ISSN: 1126-4284
MACCHINE UTENSILI
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PROGE T TA ZIONE
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AUTOMAZIONE
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#5 giugno luglio 2020 mensile www.meccanica-automazione.com
SPECIALE Strumenti di misura FOCUS ON Wago non si ferma e propone nuove soluzioni
DOSSIER
Rettificatrici Macchine senza tempo
STORIA DI COPERTINA
Ghiringhelli, quasi un secolo di soluzioni di rettifica
AT T UA L I TÀ
EDITORIALE di Chiara Tagliaferri
NESSUN LUOGO È LONTANO
È
E’ stata la modalità di lavoro prevalente in questi mesi: smart working. La definizione che ho in mente, lo vede come l’esecuzione del lavoro in remoto senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con forme di organizzazione per obiettivi veicolata e agevolata dall’utilizzo di strumenti digitali. La tentazione di argomentare su come il “lavoro agile” sia stato in questi mesi croce e delizia per noi italiani, è forte, ma voglio parlarne da un altro punto di vista. Lo smart working ha portato tutte le imprese, anche le più tradizionali, ad utilizzare e apprezzare la validità di svariati strumenti tecnologici usati per dialogare, produrre ed arrivare ovunque senza muoverci dalla scrivania. Così è cresciuta finalmente in Italia la consapevolezza che “nessun luogo è lontano” e che spesso, grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali, raggiungere chiunque e ovunque restando a casa è anche più efficiente ed economico. Se ormai è consolidato il concetto per cui digitalizzare significa dematerializzare i luoghi fisici per comunicare e condividere informazioni in tempo reale, in un unico ambiente connesso e collaborativo anche da remoto, adesso occorre investire ancora più concretamente su questa risorsa e prendere la strada della digitalizzazione consapevole, per poterne sfruttare il suo immenso potenziale. Leggeremo nelle pagine della rivista come le rettificatrici, macchine ritenute tanto fondamentali quanto “prodotti maturi”, stiano acquisendo nuovo vigore e
settori di utilizzo combinando precisione e validità tradizionale a dati forniti, ad esempio, da gemelli digitali capaci di riprodurre e talvolta ottimizzare il processo di finitura del prodotto. Quindi se abbiamo “scoperto” che lo smart working, non è solo un remote working, ma un vero e proprio nuovo approccio all’organizzazione del lavoro delle persone per il raggiungimento degli obiettivi, così la digitalizzazione può essere letta nella stessa direzione. Seguendo questa interpretazione è altrettanto fondamentale ricordarsi, come lavorare da remoto dipenda sia dalle peculiarità caratteriali individuali, dalla tipologia di mansione da svolgere, che dalla scelta di ciò che funziona meglio per ogni persona. Per le aziende, avere un’impronta digitale e personalizzare i suoi possibili utilizzi, dipenderà sia da i settori di appartenenza che dai modelli operativi prevalenti. Infine, il mio punto di vista, non dimentichiamoci che i saperi di base sono analogici almeno quanto il capitale umano che li possiede e li utilizza e, soltanto coltivando e valorizzando entrambi si potrà ottenere il miglior risultato possibile.
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SOMMARIO GIUGNO/LUGLIO #5 ISSN: 1126-4284
MACCHINE UTENSILI
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PROGE T TA ZIONE
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AUTOMAZIONE
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AT T UA L I TÀ
#5 giugno luglio 2020 mensile www.meccanica-automazione.com
SPECIALE Strumenti di misura FOCUS ON Wago non si ferma e propone nuove soluzioni
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DOSSIER
Rettificatrici Macchine senza tempo
STORIA DI COPERTINA
Ghiringhelli, quasi un secolo di soluzioni di rettifica
IN COPERTINA Rettificatrici Ghiringhelli S.P.A. Via Asmara, 19 21016 Luino VA info@ghiringhelli.it www.ghiringhelli.it
EDITORIALE 5 Nessun luogo è lontano
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CALEIDOSCOPIO 8 News e novità PANORAMA 14 Come può l’IA aiutare in modo efficace l’industria manifatturiera? 16 Sick, oltre i sensori c’è il software 20 Osservatorio industria 4.0 24 Lo stato dell’additive manufacturing nell’area EMEA 26 Tork performance lavorare in un ambiente pulito e sicuro 28 Inquinamento outdoor e indoor 30 Istech si espande all’estero con Klaeger 32 VR e AR: strumenti per Training & Remote Maintenance 34 La capacità di rinnovarsi
STORIA DI COPERTINA 37 Ghiringhelli, quasi un secolo di soluzioni di rettifica DOSSIER RETTIFICATICI 44 Macchine senza tempo 48 Innovazione e diversificazione, la forza del gruppo Danobat 51 Multimola per un migliore equilibrio 52 La competitività corre sul filo del Micron e della sostenibilità 54 Delta montante mobile e molto altro 56 MAR un’azienda giovane che punta sulla qualità 58 The Art of Grinding 60 SCHEDE TECNICHE
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CAD Elettrico: più precisione per i tuoi progetti elettrici con SEE Electrical
82 SPECIALE STRUMENTI DI MISURA 66 Un mondo in continua evoluzione FOCUS ON 77 Wago non ferma e propone nuove soluzioni IN FABBRICA 82 Tecnologia Turn&Mill 86 Con le pompe azionate da servomotori aumenta l’efficienza 90 OMSO sceglie riscaldatori Krelus per un’innovativa applicazione nel beverage 92 ICM utilizza robot mobili autonomi 94 Controllare il riciclo PRISMA 96 Prodotti
Riduzione degli errori grazie ai numerosi automatismi presenti
Controllo della coerenza dei dati in tempo reale
Risparmio di tempo e produttività
3 livelli per adattarsi alle tue esigenze e al tuo budget
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CALEIDOSCOPIO NEWS E NOVITÀ CONTROLLO NUMERICO
LA NUOVA FORMULA DEL TNC CLUB Nato alcuni anni fa proprio in Italia, il TNC Club è stato gradualmente adottato anche dalla nostra Casa Madre in Germania e da molte filiali in tutta Europa, diventando l’iniziativa distintiva del servizio pre e post-vendita di HEIDENHAIN a favore degli operatori esperti CNC che qui possono trovare supporto e soluzioni per tutte le problematiche relative ai controlli numerici HEIDENHAIN. In linea con questi sviluppi, a partire dal 2020 HEIDENHAIN ITALIANA propone una nuova formula “TNC Club” che amplia e potenzia i servizi offerti in Italia, semplifica e uniforma le modalità di adesione e presenta interessanti novità. La nuova formula del TNC Club prevede due modalità di adesione tra cui scegliere: l’abbonamento Basic (gratuito) e l’abbonamento Premium che, a fronte di una quota annuale, offre molti vantaggi aggiuntivi. Ogni azienda può passare in qualsiasi momento e con facilità da una modalità all’altra. TNC Club si può sintetizzare in tre parole - confrontarsi, condividere, collaborare - ma l’elenco dei vantaggi è lungo e articolato: già l’adesione Basic offre vantaggi e supporto,
come la ricezione gratuita della Newsletter TNC Club, della rivista Klartext e la possibilità di usufruire dell’helpline dedicata per qualsiasi necessità o approfondimento di carattere tecnico; con l’adesione Premium si aggiungono altri importanti benefici che spaziano dalla visita gratuita presso la propria azienda di un tecnico specializzato HEIDENHAIN, alla possibilità di partecipare a un programma di formazione, anche questo gratuito, con corsi intensivi in diverse zone italiane (i cosiddetti “corsi regionali”), senza dimenticare condizioni speciali e promozioni dedicate su prodotti, formazione e assistenza. Inoltre, il team TNC Club sta adeguando le proprie iniziative alle mutate condizioni e preparando nuove proposte che rispondano in modo puntuale alle nuove esigenze. Per ogni nuovo iscritto con modalità Premium, inoltre, HEIDENHAIN consegna un utile Learning set che contiene, tra l’altro, per ogni utente registrato una licenza HIT (HEIDENHAIN Interactive Training), il sistema didattico multimediale per la programmazione NC che consente la formazione e la specializzazione di utilizzatori NC.
P E R L E G G E R E G L I A R T I C O L I C O M P L E T I V I S I TAT E I L S I TO W W W. M E C C A N I C A - A U TO M A Z I O N E . C O M
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DESIGN
ROLLON PRESENTA I PRIMI NUOVI PRODOTTI OGGETTO DI REDESIGN Nuove opportunità per progettisti e designer industriali: Rollon introduce sul mercato la nuova Compact Rail, con una versione Plus, e i nuovi attuatori delle famiglie Plus System e Smart System. Questi prodotti sono i primi di un redesign complessivo tecnologico ed estetico che abbraccerà progressivamente tutta la gamma prodotti. Performance crescenti e attenzione ai dettagli per soddisfare le esigenze delle imprese manifatturiere: abbinare al raggiungimento degli obiettivi produttivi un’estetica funzionale e ricercata. La novità principale riguarda la nuova versione del prodotto storico di Rollon, ovvero Compact Rail, il sistema di guide lineari a cuscinetti in acciaio trafilato a freddo con piste di rotolamento temprate a induzione e rettificate la cui caratteristica principale è la gestione del disallineamento. «Combinando guide e cuscinetti con differenti geometrie – commenta Andrea Tosi, Chief Technical Officer (nella foto) –, Compact Rail è infatti in grado di compensare il disallineamento assiale fino a 3,9 mm e quello radiale fino ad un angolo di ±2°». La nuova versione di Compact Rail offre grande affidabilità in ambienti sporchi, resistenza alla corrosione (può essere trattata con RollonAloy – zincatura elettrolitica passivata -, nichelatura, zincatura ISO 2081), lunga durata grazie alla tempra a induzione data alle piste di rotolamento, dinamiche elevate, solidità e robustezza garantite dal cursore in acciaio e molte altre caratteristiche innovative. «La nuova versione Plus – riprende Tosi – garantisce ulteriori incrementi di performance grazie alla dotazione di cuscinetti a doppio giro di sfere e nuove guide con piste di rotolamento convesse, che garantiscono maggiore rigidità, con un incremento delle capacità di carico fino a +170% in direzione
assiale e +65% in direzione radiale. Tutta la gamma Compact Rail, inoltre, nella sua versione rinnovata, offre nuovi cursori in acciaio dotati di tergipista autocentranti, sistema di lubrificazione integrato nei tergipista con un feltro a lento rilascio e accesso frontale per l’ingrassaggio, tenute laterali a protezione dei componenti interni e copertura superiore per impedire manomissioni accidentali dei perni volventi fissi». Dal punto di vista degli attuatori, l’innovazione tecnologica e di design riguarda i prodotti ELM e ROBOT della famiglia Plus System e i corrispondenti E-SMART e R-SMART della gamma Smart System. Per quanto concerne la famiglia Plus System, ovvero attuatori lineari protetti con profilo in alluminio anodizzato, struttura autoportante e trasmissione a cinghia dentata, le principali novità riguardano l’introduzione delle testate ad albero cavo in sostituzione di quelle con montaggio riduttore integrato. Grazie a questa novità, il motoriduttore può essere montato sull’attuatore direttamente dal cliente per mezzo di un calettaore, un efficientamento notevole in fatto di tempi, procedure e costi, per i clienti stessi, e una sensibile riduzione del time to market. Le aziende clienti, inoltre, potranno da oggi rimuovere in autonomia la cinghia di copertura grazie a un sistema di sgancio rapido del blocchetto integrato nella flangia che collega profilo e testata dell’attuatore. Dal punto di vista estetico i prodotti della serie Plus System sono oggi dotati di una livrea blu con testate raggiate e non più squadrate dove viene apposto un logo Rollon che ricorda la testatina tergi pista applicata al nuovo prodotto Compact Rail. Viene inoltre introdotta una versione aggiornata del carro con testate su due lati.
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CALEIDOSCOPIO
PREMI
IL VECTOR D’ORO 2020 PREMIA UN TORNIO AUTOMATICO A SEI MANDRINI Gildemeister Italiana si aggiudica il primo premio per una tecnologia d’avanguardia che impiega un sistema per catene portacavi unico nel suo genere. Velocità elevate, corse lunghe e spazi di installazione ridotti: ogni due anni, il gruppo igus assegna il “vector award” per premiare le applicazioni con catene portacavi più innovative e creative. Quest’anno sono pervenute 266 candidature da ben 32 Paesi. Tra tutti questi progetti, spicca il tornio multimandrino di Gildemeister Italiana che si vede attribuire il vector d’oro. In uno spazio di installazione molto limitato, otto catene portacavi preassemblate garantiscono la guida in sicurezza di cavi e tubi. Ridurre al massimo i tempi di esecuzione e di messa a punto, limitare i costi di sviluppo e quelli da riportare all’integrazione dei processi ed essere all’altezza della complessità progettuale: il nuovo tornio automatico di Gildemeister Italiana, società del Gruppo DMG MORI, supera tutte queste sfide. E, nel cuore di questa macchina, si trova un tamburo portamandrini dotato di sei mandrini per la lavorazione simultanea di più pezzi. Il tamburo sposta i pezzi fino agli utensili con precisione e 10
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velocità. Lo spostamento di un mandrino fino alla posizione successiva richiede appena 0,65 secondi. Per tornare in posizione di partenza, dopo la lavorazione nelle sei stazioni, il tamburo deve compiere una rotazione contraria di 300 gradi. E per fare ciò, l’unità di oltre tre tonnellate impiega solo un secondo. Una tra le principali sfide del progetto era di assicurare la corretta alimentazione di tutti e sei i mandrini. La soluzione è un sistema di catene portacavi unico, che segue la rotazione del tamburo consentendo allo stesso tempo i movimenti lineari dei portamandrini. Complessivamente nel tornio automatico plurimandrino vengono impiegati otto catene portacavi igus, 64 cavi e 73 tubi. Un’applicazione per la quale Gildemeister Italiana ha ricevuto il trofeo vector d’oro oltre ad un premio in denaro di 5.000 euro. Ogni due anni, questo concorso vuole premiare le applicazioni con catene portacavi più innovative e più spettacolari. La selezione delle applicazioni migliori è nelle mani di una giuria molto esigente, composta da rappresentanti della stampa specializzata, dell’industria e della ricerca.
The heart of metal working beats in Stuttgart!
SAVE THE DATE! International exhibition for metal working
15. –19.09.2020 NEXT DATE: , Messe Stuttgart Messe Stuttgart . – 17.09.2022 13 (Germany) Germany amb-expo.de
CALEIDOSCOPIO
APP
COMAU LANCIA L’INIZIATIVA “SMART DIGITAL RESTART” IN COLLABORAZIONE CON MICROSOFT ITALIA Per supportare le aziende in un momento di ripresa delle attività industriali, a seguito della pandemia Covid-19, Comau lancia l’iniziativa “Smart Digital Restart” in collaborazione con Microsoft Italia, mettendo a disposizione in.Grid/Link, una nuova web app per il monitoraggio e la diagnostica in remoto dei propri robot e macchine utensili. L’applicazione sarà disponibile in forma gratuita per 6 mesi, nella versione ‘light’, in Italia e, a seguire, in altri Paesi. in.Grid/Link fa parte della piattaforma in.Grid, che Comau ha sviluppato per accompagnare il passaggio delle imprese alla manifattura digitale: un pacchetto software che facilita l’acquisizione e lo scambio di dati tra apparecchiature e macchinari industriali, ai fini della manutenzione predittiva e per ottimizzare la produttività. in.Grid/Link consente agli operatori di monitorare a distanza lo status dei robot e dei macchinari installati all’interno di uno stabilimento, verificandone i parametri operativi. I dati elaborati dalla piattaforma di data analytics in.Grid possono essere visualizzati in tempo reale su qualsiasi pc, tablet, smartphone, con un’interfaccia personalizzabile in base alle necessità dei clienti. La nuova applicazione fa leva sulla piattaforma Azure e sulle soluzioni IoT di Microsoft per offrire un ambiente scalabile e sicuro per attività di assistenza da remoto. Nella sua versione completa, il sistema effettua la raccolta, l’analisi e la memorizzazione in cloud di dati-macchina e di processo, per tenere sotto controllo l’andamento dei cicli di lavoro degli impianti robotizzati, notificando la necessità di manutenzione e di assistenza in caso di mal funzionamento. Comau si impegna in tal modo ad aiutare le aziende a gestire con facilità e continuità le proprie linee automatizzate anche in modalità di “remote working”. 12
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La nostra nuova sede è pronta - per te 590 mq di Centro di Competenza, Sala conferenze per 100 persone Un avanzato polo tecnologico con un Centro di Competenza più ampio e rinnovato per offrirti opportunità e soluzioni per la tua competitività. GF Machining Solutions diventa il partner più affidabile ed evoluto del tuo successo mettendo a tua disposizione la qualità, la capacità innovativa e l’organizzazione ‘svizzera’ del leader mondiale nella lavorazione di precisione.
PANORAMA I N FOR MAZ ION E DAL MON DO TECNOLOG ICO
COME PUÒ L’IA AIUTARE IN MODO EFFICACE L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA?
LA 18° CONFERENZA STAMPA INTERNAZIONALE FESTO, PRESSO FESTO AUTOMATION S.A.U. A BARCELLONA, HA FATTO IL PUNTO SULLO STATO DELL’ARTE IN TEMA DI DIGITALIZZAZIONE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELL’INDUSTRIA
C
ome può l’intelligenza artificiale essere usata in modo efficiente nell’industria manifatturiera? Come si può sfruttare il suo potenziale per migliorare la produzione? Questi i temi trattati da Oliver Jung, CEO di Festo, Xavier Segura, General Management Festo per Spagna e Portogallo e Michael Hoffmeister, Executive Expert Digital Business. 14
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Di Cristina Gualdoni La città catalana è oggi considerata la Silicon Valley europea per la presenza delle più importanti aziende del settore e di conseguenza centro di innovazione e tecnologia. Oliver Jung, ha inoltre sottolineato come per il mercato dell’automazione il futuro sia brillante, nonostante i segnali provenienti da altri settori non lo siano altrettanto. “L’Intelligenza Artificiale è già una realtà nella nostra vita quotidiana – ha affermato
Oliver Jung -. L’automazione industriale sta cambiando grazie alla digitalizzazione. Ad esempio la creazione di gemelli virtuali ha portato ad una drastica riduzione del settling time e dei fermi impianto. Per incrementare l’efficienza nella produzione è essenziale unire l’esperienza dell’operatore con i metodi dell’IA”. L’obiettivo di Festo per il 2020 è quello di fornire la gamma più completa di componenti smart con IA integrata.
Grazie a Festo IoT Gateway gli impianti produttivi possono essere dotati di Intelligenza Artificiale senza grossi interventi. Algoritmi e modelli possono essere aggiornati direttamente su un dispositivo senza modifiche al PLC e indipendentemente dalla capacità del computer e dalle risorse libere del PLC. Con Festo Projects gli utenti possono coordinare i loro progetti di automazione con la casa madre in modo centralizzato, semplice e lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Il software fornisce una panoramica rapida e chiara dei dati di configurazione. Festo Project è la prima piattaforma per la gestione del ciclo di vita dei Gemelli Digitali rivolta sia ai costruttori di macchine, sia agli End-User. Smartenance è il programma di gestione della manutenzione digitale, disponibile per il download come App, che consente ai clienti finali di pianificare, monitorare e
valutare la manutenzione dell’impianto. Il programma è stato implementato in diversi stabilimenti Festo presenti il tutto il mondo, con un ROI inferiore ai sei mesi. Tanja Maap, Managing Director di Resolto, ha inoltre spiegato come portare la IA direttamente alla macchina. Resolto, infatti, è specialista nel campo della AI e parte del Gruppo Festo dal 2018. La piattaforma Scraitec supporta Festo nella messa a punto delle sue tecnologie di automazione pneumatica ed elettrica per l’Industria 4.0. Visto che i. Scraitec fornisce dati rilevati dai sensori sulle macchine accorciando quindi i tempi di ciclo e riducendo possibili guasti ed errori di produzione. La seconda giornata dell’evento è stata dedicata alla visita del Centro di Eccellenza per la stampa 3D di HP, a Sant Cugat, il più grande laboratorio di Ricerca e Sviluppo al di fuori degli USA.
La collaborazione tra Festo e HP si è consolidata nel corso degli anni fino a diventare un’alleanza strategica nel perseguimento dell’efficienza. I prodotti Festo, come ad esempio i componenti per il controllo della portata e della pressione, sono fondamentali per ottenere un processo stabile nella produzione additiva. La capacità delle soluzioni Festo di essere collegate in rete attraverso l’intera gerarchia di controllo, dalla meccanica al cloud, consentirà a HP di sviluppare stampanti 3D flessibili e automatizzate, incrementando produttività e ripetibilità. Da parte sua, Festo utilizza la tecnologia di stampa 3D Multi Jet Fusion di HP nello stabilimento tecnologico di Scharnhausen, in Germania, per produrre singoli componenti di serie che non possono essere prodotti con la tecnologia convenzionale. L’introduzione della stampa 3D di HP sta aiutando Festo a liberare tutto il potenziale di questa tecnologia per aggiungere valore alle catene di fornitura dei propri clienti. Fabio Annunziata (Sr Director – Strategic Alliances HP) e Havier Segura (General Manager Festo Spain/Portugal)hanno così commentato la partnership con Festo: “Siamo entusiasti di supportare Festo, un leader nell’automazione industriale, nel soddisfare le esigenze sia della propria attività, sia dei suoi clienti finali. Festo sta facendo leva sulle nostre soluzioni di stampa 3D per accelerare il time-tomarket, esplorare le potenzialità della produzione distribuita e ottimizzare catene di fornitura complesse. Continueremo a collaborare in modo bidirezionale per guidare la trasformazione verso una fabbrica sempre più Smart. Non è una questione di tecnologia, è una questione di cambiamento di leadership”. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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PANORAMA
SICK, OLTRE I SENSORI C’È IL SOFTWARE
IL NUOVO PORTFOLIO DI OFFERTE DIGITALI DEL PRODUTTORE TEDESCO CONSENTE DI SEMPLIFICARE LA RACCOLTA DEI DATI E LA LORO ELABORAZIONE, E PERMETTE ANCHE AI NON PROGRAMMATORI DI SCRIVERE APP DI DATA COLLECTION GRAZIE A UNO STRUMENTO DI PROGRAMMAZIONE BASATO SU BLOCCHI PRECOSTRUITI E INTERFACCIA GRAFICA Di Silvano Corridolo
“I
dati sono come diamanti una linea di produzione è in grado Posto che nell’automazione grezzi, vanno puliti di mettere in difficoltà qualsiasi nulla è standard (quando gli per far apparire il loro infrastruttura It, chiamata a standard sono centinaia, valore” ha detto Cristoph raccogliere in tempo reale questa vuol dire che non sono Muller, Senior VP di massa di numeri e a trasferirla tali), bisogna trovare un Sick, durante la presentazione di una senza perdere nemmeno un modo per semplificare e, se nuova serie di prodotti software pensati per bit; secondo, una volta che i dati possibile, astrarre la scrittura rendere più facile ed efficiente l’accesso alle arrivano al sistema che li deve di tali applicazioni. Robert Bauer, grandi quantità di dati prodotte dai sensori elaborare, trasformarli in informazioni chairman di Sick Ed è quello che ha fatto digitali. richiede algoritmi capaci di filtrare, Sick, annunciando durante In effetti, uno dei grossi scartare ciò che non serve, l’evento Go Beyond (“andare problemi dell’industry 4.0 è aggregare il dato utile, e infine oltre”) un nuovo portfolio di prodotti proprio quello di trasformare analizzare i risultati per ottenere digitali, un vero e proprio ecosistema i dati in informazioni utili l’informazione cercata. Ma software che permette di semplificare la al business. Problema che ancora più a monte della creazione di applicazioni per la lettura e ha almeno due aspetti raccolta dei dati dai sensori, l’analisi dei dati provenienti dai sensori. critici: primo, i sensori sono c’è un problema di base, ovvero “Negli ultimi anni, abbiamo produttori instancabili di la creazione delle applicazioni lavorato duramente per semplificare dati, e lo stream prodotto da che interrogano i sensori, o che considerevolmente l’uso dei dati acquisiti Christoph Muller, Senior VP di Sick un macchinario sofisticato o da ricevono il dato in prima battuta. dai sensori. Sono state create molte 16
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soluzioni di sensori che consentono di aumentare l’efficienza del sistema e il funzionamento del processo” ha dichiarato Muller.
L’offerta La nuova offerta di Sick si articola su due gamme, Sick AppSpace e Sick IntegrationSpace, e si basa sull’ampio know-how applicativo di Sick, semplificando l’integrazione verticale dei dati dal sensore fino al cloud. Non si tratta dunque “solo” di componenti dedicate all’OT, ma anche di software destinato a lavorare nella parte It dell’equazione. Ciò si ottiene utilizzando strutture di dati flessibili e fornendo preziose informazioni e conoscenze attraverso servizi digitali e consulenza di esperti, consentendo così agli utenti di padroneggiare in modo ottimale le proprie sfide utilizzando gli approcci Industry 4.0. Nell’ecosistema Sick AppSpace è possibile configurare sensori e dispositivi periferici programmabili per nuove attività tramite applicazioni chiamate SensorApps. Molte app sono già disponibili per il download tramite Sick AppPool, che funziona come un marketplace dove le app vengono raccolte. La novità però è che, se fino ad ora erano necessarie competenze di
programmazione di base per generare una SensorApp in Sick AppStudio, questo non è più vero. Grazie a una nuova interfaccia grafica in Sick AppStudio, gli utenti possono ora scrivere specifiche applicazioni di sensori anche senza conoscere lo specifico linguaggio di programmazione. Le app infatti si creeranno configurando e collegando in un flusso di dati blocchi funzionali predefiniti che realizzano le funzioni di base, una sorta di mattoncini già pronti all’uso. Con l’introduzione di questo tool,che avverrà più avanti nel corso di quest’anno, Sick sta quindi aprendo Sick AppSpace a un gruppo di utenti più ampio rispetto ai programmatori specializzati, e contemporaneamente aumentando la disponibilità di applicazioni di sensori attuali e nuove. A riprova dell’efficacia e della velocità con cui si possono rendere disponibili le app, nel portfolio troviamo per esempio PeopleCounter e DistanceGuard, create per rendere possibile l’uso dei sensori Sick in funzione anti-Covid, per rendere possibile il distanziamento sociale nel rispetto della privacy.
Salire di livello La piattaforma Sick Integration Space invece consente di accedere alla
rappresentazione virtuale del sensore e dei suoi dati. Si sale quindi di livello, in una dimensione nella quale i dati dei sensori sono integrati in servizi digitali intelligenti. Gli utilizzi che si possono fare di questi dati possono essere personalizzati per il singolo cliente, in quanto lo sviluppo di questi servizi digitali, basati su Sick AssetHub e Sick LiveConnect, è continuo. La trasparenza acquisita dai dati dei sensori fornisce una base per l’ulteriore ottimizzazione dei processi aziendali. La piattaforma Sick Integration Space offre al cliente un mezzo semplice e indipendente per amministrare e prenotare servizi digitali.
Asset Hub e LiveConnect “Oggi i clienti vengono da noi con problemi che non hanno nulla a che fare con la tradizionale ingegneria dell’automazione che coinvolge sistemi di sensori, logica e attuatori”, spiega Müller “Invece, vogliono rendere i processi aziendali molto più efficienti. I sensori raccolgono dati che possono aiutare a risolvere questo problema “. Per dare una risposta a queste esigenze Sick ha introdotto LiveConnect, che fornisce una connessione verso il sensore ai servizi Web e alle applicazioni dell’Industria 4.0, rendendo così possibili M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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PANORAMA
nuove applicazioni aziendali, per esempio il monitoraggio delle emissioni delle navi come prova del rispetto dei requisiti legali. Di provvedere alla raccolta vera e propria sul campo si occupa invece FieldEcho, un software capace di raccogliere i dati da qualsiasi dispositivo IO-Link, sfruttando un client OPC UA connesso al bus e di qui ai PLC e ai sensori veri e propri. Per accedere alla rappresentazione virtuale del sensore e dei suoi dati, Sick utilizza LiveConnect per fornire una connessione standardizzata e sicura da un gateway periferico, come SIM1012, a Sick Asset Hub o altre applicazioni, Sick o di terze parti. Il servizio Web LiveConnect collega l’hardware, una SensorApp e un’istanza cloud. Ciò crea una connessione tra l’ambiente OT, orientato ai sensori (Sick AppSpace), e l’ambiente cloud Sick IntegrationSpace. Asset Hub è un sistema di gestione delle risorse aziendali (EAM) digitale basato sul Web. Grazie alla vista funzionalmente ricca e interattiva che fornisce, dai singoli sensori e macchine fino all’intero impianto, crea più trasparenza 18
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nella catena del valore aggiunto. Questa nuova trasparenza, lungo l’intero ciclo di vita, consente una maggiore disponibilità dell’impianto ed efficienza del processo tramite immagini virtuali, gemelli digitali e risorse. I dati vengono valutati in Asset Hub per fornire preziose informazioni sugli inventari richiesti, sulla manutenzione, sul momento giusto per gli aggiornamenti del software o sulla disponibilità dei dispositivi. Per esempio, il modulo di servizio Sick Asset Hub offre servizi per gli addetti alla manutenzione e consente loro, tra le altre cose, di accedere ai programmi e ai certificati di manutenzione dei sensori. Asset Hub fornisce anche una base flessibile
per ulteriori servizi digitali a valore aggiunto incentrati sugli asset di Sick, per esempio Sick Installed Base Manager, Sick LiveConnect, Sick Monitoring Box o Sick Service Module. Un altro componente interessante è Sick Deep Learning, uno strumento di intelligenza artificiale per l’analisi dei dati raccolti dai sensori. Per supportare la nuova offerta e ampliare il know-how sulla digital transformation, Sick aprirà nel 2021 una nuova training academy, basata su un’infrastruttura alla stato dell’arte al servizio di nuovi metodi di apprendimento, anche via Web visto che le nuove misure di distanziamento non è detto che vengano rimosse l’anno prossimo. Sick ha registrato nel 2019 un fatturato di circa 1,8 miliardi di euro, e secondo Robert Bauer, chairman di Sick che ha introdotto l’evento Go Beyond, a fronte di ricavi stabili nel tradizionale comparto della factory automation, ha visto un netto incremento del business legato alla process automation (+27%) e un buon aumento delle ventite nel settore della logistica (+11), che sempre più si affida ai sensori e al digitale, per esempio per monitorare il trasporto dei container via mare.
Al sicuro oggi per ripartire domani.
In tempi di incertezza, tutti dobbiamo lavorare assieme e fare la nostra parte. Con oltre 50 anni di esperienza nell’igiene professionale, possiamo aiutarti condividendo soluzioni igieniche essenziali per ridurre il rischio di diffusione delle malattie all’interno del tuo stabilimento e proteggere la salute pubblica. Questo kit fornisce informazioni e strumenti importanti per aiutarti ad assicurare al tuo personale un lavoro in sicurezza durante la pandemia causata dal COVID-19.
