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PROFESSIONAL
Magazine di informazione tecnica e di marketing per il posatore, l’impresa e lo studio di progettazione
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Parquet
Spazio tre sas - Piazzale Archinto, 9 - 20159 Milano - Costo di una copia euro 1,30
Anno 23 N° 1 Gennaio/Febbraio 2014
Dal Domotex, le vetrine del Made in Italy
Tutto sui nuovi criteri per ottenere il marchio Ecolabel
Speciale parquet tre strati: tra equilibrio e resistenza
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RAPPRESENTANTI PER L’ITALIA Interwood Srl Via Torelli, 5/B - 28100 Novara Tel. 0321 393360 - Fax 0321 630070 Email: interwood@interwoodsrl.it
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SOMMARIO
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Lo speciale di Professional Parquet Speciale tre strati
............................
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Parquet a tre strati, tra equilibrio e resistenza
POSA La normativa
........................................................................
14
Quando il parquet rispetta l’ambiente Domenico Adelizzi
Anno 23 - N° 1 Gennaio/Febbraio 2014
Il caso
Foto di copertina: Itlas
La nota legale
indice inserzionisti ABRASIVI AUTOMAZIONE . . . . . . . . . . .58 ADESIV . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .47 ALI PARQUETS . . . . . . . . . . . . . . . . . . .55 CADORIN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .17 CARVER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .23
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Il pericolo del prefinito? Una pulizia sbagliata Mauro Errico
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STRATEGIE Obiettivo vendita
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Qual è il futuro del rivenditore? Davide Gabrielli
DESIGN
DKZ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .45
Progetti
GARBELOTTO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .5
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L’importanza della normazione tecnica per l’accrescimento della professionalità Filippo Cafiero
CIAMBELLA LEGNAMI . . . . . . . . . .III Cop. FASE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .62
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Fascino antico messo in luce Francesca Ferrari
GAZZOTTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .3 ISAL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .59
MERCATO
ITLAS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .IV Cop.
Eventi
ISOLMANT . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .36
A Domotex in mostra l’innovazione Fiammetta Regis
KÄHRS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .37
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KLINDEX . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .6 LA SAN GIUSEPPE . . . . . . . . . . . . . . . .53
L’intervista
LISTO PARQUET . . . . . . . . . . . . . . . . . .27
A piccoli passi fuori dalla crisi: intervista a Simone Biagiotti Gabriele Marrazzini
MAPEI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .II Cop. MARGARITELLI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .8
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MAURO ERRICO . . . . . . . . . . . . . . . . . .16
RUBRICHE
OSMO HOLZ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .4
Editoriale
PROGRESS PROFILE . . . . . . . . . . . . . . .15
Gabriele Marrazzini
RENÉ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .21 ROMANO GEOM. CORRADO . . . . . . . . .61 SILVADEC . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .57
News
50
................................................................................
....................................................................................
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A cura della redazione
STEMAU . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .51
Vetrine
WOODCO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .13
A cura di Fiammetta Regis
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EDITORIALE
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www.professionalparquet.it
Periodico bimestrale edito da Spazio tre sas - di Gabriele Marrazzini & C. Piazzale Archinto, 9 - 20159 Milano Tel. 02 69001255 (r.a.) - Fax 02 69001277 info@professionalparquet.it Direttore responsabile Gabriele Marrazzini - g.marrazzini@spaziotre.it
Noi ci siamo e ci saremo
Responsabile editoriale Fiammetta Regis - f.regis@spaziotre.it Redazione Chiara Merlini - Fiammetta Regis - Loredana Vitulano Consulenti tecnici Domenico Adelizzi - Filippo Cafiero Mauro Errico - Antonio Viscardi Direttore commerciale Ornella Zanetti - o.zanetti@spaziotre.it Pubblicità e sviluppo Giancarlo Monici - g.monici@spaziotre.it Ufficio traffico Sabrina Pavanello - sabrina@spaziotre.it Servizio abbonamenti Isis Alvarado Martinez - abbonamenti@spaziotre.it Progetto grafico e impaginazione Olga Salvetti (Testo&Immagine) Amministrazione Lara Papetti - amministrazione@spaziotre.it Collaboratori Benedetta Piacentini - Aldo Fiacco Francesca Ferrari - Fanny Fraschi - Chiara Merlini Raffaella Quadri - Marica Signoroni Stampa Eurgraf - Via Magellano 4/6 - 20090 Cesano Boscone (MI) Professional Parquet, periodico bimestrale registrato. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 250 dell’11/04/1992. Spedizione Posta Target Magazine - AUT.DBC centrale/PT Magazine Editori 96 valida dal 19/05/2004. La pubblicazione o la ristampa di articoli e immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Gli articoli pubblicati su Professional Parquet sono sotto la responsabilità degli autori. I manoscritti e i disegni pubblicati non saranno restituiti.
Chi ci conosce sa bene quanto amiamo la navigazione, possibilmente in mare, tuttavia -anche se non più ragazzini- non disdegniamo neppure il web. E dove non arriviamo da soli possiamo contare su una folta schiera di collaboratori più che all’altezza della situazione. Navigando, navigando però ci siamo imbattuti in una serie di “curiose mistificazioni”, proposte a scopo puramente di lucro e forse con l’intento di screditarci. “Non ti curar di lor ma guarda e passa” diceva un mio corregionale e noi aggiungiamo: nel tempo è la professionalità che paga e noi l’abbiamo già dimostrato negli anni. Proseguiamo quindi come sempre e più di sempre sulla nostra strada, senza la necessità di dover copiare idee, cercare sponsorizzazioni... e tenendo il passo coi tempi. I nostri Portali esistono da anni e continueranno a esistere, la comunicazione internazionale è nata per la prima volta con le edizioni estere di Professional Parquet International, il mondo del parquet ha trovato una sua identità e una sua evoluzione seguendo numero dopo numero il nostro periodico: sono 40 anni che ci occupiamo di comunicazione e sappiamo cos’è. Il nostro consiglio è quello di diffidare delle facili promesse e da numeri mirabolanti, allettabili sì, ma forse poco credibili... viste le fonti! Noi continuiamo con la nostra solita serietà: ai posteri l’ardua sentenza, d’altro canto nel corso degli anni abbiamo ampiamente dimostrato la nostra onestà e attendibilità! Due parole su questo numero. Troverete alcune novità: il primo di una serie di Speciali che saranno poi inseriti sul nostro portale e inviati a migliaia di utenze selezionate; l’esordio della collaborazione da noi avviata con la Anpp (Associazione nazionale posatori professionisti), partita a suo tempo dal Granducato di Toscana e che ha vissuto una sua espansione e punta oggi a una maggiore presenza sul mercato. Meditate gente, meditate.
Prezzi e abbonamenti • Abbonamento annuale: 73 euro (IVA compresa) • Annuale estero: 155 euro • Copia arretrata: 17 euro • Costo di una copia: 1,30 euro Per abbonarsi usare l’apposita cartolina Testata Associata A.N.E.S. Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata Gruppo Confindustria Spazio tre sas, titolare del trattamento dei dati relativi ai destinatari della presente pubblicazione, informa che le finalità di tale trattamento sono rivolte a consentire l’invio della presente rivista, e/o altre di propria edizione, allo scopo di agevolare l’aggiornamento dell’informazione tecnica, nonché alle operazioni necessarie alla gestione amministrativa e contabile dell’abbonamento. Spazio tre sas riconosce e garantisce ai medesimi destinatari i diritti di cui all’art. 7 del D.Lgs. 196/03.
Gabriele Marrazzini, direttore g.marrazzini@spaziotre.it
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Quando il parquet rispetta l’ambiente I nuovi criteri per ottenere il marchio europeo Ecolabel per parquet e pavimenti di legno, laminati e bambù DOMENICO ADELIZZI
Il 14 marzo 2013 la Commissione europea ha modificato i criteri, esposti nella decisione numero CE 2010/18, di assegnazione del marchio comunitario di qualità ecologica denominato “Ecolabel” per i rivestimenti del suolo in legno. Per ottenere il marchio europeo ufficiale Ecolabel, il produttore dovrà rilasciare una dichiarazione che attesta la piena osservanza di diversi parametri tecnici-gestionali specifici. Vediamo in cosa consiste il marchio Ecolabel, quale sia il suo scopo, la sua importanza nel mercato e i requisiti per ottenerlo.
Ecolabel un marchio volontario di qualità ecologica Ecolabel è il marchio volontario di qualità ecologica proposto dall'Unione europea, il cui obiettivo è di promuovere i prodotti che, durante il loro intero ciclo di vita, hanno un minore impatto ambientale. Lo schema di assegnazione del marchio EU Ecolabel è direttamente gestito da organizzazioni designate, denominate “organismi competenti”, no-
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minate da ciascun Stato membro appartenente alla Comunità europea. Gli organismi competenti, valutano le richieste di concessione del marchio EU Ecolabel in base alla definizione del gruppo di prodotti e dei criteri pubblicati dalla Commissione europea per ciascun gruppo e tipo di prodotto inserito nel regolamento del Consiglio e del Parlamento europeo (EC n. 66/2010 del 25 novembre 2010). Ogni singola domanda di concessione del marchio Ecolabel deve essere presentata all’organismo competente nel Paese d’origine del prodotto. Nel caso di un prodotto fabbricato al di fuori dall’area economica europea, la domanda dovrà essere presentata nel Paese in cui il prodotto è stato immesso sul mercato. I prodotti che recano il marchio di qualità ecologica europea, rappresentato dal logo a forma di margherita, sono beni di largo consumo, scelti sulla base di criteri di selezione fissati dagli Stati membri e dalla Commissione europea, che mira a premiare sia l'eccellenza ambientale che i livelli prestazionali di un manufatto largamente utilizzato, come per esempio le pavimentazioni a base di legno e vegetali.
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I criteri per ottenere il marchio Ecolabel La Decisione della Commissione (2010/18/CE), come abbiamo detto, stabilisce i criteri ecologici per l'assegnazione del marchio Ecolabel per le coperture di legno per pavimenti. Per beneficiare dell‘assegnazione del marchio di qualità ecologica, i prodotti devono essere conformi alle disposizioni generali del marchio di qualità stabiliti dal Regolamento CE 66/2010. Il gruppo di prodotti denominato “coperture di legno per pavimenti” comprende sia prodotti che rivestimenti a base di vegetali, tra cui legno, rivestimenti di legno, pavimenti in laminato, rivestimenti e pavimenti in sughero o bambù con oltre il 90% in massa (nel prodotto finale) proveniente da legno, polvere di legno e/o materiali a base vegetale. Il gruppo di prodotti non comprende i rivestimenti per pareti, per uso esterno o con funzione strutturale. Inoltre, questo gruppo di prodotti non include rivestimenti trattati con biocidi in qualsiasi fase del processo di produzione, ad eccezione dei prodotti biocidi che sono inclusi nell'allegato A della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e nei quali la sostanza attiva in questione è autorizzata per l'uso ai sensi dell'allegato V della direttiva 98/8/CE. Tipo di prodotti certificabili Con lo scopo di evitare confusione, il regolamento europeo ha stabilito le corrette definizioni dei prodotti che possono beneficare del marchio Ecolabel se soddisfano i requisiti previsti dalla Commissione europea. • Materiali a base-legno realizzati accoppiando per mezzo di adesivi, colle uno o più dei materiali di seguito elencati: fibre di legno, e/o fogli di legno o di tranciatura, e/o residui di legno proveniente da foreste, piantagioni, segatura, residui di pasta dell‘industria della carta, e/o legno riciclato. • Materiali a base-legno che comprendono: pannelli solidi, pannelli di fibre, pannelli di fibre a media densità (mdf), pannelli di particolato, OSB (Oriented Strand Board), compensato, pannelli in legno massello. Il termine -materiale a base legno- si riferisce anche ai materiali compositi realizzati con pannelli a base legno rivestiti di plastica, o laminati plastici e/o resine, lamine metalliche o altri materiali di rivestimento finiti/semilavorati a base di legno (impiallacciature). Nel gruppo di prodotti definito “coperture di legno per pavimenti” sono inclusi sia i rivestimenti di legno e legname, le pavimentazioni laminate e sia i rivestimenti di sughero che le pavimentazioni di bambù. • Rivestimenti di legno e legname. Sono secondo definizione: “pavimentazioni di legno o rivestimenti murali costituiti da un pezzo di legno massello con una linguetta e scanalature laterali o da un pannello multistrato su cui sono incollati diversi strati di legno. Un rivestimento di legno può essere non finito, e levigato dopo l’installazione, quindi finito in lo-
co o prefinito in fabbrica”. Nel caso dei rivestimenti di legno e legname, i criteri possono applicarsi ai rivestimenti per pavimenti e per pareti se il processo di produzione è lo stesso e si utilizzano gli stessi materiali e metodi di fabbricazione. I criteri sono stabiliti esclusivamente per uso interno. Il settore industriale che produce i rivestimenti per suolo di legno (pavimentazioni) determina la propria posizione tecnica in base alla norma del Comitato europeo di normalizzazione CEN/TC 112. • Pavimentazioni di laminato. Sono definiti come “rivestimenti rigidi per pavimenti con uno strato superficiale formato da uno o più fogli sottili di materiale fibroso (in genere carta), impregnato di resine termoindurenti aminoplastiche (per lo più melammina), pressato o fissato su un substrato, di norma rifiniti da un sostegno”. Nel caso dei rivestimenti di laminato i criteri possono applicarsi soltanto ai rivestimenti per pavimenti e per uso interno. Il settore industriale che produce i rivestimenti per suolo in laminato determina la propria posizione tecnica in base alla norma del Comitato europeo di normalizzazione CEN/TC 134. • Rivestimenti di sughero. Sono i rivestimenti per suolo o murali aventi il sughero come elemento principale. Il granulato di sughero è mescolato con un legante e poi fatto indurire oppure diversi strati di sughero (agglomerato/impiallacciatura) possono essere pressati insieme con una colla. I rivestimenti di sughero possono essere suddivisi in piastrelle di sughero naturale (che hanno come principale componente agglomerato di sughero, da utilizzare con una finitura) e in pannelli di sughero lavorato (composti da diversi strati, tra cui un pannello di fibre, aventi come componente principale agglomerato di sughero o come soluzione tecnica il sughero, da utilizzare con uno strato di usura di finizione). Nel caso dei rivestimenti in sughero, i criteri possono applicarsi ai rivestimenti per pavimenti e per pareti se il processo di produzione è lo stesso e si utilizzano gli stessi materiali e metodi di fabbricazione. I criteri sono stabiliti esclusivamente per uso interno. Il comparto industriale europeo dei rivestimenti per pavimentazioni in sughero determina la propria posizione tecnica in base alla norma del Comitato Europeo di normalizzazione CEN/TC134. • Rivestimenti di bambù. Sono quelli costituiti da bambù massello o agglomerato come elemento principale. Nel caso dei rivestimenti di bambù i criteri possono applicarsi soltanto ai rivestimenti per suolo e per uso interno (pavimentazioni). L‘unità funzionale cui devono essere riferiti gli input e gli output è R di 1 mq di prodotto finito.
