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Professional Parquet n. 4 luglio/agosto 2014

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PROFESSIONAL

Magazine di informazione tecnica e di marketing per il posatore, l’impresa e lo studio di progettazione

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Parquet

Spazio tre sas - Piazzale Archinto, 9 - 20159 Milano - Costo di una copia euro 1,30

Anno 23

N° 4

Luglio/Agosto 2014

Speciale finiture Protezione, estetica e resistenza

58° Congresso Fep L’industria europea del parquet nel 2013

Quando il legno incontra la tecnologia. Automazione flessibile e robotizzazione


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SOMMARIO

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Lo speciale di Professional Parquet Finiture per pavimenti in legno e parquet. . . . . 33 Protezione, estetica e resistenza

POSA La normativa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8 Quando il legno incontra la tecnologia Domenico Adelizzi

La nota legale Anno 23 - N° 4 Luglio/Agosto 2014 Foto di copertina: Listone Giordano

.......................................................................

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La fine dell’opera Filippo Cafiero

Il forum

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Gli esperti rispondono Aldo Fiacco

Il caso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20 A volte ritornano Mauro Errico

indice inserzionisti ADESIV . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .25 ALI PARQUETS . . . . . . . . . . . . . . . . . . .32

DESIGN Progetti

.................................................................................

CADORIN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .15

Il lusso della vita quotidiana Gianna Meis

CARVER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .53

A noi sono piaciuti

CEFLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .13

Tutte le novità del design Fiammetta Regis

GAZZOTTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .3 ISAL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .45 ITLAS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .IV di Cop. KÄHRS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .17 KLINDEX . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .4 LISTO PARQUET . . . . . . . . . . . . . . . . . .24 MAPEI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .6

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STRATEGIE Obiettivo vendita

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Brand reputation: quanto è nota la vostra marca? Davide Gabrielli

MERCATO L’indagine

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MARGARITELLI . . . . . . . . . . . . . .II di Cop.

La situazione del parquet alla luce dell’ultimo congresso FEP Fiammetta Regis

MARO CRISTIANI . . . . . . . . . . . . . . . . .19

L’intervista

MAURO ERRICO . . . . . . . . . . . . . . . . . .54

La bellezza del parquet passa dalla vernice Intervista a cura di Gabriele Marrazzini

............................................................................

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OSMO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .III di Cop. PROGRESS PROFILE . . . . . . . . . . . . . . .61

RUBRICHE

SAIE 3 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .57

Editoriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9

STEMAU . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .11 TOVER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .23

Gabriele Marrazzini

News . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51 A cura della redazione

VERMEISTER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .31

Vetrine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60

WOODCO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .39

A cura della redazione ProfessionalParquet

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EDITORIALE

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Parquet La corretta

www.professionalparquet.it

Periodico bimestrale edito da Spazio tre sas - di Gabriele Marrazzini & C. Piazzale Archinto, 9 - 20159 Milano Tel. 02 69001255 (r.a.) - Fax 02 69001277 info@professionalparquet.it Direttore responsabile Gabriele Marrazzini - g.marrazzini@spaziotre.it Responsabile editoriale Fiammetta Regis - f.regis@spaziotre.it Redazione Luisella Acquati - Aldo Fiacco Fiammetta Regis - Loredana Vitulano Consulenti tecnici Domenico Adelizzi - Filippo Cafiero Mauro Errico - Antonio Viscardi Direttore commerciale Ornella Zanetti - o.zanetti@spaziotre.it Pubblicità e sviluppo Giancarlo Monici - g.monici@spaziotre.it Massimo Fregonara - m.fregonara@spaziotre.it Ufficio traffico Sabrina Pavanello - sabrina@spaziotre.it Servizio abbonamenti Isis Alvarado Martinez - abbonamenti@spaziotre.it Progetto grafico e impaginazione Olga Salvetti (Testo&Immagine) Amministrazione Lara Papetti - amministrazione@spaziotre.it Collaboratori Flavia Arena - Raffaella Quadri Aldo Fiacco - Gianna Meis Marica Signoroni Stampa Eurgraf - Via Magellano 4/6 - 20090 Cesano Boscone (MI) Professional Parquet, periodico bimestrale registrato. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 250 dell’11/04/1992. Spedizione Posta Target Magazine - AUT.DBC centrale/PT Magazine Editori 96 valida dal 19/05/2004. La pubblicazione o la ristampa di articoli e immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Gli articoli pubblicati su Professional Parquet sono sotto la responsabilità degli autori. I manoscritti e i disegni pubblicati non saranno restituiti.

informazione a sostegno del parquet Anche quest’anno abbiamo partecipato all’appuntamento annuale con l’assemblea Fep (Federazione europea delle industrie del parquet), un incontro tra addetti ai lavori (produttori, fornitori, associazioni e stampa) che si ripropone di fare il punto sull'andamento del mercato e sui trend in atto. Rispetto al 2012, il consumo globale di pavimenti in legno in Europa è calato lo scorso anno del 2,60, mentre la produzione totale nel territorio Fep è scesa invece del 1,81. Partiamo dai consumi, Germania, Francia e Italia sono i paesi che salgono sul podio con rispettivamente il 23,91%, il 14,3% e il 9,39% delle quote del mercato. Per quanto riguarda invece la produzione, la pole position spetta alla Polonia che arriva quasi al 20% (19,81), mentre Germania, Svezia e Austria seguono. Parlando di produzione, il primato va alla Polonia, con il 19,81% delle quote di mercato, seguito dalla Germania (15,48%), dalla Svezia (13,10%) e dall’Austria (12,35%). Tra i tanti dati interessanti che ci aiutano a capire come va questo nostro mercato, altri due sono degni di nota: il predominio incontrastato del multistrato con 78% del mercato e la discesa del consumo di essenze tropicali, inversione di tendenza rispetto agli corsi anni. Se da una parte poi la nostra speranza risiede nel fatto che il parquet risulta ancora il pavimento più desiderato da parte del consumatore, è vero anche che dobbiamo fare corretta informazione. Poiché come ci ha detto il nostro caro amico Carlo Comani in un’intervista relativa al suo intervento sulle ceramiche a effetto legno nel corso dell’assemblea Fep, laddove “c’è un’informazione puntuale, il parquet non può che vincere”. Purtroppo in Italia seguono solo iniziative per ingrassare di denaro le tasche di pochi a discapito del mercato. Noi comunque non ci stancheremo di fare un’approfondita, corretta e puntuale comunicazione, perché il mercato del parquet, in questo periodo di crisi, dev’essere sostenuto principalmente da una forte politica di incentivo, ma anche da tanta buona informazione.

Prezzi e abbonamenti • Abbonamento annuale: 73 euro (IVA compresa) • Annuale estero: 155 euro • Copia arretrata: 17 euro • Costo di una copia: 1,30 euro Per abbonarsi usare l’apposita cartolina Testata Associata A.N.E.S. Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata Gruppo Confindustria Spazio tre sas, titolare del trattamento dei dati relativi ai destinatari della presente pubblicazione, informa che le finalità di tale trattamento sono rivolte a consentire l’invio della presente rivista, e/o altre di propria edizione, allo scopo di agevolare l’aggiornamento dell’informazione tecnica, nonché alle operazioni necessarie alla gestione amministrativa e contabile dell’abbonamento. Spazio tre sas riconosce e garantisce ai medesimi destinatari i diritti di cui all’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

Gabriele Marrazzini, direttore g.marrazzini@spaziotre.it

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Quando il legno incontra la tecnologia Automazione flessibile e robotizzazione per produrre elementi multistrati per parquet DOMENICO ADELIZZI

Visitando l’ultima edizione del Salone dedicato alle macchine per la lavorazione del legno “Xylexpo 2014” lo scorso maggio nel polo di Rho-Fiera a Milano, si può affermare che è giunta l’ora di accantonare processi tradizionali e rigidi a favore di nuove strutture produttive che considerano maggiormente un’alta flessibilità. Il colpo di grazia al tradizionalismo l’hanno dato recentemente molte aziende, tra le quali anche quelle asiatiche, che della programmazione just in time ne hanno fatto un punto di forza. Il mercato si è profondamente trasformato rispetto ad alcuni anni fa e la spietata concorrenza dei Paesi in via di sviluppo ha costretto molti parchettisti alla scelta di impianti in grado di rispondere, rapidamente, alle variazioni delle richieste della clientela. Tempi brevissimi e costi limitati sembrano essere i fattori da considerare nei nuovi processi tecnologici e il parquet multistrato (erroneamente spesso definito prefinito) non è sfuggito a questi nuovi obblighi commerciali per cui, oggi, si tende a completare il prodotto solo al momento della sua spedizione. I vantaggi si dimostrano eccellenti in quanto la diminuzione delle scorte determina una riduzione dello stoccaggio e del capitale investito. All’ultimo Xylexpo è emerso che la totalità degli impianti e delle macchine utensili è ormai informatizzata e i computer gestiscono, con una veloce flessibilità, lotti produttivi più economici e controllati da programmi le cui istruzioni si sono talmente semplificate che chiunque,

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con un minimo tirocinio, può programmare. Anche la robotizzazione di alcune fasi di trasformazione evidenziata dai centri di lavoro e dagli impianti logistici ha reso il processo nel settore del parquet, sia massiccio monostrato sia stratificato, molto più flessibile ed economico. Il robot è un meccanismo ripetitivo di operazioni elementari il cui intervento rende elevata la produttività e, il suo utilizzo, ha dato un notevole incremento all’automazione industriale. Robot cartesiani, ibridi e antropomorfi sono stati presentati, allo Xylexpo 2014, da molte aziende italiane e internazionali la cui affidabilità è ormai garantita dalle normative internazionali. Il futuro prevedibile è quello della fabbrica automatica e anche l’Oriente è ormai in grado di offrire la gestione CIM (Computer Integrated Manufacturing).

I plus delle troncatrici automatiche L’avventura del parquet multistrato inizia con la piallatura e la troncatura del legno massiccio che vengono effettuate su impianti di alto livello qualitativo adatti per ogni esigenza produttiva. Le troncatrici automatiche possiedono un ottimizzatore per ridurre al minimo gli


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All’ultimo Xylexpo è emerso che la totalità degli impianti e delle macchine utensili è ormai informatizzata e i computer gestiscono velocemente e con flessibilità la produzione

sfridi e, per chi realizza elevate produzioni, ci sono anche linee di troncatura eccellenti con ottimizzatore ideale veloce e semplice da usare (meno di 0,002 secondi per tutti i calcoli di taglio). Il trasporto raggiunge velocità elevatissime con accelerazioni e tempi di taglio rapidissimi e, la possibilità di ottenere diverse misure mediante un semplice selezionatore, rende le troncatrici adeguate a qualsiasi esigenza del cliente.Esistono anche troncatrici assolutamente all’avanguardia per il taglio ottimizzato, con rulli di traslazione adatti a ogni pezzatura (grezza o deformata), con velocità d’avanzamento di 240 m/min. e con lettore della larghezza e lunghezza per avere un resoconto dei volumi tagliati. La scelta della troncatrice è subordinata alla sezione massima del legno massiccio da tagliare. Le linee automatiche non richiedono operatori specializzati e offrono un rendimento costante mentre la linea ottimizzata, rispetto a quella automatica, può garantire un’elevata resa (pochi scarti e forte produttività). Le troncatrici con ottimizzatore sono regolarmente utilizzate per eliminare sprechi e velocizzare il taglio delle specie legnose pregiate ma, per la loro altissima velocità e per il loro rendimento, sono impiegate anche per specie legnose non particolarmente pregiate. I difetti sono rilevati da scanner automatici - o da laser manovrati dall’operatore - e possono avere traino a rulli, a tappeto e a spintore. Con dischi da 550 mm si possono eseguire troncature su masselli larghi fino a 800 mm con spessore di 25 mm.

Per un taglio produttivo Il taglio delle lamelle per parquet multistrati può essere eseguito a disco o a lama sulle segatrici multilama

mentre le superfici delle lamelle sono già adatte per essere subito incollate. Il gruppo di taglio ha un controllo elettronico centralizzato che permette una perfetta precisione di taglio con minimo gioco (0,1 mm) e una velocità d’avanzamento fino a 20 m/min. L’utilizzo delle lame con moto alternativo consente una maggior produttività (20%) rispetto ai processi tradizionali ed è possibile anche tagliare lamelle da legni umidi, quando si devono incollare le stesse, a due o tre strati, con l’alta frequenza. Le lamelle e i masselli per parquet tagliati con le lame a telaio, possono essere ricavati da tavole troncate e lavorate sulle tre superfici (con regolo laterale o centrale) o sulle quattro (con guida in canali). Sia le lamelle sia il massellino possono essere calibrati con portautensili posizionati alla fine del modulo di taglio, con una precisione di 0,05 mm. Le lamelle lignee possono essere tagliate con uno spessore minimo di 3 mm con utensili in materiale stellite (una lega cobalto-cromo) di 1,1 mm., con un notevole aumento di produttività. Mentre le unità di taglio a lame possiedono una velocità di avanzamento di 2 m/min., quelle a disco possono raggiungere i 36 m/min. con uno spessore di 1,2 mm e possibilità di avere un incisore inferiore di soli 1,1 mm. Ciò comporta una maggior resa di cir- R

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ca il 20% nella produzione di parquet a più strati e le macchine utensili utilizzate possiedono ormai tutte il centro lavoro di piallatura preventiva in grado di calibrare, sui quattro lati, i masselli con possibilità di inserire in linea, ovviamente, tavolette grezze.

Qui sopra una soluzione dell’azienda spagnola Barberan

La tecnica delle lamelle I processi automatizzati sono in grado di iniziare la lavorazione del massello piallandolo e trasformandolo in lamelle, accoppiarle, pressarle ed essiccarle in continuo. Le tavole si essiccano in celle sottovuoto con o senza piastre riscaldanti. La prima tecnologia è usata in celle cilindriche nelle quali il vuoto non solo essicca ma esercita anche una pressione di 10 ton/mq. sulle tavole di massello, con vantaggi sulla qualità e sulla velocità del processo.

Il processo senza piastre s’utilizza sia in celle cilindriche sia parallelepipedi con vuoto continuo o discontinuo con ventilazione ad aria calda; questo sistema è più adatto per cataste di legno listellato. Esistono in commercio sezionatrici verticali adatte per lo strato nobile del parquet multistrato che possono essere inserite in una linea di produzione composta da una zona caricamento lamelle (con il vincolo della stessa larghezza mentre la lunghezza può essere variabile), seguito da una zona di composizione e successivo incollaggio. In ultimo, una zona di assemblaggio ed essiccazione definisce un listone unico e continuo, dal quale si ricavano pezzature uguali composte, in base al modello di macchina utilizzata, da lamelle su due, tre o quattro file. Le nuove linee per l’incollaggio dei singoli strati dell’elemento multistrato da posa a due o tre strati utiliz-

Esempio di un impianto personalizzato per la produzione di elementi stratificati a 3 strati Materiali dell’elemento da posa Piano di calpestio: larice, faggio, betulla, specie legnose tradizionali per parquet. Strato intermedio: legno resinoso Terzo strato (strato di controbilanciatura): specie legnose di 2a qualità Dimensioni elemento da posa Larghezza min. 140 mm; max. 205 mm - Lunghezza min. 1.020 mm; max 2.400 mm Spessore min. 12; max 22 mm - Tipo di profilo: tradizionale “maschio - femmina" Produttività impianto Max. 25pz./ min per lunghezza di 1.830 mm - Max. 3200 mq. / turno - Max 700.000 mq./ anno per turno di lavoro Dimensioni barrellata d’entrata Larghezza max. 205 mm - Lunghezza max 2.400 mm - Spessore min.12, max 22 mm Macchine e processi realizzati 1 sistema di carico della linea con prelievo delle barellate. 1 calibratrice inferiore. 1 calibratrice superiore. 1 levigatrice superiore. 1 squadratrice longitudinale. 1 squadratrice trasversale. 1 levigatrice superiore nel processo di riparazioni listoni. 1 sistema di scarico a pinze. Automazione e messa in linea delle macchine. Gestione della linea tramite PLC. Lay Out dell’impianto

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

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Carico singola barellata Calibratura e levigatura Singolarizzazione e capovolgimento dei listoni Profilatura, spazzole e tramoggia Raddrizzamento e controllo qualità visivo Deviazioni listoni da riparare Levigatura e formazione pacco listoni Formazione pacco e catasta listoni Formazione catasta Uscita catasta


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zano adesivi poliuretanici spalmati a 120/140°C o vinilici (70-80°C) per rendere l’assemblaggio sicuro e non soggetto a deformazioni di natura ambientale. L’adesivo è applicato fuso sugli strati da pressare mentre per la produzione dell’elemento a tre strati s’utilizza anche l’adesivo melamminico perché ha una migliore resistenza chimica e all’acqua. Gli strati accoppiati sono, ovviamente, quello di legno nobile esterno (da 3 a 6 mm. di spessore) e gli altri due o tre realizzati con specie botaniche povere oppure da fogli di compensato (da 5 a 10 mm. di spessore). L’essiccazione dell’adesivo tra gli strati dell’elemento stratificato di legno massiccio può avvenire rapidamente mediante un impianto di alta frequenza, con regolazione della potenza in stadi successivi (12 posizioni) e con triodi in ceramica.

