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Professional Parquet n. 5 settembre/ottobre 2014

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PROFESSIONAL

Magazine di informazione tecnica e di marketing per il posatore, l’impresa e lo studio di progettazione

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Parquet

Spazio tre sas - Piazzale Archinto, 9 - 20159 Milano - Costo di una copia euro 1,30

Anno 23 N° 5 Settembre/Ottobre 2014

Pavimenti per esterni Il ritorno del legno nel segno della tradizione

La posa “contrastata” L’importanza dell’agire professionale

Qualità finale della posa tra aspettative della committenza e realtà


GAZZOTTI:GAZZOTTI

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BOEN:BOEN

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RAPPRESENTANTI PER L’ITALIA

INTERWOOD Srl Via Torelli, 5/B - 28100 Novara Tel. 0321.393360 - Fax 0321.630070 E-mail: interwood@interwoodsrl.it


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SOMMARIO

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Lo speciale di Professional Parquet Pavimenti in legno per spazi esterni. . . . . . . . . . 29 Il ritorno alla tradizione

POSA Committenza

........................................................................

10

La qualità promessa è quella fornita? Domenico Adelizzi

Videoconferenza Anno 23 - N° 5 Settembre/Ottobre 2014 Foto di copertina: Itlas indice inserzionisti ABRASIVI E AUTOMAZIONI VARESE . . . .25 ADESIV . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .43 ALI PARQUETS . . . . . . . . . . . . . . . . . . .59 BAUWERK . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .15 BOEN PARKETT . . . . . . . . . . . . . . . . . . .6

..................................................................

Finiture e trattamenti a norma di qualità A cura della redazione

Il caso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 Distacchi, deformazioni o delaminazioni? Mauro Errico

La nota legale

.......................................................................

DESIGN Progetti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 Classicità contemporanea Gianna Meis

STRATEGIE

CARVER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .55

Obiettivo vendita

CIAMBELLA LEGNAMI . . . . . . . . . .III Cop. DKZ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .28

MERCATO

GAZZOTTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .5

Eventi

ISOLMANT . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .42 ITLAS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .IV Cop. IVM CHEMICALS . . . . . . . . . . . . . . . . .37 KÄHRS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .61 KLINDEX . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .8 LISTO PARQUET . . . . . . . . . . . . . . . . . .22 MADE EXPO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .65 MAPEI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .II Cop. MARGARITELLI . . . . . . . . . . . . . . . . . . .21 MAURO ERRICO . . . . . . . . . . . . . . . . . .60 MONACO FIERE BAU . . . . . . . . . . . . . .63 PROGRESS PROFILES . . . . . . . . . . . . .17

.................................................................

48

Il segreto della motivazione Davide Gabrielli

FORESTRY TIMBER EXPORT . . . . . . . . .51 ISAL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .57

24

La posa “contrastata” Filippo Cafiero

CADORIN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .27 CASELLI GROUP SPA . . . . . . . . . . . . . .56

16

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Il parquet: comfort e risparmio energetico Fiammetta Regis

Fiere

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52

Il parquet si fa bello al Cersaie Fiammetta Regis

Eventi

...................................................................................

54

Garbelotto una storia di eccellenza Fiammetta Regis

RUBRICHE Editoriale

................................................................................

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Gabriele Marrazzini

STEMAU . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .58

Vetrine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56

TOVER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .13

A cura della redazione

VISCOL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .68

News

WOODCO . . . . . . . . . . . . .Battente I Cop.

A cura della redazione

.....................................................................................

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KLINDEX:KLINDEX

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EDITORIALE

PROFESSIONAL

Editoriale + colophon_5:Layout 1

Parquet

www.professionalparquet.it

Periodico bimestrale edito da Spazio tre sas - di Gabriele Marrazzini & C. Piazzale Archinto, 9 - 20159 Milano Tel. 02 69001255 (r.a.) - Fax 02 69001277 info@professionalparquet.it Direttore responsabile Gabriele Marrazzini - g.marrazzini@spaziotre.it

L’informazione diventa hi-tech

Responsabile editoriale Fiammetta Regis - f.regis@spaziotre.it Redazione Luisella Acquati - Aldo Fiacco Fiammetta Regis - Loredana Vitulano Consulenti tecnici Domenico Adelizzi - Filippo Cafiero Mauro Errico - Antonio Viscardi Direttore commerciale Ornella Zanetti - o.zanetti@spaziotre.it Pubblicità e sviluppo Giancarlo Monici - g.monici@spaziotre.it Massimo Fregonara - m.fregonara@spaziotre.it Ufficio traffico e servizio abbonamenti Isis Alvarado Martinez - abbonamenti@spaziotre.it Progetto grafico e impaginazione Olga Salvetti (Testo&Immagine) Amministrazione Francesca Landò - amministrazione@spaziotre.it Collaboratori Flavia Arena - Raffaella Quadri Aldo Fiacco - Gianna Meis Stampa Eurgraf - Via Magellano 4/6 - 20090 Cesano Boscone (MI) Professional Parquet, periodico bimestrale registrato. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 250 dell’11/04/1992. Spedizione Posta Target Magazine - AUT.DBC centrale/PT Magazine Editori 96 valida dal 19/05/2004. La pubblicazione o la ristampa di articoli e immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Gli articoli pubblicati su Professional Parquet sono sotto la responsabilità degli autori. I manoscritti e i disegni pubblicati non saranno restituiti.

Una delle carte che più sovente si lancia quando si vuole crescere è quella dell’innovazione. Rilanciare il gioco, investendo ancora di più, puntando sulle proprie capacità, scommettendo sul futuro. Certamente ci vuole coraggio, ma, soprattutto, sicurezza, sapere chi si è, da dove si viene e dove si va. Ebbene carissimi lettori, anche noi di Professional Parquet abbiamo deciso di puntare sull’innovazione, perché se è vero che non cambia il valore della carta è ancor più vero che se all’informazione cartacea aggiungiamo quella digitale, non potremo che offrirvi la migliore informazione disponibile sul mercato. La rivoluzione digitale di Professional Parquet è il nostro modo per sostenere il settore che amiamo, essere una voce autorevole e indipendente al servizio dei professionisti. Continueremo a raccontarvi il mondo del parquet visto da vicino, a informarvi sulle novità più interessanti, a darvi strumenti da consultare, articoli per approfondire ed esperti da ascoltare. Tutto questo lo faremo come sempre abbiamo fatto e sappiamo fare, semplicemente lo faremo con più strumenti e ancora meglio. A fianco della nostra rivista oggi c’è un nuovo portale con più informazioni, novità e aggiornamenti; ci sono video da guardare, videoconferenze per aggiornarsi, un forum dove confrontarsi e un canale Twitter da seguire. La nostra scommessa alla fine è stare più vicino a voi, essere lo strumento di informazione migliore per affrontare insieme le sfide che ci aspettano.

Prezzi e abbonamenti • Abbonamento annuale: 73 euro (IVA compresa) • Annuale estero: 155 euro • Copia arretrata: 17 euro • Costo di una copia: 1,30 euro Per abbonarsi usare l’apposita cartolina Testata Associata A.N.E.S. Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata Gruppo Confindustria Spazio tre sas, titolare del trattamento dei dati relativi ai destinatari della presente pubblicazione, informa che le finalità di tale trattamento sono rivolte a consentire l’invio della presente rivista, e/o altre di propria edizione, allo scopo di agevolare l’aggiornamento dell’informazione tecnica, nonché alle operazioni necessarie alla gestione amministrativa e contabile dell’abbonamento. Spazio tre sas riconosce e garantisce ai medesimi destinatari i diritti di cui all’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

Gabriele Marrazzini, direttore g.marrazzini@spaziotre.it

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POSA COMMITTENZA

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La qualità promessa è quella fornita? L’eterno dilemma tra le aspettative del committente e quanto fornito e realizzato DOMENICO ADELIZZI

I pavimenti di legno e i parquet in genere sono certamente uno dei manufatti più complessi. Non solo perché costituiti da materiali di differente origine, natura e composizione che, per forze di cose devono convivere, ma anche perché non si possono realizzare in azienda ma solo negli ambienti in cui deve essere posato, anche se gli elementi (nel caso dei prefiniti) si possono verniciare e/o rifinire in azienda. Questi ambienti che comunemente sono ancora a stato di cantiere, oppure in ristrutturazione, non possono essere considerati per loro natura luoghi di la-

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ProfessionalParquet

voro “sotto controllo” come invece è l’azienda, dove il tutto avviene in un ambito conosciuto e nel tempo uguale e dove tutto è supervisionato e verificato.

Il complesso sistema parquet A differenza di altri manufatti lignei per l’edilizia, il pavimento di legno si caratterizza dal fatto che l’opera finale non è data dalla sola posa in opera del manufatto realizzato in azienda e pronto per l’installazione (gli elementi lignei da posa). L’opera finale dipende fortemente anche dalla perizia, dall’attenzione, dalla cura e dalla professionalità dei venditori nell’informare il committente e dei posatori nel trattare e far convivere i diversi materiali per realizzare l’opera finale, ossia il parquet. L’evidente complessità, particolarità e caratterizzazione del pavimento di legno, probabilmente, è una delle motivazioni che negli anni ha dato origine a contenziosi. D’altra parte in ogni fase del processo, dal momento della vendita del pavimento ligneo, fino alla sua po-


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sa, l’attenzione deve sempre essere alta, perché il prodotto che si realizza è unico per genere e, proprio la sua peculiarità rende il parquet importante agli occhi della committenza.

Il rapporto tra venditore e cliente Dal momento in cui il potenziale cliente è interessato ad acquistare una pavimentazione di legno ed entra in uno showroom o avvia un rapporto con un soggetto specializzato (per esempio il posatore) diventa cliente e si aspetterà che tutte le esigenze espresse durante la trattativa siano soddisfatte. Quali e quante sono le attese del committente? Molte e diverse, tra le quali: • Che il pavimento ligneo sia per tutto uguale a quello prospettatogli durante la contrattazione. • Che la geometria e il disegno di posa siano quelle desiderate senza la presenza di vizi palesi o occulti. • Che il legno scelto possieda le caratteristiche estetiche, tecniche e di resistenza presentate nello showroom. • Che la finitura e l’aspetto estetico generale sia effettivamente come quello visto nello showroom. • Che non ci siano difetti naturali nel legno (salvo che questi non sono desiderati) e vizi di finitura. • Che il pavimento di legno sia davvero perfetto. Detto questo, appare necessario che per invogliare il cliente all’acquisto, già in fase di presentazione il venditore non solo illustri al meglio i pregi di quel determinato tipo di legno, mostrando i campioni che nello showroom sono sempre tutti belli, ma che spieghi anche oggettivamente quali sono i naturali limiti e le particolarità del pavimento ligneo. Queste caratteristiche riguardano sia la specie legnosa scelta, sia quanto concerne la realizzazione del sistema parquet desiderato, ossia adesivi, prodotti di finitura e quant’altro riguardi l’aspetto estetico generale. Tutto questo senza dimenticare di consegnare al cliente, all’atto dell’acquisito, tutta la documentazione del caso, come presto vedremo.

L’importanza del contratto completo Se il contratto stilato all’atto della vendita è comprensivo delle informazioni specifiche e delle avvertenze

che caratterizzano le prestazioni e il mantenimento delle performances del parquet scelto, allora sicuramente si circoscrive o si evita il possibile contenzioso. Tuttavia, spesso, la realtà è diversa perché il contratto, il capitolato e le avvertenze non sono quasi mai scritte, o se scritte, sono spesso poco chiare e non univoche e, naturalmente, tutto ciò non aiuta ad evitare le controversie.

Alcune frasi cruciali È importante dunque che la qualità promessa e quella fornita sia la stessa, anche perché, non poche volte durante un contenzioso, ufficiale o extragiudiziario, si sente il committente affermare: • “Sono deluso. Non mi piace perché non è quello che speravo e desideravo!” • “Perché non mi hanno avvisato prima di ciò che mi avrebbero consegnato e realizzato?” • “Quello che mi è stato consegnato e posato non è quello che avevo pattuito!” • “Se lo avessi saputo prima, mi sarei comportato in maniera differente o avrei cambiato pavimento” • “Mi sono fidato per quanto mi hanno illustrato, ma il risultato non è quello che volevo!” • “Non ho mai avuto nessuna informazione scritta!” e così via… R Strumenti Obbligatori utili per la sostenibilità del legno e del parquet Strumento Legislativo

Contenuto

DUE DILIGENCE

«Timber Regulation» (Reg. Europeo 995/2010 obbligatorio da marzo 2013)

MARCATURA CE elementi parquet e pavimenti di legno

Norma armonizzata UNI EN 13432:2013 emessa il 12 settembre 2013

EMISSIONI DI FORMALDEIDE

D.L. 10/10/2008 G.U. Serie Generale n.288 del 10/12/2008 da e norme tecniche EN 717-1 e 717-2 ida Giugno 2011.

DoP (Documento di Prestazione del Prodotto)

Reg. Europeo n° 305/2011 da Luglio 2013 ex Dir. 89/106 CEE del 1988)

Scheda identificativa di prodotto

“Codice del Consumo” Decreto Legislativo n° 206 anno 2005

Le nome utili per la valutazione della posa in opera dei pavimenti di legno e parquet da interno N Norma Tecnica

Contenuto

UNI CEN/TS 15717

Parquet. Linee guida generali per la posa in opera

UNI 11368-1

Pavimentazioni di legno. Parte 1: Posa mediante incollaggio Posa in opera Criteri e metodi di valutazione.

UNI 11368-2

Pavimentazioni di legno Parte 2: Posa flottante. Posa in opera Criteri e metodi di valutazione

UNI 11265

Pavimentazioni di legno. Posa in opera. Competenze, responsabilità e condizioni contrattuali.

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POSA COMMITTENZA

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TABELLA 1 Tipologie delle difformità che hanno generato il contenzioso (Estratto dalla ricerca svolta da Professional Parquet anno 2010) Tipi di difetti che hanno innescato il contenzioso

1

Contratto non chiaro e/o non completo.

7

2

Non consegna dei documenti di legge (regolamenti europei / norma armonizzate)

21

3

Non conformità della specie legnosa con il nome commerciale

12

4

Non conformità del livello di classificazione qualitativa della specie legnosa

4

5

Non conformità del colore e/o tonalità del legno

10

6

Non adeguato contenuto di umidità % del legno prima della posa in opera

3

7

Non conformità delle dimensioni e/o formato degli elementi

3

8

Non adeguato stato, planarità’ e/o stabilità degli elementi lignei

4

9

Non idoneo stato dell'ambiente di posa

15

10

Non corrette condizioni idrotermiche ambientali

21

11

Non idoneo stato del sottofondo e piano di posa

14

12

Non adeguato contenuto di umidità % del sottofondo

17

13

Non adeguatezza della superficie del piano di posa

13

14

Non adeguatezza del cemento a rapida essiccazione

5

15

Non adeguatezza degli appretti e/o consolidanti

5

16

Non corrette modalità di applicazione degli appretti e/o consolidanti

9

17

Scadente qualità dell’adesivo

4

18

Non corrette modalità di applicazione dell’adesivo

14

19

Non rispetto del periodo di assestamento del parquet

9

20

Non idoneità degli abrasivi

5

21

Non corretta modalità di esecuzione rasatura/carteggiatura/levigatura

11

22

Non corretti prodotti e/o delle miscele vernicianti

5

23

Non corrette modalità di esecuzione del ciclo di verniciatura/finitura

13

24

Non corretto mantenimento delle condizioni ambientali non idonee per il parquet

6

25

Elevato calpestio del pavimento di legno o del parquet

3

26

Uso non consono del parquet (ad esempio graffi di animali, di mobili e così via)

5

27

Pulizia e manutenzione non eseguita con prodotti adeguati

3

28

Esposizione luce solare riscaldamento a pannelli condensa, muffe ecc.

9

Totale osservazioni

12

N° osservazioni

N°

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250

I documenti da fornire Oltre alla documentazione tecnico-commerciale, ulteriori, ottimi e soprattutto obbligatori strumenti operativi che già in fase di trattativa sono da fornire al committente per renderlo edotto e per garantirsi conformità tra qualità fornita e aspettata, sono: la Scheda identificativa del prodotto, il Documento di Prestazione e l’Etichettatura CE. Il primo, si redige come prescrivono le regole del Decreto Legislativo n. 206/2005 conosciuto come Codice del Consumo e che dà modo alla committenza di conoscere le particolarità del parquet acquistato per quanto concerne tipologia dell’elemento, specie legnosa, proprietà degli altri materiali utilizzati, posa in opera, finitura, avvertenze utili per la posa in opera, pulizia, manutenzione e mantenimento delle performance del pavimento ligneo nel tempo, oltre all’eventuale presenza di sostanze che potrebbero arrecare danno alla salute (per esempio l’emissione della formaldeide). Il secondo documento da fornire, è la cosiddetta Dichiarazione di Prestazione redatta secondo quanto stabilisce il Regolamento Europeo n° 305/2011 entrato in vigore in tutta la Comunità europea dall’1 luglio 2013. Questo documento fornisce informazioni in merito alla sicurezza e all’utilizzo dell’elemento per pavimentazione. Infine vige l’obbligatorietà dell’etichettatura CE la quale dovrà essere redatta dal produttore secondo le direttive indicate dalla norma tecnica armonizzata comunitaria europea UNI EN 14342:2005+A1 2008. Purtroppo, nonostante questi documenti siano obbligatori da anni, c’è il cattivo costume di non consegnarli, oppure di fornirli dopo la consegna e l’installazione, oppure di consegnare la documentazione incompleta. Tali comportamenti non aiutano i committenti a essere a conoscenza della qualità oggettiva fornita e a sapere se quanto fornitogli è conforme alla qualità aspettata. Purtroppo, non poche volte il ritardo o la non avvenuta consegna dei documenti è stato oggetto di contenziosi e questo non aiuta a incrementare l’ancora buona immagine che i parquet hanno presso la committenza.


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I problemi del parquet Che i pavimenti a base di legno siano manufatti a “facile rischio di contenzioso” è abbastanza vero anche perché, oltre ai singoli problemi che si legano ai differenti materiali che lo costituiscono, non poca importanza assume anche l’esecuzione di tutte le fasi operative sia per la preparazione del piano di posa, sia per l’installazione degli elementi lignei, sia infine per il ciclo di verniciatura/finitura del parquet. Queste fasi operative si devono eseguire direttamente nell’ambiente di posa (tranne la verniciatura se l’elemento ligneo è già verniciato in azienda), e come si è detto, non possono essere eseguite in un sistema completamente sotto controllo come invece avviene all’interno di un’azienda. Se le fasi non sono eseguite al meglio, oppure vi sono alcune “difformità” che l’ignaro consumatore spesso definisce come “vizi e/o difetti”, la contestazione dell’opera è in agguato. Il rischio del contenzioso è tanto più alto se al momento della vendita del sistema parquet non si sono date all’acquirente tutte le informazioni. Ciò significa, illustrare, chiarire e fornire bianco su nero gli oggettivi elementi tecnici, operativi e funzionali che caratterizzano la riuscita del pavimento di legno, con la possibile presenza di qualche “anomalia” che però non compromette la qualità dell’opera fornita, che -non dimentichiamoloè realizzata utilizzando un materiale naturale. A questo proposito è utile ricordare L’indagine delle problematiche per le pavimentazioni a base legno che svolsi tempo fa per Professional Parquet (Professional Parquet n. 1 gennaio/ febbraio 2010). L’indagine rivelava ventotto diverse motivazioni che avevano innescato un contenzioso e che, non poche volte, diventano motivo per iniziare un accertamento tecnico preventivo o una causa con tutto ciò comporta (tabella 1).

