Skip to main content

Pulizia Industriale e Sanificazione #3 - Aprile 2016

Page 1

LA RIVISTA DEL FACILITY MANAGEMENT

IN QUESTO NUMERO

INCHIESTA Le attività e gli obiettivi di F.N.I.P. e di Cna Imprese FOCUS ON Prodotti chimici: più ricerca ed innovazione (ma non solo) DOSSIER Idropulitrici

Digitalizzazione

Un potente fattore di sviluppo WWW.PULIZIA-INDUSTRIALE.IT

MENSILE DI MANUTENZIONE E IGIENE CIVILE E INDUSTRIALE

#3 APRILE 2016


ogni volta praticamente perfette.

Superconcentrati monodose per soluzioni detergenti efficaci ed efficienti .

sempre la giusta dose , senza sprechi di prodotto confezione apri e versa , di facile e pratico utilizzo controllo dei costi d' uso garantito basso impatto ambientale

la nostra esperienza al vostro servizio

dianos s . r . l . via s . pellico , 19 20093 cologno monzese ( milano)

T: +39 022542933 info @dianos . net www. dianos . net


Pulizia a Vapore - Steam Cleaners The Best Solution for every need!

STI SRL

Via Rosi, 3 36030 Fara Vicentino (VI) Italia Tel. +39 0445 851420 Fax +39 0445 851022 www.stindustry.it - info@stindustry.it


Le linee professionali di Icefor. Un’esplosione d’igiene.

Icefor presenta le linee pensate per la pulizia professionale. i-San Presidi Medico Chirurgici per tutte le applicazioni, igienizzanti e sanificanti; i-Pro detergenti, oltre 120 prodotti per ambienti, area bagno, cucina, lavanderia, personal care e industria alimentare; i-Green a marchio Ecolabel, prodotti efficaci e sostenibili che rispettano l’ambiente. Per tutti gli operatori del settore cleaning, una notizia bomba: il lavoro è più facile e veloce con Icefor. I.C.E.FOR S.p.a. - Via P. Picasso, 16 - 20013 Magenta (MI) - tel 02.9792401 - info@icefor. com - www.icefor.com


E SANIFICAZIONE Anno XLIX

#3 APRILE 2016

14

2 NEWS IMPRESE

4

“Il nostro impegno per dare voce e rappresentanza alle imprese”

Direttore Responsabile Giorgio Albonetti

10

Publisher Marco Zani

Il referente nazionale di Cna-Imprese di Pulizia analizza il ruolo e gli impegni dell’Associazione

Direttore Editoriale Paolo Pellizzari redazione.pulizia@quine.it HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Riccardo Bozzo, Massimo Granchi, Silvia Martellosio, Andrea Massignani, Maurizio Pedrini, Pamela Pessina, Monica Romano, Erika Seghetti

CASE HISTORY

18

14

Ecologia e innovazione al servizio della detergenza

DIREZIONE PUBBLICITÀ Sergio Cirimbelli dircom@quine.it

INTERVISTA

UFFICIO TRAFFICO Donatella Tardini (Responsabile) d.tardini@lswr.it, Rosella Poli r.poli@lswr.it

Industria del riciclo rifiuti, un pilastro della circular economy

18 22

La pulizia professionale tra innovazione e spending review

Direzione, Redazione

Quine S.r.l. - Via Santa Tecla 4, 20122 Milano Tel +39 02 864105 -Fax +39 02 72016740 - info@quine.it ABBONAMENTI Tel. 02.88184.317 - Fax 02.9366.4151 abbonamenti@lswr.it Costo copia singola: euro 2,30 (presso l’Editore, fiere, manifestazioni) L’IVA è assolta dall’Editore ai sensi dell’Art. 74, 1° comma, Lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni e integrazioni. Prezzo abbonamento annuo (10 fascicoli) in Italia euro 50,00, abbonamento Europa (10 fascicoli) euro 100,00. I numeri arretrati (seconda disponibilità) possono

essere richiesti direttamente all’Editore, al doppio del prezzo di copertina. Non si effettuano spedizioni in contrassegno. L’Editore si riserva la facoltà di modificare il prezzo nel corso della pubblicazione, se costretto da mutate condizioni di mercato. L’IVA sugli abbonamenti, nonché sulla vendita dei fascicoli separati, è assolta dall’Editore ai sensi dell’Art. 74, 1° comma, Lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni e integrazioni.

STAMPA Prontostampa S.r.l. Via Praga, 1- 24049 Verdellino (BG) S.r.l. intrattiene rapporti contrattuali © 2016 QUINE S.r.l. Via Santa Tecla 4, 20122 Milano Pulizia industriale e sanificazionemensile (10 numeri annui) Registrazione del Tribunale di Milano n. n.141 del 10.05.2013. Iscrizione al R.O.C. n. 12191 del 29/10/2005. Tutti gli articoli pubblicati su Pulizia Industriale e Sanificazione sono redatti sotto la responsabilità degli Autori. La pubblicazione o la ristampa degli articoli deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/03, i dati di tutti i lettori saranno trattati sia manualmente sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dall’art. 11 D.Lgs. 196/03. I dati potrebbero essere comunicati a soggetti con i quali Quine

Testata volontariamente sottoposta a certificazione di tiratura e diffusione in conformità al Regolamento CSST Certificazione Editoria Specializzata e Tecnica

sommario

Pulizia INDUSTRIALE

necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Quine S.r.l. - Via Santa Tecla 4 20122 Milano Tel +39 02 864105 Fax +39 02 72016740, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui all’art. 7 D.Lgs. 196/03.

24

24

Nel professional cleaning la “rivoluzione digitale” è già iniziata

CERTIFICAZIONE

32

Il rischio chimico: il rinnovato metodo Inforisk

MARKETING

32

36

Distribuzione: quando il mondo fisico e il mondo digitale convergono

FOCUS ON

40

Un mercato in continuo saliscendi

RESPONSABILE DATI PERSONALI QUINE S.r.l. - Via Santa Tecla 4 20122 Milano Tel +39 02 864105 Fax +39 02 72016740 Per i diritti di cui all’articolo 7 del Decreto Legislativo n. 196/03, è possibile consultare, modificare o cancellare i dati personali ed esercitare tutti i diritti riconosciuti inviando una lettera raccomandata a: QUINE S.r.l. - Via Santa Tecla 4 20122 Milano

Per il periodo 1/1/2015-31/12/2015 Periodicità: mensile Tiratura media: 4.081 Diffusione media: 3.903 Certificato CSST n. 2015-2566 del 25/2/2016 Società di Revisione: Metodo

INCHIESTA

DOSSIER

47

IDROPULITRICI

54 ASSOCIAZIONI 56 DALLE AZIENDE

nuovo sito www.pulizia-industriale.it aggiornato quotidianamente

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

1


cleaning

news

Cambio al vertice DI RAI AMSTERDAM Dal 7 aprile RAI Amsterdam ha un nuovo CEO e un nuovo COO. Paul Riemens è diventato formalmente il nuovo amministratore delegato di RAI Amsterdam e, insieme a Maurits van der Sluis (appena nominato alla carica di COO), costituirà il nuovo consiglio legale di ISSA Interclean Amsterdam. Dall’1 maggio, Hans Bakker andrà in pensione dopo aver ricoperto per 14 anni la carica di amministratore delegato

di RAI Amsterdam; van der Sluis, in passato, ha ricoperto già diversi “ruoli” commerciali all’interno di RAI a partire dal 1996 - recentemente quello di direttore commerciale del RAI Convention Center. Entrambi, con la loro nomina, daranno certamente nuova “linfa” nel rafforzamento del ruolo di RAI Amsterdam come uno dei più importanti “organizzatori” di manifestazioni nel settore del cleaning professionale nel mondo. www.issainterclean.com

Rifiuti, cresce la raccolta di quelli elettrici ed elettronici Continua a crescere la raccolta dei Raee, ovvero gli apparecchi elettrici ed elettronici (vecchi telefoni, rasoi, radioline, frullatori, ecc.), che nel 2015 segna un +8% rispetto a quella gestita dai Sistemi Collettivi e vede anche un aumento

dei centri di conferimento a disposizione dei cittadini (+2,76%). Questo è quanto emerge dal Rapporto annuale 2015 sul sistema di ritiro e trattamento dei Raee. I risultati sono molto positivi nonostante le differenze che permangono tra le diverse aree del Paese. La regione più virtuosa è la Valle d’Aosta con una media pro capite di 8,24 kg per abitante e prima insieme al Trentino Alto Adige per diffusione dei Centri di raccolta. Toscana in vetta tra le regioni del Centro, Sardegna la migliore nell’area Sud e Isole dove si registra

finalmente un segno positivo con un incremento totale dell’11,84%. “I dati di quest’anno - sottolinea Fabrizio D’Amico, presidente del Centro di Coordinamento Raee possono indurre tutti a un certo ottimismo. I tempi del crollo drammatico dei flussi di rifiuti sembrano essere alle spalle e si nota un vento di ripresa anche nel nostro settore, dopo le consistenti perdite di volumi registrate negli ultimi tre anni. Vogliamo pensare che la raccolta dei Raee in Italia stia recuperando il tempo perduto e si prepari

a decollare verso gli obiettivi che le Direttive europee assegnano al nostro Paese”. Nel 2015 la raccolta complessiva è stata pari a 249.253.916 kg, con un incremento di oltre 17 milioni di chilogrammi rispetto all’anno precedente e un dato medio pro capite pari a 4,1 Kg di Raee raccolti per abitante. I centri di conferimento attivi sul territorio nazionale arrivano a quota 3.906, con un miglioramento del servizio a disposizione dei cittadini che desiderano conferire correttamente i propri rifiuti elettrici o elettronici.

Macchinari inutilizzati e reparti chiusi INDAGINE SULLA “FABBRICA” DEGLI SPRECHI IN SANITÀ Risonanze e TAC che lavorano poche ore al giorno o sono rotte. Reparti nuovi ma mai aperti o sottoutilizzati. Dispositivi non adatti alle esigenze dei pazienti, personale sanitario costretto a turni di lavoro massacranti o in trasferta con costi aggiuntivi per le aziende sanitarie, burocrazia costosa e che ostacola il percorso di cura dei pazienti; è la fotografia sulle principali aree di sprechi in sanità scattata dal rapporto “I due volti della sanità. Tra 2

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

sprechi e buone pratiche, la road map per la sostenibilità vista dai cittadini”, presentato a Roma dal Tribunale per i

diritti del malato-Cittadinanzattiva con il sostegno non condizionato di Farmindustria. Il rapporto prende in esame 104 condizioni di spreco individuate da cittadini, associazioni ed operatori sanitari fra aprile 2014 e aprile 2015 e che a giugno 2015 risultavano ancora irrisolte. In un caso su due, per eliminare lo spreco dovrebbe intervenire la Asl; in un caso su tre la Regione; in uno su dieci l’istituzione nazionale, ossia principalmente il Ministero della Salute.


IDENTITY STYLE FOR EFFICIENCY -45% DI CONSUMI *

Identity è l’innovativa linea di sistemi di dispensazione dedicata all’area washroom che combina l’esclusività dello stile con un’efficienza assoluta. Identity Toilet riduce il consumo di carta del 45%*. Riduzione dei consumi e carte certificate ecologiche Lucart Professional, la nuova dimensione della sostenibilità. www.lucartprofessional.com

* Risultato ricerca di mercato condotta da Research Factory su campione rappresentativo, ponendo in relazione un dispenser Identity Toilet con un dispenser tradizionale Jumbo Lucart. Milano 2015.


intervista

Associazioni a confronto

F.N.I.P. Confcommercio

“IL NOSTRO IMPEGNO PER DARE VOCE E RAPPRESENTANZA ALLE IMPRESE” A colloquio con il presidente della Federazione Nazionale delle Imprese di Pulizia di Confcommercio, per tracciare il bilancio delle numerose iniziative svolte nel 2015 e per spiegare il dialogo aperto e costruttivo per far sì che Consip tenga conto anche delle PMI

A di Maurizio Pedrini

Abbiamo incontrato il dottor Nicola Burlin, presidente nazionale di F.N.I.P. - Federazione Nazionale delle Imprese di Pulizia, di Disinfestazione, di Servizi e Multiservizi di Confcommercio per esaminare, in rapida carrellata, le principali problematiche al centro dell’attenzione della categoria. Quale è attualmente l’identikit della vostra associazione? “F.N.I.P. - Confcommercio rappresenta e tutela sul piano nazionale ed internazionale le aziende associate che operano nel campo delle pulizie, dei servizi per l’ambiente e multiservizi: un settore che negli ultimi anni è cresciuto in maniera esponenziale con operatori attivi su tutto il territorio. Oggi la Federazione conta oltre 500 imprese associate. Tra l’altro, ricordiamo che FNIP è firmataria del CCNL di settore”. Quali istanze statutarie portate avanti, in particolare? “F.N.I.P. assicura assistenza alle PMI direttamente in loco, attraverso le associazioni ASCOM e le delegazioni comunali raggruppate nei mandamenti che sono l’espressione della competenza territoriale dell’associazione Confcommercio. Tali istituti garantiscono il giusto supporto alle aziende per 4

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

la gestione dell’attività imprenditoriale nel suo complesso, non solo per chi ricerca la soluzione alle piccole o grandi difficoltà quotidiane ma anche perché funge da ‘cassa di risonanza’ per far pervenire agli interlocutori istituzionali (da quelli locali fino ai nazionali) le legittime istanze della categoria a cui appartiene. Inoltre F.N.I.P. garantisce anche il supporto alle grandi imprese per le quali si fa portavoce presso le principali sedi di concertazione nazionale, intrattenendo costanti rapporti con le istituzioni, le organizzazioni sindacali, politiche ed economiche (Sindacati, Parlamento, Agenzia delle Entrate, Cnel, Consip, Avcp)”. Quali attività avete svolto recentemente a tutela e rappresentanza dei vostri associati? “F.N.I.P. - Confcommercio ha avviato nell’ultimo anno una serie di attività politico-sindacali volte alla tutela delle imprese associate e di tutte le piccole e medie imprese attive nel settore dei servizi. Cerco di riepilogare brevemente alcune delle principali azioni poste in essere dalle Federazioni. Nel giugno 2014 abbiamo aderito alla Scuola Nazionale dei Servizi mentre nel febbraio 2015 vi è stata, da parte nostra, l’adesione e la sottoscrizione del ‘Manifesto’ del mercato dei servizi per i patrimoni pubblici, Laboratorio Patrimoni PA net, una piattaforma comune di richieste che intendono informare e

“F.N.I.P. garantisce anche il supporto alle grandi imprese per le quali si fa portavoce presso le principali sedi di concertazione nazionale”


sensibilizzare il Governo ed il Parlamento affinché si colga l’opportunità del recepimento delle Direttive e della stesura del nuovo Codice per definire finalmente uno specifico quadro normativo per gli appalti di servizi. Ancora, sempre nello stesso mese, si è tenuta l’audizione di Confcommercio-Imprese per l’Italia nel corso dei lavori avviati dalla VIII Commissione permanente del Senato della Repubblica per il recepimento delle direttive europee in materia di appalti pubblici e concessioni. Nel marzo 2015 si è tenuta l’audizione di F.N.I.P. dinanzi all’ufficio di presidenza della VIII commissione del Senato, integrato dei rappresentanti dei gruppi parlamentari della commissione Lavori Pubblici, Comunicazioni, nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 1678 (delega recepimento direttive appalti e concessioni). Ricordo ancora che nel 2015 abbiamo promosso cinque convegni/tavole rotonde di rilievo nazionale per la discussione di un tema che mai come in questi ultimi tempi risulta comune a diversi settori: la corruzione negli appalti pubblici. F.N.I.P. Confcommercio ha organizzato un ciclo di 5 cinque convegni intitolati: “Lotta alla mafia e alla corruzione negli appalti pubblici: un percorso comune?”. Eventi che per la prima volta hanno portato in sala avvocati, imprenditori, associazioni, enti e sindacati. Questi importanti momenti di sensibilizzazione si sono tenuti nell’arco del 2015: a Milano nel mese di marzo, a Bologna in quello di maggio e a Napoli e Palermo in giugno. Sempre nel novembre dello scorso anno abbiamo istituito: ALIS/F.N.I.P. - Le novità del Jobs Act, un seminario tecnico di approfondimento sulla nuova normativa del lavoro per le imprese di pulizie, multiservizi, servizi integrati e disinfestazione. Infine va ricordata la nostra partecipazione al Forum della PA, così come la presenza di F.N.I.P. al tavolo di trattazione della Legge Delega relativa alla riforma degli appalti”. Veniamo alla nuova Legge di Stabilità: cosa pensa della modifica del Jobs Act? “La Legge di Stabilità per il 2016 riserva alle imprese alcune notizie buone e altre un po’ meno. Alcune, poi, sono buone e cattive insieme come quelle sugli sgravi contributivi per chi assume a tempo indeterminato. Ricapitolando sinteticamente la questione: la Legge di Stabilità 2015 prevedeva esoneri per chi assumeva fino a 8.060 euro all’anno per tre anni, che permettevano fra l’altro di ammortizzare - almeno in parte - gli anni più costosi, quelli della formazione e dell’inserimento al lavoro. Quest’anno la Legge di Stabilità prevede simili sgravi ma in misura molto meno

interessante: si parla di ridurre i contributi del 40% fino ad un tetto di 3.250 euro, per un massimo di due anni. Visti i buoni risultati in termine di occupazione stabile ottenuti nel 2015, a mio parere sarebbe stato il caso di confermare l’entità degli sgravi almeno anche per quest’anno. Altra disparità è la disciplina nel caso di cambio di appalto. Nella fattispecie, si configura un doppio binario che rischia di creare un’ulteriore sperequazione: infatti, mentre per la Legge di Stabilità 2016 vi è la previsione che qualora presso l’appalto vi sia un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante fruisce dell’esonero contributivo, la società subentrante che dovrà assumerlo potrà fruire degli sgravi nei limiti della durata e della misura che residua, per gli sgravi di cui alla Legge di Stabilità 2015 questo diritto non è previsto. Si rischia in tale modo di mettere in discussione gli equilibri economici di alcuni appalti perché il subentrante non godrebbe delle stesse condizioni dell’uscente. Addirittura, ciò potrebbe portare all’effetto opposto di quello ricercato dalla legge e cioè la creazione di un esubero di personale”.

Nicola Burlin

La Legge di Stabilità per il 2016 contiene misure atte al risparmio della spesa pubblica attraverso il rafforzamento dell’acquisizione centralizzata di beni e servizi da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Come vi state muovendo? “Il 26 gennaio scorso abbiamo avuto l’occasione di incontrare l’Amministratore Delegato di Consip S.p.A., Ing. Luigi Marroni, proprio per la condivisione del testo legato alla centralizzazione degli acquisti della PA. Un incontro, devo riconoscere, molto positivo e svoltosi in un clima di dialogo aperto e costruttivo. Innanzitutto abbiamo esordito rappresentando l’evoluzione e le attuali dinamiche del mercato, ribadendo come le aziende del settore dei servizi sono per lo più di piccola entità: il 95% infatti sono PMI che sviluppano un fatturato fino


Associazioni a confronto

intervista

F.N.I.P. Confcommercio

a 50 milioni e solo una esigua minoranza di grandi competitors hanno le caratteristiche per partecipare in forma diretta a Consip. Abbiamo quindi manifestato la posizione e le istanze delle imprese aderenti alla nostra Federazione, ed in generale dell’intero comparto, rispetto al tema della centralizzazione degli acquisti della PA - un processo che riteniamo essere una preziosa opportunità e nel quale desideriamo essere parti attive nel promuovere l’ottimizzazione della spesa pubblica e, più in generale, l’efficacia del sistema Italia. Con l’Amministratore Delegato di Consip ci siamo trovati d’accordo nel perseguire il comune obiettivo dell’allargamento della possibilità di partecipazione delle imprese alle gare bandite da Consip attraverso due linee di azione: innanzitutto la riduzione della dimensione dei lotti che diventeranno “funzionali”; in secondo luogo la crescita professionale delle imprese, che dovranno trovare lo stimolo per aggregarsi e sviluppare la propria professionalità nell’ottica degli obiettivi della PA. In tal senso possiamo dire che la “Gara Consip pulizia Caserme” uscita lo scorso 20 novembre recepisce già in parte le istanze espresse e gli sforzi fatti da F.N.I.P. - Confcommercio negli ultimi anni, rappresentando un’opportunità anche per le medie imprese. Vediamo infatti come 580 milioni di euro di fatturato siano suddivisi in 14 lotti, con una media di circa 40 milioni per lotto”. Quali caratteristiche hanno questi 14 lotti? “Sono ‘funzionali’, sia per dimensioni che per caratteristiche geografiche. Il fatturato specifico richiesto va dai 25 milioni per il lotto più ricco ai 16 per il più piccolo. Le fidejussioni, i cui importi risultano più abbordabili, sono ridotte del 50% per le aziende certificate UNI EN ISO 9001. I servizi richiesti (pulizia e igiene ambientale, servizi aggiuntivi e gestionali) sono in grado di gestire direttamente dalle imprese del nostro settore, forti anche dello strumento contrattuale del Ccnl “Multiservizi”, senza dover ricorrere ad aggregazioni di difficile gestione come invece era necessario attuare in precedenza. Ora è fondamentale portare avanti con Consip attività e progetti che consentano di ottenere i risultati e gli obiettivi condivisi. In tal senso FNIP ha in cantiere, per il 2016, diverse iniziative come un ‘portale dell’aggregazione’ - un progetto formativo specifico sulla progettazione FM Cleaning”. Cosa pensa del provvedimento ACGM che ha visto coinvolti Consip e due grandi competitors del settore? “Naturalmente, restiamo in attesa dell’esito dei ricorsi che ci aiuterà a capire meglio se e in che misura vi siano state effettive irregolarità. Sta di fatto, però, che la notizia per la maggior parte degli addetti ai lavori non è certo un fulmine a ciel sereno. Anche 6

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

perché, senza entrare nel merito della sussistenza o meno del fatto su cui non spetta a noi dare giudizi, c’è almeno una considerazione da fare: come FNIP va dicendo da tempo in tutte le sedi istituzionali, sia politiche che tecniche (dal Senato alla stessa Consip), le mega convenzioni restringono eccessivamente le possibilità di partecipazione e in qualche modo precostituiscono le condizioni ideali per una distorsione della concorrenza. Ciò succede perché lotti come quelli della gara Scuole ma anche di FM4 o di Consip Sanità - non ‘funzionali’ come noi auspichiamo ma macroregionali e di valore che si aggira intorno ai 100 milioni di euro - richiedono requisiti di capacità tecnico economica inarrivabili per la maggior parte delle imprese attive su questo mercato. E non parliamo di micro e piccole imprese ma di realtà che fatturano decine di milioni di euro. Infatti, a fronte di appena 25 imprese italiane che superano i 50 milioni di euro (e anche di queste è la minoranza a poter partecipare alle mega convenzioni) ce ne sono poco più di un centinaio tra i 10 e i 50 milioni e circa 950 dal

“Ora è fondamentale portare avanti con Consip attività e progetti che consentano di ottenere i risultati e gli obiettivi condivisi”


Nuovo sistema per raccolta differenziata

L’unico carrello personalizzabile fino a 8 scomparti raccolta

milione ai 10. Dunque oltre mille imprese contro una manciata di giganti, che poi sono gli unici ad avere le caratteristiche per aggiudicarsi gare con lotti che - di norma - superano i 100 milioni. E infatti, nel caso Consip Scuole, alcuni lotti vedevano tre o quattro partecipanti. Ora, in una gara a cui possono partecipare così pochi soggetti, la tentazione di sedersi intorno ad un tavolo e guardarsi negli occhi è forte. Insomma, meno soggetti partecipano e più semplice è stringere accordi e incidere sull’andamento della gara stessa”. Un rischio che voi denunciate con forza senza essere ascoltati? “Sì: perché, indipendentemente dal fatto che questo sia o meno avvenuto, il rischio è presente e noi di FNIP lo andiamo denunciando da tempo nell’interesse delle nostre imprese e della trasparenza del mercato. Il danno è comunque anche economico per l’intero sistema: si calcola che le sole gare indette da Consip per uffici (FM), scuole e ospedali abbiano sottratto al mercato delle medie imprese circa 7 miliardi di euro, perché di fatto si sono rivolte a un mercato virtuale che non esiste o che, se esiste, è composto da pochissimi soggetti e sempre gli stessi. Ecco perché mi sento di rilanciare, una volta di più, l’auspicio che le prossime convenzioni di pulizia Consip (come in parte abbiamo già visto per le caserme) siano strutturate in lotti funzionali, di valore e caratteristiche tali da rendere possibile la partecipazione di un nutrito numero di soggetti”.

