ISSN: 1126-4284
MACCHINE UTENSILI
|
PROGE T TA ZIONE
|
AUTOMAZIONE
|
AT T UA L I TÀ
Industry 5.0 Design #1/2 MAGGIO 2025
M A N U FA C T U R I N G | I N D U S T R I A L I T | A U T O M AT I O N | M E C H AT R O N I C S
magazine
SPECIALE SPS
ITALIA
INDUSTRIA 5.0
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AT-THE-EDGE
ALL’INTERNO INDUSTRY DESIGN 5.0
#3/4 aprile maggio 2025 www.meccanica-automazione.com
SPECIALE SERVITIZZAZIONE
RASSEGNA LAMIERA THE BRIGHT SIDE OF METAL FORMING
DA 45 ANNI L’UNICA GAMMA COMPLETA DI PROTEZIONI DINAMICHE SUL MERCATO.
www.pei.it
Built to last. Built to adapt. Built for you.
Volete che le vostre macchine si distinguano da tutte le altre? Non si tratta solo della macchina, ma di collaborare con un unico partner fidato che vi aiuterà ad affrontare le vostre sfide per trovare la giusta soluzione.
it.mitsubishielectric.com/fa
Per saperne di più
motion? plastics! smart plastics: elimina fermi macchina imprevisti
igus srl
Tel. 039 59 06 1
Via delle Rovedine, 4
Fax 039 59 06 222
23899 Robbiate (LC)
igusitalia@igus.it
®
QUALITÀ QUALITY! ASSICURATA! ControlRiv ControlRivGen3 Gen3 Controllo Process di Control processo for blind per rivetti, rivets, inserti rivetenuts bulloni andalockbolts strappo
RivitNew presenta il nuovo Controlriv GEN3, l’ultimo arrivato ControlRiv Gen3, the latest addition to our rangedi una of process controllers, monitors the correct gamma di controllori di processo, progettati per fastening, garantire la and the correct of fissaggio the rivets/rivet nuts, corretta qualità nel sequence processo di di rivetti ed inserti, by controlling the operation of the connected tool. attraverso il monitoraggio costante del tool a lui collegato.
FASTEN YOUR WORK 4
RIVIT.IT
EDITORIALE di Chiara Tagliaferri
QUEL POSTO NEL MONDO
D
Da viaggiatrice appassionata e lavoratrice spesso “fuori sede”, mi è capitato di domandarmi quale sarebbe stato il mio posto nel mondo. Tralasciando i ragionamenti esistenziali, l’interrogativo ancora oggi aperto per me, ma come credo per tantissime persone, è: in qualle città vorrei vivere? Che requisiti deve avere la mia città ideale? Naturalmente la risposta definitiva è ben lontana dall’ apparire ma, questa domanda, apre la strada alla riflessione sulle moderne smart city e su come l’evoluzione di questo paradigma verso la concretezza rappresenti un’ opportunità di posizionamento strategico di tantissime aziende di meccanica ed automazione. Partiamo dall’ assunto che oggi definire una “smart city” non può significare scattare un’ istantanea. Questo nuovo modello di città cambia alla stessa velocità delle tecnologie che la definiscono, rendendola “intelligente”. Senza peccare di sensazionalismo sono convinta che mentre sto scrivendo questo editoriale già qualcosa di nuovo potrebbe essere disponibile. Fondendo creatività e sviluppo tecnologico per migliorare la qualità della vita dei cittadini, una smart city è una nuova frontiera dell’urbanistica che risponde ad esigenze di sostenibilità, efficienza e sicurezza. Ed ecco nuovi scenari apparire e nuovi modelli di business concretizzarsi per imprese disposte a reinventarsi. “Abilitatori di sogni” o costruttori di solide concretezze, queste aziende diventano soggetti che implementano soluzioni digitali e di meccanica avanzata volte a migliorare il
vivere nelle città. Nuovi servizi di mobilità, raccolta ed analisi dati a beneficio delle attività locali, sistemi di monitoraggio ambientale e soluzioni di sicurezza intelligenti. Sensori IoT integrati su strade, ponti ed edifici ne monitorano costantemente lo stato, prevedono possibili guasti, evitando interventi, garantendo maggiore sicurezza o suggerendo percorsi alternativi in caso di incidenti. Molteplici sono gli stakeholder coinvolti nella buona riuscita di questo processo. Oltre al cittadino, quale principale destinatario, le aziende come fornitori ed utilizzatori di prodotti e servizi, i comuni e le amministrazioni locali quali responsabili della pianificazione, dello sviluppo e della gestione dei servizi pubblici ed infine i fornitori di trasporti, energia, acqua. Fondamentale per il successo e l’adozione su larga scala di queste nuove tecnologie sarà, come sempre, rispettare l’equilibro tra passato e futuro coniugando coraggio, estetica, funzionalità, sicurezza e sostenibilità, perché come ci insegna Calvino “Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.” E chissa dove sarà quel posto nel mondo! chiara.tagliaferri@cnr.it
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
5
SOMMARIO APR I LE-MAGG IO #3/4 ISSN: 1126-4284
MACCHINE UTENSILI
|
PROGE T TA ZIONE
|
AUTOMAZIONE
AT T UA L I TÀ
|
Industry 5.0 Design #1/2 MAGGIO 2025
M A N U FA C T U R I N G | I N D U S T R I A L I T | A U T O M AT I O N | M E C H AT R O N I C S
magazine
SPECIALE SPS
ITALIA
INDUSTRIA 5.0
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AT-THE-EDGE
ALL’INTERNO INDUSTRY DESIGN 5.0
#3/4 aprile maggio 2025 www.meccanica-automazione.com
SPECIALE SERVITIZZAZIONE
RASSEGNA LAMIERA THE BRIGHT SIDE OF METAL FORMING
8
DA 45 ANNI L’UNICA GAMMA COMPLETA DI PROTEZIONI DINAMICHE SUL MERCATO.
www.pei.it
IN COPERTINA P. E. I. s.r.l. Via Torretta 32 Calderara di Reno – 40012 – Bologna Italy www.pei.it
EDITORIALE 5 Quel posto nel mondo
16
CALEIDOSCOPIO 8 News e novità PANORAMA 16 Macchine protette 2025 18 Anno fiscale 2024 positivo per LAPP 20 Mecspe 2025 tutti i numeri 22 Tutto pronto per la 3a edizione di Tornitura Show 24 Sempre efficienti con il sistema sostenibile di panni Mewa
26 Spqr ottiene le certificazioni ISO 28 La vera innovazione è nella manifattura 30 75 anni di utensili e successo 34 Ecco perchè l’automazione ha trasformato la nostra mentalità 36 Investimenti senza soluzione di continuità RASSEGNA LAMIERA 38 The bright side of metal forming SPECIALE SERVITIZZAZIONE 46 Servitizzazione industriale: il futuro è già in macchina
38 46 6
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
62
66
RICERCA E INNOVAZIONE 62 Strategie di servitizzazione: come le imprese possono competere nel complesso scenario mondiale IN FABBRICA 66 Il primo impianto al mondo di riciclaggio sostenibile dei metalli
68
PRISMA 68 Prodotti
Per maggiori informazioni contattate i nostri specialisti
La piattaforma di trasporto modulare MCP si evolve in MCP PLAY: un grande vantaggio per gli integratori MCP PLAY è il futuro della movimentazione dei materiali. Una soluzione che anticipa il mercato e offre nuove opportunità agli integratori di sistemi che possono così rivolgersi a mercati finora inesplorati. • Maggiore rapidità di messa in servizio e avviamento per una conclusione più veloce di ogni progetto • Progettazione semplificata del layout grazie a software intuitivi • Minori esigenze di programmazione, che si traducono in risparmio di tempo e risorse
We make material handling sustainable, simple, enjoyable.
• Non sono più necessarie competenze avanzate di programmazione, ottenendo così più flessibilità • L’integrazione è perfetta quasi senza fermo impianti • Maggiore efficienza energetica per l’utente finale
interroll.com/mcp-play
CALEIDOSCOPIO NEWS E NOVITÀ WEBINAR
PRESENTATA LA NUOVA PANNELLATRICE SALVAGNINI P2-1620 Con evento digitale registrato nel più grande stabilimento al mondo dedicato alla pannellatrice, situato in Austria, Salvagnini ha presentato oggi la nuova P2-1620. Nicola Artuso, product manager del Gruppo, ha illustrato con dovizia di particolari, coadiuvato da dimostrazioni pratiche eseguite direttamente in macchina, le potenzialità di questa nuova pannellatrice che fa della compattezza e della flessibilità i punti di forza. Ideale per produzioni in kit o a lotto unitario, P2-1620 può piegare lamiere fino a 1600 mm di lunghezza, mentre l’altezza massima di piegatura è 203 mm. È progettata per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione, garantendo alta qualità, zero scarti e massima versatilità. Grazie ai cicli automatici di piegatura e manipolazione, P2-1620 realizza mediamente 17 pieghe al minuto, senza necessità di fermi macchina o riattrezzaggi manuali perché i suoi utensili universali in
grado di processare tutto il range di spessori e materiali lavorabili. La tecnologia MAC3.0, di serie su tutte le pannellatrici P2, permette alla macchina di adattarsi automaticamente alle variazioni delle caratteristiche del materiale, assicurando pieghe precise e costanti nel tempo. P2-1620 offre anche una gamma estesa di opzioni, come gli utensili CLA, RSU e il DPM, che ampliano notevolmente le possibilità applicative della pannellatrice, rendendola adatta a diversi settori industriali. Un altro aspetto che rende P2-1620 particolarmente attraente è la sua competitività economica. Grazie alla combinazione di cicli di piegatura automatici, ridotti tempi di allestimento e consumi energetici ottimizzati, i costi per piega di P2-1620 sono concorrenziali sia rispetto a quelli delle tradizionali presse piegatrici, sia rispetto a quelli di altre pannellatrici.
NEWS
NUOVO CATALOGO CT MECA UPDATE 2025 Ct Meca (Gruppo HPC) è lieta di annunciare l’uscita del nuovo catalogo UPDATE 2025 nel comodo formato pocket che arricchisce e aggiorna la documentazione già esistente: « Elementi Meccanici » e « Trasmissioni di Potenza » (2018) e « Produzione su misura ». Questo aggiornamento include nuovi prodotti e soluzioni economiche pensati per rispondere alle crescenti esigenze del settore industriale: calettatori di bloccaggio inox, cuscinetti igienici per l’industria alimentare e riduttori manuali oltre ad una gamma di prodotti della serie economica come i giunti elastici Uniflex, le mini tavole di posizionamento e riduttori a ruota e vite senza fine. Si tratta di un valido e pratico strumento che, insieme al supporto di un’equipe tecnica e commerciale dinamica e competente, vi permetterà di dare forma ai vostri progetti. Per ogni prodotto mettiamo a disposizione informazioni dettagliate e precise: tariffe, sconti per
quantità, quote, materiali ed una breve descrizione del prodotto. Le specifiche tecniche e commerciali sono presentate nel modo più chiaro e semplice possibile per orientare la scelta del prodotto più adatto alle esigenze del cliente. Se individuate un prodotto a catalogo che non corrisponde esattamente alle vostre specifiche tecniche, potete contattarci e verificare la fattibilità delle modifiche oppure la produzione su misura anche di un singolo pezzo. Oltre alla nostra gamma completa comprendente più di 31.000 componenti meccanici, ordinabili 24h/24 direttamente sul nostro sito, mettiamo a disposizione la libreria 3D dei nostri prodotti scaricabili gratuitamente nel formato di vostra preferenza.
P E R L E G G E R E G L I A R T I C O L I C O M P L E T I V I S I TAT E I L S I TO W W W. M E C C A N I C A - A U TO M A Z I O N E . C O M
08
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
CALEIDOSCOPIO
NEWS
ICONICS DIVENTA MITSUBISHI ELECTRIC ICONICS DIGITAL SOLUTIONS
ICONICS, leader riconosciuto a livello globale nelle soluzioni software per l’automazione industriale, la digitalizzazione e gli edifici intelligenti, annuncia ufficialmente il cambio del proprio nome in Mitsubishi Electric Iconics Digital Solutions (MEIDS). Questo importante passo segna un’evoluzione strategica nell’integrazione dell’azienda all’interno del gruppo Mitsubishi Electric Corporation, con l’obiettivo di consolidare e ampliare ulteriormente la propria leadership nel settore delle soluzioni digitali avanzate. Il nuovo nome riflette la perfetta sinergia tra l’esperienza tecnologica e l’agilità di ICONICS e la forza globale e le risorse di Mitsubishi Electric, leader mondiale dell’innovazione industriale con oltre 100 anni di storia. La nuova identità rappresenta un impegno concreto verso l’innovazione, la sostenibilità e il supporto ai clienti in un mondo sempre più connesso e digitalizzato. “Questo passaggio va ben oltre un semplice rebranding: è una dichiarazione d’intenti,” afferma Ted Hill, Presidente e CEO di MEIDS. “Unendo il DNA tecnologico di ICONICS alla scala globale di Mitsubishi Electric, siamo in una posizione unica per guidare il futuro dell’automazione, dell’efficienza operativa e della trasformazione digitale in tutto il mondo.”
Dal 2019, anno dell’acquisizione da parte di Mitsubishi Electric, ICONICS ha beneficiato di un’integrazione progressiva nel gruppo, continuando a innovare con soluzioni SCADA all’avanguardia, software per smart building e tecnologie per l’industria 4.0. Il nome MEIDS incarna questa evoluzione: conserva l’eredità storica di ICONICS, mantenendo nel nome il riconoscimento del suo valore, e al contempo apre una nuova fase di espansione nel mercato delle Digital Solutions. MEIDS continuerà a sviluppare e potenziare le sue soluzioni chiave, come la piattaforma GENESIS (recentemente aggiornata alla versione 11) e lo stack software IBSS (Intelligent Building Software Stack), che riceve aggiornamenti trimestrali. Con oltre 100.000 installazioni in più di 100 Paesi e una presenza in oltre il 70% delle aziende Global 500, MEIDS si conferma come una realtà solida, scalabile e orientata all’innovazione continua. Grazie al supporto dell’ecosistema Mitsubishi Electric, MEIDS amplia il proprio raggio d’azione in ambiti strategici come l’efficienza energetica, le infrastrutture intelligenti e la digitalizzazione industriale, offrendo ai clienti soluzioni software avanzate, performanti e sostenibili.
NOMINE
LORENZO VALLARINO NOMINATO BUSINESS & SALES DEVE LOPMENT MANAGER PER GP CONSUMER ITALIA In linea con la strategia volta ad accelerare la crescita e rafforzare la presenza di GP Consumer sul mercato italiano, Lorenzo Vallarino è stato nominato nuovo Business & Sales Development Manager per l’Italia. In questo ruolo, Lorenzo lavorerà a stretto contatto con il team di vendita italiano per guidare il rafforzamento del marchio, l’espansione digitale e un’agile esecuzione commerciale in armonia con l’evoluzione del panorama consumer e retail. Forte di una vasta esperienza nella distribuzione di beni di largo consumo, Lorenzo ha ricoperto ruoli chiave in aziende come Jabra, Plantronics, Accessory Line e, più recentemente, Basesus. Porta con sé una profonda comprensione del mercato italiano, unita a una forte impostazione digitale e una comprovata esperienza nel conseguire risultati in ambienti altamente competitivi. Riconosciuto per la sua resilienza, la mentalità strategica 10
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
e la capacità di costruire solide relazioni interne ed esterne, Lorenzo incarna la leadership trasversale e orientata ai dati essenziale per la crescita futura. “Siamo fiduciosi che l’esperienza e l’approccio lungimirante di Lorenzo ci aiuteranno a sbloccare nuove opportunità e rafforzare la nostra posizione nel mercato italiano,” afferma Stefan Rundéus, fondatore e CEO di Cebon Group. “Sono sinceramente entusiasta di entrare a far parte del team GP,” dichiara Lorenzo Vallarino. “Condivido i valori di GP e il forte impegno nell’offrire soluzioni a basso impatto ambientale. Questa è una grande opportunità per guidare una crescita sostenibile e generare un impatto significativo – e sono pronto per la sfida.”
EVENTI
SI È CONCLUSO IL ROADSHOW ITINERANTE DI IGUS Dal 31 marzo al 18 aprile 2025 si è svolto il roadshow itinerante di igus: l’iconico truck arancione dello specialista delle motion plastics ha fatto tappa in otto regioni – Veneto, Trentino, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Abruzzo, Lazio e Campania – portando le proprie soluzioni all’avanguardia direttamente nelle aziende e incontrando da vicino clienti e prospect. Una volta arrivato a destinazione, il truck si trasformava, in meno di un’ora, in un vero e proprio stand fieristico. I pannelli laterali si aprivano: una parte diventava un tetto, mentre l’altra si trasformava in una terrazza che ampliava lo spazio interno, creando una grande area espositiva. Da lontano si potevano già vedere scaffali con numerosi prodotti, un ampio monitor per le presentazioni e alcune demo in azione. Allestito come uno showroom tecnico mobile, il truck conteneva una vasta selezione delle più recenti innovazioni igus – dai cuscinetti a strisciamento alle guide lineari, dalle catene portacavi ai cavi e alle soluzioni di Low Cost Automation. Lo staff dell’azienda ospitante ha potuto scoprire e testare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze, attuali e future, con il supporto dei tecnici specializzati igus. È stata un’occasione concreta per aggiornarsi sulle novità tecnologiche igus senza doversi spostare dal proprio stabilimento. Già proposto dalla Casa Madre tedesca in tutta Europa, il roadshow
si è inserito in una più ampia strategia di customer relationship e ha rappresentato uno degli elementi distintivi dell’approccio multicanale di igus Italia. Questa iniziativa itinerante ha affiancato le attività commerciali tradizionali, la partecipazione a numerosi eventi fieristici e lo showroom permanente IMPS – igus Motion Plastics Show, uno spazio fisico e virtuale a disposizione dei clienti presso la sede di Robbiate, dove è stato possibile toccare con mano i prodotti della multinazionale o vivere un’esperienza immersiva grazie alle tecnologie digitali. “Le fiere sono sempre un momento importante di confronto con i decision maker e i referenti tecnici delle aziende”, aveva spiegato Marcello Mandelli, Country Manager di igus Italia. “Con il roadshow siamo riusciti ad arrivare direttamente nel cuore dei reparti produttivi, raggiungendo quelle figure che spesso non partecipano a eventi esterni, favorendo un dialogo più approfondito con l’intero ufficio tecnico”. Il valore aggiunto del roadshow igus è risieduto proprio nella prossimità: i clienti hanno potuto accedere alle ultime proposte del settore senza spostarsi dalla propria sede, usufruendo di momenti di formazione, confronto e consulenza diretta con gli esperti igus.
CALEIDOSCOPIO
FORMAZIONE
RS ITALIA E GIRLS TECH RAFFORZANO IL LORO IMPEGNO PER RIDURRE IL GENDER GAP NELLE DISCIPLINE STEM RS Italia e Girls Tech hanno rinnovato la loro collaborazione per promuovere la presenza femminile nelle discipline STEM e ridurre il gender gap nel settore tecnologico. In particolare, il progetto STEM DAY di quest’anno si è arricchito con otto nuovi incontri, offrendo agli studenti delle scuole primarie e secondarie un’opportunità unica di partecipare a laboratori interattivi di scienze, tecnologia e robotica. L’iniziativa, che ha coinvolto oltre 150 allievi dell’IC Scuola Martiri della Libertà di Sesto San Giovanni (MI), mirava a stimolare l’interesse per le discipline STEM attraverso un approccio pratico e coinvolgente. Il progetto, nato per avvicinare bambine e bambini al mondo delle discipline tecnico-scientifiche, ha voluto offrire un’esperienza concreta e coinvolgente attraverso workshop pratici, guidati da un coach dedicato. Ogni appuntamento è stato un’opportunità per esplorare il coding, l’elettronica e la programmazione in un ambiente inclusivo, stimolante e privo di stereotipi. “La collaborazione con Girls Tech rappresenta un passo concreto per abbattere le barriere di genere nelle discipline STEM e favorire l’accesso a percorsi formativi e professionali ancora poco frequentati dalle donne,” ha dichiarato Massimiliano Rottoli, Managing Director di RS Italia. “Con l’ampliamento del progetto STEM DAY, volevamo offrire a un numero sempre maggiore di studenti gli strumenti per scoprire e sviluppare le proprie attitudini tecnologiche, indipendentemente dal genere”. “Quello proposto da RS Italia e Girls Tech è, per gli studenti in generale, un modo pratico, coinvolgente ed entusiasmante di
12
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
apprendere – dichiara Catia Di Gennaro, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Martiri della Libertà dal 2018 – Un apprendimento che porta a crescita sociale e allo sviluppo di competenze trasversali. Questo per noi è estremamente importante, è quello a cui puntiamo”. Spiega poi Alberto Bottaro, Head of Business Effectiveness di RS Italia: “Mi piace fare l’analogia con una nave: avere tutti a bordo e remare tutti nella stessa direzione è il primo passo per riuscire ad avere un cambiamento che può essere sostenibile nel lungo periodo, che poi è quello che interessa a tutti. Vedere così tanti bambini partecipare agli STEM Day è un’emozione molto forte: sono papà di un bimbo di 8 anni e di una bimba di 3 anni. Lei si affaccerà a brevissimo nel mondo della scuola: il messaggio che voglio mandare a lei e a tutti i bambini che abbiamo incontrato oggi è continuare a studiare perché tra 10 anni ci sarà sempre più bisogno di avere persone, bambine o bambini, che continuano ad approfondire queste tematiche. Pensiamo all’intelligenza artificiale e a tutti i progressi tecnologici che mese dopo mese ormai, su base quasi giornaliera, vengono rilasciati: continuate perché di fatto rappresentate il nostro futuro”. Nonostante i progressi degli ultimi anni, la presenza femminile nelle professioni STEM resta ancora limitata, rappresentando una sfida importante per il settore dell’innovazione. Con iniziative come STEM DAY, RS Italia e Girls Tech desiderano creare opportunità concrete per le nuove generazioni, promuovendo un ambiente più inclusivo e abbattendo gli stereotipi di genere.
CALEIDOSCOPIO
NOMINE
NSK EUROPE ANNUNCIA UN RIALLINEAMENTO OPERATIVO NSK Europe sta per intraprendere un riallineamento strategico, integrando la leadership e le attività della European Industrial Business Unit (EIBU) e della European Automotive Business Unit (EABU). L’obiettivo è rafforzare ulteriormente l’attenzione dell’Azienda verso i clienti, migliorare l’efficienza operativa e posizionare l’Azienda per un successo continuo sia nel settore automotive che in quello industriale. La nuova struttura è pensata per consentire a NSK Europe di ottimizzare la collaborazione tra le funzioni chiave, tra cui la produzione, l’ingegneria, gli approvvigionamenti, la gestione dei progetti e le vendite, mantenendo al contempo un’attenzione particolare al cliente e l’eccellenza tecnica in tutti i settori in cui opera. Il nuovo modello organizzativo riflette l’impegno di NSK verso agilità, semplicità e sostenibilità e l’Azienda ritiene che le consentirà di soddisfare al meglio le esigenze in continua evoluzione del business. Le relazioni con i clienti rimangono al centro di questa trasformazione, con la funzione vendite che continua a servire il mercato industriale e il settore automotive, nonché GAM e Seiki, con team dedicati. Nell’ambito di
questo cambiamento, NSK Europe è lieta di annunciare la nomina di Matthieu Lavieuville a nuovo Chief Operating Officer (COO). In questo nuovo ruolo, Lavieuville supervisionerà la fusione dei segmenti Automotive e Industrial, prima di guidare tutte le attività operative di NSK in Europa, Medio Oriente e Africa, tra cui vendite, ingegneria, acquisti, produzione e logistica. Lavieuville continuerà a riferire al CEO Dr. Ulrich Nass, che ha commentato: “Questa evoluzione segna un capitolo emozionante per NSK Europe. Riunendo i punti di forza dei nostri segmenti industrial e automotive, stiamo creando una struttura più agile e integrata che supporta i nostri clienti in modo ancora più efficace”. La leadership di Matthieu sarà determinante per il proseguimento di questo entusiasmante viaggio”. Lo stesso Lavieuville ha aggiunto: “Sono onorato di assumere questo nuovo ruolo e di lavorare a fianco di un team così talentuoso e motivato. Questo riallineamento rappresenta una grande opportunità per consolidare i nostri punti di forza collettivi e offrire un valore ancora maggiore ai nostri clienti”.
ANNIVERSARIO
60 ANNI DI STORIA Fondata il 1° aprile 1965 da G. A. Küchenmeister e Günter Schlicht, NORD DRIVESYSTEMS è cresciuta da azienda a conduzione familiare a fornitore globale di sistemi di azionamento meccanici ed elettronici. Oggi conta oltre 4.800 dipendenti in tutto il mondo. Nel 2025, l’azienda celebra un traguardo importante: 60 anni di attività. Un anniversario speciale che testimonia una storia di competenza e crescita. NORD si distingue per la lunga esperienza in oltre 100 settori applicativi, una solida infrastruttura produttiva e una rete globale di specialisti. Grazie a personale altamente qualificato, l’azienda offre soluzioni di azionamento su misura, basate su un sistema modulare di prodotti progettati secondo i più alti standard qualitativi. Dopo la fondazione nel 1965, NORD avvia nel 1977 la produzione di componenti per ingranaggi nella sede di Glinde. Due anni dopo, apre le prime filiali internazionali negli Stati Uniti, in Francia e in Svezia. Oggi il Gruppo è presente con 48 filiali in 36 Paesi e partner commerciali in oltre 50 nazioni, garantendo consulenza, assistenza, stoccaggio e assemblaggio direttamente sul territorio. Nel tempo, NORD ha ampliato la propria offerta con la produzione interna di motori elettrici e, successivamente, di componenti elettronici nello stabilimento di Aurich, in Bassa Sassonia. La crescente domanda ha favorito lo sviluppo della sede di Aurich, oggi centro di riferimento per l’elettronica. Nel 1991 viene fondata a Gadebusch la Fertigungstechnik NORD, specializzata nella lavorazione di alloggiamenti e alberi. Gli stabilimenti in Germania, Italia, Polonia, Stati Uniti e Cina sono in continua espansione e ammodernamento. Anche la sede centrale di Bargteheide è in costante sviluppo, con l’aggiunta di un moderno edificio amministrativo. Nel 1981, NORD introduce il concetto di carcassa UNICASETM, un’invenzione rivoluzionaria per la produzione industriale di carcasse di riduttori, che è tuttora uno standard internazionale. Nel 2000, l’attenzione si è spostata sulla tecnologia di azionamento decentralizzato. 14
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
Altre pietre miliari: - 2002 - Prodotti NORD per riduttori a vite senza fine modulari - 2009 - Riduttori industriali NORD MAXXDRIVE® XC - 2016 - Sistema distribuito sul campo (FDS) NORDAC LINK - 2019 - NORDAC PRO SK 500P, NORDCON APP e chiavetta Bluetooth NORDAC ACCESS BT - 2021 - Motore sincrono ad alta efficienza NORD IE5+, NORDAC ON/ON+ e DuoDrive - 2025 - NXD BASIC® e NXD tupH®. Le innovazioni si riflettono nei risultati: alla fine del biennio 2022/2023, NORD ha superato per la prima volta il miliardo di euro di fatturato. Un traguardo che conferma l’efficacia delle sue soluzioni per diversi ambiti industriali e il suo valore come partner affidabile – come dichiarato nel 2023 con il claim: “La nostra soluzione. Il vostro successo.” La strategia di sostenibilità per il 2025 prevede un approccio responsabile sotto il profilo ambientale, economico e sociale. Le soluzioni energeticamente efficienti di NORD contribuiscono alla riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2. I clienti possono inoltre beneficiare di servizi di consulenza mirati, come il programma di analisi dell’efficienza energetica e il servizio NORD ECO. Con la piattaforma digitale myNORD, l’azienda semplifica l’accesso ai propri servizi, migliorando la configurazione e l’ordinazione delle soluzioni tecnologiche. Il 2025 rappresenta un momento chiave nella storia di NORD DRIVESYSTEMS. In un contesto economico globale complesso, l’azienda guarda avanti con fiducia, puntando su innovazione, esperienza settoriale, standard elevati e una rete internazionale ben consolidata. Il 60° anniversario non è solo un’occasione per celebrare, ma uno stimolo per continuare a fissare nuovi standard e conquistare la fiducia dei clienti con soluzioni sempre più efficaci.
Grande Sicurezza certificata
SITEMA leader mondiale per freni e bloccaggi lineari anticaduta
Per l´uomo e Macchina La tecnologia di serraggio autostringente per le teste di bloccaggio e freni anticaduta SITEMA da oggi ha un nome:
SITEMA GmbH & Co. KG 76187 Karlsruhe, Germany Tel. + 49 721 98661-0 info@sitema.de www.sitema.com
Utilizzare il ns. sito online!
PANORAMA
MACCHINE PROTETTE 2025 LA CYBERSICUREZZA COME NUOVO PARADIGMA A PIACENZA EXPO L’ASSOCIAZIONE DIGITAL INDUSTRIES WORLD HA INVITATO AZIENDE, ESPERTI, DOCENTI E GIURISTI PER CONFRONTARSI SULLE NUOVE SFIDE IMPOSTE DALLA NIS2, MA NON SOLO a cura della redazione
L
a cybersicurezza con qualche incognita in meno grazie all’evento Macchine Protette, che si è svolto a Piacenza Expo e che ha portato all’attenzione della platea di aziende e professionisti gli sviluppi sul tema, già al centro dell’edizione 2023 di Macchine Protette. Organizzata e promossa da Digital Industries World, l’Associazione che si occupa di promuovere la transizione digitale all’interno delle fabbriche italiane, la mostra-convegno ha riunito esperti provenienti dal mondo delle aziende OEM e degli end user, dalla sfera accademica e da 16
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
quella giuridica, per confrontarsi su tutte le declinazioni della cybersecurity: tecniche, normative e di scenario, sempre nel segno della regola “100% divulgazione”. Il tutto a partire da un concetto primario: quello della safety industriale. D’altronde, l’ecosistema che si è venuto a creare negli ultimi anni grazie all’interconnessione delle linee industriali ha portato il concetto di sicurezza ad un nuovo livello, dove per garantire la safety non è più possibile fare a meno della cybersicurezza. Una serie di accorgimenti tecnici e buoni investimenti sulla sicurezza possono evitare grosse proble-
matiche produttive e seri danni economici; per le grandi aziende e le PMI dotarsi di software antihacker è già una priorità, tanto più con l’entrata in vigore della direttiva NIS2, che interesserà tra le 50mila e le 80mila aziende italiane. Il convegno si è quindi aperto con l’intervista curata da Douglas Sivieri di ITCore al Generale Paolo Poletti sullo scenario internazionale e geopolitico del rischio informatico. Successivamente lo stesso Generale ha dialogato con Lorenzo Zamburru, Consigliere dell’Agenzia per la Cybersicurezza
Nazionale, sul ruolo dell’Agenzia nella cybersecurity industriale, tra strategie, supporto e normative cruciali. Ne è seguito il focus normativo e giuridico con Claudio Gabriele e Maria Sole Lora, avvocati dello Studio Associato Oddo Lora Gabriele, che hanno affrontato il tema delle responsabilità per l’OEM, l’approvazione della NIS2 e una serie di best practice per la sicurezza aziendale interna. Di normative si è parlato anche nel panel successivo, in particolare del regolamento macchine e compliance globale con l’approfondimento di Manuel Dìez di TÜV Rheinland Group. Voce poi alle aziende con l’intervento di Glauco Benini del Gruppo Feralpi e di Maciej Goraj di Siemens sulla sicurezza fisica e digitale delle nuove fabbriche 4.0. Di grande interesse poi la tavola rotonda “Cybersecurity 360°: roadmap e strategie per navigare l’interconnessione industriale” con gli abilitatori dell’evento. Sono intervenuti Mattia Curatitoli di 40Factory, Eleonora Magni di H-ON, Daniele De Marchi di Siemens e Andrea Olivetti di ITCore.
Infine il convegno si è concluso con la presentazione della guida “Macchine protette: non c’è più safety senza cybersecurity”: un volume appena editato da Digital Industries World, scritto da Kim Crawley, ricercatrice esperta di cybersicurezza, Andrea Gozzi, segretario generale di Digital Industries World ed esperto di innovazione digitale, e altri contributori
dell’Associazione, tra cui Federico Milan, leader del gruppo di lavoro Tecnologia dell’associazione, che ha presentato il libro alla platea. La guida intende essere un punto di partenza utile per esplorare il tema della sicurezza industriale, rivolta sia ai produttori di beni strumentali che agli utenti finali. “Abbiamo riproposto questo evento – ha dichiarato Andrea Gozzi, Segretario Generale di Digital Industries World - a due anni dalla prima edizione perché l’anno scorso non erano emerse grosse novità su questo tema e abbiamo preferito concentrarci su Intelligenza Artificiale e Digital Twin, al centro dei nostri eventi MacchineX del 2024. Ora, con l’entrata in vigore della NIS2, le minacce sempre più subdole e frequenti per i macchinari e gli scenari geopolitici più intricati, crediamo che la cybersicurezza debba essere in cima all’agenda di chi guida le fabbriche intelligenti”. “La cybersicurezza è un fattore abilitante delle nuove tecnologie – ha affermato il Generale Paolo Poletti -. È necessario trasformare i dati normativi in requisiti tecnici attuabili e aiutare le imprese in questo percorso. Eventi come quello di oggi servono a trasmettere messaggi importanti sull’urgenza che le aziende si dotino di strumenti adeguati per la cybersicurezza”. “I cyber criminali – ha aggiunto Lorenzo Zamburru dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale - attaccano l’azienda nel cyberspazio in modo più facile rispetto alle intrusioni fisiche. Le macchine industriali invece hanno confini fisici e logici esposti agli attacchi cyber. Le aziende, quindi non possono più fare a meno di prestare massima attenzione alla supply chain, alle certificazioni, alla valutazione del rischio, alla progettazione, alla compartimentazione e anche all’identificazione di un responsabile della sicurezza cibernetica”. L’evento Macchine Protette 2025 è stato curato da H-ON, ITCore e Siemens, con la partecipazione di UCIMU – SISTEMI PER PRODURRE (Associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione), Lamiera, UCIMA (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio) e IPACK IMA, con il supporto di 40Factory e il patrocinio di Anipla. M &A | APRILE/MAGGIO 2025
17
PANORAMA La sede europea di LAPP presso la sede di Stoccarda dell’azienda a conduzione familiare
ANNO FISCALE 2024 POSITIVO PER LAPP GRAZIE A INVESTIMENTI SOLIDI LA CRESCITA IN ASIA BILANCIA LA FLESSIONE DEL MERCATO EUROPEO di Cristina Gualdoni
I
l Gruppo LAPP non è rimasto immune dalla contrazione dell’economia globale. Tuttavia, nel passato anno fiscale 2024 ha registrato solo un lieve calo. Il motivo? L’azienda a conduzione familiare è riuscita a compensare la flessione delle vendite nei mercati europei con una forte crescita in Asia. Nonostante le sfide del mercato, l’azienda conferma il suo piano di investimenti Leader globale nelle soluzioni integrate e nei prodotti per la tecnologia di cablaggio e connessione, LAPP ha registrato un fatturato di 1,82 miliardi di euro nell’anno fiscale 2024 (1° ottobre – 30 settembre), in calo del 5,3% rispetto agli 1,92 miliardi di euro del 2023. Nonostante 18
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
il lieve calo delle vendite, il numero di dipendenti a livello globale è aumentato leggermente, raggiungendo circa 5.700 unità al 30 settembre 2024.
“Abbiamo bisogno di spazio per crescere” “È stato un anno fiscale impegnativo, ma guardiamo al futuro con determinazione e confermiamo il nostro programma di investimenti a livello globale. Digitalizzazione continua, aumento delle capacità produttive ed espansione della logistica: questi sono i pilastri della nostra crescita futura”, sottolinea Matthias Lapp, CEO del Gruppo LAPP. E aggiunge: “Dalla politica tedesca ci aspettiamo con urgenza
condizioni strutturali affidabili, meno burocrazia e maggiore fiducia nelle aziende nazionali. Sappiamo come competere e avere successo nell’economia globale, ma per farlo abbiamo bisogno di più spazio per crescere.”
LAPP in Italia Da molti decenni, il Gruppo LAPP è presente in Italia con quattro sedi per un totale di circa 460 dipendenti. Con tre stabilimenti produttivi a Edolo, Bagnolo e Monselice, un centro logistico a Desio nel nord del paese, l’azienda produce numerose soluzioni di cablaggio che vengono utilizzate anche oltre i confini nazionali. Dal 2000 a Desio, oltre 90 dipendenti
distribuiscono soluzioni integrate per l’industria dell’automazione e producono soluzioni di cablaggio personalizzate. La lunga esperienza, la produzione locale e la competenza nelle soluzioni speciali sono fattori determinanti che consentono a LAPP in Italia di distinguersi per una forte attenzione al cliente.
le difficoltà del mercato. “India e Sud-Est asiatico sono i veri vincitori dell’attuale contesto geopolitico. I numeri restano positivi anche per l’anno fiscale in corso, il che mi rende ottimista sulla nostra capacità di contrastare il rallentamento economico in Europa Centrale anche quest’anno”, conclude Matthias Lapp.
Crescita solo in Asia
Crescita nei settori dei sistemi di Accumulo delle batterie, dei data center e della robotica
Nel 2024, l’andamento delle diverse regioni di LAPP è stato molto eterogeneo. L’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), che continua a generare la quota maggiore del fatturato del Gruppo, ha registrato un calo di circa il 9%. In particolare, in Germania la contrazione è stata più marcata a causa della flessione del settore della meccanica e dell’ingegneria impiantistica. L’area Americhe (Nord, Centro e Sud America) ha invece mantenuto un andamento più stabile, con una riduzione del fatturato di circa il 3%. “Negli Stati Uniti, molti clienti hanno mostrato una certa prudenza negli investimenti in vista delle elezioni presidenziali, ma ora gli ordini stanno riprendendo. La minaccia di nuovi dazi sta spingendo molte aziende a investire di più localmente, e per le nuove macchine di produzione le nostre soluzioni di connessione sono essenziali per alimentare i sistemi con energia e dati”, spiega Matthias Lapp. La regione Asia-Pacifico, invece, ha registrato una crescita significativa, con un incremento del fatturato superiore al 10%, trainato soprattutto dai successi in India e Corea del Sud. Anche la Cina ha avuto un andamento positivo, nonostante
Da anni, il Gruppo LAPP si impegna in una costante internazionalizzazione: l’azienda a conduzione familiare, con sede a Stoccarda (Germania), è presente in 26 sedi produttive internazionali e opera in oltre 80 paesi. Questo approccio le ha permesso di compensare i cali regionali nelle vendite. Inoltre, LAPP punta sulla diversificazione, fornendo soluzioni di connessione a quasi tutti i settori industriali. La domanda è particolarmente forte in ambiti come lo stoccaggio delle batterie, i data center, la robotica e le energie rinnovabili, così come nell’intralogistica, nell’emobility e nel food. LAPP si distingue anche per l’innovazione, avendo presentato il primo cavo con guaina bio-based e connettori realizzati con materiali sostenibili.
Investimenti in digitalizzazione, logistica e Produzione LAPP sta proseguendo il suo programma di investimenti: ad esempio, l’azienda sta ampliando il suo centro logistico a Ludwigsburg, in Germania, “È stato un anno fiscale impegnativo. Tuttavia, guardiamo al futuro con determinazione e confermiamo il nostro programma di investimenti a livello globale,” afferma Matthias Lapp, CEO del Gruppo LAPP
che rappresenta il più grande investimento nella storia dell’azienda. Negli Stati Uniti, le capacità produttive per la fabbricazione dei cavi di controllo e comando ÖLFLEX® sono in forte espansione. Anche in India sono in corso ampi ampliamenti delle capacità produttive. A livello globale, il Gruppo LAPP ha investito quasi 66 milioni di euro nell’anno fiscale appena concluso. “Nei periodi economicamente difficili, è particolarmente importante rimanere vicini al cliente e spingere sugli investimenti per raggiungere questo obiettivo. Se si vuole crescere, bisogna investire. La nostra risposta alla situazione eterogenea dei mercati è ‘local for local’, cioè sviluppare e produrre localmente per servire i mercati locali. In questo modo, ci rendiamo più indipendenti dagli sviluppi geopolitici e economici e possiamo servire al meglio i nostri clienti nei singoli paesi”, afferma Matthias Lapp.
Minaccia di deindustrializzazione: speranze per un nuovo slancio Per l’anno fiscale in corso, LAPP prevede un aumento delle vendite a una cifra singola. In particolare, i successi in Asia e negli Stati Uniti dovrebbero contribuire a questo risultato. “Il nostro punto critico rimane l’Europa, in particolare la Germania. A causa della minaccia di deindustrializzazione, la domanda delle nostre soluzioni di connessione sta diminuendo. Speriamo vivamente che le prossime elezioni federali in Germania diano a noi imprenditori il nuovo slancio necessario per rafforzare la posizione economica del Paese”, sottolinea Matthias Lapp, e aggiunge: “La Germania è la nostra casa. È un Paese attraente, con molti talenti e un grande spirito inventivo. E siamo felici di assumerci la responsabilità per i nostri dipendenti e le loro famiglie qui. Ma anche il governo deve dimostrare alle aziende familiari che sono veramente apprezzate e sostenute in Germania. Un governo stabile che prenda decisioni rapide e pragmatiche sarebbe un primo passo importante in questa direzione. Solo così possiamo rimanere competitivi in Germania e in Europa.” LAPP conta circa 1.400 dipendenti nella zona di Stoccarda. M &A | APRILE/MAGGIO 2025
19
PANORAMA
MECSPE 2025: TUTTI I NUMERI
LA TRANSIZIONE DIGITALE ED ENERGETICA È STATA PROTAGONISTA DELLA 23ª EDIZIONE DI MECSPE. CON LA PARTECIPAZIONE DI OLTRE 2.100 AZIENDE E UN’AFFLUENZA DI 66.573 VISITATORI, LA FIERA SI CONFERMA ANCORA UNA VOLTA COME EVENTO DI RIFERIMENTO PER IL SETTORE MANIFATTURIERO
L’
industria manifatturiera è stata protagonista di uno degli appuntamenti più attesi per il settore: MECSPE, la fiera di riferimento per il manifatturiero, organizzata da Senaf e tenutasi a BolognaFiere dal 5 al 7 marzo 2025, giunta alla sua 23ª edizione. I 66.573 visitatori hanno potuto incontrare le oltre 2.100 aziende espositrici, visitare 13 saloni tematici e più di 100.000 mq di superficie espositiva. Con questi numeri, MECSPE si è confermata un’occasione unica per esplorare le ultime innovazioni tecnologiche, confrontarsi con gli esperti del settore e scoprire nuove opportunità di crescita. L’edizione 2025 si è distinta per un forte focus sulla transizione ecologica e digitale, dando ampio spazio anche al tema 20
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
di M.T. delle competenze necessarie per il suo sviluppo. Grazie al Piano Transizione 5.0, che con 6,3 miliardi di euro di incentivi spinge l’adozione di tecnologie avanzate, MECSPE ha offerto uno spazio privilegiato per discutere di temi quanto mai attuali come intelligenza artificiale, robotica collaborativa, digital twin e additive manufacturing, strumenti chiave per migliorare l’efficienza produttiva. Durante l’evento inaugurale, dopo i saluti istituzionali di Elena Mazzoni, Assessora all’Agenda digitale, Legalità, Contrasto alle povertà della Regione Emilia-Romagna, si è sviluppato un talk sul tema della transizione digitale ed energetica a cui hanno partecipato Raffaele Spallone, Dirigente Divisione II – Politiche per la digitalizzazione delle imprese, l’innovazione e analisi dei settori produttivi
del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Antonio Bruzzone, CEO di BolognaFiere, Ivo Nardella, Presidente Senaf – Gruppo Tecniche Nuove e Stefano Cattorini, Direttore Generale BI-REX Competence Center, che ha condiviso i dati dell’Osservatorio MECSPE sull’industria relativi al III quadrimestre 2024 con previsioni sul 2025[1] , offrendo uno sguardo aggiornato sullo stato di salute delle imprese del settore, approfondendo temi come nuove tecnologie, sostenibilità e formazione. Gli incentivi del Piano Transizione 5.0, approvato lo scorso anno dal MIMIT, si confermano un fattore chiave per l’innovazione e la competitività delle oltre 526mila aziende attive[2] del manifatturiero, uno dei settori chiave per l’economia nazionale. Proprio grazie alle risorse messe a dispo-
sizione del PNNR, 7 imprenditori su 10 affermano di aver effettuato investimenti che da soli non sarebbero stati in grado di affrontare o che avrebbero sviluppato in misura ridotta. La crescita deve quindi continuare grazie alle nuove misure 5.0 che affiancano alla transizione digitale quella energetica, per una trasformazione del comparto in una direzione sempre più sostenibile ed efficiente. “Il grande successo di MECSPE 2025 conferma il ruolo centrale della manifestazione nel panorama industriale e dimostra quanto il settore manifatturiero sia in continua evoluzione, pronto a cogliere le sfide della digitalizzazione e dell’efficienza. I numeri di questa edizione parlano chiaro e ribadiscono il ruolo della fiera come punto di riferimento per il settore dell’industria manifatturiera e come luogo dove, grazie al trasferimento tecnologico e alla formazione nascono nuove idee” – dichiara Ivo Nardella, Presidente di Senaf – Gruppo Tecniche Nuove. “Guardiamo ora con grande entusiasmo a MECSPE Bari 2025, un appuntamento strategico per valorizzare le eccellenze del Sud Italia e offrire alle imprese nuove opportunità di crescita e networking nella prestigiosa cornice della Fiera del Levante” MECSPE 2025, con i più di 66.500 visitatori, ha visto un ricco programma di iniziative speciali, pensate per offrire ai visitatori un’esperienza immersiva e altamente formativa sulle principali innovazioni del settore, come per esempio l’Unità dimostrativa Piazza TMP: Dal granulo al prodotto finito, un’area dedicata al settore delle materie plastiche, che ha mostrato l’intero processo produttivo, dal granulo al prodotto
finito, attraverso macchinari di ultima generazione e dimostrazioni dal vivo e la Linea di produzione elettronica, un progetto dimostrativo di Elettronica Italia, che ha evidenziato i processi avanzati di assemblaggio elettronico, dalla progettazione alla realizzazione di circuiti stampati, con focus su efficienza e innovazione tecnologica. Altri eventi particolarmente significativi, specialmente in termini di innovazione e nuove tecnologie sono stati la Start Up Factory, un’area dedicata alle giovani imprese innovative, che hanno presentato soluzioni all’avanguardia per il settore manifatturiero, favorendo l’incontro con aziende consolidate e investitori interessati a nuove tecnologie e modelli di business e il Forum di Intelligenza Artificiale, un momento di confronto e approfondimento sulle applicazioni dell’AI nell’industria manifatturiera, con interventi di esperti e casi studio sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per migliorare la produttività e l’automazione industriale. Inoltre, grazie alla collaborazione di ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, la manifestazione ha accolto delegazioni di buyer da 11 Paesi: Algeria, Bosnia, Croazia, India, Messico, Polonia, Repubblica Ceca, Marocco, Turchia, Ungheria e Uzbekistan. Questa iniziativa ha creato nuove opportunità di business per gli espositori, permettendo di ampliare il proprio network attraverso un programma di matching, incontri d’affari one-to-one e attività di networking internazionale. Prima di ritrovarci a Bologna per l’edizione 2026, che si terrà il prossimo 4-6 marzo, MECSPE tornerà a Bari dal 27 al 29 novembre
2025, presso la Nuova Fiera del Levante, un importante hub per l’innovazione e il business del Sud Italia. Questa edizione rappresenterà un’opportunità unica per le imprese del Mezzogiorno di connettersi con il panorama industriale nazionale e internazionale. L’evento sarà articolato in saloni tematici che copriranno i principali settori dell’industria, con particolare attenzione all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione e alle strategie per un’industria sempre più sostenibile e competitiva. Tra i focus principali dell’edizione barese, grande rilievo verrà dato alle opportunità di business per le PMI del Sud Italia, con un’offerta espositiva mirata a supportare la crescita del settore manifatturiero locale, grazie a momenti di networking, incontri B2B e convegni con esperti del settore. Inoltre, sarà presente un’area dedicata a startup e giovani innovatori, per favorire l’integrazione di nuove tecnologie e competenze nel tessuto industriale del Mezzogiorno. E poi, nel 2026, tutti di nuovo a BolognaFiere dal 4 al 6 marzo per una nuova edizione all’insegna dell’innovazione, della crescita e delle connessioni che plasmeranno il futuro dell’industria. NOTE
[1] Osservatorio MECSPE sull’industria mani-
fatturiera relativo al III quadrimestre 2024 condotta da
GRS Ricerca e Strategia su un campione di 784 aziende manifatturiere italiane, utilizzando il metodo CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) effettuato a gennaio-febbraio 2025.
