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n. 2 marzo/aprile 2026 www.installatoreprofessionale.it
Redazione Giorgio Albonetti | Direttore Responsabile
Lorenzo Epis | Consulente Tecnico
Chiara Scelsi I Responsabile periodici - c.scelsi@lswr.it
A partire dal 1° gennaio 2026, Edra Edizioni Srl ha incorporato le attività di Quine Srl. Edra Edizioni è la società che, dal 2026, riunirà tutte le attività editoriali del Gruppo Edra in Italia. Tale variazione non comporterà alcun cambiamento nei prodotti e nei progetti editoriali di Quine, ad eccezione della nuova ragione sociale.
EDITORIALE
4 Da installatori a costruttori di valore
Di Lorenzo Epis
MCE 2026
24 Impiantistica, il tempo della svolta
Da MCE 2026 emerge un settore in trasformazione: efficienza energetica, tecnologie evolute e integrazione dei sistemi guidano il cambiamento
Di Antonio Billè
MERCATO
28 Pompe di calore in Italia: a che punto siamo?
In occasione di MCE è stato presentato lo studio aggiornato di RX Italy, che traccia le prospettive evolutive del settore
A cura della redazione
FOCUS INCENTIVI
34 Detrazioni fiscali ancora sotto modifica
Il D.Lgs. 5/2026 ha cambiato le regole, portando al blocco del portale ENEA e a un vuoto normativo
di Giacomo Mellera
38 Conto Termico 3.0: stop precauzionale del GSE
Cosa devono sapere gli installatori e cosa aspettarsi per il mercato residenziale
di Giacomo Mellera
APPROFONDIMENTO
TECNICO
42 Il divario prestazionale nelle pompe di calore
Le disattenzioni lungo la filiera possono rendere inefficiente un impianto moderno. Come evitare che ciò accada
Di Stefano Balzarotti
STUDIO ENEA
46 L’impatto dell’idrogeno nella rete del gas
Enea studia gli effetti su sicurezza e misurazione degli odorizzanti
A cura della redazione
STRATEGIE DI MARKETING
50 Passaparola: storia da dinosauri o tecnica moderna?
Il passaparola è una tecnica che va integrata nella propria strategia
Di Christian Elia
CASE HISTORY
52 Panasonic per Union Energia
Installazione di un impianto VRF ECOi EX MZ1 a 2 tubi con refrigerante R32
A cura della redazione
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di Lorenzo Epis
Da installatori a costruttori di valore
Per molti anni la riqualificazione energetica
è stata vissuta come un lavoro “a chiamata”. Il cliente telefona perché la caldaia è rotta, perché vuole ridurre un po’ la bolletta, oppure perché ha sentito parlare di qualche incentivo. Si va sul posto, si guarda l’impianto, si propone una macchina più efficiente. Un intervento pulito, tecnico, ben fatto. E lì, spesso, la storia finisce. Ma chi lavora ogni giorno sugli impianti sa bene che la realtà è più complessa. Dietro una sostituzione di generatore, dietro un impianto fotovoltaico o una pompa di calore, c’è molto più di un semplice aggiornamento tecnologico. C’è un pezzo del futuro di quell’edificio. C’è un equilibrio economico che cambierà per anni. E c’è un patrimonio che può crescere oppure restare fermo. La differenza, in fondo, non la fa la marca della macchina. La fa lo sguardo con cui si guarda l’impianto.
Un impianto può funzionare perfettamente e restare comunque una spesa. Oppure può essere progettato per diventare qualcosa di diverso: un asset, cioè un elemento che lavora nel tempo. Un sistema che riduce il rischio energetico, stabilizza i costi e contribuisce ad aumentare il valore dell’immobile o dell’attività che lo utilizza. Per un installatore questo significa cambiare prospettiva. Non si tratta più semplicemente di vendere una macchina. Si tratta di intervenire su una parte del patrimonio
del cliente. Di costruire qualcosa che continuerà a produrre effetti economici per molti anni. Quando il cliente percepisce questa differenza cambia anche il modo in cui guarda al lavoro che gli viene proposto. Cambia il modo in cui ascolta, il modo in cui decide, il modo in cui valuta il valore dell’intervento. Eppure molti interventi continuano a restare soltanto un costo. Il motivo, spesso, è culturale. La maggior parte delle decisioni nasce ancora da un preventivo: tre offerte, confronto dei prezzi, scelta della soluzione. È un metodo rapido e rassicurante, ma guarda soltanto all’oggi
Il preventivo dice quanto costa l’impianto. Non dice quanto varrà nel tempo.
Così l’attenzione si concentra su potenza, rendimento, incentivi. Tutti elementi importanti, ma che da soli non bastano a costruire un asset. La domanda più importante quasi sempre rimane fuori dalla conversazione: che ruolo deve avere questo impianto nei prossimi 15–20 anni?
Senza questa domanda, ogni tecnologia resta un’isola. Una pompa di calore è una pompa di calore.
Un fotovoltaico è un fotovoltaico. Un generatore è un generatore. Ma non diventano mai un sistema che produce valore.
Il limite del preventivo e la forza della visione
Costruire un asset significa guardare più lontano. Significa chiedersi come evolveranno i costi dell’energia, quanto sarà stabile il flusso di spesa del cliente negli anni, come potranno integrarsi tra loro le tecnologie presenti nell’edificio e quale impatto tutto questo potrà avere sul valore dell’immobile.
Il vero costo di un impianto non è quello che si vede nel documento. È quello che emerge negli anni quando il sistema non è stato pensato in modo integrato. In questo scenario cambia anche il ruolo dell’installatore: non è più solo un tecnico. È un interprete del futuro energetico del cliente. È la figura che vede l’edificio dall’interno, che conosce i consumi reali, le abitudini, i limiti strutturali, le opportunità.Accanto a lui ci sono altre figure: il venditore che conosce il prodotto, il progettista che costruisce il sistema, il consulente che orienta. Ma è l’installatore che porta la realtà sul tavolo. È lui che può trasformare un intervento in un asset, perché è lui che sa cosa funzionerà davvero negli anni. Quando questa consapevolezza entra nel lavoro quotidiano, cambia anche il rapporto con il cliente. Non si vende più un impianto: si costruisce fiducia. Non si chiude un intervento: si apre una relazione. Non si installa una macchina: si genera valore.
ANGAISA celebra 70 anni a MCE: una serata tra memoria, emozione e futuro
Un anniversario importante, celebrato in una cornice d’eccezione e con una partecipazione che ha superato ogni aspettativa. In occasione di Mostra Convegno Expocomfort (MCE), ANGAISA ha festeggiato i suoi primi settant’anni con una serata speciale ospitata a Fieramilano Rho, richiamando oltre 300 invitati.
All’evento hanno preso parte soci della distribuzione, produttori, rappresentanti delle associazioni di filiera, stampa tecnica, consulenti e partner aziendali, ma soprattutto una vasta comunità di professionisti e amici che nel tempo hanno contribuito alla crescita dell’associazione.
Un viaggio lungo settant’anni Momento centrale della serata è stato la proiezione di un video celebrativo che ha ripercorso le tappe più significative della storia di ANGAISA, dalla sua fondazione nel 1956 fino a oggi.
Un percorso fatto di impegno, visione e collaborazione, che ha visto protagonisti numerosi imprenditori capaci di rafforzare e sviluppare il network su tutto il territorio nazionale.
A molti di loro è stato dedicato un riconoscimento speciale: targhe celebrative consegnate nel corso della serata,
accompagnate da momenti di sincera emozione e gratitudine condivisa.
Tra istituzionalità e convivialità
La celebrazione ha saputo coniugare perfettamente momenti istituzionali e occasioni di intrattenimento, creando un clima conviviale fatto di sorrisi, incontri e abbracci. Un evento che ha confermato il valore umano e relazionale che da sempre caratterizza ANGAISA. A chiudere la serata è stato il Presidente Maurizio Lo Re, con il tradizionale taglio della torta, simbolo di un traguardo importante ma anche punto di partenza per nuove sfide. Accanto a lui, il Comitato Esecutivo, la Segreteria, la redazione di Blu&Rosso e Massimiliano Pierini, Managing Director di RX Italy, società organizzatrice di MCE.
Uno sguardo al futuro
Il settantesimo anniversario non è stato solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per ribadire il ruolo centrale di ANGAISA nella filiera e la volontà di continuare a essere punto di riferimento per il settore. Forte della propria storia, l’associazione guarda avanti con l’obiettivo di affrontare le trasformazioni del mercato e sostenere lo sviluppo delle imprese associate.
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Durante il funzionamento invernale, il sistema interviene per mantenere il giusto equilibrio termo-igrometrico, migliorando la qualità dell’aria senza influire su
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MCE 2026 chiude con oltre 120 mila visitatori: successo internazionale per l’impiantistica
Si è conclusa a Milano la 44ª edizione di MCE – Mostra Convegno Expocomfort 2026, lasciando in eredità numeri solidi e un messaggio chiaro: il settore dell’impiantistica è nel pieno di una trasformazione guidata da innovazione tecnologica e transizione energetica.
Dal 24 al 27 marzo, la manifestazione ha registrato oltre 120.000 visitatori e più di 1.600 espositori, con una forte partecipazione internazionale – oltre il 35% del pubblico proveniente dall’estero – confermando il ruolo centrale dell’evento nel panorama globale HVAC+R.
Numeri e internazionalità: una fiera sempre più globale
La chiusura di MCE 2026 certifica il successo di una formula che continua a evolversi. Aziende e professionisti provenienti da decine di Paesi hanno animato i padiglioni di Fiera Milano, rendendo la manifestazione una piattaforma strategica di incontro tra domanda e offerta.
La forte presenza internazionale, con visitatori da oltre 120 nazioni e aziende da quasi 50 Paesi, testimonia la capacità di MCE di attrarre l’intera filiera e di intercettare i mercati più dinamici, dall’Europa al Medio Oriente fino alle Americhe.
Innovazione e sostenibilità al centro dell’edizione 2026
Il filo conduttore dell’edizione appena conclusa è stato quello della sostenibilità, con un focus particolare su decarbonizzazione, digitalizzazione e integrazione energetica Soluzioni per edifici intelligenti, sistemi HVAC evoluti e
tecnologie per l’efficienza energetica hanno dominato la scena, evidenziando un settore sempre più orientato verso modelli sostenibili e data-driven.
Parallelamente, l’evento ha messo in luce l’evoluzione delle competenze richieste a progettisti e installatori, chiamati a gestire impianti sempre più complessi e integrati.
Networking e business: il valore della presenza in fiera
Oltre all’innovazione tecnologica, MCE si conferma un hub fondamentale per il networking internazionale. Durante i quattro giorni di manifestazione, aziende, progettisti e stakeholder hanno potuto consolidare relazioni e avviare nuove collaborazioni.
La fiera si rafforza così come luogo privilegiato non solo per presentare soluzioni, ma anche per generare opportunità concrete di business e confronto tra i diversi attori della filiera.
Uno sguardo al futuro: appuntamento al 2028
Con la chiusura dell’edizione 2026, lo sguardo è già rivolto al futuro. Gli organizzatori hanno confermato il prossimo appuntamento con MCE dal 7 al 10 marzo 2028, mentre prosegue il percorso di sviluppo del format fieristico e delle iniziative collegate.
In un contesto globale in continua evoluzione, MCE si consolida come osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del settore, capace di accompagnare imprese e professionisti nelle sfide della transizione energetica e digitale.
PAD.5 STAND P09/S04
Efficienza energetica, Italia tra progressi e ritardi: la sfida resta aperta
L’efficienza energetica in Italia mostra segnali di miglioramento, ma con un percorso non privo di ostacoli. Secondo il report dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, negli ultimi dieci anni i consumi finali di energia sono diminuiti mediamente tra l’1% e il 2% annuo. Un risultato che riflette sia interventi di efficientamento sia l’impatto dell’aumento dei costi energetici, che ha contribuito a contenere la domanda.
Il 2024 segna una frenata nel percorso
Dopo anni di riduzione, il 2024 ha registrato un’inversione di tendenza con un aumento dei consumi pari a circa l’1,5% rispetto al 2023. Un dato che evidenzia la fragilità dei progressi raggiunti e la dipendenza da fattori economici esterni.
Questo andamento rende più complesso il percorso verso gli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo.
Obiettivi PNIEC ancora lontani
Il PNIEC prevede una riduzione significativa dei consumi finali, da 110 Mtep nel 2024 a 101,7 Mtep entro il 2030. Tuttavia, i dati attuali indicano un gap ancora rilevante.
Come sottolinea Vittorio Chiesa, il raggiungimento di un sistema energetico più efficiente rappresenta una sfida cruciale per il Paese.
Politiche pubbliche: risultati sotto le attese
Le misure attivate finora non hanno prodotto gli effetti sperati. Il piano Transizione 5.0 ha infatti generato risparmi inferiori all’1,2% rispetto agli obiettivi fissati. Nonostante ciò, le recenti semplificazioni hanno favorito un aumento delle risorse prenotate, segnale di un crescente interesse da parte delle imprese verso interventi di efficientamento.
Il nodo delle risorse e del PNRR
Un elemento critico riguarda la riduzione dei fondi del PNRR destinati alla misura, passati da 6,2 a 2,5 miliardi di euro.
Questa revisione introduce incertezza e potrebbe rallentare gli investimenti necessari per sostenere la transizione energetica.
Una sfida tra sostenibilità e competitività
Il quadro che emerge è quello di un sistema in evoluzione, in cui i progressi ottenuti devono essere consolidati con politiche più efficaci e stabili.
Per l’Italia, migliorare l’efficienza energetica significa non solo ridurre i consumi, ma anche rafforzare la competitività del sistema produttivo e accelerare il percorso verso la sostenibilità.
a cura della redazione
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Pompe di calore: tutto quello che devi sapere
Quali sono i vantaggi delle pompe di calore rispetto ad altri sistemi di riscaldamento?Come scegliere la più adatta per le proprie esigenze? A queste e altre domande risponde Enrico Casali in “Pompe di calore - Tipologie, progettazione e benefici nell’utilizzo” (Dario Flaccovio Editore). Nel volume, l’autore dedica un intero capitolo alle domande più frequenti sulle pompe di calore, fornendo risposte chiare e dettagliate.
Quali vantaggi offrono le pompe di calore rispetto agli altri sistemi di riscaldamento?
• maggiore efficienza nella produzione di energia termica (acqua calda): una pompa di calore utilizza una quota elevata di energia rinnovabile dall’ambiente, quindi fornisce la stessa energia termica di una caldaia, ma con minori consumi;
• utilizzo di energia rinnovabile, catturata dall’aria, dall’acqua o dal terreno. • riducono le emissioni in atmosfera, in quanto più efficienti di una caldaia a condensazione.
• sono in grado di riscaldare e di condizionare, nelle versioni cosiddette reversibili, producendo alternativamente (o anche contemporaneamente) energia termica e frigorifera (acqua calda e acqua fredda). • sono disponibili in svariate versioni, modelli e tipologie, per rispondere alle diverse esigenze• possono accedere a diversi incentivi e agevolazioni fiscali, anche di elevato importo.
Come scegliere la pompa di calore giusta per le proprie esigenze?
La scelta della pompa di calore più opportuna dipende da diversi fattori come:
• dimensioni dell’edificio da climatizzare;• la zona climatica in cui si trova;
• il livello di isolamento delle superfici opache e trasparenti (pareti e finestre);
• il tipo di impianto di distribuzione ed emissione esistenti (radiante a pavimento, radiatori tradizionali, fan-coils, UTA, ecc.);
• il tipo di servizio che si vuole ottenere: il solo riscaldamento, oppure anche il condizionamento e/o la produzione di acqua calda sanitaria;• la disponibilità della rete elettrica e/o del gas;
• la disponibilità di spazi interni/esterni per la sua collocazione
• la disponibilità economica per effettuare l’investimento più o meno cospicuo.
Un esempio: come scegliere la pompa di calore per una villetta residenziale. Alcune domande da porsi sono:
• c’è disponibilità di uno spazio esterno? Quest’informazione è utile per scegliere una pompa di calore aerotermica, anziché geotermica o idrotermica.
• c’è disponibilità di potenza elettrica oltre quella già
impegnata? Se così non fosse, la scelta potrebbe cadere su una pompa di calore a gas;
• deve fare anche acqua calda sanitaria? Se la risposta è affermativa, si dovrà scegliere un modello in grado di erogare temperature dell’acqua idonee per l’ACS, quindi saranno da privilegiare quelle ad alta temperatura, elettriche o ad assorbimento a gas;
• l’impianto di distribuzione ed emissione del calore nell’abitazione è a radiatori oppure radiante a pavimento?
Qual è la durata tipica di una pompa di calore?
Dipende dall’uso che ne viene fatto. Una periodica e accurata manutenzione, unita a un utilizzo che non preveda funzionamenti sempre ai limiti operativi, garantiscono una maggiore durata della pompa di calore. In linea generale ha una vita utile compresa tra 15 e 20 anni
Per la manutenzione della pompa di calore mi devo rivolgere a ditte specializzate?
La manutenzione delle pompe di calore garantisce durata nel tempo ed è anche prevista dalle norme nazionali. Chi si occupa della manutenzione deve essere in possesso di alcuni requisiti tecnici che dipendono dal tipo di pompa di calore, ma in generale deve essere abilitato alle operazioni di manutenzione sugli impianti termici, in base a quanto previsto dal Decreto Ministeriale n. 37/2008. Se interviene su pompe di calore elettriche o a motore endotermico, deve essere anche in possesso del patentino F-gas
Come faccio a capire se per la mia casa è meglio una caldaia a condensazione o un riscaldamento con pompa di calore?
