La linea del tempo… timeline 1932 Gennaio: mentre vede la luce il primo numero de “La Settimana Enigmistica”, Stefano Maria Cutelli, razzista “della prima ora”, fonda il mensile “La nobiltà della stirpe”. Febbraio: inizia a Ginevra la conferenza sul disarmo; la Germania, che nel 1933 abbandonerà i lavori, preme per spezzare i vincoli di Versailles. Intanto Hitler, originariamente austriaco, ottiene la cittadinanza tedesca: è un primo passo per candidarsi alle elezioni da Presidente. Marzo: a New York primo film sonoro su Tarzan interpretato dal campione olimpico di nuoto Johnny Weissmuller. Aprile: il senatore Agnelli presenta a Mussolini la Balilla 508, prima utilitaria italiana. Il Duce visita l’Agro Pontino: i lavori di bonifica procedono bene. Maggio: il presidente francese Paul Doumerviene viene raggiunto da due colpi di pistola. Autore dell’attento: Paul Gorguloff, emigrato russo. Giugno: nell’Agro Pontino simbolica posa della prima pietra della città di Littoria, odierna Latina. Luglio: conferenza di Losanna (Svizzera). I debiti della Germania per le riparazioni di guerra vengono ridotti. Alle elezioni politiche tedesche il Partito nazionalsocialista ottiene il 37,4% dei voti, diventando il primo partito tedesco. Il libro Storia d’Europa nel secolo decimonono di Benedetto Croce è condannato e messo all’Indice dei libri proibiti dalla Chiesa. Inizia la decima Olimpiade a Los Angeles: il medagliere italiano sarà secondo solo agli Stati Uniti. Sul “muso” della Ferrari compare il cavallino rampante, simbolo di Francesco Baracca. Agosto: si apre, a Venezia, la prima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Raffaele Guariglia, direttore generale al Ministero degli esteri, presenta un rapporto in cui delinea la futura politica di espansione in Etiopia. Settembre: Mussolini, in un discorso a Forlì, elogia i successi della “battaglia del grano”, ormai ad un passo dall’essere vinta. Gandhi inizia in prigione un “digiuno fino alla morte” a favore degli intoccabili. Bolivia e Paraguay entrano in conflitto per i giacimenti di petrolio: la guerra durerà fino al 1935. La maggioranza nazionalsocialista del Consiglio comunale di Dessau, in Germania, impone la chiusura della scuola del Bauhaus (alla lettera “casa del costruire”) che proponeva una nuova concezione dell’arte. Ottobre: grandi cose nella capitale in occasione del decennale della Marcia su Roma. È inaugurata da Mussolini stesso la “Mostra sulla Rivoluzione fascista”; viene fondato il giornale fascista “Ottobre” (sottotitolo: “Rivista del fascismo universale”).Viene inaugurato il “Foro Mussolini” di cui fa parte, tra l’altro, il monumentale stadio Mussolini. Sempre in occasione dei festeggiamenti, si inaugura a Roma la prima “Mostra nazionale delle bonifiche”. Inaugurata dal duce l’autostrada Milano-Torino. Novembre: negli Stati Uniti, il democratico Franklin Roosevelt vince le elezioni presidenziali. Dicembre: l’iscrizione al Partito nazionale fascista è prerequisito necessario per la partecipazione a concorsi nelle amministrazioni statali. Si inaugura ufficialmente la città di Littoria mentre la bonifica pontina è salutata come “una splendida vittoria del Duce”.