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Le qualità per essere “ecolabel” Per ottenere il marchio europeo di qualità ecologica, i rivestimenti di legno per pavimenti devono ottemperare ai criteri Ecolabel che soddisfare le seguenti condizioni: • Riduzione degli impatti sugli habitat e sulle rispettive risorse. • Riduzione del consumo energetico. • Riduzione delle sostanze tossiche o inquinanti rilasciate nell‘ambiente. • Riduzione d’utilizzo di sostanze pericolose presenti nei materiali e nei prodotti finiti. • Sicurezza e assenza di rischi per la salute nell’ambiente abitativo. • Informazioni che consentono al consumatore di usare il prodotto in maniera efficiente, riducendo al minimo l‘impatto ambientale complessivo. I criteri tecnici Il Regolamento europeo ha previsto l’applicazione di 11 criteri tecnici che iniziando dalle materie prime si conclude con le informazioni al consumatore da riportare sul marchio di qualità ecologica europea. In dettaglio i criteri sono: 1. Materie prime. 2. Uso di sostanze pericolose. 3. Processo di produzione. 4. Gestione dei rifiuti. 5. Fase d’uso. 6. Emissione di sostanze pericolose. 7. Emissioni di composti organici volatili (VOC). 8. Imballaggio. 9. Idoneità all’uso. 10. Informazioni per i consumatori. 11. Informazioni da riportare sul Marchio di Qualità Ecologica Ecolabel. Sebbene non sia possibile analizzare tutti i criteri stabiliti dal regolamento europeo, qui di seguito riportiamo i punti salienti che i produttori interessati a ottenere il marchio Ecolabel dovranno rispettare. Le origini delle materie prime: l’importanza della provenienza Tutti i materiali a base di legno, sughero e bambù devono provenire da foreste gestite secondo i principi e le misure per una gestione sostenibile delle stesse. Il produttore, deve avere una politica di acquisizione sostenibile del legno e un sistema per rintracciarne e verificarne l’origine e per seguirlo dalle foreste al primo punto di ricevimento. Il produttore deve documentare l‘origine di tutto il legno e garantire che provenga da fonti legittime. Il legno non deve provenire da aree protette o per le quali è in corso il processo ufficiale per definirle tali, da foreste antiche e da foreste di alto valore ambientale definite da procedure nazionali, a meno che, gli acquisti siano pienamente conformi alla regolamentazione nazionale in materia di tutela ambientale. Infine, è bene sapere che dal primo gennaio 2013,
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almeno il 70% del legno massello e il 40% dei materiali a base di legno contenuti nei prodotti di legno dotati del marchio di qualità ecologica immessi sul mercato deve provenire da foreste gestite in modo sostenibile e certificate come tali da regimi di certificazione di terzi indipendenti, basati sui criteri elencati al paragrafo 15 della risoluzione del Consiglio, del 15 dicembre 1998, relativa ad una strategia forestale per l’Unione europea e successivi sviluppi, oppure da materiali riciclati. Legno e materiali riciclati Il legno, i trucioli o le fibre riciclate, impiegati nella produzione di materiali a base di legno (input), devono come minimo essere conformi alla norma della European Panel Federation (EPF), di cui al paragrafo 6 del documento «EPF Standard for delivery conditions of recycled wood» del 24 ottobre 2002. Il quantitativo totale di materiale riciclato deve rispettare i limiti indicati nel prospetto n°1 si veda tabella pag. 14. Ricordo che con il termine “truciolo di legno” s’intende pezzetti di legno trattato post-consumo, derivati da processi di spezzettatura, frantumazione, segatura, provenienti nella maggior parte dei casi da segherie ed altri processi industriali simili. I trucioli di legno sono compresi all’interno della definizione di materiale riciclato. Si ricorda che il truciolo trasportato al produttore di pannelli è considerato come un rifiuto, soggetto quindi a regolari controlli normativi e, di conseguenza, trattato propriamente prima di essere inglobato in un nuovo pannello di legno. Una volta processato in un pannello di legno, il materiale non è più rifiuto, quindi il controllo normativo non è più necessario. Il materiale riciclato dovrà conformarsi con le disposizioni dello standard dell’EPF Industry, come riportato nel quinto paragrafo del documento citato. Sostanze impregnanti e conservanti I pavimenti di legno non devono essere impregnati. Il legno massello, dopo il taglio, non deve essere trattato con sostanze o preparati contenenti sostanze presenti in uno dei seguenti elenchi: classificazione dei pesticidi raccomandata dall’OMS, categoria di pericolo 1a (estremamente pericolosi) e, classificazione dei pesticidi raccomandata dall’OMS, categoria di pericolo 1b (molto pericolosi). Inoltre, il trattamento del legno deve essere eseguito in accordo con le seguenti direttive del Consiglio: Direttiva 79/117/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1978, relativa al divieto di immettere in commercio e impiegare prodotti fitosanitari contenenti determinate sostanze attive e Direttiva 76/769/EEC provvedimenti degli Stati Membri riguardo la restrizione sul marketing e sull‘uso di certe sostanze e preparazioni dannose. Sostanze pericolose nei rivestimenti e nei trattamenti superficiali A tal proposito, in sintesi, il regolamento Ecolabel preR vede i seguenti requisiti generali:
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a)Requisiti relativi alle sostanze pericolose per i trattamenti del legno grezzo e dei materiali vegetali applicabili anche ai rivestimenti e ai trattamenti superficiali. b)Le sostanze chimiche classificate come nocive per l’ambiente dal fabbricante/fornitore conformemente al sistema di classificazione comunitario (28a modifica alla direttiva 67/548/CEE) devono rispettare i due seguenti limiti: Quantità massima di sostanze pericolose presente nel materiale ligneo riciclato Elementi e composti
Valore limite (mg/kg nel totale del pannello)
Arsenico
25
Cadmio
50
Cromo
25
Rame
40
Piombo
90
Mercurio
25
Fluoro
100
Cloro
1000
Pentaclorofenolo (PCP) Benzo(a)pirene
5 0,5
- Contenere fino al 5% di composti organici volatili (COV) - Pitture e vernici a umido non devono superare 14 g/mq di superficie e il quantitativo applicato di COV non deve superare 35 g/mq. c) Le sostanze chimiche classificate come nocive per l‘ambiente conformemente alla direttiva 1999/45/CE, non devono essere aggiunte alle sostanze e ai preparati per il trattamento superficiale. Tuttavia, i prodotti possono contenere fino al 5% di composti organici volatili (COV) come da Direttiva 1999/13/CE del Consiglio. Se il prodotto deve essere diluito, il tenore del prodotto diluito non deve superare i valori soglia sopra menzionati. La quantità applicata (pitture/vernici a umido) di sostanze nocive per l‘ambiente, non deve superare 14 g/m2 di superficie e il quantitativo applicato (pitture/vernici a umido) di COV non deve superare i 35 g/m2. Emissioni di Formaldeide Le emissioni di formaldeide da sostanze e preparati usati nel trattamento superficiale che libera formaldeide devono essere inferiori a 0,05 ppm. Il richiedente e/o il suo fornitore dovranno fornire la scheda di sicurezza dei materiali, una dichiarazione equivalente di conformità a questo requisito unitamente alle informazioni sulla formulazione del trattamento superficiale ed attestati di prova rilasciati da laboratori accreditati e che attestino il rispetto dei limiti fissati dalla normativa EN 717-1. Consumo di energia È proposta una formula per il calcolo dell’energia consumata nel processo di produzione che tiene conto, oltre che del consumo effettivo di energia, anche della percentuale di materia prima proveniente da foreste certificate e di materiale riciclato. Il consumo di energia si riferisce alla sola fase di produzione e calcolato come energia media annua consumata durante il processo di produzione (esclusi impianti di riscaldamento), dalla materia prima grezza al pavimento di copertura finito. Gestione rifiuti Il richiedente del marchio Ecolabel dovrà fornire doI prodotti finiti per pavimentazioni di legno, laminati e bambù non devono superare i seguenti valori di emissione Sostanze Totale dei composti organici con intervallo di ritenzione C6 - C16 (TVOC)
0.25 mg/m3 aria
Totale dei composti organici con intervallo di ritenzione C16 - C22 (TSVOC)
0.03 mg/m3 aria
Totale VOC con LIC
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Valore di emissione (dopo 3 giorni)
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cumentazione riguardante le procedure adottate per il recupero dei sottoprodotti del processo. La documentazione dovrà contenere le seguenti informazioni: tipologia e quantità di rifiuti recuperarti; tipo di smaltimento e informazioni sul riutilizzo (interno o esterno al processo di produzione) dei rifiuti e dei sottoprodotti nella fabbricazione di nuovi prodotti. Imballaggio Per l’imballaggio degli elementi da posa per pavimentazioni possono essere utilizzati: materiali facilmente riciclabili, materiali ottenuti da fonti rinnovabili, materiali destinati a essere riutilizzati. Il richiedente del marchio dovrà fornire una descrizione dell’imballaggio del prodotto, e una dichiarazione attestante la conformità a questo criterio. Idoneità all’uso Il prodotto deve essere idoneo all‘uso. La relativa documentazione può includere dati ottenuti mediante opportuni metodi di prova ISO, CEN (Norme EN) o equivalenti, quali procedure di prova nazionali o interne all’azienda. Si dovrà redigere una dichiarazione di idoneità all’uso del prodotto basata sulle informazioni riguardanti l’utilizzazione ottimale da parte dell’utilizzatore finale. In conformità al nuovo Regolamento europeo per le costruzioni (995). Si presume che un prodotto sia idoneo all’uso se è conforme a uno standard, a un’omologazione tecnica europea o a una specifica tecnica non armonizzata, ma riconosciuta a livello comunitario. Il marchio di conformità «CE» della Comunità europea per i prodotti da costruzione fornisce ai produttori un attestato di conformità facilmente riconoscibile e ritenuto sufficiente nella presente situazione.
Informazioni per i consumatori Il prodotto dovrà essere venduto corredato d’informazioni per l’utilizzatore, contenenti consigli sull’uso corretto e ottimale del prodotto, dal punto di vista generale e tecnico, nonché sulla sua manutenzione. Sulla confezione e/o nella documentazione allegata al prodotto devono figurare almeno le seguenti informazioni: a)Indicazione che al prodotto è stato assegnato il marchio di qualità ecologica europeo, con una spiega- R
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zione breve, ma specifica del suo significato, oltre alle informazioni generali fornite nel secondo riquadro dell’etichetta. b) Consigli per l’uso e la manutenzione del prodotto. Tali informazioni dovranno evidenziare tutte le istruzioni del caso, particolarmente per la manutenzione e l’uso dei prodotti. Se necessario, è fatto riferimento alle caratteristiche d’uso del prodotto in condizioni difficili, per esempio circa l’assorbimento dell’acqua, la resistenza alle macchie, la resistenza ai prodotti chimici, la preparazione necessaria della superficie sottostante, le istruzioni di pulitura e i tipi consigliati di agenti detergenti, nonché gli intervalli di pulitura. Le informazioni devono comprendere inoltre eventuali indicazioni sulla durata potenziale del prodotto in termini tecnici, espressa o come media, o come intervallo di valori.
c) Un’indicazione del circuito di riciclo o smaltimento del prodotto finale post utilizzo (spiegazione per fornire al consumatore le informazioni sulle possibili elevate prestazioni del prodotto). d)Informazioni sul marchio di qualità ecologica dell‘UE e sui relativi gruppi di prodotto.
CONCLUSIONI Nel rinviare i lettori a visitare il sito europeo www.ecolabel.eu per avere maggiori informazioni, è indubbio che un prodotto marchiato con la margherita Ecolabel acquisti un valore maggiore perché oltre ad essere elemento di garanzia di sostenibilità e qualità del prodotto, infonde in milioni di consumatori, europei e non solo, quella fiducia e sicurezza che, purtroppo, anche per il comparto delle pavimentazioni di legno spesso manca. Nonostante lo stato attuale non ci siano produttori italiani che possono fregiarsi del marchio Ecolabel, data la recente emissione del regolamento attuativo, siamo più che certi che nel corso dell’anno appena iniziato avremo a disposizione i primi prodotti per parquet, pavimentazioni a base di legno, laminati e bambù marchiati con la margherita europea, anche perché, l’industria italiana di questo comparto non è seconda a nessuno a livello mondiale. I
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Il pericolo del prefinito? Una pulizia sbagliata L’unico rischio per un parquet prefinito è la presenza, dopo la posa, di parti opacizzate. Vediamo come nasce quest’anomalia e come fare a evitarla MAURO ERRICO
Senza dubbio l'avvento del pavimento in legno prefinito ha introdotto dei miglioramenti per quanto riguarda la risoluzione di alcune problematiche che, sovente, erano ricorrenti nelle pavimentazioni in legno. Oltre la diminuzione dei tempi di esecuzione, certamente molto più compressi nel prefinito rispetto a una pavimentazione in legno tradizionale, si è registrata anche una minor incidenza di contestazioni a riguardo di alcune specifiche lavorazioni. Basta pensare alla fase di verniciatura, che eseguita in maniera industriale nei pre-
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finiti, è divenuta pressoché perfetta. Non è mai stata registrata una contestazione per una finitura a vernice con difetti di qualunque genere nei prefiniti; insomma tutto perfetto. Questo vale anche per le finiture ad olio, possiamo dire che l’inconveniente dei mitici “puntini”, schivature, sormonti o gli altrettanto famosi “lasci” (piccole zone dove non veniva stesa la vernice), non fanno parte del prefinito. Tuttavia si è invece manifestata una nuova anomalia, o difetto (a seconda di come la si vuol vedere), ovvero gli aloni opacizzati che rimangono sulla superficie dei prefiniti verniciati. Ma quando si crea l’anomalia? Nasce nel preciso istante in cui il parchettista pulisce a mano la superficie del pavimento dai residui di collanti sintetici. Generalmente è un’operazione eseguita avvalendosi di un pan-
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In queste due immagini si può osservare l’anomalia derivata da un’operazione di pulizia sbagliata su doghe con venatura di taglio tangenziale: il pavimento mostra in maniera evidente una puntinatura bianca.
no, o straccio, imbevuto di sostanze chimiche preposte a rimuovere i residui di adesivo. Le sostanze che sono impiegate per quest’operazione, altro non sono che miscele chimiche generalmente a bassa volatilità in grado di “sciogliere” gli adesivi impiegati nel contesto di una posa in opera di parquet prefinito. Sono composti che pur non contenendo troppe sostanze “pericolose” sono ad ogni modo prodotti chimici che devono essere utilizzati con accortezza e nella massima sicurezza. Gli adesivi possono essere bicomponenti o anche monocomponenti poliuretanici e può accadere che durante le fasi di posa in opera del pavimento l'operatore “tocchi” la superficie degli elementi prefiniti con l'adesivo, sporcandolo. Può anche accadere che alcune parti di adesivo cadano accidentalmente sulla superficie del pavimento già posizionato; ecco quindi la necessità di asportare l'adesivo pulendo la superficie del pavimento. Sarebbe bene intervenire in breve tempo, due o tre ore al massimo, ovvero prima che l'adesivo abbia il tempo di reticolarsi completamente, ma purtroppo sovente ciò non accade. Si tende, infatti, a pulire il tutto alla fine dei lavori di posa in opera o, peggio ancora, dopo qualche giorno se non settimana. Tanto più si ritarda l'intervento, quanto l'operazione di pulizia diviene difficile se non impossibile.
ti di asportare l'adesivo rimasto con uno straccio, pensando erroneamente di fare un'operazione di pulizia generale. Questa procedura è scorretta. Si pensa di asportare l'adesivo, ma in realtà lo si scioglie e lo si distribuisce sull’intera superficie. Questo accade anche perché il panno molte volte non viene nemmeno sostituito o viene usato un solo strofinaccio per una superficie molto grande. Ho potuto personalmente costatare di parchettisti che addirittura hanno un panno di vecchia data che utilizzano innumerevoli volte, in diversi contesti e con differenti colle. Quindi alla fine invece di pulire, naturalmente, si sporca!
Le conseguenze di una pulizia sbagliata Se procedessimo con questa metodologia erronea in che modo si sporcherebbe il pavimento? Quali sono le conseguenze? Se si mette in pratica la procedura di pulizia sbagliata R
In questa foto si può vedere, ripresa a microscopio, la zona a vista. Si può notare, nella parte evidenziata, la presenza di sostanze chimiche.
Come si pulisce La pulizia deve avvenire versando la miscela su un panno di cotone e non su qualunque cosa si abbia a disposizione. Spesso accade che il prodotto sia versato direttamente sulla superficie del pavimento e poi si ten-
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Le “sbiancature” si possono presentare anche nelle porzioni di testa della doga.