La scelta tra una caldaia a condensazione e una pompa di calore dipende da diversi fattori, tra cui le caratteristiche della casa, il clima della zona, i costi energetici locali e le preferenze personali. Ecco alcuni punti chiave da considerare:
• Isolamento termico dell’edificio: la qualità dell’isolamento è fondamentale. Una casa ben isolata riduce la dispersione di calore in inverno e il surriscaldamento in estate, favorendo l’efficienza di entrambe le soluzioni;
• •Tipo di riscaldamento richiesto: le caldaie a condensazione sono spesso preferite in climi più freddi, dove sono richieste temperature più elevate. Le pompe di calore sono ideali in ambienti più miti, dove il riscaldamento a bassa temperatura è sufficiente;
• Costi operativi: i costi complessivi delle due opzioni (non solo quello dei macchinari) sono molto importanti da valutare perché si protraggono nel tempo e incidono in modo significativo sul bilancio complessivo dell’investimento. Le pompe di calore a gas hanno costi operativi inferiori rispetto alle caldaie a condensazione, lo stesso
per quelle elettriche se l’energia elettrica è economicamente vantaggiosa;
• Incentivi e agevolazioni fiscali: ci sono diversi benefici economici (bonus, detrazioni, ecc.) a cui accedere per l’installazione di una caldaia a condensazione e di una pompa di calore (elettrica o a gas). Questi incentivi solitamente sono in favore della tecnologia che garantisce più efficienza energetica, quindi alla pompa di calore;
• Spazio disponibile e posizionamento: le pompe di calore, specialmente quelle aerotermiche, necessitano di spazio all’esterno, che deve garantire il giusto apporto di aria per il funzionamento e non essere motivo di disturbo per i vicini a causa del rumore;
• Funzione di condizionamento: se oltre al riscaldamento è richiesto anche il condizionamento, la pompa di calore sarà del tipo reversibile, ma anche il sistema di distribuzione e soprattutto di emissione dell’energia termica e frigorifera deve essere adeguato.
In ogni caso, prima di prendere una decisione, è consigliabile consultare un professionista del settore energetico o un installatore qualificato, che può valutare le specifiche condizioni dell’abitazione, suggerire raccomandazioni personalizzate e proporre la soluzione tecnologica e di installazione migliore.
Quanto costa installare una pompa di calore?
Il costo di installazione di una pompa di calore può variare notevolmente in base a diversi fattori. Alcuni dei principali sono:
• Tipo di pompa di calore: ci sono diverse tipologie, come quelle ad aria, ad acqua o geotermiche. Possono essere alimentate da energia elettrica o da combustibile gassoso (metano o GPL). Ogni tipologia ha specifiche caratteristiche e costi distinti;
• Dimensioni e capacità: la potenza erogata deve essere adatta ai fabbisogni energetici dell’edificio. Maggiore è la potenza termica richiesta, maggiore è il costo;
• Condizioni dell’edificio: la presenza o meno di spazi esterni o di un sistema di distribuzione ed emissione del calore già idoneo alla pompa di calore può influenzare il costo complessivo;
• Efficienza energetica desiderata: pompe di calore più efficienti possono avere un costo iniziale più elevato, ma portano a risparmi energetici e costi operativi inferiori nel tempo.
L’autore Enrico Casali, perito termotecnico, con quasi 30 anni di esperienza professionale nel campo della termotecnica impiantistica, ha acquisito conoscenze e competenze specifiche nel campo del riscaldamento e condizionamento efficiente. Socio AiCARR, ha tenuto diverse relazioni in convegni organizzati dall’associazione
Il libro Pompe di Calore Tipologie e progettazione, strumenti fondamentali per la transizione energetica di Enrico Casali, Dario Flaccovio EditoreGennaio 2026, isbn 9788857917634, 46 euro
Transizione 5.0: le nuove regole preoccupano il settore energetico
Il recente Decreto-Legge del 27 marzo 2026, n. 38, introduce modifiche sostanziali alla misura Transizione 5.0, generando forte preoccupazione tra gli operatori del settore. L’intervento normativo, entrato in vigore il 28 marzo, agisce infatti anche sugli investimenti già effettuati, riducendo il credito d’imposta al 35% rispetto a quanto inizialmente previsto.
Una revisione retroattiva che, secondo AiCARR, altera profondamente le condizioni economiche su cui molte imprese avevano basato le proprie decisioni. A questo si aggiunge un ulteriore elemento critico: l’esclusione dal ricalcolo degli investimenti legati alle fonti rinnovabili e all’efficientamento energetico.
Incentivi ridotti e plafond limitato
Le nuove disposizioni prevedono un ridimensionamento significativo delle risorse disponibili. Per il 2026, il plafond complessivo del credito d’imposta è fissato a 537 milioni di euro, con una fruizione limitata al 35% dell’importo richiesto dalle imprese.
Questa riduzione incide direttamente sulla sostenibilità economica dei progetti già avviati e rischia di rallentare nuove iniziative, soprattutto in un contesto in cui la misura
Transizione 5.0 aveva già mostrato criticità operative e una certa instabilità normativa.
Una normativa instabile che mina la fiducia
Negli ultimi mesi, Transizione 5.0 è stata oggetto di numerosi interventi correttivi. Dopo una fase iniziale complessa,
lo strumento è diventato pienamente operativo solo nel 2025. Tuttavia, la continua evoluzione delle regole ha generato un clima di incertezza che ora rischia di aggravarsi ulteriormente.
Secondo AiCARR, questa instabilità normativa compromette il rapporto di fiducia tra imprese e istituzioni, rendendo difficile pianificare investimenti industriali, soprattutto nei settori strategici legati alla transizione energetica.
Impatti su tutta la filiera dell’efficienza energetica
Le conseguenze del decreto non si limitano alle singole aziende, ma coinvolgono l’intera filiera. Professionisti come gli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) vedono oggi messa in discussione l’affidabilità dei piani economicofinanziari certificati sulla base di regole successivamente modificate. Allo stesso tempo, si profila una crisi per ESCo, progettisti e produttori di impianti. Il comparto delle fonti rinnovabili, in particolare, risulta tra i più penalizzati, con il rischio concreto di un rallentamento degli investimenti e della continuità dei progetti.
Il ruolo strategico dell’impiantistica
AiCARR sottolinea il ruolo centrale degli impianti HVAC&R nei processi di decarbonizzazione, efficientamento energetico e digitalizzazione del patrimonio edilizio e produttivo. Si tratta di un settore chiave per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, grazie all’integrazione tra tecnologie avanzate, sistemi di controllo e competenze specialistiche. In questo contesto, l’associazione evidenzia la necessità di politiche di incentivazione stabili e coerenti, in grado di valorizzare il contributo tecnico degli interventi impiantistici senza introdurre discontinuità che ne compromettano l’efficacia.
L’appello di AiCARR alle istituzioni I rappresentanti di AiCARR ribadiscono l’urgenza di garantire stabilità normativa e adeguate tutele per gli investimenti già realizzati. L’obiettivo è salvaguardare la fiducia del sistema produttivo e assicurare continuità agli investimenti industriali.
L’associazione è pronta a portare il proprio contributo tecnico-scientifico nelle sedi istituzionali, affinché il percorso di conversione del decreto in legge possa introdurre correttivi utili a ristabilire coerenza e sostenibilità a una misura considerata strategica per la competitività del Paese.
Caro
bollette:
quanto costerebbe in meno la crisi energetica con le Case Green
L’attuale crisi geopolitica, riaccesa dalle tensioni nel Golfo Persico a partire da febbraio 2026, ha riportato al centro il tema della fragilità energetica dell’Italia. Il prezzo del gas ha registrato un’impennata significativa, trascinando verso l’alto anche il costo dell’elettricità e aggravando ulteriormente le bollette delle famiglie. Secondo i dati più recenti, la spesa energetica annua per una famiglia tipo ha ormai superato i 2.000 euro, confermando un trend in crescita rispetto al periodo precedente alla guerra in Ucraina. L’Italia, fortemente dipendente dal gas, si conferma così tra i Paesi europei più esposti alla volatilità dei mercati energetici.
Quanto pesa la crisi sulle famiglie italiane
Le conseguenze economiche della crisi energetica sono già evidenti nei bilanci domestici. Rispetto al periodo pre2022, una famiglia italiana sostiene oggi un costo aggiuntivo medio di circa 388 euro annui. La nuova escalation in Medio Oriente ha ulteriormente aggravato la situazione: il prezzo dell’elettricità è salito fino a 157 €/MWh, mentre quello del gas ha raggiunto i 63 €/MWh. Se questi livelli dovessero stabilizzarsi, l’impatto complessivo potrebbe arrivare fino a 838 euro annui per famiglia.
A livello nazionale, ciò si traduce in un costo complessivo tra 18,5 e 22 miliardi di euro, considerando sia famiglie che imprese. Un peso economico rilevante, destinato a crescere in caso di crisi prolungate.
La transizione energetica come scudo economico
Le analisi dell’Osservatorio sulla Riqualificazione Energetica mostrano che, se l’Italia avesse già raggiunto gli obiettivi della Direttiva Case Green e del piano nazionale sulle rinnovabili, l’impatto degli aumenti sarebbe stato signifi-
cativamente ridotto. Le famiglie avrebbero potuto risparmiare tra 120 e 142 euro all’anno, con una riduzione degli aumenti tra il 31% e il 37%. In caso di crisi prolungata fino alla fine del 2026, il beneficio salirebbe fino a 270 euro annui per nucleo familiare.
Un risparmio miliardario per il sistema Paese
Gli effetti positivi della transizione non riguarderebbero solo le famiglie, ma l’intero sistema economico. A livello macroeconomico, il completamento degli obiettivi energetici permetterebbe un risparmio complessivo di circa 10,2 miliardi di euro all’anno.
Di questi, tra 3,2 e 3,8 miliardi sarebbero già evitabili nello scenario attuale, mentre in caso di crisi prolungata il beneficio potrebbe arrivare fino a oltre 7 miliardi di euro annui. Tuttavia, il percorso dell’Italia è ancora incompleto: finora è stato raggiunto solo il 55% degli obiettivi di riqualificazione energetica e il 61% dello sviluppo delle fonti rinnovabili.
Il ruolo chiave della riqualificazione degli edifici
Gran parte dei risparmi deriva dalla riqualificazione energetica degli edifici residenziali. Attualmente, circa il 70% del patrimonio immobiliare italiano si colloca nelle classi energetiche più basse (E, F e G), rendendo necessario un intervento strutturale su larga scala.
Per raggiungere gli obiettivi al 2030, sarebbe necessario intervenire su 1,74 milioni di edifici, pari a quasi 5 milioni di unità immobiliari.
I benefici economici sono significativi: il risparmio medio annuo può variare da 546 euro con interventi moderati fino a oltre 1.100 euro nei casi di riqualificazione più profonda. In scenari estremi, il risparmio totale per famiglia potrebbe superare i 1.300 euro annui.
Valvole e rubinetteria, cresce l’export
Il settore italiano delle valvole e dei rubinetti si conferma un’eccellenza a livello internazionale.
Secondo i dati dell’Ufficio Statistica di Anima Confindustria divulgati oggi da Avr -Associazione italiana costruttori valvole e rubinetteria federata ad Anima, - durante MCE–Mostra Convegno Expocomfort, nel 2025 il valore dell’export del comparto valvole e rubinetterie (comprende valvole per building, valvole industriali, rubinetteria sanitaria e raccordi) ha raggiunto quasi 6,2 miliardi di euro, in crescita del 5,2% sul 2024, con una stima di fatturato totale di 9,55 miliardi di euro.
Per quanto riguarda le sole valvole e rubinetteria a uso civile, il valore dell’export ha superato i 3,2 mld di euro (+6% sul 2024).
I principali mercati
Considerando le sole valvole e rubinetteria a uso civile, nel 2025 l’Arabia Saudita è il primo Paese di destinazione, seguita dagli Stati Uniti e dalla Cina. Tra i Paesi, il mercato tedesco, dopo anni di contrazione, torna in territorio positivo, con un export pari a 153 milioni di euro e una crescita del 12% rispetto al 2024, e del +20% rispetto al 2020, riaffermandosi come mercato di riferimento per l’export italiano di valvole e rubinetteria a uso civile. Un andamento che può offrire un contributo importante al comparto a livello europeo e bilanciare, almeno in parte, l’impatto dell’instabilità geopolitica su mercati strategici come quelli del Medio Oriente, un’area che nel complesso vale per l’Italia 874,9 milioni di euro. Non solo, sempre per l’export,
tra i paesi che hanno registrato le performance più positive nel 2025, spicca anche la Norvegia, con un incremento pari al +59%.
Le preoccupazioni del settore
Oltre all’instabilità geopolitica e al relativo impatto su mercati strategici, quali sono le altre preoccupazioni per gli imprenditori del settore? Il 2026 dovrà fare i conti anche con l’aumento dei costi energetici, l’instabilità valutaria, l’incertezza sui dazi, le difficoltà logistiche, l’assenza di una
AVR è l’associazione industriale federata ANIMA Confindustria che rappresenta le aziende italiane del settore valvole e rubinetteria, con oltre 80 aziende associate. Nel 2025 il comparto, che comprende valvole per building, valvole industriali, rubinetteria sanitaria e raccordi, ha raggiunto un fatturato di 9,55 miliardi di euro, con una quota export di quasi 6,2 miliardi di euro, più del 60% dei ricavi totali (stima dell’Ufficio Studi di Anima Confindustria).
Le associazioni aderenti all’International Valves and Taps Alliance: AVR – Associazione Italiana Costruttori Valvole e Rubinetteria, AGRIVAL (Spagna), BVAA (Regno Unito), CIPHE (Regno Unito), EVOLIS (Francia), FLUIDEX (Spagna), IAPMO (USA), JVMA (Giappone), POMSAD (Turchia), SAI, Valves and Fittings (Svezia), SPAP (Polonia), URS (Svizzera), VDMA (Germania), VMA (USA).
ANIMA Confindustria Meccanica Varia è l’organizzazione industriale di categoria che, all’interno di Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 221.700 addetti per un fatturato di 56 miliardi di euro e una quota export/fatturato del 60% (dati Ufficio Studi Anima). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: edilizia e infrastrutture; movimentazione e logistica; produzione alimentare; produzione di energia; produzione industriale; sicurezza e ambiente.
reale libera circolazione delle merci e un quadro normativo europeo non ancora chiaro, spesso percepito come poco aderente alle esigenze dell’industria.
Forum mondiale dedicato alle valvole e alla rubinetteria
In uno scenario articolato come questo, diventa fondamentale rafforzare il dialogo e la collaborazione oltre i confini nazionali, creando occasioni concrete di confronto e cooperazione tra imprese, istituzioni e associazioni di categoria. L’obiettivo è affrontare in modo condiviso temi sensibili per il settore (come PFAS, nucleare e piombo) e individuare soluzioni e best practice comuni, riconosciute e adottate a livello internazionale. È proprio in questa direzione che si inserisce l’impegno di AVR, che oggi, alla presenza di 13 associazioni internazionali del settore che fanno parte dell’International Valves and Taps Alliance, propone di realizzare il primo Forum mondiale dedicato alle valvole e alla rubinetteria. Un incontro che ha l’obiettivo di valorizzare le esperienze internazionali e offrire strumenti condivisi per affrontare le principali sfide comuni a tutte le imprese che operano nei Paesi del mondo.
“Il settore italiano delle valvole e della rubinetteria si conferma un punto di riferimento a livello internazionale, grazie a una capacità manifatturiera altamente specializzata, a un forte orientamento all’innovazione e a una presenza consolidata nei principali mercati esteri – dichiara Sandro Bonomi, Presidente di AVR –. I dati del 2025 confermano la solidità del comparto, ma evidenziano al tempo stesso quanto il quadro globale resti complesso e in continua evoluzione. In questo scenario, per un settore fortemente orientato all’export come il nostro, è fondamentale poter contare su condizioni che sostengano la competitività delle imprese e ne accompagnino la presenza sui mercati internazionali. Il confronto avviato a MCE con la International Valves and Taps Alliance va proprio in questa direzione: rafforzare il dialogo tra i principali interlocutori del comparto e condividere una visione comune sulle sfide industriali, tecniche e commerciali che ci attendono.” AVR - Primi 10 Paesi di destinazione dell’export di “Valvolame e rubinetteria” ad uso civile e dato totale (valori
Novità Prodotti
Pompe di calore aria-acqua a propano
Auriga P è la nuova gamma di pompe di calore aria-acqua monoblocco inverter Baxi, progettata per offrire affidabilità, efficienza e silenziosità elevate, oltre a un’installazione rapida e a un basso impatto ambientale grazie all’impiego del refrigerante naturale R290. Il tutto con un’estetica completamente nuova e accattivante nel moderno colore antracite. Auriga P comprende 7 modelli da 4 a 16 kW, disponibili in versioni monofase e trifase. Le prestazioni consentono di raggiungere temperature di mandata fino a 75 °C, rendendola adatta anche alla sostituzione di impianti di riscaldamento tradizionali. Auriga P è stata progettata per offrire prestazioni elevate ottimizzando compressore, evaporatore e condensatore con il gas R290 (propano): un refrigerante naturale che vanta GWP pari a 0,02 (IPCC AR6 Climate Change 2021) e ODP pari a 0, in linea con le più stringenti normative europee. Le caratteristiche di questo refrigerante, unitamente a un’attenta progettazione, consentono di raggiungere temperature di mandata fino a 75 °C con una temperatura dell’aria esterna di -10 °C (65 °C con una temperatura esterna di -20 °C), garantendo un funzionamento ottimale anche nelle condizioni di carico
più difficili.
