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1912 04 16 la notte fredda e crudele del titanic

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La linea del tempo… timeline 1912 Gennaio: viene fondata la Repubblica cinese. Il Nuovo Messico diventa il 47° Stato degli Stati Uniti. Inizia la guerra italo-turca. Febbraio: l’Arizona diventa il 48° degli Stati Uniti d’America. Annessione della Libia all’Italia. Mussolini diventa direttore del quotidiano “Avanti!”. Marzo: la popolazione tibetana insorge contro la presenza cinese. Gli Stati dei Balcani (Bulgaria, Grecia, Serbia e Montenegro) formano la lega balcanica, favoriti dalla Russia. Aprile: naufraga il Titanic. Viene inaugurato a Venezia il nuovo campanile della basilica di San Marco, che era crollato nel 1902. Nasce il Modena Football Club. Duchamp dipinge Nu descendant un escalier, un quadro di rottura come lo era stato cinque anni prima Les demoiselles d’Avignon. Muore Giovanni Pascoli. Maggio: sciopero generale e scontri a Budapest (Ungheria), organizzati dai socialdemocratici. La repressione da parte della polizia provoca 6 morti, 182 feriti e 300 arresti. Continua la guerra italo-turca.Viene introdotto in Italia il suffragio universale per tutti i cittadini di età superiore ai 30 anni. Giugno: l’aeronautica militare statunitense fa il primo test di mitragliamento da un aereo. Luglio: nell’Impero ottomano i Giovani Turchi perdono il potere in favore dell’alleanza liberale. Agosto: gli Stati Uniti d’America occupano il Nicaragua. Settembre: primo incidente nel metrò di Londra.Viene concesso l’autogoverno all’Irlanda, a esclusione del nord del paese, il cui centro è Belfast. Per la prima volta viene utilizzato il termine “blues”. Ottobre: prima mostra di Kandinsky a Berlino. Conclusione della guerra italo-turca con il trattato di Losanna; l’Impero ottomano riconosce la sovranità italiana in Libia. Il Montenegro dichiara guerra all’Impero ottomano e dà il via alla prima guerra balcanica. Novembre: l’Albania è uno Stato indipendente. Dicembre: in Svizzera si costruisce la prima locomotiva con motore diesel. Sulla scia di quanto successo al Titanic si tiene a Londra la prima conferenza sulla sicurezza in mare.

Cenni storici: un anno in breve è un anno di cambiamenti civili e politici per l’Italia che firma la riforma elettorale e attua il suffragio universale maschile per i cittadini che hanno più di 30 anni. La penisola non vive però un momento sereno. L’attentato a Vittorio Emanuele III da parte di un anarchico ne è la prova. Alcuni socialisti, accusati di aver appoggiato l’attentatore, vengono espulsi dal partito e danno il via ad una scissione inevitabile. Inoltre, nel 1911 i colonizzatori italiani uccidono migliaia di civili a Sciara Sciat in Libia, per vendicarsi di un agguato subìto e la Turchia prepara ora una controffensiva. L’Italia con l’appoggio dell’Austria decide di anticiparla e occupa Rodi e le dodici isole del Dodecaneso. Quando le navi italiane entrano nei Dardanelli si rischia la crisi internazionale e l’intervento della Russia, ma ciò non avviene e l’Italia vince la guerra italo-turca soddisfacendo le proprie ambizioni coloniali. Approfittando della situazione politica, l’Albania proclama l’indipendenza dall’Impero ottomano.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 15 aprile 1912: naufraga la nave inaffondabile Solo quattro giorni prima il Titanic era salpato dal porto di Southampton per il suo viaggio inaugurale; a bordo gente carica di sogni e speranze: chi di raggiungere parenti o amici a New York, chi di essere tra i primi a compiere quella tratta, chi in cerca di una vita migliore. Il transatlantico viene considerato all’avanguardia, il biglietto di prima classe costa circa 4.000 dollari (80.000 euro oggi), in seconda classe 60, in terza classe 32. Progettato nei cantieri navali di Belfast in Irlanda, realizzato in tre anni, nessuno pensa possa affondare nel viaggio inaugurale, che tanto clamore ha suscitato nella stampa. Ma il 14 aprile 1912, alle 23,40, il Titanic si scontra con un iceberg: inutili le manovre per evitarlo, anche a causa della velocità sostenuta a cui viaggia; il giorno dopo affonda, spezzandosi in due. Nonostante sia un transatlantico tra i più grandi e lussuosi, i marinai di vedetta non hanno in dotazione binocoli o cannocchiali, di conseguenza svolgono il loro lavoro ad occhio nudo...ciò si rivela fatale, in quanto l’avvistamento dell’iceberg è tardivo e la nave non resiste allo scontro. Il capitano Edward John Smith è consapevole dei rischi, gli vengono comunicati la mattina dai due radiotelegrafisti (o marconisti), assunti dalla compagnia Marconi principalmente per inviare “marconigrammi” contenenti i saluti dei passeggeri più facoltosi ai loro parenti sulla terraferma. La frenesia di arrivare in fretta a destinazione ha però la meglio: il capitano modifica leggermente la rotta, ma non rallenta la sua corsa verso la morte. L’impatto provoca delle falle lungo la fiancata e in poche ore 1.518 passeggeri rinunciano per sempre ai loro sogni. Solo 705 i superstiti, quelli che hanno trovato posto nelle scialuppe di salvataggio e pochi altri. I più muoiono assiderati. Marconi, che si trova negli Stati Uniti, accorre al porto di New York per ricevere i superstiti. Alla stampa dichiara: “Vale la pena di aver vissuto per aver dato a questa gente la possibilità di essere salvata”. Il naufragio del Titanic è un evento di impatto mediatico: con il Titanic affonda il mito dell’infallibilità del progresso e il sogno della Belle Époque.