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PANORAMA
OSSERVATORIO INDUSTRIA 4.0 L’OSSERVATORIO INDUSTRIA 4.0 DELLA SCHOOL OF MANAGEMENT DEL POLITECNICO DI MILANO HA PRESENTATO DURANTE IL CONVEGNO ONLINE “DIGITAL NEW NORMAL: ESSERE 4.0 AI TEMPI DEL COVID”, ALCUNI DEI RISULTATI EMERSI DALL’INDAGINE SVOLTA SU UN CAMPIONE DI 1100 APPLICAZIONI DI TECNOLOGIE 4.0 NELLE AZIENDE MANIFATTURIERE Di Cristina Gualdoni 20
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I
l mercato dell’Industria 4.0 in Italia nel 2019 ha raggiunto un valore di 3,9 miliardi di euro (NOTA 1) , in crescita del 22% rispetto all’anno precedente e quasi triplicato in 4 anni, in gran parte (2,3 miliardi di euro, il 60%) dedicato a progetti di connettività e acquisizione dati (Industrial IoT) e poi suddiviso tra Analytics (630 milioni), Cloud Manufacturing (325 milioni), Advanced Automation (190 milioni), Additive Manufacturing (85 milioni) e tecnologie di interfaccia uomo-macchina avanzate (55 milioni). A tutto questo vanno aggiunte le attività di consulenza e formazione per progetti Industria 4.0: circa 255 milioni di euro, +17% rispetto al 2018. Per il 2020, originariamente si prevedeva una crescita in linea con il trend 2019, con un incremento compreso tra il 20 e il 25%, ma per effetto della pandemia si prospetta uno scenario di grande incertezza, le cui previsioni - legate all’effettivo superamento dell’emergenza, alla ripartenza della domanda e ai possibili stimoli agli investimenti - variano da uno scenario ottimistico di chiusura dell’anno quasi in linea con il budget
iniziale a uno pessimistico di contrazione del fatturato 4.0 nell’ordine del 5-10%. Nel medio-lungo termine, in ogni caso, il sentiment verso l’industria 4.0 rimane positivo, rafforzato dalla considerazione che l’emergenza abbia accelerato la trasformazione digitale. Nel 2019 si sono incrementate le applicazioni 4.0 nelle imprese italiane: il 40% ha investito più del 2018 e in media oggi se ne contano 4,5 per azienda, con una forte accelerazione in particolare di soluzioni Cloud e Analytics per la Supply Chain, oltre che IoT per le fabbriche, mentre si affacciano le prime applicazioni di Artificial Intelligence (il 7% ne ha già implementato qualcuna). Anche se spesso il ritorno d’investimento non è immediato, solo l’1% delle imprese è deluso dalle soluzioni 4.0. A dimostrazione di reattività imprenditoriale, a seguito dell’emergenza oggi quasi un terzo delle aziende sta riconvertendo la sua produzione o sta valutando di farlo (rispettivamente il 12% e 19%) e per il 25% di queste sono state fondamentali tecnologie 4.0 come l’IoT e Cloud. Nei prossimi mesi gli investimenti si preannunciano ridotti: il 26,5% delle aziende posporrà almeno metà di quelli
originariamente pianificati, circa un quarto si concentrerà su IndustrialIoT, Analytics e Advanced HMI. Nell’incertezza, le imprese auspicano incentivi per non fermare la “scalata digitale”, in particolare una riduzione delle imposte sui prossimi esercizi contabili (33%) e una diminuzione del costo del lavoro per operatori di fabbrica (per il 30%). Ma un terzo (31%) chiede anche di rilanciare il Super e Iper ammortamento per beni strumentali, di gran lunga più desiderato rispetto al credito d’imposta per ricerca e sviluppo (17%), agli incentivi per beni immateriali (18%) o a quelli per assunzione e formazione (8% e 11%). “In questa nuova fase – dice Marco Taisch, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Industria 4.0 -, all’industria italiana spetta il compito di essere il motore della ripartenza, in un contesto in cui la trasformazione digitale diventa ancora più rilevante non solo per garantire i processi operativi, ma anche per dare nuova efficacia alle decisioni, accelerare la riconversione dei prodotti, monitorare e gestire i rischi. Le imprese che avevano investito in precedenza ne hanno tratto grande beneficio, ma questa
Il mercato è misurato come il valore (al netto di IVA) dei progetti di Industria 4.0 realizzati da imprese dell’offerta avente una sede operativa in Italia, e realizzati presso imprese manifatturiere e industriali, sia italiane sia estere
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PANORAMA è una occasione per tutte per compiere un passo avanti nel digitale. In questo senso è positivo l’impegno del Governo nel dare stabilità al piano Trasformazione 4.0”. “Delle 1100 applicazioni di tecnologie 4.0 nelle aziende manifatturiere censite dall’Osservatorio, ben il 46% rispondono a bisogni enfatizzati dalle imposizioni di lockdown - spiega Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 -. L’emergenza segnerà profondamente le imprese italiane, circa il 40% stima una perdita di fatturato di oltre il 20% rispetto al budget, ma gli investimenti in digitale sono stati lo strumento per reagire all’emergenza sanitaria e secondo la grande maggioranza delle industrie questa esperienza alla fine si rivelerà un acceleratore della trasformazione 4.0”.
Le Smart Technologies A livello internazionale, nel 2019 l’Osservatorio ha raccolto circa 300 nuove applicazioni di Smart Technologies, che raggiungono complessivamente quota 1100, l’88% di cui rilevato in grandi aziende e il 12% in PMI. L’Industrial IoT rimane la tecnologia basilare (circa 300 applicazioni, +42% rispetto all’anno scorso), spesso abbinata all’Industrial Analytics (circa 150, +39%) per prevedere il comportamento dei sistemi, gli eventi futuri. Il Cloud Manufacturing (circa 100 applicazioni, +27%) si focalizza su accessibilità, visibilità e collaborazione nei processi di Supply Chain. L’Additive Manufacturing (più di 100 applicazioni, +34%) si consolida grazie alla flessibilità
di produzione. Crescono anche le applicazioni di Advanced HumanMachine Interface nei processi di manutenzione, sviluppo prodotto e training (circa 250, +20%); tra queste il 70% sono soluzioni di realtà aumentata e il 15% di realtà virtuale (15%). Crescono le applicazioni di Advanced Automation (220, +15%), in assemblaggio, saldatura, pressofusione, avvitatura, levigatura,
lucidatura, logistica, ma anche Safety. Circa il 46% delle applicazioni totali (514 su circa 1100) hanno potenzialmente contribuito alla gestione dell’emergenza sanitaria, come l’assistenza da remoto con la realtà aumentata, la sanificazione intelligente degli ambienti con sensoristica IoT o piattaforme cloud che permettono la collaborazione tra attori della supply chain. “L’emergenza sanitaria legata alla pandemia ha forzato le imprese industriali a trarre il meglio dai loro investimenti digitali, per dare resilienza alle catene del valore a cui appartengono – dice Sergio Terzi, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 -. Questa esperienza aiuta a comprendere come i benefici da considerare per le Smart Technologies siano ben più ampi di quelli solitamente utilizzati per validarne la decisione di investimento”.
Il digitale ai tempi del Covid19 Oltre all’adozione di pratiche di Smart Working per tutto il personale indiretto, nell’emergenza sanitaria le tecnologie 22
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algoritmi di analisi dati con l’Artificial Intelligence, tecnologie di interfaccia uomo-macchina di ultima generazione”.
L’organizzazione dei progetti 4.0
digitali sono diventate strumenti per reagire alla crisi. Ma aiutano anche a comprendere le direzioni dell’Industria 4.0 nella nuova normalità. Nei prossimi mesi, infatti, le tecnologie IoT permetteranno di migliorare il distanziamento sociale nei luoghi di lavoro, localizzando e tracciando i percorsi, oppure utilizzando veicoli a guida autonoma nella logistica interna. Modelli e simulazioni attraverso dati in real time permetteranno di realizzare analisi per rispondere all’incertezza. Piattaforme di teleconferenza consentiranno la gestione da remoto di riunioni, trattative commerciali, revisioni e collaudi. Piattaforme di design collaborativo, simulazioni di processo si diffonderanno nello sviluppo prodotto. Soluzioni di Advanced Human Machine Interface, di virtual commissioning e di teleconferenza permetteranno l’esecuzione da remoto di attività operative come interventi manutentivi, installazioni e collaudi al cliente. In generale, le tecnologie digitali permetteranno di potenziare
le capacità di monitoraggio, controllo e presa di decisioni nei sistemi produttivi e logistici, i principi del Cyber Physical System (CPS), paradigma secondo cui le tradizionali macchine si evolvono per comunicare, raccogliere, elaborare dati e agire da “ponte” tra realtà fisica e virtuale. Sia attraverso modelli digitali per la simulazione del mondo fisico (tra cui il Digital Twin, “gemello digitale” che replica in virtuale ciò che succede nel mondo reale), che attraverso algoritmi di analisi, come tecnologie di Advanced HMI. “Ai tempi del Covid19 – dice Marco Macchi, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 -, l’introduzione del paradigma Cyber Physical System è un’opportunità fondamentale per avere garanzia di continuità delle operazioni degli impianti e delle filiere, superando l’idea che si debba essere necessariamente sul posto per certe azioni e decisioni. È fondamentale che le imprese imparino a lavorare in un ambiente virtuale a stretto contatto con la realtà fisica, considerando modelli Digital Twin per la simulazione,
La gestione dei progetti di innovazione 4.0 è ancora una lacuna per molte aziende italiane. Il 42% infatti persegue diversi progetti in modo coordinato, ma senza una roadmap o un programma strategico complessivo; il 24% segue una roadmap generale. Solo una percentuale limitata (circa il 10%) ha invece un programma globale che guida in modo strutturato l’identificazione e la gestione dei diversi progetti. L’indagine compiuta dall’Osservatorio sulle aziende “virtuose” rivela che una visione strategica dell’innovazione 4.0 e un approccio sistemico alla gestione dei progetti possono portare numerosi benefici per l’azienda che decide di implementare tecnologie 4.0, perché permettono di creare sinergie, evitare la duplicazione delle risorse messe in campo e di massimizzare le probabilità di successo nel raggiungere gli obiettivi. “Per un approccio sistemico ai progetti I4.0 serve inquadrarli in ampi programmi di digitalizzazione, con una visione strategica dei vantaggi e del ruolo delle persone nei processi operativi – spiega Raffaella Cagliano, docente Ordinario di People Management e Organization al Politecnico di Milano -, coinvolgendo più funzioni, dipartimenti e livelli gerarchici, insieme agli utenti per raccogliere proposte di miglioramento. Inoltre, serve un approccio basato su metodologie agile e di design thinking, con un’attenzione particolare al Change Management, dedicando se possibile figure specifiche a supporto del progetto e facendo leva su culture aziendali orientata al miglioramento continuo”. * L’edizione 2019-2020 dell’Osservatorio Industria 4.0 è realizzata con il supporto di Assolombarda, Cisco, Considi, Dassault Systèmes, Enel, FANUC Italia, KPMG Advisory, Var Group e HPE; Advantech, Data Reply, Edison, GEFRAN, IT Consult, Orange Business Services, Schneider Electric, ServiceMax, Sew-Eurodrive, TXT, Value Stream; con la partecipazione di Fincantieri. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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PANORAMA
LO STATO DELL’ADDITIVE MANUFACTURING NELL’AREA EMEA 3 LEZIONI APPRESE DALLA CRISI DEL CORONAVIRUS di Markus Glasser, Senior Vice President per l’area EMEA di EOS
I
l virus Covid-19 ha colpito il mondo con modalità senza precedenti. La pandemia mostra quanto duramente una crisi possa turbare la società e l’economia interconnesse a livello globale. Tuttavia, l’attuale situazione ci permette di trarre preziosi insegnamenti sul modo in cui la tecnologia e la collaborazione possono fare la differenza per offrire aiuto in modo significativo. Ritengo che i tre aspetti seguenti, che 24
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vanno da una prospettiva individuale (micro) a una a livello di settore (macro), siano molto importanti, non solo durante ma anche dopo questa pandemia.
Una comunità unita dalla velocità e dall’esperienza In tempi di crisi gli individui e le organizzazioni hanno bisogno di unirsi, e durante il Covid-19 lo hanno fatto. Quando i tassi di infezione sono aumentati in tutto il mondo, il potenziale
della stampa 3D è stato velocemente sfruttato per produrre in modo rapido macchinari e apparecchiature medicali. La comunità AM ha lavorato instancabilmente per trovare soluzioni efficaci per la lotta contro il virus, organizzando celle di produzione distribuite per le apparecchiature, riducendo la mancanza e i tempi di consegna di maschere, visiere protettive e ventilatori, per citare solo alcune applicazioni. Sono affascinato dalle varie
attività che ho visto negli ultimi mesi in tutta l’area EMEA: dalla Svezia al Sudafrica, dalla Spagna alla Repubblica Ceca, i risultati sono impressionanti. Ad esempio, l’azienda britannica 3T ha sfruttato l’ecosistema globale dei partner EOS e con la loro collaborazione ha prodotto più di 100.000 fasce per visiere protettive in appena un paio di settimane. Le visiere protettive vengono utilizzate dal personale in prima linea che combatte la pandemia di Covid-19. Mi rende orgoglioso il fatto che, tra fornitori, partner e clienti, EOS abbia fatto e stia facendo la sua parte: oltre al supporto con materiali e conoscenze, EOS sta utilizzando la propria rete per facilitare lo scambio di idee e progetti. La nostra iniziativa basata sulla piattaforma aperta 3Dprint against Corona è in grado di offrire dati pertinenti, progetti di grande impatto e preziosi file da scaricare gratuitamente, pronti per la stampa.
Di conseguenza, anche se in questo periodo offrire aiuto è una priorità assoluta per EOS, vogliamo assicurarci anche che i progetti che stiamo sostenendo siano efficaci, duraturi e del livello di qualità che è essenziale quando si tratta di salvare vite umane. Al fine di garantire che tutto ciò che condividiamo sulla nostra piattaforma online sia sicuro e utile per fronteggiare le sfide che ci troviamo ad affrontare, il nostro team globale di esperti esamina ogni contributo per garantire che soddisfi gli elevati standard sanitari necessari in una pandemia.
Rafforzare una supply chain fragile La crisi del Covid-19 ha evidenziato le sfide associate alle dipendenze dovute alla globalizzazione. Negli ultimi decenni, lo sviluppo e la produzione di prodotti “di rilevanza sistemica” sembrano concentrarsi
Salute e sicurezza innanzitutto significa qualità innanzitutto
Mentre sono risultati presto evidenti i vantaggi della stampa 3D per produrre rapidamente componenti di cui c’è un disperato bisogno, è diventato anche chiaro che a) la stampa 3D non è accessibile a tutti e b) non tutte le tecnologie di stampa 3D sono ugualmente adatte. Soprattutto in ambito medico, non è possibile scendere a compromessi per quanto riguarda la qualità dei componenti. Per raggiungere questo obiettivo, anche quando il tempo è essenziale, sono fondamentali tecnologie di additive manufacturing di livello industriale e una vasta esperienza. EOS supporta da anni il settore medicale con sistemi e materiali certificati, processi qualificati, competenze specialistiche e consulenza. Soddisfiamo a livello globale le elevate esigenze di regolamentazione, nonché gli standard FDA e MDR per le applicazioni medicali. Ora EOS mette la propria esperienza e competenza al servizio di questa iniziativa.
discusso a lungo, ma non è mai diventato davvero una realtà. Il momento attuale è una grande opportunità che dobbiamo cogliere. La stampa 3D industriale può contrastare le sfide attuali a medio e lungo termine. La tecnologia aumenta la flessibilità dei processi di produzione e fabbricazione, riducendo la dipendenza unilaterale dalle supply chain globali e riducendo le spese logistiche. Può essere utilizzata molto rapidamente e in diversi modi per produrre componenti rilevanti per l’approvvigionamento, anche in tempi di crisi. Un altro aspetto a questo proposito è l’accumulazione di scorte e magazzini virtuali. Gli stati potrebbero utilizzare un magazzino virtuale, basato sulle “riserve strategiche”. In un magazzino virtuale centralizzato di questo tipo, le aziende di stampa 3D possono archiviare componenti funzionali di rilevanza sistemica a cui tutte le aziende possono accedere, in caso di necessità. Ciò garantisce alle aziende un risparmio sui costi e sulla capacità di stoccaggio. La stampa decentralizzata di importanti componenti dei prodotti in tempi di crisi è quindi possibile in qualsiasi momento.
Un’opportunità di cambiamento
in determinate parti del mondo. Ciò porta a colli di bottiglia a livello di forniture e indebolisce i mercati interni strategicamente importanti e l’autonomia. Tuttavia, mentre il Covid-19 da un lato ha paralizzato le industrie di tutto il mondo, dall’altro costringe le persone a innovare abbracciando le possibilità della digitalizzazione. A livello personale, lavorare da casa e utilizzare le conferenze Web è la nuova normalità per molte persone che fino a poche settimane fa avevano sempre lavorato dal proprio ufficio. Lo stesso livello di innovazione può essere osservato nel settore produttivo: il mondo è improvvisamente arrivato nello scenario della produzione distribuita, che è stato
Per riassumere, la stampa 3D industriale può essere utilizzata per ottimizzare lo stoccaggio di componenti e parti di ricambio e per accelerare i processi di sviluppo per i nuovi prodotti. Tutto ciò contribuisce anche a migliorare i fattori di sostenibilità, a rafforzare le piccole e medie imprese e a garantire il progresso economico e tecnologico dell’area EMEA. L’attuale crisi causata dal Covid-19 può essere un’opportunità per le aziende: ogni impresa ne subisce l’influenza, ma chi ora agisce in modo intelligente può emergere da questi tempi difficili più forte della concorrenza. L’additive manufacturing è un ingrediente per il successo e un’importante risorsa da sfruttare per il mondo maggiormente digitale che seguirà il Covid. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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PANORAMA
TORK PERFORMANCE LAVORARE IN UN AMBIENTE PULITO E SICURO
RICCARDO TRIONFERA, DIRETTORE COMMERCIALE DI ESSITY PROFESSIONAL HYGIENE CI SPIEGA COME MIGLIORARE L’IGIENE E LA PULIZIA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO
C
he l’igiene e la pulizia personale e delle superfici siano fattori sempre più determinanti in qualsiasi ambiente e attività è ormai chiaro a tutti, e avere gli strumenti giusti a disposizione è una condizione indispensabile per farci sentire al sicuro. I tempi sono maturi per eliminare dai siti produttivi stracci e panni poco igienici che vanno sostituiti con panni monouso disponibili in pratici Dispenser, 26
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A cura della redazione opportunamente posizionati accanto al luogo di lavoro per asciugare, pulire e lucidare. Sembrano dettagli, ma non è così. Ed è facile comprendere che l’accessibilità é un fattore chiave per una fruizione ottimale di panni e asciugamani di carta, per assicurare che questi prodotti vengano utilizzati nei tempi e nei modi corretti. Tork, marchio internazionale di Essity, leader mondiale nel settore dell’Igiene Professionale, grazie all’esperienza in
materia di igiene, design funzionale e sostenibilità ha sviluppato una linea di Dispenser appositamente studiati per il settore Industriale, la linea Tork Performance “Una gamma di dispenser per carta o panni per l’asciugatura e le pulizia e la lucidatura, disponibili in rotoli o tovaglioli pre-tagliati che include sei diversi tipi di dispenser che sono stati appositamente adattati per l’industria manufatturiera e tecnologica, per i ristoranti e le cucine professionali,
ABOUT TORK
Il marchio Tork offre prodotti e servizi per l’igiene professionale ai clienti di tutto il mondo che vanno da ristoranti e strutture sanitarie a uffici, scuole e industrie. I nostri prodotti includono dispenser, asciugamani di carta, carta igienica, sapone, tovaglioli, panni, ma anche soluzioni software per la pulizia basata sui dati. Grazie alla competenza in materia di igiene, design funzionale e sostenibilità, Tork è un leader di mercato che supporta i clienti a pensare al futuro in modo che siano sempre pronti per il business; un marchio globale di Essity e un partner impegnato con clienti in oltre 110 paesi. Tork è un marchio internazionale di Essity, realtà presente in Italia con una sede a Legnano (MI) e 3 stabilimenti produttivi in Toscana. www.tork.it
laboratori e ospedali” come ci spiega Riccardo Trionfera, Direttore Commerciale di Essity Professional Hygiene.
Design e funzionalità “I dispenser per uso professionale e i panni – continua Trionfera – erano rimasti quasi completamente inalterati per quasi 30 anni, ora
Tork ha sviluppato una linea di prodotti di nuova generazione, con un’attenzione particolare all’efficienza, all’ergonomia e al design. I dispenser Tork Performance sono disegnati ergonomicamente con asciugamani e maniglie facili da afferrare e semplici da usare e ricaricare. La funzionalità e il design dei dispenser rende più facile la pulizia e l’asciugatura, e questo si
Questo dispenser riduce consumi e sprechi grazie all’erogazione singola. I panni sono protetti fino al momento dell’utilizzo, il che, unitamente a un design a prova di schizzi e facile da pulire, garantisce una buona igiene riducendo gli sprechi dovuti al depositarsi di impurità. Anche la ricarica è semplice e, grazie al coperchio semi-trasparente che consente di capire quando il prodotto sta finendo, non correrai più il rischio di rimanere senza panni. Il dispenser ha un’installazione versatile, grazie a numerose opzioni accessorie per il montaggio, quali il supporto da parete oppure le ventose o i magneti nel caso in cui non si intendano praticare fori nel muro. Grazie a questa flessibilità, il sistema può essere installato pressoché su ogni tipo di parete. A prescindere dalla modalità di installazione, il dispenser potrà essere facilmente rimosso laddove si rendesse necessaria la pulizia della parete per una maggiore igiene.
riflette positivamente sulla produttività, la salute e la sicurezza, l’ambiente e i costi di un ambiente di lavoro.
Amico dell’ambiente
Per molte compagnie l’attenzione per l’ambiente è diventata un punto di forza molto competitivo. I dispenser Tork Performance comprendono un bordo dentellato ergonomico e funzionale, che vi facilita nell’estrarre la lunghezza di carta desiderata senza usarne più di quella che realmente vi occorre, in modo da ridurre sprechi, consumi e trasporti. I dispenser sono inoltre molto robusti, per un ciclo di vita lungo e utile, e sono contrassegnati chiaramente in modo da facilitarne il riciclo dopo lo smaltimento.
Riccardo Trionfera, Direttore commerciale di Essity Professional Hygiene
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PANORAMA
INQUINAMENTO OUTDOOR E INDOOR
GARANTIRE LA SICUREZZA NEI LUOGHI CHIUSI POST EMERGENZA COVID-19 Di Eleonora Segafredo
L’
inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle maggiori criticità per la salute delle persone. Un dato confermato anche dal rapporto annuale “Air quality in Europe – 2019 report”, pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA)*1, che evidenzia come nel 2017, il 44% della popolazione urbana dei Paesi dell’UE-28 sia stata esposta a concentrazioni di particolato PM10 superiori rispetto ai valori raccomandati dall‘Organizzazione 28
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Mondiale della Sanità (OMS), una percentuale che sale al 77% con riferimento al PM2,5. Nonostante si ritenga generalmente che l’inquinamento dell’aria riguardi esclusivamente l’ambiente esterno e che tale fenomeno sia drasticamente ridotto, se non assente, in spazi confinati, i dati scientifici raccolti negli ultimi trent’anni evidenziano il contrario. A questo proposito abbiamo chiesto il parere di Andrea Casa, chairman dell’International Affairs Committee e membro del Consiglio di
Amministrazione di NADCA (National Air Duct Cleaners Association), la più importante e prestigiosa Associazione a livello mondiale sui temi dell’igiene degli impianti d’aria e Presidente Emerito di A.I.I.S.A. (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici). “L’emergenza causata dal COVID19 ha notevolmente incrementato la sensibilità collettiva verso la relazione che intercorre tra inquinamento outdoor e indoor. Nello specifico, è aumentata la consapevolezza sul come gli impianti di trattamento aria possano avere un
A tal proposito, esistono tecnologie che permettono di elevare ulteriormente il livello di protezione: grazie ad un controllo in remoto delle Unità di Trattamento Aria e delle condotte aerauliche, è possibile monitorare la qualità dell’aria erogata dall’impianto e registrare in modo preciso le tempistiche di formazione della contaminazione, a favore di un’analisi predittiva sullo stato igienico e sulle condizioni di esercizio degli impianti HVAC. *1https://www.eea.europa.eu/ publications/air-quality-in-europe-2019
ANDREA CASA
ruolo attivo nella veicolazione del SARS-CoV-2 all’interno di ambienti confinati. Se consideriamo i luoghi di lavoro, la qualità dell’aria diventa fattore determinante a tutela della sicurezza e salute delle persone e, in tal senso, eliminare i rischi di contaminazione da virus, miceti e batteri, nel pieno rispetto della normativa vigente, è un imperativo ormai imprescindibile”. Il recente Rapporto ISS COVID19, n. 5/2020 Rev. 2, pubblicato in data 25 maggio, indica le procedure da mettere in atto per garantire la salubrità dell’aria negli ambienti chiusi, sulla base del numero di lavoratori, prima fra tutte l’esclusione del circuito di ricircolo dell’aria, per evitare l’eventuale trasporto del virus e di altri patogeni nell’aria. Tuttavia, rispetto alla precedente versione, il nuovo documento risulta essere maggiormente in linea con la realtà impiantistica italiana poiché tiene conto quanto, specialmente in estate, questa funzione sia essenziale e non possa essere rimossa senza compromettere le prestazioni di alcuni impianti. Ciò comporterebbe variazioni sia in termini di temperatura che di umidità, fattori che rendono sicuri e confortevoli gli ambienti indoor nella stagione più calda. In altre parole, questi impianti, per riuscire a raffrescare e deumidificare l’aria, dovrebbero sia prelevare l’aria esterna, sia utilizzare l’aria già trattata.
“La soluzione per tenere attivi i circuiti di ricircolo e assicurare, al contempo, condizioni di igiene e sicurezza all’interno dei locali climatizzati, risiede in un’attenta Valutazione del Rischio Aeraulico, strumento fondamentale per implementare un efficace sistema di gestione e mitigazione dei rischi, compreso quello derivante dalla diffusione del SARS-CoV-2” ci spiega Andrea Casa. “Il rischio legato al COVID-19, infatti, dipende da una pluralità di fattori, che non si riduce alla semplice presenza o meno del ricircolo dell’aria. La funzione di questo documento è di rafforzare i protocolli specifici di contrasto e contenimento del COVID-19 adottati dalle singole aziende, tutelando efficacemente la salute dei lavoratori e dimostrando in modo oggettivo alle autorità competenti di aver tenuto una linea di condotta improntata all’osservanza delle regole e della diligenza “del buon padre di famiglia. Nella valutazione – conclude - , assumono importanza anche la struttura degli impianti, la loro integrità e stato di funzionamento, nonché le condizioni ambientali interne ed esterne agli edifici e quelle relative alla tipologia di persone che li vivono. In tal senso, il Piano di Gestione del Documento prevede tutte le misure e le cautele da adottare per mantenere in funzione il circuito di ricircolo, senza pericoli”.
È considerato il massimo esperto italiano in materia di igiene aeraulica, in virtù dell›expertise e delle sue pubblicazioni inerenti tematiche legali derivanti dalla contaminazione degli impianti dell’aria. Grazie ad una profonda comprensione delle dinamiche legali e probatorie unitamente ad una dedizione ventennale per lo studio dell’igiene aeraulica, Andrea Casa è stato in grado di elevare, a livello nazionale, l’attenzione per la materia anche in virtù dei suoi ruoli istituzionali. In tal senso, è socio fondatore e Membro del Consiglio Direttivo A.I.I.S.A., l’Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici, dove per due mandati è stato eletto Presidente e per cui, ancora oggi, ricopre la carica di Presidente Emerito. Inoltre, Andrea Casa è stato il primo e unico membro europeo ad essere ammesso al Board of Directors di NADCA, la più importante e prestigiosa Associazione a livello mondiale sui temi dell’igiene degli impianti di trattamento aria per cui attualmente ricopre il ruolo di Chairman dell’International Affairs Committee. Infine, Andrea Casa è Docente – Formatore per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 e del D.I. 06/03/2013.
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PANORAMA
ISTECH SI ESPANDE ALL’ESTERO CON KLAEGER IL MARCHIO KLAEGER È MOLTO CONOSCIUTO NEL SETTORE DEL TAGLIO METALLI, IN GERMANIA E NON SOLO: L’AZIENDA FONDATA NEL 1928 DA HERMANN KLAEGER CON IL PROPIZIO NOME DI “FORTUNA” E SUCCESSIVAMENTE CONOSCIUTA CON IL NOME DEL FONDATORE È CRESCIUTA NEI DECENNI SUPERANDO ANCHE LE DIFFICOLTÀ DEL PERIODO BELLICO E CONQUISTANDOSI UN’OTTIMA REPUTAZIONE PER LA SOLIDITÀ DELLE PROPRIE SEGATRICI A cura della redazione
R
ecentemente Klaeger è entrata a far parte del gruppo ISTech, azienda di Vanzago (MI) con oltre 25 ani di esperienza nella progettazione e realizzazione di soluzioni per il taglio metalli automatizzate standard e su misura. Abbiamo parlato dell’acquisizione con l’Amministratore Delelgato di ISTEch, Alessandro Rescaldani. Com’è nata la decisione di acquisire Klaeger? Si è trattato di un’opportunità che siamo riusciti a cogliere rapidamente: da tempo pensavamo ad un accordo commerciale con Klaeger, produttrice di una gamma di segatrici del tutto complementare 30
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con la nostra offerta in quanto costituita prevalentemente da soluzioni meno complesse rispetto alla tipica produzione ISTech. Abbiamo quindi iniziato una fase interlocutoria per sondare la possibilità di una collaborazione, che ci avrebbe permesso di utilizzare la notorietà del marchio Klaeger nei Paesi germanofoni per espandere la nostra attività in questi mercati, offrendo le soluzioni più evolute che Klaeger non produceva. Oltre al settore di appartenenza e alla grande attenzione per la qualità delle soluzioni di taglio, avevamo in comune con Klaeger anche l’agente per il mercato elvetico, che nel 2018 ci ha informati del fatto che la proprietà era intenzionata a vendere l’azienda: gli eredi di Hermann Klaeger, arrivati alla terza generazione, avevano infatti deciso di intraprendere
attività diverse. Abbiamo così effettuato una rapida valutazione dell’azienda e formulato un’offerta che l’amministratore ha accettato; si sono quindi aperte per noi possibilità strategiche di accesso a nuovi mercati con una gamma perfettamente complementare alla nostra. Quali cambiamenti ha portato l’acquisizione di Klaeger all’attività di ISTech? La riorganizzazione che si è resa necessaria ha assorbito buona parte delle nostre energie per alcuni mesi: tecnicamente si è trattato dell’acquisizione di un ramo d’azienda comprendente tutte le attività tranne la produzione, che è cessata in Germania per riprendere nel nostro stabilimento qui a Vanzago. I progetti
l’accoglienza finora riservata ai prodotti è di ottimo auspicio. Considerando che fin dal primo anno della nostra gestione il bilancio aziendale di Klaeger è risultato in attivo, le prospettive sono decisamente interessanti.
