ISSN: 1126-4284
MACCHINE UTENSILI
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PROGE T TA ZIONE
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#3/4 maggio 2020 mensile www.meccanica-automazione.com
DOSSIER
La robotica ci salverà
SPECIALE Nuovi dispositivi wereable
STORIA DI COPERTINA
igus apre la fiera delle innovazioni 2020
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EDITORIALE di Chiara Tagliaferri
RICOMINCIARE, PROSEGUIRE, CAMBIARE
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Marzo 2020: dall’oggi al domani la maggior parte di noi si è trovato rinchiuso nel proprio “restare a casa”, circondato da domande. Unica consapevolezza: prima o poitutto sarebbe ricominciato. A quotidiane immagini di “dura realtà” facevano da contraltare il rinascere della primavera, che quest’anno come mai prima, ci ha mostrato tutto il suo incanto, indicandoci chiaramente cosa andrebbe modificato e dove. Aprile 2020: per la maggior parte delle realtà industriali lo stare fermi significa spostarsi indietro e così con grandi capacità imprenditoriali e umanità,riscoprendo “la conoscenza come fonte inesauribile di ricchezza”, alcunesono riuscite a rispondere alla domanda di beni e servizi richiesti dell’emergenza sanitaria, coniugandocon creativitàil sapere con il saper faretramutandolo in duplice opportunità, di sopravvivenza per gli utenti, e di nuovo business per chi l’ha ideata. Negli stessi mesi, da remoto e in remoto,tutti, ma proprio tutti, imprenditori, docenti, bambini, genitori, nonni, single, sportivi, esperti culinari etcsono stati invasi, aiutati, e stimolatidal mondo digitale. Lavoro, didattica, vita sociale, tutti online e condivisi, con picchi di eccellenza o con soluzioni home made. Ma, ecco la mia provocazione, conosciamo quali sono stati e quali saranno i rischi di aver affidato qualcosa di privato come un compleanno o di riservatissimo come la condivisione di un nuovo brevetto ad una conversa-
zione via Zoom? Cito questo strumento, perché è noto di come sia stato tanto diffusoquanto approssimativo in termini di sicurezza dati. Non prendete questo come un “alto là” paralizzante, ma solocome un invito alla riflessione nelloscegliere o farci aiutare a scegliere bene gli strumenti che utilizzeremmo. “Panta rei”tutto scorre con queste parole Eraclito sottolinea come l’uomo siasottoposto alla legge inesorabile del mutamento. E allora ricominciamo, proseguiamo mase possiamo in qualcosa cambiamo! Mettiamo sempre più la tecnologia, al servizio dell’uomo e per l’uomo (società). Perché la tecnologia non dovrebbe servire a creare dei bisogni indotti ma dovrebbe essere in grado di creare uno sviluppo adeguato alle nostre reali esigenze. Sperimentiamo l’innovazione in tutti i settori combinando in modo innovativo conoscenze e competenze oggi presenti. Il progresso e il rischio sono due facce della stessa medaglia. Non sempre cambiare le cose porta vantaggi economici immediati e, comunque, la strada del cambiamento è piena di insidie. Ci vuole coraggio e lungimiranza. Ma piuttosto che rischiare nuovamente di essere costretti a rinchiuderci nelle nostre caverne in attesa che la tempesta passi, io rischierei.
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SOMMARIO MAGG IO #3/4 ISSN: 1126-4284
MACCHINE UTENSILI
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PROGE T TA ZIONE
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AUTOMAZIONE
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#3/4 maggio 2020 mensile www.meccanica-automazione.com
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DOSSIER
La robotica ci salverà
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SPECIALE Nuovi dispositivi wereable
STORIA DI COPERTINA
igus apre la fiera delle innovazioni 2020
EDITORIALE 5 Ricominciare, proseguire, cambiare
STORIA DI COPERTINA 40 Igus apre la fiera delle innovazioni 2020
CALEIDOSCOPIO 8 News e novità
DOSSIER ROBOTICA 48 La robotica ci salverà! 50 Qualità senza compromessi in sala operatoria 52 Sorveglianza attiva contro il coronavirus 54 La fabbrica, i sensori, il modello 4.0 dello humanufacturing 56 L’industria italiana riparte con i robot collaborativi Fanuc 58 Riabilitazione robotica grazie a KUKA 60 Il ruolo della robotica mobile nell’era post-Covid 62 La figura del robot protagonista dell’era post-Covid 64 Cobot e produzione flessibile
PANORAMA 18 Nuove date per BIE 20 Sconfiggere la crisi con i bit e byte 24 Liquidità in esaurimento 28 La 3Dexperience dagli oggetti alla vita 30 Lamiera 32 Tecnologie digitali e industria manifatturiera ATTUALITÀ 36 La responsabilità del datore di lavoro al tempo del Covid-19
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IN COPERTINA igus® S.r.l. via delle rovedine, 4 23899 Robbiate (LC) www.igus.it
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66 L’automotive viaggia sui… binari di Tiesse Robot! 68 Manifattura ai tempi del Coronavirus 70 Programmazione a distanza per una produttività anche da remoto
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SPECIALE TECNOLOGIA WEARABLE 72 Nuovi dispositivi wearable per l’interazione uomo-macchina FOCUS ON 77 Un coraggio all’avanguardia IN FABBRICA 82 Nuove opportunità di crescita per l’estruzione della plastica 88 Coma l’automazione può aiutare l’industria del food&beverage PRISMA 92 Prodotti
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CALEIDOSCOPIO NEWS E NOVITÀ
SMART
SIEMENS: VERSO UNA SMART LIFE. CON O SENZA VIRUS Grazie allo Smart Working Siemens non si è mai fermata e i dipendenti hanno potuto lavorare in piena sicurezza. Fin da subito l’azienda ha convissuto con il Covid-19 e adesso, nel pieno rispetto delle indicazioni governative, guarda alla fase successiva di armonia tra professione e vita privata con l’obbiettivo di raggiungere una Smart Life. Il concetto di ‘Fase due’ non si applica a Siemens in Italia; non vogliamo vivere in fasi, ma convivere con il virus in modo ancora più dinamico. Per noi la priorità è sempre stata la sicurezza delle nostre persone, anche prima dell’insorgere dell’emergenza sanitaria. Piuttosto, il nostro impegno attuale deve essere canalizzato a imparare a coabitare con il Coronavirus, mettendo sempre la salute dei colleghi davanti a tutto,” cosi spiega Claudio Picech, presidente e AD di Siemens SpA, nel giorno in cui molte imprese hanno riaperto i battenti. “Le aziende devono guidare una metamorfosi che da qualche tempo ha fatto il suo esordio nel mondo del business e che ruota attorno al concetto di VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity) – prosegue Picech -. Anche la crisi attuale ci sta mettendo di fronte alla necessità di accelerare quanto più possibile la nostra capacità di adattamento al nuovo mondo dinamico, nel quale è indispensabile realizzare una rinnovata cultura aziendale basata su modelli di management e di leadership diversi. Un paradigma in grado di supportare il modo in cui si prendono le decisioni,
si definiscono gli obiettivi, si aiutano le nostre persone a crescere, insomma si crea il futuro dell’azienda, probabilmente più virtuale di quello cui oggi siamo abituati, ma con la capacità di saper quando il face-to-face è inevitabile”. Il futuro dell’azienda di questi tempi passa ovviamente anche per una completa rivisitazione degli ambienti di lavoro, adattati per offrire a tutti condizioni di lavoro più sicure e abilitando così la possibilità di un’armonia tra l’home working e la presenza fisica delle persone in sede, in base alle specifiche esigenze. Siemens ha adottato lo smart working - implementato dall’azienda già dal 2018 - in modalità “full” per i collaboratori a partire dal 24 febbraio. Oggi alcuni contingenti di dipendenti possono rientrare nelle sedi aziendali - partendo da quella di Milano - completamente adeguate e predisposte in piena sicurezza, nel rispetto di normative e protocolli vigenti. “Disporre di una sede sicura nella quale portare avanti le proprie attività è giusto – conclude Picech -. Oggi dobbiamo però essere consapevoli che sarà necessario passare dall’ormai consolidato Smart Working a un concetto più ampio di Smart Life, nel quale armonizzare la vita lavorativa e professionale con quella privata e familiare, consapevoli che sarà necessario apprendere nuove pratiche di lavoro così come di vita quotidiana. Per adesso in convivenza forzata con il Covid-19, ma sperando che presto venga trovato un vaccino”.
P E R L E G G E R E G L I A R T I C O L I C O M P L E T I V I S I TAT E I L S I TO W W W. M E C C A N I C A - A U TO M A Z I O N E . C O M
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CALEIDOSCOPIO
GESTIONE DEI RAEE
CORONAVIRUS E RIFIUTI ELETTRONICI Ripartire dall’impegno di ciascuno per l’ambiente. Non solamente per non vanificare gli sforzi fatti durante la quarantena, ma anche per non perdere la strada fatta nel recupero dei rifiuti elettronici. È un appello a dare valore alle settimane passate in casa quello che Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, delle pile e degli accumulatori esausti, rivolge ai cittadini proponendo un semplice vademecum. «La quarantena per molti ha significato fare pulizie e piccoli lavori domestici», osserva il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio. «Nel sistemare un cassetto o svuotare uno scatolone in cantina, spesso sono emerse vecchie apparecchiature elettroniche. Telefonini, frullatori, telecomandi e carica batterie di ogni genere che erano stati messi “da parte” in attesa di essere portati all’ecocentro, ma che poi sono finiti dimenticati. Parliamo di apparecchiature che appartengono prevalentemente al raggruppamento R4 dei RAEE. Sono rifiuti difficili da intercettare, solamente uno su cinque viene raccolto e gestito correttamente: alcuni seguono canali paralleli non autorizzati di gestione, altri rimangono banalmente “nascosti” in casa; ma sono oggetti che possono dare una grande mano alla causa dell’economia circolare. Se opportunamente trattati, sono riciclabili fino al oltre il 95% del loro peso. Questa piccola “miniera” che spesso viene dimenticata può dare così un contributo importante alla causa ambientale». Da un piccolo elettrodomestico oppure da un telecomando è possibile ricavare prevalentemente plastica e metalli che possono essere re-immessi nella filiera produttiva come materie prime seconde. Inoltre, «gli R4 sono i RAEE che hanno visto una maggior crescita nel 2019: i quantitativi gestiti a livello nazionale sono aumentati del 15% rispetto all’anno precedente», ricorda il direttore generale di Ecolight. «Uno sforzo decisamente importante che richiede in questa fase 2 di non essere vanificato; anzi, rafforzato con un piccolo impegno da parte di tutti». Ecolight ha stilato un vademecum per una gestione 10
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domestica dei piccoli RAEE, per prepararsi così ad una ripartenza rispettosa dell’ambiente dopo le settimane trascorse in casa. 1. I nnanzitutto, raccogliere tutti i rifiuti elettronici in un unico contenitore. Nella scatola potranno essere messi: joystick, frullatori, tostapane, chiavette usb, telefonini e tablet con i loro carica batterie e auricolari, router con gli alimentatori, casse bluetooth, ventilatori. 2. L e lampadine a risparmio energetico, quelle a led e i neon non più funzionanti sono anche loro dei RAEE: occorre raccoglierle però in un’altra scatola. 3. Togliere - quando possibile - la batteria dai dispositivi destinati alla discarica. L’operazione che può essere facile per i telecomandi che funzionano con delle normali stilo, può risultare più complessa per separare gli smartphone dal loro accumulatore. 4. L e batterie così raccolte dovranno essere poste in un contenitore apposito, possibilmente in plastica o in metallo per evitare che eventuali sostanze inquinanti possano andare disperse. 5. C onferire il tutto all’ecocentro comunale. Nella fase 2 i Comuni stanno riaprendo le piazzole ecologiche dove poter portare questo genere di rifiuti. Conferire negli appositi contenitori i RAEE appartenenti al raggruppamento R4, ovvero l’elettronica di consumo e i piccoli elettrodomestici; mettere nell’apposito contenitori quelli appartenenti al raggruppamento R5 (le sorgenti luminose); conferire le batterie e gli accumulatori in un terzo contenitore. Per informazioni sugli orari di apertura dell’ecocentro e sulle modalità di accesso, consultare il sito internet del proprio comune di residenza. «L’impegno di ciascuno può contribuire ad una ripartenza corretta», conclude Dezio. «La strada di uscita dall’emergenza che stiamo vivendo passa necessariamente dall’economia circolare: gli sforzi fatti negli ultimi anni in chiave ecologica non possono essere vanificati da una rincorsa economica che non tiene conto dell’ambiente. I primi a dare l’esempio sono i cittadini, differenziando e conferendo correttamente i loro rifiuti elettronici».
CALEIDOSCOPIO AUTOMOTIVE
NELLA PRIMA DECADE DI MAGGIO CROLLO DEGLI ORDINATIVI Dopo un primo bimestre 2020 con volumi già in decrescita rispetto al 2019, l’emergenza Coronavirus ed il conseguente lockdown hanno praticamente azzerato il mercato di auto, veicoli commerciali e industriali nei mesi di marzo e aprile. La prima decade di maggio ha visto un crollo degli ordinativi. Le segnalazioni dei concessionari indicano che nella prima decade di maggio gli ordini di autoveicoli nuovi sono modestissimi e che esaurite le immatricolazioni legate agli ordini in portafoglio, acquisti prima del lockdown, il mercato di tutti i tipi di autoveicoli crollerà mediamente del -30%. I mesi di blocco dell’attività, inoltre, hanno causato l’immobilizzazione di centinaia di migliaia di veicoli che, se non venduti nei prossimi mesi, rischiano di rallentare ulteriormente la ripresa delle attività. I conseguenti rischi occupazionali coinvolgono non solo le concessionarie ma l’intera filiera automotive che rappresenta circa il 10% del PIL italiano e impiega oltre 1.200.000 lavoratori. Chiediamo con forza alle Istituzioni di cogliere l’occasione
di questa drammatica situazione socioeconomica per adottare misure in grado di coniugare esigenze ambientali e commerciali con quelle industriali e di tutela dei lavoratori della filiera, prevedendo incentivi per la rottamazione e l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale e avviando la revisione della fiscalità sugli autoveicoli per alienarla ai livelli degli altri Paesi europei. Le risorse da stanziare in un momento di difficoltà e di scarso clima di fiducia supporterebbero l’importante investimento dell’acquisto di un veicolo da parte di cittadini ed imprese, darebbero impulso alla ripresa delle vendite e consentirebbero, allo stesso tempo, alle aziende produttrici di veicoli, parti e componenti di riavviare la produzione, potendo contare sul rilancio del mercato nazionale. È il momento di capire che il mercato automotive può dare una forte spinta alla crescita del Paese ed un costo sociale più basso determinato dalla minore chiusura di aziende facenti parte della filiera.
ASSOCIAZIONI
FABIO TARGA È STATO NOMINATO NUOVO PRESIDENTE DI ANASTA Padovano, 59 anni, il nuovo presidente di Anasta – l’Associazione nazionale aziende saldatura taglio e tecniche affini, all’interno di Anima Confindustria – Fabio Targa ha maturato le sue esperienze in gruppi multinazionali occupandosi di marketing e vendite, gestione dei rischi industriali, governance d’impresa nei settori dell’IT e manifatturiero meccanico. Già membro del Consiglio direttivo di Anasta, Fabio Targa è stato amministratore delegato e direttore generale di Fro-Air Liquide Welding Italia SpA ed Etc-Elettrotermochimica SpA, componente di consigli d’amministrazione di società consortili CreiVen (ricerca elettronica), Ecor’iT (RAEE) e membro di Organismi di vigilanza (D.Lgs. 231/01). Attualmente è direttore Ehs Emear di Lincoln Electric, dove segue le problematiche legate ai rischi industriali (sicurezza, ambiente, conformità prodotto, etc.) per le varie società del gruppo in 12 paesi europei. Il presidente Fabio Targa ha le idee chiare sul programma di presidenza per i prossimi tre anni: «Sarà necessario continuare a portare il contributo di partecipazione, conoscenza, esperienza di Anasta negli enti normativi italiani, europei ed internazionali per quanto concerne l’avanzamento di standard tecnici di settore. Per quanto riguarda le nuove tecnologie, il settore sta conoscendo un’evoluzione nel mondo dell’automazione e delle soluzioni robotizzate per taglio e saldatura dei metalli, oltre 12
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a un’evoluzione tecnologica degli impianti manuali ed automatici anche con utilizzo di nuove capacità di programmazione e IoT: bisogna continuare a diffondere la cultura industriale dei produttori della saldatura e il taglio dei metalli, con particolare riferimento a soluzioni tecnologiche ed innovative per il settore». Puntare all’innovazione con uno sguardo al passato, «preservando e diffondendo l’eredità più che centenaria dei produttori italiani, anche attraverso eventi culturali dedicati». In questo momento impossibile non fare delle considerazioni sulla crisi scatenata dall’epidemia: «Innanzitutto c’è un problema contingente legato alla gestione dell’operare con il Covid-19 attivo probabilmente per i prossimi 6-18 mesi. Il settore della saldatura ne è ovviamente colpito dato che opera principalmente con clienti che lavorano con commesse nazionali ed internazionali», e nonostante «la maggior parte delle associate abbia sempre continuato a lavorare durante il lockdown, poiché molti clienti utilizzatori operano all’interno delle filiere strategiche (es. oil & gas, attrezzature agroalimentari, recipienti a pressione, etc. ), l’impatto sulla perdita di fatturato è stato pesante; durante i mesi di pandemia potrebbe arrivare a circa il 50% rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente». Il settore della saldatura e taglio dei metalli nel 2019 ha raggiunto 1,2 miliardi di fatturato, di cui oltre il 60% derivati dall’export (dati Ufficio studi Anima).
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CALEIDOSCOPIO NOMINE
FILIPPO BERTACCHINI È IL NUOVO RESPONSABILE COMMUNICATIONS & GOVERNMENT RELATIONS DEL GRUPPO BASF IN ITALIA Bertacchini ha maturato una lunga esperienza in BASF nel ruolo di Responsabile delle relazioni con i territori dove il Gruppo opera. Al manager bolognese la responsabilità della Comunicazione e delle Relazioni Istituzionali del Gruppo nel Paese. Il consiglio di Amministrazione di BASF Italia ha nominato Filippo Bertacchini a capo della funzione Communications & Government Relations del Gruppo BASF in Italia. Nel nuovo ruolo, Bertacchini riporta a Lorenzo Bottinelli, Amministratore Delegato e Presidente di BASF Italia. Filippo Bertacchini guida un team di 6 persone e ricopre la responsabilità della corporate reputation di BASF in Italia coordinando la comunicazione strategica, comprese le media relations, la comunicazione di crisi, la presenza sui social media e le relazioni istituzionali. In BASF dal 2011, ha precedentemente ricoperto il ruolo di Responsabile delle relazioni con il territorio, in particolare per gli stabilimenti del Gruppo localizzati a Pontecchio Marconi (BO) e Roma, curando con successo il dialogo con gli stakeholder locali e nazionali, contribuendo a mantenere saldo il rapporto di fiducia tra l’azienda, le diverse unità di business e i suoi principali interlocutori territoriali. 50 anni, ha conseguito un Master in Pubbliche Relazioni e Comunicazione d’Impresa presso la Business School dell’Associazione Piccola e Media Industria di Bologna. Si occupa di comunicazione da oltre 25 anni, prima in agenzie e poi presso aziende manifatturiere. In BASF Italia dal 2011 dove è stato responsabile delle relazioni con il territorio per gli stabilimenti produttivi. Sposato, è padre di due figli.
FIERE
ALL4PACK 2020 Ogni due anni, ALL4PACK, salone leader generalista in Francia, è l’evento imperdibile per 79.000 operatori, che vengono a scoprire le soluzioni di packaging innovative e sostenibili presentate da 1.350 espositori e marchi. La prossima edizione, che si svolgerà dal 23 al 26 novembre, sarà, in questo particolare anno, un’opportunità unica per l’ecosistema dell’imballaggio e dell’intra-logistica di incontrarsi e di proseguire tutti insieme rispondendo alle sfide normative e sociali che il settore deve affrontare. ALL4PACK 2020 promette un approccio globale, per supportare le industrie utilizzatrici nelle loro ricerche di soluzioni in modo che possano abbinare sostenibilità, prestazioni e redditività. Si tratterà di un’opportunità per incontrare i produttori di imballaggi, contenitori e macchine francesi ed internazionali e per scoprire 600 macchine in funzione. Ogni operatore sarà in grado di scoprire una gamma completa di soluzioni specifiche, sostenibili e responsabili nel packaging, nel processing, nel printing e nella logistica. Per una migliore visibilità e un percorso più fluido e rilevante per i visitatori, quest’anno le varie offerte degli espositori saranno presentate per materiale: legno, cartone, metallo, plastica e vetro. Tutti potranno quindi trovare soluzioni e innovazioni che potrebbero interessarli più facilmente. L’edizione 2020 vede al centro l’ecoprogettazione: tutto ciò è diventato una priorità per gli industriali, produttori ed attori della supply chain al fine di rispondere alle sfide dello sviluppo sostenibile. Per fare ciò, i responsabili della logistica e le direzioni della supply chain investono massicciamente nell’ecodesign a diversi livelli. Vengono adottate nuove soluzioni sia nei magazzini (imballaggi innovativi e su misura per ridurre il vuoto) sia nei trasporti (uso di materiali riciclati e riutilizzabili, ottimizzazione dei volumi e velocità di riempimento dei camion). In fiera i visitatori potranno trovare un’ampia gamma di offerte in grado di rispondere a queste nuove sfide. 14
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PER RIPARTIRE NON BASTA IL DISTANZIAMENTO SOCIALE BISOGNA METTERE IN SICUREZZA SPAZI E STRUMENTI DI LAVORO Digitalizzare gli spazi e i movimenti per garantire la sicurezza. In tempi di Coronavirus è la tecnologia che viene in soccorso alle esigenze di distanziamento sociale e sanificazione degli ambienti e degli oggetti. Partendo da un sistema progettato anche, ma non solo, per garantire l’uso corretto di caschetti e scarpe antinfortunistiche e diminuire l’incidenza degli infortuni sul luogo di lavoro, Universus ha sviluppato il nuovo modulo “VS Covid-19” per rispondere alle esigenze di ripartenza. «Rendendo gli oggetti intelligenti e interconnessi all’interno di un ambiente mappato digitalmente è possibile evidenziare quando vengono meno determinate regole», spiega Romano Giovannini che, insieme con Marco Magro (nella foto) è tra i principali artefici del sistema Universus. «La discriminante sono le regole che vengono introdotte: se poniamo come regola quella di non avvicinarsi ad un’altra persona al di sotto di una certa distanza oppure la necessità di sanificare una determinata postazione o uno strumento di lavoro usata da più utenti, otteniamo un sistema che permette di monitorare costantemente il rispetto delle norme di sicurezza. Ad ogni superamento dei limiti, il sistema invia un segnale di allerta: può essere un messaggio sullo smartphone, un segnale acustico oppure ancora una vibrazione ad un bracciale; le soluzioni possono essere diverse, ma il risultato non cambia: la persona viene informata in tempo reale che vi è un potenziale pericolo». Le parole d’ordine nella fase 2 sono sicurezza, fiducia e velocità. Se la componente sicurezza è fondamentale per il contenimento del contagio, la fiducia arriva dalla necessità di relazione, la velocità è nei tempi di risposta in caso di “allarme”. «Universus risponde a tutti questi criteri e a molti altri», aggiunge Magro. «Possiamo rendere “intelligente” una mascherina o i guanti e informare quando vengono indossati e non; possiamo rendere smart una sedia posta in una sala d’aspetto e che, quindi, potrebbe essere usata da molte persone differenti oppure porre attenzione sia su un intero ambiente sia su un singolo oggetto, come ad esempio una stampante o una fotocopiatrice: ogni qualvolta viene utilizzata, Universus attiva la “quarantena dinamica” nello spazio attorno all’oggetto, impedendone l’utilizzo ad una persona diversa dalla precedente fino all’avvenuta sanificazione dell’oggetto stesso. Gli ambienti di lavoro, uffici e fabbriche, ma anche le strutture ricettive e sportive possono garantire così una maggiore sicurezza in un momento in cui tutti dobbiamo prestare la massima attenzione sui nostri movimenti e su con chi e cosa veniamo in contatto».
FIERE
MICRONORA SI SPOSTA AL 2021
Nel contesto di questa crisi sanitaria senza precedenti e viste le numerose incertezze legate all’evoluzione della situazione legata al Covid-19 l’ente organizzativo di Micronora si è visto costretto a valutare diversi scenari per la prossima fiera. Dopo essersi consultati con molti espositori e in accordo con i principali partner, è stato deciso di posticipare la fiera Micronora dal 21 al 24 settembre 2021. È stata una decisione difficile da prendere, ma oggi le condizioni non possono essere ragionevolmente soddisfatte affinché l’evento 2020 si svolga in modo regolare e sereno. “Siamo convinti che questa scelta ragionata e ragionevole sarà approvata e supportata da tutti e rimaniamo fiduciosi nella continua solidarietà e lealtà dei nostri visitatori e dei nostri espositori che, ce lo hanno confermato anche durante le varie discussioni abbiamo recentemente avuto”, ha spiegato il team di Micronora. Lo svolgimento della fiera in un anno dispari dispari rimarrà unico perché, dal 2022, Micronora riprenderà la sua calendarizzazione negli anni pari. Tuttavia, al fine di accompagnare e supportare ognuno nel riavvio e nello sviluppo delle proprie attività, si sta valutando l’organizzazione di un evento alternativo, in collaborazione con il Micro-Nano Event, durante le date precedentemente programmate di Micronora dal 22 al 25 settembre 2020. Ulteriori informazioni in questo senso saranno fornite alla fine di giugno. 16
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PANORAMA I N FOR MAZ ION E DAL MON DO TECNOLOG ICO
NUOVA DATA PER BIE LA SESTA EDIZIONE SI TERRÀ 17-18-19 SETTEMBRE 2020 AL CENTRO FIERA MONTICHIARI a cura della redazione
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op Eventi e Centro Fiera comunicano il riposizionamento della sesta edizione di BIE a Settembre 2020. Una data cruciale per affrontare il post lockdown Covid-19 e condividere con le aziende nuove soluzioni di impresa: ripensare alla filiera di settore dagli approvvigionamenti alla logistica, dalla produzione alla distribuzione e commercializzazione. Silvano Monteverdi – “BIE vuole essere punto di riferimento per le aziende in quello che sarà il particolare e delicato momento della “ripartenza”. 18
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Ogni crisi porta le aziende, nei giusti tempi dopo la fase iniziale di gestione dell’emergenza, a doversi reinventare e ripensare alle proprie strategie in senso ampio. Una crisi porta a fare analisi e ricerche anche al di fuori di quello che è il normale habitat aziendale. La necessità di orientarsi verso nuovi settori, prodotti e servizi, nuove idee e soluzioni, ma anche verso nuovi mercati, nuovi clienti, partner e fornitori può trovare spunti e suggerimenti interessanti proprio attraverso il grande “contenitore” che è la fiera. Qui sarà possibile trovare conferma alle proprie idee e confrontarsi con soluzioni alternative e
nuove opportunità. La fiera rappresenterà un tavolo di confronto molto importante per l’industria ed il settore della manifattura e lavorazione dei metalli”. “Apertura” in senso ampio sembra dunque essere la parola chiave dopo questo periodo che stiamo ancora vivendo dominato proprio dal concetto opposto, quello di chiusura, limiti e limitazioni, di blocchi e fermi, oltre che di incertezza. Ma allo stesso tempo questi stessi limiti stanno già generando nuovi sguardi, nuove opportunità e soluzioni ed il nostro territorio è uno dei più reattivi ed ingegnosi al mondo in questo senso.
