La linea del tempo… timeline 1908 Gennaio: l’Austria pensa di costruire una ferrovia che colleghi la Bosnia alla Macedonia. L’Italia, che ha in progetto invece di costruire una linea tra la Serbia e il porto di San Giovanni in Albania, non è favorevole e invia una protesta formale. I rapporti tra i due paesi si inaspriscono. Febbraio: Filippo Tommaso Marinetti pubblica sulla “Gazzetta dell’Emilia” (il Resto del Carlino) un primo manifesto futurista. L. Bissolati presenta alla Camera, senza successo, una mozione per l’abolizione del catechismo nelle scuole. A Lisbona muoiono in un attentato il re Carlo I e suo figlio Luis. Sale al trono Manuel II. Marzo: muore lo scrittore Edmondo De Amicis. A Venezia, Guglielmo II di Germania incontra Vittorio Emanuele III. A Napoli, si registrano casi di vaiolo nero. Aprile: si svolge a Roma il I Congresso femminile italiano a cui partecipa anche la regina Elena, passa un ordine del giorno contro l’insegnamento religioso nella scuola, provocando la rottura della collaborazione tra donne laiche e cattoliche. La Somalia è dichiarata colonia italiana. A Londra si aprono le Olimpiadi, che non si sono svolte in Italia per il parere contrario di Giolitti. Maggio: a Parma, braccianti e mezzadri entrano in sciopero. Protestano contro i proprietari terrieri, questi ultimi non vogliono cedere e rispondono con una serrata, chiamando lavoratori da fuori provincia. L’Italia e l’Etiopia firmano un trattato per la definizione dei confini della colonia somala italiana. Giugno: la Camera approva il progetto di legge per la concessione di 223 milioni di crediti militari al fine di rafforzare le forze armate in previsione di possibili conflitti in Europa e in Africa. In Siberia centrale cade un meteorite. Luglio: vengono approvati provvedimenti a favore di Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. In Macedonia, un gruppo di giovani ufficiali turchi si ribella e costringe il sultano a ripristinare la Costituzione in vigore dal 1876. Agosto: la siccità in Puglia mette in ginocchio la popolazione, che chiede a gran voce l’acquedotto. Presentato a Parigi il primo film realizzato con la tecnica del disegno animato: 700 disegni per due minuti di proiezione. Settembre: inaugurato a Piacenza il ponte stradale sul Po. In Russia si registrano casi di colera. A Flint, nel Michigan, nasce la General Motors. Il tenente americano Thomas E. Selfridge è la prima vittima di un incidente aereo. Ottobre: si svolge tra Roma e Torino il I Congresso degli italiani all’estero, organizzato dall’Istituto coloniale italiano. Camillo Olivetti crea la Ing. C. Olivetti & C., la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere. L’Austria dichiara l’annessione della BosniaErzegovina. Novembre: gli Stati Uniti hanno un nuovo presidente, William Howard Taft, repubblicano. In Svizzera, il chimico Jacques Edwin Brandenberger ha inventato il cellophane, una nuova pellicola sottile e trasparente, ideale per l’imballaggio delle merci. Dicembre: un terremoto colpisce Reggio Calabria e Messina, che vengono distrutte.
