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CONDIZIONAMENT AMBIENTEREFRIGERA RISCALDAMENTOAMB CONDIZIONAMENTO
CONDIZIONAMENTO
ENERAMBIENTE GIA RISCALDAME
LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R
ANNO 6 - NOVEMBRE-DICEMBRE 2015
REGOLAZIONE, I DANNI PROVOCATI DAL PENDOLAMENTO RINNOVABILI
UNI/TS 11300-5: calcolo dell'energia primaria e quota FER
FOCUS BEMS
Sistemi di gestione energetica degli edifici a confronto
STRUMENTI FINANZIARI PER L'EFFICIENTAMENTO DELLA PA REFRIGERAZIONE NEI SUPERMERCATI
Interventi progettuali per il risparmio energetico Unità plugin waterloop
RICERCA
Geotermia integrata al fotovoltaico
REFRIGERAZIONE
Compressori a inverter rooftop
EFFICIENZA NELLE STRUTTURE PER IL COMMERCIO
MONITORAGGIO E REGOLAZIONI/FONTI RINNOVABILI
POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.
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IL CLIMATE FINANCE E IL RITORNO DI MR KEYNES
Il futuro in campo energetico si basa sulle
Stati di creare un ambiente idoneo per lo sviluppo
nuove tecnologie e sulla necessità di affrontare la lotta
delle competenze sul tema del finance climate e
al cambiamento climatico. La realizzazione di grandi
degli investimenti finalmente a lungo termine.
reti energetiche, integrate con quelle delle telecomuni-
In linea con le decisioni recenti della
cazioni e dei trasporti, può costituire l’asse portante del
Commissione Europea che ha definitivamente optato di
rilancio di un Paese che vuole intraprendere la strada
spingere sull’aspetto finanziario, l’obiettivo quindi è quello
del cambiamento energetico capitalizzando, parallela-
di individuare modelli di business che creino ritorni anche
mente, benefici sia sul piano della crescita che dell’occu-
per le commercial bank, che devono poter ritenere il fat-
pazione. Diventa necessario però intervenire con
tore rischio non così elevato, ma che puntino su nuovi e
nuovi e più strutturati strumenti finanziari per-
più promettenti istituti (fixed income investment, alter-
ché quelli attuali non sono in grado di affrontare
native funds). Lo scopo è anche quello di individuare le
in modo efficace questa sfida. Infatti i volumi di inve-
misure finanziarie per rimuovere le barriere, anche psico-
stimenti nel periodo 2015-2020 in Europa sono compresi
logiche, delle istituzioni finanziarie, stante il fatto ormai
tra 350-530 miliardi di euro, con una quota considere-
acclarato che non vi sono barriere tecnologiche all’im-
vole per l’Italia (55-75 miliardi di euro). In una epoca nella
plementazione di politiche di efficienza energetica.
quale i sintomi di un malessere dell’economia mon-
L’individuazione delle condizioni perché ciò
diale sono evidenti, si deve guardare con attenzione
avvenga prevede il superamento dei modelli astratti
verso un rinnovato rapporto tra finanza ed econo-
dell’economia tradizionale e della dottrina convenzionale
mia reale e partecipare alla lenta trasformazione già
che continua a sostenere un ruolo decisivo all’imprendi-
in atto. Si veda, al riguardo, l’impostazione delle nuove
toria privata. Ci deve essere la presenza forte dello Stato.
relazioni tra i gestori del risparmio, gli attori del Capital
In un quadro rinnovato lo Stato e il set-
Market e il ruolo di agente nazionale di sviluppo a cui
tore privato possono assumere insieme i rischi
sono chiamate le Casse Depositi e Prestiti nazionali (l’in-
della ricerca e dell’implementazione operativa
troduzione di questo nuovo istituto è stato obbligato-
e beneficiare insieme dei benefici, in tutte quelle
riamente ripreso anche dall’art. 41 della nostra Legge di
aree strategiche che portano produttività, e quindi cre-
Stabilità). Le infrastrutture, tra le quali quelle energeti-
scita: la formazione del capitale umano, la ricerca e
che, rappresentano per gli Stati l’obiettivo delle nuove
lo sviluppo. L’innovazione deve essere il risultato di
politiche macroeconomiche capaci di integrare il biso-
investimenti pubblici e privati in tema di nuovi pro-
gno di nuovi real asset con la necessità da parte degli
dotti e servizi, anche alla ricerca di nuovi mercati. Livio de Santoli, Presidente AiCARR
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(1) Sulla base del modello - (2) Secondo EN 16 147 - (3) dati validi per una pompa di calore Yutaki S COMBI, a seconda del modello, calcolato in conformità con la normativa europea Ecodesign 811/2013 ed Etichettatura Energetica 813/2013 nel Clima Medio. La classe di efficienza energetica è indicata in modalità di riscaldamento con pannello radiante a pavimento (temperatura dell’acqua 35 ° C). Per ulteriori informazioni sulle prestazioni delle pompe di calore Hitachi, visitare il sito http://erpactive.hitachiaircon.com/it . Yutaki S, S80 e Yutaki S COMBI sono certificati NF PAC.
