interpreti di quel ruolo: Giuseppe Meazza e Giovanni Ferrari che furono gli unici due titolari fissi di entrambe le selezioni campioni del mondo (1934-38). Si narra che Pozzo mentre preparava i suoi giocatori facesse cantar loro le canzoni degli alpini e amasse “ritiri” molto essenziali, quasi militareschi. Tutto ciò doveva creare spirito di gruppo e cementare i rapporti personali prevenendo malumori in campo e negli spogliatoi. Ciò gli derivava dalla partecipazione nella prima guerra mondiale in veste di tenente degli alpini. Questa esperienza lo segnò profondamente: ne trasse un’esperienza di rigore morale ed educazione alla modestia e all’essenzialità che applicò costantemente ai rapporti umani e alla professione sportiva. Egli ebbe incarichi dalla Federcalcio: quello di studiare un progetto di riforme del campionato per ovviare alle tensioni tra grandi squadre. Nel 1924 Pozzo venne nuovamente nominato commissario alle olimpiadi parigine; il suo nome rimase noto anche dopo la sconfitta con la Svizzera.

E il Resto... in classe Italiano - Storia: leggi la poesia di Umberto Saba Goal ed analizza i vari aspetti dello sport. Lo sport che aggrega, unisce i giovani, valorizza l’individuo, invita all’integrazione e al dinamismo. Che sport frequenti? Credi nel suo valore? Approfondisci le regole di un “sano sport”. Lavora in un progress-work e crea al termine un opuscolo, presentalo ai compagni e inseriscilo in una piattaforma digitale. L’Italia in quell’anno divenne nota non solo nel calcio ma pure nella letteratura con il Premio Nobel a Pirandello con le seguente motivazione: “Per il suo coraggio e l’ingegnosa rappresentazione dell’arte drammatica e teatrale”. Anche per Don Giovanni Bosco dichiarato Santo da papa Pio XI nel giorno di Pasqua, si esaltò il coraggio e la forza d’animo. Ecco allora la continua presenza del “coraggio”.

10 GIUGNO 1934 IL GIGANTE DEL CALCIO CHE EVOCA IL PIAVE Il primo urlo “Campioni del mondo’’ porta indietro le lancette dell’orologio fino al 10 giugno 1934. In piena era fascista l’Italia di Vittorio Pozzo vince il campionato del mondo, organizzato e voluto dal regime come straordinario veicolo di propaganda. Nella finale di Roma gli azzurri battono per 2-1 la Cecoslovacchia dopo una sfida epica segnata dai gol di Puc e Orsi. Risolve, nei tempi supplementari, una prodezza di Angiolino Schiavio, centravanti del Bologna, descritto da Gianni Brera come un possente guerriero medievale che sgomina ogni avversario, anche se la sua armatura è logora e cigolante. Mussolini consegna ai campioni del mondo la medaglia d’oro al valore, come fossero militari che tornano da una campagna vittoriosa. Ma la Nazionale di Pozzo più che del fascismo è figlia del Risorgimento. È in quei valori di forza e temperanza che il commissario unico azzurro, cresciuto all’educazione dei salesiani e tenente degli alpini durante la prima guerra mondiale, si ispira. Piemontese di antica scorza, Pozzo non è un tecnico né un burocrate ma un profondo conoscitore del calcio per averlo praticato da giovane in Francia, Svizzera e Inghilterra. Le malizie strategiche le matura sul campo ma il suo punto di forza è la capacità di far crescere le qualità umane e lo spirito di gruppo dei suoi giocatori. Prima della partite si richiama alla battaglia del Piave e alle canzoni di guerra che furono la colonna sonora di quella epopea storica. È una nazionale profondamente italiana nello spirito ma anche multietnica per la presenza degli oriundi Monti, Orsi e Guaita, figli di immigrati di ritorno. La vittoria è scritta nel destino di Pozzo e degli uomini che lo seguiranno: una filosofia costruita sui valori semplici del sacrificio e del duro lavoro di campo premia questo gigante della nostra storia calcistica. Dopo la vittoria del 1934 arriva quella nelle Olimpiadi di Berlino del 1936, fino al clamoroso bis mondiale del 1938 in Francia. Dei campioni del 1934 è rimasto il solo Meazza, che ora giostra da interno in una squadra che è ricordata dagli appassionati di calcio come una dolce cantilena: Olivieri, Foni, Rava, Serantoni, Andreolo, Locatelli, Biavati, Meazza, Piola, Ferrari e Colaussi. I giocatori più spettacolari, oltre al veterano interista, sono il bolognese Biavati, ala destra con il suo caratteristico passo doppio che sconcerta gli avversari, e Silvio Piola, a tutt’oggi il più prolifico cannoniere azzurro di sempre. La vittoria finale sull’Ungheria di Titkos e Sarosi la firmano Colaussi e Piola con due doppiette. L’Italia risale sul tetto del mondo e Vittorio Pozzo diventa il primo e unico commissario tecnico a vincere due mondiali consecutivi. Nessuno è più salito sulla vetta dove regna quel vecchio alpino. Giuseppe Tassi

Geografia: rifletti su queste domande: Tutti i ragazzi del mondo possono “fare sport”? Ci sono paesi che proibiscono lo sport femminile? Fai una ricerca. Cittadinanza e Costituzione: leggi gli articoli che si riferiscono allo sport. Conosci il doping? Cosa ne pensi? Crea uno slogan che valorizzi uno sport sano pieno di coraggio e di valori positivi. “Yes you can”.

Paola Fraternali Istituto Comprensivo “G. Lanfranco” Gabicce Mare

GRAZIE A


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