San Bernardo – davanti al Cervino
Per questo la provincia bresciana merita di continuare a mantenere la centralità nel settore a livello internazionale. E settembre potrebbe, a quanto sappiamo oggi, essere per la meccanica un buon momento per ripartire con cognizione di causa, ponderazione, dove dopo un periodo di analisi e presa di coscienza si potranno mettere in atto soluzioni concrete a lungo termine. Sicuramente lo si farà con una maggiore attenzione ad alcuni temi, verso i quali la fiera presterà particolare attenzione, quali: • la sicurezza sul lavoro che dovrà essere rivista e si arricchirà di nuove necessità, • la ridefinizione nella geografia dei mercati e la maggiore necessità di autosufficienza del mercato interno. Basti pensare alle numerose aziende che negli anni hanno esternalizzato parte della produzione all’estero e che in questo momento hanno visto interrompersi le comunicazioni tra i propri stessi reparti per la chiusura degli scambi internazionali o che hanno sofferto della impossibilità di esportazione, • il ruolo del 4.0 a supporto di tutti questi cambiamenti: dell’automatizzazione dei processi, continuità di produzione, manutenzione predittiva per impianti che ancor più di prima dovranno lavorare su più turni e verranno maggiormente sollecitati e stressati, l’espansione della teleassistenza, della formazione e degli interventi a distanza sui macchinari. Carlo Miotto: “È confortante e sinonimo di grande forza il fatto che gli espositori stiano riconfermando la propria presenza sulla nuova data di settembre. Pur nelle difficoltà del momento, c’è voglia, trepidazione e necessità di ripartire. Non vogliono rinunciare ad una vetrina che potrà aiutarli ad affrontare un periodo difficile e noi faremo del nostro meglio per portare in campo le soluzioni che possono davvero sostenerli in questa ripresa. Saremo i primi a ripartire dopo lo stop di febbraio tra le manifestazioni di settore e questo può dare al nostro territorio nuova luce e valorizzarlo, oltre a garantire un ulteriore supporto alle nostre aziende”. Massimo impegno anche alla sicurezza da parte degli organizzatori, continua Carlo Miotto. “La strutturazione del Centro Fiera di Montichiari in diversi padiglioni, grandi, molto areati, con differenti punti di accesso ed uscita, oltre che il tempo a disposizione, ci permette di avere a disposizione tutti i mezzi necessari, gli spazi e gli strumenti per gestire la manifestazione in massima protezione e sicurezza per gli espositori, il pubblico e gli addetti ai lavori. Ci sono tutte le carte in regola, oltre che una buona dose di ottimismo e concretezza, per una ripartenza importante”.
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PANORAMA
LA DIGITALIZZAZIONE NELLA COSTRUZIONE DELLE MACCHINE UTENSILI E NELLA LAVORAZIONE DEI METALLI a cura della redazione
SCONFIGGERE LA CRISI CON I BIT E I BYTE 20
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el bel mezzo della crisi causata dal coronavirus, fra restrizioni alla mobilità e al contatto, ecco improvvisamente comparire di nuovo una parola d’ordine: la digitalizzazione, ritenuta a lungo una panacea per l’industria e il commercio. I virologi alla ricerca di risposte sulla durata e la gravità dell’epidemia sperano che i dati collettivi forniti dagli utenti di telefonia mobile in forma anonima diano indicazioni sul comportamento della popolazione, migliorando quindi le previsioni. Alla luce della necessità di isolamento e distanza fisica, gli strumenti digitali per la comunicazione e la visualizzazione a distanza, noti da tempo, stanno rapidamente aumentando di importanza e di utilizzo in tutti i settori economici. Politici, medici e consiglieri di amministrazione dell’industria si riuniscono in videoconferenza, le scuole trasformano le loro lezioni in clip di immagini in movimento e gli strumenti di manutenzione remota ottengono lo status di componente “critica del sistema”. L’industria conosce da tempo il potenziale insito nella digitalizzazione. Le speranze e gli obiettivi sono molteplici. Che si tratti di uno sviluppo più rapido di macchine più flessibili, di una maggiore affidabilità, di una manutenzione (a distanza) più regolare, di una migliore documentazione, di un grado di automazione più elevato, di effetti di apprendimento basati sulla comparabilità fra abilità collettiva o individuale - l’elenco delle possibilità è infinito. Alla luce delle attuali sfide non pochi vorrebbero essere molto più avanti rispetto al progresso della digitalizzazione e il potenziamento delle reti necessarie, come ad esempio quello del nuovo standard di comunicazione mobile 5G: “Il 5G per le imprese apre le porte a produzione, manutenzione e logistica totalmente wireless. Elevate velocità di trasmissione dei dati, trasmissione ultra affidabile e tempi di latenza brevissimi consentiranno di Markus Horn, direttore generale della Paul Horn GmbH
aumentare notevolmente l’efficienza e la flessibilizzazione nella creazione di valore aggiunto all’industria”, afferma Eckard Eberle, CEO della Business Unit Process Automation alla Siemens. Eberle risponde del Siemens 5G Test Center. Sebbene non si veda (ancora) alcuna macchina utensile wireless, la strada verso questo tipo di collegamento in rete nelle fabbriche del futuro è chiaramente tracciata. Da alcuni mesi, a Norimberga la Siemens sta testando la banda di frequenza da 3,7 3,8 GHz con componenti logistici in un ambiente industriale reale, utilizzando controllori Simatic e sistemi IO. Anche senza il 5G, tra gli specialisti dell’automazione si intravedono già applicazioni entusiasmanti per il supporto digitale: per identificare le cause di errore in problemi di qualità attinenti componenti a forma libera, la Siemens, ad esempio, punta su un software capace di ispezionare tutti i punti nevralgici della catena di processo e controllare le stazioni fra il sistema CAD e gli utensili utilizzati. Infatti, le cause di errore possono essere molteplici e varie quali l’output dello stesso CAD, l’output del CAM o del post processor, la parametrizzazione del CNC e dei controllori di azionamento, la meccanica della macchina, gli utensili, il refrigerante e teoricamente anche il materiale del pezzo in lavorazione. Il programma Analyze MyWorkpiece/ Toolpath controlla i dati in uscita delle singole parti del sistema, come il file in formato STL per il CAD, il file MPF per il CAM o il post processor, la registrazione dei setpoint di posizione e, infine, il modo in cui il controllore di azionamento, la meccanica della macchina e l’utensile hanno convertito i dati. Così è possibile fornire già prima della produzione una garanzia della qualità dei dati CAD/CAM di pezzi di grande formato. Questi sistemi di ottimizzazione, attuati in prossimità delle macchine utensili, rivestiranno un ruolo importante anche alla AMB 2020. A Stoccarda le cosiddette soluzioni edge saranno probabilmente quelle vincenti. Offrono una potenza di calcolo aggiuntiva per il supporto digitale nella 21
PANORAMA LA AMB
Alla 20° AMB, che si svolgerà dal 15 al 19 settembre 2020, l’attenzione sarà rivolta alle innovazioni e ai perfezionamenti di sviluppo nel campo delle macchine utensili da taglio e da asportazione, utensili di precisione, tecniche di misura e sicurezza della qualità, robot, tecniche di maneggio dei pezzi e degli utensili, industrial
produzione e in molti casi utilizzano algoritmi basati sull’intelligenza artificiale che sostengono l’operatore della macchina durante il suo lavoro. A settembre bisognerà trovare vie d’uscita dalla crisi praticabili, preparando una crescita delle cifre d’affari e un risparmio sui costi; in particolare, aumentando la produttività e migliorando l’efficienza di impianti e macchinari per quando i registri degli ordini saranno nuovamente pieni.
Tra opportunità e sfida
Con le nuove soluzioni come l’edge computing la digitalizzazione negli ambienti produttivi eterogenei della lavorazione dei metalli offre varie possibilità. Tuttavia restano ancora numerose sfide da raccogliere. Per rendere utilizzabile la digitalizzazione su vasta scala sono necessari degli standard, afferma con convinzione Markus Horn, direttore generale della Paul Horn GmbH: “L’associazione VDMA sta portando avanti l’argomento nell’ambito della GTDE. Ne
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software & engineering, componenti, assiemi e accessori. La AMB 2020 gode del sostegno dei seguenti patrocinatori: VDMA Associazione di categoria degli utensili di precisione, VDMA Associazione di categoria software e digitalizzazione e l’Unione tedesca delle fabbriche per le macchine utensili (VDW).
sono molto lieto e noi, come impresa, stiamo facendo la nostra parte mettendo a disposizione i relativi dati”, prosegue. GTDE è l’acronimo di Graphical Tool Data Exchange Standard Open Base e.V., un’associazione che opera come centro di competenza, come rappresentante di parti interessate e fornitore di servizi nello scambio dei dati sugli utensili. I soci e i partner di questa associazione sono famosi produttori e fruitori di utensili, aziende produttrici di software e membri dell’associazione di categoria utensili di precisione in seno alla VDMA. L’obiettivo è quello di creare uno scambio lungimirante di dati attinenti gli utensili sulla base di standard internazionali e affiancare le aziende attive in questo campo. L’associazione fornisce il suo sostegno alla realizzazione dello scambio dei dati degli utensili, appoggiando pertanto la messa a Katja Tiltscher, responsabile della formazione presso la Trumpf
disposizione unificata dei dati degli utensili attraverso un proprio server che permette ai produttori partecipanti di controllare i dati degli utensili, come ad esempio le specifiche, la grafica 2D e 3D secondo gli standard DIN e ISO, e renderli disponibili gratuitamente. Tuttavia Horn chiarisce anche che “i soldi si fanno con l’utensile. Integrato, ma non completamente sostituito dal digitale. Per noi produttori di utensili significa questo: se l’utensile non fornisce la qualità e la precisione necessaria, la digitalizzazione non serve a niente”, osserva. Attualmente ci sono molte ditte sul mercato che offrono servizi digitali: produttori di software, macchine e utensili. Senza standard, però, è spesso difficile per i clienti implementare gli utensili che, inoltre, perdono di flessibilità nell’uso. “I prodotti o i servizi digitali supplementari dovrebbero essere impiegati solo là dove creano effettivamente un vantaggio. Continueremo a concentrarci sull’utensile, forniremo i dati e offriremo soluzioni digitali per quei casi concreti per i quali sarà possibile produrre un effetto”, dice Horn. Poiché anche quest’anno la AMB coprirà l’intera catena di processo nel campo della lavorazione dei metalli, i visitatori potranno fruire di un’ampia panoramica della tecnologia classica combinata con altri vantaggi della digitalizzazione.
Sensori sensibili
La riduzione al minimo degli scarti è un obiettivo importante per il quale le soluzioni digitali possono risultare utili. Così, la Paul Horn GmbH e il gruppo Kistler hanno unito le proprie competenze per individuare possibili problemi durante la truciolatura, quali materiali difettosi, materiali da taglio usurati e rotture di utensili. Gli esperti in tecniche di misura dinamica rilevano la pressione, la potenza, il momento torcente, l’accelerazione e, in stretta collaborazione con gli ingegneri della Horn, hanno sviluppato una soluzione per il monitoraggio in tempo reale degli utensili nelle microlavorazioni di tornitura. Il Piezo Tool System (PTS) è composto da un trasduttore di forza inserito nell’utensile di tornitura, capace di fornire
informazioni sulle condizioni dell’utensile durante la lavorazione. Il sensore PTS è estremamente piccolo e misura persino la forza di truciolatura più bassa con un’alta risoluzione. Il sistema è adatto a essere utilizzato nelle operazioni di tornitura, in special modo nella microlavorazione. Qui i metodi di misura alternativi, come il monitoraggio della potenza di azionamento del motore del mandrino principale, sono poco utili a causa delle piccole anomalie. Anche la misurazione del suono intrinseco non produce risultati sempre soddisfacenti sui pezzi piccoli. Infine, è esclusa anche l’ispezione visiva a causa dell’uso di lubrificanti refrigeranti e delle elevate velocità di rotazione durante il processo di lavorazione. La nuova soluzione non richiede alcun intervento nel sistema di controllo CNC e l’uso è indipendente dalla macchina. Di conseguenza, il PTS riduce i costi di produzione, aumentando la capacità produttiva.
Percorsi brevi per raggiungere i clienti
La consapevolezza dei costi e l’efficienza coinvolgono anche i produttori di macchine. “La necessità di prodotti digitali va di pari passo con la messa a fuoco da parte dei nostri clienti dell’efficienza nei processi produttivi. A questo proposito, le soluzioni basate sul digitale contribuiscono anche a migliorare la struttura organizzativa dei nostri clienti. L’accorciamento dei tempi di risoluzione
dei difetti costituisce un tema tanto quanto la maggiore disponibilità della macchina”, afferma Olaf Furtmeier, direttore generale della Burkhardt und Weber. Il vantaggio di una media impresa è quello di poter fruire dei percorsi brevi, di affrontare progetti di sviluppo con squadre agili per apportare il maggior numero possibile di prospettive al processo di sviluppo. “Tuttavia è essenziale chiedere aiuto a partner qualificati. Solo in questo modo possiamo garantire che nei prodotti venga incorporato un know-how completo, capace di offrire un prodotto finale con un reale valore aggiunto accessibile anche ai nostri clienti”, inquadra così Furtmeier. La comunicazione fluida fra i singoli elementi di produzione è anche alla base della digitalizzazione e di Industria 4.0 della Zoller quando si tratta di impostare, misurare e gestire gli utensili. Oggi, in particolare per il percorso di trasmissione dei dati dal dispositivo di impostazione alla macchina esistono molti modi affidabili e veloci. I dati effettivi degli utensili vengono preparati in modo adeguato per ciascun sistema di controllo della macchina e trasferiti direttamente dal dispositivo di regolazione e misurazione al sistema di controllo CNC. Il software converte i valori specifici della macchina in un formato adatto al controllo e li emette. Il software contiene una libreria di oltre 230 formati di emissione standard per le macchine più disparate. La AMB 2020 è la piattaforma giusta anche per questi
argomenti oltre che per intavolare discussioni su possibili modifiche atte a soddisfare esigenze specifiche di clienti che alla Zoller sono sempre possibili, a quanto pare.
Transfer di conoscenze e formazione
Il motivo per cui, rispetto ad altri settori, la digitalizzazione è riuscita ad affermarsi relativamente tardi nella costruzione delle macchine utensili e nella lavorazione dei metalli non sta solo nei costi o nell’impegno necessario alla sua realizzazione, ma largamente anche nei nuovi paradigmi e negli approcci di tutti i dipendenti. Con l’inizio di quest’anno di formazione, l’espositore della AMB Trumpf ha già dimostrato quanto sia importante la questione del transfer di conoscenze e della formazione per affrontare da zero la digitalizzazione: per rendere giustizia al cambiamento digitale, la Trumpf punta sul networking e qualifica per la prima volta le sue nuove leve con un “Istruttore di Industria 4.0”. Il programma coordina tutti i contenuti digitali dei vari orientamenti formativi, assistendo gli apprendisti e gli studenti che aderiscono al sistema di studio duale. “Da noi la digitalizzazione diventerà un elemento formativo fondamentale. Chi studia informatica o compie un apprendistato in quel campo deve conoscere le mansioni di un ingegnere meccanico. Dal canto suo, l’ingegnere meccanico deve conoscere il software di cui ha bisogno per la sua macchina. Questi requisiti si integrano anche con gli studi di economia aziendale che, per esempio, per il calcolo delle macchine devono includere parti in lamiera e software”, dice Katja Tiltscher, responsabile della formazione presso la Trumpf. In questo contesto si inserisce bene la Trend Lounge, il nuovo elemento del programma collaterale della AMB 2020 che offrirà ai visitatori un forum gratuito per il transfer delle conoscenze e lo scambio con esperti. Durante i cinque giorni di questo forum, al centro dell’attenzione del programma si troveranno vari argomenti di interesse come la produzione additiva, la costruzione con materiali leggeri e, naturalmente, la digitalizzazione. M &A | MAGGIO 2020
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PANORAMA
LIQUIDITÀ IN ESAURIMENTO E LE MISURE ADOTTATE DAL GOVERNO POTREBBERO NON ARRIVARE IN TEMPO CIRCA 6 IMPRESE SU 10 DICHIARANO CHE LA PROPRIA SITUAZIONE DI LIQUIDITÀ SIA “LIMITATA” O “MOLTO LIMITATA”, MENTRE OLTRE IL 70% DELLE IMPRESE SOSTIENE CHE ESAURIRÀ COMPLETAMENTE LA LIQUIDITÀ ENTRO 3 MESI Di Eleonora Segafredo 24
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e misure adottate dal Governo sono ritenute adeguate solo dal 4% delle aziende, che tuttavia auspicano di poter avere accesso a tali misure entro due mesi. Le imprese italiane dispongono di liquidità limitata, che per la maggior parte delle PMI si esaurirà entro i prossimi 90 giorni, e temono che i fondi previsti dalle misure statali non arrivino in tempo. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da CRIBIS – società del gruppo CRIF specializzata nella business information – e Workinvoice – piattaforma digitale italiana di invoicetrading – tra l’8 e il 20 aprile su un campione di imprese di varia dimensione: il 33% con fatturato minore di un milione di euro, il 31% con fatturato compreso tra 1 e 5 milioni, il 21% tra 5 e 20 milioni e il 15% oltre i 20 milioni. A causa del prolungato periodo di lockdown, le PMI sono state sottoposte ad una forte pressione dal punto di vista della liquidità. Ad oggi, dopo quasi due mesi di fermo totale o parziale, la maggioranza di esse ha un orizzonte di sicurezza molto breve: più del 70% degli imprenditori intervistati ha dichiarato infatti che la propria azienda esaurirà la liquidità entro tre mesi. Di queste, l’11% delle imprese l’ha già esaurita, il 32,4% la esaurirà in un mese e il 29,8% entro tre mesi. In generale, oltre 6 imprese su 10 hanno dichiarato di avere una situazione di liquidità “limitata” (43,5%) o “molto limitata” (15,7%) – con punte dell’83% tra le microimprese e del 31% tra le imprese medie. Tuttavia, il 37% delle imprese del campione ritiene ancora oggi di avere una situazione di liquidità sufficiente e il 3,7% di avere “abbondante” liquidità.
Le misure del governo: secondo le piccole imprese non sono sufficienti Tra gli imprenditori intervistati sembra dominare ancora una certa incertezza verso i provvedimenti proposti dallo Stato attraverso i decreti Liquidità e Cura Italia: ben il 64% del campione li ritiene non sufficienti, il 30% “in parte adeguati”, e solo il 4% adeguati (con un restante
2% che non sa, ad oggi, fare previsioni in merito). La fiducia però cresce in maniera direttamente proporzionale alla dimensione dell’azienda: infatti, se tra le PMI con fatturato inferiore ai 20 milioni, è circa il 67- 70% ad esprimere scetticismo (considerando le misure come “non sufficienti”), spostando l’attenzione verso le imprese il cui fatturato si colloca oltre i 20 milioni, la percezione viene ribaltata: solo il 40% le definisce non sufficienti, il 53% ritiene che le misure siano “in parte adeguate”. Riguardo alle tempistiche dei finanziamenti con garanzie statali, ben 2 aziende su 3 auspicano di ricevere i prestiti entro 2 mesi, mentre circa il 30% pensa che ci vorranno tra 2 e 6 mesi. Sulle tempistiche hanno aspettative ottimistiche le microimprese: il 42% di quelle il cui fatturato non supera il milione di euro ritiene (o spera) che i finanziamenti possano essere erogati entro 30 giorni, rispetto al 24% delle PMI con fatturato entro i 5 milioni, il 33% di quelle tra 5 e 20 milioni e il 38% delle imprese più grandi, oltre i 20
milioni. “La rapida indagine effettuata subito dopo la pubblicazione del decreto liquidità ha confermato che la velocità di trasmissione degli aiuti alle imprese è la priorità per una platea di piccole aziende che sta esaurendo le modeste scorte di liquidità. I problemi nel rendere efficaci i provvedimenti, emersi in questi primi giorni, contribuiscono a vedere nelle soluzioni digitali offerte dal fintech un canale di trasmissione semplice e veloce. Inoltre, l’estensione delle garanzie ai crediti commerciali amplierebbe il supporto alle nostre PMI con minori riserve di cassa”, commenta Fabio Bolognini, co-fondatore di Workinvoice. “Il tema della liquidità è centrale in questo momento per le PMI italiane. In un paese dove si paga mediamente con tempi superiori ai 90 giorni, che in alcuni settori superano i 130, una crisi come quella che stiamo attraversando può rapidamente portare le aziende alla totale mancanza di liquidità e quindi al dissesto finanziario” commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS. M &A | MAGGIO 2020
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PANORAMA
SEGNALAZIONI DI SICUREZZA IN UN MONDO NUOVO
DISEGNATO DAL COVID-19 TURCK BANNER, CON UN INSIEME DI SENSORI E INDICATORI, HA RISOLTO UNA NECESSITÀ IMPELLENTE SENTITA IN MOLTISSIMI LUOGHI E ESERCIZI PUBBLICI. NELLE ATTIVITÀ LAVORATIVE E COME NELLA VITA QUOTIDIANA BISOGNA RESTARE DISTANZIATI E IN SICUREZZA a cura della redazione
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l COVID-19, dopo aver funestato il mondo, è diventato oggi uno stress test per l’economia e la vita sociale. Molte attività possono riaprire dopo un pesante periodo di chiusura forzata, ma sia per i lavoratori sia per clienti o frequentatori dei pubblici uffici il distanziamento di sicurezza è una preoccupazione costante. Turck Banner Italia, tra i principali fornitori di sensoristica, illuminatori e indicatori industriali, sistemi bus e sicurezza, ha ideato e presenta oggi una soluzione semplice ad altissima efficacia per il monitoraggio degli ingressi a numero chiuso in pubblici esercizi e uffici. La soluzione plug and play è composta da un modulo di controllo DXM-1200, da segnalatori a torretta o a pulsante
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della serie K70 o TL70 e da un’interfaccia Direct Select, oltre che da sensori di rilevamento presenza da selezionare in funzione delle specifiche necessità di installazione. Insieme questi elementi compongono una struttura di monitoraggio e di segnalazione altamente efficiente interamente composta da prodotti Turck Banner, in origine sviluppati per finalità industriali. Il modulo di controllo DXM1200, un dispositivo wireless per uso industriale sviluppato per facilitare la connettività Ethernet e l’installazione di applicazioni IIoT (Industrial Internet of Things), gli indicatori industriali a
cupola della serie K70 o le torrette luminose TL70 insieme all’interfaccia Direct Select, utilizzata anche nelle soluzioni di pick-to-light, diventano gli elementi di un sistema wireless in grado di contare gli ingressi e uscite da un ufficio o esercizio pubblico e di segnalare attraverso l’indicatore o la torretta il limite massimo di capienza. L’interfaccia DX80, opportunamente configurata, segnalerà visivamente il numero di persone all’interno dello spazio monitorato. La segnalazione sarà immediatamente visibile attraverso un cambio di colore dal verde al giallo al rosso, che indicherà il divieto di ingresso fino a quando il sensore in uscita avrà registrato uno o più passaggi. La soluzione, nel monitorare il movimento in una determinata area o locale, regala chiarezza e certezza sia al lavoratore sia al cliente, che desidera entrare in uno spazio delimitato. Inoltre riduce o elimina del tutto la supervisione manuale con un immediato ritorno dell’investimento. La soluzione offre anche la generazione di report e statistiche di ingressi, tempi di permanenza, orari di flusso e molto altro ancora.