Non solo finitura Tra le profilatrici e squadratrici ormai totalmente automatizzate, si evidenziano quelle (incastro tradizionale o a clic) con lunghezza albero portautensili di 110 mm e con velocità di avanzamento sino a 70 m/min., adatte per parquet con larghezza variabile da 65 a 400 mm e con lunghezze fino a 4 m. Vi sono anche unità di piallatura-levigatura accoppiate mediante le quali si possono risparmiare tempi morti tra le due tradizionali fasi di trasformazione. Nell’ambito delle attrezzature logistiche per parquet, allo Xylexpo 2014, si sono potuti ammirare alcuni introduttori, caricatori e scaricatori automatici, in grado di listellare pacchi per le lavorazioni successive. L’alternativa alla vernice è il rivestimento a caldo delle superfici dell’elemento multistrato da parquet che, in un solo passaggio in continuo, evita alcune fasi di lavoro tradizionali (stuccatura, levigatura, applicazione

fondo e levigatura) accorciando enormemente i tempi per la finitura. Vi sono molti prodotti che ormai possiedono un’elevata stabilità ai raggi UV, un’eccellente resistenza agli urti, un’ottima durezza e una buona resistenza chimica. Questi sono applicati, liquidi, mediante un prefusore e solidificano a temperatura ambiente. Le tavolette richiedono però un stoccaggio di tre o quattro giorni priR ma di essere profilate.


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Il mondo delle vernici Per chi utilizza processi tradizionali, in commercio è possibile trovare, ormai da tempo, le vernici ad acqua, uniche a rispettare l’ambiente, seppure la loro diffusione è vincolata, a volte, dalla maggior commerciabilità dei prodotti a solvente. Gli impianti sono progettati in funzione del tipo di vernice e del tipo di finitura che i produttori di parquet desiderano, considerando anche l’eventualità di tintura leggera o pesante. I sistemi e i cicli di applicazione e di essiccazione sono dunque variabilissimi ma esistono macchine polivalenti e flessibili adatte a una rapida e conveniente predisposizione per la finitura desiderata. Un processo per la verniciatura degli elementi multistrato per parquet, ormai diffusosi in tutto il mondo, è quello che utilizza tre applicazioni di fondo a rullo, ognuna di 10 gr/mq. La lavorazione prevede una semipolimerizzazione intermedia, una polimerizzazione finale con susseguente levigatura intermedia; seguita da due applicazioni di finitura a rullo di 10 gr/mq. ognuna, con semipolimerizzazione intermedia e polimerizzazione finale UV. L’impianto può avere larghezza minima di 30 cm. e le macchine utilizzate comprendono: laccatrice a rulli standard (fornita di rullo applicatore e rullo dosatore con tre comandi separati per consentire al dosatore di ruotare in senso contrario nel caso di minime applicazioni), essiccatoio a moduli UV (che polimerizza in pochi secondi il prodotto verniciante, al quale è aggiunto un fotoiniziatore) e levigatrice intermedia (serve per spianare la superficie col fondo e prepararla all’applicazione della finitura). La tecnologia dei prodotti vernicianti UV consente un’elevata produttività permettendo di usare minime grammature, con notevole risparmio di materiale. Le aziende produttrici di vernici si sono ormai specializzate diversificando i prodotti per tipo di finitura e per

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ciclo. Per questo si possono trovare in commercio fondi e finiture per elementi multistrato per pavimentazioni su base acrilica e poliestere UV, adatti per cicli brevissimi, con elevate resistenze all’abrasione ed eccellente aderenza ed elasticità.

Conclusioni È ormai sempre più vicino il futuro del processo produttivo che prevede la fabbrica automatica con la gestione CAM (Computer Aided Manufacturing) e CIM (Computer Integrated Manufacturing). È anche indubbio, che la robotizzazione di alcune fasi di trasformazione, i centri di lavoro e gli impianti logistici innovativi, insieme a cicli e processi produttivi sempre più flessibili e personalizzati, porteranno notevoli vantaggi, sia in termini di produzione (tempi di fabbricazione sempre più bassi con rese sempre più alte), sia in termini economici (costi fissi ridotti e razionalizzazione delle risorse), oltre che in termini di ricchezza di offerta. A mio avviso, tutto ciò non dovrebbe portare a una standardizzazione ma, al contrario, l’oggettiva e reale possibilità di avere singole attrezzature, macchine e linee di fabbricazione più innovative, dovrebbe diventare un incentivo per gli imprenditori per poter migliorare la qualità dei manufatti. Questi, seppure elementari nella forma, sono sempre il risultato di un progetto specifico che, attraverso un preciso e analitico iter tecnico-produttivo che coinvolge in primis l’azienda, consente di trovare soluzioni personalizzate. Sono proprio queste personalizzazioni che caratterizzano gli elementi multistrato per parquet e pavimentazioni di legno, grazie alla qualità degli utensili, delle attrezzature, delle macchine, degli impianti e delle linee che, quotidianamente, consentono la fabbricazione di milioni e milioni di listelli, doghe, listoni e maxi listoni per tutti i gusti. I


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POSA LA NOTA LEGALE

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La fine dell’opera La consegna dell’opera da parte del posatore è la parte conclusiva del lavoro, una fase che non bisogna sottovalutare per tutelarsi in caso di eventuali contenziosi AVVOCATO FILIPPO CAFIERO

Solitamente nel prendere in esame le competenze e gli ambiti d’intervento del posatore di pavimenti di legno si insiste sempre sugli adempimenti preliminari alla posa, anche perché è ormai pacifico che è proprio da questi adempimenti che dipende molto il buon esito della posa stessa. Così come è altrettanto vero che è sempre e ancora da questi adempimenti che si coglie molto della professionalità del posatore. Di contro, però, capita spesso che, proprio per l’attenzione riposta verso la fase preliminare della posa, si sottovaluti, invece, il momento conclusivo, cioè quel momento in cui avviene la consegna dell’opera al committente. Altrimenti detto, compiuti gli adempimenti preliminari e dato corso positivamente alle operazioni di posa, il posatore ritiene concluso il suo lavoro e, “nel mostrarlo” al committente, ritiene anche chiuso l’incarico. Sennonché, la legge, andando oltre, individua in questo agire del posatore la cosiddetta “consegna dell’opera” quale vera e propria fase operativa del rapporto con il committente, destinata alla chiusura dello stesso rapporto e produttiva di effetti formali e sostanziali. La consegna dell’opera è, infatti, per la legge, non un semplice passaggio di mano, la semplice rimessione al committente del lavoro finito, ma qualcosa di più ed esattamente il momento in cui l’opera, completata, deve essere accettata dal committente per consentire al posatore la liberazione dagli impegni contrattuali e, per certi versi, da alcuni profili di responsabilità.

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In sostanza, ultimata l’opera, per consegnarla correttamente - in altre parole per consegnarla nel senso voluto dalla legge - il posatore deve passare attraverso tre fasi, distinte in termini di sequenza temporale e logica ma, in concreto, quasi sempre in contestualità. Si tratta delle fasi relative la verifica dell’opera, al giudizio sulla stessa da parte del committente, alla presa in consegna del medesimo committente.

Prima fase: la verifica La verifica è, in sostanza, l’attività attraverso la quale il committente accerta la corrispondenza qualitativa e quantitativa dell’opera agli accordi presi. Concretamente essa ha di mira l’accertamento della correttezza dell’esecuzione dell’opera, sicché correttamente può ritenersi un’operazione prevalentemente di natura tecnica, che si realizza anche attraverso l’ispezione materiale dell’opera. Ciò comporta che la verifica sia un onere per entrambi, posatore e committente: del primo, perché solo attraverso questa il posatore può veder dichiarata la fine dell’incarico e ritenersi libero dallo stesso; del secondo, perché, in mancanza, il committente corre il rischio di non poter far valere più vizi e difformità palesi. Conseguentemente, il posatore deve mettere in condizione il committente di effettuare la verifica e il committente deve custodire con cura l’opera nel periodo e ai fini della verifica.

Secondo gradino: il giudizio Alla fine della verifica verrà naturalmente espresso un giudizio che, in realtà, rappresenterà la valutazione del committente in merito a ciò che è stato verificato. Dunque, in linea con quanto detto a proposito della ve-


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rifica, si tratterà innanzitutto di una valutazione sulla conformità dell’opera agli accordi contrattuali e quindi sulla corrispondenza quantitativa e qualitativa dell’opera stessa riguardo a tali accordi. In secondo luogo, la valutazione comporterà un giudizio in merito a eventuali vizi e difformità palesi, anzi, per essere più precisi, in merito ai vizi facilmente riconoscibili. Se, poi, per la verifica ci si è avvalsi di un tecnico, necessariamente il giudizio si tradurrà anche in una valutazione dei profili tecnici rilevabili e rilevati. Tanto per avere un’idea più precisa, questa valutazione coincide con quello che nell’appalto, e ancor di più nell’appalto di opere pubbliche, corrisponde al collaudo. In realtà, non è detto che alla verifica segua la valutazione, ovvero non è infrequente il caso che alla verifica non segua alcuna comunicazione in termini di giudizio da parte del committente. Ora, se da una parte il posatore deve fare attenzione a questa fase della consegna e, quindi, sollecitare una valutazione o comunque un giudizio conclusivo alla verifica, dall’altra la mancanza della valutazione ha delle conseguenze. La legge, infatti, espressamente prevede che, qualora il committente non comunichi alcuna valutazione in esito alla verifica, l’opera si consideri accettata e quindi il committente avrà non poche difficoltà a dimostrare, successivamente, vizi e difformità palesi o, per la stessa ragione, l’esecutore a rivendicare, poi, l’eventuale corrispettivo ancora dovuto. Conseguentemente, è nel proprio interesse, prima ancora che nel rispetto di adempimenti formali, che il posatore deve preoccuparsi concretamente di far sì che il committente proceda alla verifica e quindi di invitarlo formalmente alla stessa, così come di sollecitarlo espressamente laddove

il committente alla verifica non faccia seguire alcun giudizio. Per la stessa ragione, poi, il posatore farà più che bene anche a preoccuparsi di trasferire le operazioni di verifica - e l’eventuale giudizio - in un vero e proprio verbale. E ciò sia per ragioni di ovvia rilevanza probatoria, sia per dare conto del proprio agire professionale e, al tempo stesso, delle valutazioni favorevoli che, magari, in prima battuta, possono perveR nire dal committente.


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La fine della consegna: l’accettazione Infine, la terza fase, quella che segue il giudizio e la valutazione della verifica è l’accettazione. Come detto, non si tratta di una fase particolarmente distinta dal resto, ma è una fase particolare per il solo fatto che si concretizza nella dichiarazione del committente di “benestare” dell’opera, se non di “contestazione” o di “accettazione con riserva”. Si tratta di una fase, dunque, in cui il committente è chiamato a manifestare la volontà di ricevere l’opera finita e, di conseguenza, a prenderla in carico, come finita, con liberazione del posatore dagli impegni contrattuali. L’accettazione trascina con sé non pochi problemi, non tanto perché costituisce il momento di apertura di un possibile contenzioso - in caso di contestazione, gli intendimenti del committente in ordine alla chiusura o meno del rapporto sono immediati -, quanto perché essa è ammessa dalla legge anche laddove resa tacitamente (cosiddetta “accettazione implicita”). In simili casi, infatti, non è da escludersi un contenzioso successivo anche per ciò che il posatore può ritenere accettato implicitamente e che il committente pretende invece di far valere come non accettato. A scanso di equivoci e, soprattutto, per avere un margine di maggior certezza su tali casi, va comunque precisato che, così come la legge consente l’“accettazione tacita” (detta anche “implicita” o “presunta”), ne evidenzia, in particolare, alcune tipologie che è bene conoscere, almeno nei tratti generali. Innanzitutto, per sapersi regolare di conseguenza ma, non escluso, anche perché si tratta di casi particolari nei quali criteri e modalità operative non possono essere applicati a modo proprio. 1 In primo luogo, il rifiuto alla verifica senza validi motivi e, soprattutto, la mancanza della verifica nonostante l’invito rivolto dal posatore al committente è, per la legge, segno di accettazione tacita dell’opera, senza che si possa poi opporre ciò che si sarebbe potuto opporre in corso di verifica. 2 In secondo luogo, costituisce accettazione tacita la mancata comunicazione del risultato della verifica entro un breve termine. Il che avviene anche quando il committente riceve l’opera dopo la verifica senza aver espresso alcun giudizio, in altre parole an-

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cora quando il committente richiede la consegna dell’opera dopo aver eseguito la verifica e senza aver espresso alcun giudizio. In entrambi questi casi è evidente come l’accettazione implicita sia il comportamento individuato dalle legge, in capo al committente, come scelta operativa di fronte all’espresso invito rivoltogli dal posatore e/o di fronte alla presa in consegna dell’opera senza esprimere alcuna valutazione. In tali casi, dunque, la legge ripone e individua la natura e il senso concreto e positivo dell’accettazione in quello che ritiene essere un comportamento del committente, non equivoco e non incerto. 3 L’altro caso è un’ipotesi particolare tratta dalle norme sull’appalto applicate anche al prestatore d’opera. È il caso dell’accettazione dell’opera da parte del committente “senza riserve”. Comportamento, questo, che fa ritenere alla legge l’opera come accettata anche se non si è proceduto alla verifica. 4 Un’ulteriore particolare ipotesi è rappresentata, poi, dalle opere da eseguire “per partite”, cioè per parti separate. Per quanto si tratti di un’ipotesi di non facile riscontro con riguardo alla posa dei pavimenti di legno, attenendo piuttosto a opere di maggiore articolazione e complessità, è menzionata ugualmente qui e per completare il quadro di questi casi particolari e per dar modo a chi ne fosse interessato di prenderne atto. In particolare, poiché l’opera viene frazionata e a ogni frazionamento si accompagna una verifica come operazione preliminare al pagamento per quella partita, il pagamento fa ritenere accettata quella partita, a meno che non si tratti di pagamenti in acconto sul totale e non di pagamenti rivolti alle singole e specifiche partite.

Conclusioni A questo punto che dire? Con un quadro così delineato c’è ben poco da aggiungere sulla necessità di una maggiore attenzione dei posatori verso questa fase conclusiva del proprio incarico. Dalla rappresentazione, ancorché sommaria, delle modalità attraverso le quali si svolge questa fase e dalle possibili ripercussioni a cui si può andare incontro, risultano evidenti l’opportunità e i vantaggi che possono derivare al posatore formalizzando la consegna dell’opera, attraverso cioè una verbalizzazione e considerando questa fase del lavoro come un momento particolare di confronto diretto e personale con il committente, da documentare a cautela futura per entrambi. In realtà, non è escluso che della consegna dell’opera come fase conclusiva del rapporto se ne dia atto già nell’incarico, nell’accordo contrattuale. La dinamica delle tre fasi che abbiamo visto e che corrispondono alla fine dei lavori e alla consegna, suggeriscono di procedere a una formalizzazione separata con vero e proprio verbale di sopralluogo congiunto, comprensivo di osservazioni, rilievi, considerazioni, valutazioni, anche quando il riscontro del committente sia positivo e soddisfatto della posa. I


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Gli esperti rispondono Gli specialisti di Professional Parquet al servizio dei lettori A CURA DI ALDO FIACCO

vigenti sulla qualità del parquet 1Normative Mi trovo a chiedere se esiste una normativa UNI che identifica la qualità del parquet. Inoltre mi è stato detto che sussiste una differenza tra listoni di prima scelta assoluta e quelli di prima scelta commerciale che hanno maggiori fiammature. È corretto? Se fosse esatto c’è una descrizione che aiuta a capire quali siano le differenze

Domenico Adelizzi Dal 1972 è docente di tecnologia del legno e laboratorio tecnologico presso I.P.S.I.A. - I.S.I.S. “G. Meroni” di Lissone (MI) e ha pubblicato diversi volumi per il settore legno e arredo. È membro del Collegio Lombardo dei periti / consulenti / esperti e CTU del Tribunale di Milano.

Filippo Cafiero Avvocato del Foro di Milano e Docente di diritto all’Istituto I.P.S.I.A. G. Meroni di Lissone, scuola per l’industria del legno del mobile e dell’arredamento. Da oltre 10 anni collabora con Professional Parquet.

Mauro Errico Specializzato in perizie e consulenze preventive per il settore delle pavimentazioni di legno, opera per diversi Tribunali in Italia. È iscritto all’Albo dei Consulenti Tecnici del Tribunale di Firenze. Collabora con il C.S.G.I. ed è delegato della Casartigiani di Firenze per il settore legno.

Antonio Viscardi Da moltissimi anni nel settore del parquet, si occupa dello studio dei prodotti, delle problematiche e delle soluzioni, ma anche di diffondere cultura e aggiornamento agli operatori, attraverso pubblicazioni, seminari e convegni. Opera anche come Consulente Tecnico di Parte.

