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1924 06 14 e il fascismo si fece regime

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La linea del tempo… timeline 1924 Gennaio: Nižnyj Novgorod: muore il leader dell’Unione Sovietica Lenin. In Unione Sovietica la città di San Pietroburgo cambia nome e diventa Leningrado (in onore dell’appena defunto leader sovietico). Il nome originale della città verrà ripristinato nel 1991. Roma: il trattato tra l’Italia e il Regno di Jugoslavia suddivide la città di Fiume. All’Italia spetta l’entroterra e alcune periferie, alla Jugoslavia l’area di Porto Barros. Bologna: Adriano Cavalieri Ducati, studente della facoltà di Fisica, riesce a collegare l’Italia agli Stati Uniti con una banda ad onde corte e una potenza di soli 90 Watt, pari a quella di una lampadina. Bologna: la Cassa di Risparmio di Bologna ottiene dal Comune l’uso dell’edificio della Sala Borsa per un periodo di 50 anni. Febbraio: il governo italiano riconosce l’Unione Sovietica. New York: va in scena la prima della Rapsodia in blu di George Gershwin. Italia: viene fondato da Antonio Gramsci il giornale “l’Unità”, organo del Partito comunista d’Italia. Marzo: la Grande Assemblea Nazionale della costituita Repubblica di Turchia dichiara decaduto l’istituto califfale ed esilia l’ultimo califfo, l’ex-sultano ottomano Abdul Mejid II. Aprile: Italia: in un clima di violenze e irregolarità si svolgono le elezioni politiche. Il Partito nazionale fascista ottiene il 66,5% dei voti. Maggio: il segretario del Partito comunista italiano Antonio Gramsci, eletto alla Camera dei deputati, da Vienna fa ritorno in Italia. Giacomo Matteotti pronuncia il suo discorso. Muore lo scrittore e insegnante Adolfo Albertazzi, allievo e biografo di Carducci. Pur avendo ormai una certa fama come scrittore e collaboratore de “il Resto del Carlino”, aveva continuato a insegnare lettere all’Istituto Tecnico. Al Giro d’Italia di ciclismo partecipa per la prima e unica volta anche una donna, Alfonsina Strada, residente a Castenaso. Giugno: Italia: delitto Matteotti. Giacomo Matteotti, deputato del Partito socialista italiano che aveva denunciato gravi brogli elettorali, viene rapito e ucciso da una squadraccia. Il cadavere di Matteotti verrà ritrovato il 16 agosto. Bologna: la CGIL proclama la sospensione del lavoro in tutta l’Italia per dieci minuti per ricordare l’on. Matteotti. La manifestazione di Bologna è impressionante: la vita cittadina si paralizza completamente. I selciatori accantonano i loro attrezzi e si pongono sull’attenti; tutti i mezzi pubblici si arrestano; il lavoro nelle fabbriche rimane sospeso in alcuni casi per tutta la giornata. Alcune settimane più tardi, alcuni studenti socialisti, promotori di una raccolta firme per le condoglianze alla vedova Matteotti, saranno malmenati da elementi fascisti. Settembre: Bologna, nasce la fabbrica di moto MM in via Galliera 128. Ottobre: la URI inizia ufficialmente le sue trasmissioni con un discorso di Benito Mussolini. Si tratta dell’avvento della radio anche in Italia. Arturo Toscanini dirige al Teatro comunale “Nerone” di Arrigo Boito, prodotta dalla Scala di Milano e promossa a Bologna da Tomaso Monicelli, giornalista e direttore de “il Resto del Carlino”. Novembre: muore il compositore Giacomo Puccini.