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PANORAMA
LA 3DEXPERIENCE
DAGLI OGGETTI ALLA VITA DASSAULT SYSTÈMES HA RIVELATO IL PROPRIO PERCORSO STRATEGICO PER I PROSSIMI ANNI, FOCALIZZATO SULLA TRASFORMAZIONE DELLE MODALITÀ DI CURA DELLA SALUTE E SUL CONTRIBUTO A UNA VITA MIGLIORE ATTRAVERSO LA REALIZZAZIONE DEL GEMELLO VIRTUALE DEL CORPO UMANO
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e esperienze basate su gemelli virtuali aprono nuove possibilità alle bioscienze e alla sanità consentendo a chi si occupa di ricerca, medicina, chirurgia e altre discipline legate alla salute di comprendere, modellare, investigare, testare e curare un corpo umano con lo stesso livello di precisione, sicurezza ed efficacia già conseguito in altri settori industriali come quelli relativi a automobili, edifici o aeroplani. “Nel 1989 abbiamo creato il primo gemello virtuale di un aeroplano gigantesco, il Boeing 777. Nel 2012, osservando come il mondo stesse passando a un’economia dell’esperienza che predilige l’utilizzo rispetto al prodotto, abbiamo osato immaginare una piattaforma che utilizzasse gemelli virtuali completi degli oggetti, al fine di esplorare, valutare e sperimentare a 360 gradi nuove idee da trasformare in realtà. L’abbiamo chiamata piattaforma 3DEXPERIENCE. Adottando la piattaforma, i nostri clienti ne fanno il catalizzatore e l’abilitatore del Rinascimento dell’Industria,” afferma 28
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Di Eleonora Segafredo Bernard Charlès, Vice Chairman e CEO, Dassault Systèmes. “La nostra ambizione di armonizzare prodotto, natura e vita resta invariata, ma il raggio d’azione si sta allargando. In questo modo abbiamo acquisito una nuova comprensione della vita e della natura. Oggi siamo in grado di applicare le conoscenze e il know-how acquisiti nel mondo inorganico al mondo vivente, estendendo il nostro focus dalle cose alla vita. L’esperienza del gemello virtuale del corpo umano ci consentirà di inventare nuovi modi di rappresentare la vita grazie alla comprensione e alla rappresentazione dell’invisibile e di dare un contributo di lungo termine a beneficio di tutti.” Dal DNA agli organi, il corpo umano nasconde misteri complessi che la scienza deve ancora svelare. Le inefficienze della ricerca e della medicina odierne, unite al bisogno di cure più precise e a prezzi accessibili, fanno sì che il settore della sanità sia maturo per un’innovazione tecnologica in grado di trasformare le modalità con cui le terapie vengono scoperte, sviluppate, commercializzate, prodotte e utilizzate. L’esperienza del gemello virtuale del corpo umano, realizzato con la
piattaforma 3DEXPERIENCE, integra modellazione, simulazione, informazioni intelligenti e collaborazione. Coniugando bioscienze, scienze dei materiali e scienze informatiche, consente a tutti i soggetti coinvolti di proiettare i dati di un “oggetto” in un modello virtuale “vivente” che possa essere completamente configurato e simulato. Industria, ricercatori, medici e persino pazienti possono visualizzare, testare, comprendere e prevedere ciò che non si vede, dall’effetto dei farmaci su una malattia agli esiti di un intervento chirurgico, prima che il paziente venga trattato. Per raggiungere questi nuovi obiettivi, Dassault Systèmes si concentrerà sul consolidamento della sua leadership nelle bioscienze e nella sanità, oltre che in due altri settori strategici per l’economia: ‘infrastrutture e città’ e ‘industrie manifatturiere’. Questi settori hanno processi di sviluppo ed esigenze di sostenibilità simili nel loro impegno a migliorare la qualità della vita, che si tratti di terapie più mirate e meno costose, infrastrutture ottimizzate o un migliore uso dell’ambiente. Essendo una caratteristica dell’essere umano, l’esperienza ruota attorno alla capacità di utilizzare l’arte, la scienza e la tecnologia per immaginare e creare un mondo migliore per tutti. E questo mondo deve essere sostenibile. Per maggiori informazioni: http://www.3ds.com
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LAMIERA APPUNTAMENTO ANTICIPATO DAL 17 AL 21 MARZO 2021
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a fiera rappresenta una delle più qualificate manifestazioni internazionali dedicate alle macchine utensili e alle tecnologie per il taglio, la lavorazione e la deformazione della lamiera oltre che alle soluzioni di automazione, robotica e connettività per l’industria che consentono anche l’efficientamento energetico e produttivo di macchinari e impianti, garantendo benefici anche in termini di sostenibilità economica, ambientale e sociale Promossa da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, e organizzata da 30
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a cura della redazione CEU-CENTRO ESPOSIZIONI UCIMU, LAMIERA 2021 punta a riconfermare il successo e i grandi risultati degli anni passati, allungando la serie positiva che registra ormai dal 2016. Dopo l’ultima edizione bolognese (2016) che già registrava un incremento di tutti i principali indicatori, con lo spostamento a Milano, la manifestazione ha dimostrato le sue grandi potenzialità, mettendo a segno nel 2017, prima, e nel 2019, poi, risultati sempre più soddisfacenti. In particolare, con 518 espositori, il 6% in più rispetto al 2017, ed una superficie espositiva cresciuta, del 25%, a 50.000 metri quadrati, l’edizione 2019 di LAMIERA ha registrato un incremento
sostanziale, pari all’11%, anche nel numero di ingressi dei visitatori, risultati 26.197. Nuova location e nuovi servizi oltre che incremento dei contenuti proposti e dell’offerta tecnologica presente in mostra sono i fattori che hanno permesso a LAMIERA in questi ultimi anni, di consolidare la sua posizione nel panorama internazionale. Macchine, impianti, attrezzature per la lavorazione e il taglio di lamiere, tubi, profilati, fili, carpenteria metallica, presse, stampi, saldatura, trattamenti e finitura delle superfici, robot, automazione, parti, componenti, accessori, utensileria, materiali fastener, subfornitura tecnica
e per l’industria, sistemi di controllo e qualità, metrologia, software, microlavorazioni, tecnologie additive e soluzioni per la fabbrica digitale e l’efficientamento energetico e produttivo rappresentano il cuore dell’esposizione. L’edizione 2021 della manifestazione sarà organizzata secondo il modello ormai consolidato: intorno all’offerta di macchine e alle tecnologie per deformazione saranno le Aree di Innovazione dedicate. Robot Planet, incentrata su robot industriali, integratori e sistemi di asservimento; FABBRICAFUTURA, dedicata a software e tecnologie per la connettività e la gestione dei dati; BOX CONSULTING, spazio per consulenti e formatori, Saldatech, con focus sul comparto della saldatura; Fastener Industry, dedicata a viti, bulloni e sistemi di serraggio e fissaggio; EcoCoatech, destinata ai processi di verniciatura della lamiera e Blech Italy, riservata alla subfornitura e ai servizi per l’industria. A completare l’offerta espositiva sarà LAMIALAMIERA che proporrà convegni che ospiteranno confronti tra opinion leader ed esperti su temi specifici oltre a presentazioni di tecnologie innovative a cura degli espositori. Per LAMIERA 2021 due sono le novità. La prima riguarda il cambiamento di data, anticipata di due mesi, rispetto all’appuntamento tradizionale per meglio distanziarla da EMO MILANO 2021, la mondiale itinerante dedicata al mondo della lavorazione dei metalli che dopo sei
anni torna a fieramilano nell’ottobre 2021. “In questo modo - ha affermato Alfredo Mariotti, direttore generale di UCIMUSISTEMI PER PRODURRE - gli espositori avranno a disposizione un adeguato spazio temporale per prendere parte sia a LAMIERA che a EMO MILANO, eventi differenti ma complementari, fruendo così della doppia opportunità di visibilità garantita dagli stessi”. Per incentivare ulteriormente le imprese a partecipare ad entrambe le manifestazioni, è stato ideato “il ticket LAMIERAEMO MILANO 2021”: una formula che prevede uno sconto sulla partecipazione a LAMIERA per quanti avranno già inviato la domanda di adesione a EMO MILANO 2021 entro il primo giorno di svolgimento di LAMIERA (dettagli sono disponibili sul sito lamiera.net). La seconda novità riguarda invece l’organizzazione di LAMIERA che si svolgerà in concomitanza con tre eventi espositivi di assoluto rilievo nel loro
ambito di interesse, tutti in programma nella stessa settimana nel quartiere espositivo di fieramilano Rho: Made in Steel, dedicata al mondo della siderurgia, MADE Expo per il settore delle costruzioni e progettazioni, e Transpotec Logitec specializzata in trasporti e logistica. In altre parole, LAMIERA potrà avvantaggiarsi della presenza degli operatori presenti a Made in Steel, MADE Expo e Transpotec Logitec, dedicate a settori - quali materiali, carpenteria, infrastrutture, costruzioni e progettazione, trasporto e logistica - tra i principali per utilizzo di tecnologie per la lavorazione della lamiera. “L’inserimento di LAMIERA in un contesto più ampio di manifestazioni dedicate al manifatturiero - ha concluso Alfredo Mariotti - porterà interessanti vantaggi sia ai nostri espositori che ai nostri visitatori. I primi potranno, infatti, beneficiare della presenza degli operatori delle manifestazioni concomitanti che si aggiungeranno a quelli che tradizionalmente visitano il nostro evento. I secondi, invece, avranno la possibilità di completare la loro visita a LAMIERA abbinandola a quella degli altri eventi. Vorremmo, in sostanza, offrire a tutti i nostri operatori il massimo ritorno dalla loro partecipazione a LAMIERA 2021. Siamo certi – ha concluso Mariotti - che questa sinergia tra le manifestazioni porterà grande valore alla visita di tutti gli operatori presenti all’interno dell’hub di fieramilano Rho che, grazie alle sue strutture, permette così di moltiplicare le occasioni di business e aggionamento”. Tutti i dettagli e le informazioni di partecipazione alla mostra sono disponibili sul sito lamiera.net. M &A | MAGGIO 2020
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PANORAMA
PERCHÉ LE TECNOLOGIE DIGITALI POSSONO AIUTARE L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA A COMBATTERE EFFICACEMENTE LE SFIDE GENERATE DALL’EMERGENZA COVID-19
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poco meno di una settimana di distanza da quando l’emergenza sanitaria Covid-19 è stata dichiarata ufficialmente pandemia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato di aver dato il via alla collaborazione con l’International Chamber of Commerce (ICC) allo scopo di mobilitare la comunità imprenditoriale mondiale nella lotta contro il coronavirus. “Qualsiasi impresa o attività commerciale è un elemento attivo che gioca un ruolo chiave nella riduzione dei rischi di contagio e di impatto sulla società”, hanno dichiarato in una nota congiunta le due organizzazioni. “Un’azione chiara e immediata potrà efficacemente contribuire a ridurre i rischi nel breve termine per i lavoratori, nonché i costi che imprese ed economia dovranno scontare sul lungo periodo”. Quella tra OMS e ICC è una collaborazione che molti manager e imprenditori attendevano e che consentirà, pur in un momento di incertezza e costante evoluzione, di garantire la continuità delle loro attività, assicurando nel contempo la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Domanda e offerta praticamente sconvolte
LA REALTÀ AUMENTATA E LE TECNOLOGIE CLOUD-BASED POSSONO AIUTARE LE AZIENDE A MINIMIZZARE L’IMPATTO ECONOMICO GENERATO DA SITUAZIONI DI EMERGENZA GLOBALE COME QUELLA LEGATA ALLA DIFFUSIONE DEL COVID-19 Di Paolo Delnevo
Per comprendere come i cambiamenti in atto stiano segnando lo scenario globale, è necessario esaminare gli impatti di tipo economico ai quali le aziende manifatturiere hanno dovuto far fronte a causa della pandemia di Covid-19. Le prime difficoltà hanno inizialmente interessato la supply chain, ovvero la catena della fornitura. Nei mesi di gennaio e febbraio in Cina la
Paolo Delnevo è Vice President Italia e Sud Europa di PTC, fornitore leader a livello mondiale di tecnologie per l’innovazione industriale
chiusura delle fabbriche e la paralisi dei porti commerciali hanno causato un crollo delle esportazioni, il che ha causato gravi ripercussioni sugli approvvigionamenti dei materiali indispensabili alla produzione di aziende in altre parti del mondo. Sebbene gli ultimi segnali indichino come in Cina si stia, sia pur lentamente, ritornando alla normalità, gli analisti hanno posto tutti in guardia sui ritardi e gli shortage che, probabilmente, si trascineranno ancora per qualche tempo. Secondo un sondaggio dell’Institute for Supply Management effettuato all’inizio di marzo, quasi il 75% delle aziende ha riferito di aver sperimentato nei loro stabilimenti delle interruzioni nelle forniture dovute proprio all’epidemia di coronavirus. Quasi sei aziende su dieci (57%) hanno registrato una dilatazione dei tempi di consegna dei componenti di livello 1 provenienti dalla Cina, con tempi medi più che raddoppiati rispetto alla fine del 2019. In particolare, il 44% ha dichiarato di non essere
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pronto con alcun piano alternativo per affrontare e risolvere questi disagi, il che probabilmenre rende questo un buon punto di partenza per apportare cambiamenti operativi con il supporto delle tecnologie digitali. Nel corso del mese di marzo, tuttavia, molti produttori hanno iniziato a fare i conti con le esigenze imposte dagli shutdown, che li ha costretti a sospendere la produzione a seguito dell’enorme diffusione registrata dal virus in quasi tutti i paesi del mondo. Nel Regno Unito, ad esempio, nelle ultime settimane alcune importanti case automobilistiche sono state costrette a chiudere temporaneamente le loro fabbriche, tra cui BMW, Honda, Jaguar Land Rover e Nissan. In parte ciò è dovuto ai ritardi degli approvvigionamenti provenienti dalla Cina, ma anche al fatto che ai lavoratori è stato imposto di restare a casa per appiattire la curva dei contagi. Ciò suggerisce la necessità di rendere la produzione, laddove possibile, quanto più indipendente possibile dagli asset, in modo tale da poter dirottare il lavoro verso maestranze in grado di operare da altri siti. Da ultimo, molti produttori si attendono un ulteriore e ben più profondo impatto sulla domanda dei loro beni, in quanto i consumatori stanno adattando le loro abitudini di spesa al distanziamento sociale, che comporta periodi di permanenza forzata a casa e la riduzione dell’orario di lavoro. A seguito del manifestarsi dei primi segnali di recessione globale gli economisti stanno seguendo con molta preoccupazione la situazione di Regno Unito, Europa e Stati Uniti. Le aziende non possono fare a meno di monitorare attentamente in che modo la domanda sta evolvendo, per adattare di conseguenza i programmi di produzione nei mesi a venire.
Risposte rapide ed efficaci Nonostante le incertezze del momento e le prospettive non certo incoraggianti, ci sono ancora margini di intervento che 34
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le aziende possono sfruttare non solo per fronteggiare l’attuale situazione, ma anche per non farsi cogliere impreparate di fronte a quelle che potrebbero presentarsi in futuro. “Prevedere l’imprevedibile” è di per sè una strategia che già molte volte e in diversi frangenti è risultata vitale, ad esempio quando i piani di produzione hanno dovuto fare i conti con eventi metereologici estremi, guerre commerciali, dispute legali, fallimenti dei fornitori o, come in questo caso, una pandemia globale. Fortunatamente, le tecnologie digitali oggi offrono ampi margini di intervento, che consentono alle aziende manifatturiere di dare risposte rapide ed efficaci alle difficili situazioni che esse si trovano ad affrontare nei periodi di crisi. Vediamole di seguito.
Problem-solving collaborativo Con la tecnologia cloud, tutti i dati
critici si trovano conservati in un luogo centralizzato e accessibile solo agli utenti autorizzati, indipendentemente da dove essi si trovino. Ciò consente di continuare a lavorare insieme per affrontare efficacemente i problemi che possono presentarsi in situazioni di emergenza, come ad esempio le rotture di stock causate da un fornitore momentaneamente non più in grado di consegnare la merce. Sono inoltre disponibili piattaforme per attività di progettazione e gestione del prodotto di tipo SaaS (softwareas-a-service), che possono essere utilizzate in modalità collaborativa per riassegnare le risorse ingegneristiche necessarie a portare a termine i progetti e mantenere una traccia documentale di tutte le decisioni prese, il tutto semplicemente servendosi si un normale browser web. Con un modello di abbonamento SaaS è possibile, all’evenienza, aggiungere nuovi utenti
drasticamente le possibilità di contagio durante la produzione, pur riuscendo a fornire dispositivi di ventilazione conformi ai requisiti medici nei volumi richiesti.
• Servizi di assistenza da remoto Le applicazioni di assistenza remota permettono a due interlocutori che operano in luoghi diversi di condividere in tempo reale immagini “live” di uno stesso ambiente. Tali applicazioni risultano estremamente efficaci quando, come nel caso dell’attuale emergenza, i viaggi di lavoro sono vivamente sconsigliati, se non addirittura vietati, o il personale che si trova sul campo non è in grado di gestire il supporto localmente. Per tutta la durata dell’attuale crisi legata all’emergenza Covid-19, PTC ha deciso di offrire un concreto supporto alla comunità produttiva di tutto il mondo offrendo gratuitamente il suo prodotto Vuforia Chalk a tutte le imprese che necessitano di un valido aiuto per affrontare le sfide che la chiusura degli uffici e delle fabbriche impone loro di affrontare. e rimodulare il team di lavoro per essere essere operativi in pochi minuti, consentendo alle aziende di disporre di tutta l’agilità di cui hanno bisogno nei momenti critici.
Trasferimento di conoscenze e competenze Nel caso in cui i processi di produzione debbano essere trasferiti da un sito all’altro in risposta a un imprevisto, le soluzioni di realtà aumentata e mista (AR/MR) sono una valida soluzione che può essere utilizzata per la formazione dei lavoratori che necessitano di aggiornare le loro competenze. Soluzioni di questo tipo consentono al personale esperto di realizzare video avvalendosi del supporto di dispositivi AR/MR (wearable device quali visori, cuffie ecc.), grazie ai quali possono interagire e spiegare nel dettaglio le procedure operative che stanno eseguendo. Una
volta registrati, i video possono essere modificati, arricchiti di ulteriori informazioni e quindi condivisi con tutti i lavoratori che necessitano di formazione. Una quindicina di miei colleghi di stanza nel Regno Unito stanno proprio utilizzando questo approccio per sostenere l’iniziativa VentilatorChallengeUK, che si prefigge l’obiettivo di realizzare 10.000 ventilatori polmonari per i pazienti ricoverati negli ospedali della nazione. Grazie alla nostra soluzione PTC Vuforia Expert Capture siamo stati in grado di “acquisire” il processo di produzione presso gli impianti di Smiths e Penlon per trasferirlo attraverso l’impiego degli occhiali Microsoft HoloLens ai lavoratori di altre fabbriche del consorzio. Sfruttando la potenza della realtà aumentata, abbiamo minimizzato i tempi di start-up, oltre che ridotto
Uno sguardo al futuro In questo momento la situazione è fluida e le impellenze a cui far fronte sono molte. Tuttavia, qualsiasi azienda dovrebbe iniziare concretamente a pensare a quali misure potrebbero essere adottate non solo per gestire al meglio i problemi contingenti, ma anche per essere preparata a prevenirli in futuro. Come riportato in un recente articolo pubblicato su Harvard Business Review, “non dobbiamo considerare Covid19 un’emergenza isolata. Dobbiamo invero aspettarci che alla fase attuale ne seguano di nuove, così come altre epidemie nel futuro”. L’articolo continua: “farsi trovare ora preparati per la prossima crisi (o per la prossima fase dell’attuale emergenza) è probabilmente la soluzione più efficace che possiamo trovare rispetto a qualsiasi tipo di risposta che, sia pur rapida e mirata, saremo in grado di dare al manifestarsi dell’emergenza”. M &A | MAGGIO 2020
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ATTUALITA’
La responsabilita’ del datore di lavoro al tempo del covid-19
ALLE ENORMI PREOCCUPAZIONI DERIVANTI DALLA CRISI PANDEMICA IN ATTO, SIA PER LE DRAMMATICHE CONSEGUENZE SULLA SALUTE PUBBLICA, CHE PER LE BEN NOTE RICADUTE ECONOMICHE CONNESSE, SI AGGIUNGONO PER I DATORI DI LAVORO QUELLE DERIVANTI DAL TIMORE DELLE RESPONSABILITÀ DI NATURA GIUDIZIARIA IN CASO DI CONTRAZIONE DEL VIRUS COVID 19 DA PARTE DEI LORO DIPENDENTI O DI TERZI UTENTI DELL’IMPRESA di Paolo Bossi *
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uesto è un tentativo di fornire un contributo conoscitivo il più possibilmente agile e comprensibile, in un contesto di produzione normativa definibile come alluvionale e spesso di oscura interpretazione, non rendendo chiaro il profilo di possibili responsabilità per il datore di lavoro. In primo luogo è evidente che la scoperta di un dipendente positivo all’infezione da Coronavirus (SARS – Cov-2), determina possibili conseguenze legali a carico del datore di lavoro. La contrazione del contagio è giuridicamente qualificata come un infortunio; depongono in modo chiaro in tal senso sia l’art. 42 del “Decreto Cura Italia” che la circolare INAIL n. 13/2020 (si riporta per completezza in calce all’articolo il testo delle due disposizioni). Sul piano giudiziario possono profilarsi quindi responsabilità di natura civile, penale e amministrativa ex D.lgs. 231/2001. Sul piano penale possono ipotizzarsi i
delittidi lesioni colpose e di omicidio colposo, in caso di decesso da contagio. Sul piano civile sono possibili azioni risarcitorie del lavoratore contagiato, nonché da parte di INAIL in caso di rivalsa. In base infatti agli artt 10 e 11 del D.P.R. 1124/1965, il Datore di Lavoro può essere chiamato a rimborsare il quantum versato dall’Istituto ai lavoratori infortunati. Il rischio di azioni dirette del lavoratore può avere ad oggetto l’ulteriore danno differenziale, atteso che INAIL eroga un indennizzo e non copre il danno nella sua completezza, potenzialmente rilevante, in ragione dei danni alla salute ed alla vita relazionale del contagiato. L’inquadramento della situazione del dipendente contagiato, come infortunio sul lavoro, desumibile dall’art. 42 del Decreto Cura Italia e dalla circolare 13/2020 di INAIL, ha generato preoccupazioni e dibattiti per le possibili responsabilità dei datori di lavoro. Va di certo premesso come non si debba dimenticareche siamo in presenza di un
fenomeno di portata epocale ed eccezionale, trattandosi di una pandemia, con oggettive difficoltà gestionali enormi a livello sovrannazionale, nazionale, regionale e di tutti i soggetti pubblici preposti alla tutela della salute pubblica, tale da fare ipotizzare scenari di interpretazione di eventuali colpe legali, che presentano connotati di novità del tutto peculiari. E’comunque necessario chiarire come la scoperta di un dipendente positivo al virus, non determini acriticamente, di per sé, responsabilità giudiziarie a carico dell’imprenditore. Devono in concreto sussistere le seguenti condizioni: La prova che il dipendente abbia contratto il virus in occasione di lavoro. La prova che sussistano omissioni e/o carenze nell’apparato di misure preventive adottate in azienda per la sicurezza dei lavoratori. Sotto il primo profilo è evidente che si tratta di prova per nulla semplice. Non è chiaramente possibilestabilire il momento preciso di contrazione dell’infezione.
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ATTUALITA’ In ragione di un periodo di incubazione che scientificamente può arrivare sino a due settimane, determinare se il contagio è stato contratto in ambito lavorativo anziché in qualsivoglia altro contesto di vita, è molto difficile. In sede penale grava sull’accusa l’onere della prova e quindi quello di dimostrare che il contagio è stato contratto in ambito lavorativo e non altrove. In sede civile l’onere della prova grava sull’INAIL in caso di azione di rivalsa, mentre in caso di azione per danno differenziale del lavoratore, stante il profilo di responsabilità che grava sul datore di lavoro ex art. 2087 codice civile, si determina, una volta dimostrato che l’infezione è da ricondursi all’ambito lavorativo, una inversione parziale dell’onere della prova, ponendo a carico del datore di lavoro l’onere di dimostrare di avere adottato tutte le misure possibili per evitare il verificarsi dell’evento e cioè, nel caso di specie la contrazione del contagio. Mantenendo fede al compito di un vadecum snello e non troppo tecnico, la cifra del compito che grava sul datore di lavoro al fine di contenere al minimo i rischi di responsabilità legali, è quella di adottare con la massima attenzione tutte le misure preventive e di cautela. Va prestata la massima cura, con adeguato impiego di risorse, al rispetto dei contenuti del protocollo condiviso fra Governo e Parti Sociali del 24 aprile 2020, nonché della normativa emergenziale ex art. 2, comma 6°, DPCM 26 aprile 2020. E’necessario applicare e conservare traccia documentale, che dimostri l’assolvimento degli obblighi: - di informazione ai dipendenti ed ai terzi che entrano in contatto con l’ambito lavorativo, - di formazione dei dipendenti sul tema e di adeguamento del DVR, - delle attività di prevenzione messe in campo (distanziamento, rilevazione della temperatura ecc.), - della sorveglianza sul loro rigoroso rispetto, soprattutto in punto di effettivo utilizzo dei dispositivi di protezione indi38
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viduale (mascherine, guanti ecc.). Tanto più saranno le misureadottate, tanto più il rischio di attribuzioni di responsabilità dovrebbe diminuire. Con un esempio improprio, il datore di lavoro che si sia rivolto ad un virologo, per una consulenza, si porrà in una posizione di massimo avvicinamento alla soglia di tutto quanto poteva fare per minimizzare il rischio di contagio e la stessa funzione sarà rappresentata dalla condivisione e concertazione dei protocolli di sicurezza con i sindacati e le rappresentanze dei lavoratori. E’ evidente, come detto, che in proiezione giudiziaria, altrettanto importante sarà dare prova degli sforzi messi in campo, attraverso una completa ed ordinata conservazione della documentazione di quanto fatto. Per quanto attiene poi al profilo di responsabilità della società ex D.lgs 231/2001, è possibile che, in caso di contagio del dipendente e conseguente respon-
sabilità del datore di lavoro, venga mossa anche una contestazione di questo tipo. Infatti nel novero dei reati presupposto l’art. 25 septies ricomprende quelli di lesioni gravi ed omicidio colposo. La normativa in parola ha introdotto una forma di responsabilità a carico delle imprese, per una lista di reati che possono essere commessi dal personale a favore o nell’interesse dell’azienda stessa. Tale responsabilità si aggiunge a quella della persona fisica che ha realizzato materialmente il reato. Semplificando, l’organizzazione datoriale deve dotarsi di un sistema di preven-
zione del rischio di commissione di reati al suo interno, realizzando un modello che analizzi i profili di rischio per ognuno dei reati presupposto ed indicando le misure atte a prevenirne la commissione. Va nominato un Organismo di Vigilanza che presieda al controllo dell’adempimento del modello e del suo adeguamento. Rimanendo sul tema del contagio in ambito lavorativo, l’eventuale attribuzione di responsabilità penale al datore di lavoro, può comportare per la società, anche la contestazione ex D.lgs 231/2001, qualora la stessa non abbia adottato il modello o lo stesso, se presente, non sia ritenuto adeguato. In ragione della portata molto afflittiva delle sanzioni previste da questa norma, è opportuno che le società che ne sono prive si conformino, adottando il modello, mentre per quelle che ne sono provviste, l’Organismo di Vigilanza sarà chiamato a verificare il corretto funzionamento e l’osservanza del Modello di Organizzazione e Controllo. Certo nella valutazione del grado di sufficienza delle misure preventive messe in atto, l’esistenza di un “sistema” 231/2001, non può che assumere un peso positivo in sede giudiziaria. Sarebbe auspicabile comunque che si trovasse un equilibrio di buon senso tra il sacrosanto dovere di tutelare la salute sul luogo di lavoro al meglio del possibile e la possibilità di produrre, senza la spada di damocle di un processo, a fronte di un fenomeno di questa portata epocale. Pur nella consapevolezza del rischio che un dipendente contragga il contagio, magari al di fuori dell’ambito lavorativo, sarà l’applicazione puntuale delle misure precauzionali a contenere i pericoli sia di diffusione nell’azienda dell’infezione, che di eventuali problemi giudiziari. Con un esempio banale, la rilevazione della temperatura svolta con zelo, consentirà di allontanare il soggetto a rischio, mentre atteggiamenti lassisti apriranno varchi di pericolo di diffusione del contagio. *Avvocato penalista - Foro di Varese
RIFERIMENTI NORMATIVI
Nota del 15 maggio 2020 di INAIL sul tema Covid-19, nessuna penale, dove vale il principio della presunzione di innocenza e connessione tra il riconoscimento dell’origine professionale del dell’onere della prova a carico del pubblico ministero, né in sede contagio e la responsabilità del datore di lavoro civile, perché ai fini del riconoscimento della responsabilità del I criteri applicati dall’Inail per l’erogazione delle prestazioni datore di lavoro è sempre necessario l’accertamento della colpa assicurative ai lavoratori che hanno contratto il virus sono nella determinazione dell’infortunio, come il mancato rispetto totalmente diversi da quelli previsti in sede penale e civile, dove della normativa a tutela della salute e della sicurezza. è sempre necessario dimostrare il dolo o la colpa per il mancato Per le tante modalità di contagio e la mutevolezza delle rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza prescrizioni difficile configurare violazioni. La molteplicità ROMA - Dal riconoscimento del contagio come infortunio sul delle modalità del contagio e la mutevolezza delle prescrizioni lavoro non deriva automaticamente una responsabilità del datore di da adottare nei luoghi di lavoro, che sono oggetto di continui lavoro. Lo precisa l’Inail, in riferimento al dibattito in corso sui profili aggiornamenti da parte delle autorità sulla base dell’andamento di responsabilità civile e penale per le infezioni da Covid-19 di cui epidemiologico, rendono peraltro estremamente difficile l’Istituto abbia accertato l’origine professionale. Non si possono configurare la responsabilità civile e penale dei datori di lavoro. confondere, infatti, i criteri applicati dall’Inail per il Principali disposizioni sulla Responsabilità Penale dei datori di lavoro riconoscimento di un indennizzo a un lavoratore art. 2087 cod. civ., nelle modalità declinate dapprima dalla L. 626/94 ed oggi dal d.lgs. 81/08 infortunato con quelli Il datore di lavoro deve tutelare la salute psicofisica dei lavoratori. ha l’obbligo di fornire ai propri totalmente diversi che lavoratori gli strumenti idonei a tutelarne la salute e deve informarli in ordine ai rischi specifici presenti valgono in sede penale nel luogo di lavoro. e civile, dove l’eventuale responsabilità del datore art 42 - co. 2 - del “Decreto Cura Italia” di lavoro deve essere “Nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro, il medico rigorosamente accertata certificatore redige il consueto certificato di infortunio e lo invia telematicamente all’INAIL che assicura, attraverso la prova del dolo ai sensi delle vigenti disposizioni, la relativa tutela dell’infortunato. Le prestazioni INAIL nei casi accertati o della colpa. di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro. I predetti L’ammissione alla eventi infortunistici gravano sulla gestione assicurativa e non sono computati ai fini della determinazione tutela dell’Istituto dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico di cui agli articoli 19 e seguenti non ha alcun rilievo del Decreto Interministeriale 27 febbraio 2019. La presente disposizione si applica ai datori di lavoro in sede penale e pubblici e privati.” civile. L’ammissione del lavoratore contagiato alle prestazioni assicurative Inail non assume, quindi, alcun rilievo né per sostenere l’accusa in sede
circolare Inail n. 13 del 3 aprile 2020 l’Istituto ha specificato che il contagio da virus Covid-19 è equiparato a quello tipico degli infortunì: le espressioni utilizzate nella circolare la causa virulenta è equiparata a quella violenta. In tale ambito…sono ricondotti anche I casi di infezione da nuovo Coronavirus
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IGUS APRE LA FIERA DELLE 40
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di copertina IGUS
IN TEMPI DI CORONA VIRUS IGUS HA ALLESTITO – PRESSO LA SEDE CENTRALE DI COLONIA - UNO STAND FIERISTICO IN CUI I CLIENTI POSSONO SCOPRIRE OLTRE 100 FRA NUOVI PRODOTTI ED ESTENSIONI DI PRODOTTO PER LE APPLICAZIONI IN MOVIMENTO: LA MULTINAZIONALE TEDESCA CONTINUA AD INNOVARE PER PERMETTERE AI CLIENTI DI RISPARMIARE SUI COSTI E MIGLIORARE LA PROPRIA TECNOLOGIA
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Patrizia Ricci
Fondata nel 1964 a Colonia, igus è cresciuta fino a diventare una multinazionale con 35 filiali e 4.150 addetti nel mondo, incentrando l’attività sulla realizzazione di prodotti in tribo-polimeri, plastiche autolubrificanti con speciali caratteristiche di resistenza all’attrito e durata nel tempo, adatte per la produzione di sistemi per catene portacavi e di componenti meccanici come boccole, cuscinetti, snodi o guide lineari. “motion plastics” ovvero prodotti per ogni tipo di movimento, con durata d’esercizio calcolabile. Dopo un aumento del 2% del fatturato registrato lo scorso anno, igus sta attualmente ricevendo segnali contrastanti dal mercato. In seguito al Corona virus, le vendite sono diminuite nei primi quattro mesi, un po’ meglio gli ordini in entrata a dimostrazione del fatto che l’interesse per le motion plastics rimane sempre buono nonostante l’emergenza.