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Editoriale 2
Novità prodotti 6
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RefrigerationWorld 10
NORMATIVA Calcolo dell’energia primaria e della quota di energia da fonti rinnovabili secondo la UNI/TS 11300-5 di Luca Alberto Piterà
Periodico Organo ufficiale AiCAR Direttore responsabile ed editoriale Marco Zani Direttore scientifico Livio de Santoli
REGOLAZIONE
Direttore scientifico operativo Francesca Romana d’Ambrosio
I danni provocati dal pendolamento della regolazione
Comitato scientifico Paolo Cervio, Carmine Casale, Mariapia Colella, Sergio Croce, Livio Mazzarella, Luca Pauletti, Luca Alberto Piterà, Piercarlo Romagnoni, Marco Zani
Due casi reali che dimostrano come alcuni errori di regolazione provochino dei danni importanti ai gruppi frigoriferi di Michele Vio
EFFICIENZA ENERGETICA E FINANZIAMENTI Gli strumenti finanziari nazionali di supporto alla riduzione dei consumi energetici negli edifici delle pubbliche amministrazioni Breve resoconto delle opportunità che si prospettano ai Comuni per accedere ai fondi messi a disposizione a livello nazionale per la riduzione dei consumi energetici e delle barriere tecniche ed economiche che ne hanno a tutt’oggi ostacolato l’utilizzo di Patrizia Ferrante, Leonardo Lo Coco e Gianfranco Rizzo
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AiCARR Informa 61
FOCUS BEMS Quale cruscotto per la building automation? Criteri di scelta Classificazione razionale per la valutazione dei criteri che devono guidare nella progettazione di cruscotti adatti alla Building Automation
Redazione Alessandro Giraudi, Silvia Martellosio, Erika Seghetti redazione@aicarrjournal.org Art Director Marco Nigris Grafica e Impaginazione Fuori Orario - MN Hanno collaborato a questo numero Francesca Bazzocchi, Carmine Casale, Giovanni Cortella, Lorenzo Croci, Massimo Di Giosia, Patrizia Ferrante,Tommaso Ferrarese, Joseph Kilcoyne, Leonardo Lo Coco, Luca Alberto Piterà, Gianfranco Rizzo, Frank Shadpour, Massimo Stefano Venco, Michele Vio
di Frank Shadpour e Joseph Kilcoyne
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Il BEMS in Italia
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Confronto comparato tra due sistemi di Building Energy Management System (BEMS) proposti da due grandi produttori internazionali a cura della redazione
Editore: Quine srl shop.quine.it Presidente Andrea Notarbartolo Amministratore Delegato Marco Zani
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CONSUMI ENERGETICI DEI SUPERMERCATI L’efficienza energetica della conservazione dei prodotti alimentari Il consumo energetico dei punti vendita alimentari è fino a cinque volte superiore rispetto a quello dell’edilizia residenziale e commerciale. Per ridurlo si possono utilizzare celle e banchi frigoriferi dotati di sistemi e componenti più efficienti di Giovanni Cortella
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REFRIGERAZIONE NEI SUPERMERCATI Unità monocondensanti per la refrigerazione dei supermercati Confronto fra le prestazioni di un banco plugin con compressore DC a velocità variabile e condensazione ad acqua e altri sistemi refrigeranti di Tommaso Ferrarese
Direzione, Redazione e Amministrazione 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 72016740 e-mail: redazione@aicarrjournal.org Servizio abbonamenti Quine srl, 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 e-mail: abbonamenti@quine.it Gli abbonamenti decorrono dal primo fascicolo raggiungibile.
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AiCARR journal è una testata di proprietà di AICARR – Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento e Refrigerazione Via Melchiorre Gioia 168 – 20125 Milano Tel. +39 02 67479270 – Fax. +39 02 67479262 www.aicarr.org Posta target magazine - LO/CONV/020/2010.
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COMPRESSORI SCROLL La tecnologia dei compressori ad inverter in un rooftop per un’applicazione commerciale Il miglioramento del comfort, il risparmio energetico e il minore impatto ambientale ottenibili attraverso la tecnologia dei compressori scroll ad inverter di Massimo Stefano Venco e Massimo Di Giosia
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RICERCA- GEOTERMIA Impianto sperimentale con pompa di calore geotermica integrata da moduli termo-fotovoltaici L’accoppiamento dei due dispositivi è particolarmente interessante perché i pannelli solari termofotovoltaici possono produrre contemporaneamente energia elettrica, utilizzata dalla pompa di calore, e acqua calda sanitaria. I risultati di un anno di monitoraggio dell’impianto sperimentale di Francesca Bazzocchi, Lorenzo Croci
Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 12191 Responsabilità Tutto il materiale pubblicato dalla rivista (articoli e loro traduzioni, nonché immagini e illustrazioni) non può essere riprodotto da terzi senza espressa autorizzazione dell’Editore. Manoscritti, testi, foto e altr materiali inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. Tutti i marchi sono registrati. INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LEGS.196/2003 Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter effettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal D.Legs.196/2003. Titolare del trattamento è Quine srl, via Santa Tecla 4, 20122 Milano (info@ quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Legs 196/2003.
© Quine srl - Milano Associato
Aderente
In this issue… 16
The damage caused by the oscillation of the regulation
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The italian domestic financial tools supporting public administrations towards the reduction of the energy consumption in buildings
Some mistakes in the plant regulation may cause not only energy damage, but also physical damage to the chiller. In this case we deal with the oscillation of the regulation organs.To understand what are the most common errors and their consequences we analyzed two case studies, for which were made measurements in the laboratory. Michele Vio Keywords: chiller, regulation, oscillation
Public Administrations are currently constrained, in their aims of carrying out actions and projects for the limitation of the energy consumption of buildings, by the scarcity of adequate budgets and by the need of observing the Growth and Stability Pact. On the contrary, the availability of (and the access to) suitable financial sources would represent significant opportunities for an economic development characterized by energy and environmental sustainability. This paper, after a short review of the domestic financial tools actually available for the reduction of their energy consumption of municipalities, analyses the technical and economic barriers that limit their effective utilization and that should be properly removed. Patrizia Ferrante, Leonardo Lo Coco, Gianfranco Rizzo Keywords: Energy consumption, buildings, public administrations, financial tools, Stability Pact
FOCUS BUILDING ENERGY MANAGEMENT SYSTEM
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Criteria for building automation dashboard As the market for energy and building automation dashboards continue to expand, there is an increasing need to provide a rational basis to classify standard and advanced dashboard features. Rational building automation dashboard classifications are necessary to allow an “apples to apples” comparison when choosing between plat- form. This article presents four levels of dashboards ranging from interactive analysis of static data to ongoing continuous analysis of live streams of building automation “big data” sets. Armed with a better notions of the overall range of available dashboard toolsets and the required amount of effort to accomplish each Level, facility owners and operators can select an application which best suitd their needs. Frank Shadpour, Joseph Kilcoyne Keywords: building automation dashboards, big data
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Energy efficiency in food storage and distribution
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Mono-split units for supermarket refrigeration
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The inverter compressor technology applied to a rooftop for a commercial application