Cenni storici: un anno in breve Nel 1924 muore Vladimir Il’iUl’janov detto Lenin, artefice della rivoluzione russa e fondatore dell’URSS. Il suo mausoleo, che ne contiene il corpo imbalsamato, si trova tuttora nella Piazza Rossa a Mosca. La tomba monumentale è voluta da Stalin per fare del corpo di Lenin un simbolo da esporre e da venerare. Intanto in Turchia si celebra la fine della dinastia ottomana iniziata nel 1299. La prima guerra mondiale infatti aveva modificato la geografia europea e medio orientale e ora Mustafa Kemal Ataturk ricostruisce una nuova Turchia su basi anticlericali e nazionaliste. Il territorio della città di Fiume, occupata per più di un anno dai seguaci dello scrittore Gabriele D’Annunzio e contesa al Regno di Jugoslavia, viene diviso tra Italia e Regno di Jugoslavia. In Italia, intanto, si vivono gli ultimi mesi della democrazia. Proprio l’uccisione di Matteotti farà capire alle opposizioni che nel Parlamento non sarà più previsto il pluralismo. Molti deputati, allora eletti, saranno destinati al carcere o all’esilio. Il 1924 fa da spartiacque musicale: muore il grande compositore Giacomo Puccini e George Gershwin traghetta la musica nel XX secolo.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 14 giugno 1924: Giacomo Matteotti rapito e ucciso Il 6 Aprile del 1924 si tengono le ultime elezioni politiche per eleggere i parlamentari italiani. Fino al 1948 non ce ne saranno altre. L’Italia vivrà venti anni di dittatura fascista e 5 anni di guerra prima di riconquistare il diritto al voto. Le elezioni del 1924 vengono vinte con larga maggioranza dal Partito fascista (65%). I partiti di opposizione sono divisi in numerose liste. Soprattutto la sinistra si presenta frammentata in tre diversi schieramenti: Partito socialista unitario, Partito socialista italiano, Partito comunista italiano. Dei 12 milioni di italiani con diritto di voto (maschi maggiorenni) votano in 7 milioni. Le elezioni si tengono in un clima di intimidazioni e brogli da parte degli squadristi fascisti. Come ricorda Achille Scalabrin nel suo articolo, il 30 maggio l’on. socialista Giacomo Matteotti aveva tenuto un coraggiosissimo discorso in cui denunciava ogni sopruso messo in atto durante le elezioni e l’invalidità quindi del voto. Avverte chiaramente qual è il progetto del partito fascista: “Nessuno si è trovato libero, perché ciascun cittadino sapeva a priori che, se anche avesse osato affermare a maggioranza il contrario, c’era una forza a disposizione del Governo che avrebbe annullato il suo voto e il suo responso...Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse”. Matteotti sa bene che quel discorso gli costerà la vita. Sempre nell’articolo di Achille Scalabrin si ricostruiscono i fatti dopo il rapimento e il ritrovamento del cadavere il 16 giugno del 1924. È molto interessante constatare come il regime controllasse già la stampa: gli articoli del Carlino di allora riportano la versione ufficiale e la costernazione e la condanna dell’omicidio da parte del capo del governo. I giorni e i mesi successivi vedono il partito fascista in difficoltà: alcuni sostenitori prendono le distanze intuendo chiaramente che il mandante dell’omicidio è lo stesso Mussolini. La popolazione italiana si mostra indignata. A Bologna uno sciopero della CGIL blocca la città. I partiti di opposizione però scelgono una protesta pacifica (la Secessione dell’Aventino) non partecipando ai lavori parlamentari e chiedendo la caduta del governo e la deposizione di Mussolini. Il re Vittorio Emanuele III però, come già aveva fatto con la marcia su Roma, conferma l’incarico a Mussolini.

E il Resto... in classe Storia: cerca in rete il testo del discorso del 30 maggio 1924 di Giacomo Matteotti alla Camera. Guarda poi lo spezzone del film Il delitto Matteotti di Florestano Vancini https://youtu.be/SqvpcgYkQMY Italiano - Storia: leggi gli articoli del Carlino del 1924 che riportano i discorsi dell’on. Delcroix e di Mussolini: analizza i sostantivi e gli aggettivi qualificativi usati in riferimento al governo e a Mussolini. Quale messaggio si vuole dare attraverso questa scelta delle parole? L’on. Matteotti è stato ucciso da sicari fascisti e il mandante è stato lo stesso Mussolini. Il suo discorso alla camera quale atteggiamento fa invece trapelare? Leggi poi alcuni stralci dal discorso di Mussolini del 3 gennaio del 1925: “Fu alla fine di quel mese, di quel mese che è segnato profondamente nella mia vita, che io dissi: “voglio che ci sia la pace per il popolo italiano”; e volevo stabilire la normalità della vita politica. Ma come si è risposto a questo mio principio? Prima di tutto, con la secessione dell’Aventino, secessione anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria. Poi con una campagna giornalistica durata nei mesi di giugno, luglio, agosto, campagna immonda e miserabile che ci ha disonorato per tre mesi. Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C’era veramente un accesso di necrofilia! Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva... Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi.” Dagli storici questo discorso (che è in realtà più lungo) viene considerato l’inizio della dittatura fascista in Italia e la dichiarazione di responsabilità dell’omicidio da parte di Mussolini che non teme più di essere destituito. Ricerca perché i partiti di opposizione chiamano il volontario allontanamento dal parlamento “Secessione dell’Aventino”. Mussolini nel suo discorso attribuisce a questa mossa degli avversari le rivolte che seguirono in tutta Italia all’uccisione dell’on. Matteotti. Come descrive invece le violenze fasciste? Che significato viene dato alla parola pace? Raffaella Amicucci Istituto Comprensivo di Monte San Pietro