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
21
PANORAMA
TUTTO PRONTO PER LA 3A EDIZIONE DI ® TORNITURA SHOW UNA NUOVA LOCATION, NEL CUORE DEL VENETO, A VICENZA DAL 5 AL 7 GIUGNO 2025 PER L’EDIZIONE 2025
O
rganizzare la prima edizione di Tornitura Show® nel giugno 2019, era considerato da molti un azzardo, che si è poi rivelato vincente. Una nuova fiera in una città, Bergamo, al di fuori del consueto circuito fieristico italiano del comparto metalmeccanico, e in un quartiere fieristico forse ritenuto poco adatto a un evento dedicato alla meccanica. Tuttavia, l’iniziativa ha avuto grande successo sia in termini di espositori che di affluenza del pubblico. Oggi ci troviamo di fronte a una nuova sfida: una location nuova. La terza edizione di Tornitura Show® si terrà infatti nei padiglioni di Fiera Vicenza - IEG, dove è già stata organizzata con successo la prima edizione di Fresatura Show 2024, riscuotendo un notevole riscontro, soprattutto a livello territoriale. L’organizzazione della terza edizione, che si svolgerà a Vicenza dal 22
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
di Cristina Gualdoni 5 al 7 giugno 2025, vuole essere un ulteriore consolidamento di Tornitura Show® e un ampliamento dell’offerta nei contenuti: - Nuovi convegni con crediti formativi in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della sezione di Vicenza - Maggiore presenza a livello associativo con un contatto diretto con le principali Associazioni - “L’aperitivo in fiera” e altri plus per attrarre visitatori La volontà degli organizzatori è ricreare un evento ancora una volta “familiare”, dove tutte le aziende, grandi o piccole, siano protagoniste con pari dignità. Vicenza ha una forte vocazione per l’industria meccanica, ed è facilmente raggiungibile da tutta l’Italia settentrionale.
Perché Vicenza? La situazione contingente risente delle
condizioni geopolitiche del momento attuale ma, normalmente, il Veneto è tra le più potenti locomotive dell’economia Italiana. Il comparto della meccanica rappresenta, infatti, una delle più importanti realtà dell’economia veneta. È costituito da una miriade di piccole e medie aziende disseminate su tutto il territorio regionale ed è contraddistinto da una produzione varia e diversificata. Parliamo del comparto più significativo dell’industria manifatturiera veneta con quasi 25 mila imprese coinvolte distribuite tra Vicenza, Padova e Treviso dove sono collocati i Distretti industriali del settore. La vocazione delle aziende è a forte matrice artigianale: spiccano le macchine che hanno raggiunto una produzione di 9 miliardi di euro, e per quanto riguarda la meccanica forti sono i campi del riscaldamento e del condizionamento.
Le macchine e gli utensili, prodotti soprattutto nel vicentino, collocano il Veneto al secondo posto nella classifica nazionale per produzione: sono attive 6 mila imprese per 55 mila addetti. Caposaldo del comparto è anche la subfornitura che assorbe il 66% della produzione dei subfornitori e rappresenta il 15% della composizione nazionale. In questo contesto geo/economico Tornitura Show® si pone come punto di incontro tra i produttori/ importatori di macchine, e relative soluzioni tecnologiche, e aziende end-user, permettendo a tutti i partecipanti di incontrarsi direttamente in fiera, diventando importante strumento di matching e interscambio di informazioni ed esperienze. Anche questa volta, come è successo per l’altro evento Fresatura Show, l’elemento differenziante di questa nuova manifestazione è la sua assoluta verticalità, essendo interamente dedicata alla tornitura, unico caso in Italia. La presenza di produttori/ importatori di macchine e subfornitori insieme non è una novità assoluta a livello fieristico nazionale ed europeo, sarà però caratterizzata da un’estrema specializzazione. Tornitura Show è infatti un salone professionale specializzato, che mira a rappresentare tutta la filiera produttiva del settore dai macchinari alla subfornitura e tutte le attività connesse. Il Veneto inoltre rappresenta il 20% della produzione nazionale della subfornitura meccanica. L’analisi dei dati economici ha infatti confermato che dopo la Lombardia, la regione Veneto si posiziona in classifica al secondo posto grazie anche al primato della provincia di Vicenza che presenta il più alto tasso di specializzazione in Italia.
Questo dato mette chiaramente in evidenza, come in questo comparto, tra i più significativi dell’economia nazionale, la produzione meccanica veneta sia dal punto di vista della tecnologia che per capacità manifatturiera, tra le più rilevanti in termini economici. Vicenza si trova esattamente al centro del Veneto, cuore pulsante del Nord ma, soprattutto, è inserita in un importante polo di aziende specializzate nelle lavorazioni di tornitura, ed è facilmente raggiungibile da tutto il centro Nord: dista infatti circa 200 km Milano collettore di tutto il Nord Ovest (Piemonte), 120 km da Brescia, circa 160 km da Bologna e Modena.
Nei padiglioni di Tornitura Show® potrai incontrare tutti i più importanti attori del settore È l’opportunità unica di vedere le novità, conoscere professionisti, scoprire soluzioni, progettare attività, incontrare clienti e fornitori, stringere accordi, concludere affari nel campo specifico della Settori esposti includono: - Torni e centri di tornitura - Caricatori di barre - Mandrini, utensili, portautensili - Controlli numerici - Lubrificanti, refrigeranti, assistenza tecnica - Software, filtrazione, antinfortunistica - Evacuatori, sistemi di misura, automazione - Lavapezzi, impianti di lavaggio - Subforniture per Oil & Gas, medicale, dentale, componentistica rubinetteria, flange, ingranaggi...
Una serie di eventi collaterali ed incontri farà da cornice alla manifestazione completando l’offerta espositiva per i visitatori ed espositori. Seminari e workshop (che riconosceranno crediti formativi ai professionisti) con contenuti attuali, di valore, innovativi, integrati con i temi espositivi e al centro del percorso di informazione industriale e formazione specialistica. Grazie alla collaborazione e la partnership con le aziende, gli Ordini e le Associazioni di Categoria proporremo, un’altra volta, temi di assoluto interesse con focus e approfondimenti di carattere tecnico e scientifico con contributi e visioni manageriali legate allo sviluppo e alla competitività delle imprese. Il settore della meccanica è stato investito da una forte innovazione tecnologica che ha richiesto alle aziende del comparto un notevole sforzo sia in termini di adeguamento delle attrezzature che in termini di formazione delle risorse umane finalizzata all’utilizzo delle nuove tecnologie. Per questo i temi dei convegni saranno attuali e tratteranno le nuove opportunità per le imprese del territorio, l’Industria 5.0, la tutela ambientale, i giovani e le professioni specifiche del futuro, l’Ingegneria meccanica: la frontiera più innovativa del processo di progettazione. Alla prossima edizione sono attesi visitatori provenienti dai principali settori industriali: aerospace, armi, automotive, energia, medicale, dentale, ferroviario, meccanica, oleodinamica, petrolchimica Per ulteriori informazioni sulla fiera www.tornitura.show M &A | APRILE/MAGGIO 2025
23
PANORAMA
SEMPRE EFFICIENTI CON IL SISTEMA SOSTENIBILE DI PANNI MEWA FINALMENTE È ARRIVATA LA PRIMAVERA: PIÙ SOLE, PIÙ LUCE… E, QUASI PER MAGIA, TUTTO SEMBRA PIÙ SEMPLICE. L’ENERGIA DI QUESTA STAGIONE SI RIFLETTE ANCHE SUL LAVORO: IL CLIMA DINAMICO FAVORISCE IL CAMBIAMENTO E APRE LA STRADA ALL’INNOVAZIONE. QUANDO POI UNA NUOVA IDEA PORTA BENEFICI CONCRETI AL TEAM, L’ENTUSIASMO CRESCE. È IL CASO DEL SISTEMA DI PANNI MEWA, UNA SOLUZIONE EFFICIENTE, SOSTENIBILE E VANTAGGIOSA PER TUTTI: AZIENDA, COLLABORATORI E AMBIENTE, CHE ASSICURA IL RIUTILIZZO DEI PANNI FINO A 50 VOLTE di Eleonora Segafredo
I
l sole e la luce primaverile mettono di buon umore e aumentano la voglia di fare. E quando anche l’attrezzatura è quella giusta, i collaboratori possono sfruttare al meglio tutta questa energia positiva. In azienda, questo significa avere sempre a disposizione i panni Mewa: pratici, altamente assorbenti 24
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
e pronti all’uso per pulire utensili e macchinari. Basta un gesto per iniziare a lavorare con il panno giusto e tutto procede senza interruzioni. Le fastidiose interruzioni dovute a soluzioni di pulizia meno efficienti sono un ricordo del passato: addio a panni poco assorbenti o pieni di lanugine e alla carta che lasciava sempre residui da
rimuovere prima di poter andare avanti. Con il sistema di panni Mewa, non solo migliora la qualità della pulizia, ma aumentano anche la produttività e la soddisfazione sul posto di lavoro. Lo conferma Cristina Quaresma, caposquadra di RODI Cycling: lei e il suo team sono rimasti entusiasti fin dal 2020, quando l’azienda di Eixo, nei
pressi di Aveiro, ha adottato i panni Mewa. “I panni sono fantastici. Non lasciano pelucchi e puliscono in modo uniforme. Quando li usiamo su un cerchione, il risultato è perfetto e uniforme. Ci siamo abituati subito e ormai non vogliamo più usarne altri. Sono anche molto comodi da maneggiare: hanno la dimensione ideale. Prima dovevamo arrangiarci piegando pezzi di tessuto!” Alla soddisfazione contribuisce anche l’impegno quotidiano a favore dell’ambiente, reso possibile dal sistema circolare Mewa, adatto a officine e aziende di ogni dimensione. RODI Industries, ad esempio, da quando ha introdotto i panni Mewa, evita di produrre ogni anno ben 3 tonnellate di rifiuti contaminati. La sostenibilità è stata infatti uno dei due fattori decisivi nella scelta dell’azienda. “Abbiamo visto un doppio vantaggio: da un lato, la possibilità di avere sempre a disposizione panni di alta qualità; dall’altro, l’opportunità di ridurre ulteriormente i nostri rifiuti, contribuendo così in modo concreto alla tutela dell’ambiente”, spiega Rui Mendes, amministratore delegato di RODI Cycling. Il sistema Mewa prevede un servizio completo: i panni usati vengono ritirati, sottoposti a un accurato lavaggio e a controlli qualità multilivello, per poi
essere riconsegnati pronti all’uso. Questo processo può essere ripetuto fino a 50 volte per ogni panno. Nelle sedi Mewa moderni impianti di lavaggio e asciugatura ad alta tecnologia garantiscono una pulizia dei panni efficiente e sostenibile, con un consumo minimo di acqua ed energia. Grazie ai suoi processi attenti all’ambiente e all’uso responsabile delle risorse, Mewa ha ricevuto numerosi riconoscimenti, sia
in Germania che a livello internazionale. Già nel 1997 è stata la prima azienda del settore a ottenere la certificazione ambientale ISO 14001. Il sistema Mewa contribuisce anche a migliorare la sicurezza sul posto di lavoro. I panni usati, infatti, vengono raccolti in speciali contenitori di sicurezza a chiusura ermetica, detti SaCon, che sono parte integrante del servizio Mewa e vengono forniti in quantità adeguata a ogni cliente.
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
25
PANORAMA
SPARQ OTTIENE LE CERTIFICAZIONI ISO SPARQ HA RECENTEMENTE OTTENUTO LE CERTIFICAZIONI ISO RIGUARDO LA QUALITÀ, GLI ASPETTI AMBIENTALI, DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO. QUESTO IMPORTANTE RISULTATO NON RAPPRESENTA SOLTANTO UNA PIETRA MILIARE PER L’INTERA AZIENDA, MA ANCHE UN SEGNALE FORTE PER I PROPRI CLIENTI E PARTNER
S
parq si è profondamente impegnata per portare a termine questo passo come tangibile conferma della propria filosofia nel fornire prodotti e servizi affidabili, coerenti e di alta qualità. Questa filosofia oggi è stata ufficialmente riconosciuta da organismi di certificazione indipendenti. La certificazione ISO per Sparq significa che i processi sono ottimizzati per soddisfare rigorosi standard di qualità che riguardano vari aspetti.
Abbiamo chiesto a Siddharth Radhakrishnan - Business Developer/Project Manager di Sparq di raccontarci i retroscena e le fasi salienti del percorso che si è appena concluso. “Ci sono voluti sudore e lacrime, innumerevoli ore di lavoro per raccogliere la giusta documentazione, def inire i nostri processi ed eseguire training” commenta Radhakrishnan “Alla f ine ciò che conta è aver raggiunto esattamente l’obiettivo che ci eravamo pref issati”. Le certificazioni ISO ottenute sono la 9001:2015, la 14001:2015 e la ISO 45001:2018. Quando avete iniziato il percorso di certificazione? Quanto è durato il processo? Il percorso di certificazione ha avuto inizio a partire da settembre 2024 la cui durata avrebbe richiesto circa 4 mesi, tempo poi effettivamente impiegato. Durante i primi 90 giorni, abbiamo stilato un programma di au26
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
A cura della redazione
dit interni e revisioni della gestione, condotto con lo scopo di mettere a punto il nostro Sistema di gestione integrato (SGI) ed essere così pronti per l’audit esterno. Il nostro auditor esterno, Bureau Veritas, ci ha sottoposto a un audit suddiviso in due fasi e svolta nel mese di dicembre. Successivamente il nostro IMS (Information Management System) è stato approvato per la certificazione nel mese di gennaio. Quanto sono cambiati i processi in seguito alla certificazione? Ci sono state difficoltà? In rAà il percorso ha avuto inizio prima in quanto avevamo implementato il nostro SGI durante il primo trimestre del 2024 seguendo gli standard ISO 9001, 14001 e 45001. Durante questa fase il nostro team ha fatto un ottimo lavoro nel seguire perfettamente il quadro normativo. Grazie a ciò è stato possibile completare le due fasi di audit esterni in tempi relativamente brevi, dato che come step finale sarebbe stato sufficiente mettere a punto tutta la documentazione per migliorarne la chiarezza. Possiamo dire di aver completato l’intero processo internamente avvalendoci dell’aiuto dei nostri dipendenti al fine di implementare l’IMS. Questa decisione ha rappresentato per noi la strada migliore poiché avrebbe fornito la garanzia che ogni dipendente Sparq
fosse coinvolto fin dall’inizio del nostro percorso di implementazione dell’IMS e di certificazione ISO. Sebbene ci siano state delle sfide da superare, grazie a una gestione interna efficace abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di certificazione esterna nell’arco di un anno. In che modo una serie di certificazioni può migliorare le relazioni con i clienti? Le certificazioni ISO che abbiamo conseguito attestano che la nostra azienda è focalizzata sulla soddisfazione del cliente e sul miglioramento costante come organizzazione. Ciò significa che questi sono gli l’obiettivi costanti e giornalieri: nel caso in cui, per qualsiasi ragione, non dovessimo riuscire a raggiungerli, disponiamo di un solido sistema di gestione per raccogliere dati, identificare i problemi, trovare le soluzioni necessarie e migliorare i nostri processi per raggiungere nuovamente il nostro obiettivo. Questo fornisce un’idea chiara che le certificazioni che abbiamo acquisito non sono un qualcosa da esibire per essere più cool. Rappresentano invece un vero e proprio strumento con cui migliorare poiché contengono al loro interno una serie di best practice che consentono di modellare tutti i processi interni andando a eliminare moltissime criticità. Può spiegare perché e a quale scopo
sono necessarie le certificazioni? In qualità di azienda manifatturiera, le certificazioni ISO 9001, 14001 e 45001 attestano che ci atteniamo alla massima qualità per i nostri prodotti e servizi, con un’attenzione costante alla soddisfazione dei clienti, ma non solo: anche fattori come la riduzione dell’impatto ambientale e il benessere dei dipendenti e la sicurezza sono aspetti davvero importanti e che non possono essere tralasciati. Le certificazioni ci aiutano a dimostrare che la
nostra filosofia viene tradotta in mod tangibile, insomma facciamo sul serio mantenendo le nostre promesse e sforzandoci di migliorare ogni giorno. Il messaggio che trasmette Sparq è quello di un’azienda con una visione e dei valori orientati e che è aperta a fare affari con le aziende che si allineano con la nostra filosofia. Il percorso verso le certificazioni ha toccato ovviamente tutte le sedi Sparq e a questo proposito anche Luca Negri – Sales Manager della sede italia-
na di Sparq ha voluto sottolineare il significato di questo traguardo: “L’impegno profuso durante le fasi di audit è lo stesso che mettiamo giornalmente per il miglioramento continuo di tutte le nostre attività. Poiché il settore dell’energy storage è in continua evoluzione, questo importante traguardo ci aiuterà a costruire relazioni ancora più forti con tutti coloro che ripongono in noi la loro f iducia. Il viaggio continua, proseguendo con l’obiettivo chiaro che è create a better tomorrow” M &A | APRILE/MAGGIO 2025
27
PANORAMA
LA VERA INNOVAZIONE È NELLA MANIFATTURA INNOVAZIONE E SOLUZIONI STRATEGICHE SONO UNA PARTE DEL CAMBIAMENTO CHE L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA EUROPEA DOVRÀ AFFRONTARE. HEXAGON MANUFACTURING INTELLIGENCE PROPONE DIVERSE SOLUZIONI PER COMPETERE SUL MERCATO. LA PAROLA A LUCA RUGGIERO, MANAGING DIRECTOR SALES DELLA SEDE ITALIANA DELLA MULTINAZIONALE SVEDESE di G. P.
I
l mercato dell’auto è in decrescita da almeno dieci anni, il costo dell’energia è elevato e l’industria italiana è per il sesto mese di fila in difficoltà, l’industria tedesca non è più, per ora, la locomotiva d’Europa. Allora che può fare il made in Italy per schivare la tempesta? È necessario incitare le aziende a darsi una scossa e investire nell’innovazione. La vera innovazione è nell’industria matura. La multinazionale svedese Hexagon ha presentato, allo scorso Mecspe di Bologna, una serie di innovazioni tecnologiche che potrebbero rivoluzionare il modo di 28
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
produrre nell’industria manifatturiera. Imprenditori, manager e tecnici devono accettare la sfida di passare a metodi organizzativi e produttivi completamente nuovi. Di questo ci parla Luca Ruggiero, Managing Director sales Italy di Hexagon manufacturing intelligence.
Creatività e ingegneria “Creare una nuova ingegnerizzazione non è fantasia - ha esordito Ruggiero -. Le imprese italiane hanno una combinazione vincente: creatività e rigore tecnologico. È una buona partenza, ma non
è tutto. È necessario comprendere che il nuovo manifatturiero richiede l’implementazione di nuove tecnologie abilitanti. Espressione di un approccio trasversale, un mix di tecnologie in grado di portare al successo l’impresa”. Come fare? “Hexagon – sottolinea Ruggiero - dispone di una serie di piattaforme tecnologiche in grado di supportare sia la progettazione sia la produzione, in modo digitalizzato con un controllo del processo puntuale e preciso, in tutte le sue fasi”. Un esempio è ProPlanAI, un innovativo strumento automatizzato per la programmazione CAM che riduce
del 75% i tempi di configurazione delle macchine utensili in fabbrica. Sfruttando i servizi Microsoft Azure integrati nella piattaforma cloud Nexus di Hexagon, questa nuova tecnologia basata sull’intelligenza artificiale segna un importante passo avanti nell’evoluzione della programmazione CAM, permettendo alle officine di raggiungere l’eccellenza operativa su larga scala. ProPlanAI sarà inoltre dotato di un assistente in grado di guidare gli utenti attraverso il processo di configurazione di una macchina e di proporre programmi pronti all’uso. Oltre a fornire supporto e suggerimenti, come consigli sull’uso del software, procedure per realizzare componenti specifici e strategie di lavorazione ottimali. Ma non è tutto. I sistemi di misura 3D Hexagon ricoprono un ruolo importante. La macchina di misura a coordinate Global S offre una produttività su misura per il processo operativo dell’utilizzatore, affrontando la più vasta gamma di esigenze di produzione. Inoltre, segnaliamo i sistemi laser tracker per la metrologia industriale. Questi prodotti sono al vertice del settore in termini di precisione, affidabilità e durata delle macchine di misura a coordinate portatili. Non a caso, Hexagon, nel 2025, ha rinnovato la collaborazione come partner tecnologico con la scuderia di F1 RedBull.
Il mercato sta cambiando “I prodotti a supporto delle imprese non mancano in casa Hexagon – conferma Ruggiero -. L’inizio di quest’anno, pur non essendo spumeggiante, segnala una lieve ripresa. Le imprese tendono a investire in nuovi prodotti tecnologici e per i prossimi mesi abbiamo un portafoglio ordini interessante. Le aziende voglio migliorare i loro processi produttivi, alcuni comparti in particolare ci danno fiducia come la difesa e l’aerospazio”. E ha continuato: “Le soluzioni che abbiamo sviluppato e proponiamo ai nostri utilizzatori, hanno un denominatore comune: sono interconnesse tra di loro”. Vediamo di che cosa si tratta: “Dai dati statistici, al cam, alla simulazione, fino alla misura e reverse engineering, Hexagon fa da collettore dei sistemi sia propri sia di altri fornitori. Questo è un grande vantaggio per i reparti dell’azienda”. Con quale costo? “Investire in innovazione comprende tanti
Luca Ruggiero, Managing Director sales Italy di Hexagon manufacturing intelligence
elementi: razionalizzare i sistemi informativi, riorganizzazione aziendale, sfruttare il web, ecc. Potrebbe avere un costo, ma tutto ciò offre quasi sempre risultati positivi. Sì, l’innovazione offre buoni risultati – sottolinea Ruggiero -. Siamo a un punto di svolta. I costruttori si rendono conto che per restare competitivi hanno bisogno di strumenti nuovi e nuovi prodotti con un time to market ridotto”. Del resto, Hexagon investe circa il 15% del fatturato in ricerca e sviluppo e ci sono oltre 2.800 ingegneri che lavorano sia sull’hardware sia sul software per aggiornare e sviluppare nuovi prodotti.
Per esempio, Nexus è una piattaforma di realtà digitale che offre un ambiente collaborativo e data-driven grazie alla quale è possibile ottimizzare l’intero ciclo di vita del prodotto. Essa permette alle piccole officine di collegare i software tradizionali utilizzati sui computer desktop con applicazioni cloud più avanzate, migliorando così l’efficienza e la produttività, mentre un grande OEM può favorire la collaborazione tra diversi stakeholder, come ingegneri meccanici, esperti di stampa 3D e responsabili del controllo qualità. Inoltre, è possibile integrare facilmente nuovi strumenti senza dover modificare complessi sistemi di gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM) già esistenti.
Qualità e competitività L’esigenza e la necessità in produzione di competenze e conoscenze in materia di qualità non sono mai state così sentite. Nell’attuale fase storica la competitività delle imprese nei sistemi economici si basa in modo decisivo sulla qualità. La qualità non riguarda solo lo stretto momento produttivo, ma deve coinvolgere l’intero processo precedente e successivo: scelta dei materiali, rete dei fornitori, l’impiego delle tecnologie e dei controlli, fino alle fasi del trasporto e distribuzione. In questa prospettiva, Hexagon ha sviluppato il programma Quality for Life, mettendo al centro la qualità e un approccio collaborativo al lavoro. Ogni elemento della filiera produttiva, indipendentemente dal settore – che si tratti di componenti meccanici o dispositivi tecnologici – deve contribuire alla qualità del prodotto finale. Hexagon organizza corsi di formazione sia per i tecnici delle aziende sia per studenti, supportandoli con sistemi metrologici moderni e software dedicati. “Puntiamo a far comprendere alle nuove generazioni – conclude Ruggieroche l’officina non è più quella di una volta. Oggi i lavori pericolosi, sporchi e ripetitivi non sono appetibili per i giovani tecnici che dovranno entrare nel mondo del lavoro. È quindi necessario proporre loro strumenti user friendly, con interfacce grafiche accattivanti, e un ambiente lavorativo che raccoglie le loro esigenze”. Il futuro della produzione passa attraverso l’innovazione e una nuova cultura della qualità. Hexagon è pronta a guidare questo cambiamento. M &A | APRILE/MAGGIO 2025
29
PANORAMA Da sinistra: Tommaso Polese, Direttore Vendite Divisione Cutting Tools Sorma, Claudia Pirotta, Responsabile Ufficio Stampa Sorma, Antonio Policek, Direttore Marketing Divisione Cutting Tools Sorma, Alessandro Sorgato Direttore Divisione Cutting Tools Sorma, Elena Galluzzi Communication Director Sorma
75 ANNI DI UTENSILI E SUCCESSO DALLE ORIGINI COME MODESTA ATTIVITÀ NEI PRESSI DI PIAZZA SAN MARCO A VENEZIA, FINO A DIVENTARE UNA REALTÀ CONSOLIDATA A LIVELLO INTERNAZIONALE: 75 ANNI DI IMPEGNO, CRESCITA E INNOVAZIONE. AUGURI A SORMA PER QUESTO IMPORTANTE TRAGUARDO di Fabio Chiavieri
I
75 anni di storia di Sorma sono costellati da molte tappe di successo, ma che non bastano a illustrare un percorso molto più profondo e organico. Basti pensare alle origini dell’azienda: un piccolo negozio vicino a Piazza San Marco nel 1950 e un’attività che all’epoca ruotava principalmente intorno alla commercializzazione di utensili diamantati per la lavorazione del vetro artistico di Murano. Dopo 15 lustri, l’azienda si è trasformata radicalmente senza però dimenticare i valori famigliari che ancora oggi sono i pilastri portanti dell’attività, a cui si aggiungono competenza, esperienza e 30
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
tanta voglia di continuare a sorprendere. Tra i tanti momenti fondamentali per la crescita aziendale, vanno sicuramente sottolineate la nascita di Sorma Bema France nel 2016, Sorma Ibérica nel 2023 e Sorma Deutschland nel 2024, grazie a cui prende vita un modello diverso di business per Sorma, più moderno e flessibile, più capace di presenziare concretamente il territorio. Zoe Marano e Alberico Sorgato, i fondatori. Le iniziali dei nomi Sorgato e Marano danno origine al nome dell’azienda. Ma Zoe e Alberico imprimono soprattutto la direzione e la visione di un’azienda che vuole fare impresa in un ambiente di rispetto, onestà e fiducia, dove le persone possano lavorare in armonia
In Italia e oltre i confini nazionali le realtà produttive accreditano Sorma di una grande professionalità, mettendo in evidenza come l’azienda e il Paese abbiano un grande potenziale da offrire. Inoltre, i valori fondamentali che da sempre caratterizzano Sorma – competenza, passione per l’eccellenza, onestà, rispetto per la persona e per l’ambiente – hanno contribuito a creare un terreno fertile e solido, sul quale l’azienda ha potuto radicarsi e crescere. Consapevoli di operare in un contesto sempre più complesso e instabile, in cui la vita media delle aziende familiari in Italia è di 12 anni, Sorma cerca costantemente di alzare l’asticella e guardare al futuro con fiducia, evitando il rischio di stagnazione. L’obiettivo primario dell’azienda è stato sempre quello di dare un piccolo contributo a un mondo migliore, offrendo prodotti e servizi eccellenti che possano rappresentare la chiave del successo per i clienti. Il tutto attraverso un’immagine che riflette i valori di un paese serio, onesto e operoso, costruendo un’organizzazione capace di generare quotidianamente entusiasmo e passione. Con oltre 100 dipendenti e le tre
Le tappe fondamentali
• 1980: introduzione in Italia delle prime tele diamantate • Quasi cinquantennale partnership con Yamawa: Collaborazione strettissima con la giapponese Yamawa, culminata nella costituzione degli headquarters europei di Yamawa Europe a Venezia nel 2016 • premi annuali: Riconoscimenti come uno dei migliori distributori europei di Kyocera • 2001: nascita di Osawa, uno dei marchi di Sorma per gli utensili integrali • 2006: nascita di Nikko Tools, marchio di Sorma per gli utensili a fissaggio meccanico • 2017: inaugurazione del nuovo centro logistico • ultimi 10 anni: nascita delle 3 consociate in Francia, Spagna e Germania
consociate attive in Europa Sorma si è posta l’obiettivo ambizioso di essere un punto di riferimento per la qualità degli utensili e per i valori etici che guidano ogni decisione. “Questo compleanno è importante sotto tanti punti di vista – dice Elena Galluzzi Communication Director del Gruppo – e siamo felici di festeggiarlo a Mecspe. Innanzitutto, abbiamo dato molta enfasi al concetto di Sorma Group, visto che negli ultimi dieci anni l’azienda ha ampliato molto la sua visione dal mercato italiano a quello europeo come dimostrano le nostre consociate estere. L’aspetto particolarmente interessante è che ci siamo resi conto che il modello di
lavoro di Sorma basato sulla qualità del prodotto, sulla ricerca dell’eccellenza, sulla fidelizzazione della clientela attraverso un approccio imperniato sulla fiducia reciproca, è riconosciuto da tutti come estremamente valido. Pertanto, festeggiamo questi 75 anni con grande orgoglio e guardando al futuro con altrettanta consapevolezza. “Un’occasione davvero speciale – prosegue la responsabile della comunicazione Sorma - premiata con il lancio del primo catalogo di utensili a marchio Sorma, fatto non secondario se si pensa che la nostra azienda nel campo della meccanica si è sempre presentata come distributore italiano di alcuni importanti
Lo stand Sorma all’ultima edizione di Mecspe M &A | APRILE/MAGGIO 2025
31
PANORAMA
Il primo catalogo a marchio Sorma
Approfittando del palcoscenico di Mecspe, l’azienda veneziana ha presentato il primo catalogo a proprio marchio. Un volume di 1500 pagine che raccoglie la gamma di utensili Nikko Tools e Osawa per le lavorazioni meccaniche. Si tratta di un evento importante perché per la prima volta, dopo 75 anni, Sorma firma un catalogo di soluzioni per l’industria meccanica con il proprio brand.
Alberico Sorgato alla sua scrivania, 1950: in questo piccolo negozio di Rialto, a Venezia, è nata Sorma, commercializzando piccoli utensili diamantati per le lavorazioni del vetro artistico di Murano
brand. A titolo esemplificativo vale la pena ricordare che Sorma è stata per tantissimi anni stock center europeo di Yamawa; quando l’azienda giapponese ha deciso di fondare la Yamawa Europe, ha contemporaneamente deciso di affidarne la gestione ad Alessandro Sorgato che è anche il Direttore della Divisione Cutting Tools Sorma, a dimostrazione dello splendido rapporto che siamo riusciti a stabilire con le nostre Case rappresentate. Di Kyocera, solo con il Triveneto, siamo stati per moltissimi anni il primo distributore come fatturato di tutta Europa e ancora oggi siamo tra i top distributori. A seguire, con altrettanti ottimi risultati, abbiamo inizio la collaborazione con Kemmer e LMT Tools entrambi marchi tedeschi. Da sempre, inoltre, vendiamo anche due private labels che sono Nikko Tools e Osawa. A fronte dell’esperienza acquisita lavorando con tutti questi brand, abbiamo pensato che fosse arrivato il momento giusto per presentare un cata-
Nel 2017, la nascita di un nuovo centro logistico dotato di un impianto di produzione di energia pulita con pannelli fotovoltaici è stato un passo importante nella vita dell›azienda. Ha significato il passaggio a una logistica 4.0, con la riduzione al minimo dei margini di errore e una migliorata efficienza nel prelievo e nella spedizione della merce
Fiera di Carrara,1995: La divisione Diamond Tools di Sorma produce e commercializza utensili abrasivi e superabrasivi (diamante e CBN) per molteplici lavorazioni. Nel 1980 è Sorma a introdurre nel mercato italiano una novità assoluta, la prima tela diamantata
Gli uffici Sorma negli anni ‘90: Sorma è nata in un piccolo negozio a Rialto e, da allora, molti uffici si sono avvicendati per accogliere un’azienda in piena espansione. Oggi gli uffici Soma si trovano in una palazzina alle porte di Venezia
32
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
Un nuovo look
Quale migliore occasione, se non il compimento di 75 anni di vita aziendale, per rinnovare il proprio look. Durante la recente fiera Mecspe, Sorma ha presentato una veste grafica completamente rinnovata, con colori vibranti presenti nel nuovo catalogo, nella documentazione e, non ultimo, in una campagna pubblicitaria pianificata nelle principali testate di settore in Italia e all’estero. Un altro modo per testimoniare un impegno che si rinnova ogni giorno.
logo a marchio Sorma di 1500 pagine che raccoglie l’offerta delle nostre linee Nikko Tools e Osawa, con l’obiettivo di lavorare sull’identità di marca. Attualmente il catalogo contiene prodotti solo della divisione Cutting Tools, ma non è escluso che in futuro anche il catalogo dedicato alla divisione Diamond Tools possa entrare a farne parte, anche perché alcuni utensili diamantati sono impiegati in lavorazioni meccaniche.”
Sistema di foratura DEXDrill a cuspide
Le novità Sorma presentate a Mecspe In occasione della fiera, l’azienda ha presentato in anteprima il suo primo catalogo a marchio Sorma: una pubblicazione di 1500 pagine che, per la prima volta, raccoglie la sua proposta di utensili Nikko Tools e Osawa per le lavorazioni meccaniche in un unico volume. Il catalogo Sorma 2025 andrà in stampa nelle prossime settimane e verrà distribuito a partire dal mese di maggio. Tra le proposte Sorma a fissaggio meccanico presentate in fiera, sono da citare i sistemi di fresatura - con focus sulle soluzioni per spallamento ad alta produttività e precisione DoubleRek con inserti bilaterali, RekPlus e RoundPlus per lavorazioni di spianatura e profilatura, HF4Plus ad alto avanzamento ed elevata produttività - l’ampia gamma di soluzioni per tornitura in metallo duro, ceramica, PCB e CBN, i sistemi di foratura DRS a fissaggio meccanico e DEXDrill a cuspide, e non ultima la gamma di soluzioni per filettatura dalle altissime prestazioni, sia nella versione con inserti rettificati, che con gli innovativi inserti stampati TPM. Tra le soluzioni Sorma per le lavo-
oluzione per spallamento ad alta produttività e precisione DoubleRek con inserti bilaterali
razioni con utensili integrali, le famiglie della serie Typhoon per foratura ad alto rendimento, quelle utilizzo universale (PU/HPU, GA/HGA) e quelle dedicate alla lavorazione di materiali specifici, come le punte HRC per materiali temprati, le punte HVA per ISO M e le ALH per materiali ISO N e le punte per lavorazioni particolari, come le punte extra lunghe e le micro. Per la fresatura integrale sono state presentate le nuove soluzioni a elica variabile e passo differenziato della serie HF e l’ampia scelta di soluzioni per materiali difficili da lavorare e per la realizzazione di stampi. Presso lo stand vi era poi una rassegna delle soluzioni dei marchi distribuiti da Sorma in Italia: Yamawa, tra i leader
delle soluzioni per filettatura, il cui cavallo di battaglia è rappresentato dalle serie di maschi della famiglia Z-PRO ad alte prestazioni, tra le quali fa il suo debutto la nuova famiglia HVPO che va ad affiancare gli ormai affermati maschi VU, MH, PM e HVSP. Spazio inoltre a Kemmer, con l’innovativo sistema GLS specifico per fantina mobile e a LMT Fette con la selezione di teste a rullare. Da questa edizione, inoltre, Sorma ha inserito sezioni dedicate alle soluzioni per i diversi settori industriali con focus tematici sulle soluzioni per la produzione di valvole per l’oil&gas, di distributori oleodinamici e di pale per turbina e per la lavorazione di impianti dentali. M &A | APRILE/MAGGIO 2025
33
Hoffmann Group
Ecco perché l’automazione ha trasformato la nostra mentalità CAPORALI&BRUNI HA SCELTO IL SISTEMA DI CARICO AUTOMATIZZATO DI MORSE E PALLET GARANT AUTOMATION TURNTABLE DI HOFFMANN GROUP PER RENDERE PRODUTTIVE ANCHE LE FASCE ORARIE NON PRESIDIATE E MIGLIORARE LA GESTIONE DEI DATI RELATIVI A COSTI E TEMPI DI PRODUZIONE
“L’
automazione non è solo uno strumento per aumentare la produttività, ma un importante veicolo di trasformazione culturale”. Parole di Giulio Caporali, Responsabile Assicurazione Qualità di Caporali&Bruni, azienda di Subbiano, Arezzo, specializzata dal 1979 in servizi di meccanica di precisione in settori come aerospace&defence, automazione e automotive. Caporali&Bruni, sulla scia di importanti investimenti strategici, ha introdotto GARANT Automation Turntable di Hoffmann Group, un nuovo sistema di carico automatico di morse e pallet in centri di fresatura a 3
34
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
o 5 assi, caratterizzato dalle dimensioni compatte e dalla facilità d’uso. La soluzione adottata ha testimoniato come l’automazione non sia riservata esclusivamente alle grandi industrie, abbattendo quella che Giulio ha definito “la barriera mentale che solo le grandi aziende possono automatizzare. Con GARANT Turntable abbiamo capito che anche nel nostro piccolo si può cambiare approccio, mentalità. Sapere che esistono soluzioni di automazione alla nostra portata, ci ha stimolati a compiere scelte che prima magari non prendevamo in considerazione e a farci fare un passo avanti. Ciò rappresenta sicuramente una spinta per proseguire questo percorso”.
AUTOMAZIONE, UNO STRUMENTO DI TRASFORMAZIONE Una trasformazione nella mentalità che riguarda anche gli operatori e la loro capacità di cogliere nell’innovazione un’opportunità da sfruttare, anziché un sorpasso professionale. I dubbi iniziali dell’azienda sulla loro capacità di recepire l’automazione positivamente sono stati subito appianati dall’entusiasmo che ha accompagnato l’introduzione di GARANT Automation Turntable, accolto come un’occasione per svolgere attività più stimolanti e meno ripetitive. Secondo Giulio, “l’automazione è importante: l’opportunità di utilizzare strumenti tecnologicamente avanzati e
Giulio Caporali, Responsabile Assicurazione Qualità di Caporali&Bruni, con il sistema di carico automatizzato di morse e pallet in centri di fresatura GARANT Automation Turntable
Un piano di carico girevole e un braccio telescopico in una struttura compatta rendono GARANT Automation Turntable una soluzione estremamente semplice da usare
aggiornati è un plus che sostiene attività terziarie come le lavorazioni meccaniche, rendendole qualificanti e impegnative”.
CONTINUITÀ PRODUTTIVA E COSTI SOTTO CONTROLLO Oltre all’opportunità di consolidare l’attrattività dell’azienda, GARANT Automation Turntable ha consentito a Caporali&Bruni di rendere produttive anche le fasce orarie non presidiate e di essere più flessibile rispetto alle richieste del mercato, migliorando la gestione dei dati relativi ai costi e ai tempi di produzione. La soluzione di Hoffmann Group ha reso possibile automatizzare produzioni speciali e ripetitive nei tempi solitamente inattivi, come la notte o i weekend.
“In questi primi mesi, stiamo usando GARANT Turntable quando abbiamo dei lotti idonei e ci sta supportando in particolare nelle ore non presidiate dai nostri dipendenti”, ha spiegato Giulio, sottolineando come la continuità operativa rappresenti un elemento chiave per progredire nel mondo dell’industria meccanica. GARANT Turntable fornisce inoltre dati certi sulle tempistiche produttive e permette di analizzare in modo più puntuale i centri di costo grazie alla crescente trasparenza e conoscenza dei costi di lavorazione di un prodotto. “La produzione è collegata a un mercato che cambia di continuo, ci sono costi e condizioni contrattuali variabili; quindi, poter contare sui costi fissi di un sistema che opera in autonomia e restituisce tempistiche certe rafforza sempre di più l’affidabilità verso i nostri committenti consentendoci di essere più competitivi anche sui prezzi. Non solo, grazie a GARANT Turntable siamo più flessibili. Abbiamo a che fare con svariate tipologie di clienti che hanno caratteristiche, esigenze e requisiti diversi. Avere la possibilità, attraverso lo stesso sistema, di offrire un servizio più ampio rappresenta sicuramente un punto di forza”.
FACILITÀ D’USO, INSTALLAZIONE RAPIDA E SUPPORTO TECNICO
Il sistema di caricamento automatico GARANT Automation Turntable è stato sviluppato per movimentare in modo estremamente semplice dispositivi di serraggio su fresatrici CNC
A convincere Caporali&Bruni nella scelta di GARANT Turntable sono state anche l’ergonomia e la semplicità d’uso del sistema. Il layout compatto e la possibilità di configurarlo in modo intuitivo hanno facilitato notevolmente il passaggio all’automazione. “Le dimensioni ridotte e la possibilità
di programmarlo in modo semplice sono state decisive” ha detto Giulio, aggiungendo che l’installazione è avvenuta in tempi brevi, 3-4 giorni, grazie anche a un supporto tecnico molto qualificato. La consulenza offerta da Hoffmann Group ha ulteriormente rafforzato la fiducia nell’investimento. “Non mi ero immaginato un’assistenza così completa, mi sono lasciato guidare e il risultato è stato davvero positivo”.