Oltre 100 nuovi prodotti: visite digitali a fiere reali
INNOVAZIONI 2020
Poiché al momento non sono possibili né fiere né visite personali ai clienti, igus si affida interamente ai vantaggi della digitalizzazione. “Quando una fiera dopo l’altra è stata cancellata, fin da subito ci è stato chiaro che avremmo dovuto creare la nostra fiera e condividerla con il mondo, da Colonia”, spiega Frank Blase, CEO di igus GmbH. Nella sede centrale di Colonia, igus ha costruito uno stand fieristico di 400 metri quadrati in cui M &A | MAGGIO 2020
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presenta oltre 100 nuovi prodotti e sistemi e lo ha messo su Internet all’indirizzo www.igus.eu/virtualexhibition. Lo stand è aperto ai visitatori: tour personali, discussioni individuali o di gruppo possono anche essere organizzati con i tecnici di igus. Nelle singole stazioni, i visitatori possono visualizzare alcune schede e visionare brevi clip per immergersi nel mondo delle motion plastics: dai cavi SPE progettati appositamente per catene portacavi, alle guide telescopiche interamente in polimero, dai cuscinetti smart che rilevano il proprio stato di usura al braccio robotico in plastica. I collegamenti portano l’utente a informazioni tecniche e video più dettagliati sul sito Web.
Investimenti continui in innovazione Anche se l’amministratore concede che – con questa crisi epocale – è molto difficile pianificare, il gruppo continua ad investire in progetti a lungo termine, decisivi per il futuro. Dopo l’inaugurazione della nuova fabbrica cinese lo scorso novembre, i progetti includono, ad esempio, la costruzione in corso di un tunnel per collegare la sede di Colonia ai futuri nuovi uffici e siti produttivi in continua espansione. Procede anche l’elevato livello di investimenti nella digitalizzazione. Nel solo 2019, la società ha sviluppato otto nuovi strumenti di configurazione e calcolo accessibili gratuitamente, online, ad esempio per ingranaggi, rulli e alberi. Ad oggi, sono 38 gli strumenti che possono essere utilizzati gratuitamente e senza registrazione. Frank Blase sottolinea: “Entrambi i progetti, nuove 42
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costruzioni e digitalizzazione, hanno un obiettivo comune: il cliente deve essere nelle condizioni di trovare e ottenere una soluzione motion plastics in modo rapido, facile e affidabile. Questo è fondamentale, soprattutto in questo momento, ed è il nostro impegno giornaliero perché ciò possa realizzarsi”.
Autoglide 5: energia e dati in movimento I sistemi per catene portacavi rappresentano il cordone ombelicale delle macchine moderne. Garantiscono l’alimentazione di energia, dati e segnali mentre sono in costante movimento. igus® sviluppa, produce e testa catene portacavi in plastica dal 1971. Nel 1995 igus® ha sviluppato il sistema autoglide, catene portacavi autoallineanti per corse lunghe ed applicazione dinamiche ad alta performance che non richiedono l’installazione dei canali di guida. Tra le innovazioni presentate, il nuovo sistema autoglide 5 è in grado di guidare in sicurezza cavi orizzontali a velocità fino a 4 m/s coprendo corse fino a 80 metri. Autoglide 5 può essere facilmente installato nel corridoio su una fune di metallo o un profilo in dotazione. La catena portacavi può viaggiare in sicurezza sulla fune grazie allo speciale design della parter inferiore della maglia. Gli elementi autoglide garantiscono un rotolamento preciso e resistente all’usura. È particolarmente vantaggiosa per il suo prezzo basso, un tempo di installazione ridotto dell’88% rispetto ai sistemi con canale di guida e per il funzionamento esente da manutenzione”,
spiega Christian Strauch, Industry Manager Intralogistics presso igus.
Guida telescopica completamente plastica drylin NTP La guida drylin NTP27 è la prima guida al mondo realizzata completamente in plastica senza nessun componente metallico al suo interno. La costruzione completamente plastica permette di ridurre i costi ed abbassare i pesi della guida telescopica. Il suo basso peso la rende molto interessante per applicazioni nei mezzi di trasporto che siano veicoli, aerei o treni contribuendo a limitare le emissioni di CO2. L’installazione rapida e semplice e i diversi colori disponibili rendono l’applicazione di queste guide estremamente flessibile.
isense, cuscinetti intelligenti Nell’ottica di industria 4.0 e della manutenzione predittiva, igus ha sviluppato una famiglia di prodotti, denominata ‘isense’, in cui i prodotti in tecnopolimero sono dotati di sensori e moduli di controllo possono monitorare lo stato di usura del componente. Presentati lo scorso anno come prototipo, igus ha ora sviluppato la prima serie di cuscinetti isense realizzati con cinque differenti materiali iglidur per la manutenzione predittiva. Che si tratti di industria alimentare, macchine tessili, carrelli elevatori o macchine edili, con i cuscinetti a strisciamento intelligenti isense, gli utenti ricevono una soluzione durevole ed esente da lubrificazione che fornisce informazioni sulla loro usura. La manutenzione può essere pianificata in tempo utile e si pos-
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sono prevenire guasti alla macchina e al sistema. Grazie al nuovo modulo di comunicazione icom.plus, il cliente può decidere in che modo integrare i dati acquisiti dai sensori. Dall’integrazione offline per i contesti più restrittivi, fino alla connessione al server igus con eventuale ordine e reintegro automatico di parti di ricambio: l’utente è libero di scegliere come assimilare e utilizzare i dati raccolti.
e-spool flex Tra gli avvolgicavo, e-spool flex rappresenta una novità in quanto non richiede alcun giunto rotante, in modo che anche i cavi del bus e i tubi flessibili per aria e liquidi possano essere guidati senza interruzione. Per un montaggio rapido, igus si basa su una guida elicoidale in cui è inserito il cavo o il tubo. La guida viene quindi inserita nell’alloggiamento esterno e avvolgente 44
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dell’e-spool flex in pochi semplici passaggi. Ciò significa che i cavi possono spostarsi in modo flessibile durante l’uso e vengono riposti in modo rapido e ordinato dopo l’uso. Grazie a numerosi test effettuati nel laboratorio di prova di 3.800 metri quadri dell’azienda, igus offre una garanzia unica di 36 mesi su tutti i cavi.
Componenti speciali in 3D Un’altra delle novità presentate è la realizzazione di componenti personalizzati o prototipi per mezzo di stampanti 3D e utilizzando il metodo SLS (Selective Laser Sintering - sinterizzazione laser selettiva). La particolarità sta nel fatto che per la stampa 3D, vengono utilizzati filamenti iglidur® tribologicamente ottimizzati e che, quindi, sono 50 volte più resistenti all’usura rispetto ai consueti filamenti di stampa 3D. iglidur I8-ESD invece, è una
nuova polvere SLS con proprietà dissipative. E’ esente da lubrificazione e consente la fabbricazione di parti speciali, soggette a usura, in modo flessibile ed economico. Particolari elettrostaticamente dissipativi, stampati e spediti in pochi giorni, senza minimo d’ordine. iglidur® designer, l’attuale servizio di stampa 3D offre anche numerose nuove funzioni. Basato su una tecnologia tecnologia web all’avanguardia, il designer iglidur® è ora ancora più veloce, più preciso e indipendente dal dispositivo utilizzato e dal browser Internet. La realizzazione del proprio componente individuale avviene in pochi passaggi: basta caricare il modello CAD, selezionare il processo di produzione e il materiale iglidur®. Il prezzo verrà visualizzato immediatamente, consentendo quindi di ordinare online il componente individuale o di fare una richiesta. Con la stampa 3D è possi-
bile e facile realizzare anche ingranaggi o cremagliere personalizzate abbinate alle ruote dentate, in modo rapido ed economico - pronte in 1 / 3 giorni - con durata d’esercizio ottimizzata.
La piattaforma RBTX L’obiettivo di RBTX.com è concentrare in un’unica piattaforma le possibilità della robotica low-cost mettendo in contatto fornitori e utenti. L’idea è di permettere al cliente di configurare in pochi clic una soluzione robotica calibrata sulle proprie esigenze. Il modello RBTX.com offre ad aziende, start-up, istituti di ricerca e costruttori di macchine soluzioni robotiche individuali, in modo veloce, con costi contenuti e con tempi di ammortamento brevi.
Economia circolare Oltre a puntare sull’innovazione, igus si concentra sull’integrazione sull’integra-
zione delle sue motion plastics in un’economia circolare. Con iniziative come il programma “chainge”, l’investimento nel progetto “plastics2oil” e la certificazione ISO 14001. Ad ottobre l’anno scorso, con l’introduzione del programma “chainge”, il gruppo igus ha compiuto un passo importante in termini di riciclo classico (triturazione / rigranulazione e riutilizzo delle plastiche). L’azienda ritira le catene portacavi al termine del ciclo di vita della macchina - indipendentemente dal produttore - riduce la plastica in granuli e li lavora nuovamente. “Con questo programma chainge, abbiamo avviato il riciclo della plastica di vecchi prodotti. Questo resta l’approccio migliore per i polimeri ad alte prestazioni”, spiega Frank Blase. Per supportare l’economia circolare delle plastiche, igus ha anche investito 4,7 milioni di euro nell’azienda Mura Technology Limited che intende mettere in funzione il primo impianto
commerciale Cat-HTR. Il sistema brevettato del reattore catalitico idrotermico è stato sviluppato nel 2007 ed è stato testato per 10 anni in un impianto pilota in Australia. Con il Cat-HTR, i rifiuti in plastica normalmente non riciclabili si possono trasformare in petrolio in 20 minuti, ed è un metodo più sostenibile per l’ambiente rispetto all’estrazione di petrolio fossile. Perché per separare e unire nuovamente le molecole servono solo acqua, temperature elevate e pressione. Un solo impianto sarà in grado di lavorare 20.000 tonnellate di plastica all’anno, riducendo così di 28.180 tonnellate l’impatto in CO2. Un valore paragonabile al consumo annuale di 5.983 automobili o al fabbisogno energetico annuale di 4.914 famiglie. Inoltre, a metà aprile è stato assegnato a igus Germany il certificato ambientale ISO 14001:25 mentre a maggio è stato assegnato a igus Korea.
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UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE
075/2018 BMXX18R
DOSSIER ROBOTICA
A CURA DI PATRIZIA RICCI
DOSSIER ROBOTICA
LA ROBOTICA CI SALVERÀ!
I ROBOT CI TENDONO UNA MANO NELL’EMERGENZA. MA COSA POSSONO FARE I ROBOT? SECONDO GLI ECONOMISTI, IL CONTRIBUTO CHE LA ROBOTICA, SPECIALMENTE QUELLA COLLABORATIVA, PUÒ PORTARE NEL SUPPORTARE LA RIPRESA È QUANTO MAI DECISIVO: LA MATURITÀ DELLA TECNOLOGIA E I NUMEROSI PROGETTI VIRTUOSI GIÀ IN OPERA NE SONO LA CONFERMA
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Gli effetti dell’epidemia di Covid-19 si ripercuotono su tutta l’economia e l’industria italiana alle prese con una crisi senza precedenti. Il settore della meccanica è uno dei più colpiti. Dopo aver chiuso un 2019 segnato già da molte difficoltà, l’inizio 2020 è stato ben più drammatico e le prospettive per il futuro a medio e lungo termine sono molto incerte. Nessuno può prevedere quanto durerà questa situazione né le conseguenze che ne deriveranno. Le domande che tutti si pongono sono: come superare la crisi? È possibile intravedere in essa un’opportunità? Ormai è chiaro che nessun paese del mondo è immune da questa emergenza e, proprio per questo motivo, serve uno sforzo globale perché la grande scommessa è “utilizzare la crisi per uscirne più forti”: ma come? Riconvertendo, innovando, rendendo stabile ciò che oggi è stato una scelta necessaria e obbligata. Sono stati i meccanismi di digitalizzazione che hanno reso possibile contattare da remoto clienti o macchinari e hanno consentito di mantenere relazioni industriali che non solo non si sono fermate, ma, in alcuni casi, si sono addirittura intensificate nella crisi, e condividere le best practice adottate nelle varie aziende. La digitalizzazione diventerà un tema sempre più forte e da adottare rapidamente. Si dovrà accelerare su IoT, sostenibilità, interconnessione. È in questo scenario che la robotica può diventare il mezzo per nuove soluzioni che, attraverso la collaborazione tra persone e robot, sono in grado di fornire risposte concrete per contrastare l’emergenza sanitaria, sociale ed economica, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti. Robotica significa Innovazione e innovare vuol dire proiettare le aziende verso il futuro. La robotica può rivelarsi utilissima in molti ambiti strategici: la sicurezza e la valorizzazione della persona, la flessibilità e la qualità della produzione, la velocità innovativa. Oggi la robotica collaborativa è un’industria matura, che cresce e crescerà a doppia cifra: dai 370 milioni di dollari del 2019 il valore previsto per il 2024 è di 4,5 miliardi di dollari. “Come rappresentanti del settore della robotica e dell’automazione – ha dichiarato Milton Guerry, presidente dell’IFR, la Federazione Internazionale di Robotica - siamo i più adatti a trovare le soluzioni che supportano la società e l’aiutano nel suo recupero”. L’IFR ha già iniziato a raccogliere idee, case study e best practice su come la questa tecnologia fornisca soluzioni vantaggiose. Ciò include l’uso della robotica per salvaguardare la produzione locale e ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali. “Le soluzioni di robotica collaborativa mobile – continua Guerry - stanno alleviando la carenza di risorse causata da improvvise malattie e misure di quarantena. Le tecnologie di produzione flessibili si sono dimostrate efficaci nell’aumentare la produzione di merci insufficienti, mentre la robotica mobile viene utilizzata per alleviare le tensioni all’interno degli ospedali e del settore logistico”. Proprio alle idee, le proposte e le soluzioni per far ripartire l’economia del Paese che possono venire da questo settore e all’utilizzo dei robot nell’ambito dell’emergenza coronavirus è dedicato questo dossier in cui abbiamo coinvolto alcune tra le più importanti aziende del settore.
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ABB
QUALITÀ SENZA COMPROMESSI IN
SALA OPERATORIA CON YUMI DI ABB, SINTECH HA AUTOMATIZZATO IL PROCESSO DI ASSEMBLAGGIO E COLLAUDO IN CAMERA BIANCA DELLO “STELO”, UN COMPONENTE MEDICALE DELLE CENTRIFUGHE PER LA SEPARAZIONE DEL SANGUE PRODOTTE DA LIVANOVA 50
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“Il mercato è in continua evoluzione e, con esso, cambiano i processi di produzione delle imprese per assecondare e governare il cambiamento” - afferma Claudio Sinico, Sales Manager di Sintech. Le esigenze delle aziende, dei sistemi produttivi e dei prodotti trovano risposte mirate ed efficaci in realtà come Sintech, che dal 1994 progetta e costruisce macchine e linee automatiche per la produzione industriale, automazioni per collaudi-test, assemblaggi e isole robotizzate. L’azienda di Quinto Vicentino propone idee, tecnologie e macchine automatiche in grado di lavorare anche lotti di produzione costituiti da un numero esiguo di pezzi, riducendo al minimo le necessità di presidio con operatori. La contrazione delle quantità negli ordini ha infatti generato una forte frammentazione nell’acquisto di lavorazioni meccaniche a disegno così come di cablaggi e montaggi per ordinativo, portando a un generalizzato aumento dei costi di commessa. La conseguente progressiva erosione del profitto può essere contrastata efficacemente con le soluzioni di Sintech, che garantiscono il recupero della marginalità persa con automazioni customizzate che, in base alla tipologia di operazioni e alle richieste del cliente, possono impiegare sistemi robotizzati.
La robotica al servizio della medicina Fra i settori di riferimento di Sintech spiccano l’automotive, il medicale/farmaceutico e, in generale, l’asservimento a macchine per il co-stampaggio di particolari plastici con inserti. In ambito biomedicale, Sintech ha realizzato recentemente un progetto per LivaNova, multinazionale nata nel 2015 dalla fusione di Sorin Group, quotata alla Borsa di Milano, e dell’americana Cyberonics. Oggi il gruppo genera ricavi pari a circa un miliardo di dollari con stabilimenti in tutti i continenti. Fra questi, l’impianto nel polo biomedicale di Mirandola, in Emilia, è un’eccellenza a livello mondiale per i dispositivi biomedicali per cardiochirurgia, soprattutto ossigenatori, filtri, scambiatori di calore e centrifughe per la separazione dei componenti del sangue, utilizzati nelle sale operatorie per interventi di cardiochirurgia. “Si tratta di interventi molto delicati effettuati per la maggior parte a cuore aperto con circolazione extra-corporea del sangue, pertanto non ci possono essere compromessi sui livelli di qualità dei dispositivi” - spiega Marco Ferri, Senior Manager Industrial Engineering di LivaNova. LivaNova effettua ogni giorno consegne a tutti gli ospedali in Europa, alle quali si aggiungono spedizioni intercontinentali: circa 2.600 centrifughe al giorno destinate a un parco clienti di migliaia di ospedali con consegna in 24 ore e utilizzo immediato nelle sale operatorie in ambiente sterile. Per l’assemblaggio di un componente specifico della centrifuga, detto “stelo”, LivaNova si è affidata all’esperienza di Sintech e alle qualità del robot collaborativo YuMi di ABB. Dopo una prima fase di automazione del processo con robot antropomorfi realizzata due anni fa, l’automazione è stata estesa all’assemblaggio dello stelo, con
stazioni di assemblaggio, collaudo e dosatura di solvente che procedono a fasi automatiche e sincronizzate. Il compito specifico di YuMi è la manipolazione: il cobot di ABB preleva i componenti dai sistemi di alimentazione e li accorpa con l’ausilio di postazioni dedicate all’assemblaggio, all’incollaggio con dosatori di solvente e postazioni di collaudo (“Leak test”) e controllo dimensionale. Per scelta condivisa fra il cliente e l’integratore, l’interazione di YuMi con gli operatori è parziale, in quanto il robot è posizionato all’interno di un’isola che non può essere completamente accessibile in quanto contiene anche stazioni di pressatura e dosatura di solventi. Tutti gli accessi all’isola, al robot e alla sua programmazione vengono gestiti e tracciati da un software Scada, in modo che solo i tecnici abilitati possano accedere e modificare i parametri operativi, lasciando traccia di ogni loro intervento per agevolare successivi controlli di conformità.
Il primo cobot certificato per la camera bianca Il robot collaborativo YuMi (adottato in questo caso nella versione a due bracci) ha portato maggiore efficienza, automatizzando un processo semi-manuale e maggiore sicurezza per gli operatori che non eseguono più direttamente la dosatura del solvente. Come confermano i tecnici di LivaNova (hanno lavorato al progetto Giulia Sarti, Davide Di Mari, Franko Masllavika, Daniele Roveri del team di ingegneria industriale – ndr), il robot è molto semplice da programmare rispetto ai tradizionali modelli antropomorfi, grazie a un’interfaccia più semplice e a una presa di punti immediata che non richiedono competenze specialistiche. Particolarmente apprezzata la semplicità con cui si può accedere e correggere i punti di prelievo, deposito e posizionamento, oltre alla leggerezza e facilità di movimentazione che altri robot non hanno. Nella prima fase del progetto in LivaNova, Sintech aveva automatizzato l’intera produzione della centrifuga, realizzando un’isola con tre robot e sette postazioni in grado di eseguire tutte le operazioni di assemblaggio, controlli dimensionali, saldatura a ultrasuoni e collaudi di microperdite, rilasciando un pezzo finito interamente tracciato in tutte le fasi operative. Per “completare l’opera” restava solo l’assemblaggio dello stelo accoppiato alla centrifuga, con i successivi test. Le simulazioni preparate da Sintech con YuMi - a disposizione nel loro laboratorio - ha dimostrato che il robot collaborativo di ABB avrebbe offerto vantaggi concreti a LivaNova. In primo luogo, il cobot è certificato per operare in camera bianca. Il secondo vantaggio è rappresentato dagli ingombri ridotti. Ma soprattutto, le simulazioni effettuate con il software RobotStudio di ABB hanno confermato che i tempi di ciclo erano soddisfacenti per il cliente. Grazie a RobotStudio, infatti, i tecnici di Sintech possono programmare virtualmente tutto il ciclo di lavoro delle isole robotizzate, simulando le movimentazioni e verificando ogni applicazione in termini di fattibilità e tempi di ciclo. M &A | MAGGIO 2020
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CON L’ESPLOSIONE DELL’EPIDEMIA DI COVID-19, ENTRANO IN CAMPO ROBOT INTELLIGENTI CHE UTILIZZANO LA TECNOLOGIA DI ADVANTECH PER MONITORARE LA TEMPERATURA CORPOREA ED EFFETTUARE L’IDENTIFICAZIONE DELLE PERSONE CHE FREQUENTANO SCUOLE, BANCHE E ALTRI LUOGHI PUBBLICI ADVANTECH
SORVEGLIANZA ATTIVA CONTRO IL CORONAVIRUS CON I ROBOT INTELLIGENTI DI ADVANTECH
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“Realizzare un pianeta intelligente” (“Enabling an Intelligent Planet”) questa la visione di Advantech, multinazionale taiwanese, leader nel mondo nei campi dei sistemi IoT intelligenti e delle piattaforme embedded, presente in Italia con una sede a Cassina de’ Pecchi, alle porte di Milano. Advantech propone soluzioni IoT hardware e software basate sul core Edge Intelligence WISE-PaaS per aiutare partner e clienti a connettere le loro catene industriali e promuovere gli sviluppi nell’ambito di IoT, Big Data e intelligenza artificiale. Dalla collaborazione con Shenhao, leader nella fornitura di prodotti e soluzioni IoT per applicazioni nel comparto delle smart city, nasce Health Guardian 1, un robot pattugliatore intelligente equipaggiato con l’edge gateway UNO-2484G di Advantech, in grado di svolgere compiti di prevenzione e controllo in ambito sanitario. Poiché la misurazione manuale della temperatura corporea espone il personale di pubblica sicurezza a potenziali rischi sanitari, a questo scopo vengono impiegati robot con sensori a infrarossi in grado di leggere la temperatura in un raggio di cinque metri. Questi robot rilevano la temperatura e identificano il soggetto, dopodiché tutti i dati raccolti vengono inviati a un server centralizzato e visualizzati su apposite dashboard per lo screening sanitario. Per potersi muovere e
orientare autonomamente, i robot sono dotati di tecnologia integrata di localizzazione e navigazione (SLAM). Attualmente i robot Health Guardian 1 vengono impiegati su larga scala nelle città della Cina meridionale.
Computer embedded I computer embedded svolgono un ruolo chiave per il funzionamento stabile dei robot e la raccolta di dati grezzi precisi. I robot Health Guardian 1 sono equipaggiati con l’edge gateway industriale UNO-2484G x86 di Advantech, che gestisce la raccolta dei dati e l’esecuzione dei comandi evitando collisioni e incidenti. Il gateway UNO-2484G è un box IPC embedded estremamente robusto basato su un processore Intel® Core™ i7 di settima generazione che offre elevate prestazioni di calcolo. Il controller Ethernet Intel® i210 integrato e la memoria RAM da 8 GB rendono il sistema performante e la relativa gestione degli I/O veloce ed efficace. Infine, il telaio “rugged” offre adeguata protezione contro le vibrazioni, mentre il design modulare consente una configurazione flessibile per un’ampia gamma di applicazioni.
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COMAU
LA FABBRICA, I SENSORI, IL MODELLO 4.0 DELLO HUMANUFACTURING LE FABBRICHE DI TUTTO IL MONDO SEGUONO SEMPRE PIÙ MODELLI TECNOLOGICI LEGATI AI CRITERI DI “INDUSTRIA 4.0”. NON SOLO ROBOTICA E INNOVAZIONI, MA ANCHE PRODOTTI SENSORIZZATI E REALIZZAZIONE DEL CONCETTO DI “MACHINE LEARNING”
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Il coinvolgimento di Comau in aree che spaziano dall’automotive alla general industry ha permesso di realizzare soluzioni in grado di rispondere alle principali esigenze del manufacturing, sviluppando nuove opzioni IoT, che permettono alle macchine di connettersi al sistema centrale, sia in versione on-cloud che on-premise (pc in linea). Il risultato di questo lavoro di gruppo si può sintetizzare in una piattaforma digitale, denominata in.Grid, che si compone di quattro prodotti principali: SMTS (Smart Manufacturing Tracking System), MES (Manufacturing Execution System), IoT e A&PM (Autonomous and Professional Maintenance).
Smart Manufacturing Tracking System È il sistema pensato per aziende a basso livello di automazione e tanto lavoro umano – labor-intensive - che permette di collegarsi in tempo reale con gli operatori in produzione, offre la possibilità di inviare e ricevere informazioni direttamente su dispositivi come smartphone, tablet o smartwatch, per essere raccolte nel server e visualizzate in realtime. Questo porta evidenti efficienze nel sistema fabbrica, perché ogni ordine, informazione o notifica avviene online. E poi vi è la soluzione ideata per aziende ad automazione elevata. In
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questo caso, l’operatore svolge il ruolo di supervisore della macchina, ed è indicato un MES, Manufacturing Execution System, che permette di collegare tramite PLC tutte le macchine e le varie stazioni, raccogliere i dati dalle stesse, quindi monitorare l’efficienza della linea, i tempi di percorrenza ecc., e tutta una serie di operazioni in base a un piano di produzione precedentemente impostato. Possiamo definirlo un gestore automatico della produzione.
Sempre più Smart Factory Il modulo in-Grid IoT è una soluzione che permette la connessione dei dati, la raccolta e gli analytics. Con il modulo si possono collegare le macchine in modalità IoT, per poi effettuare una raccolta e gestione dei dati sia su server sia in cloud, e Comau fornisce anche una piattaforma web o mobile che permette di valutare informazioni in tempo reale sulle macchine e i relativi componenti. Algoritmi avanzati rendono, infine, possibile la manutenzione predittiva per monitorare la funzionalità e ridurre i costi di manutenzione. Si tratta di una piattaforma di analisi dati e telemetria avanzata, che consente l’ottimizzazione dei ricambi e la gestione online. Infine, Autonomous and Professional Maintenance fornisce degli alert in
base allo stato di salute della macchina e dei componenti, consente quella che è definita ‘predictive maintenance’, inviando notifiche quando è il momento giusto (in base ai cicli effettivi di lavorazione) per la sostituzione del componente. A&PM misura anche le condizioni di operatività, registrando eventuali anomalie dovute ad eventuali deviazioni rispetto a condizioni standard di funzionamento o “firme digitali” in ciclo standard. In pratica, la piattaforma in.Grid facilita l’acquisizione e lo scambio di dati interconnettendo apparecchiature e macchinari di produzione, sia di Comau che di altri produttori. Ciò rende possibile la telemetria e il monitoraggio dei dati del processo, per conseguire gli obiettivi di produttività grazie alla manutenzione predittiva. Inoltre, in.Grid tiene traccia non solo dei processi di produzione automatizzati, ma anche di quelli manuali grazie a dispositivi personali (smartwatch, tablet). Comau è tra i primi ad aver deciso di sviluppare questo tipo di tecnologie, concentrandosi su ciò che la contraddistingue a livello etico: la centralità dell’uomo nella fabbrica.
industriali diventano così ‘intelligenti’, sempre più flessibili e facili da usare all’interno di un sistema di produzione integrato e connesso. In quest’ottica si inserisce MATE (Muscolar Aiding Tech Exoskeleton), un innovativo esoscheletro indossabile progettato per migliorare la qualità del lavoro garantendo assistenza continua e avanzata per l’esecuzione di movimenti ergonomici durante attività ripetitive o quotidiane. E poi ci sono gli altri nuovi dispositivi indossabili. Nell’ambito dei wearable, Comau ha sviluppato delle soluzioni tramite smartwatch, e sta effettuando degli studi prototipali sugli occhiali, che vanno nella direzione dell’augmented reality, e che permetteranno di fare molte operazioni in tempo reale, tra cui la manutenzione da remoto, nell’obiettivo finale di ridurre tempi e spazi. Per quanto riguarda lo smartwatch, l’operatore lo indossa e tramite il dispositivo il sistema può colloquiare con il sistema centrale, inviando e ricevendo informazioni riguardanti il ciclo produttivo o anche informazioni relative alla sua stessa sicurezza.