Auriga P garantisce ingombri e tempi di installazione ridotti: il pannello di controllo è pensato per un’installazione “side by side” con l’impianto, in modo da avere tutti i componenti tecnici e di regolazione in un’unica area, e il collegamento tra unità interna ed esterna richiede un solo cavo di connessione. L’installazione risulta ancora più semplice e rapida grazie al nuovo Baxi HP Control Panel 2 e alla scheda comandi integrata, mentre la struttura modulare consente di estendere facilmente la gestione dell’impianto a più zone semplicemente aggiungendo delle schede addizionali. L’elevata silenziosità di Auriga P è stata raggiunta grazie al rivestimento del compressore con materiale isolante, al suo bilanciamento (con una notevole riduzione delle vibrazioni), all’eliminazione dei riverberi alle varie frequenze tramite l’analisi della risposta armonica della struttura, e all’ottimizzazione del ventilatore. Infine, il sistema è dotato della funzione Silenziosa, selezionabile in due modalità, particolarmente utile per il funzionamento notturno o in contesti densamente abitati. www.baxi.it
Sistema canalizzato reversibile per spazi ridotti
LG Electronics (LG) amplia la propria offerta HVAC in Italia con l’introduzione del nuovo sistema canalizzato reversibile progettato per rispondere in maniera versatile alle esigenze di installazione in spazi ridotti e garantire prestazioni elevate in ogni contesto residenziale e commerciale. Il nuovo canalizzato di LG è una soluzione compatta che ridefinisce gli standard di installazione di questa tipologia di prodotti. Grazie al suo design sottile, con un’altezza di soli 245 mm – circa 55 mm in meno rispetto ai modelli tradizionali – può essere collocato facilmente anche in controsoffitti bassi, dove lo spazio è limitato. Questa caratteristica lo rende ideale per edifici con vincoli architettonici, senza compromettere la qualità del flusso d’aria e il comfort termico. Elemento distintivo del prodotto è la possibilità di installazione reversibile, sia in posizione orizzontale sia verticale. Questa caratteristica consente agli installatori di adattare l’unità alle diverse configurazioni strutturali dell’edificio, scegliendo la disposizione più adatta al contesto applicativo e ottimizzando tempi, costi e complessità di montaggio. L’attenzione alla praticità si riflette in ogni dettaglio: la pompa di scarico condensa integrata semplifica la messa in opera, riducendo tempi e complessità, mentre la possibilità di scegliere tra ripresa posteriore o inferiore consente di adattare il sistema alle diverse configurazioni degli ambienti, agevolando l’installazione anche in caso di limitato spazio laterale. Il controllo della prevalenza dell’aria permette inoltre di regolare le prestazioni in base alla lunghezza e alla configurazione delle canalizzazioni, assicurando comfort ottimale e massima efficienza dell’impianto. Inoltre, il nuovo canalizzato è stato progettato per agevolare la manutenzione: l’accesso diretto ai componenti principali, come il control box permette interventi rapidi e sicuri, migliorando l’efficienza operativa e riducendo i costi di gestione. Il kit per installazione verticale è un accessorio opzionale, venduto separatamente. www.lg.com
VMC per grandi superfici
Ariosa V ambientata.jpg
Ariosa V è la nuova unità di ventilazione meccanica controllata progettata per ambienti di grandi dimensioni. Con questa novità, Valsir rafforza la propria presenza nel mercato della VMC con una soluzione specificamente pensata per superfici fino a 450 m². Ariosa V è disponibile in tre versioni, con portate di 350, 450 e 600 m³/h. Per il recupero di calore, è possibile scegliere tra scambiatore sensibile o entalpico; tutte le varianti sono dotate di ventilatori a portata costante e by-pass automatico totale.
La configurazione verticale e il design compatto consentono l’alloggiamento dell’unità in cavedi, locali tecnici o spazi di servizio, facilitandone l’integrazione nei diversi contesti progettuali. La gestione del comfort è completamente automatizzata grazie ai sensori di temperatura e umidità di serie e al pannello di controllo LCD con Wi-Fi integrato, che permette il controllo della macchina anche da remoto tramite app. Il sistema controlla costantemente la qualità dell’aria e segnala la necessità di sostituire i filtri solo quando necessario, in base alle reali condizioni di utilizzo. www.valsir.it
Rilevatore di gas refrigeranti per la sicurezza degli impianti HVAC/R
Garantire la sicurezza delle persone, la protezione degli impianti e il rispetto delle normative ambientali è oggi una priorità imprescindibile nel settore della refrigerazione e del condizionamento. In questo contesto, i rilevatori gas per refrigeranti svolgono un ruolo fondamentale nel monitoraggio e nella segnalazione tempestiva di eventuali perdite di gas negli impianti HVAC/R.
In questo scenario si inserisce GDR450 di Tecnocontrol, rilevatore gas per refrigeranti progettato per offrire massima affidabilità anche negli ambienti più complessi ed esigenti. Il dispositivo è dotato di sensore sostituibile e di grado di protezione IP67, che assicura un’elevata resistenza a polvere e immersioni temporanee, rendendolo adatto a installazioni industriali e professionali. Il rilevatore GDR450 di Tecnocontrol integra un sistema di allarme immediato e un display a colori intuitivo, facilitando la lettura dei dati e la gestione delle segnalazioni. Supporta segnali analogici, comunicazione Modbus RS485 e relè configurabili, garantendo un’elevata flessibilità di integrazione con sistemi di supervisione, BMS e PLC.
La connessione alla centrale gas può avvenire mediante segnale 4-20mA, segnale 1-5V/2-10V, MODBUS-RS485 oppure tramite 3 relè (2 allarme -1 guasto). La connettività Bluetooth consente inoltre di effettuare operazioni di configurazione, taratura e verifica in modo rapido ed efficiente, anche da remoto, con una significativa riduzione dei tempi di intervento e dei costi di manutenzione. Attraverso il modulo Bluetooth è inoltre possibile visualizzare lo stato del rilevatore, la misura in tempo reale e i dati cartuccia. Compatibile con un’ampia gamma di gas refrigeranti, GDR450 di Tecnocontrol rappresenta una soluzione moderna, affidabile e versatile per il monitoraggio della sicurezza negli impianti HVAC/R e industriali, contribuendo concretamente alla protezione di persone, impianti e ambiente e si inserisce in un contesto di gamma prodotti dello stesso genere, che assolve ad ogni tipo di esigenza nel comparto. www.tecnocontrol.it
Novità Prodotti
Climatizzatori con gas refrigerante R290
Mitsubishi Electric ha lanciato la nuova gamma di climatizzatori Kirigamine Style MSZ-LZ, che utilizza come refrigerante il gas naturale R290 dal GWP virtualmente nullo. Rispetto alla gamma MSZ-LN, i nuovi Kirigamine Style MSZ-LZ presentano un design rinnovato, caratterizzato da linee più morbide, angoli arrotondati e da una nuova palette di colori – Frost Linen, Frost Black, Frost Metal, Matt White – a cui si aggiunge una quinta colorazione, Sustainable Grey, realizzata grazie a un innovativo processo di raccolta e riciclo delle plastiche provenienti da prodotti a fine vita. I prodotti della gamma MSZ-LZ sono dotati di serie del filtro attivo Plasma Quad Plus, capace di abbattere gli inquinanti indoor, batteri, virus, odori e polveri sottili fino al PM2.5. Grazie alla tecnologia Dual Barrier Coating, inoltre, i componenti interni sono trattati con un secondo strato protettivo che evita il depositarsi di polvere e impurità anche dopo lunghi periodi di inattività, come nelle stagioni
intermedie, contribuendo a ridurre i consumi e a limitare nel tempo la necessità di manutenzione dell’unità. Il sensore 3D I-see Sensor, rivisitato con un nuovo design, monitora la temperatura dell’ambiente realizzando una mappatura termica dello spazio in cui è installato. È inoltre in grado di individuare la posizione esatta delle persone, evitando che gli occupanti siano investiti da flussi d’aria indesiderati. L’efficienza energetica è ai massimi livelli (A+++) sia in riscaldamento sia in raffrescamento, mentre il livello minimo di pressione sonora è stato ulteriormente ridotto a 18 dB(A), rispetto ai 19 dB(A) del modello precedente. Dal punto di vista installativo, MSZ-LZ offre un processo di installazione semplice e comparabile a quello dei tradizionali sistemi a R32, senza richiedere procedure aggiuntive specifiche per la gestione del refrigerante R290 e utilizzando le stesse tubazioni dei modelli con R32. mitsubishielectric.com
Pdc con refrigerante R290
Sviluppata e prodotta interamente in Italia, la gamma i-290 di MAXA rappresenta una tecnologia consolidata nel panorama delle pompe di calore aria-acqua inverter. Più che una semplice estensione di gamma, l’evoluzione della serie i-290 rappresenta il risultato di un processo continuo di sviluppo tecnologico basato sull’ascolto diretto delle esigenze di progettisti, installatori, e operatori del settore HVAC. Elemento distintivo della serie i-290 è l’utilizzo del refrigerante naturale R290 caratterizzato da un bassissimo Global Warming
Potential (GWP) e da eccellenti prestazioni termodinamiche. Grazie a questa tecnologia, le unità raggiungono classi di efficienza energetica fino ad A+++ in riscaldamento e A++ in raffrescamento, contribuendo alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni. Le pompe di calore della gamma sono progettate per garantire comfort climatico durante tutto l’anno, integrando in un unico sistema riscaldamento, raffrescamento e produzione di ACS.
La serie i-290 copre un ampio spettro applicativo grazie a 14 modelli con potenza da 6 fino a 50 kW, risultando adatta sia per abitazioni monofamiliari sia per edifici commerciali e piccole applicazioni industriali. Le unità sono progettate per garantire:
• temperature acqua fino a circa 75-78 C° ideali anche per retrofit di impianti esistenti
• compressori inverter ad alta efficienza
• ventilatori EC a velocità variabile
• gestione avanzata tramite comando remoto multifunzione Wi-Fi, e-PRO
Il sistema di controllo consente la gestione delle curve climatiche, dei circuiti idraulici e dell’integrazione con sistemi ausiliari, assicurando elevata flessibilità progettuale. www.maxa.it
INFORMAZIONE
DALLE AZIENDE
BONOMI GROUP: INNOVAZIONE E SOLUZIONI
PER L’IMPIANTISTICA MODERNA
Bonomi Group rappresenta oggi una delle realtà di riferimento nel panorama industriale italiano e internazionale per la produzione di soluzioni dedicate alla regolazione e gestione dei fluidi. Dal 1901 a oggi, ha saputo evolversi e partendo da Rubinetterie Bresciane ha integrato aziende di eccellenza come Valpres, Valbia, Fra.Bo, Tecnovielle, Ghibson, Penta, Quam, Chibro, Savinox e Conflow.
Oggi il gruppo conta 16 società controllate, è presente in oltre 100 Paesi, con 12 unità produttive e 9 unità commerciali nel mondo, confermando una visione sviluppata sui mercati industriale, ITS, energy, multiutility, OEM e navale. In occasione di MCE 2026, Bonomi Group ha portato in fiera una proposta integrata di soluzioni per l’impiantistica. Tra i principali prodotti esposti da Rubinetterie Bresciane, la valvola a due vie SUPERFILTER: dotata di filtro da 500 µm, permette di bloccare i residui di sporco, filtrare impurità metalliche e proteggere gli impianti. Disponibile in diverse configurazioni, con apertura a
leva o a farfalla, con o senza magnete in Neodimio, la valvola SUPERFILTER si presta a una facile manutenzione grazie a un rapido sistema di smontaggio e pulizia del filtro. In fiera è stato inoltre possibile far conoscere tutta le serie FRABOPRESS con i nuovi
FRABOPRESS MAX e FRABOPRESS 304, sistemi a pressare che vanno a integrare l’offerta della Fra.Bo division già presente sul mercato con i prodotti della stessa serie FRABOPRESS 316, C-STEEL, TURBO CUNI e KOMBI. La gamma FRABOPRESS MAX si compone di raccordi per rispondere alle esigenze di impianti antincendio, riscaldamento e raffrescamento a circuito chiuso testati per aria compressa e gas inerti. I vantaggi di FRABOPRESS MAX sono legati alla facilità di installazione grazie al sistema di pressfitting, la qualità della lega in acciaio al carbonio zincato e il sistema di controllo di eventuali perdite
LBP con le guarnizioni in EPDM o FKM. Tutte le figure, comprese quelle con estremità filettata, sono combinabili con tubi di acciaio al carbonio a parete normale.
FRABOPRESS 304 si distingue per rapidità di installazione e, grazie all’acciaio inox 304L, offre resistenza alla corrosione e prestazioni durature nel tempo. I raccordi sono dotati di O-ring in EPDM con dispositivo brevettato SECURFRABO che consente il rilevamento dei raccordi accidentalmente non pressati in fase di collaudo.
Ampio spazio è stato dedicato a molte altre soluzioni con i sistemi TURBO PRESS, TURBO DRAIN e la gamma POLAR.
In particolare, la gamma POLAR si è distinta come soluzione per la refrigerazione ad alta pressione. Realizzata in lega CuFe2P, regge pressioni fino a 130 bar e temperature tra i -196°C e +150°C. L’elevata resistenza alla corrosione, l’efficienza nel tempo e la qualità costruttiva ne fanno una soluzione adatta sia alla refrigerazione industriale sia ai sistemi commerciali più evoluti.
Dalla regolazione dei fluidi alla distribuzione, dal trattamento dell’acqua alla refrigerazione, l’offerta del gruppo si distingue per completezza, coerenza di sistema e qualità costruttiva.
Ogni gamma presentata da Bonomi Group in fiera nasce da un’attenta analisi delle reali esigenze di cantiere e di progettazione: installazioni più rapide e sicure, materiali performanti, resistenza nel tempo e conformità alle normative più stringenti. Un approccio che mette al centro il lavoro quotidiano dei professionisti del settore.
Novità Prodotti
Nuovo sistema radiante a soffitto
REHAU Water Technologies amplia la propria gamma radiante a soffitto con RAUTHERM NEO Contact, il nuovo sistema progettato per garantire elevate prestazioni termiche e massima rapidità di installazione. Pensata per rispondere alle esigenze dei professionisti del settore termoidraulico, la novità REHAU assicura alte performance in riscaldamento e un’elevata capacità di raffrescamento fino a 75 W/m², configurandosi come soluzione impiantistica per la termoregolazione efficiente degli edifici residenziali e non residenziali, sia di nuova costruzione sia in interventi di ristrutturazione. RAUTHERM NEO Contact è composto da moduli preassemblati costituiti da tubi RAUTHERM NEOX5 da 10,1 x 1,1 mm, incorporati in alette metalliche e staffe di deflessione in materiale polimerico. I moduli, disponibili in lastre da 333 mm e da 400 mm di larghezza, sono dotati di supporti asimmetrici, una soluzione in attesa di brevetto che consente un fissag-
gio particolarmente rapido, con una notevole riduzione dei tempi di installazione. A velocizzare ulteriormente la posa del sistema contribuisce RAUTHERM NEO Easy Push 10, il primo raccordo a innesto di REHAU per collegamenti manuali, senza l’ausilio di utensili aggiuntivi. Il controllo visivo della profondità di inserimento del tubo nel raccordo, reso possibile dall’alloggiamento trasparente, e il doppio O-ring esterno alla tubazione garantiscono giunzioni semplici, sicure e affidabili. Progettato come sistema a contatto per soffitti, RAUTHERM NEO Contact è compatibile con superfici in cartongesso liscio e forato con proprietà acustiche. La disponibilità di moduli di diversa lunghezza – da 1,00 m a 4,50 m, con incrementi di 25 cm – consente di ottenere un elevato grado di superficie di posa anche in caso di schemi o geometrie complesse, garantendo sempre il massimo rendimento.
www.rehau.com
Recuperatori di calore a doppio flusso decentralizzato
I VORT HR W-ALL 100 DF sono recuperatori di calore a doppio flusso (VMC) decentralizzati da muro, progettati specificamente per ambienti residenziali e commerciali. Grazie alla possibilità di installazione senza tubazioni di estrazione e mandata, la messa in opera risulta rapida ed economica, riducendo inoltre i costi di gestione poiché non sono necessari interventi periodici di sanificazione dei condotti. Questi dispositivi sono ideali per le ristrutturazioni e sono compatibili con diverse modalità di installazione: a parete, a semi-incasso, a incasso, su muri perimetrali o intubati. Sono dotati di uno scambiatore entalpico che garantisce il recupero di temperatura e umidità, favorendo un significativo risparmio energetico. Grazie all’elevata efficienza termica, ai bassi consumi, alle ridotte emissioni sonore e all’efficacia dei filtri, rappresentano una valida alternativa ai sistemi VMC centralizzati, assicurando il ricambio d’aria richiesto dalle normative europee. La serie comprende tre modelli che differiscono per la tipologia di installazione:
• VORT HR W-ALL 100 DF W (a parete):
progettato per ottimizzare i costi e velocizzare l’installazione.
• VORT HR W-ALL 100 DF R (a incasso): ideale per ridurre l’impatto estetico e l’ingombro nel locale.
• VORT HR W-ALL 100 DF SR (a semi-incasso): una soluzione intermedia tra le due precedenti.
Caratteristiche Tecniche e Design
• Struttura: I dispositivi hanno una forma a parallelepipedo rettangolare di ridotto spessore.
• Estetica: Presentano un pannello frontale bianco, con una cornice nera nella versione da parete.
• Installazione: Sul retro si trovano le bocche per l’espulsione e l’aspirazione dell’aria, inseribili in fori da 100 mm di diametro.
• Protezione: Sono inclusi di serie due bocchette in acciaio inossidabile con rete di schermatura e rompigoccia per proteggere dalle intemperie.
• Funzionamento: L’aspirazione dell’aria viziata avviene nella parte inferiore, mentre la mandata dell’aria di rinnovo avviene in quella superiore, evitando il rischio di cortocircuiti d’aria. www.vortice.it
INFORMAZIONE
PUNTO K TECO
STAFFA PER TERMINALI FASTEC®
Ncollegamento a parete per bidet, lavabi, docce e vasche da bagno spesso richiede soluzioni artigianali che occupano molto tempo per donare la giusta solidità all’installazione.
Con la novità Punto K, TECO introduce una staffa preassemblata per collegamenti a parete, progettata per semplificare questa operazione e ottenere risultati precisi e affidabili, riducendo i tempi di lavoro
I vantaggi della staffa Punto K
Oltre a essere una pratica soluzione premontata, Punto K offre tre vantaggi principali:
1. Universale
Punto K è una soluzione universale, compatibile con tutte le tipologie di parete, dalla muratura alle pareti leggere, incluse soluzioni in cartongesso e legno.
2. Regolabile
Punto K offre una regolazione semplice, che permette di realizzare
un’installazione estremamente precisa. La staffa consente il fissaggio dei terminali con interassi 80 e 150/115 mm
La regolazione in profondità facilita inoltre l’allineamento rispetto alla finitura della parete, con un’escursione di 3 cm. Come vantaggio, questo aspetto contribuisce in alcuni casi addirittura a evitare l’impiego di prolunghe eliminando le giunzioni e risparmiando tempo. La robusta staffa bolla di livello integrata per un allineamento immediato in fase di posa. A questo si aggiungono il sistema di aggancio rapido del sifone con una corsa di 2 cm in altezza e una pratica fascetta che si adatta al diametro del tubo.
3. Attacchi FASTEC®, la connessione rapida e sicura
I raccordi a gomito sono predisposti con entrata FASTEC® che offre la possibilità di connettere il tubo con il raccordo comodamente fuori muro e poi procedere all’innesto senza l’utilizzo di attrezzi.
Inoltre, l’ampia gamma raccordi dedicata
dei principali sistemisti e gli accessori adattatori consentono, ad esempio, di gestire il ricircolo dell’acqua e realizzare impianti ad anello.
L’introduzione del nuovo raccordo TFS – Turn Fastec System, basato su connessione tubo-raccordo ad avvitamento con chiave esagonale, amplia ulteriormente le possibilità applicative, rendendo il sistema ancora più flessibile alle preferenze dell’installatore.