GARANT AUTOMATION TURNTABLE GARANT Automation Turntable fa parte della linea di soluzioni di automazione sviluppata da Hoffmann Group per le piccole e medie officine meccaniche. Un piano di carico girevole e un braccio telescopico in una struttura compatta lo rendono una soluzione estremamente semplice da usare per il carico automatizzato di morse e pallet in centri di fresatura a 3 o 5 assi. Poiché non necessita di un’interfaccia di automazione, consente di aggiornare anche macchine datate con un investimento ridotto; con un ingombro inferiore a 2,5 mq, può essere inserito anche negli ambienti più piccoli; grazie all’interfaccia flessibile, consente di movimentare morse, ma anche torri, attrezzature o pallet e il sistema meccanico di Start/Stop a perno lo rende estremamente facile da usare, non richiedendo alcuna competenza di programmazione. Il sistema può alloggiare fino a 18 dispositivi di serraggio con un peso complessivo fino a 25 kg l’uno ed è disponibile anche la versione con 24 slot per un peso massimo di 20 kg l’uno. M &A | APRILE/MAGGIO 2025
35
PANORAMA
INVESTIMENTI SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITÀ QUELLO CHE PRESENTIAMO, È IL CASO DI UN’AZIENDA ITALIANA CHE HA COSTRUITO LA PROPRIA CREDIBILITÀ SUL MERCATO ATTRAVERSO CONTINUI INVESTIMENTI TECNOLOGICI IMPRONTATI A UN SISTEMA PRODUTTIVO FLESSIBILE E AUTOMATIZZATO di Fabio Chiavieri
L
a storia di Metal-Forming, società specializzata nello stampaggio della lamiera da nastro con sede a Sirone (LC), è comune a molte altre aziende italiane a conduzione famigliare. All’inizio, l’azienda prende il nome della sua fondatrice, Valsecchi Anna, madre degli attuali titolari Fabio e Matteo Colombo, e si occupa prevalentemente di assemblare catene da neve per un leader del settore, fino a quando l’ingresso dei fratelli Colombo nella realtà di famiglia segna il primo importante cambiamento. La 36
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
neonata Valsecchi & Colombo si trasferisce in un nuovo stabilimento a Civate, sempre in provincia di Lecco, all’interno del quale vengono installate alcune puntatrici e alcune presse meccaniche a collo di cigno: una da 130 t di potenza con alimentatore pneumatico e aspo Asservimenti impiegata essenzialmente per lavori di ripresa, una da 100 t, una da 60 t e una da 40 t. Fabio e Matteo però intravedono nel mercato delle enormi potenzialità di crescita ma, al contempo, capiscono che è necessaria una svolta a livello tecnologico. Abbandonate alcune lavorazioni divenute
poco remunerative, l’azienda punta su un robot di saldatura utile in quel momento a soddisfare le richieste di un’azienda della zona specializzata in telai per moto. L’introduzione del robot di saldatura fa da apripista per nuovi lavori e nuovi clienti creando i presupposti per la fornitura di pezzi sempre più completi. È proprio dall’esigenza di un cliente che viene fatto il primo vero importante investimento tecnologico acquistando una pressa da 315 t a doppio montante e il relativo impianto di asservimento da 800 mm di larghezza, composto da alimentatore elettronico con
Pressa meccanica 250 t, con linea di alimentazione Asservimenti Presse 600x5 mm, aspo 5 t
sgancio dei piloti idraulico e aspo da 4 t: il primo impianto completo fornito da Asservimenti Presse. Nel 2017, Valsecchi & Colombo diventa un’immobiliare proprietaria sia della sede di Civate, sia della nuova sede di Sirone, nel lecchese, dove si insedia lo stabilimento della società con il nuovo nome Metal-Forming. «Dopo questo primo importante investimento – spiega Matteo Colombo, responsabile di produzione per il settore stampaggio – ne sono seguiti molti altri parallelamente all’installazione in azienda di nuove presse. Dopo la pressa da 315 t, abbiamo installato una pressa da 200 t idraulica a doppio montante a cui è seguita una prima pressa meccanica da 250 t alimentata con una linea Asservimenti Presse da 600 mm di larghezza nastro, con aspo da 5 t. Nel frattempo, abbiamo sentito l’esigenza di
Pressa meccanica 315 t, 2 Bielle, con linea di alimentazione Asservimenti Presse 800x4 mm aspo 4 t
automatizzare maggiormente il lavoro sulla pressa da 130 t, per cui abbiamo deciso di sostituire il precedente alimentatore pneumatico con un’altra linea Asservimenti Presse da 400 mm. Con l’aumentare del lavoro in ingresso, sono emersi i limiti di velocità della pressa idraulica da 200 t, per cui abbiamo pensato di spostare alcune lavorazioni svolte su quella macchina su un’altra pressa da 250 t a doppia biella e due cuscini indipendenti a cui abbiamo abbinato una linea Asservimenti Presse da 400 mm.» Ma gli investimenti non finiscono qui. Entro fine anno arriverà, infatti, un nuovo impianto composto da una pressa meccanica a doppio montante con potenza di 800 t e piano di lavoro da 4000x1800 mm, alimentata da una linea Asservimenti Presse da 1250 mm, aspo da 10 t, per lamiere di
Pressa meccanica 250 t ,2 Bielle, con linea di alimentazione Asservimenti Presse 400x3,5mm, aspo 2 t
spessore fino a 5 mm. L’aspo può caricare fino a 1800 mm di diametro esterno il che permette di eseguire grossi lotti di produzione senza cambiare il coil. L’impianto tra le altre cose è in grado di arrivare a una velocità di 60 m/min. Ma la cosa più importante la spiega Ottavio Albini, responsabile commerciale di Asservimenti Presse. «La collaborazione con Metal-Forming risale all’epoca in cui l’azienda si chiamava ancora Valsecchi & Colombo. Ciò che mi ha sempre colpito è la capacità dei fratelli Colombo di guardare sempre avanti con l’obiettivo di soddisfare costantemente le esigenze dei loro clienti. Per questo motivo, si sono rivolti ad Asservimenti Presse puntando ogni volta su quanto di meglio potevamo offrire in quel momento dal punto di vista tecnologico. Un esempio è la linea di prossima installazione. Oltre ad avere peculiarità tecniche estremamente importanti per garantire precisione, flessibilità e velocità delle lavorazioni, questa nuova linea ha lo sgancio dei piloti elettronico, in altre parole l’apertura della testa non è più idraulica ma comandata elettronicamente. Questo si traduce in una ridotta quantità di olio e in un significativo risparmio energetico poiché la linea consuma energia solamente al momento dell’apertura dei rulli e non durante tutto il processo di lavorazione, come avviene con le centraline idrauliche. Inoltre, la linea è predisposta per essere conforme ai dettami di Industria 4.0 a cominciare dalla trasmissione dei dati con i sistemi di gestione e programmazione aziendali fino all’interfacciamento col teleservice per gli interventi di manutenzione.» M &A | APRILE/MAGGIO 2025
37
RASSEGNA LAMIERA
THE BRIGHT SIDE OF
metal forming DAL 6 AL 9 MAGGIO A FIERA MILANO RHO SI TERRÀ LA 23° EDIZIONE DI LAMIERA, LA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE DEDICATA ALL’INDUSTRIA DELLE MACCHINE UTENSILI LAVORANTI PER DEFOMAZIONE E TAGLIO DELLA LAMIERA E DELLE TECNOLOGIE INNOVATIVE DEL COMPARTO
P
di Cristina Gualdoni
Promossa da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, e organizzata da CEU-CENTRO ESPOSIZIONI UCIMU, LAMIERA è l’unico appuntamento espositivo in Italia dedicato esclusivamente al comparto della deformazione. Un appuntamento che sempre più aziende, italiane ed estere, scelgono per presentare in anteprima progetti e soluzioni innovative. Macchine, impianti, attrezzature per la lavorazione e il taglio di lamiere, tubi, profilati, fili, carpenteria metallica, presse, stampi, saldatura, trattamenti e finitura delle superfici, parti, componenti, accessori, utensileria, materiali fastener, subfornitura tecnica e per l’industria, rappresentano il cuore dell’esposizione che presenterà il meglio delle nuove tecnologie di ultima generazione ovvero “The Bright Side of Metal Forming” come recita lo slogan di questa edizione. A contorno di ciò la manifestazione porrà l’accento su alcuni temi tecnologici connessi alle macchine. FABBRICA FUTURA, dedicata a software e tecnologie per la connettività e la gestione dei dati, all’automazione e ai sistemi digitali e di robotica applicata alla lavorazione della lamiera; SALDATECH che offrirà una panoramica dell’ampio e diversificato mondo della saldatura, tra le più importanti tecnologie per la giunzione della lamiera; FASTENER INDUSTRY che presenterà la proposta di viti, bulloni, sistemi di serraggio e fissaggio; MONDO DEI TRATTAMENTI TERMICI E DI SUPERFICIE che aggregherà macchine, impianti, accessori e consumabili, dedicati ai trattamenti pre e post-produzione, per materiali ferrosi e non ferrosi, così da garantire una visione 38
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
completa di questo segmento in continua evoluzione; METROLOGY & TESTING centrata su sistemi, macchine di prova e misura e controllo qualità fondamentali per la produzione di comparto; BLECH ITALY SERVICE, subfornitura tecnica e servizi all’industria del comparto, i sei temi tecnologici della fiera. Inoltre, a partire da quest’anno, LAMIERA proporrà un’area di Revamping & Retrofitting dedicata a macchine e impianti opportunamente rigenerati e dotati di nuove funzionalità che rispondono alle esigenze di un mercato complementare rispetto a quello del “nuovo”. Ad oggi sono 400 gli espositori confermati. Accanto alle numerose conferme, la segreteria della manifestazione segnala, anche “importanti ritorni” che contribuiranno, insieme a tutti gli altri, in modo determinante a richiamare i visitatori dall’Italia e dall’estero. Particolarmente significativa la partecipazione di player internazionali a questa edizione a dimostrazione che considerano l’Italia un mercato di grande interesse e potenzialità.Unico appuntamento internazionale in Italia specificatamente dedicato a questo comparto, LAMIERA si è accreditata, di edizione in edizione, come uno degli eventi più rilevanti nel panorama internazionale. Macchine, impianti, attrezzature per la lavorazione e il taglio di lamiere, tubi, profilati, fili, carpenteria metallica, presse, stampi, saldatura, trattamenti e finitura delle superfici, parti, componenti, accessori, utensileria, materiali fastener, subfornitura tecnica e per l’industria, rappresentano il cuore dell’esposizione. A contorno di ciò, la manifestazione porrà l’accento su alcuni temi tecnologici connessi alle macchine.
RASSEGNA LAMIERA
SOLUZIONI DALLE AZIENDE AGINT PAD 13 – STAND B16
DEMMELER: SOLUZIONI INNOVATIVE PER OGNI TIPO DI APPLICAZIONE DEMMELER Maschinenbau GmbH & Co. KG si conferma un punto di riferimento nella produzione di sistemi di posizionamento e serraggio per la saldatura e la metalmeccanica. La solida collaborazione con AGINT, che dai primi anni ‘90 rappresenta il marchio in Italia, ha dato un impulso significativo alla Divisione Saldatura dell’azienda milanese. A Lamiera 2025 AGINT Welding presenterà un’ampia gamma di prodotti Demmeler, pensati sia per la saldatura manuale che per quella automatizzata, evidenziando l’innovazione e la versatilità che contraddistinguono l’azienda.
Banco di saldatura 3D Il Sistema 3D di DEMMELER, nato per soddisfare le esigenze produttive interne quando l’azienda operava
come officina di lavorazioni conto terzi, ha ridefinito gli standard industriali nel campo dei bloccaggi per la saldatura. Questo sistema innovativo ha sostituito le tradizionali maschere di saldatura, che comportavano costi elevati in termini di tempo e denaro, con una struttura a griglia e una serie di accessori modulari adattabili a qualsiasi lavorazione. Tale innovazione ha semplificato notevolmente il processo produttivo, eliminando la necessità di spazi di stoccaggio per le dime e garantendo una rapida configurazione del banco, elementi fondamentali per ottimizzare i tempi e migliorare la precisione delle lavorazioni. Il Banco 3D di DEMMELER non solo ha ridotto il numero di componenti necessari, liberando l’area di lavoro e abbattendo costi e tempi, ma ha anche introdotto tre taglie dimensionali (28, 22 e 16
mm) per assicurare lavorazioni accurate e conformi agli standard. Questa soluzione si distingue inoltre per la carbonitrurazione su tutte le superfici, l’applicazione di scale millimetriche, tre file di fori anche sul montante laterale, la svasatura protettiva che migliora l’inserimento nel foro dell’eccezionale gamma di accessori di bloccaggio.
Manipolatore Ergonomix® M Sollevare, movimentare e posizionare carichi pesanti in modo sicuro ed efficiente è una sfida quotidiana nell’industria metalmeccanica. Il manipolatore Ergonomix® M di DEMMELER nasce per rispondere a questa esigenza, offrendo una soluzione innovativa che riduce lo sforzo fisico degli operatori e migliora la produttività aziendale. Grazie alla sua struttura robusta e modulare, l’Ergonomix® M
In primo piano il banco di saldatura Sistema 3D di DEMMELER; in secondo piano: il manipolatore Ergonomix® M e il Cobot WeldSpace 4.0®
40
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
Sistema di binari con piedi scorrevoli: consentono lo spostamento senza l’uso di sistemi di sollevamento o gru
garantisce prestazioni affidabili anche in condizioni di lavoro gravose. Con un ingombro ridotto e uno spazio operativo ampio, questo manipolatore si adatta a svariati settori produttivi, dalle officine meccaniche alle linee industriali, poiché può essere facilmente connesso a sistemi di automazione. Uno dei suoi principali punti di forza è l’ergonomia avanzata, studiata per prevenire gli infortuni da sforzo ripetitivo e migliorare il comfort degli operatori. Il design intuitivo e il ribaltamento della tavola fino a 180° permettono di completare le operazioni di serraggio in un unico ciclo di lavoro, con un notevole risparmio di tempo e costi. La sicurezza resta un aspetto centrale: l’Ergonomix® M è dotato di sistemi di rilevamento ostacoli e limitazione del carico, garantendo un ambiente di lavoro protetto e riducendo il rischio di incidenti.
larga scala. Uno dei vantaggi principali del sistema è la capacità di ridurre i tempi di attrezzaggio, grazie a un design scorrevole e ai fori di fissaggio standardizzati che consentono bloccaggi rapidi e precisi. La configurazione modulare dei binari permette inoltre una totale personalizzazione in base alle necessità produttive, con possibilità di installazione sopraelevata o a raso pavimento. Quest’opzione rende l’area di lavoro completamente calpestabile e carrellabile, ottimizzando gli spazi operativi. La flessibilità del sistema non si ferma qui: i binari possono essere
Binari di fondazione Nella lavorazione di pezzi fuori misura, precisione e stabilità sono elementi chiave. I Binari di fondazione DEMMELER offrono una soluzione affidabile per il posizionamento e il fissaggio di componenti di grandi dimensioni, garantendo un supporto robusto grazie alla loro struttura in acciaio ad alta resistenza. Progettati per sostenere carichi elevati, possono superare gli 80 metri lineari senza compromettere la stabilità, aspetto essenziale per lavorazioni industriali su
Sistema di binari DSC 9280
facilmente espansi o riconfigurati senza sostituire l’intera struttura, adattandosi così all’evoluzione delle esigenze produttive. Tra le soluzioni disponibili, spicca la configurazione “a stella”, ideale per lavorazioni su componenti circolari. Cobot WeldSpace 4.0® Con l’evoluzione delle esigenze produttive e la crescente difficoltà nel reperire personale qualificato, le piccole e medie imprese stanno puntando su soluzioni innovative per garantire efficienza, qualità e sicurezza. In questo scenario, i cobot di saldatura, robot collaborativi progettati per lavorare a fianco degli operatori, si stanno affermando come strumenti chiave. A differenza dei robot industriali tradizionali, spesso costosi e complessi da programmare, i cobot si distinguono per costi contenuti, facilità d’uso e flessibilità operativa. Un esempio concreto è Cobot WeldSpace 4.0® di DEMMELER, una gamma di soluzioni modulabili pensate per molteplici necessità produttive. Per la lavorazione di piccole serie, il modello Table 24/12 con cobot Universal Robots o Fanuc offre una soluzione molto compatta. Per gestire componenti più grandi e aumentare la produttività, DEMMELER propone i modelli House 40/20, suddivisibile in due semi-aree, e Rail 40/X, che grazie al sistema a binari può essere esteso in base alle esigenze. Infine, per pezzi particolarmente ingombranti, il modello Linear 60/15 integra un cobot mobile su binario, con quattro pareti scorrevoli che creano due zone di lavoro separate, ottimizzando i tempi di produzione. AGINT sta organizzando la Cobot WeldSpace 4.0® Experience, un evento presso la sede di Demmeler in cui i clienti potranno vedere e testare la gamma del prodotto, provandone la programmazione e realizzando un particolare della propria produzione. M &A | APRILE/MAGGIO 2025
41
RASSEGNA LAMIERA
RIVIT PAD. 13 – STAND B33
LE SOLUZIONI DI FISSAGGIO RIVIT PER L’INDUSTRIA DELLA LAMIERA dei dati, facilitando l’integrazione nei che completano processi produttivi tramite connessioni l’offerta Ethernet/Profinet, WiFi e Bluetooth. dell’azienda Inoltre, il sistema può essere utilizzato bolognese: gli in modalità stand alone o cluster ed è autoaggancianti compatibile con le rivettatrici Rivit “Serie PEM®, le C”, dotate di sensore a bordo, offrendo macchine un controllo senza precedenti sui HAEGER® e parametri di fissaggio. i dispositivi di Accessori rivettatrici serie 700 e 400 chiusura e cerniere L’offerta Rivit si completa poi con le rivettatrici a batteria della Serie 700, Southco®. ideali per garantire mobilità e prestazioni Con oltre mezzo secolo di esperienza La rivettatrice oleopneumatica RIV943 elevate. nel settore dei sistemi di fissaggio, è una soluzione ideale per applicazioni I modelli RIV710 e RIV720 sono Rivit si distingue per la capacità industriali complesse specifici per rivetti fino a 6,4 mm di di offrire soluzioni come la carpenteria diametro, mentre le versioni RIV730 all’avanguardia per il pesante e l’assemblaggio e RIV740 supportano inserti fino a mercato. Durante nei settori automotive, M12. Grazie ai motori brushless e alle Fiera Lamiera 2025, navale e ferroviario. Grazie batterie a lunga durata, questi strumenti l’azienda emiliana al motore potenziato e alla assicurano affidabilità, precisione presenterà una doppia regolazione di corsa e autonomia operativa in qualsiasi gamma di prodotti (10 mm) e forza (32.000 N), contesto produttivo. progettati per la RIV943 si adatta con estrema CONTROLRIV Per chi necessita di prestazioni elevate garantire efficienza, precisione flessibilità a diverse GEN3 nel fissaggio di rivetti su e versatilità. Inoltre, allo stand esigenze operative. Il diverse superfici e B33 Padiglione 13, sarà funzionamento a fase materiali, la Serie possibile sfogliare il nuovo catalogo unica consente di deformare 400 di rivettatrici “FASTENERS & TOOLS 11” aggiornato e svitare l’inserto in un solo passaggio, oleopneumatiche con novità di prodotto e schede aumentando la produttività. Inoltre, rappresenta la tecniche per supportare i professionisti la compatibilità con gli inserti filettati soluzione perfetta. Questi nella scelta delle migliori soluzioni. femmina RIVSERT e quelli maschio dispositivi combinano Tra i prodotti di punta a marchio Rivit RIVBOLT la rende una soluzione spiccano la rivettatrice RIV943, il potenza e compattezza estremamente versatile. Controlriv GEN3 e le rivettatrici a con un design Per garantire il massimo controllo ergonomico, facilitando batteria e oleopneumatiche delle Serie sulla qualità del fissaggio, Rivit ha l’utilizzo da parte degli 700 e 400. A questi si aggiungono sviluppato il sistema elettronico operatori anche in anche un’ulteriore serie di prodotti industriale Controlriv GEN3. Questo internazionali di cui Rivit è distributore in condizioni di lavoro dispositivo avanzato monitora in prolungate. La velocità Italia grazie all’attivazione di partnership tempo reale il processo di fissaggio, e l’efficienza del sistema verificando la pressione ne fanno un punto di dell’aria compressa RIV943 riferimento per applicazioni e segnalando eventuali industriali complesse. anomalie. Particolarmente Grazie all’ampia gamma di prodotti e indicato per il settore a un prezioso servizio di consulenza automotive, la carpenteria pre e post vendita, Rivit si conferma industriale e l’assemblaggio un importante partner strategico per meccanico, Controlriv i professionisti della lavorazione della GEN3 consente la raccolta FASTENERS&TOOLS-11 lamiera e dei sistemi di fissaggio. e l’analisi dettagliata 42
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
HIWIN ITALIA PAD. 15 – STAND G17
PRECISIONE E POTENZA: IL FUTURO DELLA LAVORAZIONE Precisione millimetrica e dinamica elevata si traducono in tagli netti, piegature impeccabili e assemblaggi perfetti. Che tu operi con laser o presse piegatrici HIWIN ha la soluzione perfetta in ambito meccanico o meccatronico per le tue applicazioni Dalle soluzioni rotative alle soluzioni lineari, tutti i prodotti sono ideali per ottimizzare ogni fase della lavorazione della lamiera dalla movimentazione dei materiali al controllo delle macchine e per offrire vantaggi tangibili apportando maggiore velocità e minima manutenzione. I Motori Coppia HIWIN sono progettati per sistemi rotativi automatizzati e possono essere installati in qualsiasi posizione. Questi motori diretti montano il carico direttamente, senza trasmissioni, offrendo maggiore precisione e prestazioni elevate. Inoltre, l’assenza di contatto tra statore e rotore assicura una lunga durata e intervalli di manutenzione
prolungati. La gamma completa di Assi Lineari HIWIN, può essere combinata invece per creare sistemi cartesiani multi-asse. – Serie KC: assi con profilo in alluminio, impiegati dove si richiede elevata precisione e un profilo leggero; – Serie KK a vite a ricircolo di sfere con profilo in acciaio, ideali quando si ricerca rigidezza in spazi ristretti; – Serie HM: a cinghia per soddisfare compattezza e velocità o a vite per chi cerca solidità e accuratezza; – Serie SSA con motore lineare: per coloro che vogliono eliminare la trasmissione meccanica dalle loro macchine. Il nostro team di ingegneri personalizzerà ogni progetto sottoposto e provvederà al dimensionamento dei prodotti per soddisfare ogni richiesta. Vieni a scoprire i prodotti in funzione all’interno delle macchine demo per capire come procedere con l’integrazione all’interno dei tuoi sistemi produttivi.
TIESSE ROBOT PAD. 13 – STAND C21
SOLUZIONI ROBOTIZZATE PER UNA SALDATURA EVOLUTA Tiesse Robot sarà presente a Lamiera per presentare le sue soluzioni più avanzate per l’automazione dei processi di saldatura e manipolazione industriale. Un concentrato di tecnologia, affidabilità e flessibilità pensato per rispondere alle esigenze delle imprese manifatturiere che puntano su innovazione e produttività. Protagonista dello stand sarà TS Weld Mate, cella di saldatura compatta a doppia stazione, montata su tavola rotante manuale, con robot collaborativo CL110N. Una soluzione flessibile, sicura e facile da integrare anche in contesti produttivi condivisi, perfetta per realtà che desiderano automatizzare senza rinunciare alla semplicità operativa. In esposizione anche tre robot industriali ad alte prestazioni, ciascuno progettato per rispondere a esigenze produttive specifiche; due di questi sono presentati in assoluta anteprima. BA013L, nuovo modello in anteprima: robot
BA013L
per saldatura ad arco con torcia e trainafilo FRONIUS, carico utile di 13 kg e sbraccio di 2.093 mm. Il polso cavo interno ottimizza il passaggio dei cavi, garantendo maggiore precisione, minore usura e semplicità di manutenzione. RA020N: robot Kawasaki Robotics per saldatura laser con filo di apporto, dotato di una portata di 20 kg e sbraccio di 1.725 mm. Assicura elevata accuratezza e ripetibilità anche nelle lavorazioni più complesse. MXP710L, nuovo modello in anteprima: robot per la manipolazione di carichi pesanti, con carico utile di 710 kg e portata massima di 2.930 mm. Evoluzione della serie MX, con struttura più compatta, maggiori velocità operative e riduzione dei tempi di ciclo fino al 21%. Vi aspettiamo allo stand per toccare con mano l’efficienza e la concretezza dell’automazione applicata alla saldatura. TS Weld Mate, la cella di saldatura compatta a doppia stazione
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
43
RASSEGNA SPECIALE P U L I Z I LA A IMN IDEUR SA T R I A L E
SALVAGNINI PAD. 15 – STAND D12
FLEXIBLE SMART JOB SHOP: COMPETITIVITÀ GARANTITA PER LAVORAZIONI FUORI LINEA
Salvagnini, pioniere dell’automazione industriale e della fabbrica digitale, porta a LAMIERA 2025 il Flexible Smart Job Shop (FSJ), un ecosistema produttivo intelligente che ridefinisce la produzione. È la combinazione di tre impianti standalone che possono collaborare per gestire produzioni convergenti, connessi da software, trasferitori e AMR. FSJ può includere anche magazzini intermedi o altre stazioni di lavoro a monte e a valle. Questo FSJ include: • laser L3.G4 • P-Robot • pressa piegatrice B3 Full automation e reti neurali per il nuovo L3.G4 Una soluzione a gantry che combina alta accessibilità ed elevata rigidezza, una sorgente 8kW ad alta densità di potenza ad alto rendimento che riduce i consumi e raggiunge prestazioni tipiche di sorgenti a 10kW: sono solo due delle caratteristiche distintive di L3.G4, il nuovo sistema laser fibra Salvagnini. L3.G4 è alimentato da un magazzino a torre LTWS a 10 vassoi, dotato di dispositivo di sorting automatico MCU. La distintiva sorgente da 8kW ad alta densità di potenza ad alto rendimento garantisce velocità di taglio superiori a qualsiasi altra sorgente a 8kW tradizionale. L’opzione ACUT consente di tagliare con aria compressa opportunamente trattata lamiere fino a 20mm di spessore, con produttività simile 44
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
a quella del taglio in azoto ma a costi decisamente contenuti. È dotato anche di applicazioni di visione artificiale (AVS, NVS, SVS) basate su reti neurali. Sono soluzioni semplici, che accrescono la flessibilità del sistema e ne estendono i campi di applicazione.
P-Robot: strategia produttiva 100% flessibile
P-Robot combina una pannellatrice e un robot antropomorfo per produrre kit, lotti e pezzi singoli. È una soluzione smart, molto più semplice di quelle disponibili sul mercato, e permette di scegliere la strategia più adatta a esigenze produttive contingenti. La sua configurazione può essere personalizzata, per gestire flussi produttivi semplici, di solo carico/ scarico, o più complessi, che prevedano anche movimentazioni automatiche o integrazioni di terza parte come etichettatura o saldatura. Il modello esposto a LAMIERA include una
La Steel di Rosa GrindTech è una soluzione avanzata per lavorazioni di rettifica con procedimento
pannellatrice P2-2120.G4, che combina nativamente produttività, grazie a cicli automatici di piegatura e manipolazione realizza mediamente 17 pieghe al minuto, e flessibilità, grazie agli utensili di piega universali. Con la nuova opzione RVS (Robot Vision System) P-Robot riconosce e processa le parti in modo del tutto autonomo. Il dispositivo di visione artificiale acquisisce un’immagine dell’ambiente circostante e la interpreta grazie all’intelligenza artificiale. RVS riconosce le parti, distingue i singoli fogli di lamiera, individua la posizione di pallet e pile. Tutte queste informazioni sono condivise in tempo reale con pannellatrice e robot, che si adattano autonomamente per garantire che la lamiera sia manipolata e posizionata in modo preciso. B3.G4-ATA: la pressa piegatrice che coniuga produttività e flessibilità La pressa piegatrice B3 che Salvagnini presenta a LAMIERA per completare FSJ ha lunghezza 3 metri e 135 tonnellate di forza. A rendere particolarmente interessante B3 sono le soluzioni tecniche adottate, come Direct Drive e KERS, che consentono di rispettare l’uomo e l’ambiente senza ridurre la produttività. Tutte le presse piegatrici B3 sono dotate di MAC3.0 – un insieme di tecnologie adattative integrate che rendono il sistema intelligente e azzerano scarti e correzioni.
NUOVI CONVERTITORI
DI TENSIONE E FREQUENZA I nuovi convertitori di tensione e frequenza della Linea RamBatt, sono realizzati in Italia e perfetti per impieghi in laboratori di test e per alimentare macchinari industriali. Disponibili nelle versioni monofase e trifase, sono progettati e prodotti negli stabilimenti italiani del Gruppo DKC utilizzando componenti di alta qualità e tecnologie avanzate.
VANTAGGI ELEVATA EFFICIENZA Massimizza la produttività con prestazioni eccezionali FLESSIBILITÀ Adattabili a diverse esigenze con un alto grado di personalizzazione CONTROLLO REMOTO AVANZATO Gestisce e monitora facilmente i convertitori da remoto AFFIDABILITÀ GARANTITA Qualità italiana che dura nel tempo
SPECIALE SERVITIZZAZIONE
Servitizzazione industriale: IL FUTURO È GIÀ IN MACCHINA
DAL PRODOTTO AL SERVIZIO: COME IL SETTORE MACHINERY ITALIANO PUÒ CRESCERE E INNOVARE ABBRACCIANDO MODELLI DIGITALI, RELAZIONALI E SOSTENIBILI
N
Di Patrizia Ricci
Nata per rispondere a esigenze di maggiore flessibilità e personalizzazione da parte dei clienti, la servitizzazione è oggi uno dei driver principali della trasformazione industriale. Con questo termine si intende il passaggio da un modello di business centrato sulla vendita di prodotti a uno focalizzato sull’erogazione di servizi integrati ad alto valore aggiunto. In ambito industriale, questo significa che un’impresa non vende più solo macchinari o impianti, ma propone soluzioni complete, spesso basate su formule pay-per-use o pay-per-performance, che includono servizi come manutenzione, formazione, controllo remoto o analisi predittiva.
Una trasformazione guidata dalla tecnologia
La servitizzazione si sta diffondendo grazie allo sviluppo di tecnologie digitali avanzate: Internet of Things (IoT), intelligenza artificiale, cloud computing e big data sono gli abilitatori chiave di questa trasformazione. Grazie alla sensoristica intelligente e alla capacità di raccogliere e analizzare grandi quantità di dati, le aziende sono oggi in grado di monitorare in tempo reale le condizioni operative delle proprie macchine, ottimizzare la manutenzione e migliorare le performance. Per esempio, un costruttore di macchine utensili può offrire al cliente non più la sola macchina, ma un servizio completo di utilizzo in cui la tariffa mensile è calcolata non solo in base alle ore di funzionamento, ma anche in base allo stress effettivo subito dalla macchina, alla produttività e allo stato di salute dei suoi componenti più delicati. Questo modello non solo migliora l’esperienza del cliente, ma incentiva il fornitore a garantire livelli di prestazione elevati nel tempo.
46
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
Foto apertura @Rosa Ermando
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
47
SPECIALE SERVITIZZAZIONE Dalla crisi economica alla rivoluzione digitale Le origini di questo cambiamento affondano sia in motivazioni economiche che tecnologiche. Da un lato, la crisi finanziaria ha spinto imprese e clienti a preferire soluzioni più flessibili e meno capital intensive; dall’altro, l’evoluzione tecnologica ha reso possibile raccogliere, elaborare e gestire dati in tempo reale, a costi contenuti e su scala industriale. In ambito consumer, questa tendenza si è affermata sotto forma di usership economy: dalle auto in sharing ai servizi di streaming, dalle assicurazioni a consumo fino al software in abbonamento, oggi si paga sempre più spesso per l’uso di un bene piuttosto che per la sua proprietà. In ambito industriale, la logica è analoga, anche se declinata con strumenti, linguaggi e bisogni differenti.
Il nuovo ruolo degli OEM Nel contesto dell’industria manifatturiera, il ruolo dei costruttori di macchine – gli OEM – sta profondamente cambiando. La spinta verso la servitizzazione e l’adozione di modelli di business più orientati al valore nel tempo impone agli OEM di evolvere: da semplici fornitori di beni a partner strategici capaci di offrire soluzioni integrate e servizi ad alto contenuto tecnologico. A fotografare questa transizione è l’indagine “Digital Servitization nel settore machinery”, promossa dall’Osservatorio Digital Industries World con il contributo di numerose associazioni
di settore. Lo scenario che emerge è ricco di spunti e, al tempo stesso, segnala una maturità ancora in divenire. I servizi oggi rappresentano in media il 25% del fatturato complessivo per i costruttori di macchine, con picchi superiori al 30% nelle grandi imprese, ma poco più del 20% tra le PMI. Si tratta però, nella maggior parte dei casi, di servizi tradizionali, legati alla vendita di ricambi, consumabili e accessori, che da soli generano il 16% dei ricavi. I servizi post-vendita (come assistenza tecnica, upgrade e formazione) contribuiscono per un ulteriore 8%, mentre i servizi relazionali e a canone, come i contratti di manutenzione, pesano appena per il 3%. Ancora più contenuta è la quota dei servizi digitali avanzati: software, dati, connettività e soluzioni IoT rappresentano solo l’1% del fatturato totale, un dato che cresce marginalmente nelle grandi aziende (fino al 2%). Questa fotografia evidenzia un ritardo strutturale nell’evoluzione verso modelli di business realmente digitali e scalabili, nonostante una consapevolezza crescente del loro potenziale. Infatti, il 57% dei costruttori dichiara di aver già definito una strategia per lo sviluppo del business dei servizi – una percentuale che sale all’83% nelle grandi imprese – e oltre la metà delle aziende si aspetta un incremento significativo del fatturato da servizi nei prossimi anni. Più ancora, il 70% degli intervistati ritiene che, entro tre anni, i servizi diventeranno un fattore decisivo nelle scelte di acquisto dei beni strumentali; una convinzione particolarmente
Nel percorso di servitizzazione, ogni fase del ciclo di vita di una macchina può trasformarsi in un’opportunità per generare valore aggiunto @Rosa Ermando
48
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
radicata tra le grandi imprese (92%). Tuttavia, tra strategia e implementazione resta un evidente scollamento: solo il 41% delle aziende ha istituito ruoli dedicati al service, e appena il 29% ha allocato budget specifici per la crescita di questo business. In termini di sviluppo, solo un’azienda su tre ha definito responsabilità chiare per la progettazione di nuovi servizi. Un altro elemento critico riguarda la digitalizzazione. Se oltre la metà delle aziende riconosce l’importanza del digitale per migliorare ed estendere l’offerta di servizi, l’adozione concreta è ancora disomogenea. Le tecnologie più diffuse riguardano la gestione operativa: monitoraggio remoto (73%), gestione degli allarmi (76%), assistenza (62%) e manutenzione predittiva (57%). Più limitata invece la diffusione dell’e-commerce (37% tra le grandi imprese) e l’utilizzo di tecnologie avanzate come digital twin, intelligenza artificiale o realtà aumentata. Anche sul fronte delle competenze, la trasformazione è ancora in corso. La difficoltà nel reperire figure con skills adeguate spinge oltre metà delle aziende a cercare partnership esterne, con le grandi imprese più attrezzate e reattive rispetto alle PMI, che mostrano maggiori difficoltà nel cogliere le opportunità offerte dal digitale. In definitiva, gli OEM si trovano oggi in una fase di transizione complessa. La direzione verso un modello più orientato ai servizi è chiara e condivisa, ma servono investimenti concreti, ruoli chiari e soprattutto un’accelerazione sull’adozione delle tecnologie digitali per trasformare il potenziale in valore reale e duraturo.
I benefici economici, strategici e ambientali La consapevolezza degli OEM nasce dal fatto che adottare un modello servitizzato consente alle imprese di ottenere vantaggi su più fronti. Dal punto di vista economico-finanziario, la servitizzazione garantisce una crescita più stabile e margini più elevati grazie a flussi di cassa ricorrenti, spesso legati a contratti di lungo periodo. Non si tratta più solo di vendere un prodotto, ma di costruire attorno ad esso un ecosistema di servizi capaci di generare valore nel tempo, sia per il cliente che per il fornitore. Questi servizi – che spaziano dalla manutenzione predittiva alla consulenza operativa, fino al monitoraggio remoto e alla personalizzazione su misura – rappresentano nuove fonti di ricavi stabili e ricorrenti. Ma non solo: in contesti maturi, dove i prodotti tendono a diventare “commodity”, la proposta di soluzioni integrate costituisce anche un potente strumento di differenziazione, in grado di posizionare l’azienda in modo distintivo rispetto alla concorrenza. In mercati sempre più affollati e dominati da logiche di prezzo, la capacità di offrire valore aggiunto attraverso servizi esclusivi diventa un vantaggio competitivo fondamentale. Questo approccio favorisce anche una maggiore prevedibilità del business, allontanando le aziende dalla logica della vendita occasionale e avvicinandole a una relazione continuativa con il cliente. Il passaggio dalla vendita del bene al pay-per-use o pay-per-outcome, infatti, innesca un effetto lock-in, rafforzando il legame con il cliente e trasformando una relazione transazionale in una collaborazione di lungo periodo. L’impresa diventa un partner strategico più che un semplice fornitore, contribuendo in modo diretto all’efficienza e alla continuità operativa
del cliente. Un ulteriore beneficio riguarda la raccolta e l’utilizzo dei dati. Ogni servizio attivo è un’opportunità per conoscere meglio come vengono usati i prodotti, quali sono i reali bisogni operativi, dove si annidano criticità e margini di miglioramento. Questa conoscenza permette all’azienda di innovare più rapidamente e con maggiore precisione, sviluppando offerte sempre più mirate. Infine, puntare sui servizi a valore aggiunto significa anche adottare un modello di business più resiliente e sostenibile. Le entrate legate ai servizi tendono a essere meno volatili rispetto alla vendita una tantum dei beni, contribuendo alla stabilità finanziaria dell’azienda. Allo stesso tempo, i servizi possono essere progettati per ridurre gli sprechi, allungare la vita utile dei prodotti e ottimizzare l’uso delle risorse, generando un impatto positivo sia in termini economici sia ambientali. Dal punto di vista ambientale, quindi, l’erogazione di servizi intelligenti (monitoraggio da remoto, manutenzione predittiva, ottimizzazione dei consumi) consente di ridurre sprechi, consumi energetici ed emissioni, favorendo una maggiore circolarità nei processi. È una direzione pienamente allineata agli obiettivi dell’Agenda 2030 e alle strategie europee per la transizione verde. Anche l’impatto sociale è significativo: i servizi industriali sono tipicamente più intensivi in termini di conoscenza e lavoro, e meno soggetti a delocalizzazione rispetto alla produzione di beni standardizzati. Perciò, i servizi a valore aggiunto non sono più un’opzione accessoria, ma un vero e proprio pilastro strategico attorno a cui costruire modelli di business più moderni, sostenibili e orientati al lungo periodo.
I vantaggi per chi fornisce e per chi acquista il servizio Dal punto di vista di chi fornisce il servizio, la servitizzazione rappresenta una vera e propria leva strategica. Uno dei principali vantaggi è la fidelizzazione del cliente, resa possibile dalla capacità di garantire un servizio costante, affidabile e, in molti casi, superiore a quanto previsto contrattualmente. Grazie all’integrazione di tecnologie come l’IIoT e l’analisi predittiva, è possibile intervenire in anticipo sui guasti (ad esempio, sostituendo un componente prima che si rompa), minimizzando i tempi di fermo e rafforzando la relazione di fiducia con il cliente. Un altro beneficio importante è l’incremento della conoscenza. Ogni servizio erogato genera una mole preziosa di dati operativi – sull’utilizzo dei macchinari, sui guasti, sulle condizioni reali di funzionamento – che consente all’azienda di migliorare continuamente le proprie soluzioni, affinare la progettazione e anticipare i bisogni del mercato. Infine, la servitizzazione migliora la predicibilità del business. A differenza della vendita tradizionale, che può essere influenzata da stagionalità e variabilità della domanda, i contratti di servizio generano entrate ricorrenti e più stabili. In altre parole, si passa da un modello “a caccia” di nuove vendite a uno più simile alla “coltivazione”, dove il rapporto con il cliente si cura e si valorizza nel tempo. Dal lato di chi acquista il servizio, i vantaggi sono altrettanto significativi. Il primo è di natura finanziaria: non è più necessario M &A | APRILE/MAGGIO 2025
49
SPECIALE P USLEI Z R IVAI TIINZ D ZU AZ S ITOR NI AE L E immobilizzare capitali per acquistare un bene, poiché il servizio viene pagato nel tempo, in base all’utilizzo o secondo formule personalizzate. Questo consente di liberare risorse da destinare ad altri investimenti strategici, con un impatto positivo sulla flessibilità e sulla liquidità aziendale. Un secondo aspetto rilevante è la modularità dell’offerta, ovvero la possibilità di adattare il servizio in base alle esigenze produttive. Se aumenta la domanda, il servizio può essere ampliato; se diminuisce, può essere ridotto o sospeso, evitando costi inutili. Infine, la servitizzazione assicura una maggiore continuità operativa. Grazie alla manutenzione predittiva e al monitoraggio in tempo reale, si riducono al minimo i guasti imprevisti e le interruzioni, garantendo una produzione più fluida, affidabile e dai costi sotto controllo. In un contesto di mercato sempre più incerto e dinamico, questa flessibilità si traduce in un vantaggio competitivo concreto.
Gli ostacoli alla diffusione del modello servitizzato Nonostante i numerosi vantaggi, la transizione verso un modello servitizzato presenta sfide articolate, soprattutto per le aziende manifatturiere che producono beni durevoli. La prima difficoltà è di natura operativa: trasformare un produttore tradizionale in un fornitore di servizi richiede un cambiamento radicale nei processi interni, nella cultura aziendale e nel rapporto con il cliente. È necessario dotarsi di piattaforme tecnologiche capaci di monitorare costantemente gli asset, gestire l’erogazione dei servizi e fatturare sulla base dell’effettivo utilizzo. Ma il cambiamento non può limitarsi alla tecnologia: serve una vera e propria evoluzione culturale. Le aziende devono sviluppare nuove competenze digitali, imparare a gestire grandi volumi di dati e progettare servizi personalizzati e scalabili. Questo comporta un cambio di mentalità, orientato non più alla sola vendita del prodotto, ma alla creazione continua di valore per il cliente, lungo tutto il ciclo di vita del bene. Una sfida particolarmente complessa per chi opera in mercati B2B, dove i macchinari hanno cicli di vita molto lunghi e la quota di nuove macchine vendute ogni anno è solo una piccola frazione del parco installato. Da qui nasce la necessità di connettere non solo i nuovi asset, ma anche quelli già venduti e operativi da anni, per costruire una base dati ampia e storicizzata, indispensabile per l’analisi predittiva e la definizione di nuovi modelli di business. Sul piano economico-finanziario, il modello servitizzato impone un allungamento del ritorno sugli investimenti. A differenza della vendita tradizionale, dove l’incasso è immediato, la servitizzazione prevede la produzione del bene, la sua messa in funzione e la fornitura continuativa del servizio, con ricavi distribuiti nel tempo. Questo squilibrio iniziale tra costi e ricavi può generare tensioni di cassa, richiedendo l’adozione di strumenti finanziari ad hoc per gestire il fabbisogno temporaneo. Inoltre, l’azienda deve avere la solidità e la capacità organizzativa per sostenere margini più contenuti nel breve periodo. Un ulteriore ostacolo è rappresentato dal pricing. Determinare il valore di un servizio e tradurlo in un canone sostenibile richiede competenze avanzate, che vanno oltre il calcolo dei costi delle singole 50
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
@Bonfiglioli
componenti. Serve una comprensione profonda delle esigenze del cliente, dei parametri che influenzano l’usura del bene, del reale impatto operativo della macchina. È un esercizio di previsione che coinvolge aspetti tecnici, finanziari e commerciali, e che condiziona la sostenibilità del modello nel lungo periodo. A tutto questo si aggiunge il nodo delle competenze. La servitizzazione impone l’ingresso in azienda di nuove figure professionali, in grado di guidare e supportare il cambiamento. Una di queste è il servitization manager, una figura trasversale che comprende le dinamiche del modello as-a-service e sa coinvolgere il top management nella definizione di nuove strategie, nella ridefinizione del business model e nella creazione di nuove offerte di valore. Infine, la trasformazione coinvolge anche il modo di progettare il prodotto. Un bene servitizzato deve essere robusto, aggiornabile, facilmente monitorabile e predisposto fin dall’inizio alla fornitura di servizi digitali. Anche le attività di marketing cambiano: non si comunica più solo la qualità del prodotto, ma il valore d’uso che esso è in grado di generare nel tempo. È un approccio che richiede maggiore sofisticazione manageriale, un nuovo mindset e un diverso livello di partecipazione al rischio: il produttore è sempre più coinvolto nella performance del bene, nella sua manutenzione e nella soddisfazione del cliente finale.