HUMANufacturing
Digital: soluzioni su misura
Comau è impegnata nel rendere concreta una nuova era dell’automazione: aperta, connessa, semplice da capire e da utilizzare e un innovativo concetto di fabbrica, chiamato HUMANufacturing, intelligente, flessibile e connessa. Le persone sono al centro del processo di produzione e la loro interazione con altri elementi del processo di automazione è resa efficiente e sicura grazie a robot collaborativi e alle tecnologie digitali. In questa visione, i robot industriali non sono più isolati da barriere, ma possono collaborare con l’uomo, che ricopre un ruolo centrale nel processo produttivo. Le macchine
La digitalizzazione è uno dei main driver dell’Industria 4.0 e va a toccare tutti gli ambiti industriali di Comau. Per questa ragione è stato creato un team trasversale, che ha visto il coinvolgimento di diverse figure professionali provenienti da differenti Business Unit e funzioni di Comau, come Robotics and Automation Products, Machining e Digital Initiative Platform, e anche geograficamente è localizzato in vari Paesi, Grugliasco e Bari, per quanto riguarda l’Italia, India, Brasile, Stati Uniti e Cina, dove è presente un team che si occupa di vendita, customizzazione e installazione dei sistemi. Compito del team è recepire i dati raccolti da sensori, robot, macchine e creare un potentissimo know-how.
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ROBOTICA FANUC
L’INDUSTRIA ITALIANA RIPARTE CON I ROBOT COLLABORATIVI FANUC CON IL PROGRAMMA “PARTNER OF THE RISE”, FANUC CONCEDE ALLE AZIENDE L’UTILIZZO GRATUITO DI 10 ROBOT COLLABORATIVI E 5 PRESSE ROBOSHOT PER LO STAMPAGGIO A INIEZIONE ELETTRICO (IDEALI PER OTTENERE SUPERFICI DI QUALITÀ NEL SETTORE MEDICO, ELETTRICO, AUTOMOBILISTICO ED OTTICO)
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medico, elettrico, automobilistico ed ottico). Le imprese L’emergenza sanitaria da Covid-19, con tutte che accederanno al programma potranno beneficiare le conseguenze del caso – lockdown, blocco dell’utilizzo gratuito delle risorse per i primi 30 giorni, delle attività produttive, perdita di redditività, e contare sulla preziosa consulenza degli Application distanziamento sociale, pericolo di contagio, Engineer oltre che sull’installazione e messa in servizio da riduzione della disponibilità della forza lavoro causa Marco Ghirardello, parte di personale tecnico qualificato. Successivamente, le malattia/isolamento, solo per citarne alcuni – ha Managing Director di FANUC Italia aziende coinvolte avranno la possibilità di estendere per aperto un vivace dibattito interdisciplinare su come ulteriori 60 giorni l’utilizzo dei robot e delle presse ad un proteggere e far ripartire le economie dei vari Paesi canone agevolato, e al termine dei 3 mesi decidere se riscattare il nella cosiddetta “Fase 2”. Per quanto riguarda nello specifico il bene o riconsegnarlo a FANUC, anche in base al progetto avviato manifatturiero, appare evidente come la ripresa rischi di essere (ad es. una riconversione parziale). Grazie a questa iniziativa, le rallentata dal doveroso rispetto di tutte le regole di messa in imprese beneficiarie avranno modo di concentrarsi sul progetto sicurezza degli stabilimenti, nonché dall’oneroso contributo per imprenditoriale avvalendosi della preziosa collaborazione con sanificazioni e contrazioni di fatturato anche importanti. Da più FANUC, che può contare su una solida esperienza nello parti si è fatto notare come la robotica, oltre a costituire uno dei sviluppo di soluzioni su misura ad elevato valore tecnologico, fondamenti di un sistema produttivo moderno, rappresenti una caratteristica questa tipica dell’industria italiana. La candidatura risposta immediata e lungimirante per assicurare alle imprese può essere presentata tramite apposito form sulla pagina web di continuare ad essere operative anche in caso di una eventuale partnerfortherise.fanuc.eu. “seconda ondata” e di uno scenario di quarantena intermittente. I moderni robot consentono di proseguire nelle attività produttive La robotica collaborativa in modo anche non presidiato, con possibilità di monitoraggio I robot collaborativi della gamma FANUC CR possono e controllo da remoto, riducendo il rischio sanitario per gli lavorare fianco a fianco con gli operatori ed interagire senza il operatori. In particolare, i robot collaborativi offrono alle bisogno di dispositivi di sicurezza imprese diverse possibilità di esterni, aumentando velocità e qualità applicazione: sono versatili, delle linee produttive. La gamma facili da integrare nelle linee di cobot FANUC CR offre diverse produttive senza stravolgere capacità di carico, da 4 fino a 35 kg, i layout preesistenti, possono e sbracci anche estesi. La copertura affiancare i lavoratori in tutta morbida passiva, le funzioni di sicurezza sgravandoli dal dover arresto sicuro e respinta, la protezione compiere attività ripetitive anti-incastro e il doppio controllo di o faticose, sono equipaggiati sicurezza permettono a questi robot con le più innovative funzioni di condividere lo spazio di lavoro con di intelligenza artificiale. il personale senza bisogno di montare Consentono di attivare in alcuna barriera di protezione, né di modo rapido la riconversione limitare il raggio d’azione. “FANUC della produzione e si prestano supporta la graduale ripresa delle all’impiego in applicazioni attività produttive in Italia e si evolute come il montaggio su schiera al fianco delle imprese, con AGV (veicoli a guida autonoma), i propri macchinari e le proprie tipicamente usati nella logistica. competenze”, il commento di Marco Ghirardello, Managing Director di FANUC Italia. “Pensiamo Il programma “Partner of the rise” sicuramente alle aziende impegnate in prima linea contro il CovidSe questo è il momento giusto per pensare agli investimenti, 19, che possono incrementare la produzione di strumenti essenziali rimane però il problema della liquidità. L’industria manifatturiera al contenimento dell’epidemia, come ventilatori polmonari, è in sofferenza, e manca visibilità sull’andamento globale materiale sanitario protettivo e kit diagnostici, ma anche alle tante dell’economia così come sulla ripresa della domanda interna ed altre realtà industriali che oggi necessitano di un aiuto immediato. estera. Farsi trovare impreparati, però, sarebbe un errore fatale. Un contributo concreto che si inquadra nel nostro impegno Per questo motivo FANUC Italia, filiale del Gruppo giapponese quotidiano a generare un impatto positivo per il territorio leader mondiale di automazione di fabbrica, si conferma ancora e l’intera comunità di stakeholder. Mai come oggi il tessuto una volta partner d’eccezione della filiera manifatturiera italiana produttivo del nostro Paese è chiamato a uno sforzo comune, non mettendo a disposizione delle aziende la propria potenza di fuoco tecnologica a condizioni vantaggiose. Con il programma “Partner of solo per superare questa crisi, ma per porre le condizioni per una ripresa rapida e solida. Noi di FANUC Italia vogliamo essere tra i the rise”, FANUC concede infatti alle aziende l’utilizzo gratuito di protagonisti di questa sfida epocale, con le nostre competenze e le 10 robot collaborativi e 5 presse ROBOSHOT per lo stampaggio a nostre soluzioni”. iniezione elettrico (ideali per ottenere superfici di qualità nel settore M &A | MAGGIO 2020
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DOSSIER ROBOTICA Keld Thorsen, CEO di Life Science Robotics, con ROBERT®
ROBOTICA KUKA
RIABILITAZIONE ROBOTICA: RECUPERO DELLA MOBILITÀ ® GRAZIE A ROBERT E KUKA CON ROBERT, LA SOCIETÀ LIFE SCIENCE ROBOTICS (LSR) HA SVILUPPATO UN ROBOT PER MOBILITARE I PAZIENTI. SOPRATTUTTO IN TEMPI DI DISTANZIAMENTO SOCIALE, IL DISPOSITIVO MEDICO ROBOTIZZATO ROBERT PUÒ SUPPORTARE I FISIOTERAPISTI NEL LORO LAVORO. A TALE SCOPO VIENE UTILIZZATO IL ROBOT LEGGERO LBR MED DI KUKA
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Il dispositivo medico robotizzato ROBERT® supporta personale infermieristico e fisioterapisti nel loro lavoro. Gli assistenti tecnici possono essere utilizzati in particolare quando le persone devono mantenere la distanza gli uni dagli altri per impedire la diffusione del coronavirus. Dopo un intervento chirurgico o un ictus, spesso dal punto di vista medico è opportuno muovere intensamente e per un lungo periodo di tempo l’articolazione e i muscoli del paziente, per una migliore guarigione. Diversamente, possono verificarsi complicazioni, come le successive limitazioni del movimento. Per evitare questo, Life Science Robotics (LSR) di Aalborg, Danimarca ha sviluppato il robot di riabilitazione ROBERT®. “La domanda per il nostro prodotto è aumentata in modo significativo perché gli ospedali vorrebbero ridurre il contatto fisico diretto con i pazienti. Con la nostra soluzione, vogliamo aiutare a mobilitare i pazienti in modo più rapido ed efficiente, alleviando al contempo l’onere per i fisioterapisti”, afferma Keld Thorsen, CEO di Life Science Robotics, con sede ad Aalborg, in Danimarca. La società è stata fondata nel 2014 e ora impiega otto persone. Tutto è iniziato in Danimarca. Attualmente, Thorsen ha anche richieste dai principali gruppi ospedalieri tedeschi e da un ospedale universitario, dove ROBERT® è già stato processato per tre mesi. Questo prodotto medico, in cui l’LSR integra il robot leggero LBR Med di KUKA, è stato autorizzato dalla FDA per la vendita negli Stati Uniti dal marzo 2020 dalle autorità statunitensi della Food and Drug Administration (FDA). “Sempre più robot vengono integrati nei dispositivi medici. Siamo orgogliosi di aiutare a plasmare l’automazione nel settore medico”, afferma Axel Weber, vicepresidente dell’unità di business Medical Robotics di KUKA, il cui team ha contribuito a questa soluzione.
Mobilitare i pazienti più velocemente con i robot di riabilitazione Durante la crisi del Covid 19 è più importante che mai disporre di personale e letti ospedalieri sufficienti. “Fondamentalmente, con ROBERT® stiamo migliorando l’efficienza del sistema sanitario”, sottolinea Thorsen e aggiunge: “Più a lungo un paziente non è allenato a letto, più tempo impiega la riabilitazione e altre complicazioni come riduzioni muscolari e coaguli di sangue”. ROBERT lavora individualmente, in modo flessibile e molto preciso. Può eseguire esattamente gli stessi movimenti più e più volte, senza
interruzioni, fatica o limiti di tempo. L’infermiere/a collega il braccio robot, ad esempio, con la gamba del paziente. Basta premere il pulsante di avvio e ROBERT® solleva leggermente la gamba. Ora l’infermiere/a può eseguire manualmente i movimenti legati alla terapia. ROBERT® memorizza il movimento e poi lo esegue esattamente secondo le indicazioni, in modo automatico e ripetibile in base alle necessità. In caso di movimenti bruschi o per effetto di altre forze impreviste, l’apparecchio si ferma immediatamente per motivi di sicurezza. Esistono due modi per utilizzare ROBERT®: per l’allenamento attivo o l’allenamento passivo se il paziente è ancora troppo debole. Come parte dell’allenamento attivo, l’installazione richiede solo un massimo di cinque minuti. Successivamente, il paziente può allenarsi da solo finché è raccomandato, comprese le pause. Questo allevia il fisioterapista, che guadagna tempo e può occuparsi di altri pazienti. Inoltre, il paziente può essere mobilizzato più frequentemente, indipendentemente dal fatto che un terapista non sia attualmente disponibile o che non sia autorizzato ad avere un contatto intenso con i pazienti.
Test clinici in corso - primi robot di riabilitazione già in uso
Al fine di sviluppare una soluzione robotica competitiva che sia soprattutto adatta all’uso quotidiano, l’azienda sta lavorando a stretto contatto con l’Ospedale Universitario Odense e altri ospedali. Durante il processo di approvazione, LBR Med di KUKA aiuta molto. LBR Med è il perfetto assistente per diversi compiti nell’ambito sanitario. Il sensibile robot leggero a sette assi può essere integrato in modo facile e flessibile nei prodotti medicali per diverse attività mediche. I sensori sensibili, le ampie precauzioni di sicurezza, le superfici per un igiene ottimizzato e un controllo progettato per la collaborazione diretta con l’uomo fanno sì che il robot sia ideale per l’impiego nell’ingegneria medica. I costruttori di prodotti medicali possono inoltre sia sviluppare che omologare, in modo molto più rapido e semplice, prodotti basati sui componenti robotici, perché LBR Med è certificato in conformità allo Schema CB, riconosciuto a livello internazionale. ROBERT® è già in uso oggi in Danimarca e Germania. Tre ROBERT® stanno arrivando in Texas per sostenere negli ospedali di Houston. Life Science Robotics si concentra attualmente su nuovi aggiornamenti software. L’ultimo aggiornamento includeva effetti sonori per rendere l’allenamento ancora più semplice. In questo momento, l’obiettivo dell’azienda è un lancio e uno stabilimento di successo negli Stati Uniti e in Europa. M &A | MAGGIO 2020
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DOSSIER ROBOTICA MOBILE INDUSTRIAL ROBOTS
GLI AMR DI MOBILE INDUSTRIAL ROBOTS SONO COLLABORATIVI E PROGETTATI PER LAVORARE A FIANCO DEGLI ESSERI UMANI. FACILI DA PROGRAMMARE E DA INTEGRARE SENZA LA NECESSITÀ DI APPORTARE MODIFICHE AL LAYOUT DI FABBRICA
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IL RUOLO DELLA ROBOTICA MOBILE NELL’ERA
POST-COVID
Molti paesi stanno iniziando ad allentare le restrizioni alle attività sociali e commerciali imposte dal Coronavirus. Le organizzazioni di tutto il mondo stanno studiando come il loro business dovrà evolversi e cambiare in un mondo dove la crisi sanitaria si sta attenuando ma gli effetti economici della chiusura saranno presenti ancora per molto tempo.
Un cambiamento epocale Le industrie stanno affrontando in questo periodo una serie di problematiche generate dalla crisi COVID-19: riduzione del personale, obbligo di distanziamento dei lavoratori, i forti cali della domanda per alcuni prodotti e i picchi improvvisi per altri, e la grande necessità di generare efficienze di processo per aumentare
nuovamente la produttività riducendo il più possibile i costi. Tuttavia, questa situazione rappresenta anche un’opportunità unica per sfruttare i cambiamenti imposti al proprio business, e rivalutare e reingegnerizzare i processi operativi trovando nuovi valori chiave di efficienza per rimanere competitivi. La crisi del COVID-19 sta generando un mutamento epocale che riguarda tutti i flussi operativi nell’ambito industriale. Gli obiettivi del futuro immediato non saranno soltanto riferiti al cost-saving e allo snellimento dei processi, ma anche come ripensare tutti i meccanismi rendendoli più resilienti nel caso si dovessero verificare altri eventi come il COVID19. Una delle cose che questa pandemia ci ha Davide Boaglio, Area Sales insegnato è l’importanza di quanto sia necessario Manager Italia, Mobile essere sempre flessibili. Industrial Robots
Robotica collaborativa
Un MiR200 nello stabilimento di Barcellona di Johnson Controls-Hitach utilizzato per consegnare parti e materiali.
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L’implementazione di soluzioni robotiche collaborative sarà un fattore chiave per le aziende che vogliono intraprendere questa strada. Si prevede infatti che la crisi del COVID-19 porterà probabilmente a un aumento degli investimenti nei robot industriali e che il mercato globale raddoppierà nei prossimi cinque anni. In Europa, dove la presenza di robot è la più alta del mondo con una media di 114 unità ogni 10.000 dipendenti, la Federazione Internazionale della Robotica prevede che il numero di installazioni crescerà del 14% nei prossimi due anni, di cui circa
Tre MiR100 utilizzati per la logistica nello stabilimento FORD a Valencia, Spagna.
il 30% sarà costituito da robot collaborativi (o cobot). “I robot mobili autonomi (AMR) come quelli di Mobile Industrial Robots (MiR) – spiega Davide Boaglio, Area Sales Manager Italia, Mobile Industrial Robots - rappresentano una componente indispensabile di qualsiasi strategia di automazione e uno strumento molto efficace per ottimizzare
Norelem, da oltre 60 anni, è leader nella più ampia offerta mondiale di componenti normalizzati, articoli e soluzioni specifiche per l'officina. Con più di 60.000 articoli costantemente aggiornati, il nuovo catalogo “The Big Green Book”, disponibile in italiano, è un’opera unica nel suo genere e si può scaricare liberamente dal sito internet con tutte le librerie CAD, oppure richiedere una copia gratuitamente. Tacchella Claudio © www.tacchella.altervista.org
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e risparmiare tempo nei processi produttivi e intra logistici. Gli AMR sono collaborativi e progettati per lavorare a fianco degli esseri umani. Consentono l’automatizzazione di qualsiasi processo che richieda il trasporto sicuro di materiali o merci all’interno di un magazzino o tra un magazzino e un impianto di produzione. Facili da programmare e da integrare senza la necessità di apportare modifiche al layout di fabbrica. Già prima della crisi del COVID-19, i robot mobili di MiR stavano cambiando il concetto di intralogistica in molti scenari e settori diversi: fabbriche, magazzini, ospedali, laboratori farmaceutici. Le aziende sono attratte dalla crescente flessibilità e dalle molteplici applicazioni degli AMR”.In che modo i robot potranno consentire alle industrie di continuare la produzione mantenendo il livello di sicurezza tra i dipendenti? “Le mansioni un tempo assegnate al personale, quali trasferimento interno di merci, consegna documenti, e molto altro, - continua Davide Boaglio potranno ora essere assolte dai robot mobili riducendo così drasticamente i rischi di contatto e trasmissione del virus. Non solo: gli AMR possono anche fornire un aiuto alla carenza di personale produttivo e di magazzino dovuta alle restrizioni o al COVID-19. Questo problema è particolarmente presente in un certo numero di industrie, come il settore farmaceutico o il FMCG (Fast-Moving Consumer Goods), che devono far fronte a picchi massicci di domanda di determinati prodotti, con le loro risorse umane sature di lavoro. Nell’industria post-Covid, l’automazione non sarà più una scelta, ma una necessità”.
I prodotti Accud e Norelem sono distribuiti per l’Italia da: TECNOLOGIE PER L’INNOVAZIONE - INDUSTRIE 4.0
Fiere di Parma 29-31 Ottobre 2020
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DOSSIER ROBOTICA
MITSUBISHI ELECTRIC
LA FIGURA DEL ROBOT PROTAGONISTA DELL’ERA POST-COVID PER IL SUPERAMENTO DELLA CRISI
MELFA ASSISTA DI MITSUBISHI ELECTRIC, IL NUOVO ROBOT COLLABORATIVO CHE GARANTISCE LA COMPLETA COMPATIBILITÀ CON L’UOMO: UN ASSISTENTE IN GRADO DI INTERAGIRE CON L’OPERATORE IN TEMPI DI DISTANZIAMENTO FISICO
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La diffusione della pandemia Covid-19 ha portato ad una paralisi della catena di approvvigionamento su scala mondiale, un’interruzione della supply chain che ha comportato per molte aziende lo shortage di materie prime e semilavorati. Il conseguente lockdown ha limitato, e in molti casi negato, l’accesso agli stabilimenti produttivi, esonerando gli addetti ai lavori da ogni attività di produzione, in virtù del distanziamento sociale e della sicurezza sanitaria nazionale. Alle porte della riapertura, le dinamiche economiche e commerciali tra i Paesi saranno ancora fortemente limitate, dato che preoccupa le filiere più estese e l’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che ha dimezzato le sue previsioni di crescita per il 2020 all’1,5% rispetto al 2019, se il periodo di emergenza dovesse continuare. Le aziende devono pertanto essere pronte ad un periodo di forte ristrutturazione organizzativa per superare la crisi, che porterà a fenomeni di “insourcing” e ad un ciclo di riallocazione della forza lavoro, che vedrà protagonista la figura del robot.
Il ruolo della robotica La pandemia è stata il catalizzatore di un profondo cambiamento, un processo di automazione già cominciato per molte realtà del tessuto produttivo nazionale, che a breve comporterà una massiva evoluzione delle operazioni in chiave robotica. I robot aumentano la produttività e la competitività aziendale, ma soprattutto garantiscono la continuità delle operazioni industriali: uno studio del Center for Economics and Business Research ha rivelato che gli investimenti in sistemi robot hanno contribuito al 10% della crescita del PIL pro capite nei paesi OCSE tra il 1993 e il 2016. I robot alimentano i mercati trainanti per l’economia del Paese, come la meccanica, l’elettronica e il packaging e collaborano attivamente in ambito “life science”, uno dei settori chiave per la sanità. In questo periodo di emergenza, cicli di lavoro rapidi e operazioni sempre
più accurate hanno supportato la produzione di tamponi su larga scala, inoltre soluzioni robotiche sono state coinvolte anche in operazioni di diagnosi e screening di esami clinici, diminuendo drasticamente i tempi di risposta e consegna dei test di laboratorio. Il lavoro umano e le mansioni dei robot tendono ad integrarsi, consentendo al personale medico e sanitario di concentrarsi sui compiti più delicati e ad alto valore aggiunto, riducendo così molti rischi legati alla contaminazione. I robot stanno cambiando pelle, sono usciti dalle gabbie e, sempre più, sono utilizzati come strumenti “intelligenti”, assistenti in grado di interagire con l’operatore. In tale ottica Mitsubishi Electric garantisce un approccio collaborativo completo e ha presentato sul mercato il nuovo MELFA Assista, robot collaborativo che garantisce la completa compatibilità con l’uomo. Inoltre, i limiti del distanziamento sociale hanno evidenziato nuove esigenze produttive, che hanno generato un aumento della domanda di robot autonomi, in grado di lavorare anche in assenza di una supervisione costante da parte dell’operatore, spostando sempre più l’attenzione sull’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale e la formazione Algoritmi di A.I., grazie a strumenti di statistica avanzata, abilitano funzioni intelligenti che garantiscono al robot: adattabilità a condizioni dinamiche e ad ambienti destrutturati e autonomia dalle tradizionali operazioni di manutenzione reattiva. Un esempio tangibile di tale evoluzione è la funzione di manutenzione predittiva, abilitata dalla scheda “Melfa Smart Plus” di Mitsubishi Electric, dove l’intelligenza artificiale permette l’analisi dei dati cumulati dal robot, ricavando una forma d’onda caratteristica che fornisce un modello dinamico del sistema, un “digital twin” dal quale è possibile estrapolare il grado di consumo per tutte le parti soggette a degrado e prevedere potenziali guasti, prima che essi accadano. La maggiore consapevolezza dei dati e i trend digitali pervaderanno con più vigore il sistema produttivo, i robot saranno legati a tecnologie di cloud ed edge computing, per costruire fabbriche più integrate e sicure, assicurando un sistema di gestione della supply chain più resiliente per il futuro. Le conseguenze del Covid-19 introdurranno pertanto nuovi cambiamenti strutturali per la ricerca scientifica e il mercato del lavoro, che muteranno la domanda di know-how e competenze, in tale contesto risulta primario il ruolo della formazione. Sensibile alle necessità del nuovo mercato, Mitsubishi Electric ha promosso la nuova “AcadeMy”, un progetto che si articola in corsi di formazioni di carattere tecnico-scientifico, rivolti alle università e agli operatori del settore, atti a diffondere la nuova cultura aziendale nel tessuto professionale e didattico del Paese. M &A | MAGGIO 2020
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DOSSIER
OMRON
COBOT E PRODUZIONE FLESSIBILE: PMI PIÙ ALL’AVANGUARDIA? COME È POSSIBILE GESTIRE QUESTA CRISI AL MEGLIO? PER CONTRASTARLA È NECESSARIA UNA MAGGIORE AUTOMAZIONE. FLESSIBILITÀ, QUALITÀ E VELOCITÀ DI PRODUZIONE CONSENTONO ALLE AZIENDE DI RISPONDERE RAPIDAMENTE ALLE MUTEVOLI CONDIZIONI DEL MERCATO
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Per quanto riguarda il modo in cui i cobot potrebbero aiutare le imprese dopo la crisi, non esiste una risposta semplice o facile. I cobot possono ovviamente portare diversi benefici ai produttori, ad esempio consentendo una produzione molto più flessibile con linee di produzione che possono essere facilmente riconfigurate per soddisfare le mutevoli esigenze ed inoltre possono lavorare in sicurezza fianco a fianco con i colleghi umani, sollevandoli da compiti ripetitivi e stressanti, pensiamo al lavoro nei magazzini con i picchi di lavoro di questi giorni, per esempio. Prima della crisi le statistiche indicavano che molti paesi 64
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europei, come il Regno Unito e la Germania, saranno probabilmente soggetti a gravi carenze di manodopera nel corso dei prossimi dieci anni, specialmente in relazione agli specialisti tecnici. Allo stesso tempo, i cicli di vita dei prodotti stanno diventando più brevi. Nonostante ciò, le piccole e medie imprese (PMI) potrebbero essere riluttanti a investire in ulteriore automazione. Tuttavia, i robot collaborativi (cobot) sono facili da configurare e offrono una soluzione rapida e conveniente. Possono aumentare la flessibilità, la qualità e la velocità di produzione e consentire alle aziende di rispondere rapidamente
alle mutevoli condizioni del mercato. La serie TM di cobot di Omron rappresenta un ottimo esempio di questa versatilità. Se vogliono stare al passo con la mutevole situazione economica a livello internazionale, le piccole e medie imprese in Europa devono investire di più nell’automazione per motivi inerenti ai costi. Nel frattempo, le previsioni parlano di una crescente carenza di personale dovuta ai bassi tassi di nascita che ridurrà la forza lavoro disponibile in tutt’Europa. Per contrastare questo declino è necessaria una maggiore automazione.
I cobot offrono una maggiore flessibilità Tuttavia, la robotica industriale classica non sarà risolutiva in molte aree. Questa tecnologia richiede un investimento elevato ma non è sufficientemente flessibile per soddisfare le esigenze attuali e future. Le linee tradizionali sono progettate per la fabbricazione di un gran numero di prodotti, i cui cicli di vita stanno tuttavia diventando più brevi. Ad esempio, negli anni ‘70, il ciclo di vita medio di un veicolo era di otto anni. Oggi, i modelli di auto sono spesso sottoposti alle loro prime modifiche dopo soli due o tre anni. In quasi tutti i settori, gli intervalli tra gli sviluppi di nuovi prodotti sono più brevi e molti di loro devono rispondere alle nuove tendenze dopo un periodo di tempo relativamente breve. La produzione e l’automazione devono adattarsi a questo scenario e i cobot possono facilitare il lavoro. I cobot sono stati introdotti per la prima volta nel 2008 e rappresentano una categoria relativamente nuova di robot industriali. A differenza dei robot tradizionali, che devono essere separati dall’ambiente di lavoro degli esseri umani da una recinzione protettiva, i cobot sono stati sviluppati per lavorare in sicurezza con le persone. Inoltre, la programmazione di un’applicazione con questi “robot collaborativi” richiede meno tempo e denaro. Come se non bastasse, i cobot possono essere facilmente spostati da una posizione all’altra per lavorare su diverse attività, mentre i tradizionali robot industriali devono rimanere in un’unica
posizione e possono essere utilizzati solo per un’attività specifica all’interno della cella del robot. I cobot offrono quindi una maggiore flessibilità. Ciò comporta vantaggi significativi per i dipendenti, che non solo non devono più svolgere un lavoro monotono, fisicamente impegnativo o persino pericoloso, ma inoltre saranno supportati nelle attività di precisione e potranno concentrarsi sulle loro capacità principali.
