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SPECIALE MCE | Marzo 2026

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BIM STRUMENTI DIGITALI PER EDIFICI COMPLESSI

SPECIALE MCE

SCENARI

LA FINE DEI BONUS

CAMBIA IL MERCATO

DETRAZIONI FISCALI UN QUADRO IN ASSESTAMENTO

CLIMATIZZAZIONE PROGETTARE IL CALDO

Linea Trattamento Aria

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IDROTERMOSANITARIO ELETTRICO

La soluzione completa.

La soluzione completa o erta da Comoli Ferrari nasce dall’integrazione tra elettrico e idrotermosanitario: impianti che comunicano, edi ci che diventano intelligenti, energia che si trasforma in comfort e risparmio.

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È l’innovazione che guarda lontano: dalla gestione automatica e integrata di calore e climatizzazione all’uso di energie rinnovabili, no a case e building smart. Ogni soluzione risponde a una richiesta di well living e alle s de della transizione energetica, dalla progettazione, al supporto post-vendita.

Forniamo Soluzioni Impiantistiche integrate, accompagniamo i professionisti nella crescita del proprio business.

SPECIALE MCE

REDAZIONE

Rivista speciale Marzo 2026

Giorgio Albonetti | direttore responsabile

Chiara Scelsi | responsabile periodici c.scelsi@lswr.it - tel. +39 349 0099322

Silvia Martellosio | responsabile redazione s.martellosio@lswr.it - tel. +39 345 0586 187

Simone Ciapparelli, Diletta Gaggia, Erika Seghetti | redazione

GRAFICA E IMPAGINAZIONE LSWR

IMMAGINI Shutterstock

HANNO COLLABORATO

Giacomo Mellera, Luca A. Piterà, Patrizia Ricci

DIREZIONE COMMERCIALE dircom.quine@lswr.it

UFFICIO TRAFFICO

Elena Genitoni

e.genitoni@lswr.it - cel. +39 340 0648 338

PRODUZIONE

Antonio Iovene | Procurement Specialist a.iovene@lswr.it - cel. +39 349 1811 231

STAMPA

Stampa Galli & C – Varese

Editore Edra Edizioni S.r.l. Sede legale

Viale E. Forlanini, 21 - 20134 Milano

INFORMATIVA AI SENSI DEL GDPR 2016/679 Ai sensi dell’art. 13 Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali 679/2016 di seguito GDPR, i dati di tutti lettori saranno trattati sia manualmente, sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dagli art. 5-6-7 del GDPR. I dati potranno essere comunicati a soggetti con i quali Edra Edizioni srl intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Edra Edizioni srl, Viale Enrico Forlanini 21, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui agli articoli 15-21 del GDPR. © Edra Edizioni srl– Milano

Testata associata

A partire dal 1° gennaio 2026, Edra Edizioni Srl ha incorporato le attività di Quine Srl. Edra Edizioni è la società che, dal 2026, riunirà tutte le attività editoriali del Gruppo Edra in Italia. Tale variazione non comporterà alcun cambiamento nei prodotti e nei progetti editoriali di Quine, ad eccezione della nuova ragione sociale.

ANTEPRIMA MCE

Pag. 4 - NUOVA ENERGIA PER L’HVAC+R  MCE torna presso gli spazi di Fiera Milano per una 44a edizione rinnovata nel format, nel layout e nei contenuti a cura della redazione

SCENARI

Pag. 24 - LA FINE DEI BONUS

CAMBIA IL MERCATO

La chiusura degli incentivi segna il ritorno ai fondamentali del mercato edilizio. La competitività si sposta su prestazioni misurabili, sostenibilità e solidità del progetto di Silvia Martellosio

DETRAZIONI FISCALI 2026

Pag. 30 - UN QUADRO IN ASSESTAMENTO

Aliquote confermate, stop alle caldaie fossili e tempi più certi per le procedure ENEA. L’anno in corso consolida il nuovo assetto normativo, riducendo incertezze e rallentamenti operativi di Giacomo Mellera

Nuova energia per l’HVAC+R

BIM

Pag. 34 - STRUMENTI DIGITALI PER EDIFICI COMPLESSI

Dalla simulazione spaziale alla verifica prestazionale, VR e AR ampliano le potenzialità del BIM, trasformando il modello in un ambiente da esplorare di Patrizia Ricci

FOCUS CLIMATIZZAZIONE

Pag. 42 - PROGETTARE IL CALDO

Soluzioni impiantistiche innovative per comfort invernale, efficienza energetica e riduzione delle emissioni a cura di Patrizia Ricci

NORMATIVA

Pag. 56 - PROGETTARE IMPIANTI SALUBRI ED EFFICIENTI

La norma UNI EN 16798-3:2025 rappresenta un aggiornamento importante nel modo in cui si definiscono i dati di input per il progetto e si valutano gli impianti di ventilazione per gli edifici non residenziali di Luca A. Piterà

Le soluzioni Galletti puntano a ridurre le emissioni inquinanti che contribuiscono ad aumentare l’effetto serra globale, sia quelle dirette legate all’utilizzo di refrigeranti con elevati GWP, che quelle indirette dovute alla generazione di energia elettrica da fonti non rinnovabili.

Questo percorso ha portato alla nascita di PLN, nuova gamma di unità aria acqua in versione solo freddo, pompa di calore reversibile e polivalente con recupero totale caratterizzata dall’utilizzo di refrigerante naturale R290 e soluzioni multiscroll concepite per ottimizzare le prestazioni durante il funzionamento ai carichi parziali. È possibile, infatti, raggiungere indici di efficienza stagionali tra i più alti del mercato HVAC: SCOP fino a 4,00 e SEER fino a 5,00.

La gamma si compone di 7 modelli con potenze in raffrescamento che vanno da 50 a 150 kW ed il campo di lavoro estremamente esteso (acqua prodotta fino a 78°C) combinato a performance elevate in ogni condizione operativa, la rendono la risposta perfetta all’esigenza di abbandonare gradualmente l’utilizzo di energia proveniente da fonti fossili per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici.

Non solo, con un GWP (Global Warming Potential) pari a soli 3, l’R290 è uno dei refrigeranti più ecologici sul mercato. Questo valore rende la gamma PLN conforme alla rigorosa normative F-GAS, contribuendo attivamente alla riduzione delle emissioni di gas serra.

l’HVAC+R

MCE torna presso gli spazi di Fiera Milano, dal 24 al 27 marzo 2026, per una 44a edizione rinnovata nel format, nel layout e nei contenuti a cura della redazione

Secondo le previsioni dell’Ufficio Studi di Anima Confindustria, il settore termoidrosanitario nel 2025 chiuderà in calo del 2,2% rispetto al 2024, con un fatturato complessivo di 16,43 miliardi di euro. Tuttavia, il report dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, “L’efficienza energetica in Italia. Quadro attuale e prospettive nei settori industria, terziario e pubblica amministrazione” evidenzia interessanti segnali positivi in questi ambiti. Innanzitutto nella Pubblica Amministrazione, che si conferma cruciale per la promozione dell’efficienza energetica, soprattutto nei settori scolastico e sanitario, che rappresentano oltre due terzi della superficie degli edifici pubblici; poi nel settore industriale, soprattutto nelle aziende di piccole e medie dimensioni, dove gli incentivi dimostrano ancora ampi margini di penetrazione. È in questo scenario ricco di sfide e opportunità che apre i battenti la 44a edizione di MCE – Mostra Convegno Expocomfort (Fiera Milano, dal 24 al 27 marzo 2026), prestigiosa vetrina per le aziende del settore HVAC+R, delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Incontro tra aziende e professionisti

MCE ha rinnovato e consolidato la sua posizione di punto di incontro per aziende e professionisti nel mondo industriale e della digitalizzazione, sviluppando nel corso del 2025 eventi e convegni dedicati alle sfide tecnologiche e alle opportunità economiche per le PMI: dallo sviluppo di nuovi mercati emergenti, in particolare Arabia Saudita

Oro blu

Si rinnova il progetto Intelligent (use of) Water , che si amplia su quattro padiglioni (2, 4, 6 e 10) per ribadire il valore strategico della risorsa idrica e la necessità di limitarne gli sprechi. Nato dalla collaborazione con ANGAISA, AQUA ITALIA, Assopompe e AVR, coinvolge le aziende dei comparti trattamento acqua, tecnica sanitaria, pompe e valvolame nel ruolo di Water Ambassador , chiamate a presentare al mercato le soluzioni più innovative per la gestione delle acque primarie in ambito civile e industriale. All’interno dei padiglioni verranno predisposte Conference Area per ospitare workshop delle associazioni e degli espositori che possano informare e sensibilizzare gli operatori in visita, grazie anche al prezioso contributo fornito dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. Con il supporto dei Water Ambassador verranno sviluppate tutta una serie di iniziative rivolte al pubblico di operatori in visita per approfondire tecnologie e prodotti rivolti all’efficientamento idrico e alla salvaguardia di questa preziosa risorsa, ma anche per scopi ludici. Tra queste l’attività di gaming “ Water Prix ”, che premierà gli operatori valorizzando la tematica idrica e la sua gestione smart. Diversi i premi che verranno messi in palio ogni giorno per tutti gli operatori che visiteranno gli stand dei Water Ambassador . Infine, si rinnova l’impegno di MCE con Just A Drop , l’ente di beneficenza attivo nel portare acqua potabile nelle zone più disagiate del mondo, che sarà coinvolto per fornire dati e informazioni, oltre a promuovere attività a livello internazionale quali  Tap Water for all !

“Un’edizione fortemente re-inventata, in linea con quanto richiesto dal mercato. Assieme a Lombardini22 abbiamo rinnovato il format espositivo di alcuni padiglioni, valorizzando la visibilità degli stand e coinvolgendo le persone per aumentare l’efficacia dell’esposizione”

Massimiliano Pierini, Managing Director di RX Italy, società organizzatrice di MCE

e Emirati Arabi, alle prospettive di efficientamento negli edifici non residenziali grazie all’introduzione di BACS ed EMS, dall’impiego dell’IA per il raggiungimento degli obiettivi legati alla transizione energetica al ruolo tuttora marginale che l’Italia ricopre nel mercato globale della progettazione digitale. Un appuntamento quindi irrinunciabile per costruire relazioni e alleanze strategiche, come testimoniano i dati parziali che, al momento della stampa di questa rivista, vedono l’85% degli spazi espositivi occupati, con 1.300 aziende iscritte, di cui oltre il 50% estere.

Consolidamento delle imprese nei mercati esteri

Per favorire il consolidamento e lo sviluppo economico-commerciale delle imprese italiane nei mercati esteri è stata rinnovata la collaborazione con OpportunItaly, piattaforma promossa da Agenzia ICE e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per connettere la domanda internazionale con l’offerta italiana. Agenzia ICE, in collaborazione con RX Italy, organizza un incoming in fiera di 120 operatori esteri selezionati, provenienti da 35 Paesi di tutto il mondo, in particolare dal Giappone, Paese Partner per l’edizione 2026. 

Per la sostenibilità degli eventi

L’edizione 2026 di MCE – Mostra Convegno Expocomfort sarà segnata anche da un rinnovato impegno verso la sostenibilità ambientale: per ridurre l’impatto ecologico, la manifestazione introdurrà una misura innovativa, limitando l’utilizzo della moquette negli spazi espositivi. Attraverso questa iniziativa la fiera diminuisce sensibilmente i materiali impiegati nell’allestimento e la conseguente impronta di carbonio associata alla produzione, al trasporto e allo smaltimento della moquette delle corsie. Sono stati oltre 75.000 i mq di moquette utilizzata nella scorsa edizione, seppur di materiale riciclabile. Per la 44ª edizione è stato deciso di fare un passo in più, eliminandola nelle corsie, senza compromettere la qualità estetica e funzionale degli spazi. Altre nuove iniziative si aggiungono per il contenimento dell’impatto ambientale della manifestazione, dalla riduzione dei materiali di stampa puntando sulla digitalizzazione dei documenti, all’impiego di materiali per allestimenti riutilizzabili, dai gadget e accessori riciclabili, tra cui lanyard e portabadge, all’attivazione di nuovi servizi per sostenere le scelte di viaggio (Trenitalia, pullman, navette) e alloggi sostenibili. Iniziative che integrano quelle introdotte negli anni, a partire dal progetto “Insieme contro la fame”, a sostegno di Banco Alimentare della Lombardia, che nel 2024 ha consentito all’Associazione la distribuzione di oltre 32.000 pasti gratuiti a persone e famiglie bisognose attraverso le strutture caritative convenzionate.

SISTEMI DI CONTABILIZZAZIONE E REGOLAZIONE

Il satellite di zona ENERGY•SAT di ENOLGAS è un apparecchio appositamente studiato per distribuire il calore e l’acqua sanitaria alle utenze di un impianto centralizzato, assicurando la regolazione e la contabilizzazione dei consumi.

Tutti i nostri prodotti, dalle cassette alle valvole, sono interamente progettati e prodotti in Italia. Con passione e precisione, ci impegniamo a garantire la massima qualità.

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Con Haier, ogni soluzione è pensata per ottimizzare prestazioni e consumi: tecnologia avanzata per un comfort smart e sostenibile.

Milano, RHO (MI) • 24 - 27 Marzo

Fiera

Tecnologia per l’acqua

Watts vanta un’esperienza pluriennale nello sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate per il comfort, la sicurezza e l’efficienza degli edifici, integrando sistemi per la climatizzazione e per una gestione efficiente e sostenibile delle risorse energetiche. A MCE lo spazio espositivo sarà dedicato al tema “Tecnologia per l’acqua”; un’occasione per scoprire da vicino le novità del 2026 e confrontarsi direttamente con i tecnici e gli ingegneri Watts. Dalle soluzioni per la protezione degli impianti, come la valvola antigelo, ai sistemi per l’efficienza e la regolazione – tra cui il nuovo OneFlow Ge-Mini e le valvole di bilanciamento – fino alla domotica e all’innovativo sistema Robifix, progettato per un’installazione semplice e sicura della rubinetteria su pareti in cartongesso; ogni proposta nasce per ottimizzare le prestazioni, ridurre consumi e sprechi e promuovere un utilizzo più responsabile dell’acqua. www.watts.eu/it

Rubinetto galleggiante in acciaio inox

Dall’esperienza F.A.R.G. nasce il nuovo rubinetto a galleggiante 555 interamente realizzato in acciaio inossidabile AISI 304 comprensivo di sfera in acciaio inossidabile AISI 316 e dotato di asta regolabile. Ideale sia per utilizzi nell’industria alimentare, sia in quella agricola (abbeveratoi) o per acque particolarmente dure e corrosive. Si distingue per la sua lunga durata. Pressione massima d’esercizio consigliata 3/8”G 10 bar - 1/2”G 6 bar. Temperatura massima dell’acqua consigliata 100 °C. Materiali: AISI 304 - Epdm – POM Filettatura ISO 228/1. www.farg.it

Sistema a pressare in acciaio al carbonio

Rubinetterie Bresciane presenta FRABOPRESS MAX, nuovo sistema a pressare in acciaio al carbonio con raccordi zinco-nichelati, ideale per tubi a parete normale. Le guarnizioni in EPDM o FKM includono un dispositivo di sicurezza che consente di individuare i raccordi non pressati, garantendo controlli affidabili. Grazie all’elevata resistenza dei materiali, il sistema è indicato per impianti antincendio, circuiti chiusi di riscaldamento e raffrescamento, aria compressa e gas inerti. La linea Fra.Bo offre inoltre soluzioni pressfitting in diversi materiali: Frabopress 316, C-Steel, Turbo Cuni, Kombi e il nuovo Frabopress 304. Completano l’offerta il sistema Turbo Press e il Turbo Drain di Bonomi Group. Frabopress Max è una soluzione che, grazie all’installazione senza fiamma, alla rapidità di posa e all’ampia gamma di figure, garantisce velocità d’installazione e qualità Made in Italy. www.rubinetteriebresciane.it

Pad.4Stand A32-27/B28

Efficienza e comfort

Si amplia la gamma di pompe di calore di GREE Italia con Versati V in R290. Dotata di tecnologia DC inverter di ultima generazione, Versati V garantisce un funzionamento efficiente in ogni condizione climatica, assicurando riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria con una capacità che varia da 6 kW a 16 kW. La possibilità di erogare acqua fino a 80 °C di mandata amplia ulteriormente il campo di applicazione, rendendo la PdC compatibile sia con impianti a pavimento radiante e ventilconvettori, sia con sistemi più tradizionali come i radiatori. Un elemento distintivo è l’impiego del refrigerante naturale R290, che con un GWP pari a 0,02 riduce l’impatto ambientale. Il comfort acustico è un ulteriore punto di forza. Versati V garantisce comfort acustico con soli 40 dB(A) in modalità silent, ideale per residenze, piccoli condomini e ambienti di lavoro. La funzione cascata permette di collegare fino a 6 unità per applicazioni complesse, ottimizzando consumi ed efficienza. Il display LCD da 5” con interfaccia userfriendly rende semplice il controllo di tutte le funzioni. www.gree.com

Prestazioni future-ready

Da Hitachi Cooling & Heating un portafoglio di soluzioni per il riscaldamento pensato per soddisfare le esigenze sia delle abitazioni mono sia plurifamiliari. La gamma include il sistema splittato airH2O 600 con refrigerante R32 e la serie airH2O 800, sia in versione splittata idraulica sia monoblocco con refrigerante R290 a basso GWP. Introdotto anche un nuovo modello dedicato alle applicazioni multiresidenziali: airH2O 400 M R2902 (monoblocco / 20–40 kW). Con il settore orientato verso refrigeranti con GWP inferiore a 150 dal 2027, l’azienda presenta airH2O 5003, una pompa di calore aria-acqua split che utilizza il refrigerante R454C a basso GWP. Questo modello compatto e ad alta efficienza sarà disponibile con o senza serbatoio ACS integrato in acciaio inox. A completare il portafoglio, airH2O 4000 Max4, pompa di calore aria- acqua ad alta capacità con refrigerante R32 (65 e 140 kW), progettata per applicazioni residenziali e commerciali, come ambienti sanitari o ristorazione. Tutte le unità integrano funzioni di sicurezza e caratteristiche Plug&Play per semplificare installazione e avviamento. www.hitachiaircon.com

