www.casaeclima.com
Organo ufficiale
bimestrale
ISSN: 2038-0895
Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE
N. 63 · Anno XI · ottobre 2016
PIRAMIDE IN VETRO PER LO SKYLINE MILANESE
Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010
CODICE APPALTI PAROLA D’ORDINE: QUALITÀ RADIANCE & TOOLS PROGETTARE LA LUCE NATURALE ISOLAMENTO “NUOVA PELLE” PER EDIFICI STORICI CASE STUDY RIQUALIFICARE UN IMMOBILE DELLA DIFESA E-MOBILITY AUTO ELETTRICA, COME TI RICARICO?
BIM NELLE COSTRUZIONI A che punto siamo?
CONTO TERMICO
Perché è importante parlarne?
L’ACQUA È FONTE DI VITA. Basta questa ragione per fare dell’acqua sanitaria la nostra più grande priorità. L’acqua è il bene più prezioso sulla Terra. Ecco perché Viega accetta la propria responsabilità di leader del mercato ponendo l’igiene dell’acqua sanitaria al centro dei suoi obiettivi, affrontando ogni giorno le sfide per migliorare i sistemi di installazione. Attraverso un programma di formazione di altissimo livello Viega favorisce uno scambio di conoscenze specialistiche, sia in termini normativi sia di tecnica d’installazione. Viega. Connected in quality.
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La soddisfazione di fare la cosa giusta.
IN QUESTO NUMERO
04 Novità prodotti 14
IL PARERE DI…
Ruolo e valore delle detrazioni sull’efficienza energetica
Dopo gli annunci del Presidente del Consiglio, del Vice Ministro Morgando e del Sottosegretario Barretta, torniamo a parlare degli eco-bonus e della loro proroga
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INTERVISTA A: RICCARDO NENCINI
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Nuovo Codice Appalti, parola d’ordine qualità Dal 19 aprile scorso è entrato ufficialmente in vigore il nuovo Codice degli Appalti. Abbiamo intervistato l’onorevole Riccardo Nencini, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, per cercare di fare il punto della situazione BUILDING INFORMATION MODELING
Il caso dell’ex Batteria Stella di Genova. Un modello operativo replicabile anche in edifici affini
Auto elettrica, come ti ricarico?
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Fra la Via Emilia e il West
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Contabilizzazione del calore
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Norme Tecniche per le Costruzioni, la nuova bozza
Per la crescita di un settore ormai da troppi anni in crisi, ANCE, FINCO e OICE promuovono lo sviluppo e l’attuazione del Building Information Modeling. Ma…gradualmente
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Perché è importante parlare del Conto Termico?
Il Conto termico è un incentivo che vive da più di tre anni, ma con scarsissimi risultati. È quindi importante chiarire per quali ragioni è importante che si cominci a parlarne…più e meglio
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DENTRO L’OBIETTIVO
Una piramide di vetro arricchisce lo skyline di Milano
Firmato dallo studio Herzog & de Meuron, il complesso che ospiterà la nuova Fondazione Feltrinelli e l’head quarter di Microsoft a Porta Volta è pronto per l’inaugurazione. E per ottenere la Leed Gold
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RADIANCE & TOOLS
Progettare la luce naturale
Radiance è un software utilizzato, sia a livello di ricerca che dai progettisti, per la simulazione professionale della luce naturale e artificiale ISOLAMENTO
Organo ufficiale di:
Comitato consultivo Carla Tomasi (Finco) Angelo Artale (Finco) Giorgio Albonetti (Quine) Marco Zani (Quine) Comitato scientifico Daniela Aga Rossi (Aipe) Vincenzo Andreazza (Ipaf) Cesare Boffa (Fire) Sergio Fabio Brivio (Finco) Paolo Cannavò (Fecc) Riccardo Casini (Unicmi) Davide Castagnoli (Anacs) Innocenzo Cipolletta (Aifi) Daniela Dal Col (Anna) Gianluca Di Giovanni (Assofrigoristi) Francesco Fontana (Assingeo)
bimestrale Nicola Antonio Fornarelli (Acmi) Fabio Gasparini (Assites) Gabriella Gherardi (Aises) Donatella Guzzoni (Sismic) Iginio Lentini (Union) Giuseppe Lupi (Aipaa) Antonio Maisto (Assoverde) Luca Marzola (Zenital) Giannantonio Massarotti (Assobon) Carlo Miana (Assoroccia) Laura Michelini (Anfit) Fabio Montagnoli (Pile) Marco Patruno (Fisa) Dino Piacentini (Aniem) Massimo Poggio (Fias) Carmine Ricciolino (Aiz) Walter Righini (Fiper) Angelo Sticchi Damiano (Aci) Bruno Ulivi (Ait) Johann Waldner (Lignius)
Le stazioni di charging per veicoli elettrici si differenziano per modalità e tempi di ricarica, nonché per potenza nominale erogata. Per questi motivi la loro installazione deve essere progettata in base al tipo di alimentazione scelta e rispettare le attuali normative in vigore per gli impianti elettrici VISTI IN FIERA
Scorre lungo l’asse autostradale Bologna-Verona, o meglio fra le due fiere Cersaie e Marmomacc, un’interessante tendenza che vede l’architettura sposarsi con il gres porcellanato, il legno e le “new surfaces”. Al di là delle tendenze materiche, cromatiche o di texture, da questi due appuntamenti emergono una serie di proposte e di prodotti sempre più collocati a metà strada fra l’interior e l’architettura DOMANDE E RISPOSTE
Risponde l’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia della Provincia autonoma di Trento NTC
La pubblicazione in Gazzetta prevista per fine 2016
IL PARERE DELL’ASSOCIAZIONE RESTAURATORI D’ITALIA
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La questione sindacale nel settore del restauro
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Troppi timori e lo smart working non decolla
“Nuova pelle” per edifici storici
In molti edifici storici l’applicazione di un sistema isolante interno risulta essere una delle poche strade percorribili. Un’attenta analisi e valutazione di quelle che sono le potenzialità e i rischi sono alla base di una corretta progettazione dell’intervento di isolamento interno
E-MOBILITY
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Bim e digitalizzazione nelle costruzioni: a che punto siamo? FOCUS
CASE STUDY
Come riqualificare il patrimonio immobiliare della Difesa?
Fondata da Andrea Notarbartolo Direttore responsabile Marco Zani Redazione Alessandro Giraudi, Silvia Martellosio, Eleonora Panzeri, Erika Seghetti redazione.casaeclima@quine.it Art Director Marco Nigris Grafica e Impaginazione Balzac - MN Hanno collaborato a questo numero Claudio Berardi, Umberto Berardi, Giorgio Butturini, Francesca Ferlito, Andrea Fornasiero, Elena Lucchi, Marina Maugeri, Claudio Moltani, Renata Morbiducci, Maurizio Pedrini, Michela Pascucci, Valeria Verga, Roberto Zecchin Pubblicità Quine Srl 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 72016740 – dircom@quine.it Traffico, Abbonamenti, Diffusione Rosaria Maiocchi Editore: Quine srl www.quine.it Presidente Giorgio Albonetti Amministratore Delegato Marco Zani Direzione, Redazione e Amministrazione 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 72016740 e-mail: casaeclima@quine.it
Tutelare la specificità dei restauratori per tutelare il patrimonio storico e artistico SMART WORKING
Il telelavoro offrirebbe diversi vantaggi, tra cui un ragionevole aumento della produttività connesso ad un miglioramento della qualità di vita
Servizio abbonamenti Quine srl, 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 e-mail: abbonamenti@quine.it Gli abbonamenti decorrono dal primo fascicolo raggiungibile. Costo copia singola: euro 2,30 Stampa Prontostampa S.r.l. - Zingonia - BG Casa&Clima è stampata su carta certificata Chlorine Free Iscrizione al Tribunale di Milano N.170 del 7 marzo 2006.
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In copertina: Servizio a pagina 32 Credit: Filippo Romano
NOVITÀ PRODOTTI
Smart Building, dati in tempo reale
Rilevatore di perdite di gas refrigerante
Honeywell presenta EBI R500, nuova release di Enterprise Buildings Integrator, il più importante sistema per la gestione degli edifici sviluppato da Honeywell. EBI R500 sfrutta la connettività degli edifici per trasformarli in asset strategici per le aziende. Le principali caratteristiche del sistema comprendono: Maggiore quantità di dati – I miglioramenti di performance di EBI incrementano la quantità di dati del 200%, aumentano la connettività generale dell’edificio e riducono i costi IT grazie all’utilizzo di un numero inferiore di server EBI. I facility manager avranno a disposizione dati sull’edificio ancora più granulari, sia relativi alla temperatura degli ambienti, ai livelli di umidità e alla qualità dell’aria, che ai punti di controllo degli accessi e ai feed di video sorveglianza. Migliore Compliance IT – EBI è compatibile con l’ultimo sistema operativo Microsoft Windows e Windows 2012 Server agevolando un costante adeguamento agli standard operativi dei sistemi IT e della sicurezza. Connettività Cloud e Mobile – Tra le novità di EBI R500 figura la nuova mobile app progettata per fornire ai facility manager maggiore consapevolezza sulle performance e sul funzionamento del building. I facility manager riceveranno su smartphone e tablet le notifiche di eventuali problemi sul sistema e sulla strumentazione prima che si verifichino guasti o interruzioni del funzionamento. Grazie alla mobile app è possibile accedere da remoto alla gestione del building e dei dati relativi. EBI è abilitata al cloud e può connettersi a una serie di servizi cloud di Honeywell, alcuni dei quali analizzano i dati della struttura, facilitano scelte relative al miglioramento delle performance dell’edificio e alla riduzione dei costi energetici. www.ebi.honeywell.com
La perdita di gas refrigerante in qualsiasi impianto è causa di una riduzione delle prestazioni e della relativa efficienza dell’impianto, andando a impattare sui costi di gestione. Nonostante il gas R410 non sia né tossico né infiammabile, in un ambiente chiuso e con poco riciclo di aria, potrebbe essere causa di problemi respiratori. Allo scopo di preservare la sicurezza degli ambienti e gli sprechi di energia, l’Europa ha emanato la norma UNI EN 378 che impone, in caso di una perdita, di non superare la concentrazione di 440 g/m3. Nei locali piccoli questa soglia potrebbe essere superata; è quindi necessario installare un sistema di rilevazione delle perdite di gas. Il rilevatore messo appunto da Toshiba è costituito da un sensore collegato all’unità interna che misura la concentrazione di refrigerante e, in caso di perdita, crea un allarme sia visivo che sonoro. In aggiunta, per aumentare la sicurezza, è possibile installare, direttamente a monte delle tubazioni, delle valvole di intercettazione che isolano l’unità interna che è causa della dispersione di refrigerante. In questo caso si interrompe la fuoriuscita di gas e l’impianto può continuare a funzionare in attesa di un intervento del tecnico. I rilevatori sono compatibili con l’intera gamma di sistemi VRF e collegabili a tutti i modelli di unità interne disponibili. www.toshiba.it
Sistema di gestione e controllo per dispositivi di riscaldamento a pellet IMIT Control System ha ideato e realizzato un nuovo sistema di gestione e controllo automatico dei dispositivi di produzione di calore, compatibile con le principali categorie di impianti a pellet. Il sistema di controllo è costituito da una scheda elettronica di monitoraggio e regolazione di potenza, un controllo remoto per l'impostazione dei parametri di termoregolazione e la visualizzazione della temperatura d'ambiente e da un pannello comandi a bordo macchina realizzato sulle specifiche dell'impianto esistente. Il cuore elettronico del sistema consente di gestire con pochi gesti semplici ed intuitivi le principali funzioni di attività ordinarie ed offre all'utente la possibilità di accedere a funzioni speciali, quali l'accensione automatica o manuale, la selezione tra 5 programmi di termoregolazione preimpostati, la consultazione di statistiche di esercizio ed un service tool per il setup e la diagnostica dell'impianto. Inoltre, uno speciale menù permette l'attivazione di opzioni “safe” come la funzione anti-blocco, antigelo, post-circolazione per accumulo ed anti-legionella, per godersi il calore domestico in tutta sicurezza. www.imit.it
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n.63
NOVITÀ PRODOTTI
Valvole di design Oltre alle “classiche” valvole termostatizzabili, nella gamma di valvole termostatizzabili proposte da Oventrop è presente una gamma completa di valvole di design di diverse finiture (bianche, cromate, inox). Punta di diamante della gamma di valvole serie “E” è il termostato “Pinox”, che sta ottenendo ampi consensi sia per le sue caratteristiche tecniche, che estetiche. Il design contemporaneo di Pinox ha consentito all'azienda di ottenere il Design Plus che viene assegnato nel corso della manifestazione fieristica ISH di Francoforte da una giuria di designer ed esperti del settore. www.oventrop.com
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Lampada riscaldante a raggi infrarossi La lampada a raggi infrarossi da installazione a parete Thermologika Design di Vortice è inseribile in qualunque ambientazione domestica o commerciale grazie al design elegante e moderno che la caratterizza. Idonea quando è necessario un caldo istantaneo anche in ambienti con bassa temperatura o in locali a contatto diretto e continuo con l’esterno. È disponibile in 5 colori con differenti finiture: goffrata in grigio o blu, lucida in bianco, grigio chiaro o grigio antracite. www.vortice.com
Soluzione oscurante per porte interne bianche
Massetto radiante autolivellante a basso spessore
Le guarnizioni “No Luce” di Roverplastik mantengono tutte le funzioni delle guarnizioni tradizionali per porte interne, ma in più hanno una funzione oscurante. Per consentire un livello estetico ottimale, le guarnizioni utilizzate sono dello stesso colore delle porte su cui sono applicate; così in presenza di infissi bianchi, vanno selezionate guarnizioni bianche. Questo spesso costituisce un problema in quanto le guarnizioni bianche in commercio non sono oscuranti e non impediscono, quindi, il passaggio della luce tra il battente e il telaio. Per risolvere questo problema e migliorare il comfort abitativo, l'azienda ha sviluppato le nuove guarnizioni bianche “No Luce” che, grazie ad un trattamento dei materiali utilizzati, sono anche in grado di agire come una barriera volta a bloccare il passaggio della luce e delle polveri. www.roverplastik.it
Con la nascita degli impianti radianti denominati “slim” o per la “ristrutturazione”, capaci di essere installati in spessori anche inferiori a 3 cm (massetto incluso), Laterlite amplia la proposta di massetti radianti con PaRis SLIM, nuovo massetto autolivellante a basso spessore specifico per sistemi di riscaldamento/ raffrescamento a pavimento in ristrutturazione. Creato per integrarsi al meglio nell’impianto radiante a basso spessore, il massetto può essere impiegato in interni su impianti di riscaldamento e raffrescamento a pavimento. È inoltre adatto alla posa di qualsiasi tipologia di pavimenti, anche resilienti (gomma, pvc, linoleum) e ideale per la posa di pavimenti ceramici di grande formato. www.leca.it
n.63
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Climatizzazione per applicazioni semi-industriali PACi Elite è la nuova gamma di sistemi semi-industriali per la climatizzazione lanciata da Panasonic. I modelli offrono un raffrescamento continuo in condizioni di temperature esterne minime di -15 °C e massime di 46 °C. Il funzionamento in riscaldamento invece è garantito sino a temperature esterne minime fino a -20 °C. La gamma vanta di una linea completa di unità esterne da 5 kW a 25 kW monofase e trifase che consente la possibilità di installazioni in configurazione singola, doppia, tripla o quadrupla con una varietà di unità interne adatte ad ogni singola esigenza. È possibile collegare una unità di trattamento oppure una barriera d’aria ad espansione diretta. Le unità sono dotate di tecnologia inverter DC che in combinazione con il refrigerante R410A garantisce elevati coefficienti di prestazione energetica SEER A++ e SCOP A+.
Sistema di controllo Particolare attenzione è riservata anche ai sistemi di controllo. Fra le soluzioni proposte è degno di nota il Sensore Econavi (CZ-CENSC1), che consente di regolare automaticamente i parametri di funzionamento dei sistemi di climatizzazione PACi rilevando la presenza di persone ed i loro movimenti. Tale soluzione, ideale per applicazioni in uffici ed hotel, è compatibile con unità interne a cassetta, da parete, hide-away o da soffitto ed è posizionabile indipendentemente dall’unità interna. www.panasonic.com
ista aperto:
lettura e installazione in completa autonomia ista aperto è il nuovo sistema di contabilizzazione del calore che garantisce a installatori, gestori e manutentori, la totale indipendenza nella gestione del ripartitore, dalla mappatura del radiatore (fatta utilizzando la banca dati ista e in accordo alla norma UNI-EN 834:2014), all’installazione dell’apparecchio, fino alla lettura dei consumi mediante tablet o portale web. In qualsiasi momento è possibile affidare a ista il servizio di ripartizione.
ista Italia srl
Via Lepetit, 40
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Kit Smart a basso spessore per la climatizzazione radiante a pavimento Il corretto funzionamento di un impianto radiante passa attraverso la scelta del giusto sistema di termoregolazione che, oltre a garantire il massimo delle prestazioni dell’impianto, deve poter essere installato agevolmente anche dove lo spazio disponibile è limitato. Al fine di ridurre gli ingombri e facilitare la predisposizione della centrale termica, RDZ offre diverse soluzioni dedicate alla regolazione dei parametri dell’impianto. Per applicazioni residenziali di piccole dimensioni l'azienda propone la nuova gamma Kit Smart. Si tratta di una serie di sottostazioni complete, contenenti al loro interno un monoblocco miscelatrice/pompa a tecnologia altamente innovativa e collettori di distribuzione serie Control in ottone oppure Top Composit in tecnopolimero. La facilità di installazione, la compattezza del gruppo miscelante e la possibilità di acquistare il prodotto a fasi secondo lo stato di avanzamento del cantiere rendono i nuovi Kit Smart una soluzione sottile (solo 10 cm di profondità), modulare e affidabile. Tre i modelli disponibili in base alla tipologia di controllo utilizzata: Kit Smart PF con regolazione a punto fisso, Kit Smart Easy-Clima con regolazione climatica, Kit Smart VJ 0-10 con regolazione esterna. In tutte le versioni i Kit Smart sono dotati di valvola miscelatrice, circolatore elettronico a prevalenza e portata variabile, valvola unidirezionale, by-pass tarabile, termostato di sicurezza elettronico e funzione anti-grippaggio pompa, impianto elettrico cablato e connettore per l’allacciamento alla rete e al termostato ambiente. Sono inoltre completi di tubazioni in rame per il collegamento all’armadietto metallico di contenimento e ai collettori di distribuzione in modo tale da agevolare l’installazione a impianto ultimato e limitare quindi i rischi di furto o danneggiamento in cantiere. Ciascun Kit è infine provvisto di staffe e portina bianca con serratura e telaio regolabile, mentre è possibile prevedere opzionalmente gli attacchi per l’alta temperatura con 1, 2 o 3 uscite, il degasatore e l’isolamento anticondensa per funzionamento estivo. www.rdz.it
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Semplificare il lavoro di riscaldamento e condizionamento
LED per impianti sportivi, facciate e grandi aree
Grundfos MAGNA3 è la pompa adatta alle esigenze di riscaldamento e di condizionamento, facile da installare. Uno dei punti di forza del circolatore è la modalità di controllo intelligente AUTO AUTOADAPT che garantisce un equilibrio ottimale tra comfort ed efficienza energetica, semplificando l’installazione. La modalità AUTO AUTOADAPT permette, nella maggior parte delle installazioni, di contare su questa funzione per scegliere l’impostazione ottimale. Oltre alla modalità AUTO AUTOADAPT ADAPT,, la modalità di controllo FLOW ADAPT FLOWADAPT ADAPT e la funzionalità FLOWLIMIT LIMIT permettono l’impostazione di un limite massimo di portata per il circolatore. Il circolatore monitora, in modo continuo, la portata effettiva; questo evita il rischio di squilibri nell’impianto, riducendo l’utilizzo di valvole di bilanciamento e migliorando l’efficienza energetica totale dello stesso. Il risultato è un’installazione semplice che porta ad un risparmio energetico dell’85%, rispetto a una pompa standard. Per assicurare un’installazione senza problemi, l’azienda ha sviluppato l’applicazione GO Remote che comunica con la MAGNA3 nella fase di settaggio, aiutando gli installatori con la selezione del prodotto e fornendo informazioni sullo stesso. it.grundfos.com
La nuova generazione di impianti sportivi ha come obiettivi prioritari la sostenibilità ambientale, la redditività economica e la qualità dei servizi offerti. Per questi motivi, Disano illuminazione ha deciso di lanciare Forum LED, versione a LED di uno dei proiettori prodotti dall’azienda per impianti sportivi e illuminazione pubblica. Oltre alla qualità della luce (con temperature di colore da 4000 K a 5700 K e una resa del colore fino a CRI90), con Forum LED si ottengono anche consumi e potenze ridotte. Nell’illuminazione delle grandi aree pubbliche emergono altre problematiche, come la sicurezza, il contenimento dei consumi, l’uso appropriato della luce per evitare dispersioni e avere un risultato estetico soddisfacente. Forum LED nasce con una struttura modulare che permette diverse combinazioni di potenza, lumen e fasci luminosi. Con moduli singoli, doppi o tripli, distribuzione simmetrica, a fascio stretto o asimmetrica, il progettista può ottenere la luce ideale per tutte le esigenze. Inoltre, il gruppo ottico è stato studiato in modo da evitare dispersioni di luce ed effetti di abbagliamento. Con queste caratteristiche il proiettore è uno strumento utilizzabile in molti contesti come, per esempio, l’illuminazione architetturale delle facciate e dei monumenti, quella delle grandi infrastrutture (stazioni, ponti, aeroporti) e ovunque si voglia realizzare un’illuminazione tecnologicamente aggiornata. www.disano.it
Acciaio smaltato per il bagno I bagni non devono essere solo accoglienti e moderni, ma anche convenienti dal punto di vista economico. Sotto questo aspetto la qualità dei materiali — decisiva per la durata dell’utilizzo del prodotto — è un fattore competitivo. Kaldewei ha così deciso di utilizzare l’acciaio smaltato per realizzare piatti doccia, vasche da bagno e lavabi. Si tratta di un materiale di qualità che con le sue superfici vitree è al tempo stesso pregiato e robusto. I piatti doccia, le vasche da bagno ed i lavabi in acciaio smaltato resistono anche ad un frequente ricambio di inquilini. Lo conferma anche la garanzia di 30 anni offerta dall’azienda sulla qualità del proprio materiale. I piatti doccia smaltati possono essere inoltre incassati, conformemente alle norme DIN 4109 sull’isolamento acustico, nei condomini e presentano un livello 3 di insonorizzazione secondo le norme VDI 4100. www.kaldewei.it
10
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10 NUOVE K18 OGGI LA FLESSIBILITÀ È DI CASA
PER RISCALDARE CASA, 10 NUOVE VERSIONI Sistema in pompa di calore a gas super efficiente che, per il riscaldamento di casa e l’acqua calda sanitaria, usa al meglio l’aria, energia rinnovabile sempre disponibile. Per ogni esigenza, dove e come vuoi, anche da interno. Accendi il risparmio, accedi agli incentivi. Con K18 dimezzi le spese!
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NOVITÀ PRODOTTI
Simulare un impianto solare sulla propria casa Aiutare i cittadini proprietari di un immobile a saperne di più sull’energia solare. Ecco cosa è riuscita a fare Panasonic. La multinazionale giapponese ha lanciato un nuovo servizio online interattivo che consente di simulare in maniera immediata e gratuita l’installazione sul tetto di pannelli solari. La piattaforma “Simula il tuo impianto solare” utilizza un’applicazione di Google Maps e permette di disegnare sull’immagine satellitare l’area di tetto disponibile, calcolando i benefici in termini di risparmio che si possono potenzialmente ottenere.
Come funziona La piattaforma funziona in maniera molto intuitiva, seguendo alcuni semplici passaggi: • si inserisce l’indirizzo per raggiungere l’abitazione (casa singola o condominio) attraverso un’applicazione di Google Maps; • si delimita con il mouse la parte di tetto disponibile; • si inseriscono le caratteristiche generali del tetto (inclinazione sommaria; esposizione; presenza o meno di zone d’ombra; numero di componenti del nucleo familiare) • si inserisce un indirizzo mail valido a cui saranno mandati i risulati della simulazione. www.panasonic.ezzing.com
Il condizionatore che genera energia elettrica La società Be Power Tech ha recentemente progettato un condizionatore d'aria che non solo raffresca, ma genera anche elettricità. Be cool si avvale di alcuni dispositivi hightech fra i quali sistemi tradizionali di scambio di calore / massa, ma anche sistemi avanzati e innovativi.