VI ASPETTIAMO A

10-11-12-13 MAGGIO 2016

STAND 01.219


Associazioni a confronto

intervista

F.N.I.P. Confcommercio

Quali sono le sue aspettative dopo il primo sì del Governo sulla Legge appalti? “Si tratta senza dubbio di un provvedimento ambizioso, che prende il via da presupposti che fanno ben sperare. Mi riferisco innanzitutto all’affermazione del principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che coniuga prezzo e qualità, a discapito delle gare al massimo ribasso. Sempre sperando che non si ripeta la vicenda dell’allegato ‘p’ che di fatto riportava tutto al prezzo più basso. Altro aspetto rilevante è la semplificazione normativa, e quindi la riduzione da 217 articoli rispetto ai precedenti 660, con la speranza che tale snellimento non produca delle criticità legate

“ In tema di semplificazioni, sembra destinata a non ripetersi la situazione del 2006 quando ci vollero altri quattro anni per avere un Regolamento attuativo ” 8

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

all’interpretazione della norma. Sempre in tema di semplificazioni, sembra destinata a non ripetersi la situazione del 2006 quando ci vollero altri quattro anni per avere un Regolamento attuativo (il D.P.R. 207/109). Infatti non ci sarà più, a quanto pare, un regolamento unico ma una serie di linee-guida generali che serviranno da cappello a ulteriori linee specificamente dedicate a ciascun settore. Ciò appare positivo soprattutto nell’ottica della specificità del settore dei servizi che, con il precedente regolamento, risultava sacrificata a favore dei lavori. Di rilievo l’affermazione del ruolo dell’ANAC quale autorità centrale nella riforma con funzioni di controllo, monitoraggio e capacità sanzionatorie. All’ANAC spetterà anche il compito di redigere le linee-guida generali di cui parlavamo sopra. Non solo, i compiti di vigilanza dell’Autorità sono accentuati e si estendono anche alle stesse stazioni appaltanti: una buona garanzia di trasparenza. Un aspetto su cui il senatore Stefano Esposito, relatore del provvedimento a Palazzo Madama, ha annunciato di voler tornare è quello che riguarda il subappalto che interessa moltissimo il nostro settore. Viene cancellata la soglia del 30% attualmente in vigore e, per gli appalti sopra soglia, il contraente (che comunque rimane responsabile verso la committenza) è obbligato a indicare una terna di subappaltatori soltanto se ciò viene espresso esplicitamente dal bando. Poche novità si annunciano anche per l’istituto dell’avvilimento, ma in capo alla stazione appaltante resterà il compito di verificare se i soggetti a cui si affida l’operatore economico soddisfano i pertinenti criteri di selezione o se sussistono motivi di esclusione. In caso negativo, l’impresa potrà sostituire i suddetti soggetti. Vengono poi fissate le soglie di aggregazione degli acquisti PA, al di sopra delle quali i soggetti appaltanti non potranno fare gare autonome ma dovranno rivolgersi a enti aggregatori, cioè a centrali di committenza accorpate. Per i servizi si tratta di 40 mila euro su base annua: dunque, una soglia piuttosto bassa. Sono previste apposite misure volte a garantire il rispetto dei criteri di sostenibilità energetica e ambientale nell’affidamento degli appalti pubblici. In questo senso, è importante per le imprese adottare fin da subito una filosofia “green”. La mia impressione a caldo è che, in linea di principio, si può dire che il provvedimento sembra avere un impianto condivisibile, almeno nei presupposti. Diverse osservazioni che in questi mesi, in linea con le altre realtà del settore, FNIP Confcommercio ha sollevato nelle varie sedi sono state ascoltate e recepite. Rilevante importanza avranno i decreti attuati che verranno emessi per la disciplina della normativa: come ben sappiamo, basta una virgola per cambiare le carte in tavola. In questa fase, dunque, l’attenzione dev’essere massima per il bene delle piccole e medie imprese del settore che nel nuovo Codice continuano a vedere una preziosa opportunità”. 


imprese

Associazioni a confronto

Francesco Gennarielli

IL REFERENTE NAZIONALE DI CNA-IMPRESE DI PULIZIA ANALIZZA IL RUOLO E GLI IMPEGNI DELL’ASSOCIAZIONE

F

nell’interesse del comparto che rappresentiamo con professionalità e determinazione”.

Francesco Gennarielli, imprenditore artigiano senese - referente nazionale di Cna-Imprese di Pulizia - da pochi mesi è anche alla guida dell’Unione Servizi Comunità di Cna Toscana: un ruolo, questo, che gli consente di relazionarsi con i vari livelli istituzionali della Confederazione e, di conseguenza, lo agevola nello svolgimento dell’impegno nazionale della categoria che rappresenta. Lo incontriamo per conoscere attività e obiettivi di questa realtà che dà voce a molte imprese artigiane operanti nel settore del professional cleaning.

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

Un quadro, perciò, ricco e assai articolato che impone grandi responsabilità a chi rappresenta a livello istituzionale questo “mondo”? “Certamente. Stando ai dati disponibili, le imprese artigiane attive sono oltre il 55% del totale; le altre specifiche forme giuridiche d’impresa che caratterizzano il settore sono individuabili tra le cooperative, le Srl, un esiguo gruppo di consorzi o società consortili ed una ristretta cerchia di aziende di grandi dimensioni ‘esercitate’ sotto forma di società per azioni: tutte forme che, comunque, presentano una certa trasversalità in termini di dimensione d’impresa. Esiste, quindi, una certa varietà nell’esercizio dell’attività economica dei servizi di pulizia che tende a confermare la presenza sul mercato di varie forme organizzative-gestionali. D’altro canto, dalla stessa analisi - ma svolta su dati

impr

Com’è organizzata attualmente la dirigenza CnaImprese di Pulizia? “Il Gruppo di Lavoro nazionale che gestisce le attività per il comparto è composto da altre due colleghe: Nives Canovi di Modena e Antonietta Campesato di Vicenza - oltre che dalla coordinatrice nazionale di Cna, Antonella Grasso. Siamo un team molto affiatato e questo ci permette di lavorare in sintonia al fine di perseguire gli obiettivi comuni, 10

Quale è, attualmente, il quadro della situazione riguardante le piccole imprese artigianali che operano in Italia nel campo della pulizia professionale? “Nell’universo delle imprese di pulizia ufficialmente attive sul territorio nazionale, occorre sottolineare come la piccola impresa sia la forma prevalente di esercizio della nostra attività economica così come è bene emerso da un’indagine settoriale affidata alla società Localglobal di Firenze. Da un’analisi nel dettaglio, sotto il profilo della dimensione d’impresa, è stata evidenziata - infatti - la numerosità di aziende condotte sotto forma di ditte individuali e società di persone (Sas e Snc) e che nel complesso presentano un’incidenza pari a circa il 70% del totale”.


“La nostra attenzione è massima sui temi riguardanti la suddivisione in lotti degli appalti, le norme che regoleranno i consorzi e le reti di impresa, i requisiti di capacità economica e tecnico-finanziaria per la partecipazione agli appalti affinché possano essere proporzionati alla tipologia dei servizi oggetto di gara” di Maurizio Pedrini

camerali - emerge un mercato di riferimento per così dire ‘dualistico’ e segmentato, dove alla maggioranza di micro e piccole imprese artigiane si affianca una ristretta cerchia di poche grandi aziende assai strutturate anche sotto forma di multiservice. A tale proposito è possibile parlare di un mercato che presenta alcune caratteristiche di concorrenza imperfetta sotto forma di ‘oligopolio’. I fattori principali che tratteggiano i contorni della sua natura oligopolistica attengono più a economie di scala e/o barriere all’ingresso - in senso tecnico, dal lato dei costi e della normativa, che a barriere di natura relazionale, tecnico/organizzativo/gestionale e contrattuale. Tutto questo ha generato una sorta di meccanismo d’interazione strategica, anche attraverso elementi che possono richiamare fenomeni di collusione esplicita - ad esempio cartelli - o tacita tra i pochi grandi players del mercato”. Dunque un mercato che si presenta tutto in salita per le vostre imprese, o sbaglio? “No, non sbaglia affatto: è di tutta evidenza che tali meccanismi tendono ad alterare profondamente il corretto funzionamento del mercato stesso imponendo, così, una netta segmentazione dell’offerta attraverso meccanismi tali da escludere, eliminare o limitare la concorrenza delle imprese piccole. Su questo argomento stiamo lavorando intensamente: siamo infatti convinti che, mentre nel caso dei grandi players i meccanismi di cooperazione possono creare effetti negativi o inefficienti per il sistema economico nel suo complesso, talune forme di cooperazione tra ‘piccoli’ siano decisamente auspicabili. Su questo punto occorre infatti rilevare che i sistemi di cooperazione e alleanze tra le piccole aziende si basano sul meccanismo ‘win-

win’, il cui beneficio si stende oltre i rapporti tra le imprese stesse e pervade tutto il mercato. La necessità di ampliamento di alleanze tra le micro, piccole e medie imprese (consorzi, ma anche e soprattutto contratti di Rete) trova una concreta giustificazione sulla scorta di una domanda in evoluzione che richiede spesso una integrazione dei servizi offerti e una migliore qualità degli stessi. In tal senso il nostro impegno è rivolto verso la ricerca di meccanismi di unione e cooperazione strategica nel mondo delle micro, piccole e medie imprese artigiane finalizzati ad aprire il mercato soprattutto dal lato della qualità - andando così a creare i presupposti per una complementarietà sia della tipologia dei servizi offerti che della loro copertura territoriale”.

Francesco Gennarielli

Cos’è cambiato per l’impresa artigiana del settore dal 2008, anno di inizio della crisi economica? “Il quadro di analisi in Italia, sulla dinamica recente della piccola impresa e dell’impresa artigiana del settore, rileva perdite di valore e di fatturato a carico delle imprese artigiane negli ultimi anni. Nello specifico, il quadro congiunturale che emerge dall’osservazione del fatturato contabile delle imprese artigiane di pulizia mostra chiaramente l’impatto e l’entità delle crisi, rafforzati dal fatto che i ricavi delle imprese artigiane del settore sono fortemente influenzati dall’andamento della domanda interna, in particolare dai consumi della Pubblica Amministrazione e delle famiglie. In effetti, i servizi di pulizia sono fra quei settori che in questa fase soffrono maggiormente con i consumi privati e la spesa pubblica che risultano in grave sofferenza. In questo contesto dobbiamo rilevare un’altra criticità a carico dell’impresa artigiana, che sconta più di altri soggetti

rese

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

11


imprese

Associazioni a confronto produttivi anche gli effetti dell’attuale crisi del sistema creditizio e il venir meno di strumenti che in precedenza consentivano di sopperire a ritardi di pagamenti in sospeso, coprivano le spese di gestione corrente e garantivano i capitali necessari per gli investimenti e i programmi sul medio-lungo periodo. Inoltre, le difficoltà legate al calo della domanda dei servizi di pulizia sono ulteriormente aggravate da una serie di pre-condizioni e procedure discriminanti che limitano la possibilità di accesso per la piccola impresa al mercato degli appalti pubblici”. A proposito di appalti pubblici, ci sono importanti novità in vista a livello governativo: siete soddisfatti delle novità? “In queste settimane in cui il Governo si avvia alla promulgazione del DDL in materia di appalti pubblici per l’attuazione delle Direttive del Parlamento europeo e del Consiglio, la nostra attenzione è massima e riferita anche a precisi capitoli - più specificatamente a quelli concernenti la suddivisione in lotti degli appalti, le norme che regoleranno i consorzi e le reti di impresa, i requisiti di capacità economica e tecnico finanziaria per la partecipazione agli appalti affinché possano essere proporzionati alla tipologia dei servizi oggetto di gara. Altri aspetti essenziali di nostro interesse riguardano: la regolamentazione del subappalto e l’istituto dell’avvalimento, la disciplina sull’esecuzione del contratto e l’applicazione delle cosiddette ‘clausole sociali’ negli appalti pubblici ad alta intensità di manodopera (labour intensive), il recepimento della strategia comunitaria volta al riconoscimento dell’importanza delle PMI in quanto creatrici di posti di lavoro e protagoniste nella corsa al benessere e all’innovazione nelle comunità locali e regionali, l’introduzione di procedure atte a garantire la trasparenza e la comunicazione delle informazioni inerenti le gare d’appalto”. Quali sono le altre problematiche al centro della vostra attenzione che state affrontando come CnaImprese di Pulizia? “Nei prossimi mesi saremo impegnati su più fronti: innanzitutto, nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica

“Saremo inoltre attivi nelle azioni di contrasto - nei pubblici appalti - ai fenomeni di ‘azzardo morale’ verso quei soggetti economici che intraprendono strategie di massimizzazione del profitto venendo meno ai propri doveri e al rispetto di quanto stabilito nel contratto” 12

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

su un settore - il nostro - che è ancora sconosciuto ai più, nei suoi meccanismi e nelle sue performances: questo squilibrio di conoscenza favorisce e accelera i processi di precarietà e di lavoro sommerso. In secondo luogo, opereremo per l’individuazione di strategie comuni per le attività di promozione della collaborazione tra le nostre imprese. Saremo inoltre attivi nelle azioni di contrasto - nei pubblici appalti - ai fenomeni di ‘azzardo morale’ verso quei soggetti economici che intraprendono strategie di massimizzazione del profitto venendo meno ai propri doveri e al rispetto di quanto stabilito nel contratto. Inoltre saremo attivi nella promozione del concetto di ‘valore della pulizia’, anche sulla base delle risultanze di una recente ricerca condotta da ISPO, per cui esiste un gap importante tra il livello di pulizia desiderato e quello effettivamente percepito nella vita quotidiana e, soprattutto, riferito a quegli ambienti in cui la pulizia incide in maniera determinante sulla soddisfazione e sul benessere dei consumatori-utenti anche in termini di salute e di prevenzione. Altri due aspetti che ci stanno molto a cuore sono, da un lato la promozione di iniziative per la gestione e la sostenibilità delle criticità ambientali del settore, dall’altro quella nei confronti del tessuto economico e produttivo delle tematiche della responsabilità sociale di impresa, con l’obiettivo di favorire la creazione di luoghi di scambio e di confronto su tutte le materie attinenti all’etica e dove si possano incontrare, sotto il profilo economico, il salario e il profitto. Riteniamo infine che, alla luce del valore aggiunto che le imprese artigiane hanno con il territorio e le loro comunità, sia doveroso che le istituzioni affrontino le questioni inerenti le minacce presenti nel mercato del servizio di pulizia e intervengano sui punti di debolezza”. Come valuta l’impatto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sottoscritto due anni fa? “Una riflessione sul CCNL per le imprese artigiane esercenti le attività di pulizia e disinfestazione, stipulato nel mese di settembre dell’anno 2014 dopo circa undici anni di vuoto contrattuale, in effetti mi pare d’obbligo: è stata una negoziazione difficile, lunga e laboriosa ma che ha ripristinato l’indiscusso valore etico e professionale della presenza delle imprese artigiane in questo comparto. Un risultato davvero prezioso, raggiunto grazie al grande senso di responsabilità sia delle Parti Datoriali che delle Organizzazioni Sindacali. L’assenza sul piano delle Relazioni sindacali del Settore dell’Artigianato ha di fatto comportato, in tanti anni, un disastroso imbarbarimento del mercato e degli ‘attori’ dello stesso, favorendo anche l’ingresso di realtà di scarsa trasparenza che - sfruttando i vuoti informativi dei committenti e l’impossibilità di agire dei concorrenti - hanno determinato il decadimento della qualità dei servizi, il deterioramento delle condizioni di lavoro, la marginalizzazione delle imprese virtuose, ricadute gravi in materia di sicurezza, formazione, ambiente e responsabilità sociale”. 


www.klindex.it

• 100% Made in Italy • Radiocomando • Trasmissione a ingranaggi • Regolazione pressione lavoro • Ruota anteriore per trasporto • Versioni a 6/4/3 teste • Alte performance con DCS • Rapido cambio utensili • Aspiratori industriali

La scelta del professionista Levigatrici • Aspiratori • Utensili diamantati • Monospazzole • Prodotti chimici • Soluzioni per pavimenti

Klindex s.r.l. SS 5 Tiburtina valeria km209+200 • Manoppello (PE) Italy | Tel +39 085 859 546 • Fax +39 085 8599 224 • www.klindex.it ▪ info@klindex.it


Case History

eco

ARCO CHIMICA / di Maurizio Pedrini

Ecologia E INNOVAZIONE AL SERVIZIO DELLA DETERGENZA

In ventidue anni di attività produttiva, l’azienda di Medolla si è imposta alla ribalta del settore con tanti progetti di qualità che hanno cambiato il mercato. Il successo del Sistema Infyniti e delle nuove App, premiate a più riprese, permette di definire il “costo in uso” della detergenza secondo standard qualitativi personalizzabili. Il 2016, poi, vedrà l’avvio di TAILOR in partnership con Kärcher Italia: si tratta di un progetto basato su un software e su una nuova applicazione che apre le porte a un modo nuovo di fare pulizia

P

Proseguiamo il nostro viaggio per conoscere da vicino i marchi protagonisti del professional cleaning recandoci nella laboriosa terra modenese, a Medolla, dove ha sede un’industria che ha fatto dell’innovazione la propria mission imprenditoriale: ARCO Chimica. L’azienda produce detergenti, sia tradizionali che in formula concentrata, e ha sviluppato - intelligentemente soluzioni e sistemi che, affiancati alla vendita dei prodotti, sono stati in grado di fornire loro un considerevole valore aggiunto. 14

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

Una “storia” iniziata nel 1994

ARCO Chimica, capofila di Arco Chemical Group, nasce l’1 giugno 1993 a Carpi in provincia di Modena. Ne sono fondatori Luca Cocconi e la compianta Alessandra Ardizzoni. Nella fase di start-up vi operano solo quattro dipendenti che - abilmente guidati - realizzano Eis, un prodotto multiuso per la pulizia dei vetri che viene venduto con successo nel 1994. Da allora, l’ascesa produttiva e commerciale che porta ARCO Chimica a giocare un ruolo da protagonista sul palcoscenico dell’igiene specializzata è costante. In pochi anni il marchio, con stabilimento a Medolla (sempre nell’hinterland modenese), acquista grande prestigio grazie alla messa a punto di una gamma completa di prodotti chimici detergenti per la pulizia di ambienti industriali, alimentari, ospedalieri, sanitari, alberghieri, pubblici, privati e scolastici. Oggi lo staff formato da dipendenti, collaboratori, dealers e importanti partners commerciali della giovane e dinamica azienda si contraddistingue per dinamismo ed entusiasmo. Lasciato definitivamente alle spalle il ricordo del terremoto del 29 maggio 2012, che ha lesionato seriamente il capannone della fabbrica costringendo la direzione a procedere alla demolizione e al completo rifacimento dell’area produttiva, ARCO Chimica si presenta da qualche anno con un modernissimo sito industriale che sorge su una superficie complessiva di oltre 15.000 mq (7.500 dei quali coperti), compresa la nuova ala recentemente acquisita e predisposta per accogliere il primo TAILOR - Point d’Italia. Le linee produttive interne allo stabilimento, ad alto valore tecnologico, consentono di realizzare una media di 20.000 kg/giorno di prodotto detergente al

La sede di ARCO Chimica a Medolla


ologia ritmo di 4,5 milioni di kg all’anno.

Il marchio, i mercati e la vocazione ecologica

“Il nostro marchio”, spiega il direttore generale Luca Cocconi, “sotto il profilo commerciale opera attraverso una rete di concessionari e distributori, 130 dei quali sono presenti sull’intero territorio italiano e 40 all’estero. A essi l’azienda offre ogni giorno un prezioso e concreto supporto: software gestionali per imprese e servizi; corsi di formazione tecnici e commerciali; affiancamento degli agenti di vendita; sopralluoghi in loco; analisi del prodotto e delle problematiche tecniche nei diversi settori. A disposizione dei nostri partners commerciali mettiamo pure quaderni di lavoro tecnicosettoriali, manuali HACCP, listini multimediali e tutti i più avanzati strumenti di vendita digitalizzati con programmi software e preziose Applicazioni che facilitano enormemente il loro lavoro, stimolandoli anche a livello premiale e motivazionale. Per quanto riguarda il nostro posizionamento sui mercati stiamo puntando a una quota export del 35%, che appare ormai alla nostra portata: siamo ben radicati in Spagna, Portogallo e Francia ma abbiamo incrementato la nostra presenza un po’ in tutta Europa: Austria, Germania, Croazia, Grecia,

Ungheria. Senza contare i positivi accordi commerciali da noi raggiunti in Brasile, Perù, Kazakistan ed Emirati Arabi”. ARCO Chimica può vantare legittimamente il merito di essere stata la prima azienda italiana ad aver realizzato e immesso sul mercato del cleaning professionale una gamma completa di prodotti a marchio Ecolabel. Una vocazione, quella verso l’ecologia e il green cleaning, consolidata e cresciuta nel tempo fino a sfociare in produzioni, anch’esse all’avanguardia in Italia. Soluzioni che, partendo dalla metodologia tradizionale, si proiettano verso nuove dimensioni di detergenza grazie alla Certificazione di laboratorio ISO 17025 per il Decreto Ambientale CAM al servizio del Green Public Procurement e dello sviluppo sostenibile. I sempre maggiori investimenti in Ricerca e Sviluppo hanno portato ARCO Chimica a conseguire, tra 1250 aziende partecipanti, un’ambita menzione speciale per il GPP al Premio Detergenza Verde indetto da Legambiente Emilia Romagna. Un riconoscimento che, oltre ad aver legittimamente rafforzato l’orgoglio e le ambizioni dell’azienda di Medolla, ha donato spinta ed entusiasmo a una strategia ricca di soddisfazioni per la dirigenza.

