La linea del tempo… timeline 1929 Gennaio: nasce a Roma il regista cinematografico e sceneggiatore Sergio Leone. Febbraio: Antonio Gramsci inizia a scrivere, nella prigione di Turi, i Quaderni dal carcere. Lo stesso mese, il cardinale Gasparri e Benito Mussolini firmano i Patti Lateranensi, gli accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d’Italia e la Santa Sede. Aprile: viene arrestato a Pisa il politico socialista e futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini, noto antifascista. Maggio: viene assegnata all’Opera nazionale per la protezione della maternità e dell’infanzia e all’Ente opere assistenziali la cura delle madri e dei bambini bisognosi e l’apertura di una rete di colonie marine e montane. Luglio: papa Pio XI esce dal Vaticano per partecipare a una processione in San Pietro, ha così fine la clausura dei papi. Novembre: Enzo Ferrari fonda a Modena la Società Anonima Scuderia Ferrari. Lo stesso mese iniziano i lavori per la bonifica integrale delle paludi pontine. Successivamente si suicida a Modena l’editore ebreo Angelo Fortunato Formiggini.
Cenni storici: un anno in breve Il 1929 si apre con la sottoscrizione degli accordi di mutuo riconoscimento fra il Regno d’Italia e la Santa Sede noti come Patti Lateranensi, grazie ai quali, per la prima volta dall’Unità d’Italia, vengono stabilite regolari relazioni bilaterali fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica. Nello stesso anno, nel pieno della dittatura fascista, la già traballante economia italiana viene travolta dal crollo di Wall Street, la grave crisi economica e finanziaria che ha sconvolto l’economia mondiale alla fine degli anni venti. Mussolini crede che l’episodio non possa colpire minimamente l’Italia, ma la storia dimostrerà quanto sia errata la sua convinzione poiché l’economia nazionale entrerà in una profonda depressione che durerà fino alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 24 ottobre 1929: il crollo di Wall Street e l’inizio della lunga crisi Nel primo dopoguerra l’economia degli Stati Uniti d’America ebbe un notevole incremento dovuto alla richiesta d’investimento che giungeva dall’Europa, da poco uscita dal massacro della Prima Guerra Mondiale e bisognosa di aiuti economici necessari per la ripresa. L’America divenne il paese più prospero del mondo e poté concedere prestiti a diversi paesi europei. La maggiore beneficiaria fu la Germania che reagì rapidamente al collasso subìto dal marco e cominciò la ricostruzione immediata del paese. Ma nell’autunno del 1929 gli Stati Uniti, che tenevano in piedi il sistema economico internazionale, permisero alla crisi che li colpì di spargersi a macchia d’olio. Le cause di questa grande crisi furono complesse e intrecciate tra loro. La fiducia in uno sviluppo dell’economia americana che sembrava inarrestabile aveva indotto moltissimi americani a investire in Borsa. Sul mercato azionario era affluita un’enorme quantità di denaro, spesso nelle mani di grandi speculatori che, in assenza di controlli e di regole, realizzavano guadagni senza preoccuparsi di “gonfiare” artificialmente il mercato. Gli USA caddero così nel periodo ricordato come la “Grande Depressione”.