Il Servitization Manager: guida strategica verso il modello as-a-service Il Servitization Manager è una figura professionale emergente e cruciale che si inserisce nel contesto di profonda trasformazione richiesto dalla servitizzazione, ovvero dal passaggio da un modello di vendita del prodotto tradizionale ad un approccio integrato, in cui beni e servizi convivono in soluzioni flessibili e orientate all’uso. Non si tratta di un semplice project manager né di un tecnico specializzato in servizi post-vendita. Il Servitization Manager è
un professionista capace di operare all’intersezione tra tecnologia, strategia e relazione con il cliente. Il suo ruolo è quello di guidare l’organizzazione nella transizione verso modelli di business as-aservice, progettando offerte che combinano prodotto, servizio e valore aggiunto lungo l’intero ciclo di vita dell’asset. È un vero e proprio regista della trasformazione, capace di leggere i cambiamenti del mercato e tradurli in soluzioni concrete per l’impresa. Il suo lavoro comincia spesso dall’analisi del parco installato, con l’obiettivo di valorizzare le macchine già in uso presso i clienti. Uno dei primi passi fondamentali è infatti la raccolta e la connessione dei dati. Questo significa non solo progettare soluzioni per i nuovi prodotti, ma anche attivare la connettività di quelli venduti in passato, al fine di costruire una base informativa solida e ampia. Considerando che molte aziende B2B producono beni durevoli, con cicli di vita che arrivano anche a trent’anni, è evidente quanto sia strategico avere visibilità non solo sul nuovo, ma anche sul già venduto. Su questa base dati, il Servitization Manager progetta offerte capaci di creare valore nel tempo: piani di manutenzione predittiva, servizi di monitoraggio remoto, aggiornamenti software, consulenza operativa, assistenza on demand e molto altro. Ma la servitizzazione non si limita a una nuova gamma di servizi. Richiede una vera e propria riprogettazione del modello di business, dove la logica della transazione una tantum lascia spazio a quella del valore continuativo. Non si vende più semplicemente un bene, ma un risultato: disponibilità, efficienza, produttività. E questa trasformazione implica anche un cambiamento nel modo di generare ricavi, di gestire i costi e di concepire il rapporto con il cliente. Dal punto di vista tecnologico, il Servitization Manager lavora a stretto contatto con i reparti IT e R&D per integrare nei prodotti la sensoristica necessaria, definire i parametri da monitorare, scegliere le piattaforme digitali più adatte alla gestione del dato e garantire la sicurezza e l’accessibilità delle informazioni. Ma la dimensione
tecnica è solo una parte del lavoro. Ancor più importante è l’aspetto culturale: il passaggio a un modello servitizzato, come già evidenziato, richiede una nuova visione del business, più orientata alla customer centricity e alla creazione di valore di lungo periodo. In questo senso, il Servitization Manager diventa anche un agente del cambiamento, capace di promuovere nuove strategie all’interno dell’impresa, coinvolgere il top management e sensibilizzare i team operativi. Un altro fronte cruciale è quello economico-finanziario. Dato che il nuovo modello comporta un allungamento del ciclo di ritorno degli investimenti, con strutture aziendali solide, capaci di sostenere l’anticipo dei costi di produzione e di servizio e, possibilmente, dotate di strumenti finanziari adeguati e di una profonda conoscenza delle esigenze del cliente, dei suoi obiettivi e della vita utile del bene in servizio, serve una capacità previsionale elevata per costruire offerte economicamente sostenibili nel lungo periodo. In tutto questo, le competenze richieste al Servitization Manager sono molteplici. Deve conoscere le logiche dell’ingegneria di prodotto e dei processi industriali, sapersi orientare tra soluzioni digitali, intelligenza artificiale e piattaforme IoT, avere familiarità con i modelli economici e finanziari del service, e allo stesso tempo possedere doti comunicative e relazionali per promuovere il cambiamento dentro e fuori l’azienda. È una figura ibrida e strategica, capace di parlare il linguaggio della tecnologia e quello del business, con una visione d’insieme che gli consente di orchestrare tutte le componenti della trasformazione. Per le aziende che vogliono restare competitive, questa figura rappresenta un alleato indispensabile. Introdurre un Servitization Manager significa dotarsi di una guida per affrontare con coerenza e lungimiranza un cambiamento che non è solo tecnologico, ma strutturale. È un investimento sul futuro, sulla capacità di rispondere in modo flessibile ai bisogni dei clienti, di generare ricavi stabili e duraturi, di costruire relazioni solide e basate sulla fiducia. In definitiva, significa spostare il focus dal “cosa” si vende al “come” lo si mette a disposizione, nel tempo e con continuità.
Oltre il prodotto: ripensare il valore nell’industria La servitizzazione non è solo una traiettoria di evoluzione possibile, ma una necessità concreta per il rilancio della competitività industriale. Per i costruttori di macchine, in particolare, rappresenta una nuova chiave per differenziarsi in un mercato sempre più maturo, orientato alla performance, alla continuità operativa e alla sostenibilità. Integrare prodotto, servizio e digitale significa superare il modello transazionale e abbracciare una logica di valore continuativo, capace di rafforzare la relazione con il cliente e aprire nuove fonti di ricavo. Ma per farlo serve visione strategica, capacità di investimento, e soprattutto un cambio culturale profondo, che coinvolga tutta l’organizzazione. Oggi, il potenziale è evidente, ma ancora in gran parte inespresso. Chi saprà coglierlo per tempo – costruendo competenze, processi e alleanze adeguate – potrà giocare un ruolo da protagonista nella trasformazione dell’industria manifatturiera italiana verso un modello più digitale, sostenibile e orientato al servizio. M &A | APRILE/MAGGIO 2025
51
SPECIALE P USLEI Z R IVAI TIINZ D ZU AZ S ITOR NI AE L E
BONFIGLIOLI
DIAGNOSI PREDITTIVA E IIOT: COME ESTENDERE LA VITA UTILE DEI COMPONENTI INDUSTRIALI Bonfiglioli, Azienda leader nella produzione di motoriduttori, motori elettrici, riduttori epicicloidali e inverter, ha partecipato a un Progetto di Ricerca promosso dall’agenzia Trentino Sviluppo e supportato dall’unità Data Science for Industry and Physics (DSIP) del centro Digital Industry della Fondazione Bruno Kessler. L’iniziativa si è focalizzata sullo sviluppo di sistemi basati su algoritmi di Intelligenza Artificiale per rispondere a due specifiche richieste: la possibilità di avere un sistema di diagnosi predittiva e la capacità di stimare in modo dinamico la vita residua del prodotto. Il fine ultimo è riuscire a identificare con precisione i componenti della macchina maggiormente a rischio e il numero di ore di utilizzo rimanenti prima della rottura. Insieme, il Gruppo bolognese e la Fondazione Bruno Kessler hanno creato un’architettura IIoT (Industrial Internet of Things) capace di rendere i prodotti Bonfiglioli interconnessi e “intelligenti”, in linea con le più recenti applicazioni di Intelligenza Artificiale. Perché fare ricerca Bonfiglioli crede fermamente nell’innovazione, nello sviluppo tecnologico e nella ricerca di opportunità strategiche per migliorarsi e crescere costantemente. Una cultura d’impresa in cui nascono sempre nuove idee e risiede la volontà di affrontare tematiche innovative come l’integrazione di sensoristica all’interno della tradizionale gamma di prodotti e la creazione di servizi legati all’utilizzo dei dati estratti. Recentemente l’Azienda si è dedicata maggiormente allo sviluppo di servizi innovativi connessi ad applicazioni IoT. In particolare si è concentrata sulla realizzazione di una piattaforma Industriale basata su algoritmi AI/ML volti a valorizzare l’offerta dei dispositivi Bonfiglioli.
52
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
Grazie a questa iniziativa l’azienda bolognese si è resa pioniere e portavoce della IoT applicata all’industria ed entra a far parte del pool di attori innovativi che plasmeranno il futuro del settore. Il progetto sviluppato insieme alla FBK si basa sulle nuove tecnologie abilitanti quali internet, sensori ad alta sofisticazione e sistemi elettronici capaci di trasmettere una grande mole di informazioni che saranno poi processate da software intelligenti. Il fine ultimo è prevenire in modo sistematico i malfunzionamenti nei dispositivi, a favore di un’assistenza di alto livello al Cliente e di risorse e consumi energetici ottimizzati. In questo contesto, un ruolo fondamentale è giocato dalla Predictive Maintenance e dal Condition Monitoring, grazie ai quali è possibile generare nuovi Business Model legati all’offerta di servizi complementari, non più incentrati sulla semplice vendita di soluzioni. L’architettura IIoT nata da questo progetto rende i prodotti Bonfiglioli “intelligenti”, ovvero in grado di scambiare dati e informazioni per una diagnostica predittiva dello stato di funzionamento e di “salute” della
macchina. È un’architettura che implica la sensorizzazione dei prodotti stessi e l’interpretazione dei dati, sfruttando la combinazione tra processi di decifrazione Model Based e tecniche di Intelligenza Artificiale e Machine Learning. Come si articola il progetto Il progetto si è articolato in due step: la prima fase di Ricerca Industriale è stata propedeutica alla fase successiva di Sviluppo Sperimentale e ha portato alla formulazione dei requisiti tecnologici, avvalendosi anche di ricerche di mercato volte a stabilire le esigenze dei Clienti e del mercato stesso. La seconda fase ha invece comportato la progettazione e realizzazione di una serie di test per sviluppare e validare modelli/algoritmi, diversi dai tradizionali algoritmi fisici che richiedono un elevato sforzo di calibrazione e adattamento e hanno scarse prestazioni predittive. I ricercatori hanno quindi studiato e ottimizzato algoritmi di Deep Learning all’avanguardia, con i quali hanno analizzato i dati generati dalle attività di testing. La sfida principale è stata riuscire
a generalizzare gli algoritmi sviluppati. È emerso infatti che, a parità di condizioni di utilizzo (tipi di motoriduttore, carichi di lavoro e velocità), i modelli implementati rispondevano con ottimi risultati, ma le loro performance tendevano a degradarsi se venivano applicati a condizioni differenti da quelle studiate in fase di sviluppo. I ricercatori sono quindi passati a elaborare metodi di “domain adaptation” che permettessero di “allineare” i dati raccolti dai motoriduttori con le diverse condizioni d’uso. In questo modo i modelli non perdono di predittività. Ulteriore elemento di innovazione è stata l’adozione di tecniche di “Edge Computing”, che avvicinano la potenza di calcolo e l’archiviazione dei dati ai dispositivi stessi, anziché centralizzarle. Questo approccio consente di ridurre i tempi di risposta e di aumentare l’efficienza dell’analisi dati, aspetto fondamentale quando si tratta di manutenzione predittiva in tempo reale.
Presso lo stabilimento produttivo di Rovereto (TN) è stato allestito un Test Center dedicato, esteso su una superficie di 140 m2 con 17 isole indipendenti che testano riduttori e sistemi meccatronici (inverter - motore - riduttore), acquisendo dati ad elevata frequenza sulle loro performance e resistenza. Le attività di testing sono state molteplici e hanno permesso di acquisire dati relativi ai sistemi di prodotti combinati Bonfiglioli, nella loro usura progressiva, fino a un’eventuale perdita di funzionalità per danneggiamento di componentistica interna. Grazie ai test è stato inoltre possibile valutare sistemi di sensoristica prototipali di produzione Bonfiglioli, nonché quelli commerciali già abbinati a processi di elaborazione finalizzati alla diagnostica. Nell’arco di 2 anni sono state eseguite 50 attività di test che hanno coinvolto 60 motoriduttori, per un totale di oltre
40.000 h di test. Tutto il materiale raccolto, pari a circa 35 TB di dati, è stato elaborato tramite metodologie avanzate di Machine Learning e Intelligenza Artificiale, sviluppate in collaborazione con la Fondazione di Ricerca FBK. Da tale attività congiunta sono scaturiti modelli di diagnostica e prognostica finalizzati a determinare la reale “aspettativa di vita” del sistema meccatronico monitorato. Tali modelli sono stati collaudati prima in area testing e poi in applicazioni reali, per confermarne l’efficacia e funzionalità, combinandoli con sensori miniaturizzati, ideati e sviluppati da Bonfiglioli. Il risultato è stato positivo e ha confermato che le decisioni datadriven in ambito manutenzione predittiva possono portare grandi vantaggi in termini di risparmio e sostenibilità, nonché aumentare l’efficacia della prognostica. Parallelamente alle attività di testing ed elaborazione dati, sono state approfondite le tematiche inerenti le soluzioni grafiche e funzionali dedicate alle dashboard di controllo, fruibili dagli utenti. Conclusioni L’applicazione delle tecniche di AI e ML alla diagnostica predittiva e alla prognostica applicata a motoriduttori rappresenta per Bonfiglioli non solo una forte innovazione tecnologica, ma anche un importante fattore trainante del business. Oggigiorno l’IIoT è uno dei temi più innovativi e discussi nel mondo industriale e Bonfiglioli punta a essere tra i primi a implementarlo in modo pratico ed efficace. Dallo studio delle applicazioni IIoT nei sistemi composti da scatole di ingranaggi, servo motori (o motori asincroni) e drive (servo drive e frequency inverters), è stato possibile introdurre forti innovazioni nell’ambito della sensoristica integrata e nell’interpretazione dei segnali provenienti dai sensori posizionati sui sistemi automatici. Ciò consente di prevenire in modo intelligente i malfunzionamenti dei sistemi e di predirne il comportamento.
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
53
SPECIALE SERVITIZZAZIONE
BOSCH REXROTH
IL PARTNER STRATEGICO PER GLI OEM NELLA SERVITIZZAZIONE DEL BUSINESS La servitizzazione sta emergendo come una tendenza sempre più rilevante nel settore industriale. Un numero crescente di utilizzatori finali sta scoprendo i vantaggi offerti dal noleggio di macchine industriali o intere linee produttive, invece dell’acquisto diretto. Questo fenomeno è ben documentato: nel 2024, il 70% delle aziende italiane operanti nel settore manifatturiero ha intrapreso iniziative di servitizzazione, con un volume di servizi pari al doppio rispetto al 2020. Secondo studi accreditati, l’adozione di modelli di servitizzazione potrebbe incrementare annualmente i ricavi derivanti dai servizi del 15-20%. Per i produttori di macchinari (OEM), questo rappresenta un’opportunità significativa per aumentare il fatturato e migliorare i margini, con una crescente quota di guadagno derivante dai servizi, in particolare manutenzione, formazione e monitoraggio remoto. Per sfruttare appieno questa opportunità, però, la sfida principale è l’ottimizzazione dei dati raccolti dai dispositivi. Un uso efficace di questi dati non solo migliora le performance operative, ma consente anche di diversificare l’offerta aziendale, sviluppando nuovi servizi per i clienti. Bosch Rexroth è da tempo focalizzata su questo cambiamento e offre agli OEM gli strumenti necessari per implementare la servitizzazione in modo efficace. Grazie alla trasformazione digitale, oggi le moderne macchine sono in grado di generare un volume enorme di dati che fornisce una visione dettagliata delle loro performance, utilizzo e stato di salute. Questi dati permettono
54
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
di stabilire un modello di “pay per use” o addirittura “pay per performance” per il noleggio dei macchinari, rendendo più precisi i parametri di tariffazione e migliorando l’efficacia dell’offerta. Per Bosch Rexroth la servitizzazione non è solo un’opportunità per migliorare l’offerta di prodotti, ma anche una via per i costruttori di macchine di innovare e rispondere in modo più efficace alle esigenze del mercato. Come ctrlX AUTOMATION rende semplice la gestione dei dati per gli OEM Bosch Rexroth affronta il tema della servitizzazione mettendo a disposizione dei costruttori di macchine soluzioni sempre più avanzate, capaci di sfruttare al meglio i dati raccolti. Un portafoglio di servizi che si concentra sull’assistenza post-vendita e include supporto, manutenzione e gestione dei componenti. Tra queste, spicca ctrlX AUTOMATION, la sua piattaforma per l’automazione industriale, che si distingue per la capacità di centralizzare e gestire i dati in un unico punto. Questo approccio consente l’accesso sicuro ai dati provenienti dai sensori, facilitando l’espansione della servitizzazione come nuovo modello di business. Con la piattaforma ctrlX AUTOMATION, inoltre, i costruttori possono ricevere aggiornamenti software, implementazioni e servizi dedicati al mantenimento delle macchine, come la fornitura di ricambi, la riparabilità dei componenti e, quando possibile, il ricondizionamento per periodi prolungati, fino a 30 anni. Grazie alla capacità di
prevedere guasti e usura dei componenti, è possibile pianificare interventi di manutenzione proattiva, riducendo al minimo i fermi macchina e ottimizzando le scorte di ricambi. Seppur prima dell’introduzione di ctrlX AUTOMATION fosse possibile raccogliere dati, la vera innovazione risiede nel fatto che questa piattaforma permette di centralizzarli in un’area unica, accessibile solo a persone autorizzate e con livelli di accesso specifici. La semplicità nella gestione dei dati è un valore aggiunto per i costruttori di macchine, mentre gli OEM possono anche avvalersi di fornitori di servizi esterni per integrare nuove funzioni in maniera rapida e intuitiva. La sensoristica come chiave per la servitizzazione Per un OEM che “noleggia” macchine o servizi industriali con l’obiettivo di massimizzare la produttività, la sensoristica rappresenta l’unico strumento per determinare un adeguato canone mensile. Questo non si basa esclusivamente sulle ore di funzionamento della macchina, ma sul reale stress che essa subisce. È fondamentale che i costruttori di macchine siano in grado di identificare i parametri da monitorare e comprendere come questi possano influire sulla componentistica, in particolare quella più costosa e sensibile. Bosch Rexroth, con la sua consolidata expertise, è in grado di selezionare i sensori più adatti per raccogliere informazioni precise e ottimizzare la manutenzione predittiva. La sua conoscenza approfondita di come le componenti fornite vengano utilizzate nei processi produttivi è essenziale per migliorare le previsioni sul degrado delle parti di macchina. Il condition monitoring da remoto, con la possibilità di programmare un piano di manutenzione predittiva, ha un impatto diretto sul costing sheet di una macchina, poiché garantisce prestazioni ottimali ed elimina gli sprechi, sia energetici che di risorse come acqua e olio.
In definitiva, quando un OEM cede il possesso di una macchina, ma non la sua proprietà, è ancora più importante assicurarsi della corretta gestione e funzionamento della macchina stessa. In questo contesto, la manutenzione predittiva diventa uno degli elementi fondamentali della servitizzazione, trasformandola in un modello davvero vantaggioso per tutti. Soluzioni di manutenzione digitale avanzata con CytroConnect Bosch Rexroth combina la sua consolidata esperienza nell’idraulica con la competenza nell’Industrial IoT per offrire soluzioni di manutenzione digitale avanzate, affidabili e facilmente integrabili grazie a CytroConnect. La soluzione CytroConnect Monitor raccoglie i dati delle ultime 24 ore e li visualizza in modo chiaro su una dashboard accessibile via browser o dispositivi mobili, consentendo di monitorare facilmente i componenti critici. Questo sistema permette di rilevare rapidamente eventuali anomalie nel funzionamento delle macchine e può essere implementato su impianti o macchine idrauliche esistenti, garantendo un monitoraggio proattivo. Il pacchetto CytroConnect Mantain offre un monitoraggio continuo tramite una dashboard, avvisando l’utilizzatore di eventuali disfunzioni grazie a regole predefinite. In caso di anomalia, una notifica push segnala tempestivamente il problema, permettendo di intervenire prima che si verifichino danni, anche durante turni non presidiati. Inoltre, è possibile sfruttare i dati storici illimitati per una gestione ancora più precisa. Infine, CytroConnect Predict utilizza algoritmi di autoapprendimento per l’analisi predittiva dei dati della macchina, permettendo di rilevare tempestivamente le anomalie e ridurre i tempi di fermo macchina fino al 40%. Questo servizio ottimizza la pianificazione della manutenzione e semplifica la gestione dei ricambi, migliorando l’efficienza complessiva. M &A | APRILE/MAGGIO 2025
55
SPECIALE SERVITIZZAZIONE
LAPP
LAPP HARNESSING SOLUTIONS, MOLTO PIÙ DI UN SISTEMA DI CABLAGGIO La servitizzazione rappresenta oggi uno dei principali driver di trasformazione per l’industria manifatturiera: anche quando si parla di cablaggio, molto spesso i clienti non sono più alla ricerca di singoli prodotti, ma di veri e propri sistemi integrati che includono servizi di consulenza, progettazione, personalizzazione e supporto continuo. In questo scenario, LAPP - leader nello sviluppo e produzione di soluzioni integrate nella tecnologia di connessione e cablaggio - si distingue adottando un modello orientato al cliente in cui la competenza tecnica e l’attenzione alle esigenze applicative diventano parte integrante dell’offerta. È proprio in questa logica che nasce LAPP Harnessing Solutions, una proposta che concretizza i principi della servitizzazione, trasformando il cablaggio in una soluzione costruita su misura e pronta all’integrazione nei moderni sistemi produttivi. LAPP Harnessing Solutions è dunque un esempio concreto di ciò che si può ottenere abbandonando la vecchia idea di separare il prodotto dal servizio e ripensando entrambi in una nuova ottica. Gli esperti LAPP seguono ogni fase e lavorano fianco a fianco con i clienti per progettare e sviluppare soluzioni integrate e pronte all’uso, personalizzate per rispondere alle specifiche necessità della committenza: dallo studio, all’ingegnerizzazione del cablaggio, fino alla produzione e al collaudo. In un paradigma in cui le nuove tecnologie richiedono l’utilizzo e la messa in opera di sistemi di cablaggio sempre più performanti, l’esperienza e la competenza dell’ufficio tecnico interno di LAPP giocano un ruolo centrale nell’offrire un servizio ad alto valore aggiunto per la valutazione preliminare del sistema, l’elaborazione dei disegni
56
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
CAD del layout dei cavi, il supporto per la scelta dei prodotti, la gestione completa del progetto e la stesura della documentazione tecnica a corredo, quale garanzia di un cablaggio realizzato a regola d’arte e con tempi ottimizzati. LAPP, in qualità di partner affidabile, coniuga quindi servizi a soluzioni all’avanguardia, come LAPP Harnessing Solutions, per un’industria 4.0, sostenibile e sicura, in grado di ridurre i costi operativi. All’interno della gamma sono presenti soluzioni per sistemi precablati custom, soluzioni per servo motori e progettazione e sviluppo di catene precablate. Per accompagnare passo dopo passo i propri partner nella scelta della soluzione migliore, LAPP completa la propria offerta con servizi presenti direttamente sul proprio sito, un facile accesso ad una serie di configuratori e selettori online di vari sistemi precablati. Nel dettaglio, LAPP Harnessing
Solutions si declina nelle seguenti famiglie: ÖLFLEX® CONNECT CABLES, sistemi precablati custom per il bordo macchina, ÖLFLEX® CONNECT SERVO, cablaggi per servomotori in accordo con i principali standard di mercato, progettati ad hoc con tecnologie innovative, a garanzia della massima qualità e schermatura e, infine, ÖLFLEX® CONNECT CHAIN, sistemi integrati con catene, cablaggi, tubi pneumatici/idrauilci ready to use per progetti personalizzati e utilizzati in molteplici sistemi di movimentazione o all’interno di robot, anche per ambienti gravosi. LAPP Harnessing Solutions è sinonimo di affidabilità, sia per l’elevata qualità di ciascun elemento assemblato, che rende la soluzione completa altamente performante, sia per i collaudi, garanzia di una funzionalità continua e costante nel tempo. Inoltre, i clienti potranno beneficiare di un montaggio, garantito nei tempi, da un unico partner e del più alto livello di qualità nell’integrazione dei sistemi. Più in generale il cablaggio realizzato con LAPP Harnessing Solutions permette di ottenere numerosi vantaggi, tra cui: miglioramento della produttività: un cablaggio plug&play efficiente e affidabile consente di ridurre gli errori di posa e i tempi di inattività dei macchinari e dei sistemi, migliorando così la produttività; aumento dell’efficienza: un cablaggio ben progettato e realizzato consente di ottimizzare la disposizione dei cavi, facilitando la manutenzione e la riparazione dei sistemi; miglioramento della sicurezza: un cablaggio adeguato consente di ridurre il rischio di incidenti, proteggendo i lavoratori e i macchinari.
SPECIALE SERVITIZZAZIONE
ROSA ERMANDO
LA SERVITIZZAZIONE SECONDO ROSA ERMANDO che si presenti un problema, con l’obiettivo di ridurre i fermi macchina e ottimizzare la gestione. “Riuscire a passare da un approccio puramente reattivo a uno predittivo”, ha osservato Lucca, “rappresenta il vero salto di qualità. Significa generare valore per il cliente e, allo stesso tempo, aumentare l’efficienza complessiva del servizio”. Valore aggiunto Nel percorso di servitizzazione, ogni fase del ciclo di vita di una macchina può trasformarsi in un’opportunità per generare valore aggiunto. A volte questo valore si crea ancora prima della fornitura vera e propria, come accade nella fase di co-design: un momento in cui, insieme al cliente, si definiscono le specifiche tecniche del prodotto, andando oltre la semplice personalizzazione. Non si tratta di “Accade spesso”, spiega Lucca, “che un cliente ci affidi un pezzo da rettificare e ci chieda di eseguire una adattare una macchina a una richiesta prova direttamente sulle nostre macchine”. puntuale, ma di condividere obiettivi produttivi “Parlare di servitizzazione significa andare oltre la semplice e individuare le soluzioni progettuali più efficaci per raggiungerli. Un assistenza post-vendita. Si tratta di individuare e definire un insieme confronto ad alto contenuto tecnico e strategico, che permette di di servizi che accompagnano il cliente lungo tutto il ciclo di vita di ottimizzare scelte e prestazioni già in fase preliminare. una macchina”. A chiarire il concetto di servitizzazione è Davide Più avanti, nel percorso che conduce alla decisione d’acquisto, Lucca, CEO di Rosa Ermando, che pone l’accento su un’evoluzione entra in gioco un altro servizio a forte valore aggiunto, che Rosa fondamentale nel rapporto tra fornitore e utilizzatore. Ermando offre in modo sistematico: le prove prodotto. “Accade Se in passato infatti questo rapporto era perlopiù di tipo spesso”, ci ha spiegato infatti Lucca, “che un cliente ci affidi un pezzo transazionale – il cliente acquistava un prodotto e l’interazione da rettificare e ci chieda di eseguire una prova direttamente sulle si concludeva, salvo eventuali richieste di assistenza – oggi sta nostre macchine. Questo ci consente di mostrare nel dettaglio la prendendo sempre più piede un modello relazionale. Una logica qualità della finitura, il ciclo produttivo più adatto e i reali consumi in cui il cliente si aspetta un supporto continuo, fatto di presenza, energetici della lavorazione”. Tutte informazioni preziose, che mettono competenze e servizi che vanno oltre la fornitura del bene. Ed è il cliente nelle condizioni di valutare con maggiore consapevolezza le proprio qui che nasce il concetto di servitizzazione. prestazioni della macchina. Salto di qualità Nel mondo delle macchine industriali e utensili, la servitizzazione può assumere forme diverse, che si sviluppano su più livelli. Il primo, quello reattivo, riguarda la capacità di rispondere tempestivamente a un’esigenza del cliente: un guasto, un ricambio urgente, un intervento da eseguire in tempi rapidi. Un gradino più in alto c’è il modello proattivo, che implica un’organizzazione in grado di monitorare il funzionamento della macchina e segnalare per tempo un possibile bisogno, come la sostituzione programmata di un componente. Il livello più evoluto è infine quello predittivo, basato sull’analisi dei dati e su logiche di previsione: l’intervento viene pianificato prima ancora 58
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
Trasferire competenze Tra i servizi che rientrano nel concetto esteso di servitizzazione ci sono anche quelli che seguono la costruzione della macchina e accompagnano le fasi di installazione, avviamento e collaudo. Passaggi fondamentali, che chi acquista una macchina ad alto contenuto tecnologico – come quelle a marchio Rosa GrindTech e Favretto GrindTech – considera parte integrante della fornitura. Ma è subito dopo, o talvolta in parallelo, che si inserisce un elemento meno scontato, ovvero la formazione. “Ci sono lavorazioni che richiedono un livello di competenza superiore rispetto a quello che normalmente si trasferisce in fase di
avviamento”, ha fatto notare il CEO di Rosa Ermando. “Per questo, in molti casi, concordiamo con il cliente sessioni di formazione mirate, costruite sulle sue reali esigenze applicative”. Non si tratta di corsi teorici o standardizzati, ma di un affiancamento tecnico concreto, modellato direttamente sul pezzo da lavorare. “A volte ci viene chiesto di sviluppare direttamente i cicli per determinati componenti – ha proseguito – ma noi preferiamo un approccio diverso: affianchiamo il cliente in officina e li sviluppiamo insieme. Il risultato sul pezzo è lo stesso, ma nel frattempo l’operatore ha acquisito le competenze per replicare e adattare quei cicli in autonomia, anche su nuovi lotti, mesi dopo”. Una logica, quella proposta dal produttore di rettificatrici tangenziali, che implica un vero e proprio trasferimento di know-how operativo: un supporto che va oltre la semplice assistenza, diventando una leva concreta di autonomia e crescita tecnica per il cliente. Approccio sostenibile Tra gli ambiti che contribuiscono a generare valore in ottica di servitizzazione rientra anche l’ottimizzazione dei processi, attraverso interventi mirati sull’efficienza dei cicli e sulla riduzione dei consumi. Allo stesso tempo, anche la gestione dei ricambi sta vivendo una trasformazione profonda. Non si tratta più solo di avere a disposizione il componente giusto al momento giusto: oggi, è la stessa macchina che può segnalare un’anomalia prima che si trasformi in un problema, magari anticipando la rottura di un mandrino o suggerendo la sostituzione di un elemento critico. Ma è sui concetti di revisione e retrofit che Davide Lucca pone l’accento: due interventi capaci di estendere concretamente la vita utile delle macchine e di aggiornarne le prestazioni. Il primo, com’è noto, consiste nel controllare una serie di parametri, sostituire quanto necessario e restituire al cliente la macchina nelle condizioni ottimali di funzionamento. Il secondo – il retrofit – introduce una logica più evoluta: non si limita a ripristinare lo stato originale, ma permette di aggiornare l’impianto, ad esempio integrando un controllo di ultima generazione o implementando nuove funzionalità in linea con le esigenze produttive attuali. “Interventi di questo tipo – servizi a cui teniamo in modo particolare e che fanno parte della nostra offerta – si inseriscono a pieno titolo nel modello di servitizzazione”, ha sottolineato Davide Lucca, “perché
permettono di valorizzare l’investimento del cliente nel tempo, evitando l’obsolescenza e mantenendo alte le performance dell’impianto”. Un cambio di prospettiva, quello descritto dal CEO di Rosa Ermando, che si inserisce anche in un contesto più ampio, dove la sostenibilità gioca un ruolo sempre più centrale. Se un tempo, infatti, le macchine venivano portate a fine vita e semplicemente sostituite, oggi cresce l’attenzione verso soluzioni che ne allunghino il ciclo di utilizzo. La sostenibilità, del resto, nel mondo industriale non riguarda solo materiali riciclabili o smaltimento corretto, ma passa anche – e soprattutto – dalla capacità di garantire una lunga durata operativa al bene strumentale. Una visione, questa, che si completa con servizi come il ritiro della macchina a fine ciclo, che facilitano le operazioni di dismissione in un’ottica di economia circolare e responsabilità ambientale.
È sui concetti di revisione e retrofit che Davide Lucca pone l’accento: due interventi capaci di estendere concretamente la vita utile delle macchine e di aggiornarne le prestazioni.
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
59
SPECIALE SERVITIZZAZIONE
SCHNEIDER ELECTRIC
EcoCare AIUTA A RIDURRE FINO AL 75% IL RISCHIO DI GUASTI ELETTRICI E FINO AL 40% I COSTI DI MANUTENZIONE EcoCare for electrical distribution equipment (https:// www.se.com/it/it/work/services/ assets-and-systems-services/ecocare. jsp) è la nuova offerta di piani di servizio sviluppata da Schneider Electric, leader nella trasformazione digitale della gestione dell’energia e dell’automazione, pensata per aiutare chi la sottoscrive a gestire le apparecchiature di distribuzione elettrica in media e bassa tensione, offrendo accesso prioritario a personale di supporto, on-site o da remoto, e funzioni basate su analitici evoluti e intelligenza artificiale disponibili fin dal momento dell’installazione dei sistemi di bassa o media tensione. Il risultato: migliori prestazioni delle apparecchiature di distribuzione elettrica, sicurezza, riduzione del downtime e strategie di manutenzione ottimizzate. Manutenzione intelligente per garantire continuità operativa In un contesto in cui la continuità operativa è cruciale, le aziende non possono più permettersi interruzioni impreviste e devono limitare al minimo anche quelle programmate. Ogni fermo impianto incide sulla produttività, sulla reputazione e, in alcuni casi, sulla sicurezza. Per questo motivo, mantenere le apparecchiature elettriche in condizioni ottimali è una priorità strategica, anche se non priva di sfide, soprattutto in presenza di infrastrutture datate, risorse limitate e personale ridotto. La risposta sta in un approccio proattivo alla manutenzione, basato su strumenti predittivi e sull’analisi avanzata dei dati, affiancato da un supporto tecnico specializzato. Disporre di esperti che conoscono
60
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
a fondo gli impianti e sono in grado di prevedere guasti o inefficienze consente di agire con rapidità, riducendo l’impatto sulle attività aziendali. Come spiega Fabio Parmeggiani, VP Services di Schneider Electric, “Le aziende non possono permettersi imprevisti, ma molte non hanno gli strumenti o l’esperienza per prevenirli. EcoCare riempie questo vuoto, mettendo a disposizione dei membri un team di esperti che sfruttano le potenzialità delle analytics evolute e dell’intelligenza artificiale per garantire una manutenzione efficace delle apparecchiature di distribuzione elettrica”. EcoCare: i vantaggi di servizi potenziati dall’IA e della manutenzione condition-based per ottimizzare le strategie di manutenzione L’Intelligenza Artificiale (IA) è in crescita esponenziale e Schneider Electric sta sfruttando i dati e l’IA per migliorare i servizi offerti ai clienti. Come produttore di apparecchiature, Schneider Electric possiede la più grande base installata del settore che usufruisce di servizi conditionbased, creati sulla base di modelli AI e di analytics proprietari che vengono continuamente migliorati grazie al lavoro dei suoi oltre 300 datascientist. Quando le aziende sottoscrivono EcoCare, si attiva la raccolta di dati provenienti da un’ampia gamma di sensori IoT installati sulle apparecchiature di distribuzione elettrica, dedicati al controllo di parametri critici quali temperatura, umidità, stato dell’isolamento e presenza di condensa. I dati alimentano la piattaforma evoluta EcoStruxure
IoT permettendo al team di esperti del Connected Service Hub, che lavorano da remoto, di offrire servizi fondamentali. • Monitoraggio proattivo e servizi di allarme da remoto 24 ore su 24, 7 giorni su 7. • Analisi condotte usando indici basati su IA (Electrical Fire Index, Asset Health Index) che aiutano a ridurre fino al 75% il rischio di guasti elettrici, e il Manteinance Index, che aiuta a ridurre la manutenzione in sito e i costi delle interruzioni programmate fino al 40%. • Troubleshooting da remoto degli asset e invio sul posto, se necessario, del personale di servizio, nel rispetto di esclusivi livelli di servizio (SLA); il personale è dotato di strumenti di diagnostica evoluta e ha con sé le parti di ricambio adatte per risolvere il problema più velocemente e ridurre il tempo medio di riparazione (MTTR – mean time to repair). Grazie alle funzionalità di analisi evolute e a un monitoraggio continuo, che coinvolge 25 milioni di data point ogni giorno, i sottoscrittori di EcoCare possono prendere decisioni più accurate e ridurre il rischio di effettuare attività di manutenzione troppo presto (sostenendo costi inutili) o troppo tardi (subendo una interruzione imprevista dell’attività). Questo è l’approccio alla manutenzione condition-based che, applicato agli asset connessi al sistema, può potenzialmente può posticipare le attività di manutenzione di 3 – 5 anni. Passare a questo approccio aiuta a ridurre i costi e le interruzioni, aumenta la sicurezza e l’affidabilità, permette di dare le giuste priorità alle attività di manutenzione sul posto per ognuno degli asset.
Accesso prioritario a personale esperto, corsi di formazione e sconti per i membri EcoCare Nel quadro della corsa all’elettrificazione – che secondo l’International Energy Agency (IEA) porterà al 50% la quota elettrica del mix energetico globale entro il 2050, rispetto al 20% odierno – non è mai stata così forte la necessità di adottare un approccio digitalizzato alla gestione degli asset. Parimenti cruciale è assicurarsi di essere completamente coperti nel caso di imprevisti, grazie a un fornitore di servizi di fiducia. EcoCare offre un livello di supporto elevato, che enfatizza in particolare la possibilità di accedere in modo rapido e strategico a un team di esperti, su cinque aree fondamentali. 1.Supporto tecnico: i membri EcoCare ricevono un supporto di livello premium che garantisce accesso a tecnici esperti in orario lavorativo via hotline o chat. 2.Supporto di emergenza 24/7: i membri hanno un Service Level
Agreement dedicato e opzioni di upgrade che assicurano l’intervento rapido sul posto di un team specializzato in caso di emergenze. 3.Monitoraggio da remoto e attivazione di allarmi 24/7: il team di esperti del Connected Service Hub opera da remoto per la supervisione dello stato di salute degli asset elettrici, basandosi su funzionalità di analisi predittiva e sull’IA. 4.Customer Success Team: non appena aderito al piano, ogni cliente gode della collaborazione di un Customer Success Team che, come consulente di fiducia, aiuta a creare un percorso di successo e ne monitora diligentemente i progressi. 5.Consulenza esperta: i membri del programma ricevono dei report trimestrali stilati da esperti che, basandosi sull’analisi evoluta dei dati, propongono delle raccomandazioni operative; inoltre ricevono un report annuale e hanno la possibilità di avere un incontro di consulenza
dedicato al miglioramento delle prestazioni dei loro asset. In aggiunta, il programma EcoCare include altri due servizi opzionali ad alto valore, come il monitoraggio continuo delle scariche parziali nei quadri di media tensione – utile per prevenire guasti critici – e il controllo evoluto dei trasformatori a olio tramite sensori. Queste soluzioni permettono alle aziende di anticipare malfunzionamenti, estendere la vita utile degli asset e pianificare in modo data-driven la manutenzione, riducendo costi imprevisti e rischi per la continuità operativa. Inoltre, i membri dei piani di servizio EcoCare hanno accesso a un’ampia offerta di programmi di formazione specializzata, con cui ampliare le competenze e la capacità operativa del proprio personale. Ove sia necessario un training personalizzato, è possibile ottenerlo con tariffe scontate. Inoltre, i membri possono godere di riduzioni sui costi degli interventi on-site e dei ricambi.
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
61
RICERCA e INNOVAZIONE
Strategie di servitizzazione: come le imprese possono competere nel complesso scenario mondiale LA TRASFORMAZIONE DIGITALE E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RAPPRESENTANO INELUDIBILI SOLUZIONI PER MIGLIORARE I MACCHINARI, I PROCESSI PRODUTTIVI E INNOVARE L’OFFERTA COMMERCIALE. LA SERVITIZZAZIONE PERMETTE DI DIVERSIFICARE LA PROPOSTA DI VALORE, RAFFORZARE LA FIDELIZZAZIONE DEI CLIENTI E GENERARE NUOVE FONTI DI RICAVO, E PER REALIZZARLA È AUSPICABILE CHE LE AZIENDE INVESTANO NELLO SVILUPPO DI COMPETENZE TECNOLOGICHE E DIGITALI ALL’INTERNO DI TUTTI I REPARTI AZIENDALI. CEFRIEL, CENTRO DI INNOVAZIONE DIGITALE FONDATO NEL 1988 DAL POLITECNICO DI MILANO, È IN GRADO DI SUPPORTARE LE AZIENDE IN QUESTO PERCORSO, PROGETTANDO E REALIZZANDO SERVIZI PIÙ RILEVANTI PER IL MERCATO E MACCHINARI PIÙ EFFICIENTI. di Alessandro Corrente, Stefano Iaconelli – Cefriel; Samuel Nazzareno Monaco – AFIL 62
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
I
Il sistema industriale si trova oggi a dover affrontare una molteplicità di problematiche complesse e interconnesse, che spaziano dal crollo delle certezze di alleanze militari pluridecennali ai mutati equilibri geopolitici post-Green Deal. All’interno di questo scenario in rapidissima evoluzione, si aggiunge la necessità di un profondo mutamento culturale e organizzativo poiché, nel contesto della moderna industria manifatturiera, la competizione tra le aziende è orientata verso lo sviluppo di prodotti e servizi digitali sempre più innovativi e rilevanti per il mercato dei consumatori. In questo contesto, la trasformazione digitale delle industrie, capace di generare valore attraverso il miglior utilizzo possibile di dati e informazioni, contribuisce in maniera decisiva all’innovazione e alla competitività delle imprese. Insieme a questa, risulta essere centrale anche la cultura digitale, che deve diffondersi in ogni ambito dell’organizzazione, superando i tradizionali confini dei reparti IT o della ricerca e sviluppo. Diversi sono infatti i
bisogni ai quali le imprese devono rispondere: il cliente non si accontenta più di un prodotto privo di servizi integrati e personalizzati, ma cerca un’esperienza completa, che parta dall’alta qualità del bene fisico e si estenda al supporto postvendita e alle soluzioni su misura, capaci di rispondere in maniera tempestiva ed efficace alle sue esigenze. Questo passaggio da un modello di vendita tradizionale a un’offerta orientata al servizio rappresenta una vera e propria rivoluzione, che permea ogni aspetto dell’organizzazione e richiede una completa evoluzione delle competenze e della cultura aziendale. In particolare, nel percorso evolutivo della conduzione degli impianti, si osserva un passaggio da una fase dominata dalla meccanica a quella dell’automazione e dell’elettronica e infine del software, in cui la figura dell’operatore assume progressivamente il ruolo di supervisore, supportato da strumenti digitali avanzati in grado di monitorare e ottimizzare il funzionamento dei sistemi in tempo reale, anche sfruttando soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale. La servitizzazione, intesa come il processo che porta l’azienda a spostare il focus dalla mera vendita del prodotto all’offerta di un complesso ecosistema di servizi, rappresenta una strategia che consente di diversificare l’offerta commerciale, rafforzare la fidelizzazione dei clienti e generare nuove fonti di ricavo, alternative e ricorrenti. L’approccio “a servizio” permette infatti alle imprese di abbracciare l’intero ciclo di vita del bene,
offrendo non solo il prodotto, ma anche servizi di manutenzione, assistenza e consulenza che ne garantiscano il corretto funzionamento e ne prolunghino l’efficienza. Questa evoluzione comporta un passaggio lungo e articolato, che richiede non solo un’infrastruttura nativamente digitale, ma anche una cultura aziendale fortemente radicata nel valore del dato e nelle raffinate capacità di analisi. Per poter far crescere la cultura della servitizzazione, le aziende devono quindi investire nella formazione e nello sviluppo di competenze tecnologiche e digitali, per poter essere capaci di progettare e realizzare servizi di alta qualità. È necessario inoltre sviluppare modelli di business innovativi che garantiscano la sostenibilità dell’offerta, sia dal punto di vista economico che operativo, e che rendano vantaggiosa la proposta per il cliente. In questo contesto, la comunicazione gioca un ruolo fondamentale: è essenziale trasmettere in maniera chiara e convincente il valore dei servizi offerti, affinché il nuovo prodotto-servizio possa risolvere concreti problemi del cliente e possa contribuire a consolidare un rapporto di fiducia duraturo. Inoltre, la capacità di adattarsi rapidamente alle esigenze del mercato e di personalizzare l’offerta diventa un ulteriore elemento chiave per restare vivi e competitivi in un contesto altamente perturbabile come quello che stiamo vivendo. Secondo l’esperienza di Cefriel, che supporta le imprese da oltre trent’anni nel loro percorso di innovazione, le imprese devono non solo
Incontro della Strategic Community Machinery di AFIL, ospitata in Cefriel il 17 settembre 2024
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
63
RICERCA e INNOVAZIONE
Visita alla Demo Room di Cefriel, in occasione della riunione della SC Machinery di AFIL
innovare i propri macchinari con tecnologie all’avanguardia come l’Intelligenza Artificiale, ma devono farlo tenendo in considerazione anche gli aspetti di competitività del business aziendale. Nato nel 1988 dal Politecnico di Milano e composto da oltre 150 professionisti che lavorano in ambito ICT, Cefriel, con la sua esperienza internazionale in innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico e formazione, lavora insieme alle imprese per ridurre le distanze tra il mondo della ricerca, per lo più teorico e astratto, e quello della manifattura, molto concreto e orientato all’efficienza produttiva, anche grazie alle sinergie con attori centrali nell’ecosistema dell’innovazione, tra cui AFIL (Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia). La poliedricità che caratterizza Cefriel nella sua costituzione è fondamentale per portare valore e risultati; la transizione alla servitizzazione, infatti, non può essere limitata esclusivamente all’adozione di tecnologie innovative, ma richiede una revisione importante del modello di business e della cultura aziendale, fatta di nuove competenze che ruotano attorno alla valorizzazione dei dati raccolti dai prodotti durante l’interazione con l’utente. 64
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
Perché guardare con interesse alla servitizzazione? Le motivazioni che spingono le imprese verso la servitizzazione sono molteplici. Da un lato, si risponde all’evoluzione delle preferenze dei clienti, che richiedono soluzioni complete e personalizzate; dall’altro, si ha la necessità di differenziare le fonti di ricavi, riducendo la dipendenza dalla semplice vendita del prodotto. In un mercato caratterizzato da un’offerta sempre più omogenea, l’introduzione di servizi intangibili diventa inoltre un elemento distintivo, più difficile da replicare da parte della concorrenza. Infatti, focalizzarsi sull’esperienza del cliente e migliorare l’efficienza operativa contribuisce a creare un vantaggio competitivo, in grado di rafforzare il legame con l’utilizzatore cliente e di ridurre i costi operativi, grazie a un’efficace gestione della manutenzione e all’ottimizzazione dei processi. Il passaggio a un modello orientato al servizio offre inoltre numerosi vantaggi. Innanzitutto, permette alle aziende di acquisire una maggiore flessibilità, diversificando l’offerta e adattandosi con prontezza alle mutevoli esigenze dei clienti. Inoltre, l’aggiunta di servizi personalizzati aumenta il valore perce-
pito dal cliente, favorendo la fidelizzazione e la creazione di relazioni a lungo termine. Dal punto di vista economico, il modello a servizio apre la porta a nuove fonti di ricavo, grazie a soluzioni quali abbonamenti e pay-per-X, e contribuisce a ottimizzare i processi interni attraverso l’adozione di tecnologie innovative. Queste dinamiche rafforzano la resilienza aziendale, permettendo alle imprese di fronteggiare le fluttuazioni del mercato e di distinguersi in un panorama competitivo sempre più affollato di soluzioni che spesso competono sul prezzo. È interessante notare come la servitizzazione non sia una prerogativa esclusiva dei prodotti materiali, bensì possa essere applicata anche a prodotti immateriali. Le aziende che operano in settori caratterizzati da elementi intangibili possono infatti arricchire la propria offerta con servizi di formazione, consulenza di progettazione e supporto operativo, creando un rapporto più stretto e personalizzato con i clienti. Questo approccio permette non solo di differenziarsi dalla concorrenza, ma anche di instaurare un legame che favorisce la fidelizzazione e l’apertura di nuove opportunità di business, con l’obiettivo di garantire flussi di ricavo ricorrenti.