Il successo dell’innovazione tecnologica

Oggi ARCO Chimica è un’industria che gioca tutte le proprie carte sull’innovazione tecnologica, anche grazie al fondamentale apporto di Intuitive Solutions, azienda acquisita dal Gruppo e dall’elevato know how in campo informatico, capace di pensare e realizzare soluzioni integrate altamente avanzate e su misura per il mercato del cleaning professionale e dei servizi integrati. L’acquisto di Intuitive Solutions ha offerto un trampolino di lancio per l’intero Gruppo stimolando un ulteriore salto di qualità nella ricerca, sperimentazione

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

15


Case History

ARCO CHIMICA /

eco

ed innovazione informatica e digitale. L’operazione ha permesso - tra l’altro - ad ARCO Chimica di lanciare sul mercato una serie di nuove App, collegate a Infyniti, il sistema di distribuzione di detergente in monodose concentrata che tanto successo ha riscosso fin dalla nascita per la capacità di rispettare l’ambiente, tagliando costi, sprechi e inquinamento per il trasporto e lo smaltimento di imballaggi oltre a garantire un pulito efficace e sicuro. L’App, lanciata un paio d’anni fa, che permette al cliente di conteggiare con esattezza il costo effettivo di un detergente e il costo del pulito al metro quadro, ha riscosso grande consenso sia in Italia che all’estero. L’applicazione Infyniti App, dopo essersi piazzata al secondo posto allo Smau Mob App Award (il Premio realizzato dal Salone milanese dedicato all’innovazione e attribuito dagli osservatori della School of Management del Politecnico di Milano)

Il nostro cliente ideale sarà il consumatore specialistico del cosiddetto “fai da te”, che oggi è alla ricerca di qualcosa di nuovo e di migliore rispetto al prodotto tradizionale 16

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

ha ottenuto altri riconoscimenti di prestigio. “Infyniti App”, precisa Luca Cocconi, “è un’applicazione unica nel settore del cleaning professionale che permette di definire il “costo in uso” della detergenza secondo standard qualitativi personalizzabili. Inoltre, consente di definire il miglioramento ambientale in termini di riduzione del consumo di energia elettrica, di acqua, di imballi di cartone e di plastica e di emissioni di CO2 nell’aria utilizzando la nuova linea dei nostri detergenti concentrati Infyniti Caps al posto di quelli tradizionali. Grazie all’applicazione che abbiamo creato, l’impresa che opera nel cleaning professionale ha - per la prima volta - la possibilità di conoscere preventivamente il costo della detergenza, ottimizzare la programmazione degli acquisti in base ai consumi preventivati, adottare le rese corrette nelle operazioni di pulizia previste nel piano di lavoro e trasformare il costo della detergenza da un costo variabile in un costo fisso. Per ARCO Chimica e i propri dealers questa App rappresenta un modo assai innovativo di approcciare il mercato della detergenza professionale in quanto permette, modificando la strategia di vendita tradizionale basata sulla estenuante trattativa quantità/ sconto e passando al “costo in uso del detergente” Euro/ mq, di recuperare un’importante marginalità”.

Nuovi orizzonti: il progetto TAILOR

All’orizzonte, intanto, si intravvedono rilevanti appuntamenti con inedite alleanze commerciali destinate senz’altro a lasciare il segno nel mercato italiano e internazionale della detergenza. La novità principale dell’anno da poco iniziato è l’accordo raggiunto con Kärcher Italia per dare corpo al progetto TAILOR. “Grazie a questa importante partnership”, afferma Cocconi, “andremo a realizzare uno strumento assai innovativo, basato su un software e su una nuova applicazione, che apre le porte a un modo nuovo di fare pulizia consentendo al mercato di acquistare tutto il cleaning necessario in formula controllata, conoscendo preventivamente il costo al metro quadro del pulito oppure quello a canone. Si potrà così disporre della programmazione e degli ordini aperti per la durata dei cantieri o degli appalti in gestione. Con questo sistema, saremo in grado di garantire al cliente finale la certezza della qualità del risultato a un costo certo e modulabile in funzione delle proprie esigenze”. Fiore all’occhiello della nuova alleanza commerciale sarà la destinazione d’uso della nuova ala realizzata di fianco allo stabilimento di Medolla, che ospiterà il primo TAILOR-Point in ambito nazionale che sarà inaugurato a metà aprile. “Sarà una struttura di prestigio”, aggiunge Cocconi, “appositamente destinata all’igiene venduta su misura. La strategia commerciale che abbiamo adottato, insieme al nostro partner, è proprio quella di portare su tutta la filiera del mercato professionale del cleaning la possibilità di acquistare un pulito a costo certo e garantito.


ologia All’interno dell’ala aziendale, ormai pronta, troverà posto anche una Sala Corsi per la formazione del personale, compresi dealers e utilizzatori finali. Punteremo anche a far conoscere ai nostri partners commerciali e alla clientela la strategia che Arco Chemical Group/ARCO Chimica e Kärcher Italia hanno definito insieme, non solo come nuova opportunità di core business ma specialmente quale cambiamento di metodologia di vendita. Del progetto sarà partner anche Unicredit che ha visto nel nostro mondo e negli obiettivi che stiamo perseguendo la possibilità di un vero cambiamento nella vendita: non più finalizzata al prodotto ma collegata al servizio”.

Le altre proposte per il 2016

Le direttrici di sviluppo per il 2016 sono ricche anche di altre proposte che riguardano innanzitutto il Sistema Infyniti: “Il riscontro più evidente della bontà del nostro lavoro”, precisa Cocconi, “viene proprio dal mercato stesso, dove i nostri maggiori concorrenti stanno sostanzialmente riproponendo la strada del superconcentrato ovvero quanto ARCO Chimica sta esprimendo da alcuni anni a questa parte, con ottimi risultati. Per quanto concerne l’evoluzione di questo affermato Sistema, la novità principale che andremo a sviluppare è quella dei nuovi confezionamenti delle caps di Infyniti: una scelta con la quale stiamo cercando di offrire un maggior supporto tecnico alle clientela andando incontro alle esigenze del mercato che ci chiedeva di ridurre il più possibile le referenze date all’utilizzatore finale. Abbiamo perciò ideato questi micro kit che abbracciano il “mondo” al quale ci rivolgiamo con fiducia, dal piccolo ristoratore alla grande impresa, suddividendo già i prodotti selezionati all’interno dei vari micro box. Siamo usciti con una quindicina di referenze, puntando ad assicurare un consumo minore di detergente con il massimo della resa. Ma le novità del 2016 non finiscono qui: “Già da un anno”, aggiunge Cocconi, “abbiamo predisposto un kit di prodotti, denominato “Pulintelligente”, che è tenuto sotto osservazione e supervisione da parte dei migliori esperti della GDO: due kit, uno start up e l’altro di ricarica di prodotto concentrato per pavimenti, vetri e bagno che - una volta diluito - è in grado di ottimizzare i consumi senza penalizzare l’efficacia degli interventi. Ogni kit è stato studiato allo scopo di soddisfare al meglio l’esigenza di pulizia, nell’arco di due mesi, per una struttura di circa 80 mq. Il Pulintelligente migliora l’ambiente utilizzando, appunto, monodosi di prodotto concentrato e contribuisce a limitare consumi di CO2 nell’aria, quelli idrico ed elettrico, senza contare la consistente riduzione di imballaggi. Pulintelligente è ecologico, perché salvaguarda l’ambiente riducendo lo spreco; economico, in quanto consente un risparmio del 30% sul metodo di pulizia tradizionale; professionale,

Certificazioni, un prezioso supporto alle aziende

Ultimo filone quello dell’affiancamento alle aziende per le certificazioni: “Il lavoro svolto in questi ultimi dieci anni, attraverso il quale circa 400 imprese hanno avuto modo di essere certificate”, conclude il direttore generale di ARCO Chimica, “ci vedrà nel corso di questo 2016 e nell’anno seguente forse ancora più impegnati rispetto al passato. Non a caso Intuitive Solutions diventerà ufficialmente - all’interno di Arco Chemical Group - l’azienda erogatrice di tutti i servizi. Cambieranno le norme e i vari documenti disciplinari per ottenere le certificazioni perché, nel 2017, verranno riscritti tutti e quattro i manuali delle quattro certificazioni. C’è grande attenzione da parte della committenza e anche, direi, una sorta di timore per l’impegno che ci aspetta ma sono certo che Intuitive Solutions, grazie alla consulenza e all’elevata professionalità dell’ingegner Castellani e del dottor Miranda che guideranno il progetto (e di tutte le altre persone che saranno al loro fianco in questo delicato lavoro), sarà in grado di soddisfare pienamente le attese. I nostri esperti stanno già riscrivendo - d’intesa con gli Enti certificatori - i nuovi manuali ed entro la metà dell’anno dovremmo avere pronti i primi due/ tre di essi che saranno quelli relativi alle ISO 9000, ISO 14000 e ISO 18000 - già convalidati nelle versioni ambientale, etica e di qualità”.

Luca Cocconi

perché offre un prodotto di qualità per la pulizia di pavimenti, vetri e bagno. Questo prodotto è rivolto a un settore specializzato della GDO, specialmente ai Brico Point, alle ferramenta e alle catene di vendita di materiale elettrico. Ci andremo a posizionare, perciò, in una fascia intermedia tra il professionale, il semi-professionale e la GDO rivolgendoci a un mercato dimensionato per le qualità e le potenzialità della nostra azienda. Il nostro cliente ideale sarà il consumatore specialistico del cosiddetto “fai da te”, che oggi è alla ricerca di qualcosa di nuovo e di migliore rispetto al prodotto tradizionale”. 

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

17


intervista

Maria Letizia Nepi

INDUSTRIA DEL RICICLO RIFIUTI, UN PILASTRO DELLA CIRCULAR ECONOMY “La crescita complessiva del settore appare evidente in tutte le filiere, con punte d’eccellenza nel tasso di riciclo in alcuni comparti come carta (80%), acciaio (74%), alluminio (74%) e vetro (70%) mentre la crescita più significativa la registra il legno”, spiega Maria Letizia Nepi, segretario FISE UNIRE (Unione Imprese di Recupero)

A di Andrea Massignani

A margine della presentazione dello studio annuale “L’Italia del Riciclo” - il Rapporto promosso e realizzato da FISE UNIRE (l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile - abbiamo intervistato Maria Letizia Nepi, segretario FISE UNIRE (Unione Imprese di Recupero), per avere un quadro della situazione in un comparto di importanza sempre più strategica per l’economia del nostro Paese. Quale è lo stato di salute dell’industria del riciclo e dell’intero settore in Italia in base all’ultimo rapporto FISE UNIRE? “Dalla nostra analisi annuale, emerge con evidenza che l’industria del riciclo rifiuti è ormai diventata un pilastro della circular economy: il settore degli imballaggi ha proseguito la propria crescita (nel 2014 il 66% è stato avviato a riciclo, +2% rispetto al 2013), così come hanno compiuto concreti passi in avanti quello dei RAEE, quello della gestione della frazione organica e degli pneumatici fuori uso. Dunque, un comparto vitale e che gode di buona salute nonostante le difficoltà presenti nel contesto normativo di riferimento e - soprattutto - un comparto che gioca un ruolo strategico sotto il profilo ambientale, economico e di supporto all’industria nazionale di questo Paese”. Quali sono i settori con il segno positivo dove stanno crescendo il riciclo e la cultura (di esso) che dovrà renderlo, in futuro, sempre più praticato in Italia? “La crescita complessiva del settore appare evidente in tutte le filiere con punte d’eccellenza nel tasso di riciclo in alcuni comparti come carta (80%), acciaio (74%), alluminio 18

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

(74%) e vetro (70%), mentre la crescita più significativa la registra il legno (+10%: da 1,4 mln di tonnellate a 1,539). Segnali positivi arrivano anche dalle altre filiere: cresce la quantità di frazione organica raccolta in modo differenziato con 5,7 milioni di tonn. (+9,5% rispetto al 2013); cresce la quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) raccolte (+3% rispetto al 2013), che raggiungono la quota pro-capite nazionale di 3,81 kg per abitante, di poco inferiore alla soglia di 4 kg fissati come target a fine 2015 (ma nei prossimi tre dovrà essere raccolta una quantità più o meno tripla); si avvicina agli obiettivi europei il tasso di reimpiego e riciclo dei veicoli fuori uso, che raggiunge l’80,3% ma è il recupero energetico a mancare l’obiettivo. Mostrano, infine, vitalità anche il riciclo degli pneumatici con 129.000 tonn. recuperate e quello dei rifiuti tessili che aumenta del 12% con 124.000 tonnellate”. In estrema sintesi, cosa occorrerebbe fare per veder ulteriormente migliorare i risultati delle singole filiere? “Per migliorare ulteriormente le performance dell’industria del riciclo è necessario ridurre i costi amministrativi e burocratici oltre che combattere le illegalità in modo efficace. Come evidenzia il nostro Rapporto L’Italia del Riciclo bisogna facilitare l’applicazione delle norme in maniera omogenea sul

Nel 2014 i rifiuti di origine urbana e industriale movimentati attraverso i confini italiani hanno raggiunto quasi quota 10 milioni di tonnellate - 5,9 dei quali importati e 3,8 esportati


territorio nazionale, sostenere le imprese per migliorare l’accesso al credito e ai fondi europei, alleggerire gli oneri burocratici del settore, semplificare gli iter autorizzativi ed emanare i regolamenti e le norme tecniche mancanti tenendo conto anche degli indirizzi e delle nuove proposte della Commissione Europea. Una spinta importante per lo sviluppo del riciclo arriverà da queste proposte: secondo le stime della Commissione, infatti, il Pacchetto sulla circular economy porterà nell’Unione Europea - entro il 2030 ad un risparmio di 600 miliardi di euro, alla creazione di 580.000 posti di lavoro e alla riduzione delle emissioni di carbonio di 450 milioni di tonnellate all’anno”. Veniamo alla criticità e ai nodi da sciogliere che il Rapporto ha evidenziato, in particolare ai rifiuti esportati all’estero dall’Italia per essere trattati e i cui costi sono a dir poco esorbitanti. Cosa bisogna fare? “Nel 2014 i rifiuti di origine urbana e industriale movimentati attraverso i confini italiani hanno raggiunto quasi quota 10 milioni di tonnellate - 5,9 dei quali importati e 3,8 esportati. L’esportazione, a differenza di quanto generalmente si crede, è un fenomeno che interessa tutto il Paese anche se dal Centro-Sud parte quasi il 40% dei rifiuti. Si tratta di rifiuti anche recuperabili (il 24% del totale in uscita è formato da plastica e carta), ma la maggior parte dei rifiuti spediti all’estero - intorno al 60% - non rientra in nessuna delle tradizionali filiere merceologiche e si caratterizza per un’alta incidenza di pericolosi. Tra il 2009 e il 2014 si è registrata una crescita del 60% dei rifiuti importati mentre quelli esportati sono aumentati del 10%. Ora, dal raffronto tra import ed export, emerge un paradosso: 450.000 tonnellate di rifiuti importati (circa l’8% di quelli trasportati nel nostro Paese per essere trattati) equivalgono - per volume e tipologia - a rifiuti italiani spediti all’estero, con costi per noi spesso esorbitanti. Alla base di questa apparente contraddizione stanno sia le condizioni di mercato, che in date situazioni non rendono conveniente il recupero in Italia, sia la carenza e l’inadeguatezza impiantistica: è evidente che per superare queste strozzature ed incoraggiare gli investimenti necessari, occorre sia una maggiore stabilità del quadro regolatorio ed applicativo sia politiche di incentivazione dei mercati del riciclo. Anche la lotta alla criminalità, al sommerso e ai traffici illeciti dei rifiuti gioca un ruolo fondamentale”. Oggi si parla molto di riciclo e sostenibilità: a suo avviso, la crisi economica e il calo dei consumi sono fattori che possono incidere favorevolmente sulle abitudini degli italiani spingendoli in questa direzione? A quali condizioni? “Certamente la crisi dei consumi comporta anche

minori quantità di rifiuti da raccogliere, riciclare o smaltire. Molto è cambiato negli ultimi anni nelle abitudini degli italiani che hanno familiarizzato con le raccolte differenziate e lo testimoniano le diverse eccellenze territoriali in diverse aree geografiche del nostro Paese. Resta ancora molto da fare e da comunicare efficacemente per spingere ancora più avanti la raccolta e, contestualmente, supportare i mercati di sbocco dei prodotti riciclati che oggi si confrontano con una crisi dei prezzi delle materie prime che rischia di rendere non sostenibile il meccanismo stesso alla base dell’economia circolare. Senza mercati in cui impiegare i prodotti riciclati la stessa raccolta differenziata diventa uno strumento improduttivo”. Quali azioni andrebbero svolte per sviluppare ulteriormente la cultura del riciclo e della sostenibilità? “Per aumentare le quantità avviate a riciclo è necessario stimolare la conoscenza dei vantaggi che l’utilizzo di materiali riciclati può determinare, non solo in senso ambientale (minore ricorso alla discarica) ma anche in senso economico e prestazionale. Non tutti sanno che in talune specifiche applicazioni (es. superfici sportive o sottofondi stradali) l’utilizzo di materiale riciclato (granulo in gomma o aggregato riciclato) risulta meno costoso di quello del corrispondente materiale vergine e, quindi, può comportare un vantaggio economico non indifferente; inoltre, l’impiego di riciclato può addirittura conferire al manufatto finale caratteristiche migliori rispetto al prodotto ‘convenzionale’: è il caso delle fondazioni stradali realizzate con aggregati riciclati, che presentano caratteristiche di portanza della struttura migliori di quelle ottenibili con altri materiali oppure degli asfalti modificati con polverino di gomma riciclata, utilizzati in tutto il mondo per migliorare la resistenza e le capacità fonoassorbenti del manto stradale e la frenata del pneumatico sull’asfalto. Occorre, quindi, fornire adeguate informazioni agli utilizzatori e alle stazioni appaltanti e sensibilizzare le Pubbliche Amministrazioni e le Centrali di acquisto ad inserire nei loro bandi i Criteri Ambientali (recentemente resi obbligatori dalla Legge 221 del 2015, c.d. “Collegato ambientale”) e a promuovere l’acquisto di manufatti realizzati con materiali riciclati. Purtroppo in Italia, a differenza che in altri Paesi, le opportune politiche di green procurement e green purchasing ancora stentano a decollare ad eccezione

Maria Letizia Nepi

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

19


intervista

Maria Letizia Nepi

che in alcune realtà locali, nonostante in materia sia stata introdotta una normativa in attuazione di quella europea (Piano nazionale GPP)”. Quali sono gli obiettivi del nuovo Pacchetto sull’Economia circolare presentato dalla Commissione Europea? Quale è la vostra valutazione? “In generale, sul Pacchetto Economia circolare e sulle proposte di direttive ad esso collegate si può esprimere un giudizio complessivamente positivo; gli obiettivi risultano sufficientemente chiari e definiti, soprattutto in termini di aumento del recupero e del riciclaggio e di addio alla discarica; tuttavia, le misure proposte per raggiungerli non sembrano completamente adeguate e soddisfacenti. In considerazione della crisi del mercato delle materie prime, che in questi ultimi mesi ha investito pesantemente anche il mercato dei materiali riciclati, da un Pacchetto il cui scopo principale è promuovere la circolarità delle risorse ci si aspettava di più sul tema degli interventi a favore della domanda di materie prime secondarie, consistenti in incentivi o disincentivi, in una parola ‘strumenti economici’. Esempi di quali strumenti di mercato attuare sono rappresentati - come detto - dagli ‘Acquisti verdi’, dall’IVA agevolata per prodotti realizzati in materiali riciclati (almeno in una prima fase di avvio per stimolare la creazione di una domanda di tali materiali), dagli incentivi alla produzione e all’acquisto di beni costruiti con materiali provenienti dal riciclo, dall’aumento dell’ecotassa per diminuire il conferimento in discarica, dalla modulazione degli eco-contributi in base alla riciclabilità e alla riutilizzabilità dei prodotti. Alcuni di questi interventi sono peraltro previsti nel Collegato Ambientale appena approvato, ma necessitano di concreta attuazione secondo quanto indicato (accordi di programma); per gli altri, è sperabile che almeno qualcuno venga inserito in un prossimo provvedimento”. 20

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

Veniamo al ruolo di FISE UNIRE e delle aziende che voi rappresentate: quali sono i problemi che vive il settore e quali le vostre richieste? “Le carenze ed inefficienze che affliggono il settore, a livello soprattutto normativo ed amministrativo, sono difficili da sopportare specie in una fase di calo della domanda come quella attuale. Troppi sono i decreti e i regolamenti attesi da tempo: tra questi il decreto sui criteri di assimilazione, i criteri End of Waste, le Lineeguida per il rilascio delle autorizzazioni, gli standard per il trattamento di alcune tipologie di rifiuti, la disciplina della preparazione per il riutilizzo. Un’adeguata e stabile normativa di settore è indispensabile per assicurare condizioni di certezza per gli investimenti necessari alla realizzazione di iniziative di sviluppo industriale, in particolare nelle aree critiche del territorio. Una richiesta che stiamo portando avanti - a tutti i livelli istituzionali per fare un po’ di ordine, è la definizione di Linee-guida nazionali sui criteri di riferimento per il rilascio, in modo univoco e omogeneo, dei titoli autorizzativi agli operatori al fine di assicurare equità di condizioni operative, ambientali e di mercato alle imprese. Stiamo, inoltre, lavorando molto per la standardizzazione dei materiali secondari e per definire a livello normativo i loro requisiti nonché le condizioni alle quali cessano di essere considerati ‘rifiuti’ (c.d. criteri End of Waste). A tutt’oggi la principale norma nazionale di riferimento in materia rimane il D.M. 5 febbraio 1998, che tuttavia rappresenta una norma ormai superata a causa delle molteplici innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute; è assolutamente evidente l’importanza che questo strumento normativo assumerebbe per l’intero settore in termini di maggiore certezza delle regole di contesto e, quindi, di un auspicabile incremento dei tassi di raccolta, riciclaggio e riutilizzo a beneficio del risparmio complessivo di risorse, nonché dell’incremento dell’occupazione nei comparti interessati”. 


intervista

Matteo Marino

LA PULIZIA PROFESSIONALE TRA INNOVAZIONE E SPENDING REVIEW Abbiamo incontrato Matteo Marino, direttore commerciale di Kemika e past president di AfidampFAB - l’Associazione che raggruppa i fabbricanti italiani di tecnologie per l’igiene professionale di Maurizio Pedrini

M Matteo Marino è il direttore commerciale di Kemika, azienda di Ovada (AL) che produce e distribuisce specialità chimiche per la pulizia professionale: è stato per quattro anni presidente di AfidampFAB, l’Associazione che rappresenta i produttori italiani di tecnologie per il cleaning specializzato. Lo abbiamo incontrato per raccogliere la sua testimonianza manageriale e per riflettere sull’andamento di un settore di successo che vede il Made in Italy sul tetto d’Europa con oltre il 75% dei prodotti esportati all’estero.