Alessandro Rescaldani, Amministratore Delelgato di ISTEch
sviluppati da Klaeger sono quindi stati ingegnerizzati per consentire la produzione usando i nostri impianti, integrati con alcuni macchinari che abbiamo fatto trasferire in Italia. Ci siamo ingranditi con l’acquisto di un capannone nei pressi della nostra sede e assumendo nuovo personale. Attualmente i semilavorati provengono ancora dalle aziende tedesche storiche fornitrici di Klaeger; assemblaggio e integrazione dei sistemi avvengono da noi, mentre la fase di collaudo si svolge tuttora in Germania, dove la proverbiale attenzione tedesca al dettaglio e alla solidità ci fornisce feedback utili anche per i nostri prodotti a marchio ISTech. Con l’acquisizione da parte della nostra azienda, la gamma Klaeger si è potuta ampliare con soluzioni tecnologicamente complesse e con la produzione di impianti su misura che l’azienda tedesca originariamente non offriva; questi sono prodotti da noi in Italia,
sottoposti a collaudo in Germania e proposti sui mercati esteri con il marchio Klaeger. Quali sono i mercati dove i prodotti Klaeger hanno più successo? Il marchio Klaeger è conosciuto soprattutto in Germania dove sono concentrate il 70% delle vendite dell’azienda. Una quota della produzione trova poi sbocco nei mercati germanofoni di Austria e Svizzera o in Paesi tradizionalmente affezionati alla tecnologia tedesca come Ungheria e Slovenia. SI tratta di mercati nei quali l’attenzione alla solidità delle macchine è premiante anche rispetto alla variabile prezzo. I prodotti Klaeger sono poi stati venduti dagli uffici commerciali in Germania anche a diversi clienti in Turchia, Corea e Stati Uniti, mentre i commerciali italiani hanno venduto macchinari Klaeger ad aziende scandinave e cinesi: ci sono potenziali di espansione in queste aree e
Fra i prodotti Klaeger ci sono due segatrici verticali studiate per il segmento dell’additive manufacturing: come sono state accolte dai diversi mercati? Le segatrici a nastro VBS 3D Cut di Klager sono state progettate appositamente per le operazioni di distacco dei manufatti metallici in 3D dalla piastra e per la loro rifinitura. Il segmento in Italia è ancora molto piccolo: per la maggior parte dei produttori che utilizza tecnologie di additive manufacturing nel nostro paese, la materia prima d’elezione è la plastica. Ai pochi che lavorano metalli con queste tecnologie avevamo finora proposto soluzioni su misura ottenute riadattando macchinari ISTech alle specifiche esigenze, ma ora che la crescita di questo segmento comincia a interessare anche il nostro mercato abbiamo iniziato a proporre le soluzioni ad hoc a marchio Klaeger. Anche queste soluzioni sono ora realizzate in Italia, utilizzando i progetti Klaeger ingegnerizzati per adattarli ai nostri impianti; i risultati sui mercati dove questa tecnologia manifatturiera è più diffusa sono incoraggianti. L’aspirazione di incrementare la vostra presenza all’estero grazie all’acquisizione di Klaeger si sta verificando? Pare proprio di sì: il fatturato di ISTech è tradizionalmente stato generato prevalentemente dal mercato italiano, con un 20% di export, mentre i risultati alla fine del 2019 mostrano una situazione che si è evoluta nella direzione di una maggior internazionalizzazione. Il fatturato all’estero ha superato il 30% del totale, in uno scenario complessivo di crescita per la nostra azienda; questo riequilibrio è stato pressoché interamente dovuto alle prestazioni sui mercati esteri dei prodotti Klaeger. Poiché ci sono ancora notevoli margini per un’espansione su questi mercati, è probabile che questo andamento prosegua: Klaeger si sta rivelando un ottimo acquisto e le prospettive di sviluppo lasciano ben sperare. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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PANORAMA
“STO LAVORANDO DA REMOTO!” È UN’AFFERMAZIONE ABBASTANZA CONSUETA E CONOSCIUTA SOPRATTUTTO IN UN PERIODO COME QUELLO CHE ABBIAMO ATTRAVERSATO DOVE TUTTI E TUTTO DOVEVA GIOCOFORZA ESSERE GESTITO DA REMOTO. DI QUI LA NECESSITÀ DI RISCOPRIRE MODELLI E TECNOLOGIE CHE GIÀ STAVANO SPERIMENTANDO IN REMOTO E DA REMOTO Di Chiara Tagliaferri
VR E AR: STRUMENTI PER TRAINING & REMOTE MAINTENANCE
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e l’utilizzare la realtà virtuale per offrire percorsi di training è una soluzione che si sta sempre più consolidando in diversi mercati a partire da quello dell’istruzione e formazione specialistica professionale, l’attuale scenario di pandemia mondiale ha fatto emergere con prepotenza alcune necessità, che precedentemente rappresentavano solo vie alternative a quella tradizionale. Il non potersi muovere ha modificato totalmente alcune certezze legate alla presenza on-site e relativa possibilità di offrire servizi di installazione, post vendita almeno quanto di manutenzione per clienti presenti in tutto il mondo. In risposta a questa problematica, l’utilizzo combinato di realtà virtuale 32
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ed aumentata si stanno dimostrando strumenti capaci di garantire non solo una via alternativa ma anche soluzioni più performanti e talvolta, a costi inferiori. Sono diverse le aziende che si stanno aprendo a questa nuova forma di dialogo a distanza. Si riesce, oggi, ad ottenere prodotti di qualità che riproducono con fedeltà gli ambienti e processi produttivi. Il non doversi recare presso il cliente, ma agire da remoto e poter portare avanti i propri progetti e raggiungere gli obiettivi ovunque si sia, è un risultato già ottenibile ovviamente a patto che si sia studiato e costruito il modello di realtà che meglio si adatta al bisogno. Il perfezionamento delle tecnologie disponibili ha reso, per esempio, più appetibile la disciplina della
Realtà Aumentata: webcam in alta definizione, personal computer potenti e schede grafiche altrettanto performanti consentono di guardare alla progettazione e sviluppo di applicazioni sapendo di poter contare anche su tecnologie comunemente diffuse. La diffusione di computer palmari e di tablet PC con webcam incorporata stanno migliorando, inoltre, la portabilità e l’indossabilità di alcuni sistemi. Ma facciamo un passo indietro per fissare le differenze che distinguono la Realtà Virtuale e Realtà aumentata, come definite in un articolo di ricercatori del CNR-STIIMA “La Realtà Virtuale (VR) è una rappresentazione digitale di un “mondo” in cui l’utente si immerge, si interfaccia
ed interagisce in tempo reale. Tale mondo digitale può essere riproduzione sia della realtà, sia di un ambiente di fantasia. Un ambiente VR dovrebbe fornire all’utente la resa sensoriale visiva (3D), uditiva (stereo), tattile e olfattiva (come fece Morton Heilig con il sistema Sensorama). La Realtà Aumentata (AR) invece si concentra sul senso della vista ed è la percezione visiva della realtà oggettiva che è arricchita (aumentata) digitalmente e in tempo reale con elementi visivi (digitali) atti a dare delle informazioni contestualizzate (la AR non è, meramente, testo in sovraimpressione)”. Volendo accennare ad una distinzione, la VR è più adatta a simulare e visualizzare come sarebbe, e con quali comportamenti, una specifica situazione: un oggetto, uno spazio, un edificio, un particolare prodotto. La AR, per sua natura, è più adatta a mostrare delle informazioni supplementari per aiutare, indicare, suggerire. Da oltre un decennio, Realtà Virtuale e Realtà Aumentata si sono affermate in diversi settori, non ultimo il manifatturiero, grazie alle potenzialità offerte da queste forme di visualizzazione ed arricchimento dei contenuti. Combinando queste tecnologie con la simulazione e organizzando opportunamente informazioni e conoscenza dei sistemi produttivi, si è riusciti a realizzare la “Virtual Factory”, una fedele riproduzione del sistema produttivo che può essere utilizzato sia come supporto della progettazione/ riconfigurazione degli impianti e della loro ottimizzazione, sia come strumento di monitoraggio e a supporto delle attività di formazione e manutenzione. Inoltre può essere un efficace strumento per la comunicazione e il marketing. Oggi sono ormai innumerevoli le applicazioni di queste tecnologie in diversi settori che includono turismo, intrattenimento, medicina e chirurgia, manifatturiero, beni culturali, design, moda. Poter rappresentare e simulare in qualche modo “l’oggetto” della nostra domanda offre l’enorme opportunità di poter testare, modificando, cadendo in errore, esagerando, ripensando,
“l’oggetto” molteplici volete. Oggi il mercato offre una varietà notevole di dispotivi per la VR AR. Si pensi alla quantità di schede grafiche, proiettori ed occhiali per il 3D, occhialini, sistemi di tracciamento, tablet, smartphone che, anche a prezzi accessibili, grazie al massiccio investimento fatto dalle grandi aziende dell’informatica in questa direzione, consentono, da un lato, al mondo industriale di poterne considerare seriamente l’adozione, dall’altro lato, al “grande pubblico” di conoscere e apprezzare le potenzialità di AR e VR. Ma lo sviluppo e l’evoluzione, naturalmente, non ha toccato solo gli strumenti ma anche le loro combinazioni ed utilizzo, tanto che più si è andato avanti in questa direzione, più si è stati capaci di ottenere un ambiente digitale “realistico” copia fedele di quello reale, anche sincrono. E in quest’ ultima evoluzione sta la possibilità di non fornire più solo il prodotto ma anche un servizio. Non si tratta della classica teleassistenza nota come una modalità di supporto tecnico operata in remoto (a distanza) da specialisti con interazione diretta o indiretta sul sistema locale, ma
un’assistenza intelligente on site capace di riprodurre fedelmente la situazione che si sta affrontando ma, soprattutto di dialogare offrendo le soluzioni alle problematiche in gioco. Tramite la VR e AR, la remote mainenance diventa un esperienza dialogante. L’operatore indossa il casco non solo per vedere ciò che accade ma per apprendere dal sistema come agire. Quindi l’utente non è più considerato un ricevitore passivo, che acquisisce conoscenza semplicemente osservando o ascoltando qualcosa di interesse ma, stabilisce una vera e propria interazione parlante e formante la consapevolezza di ciò che si sta eseguendo e che correggendo in tempo reale in caso di errore. Se educare non significa riempire la mente ma liberarla da vincoli, allo stesso modo quando si struttura un il training combinando VR e VA, ad esempio, per assemblare a distanza un prodotto non si sta indicando all’ esecutore i passaggi ma lo si sta accompagnando in un’esperienza di apprendimento interattivo fatto di correzioni di eventuali errori, proposte di strade alternative o suggerimenti verso soluzioni non evidenti. In altre parola lo sta aiutando a ragionare come i maestri fanno con i bimbi per aiutarli a crescere. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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PANORAMA
DALLA CRISI DELL’EX ILVA A QUELLA DEL COVID-19, EUROGROUP LAMINATIONS PUÒ ESSERE CONSIDERATO UN CASO ESEMPLARE DI COME UNA GRANDE AZIENDA ITALIANA È RIUSCITA NEL TEMPO AD INNOVARSI, CREANDO SOLIDE BASI PER AFFRONTARE LE CRITICITÀ MAGGIORI Di Cristina Gualdoni
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LA CAPACITÀ DI RINNOVARSI
a sede storica dell’azienda è a Baranzate, alle porte di Milano, dove vengono prodotti i due componenti che costituiscono la base nella costruzione di ogni motore o generatore elettrico: lo statore ed il rotore. Dalla produzione di componenti per l’industria degli elettrodomestici al mondo dell’auto, in oltre 50 anni di attività l’azienda fondata e tuttora presieduta da Sergio Iori è sempre riuscita a crescere globalmente senza delocalizzare. Tanto che a Baranzate nasce la piattaforma su cui viene realizzato il cuore dei motori dei veicoli elettrici e ibridi del Gruppo Volkswagen. I rotori e gli statori vengono utilizzati in qualsiasi genere di motore elettrico, per automobili, treni, elettrodomestici, a elettroutensili, pompe, ventilazione, gruppi frigoriferi e di condizionamento, l’automazione domestica (domotica), motori industriali standardizzati e - nell’utilizzo come generatori – all’interno di turbine eoliche e di gruppi elettrogeni. Con un organico di quasi 2000 dipendenti, sette impianti produttivi in Italia e cinque all’estero (Messico, Stati Uniti, Cina, Russia e Tunisia) ed un fatturato annuo che supera i 400 milioni di euro, Eurogroup Laminations rappresenta oggi una delle realtà italiane più dinamiche. Fondata nel 1967, l’attività è stata avviata da Sergio Iori, tuttora presidente del gruppo, con due cugini e sei operai, sempre garantendo autonomia e indipendenza da gruppi multinazionali. L’azienda è tuttora controllata dalla famiglia Iori, con la partecipazione però anche delle altre famiglie di cugini da cui nacque oltre mezzo secolo fa, le famiglie Garibaldi e Bacchin. I sei dipendenti iniziali oggi sono diventati oltre 2000 e l’azienda è cresciuta 34
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all’estero, irrobustendosi sotto il profilo manageriale. Il management è composto dal presidente Sergio Iori, dall’amministratore delegato Marco Arduini e dal vicepresidente e cfo Isidoro Guardalà. “Noi siamo un gruppo che ha puntato il proprio sviluppo sulla globalizzazione – dichiara l’Amministratore Delegato, Marco Arduini – perché da leader europeo nella produzione di componenti per motori elettrici e generatori ci siamo trovati nella necessità di essere presenti in altri contesti. Sicuramente, la crisi innescata dal Covid-19 è stata per noi molto sfidante, avendo dovuto prima chiudere e riaprire lo stabilimento in Cina, per poi fronteggiare la situazione in Italia e nei nostri stabilimenti americani”. Elemento fondamentale per lo sviluppo della società è stata la capacità di saper coniugare le innovazioni derivanti da partnership con aziende leader nei rispettivi settori di riferimento con la tradizione e le competenze sviluppate internamente. La strategia di globalizzazione del Gruppo - basata sul concetto di local-to-local prevede infatti la presenza di stabilimenti produttivi collocati vicino ai maggiori insediamenti produttivi della propria clientela al fine di garantire efficienza e tempestività delle consegne, oltre ad un livello qualitativo di eccellenza dei propri prodotti. Con 12 società controllate in Italia e all’estero, Eurogroup Laminations garantisce una presenza capillare ed un efficace supporto logistico in tutti i principali mercati mondiali. Porsche, Volkswagen, Bosch, Siemens, Marelli, ABB, Regal Beloit, Cummins, sono tra i marchi che hanno premiato Eurogroup con la propria fiducia. “Il settore automobilistico è certamente
quello più impattato da questa condizione – specifica Arduini – e per la complessità di questo tipo di produzioni, il settore automotive è stato uno dei primi ad essere messo in lockdown. Ciononostante, i nostri stabilimenti italiani hanno saputo reagire ottimamente alla situazione. Abbiamo lavorato assieme al sindacato, ai medici, a tutte le forze impegnate con noi nella produzione, di cui abbiamo solo rallentato un po’i ritmi. Abbiamo capito che la presenza di un sistema sanitario efficiente impatta enormemente anche sulla vita delle aziende. Lo abbiamo visto, purtroppo in negativo, con altri nostri stabilimenti in giro per il mondo. Da noi, in Italia, il problema è soprattutto la burocrazia”. Le commesse acquisite sono nell’ordine di 1,5 miliardi di euro da evadere nei prossimi sei anni, per la metà legate ai volumi in arrivo da Volkswagen, che sulla sua piattaforma prevede di superare i cinque milioni di veicoli elettrici da qui al 2026. È il motivo per cui il gruppo continua ad investire, mettendo sul piatto 125 milioni nei prossimi cinque anni, dopo averne investiti più di 100 dal 2015 per ampliare la capacità produttiva all’estero e in Italia. Accanto allo stabilimento di Baranzate sono programmate nuove aree produttive per 90 mila metri quadri, dei quali i primi 3500 in costruzione dal 2021. L’approccio dell’azienda è il cosiddetto “local to local”, con i sette siti italiani impegnati nell’export in Europa (l’Italia vale il 12%) e gli impianti di Messico, Usa, Tunisia, Russia e Cina al servizio dei mercati di prossimità, seguendo i clienti in loco, con l’obiettivo di mantenere una quota del 20% del mercato mondiale.
UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE
065/2019
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STORIA
di copertina GHIRINGHELLI
RICONOSCIUTA SUL MERCATO MONDIALE COME “PROBLEM SOLVER”, LA STRATEGIA VINCENTE DELL’AZIENDA È QUELLA DI DIVERSIFICARE LE APPLICAZIONI DI RETTIFICA IN TUTTI I CAMPI IN CUI LA PRECISIONE È D’OBBLIGO Patrizia Ricci
GHIRINGHELLI, QUASI UN SECOLO DI SOLUZIONI DI RETTIFICA
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Giunta ormai a pochi mesi dal centenario della fondazione, la Rettificatrici Ghiringhelli spa, azienda leader per la costruzione di rettificatrici senza centri a controllo numerico, è apprezzata in tutto il mondo non solo per la qualità delle sue rettificatrici ma anche per la capacità di soddisfare ogni tipo di richiesta e di offrire un’ampia gamma personalizzata di accessori. Le macchine prodotte dall’azienda di Luino (VA), precise, affidabili ed altamente tecnologiche, trovano applicazione non solo nei settori più congeniali della rettifica quali l’automotive, l’industria dei cuscinetti, l’industria dei motori elettrici e l’utensileria, ma anche nell’industria tessile, l’idraulica e il medicale, ovvero in tutti i campi in cui la precisione è d’obbligo. “Questa strategia aziendale, da diversi anni incentrata sulla diversificazione dei settori applicativi, si è dimostrata vincente per una piccola realtà come la nostra particolarmente sensibile all’aspetto dei consumi – afferma Patrizia Ghiringhelli, Amministratore Delegato dell’omonima società -; il fatto di non essere legati esclusivamente al settore dell’automotive rappresenta, oggi più che mai, con l’emergenza epidemiologica in corso, uno dei punti di forza della nostra azienda.
Inutile nascondere che i dati dell’automobile siano oggi disarmanti, dato il calo della produzione e della domanda di veicoli registrato quest’anno. È ovvio quindi che l’avere diversificato i settori merceologici applicativi delle nostre rettificatrici senza centri ci permette di affrontare la crisi in atto con prospettive diverse. Tra questi il settore del medicale che, pur con dimensioni inferiori rispetto all’automotive, non solo ha buone prospettive di crescita avendo manifestato negli ultimi anni un trend costante, ma richiedendo dal nostro punto di vista, precisioni, tolleranze e caratteristiche di impianti del tutto simili a quelle dell’automotive, consente di realizzare applicazioni parimenti interessanti”.
Il settore medicale L’esperienza maturata dalla Ghiringhelli nel settore del medicale risale agli inizi degli anni 80, con la partecipazione allo sviluppo della tecnologia alla base dell’ago PIC, risultato dell’“indolor experience” (tecnologia indolore). La tecnologia che a partire dalla cannula, grazie alla triplice affilatura studiata per aumentare la penetrabilità dell’ago riducendo la forza necessaria per la penetrazione
dell’ago nella cute, diminuisce il dolore dell’iniezione. Negli anni successivi sono diverse le applicazioni realizzate in questo settore con aziende italiane e internazionali. Tra queste, la fornitura di macchine per la rettifica di punzoni speciali impiegati nella produzione di compresse. “Il nostro approccio al settore medicale – spiega Marco Barzaghi, Responsabile Commerciale dell’azienda - è analogo a quello degli altri settori, ovvero partiamo sempre dalla specifica richiesta del cliente per realizzare soluzioni customizzate. Tra le tante soluzioni realizzate possiamo citare, a titolo di esempio, la fornitura di una nostra rettificatrice senza centri all’interno di una linea di produzione di clip da aneurisma al fine di aumentare la produttività e l’affidabilità del processo, ed ottenere un prodotto di maggiore qualità. Il ciclo completo comprendeva 23 diverse operazioni ed era fondamentale garantire l’affidabilità al 100% di ogni singolo passaggio per evitare fermi o cali di produzioni dovuti a pezzi non conformi. La macchina fornita, una M100 CNC6A, era stata pertanto dotata di un sistema di carico e scarico dei pezzi completamente automatico e profilo della mola opeM &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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STORIA
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ratrice eseguito tramite due assi controllati e utensile diamantato in rotazione e traslazione. Per un altro cliente invece, un’azienda leader nella produzione di protesi ossee e frese speciali utilizzate in chirurgia ortopedica, abbiamo realizzato una soluzione alquanto flessibile che ha permesso non solo di garantire la produzione standard, ma anche di assicurare lo sviluppo di prototipi studiati dal reparto Ricerca Sviluppo. La nostra rettificatrice senza centri APG-S CNC7A è stata equipaggiata con 7 assi a controllo numerico che permettono la profilatura sia della mola operatrice che della mola conduttrice, oltre che il ciclo di lavoro automatico con la possibilità di variare e impostare profili dai più semplici ai più complessi. L’impianto è interfacciato con un sistema di carico e scarico dei pezzi rettificati completamente automatici che prevedeva l’utilizzo di un caricatore a portale a 3 assi a controllo numerico. Infine, vale la pena citare anche l’ultimo impianto fornito ad un’importante azienda tedesca per la rettifica di cannule e dispositivi per l’esecuzione di interventi in laparoscopia. 38
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Sino a quel momento il cliente affidava la fase di rettifica a fornitori esterni, ma la necessità di avere un controllo totale su tutto il ciclo di produzione di questi particolari l’ha indotto alla decisione di introdurre in azienda anche questa lavorazione. Era quindi alla ricerca di un costruttore che gli potesse fornire non solo una soluzione tecnicamente adeguata, ma che lo supportasse soprattutto nella fase di implementazione e di formazione degli operatori dedicati alla gestione dell’impianto. Grazie alla nostra consolidata esperienza e alla nostra riconosciuta capacità di soddisfare le specifiche richieste degli utilizzatori finali delle nostre rettificatrici senza centri, siamo riusciti a conquistare la fiducia anche di questo cliente e ad assicurarci la fornitura. In particolare, proprio per unire ai concetti di affidabilità e alta precisione della macchina anche la massima flessibilità del processo, la scelta è stata per una M100 CNC6A atta alla lavorazione di particolari sia con ciclo a tuffo che in infilata. La macchina è stata corredata di un unico sistema di carico studiato per poter asservire entrambe le operazioni. La rettifica comple-
tamente automatica è infatti dotata di 6 assi a controllo numerico per la gestione dei carri di lavoro, della diamantatura mola operatrice e diamantatura mola conduttrice. Dato l’importante quanto delicato utilizzo dei dispositivi prodotti dall’azienda, il cliente richiedeva una soluzione che gli permettesse di ottenere particolari perfettamente conformi alle specifiche e con un certo orgoglio possiamo dire di essere riusciti a garantirgli un processo sicuro al 100% e di averlo pienamente soddisfatto”.
Una produzione su commessa La caratteristica distintiva della Ghiringhelli è quella di risolvere problemi, ovvero costruire macchine su commessa. A partire dagli anni 80, l’azienda abbandona la produzione standard e si specializza sul mercato mondiale come “problem solver”, rapportandosi con grandi aziende strutturate e importanti gruppi internazionali con notevoli aspettative sulla qualità del prodotto. Nell’ultimo ventennio l’azienda di Luino indirizza tutti gli sforzi di rinnovamento nella conferma di questa politica aziendale per far fronte alle
richieste di tempestività del mercato e al contempo alle esigenze produttive dell’utilizzatore con una soluzione customizzata e realizzata ad hoc. “La scelta di proporci come problem solver ha garantito all’azienda una leadership di mercato, ma ha inevitabilmente portato ad una complessa organizzazione interna. Fino agli anni 90 – precisa Patrizia Ghiringhelli – si attendeva infatti l’acquisizione dell’ordine e la configurazione definitiva della rettificatrice senza centri per avviare le attività interne di costruzione e di sviluppo della commessa. Ne conseguiva un dilatarsi delle tempistiche e un appesantimento dell’intero flusso aziendale. In tempi più moderni i tempi di decisione si sono notevolmente ridotti: il tempo di passaggio tra la conferma dell’ordine del cliente e la consegna dell’impianto risulta decisamente più contratto. Occorreva quindi snellire la nostra organizzazione interna per cercare di essere più tempestivi sul mercato, ma fermo restando la volontà di preservare la connotazione di problem solver che il mercato ci riconosce. Abbiamo così intrapreso un importante quanto strategico processo di riorganizzazione interna che ci ha consentito appunto di mantenere la nostra peculiarità, la capacità cioè di fornire soluzioni perso-
nalizzate, e di aumentare l’efficienza interna, scegliendo di costruire le nostre macchine con un approccio modulare. In particolare, ad oggi attraverso una pianificazione puntuale vengono lanciati preventivamente i modelli delle nostre rettificatrici senza centri al centro della richiesta di mercato e viene lasciata la personalizzazione della soluzione solo nelle ultime fasi”. Quello che caratterizza l’azienda più di ogni altra cosa, è che, sebbene la macchina rappresenti il prodotto principale, questa sia solo una parte della soluzione proposta. “Il punto di forza della Ghiringhelli – specifica Barzaghi – è nella vendita di soluzioni di rettifica, il cui punto di partenza è lo studio di fattibilità con il cliente. È da questo co-engineering tra l’esperienza del cliente del particolare da lavorare e la nostra competenza nel processo di rettifica che viene ottimizzato il processo. La soluzione fornita è infatti studiata non solo in funzione della dimensione, geometria, forma e dei volumi dei componenti del cliente da produrre, ma con un’analisi tecnica e commerciale del processo di rettifica richiesto analizzando le possibilità di miglioramento e proponendo la soluzione ad hoc completa di automazione, asservimenti, manipolazione, controllo e misurazione”.
Una organizzazione snella Il lancio in produzione dei modelli richiede necessariamente che tutta la filiera, a monte e a valle, sia organizzata per il miglioramento del flusso produttivo, dall’approvvigionamento alla realizzazione della commessa. “Accanto alle lavorazioni dei particolari più strategici effettuate all’interno della nostra azienda – spiega Patrizia Ghiringhelli – la realizzazione di numerosi pezzi meccanici è invece affidata a fornitori esterni, costantemente selezionati, che siamo più correttamente soliti definire partner. Tuttavia, questo richiede un grande impegno nella gestione degli ordini e nel controllo delle scadenze per un flusso costante di approvvigionamento. Noi siamo riusciti ad ottimizzare la nostra supply chain e soprattutto ad aumentare l’efficienza in termini di consegna da parte dei nostri fornitori grazie al processo di riorganizzazione interna. In particolare, l’introduzione in azienda dei principi base della Lean Production e il passaggio da una produzione a lotti a una produzione a flussi ci ha permesso di migliorare il flusso dall’approvvigionamento alla realizzazione della commessa stessa. Abbiamo dapprima definito la cadenza di produzione (il c.d. Takt time) e tutti i passaggi interni sono stati pen-
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STORIA
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sati in funzione di questa cadenza, abbiamo poi introdotto la logica pull che ha permesso di rendere fluido il processo, in quanto le fasi precedenti sono ora tirate da quelle successive, e di garantire il rispetto dei termini di consegna. Tutti sono coinvolti e devono inserirsi in
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questo processo, anche i fornitori esterni. La riorganizzazione infatti non è stata applicata solo alle aree aziendali, ma è stata estesa anche alla rete dei nostri partner. Abbiamo a questo proposito stipulato con i nostri fornitori un accordo di fornitura per garantire il rispetto dei
termini di consegna e la conformità delle forniture, e al nostro interno rivisto il layout dei reparti produttivi adottato la c.d. segnaletica orizzontale che ci garantisce ordine e corretto posizionamento di materiali ed attrezzature. Pur essendo una piccola realtà aziendale –
continua Patrizia Ghiringhelli - riusciamo ad affrontare un mercato globale con una indiscussa leadership internazionale e una forte propensione all’export (circa l’80/90% degli impianti sono infatti destinati a Germania/ Cina/Europa dell’est/ Sud America). Risultati questi possibili solo con un’organizzazione efficiente e snella che oggi possiamo vantare anche grazie, come detto, all’adozione dei principi base della Lean Production e all’implementazione di tecniche di visual management che, rendendo appunto immediatamente visibile lo stato di avanzamento delle commesse in produzione, ci permette di migliorare la nostra efficienza e il nostro lead time. Il tutto mantenendo la vocazione di soluzioni customizzate. Il grande sforzo è stato proprio quello di adattare concetti propri e tipici di prodotti standard a un’azienda come la nostra, che è nota sul mercato per costruire una macchina attorno alle esigenze del cliente”. Il processo di ottimizzazione della gestione delle commesse non è ancora completato. “Uno dei prossimi obiettivi – spiega Marco Barzaghi – sarà di ridurre al minino le scorte, anche se una “scorta zero” sarà impossibile da raggiungere per tutti gli articoli che gestiamo, soprattutto per alcuni materiali con lead time lungo di approvvigionamento, ma strategici soprattutto per il servizio post vendita che offriamo in tutto il mondo sulle nostre macchine, attraverso il
personale interno o quello presente nei centri di assistenza esteri, periodicamente formato dalla nostra azienda”.
Il gemello digitale Diventare più flessibili, riducendo il time to market, i costi e le manutenzioni, migliorando la qualità e aumentando la produttività a tutti i livelli dell’organizzazione di un’azienda è una esigenza del mercato che può essere soddisfatta anche grazie all’introduzione di processi produttivi dotati di gemelli digitali. La creazione di un DT (Digital Twin) del prodotto, processo e automazione impiegati, consente l’interazione in un unico sistema che unisce il mondo reale e virtuale, implementando il concetto di digitalizzazione che caratterizza il paradigma Industria 4.0. “L’automazione – spiega Patrizia Ghiringhelli - ha da sempre caratterizzato le nostre macchine: siamo stati tra i primi costruttori al mondo di rettifiche senza centri a dotare le nostre macchine di un controllo numerico, passando da una versione idraulica ad una gestione elettronica. Fin dall’inizio, abbiamo individuato in Siemens un partner di riferimento per l’automazione delle nostre macchine instaurando una fattiva collaborazione che ha portato la multinazionale tedesca a scegliere, tra un numero limitato di aziende trendsetter in tutto il mondo provenienti da realtà manifatturiere eterogenee, la Ghiringhelli,
quale unico costruttore italiano di rettificatrici senza centri, per lo sviluppo del primo CNC “nativo digitale”. Questo ci ha consentito di presentare lo scorso anno alla fiera EMO 2019 di Hannover una rettificatrice senza centri APG-S progettata, realizzata e gestita totalmente impiegando e integrando questo nuovo controllo Siemens denominato SINUMERIK ONE”. Avere una copia digitale della macchina consente al costruttore di ottimizzare la soluzione finale, anticipandone la messa in servizio per l’individuazione di eventuali anomalie in fase di progettazione, e all’utilizzatore di effettuare una serie di test, prove e modifiche, senza intervenire fisicamente sulla macchina. “Questa novità – continua Ghiringhelli - offre all’utilizzatore quella flessibilità che gli consente di testare ed estendere la macchina alla produzione di altre serie di famiglie di pezzi che nel tempo può avere necessità di produrre, rispetto alla famiglia originaria per la quale la macchina è stata realizzata. L’ottimizzazione del processo gli consentirà inoltre di entrare in produzione in tempi molto più rapidi e con una maggiore efficienza. Il gemello digitale rappresenta indubbiamente un plus per i nostri clienti e rappresenta un elemento distintivo a conferma della capacità della nostra azienda di fornire soluzioni su misura del cliente e tecnologicamente avanzate, anticipandone le esigenze e traducendole in prodotti”. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE
075/2018 BMXX18R
DOSSIER RETTIFICATRICI
Particolare in lavorazione su una rettificatrice Tacchella
A CURA DI PATRIZIA RICCI
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DOSSIER D O S S I E R R E T T I F I C AT R I C I
MACCHINE SENZA TEMPO 44
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L Rettica Esterna su macchina STUDER
La rettifica è un processo di lavorazione molto semplice e molto antico, la cui precisione ed efficienza è stata perfezionata nel tempo. Già nell’antichità greca, le pietre usate per levigare venivano raffreddate con acqua o olio. A 175 anni dalla nascita della prima rettificatrice, che ha fatto la sua comparsa sul mercato nel 1845, la rettifica non ha perso la sua importanza come straordinario processo di produzione. Nel corso degli anni, da semplice attività di finitura, la rettifica si è trasformata in un processo complesso. La sua evoluzione ha portato a numerose varianti che si differenziano tra di loro per la tipologia di macchina che le esegue, per le superfici lavorate e per la direzione lungo la quale si muove la mola rispetto al pezzo. Si va dalla rettifica in tondo/cilindrica, a tuffo, in piano, senza centri, verticale, fino a quella elettrochimica per le quali esistono diverse tipologie di rettificatrici, a seconda delle lavorazioni da effettuare. Lavorazioni che sono molteplici, dato che qualsiasi tipo di ingranaggio viene rettificato per migliorare le prestazioni dei dispositivi sui quali viene installato e che anche la costruzione e l’affilatura di utensili in metallo duro richiedono rettificatrici particolari, capaci di seguire la complessità delle geometrie da generare (o rigenerare) con estrema precisione. Di conseguenza, molteplici sono anche le soluzioni con cui si sono evolute le macchine in risposta ad esigenze di flessibilità del mercato e ad una richiesta sempre maggiore di automazione. Soluzioni a mole multiple, impianti facilmente automatizzabili e intuitivamente programmabili. Da anni ormai, queste macchine sono dotate di sistemi e tecnologie elettroniche per il controllo, l’utilizzo, la manutenzione e la gestione, ma la flessibilità richiesta oggi dal mercato impone di riuscire a passare rapidamente da un lotto ad un altro, con una gestione fluida della macchina, processi agili ed efficienti, e una maggiore integrazione con strumenti di misura sia a bordo macchina, sia a monte e a valle del processo. Processo che, oggi, è in grado di offrire le massime velocità di asportazione, tempi di ciclo brevi e usura minima dell’utensile. La produzione agile rappresenta uno dei pilastri della produzione adattativa della Internet of Production, in cui l’elemento centrale è la coerente digitalizzazione e messa in rete di sviluppo, produzione e prodotto all’interno dell’intera catena del valore.