Come intraprendere un percorso di servitizzazione? Per intraprendere con successo un percorso di servitizzazione, è indispensabile pianificare una strategia basata su una profonda comprensione delle esigenze del cliente. Comprendere appieno i bisogni, anche quelli latenti, consente di ideare soluzioni uniche e distintive, capaci di rispondere in modo efficace alle sfide quotidiane. È altresì fondamentale investire nella formazione del personale, affinché ogni dipendente diventi un ambasciatore della nuova cultura del servizio, e monitorare costantemente i risultati ottenuti, implementando un processo di miglioramento continuo. Le aziende moderne stanno già abbracciando il cambiamento, favorendo un’evoluzione dei propri processi aziendali, dei prodotti e servizi, fondati sulla valorizzazione dei dati in contesto di utilizzo. Costituiscono casi di una corretta applicazione del modello a servizio le esperienze fatte sia da Piccole e Medie Imprese sia da grandi aziende. Cefriel, tra le sue tante esperienze, ha supportato un’impresa, parte di un gruppo multinazionale che opera nel settore del trattamento delle acque, nello sviluppo di una nuova linea di prodotti equipaggiati con elettronica ed applicativi software dedicati, in grado di comprendere le abitudini del cliente e le dinamiche di utilizzo dei blocchi di sale, cioè del consumabile necessario al processo di decalcarizzazione dell’acqua. Il prodotto offre in primis un set di servizi di base al consumatore e, grazie ai dati che il sistema è in grado di raccogliere, riesce a fornire servizi personalizzati per utente, come per esempio il riordino automatico dei consumabili. Tramite questo prodotto innovativo, il produttore è finalmente
entrato in contatto diretto con i suoi clienti, ha aggiunto nuove fonti di ricavi e può ora costruire nuove offerte di servizi specifici in funzione delle fasce di clientela, pertinenti l’intera vita del prodotto. La servitizzazione si configura come una strategia ambiziosa e lungimirante, in grado di trasformare le sfide attuali in opportunità di crescita di competitività. Essa permette alle aziende di rimanere competitive in un mercato in continua e rapida evoluzione, orientando l’intero ecosistema aziendale verso una visione integrata e centrata sul cliente e aprendo la strada a un futuro in cui la qualità del servizio diventa il vero valore distintivo e fidelizzante. Un percorso sfidante, che fa anche parte di un iter più ampio arti-
colato in sei linee di intervento dedicate agli imprenditori industriali (configurazione di prodotto - processo, interazione uomo – macchina, servitizzazione, circolarità, filiera produttiva digitalizzata ed ecolabel), con cui la Strategic Community Machinery di AFIL, a cui Cefriel aderisce in qualità di Socio del Cluster, intende sensibilizzare le istituzioni sullo sviluppo di iniziative per sostenere il comparto del Machinery. Cefriel contribuisce infatti alle attività del gruppo di lavoro promuovendo, insieme al Cluster e agli altri attori coinvolti, i temi relativi all’Economia Circolare e alla Transizione Energetica, fondamentali per accogliere con entusiasmo le sfide future in ambito tecnologico e manifatturiero.
Il Cluster AFIL
AFIL (Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia) è il Cluster Tecnologico per il Manifatturiero Avanzato ufficialmente riconosciuto da Regione Lombardia. Attraverso le Strategic Communities, ovvero gruppi di lavoro formati da grandi imprese, PMI, start-up, associazioni, università e centri di ricerca che lavorano su tematiche strategiche per il manifatturiero lombardo, AFIL accompagna i propri associati in un percorso collaborativo di crescita attraverso incontri tematici, workshop, webinar, matchmaking e missioni internazionali, facilitando così lo sviluppo di progettualità comuni e promuovendo la R&I anche a livello interregionale. Ad oggi, le Strategic Communities di AFIL sono 7: Machinery, De- and Remanufacturing for Circular Economy, Advanced Polymers, Additive Manufacturing, Secure and Sustainable Food Manufacturing, Smart Components, Digital Transformation. Per maggiori informazioni in merito alle attività di AFIL e per le modalità di adesione al Cluster, si invita a visitare il sito www.afil.it oppure a scrivere all’indirizzo comunicazione@afil.it.
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
65
IN FABBRICA Con 3.000 CV, il trituratore LINDEMANN ZZ Power è uno dei trituratori più potenti al mondo. [Fonte: Mitsubishi Electric Europe B.V.]
I sistemi esistenti possono essere facilmente riadattati con gli inverter a bassa manutenzione di Mitsubishi Electric sui motori asincroni trifase, con conseguente risparmio di energia, usura e costi di manutenzione. [Fonte: Mitsubishi Electric Europe B.V.]
IL PRIMO IMPIANTO AL MONDO DI RICICLAGGIO SOSTENIBILE DEI METALLI MITSUBISHI ELECTRIC FORNISCE UN INVERTER DA 3.000 CV PER IL GRANDE IMPIANTO DI TRITURAZIONE DI S. NORTON GROUP A MANCHESTER Di M.T.
I
l Gruppo S. Norton ha investito 20 milioni di sterline in un nuovissimo impianto di triturazione dei metalli di livello mondiale a Manchester, nel Regno Unito. Il gruppo aziendale raccoglie, tratta ed esporta 1,5 milioni di tonnellate all’anno. A Manchester lo ZZ Power Zerdirator è il primo trituratore al mondo dotato di una soluzione di azionamento all’avanguardia che raggiunge una produzione annua di 130 tph. Il settore del riciclaggio è ad alta intensità energetica. Trituratori, nastri trasportatori e trattamento dell’aria di scarico sono grandi consumatori di elettricità. Con lo Zerdirator ZZ Power, LINDEMANN Metal Recycling Solutions e Mitsubishi Electric hanno sviluppato per il Gruppo S. Norton un sistema che consentirà di ridurre note-
66
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
volmente il consumo energetico. Gli inverter di frequenza di Mitsubishi Electric sono la chiave per rendere possibile questo risparmio energetico grazie al funzionamento altamente efficiente! “Questa installazione è la migliore della sua categoria per i trituratori di tutto il mondo», ha dichiarato Nikolas Sachinopoulos, Direttore Generale di LINDEMANN nel Regno Unito. “È un ottimo esempio dei notevoli vantaggi offerti dai sistemi di monitoraggio del carico del motore e di controllo della velocità dell’inverter”.
ZZ Power Zerdirator - 3.000 CV per un riciclaggio di alta qualità Il fulcro della nuova linea di lavorazione dei metalli a S. Norton è il trituratore Lin-
demann ZZ Power da 3.000 CV. È uno dei trituratori più grandi e più potenti della gamma LINDEMANN, ma anche uno dei più efficienti al mondo. I trituratori della serie ZZ sono noti per la loro elevata capacità di produzione con bassi requisiti energetici specifici. L’impianto di S. Norton è dotato di un motore asincrono trifase, che viene pilotato tramite gli inverter a media tensione TMDrive, ad alta efficienza energetica, prodotti da Mitsubishi Electric. Questi inverter consentono un controllo affidabile e preciso del motore principale del trituratore per ottenere la qualità del materiale e la produttività desiderata dell’impianto, riuscendo a trattare fino a 130 tonnellate di metallo riciclato all’ora.
Gestione intelligente del carico
Fondato a Liverpool nel 1962, S. Norton Group raccoglie, tratta e distribuisce ogni anno circa 1,5 milioni di tonnellate di metalli riciclati. Inoltre, ricicla oltre il 95% di tutti i materiali lavorati attraverso la triturazione e mira a sottrarre i rifiuti alle discariche. La filosofia dell’azienda di “fare il lavoro una volta sola e farlo bene” si riflette nella stretta collaborazione con LINDEMANN che si è sviluppata nel corso di decenni. Questa partnership e l’eccellente lavoro di squadra, anche con Mitsubishi Electric in
Grazie alla gestione del carico, i moderni inverter a media e bassa tensione di Mitsubishi Electric sono in grado di ridurre i picchi di carico, diminuire il consumo di energia e allo stesso tempo garantire la stabilità della rete del fornitore di energia. Il controllo flessibile fornito dal TMdrive o dalla serie FR-A800/FR-F800 consente un maggiore utilizzo del motore nelle aree dell’impianto senza sovraccarichi e un funzionamento dell’impianto nell’intervallo ottimale. Ciò aumenta la durata dei componenti del sistema.
Alimentazione ottimizzata Il sistema comprende anche un pre-trituratore EtaRip, che aumenta ulteriormente la capacità e l’efficienza della linea di triturazione. Come moderna soluzione di azionamento, lo ZZ Power Zerdirator consente un elevato livello di coerenza nell’azionamento del trituratore, ottimizzando il processo di alimentazione e l’utilizzo della capacità del trituratore grazie allo Shredder Drive Assistant (SDA). A causa della costante variazione della composizione del materiale immesso nella
Con l’aiuto della moderna tecnologia di azionamento di Mitsubishi Electric, è possibile ottenere un impressionante ritorno sull’investimento (ROI) grazie ai risparmi sui costi e all’aumento della produttività. [Fonte: Mitsubishi Electric Europe B.V.]
macchina, il rotore di un trituratore deve soddisfare requisiti prestazionali sempre diversi. Quando il rotore del trituratore è carico di rottami metallici da lavorare, rallenta brevemente. Per compensare questo fenomeno e riportare il motore in velocità, esso assorbe la massima potenza possibile dalla rete, il che comporta picchi di carico, asimmetrie di rete e costi energetici elevati. Utilizzando un inverter, invece, si controlla la quantità di energia elettrica prelevata contemporaneamente dalla rete e si riduce la velocità del rotore, senza perdite evidenti durante il funzionamento.
Riciclaggio senza frontiere Il controllo flessibile fornito dal TMdrive di Mitsubishi Electric o dall’inverter di frequenza della serie FR-A800/FR-F800 consente un utilizzo più elevato del motore senza sovraccarichi nelle aree del sistema e un funzionamento del sistema nel range ottimale. [Fonte: Mitsubishi Electric Europe B.V.]
Questo trituratore non conosce limiti: ricicla tutto, da singoli pezzi di rottami metallici a veicoli completi a fine vita, oltre a rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), producendo metalli ferrosi e non ferrosi di qualità superiore.
Sostenibilità ed efficienza Mitsubishi Electric contribuisce positivamente alla sostenibilità dell’impianto fornendo soluzioni di azionamento ad alta efficienza energetica. Lo spettro di prestazioni delle soluzioni di azionamento e automazione Mitsubishi Electric spazia fino a potenze di 7.350 kVA. Sono caratterizzate da facilità di funzionamento, alta affidabilità e qualità grazie all’elevata integrazione verticale. Soluzioni software come il Recycling Asset Portal offrono opzioni per l’ottimizzazione dei sistemi. Ad esempio, l’Asset Portal può essere utilizzato per visualizzare, analizzare e ottimizzare i dati operativi. Ciò aumenta la disponibilità del sistema grazie alle funzioni di manutenzione predittiva. Il data logger RD55 consente un semplice collegamento ai sistemi esistenti per registrare il consumo energetico attuale e ricavare misure di efficienza energetica. “In questo modo, Mitsubishi Electric supporta i propri clienti anche nella digitalizzazione”, spiega T. Droth, Business Development di Mitsubishi Electric Germania. Questo approccio crea un forte legame tra gli obiettivi di sostenibilità 2050 dell’azienda e il mercato del riciclaggio ad alta intensità energetica. L’aumento dei prezzi dell’energia non è solo un onere per le aziende, ma anche una sfida per la redditività del settore. Con prodotti e soluzioni intelligenti per il risparmio energetico e dei costi, Mitsubishi Electric contribuisce alla futura redditività del riciclo dei metalli, che a sua volta è una pietra miliare dell’economia circolare sostenibile. Il mercato globale dei metalli riciclati è enorme: il 45,8% dei quasi 37 milioni di tonnellate di acciaio grezzo prodotti in Germania nel 2022 è stato realizzato con acciaio riciclato. (1 Fonte: https://www.bvse.de/ dateien2020/2-PDF/02-Presse/04Schrott-ES-Kfz/2023/bvse-Schrottmarktrückblick_2022.pdf 1
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
67
PRISMA HAINBUCH
INNOVAZIONE E AUTOMAZIONE CON centroteX esigenze di chi necessita di soluzioni compatte senza compromessi sulla precisione e sulla rigidità strutturale.
Linea AC: il cambio rapido diventa automatizzato
CentroteX con nuova flangia con autocentrante ultra compatto B-TeX
La fiera MECSPE di Bologna ha rappresentato ancora una volta un punto di riferimento per il settore metalmeccanico, mettendo in evidenza le tecnologie più avanzate per la produzione industriale. Tra le soluzioni presentate, HAINBUCH ha attirato l’attenzione con il suo innovativo sistema di cambio rapido centroteX, un dispositivo che ottimizza i processi produttivi riducendo drasticamente i tempi di attrezzaggio e migliorando la flessibilità operativa delle macchine utensili.
centroteX: cambio rapido, massima precisione Il sistema centroteX di HAINBUCH consente il cambio rapido delle attrezzature di serraggio in pochi minuti, garantendo riposizionamenti entro pochi micron senza necessità di ulteriori regolazioni. Questa tecnologia si basa su un’interfaccia di precisione che permette la sostituzione rapida degli elementi di bloccaggio, rendendo la produzione più efficiente e flessibile. Un vantaggio chiave per tutte le realtà produttive che operano con lotti variabili e necessitano di una gestione ottimizzata dei tempi macchina.
Per chi cerca un ulteriore livello di automazione, HAINBUCH ha sviluppato centroteX AC, una versione completamente automatizzata del sistema di cambio rapido. Questo dispositivo fa parte della Linea AC (Automated Change) di HAINBUCH, una gamma di soluzioni pensate per eliminare l’intervento manuale nell’attrezzaggio, riducendo i tempi di fermo macchina e aumentando la produttività. Con centroteX AC, le attrezzature di serraggio possono essere preparate al di fuori della macchina utensile e sostituite in modo completamente automatico e preciso, ottimizzando così il flusso produttivo e consentendo turni di lavoro non presidiati. Questo grazie anche all’interfaccia CENTREX che si avvale di un accoppiamento tra sfere di precisione nella parte maschio e una sede rettificata nella parte femmina. In questo modo il riposizionamento delle attrezzature è garantito entro pochi micron così come è garantita la rigidità di tutto l’insieme. Inoltre, un innesto a baionetta consente il collegamento meccanico tra le attrezzature di serraggio e l’azionamento della macchina, il tutto con dei sistemi avanzati di controllo di processo che garantiscono la sicurezza dell’intero processo di sostituzione delle attrezzature. Con il sistema di cambio rapido centroteX, la nuova flangia con B-teX e la versione automatizzata centroteX AC, HAINBUCH ridefinisce gli standard dell’efficienza produttiva con soluzioni innovative, offrendo ai propri clienti strumenti all’avanguardia per affrontare le sfide della manifattura moderna.
Nuovo autocentrante B-teX: compattezza ed efficienza Per ampliare la sua gamma di soluzioni, HAINBUCH ha creato una nuova flangia con mandrino autocentrante B-teX integrato, progettata per offrire maggiore stabilità e un ingombro ridotto. Questo componente permette di ottenere un migliore accesso all’area di lavoro e una maggiore versatilità, rappresentando un ulteriore passo avanti nell’ottimizzazione dei sistemi di bloccaggio. La flangia con B-teX è stata sviluppata per rispondere alle 68
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
centroteX AC cambio automatico dei dispositivi di serraggio
it’s HOME
it’s BUILDING
it’s INDUSTRY
it’s CITY
it’s MARINE
Experience complesse OPERAZIONI SEMPLICI. INDUSTRIAL AUTOMATION
TECNOLOGIE
INDUSTRIAL AUTOMATION.
Affidati alle migliori tecnologie per il tuo business. Inquadra il QR code e scopri di più.
Soluzioni integrate e su misura per ogni esigenza, nel mondo dell’impiantistica. La nostra expertise garantisce risposte efficaci, affidabili e innovative per quadristi, costruttori di macchine, industrie di produzione. All’interno del focus Industrial Automation le Soluzioni che proponiamo per affiancare i professionisti del settore nella messa in servizio di prodotti di automazione, prevedono servizi di consulenza per la scelta delle migliori tecnologie, e l’affiancamento nel costruire le competenze utili all’applicazione delle stesse. Non solo per migliorare produttività ed efficienza, ma per garantire equilibrio e sostenibilità, e rispondere a esigenze di efficientamento a 360 gradi.
Perfezione perfetta. www.comoliferrari.it
www.itselettrica.it
PRISMA
MAYR
INNOVAZIONE ALLA PROVA: GIUNTI IN ALLUMINIO PER IL TESTING In un mercato in rapida evoluzione, dove la precisione dei test diventa sempre più critica, l’innovazione passa anche attraverso componenti meccanici ad alte prestazioni. Materiali avanzati, design ottimizzato e soluzioni su misura sono oggi fattori abilitanti per banchi prova più efficienti, reattivi e sostenibili. In questo contesto, la scelta degli elementi di trasmissione – come i giunti – incide direttamente sulle prestazioni finali dell’impianto. Ecco perché progettisti e integratori guardano con interesse a soluzioni tecnicamente evolute come i giunti in alluminio Mayr, che combinano leggerezza e rigidità torsionale per rispondere alle esigenze di dinamica e di efficienza energetica richieste dai moderni sistemi di collaudo.
Banchi prova: architetture e mercato tra soluzioni “chiavi in mano” e sistemi custom I banchi prova sono impianti progettati per simulare condizioni operative reali e testare prestazioni, affidabilità e sicurezza di com-
70
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
ponenti meccanici, elettrici o elettronici. Nel settore automotive, ad esempio, vengono utilizzati per validare motori, trasmissioni, batterie e sistemi di frenatura, sottoponendoli a sollecitazioni controllate (coppia, velocità, temperatura). Esistono due approcci principali alla loro realizzazione: Banchi prova integrati (o “chiavi in mano”), sviluppati da aziende specializzate: queste soluzioni offrono standardizzazione, certificazioni pre-integrate e tempi di messa in servizio ridotti, risultando ideali per contesti industriali dove la ripetibilità dei test è prioritaria. Sistemi custom, progettati e costruiti internamente dai produttori dei componenti originali (OEM) o dai centri di ricerca. Questa opzione è preferita quando servono configurazioni uniche, ad esempio per prototipi avanzati o applicazioni con requisiti particolari. I giunti Mayr trovano impiego in entrambi gli scenari, grazie alla loro versatilità. Nei banchi “chiavi in mano” garantiscono compatibilità con i requisiti di dinamica, robustezza e leggerezza richiesti dai costruttori; in quelli su misura, offrono ai progettisti la libertà di
ottimizzare trasmissioni senza vincoli di ingombro o massa.
Evoluzione dei banchi prova nell’era della mobilità elettrica Nel comparto dei banchi prova, l’innovazione è spinta da una crescente richiesta di precisione, efficienza energetica e affidabilità. L’elettrificazione dei veicoli, l’introduzione di materiali avanzati e l’attenzione al contenimento dei consumi impongono requisiti sempre più stringenti agli impianti destinati al collaudo. Secondo i dati dell’associazione tedesca VDMA, nel 2023 il mercato globale dei banchi prova ha registrato una crescita del 7%, in particolare grazie alla domanda di sistemi per test ad alte prestazioni nei settori dell’automotive elettrico, dell’aerospazio e delle energie rinnovabili. Una crescita che prosegue anche nel 2024, trainata dalla corsa globale verso l’elettrificazione della mobilità. Secondo ACEA, oltre il 21% delle nuove immatricolazioni europee nel 2023 riguarda veicoli elettrici o ibridi plug-in. Di conseguenza, cresce la richiesta di banchi in grado di testare motori, inverter e sistemi di trazione sempre più sofisticati. I produttori italiani, forti di un knowhow consolidato e di una tradizione ingegneristica riconosciuta, si muovono in questo scenario dinamico con proposte tecnologicamente evolute, in grado di rispondere alle aspettative di clienti nazionali e internazionali.
nenti impiegati nei banchi prova gioca un ruolo cruciale nel determinare le prestazioni dell’intero sistema. I giunti leggeri in alluminio rappresentano una soluzione ideale per soddisfare le esigenze di test ad alta dinamica: consentono di trasmettere coppie in modo preciso, contribuendo a contenere la massa rotante nelle sezioni di trasmissione dove ogni grammo può fare la differenza. Sebbene il peso del giunto incida in misura limitata sulla massa totale quando si testano componenti di grandi dimensioni, la riduzione dell’inerzia locale ha comunque effetti positivi: riduce le vibrazioni e le forze di sbilanciamento, e consente un controllo più accurato dei cicli di prova grazie all’elevata rigidezza torsionale. In più, la leggerezza semplifica anche il trasporto e la movimentazione del giunto stesso e del macchinario che lo ospita, riducendo il consumo energetico lungo l’intero ciclo di vita del prodotto: dalla logistica alla messa in servizio, fino alla manutenzione.
L’alluminio: prestazioni tecniche e vantaggi ambientali Con un peso specifico di circa 2,7 g/cm³ contro gli oltre 7,8 g/cm³ dell’acciaio, l’alluminio consente un risparmio di peso superiore al 65% a parità di volume. Nei giunti per banchi prova, questa differenza si traduce in una riduzione significativa dell’inerzia rotante, con vantaggi a cascata: minor consumo energetico durante i cicli di test (grazie alla ridotta potenza necessaria per accelerare/decelerare le masse), minore sollecitazione su motori e azionamenti, e una maggiore durata dei componenti come ad esempio i cuscinetti.
Leggerezza = efficienza: una leva strategica In questo contesto, la scelta dei compoM &A | APRILE/MAGGIO 2025
71
PRISMA
ROBA-DS Servo giunti senza gioco
Le moderne leghe di alluminio, arricchite con elementi come silicio, magnesio o zinco, offrono una combinazione ottimale di leggerezza, resistenza meccanica e stabilità dimensionale. Grazie a trattamenti termici e tecnologie di lavorazione avanzate, l’alluminio può essere impiegato anche in applicazioni ad alta dinamica, assicurando durata nel tempo e compatibilità con ambienti gravosi. Un ulteriore vantaggio è la sostenibilità del ciclo di vita: l’alluminio è riciclabile al 100% senza perdita di proprietà meccaniche, riducendo l’impatto ambientale sia in fase produttiva (fino al 95% di energia in meno rispetto alla produzione da materia prima) sia nello smaltimento dei macchinari a fine vita. Per i costruttori di banchi prova, questa caratteristica rappresenta un valore aggiunto in ottica di economia circolare, allineandosi agli standard ambientali, sociali e di governance (ESG) considerati sempre più centrali dal mercato.
Maggiore libertà progettuale, migliori prestazioni complessive Oltre ai benefici funzionali diretti, l’utilizzo di giunti leggeri in alluminio offre ai progettisti di banchi prova una maggiore libertà in fase di design. La riduzione delle masse permette di ottimizzare le strutture portanti, di ridimensionare gli attuatori e persino di migliorare la disposizione dei componenti in spazi ristretti. Tutto ciò si traduce in macchine più compatte, reattive e flessi-
Mayr ROBA-DS
72
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
bili, capaci di adattarsi più facilmente alle esigenze di collaudo di componenti sempre diversi. In ambito R&D, dove il banco prova deve essere modulare e riconfigurabile, la leggerezza è un vero abilitatore progettuale.
Giunti leggeri per test ad alte prestazioni Tra le soluzioni Mayr più indicate per l’impiego nei banchi prova, i giunti delle serie ROBA-DS si distinguono affidabilità e precisione; sono disponibili anche in versioni realizzate in alluminio, progettate specificamente per soddisfare le esigenze di leggerezza, rigidità torsionale e precisione dinamica. ROBA-DS è un giunto a lamelle ad alta rigidità torsionale, particolarmente adatto per applicazioni che richiedono una trasmissione precisa e priva di gioco anche in presenza di carichi elevati. Le versioni in alluminio consentono di ridurre l’inerzia rotante senza compromettere la robustezza, minimizzando le masse in rotazione anche nei casi di trasmissioni medio-lunghe, rendendo questi giunti ideali per test dinamici ad alta frequenza o per cicli che impongono rapide variazioni di coppia. Compatti e altamente modulari, i giunti in alluminio Mayr sono adatti a configurazioni di prova con spazi ridotti o architetture complesse. Grazie alle caratteristiche di leggerezza e robustezza dell’alluminio, offrono una massa contenuta senza sacrificare la precisione, risultando efficaci in test dove sono richiesti elevati valori di accelerazione e decelerazione. Questi modelli rispondono in modo mirato alle esigenze dei moderni sistemi di test: alta reattività, controllo fine del moto e compatibilità con le crescenti richieste in termini di precisione e efficienza energetica. L’impiego di componenti ottimizzati come questi permette ai costruttori di banchi prova di ottenere prestazioni elevate e di progettare impianti in linea con i più recenti standard internazionali. L’esperienza di Mayr nella trasmissione di potenza ad alta dinamica si traduce in giunti che combinano leggerezza e resistenza, anche in condizioni operative estreme. Nei banchi prova, dove ogni ciclo di test deve essere ripetibile e privo di anomalie, questa affidabilità è un requisito fondamentale. Per questo, da oltre un secolo, progettisti di tutto il mondo scelgono le soluzioni Mayr: perché ogni componente è ingegnerizzato per superare gli standard del settore.
PRISMA
DANOBAT
NUOVO ROBOT DI PRECISIONE
Danobat entra nel settore della robotica con un progetto rivoluzionario: un modello innovativo di robot specificamente progettato per operazioni che richiedono alta precisione e prestazioni dinamiche. Con questa tecnologia, Danobat punta a trasformare i processi produttivi e a fornire una soluzione flessibile ed efficiente per l’industria. Il costruttore di macchine utensili Danobat ha annunciato il suo ingresso nel settore della robotica industriale con il lancio della gamma DMTR, un progetto che ridefinisce gli standard del settore. Questi innovativi robot di precisione stabiliscono un nuovo punto di riferimento in termini di accuratezza ed efficienza, combinando la flessibilità di un robot con la stabilità e la precisione di una macchina utensile.
Il Robot Più Preciso sul Mercato La gamma DMTR raggiunge una precisione di posizionamento tre volte superiore rispetto ad altre soluzioni e ottiene livelli eccezionali di ripetibilità in operazioni critiche come la foratura, la rivettatura e la maschiatura. Inoltre, la capacità di seguire percorsi con un’accuratezza tre volte superiore la rende la scelta ideale per le lavorazioni complesse e di additive manufacturing di alta precisione. Un elemento chiave di differenziazione è la programmazione, che utilizza il controllo numerico (CNC), semplificando l’integrazione per le aziende che hanno già familiarità con questa tecnologia. Secondo Xabier Alzaga, CEO di Danobat “La gamma DMTR combina la precisione e la stabilità di una macchina utensile con l’agilità e la flessibilità di un robot a sei assi, aprendo nuove possibilità di produzione per settori chiave come quello aerospaziale, automobilistico ed energetico. Questo risultato coniuga 74
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
la profonda esperienza di Danobat nella tecnologia di alta precisione con il know-how del nostro team specializzato in robotica di precisione con sede in Svizzera”.
Un Design Robusto per Prestazioni Superiori Danobat ha sviluppato anche sistemi specifici per la dinamica e il controllo dei robot, offrendo prestazioni tecnologiche che vanno oltre l’attuale stato dell’arte, come ad esempio vibrazioni 10 volte inferiori e tempi ciclo di lavorazione del 20% più brevi. Questo approccio non solo aumenta la produttività, ma garantisce anche una qualità superiore nelle applicazioni critiche. Dalle operazioni di deposizione di compositi o addirittura di acciaio, fino alla rivettatura, all’assemblaggio o alla stampa in 3D, i robot DMTR eccellono per flessibilità e adattabilità a un’ampia gamma di applicazioni industriali. I modelli vanno da una versione compatta, con una capacità di carico fino a 70 kg e un raggio d’azione di 2,2 metri, al modello più robusto in grado di gestire carichi fino a 520 kg, con un raggio d’azione di 3,6 metri. Questa versatilità consente a Danobat di soddisfare le richieste più esigenti del mercato, garantendo precisione e prestazioni in ogni applicazione.
Una Soluzione per l’Industria del Futuro Con la gamma DMTR, Danobat offre ai produttori una soluzione che non solo ottimizza i processi esistenti, ma apre anche le porte a nuove possibilità nella produzione avanzata, consolidando la sua leadership nell’innovazione tecnologica.
HEXAGON
MAGGIORE AGILITÀ PRODUTTIVA DIGITAL FACTORY AS-A-SERVICE Per accelerare la crescita, la riprogettazione e la realizzazione di impianti produttivi, incrementando la produzione, l’efficienza dei siti e l’agilità operativa, la divisione Hexagon Manufacturing Intelligence presenta Digital Factory as-a-service. Le soluzioni Digital Factory sono già utilizzate in tutto il mondo dai principali produttori dei settori automotive e aerospaziale per mappare e modellare impianti esistenti, in previsione di un aumento della produttività o dell’introduzione di nuove linee produttive, in mercati globali sempre più competitivi e in fase di forte cambiamento. Da oggi, tutto ciò viene offerto come servizio, consentendo al settore manifatturiero di accedere facilmente alle informazioni necessarie per rimodulare i flussi di lavoro dell’assemblaggio, aumentare l’automazione, installare macchinari più avanzati e mantenere l’agilità necessaria per rimanere al passo con la concorrenza. Grazie a scansioni 3D su larga scala e al rilevamento di migliaia di metri quadrati in poche ore, Digital Factory-as-a-service mette a disposizione dei produttori di tutto il mondo un team di esperti Hexagon specializzati in scansioni, per acquisire informazioni aggiornate e altamente accurate sui loro impianti e macchinari. Tale processo comprende l’individuazione delle esigenze, la definizione dei flussi di lavoro, la raccolta dei dati e la generazione di modelli BIM, oltre a servizi personalizzati che aiutano a sfruttare e analizzare l’intero potenziale dei dati di fabbrica. Tutti i dati sono interoperabili e possono essere utilizzati per creare modelli 3D immersivi delle fabbriche, utilizzando un’ampia gamma di soluzioni Hexagon e strumenti specifici di altri fornitori. Il personale può muoversi all’interno di una replica digitale del proprio spazio per prevedere il funzionamento di nuove celle di produzione o macchinari senza bisogno di competenze specifiche in
strumenti BIM o visualizzazione 3D. In questo modo è possibile individuare facilmente gli spazi liberi, assicurarsi che i macchinari possano attraversare i percorsi di accesso e individuare potenziali criticità, evitando interruzioni e costosi ritardi. I team distribuiti in tutto il mondo possono collaborare da remoto, accelerando il processo decisionale e riducendo del 50% i costi di trasferta legati ai progetti e fino al 70% il numero di visite in loco. Nicolas Lachaud-Bandres, Vice President Industry Solutions di Hexagon ha dichiarato: “Il lancio della soluzione Digital Factory “as-a-service” di Hexagon rappresenta una pietra miliare nel settore manifatturiero poichè permette alle aziende di tutto il mondo di ottenere una maggiore efficienza operativa e agilità attraverso il rapido accesso a simulazioni 3D aggiornate e con precisione millimetrica di impianti sia operativi da tempo che in fase di progettazione. Molte fabbriche non dispongono di planimetrie accurate, essendo state adattate più volte, e sono oggi limitate in termini di spazio disponibile poiché i produttori hanno l’esigenza di aumentare la produzione. La progettazione di nuovi impianti deve garantire la piena ottimizzazione del sito, ma potrebbe anche dover essere modificata rapidamente in risposta ai cambiamenti della domanda e dell’offerta o alle normative. Le visualizzazioni rendono tutte le informazioni facilmente comprensibili da tutti i soggetti coinvolti nei progetti, inclusi i dirigenti, che possono prendere decisioni strategiche con maggiore sicurezza”. Grazie a questi servizi, i produttori potranno raggiungere più rapidamente i loro obiettivi di digitalizzazione, collegando asset e dati per creare gemelli digitali delle loro fabbriche, fornendo una base per lo sviluppo futuro di fabbriche intelligenti nel settore manifatturiero. I dati possono essere archiviati nel cloud Hexagon o on-premises dal cliente. Le piattaforme aperte e il software interoperabile garantiscono l’utilizzo da parte di diverse figure all’interno dell’organizzazione e l’integrazione con i software da esse impiegati. M &A | APRILE/MAGGIO 2025
75
PRISMA
KOLLMORGEN
NUOVO MOTORE LINEARE AD ALTA TENSIONE IC IRONCORE DDL AD AZIONAMENTO DIRETTO
Per le applicazioni a media e alta tensione, l’ultimo motore DDL di Kollmorgen offre prestazioni, versatilità e semplicità senza precedenti ai costruttori di macchine in Europa, Nord America e Asia. Kollmorgen Corporation, leader globale nei sistemi di motion control e di automazione, introduce oggi un’aggiunta alla sua famiglia di motori IC Ironcore DDL, che va oltre i prodotti a 230 VAC con una nuova capacità di supportare applicazioni alimentate a 400/480 VAC. Il nuovo motore lineare ad azionamento diretto di Kollmorgen offre una forza continua fino a 8.211 N e una forza di picco fino a 13.448 N. Quando alimentato a tensioni di bus più elevate, il motore è intrinsecamente in grado di fornire la sua forza nominale a velocità più elevate, rendendolo ideale per applicazioni come macchine utensili, produzione di semiconduttori, produzione di batterie e automazione industriale che richiedono movimenti rapidi e precisi di carichi pesanti. Macchine più semplici, leggere e compatte. In ambienti con una tensione di bus di 400 o 480 VAC, l’IC Ironcore DDL può eliminare la necessità di un trasformatore che altrimenti sarebbe richiesto per far funzionare un motore con una tensione nominale inferiore. Inoltre, un motore che funziona a una tensione più alta può eseguire una determinata quantità di lavoro a un livello di amperaggio inferiore. Questo minore assorbimento di corrente in un ambiente ad alta tensione può consentire l’uso di un amplificatore di pilotaggio più piccolo e di un set di cavi più leggero. Con azionamenti più piccoli, cavi più leggeri e senza trasforma76
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
tori, i costruttori di macchine possono utilizzare un armadio di controllo più piccolo con requisiti di raffreddamento inferiori. Inoltre, il motore IC Ironcore DDL offre anche un’opzione di raffreddamento ad acqua che aumenta la forza di uscita continua fino al 40-60%, consentendo potenzialmente la specifica di un motore di dimensioni più piccole. Tutti questi vantaggi favoriscono un design della macchina più leggero, compatto e sostenibile, più semplice e conveniente da costruire, e che offre un valore maggiore sia agli OEM che ai loro clienti. Soluzioni versatili per i clienti di tutto il mondo.Un altro vantaggio fondamentale del motore IC Ironcore DDL è che consente agli OEM di servire i mercati globali senza dover riprogettare in modo significativo le macchine per ogni regione. La tensione nominale del bus di 230/400/480 VCA soddisfa le esigenze della maggior parte dei clienti in Nord America, Europa e Asia. Il motore è certificato UL e CE, oltre che conforme alle normative RoHS e REACH, semplificando il processo di approvazione per la vendita delle macchine in ogni mercato di destinazione, in tutto il mondo. Il motore IC Ironcore DDL si aggiunge alla gamma completa di motori lineari ad azionamento diretto di Kollmorgen, tra cui l’ICD Ironcore DDL a basso profilo e l’IL Ironless DDL. Abbinati ai servoazionamenti AKD® o AKD2G, questi motori offrono la massima precisione, fluidità e affidabilità per le applicazioni più complesse. I servoazionamenti a doppio asse AKD2G possono persino sincronizzare due motori, ad esempio in un’applicazione a tavola x/y, risparmiando ancora più spazio nell’armadio di controllo. “Siamo orgogliosi di ampliare notevolmente la gamma di dimensioni, potenze e versatilità del nostro portafoglio di motori lineari a trasmissione diretta con l’aggiunta dell’IC Ironcore DDL ad alta tensione”, afferma Chris Cooper, Senior Director of Product Management. “Questo ultimo prodotto di Kollmorgen consente ai costruttori di macchine di raggiungere un livello completamente nuovo di prestazioni di motion lineare che differenzia i loro progetti in un mercato globale sempre più competitivo.”
DELTA
KIT COGNIBOT: AVANZAMENTO DELLA ROBOTICA COGNITIVA
Delta, leader globale nella gestione dell’energia e nelle soluzioni verdi intelligenti, ha presentato il suo innovativo Kit Cognibot all’Hannover Messe 2025. Questo componente aggiuntivo all’avanguardia equipaggia i robot collaborativi (cobot) della serie D-Bot di Delta con capacità cognitive avanzate, come comandi vocali, visione artificiale 3D, interazione multimodale con l’Intelligenza Artificiale (IA) ed altro ancora, migliorando significativamente le loro prestazioni, flessibilità e sicurezza in ambienti industriali. Michael Mayer-Rosa, Direttore Senior, Industrial Automation Business Group, Delta Electronics EMEA e Global Head di Intelligent Robot Systems (IRS), Delta Electronics, ha dichiarato: “Attraverso l’integrazione con la tecnologia leader delle piattaforme di gemelli digitali, abbiamo colmato il divario tra i nostri cobot della serie D-Bot e il campo dell’IA, migliorando essenzialmente il ‘cervello’ dei nostri cobot. Con il Kit Cognibot, stiamo ora compiendo il passo successivo fornendo ai nostri cobot ‘occhi’ e ‘orecchie’. Stiamo anche espandendo significativamente il nostro team di Sistemi Robotici Intelligenti presso la nostra sede di Stoccarda per servire meglio i nostri clienti.” La serie D-Bot di Delta, che ha debuttato all’Hannover Messe 2024, è stata da allora riconosciuta con il prestigioso Red Dot Award 2024: Best of the Best e il German Design Award 2025. L’ecosistema D-Bot continua ad espandersi, offrendo ora una perfetta integrazione con le principali piattaforme di gemelli digitali. Il Kit Cognibot di Delta stabilisce un nuovo standard nella robotica migliorando i cobot convenzionali con
potenti funzioni cognitive. Progettato per una semplice installazione sulla flangia del robot e alimentato dalla Power AI Box, il kit consente una collaborazione uomo-robot intuitiva, sicura ed efficiente. Combina tecnologie di sensori e IA all’avanguardia per un funzionamento fluido, intelligente e altamente reattivo. Caratteristiche Principali del Kit Cognibot: • Matrice di Microfoni a 360°: Consente un riconoscimento preciso dei comandi vocali e un controllo intuitivo. • Sensore di Visione 3D: Fornisce un riconoscimento preciso degli oggetti e un controllo dei gesti. • Altoparlante Integrato: Fornisce un feedback acustico per una migliore interazione con l’utente. • Power AI Box: Facilita l’interazione multimodale dell’IA per un’automazione perfetta. • Connettività Wi-Fi: Garantisce la comunicazione wireless, eliminando la necessità di cavi dati aggiuntivi e massimizzando la flessibilità. “Il Kit Cognibot rende la robotica cognitiva accessibile ad aziende di tutte le dimensioni”, ha spiegato Michael Mayer-Rosa. “Ciò è particolarmente vantaggioso per paesi come la Germania, dove le medie imprese sono prevalenti e devono affrontare la carenza di manodopera. La facilità di integrazione in ambienti esistenti è stata un obiettivo chiave, consentendo alle aziende più piccole di sfruttare l’efficienza e la flessibilità dell’automazione nella produzione, nella logistica e nei servizi a una soluzione economica.”
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
77
PRISMA
NORELEM
TECNOLOGIA DI SERRAGGIO INNOVATIVA PER SODDISFARE I REQUISITI PIÙ SEVERI Ampia gamma di applicazioni integrazione semplice Le nuove varianti di ginocchiere di serraggio sono ideali per il bloccaggio e il rilascio rapido e sicuro dei pezzi. Oltre alle ginocchiere di serraggio mini e standard in acciaio o acciaio inox con forza di serraggio fino a 3.150 N e alle varianti in acciaio con forza di serraggio fino a 6.675 N, norelem offre anche una versione girevole con forza di serraggio fino a 2.000 N. Sono inoltre disponibili versioni orizzontali, saldabili e per carichi pesanti. Tutti i modelli possono essere montati mediante bullonatura o saldatura, per un’integrazione flessibile nei sistemi esistenti.
Breve profilo di norelem Normelemente GmbH & Co. KG norelem ha ampliato la sua gamma di ginocchiere di serraggio rapido utilizzabili per le applicazioni più impegnative nella lavorazione del metallo e del legno, nonché nella costruzione di macchine. I nuovi elementi di serraggio si distinguono per loro struttura robusta, la loro flessibilità e le elevate forze di serraggio, fino a 33.350 N. Le ginocchiere di serraggio rapido di norelem sono componenti ideali per le azioni di bloccaggio e tenuta precise e affidabili richieste negli ambienti di produzione. Vengono utilizzate, ad esempio, per fissare i pezzi durante i processi di lavorazione del metallo come la rettifica, la fresatura o la saldatura. Nella produzione di mobili, vengono utilizzate, ad esempio, per fissare le parti in legno per la segatura e la piallatura. Sono utilizzate anche nell’industria elettronica, nell’assemblaggio e nel montaggio di circuiti stampati, componenti elettronici e dispositivi.
Robuste, versatili e flessibili Che si tratti di saldatura, fresatura o piallatura, le ginocchiere di serraggio rapido di 78
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
norelem si distinguono per la loro elevata resistenza e stabilità. Funzionano sulla base di braccio tenditore che viene spostato per mezzo di un giunto a ginocchiera. Tale movimento genera la forza di serraggio necessaria per tenere fissato saldamente il pezzo in lavorazione. La maggior parte dei morsetti a ginocchiera può essere azionato sia a spinta che a trazione, poiché si bloccano in posizione chiusa e aperta. Questa flessibilità consente di adattare le ginocchiere a diversi compiti di serraggio. Con 10 nuove famiglie (da 05837-10 a 05837-28) norelem amplia la sua gamma di varianti di ginocchiere di serraggio con forze da 500 N a 33.350 N, potendo così offrire la tecnologia di serraggio più adatta per ogni applicazione e completando in modo ottimale le versioni esistenti. Le ginocchiere sono realizzate in acciaio zincato o in acciaio inox di tipo A2; le varianti in acciaio inox non sono pertanto soggette a corrosione. Le ginocchiere di serraggio rapido sono molto durevoli e dotate di maniglie in plastica resistenti all’olio.
Ogni successo inizia con un’idea. Ecco perché norelem supporta i progettisti e i tecnici nella costruzione di macchine e impianti per raggiungere i loro obiettivi con componenti standardizzati. Nel nostro shop online, facile da usare, potete scegliere tra oltre 130.000 componenti standard ed elementi di controllo con numerosi vantaggi per la vostra soluzione ingegneristica. Conoscere di più, trovare di più e più velocemente, per ottenere soluzioni migliori. Risparmierete tempo, lavorerete in modo più efficiente e ottimizzerete i costi di processo. Perché i componenti norelem sono immediatamente disponibili, comprensivi di dati CAD gratuiti, velocizzano le attività di progettazione senza bisogno di creare disegni o configurazioni. Risultati perfetti con un basso dispendio di tempo e denaro. Il vantaggio dei componenti standardizzati. In qualità di esperti del settore, ci impegniamo a promuovere nuovi talenti con la norelem ACADEMY. In questo modo i progettisti di domani possono iniziare bene. Inoltre, la norelem ACADEMY offre formazione tecnica, seminari e corsi di formazione sui prodotti.