Come funziona? Dopo aver intrappolato aria calda e umida, il sistema la introduce in un deumidificatore all'interno di un dispositivo di trasferimento di massa (HMX). Viene poi aggiunto un liquido essiccante, o una elevata concentrazione di sale. Il sale assorbe l'umidità dall'aria, facendo in modo che l'acqua avvii un processo di equilibrio che bilanci la concentrazione salina e acquosa. La soluzione salina, dopo aver assorbito l'umidità, ha una concentrazione leggermente ridotta di sale a causa dell'acqua. Essa viene pompata ad un dispositivo di evaporazione che rimuove la maggior parte dell'umidità. Nel processo di evaporazione, la soluzione salina si riscalda, richiedendo aria esterna e acqua. L'aria viene poi riscaldata, apparentemente in contraddizione con la funzione di raffreddamento. Per raffreddare l'aria, entra in funzione un altro dispositivo HMX ed è scisso in due flussi separati. Un flusso viene introdotto con acqua che fa nuovamente uso di raffreddamento evaporativo per ridurre la temperatura dell'aria. L'altra corrente, in un ambiente confinato, passa attraverso uno scambiatore di calore in cui entrambi i flussi convergono, ma non si mescolano. Il calore viene estratto, raffreddando così l'aria secca prima di essere nuovamente introdotta nell'edificio. www.bepowertech.com
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IL PARERE DI…
ANGELO ARTALE Direttore Generale FINCO
Ruolo e valore delle detrazioni sull’efficienza energetica Dopo gli annunci del Presidente del Consiglio, del Vice Ministro Morgando e del Sottosegretario Barretta, torniamo a parlare degli eco-bonus e della loro proroga u a cura della REDAZIONE
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dei cittadini viene ormai finalmente vissuta come un patrimonio. d ogni finanziaria, o legge di Stabilità che dir si voglia, Aiutiamo a trasformare la filiera in quello che in parte già oggi è: sino all’anno scorso assistevamo ad un dibattito circa cioè un’eccellenza dell’industria italiana. l’opportunità di rinnovo/proroga degli eco-bonus. Va osservato, peraltro, che la gran parte del supposto mancato In particolare, veniva enfatizzato il supposto minor introito per le casse dello Stato è attribuibile alla misura meno gettito che sarebbe causato all’Erario dai suddetti bonus, ma non “pregiata” (quella del 50%, prima 41%, poi 36%, domani ancora 36%, altrettanto - ad esempio - il contributo occupazionale delle misure se non prorogata, per la ristrutturazione edile), sia per il tempo dal che ha consentito, o mantenuto, l’occupazione di oltre 200.000 quale è in vigore, sia per il maggior numero di interventi effettuati persone in media annua e nemmeno il fatto che, solo nel 2015, vi siano state 286.000 domande di efficientamento energetico che per tale tipologia. ABBONATI PER PerLEGGERE il 65% — che oltre che all’emersione del nero ed allo stimolo hanno mosso oltre 3 miliardi di investimenti.Tra le ombre e le luci http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 economico contribuisce all’alleggerimento delle nostre bollette del nuovo testo normativo, rimane comunque la certezza che energetiche ed alla minor dipendenza estera alla virtuosità un passo avanti rispetto al passato sia stato fatto. Ma potrebbero ambientale ed all’innovazione tecnologica — la cifra è assai più essercene molti altri. Ne abbiamo parlato con il Dott. Angelo Artale contenuta. – Direttore Generale Finco. Anche per l’ovvio collegamento della detrazione con il sisma del 24 agosto scorso, va dato atto che tutti sembrano finalmente Ma qual era ed è il criterio seguito per stimare il concordi sul “se”, mentre vi sono i soliti distinguo sul “come” e supposto danno erariale? sul “quanto a lungo”. Intendiamoci: occorre sempre perseguire In sintesi, si prendono le domande, si stima la somma del loro un continuo miglioramento nei meccanismi agevolativi, senza importo e si calcola la parte che lo Stato avrebbe incassato come tuttavia stravolgere un meccanismo la cui conoscenza da parte imposta (cioè a valere sul 65% di detrazione). Ed ecco la cifra
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non eseguito in nero. A conferma di ciò sarà bene dare un’attenta di minor introito (aggiungendo a questo, paradossalmente, le occhiata allo stralcio della relazione tecnica alla Legge di Bilancio, minori entrate derivanti all’Enel ed all’Eni, e quindi allo Stato, dal redatta appunto dal MEF, che stima minor introiti IVA, IRPEF/IRES ed miglioramento dell’efficienza energetica). IRAP per la riqualificazione energetica. Ma le uniche statistiche che ci servirebbero – e che nessuno è Vi è poi un fattore “tempo” che questa volta sembra essere stato ovviamente in grado di fornire — sono: adeguatamente considerato dal punto di vista dell’Erario. Ed a • quanti avrebbero realizzato gli interventi (o li realizzeranno) senza proposito di tempi, sarebbe opportuno ripartire il periodo di lo stimolo delle detrazioni fiscali? ABBONATI PER LEGGERE detrazione dagli attuali 10 anni a 5 anni. • quanto nero è emerso attraverso tale meccanismo? Perché, se è http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 Per poter effettuare valutazioni più attente e tempestive è vero che alcuni interventi sarebbero stati comunque realizzati, comunque importante che l’Enea metta a disposizione subito non è certo in che percentuale essi sarebbero stati fatturati. i propri dati circa l’andamento delle domande. Soprattutto per Questi sono i principali due dati che servirebbero veramente, tarare al meglio la misura in questione, utile per dare spinta al anche per “anestetizzare” l’eccezione circa la mancata copertura settore delle costruzioni, ma anche per l’innovazione tecnologica, dei fondi da parte del MEF e della Ragioneria dello Stato e verificare l’efficienza energetica ed il risparmio del nostro Paese. il reale mancato introito del medesimo. In sostanza,per il benessere collettivo. Il MEF sa per certo che questi mancati introiti si riferiscono a lavori Diamo intanto atto al Governo della importante proroga. che sarebbero comunque stati fatti? No, non lo sa. Può al massimo affermare che chi ha fatto il cappotto di una casa o sostituito un infisso lo avrebbe forse ugualmente realizzato e che, sempre forse, il nuovo impianto sarebbe stato fatturato regolarmente e
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INTERVISTA A: RICCARDO NENCINI
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Parola d’ordine QUALITÀ C&C: Quali obiettivi si è posto il Governo varando questa riforma? Dal 19 aprile scorso è entrato R.N.: Abbiamo realizzato una vera riforma, che ha mandato in ufficialmente in vigore il nuovo soffitta il vecchio Codice che nell’arco di una decina d’anni aveva subito almeno duecentosettanta interventi di modifica. Direi che Codice degli Appalti. Si tratta di il nostro scopo è stato, anzitutto, quello di valorizzare il sistema uno strumento regolativo di grande delle PMI, che rappresentano la vera peculiarità dell’economia italiana. I concetti chiave del nuovo Codice degli Appalti importanza per disciplinare il mercato sono: addio al massimo ribasso, centralità della progettazione, in tutti i settori chiave della Pubblica pagamento diretto dei subappaltatori, divisioni dell’appalto in lotti e quote prefissate, clausole sociali per l’occupazione nel Amministrazione (a partire dai servizi), territorio. Altro obiettivo prioritario, che sottende a tutti gli altri, che ha visto la luce dopo una lunga è che alla trasparenza e alla legalità segua l’effettiva realizzazione delle opere. C’è poi il sostegno a chi utilizza prodotti del territorio opera di concertazione compiuta dal con un sistema incentivante che, a parità di progetto e di costo, Governo. Possiamo parlare di un’opera premia l’impresa che utilizza prodotti interamente Made in Italy. ancora in itinere, rispetto alla quale Inutile nascondere, però, che l’introduzione delle nuove norme ha creato anche ABBONATI PER notevoli LEGGERE sono state emanate importantihttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 linee difficoltà. Come mai? In effetti, il Codice è così innovativo che ha provocato e provoca guida applicative, che attende però tuttora qualche problema di applicazione anche alla Pubblica decreti attuativi in ambiti assai delicati. Amministrazione. C’è un taglio delle stazioni uniche appaltanti da quarantamila a duemila. È prevista la regolamentazione del Abbiamo intervistato l’onorevole dibattito pubblico, dei gruppi di pressione e dei pagamenti Riccardo Nencini, viceministro alle diretti ai subappalti. Un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese, a condizione che la piccola impresa sappia Infrastrutture e ai Trasporti, per consorziarsi, l’emarginazione del massimo ribasso, della variante cercare di fare il punto della situazione che non viene giustificata. Insomma, ci sono molti punti nuovi che vanno correttamente interpretati e applicati.
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I concetti chiave del Nuovo Codice degli Appalti sono: addio al massimo ribasso, centralità della progettazione, pagamento diretto dei subappaltatori, divisioni dell’appalto in lotti e quote prefissate, clausole sociali per l’occupazione nel territorio nuove regole, altrimenti si accumuleranno ritardi L’ansia maggiore, probabilmente, l’hanno vissuta le stazioni appaltanti. È d’accordo? non più comprensibili e giustificabili. Certamente Quest’atteggiamento di preoccupazione, avvicinandosi la data fatidica del 19 alle stazioni appaltanti, così come alle imprese, si aprile, era più che comprensibile specialmente da parte di certe amministrazioni chiede un deciso salto di qualità: è questo il vero locali. A dire il vero, in molte di esse serpeggiava inizialmente una sorta di senso del nuovo Codice degli Appalti. È necessaria, scetticismo circa l’effettiva capacità del Governo di mantenere la scadenza ABBONATI PER LEGGERE innanzitutto, una drastica riduzione delle stazioni prevista per l’introduzione del nuovo Codice.http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 Quando si è capito che questa volta appaltanti, ovvero degli enti che promuovono le si faceva sul serio è subentrato il panico, con un segno meno che ha toccato nei gare; nessuno sa di preciso quante siano. Si parla mesi precedenti aprile il 18% rispetto al 2015. D’altro canto, è anche vero che, di un numero da ventitremila a trentaseimila, ma nell’imminenza del termine fissato per l’introduzione del nuovo Codice, il segno probabilmente sono più di quarantamila. Si va dagli negativo si è portato a -3%, a testimonianza della rincorsa a servirsi del vecchio organi centrali dello Stato alle singole e piccole testo normativo per evadere molte gare d’appalto rimaste in sospeso. Poi, però, la scuole: il nostro obiettivo è ridurre il numero totale a forbice si è nuovamente allargata e adesso è assolutamente necessario recuperare duemila. Lo stesso discorso vale per le microimprese il tempo perduto procedendo celermente allo svolgimento delle gare con le
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Certamente alle stazioni appaltanti, così come alle imprese, si chiede un deciso salto di qualità. È questo il vero senso del nuovo Codice degli Appalti che difficilmente possono essere competitive sul mercato. Nel nostro Paese il 92% del settore è costituito da imprese di dimensioni assai contenute: il piccolo italiano non equivale, come dimensioni, a quello europeo, trattandosi soprattutto di realtà di dimensione familiare. I vantaggi che abbiamo previsto nel Nuovo Codice sono rivolti a piccole e medie imprese in grado di aggregarsi. Questa è la conditio sine qua non che abbiamo posto per stabilire una sorta di spartiacque, per quanti intendono accettare la sfida del cambiamento e del futuro.
Se dovesse individuare i punti di forza del Nuovo Codice, quali aspetti sceglierebbe? I pilastri sono due: dare la certezza nella realizzazione di un’opera, contrastare la corruzione, mettendo in trasparenza tutta una serie di adempimenti. Il testo legislativo che abbiamo varato ha tutti gli strumenti per realizzare un’efficace azione contro uno dei fenomeni senz’altro più preoccupanti e perversi connessi alle gare d’appalto. Due sono i meccanismi che abbiamo previsto per prevenire il malaffare: il primo attraverso un’effettiva semplificazione delle procedure; il secondo mediante la preziosa azione di vigilanza preventiva e successiva dell’Anac. Rimane però di fondamentale importanza un’azione educativa e pedagogica volta a rafforzare l’etica della responsabilità personale. Tramite questa legge, il Governo conta inoltre di poter revisionare molti progetti — soprattutto quelli più costosi — mettendo fine allo scandalo del grande numero di opere incompiute per cui l’Italia è al primo posto in Europa. Non dobbiamo dimenticare che, secondo i dati dell’Anac, nell’82% dei casi ci sono varianti in corso d’opera con incremento dei costi; tra questi, il 32% di chi ha vinto con il massimo ribasso.
Qual è attualmente lo “stato dell’arte” nell’applicazione del Nuovo Codice? È ormai in fase di completamento la decretazione, indispensabile per superare questa delicata e complessa fase di transizione. Stiamo raccogliendo i pareri dalle ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 In particolare, quali indicazioni europee avete recepito? grandi associazioni che rappresentano a trecentosessanta Direi senz’altro una certa esigenza di semplificazione e l’attenzione alla gradi il mondo delle imprese italiane. Il tutto, cercando di tematica sociale. L’Europa ci aveva chiesto un’attenzione stringente verso focalizzare l’attenzione su una serie di problematiche che la normativa pro-verde e il coinvolgimento attivo, come protagonisti, dei sono emerse e vanno affrontate e risolte al più presto per soggetti che operano sul territorio. Pensiamo di aver corrisposto pienamente sgomberare il campo dalle incertezze. a queste indicazioni. A questo proposito, avete previsto dei meccanismi correttivi in corso Dunque, meno burocrazia nello svolgimento delle gare d’appalto. Sarà un percorso tutto in d’opera? salita? Nel caso emergessero delle difficoltà, ci sarà tempo Di certo non sarà una passeggiata perché l’Italia ha un tasso di burocrazia fino all’aprile del 2017 per rivedere il Codice. Però nettamente superiore a quello di tutti gli altri Paesi europei. Il salto ad siamo ottimisti, perché pensiamo di aver fatto un buon ostacoli delle opere che vengono messe in cantiere è davvero incredibile, lavoro. Il metodo della concertazione ci ha guidato con almeno sei passaggi che allungano enormemente i tempi di realizzo. I nel sentire tutte le voci in campo, tenendo moltissimi fattori che rendono particolarmente tortuoso questo cammino sono almeno incontri e vagliando accuratamente ogni aspetto. Il tre; il primo è la carenza progettuale, in quanto le opere pubbliche italiane che, ovviamente, non significa che la legge — alla luce vengono portate in cantiere con deficienze che spesso si rivelano abnormi; della messa in campo — non presenti criticità o aspetti in secondo luogo, si rilevano sostanziali carenze di finanziamenti; infine, un da limare. Saremo pronti a eseguirne il “tagliando” al terzo aspetto frenante è rappresentato dall’intervento della magistratura, sia tavolo aperto a Palazzo Chigi con la massima cura ed di fronte al fenomeno della corruzione che sotto forma di ricorso al Tar. attenzione.
I pilastri del Nuovo Codice sono due: dare la certezza nella realizzazione di un’opera e contrastare la corruzione, mettendo in trasparenza tutta una serie di adempimenti 18
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NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI: LE PRINCIPALI NOVITÀ Numerose sono le disposizioni che modificano la previgente disciplina sui contratti pubblici (costituita, come si ricorderà, dal D. Lgs 163/2006, cd. “Decreto De Lise”), con l’obiettivo dichiarato, ma non sempre conseguito, di semplificare la materia, attuando altresì la normativa comunitaria introdotta dalle direttive europee n. 23, 24 e 25 del 2014. Riteniamo opportuna una breve e schematica rassegna delle innovazioni di maggior rilievo. di Antonella Crugliano, Arianna Laurenti, Sara Capizzi (Ufficio Legale e Appalti Dipartimento Tecnico Patrimoniale AUSL di Bologna)
Qualificazione delle stazioni appaltanti (art. 37) ed altri adempimenti
consentita esclusivamente per l’affidamento a contraente generale, finanza di progetto, concessione, partenariato Novità di forte impatto è invece l’obbligo di qualificazione per pubblico privato, contratto di disponibilità). È tuttavia da le stazioni appaltanti, previsto e regolato dal Titolo Secondo – segnalare la presenza di ulteriori eccezioni a tale divieto, parte prima (art. 37 e successivi) del nuovo codice, che diviene ancorché sprovviste di sistematicità ed organicità: si veda condizione necessaria per procedere autonomamente ad esempio l’art. 28, rubricato “Contratti misti di appalto”, all’acquisizione di forniture e servizi di importo pari o nel cui novero rientra per definizione l’appalto integrato, superiore ad Euro 40.000 e di lavori di importo pari o cd. semplice o complesso, rispettivamente disciplinato in superiore ad Euro 150.000: le stazioni appaltanti che ne siano precedenza, dall’art. 53, c.2, lett b) e c) del Decreto De Lise: sprovviste possono procedere all’acquisizione di beni, servizi il comma 13 di tale articolo prevede ora che le stazioni e lavori esclusivamente tramite una centrale di committenza appaltanti addivengano alla stipulazione di contratti misti ovvero aggregandosi a stazioni appaltanti qualificate (cfr. art. esclusivamente “nei casi in cui l’elemento tecnologico ed 37, c.3). L’elenco delle stazioni appaltanti “qualificate” è istituito innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente presso l’ANAC, ed è articolato nelle diverse aree territoriali prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori di operatività delle stazioni appaltanti, nei rispettivi ambiti prevedendo la messa a gara del progetto esecutivo”: di attività, tipologia e complessità dei contratti che le stesse ancorché poco ortodossa, tale ultima disposizione consente potranno affidare, e in scaglioni di importo, analogamente che l’offerta del concorrente comprenda il progetto ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 alle categorie e classifiche delle attestazioni SOA. Per i esecutivo, sia esso acquisito direttamente in sede di offerta requisiti di qualificazione si rinvia al Decreto del Presidente del ovvero costituisca oggetto del contratto stipulato con Consiglio dei Ministri da emanarsi entro 90 giorni dall’entrata l’aggiudicatario. Si consideri inoltre che la fattispecie di cui in vigore del codice (ossia entro il 18 luglio 2016, termine all’art. 53, c.2, lett. b) del De Lise è riprodotta pari pari all’art. ormai prossimo). Ai commi 3 e 4 dell’art. 38 sono previsti, 3 del Nuovo Codice (Definizioni), alla lett. ll), all’interno della rispettivamente, i principi informatori della qualificazione, definizione degli “appalti pubblici di lavori” nonché all’art. 1, nonché i parametri in base ai quali devono essere individuati c. 2, lett. e) che, nel comprendere nell’ambito di applicazione i relativi requisiti, che si suddividono in “requisiti di base” del Codice i cd. “lavori con oneri a scomputo”, riprende (ossia indefettibili) e “requisiti premianti” (ossia idonei a far esattamente la definizione dell’appalto integrato complesso di conseguire una qualificazione più ampia). cui all’art. 53, c.2, lett. c) del Decreto De Lise.
Livello di progetto da porre a base di gara – Divieto di “appalto integrato” L’articolo 59, c. 1, ultima parte, stabilisce, in via del tutto inedita, che “gli appalti relativi ai lavori sono affidati ponendo a base di gara il progetto esecutivo” e prosegue introducendo, all’ultimo periodo, un divieto espresso di affidamento congiunto della progettazione dell’esecuzione dei lavori, quantomeno per gli ordinari contratti d’appalto di lavori, che costituivano la più ricorrente fattispecie di impiego di tale tipologia di integrazione tra prestazioni (essa è infatti
Commissione giudicatrice degli appalti da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (artt. 77 e 78) Nelle procedure di affidamento di appalti o concessioni da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione delle offerte è affidata ad una commissione giudicatrice (come già avveniva in precedenza). Tuttavia, i componenti della commissione non possono far parte della stazione appaltante, salvo che per procedure di
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importo inferiore alla soglia comunitaria ovvero che non presentino particolare complessità, tali ritenendosi quelle svolte attraverso piattaforme telematiche di negoziazione. Nei restanti casi, i commissari sono scelti tra gli esperti iscritti all’Albo istituito presso l’ANAC. I criteri e le modalità cui attenersi per l’iscrizione presso l’Albo saranno individuati con apposito atto dall’ANAC entro 120 giorni dall’entrata in vigore del Codice. Fino alla data di adozione di quest’ultimo atto la stazione appaltante provvede alla nomina secondo le regole individuate da ciascuna stazione appaltante.
ricorso avverso l’aggiudicazione con istanza di sospensione, inoltre, l’effetto “paralizzante” si protraeva sino alla definizione dell’istanza o del giudizio di primo grado). Nel Nuovo Codice, il termine dilatorio non trova applicazione nelle ipotesi di unicità dell’offerta o sostanziale assenza di concorrenza, nonché per tutti gli affidamenti di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria per servizi e forniture e inferiori ad euro 150.000 per lavori, per cui si è adottata la procedura prevista all’art. 36, comma 2, lett. a) e b), ossia affidamento diretto e procedura negoziata con interpello di almeno cinque operatori economici. Criteri di aggiudicazione (artt. 95 e 96) In pendenza di stand still (e quindi prima della stipulazione Mentre il codice De Lise aveva introdotto, nell’ordinamento del contratto) l’esecuzione delle prestazioni (definita quindi italiano, la perfetta parità tra i criteri di aggiudicazione “in via d’urgenza”) è ammessa esclusivamente nelle seguenti del prezzo più basso e dell’offerta economicamente più ipotesi: vantaggiosa, il Nuovo Codice introduce una netta preferenza • in ipotesi di eventi oggettivamente imprevedibili; per quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa • per ovviare a situazioni di pericolo per persone, animali (OEPV), che comprende ora due diversi sub-criteri: 1) il criterio o cose o per l’igiene e la salute pubblica oppure per il di individuazione dell’OEPV sulla base del miglior rapporto patrimonio artistico, storico, culturale; qualità – prezzo e 2) criterio di individuazione dell’OEPV • nei casi in cui la mancata esecuzione immediata della sulla base dell’elemento prezzo o del costo, seguendo prestazione dedotta nella gara determini un grave danno un criterio di comparazione costo/efficacia quale il costo del all’interesse pubblico che è destinato a soddisfare, ivi ABBONATI PER LEGGERE ciclo di vita (che prende sostanzialmente in http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 considerazione compresa la perdita di finanziamenti comunitari. fattori di costo diversi dal prezzo dell’appalto). Il tradizionale criterio del prezzo più basso (ora denominato Le Linee Guida ANAC ed il principio della “soft regulation” “minor prezzo”) rimane “confinato” alle fattispecie di minor rilievo o complessità, ossia: Come noto, il sistema introdotto dal Nuovo Codice Appalti • lavori di importo pari o inferiore a € 1.000.000; contempla norme attuative di matrice diversa dalle • servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le precedenti costituite dai cd. regolamenti governativi di cui condizioni sono definite dal mercato; esecuzione (ex art. 17, della L. 400/1988) adottati dal Consiglio • servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia di dei Ministri ed approvati con Decreto del Presidente della rilevanza comunitaria, caratterizzate da elevata ripetitività, Repubblica: le disposizioni di attuazione del codice si fatta eccezione per quelli di notevole contenuto rinvengono ora nelle cd. Linee Guida (atti di indirizzo di tecnologico o che hanno un carattere innovativo. carattere generale) emanate dall’ANAC a seguito di apposita Le ipotesi di utilizzo del criterio del minor prezzo sono consultazione on line, da approvarsi con decreto del Ministro tassative e, laddove la stazione appaltante vi ricorra, deve delle infrastrutture e dei trasporti, previo parere delle darne adeguata motivazione. competenti commissioni parlamentari. Ad oggi, ben sei “linee guida” sono state pubblicate sul sito Termine dilatorio di stipulazione del ANAC in quanto giunte a conclusione del procedimento contratto (cd. stand still) ed esecuzione di consultazione (ossia “Direttore dei Lavori”, “Direttore in via d’urgenza (art. 32 e 36). dell’esecuzione”, “Nomina ruolo e compiti RUP”, “Procedure Già dall’emanazione della cd. “Direttiva Ricorsi”, recepita per affidamenti sottosoglia”, “Offerta economicamente più nell’ordinamento italiano con il D. Lgs. 53/2010, il contratto vantaggiosa”, “Servizi di ingegneria ed architettura”, di cui d’appalto non poteva stipularsi prima del decorso di 35 le prime due in attesa di approvazione con DM), quattro in giorni dalla comunicazione, a tutti gli offerenti, dell’avvenuta attesa di pubblicazione sul sito ANAC a seguito della scadenza aggiudicazione definitiva (a seguito della proposizione di del periodo di consultazione ed altre quattro in lavorazione.
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Bim e digitalizzazione nelle costruzioni: a che punto siamo? 22
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Per la crescita di un settore ormai da troppi anni in crisi, ANCE, FINCO e OICE promuovono lo sviluppo e l’attuazione del Building Information Modeling. Ma… gradualmente u a cura della REDAZIONE
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e negli scorsi anni in Italia di Building Information Modeling (BIM) Cosa ne pensano non si parlava quasi, oggi è il tema-cardine dell’innovazione nelle le Associazioni di categoria? costruzioni. Con la sua introduzione nel Codice Appalti, il BIM è Proprio per permettere agli appalti pubblici di fare un infatti diventato uno dei driver della spinta all’innovazione e, in “salto di qualità” progressivo, come indicato nel Codice futuro, sarà sempre più determinante sia per progettare in più dimensioni Appalti, nel mese di settembre la Commissione incaricata sia per mettere in comunicazione tra loro tecnici professionisti, imprese dal Ministro Delrio di individuare tempi e modi per la edili e amministrazioni. progressiva introduzione presso le Stazioni Appaltanti ha Ma, cosa significa BIM? Acronimo di Building Information Modeling, il BIM realizzato una serie di audizione con tutti gli operatori della è una rappresentazione digitale delle caratteristiche fisiche e funzionali filiera interessati al tema degli appalti. La “Commissione di un edificio. È quindi un’utile risorsa di conoscenza condivisa, con BIM”, presieduta dal Provveditore alle Opere Pubbliche di informazioni dimensionali, caratteristiche tecniche e funzionali, utili a chi Lombardia ed Emilia, ing. Pietro Baratono, nella giornata partecipa alla costruzione di un edificio. del 20 settembre ha ascoltato un limitato, ma significativo, ABBONATI Quanto fatto finora è, naturalmente, un punto dihttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 partenza. Ora viene PER LEGGERE numero di rappresentanze imprenditoriali, tra cui Finco la parte più interessante: capire come il settore costruzioni adotterà (Federazione industrie prodotti impianti servizi ed opere progressivamente il BIM e valutare se esso possa costituire uno strumento specialistiche per le costruzioni), Ance (Associazione vantaggioso o meno per le imprese. Di sicuro, bisognerà essere coraggiosi nazionale costruttori edili) e OICE (Associazione delle società nell’applicare queste tecnologie abbandonando le vecchie. di ingegneria e architettura aderente a Confindustria).
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ANCE, i suggerimenti dei costruttori Secondo Ance una strategia per l’uso esteso dell’ICT ha tre aspetti chiave: • la gradualità e l’uniformità nell’applicazione della metodologia; • il monitoraggio, da parte del Ministero, delle stazioni appaltanti che applicano volontariamente l’ICT nei bandi; • la formazione necessaria alla diffusione della conoscenza della materia da parte dei soggetti coinvolti.
questa innovazione, sia chi già si è cimentato con le nuove metodologie. Un ulteriore criterio di gradualità potrebbe essere quello di iniziare con progetti di medie/grandi dimensioni che sicuramente impegneranno le organizzazioni più strutturate ma che creerà l’effetto “traino” per quelle che fungono da sub fornitori.
Gradualità e standard
Formazione per la diffusione dei nuovi metodi e strumenti
Monitoraggio dei bandi di gara che implementano l’ICT Con riguardo all’azione di monitoraggio dei bandi di gara, il Ministero dovrebbe tenere in considerazione sia il contenuto dei bandi che lo sviluppo dell’appalto per trarre informazioni utili in termini di raccomandazioni / linee guida da fornire alle stazioni appaltanti.