In the last fifty years people has moved from the countryside to medium-large towns, while changing their life- style. This has led to new habits in food provision, thus making long-term food storage essential. At the same time transport improved and allowed the development of a global food market with a huge increase in the energy consumption and consequently in the environmental impact of food distribution and sale. Energy consumption for food storage in Europe is estimated to be 56 kWh/y/m3 for chilled food and 69 kWh/y/ m3 for frozen food. During transport most of the energy consumption is due to the vehicle, rather than to refri- geration. The energy consumption of a shopping mall with a food selling area in Europe is estimated about 290 kWh/y/m3. Finally, about 1 billion domestic refrigerators are estimated to be operating worldwide, with growing figures for the near future. All steps in the cold chain are susceptible of effective interventions in favour of energy savings. In most cases payback times are quite short, giving rise to attractive scenarios where actions for the reduction of CO2 emissions are also economically profitable. Giovanni Cortella Keywords: cold chain, energy, refrigeration, food, market
To reduce the energy consumption of supermarkets is necessary to invest in energy-efficient systems. The Carel solution for supermarkets with plugin benches with DC variable speed compressor and water cooling system -which won the AHR Expo Innovation Awards 2016 in the category refrigeration- is an alternative to traditional supermarkets and has advantages from the point of view of energy saving, environmental respect(TEWI) and cost of installation and maintenance. We used the data from a real system to process a model to use as a basis for comparison with other types of super- markets. The simulations showes that a traditional supermarket consumes about 30% more when compared with the test solution, while most advanced plants consume between 10% and 15% more. Tommaso Ferrarese Keywords: supermarket refrigeration, DC variable speed compressor, Carel
The article shows a case study concerning two different solutions for a Roof Top designed for a retail store of 350 m2 in Milan. The first Roof Top uses a single Inverter Scroll Compressor; the second one uses two Scroll Compressors, on tandem configuration, with a single refrigeration circuit. Both the units uses R410A refrigerant, they are equipped with variable speed fans for the supply air and return air and an air quality control to manage the fresh air. The article examines the annual operation of both units, in terms of comfort, energy efficiency and envi- ronmental impact. The advantages of the roof top with the inverter compressor are significant and include better control of indoor temperature and humidity, energy saving of 14% and lower emissions of 22 tons of carbon dioxide in the entire cycle life Massimo Stefano Venco e Massimo Di Giosia Keywords: inverter compressor technology, rooftop
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Geothermal heat pump system coupled with thermo-photovoltaic solar collectors This article describes the experimental facility which has been realized by RSE consisting in a geothermal heat pump coupled with thermo-photovoltaic solar collectors. The coupling of these two devices is particularly interesting because thermo-photovoltaic collectors can generate the electricity used by the heat pump and, at the same time, can support it in domestic hot water (DHW) production. Moreover, in this specific case, the low temperature heat produced by hybrid panels during winter, when the solar collectors have reduced performan- ces due to lower insolation and outdoor air temperatures, is used to heat the water in the geothermal circuit. Results of the monitoring campaigns, shown in this article, allow to assess the actual performances of the geo- thermal heat pump and of the thermo-photovoltaic solar collectors and the best logic for using the two sources. Francesca Bazzocchi, Lorenzo Croci Keywords: Solar assisted ground source heat pumps; Reversible heat pumps; Photovoltaic/ thermal solar collectors; Energy efficiency
BEMS in the italian market Comparative comparison between two systems of Building Energy Management System (BEMS) proposed by two major international manufacturers by the editorial staff keywords: Building Energy Management System (BEMS)
Call for research
papers Temi di interesse
La pagina della ricerca pubblicherà articoli o abstract su climatizzazione ambientale attiva e passiva, refrigerazione, sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili ai fini della climatizzazione ambientale e della refrigerazione.
AiCARR Journal ha istituito «la pagina della ricerca» che, oltre a presentare un articolo di qualità dedicato alla ricerca, riporterà una rubrica di sintesi sulle attività di ricerca in corso nei vari settori di interesse dell’Associazione.
Come partecipare
Per la pubblicazione di un articolo in tale sezione occorre seguire la procedura riportata nella pagina web dell’Associazione sotto /Editoria e libri/Aicarr Journal. L’accettazione dell’articolo sottoposto è comunque subordinata all’esito positivo del processo di revisione da parte di esperti del settore, specificatamente individuati dal Comitato Scientifico della rivista.
Novità Prodotti CHILLER A LEVITAZIONE MAGNETICA CON REFRIGERANTE ECO-COMPATIBILE
In linea con i recenti orientamenti legislativi di stati e istituzioni di tutto il mondo, volti a ridurre le emissioni di gas serra e individuare nuovi target di efficienza per i prodotti e gli edifici, Climaveneta presenta TECS2 HFO, la nuova gamma di chiller con compressore a levitazione magnetica e refrigerante eco-compatibile. Concepiti per offrire ai clienti una nuova alternativa in linea con lo scenario internazionale delineatosi, i compressori Turbocor di TECS2 HFO utilizzano refrigeranti HFO di 4a generazione caratterizzati da valori di GWP estremamente bassi. Una combinazione sinergica tra tecnologia e sostenibilità che assicura grandi vantaggi non solo in termini di conformità ambientale ma anche di prestazioni. Le molecole fluorurate HFO sono considerate al giorno d’oggi il candidato ideale per la sostituzione dei gas HFC. Grazie infatti alla loro proprietà di disintegrarsi molto ra-
pidamente nell’atmosfera, le nuove molecole hanno un impatto ambientale molto basso, pur mantenendo proprietà termodinamiche molto simili agli HFC. Il refrigerante HFO 1234ze selezionato da Climaveneta, in particolare, assicura livelli di GWP pari a 7 (rispetto a valori GWP pari a 1430 per il gas R134a) con nessuna tossicità. Il nuovo refrigerante green è stato quindi abbinato alle unità TECS2, la gamma di chiller con tecnologia a levitazione magnetica e logiche di controllo avanzate. Una soluzione che, oltre alla riduzione di peso e dimensioni rispetto ad un’unità tradizionale con compressori a vite, trae vantaggio dalla lavorazione oil free del compressore assicurando un netto miglioramento delle performance degli scambiatori. I risultati di questa unione tra efficienza e sostenibilità sono considerevoli: il compressore a levitazione magnetica HFO, grazie anche a speciali scelte tecnologiche adottate in fase progettuale, garantisce un’ulteriore efficienza del + 3% rispetto a soluzioni con analogo compressore a refrigerante R134a. Oltre al compressore, ogni altro dettaglio costruttivo è stato pensato per massimizzare le performance della macchina. Tutte le unità impiegano infatti scambiatori caratterizzati da ampie superfici di scambio studiate per massimizzare la capacità frigorifera e ottimizzare il lavoro dei compressori. Una scelta che assicura perdite di pressione ridotte e la completa evaporazione del refrigerante, contribuendo a minimizzare ogni possibile spreco energetico.
Versioni TECS2 HFO sono disponibili nelle versioni con condensazione ad aria e ad acqua, e capacità frigorifere da 339 a 1364 kW. Le unità ad acqua possono inoltre essere selezionate nella configurazione pompa di calore (funzione /H), in grado di assicurare un approccio ancora più eco-compatibile in tutte quelle installazioni dove il recupero di calore è consentito. www.climaveneta.com
MICRO-COGENERATORE SILENZIOSO AD IMMERSIONE
Per risolvere uno dei problemi legati ai cogeneratori, quello del rumore, Lucas S.r.l., azienda sanmarinese specializzata nell’innovazione termoidraulica, ha creato Heron. Si tratta di un micro cogeneratore a condensazione, capace di modulazione (l’Heron può funzionare collegato ad altri modelli uguali moltiplicando la capacità di produzione) e di lavorare immerso nell’acqua.