FERVI
NUOVA GAMMA DI CHIAVI DINAMOMETRICHE FERVI: PRECISIONE, CONTROLLO E AFFIDABILITÀ A PROVA DI PIT-STOP La gamma di chiavi dinamometriche FERVI si rinnova con 12 nuovi modelli dal design personalizzato e un range di soluzioni che consentono un’ampia varietà di utilizzo, dal fai-da-te alle applicazioni professionali ad alto standard. FERVI ha ampliato la propria offerta di chiavi dinamometriche. Progettata per garantire la massima precisione e affidabilità, questa gamma rappresenta la soluzione ideale per professionisti e appassionati che richiedono strumenti performanti e di alta qualità. Grazie a design ergonomico, materiali di prima scelta e una tecnologia avanzata, le nuove chiavi dinamometriche FERVI assicurano un serraggio sicuro e controllato in ogni situazione. La gamma, composta da tre linee, si distingue per la sua versatilità, offrendo 12 modelli adatti a diverse esigenze, dalle applicazioni più leggere fino agli interventi che richiedono coppie elevate. La linea Silver (0774-) è la scelta perfetta per chi cerca un equilibrio tra affidabilità e semplicità d’uso. Con un design ergonomico e lettura incrementale, queste chiavi garantiscono un controllo ottimale della coppia anche negli spazi più ristretti. Ideali per le operazioni di serraggio comuni nelle applicazioni professionali e del fai-da-te, queste chiavi montano attacchi universali nei formati 3/8” e 1/2” e hanno una capacità che va da un minimo di 19 a un massimo di 210 Nm. Progettata per gli specialisti che necessitano di massima precisione e prestazioni elevate, la linea Blue (0778-) offre ergonomia avanzata, materiali di alta qualità e una regolazione intuitiva. Ergonomiche e compatte, queste chiavi sono dotate di doppia finestra di lettura che facilita l’impostazione chiara della coppia e hanno una tolleranza di ±3%. I modelli di questa linea hanno capacità che vanno da 5 a 300 Nm. La linea Black (0779-) è pensata per i professionisti che necessitano di strumenti robusti e performanti. Con una precisione di ±3% e una costruzione resistente, queste chiavi dinamometriche sono ideali
per utilizzi intensivi e grazie alla finitura anodizzata sono resistenti all’usura. La capacità di questa linea varia da 5 a 300 Nm, mentre il selettore di coppia a scorrimento a molla consente una regolazione rapida e senza sforzo. In generale, le caratteristiche comuni alle tre linee della nuova gamma di chiavi dinamometriche FERVI sono: Alta precisione con una tolleranza di ±3% per garantire serraggi impeccabili • Ergonomia avanzata con impugnature studiate per il massimo comfort e riduzione dell’affaticamento • Regolazione intuitiva grazie a un selettore di coppia a scorrimento rapido • Materiali resistenti e durevoli per prestazioni costanti nel tempo • Possibilità di personalizzazione per utilizzi specifici Questa nuova gamma arricchisce l’ampia offerta di Fervi dedicata ai professionisti dell’automotive, un settore in cui l’azienda vanta una consolidata esperienza. La collaborazione con i team della Superbike, di cui FERVI è sponsor tecnico da anni, rafforza ulteriormente il know-how aziendale, permettendo di sviluppare soluzioni all’altezza delle competizioni più esigenti. Per maggiori informazioni www.fervi.com
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
79
n.3/4 Aprile/Maggio 2025 www.meccanica-automazione.com Redazione
Direttore Responsabile Giorgio Albonetti Coordinamento Editoriale Area Industry Marco Tenaglia – marco.tenaglia@quine.it – cel. 3298490024 Direttore tecnico Chiara Tagliaferri Segreteria di Redazione Cristina Gualdoni cristina.gualdoni@quine.it – cel. 3477623887 Hanno collaborato a questo numero Samuel Nazareno Monaco, Patrizia Ricci, Eleonora Segafredo, Fabio Chiavieri
Pubblicità
Costantino Cialfi | Direttore Commerciale c.cialfi@lswr.it - tel. +39 3466705086 Elena Genitoni | Ufficio Traffico e.genitoni@lswr.it – tel. 0289293962
Servizio abbonamenti
abbonamenti.quine@lswr.it
ABBIAMO PARLATO DI... AFIL Agint Asservimenti presse Bonfiglioli Bosch Rexroth Ct Meca Danobat Delta Fervi Hainbuch Hexagon Metrology Hiwin Hoffmann Group igus Kollmorgen LAMIERA LAPP Mayr MECSPE Mewa Mitsubishi Electric NORD Drivesystems Norelem NSK Rivit Rosa Ermando RS Italia Salvagnini Schneider Electric Sorma SPQR Tiesse Robot TORNITURA SHOW
62 40 36 52 54 8 74 77 79 68 28-75 43 34 11 76 38 18-56 70 20 24 10-66 14 78 14 42 58 12 8-44 60 30 26 43 22
Abbonamento annuale € 49,99
Costo copia singola € 7,07 (presso l’editore) Produzione
Antonio Iovene | Procurement Specialist
a.iovene@lswr.it | Cell. 349.1811231 Grafica e Fotolito: Fabio Castiglioni Stampa: Stampa Galli & C – Varese
Registrazione del Tribunale di Milano n. 653 del 21.09.2005. Iscrizione al R.O.C. n. 12191 del 29/10/2005 Tutti gli articoli pubblicati su m&a meccanica &automazione sono redatti sotto la responsabilità degli Autori. La pubblicazione o la ristampa degli articoli deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/03, i dati di tutti i lettori saranno trattati sia manualmente sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dall’art. 11 D.Lgs. 196/03. I dati potrebbero essere comunicati a soggetti con i quali Quine S.r.l. intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Quine S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel +39 02 864105 Fax +39 02 72016740, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui all’art. 7 D.Lgs. 196/03. Ai sensi dell’art. 13 Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali 679/2016 di seguito GDPR, i dati di tutti i lettori saranno trattati sia manualmente, sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dagli art. 5-6-7 del GDPR. I dati potranno essere comunicati a soggetti con i quali Edra S.p.A. intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Edra S.p.A., Via G. Spadolini 7 - 20141 Milano, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui agli articoli 15-21 del GDPR.
Testata associata
80
M &A | APRILE/MAGGIO 2025
INSERZIONISTI A.M.C. Comoli Ferrari DKC EMO igus Infa Interroll Istituto Italiano della Saldatura Messe Frankfurt Mitsubishi Mondial P.E.I. Rivit Sitema Soraluce UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE
IV COP 69 45 III COP 3 6 7 81 13 II COP 39 I COP 4 15 9 57
#olimpiadisaldatura
COMPETIZIONE GRATUITA PER TUTTI I SALDATORI La manifestazione valorizza l’eccellenza della saldatura italiana attraverso un percorso di
CATEGORIE DI PARTECIPAZIONE
qualificazione, con premiazione finale alle Giornate Nazionali di Consulta il sito IIS e scegli dove svolgere le prove di selezione!
Saldatura (GNS 13) a Genova, il 26-27 giugno 2025. IIS supporta le prove di selezione con una rete di punti di riferimento in Italia.
LIBERI PROFESSIONISTI E PRIVATI
IIS Istituto Italiano della Saldatura - Il Gruppo | Lungobisagno Istria, 15A | 16141 GENOVA | Tel. +39 010 8341.1 | Fax +39 010 8367.780 | www.iis.it iis@iis.it
uine
EMPOWERING MINDS
ABBONATI A MECCANICA & AUTOMAZIONE, IL TUO ALLEATO B2B NEL MONDO DELL'INDUSTRIA MECCANICA, MACCHINE UTENSILI E AUTOMAZIONE INDUSTRIALE RESTA AGGIORNATO CON NOI
Industry Design #1/2 MAGGIO 2025
M A N U FA C T U R I N G | I N D U S T R I A L I T | A U T O M AT I O N | M E C H AT R O N I C S
magazine
5.0
SPECIALE SPS
ITALIA
INDUSTRIA 5.0
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AT-THE-EDGE
«Perché mi piacciono? Perché insieme affrontiamo qualsiasi sfida.»
Mewa.
Panni tecnici con servizio a 360°. Venite a scoprire di più su mewa.it/servizio-a-360
Editoriale
di Carlo Marchisio / Industrial Automation Consultan
www.linkedin.com/in/c arlomarchisio/
LA TRASFORMAZIONE DIGITALE DELLE IMPRESE Le innovazioni tecnologiche e la trasformazione digitale stanno cambiando in modo radicale e sorprendente il mondo, modificando le abitudini, le relazioni sociali e, soprattutto, il modo di lavorare, alterando lo scenario economico, sociale e culturale. Sebbene sia ancora presto per prevedere gli effetti che si manifesteranno nei prossimi anni, l’elemento centrale delle rivoluzioni industriali è il ruolo delle innovazioni tecnologiche nell’industria, la cui integrazione è favorita dalla capacità umana di utilizzarle per migliorare le attività produttive. La quarta rivoluzione industriale si allinea agli aspetti positivi delle precedenti, ma si distingue per la rapidità con cui si afferma e per la sua estensione geografica, anche grazie a un contesto sociale in continua evoluzione che favorisce la competitività globale, influenzata dalla globalizzazione. La trasformazione digitale dell’industria e delle competenze lavorative è essenziale per aumentare la produttività delle imprese e la qualità del lavoro. Non si tratta solo di un cambiamento nei modelli di produzione o nelle risorse impiegate, ma di una trasformazione culturale complessiva che include nuovi modelli di business, una revisione dei sistemi organizzativi, produttivi e gestionali, e un ripensamento delle funzioni e delle responsabilità delle persone.La trasformazione digitale rappresenta un elemento prezioso per il risanamento dell’economia globale, dopo le crisi
L
internazionali (guerre, pandemia, dazi). In questo nuovo scenario, la materia prima non è più un prodotto fisico, ma dati, conoscenza e l’atteggiamento digitale degli operatori. La conoscenza delle persone, dei loro pensieri, azioni e movimenti, può orientare il marketing digitale e i comportamenti, poiché le persone possono modificare le proprie abitudini.La società della conoscenza e la trasformazione digitale delle imprese non riguardano solo le tecnologie, ma coinvolgono profondamente la componente umana, che gioca un ruolo fondamentale. L’impatto della digitalizzazione sulle competenze lavorative è strategico, influenzando l’evoluzione del lavoro e della figura del lavoratore. Le aziende devono riconvertire la propria forza lavoro, rivedere i modelli organizzativi e sviluppare strategie per ingaggiare personale con competenze digitali. La trasformazione produttiva deve essere accompagnata da un’evoluzione della visione strategica
dell’azienda, intesa come un processo di riqualificazione che non riguardi solo la forza lavoro, che deve acquisire le competenze necessarie, ma anche la capacità di rispondere rapidamente alla domanda di mercato sempre più diversificata, con una prospettiva a medio-lungo termine. Tutte le funzioni aziendali sono coinvolte, senza eccezioni. Il cambiamento non può avvenire facilmente, e per questo è essenziale coinvolgere persone preparate per coordinare il processo e affrontare gli ostacoli. È indispensabile che i dirigenti e gli imprenditori abbiano una visione chiara e precisa in ambito tecnologico, strategico e formativo. La digitalizzazione deve impegnarsi a rivoluzionare l’operatività di ogni area dell’organizzazione, creando un ambiente in cui le esperienze maturate siano alla base di ogni processo. Le sequenze e il flusso dei dati dovranno essere più dinamici e flessibili, mantenendo invariato l’obiettivo fondamentale di ogni azienda.
1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
3
Contenuti
MAGG IO 2025/ N U M E RO #1/2
Industry 5.0 Design #1/2 MAGGIO 2025
M A N U FA C T U R I N G | I N D U S T R I A L I T | A U T O M AT I O N | M E C H AT R O N I C S
magazine
SPECIALE SPS
ITALIA
INDUSTRIA 5.0
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AT-THE-EDGE
INDUSTRIA 5.0 24 L’intelligenza artificiale at-the-edge al servizio dell’industria 5.0 26 Imprese sostenibili con i criteri ESG
EDITORIALE 4 La trasformazione digitale delle imprese NEWS 6 L’eccellenza tecnologica italiana alla middle east energy di Dubai 8 Sustainability impact awards, premiati i vincitori della terza edizione 12 Tools for Smart Minds (T4SM) 14 Come aumentare la produttività? 18 Ventilazione da tetto con controllo di portata d’aria intelligente 20 Innovazioni che aiutano a competere
4
SPECIALE SPS ITALIA 30 Come SPS Italia guida la rivoluzione dell’industria 5.0 34 B&R: nuovi modelli della famiglia Codian 36 Bosch Rexroth: Apertura, collaborazione e co-creazione 38 Festo: Automation for a world in motion
6
8
20
24
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
Industry Design magazine
Redazione
4.0
n. 1/2 Maggio 2025 Supplemento a Meccanica&Automazione di Aprile/Maggio 2025 www.innovareweb.it
Direttore Responsabile Giorgio Albonetti Coordinamento Editoriale Area Industry Marco Tenaglia marco.tenaglia@quine.it – cel. 3298490024 Direttore tecnico Carlo Marchisio
40 Keba: “Create your own automation solution” 42 Lovato Electric: Le ultime novità di prodotto 44 Sick: Le tue esigenze diventano
realtà 47 Leuze: Servizi e sicurezza 48 SMC: Innovazione per l’industria connessa
Segreteria di Redazione Cristina Gualdoni cristina.gualdoni@quine.it – cel. 3477623887 Hanno collaborato a questo numero Mario Gargantini, Patrizia Ricci
26
Pubblicità
Ufficio Traffico Elena Genitoni e.genitoni@lswr.it – tel. 0289293962
Servizio abbonamenti
abbonamenti.quine@lswr.it Abbonamento annuale € 25 Costo copia singola € 7,07 (presso l’editore)
Produzione Antonio Iovene | Procurement Specialist a.iovene@lswr.it | Cell. 349.1811231 Grafica e Fotolito Fabio Castiglioni Stampa Tipografia Galli & C - Varese
Iscrizione al R.O.C. n. 12191 del 29/10/2005 Tutti gli articoli pubblicati su Industry 4.0 Design magazine sono redatti sotto la responsabilità degli Autori. La pubblicazione o la ristampa degli articoli deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/03, i dati di tutti i lettori saranno trattati sia manualmente sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dall’art. 11 D.Lgs. 196/03. I dati potrebbero essere comunicati a soggetti con i quali Quine S.r.l. intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Quine S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel +39 02 864105 Fax +39 02 72016740, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui all’art. 7 D.Lgs. 196/03. Ai sensi dell'art. 13 Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali 679/2016 di seguito GDPR, i dati di tutti i lettori saranno trattati sia manualmente, sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dagli art. 5-6-7 del GDPR. I dati potranno essere comunicati a soggetti con i quali Edra S.p.A. intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Edra S.p.A., Via G. Spadolini 7 - 20141 Milano, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui agli articoli 15-21 del GDPR.
Testata associata
30 1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
5
News
a cura della redazione
ANIE CONFINDUSTRIA E ICE AGENZIA PORTANO L’ECCELLENZA TECNOLOGICA ITALIANA ALLA MIDDLE EAST ENERGY DI DUBAI 2025
Nel 2024 le esportazioni di tecnologie italiane per le transizioni ecologica e digitale verso gli Emirati Arabi Uniti hanno superato la cifra record di 600 milioni di euro Si è conclusa ieri con successo la partecipazione italiana guidata da ANIE Confindustria, in collaborazione con l’Ufficio ICE Agenzia di Dubai, alla Middle East Energy, la più importante manifestazione fieristica del Medio Oriente dedicata alle tecnologie per l’energia, che si è tenuta presso il Dubai World Trade Centre dal 7 al 9 aprile 2025. Con più di 40.000 professionisti del settore energia, 1.600 espositori internazionali e una rappresentanza di oltre 90 Paesi, la manifestazione conferma non solo il proprio ruolo chiave nell’area MENA, ma anche la sua crescente rilevanza su scala globale. Il Padiglione Italia, tra i principali padiglioni nazionali, ha valorizzato l’eccellenza dell’industria elettrotecnica ed elettronica italiana, consolidando altresì la presenza delle imprese di ANIE in un’area strategica per lo sviluppo economico e industriale. In affiancamento alla partecipazione fieristica, grazie alla 6
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
collaborazione con Informa Markets, ANIE ha presentato il Padiglione Italia e i suoi espositori a delegazioni di buyer esteri ospitati dalla fiera, provenienti da diversi Paesi tra cui Gambia, Senegal, Palestina, Zimbabwe, Pakistan e Ghana, per promuovere ulteriormente l’offerta delle aziende italiane. La Middle East Energy è un hub fondamentale per creare partnership e nuove opportunità di business in un mercato trainato da ambiziosi progetti infrastrutturali e da una crescente domanda di tecnologie nei settori delle transizioni ecologica e digitale. Al centro della manifestazione: la produzione da fonti energetiche rinnovabili, le tecnologie per la trasmissione, la distribuzione e la mobilità elettrica. Il mercato emiratino, impegnato da anni in un processo di diversificazione energetica, offre importanti opportunità per le tecnologie italiane, grazie anche all’introduzione della UAE Energy Strategy 2050, che prevede
il raggiungimento di una quota di energie rinnovabili sul mix di generazione vicina al 50% e significativi investimenti in infrastrutture per la trasmissione e la distribuzione elettrica. Nel solo 2024 le esportazioni italiane verso gli Emirati Arabi Uniti nei settori Anie sono cresciute del 19%, superando la cifra record di 600 milioni di euro, in costante crescita negli ultimi cinque anni (+234 milioni di euro rispetto ai valori del 2019). La presenza delle imprese italiane nell’area si concentra nei settori chiave della filiera elettrica e delle tecnologie per l’edilizia evoluta.
Opportunità strategiche per le aziende italiane
Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano una destinazione di grande interesse per le imprese italiane fornitrici di tecnologie avanzate, grazie a un contesto economico dinamico e a una visione strategica di sviluppo di lungo periodo orientata all’innovazione e alla sostenibilità, in particolare nei settori: Energia: investimenti per 600 miliardi di AED entro il 2050, con l’obiettivo di coprire il 50% della generazione con fonti rinnovabili e aumentare l’efficienza energetica del 40%. Ampio spazio per soluzioni legate a fotovoltaico, storage, mobilità elettrica, smart grid. Costruzioni: il settore residenziale e terziario è in forte espansione, spinto dalla crescita demografica e da progetti sostenibili in linea con il Dubai Master Plan 2040. Si stima che entro il 2030 la domanda abitativa e terziaria a seguito dell’aumento demografico (attesi 5 milioni di abitanti entro tale data) darà impulso a un forte sviluppo delle opportunità offerte dalle tecnologie per l’edilizia smart e sostenibile. Innovazione e digitalizzazione: in so-
stenuta espansione la domanda di investimenti pubblici su automazione, smart building, ICT e soluzioni sostenibili nell’ambito della National Innovation Strategy. “La presenza alla Middle East Energy di Dubai rappresenta un momento centrale nella programmazione annuale delle attività internazionali di ANIE – ha dichiarato Ludovica Zigon, coordinatrice del Comitato Affari internazionali di ANIE Confindustria. Con il prezioso supporto dell’ufficio locale di ICE Agenzia accompagniamo numerose piccole e medie imprese nel loro percorso di ingresso nel mercato emiratino, contribuendo a creare relazioni commerciali durature con i partner locali. Una presenza strategica – ha concluso Zigon – in un’area geografica ad alto potenziale e cruciale per lo sviluppo a lungo termine, in un contesto competitivo in costante evoluzione.” “Siamo orgogliosi della nostra partnership con ANIE e delle aziende italiane che ha accompagnato alla MEE 2025, rappresentative di un settore che è un pilastro di eccellenza del nostro Paese – ha affermato Valerio Soldani, Direttore Ufficio ICE Dubai. L’elettrotecnica non solo è un driver fondamentale per la domanda domestica italiana ed europea, ma gioca anche un ruolo cruciale nell’export. In particolare, negli Emirati Arabi Uniti, il settore energetico è un motore di crescita che trascina anche settori affini, contribuendo in modo significativo allo sviluppo della transizione energetica e alla diversificazione dell’economia non-oil. Con un export di apparecchiature elettriche verso gli EAU che ha raggiunto i 615 milioni di euro (+19%), l’Italia si conferma come uno dei principali paesi esportatori, posizionandosi al decimo posto. Questi ottimi risultati – ha evidenziato Soldani in chiusura – si inseriscono in un quadro di crescita complessiva dell’export italiano nel 2024, che arriva a 7,9 miliardi, in crescita del 19% con una performance eccellente nel settore delle tecnologie”. 1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
7
News
a cura della redazione
SUSTAINABILITY IMPACT AWARDS PREMIATI I VINCITORI DELLA TERZA EDIZIONE Schneider Electric ha premiato A2A, LATI, LAV. EL. Power, Padania Acque e SACMI premiate per aver realizzato progetti ad alto impatto verso la sostenibilità. Le cinque aziende sono un esempio di “Impact Maker Schneider Electric, leader nella digitalizzazione della gestione dell’energia e dell’automazione, ha annunciato i 5 vincitori nazionali della terza edizione del Sustainability Impact Awards, l’iniziativa con cui l’azienda premia clienti, partner di canale e fornitori che si sono distinti per aver dimostrato di ottenere risultati di eccellenza in termini di sostenibilità., con progetti innovativi e azioni concrete nei settori in cui operano. Le 5 realtà italiane vincitrici di quest’anno sono A2A, Padania Acque, SACMI e LATI per la categoria “clienti” e LAV.EL. Power ha ricevuto il riconoscimento come partner. La cerimonia si è tenuta oggi lunedì 14 aprile, presso la Sala Convegni di Intesa Sanpaolo, nel prestigioso palazzo storico di piazza Belgioioso a Milano. Il Presidente e Amministratore Delegato di Schneider Electric Italia, Davide Zardo, ha commentato: “Il nostro obiettivo è accompagnare le imprese italiane in un percorso virtuoso, che produce risultati concreti a livello di business e accelera l’innovazione. Questo percorso è fatto di progetti basati sull’elettrificazione, la digitalizzazione e l’automazione realizzati da aziende che scelgono la gestione ottimale delle risorse e la decarbo8
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
nizzazione come pilastro della loro strategia” “Il massimo impatto si ottiene quando questo approccio è scelto dall’intera filiera: ogni anno premiamo i nostri clienti, ma anche i fornitori ed i partner della nostra rete proprio per dimostrare che perseguire la crescita attraverso scelte orientate alla sostenibilità è la strada maestra per la competitività dell’intero ecosistema. Mi congratulo con i vincitori di quest’anno e li ringrazio per averci ispirato e stimolato nel nostro impegno ad essere partner per la transizione digitale e sostenibile del nostro paese“ A seguire Luca Mezzomo, Head of Macroeconomic Analysis Intesa Sanpaolo ha parlato dello scenario macroeconomico e dei trend della sostenibilità, per poi lasciare la parola in tavola rotonda alle aziende vincitrici. Facendo leva sull’innovazione, sulla digitalizzazione e sull’efficienza queste realtà, che Schneider Electric definisce Impact Maker, grazie ad azioni strategiche e concrete dimostrano di avere un “impatto” realmente significativo sia sul business, sia sul pianeta - due ambiti che crescono parallelamente - trasformando le loro ambizioni di sostenibilità in risultati tangibili.
I VINCITORI E I LORO PROGETTI A2A: transizione energetica ed economia circolare
A2A è una Life Company multiutility che produce, distribuisce e commercializza energia rinnovabile, elettricità, gas, fornitura idrica integrata e servizi di gestione dei rifiuti, con una presenza significativa nel Nord Italia. L’azienda è stata premiata per l’eccellente modello di business e per la capacità di generare valore condiviso. Le attività diversificate dell’azienda creano importanti sinergie tra i settori in cui sono presenti (energia, reti, ambiente, ciclo dell’acqua), dando vita a veri e propri modelli di transizione ecologica, con un forte focus sui criteri ESG e una logica di integrazione tra aspetti economici, sociali e ambientali. A2A, in particolare, ha installato nella città di Milano la prima cabina di distribuzione elettrica compatta sotterranea, realizzata in collaborazione con Schneider Electric per far fronte alle inondazioni e agli eventi climatici estremi, rafforzando l’infrastruttura di rete e riducendo l’impatto di consumo di suolo urbano. Sempre grazie al supporto di Schneider Electric, l’azienda ha adottato una piattaforma evoluta (ADMS – Advanced Distribution Management System) per pianificare, simulare, monitorare e controllare la rete di distribuzione elettrica a servizio delle città di Milano, Brescia e Cremona, aumentando efficienza e la qualità del servizio offerto alle comunità. Il premio è stato ritirato da Davide Della Giustina, Business Transformation Officer del Gruppo A2A.
Padania Acque: efficienza nella gestione dell’acqua e dell’energia Padania Acque è una società di gestione del ciclo integrato delle acque che serve 113 comuni della provincia di Cremona, gestendo oltre 500 siti remoti su circa 4500 km di reti. L’azienda è stata premiata per l’adozione di sistemi e tecnologie innovative che favoriscono una gestione efficiente e ottimizzata del servizio idrico integrato. I risultati ottenuti dimostrano un forte impegno verso l’ambiente, la responsabilità sociale d’impresa, il valore generato e distribuito sul territorio, la qualità e sicurezza dell’acqua potabile e l’efficienza energetica. Grazie alle soluzioni implementate da Schneider Electric, come Ecostruxure Water Advisor (simulatore e gestore delle reti idriche e delle perdite) ed Ecostruxure Geo SCADA Expert, che consente una gestione efficiente dei siti remoti, l’EBITDA dell’azienda è aumentato del 24% negli ultimi tre anni, riducendo i consumi energetici del 18% e raggiungendo la “classe A” nell’indice ARERA RQTI. Padania Acque ha dimostrato di essere un’azienda altamente sostenibile, riducendo notevolmente le perdite e l’utilizzo di energia elettrica, offrendo un servizio ai cittadini più efficiente e creando maggior valore per il territorio. Il premio è stato ritirato da Alessandro Lanfranchi, Amministratore Delegato di Padania Acque.
1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
9
News SACMI: aumento della produttività e risparmio energetico
SACMI Packaging & Chocolate vanta oltre 115 anni di esperienza nel settore della produzione e del confezionamento del cioccolato; offre macchine e linee complete per lo stampaggio del cioccolato e soluzioni di confezionamento per prodotti alimentari e non alimentari, garantendo la più alta qualità. L’azienda è stata premiata per aver sviluppato una macchina che supera i limiti di produzione tradizionali con la massima affidabilità e flessibilità, gestendo i nuovi materiali eco-sostenibili. Grazie a Schneider Electric, che ha installato su questo macchinario ben 40 azionamenti meccatronici indipendenti che accelerano la velocità e aumentano la produttività del 25%, SACMI raggiunge oltre 250 confezioni al minuto con tempi di cambio formato notevolmente ridotti. Adottando componenti connessi, che consentono la raccolta e la trasmissione dei dati relativi a prestazioni e consumi, l’azienda si assicura, inoltre, un’ottimizzazione continua. Oltre a vantaggi produttivi ed economici, anche il risparmio energetico è notevole: i motori Schneider Electric recuperano l’energia di frenata e la utilizzano per alimentare i motori in accelerazione, con uno scambio continuo di energia che permette di risparmiare fino al 40% di energia per ogni articolo confezionato. La macchina è progettata per gestire anche materiali di incarto ecologici, in linea con gli obiettivi di basso impatto ambientale sempre più importanti per la clientela finale. Il premio è stato ritirato da Ernesto Gabrielli, Direttore Wrapping Business Unit, SACMI Packaging & Chocolate SpA.
LATI: strategie di decarbonizzazione per raggiungere il Net Zero
LATI è leader in Europa nella produzione di compound termoplastici tecnici per lo stampaggio a iniezione: i suoi prodotti di punta sono materiali autoestinguenti destinati principalmente al mercato elettrico ed elettrotecnico. L’azienda fa parte dei 1000 più importanti fornitori di Schneider Electric ed è stata premiata per l’impegno portato avanti nell’abbattimento delle sue emissioni e per l’efficienza energetica. LATI considera la sostenibilità come uno dei pilastri strategici su cui basare le proprie attività e, in linea con la strategia di riduzione dei consumi energetici, continua a perseguire il percorso di decarbonizzazione in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. L’azienda ha attivato azioni quali il monitoraggio accurato dei consumi energetici nell’intero processo produttivo attraverso l’utilizzo del sistema di controllo energetico Power Monitoring Expert di Schneider Electric, l’ ap10
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
provvigionamento al 100% di energia da fonti idroelettriche rinnovabili certificate, installazione di un impianto fotovoltaico presso lo stabilimento di Gornate Olona che raggiunge un valore di picco di 400 KW, il revamping e miglioramento dell’efficienza energetica dei macchinari di produzione. LATI ha inoltre ridotto i consumi di energia per il riscaldamento delle proprie sedi, anche incentivando il telelavoro. Con questo impegno, LATI persegue come fornitore di Schneider l’obiettivo di ridurre del 50% le emissioni di scope 1 e 2, nel quadro del programma “Zero Carbon Project”. Il premio è stato ritirato da Michela Conterno, AD di LATI.
LAV.EL.Power: efficientamento e risparmio energetico nel settore sanitario
LAV.EL.Power è un partner della rete EcoXpert di Schneider Electric e si occupa della progettazione e costruzione di impianti elettrici, meccanici e tecnologici nel settore industriale e terziario. L’azienda è stata premiata per il progetto di efficientamento del centro polispecialistico Centro Morrone di Caserta, che negli ultimi 15 anni ha investito nel migliorare la sua sostenibilità. LAV.EL. Power ha implementato diverse soluzioni per migliorare l’impatto energetico del centro, in particolare installando un impianto fotovoltaico da 250 kW e realizzando un impianto geotermico e pompe di calore ad alta efficienza, che vanno a coprire circa il 50% del suo fabbisogno energetico. Il Centro Morrone ha, inoltre, scelto di utilizzare veicoli elettrici per offrire il servizio di trasporto di pazienti non autosufficienti ed è stata quindi realizzata l’infrastruttura di ricarica. Implementando le soluzioni tecnologiche Schneider Electric per digitalizzare l’energia - in particolare il software EcoStruxure Building Operation – inoltre, il Centro Morrone è in grado di monitorare e controllare costantemente gli impianti della struttura, incluse le temperature degli ambienti e la qualità dell’aria, parametri di enorme importanza nel settore sanitario, oltre che ottenere un rilevante risparmio energetico. Il premio è stato ritirato dall’ Ing. Vincenzo Russo, Direttore Tecnico di Lav.EL Power.
Dall’Italia al mondo
Le 5 aziende vincitrici del premio in Italia potranno ora concorrere alle fasi successive dei Sustainability Impact Award che si concluderanno con la premiazione a livello mondiale, che si terrà in occasione dell’evento Schneider Electric Innovation Summit nell’autunno 2025.
it’s HOME
it’s BUILDING
it’s INDUSTRY
it’s CITY
it’s MARINE
Experience complesse OPERAZIONI SEMPLICI. INDUSTRIAL AUTOMATION
TECNOLOGIE
INDUSTRIAL AUTOMATION.
Soluzioni integrate e su misura per ogni esigenza, nel mondo dell’impiantistica.
Affidati alle migliori tecnologie per il tuo business. Inquadra il QR code e scopri di più.
La nostra expertise garantisce risposte efficaci, affidabili e innovative per quadristi, costruttori di macchine, industrie di produzione. All’interno del focus Industrial Automation le Soluzioni che proponiamo per affiancare i professionisti del settore nella messa in servizio di prodotti di automazione, prevedono servizi di consulenza per la scelta delle migliori tecnologie, e l’affiancamento nel costruire le competenze utili all’applicazione delle stesse. Non solo per migliorare produttività ed efficienza, ma per garantire equilibrio e sostenibilità, e rispondere a esigenze di efficientamento a 360 gradi.
Perfezione perfetta. www.comoliferrari.it
www.itselettrica.it
NEWS AZIENDE a cura della redazione
Macchina Robodrill
TOOLS FOR SMART MINDS (T4SM) PER CEMBRE: LA MANUTENZIONE PREDITTIVA PER PREVENIRE L’USURA DEGLI UTENSILI In un contesto globale di crescente digitalizzazione, la manutenzione predittiva sta trasformando la gestione dei processi industriali, offrendo soluzioni innovative per prevedere guasti e ottimizzare le risorse che eliminano i costi legati a inefficienza e fermo impianti: implementata correttamente, la manutenzione predittiva è in grado di eliminare in modo definitivo gli sprechi generati da quella ad evento e da quella programmata. Grazie a connettività, dati e sistemi intelligenti, un qualsiasi cambiamento derivante dall’usura o da altri danni, può infatti essere rilevato in fase iniziale e risolto prima di un fermo improvviso dell’impianto. In questo contesto, si inserisce la collaborazione tra Cembre e TOOLS for SMART MINDS (T4SM), azienda specializzata in soluzioni software per l’industria manifatturiera e parte di Diginnova, l’hub innovativo fondato da Telmotor – big player di soluzioni altamente 12
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
specializzate per i settori illuminazione, automazione industriale ed energia - all’interno del quale si raggruppano skill strategiche e verticali per lo sviluppo di processi innovativi digitali. Fondata nel 1969, Cembre è un’azienda leader in Europa nella progettazione e produzione di connettori elettrici a compressione e utensili per la loro installazione. Con oltre 850 dipendenti distribuiti tra la sede principale di Brescia e le filiali in Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, Cembre è un punto di riferimento importante per mercati strategici come quello ferroviario, industriale e delle utilities. L’azienda, che opera su un’area di 120.000 metri quadrati, si distingue per un’organizzazione degli spazi razionale e per un ambiente di lavoro progettato per garantire sicurezza, efficienza e comfort. La continua ricerca di innovazione tecnologica ha
spinto Cembre a collaborare con T4SM per sviluppare un modello di analisi dell’usura degli utensili impiegati nelle lavorazioni meccaniche: esigenza cruciale era identificare tempestivamente i comportamenti anomali degli utensili, ridurre al minimo gli sprechi di produzione e migliorare la gestione del magazzino utensili, per aumentare la qualità e l’efficienza dei processi produttivi. Il modello di Intelligenza Artificiale richiesto da Cembre doveva quindi garantire, in tempo reale, una maggiore sostenibilità del processo produttivo. Il sistema sviluppato da T4SM si basa su algoritmi proprietari di intelligenza artificiale e analisi dei dati e integra due componenti principali: iDaq, la piattaforma universale per lo scambio istantaneo delle informazioni tra l’impianto e le diverse risorse aziendali che, grazie alla funzione di diagnostica istantanea delle anomalie riscontrate, permette agli operatori di poter intervenire tempestivamente sul problema prima di eventuali peggioramenti; e Machine Learning Server, la soluzione software che elabora i dati con innovativi algoritmi di Manutenzione Predittiva per stimare l’usura degli utensili e ottimizzare il processo produttivo. Attraverso un primo modulo, il modello elabora i dati campionati da iDaq quando l’utensile è montato in macchina, mentre un secondo modulo estrae le caratteristiche utili e importanti per l’analisi tramite Machine Learning Server. Il pannello operatore a bordo macchina permette agli operatori di dichiarare agilmente la configurazione della macchina, indicando gli utensili utilizzati e visualizzare l’usura stimata di questi ultimi. Questo modello di Intelligenza Artificiale si adatta perfettamente all’architettura di raccolta e di analisi dei dati di Cembre, è semplice e garantisce un’altissima affidabilità nell’elaborazione
About TOOLS for SMART MINDS - T4SM sviluppa software per la raccolta e l’analisi dei dati, la manutenzione predittiva e la digitalizzazione dei processi produttivi. Da più di vent’anni il nostro team lavora a stretto contatto con diverse realtà dei settori automobilistico, aerospaziale, metallurgico, energetico, infrastrutture e alimentare, offrendo soluzioni personalizzate e basate su tecniche di Intelligenza Artificiale e Machine Learning. T4SM progetta da zero soluzioni di alta qualità facilmente integrabili con prodotti di terze parti, che aiutano i clienti ad accorciare il time-to-market dei loro sistemi. T4SM utilizza la metodologia AGILE per lo sviluppo dei progetti software ed il co-design delle applicazioni con benefici immediati per i clienti, aiutandoli ad ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti.
About Diginnova - Fondato da Telmotor nel 2021, Diginnova Srl è il network d’imprese che integra alcune delle competenze chiave per lo smart manufacturing come reti e Cybersecurity, Building solutions, intelligenza artificiale e manutenzione predittiva. L’obiettivo è sviluppare soluzioni Industrial IoT dedicate a costruttori di macchine e clienti finali che operano in diversi ambiti industriali, come food, packaging, tessile, siderurgia, sanità, logistica, farmaceutica, oil & gas e automotive. L’offerta di Diginnova è attualmente estesa a soluzioni di System Integration, Building Automation e Industry 5.0. In Diginnova, la solida rete tecnico-commerciale di Telmotor è affiancata dalle competenze complementari di ITCore, società specializzata nel settore ITC, telecomunicazioni e servizi IT; REDI, partner specializzato nelle soluzioni di Building Automation e T4SM, società specializzata in modelli di Manutenzione Predittiva, che si avvalgono dell’integrazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale. La holding, partecipata al 100% da Telmotor, che ha acquisito le aziende oggi parte di Diginnova, ha l’obiettivo futuro di introdurre, parallelamente all’evoluzione digitale e alle esigenze di Industry 5.0, nuovi partner che offrano competenze, servizi e soluzioni specifiche in altri ambiti, come il Virtual commissioning e la Robotica.
di un’enorme quantità di dati ricevuti dall’impianto. “L’obiettivo principale del progetto – commentano Pietro Bolpagni e Nadia Vivante, rispettivamente Project Manager e Planning and Administration Manager di T4SM - era quello di prevenire eventuali fermi della linea di produzione in modo da non rallentare i processi produttivi ed efficientare i tempi di controllo e manutenzione, evitando di rallentare o bloccare del tutto le lavorazioni. La nostra soluzione non solo ha permesso a Cembre di ridurre i difetti di produzione e gli sprechi, ma ha anche migliorato la sostenibilità del processo produttivo e la gestione delle risorse aziendali, rendendo la produzione più efficiente e resiliente. Il pannello a bordo macchina è molto intuitivo e opera in stretta connessione con gli operatori, coadiuvando l’expertise di chi è sul campo da molto tempo”. Grazie alle soluzioni proposte, Cembre ha la possibilità di effettuare attività di manutenzione predittiva e non dover aspettare, quindi, che si verifichi un guasto potenzialmente in grado di fermare la linea di produzione. La tecnologia T4SM permette a Cembre di pianificare interventi preventivi, massimizzare la qualità dei prodotti in tempo reale, ridurre gli sprechi e i costi operativi e tracciare completamente gli utensili, garantendo così anche maggiore efficienza del magazzino. La soluzione è inoltre modulare e scalabile, e permette agilmente implementazioni e future modifiche. TOOLS for SMART MINDS si conferma un partner strategico per l’industria manifatturiera, offrendo soluzioni personalizzate che combinano agilità, affidabilità e un approccio orientato al cliente. “In un settore altamente competitivo, l’innovazione tecnologica è cruciale per mantenere la leadership – spiega Piervincenzo Tavormina, Industrialization Engineer di Cembre– T4SM è stato un partner fondamentale nell’affrontare la problematica dell’analisi dell’usura utensile tramite tecniche di AI, tematica di assoluto rilievo e allo stato dell’arte nell’ambito delle lavorazioni meccaniche. Con grande competenza hanno implementato una soluzione flessibile ma allo stesso tempo robusta che ci ha consentito di concludere il progetto con successo e di poterne applicare i benefici anche in altri ambiti produttivi.” 1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
13
Hoffmann Group a cura della redazione
Con i sistemi di asservimento automatizzato GARANT Automation è possibile aumentare lo sfruttamento delle macchine fino al 90%
COME AUMENTARE LA PRODUTTIVITÀ?
Grazie a soluzioni integrate, Hoffmann Group offre risposte immediate alle criticità della produzione Nell’industria metalmeccanica, massimizzare la produttività non rappresenta più un’opzione, ma una necessità per avere successo in un mercato sempre più incerto, complesso e competitivo. È proprio partendo da questa consapevolezza che Hoffmann Group ha sviluppato soluzioni mirate e integrate, finalizzate a convertire le inefficienze in sinergie capaci di aumentare la produttività. Il risultato? Processi produttivi ottimizzati, in grado di generare valore tangibile fin da subito.
Le sfide di un mercato complesso
Hoffmann Group, con oltre ottomila clienti in Italia e una rete di più di ottanta consulenti tecnico-commerciali, conosce bene le numerose criticità che grandi industrie e medie e piccole officine meccaniche affrontano ogni giorno. Dalla concorrenza con i Paesi extraeuropei alla 14
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
richiesta di qualità elevata a costi sempre più bassi, fino alle difficoltà legate alla riduzione e alla variabilità dei lotti di produzione, le strozzature nelle catene di fornitura e la carenza di manodopera. Ancora, la spinta verso la sostenibilità, l’elettrificazione dell’automotive, l’impiego di nuovi materiali, la connettività, la trasformazione digitale: in sintesi grandi cambiamenti che possono rappresentare un’opportunità, ma che esigono di farsi trovare pronti a coglierli, ripensando rapidamente assetti organizzativi e operativi ormai consolidati.
Come impattare sulla produttività
Nonostante sia chiaro come la partita nel settore industriale si giochi sul terreno della produttività, molte realtà ancora sottovalutano o accettano come un dato di fatto le inefficienze all’interno dei propri processi. Hoffmann
Group propone un approccio diverso: aiuta i propri clienti a individuare le sinergie in grado di rendere i processi più efficienti e produttivi. Grazie a molteplici soluzioni mirate, scalabili e integrate, è possibile superare le criticità con interventi precisi, implementabili progressivamente e perfettamente interconnessi, portando risultati concreti e tangibili a breve termine in più settori aziendali: dai processi di produzione alla gestione della documentazione, dalle postazioni di lavoro e la sicurezza ai processi di approvvigionamento.
Automazione e digitalizzazione della produzione
Lunghi tempi di ricerca degli utensili e di attrezzaggio riducono l’utilizzo effettivo delle macchine utensili, così come fermi macchina imprevisti causano inutili perdite di tempo e di risorse. Queste inefficienze generano una costante riduzione della produttività, pur essendo facilmente superabili attraverso soluzioni già disponibili. In fase di programmazione della produzione, ad esempio, Hoffmann Group fornisce un servizio di consulenza che consente di individuare gli utensili più appropriati e progettare attrezzature speciali per sviluppare cicli di lavoro più affidabili e veloci. In produzione, è poi possibile aumentare la capacità di sfruttamento delle macchine fino al 90% con i sistemi di asservimento automatizzato GARANT e, grazie alle tante soluzioni di distribuzione automatizzata di utensili, anche con servizio di refill, è possibile facilmente ottimizzare la gestione delle scorte, riducendo gli sprechi e il capitale immobilizzato anche
del 30%. Ancora, tramite i software Connected Manufacturing e Connected Metrology, è possibile controllare in modo efficiente i processi e le risorse, siano esse utensili, attrezzature o strumenti di misura, ottenendo la massima conoscenza, trasparenza e precisione dei processi.
Gestione dei dati e della documentazione
Anche la gestione manuale dei dati e della documentazione, lenta e soggetta a errori, la difficoltà di mantenere aggiornati database di utensili e commesse e la presenza di documenti carenti, imprecisi o incompleti possono rallentare la produzione e pregiudicare l’affidabilità di processo. In questi casi, Hoffmann Group dispone di numerose soluzioni, come, ad esempio, i Connected Tools (HCT), che trasferiscono i dati di misura rapidamente e senza errori via Bluetooth, e ToolScout, un motore di ricerca che consente di individuare rapidamente gli utensili più adatti e i dati applicativi relativi a oltre cinquanta processi di lavorazione. Lo stesso software Connected Metrology, ad esempio, consente anche di gestire puntualmente i certificati di taratura e di avere tutta la documentazione necessaria in caso di audit.
Ambiente di lavoro organizzato e sicuro
Tra i fattori forse più sottovalutati che possono ridurre la produttività rientrano anche un luogo di lavoro disorganizzato e la scelta di DPI scorretti o scomodi che possono ridurne l’accettazione da parte delle persone o risultare inadeguati nella prevenzione di infortuni o malattie. È possibile trasformare queste inefficienze in sinergie, ad
I software Connected Manufacturing e Connected Metrology consentono di gestire in modo efficiente processi, utensili, attrezzature e strumenti di misura
1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
15
Hoffmann Group a cura della redazione
Gli Hoffmann Group Connected Tools (HCT) trasferiscono i dati di misura rapidamente e senza errori via Bluetooth
esempio, preferendo arredi industriali progettati secondo i principi delle 5S, quindi creando postazioni ordinate e confortevoli, capaci di rendere i processi più fluidi e aumentare la motivazione degli operatori, e investendo in DPI su misura e abbigliamento da lavoro personalizzati. In entrambi i casi, Hoffmann Group offre ai propri clienti la consulenza di tecnici specializzati, capaci di sviluppare progetti ad hoc finalizzati a produrre miglioramenti concreti nell’ambiente di lavoro.
