FIERE ED EVENTI
FIERE ED EVENTI
SPS Italia Digital Days
COMPOSITES FOR EUROPE 2020:
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nuovo Nome, nuovo Concetto, nuove Opportunità
#5 Anno 76 - Giugno/Luglio 2020
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LA PAROLA ALLE IMPRESE
Il futuro con occhi diversi
Pandemia a parte, si riparte!
Fabio Chiavieri
Il distanziamento sociale è diventato un argomento attualissimo non solo nella vita di tutti i giorni ma anche in ambito lavorativo. All’interno delle aziende si va delineando un nuovo modo di rapportarsi tra le persone nonché di concepire e accettare l’automazione. Automatizzare significa incrementare l’efficienza produttiva, come è stato dimostrato negli ultimi anni, ma vuol dire anche poter gestire alcuni reparti produttivi con un numero limitato di operatori, il che ha permesso, nei momenti di emergenza legati al Coronavirus, di non chiudere totalmente alcune attività di vitale importanza per i cittadini. Gli scienziati affermano che questa non è certo la prima e non sarà nemmeno l’ultima pandemia che colpirà il genere umano; si pensi che ogni mese l’OMS pare riceva 7mila segnalazioni di potenziali nuove epidemie insorte in qualche angolo remoto del pianeta. Il lockdown è stata la misura più corretta e immediata da prendere perché, pur cogliendo impreparata la popolazione, ha salvato migliaia di vite ma, come abbiamo visto, le conseguenze economiche sono state devastanti. Fatte queste due considerazioni non ci resta che prendere atto di quanto accaduto e farne tesoro, soprattutto è bene tener presente ancora una volta che il futuro non si prevede ma si prepara. La tecnologia offre opportunità di cambiamento davvero interessanti. Industria 4.0, la quarta rivoluzione industriale, non ha ricevuto da parte di tutte le imprese l’attenzione che meritava, spesso ridotta a una mera opportunità fiscale. Proviamo ora, dopo quanto accaduto, a guardare con occhi diversi questi nuovi paradigmi produttivi che sono ormai alla portata di tutti. Pensiamo, a titolo esemplificativo, alle possibilità indotte dalla manutenzione predittiva. Oltre ai ben noti vantaggi legati a una maggiore efficienza degli impianti produttivi, si somma la razionalizzazione degli interventi delle squadre di manutenzione che si recheranno in loco solo quando è strettamente necessario. Un altro esempio calzante è quello della robotica collaborativa. Abbiamo spesso affrontato sulle pagine de L’Ammonitore questo tema anche dal punto di vista culturale oltreché tecnico, coinvolgendo aspetti di etica lavorativa. In uno scenario dove la distanza di sicurezza si scontra con la necessità di lavorare in collaborazione con un’altra persona, la presenza di un Cobot risolverebbe il problema. Il ruolo dell’automazione abbinato a quello della digitalizzazione della produzione, unitamente all’etica e alla sostenibilità ambientale – altro punto da non tralasciare – avrà pertanto un’importanza crescente nei prossimi anni. Così come avranno una rilevanza ancora più strategica gli investimenti in sistemi di produzione moderni e avanzati che vadano definitivamente a rinnovare il parco macchine utensili attualmente installato su scala nazionale. Fabio.chiavieri@ammonitore.it
Intervista al presidente Confapi Maurizio Casasco
Piani straordinari per sburocratizzare il Paese
Da poco più di un mese, l’Italia è tornata a vivere in una situazione di “pseudo normalità”. Quasi tutte le attività manifatturiere sono ripartite seppure in un clima di incertezza dettato da un evidente calo dei consumi che, come ben noto, sono il vero motore che può rimettere in carreggiata le nostre imprese. Queste sono, in estrema sintesi, le considerazioni esposte dai nostri interlocutori che non nascondono neppure una buona dose di ottimismo A PAGINA 8
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Il Decreto Rilancio sta sostenendo adeguatamente la ripresa delle attività delle imprese italiane dopo l’emergenza Coronavirus? In esclusiva, il parere e le proposte del presidente di Confapi, che dal 1947 rappresenta le esigenze e gli interessi della piccola e media impresa del nostro Paese
Franke GmbH affronta, durante la diffusione del virus COVID-19, la sfida della crescente domanda di componenti di sistema per apparecchiature medicali, come le scansioni TC, con l’aiuto dei centri di lavoro DMG MORI
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Fondato nel 1945 da Mino Tenaglia Direttore responsabile e publisher Marco Tenaglia Direttore tecnico Fabio Chiavieri Redazione Cristina Gualdoni, redazione@ammonitore.it Art Director Grafica e Impaginazione Alpegrafiche Responsabile di produzione Paolo Ficicchia Pubblicità dircom@quine.it Traffico, Abbonamenti, Diffusione Donatella Tardini – Stefania Bruno, s.bruno@lswr.it Editore Quine srl ∙ www.quine.it Presidente Giorgio Albonetti Amministratore Delegato Marco Zani Via G. Spadolini, 7 – 20141 Milano – Italy – Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 – info@quine.it Servizio abbonamenti Quine srl, 20141 Milano – Via G. Spadolini, 7 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 – e-mail: abbonamenti@quine.it Gli abbonamenti decorrono dal primo fascicolo raggiungibile. Costo copia singola: euro 2,30 Stampa Roto 3 Reg. Tribunale di Varese al n. 2 del 16 giugno 1948 – Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 12191 Responsabilità Tutto il materiale pubblicato dalla rivista (articoli e loro traduzioni, nonché immagini e il ustrazioni) non può essere riprodotto da terzi senza espressa autorizzazione dell’Editore. Manoscritti, testi, foto e altri materiali inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. Tutti i marchi sono registrati. INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LEGS.196/2003. Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter effettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal D.Legs.196/2003. Titolare del trattamento è Quine srl, via G.Spadolini 7, 20141 Milano (info@ quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Legs 196/2003. Eclusione di responsabilità per il contenuto - Gli articoli presenti nelle rivista esprimono l’opinione degli autori e non impegnano Quine srl. Tutti i prodotti recensiti sulla rivista sono ideati, fabbricati e commercializzati da aziende che non hanno alcun rapporto di interdipendenza con l’Editore o la Federazione. Quine srl non sono responsabili per le lesioni e/o i danni a persone o a cose risultanti da ogni dichiarazione diffamatoria, reale o presunta, da ogni violazione di diritti di proprietà intellettuale o di diritti alla privacy, o da ogni responsabilità per danno da prodotti difettosi. Esclusione di responsabilità per gli annunci pubblicitari pubblicati. La pubblicazione di un annuncio pubblicitario sulla Rivista non costituisce garanzia o conferma da parte dell’Editore o della Federazione della qualità o del valore dei prodotti o servizi pubblicizzati ivi descritti o delle dichiarazioni o affermazioni fatte dagli inserzionisti in merito a tali prodotti o servizi. Per il periodo 1/1/2019-31/12/2019 Periodicità:Mensile
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KUKA Roboter Italia ha organizzato il giorno 9 giugno un workshop online per raccontare storie di applicazioni di successo ottenute grazie all’impiego di prodotti KUKA. Alcuni clienti KUKA hanno condiviso le proprie esperienze e raccontato come hanno superato importanti grazie a tecnologie all’avanguardia, a conferma che gli investimenti in innovazione rendono le aziende sempre più competitive e solide anche in momenti estremamente difficili come quelli che sta vivendo l’economia mondiale negli ultimi mesi. L’evento, diviso in due sessioni, una alla mattina e una al pomeriggio, ha visto la partecipazione di importanti aziende e istituti quali Istituto Italiano di Tecnologia, Bonfiglioli, Novotic, Brembo, CIA Automation, Moi Composites, Reti, Kiwi Data Science, Synesis, che hanno esposto casi applicativi più innovativi nei settori quali Elettronica, Meccanica, Additive Manufacturing e Ricerca. Ciascun intervento ha sottolineato come il futuro sarà in mano di quelle realtà che in grado di reagire prontamente ai nuovi trend e sviluppi del mercato, garantendo costante perfezionamento e crescita. Il panorama del mercato industriale globale si evolve in maniera sempre più dinamica e non è possibile prevedere con precisione quali sfide le aziende si troveranno ad affrontare tra cinque anni, a maggior ragione a valle della situazione generata dall’emergenza globale. SISTEMI DI FISSAGGIO
Confermata la terza edizione di Fastener Fair Buone notizie per il mondo della viteria, bulloneria e sistemi di fissaggio. È stata infatti confermata la terza edizione di Fastener Fair Italy, l’evento internazionale che copre ogni aspetto del settore: l’11 e il 12 novembre prossimi alla Fiera Milano City torna in Italia l’esclusiva vetrina per i produttori e distributori di viteria e fissaggi industriali e da costruzione, tecnologia per la produzione di viteria e tutti i prodotti e servizi correlati. Questo evento, unico nel suo genere, offre la grande opportunità di creare nuovi contatti e di stabilire reti di contatto di successo con produttori, grossisti, distributori, utenti finali e il mercato in genere. I padiglioni di Fiera Milano City, ospiteranno le più promettenti aziende di prodotti e servizi di viteria, bulloneria e fissaggi industriali; fissaggi per costruzioni; sistemi di assemblaggio e installazione; tecnologia per la produzione di viteria e bulloneria; stoccaggio, distribuzione e attrezzature di fabbrica; informazione, comunicazione e servizi. Hanno confermato la loro presenza 170 aziende, tra cui i grandi player del settore come Ambrovit, Marposs Italia, Vipa, Bralo, VITAL, Lederer, Fastbolt, Kaleliler, Heroslam e Chavesbao. «L’adesione di queste aziende in un periodo globalmente difficile conferma l’interesse generale per un settore vuole riprendere rapidamente il trend di sviluppo che merita – sottolinea Arianna Rossini, manager della fiera Fastener Fair Italy, per conto della società organizzatrice Mack Brooks Exhibitions Ltd. – Puntiamo ad un evento all’altezza delle aspettative: nella scorsa edizione il 100% dei 2,700 visitatori provenienti da 63 Paesi ha dichiarato di voler consigliare ai colleghi una visita a Fastener Fair Italy e il 96% ha raggiunto appieno o in parte i propri obiettivi. Il 93% degli espositori ha stabilito contatti promettenti, il 78% ha valutato soddisfacente o molto soddisfacente la qualità dei visitatori e il 98% ha realizzato i propri obiettivi». I visitatori di Fastener Fair Italy potranno esplorare le ultime tecnologie, prodotti e servizi resi disponibili da aziende italiane all’avanguardia, scoprire cosa offrono i fornitori stranieri di viteria, bulloneria e sistemi di fissaggio in uno dei mercati più dinamici d’Europa, verificare la qualità dei prodotti e discutere dei vostri requisiti direttamente con i fornitori, trovare opportunità di networking con la possibilità di creare nuovi contatti e sviluppare partnership commerciali. Fastener Fair Italy è parte di una serie di esposizioni dedicate all’industria di viteria, bulloneria e sistemi di fissaggio, tra cui Fastener Fair Turkey, Fastener Fair India, Fastener Fair France, Fastener Fair Mexico e Fastener Fair USA. Fastener Fair Stuttgart, in Germania, è l’evento di punta globale del marchio Fastener Fair.
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FESTIVAL DELLO SPAZIO
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ECONOMIA
Zeiss partner della quarta edizione Banca Generali attiva finanziamenti per 40 mln alle pmi del Nord-Ovest tramite Credimi
L’impegno ZEISS nella promozione di iniziative volte a esaltare l’innovazione scientifica, la divulgazione e la scoperta non si ferma. In continuità con quanto iniziato l’anno scorso in occasione del 50° anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna, ZEISS ha annunciato che sarà sponsor della quarta edizione del Festival dello Spazio di Busalla che si svolgerà a Villa Borzino dal 3 al 5 luglio 2020. L’edizione 2020 svilupperà il tema de “La vita nel cosmo”, un argomento che da sempre appassiona l’uomo: si dialogherà di tutte le esperienze, ricerche e meccanismi che caratterizzano la vita nel cosmo come, ad esempio, l’esobiologia, gli esopianeti e la dinamica biochimica della nascita della vita. Sempre nel rispetto delle normative vigenti in merito alla sicurezza e al distanziamento, durante tutti i tre giorni si susseguiranno incontri, keynote, e mostre guidate che tratteranno dalla “New Space Economy” al 50° anniversario dell’Apollo 13 fino una mostra interamente dedicata agli Exoplanets, prestata dal Meeting di Rimini (www.meetingmostre.com) e realizzata dall’associazione di Astronomia e Astrofisica Euresis. Proprio per questa mostra, ZEISS ha fornito il proprio microscopio in luce polarizzata con telecamera studiato appositamente per la didattica e eventi di divulgazione scientifica. All’interno di questa mostra i visitatori potranno scoprire come si scoprono
gli esopianeti, quali missioni spaziali hanno raccolto immagini e dati di questi mondi, come si formano i pianeti e quali meccanismi astro-chimici possono portare alla complessità della vita. Non mancheranno, anche quest’anno, i momenti di intrattenimento, tra questi, il venerdì sera al campo di rugby di Inagea, le osservazioni astronomiche guidate da Walter Riva dell’Osservatorio del Righi: alla descrizione scientifica di stelle e costellazioni e della Luna – la cui immagine verrà ripresa dal telescopio e proiettata su grande schermo – si alternerà la lettura di brani evocativi del legame ancestrale con il nostro unico satellite naturale.
Banca Generali accelera le soluzioni per attivare il risparmio privato a supporto dell’economia reale e delle imprese colpite dall’emergenza Covid19. Al via una nuova cartolarizzazione “Italianonsiferma” curata da Credimi, il leader europeo del finanziamento digitale alle imprese, per complessivi 40 mln di euro da mettere a disposizione delle PMI di Piemonte e Valle D’Aosta. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’intervento come “Anchor Investor” di Fondazione CRT tramite Fondazione Sviluppo e Crescita e di Finpiemonte che, sottoscrivendo la tranche junior pari al 10% dell’emissione, permettono di raccogliere complessivamente 40 milioni, assicurando un livello di protezione addizionale ai capitali dei risparmiatori professionali coinvolti dalla Banca. Alla garanzia del 90% dal Fondo di Garanzia pubblico si aggiunge, infatti, l’ulteriore 10% di copertura dalle due istituzioni del territorio: Fondazione CRT e Finpiemonte. L’intervento di Fondazione CRT e Finpiemonte, inoltre, consente il contenimento degli interessi applicati ai prestiti e genera un effetto moltiplicatore nell’erogazione dei finanziamenti in un rapporto di 1 a 10 (per ogni euro stanziato dalle due istituzioni piemontesi vengono raccolti ulteriori 9 euro da risparmiatori qualificati che possono contare sulla piena garanzia del capitale). Lo sforzo congiunto di Banca Generali, Credimi, Fondazione CRT e Finpiemonte ha permesso di realizzare, per la prima volta in Italia, una operazione che fa affluire risparmio delle famiglie a sostegno delle PMI di uno specifico territorio. Questa operazione porterà in poche settimane, 40 mln di
euro di prestiti a quelle realtà che faticano ad accedere ai canali di finanziamento tradizionali. La restituzione dei prestiti partirà dalla fine del 2021 per i successivi 4 anni. Le imprese che potranno accedere a questi fondi devono avere meno di 500 dipendenti, un fatturato sopra i 100.000 euro, essere Società di Capitali (SPA, SRL) con almeno un bilancio depositato o Società di Persone (SAS e SNC) con almeno una dichiarazione fiscale. La procedura è completamente digitale: la richiesta si fa online sul sito Credimi.com, in 2 minuti, da qualsiasi device, con documenti firmati digitalmente; la risposta arriva in soli 3 giorni per quelle imprese che hanno superato le verifiche e l’analisi del merito creditizio, con richieste fino a un limite massimo pari al 25% del proprio fatturato. I finanziamenti concessi avranno un importo compreso tra 30.000 e 750.000 euro in funzione del fatturato dell’impresa da finanziare e mirano a raggiungere oltre 400 PMI del territorio. Dal fronte dell’investimento invece, la cartolarizzazione ha la durata di 6 anni e offrirà un rendimento ai clienti professionali di Banca Generali pari all’euribor (con floor a -0,10) a 3 mesi +3%.