Cenni storici: un anno in breve La scena italiana è dominata per intero dal fascismo, nel pieno del suo successo. È il decennale dalla marcia su Roma, ricorrenza che il regime non manca di sottolineare con esposizioni e grandi opere: il più grande dei risultati da festeggiare è il consenso ottenuto, a cui anche il medagliere della X Olimpiade di Los Angeles dà un contributo non secondario. Ovunque il fascismo, che, per altro, inizia ad abbozzare le linee della futura politica espansionistica in Etiopia, pare trionfare: nello sport come sulla malaria e sulle paludi insalubri da cui vengono strappati campi fertili e nuove città. Anche la “battaglia del grano” sembra ormai avviata all’imminente vittoria concorrendo al sogno di un’Italia che può “bastarsi da sola”. Ognuno di questi obiettivi è raccontato con una retorica bellica: le imprese in cui il fascismo combatte e trionfa sono, comunque, gloriose. Il loro valore propagandistico va oltre la loro reale portata e nasconde zone d’ombra che un’analisi più attenta non potrà mancare di rilevare. Ma ora Mussolini, indiscutibilmente, è guardato con ammirazione, nella sua Italia e dall’estero. Il quadro internazionale, intanto, comincia a palesare gli squilibri che, precipitando, inizieranno a disegnare con più precisione la fisionomia del primo dopoguerra e costruiranno i presupposti per un nuovo conflitto. La Germania, colta in una situazione socialmente e politicamente delicata dai contraccolpi della crisi del ‘29, umiliata dalle trattative di pace e strangolata economicamente dalle clausole economiche, assiste all’ascesa del nazismo che, nel luglio, diventa il secondo partito dello Stato. In gennaio Hitler raggiunge la carica di cancelliere...ma questo è già un nuovo anno.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 18 dicembre 1932: la bonifica dell’Agro Pontino Ha dell’epico il tono usato dal giornalista che, riportando l’intervento di Marchiafava in Senato, celebra la bonifica dell’Agro Pontino. Mussolini trionfa nelle “inviolabili” paludi pontine, là dove ha fallito Roma antica, là dove si sono arrestati i papi; la “gloriosa impresa”, il “continuo miracolo” ha avuto la meglio sulla “terra tragica insidiatrice della vita degli agricoltori”. La bonifica pontina è decisa sin dal 1928 e si colloca nell’ambito del più ambizioso programma di “bonifica integrale” finalizzato al recupero di ampie zone malsane su cui insediare forme di piccola proprietà contadina e realizzare la cosiddetta “sbracciantizzazione”. Si tratta di trasformare i braccianti agricoli, per altro politicamente pericolosi, in coloni legati alla terra loro distribuita collocandoli in una struttura insediativa adeguata. La “grande crisi”, che impone importanti interventi statali, dà un decisivo impulso alla secolare “sfida con la palude”: tra il 1931 e il 1934, impiegando decine di migliaia di uomini, vengono bonificati circa 60.000 ettari per un totale di 3.000 poderi e due nuove cittadine, Littoria, salutata nel 1932 come “prima città nuova dell’agro redento”, e Sabaudia (ad esse si aggiungeranno tra 1935 e 1939 Pontinia, Aprilia e Pomezia). L’impatto, a livello di immagine, è fortissimo: il regime propone la forza della sua “volontà realizzatrice” attraverso terre, che la propaganda lascia immaginare immense, rese feconde e strappate alla malaria. Così come immensa appare l’opera intrapresa dal regime.
E il Resto... in classe Storia - Italiano: ricostruiamo alcuni aspetti centrali del fascismo partendo dalla prima pagina del 18 dicembre 1932 (a proposito, perché accanto alla data c’è “Anno XI”?). Collochiamo questa pagina al centro di un ampio cartellone, diviso, verticalmente, in due parti. La parte sinistra, si intitolerà “Come resistere al fascismo?”. Individuiamo ed evidenziamo passaggi in cui vengono riportati l’operato e i risultati di questo regime e colleghiamoli a box che mettano in evidenza i vari “irresistibili” successi (titolandoli con degli slogan e facendo seguire una breve contestualizzazione). Nella parte destra del cartellone, intitolata anch’essa “Come resistere al fascismo?” (attenzione, le due parti sono distinte, come lo è l’uso del verbo “resistere”), inseriamo box collegati ai riferimenti all’operato del regime in campo educativo (ne parla un breve, ma significativo, intervento che riporta il giudizio di un giornale spagnolo) e ai requisiti richiesti per partecipare ai concorsi pubblici (anche qui titoli/slogan e brevi contestualizzazioni). Componiamo quindi un sottotitolo esplicativo per ciascuna delle due parti in cui si articola il cartellone. Concludiamo con un significativo titolo complessivo da dare all’intero lavoro. Storia - Italiano (linguaggio audiovisivo): “goditi” la visione dell’inaugurazione di Littoria (https://goo.gl/4Olq4Q … se ti appassioni al genere, nell’Archivio storico dell’Istituto Luce, http://www.archivioluce.com, non hai che l’imbarazzo della scelta). Documentati sui “cinegiornali” del periodo fascista: chi li produceva? In quale contesto venivano fruiti? Quali sono i contenuti preferenziali e le principali caratteristiche? Che funzione veniva loro riconosciuta? Italiano (altri linguaggi) - Storia: leggi con attenzione “Il discorso del Sen. Marchiafava”. Riscrivi il pezzo cercando di fornire solo informazioni concrete e imponendoti uno stile asciutto e privo di espressioni retoriche. Che considerazioni puoi trarre dall’accostamento dei due pezzi? Utilizza questa