Com’è maturata la sua decisione di operare in un’industria di questo comparto? “Faccio parte della famiglia che ne è proprietaria: nel 1994 mi sono laureato in Economia e Commercio, poi sono entrato subito a far parte dello staff dirigente dell’industria affiancando mio suocero, Vincenzo Cama, che ne è ancora il presidente. Non conoscevo affatto questo mondo ma, considerando la mia laurea, le opzioni erano soltanto due: aprire uno studio oppure entrare in azienda. Sono molto soddisfatto della mia scelta che mi ha offerto una grande opportunità di realizzazione”. Come si è affermata Kemika sul mercato? “Lo stabilimento si estende attualmente su 11.000 22

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

metri quadrati e ha una produzione annua di circa 7.000 tonnellate. L’azienda lavora in regime di qualità totale. L’intero ciclo produttivo del comparto chimico viene controllato da ben cinque laboratori, grazie ai quali si può garantire un elevatissimo standard di qualità. Rappresentiamo una realtà aziendale importante che si è rivolta inizialmente al mercato delle imprese di servizi, grazie al quale è cresciuta. Adesso facciamo tante altre cose ma il nostro core business è rimasto lo stesso, anche se ci siamo ancor più specializzati proprio per andare incontro sempre meglio alle esigenze di questa particolare clientela”. Come ha reagito Kemika ai processi di cambiamento dettati dalla crisi economica di questi anni? “Fino al 2003 si è assistito a un continuo crescendo nel mercato delle imprese di servizi, con uno sviluppo che ha trascinato aziende come la nostra verso fatturati sempre più consistenti. Poi le cose sono notevolmente cambiate, soprattutto a seguito delle numerosissime spending review che hanno frenato gli investimenti nel comparto delle pulizie professionali. Ma nonostante la contrazione del mercato e le varie difficoltà che abbiamo dovuto affrontare siamo riusciti a mantenere intatte le nostre posizioni, pur a fronte di una leggera flessione di fatturato, nell’ordine di qualche punto percentuale. In seguito abbiamo recuperato

Un’immagine della fiera Pulire 2015 a Verona


Avete guardato anche ad altri mercati? “Certamente: abbiamo conquistato mercati nuovi in cui fino al 2006 non eravamo presenti, in particolare quello dell’Horeca nel quale alcuni concorrenti facevano un fatturato maggiore rispetto al nostro: prodotti per comunità, lavanderie, lavastoviglie”. Quali sono oggi i vostri punti di forza? “Sicuramente il vero valore aggiunto, per noi, è l’essere un’azienda a dimensione familiare, nella quale il cliente può ancora parlare ai titolari e risolvere i problemi in tempo reale. Altri sicuri elementi forti sono tanto la grande affidabilità dei nostri prodotti, con un ottimale rapporto qualità-prezzo, quanto la straordinaria attenzione verso le varie opportunità offerte dal mercato per fare innovazione. Il tutto, cercando sempre di selezionare bene le strategie, per evitare errori clamorosi. Ad esempio, per quanto riguarda l’ecologia, c’è molta confusione sul mercato, con il rischio di intraprendere strade puramente pubblicitarie. A dimostrazione di ciò abbiamo fatto un grosso sforzo con i CAM, Criteri Ambientali Minimi, per individuare parametri e regole che consentano alle aziende del settore di realizzare dei prodotti veramente professionali, adatti alle esigenze delle imprese, riducendo considerevolmente l’impatto ambientale, senza dover sottostare alle limitazioni delle norme Ecolabel”. Come è cambiato il suo lavoro di manager in questi anni? “La sfida principale è stata quella di adattarsi alle trasformazioni in atto nei mercati con la riduzione dei fatturati complessivi e dei volumi, senza dimenticare la necessità di ripensare la rete distributiva dei nostri prodotti. Il mercato dei dealers, infatti, si sta riducendo moltissimo con forti concentrazioni ed aziende sempre più strutturate, a fronte di marcate difficoltà per quelle più deboli”. Quale potrà essere l’evoluzione futura del mercato del cleaning professionale? “Dopo una lunga fase in cui le imprese hanno tentato di perseguire economie di acquisto, orientandosi verso prodotti a basso costo, qualcosa sta cambiando. L’entrata in vigore della

Lei, fino a poco tempo fa, è stato alla guida di AfidampFAB: quale è il bilancio di questa esperienza? “Ho iniziato a vivere l’associazione nel 1998, quando il mercato era completamente diverso da oggi. Allora, forse, AfidampFAB era più conosciuta e stimata all’estero, soprattutto per il marchio della fiera Pulire esportato con successo in tutto il mondo. Il mio impegno è stato quello di costruire e mantenere una serie di preziosi rapporti con le istituzioni e i soggetti più rappresentativi della filiera del pulito presenti nel nostro Paese. Ora posso dire con soddisfazione che l’associazione ha un ruolo assai diverso dal passato: siamo interlocutori dei Ministeri e colloquiamo giornalmente con le associazioni delle imprese. Inoltre siamo riusciti a organizzare eventi che rappresentano un punto di ritrovo e confronto esclusivo per il mercato delle pulizie professionali. Questo, ovviamente, è stato un lavoro che non ho svolto da solo e perciò ringrazio tutta la squadra che ha operato al mio fianco”.

intervista

ma non siamo sostanzialmente cresciuti, il che rappresenta il maggior problema degli ultimi dieci anni”.

normativa CAM ha posto l’accento sulle opportunità rappresentate dai prodotti concentrati e di qualità che coniugano l’esigenza di risparmiare economicamente riducendo l’impatto ambientale. Le difficoltà, comunque, permangono e non si assiste ancora a una vera ripresa del mercato, semmai ad una stabilizzazione verso il basso”.

La fiera Pulire, che si svolge a Verona, si è sviluppata notevolmente sotto la sua presidenza... “Sì: in momenti delicati, in cui molte fiere di settore segnavano il passo, siamo riusciti a crescere facendo sì che l’appuntamento scaligero acquisisse un’importanza quasi pari a quella di ISSA Interclean Amsterdam”. Cosa pensa della progettazione ospedaliera finalizzata anche alla pulizia, alla sanificazione e alla sterilizzazione degli ambienti nosocomiali? “Si tratta di un tema di grande delicatezza e importanza. Quello del confronto con gli ingegneri che costruiscono le strutture ospedaliere è sempre stato uno dei progetti che mi sono proposto di portare avanti, purtroppo senza riuscirci. Spero che AfidampFAB riesca a farlo nell’immediato futuro”. 

Matteo Marino

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

23


Inchie sta

digita

Rivoluzione digitale / di Maurizio Pedrini

NEL

professional CLEANING

LA “RIVOLUZIONE DIGITALE” È GIÀ INIZIATA La digitalizzazione ha ormai investito la comunicazione, l’implementazione dei processi aziendali, le procedure di controllo, la progettazione dei modelli di macchine per la pulizia professionale e tanti altri aspetti del modo di vivere l’attività imprenditoriale

O

Ormai è il fenomeno del momento: la digitalizzazione globale nella comunicazione ma, soprattutto, nella dimensione produttiva e amministrativa sta modificando radicalmente la vita delle imprese. Mentre si vanno diffondendo innovative realtà imprenditoriali come le “start-up”, le aziende si preparano ad affrontare una sfida epocale che è destinata a cambiare il loro modo di essere e porsi sul mercato. Del resto, i dati raccolti finora da vari studi e ricerche danno un forte segnale che va in questa direzione: la digitalizzazione, sia in Italia che in Europa, è vista come un potente fattore di sviluppo ma i suoi effetti sulla crescita e sulla produttività non sono ancora 24

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

unificati e ogni Paese sta facendo esperienze diverse. L’Agenda Digitale Italiana, peraltro, ha posto tutta una serie di obiettivi strategici per lo sviluppo delle tecnologie, dell’innovazione e dell’economia digitale la cui scadenza, fissata per il 2020, appare ormai vicina nel tempo. C’è da chiedersi, tuttavia, se la nostra situazione nazionale e i limitati mezzi limitati a disposizione delle imprese, in tempi di perdurante crisi economica, consentano gli investimenti che sarebbero necessari non solo in termini finanziari ma anche di risorse umane. Il processo in atto, ovviamente, investe da vicino sia le imprese produttrici di tecnologie che quelle di servizi operanti nel professional cleaning. Proprio per tale ragione abbiamo pensato di raccogliere alcune riflessioni su questa tematica, così importante, che chiama in causa la capacità delle aziende di ripensare se stesse in termini dinamici e innovativi utilizzando al meglio Internet, i social media, le piattaforme 2.0 e di cloud computing, le App, l’E-commerce e tanti altri “strumenti” che la rivoluzione digitale sta mettendo a loro disposizione. Senza dimenticare che già si profila all’orizzonte il 4.0, ovvero la quarta rivoluzione industriale che, per alcuni analisti, potrebbe portare le aziende a produrre in modo del tutto automatizzato e interconnesso. Ma cosa intendiamo per “digitalizzazione”? Evitando i voli pindarici e per restare con i piedi per terra, ci riferiamo - per esempio - a questo processo per verificare il netto ridimensionamento - non certo la scomparsa - dell’impiego di documenti e archivi cartacei, come già da tempo deciso e attuato dall’Agenda Digitale del Governo. Oppure, il ricorso ad essa per facilitare i processi commerciali con i potenziali clientiacquirenti all’atto dell’offerta di un prodotto e al momento della stipula di un contratto di vendita. Il tutto mentre si affaccia anche da noi lo scenario, ancora semisconosciuto nel professional cleaning, del commercio on line che - però - proprio nel nostro settore presenta aspetti contraddittori,


ale Umberto Diamante

dato che la sua diffusione andrebbe inevitabilmente a scontrarsi con gli interessi di un mercato della distribuzione che in Italia fa ancora saldamente leva sulla figura del dealer. Infine, parlando di digitalizzazione, non possiamo dimenticare i problemi specifici che il Sistema Paese con i suoi storici freni al cambiamento - pone alla sua avanzata: primo fra tutti, la diffusione della banda larga che in alcune regioni non è ancora realtà. Nel sentire le aziende, tuttavia, la curiosità maggiore è quella di sapere se questa nuova “frontiera digitale” venga praticata già concretamente (a più livelli) o rappresenti un’opportunità certo percepita - ma considerata ancora abbastanza lontana nel tempo. “In effetti”, esordiscono Christoph e Florian Kasslatter, titolari di Markas, azienda di Bolzano che da trent’anni offre servizi di pulizia e ristorazione collettiva, “le nuove tecnologie hanno radicalmente modificato la vita di chi le usa, non solo a livello personale ma anche in ambito lavorativo. Da pochi anni a questa parte, infatti, sono molti i settori che hanno cambiato volto sotto questo aspetto e che, con molta probabilità, sono destinati ad ulteriori evoluzioni.

Un esempio lampante viene da un mercato complesso come quello dei servizi: rimanere costantemente aggiornati rispetto alle soluzioni offerte dalle tecnologie è vitale per qualsiasi realtà, ma a maggior ragione per le aziende che operano in un mercato così vasto. In questo settore, infatti, è spesso la soddisfazione del cliente in termini di trasparenza e di condivisione delle informazioni a fare la differenza”.

Christoph e Florian Kasslatter

In concreto, come vi siete mossi nel campo della digitalizzazione? “Da tempo abbiamo ricercato nuove strade per facilitare e rendere più efficiente il lavoro quotidiano in diversi settori dell’attività aziendale. Le soluzioni adottate sono di ausilio a diverse funzioni come ad esempio agevolare la comunicazione con il cliente, gestire in maniera migliore alcune attività logisticamente complesse nonché a livello di sistema per effettuare i controlli qualitativi del servizio erogato. Quanto al primo punto, ovvero la comunicazione con il cliente, Markas ha deciso di mettere a disposizione uno strumento informatico di condivisione dei dati che garantisce la trasparenza, la tracciabilità e l’accesso a tutte le informazioni utili relative al servizio 25


Inchie sta

digita

Rivoluzione digitale /

“La fotografia di questo settore è sicuramente positiva: il mondo dei servizi integrati è certamente in crescita”

erogato da Markas in un determinato sito. L’azienda, che conta più di 250 appalti in tutta Italia, può così disporre di uno strumento che consente di gestire in maniera efficiente e univoca le informazioni circa i presidi in cui quotidianamente opera. Markas, inoltre, ha sfruttato le opportunità concesse dalle nuove tecnologie per la gestione informatizzata di talune attività complesse come ad esempio il trasporto dei degenti intraospedaliero, che molto spesso è uno dei punti critici della logistica all’interno delle strutture sanitarie. Può capitare, infatti, che i pazienti debbano aspettare o percorrere lunghi tragitti per arrivare all’unità diagnostica, al centro prelievi o alla sala operatoria. Proprio per trovare una soluzione specifica a questa esigenza, è stato creato un servizio di trasporto intraospedaliero innovativo: grazie a un sistema informatizzato, i percorsi e i processi sono ottimizzati ottenendo maggiore efficienza e un risparmio di tempo e risorse, nonché un maggiore comfort per il paziente per via dei tempi d’attesa ridotti. Markas, infine, ha adottato un sistema innovativo anche per quanto concerne i controlli qualitativi sul servizio svolto. L’azienda, infatti, ha ‘messo in soffitta’ i controlli che venivano svolti con il supporto cartaceo optando per la digitalizzazione di questa attività. Grazie a questo strumento informatico da un lato il cliente può in ogni momento verificare gli esiti dei controlli effettuati, dall’altro anche per l’azienda risulta più agevole la storicizzazione e l’analisi dei dati riguardanti le verifiche svolte, nell’ottica di perseguire la mission aziendale di un miglioramento continuo”. Una scelta, quindi, che ha comportato molti vantaggi pratici? “Certamente: anche in questo caso la digitalizzazione, oltre a rendere possibile il risparmio di un ingente quantitativo di carta con un occhio di riguardo anche Loris Castellani

all’impatto ambientale del servizio, consente ancora una volta un dialogo sempre più trasparente con il cliente che ha così a propria disposizione le informazioni necessarie per monitorare in maniera condivisa l’andamento del servizio. Ovviamente, questi sono solo alcuni esempi delle attività aziendali che si sono evolute grazie alla digitalizzazione e da cui Markas sta prendendo spunto per lo sviluppo di ulteriori tecnologie, per gestire in modo integrato e collaborativo i processi interni ed esterni a supporto di funzioni progressivamente sempre più complesse”. Dante Rossetti, responsabile ufficio marketing di Lavorwash, azienda di Pegognaga (MN) che produce macchine per la pulizia industriale, afferma: “Seguiamo il fenomeno della digitalizzazione con grande interesse soprattutto a livello pratico e operativo, cercando di implementare sempre più le attività e i processi aziendali rendendoli - appunto - digitali. Per quanto riguarda le concrete ricadute al nostro interno, stiamo lavorando da diversi anni a livello di comunicazione implementando programmi e processi aziendali atti a informatizzare l’intero percorso di generazione dei lead a livello di vendite per trasformare poi questi lead in clienti. Abbiamo inoltre attivato un percorso di digitalizzazione per tutto quello che riguarda le comunicazioni interaziendali. Usiamo, infine, strumenti digitali per gestire le offerte multicanale e multicliente per soddisfare al meglio la nostra clientela. In futuro contiamo senz’altro di implementare i nostri investimenti, convinti che le tendenze in atto siano ormai irreversibili. Si calcola infatti


ale

che, grazie ai prezzi specifici decrescenti dei dispositivi di archiviazione di massa e dei computer, attraverso le potenti connessioni Internet a banda larga in crescita e ai network di telefonia mobile presenti quasi ovunque così come all’elevatissimo numero di indirizzi IP disponibili, sempre più oggetti avranno una identità digitale e una connessione a Internet sviluppando così l’Internet of Things (IoT). Entro il 2025, secondo attendibili stime, oltre 30 miliardi di oggetti saranno collegati all’IoT che rappresenta una interconnessione fra persone, oggetti, macchine, aziende e processi in grado di comunicare, scambiare informazioni e interagire in tempo reale. Le aziende non dovranno limitarsi solo a gestire l’enorme mole di dati ma piuttosto dovranno riuscire a trasformarli in Smart Data creando valore aggiunto per la clientela, migliorando il modo in cui i dati stessi sono elaborati, analizzati, trasformati e resi fruibili per il cliente. Grazie a queste nuove informazioni sarà possibile attuare azioni correttive, gestire deviazioni, identificare eventuali miglioramenti a livello di sviluppo della produzione. Sarà possibile, quindi, una sempre maggiore ottimizzazione dei processi”. Loris Castellani è responsabile dei progetti ricerca/sviluppo e della linea servizi di ARCO Chimica-Arco Chemical Group, azienda di Medolla (MO) che produce detergenti e ha fatto dell’innovazione il proprio credo; è anche alla guida di Intuitive Solutions, società software house del Gruppo con una lunga e brillante esperienza alle spalle. Questo il suo pensiero in merito al tema da noi proposto: “E’ sempre più evidente”, spiega, “come, soprattutto in Italia, le Direzioni ICT debbano puntare allo sviluppo e all’utilizzo di ruoli e competenze innovative all’interno e all’esterno dell’azienda, in modo da contrastare il fenomeno dirompente dell’innovazione digitale che in pochi anni ha spazzato via o stravolto interi settori. Questa sorta di ‘tsunami’ sta mietendo illustri vittime ma è anche in grado di creare nuovi mercati altrettanto rapidamente, a volte anche con costi assai contenuti. La gestione dell’innovazione è la prima sfida organizzativa dell’anno in termini di ruoli, competenze e processi secondo il 52% dei CIO italiani. Al secondo posto figura l’Enterprise Architecture (28%) a cui seguono i ruoli e le competenze per il Demand Management (27%); sale al quarto posto il Security Management con il 25% delle preferenze. Se la gestione dell’innovazione rimane al primo posto tra le sfide organizzative, gli strumenti con cui viene perseguita dalle imprese italiane sono ancora decisamente tradizionali. La gran parte delle imprese adotta Team di progetto dedicati (39%), Attività non strutturate con gestione occasionale in base alle richieste (37%), Ruoli dedicati nella Direzione ICT (35%). Solo al crescere delle dimensioni aziendali vengono introdotti meccanismi più innovativi: Unità di Ricerca&Sviluppo interna, Comitati per l’Innovazione e Ruoli dedicati anche nelle Lines of Business”. Gli chiediamo ora di raccontarci come la sua azienda abbia vissuto finora la digitalizzazione.

