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Professional Parquet n. 4 luglio/agosto 2015

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Copertina lug_ago_ok:Gabbia copertina PQ 5.0

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Magazine di informazione tecnica e di marketing per il posatore, l’impresa e lo studio di progettazione

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Spazio tre sas - Piazzale Archinto, 9 - 20159 Milano - Costo di una copia euro 1,30

Anno 24 • N° 4 • Luglio/Agosto 2015

Tutto quello che c’è da sapere sul concordato preventivo continuativo

Il benessere passa per l’aria: COV, VOC e SOV per le pavimentazioni di legno

Il mercato del parquet in Europa: la fotografia del settore alla luce dei dati FEP


MARGARITELLI:MARGARITELLI

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SOMMARIO

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POSA La normativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8 Il benessere passa per l’aria Domenico Adelizzi

La nota legale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 Tutto quello che c’è da sapere sul concordato preventivo continuativo Filippo Cafiero, Paolo Rettondini, Antonio Viscardi

Notiziario Anpp. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20 Parquettisti on Facebook A cura di Simone Biagiotti

DESIGN Anno 24 - n.4 Luglio/Agosto 2015

Il progetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24

Foto di copertina: Itlas

La ristrutturazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

Rivisitare i classici, tra tradizione e stile Flavia Arena Hawthorn Arts Centre A cura della redazione

STRATEGIE Obiettivo vendita indice inserzionisti ALI PARQUETS . . . . . . . . . . . . . . . .III Cop.

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Il segreto della vendita è nel risolvere problemi Davide Gabrielli

CADORIN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .23

MERCATO

CARVER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .11

L’indagine

CERSAIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .37

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CIAMBELLA LEGNAMI . . . . . . . . . . . . .39

In attesa della crescita Fiammetta Regis

DISMAC . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .19

Eventi

MAURO ERRICO . . . . . . . . . . . . . . . . . .46 FORDAQ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .43

In mostra lo stile italiano al Cersaie A cura della redazione

ITLAS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .IV Cop.

Showroom

KLINDEX . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .4

La sartoria del parquet Fiammetta Regis

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LISTO PARQUET . . . . . . . . . . . . . . . . . .13 MAPEI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .3

RUBRICHE

MARGARITELLI . . . . . . . . . . . . . . . .II Cop.

Editoriale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7

PAOLO RETTONDINI . . . . . . . . . . . . . . .46

Gabriele Marrazzini

RENÉ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .45

News . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42

STEMAU . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .31

A cura della redazione

TOVER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .17

Vetrine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44

WOODCO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .6

A cura della redazione ProfessionalParquet

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EDITORIALE

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www.professionalparquet.it

Periodico bimestrale edito da Spazio tre sas - di Gabriele Marrazzini & C. Piazzale Archinto, 9 - 20159 Milano Tel. 02 69001255 (r.a.) - Fax 02 69001277 info@professionalparquet.it Direttore responsabile Gabriele Marrazzini - g.marrazzini@spaziotre.it Responsabile editoriale Fiammetta Regis - f.regis@spaziotre.it Redazione Luisella Acquati - Noemi Boggero Fiammetta Regis - Marica Signoroni - Loredana Vitulano Consulenti tecnici Domenico Adelizzi - Filippo Cafiero - Giovanni Carlini Mauro Errico - Paolo Rettondini - Antonio Viscardi Direttore commerciale Ornella Zanetti - o.zanetti@spaziotre.it Pubblicità e sviluppo Raffaella Chiolo - r.chiolo@spaziotre.it Sabrina Pavanello - sabrina@spaziotre.it Filippo Sattiva - f.sattiva@spaziotre.it Ufficio traffico e servizio abbonamenti Isis Alvarado Martinez - abbonamenti@spaziotre.it Progetto grafico e impaginazione Olga Salvetti (Testo&Immagine) Amministrazione Michela De Finis - amministrazione@spaziotre.it Collaboratori Flavia Arena - Simone Biagiotti Marianna Castelluccio - Gianna Meis Stampa Eurgraf - Via Magellano 4/6 - 20090 Cesano Boscone (MI)

In attesa della crescita, rimbocchiamoci le maniche In attesa della crescita è il titolo dell’articolo che troverete all’interno di questo numero dedicato ai dati diffusi dalla Federazione Europea dell’Industria del Parquet che come ogni anno monitora lo stato di salute del nostro settore. Ebbene sì, la crescita è ancora lontana. Dal crollo successivo al 2007 il mercato del parquet beccheggia in un mare minaccioso. A ben vedere, però, qualche segno positivo c’è. Forse non torneremo più ai metri quadri posati di una volta, ma piano piano la conoscenza del parquet progredisce. È questo che ci dice un sondaggio commissionato sempre da FEP sui consumatori europei. Sono più informati, sensibili alla qualità, pronti a pagare per un pavimento che vale e soprattutto sempre più convinti che il parquet è il pavimento migliore che si possa avere. Alla luce di queste notizie, la strada che ci aspetta è certamente in salita, ma anche ben segnata. Andare verso la buona informazione sui pavimenti in legno, puntare sulla qualità superiore dei prodotti, evolversi negli strumenti di vendita e sviluppare quel servizio sartoriale sul parquet che a noi italiani riesce, quando vogliamo, anche molto bene.

Professional Parquet, periodico bimestrale registrato. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 250 dell’11/04/1992. Spedizione Posta Target Magazine - AUT.DBC centrale/PT Magazine Editori 96 valida dal 19/05/2004. La pubblicazione o la ristampa di articoli e immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Gli articoli pubblicati su Professional Parquet sono sotto la responsabilità degli autori. I manoscritti e i disegni pubblicati non saranno restituiti.

Prezzi e abbonamenti • Abbonamento annuale: 73 euro (IVA compresa) • Annuale estero: 155 euro • Copia arretrata: 17 euro • Costo di una copia: 1,30 euro Per abbonarsi usare l’apposita cartolina Testata Associata A.N.E.S. Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata Gruppo Confindustria

Gabriele Marrazzini, direttore g.marrazzini@spaziotre.it

Spazio tre sas, titolare del trattamento dei dati relativi ai destinatari della presente pubblicazione, informa che le finalità di tale trattamento sono rivolte a consentire l’invio della presente rivista, e/o altre di propria edizione, allo scopo di agevolare l’aggiornamento dell’informazione tecnica, nonché alle operazioni necessarie alla gestione amministrativa e contabile dell’abbonamento. Spazio tre sas riconosce e garantisce ai medesimi destinatari i diritti di cui all’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

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Il benessere passa per l’aria COV, VOC e SOV per le pavimentazioni di legno DOMENICO ADELIZZI

Un’atmosfera pulita e sana dipende da molti fattori, tra i quali il minor smog fotochimico dato dall’emissione di composti organici volatili presenti nei primer adesivi e nelle vernici impiegate nella realizzazione e nella finitura del parquet. In questo articolo andiamo a tratteggiare lo stato di fatto odierno su questo tema.

Cosa sono i COV i VOC e i SOV Innanzi tutto, per capire le oggettive differenze tra gli acronimi COV, VOC e SOV nella tabella 1 riportiamo le terminologie ufficiali inserite nella Direttiva Europea 2004/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004. È bene precisare che i COV, composti organici volatili, hanno sia origine naturale sia antropica (cioè realizzata dall’uomo). I composti organici

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volatili di origine naturale provengono dalle piante; i terpeni, per esempio, sono una famiglia di COV pressoché ubiquitaria nelle piante superiori e particolarmente presente in alcune specie come rosmarino, lavanda, menta, agrumi, prezzemolo, anice e camomilla. I COV sono prodotti e si accumulano in tutti gli organi della pianta (steli, foglie, gemme, fiori, semi, frutti, legno, radici), sebbene siano maggiormente presenti degli organi aerei. I COV di origine antropica sono, invece, molecole costruite dall’uomo utilizzando alcuni derivati dalla raffinazione del petrolio che consentono per esempio la produzione di solventi organici largamente impiegati nella produzione di vernici e inchiostri, nei trattamenti delle superfici (lavaggi, verniciature, stampe), nel rivestimento del cuoio e nella produzione di calza-


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Tabella

Terminologie tratte dalla Direttiva Europea 2004/42/CE

Termine

Definizione

Composto Organico

Qualsiasi composto che contenga almeno l'elemento carbonio e uno o più degli elementi seguenti: idrogeno, ossigeno, zolfo, fosforo, silicio, azoto o un alogeno, ad eccezione degli ossidi di carbonio e dei carbonati e bicarbonati inorganici

Composto Organico Volatile (COV)

Qualsiasi composto organico avente un punto di ebollizione iniziale pari o inferiore a 250°C misurato a una pressione standard di 101,3 kPa

Contenuto di COV

Massa di composti organici volatili espressa in grammi/litro (g/l) nella formulazione del prodotto pronto all'uso. Non è considerata parte del contenuto di COV la massa dei composti organici volatili presenti in un dato prodotto che in fase di essiccamento reagisce chimicamente formando parte del rivestimento

Solvente Organico

Qualsiasi COV usato da solo o in combinazione con altri agenti per dissolvere o diluire materie prime, prodotti o materiali di rifiuto, oppure usato come agente di pulizia per dissolvere contaminanti, o come mezzo di dispersione, correttore di viscosità, correttore di tensione superficiale, plastificante o conservante

Rivestimento

Qualsiasi preparato, compresi tutti i solventi organici o i preparati contenenti solventi organici necessari per una corretta applicazione, usato per ottenere una pellicola con effetto decorativo, protettivo o altro effetto funzionale su una determinata superficie

Pellicola

Uno strato continuo risultante dall'applicazione su un supporto di uno o più rivestimenti

Rivestimenti a base acquosa (BA)

I rivestimenti la cui viscosità è regolata mediante l'uso di acqua

Rivestimenti a base solvente (BS)

I rivestimenti la cui viscosità è regolata mediante l'uso di solventi organici

ture, nella conversione della gomma, nell’estrazione di oli vegetali, nel settore della chimica farmaceutica e così via. Come in precedenza scritto, i composti organici volatili sono una serie di sostanze che contengono carbonio in miscele complesse che evaporano con facilità già a temperatura ambiente. Oltre al comune elemento di carbonio, i COV contengono anche almeno uno o più dei seguenti elementi: idrogeno, ossigeno, alogeni, zolfo, fosforo, silicio e azoto, mentre sono esclusi gli ossidi di carbonio e dei carbonati e bicarbonati inorganici. Sono COV anche tutti quei composti che alla temperatura di utilizzo abbiano una volatilità corrispondente alla pressione di vapore uguale o superiore a 0.01KPa cui appartiene la gran parte dei solventi utilizzati nei vari settori produttivi. L’importanza di conoscere il valore dei COV che possono

essere rilasciati con il tempo è dovuta alla lunga lista di prodotti per l’edilizia e non solo in cui essi sono presenti, come per esempio: pavimentazioni a base legno, materiali a base legno (mdf, multistrati e pannelli di particelle), pitture e prodotti associati, pavimenti vinilici, moquette, controsoffitti, isolanti, porte e finestre, adesivi, mastici, colle, sigillanti e così via.

Perchè sono importanti e gli effetti sulla salute L’emissione in atmosfera dei composti organici volatili concorre alla formazione del cosiddetto “smog fotochimico”, in altre parole a un fenomeno d’inquinamento, favorito dalla radiazione ultravioletta solare, che vede coinvolti, oltre ai COV anche gli ossidi di azoto, (provenienti da ogni combustione: traffico, riscalda- R

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Tabella Estratto dall’allegato della Direttiva europea n 2004/42/CE Ambito di applicazione

Ai fini della direttiva per pitture e vernici s’intendono i prodotti appartenenti alle sottocategorie di seguito elencate, esclusi gli aerosol. Si tratta di rivestimenti applicati a scopo decorativo, funzionale e protettivo su manufatti edilizi e rispettive finiture e impianti e strutture connesse. a) Pitture opache per interni per pareti e soffitti. Rivestimenti per interni destinati a essere applicate su pareti e soffitti con grado di brillantezza comprese tra 25 – 60 gloss. b) Pitture lucide per interni per pareti e soffitti. Rivestimenti per interni destinati a essere applicati su pareti e soffitti, con grado di brillantezza comprese tra 25-60 gloss. c) Pitture per pareti esterne di supporto minerale. Rivestimenti destinati a essere applicati su pareti esterne in muratura, mattoni o stucco. d) Pitture per finiture e tamponature da interni/esterni per legno, metallo o plastica. Rivestimenti che formano una pellicola opaca, destinati ad essere applicati su finiture e tamponature. Si tratta di prodotti concepiti per i supporti di legno, di metallo o di plastica. Questa sottocategoria comprende i sottofondi e i rivestimenti intermedi. e) Vernici e impregnanti per legno per finiture interne/esterne. Rivestimenti che formano una pellicola trasparente o semiopaca, destinati a essere applicati sulle finiture di legno, metallo e plastica a fini decorativi e protettivi. Questa sottocategoria comprende gli impregnanti opachi per legno, ossia rivestimenti che formano una pellicola opaca utilizzata a fini di decorazione e protezione del legno dagli agenti atmosferici, secondo la definizione contenuta nella norma EN 927-1 (categoria semistabile). f) Impregnanti non filmogeni per legno. Impregnanti per legno che, secondo la norma EN 927-1:1996. Hanno uno spessore medio inferiore a 5µm, misurato secondo il metodo 5A della norma ISO 2808:1997. g) Primer. Rivestimenti con proprietà sigillanti e/o isolanti destinati ad essere utilizzati sul legno o su pareti e soffitti. h) Primer fissanti. Rivestimenti destinati a stabilizzare le particelle incoerenti del supporto o per conferire proprietà idrorepellenti e/o a proteggere il legno dall'effetto dell’azzurratura. i) Pitture monocomponenti ad alte prestazioni. Rivestimenti ad alte prestazioni a base di materiali filmogeni, concepiti per applicazioni che richiedono particolari prestazioni (ad esempio: strato di fondo e strato di finitura per plastica, strato di fondo per supporti ferrosi o per metalli reattivi come lo zinco e l'alluminio, finiture anticorrosione, rivestimenti per pavimenti, compresi i pavimenti in legno e cemento, resistenza ai graffiti, resistenza alla fiamma e rispetto delle norme igieniche nell'industria alimentare e delle bevande o nelle strutture sanitarie). j) Pitture bicomponenti ad alte prestazioni. Rivestimenti destinati agli stessi usi dei monocomponenti, ma con l'aggiunta di un secondo componente (ad es. ammine terziarie) prima dell'applicazione. k) Pitture multicolori. Rivestimenti impiegati per ottenere l’effetto bicolore o multicolore direttamente dalla prima applicazione. l) Pitture per effetti decorativi. Rivestimenti impiegati per ottenere particolari effetti estetici su supporti appositamente preverniciati o su basi, e successivamente trattati con vari strumenti durante la fase di essiccazione.

