Skip to main content

1928 05 29 il fatale terzo volo dell'italia, il dirigibile del comandante nobile

Page 1

La linea del tempo… timeline 1928 Febbraio: viene istituito l’Albo dei giornalisti la cui iscrizione è vietata a coloro che assumono un comportamento “in contraddizione con gli interessi della Nazione”. Marzo: viene celebrata la prima “leva fascista”, la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale a cui partecipano più di 50.000 giovani. Lo stesso mese viene approvata alla Camera una nuova legge elettorale che di fatto nega la sovranità popolare e liquida l’esperienza parlamentare. Aprile: parte da Milano il dirigibile Italia, comandato da Umberto Nobile, per sorvolare il Polo Nord. Luglio: muore a Cavour (Torino) il politico liberale ed ex presidente del Consiglio Giovanni Giolitti. Agosto: l’Italia sottoscrive a Parigi il patto Briand-Kellogg, che prevede il ripudio della guerra per risolvere le controversie internazionali. Settembre: muore a Motta di Livenza (Treviso) lo scrittore Ettore Schmitz, noto come Italo Svevo. Lo stesso mese viene istituita la Federazione Italiana Rugby (FIR). Novembre: nasce a Roma il compositore Ennio Morricone. Dicembre: viene costituzionalizzato il Gran Consiglio del Fascismo, che acquisisce il potere di giudicare sulla successione al trono e di indicare al sovrano il nuovo presidente del Consiglio. Lo stesso mese viene approvata la “legge Mussolini” per il finanziamento della bonifica integrale (prevede un investimento di 4 miliardi in dieci anni).

Cenni storici: un anno in breve Nel 1928 la trasformazione dello Stato liberale in Stato autoritario, iniziata già con l’omicidio Matteotti del 1924 e con l’approvazione delle cosiddette leggi Fascistissime, viene favorita da una nuova legge elettorale che affida al Gran Consiglio del Fascismo il compito di preparare la lista unica di candidati. Ai cittadini viene così negato il potere di scegliere i propri rappresentanti, poiché durante le elezioni essi possono solo approvare o meno la lista proposta dal partito. A dicembre, la svolta in senso dittatoriale del regime viene completata con la costituzionalizzazione del Gran Consiglio del Fascismo, che diviene “organo supremo, che coordina e integra tutte le attività del regime sorto dalla rivoluzione dell’ottobre 1922”.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 25 maggio 1928: il destino del dirigibile Italia L’Italia era un dirigibile semirigido progettato dall’ufficiale della Regia Aeronautica Umberto Nobile, costruito nell’aprile del 1928 e andato distrutto nel maggio dello stesso anno. Nobile aveva voluto fortemente la realizzazione dell’Italia per poter intraprendere una nuova spedizione artica dopo quella del Norge, che si era dimostrata poco interessante dal punto di vista scientifico. L’idea originale era quella di costruire un dirigibile con capacità di gas tre volte superiore rispetto a quella del Norge ma, non riuscendo a ottenere i fondi dal governo italiano, molto più interessato a investire nel settore dei mezzi d’aria più pesanti, Nobile ripiegò su un modello gemello di quello che lo aveva preceduto. La maggior parte delle risorse per la costruzione del dirigibile vennero da privati cittadini che, contrariamente all’autorità di governo, guardavano con favore alla spedizione. Una volta ultimato il dirigibile, Nobile avrebbe voluto effettuare 5 voli esplorativi con partenza e ritorno dalle isole Svalbard, in Norvegia, in modo da poter coprire varie zone dell’Artico. Il primo volo fu intrapreso l’11 maggio e terminò dopo sole 8 ore per problemi tecnici. Il secondo, iniziato il 15 maggio, ebbe più successo: in 3 giorni vennero esplorati 48.000 km² di regioni sconosciute. Tuttavia, l’Italia è tristemente noto soprattutto per il suo terzo volo che aveva l’obiettivo di raggiungere il Polo Nord. Il volo iniziò alle 4,28 del 23 maggio con 16 persone a bordo. Nell’articolo del giornalista Andrea Fontana potrai leggere l’epilogo di questa sfortunata vicenda.

E il Resto... in classe Scienze: sai cos’è un dirigibile? Probabilmente riesci a visualizzarlo e forse anche a disegnarlo, ma sai di che parti si compone e come funziona? No? Allora perché non scoprirlo con l’aiuto tuo insegnante? Storia – Scienze: l’esplorazione è un’attività antica. Da tempo immemore gli uomini si avventurano, via terra, per mare e attraverso i cieli, alla ricerca di terre ancora sconosciute. Svolgi una ricerca sulla storia delle esplorazioni, focalizzandoti sulle spedizioni più importanti. Scopri i nomi dei grandi esploratori, i loro obiettivi (e gli obiettivi di chi sosteneva il loro progetto) e i mezzi attraverso cui hanno raggiunto le mete desiderate. La classe può svolgere questo lavoro suddivisa in gruppi, ognuno dei quali focalizzato su un particolare periodo storico. Condividere quanto scoperto da ogni team, mettendo a confronto le varie epoche, sarà sicuramente interessante!

