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1893 04 16 il governo della questione sociale

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La linea del tempo… timeline 1893 Febbraio: viene assassinato dalla mafia il direttore generale del Banco di Sicilia Emanuele Notarbartolo che aveva denunciato gli abusi del direttore, il senatore Giulio Benso Sammartino. Luglio: sulla linea Milano-Monza entra in funzione il primo tram elettrico. Agosto: nasce la Banca d’Italia dalla fusione di quattro precedenti istituti: la Banca Nazionale del Regno d’Italia, la Banca Nazionale Toscana, la Banca Toscana di Credito e dalla liquidazione della Banca Romana. Il Partito dei lavoratori diviene Partito socialista dei lavoratori italiani. Lo stesso mese, con la salita alla Punta Gnifetti, la regina Margherita inaugura l’omonimo rifugio sul Monte Rosa, il più alto d’Europa. Settembre: il Partito dei lavoratori italiani si riunisce a congresso nella città di Reggio Emilia, ove si da un’autonomia e un nome ufficiale come Partito socialista dei lavoratori italiani (Psli), inglobando anche il Partito socialista rivoluzionario italiano. Ottobre: una disastrosa piena del fiume Reno porta allo sfondamento della Chiusa di Casalecchio e al crollo del Ponte Lungo. Novembre: nasce a Milano lo scrittore Carlo Emilio Gadda. Andrea Costa è eletto sindaco di Imola. Dicembre: iniziano le agitazioni sociali note come Fasci Siciliani o Fasci Siciliani dei Lavoratori, un movimento di massa di ispirazione democratica e per le riforme economiche.

Cenni storici: un anno in breve Il 1893 è un anno di movimenti e di proteste popolari: da nord a sud la popolazione più povera si riversa nelle piazze a causa di una crisi economica che ha fatto salire il costo dei generi di prima necessità. Il rifiuto di Giolitti e del suo governo di reprimere le contestazioni dei lavoratori con la forza, unitamente allo scandalo della Banca Romana che lo ha travolto con l’accusa di aver coperto irregolarità fiscali, fanno crollare sensibilmente il suo consenso, al punto di costringerlo alle dimissioni. Di fronte a tali debolezze, e nella speranza di far cessare i disordini, gli elettori si affidano nuovamente al governo repressivo di Crispi.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 16 aprile 1893: inizia il tempo di Giovanni Giolitti Giovanni Giolitti è stato uno dei più grandi protagonisti della nostra storia unitaria, al punto che il primo decennio del Novecento italiano viene definito età giolittiana. Alla politica autoritaria e aggressiva di Crispi, acerrimo nemico del socialismo, egli contrappose il dialogo con le nuove forze sociali del paese (socialisti e cattolici), pose le basi per il decollo industriale italiano e introdusse importanti riforme quali il diritto di sciopero e il suffragio universale maschile. La sua azione politica, mirante a modernizzare l’Italia e ad allargare le basi del consenso allo Stato liberale, è tuttora oggetto di interpretazioni contrastanti. Per alcuni fu un astuto conservatore travestito da progressista; per altri un opportunista che accettò senza problemi la dissoluzione delle basi del regime liberale. Per alcuni fu un abile trasformista, grande corruttore della vita politica e parlamentare e personalmente coinvolto nella vicenda della Banca Romana. Per altri fu ideatore e realizzatore di una società moderna e democratica. Va detto però che la situazione politica, economica e sociale dell’epoca era tutt’altro che di facile interpretazione e gestione, in quanto l’Italia si trovava ad essere fanalino di coda nella corsa verso la modernizzazione economica e l’espansionismo coloniale. Il presunto “doppio volto” di Giolitti ben si adattava quindi a rappresentare la reale situazione di un paese drammaticamente spaccato tra un Nord neo-industrializzato e un Sud appena strappato ai retaggi secolari dei regni latifondisti, terreno fertile su cui, proprio in quei decenni, attecchì il morbo della mafia.