Michele Redi

“Intuitive Solutions”, riprende, “ha sempre cercato di vivere da protagonista questo fenomeno, dedicando molte risorse alla continua ricerca di innovazione digitale: siamo stati precursori di varie soluzioni hardware e software nel settore nel quale operiamo. Partiamo dal lontano 2005 con il primo software che, in maniera completamente integrata, digitalizzava tutti i processi produttivi nelle imprese multiservizi e che ad oggi è diventato il conosciutissimo software General Cleaning Plus - capace di integrare i processi produttivi e amministrativi fino ad arrivare al controllo di gestione e alla gestione dei sistemi documentali per le principali certificazioni. Sempre in quegli anni abbiamo introdotto in Italia i primi sistemi, basati su tecnologia ibutton, per la rilevazione delle presenze del personale itinerante operante fuori dalla sede aziendale e che poi - negli anni - abbiamo evoluto introducendo per primi i sistemi basati su App e tecnologia NFC, ad oggi utilizzati e proposti da varie società. Siamo stati la società che più ha portato innovazione tra i produttori e i distributori nel settore del cleaning professionale, partendo dal software Taski Plan sviluppato per Diversey (ora Sealed Air) fino ad arrivare a tutte le soluzioni innovative sviluppate per Arco Chimica: software Full Rent (diventato case history Microsoft per aver sviluppato per primi in Italia un software per tablet basato su Windows); App Infyniti, più volte premiata allo SMAU come soluzione innovativa. Queste sono solo alcune delle nostre competenze”. L’azienda ha sviluppato anche progetti di offerta al mercato e vendite che utilizzano gli strumenti digitali? “Le confesso che l’elenco è lungo, mi soffermerei sull’ultimo progetto: l’App Tailor, sviluppata congiuntamente per Arco Chimica e Karcher Italia, che ha l’obiettivo di creare un Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

27


Inchie sta

digita

Rivoluzione digitale /

Daniele Sambati

nuovo modo di ‘vendere cleaning’ basato sul concetto di mq pulito, ossia non più vendita di prodotti (macchine, attrezzature e detergenti) in modo tradizionale ma attraverso un costo certo che leghi il prodotto al servizio”. E in prospettiva, a quali progetti state lavorando? “Come già ho detto, il nostro Gruppo è molto attento e dedica molte risorse agli investimenti tecnologici; proprio in questi mesi stiamo lanciando due nuove soluzioni, questa volta dedicate allo sviluppo digitale interno: la prima soluzione è rivolta alla digitalizzazione dei funzionari commerciali Arco Chimica e permetterà di avere sul proprio tablet un CRM collegato con il gestionale aziendale con tutte le statistiche di vendita aggiornate in tempo reale, che permetteranno di conoscere la situazione dettagliata di ogni distributore e della relativa redditività; la seconda è una app per smartphone (Apple, Android e Microsoft), ‘Infyniti Cup’, rivolta a tutti gli agenti dei nostri distributori aderenti all’iniziativa, che permetterà ad ogni agente di conoscere il proprio punteggio ottenuto in base alle vendite di determinate referenze Arco, per arrivare al premio trimestrale riconosciuto da Arco Chimica in denaro e concorrere così al premio di fine campagna tra tutti gli agenti italiani: il prossimo viaggio incentive Arco Chimica”. Quali ostacoli e quali opportunità vede, in futuro, per la digitalizzazione in Italia? “A mio avviso il principale limite alla digitalizzazione è dovuto allo sviluppo della banda larga: purtroppo siamo ancora indietro rispetto ad altri Paesi europei ed extra europei. Personalmente nell’innovazione digitale vedo solo opportunità e molti modi per migliorare il lavoro di tutti: ritengo che in questo settore il limite principale sia dovuto ancora purtroppo ad una carenza culturale”. Michele Redi, amministratore delegato di IPC Tools, riflettendo sulla digitalizzazione focalizza subito l’attenzione sulla situazione in Italia e nel comparto del professional cleaning: “Per quanto riguarda il nostro Paese siamo ancora agli inizi e il nostro settore, tranne 28

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

qualche esempio nelle macchine o nei software/sistemi di controllo, sta tentando di affacciarsi solo ora in questa nuova realtà che sarà sicuramente destinata a crescere in futuro. Se riferito alla nostra azienda, per la tipologia di prodotti trattati e per i clienti a cui ci rivolgiamo - almeno direttamente - direi che non abbiamo fatto ancora molto in questa direzione. Se si può definire ‘digitalizzazione’, abbiamo trasferito quasi tutta la carta stampata relativa a cataloghi/listini su cloud (accessibile a area manager e clienti), lavoriamo tra di noi in condivisione files su cloud e stiamo analizzando continuamente altre possibilità per incrementare questi processi mktg/IT”. Però, pur essendo partiti in sordina, possiamo affermare che la strada è stata in un certo senso imboccata? “Sì, anche se non mi vengono in mente altre esperienze significative tranne forse usare newsletter per comunicare novità ed anche promozioni, agendo sul meccanismo ‘se fai l’ordine sul sito ottieni uno sconto’. Ritengo comunque queste iniziative abbastanza basic e perciò quasi normali, se così si possono definire, anche se magari non lo sono se confrontate alla realtà di qualche anno fa. Pensiamo alle mail e al fax o ai cellulari contro la vecchia cabina telefonica”. In particolare, la sua azienda ha sviluppato progetti di offerta al mercato e vendita che utilizzano strumenti digitali come le vendite online? “Rivolgendoci come IPC Tools esclusivamente al distributore, ritengo la vendita online dei nostri prodotti ancora poco efficace ma ho esperienza con molti nostri clienti soprattutto stranieri che usano la vendita online in maniera predominante rispetto a quella classica. Sempre nelle vendite/innovazione, stiamo invece puntando verso una sorta di configuratore digitale o meglio definito ‘Sales Tool’. In pratica, rispondendo ad una lista di domande preselezionate (e naturalmente personalizzabili) il cliente ottiene una configurazione di un sistema (ad esempio carrello+mop+manico+accessori) ideale al suo specifico utilizzo/necessità. Lo scopo è di fornire un valido aiuto anche all’utente meno esperto per districarsi velocemente ed efficacemente nel nostro ampio mondo delle attrezzature manuali. Citando inoltre la mia lunga permanenza nel consiglio direttivo di Afidamp, non le nascondo che anche in associazione stiamo analizzando la possibilità di avere una piattaforma e sviluppare un mondo online dove gli associati possano avere una proprio vetrina virtuale con varie possibilità. Il progetto è appena partito ma c’è molto entusiasmo”. Ritiene che, in prospettiva, gli investimenti da voi compiuti in questa direzione saranno incrementati?


tale “Il Gruppo IPC, al quale appartengo, si sta muovendo da due anni con moltissimi investimenti in prodotto ed innovazione in generale: perciò, sicuramente la digitalizzazione sarà nei nostri piani di sviluppo. Basti pensare che in IPC Tools siamo gli unici sul mercato ad avere un sistema di impregnazione istantaneo dei mop, controllato da una centralina elettronica che eroga in maniera precisa la selezionata quantità di prodotto chimico ed acqua, esclusivamente “on demand”. Questo è un tipico esempio di digitalizzazione e - contemporaneamente ecosostenibilità poiché con questo sistema che si chiama SDS (Smart Disinfection System) si controlla in maniera assoluta il dosaggio, evitando dispersione sia nell’aria che sul pavimento di acqua e prodotto chimico”. In Italia l’economia digitale appare meno sviluppata rispetto ad altri Paesi europei per varie ragioni: agevolazioni negli investimenti, risorse umane, semplificazione della normativa. Quali sono, a suo parere, gli ostacoli allo sviluppo del digitale in base all’esperienza maturata dalla sua impresa? “L’Italia, purtroppo, non è mai stata la prima in Europa neanche quando è arrivato il famoso Internet e va da sé che il trend della digitalizzazione sia legato al trend delle tecnologie ed infrastrutture esistenti sul territorio. Con questo non voglio dire che siamo indietro né come capacità né come investimenti, ma siamo storicamente tradizionalisti e ci mettiamo un po’ di più degli altri per partire. Poi però quando siamo partiti non ci ferma nessuno: vedi ad esempio il settore telecomunicazioni/ telefonini dove abbiamo insegnato al mondo parecchie cose da quel che mi risulta”. Quali sono le concrete opportunità ma anche gli eventuali limiti dell’innovazione digitale per chi opera nel settore del professional cleaning e delle pulizie industriali? “Non vedo molti limiti se non strutturali (cioè mancanza di reti per la trasmissione dei dati ad esempio): opportunità invece parecchie e ripeto soprattutto per le macchine o per i sistemi di dosaggio dei prodotti chimici. Le macchine robot o ‘controllate/ controllabili’ ad esempio con sim card (il nostro progetto ‘IPC memory card’ sarà presentato ad Amsterdam) stanno diventando una interessante realtà anche nel cleaning professionale seguendo la scia del mercato consumer dove, come è normale che sia visti i volumi più elevati, molto è già stato fatto”. Daniele Sambati, direttore vendite di RCM, azienda produttrice di macchine per la pulizia con sede a Casinalbo (MO), è convinto che la digitalizzazione sia una scelta obbligata. “La rivoluzione digitale”, precisa,

“ha portato e porterà, secondo me, nuovi sviluppi sul mercato legati proprio alla maggiore facilità di operare tanto nella vendita quanto nel post-vendita. Nel nostro settore, RCM produce e vende spazzatrici e lavasciuga pavimenti professionali: ad esempio, il facile utilizzo di Internet come vetrina permette di avere un catalogo sempre pronto e disponibile con la descrizione dei propri prodotti in maniera dettagliata. Per il post-vendita, l’utilizzo di tecnologie di registrazione e comunicazione remote fornisce informazioni dirette senza la necessità dell’intervento sul posto e con la possibilità di riparare il prodotto tramite interventi mirati. In questo modo è più facile realizzare una start-up, in quanto i costi di avvio e la successiva gestione risultano più semplici di un tempo quando le informazioni viaggiavano solo via telefono o fax e si faceva molto (ed unico) uso di cataloghi cartacei. Già acquisiti da tempo i vantaggi nelle altre aree aziendali quali l’amministrazione e la produzione, oltre agli uffici tecnici che hanno semplificato ed accelerato le modalità di progetto e di comunicazione con i fornitori. In sintesi, ritengo che la digitalizzazione sia un forte motore di sviluppo per il futuro e che sia sempre più importante informare ed incentivare la creazione di start-up che esplorino modalità ad oggi ancora sconosciute di fare business”. In concreto, quali iniziative digitali avete portato avanti in questi anni come azienda? “RCM ha creduto e crede nella digitalizzazione che, ripeto, non è più un vantaggio competitivo ma una condizione di base per confrontarsi alla pari sul mercato. Le nostre comunicazioni avvengono esclusivamente attraverso

“L’Italia, purtroppo, non è mai stata la prima in Europa neanche quando è arrivato il famoso Internet e va da sé che il trend della digitalizzazione sia legato al trend delle tecnologie”

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

29


Inchie sta

Rivoluzione digitale /

i canali digitali sia che riguardino le news aziendali sia che illustrino varianti tecniche o aggiornamenti. La presenza di un’area riservata sul nostro sito www.rcm.it (accessibile con password) ha consentito di mettere on line tutti i documenti relativi ai nostri prodotti/servizi, dai depliant alle schede tecniche fino ai manuali d’uso e manutenzione e ricambi; nell’area sono presenti anche le circolari tecniche e vari documenti di marketing per il supporto alle vendite. Un ulteriore esempio è la possibilità di acquistare i ricambi, da parte dei concessionari, utilizzando il nostro programma web parts che consente di velocizzare l’acquisizione e l’evasione dell’ordine tramite la presentazione degli esplosi e l’utilizzo del (classico) carrello per gli ordini”. In futuro, prevedete ulteriori investimenti in questa direzione? “Sicuramente aumenteremo ancora la digitalizzazione, spostandoci nell’ambito dei servizi finanziari e commerciali a supporto del noleggio e di altre attività che svilupperemo in futuro orientate sia al supporto delle nostre reti commerciali Italia ed estero, attraverso le quali RCM immette i propri prodotti sul mercato, sia alla soddisfazione dei bisogni dei clienti finali ed utilizzatori”. Quali limiti e ostacoli, a suo parere, condizionano il decollo della digitalizzazione nel nostro Paese? “A mio parere, in Italia il ritardo nella digitalizzazione è frutto di una lentezza strutturale che pervade tutta la nostra società e che, in ultima analisi, è un retaggio culturale conservativo - e non in senso politico - dello status quo che è frutto, a sua volta, di gestioni aziendali legate più alle tradizioni familiari che alla ricerca di strumenti innovativi e più competitivi. Nel settore del cleaning, in particolare, gli effetti della digitalizzazione sembrano più lenti che in altri settori perché, secondo me, i prodotti in questione non sono considerati “degni” di crescere tecnologicamente dovendo essere sempre molto economici poiché sono legati ad un settore - il

Michele Massaro

cleaning - spesso considerato di serie B rispetto ad altri investimenti che le aziende devono compiere. Lo sviluppo, comunque, di importanti realtà aziendali quali le imprese di servizi (ex-imprese di pulizia) e la loro necessaria competitività nei prezzi e nei servizi, sta spingendo il settore sia nei riguardi dei produttori sia nei riguardi di chi commercializza i prodotti verso la ricerca di una sempre maggiore competitività che non può che passare attraverso una completa digitalizzazione di tutta la rete del cleaning”. Michele Massaro, presidente di Lindhaus, azienda di Padova che produce macchine per la pulizia professionale va subito al sodo: “Per quanto riguarda la digitalizzazione del processo produttivo, la nostra azienda è molto informatizzata per la gestione delle distinte di base: generiamo ordini in automatico relativamente a fabbisogni, scorte minime, ecc. I dispositivi per il controllo qualità sono nel nostro server interno e accessibili agli addetti preposti mentre i manuali della qualità e le procedure sono costantemente aggiornati. Tutte le macchine prodotte sono sottoposte a test completi con strumentazione automatica che archivia poi i test results. Altro aspetto digitalizzato è la progettazione che è fatta tutta in 3D; la prototipazione viene effettuata con una nostra stampante 3D, analogamente a quella degli stampi, anch’essa svolta internamente con la stessa modalità. Passando alla fase della costruzione, quella dei motori elettrici viene fatta dalla nostra consociata Rotafil e il processo produttivo è altamente automatizzato ed informatizzato; tutta la costruzione degli stampi a iniezione e la relativa progettazione Cam viene fatta internamente con sistemi avanzati. Infine, il processo di digitalizzazione ha investito compitamente il marketing: il sito Internet è costantemente aggiornato e in sei lingue; siamo presenti sui social media Facebook, Instagram e Twitter postando contenuti settimanali; abbiamo creato una nutrita banca dati di nominativi che regolarmente ricevono le nostre newsletter; grazie alla digitalizzazione, il CRM (Customer Relationship Management) funziona molto bene ma non facciamo vendite on line. Infine, non utilizziamo volutamente server su cloud”. Come vede il futuro della digitalizzazione nel settore della pulizia professionale? “A livello di cleaning”, conclude Massaro, “è possibile digitalizzare molto di più il processo come metodo di pulizia con la corretta sequenza delle parti da pulire, come e con che mezzi. Sistemi di gestione del personale e audit sulla qualità del pulito già esistono. Siamo lontanissimi dalle soluzioni ideali: basti pensare che il 90% delle pulizie è ancora oggi svolto con strumenti manuali. Si depositano film di detergente sui pavimenti senza mai rimuoverli rendendoli appiccicosi, anti ecologici e molto più sporchevoli rispetto al lavaggio ed asciugatura con macchine”. 

30

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016


L’alba della Robotica Il futuro del cleaning è qui

Con l’acquisizione di Intellibot – azienda pioniere delle macchine lavasciuga robotizzate – Sealedair rivoluziona il mondo dell’industria del cleaning e dell’igiene. Intellibot, robot completamente automatizzati, incrementano drammaticamente le rese di pulizia. I robots aumentano in modo significativo la produttività, consentono risparmi sul lavoro e utilizzano fino all’85% in meno di prodotti chimici e acqua. L’intelligenza artificiale di Intellibot è ora sostenuta da oltre 60 anni di esperienza globale di TASKI. Rendendo questi robot il futuro del cleaning in aeroporti, scuole, ospedali, supermercati, uffici, hotel e altre aree ad elevato traffico. © 2016 Sealed Air Corporation. All Rights Reserved. 45673 it 03/16

www.sealedair.com www.intellibotrobotics.com


Certi Chimica / di Massimo Granchi, Riccardo Bozzo ficazio ne L’esposizione agli agenti chimici è uno dei rischi maggiormente diffusi quando si parla di attività produttive. Tale materia è oggetto di studi che, seppure in costante evoluzione, fondano le basi su di una elevata e annosa letteratura di carattere medico-scientifico e prevenzionistico. Gli strumenti in mano al Datore di Lavoro per valutare tale tipo di esposizione sono quindi ben collaudati e ben conosciuti anche dagli organismi ispettivi, a tal punto che più Enti di carattere territoriale hanno elaborato i propri metodi di valutazione preliminare allo scopo di indagare la pericolosità dell’esposizione lavorativa ad un tale agente chimico

chimico IL RISCHIO

IL RINNOVATO METODO INFORISK

I

recenti interventi in campo internazionale in merito all’etichettatura degli agenti chimici hanno rinnovato l’attenzione su tale aspetto di salute e sicurezza aziendale. Nel corso dell’anno passato è stato completato poi il processo di rinnovamento di uno dei metodi maggiormente impiegati per la valutazione preliminare del rischio chimico, ovvero il metodo Inforisk, allo scopo di sanare alcuni precedenti buchi rispetto a quanto richiesto dal Testo Unico D. Lgs. 81/2008. Nel corso del presente articolo analizzeremo alcune di queste novità, entrando nel merito del metodo di valutazione preliminare ideato dalla Regione Piemonte.

L’importanza delle Schede di Sicurezza (MSDS)

Negli ultimi dieci anni sono state numerose le novità introdotte nella gestione delle attività di fabbricanti e fornitori di agenti e sostanze chimiche. Con l’introduzione del Regolamento REACH e del Regolamento CLP si è voluto armonizzare molti aspetti delle attività correlate alla circolazione di sostanze e agenti chimici: dalla loro formulazione alla registrazione, alla modalità di comunicazione delle informazioni fino agli utilizzatori. Tali necessità sono originate dalla considerazione che vi è sempre un maggiore numero di sostanze in circolazione sui luoghi di lavoro e che tali sostanze sono prodotte, commercializzate ed utilizzate 32

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016


Come calcolare un Indice di Rischio Inalatorio sulla base di: ● durata dell’esposizione, ovvero il tempo medio in cui il singolo addetto resta a contatto con l’agente pericoloso; ● quantità di prodotto alla quale si è esposti, ovvero litri o chilogrammi ai quali il singolo addetto è esposto; ● tipo di processo/impianto di utilizzo: a ciclo libero o confinato; in pressione; con dispersione meccanica del prodotto; ● proprietà fisiche del singolo

prodotto: stato fisico del prodotto; volatilità; granulometria; ● disponibilità di dispositivi di protezione collettiva. In modo analogo il dato sulla pericolosità del singolo componente, e quindi a partire dalla MSDS, viene impiegato per calcolare un Indice di Rischio Cutaneo sulla base di: ● durata dell’esposizione;

● quantità di prodotto alla quale si è esposti; ● modalità di contatto cutaneo: possibile contatto involontario; manipolazione di oggetti contaminati; dispersione manuale; dispersione meccanica o spray; immersione; ● quantità di superficie cutanea esposta. Tali due indici vengono sommati tramite somma vettoriale per generare l’Indice di Rischio Globale.

in ogni parte del mondo rendendo così necessaria un’uniformità di trattamento dei vari aspetti che fanno parte della vita di tali sostanze. Il Regolamento (CE) n. 1907/2006 riguarda la registrazione, la valutazione e l’autorizzazione delle sostanze chimiche (REACH) allo scopo di migliorare la conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti da sostanze chimiche già esistenti e nuove, nonché a censire gli usi previsti ed effettuati di tali sostanze, sia da parte del fabbricante che dell’utilizzatore. Il Regolamento CE 1272/2008, conosciuto come CLP (Classification, Labelling and Packaging), regola e gestisce come il fabbricante deve comunicare tutte le informazioni - comprese quelle di sicurezza all’utilizzatore, sia tramite la scheda di sicurezza (Material Safety Data Sheet, MSDS) sia tramite l’etichettatura vera e propria del prodotto (pittogrammi di pericolo). Da questo documento essenziale partiamo per analizzare la gestione aziendale del Rischio Chimico: la MSDS è infatti parte integrante del prodotto e, come da richiesta del Testo Unico D. Lgs. 81/2008, il Datore di Lavoro deve avere in azienda una scheda di sicurezza aggiornata per ogni prodotto e agente chimico impiegato dai propri addetti, sia esso pericoloso o non pericoloso. Il Testo Unico individua infatti nella MSDS, un po’ come nel Manuale di Uso e Manutenzione per le macchine, lo strumento a disposizione del Datore di Lavoro per formare e informare i propri addetti in merito alle corrette modalità di impiego e stoccaggio, alle azioni da intraprendere in caso di emergenza, alle modalità di smaltimento. Tale documento è inoltre la base per individuare i rischi legati alla sostanza e i limiti di esposizione correlati al suo impiego, ovvero gli elementi principali per impostare la valutazione del rischio di esposizione.

gli agenti chimici, richiesto ed archiviato le relative schede di sicurezza - è quindi quello di valutare il rischio di esposizione. Il primo passo è la valutazione preliminare del rischio, così come identificata del D. Lgs. 81/2008: “Ricognizione iniziale finalizzata alla determinazione della presenza di agenti chimici la cui esposizione può presentare anche un minimo livello di rischio”. Tale valutazione è da effettuare e formalizzare con un documento specifico, indipendentemente dal tipo di attività svolte e dal livello presunto di pericolosità di una sostanza. Questa valutazione serve quindi a escludere senza ombra di dubbio la probabilità che si raggiunga il potenziale nocivo della sostanza nelle condizioni di utilizzazione o esposizione previste in azienda. Lo scopo della valutazione è quindi, come indicato dall’Articolo 224 del D. Lgs. 81/2008, quello di capire se l’esposizione porta ad avere un rischio “basso per la sicurezza e irrilevante per la salute” o, in caso contrario, ad avere un rischio “non moderato”. Nel primo caso la valutazione può considerarsi conclusa, stabilendo che l’esposizione così come rilevata mantiene un fattore di sicurezza adatto a mantenere il lavoratore distante da effetti nocivi. Nel secondo caso, non vi è la certezza ma sicuramente è necessario da un lato indagare maggiormente e dall’altro incrementare le misure di prevenzione e protezione. Da questa ricognizione iniziale deve perciò emergere, per ogni sostanza pericolosa alla quale ogni addetto è esposto, se tale esposizione può generare un rischio da considerarsi “basso per la salute ed irrilevante per la sicurezza” oppure se sono necessarie ulteriori indagini - a questo punto di natura strumentale - o se la pericolosità dell’esposizione sia conclamata e quindi sia necessario modificare sostanze impiegate, metodi di lavoro o dispositivi di protezione.

La valutazione preliminare del rischio di esposizione

Il metodo Inforisk

L’obbligo del Datore di Lavoro - dopo aver mappato

La valutazione preliminare quindi ben “si sposa” con un metodo semplificato che, senza l’impiego di misure Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

33


Certi Chimica / ficazio ne

strumentali, permetta di stabilire l’assoluta distanza o meno da probabili effetti nocivi. La letteratura in merito ai metodi analitici quantitativi per la valutazione preliminare del rischio di esposizione ad agenti chimici è molto estesa e propone varie metodologie, di derivazione internazionale o elaborate da Enti territoriali nazionali. Dopo la revisione effettuata nel corso del 2013 e perfezionata con la pubblicazione di “Quesiti e istruzioni per il corretto uso” nel 2015, il metodo Inforisk elaborato dalla Regione Piemonte risulta essere il metodo più completo e maggiormente aderente alle richieste del D. Lgs. 81/2008 allo specifico Titolo IX. Con la pubblicazione del Testo Unico D. Lgs. 81/2008 i vari metodi analitici al tempo disponibili ed ufficiali risultarono mancanti in vari aspetti, secondo quanto invece ora richiesto dalla normativa. Il metodo Inforisk ad esempio mancava di una valutazione dipendente dal tipo di esposizione, ovvero una valutazione che individuasse anche il comparto fisiologico sul quale l’agente chimico possa avere effetti negativi. Altri metodi analitici ad esempio proponevano vari indici di rischio in funzione del comparto fisiologico, ma non consideravano la durata dell’esposizione o la quantità di agente chimico alla quale è possibile essere esposti, tutte richieste invece esplicitamente formulate dal D. Lgs. 81/2008 all’Articolo 223. Il rinnovato metodo Inforisk introduce invece il calcolo di due indici di rischio, Indice di Rischio Inalatorio e Indice di Rischio Cutaneo, dai quali calcolare un Indice di Rischio globale. Tale metodo Inforisk parte dalla valutazione della pericolosità del singolo componente, che si evince dalle Schede di Sicurezza (MSDS) del singolo prodotto.