I cobot sono intuitivi e versatili La serie di cobot di Omron TM mostra tutta la versatilità e la semplicità dei cobot odierni. Le diverse versioni sono adatte praticamente a qualsiasi ambiente, come il settore automobilistico e di semiconduttori, prodotti alimentari, imballaggi e cosmetica. Grazie alla programmazione basata su diagramma di flusso, a un’interfaccia utente HMI intuitiva e a semplici funzioni di guida manuale, non è richiesta alcuna conoscenza precedente in ambito di programmazione. Molte funzioni principali (ad esempio pattern, codici a barre e riconoscimento dei colori) consentono di implementare facilmente applicazioni di rilevamento, ispezione, misurazione e smistamento e, se necessario, adattarle ad altri requisiti. Con l’aiuto del sistema di riconoscimento del posizionamento tramite landmark di Omron, il cobot sa dove si trova e può essere allineato con un’altra macchina, senza ad esempio sforzi eccessivi o ricalibrazioni. Inoltre, i cobot possono muoversi in modo autonomo e lavorare ovunque sia necessario, poiché possono essere combinati con la serie LD di robot mobili Omron.
Dall’analisi delle esigenze al supporto Componenti aggiuntivi (come assi, pinze, sensori di forza, dispositivi di comunicazione o cacciaviti aggiuntivi) possono essere facilmente utilizzati dai cobot tramite un sistema plug-andplay. Tutto ciò rende più facile alle PMI fare il primo passo verso il settore della produzione flessibile del futuro.
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DOSSIER ROBOTICA TIESSE ROBOT
L’AZIENDA DI VISANO FA LA “DOPPIETTA” CON DUE INNOVATIVE ISOLE ROBOTIZZATE DI FINITURA E SBAVATURA PER COMPONENTI AUTOMOBILISTICI
L’AUTOMOTIVE
Foto 1 e 1a
VIAGGIA SUI… BINARI DI TIESSE ROBOT!
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Quando la creatività non è un optional, ma un “habitus”, che nel lavoro quotidiano del team di Tiesse Robot entra a portare idee originali e contributi innovativi per risolvere problemi complessi. L’azienda di Visano (Bs), leader nei processi d’automazione industriale, ha sposato fin dalla sua introduzione la filosofia della fabbrica 4.0, e i risultati si fanno vedere. Come nel caso di queste due applicazioni, che di seguito descriveremo, dedicate specificamente all’automotive: un mondo in continua trasformazione, dove proprio per rispondere ad una rapida evoluzione delle richieste provenienti dagli attori del comparto, Tiesse ha realizzato due interessanti isole robotizzate per altrettanti clienti fornitori di getti pressofusi per l’industria automobilistica tedesca.
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Prima isola di sbavatura Nel primo caso, la richiesta del cliente consisteva nel poter effettuare delle sbavature su un particolare, il quale presenta una serie di canalizzazioni interne dove le bave che nascono all’intersezione dei vari fori e canali, oltre alle bave presenti sulla linea di chiusura dello stampo, non possono essere rimosse tramite una semplice operazione di tranciatura. Si è dovuto quindi ricorrere all’utilizzo dei robot, in totale due Kawasaki RS7L–F60, ognuno dotato di due turbine pneumatiche (foto 1-1a) di cui una con compensazione unidirezionale, atta ad eseguire sia le sbavature nella parte interna del corpo, sia sulla parte esterna. Le difficoltà sono nate dagli ingombri veramente ridotti, per cui si è reso necessario uno studio molto approfondito e
l’effettuazione di test per individuare utensili più adatti allo scopo, che permettessero una operatività su almeno 600 pezzi prima di essere sostituiti. La programmazione dei robot è stata eseguita a blocchi, in modo da permettere all’operatore di attivare o disattivare la sbavatura di aree in funzione dell’usura dello stampo presente sulla pressa di stampaggio. L’operatore assolve fondamentalmente sull’isola il compito di scaricare i pezzi finiti e caricare i pezzi da processare su un sistema a pallet in accumulo, movimentati tramite un trasportatore a catena metallica che li porta all’interno di una cabina insonorizzata ove gli stessi saranno sollevati e centrati per garantire un posizionamento corretto (foto 2). Qui sono alloggiati i due robot, che devono eseguire il ciclo in 70 secondi, in modo che sia congruo con la produttività della stazione della pressa di stampaggio. L’isola è equipaggiata con un plc e con pannello operatore che colloquiano con un supervisore di area produttiva del cliente, così da poter trasmettere tutti i dati di produzione, eventuali fermi, statistiche di cambio utensili etc. La richiesta del cliente è stata anche quella di avere un’isola particolarmente compatta su monoblocco che potesse essere facilmente mossa e ricollocata in altre aree.
Seconda isola di sbavatura Un’ulteriore evoluzione di questo innovativo sistema di finitura robotizzato è stata compiuta con un secondo cliente ed ha riguardato l’esigenza di inserire, all’interno di un’isola che espletasse operazioni di sbavatura e finitura, anche delle operazioni di controllo dimensionale e di completezza del manufatto. Tali operazioni richiedono, secondo le specifiche del costruttore automobilistico, la verifica delle tolleranze di deformazione ed un controllo di qualità, dimensionale, oltre alla verifica di integrità di tutta una serie di componenti come pin di riferimento, profondità di fori, alette di raffreddamento non Foto 7 distorte. Questi controlli sono stati implementati anziché tramite dei sistemi meccanici tradizionali anche con l’utilizzo di un sistema di visione dotato di telecamera da 12 mega pixel, che ha permesso di effettuare le verifiche nelle tolleranze richieste di 0,1/0,2 mm. Il particolare è una piastra radiante su cui sono montati dei componenti elettronici dell’auto ed è processato all’interno di un’isola dove ancora due robot Kawasaki RS7L-F60 si dividono i compiti di controllo qualità e di rimozione delle bave residue, in modo tale da poter garantire il tempo ciclo 20 secondi. La parte che include sia il sistema di visione che funge da guida robot per la presa dei pezzi alimentati, sia lo speciale sistema di visione per il controllo di qualità dimensionale, Foto 10 è collocata all’interno di una cabina chiusa per
evitare che le operazioni di sbavatura del secondo robot, che generano delle polveri residue, possano influenzare l’efficienza globale del sistema. L’intera isola è montata su un basamento monoblocco mobile, che può essere facilmente ricollocato all’interno dell’area produttiva. Il ruolo dell’operatore è quello di alimentare i pezzi dell’isola tramite un trasportatore motorizzato, che porterà gli elementi sotto un Foto 2 sistema di visione TS Vision, il quale effettuerà il riconoscimento del codice e trasferirà al primo robot la posizione del pezzo per la presa (foto 10). Una volta prelevato il pezzo, il robot si sposta verso la stazione di verifica dimensionale di qualità ed esegue sette controlli orientando il pezzo in 7 posizioni così da verificare la presenza o meno di pioli necessari al montaggio del particolare, alla loro altezza, all’apertura di tutte le finestre, alla deformazione delle alette di raffreddamento e alla planarità del pezzo stesso, oltre che alla presenza di bave in determinati fori. Terminata questa procedura, il primo robot effettua su una attrezzatura dedicata dotata di pioli calibrati il controllo della profondità dei fori (foto 7) e, nel caso in cui in una di queste fasi si generasse uno scarto, il dato viene trasmesso al supervisore che memorizza le tipologie di materiale e il pezzo viene scaricato nello scivolo di gestione degli scarti. L’operazione precedente al trasferimento del pezzo tra primo e secondo robot, che avviene tramite tavola rotante a due stazioni, è la pressatura per rimozione di eventuali bavette residue nelle finestre asolate del pezzo. I particolari depositati sulla tavola rotante con rotazione di 180 gradi vengono portati al secondo robot fuori dalla cabina chiusa; il secondo robot preleva il pezzo ed esegue, tramite l’ausilio di utensili pneumatici dotati di spazzole di vario tipo metalliche e in fibra, la rimozione di bave residue sia sui fori presenti sui vari piani del pezzo, derivanti durante la fase di stampaggio dalle spine che nello stampo generano i fori stessi, sia in altre aree. Il secondo robot viene impiegato essenzialmente per le sole operazioni di finitura. L’evacuazione dei pezzi finiti avviene tramite l’utilizzo di un trasportatore motorizzato a nastro, che porterà i pezzi verso l’operatore dislocato nell’area di carico dei pezzi da processare. Questa soluzione proposta da Tiesse Robot ha permesso al cliente di ottenere delle operazioni di qualità, che non era possibile effettuare nelle attrezzature dedicate che già stava utilizzando ed anche di realizzarle con un tempo ciclo inferiore. Una riprova del binomio vincente, che sta alla base dell’ingegneria dell’azienda visanese, fra tecnologia progettuale ai massimi livelli e ricerca di soluzioni non convenzionali, ma che si traducono in performances di eccezionale efficacia. M &A | MAGGIO 2020
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DOSSIER ROBOTICA UNIVERSAL ROBOT
MANIFATTURA AI TEMPI DEL CORONA VIRUS, IL RUOLO DEI ROBOT
COLLABORATIVI
I COBOT SONO UNO STRUMENTO IMMEDIATAMENTE SPENDIBILE PER LE IMPRESE IN CRISI: FLESSIBILI, PRONTI ALL’USO, SEMPLICI DA INSTALLARE E UTILIZZARE
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La robotica, fin dalla sua nascita e massiccia diffusione in ambiente industriale, ha risposto principalmente a due esigenze: generare maggiore produttività (e profitto), migliorare le condizioni di lavoro degli operatori sollevandoli da operazioni pericolose, insalubri, scarsamente ergonomiche. La robotica collaborativa negli ultimi 15 anni ha risposto alle medesime esigenze offrendo alle imprese un’alternativa alla robotica tradizionale più economica, flessibile, con indici di redditività più elevati. La sfida rappresentata dal Coronavirus rimette questi due temi (produttività e sicurezza) prepotentemente al centro dell’agenda politica e industriale del Paese. La robotica saprà rispondere con la medesima efficienza anche a questo scenario, 68
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oltretutto caratterizzato da urgenza di risposte? Crediamo di sì.
Manteniamo le distanze, accorciamo il distacco I cobot sono strumenti flessibili e compatti e, grazie alle dimensioni ridotte, possono trovare posto – immediatamente – nelle linee produttive senza che si renda necessario modificare il layout. Questo permetterebbe a molte aziende di mantenere attiva la produzione gestendo in maniera sicura e razionale la forza lavoro, garantendone la sicurezza e mantenendo la giusta distanza fra gli operatori. Da un punto di vista strumentale la gamma e-Series di Universal Robots è una risposta immediata ai bisogni
delle aziende che hanno numerosi processi da automatizzare, in spazi ristretti e con immediatezza. I 4 robot collaborativi della serie “e” offrono payload e sbraccio progressivi – per venire incontro alle diverse esigenze di carico e operatività radiale - e sono in grado di automatizzare un elevato numero di applicazioni e processi. Sono dotati di 17 safety native che ne rendono possibile l’integrazione nei pressi dell’operatore (nell’80% dei casi e previa analisi del rischio) anche senza barriere perimetrali: un vantaggio indubbio per un’impresa in crisi di produzione, con forza lavoro scarsamente dispiegabile per motivi sanitari. Il lancio poche settimane fa dei kit applicativi amplifica ulteriormente le già note caratteristiche di immediatezza di integrazione e installazione che caratterizza i cobot. I kit sono dei set completi di strumenti hardware e software che rendono possibile l’immediato sviluppo di un’applicazione come packaging, machine tending, avvitatura, finitura superficiali, saldatura. L’azienda che acquista cobot e kit applicativo ha una soluzione chiavi in mano (pienamente testata e compatibile) pronta ad entrare in produzione. Con strumenti potenti – ma al tempo stesso flessibili e discreti come i cobot – molte realtà produttive hanno ridotto il distacco con la concorrenza, recuperato fette di mercato e produttività.
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Abbattere l’ostacolo economico I cobot sono uno strumento caratterizzato da costo contenuto e rapido ritorno d’investimento. Nonostante il limitato impegno economico che i cobot richiedono, alcune imprese - con budget ridotto, liquidità limitata e picchi stagionali di difficile gestione e previsione - possono stentare a procedere al loro acquisto. Per questo Universal Robots ha stretto una partnership strategica con DLL, provider finanziario operativo a livello globale e con una verticale specializzazione nell’automazione, per attivare servizi di leasing finanziario e locazione operativa dei cobot. Soluzioni chiavi in mano (nel canone mensile possono essere inclusi il cobot, gli accessori, servizi, manutenzione, formazione) che non incidono sui budget dell’azienda. Con un importo modesto (a partire da 500 euro al mese) è possibile mettere in produzione il cobot e godere della maggiore produttività prima ancora di averlo ripagato. È questa una delle diverse soluzioni anticicliche che UR propone alle aziende in crisi.
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DOSSIER ROBOTICA YASKAWA
PROGRAMMAZIONE A DISTANZA PER UNA PRODUTTIVITÀ ANCHE DA
REMOTO
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L’epidemia di Covid-19, unica reale pandemia nell’era della globalizzazione, ci ha spinti a mettere sotto esame le nostre abitudini nei vari settori, da quelle legate alla vita privata a quelle connesse con le pratiche produttive, alla ricerca di modi per conciliare sicurezza e produttività e per assicurare la reperibilità di merci scarse. In questo scenario, la robotica sta assumendo un nuovo ruolo come strumento per fornire risposte concrete contro l’emergenza sanitaria e sociale. Come la robotica può aiutare a combattere le pandemie e in generale le malattie infettive supportando il sistema sanitario è stato oggetto dello studio “Combating COVID-19—The role of robotics in managing public health and infectious diseases”, appena pubblicato sulla rivista scientifica Science Robotics, a firma dei massimi esperti internazionali. Tra gli esempi più evidenti vi sono l’assistenza clinica, 70
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I SOFTWARE DI PROGRAMMAZIONE OFFLINE CONSENTONO LA GESTIONE ANCHE A DISTANZA, COSÌ DA PERMETTERE L’OPERATIVITÀ ANCHE IN MODALITÀ SMART, COME NECESSARIO IN QUESTO PERIODO DI RIDOTTA ACCESSIBILITÀ DEI LUOGHI PRODUTTIVI la logistica e la sicurezza. Ma anche la Federazione Internazionale di Robotica ha iniziato a raccogliere idee, case study e best practice legate all’utilizzo della tecnologia in situazioni d’eccezione come la presente, a partire dalla salvaguardia della produzione locale, per ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali, in questo momento in forte difficoltà.
La gestione a distanza per robot integrati I robot possono infatti dare un rilevante contributo alla continuità del lavoro e al mantenimento delle funzioni sociali ed economiche in
situazioni di grave emergenza. Le soluzioni di robotica collaborativa mobile stanno ad esempio rivelandosi particolarmente utili per alleviare la carenza di risorse causata da improvvise malattie e misure di quarantena. Grazie alla loro flessibilità, le attuali tecnologie robotiche in generale si sono dimostrate estremamente efficaci nell’aumentare la produzione di merci scarse. Un esempio arriva dall’Inghilterra - dal Dorset in particolare- dove un sistema di saldatura robotizzata Yaskawa è stato fondamentale per rafforzare la produzione di apparecchiature destinate al NHS. Consegnato nella metà del tempo standard, il sistema ha permesso di aumentare notevolmente la produzione di mobili, attrezzature e accessori medici utilizzati dal sistema sanitario nazionale, in tempi ridottissimi e nonostante le evidenti problematiche connesse alla ridotta presenza in sede del personale. A parte casi estremi come questo, per rendere possibile un impiego d’emergenza delle soluzioni di robotica già presenti negli impianti produttivi è stato e continuerà ad essere fondamentale che i robot siano integrati in una rete di fabbrica aperta all’accesso remoto e dotati di tool che ne rendano possibile la gestione anche a distanza, così da permettere l’operatività anche in modalità smart, come necessario in questo periodo di ridotta accessibilità dei luoghi produttivi. MotoSim VRC, il software di programmazione offline con simulazione 3D per i robot Motoman di Yaskawa, si è rivelato
AF_MECSPE_meccanica&automazione_230x130 mm_IT.pdf
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particolarmente utile a rispondere a questa esigenza. Prestandosi in modo efficace ad attività di programmazione a distanza, ha infatti permesso di contribuire alla produttività anche da remoto. MotoSim VRC permette la programmazione offline di sistemi complessi, offrendo funzioni di controllo avanzato e di simulazione che oltre ai robot riguardano anche le loro periferiche, come gantry, slitte e posizionatori. Può essere dunque utilizzato per ottimizzare il posizionamento di robot e apparecchiature, nonché per eseguire il rilevamento di collisioni e realizzare modelli e calcoli di cicli, senza la necessità di intervenire direttamente sui robot durante la fase di progettazione. Tutto ciò rende MotoSim VRC un importante strumento per aumentare la produttività riducendo al minimo i tempi di fermo, setup e commissioning.MotoSim utilizza lo stesso modello cinematico del controllo robot ed il linguaggio INFORM. In questo modo permette di creare i job offline e predisporre le attività di programmazione anche a distanza, garantendo la sicurezza dell’operatore grazie alla programmazione tramite PC. Proprio per agevolare le aziende interessate al suo utilizzo in questo momento di ripresa a regime ridotto, Yaskawa ha deciso di estendere la durata del periodo di test gratuito del software dai precedenti 14 fino a 90 giorni. Per scaricarlo è sufficiente far riferimento alla pagina https:// www.yaskawa.it/it/prodotti/robotica/software/portale-download/ e in “Download Area” cliccare “Offline Simulation Software”.
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SPECIALE
wearable TECNOLOG IA WEARAB LE
NUOVI DISPOSITIVI
PER L’INTERAZIONE UOMO-MACCHINA: ESIGENZE E APPLICAZIONI
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L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA È CARATTERIZZATA DA UN SEMPRE CRESCENTE LIVELLO DI COMPLESSITÀ, PRINCIPALMENTE A CAUSA DELLA RAPIDA FLUTTUAZIONE DELLA DOMANDA, DELLA RICHIESTA DI PRODOTTI ALTAMENTE PERSONALIZZATI E DELLA NECESSITÀ DI RIDURRE IL TIME-TO-MARKET. COME LA TECNOLOGIA WEARABLE PUÒ ESSERE UTILIZZATA EFFICACEMENTE IN QUESTO CONTESTO COMPLESSO? Di Andrea Forni e Mauro Mazzolini
A
l fine di affrontare adeguatamente la competizione nel mercato globalizzato, i sistemi di produzione devono consentire un’efficace integrazione con la catena del valore aziendale, nonché con la filiera di approvvigionamento, perseguendo la massimizzazione dell’efficienza e della qualità di processo e prodotto, soddisfacendo al contempo le esigenze economiche e normative. Inoltre, l’obiettivo di generare prodotti ecologici che incidono correttamente sulla loro impronta ambientale completa l’insieme delle caratteristiche dei moderni sistemi di produzione eco-compatibili. In questo particolare contesto, la gestione della produzione è una delle risorse più importanti per raggiungere gli obiettivi aziendali in termini di tempo al fine di rispettare le date di consegna; di qualità al fine di mantenere la competitività nel mercato globale; di servizio al fine di fornire il prodotto giusto al momento giusto, in base alle esigenze del cliente. Per affrontare queste sfide impegnative è oggigiorno obbligatorio concentrarsi sul valore e sulle azioni che aggiungono valore ai prodotti, come fortemente promosso dai principi di Lean Production, ampiamente riconosciuto come uno dei metodi di gestione della produzione più efficaci. Secondo questo approccio, la gestione delle persone che lavorano in fabbrica è uno dei punti chiave. Gli operatori devono lavorare in sicurezza, seguendo una procedura chiara e semplice supportata da efficienti flussi di informazioni al fine di concentrare i loro sforzi su attività che aggiungono valore al prodotto e non perdere tempo svolgendo mansioni non utili. Oltre a tutto questo, l’alto livello tecnologico degli attuali sistemi di produzione, supportato dal percorso di digitalizzazione intrapreso dalle aziende moderne, abilita la generazione continua di dati e informazioni. Tali informazioni devono essere dirette alle persone giuste per consentire procedure di produzione efficienti e ottimizzazione dei tempi. Gli operatori di fabbrica cercano le informazioni necessarie per supervisionare le operazioni dei sistemi di produzione in autonomia, controllando visivamente le diverse macchine e sistemi automatici al fine di verificare cosa stia realmente accadendo. Si fa riferimento per esempio alla rilevazione di allarmi, di avvisi, di particolari stati macchina, dello stato di avanzamento della produzione e qualsiasi altra informazione richieda un’azione specifica da parte dell’operatore. Vi è quindi la forte necessità di un punto di raccolta unico in tempo reale in cui i lavoratori possano accedere a tutte le informazioni importanti, necessarie al fine di organizzare il proprio lavoro in base a ciò che sta realmente accadendo in fabbrica. Al fine di rispondere a questa specifica esigenza, la tecnologia wearable è abilitante per generare prodotti indossabili dagli operatori umani con l’obiettivo di migliorare il livello di sicurezza, la collaborazione e l’interazione uomo-macchina. Con la parola “macchina” si intendono non solo i sistemi di produzione automatici ma qualsiasi altro sistema o dispositivo autonomo che possiede un’intelligenza di bordo. In particolare, la macchina o il sistema autonomo possono sfruttare un dispositivo wearable per comunicare al lavoratore informazioni relative allo stato di avanzamento della produzione, allarmi che possono M &A | MAGGIO 2020
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TECNOLOGIA WEARABLE
sorgere o eventi specifici che richiedono l’intervento dell’operatore sulla macchina o sul sistema autonomo interessato. Inoltre, il dispositivo può essere utilizzato per segnalare particolari luoghi o situazioni di pericolo, in caso di mancanza di adeguate condizioni di sicurezza. In questo modo, il lavoratore può svolgere liberamente attività a valore aggiunto senza la necessità di mantenere un costante controllo visivo sulla macchina durante le sue normali condizioni operative, consentendo un migliore impiego della risorsa umana e riducendo il tempo tra il verificarsi dell’evento e l’intervento risolutivo necessario. Il dispositivo wearable, attraverso semplici interfacce grafiche, consente di standardizzare il modo in cui le informazioni necessarie vengono presentate al lavoratore diventando un ideale raccoglitore di informazioni di facile accesso. Infatti, la maggior parte delle informazioni e delle notifiche fornite attraverso il dispositivo sono oggi già disponibili all’interno dei sistemi di controllo e delle interfacce uomo-macchina. Dipende quindi dall’abilità ed esperienza dell’operatore umano la capacità di cercare dove le informazioni richieste sono state pubblicate e di interpretarle correttamente a seconda di come sono presentate. Il dispositivo wearable permette invece all’operatore di ricevere direttamente sul polso la notifica relativa all’informazione a lui indirizzata nel modo migliore per essere consumata. La principale innovazione introdotta è quindi quella di consentire l’interazione uomo-macchina utilizzando componenti indossabili wireless adatti per lavorare in ambiente industriale. Queste tecnologie non devono essere confuse con quelle utilizzate per i comuni smartwatch, progettati per il consumo di massa. L’approccio utilizzato nella progettazione dei dispositivi wearable di fabbrica si basa su concetti completamente diversi. I comuni smartwatch risultano inadeguati per risolvere le esigenze sopra riportate in quanto sono composti da dispositivi complessi quali touchscreen, GPS, accelerometri e altri sensori. Questi dispositivi non sono necessari nell’applicazione considerata e aumentano il prezzo e la complessità del prodotto finale. Inoltre, gli smartwatch sono progettati per il consumo di massa, di conseguenza, non sono adeguati all’utilizzo in di fabbrica, non possiedono il livello di sicurezza e robustezza necessari negli ambienti critici e il loro deterioramento è più veloce di quanto richiesto dagli standard industriali. Infine, gli smartwatch possiedono molte funzionalità, abilitate dai marketplace di applicazioni dei diversi marchi commerciali, che rischiano di confondere o attirare l’attenzione del lavoratore su informazioni o attività non utili. Il dispositivo 74
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wearable per la fabbrica deve invece essere un oggetto specificatamente progettato per l’utilizzo in fabbrica, costituito da materiali robusti e adatti a lavorare in contatto con la persona in ambienti critici, rispettando gli stringenti requisiti di sicurezza. Inoltre, deve presentare un’interfaccia semplice e intuitiva in modo da fornire le informazioni in maniera rapida, chiara e non interpretabile. Numerose sono le applicazioni che possono trarre beneficio dall’utilizzo dei dispositivi wearable descritti. La prima di queste riguarda l’aumento del livello di sicurezza aziendale. Chi frequenta gli ambienti di fabbrica sa che sono presenti molti segnali, indicatori luminosi, suoni, cartelli appesi alle pareti al fine di preservare le condizioni di sicurezza dei lavoratori. È tuttavia ulteriormente noto che il rumore, la distrazione, l’abitudine a svolgere mansioni in modalità non sicura, sono spesso cause di situazioni pericolose per i lavoratori. La possibilità di notificare la presenza di eventi, situazioni, zone pericolose direttamente sul polso del lavoratore, rappresenta una nuova frontiera per la comunicazione dei segnali di sicurezza che permette di attirare l’attenzione del lavoratore in modo più diretto. Di seguito alcuni casi rappresentativi di possibili situazioni in cui il dispositivo wearable potrebbe supportare l’operatore in una situazione di pericolo. • Segnali che avvisano l’operatore in merito allo stato pericoloso della macchina, per esempio l’accensione di un raggio laser, il movimento di un organo meccanico pericoloso o l’avvio di un particolare processo chimico. • Segnali che avvisano l’operatore quando entra in una zona pericolosa, per esempio causata da robot in movimento in condizione non collaborativa, zone caratterizzate da alte temperature o dalla presenza di prodotti chimici diffusi nell’aria. • Segnali che avvisano l’operatore della necessità di utilizzare dispositivi di protezione individuale, per esempio guanti, occhiali o tappi per le orecchie. • Segnali che avvisano l’operatore dell’alta densità di personale presente in una determinata zona della fabbrica e quindi del pericolo di potenziali assembramenti di persone, utile in questo periodo di emergenza sanitaria.
