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1929 02 12 coi patti il regime si consolida

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La linea del tempo… timeline 1929 Gennaio: mentre Braccio di Ferro vede la luce con una striscia in un quotidiano statunitense, in Italia viene introdotto il testo unico per le scuole elementari.Trotsky è espulso dall’URSS e esiliato ad Alma Ata (oggi Kazakistan). Febbraio: con la firma dei “Patti lateranensi”, accordo bilaterale tra l’Italia e la Santa Sede, Mussolini mette fine all’annosa “questione romana”. E’ imposto ai maestri elementari il giuramento al fascismo. Mentre Fleming presenta i risultati sulla penicillina, Al Capone “cura”, a suo modo, la concorrenza irlandese nel controllo di Chigaco e del mercato degli alcolici: è la strage di San Valentino. Marzo: i 400 nuovi deputati della lista fascista vengono approvati a larga maggioranza (con consensi pari al 98,33%, anche se non sono limpidissime le modalità di consultazione). Aprile: un Regio Decreto sostituisce due fasci littori ai leoni che sostengono lo scudo sabaudo nello stemma dello Stato Italiano. Maggio: i “Patti lateranensi”, sottoposti al Senato, trovano l’opposizione di Croce che attacca con forza il tradimento del principio “libera Chiesa in libero Stato”; saranno comunque approvati con pochissimi voti contrati. A Los Angeles debutta l’Oscar, che, per la verità, non si chiama ancora così e ha una risonanza mediatica molto limitata. Giugno: per effetto dei “Patti Lateranensi”, nasce lo Stato del Vaticano, la nazione più piccola del mondo. A New York, lo scienziato Herbert Eugene Ives mostra il funzionamento di un televisore. Luglio: pugno duro contro le esterofilie. Una legge introduce una tassa sulle insegne straniere; nella provincia di Bolzano, diventa d’obbligo l’italiano per manifesti, insegne e uffici. Rosselli, Lussu e Nitti, antifascisti in confino a Lipari, realizzano una clamorosa fuga in motoscafo. Moravia pubblica Gli indifferenti. Agosto: a Parigi, Rosselli, Nitti e Lussu, assieme ad altri antifascisti scappati dall’Italia (tra cui Gaetano Salvemini), fondano il movimento clandestino “Giustizia e Libertà”. Gravi scontri in Palestina culminano nel massacro di ebrei a Hebron. Settembre: Mussolini sposta la sede del capo del Governo da palazzo Chigi a Palazzo Venezia. A Parigi Hemingway pubblica Addio alle armi; l’immagine della Grande Guerra non è quella approvata dal regime: gli italiani dovranno aspettare il ‘45 per poterlo leggere. Ottobre: con il “giovedì nero” e il “martedì nero” (24 e 29 ottobre), inizia il crollo di Wall Street, la Borsa valori di New York. Una crisi senza precedenti, per gravità ed estensione, sconvolgerà l’economia degli USA e di buona parte del mondo occidentale. Il calcio italiano saluta la nascita della seria A. Novembre: l’esploratore statunitense Richard Byrd sorvola per la prima volta l’Antartide. Enzo Ferrari fonda a Modena la “Società Anonima Scuderia Ferrari”. Dicembre: vengono create, presso le Prefetture, liste di persone politicamente sospette. Bilancio annuale del Tribunale speciale: 159 antifascisti condannati, per un totale di 930 anni di reclusione e una condanna capitale. A Lahore, India, il Congresso Nazionale, con l’appoggio di Gandhi, dichiara aperta la lotta per l’indipendenza dalla Gran Bretagna.