Nei risultati delle analisi di laboratorio su un campione di materiale si può avere conferma della presenza dei carbonati di calcio.
l'adesivo, disciolto nei pori del legno, si spande. Una volta reticolato poi, soprattutto su superfici spazzolate e/o di tonalità scura, è facile osservare dei residui “sbiancati” nella superficie del legno medesimo. Questi residui non sono altro che le “cariche” presenti negli adesivi, in genere carbonati di calcio, facilmente visibili data la particolare tonalità chiara. A questo punto il danno è ingente. Non sarà, infatti, possibile rimuovere i residui se non attraverso un intervento meccanico sulla superficie del pavimento. D’altra parte, la superficie dei pavimenti, in particola-
In questa immagine si può vedere un pavimento da cui si è cercato di levare i residui con un’azione di sfregamento.
re quelli di tonalità scura, si presenta alquanto “chicchiolata”, vale a dire con puntini bianchi. Inoltre anche la classe di aspetto può incidere nella maggiore o minore visibilità di questi puntini bianchi; infatti, sono particolarmente evidenti nelle doghe con una venatura di provenienza tangenziale (fiamma) mentre nelle doghe con venatura di provenienza radiale (rigata) l'anomalia sembra inesistente; ovvero, non si percepisce in maniera evidente, anche se c’è. Osservando la parte a vista di alcune doghe interessate dall’anomalia, si possono rilevare, grazie all’impiego di un microscopio digitale, la presenza di sostanze che, verosimilmente, possono essere porzioni minime dell'adesivo impiegato. È importante rilevare come questa particolare spazzolatura accentua la problematica, evidente quando il micro spazio che si crea nel legno viene “riempito” dai residui dell'adesivo. Occorre naturalmente tenere presente che stiamo prendendo in considerazione una porzione di spazio millimetrica e che è del tutto normale ritrovare in una pavimentazione lignea sottoposta ad una lavorazione di spazzolatura. Come ha confermato un’indagine eseguita a microscopio digitale, anche nelle porzioni di testa, si possono presentare delle simili “sbiancature”; la sostanza chimica infatti come si può osservare, permane sempre lungo le piccole “scanalature” create dal procedimento meccanico di spazzolatura (che parte proprio dalla parte periferica della doga).
I casi del legno chiaro e del pavimento trattato con olio È ovvio che nelle pavimentazioni in legno di tonalità scura le “sostanze di tonalità bianca” sono maggiormente evidenti; ma il problema sussiste anche quando abbiamo un legno di tonalità chiara. In questo caso, generalmente, la problematica viene allo scoperto perché la superficie trattata con prodotti fil-
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mogeni, rimane maculata, in altre parole si opacizza a chiazze. Questo avviene perché l'esecutore manuale, insiste con particolare forza, nella superficie lignea, con un movimento generalmente circolare che però a causa della forza di sfregamento, genera una sorta di riscaldamento della porzione superficiale, causa dell’opacizzazione della zona interessata. A volte si ricorre anche a un’analisi di laboratorio, prelevando se possibile dei campioni di materiale e sottoponendolo poi a una verifica a infrarossi. Si può a questo punto avere facilmente la conferma della presenza dei carbonati di calcio. Anche nei pavimenti trattati con olio, si hanno spesso dei problemi causati dalla presenza dell'adesivo. Per esempio, si può verificare il caso in cui, dopo l’accertamento della presenza di carbonati nella venatura, si è tentato di eliminare l’imperfezione, di fatto creando un altro danno. L’azione di sfregamento, infatti, crea un’ulteriore “chiazza” chiara; quindi si sono sommati due danni derivanti da altrettanti errori manuali.
In conclusione Tenendo conto di quanto si rileva nei vari sopralluoghi, il tempo trascorso dall'applicazione accidentale di adesivo fino al tentativo di pulizia, certamente contribuisce alla riuscita o meno della pulizia del pavimento. La presenza di sostanze inerti quali carbonati di calcio, appartenenti agli adesivi chimici impiegati per l'incollaggio dei pavimenti in legno, che rimangono concentrati nella porosità della struttura lignea, in particolare in quelle doghe che hanno per natura una venatura fiammata di provenienza tangenziale, sono la fonte principale delle contestazioni. L'asportazione del collante di fatto se non condotta con attenzione, distribuisce lo stesso nella su-
perficie lignea. Se poi abbiamo una particolare superficie spazzolata, la problematica viene ancora di più accentuata; non solo ma anche la tonalità del legno interessato, concorre ad una maggiore o minore rilevazione della problematica. Se la superficie fosse stata al naturale, con ogni probabilità l'impatto visivo sarebbe stato certamente quasi insignificante, ma ciò non significa che l'anomalia non sarebbe stata presente. I
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L’importanza della normazione tecnica per l’accrescimento della professionalità Che portata e quale efficacia hanno le norme tecniche all’interno del mondo del parquet? Prima puntata AVVOCATO FILIPPO CAFIERO
Il mondo del parquet negli ultimi anni ha dovuto accogliere un’intensa produzione di norme tecniche, nate spesso dalla necessità, evidenziata da più parti, di acquisire strumenti che permettessero una maggior chiarezza in ambiti di lavoro e applicazione talvolta incerti e spesso controversi. Inoltre, in questo inizio anno si preannuncia già la pubblicazione di altre norme che arriveranno a toccare da vicino la stessa figura del posatore come soggetto professionale. La necessità di una maggiore ed europeizzata definizione della professionalizzazione di certi lavori (e lavoratori) autonomi e i recenti richiami legislativi in questa direzione hanno, infatti, coinvolto anche il mondo del parquet. Dunque, inevitabilmente, nell’evolvere di
questo secondo decennio del terzo millennio, anche il posatore di parquet dovrà attendersi di vivere sempre più il peso e la forza di una normazione tecnica. La norma non potrà più essere adottata e tenuta in considerazione solo in casi estremi, in altre parole solo in circostanze d’incertezza e controversia e nemmeno solo per la spontanea e autonoma iniziativa del posatore, ma sarà la condizione necessaria per esprimere al meglio professionalità, competenza e per poterle metterle in pratica quotidianamente, non occasionalmente. Pur essendo ormai ben noto, infatti, che si tratta di norme che, per loro natura, non hanno valenza immediatamente e automaticamente obbligatoria e imperativa, è innegabile che, tuttavia, hanno e avranno, in termini sempre più pressanti, una inevitabile e non raggirabile funzione di regolamentazione di (non pochi) particolari contesti del convivere di una collettività e di (non pochi) contesti del corretto agire professionale di quanti operano con applicazione di competenze tecnico-professionali. Per questo motivo e soprattutto per non farsi trovare impreparati, è bene allora ritornare, ancora una volta, a riflettere sulla normazione tecnica e soprattutto sulla portata ed efficacia delle norme tecniche all’interno del mondo del parquet.
Differenza tra norma e regola tecnica Innanzitutto, è bene precisare come l’espressione “norma tecnica”, nel contesto giuridico, possa avere più di un significato. Tale è, infatti, quella norma giuridica che trae il proprio fondamento di validità dal mondo della tecnica, che
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si caratterizza e ha come fondamento una scienza specialistica ed è espressa in termini tecnici. Inoltre, “norma tecnica” è intesa anche quella norma che persegue un fine determinato con una strumentalità tecnica, ovverossia quella norma che si pone come strumentale per ottenere un determinato risultato e per cercare di raggiungerlo attraverso l’applicazione di una scienza tecnica. “Norma tecnica”, infine, è anche quella che costituisce il risultato della cosiddetta “attività di normalizzazione o di normazione tecnica”, quale attività svolta da soggetti privati (pur sempre per designazione riconosciuta dall’autorità statale) e che consiste nella produzione di norme il cui contenuto è rivolto a definire standard, generalmente facoltativi, cui uniformare prodotti, impianti, servizi o ambiti di attività. Quest’articolazione, tra diversi significati, ha portato nel tempo, soprattutto in sede europea a un’ulteriore distinzione tra “regola tecnica” e “norma tecnica”, proprio per evitare confusione terminologica. Ragione per cui, oggi, quando si tratta di “norma tecnica” con valenza giuridica e di provenienza da un soggetto pubblico con ruolo e funzione legislativa, cioè da un soggetto che rappresenta la funzione legislativa dello Stato, si è soliti parlare di “regola tecnica”, come norma di grado e di valenza legislativa basata su nozioni e competenze tecnico-specialistiche. Quando, invece, si tratta di espressione dell’autoregolamentazione messa in atto da alcuni soggetti privati con l’obiettivo di uniformare produzione, commercio, tecnologie, attività e servizi
dal contenuto tecnico, sia di carattere nazionale che non, si parla di “norma tecnica”. Altrimenti detto, anche in forza di precisazioni europee intervenute fin dagli anni ‘90, ormai si è soliti distinguere tra “regole tecniche” per riferirsi a quelle norme comunque prodotte con autorità da organi o da enti pubblici statali o regionali, sulla base di cognizioni fornite da una scienza specialistica o dalla conoscenza di una tecnica e la cui osservanza è obbligatoria, e “nor- R
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me tecniche”, per riferirsi invece a quelle norme prodotte da soggetti privati investiti a tale produzione in forza di un espresso riconoscimento conferito loro da un’autorità pubblica statale o sovranazionale. Queste ultime norme, insistono nel mondo tecnico scientifico e lì hanno il loro riconoscimento, in forza dei principi di consenso. Questo grazie anche al fatto che con soggetti privati in realtà si fa riferimento ad associazioni private riconosciute dall’ordinamento statale per la loro competenza tecnico-specialistica. I soggetti e le associazioni, definiti anche enti di normazione tecnica, sono: per quanto riguarda l’Italia, l’UNI (Ente Nazionale di Unificazione) e il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano); mentre per quanto riguarda l’Europa, il CEN (Comité Européen de Normalisation), il CENELEC (Comité Européen de Normalisation Electrotechnique) e l’Etsi (European Telecommunications Standards Institute). A questo punto, di fronte a questa precisa distinzione e in una situazione di così intensa e densa connotazione tecnica, come ormai da anni risulta essere quello del commercio e della posa del parquet, davvero la diversa origine della norma tecnica può giustificare un qualsiasi margine di libertà o addirittura di indifferenza e distanza nell’applicazione della norma nel quotidiano agire professionale? Proviamo a fare insieme alcune considerazioni.
La norma tecnica è vincolante quando è richiamata in un accordo contrattuale o in un capitolato allegato al contratto Sicuramente è da confermarsi quanto già detto in più occasioni a proposito dei rapporti contrattuali: laddove la norma tecnica, ancorché di origine non legislativa, venga espressamente richiamata in un accordo contrattuale o in un capitolato allegato ad un accordo contrattuale, la sua naturale originaria facoltatività lascia il posto alla “vincolatività” propria di qualsiasi accordo/impegno contrattuale. In tali casi, infatti, non ha più senso discutere della natura della norma, poiché l’a-
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verla trasferita e integrata in un accordo contrattuale la rende contenuto ed elemento dell’accordo contrattuale stesso. Con tutti gli effetti possibili e facilmente immaginabili propri di quello che costituisce contenuto ed elemento di ulteriore definizione dell’oggetto dell’accordo contrattuale. Al massimo (e capita) si potrà discutere laddove la norma tecnica sia stata inserita nell’accordo contrattuale con un semplice e generico richiamo, come norma nella sua portata d’insieme. Laddove, invece, sia stata richiamata in una parte precisa o in una voce precisa o in un effetto preciso (si pensi, ad esempio, alla particolarità di certe prove menzionate in questa o in quella norma tecnica), è evidente che la facoltatività verrà meno per la sola parte richiamata e, ovviamente, per gli effetti dalla stessa parte conseguenti. Ragione, quest’ultima, per cui è sempre bene prestare attenzione a ciò che si vuole concretamente richiamare in un contratto con riguardo ad una norma UNI: la norma nella sua interezza e globalità o la norma in una sua precisa parte.
La norma tecnica è vincolante quando è richiamata da una legge dello stato Sicuramente, poi, la norma tecnica perde la sua facoltatività a vantaggio della “vincolatività” propria di una norma con natura e provenienza legislativa quando essa è fatta propria e richiamata da una legge dello Stato o da una disposizione europea di natura e funzione legislativa. Qui è altrettanto evidente l’inutilità e l’inconsistenza di qualsivoglia diversa valutazione, dal momento che il richiamo legislativo, ovvero il richiamo effettuato da una disposizione di legge (nazionale od europea, non importa), toglie a quella norma la facoltatività, trasferendole ruolo e funzione legislativa. Così come nell’esempio precedente dell’accordo contrattuale, la norma tecnica facoltativa diventa parte ed elemento di definizione del contenuto o dell’ambito di previsione di un obbligo di legge. Di fronte a tanto c’è ben poco da discutere e soprattutto c’è ben poco da ragionare per inventarsi argomenti contrari. In questo caso, infatti, la norma tecnica (facoltativa) finisce per
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diventare il contenuto tecnico della disposizione di legge che la richiama e, proprio per questo, non può non avere la stessa portata ed efficacia vincolante di tale legge. Anche laddove vengano richiamati unicamente gli aspetti e i dati tecnici non si addiviene ad alcun margine di discrezionalità nella sua applicazione, proprio perché il richiamo è espresso. Al massimo se ne potrà discutere quando il richiamo non sia espresso e preciso. Ma a quel punto occorrerà anche non poco coraggio per inerpicarsi per una strada (tecnica) diversa e, comunque, di ciò si potrà ragionare meglio più avanti, dopo aver preso in considerazione alcuni casi di rapporto tra norma tecnica e legislazione europea.
Norma tecnica e legislazione europea: il sistema “new approach” In forza di una precisa scelta assunta in sede europea, i settori tecnici nei quali sussiste un forte rapporto tra legislazione europea e norma tecnica sono stati individuati come il primo ambito di intervento del sistema cosiddetto “new approach” (nuovo approccio), ovvero del sistema con il quale in sede europea si è voluto, a partire dal 1985, dar corso all’obiettivo della armonizzazione normativa regolamentare quale ulteriore e necessario contributo per l’unificazione del mercato europeo. “Nuovo approccio” perché è un nuovo sistema di avvicinamento tra regole imposte dalle autorità e applicazione delle stesse cui sono chiamati gli operatori, nuovo approccio perché è rivolto alla ricerca e al consolidamento di un “linguaggio comune”, atto a consentire alle imprese di far circolare veramente in maniera libera e competitiva il proprio prodotto all’interno di un mercato dove sono uniche e uniformi sia le regole che lo governano, sia le definizioni delle caratteristiche e delle qualità del prodotto stesso. Linguaggio comune anche nell’interesse dei consumatori. Un nuovo approccio e un nuovo sistema, dunque, perché introdotto attraverso l’emanazione di direttive comunitarie con la funzione di indicare requisiti essenziali di sicurezza dei prodotti (proprio al fine di poter circolare liberamente nel mercato europeo) e mediante l’attribuzione a soggetti tecnici privati (cosiddetti enti normatori) della titolarità della elaborazione di una nuova normazione tecnica, al passo con l’evoluzione tecnologica e scientifica. Nondimeno per dare margine e contenuto tecnico preciso e univoco a ciò che ne costituisce l’oggetto e l’ambito d’intervento. Il nuovo approccio, infine, ha originato un nuovo rapporto tra legislazione europea e norma tecnica con un meccanismo cosiddetto di “rinvio recettizio”, in forza del quale il legislatore comunitario e quello nazionale in particolari ambiti tecnici rimandano, ai fini giuridici, al rispetto delle norme tecniche elaborate dagli enti di normazione. Con il risultato di avere, in quei particolari ambiti, una legislazione al passo di scienza e tecnica (dato che le norme tecniche vedono il loro innovarsi e rinnovarsi con l’incalzare delle più diverse novità
tecnologiche e scientifiche) e con l’ulteriore effetto di un nuovo rapporto tra legislazione e realtà socio-economica, data la maggior concretezza della norma tecnica rispetto all’evolversi delle esigenze dei mercati. L’esempio più marcato di tutto questo si è già visto e vissuto in tema di sicurezza dei prodotti, e in particolare dei prodotti elettrici, e oggi si vede ancora nel Codice del consumo. Lo si vede anche laddove, all’interno di tale codice, il concreto effetto del rapporto tra legge e norma tecnica non è rivolto solo alla sicurezza dei prodotti, ma alla più generale tutela del consumatore, perché l’operatore economico interessato (fabbricante o commerciante) che volesse comunque allontanarsi dalla norma tecnica, disattenderla o sottovalutarla, deve comunque preoccuparsi di dimostrare la sicurezza di ciò che offre sul mercato, inerpicandosi così per quella strada incerta di cui già detto prima e di cui ancora si farà cenno. Il sistema di relazione tra legge e norma tecnica, così attuato con il menzionato nuovo approccio, ha dato al mercato la sicurezza di ciò che è messo in circolazione, per il solo fatto che, uniformandosi alla norma tecnica richiamata o cui rinvia quella legge, deve attribuirsi e riconoscersi al prodotto immesso in circolazione una presunzione di sicurezza. I Nella seconda puntata si prenderà in considerazione il tema della norma tecnica in relazione al recente Regolamento europeo n.1025/2012 del 25/10/12; il risvolto pratico della norma tecnica, le sue applicazioni più significative e il rapporto tra professionalità e norma.