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IN PRIMO PIANO
Osservatorio Industria 4.0
di Cristina Gualdoni
I
l mercato dell’Industria 4.0 in Italia nel 2019 ha raggiunto un valore di 3,9 miliardi di euro (NOTA 1) , in crescita del 22% rispetto all’anno precedente e quasi triplicato in 4 anni, in gran parte (2,3 miliardi di euro, il 60%) dedicato a progetti di connettività e acquisizione dati (Industrial IoT) e poi suddiviso tra Analytics (630 milioni), Cloud Manufacturing (325 milioni), Advanced Automation (190 milioni), Additive Manufacturing (85 milioni) e tecnologie di interfaccia uomo-macchina avanzate (55 milioni). A tutto questo vanno aggiunte le attività di consulenza e formazione per progetti Industria 4.0: circa 255 milioni di euro, +17% rispetto al 2018. Per il 2020, originariamente si prevedeva una crescita in linea con il trend 2019, con un incremento compreso tra il 20 e il 25%, ma per effetto della pandemia si prospetta uno scenario di grande incertezza, le cui previsioni - legate all’effet-
tivo superamento dell’emergenza, alla ripartenza della domanda e ai possibili stimoli agli investimenti - variano da uno scenario ottimistico di chiusura dell’anno quasi in linea con il budget iniziale a uno pessimistico di contrazione del fatturato 4.0 nell’ordine del 5-10%. Nel medio-lungo termine, in ogni caso, il sentiment verso l’industria 4.0 rimane positivo, rafforzato dalla considerazione che l’emergenza abbia accelerato la trasformazione digitale. Nel 2019 si sono incrementate le applicazioni 4.0 nelle imprese italiane: il 40% ha investito più del 2018 e in media oggi se ne contano 4,5 per azienda, con una forte accelerazione in particolare di soluzioni Cloud e Analytics per la Supply Chain, oltre che IoT per le fabbriche, mentre si affacciano le prime applicazioni di Artificial Intelligence (il 7% ne ha già implementato qualcuna). Anche se spesso il ritorno d’investimento non è immediato, solo l’1% delle imprese è deluso dalle soluzioni 4.0. A dimostrazione di reattività imprenditoriale, a seguito dell’emergenza oggi quasi un terzo delle
aziende sta riconvertendo la sua produzione o sta valutando di farlo (rispettivamente il 12% e 19%) e per il 25% di queste sono state fondamentali tecnologie 4.0 come l’IoT e Cloud. Nei prossimi mesi gli investimenti si preannunciano ridotti: il 26,5% delle aziende posporrà almeno metà di quelli originariamente pianificati, circa un quarto si concentrerà su Industrial-IoT, Analytics e Advanced HMI. Nell’incertezza, le imprese auspicano incentivi per non fermare la “scalata digitale”, in particolare una riduzione delle imposte sui prossimi esercizi contabili (33%) e una diminuzione del costo del lavoro per operatori di fabbrica (per il 30%). Ma un terzo (31%) chiede anche di rilanciare il Super e Iper ammortamento per beni strumentali, di gran lunga più desiderato rispetto al credito d’imposta per ricerca e sviluppo (17%), agli incentivi per beni immateriali (18%) o a quelli per assunzione e formazione (8% e 11%). “In questa nuova fase – dice Marco Taisch, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Industria 4.0 -, all’industria italiana spetta il compito di essere il motore della ripartenza, in un contesto in cui la trasformazione digitale diventa ancora più rilevante non solo per garantire i processi operativi, ma anche per dare nuova efficacia alle decisioni, accelerare la riconversione dei prodotti, monitorare e gestire i rischi. Le imprese che avevano investito in precedenza ne hanno tratto grande beneficio, ma questa è una occasione per tutte per compiere un passo avanti nel digitale. In questo senso è positivo l’impegno del Governo nel dare stabilità al piano Trasformazione 4.0”. “Delle 1100 applicazioni di tecnologie 4.0 nelle aziende manifatturiere censite dall’Osservatorio, ben il 46% rispondono a bisogni enfatizzati dalle imposizioni di lockdown - spiega Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 -. L’emergenza segnerà profondamente le imprese italiane, circa il 40% stima una perdita di fatturato di oltre il 20% rispetto al budget, ma gli investimenti in digitale sono stati lo strumento per reagire all’emergenza
sanitaria e secondo la grande maggioranza delle industrie questa esperienza alla fine si rivelerà un acceleratore della trasformazione 4.0”. Le Smart Technologies A livello internazionale, nel 2019 l’Osservatorio ha raccolto circa 300 nuove applicazioni di Smart Technologies, che raggiungono complessivamente quota 1100, l’88% di cui rilevato in grandi aziende e il 12% in PMI. L’Industrial IoT rimane la tecnologia basilare (circa 300 applicazioni, +42% rispetto all’anno scorso), spesso abbinata all’Industrial Analytics (circa 150, +39%) per prevedere il comportamento dei sistemi, gli eventi futuri. Il Cloud Manufacturing (circa 100 applicazioni, +27%) si focalizza su accessibilità, visibilità e collaborazione nei processi di Supply Chain. L’Additive Manufacturing (più di 100 applicazioni, +34%) si consolida grazie alla flessibilità di produzione. Crescono anche le applicazioni di Advanced Human-Machine Interface nei processi di manutenzione, sviluppo prodotto e training (circa 250, +20%); tra queste il 70% sono soluzioni di realtà aumentata e il 15% di realtà virtuale (15%). Crescono le applicazioni di Advanced Automation (220, +15%), in assemblaggio, saldatura, pressofusione, avvitatura, levigatura, lucidatura, logistica, ma anche Safety. Circa il 46% delle applicazioni totali (514 su circa 1100) hanno potenzialmente contribuito alla gestione dell’emergenza sanitaria, come l’assistenza da remoto con la realtà aumentata, la sanificazione intelligente degli ambienti con sensoristica IoT o piattaforme cloud che permettono la collaborazione tra attori della supply chain. “L’emergenza sanitaria legata alla pandemia ha forzato le imprese industriali a trarre il meglio dai loro investimenti digitali, per dare resilienza alle catene del valore a cui appartengono – dice Sergio Terzi, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 -. Questa esperienza aiuta a comprendere come i benefici da considerare per le Smart Technologies siano ben più ampi di quelli solitamente utilizzati per validarne la decisione di investimento”.
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Il digitale ai tempi del Covid19 Oltre all’adozione di pratiche di Smart Working per tutto il personale indiretto, nell’emergenza sanitaria le tecnologie digitali sono diventate strumenti per reagire alla crisi. Ma aiutano anche a comprendere le direzioni dell’Industria 4.0 nella nuova normalità. Nei prossimi mesi, infatti, le tecnologie IoT permetteranno di migliorare il distanziamento sociale nei luoghi di lavoro, localizzando e tracciando i percorsi, oppure utilizzando veicoli a guida autonoma nella logistica interna. Modelli e simulazioni attraverso dati in real time permetteranno di realizzare analisi per rispondere all’incertezza. Piattaforme di teleconferenza consentiranno la gestione da remoto di riunioni, trattative commerciali, revisioni e collaudi. Piattaforme di design collaborativo, simulazioni di processo si diffonderanno nello sviluppo prodotto. Soluzioni di Advanced Human Machine Interface, di virtual commissioning e di teleconferenza permetteranno l’esecuzione da remoto di attività operative come interventi manutentivi, installazioni e collaudi al cliente. In generale, le tecnologie digitali permetteranno di potenziare le capacità di monitoraggio, controllo e presa di decisioni nei sistemi produttivi e logistici, i principi del Cyber Physical System (CPS), paradigma secondo cui le tradizionali macchine si evolvono per comunicare, raccogliere, elaborare dati e
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agire da “ponte” tra realtà fisica e virtuale. Sia attraverso modelli digitali per la simulazione del mondo fisico (tra cui il Digital Twin, “gemello digitale” che replica in virtuale ciò che succede nel mondo reale), che attraverso algoritmi di analisi, come tecnologie di Advanced HMI. “Ai tempi del Covid19 – dice Marco Macchi, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 -, l’introduzione del paradigma Cyber Physical System è un’opportunità fondamentale per avere garanzia di continuità delle operazioni degli impianti e delle filiere, superando l’idea che si debba essere necessariamente sul posto per certe azioni e decisioni. È fondamentale che le imprese imparino a lavorare in un ambiente virtuale a stretto contatto con la realtà fisica, considerando modelli Digital Twin per la simulazione, algoritmi di analisi dati con l’Artificial Intelligence, tecnologie di interfaccia uomo-macchina di ultima generazione”. L’organizzazione dei progetti 4.0 La gestione dei progetti di innovazione 4.0 è ancora una lacuna per molte aziende italiane. Il 42% infatti persegue diversi progetti in modo coordinato, ma senza una roadmap o un programma strategico complessivo; il 24% segue una roadmap generale. Solo una percentuale limitata (circa il 10%) ha invece un programma globale
che guida in modo strutturato l’identificazione e la gestione dei diversi progetti. L’indagine compiuta dall’Osservatorio sulle aziende “virtuose” rivela che una visione strategica dell’innovazione 4.0 e un approccio sistemico alla gestione dei progetti possono portare numerosi benefici per l’azienda che decide di implementare tecnologie 4.0, perché permettono di creare sinergie, evitare la duplicazione delle risorse messe in campo e di massimizzare le probabilità di successo nel raggiungere gli obiettivi. “Per un approccio sistemico ai progetti I4.0 serve inquadrarli in ampi programmi di digitalizzazione, con una visione strategica dei vantaggi e del ruolo delle persone nei processi operativi – spiega Raffaella Cagliano, docente Ordinario di People Management e Organization al Politecnico di Milano -, coinvolgendo più funzioni, dipartimenti e livelli gerarchici, insieme agli utenti per raccogliere proposte di mi-
glioramento. Inoltre, serve un approccio basato su metodologie agile e di design thinking, con un’attenzione particolare al Change Management, dedicando se possibile figure specifiche a supporto del progetto e facendo leva su culture aziendali orientata al miglioramento continuo”. * L’edizione 2019-2020 dell’Osservatorio Industria 4.0 è realizzata con il supporto di Assolombarda, Cisco, Considi, Dassault Systèmes, Enel, FANUC Italia, KPMG Advisory, Var Group e HPE; Advantech, Data Reply, Edison, GEFRAN, IT Consult, Orange Business Services, Schneider Electric, ServiceMax, Sew-Eurodrive, TXT, Value Stream; con la partecipazione di Fincantieri. 1 Il mercato è misurato come il valore (al netto di IVA) dei progetti di Industria 4.0 realizzati da imprese dell’offerta avente una sede operativa in Italia, e realizzati presso imprese manifatturiere e industriali, sia italiane sia estere
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ESCLUSIVA Intervista al presidente Confapi Maurizio Casasco
Piani straordinari per sburocratizzare il Paese Il Decreto Rilancio sta sostenendo adeguatamente la ripresa delle attività delle imprese italiane dopo l’emergenza Coronavirus? In esclusiva, il parere e le proposte del presidente di Confapi, che dal 1947 rappresenta le esigenze e gli interessi della piccola e media impresa del nostro Paese
di Fabio Chiavieri
«
Innanzitutto, va sottolineato che sono state date da parte del Governo delle soluzioni ordinarie a problematiche di natura straordinaria. Come Confapi abbiamo immediatamente fatto presente che ai decreti emessi doveva seguire la loro immediata attuazione pratica e ciò non è avvenuto. Era evidente, d’altronde, che con le aziende chiuse a causa del lockdown sarebbe mancato quel regime fiscale virtuoso per sostenere il sistema pubblico, la Sanità in primis, ma anche la Pubblica Amministrazione, le Forze dell’Ordine, l’Istruzione e tutto ciò che serviva per far ripartire le imprese in tutta sicurezza. Nel momento in cui l’Europa ha permesso la rottura dei vincoli di stabilità, bastava liberare la Cassa Depositi e Prestiti che avrebbe potuto finanziare il Paese secondo le necessità come, peraltro, è accaduto in Germania; passare attraverso la SACE è stata nuovamente una lottizzazione politica. Dopodiché attraverso l’Agenzia delle Entrate doveva essere data immediata liquidità direttamente sui conti correnti delle imprese, ma non a fondo perduto, bensì come investimenti. Tutto ciò non è stato fatto ma, in compenso, è aumentata la burocrazia.