L’importanza dei limiti e delle tolleranze Premesso che la disamina dei contenziosi sulla qualità della posa in opera e sulla finitura del parquet richiederebbe un’analisi più approfondita, occorre mettere l’accento su un importante aspetto che si collega a quanto detto e che spesso non è adeguatamente preso in considerazione. Il fatto, cioè, di non chiarire al committente quelle che sono le oggettive tolleranze fisiche, prestazionali ed estetiche entro le quali il pavi- R


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POSA COMMITTENZA

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Informazioni per il consumatore estratte dal “Codice del Consumo” del D.L. n° 206:2005)

mento di legno o parquet si possa ritenere comunque conforme all’ordine d’acquisto e adeguato all’utilizzo. Non poche volte il contenzioso inizia perché il parquet -agli occhi del consumatore ignaro- appare essere “mosso”, o perché sullo stesso o tra gli accostamenti degli elementi lignei si formano fessure o fughe, gibbosità, avvallamenti, dentellature a mo’ di cuspide o imbarcamenti o distorsioni e fratture negli elementi lignei che deturpano spesso l’aspetto estetico, ma anche a volte quello funzionale e pratico della pavimentazione lignea. Altri aspetti, che a volte fanno apparire diversa la qualità promessa da quella realmente fornita, si legano all’apparenza e allo stato del legno; ossia il colore e tonalità (parquet a macchia di leopardo), il disegno e verso delle venature (rigatino, semi-fiammato o fiammato), la presenza di tracce di minerali (ad esempio silice). E, ancora, la mancanza di oggettività che il legno fornito sia veramente antico, la presenza o meno dell’alburno, l’anomalo contenuto di umidità percentuale del legno; il diametro e tipo di nodi e così via. In estrema sintesi, l’evidenza oggettiva che la qualità specifica del legno fornito appare essere non conforme a quanto stabilito al momento della vendita. Purtroppo, non poche volte capita di dover periziare pavimenti lignei stonalizzati, realizzati con elementi di differente qualità, parquet di cui non si era in grado di appurare la provenienza del legno perché nelle confezioni (o con i documenti fiscali) non vi era nessuna documentazione utile che, in modo univoco e oggettivo, chiarisse l’effettivo livello qualitativo degli elementi lignei utilizzati rispetto al documento approntato dal produttore-fornitore del materiale e il contratto. In sintesi, ciò che spesso disturba la committenza (a parte l’odore dei prodotti vernicianti che a volte permane per diverso tempo dalla realizzazione dell’opera) è che sulla superficie il parquet presenta “difformità come: avvallamenti, sconnessioni, distacchi, puntini, crateri, buccia d’arancia, peli, sormonti di vernice e così via, che, - secondo l’i-

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ProfessionalParquet

CAPO I Disposizioni Generali Articolo 5 Obblighi generali 1. Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 3, comma 1, lettera a), ai fini del presente titolo, si intende per consumatore o utente anche la persona fisica alla quale sono dirette le informazioni commerciali. 2. Sicurezza, composizione e qualità dei prodotti e dei servizi costituiscono contenuto essenziale degli obblighi informativi. 3. Le informazioni al consumatore, da chiunque provengano, devono essere adeguate alla tecnica di comunicazione impiegata ed espresse in modo chiaro e comprensibile, tenuto anche conto delle modalità di conclusione del contratto o delle caratteristiche del settore, tali da assicurare la consapevolezza del consumatore. CAPO II Indicazione dei prodotti Articolo 6 Contenuto minimo delle informazioni 1. I prodotti o le confezioni dei prodotti destinati al consumatore, commercializzati sul territorio nazionale, riportano, chiaramente visibili e leggibili, almeno le indicazioni relative: a) alla denominazione legale o merceologica del prodotto; b) al nome o ragione sociale o marchio e alla sede legale del produttore o di un importatore stabilito nell’Unione europea; c) al Paese di origine se situato fuori dell’Unione europea;* d) all’eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all’uomo, alle cose o all’ambiente; e) ai materiali impiegati ed ai metodi di lavorazione ove questi siano determinanti per la qualità o le caratteristiche merceologiche del prodotto; f) alle istruzioni, alle eventuali precauzioni e alla destinazione d’uso, ove utili ai fini di fruizione e sicurezza del prodotto. Articolo 7 Modalità di indicazione 1. Le indicazioni di cui all’articolo 6 devono figurare sulle confezioni o sulle etichette dei prodotti nel momento in cui sono posti in vendita al consumatore. Le indicazioni di cui al comma 1, lettera f), dell’articolo 6 possono essere riportate, anziché sulle confezioni o sulle etichette dei prodotti, su altra documentazione illustrativa che viene fornita in accompagnamento dei prodotti stessi. Articolo 8 Ambito di applicazione 1. Sono esclusi dall’applicazione del presente capo i prodotti oggetto di specifiche disposizioni contenute in direttive o in altre disposizioni comunitarie e nelle relative norme nazionali di recepimento. 2. Per i prodotti oggetto di disposizioni nazionali in materia d’informazione del consumatore, le norme del presente capo si applicano per gli aspetti non disciplinati.

gnaro cliente - “alterano” la qualità del proprio parquet. Anche per evitare questi tipi di contenziosi la risposta c’è. Basterebbe precisare che il parquet o la pavimentazione lignea realizzata è conforme ai requisiti stabiliti dalle rispettive norme tecniche relative alla posa in opera, ossia alla norma UNI 11368-1 Pavimentazioni di legno Posa in opera - Parte 1: posa


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mediante incollaggio - Criteri e metodi di valutazione e norma UNI 11368-2 Pavimentazioni di legno Parte 2: Posa flottante - Criteri e metodi di valutazione, che però non appaiono essere completamente considerate dagli operatori.

I dubbi e le perplessità dei consumatori Perché, secondo il consumatore, i precedenti vizi citati alterano la qualità del proprio pavimento di legno o del parquet? La risposta è che, spesso, all’atto dell’acquisto, al potenziale acquirente sono stati fatti vedere pannelli campione di parquet perfettamente rifiniti e completamente netti ed esenti dalle sopraddette “particolarità”; quindi, l’unica conclusione logica che il committente trae, è che il proprio parquet è difforme dalla qualità che a suo tempo gli fu mostrata e promessa. È sempre molto difficile far capire a una persona ignara (il consumatore) che questi vizi, se presenti in modo limitato sul parquet (i limiti sono riportati nelle norme di prodotto) possono essere ritenuti normali e accettabili. Però, tutto questo non si deve spiegare quando la “particolarità” si è già manifestata, ma deve essere oggetto di spiegazione e d’informazione al momento della vendita nella cosiddetta voce delle “peculiarità e avvertenze” anche se queste, potrebbero sembrare informazioni che non aiutano a vendere pavimentazioni di legno e parquet.

Conclusioni Forse, quanto abbiamo scritto potrebbe essere inteso come un elemento negativo, per screditare l’ottima immagine che i parquet e le pavimentazioni di legno in genere hanno verso i consumatori. No, non è così se tra la qualità promessa e quella fornita non vi è differenza. In sintesi, non si

sbaglia se sussiste conformità tra quello che si è detto e fatto vedere con quello che si è realizzato, soprattutto se quanto si è detto e fatto è stato opportunamente documentato per rendere edotto e consapevole l’ignaro committente. Se poi, ci si accorge che il potenziale cliente è poco avvezzo alle proprietà e ai naturali limiti del legno e dei parquet, male non fa consigliargli una pavimentazione di diverso tipo perché, purtroppo, non tutti capiscono le proprietà naturali intrinseche della materia prima chiamata legno. I


POSA LA VIDEOCONFERENZA

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Finiture e trattamenti a norma di qualità Gli esperti di Professional Parquet hanno affrontato il tema delle finiture nel corso della seconda videoconferenza del 2014, oggi disponibile su web A CURA DELLA REDAZIONE

Tra i tanti modi con cui la rivista Professional Parquet fa informazione, ci sono da sempre le videoconferenze, incontri nei quali gli specialisti del parquet affrontano, di volta in volta, temi specifici di interesse per i professionisti del settore. L’ultima, svoltasi nei primi giorni di ottobre e trasmessa in streaming sul sito www.professionalparquet.it, è stata sul tema Finiture e trattamenti a norma di qualità. Hanno preso parte all’iniziativa, patrocinata dall’Anpp, Associazione Nazionale Posatori Professionisti, gli esperti della nostra rivista Domenico Adelizzi, docente di tecnologia del legno e laboratorio tecnologico presso l’Istituto Ipsia G. Meroni di Lissone; Filippo Cafiero, avvocato del Foro di Milano e docente di diritto presso Ipsia; Antonio Viscardi, consulente tecnico di parte. Hanno partecipato, poi, facendo le veci dei produttori di vernici i rappre-

Il video realizzato in occasione della diretta streaming è disponibile ora su YouTube

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sentanti del mercato nelle finiture: Angelo Giangiulio, product manager della linea parquet di Mapei e Andrea Dioli assistente tecnico commerciale di Carver. Angelo Ghirardi ha partecipato alla videoconferenza in rappresentanza della categoria degli artigiani parchettisti, mentre collegato via Twitter è intervenuto il presidente dell’Anpp, Simone Biagiotti. Per fornire un’informazione a tutto tondo, il tema dei trattamenti e delle finiture è stato affrontato sotto diversi aspetti. In primo luogo è stato fatto il punto sulle tipologie di trattamenti oggi disponibili in commercio, partendo dalla constatazione che i prodotti per la finitura del parquet sul mercato sono molto numerosi.

Performance e diversità Ma quali sono le differenze e quali le prestazioni? I partecipanti alla videoconferenza hanno discusso sulle varie tipologie di prodotti partendo dall’assunto, con-


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diviso da tutti, che la finitura deve offrire estetica, protezione e funzionalità. I prodotti, d’altra parte, nascono per rispondere a precise esigenze del mercato, che siano dettate da mode passeggere o siano frutto della tradizione. La fotografia di ciò che il mercato oggi chiede è stata tratteggiata dai rappresentanti Carver e Mapei, presenti all’incontro, che hanno fornito un prezioso contributo sullo stato dell’arte e sul panorama delle finiture dal punto di vista di chi risponde alle esigenze del settore. La parte centrale della videoconferenza è stata dedicata alle problematiche delle finiture sia per parquet multistrato sia per quello tradizionale. Tra le tante testimonianze di tecnici, posatore e produttori, è emersa una convinzione comune. Nei problemi legati alla finitura del parquet, come anche, più in generale, quelli connessi alla posa del pavimento in legno, nel suo complesso, molti dei problemi che si presentano sono dovuti alla cattiva informazione più che ai difetti di prodotto. Cattiva informazione da parte dei venditori verso i consumatori, informazioni tecniche carenti da parte di alcuni produttori verso i posatori, posatori che non seguono le informazioni dei produttori. Queste, a grandi linee, le dinamiche all’origine delle contestazioni e dei problemi di posa.

Le indicazioni delle normative Infine, a completamento della trattazione sulle finiture e sui trattamenti è stato dato, con dovizia di particolari, il panorama dello stato della normativa. In merito a questo risalta l’aver appreso che è allo studio una norma tecnica nazionale relativa ai requisiti minimi prestazionali che la finitura di qualsiasi tipo di pavimentazione - lignea e parquet d’interni deve soddisfare. Si tratta di

una norma che, verosimilmente, sarà pubblicata dall’ente nazionale UNI nel corso del 2015. La videoconferenza, trasmessa in streaming, ha fornito -come era suo intento-, un’informazione puntuale ai professionisti del settore, illustrando lo stato dell’arte nelle finiture. Questo contributo è, per tutti coloro che si siano persi la diretta, visibile sul nostro sito, nella sezione video o sul canale YouTube di Professional Parquet. I


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Distacchi, deformazioni o delaminazioni? I materiali prefiniti per le pavimentazioni in legno sono molto diffusi ma devono essere applicati con grande attenzione per evitare possibili inconvenienti. Ecco i suggerimenti partendo da un caso concreto MAURO ERRICO La sempre più massiccia presenza dei prodotti stratificati, meglio conosciuti come prefiniti, ha certamente rivoluzionato l'intero mercato dei pavimenti in legno ma non solo quello. Anche le abitudini di consumatori e addetti ai lavori sono state influenzate, in qualche modo, dall'avvento di prodotti stratificati sempre più ingegnerizzati e con finiture dalle mille sfaccettature. Basta pensare ai piallati, agli spazzolati sbiancati più o meno, ai colorati, a taglio di sega, invecchiati, rustici, anticati, in rilievo ecc. Si tratta di una vera e propria rivoluzione che, come tutti gli

eventi simili, ha lasciato sul campo molti dispersi e feriti, ovviamente in senso figurato. La maggior parte di questi prodotti hanno origine estera e sono di importazione - più o meno celata - ma sempre dall'estero arrivano e, in particolare, dal Sud Est asiatico oltre che dall'Europa dell'Est. Come in tutte le cose, ci sono prodotti validi e altri meno, non tanto per le finiture protettive superficiali, quanto per la tenuta della struttura. Il ruolo che sovente vengo chiamato a svolgere, quello di perito anche in contenziosi giuridici, mi porta a contatto con diverse situazioni che, negli ultimi tempi, secondo la mia personale stima e dal raffronto con altri colleghi, ha una tendenza ad aumentare. Mi riferisco a quei casi dove il pavimento in legno, costituito da elementi stratificati, presenta un certo numero di doghe con lo strato nobile distaccato, le così dette delaminazioni.

Definizioni e cause Cosa sono nello specifico questi aspetti strutturali che le doghe presentano? In breve, riassumendo alcuni concetti, si tratta del distacco totale o parziale della lamella superficiale di calpestio (nobile) dal sottostrato portante e addirittura, spesso, è il primo strato che costituisce il pannello centrale di supporto, che si distacca. Infatti, molti prodotti hanno come parte centrale, che ha funzione di supporto, un pannello di multistrato costituito, quindi, da singoli fogli precedentemente incollati fra di loro, in genere un numero dispari. Ebbene, in molti casi, si distacca uno di questi fogli che costituiscono lo stesso pannello multistrato. Perché ciò avviene? Per cause indipendenti dalle fasi di assemblaggio delle doghe in produzione o perché insorgono elementi estranei successivi alla fase di posa in opera. Se ciò avviene, dove finiscono le responsabilità del produttore o del rivenditore e iniziano quelle del parchettista? Il proprietario di casa può, con la sua condotta ambientale, incidere in maniera tale da provocare il distacco di strati di legno incollati con adesivi specifici e pressati appositamente con presse che svi-

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fenomeno che genera delle problematiche a una pavimentazione in legno, la delaminazione. Prima di tutto vorrei meglio specificare il termine stesso, anche perchè, molte volte, in particolare nelle discussioni tecniche, ci sono addetti ai lavori che usano il termine deformazione o sollevamento dello strato nobile; personalmente ritengo che il termine delaminazione sia molto più appropriato alla dinamica di quanto osserviamo. Nel glossario tecnico marino, il termine è così definito: la delaminazione è una separazione delle lamine che costituiscono il laminato con conseguente perdita delle qualità meccaniche dello stesso; può persistere già dalla costruzione per un difetto insorto durante la laminazione. Riportando il tutto nel campo delle tavole stratificate in legno è evidente la similarità; le doghe, infatti, sono costituite da singoli strati che possono essere rapportati alle lamine e la perdita delle qualità meccaniche, ai difetti che insorgono nei pannelli che costituiscono i supporti delle doghe.

Il caso singolare di un parquet prefinito a due strati che si è delaminato dopo otto anni dalla posa

Un approccio metodologico luppano centinaia di chilogrammi a centimetro quadrato? Quanti sono i casi simili e come si comportano le varie figure all'interno della filiera, (progettista, produttore, rivenditore, impresa, parchettista, consumatore) che sono interessate da ciò? Il numero delle domande è quindi piuttosto elevato e, secondo il modesto parere del sottoscritto, affinché il mercato di questi pavimenti in legno non ne abbia a soffrire più del solito - dati anche i tempi - è sempre bene dare risposte esaustive e coerenti con le vere cause di quanto avviene. Cercare di “nascondersi” dietro improbabili cause ambientali o di bollitura di patate con relativo sviluppo di vapore acqueo nell'ambiente, per esempio, lo ritengo un atteggiamento che, nel tempo, porta più a danni che altro. Del resto, con l’avvento del Web, chiunque abbia un po' di dimestichezza con internet può raccogliere agevolmente tutte le informazioni che vuole; quindi le “patate” hanno vita breve!! Ma vediamo di cosa stiamo parlando, cioè cosa è quel

Tenuto conto delle varie discussioni di natura tecnica, intercorse durante le varie sessioni, peritali e non, appare molto evidente come sussistano svariate scuole di pensiero. Comunque sia, generalmente, un elemento ligneo è garantito in termini di stabilità dimensionale e lavorazione, indipendentemente dalla classe di aspetto e i materiali stratificati sono regolamentati da normative precise per quanto riguarda tutte le proprie caratteristiche. Allora come ci dobbiamo porre quando ci troviamo ad affrontare problematiche derivanti da una serie di “eventi” rilevati quali: fessurazioni con sviluppo longitudinale per l'intera lunghezza delle doghe, il distacco dello strato nobile dal supporto (delaminazione), fenomeni di torsione a elica delle doghe? Personalmente ritengo che l'approccio alla questione debba essere quanto più metodologico possibile, ricorrendo alla disamina di tutte le varianti che supponiamo si possano manifestare. Del resto appare improbabile che, al momento della posa, il materiale possa evidenziare una così vasta moltitudine di vizi strutturali, che sovente vengono lamen- R

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Fasi del test di laboratorio

tati successivamente alla ultimazione dei lavori. È facile perciò accertare che si siano manifestati successivamente. Il primo elemento del quale tenere conto è il fattore tempo che deve essere tenuto in debita considerazione, in conseguenza delle effettive condizioni ambientali. Le condizioni ambientali sono il cavallo di battaglia che, più di ogni altro, viene impiegato nei contesti di sopralluoghi tecnici; ci sono però delle precisazioni da fare. Un consumatore (o comunque persone non addette ai lavori) può anche “ignorare” termini quali umidità dell'aria, temperature, stima dell'umidità nel legno, equilibratura dinamica igroscopica dello stesso ma coloro che sono sempre a contatto diretto con questa materia no. Allegato 1

La tabella seguente riassume le prove di laboratorio eseguite

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Materiale

Comportament o alla fiamma

Campione di adesivo del listello originario

Sostanza auto estinguente (non brucia)

Stabile

Solubile in acetone – rammollimento in idrocarburi aromatici

Adesivo vinilico di comparazione

Sostanza auto estinguente (non brucia)

Stabile

Solubile in acetone – rammollimento in idrocarburi aromatici

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Comportamento Comportamento in alcuni in acidi concentrati solventi organici

Un altro aspetto, che ci riporta alla metodologia peritale, è che ci possiamo trovare di fronte a casi dove le disamine di laboratorio diventano assolutamente necessarie, oltre che utili, ai fini di accertare l'esatta dinamica di quanto avvenuto.