Rettifica ad alte prestazioni
RIGIDE E STABILI, POTENTI E VELOCI, SICURE E AFFIDABILI, CAPACI DI ESEGUIRE OPERAZIONI CONCATENATE TRA LORO, LE RETTIFICATRICI SONO SINONIMO DI PRECISIONE SUPERFICIALE, CHE, NEL COMPARTO MANIFATTURIERO, INSIEME ALL’ALTA PRODUTTIVITÀ, RAPPRESENTA UN’ESIGENZA ORMAI IRRINUNCIABILE
L’efficienza dei processi di rettifica è stata costantemente migliorata negli anni in termini di asportazione del materiale, tempi di rettifica, qualità superficiale e complessità delle operazioni. Questo facilita la lavorazione di nuovi materiali e si traduce inoltre in una riduzione dei costi di lavorazione, ma dipende in modo decisivo da parametri quali la velocità di taglio e la granulometria della mola. Tenendo presente, tuttavia, che una maggiore velocità di taglio, con la corretta configurazione della mola, migliora le prestazioni di rettifica ma sviluppa anche più calore. Un altro fattore importante nel processo di truciolatura è anche la direzione della rettifica, concorde e discorde. Pertanto, una progettazione adeguata del processo di rettifica si basa sull’analisi del processo di truciolatura tenendo conto delle caratteristiche dei grani, come la potenza di soglia e l’energia di M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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più facilmente gestibile l’intero processo. Potenza di calcolo, sensori economici, Internet e modellazione avanzata permettono di tradurre in pratica questi concetti. Poiché l’apprendimento di una tecnologia di processo complessa richiede un gran numero di eventi, i metodi di apprendimento basati su modelli, necessari per la creazione di file di dati, la convalida e la verifica di plausibilità delle informazioni e il trasferimento della conoscenza di altre macchine, presentano un chiaro vantaggio, in quanto abbreviano significativamente il processo di apprendimento. I gemelli digitali forniscono tutti i dati del processo di creazione del prodotto e li rendono accessibili attraverso le tecnologie della realtà virtuale. L’analisi intelligente dei dati non solo crea nuova trasparenza, ma può anche essere utilizzata per ottimizzare processi e impianti. Inoltre, la conoscenza dei Rettificatrice della serie X MAR processi generata dai modelli basati sui dati consente la creazione di metamodelli tecnologici per permettere, in taglio specifica, e della corretta combinazione di grani abrasivi e futuro, di tenere conto delle variabili di anomalia e delle grandezze agglomerante, in base alla quale si garantisce la massima resa per influenti sui processi già in fase di progettazione. ogni caso applicativo specifico. L’intelligenza artificiale sarà fondamentale per l’assistenza, intesa come manutenzione predittiva, e per l’aumento della precisione Visione e sviluppi sul pezzo intervenendo con algoritmi di autoapprendimento per Grazie alla straordinaria precisione raggiunta dalla rettifica, oggi compensare errori cinematici, movimenti termici, errori dinamici, questo tipo di lavorazione è in grado di supportare le tecnologie del errori gravitazionali e usura. futuro, da quella spaziale a quella ottica e microelettronica. Nelle tecnologie innovative, l’uso di nuovi materiali è spesso possibile solo La rettifica, oggi utilizzando specifici processi di lavorazione. I compositi ceramici, Per cercare di superare le enormi difficoltà indotte dalla pandemia utilizzati ad esempio, nei propulsori dell’industria aerospaziale, provocata dal virus Covid-19, al mondo della rettifica, così come a possono essere lavorati al meglio con la rettifica. Anche i componenti tutto il settore delle macchine utensili, è richiesto di affrontare una leggeri per il settore automobilistico o aerospaziale, in plastica nuova sfida, che porta con sé enormi difficoltà gestionali, per far rinforzata con fibre di carbonio, sono lavorati con utensili in DPC ripartire il tessuto imprenditoriale nazionale e arginare le perdite che hanno subito un processo di rettifica. Inoltre, l’elevata qualità di indotte dalla chiusura forzata delle attività produttive. Proprio lavorazioni della rettifica offre numerosi vantaggi nelle applicazioni dall’attuazione delle metodologie innovative di cui abbiamo finora industriali. Esistono tecnologie alternative, tuttavia la combinazione parlato potrebbe venire una risposta che consenta di supportare il di economicità, prestazioni e qualità di lavorazione è alla base cliente con tecnologie più produttive e di risolvere molti interventi della superiorità della rettifica rispetto a qualsiasi altro processo di in remoto, con formazione a distanza. Oltre a ciò, premiante sarà la produzione. Anche se la rettifica può essere considerato un processo capacità delle aziende di operare trasversalmente, diversificando le maturo, la ricerca di innovazione per quanto concerne le macchine e applicazioni nei molteplici settori della rettifica, proprio per evitare i software, senza trascurare gli utensili e i lubrorefrigeranti, è costante il rischio di una forte esposizione su un unico comparto, offrire ed orientato verso una sempre maggiore capacità d’asportazione soluzioni di lavorazione dedicate, ottimizzazione di processi di e valori di precisione infinitesimali, grazie anche a sistemi sempre fabbricazione per particolari già in produzione, riprogettazione o più rigidi e all’ottimizzazione delle lavorazioni richieste dai cicli riconfigurazione dell’impianto, incluso l’adattamento del macchinario macchina. alla lavorazione di nuove tipologie di pezzi allo scopo di trarre il Le principali direttrici dello sviluppo nella tecnologia di massimo a livello di rendimento ed allungarne il ciclo di vita, così produzione, sviluppate in base all’evoluzione della tecnologia come puntare sull’assistenza e l’upgrade di macchine rettificatrici di processo specifica, alle esigenze del mercato e all’ambiente usate. Il dossier che segue vuole dare voce ad alcuni esponenti del tecnologico, sono oggi i temi di Industria 4.0 e intelligenza settore per comprendere le strategie messe in atto per affrontare artificiale. Si tratta nel complesso di una ulteriore intensificazione una nuova era produttiva, forti del cammino tecnologico percorso, dell’automazione. La cosiddetta “complessità” della rettifica è legata delle scelte intraprese negli anni e dell’impegno da sempre profuso ad una moltitudine di parametri da controllare in un processo nella ricerca di soluzioni che consentano agli utilizzatori di realizzare che, ancora oggi, è in gran parte basato sull’esperienza. I sistemi oggetti di elevatissima fattura, così da poter competere su un mercato di autoapprendimento attualmente disponibili rendono tuttavia che richiede prodotti di primissima qualità. 46
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DANOBAT
INNOVAZIONE
E DIVERSIFICAZIONE, LA FORZA DEL GRUPPO DANOBAT UN’IMPRESA GLOBALE CHE DI UNA FORTE CAPACITÀ ORGANIZZATIVA ED INNOVATIVA E DELLA DIVERSIFICAZIONE NEI VARI SETTORI DELLA RETTIFICA HA FATTO UN PUNTO DI FORZA PER MACCHINE E IMPIANTI DI PRODUZIONE AD ALTO VALORE AGGIUNTO
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Il Gruppo Danobat è uno dei maggiori gruppi al mondo, specializzato nella costruzione di macchine utensili per determinati processi di lavorazione, tra cui la rettifica e la tornitura di altissima precisione. Il gruppo si colloca in uno scenario ben definito, che ne rappresenta anche uno dei principali punti di forza: la produzione di una gamma molto completa di macchine nel campo dei due processi indicati. Non solo rettificatrici orizzontali e cilindriche ma anche centerless, rettificatrici da esterni e interni, verticali, torni di altissima precisione e soprattutto applicazioni. Lo stabilimento di Danobat srl, con sede a Bistagno (AL), rappresenta un centro di eccellenza nel settore della rettifica e tornitura, frutto della partnership tra il Gruppo Danobat, divisione macchine utensili di Mondragon Corporation, e Alberto Tacchella, Direttore generale di Danobat srl e figura di spicco nel settore delle macchine utensili, in particolare nel campo della rettifica. Proprio a quest’ultimo chiediamo quali sono le strategie in atto per attraversare una crisi così diversa da tutte quelle che l’hanno preceduta che, dopo aver pesantemente colpito la salute delle persone, sta infiggendo una ferita notevole al settore industriale e metalmeccanico, colpendo tutti i settori, esclusi solo quelli sanitari e farmaceutici, al fine di traghettare il Gruppo di cui fa parte in una nuova era produttiva.
Organizzazione e diversificazione, la forza del Gruppo “Negli anni il Gruppo Danobat – spiega Tacchella - ha intrapreso un cammino molto chiaro, fatto di scelte precise per il quale è stato premiato, diventando leader nelle applicazioni in determinati settori nei quali ha creduto: il settore aeronautico, ferroviario, energetico, oil&gas, beni strumentali e sub-fornitura, oltre a quello connaturato dell’automotive. Ha puntato a bilanciare il fatturato in settori diversificati proprio per evitare il rischio di una forte esposizione su un unico comparto. Questa strategia ha comportato delle scelte, come quella di abbandonare il settore non ben identificato delle rettificatrici universali puntando a diventare però leader negli altri. Questo ha permesso al Gruppo di attraversare le crisi più “verticali” che si sono succedute in passato in modo diverso rispetto alla concorrenza, più specializzata in determinati settori, e oggi, di fronte ad una crisi
decisamente trasversale, gli consente di fare opportune verifiche e riflessioni per affrontare il prossimo anno, che sarà quello più duro. Grazie a questa politica aziendale il Gruppo entra nella cosiddetta fase 2 dell’epidemia e in quello che si prospetta come il periodo di maggiore difficoltà nei mesi a venire, conseguente al calo di ordini che ha investito tutti i settori nella fase 1, con un portafoglio ordini molto importante, perché durante la fase di blocco totale delle attività, la Danobat è riuscita comunque a portare avanti il programma di produzione nei suoi stabilimenti”. In che modo si è organizzato il Gruppo? “Ha continuato – prosegue Tacchella - a produrre in Germania, nello stabilimento della Overbeck, che non si è mai fermato ma ha solo suddiviso in due turni l’organizzazione produttiva e ha messo in smart working il personale degli uffici, e nella sede centrale di Elgoibar, nei Paesi Baschi, con accordi precisi con i governi delle rispettive nazioni per la salvaguardia dei lavoratori che si recavano in azienda. Lo stesso dicasi per lo stabilimento olandese della società Hembrug Machine Tools, recentemente acquisito con un accordo annunciato ad Hannover, in Germania, in occasione della EMO 2019, in cui vengono sviluppate soluzioni per l’Hard Turning di altissima precisione, dove con tutte le precauzioni del caso, la produzione non si è mai fermata”. Qual è dunque la strategia con cui affronterete i prossimi mesi? “La strategia – conferma Tacchella - è quella di conservare e far progredire il programma di produzione in corso, anche in accordo con quei clienti che chiedono di spostare le consegne, cosa che ci consente di riorganizzare la produzione, e forti di un carnet di ordini importanti, riuscire a contenere l’impatto sul fatturato dei prossimi mesi, almeno fino all’inizio del prossimo anno. A livello di gruppo le nostre proiezioni non prevedono ad oggi, crolli del fatturato. La forza del Gruppo, che negli ultimi quindici anni ha saputo investire e crescere bene, sta nel bilanciamento e la compensazione della produzione negli stabilimenti di Spagna, Olanda e Germania”. Si può dire lo stesso per l’Italia? “Dopo la fase critica, da dicembre a febbraio, il mercato Cinese si è già ripreso, riavviando i progetti di investimento che erano stati sospesi, e lo stesso vale per i restanti mercati mondiali che hanno subito il blocco in cascata che, a loro volta, si stanno rimettendo in moto, compreso il mercato italiano. La nostra azienda è prevalentemente una società di vendita, servizio tecnico e manutenzione, quindi avrebbe potuto lavorare in quanto il suo codice Ateco era tra quelli inseriti nell’elenco del primo DPCM ma, escluse le attività in regime di telelavoro a domicilio, ci siamo fermati come tutti gli altri, perché quasi la totalità dei nostri clienti era ferma o non consentiva le visite per gli interventi. Ora stiamo tornando alla normalità. In Italia abbiamo la conferma su alcuni progetti di investimento importanti che sono stati semplicemente rinviati M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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DOSSIER R E T T I F I C AT R I C I di qualche mese, certamente non nel settore dell’auto che in Italia è molto in sofferenza ed affidato solo a conto terzisti. Siamo rimasti positivamente sorpresi dalla conferma di tutti i progetti e gli ordini anche del settore aeronautico, che dopo circa venticinque anni di continua crescita ha accusato uno stop importante con il fermo di tutti i voli. Questo è un segnale positivo. Teniamo conto del fatto che la produzione industriale europea è anche molto italiana, almeno per quanto attiene la componentistica, e che quello italiano è un mercato di consumo di macchine utensili molto importante, secondo in Europa solo alla Germania”.
Un centro di eccellenza Il progetto di Danobat per l’Italia è molto strutturato, un centro di eccellenza fatto di tecnici altamente qualificati che vantano diversi anni di esperienza nello specifico settore della rettifica. Accanto ai centri di produzione, la Danobat ha tre centri di eccellenza, in Italia, in Cina e negli Stati Uniti nei quali il cliente, dal conto terzista al grosso OEM, può eseguire dei test, delle prove di lavorazione personalizzate, sviluppare progetti su misura, contando sulla competenza dei tecnici e sul supporto dell’organizzazione dei siti produttivi per un servizio di assistenza e parti di ricambio. “Nel nostro centro, oltre al servizio di fornitura delle macchine dei marchi Danobat, Overbeck Hembrug - continua Tacchella - si svolgono attività di formazione e addestramento in tecnologie di rettificatura e si prestano servizi orientati ad offrire soluzioni di lavorazione dedicate, ottimizzazione di processi di fabbricazione per particolari già in produzione, riprogettazione o riconfigurazione dell’impianto, incluso l’adattamento del macchinario alla lavorazione di nuove tipologie di pezzi allo scopo di trarre il massimo a livello di rendimento ed allungarne il ciclo di vita. Siamo Inoltre in grado di fare revisioni sia parziali che complete e upgrade di macchine rettificatrici usate prendendo in carico la gestione del parco rettifiche di un cliente, anche non necessariamente a marchio Danobat”.
Sistema di rettifica e misurazione dell’alloggiamento dell’asse posteriore
La digitalizzazione degli stabilimenti Con una gamma così completa di tipi di rettifiche, l’organizzazione diventa fondamentale per fornire prestazioni altissime sulle diverse tipologie di macchine. “Grazie allo sviluppo del digitale – sottolinea Tacchella - la Danobat è in grado di proporsi come fornitore di stabilimenti produttivi completi per quali il controllo, la diagnostica e la manutenzione predittiva viene gestita anche da remoto con la collaborazione di pochi tecnici presenti sul posto. I servizi digitali Danobat sono intesi a migliorare le strategie di manutenzione, aumentare la competitività e ottimizzare la produzione negli stabilimenti. La Danobat è entrata nella logica del 4.0 prima degli altri, già tanti anni fa perché, unica nel panorama della macchina utensile, ha la possibilità di appoggiarsi ad un Centro di Ricerca che ha sede proprio nello stabilimento centrale di Elgoibar, all’interno della Cooperativa basca Mondragon di cui fa parte, in cui 112 ingegneri studiano progetti di ricerca e sviluppo per l’80% nel settore delle macchine utensili”. È grazie al digitale e all’incorporazione dei concetti più avanzati di Industria 4.0 che il processo di rettifica ha subito l’impulso maggiore non solo nella capacità di controllo delle macchine in termini di produttività, percentuale di uscita dei pezzi, la quantità degli scarti garantendo precisioni sempre più elevate e automazione della macchina, ma anche nella realizzazione di una vera e propria manutenzione predittiva. “Il centro italiano – conferma Tacchella - rappresenta un punto di riferimento per tutti i clienti che vogliono organizzarsi in chiave 4.0”.
Evoluzione continua Una prerogativa della Danobat è quella di estendere a tutte le tipologie di rettificatrici che costruisce i principi base fondamentali che garantiscono la precisione delle macchine che realizza, ad esempio, con i basamenti in granito naturale che sono presenti in tutte le tipologie. L’azienda presenta ogni anno un modello nuovo o un completamento di gamma per ciascun tipo di rettifica: nella gamma delle centerless e della rettifica verticale verranno lanciati sul mercato dei modelli di macchine di dimensioni più compatte adatte a lavorazioni medio-piccole, così come sarà presentata una nuova gamma di rettificatrici esterne orizzontali per produzioni medio-grandi, con mole da 600 e distanza punte fino a m 1.5, assi a croce e basamento in granito naturale, dedicate solo agli esterni o con la possibilità di essere completate con delle unità di rettifica da interni. 50
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BALANCE SYSTEMS
MULTIMOLA PER UN MIGLIORE EQUILIBRIO BALANCE SYSTEMS PROPONE UNA GAMMA COMPLETA DI COMPONENTI PER LE MACCHINE RETTIFICATRICI DALL’EQUILIBRATURA AUTOMATICA DELLE MOLE, AL RILEVAMENTO DEL CONTATTO MOLA, ALLA GAMMA COMPLETA DI MISURAZIONE “IN PROCESS”
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di Cristina Gualdoni
Per quanto riguarda i sistemi di equilibratura Balance propone oggi uno tra i sistemi più performanti: l’architettura di macchine multimola. Queste soluzioni di equilibratura di Balance Systems, attraverso una nuova generazione di componenti da applicare al mandrino, consentono di indirizzare l’algoritmo di tipo deterministico direttamente all’obiettivo, riducendo le tolleranze di un ordine di grandezza in un tempo ciclo di pochissimi secondi. Sulle macchine è stata inserita una nuova generazione di sensori “smart” in grado di comunicare tra loro. Questo fa sì che le esigenze di equilibrature su due piani, siano esse su due mole all’estremità dello stesso mandrino, su mole per macchine per ingranaggi a generazione o su centerless, vengono soddisfatte dal sistema VM25 che permette di determinare la correzione da apportare sul piano coinvolto escludendo l’influenza che genera su quello non interessato. Per quanto riguarda il rilevamento contatto mola, Balance Systems sta lavorando per espandere le frequenze di funzionamento oltre le bande dei MHz. Il sistema Balance Systems VM25 ha la capacità di combinare la funzione di analisi delle frequenze dei sensori di emissione acustica accoppiandoli con un trasduttore di potenza assorbita dal mandrino, offrendo all’utilizzatore un completo monitoraggio del processo di rettifica e di diamantatura. L’ultima funzione aggiuntiva è la misura in process, dove è importante valutare e compensare gli errori commessi dalla macchina. Questo sistema è messo a corredo sia per rettifiche per interni che per esterni con lo scopo di misurare gli spallamenti e i diametri, spianando la strada a una nuova generazione di misuratori assoluti Balance Systems TGA, che sono comparatori elettronici millesimali, misurano la reale dimensione e diametrida5mma1m. L’ulteriore funzione integrabile nel sistema Balance Systems VM25
Il sistema di monitoraggio B-Safe
è la misurazione del pezzo durante la lavorazione con una gamma completa di comparatori elettronici millesimali applicabili sia alla lavorazione per diametri esterni che interni. Ulteriore novità è la gamma di misuratori assoluti serie “TGA”, che va da 5 mm a 1 m. Tutta la gamma dei misuratori di Balance Systems si può estendere con l’analisi della rotondità in process e la misura sincronizzata, che risolve la necessità della misura di settori predefiniti del diametro per particolari complessi. Balance Systems ha sviluppato un ulteriore sistema, che si applica anche alla rettifica: si tratta di B-Safe, sistema di monitoraggio in tempo reale degli asset sui quali è installato attraverso l’analisi delle vibrazioni e della temperatura. Il sistema è dotato di funzioni pronte all’uso già realizzate da Balance Systems oppure può trasmettere dati grezzi in real time via ModBus, per una integrazione con altri dati rilevati dal costruttore della macchina. Alcune tra le funzioni offerte sono: la registrazione delle forme d’onda nelle condizioni di collisione, la registrazione degli eventi, la rappresentazione grafica delle vibrazioni nel dominio delle frequenze, il registro degli interventi di manutenzione dell’asset, l’indicazione dello stato di utilizzo dell’asset per programmare le manutenzioni prima di eventi bloccanti. Quest’ultima funzione, denominata “Check -Up”, elabora con una frequenza di 2.000 campioni al secondo i dati delle vibrazioni triassiali e la temperatura. Questi dati, elaborati da un algoritmo proprietario, determinano il livello di usura dell’asset sul quale è installato. Raggiunti i limiti prefissati, il sistema invia l’informazione per predisporne la manutenzione. Il sistema B-Safe può essere inoltre integrato con piattaforme cloud di terze parti. Grazie a tutto ciò è possibile monitorare in real time sul web e anche sul cellulare lo stato della propria officina, delle proprie lavorazioni, dei propri costi e delle performances delle macchine equipaggiate. Tra i servizi al cliente proposti da Balance Systems vi è il servizio di collaborazione all’avviamento della macchina per l’integrazione dei sistemi Balance Systems. Gli Application Engineers, che vengono coinvolti fin dall’inizio del progetto, si preoccupano di personalizzare i sistemi al fine di raggiungere le performances auspicate. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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In primo piano le nuove nate di casa Grinding Technology (Morara eQuick ID Plus e Tacchella
La produzione nello storico stabilimento di Cassine (AL)
GRINDING TECHNOLOGY
LA COMPETITIVITÀ CORRE SUL FILO DEL MICRON E DELLA SOSTENIBILITÀ MACCHINE PER LA RETTIFICA AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO IN CUI RIDUZIONE DEI CONSUMI, MIGLIORAMENTO DELL’EFFICIENZA, TECNOLOGIA INNOVATIVA E SCELTA DEI MATERIALI SONO ELEMENTI CARATTERIZZANTI
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Grinding Technology, controllata del gruppo FFG terzo costruttore al mondo di macchine utensili, nasce nel 2017 per aggregare al suo interno tre storici costruttori di macchine rettificatrici Made in italy: Meccanodora, fondata a Torino nel 1961, Morara, azienda nata a Bologna nel 1919 e Tacchella, fondata ad Acqui Terme nel 1921. La gamma Morara e Tacchella offre rettificatrici cilindriche per esterni, interni ed universali in grado di soddisfare produzioni medio alte fino ai singoli pezzi. Tutte le rettificatrici dei marchi Morara e Tacchella vengono progettate, costruite e collaudate presso lo storico stabilimento Tacchella di Cassine (AL), dove si concentra l’intero processo produttivo ed è stato messo a punto il piano di investimenti in ricerca e sviluppo incentrato sui principi dell’industria 4.0 e sull’ecosostenibilità. La produzione, totalmente made in Italy, è destinata a clienti nazionali ed internazionali, come racconta Dario Scazzola, Direttore Commerciale di Grinding Technology.
I vantaggi della rettifica Negli ultimi anni si è notevolmente sviluppata la tendenza a realizzare particolari meccanici con tolleranze dimensionali, geometriche e con rugosità superficiali sempre più stringenti e dunque realizzabili solo attraverso un processo di rettifica. Il vantaggio derivante dall’estrema precisione del pezzo finito si manifesta direttamente su durata ed affidabilità del prodotto in cui viene montato. Per esempio, un’automobile costruita con componenti molto 52
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precisi sarà più affidabile e longeva limitando al minimo guasti, fermi ed i conseguenti costi economici-ambientali derivanti. “Ad oggi il sistema produttivo necessita sempre più spesso di eseguire lavorazioni just-in time, per lotti dalle piccole e medie dimensioni – spiega Luca Verre, Area Sales Manager di Grinding Technology -. La risposta migliore a questa esigenza è data da macchinari semplici, versatili, ergonomici e di rapido riattrezzaggio. Mantenendo come obiettivo primario quello della rispondenza geometrica e dimensionale nel prodotto finito, sarà il costo per pezzo a dare un sostanziale vantaggio competitivo al cliente. In questo concetto si cela il vero significato di efficienza produttiva che sta acquisendo un’importanza in costante crescita e si traduce direttamente in riduzione del magazzino, diminuzione del costo per pezzo ed aumento della redditività”. Andando incontro a queste esigenze nel corso del tempo le macchine utensili si sono evolute: così come molti torni sono diventati centri di tornitura e alcune fresatrici centri di lavoro, anche le rettificatrici sono diventate centri di rettifica. Ciò significa macchine flessibili, capaci di usare diversi utensili (per numero e tipologia) al fine di eseguire in un solo piazzamento più lavorazioni sullo stesso particolare. Evitare di spostare un pezzo tra più macchine comporta molteplici vantaggi: migliore qualità superficiale, miglior concentricità tra le circonferenze lavorate, minori spazi occupati in officina, minor numero di manipolazioni, riduzione dei costi e della logistica e della relativa automazione.
Una Morara MT2500 HD in produzione presso lo stabilimento di Cassine (AL)
L’importanza della precisione “La precisione – sottolinea Verre - sta acquisendo un’importanza in costante crescita. Tuttavia, questo non avrà implicazioni negative sulla domanda. Se da un lato le macchine utensili precise richiedono componentistica e progettazione dagli elevatissimi standard qualitativi, che possono farne aumentare il costo, dall’altro restituiscono prodotti finiti con un notevole valore aggiunto in termini economici. Possiamo dunque affermare che il vero focus va posto sulla capacità della macchina di pagarsi da sola e non sul mero costo dell’investimento iniziale”. Le rettificatrici Morara e Tacchella possono essere equipaggiate con diverse tipologie di utensile a seconda del tema tecnico da affrontare. Parliamo di mole convenzionali, CBN e diamantate. La scelta dell’utensile più adatto, unita alla robusta struttura macchina ed alle potenze sovradimensionate dei motori coinvolti permettono di ottenere alte prestazioni per velocità di asportazione ed ottimizzazione dei tempi ciclo. A questo si aggiunge il mantenimento della capacità di taglio al top grazie ad impianti di lavaggio mola ad alta pressione, diamanti fissi e dischi diamantati.
La nuova stagione delle macchine “verdi” “Durante la EMO 2019 di Hannover Grinding Technology – spiega Luca Verre - ha presentato 2 nuove rettificatrici: Tacchella eProflex e Morara eQuick. Le due macchine sono legate dal fil rouge dell’ecologia, sono infatti dotate entrambe di un impianto per la lubrificazione minimale delle guide che garantisce un risparmio annuo stimato, rispetto ai sistemi tradizionali, del 65%. L’esigua quantità di lubrificante utilizzata è inoltre composta da olio BIO, la centralina idraulica è stata eliminata ed il controllo numerico è dotato di specifiche opzioni dedicate al risparmio energetico durante le fasi di fermo e riattrezzaggio. Lo spirito con cui sono nati i progetti eQuick ed eProflex segnerà uno storico punto di svolta nel modo di pensare le future rettificatrici in casa Grinding Technology. L’attenzione all’impatto derivante dal ciclo produttivo diverrà infatti sempre più importante in un futuro necessariamente legato alle tematiche ambientali, per questo Grinding Technology sta investendo notevoli risorse in questa direzione”.
Una gamma di prodotti “Industria 4.0 ready” L’innovazione nel campo delle rettificatrici sarà dominata da tutti quei contenuti tecnologici utili a rendere la produzione snella, monitorabile, efficiente ed efficace. “Andando in questa direzione – chiarisce Verre - la
gamma prodotti Tacchella e Morara è innanzitutto Industria 4.0 ready. Grinding Technology ha inoltre progettato ulteriori opzioni che vanno oltre le specifiche richieste dalla normativa Industria 4.0. Le rettificatrici Morara e Tacchella possono, ad esempio, essere interfacciate con un apposito software in grado di monitorare e gestire i principali dati macchina (per esempio l’assorbimento corrente dei motori assi, lo stato macchina, l’override testa porta pezzo) direttamente su smartphone e tablet”. Un ulteriore pacchetto denominato MOP assiste l’operatore durante tutte le operazioni di manutenzione predittiva. “Grazie a questo software – spiega Verre - la macchina restituisce una serie di allarmi e preallarmi e fornisce, direttamente attraverso il CN, schemi, foto, video e disegni utili a guidare l’operatore verso una corretta manutenzione. In un sistema produttivo alla continua ricerca di efficienza, la manutenzione puntuale permette di ridurre al minimo i fermi macchina aumentando conseguentemente la redditività”.
All’insegna della semplicità La gamma di rettificatrici cilindriche Morara e Tacchella è in grado di eseguire le più variegate tirature: media, alta passando addirittura per il pezzo singolo. Le capacità macchina rendono possibile la rettifica di pezzi dalle piccole dimensioni fino a 3000 mm e 4000 kg tra le punte. “Le rettificatrici in casa Grinding Technology – spiega Verre - nascono innanzitutto con l’intento di eseguire molteplici lavorazioni riducendo al minimo la manipolazione del pezzo. Evitare di spostare un pezzo tra più macchine comporta infatti molteplici vantaggi: migliore qualità superficiale, miglior concentricità tra le circonferenze lavorate, minori spazi occupati in officina, minor numero di manipolazioni, riduzione dei costi e della logistica e della relativa automazione. In questo senso alcune macchine possono essere dotate di torrette portamola che consentono di montare fino a quattro utensili (da esterni e/o da interni) in svariate combinazioni come nel caso della Tacchella Elektra e della Tacchella Proflex. Altre macchine possono addirittura eseguire più lavorazioni allo stesso tempo contenendo al minimo i tempi ciclo, come ad esempio la Morara MT2500 HD che rettifica in contemporanea le due estremità esterne di un assile ferroviario oppure nel caso della Morara Multimatic che esegue operazioni di rettifica interna-esterna in simultanea. In ogni caso le macchine vengono pensate per essere semplicissime nelle operazioni di setup, grazie allo studio esasperato dell’ergonomia ed al potente software T.O.P. sviluppato direttamente da tecnici Grinding Technology”.
Le interfacce operatore Nella piena consapevolezza che la ricerca di personale formato e capace costituisca, sempre più spesso, una grande difficoltà per il consumatore, Morara e Tacchella stanno sviluppando interfacce operatore sempre più semplici. “Era il 1997 – racconta Verre - quando Tacchella presentò, durante la EMO di Hannover, l’Elektra: una macchina studiata appositamente per accompagnare il mondo dei rettificatori dalla macchina idraulica a quella CN. Nell’ambito di quel progetto uno degli obiettivi primari fu quello di studiare un software, denominato T.O.P., semplice ed efficace in grado di accompagnare passo passo l’operatore nelle operazioni di setup e rettificatura”. Grazie al successo ottenuto dal T.O.P. negli anni successivi, il software è stato implementato ed esteso all’intera produzione diventando lo strumento riconosciuto ed indispensabile che è oggi. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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DELTA
DELTA: “MONTANTE
MOBILE E MOLTO ALTRO”
PRECISIONE, AFFIDABILITÀ E UNA LUNGA ESPERIENZA MATURATA NEL SETTORE FANNO DI DELTA UN’AZIENDA SOLIDA LEADER DI MERCATO NEL SEGMENTO DELLE RETTIFICATRICI TANGENZIALI A MONTANTE MOBILE. DI QUESTA REALTÀ CI HA PARLATO ADRIANO CERI, PRESIDENTE DI DELTA SRL
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Tutte le rettificatrici per piani e profili prodotte da Delta sono caratterizzate da un’architettura a montante mobile. Questa scelta costruttiva dei primi anni ’80, più che mai attuale e portata avanti con convinzione fino ad oggi perseguendo una politica di ampliamento gamma, ha consentito al marchio DELTA la posizione di leader di questo specifico segmento di mercato. Quali sono i punti di forza delle vostre macchine? L’architettura a montante mobile prevede strutture a doppia camera interamente realizzate con fusioni di ghisa Meehanite stabilizzata, caratterizzate da un elevato coefficiente di smorzamento per conferire la massima rigidezza e stabilità al sistema. Questo assicura il rispetto costante e ripetitivo delle precisioni geometriche e di lavoro previste dalle norme di 54
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collaudo più restrittive, garantendo elevata capacità produttiva unitamente alla massima precisione ed affidabilità. Con il montante mobile infatti “la testa non cade” in quanto vengono eliminati in partenza tutti i problemi di caduta della testa legati alla corsa trasversale che si verificano normalmente nelle rettificatrici a testa mobile: flessione che aumenta con lo sbraccio della testa e relative problematiche di compensazione. Oltre al montante mobile le rettificatrici Delta presentano il sostentamento idrostatico su tutti gli assi-macchina con guide rettificate in presa integrale inglobate nella struttura, quindi senza materiale antifrizione riportato, tipo turcite. Questo comporta la completa eliminazione degli attriti radenti consentendo il massimo sfruttamento della potenza installata insieme a movimenti estremamente regolari in
totale assenza di fenomeni di usura o di andamento a scatti (stick slip), anche a bassissime velocità. Gli assi trasversali e verticali montano viti a sfere di precisione ISO 3 rettificate e precaricate a garanzia di posizionamenti stabili e precisi. La linea mandrino, originale progetto DELTA frutto di anni di ricerca e sperimentazione, costituisce il punto di forza di tutta l’attuale produzione. Anteriormente il mandrino è supportato da un cuscinetto idrodinamico Mackensen ad usura zero che assicura nel tempo lavorazioni precise e finiture superficiali accuratissime; posteriormente è montata una coppia di cuscinetti a sfere di precisione precaricati.
Maxi, Mini e Rotax: tre linee di prodotto, tre soluzioni di qualità La tavola longitudinale, nelle serie Mini e Maxi, è mossa da cilindri idraulici e comandata da valvola proporzionale a controllo elettronico. Nelle Rotax la tavola rotante è azionata da un servomotore torque e supportata da cuscinetti a sfere di precisione e ralla idrostatica. La più ampia gamma di rettificatrici a montante mobile oggi presente sul mercato prevede tre linee di prodotto: Mini disponibile in tre modelli con superfici rettificabili da 800x550 fino a 1600x650 mm, Maxi con i suoi nove modelli e superfici rettificabili da 1200x750 fino a 3000x1100 mm ed infine Rotax con tavola rotante, tre modelli con diametro massimo rettificabile da 700 fino 1200 mm. Automazione e interfacce uomo-macchina sempre più intuitive: qual è la vostra risposta al problema? Sono previsti 3 livelli di automazione: l’entry level denominato Diastep gestisce tutte le funzioni macchina, consente la visualizzazione degli gli assi e la programmazione di un ciclo automatico di rettifica mediante menù guidato. Per le diverse tipologie di lavorazione (continua, ad impulsi, a tuffo)
il ciclo viene suddiviso nelle fasi seguenti: sgrossatura, finitura, spegnifiamma, diamantatura automatica con compensazione e disimpegno assi a fine ciclo. Una ricca auto-diagnostica permette il controllo e la visualizzazione di eventuali anomalie tramite messaggi d’allarme, consentendo lavorazioni a macchina non presidiata. Il modello intermedio CN Plus con pannello touch screen, in aggiunta a quanto descritto per l’unità Diastep, permette la memorizzazione di più pezzi, la diamantatura lineare e interpolata sulla tavola per l’utilizzo di mole con profili parametrici, lavorazioni multipiano e di spallamenti sull’asse Y. Per finire il livello più performante CNC Siemens che prevede una serie di possibilità quali la diamantatura a bordo tavola con uno o più diamanti oppure con disco diamantato, il CAD-CAM integrato per la generazione e simulazione dinamica di profili con ottimizzazione del percorso utensile sia per la mola che per il piano di lavoro e molto altro. Tutti i livelli di automazione sopra descritti sono realizzati dalla sezione sviluppo software interna a DELTA e vantano un’interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva ma nello stesso tempo potente e completa. Quanto è importante per la vostra azienda l’investimento in innovazione e ricerca? La precisione e l’affidabilità che caratterizzano le rettificatrici a montante mobile DELTA, unitamente ad una esperienza di oltre 65, hanno permesso all’azienda di affermarsi e consolidare la propria presenza sul mercato nazionale ed internazionale. L’impiego delle più moderne tecnologie, la continua ricerca e la costante innovazione hanno consentito la realizzazione di una vasta gamma di macchine impiegate, nel caso della serie Mini e Maxi, nella costruzione di stampi trancia e stampi per materie plastiche nell’industria degli elettrodomestici, automotive, biomedicale ecc. Molto interessante l’impiego nell’industria di produzione di lame per presse piegatrici. La serie Rotax invece viene utilizzata principalmente nell’industria di produzione di lame circolari, di valvole per oleodotti oltre che nell’industria di cuscinetti, ingranaggi ecc. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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DOSSIER R E T T I F I C AT R I C I
MAR
UN’AZIENDA GIOVANE CHE PUNTA SULLA QUALITÀ CON UNA GRANDE ESPERIENZA DI ASSISTENZA E RETROFITTING, L’AZIENDA HA SAPUTO RITAGLIARSI UN RUOLO DI SUCCESSO SUL MERCATO ITALIANO CON MACCHINE DI RETTIFICA DEDICATE AD OGNI ASPETTO DI QUESTO TIPO DI LAVORAZIONE.