Riscaldare in modo intelligente

I termostati intelligenti Homematic IP per radiatori regolano automaticamente la temperatura e utilizzano l’energia solo quando gli ambienti sono realmente occupati. In caso di assenza o di apertura delle finestre, la temperatura viene ridotta in modo automatico. I profili di riscaldamento personalizzati si adattano alla routine quotidiana e, in combinazione con i contatti per finestre, consentono un risparmio fino al 33% sui costi di riscaldamento. La stessa tecnologia è disponibile anche per il riscaldamento a pavimento. Grazie a regolatori intelligenti e valvole di controllo motorizzate, il sistema compensa automaticamente le diverse condizioni idrauliche e realizza il bilanciamento idraulico direttamente sul circuito di riscaldamento, proteggendo il generatore di calore. Il controllo avviene comodamente tramite l’app Homematic IP, anche da remoto. homematic-ip.com Pad.5 Stand L04

Applicazioni versatili

Da INNOVA tre nuove applicazioni per Water Loop Heat Pump (WLHP) che ampliano le potenzialità di questo sistema di riscaldamento, raffrescamento e produzione di ACS negli edifici civili. Senza la necessità di opere murarie invasive, WLHP favorisce il passaggio dal tradizionale impianto di riscaldamento a un sistema in pompa di calore. Utilizza il circuito di distribuzione ad anello già esistente per veicolare solo acqua a temperatura neutra (tra i 20 °C e i 30 °C) verso i terminali in pompa di calore. L’acqua è prodotta dalla pompa di calore “centralizzata” che, a parità di comfort termico, riduce notevolmente il fabbisogno di energia necessaria per riscaldare e raffrescare gli ambienti. La gamma si amplia con tre nuovi terminali in pompa di calore: la versione per l’incasso nel controsoffitto, i terminali per circuito aperto (acqua a perdere  come acquedotto, acqua di falda) e le unità per produzione di acqua calda sanitaria che si affiancano a quelli già esistenti, consentendo a WLHP di adattarsi a ogni esigenza di progettazione. www.innova.it

Connettività al centro

Samsung ha sviluppato una gamma di prodotti connessi e con AI avanzata per la creazione di sistemi completi in ambito climatizzazione, ventilazione e pompe di calore, sia per applicazioni residenziali che commerciali nel massimo comfort. Da quest’anno il portfolio si è ulteriormente ampliato includendo soluzioni avanzate per la ventilazione e chiller, garantendo un approccio integrato e completo. Un elemento chiave di queste soluzioni è la connettività, resa possibile per le applicazioni residenziali dall’app SmartThings, che permette di gestire e controllare il clima domestico anche da remoto. Per le esigenze commerciali, SmartThings Pro rappresenta la risposta avanzata, offrendo funzionalità di gestione centralizzata e analisi dettagliate. Tra le novità figurano anche soluzioni come il climatizzatore WindFree Première, icona di comfort e design, e la nuova pompa di calore EHS Quint, un sistema 4 tubi aria-acqua e ariaaria con tecnologia di recupero di calore. samsung-climatesolutions.com

Il futuro dell’impiantistica passa dall’integrazione

Per il Gruppo Comoli Ferrari l’ingresso nel mercato ITS è una scelta strategica per rafforzare la propria competitività

Soluzioni, servizi e competenze sono i tre pilastri su cui il Gruppo Comoli Ferrari ha costruito il proprio progetto di integrazione di sistemi, finalizzato allo sviluppo di soluzioni avanzate per l’impiantistica nei settori Home, Building, Industry, City e Marine. L’obiettivo? Identificare la migliore soluzione impiantistica integrata in risposta ai nuovi bisogni emergenti e offrire un supporto a 360° che va dalla fase di progettazione alla consulenza nella scelta e gestione delle tecnologie, fino all’assistenza post-vendita. In questo scenario, l’integrazione tra impianti elettrici e idrotermosanitari non è più un’opzione,

ITS in crescita

Il settore ITS è un comparto che in Italia cuba circa dieci miliardi di euro per la distribuzione e sarà protagonista di una trasformazione profonda nei prossimi anni. Le prospettive di investimento sono importanti. Qualche esempio? Alcune delle direttive Europee come la Direttiva “Casa Green”, e ancora la spinta data dalla Transizione 5.0, o il pacchetto di incentivi – tra cui bonus caldaia, bonus condizionatori e bonus fotovoltaico – che nel complesso genererà un potenziale di circa ulteriori cinquanta miliardi di euro. Sono numeri che parlano chiaro e confermano quanto questo mercato sia non solo in crescita, ma anche sempre più integrato con quello elettrico. “È in questa direzione che si colloca la nostra proposta integrata. L’integrazione dell’idrotermosanitario non è solo una scelta strategica, ma una risposta concreta a un’opportunità di mercato significativa” spiega l’AD del Gruppo, Paolo Ferrari.

ma una necessità. Da qui l’esigenza di arricchire la proposta con l’ingresso in un ulteriore segmento strategico del mercato, quello ITS, e offrire al proprio end user soluzioni impiantistiche interconnesse; in una parola, complete.

Comoli Ferrari ha pertanto previsto, per i prossimi anni, l’adozione di un modello evoluto, grazie al quale le proprie strutture già esistenti - 113 su otto regioni d’Italia - potranno accogliere nuove categorie

“L’integrazione tra elettrico e ITS è un’evoluzione culturale, prima ancora che commerciale. Richiede visione, formazione, nuove competenze e un’idea forte di servizio. Abbiamo pertanto scelto di investire oggi, per costruire il domani. Solo chi conosce davvero il proprio cliente può essere un Trusted Solution Partner” Paolo Ferrari, AD di Comoli Ferrari

di prodotto, garantendo così continuità, efficienza, completezza e competenza nell’approccio al cliente e alle soluzioni proposte. Il primo passo operativo interesserà, nei primi mesi dell’anno, cinque dei punti vendita dislocati tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Sardegna, a cui si aggiunge quello di Viareggio, specializzato unicamente in ITS, che integrerà invece la componente elettrica. L’obiettivo è quello di rendere l’80% dei punti vendita pienamente attrezzati, per offrire l’intera proposta entro il centenario di attività.

Per qualsiasi informazione recati al punto vendita più vicino www.itselettrica.it

Pompa di calore con R290

Tadiran presenta una gamma completa e strategica di pompe di calore aria-acqua per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Questa offerta, con capacità termiche che spaziano da 4 a 16 kW, si posiziona come strumento flessibile e tecnologicamente avanzato per il progettista, capace di coprire sia le nuove costruzioni ad alta efficienza sia le sfide della riqualificazione energetica. Hydro Split (costituito da unità esterna e interna a pavimento con serbatoio integrato da 200 L) offre un vantaggio progettuale non trascurabile in termini di sicurezza. Le connessioni tra unità interna ed esterna sono esclusivamente idroniche. Questo significa che il refrigerante R290, pur essendo in quantità limitate, è confinato interamente nell’unità esterna. Questa configurazione semplifica l’installazione e riduce i rischi, in linea con le severe disposizioni di sicurezza relative ai sistemi splittati contenenti gas infiammabili. www.tadiran.it

Cassette innovative

Le cassette Pucci si sono evolute costantemente nel tempo grazie a tecnologie innovative e funzionali, capaci di facilitare l’installazione e l’utilizzo in ogni contesto, ampliando al contempo i concetti di sostenibilità e accessibilità. L’attenzione alle nuove esigenze del pubblico e al lavoro degli installatori ha portato allo sviluppo di cassette che hanno aperto nuove prospettive; tra queste la Eco a doppio tasto, la Sfioro a sensori e la Tronic programmabile via app. Tutte disponibili a corpo ridotto con uno scarico massimo di 6 litri, garantiscono massima funzionalità e igiene del bagno, anche pre-montate sui sistemi Rapido e Modulo che facilitano l’installazione del WC sospeso. Le elettroniche da 6 litri sono inoltre in linea con le più recenti normative europee e nazionali in tema di risparmio idrico, che ne promuovono l’installazione in tutte le nuove ristrutturazioni. www.pucciplast.it

Pompe di calore evolute

Da MAXA Heating & Cooling le novità dedicate al riscaldamento e al raffrescamento ad alta efficienza per applicazioni residenziali, commerciali e industriali. In primo piano l’evoluzione della gamma di pompe di calore elettriche con gas ecologico R290, con una gamma da 6 a 170 kW. La gamma HWA2 copre le medie potenze e utilizza compressori scroll a giri fissi, impiegando, come le versioni più piccole, il gas R290. Una proposta sviluppata e prodotta interamente in Italia, pensata per il mercato internazionale e orientata a competenza progettuale e affidabilità applicativa. L’impiego del gas naturale R290 è accompagnato da soluzioni di sicurezza avanzate, grazie alla progettazione antispark e all’utilizzo di sensori ad alta sensibilità. La gamma garantisce il funzionamento anche in condizioni climatiche estreme, da -20 °C a +46 °C, e raggiunge classi di efficienza energetica fino ad A+++. La progettazione con filosofia Easy Plug semplifica l’installazione e riduce i tempi di messa in servizio. www.maxa.it

Pad.6 Stand C19/D28
Pad.7 Stand P12/20
Pad.5 Stand P09/S04

Comfort domestico sostenibile

Climatizzatori con refrigerante naturale, unità aria-acqua e integrazioni ibride per efficienza energetica e gestione smart degli impianti

Da Mitsubishi Electric una gamma di soluzioni dedicate al comfort abitativo, con un’attenzione sempre maggiore verso efficienza energetica, sostenibilità e design. L’azienda anticipa così le sfide ambientali e normative europee, adottando refrigeranti naturali e integrando tecnologie avanzate a funzioni smart.

Refrigerante naturale

Protagonista della fiera è la nuova gamma flagship Kirigamine Style MSZ-LZ, primo climatizzatore di massa a utilizzare il gas naturale R290, che debutterà in anteprima europea. Il design si distingue per i profili morbidi, cinque varianti di colore tra cui il Sustainable Grey in plastica riciclata, e

un nuovo telecomando ergonomico. Tra le dotazioni spiccano filtro attivo Plasma Quad Plus, Dual Barrier Coating, sensore 3D I see Sensor e funzione Mild Cool; modalità Self Clean, efficienza A+++, silenziosità fino a 18 dB(A) e funzione Low Noise assicurano un comfort superiore. L’installazione è semplice e, grazie al quantitativo ridotto di R290, è possibile anche in ambienti a partire da 9 mq. I sistemi di sicurezza integrati rilevano e gestiscono eventuali perdite di refrigerante, garantendo affidabilità e tranquillità di utilizzo.

Pompe di calore aria-acqua

La sostenibilità è centrale anche nelle pompe di calore aria-acqua. In anteprima per MCE, la nuova Hydrosplit SUZ-WZ con refrigerante R290 rappresenta la soluzione ideale per abitazioni singole, garantendo acqua calda fino a 75 °C pure in condizioni climatiche difficili. Compatta ed efficiente, può essere installata anche vicino a porte e finestre, offrendo massima flessibilità. Completano la proposta le nuove Hydrobox e Hydrotank “F Generation”, dal design elegante e compatto, controllabili da remoto grazie alla logica FTC8 e al Multi Room Controller

Efficienza per grandi impianti e industria

Nel segmento applied, i sistemi idronici Applied in pompa di calore con compressori scroll inverter e la nuova generazione di VRF CITY MULTI YXM in R32 assicurano efficienza stagionale elevata, riduzione dei consumi e massima sicurezza. Le unità idroniche Climaveneta, brand di Mitsubishi Electric, uniscono tecnologia, silenziosità e personalizzazione estetica, mentre i servizi digitali come la “Schemateca”, il Check-up Energetico PRO e il Calcolatore Conto Termico 3.0 supportano progettisti e installatori nella gestione e ottimizzazione degli impianti.

Sistemi ibridi

La flessibilità si ritrova anche nei sistemi ibridi Ecodan Multi Comfort e Multi Light, che coniugano i vantaggi dei sistemi aria-aria e aria-acqua per riscaldamento, raffrescamento e produzione di ACS. Adatte a ogni tipologia di abitazione, garantiscono sempre il miglior equilibrio tra comfort, risparmio energetico e sostenibilità.

Campus, Energy Park Via Energy Park 14 20871 Vimercate (MB)

Clima@it.mee.com climatizzazione.mitsubishielectric.it

Dare forma all’espansione

Soluzioni tecniche avanzate e versatilità per oltre

500 modelli di vasi di espansione

Specializzata nella produzione di vasi di espansione interamente realizzati in Italia, da oltre cinquant’anni CIMM rappresenta una realtà solida e affidabile nel panorama industriale italiano. L’azienda ha costruito nel tempo un’identità fondata su competenza tecnica, attenzione al cliente e capacità di innovare, mantenendo sempre elevati standard qualitativi. Il cuore dell’attività risiede nei propri stabilimenti produttivi, dove tecnologie all’avanguardia si integrano con il know-how maturato in decenni di esperienza. Ogni fase del processo produttivo è controllata: dalla selezione delle materie prime fino ai test finali, per garantire prodotti sicuri, affidabili e conformi alle normative vigenti. Le materie prime provengono da fornitori selezionati, nel rispetto degli standard europei e dei principi di sostenibilità.

Servizio e supporto al cliente

Un elemento distintivo di CIMM è l’attenzione al servizio. Attraverso un supporto tecnico qualificato e strumenti

Soluzioni su misura

La gamma comprende oltre 500 modelli di vasi di espansione, progettati per rispondere alle diverse esigenze degli impianti di riscaldamento e dell’acqua sanitaria. Accanto ai prodotti standard, l’azienda offre un servizio di analisi e progettazione personalizzata, collaborando con i clienti nello sviluppo di soluzioni specifiche. Questo approccio ha portato alla realizzazione di prodotti innovativi, pensati per ottimizzare spazi, migliorare le prestazioni e l'efficienza degli impianti.

digitali disponibili sul proprio sito web, l’azienda affianca clienti e professionisti del settore HVAC nella scelta del prodotto più adatto, facilitando il dimen-

sionamento e l’installazione. Il rapporto con il cliente è basato su trasparenza, correttezza e collaborazione, valori sanciti anche dal codice etico aziendale.

Sostenibilità e visione futura

Accanto alla qualità e all’efficienza, l’azienda porta avanti un impegno concreto verso l’ambiente e la sicurezza. I processi produttivi sono orientati alla riduzione dell’impatto ambientale e alla tutela della salute dei lavoratori, in un’ottica di responsabilità sociale e sviluppo sostenibile. Grazie a una visione che unisce radicamento territoriale e apertura internazionale, CIMM continua a crescere e a portare nel mondo l’eccellenza del Made in Italy, offrendo soluzioni affidabili e innovative per un settore in continua evoluzione.

Via Caprera, 13 31030 Castello di Godego (TV)

Tel. 0423.760009 ww.cimmspa.com | info@cimmspa.com

In ogni attimo di calore.

Sostenibilità e comfort

Pad.9 Stand E29/G30

Da AERMEC una gamma di novità progettate nel rispetto delle normative eco-design e ambientali. Tra le soluzioni per il trattamento dell’aria troviamo FCZ_ASW, ventilconvettore con umidificatore adiabatico a ultrasuoni integrato e primo con serbatoio estraibile. Omnia Slim, spesso solo 130 mm e abbinato al termostato DSKTS, integra uno switch rotativo ergonomico per un controllo della temperatura semplice e preciso. Completa l’offerta FCY, ventilconvettore canalizzato a incasso orizzontale, dotato della griglia frontale estraibile GKY che facilita ispezione e manutenzione. Nel segmento rooftop, RTG utilizza il refrigerante R32 riducendo le emissioni dirette di oltre il 70%. Spazio anche alle pompe di calore: PRG con refrigerante naturale R290 e compressori scroll in tandem e trio per circuito massimizza l’efficienza stagionale; NGW è la pompa di calore ad acqua reversibile lato frigorifero e idraulico (106–745 kW frigoriferi e 125–881 kW termici); PRGIH produce acqua calda fino a 80 °C, mentre PNP, polivalente a R290, opera in condizioni estreme (−20 °C inverno, +48 °C estate) con acqua calda fino a 75 °C. Completa la gamma il refrigeratore NSMJ, con tecnologia full inverter e refrigerante R513A, copre potenze da 293,1 a 1416,1 kW operando fino a 50 °C esterni. www.aermec.com

Ventilatore centrifugo

Pad.9 Stand P21/P29

Con RadiCal in scroll housing, EBM-PAPST ha creato il concetto perfetto per un futuro sostenibile, sia nel campo della ventilazione residenziale che per le applicazioni industriali. Oggi l’azienda fa un ulteriore passo avanti e dimostra come il ventilatore centrifugo, pronto per l’installazione con sensori e controllo integrato della portata d’aria, possa essere utilizzato come soluzione completa, da un unico fornitore. La girante RadiCal 2 viene presentata anche in versione tecnologicamente avanzata senza housing, aprendo nuove possibilità per l’integrazione dei dispositivi. Rispetto al suo predecessore, RadiCal 2 genera una portata d’aria fino al 20% superiore con un livello sonoro inferiore di 3 dB(A). Nel diametro 190, consente un notevole risparmio energetico fino al 18% allo stesso punto di lavoro. Una soluzione plug & play che può essere installata rapidamente in unità di ventilazione residenziali, pompe di calore e altre applicazioni. www.ebmpapst.com

Ventilatori per il retrofit

Ridurre i consumi degli impianti esistenti è una priorità per l’HVAC, sempre più orientato a efficienza e sostenibilità. In questo scenario, ZIEHL-ABEGG propone il retrofit per aggiornare sistemi obsoleti senza interventi invasivi, applicabile a UTA, condensatori, dry cooler, torri evaporative e impianti di ventilazione. La modernizzazione si basa sulla sostituzione di ventilatori tradizionali con ventilatori assiali o centrifughi ad alta efficienza, azionati da motori EC con elettronica integrata e sistemi di regolazione avanzati. L’azienda offre, inoltre, un supporto completo: dalla valutazione tecnica dell’impianto alla scelta dei componenti più idonei, fino all’assistenza in fase di installazione e collaudo. Il retrofit consente di ottenere prestazioni ottimizzate, ridurre i consumi energetici e offre maggiore affidabilità operativa per ottimizzare i consumi attraverso il funzionamento a carichi parziali. Questo approccio valorizza l’intero ciclo di vita dell’impianto, migliorando l’efficienza e riducendo il TCO senza interventi strutturali. www.ziehl-abegg.com

Pad.9 Stand C21/C29

Piletta con finiture eleganti

Lira presenta la Piletta Basket Bagno PVD Color Collection. Installabile su lavabi e bidet con foro scarico da 45 mm, è realizzata in polipropilene, materiale caratterizzato da duttilità, resistenza termica e alle sostanze chimiche, e in ottone cromato. È corredata di tappo chiusura No Problem: dispositivo manuale che permette la chiusura con una semplice pressione digitale e l’apertura mediante il sollevamento del tappo dalla particolare conformazione, evitando così fastidiosi problemi di inceppamento nelle fasi di apertura e chiusura. Inoltre, il tappo può essere facilmente rimosso per favorire le operazioni di pulizia. È disponibile in una ricca varietà di eleganti finiture: satinate, lucide e perlate nelle tinte PVD Chrome, Anthracite, Bronze, English Bronze, Copper, Iron, Nickel, Gold, Gold 24K e White Gold offrendo una possibile opzione di personalizzazione e una scelta estetica aggiuntiva consentendo ai consumatori di adattare il prodotto alle proprie preferenze di stile.   www.lira.com

Sostenibilità come sistema

Carel propone soluzioni di sistema progettate per accompagnare l’evoluzione tecnologica dell’HVAC, sia in ambito industriale sia residenziale. Nel residenziale, troviamo soluzioni concrete per le pompe di calore aria/acqua e acqua/acqua, considerate un pilastro per il raggiungimento della neutralità climatica europea. Il nuovo controllore STone-based per pompe di calore residenziali, compatto, scalabile e conforme ai più recenti requisiti di cybersecurity, è abbinato a software applicativi pronti all’uso e personalizzabili. L’architettura si completa con gli inverter PSD2, inclusa la versione trifase con filtro attivo integrato e il nuovo inverter monofase da 23 A, la valvola di espansione elettronica E2V-K ad alta temperatura,  i sensori di pressione SPKT/SPKS e le interfacce uomo macchina.