Un caso esemplificativo Vorrei sottoporvi un caso esemplare recente - non isolato dato che di queste segnalazioni ne stanno arrivando diverse - nato dalla disamina di una superficie pavimentata interamente con del prefinito a due strati, che si è totalmente delaminata. L'aspetto che in un primo momento era del tutto inspiegabile, è che questa problematica si era manifestata improvvisamente a distanza di ben 8 anni dalla fine dei lavori di posa in opera. Sì, avete letto bene, dopo otto anni l'intera pavimentazione in legno si è praticamente divisa in due!! Distacco netto della parte nobile, nessuna deformazione dimensionale e, particolare importante, tutte le doghe o meglio ciò che rimaneva, quindi la parte del sotto strato portante, completamente aderente al piano di posa, che era di natura cementizia. Riassumendo, il parchettista aveva, all'epoca dei lavori, eseguito le dovute verifiche igrometriche del piano di posa e proceduto all'incollaggio totale del materiale utilizzando un adesivo specifico sintetico bicomponente. Un adesivo di buona qualità e fra i più noti e diffusi al momento dei lavori, che ricordiamo essere stati svolti da circa otto anni. A conclusione dei lavori, tutto a posto fino a poco tempo fa quando arriva una telefonata del proprietario che lamentava l'improvviso distacco dell'intero pavimento, ma non delle doghe intere, “solo” dello strato nobile! Le fotografie (a pagina 19) sono eloquenti: si può vedere come la lista nobile sia completamente distaccata dal supporto in maniera netta e pulita. Si tratta di una delaminazione senza ombra di dubbio ma perché dopo tutto questo tempo? A mio parere, quanto avvenuto e osservato non era da ritenersi il solito problema di delaminazione ma vi era qualcosa di più da accertare. Pertanto vediamo come si è proceduto per arrivare a comprendere quanto avvenuto in questo contesto, a dir R poco singolare.


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Indagini e test di laboratorio Sono riuscito, per fortuna, a recuperare del materiale originario fuori opera che il proprietario teneva ancora per scorta, necessario per eseguire alcune prove. La raccolta dei documenti (schede prodotto), come spesso avviene, è stata invece più problematica ma grazie alla collaborazione del parchettista ci siamo riusciti venendo in possesso di documenti dell'epoca nonché delle schede di sicurezza dei prodotti impiegati nel

contesto. Dalla disamina della situazione e della dinamica, era evidente che qualcosa di anomalo doveva esserci; non si può assistere a un distacco completo e netto di una intera pavimentazione (la sola parte nobile ricordiamo) a distanza di diversi anni dalla posa in opera. Quindi cosa poteva essere stato l'elemento scatenante di questo fenomeno? Dopo averne discusso con il laboratorio di chimica, ovvero nella persona del Dottor Giuseppe Sarti, abbiamo deciso prima di tutto di individuare la natura dell'adesivo impiegato per far aderire lo strato nobile (o cartella) di legno al sotto strato. Il laboratorio ha allora proceduto sia con prove microchimiche sia strumentali che di seguito riporto - per capirne la natura chimica e ciò anche in virtù della mancanza di informazioni univoche sulla natura delle sostanze chimiche utilizzate nella produzione di fabbrica del suddetto materiale. Si è proceduto con: 1) prove di combustione e di solubilità in vari solventi organici; 2) prove strumentali: esame FT-IR dei residui dell’adesivo dopo sua asportazione meccanica dalla stecca in cui si trovava in origine e comparazione con standard disponibili; 3) esame FT – IR degli estratti di Acetato in Etile ottenuti dallo stesso adesivo distaccato. È stata rilevata un’apprezzabile somiglianza ma non l'assoluta sovrapponibilità dei dati acquisiti con gli standard di riferimento sia disponibili nell’apparecchio utilizzato sia come campioni di adesivi noti e disponibili sul mercato. I test microchimici effettuati lascerebbero dedurre trattarsi di adesivo vinilico ma non in composizione univoca, come anche si evidenzia dallo spettro FT-IR eseguito su aliquota dello stesso campione di adesivo. Si è allora voluto eseguire


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una simulazione in “laboratorio” dell’effetto di alcuni solventi organici, presenti nell’adesivo utilizzato per la posa del “parquet prefinito” applicato, su alcune stecche del materiale originario non posto in opera. Si è predisposta una stecca residua e originaria della fornitura del materiale prefinito resasi anch’essa disponibile e dopo averne valutata la sua integrità dimensionale e di consistenza, ne è stata chiusa con pellicola in materiale plastico (pellicola in poli-etilene) una aliquota di circa 15 cm. di lunghezza e si è iniziato a inserire gocce di Acetato di Etile al di sotto della pellicola di rivestimento, ossia facendo assorbire tale solvente dal legno di cui è costituto il materiale. L’Acetato di Etile è uno dei solventi segnalato nelle schede di sicurezza dell’adesivo bicomponente con cui era stato applicato il parquet in opera nell’appartamento esaminato e che poi ha dato luogo al fenomeno di delaminazione e conseguente distacco dello strato nobile. La presenza di tutti i picchi più significativi (dette bande vibrazionali) nell’adesivo in esame e nel polivinil-acetato, ne ha confermato la sua prevalente natura vinilica. Tuttavia la presenza di altre bande suggeriva una composizione “mista” dello stesso ossia accanto al componente vinilico ne era presente un altro non individuabile con esattezza. Per approfondire e verificare l’effetto dell’Acetato d’Etile sull’adesivo originario, quest’ultimo è stato immerso in questo solvente per 24 ore. A livello macroscopico si è osservata la parziale solubilizzazione di quota parte del residuo di colla stessa ad opera del solvente. Il sistema ottenuto è stato poi centrifugato e la soluzione ottenuta, una volta separata dal corpo di fondo, è stata essiccata in atmosfera controllata. Si è quindi proceduto all’acquisizione dello spettro FT-IR del residuo solido ottenuto dopo tale fase di estrazione in laboratorio (si veda allegato 1). È stata poi eseguita la comparazione degli spettri FTIR relativi alla colla tal quale (curva in nero) e al residuo ottenuto dall’estrazione della colla stessa in Acetato d’Etile (tempo di estrazione 24 ore con spettro in rosso). Si è confermata un’ottima corrispondenza fra i rispettivi picchi più intensi e significativi e si è ribadito nuovamente che l’Acetato di Etile riesce a estrarre le principali componenti dell’adesivo in esame confermandone la sua prevalente composizione vinilica (allegato 2). Si sono ripetute le applicazioni dello stesso solvente a dosi similari e periodicità giornaliera e dopo solo 5 giorni dall'inizio di tale prova si è manifestato un evidente distacco dello strato nobile dal supporto. Tale distacco si è presentato soltanto nel tratto di stecca fasciato dalla pellicola ossia quella che ha subito l’azione del solvente, mentre laddove tale azione non è stata diretta e ripetuta la delaminazione non è comparsa.

Conclusioni In definitiva, attraverso alcune prove e riscontri, si è potuto accertare l'origine di un distacco netto ed esteso;

Allegato 2

in pratica tutto il pavimento posizionato da alcuni anni. Preme sottolineare che non è possibile, allo stato attuale, sapere se si sia trattato di un problema limitato a una sola fornitura e a un solo produttore, oppure vi siano svariati casi simili in essere. Certamente ci sono segnalazioni di delaminazioni totali che sono state registrate ultimamente, però ogni caso deve essere esaminato singolarmente, tenendo conto di tutte le variabili possibili. Importante è comunque il ricorso alla metodologia peritale e a indagini mirate nonché prove ripetibili. Limitarsi a ipotesi o indirizzarsi su “bolliture di patate” credo sia più dannoso che altro, dato il messaggio negativo che arriva al consumatore. I

Fonti e bibliografia consultata: - Le Pavimentazioni in Legno – Tecniche di Posa Autori Carola CASIRAGHI e Cesira MACCHIA – Edizione 2002 MAGGIOLI Editore. - Parametri Ambientali e conservazione delle pavimentazioni in legno ambienti indoor - Autore Prof. Arch. Fabio SCIURPI – Laboratorio di Fisica Ambientale per la qualità edilizia Università di Firenze. - Il Comportamento fisico-meccanico del legno – dispensa integrativa Università di Firenze – DISTAF (Dipartimento di Scienza e Tecnologie Ambientali Forestali). - Norma UNI EN 13489:2004 elementi multistrato con incastri femmina e/o maschio.

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La posa “contrastata” Per rispondere adeguatamente alle contestazioni sulla posa dei pavimenti in legno è necessario spostare sul piano tecnico il confronto con il committente o l’eventuale ‘consulente esperto’ facendo valere sempre il proprio agire professionale AVVOCATO FILIPPO CAFIERO

Più e più volte si è trattato di pose contestate, ovvero di pavimentazioni di legno che, una volta posate, hanno visto e vissuto non poche contestazioni. Vuoi per un finale “non soddisfacente”, vuoi per aspettative non comprese, vuoi, infine, per una non corretta esecuzione. In tutte queste occasioni abbiamo sempre visto come, al di là di colpe e responsabilità, il posatore scrupoloso, attento e diligente, più facilmente, possa riuscire a mettere in evidenza e dimostrare il proprio agire professionale. Ciò nonostante non è stato mai nascosto che non sempre l’essere attenti e scrupolosi esclude di incorrere in “contrasti”, se non “conflitti tecnici”, con il committente o con la direzione lavori e/o il progettista. Più che di posa contestata, in questi casi si tratta di posa “contrastata”. È il caso, per esempio, della posa richiesta con modalità e condizioni diverse da quelle indicate dallo stesso produttore della pavimentazione, oppure di quella eseguita quando i tempi non sono ancora maturi (si pensi al sottofondo non correttamente “pronto”) o della posa richiesta allontanandosi dai criteri e dai principi delle norme tecniche di settore. Posa dunque “contrastata” e non contestata, perché ostacolata, se non impedita, prima ancora che venga effettuata o, comunque, portata a compimento. E posa “contrastata” perché non condivisa nelle modalità operative o nelle tecniche messe in conto dal posatore.

frontare un lavoro come commissionatogli e tecnicamente richiestogli. Arduo perché non sempre sarà facile far capire che non si tratta di incompetenza, negligenza o incapacità ma di non condivisione di scelte tecniche o non in linea con principi e norme tecniche. E arduo, infine, perché il contrasto confluirà inevitabilmente nel ricatto della perdita della commessa o nel ricatto di una inevitabile richiesta danni per le conseguenze della mancata posa. In tutti i casi la soluzione è la stessa: per uscirne indenni, anche professionalmente, bisogna giocarsi questo contrasto sul piano tecnico e quindi, sostenendo le proprie ragioni, sarà bene sfoderare tutta la propria professionalità per conoscenze, competenze tecniche ed esperienza e su questo ambito trascinare l’interlocutore dissenziente. Non importa che si tratti di posa contrastata a opera del committente privato o di un soggetto tecnico (quale può essere il progettista, il direttore lavori o lo stesso imprenditore/appaltatore da cui si è avuto l’incarico). La soluzione e la scelta comportamentale dovrà essere sempre la stessa, anche perché, poi, quando il risultato non dovesse essere gradito o conforme alle aspettative, l’uno e gli altri non esiteranno ad additare il posatore come responsabile e a scaricare su di lui addebiti di incompetenza per non avere agito correttamente. Con buona pace dei ricatti professionali e delle belle parole spese durante quei contrasti.

Responsabilità e oneri Evidenziare la propria competenza Orbene, anche in simili casi, non da meno che in quelli di posa contestata, il posatore è chiamato all’arduo compito di dimostrare. Arduo compito perché ciò che gli si contrapporrà sarà (quasi sempre) la sua incompetenza o negligenza, se non la sua incapacità di af-

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Come detto prima, la soluzione è una, ovvero quella di limitare il contrasto agli aspetti rigorosamente tecnici e di coinvolgere su questo piano committenti privati e tecnici. È ormai risaputo, infatti che non è sufficiente per il posatore essersi limitato ad avvisare e a comunicare i possibili rischi di una posa non rispondente al-


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le norme tecniche o alle prescrizioni del produttore. Avere accettato direttive errate o erronee non lo libera da responsabilità perché è suo preciso onere e obbligo non solo realizzare quanto richiestogli ma anche rendere funzionale e utilizzabile ciò che gli viene richiesto. Anzi, l’omissione delle verifiche prescritte dalle norme tecniche e dell’osservanza degli accorgimenti che una corretta esecuzione prevede non giustificherà mai il posatore per aver dato corso a quanto, erroneamente, richiestogli dal committente, proprio perchè è suo preciso onere verificare che ciò che gli viene chiesto sia idoneo e funzionale al risultato finale voluto con la realizzazione di quell’ordine. E così pure nel caso di materiali forniti dal committente e in quello di materiali non idonei all’opera da eseguire.

Spostare la controversia sul piano tecnico E allora? Cosa deve fare quel posatore, se non vuole subire passivamente? Deve portare il contrasto sul piano tecnico. Deve quindi andare ben oltre le opinioni e le valutazioni personali sulla idoneità o non idoneità, correttezza o non correttezza di quanto richiestogli e dare/avere conto, tecnicamente, del come e del perché non deve procedere come richiestogli. Spostare il contrasto sul piano tecnico vuol dire dunque che il posatore deve andare al di là dell’avviso e della comunicazione e deve richiamare le ragioni tecniche che portano alla negazione di quanto gli viene richiesto, spiegando come quelle obiezioni non siano frutto di opinioni e valutazioni personali ma di principi e di norme costituenti anche criteri di valutazione della correttezza tecnica e della regola dell’arte. Spostare il contrasto sul piano tecnico significa ancora che il posatore deve rendere il committente partecipe

di aspetti dei quali, probabilmente, non è a conoscenza e di questioni per le quali il medesimo committente, a voler rimanere fermo nella scelta contrastata dal posatore, dovrà infine riconoscere, accettare e far propri anche i conseguenti rischi. Non tanto come risultato di una posa inaspettata, quanto come probabili esiti di una scelta tecnica errata. Proprio perché il committente non è un tecnico, il posatore dovrà condurlo a ragionare sui criteri e sugli R


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aspetti tecnici del contrasto. Anzi, proprio perché il committente non è uno specialista, il posatore dovrà spostare il contrasto sul piano tecnico, argomentando sull’erroneità della scelta perseguita dal committente. Il posatore che assecondi la scelta sbagliata del cliente sarà sempre a pieno rischio di coinvolgimento in responsabilità. I rischi o, meglio, gli effetti di una posa tecnicamente non corretta ricadranno sempre su di lui e non potranno mai e poi mai essere trasferiti su un soggetto non tecnico quale è il committente. Intendiamoci, essendo il cliente finale un soggetto non tecnico, le questioni tecniche non devono essergli solo manifestate ma devono essergli spiegate, motivate e rappresentate, sia nei contenuti sia negli effetti, in modo che possa effettuarne una valutazione più completa possibile. Attenzione! Spiegare, motivare e rappresentare non può essere fatto con una semplice comunicazione. Ovvio, dunque, che il posatore deve avere una buona padronanza degli aspetti tecnici e un’aggiornata e ampia competenza professionale, oltre che essere in grado di farne oggetto di una comunicazione chiara e comprensibile. A ben vedere, anche in questo caso, si torna alle vecchie questioni (vecchie perché già da tempo ribadite) delle capacità e delle competenze informative in aggiunta alle capacità e alle competenze rigorosamente tecniche. Fatto questo occorre, poi, che la scelta del committente di procedere, comunque, nel contrasto con il posatore e senza tener conto di quanto dallo stesso rappresentato (nei termini detti prima), sia una scelta che si traduca in un’imposizione al posatore perché esegua il lavoro senza ulteriori motivi di contrasto o criticità. Conseguentemente, ogniqualvolta la scelta del committente si manifesti non in termini di imposizione consapevole (perché non preceduta dalle spiegazioni tecniche di cui sopra) e non in termini tali da rendere il posatore un mero esecutore di un ordine, costui correrà sempre il rischio di andare incontro a responsabilità per gli esiti di quella posa, da lui non condivisa ma così voluta dal committente.

Quando l’interlocutore è un soggetto tecnico Nel caso invece di contrasto con un soggetto tecnico, sarà bene tener conto di altre particolarità.