Un secondo campo applicativo aumentare il livello di coordinamento tra i lavoratori e i flussi è rappresentato dalla possibilità produttivi. Si pensi ad applicazioni nel sistema intra-logistico di di monitorare costantemente fabbrica in cui il magazziniere può essere chiamato, attraverso il lo stato delle macchine. dispositivo wearable, al gate corretto dove un pallet è pronto per Al giorno d’oggi i sistemi essere caricato o scaricato. Oppure alla possibilità di interagire automatici e autonomi stanno direttamente con sensori, esistono infatti applicazioni in cui sempre più sostituendo le l’operatore deve conoscere lo stato di un sensore per completare macchine manuali nelle alcune operazioni, ma queste informazioni si trovano in un luogo fabbriche, aumentando la non facilmente raggiungibile. La possibilità di avere le informazioni sicurezza e la produttività. Queste macchine non necessitano della del sensore direttamente sul polso dell’operatore consente di costante attenzione da parte dell’operatore, la quale è richiesta solo terminare l’operazione in un tempo più breve e in modo più comodo. in particolari fasi: avviamento, arresto, caricamento, situazioni di Dispositivi wearable per utilizzo nell’ambiente di fabbrica sono quindi allarme, ecc. Pertanto, il lavoratore ha la possibilità di monitorare più oggi disponibili e possono veramente aiutare gli operatori a migliorare macchine contemporaneamente e quando una di queste necessita del le proprie condizioni di lavoro, massimizzandone le performance e suo intervento, normalmente viene emesso un segnale per attirarne valorizzandone il contributo. Anche l’introduzione di questa tecnologia l’attenzione. Potrebbe essere un segnale acustico, l’accensione di una non può infatti prescindere dalla centralità della persona che rimane il valore lampada della colonnina luminosa, un messaggio sullo schermo di un principale di ogni azienda e la risorsa primaria per vincere le sfide sempre PC o altro. Come già accennato, l’impegno dell’operatore in altre più complesse della produzione industriale di oggi e del futuro. mansioni, il rumore, la distrazione, l’abitudine spesso determinano un lasso temporale ampio tra l’emissione dei segnali e la reazione dell’operatore. La possibilità di avere al polso un collettore di questo articolo sono Andrea Forni e Mauro Mazzolini, cofondatori di J&W, di questi segnali, mostrati in modo semplice e una startup innovativa nata nel 2018 con l’idea sviluppare prodotti wearable strutturato per macchina, rappresenta un supporto per utilizzo in ambienti industriali. Willie è il primo dispositivo wearable messo efficiente per il lavoratore, che può organizzare e sul mercato. Si tratta di un braccialetto composto da 18 led che possono gestire il proprio lavoro in modo più ordinato ed essere configurati a piacere per segnalare eventi importanti per gli operatori efficace. di fabbrica. I braccialetti sono progettati specificatamente per la fabbrica, I concetti sopra riportati per le macchine con materiali robusti e anallergici e sono pertanto utilizzabili in sicurezza in automatiche e autonome possono essere estesi qualsiasi ambiente produttivo. anche ai processi industriali in cui i diversi Per ulteriori approfondimenti: www.jay2you.com – info@jay2you.com sottosistemi possono essere considerati come Mauro Mazzolini https://www.linkedin.com/in/mauro-mazzolini macchine e quindi soggetti alle stesse richieste Andrea Forni https://www.linkedin.com/in/andrea-forni-16446140 di intervento. Se si considera l’impianto globale, sono possibili altri usi del dispositivo wearable, in effetti un processo può essere visto come la somma di più fasi che necessitano di diversi interventi. La dotazione di un dispositivo wearable permette all’operatore, anche in questo caso, di seguire lo sviluppo del processo dal polso, mentre è impegnato in altre mansioni. Il contesto industriale presenta diverse ulteriori possibili applicazioni di utilizzo dei dispositivi wearable, talvolta immaginabili solo negli specifici contesti della singola azienda con l’obiettivo di
GLI AUTORI
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NUOVA DATA 17-18-19 SETTEMBRE 2020
CENTRO FIERA - MONTICHIARI (BRESCIA) - ITALIA FIERA DELLE LAVORAZIONI E TECNOLOGIE DEI METALLI
SETTORI MERCEOLOGICI DELL’EVENTO - Macchine utensili - Utensili - Automazione e robot industriali - Macchine e impianti per fusione e pressofusione - Macchine e impianti per trattamenti e finiture - Materiali
- Metrologia - Presse - Impianti ausiliari - Sistemi CAD, CAM, CAE e PLM - Lavorazioni meccaniche - Trattamenti e finiture
- Stampi ed attrezzature - Assemblaggio e montaggio - Prototipazione - Servizi per l’azienda - Automotive - Area 4.0 servizi
La 4° edizione di Fabbrica in Fiera cambia veste e presenta:
LA MANUTENZIONE PREDITTIVA Tecnologie abilitanti Strumenti - Piattaforme Formazione Consulenza Servizi
Area Microimprese Incoming Buyer Esteri Business Lounge Area Convegni Concorso IIR
i ntelligent automation - i ntelligent solution
Nuova area FANUC in BIE 2020
TOP
FOCUS ON M I T S U B I S H I M AT E R I A L S
La serie iMX: un innovativo sistema di fissaggio prodotto con una cura artigianale
a cura della redazione
FOCUS ON
Un coraggio
ALL’AVANGUARDIA
APPOSITAMENTE PROGETTATA DA MITSUBISHI MATERIALS PER SODDISFARE LA CRESCENTE DOMANDA DI VERSATILITÀ DA PARTE DEI CLIENTI, LA SERIE IMX È UN SISTEMA RIVOLUZIONARIO DI FRESE CHE COMBINA I VANTAGGI DEL METALLO DURO INTEGRALE E QUELLI DELLE FRESE CON INSERTI INTERCAMBIABILI. È COSÌ POSSIBILE OTTENERE GRANDI VANTAGGI IN TERMINI DI PERFORMANCE OLTRE AD UN RISPARMIO ECCEZIONALE, IN PARTICOLARE IN APPLICAZIONI CON SBALZI ELEVATI. IL COSTO DELLE FRESE IN METALLO DURO MOLTO LUNGHE È INFATTI RESO VANO DALL’USO DELLE TESTINE INTERCAMBIABILI. OLTRE A PERMETTERE LA RIDUZIONE DELLE GIACENZE DI MAGAZZINO, L’INTERCAMBIABILITÀ COMPORTA ANCHE UNA RIDUZIONE DEI TEMPI DI SOSTITUZIONE DELLA PARTE TAGLIENTE, DAL MOMENTO CHE LA TESTINA PUÒ ESSERE FACILMENTE SOSTITUITA ANZICHÉ ESSERE SMONTATA DA UN MANDRINO OPPURE DAL PORTAUTENSILI A CALETTAMENTO COME ACCADE PER LE FRESE INTEGRALI
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li utensili con una testina in metallo duro che si innesta su di uno stelo in metallo duro sono solitamente costruiti con una parte dello stelo composta da metallo duro saldobrasata su uno stelo di acciaio. Tale metodo presenta un punto debole nella giunzione rispetto ad uno stelo in metallo duro integrale. Caratteristica peculiare della iMX è il doppio contatto tra testina in metallo duro e stelo, che garantisce sicurezza e rigidità quasi paragonabili a quelle di una fresa integrale. Ciò è possibile poiché il cono posteriore e le superfici di bloccaggio frontale della testina e dello stelo sono entrambi in metallo duro e solo la parte filettata è in acciaio. I vantaggi di questo metodo di bloccaggio, preciso e sicuro rispetto al convenzionale metodo acciaio su metallo duro, sono maggiore efficienza, grazie alla possibilità di poter adottare parametri di taglio più elevati,
precisione migliorata, e, fattore principale, un’affidabilità eccellente. Gli ingegneri Mitsubishi Materials hanno ritenuto che la giunzione a doppio contatto fra le parti in metallo duro fosse un elemento essenziale per garantire questi benefici: la sua realizzazione ha richiesto tuttavia una tecnologia completamente nuova. Queste le parole di uno dei tecnici che hanno preso parte al processo di ideazione e sviluppo di questa innovativa serie: “L’idea alla base dello sviluppo iniziale era unire i vantaggi di frese integrali e frese a testina intercambiabili, per soddisfare in maniera ancora migliore le esigenze del cliente” spiega Takayuki Azegami. “Il meccanismo di fissaggio originale sosteneva la testina soltanto grazie al contatto con la superficie conica, soluzione che non garantiva la resistenza e la rigidità necessarie. In seguito a un lungo processo per tentativi, siamo giunti alla conclusione che utilizzando un doppio contatto delle parti di metallo duro per il meccanismo
di fissaggio si sarebbero migliorate notevolmente le prestazioni.” Scoprendo che i filetti della vite in metallo duro tendevano a rompersi durante il serraggio, era chiaro che sarebbe stato necessario sviluppare una tecnologia che permettesse di inserire viti in acciaio nel metallo duro: il doppio contatto applicato alla serie iMX è stato ottenuto agevolando le proprietà di deformazione elastica delle parti coniche per creare un solido contatto tra la superficie anteriore della testina e lo stelo. Tuttavia, sebbene sia durissimo, il metallo duro è al contempo anche fragile, possedendo una capacità di deformazione elastica estremamente ridotta; esiste dunque un’elevata possibilità che lo stelo possa rompersi quando la testina viene serrata. Per risolvere questo problema il team Mitsubishi Materials ha utilizzato un metallo duro con un grado di durezza maggiore. Durante la realizzazione di un prototipo dello stelo, la sua superficie anteriore è stata rettificata gradualmente con
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incrementi di 1 μm per trovare la tolleranza perfetta. Dopo la finitura dello stelo è stato condotto un esperimento di fissaggio, che ha confermato che la deformazione elastica permetteva al diametro esterno dello stelo di aumentare di pochi μm nello stato di doppio contatto. La produzione in massa del meccanismo di fissaggio con doppio contatto ha richiesto lo sviluppo di una nuova tecnologia che permettesse di impostare le rigorose tolleranze dimensionali necessarie, aspetto che allora era ritenuto impossibile da realizzare su larga scala. “È stato un processo per tentativi,” conclude Azegami, “Abbiamo selezionato diversi materiali per le parti in acciaio e metallo duro, e abbiamo condotto numerosi test sulle giunzioni e sulla trazione su centinaia di unità prima di riuscire a ottenere la resistenza richiesta. È stata una bellissima sensazione quando l’operatore addetto ai test ha finalmente approvato le prestazioni del prodotto”.
Qualità Made in Japan, fantasia Made in Italy La vasta gamma di testine intercambiabili della serie iMX assicura maggiori 80
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prestazioni su un’ampia varietà di applicazioni: dalla lavorazione di leghe di titanio e resistenti al calore (HRSA), alla fresatura ad alta prestazione di acciai inossidabili, acciai al carbonio, acciai legati e acciai temprati. Questa versatilità è resa possibile non solo dal sistema di bloccaggio resistente e affidabile, ma anche dal grado di metallo duro rivestito Smart Miracle EP7020. Lo strato di metallo duro ad elevata tenacità e resistenza possiede un innovativo rivestimento (Al, Cr)N Smart Miracle, che può garantire una resistenza all’usura significativamente incrementata rispetto ai rivestimenti convenzionali. La superficie del rivestimento è inoltre sottoposta a un trattamento di lucidatura, che comporta migliorie delle superfici lavorate riducendo la resistenza al taglio e migliorando l’evacuazione dei trucioli. Questo rivestimento di nuova generazione garantisce prestazioni e vita utensile ottimali, specialmente quando si lavorano acciai inossidabili e altri materiali difficili da tagliare. La versatilità dell’iMX, originata con lo sviluppo nei sofisticati centri R&D nipponici, trova vasta applicazione
anche nel mondo dell’utensile speciale “Made in Italy”. Giancarlo Dossena, Manager del Dipartimento di Project Engineering di MMC Italia, afferma: “Siamo da sempre impegnati nello studio e sviluppo di utensili dedicati alle esigenze del cliente. Per definire strategie mirate all’ottimizzazione delle tempistiche, sia in fase di richiesta di offerta che di produzione, il nostro team di esperti è in costante collaborazione con lo stabilimento produttivo Mitsubishi Materials sito a Valencia, Spagna.” A suo parere, l’utilizzo del metallo duro originale Mitsubishi e le relative tecnologie produttive sviluppate dalla casa madre giapponese sono l’elemento chiave su cui puntare per fornire al cliente lo standard qualitativo che il mercato si aspetta da un leader di settore quale Mitsubishi Materials. Il controllo finale da parte del team dell’Inspection Department presso la sede milanese garantisce infine il rispetto delle procedure qualitative interne proprie di MMC. Grazie alla varietà di applicazioni delle testine intercambiabili, la serie iMX è diventata standard di lavorazione in pressochè tutti i settori industriali serviti
da Mitsubishi, e come già accennato è particolarmente indicata nella lavorazione di materiali tipo “superleghe” e nel settore automotive. Per approfondire le innovative soluzioni elaborate a partire da questa famiglia di frese, il sig. Dossena illustra due progetti recentemente realizzati dal team di Project Engineering italiano: “Uno dei progetti più interessanti che abbiamo sviluppato riguarda l’ideazione di una fresa sagomata per lavorazione cave sagomate su acciaio 18NiCrMo7 HRc 34. Con lo scopo di ridurre l’innesco di vibrazioni è stato utilizzato un adattatore cilindrico in metallo duro, portando così alla sostituzione di un vecchio progetto in HSS con il quale il cliente stava lavorando da anni. La lavorazione è avvenuta in ciclo quadro, con asportazione di sovrametallo di circa 1.5 mm.” Nonostante la lavorazione sia stata eseguita su macchine utensili “datate” e con scarsa rigidità, con parametri di lavoro non ottimali per il metallo duro, l’utilizzo delle testine iMX speciali ha prodotto benefici tali in termini di produttività e di risparmio economico, per cui, dopo la prima serie di campionatura limitata ad un solo profilo, il cliente ha completamente rinnovato il parco frese speciali, composto da quattro tipologie di profili. A seguire, anche un’azienda partner del cliente citato ha provveduto a sua volta alla sostituzione di tutte le frese speciali saldobrasate per una lavorazione simile. La seconda sfida affrontata dal team italiano ha riguardato la realizzazione di una fresa speciale sferica, impiegata nella semi-finitura e finitura alloggiamento sfere su acciaio 42CrMnMo7 bonificato. Questa lavorazione ha previsto l’utilizzo di un mandrino a calettamento termico HSK50 con prolunga standard iMX in acciaio, con doppia passata di finitura (la seconda a vuoto). Il risultato è stato un notevole incremento della vita utensile grazie alla riduzione delle vibrazioni, ed una riduzione del numero di utensili utilizzati determinato dall’incremento della vita del filo tagliente. Conclude il sig. Dossena: “Il metallo duro originale Mitsubishi, le moderne ed innovative tecnologie di ricopertura PVD e di superfinitura della superfice di taglio,
unite alla elevata capacità produttiva delle macchine affilatrici a disposizione, fanno delle testine iMX speciali il prodotto ideale ogni qualvolta si richieda estrema precisione e tempi ridotti di setup, oltre ad una qualità pari al prodotto standard.”
Uno sviluppo continuo La serie è stata recentemente estesa con l’aggiunta di due nuove geometrie di testina semisferica e di due nuovi gradi di metallo duro, EP8110 ed EP8120. Questi nuovi gradi, appositamente concepiti per applicazioni su acciaio temprato, dispongono di un nuovo rivestimento multistrato che vanta una superiore adesione al substrato. In questo modo si ottiene la migliore resistenza all’usura necessaria per la lavorazione dei materiali più duri. Le due nuove geometrie iMXB3FV e iMX-B2S completano la serie
con testine semisferiche rispettivamente a 3 e 2 taglienti. La tipologia a 3 taglienti sfrutta una geometria sferica con elica a forte torsione, resistente alla scheggiatura, e un bloccaggio sulla parte conica posteriore che la rende idonea a lavorazioni stabili anche in applicazioni di spallamento profonde. La testina a 2 taglienti presenta invece una geometria sferica con un basso angolo di elica, che la rende perfetta per la finitura di acciai temprati fino a 65 HRC. Mitsubishi Materials si pone l’obiettivo di continuare a sviluppare tecnologie di fabbricazione di precisione per soddisfare le necessità dei clienti con prodotti di alta tecnologia. Oltre a garantire una riduzione dei costi di lavorazione e di magazzino, l’utilizzo degli utensili prodotti dagli artigiani nipponici assicura ai clienti affidabilità, efficienza ed alta precisione.
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IN FABBRICA
NUOVE OPPORTUNITÀ DI CRESCITA
PER L’ESTRUSIONE DELLA PLASTICA
LA TENDENZA A LIMITARE L’USO DELLA PLASTICA È BILANCIATA DA RICICLO E ALLEGGERIMENTO, CONCETTI CHE FORNISCONO NUOVO IMPULSO ALLA PRODUZIONE DI MACCHINARI. QUESTI RICHIEDONO COMPONENTI ALL’AVANGUARDIA PER ESSERE EFFICIENTI: IN PARTICOLARE NEL SEGMENTO DELL’ESTRUSIONE, PROCESSO DI TRASFORMAZIONE ECONOMICAMENTE CONVENIENTE, È FONDAMENTALE TENER CONTO DI MATERIALI, COMPONENTI E ATTREZZATURE DI SUPPORTO PER OTTIMIZZARE PRESTAZIONI E QUALITÀ DEI PRODOTTI
L
a tendenza a limitare l’uso della plastica in alcuni settori ha inevitabilmente influenzato l’andamento del mercato delle macchine destinate alla produzione di oggetti in questo materiale. Ma nuove opportunità di crescita per il settore arrivano dall’economia circolare e dalla lotta alle emissioni inquinanti. Sebbene lo sviluppo del settore abbia conosciuto un rallentamento negli ultimi due anni, questo si è verificato dopo un 82
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Di Stefano Vinto lungo periodo di crescita, durante il quale il comparto si è rafforzato consentendo alle imprese di investire nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie. L’attualissimo tema della circular economy rappresenta per l’intero comparto un’opportunità per un notevole sviluppo, a condizione che le industrie propongano impianti in chiave Industry 4.0, con cicli produttivi improntati al risparmio energetico e capacità di riprocessare materie plastiche riciclate.
Macchinari che richiederanno una componentistica all’avanguardia. Lo sa bene R+W Italia, che già ha in catalogo prodotti capaci di rispondere alle esigenze delle aziende produttrici. i macchinari per il riciclaggio della plastica possono infatti raggiungere la massima efficienza se dotati di dispositivi all’avanguardia come limitatori di coppia capaci di prevenire i fermi macchina entrando in funzione nel momento in cui un sovraccarico di lavoro dovesse bloccare
Figura 1. Schema funzionale di un impianto di estrusione plastica.
l’impianto. Senza i limitatori di coppia il rischio di registrare guasti o rotture è molto elevato; incidenti simili possono fermare l’intera produzione e inficiare la competitività dell’azienda. Anche le emissioni zero per le auto possono essere una chance: i limiti sempre più stringenti alle emissioni di ossidi di azoto, idrocarburi, polveri sottili, monossido di carbonio e, più recentemente, anche di CO2 imposti dalla UE alle automobili daranno impulso all’utilizzo delle materie plastiche nel settore automotive. La plastica rappresenta infatti il materiale ideale per la diminuzione del peso delle vetture, che si traduce in minori consumi e meno emissioni inquinanti.
Il processo di estrusione plastica Fra le tecnologie di trasformazione delle materie plastiche riveste particolare interesse l’estrusione, finalizzata alla produzione di prodotti finiti destinati all’industria o ad applicazioni dedicate al consumatore finale: si tratta di un processo caratterizzato da alti livelli di integrazione. Tale caratteristica fa sì che l’implementazione di tale processo possa aprire a due scenari tipici: l’estrusore costituisce un componente della linea di produzione; l’estrusore costituisce l’intera linea di produzione. Tra le principali criticità del processo vi è, ad esempio, la regolazione ottimale della temperatura dell’estrusore. Una
scorretta regolazione della temperatura determinerebbe, infatti, la formazione non appropriata delle mescole polimeriche impiegate, il raffreddamento non efficiente della gola di alimentazione, la temperatura di fusione errata all’uscita dell’estrusore, l’estrattore alla fine della linea di produzione che viene azionato non alla giusta velocità o una qualsiasi altra condizione operativa scorretta in combinazione con le altre. All’attività di settaggio dei parametri di produzione, va poi affiancata quella di programmazione di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Tali attività risulteranno ottimali nella gestione di una linea di produzione, all’interno della quale opera un estrusore plastico correttamente progettato. Per tale macchinario, la scelta ottimale dei componenti degli azionamenti da parte del progettista, costituisce un fattore determinante per il conseguimento sia dei livelli di produttività prestabiliti che della qualità del prodotto finale. Tale attività di scelta dei componenti è fondamentale anche nel conseguimento degli opportuni livelli prestazionali dell’impianto, in termini di sincronismo dei tempi di esecuzione delle singole fasi di produzione, al fine di garantire ulteriormente la conformità del prodotto. Nella Figura 1 viene mostrato lo schema funzionale di un impianto di estrusione plastica. Il materiale fuso viene forzato successivamente attraverso l’orifizio della piastra della filiera. Il profilo così ottenuto viene successivamente sottoposto a raffreddamento: ulteriori passaggi del profilato sono possibili attraverso una serie di piastre di dimensionamento o di utensili di formatura, al fine di ottenere la forma finale della sezione del prodotto. Il calore in eccesso dal profilo viene poi rimosso tramite bagni di acqua fredda, getti di aria compressa o contatti con superfici raffreddanti, al fine di conseguire gli opportuni livelli di stabilità dimensionale prima delle fasi finali di produzione.
Componenti e funzionalità di un estrusore di materie plastiche Figura 2. Componenti di un estrusore.
Le componenti di un estrusore possono essere schematicamente rappresentate come in Figura 2; tale schematizzazione è valida M &A | MAGGIO 2020
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IN FABBRICA sia nel caso in cui l’estrusore costituisca un macchinario singolo, che in quello in cui sia rappresentativo dell’intera linea di produzione. Si consideri il sistema mostrato in Figura 3. Compito principale del cilindro è quello di ospitare la vite e di fornire il percorso di sviluppo alla filiera per la produzione del profilo desiderato. Si consideri il sistema mostrato in Figura 4. La progettazione della vite dell’estrusore è tale da consentire il dosaggio successivo e la fusione graduale del pellet di materiale plastico; contestualmente a tali azioni, la vite esercita una pressione sul materiale con conseguente sollecitazione lungo il suo asse. Durante la rotazione della vite, il pellet di resina viene successivamente dosato dai suoi filetti e gradatamente fuso, sviluppando pressione lungo il suo percorso. La progettazione di tale componente richiede, comunque, ulteriori approfondimenti ed indagini preliminari durante le attività di ricerca e sviluppo. Per affrontare le evidenti le criticità progettuali della vite di un estrusore, si ricorre a tecniche di simulazione numerica basate sulla Fluidodinamica Computazionale (CFD), sul Metodo degli Elementi Finiti (FEM) e sul Metodo degli Elementi Discreti (DEM). L’impiego di software CAE che implementano tali tecniche di simulazione, agevola l’affidabilità delle attività di progettazione e di predizione delle condizioni operative. Nella Figura 5 vengono mostrati i risultati di una simulazione multifase in regime transitorio della qualità di distribuzione della miscela. Tale tipo di simulazione integra, ad esempio, i risultati della simulazione in regime transitorio bifasica mostrata in Figura 6, che permettono il calcolo delle sezioni della vite riempite parzialmente secondo le prerogative del Design of Experiment (DOE). L’evidente complessità dell’impiego di tale tecniche di simulazione, viene ulteriormente incrementata quando si tiene conto del contributo del calore da scorrimento e della pressione, entrambi crescenti fino al raggiungimento della filiera da parte del materiale. Tali fattori risultano determinanti nella progettazione degli estrusori bivite, come mostrato nei 84
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Figura 3. Tramoggia (fonte: https://www.comacplast.com) Figura 4. Cilindro e gruppo di riduzione a valle del motore elettrico (fonte: https://www. comacplast.com)
Figura 5. Simulazione multifase in regime transitorio della qualità di distribuzione della miscela (fonte: https://www.coperion.com) Figura 7. Simulazione dell’incremento di pressione in un estrusore bivite (fonte: https:// www.coperion. com)
Figura 6. Simulazione in regime transitorio bifasica per il calcolo delle sezioni della vite riempite parzialmente (fonte: https://www.coperion.com)
IN FABBRICA
Figura 8. Cuscinetto reggispinta all’interno del gruppo motoriduttore di un estrusore (fonte: https://pffc-online.com/)
risultati della simulazione in Figura 7. Il dimensionamento del cuscinetto reggispinta tiene contro del suo posizionamento tra la vite ed il gruppo dato dall’accoppiamento cinematico tra motore e riduttore. Esso risulta così soggetto al carico assiale derivante dalla vite posta in rotazione contro il materiale plastico in lavorazione. Previene così il moto retrogrado della vite nel cilindro, assorbendo i carichi generati dalla vite durante il processo. In Figura 8 viene mostrato il particolare del cuscinetto reggispinta all’interno di un gruppo motoriduttore di un estrusore. Le fasce di riscaldamento hanno il compito di mantenere costante, in una certa zona del cilindro, la temperatura del materiale. In Figura 9 viene mostrato un esempio di fascia di riscaldamento. Compito del disco forato è quello di ritenere il pacco filtri nel suo alloggiamento. In Figura 10 ne viene mostrato un esempio. Il pacco filtri consiste in una serie di filtri in filo metallico sotto forma di retine di diverse dimensioni, usato per filtrare gli eventuali contaminanti o particelle di resina non fusa prima che essi raggiungano la filiera, proteggendola dal danneggiamento. In Figura 11 viene mostrata una rassegna della tipologia di filtri comunemente prodotti. Il compito della filiera è quello di far sì che il materiale riscaldato assuma la forma richiesta. Negli impianti di estrusione delle materie plastiche, le tipologie di filiere più ricorrenti sono quella piana standard e 86
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Figura 9. Fascia di riscaldamento (fonte: http://www.thermal-heater.com/)
Figura 10. Disco forato (fonte: https://www. guill.com)
Figura 11. Tipologie di filtri per estrusione di materie plastiche (https://www.extruderscreens.org)
Figura 12. Filiera per la realizzazione di profili tecnici (http://www.romplast.it/)
Figura 13. Camera di raffreddamento a bagno d’acqua con sistema proprietario di antiovalizzazione (https://www.baruffaldi.eu)
Figura 14. Piastre di calibrazione (http://www.romplast.it/)
Figura 15. Stazione di traino (https://www.baruffaldi.eu) Figura 16. Stazione di taglio (https://www. baruffaldi.eu)
quella conica. In Figura 12 viene mostrato un esempio di filiera per la realizzazione di profili tecnici. Nella camera di raffreddamento, il profilo passa attraverso un bagno d’acqua in movimento o attraversi un serie di getti di aria compressa. Tale componente può essere dotato di sistemi di rimodellamento per il mantenimento dei requisiti di tolleranza e di conservazione della forma. Nella Figura 13 viene mostrata una camera di raffreddamento a bagno d’acqua con sistema proprietario di antiovalizzazione dell’estruso. In Figura 14 viene mostrato un set di piastre di calibrazione con relativo il sistema di raffreddamento. All’uscita della camera di raffreddamento, il profilato fa il suo ingresso in una stazione di traino. Tale componente il compito di mantenere il profilo in movimento attraverso l’intero processo, ad una velocità costante. In Figura 15 viene mostrato un esempio di stazione di traino. Il profilo raggiunge così la stazione di taglio ormai completamente raffreddato. In Figura 16 viene mostrato un esempio di stazione di taglio.