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STRATEGIE OBIETTIVO VENDITA
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Qual è il futuro del rivenditore? In un mercato nel quale il cliente è disposto a pagare per soluzioni su misura, gli imprenditori devono armarsi di un valido piano d’impresa per capire a chi, DAVIDE GABRIELLI come e a che prezzo vendere
Molte volte sul mercato si sente fare queste domande: “Ma che ne sarà del rivenditore? Che ruolo avrà in futuro? Sarà ancora utile visto che nel resto del mondo non esiste questo modello distributivo?”. Ogni volta che sento questa domanda da parte di un rivenditore, mi si riempie il cuore di entusiasmo, perché credo che se il primo ad accorgersi di una propria debolezza sia il diretto interessato, si possa girare la medaglia e da minaccia intravedere un’opportunità. Allora, analizzando bene la situazione del rivenditore, ho cercato di definire esattamente cosa non va, o più esattamente perché dovrebbe essere una minaccia a un sistema distributivo di valore. Prima di tutto credo che, come detto più volte in articoli precedenti, manchi identità, ossia la capacità di rispondere in modo preciso e concreto alla domanda “perché un cliente dovrebbe acquistare da me?”. Naturalmente la risposta non dovrebbe consistere nel fatto che si applica uno sconto superiore agli altri, poiché se cosi fosse non staremmo parlando di una vera differenziazione di valore e qualità.
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Ho quindi riflettuto molto sul perché oggi il rivenditore abbia questa difficoltà, di certo questa mancanza d’identità impedisce di differenziarsi e di conseguenza tarare il proprio “fare” su dei bisogni mirati e ben definiti. Purtroppo questo settore subisce ancora troppo la domanda e per questo lavora su dei clienti generici, con
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dei bisogni generici, con il risultato che la proposta di soluzione del rivenditore (all’interno del punto vendita come gamma prodotti) non può che essere generica. Oggi un approccio cosi non può che mangiare profitto, giacché mancano personalizzazione e differenziazione, in altre parole gli elementi che compongono il valore che, forse, il cliente è disposto a pagare. La sensazione è quindi che manchi un piano d’impresa in questa organizzazione, quel piano che dovrebbe aiutare gli imprenditori a capire “a chi” vendere, “come” e soprattutto “per quanto”. Ritengo quindi che questo primo contributo del 2014 sia giusto dedicarlo a come si costruisce un modello di business, con la speranza che gli imprenditori più illuminati si interroghino e si mettano in discussione con un atteggiamento costruttivo, base di qualsiasi processo di cambiamento. Qui di seguito i punti che non devono mancare in un business plan:
1. I segmenti della clientela I gruppi di clienti che si possono stimolare e attrarre sono differenti ed è importante capire che ogni segmento di clienti parla una sua lingua, ha bisogni particolari e apprezza soluzioni, prodotti e stili diversi. Ciò significa che è importante definire a quale segmento di clientela ci si vuole orientare (mercato di massa, mercato di nicchia o mercato segmentato). Come capirete, questa scelta condiziona in modo decisivo i passi successivi, perché altrimenti l’unica certezza è che si creeranno degli sprechi importanti nell’organizzazione.
2. Il valore offerto Il valore offerto è il motivo per cui i clienti dovrebbero scegliere voi e non il vostro concorrente, l’insieme dei benefici che un’azienda of-
fre ai propri clienti. Quale problema del cliente siamo in grado di risolvere? Quale valore trasferiamo? Questo tipo di valore lo possiamo trovare sotto diverse forme: novità, performance (migliorare le prestazioni di un servizio/prodotto), personalizzazione (creare servizi su misura), risoluzione di problemi, design, status, prezzo (quando proponiamo un’offerta simile a un prezzo più basso), riduzione costi (quando si aiuta il cliente a ridurre i costi grazie a metodi più efficienti d’interven- R
STRATEGIE OBIETTIVO VENDITA
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ognuno raccoglie ciò che ha saputo seminare…
to), riduzione rischi, accessibilità (facilitare l’accesso alla soluzione, approccio smart).
sposti a pagare? Che genere di ricavi posso mettere in campo (vendita di beni, vendita di servizi, canone d’uso, quote di iscrizione, prestito/noleggio, licenze ecc.)?
3. I canali In che modo l’azienda comunica con i propri segmenti di clientela e li raggiunge per portare il valore offerto? Attraverso quali canali i segmenti di clientela vogliono essere raggiunti? Punto vendita, promoter, agenti o Web?
4. Le relazioni con i clienti Un’azienda dovrebbe definire con chiarezza il tipo di relazione che vuole stabilire con ciascun segmento della propria clientela. Le relazioni possono rispondere a diversi obiettivi (acquisizione di nuovi clienti, fidelizzazione o incremento delle vendite), ciascuno dei quali raggiungibile con modi diversi. Che tipo di relazione ciascun segmento della nostra clientela si aspetta di stabilire e mantenere con noi?
5. Flussi di ricavi I flussi di ricavi sono il denaro che l’azienda ricava da ciascun segmento di clientela. Se i segmenti di clienti costituiscono il cuore del modello di business, i flussi di ricavi sono le sue arterie. Per quale valore i nostri clienti sono davvero diDavide Gabrielli si occupa di pianificazione strategica e marketing dal 1994. Socio di uno studio di formazione e consulenza aziendale, dal 2008 segue in prima persona il progetto di sviluppo del gruppo DKZ (cui appartiene Fiemme 3000) e dal 2010 ne coordina la direzione commerciale e marketing. davide@studiodavidegabrielli.com - www.studiodavidegabrielli.com
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6. Risorse chiave Quali sono i beni più importanti affinché il modello di business possa funzionare? Risorse fisiche (punto vendita, macchinari, reti distribuzione, strumenti), risorse intellettuali (conoscenze specifiche, specializzazioni, partnership architetti, database clienti ecc.), risorse umane, risorse finanziarie.
7. Attività chiave Le cose più importanti che un’azienda deve fare perché il suo modello di business possa funzionare (consulenza, assistenza post vendita, sensibilizzazione architetti, progettazione, servizi pulizia, posa ecc.)
8. Partnership chiave Definisce la rete di fornitori e partner che permettono al modello di business di funzionare (alleanze strategiche fra non concorrenti, competizione collaborativa, partnership strategica tra concorrenti, joint venture per sviluppare nuovi business, relazioni acquirente-fornitore per assicurarsi fornitori affidabili).
9. La struttura dei costi Definisce tutti i costi che si devono sostenere per far funzionare il modello di business. Credo che la prima cosa che emerga da questa riflessione è che se un modello di business non è credibile e i conti non tornano sulla carta, come è possibile che possano tornare sul mercato? Oggi non possiamo più permetterci di procedere a tentativi, è troppo rischioso e troppo costoso. È necessario pensare a cosa si potrebbe fare e non più fare prima di pensare. Ci vuole preparazione, ossia prepararsi prima di un’azione. Il consiglio è di costruire il vostro modello di business, usando questo schema o altri; l’importante è che la vostra idea di business sia sostenibile da tutti i punti di vista e solo allora applicarla con la massima energia ed entusiasmo, perché sarà più che probabile che i risultati saranno molto positivi! I
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Parquet a tre strati tra equilibrio e resistenza Perchè la rivoluzione dei tre strati ha segnato una nuova era nel comparto dei pavimenti in legno
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permette, in virtù del sottostante supporto tecnologico (inserto centrale più controbilanciante), di ottenere elementi sia di medio, sia di grande formato, al tempo stesso flessibile e indeformabile, segnando una nuova era per il comparto delle pavimentazioni di legno.
Caratteristiche di posa: parola d’ordine semplicità Gli elementi a tre strati si possono posare sia con la tecnica dell’incollaggio (se la lunghezza è inferiore di
Kährs
Il legno è da secoli utilizzato per pavimentare le abitazioni, ma tale uso - per quanto tradizionale - non è immune da inconvenienti dovuti ai naturali movimenti che il legno ha per effetto dei cambiamenti dell’umidità ambientale. È noto che il legno naturale è anisotropo, ossia non ha struttura e comportamento omogeneo in ogni direzione e, per questa sua natura, presenta caratteristiche estetiche e di resistenze variabili a secondo dell’orientamento delle fibre. Negli elementi a tre strati, grazie alla tecnica della compensazione delle tensioni, il legno ritrova la propria stabilità. Infatti, incollando tre strati a base legno disposti a fibre incrociate, si ottiene, da un semplice materiale naturale, un manufatto di alta tecnologia con sorprendenti prestazioni estetiche e strutturali. Il segreto dell’originale tecnica della stratificazione permette il bilanciamento delle tensioni delle fibre del legno, consentendo l’equilibrio dell’elemento. Questo perché lo strato superiore di legno massiccio nobile è reso stabile dall’inserto centrale costituito da un pannello a base legno (di sovente multistrato o listellare) e dal sottostante strato che funge da controbilanciante realizzato o con la medesima specie legnosa nobile dello strato di calpestio (ma di minore qualità) o con un pannello a base legno o con uno strato di legno segato. Una vera rivoluzione nel campo dei pavimenti di legno che
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A CURA DI DOMENICO ADELIZZI
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1,50 metri) che flottante e possiedono proprietà del tutto innovative perché, oltre a risolvere il problema della stabilità, grazie alla presenza di precisi incastri sui fianchi e teste, il vincolo solidale tra gli elementi è assicurato, facilitando la perfetta planarità del pavimento, che è fondamentale per gli elementi da posare con la tecnica flottante. Grazie all’articolata struttura e la finitura spesso realizzata in azienda, il pavimento ligneo non richiede levigature e lo spessore dello strato di legno pregiato (di solito compreso tra 3,5-5 mm) è tutto interamente utilizzabile. Inoltre, i precisi incastri dell’inserto centrale assicurano l’indeformabilità della sezione e compensa perfettamente le inevitabili sollecitazioni cui è sottoposto lo strato superiore. Tutto ciò si traduce in equilibrio e grande stabilità dell’elemento e quindi del parquet realizzato. Altra particolarità sono le incisioni che spesso si realizzano sulla controfaccia di bilanciatura che si appoggia al massetto. Queste, soprattutto nel caso di parquet incollato, garantiscono la flessibilità dell’elemento stratificato perché permette di compensare le eventuali piccole irregolarità di planarità presenti sulla superficie del sottofondo. Gli incastri consentono anche di realizzare fin dal primo istante una superficie monolitica e perfettamente planare, ossia un vero e proprio tappeto di legno già pronto all’utilizzo. Le ottime proprietà strutturali dello strato centrale e dello strato controbilanciante riducono al minimo le deformazioni indotte dalle variazioni del clima, accrescono la stabilità e incrementano la conservazione nel tempo della stabilità e planarità e, nell’arco della vita del parquet, gli interventi di levigatura saranno limitati ed eseguibili solo se si vogliono eliminare gli eventuali segni della naturale usura della superficie.
Parquet a tre strati: fedeli nel tempo Alla luce di quanto detto, non è un azzardo affermare che un parquet realizzato con elementi a tre strati rimane funzionale anche dopo molti decenni. Oltre all’indeformabilità, grazie agli incastri realizzati con macchine a controllo numerico, tra gli aspetti positivi che caratterizzano questi tipi di elementi, si ricorda: • La comodità di avere elementi prefiniti che aumentano la praticità d’installazione, riducendo i tempi di posa, senza avere in cantiere polvere e cattivi odori dopo la posa in opera. • La possibilità di avere le bisellature sugli spigoli che permettono di incrementare l’effetto visivo del singolo elemento ligneo piuttosto che l’effetto biliardo. • Utilizzo sia di specie legnose nobili per incrementare l’estetica della superficie di calpestio e sia di pannelli o segati ottenuti da legnami duri e forti per garantire struttura e resistenza. Non secondario è che i singoli componenti dell’elemento a tre strati si ottengono nel rispetto dell’ambiente e delle foreste perché si utilizza solo legname proveniente da foreste gestite in modo consapevole e con impiego razionale e corretto delle risorse forestali. Da tutto ciò, s’intuisce che un parquet costituito da elementi stratificati con contro bilanciatura può essere ritenuto una delle soluzioni più funzionali e moderne per il rivestimento dei pavimenti sia di casa e sia di spazi commerciali, perché abbina la bellezza dello strato superiore di dure e pregiate specie legnose, alla resistenza e praticità dei due strati sottostanti che permettono una posa facile e veloce e che, al tempo stesso, rispetta i ritmi della natura, senza dimenticare che l’alta variabilità della finitura della superficie di calpestio con cera, olio o vernice all’acqua, non fa altro che incrementare le già insite e innate proprietà del legno naturale. I
CARTA D’IDENTITÀ DEL PARQUET A TRE STRATI Nome: pavimentazione di legno a tre strati Definizione: elemento a costruzione lamellare costituito da uno strato superiore di legno massiccio e da uno o più strati aggiuntivi di legno, o materiali a base di legno, incollati insieme. Posa: Tecnica di incollaggio (per elementi di lunghezza inferiore a 1,50 mt) e flottante Caratteristiche: indeformabilità, praticità di installazione, resistenza.