Materiali e affidabilità nel tempo
I terminali Punto K sono realizzati in lega lead free, in conformità alla normativa europea UBA per i materiali a contatto con acqua potabile.
La piastra di supporto di nuova concezione è realizzata in materiale plastico rinforzato con fibra di vetro, che assicura leggerezza, robustezza e resistenza alla corrosione, garantendo durabilità nel tempo anche in condizioni di utilizzo gravose.
Conclusioni
Con Punto K, TECO propone una soluzione che risponde in modo concreto alle esigenze dell’installatore moderno: flessibilità, riduzione dei tempi di posa, precisione e facilità di regolazione. Un approccio tecnico che valorizza il lavoro dell’operatore e contribuisce a ottenere installazioni più affidabili, ordinate e durature.
Novità TECO: staffa preassemblata Punto K e connessione tubo-raccordo TFS
Da MCE 2026 emerge un settore in piena trasformazione: efficienza energetica, tecnologie evolute e integrazione dei sistemi guidano il cambiamento tra sostenibilità, innovazione e nuova centralità della filiera. ANGAISA rafforza il proprio ruolo di riferimento accompagnando distributori e installatori verso un modello sempre più consulenziale, in cui competenze, formazione e rapporto umano restano decisivi
Impiantistica, il tempo della svolta
Di Antonio Billè
Il mercato dell’impiantistica sta vivendo una fase di trasformazione strutturale, probabilmente tra le più marcate degli ultimi decenni. A incidere non è un solo fattore, ma una convergenza di elementi: la spinta normativa verso la decarbonizzazione, l’evoluzione tecnologica sempre più rapida, l’attenzione crescente ai consumi energetici e, non ultimo, un cliente finale molto più informato e consapevole rispetto al passato. In questo scenario, la partecipazione di ANGAISA a Mostra Convegno Expocomfort 2026 assume un valore che va oltre la semplice presenza istituzionale, configurandosi come un momento di sintesi e di indirizzo per tutta la filiera. Anche l’installazione biofilica presentata all’interno dello spazio Tecnopolis/CasAngaisa ne è una dimostrazione concreta: un impianto pensato non solo come esposizione, ma come esempio reale di integrazione innovativa, all’insegna della sostenibilità. Una sorta di laboratorio applicato, capace di raccontare in maniera immediata come il settore presti sempre maggior attenzione ai temi legati all’ambiente e a nuovi modi di concepire il comfort e il benessere abitativo. In questo contesto, il ruolo del distributore e dell’installatore si arricchisce di nuove responsabilità: non più semplici fornitori o esecutori, ma veri e propri consulenti in grado di guidare il cliente tra tecnologie, incentivi, normative e scelte progettuali.
ANGAISA, da questo punto di vista, si conferma come un punto di riferimento strategico, accompagnando le aziende in un percorso di crescita che passa dalla formazione continua, dalla condivisione delle competenze
Per Marco Miele, il settore si trova “in un momento di profondo cambiamento sotto tanti punti di vista”, una trasformazione che investe contemporaneamente mercato, sostenibilità, innovazione e comportamento del cliente. Un cliente che oggi arriva più preparato, più attento e spesso anche più esigente: “In questo contesto diventa fondamentale avere competenze solide per trasferire in modo chiaro e puntuale le soluzioni più adatte. Il cliente è sempre più preoccupato dall’aumento dei costi energetici e dalla complessità legata alla realizzazione di un’abitazione. Quando si riesce a offrire una consulenza precisa, supportata da un’organizzazione adeguata, il rapporto diventa più sereno e si consolida nel tempo”.
Al centro delle richieste c’è inevitabilmente il tema dell’efficienza energetica. “I costi sono altalenanti e spesso elevati. Riuscire a sterilizzare questi aumenti attraverso impianti che garantiscano benessere e sostenibilità economica rappresenta una garanzia importante per chi costruisce o ristruttura. È questo oggi il tema che più sensibilizza il cliente e che orienta le sue scelte”.
Nonostante tutto, resta centrale la dimensione relazionale: “Il rapporto umano continua a essere un elemento vitale nel nostro settore, anche in un contesto sempre più tecnologico”.
Marco Miele - Miele Giuseppe & Figli (Atripalda, AV)
Per Mario Milano, uno degli aspetti più significativi di MCE 2026 è il ritorno alla piena centralità degli incontri in presenza. “Dopo il periodo post-Covid abbiamo riscoperto quanto sia importante il confronto diretto. Le fiere sono occasioni fondamentali per incontrare aziende, colleghi e tutta la filiera, e per aggiornarsi sulle innovazioni”.
Un confronto che si traduce poi in valore operativo: “Da questi momenti nascono spunti concreti anche per il lavoro quotidiano, soprattutto in fase installativa. Ci permettono di proporre soluzioni sempre nuove e più efficienti al cliente finale”.
Sul fronte della sostenibilità, il cambiamento è evidente. “Il cliente oggi è molto attento alle soluzioni green. Le energie rinnovabili sono diventate centrali nella progettazione degli impianti: il solare termico e il fotovoltaico non sono più un’opzione, ma spesso una componente predominante”.
L’innovazione tecnologica, inoltre, sta ridisegnando profondamente il settore. “Il passaggio più evidente è verso il full electric. Stiamo progressivamente abbandonando sistemi a gas e biomassa per puntare su pompe di calore e impianti integrati alimentati da fonti rinnovabili. È una transizione già in corso, che nei prossimi anni diventerà sempre più marcata”.
e da una visione sempre più attenta ai temi dell’efficientamento energetico. La sostenibilità, infatti, non è più soltanto un obiettivo di medio-lungo periodo, ma una variabile concreta che incide sulle decisioni quotidiane di imprese e famiglie. E proprio su questo terreno si gioca la credibilità dell’intera filiera. Le testimonianze raccolte in fiera restituiscono con chiarezza la percezione di un cambiamento già in atto, tangibile nel lavoro quotidiano e destinato a consolidarsi nei prossimi anni. Il quadro che emerge è quello di un settore in movimento, chiamato a trovare un nuovo equilibrio tra tradizione e innovazione. Se da un lato le tecnologie e le normative spingono verso modelli sempre più sostenibili ed efficienti, dall’altro resta imprescindibile il valore delle competenze e delle relazioni. In questa sintesi si gioca il futuro della filiera: nella capacità di accompagnare il cambiamento senza perdere la propria identità, trasformando le sfide in opportunità concrete di crescita.
Il cambiamento del mercato non riguarda solo tecnologie e prodotti, ma anche la struttura stessa del tessuto imprenditoriale. “Le piccole realtà come la nostra si confrontano ogni giorno con aziende più grandi, spesso protagoniste di acquisizioni e processi di espansione. È una dinamica che rende il mercato più competitivo”. In questo scenario, però, le realtà più piccole possono ancora giocare carte importanti. “Il nostro punto di forza resta il rapporto umano. Il cliente non è un numero, ma una persona. La fidelizzazione nasce da questo approccio e continua a essere un elemento distintivo”.
Anche sul fronte dell’innovazione e della sostenibilità, la domanda è in crescita. “C’è molta curiosità e voglia di capire. Le innovazioni sono continue e bisogna restare aggiornati. Il cliente chiede sempre più spesso consigli, segno che il nostro ruolo si sta evolvendo verso una dimensione sempre più consulenziale”. Un cambiamento che si riflette direttamente nel lavoro quotidiano: “Si sente eccome. È un processo che coinvolge tutti, dalle tecnologie alle modalità di relazione con il cliente”.
Mario Milano - Hidra Tech (Messina)
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Pompe di calore in Italia: a che punto siamo?
In occasione di MCE è stato presentato lo studio aggiornato di RX Italy, che traccia le prospettive evolutive del settore
Il settore delle pompe di calore in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Se il 2024 aveva mostrato timidi segnali di ripresa, il 2025 ha confermato un consolidamento con un fatturato nazionale di 2,79 miliardi di euro, segnando un +6% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il mercato è a due velocità: crescono le soluzioni di grande taglia per il terziario, mentre soffrono i sistemi idronici e ibridi residenziali, che proseguono il trend calante iniziato nel 2024. Sono questi i primi dati esposti nello studio “Pompe di calore in Italia: stato dell’arte e scenari futuri”, promosso dal think tank Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano e commissionato da RX Italy, con dati aggiornati al 2026, che è stato illustrato nell’evento di presentazione della nuova edizione di Heat Pump Technologies 2027 (HPT27), in occasione di MCE – Mostra Convegno Expocomfort 2026.
Mappatura tecnologica
Il mercato offre un ventaglio di soluzioni che variano per modalità di funzionamento (Aria/Aria, Aria/Acqua, Acqua/Aria, Acqua/Acqua, Suolo/Acqua) e terminali (split, VRF, rooftop, sistemi ibridi e PdC per sola ACS).
L’analisi della specializzazione commerciale evidenzia una relazione inversa tra volumi e competitività nell’export. I sistemi split e multi-split dominano i volumi di vendita ma presentano un indice di specializzazione basso (-1,0), indicando una forte dipendenza dall’import . Al contrario, le tecnologie professionali e di nicchia mostrano una maggiore competitività italiana:
• PdC Acqua/Acqua < 50kW: Indice di specializzazione 1,0 (domanda soddisfatta interamente dalla produzione nazionale).
• Unità Terminali e Sistemi Rooftop: Posizionati in un’area di alta specializzazione e volumi medi.
Il
I
mercato
delle PdC in Italia
MERCATO
Lo scenario a politiche vigenti (scenario tendenziale elaborato nel PNIEC) prevede una variazione minima nei consumi finali di calore, con una componente prodotta da PdC che passa da 5,9% del 2022 al 6,9% al 2030
Dall’elaborazione degli obiettivi UE, si nota un calo dei consumi finali e una crescita del ruolo delle pompe di calore che passano dal 5,9% del 2022 al 10,6% nel 2030
PNIEC 2024
Per conseguire tali obiettivi si prevede una crescita dei consumi finali da PdC dal 2022 al 2030 pari al 71% Al 2030 si avrebbe, quindi, che oltre il 30% dei consumi finali FER per il settore termico è soddisfatto dalle PdC
Il ruolo delle pompe di calore
Il raggiungimento di tali obiettivi risulta altamente sfidante e esige il supporto di un quadro incentivante adeguato
Lo scenario a politiche vigenti (scenario tendenziale elaborato nel PNIEC) prevede una
Per conseguire tali obiettivi si prevede una crescita dei consumi
dei consumi finali FER per il settore termico è soddisfatto dalle PdC Il raggiungimento di tali obiettivi risulta altamente sfidante e esige il supporto di un quadro incentivante adeguato
PNIEC 2024
Fonte:PNIEC
Lo scenario a politiche vigenti (scenario tendenziale elaborato nel PNIEC) prevede una variazione minima nei consumi finali di calore, con una componente prodotta da PdC che passa da 5,9% del 2022 al 6,9% al 2030. Dall’elaborazione degli obiettivi UE, si nota un calo dei consumi finali e una crescita del ruolo delle pompe di calore che passano dal 5,9% del 2022 al 10,6% nel 2030. Per conseguire tali obiettivi si prevede una crescita dei consumi finali da PdC dal 2022 al 2030 pari al 71%. Al 2030 si avrebbe, quindi, che oltre il 30% dei consumi finali FER per il settore termico è soddisfatto dalle PdC. Il raggiungimento di tali obiettivi risulta altamente sfidante e esige il supporto di un quadro incentivante adeguato.
Andamento dei certificati bianchi
Nel corso dell’anno 2025, il GSE ha riconosciuto complessivamente 787.629 TEE. L’andamento dei titoli riconosciuti complessivamente nel 2024 registra un incremento di circa il 3% dei titoli riconosciuti rispetto al 2024, in cui sono stati riconosciuti 763.329 titoli.
Detrazioni fiscali: le novità della Legge di Bilancio 2026
Il panorama degli incentivi è stato ridefinito dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) e dai nuovi decreti attuativi.
Le aliquote per le ristrutturazioni sono state rimodulate per il triennio 2025-2027, come in Tabella 1.
Transizione 5.0: l’evoluzione della misura
Il Piano Transizione 5.0 ha previsto la concessione di crediti d’imposta (tra il 5% e il 45% del valore degli inve-
stimenti) per incentivare nuovi investimenti tra il 2024 e il 2025 in beni materiali e immateriali che consentano la riduzione dei consumi energetici delle imprese, tra i quali impianti FER per l’autoconsumo con annessi eventuali sistemi di stoccaggio dell’energia. Tuttavia, a fine 2025 risulta utilizzato per i progetti completati o prenotato per i progetti non ancora completati solo il 40% delle risorse totali, pari a 6,237 miliardi di euro.
La legge di bilancio prevede una dotazione di 1,3 miliardi di euro per lo strumento transizione 4.0 per investimenti effettuati entro il 31/12/2025. Molte delle imprese escluse dalla misura a causa della rimodulazione hanno fatto richiesta per accedere a transizione 4.0. Dopo il 6 novembre non risulta più disponibile lo strumento di monitoraggio delle risorse utilizzate.
Iperammortamento 2026
Per le imprese, l’Iperammortamento 2026 introduce una maggiorazione del costo d’investimento per sistemi HVAC e impianti FER per autoconsumo, con un beneficio netto calcolato sull’aliquota IRES del 24%. Un investimento di 2,5 milioni di euro può generare un beneficio netto di 1,08 milioni grazie a una maggiorazione del +180%.
Il Conto Termico 3.0
Divenuto operativo il 2 febbraio 2026, il Conto Termico 3.0 ha esteso i beneficiari a enti del terzo settore, autoconsumo collettivo e CER. Tuttavia, il 3 marzo 2026 il GSE ha sospeso temporaneamente il portale a causa di un eccesso di richieste: oltre 2.200 domande per un valore di 1,3 miliardi di euro, a fronte di fondi stanziati per 900 milioni (400 per la PA e 500 per i privati). L’85%
Tabella
delle domande PA proviene da piccoli comuni (<15.000 abitanti) con incentivi al 100%.
Il nuovo regolamento F-Gas
Il 20 febbraio 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il nuovo «Regolamento sui gas fluorurati» a effetto serra che sostituisce il Regolamento (UE) n. 517/2014. Il nuovo Regolamento FGas (UE 2024/573) impone scadenze serrate per i refrigeranti ad alto GWP:
• Dal 1° gennanio 2025: Divieto di utilizzo di F-gas con GWP (Global Warming Potential) pari o superiore a 2500 per l’assistenza o la manutenzione di tutte le apparecchiature di refrigerazione. Sono comunque ammessi i gas etichettati come riciclati o rigenerati.
• Dal 1° gennaio 2026: Divieto di utilizzo di F-gas con GWP pari o superiore a 2500 per l’assistenza o la manutenzione di tutte le apparecchiature di condizionamento d’aria e pompe di calore. Sono comunque ammessi i gas etichettati come riciclati o rigenerati
• Dal 1° gennaio 2032: Divieto di utilizzo di F-gas con GWP pari o superiore a 750 per l’assistenza o la manutenzione di tutte le apparecchiature fisse di refrigerazione ad eccezione dei chillers. Sono comunque ammessi i gas etichettati come riciclati o rigenerati.
In virtù dei nuovi limiti, l’utilizzo del gas R-290 in sostituzione di altri refrigeranti attualmente utilizzati rappresenterà una sfida per le varie gamme di prodotto del settore, con un impatto che comprende soprattutto il livello tecnologico ma anche quello normativo, visto che tale gas presenta dei potenziali problemi di sicurezza in ambienti chiusi.
Business Cases
Il report analizza diversi scenari di sostituzione impiantistica per valutare il ritorno dell’investimento:
Hotel (Sistemi VRF): Capex 140.000170.000 €, Payback 9-11 anni, IRR 10-14%.
Il prezzo dell’energia elettrica
Sul fronte dei costi, la volatilità del PUN (Prezzo Unico Nazionale) nel 2024-2026 compromette la pianificazione economica. Prezzi elettrici elevati e instabili rendono le PdC meno competitive rispetto alle caldaie tradizionali, frenando l’elettrificazione.
La fotografia dell’esistente
Al 2024, l’Italia vanta uno stock imponente di macchine installate (circa 23,3 milioni tra residenziale e terziario), ma i dati nascondono una verità fondamentale per l’efficienza energetica: la maggior parte di queste unità non funge da generatore primario per il riscaldamento.
• Il dominio dell’Aria/Aria: Nel settore residenziale, il 95% delle unità installate (circa 22,3 milioni) è di tipo aria/aria. Tuttavia, queste macchine sono spesso utilizzate quasi esclusivamente per il raffrescamento estivo.
• Il peso delle Idroniche: Sebbene rappresentino solo il 5% delle unità residenziali, le pompe di calore idroniche coprono ben l’11% della potenza termica complessiva, evidenziando il loro ruolo centrale quando si tratta di sostituire integralmente i sistemi di riscaldamento tradizionali.
• Generatori Primari: Quando isoliamo solo le macchine che fungono da riscaldamento principale nel residenziale, lo stock scende drasticamente a 3,4 milioni di unità. Qui, la tecnologia idronica diventa protagonista, coprendo il 52% della potenza installata totale per questa specifica funzione.
Aria/Aria: una crescita costante ma insufficiente Il segmento dei climatizzatori e dei sistemi split segue un trend di crescita lineare molto solido, pari a circa il 7% anno su anno.
• L’effetto Superbonus: Per questa tecnologia, l’impatto degli incentivi straordinari è stato relativamente contenuto, con un lieve picco seguito da un rapido riallineamento al trend storico.
• Il Gap al 2030: Mantenendo l’attuale traiettoria lineare, l’Italia raggiungerà circa 29 milioni di unità ven-
Scenari di diffusione
Nel grafico seguente sono mostrate le previsioni di stock di PdC in Italia nei quattro casi menzionati precedentemente, che comprendono le stime ottimistiche e conservative degli operatori di settore e i due scenari PNIEC analizzati
Scenari di diffusione
Nel grafico seguente sono mostrate le previsioni di stock di PdC in Italia nei quattro casi menzionati precedentemente, che comprendono le stime ottimistiche e conservative degli operatori di settore e i due scenari PNIEC analizzati
Fonti:Elaborazione
dute nel 2030. Sebbene sia un numero superiore del 93% rispetto allo scenario a “politiche vigenti”, resta comunque inferiore del 26% rispetto agli obiettivi UE, che richiederebbero uno stock di 34 milioni di unità.
Idronico: l’ombra del Superbonus
Per le pompe di calore idroniche (Aria/Acqua), la situazione è più complessa a causa della forte distorsione causata dagli incentivi degli scorsi anni.