Le analisi in ambiente di lavoro

Se tramite la valutazione preliminare dei rischi si identifica la possibile esposizione ad un rischio “non moderato”, è necessario attivare la sorveglianza sanitaria, e quindi coinvolgere maggiormente il Medico Competente in merito a questo specifico rischio, ed effettuare una valutazione più dettagliata. La valutazione dettagliata avviene sicuramente tramite le analisi in ambiente di lavoro della presenza o dell’assorbimento di agenti chimici. Le analisi in ambiente di lavoro possono essere condotte con rilevazioni puntuali o tramite l’impiego di dosimetri, ovvero rilevatori che vengono posti sugli addetti stessi e impiegati per effettuare misurazioni con tempi maggiormente prolungati e con scenari di esposizione maggiormente aderenti alla realtà di tutti i giorni. Queste misurazioni permettono di rilevare dei valori fisici, che sono confrontati con i valori limite di esposizione professionale (TLV) proposti dal Testo Unico D. Lgs. 81/08 nell’Allegato XXXVIII e nell’Allegato XXXIX, e solitamente riportati nelle schede di sicurezza delle stesse sostanze. In sostanza, l’operatore esposto viene messo in specifica sorveglianza 34

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016


nvertito].pdf

sanitaria e tramite le analisi in ambiente di lavoro ci si accerta che l’operatore non sia mai esposto a valori che superino il limite imposto di legge. Indipendentemente dal risultato della valutazione preliminare, come per ogni rischio specifico, è comunque necessario coinvolgere il Medico Competente in merito alla valutazione del rischio chimico; inoltre, in caso di attività che immettono nell’ambiente di lavoro agenti aerodispersi sotto forma di vapori, nebbie, fibre o polveri è comunque necessario effettuare delle analisi ambientali, quantomeno inizialmente per capirne la portata, i reali effetti e l’effettivo funzionamento dei sistemi di captazione e ventilazione (cappe, aerazione forzata). Infatti, è bene specificare che esistono tipologie di esposizione che necessitano sempre l’impiego di misure strumentali saltando quindi il passaggio delle valutazione preliminare tramite metodi semplificati. 1 19/07/13 10.35 Tali tipologie di esposizione sono ad esempio tutte quelle in cui l’addetto è esposto a sostanze il cui stato fisico che non è quello riportato nella MSDS: la MSDS, infatti, riporta i rischi della sostanza così come viene acquistata dal fornitore in questione. Casi classici che ricadono in questa ipotesi sono: l’impiego di impianti per la plastificazione di polimeri, lo svolgimento di saldature di ogni tipologia, l’impiego di lubrorefrigeranti per il raffreddamento di lavorazioni effettuate su macchine utensili. 

Conclusioni

L’esposizione al rischio chimico è una delle problematiche che presenta una correlazione causaeffetto scientifica e ripercorribile, che dà quindi luogo a misure e metodi di lavoro che offrono elevati livelli di sicurezza. Il punto di partenza resta sempre l’individuazione delle sostanze impiegate e la valutazione del rischio, che permettono di strutturare interventi mirati alla sorveglianza e alla protezione del lavoratore. Una volta eseguita la valutazione dei rischi, è compito del Datore di Lavoro fornire la corretta e completa formazione e informazione agli addetti in modo da completare tutti i passaggi relativi alla gestione di questo particolare rischio. La formazione deve riguardare: ● i risultati ottenuti attraverso la valutazione del rischio; ● le informazioni sugli agenti chimici pericolosi presenti sul luogo di lavoro quali l’identità degli agenti, i rischi per la sicurezza e la salute, i relativi valori limite di esposizione professionale e altre disposizioni normative relative agli agenti, ovvero tutte le informazioni che si possono ricavare dalla scheda di sicurezza; ● la formazione in merito alle corrette modalità di utilizzo e alle precauzioni ed azioni adeguate da intraprendere per proteggere loro stessi ed altri lavoratori sul luogo di lavoro; ● il corretto impiego dei mezzi di protezione individuale e collettiva; ● le buone pratiche operative da seguire in azienda; ● le modalità per evitare spandimenti incontrollati di sostanze


Marke ting

di Monica Romano

Distribuzione

Quando il mondo FISICO e il C

’era una volta il canale di distribuzione convenzionale grazie al quale il prodotto arrivava dal produttore al cliente, tramite uno o più grossisti e/o uno o più dettaglianti, in un certo luogo e in certo tempo. Il produttore, in realtà, non sapeva nulla del cliente. Storia passata o quasi? Potremmo dire di no. Il metodo di distribuzione classico non viene completamente abbandonato ma stiamo assistendo ad un’evoluzione dei sistemi distributivi. La domanda ricorrente è sempre la stessa: come 36

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

arrivare a vendere il prodotto al cliente target? La multicanalità o meglio l’omnicanalità (intesa come un’esperienza senza soluzione di continuità, indipendentemente da dove o come i consumatori scelgano di interagire con una società) è la risposta giusta nel contesto economico in cui viviamo. Essa deve essere vista come sistema strategico unitario per gestire al meglio la relazione e la vendita con il cliente finale, per mettergli a disposizione il numero maggiore e le migliori informazioni durante il processo d’acquisto, le più vaste opzioni d’acquisto e


mondo DIGITALE convergono una valida assistenza post vendita. In questo contesto, si è inserito a forza il canale e-commerce che deve essere considerato sempre più un canale integrativo a quelli già esistenti grazie al quale il cliente può informarsi, comprare e condividere con altri clienti potenziali. In sintesi, non vi è una sola strada giusta per incontrare i clienti ma più canali distributivi, validi allo stesso modo, per raggiungere uno o più segmenti di clienti con maggiori vantaggi competitivi e minori costi per canale. Infatti, il canale web permette di sviluppare strategie di marketing sempre più efficaci, migliorare l’offerta e la loyalty dei clienti, aumentare la flessibilità complessiva dei modelli di business. Il passo è stato semplice nell’integrazione del canale e-commerce ai canali tradizionali. Basta chiedersi: cosa fanno le persone prima di comprare un prodotto? Semplice risposta: la maggior parte effettua le ricerche su Internet, non tutti comprano, ma comunque si recano nel negozio fisico informati. E allora di che numeri stiamo parlando per motivare le aziende ad adottare la strategia omnicanale?

I numeri

Secondo l’ultimo report dell’agenzia We Are Social - intitolato “Digital, Social e Mobile 2015” dei circa sette miliardi e duecento milioni di persone che popolano il pianeta Terra e considerando i profili digitali dei 30 Paesi con il maggior peso economico del mondo, all’inizio del 2015 le persone connesse a Internet hanno superato i 3 miliardi raggiungendo una quota pari al 42% della popolazione mondiale. Sono circa 2 miliardi le persone attive sui social network, con un peso del 29% sulla popolazione mondiale e circa 3 miliardi e seicento milioni le persone che utilizzano telefoni mobili. Nel 2014 il web ha aumentato la propria portata del 21%. I social media, dal canto loro, hanno visto una crescita del 12% con un aumento di 222 milioni di utenti. Inoltre, tra i Paesi con la più elevata penetrazione di Internet troviamo al primo posto il Canada con il 93% della popolazione che utilizza il web, seguito dagli Emirati

Arabi Uniti (92%) e la Corea del Sud (90%). A pari merito con l’89% troviamo i primi Paesi europei della classifica, Regno Unito e Germania, cui fanno seguito - in quinta posizione - gli Stati Uniti con l’87%. E l’Italia? Con una penetrazione del 60%, è risultata ultima fra gli stati europei considerati dall’analisi. Cosa significano questi numeri adesso e soprattutto in un futuro immediato? Significa che sempre più persone si informano sul web: non tutti comprano ma lo potrebbero fare. Inoltre, i confini geografici tendono a cadere e le barriere d’acquisto sono più deboli. Ciò Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

37


Marke ting Quali azioni vanno intraprese

Effettivamente la facile accessibilità al web tramite mobile, tablet o computer ha favorito una grande sinergia tra servizi digitali e punti vendita tradizionali. Ecco alcune idee e vantaggi da diversi settori: • commessi e venditori sempre connessi per dare risposte immediate ai clienti, garantendo un servizio di consulenza di qualità più elevata; • possibilità per i clienti di comprare on-line con calma e ricercando le informazioni che preferiscono, e ritirare l’oggetto in negozio, evitando la diffidenza dei pagamenti e delle spedizioni;

• consultare in negozio un catalogo on-line superando i limiti di spazio del negozio o i fenomeni dell’out of stock, tanto temuto per la perdita del cliente;

• monitorare la pedonalità del cliente e le informazioni all’interno del punto vendita per sviluppare campagne on-line customizzate; • utilizzare delle installazioni digitali per favorire la

comunicazione in-store, tramite totem o pareti luminescenti;

vuol dire che sarà vincente chi adotterà strategie globali che valicano i confini nazionali. Il mercato verrà suddiviso con maggiore attenzione agli interessi, piuttosto che alle nazionalità, grazie anche alla forte spinta della globalizzazione dei consumi. I prodotti arrivano alle community di riferimento tramite il web e, inoltre, i membri delle community possono essere ovunque nel mondo ma frequentano gli stessi luoghi in Rete. Questi concetti ribaltano considerevolmente le strategie distributive delle aziende.

I dubbi

Vi è stata una prima fase di scetticismo da parte dei produttori e dei grandi distributori rispetto all’utilizzo della multicanalità. Questa titubanza in effetti era motivata da alcuni timori da parte del consumatore, quali: la sicurezza dei pagamenti on-line, la perplessità sulle metodologie di spedizione dei beni, la ritrosia nel comprare un prodotto non pre-visionato e non consigliato da un “venditore” in carne ed ossa, senza dimenticare la componente ludica nel comprare un prodotto in un punto vendita off-line. Rispetto a questa titubante fase iniziale, ora i produttori e i distributori hanno capito che il canale del web non cannibalizzerà i punti vendita tradizionali, ma risulta ad essi complementare. I punti vendita da spazi di acquisto diventano luoghi di servizio, di intrattenimento e, soprattutto, di informazione. Tutto questo, in un’ottica di insieme che aiuta a far lievitare i margini ed il fatturato e a raggiungere i clienti target, anche diversamente non raggiungibili. Giusto per fare un esempio: un cliente americano raggiunge un punto vendita in Italia con poca probabilità mentre con un clic e qualche giusta ricerca troverà il negozio virtuale in pochissimo tempo.  38

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

• vi sono numerosi software automatici di repricing per

monitorare e cambiare i prezzi nei diversi canali in cui si è presenti, in base alla concorrenza o al numero di visualizzazioni del consumatore. Ne è un esempio conosciuto il software utilizzato da Amazon che permette di cambiare il prezzo più volte al giorno;

• enormi quantità di dati vengono raccolte sia on-line che off-

line in store. Le informazioni veicolano in duplice direzione: raccolte on-line e passate al negozio fisico oppure raccolte quando il consumatore si reca in negozio, ad esempio tramite le carte fedeltà, per ricevere offerte ad hoc on-line;

• entrata di forza dei brand produttori nel canale on-line. Ora

i produttori non delegano ad altri il controllo del canale, ma entrano anche più agevolmente nel web direttamente con propri negozi on-line, considerandoli supporto e complemento dei loro flagship stores;

• veloci consegne. La differenza maggiore tra negozio on-line

e quello fisico sta proprio nella velocità di reperimento della merce. Nel negozio fisico il cliente entra e si porta via la merce, mentre nel negozio on-line il cliente doveva attendere i tempi di consegna, non sempre veloci e sicuri, con costi aggiuntivi. Questa diversità si sta appiattendo andando verso la consegna gratuita, anche il giorno dopo. Adottare la strategia omnicanale significa, oggi più di ieri, adottare una visione olistica della distribuzione dove tutti i canali insieme hanno più valore della somma di ciascuno separato. In effetti i produttori, marketplace (come ad esempio Amazon, eBay, ecc.) e i grandi rivenditori globali (come ad esempio Wal-Mart, Target, Home Depot) devono pensare a nuovi modelli di distribuzione per rafforzare una relazione diretta, forte ed immediata con ogni singolo consumatore: sfruttando - innanzitutto - un sistema multicanale che permette di profilare abitudini, preferenze, variazioni nei consumi e, più in generale, i trend.


www.karcher.it

SFIDE IMPOSSIBILI? NON PER UNA HDS. Automotive, edilizia, agricoltura… Ci sono sfide nel cleaning che appaiono impossibili, semplicemente perché lo sono davvero. A meno che non ci si affidi ad una idropulitrice Kärcher HDS. L’azione combinata di potenza e portata d’acqua rimuove sporco e residui da ogni superficie. Il potere dell’acqua calda fino a 155° garantisce massima efficacia contro grasso e incrostazioni. L’ausilio della detergenza, laddove necessario, perfeziona il risultato finale. L’alternativa tra alimentazione elettrica o a combustione offre ampia flessibilità di utilizzo. Sporco impossibile? Le idropulitrici Kärcher HDS vincono la sfida.


focus on

Prodotti chimici / di Andrea Massignani

UN MERCATO IN CONTINUO SALISCENDI

D

Tra i produttori rimangono molte incertezze, riferite sia al settore della Pubblica Amministrazione che ai prezzi dei prodotti entry-level in continua flessione a causa di una competizione molto appesantita sotto il profilo della qualità. Per reagire alla perdurante crisi economica le aziende puntano sulla ricerca e sull’innovazione, sia di prodotto che di sistema, ma anche sul rapporto di partnership con i propri distributori

Da sempre ritenuto un segmento più “povero” nell’ambito del grande mercato del professional cleaning, quello dei detergenti ha visto nel tempo sostanzialmente invariati i propri livelli di fatturato. Negli ultimi anni, a fronte di un mercato nazionale decisamente saturo e frenato dall’effetto combinato della spending review e dei cronici ritardi nei pagamenti dei fornitori da parte della Pubblica Amministrazione, è cresciuta la propensione all’export da parte delle aziende più determinate. Altri elementi importanti di novità hanno riguardato l’innovazione di prodotto con l’affermarsi di detergenti ecologici, non inquinanti, in monodose e superconcentrati, ma soprattutto la crescita di sistemi di distribuzione, consulenza e affiancamento alla clientela - servizi in grado di superare il concetto di vendita per affermare a tutto tondo quello di servizio. Si è andata affermando - da parte dei fabbricanti di tecnologie per l’igiene professionale la ricerca della massima ottimizzazione dell’utilizzo di

40

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

prodotti chimici con la drastica riduzione sia dell’utilizzo di detergente che delle taniche di plastica ma soprattutto il contenimento delle emissioni di CO2. Senza contare lo sforzo - compiuto specialmente dalle industrie produttrici più intraprendenti - finalizzato a spostare progressivamente l’attenzione dal risparmio e dai prezzi più contenuti alla qualità e all’efficacia dei prodotti acquistati. Ma diamo, come sempre, voce alle aziende per valutare innanzitutto lo stato di salute di questo specifico e prezioso comparto produttivo. Per Daniela Antoniuzzi, consigliere delegato di I.C.E. FOR, “i risultati del 2015 del settore


professionale della detergenza sono stati sicuramente positivi, anche per effetto di eventi non propriamente strutturali quali l’eccezionale afflusso turistico estivo. Nell’augurarci che la situazione nel segmento HoReCa possa ripetersi anche quest’anno e che le condizioni macroeconomiche tendano ad uno sviluppo favorevole, rimangono delle nubi sul settore della PA e sui prezzi dei prodotti entry-level che - per effetto di una competizione ‘stressata’ sul lato della qualità - flettono costantemente”. Articolata la risposta di Nicola Miranda, responsabile marketing di ARCO Chimica/Arco Chemical Group: “Lo stato di salute del mercato della detergenza”, afferma, “è in relazione alla tipologia dell’acquirente. Faccio un esempio: le imprese di servizi convivono con la richiesta del cliente finale di ridurre le frequenze di pulizia e quindi i relativi consumi, mentre il settore degli hotel - dove noi forniamo il prodotto in monodose agganciato al costo camera - è cresciuto lo scorso anno del 30%. Comunque, in generale, dopo anni in cui il prezzo la faceva da padrone notiamo una ripresa della richiesta del costo in uso del prodotto a cui noi rispondiamo con due sistemi altamente innovativi: Gynius e Infyniti”. In controtendenza il giudizio di Matteo Marino, amministratore delegato del Gruppo Kemika: “Purtroppo”, esordisce, “sono costretto a ripetermi ormai da anni perché, nonostante tutti gli

sforzi compiuti da noi produttori del settore, ci stiamo orientando verso un mercato che non possiamo nemmeno definire stabile. In realtà assistiamo a una contrazione che dura da troppo tempo e che si è solo parzialmente rallentata l’anno scorso, ma che almeno nei primi tre mesi di questo 2016 è riapparsa evidente. Per poter restare in piedi, facendo lavorare i nostri addetti, siamo costretti a ridurre i prezzi dei prodotti proprio perché il mercato si sta orientando sempre di più sul risparmio. La mia, però, è un’azienda che - fortunatamente - vende ancora qualità e se non fosse per la nicchia di mercato che presta attenzione a una produzione tecnologicamente avanzata avrei dovuto chiudere da tempo lo stabilimento, dedicandomi ad altro. Insomma, io non vedo intorno a me segnali concreti di ripresa o andamenti diversi da quelli che abbiamo osservato nell’arco degli ultimi due o tre anni”. “Negli ultimi tempi” afferma Simona Zibra, titolare di Dianos, “l’andamento del mercato del cleaning, con particolare riferimento al nostro segmento produttivo, si è caratterizzato per un trend incerto nel quale si sono alternati periodi di crescita a fasi di contrazione. A livello qualitativo, non considero ottimale questo stato di salute arrivando da una situazione di crisi economica generale in cui l’attenzione tende a focalizzarsi sul contenimento dei costi. L’orientamento prevalente è spesso - purtroppo Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

41


focus on

Prodotti chimici /

quello volto a privilegiare il prezzo come criterio di scelta del prodotto chimico, senza realizzare che il costo dei prodotti incide in realtà solo in modo marginale su quello del servizio di pulizia”. Ma per la vostra azienda com’è andato il 2015 sul mercato italiano, su quello europeo e sui mercati internazionali? “Il mercato italiano”, riprende Miranda, “è cresciuto nel 2015 del 9,8%: un significativo risultato che è frutto di una continua presenza dei nostri commerciali nelle diverse aree, a supporto dei nostri dealer con corsi di formazione sul prodotto e sui sistemi, oltre ad affiancamenti e sopralluoghi con gli agenti dei rivenditori e alla stesura di veri e propri progetti insieme ai nostri dealer. Voglio citare un esempio. Quello di un cliente finale che voleva realizzare un sistema di processo per la sanificazione dei materassini antidecupito per cliniche e ospedali: pertanto, insieme a lui, abbiamo processato le diverse fasi con i nostri

42

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

prodotti e sistemi. Questo dimostra le articolazioni che può generare il nostro mercato. Comunque, ritornando al trend del mercato per l’estero, il 2015 per ARCO Chimica ha segnato una forte crescita con una punta in Portogallo di quasi + 30%, un segnale estremamente positivo che premia la nostra filosofia commerciale”. “Il dato del 2015”, precisa Antoniuzzi, “ha mostrato uno sviluppo notevole del canale professionale - in doppia cifra - e una contrazione su quello GDO. Il nostro attuale impegno è rivolto al mercato domestico con il posizionamento della nostra offerta i-pro, i-green e i-san sul canale professionale. Confermiamo che l’export rimane un nostro obiettivo ma di medio termine”. “Credo”, spiega Marino, “che si debba sfatare qualche mito. La mia, come tante altre, è un’azienda che offre qualcosa di obiettivamente ‘povero’: il prodotto chimico lo realizzi e lo vendi al massimo a un migliaio di chilometri di distanza, poi ti conviene andare a farlo altrove. Noi in questi anni siamo riusciti a esportare anche in Africa e in Cina ma si tratta di clientele selezionate, alle quali vendiamo formulati assai tecnici che non si trovano facilmente sul mercato. Deve essere chiaro che il normale detergente non può essere venduto così lontano. Kemika sta cercando di implementare le esportazioni con sforzi che finora sono stati ben ripagati, ma per noi estero significa innanzitutto l’Europa, in particolare Spagna e Francia, e il Nordafrica”. “Nel 2015”, spiega Zibra, “Dianos ha mantenuto una relativa


però, che sarà meglio restare con i piedi per terra anche perché i segnali provenienti dall’Italia non suscitano obiettivamente realistiche attese di grande crescita economica. Ovviamente le speranze restano sempre accese, specialmente in termini di nuove opportunità commerciali che mi auguro si prospettino per il nostro Gruppo”. “Per il 2016”, continua Zibra, “considerato l’andamento positivo dei primi tre mesi, restiamo decisamente ottimisti. Credo che continuerà comunque a predominare una certa instabilità nei trend”.

stabilità nei volumi di vendita, con importanti segnali di ripresa emersi specialmente negli ultimi mesi dell’anno e un trend di costante crescita nel primo trimestre 2016. Per quanto riguarda l’export, essendo focalizzati sui mercati europei, abbiamo avvertito segnali positivi dall’Est Europa”.