L’adozione di refrigeranti naturali a basso GWP è supportata da componenti A3 ready, ATEX o ermetici, progettati per facilitare o evitare i test richiesti dalle normative di riferimento. A fornire una maggiore sicurezza il sensore di rilevamento perdite GLD Mini grazie alla tecnologia NDIR, garantisce un rilevamento accurato e affidabile di eventuali fuoriuscite di gas.  www.carel.it

All-in-One

FULLNESS è la risposta di Clivet alle esigenze abitative del futuro; la soluzione 4-in-1 senza unità esterna che rivoluziona il concetto di comfort domestico. Progettata per le abitazioni Nearly-Zero Energy, unisce efficienza, sostenibilità e una qualità dell’aria senza precedenti, racchiudendo tutte le funzioni in un’unica unità interna, che elimina completamente l’unità esterna. La sua peculiarità risiede nella gestione totale dell’ambiente interno, con benefici tangibili per chi vive la casa.

La Ventilazione Meccanica Controllata assicura un ricambio d’aria costante con l’esterno, mentre il filtro elettronico iFD permette che sia di qualità superiore, garantendo una purificazione eccezionale, che cattura il 90% del particolato PM1 dall’esterno, e grazie al ricircolo neutro, un filtraggio anche dell’aria interna all’abitazione.  www.clivet.com

Vieni a trovarci!

PAD. 04 stand A32 - A27 - B28

Chiller, pompe di calore e polivalenti

Il ruolo del raffreddamento

L’Energy Loop District è un approccio progettuale che immagina città ed edifici come parti di un unico sistema energetico interconnesso. In questa visione, il contributo di HiRef è trasformare il raffreddamento mission critical e industriale nel punto di partenza dell’anello energetico. Data center e impianti produttivi richiedono raffreddamento continuo e generano flussi termici costanti. Le soluzioni HiRef – chiller, pompe di calore e sistemi di raffreddamento di precisione – sono progettate per garantire affidabilità 24/7, controllo accurato e massima efficienza ai carichi parziali. Ma soprattutto integrano logiche di recupero totale o parziale del calore di condensazione. Il calore sottratto a server e processi non viene disperso: può essere valorizzato attraverso la produzione simultanea di acqua refrigerata e acqua calda, pronta per altri utilizzi. La macchina frigorifera diventa così anche generatore termico, riducendo l’impiego di energia primaria e le emissioni. Il valore non è nella singola unità, ma nella capacità dei prodotti di dialogare con l’infrastruttura circostante. hiref.it

Scaldacqua a pompa di calore

Uno di protagonisti indiscussi dello stand Galletti sarà la PLN, gamma di unità aria acqua in versione solo freddo (PLN C), pompa di calore reversibile (PLN H) e polivalente con recupero totale (PLN P) caratterizzata dall’utilizzo del refrigerante naturale R290 con un GWP pari a 3. L’integrazione del refrigerante naturale su tutti i sette modelli della gamma (che coprono un range di potenze frigorifere da 50 a 150 kW) non solo riduce l’impatto ambientale in termini di gas serra, ma garantisce all’intera linea il rispetto dei vincoli imposti dal Regolamento F-Gas. Le unità sono in grado di coprire un range di temperature del fluido che spazia dai -10 °C ai 78 °C. Sul fronte delle condizioni ambientali, la gamma garantisce la piena operatività a pieno carico con temperature esterne comprese tra -20 °C e +48 °C. Di particolare rilievo è la capacità di mantenere performance elevate anche in climi rigidi, assicurando la produzione di acqua calda a 50 °C con una temperatura dell’aria esterna di -20 °C. La gamma adotta configurazioni multi-scroll ottimizzate per il funzionamento a carico parziale, posizionandosi ai vertici dell’efficienza stagionale nel settore HVAC con valori fino a SCOP 4,00 e SEER 5,00. www.galletti.com

Pad.18 Stand A45

Da Cordivari il nuovo BOLLYTERM® HOME R290, scaldacqua a pompa di calore che produce acqua calda sanitaria sfruttando il calore presente naturalmente nell’aria. Grazie all’impiego del refrigerante ecologico R290, a basso impatto ambientale, il sistema assicura una produzione di acqua calda sanitaria fino a 70 °C, con una classe energetica A+ e un C.O.P. pari a 3.0, riducendo i consumi e le emissioni. Dotato di controller WiFi, centralina elettronica di serie e design brevettato, lo scaldacqua consente il controllo remoto tramite l’app SmartLife®, offrendo una gestione completamente digitale del sistema. www.cordivari.it Pad.11 Stand E01/G10 Pad.11 Stand E01/G10

Riqualificare gli edifici esistenti

Da Olimpia Splendid pompe di calore pensate per accelerare l’efficienza energetica nel patrimonio edilizio esistente

’Limpatto sull’edificio, economico e abitativo, della sostituzione di una caldaia con una pompa di calore o dell’ibridizzazione di un impianto esistente, rappresenta oggi il limite principale all’applicazione di questa soluzione su larga scala. Individuare e progettare nuovi modelli di riqualificazione energetica con le pompe di calore è quindi l’obiettivo guida dell’innovazione di prodotto di Olimpia Splendid che, a Mostra Convegno Expocomfort 2026, presenterà le ultime novità su questo fronte.

All’interno del padiglione 7, i visitatori potranno valutare sei diversi modelli di retrofit, caratterizzati da livelli crescenti di efficientamento, elettrificazione e impatto sull’edificio. L’esposizione è stata disegnata per guidare i visitatori in un percorso di soluzioni impian-

tistiche concrete che vanno dall’ibridizzazione all’elettrificazione completa, simulando diverse tipologie di impianto in cui generatore e terminali sono selezionati per ottenere il mix di efficienza ed impatto architettonico più giusto per ciascun progetto.

Saranno presentate soluzioni come l’Air Hybrid System: l’impianto ibrido che permette di integrare facilmente il riscaldamento a gas con le pompe di calore aria-aria senza unità esterna, grazie a comandi wireless intelligenti installati sui radiatori esistenti. È un modello che permette di sfruttare a pieno il potenziale di un impianto ibrido, che è già realtà in

Decarbonizzare 13 milioni di impianti

Su 32.7 milioni di unità immobiliari a destinazione residenziale presenti nel nostro Paese, 20.8 milioni sono dotate di un impianto autonomo per il comfort e l’ACS che, nel 64% dei casi, è alimentato a gas. Per efficientare, elettrificare e decarbonizzare, i consumi energetici degli edifici – in linea con l’obiettivo di neutralità climatica fissato dall’Unione Europea per il 2050 – è quindi necessario intervenire su circa 13.3 milioni di impianti, solo in Italia (dati rielaborati da Olimpia Splendid su base 11° rapporto Cresme - Il mercato dell’installazione degli impianti in Italia 2025-2027 ).

“Innovare le applicazioni in pompa di calore è l’elemento che ispira la nostra ricerca e sviluppo. Forte di 70 anni di esperienza, che celebriamo quest’anno, ci presentiamo ai professionisti come l’elemento mancante nei loro progetti: un partner capace di trasformare anche l’intervento più complesso in una soluzione concreta”

Marco Saccone, AD

molte unità abitative italiane: circa 180.000 pompe di calore aria-aria senza unità esterna e 8.9 milioni di mono e multisplit vengono infatti già utilizzati come integrazione nelle mezze stagioni per ritardare l’accensione della caldaia (dati rielaborati su base 11° rapporto Cresme). Non mancheranno, in anteprima assoluta, soluzioni di elettrificazione in pompa di calore aria-acqua abbinate a terminali di impianto a bassa temperatura e controlli wireless di ultima generazione.

Via Industriale 1/3 25060 Cellatica (BS), Tel. +39 030 319 5100 info@olimpiasplendid.it www.olimpiasplendid.it

La fine dei bonus cambia il mercato

Il termine degli incentivi riporta il mercato edilizio ai fondamentali: competitività su prestazioni, sostenibilità e solidità dei progetti di Silvia Martellosio

C'è stato un tempo, non troppo lontano, in cui il mercato delle costruzioni sembrava immune alle regole dell’economia. Cantieri ovunque, parcelle in crescita, studi professionali sotto pressione per inseguire una domanda che appariva infinita. Era l’effetto combinato di Superbonus, incentivi straordinari e Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Oggi quel tempo è finito, e il Rapporto Congiunturale e Previsionale del Cresme lo conferma: il settore entra in una fase più selettiva, meno eccezionale e più legata ai fondamentali reali. Non si tratta di una crisi improvvisa, ma della fine di un’eccezione storica, che impone agli operatori di ricalibrare strategie e strumenti professionali.

Il peso degli incentivi

Tra il 2021 e il 2026 il PNRR ha destinato circa 190 miliardi di euro alla filiera delle costruzioni, generando un ciclo espansivo senza precedenti. Queste risorse hanno sostenuto occupazione, investimenti e interventi di riqualificazione, soprattutto sul fronte energetico. Tuttavia, il Cresme ricorda che le risorse PNRR si esauriranno entro quest’anno. Restano altri strumenti, come i Fondi strutturali europei (circa 44 miliardi di euro), ma con un impatto inferiore rispetto agli anni degli incentivi straordinari. Il mercato entra così in una fase di normalizzazione, dove la crescita non dipende più da leve fiscali automatiche, e il ruolo della progettazione torna centrale.

Occupazione e segmenti di mercato

Uno dei dati più significativi del Rapporto riguarda l’occupazione: il 31% dell’aumento occupazionale registrato in Italia dal 2019 è attribuibile al comparto delle costruzioni. Un segnale che conferma il ruolo strutturale del settore nell’economia nazionale, ma che evidenzia anche il rischio di una contrazione selettiva. Non tutti gli operatori, né tutti i modelli professionali, saranno in grado di reggere il nuovo scenario. Il Cresme segnala, infatti, una frenata netta degli interventi di riqualificazione edilizia dopo il picco generato dal Superbonus. Un segmento che ha trainato per anni studi professionali e imprese, e che oggi mostra segnali di ridimensionamento. Parallelamente, il mercato residenziale mantiene una certa vitalità, mentre le opere pubbliche continuano a rappresentare un asse importante grazie agli impegni di spesa già programmati. Per progettisti, architetti e ingegneri il nodo centrale non è tanto la quantità di lavoro disponibile, quanto la qualità della domanda. In assenza di incentivi straordinari, il valore del progetto torna a essere decisivo: prestazioni ener-

getiche misurabili, comfort abitativo, durabilità dei materiali, integrazione tra involucro, impianti e contesto climatico.

Tra rallentamento e adattamento

Nei programmi del Governo dei prossimi anni, almeno sino al 2028, sono previsti importanti investimenti per le grandi opere strategiche. Resta però la domanda: sarà possibile sostenere i pagamenti senza i flussi di cassa del PNRR? Il dato più solido su cui poggia oggi l’immagine economica del Paese e che mantiene stabili i rating è legato all’occupazione, di cui il 31% dal 2019 è attribuibile al settore costruzioni. Che succederà con la correzione del mercato? Le risposte non sono semplici, come dimostrato dopo la rapida chiusura dei Superbonus. Il mercato mostra comunque una resi-

“Il

settore costruzioni entra in una stagione più matura, dove efficienza, comfort abitativo e integrazione climatica diventano leve competitive decisive”

lienza significativa, ma i flussi dei Superbonus sono già fortemente contratti: solo per l’efficientamento energetico si passa dai 46,3 miliardi del 2022, ai 41,7 del 2023, ai 16,6 del 2024, fino ai 6 miliardi circa del 2025. L’intero mercato della riqualificazione ha subito frenate importanti, sebbene non della stessa dimensione dei Superbonus. Questa fase richiede interpretazioni attente e analisi delle transizioni in corso.

Residenziale e filiera in movimento

Da un lato, sorprendentemente, il mercato residenziale è ripartito nel 2024 e ha accelerato nel 2025. Per il 2026, gli incentivi sono rimasti 50% per le prime case e 36% per le seconde, sostenendo domanda e investimenti. Dall’altro, il Governo sembra non voler seguire la direttiva europea sull’efficientamento degli edifici, rallentando uno degli assi di sviluppo del settore. Temi come la “casa” e la “rigenerazione urbana” alimentano i dibattiti, ma sono destinati a crescere come mercato reale. L’Europa intende sostenere il tema casa con nuove risorse, e la rigenerazione urbana

Numeri chiave

190 miliardi di euro : risorse PNRR destinate alla filiera delle costruzioni nel periodo 2021–2026.

31% : quota della crescita occupazionale italiana dal 2019 attribuibile al settore delle costruzioni.

44 miliardi di euro: dotazione dei Fondi strutturali europei ancora disponibili, con un impatto inferiore rispetto al PNRR. 2026 : anno di esaurimento delle risorse PNRR, spartiacque per il mercato edilizio.

Riqualificazione edilizia : forte rallentamento dopo il picco legato al Superbonus. Mercato residenziale e opere pubbliche : segmenti che mostrano maggiore tenuta nel medio periodo.

attira investitori nazionali e internazionali, sebbene la “questione milanese” getti un’ombra sulla certezza degli investimenti. Osservare la diversa dinamica della filiera è fondamentale: alcuni ambiti hanno registrato picchi di fatturato nel 2025 e probabilmente li registreranno nel 2026, altri sono già in contrazione dal 2023. Conoscere lo stato di industria dei materiali, distribuzione, progettazione e imprese di costruzione è essenziale, perché il ciclo di investimento richiede tempi lunghi, fasi complesse di accumulazione e spesa, e reagisce in modo differenziato alle onde di investimento. A complicare la lettura concorrono le dinamiche inflative, che incidono sui costi di produzione, intermediazioni e prezzi finali. Il Rapporto CRESME offre una mappa indispensabile per interpretare il mercato, orientare le scelte strategiche e comprendere l’impatto delle innovazioni, della digitalizzazione e dell’Intelligenza Artificiale sul processo progettuale e realizzativo.

Filiera polarizzata

Il Rapporto evidenzia, inoltre, una crescente pola-

“I numeri confermano il cambio di fase: senza scorciatoie fiscali, il valore si costruisce su prestazioni reali, qualità energetica e responsabilità progettuale”

rizzazione della filiera. Gli operatori più strutturati e organizzati tendono a rafforzarsi, mentre le realtà meno preparate faticano a competere.

Per i professionisti questo significa ripensare il proprio ruolo: non basta più la competenza tecnica individuale, servono organizzazione, specializzazione, strumenti digitali e capacità di lavorare in modo integrato.

Sostenibilità come criterio economico

Nel nuovo scenario post-incentivi, la sostenibilità non è più un elemento accessorio, ma un criterio economico e progettuale. Il comfort non è un optional, ma un fattore competitivo. L’efficienza energetica non è una pratica legata al bonus, ma una qualità intrinseca dell’edificio. Letto in questa chiave, il Rapporto non è solo una previsione economica, ma una chiamata alla maturità del settore. In un mercato che cambia clima, chi saprà progettare con consapevolezza ambientale, energetica e tecnica potrà trasformare la fine dell’eccezione in una nuova stagione professionale. 

Sistema di distribuzione idrica modulare

Negli

edifici moderni gli spazi

tecnici si

riducono e i tempi di cantiere si accorciano.

K-BLOC® è

una soluzione concreta per impianti compatti, rapidi e affidabili

K-BLOC® è il sistema di distribuzione TECO, modulare e compatto, per impianti sanitari e idronici. È progettato per ottimizzare gli ingombri, ridurre le tempistiche di montaggio grazie alla possibilità di premontare i componenti off-site e garantire la minor manutenzione possibile nel tempo.