• Domanda anticipata: Il Superbonus ha “drogato” il mercato, anticipando di fatto una domanda che, in condizioni normali, si sarebbe manifestata solo nel 2028. Per questo motivo, si prevede un periodo di assestamento (stagnazione o crescita lenta) fino a tale data, prima di una ripresa organica.
• Il divario critico: Il target UE al 2030 per le idroniche è di 1,9 milioni di unità in stock. Le proiezioni attuali prevedono però una chiusura a 1,3 milioni. In termini di vendite annue, la distanza è enorme: per essere in linea con l’Europa servirebbero 223.000 pezzi venduti
all’anno al 2030, mentre il trend attuale ne promette solo 102.000 (un deficit del 54%).
Obiettivo PNIEC: Verso i 5.225 kTep Il successo della transizione si misura, in ultima analisi, nella quantità di calore rinnovabile prodotto. Il PNIEC 2024 punta a passare dai 3.052 kTep del 2022 ai 5.225 kTep del 2030, con una crescita dei consumi da PdC pari al 71%.
Scenari di diffusione e messaggi chiave
Il gap tra lo scenario a politiche vigenti e i target fissati dal PNIEC risulta significativo. Dall’elaborazione degli scenari di diffusione a supporto degli obiettivi più ambizioni del PNIEC, si stima che le macchine installate al 2030 possano essere oltre 36 milioni, con un aumento di circa il 60% rispetto al 2024 andando oltre le previsioni dello scenario tendenziale.
L’analisi evidenzia come la crescita necessaria al raggiungimento degli obiettivi europei, richieda un cambio di passo significativo, con tassi di crescita superiori a quelli finora registrati e al contempo, sostenibili nel mediolungo periodo.
Una prima area di azione riguarda la filiera, che si compone, oltre che dei produttori, anche di distributori, impiantisti, installatori, ESCo e manutentori. La familiarità con la tecnologia delle PdC, in particolare dei soggetti a valle di piccola dimensione, risulta frequentemente limitata. Emerge pertanto l’esigenza di intraprendere azioni mirate a colmarne i gap di competenza.
Poiché le pompe di calore e i sistemi ibridi rappresentano una tecnologia fondamentale per la decarbonizzazione dei sistemi di climatizzazione e riscaldamento e il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi al 2030, emerge il ruolo centrale di un supporto da parte del quadro di policy.
Politiche
Scenario tendenziale
Obiettivi
Scenari di Stock installato al 2030
Aria/Aria Idronici
Scenari di Stock installato al 2030
Aria/Aria Idronici
“Lex10 e certificazione energetica - Software professionale - CAD INTEGRATO - APE e AOECalcolo interventi riqualificazione energetica” di Antonio Mazzon e Daniele Alberti
Lex10 è un software professionale completo ed estremamente intuitivo per il calcolo del fabbisogno convenzionale stagionale di energia e dell’indice di prestazione energetica per la climatizzazione, sia in regime estivo che invernale, per la redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) richiesto per legge in fase di costruzione, ristrutturazione, compravendita o locazione di edifici o di singole unità.
Il file dell’APE in formato XML può essere importato direttamente nei Catasti APE delle Regioni italiane. Il calcolo è certificato dal CTI con n. 79/2017 e aggiornato al D.M. del 26/06/2015 “Adeguamento linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici” e alla legislazione vigente. Il calcolo si basa sulle metodologie contenute nelle norme della serie UNI TS 11300 e in quelle da esse richiamate.
Il Software Lex10 utilizza una metodologia semplice e si avvale di funzionali e corposi database di materiali edilizi, ponti termici, dati climatici, generatori.
di Giacomo Mellera
Detrazioni fiscali ancora sotto modifica
Sembrava un inizio d’anno all’insegna della continuità, ma l’entrata in vigore del D.Lgs. 5/2026 ha rimescolato le carte, portando al blocco del portale ENEA e a un pericoloso vuoto normativo. Capire le nuove regole (e le mancanze tecniche) è l’unica mossa per proteggere il lavoro in cantiere ed evitare preventivi a rischio
Dopo una Legge di Bilancio stranamente senza particolari novità, anzi nel segno della continuità, tutto il settore pensava di poter prendere una boccata di ossigeno, continuare tranquilli per tutto il 2026 con regole stabili sulle Detrazioni Fiscali in modo da potersi concentrare nell’imparare le nozioni del nuovo Conto Termico 3.0.
Invece, eccoci di nuovo qui: il portale ENEA per Bonus Casa ed Ecobonus è sostanzialmente “congelato”, i professionisti brancolano nel buio e i clienti chiedono risposte che, al momento, la normativa non dà. Ma cos’è successo?
Il D.Lgs. 5/2026 e la “rivoluzione” RED III
Per capire perché oggi non riusciamo a caricare una pratica ENEA, dobbiamo alzare lo sguardo verso l’Europa. Tutto parte dalla RED III (Renewable Energy Directive). È la direttiva europea che impone un’accelerazione brutale verso le rinnovabili, ed è arrivata a novembre 2023, con l’obiettivo di eliminare gradualmente i combustibili fossili dal riscaldamento domestico entro il 2040. L’Italia ha recepito questa direttiva con il D.Lgs. 5/2026.
Sulla carta, è il decreto che dovrebbe traghettarci verso il futuro. Nella realtà, è un testo che ha introdotto nuovi requisiti tecnici ma non contiene i dettagli operativi su come applicarli, nella maggior parte dei casi. I punti toccati da questo decreto sono tanti. Da nuovi obblighi di copertura da fonti rinnovabili sui nuovi edifici o sugli edifici sottoposti a ristrutturazione rilevante alla riorganizzazione degli aggiornamenti periodici della “formazione FER” per installatori e manutentori, che saranno costruiti in futuro con criteri più pratici e gestiti in un elenco pubblico. Ma la direttiva è molto ampia e quindi nel D.Lgs 5/2026 troviamo anche spinte innovative verso l’utilizzo dell’idrogeno nel settore industriale e indicazioni puntuali sui requisiti per digitalizzare i dati dei punti di ricarica per autoveicoli elettrici.
Un campo di applicazione molto ampio, ma il motivo per cui ne parliamo riguarda principalmente un aspetto molto importante per la quotidianità dell’azienda installatrice professionale: gli incentivi.
Il Decreto infatti introduce nuovi requisiti da applicare “agli incentivi”, introducendo i concetti di Sistema Ibrido Bivalente, di Pompa di Calore ADD-ON, allineando i requisiti tecnici per le pompe di calore ai nuovi dettami Ecodesign (con riferimenti quindi a ηs% e SCOP) e rendendo più rigidi i requisiti di accesso dei generatori
FOCUS INCENTIVI
a Biomassa, sempre legati al raggiungimento della classe 5 stelle.
Vi sembrano familiari questi concetti? Esatto, in pratica si tratta di rendere uniformi i requisiti previsti da Decreti e Regole Applicative del Conto Termico 3.0 a tutti gli altri incentivi, soprattutto Ecobonus e Bonus Casa, le detrazioni fiscali.
Il risultato? Il portale ENEA è stato chiuso in attesa di essere riprogrammato secondo le nuove regole, per gli interventi con inizio lavori successivi al 4 febbraio 2026, ovvero la data di entrata in vigore del D.Lgs 05/2026. Ma le regole, come vedremo, sono scritte a metà.
Sistemi ibridi: il paradosso della “nuova concezione” Il cuore del problema è esemplificato perfettamente dai sistemi ibridi. Il D.Lgs. 5/2026 introduce la possibilità di incentivare i sistemi di “nuova concezione”, cercando di allinearsi a quanto già previsto dal Conto Termico 3.0. Si parla quindi di:
• Sistemi ibridi bivalenti (pompa di calore come generatore principale, installato insieme a una nuova caldaia in sostituzione in un precedente generatore termico, con la possibilità di assemblare componenti di diversi fabbricanti);
• Pompe di calore add-on (quelle che aggiungiamo a una caldaia esistente per “ibridare” l’impianto).
Il problema è che, mentre il Conto Termico 3.0 definisce al millimetro quali siano i requisiti tecnici e le prestazioni mi-
nime per questi sistemi, il D.Lgs. 5/2026 resta vago. Non ci sono definizioni puntuali.
Questo significa che oggi un installatore che installa un ibrido e vuole evitare il Conto Termico, non sa con certezza se quell’impianto rientrerà nell’Ecobonus o se, tra sei mesi, una specifica tecnica pubblicata da ENEA o Agenzia delle Entrate potrà mettere fuori gioco la detrazione perché il sistema non risponde a requisiti che, oggi, nessuno ha ancora scritto chiaramente.
Il grande disallineamento: due pesi e due misure
Uno dei nodi più critici di questo caos normativo è quindi la frattura che si è creata tra il Conto Termico 3.0 e le detrazioni fiscali (Ecobonus/Bonus Casa). Sebbene il D.Lgs. 5/2026 provi a copiare i requisiti tecnici del Conto Termico, lo fa in modo incompleto, creando una disparità.
Prendiamo il caso delle imprese. Il Conto Termico 3.0 impone limiti rigidissimi sui generatori a fonti fossili quando il beneficiario è un’azienda, escludendo anche i sistemi ibridi dagli incentivi quando integrano una caldaia funzionante a metano o GPL. Il D.Lgs. 5/2026, invece, su questo tace.
Risultato? Ci troviamo con due strumenti di incentivazione che dovrebbero premiare la stessa efficienza energetica, ma che applicano regole diverse allo stesso identico intervento. Per i professionisti del settore significa
dover fare i salti mortali per spiegare al cliente aziendale perché un incentivo è accessibile e l’altro no, con il rischio costante di vedersi rigettata la pratica in fase di controllo.
Documenti “zombie”: il pericolo di usare guide obsolete
In questo scenario, il rischio più grande per un operatore è fare affidamento a documenti che sembrano ufficiali ma che sono, a tutti gli effetti, obsoleti. È quello che definiamo il fenomeno dei “documenti zombie”:
• Il DM 6 Agosto 2020 (Decreto Requisiti): È il “vangelo” dell’Ecobonus, ma è fermo a quattro anni fa. Non solo non è aggiornato alle nuove tecnologie previste dal D.Lgs. 5/2026, ma contiene l’ormai famigerato Allegato I sui massimali di costo. La legge prevedeva un aggiornamento annuale, ma l’ultimo ritocco serio risale al 2022.
Cosa proporre oggi al cliente?
• Le Guide dell’Agenzia delle Entrate: A febbraio 2026 è uscita la nuova guida sul Bonus Casa. Molti l’hanno letta come una rassicurazione perché conferma la proroga delle aliquote (50% e 36%), ma attenzione: la guida ignora completamente gli aggiornamenti tecnici del D.Lgs. 5/2026. Seguirla alla lettera senza considerare il nuovo decreto è un errore che può costare caro.
• I Vademecum ENEA: Sono lo strumento pratico per eccellenza, quello che ci dice cosa scrivere nelle asseverazioni. Peccato che molti siano fermi al 25 gennaio 2021. Tre anni di evoluzione normativa non presenti, con riferimenti a un 65% di aliquota ormai non più esistente da un anno e mezzo.
Cosa rischia la categoria?
L’impatto di questo “limbo” non è solo burocratico, è economico. Mentre la politica discute del Conto Termico — uno strumento interessante ma che muove volumi molto più contenuti — il cuore pulsante del mercato (Ecobonus e Bonus Casa) è al palo. Senza i portali ENEA operativi e senza requisiti tecnici certi, le vendite rallentano, i magazzini si riempiono e i professionisti non sanno più come asseverare i lavori conclusi. Eppure, i numeri parlano chiaro. Nel solo 2025, nonostante i blocchi e i continui cambi di rotta, il comparto delle detrazioni fiscali ha mosso circa 25 miliardi di euro di interventi. È la spina dorsale del nostro settore.
Con il Conto Termico bloccato dalle richieste di prenotazione della Pubblica Amministrazione e in attesa che il MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) e l’ENEA battano un colpo sulle Detrazioni, l’installatore non può fermarsi. Tuttavia, procedere “come si è sempre fatto” è un rischio che oggi non possiamo permetterci. Ecco alcuni consigli pratici per gestire la transizione:
• Prudenza sui preventivi: Con l’Allegato I fermo al 2022, è vitale chiarire al cliente che i massimali di costo detraibili potrebbero non coprire l’intero valore dell’installazione aggiornato ai listini 2026. La trasparenza oggi evita contenziosi domani.
• Monitoraggio costante del portale: Il blocco del portale ENEA non è solo tecnico, è normativo. Non forzate caricamenti su stringhe vecchie se l’intervento ricade sotto il D.Lgs. 5/2026: il rischio è l’invalidazione della pratica per vizio di forma.
• Puntare sui Requisiti CT 3.0: Poiché il D.Lgs. 5/2026 mira a unificare i criteri, installare macchine che rispondono già ai severi standard del Conto Termico 3.0 (coefficienti di prestazione minimi, limiti sulle emissioni per le biomasse, configurazioni factory-made per gli ibridi) mette al riparo da future contestazioni tecniche. Se una macchina è “buona” per il Conto Termico 3.0, difficilmente sarà “scartata” dai nuovi decreti attuativi dell’Ecobonus.
Non possiamo certo permettere che la burocrazia fermi i cantieri: la nostra professionalità merita regole chiare e portali attivi. In questo vuoto normativo, l’unica difesa è puntare sulla massima qualità tecnica e restare aggiornati.
di Giacomo Mellera
Conto Termico 3.0: stop precauzionale del GSE
Il portale del Conto Termico 3.0 si ferma temporaneamente dopo poche settimane di operatività. Ma il blocco non nasce da un problema della misura: è l’effetto di una corsa inattesa agli incentivi da parte della Pubblica Amministrazione
Il 3 marzo 2026 segna una data significativa per il settore termoidraulico. Dopo mesi di attesa per l’avvio operativo del Conto Termico 3.0, il GSE ha annunciato la sospensione temporanea del portale.
Una notizia che, nel giro di poche ore, ha generato dubbi e preoccupazioni tra installatori, progettisti e operatori del settore.
In realtà, non si tratta di un fallimento della misura. Al contrario, lo stop nasce da un fenomeno opposto: un numero di richieste molto superiore alle previsioni iniziali. In poche settimane sono state infatti caricate domande per circa 1,3 miliardi di euro, una cifra che supera ampiamente il plafond annuale previsto dal decreto.
Analizzando però con attenzione la dinamica delle richieste, emerge un elemento importante per chi lavora nel mercato domestico: l’impennata delle domande non è stata trainata dal settore residenziale, ma da una particolare dinamica legata alla Pubblica Amministrazione.
Il ruolo della Pubblica Amministrazione: la corsa dei piccoli comuni
Il blocco temporaneo del portale è legato soprattutto a due strumenti introdotti dal Conto Termico 3.0 per
accelerare la riqualificazione energetica degli edifici pubblici.
La prima novità riguarda l’intensità dell’incentivo. Per alcune categorie di soggetti pubblici – in particolare piccoli Comuni sotto i 15.000 abitanti, scuole e ospedali – il contributo può arrivare fino al 100% del costo dell’intervento. Una condizione che ha reso la misura particolarmente attrattiva per molte amministrazioni locali.
La seconda novità riguarda invece la possibilità di prenotare i fondi prima dell’avvio dei lavori. A differenza dei privati, che accedono al contributo solo dopo la conclusione dell’intervento, gli enti pubblici possono impegnare le risorse già sulla base del progetto e ottenere anche una prima quota di incentivo in anticipo, fino al 50% del contributo complessivo. Questa combinazione ha generato una vera e propria corsa alle prenotazioni: oltre 2.200 enti pubblici, l’85% dei quali piccoli Comuni, hanno presentato domanda in tempi rapidissimi.
Il plafond da 400 milioni di euro destinato alla Pubblica Amministrazione è stato quindi virtualmente saturato nel giro di pochi giorni, rendendo necessaria una pausa tecnica da parte del GSE per verificare la reale consistenza delle richieste.
FOCUS INCENTIVI
Perché il mercato residenziale non è il problema
Per gli installatori che operano nel settore domestico è fondamentale comprendere un punto: il blocco non nasce dal mercato residenziale
Il fondo dedicato ai privati ammonta a 500 milioni di euro, e tecnicamente è molto improbabile che una cifra di questo tipo sia stata impegnata nel giro di poche settimane attraverso l’accesso diretto, cioè la modalità con cui si accede all’incentivo a lavori conclusi.
La sospensione del portale ha quindi un carattere prudenziale. Il GSE deve verificare se tutte le richieste presentate dalla Pubblica Amministrazione siano effettivamente valide e se le prenotazioni effettuate si tradurranno davvero in cantieri reali.
Nel frattempo il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sta lavorando su due possibili meccanismi di riequilibrio. Da un lato è in corso una verifica tecnica delle domande presentate dagli enti pubblici, che potrebbe portare allo scarto di molte istanze non conformi e quindi alla liberazione di parte delle risorse impegnate. Dall’altro lato si sta valutando la possibilità di distribuire nel tempo i grandi interventi pubblici, spalmando l’impegno economico su più annualità anziché concentrarlo tutto sul 2026.
Come devono muoversi gli installatori in questa fase
In attesa della riapertura del portale, l’errore più grande per i professionisti sarebbe fermarsi. Il Conto Termico 3.0 resta infatti uno degli strumenti più importanti per il mercato della riqualificazione energetica.
Questo periodo può invece diventare un momento utile per preparare le pratiche e strutturare correttamente la documentazione. Fotografie del generatore esistente, verifica
preliminare dell’impianto, raccolta dei dati tecnici e definizione chiara della procedura di accesso all’incentivo sono attività che possono essere organizzate già oggi. Quando il portale tornerà operativo, probabilmente il 13 Aprile come dichiarato dal l’AD di GSE, chi avrà già impostato il lavoro sarà nelle condizioni di caricare rapidamente le pratiche e assicurarsi l’accesso alle risorse disponibili. C’è poi un altro elemento da considerare: rispetto al quadro incerto delle detrazioni fiscali, oggi attraversate da modifiche normative e riduzioni delle aliquote, il Conto Termico continua a rappresentare uno strumento particolarmente interessante per i clienti. Il contributo viene infatti erogato direttamente sul conto corrente, senza attendere anni di recupero fiscale.