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GLI ANTICHII
Il fascino del passato Dal legno antico abilmente recuperato, ha origine la linea Gli Antichi di Garbelotto e Master Floor, prefinito a tre strati, composto da uno strato di legno nobile, una anima interna di Abete ed uno strato finale per il contro placco. L’incollaggio tra strato nobile e supporto in multistrato avviene con due tipi di colle: una vinilica classificata nel gruppo D3 e una poliuretanica termo fusibile, che garantiscono così un’ottima tenuta del prodotto. Gli incastri micrometrici sui quattro lati, realizzati con tolleranza massima di due decimi di millimetro, assicurano la solidità tra le liste contigue ed una superficie estremamente compatta. Le tavole sono bisellate sui quattro lati. La linea Gli Antichi è disponibile in Rovere o Olmo con spessore di 15 mm, le plance sono disponibili in varie larghezze e lunghezze e sono rifinite a mano con cere naturali. www.garbelotto.it
SUPERIORI
Il fascino del classico Superior è il parquet tre strati de La San Giuseppe, composto da una plancia superiore in legno nobile, un'anima centrale in legno massiccio di Abete e da una controbilanciatura in legno nobile. La colla utilizzata per l'incollaggio di questi tre strati di legno è vinilica con emissione di formaldeide abbondantemente al di sotto dei i limiti di legge. Il parquet è caratterizzato da una leggera bisellatura sui quattro lati, da incastro maschio/femmina su tutti i lati e una lavorazione perfetta per una posa più facile e veloce. Inoltre Superior è adatto a pavimenti riscaldati e può essere posato con tecnica incollata o flottante. Per l’essenza Rovere (nella foto), disponibile in lunghezze miste a correre da 1800 mm a 2400 mm, larghezza 192 mm e spessore 15 mm. www.lasangiueppe.it
CHALETI
Dai tronchi centenari dell’Est Europa Le plance Chalet di Boen hanno uno spessore totale di 20 mm e sono caratterizzate da una struttura a tre strati incrociati. Lo spessore del legno massello in Rovere è di 4,5 mm e viene ricavato da tronchi centenari provenienti dall’Est Europa. Le plance Chalet sono caratterizzate per le loro notevoli dimensioni: larghezze da 200 fino a 395 mm e lunghezze che arrivano fino a 4 metri. Le tavole sono tutte dotate di un precisissimo incastro maschio/femmina e impreziosite da una bisellatura perimetrale di 1 mm. Ogni pavimento Chalet è prodotto su ordinazione ed è unico nel suo genere. Le plance Chalet sono disponibili in dieci varianti diverse, tutte realizzate con finitura ad olio/cera ad ossidazione naturale che assicura elevata protezione alla penetrazione di liquidi, componenti naturali, ottima resistenza ai danni provocati dai raggi UV. http://italia.boen.eu/
BIGGESTI
Formato gigante personalizzabile La collezione Biggest di Stemau è un parquet tre strati composto da uno strato nobile di 4 mm, con supporto composto da due strati di sfogliato di Betulla e Pioppo (o similari), incollati tra loro con collanti ad alta resistenza. Il parquet Biggest di Stemau è flottante e offre il piacere di camminare su plance di dimensioni maxi sia in larghezza che in lunghezza. Data l’assenza di collanti e vernici si posa velocemente. Si può scegliere tra diverse specie legnose personalizzare con differenti trattamenti. www.stemausrl.it
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TAVOLE DEL PIAVEI
Pavimenti di un tempo Tavole del Piave sono listoni prefiniti a tre strati dalle grandi dimensioni, per pavimenti, controsoffitti e rivestimenti e sono stati brevettati da Itlas come invenzione industriale. Lo strato a vista è in legno nobile, la controfaccia di bilanciamento è in legno massiccio di Abete e l’anima centrale in compensato di Betulla con un minimo di cinque strati posizionati in modo ortogonale agli altri strati, il tutto per un equilibrio di stabilità estremo. La profilatura è costituita da una masciatura a denti di seghetto sui quattro lati, con spigoli bisellati per evidenziare la caratteristica della plancia. Nella tipologia degli assiti, le Tavole del Piave mantengono uno spessore di 16 mm anche nelle grandi larghezze (fino a 38 cm). Una caratteristica che le rende adatte alla posa su massetti riscaldati, inoltre il supporto in compensato di betulla garantisce le migliori prestazioni sul pavimento riscaldato. Tutti i prodotti della linea Tavole del Piave sono adatti sia per la posa incollata che flottante e sono disponibili in varie essenze e finiture. www.itlas.it
SEGATO D’ACEROI
Tre strati di legno massiccio Come dice il nome, Segato d’Acero di Cadorin è realizzato a partire dall’Acero Canadese e viene lavorato a Taglio Sega come mostrano le tracce lasciate dai denti della sega a nastro di falegnameria. Il tavolato anticato con finitura a vernice, conferisce un aspetto rustico al pavimento, pur integrandosi perfettamente agli arredi contemporanei e viene utilizzato non solo a terra ma anche come rivestimento a parete. Il parquet Segato d’Acero fa parte della collezione Listoni d’Epoca, ispirato alla tradizione, che propone i temi delle tavole di un tempo. La collezione Listoni d’Epoca, a cui appartiene il Segato d’Acero, è un parquet tre strati di legno massiccio: lo strato superiore è in plancia unica di legno massiccio nobile di spessore di 5 mm, l’inserto centrale è formato da listelli massicci di Abete trasversale mentre quello inferiore è dello stesso legno nobile della superficie a vista. Questa struttura a tre strati incrociati garantisce un giusto equilibrio della tavola soprattutto nelle grandi dimensioni. Tra le caratteristiche della collezione spicca anche la dote di essere estremamente confacente al calpestio. www.cadoringroup.it
BARRIQUE MAXI TOPI
Il valore della tradizione artigianale Lavorazioni, tinte e finiture rendono Barrique di Friulparchet un prodotto unico, nel quale leggere tutte le venature, e riconoscere tutte le peculiarità che caratterizzano il pavimento in legno. Barrique Maxi Top è il prefinito tre strati in linea con le più moderne esigenze della bio-architettura. Da questo prodotto emerge il valore della tradizione artigianale, poiché ogni singolo lotto di produzione risulta unico e inimitabile. Costituito da uno strato di listellare di Abete o essenze di pari caratteristiche e qualità, controplaccato a sua volta da uno strato di derullato nelle medesime essenze, provenienti da materiale di piantagione, posti ortogonalmente rispetto alla fibra del legno dello strato nobile disponibile nell’essenza di Rovere europeo. Lo spessore è di 15 mm, larghezza 145/190 mm, lunghezza 1800/2100 mm e può essere posato con tecnica incollata o flottante. La linea Barrique MaxiTop è disponibile a scelta con le lavorazioni: prelevigato, spazzolato, leggermente piallato. www.friulparchet.it
MEMORY AGATHAI
Alla ricerca dei segni tempo Memory Agatha appartiene alla collezione Timeless di Alpen Parkett, linea di parquet prefinito a tre strati di Woodco. La pregiata lavorazione artigianale del Rovere di Slavonia è il filo conduttore di tutta la collezione, caratterizzata da effetti rustici molto raffinati e dai tipici segni dello scorrere del tempo, che donano al parquet un aspetto vissuto. Il parquet Memory Agatha, è caratterizzato da una superficie piallata a mano e anticata, trattata con vernice ecologica ad alta resistenza con pigmenti colorati naturali e rifinita con olio cera Osmo. Lo spessore della plancia è di 14 mm mentre tre diverse larghezze delle tavole (150-190-220 mm) conferiscono alla posa un effetto dinamico non solo nel verso della lunghezza, ma anche in profondità. www.woodco.it
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LARICE ANTICATO E ROVERE SBIANCATOI
Tradizione e modernità a cofronto
Renè Pavimenti è un'azienda specializzata nel settore dei pavimenti in legno, in particolare multistrati a plancia intera, soprattutto in legno di Rovere e Larice. La lavorazione del prodotto viene seguita fin dall’inizio, dall’acquisto del legname grezzo, fino alla finitura personalizzabile grazie alla profonda conoscenza artigianale del prodotto. Larice anticato, pensato per un ambiente rustico e tradizionale, è una tavola a tre strati di Larice d’Austria. La finitura consta di spazzolatura, trattamento di anticatura con prodotto alcalino, finitura con sei mani a rullo di olio naturale per pavimenti. Il Rovere sbiancato, adatto a un ambiente moderno, è una tavola in Rovere europeo, a tre strati su multistrato di betulla. Sbiancatura con colorante antingiallente, finitura a rullo con vernice all’acqua UV opaca. www.pavimentirene.it
ETHICOI
Naturalmente colorati ORIGINAL FOUNDERSI
La bellezza del pavimento artigianale di un tempo La nuova collezione Founders di Kährs rende omaggio ai pionieri membri della famiglia che fondarono l’azienda oltre 150 anni fa e a cui si deve l'invenzione della tavola multistrato e il sistema a incastro senza colla. La collezione appartiene alla gamma Original, realizzata utilizzando la tecnologia brevettata dell’azienda Svedese e si compone di tre strati separati per uno spessore totale di 15 mm. Grazie allo strato di usura spesso 3,5 mm, ogni pavimento Original può essere levigato fino a tre volte. Spazzolato a mano e rifinito con olio naturale che migliora la trama del legno il parquet Founders riflette la volontà di preservare la bellezza naturale del legno e il pavimento artigianale di un tempo. Nell’immagine Original Founders nella finitura Ulf, essenza Rovere, lavorato a mano. www.kahrs.com
TAVOLATOI
La bellezza naturale che dura nel tempo Il Tavolato di Ideal Legno è caratterizzato da una struttura e da dimensioni capaci di garantire affidabilità e stabilità nel tempo. In questa collezione il Rovere si declina in una vasta gamma di colori effetti e finiture. Nell’immagine si può vedere un Rovere decapato bianco, la cui lavorazione esalta la venatura del legno. La superficie di questo prodotto viene trattata a mano con speciali pigmenti e vernici che lo rendono un prodotto inconfondibile. Il tavolato è composto da listoni a tre strati con bisellatura sui quattro lati. Per la posa è possibile scegliere tra incollaggio o posa flottante con materassino. www.ideal-legno.com
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La linea Nuevo, parquet prefinito a tre strati in Rovere europeo di Corà, si è arricchita con la nuova serie Ethico, che grazie a un rinnovato processo di colorazione, viene trattato con una formula naturale di sali minerali ed estratti vegetali tarati ed impiegati per far reagire il tannino, ottenendo toni di coloritura totalmente naturali. Un processo di tintura messo a punto nel 1810 dal chimico Cadet de Gassicourt, capace di mantenere inalterate caratteristiche come l’andamento della fibra, la venatura e la specchiatura. Ethico Durango (nell’immagine), ha uno spessore di 15 mm, una larghezza di 140/200 mm e una lunghezza di 1200/2500 mm. www.coraparquet.it
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CASAPARKI
Tre strati di carattere Sono tre gli strati di legno di questo pavimento prefinito di Bauwerk e tre le diverse larghezze delle tavole (139, 181 e 221 mm, con una lunghezza di 2200 mm), che possono essere posate contemporaneamente e in una serie infinita di combinazioni, per dare regolarità oppure movimentare le superfici più ampie. Le grandi plance sono smussate su due lati, con uno strato nobile di Rovere di 3,5 mm e disponibili in diverse finiture: oliata naturale e spazzolata o verniciata opaca e liscia. All'ampia gamma colori si aggiungono nuove tonalità di grigio pensate per gli ambienti di stile contemporaneo, con sfumature che fanno risaltare al meglio le venature delle essenze (Rovere, Rovere Farina, Rovere Sasso, Rovere Duna, Rovere bianco decapato, Rovere fumé, Rovere fumé Farina). La posa, particolarmente indicata sulle superfici radianti è facilitata da un incastro maschiofemmina che rende la pavimentazione più stabile e silenziosa al calpestio. www.bauwerk.it
QUERCIA SPIAGGIATAI
Carattere forte Quercia spiaggiata appartiene alla linea Chimera di Idee & Parquet, azienda toscana che fa parte del gruppo Gazzotti. I pavimenti della Linea Chimera sono disponibili in tavole o disegni tre strati, costituiti da uno strato di specie legnosa nobile, un supporto ligneo e da una controplaccatura stabilizzante in legno. Il pavimento risulta così perfettamente stabile. Semplice e rapida la posa, che può essere incollata, flottante o inchiodata su massetti cementizi o pavimenti preesistenti, purché idonei ad accogliere tale pavimentazione. La finitura ad effetto cera esalta la naturalezza del legno, mentre la bisellatura sui lati lunghi evidenzia l’importanza della singola lista. Lo spessore è di 15/16 mm (legno nobile 4 mm nominali), mentre la larghezza va da 70 a 210 mm e lunghezza da 600 a 2200 mm. www.ideeparquet.it
I GIGANTII
Il segno distintivo del legno In un pavimento in legno, i segni del tempo hanno un diverso significato: le imperfezioni e i solchi, mettono in luce la superficie e ne valorizzano le sfumature del colore. Con questo spirito, Unikolegno ha creato la collezione I Giganti, recuperando i listoni da vecchie tavole in Teak provenienti dall'India e lavorandole poi artigianalmente per ottenere differenti effetti cromatici. Al Teak si è aggiunto l'Olmo e il Rovere, trasformati per acquisire un simile risultato e offrire cosi una collezione completa di finiture. Nodi, intarsi, venature in rilievo diventano i segni distintivi dei tredici pavimenti che compongono la collezione. Il parquet Botticcelli, nell’immagine, per esempio è olmo tinto noce chiaro verniciato opaco, con spessore da 15 a 20 mm che può essere posato incollante, flottante o inchiodato (in questo caso solo lo spessore 20 mm). Disponibile in larghezza 130/360 mm e lunghezza 1500/3000 mm. www.unikolegno.it
FIOR DI FIEMMEI
Largo alla bellezza I Fior di Fiemme, di Fiemme3000, sono pavimenti particolari dalla personalità forte e dalla bellezza non artefatta, ma il risultato unico di lavoro artigianale. Le tavole pregiate sono caratterizzate da una robusta struttura a tre strati incrociati, realizzate prevalentemente con operazioni manuali, in larghezze e lunghezze varie per sfruttare al massimo la preziosa materia prima e permettere disegni di posa dallo straordinario impatto estetico. La bellezza dei Fior di Fiemme è protetta dall’esclusivo trattamento biocompatibile Fiemme 3000 Bio Plus. La costruzione tecnica della struttura è caratterizzata da un leggero bisello sui 4 lati, uno spessore complessivo di 14,15 o 21 mm, un anima centrale in Abete vertical line con una controbilancia tura in Abete e incastro maschio-femmina sui 4 lati. Nell’immagine si può vedere l’essenza Fior di Nettare, un Noce nazionale piano sega della serie Fior di Fiemme. www.fiemme3000.it
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GUIDA alle aziende che realizzano tre strati
Qui di seguito pubblichiamo la lista delle aziende che producono tre strati, tratta dalla nostra guida Parquet & Similia 2014, dove di potranno trovare anche maggiori informazioni sulle aziende segnalate in questa rassegna. Parquet & Similia 2014 è consultabile on line, tramite il sito della nostra rivista www.professionalparquet.it A.P. Parkett S.r.l. - 37050 Angiari (VR) ALI Parquets - 47892 Gualdicciolo - R S M Bamfloor - 61100 Pesaro Bassano Parquet - 36022 Cassola (VI) Boen/Interwood - 28100 Novara Bruno S.p.a. - 12084 Mondovì (CN) Cadorin Group - 31054 Possagno (TV) Cavazzoni & C. Sport Floor Division S.r.l 43122 Parma Corà - 36077 - Altavilla Vicentina (VI) Dalla Riva S.r.l. - 31044 Montebelluna (TV) De Zotti Pavimenti - 30022 Ceggia (VE) DKZ - 38037 Predazzo (TN) Figli di Pietro De Bernardi - 13900 Biella Foglie d’Oro - 36027 - Cucinati di Rosà (VI) Fonte Parquet Srl - 31010 Fonte (TV) Friulparchet - 33058 San Giorgio Di Nogaro (UD) Gazzotti - 40013 Trebbo Di Reno (BO) I.P.F. Industria Parquet Fabriano 64044 Fabriano (AN)
Ideal Legno - 30010 Camponogara (VE) Il Noce - 36060 Casoni di Mussolente (VI) Infloor S.r.l. - 26013 Crema (CR) Isal - 31027 Lovadina Di Spresiano (TV) Italflooring Pannelli Gf Italia S.r.l. 20036 Meda (MB) Italwood Trading S.r.l. - 00166 Roma Itlas - 31016 Cordignano (TV) Kährs Italy De Blasio Mirko - 39100 Bolzano La Brenta S.r.l. - 35030 Saccolongo (PD) La San Giuseppe S.p.a. 31029 Vittorio Veneto (TV) Labor Legno - 31016 Cordignano (TV) Listo Parquet - 33080 San Quirino (PN) Logitech Wood Trading - 00166 Roma LS Uno S.a.s. di Scarponi Pietro & C. 12061 Carrù (CN) Mardegan - 7570 Barcs Ungheria Margaritelli Italia 06089 Miralduolo di Torgiano (PG)
Moso Italia S.r.l. - 20811 Cesano Maderno (MB) MP Misterparquet S.r.l. 86020 S. Polo Matese (CB) Parchettificio Forest 31030 Borso Del Grappa (TV) Parchettificio Garbelotto 31012 Cappella Maggiore (TV) Pavidea - 39031 Brunico (BZ) Pennetti Parquet - 87036 Rende (CS) Piero Della Valentina - 31027 Spresiano (TV) René snc 38020 Monclassico - Val di Sole (TN) Skema - 31047 Ponte di Piave (TV) Stile Pavimenti Legno 06018 Città di Castello (PG) Tavar - 48100 Ravenna Timby Parquets - 26100 Cremona Unikolegno S.r.l. - 31020 San Polo di Piave (TV) Winkler Import - 39100 Bolzano Woodco - 38100 Trento
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Fascino antico messo in luce Un’antica villa colonica del Seicento, ora è l’attuale sede locale di Confagricolura: a Conegliano un caso di ristrutturazione esemplare FRANCESCA FERRARIS
In passato casa colonica di origini seicentesche, ora è la magnifica sede locale di Confagricoltura a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso. La trasformazione, che ha portato la dimora storica ad ospitare una delle sedi isitituzionali di Confagricoltura, è avvenuta progressivamente. Nel corso del tempo, infatti, l’edificio era stato già sottoposto a diversi interventi di recupero e di consolidamento. L’ultima ristrutturazione, durata un anno, ha conferito ai locali l’aspetto attuale. Inaugurata il 25 giugno del 2012, la sede locale di Confagricoltura occupa metà della dimora storica, mentre l’altra metà dell’edificio R è rimasto abitazione privata dell’attuale proprietario.
