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La linea del tempo… timeline 1897 Gennaio: a Reggio Emilia si celebra il primo centenario della bandiera tricolore (7 gennaio 1797) con tanto di discorso tenuto da Giosuè Carducci. Febbraio: dalla Grecia parte una piccola armata per liberare l’isola di Candia (Creta) dall’oppressione turca. L’opinione pubblica italiana è con la Grecia; lo Stato e le Potenze europee (tutte tranne la Germania) sono contro l’annessione. Marzo: Italia alle urne per le elezioni politiche: avanzata dei repubblicani e dei radicali, il gruppo di sinistra mantiene il vantaggio. Negli Stati Uniti il repubblicano William McKinley è eletto presidente. Aprile: Giuseppe Zanardelli è eletto presidente della Camera. Nella famiglia reale si festeggia l’anniversario del matrimonio del Re e della Regina d’Italia. Il Re è oggetto di un fallito attentato ad opera di un fabbro-ferraio ventiseienne. Maggio: inaugurato a Palermo il Teatro Massimo, il più grande d’Italia e il terzo d’Europa. Oscar Wilde torna in libertà (era stato condannato a prigione e lavori forzati per omosessualità). Bram Stoker pubblica il romanzo Dracula. Giugno: a Parigi viene accolto da vivissimi applausi il dramma di Gabriele D’Annunzio Il sogno di un mattino di primavera, interpretato da Eleonora Duse. Luglio: Guglielmo Marconi brevetta, a Londra, la radio. Agosto: primo congresso sionista a Basilea, organizzato da Teodoro Herzl. In Italia il prezzo del pane è alle stelle per il cattivo raccolto e per il calo delle importazioni provocato da una difficile situazione internazionale. Settembre: il Re e la Regina d’Italia si recano in visita in Germania esibendo vincoli di cordialità ed amicizia tra i due Stati legati, dal 1882, dalla Triplice alleanza. Ottobre: si svolge a Roma una grande manifestazione (con alcuni scontri) animata da commercianti e negozianti contro la proposta di inasprire le aliquote fiscali. Novembre: viene fondata, a Torino, la Juventus F.C. per iniziativa di un gruppo di studenti del liceo classico “Massimo d’Azeglio”. Dicembre: viene fondato, a Milano, da Emilio Treves, il “Corriere delle Signore: giornale di moda e letteratura”. A New York l’italiano Antonio Zucca festeggia l’elezione a coroner della città.

Cenni storici: un anno in breve Per l’Italia il 1897 è un anno di crisi: cattivo raccolto e calo delle importazioni hanno fatto alzare il prezzo del pane; i primi disordini contro il carovita rispecchiano le spaventose condizioni in cui le masse contadine si trovano, saldandosi ben presto con la protesta di alcune classi sociali urbane e acquistando così un carattere sempre più politico. Le tensioni di questo anno sono forti e preludono alle ribellioni popolari che esploderanno con violenza nelle agitazioni della primavera del 1898. Il 22 aprile 1897, a Roma, l’anarchico Pietro Acciarito cerca di accoltellare re Umberto I. Pare che, chiusa la sua officina di fabbro che non gli dava sufficiente lavoro, il padre, salutandolo, gli abbia chiesto se intendesse suicidarsi o emigrare. Non a caso: per tanti l’emigrazione è la risposta alla disperazione della povertà. L’attentato fallisce; Pietro, interrogato, nega di essere mosso da moventi politici ma, piuttosto, dalle sue condizioni economiche. Il suo gesto è occasione per arresti arbitrari di socialisti, repubblicani ed anarchici, segno della preoccupazione, nella classe dominante, di non riuscire a controllare con gli strumenti “ordinari” le tensioni emergenti nella società italiana. Mentre a Roma Antonio Starabba, marchese di Rudinì si dimette per poi tornare alla testa di un nuovo governo, a New York il connazionale Antonio Zucca festeggia con un banchetto le elezioni amministrative che gli hanno conferito la carica di coroner della città (allora assimilabile a quella di giudice istruttore in Italia).

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 25 dicembre 1897: Antonio “coroner” a New York Uno su mille ce la fa… questa volta è il caso di Antonio Zucca, fondatore della Society of Italian Fruits Vendors, che ha portato avanti la sua ascesa, inserendosi tra gli schieramenti politici cittadini di New York, sino a diventare uno dei primi ethnic politicians degli USA. Se le istanze da lui portate avanti sono per lo più a difesa degli interessi dei commercianti italiani, tuttavia egli dà voce non solo alla comunità degli uomini d’affari ma, in senso lato, alla più vasta comunità italiana dell’area newyorkese. Non è la norma, la sua storia, ma racconta di una minoranza migratoria che sta lentamente avviando il suo processo di integrazione nella società statunitense. Nell’articolo, come riflessione a margine, si intravede la piaga dell’analfabetismo della comunità italiana (insieme al problema dalla sua grande frammentazione interna). Uno su mille ce l’ha fatta, appunto.. molto diverso è per gli altri 999. Sullo sfondo del gaudente banchetto “di un gusto finissimo e puro italiano” con cui la vittoria di Zucca viene festeggiata, si può immaginare la massa senza nome di uomini e donne che, partiti in cerca dell’“America”, hanno trovato fame, stenti e discriminazione.