Digitalizzazione degli approvvigionamenti
Anche l’ottimizzazione dei processi di approvvigionamento può efficacemente contribuire alla crescita della produttività complessiva di un’azienda. I processi di acquisto manuali richiedono più tempo, sono soggetti a errori umani e rendono più difficile monitorare e ottimizzare le scorte, risultando meno affidabili, meno trasparenti e più costosi. In questo campo, Hoffmann Group, ad esempio, è in grado di interfacciarsi digital-
Le soluzioni di distribuzione di utensili e DPI consentono di riordinare in automatico i prodotti sottoscorta
Postazioni di lavoro organizzate e confortevoli rendono i processi più fluidi e aumentano la produttività degli operatori
16
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
mente tramite le principali soluzioni di e-Procurement, come l’EDI, l’OCI/Punchout e i cataloghi elettronici, grazie a un team e-Business dedicato. Anche l’eShop di Hoffmann Group presenta funzioni avanzate che consentono di ottimizzare i processi di acquisto, così come le soluzioni di distribuzione di utensili, attrezzature e DPI consentono di riordinare in automatico i prodotti sottoscorta, evitando rallentamenti o blocchi della produzione.
Utensili da taglio ad alte prestazioni
Ruolo centrale nella strategia di Hoffmann Group è rivestito senza dubbio dagli utensili da taglio, che nell’ottica di massimizzare la produttività oggi richiedono un netto cambio di mentalità: non tanto la durata, quanto la prestazione dovrebbe essere criterio prevalente nella loro scelta. L’Ing. Davide Osti, PM Cutting Tools & Clampings di Hoffmann Italia, spiega infatti che gli utensili da taglio incidono pochissimo sui costi di produzione, ma che, scegliendo la strategia di lavoro adatta e utensili performanti in base ai corretti parametri, è possibile ridurre i costi di produzione unitari anche del 15% e aumentare notevolmente la produttività. “A fine giornata, è meglio aver prodotto cinque pezzi in più che aver risparmiato 3 euro sull’utensile”. Mentre nei tempi inattivi è possibile ottenere un aumento della produttività tramite l’automazione e attrezzaggi veloci, durante la fase di lavoro, sono le strategie di lavoro – HPC, MTC, HSC, TPC, ecc. – e utensili da taglio più performanti a fare la differenza. In questo, Hoffmann Group eccelle grazie agli utensili GARANT Master, un‘ampia gamma caratterizzata dalle alte prestazioni che consente di realizzare ogni lavorazione, di ogni materiale, con ogni strategia di lavoro.
MultiSwiss è una linea di prodotti che colma il divario tra i torni multimandrino e quelli monomandrino. La gamma viene proposta in 3 diametri: 16 mm e 32 mm in versione 6 mandrini e 26 mm in versione 8 mandrini. Veri e propri centri di lavoro, queste macchine sono in grado di ricevere molteplici utensili, permettendo di eseguire le operazioni più avanzate. Contattateci per scoprire come possiamo migliorare le vostre prestazioni di tornitura. tornos.com
Prestazioni, precisione e perseveranza sono i mattoni dell’innovazione
MultiSwiss We keep you turning
NEWS AZIENDE a cura della redazione
VENTILAZIONE DA TETTO CON CONTROLLO DI PORTATA D’ARIA INTELLIGENTE
Fandis, esperta nelle soluzioni per la ventilazione dei quadri elettrici, introduce un nuovo concept negli algoritmi di controllo del sistema IIoT Sensis, sfruttando le caratteristiche dei torrini di estrazione da tetto in corrente continua regolabili. I sistemi ventilati si basano sullo scambio d’aria con l’esterno, attenuando la sovratemperatura prodotta dalle attività dei componenti. La portata del sistema di ventilazione viene dimensionata rispetto alle temperature raggiunte quando tutti i componenti lavorano contemporaneamente, condizione rara nella vita dell’impianto. La soluzione di Fandis si fonda sull’adattamento della velocità del ventilatore dell’estrattore alle richieste istantanee di raffreddamento, impiegando un modello matematico incrementale di tipo PID, che mettiamo qui a confronto con l’approccio tradizionale riportando i risultati misurati in laboratorio, dove viene riprodotta un’applicazione concreta. Per il sistema tradizionale viene impiegato un torrino da tetto in CA, regolato da un termostato meccanico impostato a 35°C e posizionato a circa 300mm dal tetto dell’armadio. In questa configurazione, dopo 14 ore di funzionamento, si rileva un consumo energetico complessivo dedicato al Thermal Management di 785 Wh. L’approccio innovativo viene comparato sullo stesso impianto, per lo stesso tempo impiegando un torrino da tetto in CC con driver PWM gestito del regolatore IoT Sensis. la temperatura negli hot spot rimane intorno ai 35°C, mentre il consumo energetico per lo stesso tempo di prova, si è ridotto di un quarto scendendo a soli 170 Wh. E’ evidente l'efficacia di questa soluzione rispetto alla tradizionale che, pur soddisfacendo il bisogno di raffrescare, 18
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
La curva arancione è in prossimità del termostato di regolazione, quella grigia più attigua all’hot spot, mentre la blu rappresenta l’aria fresca in ingresso.
ammette un comportamento oscillatorio della temperatura e una rumorosità maggiore, anche se intermittente. Con la tecnica basata sull’integrazione del dispositivo Sensis e di torrini di estrazione da tetto in CC, la temperatura negli hot spot rimane costante, con un efficientamento dei consumi energetici e una ventilazione più silenziosa.
News
a cura della redazione
INNOVAZIONI CHE AIUTANO LE IMPRESE A COMPETERE In uno scenario internazionale movimentato, le imprese sono alla ricerca di strumenti per accrescere l’efficienza e competere in una contingenza non facilitante ELAP da decenni mette le proprie competenze e capacità di ascolto a servizio delle aziende nel settore dell’automazione industriale, investendo in ricerca e sviluppo e mantenendo costantemente aggiornata la propria offerta in modo da proporre soluzioni al passo con la rapida evoluzione delle richieste formulate dal mercato. Con una gamma ampia e in costante crescita, ELAP è in grado di offrire soluzioni flessibili per ogni esigenza applicativa, permettendo ai clienti di produrre con la massima efficienza mantenendo sotto controllo i costi. Valeria Vigentini, Responsabile Comunicazione, e Luca Bruschi, Responsabile Vendite, ci hanno parlato delle più recenti evoluzioni nel settore e degli obiettivi di ELAP per il prossimo futuro. Il 2024 è stato un anno complesso per l’industria italiana. Ci sono stati però segmenti che hanno dimostrato maggiore resilienza: quali fra questi hanno espresso il maggior interesse nelle vostre soluzioni? Luca Bruschi: Abbiamo attraversato un’annata particolare per l’industria italiana, ed è innegabile che le difficoltà 20
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
di molti settori non siano passate inosservate anche per i fornitori di componenti. Alcuni segmenti, però, hanno reagito con slancio. In particolare, il packaging è un’industria che ha saputo far fronte alle turbolenze del mercato rinnovando prodotti e processi, fornendoci spunti per sviluppare nuove soluzioni e dimostrando un notevole apprezzamento per i nostri prodotti. La vostra gamma è molto ampia e comprende soluzioni che utilizzano diversi protocolli. Per quali tipi di prodotti avete notato un maggior dinamismo nelle richieste? Valeria Vigentini: Il nostro catalogo offre in effetti una scelta ampia, comprendendo strumenti che vanno dai potenziometri ai trasduttori lineari, magnetici e a filo, ma le soluzioni per le quali siamo più conosciuti sono gli encoder: ne offriamo una gamma completa, dai modelli rotativi incrementali agli encoder assoluti basati sull’Ethernet industriale. Il segmento più dinamico è quest’ultimo: gli encoder assoluti con bus di campo sono fra i più utilizzati. In particolare gli encoder con protocollo Profinet hanno una diffusione maggiore in quanto per-
ELAP Luca Bruschi e Valeria Vigentini
fettamente compatibili con i PLC del leader di mercato, ma siamo in grado di soddisfare richieste anche da aziende che utilizzano altri protocolli, come EtherCAT, Ethernet iP. Anche quest’anno sarete presenti a SPS Italia: quali sono le soluzioni per l’automazione che presenterete? Luca Bruschi: A SPS saremo presenti presso lo stand del Consorzio Profibus e Profinet Italia (padiglione 5, stand F026) con una selezione dei nostri encoder, ma i protagonisti saranno sicuramente MEM40B e MEM41B, i nuovi encoder multigiro con interfaccia I/O Link. Progettati appositamente per l’automazione intelligente, questi componenti rappresentano una soluzione avanzata e flessibile, facilmente integrabili nella moderna smart factory. Punto di forza dei nuovi encoder è la capacità di facilitare la comunicazione fra dispositivi, assicurando efficienza e affidabilità al processo produttivo. Questo avviene grazie al protocollo point-to-point I/O Link, che semplifica la connessione tra sensori e reti Ethernet o bus di campo industriali presenti nel sistema. L’interfaccia I/O Link permette ai nostri encoder di integrarsi facilmente con i sistemi esistenti, rendendo più efficiente l’installazio-
ne, la parametrizzazione e la manutenzione. Il protocollo I/O Link utilizza infatti lo stesso cavo per l’alimentazione del dispositivo e la trasmissione dei dati: il cablaggio semplificato implica una messa in funzione più rapida ed efficiente. Con MEM40B e MEM41B anche la parametrizzazione dei dispositivi della rete avviene automaticamente: il master I/O Link salva al suo interno tutti i parametri dei dispositivi connessi, minimizzando i tempi di configurazione. Nel caso occorra sostituire l’encoder, il master riparametrizza immediatamente il nuovo dispositivo semplificando così la manutenzione. Questi encoder sono inoltre molto compatti (appena 41 mm di diametro) e versatili. Offrono funzionalità avanzate tipiche dei sensori smart, come la diagnostica integrata per il rilevamento di errori di parametrizzazione, posizione, batteria e temperatura e la programmazione dei parametri operativi, come numero di giri, passi per giro, direzione di rotazione e preset. Gli encoder sono multigiro: con una risoluzione di 29 bit, pari a 8192 posizioni per giro e 65536 giri, permettono rilevazioni precise e affidabili. Le due varianti meccaniche - MEM40B: con flangia tonda e albero maschio e MEM41B: con albero cavo - permettono al dispositivo di adattarsi a diverse esigenze applicative. La connessione elettrica è garantita dal connettore M12; la custodia in alluminio assicura un alto grado di protezione, rendendo questi encoder adatti anche agli ambienti industriali più impegnativi. Come siete arrivati alla creazione di questi nuovi encoder, e quali vantaggi comporta la loro adozione per le aziende del comparto automazione? Valeria Vigentini: I nuovi encoder sono il risultato di una fase di progettazione relativamente impegnativa: abbia-
1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
21
News
mo dedicato tempo e risorse a questo prodotto per garantire un risultato conforme ai livelli qualitativi che i nostri clienti si aspettano pur offrendo una soluzione per sua natura conveniente. Per la prima volta abbiamo utilizzato la tecnologia I/O Link per i nostri encoder e i risultati ci hanno consentito di offrire un prodotto adatto a numerose applicazioni che ci permetterà di allargare la platea degli utilizzatori con un dispositivo dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. In particolare questi encoder implementano un’architettura di logica distribuita avanzata: nei sistemi di automazione, moduli master collegati ai sensori acquisiscono i dati e li trasmettono al PLC tramite un unico cavo. La tecnologia single-cable, semplificando drasticamente il cablaggio, riduce la complessità del sistema e incrementa significativamente l’efficienza operativa e la produttività complessiva. Grazie alla combinazione di compattezza, funzionalità avanzate e semplicità d’integrazione, gli encoder MEM40B e MEM41B con interfaccia IO-Link rappresentano la scelta ideale per chi desidera migliorare l’efficienza e la connettività nei sistemi di automazione. Un componente affidabile per l’industria 4.0, capace di offrire precisione e controllo in tempo reale.
stand C143) sempre presso lo stand del consorzio Profubus e Profinet Italia : una decisione motivata dall’obiettiva rilevanza del settore per la nostra azienda, che deve all’incirca il 10-15% del fatturato alle aziende produttrici di macchinari per il confezionamento e l’imballaggio. Ma non solo: riteniamo importante rivolgerci direttamente a questo segmento anche per il potenziale che sta esprimendo, portandoci a ritenere che le possibilità di crescita siano maggiori che in altri campi. Per quanto riguarda le soluzioni presentate, i nostri dispositivi sono per loro natura versatili e non è stato necessario sviluppare versioni specifiche per il packaging. Saremo quindi presenti con i nostri collaudati encoder Profinet, molto apprezzati in questo settore, ma naturalmente anche nel corso di questa manifestazione presenteremo i nuovi encoder I/O Link: riteniamo che siano destinati ad avere un notevole appeal, soprattutto per l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Con il controllo dei costi che acquista un’importanza crescente, in modo trasversale a tutti i settori e nelle aziende di ogni dimensione, prodotti come i nostri encoder MEM40B e MEM41B possono contribuire a fare la differenza per le aziende che si stanno trovando ad affrontare mercati sempre più competitivi e con crescenti barriere economiche.
Sarete presenti anche a Ipack-Ima: quale peso ha l’industria del packaging per la vostra attività? Presenterete soluzioni sviluppate o selezionate appositamente per questo segmento? Valeria Vigentini: Il 2025 sarà la nostra prima partecipazione alla fiera Ipack-Ima (Pharmintec - padiglione 2,
Come prevedete che reagiranno i vostri segmenti di riferimento al lancio di MEM40B e MEM41B? Luca Bruschi: Gli utenti che attribuiscono un’importanza elevata alla struttura dei costi sono numerosi e in crescita: il protocollo I/O Link per sua natura si ritrova in soluzioni dal rapporto qualità-prezzo interessante, per-
22
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
ché è proprio la tecnologia a consentire un prodotto più conveniente. Caratteristiche che aumentano l’efficienza come l’autoparametrizzazione, la semplicità di installazione e manutenzione, le minori necessità di cablaggio, sono intrinsecamente collegati a questo protocollo. Il fatto di poter ottenere questi vantaggi e allo stesso tempo la sicurezza di continuare a poter contare sugli standard di affidabilità che ELAP da sempre garantisce ci porta a prevedere un’ottima accoglienza. Avete già avuto qualche feedback dai vostri interlocutori riguardo agli encoder con interfaccia I/O Link? Luca Bruschi: Qualche “pioniere” c’è stato e abbiamo avuto riscontri positivi; in alcuni casi abbiamo dato supporto al cliente in fase di installazione e configurazione. In generale l’installazione non richiede un intervento da parte nostra, come del resto avviene per gli altri tipi di encoder, ma naturalmente il nostro servizio di assistenza è a disposizione per fornire qualunque supporto sia richiesto. La crescente competitività nell’industria tende a produrre un livellamento verso l’alto della qualità dei prodotti, data ormai quasi per scontata, e sposta la concorrenza sul piano dei servizi. Come affrontate questo aspetto? Luca Bruschi: È un cambio di paradigma che non ci trova impreparati, poiché già da tempo diamo molta importanza all’assistenza ai clienti. Nel nostro segmento è effettivamente rilevante l’elemento del servizio come fattore distintivo, in quanto il livello dell’offerta è uniformemente alto. Il fatto di essere un’azienda italiana ci aiuta a distinguerci dalle grandi multinazionali, offrendo una prossimità che i clienti apprezzano. Si tratta nella maggior parte dei casi
di una prossimità culturale, non avendo molta rilevanza quella fisica: gli interventi si possono tranquillamente eseguire da remoto, proprio per la natura delle nostre soluzioni. Nel caso, non infrequente, che i nostri dispositivi vengano acquistati da aziende all’estero, la possibilità di monitorare e intervenire da remoto chiaramente facilita la risoluzione dei problemi in tempi rapidi.Vicini o lontani, i clienti apprezzano comunque la solerzia con la quale ci rapportiamo alle richieste di supporto e l’assenza di barriere burocratiche o di comunicazione: è facile trovarci, e siamo rapidi nel rispondere. Siamo da sempre orientati al customer service: il servizio di assistenza ci offre infatti l’opportunità di dimostrare l’unicità della nostra offerta e il valore del nostro marchio. Ci saranno particolari iniziative per potenziare l’aspetto del servizio nel 2025? Valeria Vigentini: L’introduzione dei nuovi encoder I/O Link sarà un’occasione per svolgere attività di formazione, prevalentemente per la nostra rete di vendita, ma a disposizione anche dei rivenditori o dei clienti. Trattando un prodotto che richiede un approccio tecnico specialistico offriamo spesso ai clienti attività di aggiornamento e approfondimento delle tematiche legate alle applicazioni di cui abbiamo esperienza. Come si prospetta il resto del 2025? Quali strategie intendete attuare per integrare nello scenario futuro il raggiungimento dei vostri obiettivi? Valeria Vigentini: Al momento le possibilità che la complessa situazione internazionale si semplifichi istantaneamente sono remote: esiste piuttosto il concreto rischio che lo scenario, già complesso, diventi ancor più intricato. In un mercato turbolento, soluzioni che permettono di migliorare l’efficienza della produzione e razionalizzare la struttura dei costi avranno comunque il loro spazio. In particolare il settore food&packaging, che per sua natura è meno soggetto a fluttuazioni, potrà continuare a darci soddisfazioni anche grazie alle nostre nuove proposte che vanno in questa direzione. In autunno parteciperemo all’evento istituzionale IO-Link Day organizzato dal consorzio PNI, che gestisce lo sviluppo e la diffusione dei protocolli industriali Profinet, Profibus e, appunto IO-Link. Verranno approfonditi gli aspetti della tecnologia IO-Link per facilitare ai partecipanti la comprensione del suo funzionamento e l’utilizzo dei componenti compatibili con il protocollo. Contiamo che rappresenterà un ulteriore occasione di incontro con le aziende interessate al mondo dell’automazione evoluta. 1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
23
I
ndustria 5.0
di Isabella Smeraldi – AFIL
Nel manifatturiero, stare al passo con i progressi dell’Intelligenza Artificiale è imprescindibile per mantenere la competitività attraverso una migliore efficienza produttiva. Per tale motivo, AFIL - Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia, il Cluster Tecnologico Lombardo per il Manifatturiero Avanzato, partecipa attivamente a progetti e iniziative che supportano le imprese nella transizione verso l’Industria 5.0, come nel caso di AI REDGIO 5.0.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AT-THE-EDGE AL SERVIZIO DELL’INDUSTRIA 5.0: IL PROGETTO AI REDGIO 5.0 L’Intelligenza Artificiale (IA) sta cambiando sempre di più i modi di lavorare e di produrre. In questo contesto, riveste un ruolo centrale il progetto europeo AI REDGIO 5.0, ossia Regions and (E)DIHs alliance for AI-at-the-Edge adoption by European Industry 5.0 Manufacturing SMEs. Finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon Europe, l’iniziativa offre un importante contributo all’integrazione nei processi produttivi dell’IA, in particolare di quella at-the-edge, ossia implementata direttamente nei dispositivi a bordo macchina, dove i dati vengono generati, piuttosto che centralmente in una struttura di cloud computing o in un data center privato.
L’
AI REDGIO 5.0: contesto, obiettivi e applicazioni
AI REDGIO 5.0 vuole portare avanti l’esperienza ed espandere i risultati del precedente progetto AI REGIO (Regions and Digital Innovation Hubs alliance for AI-
24
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
driven digital transformation of European Manufacturing SMEs). Quest’ultimo, tra il 2020 e il 2023, ha riunito 36 partner da 12 Paesi, portando alla nascita di un network europeo di Digital Innovation Hub (DIH), finalizzato ad offrire alle aziende servizi concreti per supportarle nella transizione digitale, e di una rete strategica più ampia di DIH, regioni, fornitori di soluzioni di IA e PMI manifatturiere. AI REGIO si è inoltre focalizzato sulla dimostrazione dei benefici dell’applicazione di soluzioni IA in contesti produttivi reali, attraverso la conduzione di esperimenti, e sull’interoperabilità degli asset tecnologici e lo sviluppo di Data Space condivisi. Implementato da gennaio 2023 a dicembre 2025, AI REDGIO 5.0 parte dai risultati di AI REGIO e li traghetta verso il concetto di Intelligenza Artificiale atthe-edge a servizio dell’Industria 5.0. Tra gli obiettivi del progetto, vi sono: lo sviluppo di una mappa concettuale e di un’architettura di riferimento per applicazioni ed esperimenti di IA at-the-edge per l’Industria 5.0; la creazione di uno spazio sicuro ed affidabile per l’edge-to-cloud continuum; la conduzione di esperimenti per testare l’innovazione applicandola ad ambiti diversi; il supporto alla transizione verso la sostenibilità, attraverso il rafforzamento dell’ecosistema e la replicabilità. Le applicazioni spaziano dalla manutenzione predittiva alla gestione della qualità, dalla manifattura a zero difetti all’analisi del ciclo vita, dalla gestione intelligente degli asset aziendali alla collabo-
razione uomo-macchina, passando per il digital twin. All’interno del consorzio di AI REDGIO 5.0 collaborano 43 partner, provenienti da 18 Paesi europei. Tra questi, oltre ad AFIL – Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia, vi sono diversi Soci del Cluster: Politecnico di Milano (coordinatore), Consorzio Intellimech, MADE Competence Center Industria 4.0 e TXT e-tech.
Experiment e cascade funding: opportunità per le PMI
Il progetto AI REDGIO 5.0 distingue al suo interno diverse tipologie di experiment: Test-before-invest, SME-driven e Open Call. Gli esperimenti Test-beforeinvest vengono condotti in tre tipi di ambienti: nelle Technology and Regulatory Sandboxes for AI (TERESA), focalizzandosi sulla validazione di soluzioni di IA che contemplino l’interazione uomomacchina e aspetti di human in the loop, ed esaminando la dimensione legale, etica e umano-centrica; nelle Virtual Factories, esplorando il ruolo del digital twin e delle simulazioni virtuali nell’ottimizzazione dei processi produttivi; nelle Didactic Factories, testando e rifinendo gli strumenti di IA in scenari realistici per ottimizzare e validare la loro applicazione pratica. Negli esperimenti SME-driven, sette fornitori di servizi raccolgono le esigenze e sviluppano soluzioni di IA per sette PMI, che a loro volta dimostrano la fattibilità dell’adozione delle soluzioni proposte e che ricevono così un preziosissimo supporto al passaggio all’Industria 5.0. Diversi sono gli ambiti, quali, ad esempio, agricoltura, pressatura del metallo e produzione tessile. Oltre alle aziende incluse negli esperimenti incorporati nelle attività di progetto, AI REDGIO 5.0 ha finanziato venti PMI per l’esecuzione di altrettanti esperimenti attraverso il supporto finanziario a terze parti (il cosiddetto cascade funding, finanziamento a cascata). Tale meccanismo ha raccolto proposte innovative attraverso due Open Call (aperte nel 2023 e 2024) e concesso poi a ciascuna PMI selezionata, dopo una valutazione nel merito, fino a 60.000 euro a fondo perduto, per un contributo totale di 1,2 milioni di euro. I temi delle due Open Call hanno abbracciato più aspetti dell’Industria 5.0: applicazione di IA at-the-edge ed edge-to-cloud continuum; Industria 5.0 e manifattura umano-centrica, resiliente, sostenibile e circolare; convergenza tra dati e tecnologie continuum, cloud, edge e Internet of Things (IoT). Il cascade funding ha permesso di coinvolgere ulteriori attori nel progetto e di raggiungere e supportare direttamente le imprese attraverso esperimenti volti al potenziamento e miglioramento di soluzioni, processi e prodotti.
Il ruolo di AFIL
AFIL - Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia, il Cluster Tecnologico Lombardo per il Manifatturiero Avanzato, svolge un ruolo centrale all’interno del progetto AI REDGIO 5.0, coordinandone le attività di comunicazione e disseminazione, fondamentali affinché obiettivi e risultati raggiungano il maggior numero possibile di stakeholder e siano concretamente messi al servizio dell’industria manifatturiera. A tale scopo, in ottica divulgativa, AFIL ha organizzato l’evento “La ricerca collaborativa in Lombardia: dalle tecnologie alle soluzioni per rafforzare la competitività del Manifatturiero Avanzato”, tenutosi a Milano, presso Palazzo Giureconsulti, l’1 aprile 2025. L’incontro ha costituito l’occasione per il capofila Politecnico di Milano per illustrare le opportunità offerte dal progetto AI REDGIO 5.0. All’evento sono intervenuti anche rappresentanti di Regione Lombardia (DG Università, Ricerca e Innovazione), del partner di progetto MADE Competence Center Industria 4.0 e delle imprese Cosberg S.p.A. e Valente S.p.A. AFIL (Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia) è il Cluster Tecnologico per il Manifatturiero Avanzato ufficialmente riconosciuto da Regione Lombardia. Attraverso le Strategic Communities, ovvero gruppi di lavoro formati da grandi imprese, PMI, start-up, associazioni, università e centri di ricerca che lavorano su tematiche strategiche per il manifatturiero lombardo, AFIL accompagna i propri associati in un percorso collaborativo di crescita attraverso incontri tematici, workshop, webinar, matchmaking e missioni internazionali, facilitando così lo sviluppo di progettualità comuni e promuovendo la R&I anche a livello interregionale. Ad oggi, le Strategic Communities di AFIL sono 7: Machinery, De- and Remanufacturing for Circular Economy, Advanced Polymers, Additive Manufacturing, Secure and Sustainable Food Manufacturing, Smart Components, Digital Transformation. Per maggiori informazioni in merito alle attività di AFIL e per le modalità di adesione al Cluster, si invita a visitare il sito www.afil.it oppure a scrivere all’indirizzo comunicazione@afil.it.
1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
25
I
ndustria 5.0
di Mario Gargantini
IMPRESE SOSTENIBILI CON I CRITERI ESG I criteri ESG assumono un ruolo rilevante nella Transizione 5.0: permettono di valutare l’impatto sostenibile e le pratiche etiche di un’azienda; aiutano quindi a capire come un’organizzazione tutela l’ambiente, si impegna con la sua comunità e pratica una governance responsabile. L’innovazione digitale è un fattore abilitante per accelerare e rendere misurabile la sostenibilità di un’azienda nelle sue dimensioni ESG La sostenibilità non è più facoltativa. Non è una battuta o un semplice slogan da sbandierare in qualche manifestazione; è piuttosto un principio e un’indicazione che emerge dall’analisi del contesto normativo, sociale e ambientale e di mercato nel quale operano le aziende; e non è indirizzata solo alle grandi aziende ma arriva a toccare anche le medie e piccole aziende. In termini pratici, l’indicazione si traduce nella applicazione, documentazione e verifica di quelli che ormai da qualche tempo sono conosciuti come i criteri ESG (Environmental, Social and Governance) e che esprimono e portano alle estreme conseguenze organizzative e operative la crescente e sempre più diffusa consapevolezza dell’impatto che le attività economiche possono avere sull’ambiente, sulla società e sulla governance aziendale.
L
26
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
All’intensificarsi delle azioni normative, soprattutto a livello europeo, che contribuiscono a regolarizzare e armonizzare le attività di implementazione e di misura della situazione ESG delle singole aziende, si affiancano le dinamiche dei mercati e l’evoluzione del mondo finanziario che sempre più pone i fattori ESG come determinanti per lo sviluppo economico.
Un po’ di storia
Prima di addentrarci nelle problematiche attuali, vale la pena ripercorrere il cammino che ha portato alla attuale diffusa consapevolezza ESG. I criteri ESG affondano le radici nei movimenti per l’investimento responsabile nati negli anni ‘60 e ‘70, quando alcuni investitori hanno iniziato a evitare settori come il tabacco o l’industria bellica per motivi etici. Il tema della sostenibilità è poi balzato alla ribalta mondiale nel 1987, quando il celebre Rapporto Brundtland della
World Commission on Environment and Development ha segnalato alla comunità internazionale la necessità di conciliare lo sviluppo economico con la tutela ambientale, definendo sostenibile uno sviluppo in grado di assicurare «il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri». Il tema della sostenibilità ha avuto il suo coronamento, e la sua carta programmatica, con la formulazione dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) inquadrati all’interno di un programma d’azione più vasto costituito da 169 target, o traguardi, ad essi associati, da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030. Gli SDGs costituiscono l’ossatura dell’Agenda 2030 - approvata dall’Onu e sottoscritta nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri - e rappresentano degli obiettivi di alto livello studiati per indirizzare tutte le iniziative nazionali al fine di ottenere una prosperità sostenibile sia del pianeta sia delle persone che lo abitano. L’utilizzo sistematico dell’acronimo ESG è iniziato nel 2004 con il report delle Nazioni Unite Who Cares Wins, promosso dall’allora Segretario Generale Kofi Annan, che invitava le istituzioni finanziarie a includere considerazioni ambientali, sociali e di governance nelle analisi dei mercati e dei portafogli d’investimento, sostenendo che queste dimensioni migliorano la performance a lungo termine. Due anni dopo la stessa Onu ha lanciato il Principles for Responsible Investment (PRI), rafforzando l’integrazione dei criteri ESG nella finanza. Nel 2015, con l’Accordo di Parigi sul Clima e la citata
Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, l’ESG ha ricevuto un ulteriore impulso finché, dopo il 2020: è diventato un must nel mondo degli investimenti, con richieste di trasparenza sempre maggiori da parte di investitori, governi e consumatori. Nel frattempo è emersa l’esigenza di una normativa che indirizzi e armonizzi tutta l’attività connessa all’azione ESG, ne consenta il controllo e favorisca gli effettivi vantaggi per le aziende e per l’intera società. Ecco allora, per restare nell’ambito europeo, la NonFinancial Reporting Directive (NFRD) cioè la direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario adottata dall’Unione Europea nel 2014 che impegna le aziende con più di 500 dipendenti a fornire documenti di informativa di carattere non finanziario insieme ai loro bilanci annuali, noti come “bilanci di sostenibilità». La Direttiva NFRD ha aperto la strada all’introduzione della Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità aziendale (CSRD), motivata dalla crescente evidenza della necessità di una rendicontazione di sostenibilità più completa. La CSRD si basa sulle fondamenta della NFRD ma ne amplia la portata e la profondità degli obblighi di rendicontazione per garantire informazioni sulla sostenibilità più dettagliate, accurate e comparabili in tutta l’UE. È in vigore dal gennaio 2024 e coinvolge le aziende già soggette alla NFRD (grandi aziende quotate, banche, assicurazioni) e, dal 2025 (cioè per i bilanci 2024), anche le grandi aziende UE non quotate che superano due dei seguenti criteri: 250 dipendenti, 40 milioni di euro di fatturato, 20 milioni di euro di totale attivo. D Dal 2026 saranno interessate anche le PMI quotate (escluse le microimprese) e dal 2028 probabilmente anche alcune Pmi non quotate, soprattutto se coinvolte in filiere di aziende più grandi che chiederanno dati ESG ai fornitori. Ciò non toglie che le Pmi non ancora obbligate possano volontariamente adottare standard semplificati, peraltro, in molti casi devono comunque rispondere a questionari ESG da parte di clienti, banche o investitori; e non sono pochi i bandi pubblici e fondi PNRR che iniziano a includere criteri ESG premiali o vincolanti. L’Italia ha recepito la direttiva CSRD e il percorso normativo è in corso di attuazione. Già molte aziende si stanno muovendo per: rispondere alle richieste dei clienti corporate 1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
27
I
ndustria 5.0
(soprattutto multinazionali); accedere a finanziamenti agevolati o fondi europei legati alla transizione ecologica; prevenire rischi reputazionali o legali. La rendicontazione ESG che le imprese obbligate devono predisporre e pubblicare, comprende informazioni dettagliate su: impatti ambientali (emissioni CO₂, consumo energia, acqua, rifiuti); aspetti sociali (diritti umani, parità di genere, condizioni di lavoro); governance (struttura del CdA, anticorruzione, etica aziendale); redatte secondo gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards), molto precisi e standardizzati.
I criteri ESG e le aziende
Al di là degli esigenze di regolamentazione e degli obblighi normativi, ci si può interrogare sulla reale importanza dei fattori ESG per le aziende e si possono indicare i 28
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
motivi che spingono alla loro assunzione. Ci sono in primo luogo aspetti finanziari, connessi col tema dell’accesso al capitale: gli investitori istituzionali sempre più spesso richiedono l’integrazione dei criteri ESG nei modelli di business; le aziende che non li adottano rischiano pertanto di essere escluse da grandi fondi o mercati. Ci sono poi le problematiche inerenti la gestione del rischio: integrare l’ESG aiuta a prevenire crisi reputazionali, legali e operative legate a pratiche insostenibili. C’è un indubbio vantaggio competitivo, in quanto si può far leva sul fatto che i consumatori sono più propensi a sostenere aziende che dimostrano responsabilità ambientale e sociale. In effetti negli anni recenti si è registrato un deciso aumento della sensibilità della popolazione sul tema della sostenibilità ambientale, e ciò ha un forte impatto sulle aziende: una ricerca Ipsos (“Dieci anni di CSR: un bilancio sul futuro”) ha rilevato come i consumatori siano sempre più interessati a capire se un’azienda si comporti “davvero” in modo responsabile e sostenibile; siano sempre più selettivi sui prodotti da acquistare e sempre più convinti che le grandi aziende debbano comportarsi da faro e assumersi la responsabilità di “guida” delle Pmi. Un altro elemento particolarmente rilevante nell’attuale contesto socioeconomico globale e interconnesso è il consolidamento della fiducia degli stakeholder: per tutti i tipi di aziende non è difficile rendersi conto di come una solida strategia ESG porti a rafforzare la reputazione e a costruire relazioni più stabili con dipendenti, clienti, fornitori e comunità locali. Quando parliamo di solida strategia ESG, abbiamo presente non solo le dichiarazioni programmatiche e i piani di sviluppo aziendali ma anche una varietà di approcci e iniziative particolari che caratterizzano grandi aziende ma anche Pmi. Ci sono aziende che, focalizzando il fattore S, hanno portato avanti programmi per l’inclusione e la formazione dei giovani, soprattutto nei contesti più svantaggiati. Altre che, sottolineando i fattori S e G, hanno favorito il formarsi di consigli di amministrazione particolarmente attenti alla diversità e alle pratiche etiche e hanno richiesto una forte trasparenza nei report ESG. Altre ancora che si sono impegnate a fornire report ESG pubblici. Alcune aziende, sempre in forza dei criteri E e G, nello stabilire i criteri di remunerazione dei dirigenti, hanno deciso di legare una parte dei bonus ai risultati in sostenibilità. Sono molte le aziende che, in forza del criterio E, realizzano packaging totalmente riciclabili e promuovono l’uso di ingredienti naturali. Quel che più conta tuttavia, è che molte di queste aziende hanno cercato cercato di applicare l’insieme dei tre criteri e non mancano, come controprova, casi di imprese che si sono trovate penalizzate per aver contraddetto pesante-
mente uno dei tre fattori per avendo esaltato gli altri due.
La tentazione del greenwashing
L’applicazione dei criteri ESG non è qualcosa che si può improvvisare e neppure è riducibile alla semplice formulazione dei principi e alle dichiarazioni d’intenti contenute nei programmi aziendali. Anche la valutazione della conformità di un’azienda a questi criteri non è semplice; soprattutto perché si è presto diffusa la pratica del cosiddetto greenwashing, definito dalla UE come «la pratica messa in atto per dare una falsa impressione degli impatti ambientali o dei benefici di un prodotto, che può trarre in inganno i consumatori». Già quattro anni fa un’indagine della Commissione europea sui siti web incentrata sulle pratiche di greenwashing, rilevava che il 42% delle dichiarazioni ecologiche riportavano affermazioni dubbie, esagerate o ingannevoli, tanto da poter integrare una pratica commerciale sleale. Da allora, come osservava Luigi Donato del Sidief, «la prevenzione dal greenwashing è tra gli obiettivi di fondo di ogni normativa europea in tema di sostenibilità per evitare che gli investitori siano indotti in errore e siano sviate le risorse destinate alle iniziative realmente meritevoli». Lo scorso anno il Parlamento Europeo ha dato il via libera definitivo a una direttiva per il miglioramento dell’etichettatura dei prodotti che vieta l’uso di dichiarazioni ambientali fuorvianti, al fine di proteggere i consumatori da pratiche di commercializzazione ingannevoli e di aiutarli a compiere scelte di acquisto più informate. Le nuove regole mirano a rendere l’etichettatura dei prodotti più chiara e affidabile, vietando l’uso di indicazioni ambientali generiche come “rispettoso dell’ambiente”, “rispettoso degli animali”, “verde”, “naturale”, “biodegradabile”, “a impatto climatico zero” o “eco” se non supportate da prove. Viene regolamentato anche l’uso dei marchi di sostenibilità, data la confusione causata dalla loro proliferazione e dal mancato utilizzo di dati comparativi. In futuro nella
UE saranno autorizzati solo marchi di sostenibilità basati su sistemi di certificazione approvati o creati da autorità pubbliche.
Innovazione digitale e sostenibilità
Sempre nella prospettiva di una reale efficacia e utilità dei criteri ESG, è interessante l’analisi e la proposta del Cefriel, il centro di ricerca sull’innovazione digitale fondato dal Politecnico di Milano. Nel White Paper Innovazione digitale per la sostenibilità nella filiera - Come valorizzare i dati ESG Digital Asset per monitorare la sostenibilità aziendale, si sostiene che «il digitale deve rappresentare l’elemento abilitante per accelerare e rendere misurabile (dunque, monitorabile) la sostenibilità di un’azienda nelle sue dimensioni Environmental, Social e Governance». Considerando le difficoltà e gli ostacoli che si presentano, in modi diversi, a grandi e piccole imprese che intendano predisporre un bilancio di sostenibilità su base volontaria, la proposta del Cefriel delinea un percorso fatto di azioni di monitoraggio svolte in accordo a driver sinergici sia di business sia di sostenibilità. Più precisamente, la visione di medio-lungo termine disegnata dal Cefriel prevede la creazione incrementale di un “mercato dei dati” (ESG Digital Asset) che parlano di sostenibilità, con i seguenti attori chiave: le Banche come soggetti investitori, le Grandi imprese come capo filiera, le Pmi come fornitori. Le Pmi dovranno «trasformarsi sempre più in ESG Data Provider, mettendo a disposizione dei veri e propri ESG Data Asset (gemello digitale in ambito sostenibilità) per loro stesse e per abilitare una comunicazione continuativa che massimizzi la trasparenza verso gli stakeholder di riferimento». Le grandi imprese capo filiera dovranno «trasformarsi sempre più in ESG Data Consumer capaci di analizzare, rileggere, governare in modo continuativo e incentivare il percorso di sostenibilità delle imprese che lavorano nella loro catena di fornitura, al fine di ottenere una riduzione complessiva dei propri rischi». Le banche e i soggetti investitori dovranno «trasformarsi sempre più in ESG Data Consumer capaci di analizzare, rileggere, governare in modo continuativo e incentivare il percorso di sostenibilità delle imprese (in particolare delle PMI che ricevono finanziamenti) al fine di ottenere una riduzione complessiva dei propri rischi». Si tratta di un percorso non facile che richiede, per tutti i soggetti coinvolti, la messa in campo di una serie di azioni che consentano a tutti di utilizzare al meglio le tecnologie digitali in favore di una sostenibilità misurabile e trasparente. Ci vorrà soprattutto un cambiamento di forma mentis, sia da parte dei soggetti che permettono l’accesso al credito sia da parte delle imprese, perché «la sostenibilità non sia una mera questione di compliance normativa, ma di impatto concreto per una reale trasparenza e una riduzione effettiva dei rischi sul business di entrambe le parti». 1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
29
SPECIALE SPS Italia di Mattia Barattolo
Come SPS Italia guida
la rivoluzione dell’Industria 5.0 In questa intervista a Donald Wich, CEO di Messe Frankfurt Italia, emerge una visione chiara e concreta dell’evoluzione dell’Industria 5.0 in Italia. Tra sostenibilità, intelligenza artificiale e valorizzazione dei talenti, SPS Italia si conferma un hub strategico per guidare l’innovazione industriale nel segno dell’umano, della resilienza e della tecnologia
A
Alla luce delle ultime edizioni della fiera SPS Italia, come ha visto l’evoluzione dell’interesse delle aziende italiane verso il concetto di Industria 5.0? In uno scenario internazionale complesso in cui l’Europa fatica sempre più a restare al passo di Cina e Stati Uniti, nell’applicazione di tecnologie e nel presidio di alcuni comparti chiave, è ormai evidente la necessità di puntare sull’innovazione per ridurre gli sprechi, ottimizzare i processi produttivi, rimanere competitivi. Per farlo serve prima di tutto la capacità di creare un ambiente lavorativo in grado di attrarre nuovi talenti, motore di ogni industria e di ogni business. Nelle aziende la consapevolezza è sempre più chiara e in fiera si manifesta con un’attenzione crescente verso i progetti che mettono al centro i tre pilastri di industria 5.0: sostenibilità, umanocentrismo e resilienza. SPS Italia evolve seguendo principalmente due direttrici, innovazione e formazione. Dopo tredici edizioni la necessità di incoraggiare lo scambio di competenze, valorizzare le startup, avvicinare le nuove generazioni all’industria è più forte che mai. Quali sono le tecnologie emergenti in ambito Indu30
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
5.0
stria 5.0 che si stanno maggiormente diffondendo tra i partecipanti alla fiera SPS Italia? Pensa che ci siano trend specifici che stanno rapidamente prendendo piede nel mercato italiano? Da diversi anni assistiamo innanzitutto alla convergenza tra i mondi IT e OT. In fiera questo incontro è evidente all’interno del Digital District dove i fornitori di software industriale e i big player del digitale presentano le soluzioni tecnologicamente più avanzate per la fabbrica. Certamente uno dei fenomeni più rilevanti in questo momento è la crescente applicazione dell’intelligenza artificiale. In occasione dell’edizione 2025 lanceremo uno spazio, “Focus AI”, per l’implementazione e l’esplorazione delle potenzialità dell’intelligenza artificiale nel settore industriale. Nel padiglione 4 il visitatore troverà demo, casi applicativi e incontri di approfondimento sulla tematica. Inoltre, un’installazione speciale farà comprendere che cos’è l’AI e quali aspetti occorre considerare per trarne beneficio in termini di efficienza e sostenibilità. Parlando di trend, con la crescente digitalizzazione e connettività delle fabbriche intelligenti, la cybersecurity diventa un elemento essenziale per garantire la continuità operativa e la protezione dei dati sensibili. Il tema della sicurezza informatica è centrale anche in fiera, con soluzioni avanzate per proteggere l’ecosistema industriale da minacce sempre più sofisticate.