Funzionamento Le innovazioni principali sono: • L’immersione in acqua - La possibilità di avere la parte endotermica completamente immersa in una vasca in acciaio inox piena d’acqua, fa si che Heron sia notevolmente più silenzioso dei modelli tradizionali, non oltrepassando la soglia di 45 decibel. L’immersione in acqua consente di tenere la temperatura di tutti i componenti meccanici costantemente sotto controllo, allungando la vita utile della macchina. Ulteriore vantaggio deriva dalla mancata dispersione di energia termica che rimane nell’acqua e non si perde nell’atmosfera, e che grazie a uno scambiatore viene ceduta all’impianto. Più energia termica viene ceduta, maggiore è il rendimento termico, e di conseguenza il rendimento totale. • Lo sfruttamento della condensazione - Grazie al raffreddamento dei gas di scarico tramite l’acqua presente nell’impianto tutta l’energia termica dei gas stessi si trasforma in energia a disposizione dell’utente. Condensare i gas di scarico vuol dire riuscire a sfruttare tutta l’energia termica in ingresso, ovvero sfruttare tutti i metri cubi di gas comprati. Grazie a questo passaggio si riesce a ottenere un considerevole risparmio dal punto di vista economico. • La capacità di modulazione - Un’altra caratteristica assolutamente innovativa di Heron è la sua capacità di modulazione che consente di coniugare i vantaggi dei micro cogeneratori con quelli delle macchine di dimensioni maggiori. Il modello Heron, infatti, può funzionare anche in collegamento con altre unità, assicurando una bassissima rumorosità, un’altissima resa termica e un costo molto contenuto. All’interno di impianti industriali il sistema in batteria garantisce sempre la produzione elettrica e termica, sia durante la manutenzione che in caso di fornitura di gas incostante. Si può intervenire con la manutenzione su un singolo motore mentre gli altri sono ancora in funzione, assicurando così la produzione di energia che non potrebbe essere garantita da un unico grande impianto che, spento, interromperebbe del tutto la produzione. • Gestione da remoto – Il principale problema della cogenerazione è sempre stato l’assistenza. La telegestione ed il controllo da remoto di Heron rappresentano un grosso passo in avanti, perché ogni impianto viene sempre seguito e monitorato dalla casa madre. La telegestione permette, inoltre, all’azienda di sapere prima del cliente se è il caso di intervenire. www.lucas.sm/it
COMPRESSORI PER APPLICAZIONI A BASSE E MEDIE TEMPERATURE Emerson Climate Technologies ha annunciato il lancio immediato di undici nuovi compressori scroll. Questo lancio riguarda nuovi modelli scroll standard e Digital per applicazioni a medie e basse temperature, fra cui la nuova serie “Summit” K5E. In particolare, l’annuncio riguarda i seguenti nuovi prodotti: Per applicazioni a media temperatura: • Modelli standard: 4 nuovi modelli della serie “Summit” di nuova generazione che sostituiscono la linea attuale e 3 nuovi modelli di dimensioni compatte nella gamma compresa fra 4 e 7,5 HP • Modelli Digital: 2 nuovi modelli di dimensioni compatte nella gamma compresa fra 4 e 7,5 HP Per applicazioni a bassa temperatura • Modelli Digital: 2 nuovi modelli nella gamma compresa fra 4 e 7,5 HP che ampliano la linea esistente I compressori Copeland Scroll sono adatti per applicazioni come centrali di refrigerazione distribuite e remote per supermercati, apparecchiature di refrigerazione per diverse applicazioni legate ai servizi alimentari, come ad esempio unità condensanti per apparecchiature per cucina commerciali o walk-in, nonché sistemi di raffreddamento per il settore industriale leggero. Inoltre, alcuni modelli offrono caratteristiche di riduzione del rumore fino a 10 dBA, mentre la nuova serie Summit K5E offre l’opzione CoreSense Diagnostics per una protezione avanzata del compressore. Tutti i modelli commercializzati sono compatibili con i nuovi refrigeranti a basso GWP e consentono di utilizzare un maggior numero di refrigeranti. www.emersonclimate.com
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Saia-Burgess Controls AG (SBC) presenta il nuovo controllore PCD2.M4x60 come soluzione di automazione sostenibile per edifici e infrastrutture. La CPU modulare è performante, compatta ed espandibile a livello locale. Il nuovo controllore PCD2.M4x60 si basa su una forma costruttiva piatta e di ingombro ridotto, che viene impiegata già da diversi anni nei settori impiantistici e OEM. Questa CPU modulare, liberamente programmabile, si presta per applicazioni sia di piccole che di grandi dimensioni, come ad esempio nel controllo di macchine, nell’automazione di edificio e nell’automazione delle infrastrutture.
Due versioni La versione base PCD2.M4160 dispone di quattro slot liberamente utilizzabili per moduli di ingresso e di uscita PCD2, di un’interfaccia RS-485, di un connettore USB e di un’interfaccia Ethernet con due porte. Inoltre è presente uno slot libero per un ulteriore modulo d’interfaccia di serie. Oltre a una sufficiente potenza di elaborazione, la versione base del controllore universale dispone di una memoria operativa da 512 kByte e di una memoria flash di 8 MByte per i dati. La memoria dati si può espandere fino a 2 GByte mediante schede di memoria flash SD. La versione «grande» del PCD2.M4560 dispone di una memoria operativa di oltre 2 MByte per applicazioni di comunicazione impegnative con BACnet e LonWorks. La memoria dati integrata di 128 MByte si può espandere fino a 4 GByte. Sono presenti anche un’ulteriore interfaccia integrata RS-485 con separazione galvanica e un ulteriore slot per un modulo Profibus. Complessivamente sono possibili fino a 14 interfacce di comunicazione (RS-232/485,
Modbus, M-Bus, BACnet MS/TP, LON FTT-10, DALI, MP-Bus ecc.). Sono installabili direttamente sulla CPU fino ad un massimo di 64 ingressi/uscite, che possono essere ampliati fino a 1.024 I/O.
Senza batteria Grazie alla tecnologia della nuova memoria FRAM, il nuovo PCD2.M4x60è adatto anche per impieghi senza interventi di manutenzione. Questa memoria non volatile protegge i dati operativi correnti a lungo termine e in modo sicuro anche in caso di interruzione dell’alimentazione. Si può quindi rinunciare completamente a una batteria, a tutto vantaggio di una riduzione delle spese di esercizio. www.saia-pcd.com
CONNESSIONE IDRAULICA SENZA ATTREZZATURA
Uponor introduce la nuova RTM Technology: un anello con memoria di tensione con tecnologia Tool-Inside, ideale per ristrutturazioni e nuovi edifici, per connessioni sicure, veloci e professionali grazie all’indicatore di giunzione e nessuna necessità di utilizzare attrezzatura.