Non dimentichiamoci che in momenti di grandi difficoltà è lo Stato che deve andare incontro al cittadino, non viceversa». È un fiume in piena Maurizio Casasco, quando gli chiediamo come ha visto l’atteggiamento del Governo di fronte a una crisi tanto grave quanto inaspettata. Proposte e suggerimenti inascoltati e ritardi negli aiuti che potrebbero rivelarsi deleteri per il futuro della piccola imprenditoria italiana. Anche i meccanismi che avrebbero dovuto garantire immediata liquidità alle imprese tramite il sistema bancario si è inceppato. Perché in Italia esiste sempre questo problema? In casi di emergenza come quello che stiamo vivendo, il sistema bancario va finanziato al cento per cento altrimenti, con molte aziende che nel periodo di lockdown sono uscite dai parametri del merito creditizio, l’erogazione del credito diventa troppo a discrezionalità della banca. Allo Stato è mancata una visione pratica del problema per cui, ripeto, all’emanazione dei decreti non è seguita la necessaria concretezza. Il risultato è che le aziende si sono ritrovate a riaprire con ordini scarsi, costi fissi di personale a cui si sono sommati quelli per la sanificazione degli ambienti. La Cassa Integrazione è un’ottima cosa dal punto di vista sociale ma ciò che più conta e poter tornare a lavorare, certamente in totale sicurezza, ma a determinate condizioni al contorno. A proposito di condizioni, molti si chiedono perché riaprire i centri sportivi e non, per esempio, gli asili? Tenere chiuse le scuole, al di là dell’aspetto formativo e culturale, è una grossa limitazione per tutti quei genitori che devono riprendere il lavoro senza sapere dove mettere i figli. Questo significa mancanza di collegamento tra i vari Ministeri che l’emergenza Coronavirus ha ulteriormente peggiorato. A parziale scusante del Governo c’è una crisi che per tempi e modi non si era mai vista finora. Cosa salverebbe
delle scelte fatte? Sarebbe ingeneroso non riconoscere la bontà di alcune scelte fatte, come l’abolizione dell’Irap, il riconoscimento politico delle parti sociali, i contributi sugli affitti ecc. Ma, torno a ripetere, sono mancate decisioni concrete urgenti, come per esempio il rinvio del pagamento delle tasse che noi abbiamo chiesto a gran voce. C’è chi vorrebbe un piano “shock” di investimenti statali, a cominciare dallo sblocco di molti lavori già finanziati, per rilanciare la nostra economia. Qual è la sua opinione a tal proposito? Qui si apre il tema delle infrastrutture non solo dei grandi appalti, che spesso hanno portato al fallimento di molte aziende per opere incompiute, ma anche dei piccoli appalti legati alle aziende del territorio come, per esempio, la ristrutturazione delle scuole che avrebbe portato, inoltre, un minor spostamento dei dipendenti, il minor rischio di infiltrazioni della malavita organizzata e la riqualificazione dei Comuni. A tal proposito, abbiamo proposto un fondo di alcuni miliardi di euro per tutte quelle imprese che non raggiungevano per poco il merito creditizio. Tutto ciò ci riporta al tema molto importante della fiducia all’imprenditore che è mancata anche in un momento così delicato. Gli investimenti pubblici, quindi, sono essenziali ma i finanziamenti devono essere dati ai vari Comuni, basando gli appalti per i prossimi mesi sulle leggi del Codice europeo. Siete favorevoli ai commissari straordinari? Siamo favorevoli ai commissari sulle opere pubbliche già autorizzate, anche a livello regionale. In altri termini non occorre un piano shock ma un piano di buon senso, altrimenti per pochi imprenditori e funzionari corrotti noi penalizziamo il sistema economico italiano. Il piano di aiuti dell’EU per uscire dalla crisi post virus si è concretiz-
zata nel Recovery Fund. In una lettera aperta di Cea-Pme indirizzata alla Von der Leyen, di cui lei è cofirmatario in qualità di presidente Confapi, vengono chiesti con forza 50 miliardi di euro da destinare alle PMI. Ciò nasconde il timore che il grosso dei fondi destinati alla ripresa finisca nelle mani delle grandi aziende? Assolutamente sì, in particolare delle multinazionali. Vogliamo che ci sia una percentuale specifica per la piccola e media impresa altrimenti chi è grande prende tutto e chi è piccolo diventa sempre più povero. Non dimentichiamo che in Europa ci sono 23 associazioni in rappresentanza di 2,1 milioni di Pmi che contano in totale 16,5 milioni di lavoratori. Un esempio su tutti è quello del settore Automotive. Il sostegno a questo comparto è legittimo purché i finanziamenti non finiscano solo nelle tasche delle grandi case automobilistiche, bensì anche all’intero indotto composto da Pmi di grande eccellenza. Questa crisi ha messo in evidenza i punti deboli di un sistema organizzativo dei grossi gruppi internazionali orientato a una produzione quasi esclusivamente su commessa, riducendo al minimo gli stock di magazzino. Il lockdown, partito in Cina e diffusosi poi in tutto l’Occidente, ha messo in crisi tutta la filiera di approvvigionamento di materiale e componentistica. Cosa ci deve insegnare tutto questo? Faccio un esempio concreto. Abbiamo delocalizzato la maggior parte delle fonderie in Cina per avere un’Europa più “green”, senza contare che questo ci avrebbe reso troppo dipendenti dai grezzi provenienti da quel paese che sono indispensabili per moltissime produzioni. E il pianeta, dal punto di vista ambientale, non ha avuto alcun giovamento. Una democrazia occidentale non può e non deve essere così dipendente da una nazione così diversa da noi, per cui serve assolutamente un piano industriale europeo per la componentistica che ci renda almeno autosufficienti.
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Pandemia a parte, si riparte! Da poco più di un mese, l’Italia è tornata a vivere in una situazione di “pseudo normalità”. Quasi tutte le attività manifatturiere sono ripartite seppure in un clima di incertezza dettato da un evidente calo dei consumi che, come ben noto, sono il vero motore che può rimettere in carreggiata le nostre imprese. Queste sono, in estrema sintesi, le considerazioni esposte dai nostri interlocutori che non nascondono neppure una buona dose di ottimismo
di Fabio Chiavieri
Lo scorso 4 maggio è iniziata la cosiddetta fase 2 che rappresenta per l’Italia il ritorno a una vita quasi normale condizionata dalle misure di sicurezza contro la diffusione del virus.
Ottavio Albini – Asservimentipresse Responsabile commerciale
Il riavvio di quasi tutte le attività commerciali e produttive era d’altronde più che necessario a fronte di un crollo dei consumi che stava realmente paralizzando il paese alimentando, di fatto, le incertezze sul futuro. Senza una reale ripresa del mercato, le aziende non possono tornare a produrre e, soprattutto, a fare investimenti perdendo la loro competitività finora faticosamente raggiunta. Mes, Sure e Recovery Fund, fondi europei per il superamento della crisi, saranno disponibili solo tra qualche mese pertanto sarà fondamentale l’atteggiamento del Governo per far giungere il prima possibile a imprese e famiglie la liquidità necessaria per sostenere l’economia nel brevissimo termine. La minaccia è seria perché a rischio ci sono la sopravvivenza di migliaia di attività e il mantenimento di altrettanti posti di lavoro. Su tutto ciò, poi, incombe il pericolo dello shopping da parte di gruppi stranieri pronti a rilevare le nostre aziende in crisi e, ancora più pericoloso, del lungo braccio della criminalità. In questo contesto, piuttosto confuso a dire il vero – a cui si aggiungono anche le incertezze dell’OMS – è emerso un elemento incontrovertibile che riguarda le aziende manifatturiere italiane. Ancora una volta chi è riuscito a resistere alla crisi sono coloro che hanno investito in passato in innovazione tecnologia, soprattutto, in automazione e in digitalizzazione (anche se, paradossalmente, alcune di queste stesse realtà soffrono ora di carenza di liquidità per gli investimenti fatti). La spinta verso Industria 4.0, che forse è stata sottovalutata o subordinata a mera opportunità “fiscale”, risulta, ora più che mai, un passo fondamentale da compiere anche a costo di imporlo, magari con importanti aiuti economici a fondo perduto, a tutte le nostre PMI, eccellenze sì, ma sempre troppo deboli davanti a situazioni di gravi crisi come ormai se ne vedono puntualmente ogni decina d’anni. Così come su maggio 2020 de L’Ammonitore, an-
che su questo numero lasciamo la parola alle imprese, o meglio ai loro “capitani”; in particolare hanno aderito al nostro invito Ottavio Albini di Asservimentipresse, Antonella Mazzoccato di CRM Mazzoccato, Alberto Tacchella di Danobat Italia, Giancarlo Alducci di Soraluce Italia, Carlo Rolle di Tornos. (interviste realizzate a maggio 2020) Asservimentipresse produce impianti per l’automazione di presse, quali aspi, raddrizzatrici, alimentatori elettronici, e impianti completi per la lavorazione della lamiera. Nata dell’esperienza trentennale dei suoi fondatori nel settore, l’azienda di Massalengo, nel Lodigiano, esporta la prorpia tecnologia in oltre venti paesi nel mondo. Ottavio Albini, noto nel mondo della lamiera per l’empatia che sa raggiungere con clienti e partner tecnologici, si pone sempre con un “libro aperto” esponendo il proprio pensiero con estrema chiarezza e sincerità. Un uomo che vive di contatti umani, prima ancora che commerciali, per cui il distanziamento sociale ha rappresentato un notevole handicap. «Questa situazione ha colto tutti impreparati. Umanamente ho immediatamente pensato a tutti coloro che si sono trovati a far fronte ai bisogni più impellenti senza poter contare sul proprio lavoro. Dopodiché ho avvertito da parte di tante persone il peso della solitudine. Un problema che personalmente ho cercato di superare incrementando le telefonate con più persone possibili, clienti, amici e conoscenti». Più passava il tempo e più si acuivano i problemi nelle aziende. Cosa è successo in Asservimentipresse? Avevamo delle consegne da rispettare che ovviamente si sono bloccate. Con alcuni clienti è stato più semplice far capire che la salute veniva prima di tutto, con altri, soprattutto quelli stranieri, è stato molto più complesso. Peraltro, un
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rallentamento del mercato era già presente da settembre, tuttavia, la nostra azienda aveva lavoro per 5-6 mesi con la possibilità di ottenere nuove commesse, magari minori, lavorando direttamente sui clienti. Diciamo che si trattava di un calo fisiologico, legato alle note difficoltà di alcuni mercati trainanti, che sapevamo come affrontare. Insomma, a crisi si è aggiunta un’altra crisi. Quali saranno le ripercussioni sul manifatturiero dal suo punto di vista, alla luce del Decreto Rilancio? I mesi di fermo hanno generato due fattori; il settore produttivo ha ripreso a lavorare ma alla metà delle proprie capacità, con conseguenze negative sugli investimenti poiché i soldi servono per tamponare le spese correnti. Difficilmente questa situazione cambierà nei mesi a venire, anche se per quanto ci riguarda, possiamo contare sul lavoro per la chiusura degli ordini di cui parlavo in precedenza. Di fatto, non si potrà recuperare quanto è stato perso nei primi mesi dell’anno. Lo stesso discorso vale per i nostri clienti in generale: chi costruisce presse, addirittura, avrà tempi ancora più lunghi di ripresa soprattutto per gli impianti di grandi dimensioni. A scalare, ciò penalizza anche i produttori di asservimenti. Quando possiamo attenderci una ripresa decisa dei consumi e quindi della produzione? Speriamo almeno nella seconda parte del 2021, ma il vero problema è arrivare a quel periodo! Non dimentichiamo che il lungo lock down ha determinato minori spostamenti che si sono riversati ancora una volta sul comparto delle automobili, già di per sé in crisi da un po’ di tempo, e sui consumi in generale. Un altro aspetto sarà la difficoltà, se continuerà a lungo l’impossibilità di muoversi, a reperire nuovi clienti perché riuscire a vendere un prodotto nel nostro settore richiede un contatto diretto tra le persone; scegliere un impianto guardando un sito, senza avere la possibilità di evidenziarne bene le caratteristiche e i vantaggi, non è affatto semplice. Molte attività non si sono fermate grazie anche all’elevato livello di automazione presente in taluni comparti industriali che ha agevolato la distanza sociale tra colleghi, financo la non necessità di avere una presenza fisica di un operatore. Questo aspetto come influenzerà i futuri investimenti delle aziende? Sicuramente l’automazione farà dei grossi passi avanti, anche perché se per molto tempo le aziende non potranno contare sulla forza lavoro presente prima del Coronovirus, la tendenza sarà quella di automatizzare il più possibile. Da quasi 30 anni CRM Mazzoccato Arturo & Figli, con sede a Fono Mornasco (CO), progetta e produce utensili e inserti speciali in metallo duro, HSS, diamante policristallino, CBN, per lavorazioni ad asportazione di truciolo su macchine utensili. Antonella Mazzoccato, figlia del titolare e fondatore Arturo, non è certo una che “le manda a dire”, ma lo fa dall’alto della passione per il proprio lavoro e dell’amore che nutre verso il territorio dove l’azienda ha sede. Dalle sue parole emerge uno spaccato dolce e amaro della nostra società civile e imprenditoriale. Da responsabile di azienda, ma anche da persona comune, come sta vivendo questa delicata situazione? Dobbiamo scindere le due posizioni. Da persona comune, con la mia famiglia di quattro persone e un cane, cerco di attenermi strettamente alle disposizioni del Governo, a fatica come penso tutti,
rispettando le famose D: Distanza sociale, Dispositivi che preservino la mia e l’altrui salute, Disinfezione. Ma le altre due? Digitalizzazione? Dove abito la banda larga non c’è, e lavorare in Smart Working è un’altra D: delirio. Diagnosi? se dovessi rivolgermi a un laboratorio privato, per verificare se sono, per esempio asintomatica, o mai stata contagiata, Regione Lombardia non mi riconosce né il costo né il risultato, quindi a che pro? Mancano le Direttive. E qui entra in gioco l’imprenditrice che innegabilmente sono. Direttive Dove? (per aggiungere un’altra D). Siamo stati subissati da fiumi di parole, qualcuno l’ha definita infodemia, riassunto in una parola del concetto. Direttive statali, regionali, comunali. Direttive dell’ISS, dell’OMS, dell’Inail, dell’Inps, informazioni dal Sacco e dallo Spallanzani, dall’ordine dei Medici, dell’ATS e degli innumerevoli virologi spuntati come funghi, indicazioni in Protocolli da Sindacati di Lavoratori ed Imprese, e poi da RSPP, Medico Aziendale, per non parlare del Mise e da altri Ministeri, circolari dall’ADE e DPCM, DPR, DLgs, nudi e crudi o spiegati da Confindustria, CGIL CISL e UIL, dall’OIC e dall’ordine dei Commercialisti, eccetera eccetera… a fine Aprile si parlava di 37.000 pagine. E non erano comprese le circolari dei diversi Istituti di Credito in merito alla moratoria, anzi alle moratorie, ce n’era già una nel 2019 protocollo ABI, poi ne hanno fatte altre, di due tipi, con o senza interessi, con o senza fondo di garanzia, poi sono arrivati i quattordici dispositivi del Governo ancora in vigenza e gli undici che sono già decaduti. Ora, in un momento come questo, noi imprenditori dovremmo avere chiare indicazioni su chi, cosa, come, quando, dove e soprattutto, ottimo e inconfutabile, perché. Quale sarà a suo avviso l’impatto che questa crisi globale avrà sull’economia italiana e in particolare sul comparto manifatturiero? Reputa sufficienti le misure adottate dal Governo con il Decreto Rilancio? Impatto: un asteroide che ha colpito il mondo e così le aziende, il pianeta delle aziende dei servizi ma anche del manifatturiero (senza le quali non Antonella Mazzoccato CRM Mazzoccato Arturo & Figli Responsabile amministrativo e finanziario, responsabile qualità, export manager. In questa foto insieme ai fratelli Paolo e Marco (da sx) e al padre Arturo
possono vivere le aziende dei servizi), mondo manifatturiero fra l’altro tralasciato anche dagli aiuti specifici di filiera, così come per i settori automobilistico, robotica, fiere (cit. il Sole 24 Ore, sabato 14 maggio). Gli esperti parlano del ’29, Pil in caduta a due cifre, catastrofe generale. Negli ultimi dieci anni è già la terza volta che ne parlano. Ma in Cina hanno già fatto segnare un “più” rispetto al 2019. E noi italiani diamo il nostro meglio nel momento peggiore. Il Decreto Rilancio? Si sono fatti grandi proclami, sono volati numeri importanti, ma dobbiamo aspettare per capire cosa effettivamente prevedano tali misure; il provvedimento ha una portata talmente vasta e articolata che ci vorrà del tempo, e non mancheranno le attese per i necessari “Decreti Attuativi” - alcuni mancano ancora ai decreti del governo Letta (2013). Unica speranza è che infine, per esempio, ci siano effettivamente degli aiuti a fondo perduto, o finanziamenti a tasso veramente agevolato, e bandi di sostegno senza “tetti massimi”. Nel frattempo, sul piatto abbiamo messo noi, le nostre famiglie, i nostri risparmi, i nostri lavoratori, cui anticipiamo la Cig perché altrimenti potrebbero morire di inedia aspettando i comodi degli enti. C’è chi sostiene che anche il prossimo anno patirà le conseguenze della pandemia; c’è chi dice, invece, che ci sarà una sorta di boom economico post-bellico. Qual è la sua opinione? Difficile davvero fare previsioni. Per ora si stenta a vedere un orizzonte, qualunque esso sia. Non resta che prepararsi, ottimizzare ogni aspetto interno ed esterno, tenersi pronti. Per il resto la sfera di cristallo purtroppo non c’è. Arrivati alla famigerata fase 2, qual è la situazione che state osservando con riferimento ai vostri clienti? C’è da parte di tutti attendismo e preoccupazione, se non addirittura paura. Niente scorte di nessun tipo, ordini dal pronto quando il pronto non c’è, salti mortali per accontentare i clienti in tutte le loro richieste, dall’Italia e dall’estero. Si naviga a vista. Progetti di espansione sospesi. Nuove prove sospese. Tuttavia, qualche nuova richiesta per migliorare processi e produzio-
ni, dall’Italia e dall’Estero. Insomma, i nostri clienti, che hanno dimostrato quasi tutti serietà ed etica collaborativa specie nei mesi più difficili, salvo qualche nota eccezione, tengono duro, ed anche noi teniamo duro, e tiriamo avanti sperando nel futuro. Vorrei citare due persone molto diverse. Einstein: “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie… L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia”. E anche un italiano, Gramsci: “Ogni collasso porta con sé disordine intellettuale e morale. Bisogna creare gente sobria, paziente, che non disperi dinanzi ai peggiori orrori e non si esalti a ogni sciocchezza. Pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà”. Alberto Tacchella, il cui nome è legato a una delle più prestigiose aziende italiane nel settore delle macchine utensili, è ben conosciuto per aver ricoperto la carica di presidente di Ucimu – Sistemi per Produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, dal 2004 al 2008. A giugno di due anni fa è iniziata la sua nuova avventura alla guida di Danobat S.r.l., filiale italiana con sede a Bistagno in provincia di Alessandria, del noto gruppo basco produttore di rettificatrici. Alberto Tacchella ci racconta come è iniziato per lui e per la sua azienda l’incubo Covid. «Inizialmente, come penso molti italiani, non ho dato peso a quanto stava accadendo in Cina; lo vedevo come un grave fatto di cronaca ma molto distante dalla nostra realtà. Da metà febbraio, ho preso coscienza di quanto stava accadendo anche in modo piuttosto traumatico poiché, per motivi di lavoro, mi trovavo a pochi chilometri da Vo’ Euganeo pochissimi giorni prima del dilagare dell’epidemia. Immediatamente, sia io che alcuni colleghi anch’essi in giro per lavoro, ci siamo messi in auto-quarantena iniziando a sperimentare il cosiddetto “smart working”, mentre le attività in azienda sono
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ti. Il nostro portafogli ordini è ancora di un certo livello e ci sta aiutando adesso al netto di posticipi di consegne. Il motivo di grosse preoccupazioni da parte del Gruppo è sull’entrata degli ordini per il 2021. Per quanto riguarda il Decreto Rilancio non si può dire che non sia stato fatto nulla, però è stata fatta anche tanta confusione. Se la nostra azienda non avesse avuto la forza economica di anticipare la Cassa Integrazione, avrei dipendenti senza stipendio da mesi. Oltre a essere inaccettabile è anche profondamento ingiusto. Tutto questo non va nella direzione di sostenere settori strategici per la nostra economia quali certamente il manifatturiero ma anche il turistico e tanti altri. La buona volontà c’è, i Decreti vengono emessi, ma di fatto il peso della burocrazia non permette la loro immediata attuazione.