16 APRILE 1893 IL GOVERNO DELLA QUESTIONE SOCIALE Alte erano le sensibilità di Giovanni Giolitti per la legislazione sociale: ciò derivava dalla sua austera educazione piemontese e dall’essere stato collaboratore di Quintino Sella. Gli orizzonti vasti di Giolitti e le sue sensibilità per le novità che maturavano negli altri paesi d’Europa, lo portavano ad essere sempre aggiornato, con grande pragmatismo. Le sensibilità sociali di Giolitti erano valutate quotidianamente anche dai leader socialisti Filippo Turati e Anna Kuliscioff che ne hanno lasciato traccia nel loro monumentale carteggio. Giolitti e Giuseppe Zanardelli erano, a giudizio di Turati e della Kuliscioff (tendenziali oppositori nell’Italia liberale dell’epoca), i migliori garanti delle libertà. In effetti nel 1899, di fronte al tentativo del governo Pelloux di introdurre per decreto reale alcuni provvedimenti liberticidi, furono determinanti Zanardelli e Giolitti per sventarli. Nel 1908 Turati scrisse alla Kuliscioff che “Giolitti è l’unico uomo di governo serio che abbiamo alla Camera, l’unico vero radicale di temperamento, e che la nostra enorme stoltezza fu di separarci da lui…”. Il severo giovanissimo Piero Gobetti sosteneva che Giolitti attuava al governo le riforme che altri chiedevano. Insomma, Giolitti era un riformatore vero che anteponeva le realizzazioni concrete al loro annuncio, che portò alla tutela del lavoro minorile e femminile, con sensibilità crescenti verso i diritti civili e sociali, con l’incoraggiamento, anche attraverso Luigi Luzzatti, alla nascita e crescita di una diffusa cooperazione sia di lavoro, sia nel risparmio, favorendo la diffusione di istituti mutualistici di previdenza e di solidarietà. Giolitti era un precursore di un’Italia post-risorgimentale che, superati i traumi delle guerre d’indipendenza e dei grandi sforzi dell’unificazione normativa, favorì la crescita e la maturazione di un’Italia che avrebbe avuto bisogno di un periodo di pace molto più prolungato per crescere più solidamente. Anche per questo Giolitti fu refrattario all’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale e fu più lungimirante di chiunque altro nel vedere i rischi di scassare lo Stato nazionale ancora giovanissimo e di rimettere in discussione le conquiste sociali che proprio lui aveva realizzato e che certamente arretrarono nelle trincee nei lunghi e difficilissimi anni della guerra. A Giovanni Giolitti rimangono legati importanti risultati di conquista di libertà civili e sociali alle quali siamo ormai abituati. Antonio Patuelli

E il Resto... in classe Storia: confronta i motivi di attrito o i punti in comune che aveva Giolitti con i principali esponenti dell’epoca, sia della politica che della rappresentanza del mondo dell’economia. Il diffondersi della prima e seconda rivoluzione industriale diede vita ad un interessante dibattito politico. Fai una ricerca sui partiti della società di massa e sulle loro ideologie. Cittadinanza: nell’età giolittiana era stato esteso a tutto lo Stato italiano lo Statuto Albertino, prima forma di Costituzione per il nostro paese; ricerca in esso la questione del diritto sociale e della tutela dei lavoratori e confrontala con il testo della Costituzione del 1948. Fai una breve ricerca sul diritto di sciopero in Italia partendo dallo Statuto Albertino passando per l’Italia fascista fino ad arrivare alla nostra Costituzione. Italiano: qual è il movimento letterario che si sviluppa nella seconda metà dell’Ottocento in Italia e mette in scena situazioni regionali fatte di miseria, povertà e sfruttamento? Quali sono i suoi maggiori esponenti e quale la loro poetica? In quale contesto sociale sono inseriti? Eva D’Annibale Istituto Comprensivo “G. Lanfranco” Gabicce Mare

GRAZIE A


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