mento, produzioni industriali, stoccaggio e distribuzione carburanti); tale fenomeno si evidenzia con la creazione di ozono nella troposfera, ovvero nella parte dell’atmosfera nella quale viviamo. Essi hanno notevole rilevanza con l’atmosfera e non con altri comparti ambientali perché la volatilità e i modi d’uso dei composti organici volatili determinano il destino degli stessi, che è necessariamente l’atmosfera. Usi dissennati di COV, come per esempio i versamenti di solventi esausti in corsi d’acqua o in pozzi perdenti, hanno tuttavia determinato nel passato anche inquinamento del suolo e delle acque, compromettendo significativamente acque destinate sia al consumo potabile sia all’utilizzo irriguo. L’esposizione ai composti organici volatili può provocare effetti sia acuti sia cronici sulla salute, effetti che vanno dall’irritazione agli occhi, naso e gola, al mal di testa, fino a danni a volte anche irreversibili al fegato, reni, sistema nervoso fino al cancro (provocato per esempio dal benzene, da vari idrocar-

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buri aromatici policiclici e dalla formaldeide). Negli ambienti indoor, i composti organici volatili sono sempre presenti perché possono essere emessi da una gran quantità di prodotti: vernici, colle, mobili, tessuti, stampanti, prodotti di pulizia, fumo di tabacco, insetticidi, materiali da costruzione, e così via. Inoltre dall’esterno possono provenire i COV emessi da veicoli, industrie e attività agricole (pesticidi). Da rilevare che una certa quantità di composti organici volatili è liberata nell’aria anche naturalmente, soprattutto dalle piante (come per esempio i terpeni, composti chimici che danno anche il caratteristico profumo ai fiori). È evidente, comunque, che la pericolosità dei composti organici volatili di origine vegetale e animale è generalmente molto minore di quella dei COV prodotti dalle attività umane. I prodotti che contengono molti COV sono responsabili di emissioni si sostanze organiche in due fasi. Inizialmente, durante l’applicazione e l’essiccazione, se contengono solventi. Anche dopo la completa essiccazione pitture e vernici continuano a diffondere nell’ambiente una quantità più ridotta, ma ancora ben misurabile e avvertibile di sostanze volatili costituite da monomeri, plastificanti e altri additivi a basso peso molecolare. Queste emissioni possono durare anni, basti pensare a quante volte c’è capitato di riconoscere un odore caratteristico in un locale. Talvolta l’odore è così persistente nel tempo che chi vive o lavora in quel luogo non lo nota più. Ci si abitua, come a tutte le altre fonti dell’inquinamento.


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Come abbattere i COV Per abbattere la concentrazione dei VOC presenti negli ambienti confinati bisogna essenzialmente eliminarne le fonti principali, inoltre è sempre opportuno utilizzare prodotti e materiali con un basso contenuto di composti organici volatili. Nei limiti del possibile, si dovrebbero anche favorire la ventilazione e la frequente aerazione delle stanze, soprattutto se si stanno facendo le pulizie con prodotti che li contengono. Nel caso in cui non si riesca ad abbassare la concentrazione di questi inquinanti indoor con i metodi tradizionali, magari anche per la presenza di forti immissioni dall’esterno su cui non si riesce ad agire, allora si deve necessariamente operare cercando di purificare l’aria con metodi più tecnologici. Per far questo si possono utilizzare degli opportuni depuratori d’aria domestici, anche portatili, che sono in grado di ridurre la concentrazione di questi inquinanti in un tempo relativamente breve.

Come si misurano i COV e come sono espressi I composti organici volatili (COV) sono qualsiasi composto organico che abbia a 293,15 K (20°C) una pressione di vapore ≥ 0,01 kPa e il contenuto di sostanze organiche volatili è solitamente espresso in grammi per litro. L’espressione VOC=0 definisce quei prodotti che, grazie a un contenuto già bassissimo di pochi grammi per litro di VOC nel prodotto pronto per l’applicazione, giungono al livello zero di emissioni dopo una breve essiccazione. È logico che il termine “zero” sia solo approssimativo e non è un valore scientificamente raggiungibile. Per emissioni zero s’intende poche parti per milione; ma la differenza tra prodotti VOC=0 e pitture e vernici normali è molto ben avvertibile da chiunque. I li-

miti nella normativa sui COV sono di varia natura. Sono previsti classici limiti al camino espressi in mg/Nm3; limiti per le emissioni diffuse, espressi in percentuale rispetto all’input di solvente; limiti per le emissioni totali espressi in percentuale sull’input di solvente, in quantità di solvente per unità di prodotto, in quantità di solvente per unità di superficie verniciata, ecc. Per le sostanze più pericolose i limiti in concentrazione sono R legati al flusso di massa (espresso in g/h).


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litici di cui all'allegato III. Per i prodotti di cui all'allegato I cui devono essere aggiunti solventi o altri componenti contenenti solventi affinché siano pronti all'uso, i valori limite di cui all'allegato II si applicano al contenuto di COV del prodotto pronto all'uso.

La direttiva europea La Direttiva n 2004/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 riguarda la limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune pitture e vernici e in taluni prodotti per carrozzeria e recante modifica della direttiva 1999/13/CE. Questa direttiva mira a prevenire gli effetti nocivi sull'ambiente delle emissioni di composti organici volatili (COV) prodotte da solventi utilizzati nelle pitture e nelle vernici e nei prodotti per carrozzeria. Essa stabilisce limiti di contenuto di COV per questi prodotti. Nell'allegato I (tabella 2) sono indicate le sottocategorie di prodotti e, solo i prodotti non superiori ai limiti di COV riportati nell'allegato II della Direttiva possono essere commercializzati sul territorio dai Paesi membri dell'Unione. Quando sono immessi sul mercato, questi prodotti devono recare un'etichetta. È compito degli Stati membri istituire un sistema di monitoraggio per verificare il contenuto di COV dei prodotti contemplati dalla Direttiva. Gli Stati membri designano l'autorità competente responsabile del rispetto delle disposizioni, cosicché anche un sistema di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive deve essere previsto per i casi di violazione. L’articolo 3 della Direttiva detta i requisiti e così al comma 1 in dettaglio recita: “Gli Stati membri provvedono affinché i prodotti di cui all'allegato I siano immessi sul mercato nel loro territorio a partire dalle date stabilite nell'allegato II solo se hanno un contenuto di COV non superiore ai valori limite fissati nell'allegato II e se sono conformi all'articolo 4. Per determinare la conformità ai valori di contenuto massimo di COV di cui all'allegato II, si impiegano i metodi ana-

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Inquinamento atmosferico L’impatto ambientale è dovuto alle emissioni dei composti organici volatili (COV), in quanto presenti nel prodotto verniciante pronto all’uso e derivante da diluenti utilizzati nelle fasi di lavaggio. I solventi sono quelli più volatili a temperatura ambiente. Tali sostanze emesse direttamente in atmosfera partecipano a reazioni che producono il fenomeno dello smog fotochimico. I composti organici volatili e gli ossidi di azoto (NOX) sono i principali responsabili della formazione, sotto l'influenza della luce solare, degli ossidanti fotochimici tra i quali il più noto è sicuramente l'ozono. La reattività dei composti è di notevole importanza per lo studio di tali fenomeni in termini di tempo e luogo. Le reazioni fotochimiche possono avvenire su scale molto diverse: i COV più reattivi reagiscono velocemente (poche ore) vicino al punto di emissione, mentre quelli meno reattivi sono invece trasportati più lontano prima che avvenga la reazione. È possibile contenere il rischio ambientale utilizzando prodotti a basso contenuto di solventi che, associati a sistemi di applicazione a elevata efficienza di trasferimento, possono permettere una netta riduzione dei solventi emessi e dei residui dispersi nell’ambiente. I prodotti a basso contenuto di solvente sono: prodotti vernicianti ad alto solido, polveri termoindurenti e prodotti vernicianti idrosolubili. • I prodotti vernicianti ad alto residuo solido presentano un basso contenuto di sostanze volatili all'atto dell'applicazione. In commercio esistono prodotti ad alto solido con diverse caratteristiche e modi d'uso: ad aria, a forno, monocomponenti, bicomponenti e antiruggini. Per ognuna di queste tipologie si utilizzano i diversi polimeri aventi caratteristiche di bassa viscosità ad alto residuo secco, notevole viscosità a piccoli incrementi di temperatura, facilità di "taglio" anche con solventi "blandi", caratteristiche applicative e di polimerizzazione ottimali e caratteristiche finali paragonabili a quelle dei prodotti convenzionali. Altra caratteristica è la maggiore resa di verniciatura (mq di supporto verniciato con 1 Kg di prodotto verniciante) rispetto ai prodotti vernicianti classici, quindi una maggiore riduzione delle emissioni in atmosfera. • Le polveri termoindurenti presentano una totale assenza di solventi organici, quindi rappresentano la migliore soluzione per eliminare l'emissione di solventi in atmosfera. Possono essere di diversa natura: epossidiche, poliestere, eso-poliestere, poliuretaniche. Le polveri termoindurenti per polimerizzare hanno bisogno di temperature elevate, circa 200 °C. Le superfici da verniciare necessitano di un pretrattamento, in quanto questa fase condiziona notevol-


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mente il risultato finale relativo all'aderenza e alla resistenza alla corrosione. • I prodotti vernicianti idrosolubili (come quelli utilizzati per verniciare le pavimentazioni a base di legno e parquet) sono quelli ove la parte di legante è costituita prevalentemente da acqua. Ci si basa sul principio di introdurre nei polimeri strutture tali da permettere la loro solubilizzazione o dispersione in ambienti acquosi. È possibile disporre di leganti di questo tipo nel campo delle resine alchidiche, acriliche ed epossidiche. Nella preparazione dei prodotti vernicianti idrosolubili è presente, oltre all'acqua, una ridotta percentuale di co-solventi organici (dal 2 al 12%). I prodotti idrosolubili sono utilizzati anche in cicli di verniciatura misti, un prodotto verniciante ad acqua come fondo e una vernice a solvente per la copertura finale. Anche il sistema di applicazione dei prodotti vernicianti può contribuire a ridurre le emissioni di sostanza organica volatile in atmosfera. Normalmente l'applicazione dei prodotti vernicianti è eseguita su pezzi in precedenza trattati distribuendo una "prima mano" di vernice speciale, coprente, protettiva, poi lo strato per la copertura finale.

Nuovi scenari Stiamo registrando negli ultimi anni una maggiore sensibilizzazione da parte dei soggetti interessati nell’accogliere le nuove disposizioni. Infatti, mentre negli anni passati erano solo i colorifici a proporre i propri prodotti a basso impatto ambientale, spesso senza successo anche a causa di una certa diffidenza da parte degli utilizzatori, oggi siamo testimoni di un’inversione di tendenza, poiché sono sia i progettisti che gli stessi utilizzatori che richiedono prodotti

in grado di consentire il rispetto delle nuove normative a basso impatto ambientale. Per assecondare queste richieste si assiste a uno sforzo dei tecnici delle aziende specializzate nel realizzare e mettere a punto una gamma sempre più ampia di prodotti sia primer che adesivi e prodotti vernicianti della rifinitura alternativi affidabili per garantire a chiunque una pavimentazione lignea non solo esteticamente gradevole ma anche a basso imbatto ambientale e che rispetta la natura. I


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Tutto quello che c’è da sapere sul concordato preventivo continuativo Un caso nel quale l’informazione e la conoscenza sono le uniche e più valide armi per difendersi dalle ingiustizie DIALOGO TRA ANTONIO VISCARDI, PAOLO RETTONDINI E FILIPPO CAFIERO

Qualche tempo fa parlavo con l’amico Paolo Rettondini il quale mi faceva notare che solo dopo la pubblicazione da parte di Professional Parquet del mio libro “Il pericolo è il mio mestiere soprattutto nel cantiere” pubblicato nel 2003, ne uscirono anche altre di guide tecniche. Quella che pubblicai io, nonostante il tempo, è ancora uno strumento molto richiesto anche da geometri, architetti e ingegneri perché caratterizzata da un taglio molto pratico. Gli dissi, dunque, che sarebbe un peccato non aggiornarla, pur mantenendo sempre la sua identità e la stessa impostazione editoriale. Partendo da questa riflessione, sia Paolo sia io, abbiamo provato un senso di colpa e di responsabilità verso i posatori poiché per anni ci siamo solo preoccupati e occupati di iniziative di diffusione culturale sulle tecniche del settore parquet e delle patologie che l’affliggono, invece di prodigarci con qualche pagina in più sui pericoli che potrebbero distruggere l’onesta attività di posatori che con enormi sacrifici hanno cercato di affermarsi lavorando onestamente nel nostro settore e in altri. Per me, il rammarico è maggiore, dato che l’ultima occasione per essere utile ai posatori l’ho persa quando insieme a un illustre amico del settore parquet, l’avvocato Cafiero, con una serie di articoli ci siamo preoccupati di diffondere cultura Tecnica legale, necessaria per operare al meglio nel settore ma mancante di informazioni su un caso sempre più frequente da considerare: il concordato preventivo continuativo.