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Il pavimento scelto nel corso della ristrutturazione è il parquet Legni del Doge, realizzato da Itlas, in due finiture differenti.
La scelta dei pavimenti
Le doti del parquet
La sede dell’organizzazione agricola italiana si sviluppa su centottanta metri quadrati suddivisi su due livelli, entrambi rifiniti con pavimenti realizzati da Itlas, storico parchettificio di Conigliano Veneto. Il materiale scelto per il progetto e il parquet “Legni del Doge” nelle finiture “Rovere Online Pop” e “Rovere Online White Farm”. Legni del Doge è un parquet prefinito a due strati, composto da un’essenza nobile in legno massiccio e da un supporto in multistrato di Betulla con incastri calibrati maschio-femmina su tutti e quattro i lati. Il progetto viene realizzato in diverse specie legnose e finiture.
Una delle caratteristiche del parquet scelto, Legni del Doge, è la stabilità poichè utilizza un supporto in multistrato di Rovere realizzato appositamente per annullare ogni tensione dinamica e garantire la massima saldezza nel tempo. Inoltre è dotato di incastri perimetrali centesimali per garantire una perfetta planarità. La resistenza d’altra parte è assicurata dal supporto in multistrato di Rovere e ad una applicazione di otto veli di vernice ceramica ad essicazione uv. Si tratta, quindi, di un pavimento pratico e veloce da posare, stabile e resistente; ideale per durare nel tempo e per vestire, come in questo caso, una dimora seicentesca. I
I PAVIMENTI E L’AZIENDA. Una produzione di qualità che guarda all’ambiente Il parquet Legni del Doge è dal 2009 certificato “100% Made in Italy” dall’Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani e gararanzia che il pavimento in legno sia stato fabbricato interamente in Italia, costruito con materiali naturali di qualità e prima scelta e realizzati adottando le lavorazioni artigianali tradizionali tipiche italiane. Itlas, azienda di Cordignano (Treviso), nel 2007 ha ottenuto la certificazione PEFC, mentre nel 2010 la certificazione FSC-COC. Nel 2013, poi, Itlas ha ottenuto da Icila la certificazione UNI EN ISO 14001, impegnandosi alla tutela dell’ambiente tramite l’applicazione e il mantenimento nel tempo di un Sistema di Gestione Ambientale.
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A Domotex in mostra l’innovazione Il salone mondiale più importante del settore pavimentazione si è riconfermato punto di riferimento per capire come sta evolvendo il comparto e per dialogare con il mondo FIAMMETTA REGIS
Domotex anche quest’anno si è riconfermato il salone mondiale più importante nel settore delle pavimentazioni grazie ai tanti visitatori stranieri, al clima più fiducioso, a iniziative di grande rilevanza come Innovations@DOMOTEX e, per quanto riguarda gli operatori italiani, il successo del made in Italy. Il salone si è chiuso con un totale di circa 45.000 visitatori, provenienti da oltre 80 Paesi, interessati alle novità di prodotto e dalle tendenze della prossima stagione. Infatti sono state ben 1.350 le aziende espositrici, provenienti da 57 Paesi, 227 solo dall’Italia, che hanno presentato i loro nuovi prodotti e le loro collezioni, dando dimostrazione della capacità produttiva e della forza di innovazione del settore.
Percorsi alla ricerca dell’innovazione Come gli organizzatori si aspettavano, Innovations @DOMOTEX certamente è stato tra i protagonisti di Domotex 2014. La vetrina, che ha debuttato quest’anno, ha centrato in pieno l’obiettivo di creare dei percorsi tematici alla scoperta dell’innovazione e fornire ai visi-
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tatori una mappa per orientarsi tra le proposte più recenti. Come ha affermato Jochen Köckler, del CdA della Deutsche Messe: “La nostra idea di dedicare tre aree a un’accurata selezione di innovativi prodotti e highlight del design per favorire una visione d’insieme delle novità si è rivelata vincente”. Le oltre sessanta novità esposte hanno rappresentato l’essenza del salone. Inoltre, gli incontri organizzati nel corso degli Innovations @DOMOTEX Talks, a cui hanno partecipato note personalità dello scenario internazionale dell’architettura, hanno favorito il dialogo diretto e un ricco confronto su molti aspetti relativi al tema della pavimentazione. I fruitori di questi spazi di approfondimento, tra i quali molti architetti e interior designer, hanno potuto ricevere, nelle aree riservate all’innovazione, una veloce panoramica delle molte novità proposte e pianificare la visita con più efficacia in funzione delle loro esigenze. L’attuale concept ha permesso in sostanza di scoprire in anticipo le novità più significative. Nel settore dei pavimenti di legno ben due prodotti italiani sono stati scelti per rappresentare l’innovazione nel comparto: Ope-
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ra Prima di Bassano Parquet e Traverso di Triveneta Parchetti. Il primo è un parquet a tre strati dalla piallatura a mano molto irregolare su tutta la tavola compresa la bisellatura, finitura effetto grezzo. Si compone di uno strato superficiale di Rovere, uno strato intermedio di Betulla e uno strato di base di Rovere, ognuno di sei millimetri di spessore. Il secondo prodotto italiano sbarcato a Innovation@DOMOTEX è il Traverso di Triveneta Parchetti, un parquet a tre strati pensato sia per i pavimenti, sia per le pareti.
Tutti i numeri del Domotex Il bilancio della fiera è straordinariamente positivo. Il 57 per cento dei visitatori era di provenienza estera, due terzi provenienti dall’Europa, il 20 per cento dall’Asia e il dieci per cento dall’America. Tra i Paesi d’origine della maggioranza dei visitatori figurano Gran Bretagna, Turchia, Paesi Bassi, USA e Italia. È stato stimato, poi, che il 70 per cento erano top decision maker e tra le categorie più rappresentate sono emerse quelle dei buyer del commercio all’ingrosso e al dettaglio (nella percentuale rispettivamente del 25 e del 34 per cento). L’offerta informativa di Domotex ha richiamato anche tanti buyer che operano nel commercio dell’arredo e del mobile. La percentuale dei visitatori dell’artigianato è arrivata a toccare il 25 per cento.
Per il settore internazionale del parquet e dei laminati l’appuntamento di punta si svolgeva nella cornice del Wood Flooring Summit, nel padiglione 9 che, alla sua seconda edizione, si è rivelato per gli organizzatori un vero successo. Per gli operatori del settore, dai posatori di parquet e pavimenti in genere agli arredatori e imbianchini è stato dedicato il “Punto d’incontro Artigianato”, un programma di eventi, ricco e completo a orientamento pratico.
Qui sopra il percorso dell’Innovation @DOMOTEX dedicato ai pavimenti di legno, accanto al Wood Flooring Summit.
Il richiamo del Made in Italy Nel corso della nostra visita a Domotex 2014, abbiamo raccolto i commenti relativi all’andamento della fiera dei protagonisti italiani che hanno esposto. Il bilancio è senz’altro positivo, non solo per l’interesse dei visitatori per il made in Italy, ma anche per il numero e nella qualità dei contatti generati nel corso della fiera. Per chi non ha potuto partecipare, l’appuntamento con Domotex di Hannover si riconferma per il 2015 nelle R giornate dal 17 al 20 gennaio.
IL VALORE DELLA QUALITÀ (ITALIANA). Adriana Spazzoli a Domotex ci ha raccontato la sua visione sul mercato del legno Abbiamo intervistato Adriana Spazzoli, direttore marketing operativo e della comunicazione Mapei, che ci ha raccontato il suo punto di vista sul valore del Made in Italy, l’importanza dell’export nel settore legno e i prodotti che su cui Mapei sta puntando. Perché è importante partecipare a Domotex? E che peso ha per Mapei? Fondamentale. È importante il Domotex perché è la fiera internazionale dei resilienti e dei pavimenti in legno. Che tipo di clientela cercate in questa fiera e in particolare con quali paesi volete/preferite lavorare? Mapei è globale, quindi tutti i paesi sono per noi un mercato possibile e fattibile. Ovunque nei cinque continenti abbiamo la nostra organizzazione, una nostra consociata. In tal senso il Domotex ci permette di metterci in contatto con tutto il mondo. Quanto incide l’export? Tantissimo. Per il mercato del parquet l’estero incide per due terzi, mentre il mercato italiano incide per un terzo. Quanto vale la qualità come traino per la vendita nel settore legno? Tanto, è il fattore determinante.
E quanto vale il Made in Italy? Nei padiglioni dedicati al legno, mi sembra che i prodotti di migliore qualità siano quelli italiani. Questi prodotti di pregio provengono da aziende che lavorano su progetto, quindi non c’è una produzione incentrata sulla quantità ma sulla qualità, dove vince l’unicità della proposta. I legni sono particolari per colori, per trattamento. D’altronde, anche Mapei ha puntato molto sui trattamenti e le finiture che rendono la superficie del legno decisamente piacevole e protetta. Quali sono le tendenze nel mercato del legno? Il mercato del legno corre verso il prefinito, anche se qualche paese sta dando segnali diversi. Su quali prodotti sta puntando Mapei? Cerchiamo di proporre prodotti che permettano all’applicatore di esprimere la sua professionalità, non semplicemente per la posa, ma anche per la finitura, puntando sulle varianti, l’abbinamento, i colori e permettere di realizzare geometrie diverse. Lavoriamo in questa direzione: prodotti facili che diano la possibilità al posatore di lavorare in modo diverso.
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MERCATO EVENTI
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Il bilancio della partecipazione alla fiera Domotex è stato per noi senz’altro positivo. Rispetto alla fiera Made Expo di Milano, dove il nostro stand è sempre affollatissimo, ad Hannover abbiamo registrato un’affluenza minore ma di qualità, con visite molto interessanti di professionisti del settore. Come prodotti sono stati particolarmente apprezzati i parquet della nostra collezione Moduli di Listoni e il Rovere nelle nostre infinite soluzioni. Unico neo: l’assenza della stampa Rita Cadorin - Direttore Marketing e Sviluppo Cadorin
L'edizione del Domotex che si è appena conclusa ha visto una buona affluenza di visitatori e parecchi di loro erano europei; segno questo che permette un cauto ottimismo per la ripresa economica dell'anno nuovo. Adesiv festeggiava il decimo anno consecutivo di presenza con il suo stand e ha rinforzato la sua immagine di azienda presente in oltre 30 paesi nel mondo. Quasi tutti i nostri clienti sono venuti a trovarci, portando ordini e prospettive di crescita dei loro rispettivi mercati. In conclusione possiamo affermare che è stato un Domotex soddisfacente sotto tutti i punti di vista. Prossimi appuntamenti fieristici saranno Floor and wall Exhibition in Belgio e il Domotex Shanghai. Filippo Dal Ponte - Technical Manager di Adesiv
Il 2014 ha segnato per Carver la quindicesima presenza al Domotex. L’internazionalità è a mio avviso il carattere più interessante di questa fiera che consente di entrare in contatto con espositori e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Oltre ai partner locali, Carver ha potuto incontrare i propri clienti attivi provenienti dai più diversi paesi come Ecuador, Spagna, Russia, Norvegia, Gran Bretagna, Georgia e così via, e con loro fare il punto della stagione appena passata nonché stabilire i programmi per il 2014. Al Domotex Carver ha presentato in la nuova linea per esterno per superfici in WPC, WPCProline, che ha suscitato molto interesse. Inoltre, abbiamo potuto confermare la bontà della tecnologia UV per le applicazioni delle vernici e degli oli direttamente in cantiere. In conclusione, si può affermare che quella del 2014 sia stata un’ottima edizione del Domotex contrassegnata in particolare dall’ottimismo della maggior parte dei visitatori per l’andamento del mercato. Alberto Monferini - Vicepresidente Carver
Come ogni anno il salone Domotex si è dimostrato per Chimiver Panseri un ottimo punto d’incontro per tutti i suoi importatori e distributori provenienti da ogni parte del mondo. Un ottimo afflusso di visitatori unito alle importanti novità presentate al salone ha permesso di incrementare il portafoglio contatti allargando ancor di più l'orizzonte export. Manuel Todeschini Export Area Manager Chimiver Panseri
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La nostra presenza a Domotex 2014 è stata decisamente proficua: nonostante un calo di affluenza rispetto alla precedente edizione, abbiamo avuto numerosi nuovi visitatori provenienti da diversi paesi, soprattutto extra europei, come Canada, Massico, Ucraina. L’interesse per un prodotto Made in Italy è stato molto alto e i pavimenti naturali con finiture artigianali realizzate a mano sono stati le star del nostro stand. Renza Altoé Garbelotto Amministratore Delegato Garbelotto - Master Floor
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MERCATO EVENTI
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La fiera Domotex è andata bene, abbiamo avuto un’ottima affluenza di clienti tedeschi e raccolto anche molti ordini, inoltre abbiamo avuto anche diversi contatti con clienti esteri: Est Europa, Turchia, Iran, Israele, Nord Africa e anche Stati Uniti. La mia opinione personale è che al Domotex 2014 non ci sia l’affluenza degli anni passati, sia perché il mercato è cambiato, sia perché il Domotex viene fatto a marzo in Cina a Shanghai e ad aprile a Mosca; infatti ho notato una diminuzione di espositori cinesi di parquet. Angelo Giangiulio Product Manager Wood Flooring Line di Mapei
Ancora una volta Domotex si è rivelato un’eccellente opportunità sia per prendere contatti con clienti potenziali di alto livello provenienti dall’Europa e altri continenti sia per rafforzare partenariati esistenti. Tover ha colto quest’appuntamento internazionale per presentare i prodotti fari della sua gamma, lanciare sul mercato nuovi sistemi e soluzioni per pavimenti e ha ricevuto un'accoglienza estremamente positiva da parte dei professionisti del settore. Federico Da Re - Direttore Tover
Anche quest'anno la fiera Domotex non ha disatteso le nostre aspettative e si è confermata un'ottima vetrina per consolidare la nostra immagine nel mercato internazionale. Siamo molto soddisfatti dell'affluenza e della qualità dei visitatori. Domotex è senza dubbio la fiera di riferimento per i professionisti del mondo dei pavimenti; la possibilità, infatti, di confrontarsi esclusivamente con addetti del settore permette di non disperdere energie e di concentrarsi esclusivamente su potenziali business partner provenienti dalle zone del mondo più diverse, particolarmente interessati a materiali di qualità e soluzioni innovative e di design firmate Made in Italy. Sandro Marigo Marketing manager - Reserarch and Development Ideal Legno
Progress Profiles ha partecipato alla fiera di Hannover con uno stand importante, dove ha presentato il nuovo Proled Systems. Sebbene Domotex sia l’appuntamento più rilevante in Europa per il settore dei “pavimenti caldi”, l’azienda di Asolo ha registrato un afflusso inferiore rispetto agli anni scorsi, forse dovuto all’organizzazione della stessa fiera in altre tre edizioni internazionali. Complessivamente soddisfatta dell’esperienza, Progress Profiles riterrebbe, comunque, più opportuno che l’appuntamento con Domotex fosse biennale. Dennis Bordin General manager di Progress Profiles
Sicuramente, come nostra prima esperienza al Domotex di Hannover, non posso che esprimere un giudizio molto positivo. Già conoscevo l’importanza di questa fiera, ma è “vivendola” che ne ho potuto apprezzare l’internazionalità e soprattutto la qualità. Il nostro stand ha suscitato vivo interesse negli operatori del settore, che in gran numero e provenienti dai quattro angoli del pianeta ci hanno fatto visita, attratti dall’inconfondibile presentazione italiana. I nostri prodotti e in particolare le novità presentate in occasione di questo evento, hanno riscosso uno straordinario successo, dimostrando e confermando quanto il Made in Italy sia apprezzato nel resto del mondo. Marino Da Soller - Amministratore unico Unikolegno
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MERCATO INNOVAZIONE
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Nasce il prefinito massello con sistema riscaldante Ali Parquets crea EcoWarm parquet per realizzare in maniera semplice pavimenti prefiniti in legno massello con l’anima riscaldante A CURA DELLA REDAZIONE
È facile e veloce da installare, promette migliore conducibilità termica, dunque rapidità di riscaldamento e può essere impiegato in qualsiasi tipo di edificio, civile o industriale, queste sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono il sistema EcoWarm parquet, prefinito in legno massello con sistema riscaldante elettrico ideato da Ali Parquets.