Cenni storici: un anno in breve Il Fascismo, ormai pienamente consolidato, risolve con i Patti Lateranensi la “questione romana”, ovvero la frattura che si era creata con la Chiesa, durante la formazione dello Stato Italiano: il regime si garantisce così anche l’appoggio dei cattolici. Il 1929 è anche l’anno del testo unico per le elementari e del giuramento dei maestri al fascismo, tappe importanti della “fascistizzazione” del paese. Il fascio, simbolo ormai onnipresente, compare anche a fianco dei leoni dello scudo Savoia, nello stemma d’Italia: questo non è che un segno esteriore di un controllo ampiamente realizzato. La luce dalla Sala del Mappamondo, a palazzo Venezia, dove il Duce ha spostato la sua sede, è sempre accesa: segno dell’infaticabile lavoro di Mussolini, ormai acclamato dai cittadini (e dal Papa) come “uomo della provvidenza”. Esistono anche voci di dissenso. Tra le altre, quelle di Emilio Lusso, Carlo Rosselli e Fausto Nitti che, confinati a Lipari, lasciano l’isola con una clamorosa fuga in motoscafo, per riparare, dopo Tunisi e Marsiglia, a Parigi, dove varie formazioni antifasciste si vanno ricostituendo. Mentre l’Italia fascistizzata è convinta di aver trovato in Mussolini l’artefice di un futuro di gloria, gli Stati Uniti sono investiti da una recessione gravissima che, dal crollo della borsa di New York, colpisce tutti i settori economici.Tale crisi non può mancare di far sentire il suo effetto sul complesso dell’economia mondiale, profondamente condizionata dalla produzione e dagli scambi con gli USA. Particolarmente grave la situazione in Germania, paese fortemente dipendente dai prestiti e dagli investimenti statunitensi, ove la situazione economica inizierà a riflettersi sugli orientamenti politici del paese. Anche in Italia la crisi si fa sentire, anche se l’economia relativamente arretrata del paese (ancora parzialmente industrializzato e caratterizzato da forme sociali tipiche dei contesti rurali) e la linea economica “interventista” e “dirigista” attuata dal Fascismo ne attenuano parzialmente gli effetti. L’apparente “tenuta” economica dell’Italia fa guadagnare a Mussolini simpatie e stima: anche statisti e stampa estera parlano di un grande politico.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 12 febbraio 1929: la firma del Concordato Italia-Vaticano I Patti Lateranensi, firmati dal governo fascista nel febbraio, sono un importantissimo successo del regime; Mussolini, messo da parte il bagaglio anticlericale contenuto nell’iniziale programma dei Fasci, aveva adottato una politica di attenzioni e concessioni alla Santa Sede, i cui rapporti con il giovane Stato Italiano non si erano più appianati dalle vicende Risorgimentali. L’inasprimento delle sanzioni giuridiche contro le offese alla religione cattolica e al clero, la reintroduzione del crocefisso nelle aule giudiziarie e scolastiche (in quelle elementari era, invece, sempre rimasto), l’esonero dal servizio militare ai giovani avviati alla carriera ecclesiastica e l’aumento del contributo statale alle congrue ai parroci sono aspetti legati a tale orientamento. Annunciando i Patti Lateranensi, il Carlino parla di “una vittoria politica e spirituale” ma, dei due aspetti, il preponderante è sicuramente il primo: il fascismo ottiene il riconoscimento ecclesiasticopontificio del proprio operato, Mussolini viene salutato come “uomo della Provvidenza” dal Papa e, indirettamente, dalle masse cattoliche, rafforzando la propria immagine, sia sul piano interno che internazionale. Ma cosa stabiliscono i Patti Lateranensi? Come riferito dal Carlino, essi sono costituiti da tre parti: un Trattato, una Convenzione finanziaria e un Concordato. Gli aspetti più importanti riguardano il reciproco riconoscimento tra Stato Italiano, con capitale Roma, e Santa Sede (anche come soggetto di diritto internazionale, cioè come Stato della città del Vaticano). La religione cattolica è l’unica religione di Stato, il suo insegnamento diventa obbligatorio nelle scuole elementari e medie, il matrimonio religioso ha anche validità civile. Da canto suo, la Chiesa si impegna a far giurare ai vescovi (fatta eccezione per il cardinale vicario) fedeltà allo Stato Italiano che, d’altra parte, non ammetterà agli impieghi pubblici uomini di Chiesa colpiti da sanzioni ecclesiastiche. Non meno importate la parte finanziaria che contempla un indennizzo per compensare le perdite subite dalla Chiesa con la fine del potere temporale e l’esenzione del Vaticano dal pagamento di tasse e dazi sulle merci importate. Con i Patti Lateranensi, insomma, Mussolini “ricuce” brillantemente i rapporti con la Santa Sede chiudendo, dopo parecchi decenni, la “questione romana”. Abbandonato l’indirizzo separatista dei precedenti governi, lo Stato italiano ha un’impronta decisamente confessionale.