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Ma che cosa è il concordato preventivo? Il concordato preventivo, introdotto all’inizio di settembre 2012 con un decreto legge poi convertito in legge, stabilisce in sintesi che le aziende in difficoltà possano evitare l’immediata dichiarazione di fallimento e aprire, invece, una procedura di “preconcordato”, volta a sanare la situazione finanziaria. La procedura si attiva attraverso una “domanda incompleta”, ovvero depositando in Tribunale gli ultimi 3 bilanci di esercizio. Successivamente l’azienda può presentare, entro un termine compreso tra i 60 e i 120 giorni, prorogabili in presenza di giustificati motivi di altri 60 giorni, un piano di ristrutturazione aziendale. Uno degli effetti è il blocco delle azioni esecutive da parte dei creditori, secondo quanto stabilito dalla legge fallimentare: più che comprensibile, visto lo spirito della norma, ma l’aspetto critico è che durante la fase di preconcordato non c’è alcun obbligo, per l’azienda in difficoltà di avvisare formalmente i creditori. In sostanza è una procedura concorsuale diversa dal fallimento. Nella procedura la società viene affidata a un commissario che procede alla catalogazione di attività e passività della società, cose che comunque possono essere inventate o quantomeno manipolate a piacere. La quantificazione porta a definire una percentuale di rientro del buco di bilancio delle società stesse, pagando i creditori (tutti i fornitori, imprese dell’indotto, ma anche banche). Ma non è tutto così lineare. Purtroppo molte aziende in crisi che utilizzano lo strumento del concordato preventivo come escamotage per non pagare i creditori. È più che evidente che una legge così assurda dovrebbe essere abolita immediatamente poiché certi imprenditori ne stanno approfittando a piene mani di questa legge per non pagare i creditori e il danno si riflette in maniera drammatica su piccole e medie imprese, artigiani e tutta la collettività. Risultano essere quasi settemila le imprese italiane che hanno depositato una domanda di attivazione della procedura di concordato preventivo quando questo nuovo Istituto giuridico è entrato in vigore nel settembre 2012. Chi sorride nel caso di concordato preventivo sono i cosiddetti asseveratori, consulenti ecc. Loro si fanno pagare prima di muovere un dito, mentre i creditori do-

vranno aspettare sperando di riuscire a incassare “qualche cosa” del loro credito. Se poi il concordato non viene concesso, si dichiara il fallimento. A questo punto cominciano a sorridere i curatori fallimentari mentre ai creditori rimane oltre al danno anche la beffa. In pratica ci sono delle imprese anche blasonate che commissionano degli interventi a ditte di posa o peggio a posatori anche proponendo compensi allettanti o accettando preventivi senza mercanteggiare ma già con l’intenzione di non pagare chi eseguirà l’intervento, avvalendosi della procedura di concordato preventivo continuativo. Considerate che queste persone sono degli attori perciò non fatevi ingannare da atteggiamenti seri o da lettere di ringraziamento per la vostra disponibilità o per la qualità del lavoro che avete eseguito, o anche di falsi problemi per ritardare i pagamenti alla fine, fa tutto parte del teatro e guadagnare tempo per portare a termine la prassi del concordato preventivo continuativo e non pagare il dovuto. A volte il danno finanziario per chi prende questi lavori in subappalto non si limita solo all’importo del lavoro eseguito ma anche ad altri fattori, come nel caso che ho seguito personalmente come CTP in un prestigioso e noto edificio nel bergamasco. L’azienda di posa

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che ha eseguito la pavimentazione in questo edificio per un’impresa di costruzioni veneta, per poter fare il lavoro ha chiesto un finanziamento in banca di 50.000 euro su un totale del costo del lavoro di 72.000 euro. L’impresa di costruzioni ancor prima dei lavori ultimati ha richiesto l’attivazione della procedura di concordato preventivo continuativo, bloccando di fatto tutti i crediti verso diverse ditte ed artigiani. A questo punto la ditta di posa si è trovata che su un compenso pattuito di 72.000 euro, forse, fra qualche anno, riuscirà a recuperare il 10% ( 7.200 euro). Oltre a questa perdita la ditta di posa dovrà restituire il finanziamento alla banca. Altro caso analogo è successo a una ditta di posa in opera di pavimenti in legno nel Trentino. Questa ditta ha fornito a un’impresa di costruzioni oltre al pavimento anche la posa in opera per un totale di 70.000 euro. Alla fine dei lavori l’impresa di costruzioni si è trovata in difficoltà e si è avvalsa della procedura di concordato preventivo continuativo ed il Tribunale ha accolto la richiesta. La ditta di posa è stata ammessa al concordato come chirografaria. Dei 70.000 euro è riuscita a recuperare il 16% (11.200 euro) dilazionati in 5 anni. La prima rata di tale importo verrà pagata dall’impresa di costruzioni alla ditta di posa dopo 2 anni dall’omologazione del concordato. Di fronte a queste situazioni, siamo convinti che questo nostro articolo può solo informare i posatori su quello che sta succedendo e metterli in guardia. Certamente sarebbe stato importante che nelle varie manifestazioni, convegni e incontri del settore, le associazioni e le federazioni del settore parquet avessero già avvertito che il pericolo per i posatori può venire non solo dalla “signora Maria”, citata da sempre come esempio di un committente pericoloso, ma anche da pseudo imprese che operano nel mondo dell’edilizia, con la prassi di sfruttare aziende e artigiani con l’intenzione di non pagarli, subappaltando i vari interventi da loro acquisiti, nonostante la riscossione dei pagamenti previsti dall’ente pubblico che gli aveva commissionato l’incarico. Pensare di cancellare leggi che tutelano questo squallido meccanismo è un’utopia, l’unica cosa che penso si possa fare a nome del-

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la categoria dei posatori e del settore parquet è chiedere all’avvocato Cafiero, più elementi per non cadere in queste trappole che sfruttano abilmente le leggi vigenti o meglio come difendersi a priori.

La risposta dell’avvocato Colgo volentieri l'invito lanciato da Antonio Viscardi e Paolo Rettondini con riferimento al caso trattato e colgo volentieri lo spunto per una riflessione sul tema del concordato preventivo. Tema, è vero, sempre più incalzante rispetto al passato, dal momento in cui, tale concordato risulta uno strumento sempre più ricercato dalle imprese edili nell'ultimo periodo. Sì, strumento, perché anche se formalmente il concordato preventivo è una procedura, ovvero un procedimento per cui, con una serie di iniziative, competenze e meccanismi contabili, un imprenditore mira a tacitare in qualche modo i creditori, evitare il fallimento e tentare di proseguire nell'attività, sostanzialmente e in concreto, è uno strumento per giungere a un preciso risultato, quello appena detto. Come procedura non è una novità per la legge italiana, si risale indietro nel tempo, almeno alla Legge Fallimentare (del 1942), che lo aveva previsto per l'imprenditore "onesto, ma sfortunato", dato che vi poteva accedere unicamente l'imprenditore meritevole sotto il profilo della gestione economica e del rispetto della legge. Come strumento, oggi, con le modifiche più recenti (la prima e più importante nel 2005 e le ultime ancora nel 2013), si presenta con nuovi e totalmente diversi presupposti e obiettivi rispetto a prima, per cui è in questi nuovi termini che bisogna ragionare, dimenticandosi, quanti eventualmente in esso si fossero imbattuti prima del 2005, il vecchio regime. Fatta questa premessa, va comunque chiarito che si tratta pur sempre di una procedura "concorsuale", cioè di una procedura finalizzata all'estinzione dei debiti dell'imprenditore, magari mediante liquidazione del suo patrimonio o dell'attività d'impresa, ma pur sempre con soddisfacimento (ahimè, purtroppo quasi mai totale) dei creditori in parità di trattamento, ovvero con loro soddisfacimento con parità di sacrificio e senza che l'uno possa essere avvantaggiato a danno dell'altro, ovviamente fatta eccezione per quei creditori il cui credito è per legge privilegiato.


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Concordato preventivo Già la denominazione di "concordato preventivo" è indicativa della natura e della particolarità della procedura: "concordato" perché ci si riferisce a un accordo; "preventivo" perché ci si riferisce alla fase precedente al fallimento. Il concordato preventivo è, infatti, una procedura concorsuale che interviene prima del fallimento e che consente all'impresa in crisi, in accordo con i creditori, di evitare il fallimento, eliminando i debiti contratti nell'esercizio dell'impresa attraverso un piano di risanamento che costituisce, appunto, l'oggetto del concordato. È proprio per questa ragione che, oggettivamente, e non per opinione personale, il concordato preventivo sta oggi incalzando rispetto al passato, perché (non lo nasconda nessuno) è lo strumento che consente all'impresa in crisi o comunque in difficoltà economica di evitare il fallimento e di poter confidare nel mantenimento dell'attività per un'eventuale prosecuzione con ripresa, o, comunque (e non nascondiamoci neppure questo), per evitare le conseguenze negative del fallimento pur vivendone una condizione preliminare simile per la sofferenza economica nell'adempiere ai propri obblighi verso i creditori. Come già detto, rispetto al passato, le condizioni di ammissione al concordato preventivo sono completamente diverse, per cui oggi possono esservi ammessi sia gli imprenditori che si trovano in una condizione di dissesto o di difficoltà anche temporanea, sia gli imprenditori per i quali la situazione di difficoltà sia grave e anche apparentemente definitiva. Il piano di risanamento sul quale l'imprenditore dovrà raggiungere l'accordo con i suoi creditori dovrà articolarsi su una ristrutturazione dei debiti con soddisfazione dei crediti attraverso qual-

siasi forma, anche mediante cessione di beni o altre operazioni straordinarie, attribuzione delle attività a un assuntore (cioè ad un terzo che assumendosi l'attività d'impresa si obblighi direttamente nei confronti dei creditori nei termini del concordato), suddivisione dei creditori in classi diverse secondo la posizione giuridica e gli interessi economici e previsione di un trattamento differenziato tra creditori appartenenti a classi diverse. Sulla domanda di concordato preventivo si pronuncia

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il Tribunale. I creditori convocati davanti al tribunale per l'approvazione del piano di concordato proposto dovranno pronunciarsi in quell'occasione. La mancata pronuncia equivale all'assenso alla proposta, per cui chi non riesce a partecipare a quella convocazione e non intende accettare la proposta di concordato farà bene a comunicare il proprio dissenso e per questo la legge gli consente un termine ulteriore di venti giorni. Una volta approvata la proposta il tribunale conferma la procedura e da quel momento si dà corso all'esecuzione del concordato sotto la vigilanza del commissario. Se la proposta non viene approvata dai creditori il tribunale dichiarerà il fallimento dell'impresa solo qualora vi siano i presupposti del fallimento, cioè quando dall'insieme della documentazione anche contabile dell'impresa, come acquisita proprio in occasione della proposta di concordato, emergano elementi e presupposti per far dichiarare sussistenti le condizioni di legge per il fallimento. Diversamente, dovranno essere i singoli creditori, eventualmente interessati, a chiedere il fallimento. Stando così le cose, che dire della procedura e soprattutto, dei dubbi di Viscardi e Rettondini? Sulla procedura, l'intento che la stessa legge riconosce al concordato preventivo è già di per sè esplicativo e idoneo a superare le incertezze di molti. La possibilità di confezionare una proposta dal contenuto assai flessibile, e soprattutto allo scopo di evitare il fallimento, evidenzia che è dello stesso legislatore, prima ancora che dell'imprenditore in difficoltà, la scelta di porre attenzione maggiore, e forse anche prevalente, alla conservazione dell'attività d'impresa. Una conservazione che attiene sia all'attività in sè, sia alla titolarità, perché l'imprenditore, proprio a differenza di quel che avviene con il fallimento, conserva l'amministrazione dei beni e continua a esercitare l'attività d'impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale, ma pur sempre con propria titolarità. Ma la sottoposizione al controllo del commissario giudiziale è comunque finalizzata al rispetto del piano proposto ai creditori e da questi accettato. Gli atti di straordinaria amministrazione sono ammessi, ma pur sempre previa autorizzazione del giudice della procedura. Peraltro, questa conservazione di patrimonio e attività rafforza ancor di più la natura del concordato preventivo come di un