Codifica a colori I raccordi RTM sono disponibili in diametri da 16 a 32 mm, con codifica a colori, che permette di scegliere la misura corretta a colpo d’occhio, risparmiando tempo ed evitando gli errori. Ogni giunzione RTM è facile e veloce da realizzare: basta inserire la tubazione Uponor MLCP nel raccordo finché non si sente un «click». Questo indica che la giunzione è stata eseguita. Inoltre, è possibile verificare direttamente l’avvenuta giunzione grazie all’indicatore con finestra.
Senza saldatura Con RTM i lavori di saldatura non sono più necessari. L’anello elastico in acciaio al carbonio agisce come una pressatrice, applicando una pressione uniforme attorno al tubo. Attraverso la sua memoria intrinseca, vengono mantenute la pressione e le fluttuazioni di temperatura così da garantire una giunzione stagna. www.uponor.it
CLIMATIZZATORI R-32 RESIDENZIALI IN CLASSE A+++
Daikin ha presentato la nuova Serie FTXM, disponibile nelle potenze da 2 a 7 kW, che presenta livelli di efficienza elevatissimi in classe A+++ per le taglie fino a 3,5 kW. Funzionante con gas R-32, offre massima silenziosità (solo 19 d(B) A) e un sistema di purificazione, con tecnologia brevettata Flash StreamerTM, che consente di avere una continua pulizia dell’aria nell’ambiente: la filtrazione a tre stadi elimina tutti i principali elementi inquinanti quali polveri, allergeni, cattivi odori, batteri e virus.
Sensore di presenza Le unità FTXM sono dotate di sensore di presenza e flusso d’aria 3D, che garantiscono il massimo comfort ambientale. Sono “wi-fi ready”, ovvero predisposte per essere gestite da remoto grazie a un dispositivo “plug and play”. www.daikin.it
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a cura di Carmine Casale
PROVE SUI REFRIGERANTI RA E RA
Continuano le perplessità sull’uso di nuovi refrigeranti che debbono sostituire R22 (ancora in uso in vecchi impianti), R404A e R507 (entrambi utilizzati in impianti nuovi). L’Ente per la Protezione dell’Ambiente, EPA, negli Stati Uniti ha posto ormai Honeywell e DuPont (adesso Chemours) con la collaborazione di diversi costrutquesti refrigeranti nella conditori di compressori ed apparecchiature per la refrigerazione, stanno conduzione di phase-out e raccomanda cendo una serrata serie di prove rispettivamente su R448A e R449A (GWP l’uso di refrigeranti a basso GWP. Ma i supermarket alimentari sono ancora in imba1 386, Classe A1), come sostituti dei refrigeranti usati nella refrigerazione razzo circa i nuovi fluidi sostitutivi. I punti da considerare sono molteplici, come la commerciale. R449A ha gli stessi componenti di R448A, cioè R32, R123, R125, tecnologia che si usa, i consumi energetici, la qualificazione del personale, gli ademR1234yf e R134a, ma con l’aggiunta di una piccola quantità (7%) di R1234ze(E). pimenti burocratici ecc. Le alternative possibili sono tante, dai sintetici a basso GWP, Le prove effettuate da Emerson Climate Technologies in un laboratorio che http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 ai naturali, ma molte coinvolgono soluzioni non semplici senza una direttiva precisa simulava un supermarket hanno dimostrato che questi gas presentano la da parte degli enti normatori. stessa performance di R404A, se non migliore.
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NUOVO FILM PER CELLE SOLARI
TECUMSEH SPINGE SUGLI IDROCARBURI R Tecumseh P.C. spinge l’utilizzo degli idrocarburi R290 (biossido di C) e del propano come opzione preferenziale per le piccole apparecchiature di refrigerazione commerciale di capacità fino a 1 HP, come espositori e distributori di bevande fredde, armadi apribili per supermarket e simili. Naturalmente si impongono limiti nei quantitativi della carica a causa dell’alta infiammabilità di questi gas (Classe A3). Nel caso di medie temperature fino a 30 HP si propone di usare R1234yf in sostituzione di R134a anche se questo nuovo refrigerante presenta una capacità inferiore del 5% ed una efficienza inferiore del 10%. Ad ogni modo anche per quest’ultimo che è classificato A2L occorre prestare attenzione ai quantitativi di carica.
PROGETTO PER L’IMMAGAZZINAGGIO DI ENERGIA CRIOGENICA
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I pannelli solari spesso si surriscaldano dando luogo ad un sensibile calo della loro efficienza fotovoltaica o anche semplicemente calorica. Un team dell’Università di Stanford, California, ha studiato un rivestimento di materiale siliceo sotto forma di un sottilissimo film che viene applicato sulla superficie esposta delle celle solari convenzionali. Questo materiale permette alla luce solare di attraversarlo integralmente, ne cattura il calore e le radiazioni termiche, ma rigetta i raggi infrarossi. Il processo di raffreddamento per irraggiamento che ne consegue raffredda le celle di circa 18 °C conservandone così la primitiva efficienza.
Una università della Gran Bretagna (LSBU) ha iniziato un progetto per investigare sulla possibilità di usare il magazzinaggio di energia criogenica (CES, cryogenic energy storage) come energia rinnovabile in eccesso, che altrimenti andrebbe perduta, da riutilizzare nei periodi di bisogno. Si tratta di usare l’energia elettrica in eccesso, disponibile nei periodi fuori picco, per raffreddare un liquido a bassissima temperatura. Riscaldando successivamente questo liquido al momento del bisogno, si creano volumi e pressioni tali da muovere la turbina di un generatore creando così elettricità che può essere restituita al “grid” (rimessa quindi in rete). Il progetto ha lo scopo di migliorare l’efficienza della griglia fornendo elettricità immagazzinata a basso costo.
GLI USA PROROGANO LA RIMOZIONE DEGLI HFC RA E RA
NUOVO MATERIALE A CAMBIAMENTO DI FASE
Dopo che EPA, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, ha annunciato la rimozione nel 2016 degli HFC R404A e R507A (GWP N3 990) dalla lista delle nuove alternative importanti (SNAP, Significant New Alternative Policy), ci sono stati diversi appelli da parte dell’industria della refrigerazione. È stato pertanto deciso che l’uso di questi refrigeranti sarà bandito a partire dal 1° gennaio 2017 in tutti gli impainti di refrigerazione dei supermarket. In Europa il Regolamento dugli F-gas ha già stabilito limiti e tempi per il phase-down di questi refrigeranti per giungere al pohaseout definitivo. Anche Canada e Giappone seguono tale tendenza.