Alberto Tacchella – Danobat Direttore generale andate avanti fino a quando la situazione non è precipitata come ben tutti sappiamo. Essendo parte di un grande gruppo, mi arrivavano precise indicazioni dalla Spagna di prendere tutte le precauzioni necessarie per salvaguardare, prima di tutto, la salute dei dipendenti, tant’è che man mano che i fatti precipitavano ho deciso di limitare al minimo indispensabile le presenze in azienda, lasciando il grosso dei dipendenti a casa in telelavoro; tutto ciò nonostante le perplessità di alcuni nostri
clienti che invece si ostinavano a non voler chiudere». La sua è stata una scelta coraggiosa e tempestiva che ha preservato la salute di tutti i dipendenti. Detto questo, sappiamo che all’emergenza sanitaria si è affiancata un’emergenza economicasociale i cui strascichi sono imprevedibili. Quale sarà l’impatto sul comparto manifatturiero alla luce anche del Decreto Rilancio? La produzione si è praticamente fermata nel periodo più
grave dell’epidemia perché la crisi è stata globale e trasversale per tutti i settori. Ora sta lentamente riprendendo, ma noi costruttori di macchine utensili soffriremo gli effetti del lock down ancora per molto tempo perché, se è vero che già il 2019 segnava dei punti di frenata importanti a causa delle difficoltà del comparto Automotive, in altri settori vi erano alcuni progetti di investimento in atto estremamente interessanti che si sono bloccati o sono stati posticipa-
Significa che anche il prossimo anno sarà di grandi difficoltà per il comparto macchine utensili? In occasione di un recente direttivo Ucimu, tenutosi rigorosamente in teleconferenza, abbiamo analizzato le previsioni fatte dall’Oxford Economics che ci hanno dato notevole speranza per il futuro. I dati dicono che a fronte di un calo dei consumi mondiali di macchine utensili del 28% che assesterà il mercato a 48,4 miliardi di euro - nel 2021 ci
sarà un rimbalzo inaspettato del 29% che farà schizzare la cifra a 62 miliardi, per poi salire a 66 miliardi nel 2022 e a 70 miliardi nel 2023. Se queste previsioni fossero confermate direi che potremmo essere molto soddisfatti. Vedremo, spesso le previsioni si sono rivelate “azzardate”. La crisi legata alla pandemia ha messo in evidenza la forte dipendenza del comparto manifatturiero europeo dalla componentistica proveniente dalla Cina, tant’è che alcune attività hanno dovuto fermare la produzione molto prima che il virus si diffondesse in modo così violento anche in occidente. Che insegnamento ci dà questo fatto? Aggiungo anche che questa crisi ha messo in evidenza la debolezza di tutto il lavoro fatto negli ultimi quindici anni dalla globalizzazione della produzione e, soprattutto, dell’organizzazione dei grossi gruppi internazionali che hanno puntato sul “nostock”. Ciò vuol dire che le filiere di approvvigionamento del materiale hanno dovuto seguire questa impostazione aziendale producendo a loro volta quasi “on-demand”. Come si è inceppato il meccanismo è crollato tutto, ma non riguarda solo il discorso della componentistica cinese, basta pensare al grande fabbisogno di componentistica italiana da
parte delle aziende tedesche le quali, a cominciare dalle fabbriche automobilistiche, senza il lavoro dei contoterzisti di casa nostra, non sanno come andare avanti. Un altro spunto di riflessione ci viene fornito dal fatto che molte attività, nonostante il lock down, non si sono fermate grazie al loro alto livello di automazione. Ciò significa che vedremo sempre più aziende fortemente automatizzate in futuro? Significa una cosa molto semplice: chi ha sempre investito ha sofferto meno, essendo gli investimenti la chiave della stabilità di ogni settore. Tutti noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle quanto ci è costata la mancanza di investimenti nella Sanità in Italia a differenza di quello che hanno fatto altri Paesi. Il mio consiglio alle aziende italiane è di non spegnere l’interruttore degli investimenti per anni lasciando che il parco macchine utensili diventi obsoleto, di pensare a investire in nuove tecnologie in modo mirato non solo per ottenere vantaggi fiscali, perché le imprese che hanno veramente investito per la loro riorganizzazione aziendale in ottica 4.0 hanno risentito meno della crisi. Fondata nel 2001 Soraluce Italia è un punto di riferimento nel settore delle tecnologie di fresatura, alesatura e torni-
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tura verticale nel mercato italiano. Come risultato della qualità, della tecnologia, delle soluzioni, del servizio avanzato e della profonda conoscenza dei propri clienti Soraluce Italia ha installato più di 350 macchine in tutto il paese. Il prodotto, la serietà del marchio, la credibilità ed il rapporto che si crea con il cliente, che deve sapere di potersi fidare, ma soprattutto la lungimiranza del Direttore Generale e Cofondatore di Soraluce Italia, Giancarlo Alducci, hanno fatto sì che Soraluce Italia in quasi 20 anni abbia costruito un vero e proprio polo tecnologico fornendo soluzioni avanzante ed un ottimo servizio di assistenza tecnica diffuso in tutto il territorio nazionale, garantendo un service tempestivo ed efficace con tecnici altamente specializzati. A Giancarlo Alducci abbiamo chiesto il suo autorevole punto di vista sulla situazione in atto. «I primi segnali di flessione del mercato si potevano già riscontrare nell’ultimo trimestre del 2019, a causa di una situazione geopolitica sfavorevole. Il Coronavirus si è abbattuto come uno tsunami su un mercato già debole, sconvolgendo quasi tutti i settori merceologici, tra cui il settore delle macchine utensili. Si sta materializzando una recessione drammatica in tutto il mondo, in generale aumenterà il rischio per chi ha debiti in quanto non sarà in grado di fare
fronte ai suoi impegni, mettendo sotto pressione anche le banche. La situazione che si sta delineando è caratterizzata dalla grande incertezza sul futuro che verrà drasticamente determinata dalla capacità della Scienza nell’identificare un vaccino contro il Coronavirus, oltre alla auspicabile capacità di “fare gruppo” delle istituzioni politiche, economiche e finanziarie, per fare fronte così a una emergenza globale. Purtroppo, l’incapacità di prevenire la pandemia da parte dell’OMS e Istituto Superiore di Sanità ha portato lutto, disagio e impoverimento sociale, e anche nell’ambito produttivo la situazione si sta facendo insostenibile. Per il futuro sarà importanti non farsi trovare più impreparati da eventi di questo genere che, secondo i maggiori esperti, si potranno ripetere anche in futuro, quindi rendere più solide le “catene del valore”: per esempio il Giappone sta finanziando il trasferimento di alcune produzioni dalla Cina in patria. Infatti, il fenomeno del reshoring, il rientro delle attività manifatturiere ad alto valore aggiunto, ridurrebbe i rischi di eccessiva dipendenza da un singolo paese. L’adeguata disponibilità economica di ciascuna azienda è indispensabile per guardare al futuro con una certa serenità, in particolare le imprese che negli ultimi anni hanno investito, grazie anche a Industria 4.0 e alle misure della
legge Sabatini, saranno quelle più a rischio per la crisi di liquidità legata a Covid-19. Se non viene immessa liquidità nel sistema economico, così come nelle imprese, ogni strategia di ripartenza risulterà inefficace. Le principali difficoltà che ha generato la situazione contingente, e che Soraluce ha incontrato negli scorsi mesi, sono state la proroga delle consegne programmate a causa della impossibilità di alcuni clienti di ricevere le macchine, ritardi sulle date di ricevimento degli ordini leasing o dei finanziamenti, incertezze dei clienti sul futuro che li aspetta, forte rallentamento dell’attività commerciale e incertezza sulla programmazione produttiva». Un compito non facile per chi sta al Governo anche se le decisioni prese dall’EU sembrano finalmente andare nella direzione giusta. Cosa ne pensa? Chi oggi è preposto politicamente a decidere sul presente e sul futuro, nel pieno di una emergenza pandemica inaspettata, è chiamato a un impegno e a una responsabilità titanica; tutto è in continua evoluzione, in Europa ci sono sensibilità diverse, ma c’è la consapevolezza che oltre alla emergenza sanitaria c’è un’emergenza economica che ci sta portando dalla “recessione esistente” a una più temibile “depressione”. Siamo in attesa di azioni concrete della BCE, della Banca Europea degli Investimenti, del Fondo SURE. Per quanto riguarda il Meccanismo Europeo di Stabilità alcuni nostri politici lo stanno osteggiando, non ne capisco la ragione per come oggi è architettato, inoltre attendiamo la definizione del Recovery Fund, sempre che la Comunità Europea si dimostri tale. In Italia è stato attivato il Decreto Liquidità: la cosa importante sarebbe erogare questa liquidità in modo diretto e rapido evitando eccessive burocrazie. Le imprese solide non hanno problemi a reperire finanziamenti, la mia preoccupazione è però rivolta alle piccole e medie imprese. Oggi è condivisibile la scuola di pensiero orientata a “finanziamenti a fondo perduto” per le aziende che hanno visto crollare il proprio fatturato nel corso degli ultimi due mesi, ciò dovrebbe avvenire non “a pioggia” su tutte le aziende, ma destinare questo tipo di finanziamenti a quelle aziende virtuose che hanno investito negli ultimi anni e che stanno investendo in tecnologie innovative, per cui oggi si trovano esposte finanziariamente, a compensazione si potrebbe eliminare “quota 100” e il “reddito di cittadinanza”! Il nostro governo dovrebbe incentivare la produzione industriale in Italia, favorendo il rimpatrio di attività produttive delocalizzate, rendendo così l’industria italiana meno dipendente da altri paesi (es. Cina), rafforzando le nostre catene produttive e rilanciando la occupazione. Inoltre, considerato che le imprese italiane sono mediamente troppo piccole per competere a dimensione globale, sarebbe opportuno incentivare le aggregazioni aziendali, più rispondenti a un mercato sempre più esigente e competitivo. Il recupero di competitività del nostro tessuto imprenditoriale verrebbe incentivato anche con un “rafforzamento” sul piano fiscale” delle iniziative già in atto (Credito d’imposta e Sabatini), mirate a un incremento della innovazione tecnologica e della capacità produttiva del manifatturiero italiano. Fermo restando tutti gli interventi dai lei elencati, quando potremo uscire da questa crisi? Dell’emergenza conseguente a CO-
VID-19 ne risentiremo anche nel 2021, io sono un meccanico, non sono un medico, non sono un politico e nemmeno un esperto di finanza, ma sono convinto che i problemi oggettivi legati alla recessione di cui ho accennato in precedenza, sommati al rischio di un ritorno del contagio, accentueranno l’incertezza, bloccando di fatto il mercato, sempre che, come dicevo prima, non ci sia un forte “spirito di gruppo” (sia nazionale che internazionale) con la consapevolezza che al Coronavirus e alla recessione si deve rispondere congiuntamente nell’ambito della Unione Europea, ciò per il bene di tutti. Covid-19 comunque aprirà a nuovi atteggiamenti nelle società e nei vari settori merceologici, per esempio si farà molto più uso di internet, del digitale, videoconferenze, smart working, sia in tutti gli ambiti aziendali sia nella comunicazione verso il mercato. I costruttori di macchine utensili devono guardare sempre di più verso il digitale e l’automazione, in particolare Soraluce concentrerà l’“azione innovatrice” sulla propria gamma produttiva creando non solo macchine multitasking, ma anche “macchine intelligenti” che suppliscano il più possibile al fattore umano, rendendo così più produttivo e redditizio l’approccio alla lavorazione meccanica nel pieno rispetto della ergonomia e della sicurezza di chi lavora. Cosa dicono i vostri clienti? Abbiamo superato il lockdown e riaprire la produzione significa recuperare redditività e garantire lavoro, ovviamente nel massimo rispetto della salute e della sicurezza. Tra le aziende clienti c’è voglia di recuperare il tempo perduto e la necessità di trovare la solida mano dello Stato a promuovere la spinta verso la riapertura del mercato. Come leggiamo ogni giorno il settore della meccanica stenta a trovare un nuovo equilibrio in questa cosiddetta “fase2”, tuttavia siamo fiduciosi. Molte aziende la cui disponibilità economica non è stata intaccata dal blocco dovuto a Covid-19 e che avevano già un patrimonio consolidato e una consistente forza finanziaria, si stanno concentrando su investimenti programmati da tempo, è indispensabile guardare al futuro ed alcune aziende le stanno facendo investendo in automazione e progresso, grazie anche a Industria 4.0. Tornos Technologies Italia, filiale della Tornos S.A di Moutier (Svizzera) dal 1989, fa della capacità di supportare le aziende imprese nella scelta delle soluzioni di tornitura più adeguate e nell’assistenza tecnica postvendita il proprio punto di forza. La filiale italiana si configura come una vera e propria Società di servizi che opera per conto della Casa madre nella attività di promozione, vendita e assistenza delle macchine, attraverso una struttura snella e agile in grado di intervenire rapidamente su tutto il territorio italiano. Abbiamo intervistato Carlo Rolle che, in ottica di dare un nuovo impulso alla presenza dell’azienda in Italia, ha fortemente voluto la nuova sede, operativa da gennaio scorso, a Rho, nota area strategica a due passi da Milano. «Come molti italiani non toccati direttamente dal virus, e aggiungo fortunatamente, ho accettato da buon cittadino le misure di restrizioni imposte dal Governo, rendendomi conto che in ogni caso si trattava di un atto civico per far fronte a una situazione che ci veniva presentata drammatica sul fronte sanitario. Come responsabile di filiale, seguendo gli sviluppi dei vari Dpcm, mi sono trovato a gestire tutta una serie di passaggi burocratici che avevano come obiettivo la massima tutela dei dipen-
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Carlo Rolle - Tornos Technologies Italia Direttore generale
denti anche in vista di un lock down che si capiva sarebbe durato parecchio tempo. Una crisi sanitaria che poi si è di fatto trasformata in una crisi economica. Dalla Svizzera peraltro c’era una profonda preoccupazione per la salute dei nostri collaboratori». Ora, seppure in modo rallentato, tutte le attività stanno ripartendo ma in un contesto economico al collasso. Quali saranno le ripercussioni che dobbiamo attenderci nel medio termine? Temo ci sarò una selezione naturale di tutte quelle piccole aziende che erano già in bilico. Non sono per aiuti a pioggia alle imprese, bensì a interventi mirati che aiutino le aziende dei comparti più colpiti. Tutto ciò che sta venendo drammaticamente a galla è la realtà del lavoro nero, o dei contratti stagionali, o di tutti quei lavori non tutelati che ora sono alla fame. Come conseguenza si allargherà ancora di più la forbice tra benestanti e poveri che influenzerà negativamente i consumi e, quindi, la produzione. Da quando lei è alla guida di Tornos Italia sta facendo un grande lavoro per rendere l’azienda sempre più presente sul territorio e per guadagnare nuove fette di mercato, consapevoli di avere un prodotto di alta fascia. Ne è prova la nuova sede di Rho più moderna e funzionale operativa da gennaio. La crisi indotta dall’epidemia è arrivata quindi in un momento delicato. Effettivamente è così. In tre anni ho viaggiato moltissimo in tutta Italia, recuperando clienti e vendendo macchine in regioni come Lazio e Sicilia come non capitava da tempo. Il 2020 era iniziato quindi molto bene, i nostri clienti avevano molto lavoro e stavano mettendo in cantiere importanti investimenti. Proprio su questi progetti stiamo lavorando adesso riprendendo le trattative che avevamo lasciato in sospeso. Certo il Decreto Rilancio avrà un ruolo fondamentale
per lo sblocco dei nuovi investimenti da parte delle aziende manifatturiere e soprattutto avranno un’influenza decisiva le risorse che verranno assegnate alle Pmi provenienti dal Mes e dai Recovery Fund. Detto questo sarà molto difficile recuperare entro l’anno quanto è stato perso in questi ultimi tre mesi. Quando allora potremo attenderci una ripresa decisa del mercato? La cartina di tornasole si avrà a settembre e ottobre quando, dopo qualche mese di riapertura di tutti i mercati, i clienti avranno conferma di nuovi ordini; allora si potrà parare di ripresa a inizio 2021. Ma sarà fondamentale in ogni caso che ripartano i consumi e, quindi, che la gente comune si scrolli di dosso la paura per il Coronavirus, ovvero, che si renda conto che si dovrà tornare a una vita normale caratterizzata da una convivenza forzata con questo nemico invisibile. Per questo anche il Governo dovrà dare il via libera alla ripresa di tutte le attività quotidiane inclusa la riapertura delle scuole che tanto influenzano la vita sociale e lavorativa delle persone. Investire in digitalizzazione e, soprattutto, in automazione sarà un “must” del prossimo futuro? Assolutamente sì. Per esempio, gli utilizzatori delle nostre macchine che rientravano nei codici ATECO indicati dal Governo, praticamente non si sono mai fermati perché l’alimentazione dei torni Tornos avviene in maniera del tutto automatica tramite caricatori di barre. Questo ha permesso di ridurre al minimo indispensabile il numero degli operatori in officina per mantenere le distanze di sicurezza. Commercialmente parlando non abbiamo mai smesso di mantenere i contatti con i clienti chiamandoli direttamente al telefono o organizzando delle videoconferenze propedeutiche alle future visite in azienda che rimangono fondamentali per vendere un prodotto come una macchina utensile.