M
Mar srl è un’azienda che nasce nel 2015 a Serravalle (San Marino) con un’attività principale rivolta all’ambito dell’assistenza tecnica e revisione di macchinari e una proposta fin da subito molto generalista, al servizio di diversi settori della meccanica di precisione. Dal 2017, l’azienda si è dedicata anche alla costruzione di macchine rettificatrici mantenendo quella flessibilità nella proposta che ne costituiva il tratto distintivo, come racconta Enrico Bollini, Sales Manager di Mar srl: “Questo approccio ci consente, con la situazione attuale del mercato post pandemia, di avere un carico di lavoro su macchine nuove che copre la produzione fino a fine anno: attualmente stiamo cercando di riconfigurare l’azienda per dedicarci maggiormente proprio alla assistenza tecnica e alle revisioni perché riteniamo che questa sia la richiesta del mercato a breve termine. Sono quattro le gamme attualmente in produzione con le quali operiamo in un contesto locale. L’obiettivo di quest’anno, pre-Covid, era quello di partecipare ad alcune fiere estere per presentare due macchine specificatamente dedicate al settore dell’automotive e considerare un’espansione sul mercato europeo. Cosa che speriamo di poter fare in autunno”.
Un’azienda dinamica I soci fondatori dell’azienda, provenendo dalla ex IMT – Italian Machine Tools, uno dei principali gruppi industriali italiani nel settore delle rettificatrici grazie ai marchi Morara-De.Ci.Ma e Tacchella Macchine, forti di una grande esperienza nella meccanica di precisione 56
M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
hanno fatto la scelta iniziale di dedicarsi all’attività di assistenza e revisione di macchine rettificatrici, specialmente a marchio Morara, sulla base delle conoscenze acquisite, cui ha fatto seguito, a solo un paio di anni di distanza, quella di produrre macchine che fossero orientate su soluzioni tecnologiche moderne, per evitare comparazioni con un mercato già conosciuto, con scelte tecniche “audaci” che si sono rivelate di successo: basamento in granito naturale, motori lineari, righe ottiche assolute, sensoristica predittiva in ottica 4.0, estetica innovativa, software sviluppati e gestiti internamente, cinematismi al top della qualità. “Come costruttori – precisa Bollini – viviamo molto di taylor made, nel nostra DNA c’è la capacità di essere vicini al cliente e flessibili nel rispondere alle sue esigenze. Il nostro obiettivo, con 32 addetti altamente qualificati, non è quello di produrre macchine in serie ma di avere piattaforme comuni di sviluppo che consentano una personalizzazione in base alle esigenze del cliente”.
La semplicità dell’interfaccia Per Mar l’interfaccia software, considerata un elemento fondamentale nella proposta di una macchina utensile, assume un’importanza strategica specialmente nelle rettificatrici, sempre più spesso utilizzate da operatori che hanno poca esperienza nei processi di rettifica. “Mar – spiega Bollini - ha scelto di sviluppare al suo interno il software adottando una soluzione proprietaria. In virtù della flessibilità possiamo adattare il software e le maschere grafiche. Questa
linearità sul movimento contenuta in un millesimo di millimetro su un metro e mezzo di campo di lavoro, ma la macchina ultra precisa è ancora un’utopia”.
Le macchine Mar
semplicità dell’interfaccia grafica permette a qualsiasi operatore di sistemare una rettifica, anche se, nei parametri e nelle dinamiche di lavoro, è l’esperienza dell’operatore a fare ancora la differenza. Abbiamo puntato sulla digitalizzazione dell’azienda inserendo personale giovane, la cui età media è di circa 30 anni, grazie al quale è molto più semplice l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche, con l’obiettivo di costruire un’azienda che possa guardare al futuro con lungimiranza, in un momento storico in cui molti hanno soltanto obiettivi a breve termine”. In Mar la fase progettuale, sia essa meccanica, elettronica e software, così come quella di assemblaggio finale vengono sviluppate internamente. “Questo è possibile – prosegue Bollini - anche grazie alla conoscenza e l’esperienza derivanti da una collaborazione ormai ventennale con Fagor, la nostra prima proposta hardware verso il cliente, in alternativa a Siemens, tramite la quale abbiamo acquisito funzionalità che ci permettono di gestire la totalità del software e di essere gli unici interlocutori verso il cliente finale anche per i ricambi aftermarket”.
La gamma Mar è composta dalle macchine rettificatrici universali Titan e dalle rettificatrici in tondo X. “Il modello che presenteremo alle prossime fiere Mecspe e GrindTec – precisa Bollini - è la X500, in cui il fattore numerico identifica la lunghezza rettificabile: si tratta di una macchina innovativa perché, grazie alla disposizione a croce degli assi X e Z e al movimento tramite motori lineari, in un ingombro a terra di soli 2,2x 2,2 m, quindi meno di 5 mq, siamo riusciti ad alloggiare tutto ciò che è necessario per produrre il processo di rettifica con il top della tecnologia”. La serie X nasce compatta e veloce, adatta a una produzione in grande serie, anche grazie al caricatore a portale che può essere integrato in macchina. La serie Titan, configurabile e modulare, dotata di tavola mobile come le macchine classiche, nasce con tre taglie disponibili, la 1000, 1500, 2000 sviluppate dal 2017 ad oggi. La serie Titan è rivolta a chi è alle prese con piccoli lotti ma deve soddisfare esigenze di estrema precisione e flessibilità; quindi torrette plurimandrino, assi C per eseguire poligoni, profili e soddisfare le richieste più disparate di un mercato di fascia medio-alta. “L’aspetto della manutenibilità e accessibilità delle nostre macchine è fondamentale. La nostra filosofia è creare macchine semplici, comprensibili e accessibili che siano alla portata del cliente, dal piccolo al grande. Nessuna delle macchine prodotte da Mar, considerata anche la dimensione dell’azienda, – spiega Bollini - vuole essere un prodotto di serie. Per coprire la fascia di mercato più bassa ci rivolgiamo al settore delle revisioni, il cui mercato copre circa il 30-35% del nostro fatturato, permettendoci di rimanere su costi contenuti. Operiamo nel campo delle rettifiche in tondo, esterni ed interni, fino ai 2 m di lunghezza”.
Il prezzo della precisione La rettifica è una lavorazione di precisione fatta sulle superfici di ogni pezzo. Raggiungere la µ-precisione in serie è la grande sfida nella rettifica, in cui il prezzo della macchina risente molto della precisione estrema che viene richiesta. “L’evoluzione della rettifica, che fino a pochi anni fa veniva considerata un tornio provvisto di un utensile abrasivo, - racconta Bollini - ha portato oggi ad un divario molto ampio, in termini di costo, tra le due tecnologie. Spesso la rettifica viene interpretata come quel qualcosa che, essendo in fondo alla linea, debba correggere tutti gli errori a monte, cosa che giustifica il prezzo più alto della macchina. In realtà la precisione può essere legata a molti fattori in termini di ripetibilità, cilindricità, linearità e rotondità. Noi cerchiamo, partendo da una base comune a tutte le macchine, di migliorare la precisione sui parametri richiesti dal cliente. Ad esempio, una serie di test appena conclusi su una macchina standard ci ha consentito di raggiungere una M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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DOSSIER R E T T I F I C AT R I C I STUDER
THE ART OF
GRINDING DA DECENNI, A LIVELLO INTERNAZIONALE, IL MARCHIO STUDER È PERCEPITO QUALE SIGILLO DI QUALITÀ PER RISULTATI DI ECCELLENZA: HARDWARE, SOFTWARE, INTEGRAZIONE DI SISTEMI E SERVIZIO ALL’INSEGNA DELLA PIÙ ECCELLENTE QUALITÀ SVIZZERA
L Rettifica esterna su S41 STUDER
La Fritz Studer AG, fondata nel 1912, è una fra le aziende leader del mercato per quanto riguarda la rettifica universale, esterna, cilindrica interna e non cilindrica. Con oltre 24.000 impianti prodotti, STUDER è da decenni sinonimo di precisione, qualità e durata. Con una soluzione completa su misura per ogni compito di rettifica, assieme al risultato il cliente che acquista una macchina Studer può avvalersi anche delle abilità e competenze che contraddistinguono l’azienda riguardo al processo di rettifica. Insieme a STUDER, i marchi SCHAUDT e MIKROSA formano il Gruppo tecnologico per la rettifica circolare all’interno del Gruppo UNITED GRINDING. Con un fatturato di circa 700 milioni di euro, UNITED GRINDING Group è uno dei principali produttori mondiali di macchine di precisione per rettifica, erosione, lavorazione al laser, misurazione e lavorazione combinata. Con circa 2.500 dipendenti in più di 20 sedi di produzione, assistenza e vendita, il gruppo di aziende è posizionato vicino ai propri clienti e offre prestazioni elevate. Lo scorso febbraio, in apertura del Motion Meeting 2020 dal titolo “The Art of Grinding.” organizzato a Thun, nella sede storica di 58
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Studer, Jens Bleher, CEO di Fritz Studer AG ha affermato: “Il claim ci sfida a superare i confini e ci incoraggia a concentrarci su dettagli appena percettibili, che alla fine fanno la differenza, per creare ciò che a prima vista sembra impossibile. Soprattutto in questi tempi, l’efficienza e la qualità dei nostri processi e prodotti sono al centro dell’attenzione”. Nel corso della conferenza, Sandro Bottazzo, CSO dell’azienda, ha parlato di “un 2019 di successo, malgrado il notevole peggioramento della situazione economica, sottolineando come l’azienda sia riuscita ad aumentare ulteriormente la quota di mercato, registrando una forte crescita, tra l’altro, in Nord America dove ha ottenuto il secondo migliore risultato dei suoi 100 anni di storia, e mantenendo nella regione asiatica il volume di ordini per le rettificatrici cilindriche interne agli alti livelli del 2018”.
Velocità di reazione e precisione La rettifica è in realtà un procedimento di lavorazione molto semplice e molto antico. Esperti del settore e numerose aziende ne hanno perfezionato la precisione e l’efficienza nel corso dei decenni. Possiamo affermare che la precisione di finitura è la qualità base che una macchina deve garantire per poter assumere il nome di rettificatrice. Oggi però questo non basta: oltre alla precisione giocano infatti un ruolo da comprimari la ripetibilità, la semplicità di utilizzo, la capacità di integrarsi all’interno di un ciclo produttivo e di far fronte alle richieste di un mercato che esige sempre maggiori velocità di reazione. In tal senso, “Studer – spiega Francesco Buccieri, Direttore Vendite per l’Italia - ha aumentato notevolmente la standardizzazione delle proprie macchine realizzando anche il montaggio delle stesse a catena in continuo movimento. Questo sistema permette di ridurre il tempo di assemblaggio della macchina a un minimo assoluto e dà in più la possibilità di adattare la configurazione
macchina alle esigenze del cliente anche se la macchina si trova in fase di realizzazione”. Nel mondo della rettifica, l’espressione “tolleranza nell’ordine del micrometro” è una definizione vaga. Precisione di 1 μm nello spazio di lavoro significa precisione di posizionamento dei singoli assi di 0,1 μm e quindi sistemi di misura con una precisione di interpolazione Studer S41 di 0,01 μm. Nel complesso, si può dire che la precisione sia incrementabile. La richiesta di una maggiore precisione può comportare il rischio che il mercato si riduca perché macchine più precise sono anche più care? “La massima precisione – continua Buccieri - sarà sempre richiesta, ma non è detto che le macchine più precise siano anche sempre le più costose. Il costo di una macchina è da considerare non solo in relazione al prezzo d’acquisto ma, e soprattutto, alla affidabilità e al mantenimento della precisione nel tempo di vita della macchina stessa (TCO). E qui sicuramente un alto livello di standardizzazione è una garanzia per tenere i costi di produzione ad un livello basso”.
Tre criteri A 174 anni dalla nascita della prima rettificatrice, la rettifica non ha perso la sua importanza come straordinario processo di produzione che oggi è in grado di offrire le massime velocità di asportazione, tempi di ciclo brevi e usura minima dell’utensile. Nessun’altra tecnologia è in grado di offrire tanto. “Per poter seguire i criteri di massima velocità di asportazione – chiarisce Buccieri - la struttura base della macchina è essenziale. Per far fronte a tali sfide, Studer da decenni si è concentrata con la massima attenzione sulla struttura base delle proprie macchine,
realizzata in Granitan®S103, un granito sintetico innovativo con eccellenti proprietà di ammortizzazione e un buon comportamento termico, in modo di poter ridurre soprattutto l’usura degli utensili”.
La tecnologia come risorsa Da sempre la tematica dell’automazione ha accompagnato il processo di rettifica. “I nuovi sistemi di automazione esistenti sul mercato – dichiara Buccieri - in combinazione con il mondo della digitalizzazione sicuramente non cambiano il processo di rettifica, ma lo rendono più autonomo ed anche più complesso, cosa che potrebbe portare i gestori degli impianti al limite delle loro possibilità”. Per venire incontro al cliente è stato introdotto con successo lo standard OPC-UA. Con il collegamento sicuro alla macchina, le informazioni di processo vengono trasmesse in modo semplice ai sistemi esterni. Il cliente può misurare un’ampia gamma di segnali in modo semplice, collegarli alle proprie applicazioni e mantenere sempre il controllo delle proprie informazioni riservate. Sensori intelligenti forniscono le informazioni necessarie per un riconoscimento precoce dei guasti dei componenti delle macchine. Un importante passo verso la manutenzione predittiva. Inoltre, insieme a IRPD AG, attiva nella stampa 3D, STUDER sviluppa ugelli del refrigerante a flusso laminare. Questi permettono di convogliare il lubrificante esattamente nel meato di rettifica per ottenere l’effetto refrigerante ottimale nel punto desiderato. Il risultato è un significativo miglioramento della qualità di lavorazione e dei tempi di processo.
Il fattore umano
Rettifica Interna
Un altro fondamentale fattore da cui dipende il risultato del processo di rettifica è l’operatore. “La sua esperienza è di grande importanza - sottolinea Buccieri – e sempre di più conta la formazione del personale. Noi come Studer mettiamo a disposizione ai nostri clienti tutta la nostra esperienza nel settore proponendo vari moduli di formazione avendo realizzato la Studer Grinding Academy”. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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DOSSIER R E T T I F I C AT R I C I SCHEDE TECNICHE
RETTIFICATRICE CILINDRICA PER ESTERNI AD ALTE PRESTAZIONI DANOBAT CG La gamma di rettificatrici progettate per ottenere la massima produttività, senza compromettere precisione e qualità, ora aggiunge la flessibilità, grazie alla disponibilità di diverse configurazioni della testa portamola che includono mandrini per interni e i ridotti tempi di consegna, grazie a una nuova organizzazione della sua produzione. Le caratteristiche tecnologiche su cui si fonda la nuova CG sono: La configurazione macchina con assi a croce garantisce ridotto ingombro al suolo, eccellente ergonomia, facile accessibilità per la manutenzione e ampia gamma di soluzioni per l’automazione. Il basamento in granito naturale per la migliore stabilità termica, la rigidità della struttura e un ottimo smorzamento delle vibrazioni. Gli assi macchina azionati da motori lineari abbinati, scorrono su guide a rulli precaricati, fornendo un altissimo grado di precisione e ripetibilità nelle operazioni di rettifica più impegnative oltre a alte velocità di movimento e accelerazione per la riduzione dei tempi ciclo L’ampia gamma di configurazioni della testa portamola che include versioni sino a 3 mole, scegliendo tra
CARATTERISTICHE TECNICHE Standard: Distanza massima tra le punte Diametro massimo rettificabile Peso massimo tra le punte Dimensioni massime mola Velocità periferica mola massima Mandrino per interni
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M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
mandrini per esterni per mole di diametro 610mm e una vasta gamma di mandrini per interni. I mandrini portamola costruiti in Danobat possono raggiungere una velocità periferica di 80 m/sec che consente di sfruttare al meglio le più recenti tecnologie di rettifica disponibili sul mercato. L’asse B della testa portamola azionato da motore torque integrato e controllato da encoder rotativo assoluto ad alta risoluzione con bloccaggio e sbloccaggio pneumatico consente un posizionamento di altissima precisione e una elevata rigidità in fase di lavorazione. Un’ampia disponibilità di accessori e opzioni comprende teste portapezzo, contropunte, compensazione automatica della distanza punte, strumenti di misura, dispositivi di presa pezzo e trascinamento. La possibilità di interfacciare la macchina a qualsiasi tipo di automazione esterna di carico e scarico del pezzo o di integrare l’automazione all’interno della macchina stessa (robot, gantry,..) Il CNC SIEMENS 840D abbinato alla interfaccia operatore DoGrind sviluppata interamente da Danobat consente una programmazione e un utilizzo semplice e intuitivo.
600, 1.000 e 1.800 mm 440 mm 250 / 500 kg 610 x 160 x 203,2 mm 80 m/s 5.000/120.000 rpm
3 livelli di automazione • 3 automation level 3 niveaux d’automatisation • 3 automatisierung ausfuehrungen
DELTA MINI 3 LIVELLI DI AUTOMAZIONE DIASTEP / CN PLUS TOUCH SCREEN / CNC CARATTERISTICHE TECNICHE - TECHNICAL FEATURES - CARACTERISTIQUES TECHNIQUES - TECHNISCHE MERKMALE
Mini 7
Mini 12
Mini 15
Max superficie rettificabile Surface maxime à rectifie
Max grindable surface Grösste Schleiffläche
mm
800 x 550
1300 x 650
1600 x 650
Superficie di appoggio tavola Surface d’appui de la table
Table surface Tischesfläche
mm
700 x 400
1200 x 500
1500 x 500
Velocità di lavoro longitudinale Vitesse de travail longitudinal
Longitudinal work speed Längs-Arbeitsgeschwindigkeit
Max corsa longitudinale Déplacement longitudinal maxi
Max longitudinal traverse Max Längshubewegung des Tisches
Velocità di lavoro trasversale Vitesse de travail transversal
Transversal work speed Quer-Arbeitsgeschwindigkeit
Minimo incremento trasversale prog. Augmentation transversal minimale prog.
Min.programmable vertical feed Min.programmierbare Querbewegung
Velocità rotazione mandrino Vitesse de rotation de broche
m/min mm
0÷40 900
1400
1700
m/min
0÷3
mm
0.001
Spindle rotation speed Spindel Drehgeschwindigkeit
giri/min rpm
1450 (1000÷2000)*
Avanzamento rapido verticale Déplacement vertical rapide
Rapid vertical feed Eilvertikalzustellung
m/min
1.5
Minimo incremento verticale prog. Augmentation vertical minimale prog
Min.programmable vertical feed Min.programmierbarere Vertikalbewegung
mm
0.001
Potenza motore mandrino (S1) Puissance du moteur de broche (S1)
Spindle motor power (S1) Leistung des Spindelmotor (S1)
kW
7,5 (11)*
Massa netta appross. della macchina Masse environ de la machine
Approximate mass of the machine Masse der Maschine ca.
kg
5200
6000
6500
Massa ammissibile sulla tavola Masse admissible sur la table
Admissible mass on the table Masse Tischbelastung
kg
800
1200
1500
DIMENSIONI - SIZES - DIMENSIONS - DIMENSIONEN
1 Depuratore Cleaner Depurateur Abscheider 2 Aspiratore Dust extractor Aspirateur Absaug 3 Armadio elettrico Electrical equipment Appareillage electrique Elektroeinricttung 4 Centrale idraulica Hydraulic equipment Appareillage hydraulique Hydraulikeinrichtung
5 Refrigeratore Cooling system Group de refroidissement Gruppe zum Abkuhlen
6 Condizionatore Conditioner Climatisateur Klimatissierrungsgeraete
L1
L2
L3
Mini 7
2930
700
1900
Mini 12
3870
350
2140
Mini 15
4470
350
2140
BxAxb
Dimensioni mola / Size of grinding whel Dimension de la meule / Schleifscheibenabmessungen
Mini 12 Mini 7 Mini 15 400 x 50 x 127 mm (400 x 100 x 127)*
C
Massima corsa trasversale / Max cross traverse Déplacement transversal maxi / Max Querbewegung des Tisches
mm
550
450
D
Larghezza tavola / Table width Largeur de la table / Brette der tisch
mm
500
400
E
Max larghezza rettificabile / Max grinding width Largeur maxi rectifiable / Max Schleifbreile
mm
600 (650)*
500 (550)*
F
Max distanza asse mandrino-piano tavola Max dist. from table to spindle axis Hauteur maxi entre table et axe de broche Max Abstand Tisch Spindelmitte
mm
800
600 (800)*
(...)* a richiesta / On request / Sur demande / Auf Anfrage Con riserva di variazioni dei dati e delle caratteristiche tecniche / Technical data and features may change Les caractéristique et les données peuvent changer / Wir teilen lhnen mit, dass Anderungen der technischen Daten und Merkmale sind vorbehlten erfolgen können
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R E T T I F I C AT R I C I SCHEDE TECNICHE
LA NUOVA FAVORIT STUDER
STUDER amplia il proprio portafoglio di prodotti e porta sul mercato una nuova serie di macchine: la favorit. Con distanze tra le punte di 400, 650, 1000 e 1600 mm, la linea favorit è adatta a pezzi corti e lunghi e si presta all’impiego universale. Il design è stato completamente rivisto e la macchina offre un ottimo rapporto prezzo/ prestazioni. Questa rettificatrice cilindrica universale CNC è concepita per la rettifica nella produzione di pezzi singoli e in serie ed è automatizzabile. Con diverse opzioni quali il dispositivo di autocalibratura, il sistema di equilibratura, il rilevatore di contatto iniziale e il posizionamento longitudinale, può essere facilmente adattata in un secondo tempo ad altri compiti di rettifica. La favorit è offerta a un prezzo conveniente. Come tutte le rettificatrici cilindriche STUDER, è realizzata con il collaudato basamento in Granitan® per i massimi livelli di precisione, prestazioni e sicurezza. Il rivestimento integrale assicura una visione ottimale del processo di rettifica. La testa portamandrino, con intervalli di posizionamento automatico di 3°, può accogliere un mandrino per la rettifica interna e uno per la rettifica esterna azionati a cinghia. Grazie a una lunghezza dell’asse X pari a 370 mm, il
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M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
mandrino di ravvivatura può essere posizionato dietro la testa del mandrino portapezzo o la contropunta, senza generare collisioni con la testa portamola. Le chiarificazioni geometriche appartengono ormai al passato. Il ravvivatore può essere aggiustato manualmente sulla scanalatura a T. La serie STUDER favorit dispone di un montante di macchina con vasca di lubrorefrigerante integrata e regolazione della temperatura del montante. Eventuali deformazioni della slitta sull’asse Z vengono eliminate. Contemporaneamente, l’opzione “regolazione temperatura attiva” porta rapidamente la macchina alla temperatura di esercizio. Grazie al pratico software di rettifica STUDER con il suo consolidato Pictogramming, anche gli operatori meno esperti possono programmare i cicli di rettifica e ravvivatura in modo rapido e semplice. Al design moderno ed ergonomico si aggiunge un pannello touchscreen che permette all’operatore di azionare la macchina in modo semplice e diretto. I portelli di servizio dietro e a destra della macchina ne garantiscono una elevata ergonomia d’uso. Lo sviluppo sistematico, la produzione, il montaggio e il controllo dei prodotti STUDER sono orientati al processo e sono conformi alle severe direttive VDA 6.4 e ISO 9001.
GHIRINGHELLI RETTIFICATRICE SENZA CENTRI MODELLO APG-S DT Il modello APS-DT è l’ultima versione delle rettificatrici senza centri Ghiringhelli serie APG sviluppata per rendere le macchine non solo più performanti, più conformi ai principi di eco compatibilità e alle richieste di minor impatto energetico da parte degli utilizzatori finali, ma soprattutto più digitali. In particolare, infatti la nuova serie di APG-S DT è dotata del nuovo CN SinumerikONE il controllo numerico Siemens dotato nativamente di un gemello digitale. Evoluzione del recente Siemens SL, questo nuovo sistema massimizza la produttività della macchina attraverso prestazioni di alto livello sia di PLC che di CN, rendendo la rettificatrice APG-S DT più produttiva, più veloce e più efficiente. Grazie al Gemello Digitale gli utilizzatori possono infatti simulare e testare i cicli in un ambiente interamente virtuale, ottimizzando i tempi di set up e la capacità produttiva della macchina, e riducendo al minimo i tempi improduttivi. In tema di eco compatibilità la rettificatrice senza centri Ghiringhelli APGS DT dispone di basamento in quarzo sintetico che garantisce un’elevata ammortizzazione ed inerzia termica, una notevole resistenza a pressione/ flessione, ma soprattutto un perfetto bilancio ecologico. Può essere dotata di mole operatrici con fascia da 150 a 250 mm e diametro da 508 o 610 mm, e rettificare a tuffo pezzi con lunghezze fino 245 mm. Il CN Siemens SinumerikONE dispone inoltre di schermo multi touch installato su consolle ergonomica ed orientabile, integrazione del modulo Safety integrated e di protocollo di comunicazione IO-Link. E’ corredata di una cappa che garantisce un totale contenimento dei fumi e dei liquidi di refrigerazione,
riducendo ulteriormente l’emissione di nebbie e la dispersione del refrigerante stesso. Completano la configurazione macchina alcuni accessori opzionali che vengono forniti per soddisfare le più diverse esigenze degli utilizzatori finali, tra questi tipologie diverse di caricatori, tramogge, alimentatori, scaricatori, espulsori; misuratori post-process di tipo meccanico, pneumatico o a sistema laser; depuratori del liquido refrigerante di varie soluzioni; aspiratori, bilanciatori della mola operatrice di varie soluzioni; telecamere per il controllo e l’orientamento dei pezzi.
PRINCIPALI DATI TECNICI DELLA RETTIFICATRICE SENZA CENTRI APG-S CNC8A Mola operatrice: larghezza massima 250 mm diametro esterno 610 mm diametro foro 304,8 mm Potenza motore mola operatrice kW 30 Velocità periferica mola operatrice 50 (63) m/s Mola conduttrice: larghezza massima diametro esterno diametro foro Coppia motore mola conduttrice Giri mola conduttrice per fasi di lavoro Giri mola conduttrice per fasi di ravvivatura Peso netto macchina Dimensioni macchina
250 mm 305 mm 152,4 mm 11 Nm 2 - 140 giri / min 400 giri / min 11000 kg 3700 x 1600 mm
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R E T T I F I C AT R I C I SCHEDE TECNICHE
MAR X500 LA PICCOLA PER GRANDI INCARICHI X500 è una rettificatrice in tondo per diametri esterni o interni a montante mobile, adatta alla lavorazione di pezzi fino a 500 mm. di lunghezza ed un diametro rotante di 250 o 360 mm.
CARATTERISTICHE TECNICHE GENERALi Massima lunghezza rettificabile Altezza punte (standard / opzionale) Massimo diametro rotante Peso massimo tra le punte Peso massimo a sbalzo Peso macchina più accessori
righe ottiche assolute pressurizzate. Nonostante le dimensioni di X500, la rigidità del movimento è da primato! 500 mm. 130 / 180* mm. 260 / 360* mm. 50 / 150* kg. 50 / 70* kg. 5500 kg.
ASSE ”X” - CARRO PORTA MOLA Corsa asse Velocità massima asse Risoluzione asse Sistema di misura standard riga ottica assoluta
350 mm. 12 m/min. 0,0001 mm.
ASSE “Z“ - TAVOLA SCORREVOLE Corsa asse Velocità massima asse Risoluzione asse Sistema di misura standard riga ottica assoluta
980 mm. 12 m/min. 0,0001 mm.
TESTA PORTA PEZZO UNIVERSALE Cono interno di centraggio Cono esterno di centraggio Massima velocità Coppia al mandrino Sistema di misura standard encoder
4 / 5* Morse 4 / 5* ASA 800 rpm 30 / 60* Nm.
CONTROPUNTA UNIVERSALE Diametro cannotto 55 mm. Corsa cannotto 30 mm. Cono interno di fissaggio 4 Morse Peso del pezzo tra le punte 50 (molla) / 150 (pneumatica)* kg. Reg. micrometrica per corr. cilindricità + / - 0,15 mm.*Opzione IL BLOCCO DI PARTENZA Il basamento di granito naturale, oltre a garantire la massima stabilità nel tempo, è dotato di soli 3 punti di livellamento, per essere sempre in appoggio su ogni pavimentazione. Il granito è lavorato in Italia con precisioni identiche a quelle dei banchi di riscontro più accurati e precisi, garantendo contemporaneamente una lunga durata nel tempo. TUTTO, IN MENO DI 5 METRI QUADRI La disposizione a croce degli assi X e Z, unita al movimento tramite motori lineari, permette il minor ingombro possibile a terra, limitandolo a 2.200 x 2.200 mm. Questo è tutto lo spa- zio che serve a X500 per produrre i vostri particolari. UNITA’ PORTAMOLA FLESSIBILE Una delle novità di X500 risiede nel passaggio delle varie connessioni, che dalla torretta plurimandrino Torque scendono attraverso il basamento per poi entrare direttamente in armadio elettrico, riducendo al minimo le lunghezze cavi ed eliminando giunzioni o prolunghe. Sulla torretta si possono alloggiare fino a 2 elettromandrini, con configurazioni variabili sia per mole da esterni che interni. IL MASSIMO DEL MOVIMENTO Sia l’asse X che Z scorrono su una tripla guida lineare con pattini a ricircolo di rulli, movimentati da motori lineari di ultima generazione e controllati da
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CON LA TESTA A POSTO Testa porta pezzo (asse C) universale, per lavorazione tra centri fissi o rotanti, con motore Torque e cono d’attacco Morse 4 / ASA 4 (in opzione Morse 5 / ASA5). In alternativa è possibile avere unatesta portapezzo con elettromandrino per lavorazioni solo a sbalzo con velocità fino a 2000 rpm ed alloggiamento per disco diamantato. Il gruppo, montato su guide lineari e bloccato da freni elettropneumatici, può essere movimentato in automatico tramite vite a ricircolo di sfere accoppiata a motore brushless digitale, con posizione controllata da riga ottica assoluta pressurizzata. CONTROPUNTA ALL-IN-ONE Movimento a leva manuale e spinta con molla a precarico registrabile, con attacco Morse 3 (in opzione Morse 4). Il canotto, scorrevole su bronzine registrabili, può avere un movimento di apertura e chiusura pneumatico per agevolare il carico e lo scarico dei pezzi. La regolazione fine della cilindricità, equipaggiata di base nella contropunta, può essere motorizzata e gestita dal CN, per ridurre il tempo di allineamento della macchina. La programmazione avviene inserendo direttamente il valore di correzione in una maschera appo- sita del CNC. ACCESSORI PER OGNI ESIGENZA MAR collabora con le più importanti imprese del settore per potervi fornire tutte le personalizzazioni che fanno la differenza. Che si tratti di sistemi di misura integrati, attrezzature di presa pezzo o processi di caricamento, su X500 c’è spazio per tutto. Su X500 l’attenzione al cliente passa da diversi punti: un design piacevole e semplice, una grande ispezionabilità della macchina ed una disposizione semplice e chiara di tutti i componenti. Oltre a questo implementiamo continuamente le migliori tecnologie sul mercato, con l’intento di affrancare il cliente da operazioni complesse e confuse. Grazie ai bus di campo ed alla diagnostica a bordo possiamo comunicare in tempo reale col cliente per individuare e correggere ogni problema di utilizzo.