Per il primo aspetto, le stazioni appaltanti Per il terzo aspetto, il Vice Presidente ha sottolineato l’importanza della potrebbero introdurre per step successivi i loro formazione di tutti i soggetti della filiera (sia pubblici che privati) per una obiettivi/usi di gestione digitale, secondo standard adeguata diffusione dei nuovi metodi e strumenti, con una strategia formativa definiti dal Ministero anche sulla base delle ben delineata per contenuti, tempi e metodi. L’approccio alla digitalizzazione norme Uni in via di approvazione. Sarebbe un deve divenire un fattore comune dei corsi di laurea in Ingegneria e Architettura; approccio utile in questa fase di transizione che nel frattempo serve anche dare supporto formativo a chi già opera nel settore, a potrà supportare sia chi affronta per la prima volta cominciare da stazioni appaltanti, progettisti, RUP. ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10
“Bisogna tenere presente la realtà del settore delle costruzioni e della sua filiera, caratterizzata da un’elevata frammentazione di piccole e medie imprese. Questo comporta un ritardo nell’adozione delle moderne applicazioni legate alla digitalizzazione/ uso dell’ICT, proprie dell’Industria 4.0” Gianluigi Coghi, Vice Presidente Ance
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FINCO: partire dai piccoli appalti come le manutenzioni Finco ha anche sottolineato come la chiarezza delle regole e dei passaggi che Nel suo documento di posizione Finco ha espresso costituiscono le varie fasi (work flow) dei lavori pubblici assieme ad un forte grado la necessità che un cambiamento così strategico di standardizzazione siano elementi indefettibili per fare del BIM un’opportunità per l’intero settore delle costruzioni, che non si nella vita delle imprese e non una costosa “complicazione”. Nevralgico il nodo limita all’applicazione di un software, ma che della formazione di tutta la filiera che, nell’attesa di un percorso formale e richiede un mutamento culturale nella gestione dei curriculare ad hoc, dovrebbe essere sostenuta attraverso percorsi formativi ed processi di progettazione e realizzazione, si sviluppi abilitanti che oltre ad informare sul BIM e sulla sua applicazione nell’alveo della gradualmente sia nel tempo (5-7 anni) che nella disciplina appalti dovrebbe tener conto delle specificità nazionali (come nel caso complessità dei lavori e sia assistito da un adeguato di interventi sui Beni Culturali) e prevedere diversi livelli di abilitazione. sostegno pubblico. È idea della Federazione che FincAdemy (struttura Finco deputata alla formazione) a questo proposito ha in la prima applicazione del BIM debba essere fatta programma per il mese di novembre un corso di formazione articolato in due su appalti relativamente semplici e ripetitivi come incontri che oltre alla parte teorica prevede anche laboratori e test specifici. le manutenzioni e le ristrutturazioni in modo che Finco ha, infine, sottolineato come elemento cardine nel passaggio a questa sia le stazioni appaltanti che le imprese (anche e innovativa metodologia di gestione dell’appalto — che tanti benefici dovrebbe soprattutto quelle piccole) possano crescere nella portare sia agli appalti pubblici in termini di tempi, costi e funzionalità che alle capacità di utilizzare lo strumento. Stazioni Appaltanti imprese in termini di partecipazione consapevole, crescita professionale e più e piccole imprese dovrebbero, però, essere efficiente amministrazione della commessa — è la gestione delle informazioni supportate con meccanismi premianti; per imprese che deve necessariamente avvenire attraverso un nuovo sistema di project e professionisti sono stati proposti incentivi in gara ABBONATI PER LEGGERE management ed essere assistita da regole standardizzate, come quelle che Uni nonché sgravi fiscali e/o contributi pubblici per lahttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 sta elaborando nell’ambito della norma 11337. formazione del personale e l’acquisto del software.
“La prima applicazione del BIM deve essere fatta su appalti relativamente semplici e ripetitivi in modo che sia le stazioni appaltanti che le imprese possano crescere nella capacità di utilizzare lo strumento” Carla Tomasi, Presidente FINCO
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OICE: necessario guardare all’Europa Oltre che in Italia, l’attenzione al BIM è molto alta anche in Europa, tanto che si parla già di direttive europee che inizialmente suggeriscano e richiedano BIM per imporne in futuro l’utilizzo. Ne è un esempio la Direttiva 2014/24/UE, redatta all’inizio dell’anno per regolamentare e modernizzare le procedure relative agli appalti pubblici: all’interno della direttiva si richiede l’utilizzo di strumenti di simulazione elettronica. «A livello europeo, i paesi più maturi si stanno ponendo il problema dell’individuazione di linee guida allineate sugli standard internazionali», commenta l’ing. Antonio Vettese, Coordinatore regionale OICE della Lombardia. Vettese ha quindi suggerito di procedere prima alla ricognizione delle disomogeneità e alla loro mappatura, poi all’individuazione di linee guida di riferimento anche per i processi formativi e poi alla loro sperimentazione «Per avviare una sperimentazione — continua Vettese — occorrerà investire su opere complesse ma anche su opere ripetitive, segmenti della domanda sui quali si potrebbero allineare oltre agli operatori, anche i produttori». OICE ha poi posto l’accento sulle difficoltà derivanti dalla forte disomogeneità culturale fra committenze e operatori che rende difficile arrivare ad una filiera interoperabile dal punto di vista organizzativo e strumentale e quindi ha proposto
di avviare una road map che porti gradualmente verso livelli sempre crescenti di digitalizzazione. La ricetta dovrebbe essere quella di sviluppare gradualmente la digitalizzazione del sistema-filiera partendo dall’indispensabile adozione di sistemi integrati di Project and Information Management che siano rigorosi per la definizione della governance di progetto. Poi occorrerà identificare nelle best practice internazionali i riferimenti sui quali organizzare il corpo delle conoscenze da utilizzare nei processi formativi, così da omogeneizzare gli attori della filiera sulla stessa base formativa. Infine, prima di sviluppare e concludere processi formativi, bisognerà evitare l’introduzione di sistemi sovrastrutturali di certificazione che appesantirebbero lo sforzo di crescita del sistema-filiera.
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“Il BIM è uno strumento che apporta benefici al sistema, in primo luogo al committente che gestirà il bene realizzato. Sarà necessaria una gradualità di approccio per capire le esigenze del committente, partendo dal concetto di complessità tecnologica e impiantistica e quindi guardando alle opere che hanno maggiori livelli di criticità” ing. Gabriele Scicolone, Presidente OICE
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FOCUS
Perché è importante parlare del Conto Termico? Il Conto termico è un incentivo che vive da più di tre anni, ma con scarsissimi risultati. È quindi importante chiarire per quali ragioni è importante che si cominci a parlarne…più e meglio u VALERIA VERGA* *Consulente e formatrice Energie rinnovabili e Efficienza energetica
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a Direttiva 2009/28/CE, pubblicata nell’aprile del 2009, segna una svolta importante nelle politiche europee volte alla diffusione e promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili. La Direttiva, infatti, non solo obbliga gli stati membri a raggiungere una quota complessiva di energia da fonti rinnovabili, ma delinea molto chiaramente tre settori di applicazione: “trasporti”, “elettricità”, “riscaldamento e raffreddamento”. Fin dai considerando, oltretutto, il legislatore europeo sottolinea la necessità di “colmare le carenze di informazione e di formazione, in particolare nel settore del riscaldamento e del raffreddamento, …”
È la prima volta insomma che, in un provvedimento tanto importante quale è una Direttiva, si parla esplicitamente dell’energia termica prodotta con fonti rinnovabili (quelle che in una forma contratta noi tutti chiamiamo rinnovabili termiche). Prima di allora, infatti, al di là di alcuni provvedimenti di indirizzo e non cogenti, in Europa come in Italia si parlava quasi esclusivamente di energia elettrica. Tant’è vero che la Direttiva 2001/77/CE, che viene abrogata con l’entrata in vigore di questa Direttiva, si occupa di promozione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. È evidente a tutti, d’altra parte, che l’energia elettrica è un’energia “sofisticata” che, per esempio, in questo momento mi permette di FIGURA 1. Poco meno del 50% dei consumi finali di energia, in Europa come in Italia, riguardano proprio il riscaldamento e il raffreddamento scrivere sul mio computer e, contemporaneamente, di connettermi con il resto del mondo; ma anche di accendere la luce quando cala la sera, mentre il rassicurante rumore della lavatrice mi garantisce che quando avrò finito di scrivere mi dovrò limitare a svuotare il cestello e a stendere i panni già ben lavati e strizzati. Funzioni queste che nel ricco mondo ABBONATI PER LEGGERE occidentale diamo ormai per scontate, ma bastahttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 spostarsi in paesi meno ricchi e sviluppati del nostro per capire quanto l’energia elettrica sia importante per la qualità delle nostre vite.
L’aggettivo “termico” Detto ciò, è altrettanto vero il fatto che a nessuno di noi piace farsi la doccia con l’acqua fredda o scaldarsi solo con maglioni e coperte quando fuori ci sono pochi gradi sopra o sotto lo 0 (situazione abbastanza normale nel nostro paese nei mesi invernali). Se poi diamo un’occhiata alle statistiche, ci accorgiamo che poco meno del 50% dei consumi finali di energia, in Europa come in Italia, riguardano proprio il riscaldamento e il raffreddamento (Figura 1). E nel settore residenziale, che da solo rappresenta quasi il 40% dei consumi finali di energia (Figura 2), i maggiori fabbisogni, ben il 76% (Figura 3), riguardano il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria. Ecco quindi che si spiega meglio perché parliamo di “termico” e perché ne dovremmo parlare ancora di più, diffondendo una corretta e capillare informazione sulle diverse caratteristiche delle tecnologie rinnovabili (solare termico, biomasse, pompe di calore, sistemi ibridi, ecc.) e sui fabbisogni che possono soddisfare. Ma la storia non finisce qui, perché la Direttiva 28 non si limita a individuare gli obiettivi e a definire
FIGURA 2. Il settore residenziale rappresenta poco meno del 40% dei consumi finali di energia
FIGURA 3. I maggiori fabbisogni del settore residenziale, ben il 76%, riguardano il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria n.63
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i settori nell’ambito dei quali gli stati membri devono raggiungere tali obiettivi, ma indica anche gli strumenti per poterli raggiungere: procedure e regolamenti, regimi di sostegno, informazione e formazione, ecc.
“Conto”: significato e precisazioni
ESEMPI DI CALCOLO DELL’INCENTIVO SOLARE TERMICO Caratteristiche dell’intervento: • Impianto produzione ACS • Superficie solare lorda installata: 8 m2 • Producibilità: 500 kWht/m2/anno 22/anno (il dato deve essere tratto dal certificato Solar Keymark) Incentivo riconosciuto dal Conto Termico: • Contributo: 0,36 €/kWht • Annualità: 2 Calcolo dell’incentivo: 0,36 x 8 x 500 x 2 = 2.880 € (erogato in un’unica rata dopo meno di un anno dalla conclusione dei lavori)
Arriviamo quindi al sostantivo: il “conto”! E anche qui tocca fare qualche precisazione. La direttiva 2001/77/CE, recepita in Italia con il D. Lgs. 387/2003, ha introdotto il primo Conto energia (ne sono seguiti altri 4 di conti prima di arrivare alla chiusura di questo meccanismo) che premia con tariffe incentivanti l’energia prodotta dagli impianti POMPA DI CALORE ELETTRICA fotovoltaici. Sempre parlando di regimi di sostegno Caratteristiche dell’intervento: alle fonti rinnovabili, sul fronte termico, dal 2007 e • Potenza nominale: 80 kWt fino alla piena operatività del conto termico (giugno • COP: 3,8 2013), le rinnovabili in Italia vengono incentivate • Intervento in zona climatica D: 1.400 ore di funzionamento quasi esclusivamente con le detrazioni fiscali, cioè Incentivo riconosciuto dal Conto Termico: con un meccanismo volto a premiare la realizzazione • Contributo: 0,045 €/kWht di misure di efficienza energetica negli edifici (un • Annualità: 5 unico meccanismo per diverse tecnologie e misure). Calcolo dell’incentivo: ABBONATI PER LEGGERE È quindi grazie alla direttiva del 2009, con l’enfasihttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 80 x 1.400 x (1 – 1/3,8) x 0,045 x 5 = 18.568 € (erogato in 5 anni) data all’importanza del settore “riscaldamento e raffreddamento”, che il decreto di recepimento CALDAIA A PELLET italiano, il D. Lgs. 28/11, introduce un nuovo incentivo Caratteristiche dell’intervento: rivolto specificamente alle rinnovabili termiche. • Potenza nominale: 32 kWt Nel decreto 28 e nel successivo decreto attuativo, • Zona climatica E: 1.700 ore di funzionamento il DM 28/12/2012, si parla di “Incentivazione della • Coefficiente premiante emissioni: 1,2 (emissioni di particolato primario = 15 mg/ Nm3) produzione di energia termica da fonti rinnovabili Incentivo riconosciuto dal Conto Termico: ed interventi di efficienza energetica di piccole • Contributo: 0,045 €/kWht dimensioni”. È stato “soprannominato” Conto termico • Annualità: 2 in seguito. Il riferimento è al conto energia per il Calcolo dell’incentivo: fotovoltaico, tant’è vero che c’è ancora chi parla di 32 x 1.700 x 0,045 x 1,2 x 2 = 5.875 € (erogato in 2 anni) conto energia termico.
Un nuovo approccio per le rinnovabili termiche Il conto termico, insomma, vuole essere una sorta di contraltare, per quanto riguarda le rinnovabili termiche, al conto energia fotovoltaico che invece incentivava l’energia elettrica prodotta con questa tecnologia. Il riferimento, più o meno esplicito, al conto energia fotovoltaico è molto interessante perché introduce un approccio completamente sconosciuto alle detrazioni fiscali. Un approccio che comprende due elementi fondamentali. Il primo riguarda il fatto che l’incentivo non arriva all’utente finale sotto forma di risparmio sulle tasse da pagare allo Stato nel
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momento della dichiarazione dei redditi, ma con un bonifico che il GSE effettua a beneficio dell’utente finale che ha richiesto l’incentivo. Il secondo invece riguarda cosa viene incentivato. Tutti sanno infatti che il conto energia fotovoltaico consisteva nel riconoscere una tariffa premiante al chilowattora elettrico prodotto con un impianto fotovoltaico. Il conto termico rappresenta l’applicazione di questo principio alla produzione di energia termica. Esso premia infatti l’energia termica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili. C’è solo una complicazione in più. L’energia termica non viene immessa direttamente in rete ed è più difficile da misurare. Per questo motivo il GSE, ponendosi comunque come obiettivo nel medio-lungo termine quello di arrivare a riconoscere l’incentivo attraverso la contabilizzazione dell’energia termica
LA DOCUMENTAZIONE PER LA RICHIESTA DI INCENTIVO
Conto termico? Parliamone!
A conclusione di queste brevi riflessioni, vorrei La domanda di richiesta dell’incentivo può essere presentata solo per via telematica attraverso il rispondere alla domanda posta nel titolo. Portaltermico, al quale si accede dal sito del GSE previa registrazione. La richiesta di incentivo, nel Perché considero tanto importante parlare — più e caso dei soggetti privati, deve essere presentata a interventi realizzati, al massimo entro 60 giorni meglio — del Conto termico? dalla fine dei lavori. • Perché abbiamo ancora la necessità, nonostante gli Il Soggetto Responsabile (SR) — che è il soggetto che sostiene le spese per l’esecuzione degli oltre sette anni trascorsi dalla pubblicazione della interventi, presenta richiesta degli incentivi al GSE e beneficia dell’incentivo — può delegare Direttiva 28, di diffondere un’adeguata conoscenza un’altra persona, fisica o giuridica, a operare per suo conto sul Portaltermico. dei diversi fabbisogni energetici, tra i quali come Ai fini della richiesta, sul portale vanno inseriti dati relativi all’edificio-impianto e all’intervento e abbiamo visto, quelli termici sono preponderanti, caricati alcuni documenti. Altri documenti vanno solo conservati. Tutti i documenti, compresi quelli e delle tecnologie rinnovabili che possono caricati sul portale, vanno conservati dal Soggetto Responsabile per tutta la durata dell’incentivo e soddisfarli. per i 5 anni successivi. • Perché gli utenti finali devono poter fare acquisti Per un impianto domestico che sia inserito nel Catalogo degli apparecchi domestici* i documenti da più consapevoli sapendo, tra le altre cose, di quali allegare alla richiesta di incentivo (che quindi devono essere caricati sul portale) sono: meccanismi di incentivazione possono usufruire, • eventuale delega del SR al Soggetto Delegato quali caratteristiche hanno e quali tecnologie • se il SR non è proprietario dell’edificio/immobile, autorizzazione del proprietario incentivano. • Se il SR è una ESCO: copia del contratto di prestazione energetica o servizio energia tra PA/ • Perché gli operatori devono sapere che esiste privato e ESCO con il dettaglio spese sostenute (in questo caso non è necessario allegare fatture e un nuovo (ma neanche tanto!) meccanismo di bonifici) incentivazione che può essere un’alternativa • fatture e bonifici valida alle detrazioni fiscali e un’ulteriore leva • documentazione fotografica dell’intervento. commerciale nei confronti dell’utente finale. Il Conto termico rappresenta per loro un’opzione in * Il Catalogo degli apparecchi domestici è una novità introdotta con il nuovo Decreto. È un elenco contenente apparecchi, macchine e sistemi di ABBONATI PER LEGGERE più e quindi è importante che lo conoscano e che potenza inferiore/uguale a 35 kWt (pompe di calore, generatori a biomasse, sistemihttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 ibridi) e a 50 m2 (solare termico) siano in grado di proporlo ai propri clienti. • Perché si tratta di un meccanismo “virtuoso” che mentre dà maggiori garanzie all’utente finale in termini di qualità e affidabilità (premia infatti le tecnologie più performanti e, in certi casi, prodotta (almeno per impianti medio-grandi), ha trovato, anche attraverso sottoposte a manutenzione periodica), stimola gli tavoli di consultazione con le associazioni delle rinnovabili e con i soggetti operatori ad acquisire una maggiore professionalità tecnici, algoritmi molto semplici che permettono di stimare l’energia termica e competenza e, nel contempo, garantisce prodotta in un anno da un impianto a fonti rinnovabili (vedi Box). Algoritmi loro il pagamento del proprio lavoro in tempi diversi per tecnologia, ma che in linea generale prendono in considerazione la sufficientemente rapidi (aspetto non trascurabile in taglia, la potenza nominale (o la superficie nel caso del solare termico) e le ore di tempi di crisi). funzionamento in base alla zona climatica. • Perché le risorse a disposizione sono certe e abbondanti, con un orizzonte temporale lungo. L’importanza del “fattore tempo” • Perché non a caso la stessa direttiva 28/2009 Il decreto di revisione del Conto termico (DM 16/02/2016) è stato pubblicato a — per certi versi ampiamente disattesa — lo marzo di quest’anno ed è entrato in vigore a fine maggio. In questa sede non è il chiedeva: “Gli Stati membri assicurano che le caso di dilungarsi sulle novità introdotte di cui si è già abbondantemente scritto informazioni sulle misure di sostegno siano anche su questa rivista. Mi basta però sottolineare che il nuovo Conto termico messe a disposizione di tutti i soggetti interessati, adesso ha sicuramente una marcia in più dovuta in particolare al “fattore tempo”. quali consumatori, imprese edili, installatori, Per incentivi infatti fino ai 5.000 euro (che in media corrispondono a un costo per architetti e fornitori di apparecchiature e di sistemi intervento compreso tra 8.000 e 12.000 euro), l’incentivo arriva nel conto corrente di riscaldamento, di raffreddamento e per la dell’utente finale, a meno di lacune nella presentazione della richiesta di incentivo produzione di elettricità e di veicoli che possono (in tal caso il GSE richiede un’integrazione documentale), al massimo entro sette utilizzare energia da fonti rinnovabili”. mesi dalla fine dei lavori. Mica male, vero?! Va detto inoltre che i tempi di risposta alla richiesta di incentivo da parte del GSE — che, lo ricordiamo, ha a disposizione 60 giorni per fare l’istruttoria — si sono decisamente ridotti. Attualmente, nel 45% dei casi ci mette addirittura meno di 30 giorni. n.63
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DENTRO L’OBIETTIVO
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Una piramide di vetro arricchisce lo skyline di Milano u ERIKA SEGHETTI
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ancano gli ultimi dettagli. Rifiniture, arredi e pavimenti in legno galleggiante. Ma il più è fatto. Dopo sette anni di ideazione e quasi quattro di lavori, l’edificio che ospiterà la Fondazione Feltrinelli prima e, a distanza di qualche mese, il quartier generale di Microsoft, è quasi pronto per essere occupato. L’inaugurazione della parte in cui entrerà la Fondazione Feltrinelli è già stata fissata per metà dicembre, mentre a febbraio 2017 dovrebbe insediarsi il colosso informatico.
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Firmato dallo studio Herzog & de Meuron, il complesso che ospiterà la nuova Fondazione Feltrinelli e l’head quarter di Microsoft a Porta Volta è pronto per l’inaugurazione. E per ottenere la Leed Gold
CRONISTORIA IN CANTIERE 122014 112014
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Un nuovo tassello alla riqualificazione di Porta Volta
rappresentata dalla sua localizzazione lungo il tracciato delle Mura Spagnole, risalenti al Quindicesimo secolo, le ultime di una serie di fortificazioni che, a partire dai tempi romani, hanno definito i confini della città. Le piramidi di Herzog saranno, quindi, il volto moderno di Porta Volta, intriso di passato.
Il monumentale progetto architettonico voluto da Carlo Feltrinelli, presidente dell’omonima Fondazione, porta la firma dello studio svizzero Herzog & de Meuron e costituisce di fatto un nuovo importante tassello di un processo di riqualificazione ABBONATI PER LEGGERE e rigenerazione urbana che negli ultimi anni sta http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 interessando il Piramidi ispirate alla storica quartiere di Porta Volta, a Milano. In questo caso, la peculiarità architettura lombarda dell’area, che si estende fra viale Pasubio e viale Crispi, è Composto da due edifici paralleli di cinque piani, attaccati ma distinti, più due interrati per una superficie complessiva di circa 12mila m, il complesso si ispira alla storica architettura lombarda. Un intento chiaro fin dai primi schizzi di progetto degli architetti Jacques Herzog e Pierre De Meuron che hanno da sempre ribadito IL PROGETTO IN NUMERI la volontà di elaborare un immaginario costruito ad hoc per evocare tratti di indiscutibile “milanesità”. Gli architetti descrivono la loro Fondazione come una porta urbisintegrata nel sistema dei DIMENSIONI DELL’EDIFICIO bastioni, che si confronta per scala e valore urbano con il Castello Sforzesco, l’Ospedale Maggiore e il Lazzaretto. Inoltre, mentre da metri di lunghezza un lato reinventa in chiave contemporanea la tradizione gotica metri di altezza lombarda, dall’altro eredita la linearità e l’orizzontalità tipiche delle m² di superficie vetrata cascine padane.
188 32 10.598
AREE VERDI
15.000 m² di verde 36 nuovi alberi 920 metri di piste ciclabili 134 metri di sedute SOSTENIBILITÀ
9 pozzi di acqua di falda
256 tonnellate di CO² risparmiate all’anno
Facciata modulare in vetro e cemento Il risultato è un’architettura piramidale che emerge nel paesaggio urbano innanzitutto per la sua scala: la cortina su viale Pasubio è lunga 188 metri e la cuspide dell’edificio svetta verso il cielo raggiungendo i 32 metri di altezza. Struttura e ripetizione sono i principali concept della nuova architettura, lunga e stretta, dove il tetto inclinato diventa un tutt’uno con la facciata dell’edificio, modulare e interamente ricoperta di vetro e cemento. La composizione dei pieni e dei vuoti genera ritmo lungo tutta la struttura, con il giusto equilibrio tra trasparenza e definizione degli spazi interni. A stemperare il rigore
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FACCIATA VETRATA. La facciata dell’edificio mixa vetro e cemento ed è stata dotata di un sistema di oscuramento in grado di aderire anche alle porzioni inclinate. Il sistema dovrebbe consentire una riduzione del 50% dei carichi di raffrescamento estivi
ABBONATI PER LEGGERE
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e l’unitarietà dell’insieme vi è il moltiplicarsi degli angoli acuti in pianta e in prospetto che provoca alcune illusioni ottiche e distorsioni formali. La parte destinata a Feltrinelli avrà una grande libreria-caffetteria al piano terra, una sala di lettura all’ultimo piano e, nel mezzo, uffici e laboratori di ricerca, mentre l’immenso archivio sarà conservato nei due piani sotterranei. Microsoft occuperà invece l’edificio più grande con un piano terra aperto alla città, con spazi polifunzionali per eventi e iniziative varie tra cui le lezioni digitali per le scuole.
Geotermia e sistemi oscuranti: la Leed è Gold Gli edifici sono stati progettati per ottenere la Classe A e per essere certificati Leed Gold. Il complesso utilizza per la climatizzazione un impianto geotermico che sfrutta l’acqua di falda, con quattro pozzi di presa e cinque di resa, abbinato a pompe di calore a energia elettrica a zero emissioni. Per quanto riguarda gli interventi
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SPAZI VERDI PER TUTTI. Prevista dal progetto, ma non ancora realizzata, è l’area verde di 15mila m che comprenderà percorsi pedonali, piste ciclabili e spazi attrezzati. Photo credit: Herzog & de Meuron
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SCHEDA TECNICA sull’involucro, è stato realizzato un sistema di oscuramento in grado di aderire anche alle porzioni di facciata vetrata inclinata. Stando alle stime, il sistema dovrebbe consentire una riduzione del 50% dei carichi di raffrescamento estivi.
15mila m² di verde pubblico Intorno all’edificio vi sarà infine un’ampia area verde aperta al pubblico — 15mila m in tutto — con boulevard e piste ciclabili, intesa come estensione e prolungamento dei viali già esistenti. L’area, che salvaguarderà e valorizzerà i resti visibili delle mura spagnole, sarà attrezzata con uno spazio giochi e una serie di panchine e sedute, pensate anche per essere utilizzate per gli eventi e le attività ricreative organizzate dalla Fondazione Feltrinelli. È poi prevista un’implementazione delle piste ciclopedonali esistenti nelle zone limitrofe che collegherà il nuovo edificio ad altre zone della città. In particolare sarà realizzato un nuovo tratto di percorso pedonale e ciclabile, della lunghezza complessiva di oltre un chilometro, che consentirà di collegare via Melchiorre Gioia e l’Arena Civica lambendo le aree oggetto della nuova edificazione.