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sostanziali visibili tra prima scelta assoluta e prima scelta commerciale? Grazie A.K. Risponde Domenico Adelizzi Esistono più norme tecniche europee di prodotto valide da più anni anche in Italia per la verifica del livello qualitativo degli elementi a base legno per pavimentazioni, in funzione delle caratteristiche proprie del legno utilizzato per lo strato di calpestio, anche noto nel comparto dei pavimenti di legno come "strato di legno nobile". Tra le caratteristiche del legno considerate, per conferire il livello di qualità del medesimo, vi sono i requisiti relativi alla presenza di alburno, nodi, cretti, inclusioni di corteccia, colpi di fulmine, deviazione della fibratura, variazione del colore, presenza di raggi parenchimatici, presenza di alterazione biologica e altre proprietà specifiche del legno, in funzione del tipo e conformazione dell'elemento da posa considerato. Tutte le differenti norme tecniche però, hanno in comune la modalità di classificazione dell'aspetto estetico del legno sotto forma di simboli che garantiscono l'oggettivo livello qualitativo del legno dello strato di calpestio a, secondo della presenza e del numero delle caratteristiche del legno in precedenza scritte. Il simbolo può essere un cerchio se il legno è di prima scelta, un triangolo se di seconda scelta, un quadrato se di terza scelta e, infine, contrassegnato con la sigla FC (Free Class) che invece identifica la Classe Libera scelta e voluta del produttore secondo requisiti che però devono essere ben specificati. I suddetti simboli li può trovare sia sulle schede identificative di prodotto (questo documento deve essere consegnato per Legge), sia nella documentazione tecnico -commerciale o sui campioni avuti in visione. Oltre a ciò, le differenti norme tecniche stabiliscono anche altre proprietà che gli elementi da posa devono possedere quali per esempio: il contenuto di umidità %; le caratteristiche dimensionali e scostamenti limite, nonché l'etichetta della marcatura CE ed il DoP (Documento di Performance)


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obbligatori per Legge riportata sulle confezioni o sulla documentazione consegnata. Come in precedenza scritto, le norme tecniche di prodotto sono differenti perché il livello di classificazione qualitativo del legno dipende dalla tipologia dell'elemento da posa, ossia se esso è del tipo monostrato (anche detto tradizionale perché costituito solo da legno massiccio di una sola specie legnosa) con incastri, oppure senza incastri; multistrato (anche detto a due o tre strati o anche in modo inappropriato prefinito) costituito da lamelle (anche detto industriale) e così via per altri tipi di conformazione dell'elemento ligneo da posa. Non sapendo quale sia la tipologia di elemento a cui Lei si riferisce, non sono in grado di essere più preciso. In tutti i casi, sappia che l'aspetto estetico delle venature non fa cambiare la classificazione qualitativa ufficiale, così come la presenza o meno dei raggi midollari (anche dette specchiature) e che la classificazione tra scelta assoluta e scelta commerciale è un qualcosa di commerciale che non trova riscontro nella normativa tecnica ufficiale. Ad onor del vero, un elemento ligneo con venature più parallele tra loro ha un comportamento più stabile di un elemento con venature a mo' di fiammature, ma ciò non influenza la classificazione ufficiale qualitativa del legno dettata dalle norme tecniche di prodotto, anche perché, generalmente in un parquet, vi sono sia elementi con effetto rigatino che elementi a effetto fiammato o semi fiammato.

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... E per saperne di più consultate il nostro Forum online, dove troverete molte altre risposte ai quesiti più frequenti dei nostri lettori sul mondo delle pavimentazioni in legno: www.professionalparquet.it nella sezione FORUM

Contattateci! Inviate i vostri quesiti ai nostri esperti presso la redazione di Professional Parquet. Fax: 02 69001277 - E-mail: a.fiacco@spaziotre.it


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A volte ritornano Piani di posa in cemento: passano gli anni ma i problemi sono sempre gli stessi. Due casi esemplari di come non vanno fatte le cose MAURO ERRICO

Ci sono momenti nei quali faccio fatica a comprendere il perché -nonostante da più di due decenni ci siano stati seminari, riunioni e una più che abbondante narrativa tecnica-, si continuino a verificare le stesse problematiche. Molti personaggi del mondo edilizio, a mio avviso sovente improvvisati, continuano a fare i medesimi errori, nonostante l'informazione tecnica sia tanta e diffusissima: basta pensare agli ingenti investimenti che le industrie del settore sovvenzionano in termini di ricerca e di diffusione di materiale tecnico. Perseverano e questo è diabolico, come sostenevano i poeti latini. Quando ci troviamo di fronte a determinate problematiche, tutto questo bagaglio tecnico sembra non sia mai esistito. Ora vi racconterò una situazione che ho trovato in due diversi contesti di lavoro, lontani fra di loro geografi-

camente ma nei quali il risultato finale era pressoché uguale. In entrambi i casi, la sorte ha voluto che il parchettista di turno si sia rivelato molto coscienzioso e abbia fin da subito sollevato delle obiezioni in merito alla qualità del piano di posa. Sicuramente sono passati da “rompi scatole” -come al solito- ma il committente finale che ha avuto dei disagi iniziali, per lo meno, ha potuto risolvere il problema senza aumentare i danni. Ma vediamo nello specifico i casi.

Il primo caso: analisi dei massetti prima della posa Il primo sopralluogo tecnico l’ho condotto in un cantiere di nuova costruzione, per valutare la situazione strutturale di alcuni massetti cementizi autolivellanti eseguiti in diverse unità abitative per una superficie totale di circa 600 m². Macro esame massetti Ho analizzato dei massetti autolivellanti a rapido indurimento, costituiti su solaio e con impianti riscaldanti. Al momento del mio arrivo erano passati circa quattro mesi dalla fase di ultimazione del getto dei massetti. Lo spessore, secondo quanto riferito dalla direzione lavori, era variabile, da un minimo di 3 cm a un massimo di 8 cm. Le misure erano state prese a partire da sopra l'impianto radiante. All’interno del massetto era stata inserita una rete metallica di armatura, ma non giunti di dilatazione, sopratutto in prossimità delle “porte” che sono solitamente i punti di variazione dimensionale degli ambienti.

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Nelle immagini si possono vedere alcuni dei problemi rilevati durante il sopralluogo: dislivelli, friabilità e crepe

Notoriamente la superficie che è consigliabile realizzare senza frazionamento, per queste tipologie di massetti, è pari a circa 40 metri quadri e, comunque, in corrispondenza delle soglie delle porte sono sempre creati i così detti giunti di dilatazione. Dalla prima indagine visiva, le anomalie che si riscontravano in tutti gli appartamenti con massetti già costituiti erano: 1) al camminare delle persone, si avvertivano zone del massetto che, con un suono secco, si adagiavano verso il basso, (in pratica si muovevano delle cospicue porzioni del massetto in senso verticale); 2) in concomitanza di queste zone, si rilevavano notevoli dislivelli; 3) la superficie del massetto era alquanto “debole”, ovvero un impasto non compatto, molto friabile che si riconosceva tale in maniera eclatante; 4) erano presenti anche notevoli fenditure o spacchi emersi in particolare in prossimità soglie delle porte; Nel capitolato generale dei lavori, inoltre, si prevedeva la posa in opera di un pavimento in legno massiccio per incollaggio totale, da ultimare in opera.

I giusti scrupoli del parchettista Il caso ha voluto che il parchettista, chiamato per iniziare l'opera, non si sia fidato di queste situazioni anomale, sebbene l’impresa lo pressasse per rispettare delle scadenze. Per avere un quadro della situazione, ho preso in esame la scheda tecnica del prodotto impiegato, un autolivellante a rapido indurimento, per conoscerne le caratteristiche intrinseche. In un primo momento, durante il sopralluogo tecnico, c'era stato un tentativo di prelevare alcuni campioni del massetto, ma l’operazione si era rivelata impossibile a causa di problemi di compattezza dell’impasto che, di fatto, era tanto friabile da rendere impossibile l’asportazione del campione di prodotto.

Svelate le cause Comunque sia, dopo alcune verifiche, anche strumentali, necessarie per avere un quadro più completo in merito alla eventuale posa in opera di una pavimenta-

zione in legno, è stato possibile riassumere le cause o concause che hanno generato le varie anomalie lamentate. 1. “zone del massetto che con rumore secco si adagiano verso il basso” Questa situazione, accertata in tutti i locali e, in particolare, nelle zone prossime alle pareti perimetrali, è riconducibile a un “accidentale” sversamento dell’impasto liquido al di sotto dei pannelli radianti. L’infiltrazione può essere avvenuta esclusivamente in prossimità delle pareti perimetrali dove i bordi delle pannellature non erano stati correttamente “sigillati”. Ciò ha permesso all’impasto autolivellante di entrare sotto i pannelli rigonfiandosi. Le porzioni, nel momento della compressione dovuta al passaggio di persone, cedono e danno seguito a quei rumori secchi di “schianto” con conseguente abbassamento delle corrispondenti porzioni di massetto. Come si può osservare nella documentazione fotografica, è palese che nella zona perimetrale vi è possibilità di arrivare direttamente al solaio (il pannello non arriva alla parete e non sussistono barriere di contenimento dell’impasto). 2. “dislivelli” I dislivelli sono una conseguenza delle infiltrazioni appena descritte, infatti sono rilevabili esclusivamente vicino alle pareti perimetrali. Su questo punto occorre però precisare che i massetti desolarizzati o galleggianti, data proprio la loro mancata adesione al supporto, possono subire deformazioni causate dal loro stesso ritiro. Tenuto conto di quanto descritto poi al successivo punto 4 (essiccazione superficiale molto rapida) il massetto può avere assunto una conformazione concava (il massetto si alza ai lati con creazione di vuoti sotto, vedi figura in alto), la quale sottoposta a carico (deambulo) si rompe ovvero si adagia nuovamente. 3.“scarsa compattezza superficiale e friabilità dell’impasto” Le due problematiche hanno origine dalla stessa causa, ovvero l’eccessiva quantità di acqua impiegata per l’impasto cementizio. Nella scheda tecnica del prodotto in si parla di 4 litri per ogni sacco per la lavorazione della malta fresca. Ma dall’analisi dell’impasto, R

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Qui le immagini scattate nel corso del secondo sopralluogo

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eccessivamente friabile, è con ragionevole certezza che diciamo che la causa può essere dovuta alla quantità di acqua oltre il limite massimo consigliato. Di conseguenza anche le resistenze meccaniche superficiali sono diminuite in maniera esponenziale. Dopo 28 giorni viene riportata una resistenza media alla compressione di circa >5 N/mm2 al contrario la superficie del massetto si “disgrega con estrema facilità”. 4.“fenditure e spacchi” Non si tratta fessurazioni superficiali, che avvengono in presenza di normale ritiro dell’impasto, bensì di vere e proprie “crepe” causate da un ritiro non omogeneo. Sono conseguenze di marcati ritiri dovuti sia alla eccessiva presenza di acqua che a un’elevata esposizione alla ventilazione delle superfici nel momento dell’essiccazione dell’impasto. Viene raccomandato di proteggere l’impasto da correnti di aria, almeno per le prime 48 ore; nella pratica possiamo “scendere” anche a 24 ore ma risulta determinante far si che le superfici siano assolutamente protette. Nel cantiere in questione mancavano, anche al momento del sopralluogo tecnico, tutti i serramenti e gli infissi esterni e, come dichiarato dalla stessa Direzione lavori, le aperture esterne non erano state protette, neanche in maniera approssimativa, con nailon o altri materiali durante le fasi di getto della malta. Ciò ha determinato una sovraesposizione delle superfici del massetto a una forse eccessiva ventilazione, proprio nelle prime ore dell’essiccamento dell’impasto. A tal proposito si possono osservare le ondine presenti sulla superficie del massetto, effetto generato proprio dalla “ventilazione” nella fase di essiccamento. La mancanza di giunti di qualunque genere e l’evaporazione di acqua eccessiva, determina poi gli attuali ritiri dell’impasto, dando origine a quei fenomeni di “eccessivo ritiro” che si osservano in particolare lungo le pareti laterali, come ben documentato nei supporti fotografici. Era chiaro che per quanto rilevato e accertato, l’intera opera dei massetti era da ritenersi viziata dalla presenza di evidenti anomalie riconducibili alla fase di lavorazione del materiale durante l'esecuzione del lavoro. Nelle varie discussioni, con i presenti al sopralluogo, a parte la direzione lavori, era emerso anche un altro particolare che la dice lunga sulla natura di certe problematiche. L'esecutore materiale della costituzione dei massetti, infatti, aveva dichiarato correttamente che non aveva esperienza con quella tipologia di materiale, pertanto aveva richiesto la presenza di personale dell’azienda fornitrice del prodotto stesso. Purtroppo, come i fatti hanno poi confermato, le indicazioni tec-

niche agli esecutori materiali dei massetti, in fase d’opera, non sono state prettamente di aiuto nello svolgimento dell’opera. Se quanto mi è stato riferito corrisponde alla realtà, dato che stento ancora a crederci, la quantità di acqua impiegata andava assolutamente controllata anziché consigliare di aggiungerne, come hanno fatto poi questi tecnici, oltre ovviamente a monitorare l’ambiente di lavoro che andava almeno protetto dalle correnti di vento. Comunque sia il danno era fatto e, per quanto concerne le modalità di recupero dei massetti, al fine di contenere costi di ripristino dell’opera che sarebbero stati molto elevati data la presenza di impianti di riscaldamento a pannelli inglobati nell’impasto, la questione non era di facile risoluzione: le “crepe” dovevano essere preventivamente riempite e per farlo occorreva allargarle a “V” interponendo dei ferri e riempiendone poi lo spazio con sostanze idonee disponibili sul mercato. Poi, occorreva anche tenere presente che i massetti autolivellanti dovevano essere sottoposti ad un ciclo di pre - accensione dell’impianto di riscaldamento radiante, così come previsto dalle attuali normative di settore (UNI EN 1264-1/2/3/4) portando a termine l’intero ciclo. Questa operazione non solo era assolutamente consigliabile ma, a mio avviso, andava di sicuro eseguita anche perché stante la situazione strutturale del massetto, potevano emergere ulteriori assestamenti e cedimenti del composto cementizio, oltre che ulteriori crepe da ritiro.

Il secondo caso Anche nel secondo caso, lo scopo del sopralluogo tecnico presso un’unità immobiliare situata in pieno centro cittadino di una grande città, era di valutare lo stato dei piani di posa costituiti in cemento tradizionale, preparati appositamente per ricevere una pavimentazione di parquet massiccio per incollaggio totale. L’analisi è stata condotta sempre con metodo visivo e con l'ausilio di alcune strumentazioni manuali su di una superficie totale in cemento pari a circa 85 m2 di-


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stribuita su un unico livello dell’immobile. Nei due bagni era già stata posizionata una pavimentazione in ceramica, mentre nel resto della casa (ingresso, soggiorno, cucina e tre camere) doveva essere posta in opera una pavimentazione in legno massiccio elaborato a disegno (spina ungherese) quindi di notevole pregio estetico e qualitativo.

Problemi strutturali Dato che la posa in opera della pavimentazione in legno doveva avvenire per incollaggio totale con un adesivo di natura sintetica, l’indagine strutturale del piano di posa è stata condotta tenendo conto di quanto riportato nella norma UNI 11371 del Settembre 2010 Massetti per parquet e pavimentazioni di legno – Proprietà e caratteristiche prestazionali. Il massetto, secondo la Direzione lavori, era stato costituito da circa tre mesi ma a una verifica strumentale, risultava ancora una presenza di umidità superiore al massimo consentito del 2%. Inoltre, durante alcuni saggi demolitivi, erano emersi degli aggregati di natura igroscopica ovvero materiali di alleggerimento, presumibilmente argilla espansa; purtroppo non era stata rilasciata alcune documentazione dall'impresa in relazione alla costituzione del massetto. Durante le fasi d’indagine, poi, emerse la mancanza della barriera al vapore, così come il composto di aggregato cementizio risultava assolutamente friabile ed inconsistente. Ma non solo, dopo la stesura del getto di cemento, l'esecutore aveva pensato bene di stendere anche un autolivellante sopra alla superficie del massetto, che risultava essere in fase di netto distacco dal massetto medesimo. Ovviamente non era possibile conoscere il contenuto

di umidità in peso, prima della stesura dell'autolivellante ma, sicuramente, visto il comportamento e il distacco in atto, il piano di posa doveva avere una percentuale di umidità elevata. Alcune prove di sollecitazione, evidenziavano la presenza di ampie zone di autolivellante già separato dalla superficie del massetto, sicuramente a causa del differente coefficiente di ritiro igroscopico dei due materiali, pregiudicando definitivamente la possibilità di por- R


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FONTI E BIBLIOGRAFIA CONSULTATA: - Compendio tecnico Note su Massetti per riscaldamento a pavimento; - Scheda tecnica del prodotto autolivellante a rapida essiccazione; - Norma UNI EN 1264-1/2/3/4 - Norma UNI 11371 del Settembre 2010 Massetti per parquet e pavimentazioni di legno – Proprietà e caratteristiche prestazionali.

re in opera una pavimentazione incollata di parquet. Durante il sopralluogo, dunque, il massetto cementizio costituito nei vari locali, presentava una situazione strutturale evidentemente irregolare e compromessa. Queste problematiche non lasciano dubbi, inoltre il massetto nel suo insieme non possedeva nemmeno in parte quelle caratteristiche prestazionali riassunte al paragrafo 4.2.2. pag. 4 della norma UNI 11371:2010. Infine la presenza di materiali igroscopici nell'impasto cementizio, pregiudicava i tempi di raggiungimento del valore di umidità residua idoneo per i parquet (2%), senza tener conto della totale mancanza di una barriera al vapore. Pertanto, anche in questo caso, per quanto accertato e rilevato, il massetto così come costituito, non era valido a ricevere una pavimentazione di legno incollata; anche perchè presentava dei difetti tali da renderne impossibile il recupero anche attraverso l'impiego di altri prodotti.