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vero e proprio contratto tra l'imprenditore debitore e i suoi creditori, con conseguente limitazione dei poteri di intervento dello stesso tribunale, ovviamente una volta che il concordato è stato accettato dalla maggioranza dei creditori. Di fronte all'accordo tra l'imprenditore in difficoltà e i suoi creditori, il tribunale, e dunque l'autorità chiamata ad applicare la legge nell'interesse dello Stato, verifica unicamente la regolarità e la correttezza nel rispetto della legge e non interviene in alcun modo a sindacare l'accordo o a mettere in discussione un accordo già raggiunto tra le parti. Quanto ai dubbi di Viscardi e Rettondini, è vero che con il concordato preventivo il creditore anche quando accetta la proposta dell'imprenditore subisce quantomeno il danno della perdita della parte di credito che non gli viene riconosciuta. Certamente il danno sarà, poi, maggiore ove per quell'intervento di posa il posatore abbia dovuto attingere anche a finanziamenti bancari, ma questo è nella realtà delle cose, nella realtà del mercato, nella realtà economica dell'imprenditoria. Tanto che non è eccessivo inserire questa voce di danno nel cosiddetto rischio d'impresa. Sicché, al riguardo c'è ben poco da aggiungere. Ancora in linea con Viscardi e Rettondini, è vero pure che, se finora ci si era preoccupati dei capricci o delle assurde pretese di certi committenti, oggi bisogna preoccuparsi anche di quelle imprese che operano in maniera superficiale e avventata e che negli stessi termini pensano di coinvolgere anche artigiani ai quali affidano parte del lavoro. Sicché, occorre, ed è bene, pensare e ripensare su queste vicende per essere preparati piuttosto che per ipotizzare delle soluzioni. Anche perché soluzioni non sono sempre possibili: di fronte alla proposta di concordato preventivo o il creditore accetta la proposta o non l'accetta. Se l'accetta, entra in accordo con l'imprenditore che gliel'ha proposta e su questo accordo, come già detto, il tribunale non interviene più di tanto. Se non l'accetta, non è detto che quell'imprenditore non dia comunque corso al concordato, dato che l'operatività di questo dipenderà dall'adesione della maggioranza dei creditori. E se questa maggioranza non dovesse esserci non è detto che il creditore dissenziente otterrà di più di quanto gli è stato proposto con il concordato, perché, come sopra precisato, il concordato può essere richiesto dall'imprenditore in difficoltà grave e di difficile soluzione economica. E occorre pensare e ripensare a queste ipotesi anche perché, a essere chiamati a viverle, si finisce nell'annoso e angosciante dilemma del "meglio l'uovo oggi o la gallina domani?” Dilemma che non ha nulla a che fare né con argomentazioni economiche, né con argomentazioni imprenditoriali, né con argomentazioni tecnico-operative del settore. D'altra parte, è innegabile che verso il concordato c'è un vero e proprio favore della legge, per la salvaguardia di azienda e attività d'impresa. Con un effetto protettivo degno della massima attenzione di tutti gli imprenditori in difficoltà per la preservazione dell'attività e per la possibilità di escludere il fallimento e


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le azioni individuali dei singoli creditori. Recriminare su questo favore della legge non giova a nessuno, perché comunque è un'attività d'impresa che si vuole salvare e perché non è un salvataggio che si vuol fare affossando gli altri, ma sul presupposto che da questo salvataggio gli altri (i creditori) subiscano un sacrificio ma non l'affossamento. Certo, oggi nell'estrema difficoltà del comparto edilizia il sacrificio di questi creditori, soprattutto quando vivono la sofferenza del settore, è una spinta in più verso l'affossamento, anche perché le proposte di concordato difficilmente arrivano ad un riconoscimento superiore al 20% del credito vantato. Ma la procedura di concordato preventivo è questa e in questi termini è ormai assestata definitivamente. Infine, sempre ed ancora in linea con Viscardi e Rettondini, è vero pure che bisogna evitare che al concordato facciano ricorso quelle che chiamano "pseudo-imprese intermediarie che operano nel mondo dell'edilizia", ma bisogna evitarlo perchè queste pseudoimprese dovrebbero proprio essere allontanate già di loro dal mercato, a prescindere dal concordato preventivo. E per far questo non serve una legge, ma servono le segnalazioni e le scelte ferme e decise di quegli imprenditori che hanno scelto di operare in coerenza con la legge e nel rispetto del mercato. Le più recenti norme sulla professionalità dei posatori e le più recenti pronunce dei Tribunali sull'affidabilità non solo professionale ma anche tecnica delle imprese artigiane sono e saranno sempre più di aiuto e per questo ciascuno deve fare la propria parte anche segnalando i casi dubbi o negativi per il mercato. Spesso, poi, non si tratta di pseudo-imprese, ma di imprese che vivono alla giornata o, ad essere più delicati, con obiettivi non di lunga durata ma a brevis-

simo termine. In questo caso solo il corso degli eventi potrà dare ragione a chi opera più seriamente e con professionalità. Anche per questo un punto fermo per il mercato è e dovrà essere la professionalità, non tanto dichiarata individualmente quanto riconosciuta e attestata pubblicamente e ufficialmente da quegli strumenti e da quegli elementi che la legge evidenzia e talora richiede. La recente UNI 11556 ne è solo l'ultimo esempio, ma non l'unico. I

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Quando il guadagno facile rovina il mercato Una lettera di Luigi Vagnarelli, un collega posatore che lavora da due anni in Australia, ha innescato una discussione vivace sul forum dei posatori su Facebook, sul ruolo delle Associazioni, sulla tutela del lavoro dei posatori e sulle responsabilità delle aziende. Pubblichiamo qui di seguito la lettera e una selezione delle risposte a cura di Simone Biagiotti

Vedo, con nostalgia, discutere dei soliti problemi, ma con maggior professionalità. Siete stati bravi a far crescere l'Associazione e penso che presto aumenteranno i risultati in termini di qualità e soddisfazione professionale. Sono due anni che -umile artigiano senza patentino- sono assente, fisicamente, dall'Italia. Ma vi seguo da vicino, parchettisti patentati! Quello che sto notando e mi sembra sia sempre più evidente, é che si sta lottando contro i mulini a vento. Ora mi spiegherò meglio e ovviamente prendi tutto quello che dico come una mia semplice e personalissima opinione. I problemi a mio avviso sono i soliti: prima di tutto i prodotti cinesi a basso costo e spessissimo di bassa qualità; in secondo luogo la crisi economica. Questi due fattori portano come conseguenza l’abbassamento dei prezzi della manodopera, tempi di esecuzione ridotti con incremento dei problemi alla consegna dei lavori. Se non ricordo male, l'Associazione come suo intento si prefiggeva il riconoscimento della categoria con l'obbligo di "patentare gli artigiani", regolarizzando quindi

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la qualità del lavoro. Bene, ma il problema dei materiali cinesi, la crisi economica e le mutate tempistiche di cantiere, questi criticità non le abbiamo causate noi, dimmi se sbaglio! Che noi ci spacchiamo la schiena sul lavoro e torniamo a studiare per il patentino, mentre dall'altra parte grandi magazzini e negozianti, per fare soldi, acquistano all’estero materiali scadenti perché fanno più quattrini, questo non va assolutamente bene e secondo me vanifica il vostro lavoro. Bisognerebbe trovare un modo di "boicottare" i venditori, grandi magazzini, rappresentanti, aziende con doppia faccia, che quando siamo insieme parlano bene ma alla resa dei conti razzolano male e che appena possono pensano al loro business, lasciandoci con problemi sempre più difficili da risolvere. Ci hanno obbligato a incollare con la bicomponente a discapito della vinilica che a tutt'oggi rimane la più "ecologica", non soddisfatti hanno reso necessario il primer quando era sufficiente essiccare in modo onesto i materiali che noi posatori, a nostro rischio, assumendoci la responsabilità, dobbiamo installare e così via fino al cambio della classificazione dei materiali. Ricordo con nostalgia la Prima scelta extra Slavonia di Rovere sul lamparquet, mi chiedo “che fine ha fatto?”. Adesso la prima scelta è irriconoscibile, a volte è scura come il wengè altre bianca piena di alburno, ho esagerato ma rende l'idea. Ovviamente tutto questo avviene per ottimizzare di più


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la produzione, lasciando poi noi posatori a risolvere grane, senza dirci come fare. Immettere materiale sul mercato con una scheda tecnica che si è ridotta e rimpicciolita nel tempo fino a essere un semplice adesivo sul pacco, o peggio omettendola completamente, è veramente un gioco sporco che obbliga poi noi posatori a mille misurazioni, per garantire a posto loro il materiale che vendono, ma che spesso non producono. Mi hai chiesto di dire la mia. Pur non avendo esaurito le cose che avrei da dire, mi fermo qui perché vorrei avere una tua opinione al riguardo. Non vorrei passare per quello che lavorando fuori, snobba l'Italia e fa il sofisticato, io ho sempre lavorato all’estero lo sai, ma più vado lontano e più vedo realtà assurde, come aziende italiane che esportano qualità, lasciando mondezza nel nostro paese. Temo che il grosso del cambiamento debba partire da chi ci governa obbligando, vietando, punendo in primis le aziende che importano materiale scadente. Come può nel suo piccolo un artigiano cambiare questa situazione? Le grandi aziende cosa pensano a riguardo? Gli sono state fatte mai domande dirette in tal senso da parte dell'Associazione? Pensano di iniziare a tutelare chi acquista i loro prodotti e installa i loro materiali o vogliono continuare a stare sul gradino più alto dell'intoccabilità? Luigi Vagnarelli Bosisio Parquet Pietro Gregorio: se è premesso sarò breve. Se permettono di importare giocattoli tossici per i nostri bambini e se permettono di taroccare il cibo e le bevande, sai cosa gli importa delle normative per un pezzo di legno? Se togliamo il guadagno a tutti i costi e aggiungiamo un po’ più di coscienza, la professionalità verrà da sé. Gabriele Marrazzini: è musica per le mie orecchie ciò che scrive l'amico Luigi e le considerazioni di Bosisio. Sono anni che nei miei editoriali sulla rivista Professional Parquet suono i campanelli d'allarme. Noi come casa Editrice pubblichiamo riviste anche in altri settori e garantisco che se non è zuppa è pan bagnato. Siamo nel paese dei furbetti e ogni mercato ha i suoi. Forse i figli dei nostri figli potranno raddrizzare un paese malconcio, ma solo se ci riapproprieremo del senso civico e umano del vivere. Ghelli Paolo: i produttori hanno associazioni che tutelano i loro interessi che sono molto forti anche grazie alle possibilità economiche di cui dispongono. Noi dovremmo fare altrettanto, almeno per avere avvocati e periti che difendano i nostri diritti. La strada da percorrere è sicuramente lunga almeno fino a quando lo Stato o le Regioni non si decideranno a creare un albo. Dopo la teoria, la pratica. Quelli che non vogliono l'albo professionale sono gli stessi che si permettono di far

passare norme ad hoc con il benestare e la connivenza dei politici che dovrebbero, per il bene comune, tutelare il consumatore decretando la creazione dell'albo. Bosisio Parquet Pietro Gregorio: io già un po’ di tempo fa ho scritto sul forum di Professional Parquet, noi posiamo in opera un prodotto che sia mono o multistrato fatto da altre aziende. Essendo il nostro lavoro ne abbiamo cura e la nostra esperienza ci permette di consigliare il prodotto giusto per i nostri clienti a seconda dell'ambiente in cui andrà posato. Perché dico "prodotto"? Perché è un’azienda che ce lo "prepara". Ma se chi lo prepara, lo dà -senza offesa per nessuno- a cani e porci, mi dici come fai a valorizzare il tuo prodotto? È come se vado dal macellaio e gli compro un'auto, o no? Adesso alcune aziende stanno invertendo il senso, ma è come si dice nel mio dialetto: quand l'è scapaa il pursciel, te saret sò il stabiel, ovvero quando è scappato il maiale, chiudi il recinto. Mauro Errico: buongiorno signori, un caro saluto al lontanissimo ma vicino Luigi. Quanto scritto da te, caro Luigi, è verità che comunque da oltre 25 anni passa immune da riviste, riunioni, ecc. Si perché questi paradossi sono oramai storici. Parliamo, parliamo ma poi? Io ho sempre creduto nella professionalità, per questo sono stato e sono oggetto di "attacchi", sembra strano ma è così. Del resto dire la verità a diversi, non tutti, dà noia io però sono fatto così e continuerò senza cambiare una virgola. Il settore è pieno di comitati di affari, su questo non vi è dubbio, il prefinito poi ha dato il colpo di grazia non solo ai parchettisti, ma anche a diverse aziende. Solo chi si è diversificato e comunque guarda non solo al prezzo ma anche alla qualità è riuscito sia pure con difficoltà a rimanere aperto. Altri sono scomparsi apparsi e spariti come meteore. Io credo che il futuro dei parchettisti è nelle loro mani e basta. Alle superiori una professoressa mi diceva: “aiutati che Dio ti aiuta”. Perché quando ci sono le riunioni, stranamente, tutti hanno da fare? Perché si dilettano a sparlare del vicino come comari, senza vedere che le aziende, almeno alcune, fanno esclusivamente il loro R

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interesse? Le associazioni esistono, però o sono comitati di affari oppure vengono "snobbate" perché probabilmente non offrono cene e regalini. A chi ha scritto se ci sono avvocati e periti, dico che questi ci sono da decenni, su Professional Parquet per anni ci sono state personalità a disposizione gratis e adesso ancora ci sono consulenti che rispondono ai problemi. Ebbene, sapete chi scrive e chiede? Solo i privati, mentre i parchettisti si possono contare sulle dita delle mani. Come mai? Per fare, si potrebbe fare tanto, però occorre la partecipazione di tutti, non di pochi volenterosi o di persone che hanno solo interesse personale perché altrimenti sarete sempre una minestra riscaldata, mentre il mercato, piano piano, ve lo portano via. Tutti insieme è possibile cambiare le tante cose che non vanno e che servono affinché il mercato funzioni in maniera decente, se non come in Australia o altri Paesi esteri, almeno molto meglio di adesso. Non abbiate paura di mettervi in gioco, non c'è niente da perdere ma solo da migliorare. Luigi Vagnarelli: caro Mauro grazie, come sempre, è un piacere leggere i tuoi commenti e ascoltarti. Grazie anche a Gabriele Marrazzini, dalla sua rivista spesso ho preso spunti importanti, sia legali che tecnici. Anche

se distante, rimango regolarmente aggiornato sulla nostra situazione ed è stata una piacevole sorpresa quando Simone si è preso l'impegno non indifferente di aprire e amministrare questa finestra così vicina ai nostri problemi, un grazie ancora al nostro Presidente Simone Biagiotti. Quello che volevo puntualizzare e sensibilizzare era il rapporto produttori installatori. Argomento scomodo quanto delicato, poiché è sufficiente una parola messa male che si innescano querele e denunce. Proprio queste ultime sono il problema maggiore che divide le categorie, perché di fatto impedisce una normale e costruttiva discussione. Le aziende si sentono minacciate, giustamente, dal fatto che i parchettisti non sono più ignoranti come 20 o 30 anni fa, ora sono informati, o almeno ci provano, e questo sta mettendo in luce le cattive prassi delle azienda, come il materiale scadente. Quindi tornado alle denunce, il problema rimane del posatore ed eventuali cause hanno costi inaccettabili. Per riprendere il discorso dell'amico Marco, ovviamente è come una barzelletta che chi produce si auto controlla, ci hanno preso per asini? Purtroppo riescono a fare tutto sotto la luce del sole, le leggi glielo permettono, i controlli fanno ridere e la cosa peggiore è che preferiscono esportare i prodotti di qualità all’estero piuttosto che rimanere e investire in Italia, tanto ormai quello che c'era da prendere lo hanno già preso. I