La competenza come vero vantaggio competitivo
Il Conto Termico 3.0 resta uno dei pilastri della transizione energetica italiana. Lo stop temporaneo del portale è soprattutto il risultato di un forte interesse da parte delle amministrazioni pubbliche, Che rappresenta forse un problema strutturale della misura ma che non impatta sul mercato quotidiano della maggior parte delle aziende di installazione, ovvero il settore residenziale.Per questo mercato le opportunità restano quindi concrete. Gli installatori che sapranno spiegare ai clienti che la sospensione è una fase tecnica di riordino – e non la fine degli incentivi – potranno rafforzare il proprio ruolo di consulenti energetici.
In un mercato sempre più complesso, la differenza non la farà solo la capacità di installare una macchina, ma quella di interpretare le regole, leggere gli incentivi e guidare il cliente nelle scelte più convenienti.
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Il divario prestazionale nelle pompe di calore
Il divario tra prestazioni dichiarate e risultati reali è uno dei problemi più diffusi negli impianti a pompa di calore. Comprendere le cause e intervenire già in fase di progetto e installazione è oggi una competenza chiave per ogni professionista
Nel mercato attuale delle pompe di calore capita sempre più spesso di assistere a una situazione apparentemente paradossale. Un cliente decide di sostituire la vecchia caldaia con una pompa di calore moderna, attratto dalla promessa di consumi ridotti e di una miglior efficienza. Dopo il primo inverno, però, risparmio reale ed efficienza risultano spesso molto inferiori alle aspettative iniziali.
Questa differenza tra le prestazioni previste in fase di progetto e quelle effettivamente registrate durante il funzionamento dell’impianto viene definita divario prestazionale. Non si tratta di un fenomeno marginale: negli ultimi anni è diventato uno dei temi più discussi nel settore della climatizzazione e della riqualificazione energetica degli edifici.
Per l’installatore professionista il divario prestazionale non è solo un problema teorico. Ha conseguenze dirette sulla soddisfazione del cliente, sulla reputazione dell’impresa installatrice e sulla sostenibilità economica dell’intervento. Se il risparmio energetico promesso non si concretizza, il tempo di ritorno dell’investimento si allunga sensibilmente, fino a superare talvolta la vita utile
dell’impianto. In questi casi un investimento che doveva rappresentare un miglioramento economico e ambientale rischia di trasformarsi in una fonte di insoddisfazione. Comprendere le cause del divario prestazionale e adottare strategie per ridurlo è quindi una competenza fondamentale per chi installa pompe di calore. Non si tratta soltanto di scegliere una buona macchina, ma di gestire correttamente tutte le fasi che portano dalla progettazione all’utilizzo dell’impianto.
Dove nasce il divario prestazionale
Il divario prestazionale raramente è il risultato di un singolo errore. Nella maggior parte dei casi nasce da una combinazione di fattori che si accumulano lungo tutta la filiera: dalla progettazione dell’impianto fino al comportamento dell’utente finale.
Una prima causa è legata alla differenza tra condizioni di laboratorio e condizioni reali di esercizio. Le prestazioni dichiarate dai produttori vengono misurate in ambienti controllati, con temperature e umidità costanti e senza interferenze esterne. Nella realtà gli impianti devono confrontarsi con condizioni climatiche variabili, cicli di funzionamento irregolari e carichi termici dinamici.
Un secondo fattore riguarda la fase di progetto. Modelli
APPROFONDIMENTO TECNICO
di calcolo troppo semplificati, dati climatici approssimativi o una conoscenza incompleta delle caratteristiche dell’edificio possono portare a stime errate del fabbisogno energetico. Il terzo elemento riguarda la fase di installazione, che rappresenta spesso il punto più critico. Anche una macchina eccellente, inserita in un progetto corretto, può perdere gran parte della propria efficienza se l’esecuzione in cantiere non è accurata.
Infine esiste il cosiddetto gap operativo, legato all’utilizzo quotidiano dell’impianto, alla manutenzione e al comportamento dell’utente.
Tra tutti questi elementi, l’installatore ha un impatto diretto soprattutto su due aspetti fondamentali: dimensionamento corretto della macchina e qualità dell’installazione.
Il grande errore del sovradimensionamento
Uno degli errori più frequenti nel settore HVAC è il sovradimensionamento della pompa di calore. Molti impianti vengono progettati tenendo conto delle giornate più fredde dell’anno, ovvero condizioni climatiche che si verificano solo per un numero limitato di giorni durante l’inverno.
Questo approccio, spesso dettato da una logica prudenziale, porta a scegliere macchine molto più potenti del necessario. Il risultato è che l’impianto viene dimensionato per una situazione estrema che rappresenta solo una piccola parte del tempo di funzionamento.
Per la maggior parte della stagione la pompa di calore lavora quindi a carico parziale, dando origine a frequenti cicli di accensione e spegnimento, fenomeno questo noto come cycling on-off, che aumenta i consumi elettrici e accelera l’usura dei componenti meccanici, in particolare del compressore.
Inoltre una macchina sovradimensionata comporta un costo iniziale più elevato, che sommato ai maggiori consumi operativi può allungare notevolmente il tempo di ritorno dell’investimento.
Per evitare questo problema è importante avvalersi della collaborazione con un progettista ed adottare un approccio diverso sulla base del carico termico prevalente, ovvero delle condizioni climatiche che si verificano più frequentemente durante la stagione.
Certamente occorrerà anche pianificare la gestione delle situazioni di freddo estremo, ad esempio tramite sistemi di integrazione o backup che affianchino la pompa di calore.
La qualità dell’installazione:
dove si gioca l’efficienza reale
Se il prodotto rappresenta il cuore dell’impianto e il progetto il suo cervello, l’installazione può essere considerata il sistema circolatorio che ne determina il funzionamento effettivo. Numerosi studi tecnici indicano che il cosiddetto installation gap è spesso il fattore singolo più rilevante nel determinare il divario prestazionale complessivo.
Uno degli aspetti più critici riguarda il circuito idronico Senza un corretto bilanciamento idraulico, l’acqua tende a seguire il percorso più facile. Il risultato è che i terminali più vicini al generatore ricevono più energia, mentre quelli più lontani ne ricevono meno.
Questo porta a una distribuzione disomogenea del calore negli ambienti. L’utente, percependo freddo nelle stanze più lontane, tende ad aumentare la temperatura di mandata dell’impianto, costringendo la pompa di calore a lavorare in condizioni meno efficienti.
Un altro elemento spesso sottovalutato è la coibentazione delle tubazioni. Tubazioni non isolate disperdono energia prima che questa raggiunga i terminali di emissione. Nel caso delle linee fredde, l’assenza di isolamento
può inoltre generare condensa e problemi di umidità nelle strutture murarie.
Un fenomeno tutt’altro che raro nei cantieri impiantistici riguarda la sostituzione dei componenti o delle macchine previste dal progettista con soluzioni differenti scelte durante la fase esecutiva. Le motivazioni possono essere diverse: esigenze di contenimento dei costi che portano a scegliere prodotti ritenuti “equivalenti” ma in realtà meno performanti, maggiore familiarità dell’installatore con determinate marche o modelli, oppure progetti poco dettagliati che lasciano spazio a interpretazioni in cantiere. A ciò si aggiunge spesso una comunicazione insufficiente tra progettista e installatore, con il risultato che l’impianto realizzato si discosta progressivamente dal progetto originario e dalle prestazioni previste. Anche il circuito frigorifero richiede grande precisione. La carica del refrigerante deve essere estremamente accurata: quantità anche leggermente inferiori o superiori rispetto a quelle previste possono ridurre significativamente l’efficienza del sistema e compromettere la durata del compressore.
Posizionamento dell’unità e regolazione dell’impianto
che includa verifiche strumentali e controlli funzionali dell’intero sistema.
Anche il posizionamento dell’unità esterna può influenzare in modo significativo le prestazioni dell’impianto. Una pompa di calore deve poter scambiare calore con l’ambiente circostante in modo efficiente. Installare l’unità esterna in spazi troppo angusti, sotto tettoie basse, troppo vicino alle pareti o addirittura, in alcuni casi, in locali chiusi, può generare fenomeni di ricircolo dell’aria espulsa, riducendo la capacità di scambio termico e causando un calo delle prestazioni. Un altro elemento importante riguarda la sensoristica e i sistemi di regolazione. Termostati installati vicino a fonti di calore o in punti non rappresentativi dell’ambiente possono fornire dati errati al sistema di controllo. La regolazione elettronica, se configurata correttamente, permette invece alla pompa di calore di adattare continuamente la propria potenza alle reali esigenze dell’edificio, migliorando l’efficienza stagionale dell’impianto.
Il lavoro non finisce con l’accensione dell’impianto
Il lavoro dell’installatore non termina con l’accensione dell’impianto. Per ridurre il divario prestazionale è fondamentale prevedere una vera fase di commissioning,
Durante questa fase devono essere verificati il bilanciamento idraulico, la corretta carica del refrigerante, il funzionamento dei sensori e la configurazione dei parametri di regolazione. Un ulteriore passo avanti consiste nell’introdurre sistemi di monitoraggio dell’impianto, che permettano di analizzare i dati di funzionamento nel tempo. Sensori intelligenti e sistemi IoT consentono oggi di individuare anomalie prima che si trasformino in sprechi energetici o guasti. Infine è fondamentale dedicare tempo alla formazione dell’utente finale. Spiegare al cliente come utilizzare correttamente l’impianto, quali temperature impostare e come gestire la ventilazione degli ambienti può contribuire in modo significativo a ridurre il divario prestazionale.
Il nuovo ruolo dell’installatore
Il divario prestazionale dimostra che la tecnologia, da sola, non è sufficiente per garantire il risparmio energetico promesso. L’efficienza reale nasce dall’integrazione tra progetto, installazione e gestione dell’impianto.
In questo contesto l’installatore non è più semplicemente il tecnico che collega tubazioni e avvia una macchina. È il professionista che deve assicurarsi che l’impianto funzioni nel modo più efficiente possibile durante tutta la sua vita operativa.
Ridurre il divario prestazionale significa quindi fare un salto di qualità nel proprio ruolo professionale: passare dall’installazione di un prodotto alla gestione completa delle prestazioni energetiche dell’impianto
Ed è proprio questa capacità di accompagnare il cliente nel tempo, garantendo efficienza reale e risultati misurabili, che distingue oggi un semplice installatore da un vero consulente energetico.
L’impatto dell’idrogeno nella rete del gas
Enea studia gli effetti su sicurezza e misurazione degli odorizzanti. Secondo i ricercatori ci sono possibili variazioni nelle letture di THT e TBM con miscele fino al 20% di H₂
I STUDIO ENEA
ntegrare l’idrogeno nelle reti di distribuzione del gas è una delle strategie più promettenti per la decarbonizzazione, ma comporta nuove sfide tecniche e di sicurezza. A metterle sotto la lente è uno studio condotto da ENEA in collaborazione con l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, che ha analizzato l’impatto dell’idrogeno sulla misurazione degli odorizzanti nel gas naturale.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Sensors e forniscono indicazioni concrete per aggiornare standard e procedure in vista di un crescente utilizzo dell’idrogeno nelle infrastrutture esistenti.
Odorizzanti e sicurezza: cosa cambia con l’idrogeno
Il gas naturale è incolore e inodore: per questo viene additivato con specifiche sostanze chimiche – come THT (tetraidrotiofene) e TBM (terz-butil-mercaptano) – che gli conferiscono un odore intenso, rendendo immediatamente percepibili eventuali fughe.
Lo studio ha valutato tre scenari distinti:
• Metano puro
• Miscela metano-idrogeno al 20%
• Idrogeno puro
I dati emersi evidenziano che:
• Nelle miscele con il 20% di idrogeno, il THT risulta lievemente sovrastimato (+2,3%)
• Con idrogeno puro, il TBM viene sottostimato (-3,4%)
Anche se le variazioni sono contenute, diventano rilevanti in ottica di sicurezza e controllo delle soglie minime previste.
Perché la misurazione diventa più complessa
“Con l’aumentare della quota di idrogeno diventa più complesso garantire una percezione olfattiva costante”, spiega Viviana Cigolotti, responsabile della Divisione ENEA Tecnologie e vettori per la decarbonizzazione.
Il rischio è duplice:
• Sovrastima dell’odorizzante → possibili fughe non rilevate tempestivamente
• Sottostima dell’odorizzante → falsi allarmi e maggiori costi per i gestori
L’idrogeno, infatti, è un gas molto leggero, con bassa viscosità e alta diffusività. Queste caratteristiche possono ostacolare una miscelazione uniforme con l’odorizzante e rendere meno precise le letture dei gascromatografi, attualmente gli strumenti più affidabili per l’analisi della composizione del gas.
La campagna sperimentale
La ricerca si è articolata in due fasi:
• Test in bombola con miscele controllate di metano e idrogeno
• Prove su gas naturale reale, prelevato da una rete cittadina, odorizzato e successivamente miscelato con idrogeno in una rete in scala
Questo doppio approccio ha permesso di verificare il comportamento degli odorizzanti in condizioni sia sperimentali sia prossime alla realtà operativa.
Idrogeno nelle reti: opportunità e limiti normativi
Attualmente l’introduzione dell’idrogeno nelle reti di distribuzione è consentita fino al 2%, ma l’interesse per percentuali più elevate è crescente, soprattutto per:
• Ridurre le emissioni di CO₂
• Valorizzare le infrastrutture esistenti
• Decarbonizzare settori come industria pesante, riscaldamento domestico e produzione energetica
L’utilizzo dell’idrogeno consentirebbe di sfruttare le reti attuali senza interventi strutturali significativi, ma richiede un aggiornamento di standard tecnici, sistemi di misura e procedure operative.
Le soluzioni proposte da ENEA
Secondo Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento ENEA di Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili, lo studio offre indicazioni pratiche per migliorare sicurezza ed efficienza, tra cui:
• Ottimizzazione dei sistemi di iniezione dell’odorizzante
• Impiego di materiali resistenti all’idrogeno nei misuratori, come l’acciaio inox
• Aggiornamento delle procedure di dosaggio e monitoraggio
I risultati potrebbero contribuire alla definizione dei futuri regolamenti sulla miscelazione dell’idrogeno, fornendo alle aziende di distribuzione strumenti utili per adeguarsi ai prossimi requisiti normativi.
Verso una rete gas sempre più “ibrida”
La transizione energetica passa anche dall’integrazione progressiva dell’idrogeno nelle reti esistenti. Lo studio di ENEA e Università di Cassino dimostra che il percorso è tecnicamente possibile, ma richiede un’evoluzione degli standard di sicurezza e dei sistemi di controllo.
La quattordicesima edizione del TU Sicurezza, aggiornata a marzo 2025, contiene tutte le ultime novità in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa edizione include infatti le nuove disposizioni introdotte dalla Legge 13 dicembre 2024, n. 203 (collegato lavoro) che ha recato significative modifiche alle norme sulla sicurezza del lavoro, con particolare riguardo per la disciplina delle visite mediche.
Un dettagliato indice analitico-alfabetico consente di individuare agevolmente le prescrizioni relative agli articoli del Testo Unico.
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Strategie di Marketing
A cura di Christian Elia, General Manager eTeamPro
PASSAPAROLA: STORIA DA DINOSAURI O TECNICA MODERNA?
Cos’è veramente il passaparola? È una situazione ormai superata che appartiene ad un mondo che non c’è più o è una tecnica che è importante integrare nella propria strategia?
Oggi si fa un gran parlare del marketing moderno e di nuove e strabilianti metodologie da applicare con gli strumenti digitali. E nel mentre cosa succede al passaparola? Sta per morire definitivamente?
Passaparola.
E tu lo sai che appartiene a un mondo che non c’è più, praticamente ormai estinto? Eh già, perché l’ultima puntata di passaparola è andata in onda nel 2008, cioè quasi venti anni fa, sulle reti televisive di Mediaset! Una trasmissione tv che i nostalgici ricorderanno certamente!
Iniziamo questo articolo in modo ironico e sicuramente tutto questo ci è servito per scherzare un po’ sull’argomento e per dirci, stavolta seriamente, che il passaparola, inteso come situazione commerciale, è in realtà qualcosa da valutare con molta attenzione.
Potremmo dire che è importante perché riguarda i clienti e la relazione che abbiamo con loro. E a proposito di questo, andiamo subito ad analizzare alcuni dati che sono molto interessanti. Lo sapevi che i clienti insoddisfatti raccontano della loro esperienza negativa ad altri conoscenti, con una dinamica che può arrivare anche a 20 cattive recensioni?
Se vuoi chiamalo passaparola negativo.
Le principali ragioni del passaparola negativo
E tutto questo ci fa subito capire che sono situazioni da gestire con molta attenzione, proprio perché hanno un potere molto grande. E cosa fa arrabbiare un cliente così tanto? Principalmente il modo in cui viene trattato e il livello di attenzione che gli è stato riservato.
È abbastanza chiaro che a nessuno piace essere sottovalutato o ignorato, meno che meno ai clienti. Qualche
imprenditore potrebbe comunque dire: “A me nessun cliente ha mai portato una lamentela.” E in questo caso dovremmo ricordarci di un altro dato rilevante che riguarda i clienti insoddisfatti. Solo il 5% di loro si lamenterà in modo diretto con il fornitore. E l’altro 95% che fa allora? La risposta è: “passaparola negativo”.
Lo stiamo capendo: questo tema è proprio da trattare con mille attenzioni, altro che roba da dinosauri.
L’effetto del passaparola positivo
Eppure se vogliamo vedere anche l’altro lato della medaglia è giusto dire che esiste anche il passaparola positivo. Vuol dire che il cliente soddisfatto parlerà della sua esperienza positiva ad altre persone, a lui vicine.
La statistica è complessa in questo caso, perché dipende dagli ambiti e dai settori, ma se vogliamo aiutarci a capire con dei numeri, possiamo dire che quando un cliente è contento lo dirà ad almeno 2 o 3 soggetti vicini a lui
Verrebbe da dire che è molto di meno rispetto alle recensioni negative. E questo è normale, quando una persona è arrabbiata o delusa tende a lamentarsi con maggiore enfasi. Eppure se si approfondiscono i dati, si scopre che Il 92 % delle persone dichiara di fidarsi maggiormente delle raccomandazioni di amici e familiari rispetto a qualsiasi altra forma di pubblicità.
E inoltre il passaparola viene indicato come fattore chiave nel 75 % circa delle decisioni di acquisto
Dati molto interessanti che ci fanno capire come l’acquisto delle persone siano molto influenzato dalle opinioni di amici, familiari e conoscenti di cui si ha fiducia. In sostanza il meccanismo del passaparola è da prendere in seria considerazione in qualunque business e occorre includerlo nella propria strategia marketing.