Ricominciare da capo In questo caso quindi la posa in opera del parquet è possibile solo con il totale smantellamento del massetto di posa e il suo rifacimento integrale. Naturalmente non prima di aver verificato gli spessori rimasti dopo l'asportazione del massetto e aver scelto un prodotto adatto alla nuova costituzione, magari un materiale a rapida essiccazione per abbattere i tempi di esecuzione che si sono già alquanto dilatati. Come si vede nelle fotografie, risulta incredibile come i massetti eseguiti siano talmente friabili e inconsistenti. Senza parlare della “mitica” barriera al vapore che risulta essere un oggetto del tutto sconosciuto ai più. Forse per questo che quando si parla con i diretti interessati, sembra di parlare di ufologia e non di semplici prodotti utili al proprio lavoro. I


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Il lusso della vita quotidiana A Settignano Simone Micheli ha realizzato la propria casa, uno spazio libero, flessibile, composto da forme essenziali e pulite, nel quale vivere con semplicità il quotidiano GIANNA MEIS

Siamo a Settignano, un sentiero tra gli olivi conduce a un suggestivo scenario composto da ville patrizie disegnate dal rinascimento fiorentino. In questo contesto, custodito dietro la facciata di una palazzina primi

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novecento, si cela il progetto architettonico del 2013 disegnato dall’architetto Simone Micheli per la propria famiglia. Una casa concepita, secondo Micheli, come “uno spazio libero, flessibile, sereno all’interno del qua- R


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DESIGN PROGETTI

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Nella zona living i divani bianchi in tessuto sono satelliti che fluttuano sulla distesa del parquet di rovere sbiancato Listone Giordano. Il mobile tv è a profilo curvo con fronte in specchio e cassetti porta dvd a scomparsa. I pilastri che sostengono le cerchiature sono tutti rivestiti da un nastro di specchi profilati da una gola luminosa con stripled cambia colore

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le vivere con semplicità la quotidianità”. Per ottenere questo risultato la scelta è stata quella di realizzare “un ambito volumetrico candido, punteggiato da brillanti toni verdi e arancio”. L’appartamento si distribuisce su tre livelli ed è caratterizzato dalle generose altezze, dove la materia originaria delle murature è stata riportata a vista riscoprendo, tra le bozze di pietra, i vecchi mattoni di cot-

to e le profonde buche pontaie: una memoria delle tecniche costruttive ereditate dal medioevo. Il progetto, dagli arredi ai complementi, è stato disegnato e sviluppato dall’architetto Simone Micheli creando forme essenziali e pulite. Questa casa è stata pensata e realizzata per una vita familiare intensa e dinamica senza eccessi, essenziale e sostenibile, fatta di materia e finiture naturali. I

Il tavolo da pranzo è ricavato da un tronco di cedro grezzo in spessore appena sbozzato. Le sedute sono imbottite in eco pelle e cavallino

IL PAVIMENTO Listone Giordano Classica Rovere Nella ristrutturazione è stato scelto come pavimento il parquet Listone Giordano Classica Rovere nella colorazione Montblanc che è stato posato in tutta la casa. Classica Rovere è disponibile anche nella versione Michelangelo sia nella finitura NaturPlus2 che nella finitura Oleonature nelle seguenti colorazioni: Biancospino, Carvi, Tamarindo, Juta, Cemento, Creta, Cashmere, Lino e Montblanc. Poiché i trattamenti di finitura con pigmenti di colore vengono effettuati sul legno, materia prima che naturalmente presenta differenti capacità di assorbimento anche all’interno di singoli listoni a motivo della varietà della fibra che lo costituisce, i processi di finitura dei parquet possono dar luogo a una certa disomogeneità della tonalità del colore che non deve essere interpretata come difetto ma testimonianza della piena naturalezza del prodotto.

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DESIGN A CURA DI FIAMMETTA REGIS

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Arco: la linea distesa sotto i sogni Arco è la struttura letto disegnata dall’architetto Cristian Sporzon, presentata in anteprima nel corso dell’ultimo Fuorisalone di Milano. Le curve morbide di questa struttura sono ottenute modellando un elemento naturale, il legno. Disponibile in diverse essenze, Arco può essere personalizzato con rivestimento in tessuto imbottito, o con la combinazione di diversi materiali come per esempio legno e cuoio. Dimensioni 186 cm di larghezza per 247 di lunghezza con una altezza massima di 67 cm. www.cristiansporzon.it

Artemide pluripremiata al Compasso d’Oro Slide Shelf, la libreria di Daniele lago che si abbina al parquet Le mensole Slide di Daniele Lago si ispirano al pavimento realizzato dal designer per Listone Giordano. Slide è una libreria a parete realizzata da una serie di moduli a trapezio che vanno a comporre uno spazio inedito e originale. La suddivisione dei piani può essere personalizzata, inserendo dei reggilibri sulle superfici inclinate. Le mensole Slide sono in metallo laccato nei colori Lago. www.lago.it

Dopo il Premio Compasso d’Oro ADI nel 1967 per lampada Eclisse, nel 1989 per la Tolomeo e nel 2004 per la Pipe, quest’anno Artemide riceve due importanti riconoscimenti a lampade caratterizzate da innovazione tecnologica e grande design: la collezione Artemide IN-EI ISSEY MIYAKE, disegnata da Issey Miyake + Reality Lab., ha - infatti conquistato il Premio Compasso d’Oro ADI, mentre la lampada Copernico, disegnata da Carlotta de Bevilacqua e Paolo Dell’Elce, ha ricevuto la Menzione d’Onore Compasso d’Oro ADI. La cerimonia di premiazione del Compasso d’Oro ADI si è svolta a Milano, sua città di origine, in occasione del sessantesimo anniversario del Premio. www.artemide.com

Starck disegna il miscelatore trasparente come l’acqua Starck V è il mescelatore di Axor, marchio della tedesca Hansgrohe SE disegnato da Philippe Starck e presentato in anteprima all’ultimo Salone del Mobile di Milano. L’idea guida è quella di far sparire l'oggetto per valorizzare al massimo la sola funzione. Si compone di due parti: una base che contiene la cartuccia di miscelazione e si installa sulla base del lavabo, come ogni altra rubinetteria e un corpo in vetro che si inserisce sulla base grazie a un sistema brevettato EasyClick. La base del corpo di miscelazione in vetro è disegnata con tagli inclinati in modo da produrre l'effetto naturale del mulinello. Particolarità unica di questo miscelatore è certamente il materiale: vetro trasparente, antigraffio e resistente ai detergenti e lavabile in lavastoviglie dopo averlo rimosso dalla base. www.axor-design.com

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ALI PARQUETS:ALI PARQUETS

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Cover speciale finiture:Gabbia copertina PQ 5.0

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e l a i Spec

E R U NIT

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OLI, CERE

VERNICI

Consultabile dal Portale del Parquet: www.professionalparquet.it


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Finiture per pavimenti in legno e parquet È l’ultima fase della lavorazione del parquet ed è dedicata alla finitura che cambia a seconda delle esigenze e dei gusti estetici A CURA DI DOMENICO ADELIZZI

La calda e naturale bellezza del legno è senza tempo tanto che, a volte, è un peccato doverlo rivestire. Tuttavia la finitura migliora la protezione, l’estetica e la resistenza alle sollecitazioni esterne del legno. Il pavimento di legno e il parquet di qualsiasi specie legnosa e tipologia essi siano, costituiscono un’ottima base dalla quale partire per definire con cura lo spazio circostante ed è da sfatare la leggenda secondo la quale non va mal collocato il legno a pavimento in cucina e in bagno. Il legno, se opportunamente trattato e protetto, sopporta più che bene l’aggressione di acqua, macchie di alimenti e bevande e detergenti, a patto che sia garantita la pulizia periodica e quella tempestiva nel caso di piccoli incidenti. A meno di non scegliere prodotti verniciati in azienda, immediatamente pronti all’utilizzo, dove si interviene solo con la posa, si rende necessario procedere al trattamento di finitura della superficie della pavimentazione lignea. Così, dopo la levigatura, la stuccatura e la successiva carteggiatura, si procede alla valutazione di quali prestazioni si vogliono dal pavimento e di quali caratteristiche estetiche conferirgli.

Vernici, oli e cere Il pavimento di legno può essere rifinirlo a olio, a cera, oppure con verni-

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ce e la scelta dipende dalle specifiche esigenze e gusti personali del committente. Oli e cere presentano il vantaggio di far traspirare il legno valorizzandone il colore, la porosità, la rugosità e le venature naturali. Di contro hanno una minore resistenza all’uso intensivo e un comportamento non sempre ottimale nei confronti dell’acqua, di eventuali macchie di cibo e, generalmente, alle sollecitazioni dinamiche esterne a cui quotidianamente sono sottoposti. Inoltre, non bisogna dimenticare che il trattamento superficiale va rinnovato periodicamente e richiede, indipendentemente dal fatto che sia eseguito da mani esperte o meno, una notevole dose di pazienza. Per queste motivazioni, più abitualmente si usa procedere alla verniciatura del pavimento ligneo che, oltre a proteggerlo, lo rende esteticamente bello e particolarmente resistente, anche quando lo si posiziona in ambienti umidi. Dopo il trattamento di verniciatura, la superficie di calpestio può essere pulita con una semplice spolveratura con panno antistatico e una passata di straccio leggermente inumidito con una semplice soluzione di acqua e di sapone neutro. Fino a qualche anno fa era molto diffuso l’utilizzo di prodotti vernicianti a solvente, che si caratterizzavano per le elevate caratteristiche di resistenza ma che, a volte, potevano rilevarsi in parte nocive sia per l’uomo e sia per l’ambiente a causa della loro composizione. Questa, infatti, poteva rilasciare nel-


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l’ambiente circostante sostanze potenzialmente dannose anche a distanza di tempo, anche se, per limitare l’effetto sgradevole dell’emissione dei solventi si inserivano nella miscela verniciante essenze agli agrumi o aromi. Tutte queste vernici sono a base di polimeri sintetici con formulazioni mono e bicomponenti e rivestono il legno realizzando un velo trasparente. Questo da una parte impedisce l’ingresso nelle porosità del legno di liquidi e materiali estranei ma, dall’altra, diminuisce l’assestamento e la traspirazione. Dal punto di vista estetico le vernici a solvente consentono di realizzare superfici perfettamente lucide e brillanti di tonalità più scure e visivamente corpose. Accanto alle vernici a solventi poliuretaniche, oleo-uretaniche monocomponente, acide bicomponenti, alla nitro, acrilico, ureico e così via, si sono più sviluppate le cosiddette vernici “ecologiche” ossia vernici che come solvente hanno l’acqua e non un polimero.

Arrivano le vernici “ecologiche” Le vernici all’acqua stanno vivendo un notevole sviluppo grazie a una resa e una durabilità simile alle vernici a solvente ma con l’indubbio vantaggio della maggiore sostenibilità ambientale e senza l’emanazione di odori sgradevoli. Anche le vernici all’acqua hanno un solvente però, la percentuale contenuta in una vernice a base acqua è inferiore a quella di un’equivalente vernice tradizionale che ne contiene circa il 60-70%. Un’altra oggettiva proprietà è l’ecocompatibilità del prodotto verniciante che si rispecchia nella resa estetica gradevole e molto naturale del parquet, che lascia pressoché intatta la porosità e il colore del legno esaltandone la preziosità delle naturali imperfezioni caratteristiche del materiale legnoso. Anche le vernici all’acqua sono disponibili nella versione trasparente, opaca e semilucida e nella formulazione mono e bicomponente e, tra queste due, la seconda e quella che, di sovente, dimostra maggiori capacità di resistenza all’usura e all’abrasione. Con le vernici all'acqua si preserva soprattutto la salute degli operatori e si elimina la permanenza di odori pungenti all'interno dell'abitazione. Che siano a solvente o all’acqua tutti i prodotti vernicianti sono semplici da utilizzare, versatili e ideali per l'applicazione sia a pennello, sia

a rullo o a spruzzo e possiedono più che buone caratteristiche di durezza e resistenza all'abrasione richieste per questo tipo di applicazione. Le operazioni di pulizia e di manutenzione, sono semplici facilitando il rinnovamento della superficie lignea. Dotati di una versatilità senza pari, i prodotti vernicianti rispondono a tutti i tipi di esigenze, da quelle del professionista del mestiere a quelle dell'amante del fai-da-te, a quelle delle superfici sottoposte a grande calpestio e usura a quelle che devono reagire all’azione dei microorganismi animali e vegetali o al fuoco. Quando si esegue la verniciatura di superfici in ambienti chiusi e sprovvisti di adeguati impianti di aspirazione, come nel caso dei pavimenti di legno già in opera all'interno di abitazioni, più che l’uso di prodotti a solvente (salvo specifiche indicazioni del progetto) che può causare odori poco piacevoli, si dovrà valutare se optare per le vernici all’acqua. È difficile resistere al fascino di un caldo pavimento di legno e di un parquet anche se il continuo calpestio e le quotidiane sollecitazioni esterne possono mettere a repentaglio le naturali proprietà del legno e della finitura. Tuttavia, le innate proprietà del legno e della sovrastante finitura possono essere facilmente preservate nel tempo se la superficie è regolarmente protetta e rinnovata negli anni. La manutenzione e la cura, oltre a proteggere e rendere sempre nuovo il parquet, aumentano le proprietà del legno e le resistenze, senza contare che si soddisfano le specifiche esigenze degli utilizzatori, salvaguardando la loro salute e il rispetto dell'ambiente. I

VERNICI E FINITURE IN SINTESI Componenti: Acqua. Solventi. Leganti. Pigmenti. Additivi. Tipologie: All’acqua. Poliuretaniche. Epossidiche. Acriliche. Nitro. Acide. Ignifughe. Impregnanti. Effetti: Lucido. Semilucido. Opaco. Satinato. Metallizzato. Madreperlato. Martellato. Copertura superficie: Trasparente. Coprente. Ad aspetto anticato. Decapato. Prestazioni: Protegge. Uniforma. Impermeabilizza. Durevole. Resistente all’invecchiamento. Resistente all’abrasione e all’usura. Resistente ai liquidi e asostanze di comune utilizzo. Resistente allo sporco. Flessibile ed elastica. Ottimo impatto visivo. Estetica sempre unica.

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ADESIVI

Ice Ice è una vernice all’acqua bicomponente con base 100% poliuretanica adatta a tutti gli ambienti che necessitano di una alta resistenza pedonale. Questo prodotto è stato sviluppato grazie a molteplici studi e test di laboratorio per fornire al mercato una vernice tecnologicamente avanzata con delle performance elevatissime. È disponibile in quattro tonalità: opaca, semiopaca, semi-lucida e lucida. Ice è di facile stesura e può essere applicata direttamente sul legno ben preparato. Con solo due mani si ottengono delle finiture effetto seta omogeneo. Inoltre, questa vernice rispetta tutte le normative ambientali, con bassissime emissioni V.O.C. www.adesiv.it

CARVERI

Omega Naturale CHIMIVERI

Finitura UW SV617 I laboratori R&D di Chimiver Panseri S.p.A., sempre più rivolti alla formulazione di prodotti vernicianti ad elevate prestazioni e con minor impatto ambientale, presentano Finitura UW SV617, vernice nanotecnologica all'acqua a essiccazione UV. Questa particolare vernice, di ultimissima generazione, pur mantenendo elevatissime resistenze chimico-fisiche, eccezionale resistenza alla paglietta metallica e all'abrasione, si contraddistingue per l'eccezionale rapidità di rilascio dell'acqua. Dopo l'applicazione mediante i più comuni sistemi di verniciatura industriale, velatrice, spruzzatrice, spalmatrice, sono sufficienti solamente pochi minuti prima di procedere alla completa reticolazione mediante lampade UV. Questa caratteristica la rende partner “indispensabile” degli impianti industriali che richiedono tempi brevissimi di flash-off. Disponibile in vari gradi di brillantezza e nella speciale versione antibatterica, può essere utilizzata su tutte le essenze legnose. www.chimiver.com

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Vernice bicomponente poliuretanica alifatica all’acqua per pavimenti in legno o sughero soggetti ad alto traffico. Omega Naturale è stata studiata appositamente per conferire un aspetto naturale alle essenze chiare, mantenendo, allo stesso tempo, la protezione tipica dei trattamenti di verniciatura. Il prodotto offre, infatti, alta copertura, eccellente resistenza agli urti, ottima resistenza all’abrasione e alle strisciate e buona resistenza agli agenti chimici di uso domestico. Omega Naturale è facilmente miscelabile e applicabile a rullo, a pennello, a spruzzo e con velatrice. Il prodotto è esente da N-metilpirrolidone e da N-etilpirrolidone. www.carver.it