E il Resto... in classe Storia: raccogli i dati relativi alla “grande migrazione”. Quanti furono gli italiani che migrarono? Da quali aree del paese? Quali le loro mete? Visualizza il materiale raccolto attraverso dei grafici. Zucca è forse l’esponente un po’ meno noto di una categoria di italiani che hanno conquistato un posto nella storia degli Stati Uniti nel periodo della grande migrazione. Raccogli materiali per una piccola galleria biografica. Fatto questo, restituisci luce ai “vinti”, agli italiani che non ce l’hanno fatta... e che sono la maggioranza: può aiutarti ad inquadrare il fenomeno l’introduzione di L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi (di G.A. Stella). Utilizza la prima appendice di questo testo per approfondire l’immagine degli italiani all’estero attraverso i giornali dell’epoca e soffermati soprattutto sulla stampa statunitense. Un’altra fonte può essere l’introduzione al catalogo di Galata - Museo del Mare, di Genova (puoi scaricarla dal sito del museo e, già che ci sei, puoi dare un’occhiata virtuale alle sue sale). Fai confluire in un prodotto finale (relazione, presentazione, lapbook, ecc.) il risultato dell’accostamento tra le migrazioni “a lieto fine” e la storia dei più. Storia - Italiano: il fenomeno migratorio interessò tantissime persone. Spesso, risalendo di alcune generazioni, ce ne sono state anche nella nostra famiglia. Cerca di scoprire se anche tra i tuoi parenti c’è stato un migrante ed, eventualmente, quando e da dove è partito e come è andata la sua storia. Le storie raccolte, condivise in classe, possono costituire un piccolo campione per un’analisi quantitativa e qualitativa. Geografia: i flussi migratori. Perché si emigra? Esistono diversi tipi di migrazione? Le mete e i luoghi di partenza hanno qualcosa in comune tra loro? Ci sono conseguenze nei paesi di partenza o accoglienza? Messi a fuoco questi aspetti, analizza la presenza di comunità di stranieri nel tuo Comune o nella tua Regione: fai un’indagine sulla loro provenienza e consistenza (nei siti istituzionali troverai tante informazioni). Cittadinanza e Costituzione: gli stranieri hanno un ruolo politico nel nostro paese? Per ottenerlo devono essere naturalizzati italiani? Come si diventa cittadino italiano? Svolgi un’indagine su politici di origine non italiana e verifica l’esistenza di organi di rappresentanza degli stranieri nella tua regione o nella tua città (che compiti si prefiggono, qual è la loro organizzazione, ecc.). Informati anche sul diritto di voto agli stranieri in Italia (quando e in quali circostanze viene concesso?). Il giornalista fa riferimento ad una sorta di do ut des che ha permesso, a suo avviso, l’elezione del nostro connazionale. Individua i passaggi in cui ciò viene espresso. Ti sembrano meccanismi ancora attuali? Secondo te fanno parte del gioco politico o comportano dei rischi? Fiorella Ghiandoni Istituto Comprensivo 1 di Bologna

25 DICEMBRE 1897 ANTONIO “CORONER” A NEW YORK NEW YORK- La notizia era del 6 dicembre 1897, ma è arrivata in Italia solo il giorno di Natale nella rubrica delle “Note Americane” pubblicate da “il Resto del Carlino”. Anche se all’apparenza sembrava il colorito racconto di un pranzo politico, di fatto annunciava che Antonio Zucca, era stato eletto a grande maggioranza “Coroner” della città di New York, che equivale oggi ad una sorta di procuratore generale. Si trattava del primo italiano nella storia Usa a raggiungere una posizione simile, ma soprattutto segnava la svolta nelle carriere pubbliche degli immigrati che avrebbero aperto la strada una quarantina d’anni dopo anche al trionfo di Fiorello La Guardia come sindaco della Grande Mela, per poi far spazio ai Cuomo, ai Giuliani e ancora ai Cuomo dei giorni nostri. In quella lunga colonna di piombo scritta con tono brillante e colloquiale, c’era già indicata una grande strategia: “soltanto se le organizzazioni italiane in Usa avessero rinunciato ai loro provincialismi e alle piccole diatribe locali o regionali per rimanere una struttura solida avrebbero potuto guadagnare posizioni nella pubblica amministrazione….”. A Manhattan esisteva già L’Italian American Democratic Union che organizzò il famoso pranzo e anche l’ ”Italian American Chamber of Commerce” attiva ancora oggi, ma col benessere che aveva raggiunto tanti degli immigrati più brillanti iniziavano a spuntare anche rivalità di campanile che non giovavano a quella che tutti ormai definivano la “colonia italiana” in continua espansione. Antonio Zucca che era nato a Trieste da una famiglia fortemente in favore dell’unità italiana, non era laureato in legge ma guidò la sua attività con grande “senso comune”, e divenne soprattutto famoso oltre che per la precedente attività di importatore anche per aver saputo unificare in un unico organismo la “United Italian Societies” le 144 organizzazioni italiane che si erano formate in ogni quartiere di New York, del Queens e del Bronx. La sua carriera politica iniziò non appena riuscì ad ottenere la cittadinanza americana e tra le iniziative di maggior successo che intraprese ci fu la creazione di veri e propri patronati che assistevano anche nei quartieri più poveri gli immigrati italiani per ottenere i regolari permessi di soggiorno e la naturalizzazione americana. Da quei primi atti pionieristici nacquero poi le grandi organizzazioni nazionali degli italo americani come la “Order of Sons of Italy” (OSIA) nel 1905 che però venne criticata durante la seconda guerra mondiale per la troppa simpatia verso Mussolini e 40 anni fa la “National Italian American Foundation” (Niaf) riconosciuta dagli stessi presidenti americani che non hanno mai mancato di partecipare o mandare video messaggi al loro gala annuale in ottobre. Giampaolo Pioli

GRAZIE A


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