Cenni storici: un anno in breve L’anno inizia con le tensioni tra Italia e Austria per la costruzione della ferrovia tra Bosnia e Macedonia. L’Italia aveva in progetto di costruirne una tra la Serbia e il porto di San Giovanni in Albania e invia una protesta formale a cui l’ Austria risponde dichiarando, in ottobre, l’annessione della Bosnia, che occupa militarmente già dal 1878. Il governo italiano tranquillizza il popolo, ma la tensione è alta e da Vienna arrivano notizie di episodi di ritorsione verso alcuni nostri concittadini, che vengono prima aggrediti e poi arrestati. Dopo il terremoto di Messina, mentre tutto il mondo si adopera per gli aiuti, un giornale austriaco, vicino ai vertici imperiali, scrive che l’Austria avrebbe dovuto approfittare del momento e attaccare l’Italia. Giolitti prosegue il suo lungo ministero che si protrarrà dal 1906 al 1909. Le donne cominciano a rivendicare i propri diritti e si riuniscono a Roma, ma alcune divergenze di idee tra laiche e cattoliche spaccano il movimento. A causa della perdita di compattezza, per ottenere le prime conquiste, dovranno aspettare altri 37 anni, il voto alle donne sarà concesso solo nel 1945.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 30 dicembre 1908: il terremoto fece 100 mila morti Alle cinque e venti di mattina, per circa quaranta secondi, la terra trema. Un terremoto di intensità 7,2 della scala Richter e di XI della scala Mercalli si abbatte sulle città di Messina e Reggio Calabria, che vengono gravemente danneggiate. La maggior parte della popolazione è colta dalle scosse nel sonno, chi non rimane sepolto sotto le macerie esce in strada, accolto dal buio e da una nube di polvere. Molteplici le cause di morte: i crolli, gli incendi, il maremoto, ma anche l’assenza di aiuti che non dà speranza a chi è imprigionato sotto le macerie. La popolazione, assonnata e confusa, cerca rifugio verso il mare, ma lì invece della salvezza, trova la morte, a causa del maremoto che si abbatte in particolare su Messina, con onde dai sei ai dodici metri di altezza. Molti, nel tentativo di liberare dalle macerie parenti ed amici, rimangono in prossimità delle case, ma sono sorpresi dalle esplosioni e dagli incendi causati dal gas che si sprigiona dalle tubazioni interrotte. Muore più di metà della popolazione messinese e un terzo di quella calabrese. Non si riesce ad intervenire con tempismo perché i sismografi mettono in evidenza la forte intensità delle scosse, senza però riuscire a localizzarle. Si possono solo immaginare i danni provocati da un terremoto di tale entità: ogni via di comunicazione è distrutta, per i superstiti è impossibile ogni contatto con il resto d’Italia. In migliaia muoiono sotto le macerie aspettando invano gli aiuti. I primi soccorsi arrivano da navi russe, inglesi e, solo in seguito, da quelle italiane. Questo provoca polemiche, come pure l’assenza di un sistema antisismico adeguato. I danni sono considerevoli anche a causa della forte concentrazione di abitazioni lungo lo Stretto. Nel post sisma il problema principale è quello dello sciaccallaggio, le pene diventano esemplari, ma sono inflitte arbitrariamente dai russi che non capiscono la lingua e spesso colpiscono innocenti che cercano solo di recuperare i loro ricordi...lo scherzo del destino per chi è sopravvissuto al terremoto e muore per cercare un oggetto che gli restituisca il proprio passato e lo faccia sentire meno solo.
E il Resto... in classe Italiano: dividetevi in gruppi e ognuno scriva un testo regolativo che fornisca le istruzioni su come ci si deve comportare in caso di terremoto (a scuola, a casa e nei luoghi in cui svolgete attività sportive). Nel riportare un evento sono importanti anche le immagini. Di seguito vengono proposti quattro video che raccontano in modo diverso il terremoto di Messina. Guardateli e poi scrivete un testo in cui mettete in evidenza le differenze di contenuto e di stile tra i video. Video muto - http://cinestore.cinetecadibologna.it/video/dettaglio/41306 Super Quark - https://www.youtube.com/watch?v=qoiEZ0CRCOo Ulisse - https://www.youtube.com/watch?v=o6IJbQoAo4k Gaia - https://www.youtube.com/watch?v=ag65NG8hYS0 Letteratura: al terremoto di Messina è legato anche Salvatore Quasimodo, che tre giorni dopo il terremoto, all’età di sette anni, si trasferì a Messina con il padre che svolgeva