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KERAKOLLI

Slc Eco Aqua-Pur HPX

MILESII

Hydrocoat Oil UV I laboratori IVM Chemicals hanno sviluppato per il brand Milesi un ciclo di verniciatura UV all’acqua per uso industriale specifico per parquet prefinito, che unisce le particolari proprietà estetiche delle tradizionali soluzioni ad olio con i vantaggi di resistenza e produttività delle vernici UV all’acqua. Il ciclo, composto da primer e finitura trasparenti all’acqua UV, riproduce perfettamente il particolare effetto olio dei prodotti a solvente e supera tutti i limiti dei tradizionali oli per pavimentazioni in legno, con tutti i vantaggi di resistenza che una vernice può avere rispetto a un olio. La tecnologia UV permette tempi di applicazione ed essiccazione brevi e livelli di produttività industriali, superiori a quelli di un olio ad applicazione artigianale. La formulazione all’acqua risolve la criticità principale dei prodotti a solvente, ossia l’odore sgradevole e la quantità di emissioni residue che, nel tempo, possono essere rilasciate dalle superfici trattate con i tradizionali oli negli ambienti domestici. La scelta della completa trasparenza sia del primer sia della finitura è dettata dall’esigenza di modificare il meno possibile l’aspetto del legno e, l’elevata resistenza all’ingiallimento del ciclo di verniciatura ne assicura nel tempo la stabilità del colore naturale. Il clclo Milesi Hydrocoat Oil UV per parquet è studiato per ottenere massimi risultati estetici e di resistenza sulle essenze più diffuse per la realizzazione di pavimentazioni in legno, in particolare essenze di conifera non resinosa e di latifoglia chiara. www.milesi.it

Kerakoll presenta Slc Eco Aqua-Pur HPX, acquavernice certificata, eco-compatibile, per il trattamento ad altissima resistenza di parquet. Capostipite della linea Aqua-pur è la prima aqua-vernice bicomponente a tecnologia HP – High Protection, per il trattamento naturale ad alta protezione ed elevata resistenza all’usura e all’abrasione di pavimenti in legno di qualsiasi specie legnosa, sia in ambito residenziale sia commerciale, che rispetta e valorizza il colore naturale del legno. Certificata a bassissime emissioni di sostanze organiche volatili e a ridotto contenuto di solvente, si può scegliere tra quattro diversi gradi di brillantezza: Lucida, Satinata, Opaca ed Extra-Opaca e tra due diverse finiture al tatto: Effetto Classico, Effetto Seta. Slc Eco Aqua-Pur HPX, da oltre 10 anni, è sempre all’avanguardia per garantire le migliori qualità e affidabilità possibili sia nell’applicazione sia in termini di salute e ambiente per una finitura del parquet tecnicamente ed esteticamente perfetta. www.kerakoll.com

OSMOI

Olio antiscivolo speciale per decking Gli spazi aperti della casa esposti al sole e alle intemperie sono i luoghi dove le finiture Osmo mostrano la loro vera qualità. Sono molti i prodotti messi a disposizione da Osmo, tutti facili da usare, specializzati per la finitura dei pavimenti in legno per esterno. La loro funzione non è solo decorativa ma anche protettiva e rispettosa di quelle che sono le caratteristiche strutturali del legno. Per esempio, spicca tra i prodotti l’Olio antiscivolo speciale per decking. Caratterizzato da una finitura incolore e satinata, è specialmente raccomandato per il trattamento di decking e bordi piscina. Prolunga la vita del legno e lo protegge dall’attacco di muffe, alghe e funghi. La superficie del legno diventa resistente all’acqua. È consigliata una sola mano di olio antiscivolo speciale per decking come finitura, dopo l’applicazione di una prima mano con la linea Osmo Olii speciali per esterno o Osmo protettivi pigmentati. www.osmo.com

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MAPEI MAPEII

Oil Color e Oil Plus In anni recenti i pavimenti in legno hanno acquisito una sempre maggiore popolarità non solo perché rappresentano un elegante, caldo e versatile rivestimento per le abitazioni ma anche per la loro longevità e facilità di manutenzione. Per queste ragioni riveste la massima importanza per il posatore poter differenziare la propria offerta e far risaltare la propria professionalità e abilità artigianale. Per venire incontro a queste esigenze Mapei, che investe il 5% del proprio fatturato globale in R&S, è sempre all’avanguardia nell’offrire finiture per parquet personalizzate e in grado di soddisfare la clientela più esigente. In quest’ottica è recente l’introduzione nella gamma di finiture per pavimenti in legno Ultracoat, della nuova linea di oli uretanici colorati a basso odore Ultracoat Oil Color e Ultracoat Oil Plus. Con questi nuovi prodotti Mapei offre un sistema completo per la colorazione del parquet in 6 diversi colori -Bianco, Nero, Grigio, Ciliegio, Noce, Moganoe uno neutro, Oil Plus. Con la loro speciale formulazione Ultracoat Oil Color e Ultracoat Oil Plus permettono la colorazione del pavimento in legno e, grazie alla loro compatibilità con le vernici poliuretaniche bicomponenti Ultracoat High Traffic e Ultracoat Soft Touch Finish, garantiscono una elevata protezione superficiale e una lunga durabilità nel tempo, anche in ambienti sottoposti a elevato calpestìo. Applicato mediante Ultracoat Roller Oil o Ultracoat Steel Spatula, in una o due mani a seconda dell’ intensità della colorazione desiderata, Ultracoat Oil Color fornisce una facile e rapida finitura a olio con una assai semplice manutenzione. www.mapei.it

TOVERI

Hardwax-oil

Gli hardwax-oil (oli additivati con cere dure) sono nati per migliorare le proprietà di resistenza all'usura e alle macchie dei pavimenti oliati. La miscela di oli naturali e cere dure garantisce, infatti, un livello qualitativo superiore rispetto ai prodotti tradizionali. L'applicazione di una sola mano è sufficiente per ottenere una finitura idonea al traffico intenso, omogenea e naturale. Tover offre Crema d'Olio e la sua versione esente da solvente l'Olio 100% disponibili neutro e in 27 colori standard. Questi prodotti sono ricchi di oli di lino, olio di tung, di cere d'api e carnauba. Una delle caratteristiche degli oli – cere dure Tover è l'estrema facilità di applicazione a straccio, spatola o stendi olio, seguita da un massaggio con monospazzola. L'aggiunta di Oil-Linker, additivo di reticolazione esente da solvente, trasforma l'olio in un bi-componente, aumentandone la resistenza alle macchie e la velocità d'indurimento finale. Il pavimento in legno è maggiormente protetto contro lo sporco e i liquidi e la miscela raggiunge prima le sue proprietà di resistenza. www.tover.com

VERMEISTERI

Zero Voc

Zero Voc è la Finitura di protezione all’acqua completamente esente da solvente di Vermeister. Zero Voc può essere utilizzata sia come monocomponente, sia dopo l’aggiunta di Zero Voc Boost, come bicomponente. Prodotta con materie prime rinnovabili, Zero Voc è ideale per l’utilizzo in Bioedilizia e applicata direttamente su legno ne lascia inalterata la tonalità conferendogli un effetto molto naturale. Zero Voc é il primo prodotto specifico per pavimenti in legno ad essere entrato a far parte della Super Compliant Architectural Coatings Manufacturers List. www.vermeister.com

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La situazione del parquet alla luce dell’ultimo congresso FEP Meglio di quanto non ci si aspettasse dopo il Domotex, l’andamento dell’industria europea del parquet non presenta tuttavia colpi di scena, anche se da Paese a Paese la situazione può cambiare radicalmente A CURA DI FIAMMETTA REGIS

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Più ottimistiche rispetto alle previsioni pubblicate in occasione della fiera Domotex di Hannover, i dati forniti dalle società affiliate alla Fep (Federazione Europea dell’Industria del Parquet) tratteggiano un mercato che ha subito solo lievi cambiamenti. Tuttavia, la fotografia che ne emerge racconta situazioni considerevolmente diverse da Paese a Paese. Rispetto al 2012, nel 2013 le cifre relative al consumo complessivo di parquet indicano una contrazione del 2,6%. Per quanto riguarda la produzione, si è ancora una volta confermata la tendenza, già manifestatasi lo scorso anno, di delocalizzare la produzione in Paesi europei al di fuori del territorio Fep, con una diminuzione della produzione nel territorio Fep dell’1.81%, attestandosi a 67 milioni di metri quadrati, mentre la produzione europea al di fuori dei Paesi Fep ha raggiunto 10 milioni di metri quadrati. Accanto al fatto quindi che la produzione totale nel territorio Fep sia diminuita dell‘1,8%, scendendo a un volume di 67.027.450 m², si stima anche che la produ- R

Produzione di parquet nei Paesi membri Fep 1985-2013 000 m2

+/-%

1985

23.300

1986

25.580

9,79 %

1987

26.991

5,52 %

1988

29.997

11,14 %

1989

34.566

15,23 %

1990

35.634

3,09 %

1991

35.294

-0,95 %

1992

37.977

7,60 %

1993

40.396

6,37 %

1994

44.972

11,33 %

1995

49.798

10,73 %

1996

50.578

1,57 %

1997

53.836

6,44 %

1998

58.308

8,31 %

1999 (*)

64.774

11,09 %

2000

69.812

7,78 %

2001

75.621

8,32 %

2002

76.741

1,48 %

2003

81.039

5,60 %

2004

91.453

12,85 %

2005

95.977

4,95 %

2006

97.911

2,02 %

2007

100.334

2,47 %

2008

84.725

-15,56 %

2009

67.523

-20,30 %

2010

70.500

4,41 %

2011

71.630

1,60 %

2012

68.266

-4,70 %

2013

67.027

-1,81%

(*) Fino al 1999, le cifre indicate rappresentano il mercato totale nell’area FEP

Sviluppo della produzione e del consumo rispetto al 2013 Nazione

Produzione 2013/2012

Consumo 2013/2012

AT

0,00 %

0,63 %

BE

-13,33 %

1,36 %

CH

16,78 %

10,16 %

CZ

0,00 %

3,55 %

DE

-0,23 %

-5,80 %

ES

-0,69 %

-14,32 %

FR

-5,80 %

-7,42 %

HU

-6,27 %

62,01 %

IT

-10,50 %

-4,90 %

NL

5,40 %

-0,60 %

PL

2,55 %

-10,11 %

RO

3,06 %

26,07 %

SK

-9,06 %

2,56 %

DK/FIN/NO

-22,56 %

5,56 %

SE

-3,30 %

-0,79 %

FEP

-1,81 %

-2,60 %

Pubblichiamo qui di segiuto i dati di mercato distribuiti all’ultimo Congresso Fep

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MERCATO L’INDAGINE

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Fep: produzione per tipo - 2013 Mosaico 2%

Massello 20%

zione totale in Europa sia appena oltre i 77 milioni di m². Il consumo nell’area Fep ha registrato un declino del 2,6%, fino a un livello di 82.681.000 m². Questo risultato, un po’ migliore di quanto non sia stato inizialmente previsto al Domotex di gennaio, può essere spiegato dalla buona performance di alcuni mercati, verificatasi verso la fine del 2013, oltre che da alcuni aggiornamenti delle cifre dei consumi del 2012.

Paesi sul podio

Multistrato 78%

Fep: produzione totale in percentuale per Paese - 2013 SE 13,10%

AT 12,35% BE 0,58%

DK/FIN/NO 4,48%

CH 2,61% CZ 2,01%

RO 3,36%

DE 15,48%

PL 19,81%

Come dal 2010 in poi, nella produzione totale del 2013 il multistrato occupa la prima posizione con il 78%, seguito dal massello (incluso il lamparquet) con il 20% e il mosaico con il 2% del totale. Nelle cifre riguardanti la produzione divisa per Paese, la Polonia ha consolidato la sua posizione di leadership, avvicinandosi alla soglia del 20% (19,81%), la Germania occupa ancora il secondo posto con il 15,48% e la Svezia completa il podio con il 13,1%. Il consumo nell’area Fep è diminuito del 2,6% attestandosi a 82.681.000 m² rispetto agli 84.888.000 dell’anno precedente. In termini di consumo per Paese, la Germania mantiene il suo primato con il 23,91% ed è seguita dalla Francia che ha perso un po' di terreno attestandosi al 14.03%. L’Italia è riuscita a mantenere la sua terza posizione con il 9,39%, con un leggero miglioramento rispetto allo scorso anno. La Svizzera, poi, risulta prima per il consumo di parquet pro capite con 0,79 m², seguita da Austria 0.77 m² e Svezia 0.65 m². Nel 2013, tuttavia, nell'area Fep, il consumo per abitante ha perso un punto scendendo a 0,21 m² .

ES 6,84%

Rovere protagonista

NL 2,16% IT 4,40%

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HU 2,53%

FR 10,29%

Il rapporto Fep ha poi rivelato che nel 2013 utilizzo dell’essenza Rovere ha superato per la prima volta la soglia del 70% fino a raggiungere il 70,9%. Le specie tro-


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Fep: consumo totale in percentuale per Paese - 2013

picali di legno continuano la loro discesa fermandosi a solo 5,8%. Il Frassino e la Betulla rimangono le altre due specie più comunemente scelte con rispettivamente il 5,1% e il 4,6%.

DK/FIN/NO 9,03%

SE 7,62%

AT 7,86%

CH 7,76%

RO 3,10%

Focus Italia Secondo le stime Fep l’Italia continua il suo trend negativo. La produzione di parquet in Italia nel 2013, infatti è scesa rispetto al 2012 da 174.000 m² a 155.000 m² per quanto riguarda il massello, mentre da 3.122.000 m² a 2.795.000 m² per la produzione di parquet multistrato. Il totale prodotto è, quindi, di 2.950.000 m² . Per quando riguarda invece il consumo in Italia, se per il massello si scende da 1.700.000 m² a 1.615.000 m², per il multistrato da 6.460.000 m² si arriva a 6.145.000 m². Il totale di parquet posato dunque è di 7.760.000 m². Non migliori le stime per il 2014 che prevedono una produzione di 2.650.000 m² e un consumo di 7.450.000 m².

BE 2,61%

CZ 1,23%

PL 4,95% NL 1,20%

IT 9,39%

HU 0,55% DE 23,91% FR 14,03%

ES 6,77%

Aiuti alle PMI Dopo un periodo di crisi economica e finanziaria, il quadro complessivo sembra che si stia generalmente rischiarando, se non altro per alcuni Paesi meridionali della UE, tradizionalmente grandi e importanti mercati per l'industria del parquet. L’impatto della crisi finanziaria ha tuttavia avuto anche un’influenza negativa su alcuni strumenti fondamentali di stabilità e benessere, come l’accesso al credito, con un enorme impatto R sullo sviluppo finanziario di moltissime aziende.

L’OPINIONE: ceramiche effetto legno Carlo Comani, responsabile commerciale per l’Italia di Gazzotti, membro e board Fep, è intervenuto nel corso della cinquantottesima Assemblea Generale Fep fotografando la situazione relativa al successo delle ceramiche effetto legno. Ci può raccontare il suo intervento sulla ceramica effetto legno? Oggi abbiamo parlato delle ceramiche effetto legno che sono tra le novità importanti degli ultimi anni del mercato. C’è stato un miglioramento qualitativo ma, soprattutto, estetico dei prodotti che si pongono, in effetti, come alternativa al parquet. Di certo il parquet ha un vantaggio, un vantaggio irraggiungibile: essere legno. Un materiale che tutti cercano, senza successo, di copiare: dai PVC alle ceramiche. Un tentativo vano poiché la materia prima, il legno, è un dono naturale che nessuno ci può portare via. Premesso questo, è chiaro che sono dei prodotti da monitorare con grande attenzione, sono delle belle soluzioni e per questo è fondato il problema dall’erosione del mercato. Credo tuttavia che siano diffuse soprattutto in Italia e Francia le ceramiche a effetto legno, mentre negli altri Paesi d’Europa è più presente l’LVT, questa nuova versione di PVC che in Italia sta andando meno. I mercati italiano e francese sono a volte abbastanza atipici nel panorama europeo soprattutto rispetto i Paesi del nord. Cosa si può fare per convincere sulla qualità del legno rispetto alla ceramiche che lo imitano? Secondo me si devono fare due cose semplicissime: in primo luogo evitare la confusione. È necessaria una comunicazione diretta, franca, aperta, in linea con quella che è la richiesta del mercato, ovvero bisogna fornire informazioni corrette per aiutare il consumatore a fare una scelta consapevole. Dall’altra parte bisogna parlare, spiegare e adoperarsi perché nelle associazioni italiane o europee si faccia comunicazione corretta perché laddove c’è un’informazione puntuale, il parquet non può che vincere.

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MERCATO L’INDAGINE

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Le richieste di prestiti senza feedback stanno danneggiando soprattutto le piccole e medie aziende e, più in generale, l’economia dell’Unione europea.

Questa è la conclusione della valutazione pubblicata dal Centre for Strategy and Evaluation Services, Centro Servizi di Strategia e Valutazione. È quindi estremamente importante dare nuovo impulso al dialogo tra il settore finanziario e le PMI in quanto il primo ha avuto problemi nell’incanalare fondi verso l’economia reale sin dall’inizio della crisi e le seconde sono il motore che permetterà all’Europa di uscire dalla crisi.