E il Resto... in classe Geostoria: molti passeggeri erano a bordo del Titanic con la speranza di trovare, dall’altra parte dell’oceano, una rivalsa sociale. Il fenomeno migratorio contraddistingue tutta la storia umana e non è solo un “problema” attuale. Fai un’analisi delle diverse fasi migratorie che hanno coinvolto l’Europa e crea un grafico che metta in luce i numeri emersi. Italiano: molti autori hanno scritto testi e canzoni sul fenomeno della migrazione, ad esempio Il treno degli emigranti di Gianni Rodari. Trova testi che parlano di migrazioni avvenute in periodi storici differenti e prova a compararne i contenuti. Prendendo spunto dalla canzone Titanic di De Gregori, scrivi un monologo in cui impersoni un migrante, mettendo in luce i tuoi sentimenti e le tue aspettative. Scienze: il termine “iceberg” indica una montagna di ghiaccio. Fai una breve presentazione partendo da queste domande: - Come si formano gli iceberg? - Lo scioglimento di un iceberg aumenta il livello del mare? - Perché la cima di un iceberg emerge dall’acqua? Geografia: oggi è meno frequente la possibilità di imbattersi in iceberg molto grandi. Concordi con questa affermazione? Motiva la tua risposta cercando il perché del fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai. Evidenzia in una carta geografica le zone del mondo in cui è possibile imbattersi negli iceberg. Cristina Prosdocimi Istituto Comprensivo di Zola Predosa

16 APRILE 1912 LA NOTTE FREDDA E CRUDELE DEL TITANIC “Il più grande piroscafo del mondo naufragato sui banchi di Terranova. I passeggeri sono salvi”. La prima notizia su quella che poi si sarebbe rivelata come l’immane tragedia del Titanic, fu pubblicata sulla pagina delle “Ultime Notizie” de “il Resto del Carlino” il 16 aprile 1912. Un titolo a due colonne, senza grande evidenza. Erano già passati due giorni interi da quando, alle 23,40 del 14 aprile, il gigantesco piroscafo partito da Southampton e diretto a New York, aveva incrociato sulla sua strada d’acqua un enorme iceberg. Due giorni dal consumarsi di una tragedia che ha portato sul fondo dell’Oceano la vita di 1.518 passeggeri. E anche se il titolo del giornale metteva tutti i viaggiatori in sicurezza, la realtà era ben diversa e contava i superstiti solo in 705. Ma era il 1912 e l’informazione in tempo reale nella quale viviamo immersi era tanto lontana da non poter essere neanche immaginata. C’era Guglielmo Marconi, all’epoca, e i due radiotelegrafisti imbarcati sul Titanic assunti per inviare “marconigrammi” destinati dai passeggeri ai familiari dovettero, loro malgrado, tramutarsi in centrale operativa dei soccorsi. Questo fecero subito dopo l’impatto con la montagna di ghiaccio che fece colare a picco il futuro di progresso incarnato dalla gigantesca nave, e quello di uomini, donne e bambini partiti per diletto o per inseguire una vita migliore. Andavano nel nuovo mondo, pronti a sposare il sogno americano: morirono annegati e, perlopiù, assiderati. Tutto, in quella notte, fu lungo e difficile. Tutto fu freddo e crudele mentre piano piano la falla nella pancia del transatlantico si allargava fino all’inabissamento. E il resto del mondo non sapeva. Non seppe dell’impatto. Non seppe delle scialuppe calate in fretta e senza attenzione. Non seppe delle donne separate dai mariti e dei bambini allontanati per primi dai saloni scintillanti dove l’orchestra continuava a suonare. Non seppe del grande freddo che ghermì quanti erano riusciti a sopravvivere al tuffo nell’acqua. Soltanto giorni e giorni dopo, quando i primi naufraghi arrivarono a New York e poterono raccontare, il mondo scoprì quanto l’uomo, e le sue opere, fossero ancora vulnerabili. Non era aprile ma gennaio e, nel frattempo, erano trascorsi cento anni, quando la nave da crociera Concordia si adagiò sugli scogli dell’Isola del Giglio. Nulla si era ancora compiuto che già, dall’imbarcazione, erano partite telefonate ed sms. Cento anni dopo il mondo seppe, in tempo reale, che cosa stava avvenendo dinanzi alle coste della Toscana. Internet diede il ritmo dei soccorsi, i social immortalarono la tragedia fotogramma su fotogramma. 4.200 furono i sopravvissuti scampati all’inchino del quale il mare si era impossessato. Ma 32 vite restarono impigliate in quello scoglio che aprì il guscio della nave come una coltellata. E, sicuramente, se il mondo di oggi ha dovuto piangere 32 esistenze stroncate contro le 1.518 del Titanic, è anche grazie a quelle possibilità offerte per sapere, e intervenire, mentre ancora la genesi dei fatti non si è del tutto compiuta. La notte del Titanic ha segnato la rotta di nuove forme di sicurezza ma ha anche accelerato il bisogno di comunicare, in maniera sempre più immediata e precisa. L’uomo è ancora vulnerabile ma la rete degli strumenti aggiornati offre una scialuppa in più nel momento del bisogno. Silvia Mastrantonio Grazie a


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