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Tecnologia turn&mill DMG MORI per gli scanner TC Franke GmbH affronta, durante la diffusione del virus COVID-19, la sfida della crescente domanda di componenti di sistema per apparecchiature medicali, come le scansioni TC, con l’aiuto dei centri di lavoro DMG MORI Fondata nel 1949 a Aalen, Franke GmbH sviluppa e produce cuscinetti a rulli, sistemi rotanti e sistemi lineari per molti settori, tra cui il settore medicale, energie rinnovabili e industria aerospaziale.
N
Sascha Eberhard, amministratore delegato di Franke GmbH (a destra) e Oliver Schröder, firmatario autorizzato e responsabile acquisti e gestione dei materiali Insieme alle due macchine DMG MORI DMC 125 FD duoBLOCK, che sono al momento in produzione, Franke ha installato un totale di otto centri di lavori del produttore di macchine utensili.
el 1936 Erich Franke sviluppò il cuscinetto a filo, che descrive come “un cuscinetto a sfere con una piccola quantità di spazio, con la quale è possibile senza difficoltà soddisfare le più alte richieste sull’accuratezza del funzionamento di un corpo su un altro”. La Franke GmbH di Aalen è stata fondata nel 1949 sulla base di questo principio ancora oggi comune. Con i suoi 280 specialisti, oggi l’azienda sviluppa e produce cuscinetti a rulli, sistemi rotanti e sistemi lineari. I clienti di tutto il mondo, tra cui quelli del settore medicale, delle energie rinnovabili e dell’industria aerospaziale, si affidano alle soluzioni innovative e di alta qualità del leader tecnologico. Per soddisfare le elevate esigenze di qualità, Franke si affida a sei centri di lavoro DMG MORI per le lavorazioni meccaniche. Di notevole rilevanza è stata, nella primavera 2020, la rapida consegna di altre due macchine DMC 125 FD duoBLOCK, perché con la
diffusione globale del virus COVID-19 la domanda nel campo dei componenti della tecnologia medicale è aumentata drasticamente. Cuscinetti speciali di fascia alta con azionamenti integrati per scanner TC, cuscinetti per plafoniere in unità di terapia intensiva e cuscinetti speciali per centrifughe medicali e apparecchiature di laboratorio sono solo alcuni esempi dei componenti che Franke produce per rinomati produttori del settore medicale. “Questo ci pone di fronte alla grande sfida durante la pandemia di assicurare una catena di approvvigionamento ininterrotta e allo stesso tempo attuare diligentemente le misure di protezione nel nostro stabilimento”, spiega Sascha Eberhard, amministratore delegato di Franke GmbH. Invece di incontrarci in officina, ci viene improvvisamente richiesto di mantenere le distanze sociali e ridurre i contatti sociali. “Abbiamo risposto con due misure estremamente efficaci: una rigorosa
I cuscinetti speciali Franke sono componenti di sistema estremamente complessi con design di alloggiamento sofisticato, tenute e trasmissioni dirette integrate.
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Eberhard. A seconda del tipo di prodotto, le dimensioni dei lotti sono comprese tra 1 e 1.000 pezzi per progetto. Lo spettro dei materiali del pezzo varia da vari tipi di filo ad alluminio, ottone, acciaio fuso e fino a includere plastica e carbonio. Le esigenze di produzione nel segmento di fascia alta sono enormi, come spiega Sascha Eberhard: “Al loro massimo livello di espansione, i cuscinetti speciali Franke sono componenti di sistema complessi con sofisticati design dell’alloggiamento, tenute e trasmissioni dirette integrate”. La lavorazione include una tecnologia di fresatura, rotazione e perforazione di altissimo livello.
Tecnologia turn&mill, cambio pallet e pacchetto precisione consentono alla DMC 125 FD duoBLOCK di essere la soluzione ideale per Franke nella lavorazione di componenti di alloggiamenti ad alta complessità per cuscinetti di grandi dimensioni ed elevata qualità.
separazione dei turni di produzione e una riduzione del personale presente nell’amministrazione mediante lo smart-working”.
dei nostri clienti, come ad esempio la manutenzione dei cuscinetti degli scanner TC, viene eseguita dal nostro team di assistenza.
Franke è stato enormemente aiutato in questo cambiamento nel modo di lavorare grazie alla sua filosofia a lungo periodo nell’investire in automazione e digitalizzazione. Sascha Eberhard si riferisce in questo contesto agli otto progetti di digitalizzazione dell’azienda. Con il proprio sviluppo e design, Franke si concentra anche sui prodotti stessi e sulla loro fabbricazione. “Molte macchine e dispositivi provengono dal nostro sviluppo e dalla costruzione di macchine speciali interne.” L’assistenza in loco presso la sede
Apparecchiature perfettamente allineate per lotti di dimensioni comprese tra 1 e 1.000 pezzi Dal 2008 Franke si è assicurato la massima flessibilità nella sua produzione grazie ai centri di lavoro di DMG MORI. “Le versatili macchine utensili di DMG MORI, unite alle nostre attrezzature perfettamente allineate, ci forniscono il margine di manovra di cui abbiamo bisogno nella pianificazione della produzione per produrre i componenti così urgentemente necessari per l’industria medicale”, afferma Sascha
Sulla DMU 210 FD, Franke lavora componenti XXL per gli scanner TC di grandi dimensioni.
Precisione al µ per la produzione di componenti per cuscinetti su macchine turni&mill di DMG MORI Le macchine dell’officina includono una DMU 210 FD oltre le macchine a cambio pallet DMC 80 FD duoBLOCK, DMC 125 FD duoBLOCK e DMC 160 FD duoBLOCK. Tutte le macchine sono dotate di un pacchetto di precisione. I modelli duoBLOCK, in particolare, svolgono un ruolo decisivo per Oliver Schröder, firmatario autorizzato e responsabile acquisti e gestione dei materiali: “Le tecnologie di fresatura e tornitura in un’unica macchina, combinate con il cambio pallet automatico, ci offrono il pacchetto ideale per la lavorazione ad elevata complessità dei pezzi dell’alloggiamento di cuscinetti speciali da ø 300 a 2.000 mm. La precisione è nell’intervallo µ. “ Una delle due macchine DMC 125 FD duoBLOCK recentemente ordinate è inoltre equipaggiata con il ciclo tecnologico DMG MORI gearSKIVING, per consentire la produzione interna di ingranaggi cilindrici esterni ed interni dritti ed elicoidali con utensili skiving. Ciò comporta una riduzione dei costi e dei tempi di produzione. Consegna accelerata grazie alla task force DMG MORI Al momento dell’ordine delle due macchine DMC 125 FD duoBLOCK, nessuno poteva prevedere quanto sarebbe stato importante l’investimento. “La rapida diffusione del virus COVID-19 ha portato a un massiccio aumento della domanda mondiale di apparecchiature medicali”, ricorda Sascha Eberhard, “Facendo diventare i due nuovi centri di lavoro una componente fondamentale della nostra capacità produttiva». Ciò è entrato in contrasto con l›interruzione della produzione presso DMG MORI, che il produttore di macchine utensili ha dovuto implementare al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio tra i suoi dipendenti. “Alla luce della grande urgenza è stata istituita una task force dedicata presso DMG MORI. Un piccolo team di Pfronten si sta assicurando che le due nuove macchine duoBLOCK vengano consegnate anche prima del previsto», afferma Oliver Schröder lodandone la rapida realizzazione. Guardare sempre avanti - investire nel futuro Il fatto che Franke sia riuscito a conquistare nuovi clienti nel settore tecnico- medicale negli ultimi anni - soprattutto nel campo della tomografia computerizzata - ed è in grado di soddisfare la forte domanda in questo settore, ha contribuito notevolmente allo sviluppo positivo dell’azienda. Questo sviluppo è andato di pari passo con un aumento della forza lavoro e con 23 apprendisti, grazie ai quali Franke sta assicurando per il futuro una forza lavoro di professionisti ben qualificati. Sascha Eberhard punta al futuro: “Forniamo i nostri componenti a settori industriali sostenibili quali salute, mobilità ed energia. Siamo quindi ottimisti sul fatto che Franke continuerà nel suo percorso di crescita sana e investirà in capacità produttive e in tecnologie innovative “. Questo è l’unico modo per rimanere competitivi a lungo termine e rispettare i tempi di consegna molto stretti. La quota di vendite nel settore medicale è aumentata nel 2020 dal 35 percento a oltre il 40 percento. Sascha Eberhard vede qui una grande responsabilità per la sua azienda: “I nostri clienti si affidano a noi in tutto il mondo. Non dobbiamo tradire la loro fiducia. È ora essenziale fornire la quantità di cuscinetti necessaria per soddisfare la crescente domanda di scanner TC per la lotta contro la crisi del coronavirus. Per i nostri clienti e per le molte migliaia di pazienti.» Citazione: “Grazie alla rapida consegna delle due nuove macchine DMC 125 FD duoBLOCK, combinate con le nostre apparecchiature perfettamente allineate, siamo in grado di mantenere la catena di fornitura dei componenti urgenti, necessari per il settore medicale.”
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CASE HISTORY Chiusure
OMSO sceglie riscaldatori Krelus per un’innovativa applicazione nel beverage La storica azienda reggiana OMSO è attiva da oltre settant’anni nella progettazione e produzione di macchine per la stampa diretta su oggetti e contenitori di varie forme e dimensioni. Dagli esordi a oggi l’azienda ha conosciuto una notevole espansione; con oltre 100 dipendenti nella sede principale che si estende su 11.000 metri quadri, OMSO è oggi conosciuta in tuto il mondo. L’azienda ha clienti in 85 Paesi nei 5 continenti, che comprendono importanti aziende dei settori: alimentare, chimico, cosmetico e farmaceutico di Eleonora Segafredo
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Linea OMSO con riscaldatori Krelus
uel che non è cambiato negli anni è la spiccata capacità, che ha sempre caratterizzato OMSO (www.omso.it), di sviluppare costantemente soluzioni e prodotti nuovi e adatti alle esigenze dei clienti, a loro volta alla continua ricerca di innovazioni per rimanere all’avanguardia dei rispettivi settori . Per OMSO questa capacità è una filosofia di lavoro, che la proprietà sostiene con investimenti continui e importanti. Nel settore delle Chiusure, uno dei segmenti trainanti dell’attività di OMSO, dal 2005 l’azienda sviluppa soluzioni innovative grazie alle quali l’azienda si è posizionata saldamente ai massimi livelli mondiali nella fornitura di impianti per: ricalcatura, verniciatura e decorazione di chiusure per olio, vino e alcoolici in generale. Recentemente OMSO ha sviluppato un’innovativa linea di prodotti per la verniciatura a spruzzo a tutta superficie ed essicazione di Chiusure, sia in plastica che alluminio, che impiega al suo interno riscaldatori prodotti da Krelus, azienda svizzera produttrice dei più avanzati sistemi di riscaldamento a infrarossi che fa parte del gruppo multinazionale Leister. Ne abbiamo parlato con l’Ing. Massimo Verona, Direttore tecnico di OMSO e da sempre coinvolto in prima persona in tutti progetti del settore Chiusure.