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Infatti, si deve presumere che l’interlocutore abbia le conoscenze tecniche per effettuare adeguatamente una valutazione specifica di ciò che è in contrasto con il posatore ma il criterio di comportamento sarà lo stesso del precedente con delle particolarità che tengano conto anche del reciproco livello tecnico di discussione. Orbene, posto che la responsabilità del posatore sarà determinata dalla diligenza impiegata in relazione alla specifica natura e alle particolarità dell’attività esercitata, il contrasto sul piano tecnico confluirà, necessariamente, sulla prevalenza della competenza tecnica di un soggetto sull’altro. Per intenderci, trasferendo il contrasto rigorosamente sul piano tecnico, il conflitto tra i due soggetti (posatore e imprenditore/direttore lavori/progettista) vedrà l’inevitabile prevalenza di chi sia professionalmente più pertinente in quel campo tecnico in discussione. Non si tratta della prevalenza dell’autorevolezza tecnica dell’uno rispetto all’altro ma in funzione della pertinenza professionale del motivo tecnico di contrasto. Per intenderci ancora, quindi, se il contrasto è sugli aspetti strutturali, è chiaro che la soluzione tecnica proposta dal tecnico strutturista dovrà prevalere su quella del posatore artigiano, anche perché gli aspetti strutturali sono il frutto di una valutazione edilizia più ampia certamente estranea al posatore. Così pure se il contrasto è su aspetti di termotecnica, questo dovrà vedere la prevalenza dell’ingegnere termotecnico coinvolto in quel contesto. Se invece il contrasto è sull’incollaggio, sulla valutazione della idonea - o non idonea - percentuale di umidità del sottofondo, il contrasto dovrà condurre alla prevalenza del posatore artigiano. Ovviamente questo dovrà pur sempre preoccuparsi che le soluzioni ai motivi di contrasto pervengano nella loro connotazione tecnica più precisa e che lo stesso motivo di contrasto sia articolato in termini esclusivamente tecnici, così come già accennato sopra per il caso del committente privato. Attenzione, però: il posatore dovrà pur sempre pretendere il coinvolgimento, sia pure in termini di compartecipazione e consapevolezza, del committente. In non pochi casi, infatti, il posatore non è stato ‘scagionato’ per le erronee indicazioni tecniche ricevute dal direttore lavori laddove non provenienti dal committente in termini di ordine di esecuzione. Sicché, poiché non sempre il direttore lavori è ritenuto soggetto che agisce in nome e per conto del committente, le scelte del medesimo direttore, poste come soluzione tecnica a contrasti con il posatore, non liberano automaticamente quest’ultimo se non vedono il coinvolgimento a pieno titolo del committente. Infine, anche per i casi di contrasto tecnico con soggetti tecnici non potrà aversi liberazione da responsabilità del posatore se la scelta tecnica per la soluzione del contrasto non giunga a lui come imposizione consapevole (perché non preceduta dal contrasto tecnico di cui detto prima) e non giunga in termini tali da rendere lo stesso posatore mero esecutore di un ordine. I


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Pavimenti in legno per spazi esterni In questi ultimi periodi si ritorna alla tradizione e all’impiego di pavimenti in legno per esterno e si moltiplicano le applicazioni su magatelli, orditura o traversi A CURA DI DOMENICO ADELIZZI

Il legno sta reinterpretando destinazioni e spazi d’uso per i quali, nel passato più recente, si erano affermati altri materiali. È un prodotto ecocompatibile nel suo intero ciclo di vita, flessibile nelle applicazioni, alleato ideale nella progettazione degli spazi esterni, che si adatta facilmente a qualsiasi necessità. Pavimenti esterni, terrazze, sentieri, passerelle, gazebo e giardini ma anche piscine e parchi sono i luoghi in cui creare uno spazio in armonia con la natura circostante grazie “parquet da esterno” che offrono la soluzione ideale per valorizzarli. Teak, Ipè, Bangkirai, Pino e Larice sono le specie legnose più utilizzate le quali, insieme ai trattamenti efficaci quali oliatura, idrorepellenza, acetilizzazione, termo-trattamento e impregnazione, permettono agli elementi lignei da esterno di resistere all’azione prolungata sia dei raggi solari sia degli agenti atmosferici. Il mercato offre un’ampia scelta nei colori. Si va dal

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marrone molto scuro con riflessi rossastri dell’Ipè, ai colori molto chiari, quasi bianchi, di Pino e Larice. Inoltre, si può scegliere il grado di finitura superficiale del rivestimento, che può essere liscio o con piccoli solchi che riducono la scivolosità in particolari situazioni come i bordi piscina. Per tutto ciò, il legno, più di altri materiali, suggerisce la sensazione di unitarietà compositiva sia esso sotto forma di cubetti posati di testa, parallelepipedi (mattoncini), liste singole o accoppiate, moduli a quadro o a parallelepipedo, listoni e maxi listoni posati su di una struttura posta su un piano appositamente predisposto per consentire il drenaggio dell’acqua nel caso di pioggia, ghiaccio e neve.

Il fascino del decking Nel caso di cubetti e parallelepipedi, la parte calpestabile è la testa che corrisponde alla sezione trasver-


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sale del legno che mostra gli anelli annuali; mentre se si posano tavolette e listoni, la superficie calpestabile corrisponde alla sezione lignea radiale o tangenziale che mette in luce le venature. Le liste a moduli e decking (anche dette quadrotte) molto utilizzate negli Stati Uniti e nell’Europa settentrionale (si stanno diffondendo rapidamente anche in Italia), possono essere usate porticati, pedane di gazebo, bordi piscina, sentieri da giardino e così via. I decking, di solito, sono liste lignee di spessore 15-20 mm per 90100 mm di larghezza con lunghezza variabile tra i 10003000 mm, posti in opera creando un sottostante telaio con il medesimo legno su cui si fissano le liste. Indipendentemente dal tipo, è sempre necessaria la pulizia preliminare con acqua del piano di posa per evitare colorazioni dovute al tannino. La posa va eseguita utilizzando elementi su una struttura reticolare in funzione del progetto, con legno dalle simili caratteristiche di durabilità e resistenza meccanica degli elementi da installare, per evitare eventuali torsioni e svergolamenti, avendo la cura di lasciare tra i listoni uno spazio di circa 10 mm. Gli elementi lignei dovranno essere avvitati alla struttura, pertanto è necessario perforarli per evitare fessure e ottenere un bloccaggio ottimale. Le viti ideali sono quelle di acciaio inox, meglio se autofilettanti e a testa piana.

Le tecniche di posa più usate Le tecniche di posa che più si utilizzano sono: su magatelli, su orditura e su traversi. La prima, prevede la posa dei traversi particolari (i magatelli) sulla superficie da pavimentare e su questi vanno fissati gli elementi, uno a uno, con sistemi a incastro. Le dimensioni delle doghe di rado superano i 400 cm. Il sistema più economico è quello che prevede l’impiego delle quadrotte, che ricordano le piastrelle, nel quale le doghe sono tenute assieme da una base di plastica provvista di sistema maschio-femmina che permette il facile incastro e l’assemblaggio, fino a formare superfici continue con doghe non molto spesse e larghe. La posa su orditura è molto diffusa per posare le quadrotte di grandi dimensioni. Esse riducono i tempi di posa perché realizzate prima di arrivare in cantiere e avvitate su traversi dello stesso materiale che permette di mantenerle unite ed equidistanti, favorendo il drenaggio dell'acqua. Le viti possono essere fissate dal basso e rimanere nascoste oppure avvitate dall’alto e rimanere con la testa a vista. Anche in questo caso le viti si possono mascherate affondandole qualche millimetro nel legno e ricoprendole con un tassello della stessa essenza che va a ripristinare la continuità nella superficie della doga. La posa su traversi è forse il sistema più complesso perché consiste nel posizionare dei traversi di legno o di metallo su cui avvitare le doghe, una per una, direttamente sul luogo della posa, richiedendo una spesa di tempo in cantiere maggiore rispetto agli altri sistemi. Anche in questo caso le teste delle viti possono

rimanere a vista o essere nascoste. Di solito, le doghe sono accostate tra loro in modo da lasciare mezzo centimetro di distanza per permettere all'acqua di defluire ma, in alcuni casi, come per le soluzioni d’ispirazione navale, la posa comporta altre attenzioni progettuali come la pendenza per la raccolta calcolata dell'acqua. Questo perché la pavimentazione di legno per esterno è rappresentata da una superficie senza soluzione di continuità e non drenante.

Durata e normativa La durata naturale delle pavimentazioni di legno per esterni è stimabile oltre i 30-50 anni e non c’è bisogno di alcuna periodica manutenzione, poiché l'esposizione al sole tende, con il tempo, ad alterarne il colore ingrigendole. Se si desidera ravvivarne l'aspetto si può utilizzare oli vegetali o impregnanti naturali. È indubbio che per realizzare il “parquet da esterno” sia necessario l’utilizzo di specie legnose resistenti, durevoli e senza alburno (legno giovane e chiaro) perché il parquet esterno è il punto più alto e critico dell’utilizzo del legno per le pavimentazioni a base di legno. Proprio per questi prodotti, dallo scorso 19 maggio 2014, è in vigore la norma UNI 11538-1 “Pavimentazioni di legno per esterni - Parte 1 Elementi di legno Requisiti” che riporta le proprietà e i requisiti che gli elementi di legno per esterno devono possedere per garantire durata e resistenza. I

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Alcuni trattamenti conservativi per utilizzare il legno per pavimenti all’esterno Trattamento

Caratteristiche

Oliatura

È il più utilizzato per le pavimentazioni o più generalmente per i manufatti di legno da esterno. Si può eseguire o a pennello o rullo, preferibilmente spugnoso e non con setole, oppure a spruzzo per grandi superfici. L’olio penetra nelle fibre del legno lasciandogli un aspetto naturale. Il ripristino è agevole, non richiede carteggiatura ma solo dell’accurata pulizia e nuova stesura del prodotto. Il trattamento a olio conserva l’aspetto estetico del legno ravvivandone il colore e prevenendone l’ingrigimento.

Impregnazione

Può essere di due tipi. La prima è superficiale e interessa solo gli strati esterni del legno e si realizza con l’utilizzo di sostanze sintetiche preservanti. Invece, la seconda, è detta profonda quando interessa gli strati più profondi del legno e, per eseguirla, si ricorre all’utilizzo di autoclavi per portare in profondità sali minerali preservanti.

Acetilizzazione

Trattamento eseguito con l’inserimento di anidride acetica nel legno che provoca la variazione chimica e fisica irreversibile per tutta la massa legnosa. L’acetilizzazione neutralizza il potere d’assorbimento dell’acqua da parte della cellulosa presente in tessuti e pareti cellulari del legno responsabile delle variazioni dimensionali e dell’attacco da parte di funghi xilofagi, rendendo il legno stabile e resistente alla marcescenza, diminuendo, nello stesso tempo, il problema delle fessurazioni e delle spaccature del legno.

Termo Trattamento

Procedimento che consiste nel riscaldare il legno a temperature comprese tra 150°C e 230°C che modifica le sue caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche. Si ottiene materiale ligneo, dal colore variabile, secondo le esigenze e il legno acquisisce caratteristiche tecniche maggiori della specie senza trattamento. Il legno termo trattato è meno igroscopico, più stabile e resistente alle variazioni climatiche e all’attacco di insetti, muffe e funghi. La struttura lignea si disidrata con abbassamento della percentuale di umidità d’equilibrio. Il trattamento riduce l’attacco da parte di muffe il colore si modifica da color caramello a bruno scuro, in funzione della temperatura e del tempo di trattamento, conferendo al legno una nuova “veste” ai fini estetici che però si modificherà con l’azione dei raggi UV. La durabilità naturale aumenta grazie alla perdita di parte delle sostanze appetibili agli insetti lignivori (saccaridi e amidi).

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La norma di qualità per gli elementi dei pavimenti da esterno Con la nuovissima norma tecnica volontaria UNI 11538-1 la valutazione degli elementi per pavimenti in legno per esterno, non è più in balìa di giudizi soggettivi perché i criteri che la norma fissa, dalla durabilità alla resistenza a termiti e funghi DOMENICO ADELIZZI dalla durezza alla stabilità, sono identificabili, misurabili e verificabili

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Pavimenti esterni, terrazze, sentieri, passarelle, attraversamenti, gazebo, giardini pensili, ma anche piscine e parchi sono alcuni dei luoghi all’aperto ideali in cui creare uno spazio elegante, pieno di fascino e in armonia con la natura circostante. I “parquet per esterni”, certamente, sono una delle soluzioni migliori per valorizzare questi spazi e trasformarli in eleganti luoghi di svago o di riposo. Ma, se la valutazione dell’eleganza e del fascino sono soggettive, la durabilità, la resistenza a termiti e funghi, la durezza, la stabilità e l’aspetto estetico ora non sono più criteri soggettivi di valutazione perché identificabili, misurabili e verificabili grazie ai requisiti stabiliti dalla nuovissima norma tecnica volontaria UNI 11538-1: “Pavimentazioni di legno per esterni - Parte 1: Elementi di legno - Requisiti” entrata a far parte del corpo normativo italiano da giugnosettembre 2014.

re superfici poste all’esterno fissate al piano di posa con fissaggi metallici, questi ultimi non analizzati dalla norma. Altro importante scopo è l’unificazione delle principali proprietà delle specie legnose più utilizzate per realizzare le pavimentazioni esterne e degli elementi da rivestimento. Tutto ciò, sicuramente rappresenta un gradino più che importante e rilevante per il comparto, perché si fissano le regole, le proprietà morfologiche, dimensionali e di resistenza sia delle specie legnose e sia degli elementi di rivestimento da posare. Criteri e requisiti che prima dell’entrata in vigore della norma, erano trattati in modo più che occasionale e imprevedibile con valutazioni soggettive secondo criteri diversi a seconda del tecnico che s’incontrava, del cantiere in cui di operava, del contratto che si era redatto, dalla zona in cui il pavimento si era installato, della provenienza, dalle consuetudini locali ed altro ancora.

Gli scopi della norma

Indice e riferimenti normativi

La norma, frutto del gruppo di lavoro Legno non strutturale dell’UNI, composto da ricercatori, laboratori di prova ed esponenti della produzione e installazione, è ora acquistabile in uno dei qualsiasi punti UNI dislocati sul territorio italiano o via web al costo di 35 euro. È il primo documento normativo nazionale in cui si definiscono le caratteristiche riguardanti i metodi di valutazione per determinare le caratteristiche dei vari tipi di elementi a base di legno massiccio per pavimenta-

Dall’indice della norma, che consiste di cinque capitoli più un’appendice, si evince che questa pone particolare attenzione sia all’aspetto metodologico decisionale per la selezione del legno massiccio appropriato alla classe d’utilizzo (il flusso decisionale è una novità nelle norme per le pavimentazioni di legno in genere), sia a tutti gli aspetti riguardanti i termini e definizioni che caratterizzano questi tipi di elementi. La nuova norma potrà essere completamente attuata


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TABELLA 1. Elenco norme tecniche da consultare e/o utilizzare per applicare la UNI 11538-1 Norma

Contenuto

UNI EN 205

Adesivi - Adesivi per legno per impieghi non strutturali - Determinazione della resistenza al taglio per trazione su incollaggi a sovrapposizione

UNI EN 301

Adesivi fenolici e amminoplastici per strutture portanti di legno - Classificazione e requisiti prestazionali

UNI EN 335-2

Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno - Definizione delle classi di utilizzo - Parte 2: Applicazione al legno massiccio

UNI EN 350-2

Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno. Durabilità naturale del legno massiccio. Guida alla durabilità naturale e trattabilità di specie legnose scelte di importazione in Europa

UNI EN 599-1

Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno - Efficacia dei preservanti del legno, utilizzati a scopo preventivo, determinata mediante prove biologiche - Parte 1: Specifiche secondo le classi di utilizzo

UNI EN 1534

Pavimentazioni di legno - Determinazione della resistenza alla penetrazione - Metodo di prova

UNI EN 1910

Rivestimenti di legno per pavimentazioni e rivestimenti interni ed esterni di pareti con elementi discontinui di legno - Determinazione della stabilità dimensionale

UNI EN 1995 (Serie)

Euro Codice 5- Progettazione delle strutture di legno - Parte 1-1: Regole generali - Regole comuni e regole per gli edifici

UNI EN 13183-1

Umidità di un pezzo di legno segato. Determinazione tramite il metodo per pesata.

UNI EN 13183-2

Umidità di un pezzo di legno segato - Stima tramite il metodo elettrico

UNI EN 14257

Adesivi - Adesivi per legno - Determinazione del carico di rottura a trazione a temperatura elevata di giunti a sovrapposizione (WATT 91)

se oltre a quanto riportato nei vari capitoli si applicano anche gli undici riferimenti normativi riportati nella tabella 1 qui sopra; cosicché si sarà in grado di verificare l’oggettiva evidenza dei più requisiti che sono il corpo portante della norma.

Termini e definizioni In questa sezione si sono unificati termini e definizioni concernenti: classe d’aspetto, durezza, lesioni e danni

meccanici ed elemento di rivestimento di legno. Sembra poca cosa, ma in realtà non lo è se si pensa che spesso, si usa definire la classe d’utilizzo solo dove è possibile utilizzare l’elemento, mentre, la nuova norma fa riferimento alla norma UNI EN 335 in vigore da diversi anni che definisce cinque specifiche classi d’utilizzo (da 1 a 5) a secondo delle condizioni di rischio di degrado biologico del legno in opera, si può vedere R legendo la tabella 2.

TABELLA 2. Esempi d’utilizzo delle 5 classi del legno per esterno (rielaborato da norma UNI 355) Classe d’utilizzo

Posizione del legno

Umidità % del legno

1

Coperto all’interno

· Inferiore o al massimo 20%

2

Coperto all’interno

· Occasionalmente >20%

3.1

Non a contatto con il terreno

· Occasionalmente >20% · Non esposto alla pioggia

3.2

Non a contatto con il terreno

· Frequentemente esposto alla pioggia

4.1

A contatto con il terreno o con acqua dolce

· Prevalentemente o perennamene >20%

4.2

Piantato nel terreno con il terreno, o immerso in acqua dolce.