Committente Finaval SpA (Gruppo Feltrinelli) Design Consultant Herzog & de Meuron Executive Architect SD Partners Progetto strutturale Dott. Ing. Carlo Maria Zaretti di Arpi M.E.P. Polistudio A.E.S. srl Progettazione e sicurezza antincendio Polistudio A.E.S. srl Progettazione acustica IDET srl Progettazione paesaggistica Agro Service srl Progettazione traffico urbano TRM srl Impresa di costruzioni CMB Società Cooperativa Muratori e Braccianti Prefabbricazione Orobica Manufatti in Cemento srl Fornitura calcestruzzo Holcim Italia SpA Realizzazione facciate AZA Aghito Zambonini SpA Sistemi oscuramento facciate Resstende srl Impianti elettrico e speciali F.lli Zaffaroni Impianti meccanici G.Franco Longhi SpA
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RADIANCE & TOOLS
Progettare
la luce
naturale
Il comfort visivo e la gestione dell’illuminazione naturale in relazione al risparmio energetico diventano sempre più rilevanti per una u ANDREA FORNASIERO, ROBERTO ZECCHIN e GIORGIO BUTTURINI (Manens-Tifs S.p.A.) progettazione innovativa degli edifici. Uno strumento valido per analizzare le caratteristiche ABBONATI PER LEGGERE accesso degli edifici alla luce naturale è stato, in passato, variamente http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 illuminotecniche degli condizionato da numerosi fattori quali clima, sicurezza, materiali edifici è Radiance, un utilizzabili, esigenze funzionali, tendenze architettoniche e condizioni economiche. La tecnologia odierna, con la sua disponibilità di infinite software utilizzato, sia soluzioni, ha sostanzialmente eliminato ogni vincolo pratico, spingendo sempre a livello di ricerca che più la progettazione verso soluzioni di grande trasparenza giustificate, per lo più, in termini di riconquistata primordiale libertà visiva; peraltro l’eccesso di luce e di dai progettisti, per la radiazione solare diretta comporta spesso la necessità di integrare schermature simulazione professionale atte a eliminare fenomeni di abbagliamento, vanificando così, almeno in parte, il beneficio dell’illuminazione naturale. All’opposto, la progressiva diffusione della luce naturale e di numerose tipologie di sorgenti luminose artificiali ha portato nel tempo ad artificiale una notevole indipendenza delle condizioni illuminotecniche dal ciclo solare
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e alla convinzione che le sorgenti artificiali fossero, inevitabilmente, l’unica e definitiva soluzione per fornire illuminazione costante e di elevata qualità, con la conseguente frequente progettazione di ambienti privi o scarsamente dotati di finestre. L’illuminazione artificiale porta facilmente a soluzioni di illuminazione
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tendenzialmente a livello ottimale, mentre la luce solare, in quanto legata ad aspetti naturali, è soggetta a variazioni continue dovute al ciclo diurno, alle condizioni climatiche e alle evoluzioni stagionali, e rappresenta pertanto una sfida non banale per la progettazione degli edifici. La disponibilità di vetrature, schermi ed elementi di facciata sempre più sofisticati ed efficienti ha ulteriormente favorito la “architettura di cristallo” (Baroni, G., 1984). Tale tendenza nel tempo ha assunto accezioni ambientali e di fatto oggi è un elemento fondamentale per il successo di un edificio, anche in relazione agli effetti sul benessere umano. In questi ultimi tempi la crisi ambientale ed energetica, con l’esigenza di limitare gli oneri di gestione degli edifici, ha creato le condizioni ideali per un uso più consapevole della luce naturale e quindi la necessità di progettare la luce nella sua più ampia accezione. È interessante osservare che soltanto negli ultimi anni gli strumenti progettuali relativi alla luce nell’ambiente interno si sono sviluppati ad un accettabile grado di affidabilità e dettaglio.
autoimmuni. Recentemente è stata scoperta la presenza nell’occhio di un terzo tipo di fotorecettore (neuroni specializzati presenti sulla retina che provvedono alla traduzione del segnale luminoso), oltre a coni (maggiormente efficaci nel periodo diurno per la visione dei colori o fotopica) e bastoncelli (più sensibili al movimento e specializzati nella visione notturna o scotopica): la melanopsina. Tale fotopigmento, una proteina prodotta dalle cellule neuronali della retina, funzionando come un esposimetro, permette la sincronizzazione dei ritmi circadiani ai cicli ambientali, oltre a regolare l’apertura della pupilla, la sintesi della melatonina e l’attività fisica.
Architettura e luce naturale
In ambito architettonico l’utilizzo della luce naturale può essere correlato principalmente a quattro paradigmi: la necessità di svolgere il compito visivo in sicurezza e comfort (aspetto fisico), la necessità di mantenere il contatto con il ciclo naturale (aspetto biologico e psicologico), la limitazione dei consumi energetici per l’illuminazione (aspetto energetico) e, ultimo ma non meno importante, la definizione della forma architettonica dell’ambiente (aspetto estetico). Tutti questi aspetti portano anche a considerazioni di carattere economico, tenuto conto dei vantaggi in termini di produttività e di riduzione dell’assenteismo, oltre che di razionalizzazione energetica. Dal punto di vista energetico, la presenza della luce naturale negli ambienti è necessariamente associata all’irraggiamento solare, diretto e diffuso che, se contribuisce positivamente al riscaldamento degli edifici durante la stagione invernale, durante l’estate può costituisce invece un rilevante carico termico. Dal punto di vista visivo, l’eccesso di luminanza porta al fenomeno dell’abbagliamento che, a seconda del grado, può rappresentare un semplice Aspetti psicofisici della luce naturale ABBONATI PER LEGGERE fastidio (luminanza concentrata che porta l’occhio a spostarsi dal compito visivo) Quando si discute di luce naturale, l’aspetto http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 o un ostacolo per lo svolgimento delle normali attività (eccessivo contrasto antropico, pur imprescindibile, è spesso trascurato nella zona del compito visivo), come ad esempio nel caso di riflessi su monitor a favore di quello funzionale. Le sorgenti di luce o carta stampata. Questo fenomeno può essere quantificato mediante specifici artificiale tendono a concentrare le emissioni parametri, il “Discomfort Glare” e il “Disability Glare”, più oltre descritti, la cui in determinate fasce dello spettro luminoso previsione in fase progettuale è comunque complessa senza ricorrere a software soprattutto per massimizzare l’efficienza nell’utilizzo specialistici; d’altra parte inconvenienti che si manifestano post-operam possono dell’energia elettrica; di fatto la luce naturale essere difficili da risolvere. presenta uno spettro peculiare, molto più esteso Le aperture trasparenti consentono la visione verso gli spazi esterni, aspetto di quello delle lampade attualmente presenti nel spesso trascurato, ma fondamentale nel caso di permanenza negli spazi interni mercato, che porta positive influenze sulla salute e per lungo periodo in quanto consente agli utenti di riposare gli occhi e modificare sul benessere psicofisico, lo stato mentale, incrementando produttività e benessere visivo, soprattutto in Numerosi studi hanno dimostrato che presenza di elementi dinamici-sociali a distanza dalle finestre (si veda in proposito un’esposizione adeguata alla luce naturale ha la definizione di viste dinamiche in BS 8206). effetti diretti non trascurabili sulla produttività e È evidente quindi che tutte queste esigenze, anche contraddittorie tra loro, sull’assenteismo in ambito industriale e commerciale, devono essere conciliate in modo da garantire l’equilibrio tra consumi energetici e sulle capacità di apprendimento degli alunni fruizione dell’ambiente esterno, al variare delle condizioni nel corso dell’anno. in ambito scolastico e sui tempi di recupero Durante la progettazione degli edifici, attualmente spesso caratterizzati da ampie in ambito ospedaliero. La luce naturale è stata superfici vetrate che a volte coincidono con la facciata stessa, è indispensabile collegata alla prevenzione di sclerosi, rachitismo, valutare con attenzione ed evitare quanto più possibile abbagliamento, eccessi di ipertensione, disordini stagionali, cancro e malattie contrasto, riflessioni, carichi termici elevati. n.63
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evitare l’ingresso di energia all’interno degli edifici soprattutto durante la stagione estiva, con le esigenze di permeabilità alla luce. Per quanto riguarda le schermature esterne, elementi o aggetti architettonici orizzontali sulle facciate rivolte verso sud sono efficaci nelle ore centrali del giorno in estate, quando il sole è più alto, lasciando comunque penetrare la radiazione durante l’inverno, quando l’angolo solare è più basso. Di contro, quando l’angolo solare è intermedio, nelle ore centrali del mattino e del pomeriggio, gli elementi orizzontali risultano scarsamente efficaci, aggravando il carico termico estivo soprattutto in corrispondenza al suo massimo. Elementi verticali di schermatura sono più efficaci per le facciate rivolte a est e a ovest, in quanto permettono di controllare l’irraggiamento solare diretto durante le prime e ultime ore della giornata, con modesta altezza solare, ma sostanzialmente inefficaci in situazioni in cui il sole è alto nel cielo. FIGURA 1. L’apertura degli edifici verso l’esterno ha subito, nel tempo, diverse Tutto questo è complicato dal fatto che, tipicamente, vicissitudini: emblematico è uno dei tanti antichi palazzi veneziani inizialmente con grandiose finestrature, poi fortemente ridotte a causa delle cessate esigenze le facciate degli edifici non sono orientate in di rappresentanza e delle mutate necessità funzionali, prima fra tutte la diffusione funzione degli orientamenti geografici, con ovvie del riscaldamento. Oggi la tendenza, com’è sotto gli occhi di tutti, è diversa conseguenze sul rapporto tra le schermature e l’angolo solare. Le soluzioni di schermature fisse non si limitano ovviamente ad aggetti orizzontali o elementi con Luce naturale ed energia soluzioni semplificate, orizzontale e verticale: nel L'odierna tecnologia del vetro offre soluzioni molto efficienti, basate su tempo sono state sviluppate tecnologie composte trattamenti bassoemissivi e selettivi. Quest’ultimo accorgimento limita in ABBONATI PER LEGGERE da materiali e combinazioni di vario tipo, integrate modo efficace i carichi energetici correlati all’irraggiamento solare, bloccando http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 o meno in facciata, in associazione con sistemi di principalmente le frequenze delle radiazioni nel campo dell’infrarosso, al di fuori produzione di energia da fonte rinnovabile, ma dell’intervallo dello spettro visibile. In realtà in questi casi l’effetto di trasparenza è comunque alla ricerca di un equilibrio ottimale legato al capacità di adattamento dell’occhio, in quanto, maggiore è la capacità tra schermatura energetica e penetrazione della del vetro di schermare la radiazione solare (descritta tramite il Fattore Solare, FS), luce naturale, in risposta al dinamismo delle maggiore è la riduzione del passaggio di luce naturale e lo spostamento dei colori condizioni esterne. Tutto questo può essere risolto percepiti (espresso convenzionalmente mediante l’indice di Resa Cromatica Ra), mediante sistemi automatici o semiautomatici e di conseguenza l’illuminazione dei locali: l’occhio, mediante l’azione di pupilla e (regolati manualmente), che si riposizionano retina, si adatta alla gamma di luminanza percepita. progressivamente in funzione delle sollecitazioni Quando l’azione del solo vetro non è sufficiente per il controllo della luminanza, esterne, come ad esempio soluzioni a veneziane oppure quando la filosofia architettonica richiede la massima fedeltà alla luce motorizzate all’esterno dell’edificio, integrate naturale in termini di colore, è necessario ricorrere alle schermature. Anche in nei pannelli vetrati (all’interno della camera tra questo caso va affrontato il tema della dinamicità giornaliera e stagionale e due lastre), ma anche all’interno, pur accettando delle condizioni della volta celeste: una schermatura esterna fissa, soluzione in quest’ultimo caso il fatto che la schermatura maggiormente economica e pratica dal punto di vista costruttivo, permette di sia efficace esclusivamente per il controllo controllare la radiazione solare in modo efficace, ma comunque limitato. Il tema dell’illuminazione. fondamentale al giorno d’oggi non è tanto il controllo dell’illuminazione naturale, D’altra parte va ricordato che le schermature ottenibile con semplici tendaggi o schermature interne, regolate manualmente automatiche, benché estremamente efficaci dagli utenti degli spazi o automaticamente mediante sensori interni, quanto qualora programmate correttamente, comportano piuttosto la coniugazione delle schermature solari, preferibilmente esterne per maggiori costi iniziali e costi di manutenzione
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CIELO SERENO
CIELO INTERMEDIO
CIELO COPERTO
CIELO UNIFORME
FIGURA 2. In questa sequenza di immagini si mostra la diversa distribuzione della luminanza della volta celeste per le diverse tipologie di cieli standard CIE
superfici, per esempio una bianca e una nera, ricevono luce da una data sorgente, durante l’intero ciclo di vita dell’edificio, sia dal nelle stesse condizioni di distanza e orientazione, queste hanno il medesimo punto di vista economico che gestionale (non illuminamento, ma la sensazione luminosa recepita dall’occhio che le osserva è sempre la manutenzione avviene in modo corretto, completamente diversa perché è diverso il modo in cui le superfici riflettono la con conseguenze dal punto di vista funzionale ed ABBONATI PER luce che incide su diLEGGERE esse e la luminanza che ne deriva. energetico). http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 Per descrivere l’efficienza alla penetrazione della luce naturale degli spazi interni, Inoltre, anche la soluzione con controllo manuale sono stati definiti diversi parametri, qui di seguito elencati. presenta svantaggi, in quanto richiede la regolazione • Fattore di luce diurna (FLD) o Daylight Factor (DF): rapporto, usualmente periodica da parte degli utenti, che non sempre espresso in percentuale, tra l’illuminamento in un punto all’interno dell’ambiente sono attenti in quanto occupati con altre attività, e l’illuminamento che si ha nelle stesse condizioni di tempo e spazio, su una e ha efficacia legata al giudizio degli utenti stessi, superficie orizzontale esterna che riceve luce dall’intera volta celeste, senza maggiormente rivolto al controllo del disturbo irraggiamento solare diretto. Si fa usualmente riferimento per il calcolo di tale generato dalla luce naturale, e quindi difficilmente in parametro alla distribuzione di Cielo Coperto standard (CIE Standard Overcast grado di coniugarsi all’aspetto energetico. Sky), (vedi più oltre). Ne consegue che questo valore è indipendente dalla posizione e orientamento geografico dell’edificio. Parametri illuminotecnici per lo • Fattore di uniformità (u): indica l’omogeneità dell’illuminazione, calcolata studio della luce naturale come rapporto tra i valori minimo e medio dell’illuminamento all’interno Flusso luminoso, intensità luminosa, illuminamento dell’ambiente. Secondo la norma UNI 10840 il valore di riferimento non deve e luminanza sono le grandezze fisiche mediante essere inferiore a 0,16. le quali si possono descrivere quantitativamente i • Climate Based Metrics (CBM), ovvero grandezze i cui valori minimi e massimi fenomeni luminosi. Per le loro definizioni si veda il vanno verificati durante tutto il corso dell’anno e non solo in particolari riquadro specifico; per ulteriori approfondimenti si momenti; la posizione geografica (latitudine) e il clima così come l’orientamento rimanda ai riferimenti bibliografici. dell’edificio, influenzano in modo sensibile i valori delle seguenti due grandezze: Mentre l’illuminamento misura l’apporto luminoso di ⚬ Spatial Daylight Autonomy (sDA): definisce l’efficienza dell’edificio in una sorgente sulla superficie osservata, la luminanza termini di accesso della luce naturale. Descrive la percentuale di spazio indica la sensazione di luminosità che la superficie che riceve almeno 300 lux per almeno il 50% del tempo in cui l’ambiente trasmette all’occhio, la quale dipende anche dalle è occupato. Tipicamente il tempo di occupazione viene definito tra le 8.00 caratteristiche della superficie stessa. Se due n.63
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LEGISLAZIONE E REGOLAMENTI IL PANORAMA LEGISLATIVO Come tutti i fenomeni fisici aventi effetto sulla fruizione dell’ambiente da parte Inoltre anche la prescrizione del rapporto superiore a 1/8 tra superficie finestrata dell’uomo, anche l’illuminazione naturale è stata ed è oggetto di specifiche e superficie pavimentata rappresenta una indicazione piuttosto carente, sia per i trattazioni legislative e normative; per quanto riguarda la legislazione italiana, i motivi descritti in precedenza, sia per il fatto che non specifica se va considerata dispositivi vigenti sono carenti e piuttosto datati: o meno la presenza degli infissi, che comporta molte volte una riduzione della • Decreto Ministeriale della Sanità del 5/7/1975 – Modificazioni alle istruzioni superficie trasparente effettiva, rispetto al foro murario, anche superiore al 15-20% Ministeriali del 20/6/1896 relative all’altezza minima dei locali ed ai requisiti in funzione della tipologia di telaio e delle soluzioni tecniche di chiusura adottate. igienico-sanitari principali dei locali di abitazione; Non vanno dimenticate in ogni caso alcune situazioni virtuose, come i regolamenti • Decreto del Ministero della Sanità del 18/12/1975 – Norme tecniche aggiornate regionali, con particolare riferimento all‘Emilia Romagna, che ha definito nel tempo relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, aspetti maggiormente qualificanti come l‘individuazione di metodi di calcolo più edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica; accurati del FLDm (Fattore di Luce Diurno medio), che tengono conto delle ostruzioni • Circolare del Ministero LL.PP. n. 13011 del 22/11/1974 – Requisiti fisico-tecnici esterne alla finestra, che limitano l‘accesso della luce naturale, e della definizione per le costruzioni edilizie ospedaliere. Proprietà termiche, igrometriche, di delle “zone illuminate” (in termini di rapporto tra la distanza dalla finestra e l‘altezza ventilazione e di illuminazione; del limite superiore della finestra); esse definiscono compiutamente il rapporto • Circolare del Ministero LL.PP. n. 3151 del 22/5/1967 – Criteri per la valutazione illuminante come “rapporto fra la superficie del pavimento e la superficie della delle grandezze atte a rappresentare le proprietà termiche, igrometriche, di bucatura muraria, esclusa quella posta ad un’altezza compresa fra il pavimento ventilazione e di illuminazione nelle costruzioni edilizie. e 60 cm, ed al netto di velette, elementi architettonici verticali del medesimo Tali strumenti legislativi, oltre a indicare riferimenti dimensionali degli ambienti, organismo edilizio che riducono l’effettiva superficie illuminante“ e forniscono con prescrizione del rapporto superiore a 1/8 tra superficie finestrata e superficie prescrizioni minime in funzione della tipologia di utilizzo dei locali, pavimentata (definito come Rapporto Illuminante), individuano come unico Inoltre i regolamenti dell‘Emilia Romagna (DGR 268/2000) forniscono ulteriori parametro richiesto per la verifica della corretta illuminazione naturale degli spazi metodi prestazionali, come peraltro ripreso dalle linee guida ISPESL (ora INAIL) il valore medio dell’indice FLD. Questo parametro, di fatto, individua in modo “Microclima, aerazione e illuminazione nei luoghi di lavoro, Requisiti e standard. inadeguato le condizioni di luce naturale all’interno degli ambienti, in quanto Indicazioni operative e progettuali” del 2006. Tali linee guida, pur non avendo forza rappresenta un parametro puramente quantitativo, che non considera gli aspetti di legge, suggeriscono, in alternativa ai metodi semplificati per la determinazione qualitativi di spazialità, utilizzo e dinamicità. Inoltre le modalità di calcolo suggerite del fattore di luce diurna descritti nella legislazione vigente (maggiormente adatti sono estremamente schematiche e imprecise; va in ogni caso tenuto conto del fatto per ambienti regolari), anche l‘utilizzo di strumenti di simulazione con codici di che, all‘epoca della pubblicazione dei citati riferimenti, il livello di informatizzazione calcolo informatizzati, con particolare riferimento al software Superlite. Questa era molto limitato, e di conseguenza risultava essere più opportuno fornire uno indicazione, pur riferendosi a un software ormai obsoleto, è quantomeno positiva, ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 strumento di calcolo rapido e di facile implementazione, in grado di fornire comunque in quanto riconosce i limiti delle soluzioni semplificate e apre la strada a strumenti indicazioni di “buon senso”, all‘interno di un quadro normativo che affrontava che consentono di valutare in modo preciso e completo l‘accesso della luce naturale problemi emergenti più importanti relativi alla qualità architettonica generale. all‘interno degli ambienti e sottende l‘implicita possibilità di analizzare gli aspetti La tabella di seguito riassume le prescrizioni del valore minimo del fattore di qualitativi, oltre a quelli meramente quantitativi. luce diurna in funzione dell‘utilizzo dell‘ambiente cui si riferiscono, in base agli Di fatto, ad oggi, nell‘uso comune gli enti pubblici (uffici tecnici municipali o aziende strumenti legislativi citati. sanitarie) ai fini dell‘ottenimento del certificato di agibilità hanno semplificato i requisiti di illuminazione naturale alla sola richiesta del rapporto illuminante, VALORE LIMITE DI FLDm SECONDO LA LEGISLAZIONE VIGENTE IN FUNZIONE DELL‘UTILIZZO DEI LOCALI trascurando il calcolo del fattore di luce diurna anche quando richiesto dalla legislazione vigente. In generale, questa situazione è stata giustificata nel tempo da difficoltà di carattere tecnico (la maggior parte degli operatori del mercato opera FLDm > 1% FLDm > 2% FLDm > 3% FLDm > 5% in regime di libera professione, in una situazione che non permette o giustifica una Edilizia tutti i locali specializzazione in merito) e scarsa sensibilità da parte dei tecnici della pubblica residenziale di abitazione amministrazione, più attenti a problematiche ritenute maggiormente significative all‘interno del complesso quadro della legislazione vigente italiana. Inoltre non va uffici, spazi di ambienti a uso dimenticato il fatto che la verifica illuminotecnica viene spesso effettuata al termine Edilizia palestre, refettori aule giochi e distribuzione, scale, didattico, della costruzione degli edifici, nel momento in cui gli enti competenti sono chiamati scolastica e aule comuni aule nido servizi igienici laboratori ad esprimere il loro parere: risulta allora molto difficile sanare situazioni progettuali errate. Ne risulta quindi che, nonostante gli strumenti legislativi vigenti siano molto ambienti di semplificati e inadeguati, sono comunque disattesi sia per l‘intero patrimonio Edilizia come edilizia palestre e degenza, edilizio esistente che nel caso di nuove costruzioni, in quanto la percezione comune ospedaliera scolastica refettori diagnostica, degli spazi abitati trascura l‘esigenza dell‘utilizzo della luce naturale e di tutte le laboratori implicazioni descritte in precedenza. >>>
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IL PANORAMA NORMATIVO Analogamente a quanto visto per la legislazione, la difficoltà intrinseca alla definizione di un aspetto prettamente dinamico e la minore importanza che viene attribuita alle implicazioni della luce naturale sul benessere psicofisico delle persone ha portato nel tempo alla sottovalutazione della luce naturale in ambito normativo. Ad oggi i riferimenti per il calcolo dei parametri di luce naturale corrispondono alla norma UNI 10840:2007 e UNI EN 15193:2008; tutto il rimanente corpus normativo demanda a questi due strumenti. Per quanto riguarda la UNI 10840, anche se la norma è dedicata all‘ambito scolastico, suggerisce un metodo di calcolo semplificato del fattore di luce diurna, che tiene conto delle caratteristiche delle superfici trasparenti e opache (fornendo anche indicazioni in merito ai valori tipici da utilizzare), della geometria delle ostruzioni esterne e del foro finestrato mediante diagrammi correttivi (metodo del tutto analogo ai regolamenti tecnici dell‘Emilia Romagna). Inoltre la norma introduce anche parametri qualitativi, relativi alla distribuzione spaziale della luce all‘interno degli ambienti (fattore di uniformità) e al rischio di abbagliamento (valore limite dell‘indice DGI (vedi più oltre) in funzione delle attività). La norma UNI EN 15193, ai fini dell‘individuazione delle caratteristiche energetiche degli edifici, propone in appendice C (Determinazione del fattore di dipendenza dalla luce naturale FD,n) un metodo di calcolo per individuare la potenziale riduzione del fabbisogno elettrico in funzione della disponibilità di luce naturale e dei sistemi di controllo dell’illuminazione. La norma propone a tal fine un
metodo di calcolo semplificato del fattore di luce diurna in presenza di finestre verticali, più preciso rispetto ad altri sistemi, in quanto tiene conto di tutti i fattori geometrici che caratterizzano la penetrazione della luce all’interno degli ambienti (altezza utile delle finestre, profondità e ampiezza dell’area illuminata), delle possibili tipologie di ostruzione (sporgenze orizzontali e verticali, cortili) e delle caratteristiche delle vetrature (trasparenza, telaio, sporcamento e incidenza). Analogamente fornisce un metodo per la classificazione del fattore di luce diurna per lucernari. Inoltre definisce anche l’efficienza di penetrazione della luce naturale all’interno degli ambienti in funzione del fattore di luce diurna. Molte altre norme attinenti andrebbero menzionate, ma di fatto solamente le due sopra citate riportano metodi e criteri di calcolo relativi all‘efficienza degli edifici riguardo alla penetrazione della luce naturale: l‘interesse del corpus normativo è rivolto infatti prevalentemente all‘illuminazione artificiale (vedasi ad esempio il riferimento principale relativo alla qualità degli ambienti abitati, con indicazione di livelli di illuminamento, dell‘uniformità e della resa cromatica: UNI 12464-1:2011). È interessante osservare che dal punto di vista normativo soltanto ora a livello europeo è stata prodotta una norma organica sul tema dell’illuminazione naturale, peraltro ancora in fase di inchiesta pubblica (prEN 17037), che affianca la recente norma ISO 16817:2012, integrando un panorama normativo finora prevalentemente dedicato all’illuminazione artificiale (la citata UNI EN 124641:2011) e agli aspetti energetici dell’illuminazione naturale (ISO 10916:2014) o a particolari aspetti della medesima (ISO 52022).
e le 18.00. Per il calcolo di tale parametro, si dalla luminanza della porzione di cielo inquadrata, ma anche dalla differenza tra utilizzano files di dati climatici relativi ai luoghi luminanza percepita esterna e interna. I due parametri maggiormente noti per considerati, come per esempio i files utilizzati la valutazione del rischio di abbagliamento sono: da EnergyPlus. ⚬ Daylight Glare Index (DGI): è un indice dell’abbagliamento dovuto alla ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 ⚬ Annual Sun Exposure (ASE): indica la quota luce naturale negli ambienti interni; viene utilizzato per valutare il disturbo parte di spazio che è investita da eccessiva causato da estese superfici luminose, tipicamente quella del cielo visto luce diretta, tanto da poter causare discomfort attraverso aperture vetrate, in dipendenza della luminanza, dalla posizione visivo legato all’abbagliamento o aumentare delle sorgenti luminose e della luminanza di fondo, in relazione al campo i carichi frigoriferi. Nel dettaglio, esso misura visivo. Si veda in proposito UNI 10840. la percentuale di superficie che viene colpita ⚬ Daylight Glare Probability (DGP): descrive la percentuale di persone da almeno 1000 lux sul piano orizzontale, disturbate per effetto della luminanza verticale percepita dall’occhio, in per almeno 250 ore all’anno, considerando base a un punto di vista specifico, tenuto conto dell’illuminamento verticale soltanto il tempo in cui l’ambiente è occupato. all’altezza degli occhi, della luminanza percepita e dell’ampiezza del campo • Abbagliamento: è la sensazione prodotta da visivo (si veda in proposito Wienold J, Christoffersen J, 2006). superfici con elevati gradienti di luminanza Poiché le condizioni della volta celeste sono variabili, nel tempo sono stati all’interno del campo visivo, che può essere sviluppati diversi modelli matematici descrittivi, i cui più importanti sono di percepita come molesta o debilitante nello seguito descritti (vedi Fig. 2) svolgimento del compito visivo. Questo accade • Cielo Sereno (Clear Sky): la luminanza del Cielo Sereno standard CIE varia al perché l’elevato contrasto tra queste superfici e variare dell’altezza e dell’azimut del sole. La luminosità più elevata è localizzata l’ambiente circostante provoca disagio alla vista, intorno al sole, mentre è minima nella zona opposta al sole. La luminosità che non riesce a mediare tra la luminanza degli dell’orizzonte presenta un valore intermedio fra questi due estremi. oggetti osservati e quella dello sfondo. Nel caso • Cielo Intermedio (Intermediate Sky): il Cielo Intermedio standard CIE ha della luce naturale, ciò che provoca abbagliamento caratteristiche simili al Cielo Sereno ma il sole presenta una luminososità sono normalmente le aperture che permettono inferiore. Le variazioni di luminosità non sono così accentuate come nel Cielo il passaggio di luce solare (ma anche le superfici Sereno. riflettenti): il fenomeno in questo caso è regolato • Cielo Coperto (Overcast sky): la luminanza del Cielo Coperto standard n.63
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Il sistema WELL ha un approccio di base molto diverso rispetto agli altri, in quanto valuta gli edifici in funzione degli effetti sugli occupanti dal punto di vista psicofisico (sistema nervoso, muscolare, endocrino, immunitario, …). WELL suggerisce l’opportunità di utilizzare sistemi di schermatura per il controllo dell’abbagliamento, soluzioni automatizzate per la regolazione dell’illuminazione artificiale (in funzione anche di quella naturale), distanze massime delle postazioni di lavoro dalle superfici trasparenti, e parametri di adeguatezza delle aperture finestrate. Per quanto riguarda l’analisi quantitativa della luce naturale, WELL propone il medesimo calcolo previsto da LEED in termini di sDA e ASE. Introduce peraltro anche l’aspetto dell’illuminamento “melanopico”, concetto molto recente correlato con il rinforzo del comportamento naturale delle funzioni biologiche e del ciclo circadiano, in dipendenza della melanopsina. CIE varia con l’altezza solare ed è di tre volte superiore allo zenith rispetto all’orizzonte. • Cielo Uniforme (Uniform sky): il Cielo Uniforme standard CIE è caratterizzato da una luminanza uniforme che non cambia al variare dell’altezza solare o dell’azimuth. Il modello di cielo più comunemente utilizzato per i calcoli illuminotecnici, con particolare riferimento alla determinazione del Fattore di Luce Diurna, corrisponde al Cielo Coperto.