occasione per riflettere sul legame esistente tra forma e contenuto, è possibile “separare” i due piani o una corretta comprensione del testo deve considerarli inscindibilmente legati e sottoposti allo scopo comunicativo? Quale ritieni sia lo scopo comunicativo preponderante dell’articolo giornalistico esaminato? Qual è la situazione della stampa italiana nel periodo in esame? Entra nel merito anche della “selezione” dei contenuti. (In alternativa, lo stesso esercizio può essere svolto riscrivendo il testo che accompagna le immagini del cinegiornale sulla fondazione di Littoria: realizza il montaggio con la nuova voce fuoricampo e valuta l’effetto). Storia - Arte: colloca su una carta (da costruire con Google Maps) le cinque principali città dell’Agro Pontino fondate dal fascismo: Littoria (Latina, dal 1946), Sabaudia, Pontinia, Aprilia, Pomezia. Documentati sulle loro caratteristiche. Che costanti presenta la loro struttura? A quale corrente architettonica possono essere riportate? Concentrati ora su Latina: fai un tour virtuale alla ricerca di edifici fascisti (tra i quali troverai il “palazzo M”, una delle costruzioni più rappresentative del fascismo di questa città) e proponilo nella stessa carta tematica prima costruita.Tra le annotazioni con cui la arricchirai, riporta informazioni sui cambiamenti avvenuti a livello toponomastico (nomi di vie, piazze, ecc.). Cerca immagini relative al trittico di Duilo Campellotti La redenzione dell’Agro Pontino. Dopo esserti documentato sull’artista e la collocazione fisica dell’opera, osservala attentamente: cerca un’immagine complessiva per poi passare ai vari dettagli. In quest’opera la grandiosità epica e celebrativa si associa ad una grande efficacia comunicativa.Tenendo conto anche del titolo (più che significativo), trasformarla in narrazione verbale (considera i vari elementi, simbolici e non, presenti). Hai bisogno di una mano? Per una lettura dettagliata vai a http://goo.gl/zjL2qa (il testo è lungo e complesso, salta subito alla parte che ti interessa, dopo la nota 8) oppure, per un aiuto più veloce, a http://goo.gl/Zoi3yb. Cosa, in questo dipinto, è secondo te comunicativamente più efficace? Cosa ti colpisce? Realizza un’immagine interattiva (utilizzando, per esempio, Thinglink: https://www.thinglink. com/) a cui affidare commenti e spiegazioni. Per altre opere dello stesso artista, molte delle quali legate al fascismo, visita http://goo.gl/2mtsN3. Fiorella Ghiandoni Istituto Comprensivo 1 di Bologna
18 DICEMBRE 1932 L’IDEA DI LEONARDO 417 ANNI DOPO Quando Leonardo da Vinci abbozzò i primi disegni per prosciugare le paludi infestate di zanzare e malaria dell’Agro Pontino non poteva immaginare che quell’idea venisse concretizzata solo 417 anni più tardi, per volere di un regime, dopo il fallimento di Papi e Imperatori: idrovore e canali concepiti dal genio del Rinascimento si trasformarono quattro secoli dopo in una imponente macchina di progresso e propaganda voluta da Benito Mussolini come simbolo dell’italica autarchia, del genio e dell’efficienza tricolore. Un esodo biblico portò all’Agro Pontino cinquantamila operai veneti, friulani, emiliano romagnoli negli undici anni, dal 1926 al 1937, necessari alla bonifica integrale di oltre 41 mila ettari di acquitrini e alla costruzione di 2447 case coloniche, 416 chilometri di strade e 1756 di canali, per una spesa di 197 milioni e 6 milioni e mezzo di giornate lavorate al salario medio quotidiano di 9,63 lire per gli uomini e 5,82 per le donne. Arrivarono le città. Il governo fascista si rese conto fin dal primo momento che i due comuni esistenti, Cisterna e Terracina, non potevano reggere all’impatto di una migrazione tanto consistente d’intere famiglie, sedotte dall’idea di diventare proprietarie di piccoli poderi: nacque così Littoria, città di servizio, ribattezzata Latina nel dopoguerra per indicazione degli alleati che pretendevano discontinuità con il regime. In soli sei mesi venne costruita sugli innovativi orientamenti di giovani architetti razionalisti ma l’idea non piacque subito al duce, che disertò (e censurò) la posa della prima pietra il 30 giugno del 1932. L’eco internazionale fu però tanto rilevante da consigliargli il dietro front: il 18 dicembre dello stesso anno, con un discorso dal balcone del municipio, inaugurò la neonata cittadina che già vantava 17 mila ottocento abitanti. L’anno successivo fu fondata Sabaudia a cui seguirono Pontinia nel 1934, Aprilia nel 1936, Pomezia nel 1938. Lui, Benito Mussolini, aveva coronato il sogno della bonifica dove avevano fallito una manciata di imperatori romani, una decina di Papi e lo stesso Napoleone. Per di più aveva suggellato l’ambizioso progetto nel pieno della “battaglia del grano”, negli anni della propaganda che prometteva l’autosufficienza alimentare dall’estero e inseguiva il mito allucinogeno di potenziare, attraverso il popolo dei campi, la trasmissione dei caratteri dell’antica razza romana. Fecero il giro del mondo i suoi ritratti a torso nudo, orgoglioso, mentre trebbiava l’italico grano che ridusse di cinque miliardi di lire il deficit della bilancia commerciale. Una “battaglia” anticipatrice dell’autarchia come risposta folle, utopica e naif, alle sanzioni economiche imposte dalla Società delle nazioni per l’invasione dell’Etiopia. Un delirio che alla fine portò al baratro raccontato dalla storia. Mario Fornasari
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