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Simone Biagiotti - presidente ANPP Per informazioni: info@anpp.it - artigianiparchettisti@hotmail.com


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Rivisitare i classici, tra tradizione e stile Innovare la tradizione, questa è l’idea racchiusa nel progetto “I Grandi Classici” di Itlas, pavimenti pensati per rispondere ai canoni estetici più tradizionali pur accordandosi all’architettura di oggi FLAVIA ARENA

Tradizione, bellezza, classicità e innovazione. Queste sono le caratteristiche alla base de “I Grandi Classici” di Itlas: riproporre l’estetica dei pavimenti storici più belli nelle case di oggi. Il progetto è nato da un lungo e attento lavoro di studio dei decori delle dimore storiche europee ed è stato realizzato grazie alla grande esperienza dell’azienda veneta in materia di pavimenti in legno. Dalla spina antica alla spina ungherese, dalle composizioni Chantilly e Chevron alle nobili Versailles, il progetto “I Grandi Classici” offre oggi una linea di pavimenti in legno che si richiama alla bellezza del passato, alla ricchezza estetica della tradizione ma accordandoli con il gusto contemporaneo. Il risultato: pavimenti di un eleganza senza tempo R ma con un deciso carattere contemporaneo.

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il progetto i grandi classici di itlas offre una linea di pavimenti in legno che si richiama alla bellezza del passato, alla ricchezza estetica della tradizione ma accordandoli con il gusto contemporaneo La Spina Il disegno a spina dei pavimenti in legno ha origine antichissime, quando si andò affermando non solamente l’uso del legno per le pavimentazioni delle case e dei palazzi più sontuosi, ma anche la posa del legno a disegni particolari. Questo disegno di posa, oggi, viene declinato in chiave moderna, nel progetto I Grandi Classici di Itlas, attraverso le finiture delle linee Tavole del Piave e Legni del Doge.

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Le Quadrotte Verso la fine del Medioevo si diffuse il gusto di accostare, nei pavimenti in legno, specie diverse per essenza e colore. Nacquero così vere e proprie opere d’arte cromatiche, capaci di creare schemi a disegni molto originali e di grande calore. Dalla metà del XVII secolo in avanti fu sviluppata la tecnica dell’intarsio, utilizzando legni rari e pregiati. Per rispondere all’esigenza di bellezza, raffinata ed esclusiva, I Grandi Classici propongono sia quadrotte con composizioni di specie legnose diverse fra loro e con contrasti cromatici di grande effetto, sia quadrotte con decori ad intarsio, anche su disegno originale ed esclusivo del cliente. Molte di queste composizioni sono disponibili in tutte le finiture delle linee Tavole del Piave e Legni del Doge.

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MERCATO LA RISTRUTTURAZIONE

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Hawthorn Arts Centre Un intervento di conversione ha trasformato un complesso architettonico ottocentesco in un luogo interamente dedicato all’arte A CURA DELLA REDAZIONE In origine si chiamava Hawthorn Town Hall, oggi si chiama l’Hawthorn Arts Centre. Siamo a Booroondara, a est di Melbourne, qui un edificio storico, progettato dall’architetto John Beswicke nel 1888 ed esempio mirabile di architettura vittoriana, è stato nel 2012 ristrutturato per essere convertito da ex municipio in uno spazio artistico regionale. L’intervento di ristrutturazione che ha coinvolto sia la parte esterna che quella interna, ha permesso di creare servizi, sale convegni, oltre a laboratori e spazi creativi e più ampi spazi espositivi. Nella Town Hall Gallery sono stati ricavati tre nuovi ambienti adibiti a gallerie espositive e a spazi collettivi in grado di permettere un più ampio calendario di esibizioni artistiche, mostre e laboratori educativi, oltre a dare l’opportunità agli artisti emergenti di esibire le proprie opere. Le imprese incaricate di realizzare la posa

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dei nuovi rivestimenti interni hanno contattato l’Assistenza Tecnica Mapei che ha proposto una serie di sistemi in grado di rispondere alle esigenze del cantiere.

L’intervento passo per passo Nell’intervento di ristrutturazione, prima della posa del parquet, per ottenere una buona planarità, le superfici sono state trattate con la rasatura cementizia NIVORAPID ad asciugamento ultrarapido e a bassissima emissione di sostanze organiche volatili (VOC). Sono stati poi posati dei pannelli in legno multistrato sui quali sono stati incollati i listelli in legno con l’adesivo monocomponente ULTRABOND P990 1K, a bassissima emissione di sostanze organiche volatili (VOC). Per rivestire l’area del foyer i progettisti hanno posato listelli in legno di Tallowwood - legno di eucalipto tipico della zona - utilizzando ancora ULTRABOND P990 1K. Dopo alcuni giorni sul parquet è stato applicato il fondo bicomponente all’acqua ad alto potere isolante, a bassissima emissione di sostanze organiche volatili ed esente da NMP, ULTRACOAT PREMIUM BASE. Dopo l’asciugatura, l’intervento è terminato con due mani di ULTRACOAT HIGH TRAFFIC, vernice all’acqua bicomponente 100% poliuretanica esente da NMP e a bassissima emissione di sostanze organiche volatili con un’elevata resistenza all’usura, all’abrasione e al traffico pedonale intenso. Per quanto riguarda la posa dei rivestimenti in tessuto e in vinile, l’impresa ha inizialmente riparato e livellato le porzioni in calcestruzzo fessurate con PLANIPREP FF. Sul sottofondo sono stati poi applicati l’appretto a ba-


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se di resine sintetiche PRIMER G e il primer acrilico in dispersione acquosa a bassissima emissione di sostanze organiche volatili (VOC) ECO PRIM T, per conferire una buona solidità superficiale prima della posa dei rivestimenti. A questo punto la superficie è stata livellata con UC LEVELLER, particolarmente indicato per l’applicazione a pompa su vaste aree e per realizzare spessori da 3 a 70 mm. Di seguito, per ottenere una planarità perfetta, i supporti sono stati rasati con la lisciatura autolivellante a indurimento ultrarapido ULTRAPLAN. Terminati gli interventi sui sottofondi, si è proceduto con la posa delle quadrotte tessili. L’Assistenza Tecnica Mapei ha consigliato l’utilizzo di ULTRABOND ECO TACK, un adesivo in dispersione acquosa ad appiccicosità permanente e a bassissima emissione di sostanze organiche volatili (VOC) in grado di bloccare ed evitare lo scorrimento di quadrotte autoposanti tessili. Per la posa del rivestimento vinilico nei corridoi e nella cucina è stato utilizzato ULTRABOND ECO 350, un adesivo in dispersione acquosa, non infiammabile e caratterizzato da bassissime emissioni di sostanze organiche volatili (VOC) che lo rendono più sicuro per la salute dell’applicatore. L’adesivo permette un’efficace e rapida presa iniziale, un’eccellente adesione a lungo termine, è pedonabile dopo 24 ore e la messa in esercizio avviene dopo 72 ore. Per incollare il rivestimento vinilico sulle pareti, è stato consigliato l’utilizzo di ROLLCOLL, un adesivo universale in dispersione acquosa per la posa di pavimenti e rivestimenti vinilici e per l’in-

collaggio di pavimenti e rivestimenti tessili. Sui gradini delle scale che collegano i piani, sono stati posati paragradini e zoccolini in tessuto applicati con MAPECONTACT, banda bi-adesiva priva di solventi e odori, pronta all’utilizzo, rapida da applicare. I

SCHEDA TECNICA. Hawthorn Arts Centre, Melbourne, Australia Progettista: John Beswicke Anno di costruzione: 1888 - 1890 Anno di intervento: 2013 Intervento Mapei: fornitura di prodotti per la realizzazione dei sottofondi, per la posa di rivestimenti in tessuto e in vinile, per la posa del parquet Progettista: Peddle Thorp Architects Impresa esecutrice: APM Group Impresa di posa: D Borthwick & Sons (posa legno), Floor91 (posa vinile e tessile) Coordinamento Mapei: Scott Coutts, Debby Norgrove (Mapei Australia Ltd) Prodotti Mapei: • Realizzazione dei supporti: Eco Prim T, Nivorapid, Planiprep FF*, Primer G, UC Leveller*, Ultraplan • Posa del legno: Ultrabond P990 1 K, Ultracoat Premium Base, Ultracoat High Traffic; • Posa di rivestimenti vinilici: Rollcoll, Ultrabond Eco 350 • Posa di rivestimenti tessili: Ultrabond Eco Tack, Mapecontact *Prodotti e distribuiti sul mercato australiano da Mapei Australia Ltd

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STRATEGIE OBIETTIVO VENDITA

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Il segreto della vendita è nel risolvere problemi Non servono più venditori specializzati nel fare sconti o nel dire sempre di sì al cliente, ma professionisti che capiscano i suoi veri bisogni e risolvano i suoi problemi, rispettando la necessaria marginalità dell’azienda DAVIDE GABRIELLI

Davide Gabrielli si occupa di pianificazione strategica e marketing dal 1994. Socio di uno studio di formazione e consulenza aziendale, dal 2008 segue in prima persona il progetto di sviluppo del gruppo DKZ (cui appartiene Fiemme 3000) e dal 2010 ne coordina la direzione ommerciale e marketing. davide@studio davidegabrielli.com www.studiodavidegabrielli.com

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Sono ormai quasi 8 anni che lavoro nel settore dell’edilizia e devo dire che l’ho osservato e analizzato davvero nei minimi particolari. È un settore molto complesso, che sa di essere importante e forse proprio per questo motivo è molto resistente al cambiamento. Anche il settore dei rivestimenti e dei pavimenti in legno, di conseguenza, adotta lo stesso ritmo e lo stesso approccio. La cosa interessante è che, pur essendo tutti consapevoli del fatto che non ci sono più le condizioni per produrre utili senza modificare il metodo di lavoro, tutti -ugualmente- sperano che la situazione si risolva da sola, senza fare la necessaria fatica. Ci sono dei segnali di cambiamento nell’economia, sia per i piccoli sia per i medi rivenditori, che possono rappresentare una minaccia. Infatti, la grande distribuzione sta ampliando la propria gamma di prodotti e di servizi e presidiando con grande leadership la fascia bassa e medio bassa del mercato. Diventa perciò sempre più difficile per un piccolo o medio rivenditore confrontarsi con questi colossi, poiché la competizione sul prezzo è persa in partenza. Ciò significa che i piccoli e medi rivenditori dovranno elevare il proprio posizionamento e presentarsi in modo diverso.

La corsa al ribasso è uno sbaglio Come dicevo, la cosa che maggiormente mi fa riflettere è che un po’ tutti sono consapevoli di questa situazione, ma alla fine si tengono i prodotti definiti “da prezzo” nel punto vendita, per avere ancora una carta da giocare. Nessuno, però, sembra rendersi conto che cosi facendo sprofondano sempre più nella fascia di mercato medio/bassa. A conferma di questo, posso dirvi che quando i miei collaboratori vanno a fare i finti clienti, mi segnalano il fatto che anche nei punti vendita medio piccoli, per paura di perdere la vendita, si tende subito a parlare di prezzo, invece che concentrarsi sui servizi, sui bisogni specifici e sul valore aggiunto che solo un punto ven-

dita specializzato può dare. Esiste allora un’enorme difficoltà nel lavorare sul bisogno del cliente, ossia quella riduzione di un disagio e la generazione di un beneficio di cui tante volte abbiamo parlato. Se non si offre analisi e personalizzazione il cliente non può che valutare in base al prezzo poiché la proposta che avrà ricevuto sarà generica. L’incapacità di generare marginalità ha innescato un meccanismo molto pericoloso, i rivenditori non riuscendo a vendere bene hanno iniziato a chiedere più sconti ai produttori. Quando, però, sono iniziati i “non ce la facciamo più e non possiamo farti uno sconto maggiore perché anche il nostro margine è al limite...”, allora sono iniziate le ricerche di alternative. Prima attraverso altri produttori di pari livello (o ritenuti tale...); poi di livello più basso, a scapito chiaramente della qualità; per poi arrivare (per i più strutturati) alla personalizzazione di prodotti, ponendosi quindi sul mercato con approccio no brand. In questo ultimo caso, rivestendo contemporaneamente due ruoli, di rivenditore e di produttore -senza però saperlo fare-, e soprattutto senza aiutare il cliente a capire i valori distintivi del prodotto e della marca. Questo, d’altra parte, ha innescato la reazione da parte dei produttori che hanno iniziato a vendere direttamente, scavalcando la filiera tradizionale, che vedeva come naturale interlocutore il rivenditore. Ora, in alcune nicchie, è veramente un caos e purtroppo il denominatore comune è l’assenza o quasi di valore, poiché tutti questi stratagemmi sono serviti solo per vincere la competizione del prezzo e abituare il cliente ad acquistare sconti, senza esserseli meritati e conquistati. Non si vedono ancora specialisti del settore (o ce ne sono troppo pochi), come non si vedono proposte distintive, progetti orientati allo sviluppo qualitativo e al riposizionamento sul mercato.