Prodotti Krelus distribuiti da Leister
Come nasce questa nuova linea? Abbiamo sviluppato questa linea per chiusure in plastica e alluminio per i settori del vino e degli Spirits nell’ambito di un lungo e proficuo rapporto di collaborazione con un’azienda multinazionale, leader mondiale nella produzione di queste Chiusure. Riteniamo di aver fatto un nuovo passo in avanti non solo nell’innovazione, ma anche e soprattutto nel passaggio verso impianti che utilizzano energie pulite e che hanno un ridotto impatto ambientale in termini di emissioni. Due importanti aspetti innovativi contraddistinguono questo impianto rispetto allo stato dell’arte: l’utilizzo di vernici con caratteristiche adeguate al processo e l’impiego di moderne tecnologie di essicazione. In questo quadro i riscaldatori Krelus sono gli attori principali del secondo di questi aspetti. La decisione di puntare sui riscaldatori Krelus nasce dal desiderio di ottenere l’essiccazione delle vernici in tempi rapidi, limitando al massimo la circolazione di aria sulle Chiusure appena verniciate (per minimizzare il rischio di depositare polvere o particelle sulla superficie fresca di vernice, con un con-
Massimo Verona, Direttore tecnico di OMSO seguente peggioramento della qualità superficiale, ndr). La soluzione ha inoltre ingombri contenuti e rende la regolazione delle temperature di lavoro molto facile, garantendo un’elevata reattività. Quali sono i motivi che vi hanno portato a scegliere Krelus per questa installazione? Una rivista specializzata di settore, riportante la descrizione dei sistemi Krelus, è stata la molla che ha fatto scattare il tutto. Dalle fotografie di quell’articolo e dalla descrizione del riscaldatore, è apparso subito evidente che potenzialmente i riscaldatori Krelus presentavano tutte le caratteristiche desiderate. Dopo il primo contatto con il fornitore, abbiamo organizzata una prova a banco per testare le prestazioni di un modulo riscaldatore Krelus. Il passo successivo è stato quello di applicare i moduli Krelus nel progetto OMSO. Come funziona l’impianto in cui sono stati inseriti i riscaldatori Krelus? Nella linea completa di verniciatura delle Chiusure, destinata a una delle sedi produttive in Europa della multinazionale cliente, tutta la parte di essiccazione è stata allestita attorno ai moduli Krelus. Le Chiusure in uscita dalla cabina di verniciatura, poste su perni verticali che si muovono tramite una catena di trasporto speciale, entrano nella zona di essiccazione costituita da quattro tratti rettilinei
consecutivi; ciascuno di questi quattro tratti consiste in un “ Tunnel KRELUS “ (due moduli riscaldatori sui due lati e un modulo riscaldatore sulla testa) che permette un tempo di permanenza molto contenuto rispetto ai tempi degli impianti di essiccazione ad aria calda o altre forme di riscaldamento. Quali sono i principali vantaggi dei riscaldatori Krelus che questa applicazione ha evidenziato? La modularità e il funzionamento indipendente degli elementi Krelus fanno la differenza. Ciascuno dei quattro tratti che compongono la zona di essicazione può essere regolato separatamente dagli altri rispetto alla distanza di lavoro dall’oggetto e alla temperatura di funzionamento. In questo modo si può facilmente creare la “ curva di essiccazione e raffreddamento “ migliore per ciascun oggetto / tipo di vernice applicata. Questo vantaggio è estremamente importante in quanto, in tempi recenti, si è molto allargata la gamma di vernici disponibili e utilizzate per ottenere effetti sia estetici che di resistenza superficiale. La possibilità di calibrare adeguatamente e facilmente l’impianto di essiccazione a queste nuove vernici è fondamentale per la buona riuscita di tutto il processo di verniciatura. La regolazione dei moduli Krelus è molto semplice e intuitiva; questo ne fa un componente molto apprezzato sia da OMSO come installatore e costruttore di impianti, sia degli operatori dei clienti finali.
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NUOVA DATA 17-18-19 SETTEMBRE 2020
CENTRO FIERA - MONTICHIARI (BRESCIA) - ITALIA FIERA DELLE LAVORAZIONI E TECNOLOGIE DEI METALLI
SETTORI MERCEOLOGICI DELL’EVENTO - Macchine utensili - Utensili - Automazione e robot industriali - Macchine e impianti per fusione e pressofusione - Macchine e impianti per trattamenti e finiture - Materiali
Tecnologie abilitanti Strumenti - Piattaforme Formazione Consulenza Servizi
- Metrologia - Presse - Impianti ausiliari - Sistemi CAD, CAM, CAE e PLM - Lavorazioni meccaniche - Trattamenti e finiture
- Stampi ed attrezzature - Assemblaggio e montaggio - Prototipazione - Servizi per l’azienda - Automotive - Area 4.0 servizi
Area Microimprese Incoming Buyer Esteri Business Lounge Area Convegni Concorso IIR
i ntelligent automation - i ntelligent solution
Nuova area FANUC in BIE 2020
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FIERE ED EVENTI
SPS Italia Digital Days A settembre SPS Italia incontra la community per l’automazione in una nuova dimensione digitale
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PS Italia, la fiera per l’automazione e il digitale, ritornerà con il tradizionale appuntamento in fiera nel 2021. L’annuncio del posticipo avviene in accordo con espositori e partner. A guidare la scelta di rimandare l’incontro in fiera, c’è innanzitutto la priorità di organizzare un evento che garantisca la sicurezza dei partecipanti. Per accompagnare espositori e visitatori verso la prossima edizione, SPS Italia si completa nel frattempo di
una nuova identità digitale. L’impegno infatti, negli ultimi mesi, si è concentrato nella realizzazione di una piattaforma di matchmaking per supportare la filiera fino alla riapertura. “SPS Italia Contact Place” sarà un luogo virtuale per lo scambio di contenuti e di contatti per il settore e vivrà di particolari momenti di ascolto come gli SPS Italia Digital Days: una tre giorni di formazione e networking in rete che dal 28 al 30 settembre, in quelli che sarebbero stati i giorni di fiera,
inaugurerà la piattaforma e trasporterà la community dell’automazione in una dimensione digitale. A garanzia del funzionamento di questo progetto è il DNA della manifestazione che, grazie ai suoi espositori, offre una rappresentazione completa dell’automazione industriale, del digitale, della robotica e dell’additive manufacturing. Registrazione e aggiornamenti su spsitalia.it/digitaldays
Cos’è SPS Italia Contact Place SPS Italia Contact Place è l’hub dell’automazione industriale 365 giorni l’anno. Un luogo virtuale per scoprire e contattare tutte le aziende di automazione, amplificatore delle opportunità della fiera, per consolidare le relazioni in una dimensione digitale che non esclude, ma anzi integra la visita agli stand. Attraverso SPS Italia Contact Place sarà possibile accedere a contenuti live e on-demand di SPS Italia e delle aziende partner.
INTRALOGISTICA ITALIA
La prossima edizione di The Innovation Alliance cambia formula ma la sinergia continua
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er supportare quanto più possibile il mercato, INTRALOGISTICA ITALIA ha deciso insieme a IPACK-IMA e PRINT4ALL di tenersi nel 2022. Il progetto di filiera continuerà però a vivere insieme a PLAST e MEAT-TECH grazie a eventi trasversali dedicati che si terranno nel corso del prossimo biennio. Distanti ma unite: INTRALOGISTICA ITALIA in accordo con le altre fiere partner di The Innovation Alliance, ha deciso nuove date per l’appuntamento di riferimento che riunisce in una logica di filiera l’intero mondo della meccanica strumentale. La fiera di riferimento in Italia dedicata alle soluzioni più innovative e ai sistemi integrati di movimentazione industriale, gestione del magazzino, stoccaggio dei materiali e picking, sposta di un anno in via eccezionale la prossima edizione e insieme alle fiere IPACK-IMA e Print4All dà appuntamento dal 3 al 6 maggio 2022 a Fieramilano Rho. La decisione è dovuta alla situazione straordinaria di questi ultimi mesi e tiene conto sia dei grandi cambiamenti che hanno interessato il calendario fieristico 2020-2021 che soprattutto delle esigenze del settore, che hanno portato gli organizzatori a rimandare di un anno l’appuntamen-
to con gli operatori per offrire una nuova edizione di successo. “Siamo certi di avere preso una decisione che rispetta al meglio le esigenze del settore. Una scelta contingente, che non mette in dubbio il valore della sinergia di INTRALOGISTICA ITALIA con le altre fiere partner, che insieme rappresentano il meglio della meccanica industriale riunita in una logica di filiera.” Queste le parole di Andreas Zuege, General Manager di Hannover Fairs International GmbH che commenta così la decisione presa in accordo con gli altri partner di The Innovation Alliance. La segreteria organizzativa di INTRALOGISTICA ITALIA sta lavorando a pieno ritmo per organizzare iniziative nei prossimi mesi e per tutto il 2021 e continuare a garantire la massima visibilità alle aziende che hanno già aderito alla manifestazione. Il primo appuntamento in calendario è l’evento di presentazione a fine settembre 2020 dei risultati della seconda edizione dell’Osservatorio Intralogistica. Ulteriori aggiornamenti seguiranno sul sito di manifestazione: www.intralogistica-italia.com
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FOTO INDEX MS40C-8
PROGRESSO CONTINUO NELLA TORNITURA
Torni orizzontali, multimandrino, verticali e a fantina mobile PLURIMANDRINI INDEX E’ arrivato !!! Con l’ultimo nato l’INDEX MS40C a 8 mandrini, prosegue l’oramai pluridecennale esperienza della INDEX nella costruzione di plurimandrini CNC. L’MS40C-8 è dotato di tutti gli ultimi standard produttivi INDEX in materia e di un’ulteriore slitta a croce addizionale per la finitura ed il completamento delle operazioni sul lato troncatura. Questo prodotto si aggiunge alla già ricca serie composta anche dai modelli MS16C, MS16 Plus, MS22C (6 o 8 mandrini), MS32C, MS40C e MS52C ciascuno fornibile in diverse versioni, da barra o da ripresa, a loro volta equipaggiabili secondo le Vostre specifiche esigenze produttive... e non è finita qui.
INSIEME PER IL VOSTRO SUCCESSO info@synergon.it www.synergon.it
SYNERGON S.p.A. - Rappresentanza Macchine Utensili e Accessori - Via Antonio Maffi, 19 - 20162 MILANO (MI) - t. +39 02 6438436 r.a. - f. +39 02 6426057
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FIERE ED EVENTI
di Stefano Vinto
COMPOSITES FOR EUROPE 2020: nuovo Nome, nuovo Concetto, nuove Opportunità!
Salone Europeo e Convention per Materiali Compositi, Tecnologie ed Applicazioni al quartiere Fieristico di Stoccarda dal 10 al 12 Novembre 2020 mercato dei materiali compositi nella regione D-A-CH. L’evento vuole fornire all’industria una guida sull’importante strada verso l’automazione per far fronte alle sfide della digitalizzazione sui mercati promettenti. Il nuovo concetto espositivo di Composites for Europe mette in scena mondi a tema. In primo piano verranno sviluppati progetti faro selezionati (“High Lights”) per i settori Mobilità / Trasporti , Edilizia& Infrastruttura, Circular Economy e Sport & Tempo libero in aree speciali dedicate. Gli stand degli espositori saranno raggruppati attorno a questi temi. Le gamme esposte saranno completate da keynote e seminari in occasione di due Forum Impulse, nonché da una Start-up Area, dove le giovani imprese presenteranno le loro soluzioni innovative e nuovi prodotti.
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uovo nome, nuovo concetto, nuove opportunità: COMPOSITES EUROPE diventa “ COMPOSITES FOR EUROPE “. Dal 10 al 12 novembre 2020 il business summit dei
materiali compositi decollerà con un nuovo formato e nuove idee. L’evento a Stoccarda si concentrerà in particolare sulle piccole e medie imprese, sulle start-up innovative ed anche sul forte
Sempre di grande attualità saranno le aree speciali già consolidate e conosciute come “Process Live”, in cui gli espositori espongono i loro macchinari in funzione durante le operazioni live. “Con Process Live abbiamo creato un formato unico che consente all’industria dei materiali compositi di illustrare i progressi compiuti nella digitalizzazione e la connessione delle macchine nella catena di processo in modo da far comprendere in modo chiaro e tangibile ai visitatori come i processi di produzione possano essere automatiz-
zati”, dichiara Goetz-Ulf Jungmichel , Direttore Eventi di Reed Exhibition Deutschland . Importante sinergia sarà inoltre la collaborazione tra Composites for Europe e Leichtbau BW che , insieme al gruppo di lavoro VDMA - Hybrid Lightweight Construction Technologies e AVK, uniranno le forze in una cooperazione a lungo termine che creerà sinergie per tutti gli attori del settore delle costruzioni leggere. Al Technology Day Lightweight Construction Innovation Camp (9 e 10 novembre) presso il Mövenpick Hotel Stuttgart Messe & Congress, questa comunità si incontrerà nelle immediate vicinanze del Centro Fieristico, per discutere tendenze e soluzioni per le sfide attuali. Leichtbau BW riunisce oltre 2300 imprese, delle quali 500 internazionali e 340 istituti di ricerca ed è il più importante network della Costruzione Leggera in tutto il mondo . Durante Composites for Europe si svolgerà in contemporanea , anche per questa edizione , Foam Expo Europe , Salone per la catena di fornitura di schiuma tecnica. Questa contemporaneità crea importanti sinergie nella panoramica dei materiali da costruzione leggeri, in particolare per i visitatori dei settori automobilistico, aeronautico, costruzioni e dello sport e tempo libero.
Confermata ALUMINIUM 2020 Dal 6 all’8 Ottobre a Düsseldorf
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l governo della Regione Renania Settentrionale-Vestfalia, con diretta competenza sul Quartiere Fieristico di Düsseldorf , ha dato semaforo verde allo svolgimento di Saloni specializzati a partire dal 30 Maggio 2020. Un’ottima notizia per tutti i comparti economici che sono stati pesantemente colpiti dal lock-down causato dalla pandemia . I Saloni professionali sono uno degli strumenti più rapidi ed efficaci per un recupero congiunturale e forniscono la scintilla iniziale per l’intera rete economica . In questo contesto, la prossima edizione di ALUMINIUM conferma le sue date di svolgimento nel quartiere fieristico di Düsseldorf dal 6 all’8 ottobre 2020, segnando la nuova ripartenza anche del settore fieristico internazionale . L’organizzatore Reed Exhibitions sin d’ora si impegna nell’assicurare tutti i possibili standard di sicurezza necessari e previsti dal sistema sanitario nazionale ed internazionale . nale per tutta la filiera industriale della produzione e lavorazione dell’alluminio - un peso massimo a livello globale per il metallo leggero - ha registrato nella
sua ultima edizione del 2018 un record di circa 1.000 Espositori ( 971 da 54 Paesi ) e 24.148 Visitatori Professionali provenienti da 123 Paesi con un grado di internazionalità del 63%. L’alluminio è il metallo più venduto al London Metal Exchange ( LME ) e nonostante la recente caduta dei prezzi , le prospettive per il futuro sono stabilmente buone . Questo inossidabile materiale non ha unicamente il vantaggio di una leggerezza e solidità incomparabile ma ha intrinseche qualità di totale reciclabilità, senza perdita di qualità, con un impatto energetico ed ambientale minimo . Anche i produttori inoltre , per fondere la materia prima, utilizzano fonti sempre più performanti con bassissime emissioni di CO2, posizionando questo materiale leggero al primo piano tra i componenti industriali con un futuro ecosostenibile . Nell’attuale contesto è da notare inoltre che tutti i governi internazionali sono disposti ad aiutare massicciamente i settori automotive attualmente molto colpiti dalla pandemia ; comparti che proprio maggiormente impiegano l’alluminio nei loro processi di produzione.