TACCHELLA EPROFLEX, LA RETTIFICATRICE ECOLOGICA La nuova Tacchella e-Proflex nasce con l’intento di ridurre l’impatto ambientale delle rettificatrici. L’innovativo progetto si pone l’obiettivo di concretizzare i valori eco-friendly in cui Grinding Technology si riconosce ed investe. Grazie all’uso della lubrificazione minimale, Tacchella ePROFLEX è capace di fornire numerosi vantaggi in termini ambientali ed economici. La macchina mantiene invariate le performance e l’affidabilità rispetto ai modelli tradizionali, ma garantisce al cliente finale un vantaggio competitivo derivante dal ridotto consumo di lubrificante (- 65% annuo), dall’assenza della relativa centralina idraulica e di tutti i conseguenti costi della manutenzione oltre che da un ridotto spazio d’ingombro a terra. ePROFLEX è dotata anche di due teste portapezzo che raddoppiano la forza di trazione con mandrini integrati sincronizzati permettendo il trascinamento dei pezzi tramite l’attrito generato sui centri. L’ Asse W integrato, per la compensazione della lunghezza pezzo, consente una massima flessibilità d’uso e riduce/azzera i tempi di riattrezzaggio permettendo lavorazioni “just in time” e riduzioni dei costi di stoccaggio. Il cuore della macchina risiede infine nelle varie conformazioni possibili della testa portamola, dotata di orientamento automatico mediante Asse B torque controllato da CN. Il carro mola può essere equipaggiato da 2 a 4 mole per esterni in varie combinazioni ed è in
grado di eseguire le lavorazioni richieste in un’unica presa pezzo riducendo i costi di manipolazione e gestione della logistica interna. L’ultima nata di casa Tacchella è equipaggiata con CNC Fanuc Touch ih Pro, dotato di un ampio display da 21,5” full HD e sistema operativo Windows 10. Per venire incontro alle nuove esigenze del mercato la macchina consente inoltre una mappatura completa sensorizzata di tutti gli organi, in grado di restituire dati processabili dai vari gestionali aziendali, con l’intento di analizzare in tempo reale tutte le funzionalità della macchina. La gamma di accessori disponibili quali dispositivi autonomi di profilatura mole a diamante oppure a disco diamantato e strumentazione “in-process” consentono di allestire la propria rettificatrice ePROFLEX con straordinaria flessibilità e con un costo d’investimento estremamente competitivo. Nata per eseguire più operazioni, anche su “famiglie” di pezzi differenti, la nuova ePROFLEX può interfacciarsi con sistemi automatici di alimentazione pezzi, quali robot o portali, ed è in grado di garantire un’elevata produttività, operando in automatico 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Lo spirito con cui è nato il progetto ePROFLEX segnerà infine uno storico punto di svolta nel modo di pensare le rettificatrici in casa Grinding Technology. L’attenzione all’impatto derivante dal ciclo produttivo diverrà infatti sempre più importante in un futuro necessariamente legato alle tematiche ambientali. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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SPECIALE SPECIALE STRUMENTI DI MISURA
Un mondo
IN CONTINUA EVOLUZIONE
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I
QUELLO DELLA METROLOGIA È UN MONDO CHE INCLUDE UN GRAN NUMERO DI SOLUZIONI, MACCHINE E STRUMENTI DI MISURA, IL CUI SCOPO NON È PIÙ SOLO MISURARE MA OTTIMIZZARE IL PROCESSO PRODUTTIVO E MIGLIORARE LA QUALITÀ DEL PRODOTTO ALL’INSEGNA DELL’INFORMATION TECHNOLOGY E DELLA FABBRICA DIGITALE Patrizia Ricci
cambiamenti non sono certo una novità né per la metrologia, la “scienza della misurazione”, né per il Sistema Internazionale (SI), il linguaggio con cui esprimere le misurazioni, che, da sempre, è in costante evoluzione nell’intento di migliorare la nostra capacità di misurare, rispondendo così alle sollecitazioni che provengono soprattutto dalla ricerca scientifica e dall’innovazione tecnologica. Abbiamo imparato come misurare prima ancora che a scrivere. Attraverso le misure abbiamo imparato a contare. Le misurazioni ci hanno aiutato nel tempo a diventare mercanti, costruttori, astronomi, navigatori, ingegneri e scienziati. La necessità di misure più accurate è cresciuta con ogni nuova invenzione. Con l’adozione di misurazioni standardizzate abbiamo creato l’economia globale e, recentemente, abbiamo raggiunto un punto critico per l’umanità: non avere più bisogno di oggetti fisici per misure di precisione. Le leggi della natura operano perfettamente dall’invisibile mondo quantistico alle profondità dello spazio e così dovrebbe essere per le nostre misurazioni. Per la prima volta tutte le unità di misura sono state accuratamente definite dalle leggi fondamentali della natura. Nel 2018 la comunità scientifica mondiale si è incontrata a Versailles (Parigi) per dare il via libera alla ridefinizione di tutte le unità di misura SI. Con l’entrata in vigore, il 20 maggio 2019, del nuovo SI, grazie alle costanti della fisica, il cui valore è fisso, immutabile nel tempo e nello spazio, sono stati definiti i campioni di riferimento delle unità di misura, più stabili e riproducibili ovunque. Oltre al metro, definito in termini di velocità della luce (c), al secondo, in termini di frequenza della transizione iperfine dell’atomo di cesio (Δν), alla candela, in termini di coefficiente di visibilità (Kcd), sono stati così ridefiniti per mezzo di costanti fisiche fondamentali anche: • il chilogrammo, in termini di costante di Planck (h) • l’ampere, in termini di carica elementare (e) • il kelvin, in termini di costante di Boltzmann (k) • la mole, in termini di costante di Avogadro (NA)
Metrologia e Industria 4.0 Un ulteriore impulso al processo di evoluzione della metrologia è stato determinato dalla quarta rivoluzione industriale, le cui fabbriche, sempre più automatizzate e interconnesse, si basano sui dati e la creazione di valore. Questo porta ad un legame sempre più stretto tra metrologia e Information Technology per consentire, sulla base di informazioni tempestive e corrette, di intervenire sui processi produttivi in chiave di continua ottimizzazione. La metrologia rappresenta quindi uno dei pilastri del concetto di “Fabbrica digitale”, in tutti i settori di utilizzo, dal mondo manifatturiero sino all’aerospaziale. Come per le unità di misura non è più necessario il ricorso agli oggetti fisici per le misure di precisione, anche per la metrologia il modello tradizionale di misura si adatta alle richieste della produzione, lascia il posto ad una visione più tecnologica in cui è fondamentale la gestione e l’integrazione di macchine, software applicativo e sistemi di produzione. La raccolta e l’elaborazione dei numerosi dati ad opera dell’Information Technology sono impiegate per l’aumento dell’efficienza dei processi e il raggiungimento della massima qualità del prodotto finito. Il mutamento della metrologia coinvolge sia le basi, con la definizione dei campioni primari e delle unità fondamentali, che il concetto di raccolta e gestione dei numerosi dati. L’evoluzione della metrologia ha portato sensori e macchine di misura ad essere protagonisti M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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SPECIALE SPECIALE STRUMENTI DI MISURA del processo evolutivo delle linee produttive stesse, basti pensare che, se fino a poco tempo fa, la misurazione era finalizzata solamente all’acquisizione del dato, ora invece il dato dimensionale è fondamentale non solo per la comprensione dell’andamento della produzione, ma anche per il controllo qualità, le verifiche delle tolleranze e la gestione automatica della produzione, non solo dal punto di vista hardware ma anche e soprattutto nella connessione al software di controllo e gestione. Inoltre, il cambiamento dei processi produttivi in ottica di industria 4.0 ha richiesto una forte accelerazione anche nello sviluppo di sistemi di misura e controllo. Questi sono infatti essenziali per garantire la perfetta ripetitività, con la massima precisione, delle fasi di produzione dei manufatti o nel controllo di spostamenti e movimentazioni. Tutto ciò è reso possibile dalla consapevolezza, da parte delle aziende, di un approccio più strutturato dell’investimento nella misura e nel controllo in maniera, in quanto facente parte di una strategia di produzione.
Manufacturing intelligence Alla luce di quanto detto, potremmo affermare che oggi misurare è necessario, ma non è più sufficiente. Per una produzione che punta all’Industry 4.0, serve integrare la misura con l’analisi dei dati e la loro implementazione automatica nel ciclo produttivo. I dati di processo devono essere disponibili in tempo reale a chiunque ne abbia bisogno e devono poter essere condivisi su piattaforme comuni. Servono soluzioni adatte a gestire in automatico le informazioni acquisite e trasferirle in modo automatico alla produzione. In questo contesto le soluzioni software per la pianificazione della misura (Metrology Management System, MMS) sono essenziali per ottimizzare l’accesso ai dati di misura provenienti da fonti o fornitori diversi e per concentrare i dati in un unico punto accessibile a chiunque ne abbia bisogno, senza che alla base ci sia una profonda conoscenza metrologica. La condivisione dei dati provenienti da ogni fase del processo permette la creazione di un sistema che, a sua volta, consente un’osservazione più obiettiva della produzione, svincolata dalla conoscenza metrologica del singolo operatore. Gli operatori, i materiali e i metodi possono introdurre fluttuazioni nella capacità della macchina e del processo: più è immediata l’individuazione delle cause che provocano gli scostamenti, più l’intervento correttivo è tempestivo e aumentano efficienza e qualità della produzione stessa. Sono le basi della cosiddetta manutenzione predittiva, che nasce anche dalla consapevolezza, da parte degli utilizzatori, che il controllo qualità non sia qualcosa di “non produttivo”, ma che in realtà risolva i problemi, in particolar modo se inserito all’interno del processo.
Software metrologici e non solo La crescita del software metrologico, sostenuta dalle nuove tecnologie, l’ispezione senza contatto e l’analisi dei Big Data, sta portando la sua applicazione dalla semplice ispezione all’analisi e al reverse engineering. 68
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“Analysis of the Global Metrology Software Market, Forecast to 2021”, il nuovo studio del programma Test & Measurement Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, rileva che il mercato del software metrologico per i servizi di ispezione, analisi e reverse engineering raggiungerà quota 526,6 milioni di dollari nel 2021. Ad essere in crescita, negli ultimi anni, non è solo il mercato del software ma quello globale della metrologia, molto attivo, con incrementi sia di volume sia di fatturato, molto interessanti, che negli ultimi anni si sono sempre più consolidati. A guidare la crescita, le molteplici tendenze e sviluppi legate, come abbiamo già detto, alle Fabbriche intelligenti e alle nuove applicazioni nell’ambito della produzione di additivi e del reverse engineering, al continuo sviluppo di nanotecnologia avanzata, elettronica flessibile, materiali intelligenti e manifattura “green”, alla domanda di scanner 3D e ottici nei settori automobilistico e aerospaziale, o all’integrazione di sistemi multi-sensore nelle macchine di misura a coordinate (CMM) esistenti per fornire flessibilità operativa e generare informazioni approfondite sui dati. La tendenza che determina questa crescita non è solamente quella di ricercare sistemi sempre più accurati ma, soprattutto, di avvicinare lo strumento metrologico, fino a qualche anno fa collocato all’interno di una sala metrologica, alla macchina utensile. Questo spostamento è osservabile un po’ in tutti gli ambiti, alla ricerca di una interconnessione sempre maggiore tra i vari strumenti, le macchine utensili, i processi produttivi e i gestionali aziendali. La macchina di misura diventa parte integrante di una fase di lavorazione del particolare, anche con l’obiettivo di abbattere i tempi ciclo di collaudo, che rappresentano tempi morti, rendendo lo strumento di controllo più versatile possibile, con differenti tipologie di tastatori integrati in un ciclo di prova al fine di abbattere il costo del controllo. L’approccio della misurazione si evolve, passando dal più tradizionale metodo a contatto all’innovativo controllo dei parametri di processo, detto monitoring, che sta diventando preponderante e che prevede l’utilizzo delle informazioni di misura, che provengono dalle macchine o dalle sale metrologiche, in un’ottica di monitoraggio, gestione e manutenzione predittiva di tipo tecnologico. Il miglioramento richiesto oggi alla macchina di misura è in termini di efficienza e produttività. Per questo la macchina di misura deve non solo essere più precisa ma fornire risultati nel modo più rapido possibile. A tale scopo vengono in aiuto le tecnologie metrologiche recenti, come i sistemi portatili a bracci articolati, piuttosto che sistemi per fotogrammetria, ottici o per la scansione di superfici, che a parità di precisione rispetto alle macchine di misura tradizionali, offrono vantaggi nella capacità di rilevare più elementi geometrici e superfici complesse. Le soluzioni che seguono, proposte dalle aziende protagoniste del mondo della metrologia, della misura e del controllo, descrivono, attraverso le tecnologie emergenti più interessanti e i trend più significativi nel mondo della misura, come contribuire al raggiungimento della qualità, obiettivo obbligato dell’industria 4.0.
COGNEX
PRESENTA LA PRIMA SMART CAMERA INDUSTRIALE CON TECNOLOGIA DEEP LEARNING AL MONDO Cognex Corporation (NASDAQ: CGNX), leader nei sistemi e prodotti per visione industriale e lettura di codici a barre, presenta l’innovativo sistema di visione integrato In-Sight® D900. In-Sight D900 rappresenta una soluzione unica ed innovativa nel suo genere. All’interno di una smart camera In-Sight di classe industriale è inserito il software In-Sight ViDi™ di Cognex, concepito specificamente per eseguire applicazioni di deep learning. Si crea così una soluzione di visione dotata di una versatilità senza eguali. Questa piattaforma è progettata per risolvere un’ampia gamma di complesse applicazioni di ispezione in linea, ad esempio il riconoscimento ottico dei caratteri (OCR), oppure la verifica di assemblaggi e il rilevamento di difetti che sono spesso troppo difficili da identificare con gli strumenti di visione industriale tradizionali. Il mercato si fa sempre più attento e i produttori più votati alla qualità si rivolgono sempre più spesso a soluzioni di visione arricchite dal deep learning per risolvere ispezioni troppo complicate, dispendiose in termini di tempo o costose da programmare utilizzando la visione artificiale tradizionale. Con l’incorporazione del software proprietario di deep learning ViDi sui dispositivi di visione In-Sight, la clientela sarà ora in grado di risolvere anche le ispezioni visive più complesse in modo rapido, semplice ed economico. Il nuovo In-Sight D900 è riuscito a coniugare la capacità di autoapprendimento con la robustezza degli strumenti tradizionali In-Sight® D900 offre una soluzione “allin un sistema di visione che espande i limiti di ciò che può essere ispezionato in-one” per le più nell’automazione industriale. Il sistema, che può essere istruito utilizzando complesse sfide di ispezione un numero limitato di campioni di immagini, sfrutta la piattaforma dei fogli di calcolo Cognex e non richiede un PC o particolari competenze di deep learning per essere configurato.
ATOS Q
PERFORMANCE INSUPERABILI IN FORMATO COMPATTO
Il nuovo ATOS Q di GOM è un potente scanner 3D per analisi complesse. Il sistema, leggero e flessibile, è equipaggiato con lenti intercambiabili adatte a componenti di piccole e medie dimensioni, e utilizza il più recente software GOM. Con le sue dimensioni compatte e un peso inferiore a 4 kg, lo scanner ATOS Q è facilmente trasportabile e versatile nell’utilizzo. Il design è caratterizzato dall’elettronica e le ottiche protette che lo rendono adatto a compiti di misura in ambienti industriali difficili. ATOS Q racchiude molte funzionalità peculiari della tecnologia ATOS, come il principio di tripla scansione, il Blue Light Equalizer, e un’accurata calibrazione, insieme a ottime performance che pongono il nuovo sensore al top della sua categoria: la proiezione di frange richiesta per misurazioni precise viene effettuata ad alta velocità e i cavi integrati in fibra ottica consentono una trasmissione di dati rapida e continua. Come tutti gli altri scanner 3D ATOS, il nuovo sensore compatto soddisfa alti requisiti metrologici ed è dotato del più recente software di analisi GOM Inspect Suite. La sua flessibilità d’uso è dimostrata dalle varie configurazioni in cui lo strumento può essere impiegato. Lo scanner ATOS Q, infatti, può operare in modalità manuale, semiautomatizzata e completamente automatizzata all’interno della cella di misura ATOS ScanBox 4105. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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SPECIALE SPECIALE STRUMENTI DI MISURA
FAGOR AUTOMATION,
ENCODER LINEARI E ROTATIVI DI PRECISIONE CON TECNOLOGIA “3STATECH” Fagor Automation è una Azienda Spagnola che progetta, produce ed assiste tutti i componenti per le macchine utensili e di misura. I prodotti vanno dal CNC, motori e drive, DRO (rilevatori quote), fino ai sistemi di misura: seconda Azienda al mondo per produzione di encoder lineari e rotativi di precisione, sia in versione incapsulata per macchine utensili, che exposed per applicazioni su macchine di manipolazione e di misura. La gamma attuale (serie 2), che presenta caratteristiche all’avanguardia come connettore su ambo i lati testina, per montaggio e manutenzione semplificati, insieme a profili e guarnizioni per una estrema immunità agli agenti aggressivi, è oggi soggetta alla rivoluzione tecnologica “3STATECH”. Si tratta di un innovativo sistema di codifica delle informazioni (brevettato) che permette una lettura del segnale così robusta da consentire la misura corretta con meno informazioni, e permettere quindi maggior immunità ad umidità e condensa causata da temperatura e liquidi presenti dentro la macchina. Da molti anni i sistemi di Fagor Automation sono aperti alla connettività: i suoi CNC sono i4.0 Ready, ma anche i sistemi di misura offrono caratteristiche perfette per questo nuovo paradigma industriale. Gli encoder Fagor sono disponibili con diverse interfacce di trasmissione dati full-digital, compatibili con vari sistemi anche di terzi (FeeDat, Fanuc, Siemens DriveCliq, Mitsubishi, Panasonic, SSI, Biss): questo permette una apertura a strategie di raccolta dati tanto capillare da essere difficile da immaginare oggi. Considerando per esempio il protocollo proprietario FeeDat (patentato da Fagor), si tratta di una vera rivoluzione nel mondo dei trasduttori. Gli encoder memorizzano informazioni come: qualità del segnale, numero di metri/giri percorsi, temperatura, errori – tutte informazioni disponibili tramite un vero protocollo di scambio dati. Stiamo parlando del cosiddetto Internet Of Things, ovvero rendere disponibili i dati per la loro post elaborazione. Ma non solo. L’uso di una trasmissione full-digital, e una elaborazione locale nella testina di lettura, permette agli encoder Fagor di ottenere una precisione nanometrica, a partire dallo stesso segnale analogico di sempre.
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GIVI
MISURE PER L’INDUSTRIA 4.0 Il cambiamento dei processi produttivi in ottica di industria 4.0 ha richiesto una forte accelerazione anche nello sviluppo di sistemi di misura e controllo. Questi sono infatti essenziali per garantire la perfetta ripetitività con massima precisione delle fasi di produzione dei manufatti o nel controllo di spostamenti e movimentazioni. Givi Misure ha sviluppato negli anni un’ampia gamma di strumenti di misura e controllo per rispondere alle diverse esigenze che ogni applicazione comporta in termini di risoluzione, accuratezza, resistenza allo sporco o alle sollecitazioni
meccaniche. Givi Misure dispone infatti di strumenti ottici o magnetici, lineari o rotativi, con accuratezze fino a ± 1 µm, risoluzioni fino a 10 nm, protocolli di comunicazione compatibili con i principali CNC e supporti di misura in differenti materiali per adattarsi alle dilatazioni termiche delle macchine da equipaggiare. Gli strumenti Givi Misure trovano applicazione in settori molto diversi, dall’industria meccanica all’automazione, dalle energie rinnovabili alle tecnologie medicali, con soluzioni standard o personalizzate e sono in grado di garantire massima affidabilità e continuità delle
prestazioni nel tempo. Givi Misure dispone di filiali dirette in Cina, India e Turchia e di una fitta rete di distributori e centri di assistenza in tutto il mondo, in grado di supportare l’utilizzatore nella scelta dello strumento più adatto alle proprie esigenze. Tutti i prodotti vengono realizzati in Italia e superano test e collaudi rigorosi, incluso il collaudo metrologico in camera climatica, per garantire la conformità agli standard più elevati. Un impegno per la qualità e il miglioramento continuo, che da più di quarant’anni caratterizza l’azienda di Nova Milanese. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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SPECIALE SPECIALE STRUMENTI DI MISURA
HEIDENHAIN
SOLUZIONI PER LA METROLOGIA L’elettronica di misura e conteggio GAGE-CHEK 2000 è stata appositamente concepita come apparecchiatura all-in-one compatta per il rilevamento affidabile dei valori misurati in officina. Indicata soprattutto per funzioni di posizionamento su dispositivi di misura e di posizionamento, è il prodotto ideale anche per attività di retrofit. GAGE-CHEK 2000 vanta molte funzioni pratiche come ad esempio: comandi intuitivi tramite touch screen, configurazione flessibile dell’interfaccia utente, visualizzazione contestuale di funzioni ed elementi di comando, visualizzazione di lunghezza e angolo di ogni asse. La trasmissione dei dati può essere manuale, attivata da sistema di tastatura o continua, e il formato dati, configurabile per l’emissione del valore misurato. Per l’impiego in officina, GAGE-CHEK 2000 presenta un hardware particolarmente robusto: infatti il corpo compatto all-in-one è in alluminio fresato e può contare sul design embedded con componenti ottimamente combinati; display multitouch da 7” con pannello frontale è resistente agli spruzzi d’acqua (IP65). GAGE-CHEK 2000 soddisfa inoltre i più severi standard di sicurezza. La completa assenza di aggiornamenti software in background garantisce la massima protezione da guasti di sistema, problemi software e virus. Nei sistemi modulari di misura angolare della serie MRP 8000, HEIDENHAIN combina tecnologie di misura ad elevata risoluzione con un cuscinetto con elevatissima stabilità. Questa soluzione di sistema altamente integrata per assi rotativi di elevata accuratezza è insensibile ai carichi fuori centro e sostituisce il cuscinetto del cliente. I sistemi MRP 8000 vengono inoltre forniti al costruttore di macchine come gruppo completo con caratteristiche definite e specificate, eliminando così tutte le criticità in fase di montaggio.
La nuova elettronica di misura e conteggio GAGE-CHEK 2000: flessibile, compatta e robusta
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HEXAGON
LA MISURA DIMENSIONALE NELL’INDUSTRIA 4.0
I sistemi di controllo dimensionale sono sempre più una parte integrante del processo produttivo e sempre di più devono contribuire alla sua efficienza e qualità. In conseguenza dell’applicazione dei principi dell’Industria 4.0 l’automazione dei sistemi di produzione, non solo dal punto di vista hardware ma anche e soprattutto nella connessione al software di controllo e gestione, richiede una continua condivisione dei dati provenienti da ogni fase del processo. Per queste ragioni Hexagon sta affiancando al suo tradizionale portfolio di sistemi e software per il controllo dimensionale una piattaforma software in grado di ricevere, gestire e condividere i dati generati dai sistemi di misura rendendoli immediatamente fruibili e facilmente interpretabili sia dagli operatori e analisti della qualità e della produzione che dai sistemi software di gestione aziendale. Recenti acquisizioni hanno inoltre completato le capacità analitiche dei sistemi di misura con applicazioni avanzate di statistica di processo dedicate all’industria manifatturiera. La gamma di prodotti hardware e software per il controllo dimensionale di Hexagon si estende oggi dalla strumentazione di misura da banco alle macchine di misura a coordinate di ogni dimensione e grado di precisione, alle macchine ottiche e multisensore, ai sistemi di misura portatili a braccio articolato, ai laser tracker, sistemi per fotogrammetria, sensione per scansione ottica ad altissima velocità e densità di acquisizione.
HOFFMANN
- CALIBRO DIGITALE GARANT IP67 CON USCITA DATI
Il “calibro digitale GARANT IP67 con uscita dati” ha un design particolarmente ricercato: il grande display LCD è perfettamente alloggiato nel corpo in metallo, indicando i valori misurati in maniera nitida grazie all’altezza delle cifre pari a 11,5 millimetri. La superficie ergonomica in Santoprene fissata al corpo conferisce la tenuta necessaria per lavorare tranquillamente in ambienti con presenza di polvere, umidità e olio. Grazie alle funzioni Auto-Sleep- e Auto-Power-On il consumo di energia è davvero minimo e l’impiego semplice: dopo 20 minuti il sistema passa automaticamente allo standby, ma basta un movimento per riattivarlo subito e i valori misurati così come il punto zero rimangono invariati. Lo strumento è protetto secondo il grado IP67 pur essendo dotato di acquisizione dati. Le particolari caratteristiche di questo calibro digitale mettono in risalto i valori fondamentali della marca GARANT: la massima qualità, precisione e affidabilità così come elevata funzionalità. Gli utensili della marca GARANT sono stati insigniti negli ultimi dieci anni di 38 premi Design Awards per la loro funzionalità, ergonomia e design. Il “calibro digitale GARANT IP67 con uscita dati” ha vinto il premio Red Dot Award 2019.
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SPECIALE SPECIALE STRUMENTI DI MISURA
MARPOSS E BLULINK
QUALITY & SAFETY REVOLUTION Garantire la qualità del prodotto e del processo in modo efficiente ed economico, nel pieno rispetto di normative rigide e variabili, è la sfida principale che le aziende si trovano ad affrontare. I paradigmi dell’Industria 4.0 accompagnano le nuove sfide con strumenti potenti e l’assicurazione della qualità diventa così efficiente, versatile e in grado di adeguarsi ad un contesto di mercato volatile e complesso. L’azienda deve adottare un modello certificato di gestione della qualità come ISO9001, e implementare una soluzione efficace di ispezione e metrologia efficace tarata sui propri processi e prodotti. Marposs è leader nell’ispezione della produzione e nella metrologia con una vasta gamma di soluzioni che vanno dai semplici calibri, all’ispezione automatica in-process, fino a sistemi di misura flessibile, senza contatto e multi-caratteristica a cadenza di ciclo. All’ispezione del prodotto, Marposs unisce il controllo del processo con sensori e soluzioni software per il monitoraggio delle condizioni della macchina utensile. Questo approccio è unico nella sua capacità di abbracciare tutti i requisiti dei moderni processi di produzione. Blulink, azienda del gruppo Marposs, ha sviluppato Quarta EVO, il sistema software per la gestione della qualità che offre all’utente una ricca gamma di moduli software per l’ispezione della qualità, controllo dei processi statistici, gestione delle non conformità, gestione degli strumenti di ispezione e metrologia, APQP, PPAP, gestione degli audit. Tutti i dati generati durante il processo di garanzia della qualità e dai processi ausiliari, sono memorizzati in un database centrale o in cloud. Si tratta di un’archiviazione sicura ed accessibile dei dati che, combinati con le misurazioni raccolte dai sistemi Marposs, offrono la base dei big data a cui applicare le più moderne tecnologie di elaborazione e di interpretazione basate sull’intelligenza artificiale.
MITUTOYO
MICAT PLANNER, SOFTWARE PER PROGRAMMI DI MISURAZIONE SEMPLIFICATI Mitutoyo Corporation, leader mondiale per le strumentazione di misura, è da sempre sensibile a tutte quelle che sono le necessità del mondo produttivo e che grazie alla collaborazione dei propri utilizzatori si impegna a renderle sempre più integrate e gestibili all’interno del sistema azienda. Un’attenzione particolare viene rivolta alla semplificazione nell’utilizzo della propria strumentazione e ai software ad essi connessi, perché, come il motto aziendale riporta, alla base di tutto c’è la volontà di semplificare la quotidianità lavorativa dei propri clienti. Grazie ai propri centri di sviluppo hardware e software, negli anni Mitutoyo è riuscita molte volte ad essere un passo avanti rispetto a quelle che sono state le richieste di mercato. Un esempio è rappresentato dal software MiCAT PLANNER per il quale c’è attualmente una promozione che ne consente l’utilizzo gratuito per 60 giorni. Con il software MiCAT PLANNER si possono generare i programmi di misura per le CMM Mitutoyo in pochissimi passaggi, riuscendo a risparmiare fino al 97% del tempo che generalmente viene dedicato alla programmazione. Il tutto semplicemente avendo a disposizione il modello matematico del pezzo da misurare nel quale siano riportate le PMI (Product Manufacturing Information). Il software MiCAT PLANNER sarà quindi in grado di generare automaticamente il programma di misura tenendo in considerazione anche gli eventuali staffaggi del pezzo. 74
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TURCK BANNER ITALIA
SENSORE LASER DI MISURAZIONE DI PRECISIONE COMPATTO
Turck Banner Italia presenta il sensore di misurazione di precisione serie LM. Un dispositivo che offre prestazioni e stabilità di assoluto rilievo unite a semplicità di gestione davvero unica. L’LM di Turck Banner offre misure precise con risoluzione 0,002 – 0,004 mm con una velocità di risposta rapida di 0,5 ms e una frequenza di campionamento di 0,25 ms. Una tale risoluzione consente al sensore di identificare anche i più piccoli cambiamenti di distanza e i rapidi tempi di permettono al sensore LM di fornire misurazioni accurate su parti in movimento e in rapida rotazione, riducendo drasticamente il numero di errori. La precisione del sensore di casa Turck Banner trova, ad esempio, perfetta applicazione nelle produzioni dove le misurazioni devono essere monitorate costantemente per rispettare i richiesti requisiti di tolleranza. Tra queste si può citare la produzione di motori, dove molti componenti sono rotanti e in movimento e dove la superficie riflettente dei componenti stessi e l’alta velocità dell’applicazione possono essere difficili da misurare in modo affidabile. I sensori LM presentano un design termicamente stabile che resiste alle variazioni di temperatura, nonché una importante stabilità di montaggio, per un’elevata precisione negli ambienti più difficili. Il sensore LM di Turck Banner vanta una reazione alla temperatura davvero minima, +/- 0,008 mm/°C. Questo è indispensabile per applicazioni di alta precisione poiché anche pochi gradi di variazione della temperatura possono far raddoppiare l’errore di misurazione di altri sensori laser. Il dispositivo è progettato con grado di protezione IP67 in acciaio inossidabile 316L per garantire un’elevata resistenza termica e chimica con una compattezza tale da essere adattabile a spazi molto piccoli. Supporta Industry 4.0 / IIoT con uscite IO-Link®, discrete e analogiche.
VISION ENGINEERING
LVC: LA NUOVA GAMMA DI SISTEMI DI MISURAZIONE AUTOMATICI Vision Engineering presenta la nuova gamma di sistemi di misura multisensore automatici della serie LVC. Rispetto all’attuale assortimento, la serie LVC è caratterizzata da tavole di ampie dimensioni per poter misurare grandi componenti o routine con piccoli pezzi. Si contraddistinguono per un software semplice da programmare, e consentono l’esecuzione di programmi combinati veloci e accurati, in linea con gli standard qualitativi del brand. La serie LVC si compone per ora di due modelli automatici: LVC400 e LVC200, rispettivamente con volumi di misura di 400x300xh200mm, e 200x150xh200mm. Sono entrambe dotate di una telecamera a colori ad alte prestazioni e uno zoom motorizzato che consente un ingrandimento fino a 300x; l’illuminazione riflessa e trasmessa sono a LED bianchi ad alta intensità; completano la dotazione la sonda a contatto e il rack multi-sonda (opzionali). Tutte le funzioni operative sono controllate dal software della serie M3 (già presente con successo in tutte le apparecchiature di misura di Vision Engineering) che si caratterizza tra l’altro per la semplice ed intuitiva interfaccia per l’operatore, oltre che la programmazione delle routine in auto-apprendimento. La precisione dei sistemi è allineata ai più alti standard qualitativi, e il prezzo è decisamente concorrenziale per le caratteristiche e prestazioni offerte. La certificazione secondo gli standard internazionali, l’interconnessione bidirezionale ai sistemi informatici aziendali e la reportistica avanzata consentono alla serie LVC l’integrazione nel moderno laboratorio di metrologia, secondo quanto previsto dall’industria 4.0. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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INTESA | PER I CITTADINI DI DOMANI
INDAGINE | CENTRO STUDI CNI
Lo Sblocca Cantieri rilancerĂ le infrastrutture?
Le risposte degli ingegneri alle domande del Centro Studi CNI, tra la richiesta di una semplificazione delle regole e le preoccupazioni per evitare distorsioni della concorrenza
La cultura della sicurezza inizia dalle scuole Firmato l’accordo di tre anni tra MIUR, CNI e Protezione Civile: un percorso didattico per un PAG. 5 ambiente piÚ sicuro
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Maker faire 2019
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PONTE SUL POLCEVERA | LA FINE IN SOLI 6 SECONDI
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SPECIALE | BARRIERE ARCHITETTONICHE
Una “battaglia di civiltĂ â€?