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Ma siete sicuri che questa strada porterà lontano? Non pensate che sia arrivato il momento di cambiare approccio al mercato? Non credete che visti i profondi cambiamenti che ci sono stati in questi ultimi anni, sia necessario adeguare il proprio metodo di lavoro? Non ritenete che non servano più venditori specializzati nel fare sconti, nel dire sempre sì al cliente, ma professionisti capaci di far emergere il vero bisogno del cliente, e su questo costruire un progetto che avrà come focus la soluzione della sua necessità rispettando la necessaria marginalità dell’azienda?

Occorre risolvere i problemi Penso che, per poter accogliere delle figure più professionali e per poter applicare un metodo nuovo, sia necessaria un evoluzione culturale degli attori di questo mercato. Bisogna crederci, e accettare il fatto che ci vorrà una dose di fatica e sacrificio per poter generare un risultato migliore. Se fosse facile, ce la farebbero tutti, e quindi non ci sarebbe ancora differenziazione! Se vogliamo coltivare un orto, cambiare le verdure e generare le migliori zucchine possibili, sarà necessario zapparlo molto bene, pulirlo, seminarlo, bagnarlo, curarlo, e avanti così. Al primo raccolto le verdure saranno discrete, ma se il lavoro fatto sarà eccellente la qualità aumenterà costantemente. Se invece speriamo di avere il massimo risultato con il minimo sforzo, rischiamo di essere degli illusi che perdono tempo, opportunità e soprattutto credibilità agli occhi dei collaboratori ai quali promettiamo un cambiamento. In questo mercato, maggiori sono i problemi che si sapranno risolvere e più si

guadagnerà, minori i problemi e meno si guadagnerà. Mi spiace ma è il mercato ad averlo deciso! Credo che acquistare un prodotto e rivenderlo abbia poco valore aggiunto e quindi forse, se non si saprà aggiungere qualcosa, sarà giusto che questo processo non generi particolari margini... Attenzione però, se deve essere il cliente a dirvi il suo bisogno, è troppo tardi poiché ormai la sua attenzione sarà quella di trovare il miglior prezzo possibile. I


MERCATO L’INDAGINE

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In attesa della crescita Il mercato del parquet in Europa è alla ricerca di una stabilità ancora distante, questa la fotografia del settore alla luce dei dati diffusi dalla Federazione Europea dell’Industria del Parquet A CURA DI FIAMMETTA REGIS

Le previsioni negative che la Federazione Europea dell’Industria del Parquet avevano diffuso all’indomani del Domotex di Hannover sono state confermate nel corso della cinquantanovesima assemblea generale della Federazione che si è tenuta nei primi giorni di giugno a Bordeaux. Il mercato del parquet prosegue l’andamento in contrazione iniziato nel 2011, questa è la fotografia che emerge dai dati raccolti dalle aziende che aderiscono alla Federazione e dalle associazioni nazionali.

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Tabella 1. Produzione e consumo 2014/2013 Nazione

Produzione 2014/2013

Consumo 2014/2013

AT

-9,99 %

-5,00 %

BE

0,00 %

-3,01 %

CH

0,37 %

-2,96 %

CZ

-8,89 %

-5,39 %

DE

-20,45 %

-8,65 %

ES

-6,43 %

-4,84 %

FR

0,00 %

-19,10 %

Consumo e produzione in flessione

HU

3,89 %

1,11 %

Nel 2014, infatti, il consumo totale di parquet è sceso, rispetto il 2013, del 6,4% con 77 milioni di metri quadri rispetto i circa 82 milioni dell’anno precedente (tabella 1) . Per quanto riguarda la produzione, invece, si è riconfermata la tendenza -vista negli scorsi anni-, di molte aziende a ricollocare la loro produzione fuori dai paesi Fep. Questa è una delle ragioni del calo della produzione, scesa del 6,62% a 62,6 milioni di metri quadri rispetto ai 67 milioni del 2013. Tuttavia, la produ-

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-27,12 %

-17,85 %

NL

10,52 %

91,11 %

PL

-0,83 %

-3,42 %

RO

0,00 %

0,00 %

SK

-3,31 %

0,92 %

-30,00 %

-0,17 %

5,81 %

2,22 %

-6,62 %

-6,44 %

DK/FIN/NO SE FEP


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Tabella 2. Produzione parquet in Europa 000 m2

+/-%

Paesi membri FEP

000 m2 EU - fuori FEP

1985

23.300

1986

25.580

9,79 %

1987

26.991

5,52 %

1988

29.997

11,14 %

1989

34.566

15,23 %

1990

35.634

3,09 %

1991

35.294

-0,95 %

1992

37.977

7,60 %

1993

40.396

6,37 %

1994

44.972

11,33 %

1995

49.798

10,73 %

1996

50.578

1,57 %

1997

53.836

6,44 %

1998

58.308

8,31 %

1999 (*)

64.774

11,09 %

2000

69.812

7,78 %

2001

75.621

8,32 %

2002

76.741

1,48 %

2003

81.039

5,60 %

2004

91.453

12,85 %

2005

95.977

4,95 %

2006

97.911

2,02 %

2007

100.334

2,47 %

2008

84.725

-15,56 %

2009

67.523

-20,30 %

2010

70.500

4,41 %

2011

71.630

1,60 %

2012

68.266

-4,70 %

7.000

2013

67.027

-1,81%

10.000

2014

62.587

-6,62%

13.500

zione europea, fuori dai paesi membri della Fep, è stata stimata nell’ordine dei 13,5 milioni di metri quadri (tabella 2). Dall’unione di questi due dati risulta, quindi, che la produzione totale europea, data dalla somma della produzione dei paesi Fep e dei paesi UE fuori dalla Fep, è scesa solo dell’1,22% con un totale di 76 milioni di metri quadri prodotti nel 2014, rispetto ai 77 milioni del 2013.

Il massello si risolleva, scendono le essenze tropicali Secondo le statistiche pubblicate dalla Federazione, emerge un dato interessante per quanto riguarda la tipologia di parquet prodotti: il massello riguadagna due punti percentuali rispetto ai dati del 2013. Benché, R

(*) Fino al 1999, le cifre indicate rappresentano il mercato totale nell’area FEP

PER METÀ DEGLI EUROPEI LA CASA IDEALE È CON IL PARQUET In linea con la crescente sensibilità verso il rispetto della natura e la ricerca dell’autenticità, gli europei associano il parquet alla sensazione di naturalezza e di calore e lo considerano un ottimo investimento a lungo tempo. Questo è quello che emerge dal sondaggio condotto da InSites Consulting per la FEP sui consumatori europei in undici paesi dell’Unione europea, Francia, Spagna, Svezia, Germania, Polonia, Austria, Italia, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. L’indagine, svolta nell’aprile 2015, ha coinvolto 5610 consumatori tra i 25 e i 70 anni. Il parquet è in metà delle case Tra i dati più interessanti, scopriamo che 2 famiglie su 3 in Europa sono intenzionati a cambiare il pavimenti delle loro case nei prossimi tre anni. Dall’ultimo sondaggio dunque la percentuale di chi dichiara di aver in progetto una ristrutturazione è salita da 61% del 2011 a 68% del 2015. Inoltre il fattore prezzo sembra meno importante rispetto a un paio di anni fa, segno che fascia alta del mercato è in crescita, mentre sono diminuiti i consumatori disposti a pagare al massimo 15 euro al metro quadro per un pavimento di legno. Benchè la ceramica rimanga il pavimento più diffuso in Europa, presente in 87% delle case, il pavimento

in legno è nel 51% delle abitazioni, seguito da laminato 36%, moquette 24%, pietra naturale 21% e vinile 16%. La popolarità del legno in casa, d’altra parte, varia molto da Paese a Paese; il top è raggiunto in Svezia dove 8 case su 10 hanno il parquet, seguito da Polonia e Austria. I consumatori sono sempre più informati Nella scelta del parquet, il negozio specializzato, dove toccare con mano il prodotto, riveste ancora un ruolo centrale. Tuttavia secondo l’indagine, il consumatore europeo, grazie a Internet, arriva sul punto vendita già informato e il suo livello di preparazione rispetto agli scorsi sondaggi è di gran lunga aumentato. D’altra parte Internet è sì utilizzato per una buona informazione ma non ancora per l’acquisto, dove i canali di vendita principali rimangono i negozi e la grande distribuzione Fai da te con il 40% e la rivendita specializzata con il 22%. Vince la naturalezza dei pavimenti di legno Infine emerge da questo importante sondaggio che per la maggioranza dei consumatori in Europa il pavimento non solo è molto importante all’interno della casa ma per il 53% quello più desiderabile è il parquet, caratterizzato da una forte carica emozionale. Perché è un materiale naturale, caldo e autentico.

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MERCATO L’INDAGINE

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Produzione e consumo 120,000

112,225 106,992 101,279 101,547 96,713

Produzione UE - Paesi fuori dalla FEP

100,000

Paese FEP Consumo

80,00

91,780 92,100

89,711 84,303 82,972 84,758

84,888 82,681

87,019

74,888

77,358

68,167 62,580 64,676 63,728

60,00 47,070 44,910

57,938 52,180 52,720

40,00

20,00

Fep: produzione totale in percentuale per Paese - 2014 SE 14,84%

AT 11,9% BE 0,62%

DK/FIN/NO 3,36%

CH 2,8% CZ 1,97%

RO 3,51%

DE 13,9%

PL 21,04% ES 6,86%

NL 2,55% IT 3,44%

HU 2,81%

FR 11,02%

infatti, la distribuzione tra le tipologie di parquet rimane in linea con l’andamento mostrato dal 2010 in poi con una decisiva supremazia del multistrato rispetto al

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14 20

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11

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99 19

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massello, è vero anche che quest’ultimo è passato dal 20% del 2013, al 22% del 2014; mentre il multistrato è sceso dal 78% al 76% rispetto al totale della produzione (tabella 3). Per quanto riguarda invece le essenze, il 2014 conferma l’egemonia del rovere con il 73,9%, mentre le specie tropicali continuano la loro discesa, perdendo ulteriormente quote di mercato, dal 5,8% al 4,5%.

Differenze tra Paesi Nella fotografia che emerge dalle statistiche Fep, si riscontra inoltre una grande differenza da Paese a Paese. Per quanto riguarda la produzione, all’interno della Fep, la nazione che ottiene il miglior risultato è ancora la Polonia che passa dal 19,81% del 2013 al 21% di quest’anno. Al secondo posto, mantenendo un andamento analogo al 2013, sale la Svezia con il 14%, mentre la Germania, storica seconda, slitta al terzo posto, con una perdita del 4% (passando quindi da 15,48% al 13%). Per quanto riguarda, invece, il consumo, la Germania rimane il primo mercato con il 23%, seguito da Francia con 12% e Svezia che, con l’8%, sottrae all’Italia il terzo posto.


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Tabella 3. Fep: produzione per tipo 2014 Multistrato 76%

Massello 22%

Mosaico 2%

Tabella 4. Italia: dati chiave 2014 Totale produzione parquet Parquet massello Parquet multistrato di cui 2 strati di cui 3 strati (2/3 strips) di cui 3 strati (1 strip) Totale consumo parquet Parquet massello Parquet multistrato di cui 2 strati di cui 3 strati (2/3 strips) di cui 3 strati (1 strip)

2013 2.950.000 m2 155.000 2.795.000 – – – 7.760.000 m2 1.615.000 6.145.000 – – –

2014 2.150.000 m2 155.000 1.995.000 70% 10% 20% 6.375.000 m2 1.292.000 5.083.000 60% 5% 35%

2015* 2.493.000 m2 140.000 2.353.000 70% 10% 20% 6.818.000 m2 1.227.000 5.589.000 60% 5% 35% *stima

L’Italia in sofferenza attende una inversione a fine anno Secondo le statistiche diffuse, infine, l’Italia è il Paese che, tra tutti, perde più terreno. Contro le sperate aspettative di stabilizzazione, l’edilizia si è contratta, nel corso del 2014, del 2,2% rispetto al 2013. Ancora una volta il declino più importante è stato registrato nel segmento delle nuove costruzioni, sia residenziali sia non residenziali. Mentre, al contrario, è stata registrata una crescita del 2,3% negli interventi di ristrutturazione sul segmento residenziale e del 1,4% sul non residenziale, frutto della politica di incentivi per gli interventi volti a aumentare l’efficienza energetica. Dal punto di vista della produzione di parquet l’Italia perde ben il 27,12% rispetto alla produzione dell’anno precedente, passando da 2,9 milioni di metri quadrati a 2,1 milioni. Dal punto di vista del consumo, poi, scende al quarto posto con un calo del 17,85%, da 7,7 milioni a 6,3 (tabella 4). La forte contrazione del mercato edilizio ha impattato non solo sul parquet ma

anche sul comparto della ceramica, storico concorrente del legno in Italia. Tuttavia per il 2015, le previsioni sembrano lasciare margine alla speranza. I Fep: consumo totale in percentuale per Paese - 2014 DK/FIN/NO 9,63%

SE 8,32%

AT 7,98%

BE 2,71% CH 8,05%

RO 3,31%

CZ 1,25% PL 5,11% NL 2,45%

IT 8,24% HU 0,59%

DE 23,34% FR 12,13%

ES 6,89%

I COMMENTI I dati della produzione per l’Italia lasciano qualche dubbio

Abbiamo toccato il fondo, non si può che crescere

I dati della produzione mi lasciano un po’ perplesso, perché se prendo i dati delle maggiori aziende italiane, al di là di dove vedono il parquet se in Italia o all’estero, e lo divido per un valore medio di quaranta euro a metro quadro a mio avviso i metri quadri prodotti in Italia sono già di più. Inoltre dovremmo andare a prendere in considerazione anche tutte quelle piccole aziende e soprattutto quelle aziende artigianali che non sono di fatto conteggiabili. Per quanto riguarda il consumo, è da un anno che continuo a sostenere che quello italiano oscilla tra i 6,5 e 7 milioni di metri quadri. Ho visto che è stato dichiarato a 6,3 milioni e credo che possa essere un dato vicino alla realtà di mercato. Angelo Giangiulio, Mapei