Italia: dati chiave 2013 Dati generali Popolazione (mio) Tasso di inflazione (%) Tasso di disoccupazione (%) Totale produzione parquet Parquet massello Parquet multistrato di cui 2 strati di cui 3 strati (2/3 strips) di cui 3 strati (1 strip) Totale consumo parquet Parquet massello Parquet multistrato di cui 2 strati di cui 3 strati (2/3 strips) di cui 3 strati (1 strip)

2012 60,91 3,00% 10,6% 3.296.000 m2 174.000 3.122.000 70% 10% 20% 8.160.000 m2 1.700.000 6.460.000 55% 10% 35%

2013 59,68 3,00% 10,7% 2.950.000 m2 155.000 2.795.000 – – – 7.760.000 m2 1.615.000 6.145.000 – – –

2014* 59,99 1,20% 12,2% 2.650.000 m2 145.000 2.505.000 – – – 7.450.000 m2 1.450.000 6.000.000 – – –

Il pavimento più desiderato Diversi studi di mercato condotti nell’Unione europea hanno, infine, confermato che il parquet è ancora la pavimentazione più desiderata agli occhi del consumatore, benché sia sempre più spesso copiata ma mai eguagliata. Occorre, dunque, mettere a punto un messaggio corretto e convincente, studiare le modalità corretta e i canali giusti per una comunicazione efficace. Questa sarà senza dubbio una della maggiori sfide dell’Industria Europea del Parquet. I

*stima

Fep: consumo pro capite per Paese 2013 (mq) 1,00 0,90 0,80

0,79

0,77

0,65

0,70 0,60

0,54 0,47

0,50 0,40 0,30

0,25

0,21

0,19

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0,12

0,10

0,10

0,18

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L’OPINIONE: il mondo dell’edilizia va incentivato Abbiamo chiesto ad Andrea Margaritelli, direttore commerciale Listone Giordano, membro Fep, un suo commento sui dati presentati nel corso della Assemblea. Sono dati sempre interessanti, analizzare le statistiche aiuta a definire lo scenario di riferimento e credo che il quadro sia piuttosto chiaro. Ci possono essere osservazioni su qualche punto percentuale di stima più o in meno, ma credo che lo scenario sia ben rappresentato. È un’Europa che ancora non è uscita dalla crisi economica e un mondo a due velocità. Da una parte i Paesi extra europei che stanno mostrando dei segnali di ripresa, mentre nel nostro continente la ripresa è ancora lenta. Non penso che sui pavimenti in legno si assista a un fenomeno troppo diverso da quello delle pavimentazioni in genere; il contesto di riferimento è lo stesso, il mondo lento dell’edilizia e delle costruzioni. Un mondo che, a mio avviso, andrebbe sicuramente incentivato. Cosa ne pensa dell’intervento di Carlo Comani sulla ceramica effetto legno? È stato un intervento puntuale che fotografa una situazione attuale. L’imitazione del legno da parte del mondo ceramico non è un fenomeno a cui assistiamo per la prima volta. Il fatto che l’estetica del legno piaccia e sia replicata da materiali diversi era già capitato prima con il vinilico e, successivamente, con i laminati. Oggi la ceramica interpreta l’estetica del legno, un fatto di cui dobbiamo avere serena consapevolezza, sapendo poi che i valori distintivi e differenziali del materiale legno sono molteplici e non riguardano solo l’aspetto visivo puramente estetico.

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STRATEGIE OBIETTIVO VENDITA

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Brand reputation: quanto è nota la vostra marca? Avere un nome, essere conosciuti come marca, è un biglietto da visita essenziale per una comunicazione efficace. Ma non basta, ci vuole anche coerenza d’immagine e strategia DAVIDE GABRIELLI Mi capita spesso di incontrare imprenditori che mi chiedono un parere sulle loro attività di comunicazione passate o presenti. Spesso devo ricorrere a tutta la diplomazia di cui sono capace, poiché mi è evidente come non sia chiaro per questi imprenditori cosa comunicare prima e come. Spesso si ignora, infatti, l’obiettivo di un’attività di comunicazione, che è semplicemente quello di trasferire un messaggio da un emittente a un ricevente. La priorità è quindi quella di avere chiaro il destinatario dell’attività di comunicazione, giacché non possono essere tutti, sarebbe come voler parlare in francese a tutto il pianeta. Difficile che tutti capiscano! Il secondo obiettivo è aver chiaro il contenuto del messaggio da trasferire ai destinatari. Il messaggio dovrà

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essere semplificato e sintetizzato in modo da essere capito in modo immediato. A questo punto bisogna scegliere il mezzo o lo strumento di comunicazione più adeguato per divulgare questo messaggio al destinatario. Ogni mezzo ha i suoi pro e contro, quindi è molto importante identificare quello più adeguato a ogni obiettivo. Scelto il mezzo, bisogna progettare come comunicare il messaggio, vale a dire attraverso una campagna pubblicitaria, attraverso un redazionale, una brochure, un evento e via dicendo. Ho conosciuto imprenditori che affrontavano con grande concentrazione commerciale spazi pubblicitari, o li acquistavano solo perché in promozione e poi, due giorni prima della scadenza, non sapendo cosa comunicare e come, “buttavano giù” una pagina senza senso,


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confusa e senza messaggio, tanto per riempire lo spazio. Questo atteggiamento non solo non genera alcun risultato ma, oltre a essere uno spreco, può essere anche controproducente in termini di immagine e stile. La comunicazione è una scienza e va gestita con metodo da professionisti. Bisogna imparare ad affidarsi ad agenzie serie e preparate che possano supportarvi nel costruire un piano di comunicazione per sviluppare la vostra notorietà di marca o brand reputation. Se non esistete come marca i vostri venditori avranno la strada in salita e, soprattutto, i clienti finali quando faranno una prima cernita su web non digiteranno mai il vostro nome nel motore di ricerca. Quindi ricordate, una campagna di comunicazione di prodotto non ha senso se prima non è stata sviluppata la notorietà di marca, poiché il nome deve fare da garante sui prodotti e servizi. Un prodotto proposto da una marca sconosciuta è tutt’altro che attraente. Uno dei grandi problemi per lo sviluppo delle piccole imprese è stato un approccio sbagliato e superficiale alla comunicazione: ritenendola tanto semplice e facile da poter essere fatta in modalità self made, fatta da sé. I risultati di chi sottovaluta la comunicazione credo siano sotto gli occhi di tutti, basta aprire 10 siti a caso nel settore della rivendita per trovarne almeno sette inadeguati a cui, evidentemente, manca un pensiero strategico. Poi non dimenticate mai che qualsiasi cosa diciate, qualsiasi cosa facciate, in qualsiasi modo vi vestiate… state facendo un’azione di comunicazione, che se è incoerente rispetto ai valori ufficiali di comunicazione va a generare un conflitto nell’immagine del vostro marchio. È come quando un’azienda esalta il concetto dell’accoglienza e della professionalità nel corso di una campagna pubblicitaria e poi, un potenziale cliente entra in un punto vendita e trova il venditore che masticando una caramella, con aspetto trasandato, accoglie il cliente senza guardarlo negli occhi ma dicendo: “buongiorno ha bisogno?”. Capite che in quel preciso momento gli stimoli emozionali che avevano portato quel cliente a uscire di casa e andare a valutare le opportunità di un acquisto, si spengono immediatamente fino a generare addirittura un atteggiamento rigido e di difesa. Un’azienda oggi deve scegliere una strategia di sviluppo di medio periodo, poi applicare tutte le attività di comunicazione in modo molto coerente, da quelle dirette a quelle indirette, a volte valutate a torto come superficiali. Vi consiglio di farvi aiutare da professionisti del settore ma selezionateli in modo accurato, mai - e ripeto mai - in base al basso costo. Un’agenzia che costa poco vale poco, non dimenticatelo. Deve costare il giusto e, soprattutto, il costo deve essere proporzionale al vostro fatturato. Per il suo sviluppo un punto vendita dovrebbe investire almeno il 3% del fatturato ogni anno. Se ne spendete meno vuol dire che avete delle inefficienze in altri centri di costo che pesano più di quello che dovrebbero e che quindi vi tolgono risorse

Un’idea geniale, comunicata male, in modo confuso e poco chiaro, viene semplicemente sprecata! per fare sviluppo. Un’agenzia deve prima di tutto capire in modo preciso il vostro progetto, la vostra identità e i vostri elementi distintivi. Se avete solo per un istante il dubbio che non vi abbia capito fermatevi, in quanto le proposte che vi farà saranno preconfezionate, perché sarà un grafico e non un creativo, che è più attento a sé stesso rispetto al vostro progetto imprenditoriale. Purtroppo, la maggior parte delle agenzie sono così, poco attente alla personalizzazione, formate con tuttologi, che fanno un po’ tutto, dalla creatività alla grafica, dall’impaginazione alla scrittura dei testi. È un po’ come se l’ortopedico intervenisse pure sui denti e ci facesse una gastroscopia. Per essere medico è medico, ma a ognuno la sua specializzazione. Il problema è che molte aziende, non sapendo come dovrebbe funzionare un’agenzia di comunicazione, si “affidano”, sperando di trovare tra le famose 3-5 proposte quella giusta. Ma non stiamo facendo un gioco, dove si va a tentativi, in teoria tutte e tre le proposte dovrebbero andare bene e il motivo deve essere chiaro e comprensibile per il cliente: l’agenzia deve imporsi su quella più giusta, perché se lasciamo che sia l’imprenditore a scegliere, allora, a questo punto, aggiustiamoci l’auto da soli e tagliamoci i capelli davanti allo specchio. Per vendere qualità bisogna acquistarla, dunque per vendere un’immagine di alto livello professionale dobbiamo farci aiutare da professionisti preparati, capaci di capire perché un cliente dovrebbe sceglierci e in grado di aiutarci a costruire il messaggio che potrà di catturare il nostro target. I Davide Gabrielli si occupa di pianificazione strategica e marketing dal 1994. Socio di uno studio di formazione e consulenza aziendale, dal 2008 segue in prima persona il progetto di sviluppo del gruppo DKZ (cui appartiene Fiemme 3000) e dal 2010 ne coordina la direzione commerciale e marketing. davide@studiodavidegabrielli.com - www.studiodavidegabrielli.com

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MERCATO L’INTERVISTA

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La bellezza del parquet passa dalla vernice Carver che ha introdotto in Italia i prodotti per esaltare le caratteristiche dei pavimenti in legno e renderli più resistenti, punta oggi a nuovi mercati. Lo spiega il suo fondatore Luigi Cuzzocrea INTERVISTA A CURA DI GABRIELE MARRAZZINI

Parlare della storia delle vernici ad acqua per parquet nel nostro Paese significa parlare di Luigi Cuzzocrea, presidente della società Carver che di questa storia fa parte a ragion veduta poiché è stato lui a introdurre questi prodotti in Italia. Oggi l’azienda è sinonimo di qualità e serietà nel comparto della verniciatura del legno – non più solo dei pavimenti – con una quota del 60% di export a livello mondiale e l’obiettivo di sviluppare i prodotti per molti ambiti diversi. “A occuparmi di vernici per il legno cominciai a 21 anni, dopo il militare, quando un rappresentante di una ditta tedesca mi chiese di collaborare alla vendita di un prodotto che aveva numerosi impieghi (serramenti, pavimenti, ecc.) – esordisce l’intervistato -. Per questo mi recai in Germania a fare un training, anche produttivo, per poi affrontare il mercato nazionale e successivamente quelli internazionali, dall’Africa al Venezuela passando per l’America e, naturalmente, l’Europa. All’inizio mi vergognavo un po’ a dire che lavoravo nel settore del parquet perché era considerata un’attività ‘povera’ e nessuno immaginava, a quel tempo, quale mercato miliardario sarebbe diventato poi in tutto il mondo”.

Dalla ricerca alla sicurezza Quanto è importante la ricerca nel campo delle vernici che, a volte sono, a torto, accusate di non garantire la sicurezza dell’ambiente e degli operatori? “È chiaro che l’uso di vernici,

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che in questi anni hanno subito diverse trasformazioni nella formulazione e sono diventate più sicure – risponde Cuzzocrea –, devono fare i conti con due limitazioni importanti. Una riguarda l’utilizzo di materie prime non di qualità per abbassare i costi che porta a realizzare prodotti non perfettamente rispondenti ai criteri di sicurezza e l’altra è legata al corretto impiego da parte degli operatori. Se anche le vernici ad acqua e le attrezzature che si impiegano anziché venir seccate e smaltite nel modo corretto vengono risciacquate nei lavandini, il rischio di inquinare le falde e i terreni resta tale e quale. Da sempre Carver si batte perché questo non avvenga. Fin dall’inizio, infatti, questa missione è stata portata avanti con grande impegno da Maurizio Campanati, il nostro responsabile formulativo fino ai primi anni 80, che ci ha sempre imposto regole ferree in tema di sicurezza dell’ambiente e delle persone ricercando con tenacia materie prime che non fossero pericolose per la salute. Una scelta che, purtroppo, a volte, ci ha penalizzato sul mercato”. Tuttavia l’innovazione in questo settore, che è più o meno triennale, ha le sue difficoltà perché i posatori quando trovano un prodotto che ritengono ottimale non amano sostituirlo anche quando i cambiamenti ne migliorano efficacia e sicurezza. “Oggi è indispensabile poter proporre sul mercato almeno 4 o 5 linee di vernici con caratteristiche e prezzi diversi – specifica il presidente di Carver – perché i gusti della clientela finale sono diversi. C’è chi vuole il legno naturale, chi lo vuole leggermente ossidato e chi lo vuole più ossidato. Per anni abbiamo prodotto lo stesso tipo di vernice facendo solo piccoli aggiusta-

Luigi Cuzzocrea, presidente di Carver


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L’Auditorium del Parco è un edificio destinato a musica e teatro che sorge all’interno del parco che circonda il Forte spagnolo dell’Aquila. Il complesso è stato progettato dall’architetto Renzo Piano partendo da un’idea di Claudio Abbado che aveva auspicato la ricostruzione di uno spazio dedicato alla musica dopo la distruzione causata dal terremoto del 2009

menti poiché i parchettisti si accorgono subito se viene modificata la consistenza, l’odore o la colorazione. Grazie alla ricerca della chimica primaria, negli anni, sono cominciate ad apparire materie prime di sintesi con indurenti o anche prodotti autoindurenti e questo ha portato a realizzare vernici di estrema qualità. Ogni volta che bisogna introdurre una nuova vernice, però, è necessario agire con cautela provando e testando il prodotto, presentandolo ai parchettisti in un giusto contesto e accompagnandolo sempre con schede e informazioni dettagliate, specie in tema di sicurezza d’impiego”.

Una politica comune per gli sviluppi futuri Tuttavia il comparto delle pavimentazioni in legno e delle vernici dedicate sconta ancora oggi la mancanza di una politica comune che possa far sviluppare al meglio il business per tutti i protagonisti della filiera. “Periodicamente le aziende produttrici dovrebbero sedersi a un tavolo per analizzare le cose che non vanno e fare scelte che andrebbero a vantaggio di tutti – puntualizza Cuzzocrea -. Invece di farci la battaglia sui prezzi bisognerebbe investire sulla qualità e la sicurezza, un elemento che per i nostri prodotti è fondamentale. Anni fa ci abbiamo provato con alcune imprese importanti ma dopo alcuni incontri abbiamo dovuto lasciar perdere perché non c’era comunità d’intenti. In Italia, purtroppo, vige la regola dell’individualismo e c’è poca voglia di associazionismo”. Grazie allo spirito indomito del suo presidente, la società Carver, che ha scelto dei manager capaci e intraprendenti per continuare a incrementare la sua attività, ha ancora molti progetti da sviluppare. “Sono partito dalla vernici per parquet ma poi mi sono aperto a tutto il mondo del legno – ribadisce l’imprenditore –, facendo tesoro dell’esperienza sviluppata con un prodotto che deve garantire un’alta pedonabilità e, se posizionato all’esterno, deve sostenere l’attacco degli agenti atmosferici. I nostri prodotti per l’esterno sono oggi molto apprezzati all’estero dove c’è una maggior cultura e dove la clientela guarda, prima che al

prezzo, alla qualità e che sceglie le nostre vernici nel comparto delle case prefabbricate in legno oppure per i bordi delle piscine. Oggi la nostra offerta propone prodotti per ogni tipologia di legno e anche per lavori in serie di tipo automatizzato. Questi nuovi prodotti sostituiranno, a mio parere, quasi completamente le vernici a solvente che, forse, potranno essere impiegate ancora nei cicli misti ma sono destinate a scomparire”. Secondo l’intervistato il mercato tecnicamente è molto migliorato perché i fornitori di resine hanno puntato a prodotti di qualità accompagnati da informazioni precise. Tuttavia la crisi ha permesso che i temi della moralità e della correttezza (sia sul fronte della fornitura sia su quello dei pagamenti) non siano al centro delle politiche commerciali e questo non è un bene per nessuno. “Basterebbe un piccolo aumento sul prezzo dei prodotti per garantire una produzione di qualità e margini per poter lavorare bene lungo tutta la filiera. Il che significherebbe clienti soddisfatti e lavoro per tutti. In Italia, invece, la crisi del settore ha portato a concentrare tutte le attenzioni sul fenomeno della riverniciatura penalizzando la creatività ‘artigiana’ tipica delle nostre imprese. Per questo anche noi puntiamo a svilupparci all’estero grazie alla possibilità di vendere i nostri prodotti in ambiti diversi dal semplice pavimento di legno. Un obiettivo che raggiungeremo grazie alla capacità e all’impegno delle persone che abbiamo chiamato a condurre la Carver nei prossimi anni: Alberto Monferini e Sergio Medugno”. I

Nelle foto sotto, altre importanti realizzazioni firmate Carver

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MERCATO ANTICIPAZIONE

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L’emozione del legno da toccare con mano Gian Luca Vialardi, direttore generale di Woodco, ci racconta in eslusiva Contatto, la collezione firmata Alpen Parkett che alla materialità delle proprie essenze unisce il sistema di aggancio Uniclic, per pavimenti belli e facili da installare A CURA DELLA REDAZIONE

Nelle immagini alcune proposte della nuova collezione di pavimenti Contatto di Alpen Parkett

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Si chiama Contatto, è la nuova collezione di parquet tre strati di Alpen Parkett, marchio Woodco. La filosofia che ha portato alla creazione di questa linea ci è stata svelata da Gian Luca Vialardi: “Il parquet ci accompagna tutta la vita –afferma il direttore generale di Woodco– guida i nostri primi passi e invecchia insieme a noi. È il custode delle nostre sensazioni, un riferimento sicuro su cui poggia il nostro vissuto. Per questo abbiamo creato una collezione concreta, fatta da proposte di alta qualità, belle da vedere e ‘centrate’: ci sono i colori naturali, i bianchi, i grigi, i termotrattati e, soprattutto, c’è un prezzo corretto, per poter vivere la sensorialità del legno non solo nei contesti più raffinati e di design, ma anche in quelli più funzionali e meno impegnativi.” Realizzati in un’ampia varietà di essenze, – tra cui rovere, larice, faggio evaporato, ciliegio americano, acero canadese, noce americano, iroko e jatoba –, colori e finiture, i 28 pavimenti Contatto sono disponibili in tre diversi formati studiati per valorizzare al meglio ogni tipo di arredo. Tavole a plancia unica di grandi dimensioni (1820x190x14 mm) affiancano così tavole 3 Strip (2200x190x14 mm) e Fineline (2200x190x14 mm), creando una collezione completa in grado di rispondere alle più svariate esigenze stilistiche e progettuali.