La simulazione numerica illuminotecnica
Da quanto esposto risulta l’esigenza di utilizzare strumenti di calcolo previsionale in grado di valutare non solo l’efficacia delle schermature in termini di ostruzione solare (ombreggiamento della radiazione diretta) in ogni istante nell’arco dell’anno, ma anche, la penetrazione della luce naturale all’interno degli edifici, tenendo conto delle caratteristiche degli I sistemi di certificazione ambientale spazi e delle loro superfici, nonché delle condizioni Negli ultimi anni i sistemi di certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 operative, ivi compresa la presenza di illuminazione hanno affiancato legislazione e normativa, ponendo attenzione alla disponibilità artificiale. Tale approccio, denominato CBDM di luce naturale come valore aggiunto per gli occupanti e per l’efficienza (Climate Based Daylight Modelling), consente di complessiva degli edifici. analizzare la risposta degli edifici dal punto di vista I più noti in ambito internazionale, LEED, BREEAM e WELL, ma anche l’italiano complessivo, anche in connessione con valutazioni Protocollo ITACA, hanno quindi articolato sistemi di analisi della luce naturale sulla energetiche di carattere generale. Questo approccio base delle rispettive esperienze. metodologico è già stato implementato nei Nel sistema LEED V4 BD+C, la valutazione quantitativa della luce naturale viene protocolli di valutazione di sostenibilità degli edifici. effettuata svolgendo il calcolo per un anno tipo di dati climatici per i parametri Occorre quindi disporre di strumenti adeguati, sDA (con limite minimo di 300 lux per almeno il 50% dell’anno durante il mediante i quali sia possibile modellare gli edifici periodo di occupazione) e ASE (con limite massimo pari al 10% della superficie dal punto di vista geometrico e delle caratteristiche dell’edificio in cui si verifica il superamento di 1000 lux per più di 250 ore all’anno). fisiche dei materiali. Per quanto riguarda la Il sistema prevede la presenza di dispositivi atti a ridurre o eliminare i fenomeni modellazione geometrica tridimensionale, sono di abbagliamento dovuto a eccesso di luce naturale al fine di controllare le ore di notoriamente disponibili numerosi software di esposizione alla luce solare (parametro ASE). tipo CAD (Computer Aided Design): tra i più noti si BREAM invece richiede il calcolo del Fattore di Luce Diurno medio, e individua possono citare AutoCAD, 3D Studio Max, Rhinoceros un limite minimo da rispettare in funzione della latitudine e dalla tipologia di 3D, Blender, Archicad, senza dimenticare i software edificio, sulla base della norma BS 8206 e della guida CIBSE LG10. Analogamente il di tipo BIM (Building Information Modelling), che Protocollo ITACA propone come indicatore quantitativo il Fattore di Luce Diurna, associano alla geometria dell’edificio anche molte calcolato secondo la procedura descritta nella norme UNI 10840 (per edifici altre informazioni. Questi software si interfacciano residenziali) e UNI EN 15193 (edifici non residenziali).
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a codici di calcolo specificamente illuminotecnici in grado di simulare, con diverse modalità e a diversi livelli la risposta degli edifici alla luce naturale, come ad esempio, Dialux, Relux, Mental Ray, Daylight Visualizer e Radiance, oltre ovviamente al citato (ma obsoleto) Superlite. Nel rimandare per maggiori dettagli ai relativi siti web di riferimento per i software citati, si ritiene utile scendere nel dettaglio per il software Radiance, per i motivi successivamente descritti.
Il software Radiance In particolare Radiance (https://radiance-online.org/) è una suite di codici di calcolo orientati allo studio illuminotecnico, in condizioni di luce naturale e artificiale, all’aperto o in luoghi circoscritti. Il software, attualmente disponibile nella versione 5.0, vanta una lunga storia, iniziata nel 1984 nel Lighting System Research Group del Lawrence Berkeley Laboratory (Berkeley, CA, U.S.A.), ed è tuttora in continua evoluzione, costantemente seguito e rinnovato in base agli avanzamenti delle conoscenze scientifiche, in base all’angolo di incidenza della radiazione luminosa. tecnologiche, e dei precedenti risultati del suo Nella campo delle simulazione di fenomeni di propagazione energetica mediante utilizzo, principalmente per opera del suo iniziale onde la tecnica di ray-tracing consiste nell’associare ad un punto di una sorgente autore, Greg Ward, con l’aiuto di un vera e propria emettitrice una stella di semirette (raggi), a ciascuna delle quali viene attribuita comunità scientifica indipendente che si è formata una quantità di energia: seguendo il percorso di ciascun raggio, tenendo nel corso degli anni. Radiance, unanimemente adeguatamente conto dei fenomeni di riflessione, scattering e assorbimento riconosciuto come il software più preciso, avanzato subiti dallaPER quantitàLEGGERE di energia associata, è possibile totalizzare l’energia ABBONATI http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 e ricco di funzionalità, è sviluppato nel linguaggio complessivamente incidente su un determinato ricettore; opportune elaborazioni C, è utilizzabile con un’ampia gamma di sistemi di dette quantità di energia recepite consentono di valutare dettagliatamente i operativi: Unix, Linux, Windows, Mac OS X, FreeBSD, diversi parametri descrittivi, quali la luminanza, l’illuminamento, l’abbagliamento. ed è disponibile (incluso il codice sorgente), a titolo L’algoritmo fondamentale di ray-tracing inverso su cui si basa Radiance, anziché gratuito, con alcune guide di base per il suo utilizzo, seguire il percorso del raggio luminoso a partire dalla sorgente luminosa, dal sito ufficiale, attraverso una specifica licenza; determina il suo percorso a partire dal punto di vista dell’osservatore virtuale, Radiance, pur essendo correntemente utilizzato attraverso le successive interazioni dei raggi tracciati con le varie superfici da migliaia di utenti in tutto il mondo come che compongono il modello (riflessione sugli elementi opachi e trasmissione semplice strumento di verifica delle condizioni attraverso gli elementi trasparenti), fino ad arrivare alla sorgente luminosa. Il illuminotecniche degli ambienti e come algoritmo risultato è evidentemente equivalente dal punto di vista analitico a quello del raydi rendering fotorealistico, nasce come strumento tracing diretto, che normalmente si utilizza nei rendering di qualità fotografica, di ricerca in grado di fornire calcoli accurati e ma è decisamente più efficiente dal punto di vista computazionale. Infatti, previsioni affidabili degli effetti della luce, utilizzando soltanto in piccola parte i raggi che si dipartono dalle varie sorgenti luminose principalmente tecniche basate sull’algoritmo di Ray terminano il loro percorso all’interno dell’area interessata ad una singola analisi: Tracing Inverso (Backward Ray Tracing) unitamente scartando la maggior parte dei tracciamenti, si riducono notevolmente i tempi di al metodo Monte Carlo per l’elaborazione dello calcolo. Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla manualistica di Radiance. scattering dei raggi tracciati. Questo approccio Le figure riportate in queste pagine (Figg. 3-8) illustrano alcuni casi applicativi: consente di descrivere in modo sufficientemente come si può osservare, le modalità di visualizzazione e rielaborazione dei risultati adeguato il modello delle superfici speculari e delle devono essere di volta in volta mirate al fine di rispondere alle esigenze della superfici anisotrope (come i vetri, particolarmente specifica situazione, sia mediante l’uso degli strumenti interni di Radiance (ad quelli con trattamenti superficiali), di più difficile esempio con diagrammi a falsi colori) che con l’utilizzo di software terzi collegati descrizione in quanto variano il loro comportamento (es. Rhinoceros 3D, Grasshopper3D, ParaView, OpenDX). n.63
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PRINCIPALI GRANDEZZE ILLUMINOTECNICHE I parametri fisici principali fondamentali per studiare i fenomeni illuminotecnici sono i seguenti: • Flusso luminoso: è la grandezza che mette in rapporto la sensazione luminosa con la potenza della radiazione elettromagnetica, emessa da una sorgente, attraverso il fattore di visibilità che è funzione a sua volta dalla frequenza della radiazione stessa. La sua unità di misura è il lumen [lm] • Intensità luminosa: rapporto tra il flusso luminoso emesso da una sorgente puntiforme in un angolo solido elementare attorno a una data direzione e l’ampiezza dell’angolo solido stesso. La sua unità di misura è la candela [cd: 1 cd = 1 lm/sr]. • Illuminamento: rapporto tra flusso luminoso che investe una superficie e l’area di incidenza. La sua unità di misura è il lux [lx: 1 lx = 1 lm/m2]. A solo titolo di esempio per luoghi di passaggio sono accettabili valori di illuminamento anche inferiori a 100 lux (sono necessari almeno 20 lux FIGURA 3. Il software Radiance permette di analizzare gli edifici dal punto di vista spaziale per distinguere i tratti di un viso umano), mentre per mediante rendering e di analizzare le prestazioni dal punto di vista dell’illuminazione naturale ambienti dove si svolgono attività è necessario provvedere e artificiale. Nella figura sono visualizzate alcune verifiche effettuate su un edificio direzionale: (da sinistra, in senso antiorario) rendering fotorealistico in condizioni di luce artificiale (di notte) livelli di illuminamento compresi tra un minimo di 200 lx e naturale, studio dell’abbagliamento in diversi punti interni e dei livelli di illuminamento (Sede Manens-Tifs di Padova; simulazioni effettuate con Radiance e l’ausilio del visualizzatore Paraview) ed un massimo di 2000 lx, valore oltre il quale il livello di illuminamento può produrre fastidio. • Luminanza: è il rapporto tra l’intensità luminosa emessa da una data superficie in una data direzione, e la proiezione della Come già menzionato Radiance è oggetto di continui sviluppi e arricchimenti, superficie considerata sul piano perpendicolare alla direzione di per merito della comunità scientifica che lo segue e che periodicamente si osservazione. L’unità di misura è il nit [nt: 1 nt = 1 cd/m2]. I livelli ritrova per discussioni e confronti negli “International Radiance Workshop”. ABBONATI PER LEGGERE di Illuminamento entro i quali è possibile la visione variano da Quest’anno il Workshop, il quindicesimo, è statohttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 organizzato da Manens-Tifs meno di 10-3 cd/m2 (notte, visione scotopica) a 108 cd/m2 (pieno in collaborazione con Eurac Research presso la presso la sede di Manens-Tifs a sole), in virtù della capacità di adattamento dell’occhio umano.
La comunità di Radiance
Padova. L’evento è stato patrocinato da APIL, AiCARR e GBC Italia e ha visto la partecipazione di circa sessanta specialisti provenienti da tutto il mondo.
FIGURA 4. Lo studio dell’irraggiamento annuale o stagionale incidente sulle superfici esterne degli edifcii permette di ottimizzare le soluzioni tecnologiche per le superfici vetrate laterali e di copertura degli edifici (Prysmian Headquarter, Milano; calcolo effettuato con Radiance + DIVA for Rhino + Gimp)
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FIGURA 5. Il rischio di abbagliamento può essere valutato mediante l’individuazione delle viste più critiche, possibilmente di tipo fish-eye in modo da contenere una ampia porzione di campo visivo, su cui poi verrà effettuato il calcolo mediante gli indici di riferimento codificati, DGP e UGR (edificio direzionale ad alta efficienza a Podgoriza, Montenegro)
FIGURA 6. L’efficienza degli edifici dal punto di vista della luce naturale viene tipicamente valutata attraverso il calcolo dell’indice FLD (Fattore di Luce Diurna, corrispondente al rapporto percentuale tra l’illuminamento interno e quello esterno diffuso, su un piano di lavoro orizzontale) come suggerito dalla legislazione vigente. La visualizzazione dei valori puntuali può essere resa mediante mappe a falsi colori con espansione verticale, come qui rappresentato per un torre direzionale (Nuova sede Zucchetti, Lodi, calcolo effettuato con Radiance e visualizzato mediante il software Paraview)
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FIGURA 7. L’utilizzo di software dedicato permette di mettere a confronto le soluzioni di copertura maggiormente adeguate ai fini dell’utilizzo degli spazi sottostanti già nelle prime fasi preliminari (calzaturificio, Fiesso d’Artico (VE); studio comparativo tra diverse soluzioni effettuato con Radiance + Paraview) FIGURA 8. L’utilizzo di software dedicato consente di analizzare gli spazi tenendo conto dei vari aspetti, mediante diverse soluzioni, sia dal punto di vista spaziale che illuminotecnico (edificio direzionale Manutencoop, Venezia-Mestre; simulazioni eseguite con Radiance).
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15TH INTERNATIONAL RADIANCE WORKSHOP
per ottimizzarne l’accettabilità da parte degli utilizzatori finali degli edifici. Per ulteriori dettagliate notizie su tali sviluppi si veda il sito specifico del 15° Workshop (http://www.2016radiancews.org/). Il prossimo appuntamento per la comunità italiana è programmato dal 01 al 03 dicembre 2016, nell’ambito del corso base di RADIANCE organizzato da EURAC in collaborazione con Manens-Tifs presso Hotel Fiera – Verona nel quale sarà trattato l’utilizzo sia del software RADIANCE che delle interfacce grafiche maggiormente utilizzate (Grasshopper, DIVA for Rhino). Per maggiori informazioni si rimanda al sito web di EURAC (http:// www.eurac.edu/education/radiance).
Durante il Workshop, sono stati presentati i recenti aggiornamenti del software e le nuove estensioni (ad esempio per il calcolo dei parametri di abbagliamento), i risultati della validazione di nuovi metodi di calcolo compositi (5-Phase e 6-Phase Method) oltre a evoluzioni di codici di calcolo paralleli (Photon Mapping e BIBLIOGRAFIA Radzilla) e interfacce di acquisizione ed elaborazione dati. Aghemo, C., Azzolino, C. – Illuminazione naturale: tecniche ed Il tema maggiormente sensibile dal punto di vista progettuale, in forte evoluzione, esempi di calcolo. Celid, torino, 1995 corrisponde alle implicazioni della dinamicità della luce naturale nel corso dell’anno, Aghemo, C., Lo Verso, V. – Guida alla progettazione aspetto che caratterizza la definizione degli spazi e delle aperture finestrate, dell’illuminazione naturale, Aidi, Parma, 2003 trattato nell’ambito degli studi sul CBDM (Climate Based Daylight Modelling), Baroni, G. – Tecnologie delle architetture di cristallo: le facciate di grande importanza in quanto questa tecnica consente simulazioni su lungo leggere continue vetrate – Programma, Padova, 1984 ABBONATI PER LEGGERE periodo associabili a quelle energetiche effettuate mediante i numerosi software http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 Fornasiero, A., Zecchin, R. – La qualità degli ambienti interni: oggi disponibili; è un altro tema emergente, senza dimenticare la determinazione il Benessere visivo – in Manuale d’ausilio allla progettazione di nuovi parametri di valutazione delle condizioni di illuminazione naturale
DOCUMENTI NORMATIVI RILEVANTI UNI 10840:2007 – Locali scolastici – Criteri generali per l’illuminazione artificiale e naturale UNI EN 12464-1:2011 – Luce e illuminazione – Illuminazione dei posti di lavoro – Parte 1: Posti di lavoro in interni). UNI EN 12665:2011 – Luce e illuminazione – Termini fondamentali e criteri per i requisiti illuminotecnici UNI EN 15193:2008 – Prestazione energetica degli edifici – Requisiti energetici per illuminazione prEN 17037 – Daylight of buildings BS 8206-2 – Lighting for Buildings – Part 2: Code of Practice for Daylighting ISO 10916:2014 – Calculation of the impact of daylight utilization on the net and final energy demand for lighting ISO 16817:2012 – Building environment design – – Indoor environment – – Design process for visual environment ISO/FDIS 52022-1 – Energy performance of buildings – – Thermal, solar and daylight properties of building components and elements – Part 1: Simplified calculation method of the solar and daylight characteristics for solar protection devices combined with glazing • ISO/PRF TR 52022-2 – Energy performance of buildings – Thermal, solar and daylight properties of building components and elements – Part 2: Explanation and justification • ISO/FDIS 52022-3 – Energy performance of buildings – Thermal, solar and daylight properties of building components and elements – Part 3: Detailed calculation method of the solar and daylight characteristics for solar protection devices combined with glazing • DIN 5034 – Daylighting in interiors (Tageslicht in Innenräumen)
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termotecnica. AiCARR, Milano, 2010 Reinhart, C. – Daylighting Handbook – www. daylightinghandbook.com, 2014 Baker, N., Steemers, K. – Daylight design of buildings: a handbook for architects and engineers – Earthscan, London, 2013 CIBSE – LG10/14 Lighting Guide 10: Daylighting – a Guide for Designers – LG10 CIE 16-1970: Daylight Ward G.J., Shakespeare R.A. – Rendering with Radiance The Art and Science of Lighting Visualization, 1998 – http://radsite.lbl.gov/ radiance/book/ Weinold, J., Christoffersen, J. (2006) – Evaluation methods and development of a new glare prediction model for daylight enviroments with the use of CCD cameras. Energy and Building, 38 (7), 734-737
SITOGRAFIA RADIANCE website: https://radiance-online.org/ 15th Radiance workshop: http://www.2016radiancews.org/
Corso di formazione e aggiornamento professionale
LA GESTIONE DEL CANTIERE IN OSPEDALE cod.C18
RISCHI DA INTERFERENZE E CRITICITÀ PER LA SICUREZZA PROGRAMMA • Presentazione del corso. • Cantieri temporanei e mobili ai sensi del Titolo IV del D.Lgs. 81/08. • Il sistema prevenzionale lato Committenza: ruoli, compiti, strumenti, responsabilità. • Il sistema prevenzionale lato Impresa: ruoli, compiti, strumenti, responsabilità. • I principali oneri documentali (DVR, DUVRI, PSC, POS). • Gli oneri della sicurezza. • La fase di pianificazione e progettazione del cantiere: analisi del contesto, valutazione delle criticità ed interferenze, vincoli, aree di lavoro, carico/scarico, stoccaggi e depositi, protezioni, tempistiche e gestione degli orari in funzione delle lavorazioni, ecc. • Coordinamento e cooperazione tra le diverse figure coinvolte nelle fasi di cantiere: Progettisti, Direttore Lavori, Imprese, RSPP, CSP/CSE, ecc. • L’apertura di cantieri in contesti già funzionanti: operatività ed interconnessione di risorse (personale, finanziamenti, mezzi, attrezzature, tecnologie, ecc.). • La realizzazione di nuovi edifici o l’ampliamento di reparti esistenti: le ripercussioni sul contesto in termini ambientali, igienico-sanitari, di salute e sicurezza, ecc. • L’approccio multidisciplinare e interprofessionale tra esperti dei vari settori che operano in sanità (professionisti tecnici, sanitari, amministrativi, ecc.). • I principali fattori di rischio derivanti dall’attività di cantiere: polveri, vapori, odori, rifiuti solidi e liquidi, emissioni acustiche e vibrazioni, sostanze pericolose, materiali combustibili ed infiammabili, sospensione e/o discontinuità delle utenze (acqua, elettricità, ecc.), presenza di personale esterno, ecc. • Responsabilità e funzioni della Stazione Appaltante/Committenza: Servizio di Prevenzione e Protezione, Ufficio Tecnico, Direzione Sanitaria, ecc. • Criticità in funzione della tipologia d’intervento (demolizioni e realizzazione di murature, cartongessi, pavimentazioni, ecc.), impianti (idrico-sanitario, raffrescamento, protezione incendi, gas medicali, ecc.). • Criticità in funzione delle diverse aree sanitarie: diagnostica per immagini, sale operatorie, terapia intensiva, ecc. • Incidenza del cantiere sul DVR, Piano di Emergenza e sul Sistema di Gestione della Sicurezza aziendale (SGSA). • Esemplificazioni in contesto ospedaliero e casi di studio.
DURATA 8 ore VALIDITÀ Aggiornamento quinquennale di ASPP/RSPP ex art. 32 D.Lgs. 81/08 per i settori Ateco 3 Costruzioni, Ateco 4 Manifatturiero, Ateco 5 Chimico e Ateco 7 Sanità/Servizi Sociali (8 ore). Aggiornamento quinquennale di Coordinatore della Sicurezza (CSP/CSE) ex art. 98 D.Lgs. 81/08 (8 ore). Aggiornamento dei Lavoratori, Preposti, Dirigenti, RLS ex art. 37 per i summenzionati settori. DESTINATARI Responsabili e Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione, Datori di Lavoro, Dirigenti, Preposti, Consulenti, Responsabili e Addetti alla manutenzione, Tecnici aziendali, Rappresentanti degli organi di vigilanza, Lavoratori, ecc. In particolare: Coordinatori della Sicurezza, Responsabili dei Lavori, RUP, Direttori Lavori e Progettisti. DOCENTI (PARTE I)BENEDETTA MARIA BOSSI, Architetto, Dottore di Ricerca, è Vice-Direttore e docente dei Corsi di Formazione per l'abilitazione e l'aggiornamento per coordinatori della sicurezza attivati presso il Politecnico e gli Ordini professionali di Milano. Partecipa alla didattica dei corsi di Safety Management in Building Projects, Construction Management e di Tecnica e Sicurezza dei Cantieri presso il Politecnico di Milano. Autrice di pubblicazioni sul tema della cantieristica, è progettista, direttore lavori e coordinatore della sicurezza nell’ambito di interventi di varia complessità. (PARTE II) LUCA AZZI, Ingegnere, attuale RSPP di Infrastrutture Lombarde SpA e di Tecnologie Sanitarie SpA. Annovera le seguenti qualifiche: Coordinatore della Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione delle opere, Responsabile Aziendale Gestione Amianto ai sensi del D.M 06/09/1994 con esperienza in ambito ospedaliero, RSPP per i settori ATECO 3-7-9, Certificatore Energetico (Regione Lombardia) e Docente – Formatore ai sensi del D.Lgs. 81/08 e del D.I. 06/03/2013. DIREZIONE SCIENTIFICA Arch. Ivan Masciadri.
Sede Territoriale Technical and safety trainings
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ISOLAMENTO
Consolidamento di una parete storica prima di applicare un materiale isolante dall’interno (© Elena Lucchi)
“Nuova pelle” per edifici storici In molti edifici storici l’applicazione di un sistema isolante interno risulta essere una delle poche strade percorribili. Un’attenta analisi e valutazione di quelle che sono le potenzialità e i rischi sono alla base di una corretta progettazione dell’intervento di isolamento interno u ELENA LUCCHIee MICHELA PASCUCCI
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l fine di ridurre la trasmittanza termica e, quindi, le perdite di calore per trasmissione, una delle forme di miglioramento delle prestazioni energetiche più impiegate negli edifici esistenti è ottenuta mediante l’applicazione di materiale isolante sulle superfici delle pareti dell’edificio. L’isolamento potrebbe essere applicato sul lato esterno o interno della facciata. Il comportamento energetico delle due tecniche applicate a edifici con pareti massive a spessore elevato è infatti molto diverso. L’isolamento dall’esterno è conveniente per contenere i consumi energetici
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1 Eurac Research – Politecnico di Milano 2 Sapienza Università di Roma
Il processo che ha portato alla semplificazione grafica della sezione murario per poter essere inserito nel software Delphin 5.8.3 (© Michela Pascucci)
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complanarità, assenza di degrado e di umidità interstiziale o superficiale richiedendo operazioni preliminari incompatibili con la conservazione delle finiture presenti.