Il vantaggio fiscale di oggi rischia di determinare svantaggi di diversa natura nell’immediato futuro. Essa gode comunque di un ampio consenso: la metà degli ingegneri iscritti all’Albo professionale l’ha adottata nel 2019, con una prevalenza per le classi piÚ giovani e per quelle piÚ anziane
Ancora nel 2019, sono tanti gli edifici pubblici e privati non adeguati a persone con disabilitĂ motoria, ma soprattutto visiva, spesso dimenticata dai progettisti
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L’uso civile delle demolizioni
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Il futuro della mobilitĂ di Roma: con il termine previsto per il 2021, il punto sui lavori della Linea C definita come la piĂš grande infrastruttura di trasporto pubblico driverless
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Caratteristiche delle viti per le pavimentazioni di legno
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Rubinetti e sistemi doccia
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Fuorisalone e Milan Design Week, le novitĂ
Il protocollo ITACA si aggiorna
Ora Prassi di Riferimento UNI, il protocollo include anche l’edilizia non residenziale. Intervista a Giuseppe Rizzuto, Direttore Generale ITACA
Luci e ombre sulla Flat tax
MATERIA CONNECTION
TERRITORIO
Il Decreto Sblocca Cantieri è Legge, ma il giudizio dei professionisti non è certamente entusiastico
IL PARERE DEI PROFESSIONISTI |
FOCUS Un anno di logistica
SBLOCCA CANTIERI |
Un intervento poco risolutivo Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE
20 luglio 1969. Sono trascorsi cinquant’anni dal giorno in cui Neil Armstrong aprĂŹ il portellone dell’Apollo 11 e scese i gradini della scaletta piĂš famosa della storia. Quel viaggio è rimasto impresso nella memoria insieme alle altre missioni Apollo, i lanci dei satelliti russi Sputnik, il cane-astronauta Laika e la Guerra Fredda. Erano gli anni della sfida alla conquista dello spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Gli anni degli ideali, della comunitĂ , dell’uguaglianza. Della speranza per una societĂ piĂš giusta. Gli anni delle utopie. Erano anche anni di ricerca e di grandi sfide. Il 12 aprile 1961, Jurij Gagarin fu il primo uomo a volare in orbita. VentitrĂŠ giorni dopo, l’astronauta Alan Shepard affrontò un volo suborbitale; e ancora, il 20 maggio John Kennedy annunciò al congresso di voler portare l’uomo sulla luna con il programma Apollo “non perchĂŠ è facile, ma perchĂŠ è difficileâ€?. Nel 1968, precisamente la notte della Vigilia di Natale, William Anders, uno dei membri della missione Apollo 8, scatta, forse inconsapevolmente, una semplice fotografia passata alla storia con il nome di “Earthriseâ€?, l’Alba della Terra. Il nostro pianeta, visto dall’oblò dell’Apollo 8 in orbita attorno alla luna, è un puntino blu nell’oscuritĂ .
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gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso piĂš ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalitĂ , metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla societĂ o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fareâ€? ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SIâ€? o con un “NOâ€?. Ăˆ stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “siâ€? e “noâ€? dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianitĂ dell’individuo e l’incapacitĂ della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metĂ dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltĂ parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con piĂš forza alla politica? n
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Utensili
N. 12 - Dicembre 2016
Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti
La crisi ancora “morde�, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri
VIDEO REPORTAGE MECSPE 2019
Un CNI eletto per dare risposte
di MATTEO PALO
R
iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderĂ gli ingegneri fino al 2021, quando completerĂ i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialitĂ del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è giĂ possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione cosĂŹ forte per la continuitĂ del Consiglio nazionale uscenteâ€?, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.
In USA volano le infrastrutture
TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilitĂ diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono a pag. 15
Nr.01 – VENERDÏ 13 GENNAIO 2017
MENSILE D’INFORMAZIONE PER LE MACCHINE UTENSILI E L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7
→ pag.37
segue a pag. 2
GOVERNO IN CRISI
Ancora trattative e consultazioni? CASSA DEPOSITI E PRESTITI
a pag. 7
LA TRIVELLA
Professionisti al passo coi tempi...
I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. StabilitĂ e certezza sono oggi piĂš lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac cordi tra CNI e Governo che fine faranno?â€? / alle pagg. 18Â19
Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documentare la consegna.
SPECIALE MILLEPROROGHE
INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI
“Il museo del futuro è il mondo interoâ€?
Eucentre per ricostruire la sicurezza Tutti A Pavia il Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica
a pag. 9
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La strada per l’iper-profumo è aperta
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FINANZIAMENTI PMI
TAVOLA ROTONDA
Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?
di Fabio Chiavieri
Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. Ăˆ la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrĂ piĂš rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirloâ€?. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni piĂš datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i piĂš grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, piĂš volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna cosĂŹ alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perchĂŠ il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.
IN QUESTO NUMERO
[pag. 14]
MATERIE PRIME
M-Steel qualitĂ da oltre 40 anni
In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano. MISURA
Un ponte tra passato e futuro
INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni
40 anni di storia e successi nella robotica industriale
Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività : una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.
UTENSILI
Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.
Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualitĂ M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilitĂ M-Steel si caratterizza per affidabilitĂ , coerenza e prevedibilitĂ nelle lavorazioni, riducendo i cosĂŹ costi di pro[pag. 12] duzione.
LAMIERA
L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo
L’utensile “intelligenteâ€? è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]
STORIA DI COPERTINA
TENDENZE Generative design, come cambierĂ il mondo
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PANORAMA La formazione salesiana professionale
Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati
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[pag. 18]
DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron
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PROGE T TA ZIONE
50 anni di torni
Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività . Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale già a partire dalla seconda metà del 1800. Con il passare dei decenni il territorio s’è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]
[pag. 10]
– Anno 72 - n. 9
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MACCHINE UTENSILI
Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.
Italia scossa
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La migliore soluzione per reti LTE: controller WAGO PFC200 con modem cellulare 4G
a cura della redazione
M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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FOCUS ON Pronti per la moderna ingegneria meccanica: il nuovo WAGO I/O SYSTEM ADVANCED.
WAGO NON SI FERMA
e propone nuove soluzioni per un mercato in continua EVOLUZIONE I NUOVI PRODOTTI WAGO SONO PENSATI PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DEL MERCATO, CHE RICHIEDE SISTEMI I/O SEMPRE PIÙ CONNESSI E DECENTRALIZZATI, TECNOLOGIE EVOLUTE PER LA GESTIONE DEI PICCHI DI PRESTAZIONI E GIÀ PRONTE PER IL FUTURO DELL’INGEGNERIA MECCANICA 78
M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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etworking, analisi o aumenti di produttività: le esigenze della moderna ingegneria meccanica sono sempre più elevate. Ma insieme al partner giusto, capace di sviluppare le giuste soluzioni, le Aziende moderne possono fronteggiare con efficacia questi problemi. WAGO offre le migliori tecnologie per affrontare le sfide del settore in modo #openandeasy: il Time-Sensitive Networking (in breve TSN) combinato con OPC UA è una tecnologia emergente per il networking coerente, flessibile, potente e sicuro di macchine e sistemi. Con le nostre due nuovissime soluzioni di automazione “made for TSN”, WAGO I/O System Advanced e WAGO I/O System Field, il cliente sarà pronto a sfruttare gli imbattibili vantaggi di questo nuovo standard di comunicazione. Ma non è tutto: WAGO propone anche molte altre innovazioni per i progetti di automazione. Ad esempio la nostra ultima generazione di controller WAGO PFC200: con due interfacce aggiuntive, ti offre ancora più connettività e maggiore libertà. Inoltre, è ora disponibile con un modem cellulare 4G integrato per la comunicazione all’interno delle moderne reti LTE. A proposito di comunicazione, WAGO ha sviluppato vari profili di server OPC UA per i suoi controller, pannelli di controllo e varie funzionalità di sicurezza integrate. Queste recenti innovazioni posizionano perfettamente le soluzioni WAGO fra le migliori soluzioni di automazione già pronte ad affrontare i cambiamenti futuri. E non sarà isolato dall’automazione di fabbrica. Lo vediamo anche nella nostra automazione per edifici e reti elettriche, nonché nelle soluzioni di interconnessione elettrica e di interfaccia.
I/O System Advanced IP20 combina i comprovati vantaggi e funzionalità della serie 750 con un design nuovo ed ergonomico, meccanica anti-errore e prestazioni eccezionali. I risultati: tempi di reazione brevi, elevata sincronicità di trasmissione del segnale e utilizzo di bus di campo ETHERNET veloci (ad es. PROFINET, EtherCAT®, EtherNet/IP) e TSN in futuro. Questi vantaggi rendono I/O System Advanced il nuovo punto di riferimento per i sistemi di automazione industriale di fascia alta. Con il debutto di I/O System Advanced, WAGO sta rilanciando anche il controller PFC200 che abbina il design esterno del nuovo sistema alla tecnologia PFC già molto utilizzata nel settore. Il nuovo controller è un ponte verso varie tecnologie tramite il sistema operativo Linux® e la virtualizzazione Docker (IT), nonché il sistema di runtime IEC 61131 (OT). L’invio di dati al cloud e l’utilizzo di tutti i vantaggi del cloud computing sono semplici grazie a un gran numero di interfacce e ai più elevati standard di sicurezza informatica. Il cliente può scegliere di utilizzare WAGO Cloud o una soluzione esterna. Gli utenti beneficiano di tutti questi vantaggi senza investire una notevole quantità di tempo o denaro poiché I/O System Advanced supporta funzionalità PFC ben note e programmazione basata su CODESYS
tramite e! COCKPIT. I configuratori e le opzioni dello strumento di ingegneria comprovati sono disponibili a questo scopo. In alternativa, il PFC può anche essere programmato utilizzando questo approccio aperto e il suo software può essere integrato o scambiato grazie a Linux®; inoltre, l’interfaccia Docker offre una soluzione semplice per l’integrazione di “software open source”. Utilizzando i cosiddetti container, è possibile integrare in PFC200 Advanced anche componenti software in esecuzione indipendente. Questo gateway per il sistema I/O universale serie 750 di WAGO consente di collegare direttamente tutti gli oltre 500 moduli, massimizzando il ritorno sull’investimento.
WAGO I/O SYSTEM FIELD (IP67) già pronto per il futuro dell’automazione delle macchine modulari I moderni impianti di produzione decentralizzati richiedono soluzioni di automazione che garantiscano il più alto livello di connettività, fornendo al contempo le massime prestazioni al di fuori dell’armadio elettrico. WAGO ha sviluppato il suo I/O System Field con protezione IP67 per soddisfare queste esigenze sia nel presente che nel futuro, essendo aggiornabile: I/O System Field combina la velocità con i bus di campo basati su ETHERNET (ad es. PROFINET), tecnologie come OPC UA o Webserver e, in futuro, MQTT come protocollo di comunicazione, per la connettività cloud. Inoltre, il sistema è pronto per TSN, la tecnologia chiave per una rete end-to-end, flessibile, potente e sicura. WAGO I/O System Field supporta tutti i principali standard ETHERNET, bus di
WAGO I/O SYSTEM ADVANCED: nuova tecnologia per portare le prestazioni al massimo! Pronti per la moderna ingegneria meccanica: il nuovo WAGO I/O SYSTEM ADVANCED. Con il WAGO I/O SYSTEM ADVANCED, WAGO ha la soluzione leader per l’automazione pronta per il futuro nell’ingegneria meccanica. Come gateway per il sistema I/O universale serie 750 di WAGO, il nuovo
WAGO I/O SYSTEM FIELD (IP67) già pronto per il futuro dell’automazione delle macchine modulari
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FOCUS ON WAGO TOUCH PANELS 600: Design elegante e alte prestazioni
campo e Industrial IoT. Per una maggior flessibilità, il sistema IP67 è disponibile in una serie di configurazioni per adattarsi perfettamente ad una specifica applicazione e macchina. Indipendentemente dalla variante, tutti sono dotati di alloggiamenti metallici completamente incapsulati per ambienti difficili, oltre che di alloggiamenti in plastica leggeri e non stampati con massa ridotta per applicazioni mobili. Il sistema comprende varianti di alloggiamento sottili e opzioni di montaggio laterale, che offrono più spazio e opzioni di protezione aggiuntive. In combinazione con IO-Link, il nuovo sistema dimostra pienamente i suoi punti di forza come flessibile “distributore di I/O” sia per la raccolta dati che per la loro distribuzione. L’importante standard di comunicazione consente un flusso di dati senza soluzione di continuità dal livello del sensore al livello di controllo. Ciò semplifica notevolmente la configurazione ed il cablaggio. Inoltre, si aprono possibilità completamente nuove per la diagnostica, la parametrizzazione e l’identificazione dei dispositivi. I sensori e gli attuatori sono collegati tramite cavi M8 e M12 disponibili in tutto il mondo. WAGO I/O System Field è alimentato tramite un connettore M12 ad alta corrente codificato a L, più piccolo ed economico rispetto alle soluzioni standard da 7/8 pollici o M23. Il suo design gli permette di fornire fino a 16 A, permettendo di collegare più potenza in meno spazio. 80
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WAGO TOUCH PANELS 600: il Design elegante incontra le alte prestazioni Operare, monitorare, visualizzare e diagnosticare nelle industrie manifatturiere, edili e di trasformazione. Oltre a un design accattivante e moderno, i nuovi touch panel di WAGO racchiudono alcune delle tecnologie più potenti del settore, consentendo agli utenti di integrare i loro macchinari con uno schermo tecnologicamente avanzato e visualizzazioni di alta qualità. I processori Cortex A9 Multicore ad alte prestazioni offrono velocità operative elevate grazie all’esecuzione parallela delle operazioni di calcolo. Funzionalità pratiche come la funzione di standby a risparmio energetico, sensori integrati per la regolazione automatica della luminosità e un design facile da montare rendono l’installazione e il funzionamento molto semplici. Tutti i pannelli sono dotati del sistema operativo Linux® già pronto a futuri aggiornamenti. Durante la configurazione con l’ambiente di sviluppo e! COCKPIT di WAGO, le visualizzazioni vengono create sulla base di tecnologie moderne come HTML5. Sono disponibili tre differenti versioni pensate su misura per le diverse tipologie d’uso, come Web Panels, Visu Panels o Control Panels. Attraverso l’uso di una libreria, i pannelli di controllo di WAGO diventano controller touch IoT che inviano dati dal livello di campo al cloud. I metodi di crittografia SSH e SSL / TLS sono integrati
per impostazione predefinita per stabilire connessioni HTTPS e FTPS sicure. A seconda dell’applicazione, sono disponibili pannelli con touchscreen resistivi per applicazioni standard nell’armadio elettrico, pannelli multi-touch capacitivi con superfici in vetro e pannelli con omologazione navale per l’uso nella costruzione navale. I pannelli della serie Marine sono disponibili completi di certificazione navale.
I Controller WAGO PFC 200 si rinnovano: più libertà con 4 porte Ethernet e due interfacce aggiuntive. L’ultima generazione di controller PFC200 di WAGO ora fornisce fino a quattro porte ETHERNET configurabili separatamente, che consentono l’implementazione di applicazioni con elevate esigenze di connettività. Le reti sulle porte possono essere configurate liberamente, e questo permette al controller di essere integrato con due porte sia in una rete estesa che in una rete locale più piccola. Le possibilità vanno dalla connessione a quattro reti diverse alla connessione di tutte e quattro le porte con altri switch. Questa flessibilità può impedire l’uso di un interruttore aggiuntivo nell’armadio elettrico, come spesso accade. La funzionalità firewall integrata garantisce un’elevata sicurezza nelle reti locali. Le quattro interfacce sul PFC200 sono progettate come porte 100BASE-TX con prese RJ-45. Tutti sono supportati da protocolli ETHERNET comuni. Le applicazioni tipiche di PFC200 si trovano
nel controllo di macchinari e apparecchiature, nell’industria di processo e nell’automazione degli edifici. Il controller funziona con Linux® in tempo reale come sistema operativo e può essere programmato con le lingue IEC 61131-3.
tramite la gestione basata sul Web del controller. E’ inoltre possibile abilitare sul controller i protocolli di telecontrollo IEC 60870-5101, -103 e -104, importanti per l’industria energetica.
WAGO CONTROLLER PFC200 CON 4G
Profili server OPC UA con funzionalità di sicurezza
La migliore soluzione per reti LTE: controller WAGO PFC200 con modem cellulare 4G Il controller WAGO PFC200 è ora disponibile con un modem cellulare 4G integrato per la comunicazione all’interno di reti LTE. il grande vantaggio della comunicazione mobile è che i dati possono essenzialmente essere trasmessi in tutto il mondo. Il continuo sviluppo del comprovato PFC200 rende le soluzioni di automazione con connettività mobile già pronte per il futuro. La combinazione di controller e modem cellulare in un’unica soluzione compatta non solo consente di risparmiare spazio nell’armadio elettrico, ma offre anche numerosi vantaggi in termini di sicurezza informatica poiché non è possibile manomettere il modem. La nuova versione di PFC200 per reti LTE è particolarmente potente grazie all’hardware G2. La CPU Cortex A8 con 1 GHz offre una potenza di calcolo sufficiente per compiti di controllo complessi. Il PFC200 può connettersi a Internet tramite il modem cellulare. Le impostazioni della radio mobile possono essere configurate direttamente
Networking efficiente e vantaggioso: WAGO BACnet
Comunicazione tramite OPC UA per controller e pannelli di controllo WAGO Grazie alla sua architettura flessibile, pronta per le esigenze future ed espandibile, OPC UA è uno degli standard di comunicazione più importanti per le applicazioni di automazione. WAGO ha ora implementato vari profili server OPC UA per i suoi controller PFC e Control Panel. Ciò rende l’hardware di automazione WAGO adatto ai futuri standard di comunicazione. Le funzioni standardizzate, che aderiscono alle specifiche OPC UA, possono essere utilizzate facilmente e senza intoppi nelle applicazioni di automazione. WAGO propone OPC UA sui suoi controller PFC e pannelli di controllo con i diversi profili server: Nano, Micro o Embedded. Ciò consente una comunicazione personalizzata senza soluzione di continuità con clients OPC UA. Varie funzioni di sicurezza sono integrate nei profili. Questi includono comunicazioni crittografate tra server e client, autenticazione tramite nome utente
e password e gestione dei certificati. Ciò consente la comunicazione sicura in applicazioni di automazione con OPC UA.
Modifica funzionalità BACnet Estensione del firmware BACnet / IP per PFC200 e Touch Panel 600 BACnet è uno dei protocolli di comunicazione più comuni utilizzati nell’automazione degli edifici. Consapevole di questo, WAGO offre ora un’estensione firmware per i suoi controller PFC200 e le unità Touch Panel 600; l’estensione può essere utilizzata su dispositivi esistenti aggiungendo una licenza specifica per BACnet / IP. Questa aggiunta consente di gestire un gran numero di oggetti BACnet con un solo controller PFC200 o Touch Panel 600. Con i potenti Touch Panel basati su Linux® e licenze BACnet, il controllo e la visualizzazione di grandi impianti di automazione degli edifici possono essere implementati su di una singola unità. I dispositivi fungono da BACnet Building Controllers (BBC) per BACnet Revisione 14. La certificazione BTL significa che vengono soddisfatti i requisiti tipici riscontrati nelle gare d’appalto. WAGO offre due diverse licenze: una supporta fino a 256 oggetti BACnet e l’altra non ha limitazioni. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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IN FABBRICA Fondata nel 1949 a Aalen, Franke GmbH sviluppa e produce cuscinetti a rulli, sistemi rotanti e sistemi lineari per molti settori, tra cui il settore medicale, energie rinnovabili e industria aerospaziale.
TECNOLOGIA TURN&MILL DMG MORI PER GLI SCANNER TC
FRANKE GMBH AFFRONTA, DURANTE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19, LA SFIDA DELLA CRESCENTE DOMANDA DI COMPONENTI DI SISTEMA PER APPARECCHIATURE MEDICALI, COME LE SCANSIONI TC, CON L’AIUTO DEI CENTRI DI LAVORO DMG MORI A cura della redazione
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el 1936 Erich Franke sviluppò il cuscinetto a filo, che descrive come “un cuscinetto a sfere con una piccola quantità di spazio, con la quale è possibile senza difficoltà soddisfare le più alte richieste sull’accuratezza del funzionamento di un corpo su un altro”. La Franke GmbH di Aalen è stata fondata nel 1949 sulla base di questo principio ancora oggi comune. Con i suoi 280 specialisti, oggi l’azienda sviluppa e produce cuscinetti 82
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a rulli, sistemi rotanti e sistemi lineari. I clienti di tutto il mondo, tra cui quelli del settore medicale, delle energie rinnovabili e dell’industria aerospaziale, si affidano alle soluzioni innovative e di alta qualità del leader tecnologico. Per soddisfare le elevate esigenze di qualità, Franke si affida a sei centri di lavoro DMG MORI per le lavorazioni meccaniche. Di notevole rilevanza è stata, nella primavera 2020, la rapida consegna di altre due macchine DMC 125 FD duoBLOCK, perché con la diffusione globale del virus COVID-19
la domanda nel campo dei componenti della tecnologia medicale è aumentata drasticamente. Cuscinetti speciali di fascia alta con azionamenti integrati per scanner TC, cuscinetti per plafoniere in unità di terapia intensiva e cuscinetti speciali per centrifughe medicali e apparecchiature di laboratorio sono solo alcuni esempi dei componenti che Franke produce per rinomati produttori del settore medicale. “Questo ci pone di fronte alla grande sfida durante la
pandemia di assicurare una catena di approvvigionamento ininterrotta e allo stesso tempo attuare diligentemente le misure di protezione nel nostro stabilimento”, spiega Sascha Eberhard, amministratore delegato di Franke GmbH. Invece di incontrarci in officina, ci viene improvvisamente richiesto di mantenere le distanze sociali e ridurre i contatti sociali. “Abbiamo risposto con due misure estremamente efficaci: una rigorosa separazione dei turni di produzione e una riduzione del personale presente nell’amministrazione mediante lo smartworking”. Franke è stato enormemente aiutato in questo cambiamento nel modo di lavorare grazie alla sua filosofia a lungo periodo nell’investire in automazione e digitalizzazione. Sascha Eberhard si riferisce in questo contesto agli otto progetti di digitalizzazione dell’azienda. Con il proprio sviluppo e design, Franke si concentra anche sui prodotti stessi e sulla loro fabbricazione. “Molte macchine e dispositivi provengono dal nostro sviluppo e dalla costruzione di macchine speciali interne.” L’assistenza in loco presso la sede dei nostri clienti, come ad esempio la manutenzione dei cuscinetti degli scanner TC, viene eseguita dal nostro team di assistenza.
produzione nel segmento di fascia alta sono enormi, come spiega Sascha Eberhard: “Al loro massimo livello di espansione, i cuscinetti speciali Franke sono componenti di sistema complessi con sofisticati design dell’alloggiamento, tenute e trasmissioni dirette integrate”. La lavorazione include una tecnologia di fresatura, rotazione e perforazione di altissimo livello. Sascha Eberhard, amministratore delegato di Franke GmbH (a destra) e Oliver Schröder, firmatario autorizzato e responsabile acquisti e gestione dei materiali
Apparecchiature perfettamente allineate per lotti di dimensioni comprese tra 1 e 1.000 pezzi Dal 2008 Franke si è assicurato la massima flessibilità nella sua produzione grazie ai centri di lavoro di DMG MORI. “Le versatili macchine utensili di DMG MORI, unite alle nostre attrezzature perfettamente allineate, ci forniscono il margine di manovra di cui abbiamo bisogno nella pianificazione della produzione per produrre i componenti così urgentemente necessari per l’industria medicale”, afferma Sascha Eberhard. A seconda del tipo di prodotto, le dimensioni dei lotti sono comprese tra 1 e 1.000 pezzi per progetto. Lo spettro dei materiali del pezzo varia da vari tipi di filo ad alluminio, ottone, acciaio fuso e fino a includere plastica e carbonio. Le esigenze di
Insieme alle due macchine DMG MORI DMC 125 FD duoBLOCK, che sono al momento in produzione, Franke ha installato un totale di otto centri di lavori del produttore di macchine utensili.
Precisione al µ per la produzione di componenti per cuscinetti su macchine turni&mill di DMG MORI Le macchine dell’officina includono una DMU 210 FD oltre le macchine a cambio pallet DMC 80 FD duoBLOCK, DMC 125 FD duoBLOCK e DMC 160 FD duoBLOCK. Tutte le macchine sono dotate di un pacchetto di precisione. I modelli duoBLOCK, in particolare, svolgono un ruolo decisivo per Oliver Schröder, firmatario autorizzato e responsabile acquisti e gestione dei materiali: “Le tecnologie di fresatura e tornitura in un’unica macchina, combinate con il cambio pallet automatico, ci offrono il pacchetto ideale per la lavorazione ad elevata complessità dei pezzi dell’alloggiamento di cuscinetti speciali da ø 300 a 2.000 mm. La precisione è nell’intervallo µ. “ Una delle due macchine DMC 125 FD duoBLOCK recentemente ordinate è inoltre equipaggiata con il ciclo
I cuscinetti speciali Franke sono componenti di sistema estremamente complessi con design di alloggiamento sofisticato, tenute e trasmissioni dirette integrate.
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IN FABBRICA
Tecnologia turn&mill, cambio pallet e pacchetto precisione consentono alla DMC 125 FD duoBLOCK di essere la soluzione ideale per Franke nella lavorazione di componenti di alloggiamenti ad alta complessità per cuscinetti di grandi dimensioni ed elevata qualità.
tecnologico DMG MORI gearSKIVING, per consentire la produzione interna di ingranaggi cilindrici esterni ed interni dritti ed elicoidali con utensili skiving. Ciò comporta una riduzione dei costi e dei tempi di produzione.
Consegna accelerata grazie alla task force DMG MORI Al momento dell’ordine delle due macchine DMC 125 FD duoBLOCK, nessuno poteva prevedere quanto sarebbe stato importante l’investimento. “La rapida diffusione del virus COVID-19 ha portato a un massiccio aumento della domanda mondiale di apparecchiature medicali”, ricorda Sascha Eberhard,
“Facendo diventare i due nuovi centri di lavoro una componente fondamentale della nostra capacità produttiva”. Ciò è entrato in contrasto con l’interruzione della produzione presso DMG MORI, che il produttore di macchine utensili ha dovuto implementare al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio tra i suoi dipendenti. “Alla luce della grande urgenza è stata istituita una task force dedicata presso DMG MORI. Un piccolo team di Pfronten si sta assicurando che le due nuove macchine duoBLOCK vengano consegnate anche prima del previsto”, afferma Oliver Schröder lodandone la rapida realizzazione.
Sulla DMU 210 FD, Franke lavora componenti XXL per gli scanner TC di grandi dimensioni.
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Guardare sempre avanti investire nel futuro Il fatto che Franke sia riuscito a conquistare nuovi clienti nel settore tecnico- medicale negli ultimi anni soprattutto nel campo della tomografia computerizzata - ed è in grado di soddisfare la forte domanda in questo settore, ha contribuito notevolmente allo sviluppo positivo dell’azienda. Questo sviluppo è andato di pari passo con un aumento della forza lavoro e con 23 apprendisti, grazie ai quali Franke sta assicurando per il futuro una forza lavoro di professionisti ben qualificati. Sascha Eberhard punta al futuro: “Forniamo i nostri componenti a settori industriali sostenibili quali salute, mobilità ed energia. Siamo quindi ottimisti sul fatto che Franke continuerà nel suo percorso di crescita sana e investirà in capacità produttive e in tecnologie innovative “. Questo è l’unico modo per rimanere competitivi a lungo termine e rispettare i tempi di consegna molto stretti. La quota di vendite nel settore medicale è aumentata nel 2020 dal 35 percento a oltre il 40 percento. Sascha Eberhard vede qui una grande responsabilità per la sua azienda: “I nostri clienti si affidano a noi in tutto il mondo. Non dobbiamo tradire la loro fiducia. È ora essenziale fornire la quantità di cuscinetti necessaria per soddisfare la crescente domanda di scanner TC per la lotta contro la crisi del coronavirus. Per i nostri clienti e per le molte migliaia di pazienti.”
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CON LE POMPE AZIONATE DA SERVOMOTORI
AUMENTA L’EFFICIENZA LA SOSTITUZIONE DELLE POMPE A VELOCITÀ FISSA CON SERVOPOMPE, ALIMENTATE DA UN SERVOMOTORE, OTTIMIZZA COSTI DI ESERCIZIO, PRESTAZIONI E RISPARMIO ENERGETICO, ANCHE GRAZIE A COLLEGAMENTI FRA SERVOMOTORI E POMPE SEMPRE PIÙ EFFICIENTI Di Stefano Vinto
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n linea con le evoluzioni delle tecnologie di controllo e con le esigenze dei mercati di riferimento, anche i collegamenti fra i motori - azionamenti elettrici o idraulici - e le pompe sono cambiati e hanno via via accolto forme di intelligenza che migliorano le prestazioni e minimizzano ogni spreco. Il mercato dei giunti di precisione 86
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indirizzati al raccordo fra i motori o azionamenti evoluti - servomotori - e le pompe è relativamente nuovo con un potenziale di crescita magari difficile da calcolare ma senza dubbio più che allettante. Nel corso degli anni i motori, inizialmente semplici e senza necessità di regolazione fine, si sono evoluti, tanto da far privilegiare la scelta di far guidare le pompe da cosiddetti servomotori, dotati di
una loro intelligenza a scopi di controllo.
Componenti di precisione, aumenta la richiesta Si è così affermato il concetto di servo-pompa e fornitori specializzati come R+W sono stati chiamati in causa sempre più spesso per mettere a disposizione dei clienti gamme di giunti di precisione all’altezza delle loro
rinnovate esigenze, con un conseguente notevole aumento del volume d’affari legato ai giunti di precisione per l’accoppiamento servomotoripompe. In particolare nel caso delle pompe per fluidi, l’accoppiamento con servomotore permette di monitorare più facilmente la qualità del prodotto finito sulla base dei livelli di prestazione: per esempio, in una macchina per la lavorazione-trasformazione di materiale plastico, è possibile stimare con esattezza sia la velocità operativa sia l’output finale complessivo. Nel nostro Paese come all’estero, la plastica è fra i settori di sbocco di maggiore interesse, non a caso; ma le prospettive sono incoraggianti ovunque. Sono gli stessi costruttori di servomotori a promuovere i giunti di precisione, come quelli a elastomero della serie EK (https://www.rw-italia. it/prodotti/giunti-di-precisione/giuntiad-elastomero/) di R+W (https:// www.rw-italia.it/prodotti/), in vista dell’incremento delle prestazioni. A garantirlo è l’assenza di gioco torsionale che può assicurare un miglioramento sino al 50%. Ma lo sviluppo è continuo: il meglio deve ancora venire.
Figura 1. Giunto con elastomero.
Dalle pompe alle servopompe Il primo insieme di vantaggi derivanti dal passaggio, nei sistemi di pompaggio industriale, dalle pompe a velocità fissa alle servopompe, consiste nella riduzione dei costi di esercizio e nell’incremento della qualità sia delle fasi di lavorazione che del prodotto finito, con una contestuale riduzione dei livelli di rumorosità nei reparti di produzione. In un sistema di pompaggio convenzionale, un motore a velocità fissa aziona una pompa a cilindrata variabile, che mette in circolazione l’olio dal
Evoluzione di sistemi di pompaggio industriale e servopompe I sistemi di pompaggio industriale hanno risentito, negli ultimi anni, sia delle fluttuazioni del mercato dovute alla recessione, che delle prerogative di digitalizzazione dei processi di produzione, nei quali gli stessi vengono impiegati. Lo scopo principale di un produttore finale (o, ad esempio, di ciascuno dei suoi fornitori), è quello di ottenere quanti più vantaggi possibili dall’esercizio dell’attività.
serbatoio al cilindro idraulico. Per mantenere l’olio in circolazione, la pompa ha bisogno di funzionare in maniera costante, consumando così energia anche quando l’attuatore è in posizione di riposo. Le pompe nei sistemi idraulici classici vengono alimentate tramite motori asincroni, meno efficienti dei motori sincroni impiegati nella progettazione dei servosistemi. Il ricorso ai sistemi elettro-idraulici ibridi fa leva sulla densità di potenza dei sistemi idraulici, unita alle caratteristiche di reattività e di risparmio energetico delle tecnologie elettromeccaniche. Al contrario dei motori asincroni, i motori sincroni impiegati nelle servopompe (costituite dall’accoppiamento di un servomotore con una pompa a cilindrata fissa) funzionano senza alcuna latenza; ancora meglio, essi funzionano in maniera efficiente su un ampio intervallo di velocità. Un primo vantaggio conseguente all’impiego delle servopompe, consiste nel non avere più un fluido idraulico che circola continuamente; in pratica, il motore si attiva e gira quando c’è necessità di un incremento di pressione, con tempi di risposta molto più contenuti.