Il ruolo del fornitore di componenti La progettazione di un impianto di estrusione di materie plastiche, richiede una scelta accurata degli accoppiamenti cinematici. R+W, azienda leader nella produzione di giunti e alberi di trasmissione, è in grado di mettere la sua esperienza a disposizione del progettista. In tutti quegli estrusori in cui è necessario combinare le esigenze di protezione della catena cinematica a quelle di smorzamento delle vibrazioni, R+W fornisce anche una gamma completa di soluzioni per tutte le esigenze di trasmissione quali i limitatori di coppia della serie ST. Assolutamente privi di gioco, i limitatori di coppia ST permettono di proteggere il sistema motore in caso di sovraccarico, scollegandolo dalla parte condotta nel giro di pochi millisecondi. Estremamente precisi, trasmettono la coppia con gande accuratezza e intervengono solo in caso di effettiva necessità. Inoltre consentono un riarmo semplice e rapido non appena viene rimossa la causa del sovraccarico. Per una consulenza personalizzata contattare R+W www.rw-giunti.it M &A | MAGGIO 2020
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IN FABBRICA
COME L’AUTOMAZIONE PUÒ AIUTARE
L’INDUSTRIA FOOD&BEVERAGE
A SUPERARE L’EMERGENZA IN UN MOMENTO COME QUELLO ATTUALE, È FONDAMENTALE PER LE AZIENDE RIUSCIRE A TENERE IL PASSO E SODDISFARE TUTTE LE RICHIESTE DEL MERCATO. UN OTTIMO SUPPORTO PER IL SETTORE DEL FOOD&BEVERAGE È RAPPRESENTATO DAGLI STRUMENTI END-OF-ARM, IN PARTICOLARE DALLE TECNOLOGIE E CAPACITÀ MESSE A DISPOSIZIONE DALLE PINZE ROBOTICHE di Enrico Rigotti
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i stima che l’attuale popolazione mondiale sia composta da 7,8 miliardi di persone e le Nazioni Unite prevedono che raggiungerà i 10,9 miliardi entro la fine di questo secolo. È quindi necessario che le aziende alimentari abbraccino l’automazione per incrementare la produttività e rispondere alla crescita della domanda. L’aumento demografico è solo uno dei motori dell’automazione nel settore food. Elementi imprescindibili sono anche la salvaguardia dei lavoratori, le severe norme di sicurezza, l’aumento del consumo di alimenti trasformati e la necessità di ottimizzare la produzione, riducendone al contempo i costi. Fino a poco tempo fa, la lavorazione degli alimenti era una sorta di ultima frontiera per i robot. L’automazione tradizionale eccelle negli scenari della produzione automobilistica, dove il metallo viene accoppiato a metallo, pelle e plastica., ma fatica a far fronte ad alcune esigenze specifiche del settore alimentare, dove il prodotto richiede spesso azioni delicate, ha forme o orientamenti irregolari ed è destinato al consumo umano. Mentre i sistemi robotici tradizionali hanno servito con successo il settore alimentare per molti anni nelle applicazioni di pallettizzazione (e in alcuni casi di imballaggio), solo negli ultimi anni hanno assunto un ruolo nella gestione diretta di prodotti alimentari delicati. L’avvento di una nuova tecnologia di presa avanzata, accompagnata da sofisticati sistemi di visione, ha permesso
di rivoluzionare il mondo dei cobot. Le nuove pinze imitano il tocco umano hanno reso possibile ai robot di confezionare frutta e verdura: quelle di presa a vuoto consentono ai robot di eseguire con successo operazioni di confezionamento con una delicatezza che supera i dispositivi tradizionali, mentre quelle morbide permettono la manipolazione diretta degli alimenti in modo da garantire che non vengano danneggiati o ammaccati durante il processo di automazione. Dalla raccolta e posizionamento di piccoli frutti, alla manipolazione di cioccolatini e prodotti da forno, il settore alimentare sta abbracciando nuove tecnologie di presa a un ritmo notevole. Un recente rapporto di ING ha rilevato che il numero di produttori alimentari che hanno adottato l’automazione è aumentato del 50% tra il 2014 e il 2019 e, come sottolineato dall’Istituto Italiano Imballaggio, l’industria italiana dell’imballaggio si dimostra un settore dinamico e in continuo sviluppo, molto apprezzata anche al di fuori dei confini nazionali, grazie alla produzione di imballaggi innovativi e sostenibili, capaci di garantire un elevato grado di sicurezza del prodotto contenuto. Per il futuro si prevede che il comparto packaging tenderà ad aumentare il ritmo registrato in questi anni, raggiungendo, in base alle ipotesi formulate, un tasso del +1,4% nel 2020 e un +1,9% nel biennio 21/22. Quali sono i vantaggi dell’automazione per il settore alimentare e quali gli elementi da tenere in considerazione quando un’azienda del food decide di affidarsi alle
capacità di una pinza robotica? Aziende e dipendenti stanno affrontando le sfide legate all’emergenza sanitaria, che includono nuove normative sull’igiene e sulla distanza sociale e potrebbe essere il momento di considerare l’opportunità di associare forza lavoro umana e automazione. I robot infatti possono intervenire per ricoprire quei ruoli che non sono più sicuri o eseguibili fisicamente dalle persone, oltre a garantire operatività continua. Inoltre, i robot collaborativi aiutano i produttori a mantenere i posti di lavoro in azienda, in quanto consentono ai responsabili di produzione di riassegnare mansioni più utili ai lavoratori, mentre i robot si occupano delle attività più monotone e difficili - dal sollevamento di carichi pesanti alle operazioni ripetitive di raccolta e posizionamento - che possono portare all’insoddisfazione o a un eventuale infortunio dei dipendenti. I robot possono contribuire inoltre a rispettare i requisiti di distanziamento sociale, garantendo una maggiore sicurezza sul lavoro e una migliore soddisfazione dei lavoratori.
Rispondere alle normative di sicurezza Spinti dalla domanda di consumatori e aziende, gli organismi di regolamentazione di tutto il mondo applicano requisiti rigorosi ai processi alimentari. Il rischio di contagio potrebbe avere impatto anche sul prodotto finale, ed è fondamentale quindi dotarsi di dispositivi conformi alle normative specifiche - FDA 21 CFR per gli articoli senza grassi e CE 1935/2004. Enrico Rigotti Area Sales Manager di OnRobot Italia
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IN FABBRICA
Soft gripper certificate sono consigliate per la lavorazione di articoli delicati che potrebbero danneggiarsi facilmente. Migliorano la sicurezza alimentare e sono in grado di gestire un’ampia gamma di alimenti irregolari e morbidi come lattuga, erbe aromatiche e fragole. Scegliere una pinza che non richieda un’alimentazione d’aria esterna è consigliato per eliminare tutti i problemi legati a polvere e rumore, oltre a ridurre complessità e costi.
Aumentare produttività e qualità Le pinze certificate sono in grado di aiutare le aziende a mantenere elevati standard qualitativi – evitando costosi richiami di prodotto - e incrementare la produttività. È bene assicurarsi che le pinze robotiche riescano a gestire carichi utili che soddisfino (e persino superino) i requisiti applicativi nella maggior parte degli scenari di lavorazione degli alimenti. Ciò significa dotarsi di pinze con un carico utile fino a 2,2 kg, che siano facili da sostituire, per ridurre i tempi di fermo per la pulizia. Inoltre, è importante che siano compatibili con un’ampia gamma di robot per aumentare la flessibilità dell’investimento e consentire l’utilizzo in un’ampia varietà di applicazioni. Nel settore manifatturiero c’è da tempo una carenza di manodopera qualificata, per cui è utile scegliere pinze che siano facili da integrare con i sistemi 90
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di automazione esistenti e intuitive per utenti con differenti livelli di competenze.
Soft gripper o di presa a vuoto? Le pinze morbide sono adatte per la movimentazione e l’imballaggio di alimenti delicati. Le pinze di presa a vuoto possono svolgere alcuni di questi compiti, ma hanno delle limitazioni che le rendono adatte per la movimentazione di alimenti più robusti e per compiti generali di pallettizzazione. La maggior parte di esse richiede aria compressa, aggiungendo un livello di complessità tecnologica e attività
supplementari di pulizia delle attrezzature e dei relativi tubi e cablaggi. Inoltre, le pinze a vuoto sono ideali per lavorare con superfici lisce, preferenza che esclude molti alimenti. Infatti, se possono gestire lattine e confezioni con facilità, avranno difficoltà a lavorare con le superfici irregolari. La richiesta di prodotti alimentari è destinata ad aumentare drasticamente nei prossimi decenni. Con le giuste soluzioni di automazione e pinze robotiche, gli impianti di lavorazione alimentare potranno soddisfare questa domanda, continuando a incrementare la produttività e a ridurre i costi.
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CONTINUA A PAG. 6
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Maker faire 2019
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PONTE SUL POLCEVERA | LA FINE IN SOLI 6 SECONDI
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SPECIALE | BARRIERE ARCHITETTONICHE
Una “battaglia di civiltĂ â€?
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Fuorisalone e Milan Design Week, le novitĂ
Il protocollo ITACA si aggiorna
Ora Prassi di Riferimento UNI, il protocollo include anche l’edilizia non residenziale. Intervista a Giuseppe Rizzuto, Direttore Generale ITACA
Luci e ombre sulla Flat tax
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A colloquio con Giovanni Patronelli
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20 luglio 1969. Sono trascorsi cinquant’anni dal giorno in cui Neil Armstrong aprĂŹ il portellone dell’Apollo 11 e scese i gradini della scaletta piĂš famosa della storia. Quel viaggio è rimasto impresso nella memoria insieme alle altre missioni Apollo, i lanci dei satelliti russi Sputnik, il cane-astronauta Laika e la Guerra Fredda. Erano gli anni della sfida alla conquista dello spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Gli anni degli ideali, della comunitĂ , dell’uguaglianza. Della speranza per una societĂ piĂš giusta. Gli anni delle utopie. Erano anche anni di ricerca e di grandi sfide. Il 12 aprile 1961, Jurij Gagarin fu il primo uomo a volare in orbita. VentitrĂŠ giorni dopo, l’astronauta Alan Shepard affrontò un volo suborbitale; e ancora, il 20 maggio John Kennedy annunciò al congresso di voler portare l’uomo sulla luna con il programma Apollo “non perchĂŠ è facile, ma perchĂŠ è difficileâ€?. Nel 1968, precisamente la notte della Vigilia di Natale, William Anders, uno dei membri della missione Apollo 8, scatta, forse inconsapevolmente, una semplice fotografia passata alla storia con il nome di “Earthriseâ€?, l’Alba della Terra. Il nostro pianeta, visto dall’oblò dell’Apollo 8 in orbita attorno alla luna, è un puntino blu nell’oscuritĂ .
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Organo ufficiale AiCARR
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ISSN: 1126-4284
MACCHINE UTENSILI
SUBFORNITURA E LA PRODUZIONE INDUSTRIALE ISSN n. 1974-7144
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Innovazione e cambiamento di GIOVANNA ROSADA
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Organo uďŹƒciale Confapi Installatore 7 INFORMAZIONE TECNICO GUIDE dell’ Professionale SCIENTIFICA PER LE PMI LA DISTRIBUZIONE www.rivistainnovare.it NEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso piĂš ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalitĂ , metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla societĂ o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fareâ€? ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SIâ€? o con un “NOâ€?. Ăˆ stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “siâ€? e “noâ€? dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianitĂ dell’individuo e l’incapacitĂ della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metĂ dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltĂ parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con piĂš forza alla politica? n
DOSSIER
alle pagg. 22Â23
Utensili
N. 12 - Dicembre 2016
Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti
La crisi ancora “morde�, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri
VIDEO REPORTAGE MECSPE 2019
Un CNI eletto per dare risposte
di MATTEO PALO
R
iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderĂ gli ingegneri fino al 2021, quando completerĂ i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialitĂ del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è giĂ possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione cosĂŹ forte per la continuitĂ del Consiglio nazionale uscenteâ€?, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.
In USA volano le infrastrutture
TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilitĂ diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono a pag. 15
Nr.01 – VENERDÏ 13 GENNAIO 2017
MENSILE D’INFORMAZIONE PER LE MACCHINE UTENSILI E L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7
→ pag.37
segue a pag. 2
GOVERNO IN CRISI
Ancora trattative e consultazioni? CASSA DEPOSITI E PRESTITI
a pag. 7
LA TRIVELLA
Professionisti al passo coi tempi...
I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. StabilitĂ e certezza sono oggi piĂš lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac cordi tra CNI e Governo che fine faranno?â€? / alle pagg. 18Â19
Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documentare la consegna.
SPECIALE MILLEPROROGHE
INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI
“Il museo del futuro è il mondo interoâ€?
Eucentre per ricostruire la sicurezza Tutti A Pavia il Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica
a pag. 9
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MERCATO
Il settore della detergenza verso la sostenibilitĂ TENDENZE
La strada per l’iper-profumo è aperta
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Novembre/Dicembre 2016
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FINANZIAMENTI PMI
TAVOLA ROTONDA
Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?
Italia scossa
di Fabio Chiavieri
Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. Ăˆ la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrĂ piĂš rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirloâ€?. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni piĂš datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i piĂš grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, piĂš volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna cosĂŹ alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perchĂŠ il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.
IN QUESTO NUMERO
[pag. 14]
MATERIE PRIME
M-Steel qualitĂ da oltre 40 anni
In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano. MISURA
Un ponte tra passato e futuro
UTENSILI
Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.
Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualitĂ M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilitĂ M-Steel si caratterizza per affidabilitĂ , coerenza e prevedibilitĂ nelle lavorazioni, riducendo i cosĂŹ costi di pro[pag. 12] duzione.
INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni
LAMIERA
40 anni di storia e successi nella robotica industriale
Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività : una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.
L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo
L’utensile “intelligenteâ€? è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]
STORIA DI COPERTINA
TENDENZE Generative design, come cambierĂ il mondo
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PANORAMA La formazione salesiana professionale
Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati
CAD/CAM unico per il settore Lamiera
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[pag. 18]
DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron
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1991 - 2020 i nostri
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Š Collegio degli ingegneri e Architetti di Milano
Ăˆ vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione
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PROGE T TA ZIONE
50 anni di torni
Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività . Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale già a partire dalla seconda metà del 1800. Con il passare dei decenni il territorio s’è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]
[pag. 10]
– Anno 72 - n. 9
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MACCHINE UTENSILI
Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.
Editoriale
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della meccanica e dell’automazione
RIVISTE ON LINE
alle pagg. 16Â17
L’EDITORIALE
Soluzioni di sicurezza industriale
IMPIANTI FOTOVOLTAICI
ISSN 2499-362X
EVENTI
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FOCUS a pag. 12
I BENEFICI DELLA NORMAZIONE
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La Meccatronica nell’era 4.0
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PRISMA COGNEX
VERIFICA ACCURATA AL 100% DEI CODICI A BARRE CON IL NUOVO VERIFICATORE DI CODICI A BARRE IN LINEA DI COGNEX Cognex Corporation ha lanciato il nuovo DataMan® 475V Inline Barcode Verifier. Questo sistema ad alta velocità, che garantisce la conformità con gli standard indetti dall’Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO), offre la più affidabile verifica e reportistica sulla qualità per i codici 1D, 2D e DPM (Direct Part Mark). “La verifica dei codici a barre è fondamentale per garantire un’elevata qualità dei codici lungo tutta la catena di fornitura, evitando sprechi di prodotti, riaddebiti e perdita di clienti”, ha dichiarato Carl Gerst, vicepresidente senior di Cognex e business unit manager dei prodotti di identificazione. “DataMan 475V automatizza la verifica dei codici a barre, portando la garanzia di qualità fuori dal laboratorio e in produzione”. Il DataMan 475V è dotato di un’ottica di precisione, di una potente illuminazione, di robusti algoritmi di classificazione e di una telecamera ad alta risoluzione per catturare e classificare anche i codici più difficili. Il sistema utilizza un collaudato processore multi-core per garantire la conformità ISO alle velocità della linea di produzione. Quando la qualità del codice diminuisce, gli utenti possono ora ottenere un feedback immediato per identificare rapidamente i problemi di stampa e di controllo del processo, nonché gli strumenti diagnostici necessari per correggerli. Combinato con funzionalità avanzate di consegna dei dati, DataMan 475V garantisce risultati affidabili e ripetibili per una serie di settori, tra cui quello automobilistico, dei dispositivi medici, dei prodotti di consumo, farmaceutico e logistico. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.cognex.com/dataman-475V.
PHOENIX CONTACT
L’ORA ESATTA IN RETE Con FL Timeserver NTP, Phoenix Contact offre un’alternativa ai segnali orari basati su Internet ed ai server NTP pubblici Con la crescente interconnessione di diversi partecipanti alla rete, cresce anche l’importanza di fornire un orario preciso. I record di log su diversi dispositivi necessitano di essere visualizzati in modo sincrono e le marcature temporali nelle riprese video devono essere salvate correttamente. A questo scopo, nelle reti senza accesso ad Internet, viene utilizzato il robusto server temporale, che può fungere anche da server temporale di riserva in caso di interruzione della connessione. Inserito in una custodia impermeabile per usi esterni con antenna integrata, il dispositivo riceve i segnali GPS, Galileo o Glonass e fornisce l’ora nella rete via NTP e, se necessario, i dati di geolocalizzazione via NMEA a qualsiasi utente di rete. Il dispositivo viene alimentato in modo pratico tramite Powerover-Ethernet o 24 V DC. 92
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WEERG
LE STAMPE 3D BY WEERG ANCHE IN RESINA ABS LIKE Weerg, rivoluzionario e-commerce italiano che offre online lavorazioni CNC e stampe 3D, conferma la propria vocazione all’innovazione inaugurando una nuova linea per la produzione di stampe 3D in resina proposte in due versioni: grigio ABS like e trasparente Tmax. Questo nuovo materiale, che si affianca al Nylon PA12, finora protagonista assoluto del reparto di additive manufacturing dell’azienda veneziana, è stampato a LED MSLA con l’esclusiva tecnologia proprietaria 4KSPER™, sviluppata dall’R&D interno implementando e riprogettando sistemi già esistenti sul mercato. La resina introdotta da Weerg assicura prestazioni meccaniche paragonabili al noto ABS in termini di durezza e resistenza, ed è quindi in grado di sostituirlo efficacemente in numerose applicazioni. I pezzi, realizzabili in formato massimo fino a 58x120x159 mm, sono pieni e con profilo proprietà bilanciato. Tre le formulazioni di resina selezionabili online dai clienti di Weerg: Classic, Perfomance e Top Mechanical che si differenziano per prestazioni crescenti in termini di carico e allungamento a rottura. Il cliente può scegliere la tipologia di resina più indicata alla propria lavorazione sulla base delle sollecitazioni a cui prevede sarà sottoposto il componente stampato. Alle caratteristiche meccaniche si aggiunge l’elevata qualità di stampa, che assicura risultati ad altissima risoluzione anche a livello di singoli dettagli. Inoltre, la superficie estremamente liscia rende questo materiale adatto sia alla produzione di prototipi, parti e componenti funzionali in ambito automotive e meccanico, sia alla creazione di modelli estetici e mock up. La colorazione grigio chiaro, in particolare, è molto richiesta sul mercato perché a differenza del nero o del bianco che tende a ingiallirsi, rappresenta un’ottima base per finiture successive come la verniciatura. La resina trasparente, in versione lucida (già online) e satinata (disponibile a breve), è utilizzabile per prototipi di grande impatto estetico e per componenti che devono garantire la visibilità attraverso il pezzo. “A pochi giorni dal lancio di questo nuovo materiale, sono numerose le
richieste già pervenute, sia per raccordi meccanici, sia per miniature e prototipi ad alto tasso di creatività, destinati a settori non usuali come il packaging per la cosmetica”; conferma Matteo Rigamonti, fondatore di Weerg. Lavorazioni spesso coperte da segreto industriale, che l’azienda gestisce con la massima discrezione grazie a una rigida NDA policy, che tutela le informazioni ricevute e i diritti di proprietà intellettuale, sin dal caricamento dei file 3D con crittografia end-to-end. E’ inoltre scaricabile direttamente da weerg. com il modulo per l’Accordo di Riservatezza o NDA (Non Disclosure Agreement) inviabile poi tramite mail dedicata: nda@weerg.com.
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PRISMA
LAPP
UN UNICO PARTNER PER IL NETWORKING DI FABBRICA Se, fino ad ora, le tecnologie abilitanti per l’Industria 4.0, come l’Industrial Ethernet, sono state uno strumento importante per ottimizzare i processi produttivi, esse rappresentano oggi una prerogativa fondamentale per evitare interruzioni di servizio e assicurare competitività alle Aziende. A tal fine, LAPP, potenzia il proprio portfolio Industrial Communication con nuove soluzioni, ideali per diverse applicazioni e protocolli, con l’obiettivo di creare infrastrutture di comunicazione affidabili, stabili e sicure, requisito divenuto ormai imprescindibile. LAPP ha recentemente arricchito di nuovi modelli la famiglia di switch ETHERLINE® ACCESS per la trasmissione dati nelle reti Ethernet industriali. Si distinguono, in tal senso, gli switch PNF04T, PNF08T e PNF16T con 4, 8 o 16 porte, certificati a supportare la conformance class B di PROFINET, che figurano tra i più compatti sul mercato e risultano particolarmente idonei ad essere inseriti in quadri elettrici decentralizzati. La linea ETHERLINE® ACCESS NF04T NAT/Firewall, combina invece la doppia funzionalità di Routing (Layer3) e Switching (Layer2), con firewall
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integrato al fine di rendere sicure le comunicazioni tra diverse reti IP aziendali. Oltre alla funzione nativa di Switch infatti, il Network Address Translation (NAT) consente a questi dispositivi di effettuare la mappatura statica 1:1 di un indirizzo IP interno della LAN ad un indirizzo IP esterno della WAN. Diversi i benefici garantiti: da un lato, gli OEM possono produrre macchine aventi lo stesso indirizzo IP, senza dover configurare ad hoc la rete del cliente finale e, dall’altro, NAT 1:1 assicura un’ottimizzazione dei tempi e dei costi d’installazione, senza dover adattare gli indirizzi IP già utilizzati. In altre parole, la comunicazione può avvenire sia da rete LAN che rete WAN rendendo non necessari protocolli dedicati. Inoltre, la funzione di port forwarding permette il trasferimento dei dati (forwarding) da un dispositivo ad un altro tramite una specifica porta di comunicazione. Questa tecnica può essere usata per permettere ad un utente esterno sulla WAN di raggiungere un dispositivo con indirizzo IP privato all’interno di una LAN. Completano l’ampliamento della gamma: gli switch managed ETHERLINE® ACCESS M08T02SFP e M08T02GSFP, dotati di otto porte RJ45 10/100 Mbit/s e due porte SFP per il collegamento di cavi in fibra ottica e ideali ove richieste velocità di trasmissione elevate, fino a 1 Gbit/s, in presenza di lunghe distanze e gli unmanaged ETHERLINE® ACCESS U04TP01T con 5 porte RJ45 10/100 Mbits/s. Di queste, le 4 porte POE (Power over Ethernet), oltre al trasferimento dati, forniscono alimentazione ai dispositivi connessi. Infine, tra le ultime novità del portfolio Industrial Communication di LAPP, spicca ETHERLINE SERVO DQ FD P Cat.5e, il cavo di feedback encoder per interfaccia DRIVE-CLiQ® di SIEMENS. Diversi i vantaggi che lo rendono particolarmente idoneo per ambienti industriali gravosi e catene portacavi: resistente ai raggi UV, agli oli e alle sostanze chimiche dispone, inoltre, di una schermatura in treccia di rame stagnato con un livello di copertura pari all’85%, per ridurre problematiche EMC. La struttura interna altamente flessibile e la guaina esterna in PUR consentono altresì la resistenza alle massime sollecitazioni meccaniche. ETHERLINE SERVO DQ FD P Cat.5e è dotato di tutte le approvazioni necessarie per l’utilizzo in macchine e impianti destinati al mercato Nord Americano.
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who’s who]
w Il volto delle imprese
who’s who] della meccanica e dell’automazione
Per ricevere la tua copia da consultare quando vuoi scrivi a info@quine.it Per eventuali segnalazioni e modifiche dei dati scrivere a info@quine.it
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della meccanica e dell’automazione
PRISMA
PRIMA INDUSTRIE
PRIMA INDUSTRIE PRESENTA PRIMA@HOME Nonostante la situazione di emergenza globale, Prima Industrie S.p.A. si è impegnata per essere sempre attiva e vicina ai propri clienti, nel rispetto delle norme di sicurezza a tutela della comunità. La società, leader nel settore ad alta tecnologia dei sistemi laser e di lavorazione della lamiera e dei componenti elettronici per applicazioni industriali, lancia il nuovo canale digitale Prima@Home, lo strumento che proietta la comunicazione del Gruppo oltre i confini e le barriere geografiche. Risultato di un processo iniziato nel corso degli ultimi anni e frutto di una dimensione sempre più globale del Gruppo, Prima@Home è la nuova piattaforma streaming di Prima Industrie, studiata per offrire una gamma di servizi completa: dai format live come eventi, demo, webinar, presentazioni e corsi di formazione, alle video-dimostrazioni in diretta, dei prodotti del Gruppo, passando per lo streaming “on demand” di numerosi contenuti. Un nuovo strumento, che si integra ai canali di comunicazione tradizionali di Prima Industrie, in grado di istituire, attraverso le potenzialità della rete, un collegamento diretto con le sedi in Italia, Finlandia, Cina e Stati Uniti che ospitano i Technology Center, permettendo così di mostrare a clienti e prospect di tutto il mondo le potenzialità delle proprie macchine e garantire un’assistenza continua ed efficiente, nonostante le restrizioni. “Siamo ormai pronti per un nuovo, graduale inizio, guardando al futuro con ottimismo ed energia e impegnandoci ancora di più per essere rapidi e innovativi nell’adottare i più moderni strumenti ed essere sempre “Next To 96
M &A | MAGGIO 2020
You” ha commentato Ezio Basso, CEO di Prima Industrie, che ha aggiunto “Prima@Home è il nostro contributo per una nuova ripartenza sostenibile. Abbattiamo le distanze e le barriere dei nostri tech center per accogliere i clienti ovunque siano e in qualsiasi momento”. In aggiunta alle numerose dimostrazioni virtuali dei nostri prodotti per i clienti di tutto il mondo, già realizzate o in agenda, la piattaforma ospiterà il live streaming dei primi due eventi in programma, concepiti per un pubblico globale e per questo organizzati in due sessioni distinte nell’arco della giornata, in modo da poter raggiungere i clienti di tutto il mondo coprendo fusi orari diversi. Il primo sarà il 14 maggio, con la Virtual Open House dedicata ai Sistemi, in cui verranno presentati, tramite riprese mobili in live streaming, il funzionamento delle macchine e delle linee situate all’interno dello showroom, a cui seguirà una dimostrazione delle potenzialità e versatilità dei software. Il 28 maggio è invece prevista la Virtual Open House dedicata alle principali soluzioni Prima Power e Prima Additive, un’occasione per presentare il Gruppo
attraverso tutta la propria gamma di prodotti: dai sistemi laser per applicazioni industriali alle macchine per la lavorazione della lamiera, passando per la tecnologia additive. Un evento globale che vedrà il management raccontare le innovazioni e l’expertise tecnologico di Prima industrie. Sempre nell’ottica di continuare a supportare i propri clienti, Prima Industrie si è impegnata a garantire sia il proseguimento delle attività commerciali, soprattutto attraverso le piattaforme di videoconferenza, sia delle attività di service. Grazie infatti alla capillare copertura internazionale, offerta da una rete di service presenti in oltre 80 Paesi, l’azienda è in grado di garantire efficienti interventi sul campo, valutati caso per caso nel rispetto della sicurezza di tutti i dipendenti. A questo si aggiunge la vastissima gamma di servizi di assistenza da remoto, sia telefonici sia online, già sperimentati nel corso degli anni, come le soluzioni Industry 4.0 per massimizzare l’efficienza produttiva delle macchine grazie ai Big Data e alle più innovative tecnologie IoT e Augmented Reality. Link website: www.primaathome.com
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D.L. Efficenza energetica Impiantistica Normativa
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Direttore Responsabile Giorgio Albonetti Publisher Marco Tenaglia Redazione Cristina Gualdoni (Coordinatrice) cristina.gualdoni@quine.it Eleonora Panzeri redazione.ma@quine.it Hanno collaborato a questo numero Chiara Tagliaferri, Enrico Rigotti, Patrizia Ricci, Eleonora Segafredo, Paolo Bossi Realizzazione grafica Fabio Castiglioni Direzione pubblicità Stefano Busconi dircom@quine.it Responsabile produzione Paolo Ficicchia Ufficio traffico Donatella Tardini (Responsabile) d.tardini@lswr.it, Stefania Bruno s.bruno@lswr.it
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ABBIAMO PARLATO DI... ABB 50 Advantech 52 ALL4Pack 14 AMB 20 Anasta 12 Basf 14 BIE 18 Cognex 92 Comau 54 Cribis 24 Dassault System 28 Fanuc 56 IGUS 40 Kuka 58 Lamiera 30 Lapp 94 Micronora 16 MiR 60 Mitsubishi 62 MMC 78 Omron 64 On Robot 88 Phoenix Contact 92 Prima Industrie 96 PTC 32 R+W 82 Siemens 8 Tiesse Robot 66 Turck Banner 26 Universal Robot 68 Weerg 93 Yaskawa 70
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INSERZIONISTI BIE 76 BIMU 17 camozzi II cop Danobat 29 Eichenberger 19 GF 27 Ghiringhelli 3 Gom 7 Hexagon 46 Igexao 69 igus I cop igus 13 Juaristi 71 Kuka 9 Mitsubishi electric 4 Mitsubishi Materials IV cop Pilz III cop Sermac 61 Soraluce 53 Tiesse Robot 15 Top Solid 11 UCIMU 85
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