· Perennamene >20%

5

Immerso in acqua di mare

· Perennamene >20%

Agenti Biologici

· Insetti (coleotteri termiti se localmente presenti)

· Insetti (coleotteri termiti se localmente presenti) · Funghi basidiomiceti · Funghi cromogeni · Muffe

Esempi indicativi d’utilizzo del legno · Mobili · Pavimentazioni di legno · Parquet · Perlinature · Rivestimenti · Travature · Soffitti · Serramenti esterni · Infissi esterni · Rivestimenti esterni · Arredo urbano

· Insetti (coleotteri termiti se localmente presenti 41 T 4.2T) · Funghi basidiomiceti · Funghi cromogeni · Muffe · Funghi della carie dolce

· Pali · Staccionate · Arredo Urbano · Bordi piscine · Sponde fluviali · Pavimentazioni esterne

· Funghi della carie dolce · Organismi marini perforanti nella parte emersa · Coleotteri e termiti

· Pali di fondazione · Pontili · Pali da ormeggio

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ING K DEC Caratteristiche degli elementi di legno Il quarto capitolo del documento normativo è il cuore della norma. Esso consta di otto punti d’approfondimento: durabilità, resistenza alle termiti, ai funghi, durezza, stabilità dimensionale e coefficiente di snellezza, caratteristiche principali delle specie legnose comunemente utilizzate, elementi giuntati di testa e/o multistrato e altre caratteristiche peculiari del legno per esterni come la possibile fuoriuscita di tannini e/o resine che possono generare anomalie di natura estetica sia sugli elementi lignei posati e sia su parti a essi limitrofe. Si ricorda che sia gli otto punti del capitolo quattro e sia tutti gli altri che compongono la norma 11538-1, riguardano esclusivamente la valutazione degli elementi lignei da posare non la pavimentazione posata all’esterno; così come non si applica per gli elementi incollati al piano di posa e per altri manufatti costituiti da materiali compositi come ad esempio legno e resine, legno e materiali plastici. È indubbio che il primo punto trattato nel capitolo quatTABELLA 3. Sequenza metodologia decisionale per selezionare il legno massiccio appropriato alla classe d’utilizzo a cui è destinato (stralciato da norma UNI 11538/1)

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tro della norma dedicato alla durabilità sia di fondamentale importanza per la valutazione degli elementi lignei da posare all’esterno. La durabilità naturale di una specie legnosa è definita come la resistenza intrinseca del legno dagli attacchi da parte di organismi biologici xilofagi (ossia che attaccano e si nutrono del legno come funghi, insetti, batteri, organismi marini) sempre riferita a un determinato organismo xilofago. La durabilità naturale, non può essere dissociata dal suo impiego, infatti, una specie legnosa può essere resistente in una data situazione di servizio ma subire gravi danni quando posta in una situazione di servizio più severa. A questo scopo, la nuova norma per verificare e valutare la durabilità rimanda alla consultazione della norma UNI 350-2 per considerare le specie legnose dotate di durabilità naturale compatibile con la classe d’utilizzo prevista. Oltre alla sequenza metodologica decisionale (si veda la tabella 3), in questo capitolo la norma riporta un sintetico prospetto che individua le specie legnose dotate di durabilità naturale adeguata alla classe di utilizzo richiesta che può essere usata senza impregnazione e quelle che invece si caratterizzano per la durabilità naturale inferiore rispetto alla classe di utilizzo richiesta e che possono essere utilizzate solo se sottoposte a un adeguato trattamento di preservazione. I paragrafi 2 e 3 del capitolo quattro riportano le classi di resistenza alle termiti e ai funghi. Nello specifico, la resistenza alle termiti si classifica secondo tre livelli: R Resistente; MR Moderatamente resistente e NR Non resistente, mentre la resistenza ai funghi si classifica secondo cinque livelli: 1 molto durabile; 2 durabile; 3 moderatamente durabile; 4 poco durabile e 5 non durabile. I livelli sono verificabili attraverso la norma UNI EN 350-2 oppure -se raggiunti con un trattamento di preservazione- secondo i requisiti stabiliti dalla norma UNI EN 599 per la classe di servizio richiesta. Il quarto paragrafo è dedicato alla durezza definita in cinque classi di valutazione che vanno dalla Classe I con prestazione corrispondente >45 N/mm2 alla Classe V che è il livello inferiore con prestazione <11 N/mm2. Per conoscere e valutare la classe di durezza della specie legnosa per l’elemento da posare è necessario sottoporre l’elemento ligneo al test di durezza secondo il metodo previsto dalla norma UNI EN 1534:2011 che tiene conto delle correzioni introdotte per determinare la resistenza alla penetrazione nelle pavimentazioni di legno. Il quinto punto del capitolo quarto riporta un interessante prospet-


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TABELLA 4. Classi di stabilità (stralciato da norma UNI 11538/1) Classi di stabilità

Prestazione corrispondente %

A

<1,1

B

1,6-1,1

Coefficiente di snellezza minimo (s/l) 1,7

C

2,0 a1,6

01-giu

D

2,5 a 2,0

01-mag

E

>2,5

01-apr

Requisiti degli elementi di rivestimento L’ultimo capitolo della norma UNI 11538-1 è costituito da due paragrafi. Il primo paragrafo (5.1) è dedicato alla resistenza alla flessione e ricorda che le specie legnose per pavimentazioni esterne devono rispondere ai requisiti di resistenza alla flessione definiti in fase di progetto. Per conoscere tale proprietà -espressa in N/mm2- si potrà utilizzare il metodo di prova riportato nell’appendice A annessa alla norma. Il secondo paragrafo (5.2) è dedicato all’aspetto degli elementi di rivestimento e si suddivide in tre sottoparagrafi (generalità, requisiti minimi e caratteristiche geometriche). Nel primo (5.2.1) si precisa che il legno è un materiale eterogeneo per natura e può presentare delle peculiarità che talvolta tendono a comparire solo con il trascorrere del tempo e che la presenza o la successiva comparsa di tali particolarità non necessariamente comporta la perdita d’idoneità all’impiego previsto. Il sottoparagrafo 5.2.2 è dedicato ai requisiti minimi in termini di aspetto degli elementi per il rivestimento che devono essere considerati al momento della prima consegna. La norma emessa circa un mese fa riporta un prospetto riassuntivo (prospetto n°4 a pagina 7) relativo ai requisiti minimi sia per le specie legnose di latifoglie sia per le conifere, in relazione alle caratteristiche morfologiche e costitutive del legno delR l’elemento riportate qui nella tabella 5. Garbelotto

to (n.2 a pagina 4 della norma) in cui si riportano le cinque classi di stabilità dimensionale e il coefficiente di snellezza dell’elemento da posare all’esterno. Queste caratteristiche si conosceranno e saranno valutate sottoponendo l’elemento ligneo da posare al test secondo la norma UNI EN 1910 (per la stabilità dimensionale) e calcolando il coefficiente di snellezza che è strettamente correlato al corrispondente livello di stabilità dimensionale dato dal rapporto tra lo spessore (s) e la larghezza (l) dell’elemento. La norma prevede la classificazione con cinque livelli, ossia dal livello A (classe migliore) al livello E (classe peggiore) come osservabile nella tabella 4. Le principali caratteristiche delle specie legnose più utilizzate per realizzare pavimentazioni esterne sono invece l’argomento analizzato al sesto paragrafo del quarto capitolo. Le caratteristiche concernenti: durabilità (sia ai funghi sia alle termiti), durezza, stabilità, classe limite d’uso senza impregnante e impregnabilità sono riportate in un unico prospetto che raccoglie cinque specie legnose di conifere (Douglasia, Hemlock, Larice, Pino marittimo e Pino silvestre) e quindici latifoglie (Azobè, Bilinga, Bangkirai, Castagno, Doussiè, Ipè Lapacho, Iroko, Jatoba, Kapur, Merbau, Moabi, Padouk, Robinia, Rovere e Farnia e Teak sia di provenienza asiatica sia coltivato). La norma UNI EN 11538-1 correttamente specifica che il prospetto con le 20 specie legnose analizzate è puramente indicativo e quindi da ritenersi non esaustivo; se non altro, perché è più che possibile che vi siano altre specie legnose non considerate che possono avere durabilità naturale adeguata per essere utilizzate per realizzare pavimentazioni esterne di legno. Il penultimo paragrafo del quarto capitolo analizza invece il problema degli elementi giuntati di testa e/o multistrato. In merito a ciò, la norma stabilisce che gli adesivi impiegati devono essere idonei alle condizioni d’uso esterne (ossia nel caso in cui gli elementi non siano riparati e non siano a contatto con il terreno) e, inoltre, prescrive, che gli elementi multistrato si potranno considerare idonei solo se si sono impiegati adesivi per usi strutturali e quelli conformi alla classe D4 secondo la norma UNI EN 205 e che abbiano un determinato valore medio di resistenza alle alte temperature che permettano al prodotto finito di superare un determinato ciclo termo-igrometrico. Per gli elementi giuntati di testa si considerano idonei gli adesivi impiegati per usi strutturali conformi alla norma tecnica UNI EN 301, mentre per verificare la possibile idoneità di adesivi d’altro tipo bisognerà far riferimento ai test come indicati nella norma UNI/CEN/TS 13307-2. Nell’ultimo paragrafo del capitolo quattro denominato “altre caratteristiche” si sottolinea che la possibile fuoriuscita di tannini e/o resine dal legno può facilmente rovinare l’aspetto estetico e le parti limitrofe della pavimentazione lignea esterne e, per questi motivi, la norma stabilisce che il fabbricante dovrà adeguatamente informare i clienti della possibile eventualità prima di realizzare la pavimentazione.

TABELLA 5. Proprietà costitutive del legno stabilite dalla norma UNI 115381 per valutare l’aspetto estetico degli elementi di rivestimento per pavimentazioni di legno per esterno · Nodi sani e aderenti (dimensioni sulla faccia a vista). · Nodi sani e aderenti (frequenza sulla faccia a vista). · Nodi morti o parzialmente aderenti. · Alburno. · Smussi. · Fessurazioni sui bordi. · Fessurazioni sulla faccia a vista. · Cretti sui bordi. · Fessure profonde o passanti - fessure non passanti alle estremità degli elementi. · Deviazioni della fibratura. · Midollo e falso durame. · Lesioni e danni meccanici. · Alterazione biologica. · Inclusioni di corteccia.

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ING K DEC Per corretti motivi di diritti d’autore, non è possibile riportare i requisiti minimi stabiliti per ogni singola caratteristica morfologica del legno di latifoglie e conifere destinati all’esterno, però è possibile evidenziare che per gli elementi da posa sia di latifoglie e sia di conifere, non sono ammesse fessurazioni e smussi sui bordi, nodi morti o poco aderenti, midollo e falso durame oltre a fessure profonde e/o passanti. L’ultimo paragrafo (5.2.3) denominato “Caratteristiche geometriche” si suddivide in 9 punti e analizza i requisiti minimi relativi a spessore, tolleranze delle dimensioni, deformazioni massime, regole e vincoli di snellezza e forma, contenuto percentuale di umidità, aspetto della superficie e informazioni da allegare agli elementi alla prima consegna dei manufatti da posare all’esterno. Un estratto dei requisiti minimi è visibile nella tabella 6.

Riflessioni La norma di recente emessa ha di certo colmato un vuoto normativo e di questo si ringrazia chi ha lavorato a tale scopo. Il documento tecnico, che, si ricorda, essere volontario, è di particolare interesse per i produttori, ma è anche un utile strumento per gli installatori perché trovano importanti elementi per valutare la corrispondenza ai requisiti prestazionali e d’aspetto dell’elemento ligneo da posare prima di installarli. La norma appare completa e, forse, di non semplice attuazione perché può essere messa in pratica non solo consultando, ma anche utilizzando altre norme citate nel testo come ad esempio: norma UNI EN 350-2 (durabilità naturale compatibile con la classe d’utilizzo prevista), UNI EN 599 (trattamento di preservazioni) e UNI EN 205 (adesivi), oltre a far riferimento alle altre norme riportate nel secondo capitolo della norma. Scorrendo la norma, è chiaro, che essa si applica per gli elementi di legno massiccio e/o giuntati di testa e/o multistrato ma, non è chiaro, se gli elementi di multistrato sono intesi come liste di legno incollate tra loro sulle superfici per ottenere lo spessore minimo richiesto (18 millimetri) o se invece s’intende la definizione stabilita dalla norma UNI EN 13756 (Terminologia) punTABELLA 6. Alcuni dei requisiti dimensionali richiesti dalla norma UNI 11538-1 (stralcio) Proprietà

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Requisiti

Spessore minimo degli elementi

Non inferiore a mm 18

Tolleranze

Spessore e larghezza ... ± 2% Lunghezza ...................±mm 0,2

Deformazioni massime

Imbarcamento:......1 % della lunghezza elemento Falcatura: ..............2 mm/m Svergolamento: .....2 mm/m

Contenuto massimo di umidità

Umidità %: ............Non maggiore di 18%. Il contenuto è da verificare o con il metodo elettrico secondo la norma UNI EN 13183-1, oppure con il metodo gravimetrico (per pesata) secondo la norma UNI EN 13183-2.

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to 2.4: Elemento multistrato: elemento a costruzione lamellare costituito da uno strato superiore di legno massiccio e da uno o più strati aggiuntivi di legno, o materiali a base di legno, incollati insieme. Se così fosse, si dovranno necessariamente considerare anche i documenti normativi che trattano questi altri tipi di manufatti lignei. Si presume che la norma si applica anche per elementi lignei per uso pavimenti esterni che hanno subito particolari trattamenti come per esempio: impregnazione in autoclave, trattamento termico, acetilizzazione e così via, costatato che nel prospetto 3 della norma vi è sia la colonna relativa alla classe d’uso del legno senza impregnazione e sia la colonna Impregnabilità. Costatato che i problemi che maggiormente si riscontrano sul campo per le pavimentazioni lignee esterne si legano soprattutto alla realizzazione e comportamento nel breve tempo dopo la posa degli elementi lignei posati; la norma di recente emessa offre una grossa mano nel valutare e scegliere gli elementi lignei in funzione della destinazione d’utilizzo. Forse, oltre alla classificazione dell’elemento alla prima consegna, si poteva fare un accenno in merito ai vizi e difetti che si potrebbero generare sugli elementi posati a breve tempo dall’installazione. È vero che siamo di fronte ad un eccessivo numero di variabili ma, trattandosi di legno per esterni che deve inevitabilmente convivere con sbalzi di umidità e condizioni ambientali più che variabili, forse, qualche accenno a questo particolare aspetto poteva essere utile. Seppure sia veritiero che scegliendo un pavimento di legno per esterno si devono accettare i naturali limiti del legno e il naturale ingrigimento delle superfici che nel tempo si genera a causa della luce solare (sempre che siano stati spiegati al committente); è altrettanto vero che non si possono accettare pavimentazioni di legno esterne che, a poco tempo dalla posa manifestano spaccature, inflessioni, distorsioni e scheggiature e delaminazioni che possono anche gravemente compromettere la sicurezza di chi fruisce la pavimentazione lignea. Costatato che la norma è identificata da un numero seguito da un trattino (UNI 11538-1), si presume che essa sia un primo passo per aumentare la sicurezza e la qualità delle pavimentazioni esterne di legno; pertanto ci si augura che quanto prima si pubblichino altri documenti normativi (parte 2 - parte 3 e così via) che consentano oggettivamente e univocamente di verificare e valutare le caratteristiche non solo degli elementi lignei alla prima consegna, ma anche poco dopo la posa in opera, oltre agli elementi di appoggio della sottostante infrastruttura della pavimentazione esterna, alle modalità di posa in opera e fissando criteri e requisiti per la valutazione dell’intero sistema “pavimentazione di legno da esterno”, senza dimenticare ciò che oggettivamente è da ritenersi vizio e difetto, da ciò che invece è il naturale limite fisiologico di comportamento di quella splendida materia prima insostituibile che è il legno massiccio naturale! I


MILESI:MILESI

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ING K DEC FRIULPARCHETI

Il fascino di External Grazie alla ricerca di materia prima di qualità proveniente da tutto il mondo e alla flessibilità della sua produzione, Friulparchet propone una collezione dedicata ai pavimenti per esterno. External è disponibile in due tipologie: FriulDeck listoni e FriulGarden quadrotte, entrambe le soluzioni disponibili in varie essenze sia europeee sia esotiche. Nella foto FriulGarden in Merbau, essenza nota per le sue caratteristiche di durabilità e resistenza agli agenti esterni. Le quadrotte sono di dimensioni 500x500 mm e, grazie alla loro semplicità di installazione, fanno di FriulGarden un prodotto ottimo per pavimentare bordi piscina, vialetti, camminamenti, terrazzi e verande. I pavimenti per esterno di Friulparchet possono essere forniti anche già trattati con oli appositi per migliorarne ulteriormente la durabilità e, su richiesta anche con oli colorati. www.friulparchet.eu

LISTONE GIANTI

Dalla Birmania il Teak migliore per gli esterni Giant Decking in Teak Burma è il prodotto più prezioso della linea Giant di pavimentazioni in legno per esterni. Il Teak Burma proviene dalla Birmania (oggi Myanmar) ed è da sempre considerato la vera essenza originale, da non confondere con altri tipi di Teak provenienti da piantagioni. La sua crescita avviene, infatti, naturalmente in foresta. Questa essenza ha caratteristiche tecniche da sempre riconosciute come superiori rispetto a ogni altro tipo di specie lignea. La stabilità eccezionale e la bellezza estetica ne fanno uno dei migliori legni in assoluto. Garantisce alta resistenza agli agenti atmosferici, quindi è per eccellenza il materiale perfetto per rivestire portici, balconi, aree esterne con piscina e qualsiasi altro spazio all’aperto in ogni clima. È ideale anche per istallazioni in zone di mare: la sua particolare robustezza, la sua bellezza e versatilità lo rendono il materiale più usato anche per i rivestimenti in campo nautico. Giant che ne ha fatto la sua punta di diamante per la linea di pavimenti in legno da esterno, può vantare di avere direttamente in Birmania la sua produzione controllata. Un investimento sulla qualità, da godere generazione dopo generazione. www.listonegiant.it

STILEI

Per un outdoor raffinato Sildeck è la collezione Stile per esterno, ideale per strutture decking raffinate in ogni ambientazione. Sildeck è realizzato in legno di Teak, perfetto per arredare in esterno e può essere montato con clips o con viti a vista. A seconda del dislivello possono essere scelti supporti fissi o regolabili che consentono di adattare la struttura del pavimento decking all’esterno secondo le varie necessità estetiche e funzionali. Il Teak è il migliore legno esistente per esterni perché presenta una durezza e una stabilità senza pari. I listoni possono essere trattati e finiti in opera. Per migliorare la performance del decking può essere applicato anche un trattamento speciale antiscivolo. www.stile.com

ALMAI

Il pavimento da esterno di pregio Una splendida piscina circondata dal suggestivo paesaggio delle Langhe tra colline e vigneti, è la terrazza che Alma ha rivestito di una pavimentazione da esterno di pregio. Per la realizzazione sono stati posati i pregiati listoni di Teak zigrinato di Alma, la cui superficie antiscivolo garantisce la massima sicurezza e un effetto estetico di grande impatto. Alma utilizza un Teak particolarmente resistente all'umidità e agli agenti atmosferici e garantisce stabilità e durevolezza nel tempo. Piscine, sentieri, terrazzi, giardini, parchi pubblici o privati sono spazi ideali per l'installazione di questo tipo di pavimento per esterno, così come qualsiasi area immersa nella natura e circondata dal verde. www.almafloor.it

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FIEMME 3000I

Eleganza, personalità e ricercatezza Esterni di Fiemme è una selezione di essenze per gli ambienti outdoor pensata per arricchire qualsiasi architettura e trasformare anche i piccoli spazi in gioielli di relax e bellezza. La linea di pavimenti Fiemme 3000 per esterni è una selezione di legni progettati ‘ad hoc’ per tutti gli ambienti come giardini, terrazze, verande e bordi piscina. Eleganza, personalità, ricercatezza e un senso di ordine e pulizia sono le caratteristiche che l’azienda ha voluto conferire alle proposte per eserno, oltre –naturalmente- al fascino del materiale naturale. Fiemme 3000 propone principalmente la robustissima essenza del Teak, di altissimo pregio estetico e dalle ottime caratteristiche di resistenza. È possibile scegliere, in alternativa, l’Ipè, un’essenza dura e resistente per natura, che si adatta bene alle condizioni più difficili. Nell’immagine Teak olio neutro – Collezione Esterni di Fiemme: una scelta che si armonizza perfettamente con il contesto. www.fiemme3000.it

ALI PARQUETSI

Velocità di posa e resistenza Oggi il parquet non è posato solo all’interno, è infatti sempre più apprezzato anche fuori casa! Per questo motivo Ali ha selezionato per il suo decking quattro specie legnose che garantiscono stabilità e durabilità nel tempo. Le soluzioni Ali sono disponibili sia in listoni per esterno che in quadrotte, con la possibilità di scegliere in un ampio ventaglio di soluzioni in grado di soddisfare esigenze e gusti estetici diversi. Mentre le quadrotte in legno per esterni sono disponibili nella specie legnosa Thermo Teak 190° C e in Ipè, i listoni in legno per esterno sono offerti in Ipè, Iroko, Teak e nel nuovissimo Eucalipto che rappresenta una delle migliori combinazioni fra qualità e prezzo. Infine, mentre le quadrotte sono posabili molto velocemente, su qualsiasi piano di posa livellato e battuto, il listone prevede il fissaggio a una sottostante struttura in magatelli di legno tramite viti a vista o clips a scomparsa. www.aliparquets.com