E il Resto... in classe “L’economia è il nostro destino”, si diceva in America prima del crack del 1929, ma quella crisi, come commenta il prof. Lucio Villari, ha dimostrato che l’economia non era un destino, ma un mondo privo di regole, di leggi , e anche di dignità (da Il tempo e la storia : www.raistoria.rai.it/articoli /la crisi del 29). Oggi come allora assistiamo al ripresentarsi delle conseguenze negative scaturite “dall’allentamento delle regole” del mercato finanziario e ne soffriamo inesorabilmente tutti! 1929 - prima crisi economica globale 2008/2009 - crisi finanziaria 2015 - crisi del debito pubblico Ricerca il significato di “crisi finanziaria” e “debito pubblico” e fai il confronto. Italiano: dopo esserti documentato sul significato di crisi economica, valuta come lo Stato dovrebbe comportarsi per risollevare le sorti di un paese messo così a dura prova. Il singolo cittadino o la singola impresa che vivono in prima persona la crisi economica quali strategie potrebbero adottare per recuperare margini di guadagno? (vedi per esempio giovani imprenditori che creano start up tecnologiche o si reinventano possibili lavori). Ricerca sul sito dell’ISTAT i tassi di disoccupazione, prendendo come anno di partenza proprio il 1929 fino al 2008/2009, 2014/2015; fai un grafico e poi sottolinea come sia difficile recuperare posti di lavoro perduti. Ricerca le variazioni del PIL, prima e dopo la crisi del 2014/2015. Considera poi le imprese che hanno chiuso in seguito al fallimento e valuta se la crisi peggiore ha toccato la piccola, la media o la grande impresa. Improvvisati giornalista e intervista le persone che vivono vicino a te o nel tuo paese, chiedi se hanno risentito della crisi economica, come hanno reagito, quali tagli hanno effettuato e se adesso possono confermare che “il brutto è passato”. Loredana Rossi Istituto Comprensivo “G. Lanfranco” Gabicce Mare
30 OTTOBRE 1929 JOE KENNEDY E IL LUSTRASCARPE Si racconta che Joe Kennedy (il fondatore della dinastia) tutte le mattine andava in Borsa a Wall Street e, prima di entrare, si faceva lucidare le scarpe da un ragazzo che aveva il suo banchetto lì vicino. E gli dava sempre un dollaro di mancia. Una mattina, però, il ragazzo gli restituì il dollaro: “La ringrazio signor Kennedy, ma ho fatto tanti soldi in Borsa che questo dollaro non mi serve più. Oggi è il mio ultimo giorno qui”. Kennedy entrò in Borsa e pensò: “Se anche i lustrascarpe speculano sul listino, allora è il momento di andarsene”. E così fece.Vendette tutto. Poi il crollo. Kennedy comprò a prezzi ridicoli dagli amici che avevano dovuto vendere e mise insieme la fortuna dei Kennedy. Probabilmente si tratta solo di una leggenda. Ma spiega abbastanza bene il clima in cui nacque la Grande Depressione, o crisi del 1929. Il sistema industriale americano, trascinato dalla “novità” dell’auto, era decollato: siderurgia, industria della gomma, petrolio, edilizia, finanza.Tutto era in movimento e il benessere sembrava non dovesse finire mai. Tutti i prezzi erano diventati assurdi, troppo elevati, e si erano moltiplicate le speculazioni di Borsa con denaro preso a prestito. Era come star seduti su una macchina che aumentava sempre la propria velocità. Il crash era inevitabile. Il primo scricchiolio avvenne il 24 ottobre del 1929 (giovedì nero). Il crollo definitivo del listino pochi giorni dopo, il 29 ottobre (martedì nero): in un solo giorno furono bruciati dieci miliardi di dollari. La crisi fu durissima: 12 milioni di disoccupati in America, 6 in Inghilterra, 3 in Germania. I banchieri, falliti, si buttavano dai grattacieli di Wall Street, e la gente, ridiventata di colpo povera, dormiva sui treni merci e mangiava quello che trovava. Il tutto fu aggravato da un’amministrazione pubblica che varò una politica economica di dura austerità invece di fare il contrario. Sembrava non ci fossero vie d’uscita e che la miseria fosse il nuovo modo di stare al mondo. Ma nel 1932, tre anni dopo l’inizio della crisi, venne eletto, per i democratici, Franklin Delano Roosevelt, che varò programmi pubblici di grande espansione (su suggerimento del grande economista inglese John Maynard Keynes). E cominciò la lentissima uscita dalla crisi. Roosevelt fu poi eletto presidente altre tre volte di seguito, caso unico nella storia americana. Giuseppe Turani
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