Applicazioni e soluzioni costruttive Figura 2. Anello elastomerico.
La risposta istantanea fornita dai servomotori consente all’attuatore M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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di operare in maniera più rapida e deterministica, fornendo una soluzione ottimale per applicazioni quali le pressopiegatrici, le cesoie oleodinamiche, le punzonatrici e le presse. L’impiego dei servomotori consente, così, la realizzazione di soluzioni dagli ingombri più contenuti, integrando dispositivi ad alto valore aggiunto come gli Azionamenti a Frequenza Variabile (o VFD, Variable Frequency Drive) e con caratteristiche smart di diagnostica in tempo reale. Tra le applicazioni che maggiormente traggono vantaggio dall’impiego delle servopompe, vi è il processo di stampaggio ad iniezione. Ad esempio, l’impiego delle gomme in tale processo richiede che la pressione venga applicata e mantenuta ad un livello predeterminato per un periodo di tempo prolungato, durante il quale il materiale in fusione riempie ogni più piccolo dettaglio dello stampo. Sulla base di queste osservazioni, il calcolo del consumo di energia e dei costi di esercizio connessi al ciclo di vita utile del motore, mostra il netto vantaggio del ricorso ad una progettazione basata su tali servosistemi, che verrà mostrata più avanti in un esempio industriale. Per quanto riguarda la realizzazione
dell’accoppiamento cinematico, si ricorre all’impiego dei giunti con elastomero, mostrati in Figura 1. La caratteristica principale di tali giunti è data dalle loro capacità smorzanti, che ne rendono l’uso ottimale in tutti i contesti in cui vanno contenuti sia gli urti che le vibrazioni. Un giunto ad elastomero è formato da due elementi costruttivi: i mozzi (dalle diverse tipologie) e l’anello elastomerico; quest’ultimo è preposto alle funzioni di smorzamento e di trasmissione della coppia ed alla compensazione di eventuali errori di disallineamento. In Figura 2 è mostrato un tipico anello elastomerico. Il vantaggio derivante dal giunto con elastomero di precisione è, in pratica, determinato dall’azione dell’anello elastomerico e dalla natura del materiale componente. Oltre alle funzioni già indicate di smorzamento e riduzione delle vibrazioni, l’anello elastomerico di precisione svolge l’importante funzione di trasmissione del moto in totale assenza di gioco angolare. L’accoppiamento così ottenuto, caratterizzato non solo dalla compensazione dei disallineamenti e dall’assenza di gioco ma anche dal conseguimento di elevati livelli di isolamento elettrico, risulta essere anche
Figura 3. Esempio di evoluzione di un sistema di pompaggio (fonte: https://www.baumueller.com/)
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molto silenzioso. Un altro vantaggio che deriva dall’impiego dei giunti ad elastomero, è dato dal sistema di controllo che viene ottenuto, del tipo a retroazione in anello chiuso. E’ tale sistema di controllo, caratterizzante la servopompa, che permette di rendere disponibile l’esatto valore della coppia e della velocità richiesta, per una particolare applicazione, in maniera istantanea. Tale mix ottimale tra caratteristiche meccaniche e prestazioni dei sistemi di controllo, risulta essere sempre più diffuso in applicazioni quali la formatura della lamiera. Un tipico approccio progettuale nella realizzazione di un sistema per lo stampaggio ad iniezione, tramite l’impiego di servopompe, è mostrato nel caso industriale in Figura 3; sono inoltre mostrate le scelte progettuali descritte in precedenza, finalizzate alla realizzazione del sistema a retroazione in anello chiuso. Il diagramma in Figura 3 mostra, in maniera sintetica, l’evoluzione dell’approccio progettuale, partendo da quello semplice (che prevede l’impiego di una valvola limitatrice di pressione), passando per le pompe a velocità fissa e cilindrata variabile (che impiegano una
Figura 4. Andamento del consumo di energia in funzione della durata del processo (fonte: https://www.baumueller.com/)
valvola di controllo dell’angolo), per arrivare al servosistema finale. Il vantaggio conseguente all’impiego della servopompa può, infine, essere rappresentato come nel grafico mostrato in Figura 4, che raggruppa i tre diversi andamenti del consumo di energia, in funzione della durata del processo, per le tre soluzioni progettuali mostrate in Figura 3.
Criticità progettuali e sviluppi futuri L’inizio dell’evoluzione dei sistemi di pompaggio industriale, tramite l’impiego delle servopompe, risale a circa cinque anni fa. Un ulteriore impulso è stato di recente fornito dall’avvento della Quarta Rivoluzione Industriale, che rende estremamente interessante e promettente il ricorso ad azionamenti con le caratteristiche smart indicate in precedenza. Tra gli sviluppi futuri, quello sicuramente più interessante riguarda le macchine impiegate nello stampaggio ad iniezione.
In tale tecnologia è fondamentale il mantenimento della continuità e dei requisiti di qualità della produzione; a tale scopo, va attuato un controllo altamente dinamico e preciso delle variabili di processo all’interno dei limiti ammissibili.
Il ruolo del fornitore di componenti Un’attività complessa come la progettazione delle servopompe, da impiegare nei sistemi di pompaggio industriale evoluti, può trovare un valido supporto nei fornitori di componenti. È il caso di R+W, azienda leader nella produzione di giunti e alberi di trasmissione, in grado di mettere la sua esperienza a disposizione del progettista. Nel settore delle servopompe, R+W fornisce una gamma completa di soluzioni anche per tutte le altre esigenze di trasmissione della coppia. Oltre ai fondamentali giunti ad elastomero della serie EK citati in precedenza (per l’accoppiamento
pompa – servomotore), R+W rende disponibili i giunti a soffietto metallico della serie BX. I giunti a elastomero EK combinano elevata flessibilità e buona resistenza. Smorzano vibrazioni e impatti compensando i disallineamenti degli alberi. Molti elementi condizionano la progettazione dei giunti a elastomero: da fattori quali il carico, l’avviamento e la temperatura dipende la durata dell’inserto. L’elemento elastomerico è disponibile in diverse durezze shore, per trovare sempre un compromesso adatto fa le proprietà di smorzamento, la rigidità torsionale e la correzione dei disallineamenti per la maggior parte delle applicazioni. I giunti a soffietto metallico BX, per coppie elevate, presentano una rigidità torsionale e sono privi di gioco. Hanno un design semplice e compatto, un sistema di montaggio e smontaggio facilitato ed un’elevata composizione dei disallineamenti. Sono disponibili in diverse lunghezze. Per informazioni www.rw-giunti.it M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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Linea OMSO con riscaldatori Krelus
OMSO SCEGLIE RISCALDATORI KRELUS PER UN’INNOVATIVA APPLICAZIONE
NEL BEVERAGE
LA STORICA AZIENDA REGGIANA OMSO È ATTIVA DA OLTRE SETTANT’ANNI NELLA PROGETTAZIONE E PRODUZIONE DI MACCHINE PER LA STAMPA DIRETTA SU OGGETTI E CONTENITORI DI VARIE FORME E DIMENSIONI. DAGLI ESORDI A OGGI L’AZIENDA HA CONOSCIUTO UNA NOTEVOLE ESPANSIONE; CON OLTRE 100 DIPENDENTI NELLA SEDE PRINCIPALE CHE SI ESTENDE SU 11.000 METRI QUADRI, OMSO È OGGI CONOSCIUTA IN TUTTO IL MONDO. L’AZIENDA HA CLIENTI IN 85 PAESI NEI 5 CONTINENTI, CHE COMPRENDONO IMPORTANTI AZIENDE DEI SETTORI: ALIMENTARE, CHIMICO, COSMETICO E FARMACEUTICO
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uel che non è cambiato negli anni è la spiccata capacità, che ha sempre caratterizzato OMSO (www.omso.it), di sviluppare costantemente soluzioni e prodotti nuovi e adatti alle esigenze dei clienti, a loro volta alla continua ricerca di innovazioni per rimanere all’avanguardia dei rispettivi settori . Per OMSO questa capacità è una filosofia di lavoro, che 90
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Di Eleonora Segafredo la proprietà sostiene con investimenti continui e importanti. Nel settore delle Chiusure, uno dei segmenti trainanti dell’attività di OMSO, dal 2005 l’azienda sviluppa soluzioni innovative grazie alle quali l’azienda si è posizionata saldamente ai massimi livelli mondiali nella fornitura di impianti per: ricalcatura, verniciatura e decorazione di chiusure per olio, vino e alcoolici in generale. Recentemente OMSO ha sviluppato
un’innovativa linea di prodotti per la verniciatura a spruzzo a tutta superficie ed essicazione di Chiusure, sia in plastica che alluminio, che impiega al suo interno riscaldatori prodotti da Krelus, azienda svizzera produttrice dei più avanzati sistemi di riscaldamento a infrarossi che fa parte del gruppo multinazionale Leister. Ne abbiamo parlato con l’Ing. Massimo Verona, Direttore tecnico di OMSO e da sempre coinvolto in prima
persona in tutti progetti del settore Chiusure. Come nasce questa nuova linea? Abbiamo sviluppato questa linea per chiusure in plastica e alluminio per i settori del vino e degli Spirits nell’ambito di un lungo e proficuo rapporto di collaborazione con un’azienda multinazionale, leader mondiale nella produzione di queste Chiusure. Riteniamo di aver fatto un nuovo passo in avanti non solo nell’innovazione, ma anche e soprattutto nel passaggio verso impianti che utilizzano energie pulite e che hanno un ridotto impatto ambientale in termini di emissioni. Due importanti aspetti innovativi contraddistinguono questo impianto rispetto allo stato
Prodotti Krelus distribuiti da Leister
Prodotti Krelus distribuiti da Leister
dell’arte: l’utilizzo di vernici Come funziona l’impianto con caratteristiche adeguate in cui sono stati inseriti i al processo e l’impiego riscaldatori Krelus? di moderne tecnologie di Nella linea completa di essicazione. In questo quadro verniciatura delle Chiusure, i riscaldatori Krelus sono gli destinata a una delle sedi attori principali del secondo produttive in Europa della di questi aspetti. La decisione multinazionale cliente, tutta Massimo Verona, Direttore tecnico di di puntare sui riscaldatori la parte di essiccazione è stata OMSO Krelus nasce dal desiderio di allestita attorno ai moduli ottenere l’essiccazione delle vernici in Krelus. Le Chiusure in uscita dalla tempi rapidi, limitando al massimo cabina di verniciatura, poste su perni la circolazione di aria sulle Chiusure verticali che si muovono tramite una appena verniciate (per minimizzare il catena di trasporto speciale, entrano rischio di depositare polvere o particelle nella zona di essiccazione costituita sulla superficie fresca di vernice, con un da quattro tratti rettilinei consecutivi; conseguente peggioramento della qualità ciascuno di questi quattro tratti consiste superficiale, ndr). La soluzione ha inoltre in un “ Tunnel KRELUS “ (due moduli ingombri contenuti e rende la regolazione riscaldatori sui due lati e un modulo delle temperature di riscaldatore sulla testa) che permette un lavoro molto facile, tempo di permanenza molto contenuto garantendo un’elevata rispetto ai tempi degli impianti di reattività. essiccazione ad aria calda o altre forme di riscaldamento. Quali sono i motivi che vi hanno portato Quali sono i principali vantaggi a scegliere Krelus per dei riscaldatori Krelus che questa questa installazione? applicazione ha evidenziato? Una rivista La modularità e il funzionamento specializzata di indipendente degli elementi Krelus settore, riportante la fanno la differenza. Ciascuno dei descrizione dei sistemi quattro tratti che compongono la zona Krelus, è stata la molla di essicazione può essere regolato che ha fatto scattare il separatamente dagli altri rispetto alla tutto. Dalle fotografie distanza di lavoro dall’oggetto e alla di quell’articolo e temperatura di funzionamento. In dalla descrizione del questo modo si può facilmente creare la riscaldatore, è apparso “ curva di essiccazione e raffreddamento subito evidente che “ migliore per ciascun oggetto / tipo di potenzialmente i vernice applicata. Questo vantaggio è riscaldatori Krelus estremamente importante in quanto, in presentavano tutte tempi recenti, si è molto allargata la le caratteristiche gamma di vernici disponibili e utilizzate desiderate. Dopo il per ottenere effetti sia estetici che di primo contatto con resistenza superficiale. La possibilità di il fornitore, abbiamo calibrare adeguatamente e facilmente organizzata una prova l’impianto di essiccazione a queste a banco per testare nuove vernici è fondamentale per la le prestazioni di un buona riuscita di tutto il processo modulo riscaldatore di verniciatura. La regolazione dei Krelus. Il passo moduli Krelus è molto semplice e successivo è stato intuitiva; questo ne fa un componente quello di applicare molto apprezzato sia da OMSO come i moduli Krelus nel installatore e costruttore di impianti, sia progetto OMSO. degli operatori dei clienti finali. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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ICM UTILIZZA ROBOT MOBILI AUTONOMI
(AMR) PER OTTIMIZZARE LA LOGISTICA DI MAGAZZINO I ROBOT DEVONO ESSERE UTILIZZATI PER SVOLGERE MANSIONI CHE PERMETTONO DI LIBERARE LE PERSONE AFFINCHÉ POSSANO SVOLGERE COMPITI PIÙ IMPORTANTI. QUESTA È LA FILOSOFIA ALLA BASE DELLA PROGETTAZIONE DELL’INTERO FLUSSO LOGISTICO DELL’AZIENDA DI VENDITA ALL’INGROSSO ICM A cura della redazione
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l magazzino verticale dell’azienda a Odense opera utilizzando mezzi con equipaggio che si muovono lungo gli stretti corridoi formati da scaffalature che raggiungono i 12 m di altezza, rimuovendo o posizionando i pallet nelle scaffalature. I robot MiR consegnano i pallet in un flusso costante fino alle estremità dei corridoi. Il personale logistico esperto che opera nell’area di ricevimento del magazzino risolve compiti complessi, assicurando al contempo che i robot si occupino delle 92
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operazioni di trasporto interno. L’allestimento automatizzato del trasporto dei pallet ha permesso di risparmiare 40 ore alla settimana, tempo che ora il personale può dedicare ad attività più importanti e di maggior valore. A Odense si trova il magazzino high-tech che dalle 07:00 alle 22:00 completa moltissime operazioni di trasporto di pallet. Ogni anno al centro logistico ICM, arrivano tonnellate di merce per un totale di 31.000 pallet. Il personale di ICM gestisce 100.000 ordini all’anno, la maggior parte dei quali viene
consegnata il giorno successivo, ed è uno dei principali fornitori scandinavi di dispositivi di protezione individuale, attrezzature tecniche e soluzioni per l’ambiente di lavoro. Lo spazio è limitato, i clienti sono impazienti e la concorrenza è feroce, e questo significa che il tempo, il personale e lo spazio devono essere organizzati in modo ottimale. Grazie all’investimento dell’azienda, tre robot mobili MiR1000 fanno risparmiare a tre dipendenti molte ore sulle attività quotidiane. Non devono più passare il tempo
a spostare manualmente i pallet da un impilatore ai corridoi del magazzino. I pallet possono invece essere collocati sui pallet rack di MiR, che permettono al robot di prelevarli e trasportarli all’interno del magazzino. I pallet vengono poi depositati sulle stazioni alla fine dei corridoi in modo da poter essere prelevati dai carrelli elevatori che li collocano nelle relative scaffalature. Jesper Lorenzen, Warehouse Assistant e responsabile della ricezione delle merci presso la ICM A/S afferma che: “Gli operatori dei carrelli elevatori segnalano automaticamente quando hanno prelevato un pallet da una scaffalatura, così basta premere un pulsante sullo schermo del tablet per chiamare un robot MiR. In questo modo i robot assicurano un flusso costante di carico o scarico dei pallet e l’azione continua dei carrelli elevatori”.
I robot mobili collaborano con persone e mezzi impiegando 40 ore in meno alla settimana Gli operatori dei carrelli elevatori utilizzano un tablet dove possono visualizzare una mappa per controllare in ogni momento dove si trovano i robot, in più i robot mobili si fanno notare utilizzando segnali audio e luci nelle zone più trafficate. Questo dimostra che c’è una stretta collaborazione tra i carrelli e robot e in un’azienda con un traffico interno costante, la comunicazione tra i veicoli è vitale per evitare che macchine diverse si blocchino a vicenda. ICM ha realizzato un percorso esclusivo per i robot mobili, liberando spazio nel centro logistico per poter ottimizzare il traffico. In precedenza, lo spazio era molto ridotto a causa delle numerose operazioni con gli impilatori manuali che occupavano gran parte dell’area di scarico. Ora gli impilatori manuali sono stati completamente sostituiti dai robot MiR. Il software di MiR per la gestione della flotta, MiR Fleet, assicura inoltre la corretta distribuzione delle mansioni tra robot, in modo che questi possano svolgere il compito nel minor tempo possibile, controllando che i tre
a lavorare in modo completamente diverso. Più utilizziamo i robot mobili, più ottimizziamo le tempistiche “.
Robot semplici da usare rendono il lavoro più gradevole
robot mobili si spostino automaticamente alla stazione di ricarica e si ricarichino tra una mansione e l’altra, in modo da minimizzare i tempi di inattività. Nel complesso, i robot mobili hanno fatto risparmiare a ICM circa 40 ore alla settimana, tempo che il personale precedentemente doveva impiegare per il trasporto interno, spostando le merci tra l’area di ricezione e le aree di posizionamento. Questi dipendenti possono ora concentrarsi su incarichi di pianificazione e ottimizzazione: la valutazione, la movimentazione e l’assegnazione di priorità alle merci è un compito complesso che richiede intuizione ed esperienza, poiché devono essere presi in considerazione molti parametri. Jesper Lorenzen ha affermato: “Con l’introduzione dei tre robot nel nostro organico, siamo riusciti a risparmiare tempo prezioso che ora possiamo impiegare per ottimizzare il magazzino e perfezionare il flusso. Abbiamo familiarizzato velocemente con la nuova tecnologia e abbiamo imparato
La logistica presso il magazzino verticale ora procede senza intoppi, grazie alla moderna collaborazione tra dipendenti, robot mobili e mezzi. ICM oltre ai tre MiR 1000, si avvale di quattro carrelli elevatori con equipaggio, 10 impilatori manuali e 26 dipendenti dedicati. Secondo Brian Brandt, Warehouse Manager di ICM, i robot mobili non hanno solo aumentato l’efficienza, ma hanno anche migliorato l’ambiente di lavoro. Brandt vede molte prospettive positive nell’investimento in tecnologie che aumentano sia la capacità che la soddisfazione sul lavoro. “È molto divertente lavorare con i robot mobili. Essere in grado di spostare qualcosa da A a B senza nemmeno toccarlo, è davvero entusiasmante. Il MiR è così semplice e facile da usare che anche un nuovo collega non avrebbe alcuna difficoltà a farlo funzionare “, ha affermato Brian Brandt sorridendo mentre osserva un robot MiR1000 che passa trasportando un carico di 600 kg.
Miglioramento dell’ambiente di lavoro grazie agli AMR Søren Jepsen, Supply Chain Director di ICM A/S, spiega che ridisegnare il nuovo flusso di lavoro con i robot per l’intero traffico e trasporto delle merci nel centro logistico è stata un’esperienza graduale. “Il nostro magazzino utilizza il principio dello stoccaggio caotico, attraverso un software di gestione. Dobbiamo essere organizzati in modo da poter concludere tutto il lavoro e consegnare ciò che i nostri clienti, situati in Danimarca, ci hanno richiesto entro 24 ore. Questo significa utilizzare tutte le nostre risorse in modo intelligente. Stiamo investendo in nuove tecnologie per salvaguardare il nostro personale e per attirare nuove persone di talento” ha affermato Søren Jepsen. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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CONTROLLARE
IL RICICLO UNA SOLUZIONE IO LINK INTELLIGENTE DI TURCK BANNER RISOLVE IL PROBLEMA DEL MONITORAGGIO DELLE PRESSE DI CASCAMI DI CARTA DA RICICLO DEL PRODUTTORE DI IMBALLAGGI DS SMITH NELLO STABILIMENTO DI ERLENSEE IN GERMANIA A cura della redazione
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S Smith è uno dei principali produttori di imballaggi personalizzati ed espositori per punti vendita in cartone ondulato. Dalla produzione risultano sia cascami che prodotti non conformi che vengono dirottati verso un impianto di triturazione e composizione di balle di cascami per il successivo processo di riciclo. Il monitoraggio della produzione delle presse per carta nel processo di riciclo nello stabilimento di Erlensee in Germania avveniva visualmente. Mancava dunque all’impianto un sistema di segnalazione dello stato di lavorazione dei cascami e di accumulo delle balle di materiale da riciclo. La ricerca di una soluzione migliorativa del monitoraggio della produzione è stata affidata ad un system integrator, che ha identificato nei sistemi IO Link di Turck Banner la soluzione ideale composta da sensori laser e moduli IO Link intelligenti. Il modulo IO Link compatto TBEN-S di Turck Banner con il controller logico di campo integrato ARGEE opera nella soluzione specifica come controller autonomo, direttamente sul campo, senza la necessità di un armadio elettrico.
Sensori fotoelettrici di base non sono sufficienti Il sistema necessario deve fornire informazioni sullo stato di avanzamento della produzione delle balle da riciclo. Necessita 94
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Intelligenza decentralizzata senza quadro elettrico Il system integrator, avendo già sperimentato e fatto delle ottime esperienze con i moduli IO Link di Turck Banner con l’ambiente di programmazione integrato AGREE, ha sviluppato una soluzione che prevede un sensore laser di misurazione che, in combinazione con un controller compatto, può valutare i dati e attivare un segnale appropriato. Quando il sensore laser LTF12 con TBEN-S collegato è stato testato nell’impianto di Erlensee, il cliente è rimasto favorevolmente impressionato: “Pensavamo di aver bisogno di un quadro elettrico e del sensore, ma il modulo TBEN-S con ARGEE di Turck Banner si adatta subito perfettamente. È compatto, di facile applicazione e in grado di protezione IP67, elimina così la necessità di un quadro elettrico. “
dunque di un sensore che non solo deve fornire informazioni di commutazione, ma deve misurare anche la distanza, in modo che possa passare solo all’interno di una finestra di distanza di commutazione specificata. Il sensore, tuttavia, rileva anche il passaggio degli operatori che movimentano le balle con carrelli elevatori. A ciò si aggiunge il fatto che l’edificio che accoglie l’impianto impedisce un montaggio laterale su una parete per la presenza di una porta scorrevole. Sensori di luce semplici, interruttori di luce o un sensore fotoelettrico non erano quindi adatti alle necessità di DS Smith.
Programmazione intuitiva in un istante Anche il timer è stato programmato con ARGEE. La soluzione scelta è stata di 45 secondi. Questo intervallo temporale previene i messaggi di errore causati da persone o dal passaggio di carrelli elevatori che entrano nel raggio luminoso. Il semaforo a LED TL50 all’esterno della locale indica lo stato della macchina in qualsiasi momento. Questo consente agli operatori di svolgere il proprio lavoro e richiede loro di intervenire solo quando il segnale è attivato. Queste impostazioni offrono sicurezza e un consistente risparmio di tempo e risorse.
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Materiali N.T.C. Project management Soft Skill
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PRISMA INTERROLL
LA SOLUZIONE DI INTERROLL E MODUMAQ OFFRE LA MASSIMA VERSATILITÀ PER LA MOVIMENTAZIONE DEI MATERIALI DI ARVATO SUPPLY CHAIN SOLUTIONS IN SPAGNA Interroll e Modumaq, azienda partner del programma Rolling On Interroll, hanno collaborato alla realizzazione di un progetto di ampliamento del sistema di classificazione degli ordini ottimizzato per Arvato Supply Chain Solutions, una soluzione che velocizza i sempre più complessi processi di movimentazione dei materiali richiesti per servire al meglio il mercato spagnolo. Arvato necessitava in una prima fase di un sistema di classificazione degli ordini per le transazioni business-to-business (B2B), che recentemente è stato esteso alla gestione delle transazioni business-to-consumer (B2C). Il sistema, che è stato installato ad Alcalá de Henares, è costituito da due zone per il convogliamento: una per la preparazione degli ordini dai tavoli di imballaggio e la seconda per le scatole che arrivano dal cross docking. “La soluzione proposta doveva garantire la versatilità necessaria per poter alimentare il sistema da più tavoli di imballaggio, e allo stesso tempo essere in grado di ricevere scatole direttamente dal cross-docking”, afferma Alfonso Flores, Direttore Generale di Modumaq. Il convogliamento da entrambe le zone può aver luogo simultaneamente e far convergere le scatole verso un collettore di tra-
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sporto che le allinea tutte, per una corretta lettura e controllo del peso. Durante il controllo del peso si ha un confronto dei dati in tempo reale con il peso teorico indicato dal sistema di gestione del magazzino del cliente (WMS), e tutte le scatole che non si trovano in un intervallo prestabilito vengono deviate automaticamente in un´area di controllo di qualità dove le scatole si accumulano. Qui, un operatore controllerà le scatole una per una e le inoltrerà nuovamente al raccoglitore se il contenuto è quello desiderato.
È possibile trasportare la massima varietà di merci Le scatole confermate come corrette passeranno quindi a un´area di smistamento, dove verranno nuovamente lette e distribuite automaticamente ai vari percorsi che portano ad un sistema di smistamento. Il design delle rampe tiene conto del fatto che il prodotto è molto fragile e che la variabilità di peso è piuttosto elevata, potendo ricevere scatole di soli 200 grammi per le spedizioni B2C e fino a 25 chilogrammi per le spedizioni B2B. È stato inoltre aggiunto un trasportatore superiore per il ricircolo e la fornitura di scatole vuote da utilizzare per il B2C, in modo che il personale ai tavoli da imballaggio abbia sempre scatole di riserva vicino a ciascuna delle stazioni di lavoro. La piattaforma di trasporto modulare (MCP) di Interroll è stata scelta come sistema di trasporto principale ed è completata da rampe progettate e prodotte da Modumaq, esclusivamente con materiale Interroll. Il sistema di controllo è di Siemens e il sistema di lettura è di Datalogic, al quale è stata abbinata un´interfaccia di comunicazione tra il sistema Modumaq e il sistema di gestione del magazzino di Arvato mediante un protocollo per lo scambio di dati in tempo reale. La modularità garantisce l´installazione di nuovi sistemi senza interruzione delle procedure operative Il grande vantaggio del sistema MCP è la sua modularità: il sistema è stato installato ad anni di distanza dall´avvio del primo smistatore, ma i team di installazione di Modumaq sono stati in grado di estendere le aree di imballaggio e spedizione in tempi record senza influire o interrompere le operazioni di Arvato.
LEUZE
SOLUZIONI COMPETITIVE PER IL PACKAGING Come specialisti del settore conosciamo bene le sfide delle rispettive Industry con tutte le esigenze specifiche e offriamo soluzioni studiate appositamente per queste ultime. Fino a pochi anni fa per ogni cambio formato occorreva, ad esempio, reimpostare i sensori manualmente. Oggi, invece, la connessione tramite IO-Link consente una regolazione e una configurazione in automatico e continua. In altre parole, le nostre soluzioni sono pronte per l’Industry 4.0. Per poter sfruttare le tecnologie di comunicazione nell’automazione industriale e offrire un impianto di imballaggio a prova di Industry 4.0, avete bisogno di componenti adatti: dall’interfaccia IO-Link per sensori a commutazione binaria alle interfacce Ethernet per apparecchi più complessi – nella nostra gamma di prodotti trovate tutto ciò di cui avete bisogno. Gli elevati standard di igiene nel settore farmaceutico e alimentare richiedono processi di pulizia intensi. I sensori devono essere in grado di resistere ad essi sul lungo periodo. I vostri impianti di imballaggio devono essere stabili e funzionare in modo affidabile. I nostri sensori sono potenti e robusti. Classi di protezione elevate e impiego di materiali dell’alloggiamento di alta qualità assicurano lunghe durate e grande disponibilità permettendo così una riduzione dei costi. Grazie alla tecnologia laser, i sensori asettici in acciaio inossidabile della serie 53 intercettano in modo affidabile e rapido persino le fiale più piccole. Vantaggio evidente: i sensori ad alta sensibilità per vetro trasparente assolvono i loro compiti in modo affidabile e sicuro anche ad altissima velocità delle macchine. Nelle macchine riempitrici, i liquidi vengono introdotti ad elevatissima velocità in contenitori per lo più trasparenti di vetro o PET. La combinazione di processi non più visibili ad occhio nudo e di oggetti trasparenti è una particolare sfida che si trovano ad affrontare i sensori impiegati negli impianti di imbottigliamento. Sensori altamente sensibili per vetro trasparente con una frequenza di commutazione fino a 5 kHz, sono in grado di riconoscere in modo affidabile contenitori trasparenti anche a velocità di transito molto elevate. I sensori sono concepiti per l’impiego in zone umide. Sono ermetici e in grado di resistere affidabilmente a continui processi di pulizia. Se si utilizzano alloggiamenti di plastica o metallo con gradi di protezione fino a IP 67 e 69K, è garantita la massima operatività possibile dell’impianto. WEERG
GRANDI VOLUMI, PREZZI COMPETITIVI E ANIMA GREEN Resistenza, elasticità ed ecocompatibilità. Sono questi i plus che caratterizzano il Poliammide 11, meglio conosciuto come PA11, che da oggi entra a pieno titolo tra i materiali stampabili in 3D da Weerg con tecnologia HP Multi Jet Fusion 5210. Il rivoluzionario e-commerce italiano, che offre online lavorazioni CNC e stampe 3D, conferma la propria vocazione all’innovazione industrializzando la lavorazione di questo supporto dall’anima green, finora utilizzato solo per piccole tirature realizzate con tecnologia a Sinterizzazione Laser Selettiva (SLS). Unico tecnopolimero ottenuto da una materia prima rinnovabile di origine vegetale come l’olio di ricino, il PA11 riduce di oltre il 60% il carbon footprint, ovvero l’impronta climatica che misura l’entità delle emissioni di gas serra nell’atmosfera di un prodotto. Inoltre, assicura un eccellente rapporto di riusabilità dei materiali in surplus in postproduzione fino al 70%. “Siamo tra i primi service in Italia a proporre la lavorazione di questo materiale a livello industriale con stampanti affidabili e testate come i sistemi HP, che ci permettono di realizzare grandi volumi a prezzi estremamente competitivi”, spiega Matteo Rigamonti, CEO e fondatore di Weerg. L’azienda veneta vanta, infatti, una delle più grandi installazioni nel Sud Europa di stampanti 3D industriali Multi Jet Fusion 5210, in grado di raggiungere tirature fino a 5000 pezzi. Tutte le 6 industrial printer HP che compongono il parco macchine di Weerg saranno impiegate per
la lavorazione del classico PA12 e del nuovo PA11, offrendo ai clienti maggiore flessibilità e tempi di consegna sempre più rapidi. Il tutto con il plus della qualità. Oltre a ridurre l’impatto ambientale, i pezzi realizzati in PA11 da Weerg con le stampanti 3D HP sono esteticamente più curati nei dettagli rispetto alle precedenti tecnologie che fornivano un output più grezzo. Inoltre, a differenza dal PA12, il poliammide 11 garantisce performance più elevate in termini di duttilità: più morbido ed elastico, permette un superiore allungamento alla rottura e una migliore resistenza agli urti. Estremamente stabile alla luce, ai raggi UV e resistente all’acqua e agli agenti atmosferici, questo materiale viene solitamente utilizzato per prototipi funzionali caricati meccanicamente e parti in serie con elementi mobili come le cerniere, destinati a sopportare sollecitazioni prolungate nel tempo. Numerosi i campi di applicazione del nylon PA11: dal medicale per la realizzazione di protesi, all’aerospaziale per le parti meccaniche di droni e altri dispositivi, fino allo sportwear dove viene impiegato per componenti di articoli sportivi come attacchi a scatto, tacchi, solette, viti e cardini, e all’automotive. “Abbiamo già ricevuto numerose richieste provenienti dai clienti che operano in questo settore, dove questo materiale è utilizzato principalmente per la creazione di componenti interni per parti destinate ad assorbire urti in caso di incidente”, conclude Rigamonti. M &A | GIUGNO/LUGLIO 2020
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Direttore Responsabile Giorgio Albonetti Direttore tecnico Chiara Tagliaferri Publisher Marco Tenaglia Redazione Cristina Gualdoni (Coordinatrice) cristina.gualdoni@quine.it Eleonora Panzeri redazione.ma@quine.it Hanno collaborato a questo numero Chiara Tagliaferri, Patrizia Ricci, Eleonora Segafredo, Silvano Corridolo Realizzazione grafica Fabio Castiglioni Direzione pubblicità Stefano Busconi dircom@quine.it Responsabile produzione Paolo Ficicchia Ufficio traffico Donatella Tardini (Responsabile) d.tardini@lswr.it, Stefania Bruno s.bruno@lswr.it Direzione, Redazione Quine S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel +39 02 864105 - Fax +39 02 72016740
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