Installazioni flessibili, compatte e ordinate

Grazie al sistema di fissaggio TECOFIX®, K-BLOC® consente di configurare l’impianto in base alle specifiche esigenze progettuali, offrendo la massima libertà di composizione e di organizzazione dei componenti. La gamma di collettori, valvole, contatori e accessori, abbinata a piastre e staffe TECOFIX®, permette la realizzazione di impianti centralizzati compatti, ordinati e accessibili, ideali per armadi tecnici o vani dedicati. Il sistema consente, inoltre, installazioni da incasso

Tecnologie integrate

l’installazione, riducendo così le lavorazioni in loco e gli imprevisti. Il risultato è un impianto compatto, ordinato e ripetibile, realizzato con tempi certi.

K-BLOC® risponde alle esigenze dell’installazione moderna offrendo velocità, sicurezza e massima flessibilità e garantendo qualità costante e affidabilità nel tempo.

con l’utilizzo di box, perfettamente integrate negli ambienti abitativi, con impianti inseriti direttamente nelle murature in prossimità dell’utenza finale.

Premontaggio off-site I componenti possono essere premontati off-site: l’assemblaggio avviene su banco e in cantiere arrivano moduli già pronti per

K-BLOC® utilizza soluzioni proprietarie TECO pensate per ridurre i tempi di installazione e garantire affidabilità nel tempo:

• Sistema di connessione FASTEC® , rapido e sicuro, senza necessità di attrezzi e senza le criticità meccaniche dei sistemi tradizionali.

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Elementi di fissaggio TECOFIX® per installazioni a parete e da incasso
Esempio di installazione con K-BLOC® in nicchia tecnica (48x48 cm)
Esempio di installazione da incasso con K-BLOC® (box con contabilizzazione e valvole)

I PROFESSIONISTI

DEL SETTORE

BUILDING

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Un quadro in assestamento

Aliquote confermate e tempi più certi per le procedure ENEA. L’anno in corso consolida il nuovo assetto normativo, riducendo incertezze e rallentamenti operativi di Giacomo Mellera

Sembra strano, ma per la prima volta dal 2020 non abbiamo assistito all’ennesima riscrittura delle regole di Ecobonus e Bonus Casa. Se il 2025 si era aperto con il noto taglio delle detrazioni fiscali, il 2026 si presenta - se non come un ritorno alle vecchie tradizioni - all’insegna della continuità, senza ulteriori riduzioni delle aliquote. Ma cosa è successo nel frattempo? È il momento di fare ordine.

Legge di Bilancio e detrazioni fiscali

Partiamo dalla Legge di Bilancio 2025 che ha intro-

dotto forti limitazioni alle detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica. Nel 2025 le detrazioni fiscali, sia per il Bonus Casa sia per l’Ecobonus, sono state rimodulate al 36%, con una previsione di ulteriore riduzione al 30% per gli anni 2026 e 2027. Una notizia decisamente negativa per il mercato, considerando il passaggio dalle storiche aliquote del 50% e 65% a una soglia molto più bassa. Una prima attenuazione di questo impatto si è però registrata per gli interventi realizzati sulle abitazioni principali. Nel caso di lavori eseguiti su immobili adibiti ad abitazione principale del soggetto beneficiario, l’aliquota è stata mantenuta al

50% per tutto il 2025, con una previsione di riduzione al 36% nel biennio 2026-2027.

La Legge di Bilancio dello scorso anno ha inoltre introdotto il discusso divieto di incentivazione degli impianti che utilizzano caldaie alimentate a combustibili fossili. Di fatto, è venuta meno la possibilità - molto diffusa nella pratica quotidiana - di accedere alle detrazioni fiscali per la semplice sostituzione di una caldaia tradizionale con una nuova caldaia a condensazione, sia tramite Ecobonus sia tramite Bonus Casa, anche quando l’intervento era inserito all’interno di una ristrutturazione più ampia. Insomma, un vero e proprio terremoto. Secondo una prima analisi basata sui dati del bollettino delle entrate tributarie, nei primi nove mesi del 2025 la spesa per interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica ha registrato un calo del 19,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. Una contrazione significativa che, proiettata sull’intero anno, potrebbe aver portato la spesa complessiva a circa 25 miliardi di euro. Un volume che, se confrontato con altri strumenti di incentivazione più “di moda” negli ultimi mesi - come il Conto Termico 3.0 - restituisce comunque la misura dell’enorme mole di lavoro storicamente generata dai bonus edilizi.

Proroga dei bonus edilizi

È a questo punto che la notizia con cui abbiamo aperto l’articolo assume una valenza decisamente positiva.

La proroga delle detrazioni fiscali salvaguarda infatti il mercato italiano legato ai bonus edilizi e garantisce, per tutto il 2026, una base di lavori significativa e programmabile. Entrando nel dettaglio, per l’intero 2026 viene confermato l’attuale impianto delle detrazioni fiscali, mantenendo le stesse condizioni e percentuali già previste per il 2025.

In sintesi, le spese sostenute nel corso del 2026 potranno essere detratte con le seguenti aliquote:

e i titolari di seconde case possono accedere al beneficio esclusivamente con l’aliquota del 36%. Allo stesso modo, le imprese e i soggetti titolari di reddito d’impresa che realizzano interventi agevolabili ai fini Ecobonus possono usufruire unicamente della detrazione al 36%, come già previsto nel 2025.

Stop agli incentivi alle caldaie

Rimane confermato, invece, il divieto di incentivazione delle caldaie alimentate a combustibili fossili, sia nell’Ecobonus sia nel Bonus Casa. Una conferma che è ormai data per acquisita, poiché questa limitazione deriva dalla Direttiva europea “Case Green” ed è una delle prime applicazioni concrete nei piani energetici nazionali.

Stabilizzazione del quadro incentivi

In altre parole, non ci troviamo di fronte a una nuova rivoluzione normativa, ma a un tentativo di stabilizzazione del quadro degli incentivi, pensato per consentire alle imprese del settore di lavorare con maggiore prevedibilità e serenità. Un ulteriore elemento positivo arriva dal fronte ENEA. Nel 2025 sono stati necessari quasi sette mesi per ottenere chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate sui requisiti di accesso alle detrazioni. Di conseguenza, anche ENEA ha dovuto attendere per la pubblicazione dei portali di comunicazione dei dati, rallentando numerosi lavori con contenuto tecnologico.

• 50% per gli interventi eseguiti su abitazioni principali del soggetto che sostiene la spesa;

• 36% per gli interventi eseguiti su altri immobili.

È opportuno ricordare che per abitazione principale si intende l’immobile sul quale il contribuente detiene un diritto reale di godimento (proprietà, usufrutto, uso o abitazione) e che utilizza come residenza anagrafica e dimora abituale. I conviventi del proprietario, gli affittuari

La proroga senza modifiche tecniche ha invece consentito nel 2026 un’apertura più tempestiva dei portali per la trasmissione delle schede descrittive relative agli interventi agevolati con Ecobonus e Bonus Casa. Il periodo di transizione tra vecchio e nuovo anno risulta quindi contenuto: il termine dei 90 giorni per l’invio dei dati decorre dal 22 gennaio 2026 per gli interventi conclusi tra il 1° e il 22 gennaio 2026, nonché per i lavori conclusi nel 2025 ma con spese detraibili sostenute nel 2026. Dopo anni di continui cambi di rotta, quello in corso rappresenta un anno di consolidamento.

Un quadro forse meno generoso rispetto al passato, ma finalmente stabile. In un contesto in cui gli incentivi premiano sempre di più l’efficienza energetica, l’integrazione impiantistica e la qualità degli interventi, la vera differenza continuerà a farla la competenza di chi opera sul campo. 

Refrigerazione ad alta efficienza

Da Georg Fischer sistemi di tubazioni efficienti da installare in applicazioni commerciali, industriali e data center

GF conferma il proprio ruolo di leader nella fornitura di sistemi di tubazioni per il trasporto sicuro e sostenibile dei fluidi. Un primato costruito su un’offerta completa che comprende raccordi, valvole, tubazioni, soluzioni di automazione, prefabbricazione e tecnologie di giunzione, progettate per rispondere alle esigenze di molteplici segmenti di mercato ad alta complessità. Al centro dell’attenzione negli spazi dello stand V19, Padiglione 7 i sistemi

COOL-FIT 2.0 e COOL-FIT 4.0. Queste soluzioni rappresentano l’evolu-

efficienza e di facilità d’installazione.

Efficienza energetica e rapidità di installazione

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Per data center del futuro

Per la refrigerazione industriale rappresenta invece la tecnologia d’avanguardia per impianti di refrigerazione industriali e commerciali. Leggero, sicuro e facile da instal-

I sistemi COOL-FIT si stanno affermando anche come soluzione imprescindibile per i data center, infrastrutture vitali nella società digitale, dove il raffreddamento efficiente è cruciale per garantire la continuità operativa e la capacità di elaborazione dei dati. Con chip sempre più potenti e il raffreddamento ad aria ormai obsoleto, GF si conferma partner strategico dei principali operatori hyperscale , garantendo circuiti di raffreddamento liquido sicuri ed eco-efficienti.

lare, garantisce assenza di corrosione, nessun deposito e manutenzione minima. È perfetto per applicazioni nel settore ortofrutticolo, caseario, nei birrifici e nei supermercati, assicurando operatività continua ai massimi livelli di prestazione.

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Strumenti digitali per edifici complessi

Dalla simulazione spaziale alla verifica prestazionale, VR e AR ampliano le potenzialità del BIM, trasformando il modello in un ambiente da esplorare. Un supporto concreto per anticipare criticità e migliorare efficienza e qualità del costruito di Patrizia Ricci

La progettazione architettonica e ingegneristica sta vivendo una trasformazione profonda, che va oltre la digitalizzazione dei processi e ridefinisce il modo di percepire e rappresentare lo spazio. Dopo aver introdotto la gestione informativa con il BIM, le tecnologie immersive - realtà virtuale (VR) e aumentata (AR) - portano il progetto in una dimensione esperienziale, dove il confine tra modello e realtà tende a dissolversi.

Se la modellazione 3D ha migliorato la precisione visiva, la realtà immersiva consente di vivere il progetto prima che esista, trasformando la rappresentazione in esperienza. Indossando un visore, progettisti e committenti possono muoversi in spazi virtuali, percepirne proporzioni, luce e relazioni, valutando comfort e funzionalità in modo diretto. L’architettura, da disegno statico, diventa un ambiente dinamico da esplorare e modificare in tempo reale. Il progetto non è più una sequenza di elaborati, ma un sistema interattivo che permette di sperimentare soluzioni, verificare ipotesi e condividere scelte in modo immediato. La VR consente di analizzare coerenza e fruibilità degli ambienti, mentre l’AR sovrappone il modello digitale al contesto reale, anticipando l’impatto dell’edificio prima della costruzione. Dalla visualizzazione 3D si passa così all’esperienza architettonica totale, dove percezione, interazione e simulazione diventano parte del processo progettuale. La tecnologia non sostituisce la sensibilità del progettista, ma la amplifica, migliorando comprensione, comunicazione e controllo del progetto e riducendo errori, tempi e costi. Il digitale non è più semplice supporto, ma estensione della realtà stessa.

Tecnologie e strumenti

Dietro l’espressione realtà immersiva si raccoglie un insieme di tecnologie accomunate da un obiettivo: mettere l’uomo al centro dell’esperienza progettuale, consentendogli di interagire naturalmente con il modello digitale. Comprendere le differenze tra realtà virtuale, aumentata e mista (MR) è essenziale per coglierne le applicazioni in edilizia e architettura. La realtà virtale immerge l’utente in un ambiente digitale tridimensionale, isolandolo completamente dal mondo reale. Grazie all’utilizzo di visori stereoscopici e controller di movimento, è possibile esplorare lo spazio, testare condizioni di luce e materiali e “vivere” il progetto dall’interno, trasformando il modello in un’esperienza sensoriale completa. La realtà aumentata, invece, non sostituisce il mondo fisico ma lo arricchisce sovrapponendo informazioni digitali all’ambiente reale.

Con tablet, smartphone o visori trasparenti, è possibile visualizzare elementi virtuali

direttamente sul sito del cantiere o in edifici esistenti, comprendendo subito relazioni e ingombri. La MR combina elementi fisici e virtuali in un unico ambiente interattivo, dove l’utente può manipolare oggetti digitali come se fossero reali. Ancora in evoluzione, trova già applicazione in ambito industriale e nel project management edilizio, per formazione e simulazione di procedure di sicurezza. La MR rappresenta oggi l’orizzonte più avanzato dell’interazione uomo-modello, dove la progettazione diventa insieme fisica e cognitiva. Sul piano degli strumenti, il mercato offre oggi hardware sempre più accessibile: visori con sensori integrati per la VR; dispositivi ottici semitrasparenti e soluzioni mobili per AR/MR; sensori LiDAR o telecamere 3D per mappare ambienti e posizionare il modello nello spazio reale.

Accanto all’hardware, un ruolo centrale è svolto dai software di visualizzazione e interazione, che collegano il modello informativo all’esperienza immersiva, generando ambienti VR navigabili dai modelli BIM con elevata qualità visiva e tempi di rendering ridotti. Per applicazioni più complesse si utilizzano motori grafici in tempo reale, in grado di gestire scenari interattivi e realistici. Nati per il gaming, sono oggi strumenti potenti per la comunicazione architettonica e la simulazione del comportamento degli edifici. Grazie alla compatibilità con formati BIM (IFC, FBX, Datasmith), i modelli mantengono geometrie e metadati, diventando esperienze navigabili. L’integrazione tra BIM e realtà immersiva è ormai consolidata: i principali software di modellazione offrono plugin che consentono di esportare il modello in ambienti VR/AR mantenendo i dati parametrici. Spesso basta un clic per aggiornare il modello e visualizzarlo in modo immersivo, garantendo continuità tra progettazione e verifica. Questa sinergia prepara il terreno alle applicazioni operative che verranno approfondite nei paragrafi successivi, dove la realtà immersiva mostra tutto il suo valore in termini di verifica, collaborazione e gestione del progetto.

Applicazioni nella progettazione

L’introduzione delle tecnologie immersive ha inaugurato una nuova stagione per la progettazione architettonica e ingegneristica, in cui il modello digitale diventa un vero laboratorio tridimensionale interattivo. VR e AR non rappresentano strumenti accessori, ma nuovi metodi di verifica e validazione che migliorano la qualità delle decisioni, favoriscono il coordinamento multidisciplinare e riducono errori, rilavorazioni e sprechi.

Durante la design review, progettisti, tecnici e committenti possono esplorare insieme lo stesso ambiente virtuale collegato al modello BIM, discutendo le scelte

architettoniche e impiantistiche con una percezione realistica di proporzioni, materiali e flussi spaziali. Le interferenze tra discipline - strutture, impianti, partizioni - vengono individuate visivamente e risolte prima della fase esecutiva, riducendo drasticamente i tempi di revisione. Le simulazioni immersive consentono inoltre analisi ergonomiche e percettive: camminare virtualmente in un’aula, un reparto sanitario o un open space permette di valutare comfort visivo, accessibilità, leggibilità degli spazi e disposizione degli arredi. Grazie all’integrazione con i dati del modello informativo, è possibile associare a ogni elemento caratteristiche prestazionali - illuminotecniche, acustiche, termiche - e valutarne il comportamento in condizioni reali. Anche l’illuminazione naturale o artificiale può essere verificata dinamicamente, osservando come varia la luce durante il giorno e come influisce sulla percezione degli ambienti

Un ulteriore vantaggio è il coinvolgimento del committente, che può comprendere il progetto senza dover interpretare disegni o planimetrie. Indossando un visore, l’utente esplora gli ambienti come se fossero già costruiti, sceglie finiture, confronta varianti cromatiche e partecipa

Il BIM arriva sul campo

alle decisioni progettuali in modo diretto e consapevole. Nelle esperienze più avanzate, la revisione avviene in modalità collaborativa multiutente, con più persone connesse allo stesso modello, anche da sedi differenti. È una forma di co-design digitale che unisce la precisione informativa del BIM alla percezione diretta dello spazio, migliorando comunicazione e coordinamento. La progettazione immersiva, dunque, non si limita a una rappresentazione estetica ma diventa una tecnologia cognitiva, capace di ampliare la comprensione dello spazio, favorire decisioni basate su dati e migliorare la coerenza complessiva del progetto. Dal modello da osservare si passa al modello da vivere, preludio all’evoluzione verso il digital twin operativo.

Benefici concreti

L’introduzione della realtà virtuale e aumentata nel processo edilizio non è solo un’evoluzione tecnologica: produce benefici misurabili in termini di efficienza, qualità e riduzione dei costi. Le tecnologie immersive cambiano il modo in cui le informazioni vengono comprese e condivise, creando un collegamento diretto tra proget-

Se nella progettazione la realtà virtuale consente di esplorare l’edificio prima che venga costruito, in cantiere la realtà aumentata compie il percorso inverso: porta il modello digitale direttamente nel mondo reale. Attraverso tablet, smartphone o visori ottici trasparenti come Microsoft HoloLens, il modello BIM viene sovrapposto alla realtà fisica, consentendo di visualizzare strutture, impianti e componenti non ancora realizzati o nascosti alla vista. L’operatore può muoversi liberamente sul sito e confrontare ciò che è stato costruito con quanto previsto nel progetto, verificando allineamenti, dimensioni e dettagli costruttivi. Questa sovrapposizione tra reale e virtuale consente un controllo immediato della qualità esecutiva e anticipa la risoluzione di errori di posa o interferenze. Uno degli ambiti più promettenti è la clash detection in situ , che consente di individuare criticità direttamente sul campo e di sincronizzare le segnalazioni con il Common Data Environment (CDE).

In questo modo, la comunicazione tra cantiere e ufficio tecnico diventa bidirezionale: le varianti vengono gestite in tempo reale e il modello informativo si aggiorna continuamente in base all’avanzamento dei lavori.