Isolamento dall’interno L’isolamento interno di pareti storiche risulta una strada più facilmente percorribile rispetto a quello esterno, ovviamente in assenza di decorazioni, finiture pregiate o intonaci in buono stato di conservazione. L’obiettivo energetico resta quello della riduzione delle perdite per trasmissione attraverso le pareti e la riduzione di ponti termici diffusi e di forma, ma non è possibile eliminare i ponti termici di materia e garantire l’omogeneità delle prestazioni termiche dell’intera facciata. In linea generale, questa tecnica di isolamento porta al miglioramento della prestazione termoacustica dell’involucro edilizio e del benessere degli occupanti, la messa in regime termico, ma anche il raffreddamento più rapido del locale per effetto dell’assenza di massa termica del lato più interno della parete. L’isolamento interno, infatti, annulla la capacità di accumulo termico nella massa delle pareti storiche: nel momento in cui si spegne il riscaldamento l’isolante non trattiene il calore per poi rilasciarlo lentamente come fa una muratura tradizionale. legati al riscaldamento nella stagione invernale, per sfruttare La presenza di un isolante interno può creare problemi legati pienamente le caratteristiche di inerzia termica delle pareti massive alla riduzione dello spazio nell’ambiente interno, che per stanze e, rispetto ai sistemi di isolamento dall’interno, per ridurre i rischi di di piccole dimensioni può non essere tollerato, e alla modifica formazione di condensa, come vedremo nel dettaglio in seguito. delle proporzioni e delle simmetrie dei vani interni. Inoltre, la sua L’isolamento dall’interno ha un beneficio energetico inferiore in realizzazione comporta disagi per gli abitanti durante l’esecuzione quanto non elimina i ponti termici e non consente di sfruttare dei lavori. pienamente l’inerzia delle pareti massive. È più adatto, però, negli Il fatto che l’isolante interno risulti discontinuo può portare la interventi ad uso saltuario, dove è necessario un riscaldamento o creazione di punti freddi in cui è più facile che vi sia formazione un raffrescamento rapido dell’ambiente interno. Generalmente, di condensa, sia superficiale che interstiziale, o rischi di muffa. I l’isolamento dall’esterno non è ammesso in un edificio storico ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 danni provocati dalla condensa nelle pareti possono portare al perché modifica l’immagine e la consistenza materica delle decadimento delle caratteristiche prestazionali con conseguente facciate, risultando sostanzialmente irreversibile. Inoltre, in molti casi riduzione del grado di isolamento del muro, al peggioramento per garantire adeguati ancoraggi e resistenze deve essere posato del comfort interno, al danneggiamento delle finiture e alla solo su supporti in grado di soddisfare criteri di tenuta meccanica,
Andamento dell’umidità relativa interna alla parete con i diversi tipi di isolante interno (zona climatica E, città di Milano)
Andamento della moisture mass nell’arco di 3 anni in una muratura di granito, ubicata rispettivamente a Bolzano (a), Milano (b) e Ancona (c) a
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Andamento della temperatura nella parete di tufo nella stagione invernale (zona climatica D, città di Ancona). Confronto tra assenza di materiale isolante (a), isolamento interno in PUR (b), calcio silicato (c) e fibra di legno (d) a
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Andamento della temperatura nella parete di tufo nella stagione estiva (zona climatica E, città di Ancona). Confronto tra assenza di materiale isolante (a), isolamento interno in PUR (b), calcio silicato (c) e fibra di legno (d)
del comportamento termoigrometrico di murature storiche disgregazione del materiale stesso (anche con possibili rischi per la non è un’operazione semplice e immediata proprio per la loro statica della struttura). particolare conformazione strutturale. Partendo dal presupposto Al fine di evitare problemi legati al comportamento strutturale ed che nessuna sezione muraria sarà mai uguale ad un’altra per energetico dell’edificio è estremamente importante conoscere in dimensione e posa in opera degli elementi lapidei utilizzati in fase modo dettagliato lo stato di conservazione dei vari componenti di costruzione, per avere un risultato il più attendibile possibile edilizi su cui si andrà ad intervenire. Avere un quadro completo dalle simulazioni sarebbe ideale effettuare prima delle analisi che ci di quelle che sono le problematiche strutturali, le caratteristiche permettano di fare delle ipotesi molto vicine alla realtà. L’utilizzo di tipiche dei materiali da costruzione utilizzati, la presenza o strumenti di indagine, come la camera termografica o i carotaggi meno di condensa, le condizioni climatiche e l’ambiente con cui (purtroppo non sempre eseguibili data la loro invasività), ci fornisce l’edificio si rapporta permette di capire cosa va ad influenzare informazioni sulla conformazione della struttura, che altrimenti il comportamento termico dell’edificio nel tempo e quali criteri non LEGGERE saremmo in grado di ottenere. Infatti affidarsi solo a delle utilizzare in fase di progettazione dell’intervento. ABBONATI PER http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 informazioni derivate da disegni o fonti letterarie non garantisce È molto importante studiare nel dettaglio i nodi più critici, perché sempre delle previsioni alla realtà. In commercio esistono diversi soluzioni inadeguate possono causare il degrado dei materiali (ad software di simulazione del comportamento termoigrometrico di esempio la marcescenza del legno e la formazione di condensa elementi murari. I due più noti sono WUFI (Fraunhofer Institute) e interstiziale delle pareti) e la creazione di pessime condizioni Delphin (Bauklimatik Dresden). WUFI è un software per il calcolo ambientali fino a rendere gli interni poco salubri e confortevoli (ad dinamico termoigrometrico delle condense interstiziali e il esempio la formazione di muffa sulle pareti). pericolo muffa di elementi costruttivi. Nel calcolo vengono presi in considerazione tutti quei fattori climatici e quelle condizioni al Simulazione termoigrometrica contorno che possono facilitare il presentarsi dei rischi sopracitati, L’utilizzo di software che permettono di simulare il comportamento quali pioggia battente, irraggiamento solare, perdita di calore termoigrometrico delle pareti nasce dalla necessità di conoscere superficiale, trasporto capillare, condensazione. Delphin 5.8.3 segue quelle che sono le prestazioni delle murature nel lungo termine, lo stesso principio di funzionamento. Vengono effettuati dei calcoli quindi cosa dobbiamo aspettarci a distanza di qualche anno dalla dinamici che permettono di verificare quelli che sono i rischi in cui realizzazione del nostro intervento. D’altra parte però la simulazione
Isolamento interno in PUR a capillarità attiva: (a) test room e (b) dettaglio del materiale isolante (© Florian Berger/EURAC) a
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Inserimento di sensori in una parete storica prima dell’applicazione di materiale isolante dall’interno (© Elena Lucchi)
materiale non è un’operazione facile perché le caratteristiche si può incorrere nel tempo dovuti ad una cattiva progettazione. richieste sono molte e specifiche, ottenibili solo da risultati di Entrambi i software hanno come fine quello di fornire un quadro laboratorio. Per questo motivo il database si compone di materiali completo dei rischi legati alla possibile formazione di condensa specifici i cui campioni sono stati studiati: non troveremo mai, per nella superficie di contatto tra la muratura e il pannello isolante, per esempio, un tufo generico, ma uno specifico tufo proveniente da verificare gli eventuali danni provocati da uno scorretto intervento. una regione ben definita con le sue caratteristiche ben delineate. Ciononostante esistono differenze tra i due software che fanno si E se questo può risultare un punto a suo favore poiché data che uno sia sicuramente più alla portata di tutti rispetto all’altro. la precisione nello studio dei materiali i risultati finali saranno WUFI è stato realizzato in più versioni per soddisfare le diverse sicuramente molto attendibili, d’altra parte pone dei limiti nelle necessità del progettista. È un software di semplice utilizzo, analisi dovuti alla troppa specificità. adatto a chi possiede nozioni basilari di fisica tecnica e conosce i principi della progettazione energetica. L’interfaccia è di facile utilizzo, guida l’utente verso scelte predefinite selezionabili da Confronto tra alcune soluzioni alternative menù a tendina e realizza una relazione finale con i risultati In questa sede si è scelto come software di analisi Delphin 5.8.3. La che il programma ha generato. Una versione è stata creata realizzazione di simulazioni termoigrometriche ha permesso di fare appositamente per la ricerca (WUFI 2D). L’interfaccia con cui delle ipotesi sul comportamento termico e igrometrico di alcune abbiamo a che fare è pressoché la stessa, ma le conoscenze che pareti storiche, confrontandone i benefici di efficientamento ci vengono richieste sono maggiori e per questo non accessibili a energetico, comfort microclimatico e assenza di degrado. tutti, aumentando il rischio di farne un uso scorretto e di ottenere Le simulazioni sono state effettuate su una sezione muraria dei risultati non veritieri. Il software è validato secondo la normativa tradizionale con nucleo a sacco. Sono stati selezionati due tipi di UNI EN 15026 (Prestazione termoigrometrica dei componenti e pietre (tufo e granito) dotate di prestazioni termoigrometriche degli elementi di edifici — valutazione del trasferimento di umidità molto diverse in fatto di permeabilità al vapore e conduttività mediante una simulazione numerica), per cui può sostituirsi ai termica. L’isolamento dall’interno è stato realizzato con materiali calcoli statici eseguiti secondo UNI EN ISO 13788. traspiranti al vapore che non modificano il profilo igrometrico dei Delphin è un software dotato di grandi potenzialità, che però non materiali tradizionali, quali il poliuretano capillare attivo (PUR), il prevede alcuna scissione tra l’utilizzo che può farne un ricercatore e calcio silicato (CS) e la fibra di legno (WOOD). Infine, si è scelto di quello che può farne un progettista. Per questo motivo esiste una provare a simulare le due murature in contesti climatici differenti versione unica dall’interfaccia poco intuitiva. Di contro, permette per vedere come cambiava il comportamento a seconda delle di effettuare scelte con molta più libertà perché non prevede dei condizioni ambientali (zona D – Ancona, Umax = 0,34 W/m²K; zona E menù preimpostati, ma i vari input e output sono il frutto delle – Milano e Bolzano, Umax = 0,30 W/m²K). In tutti i casi si è deciso di impostazioni definite dall’utente. Questo lo rende sicuramente rispettare i limiti di trasmittanza termica delle pareti imposti dalla un programma non alla portata di tutti perché non tutti hanno normativa vigente in materia di efficienza energetica, pur sapendo ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 le conoscenze giuste per poterlo utilizzare e perché non essendo che per gli edifici storici non vi è l’obbligo di rispettare tale soglia. intuitivo difficilmente l’utente medio riuscirebbe ad approcciarsi al In primo luogo, si è dovuto affrontare il problema di software senza aver seguito un corso. semplificazione geometrica del nucleo, rendendo riconoscibili i vari I risultati a cui i due software tendono sono pressoché gli stessi, elementi che costituiscono la muratura. Infatti una sezione muraria ma un vero e proprio confronto non è sempre possibile perché storica non può essere considerata costituita da un unico elemento non hanno lo stesso database di materiali e in Delphin creare un proprio per la sua natura eterogenea ed incoerente. Questa
Diverse fasi di applicazione di materiale isolante dall’interno in PUR a capillarità attiva in un edificio storico (© Annelie Bortolotti)
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operazione preliminare è stata fatta sulla base di informazioni La muratura in tufo, invece, contiene una quantità di acqua derivate da letteratura ed indagini stratigrafiche in assenza delle superiore al granito fin dal principio, a causa della sua natura quali sarebbe stato difficile ricostruire la giusta geometria degli porosa. Per questo è soggetta a problematiche più serie ed elementi. Il passo successivo è stato quello di applicare lo strato intervenire non è sempre facile. Abbiamo scelto di simulare questa isolante e analizzarne il comportamento. muratura in un contesto climatico che fosse più favorevole, vista Le coibentazioni interne modificano completamente il profilo della anche la sua distribuzione sul territorio italiano. Per questi motivi la temperatura della parete priva di coibente. In inverno migliora scelta è ricaduta su Ancona, zona climatica D. la prestazione termica, la temperatura superficiale e la messa in Apparentemente il CS è quello che presenta sempre il quantitativo regime termico, ma causa anche il raffreddamento più rapido maggiore di accumulo di umidità in termini di acqua, ma questo del locale per effetto dell’assenza di massa termica nel lato più non è determinante per la formazione della condensa se il interno della parete. In estate, specialmente nel clima più caldo, la clima ne permette l'asciugatura completa. Si nota invece come temperatura della parete aumenta all’interno della sezione. comportamento del pannello in fibra di legno sia differente Ovviamente il calcio silicato e la fibra di legno, a causa della rispetto alla prima muratura. Se nel granito il comportamento capacità termica più elevata rispetto al poliuretano, hanno un si eguagliava a quello del PUR, qui si vede come l’andamento comportamento migliore, con temperature interne inferiori. della curva raggiunga dei picchi notevolmente alti. Nella fase di La quantità di umidità segue un andamento piuttosto regolare nel accumulo infatti il pannello raggiunge gli stessi livelli del CS, per corso degli anni all’interno della sezione muraria, non vi è quindi un poi riassorbirsi quasi completamente come il PUR. aumento di accumulo nella parete in un arco temporale di 3 anni. I picchi di umidità relativa dovuti alla presenza di sporadiche piogge Conclusioni sono sempre riassorbiti, evitando la formazione della condensa Appare chiaro che l’applicazione di un sistema isolante interno interstiziale. non risolva del tutto il problema legato al comfort e al guadagno La muratura in granito presenta leggeri problemi di riassorbimento energetico degli ambienti, ponendo inoltre notevoli problematiche dell’umidità interstiziale quando viene isolata con il calcio silicato in riguardo alla scelta del materiale più idoneo. Nonostante ciò, entrambe le condizioni climatiche (Milano e Bolzano). Al contrario, in alcuni casi risulta essere una delle poche strade percorribili legno e PUR, sebbene raggiungano dei picchi piuttosto elevati quando ci si approccia ad un edificio storico di cui non si possa di quantità di acqua assorbita dalla parete, riescono sempre ad alterare l’aspetto esteriore. Fermo restando che la preesistenza asciugarsi nella stagione estiva avvicinandosi alla condizione di problematiche relative all’umidità e alla condensa vadano ABBONATI PER LEGGERE del muro originario. Quindi questo ci farebbe presupporre risolte a monte, affinché si possa operare su una parete che sia http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 che non vi siano problemi all’interno della parete. Andando ad stata risanata, ciò non toglie che il problema possa ripresentarsi analizzare più a fondo la questione e quindi controllando in proprio a causa dell’inserimento di un nuovo elemento che va quale periodo dell’anno si supera il 90% di RH (umidità relativa), si ad alterare l’equilibrio raggiunto. Per questo motivo un’attenta nota un accumulo di condensa tra la superficie muraria e quella analisi e valutazione di quelle che sono le potenzialità e i rischi del pannello circa a metà marzo, nella zona di Milano. Milano e a cui si va incontro sono alla base di una corretta progettazione Bolzano sono inserite da normativa all’interno della stessa zona dell’intervento di isolamento interno. Non esistono delle misure climatica, quindi questo avrebbe fatto presupporre un simile standard da poter utilizzare, ma solo una serie di accorgimenti comportamento da parte della parete, eppure le differenti e di valutazioni preliminari in grado di guidare il tecnico verso la condizioni climatiche che si susseguono nel corso dell’anno fanno direzione più corretta. si che ci siano delle notevoli differenze.
Termografia a raggi infrarossi di una parete storica su cui è stato applicato parzialmente del materiale isolante dall’interno. Si notano le anomalie termiche superficiali legate alla discontinuità dell’isolamento termico (© Elena Lucchi)
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CASE STUDY
Come riqualificare il
patrimonio immobiliare
della Difesa? Il caso dell’ex Batteria Stella di Genova. Un modello operativo replicabile anche in edifici affini u CLAUDIO BERARDI,, PROF. RENATA MORBIDUCCIee PROF. UMBERTO BERARDI
ABBONATI PER LEGGERE 1 Ufficiale del Genio della Marina Militare Italiana; 2 Università di Genova; 3 Ryerson University, Toronto http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10
L
a riqualificazione degli edifici esistenti è un elemento chiave per il raggiungimento dei futuri obiettivi energetici dell’Unione Europea. In questo contesto, il patrimonio edilizio italiano presenta problematiche d’approccio non facili, rese più complesse dalla presenza di edifici storici ultra-centenerari (2 edifici su 10 sono stati costruiti prima del 1919). Gli aspetti connessi al risparmio energetico devono essere quindi affrontati e gestiti in un contesto non sempre semplice per quanto riguarda la funzionalità e la necessita di creare condizioni di qualità ambientale interna accettabili.
La ristrutturazione energetica degli edifici con valenze architettoniche e/o storiche è una sfida complessa, che comporta soluzioni specifiche che sappiano coniugarsi con le esigenze di conservazione e valorizzazione degli aspetti costruttivi. Tuttavia, nell’ambito della promozione di interventi di efficientamento energetico, la Direttiva 2012/27/UE ha affidato agli edifici degli enti pubblici il ruolo di casi di studio emblematici, al fine di innescare processi emulativi nell’attività d’iniziativa privata. A tal proposito, lo Stato Maggiore della Difesa (S.M.D.) è, per le Forze Armate (FF.AA.), il responsabile dell’implementazione della politica di efficientamento energetico, pratica da attuarsi attraverso un intervento economicamente efficiente ed ecologicamente sostenibile su tutto quanto è parte delle FF.AA. In particolare, la Marina Militare è chiamata a porre in essere ogni possibile azione utile al conseguimento degli obiettivi fissati dallo S.M.D. n.63
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nell’ambito delle recenti normative nazionali ed europee sul risparmio energetico negli edifici. In tale contesto, attraverso il “Piano delle performance” e “La Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione”, sono stati definiti gli obiettivi e gli indicatori per la misurazione e la valutazione delle performance, nonché le attività da porre in essere, secondo una logica di gradualità, per il miglioramento continuo delle performance degli edifici dello S.M.D. In tale quadro di razionalizzazione del modello organizzativo e di miglioramento della governance è stato introdotto l’Obiettivo Strategico OBS222, riguardante nello specifico la “Razionalizzazione del patrimonio infrastrutturale della Difesa e l’implementazione della politica di ottimizzazione energetica”. In sintesi, l’OBS222 si prefigge di razionalizzare e ridurre la spesa per la fornitura di energia mediante rinegoziazioni contrattuali, definizione di criteri esecutivi per l’efficientamento energetico e produzione di energia attraverso fonti rinnovabili. Nell’anno 2014, lo S.M. ha quindi nominato per ogni infrastruttura sul territorio nazionale un Energy Manager con l’obiettivo di poter predisporre valutazioni e progettualità finalizzate all’efficienza energetica, cercando di captare incentivi e sostegni. Parallelamente, l’audit energetico è diventato fondamentale per descrivere lo stato attuale dei consumi energetici e costituisce oggi la premessa per l’avvio di progetti finalizzati all’ottenimento di maggiore efficienza energetica e risparmio economico. In tale contesto, il patrimonio immobiliare del Ministero della Difesa è un’eredità nazionale di grande valore, con installazioni militari di elevata
consistenza storica, architettonica e paesaggistica, in grado di offrire numerosi esempi di inestimabile retaggio tradizionale e di assoluta valenza architettonica. Dal punto di vista funzionale, tuttavia, gran parte di queste infrastrutture non sono più in linea con le attuali esigenze dello S.M.D. Ciò ha innescato l’avvio di processi di alienazione di quelle strutture inutilizzate, aprendole alle offerte del mercato immobiliare. In tale ottica, contemporaneamente al ridimensionamento quantitativo, è stato avviato un programma di razionalizzazione delle infrastrutture perseguendo requisiti di funzionalità, economia di gestione e operatività. Per agevolare tutto questo, la società Difesa Servizi S.p.A. ha la funzione di gestire, recuperare e valorizzare il patrimonio immobiliare del Ministero della Difesa (caserme, fari, poligoni). Nell’ambito delle FF.AA. restano però tanti gli edifici di grandi dimensioni, fortemente energivori, che devono essere oggetto di considerevoli interventi di riqualificazione energetica, come il caso riportato di seguito.
Caso di studio: ex Batteria Stella a Genova
Lo studio qui di seguito riportato offre un approccio basato sul multiple-criteriadi Toronto (Canada) sono state testate, anche ABBONATI PER LEGGERE decision-making per l’individuazione delle migliori soluzioni d’intervento di dopo un processo d’invecchiamento in camere http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 riqualificazione energetica di una sede storica della Marina Militare a Genova. L’ex climatiche, le caratteristiche d’isolamento acustico Batteria Stella, attuale sede dell’Ufficio Tecnico della Marina Militare di Genova, e di conducibilità termica di intonaci termo-isolanti rientra come bene da tutelare e rivalutare nel progetto di riqualificazione con Aerogel. Il fine di questo articolo è quello di denominato Blue Print dell’architetto Renzo Piano, assumendo un ruolo descrivere questo caso di studio per sperimentare importante nell’area della Fiera del Mare di Genova. un modello operativo che sia replicabile in tutti i casi L’edificio fu realizzato nel 1846 su una precedente batteria “a fior d’acqua”, in di edifici con caratteristiche affini, cercando di fornire origine affacciata direttamente sul mare e oggi nelle immediate vicinanze del indicazione criteriali. muraglione di Corso Aurelio Saffi. Nel 1960, sulla struttura in muratura della vecchia Batteria Stella, è stato costruito un fabbricato a destinazione terziaria BLUE PRINT. Prima e dopo in cemento armato. L’edificio oggi si presenta con un’altezza massima di 17,6 metri ed un volume lordo di ben 15062 m, di cui 8884 m riscaldati, distribuiti su quattro piani a pianta variabile. La sovrastruttura in cemento armato realizzata nel 1960 è disposta su 3 livelli, ha un’altezza complessiva di 10 metri con tamponamenti a cassa vuota e laterizio faccia vista con intonaco esterno su alcune superfici. Nell’ambito del progetto di riqualificazione, per prima cosa, si è valutata in maniera critica la possibilità d’intervento sia sull’involucro che sugli impianti, prediligendo ipotesi di intervento in linea con criteri conservativi, nel rispetto dell’importanza storica riconosciuta all’edificio, senza sottovalutare la fattibilità economica in termini di costi effettivi e pay back degli investimenti in funzione del risparmio ottenuto tenendo anche in conto i tassi d’interesse e di inflazione della componente energia. Lo studio si è concentrato poi sulla possibilità di impiego di materiali di ultima generazione altamente isolanti. Presso i laboratori della Ryerson University
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Risultati diagnosi energetica Di seguito riportiamo i risultati delle analisi energetiche, espressi in Indice di Prestazione (EPn,ren: Indice di Energia primaria non rinnovabile; EPren: Indice di Energia primaria rinnovabile; EPtot: Indice di Energia primaria totale; QR: Copertura delle rinnovabili). I risultati sono stati valutati nel rispetto del DM 26 giugno 2015 “Linee Guida per la certificazione energetica”, evidenziando una classe energetica attuale dell’edificio pari alla classe F (EPgl,nr uguale a 281,16 kWh/m anno). In questo contesto, grazie alla necessità di rifare gli intonaci esterni dell’edificio, l’applicazione di intonaci termoisolanti è risultata una delle soluzioni più interessanti, in quanto in grado di offrire un buon compromesso tra aspetti energetici e di conservazione. In questo lavoro, l’analisi si è concentrata su un nuovo intonaco termoisolante additivato con aerogel, sviluppato in modo specifico per l’isolamento sia interno che esterno. L’intonaco termoisolante è stato testato in laboratorio per valutarne le proprietà termiche di conducibilità e durabilità.
Prove sperimentali
Edificio di progetto Edificio di rif. requisiti minimi Edificio rif. Classificazione Edificio di progetto H – Riscaldamento C – Raffrescamento W – Acqua calda sanitaria V – Ventilazione L – Illuminazione GL – GLOBALE
EPH,nd [kWh/m2] 109,14 12,65 12,65
EPnd [kWh/m2] 109,1 27,3
EPC,nd [kWh/m2] 27,34 35,03 35,03
EPgl,nr [kWh/m2] 281,16 400,69 92,83
EPgl,tot [kWh/m2] 305,99 491,15 109,08
EPren [kWh/m2] 5,4 8,2 0
EPn,ren [kWh/m2] 193,1 33,9 7,4
EPtot [kWh/m2] 198,5 42,1 7,4
QR [%] 2,7 19,4 0,3
11,3 24,8
58 306
58 306
19,4 8,1
aggiungere più Aerogel al gesso di calce idraulica sono risultati in un intonaco poco lavorabile. È stata successivamente fatta un’ulteriore aggiunta progressiva di maggiore aerogel nel mix del FIXIT 222. All’inizio è stato aggiunto 20% di volume di aerogel al FIXIT 222, poi successivamente il 30% e 40%. Sono state studiate le proprietà termiche dei campioni degli intonaci per differenti intervalli di temperatura. I risultati di laboratorio hanno mostrato che il FIXIT 222 ha una conducibilità termica di circa 0,027 W/mK; considerando un ulteriore aggiunta di aerogel granulare di circa il 20% di volume, la conducibilità termica dell’intonaco ABBONATI isolante nonPER cambiaLEGGERE significativamente. Aumentando la percentuale di Aerogel http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 granulare, può essere raggiunto un valore di 0,022 W/mK.
Si è ritenuto di particolare interesse eseguire prove sperimentali per quantificare le proprietà termiche degli intonaci con aggregati di aerogel. In particolare, è stata valutata la conducibilità termica delle soluzioni proposte (soluzioni con differenti percentuali di aerogel) prima e dopo un trattamento d’invecchiamento eseguito in camere climatiche con diversi cicli di stress termico. Le prestazioni termoigrometriche nelle diverse combinazioni sono state simulate in diverse condizioni ambientali ed è stata determinata il migliore “design mix” dell’intonaco con aerogel al fine di valutare i benefici e i rischi dei prodotti. I risultati sperimentali sono stati confrontati con le proprietà termiche dei tradizionali intonaci generalmente adottati per gli edifici e sono stati valutati i potenziali benefici negli interventi di riqualificazione. In diverse fasi del mix sono state utilizzate le seguenti componenti: FIXIT 222 (intonaco di Aerogel premiscelato commercializzato per applicazioni mediante spruzzatura meccanica in entrambi i lati della parete); intonaci idraulici; granuli di Aerogel (in% volumetriche anche superiori al 50% del complessivo mix); e acqua. Sono stati realizzati dei campioni con dimensioni 300 × 300 mm per la misura della conducibilità termica. Dapprima si è testato il solo FIXIT 222, poi è stato mescolato 50% di volume di Aerogel con gesso di calce Idraulica. I tentativi di
Ipotesi d’intervento per la riqualificazione sostenibile Dalle considerazioni fatte a valle dell’audit energetico della Batteria Stella sono emerse le criticità del sistema edificio-impianti. In particolare, nella scelta degli interventi da attuare, si è tenuto conto delle notevoli condizioni di discomfort (termico, acustico e luminoso) invernale lamentate dagli occupanti. Prima di intervenire sulle diverse stratigrafie sono stati fissati gli obiettivi da raggiungere parametrati sui valori di trasmittanza limite delle ultime normative vigenti. L’analisi multi-criteriale sugli interventi combinati ipotizzabili ha incluso il tamponamento opaco, gli elementi trasparenti e gli impianti. Si è quindi proceduto con l’analisi delle seguenti ipotesi d’intervento al fine di ottenere il seguente risultato finale in termini di prestazioni energetiche ottenute.