I dati della Fep sono indubbiamente tutti negativi, ci sono dei ritardi importanti in tutta Europa, per quanto riguarda la produzione, -19% per la Francia, -18% per l’Italia, a sorpresa -9% per la Germania, -5% l’Austria. Si potrebbe pensare a un dato veramente negativo. In realtà io lo leggo anche in modo positivo, perché la mia impressione è che abbiamo toccato il fondo e nel corso del 2015 ci sarà un assestamento con una crescita. È chiaro che bisogna lavorare molto. La prima cosa su cui bisogna lavorare è il legno. Abbiamo la materia prima più bella che esista al mondo e non la valorizziamo abbastanza. Secondo me prima ancora di parlare di parquet, dobbiamo parlare del legno, bisogna mettere in evidenza quelle che sono le caratteristiche positive di questa materia prima meravigliosa, in un mondo globale dove vengono avanti gli stampati, le ceramiche effetto legno e via dicendo. Valorizziamo quello che abbiamo! Carlo Comani, Gazzotti

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MERCATO EVENTI

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In mostra lo stile italiano al Cersaie Fervono i preparativi a pochi mesi dall’apertura del Salone Internazionale della Ceramica per l’architettura e dell’arredobagno A CURA DELLA REDAZIONE Mancano pochi mesi al Cersaie 2015 che si terrà dal 28 settembre al 2 ottobre e fervono i preparativi. Il salone, alla luce dei numeri del 2014, ha confermato la propria vocazione a essere fiera di riferimento nei settori della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno. Sono state, nella scorsa edizione, infatti, più di 100.000 le presenze nei cinque giorni di fiera, con una crescita del 3,6% rispetto all’edizione precedente. L’attrattiva internazionale, d’altra parte, è stata confermata dalla crescita dei visitatori provenienti da altri Paesi, che hanno raggiunto le 23.363 unità, ben 4,1% in più rispetto all’anno precedente. L’appuntamento quindi è a Bologna, da lunedì 28 settembre a venerdì 2 ottobre, per visitare la XXXIII edizione di Cersaie: una manifestazione che richiama un vasto pubblico di architetti, interior designer, progettisti, imprese di posa e società di costruzione, privati in procinto di ristrutturare casa, provenienti dai cinque continenti alla ricerca delle ultime tendenze in fatto di soluzioni abitative.

Cer-Stile: il gusto italiano Uno degli eventi che si svolgerà nel corso della prossima edizione di Cersaie è la mostra Cer-Stile, curata da Angelo Dall’Aglio e Davide Vercelli. Cer-Stile è stata pensata per promuovere concetti di vivibilità e valorizzazione dei paesaggi tipici italiani. Montagne, mare, baite e arenili sono reinterpretati attraverso progetti di riqualificazione che si fanno fattivi promotori di stili di vita e di utilizzi innovativi, re-inventandone le potenzialità abitative, commerciali e funzionali. Cer-Stile esplora nuove destinazioni d’uso ambientate in contesti come l’alta montagna, mare e spazi preposti al collega-

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mento, come stazioni o metropolitane o vecchi depositi ferroviari. Angelo Dall’Aglio e Davide Vercelli raccontano il territorio italiano attraverso un percorso sviluppato su una superficie di 1.500 mq costituito da tre tappe: dal Padiglione Montagna a quello del Mare, disposti secondo un layout a ferro di cavallo, collegati attraverso un tunnel spazio/temporale. Il tunnel, metafora del viaggio, con le sembianze di un treno a scala 1 a 1, in stile Orient Express, è il luogo deputato per gli eventi e gli incontri dedicati a visitatori e operatori del settore. La mostra si compone quindi di scenari immaginifici, surreali e ironici di luoghi iconici, ambientazioni reali corredate da prodotti e soluzioni di aziende, leader dei diversi settori, dalla moda alle ceramiche, dall’arredamento alle superfici, dall’attrezzatura sportiva all’arredobagno fino al food, ai cosmetici, al tessile. Cer-Stile si fa motore e volano per l’economia mettendo in relazione una selezione di aziende d’alta gamma con compratori internazionali e con un pubblico di professionisti alla continua ricerca di nuovi spunti creativi.

Parquet ospite gradito Anche quest’anno sarà presente all’evento uno dei più recenti protagonisti del Cersaie: il parquet. Alcuni, infatti, tra i protagonisti del settore dei pavimenti in legno saranno in fiera con un proprio spazio espositivo. Tra i vari partecipanti del mondo del parquet che hanno confermato la loro presenza troviamo Itlas, Ali Parquets, Listone Giordano, Gazzotti, Ravaioli, Garbelotto Master Floor, Salis. Non è da escludersi però una partecipazione più folta, dato il successo riscosso dal legno nel corso della scorsa edizione. I


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MERCATO EVENTI

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Consolidare il legno Restauro e conservazione del legno, questi i temi approfonditi nel corso di un seminario organizzato a Moglia A CURA DI SARA ZAMMARINI

Qui sopra Alfiero Bulgarelli, a sinistra, insieme ad Angelo Giangiulio

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Si è parlato di restauro e conservazione al seminario Consolidare il legno tenutosi lo scorso 13 giugno a Moglia. L’evento, organizzato da Percorsi-legno, era rivolto a un pubblico di tecnici e progettisti. Ha aperto i lavori il professor Franco Laner, docente presso l’università IUAV di Venezia che ha illustrato le maggiori cause di deperimento delle strutture lignee nelle costruzioni. “Il principale problema del legno impiegato in edilizia è dato dalla deformazione, che per il 99% è causata dall’acqua e dall’umidità. Poi ci sono i danni strutturali, che possono dipendere dall’uso di un legname non adatto alla funzione in cui è stato impiegato. Tuttavia, il legno è buono con chi si accosta a esso con umiltà e generalmente perdona errori di lieve entità nella progettazione grazie alle sue caratteristiche fisiche naturali. Certo, non si può pretendere di utilizzarlo contro natura, ignorandone le specifiche tecniche.” L’intervento di Angelo Giangiulio, responsabile pavimenti in legno per Mapei, si è concentrato sulla direttiva UNI 11371 del 2010 che stabilisce come realizzare correttamente un massetto. Si è soffermato, soprattutto sulle necessità che i moderni sistemi di raffrescamento e riscaldamento a pavimento impongono. “L’utilizzo del parquet abbinato al riscaldamento a pavimento non è sconsigliato, ma va calibrato dai progettisti calcolando con precisione la temperatura dell’acqua in circolo, lo spessore delle tavole da utilizzare e il tipo di posa”. Può dare invece problemi il raffrescamento a pavimento, in quanto soggetto a “punto di rugiada”, con conseguente formazione di piccole goccia sulla superficie. Angelo Giangiulio ha poi illustrato le diverse modalità di realizzazione e le carat-

teristiche dei massetti cementizi e di quelli in anidrite, materiale molto diffuso soprattutto nel Nord Europa. Rita Cadorin, di Cadorin Group, ha spiegato in modo molto chiaro ed esaustivo le caratteristiche delle plance di parquet massiccio, a tre e a due strati. “Un listone di tre strati nelle ristrutturazioni permette di limare meno legno nobile superficiale, perché tutta la lista rimane piana.” Alfiero Bulgarelli, titolare di Bulgarelli 1921, si è soffermato sulla posa dei pavimenti in legno: “Una posa corretta, può contribuire a sanificare un ambiente poco salubre”. Bulgarelli ha mostrato la posa in due ambienti piuttosto difficili: nel primo caso si trattava di una chiesa, dove era richiesta la massima celerità di realizzazione, nel secondo caso una cantina afflitta da problemi di umidità. L’intero ambiente della chiesa è stato realizzato in sole due mattine, senza l’impiego di acqua e di procedimenti invasivi. Al termine dei lavori, il luogo è stato immediatamente calpestabile e utilizzabile dai fedeli. Nel secondo caso, in una mattina, l’opera è stata conclusa risanando un ambiente inficiato da una perenne umidità. A distanza di un anno dal lavoro e dopo due allagamenti dovuti a violenti temporali, il pavimento è ancora perfettamente posato e non presenta difetti. “Ciò che rende speciale un pavimento è l’esperienza del costruttore e del posatore. Ci sono situazioni eccezionali che non consentono di realizzare un pavimento secondo canoni tradizionali. Noi siamo sempre disponibili a trovare soluzioni in condizioni fuori dalla norma.” Il seminario si è concluso con l’intervento dell’architetto Eddy Tiozzo che ha illustrato come intervenire nel restauro di solai e tetti in caso di adeguamenti alle nuove normative fisico-ambientali. Il pubblico ha partecipato con interventi e domande interessate. Alfiero Bulgarelli ha invitato i presenti a presenziare ai prossimi appuntamenti di Bulgarelli 1921 che si terranno nel mese di settembre, quando verrà inaugurato anche il nuovo showroom L.I.F.E. di Mantova. I


CIAMBELLA:CIAMBELLA

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MERCATO SHOWROOM

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La sartoria del parquet È nato uno showroom per scoprire e scegliere il pavimento in legno di qualità Siamo a Brembate di Sopra, provincia di Bergamo, nel complesso Geller, zona nata dal recupero industriale della fabbrica tessile della fine dell’800 della famiglia svizzera Legler. In questo contesto storico unico, accanto al fiume Brembo, è stato inaugurato a maggio lo showroom Il Parquet di Giovanni Colombari: oltre 150 metri quadrati su due livelli adiacenti al laboratorio. Lo showroom che espone il meglio dei pavimenti in legno, è nato proprio dall’idea di offrire un luogo ad architetti, progettisti ma anche a privati, dove scoprire e scegliere il parquet.

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A CURA DI FIAMMETTA REGIS

In linea con questa idea, ovvero quella di offrire solo prodotti superiori, sono stati selezionati pochi marchi di qualità tra cui ALI Parquets, Trapa, Triveneta Parchetti e Rizzi, specializzata nella produzione di scale. Lo showroom di Giovanni Colombari vuole offrire un servizio sartoriale e su misura che va dalla scoperta del pavimento in legno fino alla sua posa; in linea con questa filosofia la visita dello showroom è su appuntamento perché bisogna dedicare il giusto tempo per scegliere un parquet che durerà una vita. I


Design Colombari*:Layout 1

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Il Parquet di Giovanni Colombari Giovanni Colombari ha iniziato a coltivare la sua passione nella lavorazione del legno negli anni ’70. In quarant’anni non ha mai smesso di applicare la sua professionalità, scoprendo tecniche, conoscendo a fondo le tendenze del mercato, interpretando le necessità dei clienti più esigenti e realizzando pavimenti a disegno di tutti i formati e dimensioni, personalizzati e artistici. L’impresa, condivisa già da anni con il figlio Matteo, lavora principalmente nel Nord Italia, Svizzera e Francia. www.ilparquetonline.com

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NEWS A CURA DELLA REDAZIONE

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Mapei partecipa alla ristrutturazione della Torre Arcobaleno In occasione di Expo 2015, Mapei è nuovamente protagonista nella ristrutturazione dello spazio urbano della città di Milano, con l’intervento alla Torre Arcobaleno. La Torre Arcobaleno è la vecchia torre dell’acqua di proprietà di RFI Gruppo Ferrovie dello Stato ed è situata in uno degli snodi infrastrutturali più importanti della città di Milano, la stazione ferroviaria di Porta Garibaldi. In origine la struttura, alta 35 metri e con un diametro 10, si presentava come una superficie di circa 1000 m2 di cemento grezzo e molto degradato. Il primo intervento di manutenzione straordinaria avvenne in occasione dei Mondiali di Calcio ’90 e trasformò, grazie all’apporto decisivo di Mapei, Marazzi e Tempini, in un arcobaleno di piastrelle multicolore. A distanza di 25 anni, in occasione di Expo 2015, Mapei prende nuovamente parte al progetto di ristrutturazione della superficie esterna della Torre Arcobaleno, insieme a Marazzi Group, Condor Group, Fila Solutions, B Construction Technology e in collaborazione con RFI Gruppo delle Ferrovie dello Stato e con il Comune di Milano, su iniziativa e progetto dello Studio Original Designers 6R5. L’intervento ha previsto la preparazione delle superfici attraverso la rimozione delle piastrelle in fase di distacco, la pulizia generale delle superfici e la rimozione delle parti friabili e la successiva riverniciatura.

Acimall: un primo trimestre 2015 in crescita ma non abbastanza Sono stati diffusi da Acimall i dati relativi al primo trimestre 2015 che ridimensionano l’ottimismo sullo “stato di salute” delle tecnologie per il legno italiane che aveva caratterizzato l’indagine congiunturale di fine anno. A fronte di un mercato interno debole, sono le vendite oltreconfine a determinare l’andamento positivo, con un beneficio riservato soprattutto alle grandi aziende o a quante propongono soluzioni di alto livello. Il periodo gennaio-marzo 2015 si è chiuso con una crescita complessiva degli ordini del 13,5 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’estero fa segnare un rotondo più 19,1 per cento, l’Italia un meno 10,3 per cento. L’indagine previsionale offre anche qualche indicazione sul futuro: secondo il 45 per cento del campione gli ordini dall’estero registreranno un aumento, per il 50 per cento saranno stabili e per il restante 5 per cento diminuiranno (saldo positivo, pari a più 40). Meno ottimismo per il mercato nazionale: il 18 per cento prevede un ulteriore calo, il 59 per cento una sostanziale stabilità, il 23 per cento crede in una crescita.