Ricercatori australiani stanno studiando la possibilità di aumentare l’efficienza dei processi di refrigerazione che utilizzano energia solare di circa il 90% utilizzando un sistema di immagazzinamento di energia in un materiale a cambiamento di fase (a base salina). Questo materiale viene usato quando le batterie del fotovoltaico non producono energia sufficiente e provvede a raffreddare l’impianto di refrigerazione con un’efficienza del 90% superiore a quella del fotovoltaico tradizionale. La miscela salina si scioglie a temperature sotto lo zero per refrigerare circuiti di fluido secondario anche a -6 °C.
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FUGHE DI REFRIGERANTE, I PERICOLI DELLE RIPARAZIONI La riparazione di piccole fughe di refrigerante può risultare in effetti dannosa per l’ambiente. Recenti studi di una società di certificazione francese indicano che le grandi fughe di refrigerante, pur essendo poco numerose (4% del totale), costituiscono da sole oltre il 90% del totale annuo di perdite; le piccole fughe, pur essendo molto frequenti (57%), non producono danni rilevanti (1,12% della massa totale perduta). Ad esempio, dice lo studio, in un impianto a R404A, per riparare una fuga di 5g/a si possono perdere nell’atmosfera fino a 362 g di fluido, pari a 1262 kgCO2eq, un’emissione molto maggiore di quanto la piccola perdita causerebbe in 15 anni. La soglia minima di rilevamento degli strumenti cercafughe (Regolamento F-gas) dovrebbe quindi essere riveduta di conseguenza.
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LU-VE Group si è aggiudicato il premio “Top Investors” nell’ambito dei “China Awards 2015” I “China Awards” sono una premiazione annuale delle aziende italiane che meglio hanno colto le opportunità del mercato cinese e delle aziende cinesi che meglio hanno colto le opportunità del mercato italiano. Il premio è stato assegnato da un’autorevole giuria presieduta da Cesare Romiti (Presidente Fondazione Italia Cina) e Paolo Panerai (Vicepresidente e Amministratore Delegato Class Editori) ed è composta da Margherita Barberis (Direttore Generale Fondazione Italia Cina), Gabriele Capolino (Direttore ed Editore Associato MF-Milano Finanza), Franco Cutrupia (Presidente Camera di Commercio Italiana in Cina), Pierluigi Magnaschi (Direttore ItaliaOggi e MF/Milano Finanza), Marco Mutinelli (Professore ordinario di Gestione aziendale, Università degli Studi di Brescia e Responsabile della Banca dati Reprint sugli investimenti italiani all’estero ed esteri in Italia) e Pier Luigi Streparava (Presidente Camera di Commercio Italo Cinese). La cerimonia di premiazione si è tenuta a Milano lo scorso 26 novembre, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano.
NUOVA MISCELA DI CO E IDROCARBURI Un’università australiana ha brevettato una miscela di CO2 e idrocarburi che abbassano il punto di congelamento a -78,5 °C. Aggiungendo una piccola quantità di un agente idrocarburo leggero, il punto triplo di CO2 può essere abbassato a -78,5 °C alla pressione atmosferica. Questa miscela costituisce un valido refrigerante per molte applicazioni industriali dove si usano pericolosi idrocarburi come etano (temperatura di bolla -89 °C) o propilene (temperatura di bolla 47,6 °C). La ridottissima quantità di idrocarburo usato nella miscela dovrebbe portare ad una quasi non-infiammabilità della stessa. La natura stessa del CO2 presenta un eneorme vantaggio per l’industria petrolchimica che deve sostituire gli impianti attuali a R22. Si attendono ulteriori precisazioni da parte dei proprietari del brevetto.
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UNI/TS 11300-5
Calcolo dell’energia primaria e della quota di energia da fonti rinnovabili secondo la UNI/TS 11300-5 L’energia generata attraverso l’impiego di fonti rinnovabili può essere sia termica sia elettrica e costituisce i vettori energetici rinnovabili prodotti in situ, che attraversano il confine di valutazione già nella forma di energia utile di Luca Alberto Piterà*
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interno. Questa energia viene scambiata attrarinnovabili può essere sia termica verso due confini principali: il primo è il confine sia elettrica e costituisce i vettori Decreto sull’efficienza energetica, che sostitudel sistema, che include tutte le aree di pertinenza energetici rinnovabili prodotti in isce il DPR 59/09, sia le nuove Linee Guida sulla dell’edificio, sia all’interno che all’esterno dello situ, che attraversano il confine di certificazione energetica (Piterà, 2015a). Mentre il stesso, dove l’energia è consumata o prodotta; il valutazione già nella forma di enerpanorama legislativo sembra consolidarsi, il panosecondo, il confine di valutazione, delimita invece gia utile, come mostrato in Figura rama normativo è leggermente indietro, in quanto il volume di controllo sul quale viene effettuato 1. I vettori energetici che attravermancano ancora all’appello le parti 5 e 6 della speil bilancio energetico tra energia consegnata ed sano il confine del sistema poscifica tecnica 11300, la cui inchiesta pubblica è stata energia esportata. sono essere anch’essi già in forma chiusa a settembre (Piterà, 2015b). In particolare, la I fabbisogni di energia dell’edificio possono di energia utile (acqua calda o fredda UNI/TS 11300-5, che sostituirà la Raccomandazione essere soddisfatti attraverso: da teleriscaldamento o teleraffre14 del CTI e che di fatto costituisce il raccordo tra • l’energia finale rinnovabile prodotta in situ, cioè scamento e energia elettrica), o in le prime 4 parti, fornisce i metodi di calcolo per l’energia prodotta da fonte rinnovabile ottenuta forme che necessitano la converdeterminare in modo univoco e riproducibile: installando gli apparati di conversione, che costisione, si pensi al gas o alla biomassa, • il fabbisogno di energia primariahttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 degli edifici tuiscono parte integrante dei sistemi tecnici nel qual caso il sottosistema tecnico sulla base dell’energia consegnata ed esportata; dell’edificio, all’interno del confine del sistema; di conversione presente all’interno • la quota di energia da fonti rinnovabili; • l’energia finale consegnata attraverso il confine dell’edificio li converte in energia e fornisce anche precisazioni e metodi di calcolo del sistema da vettori energetici, che possono termica oppure, con un sistema di che riguardano, in particolare: essere prodotti da fonti di energia sia non