GAZZOTTII

Il pavimento ama il Free Time Free Time è il pavimento per esterno di Gazzotti disponibile in due essenze Ipè e Teak Thermic. Il pavimento si caratterizza per i listoni massello double face. I lati lunghi sono lavorati a doppia femmina e arrotondati per rendere sicuro il calpestio. La posa può essere effettuata con fissaggio a scomparsa grazie l'utilizzo delle apposite piastrine acciaio inox o con viti a vista fissando i listoni sui magatelli flottanti. La superficie di un lato è zigrinata, per ottenere un effetto antiscivolo in caso di bisogno come, per esempio nei bordi piscina, mentre la superficie dell'altro è liscia per dare il massimo risalto alla venatura del legno. Per quanto riguarda le essenze, l’Ipè è la specie legnosa che si è dimostrata, nel tempo, particolarmente idonea al contatto con l'esterno, mentre il Teak è trattato termicamente per garantire maggiore stabilità e una cromia più tenue e mielata. www.gazzotti.it

BRUNOI

Il parquet esce all’aperto Resistenza agli agenti atmosferici, durabilità e armonia con l’ambiente è ciò che si richiede a un perfetto pavimento per esterni. I listoni per esterni in legno massello di Bruno Parquet sono proposti in 4 specie legnose - Teak Asia, Mururé, Ipè e Frassino Termo trattato - e sono adatti a qualsiasi ambiente: terrazze, giardini, bordi piscina, dehors. Facili e veloci da posare rendono l’ambiente esterno accogliente e confortevole. Listoni in legno massello di grandi dimensioni e spigoli arrotondati sono tra le caratteristiche che contraddistinguono questo pavimento in legno il cui montaggio viene realizzato fissando i listoni su di una orditura precostituita di listelli di supporto. L’ancoraggio ai listelli di legno può essere realizzato o utilizzando apposite piastrine metalliche fissate ai listelli di supporto con viti in acciaio inox, o avvitando dall’alto i listoni all’orditura di supporto con viti in acciaio inox. www.brunoparquet.it

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ING K DEC GARBELOTTOI

Il decking trattato termicamente Decking per esterni di Garbelotto è ideale per la pavimentazione di bordi piscine, terrazze, camminamenti, balconi, patii, logge e rivestimenti esterni. Disponibile in Massaranduba, Ipè Lapacho, Termo Teak e Termo Frassino, in due diverse versioni: a listone tradizionale per posa su magatelli della stessa specie legnosa o in altri materiali, a tolda di nave, a correre, a spina o come si preferisce o con clips a scomparsa fornite separatamente oppure in tavole precomposte a quadro o accoppiate con supporto in resina ad incastro, per una posa a scacchiera o a correre. Il Frassino e il Teak sono trattati termicamente, un trattamento naturale che stabilizza il colore del legno e rende il prodotto più resistente alle variazioni climatiche e all’attacco di muffe o insetti. Nelle foto: tavole in Termo Frassino con zigrinatura antiscivolo e fresatura per clips. www.garbelotto.it

MP PARQUET COMPANYI

La bellezza del legno per spazi aperti Il decking Teak di MP Parquet Company è un pavimento per esterni, ideale per chi vuole arredare il proprio spazio all’esterno con la bellezza del legno. Il Teak, con cui il decking è realizzato, è una specie legnosa caratterizzata da resistenza, flessibilità, durabilità e bellezza; caratteristiche ideali per utilizzo all’esterno. Infatti il Teak, anche senza trattamenti, si conserva per periodi molto lunghi, resistendo alla normale degradazione biologica. L’applicazione periodica di olio per uso esterno, mantiene poi più a lungo le qualità estetiche della pavimentazione che se posata a regola d’arte può durare diversi decenni. Nell’immagine una realizzazione presso l’Ex Istituto La Salle di Torino, dove il pavimento di listoni in essenza Teak è stato fornito e posato con sottostruttura in magatelli (essenza Teak) e piastrine di fissaggio. www.mp-parquet.it LISTONE GIORDANOI

Parquet outdoor stabile nel tempo Il rispetto per l’ambiente e la gestione delle risorse rinnovabili rappresentano i principi base dello sviluppo del decking in Frassino trattato termicamente di Listone Giordano, ideato per un outdoor stabile e duraturo nel tempo. Il frassino, abbondante nella maggior parte delle foreste francesi, presenta caratteristiche ottimali di resistenza meccanica. Il trattamento termico mediante vapore, poi, senza l’impiego di prodotti chimici, migliora le caratteristiche di durabilità e stabilità dimensionale necessarie per l’impiego all’esterno. La superficie spazzolata e l’assenza di un trattamento di finitura, infine, valorizzano l’aspetto naturale ed elegante del legno. La posa del pavimento viene facilitata da un sistema di fissaggio invisibile, rapido e durevole. www.listonegiordano.com

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LABOR LEGNOI

Il lusso fuori casa Bello e resistente, facile e veloce da installare, Garden Wood di Labor Legno è stato pensato come soluzione ideale per chi non sa rinunciare al calore di un pavimento in legno anche in esterno. Il sistema di fissaggio è stato studiato in maniera tale da non necessitare di viti sulla superficie, così da garantire il massimo design estetico. Garden Wood è disponibile sia in assi sia in quadrotte in varie specie legnose: Mogano, Frassino, Teak, Doussiè, con superificie liscia oppure antisdrucciolo o anche in termocotto. Nell’immagine, l’applicazione di Garden Wood nel progetto dell'architetto Byrne, Merville, Casa sul Parco a Lido di Jesolo. www.laborlegno.it


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CORÀI

Elysium: per arredare con la natura Elysium è il pavimento Corà per esterni che permette di scegliere la specie legnosa che si preferisce per realizzare progetti come parchi, bordi piscina, gazebo, verande, prestigiose terrazze o altro. I pavimenti sono realizzati in modo tale da ridurre al minimo la manutenzione e quindi non richiedono particolari finiture. Inoltre, tengono conto delle naturali qualità tattili, sensoriali e cromatiche desiderate. Indicati per la realizzazione di “deck”, i listoni senza incastro sono realizzati in legno massello con una faccia liscia e una antiscivolo con lunghezze da 1200 a 2500 mm. Sono disponibili con specie legnose che hanno oltre vent’anni di durata naturale e vengono fissati sulla struttura reticolare di magatelli (anch’essa di legno con caratteristiche simili) precedentemente fissata al suolo. I listoni sono posati in modo parallelo ed equidistante tra loro (circa 4-6 mm) e vengono agganciati alla struttura tramite viti in acciaio inox. Questo prodotto si distingue, oltre che per la particolare resistenza ed elasticità, per la perfetta adattabilità a qualsiasi forma planare, seguendo fedelmente eventuali inclinazioni del piano di posa. www.coralegnami.it

CP PARQUETI

Essenze legnose all’aria aperta Ci sono molte soluzioni per vivere anche all’aria aperta il piacere e la meraviglia di un pavimento in legno, per prolungare la casa nel verde di un giardino, creando oasi di relax a bordo piscina, su terrazze panoramiche e pontili, per camminare a piedi nudi su superfici calde e vellutate, antiscivolo e prive di spigoli. I pavimenti per esterni CP Parquet sono realizzati con essenze legnose estremamente resistenti e di facile manutenzione, come il Teak e il Frassino termotrattato e non temono l’acqua, le intemperie e l’usura del tempo. CP Parquet ha individuato nei legni di Teak e Frassino termotrattato, le migliori specie legnose ad alta resistenza contro i funghi basidomiceti xilofagi, per pavimentazioni da esterno. Queste specie legnose vengono lavorate in listoni con lunghezze varie a correre o in elementi modulari con aggancio a secco. L’esposizione al sole tende con il tempo ad alterare il colore del legno, che può essere ravvivato con l’utilizzo di oli o impregnanti specifici. www.cpparquet.it

STEMAUI

Decking Life la moda per esterni

IDEE & PARQUETI

Piazza Grande, vigore e praticità Il legno torna protagonista nel suo habitat naturale, in giardini, terrazzi o a bordo piscina, con Piazza Grande, il pavimento per esterni di Idee & Parquet. Fatto per resistere, vigoroso ed elegante, il pavimento è realizzato nell’essenza dell’Acacia Evaporata, ideale per la sua durezza e per la capacità di adattamento a contatto con agenti atmosferici esterni. Piazza Grande è disponibile in griglie composte da cinque o sei liste in legno massiccio, fissate con apposite viti su traversi in legno. Le griglie sono corredate di incastro maschio/femmina su tutti i lati per rendere il fissaggio sicuro e di facile ispezione. La loro composizione le rende particolarmente indicate per una posa in opera sopraelevata, mediante piedi in PVC regolabili e perfettamente livellati. La posa avviene su guaina, massetto o preesistente pavimentazione. www.ideeparquet.it

Negli ultimi anni, più che in passato, si è sviluppata molto la moda di pavimentare giardini, terrazzi e bordi piscine con l'elemento naturale per eccellenza: il legno. Le pavimentazioni in questo materiale, certamente utilizzate negli Stati Uniti e nel Nord Europa, si stanno rapidamente diffondendo anche nel nostro Paese, data l'eleganza e il particolare fascino di questo elemento di arredo per esterni. Il Decking Life di Stemau è stato pensato proprio per andare incontro alle esigenze di chi possiede una casa con uno spazio esterno, ama vivere in relax all’aria aperta e vuole un ambiente il più naturale e confortevole possibile. Decking Life non teme l'acqua e non necessita di trattamenti particolari per la conservazione, né di una manutenzione periodica. Se desiderato, si può ravvivare l'aspetto del Decking Life utilizzando olii vegetali o impregnanti naturali per contrastare l’azione della luce sul legno. www.stemausrl.it

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ING K DEC TAVARI

Il Deck Tavar per in e outdoor Deck di Tavar è il parquet ideale per chi non vuol rinunciare al comfort anche in giardino, in veranda o a bordo piscina e vuole arredare con stile e qualità il proprio outdoor. Tra i suoi punti di forza spiccano la certificazione 100% Made in Italy da parte dell’ITPI per la pavimentazione in legno per esterni e l’originale sistema di fissaggio grazie alle esclusive piastrine di supporto brevettate Tavar. Realizzato in diverse essenze tra cui il Frassino Termotrattato 215°C, Ipè, Teak Siam, Pau Oro, Eucalipto, il pavimento in legno Deck trova perfetta collocazione non solo all'esterno ma permette di creare soluzioni di arredo eleganti e funzionali anche indoor, specialmente in ambienti a stretto contatto con l'acqua come piscine, saune o palestre. www.tavar.it

CRISTIANII

Essenze in tavole di grande stabilità Teak Indonesiano è l’essenza scelta insieme all’Ipè Lapacho del Brasile dall’azienda Maro Cristiani per realizzare i suoi pavimenti in legno per esterni. Le tavole in legno Teak indonesiano si distinguono per l’eccezionale stabilità dimensionale della specie legnosa, spesso impiegata anche sulle coperte delle imbarcazioni. Le caratteristiche di queste tavole sono la sezione a fungo e gli spigoli arrotondati. Le tavole in legno Ipè Lapacho hanno sezione rettangolare e sono anch’esse con spigoli arrotondati. A richiesta entrambe le tipologie possono essere realizzate con superficie antiscivolo. A seconda delle esigenze il Teak è disponibile anche in mattonelle per esterni con supporto di plastica. www.cristiani.it

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DESIGN PROGETTI

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L’essenza chiara del parquet e l’ampia porta finestra che collega il giardino contribuiscono a rendere luminoso lo spazio living

Classicità contemporanea Luminoso, sobrio, elegante. Questi gli elementi distintivi che caratterizzano la ristrutturazione esemplare di un appartamento a Marina Velca, sulla costa laziale GIANNA MEIS

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Siamo nella zona costiera del Lazio. Qui, in un comune di Tarquinia in provincia di Viterbo, è stata progettata la ristrutturazione di un appartamento, seguendo i principi dell’essenzialità e dell’eleganza. Alessandra Orsini dello studio romano Giammetta e Giammetta è la padrona di casa, nonché l’architetto che ha progettato la trasformazione degli spazi. Per vestire i pavimenti dell’appartamento, che si sviluppa su due livelli, è stato scelto il parquet Legni del Doge Online Industriale di Itlas nell’essenza del Rovere. La finitura scelta, Sfarinato Plus, si caratterizza, oltre che dalla tonalità particolarmente chiara, dall'effetto seghettato molto accentuato su tutta la superficie della tavola. Il risultato è uno spazio arricchito di un forte accento contemporaR neo, pur nel rispetto della classicità del progetto.

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DESIGN PROGETTI

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Il pavimento Legni del Doge Online Industriale di Itlas Legni del Doge è un pavimento prefinito a due strati di Itlas, composto da essenza nobile in legno massiccio e supporto multistrato di betulla con incastri calibrati ma-

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schio-femmina sui 4 lati. Disponibile in diversi formati, varie essenze e molteplici finiture. In questa ristrutturazione lâ&#x20AC;&#x2122;essenza scelta è quella del Rovere nella finitura Sfarinato Plus, caratterizzata da vernice semilucida e una superficie spazzolata con seghettatura. I


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Il parquet Legni del Doge riveste oltre all’ingreso, alla zona living e all’ampia cucina a vista, anche la scala di collegamento tra i due livelli della casa, creando un senso di continuità tra gli spazi

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STRATEGIE OBIETTIVO VENDITA

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L’obiettivo per una gestione ottimale del lavoro è far sì che i collaboratori non lavorino per voi ma con voi Questo significa dover trasformare collaboratori non sempre motivati e appassionati in colleghi produttivi e coinvolti DAVIDE GABRIELLI

Il segreto della

motivazione Si dice che le aziende migliori siano quelle composte dalle persone migliori e più motivate. Spesso, tuttavia, presumiamo che il livello di motivazione dei nostri collaboratori sia ottimale, rischiando di ignorare possibili perdite di potenza della nostra organizzazione. Infatti, tutti noi in un’azienda abbiamo un ruolo chiaro che serve a mettere in pratica un pezzo del progetto strategico di differenziazione sul mercato. Ognuno avrà un obiettivo -appunto-, più o meno faticoso, che necessiterà un grande impegno e una grande coerenza. Alla fine dell’anno la somma di tutti questi lavori genererà il risultato finale, quindi se sarà positivo vorrà dire che tutti hanno fatto al meglio la loro parte se sarà negativo vorrà dire che così non è stato.

Le persone spesso dicono che la motivazione non dura. Bene, nemmeno un buon bagno, rispondo io, per questo si raccomanda di farlo ogni giorno Zig Ziglar (esperto di motivazione personale)

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Credo che per imparare a fare il proprio lavoro al meglio ci voglia estrema concentrazione e attenzione, energie finalizzate a cercare un metodo nuovo e porre l’attenzione su dettagli che magari prima erano ininfluenti.

La motivazione come la benzina per il motore Nella mia vita professionale, ma non solo, ho avuto a che fare con tanti progetti e tante sfide, dove la motivazione è sempre stata la benzina per il motore. Ho imparato quindi che non è più importante avere un motore grande e potente se non abbiamo la benzina per farlo funzionare. Ho poi imparato che per assimilare un’informazione nuova o un comportamento nuovo è necessario ripeterlo più volte, digerirlo e farlo diventare metodo. Un processo faticoso, che necessita appunto molta concentrazione e motivazione. A scuola per insegnarci a scrivere ci facevano compilare pagine intere con la lettera A, poi con la lettera B fino a che non riuscivamo ad associare a quel simbolo in giusto significato e riprodurlo nel modo corretto. Nello sport la prima cosa che si insegna sono i fondamentali, con ore e ore di esercizi sempre uguali che servono ad assimilare le basi su cui si struttura quella disciplina. Per superare queste fatiche ci vuole motivazione e passione.


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È molto raro trovare dei collaboratori che siano appassionati del proprio lavoro, un po’ perché il loro lavoro spesso è l’applicazione di un nostro sogno e non di un loro, un po’ perché il sistema accademico attuale mette in condizione le persone di sognare un lavoro per un decennio, attraverso una facoltà universitaria molto specifica, dove si impara un linguaggio, e ci si innamora di un mondo. È solo dopo la festa di laurea, inviando a tutti il proprio curriculum vitae si scopre che per quel ruolo non c’è lavoro e quindi bisogna accontentarsi di lavorare come venditore o impiegato in un rivenditore di superfici. È molto probabile quindi che la motivazione principale di questo collaboratore sia estrinseca, ossia legata al fattore economico (faccio questo lavoro perché guadagno dei soldi) e non intrinseca dove invece la passione la fa da padrone. È quindi necessario lavorare su questi aspetti per trasformare collaboratori poco motivati e appassionati in collaboratori più produttivi e coinvolti. Per farlo prima di tutto vi consiglio di “raccontare” loro il vostro progetto e sogno, ricordate che non basta tenerlo nel vostro cassetto o ancora peggio nella vostra testa affinché sia capito e applicato dai vostri collaboratori. Dovete imparare a raccontarlo, con entusiasmo e passione, perché solo cosi “contagerete” le persone che lavorano nella vostra azienda e piano piano si trasformerà il livello di rapporto e non lavoreranno più PER VOI, ma CON VOI nel cercare di concretizzare un difficile progetto di differenziazione. Non basta farlo una volta, come non è bastato a scuola o nello sport, bisogna farlo più volte sempre con entusiasmo e magari con approcci, strumenti, esempi e modalità diverse. Per voi il progetto è chiaro per loro no, soprattutto perché non conoscono la storia e l’origine di quel pensiero.