AEROGEL, DI COSA SI TRATTA? L’Aerogel è una miscela costituita da una sostanza allo stato solido e da un gas; rispetto ad un comune gel la componente gassosa sostituisce quella liquida. Il risultato di questa combinazione è una schiuma solida, con elevate prestazioni d’isolamento termico. Oggi la realizzazione dell’Aerogel è eseguita mediante il procedimento del “solgel” (gel di silice), processo che dà luogo a una matrice solida tridimensionale, amorfa, di particelle con diametro medio pari a 10 nm e nano-pori aperti da 1 a 100 nm. La struttura racchiude le molecole d’aria, che, imprigionate nei pori, impediscono la trasmissione del calore. L’aspetto nanotecnologico di questo prodotto riguarda quindi la scala nanometrica dei vuoti, incorporati nella matrice, e delle particelle di silice. n.63
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Intervento 1: Sostituzione dei serramenti Intervento 2: Isolamento in intercapedine con insufflaggio
ISOLAMENTO CON INSUFFLAGGIO
Intervento 3: Isolamento con intonaco termoisolante con Aerogel
L’intervento riguarda l’isolamento dei tamponamenti opachi della sovrastruttura. L’intonaco termoisolante con Aerogel ad alte prestazioni è la proposta innovativa ipotizzata sulla base di alcuni vantaggi: posa in opera semplice e garanzie dell’intonaco termoisolante di un buon compromesso tra aspetti energetici e conservativi. La miscela di intonaco termoisolante è a base calce, con presenza di granuli di Aerogel quali aggregati leggeri. ABBONATI PER LEGGERE La stratigrafia esistente con l’applicazione http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 dell’intonaco con Aerogel sul lato esterno del tamponamento diventa:
Intervento 4: Isolamento con intonaco termoisolante con Aerogel + isolamento in intercapedine con insufflaggio
Questo intervento sull’involucro consiste nell’applicare all’edificio entrambi gli interventi di miglioramento dell’isolamento, ossia sia l’Aerogel intonaco termoisolante sull’esterno che l’insufflaggio nell’intercapedine con poliuretano espanso. Ci si è prefissati di raggiungere i valori di trasmittanza limite delle normative vigenti pertanto, il valore di trasmittanza termica U massima delle strutture opache verticali (U = 0,36 W/mK), essendo l’edificio oggetto di studio ubicato in zona climatica D. La combinazione dei due interventi sul tamponamento opaco verticale ha permesso di raggiungere un valore di
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n.63
trasmittanza termica in linea con i parametri di legge. In questo caso, essendo l’impalcatura esterna necessaria per la posa in opera dell’intonaco termo-isolante, l’insufflaggio può anche essere fatto esternamente all’edificio in modo da non inibire l’uso degli spazi interni durante le lavorazioni (in edifici militari, così come in ospedali, l’operatività è una prerogativa da considerare in fase di progettazione). I risultati di queste due applicazioni di isolamento nell’intercapedine e con intonaco termo-isolante comportano una riduzione della domanda energetica, fino a 120,65 kWh/m anno, corrispondente ad una classe energetica C. Intervento 5: Installazione di pannelli isolanti in fibra di vetro. Intervento 6: Istallazione pannelli termo-riflettenti. Intervento 7: Istallazione dell’impianto di regolazione per singolo ambiente + climatico. Intervento 8: Sostituzione dell’impianto d’illuminazione con lampade LED.
ABBONATI PER LEGGERE
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Rappresentazione in “falsi colori” dell’illuminamento attuale e di quello ottenibile con lampade LED
BATTERIA STELLA. Ieri e oggi n.63
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Ottimizzazione delle ipotesi d’intervento Una volta effettuate le analisi energetiche per le diverse ipotesi di intervento proposte è stato possibile classificare gli interventi in modo da poterli confrontare tra di loro e ottimizzare le scelte di intervento. La metodologia utilizzata per questa valutazione prende spunto dal “Green Energy Audit”. Questo strumento non si limita a fornire strumenti e metodi per ridurre i consumi di energia, ma si pone l’obiettivo di contribuire a un miglioramento globale della sostenibilità dell’edificio.
INTERVENTO 1 INTERVENTO 2 INTERVENTO 3 INTERVENTO 4 INTERVENTO 5 INTERVENTO 6 INTERVENTO 7 INTERVENTO 8
COSTO TOTALE DELL'INTERVENTO
COSTO A MQ DELL'INTERVENTO
RISPARMIO ENERGETICO
[€] 162306 24000 117463 137463 33270 1100 4760 35968
[€] 77,5 11,5 56,1 65,6 15,9 0,5 2,3 17,2
[KWh/anno] 31850 21023 51000 56393 41000 4596 47596 20170
RISPARMIO MONETARIO PER ANNO [€/anno] 3436 2263 5504 6083 4440 348 4928 3631
PBT [anno] 47,2 10,6 21,3 22,6 7,5 3,2 1,0 7,9
Combinazione ottimale La combinazione finale scelta è consistita in quattro interventi, che complessivamente rappresentavano la combinazione ottimale per l’intervento in questione. Questi interventi sono: l’intervento 4 (intonaco termoisolante con Aerogel + insufflaggio in intercapedine); intervento 6 (installazione di pannelli termoriflettenti); intervento 7 (sostituzione del sistema di regolazione per singolo ambiente ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 + climatico); intervento 8 (sostituzione dell’impianto d’illuminazione con lampade LED).
BLUE PRINT. Plastico
RIFERIMENTI Berardi U., The development of a monolithic aerogel glazed window for an energy retrofitting project, Applied Energy, vol. 154, 2015. Boriani E., Giancarlo Scaramozzino, Il patrimonio immobiliare pubblico, Maggioli Editore, 2013. Bosco G., Progetti integrati per le antiche fortificazioni costiere, Agorà, 1999. Dall’ò G., Green Energy Audit, Manuale operativo per la diagnosi energetica e ambientale degli edifici, Milano, Edizioni Ambiente, 2011. Dassori E., Morbiducci R., Costruire l’architettura, tecniche e tecnologie per il progetto, Tecniche Nuove, 2010.
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Finauri S., Forti di Genova, storia, tecnica e architettura dei fortini difensivi, Edizioni Servizi Editoriali, 2007. Lucchi E. Diagnosi energetica strumentale degli edifici. Palermo: Dario Flaccovio, 2012. Mazzarella L., Piterà LA. Efficienza energetica attraverso la diagnosi e il servizio energia negli edifici. Prima edizione. Ananke, 2013. Ministero Delle Infrastrutture e dei Trasporti, Prezziario Regionale Opere Edili, Genova, Unioncamere Liguria, 2013. Stato Maggiore della Marina, 4° Reparto Logistica, Direttiva di policy per l’efficientamento energetico, 2015.
Corso di formazione e aggiornamento professionale
RADON GAS RADIOATTIVO cod.C18
GESTIONE DEL RISCHIO E STRATEGIE D’INTERVENTO PROGRAMMA • Presentazione del corso • Radon: caratteristiche, rischi e danni per la salute, classificazione, ecc. • Situazione in Lombardia, in Italia e resto del Mondo, mappatura • Modalità di diffusione negli edifici: parametri climatici, materiali da costruzione, tipologia edifici, ecc. • Analisi della Legislazione vigente: D.Lgs. 81/08, D.Lgs. 241/00, Direttiva 96/29/EURATOM, ecc. • Specificità nei luoghi di lavoro: aziende (estrattive, stabilimenti termali, industrie di ceramiche, ecc.), ubicazione dei locali (interrati, seminterrati e piani bassi in genere, scuole, ospedali, edifici pubblici, ecc. • Valutazione dei rischio Radon • Dalla Misura alla Bonifica Fase 1 - come si misura: dosimetri passivi, strumentazione attiva Fase 2 - diagnostica, misura radon del terreno Fase 3 - progetto misure antiradon Fase 4 - bonifica ambienti • Sistemi e tecniche di rimozione e di allontanamento: depressurizzazione, pressurizzazione, membrane impermeabili, Ventilazione Meccanica Controllata (VMC), sigillatura delle vie d’ingresso • Casi risolti e strategie applicate sul campo • Dibattito: esperienze dei presenti sul tema • Strumentazione: presa visione strumentazione DURATA 6 ore VALIDITÀ Aggiornamento quinquennale di ASPP/RSPP ex art. 32 D.Lgs. 81/08 per tutti i settori Ateco (6 ore). Possibilità di aggiornamento quinquennale di Coordinatore della Sicurezza (CSP/CSE) ex art. 98 D.Lgs. 81/08 (6 ore). Aggiornamento dei Lavoratori, Preposti, Dirigenti, RLS ex art. 37 D.Lgs. 81/08 per tutti i settori Ateco. DESTINATARIResponsabili e Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione, Datori di Lavoro, Dirigenti, Preposti, Consulenti, Responsabili e Addetti alla manutenzione, Tecnici aziendali, Rappresentanti degli organi di vigilanza, Lavoratori, ecc. DOCENTE SANDRO FORNAI, Ingegnere, docente - formatore qualificato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Esperto in materia di rilevamento e monitoraggio del gas Radon e in progettazione e realizzazione delle opere di bonifica degli edifici inquinati. Fornisce consulenza a datori di lavoro, costruttori edili, progettisti e pubbliche amministrazioni per la prevenzione dei rischi legati a questo gas radioattivo. DIREZIONE SCIENTIFICA Arch. Ivan Masciadri.
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Auto elettrica, come ti ricarico? Le stazioni di charging per veicoli elettrici si differenziano per modalità e tempi di ricarica, nonché per potenza nominale erogata. Per questi motivi la loro installazione deve essere progettata in base al tipo di alimentazione scelta — a corrente alternata o continua — e rispettare le attuali normative in vigore per gli impianti elettrici u ELEONORA PANZERI
S
e in Italia non siamo ancora abituati a vedere stazioni di ricarica lungo le strade, nelle città e — perché no — anche sotto casa, presto qualcosa potrebbe cambiare. Con il Decreto del Presidente del consiglio dei Ministri del 18 aprile 2016, pubblicato sulla Gazzetta n. 151 del 30 giugno 2016, è stato infatti approvato l’aggiornamento 2015 del Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. É questo un secondo passo verso la mobilità tutta elettrica a seguito dell’obbligo per i Comuni italiani di adeguare i propri regolamenti edilizi prevedendo che per ogni nuova costruzione
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ad uso diverso dal quello residenziale con superficie utile superiore a 500 m, siano installate delle infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Questo è quanto recita la legge 134 del 7 agosto 2012 che obbliga i Comuni a introdurre
COSA PREVEDE L’AGGIORNAMENTO DEL PIANO? Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si impegna a inserire nel prossimo aggiornamento annuale del Piano per la ricarica dei veicoli elettrici una tabella riepilogativa con le seguenti informazioni: - numero dei punti per la ricarica elettrica dei veicoli installati sull’intero territorio nazionale; - distribuzione territoriale, per Regione e Comuni, delle infrastrutture di ricarica distinte tra “pubbliche” e “private con accesso al pubblico”; - distribuzione territoriale, per Regione e Comuni, delle risorse finanziarie disponibili per il finanziamento di nuovi progetti.
AREE PUBBLICHE. Nelle nuove zone non residenziali con superficie superiore a 500 m è obbligatorio per legge installare dispositivi di ricarica per veicoli elettrici
nuove disposizioni per il rilascio dei permessi edilizi e le Regioni a prevedere uno standard minimo di dotazione di impianti di ricarica ad uso collettivo. Dopo le prime sperimentazioni, si può dire che la mobilità elettrica è ora una realtà in rapida crescita, grazie anche agli sviluppi tecnologici che, di pari passo, accompagnano questo nuovo modo di “spostarsi”. Ma ciò che frena ancora l’evoluzione su larga scala sono sicuramente i costi di acquisto dei veicoli, ancora troppo elevati, e la scarsa diffusione delle infrastrutture per la ricarica. Al primo problema si sta cercando di ovviare mettendo in moto economie di scala per far aumentare la domanda da parte dei consumatori e, di conseguenza, contenere i costi d’acquisto; Panasonic Corporation e Tesla Motors, ad esempio, dal 2014 collaborano alla costruzione di un impianto di batterie
su larga scala. Per il secondo problema, invece, aziende e organizzazioni pubbliche e private stanno lavorando per proporre nuove soluzioni e progetti per facilitare il rifornimento di elettricità, sia per quanto riguarda la presenza fisica di colonnine di ricarica nelle strade, parcheggi e zone residenziali che per il prezzo stesso dell’energia con tariffe agevolate.
Tempi e modalità: lento, veloce, accelerato
Le modalità di ricarica per i veicoli elettrici sono sostanzialmente due: in corrente alternata e in corrente continua. Nel primo caso, la vettura è alimentata direttamente dalla tensione di rete 230/240 V e il circuito caricabatteria (convertitore di tensione e raddrizzatore) è messo a bordo dell’auto AUTONOMIA AUTO ELETTRICHE. Valori medi di percorrenza e del tempo di ricarica in funzione della potenza di ricarica stessa: per le soste lunghe (come quelle nei garage di notte o nei luoghi di lavoro) si utilizzano tempi di ricarica standard, mentre per ambienti dove sono previste soste brevi (come nei parcheggi dei supermercati) si preferiscono ricariche accelerate. Per quel che riguarda la ricarica in corrente continua, il circuito caricabatteria è integrato nelle stazioni stesse che erogano corrente direttamente alla ABBONATI PER LEGGERE batteria del veicolo. In questo caso, l’auto elettrica http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 regola in tempo reale la corrente tramite appositi segnali di controllo inviati alla stazione di ricarica.
Erogazione in corrente alternata fino a 7,4 kW I sistemi di ricarica standard in corrente alternata forniscono una potenza nominale di 3,7 kW o di 7,4 kW e sono destinati a posti auto dove solitamente la sosta può durare anche diverse ore, come nel caso della sosta notturna, presso il luogo di lavoro o la propria abitazione. Questa tipologia di ricarica — spesso a colonnina o a parete — va incontro alle necessità primarie degli utenti, dato che l’autonomia delle batterie caricate durante la notte supera abbondantemente la percorrenza media giornaliera di gran parte delle autovetture
D.P.C.M. 18 APRILE 2016. Il decreto contribuirà ad una maggiore diffusione delle colonnine di ricarica sul territorio n.63
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RICARICA A CORRENTE ALTERNATA. Le colonnine fino a 7,4 kW sono ideali per la ricarica notturna
in circolazione. E, poiché il nostro automobilista raramente mette in ricarica il suo veicolo quando è completamente scarico e anche ricariche parziali possono essere utili, si può utilizzare questo sistema anche quando si prevedono soste meno lunghe, di almeno un paio d’ore per assicurarsi dai 50 ai 100 km di autonomia.
Quick charging fino a 22 kW Potenza maggiore ma struttura visivamente simile per le stazioni di ricarica in corrente alternata con potenza nominale di 22 kW (l’equivalente di 32 A/400 V). Questo tipo di soluzione è preferibile
COLONNINE A PROVA DI NORMATIVA
rispetto alle colonnine slow charging da 7,4 kW in quanto compatibili anche con i veicoli che necessitano potenze inferiori di ricarica. Non stupisce che siano spesso installati in aree pubbliche ad accesso libero, come supermercati o condomini, ma è comunque possibile limitarne l’uso ai soli utenti autorizzati prevedendo dei sistemi di accesso controllato, quali tessere RFID (Radio Frequency IDentification), App su smartphone e chiavi.
Le diverse tipologie di ricarica sono classificate in base alla norma IEC/CEI EN 61851-1 che cataloga le modalità di connessione alla rete dei veicoli in quattro modi differenti rispetto al tipo di colonnina utilizzata e alle sue capacità di erogazione. Per garantire una ricarica breve ma efficacie, specie nei parcheggi dei centri I modi di ricarica 1, 2 e 3 fanno riferimento alla ricarica in commerciali o alberghi, è possibile utilizzare anche i sistemi di ricarica veloce con corrente alternata monofase o trifase, con prese domestiche potenza superiore ai 43 kW. La stessa tipologia di ricarica è utile ad esempio negli o industriali comuni fino a 230/240 V ed è previsto il edifici ad uso lavorativo, ideale per ricaricare l’auto durante una riunione, oppure caricabatteria a bordo del veicolo. I modi 1 e 2 sono ideali per nei parcheggi per flotte aziendali e servizi di car sharing. La ricarica accelerata è le ricariche lente, occasionali o di emergenza e in Italia sono indispensabile per LEGGERE garantire l’autonomia necessaria nel caso in cui il guidatore ABBONATI PER diffuse principalmente in ambito privato. Mentre il metodo http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 dovesse percorrere molti chilometri, ben più della percorrenza media giornaliera 3, utilizzando il protocollo WPN — sistema internazionale di che in Italia si aggira intorno ai 30 km. Inoltre è particolarmente utile quando comunicazione tra dispositivi elettrici — controlla l’intero processo di ricarica, ne monitora l’avanzamento ed è in grado di adeguarsi alle caratteristiche dell’auto. Il modo 4, invece, riguarda le stazioni di ricarica conformi alla normativa IEC/CEI EN 61851-23 in corrente continua, cioè con caricabatteria all’interno della stazione. È indicato per la ricarica veloce dai 20 ai 50 kW sia in aree pubbliche che private; utilizza diversi formati di connettore e differenti protocolli di comunicazione per meglio adattarsi alle esigenze degli utenti e, soprattutto, dei veicoli. In ogni caso, per qualsiasi modo di ricarica è necessario che l’impianto elettrico per l’alimentazione del veicolo sia conforme alla norma CEI 64-8, sezione 722 inerente l’installazione e progettazione dei dispositivi elettrici.
Ricarica accelerata oltre i 22 kW
RICARICA FINO A 22 KW. Nelle aree ad accesso limitato è possibile installare sistemi di controllo degli accessi
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n.63
RICARICA ACCELERATA. Una ricarica da venti minuti alla potenza di 50 kW garantisce un’autonomia di 100 km
si tratta di ricaricare taxi o veicoli commerciali per uso urbano: in questi casi la sosta ha il solo scopo di ripristinare il livello di ricarica e perciò la potenza erogata deve essere almeno di 50 kW per garantire 100 km di autonomia in meno di venti minuti.
RINGRAZIAMENTI Si ringrazia ABB per la documentazione tecnica fornitaci per la stesura dell’articolo
EURAC: UNA RICERCA PER IL TRENTINO ALTO ADIGE Per posizionare le colonnine di ricarica in maniera intelligente bisogna tenere punteggi più alti, gli amministratori locali possono decidere dove posizionare le conto di diversi fattori. La densità di popolazione, ma anche la localizzazione della nuove colonnine di ricarica. rete elettrica — così da utilizzare tracciati già esistenti, minimizzando i costi Per l’Alto Adige e altre regioni alpine è inoltre interessante posizionare le colonnine — e dei parcheggi più estesi dove sarebbe più semplice installare nuovi punti di di ricarica nei pressi di funivie, impianti sciistici, punti di partenza per le escursioni: ricarica. Altri fattori da tenere in conto sono la presenza di stazioni già esistenti e sono infatti luoghi in cui il veicolo è parcheggiato per svariate ore durante la di attività commerciali molto popolate: centri commerciali, aree con ristoranti e giornata e dove è utile poter ricaricare la propria auto elettrica dopo salite che divertimenti, luoghi pubblici come musei e università. causano alti consumi di energia — spiega Wolfram Sparber, esperto di energia Tutte queste informazioni convergono in un’unica mappa della città divisa in tre dell’istituto. ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 colori a seconda dei punteggi ricevuti — spiega Alyona Zubaryeva, ricercatrice I metodi e le tecniche utilizzate nella creazione delle cartine sono versatili e di dell’istituto di ricerca di Bolzano EURAC e tra gli autori dello studio condotto per facile utilizzo: per questo potrà essere facilmente implementata da autorità locali individuare le potenziali aree di installazione delle stazioni di ricarica in Trentino o regionali — spiega la ricercatrice — ma per realizzare le mappe è fondamentale Alto Adige. che autorità locali garantiscano l’accesso ai dati utili: parcheggi, rete elettrica, Lo studio ha analizzato anche il livello provinciale e ha creato una mappa su dove stazioni esistenti. posizionare le colonnine lungo le strade extra-urbane e i tratti autostradali. Per Anche per questo, nello studio si indica per ogni parametro quale autorità cittadina farlo ha tenuto conto delle infrastrutture già esistenti dove poter posizionare i si consiglia di consultare per il reperimento dei dati. In Europa i trasporti su gomma punti di rifornimento e di una distanza di massimo 60 km (per le autostrade) e contribuiscono a circa a un quinto delle emissioni totali di Co2. Di questo il 15% 30 km (per le strade extra-urbane) tra i punti di ricarica. All’interno delle aree con sono causate da veicoli leggeri, auto e furgoncini. RICERCA EURAC. I potenziali luoghi per l’installazione di sistemi di ricarica di veicoli elettrici in Trentino Alto Adige
RICERCA EURAC. Le stazioni di ricarica previste nel tratto autostradale dell’Alto Adige
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VISTI IN FIERA
Fra la Via Emilia e il West Scorre lungo l’asse autostradale Bologna-Verona, o meglio fra le due fiere Cersaie e Marmomacc, un’interessante tendenza che vede l’architettura sposarsi con il gres porcellanato, il legno e le “new surfaces”. Cersaie e Marmomacc, recentemente concluse, sono le due manifestazioni fieristiche che ci sembra di poter affermare stiano sempre più interessando non solo gli operatori tradizionali legati ai singoli comparti (ceramica la prima, marmo la seconda), ma anche professionisti e aziende che lavorano sui grandi progetti architettonici, in Italia e all’estero. Al di là delle tendenze materiche, cromatiche o di texture (comunque interessanti per l’intera filiera e, anzi, per il sistema Pæse), da questi due appuntamenti emergono una serie di proposte e di prodotti sempre più collocati a metà strada fra l’interior e l’architettura, fra il singolo top per una cucina “di grido” e le facciate continue che qualche archistar utilizza per rendere ancora più affascinante il suo progetto. In queste pagine proponiamo qualche esempio di questo originale e interessante mix u CLAUDIO MOLTANI
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SEDURRE CON STILE. L’acqua e la pietra si fondono per generare un ambiente di misteriosa bellezza: una suggestiva SPA, realizzata dal designer Alessandro La Spada. Caratterizzato da una purezza lineare che trova nei decori un contrasto di forme organiche inedite, l’ambiente è realizzato in Nero Assoluto “Memorial” Antolini — granito di colore nero — in versione Wave Silver Design e Wave Gold Design (Natura Collection). Qui il disegno geometrico del materiale si riflette nello specchio d’acqua, generando un gioco di riflessi in cui la solidità delle superfici verticali sembra diluirsi e rifrangersi nel piano orizzontale. I decori Wave Silver Design e Wave Gold Design sono due degli originali motivi proposti nell’ormai affermata Antolini Natura Collection. Questa accattivante linea è frutto di una particolare lavorazione che esalta le potenzialità espressive della materia, grazie ad una tecnologia innovativa che consente un’incisione uniforme e delicata, ridisegnando la superficie della pietra. Natura Collection celebra l’autenticità della pietra e la sua intrinseca connessione con la natura e si propone con pattern ispirati alle espressioni che la vita ci regala ogni giorno sotto forma di piccoli capolavori. www.antolini.com
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LEGNI CUSTOMIZZATI. Dopo il successo della collezione “Undici”, il primo prototipo di parquet inciso presentato da Inkiostro Bianco e Listone Giordano, la proposta si arricchisce grazie a nuove possibilità di customizzazione e all’inserimento di un nuovo formato che permette la posa a spina italiana. Oltre alle undici texture che compongono la collezione (dieci decori incisi e un fondo), da oggi è possibile richiedere la realizzazione di decorazioni personalizzate e scegliere tra legni differenti, non più soltanto il rovere classico. La linea di legni customizzati prende il nome di Touchè. L’innovazione di Inkiostro Bianco e l’esperienza di Listone Giordano si fondono per dare vita ad un prodotto unico e di grande impatto visivo. La materia prima viene fornita da Listone Giordano, mentre la decorazione viene realizzata con tecnica di incisione a laser da Inkiostro Bianco. Ne risultano intagli indelebili, incavature che entrano nella materia per estrarne una nuova essenza. Anche il pavimento si trasforma in complemento di design d’avanguardia. www.inkiostrobianco.com | www.listonegiordano.com n.63
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NUOVO BRAND PER I TOP CUCINA. La continua innovazione tecnologica che caratterizza i prodotti ceramici di Iris Ceramica Group SpA viene ottimizzata in relazione ad un nuovo canale distributivo, con l’obiettivo di offrire al mercato europeo una soluzione inedita e altamente performante per supportare procedure di lavoro ottimali in cucina. Nasce così SapienStone, il nuovo brand italiano dedicato al settore dei top cucina in grès porcellanato di alta gamma, studiato ed ideato sui bisogni specifici di chi utilizza la cucina quotidianamente, sia ad uso residenziale che commerciale. SapienStone nasce dalla volontà di facilitare l’utente finale nelle sue azioni abituali in cucina, fornendogli un piano di lavoro bello e funzionale, in accordo con le sue necessità e con il suo stile. Dress your Kitchen è il payoff che http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 riassume lo spirito SapienStone e che associa un importante elemento di stile ad un prodotto rivoluzionario che per sua natura nasce Sapiens, intelligente, evoluto e tecnologico. Ideati per rispondere ai più severi requisiti in termini di resistenza, igiene e durabilità, i top cucina garantiscono elevate prestazioni, agevolando e migliorando la fruizione dell’ambiente più vissuto della casa. www.sapienstone.com
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GRANDE FORMATO E RIDOTTO SPESSORE. Protagonista indiscussa della nuova gamma Laminam è la lastra 1620x3240 mm spessore 12 mm, pensata per i piani orizzontali: dai tavoli ai top di bagno e cucina, sia indoor che outdoor. Grazie all’inaugurazione del nuovo sito produttivo a Borgotaro, la serie di lastre extralarge si arricchisce ora di 14 nuove superfici a catalogo: a partire dalla purezza del bianco, per evocare atmosfere rarefatte, fino all’estrema eleganza del nero che definisce ogni ambiente con carattere deciso. Un’ampia gamma a disposizione di progettisti e clienti finali che moltiplica lo spettro di possibilità espressive. www.laminam.it
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PATTERN 3D. Le nuove finiture tridimensionali, o pattern modulari 3D, disegnate da Luigi Siard per Margraf sono disponibili con finitura levigata o lucida. La nuova collezione, che comprende le finiture Urban, Turtle, Onde, Sable e Alice, rappresenta veri e propri rivestimenti scenografici a moduli che, fissati alle pareti attraverso un semplice sistema di aggancio o a colla, si caratterizzano per uno spessore ridotto che può arrivare fino a 2 cm e per una particolare leggerezza che riduce notevolmente il peso di scarico. www.margraf.it
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DA 3 A 20 MM. Se fin qui abbiamo citato aziende italiane, gli spagnoli — tradizionalmente agguerriti concorrenti nel settore — non stanno certo a guardare. Ecco infatti TheSize presentare, con il marchio Neolith, le ultime proposte, caratterizzate da una gamma che spazia dai 3 ai 20 mm di spessore (l’unica azienda al mondo a garantire una simile proposta), con finiture nanotech e con mani più naturali e grezze. Fra le new entry un prodotto ispirato alla capacità creativa della compianta designer Zaha Hadid. www.thesize.es n.63
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DOMANDE E RISPOSTE
Contabilizzazione del calore Risponde l’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia della Provincia autonoma di Trento
Come calcolare il fabbisogno energetico? Il d.Lgs. 141/2016 ha recentemente modificato il d.Lgs. 102/2014 introducendo una modifica importante per l’applicazione dei criteri di ripartizione delle spese di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria. La modifica introdotta così recita: “…laddove siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio o l’edificio polifunzionale superiori al 50 per cento, è possibile suddividere l’importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70 per cento agli effettivi prelievi volontari di energia termica”. Il fabbisogno termico citato nel decreto è il fabbisogno ideale di energia termica utile della singola unità immobiliare per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria, secondo le definizioni contenute nella norma UNi/TS 11300 parte 1 e 2.