rincogenerazione, in energia termica 1. le modalità di valutazione dell’apporto di enernovabili sia rinnovabili. ed elettrica. gia rinnovabile nel bilancio energetico; Le fonti rinnovabili di energia in situ da conIl calcolo dell’energia elettrica 2. la valutazione dell’energia elettrica esportata; siderare ai fini della valutazione sono: e termica prodotta da fonte rin3. la definizione delle modalità di compensazione • l’energia solare captata entro il confine del sistema novabile in situ, a esclusione degli dei fabbisogni con energia elettrica attraverso da collettori solari e da panelli fotovoltaici; aerogeneratori, si effettua secondo energia elettrica prodotta da rinnovabili; • l’energia cinetica del vento intercettata entro il quanto previsto dalla UNI/TS 11300-4 4. la valutazione dell’energia elettrica prodotta confine del sistema da generatori eolici; tenendo presente che l’energia eletda unità cogenerative. • l’energia termica (aerotermica, geotermica, idrotrica viene immessa subito a valle del Il fabbisogno di energia primaria viene defitermica) posseduta da aria, sottosuolo e acque punto di consegna del vettore eletnito sulla base dei singoli servizi resi dall’edificio, di superficie e di falda che si trovino entro il contrico, mentre quella termica viene inteso come un sistema costituito dal fabbricato, fine del sistema. immessa nel punto di collegamento l’involucro edilizio, e da tutti gli impianti e dispoL’energia generata attraverso l’impiego di fonti tra l’utilizzazione e la generazione, sitivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo L PRIMO OTTOBRE SONO ENTRATI in vigore sia il nuovo
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Figura 1 – Confine del sistema e confine di valutazione, vettori energetici consegnati e vettori energetici esportati. Legenda: 1: confine del sistema; 2: confine di valutazione dei vettori energetici; 3: sistemi che convertono l’energia da fonti rinnovabili in situ; 4: energia da fonti rinnovabili in situ; 5: vettori energetici da sistemi di conversione dell’energia da fonti rinnovabili in situ; 6: sistemi che convertono l’energia dei vettori energetici ex situ; 7: vettori energetici ex situ che necessitano di conversione; 8: vettori energetici ex situ già in forma di energia utile; 9: utenza finale; 10: vettori energetici esportati.
ovvero all’accumulo o alla distribuzione. Il calcolo dei singoli vettori energetici consegnati, originati da fonte non rinnovabile o rinnovabile, si effettua con le Parti 2, 3, 4 e 6 della UNI/TS 11300, in funzione del tipo di generatore impiegato, come mostrato in Tabella 1. Infine, il calcolo dell’energia estratta da fonti rinnovabili ex situ e da fonti non rinnovabili che corrispondono ai vettori energetici consegnati, rinnovabili e non rinnovabili, è effettuato utilizzando opportuni fattori di conversione in energia primaria definiti dal DM 26 giugno 2015 (Piterà, 2015,a).
Prestazione energetica dell’edificio La prestazione energetica dell’edificio viene calcolata sulla base di un unico indicatore, il Fabbisogno energetico annuale globale in energia primaria EPgl,tot, definito come la quantità di energia primaria relativa a tutti i servizi considerati nella determinazione della prestazione energetica erogata dai sistemi tecnici presenti all’interno del confine del sistema e calcolata su un intervallo temporale di un anno. Le equazioni
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da utilizzare, in termini di energia primaria totale, non rinnovabile e rinnovabile sono: E P.gl.tot = / E P,k,tot = E P,H,tot + E P,C,tot + E P,W,tot + E P,V,tot + E P,L,tot + E P,T,tot k
E P.gl.nren = / E P,k,nren = E P,H,nren + E P,C,nren + E P,W,nren + E P,V,nren + E P,L,nren + E P,T,nren k
E P.gl.ren = / E P,k,ren = E P,H,ren + E P,C,ren + E P,W,ren + E P,V,ren + E P,L,ren + E P,T,ren
ogni servizio considerato è dato dalla differenza tra l’energia consegnata (delivered) e quella esportata (exported) per ciascun vettore energetico. I fabbisogni mensili di energia primaria per ogni servizio considerato sono espressi in termini di energia primaria totale, non rinnovabile e rinnovabile:
E P, k, tot, m = / " E del,.k, i $ 8 P, totn, del, i , - / " E exp,.k, i $ 8 P, tot, exp, i , i i nelle quali il fabbisogno di energia primaria totale è dato dalla sommatoria dei contributi rinnovaE P, k, nren, m = / " E del,.k, i $ 8 P, nren, del, i , - / " E exp,.k, i $ 8 P, nren, exp, i , i i bili e di quelli non rinnovabili ed è espresso in 2 kWh/m |a : E P, k, ren, m = / " E del,.k, i $ 8 P, ren, del, i , - / " E exp,.k, i $ 8 P, ren, exp, i , i i E P, tot = E P, ren + E P, nren http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 e i pedici hanno il seguente significato: I fattori di conversione in energia primaria rinH: riscaldamento; novabile, non rinnovabile e totale per i vettori enerC: raffrescamento; getici consegnati sono definiti dal DM 26 giugno W: acqua calda sanitaria; 2015 (Piterà, 2015a), mentre per quelli esportati, V: ventilazione; per quanto riguarda l’energia elettrica prodotta L: illuminazione; da sistemi fotovoltaici, mini-eolici e mini-idraulici T: trasporti. in-situ ed esportata, sono uguali a quelli per il vetTali indici, se riferiti alla superficie utile, raptore energetico prodotto in situ e consegnato. presentano gli indicatori previsti dalla legislaPer l’energia elettrica prodotta da sistemi cogezione vigente. nerativi in-situ ed esportata, questi fattori, riferiti Nel caso di presenza di sistemi tecnici comuni all’energia esportata, sono calcolati in funzione a più unità immobiliari, per esempio impianto del fattore di allocazione dell’energia elettrica prodi riscaldamento centralizzato, illuminazione di dotta, definito dal DM 26 giugno 2015. aree comuni e impianto ascensore, i fabbisogni annuali di energia primaria per singolo servizio Energia consegnata e si suddividono fra le unità immobiliari sulla base ripartizione per servizio dei seguenti criteri, diversi per servizio: L’energia consegnata relativa all’i-esimo vet• Climatizzazione invernale: in proporzione al tore energetico è l’energia che entra nell’edificio fabbisogno di energia termica per riscaldamento attraverso il confine energetico. attribuibile alle singole unità immobiliari, comLa ripartizione sui diversi servizi dei vettori prensivo quindi di perdite di emissione, regoenergetici consegnati, da fonte non rinnovabile lazione e distribuzione alle utenze, considerati e rinnovabile, si effettua su base mensile: anche