COME CALCOLARE I CONSUMI Un occhio di riguardo al risparmio
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Per stimare i consumi di un appartamento riscaldato con il sistema EcoWarm parquet occorre conoscere la zona climatica in cui è ubicato l’edificio. La zona climatica di appartenenza fornisce indicazioni sul periodo e sulla quantità di ore in cui è possibile accendere il riscaldamento negli edifici. Il secondo dato che bisogna avere per calcolare i consumi è la certificazione energetica dell’immobile che stabilisce in valore assoluto il livello di consumo. Questo valore è espresso da una classe di appartenenza che va dalla A (la più bassa con consumo minore o uguale a 30kWh/m2) alla classe di consumo più dispendiosa, la G (con consumo maggiore a 160kWh/m2). A titolo esemplificativo, nello schema qui a fianco si può vedere una simulazione di consumi, 562 1.050 262 per un appartamento 937 1.750 437 di 100m2 per la Provincia 1.312 2.450 612 di Milano (zona climatica E) 1.687 3.150 787 con un numero di ore 2.250 4.200 1.050 di riscaldamento massime 3.000 5.600 1.400 annue di 2.562. -------
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EcoWarm parquet: la struttura vista da vicino Lo strato superiore è costituito da prefinito massello Ali Parquets SuperPreMass (14 mm) o PreMass (10 mm). L’utilizzo di questo prefinito consente una più efficace conducibilità termica rispetto al parquet multistrato. Lastra di supporto
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Film riscaldante con doppia protezione (IP 67). Il film non richiede messa a terra e può essere fornito secondo le esigenze in un range di potenza da 80 a 300 Wh/m2. Isolante Guaina in PVC Pavimento preesistente
Il sistema di riscaldamento EcoWarm parquet utilizza componenti che permettono di realizzare, in modo economico, semplice e veloce, impianti affidabili a pavimento di basso spessore. La struttura del sistema EcoWarm parquet si compone di cinque strati, il primo dei quali è la guaina in PVC. A seguire si posano lo strato isolante, il film riscaldante, la lastra di supporto e infine il prefinito massello SuperPreMass o PreMass di Ali Parquets. L’utilizzo del prefinito in legno massello consente infatti una più efficace conducibilità termica rispetto al parquet multistrato. Le caratteristiche tecniche dei materiali utilizzati permettono il montaggio del parquet senza colla, con la possibilità di smontare e riutilizzare il sistema in altri locali. Inoltre, il fatto che il parquet si posi sul pavimento preesistente, evita la fase di demolizio-
IL CALORE DI CASA Dettagli e particolarità del sistema EcoWarm parquet Il sistema EcoWarm parquet è la soluzione ideale per chi vorrebbe un riscaldamento da terra, ma non ha o non vuole l’impianto di riscaldamento ad acqua circolante o ha paura di infiltrazioni e rotture di tubi. D’altra parte l’impianto EcoWarm parquet è particolarmente semplice da installare poiché si posa sul pavimento preesistente e si può smontare e riutilizzare in un altro locale. Inoltre si può installare anche solo in un locale della casa o dell’ufficio, predisponendo, per colmare lo spessore minimo, in corrispondenza delle porte, un raccordo inclinato. Ecco una sintesi delle caratteristiche del sistema EcoWarm parquet.
Lo spessore minimo per la posa del sistema EcoWarm parquet è 18 mm
ne e le conseguenti spese di smaltimento, oltre ad accorciare considerevolmente il tempo di intervento. Il sistema EcoWarm parquet è adatto, poi, a essere impiegato in qualsiasi tipo di edificio a uso civile, commerciale e industriale e ad essere posato in qualsiasi ambiente tranne che in locali umidi come bagni, cucine o lavanderie. Il sistema EcoWarm parquet, allacciandosi alla corrente elettrica, rappresenta una soluzione ideale per chi ha già impianti fotovoltaici installati, mentre per chi teme possa essere troppo costoso, può calcolare in anticipo i consumi partendo dalla zona climatica e dalla classe di categoria di consumo (si veda il box nella pagina precedente). EcoWarm parquet, ideato da Ali Parquets, sembra avere tutte le carte in regola per essere un sistema efficace e innovativo per raggiungere il comfort abitativo ideale. I
• Riscaldamento veloce: le particolari lastre di supporto, interposte tra parquet prefinito in legno massello e pellicola radiante, rendono estremamente veloce il riscaldamento rispetto ad un massetto radiante idraulico. • Rapidità e semplicità di installazione: il montaggio viene effettuato assieme alla posa del parquet da personale qualificato e i collegamenti elettrici devono essere effettuati da soggetti abilitati tenuti a rilasciare opportuna dichiarazione di conformità. • Particolarmente adatto nelle ristrutturazioni: grazie al ridottissimo spessore si annullano i costi di demolizione e smaltimenti, evitando rumori, odori, polveri e limitando i tempi di intervento. Proprio per il ridotto spessore può essere impiegato anche in un solo locale, posizionando in corrispondenza delle porte il relativo raccordo inclinato. • Temperatura sotto controllo: per ottenere il miglior comfort ambientale, è fondamentale che la temperatura del pavimento non superi i 30 °C. Per un corretto funzionamento e per garantire efficienza di gestione è necessario installare in ogni ambiente un termostato e la sonda per la rilevazione della temperatura a pavimento.
• Prestazioni ottimizzate: l’utilizzo del parquet prefinito in legno massello, SuperPreMass e PreMass, consente una più efficace conducibilità termica in luogo dei parquet multistrato. • Ovunque ma non in bagno o cucina: EcoWarm parquet non è adatto ad essere installato in ambienti umidi come bagni, cucine o lavanderie. • Si sposa con impianti fotovoltaici: Il sistema EcoWarm parquet è perfetto per essere impiegato in sinergia con impianti fotovoltaici.
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MERCATO L’INTERVISTA
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A piccoli passi fuori dalla crisi Il direttore di Professional Parquet ha incontrato Simone Biagiotti, il presidente dell’Associazione nazionale posatori professionisti che ha svelato la mission dell’Anpp L’Associazione nazionale posatori professionisti, Anpp, nata a Firenze nel 2006, ha come obiettivo quello di qualificare e proteggere gli interessi professionali ed economici dei posatori associati. Aggiornamenti tecnico-giuridici sul settore, appuntamenti informativi e un ricco calendario d’iniziative sono gli strumenti che l’Associazione mette a disposizione per un perfezionamento continuo delle competenze del posatore. Dal punto di vista dell’informazione, poi, l’Associazione è a disposizione per rispondere con chiarezza a tutte le questioni che possono aiutare nel lavoro, con garanzia della massima tutela. L’Anpp presta quindi un servizio fondamentale per l’associato e si pone anche come garanzia per la clientela di affidarsi a persone e aziende qualificate. Proponiamo qui di seguito l’intervista fatta dal nostro direttore, Gabriele Marrazzini, al presidente dell’Associazione Simone Biagiotti.
Simone Biagiotti, presidente dell’Anpp
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Con piacere, dopo quasi un anno abbiamo incontrato l’amico Simone Biagiotti, presidente dell’ Anpp, Associazione nazionale posatori professionisti, per fare quattro chiacchiere, considerato che va di moda il confronto tra un pisano come me e un fiorentino come lui, basti vedere Letta e Renzi. A parte le giuste diatribe tra corregionali, passiamo alle domande serie. Come valuti la situazione attuale del mercato dei pavimenti in legno in Italia? Simone Biagiotti: Non credo di dire cose eclatanti e sconosciute, basta leggere e ascoltare tutte le dichiarazioni degli organi competenti, per dire che la situa-
zione è molto difficile per non dire drammatica, per chi produce e per chi posa, e ciò che accade a livello nazionale è logico che avvenga anche nella nostra regione (il Granducato di Toscana). Ma secondo te, a parte la recessione, indipendente dalla volontà del nostro mercato, ci sono delle responsabilità della filiera del pavimento in legno? Simone Biagiotti: Devo confessare che quando tu, nei tuoi editoriali, cercavi di far squillare i campanelli di allarme, pochi hanno voluto ascoltarti, sia da parte dei produttori del settore, sia da parte dei mie colleghi posatori; decidendo di posizionarsi, invece, verso il basso con le cineserie e con lo svacco totale sui prezzi, a discapito della qualità sia dei prodotti che della posa. E chi è senza peccato scagli la prima pietra. Allora anche anche voi dell’Anpp vi sentite un po’ responsabili? Simone Biagiotti: Come dicevo un po’ tutti. Abbiamo cercato con il progetto REG.E.A, il registro delle eccellenze artigiane, tuttora in corso, di professionalizzare noi stessi e altri nostri colleghi. Lo scorso anno lo abbiamo presentato anche a Milano, con la gentile ospitalità della Mapei, riscuotendo un lusinghiero successo. Ma forse il nostro errore è stato quello di pensare che questo fosse la panacea di tutti i mali, mentre dobbiamo insistere con incontri mirati su tutte le problematiche che affliggono il nostro settore, affinché sempre più colleghi riescano a prevenire eventuali problemi. Purtroppo negli ultimi anni si sono persi molti metri quadri di parquet, in compenso sono cresciuti come funghi i periti. Insomma, cerchiamo di invertire questo trend negativo.
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Come pensate di attuare questa vostra nobile mission? Sapete bene che ci sono state diverse arroganti valutazioni che vi hanno considerato una sparuta rappresentanza locale? Simone Biagiotti: Quando siamo nati abbiamo sposato la filosofia dei piccoli passi, collaborando con tutte le aziende del settore, nell’autonomia di ogni associato di scegliere il proprio fornitore, senza dar vita a strani comitati d’affari o dipendenze, forse questa moralità e correttezza non ci ha fatto crescere quanto sperato. Anche per questo che stiamo sviluppando una collaborazione con la rivista Professional Parquet e il suo sito, primo portale del settore, affinché il nostro messaggio si possa diffondere meglio su tutto il territorio nazionale. Crediamo e speriamo che la nostra esperienza sul campo e le competenze di Professional Parquet ci possa aiutare ad attuare un progetto di cui abbiamo già la struttura, ma che dobbiamo tradurre in iniziativa e in comunicazione. Una cosa è certa non vogliamo fare guerre a chi che sia, ma vogliamo affermare la nostra trasparenza e l’orgoglio di essere posatori e validi artigiani, e su queste basi la sinergia con Marrazzini è totale. Sperando che tu non faccia incetta di presidenze, atteggiamento che purtroppo in Italia va di moda con i risultati a tutti noi noti, sappiamo che sei anche presidente di Casartigiani Firenze-Prato, cosa ci puoi dire di questa tua esperienza? Simone Biagiotti: Prima di tutto tengo a precisare che quando sono stato eletto presidente di Casartigiani, rivestivo già la carica presso l’Anpp, ma che questo non crea nessun conflitto di interessi, anzi mi aggrava di compiti, specialmente adesso che abbiamo deciso di
spingere un po’ di più sull’acceleratore, come posatori. A contempo questa esperienza di contatto con altri settori dell’artigianato mi arricchisce di esperienze che spero risultino utili anche a noi dell’Anpp. In buona sostanza, rimbocchiamoci le maniche, senza arroganza, presunzione, ma con la giusta modestia, perché ci si deve ricordare che nel Granducato si dice: chi si loda s’imbroda. I
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MERCATO PROTAGONISTI
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Il segreto del successo di Progress Profiles Innovazione, design e tecnologia, queste le carte vincenti dell’azienda di Asolo FRANCESCA FERRARI
Proskirting Shell battiscopa in alluminio anodizzato argento. Ha un’altezza di 70mm ed è disponibile sia nella versione da fissare con supporti preforati che nella versione adesiva.
Progress Profiles, in assoluta controtendenza rispetto a uno scenario generale di recessione, continua a crescere, chiudendo il bilancio 2013 a due cifre. Tra gli ingredienti di questo successo, certamente si trovano il costante investimento tecnologico dell’azienda, il personale qualificato e la forza di una vasta rete commerciale. Progress Profiles si affaccia sul 2014 con una gamma di prodotti straordinariamente ampia; sono, infatti, oltre dodici mila gli articoli, certificati al cento per cento made in Italy, realizzati in acciaio inox, alluminio, ottone, PVC e vero legno nel settore profili e per la posa della ceramica e legno e di tutti gli altri rivestimenti dei pavimenti nell’edilizia industriale. Estetica raffinata, alta tecnologia e attenzione al design, sono le caratteristiche della produzione dell’azienda che da quasi trent’anni si è data la missione di ideare e realizzare soluzioni di eccellenza. Progress Profiles ha già molti progetti anche per il 2014. Quest’anno l’azienda arricchisce la sua gamma di prodotti, già ampia, con diverse proposte all’avanguardia,
per porsi in sintonia con le ultime tendenze architettoniche e d’arredo. Tra le novità spicca il battiscopa in alluminio anodizzato argento Proskirting Shell, alto settanta millimetri, in grado di valorizzare ogni tipo di ambiente, disponibile sia nella versione da fissare con supporti preforati che nella versione adesiva. Altra novità di rilievo è l’uscita di due nuovi modelli di paragradini in acciaio satinato, Prostair Grip Acc e Prostyle Grip Acc, con cui può essere dato un tocco di moderna eleganza alle scale, garantendone a contempo la sicurezza, grazie all’antisdrucciolo. Questi profili innovativi, da applicare prima della posa del gradino, hanno una superficie liscia e arrotondata e sono la soluzione ideale per ogni tipo di scalinata. In quasi trent’anni di ascesa, l'azienda di Asolo, ha sempre lo sguardo proiettato al futuro, ne è testimonianza il fatto che continui a investire per crescere, a puntare sull’innovazione, e su una coraggiosa politica d’internazionalizzazione di prodotti di qualità rigorosamente italiana. I
Prostair Grip Acc e Prostyle Grip Acc paragradini in acciaio satinato con antisdrucciolo
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LA SAN GIUSEPPE:LA SAN GIUSEPPE
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MERCATO EVENTI
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Una giornata da Carver Carver, che da oltre cinquat’anni è specializzata in prodotti per la posa e il trattamento del parquet, ha aperto le sue porte per una giornata di incontro e formazione FIAMMETTA REGIS
Il 6 dicembre 2013 a Rodano, in provincia di Milano, Carver, azienda che dal 1957 è specializzata in prodotti per la posa e il trattamento del parquet, ha promosso, in collaborazione con AIPPL, Associazione Italiana Posatori Pavimenti in Legno, una giornata d’incontro per far conoscere da vicino la propria produzione. All’incontro hanno partecipato una cinquantina di professionisti del settore, tra gli associati alla AIPPL e clienti Carver che hanno avuto l’opportunità di visitare gli impianti produttivi della fabbrica, conoscere la produzione Carver e i suoi prodotti destinati alla posa e alla finitura dei pavimento di legno. I prodotti che sono stati presentati, solo una parte di quelli che comEPSILON Cos’è: Vernice monocomponente poliuretanica alifatica all’acqua, per pavimenti in legno o sughero soggetti ad uso residenziale/commerciale. Peculiarià: il prodotto contiene nanoparticelle di silice che, in combinazione con la matrice poliuretanica, conferiscono al pavimento un’ottima resistenza all’abrasione e agli urti e una buona resistenza alle strisciate dei tacchi e agli agenti chimici di uso domestico. Plus: per migliorare ulteriormente queste caratteristiche, è possibile aggiungere all’ultima mano il 10% di induritore IDRO 2. La vernice catalizzata con IDRO 2 è idonea anche alla verniciatura di palestre, in quanto soddisfa i requisiti di scivolosità della normativa UNI EN 14904:2006 (rapporto di prova n° 0230\DC\REA\12_2). Applicazione: il prodotto è facile da miscelare e da applicare a rullo, a pennello e a spruzzo, ed è particolarmente indicato per il trattamento di legni chiari (Rovere, Faggio, Pino, ecc.).