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DOMANDE E RISPOSTE
Come calcolare la percentuale relativa alla differenza di fabbisogno energetico? Nel d.Lgs 141/2016 non è precisata quale base debba essere presa a riferimento per il calcolo di tale percentuale, se sia cioè il fabbisogno dell’appartamento più favorito o viceversa di quello più sfavorito, oppure ad esempio la media del fabbisogno energetico di tutti gli appartamenti. Facciamo 2 esempi ipotizzando di aver calcolato:
La procedura per il calcolo delle differenze di fabbisogno delle singole unità immobiliari di un condomìnio è la seguente: 1. calcolo del fabbisogno ideale di energia termica utile di ciascun appartamento; 2. individuazione dell’appartamento più favorito (quindi con il fabbisogno a metro quadro più basso) e dell’appartamento più sfavorito (quindi con il fabbisogno a metro quadro più elevato); 3. confronto dei fabbisogni per metro quadro tra i 2 appartamenti e determinazione della relativa differenza.
• il fabbisogno energetico dell’appartamento più favorito = 50 (che chiameremo X); • il fabbisogno energetico dell’appartamento più sfavorito = 100 (che chiameremo Y). Esempio 1: se prendiamo il fabbisogno dell’appartamento più favorito come base per il calcolo della differenza percentuale, la differenza percentuale è 50% di X = 25. Quindi se l’appartamento più sfavorito consuma più di X + 50% di X = 75 allora l’applicazione della norma UNi10200 diventa opzionale. Esempio 2: se prendiamo il fabbisogno dell’appartamento più sfavorito come base per il calcolo della differenza percentuale, la differenza percentuale è 50% di Y = 50. Quindi se l’appartamento più favorito consuma meno di Y - 50% di Y = 50 allora l’applicazione della norma UNi10200 diventa opzionale.
È evidente che nel primo esempio il 50% è pari a 25, mentre nel secondo esempio è esattamente il doppio, a parità di fabbisogno dell’appartamento più favorito. Se la differenza è superiore al 50%, allora è Quindi a seconda di quale base venga presa come riferimento, il valore di differenza opportuno procedere come segue: di fabbisogno calcolato cambia in maniera sostanziale. Se e quando il Ministero ABBONATI PER LEGGERE chiarirà la base di calcolo, non è dato sapere. In assenza di precisazioni, la differenza 1. il termotecnico che ha redatto i conteggi http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 percentuale può essere calcolata a partire dalla base che si ritiene più opportuna. presenta i risultati dei calcoli dei fabbisogni in assemblea condominiale; 2. il termotecnico illustra all’assemblea almeno 2 differenti sistemi di ripartizione delle spese, il primo utilizzando appieno le disposizioni contenute nella norma UNi10200 e il secondo utilizzando il criterio di ripartizione alternativo prospettato dal decreto (almeno il 70% della spesa ripartita secondo i prelievi volontari e massimo 30% in base a: millesimi di riscaldamento, oppure millesimi di proprietà, oppure a metri quadri di superficie riscaldata oppure altro sistema ancora); 3. l’assemblea decide se utilizzare ugualmente la norma UNI10200 per la ripartizione delle spese, oppure il criterio alternativo previsto dal decreto e in quest’ultimo caso deve decidere anche la percentuale delle spese da suddividere in base ai prelievi volontari (70% minimo). n.63
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NTC
Norme Tecniche per le Costruzioni, la nuova bozza La pubblicazione in Gazzetta prevista per fine 2016
I
l Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLP) ha trasmesso alla Conferenza Unificata il testo delle Norme Tecniche per le Costruzioni. Si tratta di una bozza aggiornata rispetto a quella su cui l’Adunanza dell’Assemblea generale del CSLLP aveva espresso parere nel novembre 2014, alla luce delle modifiche introdotte a seguito di concertazione interministeriale e, da ultimo, richieste dal Dipartimento per la Protezione Civile. È probabile che la pubblicazione del testo definitivo della Circolare che accompagna le Norme Tecniche per le Costruzioni, che deve essere ora licenziata solo dall’Assemblea dello stesso ABBONATI PER LEGGERE Consiglio, avvenga congiuntahttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 mente alla pubblicazione in sopraelevazione o gli ampliamenti dei fabbricati.La novità riguarderà Gazzetta Ufficiale delle Norme Tecniche, ossia entro la fine di questo anno. soprattutto il caso di cambi di classe e di destinazione d’uso degli edifici, L’aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni era fermo al che comportino un aumento dei carichi verticali superiore al 10%: in que2008, poiché il lavoro del CSLLP è stato rallentato da differenti visioni ed ste ipotesi sarà più facile adeguarsi alla normativa antisismica. orientamenti interni che hanno portato all’approvazione di una bozza Senza volere in questa sede entrare in giudizi e considerazioni tecniche o a novembre del 2014. Tali contrasti di opinione hanno condotto ad una di dettaglio ci limitiamo per il momento ad osservare che la scelta effetnotevole dilazione nei tempi dell’iter. tuata presenta sia luci (e sicuramente improntata ad un approccio realistico e suscettibile di essere volano a quella non più procrastinabile operazione di verifica e successiva messa in sicurezza sismica delle più rischiose zone In particolare, verranno prescritti parametri separati per l’adeguamento del nostro Paese, che tanto abbiamo propugnato con il progetto “Per un sismico dei vecchi fabbricati in quanto è stato ritenuto che utilizzare gli Italia più bella e più sicura”) che ombre (il terremoto non fa distinzione o stessi criteri previsti per il nuovo, come avviene adesso, avrebbe reso tali “sconti” tra vecchi e nuovi fabbricati e non vorremmo che tale soluzione regole di fatto inapplicabili, a causa di interventi complessi e costosi. Tale soluzione, negli auspici, potrebbe (dovrebbe) essere prodromica ad una implicasse una scelta di miglioramento/adeguamento in vecchi borghi storici caratterizzati da edifici in muratura scadente o in altrettanto scamassiccia operazione di messa in sicurezza del patrimonio esistente, poidenti manufatti edili degli anni ‘60, laddove occorrerebbe una più radiché gli edifici vecchi incasserebbero in sostanza uno “sconto” del 20% nei cale operazione di risanamento “pesante” per i primi e di abbattimento e parametri di sicurezza, rispetto a quelli edificati da zero. ricostruzione per i secondi). Resterebbero però scoperte una serie di ipotesi, come quella della ¦
Le novità
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n.63
IL PARERE DELL’ASSOCIAZIONE RESTAURATORI D’ITALIA
La questione sindacale nel settore del restauro Tutelare la specificità dei restauratori per tutelare il patrimonio storico e artistico ¦ MARINA MAUGERI per ARI
L
a Fillea-Cgil, di stanza nella Reggia di Caserta con un suo presidio, senza possibilità di equivoco l’attività di “restauro e conservazione” del muove un nuovo attacco al “Contratto Collettivo Nazionale del bene culturale da quella generale delle “costruzioni”. Lavoro per i dipendenti delle imprese di restauro di beni culturali”, La preoccupazione del legislatore in questi anni è stata semmai volta, diver diverdopo che già lo scorso luglio il sindacato degli edili aveva avanzato samente da quanto pensano i sindacalisti degli edili, a preservare l’ambito pretese nei confronti del settore del restauro specialistico, interpretando strudel restauro da possibili ingerenze o confusioni con altre tipologie imprenmentalmente il nuovo Codice degli Appalti che prevede espressamente Contratti il ditoriali che operano nei lavori pubblici, tutelando il restauro specialistico cui ambito di applicazione sia strettamente connesso all’attività oggetto dell’apcon norme che differenziano questo comparto dall’edilizia, settore che da palto. La Fillea-Cgil torna dunque alla carica, lamentando ora una supposempre mira a espandere il proprio “mercato” a scapito del fragile tessuto sta penalizzazione dei restauratori di delle imprese di restauro. La disciplina beni culturali cui gioverebbe invece si è mossa, dunque, nella consapericonoscersi nel contratto dell’edilivolezza che la tutela del patrimonio zia. Si tratta a ben vedere di motivastorico artistico si attua anche attrazioni pretestuose che non tengono verso la valorizzazione della specificità conto della complessità dei paradel comparto e delle professionalità metri in gioco, mirando a generare coinvolte, al punto che a partire dal confusioni sui trattamenti econo2009 la qualificazione di restauramici, e sorprendono e inquietano tore si consegue con il diploma di non poco i restauratori di beni cullaurea quinquennale, requisito che turali associati all’ARI, storica sigla del mette in atto un incontrovertibile settore fra le firmatarie del CCNL, innalzamento del livello di qualifinon solo per la superficialità delle cazione del personale dell’impresa ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 illazioni avanzate dalle rappresendi restauro, sottraendolo definitivatanze sindacali, ma per la grossolanità del tentativo di declassare il restauro mente a inique assimilazioni, o anche solo comparazioni, con tipologie di specialistico, riducendolo a un ramo d’azienda dell’edilizia. Il rammarico mansioni proprie degli operai e manovali edili. La normativa non fa altro dell’ARI si rivolge anche ai mezzi di comunicazione che, amplificando delle che riconoscere ciò che è implicito nell’azione del “restaurare”, conferendo infondate rimostranze, si mostrano incapaci di pensare i “beni culturali” una valenza peculiare a un comparto diverso dal variegato mondo delle in termini complessi, attribuendo all’azione del“restaurare” il giusto rico“costruzioni”. noscimento di significato che discende da un lungo percorso, durante il Come può la Fillea-Cigl anche solo ipotizzare che una siffatta disciplina quale è stata scritta la cultura della tutela in Italia. possa declinarsi all’interno del comparto dell’edilizia, senza creare pericoA fronte di quali parametri poi la Fillea-Cgil lamenti presunte sperequalose inversioni di tendenza a detrimento dei restauratori di beni culturali zioni di trattamento non è dato sapere, ma è interessante sottolineare e dei tecnici del restauro, che si vedrebbero ridotti al rango di manovali come queste recriminazione poggino su ipotesi di comparazione fra due armati di piccone e cazzuola, con implicite ripercussioni negative su tutto il settori, quello del restauro specialistico e dell’edilizia, che mai e in nessun sistema della tutela del patrimonio storico e artistico, è davvero un mistero caso la normativa consente di assimilare. Già la premessa contiene perciò insondabile che si rende spiegabile con l’ennesimo tentativo di fare scivouna vistosa forzatura, dal momento che la normativa vigente descrive e lare, con assurdi pretesti, il settore del restauro specialistico nelle maglie disciplina fin nel dettaglio le azioni, mansioni e competenze del restauradell’edilizia, tentativo che si verifica ogni qual volta si profilano all’oriztore e del tecnico del restauro, figure professionali che con evidenza non zonte affidamenti o appalti da gestire (in questo caso i finanziamenti dei possono essere confuse con l’operaio o il manovale edile. Pon) che fanno del restauro un campo di conquista, balenando la possiLa disciplina indica nettamente anche i requisiti che le imprese di restauro bilità di assicurare alle casse edili del sindacato un’aliquota non trascuraspecialistico devono possedere per partecipare ai lavori pubblici, distinguendo bile di versamenti dei lavoratori. ¦ n.63
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SMART WORKING
Troppi timori e lo smart working non decolla Il telelavoro offrirebbe diversi vantaggi, tra cui un ragionevole aumento della produttività connesso ad un miglioramento della qualità di vita ¦ FRANCESCA FERLITO
I
GUELFO TAGLIAVINI, Consigliere Finco
l concetto di smart working (e smart-people connessa) – anche telelavoro o lavoro agile, dunque la possibilità di lavorare in remoto, da casa o comunque da fuori l’ufficio – non ha ancora trovato un forte interesse; o meglio, non ha sinora goduto di un alto grado di incentivazione in Italia. Ad oggi ci troviamo dinanzi ad una vera e propria situazione di stallo, dimostrata anche dalle statistiche europee i cui numeri collocano l’Italia ferma al 2% nell’applicazione dello smart working, agli ultimi posti dopo i Paesi dell’Est. Il motivo principale di questo ritardo è da ricercare primariamente in fattori di ordine culturale. In effetti, nel nostro Paese si ha tuttora una prevalente visione della gestione del lavoro basata sul “timbro del badge” come prova della performance lavorativa, sul controllo fisico del dipendente. A questo approccio non sfugge, ed anzi ne è protagonista, il Sindacato anche per le ovvie conseriferimento quello delle aziende private, escludendo i settori della Pubblica guenze di possibile diminuzione degli iscritti a causa della frammentazione Amministrazione e limitando quindi enormemente il possibile risparmio delle ubicazioni. Il telelavoratore è certo logicamente meno sensibile a ABBONATI PER LEGGERE http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 di risorse e di tempo conseguibili. Lo studio condotto da Federmanager determinate problematiche di materia sindacale collettiva, almeno nelle in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata nel 2013 ha evidenmodalità di prevalente attuale esplicazione. A questa problematica va poi ziato in proposito che “l’avvio di un piano di smart working porterebbe ad un certamente aggiunto anche il divario digitale, per colmare il quale sarebbe recupero di risorse finanziarie pari a circa 4 miliardi di euro l’anno” l’anno”. auspicabile e necessario lo sviluppo della banda ultralarga e di maggiori Il terzo limite è l’incentivazione che sembra essere messa in secondo piano. infrastrutture su aree più vaste del Paese. In effetti, l’Art. 21 del suddetto DDL recita “gli incentivi di carattere fiscale e contributivo […] spettano anche quando l’attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile” agile”; dunque, non sembra si colga l’occasione per Il Disegno di Legge n. 2233 recante “Misure per la tutela del lavoro autoincentivare in maniera significativa l’adozione di nuove modalità di lavoro. nomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei Inoltre, a caratterizzare il suddetto DDL è un approccio non del tutto tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, collegato alla Legge di Stabilità moderno che limita la possibilità di smart working ad una ristretta cerchia 2016, in approvazione al Senato, sembra tuttavia non contenere elementi di categorie, persone con malattie o disabilità e lavoratrici madri, quando di significativa novità rispetto a quanto già proposto nel 2014 dal Disegno invece dovrebbe essere applicabile ad una platea quanto più vasta posdi Legge n. 2014 recante “Disposizioni per la promozione di forme flessisibile, ricorrendo a determinate condizioni e con il consenso di datori di bili e semplificate di telelavoro” e sembra inoltre dimostrare poca sensibilità al tema. In merito, il Dott. Tagliavini, Consigliere Finco, individua tre lavoro. Infatti, oltre al sopracitato recupero di risorse finanziarie, il telelavoro offre altri importanti vantaggi, tra cui un ragionevole aumento della grandi limiti della suddetta norma, primo fra tutti la volontarietà, che di produttività, connesso ad un miglioramento della qualità di vita dei lavofatto crea un discrimine e che, applicata al modello lavorativo, equivale a ratori, grazie a una più agevole conciliazione dei tempi di vita e lavoro e, decretarne l’insuccesso. infine, una riduzione dei costi collegati ai trasporti con beneficio ambientale. Il secondo grande limite è quello di considerare come mercato privilegiato di
La disciplina dello “smart working”
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LA VOCE PIÙ AUTOREVOLE DEL SETTORE IDROTERMOSANITARIO ISSN n. 1974-7144
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LE INFRASTRUTTURE STRADALI E LA SICUREZZA DEI MOTOCICLISTI pag. 8 • GAS: PROGETTI STRUTTURALI PER 200 MILIARDI pag. 16 • IDROGEOLOGICO: INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’ORDINE DI PALERMO pag. 19
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Responsabilità civile e penale nella direzione dei lavori
NUOVE NORME: ISO 9001 PER LA QUALITÀ E ISO 14001 PER L’AMBIENTE
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N. 12 - Dicembre 2015
Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti
Positivo incontro tra i rappresentanti del CNI e il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini
SMART BUILDING
Formazione e accesso all’Albo, prove d’intesa
Le potenzialità del mercato
Il presidente Armando Zambrano: “Avviato un dialogo proficuo”
N. 59 · Anno XI · gennaio-febbraio 2016
FABBRICA IN CLASSE A
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Roberto Di Sanzo
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na grande attenzione alle richieste avanzate dalla categoria, soprattutto per quanto concerne la necessità del riordino della formazione universitaria e dell’accesso all’Albo. Un incontro positivo, dunque, per i rappresentanti del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che nei giorni scorsi hanno avuto un confronto importante con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini. La delegazione del CNI, guidata dal Presidente Armando Zambrano, ha sottoposto al Ministro un pacchetto di proposte e richieste precise. Oltre a quelle già citate, ecco l’ammissibilità dei laureati in Architettura col vecchio ordinamento a sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione ingegneristica e conseguente iscrizione al relativo Albo.
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Nr.02 – VENERDÌ 29 GENNAIO 2016
NUOVO CONTO TERMICO Tutte le novità
→ pag.5 Il ministro Gianluca Galletti: “Raddoppieremo gli aiuti” a pag. 2
segue a pag. 3
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LA TRIVELLA
Un ingegnere o un architetto possono essere pagati come una colf?
TECH
Dentro lo standard KNX
INTERVISTA
SCENARI VERSO UN’ITALIA LOW CARBON EDIFICI PUBBLICI E NZEB I VANTAGGI V DELLA TRASFORMAZIONE
Guido Barcella al timone di FME
RESULTS PACK IL VECCHIO INCONTRA IL VERDE TENDENZE QUANDO IL DESIGN È ANCHE INNOVAZIONE V VAZIONE
A colloquio con Amedeo Gargiulo (ANFS)
Sicurezza delle ferrovie “Ridurre al minimo ogni rischio”
Si sente parlare di rilancio delle opere pubbliche e di riqualificazione delle infrastrutture. È auspicabile che oltre a costituire la base per la ripartenza di molti settori produttivi del Paese, costituisca uno strumento di sempre maggior coinvolgimento delle categorie professionali tecniche chiamate a svolgere la funzione di garanti per la sicurezza e l’incolumità della collettività. Ma tutto ciò troverà riflesso sui compensi professionali? Abolite da tempo le tariffe, oggi assistiamo ad affidamento di incarichi da parte anche delle Amministrazioni che, considerando il solo impegno temporale richiesto al professionista per poter fare bene il proprio lavoro, portano a compensi orari ahimè allineati verso il basso a quelli della Colf, con tutto il rispetto per il loro lavoro!
CENSIS
→ pag.4
SCIA arriva lo “sportello di interlocuzione unica”
Paolo Stefanato
N
ENERGIA
perché entreranno nel sistema di prevenzione e controlli gestito dall’Agenzia nazionale anche parte delle 34 aziende regionali, ex concessionarie, che finora non erano nel perimetro della vigilanza statale. Ora, in base a un decreto legislativo del luglio 2015, queste aziende, ormai in regime libe→ pag.18 ralizzato, saranno oggetto delle stesse
BIM , obbligo per grandi opere?
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IN QUESTO NUMERO INTERVISTA Bruno Ferrarese nuovo presidente AfidampFAB
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SOCI FINCO ACMI Associazione Chiusure e Meccanismi Italia Presidente: Nicola Fornarelli Vice Presidente: Antonio Ferraro Presidente Onorario: Vanni Tinti
ARI Associazione Restauratori d’Italia Presidente: Antonella Docci Vice Presidente: Fabiana Fondi Segretario: Marina Maugeri
AIPAA Associazione Italiana per l’Anticaduta e l’Antinfortunistica Presidente: Giuseppe Lupi Vice Presidente: Michele Brambati Direttore: Tommaso Spagnolo
ASSINGEO Associazioni Industrie Nazionali Geosintetici Presidente: Francesco Fontana
AIPE Associazione di Imprese di Pubblicità Esterna Presidente: Daniela Aga Rossi Direttore Generale: Ettore Corsale
ASSITES Associazione Italiana Tende, Schermature solari e Chiusure Tecniche Oscuranti Presidente: Fabio Gasparini Vice Presidenti: Maurizio Bottaro, Marino Faini
AISES Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza Presidente: Gabriella Gherardi Vice Presidente: Antonio Principi
ASSOBON Associazione Nazionale Imprese Bonifica Mine ed Ordigni Residui Bellici Presidente: Giannantonio Massarotti Consigliere: Stefano Gensini
AIT Associazione Imprese Impianti Tecnologici Presidente: Bruno Ulivi Vice Presidenti: Riccardo Cerrato, Carlo Antonio Gandini Segretario: Roberto Vinchi AIZ Associazione Italiana Zincatura Presidente: Carmine Ricciolino Vice Presidente: Giuseppe Caldarera, Ugo Bottanelli ANACS Associazione Nazionale Aziende di Cartellonistica Stradale Presidente: Davide Castagnoli Vice Presidente: Elena Orlandi Direttore: Paolo Bertaggia ANCSA Associazione Nazionale Centri Soccorso Autoveicoli Presidente: Eleonora Testani Vice Presidente: Enzo Ciabatta Direttore: Alessia Lentini ANFIT Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy Presidente: Laura Michelini Vice Presidente: Guido Puccinelli Direttore Tecnico: Piero Mariotto ANIDA Associazione Nazionale Impresa Difesa Ambiente Presidente: Adele Piera Marelli Vice Presidente: Cesarina Ferruzzi Vice Presidente: Massimo Lamperti ANNA Associazione Nazionale Noleggio Autogru e Trasporti Eccezionali Presidente: Daniela Dal Col Vice Presidente: Angelo Gino Past President: Sergio Pontalto
ANIPA - FIAS Associazione Nazionale Imprese Pozzi per Acqua Presidente: Claudio Guareschi
ARCHEOIMPRESE Associazione Italiana Imprese di Archeologia Presidente: Claudio Calastri Vicepresidenti: Monica Girardi, Luca Mandolesi
ASSOFRIGORISTI Associazione Italiana Frigoristi Presidente: Gianluca De Giovanni Vice Presidente: Franco Faggi Direttore: Marco Masini ASSOROCCIA Associazione Nazionale costruttori opere di difesa dalla caduta di massi e valanghe Presidente: Carlo Miana Vice Presidente: Diego Dalla Rosa Direttore Generale: Bruno Zanini ASSOVERDE Associazione Italiana Costruttori del Verde Presidente: Antonio Maisto Vice Presidente: Pasquale Gervasini Segretario Generale: Federico Ospitali
CNIM Comitato Nazionale Italiano Manutenzione Presidente: Aurelio Salvatore Misiti
FEDERMOBILITÀ Forum Regionale, Locale e Urbano della Mobilità Sostenibile Vice Presidenti: Giovanni De Nicola, Giovanni Forciniti Direttore: Anita Serio FIAS Federazione Italiana delle Associazioni Specialistiche del Sottosuolo Presidente: Massimo Poggio Vice Presidenti: Mauro Buzio, Claudio Guareschi AIF – FIAS Associazione Imprese Fondazioni consolidamenti - indagini nel sottosuolo Presidente: Antonio Arienti
ANIG HP – FIAS Associazione Nazionale Impianti Geotermia – Heat Pump Presidente: Alberto Stella
ANISIG – FIAS Associazione Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche Presidente: Mauro Buzio
FIPER Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili Presidente: Walter Righini Vice Presidente: Hanspeter Fuchs, Carlo Rinaldi Direttore: Vanessa Gallo
UNION Unione Italiana Organismi Notificati Presidente: Iginio S. Lentini
FIRE Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia Presidente: Cesare Boffa Vice Presidente: Giuseppe Tomassetti Direttore: Dario Di Santo
UNIONE ENERGIA ALTO ADIGE – SEV Federazione dell’Energia Raiffeisen e Consorzio Biomassa Alto Adige Presidente: Fuchs Hanspeter
FISA – FIRE SECURITY ASSOCIATION Fire Security Association Presidente: Marco Patruno
ZENITAL Ass. Italiana Sistemi di Illuminazione e Ventilazione naturali, e per il controllo di fumo e calore Presidente: Luca Marzola Vice Presidente: Raffaele Scognamiglio Direttore: Giuseppe Giuffrida
FONDAZIONE PROMOZIONE ACCIAIO Presidente: Caterina Epis Direttore Generale: Simona Maura Martelli
ACI Presidente: Angelo Sticchi Damiani
IPAF ITALIA International Powered Access Federation - Italia Presidente: Vincenzo Andreazza Responsabile Ipaf Italia: Maurizio Quaranta Segretario: Lorenzo Perino
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LIGNIUS Associazione Nazionale Italiana Case Prefabbricate in Legno Presidente: Johann Waldner Vice Presidente: Gunther Pallweber
FONDAZIONE MAPI Presidente: Michele Polini Vice Presidente: Giovanni Scuticchio GRID PARITY 2 SRL Presidente: Giovanni Simoni Vice Presidenti: Vito Umberto Vavalli, Luciano Brandoni Direttore: Vito Umberto Vavalli NEXTSTRATEGY Amministratore delegato: Nella Gemmina Ortenzi Direttore e Consigliere Delegato FincAcademy: Roberto Maran
PILE Produttori Installatori Lattoneria Edile Presidente: Fabio Montagnoli Tesoriere: Palmiro Bartoli
S.T.A. DATA SRL Amministratore Delegato: Adriano Castagnone Direttore/Segretario: Simonetta Verdi
SISMIC Associazione Tecnica per la Promozione degli Acciai Sismici per il Cemento Armato Presidente: Donatella Guzzoni Direttore: Roberto Treccani
TANGENZIALE DI NAPOLI S.p.A. Presidente: Paolo Cirino Pomicino Vice Presidente: Pietro Fratta Amministratore Delegato: Riccardo Rigacci
UNICMI (Acai+Uncsaal) Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei Serramenti Presidente: Riccardo Casini Vice Presidente Vicario: Donatella Chiarotto Direttore Generale: Pietro Gimelli
TESAV TECNOLOGIE E SERVIZI AVANZATI Presidente: Guelfo Tagliavini Vice Presidenti: Andrea Penza, Vito Donato Grippa
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Presidente Carla Tomasi
Vicepresidente Vicario con delega per la Sostenibilita, Ambiente ed Energia Sergio Fabio Brivio
Vicepresidente Donatella Chiarotto
Consigliere incaricato per l’Organizzazione e le Filiere Gabriella Gherardi
Presidente Filiera Macchine ed attrezzature da Cantiere Daniela dal Col
Presidente della Filiera Mobilità e Sicurezza Stradale Lino Setola
Direttore Generale Angelo Artale
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N. 60 · Anno XI · marzo-aprile 2016
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N. 61 · Anno XI · maggio-giugno 2016
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DANIEL LIBESKIND L’ARCHITETTURA CHE “CURA” NZEB COSTI, TENDENZE E POTENZIALE FLESSIBILITÀ ENERGETICA LA SFIDA PER GLI EDIFICI DI ULTIMA GENERAZIONE IMPIANTI DI RISCALDAMENTO SOSTITUIRE IL GENERATORE NON È L’UNICA SOLUZIONE ENERGY STORAGE PER L’ACCUMULO ELETTRICO BISOGNA ATTENDERE CLASSE ENERGETICA COME MIGLIORARLA?
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