Certamente si possono fare delle azioni per capire il livello di soddisfazione dei propri clienti ed evitare, il più possibile, una esperienza negativa che abbiamo capito può espandersi addirittura a macchia d’olio.
Un ulteriore dato particolare ci indica che il cliente tornerà ad avere fiducia se avviene una cosa precisa. Cioè se gli abbiamo dedicato attenzione e ci siamo impegnati nella risoluzione del problema di cui si è lamentato
In pratica il cliente ci sta dicendo che è disponibile a mantenere una buona relazione commerciale, a patto che il problema che si è presentato venga risolto. E quando questo avviene allora c’è ancora un’ottima predisposizione a effettuare una recensione positiva.
Un ulteriore dato statistico indica che il 70 % circa dei consumatori condivide una buona esperienza positiva (o di risoluzione di un problema) con amici, famigliari e colleghi sul lavoro.
La soddisfazione è quindi un elemento strategico.
Soddisfare i clienti già acquisiti
Eppure nonostante tutto questo, alcuni imprenditori dedicano quasi tutte le loro energie nella ricerca di nuovi clienti, trascurando parecchio la soddisfazione di quelli
già acquisiti. È chiaramente giusto portare rinnovata linfa con i nuovi clienti, ma è decisivo bilanciare bene le energie dedicandone una buona parte a seguire in modo realmente attento e preciso quelli già in portafoglio.
E dico questo perché i dati raccolti in numerosi anni ci dicono che acquisire un nuovo cliente è sette volte più costoso rispetto a riconvertirne uno esistente.
E qui occorre fare un distinguo.
È vero che ci sono mercati in cui il cliente acquista quel prodotto, o soluzione, e poi tornerà ad acquistare dopo parecchi anni, quindi per molti business è realmente vitale acquisire nuovi clienti, in modo continuativo. Eppure i mercati, compreso quello impiantistico, stanno cambiando molto ed è quindi possibile offrire allo stesso cliente nuove e differenti soluzioni nel corso del tempo.
I clienti fedeli possono perciò garantire una spesa importante e soprattutto possono operare quella particolare magia che abbiamo già descritto precedentemente, cioè il passaparola. Perciò anche nei casi in cui avviene un solo acquisto nell’arco di un lungo periodo temporale, vale la regola che la vostra azienda può essere consigliata ad altre persone. Il passaparola è realmente una strategia molto efficace, semplicemente perché così l’acquisizione di un nuovo cliente costerà molto meno rispetto a cercarlo da zero. La parola chiave è massimizzare tutte le situazioni che avvengono, con l’obiettivo di ottenere il massimo delle opportunità commerciali possibili.
Integrare il passaparola nella strategia aziendale e commerciale
Anche questo è il motivo per cui occorre integrare il passaparola nella propria strategia aziendale e commerciale. E come occorre farlo? Sono molte le strade che si possono intraprendere. Talmente tante e diverse che mi viene spontaneo chiederti: “tu cosa fai per incentivare il passaparola?” Utilizzi un metodo continuativo per fare in modo che i tuoi clienti possano diffondere l’utile verbo della buona recensione?
Si può infatti stimolare il cliente nel fare questo, anche a livello economico, garantendogli un premio se consiglierà la tua azienda ad amici e conoscenti. Oppure al termine del servizio di installazione, o manutenzione, si può far compilare un sondaggio per rendersi conto del livello di soddisfazione.
E tra le varie domande da porre al cliente ci potrebbe proprio essere: “consiglierebbe il nostro prodotto/servizio ad amici o conoscenti?” “Sarebbe disponibile a condividere con noi il contatto della persona a cui ci ha consigliato?”. E proprio per agevolare questo meccanismo si può garantire un incentivo sia al cliente attuale che al futuro contatto.
Quale che sia la vostra scelta, la cosa certa è che il passaparola non è affatto una storia da dinosauri ma un metodo ancora profondamente moderno e certamente molto efficace.
Panasonic per Union Energia
L’intervento ha previsto d’istallazione di un impianto VRF
ECOi EX MZ1 a 2 tubi con refrigerante R32
Nel 2025 sono stati realizzati i lavori per la nuova sede di Union Energia a Cappelle Sul Tavo (PE).
Gli uffici che ospiteranno la prima Sharing Company dell’energia in Italia sono collocati al piano terra di un recente complesso residenzialecommerciale inaugurato nel 2019. La
parte restante di questo polo è invece dedicato a uffici bancari, ristoranti, bar e supermercati.
L’intervento ha consentito di creare uno spazio di 300m2, con tre ampi open space e quattro uffici individuali, servito da un impianto di climatizzazione VRF (flusso di refrigerante variabile) R32 di Panasonic che ospiterà l’ampliamento degli uffici della sede di Union Energia.
Efficienza energetica e ridotto impatto ambientale
Essendo una società che si occupa di energia, rinnovabili e Sharing Energy, la prima richiesta del cliente è stata quella di costruire un impianto efficiente dal punto di vista energetico e con un ridotto impatto ambientale. Panasonic ha proposto la nuova serie VRF MZ1 R32 che consente di ottenere un’elevata efficienza stagionale (il modello installato è una combinazione a 56 kW frigoriferi e presenta un SEER pari a 7,29 e un SCOP di 4,29). Oltre a prestazioni elevate, l’R32 presenta un GWP di 675, molto più basso rispetto ad altri refrigeranti utilizzati normalmente dai sistemi VRF, come l’R410A che ha un GWP pari a 2088 e in generale lo stesso impianto a R32 utilizza fino al 57% in meno di refrigerante, dimostrandosi una soluzione più sostenibile.
Comfort climatico e qualità dell’aria
Uno degli obiettivi primari del cliente era di garantire ai propri dipendenti il massimo livello di qualità dell’aria possibile.
L’immobile presenta ampie superfici vetrate sui due lati longitudinali. Per garantire una diffusione uniforme dell’aria e comfort termico in prossimità delle finestre, si è scelto di prevedere un numero maggiore di unità interne ma di taglia inferiore, per poterle distribuire uniformemente nei locali. Per questo, la scelta è ricaduta su unità interne a cassetta Panasonic a 4 vie (60x60 per gli uffici e 90x90 per gli open space) dotate di generatore nanoe™ X Mark 3. Questa tecnologia, di proprietà Panasonic, basata sui benefici dei radicali ossidrilici, permette di garantire un flusso d’aria più pulito. La tecnologia inibisce pollini e allergeni, certi virus e batteri e diversi
Modello Descrizione Quantità
U-12MZ1E8 Unità esterna VRF a 2 tubi ECOi EX R32
U-8MZ1E8 Unità esterna VRF a 2 tubi ECOi EX R32
S-22MY3EB
S-36MU2E5C
S-15MY3EB Unità interna a cassetta a 4 vie 60x60
S-56MU2E5C Unità interna a cassetta a 4 vie 90x90
CZ-RTC5B Comando a filo con timer 13
inquinanti; inoltre, agisce anche su tessuti a trama fitta, come tende, tappeti e mobili, rendendo questa soluzione ideale per gli uffici.
Facilità di installazione
Dal punto di vista installativo il cliente era alla ricerca di una soluzione facile da installare nel controsoffitto e che presentasse tempi di intervento rapidi.I nuovi modelli VRF R32 di Panasonic presentano tubazioni dal diametro molto ridotto rispetto ad altre tipologie di impianto, come i sistemi VRF che elaborano il refrigerante R410A o i sistemi idronici. Questa maggiore compattezza e conseguente minor peso, rendono la loro installazione negli uffici molto più semplice, dato che i tubi possono essere facilmente gestiti all’interno del controsoffitto.
Gestione intelligente dell’intero impianto
In un ufficio sono diverse le esi-
Capacità nominale in raffrescamento [kW]
genze legate alla climatizzazione dei differenti ambienti. Il cliente necessitava di gestire in maniera autonoma ogni locale, sia con comandi nel locale stesso, sia da un centralizzatore. Il sistema VRF di Panasonic regola la quantità di refrigerante in base alle necessità di riscaldamento o raffreddamento di ciascuna zona, rilevata attraverso i sensori a bordo delle unità interne o da terminali di controllo in ambiente. Nello specifico sono stati installi comandi locali, di gruppo per locali più grandi serviti da più unità interne e un comando centralizzato touch screen. La soluzione installata consente così di gestire l’intero sistema sia in presenza sia da remoto con qualsiasi device (tablet, pc o smartphone).
Un occhio all’estetica
L’esigenza era quella di installare un impianto poco invasivo in termini estetici.
Le nuove unità esterne VRF R32
soddisfano appieno le ambizioni del progetto: la finitura in grigio grafite e il design dalle linee morbide sono stati concepiti per garantire una perfetta integrazione architettonica, fondendo alte prestazioni e armonia visiva con l’ambiente circostante.
Inoltre, grazie alla completa riprogettazione attorno all’R32, l’impronta a terra delle unità esterne è stata ridotta fino al 43% in meno rispetto alla precedente serie R410A (per il modello 12 HP, una delle unità a servizio di questi uffici), rendendo più semplice trovare la loro corretta collocazione, agevolando quindi le operazioni di progettazione e installazione. Nel caso dell’ufficio di Cappelle Sul Tavo sono state installate sul balconcino al piano terra dell’edificio.
Sicurezza
Il cliente si è dimostrato attento e sensibile alle normative vigenti in materia di gas refrigeranti.
La soluzione Panasonic è conforme agli standard EN 378 e IEC 60335-2-40 Ed.7 e ove necessario fornisce delle misure aggiuntive di sicurezza come in questo progetto. Nei 4 uffici individuali sono stati installati dei rilevatori di perdita di refrigerante, ottimizzando così il sistema di tubazioni: è stato così possibile installare una sola valvola di sicurezza a servizio di tutti i 4 locali, semplificando al massimo la complessità dell’impianto rendendolo analogo ad un sistema ad R410A. Il Software DX PRO Designer di Panasonic è stato utilizzato per progettare l’impianto, valutare tutti gli accessori necessari e la conformità alle normative di cui sopra.
Perché Panasonic
“Il progetto risponde in modo ottimale alle nostre esigenze, ma ciò che ci ha convinto a scegliere Panasonic è stato il suo approccio integrato e ‘olistico’ prima, durante e dopo i lavori”, afferma Emmanuelle Cilli, CEO di Union Energia “Confrontandoci con i tecnici Panasonic, abbiamo riscontrato efficienza e un’estrema attenzione al cliente: tempi rapidi di risposta, assistenza post-vendita, disponibilità immediata dell’impianto e un sistema di controllo efficiente sono stati i valori aggiunti in questo progetto.”
L’intervento relativo all’impianto di climatizzazione ha consegnato a Union Energia una sede moderna ed eco-efficiente, specchio fedele della sua visione green. La scelta riflette la filosofia dell’azienda garantendo standard di sostenibilità coerenti con la propria mission.
Dal mercato
AERMEC PARTNER DI CORTINAMETRAGGIO
Aermec, dopo aver già sostenuto più volte Cortinametraggio, è stata partner anche per la 21ª edizione che si è svolta nella splendida cornice ampezzana dal 26 al 29 marzo 2026.
Per Aermec sostenere Cortinametraggio significa non solo associare l’azienda veneta ad un evento che si è svolta sul suo territorio, ma anche appoggiare una iniziativa di prestigio che ha portato la creatività del cinema a dialogare con un pubblico nazionale e internazionale. Aermec ha aderito al programma che include un gruppo selezionato di aziende per rendere omaggio all’eccellenza italiana e alla cultura, ambiti da sempre sostenuti dall’azienda veronese. Il premio “Aermec migliore commedia” è stato consegnato da Donatella Finocchiaro a “Tamago” di Orso, Peter e Benjamin Miyakawa. Ancora una volta Cortinametraggio si è confermata molto più di un festival: un luogo in cui cinema, formazione, territorio e industria si sono incontrati, creando opportunità concrete per i giovani autori e offrendo al pubblico uno sguardo privilegiato sul futuro del cinema breve e questo messaggio è emerso anche durante la conferenza stampa che ha aperto l’ultima giornata della rassegna. Questa edizione si è conclusa superando ogni aspettativa con uno spirito che continua a puntare sull’incontro e sulla formazione delle nuove generazioni confermandosi non solo vetrina, ma spazio di relazione e crescita dove il dialogo tra professionisti e nuove generazioni diventa il vero motore del festival.
Torna Digital Talisman di Hansgrohe a sostegno degli installatori
Hansgrohe Italia rilancia Digital Talisman, il programma di cashback digitale dedicato agli installatori professionisti, figure centrali nella promozione di soluzioni d’eccellenza per bagno e cucina. Attivo fino al 30 novembre 2026, Digital Talisman trasforma ogni installazione di prodotti Hansgrohe e AXOR in un’opportunità concreta di riconoscimento professionale. Ogni partecipante può ottenere fino a 1.000 euro di cashback. Il funzionamento è semplice e immediato: tramite la web-app Talisman – disponibile per dispositivi Android e iOS – gli installatori possono accumulare
crediti scansionando i QR code presenti sulle confezioni dei prodotti aderenti all’iniziativa. Ogni codice genera da 0,5 a 3 crediti Talisman, convertibili in cashback reale attraverso richiesta direttamente in app. Durante l’anno sono inoltre previsti Boost periodici, promozioni temporanee su articoli selezionati che permettono di ottenere crediti extra e massimizzare il ritorno economico su ogni intervento. Digital Talisman non rappresenta solo un incentivo economico, ma uno strumento concreto di fidelizzazione e valorizzazione del lavoro quotidiano sul campo, rafforzando il legame tra azienda, installatori e clienti finali.
Ariston Group e Politecnico di Milano: siglata la nuova partnership
Ariston Group, tra i leader globali nelle soluzioni sostenibili per il comfort climatico e l’acquacalda, e il Politecnico di Milano hanno siglato una nuova Convenzione Quadro di collaborazionescientifica e un Accordo Attuativo nell’ambito del riscaldamento e raffrescamento sostenibilidegli ambienti e dell’acqua – Sustainable space and water heating and cooling.La Convenzione, della durata di cinque anni, comprende l’avvio di nuovi progetti di ricerca,attività di formazione, attività di employer branding e recruiting erogate dal Career Service delPolitecnico, oltre alla collaborazione per la partecipazione a bandi di finanziamento sia a livellonazionale e che internazionale.Ariston Group ha fatto della ricerca e sviluppo una leva strategica decisiva e dispone di undipartimento interamente dedicato alla ricerca, focalizzato su ricerca applicata e industriale:attraverso team di lavoro congiunti che collaborano con il mondo accademico, lavora perrafforzare l’insourcing di conoscenza e portare la ricerca sempre più a monte dei processiindustriali, confermando il proprio impegno a presidiare le tecnologie chiave. La partnership con il Politecnico sostiene gli sforzi in questa direzione. Investimenti ininfrastrutture, personale e attività di formazione andranno a potenziare RELAB – il laboratoriodel Politecnico di Milano per lo studio dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento sostenibili.Le attività di ricerca
si concentreranno sullo sviluppo di soluzioni avanzate, efficienti dal punto divista energetico e altamente digitalizzate e – con il coinvolgimento dei Dipartimenti di Energia(DENG), di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB) e di Meccanica (DMEC) delPolitecnico – interesseranno sei aree peculiari: sistemi energetici e scambio termico, meccanicae materiali, fluidi energetici, fluidodinamica e ventilazione, acustica e vibrazioni, elettronica esistemi di controllo.Oltre agli obiettivi tecnico-scientifici, Ariston Group supporterà la missione del Politecnico dicontinuo aggiornamento dell’offerta didattica in funzione dell’evoluzione delle figureprofessionali, del mercato del lavoro e delle esigenze della società. Tra le attività, sarà previstaanche l’attivazione di Dottorati di Ricerca e l’assunzione di nuovi ricercatori nelle areescientifiche di interesse. Con un unico obiettivo: favorire lo scambio di know-how e promuoverela collaborazione tra le aziende e l’università.“La ricerca e sviluppo è un pilastro della strategia di Ariston Group e, negli anni, ci siamoconcentrati su tecnologie all’avanguardia, nuovi refrigeranti sostenibili e soluzioni digitaliavanzate,” ha commentato Paolo Merloni, Presidente Esecutivo di Ariston Group.“In uno scenario globale in cui crescita e competizione dipendono sempre di più dalla capacità diinnovare, rafforzare la collaborazione con il Politecnico di Milano significa unire eccellenza accademica e know-how industriale per continuare a investire nel futuro – del nostro gruppo, delnostro settore, ma anche del Paese e dell’Europa.” “Viviamo una fase in cui l’innovazione non è più lineare. È sistemica, interconnessa, accelerata.Richiede competenze multidisciplinari, capacità industriali, visione strategica e una forteintegrazione tra ricerca e applicazione.
È in questo contesto che il rilancio della Joint ResearchPlatform tra Ariston Group e Politecnico di Milano assume un significato strategico,” ha aggiuntoDonatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano.
“Solo attraverso una collaborazionestrutturata, stabile e orientata allo sviluppo sostenibile è possibile produrre innovazione reale,capace di incidere sulle dinamiche di crescita dei prossimi anni.”
Dal mercato NEWS
È online la nuova campagna istituzionale di Mitsubishi Electric
“Better Begins Here.” È lo statement con cui il Gruppo Mitsubishi Electric si propone di affrontare quest’epoca di incertezza, rapidi cambiamenti e innovazioni. Una frase che esprime l’impegno dell’azienda nel rendere ogni giorno migliore del precedente, diffondendo positività e creando valore per le persone e la società, a partire dal qui e ora.
Da oltre 100 anni, il Gruppo è sinonimo di innovazione tecnologica e creatività incessante operando in un’ampia gamma di settori che vanno dalle applicazioni in ambito domestico allo spazio. Il valore che l’azienda offre va oltre la semplice praticità ed efficienza, per costruire e sostenere le basi affinché le persone possano vivere secondo i propri valori.
Il messaggio è rafforzato a livello globale da due video che illustrano l’impegno del Gruppo nel ‘rendere la vita di tutti i giorni più positiva’ attraverso il simbolo della gerbera rossa, che rappresenta ‘passione e sfide senza limiti’. Un richiamo diretto alla determinazione di Mitsubishi Electric nell’affrontare con tenacia le principali sfide sociali, tra cui il cambiamento climatico e il declino demografico, attraverso un approccio innovativo e responsabile.