Lavorare sugli incentivi Per accendere la motivazione è necessario anche lavorare sugli incentivi, che consiglio di non legare solo alla quantità. Infatti, molte volte si danno incentivi o premi sui risultati a prescindere da come vengano generati. Vi consiglio invece di costruire un piano di incentivazione qualitativo, strutturato su micro elementi o obiettivi che se eseguiti in modo eccellente, permetterebbero all’organizzazione di fare un passo avanti verso il progetto. Se per esempio la profilazione del cliente nel punto vendita è un’azione importante per permettervi di avere delle informazioni su cui poter creare sviluppo commerciale, allora mettete un incentivo su quell’azione, e quindi in modo oggettivo monitorate le schede di profilazione rispetto ai clienti gestiti. Se invece un elemento importante per il vostro progetto

è la marginalità, mettere un premio sulla limitazione degli sconti, se lo è sulla crescita di un segmento di prodotti lo metterete su quello e cosi via. Ricordate che tutti noi siamo progettati per concentrarci su dei progetti specifici, e quindi il fatto di avere un premio importante su un’azione, non fa altro che amplificare la nostra attenzione nei confronti di quel progetto, facendoci porre attenzione ai dettagli e quindi aumentando in modo verticale la probabilità di successo. Dopo un anno che ci concentriamo su quel comportamento e su quel metodo, ormai l’abbiamo assimilato e sarà diventato automatico. E quindi l’anno successivo non sarà più necessario premiarlo in quanto avremo già aumentato le qualità in quell’area e dovremo mettere la “posta” su un altro elemento importante per lo sviluppo del progetto. Quindi per fare un esempio, se per vincere il campionato con il modulo che abbiamo in testa dovremo fare tanti gol di testa, dovremo dare gli incentivi all’attaccante solo sui gol di testa, perché solo così sarà motivato ad allenarsi di più per sviluppare una sua importante area di miglioramento. Quando diventerà bravo su questo aspetto e farà tanti gol, ormai avrà assimilato le qualità, e quindi il premio le legheremo ad un’altra tecnica, magari il gol su punizione ecc. Ricordate siamo tutti animali, e dobbiamo imparare dagli animali. Infatti è affascinante vedere come apprende un cane, e per farlo ha sempre bisogno di associare il comportamento corretto al premio, ma solo fino a quando a metabolizzato quell’associazione e quell’ordine. La stessa cosa la fa il topolino negli esperimenti di apprendimento. Quando mettono il formaggio in un punto lui associa un percorso e impara molto velocemente. Ma solo perché c’è il formaggio quella è la sua motivazione. Allora signori non aspettiamoci che tutti i nostri collaboratori siano fin da subito appassionati del nostro lavoro e del nostro progetto come lo siamo noi, (sarebbero degli imprenditori e quindi dei concorrenti se cosi fosse non dei collaboratori), ma impariamo attraverso un corretto processo di incentivazione e motivazione a concentrarli al massimo sul nostro progetto, che se applicato con precisione e costanza ci permetterà di distinguerci sul mercato e di conseguenza generare valore, che è l’unico vero obiettivo per la nostra azienda. I

Davide Gabrielli si occupa di pianificazione strategica e marketing dal 1994. Socio di uno studio di formazione e consulenza aziendale, dal 2008 segue in prima persona il progetto di sviluppo del gruppo DKZ (cui appartiene Fiemme 3000) e dal 2010 ne coordina la direzione commerciale e marketing. davide@studio davidegabrielli.com www.studiodavidegab rielli.com

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Il parquet: comfort e risparmio energetico Il tema parquet è stato al centro della tavola rotonda organizzata da Bulgarelli 1921. Un’occasione di informazione sui pavimenti in legno nella cornice della Fiera Millenaria di Gonzaga

LIFE: dopo il terremoto, le imprese fanno sistema per una nuova vita Dopo il sisma emiliano del 2012 Alfiero Bulgarelli ha lavorato tenacemente per creare una rete di imprese che potessero superare, insieme, il momento critico. Da diversi incontri con imprenditori del settore legno-arredo della zona è nato un accordo con il mobilificio Pintani. Così è nato LIFE, acronimo di Living Interiors Floorings Expo, uno showroom che aprirà i battenti il prossimo gennaio in Corso Garibaldi 123/125 a Mantova. Questa sinergia tra imprese è stata anticipata nel corso della Fiera Millenaria di Gonzaga dallo stand Bulgarelli 1921 realizzato insieme al mobilificio Pintani. “Abbiamo cercato la positività in una negatività”, sottolinea Alfiero Bulgarelli, “ma il progetto non è chiuso, restiamo aperti a chi, nella nostra stessa situazione, abbia qualcosa da aggiungere a questa esperienza”.

FIAMMETTA REGIS

Parquet, comfort e risparmio energetico, questi i temi che sono stati affrontati nella tavola rotonda organizzata da Bulgarelli 1921 in occasione della Fiera Millenaria di Gonzaga sabato 13 settembre. Gli ospiti invitati hanno animato l’incontro tratteggiando i pregi del legno come elemento d’arredo sotto i diversi punti di vista. Il lato estetico è stato affrontato nell’intervento dell’architetto Antonio Medici, che ha presentato un ricco excursus sull’impiego dei materiali naturali in architettura, soffermandosi sulle caratteristiche e sulle virtù del legno e le sue applicazioni più esemplari. Le essenze, infatti, sono uniche perché mutevoli, mai uguali, distinguibili da tutti gli altri materiali per i tratti originali, come nodi e venature, che le rendono singolari e irripetibili così come lo sono i pavimenti che le impiegano. Il comfort e il risparmio energetico del parquet, visto attraverso innovativi sistemi di posa, è stato, poi, il tema affrontato da Alfiero Bulgarelli, ideatore e organizzatore dell’evento e titolare della storica e omonima azienda che, dal 1921, produce e posa pavimenti in legno. Casi

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Alfiero Bulgarelli, presidente di Bulgarelli 1921

di pose esemplari realizzati dall’azienda di Moglia sono stati presentati attraverso filmati inediti che mostrano brillanti interventi di posa, perfetti per illustrare l’eccellenza della qualità realizzata in tempo record, con “velocità senza fretta” come venne descritto uno degli interventi da un giornalista locale. I benefici del sistema parquet, nel corso della tavola rotonda, sono stati poi raccontati da Domenico Adelizzi, docente di Tecnologia del legno e controllo qualità dal 1972, oltre che collaboratore storico della nostra rivista Professional Parquet. Adelizzi ha spiegato con dovizia di particolari perché il parquet è il miglior pavimento che si possa scegliere, non solo dal punto di


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Bulgarelli 1921 sarà uno dei protagonisti del convegno “Progettare e calcolare col legno” che si terrà a Moglia (MN), presso il Teatro Mondo 3, mercoledì 22 ottobre dalle ore 14.00. Ulteriori informazioni saranno disponibili sul sito www.bulgarelli1921.it

vista di comfort ma anche di ambiente e sostenibilità. Grazie, infatti, al complesso quadro normativo che regola la produzione e controlla la qualità, il parquet non è solo bello, sicuro e unico ma, la sua realizzazione, rispetta l’ambiente e l’ecosistema. Il pavimento in legno, infatti, è ideale anche nel campo del risparmio energetico come ha evidenziato nella sua trattazione Gianpaolo Bellentani che ha presentato uno studio inedito sull’isolamento termico e con bassa richiesta di energia ottenuto dall’utilizzo di diversi pavimenti. È stato, infatti, eseguita una comparazione tra una pavimentazione radiante convenzionale in ceramica, un pavimento radiante a parquet incollato e un pavimento radiante a parquet posato a secco. Le performance dei tre pavimenti sono state confrontate, dimostrando che non sussistono controindicazioni né preclusioni nell’utilizzo di impianti radianti di riscaldamento e raffrescamento con l’utilizzo di parquet che siano posati a secco o a colla. Di comfort acustico, invece, ha parlato Simone Mannocci, project manager presso Tecnasfalti e responsabile Isolmant per la divisione parquet. Nel benessere abitativo hanno un valore speciale la quiete e il silenzio, soprattutto oggigiorno che si vive in condominio. Ebbene, le problematiche connesse alla rumorosità acustica da calpestio sono quelle affrontate dall’azienda Isolmant, che ha messo a punto dei prodotti tecnologicamente avanzati per offrire, in fase di posa, soluzioni ideali per risolvere problematiche acustiche legate al calpestio da parquet. Infine, Carlo Borghi è intervenuto sulla qualifica professionale della figura del posatore fornendo un’anticipazione di quella che potrà essere, entro un anno, la norma per la certificazione del posatore. Borghi ha un’esperienza trentennale

nel settore legno-arredo e come perito in cause giudiziali e stragiudiziali per arredamenti, pavimenti, serramenti e semilavorati. La tavola rotonda, chiusa dopo le domande dal pubblico, da Alfiero Bulgarelli, ha risposto esaurientemente all’esigenza di operatori, architetti e consumatori di dialogare sul tema del comfort abitativo e del risparmio energetico, promuovendo, virtuosamente, un’informazione completa e corretta sul prodotto parquet. I


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MERCATO FIERE

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Il parquet si fa bello al Cersaie Design, innovazione, tecnologia e bellezza. I pavimenti in legno hanno portato la loro unicità al Salone Internazionale della Ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno FIAMMETTA REGIS

Il parquet debutta al Cersaie. Per la prima volta, sono stati presenti al Salone Internazionale della Ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno alcuni dei grandi protagonisti del mondo dei pavimenti in legno, con proposte di pregio. I prodotti presentati in quei giorni, hanno messo in luce i vantaggi del parquet rispetto ad altri tipi di pavimentazioni: grandi formati, resistenza, design, innovazione e tecnologia, oltre al fascino naturale del legno.

Resistenza innovativa La resistenza è stata una delle parole chiave tra le proposte Gazzotti, che ha portato al Cersaie, accanto al ventaglio delle nuove linee come Life o Smile, anche la nuova finitura Vintage, frutto di un’innovazione tecnologica di rilievo, che permette di avere, oltre all’appeal di un parquet naturale e bello, anche un pavimento ultra resistente. Altra novità del parquet firmato Gaz-

Da sinistra il parquet Onda di Idee & Parquet e lo stand Listone Giordano in sinergia con Lago

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zotti è la modularità della posa che si ottiene con la linea My Vintage i cui formati grazie, alle proporzioni nelle dimensioni, permettono grande personalizzazione nel disegno del pavimento. Sempre in tema di unicità spiccavano le proposte di Idee & Parquet -che con Gazzotti ha condiviso lo stand- e che ha presentato la sua collezione Pratovecchio. Si tratta di pavimenti realizzati con legno di recupero impreziosito dal tempo. Esplicativo della filosofia di Pratovecchio è il parquet Onda, un pavimento in legno dal disegno unico, ricavato dalle doghe di rovere di barriques dismesse.

Grande formato, grande bellezza I grandi formati sono tra le peculiarità dei pavimenti in legno e proprio per mettere in mostra questa caratteristica unica Garbelotto ha esposto plance dalle straordinarie dimensioni, lunghe fino a 4 metri. Oltre a questo prodotto distintivo, un’altra anteprima che spicca-


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In senso orario dall’alto lo stand Gazzotti, l’allestimento Kerakoll, il Table“T” di Tavar e la presentazione di Moving Colors di Garbelotto Master Floor

va nello stand Garbelotto e Master Floor è stata la nuovissima finitura cangiante Moving Colors che, grazie all’impiego di una vernice bidirezionale, mostra diversi colori a seconda della luce. La palette delle tonalità è varia e le possibilità di personalizzazione sono assicurate.

Design design e ancora design La qualità ha incontrato il design nello stand di Listone Giordano che riconferma la sinergia con Daniele Lago con un’istallazione in cui il sistema LagoLinea, la libreria essenziale e modulare di Lago, riquadra i prodotti Listone Giordano. Il progetto suggestivo restituisce ambienti per la casa, come la stanza da bagno, la cucina o l’armadio, unici, creati dall’unione dei prodotti Listone Giordano con il design di Lago. Design è la parola d’ordine anche di Kerakoll che ha presentato Design House una linea coordinata di superfici continue in dieci colori coordinabili dal timbro contemporaneo. L’obiettivo è di fornire una palette completa di materiali innovativi, dalle tonalità abbinabili, per progettare lo spazio. Tra i dieci materiali innovativi, tra cui cementi e resine c’è anche il parquet Legno+Color in tre formati small, medium e large.

quadrare con la fotocamera il pavimento di casa e scattare una foto. A quel punto il programma riconoscerà il pavimento con un grado di fedeltà del 90% e lo sostituirà, virtualmente, con un parquet a scelta tra quelli delle collezioni Ali Parquets. Il risultato è una simulazione di come sarebbe la nostra casa con un determinato tipo di pavimento in legno. La tecnologia al servizio del punto vendita è stata invece messa a punto da Tavar che, in occasione del Cersaie, ha presentato Table“T”. Si tratta di un tavolo interattivo, ispirato ai configuratori delle case automobilistiche, che simula la posa del parquet Tavar in un ambiente domestico. Concepito come supporto alla vendita, Table“T” consente di contestualizzare il parquet scelto in otto diverse ambientazioni fedeli alla realtà, stampare la foto degli spazi e, se collegato a Internet inviare mail e preventivo direttamente al cliente. Al Cersaie 2014 il parquet ha debuttato con una vetrina ricca di proposte, idee di design e innovazione. Una premessa ricca di aspettative e che arricchisce il panorama dell’arredamento di interni in continua evoluzione. I

Ali Parquets ha presentato la sua innovativa App di realtà aumentata per simulare il parquet di casa propria

Parquet virtuale e parquet da vendere Accanto alle novità prodotto di Ali Parquets come il nuovo SuperPremass in essenza di Noce nazionale con finitura lucida, anche una chicca tecnologica: la presentazione al pubblico della prima applicazione di realtà aumentata per simulare il parquet in casa propria. L’applicazione, ora al vaglio dell’App Store, sarà disponibile nel giro di qualche giorno, per iOS -e in tempi brevi anche per Android- e permetterà di simulare la posa dei prodotti Ali Parquets in casa propria. Come funziona? Semplice, basterà in-

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MERCATO EVENTI

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Garbelotto una storia di eccellenza Inaugurati, alla presenza delle autorità i nuovi uffici direzionali di Garbelotto e Master Floor, segno della passione e dell’inclinazione al fare dell’azienda trevigiana FIAMMETTA REGIS

“Soltanto un’impresa familiare che ha l’orgoglio in quello che fa, può mettere tanta cura quanta ne ha messa la famiglia Garbelotto nella creazione della nuova sede.” Queste le parole del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi all’inaugurazione dei nuovi uffici direzionali di Garbelotto e Master Floor, che si è tenuta

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sabato 20 settembre a Cappella Maggiore, in provincia di Treviso. Prestigiosa è stata la presenza delle autorità intervenute fra cui Elena Donazzan, assessore all'Istruzione, alla Formazione e al Lavoro, Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso, il senatore Maurizio Castro, Mariarosa Barazza, sindaco di Cappella Maggiore, Maria Cristina Piovesana, presidente di Unindustria Treviso.

Passione e inclinazione al fare La passione, l’inclinazione al fare e la dedizione al lavoro, il valore dell’impresa famigliare come motore della crescita, l’eccellenza italiana e il profondo legame con il territorio sono stati gli elementi messi in luce dalle autorità intervenute, come ha sottolineato anche il presidente Squinzi: “Quella di Garbelotto è una bellissima storia, una storia di eccellenza e di made in Italy”. La gestione familiare, giunta alla sua quarta generazione, ha accompagnato l’azienda in una crescita costante dall’anno della sua fondazione, nel 1950, fino a oggi. Le due aziende del gruppo, Parchettificio Garbelotto e Master Floor, occupano attualmente una superficie esterna di 19.000 metri quadrati, hanno 70 dipendenti che lavorano in 4.500 metri quadri di aree


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produttive e creano, ogni giorno, 3500 metri quadri di pavimenti in legno.

La personalità oltre la professionalità “Il progetto della nuova sede -ci racconta Renza Altoè, amministratore delegato di Garbelotto e Master Floor- nasce due anni fa con l’intenzione di evidenziare la nostra realtà imprenditoriale. Il prodotto dimostra il nostro saper fare ma volevamo dare anche un contorno e comunicare un senso di calore e di ospitalità”. Tra gli ingredienti che caratterizzano la nuova sede ci sono, oltre a uno spazio architettonicamente straordinario, design e arte per arricchire l’ispirazione di chi lavora nella creatività e coltivare la cultura del bello. Lo stabile accoglie, di fatto, molte opere d’arte, sculture e quadri, pensati per infondere calore all’ambiente lavorativo e per mostrare la personalità dell’azienda. Presente a fine settembre al Cersaie, Salone Internazionale della Ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno e a Londra al 100% Design, Garbelotto parteciperà poi al Domotex di Hannover nei primi giorni del 2015 con nuovi prodotti

d’innovazione. La forza propositiva di Garbelotto e Master Floor, dall’inaugurazione della nuova sede alla creazione dei nuovi prodotti di eccellenza è una conferma per tutto il Paese. Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria nel suo discorso inaugurale affermando: “In Italia ce la possiamo fare, perché ci sono ancora tanti imprenditori che credono in quello che fanno, hanno voglia di investire e di guardare avanti creando un futuro per figli e nipoti”. I


VETRINA A CURA DELLA REDAZIONE

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Con Mapei l’isolamento acustico è garantito Siete alla ricerca di soluzioni insonorizzanti facili da applicare ed efficaci su diverse tipologie di pavimentazioni compreso il legno? Mapei propone i due prodotti Mapesilent system (anche nella versione comfort in polietilene espanso reticolato) e Mapesonic CR. Il primo è un sistema modulare formato da una membrana di bitume polimero elastoplastomerica abbinata a uno strato di poliestere mentre Mapesonic CR è una soluzione di teli costituito da granuli di sughero e gomma riciclata. Il prodotto Mapesilent system viene fornito in diverse configurazioni: (rotoli, quadrotti, in cellule chiuse da applicare su pareti perimetrali, in membrana preformata a U e anche come nastro adesivo butilico sigillante) per ottenere una buona riduzione del rumore da calpestio (inferiore ai 30 dB misurati in opera). I vantaggi di questo sistema sono numerosi: gamma completa di accessori, facilità di applicazione, resistenza agli urti e alla pedonabilità di cantiere, progettabilità con software e certificazione. I vantaggi di Mapesonic CR, invece, sono riassumibili in: riduzione efficace del calpestio, applicabilità sopra vecchie pavimentazioni, pavimentazioni radianti o sotto una nuova pavimentazione, bassissima emissione di sostanze organiche volatili.

La pittura ideale per soffitti e travi di legno Dall’esperienza di Colorificio San Marco nasce la nuova pittura tixotropica di fondo a rapida essiccazione per legno Marconol orientalite rapid. Si tratta di un fondo coprente che garantisce superfici uniformi e finiture di qualità. Il prodotto ha anche potere riempitivo ed è facilmente applicabile, offrendo anche una buona dilatazione. Grazie alla sua struttura tixotropica (che permette di passare da una forma all’altra sia in caso di sollecitazione sia in caso di riposo del legno su cui è applicata) antigoccia è possibile applicare Marconol orientalite rapid anche su soffitti e travi o in posizioni difficili. Inoltre, il film essiccato che viene a costituirsi sulla superficie del legno trattato con la nuova pittura può anche essere carteggiato con semplicità ottenendo un solido ancoraggio al prodotto di fini.