Uniclic: un solo sistema, tre possibilità di aggancio La linea Contatto si distingue non solo per la suggestiva materialità delle essenze ma anche per il siste-

ma brevettato di aggancio a secco Uniclic, in grado di ridurre notevolmente i tempi di installazione del pavimento, permettendo alle tavole di bloccarsi saldamente l’una con l’altra in fase di posa. “Grazie alla tecnologia innovativa del sistema Uniclic – continua Vialardi – le tavole possono essere agganciate in modo rapido in tre diverse modalità, scegliendo tra posa verticale, orizzontale o ad angolo a seconda delle proprie esigenze. Facili da installare anche da una sola persona, i parquet Contatto sono inoltre ottimi sia per la posa flottante che per quella incollata, e si prestano comunque perfettamente anche per pose su massetto riscaldato.”

Una scelta sicura ed ecologica La nuova collezione Contatto, infine, conferma l’impegno di Alpen Parkett e di Woodco nei confronti della sostenibilità ambientale. “Le tavole a tre strati della collezione Contatto – spiega infatti Vialardi – sono costituite da una superficie in legno nobile, da uno strato intermedio in legno di conifera e da uno strato inferiore in derullato di conifera. La scelta di utilizzare colle acriliche atossiche per l’unione dei tre strati del parquet, le finiture con oli naturali e la realizzazione dello strato intermedio delle doghe con legno di conifera, più sano rispetto a quello in multistrato, confermano la cura e la dedizione dell’azienda nei confronti di un ambiente abitativo salubre e sicuro.” “Le certificazioni FSC e PEFC – conclude infine il direttore generale di Woodco – garantiscono inoltre che l’approvvigionamento delle materie prime avvenga sempre nel pieno rispetto delle norme relative alla responsabilità forestale, a tutela della biodiversità.” I


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NEWS A CURA DELLA REDAZIONE

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Per Made Expo il 2015 è già cominciato La scelta di organizzare la manifestazione dedicata all’edilizia in 4 saloni tematici – Costruzioni e materiali, Involucro e serramenti, Interni e finiture e Software, Tecnologie e Servizi – sembra già decretare il successo di Made Expo 2015 che, a 10 mesi dall’evento, ha già registrato più di 300 preiscrizioni. Grazie anche alla concomitanza dell’Expo, con il quale il Salone – che si terrà dal 18 al 21 marzo nel polo fieristico di Rho Pero – ha già stretto una partnership per dar vita a ‘Building the Expo’ (che consentirà di anticipare ai visitatori contenuti, tecnologie e materiali utilizzati per la realizzazione dell’Esposizione Universale), è attesa un’ampia partecipazione straniera. Fra i visitatori qualificati ci saranno anche interior design, architetti e contractor di oltre 27 Paesi esteri fra cui la Nigeria nella quale una delegazione della manifestazione ha raccolto ampi consensi.

Il Peggy Guggenheim Café si rinnova grazie alle imprese italiane Il museo veneziano Peggy Guggenheim ha una nuova caffetteria collocata sul lato interno di palazzo Venier dei Leoni, in una cornice unica al mondo, che può sfoggiare un’area di relax contemporanea grazie al progetto dello studio Hangar Design Group e la collaborazione di alcune importanti aziende nazionali. Gli arredi di alto design, infatti, sono stati creati da Arclinea e preziosi contributi sono stati forniti da Mapei e Hausbrandt che, insieme a questa azienda e Hangar Design Group fanno parte di Intrapresae Collezione Guggenheim , gruppo di aziende che da anni sostiene fedelmente tutte le attività del museo, condividendone la passione per l'arte e credendo nella comunicazione culturale come moderna forma di comunicazione aziendale. Nello spazio del café si è posta grande attenzione all’incrocio di luce naturale, che penetra dal giardino dentro la veranda e luce artificiale proveniente dal lampadario Peggy, realizzato dall’azienda Vistosi e concepito specificatamente per questo luogo.

L’opera di Guglielmo Giordano in un libro Fondatore della moderna tecnologia del legno in Italia Guglielmo Giordano fu uno studioso a livello internazionale che ha contribuito fortemente alla conoscenza scientifica e alla razionale utilizzazione delle foreste e dei legnami. Docente, ricercatore, divulgatore scientifico e fondatore dell’Istituto nazionale del legno del CNR, ha sempre collaborato con il mondo imprenditoriale dando vita a numerose innovazioni come il componente ligneo per pavimenti Listone Giordano. La Fondazione a lui intitolata, per ricordare la sua vita e la sua personalità, ha presentato la prima biografia e pubblicazione ufficiale su questo eminente studioso, le cui vocazioni scientifiche, culturali, tecniche e professionali incentrate sul materiale legno, fondendosi con quelle umane, hanno caratterizzato una figura di primo piano del panorama scientifico italiano e internazionale nel settore.

La bussola della formazione in Val di Fiemme L’annuale incontro di formazione per i rivenditori ufficiali di Fiemme 3000, nome di riferimento nel mercato dei pavimenti di legno biocompatibili, ha scelto come simbolo una bussola che rimanda a un riorientamento al mercato del legno inteso come materiale da rivestimenti e interni più richiesto dalle fasce alte di consumatori. Questa domanda può trovare nel marchio Fiemme 3000 valori di salubrità, biocompatibilità, durata e bellezza al top dei desideri del mercato italiano e internazionale. Al termine dei lavori si è tenuta la premiazione del miglior Official 2013, un riconoscimento riservato al rivenditore che ha saputo meglio innovare sul fronte vendite e marketing nel rispetto dei valori aziendali Fiemme 3000. Questo ambìto riconoscimento è stato consegnato dalla dirigenza della società al titolare dell’azienda Dall’Ava Concept di Brescia.

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NEWS

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Il partner tecnico di Legno&Edilizia è Arca È stato siglato un importante accordo fra Arca casa legno e Piemmeti, società partecipata da Verona fiere per quanto riguarda la direzione tecnica della manifestazione Legno&Edilizia dedicata interamente all’edilizia in legno, giunta alla sua 9° edizione, che si terrà dal 19 al 22 febbraio. Nello specifico, l’accordo intrapreso attribuisce ad ARCA la qualifica di ‘Partner Tecnico’ di Legno & Edilizia 2015, ossia l’incarico di coordinamento del programma convegnistico ampio e qualificato, che vedrà coinvolti anche gli Ordini Professionali (Ingegneri, Architetti, Periti, Geometri) del Veneto che, per determinati incontri, assegneranno anche i relativi crediti formativi. Inoltre, i due partner, organizzeranno anche le visite di delegazioni straniere. Questa collaborazione tende a diffondere i canoni di qualità e certificazione necessari alle aziende per competere sul mercato.

Appuntamento a gennaio con Domotex La Fiera di Hannover sta già lavorando a pieno regime per l’edizione 2015 di Domotex, il Salone internazionale dei tappeti e delle pavimentazioni – che si terrà nella città tedesca dal 17 al 20 gennaio -. All’interno della manifestazione ci sarà la seconda edizione di Innovation@Domotex che proporrà cinque categorie di prodotto includendo anche le innovazioni delle tecniche di impiego, di posa e di pavimentazione. Forte sarà la presenza internazionale (1.300 espositori da circa 60 Paesi) fra cui produttori di parquet e laminati. Una delle novità più importanti di questa edizione è l’area destinata a utensili innovativi, materiali di posa e macchinari che farà conoscere ai visitatori professionali tutti gli strumenti per la posa e la manutenzione delle pavimentazioni. Non va dimenticato che Domotex è una manifestazione molto seguita anche dagli operatori del contract come architetti, pianificatori, designer e interior designer, alla ricerca di idee e soluzioni per i loro progetti.

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Edifici sostenibili in mostra a Bari È prevista per il periodo 27-29 novembre 2014 alla Fiera del Levante di Bari la prima edizione di Expoedil, la manifestazione organizzata da Senaf sulle tecniche e i materiali per la costruzione di edifici sostenibili. L’evento si rivolge a progettisti, architetti, geometri, ingegneri, costruttori edili, serramentisti e operatori che sono alla ricerca delle migliori soluzioni per l’efficientamento energetico e per la sicurezza degli edifici. All’interno della manifestazione si svilupperanno aree tematiche come il ‘Quartiere dell’involucro edilizio’ che presenterà le novità in tema di isolamento termico/acustico mentre i sistemi costruttivi e i materiali innovativi troveranno posto nel ‘Quartiere degli elementi strutturali’ mentre quello dedicato a Macchine e Attrezzature ospiterà il meglio del lavoro in sicurezza, le tecniche di perforazione e l’efficienza delle macchine edili. Le Piazze dell’Eccellenza offriranno spunti per realizzare edifici ad alta efficienza energetica mentre le Unità dimostrative proporranno aggiornamenti su impianti a norma e realizzazioni specifiche, Infine, l’Arena dell’Edificio intelligente informerà gli operatori del settore sui possibili sviluppi di tutte le componenti necessarie per la costruzione sostenibile dell’edificio e sulle best practice presenti attualmente sul mercato.


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Bauwerk negli immobili di pregio Non è un caso che Bauwerk, l’azienda svizzera punto di riferimento nella produzione di parquet a due strati, abbia partecipato alla scorsa edizione milanese di Expo Italia Real Estate (Eire) in collaborazione con l’architetto Simone Micheli. Le sue soluzioni dell’impresa svizzera che coniugano sostenibilità di materie e prime e lavorazioni con una ricerca stilistica del pavimento in legno sono ideali, infatti, per le moderne proposte immobiliari. Un esempio è Formpark, il particolare parquet a forma di quadrotti rettangolari che imitano ironicamente la ceramica. Per le realizzazioni di pregio del settore contract, invece, l’azienda propone Casapark, le tavole 3 strati lunghe 2200 mm disponibili in tre diverse larghezze (139, 181, 221 mm) posabili contemporaneamente per dare dinamismo alle superfici.

Un 2014 positivo per i pannelli in legno Il dato arriva dall’assemblea annuale della European Panel Federation che a giugno ha fatto il punto sullo stato dell’arte del settore e confermato un incremento di vendite per le principali tipologie di pannello di legno: +3% per il truciolare, + 3% per il Medium density fibreboard e + 6% per Oriented strand board. Questi risultati spingono quindi gli operatori a sperare in una imminente ripresa anche se gli industriali restano preoccupati per una scarsa disponibilità di materia prima (residui industriali legnosi e legno riciclato) che viene contesa dalle centrali a biomasse per la combustione. A questo proposito proprio l’EPF ha chiesto alle autorità europee di risolvere il problema favorendo l’utilizzo ‘a cascata’ del legno che darebbe priorità al riuso e al riciclo del legno rispetto alla combustione.

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16-07-2014

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NEWS

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Il valore del legno in edilizia Dopo la terribile esperienza del terremoto 2012 a Moglia, nel mantovano, si è tornati a parlare di valore e futuro grazie a un interessante convegno dal titolo ‘Il valore del legno’, promosso da Bulgarelli 1921, storica azienda che realizza e posa parquet. Geometri e architetti convenuti nel teatro Mondo 3, ristrutturato grazie anche all’apporto di materiali lignei, hanno potuto conoscere le caratteristiche del legno e i numerosissimi pregi e vantaggi che offre, oltre alle varie qualità chimiche e fisiche, che ne fanno un materiale di valore specie se la materie prime sono marchiate e certificate. È stata sottolineata anche la sinergia fra bellezza e funzionalità del legno che permette di realizzare vere e proprie opere da vivere. Il convegno ha dato ampio spazio anche ai temi delle finiture, dell’isolamento acustico permesso dai pannelli in legno ecocompatibili, dalla possibilità di risparmio energetico garantita da questo materiale. L’evento si è concluso con l’inaugurazione del nuovo showroom Bulgarelli 1921, trasferito in una nuova sede a causa dei danni del terremoto. L’azienda sarà protagonista in autunno di nuovi incontri dedicati alla scelta consapevole dei pavimenti in legno e a sistemi di posa mirati al risparmio energetico.

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NOTIZIARIO ANNP

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La professionalità del parchettista Il settore ha ancora ampi spazio di miglioramento alla luce delle nuove normative. Se ne è parlato in un convegno dedicato organizzato dalla A.N.P.P. MAURO ERRICO L’esigenza formativa per un parchettista qualificato resta uno dei punti importanti per distinguersi sul mercato. Per questo l’Associazione nazionale posatori professionisti (A.N.P.P.), in collaborazione con la nostra Rivista e grazie alla disponibilità della sede di un’azienda associata, ha promosso una due giorni dedicata agli operatori. In data 20 e 21 Giugno 2014, presso la sede della Mr Parquet di Corridonia (MC), infatti, si è tenuto un convegno dedicato alla professionalità del parchettista con particolare riguardo alle normative in vigore e di prossima uscita come il Progetto di Norma U40005900 inerente le Pavimentazioni di legno per esterni - Elementi di Legno – requisiti e il Progetto di Norma U40006061 sulle Attività Professionali non regolamentate - Posatori di pavimentazioni e rivestimenti di legno e/o a base di legno - Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza. C’è stata anche la disamina di una serie di problematiche che, spesso, sono alla base di contenziosi. All'avvio dei lavori Emanuele Rozzi, organizzatore dell'evento insieme al fratello Marco, ha ringraziato i partecipanti e sottolineato l'importanza di qualificarsi sempre più in un settore che, nonostante la crisi, presenta ancora notevoli margini di miglioramento. Con la concomitanza dell'evento mondiale che ha coinvolto tutti gli appassionati di calcio e la nota difficoltà dei parchettisti a essere presenti a confronti tecnici un po' più elevati, la partecipazione è stata piuttosto selettiva; comunque il dibattito è stato vivace in tutte e due le sessioni.

Attualità tecnica Le argomentazioni tecniche di attualità, hanno incontrato interesse da parte dei partecipanti al convegno anche se non sono del tutto nuove. Del resto dobbiamo prendere atto che da queste riunioni, si evidenzia come i problemi continuino a ripetersi con cadenza quasi regolare e si sia sempre di fronte alle medesime cause o concause (per esempio, responsabilità del posatore, posa del parquet in modo erroneo, contestazioni della clientela finale). Di particolare interesse sono stati gli argomenti che riguardavano la figura del direttore dei lavori, una presenza in cantiere che ha notevole importanza ma che

non sembra investito delle responsabilità che gli sono attribuite. Successivamente il p.e. Mauro Errico, C.T.U. del Tribunale di Firenze, ha illustrato nel dettaglio la documentazione di accompagnamento e di informazione per il consumatore presenti, a oggi, nel mercato delle pavimentazioni di legno. In particolare scheda prodotto e marcatura CE sono stati oggetto di valutazione da parte degli intervenuti, che hanno potuto apprendere vantaggi e svantaggi fra materiali forniti con e senza documentazioni specifiche che oltre a descrivere nel dettaglio il materiale sono indispensabili per una posa a regola d’arte.