29 MAGGIO 1928 IL FATALE TERZO VOLO DELL’ITALIA, IL DIRIGIBILE DEL COMANDANTE NOBILE Quella del dirigibile Italia è una storia dove la fiducia nelle nuove tecnologie del XX secolo si allaccia al crescente interesse di una nuova opinione pubblica di massa - i ceti medi usciti accresciuti in numero e in status sociale dalla Grande guerra - per le sfide e l’avventura. Una voglia di emozione che veniva moltiplicata dalla cassa di risonanza delle riviste popolari a basso prezzo, delle associazioni ciclo-turistiche che sostituivano le antiche e blasonate Società Reali di Geografia, e della grande protagonista della prima metà del Novecento, la radio. Le spedizioni tra i ghiacci, nel tentativo di raggiungere i Poli, si erano succedute nell’ultima parte del XVIII secolo e per tutto il XIX, segnate dal monopolio britannico, senza che quegli eroici sforzi su navi a vela venissero percepiti al di fuori di gruppi ristretti di studiosi. Solo la letteratura ne lascia tracce indelebili: chi, nell’opera di Mary Shelley del 1818, non ricorda la caccia alla creatura mostruosa che Victor Frankenstein, tra rimorso e pazzia, conduce sulla nave del capitano Watson, diretta al Polo Nord? Eppure bisognerà aspettare quasi un altro secolo, con le spedizioni del 1893 del norvegese Fridtjof Nansen all’Artico (fallita), e del suo connazionale Roald Amundsen, perché la grande stampa trovasse volti e storie autentiche. Fu Amundsen ad avviare il più importante tentativo di esplorazione aerea dell’Artico. La Prima Guerra Mondiale aveva sviluppato enormemente la tecnologia del volo, che sembrava il solo mezzo per raggiungere il Polo là dove navi e slitte fallivano da secoli. Amundsen provò con gli idrovolanti, nel 1925, senza successo, ma l’intuizione maggiore l’ebbe il colonnello Umberto Nobile, che dirigeva lo Stabilimento militare di costruzioni aeronautiche di Roma. Comprese che solo il dirigibile avrebbe consentito il lungo volo necessario per superare l’Artico, e contattò Amundsen. L’11 maggio 1926 il dirigibile Norge, finanziato da Stoccolma, lasciò la Baia del Re, in Norvegia, dirigendosi verso il Polo Nord. A bordo Nobile, col ruolo di comandante, e Amundsen. All’1,30 del 12 maggio 1926 il Norge raggiunse il Polo Nord. Atterrando in Alaska, il volo dimostrò l’esistenza di un immenso mare ghiacciato, il Mar Glaciale Artico. Ma la trasvolata, organizzata in tempi assai ristretti, aveva escluso qualunque programma di ricerca scientifica. Nobile aveva già deciso quindi un’altra impresa, e riuscì a realizzare nel 1927 la costruzione di un’aeronave gemella del Norge, battezzata Italia. I primi due voli sul Polo diedero importanti risultati scientifici; il 23 maggio 1928 l’Italia si alzò per il terzo volo con sedici persone a bordo e raggiunse il Polo Nord alla mezzanotte fra il 23 e il 24 maggio. Fu impossibile scendere sui ghiacci, per il forte vento. Alle 2,20 Nobile ordinò il ritorno. Il vento portò spesso l’aeronave fuori rotta. Alle 10,33, per cause che restano sconosciute, il dirigibile si schiantava sul pack, a quasi 100 km dalle isole Svalbard. Dieci uomini caddero dalla navicella di comando sui ghiacci: Nobile subì fratture agli arti. Sull’involucro privo di comandi restarono in sei, che sparirono con l’aeronave inabissandosi nel Mare di Barents. I superstiti trovarono una parte dei viveri, ma soprattutto la tenda preparata per la discesa sul Polo e la radio di soccorso Ondina 33. La tenda, colorata di rosso, diventò un rifugio e un punto di riferimento per i soccorsi. Il 2 giugno un radioamatore russo intercettò l’SOS. Alla ricerca della “tenda rossa”, per un mese, parteciparono italiani, norvegesi, finlandesi, francesi. I superstiti furono individuati il 19 giugno, ma i tentativi di raggiungerli per cielo e via terra fallirono con perdite umane, fino a quando due rompighiaccio sovietici riuscirono nell’intento. Dopo 48 giorni sul pack il gruppo fu salvato. La “tenda rossa” è oggi al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica, la radio Ondina 33 al Museo della Marina militare di La Spezia. Andrea Fontana Grazie a


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
1928 05 29 il fatale terzo volo dell'italia, il dirigibile del comandante nobile by Editoriale Nazionale - Issuu