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PLAST 2021
Si rimette in moto la macchina organizzativa
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opo lo stop forzato causato dalla pandemia di Covid-19, riprende a pieno regime l’organizzazione di PLAST 2021-mostra internazionale per l’industria delle materie plastiche e della gomma che conferma il suo svolgimento a Milano dal 4 al 7 maggio del prossimo anno. Sono circa 450 gli espositori diretti – escluse quindi le case rappresentate – che hanno già confermato la propria iscrizione alla specializzata milanese, prenotando un’area di 35.000 mq. Un quinto gli iscritti stranieri, oltre alle numerose filiali italiane di costruttori di macchine esteri. Gli effetti dell’epidemia hanno condizionato pesantemente il panorama fieristico mondiale, determinando la cancellazione di tutti gli eventi della primavera-estate 2020 e la riprogrammazione all’inizio del 2021 di gran parte di quelli previsti quest’autunno. Ciò si è verificato sia per numerose manifestazioni internazionali dedicate all’industria della plastica e della gomma sia per importanti eventi specializzati per il settore dell’imballaggio e del converting, come Interpack e Drupa, previste a maggio e giugno di quest’anno e riposizionatesi tra inizio marzo e fine aprile del 2021. Tali spostamenti hanno determinato la decisione di confermare il perio-
do 4-7 maggio 2021 per la prossima edizione di PLAST e calendarizzare in date diverse le altre quattro mostre (IPACK-IMA, MEAT-TECH, PRINT4ALL e INTRALOGISTICA ITALIA) facenti parte di The Innovation Alliance, complice anche il “sovraffollamento” di eventi che si è venuto a creare nel quartiere espositivo di Rho-Pero. Tale scelta è evidentemente originata dalla situazione straordinaria che si è venuta a creare in questi mesi ed è stata presa per evitare sovrapposizioni che avrebbero messo in difficoltà le aziende e gli operatori. Il progetto The Innovation Alliance, volto a favorire le sinergie tra settori complementari, resta assolutamente valido, seppur declinato in momenti diversi dal punto di vista espositivo, e gli organizzatori si sono già messi al lavoro per creare iniziative trasversali che accompagneranno gli operatori in questa fase. La Segreteria organizzativa di PLAST ha
quindi riavviato in pieno la propria attività e in considerazione del fermo obbligato di marzo e aprile – per agevolare la pianificazione delle potenziali aziende espositrici ha deciso di estendere al 31 luglio 2020 il termine entro il quale è possibile iscriversi usufruendo di uno sconto del 10% sul canone di partecipazione e dell’as-
segnazione prioritaria nei padiglioni di competenza, che verrà svolta a partire dal prossimo settembre. In tal modo, l’organizzatore è fiducioso di avvicinarsi a un volume di prenotazioni simile all’analogo periodo di tre anni fa. PLAST sarà l’appuntamento più rilevante in Europa nel 2021
per il settore plastica e gomma, confermandosi importante momento di confronto tra gli operatori del settore per il rilancio degli investimenti. Questi i numeri-chiave della scorsa edizione, svoltasi sempre a Milano dal 29 maggio al 1° giugno 2018: - superficie occupata: 55.000 m2 netti - settori espositivi: 75% macchinari, 20% materiali e prodotti, 5% servizi - espositori totali: 1.510 (57% italiani e 43% esteri, 1.049 diretti e 461 tramite - rappresentanti), da 55 Paesi - saloni satellite: RUBBER (filiera della gomma), 3D PLAST (stampa 3D e affini), PlastMat (materiali innovativi) - visitatori: 63.000, di cui il 27,5% esteri, da 117 Paesi. Come ormai tradizione, PLAST ospiterà tre saloni-satellite, dedicati ad altrettante filiere d’eccellenza nel settore e alle relative start-up: RUBBER (alla quarta edizione, dedicata al mondo degli elastomeri, in collaborazione con Assogomma), 3D PLAST (alla terza edizione, focalizzato sulla produzione additiva e tecnologie affini) e PLAST-MAT (alla seconda edizione, dedicato alle soluzioni in materiali plastici innovativi). L’elenco dei partecipanti viene costantemente aggiornato nel sito plastonline.org.
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NEWS AZIENDE
Aerei leggeri
La rivoluzione dei materiali compositi a basso costo Oltre 500 velivoli made in Campania venduti nel mondo
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materiali compositi, dati i loro alti costi e complessità sono sempre stati appannaggio dei grandissimi produttori aerospaziali di velivoli commerciali, Airbus, Boeing. L’obiettivo del progetto TABASCO (Tecnologie e Processi di Produzione A BASso Costo per Strutture in COmposito per Velivoli Avanzati) è stato quello di ripensare tecnologie e processi di produzione per renderli disponibili anche ai produttori aeronautici dell’Aviazione Generale. Partito con il velivolo certificato Tecnam P2010, il progetto ha potuto creare nuovi e certificati standard di produzione, portando il P2010 alla certificazione EASA e, in seguito, a quella statunitense FAA. Grazie a questa esperienza, non solo sperimentale, ma anche produttiva con l’utilizzo dei processi e delle tecnologie consolidate attraverso il programma di ricerca ed infine con l’attività commerciale sono stati venduti in tutto il mondo 130 aerei P2010. Con la stessa tecnologia possiamo considerare il numero di oltre 500 velivoli se includiamo anche i modelli, P2008JC, P2008: tutti realizzati in materiale composito. Questi velivoli sono richiesti da scuole di pilotaggio, enti pubblici e utenti privati. I materiali compositi consentono forme più spaziose della cabina e linee accattivanti. Una nuova conquista della tecnologia e della ricerca applicata made in Campania realizzata attraverso i progetti di sviluppo attivati dal Distretto Aerospaziale della Campania, DAC, in collaborazione con TECNAM, tra i primi 3 produttori al mondo nella categoria Aviazione Generale, uno dei pochissimi produttori certificati ad usare sia il metallo che il composito. Il progetto del valore di 6 M€ è stato cofinanziato dalla Regione Campania. La compagine di ricerca che lo ha sviluppato è tutta costituita da soci del DAC presieduto da Luigi Carrino. La competenza scientifica è stata contribuita dalle Università di Napoli Federico II, della Campania L. Vanvitelli, del Sannio e dall’Università Parthenope oltre che dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dal Centro Italiano di Ricerca Aerospaziale (CIRA). Ha preso parte al progetto anche l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) attraverso l’osservatorio Astronomico di Capodimonte pure interessato a introdurre l’uso dei materiali compositi nelle applicazioni di astrofisica. Magnaghi, LAER, Protom, Leadtech, hanno portato il contributo industriale partecipando attraverso i consorzi soci diretti del DAC di cui fanno parte (rispettivamente SAM, Chain, ALI). TECNAM è tra i primi 3 produttori al mondo nella categoria Aviazione Generale, uno dei pochissimi produttori di velivoli di questa categoria in grado di ottenere certificazione all’uso di compositi da parte dell’Autorità di Navigazione EASA/ ENAC. È ora in uscita il modello di velivolo TECNAM più piccolo che pure fa ampio uso di compositi: il P92 MkII. Si
tratta di una ri-edizione del classico P92, velivolo entry-level della flotta TECNAM esempio tangibile dell’applicazione a “basso costo” dei compositi nella produzione di velivoli per Aviazione Generale.
del materiale portando alla definizione delle caratteristiche necessarie per soddisfare i requisiti generali di costruzione e, ovviamente, per conto dei costi, della reperibilità e della riparabilità dei materiali. Abbiamo così sviluppato un database proprietario di “Il progetto nasce con l’intenzione di proporre nuovi materiali e processi che possono essere impiegati allo velivoli innovativi e con maggiore appeal per i clienti scopo”. passare dalle costruzioni in metallo a quelle in materiale composito”, spiega Michelangelo Giuliani di Proprio con l’impiego di questi materiali è nata la TECNAM. prima macchina, P2010, un velivolo 4 posti, mono“Abbiamo realizzato elementi strutturali primari, in motore certificato. Il velivolo ha fatto da apripista particolare fusoliere monoscocca, che vengono rea- rappresentando il top della complessità dal punto lizzate in materiale composito pre-impregnato fibra di vista operativo e tecnologico e, a valle di questo, di carbonio e resina epossidica dando forme aerodi- sono stati realizzati ulteriori due velivoli: il P2008 namiche che sono più vicine ai desiderata del pro- (versione due posti certificata l’anno successivo al gettista e anche più belle dal punto di vista estetico. P2010, in tempi ristrettissimi avendo già sviluppaIl confronto è con i grossi airliner che sono fatti con to il know-how e oggi viene lanciato il P92MkII, queste tecnologie. Il punto di partenza è stato il ma- velivolo ultra leggero che adotta le stesse tecnoloteriale: abbiamo razionalizzato i criteri di selezione gie costruttive. “La tecnologia sviluppata e il know-how acquisto permette oggi alla Tecnam – spiega Giuliani- di approcciare nuove ed ulteriori sfide. In Italia, dopo il periodo di incubazione dell’ATR che è stato il primo programma civile con un impatto massivo della carboresina fatto da aziende italiane, ci sono stati altri esperimenti che si sono spinti con la categoria ultraleggera. Il P2010 ha ottenuto la certificazione con dei requisiti stringenti molto prossimi a quelli degli airliner, pur contenendo obiettivi e costi nell’ambito di quella che è l’aviazione generale” Il progetto, come da statuto, ha realizzato pienamente il trasferimento e l’abilitazione delle tecnologie necessarie. Il database realizzato viene oggi incrementato ed esteso via via che si fanno ricerche e attività sulla base dell’approccio metodologico segnato e, dunque, il percorso di sviluppo consentirà ulteriori estensioni.
Uno dei modelli realizzati con i materiali compositi a basso costo
Durante lo svolgimento del progetto le macchine sono state certificate con una velocità che ha sorpreso la stessa autorità europea per la proattività delle soluzioni individuate ed adottate. Quelli che erano solamente dati proiettati sulla base di studi hanno trovato conferma nella vita operativa perché uno dei problemi principali delle strutture in materiale composito è il degradamento dovuto alle condizioni ambientali oppure, in caso di incidenti, si teme che il carbonio sia più fragile e impattante per la sicurezza degli occupanti il velivolo. In realtà i dati statici ci hanno insegnato che la cellula ha risposto bene a tutte le sollecitazioni, con una proposizione non solo per i diportisti, ma anche per le scuole di volo, che rappresentano oggi il principale cliente per la vendita di velivoli realizzati con queste tecnologie. Addirittura un P2010 ha volato da Capua in Pakistan attraversando il deserto con alte temperature ed umidità, dando così ulteriore convalida del prodotto.
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NEWS AZIENDE
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A cura della redazione
Controllare il riciclo
Una soluzione IO Link intelligente di Turck Banner risolve il problema del monitoraggio delle presse di cascami di carta da riciclo del produttore di imballaggi DS Smith nello stabilimento di Erlensee in Germania
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S Smith è uno dei principali produttori di imballaggi personalizzati ed espositori per punti vendita in cartone ondulato. Dalla produzione risultano sia cascami che pro-
Programmazione intuitiva in un istante Anche il timer è stato programmato con ARGEE. La soluzione scelta è stata di 45 secondi. Questo intervallo temporale previene i messaggi di errore causati da persone o dal passaggio di carrelli elevatori che entrano nel raggio luminoso. Il semaforo a LED TL50 all’esterno della locale indica lo stato della macchina in qualsiasi momento. Questo consente agli operatori di svolgere il proprio lavoro e richiede loro di intervenire solo quando il segnale è attivato. Queste impostazioni offrono sicurezza e un consistente risparmio di tempo e risorse.