il lavoro di capostazione. Di questa esperienza parla nella poesia Al Padre. Leggi e commenta la poesia evidenziando i punti in cui ci si riferisce al terremoto di Messina. Geografia: esistono due sistemi di misurazione per rilevare l’entità dei terremoti, scopri la differenza tra scala Mercalli e Richter, collegandoti a questo sito http://www.focus.it/ambiente/natura/scala-mercalli-e-richter-qual-e-la-differenza. Rispondi ai seguenti quesiti: - Di quale nazionalità erano Mercalli e Richter? - Cosa misura la scala Mercalli? - E la scala Richter? - Qual è il grado massimo per la scala Mercalli e da quale grado i danni agli edifici possono essere considerati seri? Storia: prima dell’Unità d’Italia l’organizzazione dei soccorsi è differenziata da Stato a Stato. Esistono delle norme antisismiche, ma queste decadono quando, con l’Italia unita, entra in vigore lo Statuto Albertino, adottato dal Regno di Sardegna nel 1848. Per la loro natura geologica, Piemonte e Sardegna non sono regioni sismiche, di conseguenza non si sente la necessità di inserire tali norme. Aiutare le popolazioni sinistrate è compito della generosità pubblica: i soccorritori si attivano in maniera spontanea e non coordinata e affiancano il lavoro dei militari. Il terremoto di Messina attira l’attenzione su una falla del sistema legislativo e porta a nuove norme. Ricerca come è cambiata la normativa e quanto è stato fatto in tale senso dal 1908 ad oggi. Cristina Prosdocimi Istituto Comprensivo di Zola Predosa
30 DICEMBRE 1908 L’APOCALISSE DI MESSINA Con le case e le strade, nel cataclisma peggiore che l’Occidente ricordi a memoria d’uomo, crollò la società, l’impalcatura delle relazioni umane, ogni pietà. Il terremoto di Messina, che con una scossa di magnitudo 7.2 alle 5,20 del mattino del 28 dicembre 1908 uccise oltre centomila persone - e, insieme alla città siciliana, devastò Reggio Calabria - fu seguito da uno scenario apocalittico. Saccheggi e omicidi, torme di cani randagi che si sfamavano dei cadaveri (o dei feriti ancora vivi, intrappolati fra le macerie), la legge marziale, le fucilazioni sommarie. Quell’orrore impresse un cupo marchio a un secolo nato sull’orizzonte di fiducia nel progresso ereditato dall’Ottocento: «Il secolo XX ha esordito a Messina il 28 dicembre 1908 - ha scritto lo storico Francesco Mercadante - al segno di una catastrofe in cui si fusero insieme presagio e antefatto di tutto un ciclo di guerre, di eccidi e di distruzioni». Nella notte che precedette la catastrofe, il mare era stato inquieto, gonfio di cavalloni. E subito dopo il terremoto, un testimone francese descrisse «il fumo dell’incendio padrone assoluto della città, ove risuonano sinistre esplosioni in mezzo al più lugubre silenzio». Giungendo dal mare, l’inviato del “Mattino” descrisse «la costa di Sicilia, tutta diroccata, come se una flotta spietatamente precisa avesse bombardato senza eccezione i palazzi, i tuguri e le fortezze. Ciaschedun edificio era crollato inginocchioni... Il mare formicolava di barche sperdute; la riva era deserta». Il soccorso fu internazionale: accorsero otto navi della Marina britannica e una decina di mercantili. Quasi tremila marinai scesero a scavare tra le macerie. A Catona fu istallato un ospedale da campo inglese e centinaia di feriti furono trasportati via mare a Siracusa. Per quasi un secolo, il passaggio di navi britanniche per lo Stretto sarà salutato in segno di gratitudine dalle sirene del porto di Messina. Ma sbarcò anche la flotta russa, che con sistemi zaristi applicò spietatamente la legge marziale contro gli ‘sciacalli’ sparando anche su quanti scavavano tra le rovine della propria casa, o cercavano qualcosa per coprirsi. Da Roma treni speciali fecero affluire tre reggimenti di fanteria e centinaia di carabinieri. Un decreto del 3 gennaio 1909 dichiarò «lo stato d’eccezione» dando pieni poteri all’esercito. «Messina - scrisse il giorno dopo il “Giornale d’Italia” - è percorsa da cani famelici; uomini, donne, bambini implorano pane, inebetiti dal dolore. L’incendio indomabile ha divorato tutti gli edifici. Giunge fino a noi, nelle navi, il rumore dei colpi di moschetto e di rivoltella». In molte case messinesi, ancora non troppi anni fa, il giorno 28 dicembre si pranzava senza tovaglia. In segno di lutto. Andrea Fontana
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