DOMOTEX Hannover 2016, a 6 mesi dall’inizio occupato il 90% dello spazio espositivo Innovativo, definito e con moltissime novità di prodotto: queste le caratteristiche del Wood Flooring Summit, I prossimi appuntamenti che si terrà a DOMOTEX dal 16 al 19 gennaio 2016, un importante appuntamento del settore per assicurarsi DOMOTEX Hannover Hannover, 16 - 19 gennaio 2016 una panoramica dell'offerta di mercato. La terza edizione DOMOTEX asia/CHINAFLOOR Shanghai, 22 - 24 marzo 2016 del Wood Flooring Summit, nel padiglione 9, sarà ancora DOMOTEX Turkey Gaziantep, maggio 2016 una volta un momento importante di connessione per l’industria internazionale del parquet e dei laminati e indiscusso culmine di DOMOTEX. Sono già molti gli espositori che si sono già assicurati uno spazio nella cornice del Wood Flooring Summit, tra di essi Bauwerk Parkett, Kährs, Kronotex Meisterwerke Schulte e Unilin, mentre sono attesi circa 200 espositori dal settore dei parquet e dei laminati e oltre 180 dal settore delle tecniche di posa. Grande aspettativa dunque per la prossima edizione DOMOTEX che a sei mesi dalla sua inaugurazione ha già occupato il 90 per cento della superficie espositiva. Complessivamente sono attesi ad Hannover in gennaio 1.400 espositori di oltre 60 Paesi. Accanto al prestigioso appuntamento di Hannover, gli appuntamenti DOMOTEX Worldwide saranno quelli di DOMOTEX Turkey, a Gaziantep, il maggio 2016 e DOMOTEX asia/CHINAFLOOR a Shanghai, dal 22 al 24 marzo 2016.

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Biesse Group conferma la partecipazione a Xylexpo 2016 A dodici mesi dalla apertura di Xylexpo 2016, la biennale mondiale delle tecnologie e delle forniture per l’industria del legno e del mobile che si terrà dal 24 al 28 maggio 2016 nei Padiglioni di Fiera Milano a Rho, Biesse Group ha confermato che anche quest’anno sarà fra gli espositori. “La nostra scelta di essere anche quest’anno a Xylexpo nasce certamente dalla frequentazione storica che abbiamo con questa rassegna che, pur vivendo una stagione di grande complessità, dimostra la volontà di andare oltre”, ha commentato Giancarlo Selci, amministratore delegato di Biesse. “Ed è questa volontà che ci convince a esserne ancora parte attiva e propositiva, confidando che la scelta degli organizzatori e della associazione di guardare avanti, di immaginare nuovi percorsi e di gettarne già i primi semi nel 2016, permetterà a Xylexpo di tornare a svolgere quel ruolo – propositivo ed efficace – indispensabile per continuare ad attrarre imprese di ogni dimensione e visitatori da tutto il mondo”.

Il 2015 è iniziato in crescita per il Gruppo Kährs L’anno, inaugurato con la partecipazione al Bau di Monaco, è iniziato ottimamente per il Gruppo Kährs che in linea con gli ottimi risultati raggiunti nel 2014, inizia il 2015 consolida la propria posizione di leader europeo nel settore dei pavimenti in legno. La crescita nel primo trimestre 2015 rispetto all’anno scorso, è stata del 6%, con un fatturato di 73,3 milioni di euro contro i 68,9 milioni del primo trimestre 2014. La suddivisione del fatturato per zone geografiche rimasta pressoché invariata con la Scandinavia in testa con il 40%, seguita dall’Europa Centrale (che comprende l’Italia) con il 23%, da Finlandia e Paesi Baltici 14%, Russia 10%, America 9% e altri mercati per 4%. La maggior parte del risultato del Gruppo Kährs è da attribuirsi ai pavimenti in legno con l’85% del fatturato, mentre i pavimenti elastici concorrono per 11% del fatturato e il 4% proviene da altri gruppi di prodotto.

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VETRINA A CURA DELLA REDAZIONE

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Arriva Dream 160 di Woodco: cromie ricercate e formato prestigioso Essenze pregiate, nuance ricercate, finiture completamente naturali e grandi dimensioni: queste sono le caratteristiche di Dream 160, la collezione di parquet che Woodco dedica a chi ama l’essenza più nobile e pura del legno. Disponibili in 14 diverse colorazioni, i parquet Dream 160 comprendono sia tonalità più delicate che sfumature più decise e grintose. Queste ultime, in particolare, sono ottenute sottoponendo le tavole a leggeri trattamenti termici, che conferiscono un aspetto ancora più caldo. La collezione Dream 160 è composta da tavole a due strati di grande formato (1400/2200x160x14 mm) il cui bordo microbisellato conferisce al pavimento ulteriore personalità. Ideali per valorizzare ambienti di ampio respiro, sia residenziali che commerciali, sono formate da uno strato superiore in legno nobile dello spessore di 4mm e da uno strato inferiore in multistrato di betulla di 10mm. La flessibilità delle doghe e la precisione dell’aggancio, garantita dalla maschiatura, agevolano la posa dei listoni, rendendo i pavimenti Dream 160 ideali anche in caso di ristrutturazione, in quanto incollabili facilmente su qualsiasi sottofondo (cementizio, in anidride, con pannelli in fibra legnosa, pavimenti ceramici preesistenti, massetti termoriscaldati).

Biolinea: la bellezza del parquet d’altri tempi BioLinea è la collezione "bio" di Friulparchet caratterizzata da finiture naturali eseguite a mano e disponibili in vari colori. Lavorazioni, tinte e finiture sono gli elementi che rendono BioLinea una collezione unica. Innanzi tutto, per mettere in luce quello che rende il parquet un pavimento unico, sono state scelte lavorazioni che permettono di leggere tutte le venature del legno e che contribuiscono a conferirgli il suo caratteristico calore. In linea con le più moderne esigenze della bio-architettura, il pavimento in legno Biolinea dona alla casa il sapore d'altri tempi e l'eleganza dello stile tradizionale pur offrendo tutte le comodità del prefinito. Da questo prodotto emerge il valore della tradizione artigianale, ogni singolo lotto di produzione risulta "fine a se stesso" e quindi inimitabile. La collezione BioLinea è disponibile in diverse lavorazioni: prelevigato, spazzolato, piallato a mano, effetto tarlato seghettato ed è realizzato esclusivamente su Rovere Europeo.

Euro5, l’adesivo bicomponente di Adesiv che presta attenzione all’ambiente Si chiama Euro5 ed è l’adesivo bi componente per pavimenti in legno di Adesiv dal basso impatto ambientale. Adatto anche per l’incollaggio di parquet su sottofondi riscaldati, Euro5 è un adesivo epossi-poliuretanico bicomponente esente da acqua e con bassissime emissioni VOC, specifico per l'incollaggio di pavimenti in legno di qualsiasi tipo su sottofondi cementizi o su pavimentazioni preesistenti non assorbenti (marmo, piastrelle, palladiana, supporti legnosi). Adatto per tutti i tipi di pavimenti in legno, è indicato per elementi in legno massiccio senza incastro da 10 mm (lamparquet) secondo la normativa DIN EN 13227; parquet mosaico secondo la normativa DIN EN 13488; legno massiccio a lamelle (industriale) secondo la normativa DIN EN 14761; tavole di legno massiccio con incastro M/F con larghezza massima 18 cm o 20 cm con essenza di rovere secondo la normativa DIN EN 13226; pavimenti prefiniti multistrato secondo la normativa DIN EN 13489.

Lux e Stellar, due nuove collezioni stellari di Listone Giordano Dalla rinnovata collaborazione tra Listone Giordano e il collettivo Hangar Design Group nascono Lux e Stellar, due parquet in legno di alta gamma, presentati in occasione dell’ultimo Salone del Mobile di Milano. Hangar Design Group reinterpreta la decorazione nel pavimento in legno, includendo elementi metallici nel parquet da questa innovazione prendono vita le due collezioni, Lux e Stellar, due parquet di grande pregio, che uniscono a essenze nobili come il wengè e il teak a trame metalliche per un effetto geometrico di grande impatto visivo. Unicità, innovazione e vocazione ornamentale sono le chiavi di lettura per questi due pavimenti che da soli conferiscono personalità a qualsiasi ambiente. Entrambe le collezioni hanno inserti in Acciaio Inox Lucido, hanno uno spessore totale di 16mm con strato di legno nobile di 5mm con finitura e il supporto in legno listellare è controbilanciato in essenza Rovere. Lux è in Wengè disponibile in larghezza 190-140-83mm per 2400mm di lunghezza. Stellar, invece, è realizzato in Teak, nelle misure 190 x 2400mm.

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12 nuove essenze per Fiemme 3000 Sono 12 le nuove essenze firmate Fiemme 3000. Crescono così a 100 le proposte biocompatibili dell'azienda trentina che da oltre 20 anni è specializzata nella realizzazione di pavimenti e rivestimenti in legno. Le proposte sono tutte in essenza di Rovere, caratterizzati da lavorazioni e toni molto diversi. Il comune denominatore è la qualità di biocompatibilità garantita dal trattamento BioPlus. 9 nuovi legni entrano nella serie “Boschi di Fiemme”. “Fiemme Antica” si arricchisce di nuova essenza, Vòlto, mentre nasce “Fior Fiore di Fiemme”, una nuova collezione limitata composta da due legni rigorosamente lavorati a mano, Fior di Racconto e Fior di Romanzo. Questa nuova collezione, Fior Fiore di Fiemme, nasce dallo studio di come il tempo interviene sul pavimento in legno, consumando le parti più tenere della superficie fino a far emergere i nodi e alle venature più dure. Questo processo è declinato nelle due proposte, Fior di Racconto e Fior di Romanzo, dedicate a chi ama la bellezza della natura e il lavoro del tempo sul legno.

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Wenge d’Africa tarlato e moschettato di Cadorin La ricerca incessante di nuove soluzioni di parquet ha portato Cadorin a innovare anche con altre specie legnose, a volte meno conosciute ma sempre di grande fascino. Il Wengè d’Africa, per esempio, molto amato per il suo color scuro, viene proposto in una versione inedita dove emergono tracce di fori di tarlo e moschettatura, oltre ai segni lasciati dalla sega a nastro. Il tutto “confezionato” da una finitura anticata che esalta e accentua la venatura marrone/nera di questo caldo e accogliente legno africano. Il parquet Listoni di Wengè d’Africa fa parte della Collezione Listoni Pregiati, che comprende tavolati di classe creati con legni pregiati provenienti da tutto il mondo. Teak Birmano, Acero Canadese, Wengè e Doussiè Africano, Pero Europeo, Acacia (ovvero la Robinia Europea), Noce Nazionale e Americano sono solo alcuni dei legni più esclusivi che Cadorin seleziona per dare vita a questa linea. Le lavorazioni superficiali e le finiture sono studiate per non nascondere o plastificare la bellezza del legno mentre l’utilizzo di olio e cere naturali o di vernici a effetto cera permettono di avvertire il contatto con il legno, garantendo la massima praticità d’uso e manutenzione quotidiana.


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VETRINA

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Ali Parquets PreMass Color, legno colorato a tutto spessore Isolare con la natura: Woolin La storia dell’utilizzo della lana di pecora si perde nella notte dei tempi. Woolin è marchio col quale l’azienda tirolese Villgrater Natur sostiene la riscoperta di questo antico materiale utilizzato a tutte le latitudini e in tutti i continenti e che soddisfa appieno il rispetto per la natura e aiuta l’uomo a vivere meglio. Il materassino sottoparquet Woolin è tra i prodotti di punta dell’azienda in termini di acustica e benessere abitativo, infatti la ditta Loaker, famosa produttrice di biscotti, ha scelto le soluzioni Woolin per la coibentazione del loro stabilimento. I manufatti a marchio Woolin sono, appunto, a base di lana di pecora, prodotto che si utilizza nell’ambito dell’edilizia come isolante termo acustico, oltre a essere che come isolante termo/acustico: la pura lana vergine, infatti, provvede alla compensazione del clima negli ambienti abitati, funge da regolatore dell’umidita, assorbe l’umidità in eccesso fino a un terzo del suo peso e la rilascia in caso di ambiente secco. Inoltre è anallergica, antitarme, antimuffa e neutralizza le sostanze tossiche come la formaldeide e l’ozono. In lavorazione non prevede nessuna forma di protezione o di particolare attrezzatura. La pura lana vergine non produce scorie o materiali di risulta da smaltire, è biodegradabile al 100% è un materiale di veloce ricrescita, non gli servono stabilimenti o impianti costosi e inquinanti.

Coniugare la bellezza di un pavimento in legno massello al colore, il tutto con l’utilizzo di prodotti completamente naturali, questa è la sintesi della nuova collezione PreMass Color di Ali Parquets, specialista nel parquet prefinito in legno massello. PreMass Color propone la bellezza e il calore tipico dei pavimenti in legno, permettendo in più agli interior designer di immaginare qualsiasi tipo di tinta per i pavimenti degli interni che progettano. È costituito da legno massello con pigmenti colorati a tutto spessore, che permettono di conservare la colorazione anche dopo diverse levigature. La collezione è disponibile nel classico formato listello, ma anche nei formati tassello e mezzo tassello e può contare su una serie infinita di colori, rendendo possibile ricreare qualsiasi tonalità, anche su richiesta. Il risultato è un pavimento unico per qualità che può adattarsi per colore a qualsiasi esigenza progettuale e nel quale la laccatura lascia intravedere le venature e imperfezioni del legno, ricreando così un effetto contemporaneo e naturale.

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ALI PARQUETS:ALI PARQUETS

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Professional Parquet n. 4 luglio/agosto 2015 by Quine - Issuu