La realtà aumentata trova applicazione anche nella manutenzione e nel facility management Collegando il modello BIM ai sensori di monitoraggio o ai database di gestione, il tecnico può visualizzare in tempo reale le informazioni associate a ciascun componente: schede tecniche, dati di funzionamento, cronologia degli interventi - semplicemente inquadrandolo con il dispositivo. In prospettiva, queste funzioni evolveranno nei sistemi di digital twin per la manutenzione predittiva e la gestione energetica.

L’uso combinato di BIM e AR consente inoltre di digitalizzare la conoscenza del cantiere, sostituendo disegni e documenti cartacei con un sistema informativo visivo e interattivo, accessibile in mobilità. Nei cantieri più evoluti, sensori LiDAR o sistemi fotogrammetrici aggiornano il modello in tempo reale, creando una retroazione continua tra costruzione e progettazione. Il cantiere si trasforma così in uno spazio digitale connesso, dove le informazioni circolano in modo trasparente tra tutti gli attori del processo. La realtà aumentata rende tangibile la filosofia del BIM: portare i dati là dove servono, direttamente sul campo, a supporto della sicurezza, della qualità e dell’efficienza operativa.

“Le tecnologie immersive collegate al BIM rendono lo spazio verificabile, interattivo e comprensibile lungo tutto il processo edilizio”

tazione, costruzione e gestione.

Il primo vantaggio è la riduzione di errori e rilavorazioni. Esplorando il progetto in ambiente virtuale, le criticità emergono in fase precoce, quando correggerle è ancora semplice ed economico. Interferenze, incongruenze dimensionali o problemi di accessibilità vengono individuati immediatamente, senza analisi complesse su tavole bidimensionali. La realtà aumentata consente invece di confrontare in cantiere l’opera costruita con il modello digitale, riducendo sensibilmente gli errori esecutivi. Studi internazionali indicano che l’uso combinato di BIM e tecnologie immersive può tagliare fino al 30% le rilavorazioni, migliorando la produttività del cantiere.

Un secondo beneficio riguarda la comunicazione. Il linguaggio tridimensionale abbatte le barriere tra progettisti, imprese, committenti e pubbliche amministrazioni: tutti possono “vedere” e comprendere il progetto nello stesso modo. Questa condivisione visiva favorisce un dialogo più efficace e una collaborazione realmente interdisciplinare. Le osservazioni vengono registrate direttamente nel modello, creando una traccia digitale delle decisioni e un ambiente comunicativo trasparente.

Il terzo vantaggio è la possibilità di prendere decisioni più rapide e fondate. La realtà immersiva consente di testare in tempo reale varianti progettuali, materiali o configurazioni spaziali, valutandone l’impatto estetico, funzionale ed economico. Le scelte si basano su esperienze dirette e verificabili, non su rappresentazioni astratte. Ciò accelera i tempi di revisione, riduce l’incertezza e rafforza

la fiducia tra le parti: il committente diventa più consapevole, il progettista più supportato, l’impresa più efficiente. Nel complesso, queste tecnologie delineano una nuova qualità del processo edilizio, in cui l’errore è parte del ciclo di miglioramento e la comunicazione visiva diventa strumento di controllo e coordinamento. La realtà virtuale e aumentata non sono più strumenti di presentazione, ma veri ambienti di lavoro condivisi, capaci di ridurre tempi e costi e di aumentare la qualità del costruito. In prospettiva, rappresentano il passaggio dalla progettazione digitale a quella immersiva e collaborativa, dove il BIM incontra la percezione dello spazio e l’interazione diretta: il progetto diventa così più preciso, comprensibile e partecipato.

Criticità da governare

Come ogni tecnologia emergente, anche la realtà virtuale e aumentata deve affrontare, in edilizia, un percorso di maturazione. I vantaggi in termini di qualità progettuale e operativa sono evidenti, ma la diffusione su larga scala è ancora frenata da barriere economiche, tecniche e culturali che richiedono un approccio graduale e strategico. Il primo ostacolo riguarda costi e complessità d’implementazione. Sebbene i visori e le piattaforme immersive siano oggi più accessibili, un’infrastruttura professionale completa - con workstation grafiche, sensori e software di rendering - implica ancora investimenti consistenti, soprattutto per studi di piccole dimensioni. A ciò si aggiungono la neces-

“La progettazione supera la dimensione bidimensionale: il modello informativo si trasforma in esperienza, integrando dati e percezione per decisioni più consapevoli e condivise”

sità di aggiornare modelli e software, e le difficoltà di interoperabilità tra piattaforme BIM, motori grafici e formati come IFC, FBX o GLTF. La piena integrazione tra BIM e ambienti VR/AR richiede competenze specifiche e una gestione accurata dei flussi informativi. A queste criticità si unisce il tema della formazione. L’uso delle tecnologie immersive non riguarda solo nuovi strumenti, ma un cambiamento nel modo di progettare e comunicare. Architetti, ingegneri e imprese devono acquisire familiarità con interoperabilità, rendering in tempo reale e modellazione interattiva.

Università e ordini professionali iniziano a proporre corsi dedicati, ma il fabbisogno di competenze resta elevato. Molti studi riconoscono il potenziale della realtà immersiva, ma mancano figure capaci di integrarla nei flussi di lavoro, creando un divario crescente tra operatori digitali e tradizionali. Un ulteriore fronte riguarda la sicurezza dei dati. I modelli immersivi contengono informazioni sensibili - strutturali, impiantistiche, energetiche o anagraficheche richiedono una gestione conforme alle norme sulla privacy e alla GDPR. Le piattaforme cloud devono garantire riservatezza, tracciabilità e protezione dagli accessi non autorizzati. L’interconnessione tra realtà aumentata, sensori IoT e sistemi di monitoraggio apre inoltre nuovi rischi di vulnerabilità, rendendo indispensabili strategie di cybersecurity dedicate al settore delle costruzioni. Ma la sfida più profonda è quella culturale. Le tecno-

logie immersive richiedono collaborazione, fiducia e apertura interdisciplinare: un cambiamento che va oltre l’acquisto di strumenti, e che riguarda il modo di intendere il progetto e il valore del dato come strumento di conoscenza condivisa. Superare queste barriere significa accompagnare la transizione digitale con formazione, incentivi e standard comuni, permetendo alla realtà immersiva di uscire dalla fase sperimentale e diventare parte strutturale del processo edilizio, contribuendo a una progettazione più efficiente, collaborativa e sostenibile.

Verso il digital twin

Le tecnologie di VR e AR hanno segnato un passaggio decisivo nella digitalizzazione del progetto edilizio: dal disegno alla vera esperienza immersiva e condivisa. Il modello BIM diventa un ambiente vivo e interattivo, in cui progettisti, imprese e committenti possono esplorare, verificare e migliorare le scelte prima della costruzione. Lo spazio progettato diventa percepibile, la comunicazione più intuitiva e l’errore qualcosa da prevenire, non da correggere. Ma l’evoluzione non si ferma qui. Le esperienze immersive stanno convergendo verso una nuova dimensione in cui mondo fisico e digitale si fondono in tempo reale: è il principio del digital twin, il gemello virtuale dell’edificio. Nato dal BIM e alimentato dai dati di sensori e sistemi di monitoraggio, il digital twin collega il comportamento reale dell’opera al suo modello virtuale, generando un ciclo continuo di analisi, previsione e ottimizzazione. Ogni variazione di consumo, temperatura o stato manutentivo si riflette nel gemello, che restituisce informazioni per migliorare efficienza e gestione. In questa prospettiva, AR e VR diventano il ponte verso l’intelligenza del costruito: strumenti che consentono di interrogare i dati sul campo, aggiornare modelli in tempo reale e visualizzare le prestazioni dell’edificio. La progettazione, la costruzione e la gestione si fondono così in un unico ecosistema informativo, dove il dato e l’esperienza convergono in un processo continuo. La sinergia tra BIM, realtà immersiva e digital twin non è solo un’evoluzione tecnologica, ma una nuova visione del costruire, in cui conoscenza e percezione si integrano per un’edilizia più efficiente, sostenibile e consapevole. Il futuro sarà sempre più ibrido, fatto di spazi fisici e digitali che si influenzano a vicenda. In questo dialogo, il progettista resta il protagonista.

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La VMC per le grandi superfici

Ariosa V è la macchina VMC centralizzata a doppio flusso progettata per garantire massime prestazioni in edifici residenziali, uffici e piccoli locali commerciali.

La struttura in polipropilene espanso (EPP) assicura grande leggerezza, eccellente isolamento termo-acustico e perfetta fluidità della circolazione dell’aria. Grazie ai due ventilatori a portata costante, Ariosa V è in grado di gestire portate di 600 m³/h, con un ricambio d’aria continuo ed efficiente in ambienti fino a 450 m².

Perfetta per locali tecnici o cavedi, unisce potenza e semplicità. Sensori integrati di temperatura e umidità, bypass totale automatico e pannello LCD touchscreen con Wi-Fi permettono la gestione smart del comfort abitativo e il monitoraggio della qualità dell’aria anche da remoto, tramite app dedicata: il tutto di serie!

Ariosa V è dotata di filtri ad altissime prestazioni, in grado di rimuovere polveri, smog, batteri, allergeni, particolati e gas radon, e di garantire i più alti livelli di qualità dell’aria.

Inoltre è silenziosissima, con una pressione sonora di soli 23 dB(A)

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VMC puntuale con sanificazione integrata

Per la prima volta su una VMC decentralizzata, il ricambio d’aria si combina con un sistema di sanificazione basato su nanotecnologie

Da Fantini Cosmi l'unità di ventilazione meccanica controllata decentralizzata RHINOCOMFORT 3 con sanificazione integrata. Frutto di due anni di ricerca e sviluppo, rappresenta un importante salto tecnologico: è l’unica VMC puntuale che integra la sanificazione attiva dell’aria in un sistema a flusso alternato ad alta potenza e prevalenza, con recupero di calore.

Sanificazione attiva

L’unità utilizza LED UV-C e UV-A ad alta potenza insieme a un processo di fotocatalisi a zero emissioni di ozono. L’aria in ingresso viene trattata prima di essere immessa in ambiente, con l’obiettivo di

decomporre le sostanze nocive e trasformarle in particelle innocue. Attivando la funzione dall’app Intelliclima+, l’unità elimina fino al 99,6% di virus e batteri, riduce le concentrazioni di PM2,5, PM10 e VOC e contribuisce alla prevenzione di muffe e umidità. Grazie all’ottimizzazione di ventola e motore, con un diametro di 160 mm raggiunge fino a 100 m³/h in modalità boost, garantendo un’adeguata ventilazione anche in ambienti di grandi dimensioni. Nonostante l’elevata portata, la rumorosità rimane estremamente contenuta, assicurando un perfetto equilibrio tra potenza e comfort acustico.

Gestione

smart

Il sistema integra sensori per temperatura interna ed esterna, umidità relativa, eCO₂ e luminosità. I dati vengono elaborati da algoritmi di intelligenza artificiale che modulano il funzionamento in tempo reale, attivando la ventilazione solo quando necessario e adattandola alle abitudini dell’utente. La funzione di Geolocalizzazione Dinamica regola inoltre il funzionamento in base alla reale presenza in casa, evitando sprechi energetici.

Due versioni, uno standard di sicurezza

Accanto alla versione con sanificazione

Installazione e flessibilità

RHINOCOMFORT 3 può operare in modalità monostanza o multistanza: più unità comunicano tramite Bluetooth Low Energy e sono gestite dall’App Intelliclima+, hub del sistema connesso Fantini Cosmi. L’installazione avviene su parete perimetrale, senza canalizzazioni, ed è adatta a spessori murari da 28 a 53 cm, mantenendo prestazioni ottimali anche con condotti fino a 3 metri lineari (2,5 m con una curva), risultando ideale per il retrofit.

è disponibile ECOCOMFORT 3, identica per design e funzioni ma priva del sistema di trattamento attivo dell’aria. Entrambi i modelli sono conformi alla Direttiva RED (2014/53/UE) in materia di cybersecurity e protezione dei dati, coniugando innovazione, efficienza e sicurezza.

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caldo Progettare il caldo

Soluzioni impiantistiche innovative per comfort invernale, efficienza energetica

e riduzione delle emissioni

di Patrizia Ricci

L’evoluzione della normativa, l’aumento dei costi energetici e le nuove aspettative in termini di comfort impongono un ripensamento profondo delle soluzioni impiantistiche tradizionali. L’obiettivo è individuare le tecnologie più efficienti per garantire benessere abitativo e sostenibilità, riducendo i consumi e le emissioni, in linea con i target europei di decarbonizzazione.

Nuove sfide per la progettazione impiantistica

La domanda di comfort non si limita più a garantire una temperatura media stagionale accettabile, ma si è evoluta verso un benessere termo-igrometrico costante, omogeneo e adattivo, influenzato anche dalla qualità dell’aria, dal controllo dell’umidità, dall’acustica e dalla capacità del sistema edificio-impianto di rispondere dinamicamente alle esigenze dell’utente:

• in ambito residenziale, cresce l’attenzione verso sistemi silenziosi e modulabili, in grado di dialogare con fonti rinnovabili, accumuli e sistemi di automazione;

• in contesti condominiali e in retrofit, la richiesta si concentra su soluzioni reversibili che riducano l’ingombro impiantistico, migliorino l’efficienza e semplifichino l’installazione.

Il comfort termico è quindi oggi sempre più legato alla prestazione impiantistica dinamica, ovvero alla capacità dei sistemi di garantire performance elevate in ogni condizione stagionale, minimizzando al contempo i costi operativi e le emissioni. In questo contesto, il compito del progettista tecnico è duplice: ottimizzare la climatizzazione invernale ed estiva dell’edificio, tenendo conto dei carichi parziali, delle dinamiche termiche dell’involucro e delle variazioni climatiche, e scegliere tecnologie impiantistiche integrate, capaci di massimizzare la copertura da fonti rinnovabili, ridurre i consumi di energia elettrica o fossile e garantire la conformità alle normative vigenti. L’efficienza di un impianto, infatti, non si misura solo attraverso il rendimento delle macchine - come il SEER o lo SCOP - ma dipende in larga misura dalla corretta progettazione della distri-

buzione, della regolazione e dall’integrazione con sistemi di accumulo, controllo remoto, sensoristica ambientale e sistemi di contabilizzazione dei consumi. In un’ottica sempre più orientata alla sostenibilità e al comfort personalizzato, questi elementi diventano fondamentali per realizzare impianti capaci di rispondere efficacemente alle nuove esigenze dell’abitare.

Norme e strategia per l’efficienza edificio-impianto

L’efficienza energetica non è solo una questione di macchine performanti: nasce dal dialogo tra involucro, impianti e digitalizzazione, in un unico ecosistema progettato in modo integrato

L’evoluzione della EPBD IV, che sposta il focus dagli edifici a energia quasi zero (NZEB) verso quelli a zero emissioni (ZEB), impone standard sempre più stringenti non solo per l’involucro edilizio, ma anche per i sistemi impiantistici. Le nuove direttive europee richiedono impianti capaci di operare a basse temperature, integrarsi con le fonti rinnovabili e garantire una gestione intelligente dei consumi grazie alla digitalizzazione. È proprio in questo scenario che soluzioni innovative come pompe di calore, sistemi radianti, impianti ibridi e tecnologie a biomassa evoluta e teleriscaldamento diventano strumenti fondamentali per trasformare gli obblighi normativi in prestazioni reali ed efficienti, contribuendo concretamente alla riduzione delle emissioni e al contenimento dei consumi energetici. Tuttavia, l’efficienza non può essere raggiunta considerando gli impianti come elementi isolati. Al contrario, l’approccio più efficace è quello di trattare l’edificio e il suo sistema impiantistico come un

unico ecosistema energetico integrato, in cui ogni componente - involucro, ventilazione, generazione e distribuzione - deve essere progettato in stretta relazione con gli altri. In questo quadro, il ruolo dell’impianto diventa determinante per conseguire i target di EPgl, per ottimizzare i costi operativi e per garantire il comfort abitativo richiesto dalle nuove esigenze dell’abitare.

EPgl e incidenza dell’impianto sul bilancio energetico

Il parametro EPgl, ovvero l’Indice di Prestazione Energetica Globale, rappresenta il principale indicatore normativo per valutare l’efficienza energetica di un edificio. Espressi in kWh/m²·anno, i valori di EPgl tengono conto del fabbisogno energetico complessivo per la climatizzazione invernale, estiva, produzione di acqua calda sanitaria (ACS), ventilazione e illuminazione (quest’ultima solo per il settore non residenziale), al netto dell’apporto da fonti rinnovabili. All’interno di questo bilancio energetico, gli impianti termici giocano un ruolo cruciale, in quanto determinano non solo i consumi finali, ma anche le perdite di trasformazione, distribuzione, accumulo ed emissione. La rilevanza dell’impianto è particolarmente elevata in edifici esistenti o non perfettamente coibentati, dove le dispersioni dell’involucro impongono carichi termici elevati e quindi un maggiore contributo impiantistico. Tuttavia, anche in edifici ad alte prestazioni, un sistema

EPBD IV, contesto normativo ed evolutivo

Il settore edilizio europeo è al centro di una trasformazione epocale, guidata dalla nuova Direttiva (UE) 2024/1275, nota anche come Direttiva Case Green, approvata nell’ambito del Green Deal per ridurre drasticamente i consumi energetici e le emissioni di CO₂ del patrimonio edilizio. Con questo provvedimento, l’Unione Europea sposta l’obiettivo dagli edifici a energia quasi zero (NZEB) verso edifici a zero emissioni (ZEB), imponendo standard sempre più stringenti sia per le nuove costruzioni sia per le ristrutturazioni importanti. La Direttiva Case Green definisce infatti un percorso graduale verso la decarbonizzazione totale entro il 2050, fissando tappe intermedie specifiche:

● per il settore residenziale, è prevista una riduzione del consumo medio di energia primaria dell’intero patrimonio immobiliare almeno del 16% entro il 2030 e tra il 20% e il 22% entro il 2035, con revisioni quinquennali per monitorare i progressi verso la neutralità climatica;

● per gli edifici pubblici e non residenziali, devono essere stabiliti requisiti minimi di prestazione energetica che impongano il rispetto di una soglia massima di consumo espresso in kWh/m² anno. In particolare, entro il 2030 dovrà essere riqualificato almeno il 16% degli edifici pubblici con le peggiori prestazioni energetiche, mentre entro il 2033 la quota dovrà salire ad almeno il 26%, garantendo consumi inferiori alla soglia stabilita.