14 GIUGNO 1924 E IL FASCISMO SI FECE REGIME «Giustizia sarà fatta», disse il presidente del Consiglio Benito Mussolini in Parlamento. E aggiunse: «Solo un mio nemico poteva effettuare questo delitto che oggi ci percuote di orrore». Poi sciorinò davanti ai parlamentari i nomi degli assassini, alcuni dei quali già arrestati. Riporta tutto puntigliosamente il Resto del Carlino del 14 giugno 1924, nella sua cronaca parlamentare. Ciò che non poteva scrivere - come gli altri giornali - era quanto per le opposizioni costituiva già una certezza: il mandante del rapimento di Giacomo Matteotti era proprio il padre del fascismo, che come un mantello stava avvolgendo l’Italia. Quattro giorni prima, il 10 giugno, il 39enne deputato del Partito socialista unitario era stato aggredito e rapito a Roma, sul Lungotevere Arnaldo da Brescia. Caricato in auto, si era persa ogni sua traccia. Le indagini portarono a un manipolo di cinque uomini, capitanati dal sanguinario squadrista fiorentino Amerigo Dumini. Il via libera lo avevano avuto il 30 aprile, quando il parlamentare polesano, uno dei più determinati oppositori del fascismo, accusò Mussolini in aula: i risultati elettorali del 6 aprile (che avevano premiato il Listone nazionale di fascisti, destra, liberal-nazionali, nazional-popolari con il 60 per cento dei voti) «sono inficiati dalla violenza». In un’ora e mezza Matteotti denunciò nei particolari brogli e intimidazioni. E chiese la revisione del voto. «Quando sarò liberato da questo rompicoglioni di Matteotti? Quell’uomo dopo questo discorso non dovrebbe più circolare», era stata la replica astiosa del futuro Duce, che con Matteotti già si era scontrato nel Partito socialista. Quando il 16 agosto successivo, il cadavere di Matteotti venne ritrovato, in molti ricordarono cosa aveva detto agli amici il socialista riformista di Fratta Polesine al termine del suo discorso: «Ora preparate il mio elogio funebre». «Il volontario della morte», lo aveva definito Piero Giobetti. E morte fu. Ma fu anche il momento in cui il fascismo vacillò come non mai, mostrando a tutti la sua vera faccia. Poi le opposizioni scelsero l’Aventino e Casa Savoia scelse ancora Mussolini. E nel gennaio del ‘25 l’ex maestro di Predappio annunciò il passaggio dal regime costituzionale a quello fascista. Iniziava la dittatura. E la giustizia promessa? Pene lievi e assoluzioni per Dumini e i sicari, poi un colpo di spugna con l’amnistia. Fu poi necessario attendere 70 anni per sapere che il giorno dopo il rapimento Matteotti avrebbe denunciato alla Camera anche i loschi affari e le tangenti con cui già si nutrivano i vertici del regime. La compagnia petrolifera americana Sinclair foraggiava il Duce in cambio delle concessioni per le trivellazioni in Emilia e in Sicilia. Le carte che Matteotti aveva nella borsa il 10 giugno furono ritrovate a Dongo tra i documenti di Mussolini. Per poi sparire definitivamente. E sul caso Matteotti ingiustizia fu fatta. Achille Scalabrin

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