E il Resto... in classe Storia - Cittadinanza e Costituzione: per bene comprendere la portata dei Patti Lateranensi è necessario ricordare la “questione romana”. Documentati sui rapporti tra Chiesa e Stato Italiano che, tesi già a partire dalla annessioni del 1959-60, non poterono che peggiorare dopo l’occupazione di Roma. Costruisci una linea del tempo e riporta sinteticamente le varie tappe dell’evoluzione delle relazioni tra Stato e Chiesa, sino ad arrivare al 1929. Alla luce di questo excursus, che valore acquista l’affermazione che finalmente “l’italiano che va a Roma può entrare da Porta Pia e proseguire oltre il portone di bronzo del Vaticano senza dover prima superare un caso di coscienza” (parte conclusiva dell’editoriale di Pini). Perché, a tuo avviso, le relazioni con lo Santa Sede erano (e sono) così importanti per lo Stato Italiano? Dopo decenni di dibattiti, con il Concordato del 1984, il cattolicesimo cessò di essere la religione di Stato. Documentati sulle novità introdotte. Tra esse ne troverai una che ti coinvolge in prima persona: quella relativa all’insegnamento della religione cattolica nella scuola. Cosa pensi della soluzione adottata? Avresti delle proposte alternative da fare al legislatore? Storia - Italiano: l’editoriale “Il capolavoro”, firmato dal Direttore del Carlino, dà già, a partire dal titolo, un’idea della valutazione del risultato diplomatico di Mussolini. Leggi con attenzione il brano, soffermati sulle espressioni utilizzate per indicare l’accordo e, commenta questa frase esplicitandone le allusioni storico-letterarie: “nessun avvenimento raggiunse l’importanza di questa riconciliazione romana di stile dantesco, fra l’Aquila e la Croce il cui incontro riafferma in Roma il centro dei più sublimi valori divini ed umani”. Storia – Italiano - Arte: le vignette satiriche, costrette a una circolazione clandestina, sono importanti fonti storiche per il periodo fascista. Quali messaggi emergono dalle vignette pubblicate dal giornale “La libertà” (http://goo.gl/xxNhCo)? Soffermati, in particolare, su quelle delle pagine 18, 19, 20 e 21). Prima di passare alla loro analisi, rispolvera le tue conoscenze sul genere satirico (sai proporne una definizione?) e documentati sul luogo di pubblicazione e sugli autori della rivista. L’ebook che stai sfogliando è una delle pubblicazioni, gratuitamente scaricabili, del “Museo della satira e della caricatura” di Forte dei Marmi. Sapevi dell’esistenza di questo museo? Già che ci sei, puoi cercare tra gli ebook qualche argomento storico (e non) di cui ti incuriosisce conoscere l’approccio satirico. Cittadinanza e Costituzione: collegato alla laicità dello Stato, si ripropone, ciclicamente, il problema del crocifisso in aula che, piuttosto che essere affrontato con serene discussioni, conduce, assai spesso, a toni da rissa. Dopo aver stabilito delle regole chiare che moderino gli interventi, affrontate la questione in classe di modo che ognuno possa esprimere, ascoltare e commentare la propria e le altrui opinioni. La discussione può essere preceduta dall’impegno di ciascuno a documentarsi (magari rileggendo gli articoli 3, 7 e 8 dei Principi fondamentali della Costituzione), riflettere e chiarirsi le idee prima del dibattito. Un contributo interessante può essere offerto da una breve racconto di Alessandro Ghebreigziabiher, Il crocifisso in classe: la vera storia, tratto da Il dono della diversità (http://goo.gl/ez32Wn). Un documento finale riporterà le posizioni emerse e lo sviluppo della discussione. Fiorella Ghiandoni Istituto Comprensivo 1 di Bologna