Gli edifici ZEB si caratterizzano per un fabbisogno energetico molto basso, interamente coperto da fonti rinnovabili prodotte in loco o nelle vicinanze, e per emissioni operative di CO₂ pari o prossime allo zero.

Questa evoluzione normativa ha un impatto diretto sulla progettazione impiantistica, che deve considerare:

● riduzione del carico termico utile invernale ed estivo, grazie a involucro edilizio altamente prestazionale, isolamento termico, schermature solari e strategie passive;

● prestazioni stagionali degli impianti, incluse pompe di calore (PDC), ventilazione meccanica controllata (VMC) con recupero energetico, sistemi solari termici, geotermici e altre tecnologie ad alta efficienza;

● EPgl,nren (indice di prestazione energetica globale non rinnovabile), parametro essenziale secondo la EPBD IV per classificare la qualità energetica dell’edificio, comprensivo di riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria, illuminazione e ventilazione, espresso in kWh/m² anno;

● copertura da fonti rinnovabili (FER), con quote obbligatorie sempre più elevate per le nuove costruzioni, in linea con l’obiettivo ZEB.

A queste prescrizioni si aggiungono nuove esigenze legate a:

● gestione dei carichi elettrici in autoconsumo, attraverso impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, in ottica prosumer, come previsto dal Green Deal e dal piano REPowerEU;

● digitalizzazione dei sistemi HVAC,

che consente il monitoraggio e la regolazione in tempo reale di comfort ed efficienza, anche grazie a logiche predittive basate su intelligenza artificiale;

● domotica e Building Automation, la cui importanza cresce ulteriormente con l’entrata in vigore della UNI EN ISO 52120-1, che ha sostituito la precedente EN 15232 e definisce le classi di efficienza energetica per i Building Automation and Control Systems (BACS).

La Direttiva Case Green introduce precisi obblighi temporali per l’installazione dei BACS, differenziati per tipologia di edificio:

● negli edifici non residenziali esistenti, dotati di impianti di climatizzazione, ventilazione o illuminazione con potenza nominale superiore a 290 kW, sarà obbligatoria l’installazione di sistemi di automazione e controllo entro il 31 dicembre 2029;

● nel settore residenziale, a partire dal 29 maggio 2026, anche i nuovi edifici residenziali e quelli oggetto di ristrutturazioni importanti dovranno essere dotati di sistemi BACS capaci di monitorare, registrare e regolare in tempo reale i consumi energetici.

La crescente domanda di comfort personalizzato, consumi ridotti e impianti sostenibili richiede dunque un approccio integrato, dove involucro, impianto, utente e fonti energetiche operano in sinergia, supportati da tecnologie digitali avanzate. Il presente articolo offre un’analisi tecnica delle soluzioni più innovative ed efficienti per il riscaldamento e la climatizzazione residenziale, valutandone le prestazioni, la compatibilità impiantistica e i vantaggi in termini di comfort, sostenibilità e risparmio economico.

impiantistico poco efficiente può compromettere il risultato complessivo, vanificando i benefici dell’involucro. Per questo motivo, la progettazione degli impianti non può essere affrontata in modo isolato: è necessario adottare un approccio integrato che consideri l’EPgl come risultato di un sistema edificio-impianto, ottimizzato nel suo complesso. Il passaggio da una logica di componenti a una logica di sistema consente di individuare le sinergie più efficaci per ridurre la domanda di energia primaria e soddisfarla nel modo più efficiente possibile.

Diagnosi energetica e progettazione integrata

La diagnosi energetica è il primo e imprescindibile passo verso l’efficienza impiantistica. Si tratta di un’analisi approfondita dello stato di fatto, che considera non solo i consumi registrati, ma anche i comportamenti d’uso, le caratteristiche fisiche dell’edificio, le prestazioni dei sistemi impiantistici e le condizioni climatiche locali. Strumenti avanzati come il monitoraggio dinamico, la

termografia IR, le simulazioni termo-fluidodinamiche e i sistemi BACS (Building Automation and Control Systems) consentono oggi di ottenere una fotografia precisa del comportamento energetico reale dell’edificio, evidenziando criticità, inefficienze e margini di miglioramento. La diagnosi consente di attuare l’approccio più efficace della progettazione integrata involucroimpianto, considerati come componenti di un unico ecosistema energetico. L’obiettivo è massimizzare la Building System Efficiency, cioè l’efficienza globale del sistema edificio-impianto nel suo insieme, ottimizzando le interazioni tra isolamento termico, apporti solari, ventilazione naturale e meccanica, sistemi di generazione, distribuzione e regolazione. In particolare, nei nuovi edifici o nelle riqualificazioni profonde (deep renovation), la progettazione integrata consente di ridurre il fabbisogno energetico dell’involucro al punto da poter dimensionare impianti più compatti, a minor potenza e facilmente integrabili con fonti rinnovabili, ottimizzando anche gli spazi tecnici e la manutenzione. L’integrazione progettuale si traduce

in una riduzione dei costi di esercizio, in un aumento del comfort e in una maggiore sostenibilità ambientale.

Interazione tra involucro, ventilazione, generazione e distribuzione

Se il comportamento energetico di un edificio è il risultato dell’interazione dinamica tra involucro edilizio, sistemi di ventilazione e trattamento dell’aria, impianti di generazione (caldaie, pompe di calore, sistemi ibridi) e sistemi di distribuzione (tubi, canalizzazioni, terminali), la prestazione complessiva dipende dalla coerenza tra questi sottosistemi e dalla capacità del progetto impiantistico di adattarsi alle specifiche condizioni climatiche e d’uso. L’involucro incide direttamente sulla quantità di energia richiesta per il riscaldamento o il raffrescamento: una buona coibentazione, la corretta gestione delle superfici vetrate e il controllo dei ponti termici riducono i carichi termici e consentono l’adozione di impianti più leggeri ed efficienti. Ma un involucro molto isolato, se privo di un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, può generare problemi di qualità dell’aria interna, e vanificare parte dei risparmi energetici. Anche la distribuzione del calore o del freddo rappresenta un nodo critico: la progettazione deve minimizzare le perdite di trasporto (soprattutto in impianti centralizzati o estesi), evitare surriscaldamenti localizzati e garantire la corretta stratificazione termica negli ambienti.

Sistemi radianti a bassa temperatura, combinati con pompe di calore, risultano particolarmente adatti a edifici ben isolati, mentre in contesti con carichi variabili possono essere più efficaci sistemi a ventilconvettori modulanti o soluzioni ibride. Infine, la regolazione e la gestione intelligente dell’impianto, tramite cronotermostati, sonde di temperatura ambiente, valvole motorizzate, sensori di presenza e piattaforme di controllo domotico o BMS, rientra a pieno titolo nei sistemi BACS, strumenti fondamentali per armonizzare le prestazioni del sistema edificio-impianto con l’effettivo comportamento dell’utente, ottimizzando i consumi in tempo reale.

gli obiettivi di decarbonizzazione e comfort abitativo. Tecnologie innovative, come pompe di calore, sistemi radianti, soluzioni ibride, impianti a biomassa avanzata e teleriscaldamento, offrono prestazioni elevate, lavorando a basse temperature e garantendo un’integrazione sempre più efficace con le fonti rinnovabili e con i sistemi di controllo intelligente. Nei paragrafi che seguono, analizzeremo queste soluzioni nel dettaglio, evidenziando come possano tradurre i principi di efficienza e sostenibilità in scelte concrete e operative per il riscaldamento degli edifici.

Pompe di calore per il riscaldamento invernale

Le pompe di calore rappresentano una delle tecnologie cardine per la decarbonizzazione del riscaldamento residenziale e terziario, in linea con gli obiettivi europei di neutralità climatica e con gli standard sempre più stringenti della EPBD IV. La loro capacità di trasferire calore da una sorgente esterna — aria, suolo o acqua — all’interno degli edifici consente di ottenere rendimenti elevati, riducendo i consumi di energia primaria rispetto ai sistemi tradizionali alimentati da combustibili fossili. Le pompe di calore sono macchine reversibili, in grado di funzionare anche in modalità raffrescamento, semplicemente invertendo il ciclo termodinamico. Tuttavia, in questo articolo ci concentriamo sul loro impiego nel riscaldamento invernale, rimandando all’analisi più approfondita delle funzionalità estive al terzo articolo dello speciale.

I sistemi ibridi combinano efficienza e affidabilità, unendo pompa di calore e caldaia per garantire comfort, risparmio e sostenibilità anche nei climi più rigidi

Pompe di calore aria-acqua e geotermiche

Tra le soluzioni più diffuse per il riscaldamento vi sono le pompe di calore aria-acqua e geotermiche, che si differenziano per la fonte termica utilizzata:

• Aria-acqua → sfruttano l’aria esterna come sorgente di calore, trasferendolo all’acqua che circola in impianti radianti, ventilconvettori o UTA.

Sistemi di climatizzazione invernale ad alta efficienza

La climatizzazione invernale rappresenta uno degli ambiti in cui è possibile ottenere i maggiori benefici in termini di efficienza energetica e riduzione delle emissioni. La scelta di sistemi di climatizzazione invernale ad alta efficienza diventa cruciale per raggiungere

• Geotermiche → attingono calore dal terreno o da falde acquifere, sfruttando la temperatura del suolo per garantire prestazioni più stabili anche in inverno. Dal punto di vista prestazionale, l’efficienza di una pompa di calore è misurata attraverso il coefficiente di prestazione stagionale (SCOP), che indica il rendimento medio durante il periodo di riscaldamento:

• una pompa di calore aria-acqua ben dimensionata può raggiungere SCOP compresi tra 3,0 e 4,0 in clima temperato;

• i sistemi geotermici possono superare valori di 4,5,

grazie alla stabilità della temperatura della sorgente geotermica, garantendo consumi più bassi e migliori prestazioni anche con temperature esterne rigide. Dal punto di vista impiantistico, i sistemi aria-acqua richiedono un’unità esterna e un’unità interna collegata a un circuito idronico, mentre i sistemi geotermici prevedono sonde verticali o orizzontali interrate, comportando maggiore complessità e costi iniziali più elevati, compensati però da maggiore affidabilità e rendimento stagionale. Va tuttavia considerato che, in aree caratterizzate da inverni molto rigidi, l’efficienza delle pompe aria-acqua può diminuire sensibilmente, con COP istantanei che scendono anche sotto il valore di 2,0 in presenza di temperature esterne particolarmente basse. In questi casi può rendersi necessario il supporto di resistenze elettriche o di generatori ausiliari, soprattutto per coprire i picchi di carico. La corretta scelta della taglia è cruciale per garantire un funzionamento nella zona di massimo rendimento (modulazione), evitando sia il sovradimensionamento, che comporta frequenti cicli on-off e maggiore usura, sia il sottodimensionamento, che comprometterebbe il comfort interno. Accanto alle pompe di calore aria-acqua e geotermiche, anche le pompe di calore aria-aria sono frequentemente impiegate per il riscaldamento invernale, soprattutto in edifici residenziali e terziari di piccola scala. Questi sistemi, noti anche come split, multisplit o VRF/VRV, riscaldano gli ambienti trasferendo direttamente calore all’aria interna, offrendo rapidità di risposta, semplicità di installazione e costi contenuti. Tuttavia, rispetto ai sistemi idronici o geotermici, possono risultare meno performanti nei climi molto freddi e garantire un comfort meno uniforme, a causa della distribuzione dell’aria calda per convezione diretta.

Sistemi radianti in doppia modalità

I sistemi radianti rappresentano oggi una delle soluzioni più avanzate e versatili per la climatizzazione degli edifici, grazie alla loro capacità di funzionare sia in riscaldamento invernale sia in raffrescamento estivo, utilizzando un unico impianto. Il principio alla base è semplice ma estremamente efficace: non si tratta di immettere aria calda o fredda nell’ambiente, ma di scambiare calore attraverso superfici estese - pavimenti, pareti o soffitti - assicurando uniformità di temperatura e un comfort termico superiore.

In modalità riscaldamento, i sistemi radianti operano a bassa temperatura, con acqua generalmente compresa tra 25 °C e 35 °C, valori nettamente inferiori rispetto ai tradizionali impianti a radiatori. Questa caratteristica comporta numerosi vantaggi: riduce le perdite termiche, aumenta l’efficienza dell’impianto e garantisce un comfort percepito più elevato, grazie all’elevata componente di calore radiante che scalda direttamente superfici e corpi, senza generare fastidiose correnti d’aria. Dal punto di vista termodinamico, lavorare a bassa temperatura significa avere una minore differenza tra la temperatura di mandata e quella ambiente, migliorando l’efficienza del ciclo termico e rendendo il sistema perfettamente compatibile con generatori come pompe di calore e caldaie a condensazione, che raggiungono le migliori prestazioni proprio a temperature moderate. Negli edifici ad alte prestazioni energetiche, come NZEB o ZEB, i sistemi radianti permettono di funzionare con potenze termiche ridotte, assicurando una distribuzione uniforme del calore e contribuendo anche al controllo dell’umidità relativa, per un comfort igrotermico ottimale. Inoltre, grazie alla loro inerzia termica, possono accumulare energia prodotta da fonti

Teleriscaldamento

Il teleriscaldamento è una delle soluzioni più efficienti e sostenibili per il riscaldamento invernale, particolarmente indicata in contesti urbani o aree ad alta densità abitativa.

Il suo principio consiste nel produrre calore in una o più centrali termiche e distribuirlo agli edifici tramite una rete sotterranea di tubazioni isolate, che trasportano acqua calda o vapore, evitando la necessità di caldaie individuali.

Un punto di forza fondamentale del teleriscaldamento è la flessibilità nell’uso delle fonti energetiche, che possono includere:

● centrali cogenerative, in grado di produrre contemporaneamente energia elettrica e calore, migliorando il rendimento complessivo;

● energie rinnovabili, come biomassa, geotermia e solare termico su larga scala;

● calore di recupero proveniente da processi industriali, che altrimenti sarebbe disperso;

● impianti di termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani, gestiti in modo

conforme alle normative ambientali. Dal punto di vista energetico e ambientale, il teleriscaldamento offre molteplici vantaggi:

● garantisce elevati rendimenti, soprattutto se associato alla cogenerazione;

● riduce le emissioni locali, eliminando la necessità di camini e caldaie singole negli edifici;

● facilita l’integrazione di nuove tecnologie e fonti rinnovabili in un’unica centrale, invece di intervenire su migliaia di impianti domestici;

● diminuisce i costi di manutenzione per gli utenti, grazie alla gestione centralizzata degli impianti. Questa tecnologia è particolarmente conveniente in aree ad alta densità edilizia come centri storici, quartieri compatti, poli industriali, universitari o ospedalieri, dove la domanda di calore è elevata o costante. La sua scalabilità consente di servire sia pochi edifici sia interi quartieri, adattandosi alle dimensioni del progetto. Tuttavia, il teleriscaldamento presenta anche alcuni limiti:

● comporta alti costi di investimento iniziale, principalmente dovuti alla

posa della rete di distribuzione e agli scavi stradali, che lo rendono economicamente sostenibile solo dove esiste una sufficiente densità di domanda termica;

● necessita di pianificazione urbana a lungo termine, non essendo conveniente in zone con edifici distanti o bassa densità abitativa;

● nelle aree già urbanizzate, la posa delle tubazioni può causare temporanei disagi alla viabilità e alle attività locali.

● Un aspetto cruciale per il futuro del teleriscaldamento è l’evoluzione verso reti di quarta generazione a bassa temperatura, che operano con temperature di mandata inferiori rispetto ai vecchi impianti. Queste reti:

● migliorano l’efficienza complessiva del sistema;

● riducono le dispersioni termiche;

● facilitano l’integrazione di calore da fonti rinnovabili o pompe di calore su larga scala, aumentando la sostenibilità del servizio.