dotti non conformi che vengono dirottati verso un impianto di triturazione e composizione di balle di cascami per il successivo processo di riciclo. Il monitoraggio della produzione delle presse per carta nel processo di riciclo nello stabilimento di Erlensee in Germania avveniva visualmente. Mancava dunque all’impianto un sistema di segnalazione dello stato di lavorazione dei cascami e di accumulo delle balle di materiale da riciclo. La ricerca di una soluzione migliorativa del monitoraggio della produzione è stata affidata ad un system integrator, che ha identificato nei sistemi IO Link di Turck Banner la soluzione ideale composta da sensori laser e moduli IO Link intelligenti. Il modulo IO Link compatto TBEN-S di Turck Banner con il controller logico di campo integrato ARGEE opera nella soluzione specifica come controller autonomo, direttamente sul campo, senza la necessità di un armadio elettrico. Sensori fotoelettrici di base non sono sufficienti Il sistema necessario deve fornire informazioni sullo stato di avanzamento della produzione delle balle da riciclo. Necessita dunque di un sensore che non solo deve fornire informazioni di commutazione, ma deve misurare anche la distanza, in modo che possa passare solo all’interno di una finestra di distanza di commutazio-
ne specificata. Il sensore, tuttavia, rileva anche il passaggio degli operatori che movimentano le balle con carrelli elevatori. A ciò si aggiunge il fatto che l’edificio che accoglie l’impianto impedisce un montaggio laterale su una parete per la presenza di una porta scorrevole. Sensori di luce semplici, interruttori di luce o un sensore fotoelettrico non erano quindi adatti alle necessità di DS Smith. Intelligenza decentralizzata senza quadro elettrico Il system integrator, avendo già sperimentato e fatto delle ottime esperienze con i moduli IO Link di Turck Banner con l’ambiente di programmazione integrato AGREE, ha sviluppato una soluzione che prevede un sensore laser di misurazione che, in combinazione con un controller compatto, può valutare i dati e attivare un segnale appropriato. Quando il sensore laser LTF12 con TBEN-S collegato è stato testato nell’impianto di Erlensee, il cliente è rimasto favorevolmente impressionato: “Pensavamo di aver bisogno di un quadro elettrico e del sensore, ma il modulo TBEN-S con ARGEE di Turck Banner si adatta subito perfettamente. È compatto, di facile applicazione e in grado di protezione IP67, elimina così la necessità di un quadro elettrico. “
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NEWS AZIENDE
Il vector d’oro 2020 premia un tornio automatico a sei mandrini
Gildemeister Italiana si aggiudica il primo premio per una tecnologia d’avanguardia che impiega un sistema per catene portacavi unico nel suo genere
V
elocità elevate, corse lunghe e spazi di installazione ridotti: ogni due anni, il gruppo igus assegna il “vector award” per premiare le applicazioni con catene portacavi più innovative e creative. Quest’anno sono pervenute 266 candidature da ben 32 Paesi. Tra tutti questi progetti, spicca il tornio multimandrino di Gildemeister Ita-
liana che si vede attribuire il vector d’oro. In uno spazio di installazione molto limitato, otto catene portacavi preassemblate garantiscono la guida in sicurezza di cavi e tubi. Ridurre al massimo i tempi di esecuzione e di messa a punto, limitare i costi di sviluppo e quelli da riportare all’integrazione dei processi ed essere all’altezza della
I vincitori: Il trofeo vector d’oro va a Gildemeister Italiana per l’integrazione di un sistema per catene portacavi molto avanzato in un innovativo tornio automatico multimandrino. Il vector d’argento premia il radar di sorveglianza spaziale dell’azienda austriaca AlpinaTec GmbH. Il bronzo di questa edizione del vector award va a Grenzebach Maschinenbau GmbH per il suo sistema a portale di saldatura a frizione. (Fonte: igus GmbH)
igus ha introdotto, quest’anno per la prima volta, il green vector award per applicazioni eco-sostenibili. Questo riconoscimento è stato attribuito - a pari merito - a un distributore automatico della Drop Water Co. (USA) e all’impianto di essicazione fanghi della Huber SE (Germania). (Fonte: igus GmbH)
complessità progettuale: il nuovo tornio automatico di Gildemeister Italiana, società del Gruppo DMG MORI, supera tutte queste sfide. E, nel cuore di questa macchina, si trova un tamburo portamandrini dotato di sei mandrini per la lavorazione simultanea di più pezzi. Il tamburo sposta i pezzi fino agli utensili con precisione e velocità. Lo spostamento di un mandrino fino alla posizione successiva richiede appena 0,65 secondi. Per tornare in posizione di partenza, dopo la lavorazione nelle sei stazioni, il tamburo deve compiere una rotazione contraria di 300 gradi. E per fare ciò, l’unità di oltre tre tonnellate impiega solo un secondo. Una tra le principali sfide del progetto era di assicurare la corretta alimentazione di tutti e sei i mandrini. La soluzione è un sistema di catene portacavi unico, che segue la rotazione del tamburo consentendo allo stesso tempo i movimenti lineari dei portamandrini. Complessivamente nel tornio automatico plurimandrino vengono impiegati otto catene portacavi igus, 64 cavi e 73 tubi. Un’applicazione per la quale Gildemeister Italiana ha ricevuto il trofeo vector d’oro oltre ad un premio in denaro di 5.000 euro. Ogni due anni, questo concorso vuole premiare le applicazioni con catene portacavi più innovative e più spettacolari. La selezione delle applicazioni migliori è nelle mani di una giuria molto esigente, composta da rappresentanti della stampa specializzata, dell’industria e della ricerca. Argento e bronzo vanno rispettivamente ad Austria e Germania Il premio vector d’argento è stato assegnato all’azienda austriaca AlpinaTec GmbH, che ha collaborato al progetto GESTRA del Fraunhofer Institut. GESTRA è un sistema radar che serve a cercare e rappresentare cartograficamente i detriti spaziali. Per l’asse azimutale viene impiegato un complesso sistema di alimentazione di energia girevole mentre per l’asse di elevazione è stato predisposto un sistema a doppia catena, su entrambi i lati. Il premio vector di bronzo, invece, è stato vinto dall’azienda Grenzebach Maschinenbau con il suo impianto di saldatura FSW (Friction Stir Welding). Energia e fluidi dovevano giungere alla testa di saldatura in modo affidabile e la struttura di collegamento doveva essere flessibile. Per lo spazio di installazione utile disponibile, l’accoppiamento di una twisterband con catene portacavi di tipo R4 si è rivelato una soluzione creativa e a prova di guasto. Novità: un premio “green” per progetti sostenibili La sostenibilità è un tema importante per igus. Per esempio - da fine 2019 - igus ritira le catene portacavi usate e le ricicla. Così, quest’anno, la giuria vector ha deciso di assegnare anche un premio ai progetti con catene portacavi che si caratterizzano dal loro approccio eco-sostenibile. Il vector green, abbinato a un premio di 1.000 euro, è stato assegnato all’azienda Drop Water e alla tedesca Huber SE. Drop Water ha realizzato una macchina automatica che, premendo un pulsante, versa le bevande in contenitori compostabili. L’acqua necessaria alla preparazione della bevanda non deve essere trasportata: la macchina automatica è infatti dotata di un apposito collegamento all’acqua. La guida sicura dei cavi per il portale impiegato è garantita da un sistema readychain preassemblato. Huber SE si distingue invece per un impianto di depurazione dell’acqua installato in Egitto: un impianto innovativo che punta sull’essiccazione dei fanghi da depurazione con energia solare. Attraverso l’essiccazione solare, i fanghi vengono ridotti a circa un quarto in termini di massa e volume e trasformati in granulato. Dal bacino inquinato di Bahr-El-Baqar, l’impianto consente di ottenere acqua potabile per 500.000 persone. Per garantire l’alimentazione dell’impianto automatico vengono impiegate in 128 catene portacavi igus. Tutte le informazioni sul concorso, la cerimonia di premiazione e le varie candidature sono disponibili sul sito: www.igus.it/vector-award
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PRODOTTI L’unicità della Serie MA BS di Servomech Grazie a un evoluto design, protetto da brevetto, i martinetti meccanici della Serie MA BS (Mod. A) si affermano sul mercato con prestazioni e performance che non conoscono eguali nella concorrenza. Maggiori prestazioni in termini di efficienza, capacità di carico, durata e rigidità. Sono questi i valori e i plus che i martinetti meccanici con vite a sfere traslante della Serie MA BS Modello A di Servomech, garantiscono grazie a un innovativo design brevettato e depositato nel 2011. Una soluzione che, ancora oggi, si afferma e si impone sul mercato per unicità e competitività e che fa del Gruppo Servomech, da trent’anni impegnato nella progettazione di tecnologie per il movimento lineare, un partner in grado di accompagnare i propri clienti verso una crescita reale in termini di efficienza e riduzione dei costi, leve imprescindibili per competere nel contesto attuale. Disponibili in 8 grandezze - capacità di carico da 5 a 350 kN, diametro vite a sfere da 16 a 120 mm, velocità di entrata fino a 3.000 giri/min, velocità lineare fino a 2 m/s, lubrificazione a olio con fattore di utilizzo anche continuo - i martinetti meccanici con vite a sfere traslante della Serie MA BS (Mod. A) sono il risultato di un percorso che, da decenni, si nutre di ricerca e sperimentazione e che ha nella produzione totalmente interna un fattore di competizione oltre che di garanzia. L’integrazione nativa dei componenti del riduttore e della madrevite a sfere, progettati e costruiti all’interno di Servomech assicurano in sinergia con l’evoluto design, una significativa riduzione del peso, eliminando il materiale superfluo a vantaggio dei costi. Ne derivano non solo prestazioni superiori e maggiore precisione di posizionamento, ma anche maggiore rigidità con ingombri compatti nelle dimensioni. Dunque la capacità di performance dei martinetti della Serie MA BS non si circoscrive al superamento dei limiti applicativi dei più tradizionali martinetti a vite trapezia, come di norma accade per tutti i martinetti a ricircolo sfere, ma si estende a vantaggi ulteriori di cui il mercato attuale sente l’esigenza: immediata riduzione dei costi grazie a un’efficiente ottimizzazione di prodotto e prestazioni, minori consumi energetici, maggiore capacità di carico a parità di grandezza, maggiore rigidità della struttura grazie all’integrazione nativa dei componenti.
Pannellatrice P2lean “Il tema della pannellatura, almeno per quanto ci riguarda, dal punto di vista delle soluzioni disponibili è veramente esteso,” spiega Nicola Artuso, Product Manager Salvagnini per le tecnologie di piegatura. “La nostra gamma prodotto si basa su presupposti comuni, ma per questa masterclass abbiamo deciso di concentrarci su P2lean, uno dei modelli di maggior successo.” P2lean è disponibile in quattro diverse versioni, piega spessori compresi tra 0.4 e 3.2 mm, fino a 2500 mm in lunghezza e a 203mm in altezza: è insomma una soluzione estremamente flessibile, per rispondere ad ogni esigenza produttiva e massimizzare l’utilizzo della pannellatrice. “E’ fondamentale ricordare che P2lean, come tutte le nostre pannellatrici, non richiede riattrezzaggio,” continua Artuso. “Lama superiore ed inferiore, controlama e premilamiera sono utensili universali in grado di processare tutto il range di spessori e materiali lavorabili. Utensili che combinati con il premilamiera automatico ABA, che adatta la lunghezza dell’utensile in funzione delle dimensioni del pezzo da produrre, in ciclo, senza fermi macchina o riattrezzaggi manuali, fanno della pannellatrice una soluzione perfetta per produzioni in kit o a lotto unitario. Un altro suo punto di forza è quello dell’adattatività: ogni pannellatrice Salvagnini integra al suo interno
sensoristica evoluta che misura lo spessore reale e le dimensioni effettive del pezzo da lavorare, rilevando eventuali deformazioni legate alla variazione della temperatura. I dati alimentano in tempo reale la bending formula che definisce la forza corretta da applicare alla lamiera, garantendo precisione, ripetibilità e qualità del prodotto finito.” Ma come si adatta una tecnologia così evoluta ad un ambiente produttivo reale? La masterclass è studiata proprio con l’obiettivo di rispondere a questa domanda: con una serie di esempi pratici scopriremo, a bordo macchina, come la pannellatrice P2lean permetta di piegare alla massima efficienza, indipendentemente dalla strategia produttiva applicata, dalla dimensione dei lotti e dal materiale utilizzato. E vedremo anche come ci consenta di azzerare gli scarti, di ridurre il costo pezzo e di efficientare l’intero processo produttivo. Insomma, un’occasione da non perdere! L’appuntamento è per giovedì 9 luglio, alle ore 12.30. La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati, e per partecipare è necessario registrarsi al link: https://bit. ly/2VbpE8m Per informazioni marketing@salvagninigroup.com
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PRODOTTI Sistemi completi TOTALTRAX di KABELSCHLEPP I sistemi portacavi completamente accessoriati e pronti all’uso di KABELSCHLEPP vengono impiegati in una varietà di applicazioni estremamente ampia, dalle macchine mungitrici alle stampanti 3D sino alle gru in officina. Sono state già realizzate migliaia di applicazioni in tutto il mondo sia con catene portacavi semplicemente accessoriate che sistemi portacavi più complessi completi e pronti per l’installazione. I sistemi portacavi TOTALTRAX di KABELSCHLEPP sono adatti ad ogni tipo di applicazione industriale. Oltre alle tipiche applicazioni per le macchine utensili, questi sistemi sono stati installati con successo in acciaierie, nell’ingegneria ferroviaria e nell’industria tessile. Le soluzioni vengono customizzate in funzione delle differenti applicazioni. Ogni sistema portacavi viene adattato alle esigenze individuali e fornito completamente accessoriato. Viene assicurata la consulenza progettuale ed il supporto durante tutto il processo, dalla progettazione e ingegnerizzazione delle interfacce di precisione alla selezione e approvvigionamento i tutti i singoli componenti. La perfetta integrazione di varie centinaia di componenti di elevata qualità produce un sistema portacavi TOTALTRAX realizzato su misura e duraturo, che è pronto per essere installato.
predispone line di produzione specifiche personalizzate, ma puo’ anche produrre soluzioni individuali da più lotti ad uno solo. Il precursore della digitalizzazione: Catene portacavi di KABELSCHLEPP La digitalizzazione cambia il modo con cui noi viviamo e lavoriamo,
Vengono costantemente eseguiti test fra i component individuali e l’intera struttura completamente configurata, in modo da garantire una qualità costante ed elevata dei sistemi portacavi. Ulteriori vantaggi per i clienti sono la fornitura del sistema completo do un unico fornitore, tempi di montaggio ottimizzati, nessun costo di stoccaggio a magazzino, semplice gestione nel ricevimento merci, consegne on-time direttamente presso i siti produttivi e donwtime ridotti grazie all’installazione plug-and-play. Per ordini con quantitativi più ampi KABELCHLEPP
pensiamo alla lavagna digitale sino all’ambiente produttivo collegato in rete. Anche i sistemi più intelligenti necessitano comunque sempre di un conduttore per l’alimentazione di corrente e lo scambio di dati e di segnali. Qui entrano in gioco le catene portacavi di KABELSCHLEPP: le catene
portacavi proteggono e conducono i cavi. Poiché le esigenze del cliente sono sempre in primo piano, anche gli strumenti digitali sono a vantaggio del cliente: OnlineEngineer oppure Quickfinder, sono i digital tools che facilitano in modo intuitivo l’orientamento nel nostro vasto portfolio produttivo.
Sistemi portacavi KABELSCHLEPP completamente confezionati adatti ad una varietà di differenti industrie e applicazioni
Eaton presenta i pittogrammi per il distanziamento sociale per apparecchi CrystalWay Eaton conferma il proprio impegno nell’indirizzare e soddisfare le esigenze dei proprietari di edifici e dei responsabili della sicurezza, attraverso lo sviluppo di pittogrammi per il distanziamento sociale per gli apparecchi di segnalazione CrystalWay, pensati per contribuire al rispetto dei requisiti previsti dalle istituzioni locali. L’illuminazione di emergenza rappresenta un’ancora di salvezza in situazioni di pericolo, favorendo l’evacuazione degli spazi e degli edifici in maniera sicura, tempestiva ed efficiente. Tuttavia, il ruolo degli apparecchi di segnalazione non è sempre quello di indicare le vie di esodo. Un sistema di illuminazione di emergenza efficace deve poter fornire anche informazioni utili, come ad esempio aiutare le persone a identificare facilmente la posizione dei dispositivi di sicurezza e primo soccorso o dei punti di raccolta.I pittogrammi per il distanziamento sociale per CrystalWay fanno leva sull’esperienza e il know-how di Eaton nel mercato dell’illuminazione di emergenza – come ad esempio l’elevata luminanza – per favorire la chiara visibilità della segnalazione, con l’obiettivo di educare gli occupanti dell’edificio e favorire il rispetto delle normative locali in tema di distanziamento sociale. Il prodotto è stato sviluppato sulla base dell’apparecchio di illuminazio-
ne di emergenza CrystalWay e viene fornito completo di due pittogrammi che indicano la distanza di 2m, 1.5m e 1m nella confezione. L’applicazione
può avvenire a soffitto o a parete. Eaton è consapevole dell’impatto del coronavirus e del ruolo chiave che le aziende possono ricoprire nel garan-
tire la sicurezza delle persone; per questo tutti i proventi derivanti dalla vendita di questo prodotto durante il 2020 saranno donati in beneficienza.
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INSERZIONISTI AMB.......................................................................................................... 13 Asservimenti Presse................................................................................... 29 BIE............................................................................................................ 21 Bystronic..................................................................................................... 7 C.R.M. di Mazzoccato e figli...................................................manchette, 11 Cantini ..................................................................................................... 31 Cogefim ..................................................................................................... 5 Erowa.......................................................................................................... 2 FMB.......................................................................................................... 25 Gerardi ..................................................................................................... 15 Hydromatic................................................................................................. 2 INFA.......................................................................................................... 27 Kabelschlepp............................................................................................... 3 Lamiera..................................................................................................... 31 OML.......................................................................................................... 17 Sermac..................................................................................... prima pagina Sicutool..................................................................................................... 32 Sitema....................................................................................................... 11 Synergon................................................................................................... 23 Top Solid................................................................................................... 25 Torgim...................................................................................................... 27 Tornos......................................................................................................... 9
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Abbiamo parlato di Aluminium...........................................................................................24 Asservimenti Presse................................................................................8 C.R.M. Mazzoccato................................................................................8 Composite ...........................................................................................24 Confapi..................................................................................................6 Credimi .................................................................................................3 Danobat.................................................................................................8 DMG MORI .........................................................................................16 Eaton...................................................................................................30 Fastener Fair...........................................................................................2 Igus......................................................................................................28 Intralogistica........................................................................................22 Kabelschlepp........................................................................................30 Krelus...................................................................................................20 Kuka ......................................................................................................2 OMSO..................................................................................................20 PLAST .................................................................................................25 PoliMi.....................................................................................................4 Salvagnini ...........................................................................................29 Servomech...........................................................................................29 Soraluce.................................................................................................8 SPS......................................................................................................22 Tecnam................................................................................................26 Tornos....................................................................................................8 Turck Banner........................................................................................27 Zeiss.......................................................................................................3
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