Per dare visibilità al nuovo purpose, la filiale italiana di
Mitsubishi Electric lancia una campagna istituzionale che ha al centro la gerbera rossa e prevede una pianificazione advertising online sulle più importanti testate che si occupano di tematiche legate all’innovazione sociale e alla sostenibilità. La campagna consentirà all’utente di atterrare su una landing page dedicata, dove sarà possibile approfondire l’impegno continuo dell’azienda nel migliorare la società e visionare i due Purpose video.
“In un’epoca in cui l’incertezza e il cambiamento sono la norma, il nostro impegno è quello di trasformare ogni giorno in un’opportunità per costruire un futuro migliore, per tutti. “Better Begins Here” non è solo uno statement, ma la visione che guida ogni nostra azione: migliorare la società, diffondere positività e affrontare con passione e determinazione le grandi sfide del nostro tempo. Con la nuova campagna istituzionale, vogliamo testimoniare il ruolo attivo di Mitsubishi Electric nell’innovazione sociale e nella sostenibilità, rafforzando la nostra promessa di essere al fianco delle persone, oggi e domani”. Ha dichiarato Alessandro Magrini - HR, GA & Corporate Communication General Manager di Mitsubishi Electric filiale italiana.
La pianificazione della campagna è a cura di Imageware.
RDZ scende in campo per consolidare competenze e relazioni all’insegna del lavoro di squadra
Confermare e rafforzare il percorso avviato lo scorso anno attraverso la campagna corporate “Il clima ideale? È una questione di esperienza”: è questo il primo obiettivo per il 2026 di RDZ, player di primo piano nei sistemi radianti di riscaldamento e raffrescamento, che continua a investire sulla coesione aziendale, sull’aggiornamento professionale dei suoi collaboratori e sulla brand reputation. Quello lanciato pochi mesi fa è infatti un progetto di comunicazione a 360 gradi, pensato per raccontare l’expertise come elemento distintivo nella progettazione del comfort climatico, tradotto in un approccio concreto al mercato fatto di ascolto, supporto e condivisione. Ed è proprio per questo che assume un’importanza strategica la riunione agenti RDZ - tenutasi il 12 e 13 febbraio 2026 presso l’Imoco Center di Villorba -, dal titolo “In campo con energia e passione”. Due giornate dedicate al dialogo, alla condivisione di strategie e obiettivi e al rafforzamento del senso di appartenenza, in una location che richiama valori come lavoro di squadra, determinazione e preparazione, da sempre alla base del modo di operare dell’azienda. L’incontro ha rappresentato infatti un momento chiave per allineare visione, priorità e strumenti, valorizzando il ruolo centrale della rete commerciale nella diffusione sul territorio del patrimonio di competenze RDZ. “Abbiamo voluto scegliere, come sede dell’evento, il centro sportivo della squadra di pallavolo che stiamo sponsorizzando, una realtà che incarna valori di impegno,
passione e gioco di squadra: gli stessi che vogliamo portare anche in questa occasione e nell’anno al quale ci stiamo affacciando”. - spiega Andrea Piccinin, Direttore Generale di RDZ - “In questo contesto, l’appuntamento ha assunto un tono più informale e sportivo, con un momento fuori dagli schemi dedicato anche al divertimento ma, per noi, dal forte valore simbolico e motivazionale: un torneo di Padel aperto ad agenti e personale RDZ”. La seconda fondamentale tappa di questo percorso all’insegna della relazione e del coinvolgimento sarà lo Sponsor Day del 1° marzo. Un appuntamento dedicato a partner e stakeholder, durante il quale RDZ sarà il main sponsor della prima partita di Playoff della Prosecco DOC A.Carraro Imoco Volley. Sarà un’occasione preziosa per incontrare clienti e progettisti, offrendo loro un’esperienza entusiasmante e trasmettendo i valori che l’azienda e la squadra condividono: cultura della performance, determinazione e qualità. Attraverso questi appuntamenti, nel 2026 RDZ rafforza un posizionamento che vede nell’esperienza non solo un elemento identitario, ma una leva strategica capace di generare valore reale per agenti, progettisti, installatori e partner. Un valore che nasce dal lavoro quotidiano di professionisti, dalla condivisione delle conoscenze e dalla forza del fare squadra. RDZ si pone così come punto di riferimento stabile, al fianco di chi progetta e realizza soluzioni di comfort climatico sempre più efficienti, affidabili e orientate al reale benessere delle persone.
Dal mercato NEWS
REHAU FOR YOU 2026: premi rinnovati, punti extra e nuove opportunità per gli installatori
È ufficialmente ripartita il 2 marzo l’edizione 2026 di REHAU FOR YOU, l’operazione a premi riservata agli installatori termoidraulici che scelgono la qualità dei prodotti e dei sistemi a marchio REHAU. Un’iniziativa ormai consolidata che continua a crescere in partecipazione e valore, confermandosi uno strumento strategico di fidelizzazione e partnership per REHAU Water Technologies.
Attivo dal 2019 con oltre 1000 iscritti, il programma fedeltà torna con importanti conferme e aggiornamenti pensati per semplificare la partecipazione, velocizzare la raccolta punti e rafforzare i vantaggi riservati ai membri del Quality Club
4.0, che da quest’anno introduce un nuovo livello di partnership.
Novità 2026: più flessibilità e doppi punti FASTLOC
Tra le principali novità figura l’estensione del periodo di caricamento delle fatture, che passa da tre a quattro mesi dalla data di emissione. Anche quest’anno le fatture potranno essere caricate anche via WhatsApp per garantire una maggiore flessibilità operativa.
Dal 1° aprile al 31 dicembre, inoltre, tutti gli acquisti della gamma FASTLOC daranno diritto a doppi punti, consentendo agli installatori di accumulare punti più rapidamente e valorizzare una delle soluzioni impiantistiche più apprezzate del portfolio REHAU Water Technologies. Sono confermati il Bonus Akademie – che assegna punti extra a chi partecipa ai corsi REHAU Akademie a catalogo – il Welcome Bonus per i nuovi iscritti e il Fidelity Bonus per chi raddoppia il valore delle fatture caricate rispetto all’anno precedente.
Quality Club 4.0: il nuovo livello
Special Partner VIP
A fine anno i partecipanti potranno verificare il raggiungimento della soglia di accesso al Quality Club 4.0, che attualmente conta 240 tra Special Partner Silver e Gold. Far parte del Club REHAU permette di beneficiare di strumenti dedicati, vantaggi esclusivi e visibilità sul sito web dell’azienda. La novità del 2026 riguarda l’introduzione del livello Special Partner VIP, riservato agli installatori che per cinque anni consecutivi hanno mantenuto un determinato volume di caricamento fatture. Un riconoscimento alla continuità nel tempo che REHAU Water Technologies premia con benefit e omaggi dedicati, per consolidare ulteriormente la partnership.
Raccolta punti e Catalogo premi 2026
La raccolta punti REHAU FOR YOU si concluderà il 31 dicembre 2026, mentre gli omaggi potranno essere richiesti entro il 28 febbraio 2027. Il nuovo Catalogo premi 2026 propone una selezione rinnovata per le categorie Cucina, Viaggi, Esperienze e Formazione, Attrezzature, Tech-Cool, Mondo Samsung, Mondo Apple e Benessere e Tempo libero, oltre ai premi Extra disponibili per periodi limitati nel corso dell’anno.
Samsung HVAC a MCE 2026: Innovazione, Connettività e Comfort al centro della Transizione Energetica Europea
In occasione della principale fiera europea del settore HVAC, Mostra Convegno Expocomfort, Samsung ha delineato la propria visione per il presente e il futuro del comfort climatico durante la conferenza che si è tenuta presso l’Auditorium di Fiera Milano il primo giorno di MCE. La conferenza si è aperta con l’intervento di Wim Vangeenberghe, presidente di SEACE. Il mercato HVAC europeo è al centro di una profonda trasformazione. La spinta verso l’elettrificazione, la decarbonizzazione degli edifici e l’accelerazione del settore delle pompe di calore ridisegnano gli equilibri competitivi del settore. Samsung si posiziona come protagonista di questo cambiamento con investimenti strategici mirati e un portafoglio in rapida espansione. Tra le novità più rilevanti a livello europeo, Samsung ha annunciato l’espansione della gamma Chiller modulari in pompa di calore, che consentono di indirizzare segmenti di mercato ad alto potenziale in ambito residenziale e terziario. L’acquisizione di FläktGroup, inoltre, oltre a rafforzarne significativamente il posizionamento in ambito HVAC, ha permesso a Samsung di ampliare significativamente il proprio portfolio, offrendo a progettisti e architetti la possibilità di accedere a soluzioni a 360°. L’operazione rappresenta l’ultimo di una serie di investimenti nell’espansione dell’R&D a favore di tutta la supply chain.
INNOVAZIONE DI PRODOTTO: CHILLER IN POMPA DI CALORE, SISTEMI VRF E POMPE DI CALORE
Sul fronte della tecnologia, Samsung ha presentato le ultime evoluzioni della propria gamma per applicazioni di grandi volumi, confermando la leadership nell’innovazione di prodotto:
• Chiller in pompa di calore EHM: nuova gamma di soluzioni idroniche modulari e aria-acqua per applicazioni residenziali, commerciali e industriali, con elevata efficienza energetica e soluzioni scalabili, EHM (da 40 a 70kW) e EHM V shape (da 73 a 167kW), entrambe disponibili anche in versione HT con gas R290 per una temperatura di mandata fino a 78 gradi. L’intera gamma si distingue per l’elevata flessibilità applicativa, grazie alla disponibilità di numerose configurazioni e di un’ampia scelta di accessori, che permettono di adattare ogni unità alle specifiche esigenze dell’impianto
• Pompe di Calore EHS: un’ampia offerta nella gamma di pompe di calore per il residenziale e il light commercial, tra cui la nuova EHS Quint pompa di calore aria-acqua che produce simultaneamente riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria, grazie all’esclusivo layout del circuito frigorifero, che separa la linea frigorifera da quella idraulica, si configura come un sistema a pompa di calore “ibrido”, capace di mantenere la semplicità di installazione di una monoblocco offrendo al tempo stesso il comfort tipico dell’e-
spansione diretta. Con prestazioni ottimizzate e integrazione digitale avanzata tramite EHS Remote Care per il monitoraggio e la gestione da remoto degli impianti. Per i progettisti di edifici residenziali a più unità, anche il Controllo in cascata, capace di gestire e ottimizzare più Pompe di Calore in serie.
• Sistemi VRF DVM: aggiornamenti e ampliamenti della piattaforma multi-split commerciale con intelligenza artificiale nativa e ampliamento della gamma con l’introduzione delle soluzioni con refrigerante R32 e quelle da interno ClimateHub S2, HydroUnit.
FORMAZIONE, IA E PROSSIMITÀ: I PILASTRI DELLA RETE SAMSUNG
Il percorso di crescita di Samsung sul mercato italiano si fonda su una strategia multicanale che mette al centro la professionalità e il supporto costante alla rete, come dimostrato dai pilastri della attuale offerta.
• Formazione continua attraverso la Samsung Aircon Academy e il programma di formazione ai CAT ufficiali Samsung. Un impegno che si traduce nel riconoscimento dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (ITQF) come Miglior Servizio di Assistenza in Italia della categoria Climatizzatori da ben sette anni consecutivi, e per il primo anno anche nella categoria Pompe di Calore.
• Una rete potenziata di agenzie commerciali e incontri tecnico-formativi dedicati ai professionisti del settore, presente in modo capillare sul territorio italiano
• Partecipazione attiva alle principali fiere di settore e ad eventi di alto profilo – come Clima 2025 organizzata da REHVA per i progettisti e HPT, la prima fiera dedicata al segmento in forte espansione delle pompe di calore.
• Un’evoluzione verso i servizi con intelligenza artificiale integrata, che arricchisce il valore offerto alla clientela professionale e residenziale attraverso SmartThings e SmartThings Pro.
• Samsung Loyalty Programme, il programma fedeltà dedicato agli installatori professionisti del settore – attivo in Italia da cinque anni e quest’anno rinnovato anche nell’offerta a catalogo, con servizi dedicati come documentazione e contenuti a supporto.
Dal mercato NEWS
MEFA Italia a MCE 2026: soluzioni evolute per l’impiantistica del futuro
MEFA Italia ha partecipato a MCE Mostra Convegno Expocomfort 2026 confermandosi tra i principali player nelle soluzioni di fissaggio e supporto per impianti.
La manifestazione rappresenta un’occasione strategica per presentare innovazioni e rafforzare il dialogo con i professionisti del settore HVAC+R.
OPTIMUM XLV: il sistema modulare di nuova generazione
Tra le novità principali spicca OPTIMUM XLV, sistema progettato per applicazioni industriali e MEP.
Caratterizzato da materiali avanzati come lo zinco-magnesio e componenti ad alta resistenza alla corrosione, garantisce prestazioni elevate anche in ambienti complessi.
Flessibilità e rapidità di installazione
Il design a quattro lati asolati consente regolazioni millimetriche su ogni asse, mentre il connettore OPTI-Lock per-
mette un montaggio rapido e sicuro.
Il risultato è una significativa riduzione dei tempi di installazione e maggiore efficienza in cantiere.
Gamma completa e applicazioni specialistiche
Accanto a OPTIMUM XLV, MEFA presenta anche: sistemi CENTUM® e CENTUM® Atlas; il Sistema di Montaggio 45; soluzioni dedicate al settore antincendio. Un’offerta completa pensata per rispondere alle esigenze più complesse dell’impiantistica moderna.
Innovazione e confronto internazionale
La partecipazione a MCE rappresenta per MEFA Italia un momento chiave per consolidare il proprio posizionamento e sviluppare nuove collaborazioni in un contesto internazionale orientato a innovazione e sostenibilità.
Clivet a MCE 2026: il “Natural Comfort” protagonista tra innovazione e sostenibilità
In occasione di MCE Mostra Convegno Expocomfort 2026, Clivet ha portato in scena il concetto di “Natural Comfort”, trasformando il proprio stand in un’esperienza immersiva dedicata al benessere sostenibile.
Come sottolineato dal CEO Stefano Bellò, il comfort naturale nasce dalla perfetta integrazione tra riscaldamento, raffrescamento, qualità dell’aria e gestione energetica. Un approccio che guida l’azienda da oltre 35 anni nello sviluppo di soluzioni innovative.
Il Breathing Pavilion: il comfort da vivere
Nel “Breathing Pavilion”, Clivet ha proposto un percorso esperienziale dove i visitatori possono toccare con mano le tecnologie grazie agli ambienti climatizzati con sistema FULLNESS.
L’obiettivo è trasformare dati tecnici in sensazioni reali, offrendo un’esperienza diretta di silenziosità, qualità dell’aria e benessere ambientale.
Soluzioni per data center, terziario e residenziale
Tra le principali novità presentate:
• sistemi per data center con gestione intelligente e chil-
ler a levitazione magnetica;
• soluzioni integrate per il terziario, con sistemi VRF e rinnovo aria evoluto;
• sistemi residenziali completi per l’indipendenza energetica, con gestione centralizzata.
Un’offerta pensata per rispondere alle esigenze di efficienza e sostenibilità nei diversi ambiti applicativi.
Innovazione e nuovi refrigeranti
Grande attenzione anche ai refrigeranti naturali, come il propano, con una gamma completa di soluzioni per residenziale e terziario.
L’innovazione tecnologica si affianca a un forte impegno ambientale, in linea con le direttive europee e gli obiettivi di decarbonizzazione.
Relazioni, formazione e networking
Lo stand Clivet diventa anche uno spazio di incontro, con aree dedicate come il Natural Bar, la Clivet University e i Clivetalks. Un ecosistema pensato per rafforzare il dialogo con partner, progettisti e installatori, valorizzando competenze e opportunità di business.
Dove posso trovare l’Installatore
Ritira la tua copia presso uno dei seguenti punti vendita associati ANGAISA
PIEMONTE/VALLE D’AOSTA
TO SETTIMO TORINESE ASTON S.r.l. (Gruppo Comini) Strada Cebrosa, 102 10036 Tel. 011-8022020
TO CIRIE' B.P. TERMOSANITARI S.r.l. Via Taneschie, 14 10073 Tel. 011-9208975
AL CASALE MONFERRATO DOMOGAS s.a.s. di Cavalli Elisabetta e C. Via Turcotti, 6/8 Z.I. 15033 Tel. 0142-77225
TO IVREA F.I.R. di BARCAROLO MARIO S.r.l. Via Grande, 5 10125 Tel. "0125-615538
VE CHIOGGIA ZAMBONIN S.r.l. Via P.E. Venturini, 139 30015 Tel. 041-491400 EMILIA-ROMAGNA
RE REGGIO EMILIA BERTANI S.p.A. Via Daniele Da Torricella, 40 42122 Tel. 0522-355511
RE CORREGGIO CARBONI ITS S.r.l. Via Mandrio, 1/B - 3/A 42015 Tel. 0522.633211
BO BOLOGNA COMMERCIALE S.A.C.I.R. S.r.l. Via Dei Lapidari, 17 40129 Tel. 051-356400
BO ALTEDO DELFINO Soc. Coop. Via Del Lavoro, 25/A 40051 Tel. 051-6601280
FC FORLI IDRO ZETA S.r.l. Via Golfarelli, 64/66
0543-802711
MO MIRANDOLA IDROMARKET S.r.l. Via Statale Sud, 58 41037 Tel. 0535-610490
MO VIGNOLA IDROSANITAS di Luccarini Gino S.r.l. Via C. Battisti 3 41058 Tel. 059-772128
BO CALDERARA DI RENO MIRA S.r.l. Via Turrini, 1 40012 Tel. 051-727329
MO CARPI NUOVA SIRT S.r.l. Via Liguria, 47 41012 Tel. 059-645900
PC PIACENZA SPAZIO S.p.A. Via Mentovati, 24 29122 Tel. 0523-576311
FC FORLI' VISANI S.r.l. a socio unico Via Balzella, 81/B 47122 Tel. 0543-796651 TOSCANA
LU ALTOPASCIO C.L.L.A.T. S.p.A. Via Mammianese - Localita Fonte 18 55011 Tel. 0583-244400
FI FIRENZE CHIESSI & FEDI S.p.A. P.zza L.B. Alberti, 32 50136 Tel. 055-678451
MS MONTIGNOSO DELLA ZOPPA TERMOSANITARI di Tani Luca Viale Marina, 122 54038 Tel. 0585-349410
PO PRATO FIP S.r.l. Via Mantova, 38/40 59100 Tel. 0574-69931
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GR GROSSETO SANSIRO S.r.l. Via Smeraldo 31/33
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