Quali sono le principali richieste nei settori di vendita? “Visto il posizionamento di Dianos”, riprende Zibra, “le richieste che ci vengono rivolte sono sempre indirizzate verso prodotti dal contenuto tecnico, in grado di risolvere realmente i problemi di trattamento e pulizia delle superfici. Un’importante quota di mercato, in termini di volumi, è però spesso rappresentata da detergenti comuni per i quali la profumazione diventa elemento distintivo e rilevante”. “La richiesta principale”, precisa Marino, “è quella di prodotto concentrato, per noi sinonimo di qualità, perché è inutile che trasportiamo prodotti a basso costo composti da poco più che acqua. Kemika non ha alternative: per restare in piedi sul mercato deve assolutamente vendere prodotti ricchi e preziosi”. “Le principali richieste che riceviamo dal mercato

Quali potranno essere le attese e le tendenze per il 2016? “Ci aspettiamo”, risponde Antoniuzzi, “per l’anno in corso e i prossimi due anni, con scenario macroeconomico costante, un ulteriore sviluppo del nostro fatturato sul canale professionale e una tendenza alla ripresa sugli altri canali”. “Le nostre aspettative per il 2016”, prosegue Miranda, “sono quelle di consolidare e sviluppare il trend di crescita raggiungendo l’obiettivo di una crescita a due cifre. Iniziando così a raccogliere in termini di fatturato tutti gli investimenti effettuati dalla nostra azienda negli ultimi anni”. “Ora è un po’ presto”, afferma Marino, “per fare previsioni e caricare le aspettative. Confesso,

IP65

ne w

ORMA srl - Via U. Saba, 4 - 10028 Trofarello (To) Italy Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016 TEL. +39 011.64.99.064 - FAX +39 011.68.04.102 www.ormatorino.it aircontrol@ormatorino.it

43


focus on

Prodotti chimici /

finale”, riprende Miranda, “sono quelle riguardanti la predeterminazione dei costi in uso del prodotto detergente e di quelli relativi al sistema del cleaning in un cantiere. Quindi esattamente quello di cui parlavamo all’inizio: si sta facendo strada il pensiero che non basta acquistare con lo sconto per ottenere un buon risultato, ma è sempre più necessario dotarsi di sistemi di calcolo e controllo”. “Dovremmo fare un ragionamento sui vari segmenti di mercato per rispondere compiutamente alla domanda”, afferma Antoniuzzi. “Provo a sintetizzare le richieste più importanti, che sono quelle legate ai prodotti tipicamente collegabili alla sicurezza-igiene (disinfettanti), ai prodotti ecosostenibili (Ecolabel), ai prodotti ad alto contenuto tecnico per trattamento delle superfici. Sul versante prodotti entry-level permane una domanda fondamentalmente collegata al prezzo e con un’origine tipicamente PA”. Esaminiamo i punti di forza dei vostri prodotti per venire incontro alle esigenze del cliente: quali sono? “ I punti di forza della nostra azienda”, risponde Miranda, “sono essenzialmente due: il primo è quello di aver progettato due nuove linee di prodotti concentrati come Gynius e Infyniti, agganciati a software o App che permettono - in base al sistema scelto - di preventivare i costi, di generare i fabbisogni nei diversi cantieri e di controllarne l’effettivo consumo. Basti pensare che il sistema Gynius consente, attraverso il badge, di ritirare il proprio prodotto detergente da parte dell’operatore per le sole quantità a lui assegnate. Un vero e proprio salto nel futuro, insomma”. “Per i prossimi anni”, precisa Antoniuzzi, “confermiamo il nostro impegno verso il 44

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

mantenimento di alti standard tecnologici e qualitativi in tutte le applicazioni settoriali: dalle superfici alla cucina, dalla lavanderia al personal care. Rimangono centrali e punti di forza la nostra offerta PMC, anche in prossimità della migrazione in ambito bioacidi, il portafoglio prodotti ecologici e il focus sulle innovazioni tra cui anche la parte relativa ai superconcentrati”. “A mio parere”, interviene Marino, “nel mercato siamo arrivati a un imprescindibile punto di svolta: ormai, per qualsiasi azienda che operi nel settore, non è più possibile prescindere da una forte sinergia con la distribuzione. Noi stiamo stringendo accordi sempre più solidi e reciprocamente vantaggiosi con i rivenditori, cercando così di coinvolgere maggiormente il cliente finale nell’ottica di un servizio migliore e ancor più efficiente. Sono sempre più convinto che solo l’azione congiunta del fabbricante con il dealer possa garantire un futuro diverso al nostro modo di porci sul mercato, uscendo finalmente dall’ottica del miglior prezzo a tutti i costi”. “Dianos”, afferma Zibra, “punta su prodotti specialistici di qualità ed elevato contenuto tecnico, dunque qualità e servizio sono i nostri punti di forza. Dianos da sempre crede fortemente nell’innovazione di prodotto, strettamente connessa all’utilizzo e alla sperimentazione di nuove tipologie di materie prime e di nuove formulazioni, ritenendo che nel settore del cleaning professionale il prodotto abbia una forte valenza tecnica e - in quanto tale - vada gestito. Questo consente di emergere e differenziarsi sul mercato offrendo sempre le soluzioni tecniche migliori alle problematiche del cleaning, ma implica anche la necessità di offrire - oltre al prodotto di qualità - un elevato contenuto di servizio in termini di assistenza tecnica e formazione”.


World’s Leading Trade Fair for Cleaning and Hygiene Professionals

Al centro dell’industria  

 

Completa - Tutta l’industria mondiale del cleaning nell’evento Internazionale - 700 espositori internazionali dei marchi più importanti e 29.000 visitatori da tutto il mondo Innovativa - Molta innovazione in risalto e opportunità di formazione nelle conferenze collaterali Professionale - La fiera internazionale del cleaning imperdibile sin dal 1967

Organizzato da:

In associazione con:

Partner mediatico ufficiale:

www.issainterclean.com


focus on

Prodotti chimici / Quali potranno essere le novità e le innovazioni tecnologiche in questo specifico settore del cleaning professionale? “L’innovazione”, riprende Zibra, “potrà spaziare dalla tipologia di materie prime utilizzate su cui noi restiamo costantemente focalizzati, all’utilizzo e all’applicazione delle nanotecnologie nel settore del cleaning (che Dianos è stata tra le prime aziende a introdurre), ai sistemi per indirizzare l’impiego dei prodotti chimici verso una scelta corretta e un dosaggio preciso, ragionando quindi in termini di costi d’uso e non di costo/confezione”. “Le vere innovazioni nel nostro settore”, commenta Marino, “sono molto meno numerose di quanto si pensi. Noi proponiamo un prodotto qualificandolo con l’etichetta dell’innovazione, solo se davvero è tale. Il superconcentrato non è una vera novità, semmai sono innovativi certi sistemi di dosaggio - semplici ed efficienti - che consentono di utilizzarlo al meglio”. “Le novità”, afferma Antoniuzzi, “potranno riguardare nuove tecnologie quali i prodotti nanotecnologici, i superconcentrati tradizionali e quelli che ottemperano i requisiti CAM. Non tralascerei la parte Ecolabel, PMC e quella di portafoglio legata al costante mantenimento di un alto contenuto formulistico indirizzato alla gestione dei segmenti”. C’è qualche linea o singola produzione, in particolare, sulla quale puntate per l’immediato futuro e che anticipa meglio le innovazioni della vostra mission produttiva? “La linea di produzione sulla quale puntiamo maggiormente”, afferma Miranda, “è sicuramente quella di Infyniti, perché sviluppa il concetto del concentrato attraverso la caps/monodose creando un sistema di facile utilizzo per il cliente finale di controlli dei costi su base preventiva, di abbattimento dei pesi trasportati e di riduzione dei costi di magazzino in termini di sprechi e ammanchi”. “Sicuramente”, afferma Antoniuzzi, “PMC ed Ecolabel rappresentano il meglio della situazione di oggi. In termini di evoluzione futura i superconcentrati (anche PMC) e gli Ecolabel saranno oggetto di investimenti e innovazione”. “Continuiamo a investire in R&S”, sostiene Zibra, “perché la nostra filosofia resta quella dell’innovazione di prodotto, focalizzandoci su formulazioni specialistiche dall’elevato contenuto tecnico. Oltre alle nanotecnologie, che ancora trovano un mercato acerbo, tra i prodotti lanciati di recente e particolarmente innovativi citerei Acid Power, un detergente composto da una miscela di acidi di nuova generazione con proprietà disincrostanti e disossidanti, sia su leghe ferrose che su leghe leggere come alluminio e zinco”. L’attenzione verso l’ambiente è un elemento sempre più strategico: in quale modo i vostri prodotti rispondono alle esigenze di sostenibilità, minore impatto ambientale e riduzione degli sprechi? “L’esempio di ARCO”, afferma Miranda, “è da sempre una delle stelle polari della nostra mission. Facciamo 46

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

degli esempi concreti: innanzitutto il conseguimento della certificazione ISO 14001 fin dal 2004, poi la realizzazione di un’intera linea di prodotti Ecolabel di tipo professionale nel 2006 fino alla certificazione CAM di decine di prodotti tradizionali e concentrati. Infine, non posso non ricordare il sistema di calcolo del miglioramento ambientale inserito sia nel software Gynius che nella App della linea Infyniti. Sistema che permette, attraverso un algoritmo, di quantificare i miglioramenti ambientali ottenuti con queste due linee - Gynius e Infyniti rispetto all’impiego di prodotto tradizionale in termini di CO2 emessa, kW consumati, H20 impiegata, plastica e imballi utilizzati”. “La sostenibilità non è una moda”, precisa Antoniuzzi. “Produrre in modo ecosostenibile e proporre prodotti ecologici nel medio termine non sarà una scelta arbitraria ma una questione di rispetto di norme cogenti. Nessun dubbio: per il futuro rimanere sul mercato significherà fare i conti con la ‘green economy’. La nostra risposta sarà l’allargamento costante del portafoglio green e la sua diffusione anche in packaging più orientati all’ecosostenibilità”. “Indipendentemente da sigle e da certificazioni”, spiega Zibra, “i prodotti Dianos rispondono a tali esigenze in quanto è sufficiente utilizzarne una minima quantità per ottenere un ottimo risultato di pulizia. Ciò premesso, abbiamo comunque in gamma prodotti ecologici e abbiamo di recente lanciato una linea di detergenti superconcentrati in fiale monodose - Linea One - concepita in un’ottica di sostenibilità: è composta esclusivamente da detergenti a basso impatto ambientale (conformi CAM). Si tratta di una soluzione che non consente sprechi e garantisce sempre l’impiego della giusta monodose di prodotto, con un costante controllo dei costi d’uso”. Ultima domanda per i nostri interlocutori: tra pochi mesi si terrà la fiera ISSA Interclean di Amsterdam: con quali aspettative e progetti vi preparate ad affrontarla? “A ISSA”, risponde Antoniuzzi, “saremo, anche per questa edizione, attenti osservatori di tutto quanto rappresenterà innovazione”. Marino: “Non saremo presenti al Salone olandese, ma andrò sicuramente a trovare un nostro cliente cinese che espone alcuni nostri prodotti. Questa scelta è maturata per il fatto che la fiera di Amsterdam è, di fatto, una manifestazione interpretata da fabbricanti di macchine che hanno come mercato di riferimento il mondo, mentre la nostra produzione si rivolge ad un ambito più casalingo. Dunque, per noi, è sufficiente la fiera Pulire a Verona”. 


Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

47


46

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016


dossier

idropulitrici

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

47


MAGNUM 500 4S

Caratteristiche Acqua fredda Alimentazione elettrica Pressione di esercizio 500 bar Portata 900 l/h Pressione di alimentazione acqua Max 10 bar Temperatura uscita acqua alla portata minima Temperatura uscita acqua alla portata massima Max temperatura alimentazione acqua Max 40 °C Potenza Motore Potenza elettrica allacciata Assorbimento Motore termico 16 kW Regime motore 3200 giri/min Caldaia Potenza termica Innalzamento temperatura acqua alla massima portata Consumo combustibile Capacità serbatoio gasolio

-

BIEMMEDUE

dossier

IDROPULITRICI / SUSETTE 200/15

Caratteristiche Acqua calda Alimentazione elettrica 3x400 V/Hz Pressione di esercizio 200 bar Portata 900 l/h Pressione di alimentazione acqua Max 10 bar Temperatura uscita acqua alla portata minima 140 °C Temperatura uscita acqua alla portata massima 70 °C Max temperatura alimentazione acqua Max 40 °C Potenza Motore Motore termico Assorbimento Regime motore Caldaia Potenza termica Innalzamento temperatura acqua alla massima portata Consumo combustibile Capacità serbatoio gasolio

Accessori Tubo alta pressione: lunghezza Avvolgitubo alta pressione Lancia: lunghezza

15 m optional 1200 mm

BIEMMEDUE - Via Industria, 12 - 12062 Cherasco (CN) - Tel. 0172 486111 - Internet: www.biemmedue.com 48

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

48 kW 4 l/h 35 l

Altri dati tecnici Lunghezza x Larghezza x Altezza 920 x 620 x 940 mm Peso a serbatoio vuoto 128 kg Rumorosità Comandi elettrici alimentati con tensione Stop Totale sì Materiale testata pompa alta pressione ottone Materiale pistoni pompa alta pressione ceramica Max consumo detergente Capacità serbatoio detergente -

Altri dati tecnici Lunghezza x Larghezza x Altezza 1000 x 800 x 1020 mm Peso a serbatoio vuoto 175 kg Rumorosità Comandi elettrici alimentati con tensione Stop Totale sì Materiale testata pompa alta pressione ottone Materiale pistoni pompa alta pressione ceramica Max consumo detergente Capacità serbatoio detergente Accessori Tubo alta pressione: lunghezza Avvolgitubo alta pressione Lancia: lunghezza

11 A 1450 giri/min

10 m optional 1200 mm


Caratteristiche Acqua fredda Alimentazione elettrica 3x400 V Pressione di esercizio 150-200 bar Portata 15-21 l/min Pressione di alimentazione acqua 2-3 bar Temperatura uscita acqua alla portata minima 20 °C Temperatura uscita acqua alla portata massima 20 °C Max temperatura alimentazione acqua 40 °C Potenza Motore Potenza elettrica allacciata 4-5,5 kW Assorbimento Regime motore 1450 giri/min Caldaia Potenza termica Innalzamento temperatura acqua alla massima portata Consumo combustibile Capacità serbatoio gasolio Altri dati tecnici Lunghezza x Larghezza x Altezza Peso a serbatoio vuoto Rumorosità Comandi elettrici alimentati con tensione Stop Totale Materiale testata pompa alta pressione Materiale pistoni pompa alta pressione Max consumo detergente Capacità serbatoio detergente Accessori Tubo alta pressione: lunghezza Avvolgitubo alta pressione Lancia: lunghezza

-

IDROBASE GROUP

TRAKTOR

STELLA

Caratteristiche Acqua calda Alimentazione elettrica 3x400V Pressione di esercizio 150-200 bar Portata 15-21 l/min Pressione di alimentazione acqua 2-3 bar Temperatura uscita acqua alla portata minima 80 °C Temperatura uscita acqua alla portata massima 65 °C Max temperatura alimentazione acqua 40 °C Potenza Motore Motore termico Assorbimento Regime motore 1450 giri/min Caldaia Potenza termica Innalzamento temperatura acqua alla massima portata Consumo combustibile Capacità serbatoio gasolio Altri dati tecnici Lunghezza x Larghezza x Altezza Peso a serbatoio vuoto Rumorosità Comandi elettrici alimentati con tensione Stop Totale Materiale testata pompa alta pressione Materiale pistoni pompa alta pressione Max consumo detergente Capacità serbatoio detergente

-

570 x 790 x 860 mm 136-152 kg 79 dBA sì ottone ceramica -

Accessori Tubo alta pressione: lunghezza Avvolgitubo alta pressione Lancia: lunghezza

8m sì (optional) 900 mm

815 x 590 x 1042 mm 73-88 kg 79 dBA 230 V sì ottone ceramica -

8m sì (optional) 520 mm

IDROBASE GROUP - Via dell’Industria, 25 - 35010 Borgoricco (PD) - Tel. 049 9335903 - Internet: www.idrobasegroup.com

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

49


KÄRCHER

dossier

IDROPULITRICI / HD 10/15-4 CAGE FOOD

Caratteristiche Acqua fredda Alimentazione elettrica 400/3/50 V/Hz Pressione di esercizio 20-150 bar Portata 440-1000 l/h Pressione di alimentazione acqua 2 bar Temperatura uscita acqua alla portata minima Temperatura uscita acqua alla portata massima Max temperatura alimentazione acqua 85 °C Potenza Motore Potenza elettrica allacciata Assorbimento Regime motore

6,4 kW 5,6 A 1400 giri/min

Caldaia Potenza termica Innalzamento temperatura acqua alla massima portata Consumo combustibile Capacità serbatoio gasolio Altri dati tecnici Lunghezza x Larghezza x Altezza Peso a serbatoio vuoto Rumorosità Comandi elettrici alimentati con tensione Stop Totale Materiale testata pompa alta pressione Materiale pistoni pompa alta pressione Max consumo detergente Capacità serbatoio detergente

-

HDS 13/20-4 S

Caratteristiche Acqua calda Alimentazione elettrica 400/3/50 V/Hz Pressione di esercizio 30-200 bar Portata 650-1300 l/h Pressione di alimentazione acqua 2 bar Temperatura uscita acqua alla portata minima Temperatura uscita acqua alla portata massima Max temperatura alimentazione acqua 60 °C Potenza Motore Motore termico Assorbimento Regime motore Caldaia Potenza termica Innalzamento temperatura acqua alla massima portata Consumo combustibile Capacità serbatoio gasolio

Accessori Tubo alta pressione: lunghezza Avvolgitubo alta pressione Lancia: lunghezza

10 m no 1050 mm

KÄRCHER - Via De Gasperi, 98/100 - 20017 Rho (MI) - Tel. 02 93970311 - Internet: www.kaercher.it

50

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

-

Altri dati tecnici Lunghezza x Larghezza x Altezza 1330 x 750 x 1060 mm Peso a serbatoio vuoto 186 kg Rumorosità Comandi elettrici alimentati con tensione Stop Totale sì Materiale testata pompa alta pressione ottone Materiale pistoni pompa alta pressione ceramica Max consumo detergente Capacità serbatoio detergente -

650 x 520 x 1100 mm 68 kg ottone ceramica -

Accessori Tubo alta pressione: lunghezza Avvolgitubo alta pressione: Lancia: lunghezza

8A 1400 giri/min

10 m no 1050 mm


Caratteristiche Acqua fredda Alimentazione elettrica 230/50 V/Hz Pressione di esercizio 140 bar Portata 540 l/h Pressione di alimentazione acqua Temperatura uscita acqua alla portata minima Temperatura uscita acqua alla portata massima Max temperatura alimentazione acqua 40 °C Potenza Motore Potenza elettrica allacciata Assorbimento Regime motore 2800 giri/min Caldaia Potenza termica Innalzamento temperatura acqua alla massima portata Consumo combustibile Capacità serbatoio gasolio

-

LAVORWASH

HYPER K 1409

HYPER TR 2021 Caratteristiche Acqua calda Alimentazione elettrica 400/50 V/Hz Pressione di esercizio 200 bar Portata 1260 l/h Pressione di alimentazione acqua Temperatura uscita acqua alla portata minima 140 °C Temperatura uscita acqua alla portata massima 140 °C Max temperatura alimentazione acqua 40 °C Potenza Motore Motore termico 9,7 kW Assorbimento Regime motore 1450 giri/min Caldaia Potenza termica Innalzamento temperatura acqua alla massima portata Consumo combustibile Capacità serbatoio gasolio

-

Altri dati tecnici Lunghezza x Larghezza x Altezza 1300 x 780 x 1110 mm Peso a serbatoio vuoto 181,5 kg Rumorosità Comandi elettrici alimentati con tensione Stop Totale sì, ritardato e in bassa tensione Materiale testata pompa alta pressione ottone nichelato Materiale pistoni pompa alta pressione ceramica Max consumo detergente Capacità serbatoio detergente Accessori Tubo alta pressione: lunghezza Avvolgitubo alta pressione Lancia: lunghezza

10 m sì, optional 700 mm

Altri dati tecnici Lunghezza x Larghezza x Altezza 350 x 400 x 960 mm Peso a serbatoio vuoto 28 kg Rumorosità Comandi elettrici alimentati con tensione Stop Totale sì Materiale testata pompa alta pressione ottone Materiale pistoni pompa alta pressione acciaio Max consumo detergente Capacità serbatoio detergente Accessori Tubo alta pressione: lunghezza Avvolgitubo alta pressione Lancia: lunghezza

8m sì 700 mm

LAVORWASH - Via J. F. Kennedy, 12 - 46020 Pegognaga (MN) - Tel. 0376 55431 - Internet: www.lavorhyper.com

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

51


NILFISK

dossier

IDROPULITRICI / MC 3C 170/820 XT

Caratteristiche Acqua fredda Alimentazione elettrica 400/3/50 V/Hz Pressione di esercizio 170 bar Portata 820 l/h Pressione di alimentazione acqua 1-10 bar Temperatura uscita acqua alla portata minima Temperatura uscita acqua alla portata massima Max temperatura alimentazione acqua 60 °C Potenza Motore Potenza elettrica allacciata Assorbimento Regime motore 2800 giri/min Caldaia Potenza termica Innalzamento temperatura acqua alla massima portata Consumo combustibile Capacità serbatoio gasolio Altri dati tecnici Lunghezza x Larghezza x Altezza Peso a serbatoio vuoto Rumorosità Comandi elettrici alimentati con tensione Stop Totale Materiale testata pompa alta pressione Materiale pistoni pompa alta pressione Max consumo detergente Capacità serbatoio detergente

-

MC 4M 180/740

Caratteristiche Acqua fredda Alimentazione elettrica 400/3/50 V/Hz Pressione di esercizio 180 bar Portata 740 l/h Pressione di alimentazione acqua 1-10 bar Temperatura uscita acqua alla portata minima Temperatura uscita acqua alla portata massima Max temperatura alimentazione acqua 60 °C Potenza Motore Potenza elettrica allacciata Assorbimento Regime motore 1450 giri/min Caldaia Potenza termica Innalzamento temperatura acqua alla massima portata Consumo combustibile Capacità serbatoio gasolio Altri dati tecnici Lunghezza x Larghezza x Altezza Peso a serbatoio vuoto Rumorosità Comandi elettrici alimentati con tensione Stop Totale Materiale testata pompa alta pressione Materiale pistoni pompa alta pressione Max consumo detergente Capacità serbatoio detergente Accessori Tubo alta pressione: lunghezza Avvolgitubo alta pressione Lancia: lunghezza

382 x 382 x 1017 mm 38 kg 94 dBA sì ottone acciaio inox -

Accessori Tubo alta pressione: lunghezza Avvolgitubo alta pressione Lancia: lunghezza

15 m sì 1160 mm

NILFISK - Strada Comunale della Braglia, 18 - 26862 Guardamiglio (LO) - Tel. 0377 414208 - Internet: www.nilfisk.it

52

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

-

382 x 382 x 1017 mm 42 kg 89 dBA sì ottone rivestiti in ceramica -

15 m sì 1160 mm


YOUR INFORMATION PARTNER #35 RISCALDAMENTOENERGIA ISSN:2038-2723

CONDIZIONAMENTO

AMBIENTEREFRIGERAZIONE ENER TEGIA RISCALDAMENTOAMBIEN CONDIZIONAMENTO AMBIENTE UOMO ENERGIA RISCALDAMENTO CONDIZIONAMENTO

#245

AMBIENTE

ANNO 6 - NOVEMBRE-DICEMBRE 2015

Novembre/Dicembre 2015

EURO15

REGOLAZIONE, I DANNI PROVOCATI DAL PENDOLAMENTO RINNOVABILI

Poste italiane Target Magazine LO/CONV/020/2010 - Omologazione n. DC00S5595

Organo Ufficiale AiCARR

REFRIGERAZIONE LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R

UNI/TS 11300-5: calcolo dell'energia primaria e quota FER

FOCUS BEMS

YamaHa Reface

Sistemi di gestione energetica degli edifici a confronto

quattro classici in digitale

STRUMENTI FINANZIARI PER L'EFFICIENTAMENTO DELLA PA REFRIGERAZIONE NEI SUPERMERCATI

sPecTRasonIcs omnIsPHeRe 2 sintesi digitale a colori

LaneY IRT-X

easT WesT PRoDRummeR

monitor e cabinet per chitarra

il batterista virtuale

#1

Interventi progettuali per il risparmio energetico Unità plugin waterloop

ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

11 Euro

John storYk

RICERCA

la progettazione acustica nel 2015

Geotermia integrata al fotovoltaico

REFRIGERAZIONE

AnteloPe Audio MP8d

www.audiofader.com € 7.50

Compressori a inverter rooftop

preamp e convertitore

INTERVISTA AD ALBERTO ROVATI Geberit, strategie di espansione

AlessAndro cAMnAsio

l’arte del sound design e dei trailer

CLASSIFICHE 2014 Distributori, pronti ad agganciare la ripresa

Pultec eQP-1A

Produttori: chi innova, non soffre

l’eq passivo dalla riedizione ai plug-in più recenti

RISPARMIO IDRICO Acqua, come ridurre i consumi #245 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2015

steinberg nuendo sempre più post pro

EFFICIENZA NELLE STRUTTURE PER IL COMMERCIO

MONITORAGGIO E REGOLAZIONI/FONTI RINNOVABILI

Avid Pro tools 12

www.audiofader.com weBsIte AGGIOrNAtO QUOtIDIANAMeNte

POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.