12 FEBBRAIO 1929 COI PATTI IL REGIME SI CONSOLIDA Un anno di consolidamento. Magari non definitivo, ma decisivo. È il 1929. Il regime fascista perde gli ultimi (e falsi) cascami rivoluzionari e gestisce il potere con sempre maggiore determinazione e crescente consenso del popolo italiano. C’è chi dice no, ancora. Ma è il no degli esuli all’estero, degli ospiti nella patrie galere, ridotti al silenzio oppure riottosi in clandestinità alle nuove regole di Sua Eccellenza il Cavalier Benito Mussolini. L’Italia dà una prova di sé anche di fronte al mondo, lasciando trapelare una fittizia solidità economica. Non dimentichiamolo: il 1929 è l’anno della Grande Depressione. Ma l’11 febbraio è la data da segnare col pennarello rosso. Rosso porpora, il colore dei cardinali. Vengono infatti firmati i Patti del Laterano. Il fascismo ha capito che l’appoggio della Chiesa è determinante per tenere a bada i cittadini. In un Paese ancora agricolo, dove le campagne hanno un ruolo fondamentale, la tonaca ha un formidabile potere di penetrazione nelle coscienze. Paradossalmente è proprio un anticlericale convinto, un romagnolo purosangue a mettere fine nonostante le polemiche continuino sotterranee - alla ‘questione romana’: Mussolini. Quattro anni prima ha distrutto la Massoneria, il suo fascismo ha eliminato quasi del tutto i suoi tratti fortemente anticlericali. E poi, con quel comunismo che dilaga un po’ ovunque nel mondo, anche alla Chiesa conviene trovare un accordo. E che accordo. Tre gli atti firmati quell’11 febbraio. Le trattative - segretissime - portano al trattato del Laterano, al Concordato e alla Convenzione finanziaria. Pio IX, il papa che aveva tradito il Risorgimento, era ormai davvero sepolto. Il pontefice assumeva la totale sovranità sullo Stato Vaticano. La religione cattolica, apostolica e romana veniva riconfermata, come recitava l’articolo I dello Statuto, come sola religione di Stato e la persona del papa «sacra e inviolabile». Di fatto, i Patti decretano una legittimazione reciproca, politica e religiosa, fra il fascismo e la Chiesa. Ma, come sempre, erano i soldi il vero motore dell’accordo. La Convenzione finanziaria assegnava infatti alla Chiesa quasi 800 milioni di lire in contanti. Veniva abolita la legge delle Guarentigie (in vigore dal 1871). Lo Stato riconosceva la laurea in teologia. Il matrimonio veniva regolamentato dall’articolo 34 con gli effetti civili del sacramento disciplinati dal diritto canonico. Il Parlamento, ormai prono, non si oppose. Solo il filosofo Benedetto Croce dissentì in qualche modo. Non al Trattato, bensì dal Concordato. La normalizzazione era realtà. La Chiesa ritrovava il suo classico ruolo di non opposizione ai regimi totalitari come si vedrà durante la guerra, a parte i casi di ecclesiastici disposti al sacrificio per un’Italia libera, e con le leggi razziali. Il fascismo stava concludendo la sua opera. Ci vorranno ancora dieci anni prima di vedere l’edificio dittatoriale sgretolarsi. Francesco Ghidetti

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