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pongono la vasta gamma di produzione, ma bastano a testimoniare il costante sforzo di Carver nel seguire il lavoro dell’applicatore, dalla preparazione della superficie da trattare, alla finitura e alla sua manutenzione. Inoltre la qualità dei prodotti Carver è garantita dall’assoluto rispetto delle norme CE, come attestano le certificazioni UNI EN ISO 9001:2008 e UNI EN ISO 14001:2004 conseguite e riconfermate anno dopo anno. Nel corso della giornata sono stati presentati in particolare la vernice all’acqua Epsilon; Primol Turbo, prodotto ad olio (per interno e per esterno) ed Exterline, la linea di prodotti per legno esposti agli agenti atmosferici ideale per decking o serramenti. I
EXTERLINE Cos’è: ExterLine è una gamma completa di prodotti in fase acquosa o ad olio, per l’impregnazione, la colorazione, la finitura e la protezione del legno all’esterno, che soddisfa le richieste più esigenti in fatto di estetica, efficacia e durata dei trattamenti. Peculiarità: l’ampia gamma di prodotti offre soluzioni per qualsiasi necessità, garantendo la particolare attenzione che Carver rivolge verso la salvaguardia ambientale e la salute dell’applicatore. Tutti i prodotti in fase acquosa ExterLine sono a bassissima emissione di VOC. Plus: i prodotti garantiscono resistenza agli agenti atmosferici e ai raggi UV secondo gli standard più elevati. ExterLine offre una gamma completa di prodotti per soddisfare qualsiasi esigenza decorativa: impregnanti, mordenti, vernici e pitture. I colori possono essere variati a piacimento.
PRIMOL TURBO Cos’è: Primol Turbo è un fondo impregnante a base di resine e oli naturali, a rapida essicazione, studiato appositamente per la protezione del legno e in particolare del parquet. Peculiarità: Primol Turbo penetra in profondità nel legno ed è adatto all’applicazione artigianale su pavimenti in legno nuovi o vecchi levigati a nuovo, prelevigati ed eventualmente spazzolati, quanto per la produzione industriale di parquet prefinito. Il plus: può essere utilizzato anche per la realizzazione di cicli misti (in combinazione con fondi a solvente o vernici in fase acquosa). Disponibile in diverse varianti colorate, tutte sono miscibili fra loro e possono essere ulteriormente modificate, sia nell’intensità sia nella tonalità del colore, mediante l’aggiunta di OILPAST (paste colorate concentrate).
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NEWS A CURA DELLA REDAZIONE
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a m i r p e t n A Un gioiello a 5 stelle Parquet e boiserie in Rovere tinto con finiture in acciaio inox e pavimentazione in Teck, queste le scelte di Il Parquet di Giovanni Colombari per rispondere alle aspettative di un hotel a 5 stelle, il nuovissimo Relais San Lorenzo di Bergamo. Inaugurato in luglio, l'hotel sorge in Piazza Mascheroni in Città Alta e, grazie una raffinata ristrutturazione affidata dell'architetto pistoiese Adolfo Natalini, ha ampliato e portato a nuova vita le strutture del precedente omonimo albergo. Moderno ed elegante, il relais si inserisce nel paesaggio cittadino con scelte architettoniche di grande pregio, che si rispecchiano all'interno nell'estrema cura dei particolari. Di incredibile fascino la zone dell'Hosteria –bar e ristorante– che sorge tra le antiche mura di epoca romana, medievale e rinascimentale emerse durante i lavori di restauro; un sorprendente connubio tra antico e moderno aperto anche al pubblico attraverso una passerella vetrata accessibile dalla piazza. L'hotel colpisce non solo per il quadro generale della sua bellezza, ma proprio per l'attenzione al dettaglio, frutto di un'accurata progettazione. Un gusto impeccabile affinato dall'esperienza ha portato allo studio e alla realizzazione del parquet che interessa ognuna delle 30 camere del relais, oltre ad alcune parti comuni. La colorazione delle travi in Rovere è stata realizzata appositamente di una tonalità di marrone scuro che fosse indicata per abbinarsi agli arredi in palissandro dell'hotel; mentre il trattamento, ad olio per il parquet e a vernice per le boiserie, con effetto a poro aperto esalta la bellezza del legno, garantendo nel contempo al relais il rispetto dei parametri di sicurezza di resistenza al fuoco. A integrare la bellezza del Rovere tinto hanno contribuito inserti e zoccolini in acciaio inox, realizzati a dima su misura. Un intervento, quello della famiglia Colombari, che si è concluso con la cura della SPA e la scelta, per le zone sauna, massaggi e relax, di un Teck dai colori più chiari e dall'ottimale resistenza all'umidità. Alle particolarità del progetto bergamasco dedicheremo un ampio servizio sul prossimo numero di Professional Parquet.
Mapei sponsor tecnico della mostra Temi & Variazioni. L’impero della luce Mapei ha rinnovato l’adesione al progetto Intrapresæ Collezione Guggenheim e sarà sponsor tecnico della mostra Temi & Variazioni. L’impero della luce, in programma dall’1 febbraio al 14 aprile 2014 a Palazzo Venier di Venezia. Intrapresæ Collezione Guggenheim è nata nel 2008 e si tratta del primo e più conosciuto progetto italiano di sostegno privato a un museo e che coinvolge le più importanti realtà imprenditoriali nazionali e internazionali. Mapei sostiene da sempre la conservazione del patrimonio artistico, contribuendo a restaurare con i propri prodotti e la propria tecnologia i grandi luoghi della cultura internazionale e italiana. A conferma di questo impegno per la cultura, Mapei è sponsor tecnico della mostra Temi & Variazioni. L’impero della luce, dove ha contribuito con la fornitura di prodotti specifici e mirati per la tinteggiatura delle pareti della sala. I visitatori saranno così accolti in uno spazio rinnovato, che consentirà di apprezzare al meglio la quarta edizione di Temi & Variazioni, formula curatoriale ideata nel 2002 da Luca Massimo Barbero per le opere e gli spazi della Collezione Peggy Guggenheim.
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Roberto Snaidero alla presidenza di FederlegnoArredo Roberto Snaidero, già presidente di FederlegnoArredo, è stato rieletto alla presidenza dell’associazione per i prossimi tre anni. Una scelta volta a garantire continuità nel lavoro di tutela e promozione delle aziende associate e che permetterà di concludere i tanti progetti avviati in questi anni sul mercato interno e estero. Al termine dell’assemblea Snaidero ha confermato l’intenzione di intensificare da subito gli sforzi per un’efficace politica industriale che consenta alle imprese del settore di tornare a competere in tutto il mondo.
Il mercato europeo dei pavimenti in legno è in attesa di stabilizzazione Dopo un anno in cui l'industria europea del parquet ha registrato una contrazione del 5,88 %, le prime previsioni per il 2013 sembrano seguire un andamento simile. Infatti, la prima stima preliminare della FEP (Federazione europea dell'industria parquet) per l'anno appena concluso indica uno scenario simile con una contrazione nell'ordine del 5%. Questa percentuale si basa sulle migliori stime ricevute da parte dei rappresentanti dei paesi membri in occasione della recente riunione consiliare tenutasi alla fiera Domotex di Hannover. I dati definitivi saranno comunicati all'Assemblea R Generale annuale FEP che si terrà a inizio di giugno a Malaga.
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L’incontro del buon consumo: un dialogo per crescere A fine 2013 a Moglia, l’azienda Bulgarelli ha organizzato “L’incontro del buon consumo” un appuntamento tecnico formativo dedicato ad architetti, ma anche a privati, completamente dedicato ai pavimenti in legno per indirizzare a una scelta consapevole ed oculata. L’incontro è stato diretto da Luca Malacchini, consulente tecnico della Camera di Commercio di Verona e ha dato l’opportunità di conoscere da vicino i differenti materiali destinati alla pavimentazione in legno, scoprire le peculiarità del prodotto, i possibili difetti, i suoi molteplici vantaggi e infine riconoscere le certificazioni obbligatorie o di qualità. L’iniziativa è nata dall’esigenza di avere un rapporto diretto con i consumatori poiché come ha affermato Alfiero Bulgarelli: “solo dialogando con loro se ne comprendono a fondo le esigenze e i problemi e si può migliorare e crescere”. Al termine del meeting è stato presentato in anteprima il nuovo showroom Bulgarelli di viale Virgilio a Moglia che per l’occasione ha ospitato la mostra personale di Massimo Lodi, artista mantovano appartenente alla cosiddetta arte informale.
Soluzioni per il legno: i segreti per una progettazione acustica perfetta in un volume a cura di Tecnasfalti-Isolmant Soluzioni per il legno è la nuova pubblicazione tecnica realizzata da Tecnasfalti-Isolmant che offre un’ampia panoramica per guidare in una corretta progettazione acustica degli edifici in legno. Le soluzioni per l’isolamento acustico delle costruzioni in legno sono formalizzate all’interno di questo volume ricco di informazioni tecniche, avvalorate dai risultati delle prove realizzate attraverso le diverse tipologie di pose in opera. Il tema dell’isolamento acustico dei solai in legno viene sviluppato in ogni sua parte, prendendo in considerazione i sistemi “massicci” e quelli “leggeri”, fino al capitolo, cuore portante dell’opera, dedicato alla progettazione dell’acustica nelle strutture in legno. A supporto sono fornite immagini, sezioni e stratigrafie, unitamente a grafici e tabelle che consentono di conoscere nei dettagli le caratteristiche degli interventi e la varietà dei prodotti Isolmant utilizzati, con tutti i riferimenti prestazionali e normativi. Il volume è completato da un’intera sezione dedicata alle specifiche tecniche dei singoli prodotti utilizzati nelle fasi di posa. Il volume Soluzioni per il legno è disponibile sul sito www.isolmant.it alla sezione download.
Made expo: appuntamento a marzo 2015 Made expo ha comunicato le date della prossima edizione che si svolgerà dal 18 al 21 marzo 2015 in Fiera Milano Rho. Il Made expo anticiperà così Expo 2015 e inaugurerà una riflessione sui temi della sostenibilità che saranno trattati e mostrati anche nelle soluzioni architettoniche e costruttive dell’esposizione universale.
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VETRINA A CURA DI FRANCESCA FERRARI
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Laminati High-Tech BerryAlloc: pronti per resistere a tutto
Osmo guida ad una pulizia ottimale del parquet trattato olio/cera I parquet trattati con olio/cera Polyx-Oil di Osmo sono garanzia di una perfetta durata nel tempo. La finitura microporosa di Polyx-Oil è consigliata anche per pavimenti posati in aree molto trafficate e protegge il legno dagli agenti esterni, inoltre è idrorepellente e traspirante. Osmo ha dedicato alla pulizia ordinaria dei parquet trattati con olio/cera Polyx-Oil, il Detergente Rapido Concentrato Osmo n. 8016. La pulizia è semplice, paragonabile a quella dei parquet verniciati: aspirazione e lavaggio con straccio ben strizzato con acqua e il detergente Osmo n. 8016, un tappo per litro d’acqua. La manutenzione periodica, secondo l’usura del parquet, si esegue invece con l’utilizzo del Detergente Liquido Osmo n.3029 che rigenera il sottilissimo strato di cera che ha il compito di proteggere e preservare la superficie del parquet. Trattandosi sempre e in ogni caso di prodotti naturali non filmogeni, le manutenzioni possono essere eseguite anche solo su alcune zone e non per forza sull’intera superficie del pavimento. Allo stesso modo, anche interventi di riparazione, con l’utilizzo dell’Olio-Cera Osmo, possono essere effettuati localmente senza dover ripristinare l’intera superficie del parquet.
Grazie a un abbinamento di virtù estetiche e performance tecniche ottimali, i laminati High-Tech BerryAlloc si prestano a essere impiegati in ambito residenziale, oltre che in aree pubbliche a intenso traffico commerciale, come hotel, ristoranti, negozi, uffici, showroom e terminal aeroportuali. La caratteristica che li contraddistingue, infatti, è la superficie ad alta pressione, che raggiunge la classe di resistenza (AC6) 34, molto superiore rispetto a quella degli altri pavimenti in laminato. L’esclusivo sistema di aggancio in alluminio, inoltre, non solo permette una posa facile e ultrarapida, ma grazie alle giunture salde conferisce al pavimento una resistenza all’incirca doppia rispetto a quella garantita dai sistemi di incastro in fibra di legno. L’ulteriore strato di protezione che riveste ogni asse del pavimento, infine, ne potenzia la resistenza all’usura, all’umidità, ai più comuni acidi e soluzioni alcaline, a urti e anche a particolari forze d’impatto. I laminati High-Tech BerryAlloc sono disponibili in più di 100 tonalità di colore e in una grande varietà di formati e finiture. In Italia il marchio BerryAlloc è distribuito in esclusiva da Woodco.
Per un tocco moderno Cadorin ha presentato il Rovere spazzolato verniciato bianco coprente, pensato per sposarsi ad un design moderno. Il colore bianco rende semplice ogni abbinamento e accentua le fibrature del legno messe in rilievo dalla spazzolatura. Il parquet Rovere spazzolato verniciato Bianco Coprente appartiene alla collezione Listoni Elite, interamente realizzata con il Rovere Europeo, un legno che per la propria fibratura e tonalità si presta alla realizzazione di diverse finiture; ottimi sono i risultati nei toni pastello, bianchi e sbiancati, sfumature di grigi e verdi. I listoni della collezione Listoni Elite sono a tre strati Top: lo strato superiore è in plancia unica di legno massiccio nobile di spessore di 5 mm, l’inserto centrale è formato da listelli massicci di Abete trasversale mentre quello inferiore è dello stesso legno nobile della superficie a vista. Questa struttura a tre strati incrociati garantisce un giusto equilibrio della tavola, anche di grandi dimensioni.
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Per incollare, ma nel rispetto dell’ambiente Adesiv forte dell'esperienza maturata in oltre 40 anni di attività continua nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti con un occhio di riguardo all'ecologia e al rispetto dell'ambiente. Tra questi uno degli ultimi prodotti creati è Wb Mono Ms, un adesivo monocomponente silanico (ms polimer) di nuova concezione specifico per l’incollaggio di tutti i pavimenti in legno su sottofondi cementizi o su pavimentazioni preesistenti non assorbenti (marmo, piastrelle, palladiana, supporti legnosi). Wb Mono Ms è esente da solvente, da etichettature ed è certificato ec1 plus.
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Genesis la nuova finitura presentata a Domotex da Unikolegno Esposta nel corso del Domotex di Hannover, Unikolegno presenta la nuova finitura Genesis. L’obiettivo raggiunto da Unikolegno con la finitura Genesis è di mantenere inalterate le caratteristiche peculiari del legno, naturalezza e calore, senza trascurare tuttavia la resistenza che il prodotto deve avere. Grazie ad una particolare ed evoluta miscela di prodotti, il risultato è quello di una superficie naturale, dove risaltano le caratteristiche genuine del legno, sia nel colore, che al tatto, dando l’impressione di avere a che fare con un pavimento in legno grezzo. La finitura Genesis è stata studiata e realizzata per mantenere un grado di resistenza chimico/fisico, negli stessi standard di un qualsiasi altro tipo di vernice acrilica per parquet in legno. La miscela di base, che dona al legno una così particolare esteriorità, è stata progettata per offrire la massima dinamicità. Infatti, il prodotto può essere tranquillamente sovrapplicato sia alle tradizionali vernici, che all’olio.
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