SPS Italia offre una vetrina unica per nuove soluzioni industriali. Come le aziende italiane stanno affrontando le sfide di Industria 5.0, ad esempio, nell’interazione uomo-macchina? Penso che le aziende più orientate al futuro lavorino al contempo sue tre aspetti: innovazione, sostenibilità e formazione. Le nuove tecnologie rappresentano una leva fondamentale per raggiungere risultati in termini di efficienza e maggiore sostenibilità. Competenze e formazione, intese come upskilling, reskilling e avvicinamento delle nuove generazioni al mondo dell’industria, sono ormai priorità nella strategia delle imprese che puntino a rimanere competitive negli anni a venire. La sostenibilità è un tema centrale nell’Industria 5.0. Quanto valore e quanta attenzione dà a questo tema SPS Italia? Molti trend a cui stiamo assistendo nel mondo dell’industria si fondano su una maggiore attenzione agli aspetti di sostenibilità. La tematica è centrale nel progetto fieristico, considerata la necessità delle imprese di razionalizzare i consumi e affrontare un passaggio cruciale quale la transizione energetica. La maggior parte delle iniziative correlate alla manifestazione parlano in modo spontaneo di sostenibilità in quanto le tecnologie giocano un ruolo determinante come abilitatori
di una fabbrica sempre più smart e green e aprono opportunità non solo a livello ambientale, ma anche sociale ed economico. Promuovere la sostenibilità significa richiamare talenti, far fronte al mismatch di competenze, rimanere competitivi. Nell’ambito del progetto Position Paper 2025, il nostro Comitato Scientifico, composto da oltre 180 membri appartenenti alle maggiori realtà produttive italiane, ha lavorato a un interessante approfondimento proprio sulla tematica dal titolo “La sostenibilità nell’industria manifatturiera. Un’opportunità per le aziende del futuro”. Il documento, disponibile sui nostri canali, sarà tra i focus al centro di alcuni incontri in fiera che vi invito a seguire. Alla fiera, si parla molto di digitalizzazione, automazione e connettività. Quali sono le tecnologie più promettenti che possono davvero guidare il cambiamento verso una produzione intelligente e collaborativa? Nel concetto di Industry 5.0 c’è una collaborazione ancora più stretta tra esseri umani e macchine, resa possibile da tecnologie come per esempio l’AI, la robotica collaborativa e la realtà aumentata in grado di supportare le capacità degli operatori umani e di migliorare il benessere, la sicurezza e la produttività dei 1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
31
SPECIALE SPS Italia a cura della redazione
lavoratori. Permettono in breve di ridurre i lavori ripetitivi, di alleggerire quelli pesanti e incoraggiano ad occuparsi di mansioni più gratificanti. Un altro tema molto importante di cui si parla molto SPS Italia sono i criteri ESG. Come vede l’impegno delle aziende italiane nel migliorare le loro performance ambientali, sociali e di governance, e in che modo la fiera sta contribuendo a sensibilizzare il settore su questi temi? Le aziende più lungimiranti certamente intravedono in questo percorso sfide, ma anche opportunità per rafforzare la propria leadership. Come SPS Italia promuoviamo diverse iniziative per sensibilizzare il settore su queste tematiche. Da sempre, per esempio, investiamo energie nella sfera della formazione, consapevoli che dall’innovazione emergono nuove professioni per i giovani ma non solo. Posso per esempio citare un’iniziativa storica che ci caratterizza fin dalle prime edizioni, “Lezioni in fiera”, che consente agli studenti di Università e ITS di partecipare a lezioni live direttamente agli stand degli espositori. Sappiamo, inoltre, che il gap delle competenze è particolarmente rilevante in ambiti che richiedono percorsi di studio tecnico-scientifici, ancora poco scelti dalle ragazze, molto spesso per ragioni culturali o per mancanza di conoscenza sulle prospettive che le materie STEM possono offrire. Attraverso il progetto She SPS Italia portiamo alla ribalta esperienze positive, che concretamente possono
aiutare a scardinare stereotipi di lunga data. Il maggior coinvolgimento femminile sarà fondamentale per far fronte alla crescente carenza di operatori specializzati e affrontare quindi una grande sfida che riguarda il mondo del lavoro. Le normative ESG sono in continua evoluzione, soprattutto in Europa. Quali sono le principali sfide che le aziende italiane stanno affrontando per allinearsi alle direttive europee e globali in materia di sostenibilità, e come SPS Italia può supportarle in questo percorso? La sostenibilità è ormai un aspetto che rientra nelle strategie delle imprese e un fattore chiave per attrarre investitori, clienti e nuovi talenti, vero motore di ogni azienda. Comporta cambiamenti significativi nei processi produttivi che hanno alla base l’adozione delle nuove tecnologie, ben rappresentate nell’offerta espositiva di SPS Italia e nelle sue iniziative collaterali. Le aziende stanno investendo in tecnologie green, ma c’è una crescente necessità di valutare il ritorno sugli investimenti in ESG. Quali sono, secondo lei, le principali leve strategiche che un’impresa dovrebbe adottare per assicurarsi che gli investimenti in sostenibilità portino valore a lungo termine? Fondamentale è un cambio della cultura nell’impresa per integrare il concetto di sostenibilità nelle strategie di lungo termine e nel modello di business. È un percorso complesso, tra le principali leve ancora una volta l’innovazione verso un’ottimizzazione dei processi e la formazione dei lavoratori per cogliere appieno le opportunità offerte dalla trasformazione digitale ed ecologica.
32
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
Gateway
Converti ogni rete a livello di campo Comunicazione industriale senza interruzioni, per ottimizzare efficienza e flessibilità. → Collega macchine di mondi diversi basate su tecnologie diverse. → Riduci i tempi d‘integrazione con soluzioni pronte all‘uso e facili da configurare. → Proteggi i tuoi investimenti evitando il redesign delle linee produttive esistenti. → Potenzia l’efficienza operativa integrando i dispositivi già installati.
SPS Italia
Parma, 13-15 maggio Pad.6 stand E044
→ Maggiori informazioni https://www.hilscher.com/it/prodotti/gateway-e-switch-per-la-comunicazione-industriale
SPECIALE SPS Italia B&R PADIGLIONE 7 STAND B008
Gli esperti B&R sono a disposizione per illustrare l’esperienza di progettazione all’avanguardia di Automation Studio Code, compreso l’assistente di codifica AI generativo, Automation Studio Copilot
B&R presenterà i nuovi modelli della famiglia Codian Le nuove possibilità della Machine-Centric Robotics contribuiscono a ottimizzare la produttività e a soddisfare le esigenze in continua evoluzione
D
Durante SPS Italia, i visitatori dello stand B&R potranno ammirare per la prima volta in assoluto i nuovi robot Codian in azione. Questa aggiunta al portfolio Machine-Centric Robotics di B&R offre ai costruttori e agli operatori di macchine una maggiore libertà per ottimizzare la produttività e soddisfare con facilità le esigenze in continua evoluzione.
Aumentare l’efficienza con i sistemi meccatronici
A SPS Italia, B&R presenterà gli ultimi sviluppi nel trasporto meccatronico di prodotti. I visitatori potranno assistere a una demo dal vivo del nuovo ACOPOStrak Hybrid, una soluzione di trasporto flessibile che combina la versatilità del trasporto lineare a carrelli indipendenti con l›economicità del movimento servocontrollato del nastro trasportatore. “Con la nuova soluzione ibrida, i nostri clienti possono ora indirizzare i propri investimenti in queste soluzioni adattive che offrono i maggiori benefici”.
Partecipa all’evento OPC UA FX Trade Show
Nel pomeriggio del 14 maggio, presso la Sala Agorà, situata nel Padiglione 4 al piano terra, B&R terrà una presentazione su OPC UA FX sotto il cappello dell’OPC Foundation. Davide Crespi, Automation Engineer di B&R, approfondirà le funzionalità dello standard OPC UA FX che integra la tecnologia TSN per garantire bassa latenza e sincronizzazione temporale. Saranno poi illustrati gli aspetti chiave delle comunicazioni Controller-toController (C2C) e Controller-to-Device (C2D), evidenziando come OPC UA FX possa rivoluzionare le infrastrutture industriali attraverso esempi pratici di casi reali.
Esplora le ultime innovazioni hardware e software
B&R sta ampliando l’attuale famiglia di robot Codian (vedi immagine). I nuovi modelli saranno esposti per la prima volta a SPS Italia
34
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
Gli esperti di B&R saranno lieti di presentare le numerose innovazioni del portfolio hardware e software dell’azienda. L’ultima generazione della collaudata serie 3000 di Automation PC di B&R risponde alle crescenti esigenze dei produttori nell’accelerazione della loro trasformazione digitale,
dall’elaborazione dati in real-time e dai carichi di lavoro di intelligenza artificiale alla preparazione ai requisiti di sicurezza informatica in continua evoluzione. Il nuovo Automation PC 3200 combina potenza di calcolo e adattabilità del sistema a lungo termine. Grazie all’elaborazione Intel Core i di 13a generazione, alla perfetta integrazione dei sistemi e a una solida base per gli aggiornamenti futuri, il nuovo Automation PC 3200 consente ai produttori di affrontare le sfide di oggi e le opportunità di domani. Il nuovo ambiente di progettazione Automation Studio Code introduce strumenti di sviluppo all’avanguardia, una collaborazione basata su cloud e un assistente di codifica AI generativo integrato che trasforma le richieste in linguaggio naturale in codice eseguibile. Elevando l’esperienza di progettazione dell’automazione, queste nuove soluzioni semplificano le attività complesse, migliorano la riutilizzabilità del codice e favoriscono un time to market più rapido per un’automazione più efficiente, adattabile e pronta per il futuro.
Collaborazione con ABB Electrification: tecnologie all’avanguardia per prestazioni di impianto superiori
La divisione ABB Electrification sarà presente allo stand B&R (Padiglione 7, B008) con soluzioni avanzate per la protezione e il comando motore nell’ambito dell’au-
I visitatori dello stand B&R potranno assistere a una demo live della nuova soluzione per il trasporto di prodotti che coniuga perfettamente la flessibilità del trasporto lineare a shuttle indipendenti con la convenienza del movimento del nastro trasportatore servocontrollato.
tomazione industriale. L’esperienza e l’affidabilità dei suoi prodotti assicurano una maggiore flessibilità nella configurazione dei quadri elettrici, offrendo al contempo sicurezza e continuità operativa. Progettati per garantire una potenza sicura e affidabile per i tuoi macchinari, questi sistemi sono inoltre dotati di tecnologie integrate che permettono di monitorare e proteggere impianti e macchinari, assicurando alte performance e qualità costante.
SPECIALE SPS Italia
BOSCH REXROTH PADIGLIONE 5 STAND E035
Apertura, collaborazione e co-creazione A SPS Italia in primo piano la visione di Bosch Rexroth in materia di automazione industriale
“B
“Be part of the most open industrial automation. You decide”. Questo è lo slogan che campeggerà dal 13 al 15 maggio nello stand (E035 – Padiglione 5) allestito a Parma da Bosch Rexroth in occasione dell’edizione 2025 di SPS Italia. Un claim scelto perché capace di restituire al pubblico della manifestazione fieristica dedicata all’industria intelligente, digitale e sostenibile lo spirito con il quale Bosch Rexroth affronta i profondi cambiamenti in atto nel mondo dell’automazione industriale. Una visione che l’azienda porta avanti ormai da anni, la cui chiave di volta risiede in piattaforme aperte e in ecosistemi collaborativi in grado di generare vantaggi tangibili per gli utenti. Apertura significa sfruttare appieno i punti di forza di diversi attori e, conseguentemente, di innescare meccanismi di sviluppo di approcci innovativi. Il beneficio derivante da questa metodologia verte nella creazione di una cultura della collaborazione in cui i partner di diversi settori lavorano insieme a soluzioni che vanno ben oltre le capacità delle singole aziende. È questo un fronte che 36
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
vede Bosch Rexroth in prima linea quale azienda portatrice di una filosofia che promuove costantemente l’apertura, e di conseguenza l’inclusione la partecipazione e la co-creazione, nel mondo dell’automazione industriale, una concezione che trova pieno riscontro nel suo sistema operativo ctrlX OS e nella sua piattaforma di automazione ctrlX AUTOMATION Questa è la ragione per la quale a SPS Italia un’area dello stand sarà riservata ad alcuni partner di Bosch Rexroth facenti parte del “ctrlX World”, la comunità di sviluppatori e utenti di ctrlX AUTOMATION, grazie al quale realtà dedicate allo sviluppo di soluzioni custom o concentrate su prodotti e mercati specifici possono esaltare le loro abilità differenzianti. Qui è dove il concetto di ecosistema prende forma, dove i partner mettono a disposizione le loro e competenze specifiche sottoforma di app disponibili poi all’interno del ctrlX Store. Tra le aziende che condivideranno a Parma lo stand E035 del Padiglione 5 spicca il nome di ELMO Motion Control, realtà acquisita da Bosch Rexroth nel 2022 capace di traslare nei fatti il concetto di “Together Stronger”, slogan che esalta il valore dell’offerta sul mercato. La presenza di ELMO Motion Control, esibita in un ampio dedicato sullo stand, evidenzia la ricchezza e la grande diversificazione del portafoglio prodotti di Bosch Rexroth. Un ventaglio di proposte tale da coprire applicazioni che spaziano dalla parte di motion control di una macchina per il packaging ai micro-azionamenti (campo in cui ELMO Motion Control si distingue per
qualità e tasso di innovazione rispetto ai suoi competitor) con cui equipaggiare un sistema di trasporto o un AMR. Oltre a questa, sono numerose le aree in cui Bosch Rexroth ha scelto di strutturare il proprio spazio espositivo a SPS Italia. Una di esse sarà centrata sui suoi prodotti, software (con focus dedicati all’IoT e alla convergenza tra IT e OT) e hardware, un’altra sulle sue soluzioni, intese come quelle famiglie di prodotti più complessi che vanno ad assolvere compiti più mirati. Nel secondo caso lo stand ospiterà due sistemi di trasporto funzionanti: ctrlX Flow 6D, a levitazione senza contatto (grazie a magneti permanenti opportunamente disposti e movimentati), e ctrlX Flow HS, a carrelli indipendenti, i cui segmenti e carriers possono essere combinati per formare un nuovo concept di linea produttiva. Un’altra zona del proprio stand Bosch Rexroth la riserverà specificatamente alla cybersecurity, uno spazio apposito che trova la sua ragion d’essere nella sempre più profonda attenzione con cui l’industria guarda a questo tema, mai come oggi centrale alla luce anche dall’entrata in vigore a fine 2024 (i principali obblighi si applicheranno a partire da dicembre 2027) del Cyber Resilience Act (CRA). Il
provvedimento ha come destinatari i produttori e gli operatori di sistemi di automazione industriale e introduce nuovi requisiti con l’obiettivo di migliorare gli standard di sicurezza per i prodotti digitali, aumentando così la loro resilienza agli attacchi informatici. È una strada imboccata da tempo da Bosch Rexroth, storicamente attenta all’integrità a tutto tondo dei suoi prodotti, come testimonia il suo sistema operativo ctrlX OS, secure by design, cioè concepito per essere nativamente sicuro da un punto di vista informatico, e quindi già idoneo al rispetto dei dettami della nuova legge sulla cyber-resilienza. Infine, in un’area dello stand i riflettori saranno puntati sulle novità proposte da Bosch Rexroth per ciò che concerne l’ambito dell’idraulica industriale, e in un’altra sarà data rilevanza all’ampio ventaglio di servizi che Bosch Rexroth riserva alla fase del post-vendita, un portafoglio che spazia dall’assistenza alla ricambistica e comprendente la possibilità di estendere i termini di garanzia oltre i limiti canonici e di usufruire di una contrattualistica tale da dotarsi di un service estremamente prolungato a supporto di un prodotto. In questo specifico contesto si inserisce il progetto “Remanufactured Products”, parte importante dei servizi Bosch Rexroth rivolti alla sostenibilità. Il programma prevede il riacquisto di pezzi già presenti sul mercato dei quali, grazie ai supporti digitali che ne monitorano l’intero ciclo di vita e alla mole di dati e informazioni che ne derivano, è possibile conoscere esattamente e in maniera predittiva quali componenti interni siano da sostituire, così da proporre al mercato prodotti rigenerati, garantiti, di assoluta qualità e a prezzi vantaggiosi. Per regalare ai visitatori di SPS Italia un’esperienza davvero coinvolgente Bosch Rexroth allestirà un tavolo interattivo, da intendersi come un grande schermo touch screen attraverso cui constatare direttamente il livello di modularità e di scalabilità dell’architettura su cui poggia ctrlX AUTOMATION. L’utente potrà affrontare una sorta di viaggio durante il quale scegliere componenti hardware e funzionalità software per poi arrivare alla creazione di un prodotto finito, la cui “ricetta” (distinta base) potrà poi portare via con sé. 1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
37
SPECIALE SPS Italia FESTO PADIGLIONE 3 STAND H022
Automation for a world in motion: 100 anni di innovazione Festo
Festo si prepara a celebrare un traguardo significativo alla fiera SPS Italia 2025, presentando il nostro percorso di innovazione nell’automazione industriale. Con il motto “Automation for a World in Motion”, riflettiamo su un secolo di successi e responsabilità sociale, evidenziando il nostro impegno verso un futuro sostenibile
F
Fondata nel 1925 con la produzione di macchine per la lavorazione del legno, abbiamo aperto la nostra prima sede a Esslingen am Neckar nel 1939. La nostra espansione internazionale è iniziata nel 1956 con l’apertura della prima filiale in Italia. Oggi, Festo continua a essere un leader nell’automazione industriale, contribuendo a un mondo in costante movimento. Incredible Machine: un viaggio nell’automazione Durante la fiera Hannover Messe, è stata svelata in anteprima l’Incredible Machine, che sarà esposta anche a SPS Italia 2025. Questa piattaforma innovativa racconta il passato e il futuro del movimento attraverso la tecnologia dell’automazione. L’Incredible Machine non solo mostra le nostre competenze sinergiche e la nostra esperienza, ma rappresenta anche il nostro spirito innovativo, capace di trasformare l’impossibile in realtà. L’eMotionButterfly di Festo, simbolo di questo viaggio, illustra come piccoli impulsi possano generare cambiamenti significativi nell’industria. Con l’Incredible Machine, vogliamo mostrare come la tecnologia Festo permette di semplificare la complessità attraverso innovazioni che massimizzano il valore della qualità e dell’efficienza. Dall’automazione pneumatica all’elettrica Per le aziende, la priorità è ridurre i costi e accelerare i processi, rispondendo al contempo alle evoluzioni tecnologiche e alle dinamiche di mercato. In questo contesto, Festo propone soluzioni integrate che combinano la robustezza e la rapidità dei sistemi pneumatici con il controllo e la flessibilità di quelli elettrici, ottimizzando così le prestazioni e l’efficienza del sistema complessivo. Presso il nostro stand, situato nel Padiglione 3, H022, i visitatori avranno l’opportunità di immergersi nel mondo della Seamless Automation, dove presenteremo un’ampia gamma di soluzioni, dalle unità di valvole con interfacce fieldbus alle innovazioni IoT. Insieme, vedremo come stabilire nuovi standard di produttività, flessibilità e sicurezza per le diverse applicazioni e come gestire sistemi elettrici e pneumatici con un’unica soluzione tramite Remote I/O.
38
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
Dalla produzione efficiente alla manutenzione predittiva Ridurre l’impronta di CO₂ è fondamentale per le aziende manifatturiere che desiderano rimanere competitive e soddisfare le crescenti aspettative del mercato. Adottare un approccio sistemico che integri diverse discipline consente alle imprese di adattarsi rapidamente ai cambiamenti e affrontare le sfide legate alla transizione energetica. Festo riconosce che investire in nuove tecnologie hardware e software, insieme all’acquisizione di competenze relative alla transizione energetica e digitale, rappresenta la chiave per un futuro più sostenibile. In questo contesto, la digitalizzazione gioca un ruolo cruciale nell’ottimizzazione dei processi produttivi e nella manutenzione predittiva. Presso il nostro stand, i visitatori scopriranno come Festo può supportarli nella progettazione e implementazione di soluzioni avanzate ed efficienti, oltre a strumenti di manutenzione predittiva che consentono di identificare tendenze e anomalie degli impianti, prevenire guasti e ottimizzare i processi. Dall’Automazione elettrica alla digitalizzazione Il tour stand è pensato per condividere il nostro impegno verso l’innovazione e la costruzione di vantaggi competitivi. La movimentazione elettrica sarà al centro dell’attenzione, con soluzioni mirate a ottimizzare i processi produttivi e migliorare l’efficienza operativa. Inoltre, la nostra piattaforma Festo AX Controls, che integra intelligenza artificiale, rappresenta un’innovazione distintiva, potenziando il controllo e abilitando paradigmi evoluti di manutenzione prescrittiva. Il concetto “Dal prodotto fisico al Cloud” riflette il nostro impegno per la sostenibilità e l’efficienza energetica, valori fondamentali alla base delle nostre iniziative. La sicurezza sul lavoro è un altro tema cruciale. Grazie a display dinamici, i visitatori potranno osservare come le soluzioni Festo non solo ottimizzino i processi, ma garantiscano anche un ambiente di lavoro sicuro e protetto. In questo contesto di innovazione e responsabilità, invitiamo i professionisti del settore a unirsi alla celebrazione di questo importante traguardo. Insieme, è possibile plasmare il futuro dell’automazione, creando nuove opportunità e affrontando le sfide del domani.
tion systems systems
Gestione termica efficace
Soluzioni affidabili per il controllo e la protezione dei quadri elettrici.
SISTEMI DI Cooling Cooling systems systems RAFFRESCAMENTO
SISTEMI DI Heating Heating systems systems RISCANDAMENTO
Fandis soddisfa le diverse esigenze di condizionamento, raffreddamento, riscaldamento e regolazione di temperatura SISTEMIsystems DI systems e umidità, persystems garantire ilClimate corretto e system continuo Regulation Regulation Heating Heating systems Climate control control system REGOLAZIONE funzionamento dei quadri elettrici, favorendo anche la manutenzione predittiva. Gestendo in modo efficiente le condizioni ambientali, previene i guasti, riduce i tempi di fermo e ne estende la durata dei componenti.
SISTEMI DI system Climate Climate control control system CLIMATIZZAZIONE
Follow us:
SPECIALE SPS Italia
KEBA INDUSTRIAL AUTOMATION PADIGLIONE 5 STAND L012
“Create your own automation solution” Anche quest’anno KEBA partecipa a SPS ITALIA 2025, l’evento di riferimento per il settore manifatturiero italiano, che si svolgerà presso la Fiera di Parma dal 13 al 15 maggio
“C
“Create your own automation solution”: questo è il messaggio di KEBA, fornitore di sistemi completi per l’automazione industriale che si avvalgono di soluzioni integrate, flessibili e aperte. Alla SPS Italia 2025 l’intero portfolio di soluzioni dell’azienda si rifletterà in Kemro X, la piattaforma aperta e flessibile per l’automazione industriale. I visitatori dello stand di KEBA avranno la possibilità di creare soluzioni di automazione specifiche e su misura per soddisfare ogni loro esigenza, come una ricetta con diversi “ingredienti”. I componenti del portfolio prodotti e servizi Kemro X di KEBA possono infatti essere combinati in modo versatile ottenendo soluzioni di automazione completamente customizzate. Inoltre, attraverso interfacce aperte, possono essere aggiunti in qualsiasi momento anche componenti di terze parti. Le molteplici possibilità di combinazione e perfezionamento degli “ingredienti” mettono in risalto i principali vantaggi di Kemro X: le caratteristiche “open” della piattaforma e il vasto portfolio di soluzioni consentono una scelta libera fra tutti i prodotti con la possibilità di poter personalizzare tramite “ingredienti” propri.
Gli esperti KEBA presenti allo stand saranno lieti di mostrare tutte le soluzioni e fornire consigli su come preparare la miglior ricetta personalizzata, proprio come farebbe uno chef stellato.
Dimostrazione live di Kemro X:
I componenti hardware e software del portfolio prodotti e servizi Kemro X si combinano in modo versatile e semplice. I prodotti e le tecnologie dedicati a impianti, robotica e ingegneria meccanica, integrano applicazioni reali e Digital Twin. La demo Kemro X consiste in un manipolatore di fine linea per il settore del packaging: un delta robot controllato fino ai limiti dalla sua capacità dinamica unito alle potenzialità del gemello digitale di un sistema multi-robot. Inoltre KEBA mostrerà il funzionamento simulato di quattro robot gestiti da un unico controllo muti-robot integrato in Kemro X.
Intelligenza Artificiale e CbM
L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi di controllo industriali consente di implementare il riconoscimento di oggetti basato sull’AI. Il modulo AI AE 550, fresco vincitore del premio Product of the Year 2025 della rivista INDUSTRIAL Production nella categoria Artificial Intelligence, introduce la possibilità di elaborare algoritmi di intelligenza artificiale “on premise”, integrato nel sistema di controllo Kemro X. Allo stand sarà presente anche un’applicazione di intelligenza artificiale generativa, simile a Copilot Microsoft, che accelera lo sviluppo software e la generazione di codici.
La tecnologia di azionamento KEBA
KeDrive è il sistema di servoazionamento flessibile, sicuro e aperto per macchine modulari. L’azionamento multiasse KeDrive D3 trova applicazione per moduli macchina a più assi, assicurando un funzionamento energetico efficiente grazie alla possibilità di condividere ed immagazzinare energia. Le caratteristiche di KeDrive D3 assicurano movimenti fluidi e l’arresto controllato del sistema in caso di caduta di tensione. Inoltre si adatta perfettamente anche all’interno di quadri elettrici molto compatti, grazie alla possibilità di integrare fino a tre assi in un unico modulo azionamento. KeDrive D3-AC All-In-One è un azionamento 40
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
appositamente studiato per le applicazioni dove vi sono pochi assi in un unico modulo macchina. In un solo dispositivo sono integrati alimentatore AC, filtro di rete, resistenza di frenatura e fino a tre assi. Nella demo Kemro X un solo KeDrive D3-AC è in grado di gestire tutti e tre gli assi di un delta robot. L’ultimo arrivato della serie: KeDrive D5, flessibile, compatto e facile da usare, si distingue per l’elevata dinamica e precisione grazie al controllo ad alte prestazioni per motori sincroni, asincroni, lineari e torque. Grazie all’interfaccia Multi-Fieldbus basata su Ethernet e all’interfaccia CANopen, KeDrive D5 si integra facilmente anche con sistemi di controllo di terze parti. Infine, durante SPS verrà presentato per la prima volta anche il nuovissimo configuratore per
gli azionamenti che, in modo analogo al configuratore HMI, assisterà i clienti nella creazione di soluzioni su misura.
HMI wireless sicure
Per quanto concerne l’HMI, KEBA porterà a SPS Italia 2025 la famiglia KeTop e le sue molteplici versioni, portatili, fisse e wireless. I terminali portatili T150/T155 nella versione Safe Wireless consentono il controllo delle macchine senza l’intralcio del cavo. Il terminale T135 con touchscreen da 7” quest’anno si arricchisce con la nuova variante T135 ECO. Grazie al configuratore on-line di KEBA, con pochi clic, si possono personalizzare in base alle proprie esigenze tutti i pannelli KeTop portatili e fissi. 1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
41
SPECIALE SPS Italia
LOVATO ELECTRIC Padiglione 6 stand B006
Le ultime novità di prodotto a SPS Parma 2025 LOVATO ELECTRIC è lieta di annunciare la propria partecipazione alla fiera SPS Italia 2025, evento di riferimento per l’automazione e l’industria intelligente, digitale e sostenibile, che si terrà dal 13 al 15 maggio 2025
S
SPS Parma si conferma ogni anno un appuntamento imperdibile per scoprire le più recenti innovazioni tecnologiche e incontrare i protagonisti del settore dell’automazione industriale. Un’occasione unica per toccare con mano le nuove soluzioni, confrontarsi con gli esperti e scoprire le tecnologie che guideranno il futuro di settori chiave come l’automazione industriale, l’energy management e le applicazioni fotovoltaiche. Presso lo stand, LOVATO ELECTRIC presenterà un’ampia gamma di novità di prodotto: • Relè di sicurezza tipo SRC • Pulsantiere per guide profilate da 40mm tipo LP4 • Commutatori a camme serie GK • Analizzatori di rete modulari serie DMG compatibili con il sistema di misura multipunto EASY BRANCH • Commutatori sezionatori motorizzati tipo GLCM • Interruttori scatolati serie P5ME
42
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
• Sistema di protezione di interfaccia tipo PMVF3000 conforme alla norma CEI-016 con funzione logica OR abilitabile • Interruttori magnetotermici in DC tipo P1MD • Soft starter a tre fasi controllate serie ADXT • Contattori serie BF da 420A, 500A e 630A AC3 • Micro PLC serie LRK con porta Ethernet integrata • Temporizzatore settimanale e temporizzatore con orologio astronomico serie TM.
SPECIALE SPS Italia SICK PADIGLIONE 3 STAND C010-D010
Le tue esigenze diventano realtà: fai centro con SICK a SPS Italia 2025
All’edizione 2025 di SPS Italia SICK presenta un “impianto dimostrativo” di soluzioni applicative complete per la digitalizzazione, la robotica, la mobilità e la visione artificiale, pensate per rispondere concretamente alle esigenze del mercato e trasformare le sfide in realtà. Un’area Entertainment interattiva e uno spazio dedicato all’Education, con progetti studenteschi, completano l’esperienza immersiva che testimonia l’impegno dell’azienda nel fornire risposte complete e personalizzate per l’automazione industriale
S
SICK, leader globale nell’automazione industriale basata su sensori intelligenti, presenterà soluzioni complete e personalizzate per la trasformazione digitale dell’industria a SPS Italia 2025, che si terrà presso le Fiere di Parma dal 13 al 15 maggio. Quest’anno, SICK invita i visitatori a scoprire come le proprie tecnologie all’avanguardia trasformano le esigenze in realtà, con il motto “Le tue esigenze diventano realtà: fai centro con SICK”. “La scelta di questo claim riflette l’impegno di SICK nell’ascoltare attivamente le necessità dei clienti, trasformando le loro sfide in soluzioni concrete. Il nostro obiettivo è fornire soluzioni su misura che rispondano alle esigenze specifiche di ogni azienda, garantendo al contempo la massima sicurezza e l’efficienza dei processi produttivi”, spiega Marco Catizone, Head of Market Product Management di SICK.
44
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
Soluzioni applicative complete per rispondere concretamente ai bisogni di automazione
Lo stand SICK a SPS Italia 2025 si trasformerà in un vero e proprio “impianto dimostrativo”, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva per scoprire come le tecnologie all’avanguardia dell’azienda rispondono concretamente alle loro esigenze. Invece di una semplice esposizione di prodotti, SICK presenterà soluzioni applicative complete, contestualizzando l’uso dei propri sensori intelligenti in scenari industriali reali. Nell’area dello stand dedicata alla digitalizzazione, i visitatori della fiera potranno osservare dimostrazioni che illustrano come i dati raccolti dai sensori SICK possano essere sfruttati per ottimizzare l’efficienza e ridurre i costi di produzione. In quest’area i visitatori potranno conoscere dal vivo, dopo il global lunch di aprile, i nuovi dispositivi SICK per l’integrazione verticale, come la linea IO-Link Wireless e il nuovo Master
IO-Link SIG300. Dotato di otto porte, SIG300 offre la possibilità di connettere non solo sensori IO-Link, ma anche attuatori come le valvole IO-Link, grazie a due porte di Classe B che forniscono maggiore potenza. Supporta l’integrazione verticale e la funzionalità dual talk, permettendo la comunicazione simultanea sia su bus di campo basati su ethernet che su protocolli IoT (come REST API e MQTT). Inoltre, è dotato di un Logic Editor integrato, che consente l’elaborazione locale dei dati direttamente sul dispositivo, come l’aggregazione o la trasformazione dei segnali, rendendolo un dispositivo Edge. “Con SIG300 diamo ai nostri clienti la possibilità di sfruttare l’IO-Link non soltanto a livello di automazione, ma per popolare servizi software a più alto livello che permettono di fare, ad esempio, manutenzione predittiva o condition monitoring sulla macchina”, spiega Yuri Katsukawa, Market Product Manager Digital Solutions di SICK. Nell’area dedicata alla robotica, i visitatori potranno osservare un robot ABB collaborativo impegnato in operazioni di palettizzazione e depallettizzazione. Questa dimostrazione non si concentra solo sulla movimentazione automatizzata, ma evidenzia anche l’importanza della sicurezza e dell’efficienza grazie all’integrazione del sistema di visione SICK PALLOC e della soluzione di sicurezza sBot (Safe Robotics area Protection) specifica per i robot ABB. Spostandosi nell’ambito della mobilità SICK, in collaborazione con Aitronik, presenterà soluzioni avanzate di localizzazione e anticollisione pensate per applicazioni esterne in agricoltura. L’elemento centrale
di questa area sarà la ricostruzione di un frutteto di mele, all’interno del quale si muoverà in autonomia un veicolo cingolato. Questa applicazione pratica della Mobile Outdoor Automation (MOA) di SICK sarà resa possibile dall’impiego di tecnologie come il laser scanner multipiano multiScan e la telecamera 3D Visionary B Two. I visitatori potranno così comprendere come queste soluzioni possano essere impiegate in diversi contesti agricoli, dal trattamento dei terreni all’eventuale raccolta. Un’altra applicazione sarà invece incentrata sulla visione artificiale, con una macchina completa per il controllo qualità realizzata da Deltavisione, progettata per rilevare difetti e classificare i prodotti con un elevato grado di precisione e flessibilità. Questa soluzione integra la camera streaming Ruler3000 di SICK - che sfrutta la tecnologia di imaging 3D per misurazioni precise e veloci -, con gli applicativi dedicati alla localizzazione (Ploc 2D) e alla classificazione (Inspector 835 con AI object detection), dimostrando l’efficacia della visione artificiale supportata dall’intelligenza artificiale nel garantire la qualità dei processi produttivi. Inoltre, il dispositivo FTMG mostrerà come è possibile effettuare l’energy monitoring dell’aria compressa utilizzata nel processo, contribuendo all’ottimizzazione dei consumi e alla riduzione dell’impatto ambientale. Nell’ambito della logistica, SICK presenterà il sistema PAIS (Pallet Integrity Inspection System), una soluzione completa basata su tecnologia di visione 3D per l’ispezione e il controllo dell’integrità dei pallet. Questa applicazione risponde a una concreta esigenza del settore, permettendo di evitare costose perdite di carico e interruzioni nel flusso logistico.
L’area “Fai centro con SICK!”: gioco, tecnologia e ospitalità intelligente
Per rendere l’esperienza in fiera ancora più coinvolgente, SICK ha ideato un’area Entertainment con un’applicazione ludica che riprende il motto dello stand: “Fai centro con SICK!”. I visitatori saranno invitati a partecipare a un gioco interattivo in cui un robot Universal Robot passerà una palla al giocatore, la cui posizione sarà rilevata dalla telecamera 3D Visionary B Two; il giocatore dovrà lanciare la palla verso uno schermo con dei bersagli. Un sensore SICK rileverà l’impatto e la posizione della palla, mentre una telecamera SEC 100/110 (event cam) registrerà il momento del tiro, con possibilità di rivedere i secondi immediatamente antecedenti e successivi, mostrando le capacità di acquisizione di eventi della tecnologia SICK. “Si tratta di un’applicazione sviluppata interamente da SICK e che evidenzia la nostra capacità di associare l’identità di produttore di sensori a quella di fornitore di soluzioni complete e personalizzate”, spiega Catizone. L’impegno di SICK per fornire soluzioni complete si 1-2/2025 | INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE
45
SPECIALE SPS Italia estende anche all’hospitality dello stand, dove un sensore RFID sarà utilizzato per tracciare le consumazioni del catering, dimostrando in tempo reale l’utilizzo dei dati dei sensori per l’analisi e l’ottimizzazione. “Attraverso queste diverse aree e dimostrazioni pratiche, SICK mira a illustrare come le proprie tecnologie e la profonda comprensione delle esigenze del mercato si traducano in soluzioni concrete e personalizzate, capaci di far ‘fare centro’ ai propri clienti nel raggiungimento dei loro obiettivi di efficienza, sicurezza e trasformazione digitale”, aggiunge Enrica Biondini, Head of Marketing Communication.
Area Education SICK: supporto a scuole e università per formare gli ingegneri di domani
SICK è fortemente impegnata nel supportare le scuole e le università nella preparazione dei futuri professionisti dell’automazione. Presso l’area Education, l’azienda mostrerà il suo impegno attraverso diverse iniziative. In particolare, sarà esposto il progetto “safe bodyguard robot” sviluppato dagli studenti dell’Università di Bologna UniBo Motorsport durante l’Hackathon di SICK, che si è svolto presso il SICK SIA Campus a Waldkirch lo scorso ottobre. Questo robot dimostra l’applicazione pratica delle tecnologie di SICK di sicurezza e visione in un contesto innovativo.
Inoltre, nell’area “Focus AI” all’ingresso SUD di Fiere di Parma, sarà esposto il modello auto Formula SAE di UniBo Motorsport, a testimonianza della partnership di SICK come fornitore di sensori e dispositivi per la preparazione gara delle auto. La vettura è equipaggiata con tecnologie SICK per l’intelligenza artificiale e la visione, simili a quelle utilizzate nel robot agricolo. Studenti dell’Università di Bologna saranno presenti sia presso l’esposizione dell’auto che allo stand dell’azienda per condividere la loro esperienza.
CodeMeter – Da codice a successo
Generate ricavi dal vostro software con CodeMeter. Monetizzazione flessibile:
Modelli di licenza adattabili a tutte le richieste di mercato Protezione IP robusta: Crittografia e metodi di protezione dell’integrità innovativi Massima compatibilità: Integrazione agevole in molteplici piattaforme Soluzioni a prova di futuro: Progettate per evolvere insieme alle vostre esigenze aziendali Con CodeMeter, il vostro software sviluppa radici vigorose e 46 INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025 cresce rigoglioso.
team@wibu.com www.wibu.it
Iniziate ora e richiedete il vostro SDK di CodeMeter wibu.com/it/sdk
LEUZE PADIGLIONE 3 STAND B010
Servizi e Sicurezza: le risposte al mercato dell’automazione Il mercato dell’automazione richiede sempre più innovazione ma non solo nei prodotti, anche nei servizi e nella formazione. Con questo mix Leuze affronterà i prossimi appuntamenti fieristici di primavera
I
Il mercato dell’automazione industriale è in continua evoluzione, spinto da esigenze sempre più complesse legate a produttività, efficienza e sicurezza. Leuze Italia, nell’avvicinamento a grandi passi alla manifestazione SPS Italia, mette al centro della sua proposta due parole chiave che rispondono in modo puntuale a queste esigenze: Servizi e Sicurezza. Secondo i dati dell’Osservatorio Automazione Industriale del Politecnico di Milano, il 61% delle aziende manifatturiere italiane ha investito nel 2024 in soluzioni per la sicurezza delle macchine e per la protezione degli operatori. Sensoristica con qualità, flessibilità e sostenibilità Da sempre protagonista nel settore dei sensori di sicurezza, Leuze ha proposto al mercato soluzioni intelligenti che permettono di unire protezione e continuità operativa. L’unione di protezione e di continuità è esemplificata da prodotti come le barriere fotoelettriche MLC 500 con funzione di muting integrata Smart Process Gating, questi dispositivi permettono un controllo sicuro degli accessi senza l’uso di sensori supplementari. Il concetto di flessibilità operativa è un elemento distintivo che Leuze propone con i suoi laser scanner di sicurezza RSL 400, ideali per una vasta gamma di applicazioni industriali. Nell’intralogistica, si distinguono grazie a un sistema integrato per la navigazione autonoma; nel settore della robotica, offrono funzioni avanzate con aree di sicurezza simultanee e nel packaging garantiscono soluzioni miniaturizzate e flessibili, adattabili alle diverse esigenze produttive. Ma non dimentichiamo anche la sensoristica di posizione e di controllo accessi, con soluzioni come il sensore FBPS e i sensori RFiD di sicurezza ideali per impianti modulari e con uno sguardo al futuro essendo industry 4.0-reday. Il 2025 offrirà al mercato importanti novità sulla scia di queste soluzioni. Innovazione, qualità, semplicità di eser47
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
cizio e miniaturizzazione dei prodotti saranno le parole chiave di quanto Leuze proporrà alla manifestazione di Parma. Servizi: oltre il prodotto, un partner tecnologico L’automazione non si limita all’hardware, il valore oggi si deve trovare sempre più sul terreno dei servizi intelligenti. Leuze ha investito in modo rilevante per affiancare i propri clienti con pacchetti di servizi completi che vanno dall’analisi dei rischi alla messa in servizio, fino alla manutenzione predittiva. I Safety Services di Leuze sono un concreto supporto in tutte le fasi del ciclo di vita delle macchine, incluse le valutazioni CE, la documentazione tecnica e la formazione. La tecnologia Leuze mette in campo anche il supporto da remoto e la diagnostica avanzata che con una connettività semplificata e gli adeguati strumenti digitali consente il monitoraggio dei dispositivi e l’assistenza in tempo reale. Sergio Riva Sales and Marketing Director di Leuze Italia anticipa che “SPS Italia 2025 sarà un evento sempre più focalizzato all’innovazione dei prodotti unita al servizio alla clientela. In un settore industriale dove la sicurezza non è più un’opzione ma un elemento imprescindibile per la continuità operativa e la competitività, Leuze Italia si afferma come partner tecnologico di riferimento, unendo soluzioni di prodotto avanzate e un’offerta completa di servizi dedicati alla sicurezza. La nostra azienda è da sempre sinonimo di innovazione nei sensori di sicurezza, ma oggi va oltre il solo prodotto: propone un approccio sistemico che abbraccia l’intero ciclo di vita della macchina. L’obiettivo è semplice ma cruciale, proteggere le persone senza compromettere la produttività.” Ancora poco tempo e a SPS Italia 2025 verranno presentati prodotti e soluzioni che, oltre a garantire produttività e sostenibilità, offriranno innovazioni orientate alla protezione delle persone e alla sicurezza funzionale delle macchine.
SPECIALE SPS Italia SMC PADIGLIONE 6 STAND G016
SMC Italia accelera l’innovazione per l’industria connessa a SPS Italia 2025 SMC si presenta alla manifestazione di Parma SPS IPC Drives Italia con soluzioni avanzate per un’automazione più efficiente e connessa
A
Anche quest’anno, SMC Italia conferma la propria partecipazione a SPS IPC Drives Italia 2025, l’evento di riferimento per l’automazione industriale, che si terrà a Parma. L’azienda sarà presente al Padiglione 6, Stand G016 per esporre le sue ultime novità tecnologiche e le soluzioni più innovative dedicate all’industria manifatturiera. Proseguendo nel percorso di innovazione, SMC Italia presenterà sistemi avanzati basati sul protocollo OPC UA, progettati per offrire comunicazione flessibile e scalabile, in linea con le esigenze dell’Industria 4.0. Grazie alle sue tecnologie all’avanguardia, l’azienda punta a migliorare l’efficienza, la connettività e l’ottimizzazione dei processi industriali. Il protocollo OPC UA per l’automazione industriale OPC UA è un protocollo di comunicazione sviluppato per l’automazione industriale con lo scopo di mettere in comunicazione i macchinari in sistemi distribuiti consentendo lo scambio di dati tra applicazioni OPC UA in contesti diversi. Questo può avvenire all’interno della stessa macchina, attraverso la comunicazione tra processi, tra sistemi distinti all’interno di una rete locale o persino tra siti geograficamente remoti. L’acronimo “Open Platform Communication Unified Architecture” – piattaforma di comunicazione aperta ad architettura unificata – fa intendere come tale linguaggio sia aperto e universale. OPC UA non è infatti legato ad alcun sistema operativo o linguaggio di programmazione specifico ma può essere utilizzato su diverse piattaforme hardware (ad esempio in configurazione locale chiusa o su server cloud a completa scelta dell’utilizzatore). Inoltre, può essere eseguito sui principali sistemi operativi, tra cui Windows, macOS, Android e Linux. In sintesi, OPC UA offre un sistema flessibile per la gestione della comunicazione, consentendo alle applicazioni di adeguarsi alle diverse situazioni e garantendo un flusso di dati affidabile e tempestivo. Il protocollo inoltre supporta l’autenticazione e la crittografia, garantendo che solo dispositivi e utenti autorizzati
48
INDUSTRY 5.0 DESIGN MAGAZINE | 1-2/2025
possano accedere ai dati sensibili. Tema sensibile in quanto nell’era della connessione dei dispositivi di campo il rischio di intrusione è reale. Un ulteriore beneficio del protocollo OPC UA è la sua scalabilità. Il protocollo può essere utilizzato per collegare inizialmente un numero limitato di dispositivi, offrendo la possibilità di espandere il sistema successivamente in base alle esigenze.
Soluzione decentralizzata wireless sia per elettrovalvole sia per Input/Ouput
La soluzione decentralizzata wireless SMC ha strutturato un “sistema di digitalizzazione aperto” basato su protocollo OPC UA. Con la Serie EXW1, ad esempio, una soluzione decentralizzata wireless sia per elettrovalvole, sia per Input/Ouput, si possono raccogliere fino a un massimo di 1280 ingressi e 1280 uscite. Si possono raccogliere segnali digitali, analogici e IO-link. Il sistema lavora su una architettura Wireless SMC che non interferisce con le reti del cliente. A seconda dell’ambiente operativo è possibile raccogliere segnali Wireless fino a 100 metri di distanza. Non solo, si ha la possibilità di raggruppare tutti i dati relativi ai consumi rilevati dai sistemi Air Management fino, ad esempio, a una trentina macchine con un singolo dispositivo. Tutto questo via Wireless, con un notevole risparmio in termini di tempi di installazione, materiali quali cavi e canaline e riduzione dei guasti dovuti a problematiche relative alle connessioni. Il sistema è esente da disturbi in quanto utilizza la banda di frequenza ISM a 2.4 GHz con cambio di frequenza ogni 2 millisecondi. Nel caso in cui il cliente abbia la necessità di raccogliere segnali IO-link di fonti diverse, EXW1 in modalità “remote” può essere collegato via cavo a vari sensori (ad esempio di vibrazione, temperatura, umidità ecc.) trasmettendo il segnale via Wireless all’EX-W1 in modalità “base”. Quest’ultimo si occuperà di inviare in OPC UA tutti i dati all’Edge Computer del cliente. Le possibili configurazioni sono molteplici: SMC è a disposizione per fornire supporto nella scelta della soluzione più adatta alle specifiche esigenze.La partecipazione a SPS Italia 2025 rappresenta per SMC Italia un’ulteriore occasione per rafforzare il proprio ruolo di partner tecnologico d’eccellenza per l’automazione del futuro.
CONDIZIONATORE A INVERTER LA PROPOSTA SOSTENIBILE DI RAMKLIMA Condizionatori Made in Italy a basso consumo energetico dotati di filtro aria di serie e grado di protezione IP54, ideali per le applicazioni più critiche. Garantiscono elevata efficienza e bassa rumorosità, per una maggiore sicurezza degli impianti e un controllo efficiente della temperatura. La tecnologia a inverter consente una durata di vita più lunga, assicurando notevoli benefici energetici ed economici. www.dkceurope.com
Made
for Metalworking Welcome to the world’s leading trade fair for production technology.
www.emo-hannover.com