La linea del tempo… timeline 1905 Gennaio: la prima pagina dell’anno de “il Resto del Carlino” tributa il dovuto onore a Giosuè Carducci, ormai in procinto di lasciare l’insegnamento. Febbraio: pubblicazione del primo numero della rivista “Poesia” di Filippo Tommaso Marinetti. Presentazione del progetto di nazionalizzazione delle ferrovie che include pene in caso di sciopero. Marzo: si dimette Giovanni Giolitti, ufficialmente per motivi di salute. Tommaso Tittoni viene nominato presidente del Consiglio; rimarrà in carica fino al 28 marzo. Alessandro Fortis è incaricato di formare un nuovo governo. Aprile: approvazione del progetto di nazionalizzazione delle ferrovie. Pio X emana la lettera enciclica Fermo proposito. Maggio: la flotta giapponese distrugge gran parte della flotta russa nella battaglia di Tsushima. Giugno: commemorazione del primo centenario di Giuseppe Mazzini Luglio: lo Stato italiano prende in carico la rete ferroviaria nazionale, nascono le Ferrovie dello Stato. Agosto: si conclude il processo contro Teodolinda Murri, figlia del cattedratico e clinico di fama internazionale Augusto Murri; la donna è accusata insieme al fratello dell’omicidio del marito. Settembre: terremoto in Calabria. Prima proiezione pubblica italiana; il cortometraggio si intitola La presa di Roma di Filoteo Alberini. Ottobre: a seguito delle sommosse scoppiate dopo la grave sconfitta contro i giapponesi, lo Zar Nicola II fa alcune concessioni alla popolazione, che vengono pubblicate nel Manifesto di Ottobre. Novembre: il ministro dell’Istruzione Leonardo Bianchi istituisce una Commissione reale per riformare la scuola media. Dicembre: si insedia il secondo governo di Alessandro Fortis.
Cenni storici: un anno in breve Il 1905 è un anno politicamente molto movimentato; Giolitti si dimette accampando motivi di salute e viene sostituito da Tommaso Tittoni. Dopo solo sedici giorni anche Tittoni lascia e l’incarico passa ad Alessandro Fortis, il cui governo subirà un “rimpasto” proprio alla vigilia di Natale, quando già sulle tavole bolognesi era pronto l’impasto per la sfoglia dei tortellini. Il progetto di nazionalizzazione delle ferrovie incontra l’opposizione dei lavoratori i cui scioperi vengono frenati da pene e sanzioni. Il papa Pio X avvia un’apertura dei cattolici alla vita politica con la lettera enciclica Fermo proposito in cui prevede “la possibilità di dispensa in caso di ragioni gravissime”. I Cattolici prendono la lettera… “alla lettera” e a Bologna fondano la Lega democratica nazionale che provocherà la sospensione a divinis di Don Romolo Murri. La scuola media, la cenerentola della scuola italiana, è oggetto di una commissione ministeriale istituita dal ministro Leonardo Bianchi con l’obiettivo di riformarla e meglio adeguarla “ai bisogni della società moderna.” Il progetto è tuttora in corso!
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 22 giugno 1905: il centenario di Giuseppe Mazzini Il corrispondente da Roma, telefonicamente, riporta il contenuto del discorso tenuto per commemorare il centenario della nascita di Giuseppe Mazzini alla presenza di Vittorio Emanuele III. Forse Mazzini, da fiero repubblicano, non apprezzerebbe la presenza del Re, ma da morto, non può che rivoltarsi nella tomba. Certo il relatore doveva destreggiarsi nel non facile compito di esaltare le idee repubblicane mazziniane senza dimenticare che in prima fila era seduto il monarca; ma il paragone con Dante, con cui Mazzini “condividerebbe il patrimonio inalienabile della Nazione”, placa ogni polemica. Mentre i deputati, che alla morte di Mazzini non hanno neppure sospeso le sedute della Camera, in “palamidone” a causa della pioggia battente, si recano alla Camera, in piazza alcuni repubblicani e socialisti protestano. In strada la retorica dei palazzi non basta: scoppiano tafferugli e tumulti subito trattenuti dagli squilli di tromba delle guardie armate di rivoltelle.
23 GIUGNO 1905 ANTICIPÒ L’UTOPIA DELL’EUROPA UNITA Il 23 giugno 1905 si celebrò solennemente in varie parti d’Italia il centenario della nascita di Giuseppe Mazzini. Scoprimento di lapidi e statue, inaugurazione di vie e di piazze, congressi e comizi ed infine, sul piano più propriamente storico, il varo di un’imponente Edizione Nazionale destinata a raccogliere in modo organico tutti gli scritti e le lettere del grande ligure. La circostanza avveniva con un certo imbarazzo dei vertici ufficiali dello Stato, in particolare di quelli di Casa Savoia, vista la costante pregiudiziale antimonarchica di Mazzini. Tuttavia neppure i più ligi sostenitori del re potevano misconoscere l’importanza decisiva che quell’uomo aveva svolto per l’unificazione italiana. Giovanissimo affiliato alla Carboneria, Mazzini ne capì per primo i limiti e se ne distaccò radicalmente, condannandone la segretezza, lo spirito settario, i simbolismi, le pratiche esoteriche che la rendevano di scarsa e limitata efficacia. Con la “Giovine Italia”, la nuova organizzazione da lui fondata nell’esilio di Marsiglia, creò di fatto il primo partito politico italiano e un potente strumento ai fini della lotta per l’indipendenza. Dotata di un programma da diffondere ampiamente e di una capillare organizzazione, con essa intese promuovere la mobilitazione della gioventù per il coinvolgimento delle masse nella rivoluzione nazionale e repubblicana. Nonostante gli insuccessi cui andarono incontro le insurrezioni promosse dalla “Giovine Italia”, fu proprio l’instancabile opera mazziniana a imporre lentamente come idea dominante quella di costituire in un sol corpo unitario la nazione italiana, quando invece la maggior parte dei patrioti pensava ad una soluzione di tipo confederale, salvaguardando almeno in parte le varie monarchie esistenti. Triumviro nella Roma repubblicana del 1849, Mazzini fu il principale artefice della Costituzione varata il 1° luglio, la più democratica fra quante l’Europa avesse allora conosciuto. Mazzini fu anche un pensatore politico di portata europea; non a caso fondò a Berna la “Giovine Europa”, per l’allora utopico sogno di stringere insieme gli Stati del Vecchio continente, nel segno delle nazioni libere e affratellate. A Londra, crocevia delle riflessioni politiche più avanzate del tempo, pubblicò sul “People’s Journal” i Pensieri sulla democrazia (“Thoughts upon democracy in Europe”), alimentando un dibattito sul concetto di democrazia cui non mancherà di rispondere lo stesso Karl Marx con Il Manifesto dei comunisti. Cosimo Ceccuti
E il Resto... in classe Storia: Giuseppe Mazzini vestiva di nero, sempre! Il suo lutto sarebbe terminato quando l’Italia sarebbe diventata una repubblica indipendente. Quando si concretizzò questo suo sogno? Mazzini, Garibaldi e Vittorio Emanuele vengono indicati dal relatore come “principali figure del nostro Risorgimento”. Sai spiegare il motivo di questa affermazione? Cittadinanza e Costituzione: nel discorso di commemorazione i giovani sono richiamati alla “coscienza del dovere”. Secondo la tua opinione tale coscienza è da ricercare ancora oggi? In quale ambito? Giovanna Pace Istituto Comprensivo di Monte San Pietro
GRAZIE A