In Italia, il teleriscaldamento è maggiormente sviluppato nel Nord, grazie alla disponibilità di calore da cogenerazione e recupero industriale, ma sta crescendo anche nel CentroSud, trainato dalle politiche di decarbonizzazione e dagli incentivi legati agli obiettivi climatici europei. In sintesi, il teleriscaldamento è una tecnologia strategica per la transizione energetica urbana, capace di ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre le emissioni inquinanti locali e integrare fonti rinnovabili. Tuttavia, il suo sviluppo deve essere attentamente valutato sotto il profilo tecnico, economico e urbanistico, per garantire la massima sostenibilità e convenienza nel lungo termine.

rinnovabili, come il solare termico o la geotermia, contribuendo alla riduzione dei carichi sulla rete elettrica nei momenti di massima produzione. Tuttavia, questa stessa inerzia richiede un progetto accurato, per evitare fenomeni di surriscaldamento o lentezza nella risposta ai cambiamenti di temperatura interna. In modalità raffrescamento estivo, il funzionamento si inverte: l’impianto veicola acqua fredda, solitamente tra 15 °C e 18 °C, temperature molto più alte rispetto ai 7-12 °C tipici dei sistemi ad aria. Il raffrescamento radiante non raffresca l’aria immettendo aria fredda, ma assorbe calore dagli ambienti attraverso superfici fredde, migliorando il comfort percepito e riducendo sensibilmente i consumi energetici. Questa caratteristica permette di ridurre il lavoro dei generatori di freddo, come le pompe di calore, aumentando l’efficienza complessiva dell’impianto. Il pavimento radiante è la soluzione più diffusa, soprattutto negli edifici residenziali nuovi o nelle ristrutturazioni importanti. La superficie estesa consente di distribuire il freddo in modo uniforme, eliminando le fastidiose correnti d’aria tipiche dei climatizzatori tradizionali e garantendo un comfort termico superiore. Anche i sistemi radianti a parete o soffitto stanno crescendo in popolarità, soprattutto nei contesti dove il pavimento non è modificabile o dove servono tempi di risposta più rapidi. I pannelli radianti a soffitto, in particolare, consentono di ridurre il rischio di condensa grazie alla maggiore distanza dagli occupanti e alle temperature leggermente più elevate di esercizio. Un aspetto cruciale del raffrescamento radiante è il controllo dell’umidità relativa. Poiché le superfici fredde possono portare alla formazione di condensa, è indispensabile abbinare il sistema radiante a una ventilazione meccanica controllata (VMC) con deumidificazione, che mantenga l’umidità interna su valori ottimali, generalmente tra il 50% e il 55%. Dal punto di vista energetico, il raffrescamento radiante è estremamente vantaggioso perché permette l’uso di fonti rinnovabili, come le pompe di calore ad alta efficienza, perfettamente compatibili con temperature medie di mandata. Consente inoltre di ridurre significativamente i carichi frigoriferi, grazie alla sensazione di comfort percepito anche a temperature ambiente più elevate rispetto ai sistemi ad aria, e garantisce una distribuzione uniforme del freddo, migliorando la qualità dell’aria indoor e riducendo i moti convettivi che possono trasportare polveri e allergeni. Un ulteriore punto di forza è l’integrazione impiantistica: lo stesso circuito radiante può essere utilizzato sia per il riscaldamento sia per il raffrescamento, semplificando l’impiantistica, riducendo i costi di gestione e

migliorando l’estetica, poiché il sistema rimane completamente invisibile. Tuttavia, i sistemi radianti presentano anche alcuni limiti e accorgimenti necessari. Oltre al rischio di condensa in raffrescamento, hanno una maggiore inerzia termica, soprattutto nel caso dei sistemi a pavimento, comportando tempi di risposta più lenti rispetto ai sistemi ad aria. Per sfruttare appieno le loro potenzialità, è quindi fondamentale una progettazione specialistica, sia per dimensionare correttamente le temperature di mandata sia per integrare sistemi di regolazione intelligenti in grado di modulare il funzionamento in base alle reali esigenze degli ambienti. I contesti ideali per i sistemi radianti in doppia modalità sono le nuove costruzioni o le ristrutturazioni importanti, dove è possibile prevedere fin dall’inizio le stratigrafie edilizie e integrare l’impianto con sistemi di deumidificazione e fonti rinnovabili. Sono particolarmente indicati per edifici residenziali di alto comfort, hotel, uffici di prestigio o ambienti dove la qualità del benessere indoor è prioritaria, così come negli edifici NZEB o ZEB, perfettamente in linea con le strategie europee di decarbonizzazione.

In sintesi, i sistemi radianti in doppia modalità costituiscono una delle soluzioni più moderne, efficienti e sostenibili per garantire comfort termico tutto l’anno, combinando prestazioni elevate, risparmio energetico e un’elevata qualità dell’ambiente interno. Tuttavia, per esprimere al meglio il loro potenziale, necessitano di una progettazione accurata e di una gestione integrata, elementi imprescindibili per garantire comfort e massima efficienza sia in inverno che in estate.

Sistemi ibridi integrati

I sistemi ibridi integrati rappresentano oggi una delle soluzioni più versatili ed efficaci per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, grazie alla combinazione sinergica tra pompa di calore e caldaia a condensazione. Questa configurazione consente di sfruttare al meglio i punti di forza di entrambe le tecnologie: l’alta efficienza e l’uso di energia rinnovabile offerti dalla pompa di calore, e la potenza istantanea e l’affidabilità della caldaia, particolarmente utile in condizioni climatiche rigide o per edifici con fabbisogni termici elevati. La logica di funzionamento prevede che la pompa di calore operi come generatore principale durante le mezze stagioni e fino a una temperatura esterna minima, solitamente compresa tra 2 °C e -5 °C, oltre la quale interviene la caldaia per garantire comfort, continuità di servizio ed evitare cali di efficienza o l’attivazione della resistenza elettrica della pompa di calore. Questa gestione dinamica consente di mantenere i consumi elettrici sotto controllo anche nei periodi più freddi, preservando al contempo la sostenibilità ambientale.

pompa di calore nei momenti in cui sono richieste temperature di mandata più elevate, assicurando il corretto funzionamento dell’impianto esistente senza necessità di interventi invasivi sulla distribuzione. Un ulteriore elemento distintivo dei sistemi ibridi è rappresentato dalle centraline di controllo evolute, dotate di algoritmi intelligenti capaci di gestire automaticamente la commutazione tra le due fonti energetiche in funzione di molteplici parametri: temperatura esterna, andamento dei costi energetici (es. differenziali tra prezzo gas e prezzo elettrico), curve di efficienza dei generatori e profilo di consumo dell’utenza. Ciò garantisce ottimizzazione dei consumi e costi di esercizio ridotti, adattando il funzionamento del sistema alle condizioni reali e alle tariffe energetiche. In molte configurazioni, i sistemi ibridi possono inoltre essere integrati con impianti solari termici o fotovoltaici e con sistemi di accumulo termico ed elettrico, incrementando ulteriormente l’autoconsumo, la flessibilità operativa e la sostenibilità ambientale. L’abbinamento con il fotovoltaico, in particolare, permette di ridurre sensibilmente i costi in bolletta, sfruttando energia autoprodotta per alimentare la pompa di calore nelle ore di maggiore irraggiamento. Tra i principali vantaggi dei sistemi ibridi si possono annoverare:

• riduzione delle emissioni di CO₂ grazie all’impiego prioritario di energia rinnovabile;

• elevata flessibilità operativa, soprattutto in contesti climatici variabili;

Le caldaie a biomassa di nuova generazione uniscono efficienza, automazione e basse emissioni: veri sistemi evoluti per un riscaldamento sostenibile e attento alla qualità dell’aria

I sistemi ibridi risultano particolarmente adatti per interventi di riqualificazione energetica (retrofit), dove spesso sono presenti impianti di riscaldamento con terminali ad alta temperatura (es. radiatori tradizionali) non sempre compatibili con pompe di calore funzionanti esclusivamente a basse temperature. In queste situazioni, la caldaia integra o sostituisce la

• possibilità di mantenere l’impianto esistente, limitando gli interventi strutturali;

• efficienza energetica ottimizzata grazie alla gestione intelligente delle fonti;

• maggiore sicurezza di approvvigionamento, grazie alla disponibilità di una fonte ausiliaria (la caldaia) in caso di picchi di domanda o temperature estreme.

Grazie a queste caratteristiche, i sistemi ibridi si stanno affermando come soluzione strategica per accompagnare la transizione energetica e rispondere alle sempre più stringenti normative europee in materia di efficienza energetica e riduzione delle emissioni, come previsto anche dalla recente Direttiva Case Green.

Soluzioni a biomassa avanzata

Nel panorama attuale, la biomassa non è più una tecnologia rudimentale, ma un comparto impianti-

stico altamente evoluto, in grado di rispondere alle sfide della decarbonizzazione e della qualità dell’aria. Le caldaie e le stufe a biomassa di nuova generazione sono dispositivi tecnologici ad alta efficienza che trattano la biomassa non come un combustibile grezzo, ma come una materia prima nobile, valorizzata attraverso processi di combustione ottimizzati e controllati in ogni dettaglio. Questi apparecchi integrano sensori sofisticati, algoritmi e sistemi elettronici che misurano l’umidità e la granulometria del combustibile, modulano l’aria primaria e secondaria, regolano la temperatura della camera di combustione e adeguano la potenza termica in funzione del fabbisogno dell’edificio, garantendo rendimenti superiori al 90% e emissioni estremamente contenute di polveri sottili, monossido di carbonio e ossidi di azoto. Un elemento distintivo delle caldaie più avanzate è la combustione a fiamma rovesciata o invertita, che avviene in due fasi: prima la pirolisi del combustibile, poi la combustione ad alta temperatura dei gas rilasciati, assicurando efficienza elevata e drastica riduzione degli inquinanti primari. Sonde lambda e sensori termici analizzano continuamente i fumi e regolano automaticamente il dosaggio dell’aria comburente per mantenere condizioni ottimali di combustione.

Fondamentali sono anche i sistemi di abbattimento delle polveri sottili, come filtri multiciclone, precipitatori elettrostatici e filtri ceramici, capaci di trattenere particelle fino al PM2.5 e di mantenere le emissioni di polveri sotto i 10 mg/Nm³. Tali prestazioni consentono l’installazione delle caldaie a biomassa anche in aree soggette a restrizioni ambientali, come previsto dal D.M. 186/2017, che classifica gli apparecchi da 1 a 5 stelle in base alle prestazioni emissi-

ve, riservando incentivi pubblici e installazioni nelle zone più vincolate ai generatori con 4 o 5 stelle. Un altro tassello fondamentale dell’evoluzione tecnologica è rappresentato dall’automazione. Le caldaie moderne integrano centraline elettroniche evolute, display touch screen, connessioni Wi-Fi o Bluetooth e app per smartphone, permettendo il controllo remoto, la regolazione della temperatura, la verifica dei consumi e delle emissioni, oltre alla ricezione di notifiche per la manutenzione.

Questa automazione non è solo un comfort, ma uno strumento di consapevolezza ambientale che coinvolge l’utente nella gestione sostenibile dell’impianto e nella tutela della qualità dell’aria indoor ed esterna. Attorno alla caldaia a biomassa ruota un vero ecosistema impiantistico integrato, che include serbatoi coibentati per l’accumulo termico, sistemi automatici di caricamento del combustibile, impianti di ventilazione meccanica controllata e soluzioni ibride che combinano biomassa con altre fonti rinnovabili come il solare termico o le pompe di calore. In questa logica, la caldaia diventa il cuore di un sistema energetico domestico sostenibile, in cui ogni componente collabora per massimizzare l’efficienza e minimizzare le perdite. Infine, le caldaie di fascia alta si distinguono per l’uso di materiali di qualità superiore, come acciai speciali, rivestimenti refrattari, scambiatori resistenti agli shock termici e componenti meccanici autorigeneranti, garantendo durata, efficienza e ridotta manutenzione, in linea con una reale economia circolare. In sintesi, le caldaie a biomassa moderne sono autentici sistemi tecnologici avanzati, concepiti per integrare sostenibilità, efficienza, qualità dell’aria e gestione intelligente dell’energia domestica. 

Qualità dell’aria tra innovazione e sport

Dalla

gamma di climatizzatori alla partnership con le

Olimpiadi

di Milano Cortina 2026, TCL rafforza il proprio impegno per un comfort orientato al benessere

La qualità dell’aria è oggi una delle sfide più importanti per il benessere delle persone e rappresenta il cuore della mission di TCL, colosso cinese dell’elettronica di consumo e Partner globale del CIO fino al 2032 e Partner ufficiale della FIGC e di tutte le Nazionali Italiane di Calcio fino al 2026. Da anni l’azienda investe in tecnologie intelligenti ed ecologiche per garantire soluzioni complete dedicate a un’aria più salubre.

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La gamma di climatizzatori TCL rappresenta al meglio questo approccio.

Il FreshIN 3.0, premiato al CES 2025, integra filtri QuadruPuri, monitoraggio visibile della qualità dell’aria e un sistema di riduzione del rumore fino a 16 dB. L’algoritmo T‑AI Energy-Saving per mette inoltre un risparmio energetico fino

Partner ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale

La forza dispiegata da TCL per la partnership con i recenti Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 ha dato prova concreta di questa visione. La campagna globale “It’s Your Greatness”, declinata in Italia anche con un’importante attivazione OOH verticale dedicata alla linea aria condizionata e realizzata in co-advertising con i rivenditori, ha comunicato con efficacia valori come eccellenza, performance e qualità dell’aria. Nei Villaggi Olimpici di Milano, Anterselva e Livigno, TCL ha portato il proprio ecosistema tecnologico a supporto degli atleti, offrendo un ambiente confortevole e connesso: dagli schermi alle soluzioni smart per la gestione del clima domestico, fino al Momento dell’Atleta, una tecnologia display dedicata che ha permesso ai campioni di condividere emozioni e istanti con i propri cari nel pre e post gara.

al 37%, unendo efficienza e attenzione per l’ambiente. Accanto a esso, il climatizza tore VoxIN offre controllo vocale offline, orientamento intelligente del flusso d’aria e tecnologia Gentle Wind, assicurando un raffrescamento uniforme e certificazione A+++. Tutta la gamma è compatibile con TCL Home, Google Assistant e Ama zon Alexa, e integra soluzioni di risparmio energetico avanzate. A queste si affian cano sistemi commerciali scalabili, pompe di calore e tecnologie per la gestione ter mica degli edifici.

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Progettare impianti salubri ed efficienti

La norma UNI EN 16798-3:2025 rappresenta un aggiornamento importante nel modo in cui si definiscono i dati di input per il progetto e si valutano gli impianti di ventilazione per gli edifici non residenziali di Luca A. Piterà, Segretario Tecnico AiCARR

La UNI EN 16798-3:2025 sostituisce la precedente edizione del 2017, che a sua volta aveva sostituito la UNI EN 13779:2008, e si colloca nel quadro delle norme a supporto della EPBD 2024 sulla prestazione energetica nell’edilizia. Questa norma presenta una serie di differenze rispetto alla versione 2017, la più importante delle quali è la definizione della catena logica che collega qualità dell’aria esterna, filtrazione, qualità dell’aria immessa e prestazioni energetiche degli impianti. L’ambito di applicazione resta quello degli edifici non residenziali, con riferimento ai sistemi di ventilazione, condizionamento dell’aria, ma:

• i metodi sono stati aggiornati alle tecnologie ad oggi disponibili: filtri secondo ISO 16890:2017, recuperatori ad alta efficienza, sistemi di regolazione avanzati;

• sono stati integrati i temi della salubrità e del controllo del rischio biologico;

• è stata garantita una maggiore coerenza con il quadro normativo EPBD per la valutazione energetica degli impianti.

Le novità

Una prima novità è di impostazione. La UNI EN 16798-3:2017 demandava molte indicazioni progettuali al Technical Report CEN/TR 16798-4:2017, con una separazione talvolta poco chiara tra requisiti cogenti e raccomandazioni. La versione 2025 riporta nella parte normativa gli elementi ritenuti essenziali per il progetto degli impianti, introducendo tre allegati chiave:

• allegato C (normativo): requisiti per prese d’aria esterna (ODA) e scarichi (EHA);

• allegato D (informativo): filtrazione dell’aria di ricircolo e aria secondaria per la riduzione dei patogeni aerodispersi;

• allegato E (informativo): dati climatici di esempio, classificazione dell’aria esterna e indicazioni sugli ingombri impiantistici.

In questo modo la norma diventa non

solo “misurabile” ai fini EPBD, ma anche subito utilizzabile dal progettista.

Classificazione dell’aria esterna immessa

Uno dei passaggi più significativi riguarda la classificazione dell’aria esterna, ODA e dell’aria immessa SUP. Le precedenti definizioni qualitative sono sostituite da classi quantitative, espresse tramite concentrazioni di inquinanti e fattori rispetto alle linee guida WHO 2021 per PM₂,₅, PM₁₀ e principali inquinanti gassosi (NO2, SO2 e O3).

ODA: per il particolato la norma introduce le classi da ODA 1(P) a ODA 3(P), basate sui valori medi annui di PM2,5 e PM10: da aria “solo temporaneamente polverosa” per zone rurali o suburbane, ad aria “molto inquinata”, tipica di aree urbane dense o industriali. Per i gas (NO₂, SO₂, O₃) sono definite analogamente le classi ODA 1(G)–ODA 3(G), espresse come multipli dei valori guida WHO e associate a scenari ambientali da siti di elevata qualità a prossimità di assi viari, centrali, inceneritori. Questa doppia classificazione (P e G) rende esplicito che non esiste “un’unica ODA”, ma che la qualità dell’aria esterna va valutata nel suo complesso sia per le frazioni particellari sia per gli inquinanti gassosi.

SUP: per particolato e gas la norma considera le categorie da SUP 1 a 5, definite come fattori di riduzione rispetto ai valori WHO. La categoria SUP 1 è pensata per ambienti sensibili e richiedono filtrazione

EFFICIENZE MINIME RICHIESTE PER LA TRANSIZIONE ODA(P,G) → SUP(P,G)

(P) = identificatore per particolato – UNI EN ISO 16890-1

(G) = identificatore per gas – UNI EN ISO 10121-3

a Lo stadio filtrante finale dovrebbe essere almeno ePM1 50%

b Lo stadio filtrante finale dovrebbe essere almeno ePM2,5 50%

c Nessuna filtrazione richiesta d Raccomandato e Richiesto

a elevata efficienza, fino a ePM1 90% e filtri HEPA, quelle intermedie, SUP 2 e SUP3 rappresentano il target tipico per uffici, scuole ed edifici pubblici, mentre SUP 4 e SUP 5 sono riservate ad ambienti industriali o tecnici.

L’impianto normativo costruisce così una catena quantitativa:

• classificazione dell’aria esterna (ODA);

• selezione delle combinazioni filtranti;

• raggiungimento della classe SUP richiesta;

• coerenza con i livelli di qualità dell’ambiente interno che saranno definiti nella UNI EN 16798-1.

Filtrazione dell’aria

La norma completa il quadro sulla filtrazione, integrando i sistemi di classificazione previsti dalla serie UNI EN ISO 16890 per i filtri per particolato, dalla UNI EN 1822-1:2019 per i filtri EPA/HEPA e dalla UNI EN ISO 10121-3:2023 per la filtrazione dei contaminanti gassosi. Per ogni combinazione ODA(P)–SUP(P) la norma indica le efficienze minime richieste in termini di frazioni ePM1, ePM2,5, ePM10, mentre per la combinazione ODA(G)–SUP(G), la norma fornisce le indicazioni in Tabella. Per la prima volta vengono quindi stabiliti requisiti quantitativi anche per la filtrazione dei gas, collegando direttamente le prestazioni dei filtri alla qualità dell’aria esterna e agli obiettivi sull’aria immessa. Sono inoltre introdotti i seguenti requisiti specifici: l’umidità relativa nelle sezioni filtranti deve essere inferiore al 90% per evitare la crescita microbica, deve essere garantita l’accessibilità per ispezione e sostituzione e il bypass filtrante, che

condiziona pesantemente la resa reale del sistema, deve essere controllato.