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ISAL:ISAL

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Vintage Edition: il parquet prende colore Si può avere un parquet intenso e robusto come il rovere ma che sia anche giocoso e colorato? La risposta a questa domanda la fornisce Bauwerk con la collezione Vintage Edition che introduce il colore nel mondo del parquet. La linea, disegnata dalla stilista svizzera Virginia Maissen, prevede 11 tonalitá che comprendono toni inediti per i pavimenti in legno come il rosso, il giallo o il blu con sfumature intense o leggere a cui si aggiungono le originali finiture Mandala e Old News. I colori, rigorosamente naturali, sono impressi sui listelli in rovere tramite un procedimento a sublimazione che ne permette eventualmente la rimozione con una normale operazione di "lamatura" del parquet. Gli appassionati di hi-tech possono sperimentare le migliaia di combinazioni di colori e posa attraverso l’applicazione per smartphone e tablet di Bauwerk Vintage.

Dalla vernice al sigillante tutto da Chimiver Un autunno pieno di novità è quello che propone Chimiver agli operatori di settore con Ecowood 2K e Sigil-La. La prima è una vernice bicomponente all'acqua per parquet che impiega speciali resine e conferisce al pavimento un effetto estremamente opaco, antiriflesso e naturale. Grazie alla sua particolare formulazione Ecowood 2K permette anche la verniciatura di essenze scure ed è caratterizzata da un'elevata resistenza al pedonamento e all'usura che la rendono idonea per uso industriale. Sigil-La, invece è un sigillante monocomponente all'acqua per l'impermeabilizzazione di giunti di pavimentazioni in legno massello e/o prefinito anche posati flottanti e di pavimentazioni in laminato, specie se posati in ambienti ad elevata umidità come cucine e bagni.

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VETRINA

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Il bambù per i pavimenti da esterno IsolDrum PU Adesivo di Isolamnt per un intervento a regola d’arte IsolDrum PU Adesivo di Isolmant è un materassino isolante in materiale termoconduttivo viscoelastico di elevata densità, a elevata conducibilità termica, rivestito di uno strato adesivo protetto da una pellicola siliconata per la posa di pavimentazioni in legno e laminati. È particolarmente indicato nei casi in cui si desideri ottenere un tipo di posa semplice e veloce come quella flottante, ma al tempo stesso stabile e sicura come quella incollato. In uno spessore di soli 3 mm infatti offre valori di isolamento al calpestio ΔLw di 18 dB e una resistenza termica Rt di 0,01 m2K/W; in più, l’eccellente tenuta dell’adesivo a base neoprenica utilizzato per il rivestimento, permette di ottenere pavimentazioni monolitiche dalle elevate caratteristiche meccaniche e di stabilità, ma al tempo stesso in grado di assorbire liberamente i naturali movimenti del legno.

Utilizzabile per applicazioni da esterno, specialmente come decking, Bamboo X-treme di Moso è una tavola massiccia ad alta densità, ricavata dalla compressione di strisce di bambù. Uno speciale e brevettato processo di termotrattamento assicura a Bamboo X-treme un’alta classe di durabilità ne aumenta la densità rendendolo estremamente duro. Lo speciale profilo dei lati, offre -inoltre- la possibilità di scegliere tra la superficie piatta o quella scanalata, consentendo una rapida installazione con i fissaggi Moso. Come ogni specie di legno tropicale, esposto alle differenti condizioni climatiche, Bamboo X-treme tenderà gradualmente ad ingrigire assumendo un bellissimo aspetto naturale.

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KAHRS:KAHRS

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MERCATO NOVITÀ

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Contatto, il parquet da toccare La nuova collezone di Alpen Parkett punta su sensorialità, eleganza, versatilità e un sistema di posa esclusivo GIANNA MEIS

L’esperienza sensoriale del tatto è la filosofia da cui nasce Contatto, la nuova collezione di pavimenti in legno firmata Alpen Parkett, il marchio di eccellenza di Woodco. La materialità delle essenze è il centro attorno cui ruota la collezione, caratterizzata da 28 proposte che rispondono alle più svariate esigenze architettoniche e stilistiche.

Elegante, versatile e contemporaneo Le soluzioni d’arredo fornite dal parquet a tre strati Contatto, sono molteplici grazie a tre diverse linee: Passo a Due, Tracce e Infinito. La prima linea, Passo a Due, è a plancia unica di grandi dimensioni che associa il gusto contemporaneo alla naturale eleganza del legno. La linea Tracce, tavole 3 Strip, è stata pensata per gli ambienti giovani ed è ideale sia in ambito residenziale che commerciale ed è disponibile in un’ampia varietà di essenze. In ultimo la linea Infinito è caratterizzata dalle tavole Fineline che grazie alla frammentazione del colore, risulta ideale per contesti contemporanei, quali loft, spazi di grandi dimensioni o open space.

Sistema di posa esclusivo Dal punto di vista della posa, il parquet Contatto si contraddistingue per l’esclusivo sistema brevettato di aggancio a secco, Uniclic, che riduce notevolmente i tempi di installazione del pavimento. I pregi oltre alla rapidità di posa sono la maggiore garanzia di stabilità nel tempo, l’omogeneità nella posa e la certezza di evitare ogni possibile fessurazione. Queste caratteristiche

lo rendono perfetto non solo per pose flottanti, ma anche per pose incollate o su massetto riscaldato.

Dalla parte della natura Sono diversi gli elementi che testimoniano l’impegno di Woodco e di Alpen Parkett nei confronti dell’ambiente e del comfort abitativo. Innanzi tutto l’impiego di materiali sicuri ed ecologici, la scelta di una finitura naturale e infine la salvaguardia dell’ambiente con un controllo sulla filiera. Per quanto riguarda i materiali, le tavole a tre strati della collezione Contatto sono costituite da una superficie in legno nobile, da uno strato intermedio in legno di conifera – che conferisce al parquet una maggiore solidità e stabilità – e da uno strato inferiore in derullato di conifera, con azione controbilanciante. Per l’unione dei tre strati del parquet Woodco utilizza colle acriliche atossiche, mentre per la realizzazione dello strato intermedio impiega il legno di conifera, più sano rispetto a quello in multistrato. La naturalità delle essenze sono, poi, preservate attraverso finiture con vernici all’acqua – atossiche e prive di solventi – e finiture con olio cera, che oltre a nutrire e proteggere la fibra del legno, assicurano un residuo secco composto esclusivamente da oli naturali, per pavimenti privi di emissioni di sostanze nocive. Infine, la produzione e la lavorazione in Europa dei pavimenti Contatto consente di effettuare un controllo diretto sui materiali, sia una diminuzione delle distanze tra luogo di produzione e distribuzione, per una riduzione delle emissioni di CO2 a tutela dell’ambiente e della biodiversità. I

1 Sistema Uniclic: le tre possibilità di posa

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1. Posa verticale: è il metodo ideale per coprire rapidamente le superfici più ampie, poiché è sufficiente accostare i lati lunghi delle due tavole e premere dall’alto verso il basso quella da agganciare, in corrispondenza della giuntura. 2. Posa orizzontale: indicata per l’installazione dell’ultima fila di tavole o per aree scomode come maestà delle porte o radiatori, permette la posa del pavimento semplicemente avvicinando la tavola da agganciare contro quella già posata e facendola scivolare orizzontalmente. 3. Posa ad angolo: viene solitamente utilizzata per la prima fila di doghe, poiché è sufficiente avvicinare la tavola da agganciare con un’angolazione di circa 45° a quella già posata e premere verso il basso.


BAU 2015:BAU 2015

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MERCATO TENDENZE

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IVM Chemicals mantiene inalterato il fascino del legno Infinite soluzioni di verniciatura Milesi, dalla linea Hydrocoat alla linea Brico, per un parquet da sogno LUISELLA ACQUATI

Grazie all’impegno in ricerca e sviluppo – che ha permesso all’azienda di guadagnare un ruolo di preminenza nel mercato italiano ed europeo – IVM Chemicals offre agli operatori una linea completa di vernici per il parquet. Elemento di arredo che porta nelle abitazioni il fascino senza tempo delle essenze declinate in differenti effetti estetici, il pavimento di legno deve essere protetto e ri-

Chi è IVM Chemicals Nata nel 2007 dall'unione di due importanti aziende storiche italiane, i cui brand, Milesi ed Ilva, continuano ad operare in maniera autonoma, unite nell’ambizioso progetto di costruire insieme un complesso altamente produttivo e competitivo. IVM Chemicals, in Italia, gestisce numerose attività per tutte le aziende del gruppo multinazionale. Fra queste ci sono la commercializzazione e la distribuzione in oltre 70 Paesi dei prodotti a brand Ilva e Milesi; la produzione, realizzata nel polo produttivo di Parona, in provincia di Pavia, unico a livello europeo per dimensioni e architettura progettuale; l’innovazione tecnologica, che è finanziata con l’8% del fatturato IVM Chemicals destinato a Ricerca & Sviluppo e a strumentazione d’avanguardia per oltre 200 ricercatori.

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finito con prodotti dalla qualità elevata e dalle caratteristiche intrinseche. IVM Chemicals ha diverse soluzioni specifiche per la finitura del parquet, dai cicli industriali fino ai piccoli interventi ‘fai da te’, basate su un know-how specifico a garanzia della nobilitazione e della protezione del legno firmate Milesi.

Dalla tradizione all’innovazione L’offerta Milesi per la finitura del parquet, oltre ai tradizionali prodotti a solvente, comprende cicli di verniciatura all’acqua (Linea Milesi Hydrocoat) idonei sia per il parquet prefinito che in opera, caratterizzati da facilità di applicazione ed assenza di odori residui. Tutti i prodotti garantiscono, nel tempo, ottime resistenze all’ingiallimento e all’usura. Per il segmento retail, invece, l’azienda propone la linea Milesi Brico, dedicata agli appassionati del bricolage che comprende due soluzioni specifiche per la verniciatura e la manutenzione del parquet certificati Ecolabel. La vera novità 2014 è però Milesi Hydrocoat Oil UV, il ciclo di verniciatura UV all’acqua per uso industriale, specifico per parquet prefinito. Il ciclo, composto da primer e finitura UV all'acqua, entrambi trasparenti, unisce le particolari proprietà estetiche delle tradizionali soluzioni ad olio ai vantaggi di resistenza ed efficienza produttiva delle vernici UV all’acqua. Il ciclo, infatti, riproduce perfettamente il particolare effetto olio dei prodotti tradizionali ai vantaggi di resistenza che una vernice può avere rispetto ad un olio. La formulazione all’acqua elimina l’effetto dell’odore sgradevole e delle emissioni residue sulle superfici trattate. Inoltre, la scelta della completa trasparenza del ciclo permette di lasciare inalterato l’aspetto originale del legno accompagnandolo con una elevata resistenza all’ingiallimento che assicura, nel tempo, la stabilità del colore naturale. Infine, il ciclo Milesi Hydrocoat Oil UV è stato studiato per ottenere migliori risultati estetici e di resistenza sulle essenze più diffuse per la realizzazione di pavimentazioni in legno. In particolare, si rivela ottimale su essenze di conifera non resinosa e latifoglia chiara. I


MADE:MADE

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Progress Profiles unisce design e luce Un innovativo sistema che sfrutta la tecnologia a Led rivoluziona gli ambienti abitativi introducendo elementi estetico-emozionali con un tocco di ricercatezza LUISELLA ACQUATI

Gli ambienti moderni sono destinati a fare vivere le persone in una nuova dimensione grazie a Proled System, il nuovo concetto di profilo lanciato dalla società Progress Profiles che mette in primo piano l’elemento luminoso nella sua caratteristica estetico-emozionale. La linea è composta da tre soluzioni esclusive: Proskirting Giled, Prolistel Led e Prostair Led.

La creatività firmata La realizzazione di questa linea è dovuta anche all’estro creativo del giovane e brillante architetto Gilberto Toneguzzi che, per il profilo Proskirting Giled, ha voluto un design contemporaneo che, attraverso particolari giochi di luce dà vita ad atmosfere sofisticate. Il profilo è disponibile in alluminio anodizzato argento o in alluminio brillantato cromo (di altezza 80 e 100 mm) completato da un inserto in resina vinilica rigida. Proskirting Giled, dotato di sistema di illuminazione Led integrato che genera una luce soffusa riflessa, si presta a qualsiasi personalizzazione e offre numerose finiture. La particolarità della soluzione di Progress Profiles sta nel fatto che il Led può avere due destinazioni: può essere applicato, infatti, sia sulla parete superiore in alluminio sia sul profilo inclinato in Pvc, creando così differenti effetti luminosi. Questo esclusivo profilo può essere impiegato al posto del classico battiscopa oppure, ruotato di 180°, come profilo da fissare lungo i perimetri sotto il solaio. In questo caso si ottiene un risultato ottico suggestivo poiché la luce riflessa dalla parete in alluminio dà l’im-

In alto alcune applicazioni del profilo a Led applicate nell’ambiente bagno e a destra l’effetto emozionale sull'ambiente di Proled System

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pressione di una sospensione della stessa in modo slegato dal soffitto. Anche il Top offre la possibilità di un’ampia personalizzazione.

Il listello per ambienti living Prolisted Led, invece, ideale per illuminare le pareti piastrellate di bagni, cucine e ambienti living è in alluminio anodizzato argento e brillantato cromo (20 mm larghezza e 8 mm di altezza), che impiega un sistema Led integrato a luce calda, fredda o neutra. Per garantire un fissaggio con adesivo, il listello è dotato di svasature laterali sagomate a coda di rondine. Inoltre, un particolare sistema a incastro favorisce la rimozione della ‘finestra’ in policarbonato trasparente od opaco (che protegge la fonte luminosa), nel caso sia necessario intervenire sui Led.

Una nuova dimensione per le scale Infine, per chi è alla ricerca di una soluzione che favorisca la creazione di un ambiente sofisticato, Progress Profiles propone Prostair Led, il profilo in alluminio anodizzato argento e brillantato cromo da fissare con adesivo o tasselli alle scale. Questo profilo è dotato, sulla parte orizzontale, di scanalature superficiali antisdrucciolo e, sulla parte verticale, di Led integrati, disponibili con luce calda, fredda o neutra. Anche in questo caso la fonte luminosa è protetta da una ‘finestra’ in policarbonato opaco o trasparente che ne garantisce la manutenzione o gli interventi grazie all’esclusivo sistema a incastro. I


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le NEWnalSparsuquet.it

www.professio

La nona edizione di Legno&Edilizia a febbraio 2015

Anche Renzi crede nelle potenzialità dei materiali legnosi Credere nella ripresa economica italiana significa anche investire nello sviluppo del mercato del legno che, secondo il nostro giovane premier, potrebbe dare un valido aiuto. Lo ha dichiarato in occasione della sua visita ai cantieri milanesi di Expo 2015 con una frase che si è rivelata strategica ossia: “Il legno sarà una parte importante nel futuro dell’edilizia italiana”. Le parole di Matteo Renzi sono state accolte con soddisfazione da tutto il settore e anche dai responsabili della manifestazione MadeExpo, che si terrà nel polo fieristico milanese dal 18 al 21 marzo 2015, mettendo in mostra il meglio della produzione nazionale e internazionale delle case in legno. Proprio questa offerta consentirà al nostro Paese di fare un salto di qualità nell’edilizia ponendoci in primo piano a livello mondiale anche grazie alle caratteristiche di qualità della produzione nazionale.

Commercio illegale del legno: tempi lunghi per il decreto Conlegno, l’unico organismo italiano di controllo europeo sull’applicazione del regolamento UE n.995/2010 nel settore del legno, denuncia una pericolosa situazione di stallo, dovuta alla mancata attuazione sia della governance nel campo dell’Eutr (European union timber regulation) nazionale, sia dei controlli e relative sanzioni ai soggetti che commerciano illegalmente questo materiale. Il decreto Legislativo inerente le violazioni del Regolamento, approvato dal Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza Stato/Province/Regioni, infatti, è attualmente in audizione presso le Commissioni competenti di Camera e Senato e si spera nella sua approvazione entro l’autunno. In attesa che questo avvenga, Conlegno, in modo proattivo, inaugurerà, a breve, un servizio per la gestione online di tutte le procedure per la Due-Diligence LegnoOK, attraverso il sito legnokweb.it.

Nonostante il momento congiunturale ancora difficile, il materiale naturale, rinnovabile ed ecocompatibile sembra dare segnali moderatamente ottimistici dato anche l’interesse di operatori e utenti finali che riconoscono il valore aggiunto delle costruzioni in legno. Tutto questo fa ipotizzare un’affluenza in crescita per la manifestazione Legno&Edilizia che si terrà a Verona Fiere dal 19 al 22 febbraio 2015. Oltre 100 sono le imprese che partecipano alla manifestazione che mette in mostra tutte le novità riguardo l’impiego del legno nelle costruzioni: dalle strutture al parquet, dagli edifici multipiano ai pavimenti. Le proposte degli espositori possono contare sulle caratteristiche intrinseche di questo materiale multifunzione che garantisce anche una riqualificazione dal punto di vista energetico. Nutrito il programma di convegni, seminari e workshop. Per ulteriori informazioni www.legnoeedilizia.com

NEWS A CURA DELLA REDAZIONE

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50 milioni e finanziamenti a tasso zero L’impegno di Unicredit e FederlegnoArredo a favore delle imprese associate per aumentarne la loro competitività, trova nel nuovo accordo fra l’istituto bancario e l’associazione un importante strumento di business. L’iniziativa, rivolta alle imprese attive nel settore ‘contract alberghiero e ricettività, è finalizzato a offrire alle Pmi clienti soluzioni specifiche a tasso zero – fino a 5 anni - per l’acquisto di strutture, finiture e arredi da parte di esercizi alberghieri, ristoranti, negozi e ambienti collettivi vari. Per questa iniziativa Unicredit mette a disposizione un plafond di 50 milioni di euro per favorire l’erogazione di credito aggiuntivo nel periodo 2014-2016. Con questo nuovo finanziamento – che segue quelli a tasso agevolato forniti dall’Istituto bancario per la partecipazione delle imprese del legno a fiere ed eventi B2B -, verranno supportate le vendite delle aziende produttrici e le strutture acquirenti.

La forza del pensiero positivo Positività ed entusiasmo di questi tempi sono caratteristiche fondamentali per continuare a sviluppare la propria attività. Operatori e imprenditori del settore, quindi, potrebbero trarre beneficio dalla lettura di un piccolo opuscolo realizzato da Florindo Polillo, studioso e ricercatore del pensiero motivazionale che, con i suoi testi, sa risvegliare il meglio che c’è nelle persone. ‘La vita e l’arte di pensare e credere positivo’ per esempio, dà un messaggio di speranza aiutando ognuno di noi a contrastare le negatività. Grazie a brevi e illuminanti aforismi è possibile recuperare la felicità delle piccole cose che porta, con leggerezza, verso il ‘Positive Thinking’. Infatti lo stesso autore afferma: “Il pensiero positivo determina il giusto atteggiamento nella vita di tutti i giorni ed è proprio questo atteggiamento a fare la differenza. L’atteggiamento altro non è che un modo di essere è quello che ti fa dire ‘io posso farcela’. Il pensiero positivo costruisce, il pensiero negativo demolisce e in questo momento difficile dove si parla di crisi bisogna sostenere la positività del pensiero”.

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