L’importanza dell’aggiornamento Salvatore Lucania, vice presidente di A.N.P.P. ha poi chiuso i lavori, presentando gli aggiornamenti dei programmi di lavoro della medesima associazione, coinvolgendo in un dibattito finale tutte le persone intervenute. A conclusione, dopo i saluti di rito, i fratelli Rozzi della Mr Parquet hanno dato appuntamento a tutti gli intervenuti, ai prossimi corsi di aggiornamento anche in vista di norme specifiche relative alla professionalità che saranno emanate entro fine anno. L’evento è a disposizione degli interessati che possono visionarlo collegandosi al sito www.anpp.it I

Da sinistra: Marco ed Emanuele Rozzi, Simone Biagiotti e Salvatore Lucania

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MERCATO TENDENZE

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Itlas promuove la qualità italiana al 100% Dopo la certificazione dei prodotti arriva la certificazione aziendale globale ‘Made in Italy’ da parte dell’Istituto che protegge la produzione nazionale LUISELLA ACQUATI

Dalla provincia di Treviso – nello specifico da Cordignano – parte la sfida dell’eccellenza italiana, nei pavimenti prefiniti a due e tre strati, nei confronti di mercati internazionali. Qui, infatti, ha sede la società Itlas che, proprio da maggio di quest’anno, ha orgogliosamente comunicato agli operatori e ai partner che tutta l’azienda è stata certificata ‘100% Made in Italy’ dall’Istituto per la tutela dei produttori italiani. Una bella soddisfazione per Patrizio Dei Tos che guida l’impresa e un ottimo biglietto da visita da spendere nei confronti della clientela estera ma anche nazionale che sa di poter contare su pavimenti in legno fabbricati interamente in Italia, costruiti con materiali naturali di qualità e di prima scelta, realizzati con modelli esclusivi dell’azienda e lavorazioni artigianali tradizionali tipiche italiane.

Attenzione all’ambiente e alla salute L’attenzione all’ambiente, perseguita da sempre da Itlas, a partire dalla ricerca di una materia prima rigidamente controllata alla fonte, cioè dalle foreste che sono gestite in modo corretto e responsabile, hanno permesso all’aziende di ottenere, nel 2007, la certificazione PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification) e, nel 2010, la certificazione FSC-COC (Forest Stewardship Council – Chain of Custody). Già nel 2009 i prodotti Assi del Cansiglio, Tavole del Piave e Legni del Doge, avevano ottenuto l’attestazione “100% Made in Italy Certificate” ma, quest’anno, la certificazione è stata estesa nominalmente a tutta l’azienda. Questo ambìto riconoscimento testimonia la continua attenzione produttiva non solo all’ambiente – grazie al Sistema di Gestione Ambientale conforme ai requisiti contenuti nella norma UNI EN ISO 14001 - ma anche alla salute dell’uomo poiché in Itlas,

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ProfessionalParquet

in questi anni, è stato adottato un ciclo di verniciatura a base d’acqua per ridurre la presenza di solventi sintetici pericolosi per terra, acqua e aria, oltre che per l’uomo. I prodotti complementari utilizzati (come le colle viniliche) garantiscono la salute del consumatore e degli operatori della produzione. I pavimenti sono trattati con cere e oli naturali, oppure con vernici a base d’acqua. Il prodotto è sottoposto a severi controlli riguardo le emissioni di formaldeide, tanto sulle materie prime che sul prodotto finito. Dal 2009, inoltre, l’azienda ha stipulato un accordo pubblico-privato con Veneto Agricoltura – Ente preposto alla gestione delle foreste del Veneto – per l’approvvigionamento dei tronchi di faggio della Foresta del Cansiglio, situata a 35 chilometri dalla sede produttiva dell’azienda. Con il progetto “Assi del Cansiglio”, Itlas ha creato il primo pavimento prefinito in legno certificato italiano. La vicinanza all’azienda della Foresta del Cansiglio, certificata PEFC, contribuisce – così come dimostrato dallo studio LCA (Life Cycle Assessment) condotto nel 2012 con il Consorzio Venezia Ricerche – a una drastica riduzione delle emissioni di CO2 equivalente in fase di trasporto della materia prima.

Un attestato prestigioso esteso a tutta l’impresa Dal 21 maggio 2014, quindi, Itlas è “100% Made in Italy” come ha certificato l’Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani in seguito alla visita ispettiva effettuata. Un riconoscimento che valorizza ancor di più la produzione e la qualità garantita di Assi del Cansiglio, Tavole del Piave e Legni del Doge. Da oggi, infatti, chi acquisterà e utilizzerà i prodotti Itlas avrà la certezza di poter realizzare pavimenti in legno che siano, in modo chiaro e autorevole, rispondenti ai requisiti del Sistema IT01 – 100% Qualità Originale Italiana. I


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MERCATO TENDENZE

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Progress Profiles propone i battiscopa eleganti e sofisticati Tutti i vantaggi e le caratteristiche di Proskirting Flat e Channel LUISELLA ACQUATI

Progress Profiles, azienda di successo nel settore dei profili tecnici e decorativi di finitura, tra gli oltre 12500 prodotti a catalogo, propone la nuova linea di battiscopa Proskirting. In questa apprezzata linea, da parte dei posatori, due sono gli articoli in particolare - Proskirting Flat e Proskirting Channel – che regalano un nuovo tocco agli ambienti con il loro design contemporaneo. Infatti, grazie a un sistema integrato studiato per le pareti in cartongesso, Proskirting Flat e Proskirting Channel rimangono degli eleganti battiscopa a filo muro con e senza canalino/scuretto interno decorativo. Sono disponibili in acciaio inox e in alluminio anodizzato, brillantato, spazzolato o verniciato in molteplici colori, per adattarsi a ogni ambiente.

Gli elementi di posa La posa di questi due battiscopa è semplice, veloce e pratica e garantisce una perfetta planarità parete e bat-

UNA SEDE ECOSOSTENIBILE La nuova sede di Progress Profiles ad Asolo (Tv), nata all’insegna della bioedilizia, rappresenta l’impegno dell’azienda nel nostro Paese, nel quale continua a investire. La struttura si compone di due corpi edilizi compenetrati tra loro che occupano 11.500 mq2 coperti all’interno di 21.000 mq2 di terreno. Costruito con materie prime che rispettano i requisiti europei tendenti a restringere l’utilizzo di sostanze chimiche e secondo i dettami del risparmio energetico, l’edificio coniuga ecosostenibilità, impatto estetico e benessere abitativo. La nuova sede ha un impianto fotovoltaico da 700 kwatt per autoconsumo, a fronte di un fabbisogno interno di 500 kwatt a massimo regime. L’impianto di condizionamento è alimentato dal sistema fotovoltaico mentre, grazie al sistema di riscaldamento a strisce radianti, il consumo di gas di rete nell’area produttiva è ridotto. Infine, l’ illuminazione è zenitale, il design solare è passivo e la facciata ad alto isolamento.

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tiscopa, regalando un nuovo tocco di sobria eleganza ad ogni stanza. Il Proskirting Channel, per esempio richiede di fissare il supporto/base forata a muro, prima della posa del cartongesso calcolando altezze e distanze. Successivamente va posato il cartongesso allineando la parte inferiore a filo del Proskirting Channel. Bisogna poi sticcare e realizzare la finitura superficiale definitiva sul cartongesso. A seguire va scelta la finitura del top Proskirting Channel desiderata tagliando e posando il profilo incastrando prima la parte inferiore e, con una leggera pressione, dopo la parte superiore. L’azienda suggerisce di fare molta attenzione ai bordi esterni del Proskirting Channel in alluminio poiché devono essere protetti da sostanze aggressive come collanti e sigillanti e da azioni leviganti o raschianti. Le stesse indicazioni valgono per il modello di battiscopa Proskirting Flat. I


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PROFESSIONAL

Parquet con il patrocinio di

organizza una videoconferenza in streaming sul tema

FINITURE e TRATTAMENTI a norma di qualità 1 Ottobre 2014 - ore 16,00 intervengono Domenico Adelizzi - docente di tecnologia del legno e laboratorio tecnologico presso IPSIA Filippo Cafiero - avvocato del Foro di Milano e docente di diritto presso IPSIA Antonio Viscardi - consulente tecnico di parte modera Gabriele Marrazzini - direttore di Professional Parquet con la partecipazione di Simone Biagiotti - presidente ANPP

Per partecipare basta collegarsi all’indirizzo www.justin.tv/professionalparquet

il primo portale italiano sul parquet si è rinnovato!

e Leggi onlin ero il nuovo num nal di Professio t e u Parq

www.professionalparquet.it e www.parquetinternational.net già punti di riferimento per il mondo del parquet hanno ora più appeal e sono più vicini alle esigenze dei professionisti del settore, sia a chiunque voglia avere informazioni corrette e autorevoli sul mondo del parquet.

più servizi, più informazioni, più contenuti


VETRINA A CURA DI FIAMMETTA REGIS

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14-07-2014

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Noblesse, connubbio tra lusso e semplicità Noblesse di Garbelotto è composto da tavole di prefinito con dimensioni (lunghezza da 500 a 1.000 mm, larghezza 70/90/120 mm, spessore 10/14 mm, tagliati ai lati con un angolo che può variare dai 30 ai 60 gradi e con l’incastro su tutti i lati) e lavorazione tale da permette di realizzare il disegno “a spina ungherese” senza dover tagliare le tavole una a una, con la facilità con cui si posa un comunissimo prefinito. L’avanzata tecnologia degli stabilimenti del Parchettificio Garbelotto garantisce inoltre una precisione assoluta della profilatura dei bordi, permettendo incastri perfetti. Noblesse è indicato anche in ambienti dove sia installato un impianto di riscaldamento o raffrescamento a pavimento. É disponibile in tutte le essenze e finiture della superficie delle linee di prodotto Garbelotto e Master Floor.

Il valore del silenzio: l’intervento Isolmant all’Istituto Marcelline Tommaseo a Milano Si sa nelle aule scolastiche come in sala mensa si parla. La comunicazione tuttavia può essere disturbata se gli ambienti sono acusticamente sfavorevoli. Questo è il caso di un intervento di Isolmant su un immobile di interesse storico-artistico quale l’Istituto Marcelline Tommaseo, a Milano, dove si sono tra l’altro dovuti rispettare i vincoli di conservazione e tutela del bene architettonico. Nello specifico, l’intervento ha portato alla correzione acustica del refettorio, ambiente a tre navate con volte a crociera affrescate e superfici lisce, attraverso l’installazione di pannelli di Isolmant Perfetto Style applicati a parete. I pannelli, che sono stati alloggiati all’interno di nicchie, sono completamente rimovibili, rendendo possibile opere di manutenzione e minimizzando i danni alla costruzione in caso di dismissione.

Master Edition: il parquet in edizione limitata di Bauwerk Master Edition è la nuova collezione firmata Bauwerk Parquet. Un’edizione limitata -ne verranno prodotti 350 esemplari- caratterizzata dalle finiture realizzate dagli artigiani bavaresi di Schotten&Hansen, esperti nel trattamento delle superfici con tecniche tradizionali. Ogni plancia in rovere di Master Edition Studiopark esce dunque grezza dagli stabilienti Bauwerk di St. Margrethen per essere poi finita manualmente con oli pigmentati e cere naturali che danno vita a una pavimentazione unica, realizzata con cura quasi "sartoriale". Bauwerk Master Edition Studiopark è realizzato unicamente in rovere ed è disponibile in sei finiture: Brandy, Lino, Caviale, Moscata, Nugat e Madreperla. Dimensioni: 1700 X 150 X 11 mm.

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My Vintage Plancia 10 Spina Ungherese Rovere Nuance: design e tradizione My Vintage è l’ultima evoluzione firmata Gazzotti del parquet non solo come pavimento da calpestare, ma anche e soprattutto come complemento di arredo e di design. My Vintage è la linea con finitura Vintage (microporosa, dalla straordinaria naturalezza) creata per personalizzare al massimo l’abitazione attraverso infinite possibilità di posa e combinazioni cromatiche. Tra le novità della linea c’è Plancia 10 Spina Ungherese: la versione a spina dell’amatissima Plancia 10 Gazzotti. Permette, grazie alle sue ampie dimensioni (larghezza 155 mm, lunghezza da 800 a 900 mm) realizzazioni di fascino, adatte in ambienti classici così come in ambienti caratterizzati da arredi attuali. Plancia 10 Spina Ungherese è una riedizione moderna della classica spina ungherese: un prodotto di design ottenuto recuperando le tecnologie della tradizione.


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L’importanza della lavorazione manuale per Friulparchet Cosa rende un parquet unico? Per Friulparchet l’unicità di un pavimento risiede nella sua lavorazione, soprattutto se eseguita completamente a mano: spazzolatura, piallatura, colorazione e finitura. Per questo Friulparchet scommette nel valore della manualità e si affida all’abilità dei propri artigiani a realizzare dei parquet unici ed esclusivi. Ogni parquet così diventa speciale, poiché realizzato attraverso processi di produzione artigianali unici. Questi garantiscono un risultato e una qualità irripetibile oltre che nel rispetto del Made in Italy. Qui accanto un Rovere Europeo in scelta Natur, piallato a mano e verniciato manualmente con tinta Naturalizzata, per mantenere intatte le caratteristiche e le variazioni cromatiche naturali dell’essenza.

Timba, la levigatrice professionale per pavimenti in legno di Klindex La nuova levigatrice Timba è in grado di effettuare, su tutti i tipi di pavimenti in legno, il lavoro che tradizionalmente viene eseguito con tre diverse macchine: spianare come una levigatrice tradizionale a nastro o a rullo, rifinire la superficie come una monospazzola, levigare a filo muro lungo le pareti della stanza come una macchina perimetrale. La levigatrice Timba assicura la planarità assoluta del pavimento grazie al sistema di ruote sferiche, mentre la completa gamma di accessori e dischi permette di rispondere a tutte le esigenze del mondo della levigatura dei pavimenti in legno e le sempre più frequenti richieste di nuove finiture. Oltre alla levigatura del parquet tradizionale, per mezzo delle carte vetrate dalla grana 24 alla grana 120, Timba è efficace su tutti i tipi di parquet e prefinito. Infatti, può asportare lo strato di vernice lasciando quasi interamente intatta la parte nobile. Infine la levigatrice di Klindex è ideale anche per la spazzolatura e l’anticatura dei pavimenti in legno, senza la necessità di seguire la vena del legno, permettendone così l’applicazione anche su pavimenti a mosaico.

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VETRINA

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Il fascino della tradizione nel parquet Olmo de Casera di Cadorin Emozionare, affascinare e conquistare con la bellezza del legno, questo l’obiettivo di Cadorin con il parquet Olmo de Casera. L’Olmo nostrano proveniente da vecchie piante selvatiche è la materia di questo parquet che sfoggia variegati disegni prodotti dalle venature. La scelta di applicare una finitura ad olio naturale evidenzia le sfumature autunnali tipiche di questa specie legnosa, così come la rugosità della superficie. Il parquet Olmo de Casera fa parte della collezione Listoni d’Epoca, tavolato di tre strati di legno massiccio di grandi dimensioni: da 14 a 30 cm di larghezza per lunghezze fino a oltre i 3 metri.

Bamboo X-treme: il rivestimento da esterno in bambù di Moso Rovere Sture della collezione Founders di Kährs: il parquet di una volta Rovere Sture è una plancia naturale, dal carattere rustico, con superficie trattata a mano e con una spazzolatura profonda. Le variazioni di tonalità sono dovute all'affumicatura e oliata naturale grigio chiaro. Rovere Sture appartiene alla nuova collezione Founders di Kährs rende omaggio ai pionieri che fondarono l’azienda oltre 150 anni fa e a cui si deve l'invenzione della tavola multistrato e il sistema a incastro senza colla. Spazzolato a mano e rifinito con olio naturale che migliora la trama del legno, il parquet Founders riflette la volontà di preservare la bellezza naturale del legno e il pavimento artigianale di un tempo.

L’idea del mare nella Onda Legno DiVino, parquet della linea Pratovecchio Idee & Parquet Idee & Parquet, l’azienda toscana del gruppo Gazzotti, amplia la gamma Pratovecchio, che comprende realizzazioni in legno di recupero. Onda è tra i nuovi pavimenti in Legno DiVino, parquet ricavati dalle doghe di rovere delle barriques dismesse. È un pavimento tre strati che utilizza la parte in rovere in costa della doga di barrique dismessa. Questo permette un risultato dal design unico e inimitabile, che ricorda, come sottolinea il suo nome, le onde del mare.

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Bamboo X-treme è un rivestimento da esterno dell’azienda specializzata nello sviluppo di prodotti innovativi realizzati in bambú, Moso International B.V. Bamboo X-treme è una tavola massiccia da esterni ad alta densità, realizzata con fibre di bambù compresse. Uno speciale e brevettato processo di termotrattamento, assicura a Bamboo X-treme la più alta classe possibile di durabilità secondo le norme EU, incrementandone di conseguenza la stabilità, la densità e la durezza.

Smartparquet by Sorbini Smartparquet è una macchina estremamente versatile che consente l’applicazione di prodotti trasparenti e pigmentati come oli naturali, oli e vernici UV, oli uretanici e tinte all’acqua o solvente. Smartparquet è configurabile in base alle effettive necessità e si può collocare anche in spazi contenuti. Le configurazioni variano dal modello base, con una applicazione e due spazzole di stracciatura, fino alla versione con gruppi di applicazione stucco e reverse, o in linea con la spruzzatrice Performa by Delle Vedove. Quest’ultima soluzione permette l’applicazione di tinte, fondi o finiture in modo efficace, anche in presenza di legni molto strutturati. Risulta particolarmente flessibile nel caso di frequenti cambi colore. La dotazione di Smartparquet può essere personalizzata a seconda delle necessità.

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RAPPRESENTANTI PER L’ITALIA Interwood Srl Via Torelli, 5/B - 28100 Novara Tel. 0321 393360 - Fax 0321 630070 Email: interwood@interwoodsrl.it


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Professional Parquet n. 4 luglio/agosto 2014 by Quine - Issuu