Organo ufficiale AiCArr

La rivista per i professionisti DeLL’hvac&r

più HD nella versione nativa

MAGAZINe MeNsIle DIGItAle

CERTIFICAZIONE POST CONTATORE Il punto della situazione OPEN SPACE Bagno o camera da letto?

Cover_BeR245_247_286.indd 1

Organo ufficiale ANGAIsA

www.bluerosso.it La voce autorevoLe DeL canaLe iDro-termosanitario più Dinamica

26/11/15 09.40

La voce più autorevoLe DeL settore iDrotermosanitario

La piattaforma itaLiana DeLLa proDuzione musicaLe e DeLL’auDio professionaLe

ISSN n. 1974-7144

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1 – CN/MI

LE INFRASTRUTTURE STRADALI E LA SICUREZZA DEI MOTOCICLISTI pag. 8 • GAS: PROGETTI STRUTTURALI PER 200 MILIARDI pag. 16 • IDROGEOLOGICO: INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’ORDINE DI PALERMO pag. 19

SPECIALE Euro 9

bimestrale

Organo ufficiale

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

NUOVE NORME: ISO 9001 PER LA QUALITÀ E ISO 14001 PER L’AMBIENTE

a pag. 10­13

SMART BUILDING

DETRAZIONI FISCALI

FOCUS

Responsabilità civile e penale nella direzione dei lavori

# 1 FEBBRAIO 2016

ISSN: 2038-0895

a pag. 20­23

Le potenzialità del mercato

Domande e risposte

1563

N. 59 · Anno XI · gennaio-febbraio 2016

www.giornaleingegnere.it

Installatore GUIDE dell’ Professionale 2

Formazione e accesso all’Albo, prove d’intesa

Edificius Il presidente Armando Zambrano: “Avviato un dialogo proficuo” La progettazione BIM IL VERTICE DI PARIGI può essere semplice

Roberto Di Sanzo

U

IL BUSINESS MAGAZINE DEI DISTRIBUTORI E GROSSISTI DI MATERIALE ELETTRICO

www.acca.it

La nuova frontiera: webcam, Internet, banche dati e droni

Cyber security contro la minaccia terrorista

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

Il ministro Gianluca Galletti: “Raddoppieremo gli aiuti” a pag. 2

esempio, negativo e positivo insieme, della sicurezza informatica è l’assalto dell’agente immobiliare Claudio Giardiello il 9 aprile scorso al Tribunale di Milano, che è costato tre morti e due feriti. Esempio negativo: Giardiello, all’epoca imputato di bancarotta fraudolenta, riuscì a entrare in Tribunale con una pistola nonostante i controlli a base di metal detector e vigilantes privati. Esempio positivo: poche ore dopo Giardiello, che era riuscito a fuggire dal Tribunale con il suo scooter, venne fermato a Vimercate dai carabinieri che erano andati a casa sua, si erano fatti dare il numero di targa dello scooter, e l’avevano rintracciato poco dopo grazie una telecamera di sorveglianza di Vimercate, collegata alla centrale operativa dei carabinieri.

segue a pag. 3

Guido Barcella al timone di FME

RESULTS PACK il VeCChio inContra il VerDe TENDENZE QUanDo il Design è anChe innoVazione

La luce LED è versatile Le lampade LED OSRAM

→ pag.4

SCIA arriva lo “sportello di interlocuzione unica”

segue a pag. 4

Si sente parlare di rilancio delle opere pubbliche e di riqualificazione delle infrastrutture. È auspicabile che oltre a costituire la base per la ripartenza di molti settori produttivi del Paese, costituisca uno strumento di sempre maggior coinvolgimento delle categorie professionali tecniche chiamate a svolgere la funzione di garanti per la sicurezza e l’incolumità della collettività. Ma tutto ciò troverà riflesso sui compensi professionali? Abolite da tempo le tariffe, oggi assistiamo ad affidamento di incarichi da parte anche delle Amministrazioni che, considerando il solo impegno temporale richiesto al professionista per poter fare bene il proprio lavoro, portano a compensi orari ahimè allineati verso il basso a quelli della Colf, con tutto il rispetto per il loro lavoro!

INTERVISTA

a pag. 17

Paolo Mazzanti

→ pag.5

Un ingegnere o un architetto possono essere pagati come una colf?

Dentro lo standard KNX

Semplificate le procedure: arriva il modello Dia

Nr.02 – VENERDÌ 29 GENNAIO 2016 unico

NUOVO CONTO TERMICO Tutte le novità L’

LA TRIVELLA

TECH

LOMBARDIA

Newsletter

SICUREZZA

Cop21, risultati interessanti Ora bisogna procedere

na grande attenzione alle richieste avanzate dalla categoria, soprattutto per quanto concerne la necessità del riordino della formazione universitaria e dell’accesso all’Albo. Un incontro positivo, dunque, per i rappresentanti del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che nei giorni scorsi hanno avuto un confronto importante con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini. La delegazione del CNI, guidata dal Presidente Armando Zambrano, ha sottoposto al Ministro un pacchetto di proposte e richieste precise. Oltre a quelle già citate, ecco l’ammissibilità dei laureati in Architettura col vecchio ordinamento a sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione ingegneristica e conseguente iscrizione al relativo Albo.

www.osram.it/professional

SCENARI Verso Un’italia low Carbon EDIFICI PUBBLICI E NZEB i Vantaggi Della trasformazione

N. 12 - Dicembre 2015

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

Positivo incontro tra i rappresentanti del CNI e il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini

FABBRICA IN CLASSE A

foto: AMinistero dell'Ambiente

www.casaeclima.com

A colloquio con Amedeo Gargiulo (ANFS)

CENSIS

Sicurezza delle ferrovie “Ridurre al minimo ogni rischio”

Rapporto 2015 sull’evoluzione territoriale

NEGLI IMPIANTI DI

RISCALDAMENTO

a pag. 17

BIM , obbligo per Per l’Italia un 2015 grandi opere? in chiaro-scuro

Paolo Stefanato

N

Nelle “regioni urbane” vive la metà della popolazione

EFFICIENZA ENERGETICA

el 2016 la sicurezza ferroviaria in Italia farà un nuovo passo avanti perché entreranno nel sistema di prevenzione e controlli gestito dall’Agenzia nazionale anche parte delle 34 aziende regionali, ex concessionarie, che finora non erano → nel pag.18 perimetro della vigilanza statale. Ora, in base a un decreto legislativo del luglio 2015, queste aziende, ormai in regime liberalizzato, saranno oggetto delle stesse

regole in vigore per la rete nazionale. In realtà, la norma non riguarda tutte le ferrovie locali, ma solo quelle che dal punto di vista tecnico sono “interoperabili” con la rete; in altre parole restano escluse quelle a scartamento ridotto o isolate. Mentre Trenord, per esempio – gestore della rete in Lombardia – è già in parte sotto la vigilanza dell’Ansf perché i suoi treni già viaggiano su binari di Rfi, la rete delle Ferrovie dello Stato.

ENERGIA

a pag. 14

ORDINI: A COLLOQUIO CON I PRESIDENTI Prosegue il confronto sulla riforma della Pubblica Amministrazione a pag. 18

segue a pag. 9

APPALTI UE Documento unico di gara per semplificazione

La tecnologia efficiente incontra l’innovazione: più di 150 modelli di lampade LED che colpiscono per la straordinaria efficienza, durata e qualità della luce. Anche nelle versioni dimmerabili. Solo il meglio da OSRAM

→ pag.13

Copia offerta da:

La luce è OSRAM

Progettare l’isolamento

NORME TECNICHE

Demolire e riCostrUire

retrofit in eDifiCi storiCi

Nel rispetto della tradizione

REGIONI ED ENTI LOCALI

ASSOCIAZIONI

In collaborazione con:

Sponsor:

Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano

Programma Corsi di Aggiornamento Professionale

© Collegio degli ingegneri e Architetti di Milano

Gennaio - Aprile 2016

È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione

Organo Ufficiale FME Alta scuola FOIM

www.casaeclima.com L’informazione efficiente, compLeta e in tempo reaLe oLtre 200.000 utenti mese

Organo ufficiale FINCO

La rivista che ha portato La progettazione sostenibiLe in itaLia

COPERTINA.indd 26

Organo ufficiale FMe

17/02/2016 20:40:11

iL business magazine Dei Distributori e grossisti Di materiaLe eLettrico

Progettare interventi del comparto idrico nei Paesi in via di sviluppo

NEWSLETTER – Nr.02 – Pag.1

VENERDÌ 29 GENNAIO 2016

Aprile-Luglio 2014

DaL 1952 iL perioDico D’informazione per ingegneri e architetti Newsletter – L’aggiornamento professionaLe via maiL

La guiDa Da portare sempre con sé per conoscere tutti i trucchi DeL mestiere

ogni 15 giorni raggiunge oltre 42.000 iscritti

#1 febbraio 2016 mensile

PROGE T TA ZIONE www.atlantideweb.it

|

|

AUTOMAZIONE

AT T UA L I TÀ

|

anno i

il mensile di Formazione e aggiornamento per il meccatronico

03.2015 novembre

Pulizia industriale e sanificazione

Punto a Favore

www.meccanica-automazione.com

www.pulizia-industriale.it

Gühring Storia di copertina

IN QUESTO NUMERO

IN QUESTO NUMERO Scegliendoci come partner, scoprirai solo vantaggi: qualità OE, gamma completa, servizio efficiente e la consapevolezza che

www.atlantideweb.it

iL SUcceSSo Si coStrUiSce

INTERVISTA Bruno Ferrarese nuovo presidente AfidampFAB

interviSta rafael idigoras, la Tua soddisfazione direttore generale Soraluce per noi è il punto centrale.

DOSSIER Cere ed emulsioni

doSSier industria aeronautica e aerospaziale Missler, tra forza e ragione reportaGe autodesk University Lo sguardo oltre l’orizzonte SpeciaLe Macchine di misura cinquant’anni di metrologia

www.kyb-europe.com

#1 FEBBRAIO 2016

MENSILE DI MANUTENZIONE E IGIENE CIVILE E INDUSTRIALE

230x285_Layout 1 14/01/15 17:38 Pagina 1

MACCHINE UTENSILI

APPALTI Al via la centralizzazione INCHIESTA L’auto del futuro è… online! scopriamo come saranno le macchine fra qualche anno. cambio robotizzato Citroën/peugeot. tecnica e funzionamento.

Dalle pulizie al

Global Service

VIA MONSIGNOR R. COLOMBO, 47 • 21053 CASTELLANZA (VA) • TEL. +39 0331 503180

perioDico business to business neL monDo DeLL’inDustria meccanica e DeLLe macchine utensiLi

mensiLe Di formazione e aggiornamento per iL meccatronico

iL punto Di riferimento per chi opera neL campo DeLLa puLizia inDustriaLe, sanificazione e faciLity management

www.pulizia-industriale.it Da 50 anni La voce autorevoLe DeL cLeaning


associazioni

a cura della redazione

FORUM PULIRE 2016,

verso l’identità dei servizi integrati in una dimensione internazionale

T

orna a Milano Forum Pulire, il Congresso dei Servizi Integrati che per la sua terza edizione presenterà un nuovo format - a partire dalla suggestiva cornice dell’Unicredit Pavillion - che ospiterà l’evento nei giorni 14 e 15 settembre. L’avveniristica location è stata fortemente voluta da Afidamp perché rappresenta il centro della città che innova e che si proietta nel futuro, in un momento in cui l’intero sistema dei servizi integrati si trova ad un grande punto di svolta fatto di nuovi strumenti, di nuove regole e di nuove logiche. Il mercato sta delineando diversi scenari a livello globale in termini di tecnologie, di un nuovo rapporto uomo/macchina, nuovi approcci gestionali, nuovi modelli distributivi dai quali la realtà italiana non può prescindere e nei quali si troverà coinvolta. In quest’ottica si inserisce la connotazione internazionale dell’evento che ha ottenuto il patrocinio di FENI (European Federation of Cleaning Industries), FIDEN (Federazione Internazionale delle Imprese di

54

Pulizia) e di ISSA (The Worldwide Cleaning Industry Association). Forum Pulire 2016 ha l’obiettivo di compiere un passo avanti decisivo nella definizione dell’identità del settore e nel riconoscimento del suo valore, soprattutto in termini di valorizzazione del capitale umano oltre che di incidenza sul prodotto interno lordo. “Abbiamo voluto che questo Forum si rivolgesse anche all’anello che finora è stato assente della filiera, ovvero i lavoratori. Per questo abbiamo fortemente auspicato una partnership con ONBSI, l’organismo bilaterale che rappresenta parti datoriali e sindacali, imprese e lavoratori”, ha dichiarato Toni D’Andrea, Amministratore Delegato di Afidamp Servizi. Quattro saranno i valori fondamentali concettuali di Forum Pulire: libertà, dignità, solidarietà e felicità che garantiscono la qualità della vita in un Paese civile e che vengono rappresentati nella loro completezza dai servizi integrati. Quattro i temi che si svolgeranno nelle due giornate con l’apertura, il 14 settembre, dal

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

titolo: “Industry 4.0: l’era della collaborazione”, che analizzerà il nuovo modo di fare impresa per lo sviluppo dell’industria e dei servizi alla presenza di giornalisti esperti della cosiddetta rivoluzione digitale. Seguirà: “E-commerce e sistemi integrati di logistica: nuove logiche di fornitura per i servizi”, per capire la trasformazione del canale distributivo; a questo specifico convegno sono stati invitati player di riferimento dell’economia digitale quali Amazon e Banca Sella. Le nuove regole per il futuro dei servizi integrati apriranno la seconda giornata di lavori, il 15 settembre, con il dibattito sui temi centrali del cambiamento: il nuovo codice appalti, il Green Act, la costruzione dell’identità del settore. Prevista la presenza di rappresentanti istituzionali del Governo, dei vertici di ANAC, del Parlamento Europeo, dell’economista Giulio Sapelli e del sociologo Francesco Alberoni. Chiude i lavori il grande capitolo della formazione per la riqualificazione del lavoro e delle competenze, la valorizzazione della dignità della figura degli operatori, la necessità di professionalità qualificate. La sessione ospiterà case history internazionali, dalla fondazione brasiliana FACOP a ISSA. L’obiettivo di Forum Pulire è sempre stato anche quello di far nascere spunti di riflessione estranei alla parte più strettamente settoriale della pulizia professionale e dei servizi. Quest’anno il compito sarà affidato a due lectiones magistrales: la prima a cura di Vittorio Sgarbi, il 14 settembre, che presenterà la figura di Giotto come grande innovatore e la seconda affidata a Jacques Attali, economista e antropologo, dal titolo “Breve storia del futuro”. Non mancheranno i momenti relazionali di networking e di confronto tra operatori del settore e sponsor, che potranno aderire al Forum con nuove modalità disponibili sul sito www.forumpulire.it. 


PULIRE 2017, LA FIERA OLTRE LA FIERA

C

on oltre trent’anni di successi, Pulire è il luogo dove si crea il futuro del mercato. Rappresenta il principale punto di incontro con i più importanti produttori e dealer mondiali, i top manager delle maggiori imprese di servizi, di Facility Management e i global Cleaning Contractors. Oltre alla presenza delle tecnologie e dei prodotti più innovativi, tra i padiglioni - negli spazi riservati al networking - nel ricco programma di seminari si definiscono i trend e lo sviluppo di nuove opportunità che evidenziano l’evoluzione del settore e ne anticipano le dinamiche mondiali. Il filo conduttore di quest’anno, anche nella campagna pubblicitaria e di comunicazione a supporto della manifestazione, sarà OLTRE. Oltre le aspettative, oltre il tempo, oltre i confini, oltre lo spazio. “La parola OLTRE rappresenta l’idea di una fiera che supera se stessa, che non è solo un luogo fisico ma che continua attraverso il dialogo digitale e si rende permanente. E va oltre anche alla connotazione nazionale, che pur esprime Pulire nella sua identità originaria e che non si vuole snaturare ma che supera i confini per agire nel mercato globale”, afferma Toni D’Andrea, Amministratore Delegato di Afidamp Servizi. “Internazionalizzazione” è quindi uno dei temi chiave: “Intensificheremo le azioni di comunicazione sui potenziali espositori e visitatori esteri, a partire dalla nostra presenza in maggio ad ISSA Interclean ad Amsterdam e a Chicago nella fiera di ottobre. Vogliamo sensibilizzare sempre di più gli operatori internazionali sulla possibilità di trovare nuovi canali distributivi e agire in nuovi mercati”, continua D’Andrea. Tra le sfide che Pulire

si pone per la prossima edizione c’è l’ulteriore diversificazione delle categorie merceologiche presenti, rappresentata dalla volontà di aumentare la presenza di aziende del comparto Washroom e un consolidamento delle aziende legate al cleaning. Mentre continua l’esperienza di Pulire Outdoor, dedicata alla pulizia e al decoro urbano. E infine la committenza: la fiera attrae i responsabili d’acquisto dei settori industria, commercio, Ho.Re.Ca, sanità e istituzioni ma l’obiettivo è che questi soggetti siano più presenti tra gli stand. Pulire continua l’esperienza digitale con

lo sviluppo dell’app che permette il match making degli incontri, la programmazione ragionata della visita in fiera, l’opportunità di contatto indipendentemente dai tre giorni di manifestazione e la massimizzazione dell’efficacia della presenza a Pulire. La fiera sarà anche sede del Premio Innovazione Pulire, che presenta in media 30 prodotti e sistemi candidati, mai presentati prima e in commercio solo dall’anno in cui si svolge la manifestazione. I maggiori player del mercato presenteranno le loro novità destinate a cambiare l’approccio al cleaning professionale. 


dalle aziende

Dalle aziende / a cura della redazione

Da Hoover 5 soluzioni per avere una casa splendente e per combattere le allergie Hoover presenta cinque novità al mercato del cleaning: iniziamo con Synthesis, il più evoluto traino senza sacco di Hoover, che si avvale della tecnologia PACT - Power Active Compression Technology per compattare la polvere aspirata in casa in una pratica mattonella. Attraverso un’elica centrale motorizzata in continua rotazione, infatti, la polvere e i detriti aspirati vengono compressi nell’esclusivo contenitore trattato con ioni d’argento che aiutano a prevenire la proliferazione di batteri nel contenitore, rendendo Synthesis ideale anche per chi soffre di allergie e per chi ha ambienti di grandi dimensioni. All’esclusivo sistema PACT si abbina un altro brevetto Hoover, la tecnologia multi-ciclonica Airvolution, che assicura un’elevata efficienza di separazione della polvere dall’aria e una potenza di aspirazione costante. È possibile utilizzare Synthesis a qualsiasi ora del giorno grazie alla sua ridotta rumorosità: con soli 75 dBA risulta essere uno dei migliori aspirapolvere nella sua categoria. Telios Plus, invece, è un traino con sacco della gamma 4A: garantisce un risparmio energetico del 50% rispetto a modelli ad alto wattaggio, vanta una capacità di aspirazione sulle superfici dure superiore al 111% e del 91% sui tappeti, e reimmette nell’ambiente aria pulita durante le pulizie grazie a un’efficienza di filtrazione dell’aria fino al 99,98%. Grazie all’intera gamma di accessori integrati permette di avere sempre a portata di mano tutto ciò di cui si ha bisogno. È dotato inoltre della spazzola Carpet Optimax per una profonda pulizia dei tappeti. Veniamo ad Athen 56

Pulizia industriale e sanificazione | APRILE 2016

Evo: ideale per gli ambienti più piccoli, la scopa senza sacco e senza cavo Athen Evo garantisce un’elevata capacità di aspirazione e una grande maneggevolezza. La batteria dura fino a 60 minuti con un’unica ricarica e la polvere rimane un ricordo. Ultra Vortex è invece studiato per la pulizia profonda di letti, cuscini, divani e imbottiti in generale - noti per essere una fonte di proliferazione di acari e allergeni. Un materasso può contenere in media fino a 2 milioni di acari della polvere. Esso prevede 3 modalità di pulizia: attraverso una potente aspirazione che rimuove a fondo e con cura la polvere e lo sporco accumulati nei tessuti, anche quelli più delicati. Grazie a una spazzola rotante che, raggiungendo la velocità di 4.200 giri al minuto, penetra in profondità nelle fibre per rimuovere allergeni e acari. E, infine, con la lampada germicida UV-C - di cui Ultra Vortex è dotato - che può uccidere fino al 99,9% di batteri, allergeni e acari della polvere e può prevenirne la formazione futura. La radiazione della lampada influisce sulle cellule dei microrganismi e può consentire la sterilizzazione di materassi, cuscini e guanciali contribuendo a prevenire la dermatite e l’asma: davvero l’ideale per chi soffre di allergie. Infine, Steamjet Handhelds per vetri, fughe di piastrelle e tende. Se l’obiettivo è un lavoro davvero certosino, la pistola a vapore Hoover Steamjet Handhelds non potrà mancare in casa. La potente emissione di vapore garantisce risultati eccellenti anche in situazioni di sporco particolarmente difficile. Leggera, maneggevole e facile da riporre grazie all’ingombro ridotto. È dotata di tutti gli accessori per ogni situazione: beccucci, bocchette, panni per superfici delicate, spazzole, raschietti e tubo flessibile. www.hoover.it


Pulizia industriale e sanificazione | MARZO 2016

57


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Pulizia Industriale e Sanificazione #3 - Aprile 2016 by Quine - Issuu