SFP, recupero di calore e tenuta all’aria

Sul fronte energetico, la norma aggiorna in modo sostanziale tre ambiti: SPF-Specific Fan Power, recupero di calore, tenuta all’aria e perdite.

SFP-Specific Fan Power: le definizioni sono state allineate a quelle del Regolamento (UE) 327/2011, chiarendo la distinzione tra SFP e SFPd (duty point) e includendo esplicitamente l’effetto di fil-

Aspetti chiave della norma

La UNI EN 16798-3:2025 aggiorna la modalità di definizione dei dati di input per il progetto e di valutazione degli impianti di ventilazione per gli edifici non residenziali:

• rende misurabile la qualità dell’aria esterna e dell’aria immessa;

• aggiorna in modo sistematico la filtrazione, includendo particolato, gas e aria di ricircolo;

• fornisce ulteriori strumenti per descrivere le prestazioni energetiche;

• integra requisiti e raccomandazioni su layout delle prese/espulsioni e gestione del ricircolo, con una forte attenzione alla riduzione del rischio biologico.

Per il progettista questo significa disporre di una norma più coerente, che permette di coniugare efficienza energetica, qualità dell’aria interna e sicurezza degli occupanti, evitando di trattare questi temi come obiettivi separati o in conflitto tra loro.

tri ad alta efficienza, con valori di progetto riferiti a filtri sia puliti sia sporchi, consentendo una valutazione più realistica dei consumi dei ventilatori lungo il ciclo di vita. Recupero di calore: l’efficienza dei recuperatori è descritta mediante due parametri distinti, ηθ per lo scambio termico e ηx per il trasferimento di vapore d’acqua, e viene calcolata in base al rapporto tra por- tata d’aria esterna, ODA, e portata d’aria esausta, ETA, eliminando l’ipotesi semplificativa di portate perfetta- mente bilanciate e avvicinandosi alle condizioni operative reali.

Tenuta all’aria e perdite: la nuova classificazione ATC copre l’intera distribuzione installata, la sola rete di condotti misurata in opera, gli insiemi di componenti e i singoli componenti. Questa granularità permette di specificare requisiti diversi a seconda del livello di aggregazione e di valutare in modo più accurato le perdite aerauliche da inserire nei calcoli energetici.

Efficienza di ventilazione e strategie di controllo

La 16798-3:2025 introduce il parametro CRE-Contamination Removal Effectiveness, che formalizza l’efficienza di ventilazione come capacità del sistema di rimuovere gli inquinanti dalla zona occupata. Il valore di default è 1, corrispondente alla perfetta miscelazione, ma la norma richiama l’attenzione su situazioni in cui è opportuno utilizzare valori diversi, ad esempio in presenza di stratificazione termica, sistemi a dislocamento o configurazioni di diffusione complesse. In parallelo viene aggiornata la classificazione dei sistemi di controllo IDA-C 1–6, in collegamento con la UNI EN ISO 52120-1. In sintesi, la ventilazione deve essere regolata in funzione dell’occupazione e della qualità dell’aria misurata (CO2, eventuali altri indicatori), superando le logiche della portata costante.

L’articolo è stato originariamente edito sul n° 95 di AiCARR journal. Ringraziamo l’Associazione per averne autorizzato la riproduzione

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News Mercato

EDILIZIA

Milleproroghe 2026: permessi e SCIA prorogati fino a 48 mesi

Il Decreto Milleproroghe 2026

introduce un’importante novità per il settore edilizio: l’estensione fino a 48 mesi dei termini di validità per permessi di costruire, SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e altri titoli abilitativi. La misura nasce con l’obiettivo di garantire maggiore flessibilità a imprese, professionisti e committenti che, negli ultimi anni, si sono trovati a fronteggiare ritardi nell’approvvigionamento dei materiali, rincari dei costi, difficoltà nella gestione dei cantieri e complessità burocratiche.

PROROGA A 48 MESI:

COSA SIGNIFICA IN CONCRETO

La nuova disposizione prevede un allungamento dei tempi per l’avvio e la conclusione dei lavori legati ai titoli edilizi. In pratica, chi ha ottenuto un permesso di costruire o ha presentato una SCIA potrà beneficiare di un’estensione dei termini fino a quattro anni complessivi, nel rispetto delle condizioni previste dalla norma. L’obiettivo è evitare la decadenza automatica dei titoli in presenza di difficoltà oggettive, come rallentamenti nei cantieri, aumento dei costi delle materie prime o criticità nella filiera.

A CHI SI APPLICA LA PROROGA

La proroga riguarda: permessi di costruire, SCIA e alcune autorizzazioni edilizie e urbanistiche collegate In generale, la misura interessa interventi già autorizzati ma non ancora completati nei tempi originariamente previsti. Restano comunque necessari il rispetto delle normative urbanistiche vigenti e l’adempimento degli eventuali obblighi di comunicazione agli enti competenti, secondo le procedure.

PERCHÉ LA MISURA È RILEVANTE PER IL SETTORE EDILIZIO

Negli ultimi anni il comparto delle costruzioni ha affrontato numerose criticità: aumento dei costi, difficoltà di approvvigionamento, modifiche normative e rallentamenti burocratici. L’estensione dei termini rappresenta quindi uno strumento di tutela per: imprese di costruzione, studi tecnici e professionisti, investitori immobiliari e privati cittadini con interventi in corso. La proroga consente di pianificare i lavori con maggiore serenità, riducendo il rischio di dover ripresentare pratiche o richiedere nuovi titoli abilitativi.

IMPATTO SU MERCATO IMMOBILIARE E PIANIFICAZIONE URBANISTICA

Dal punto di vista del mercato, la misura può contribuire a stabilizzare progetti già avviati e a evitare blocchi amministrativi. Per i Comuni e gli uffici

tecnici, tuttavia, sarà fondamentale monitorare l’applicazione della norma per garantire coerenza con gli strumenti urbanistici aggiornati. La proroga non rappresenta una sanatoria, ma un’estensione temporale pensata per favorire la continuità dei cantieri e la conclusione degli interventi autorizzati.

COSA FARE ORA

Chi detiene un titolo edilizio in scadenza dovrebbe verificare la propria posizione amministrativa e accertarsi di soddisfare i requisiti per usufruire della proroga. È opportuno verificare la data di rilascio del titolo e lo stato dei lavori, valutando comunicazioni da inviare al Comune per la proroga. È consigliabile confrontarsi con un tecnico di fiducia, per evitare errori formali e garantire il rispetto delle condizioni previste dal decreto e della normativa vigente.decreto e della normativa vigente.

SUPERBONUS

Oltre 502.000 edifici coinvolti e 126 miliardi di investimenti

Il SuperEcobonus continua a rappresentare uno dei provvedimenti più incisivi degli ultimi anni per il comparto edilizio ed energetico italiano. Secondo l’ultimo aggiornamento pubblicato da ENEA al 31 gennaio 2026, gli edifici coinvolti hanno superato quota 502.000, per un ammontare complessivo di investimenti pari a 126 miliardi di euro.

Di questi, oltre 124 miliardi risultano ammessi a detrazione, mentre i lavori conclusi ammessi a beneficio fiscale raggiungono i 120,6 miliardi di euro, pari al 97,1% del totale. Le detrazioni maturate per interventi conclusi toccano invece i 130 miliardi di euro, confermando la dimensione strutturale della misura.

CONDOMINI PROTAGONISTI

PER VALORE ECONOMICO

Il comparto che ha registrato il maggior impatto economico è quello dei condomìni, con 139.912 edifici coinvolti, investimenti complessivi pari a 85,7 miliardi di euro e lavori già conclusi per un valore di 82 miliardi di euro. L’investimento medio supera i 612 mila euro per edificio, il più elevato tra le categorie analizzate. In termini percentuali, i condomìni rappresentano la quota più consistente dell’onere a carico dello Stato (68,4%).

ITS

UNIFAMILIARI E UNITÀ INDIPENDENTI

Gli edifici unifamiliari sono oltre 245.000, con investimenti per 28,7 miliardi di euro e un valore medio di circa 117 mila euro per intervento. Le unità funzionalmente indipendenti superano le 117.000 unità, per un totale di 11,5 miliardi di euro di investimenti e un ticket medio di circa 98.000 euro. In entrambe le categorie, la percentuale di lavori conclusi supera il 98%, segno di una fase ormai avanzata del ciclo operativo.

UNA MISURA CHE HA

TRASFORMATO IL MERCATO EDILIZIO

Il dato più significativo riguarda il livello di completamento degli interventi: oltre il 97% degli investimenti ammessi risulta riferito a lavori conclusi. Ciò conferma che la stagione del SuperEcobonus ha generato effetti concreti e diffusi sul patrimonio immobiliare italiano, attivando la filiera delle costruzioni e producendo un impatto fiscale che supera i 130 miliardi di euro. Il bilancio complessivo evidenzia una misura che ha modificato profondamente il mercato edilizio, con ricadute rilevanti sia sul fronte dell’efficientamento energetico sia su quello della finanza pubblica nazionale.

Termoidrosanitario, produzione 2025 in calo del 2,2%

Il settore termoidrosanitario continua a registrare segnali negativi, è quanto emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio Studi di Anima Confindustria. L’associazione evidenzia come l’intero comparto della meccanica per l’edilizia prosegua nel trend discendente avviato nel 2023, con una chiusura del 2025 stimata a 16,43 miliardi di euro, pari a un calo del 2,2% sul 2024. Il report prende in considerazione diverse filiere: impianti termici, sistemi aeraulici, gestione delle acque civili e industriali, pompe idrauliche, valvole e rubinetteria. Tra le aree più penalizzate figurano gli apparecchi per impianti termici, che arretrano dell’1,9%, e le apparecchiature aerauliche, previste in contrazione del 3,8%. In diminuzione anche le tecnologie legate al trattamento delle acque, mentre rimane trainante – pur con una frenata del 2,3% – il comparto della rubinetteria e delle valvole, che sfiora i 9,33 miliardi di produzione. Il calo generale riflette in parte le difficoltà dei mercati internazionali e le pressioni sui costi di materie prime ed energia. Secondo il presidente di Anima Confindustria, Pietro Almici, il comparto continua a rappresentare un pilastro della manifattura italiana grazie alla capacità di innovare e integrare efficienza energetica, automazione e sostenibilità. Almici richiama però l’urgenza di politiche industriali più solide, costi energetici competitivi e un alleggerimento degli oneri burocratici.

TRANSIZIONE

Comunità energetiche rinnovabili: opportunità e prospettive di sviluppo

Il 24 gennaio 2024, con l’entrata in vigore del Decreto CER (Comunità Energetiche Rinnovabili), si compie un passo decisivo verso la diffusione dell’autoconsumo nel nostro Paese. Attualmente le comunità energetiche attive sono ancora poche decine, ma le stime parlano di oltre 30.000 nuove realtà nei prossimi anni. Si tratta di un tema di grande interesse per i professionisti del settore, anche alla luce delle modifiche introdotte dal Decreto Rilancio e del contesto internazionale segnato dalla guerra e dall’aumento del prezzo del gas. È importante ricordare che il riconoscimento giuridico delle CER è stato introdotto con il D.Lgs. 199/2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 dicembre 2021, che recepisce le direttive europee RED II (2018/2001) e IEM (2019/944). Ma come si costruiscono concretamente le comunità energetiche e quali potranno essere i loro sviluppi futuri? Senza trascurare l’impatto del caro energia, che inciderà inevitabilmente sulle scelte di investimento e sulla pianificazione strategica di cittadini e imprese.

TIPOLOGIE DI AUTOCONSUMO

Attualmente esistono tre principali configurazioni di autoconsumo. L’autoconsumo individuale (AC) riguarda una singola unità immobiliare e consente di ridurre in modo significativo la dipendenza dal gas e dall’energia elettrica provenienti dalla rete. L’autoconsumo collettivo (ACC), applicabile per esempio ai condomìni, prevede invece la condivisione dell’energia prodotta tra più utenti, attraverso impianti fino a 20 kW. La comunità energetica rinnovabile (CER), infine, supera la soglia dei 20 kW e coinvolge un insieme di soggetti che collaborano per produrre, condividere e gestire energia mediante uno o più impianti locali. Queste configurazioni – in particolare l’ACC e la CER – favoriscono la valorizzazione dell’energia prodotta localmente, incentivando cittadini e imprese verso un modello più sostenibile e orientato alla transizione ecologica, con benefici ambientali, sociali ed economici. Il concetto di “energia condivisa” si è affermato con riferimento agli impianti di potenza inferiore a 200 kW, entrati in vigore dopo marzo 2020 con il Decreto

Milleproroghe, che ha introdotto i primi elementi normativi sulle CER, ipotizzando una condivisione virtuale dell’energia attraverso la rete esistente.

FUNZIONAMENTO E ASPETTI GIURIDICI

Dal punto di vista giuridico, l’autoconsumo collettivo può essere attivato anche tra soli due utenti, attraverso uno statuto privato che disciplini le modalità di scambio dell’energia. La CER, invece, presuppone la costituzione di un vero e proprio ente giuridico senza scopo di lucro, al quale possono aderire cittadini, piccole e medie imprese. L’ente deve essere dotato di un amministratore o di un legale rappresentante incaricato di gestire l’energia immessa in rete e i relativi ricavi. La Comunità Energetiche Rinnovabili ribalta il tradizionale paradigma del “bene individuale”: è attraverso la produzione collettiva che si genera un beneficio per il singolo partecipante. Tuttavia, non può essere considerata una soluzione automatica a ogni criticità. È necessario valutarne attentamente la fattibilità tecnica – tenendo conto, per esempio, di eventuali vincoli paesaggistici o architettonici – e la sostenibilità economica dell’investimento, inclusi tempi e modalità di rientro. Sebbene siano già operative alcune piccole comunità energetiche, il quadro regolatorio è ancora in fase di consolidamento. In assenza di una disciplina completamente definita, chi sta avviando una CER opera spesso in un contesto autorizzativo transitorio, con provvedimenti rilasciati dagli enti competenti, come ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), in attesa di un assetto normativo pienamente strutturato.

Climatizzazione, tra consolidamento e nuove prospettive

Il 2025 ha rappresentato un anno di transizione per il mercato italiano della climatizzazione, una fase già prevista dagli operatori ma che ha comunque ribadito il ruolo centrale delle tecnologie ad alta efficienza, in particolare della pompa di calore elettrica. Secondo le prime evidenze dell’ultima rilevazione trimestrale di Assoclima, nel corso dell’anno si sono registrati segnali positivi in tutti i principali comparti: dalla crescita dei sistemi split, multisplit e VRF al buon andamento delle unità rooftop e packaged

A ciò si aggiunge l’incremento delle unità di trattamento aria e dei terminali, soprattutto nelle soluzioni tecnologicamente più evolute. Nel complesso, queste dinamiche confermano una domanda sostenuta nei segmenti non residenziali e nei progetti più strutturati, dove efficienza energetica e qualità dell’aria restano fattori determinanti nelle scelte di investimento.

POMPE DI CALORE

Anche nel 2025 le pompe di calore si sono confermate la tecnologia di riferimento, con performance positive nella maggior parte dei segmenti di potenza. I risultati migliori si

registrano nei sistemi di media e grande taglia, in particolare nelle applicazioni commerciali e industriali. L’unico comparto in controtendenza è quello residenziale fino a 17 kW, dove si rileva una flessione che interessa soprattutto le pompe di calore aria-acqua e acqua-acqua. Una dinamica strettamente connessa al ridimensionamento degli incentivi fiscali e all’attesa del nuovo Conto Termico 3.0. L’andamento delle pompe di calore idroniche nel segmento residenziale si inserisce inoltre in un contesto più ampio di rallentamento del settore edilizio. Secondo l’Osservatorio congiunturale di ANCE, nel 2025 si è registrata una frenata sia nella nuova edilizia — dove, per effetto del D.Lgs 199, nelle nuove abitazioni è ormai prevalente l’installazione di pompe di calore elettriche — sia negli interventi di riqualificazione del patrimonio esistente.

NUOVE MISURE PER LA RIPRESA

Il settore guarda al 2026 con prudente ottimismo, sostenuto sia dai primi dati positivi di gennaio nel comparto residenziale sia da un quadro normativo in evoluzione, con misure orientate a rafforzare il comparto industriale e terziario.

Più tempo per l’efficientamento energetico ERP

È stata prorogata al 31 maggio 2026 la scadenza per le richieste di ammissione alla Missione 7 –Componente 1, Investimento 17 (M7 I.17) del PNRR. La proroga consente a enti pubblici e loro enti strumentali di presentare progetti complessi per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali pubblici (ERP), favorendo la partecipazione di ESCo con proposte tra 10 e 30 milioni di euro.

UN’OPPORTUNITÀ PER L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

La misura sostiene interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici, puntando a un incremento minimo del 30% dell’EPgl,nren. Gli investimenti

ammissibili includono lavori su involucro termico, impianti di climatizzazione ad alta efficienza, sistemi rinnovabili come fotovoltaico con accumulo e interventi di automazione e controllo energetico.

PERCHÉ LA PROROGA È IMPORTANTE

La proroga amplia la finestra per la presentazione delle domande alla procedura a sportello del GSE, attiva dal 6 ottobre 2025. La scadenza precedente, fissata al 30 aprile 2026, è stata posticipata su indicazione della Struttura di Missione PNRR presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di agevolare la finalizzazione di progetti complessi e migliorare l’organizzazione delle istanze. L’assegnazione delle risorse

avviene in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande ammissibili; pertanto la proroga può consentire a un numero maggiore di progetti di entrare in graduatoria e ottenere le risorse stanziate.

UNA MISURA CHIAVE

La misura M7 I.17 rappresenta uno dei pilastri del PNRR dedicati alla transizione energetica e alla riqualificazione degli edifici pubblici, con un impatto significativo sulla riduzione dei consumi e delle emissioni. La proroga della scadenza per le domande conferma l’importanza strategica della misura per raggiungere gli obiettivi nazionali di sostenibilità e resilienza energetica.

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