i relativi recuperi; E del, k, i, m = / j (Q k, gn, out, j, m / Q gn, out, j, m) $ E gn, in, i, j, m • Climatizzazione estiva: in proporzione al fabdove: bisogno di energia termica per raffrescamento Edel,k,i,m: energia mensile del vettore energetico attribuibile alle singole unità immobiliari, comconsegnato i-esimo utilizzata dal servizio k [kWh]; prensivo quindi di perdite di emissione, regoQk,gn,out,j,m: energia termica utile fornita dal genelazione e distribuzione alle utenze, considerati ratore j-esimo per il servizio k-esimo nel mese anche i relativi recuperi; m [kWh]; • Acqua calda sanitaria: in proporzione al fabbiQgn,out,j,m: energia termica utile complessivamente sogno di energia termica per acqua calda sanifornita dal generatore j-esimo nel mese m [kWh]; taria attribuibile alle singole unità immobiliari, Egn,in,i,j,m: energia richiesta dal generatore j-esimo comprensivo quindi di perdite di erogazione, al vettore energetico i-esimo nel mese m [kWh]; distribuzione alle utenze, considerati anche i j: indice dei generatori che utilizzano lo stesso relativi recuperi; vettore energetico consegnato i. • Ventilazione: in proporzione alla portata di aria Nel caso dei servizi ventilazione e illuminaeffettiva di ciascuna unità immobiliare; zione, il vettore energetico consegnato è l’energia • Illuminazione: in proporzione all’area della elettrica, che va ripartita sulla base dei fabbisosuperficie utile di ciascuna unità immobiliare; gni di energia degli apparecchi di movimenta• Trasporto di persone: per metà in proporzione dell’aria e degli apparecchi di illuminazione. zione al valore millesimale di proprietà delle singole unità immobiliari e per metà in misura Energia esportata e proporzionale all’altezza di ciascuna unità immoripartizione per servizio biliare dal suolo. L’energia esportata relativa all’i-esimo vettore energetico è quella che esce dall’edificio attraverso il confine energetico. Energia primaria esportata ed La ripartizione sui diversi servizi dei vettori importata per singolo servizio energetici esportati prodotti in situ da fonte non Il fabbisogno mensile di energia primaria per k
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rinnovabile e rinnovabile, si effettua su base mensile: E exp, k, i, m = (E del, k, i, m / E del, i, m) $ E exp, i, m dove: Eexp,k,i,m: energia mensile del vettore energetico esportato i-esimo associata al servizio k [kWh]; Edel,k,i,m: energia mensile del vettore energetico consegnato i-esimo utilizzata dal servizio k [kWh]; Edel,i,m: energia mensile del vettore energetico consegnato i-esimo [kWh]; Eexp,i,m: energia mensile del vettore energetico esportato i-esimo [kWh].
Calcolo della quota di energia da fonti rinnovabili Il calcolo della quota di energia da fonti rinnovabili può essere riferito a: • un solo servizio energetico dell’edificio, ad esempio l’acqua calda sanitaria; • più servizi energetici dell’edificio, ad esempio climatizzazione invernale, climatizzazione estiva e acqua calda sanitaria. La quota di energia da fonti rinnovabili QR, per i k servizi energetici considerati, è calcolata come: QR = / k (E P, k, ren) / / k (E P, k, tot) [-] dove: EP,k,ren: energia primaria rinnovabile riferita al k-esimo servizio energetico dell’edificio, calcolata utilizzando i fattori di conversione in energia primaria rinnovabile per ciascun vettore energetico i consegnato o esportato; EP,k,tot: energia primaria totale, rinnovabile più non rinnovabile, riferita al k-esimo servizio energetico dell’edificio e calcolata utilizzando i fattori di conversione in energia primaria totale per ciascun vettore energetico consegnato o esportato. La pubblicazione della UNI/TS 11300 parte 5 è prevista nel primo trimestre del 2016. n * Luca Alberto Piterà, Segretario Tecnico di AiCARR
BIBLIOGRAFIA
• Piterà L.A. 2015a. Siamo pronti per il nuovo DM requisiti Minimi. AiCARR Journal, 30, 12-13 • Piterà L.A. 2015b. UNI/TS 11300-6 – Determinazione del fabbisogno di energia per ascensori e scale mobili. AiCARR Journal, 34, 14-15
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I danni provocati dal pendolamento della regolazione
Due casi reali che dimostrano come alcuni errori di regolazione provochino dei danni importanti ai gruppi frigoriferi di Michele Vio*
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la colpa è solo della regolazione. Per capirne i motivi, bisogna avere qualche informazione in più sul circuito idraulico dell’impianto. Il caso in questione si 1.200 riferisce alla ottimizzazione di un impianto esistente, 1.100 che era servito da 5 diverse centrali frigorifere tra 1.000 loro separate, che sono state sostituite da un’unica 900 centrale, dotata di macchine ad alta efficienza; poi800 ché l’impianto doveva continuare a lavorare e il suo 700 funzionamento poteva essere interrotto solo per un 600 tempo molto limitato, i progettisti hanno pensato 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 TEMPO [minuti] di disporre 5 scambiatori di calore in prossimità dei gruppi frigoriferi esistenti. In questo modo è stato Figura 1 – Potenza richiesta ai gruppi frigoriferi misurata in un caso reale possibile predisporre e collaudare tutta la nuova parte, per poi scollegare l’impianto dalle vecchie 5,8 macchine e collegarlo facilmente agli scambiatori. 5,7 Il problema sta tutto nell’impostazione dei para5,6 metri delle valvole a due vie di controllo della tem5,5 peratura in uscita dagli scambiatori: l’utente per contratto richiedeva un ben preciso valore della 5,4 http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 temperatura di mandata, per cui il gestore ha pen5,3 sato bene di stringere la banda neutra delle valvole. 5,2 Errore fatale: le valvole hanno cominciato a pendo5,1 lare e i risultati sono quelli in Figura 1. Per verificare che fosse proprio la regolazione 5,0 a pendolare e non fosse invece il carico dell’im4,9 pianto a essere ciclico, per circa mezz’ora si è alzato 4,8 il set point dell’acqua prodotta dai gruppi frigori0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 TEMPO [minuti] feri oltre il valore desiderato dall’utente. In questo Reale Teorico Reale medio modo le valvole a due vie si sono spalancate tutte contemporaneamente e sono rimaste aperte tutto Figura 2 – Andamento dell’EER del gruppo frigorifero. La linea rossa il tempo e il carico si è subito attestato attorno ai mostra il valore teorico nel caso di funzionamento corretto della regolazione 1.000 kW reali, rimanendo stabile per tutta la durata della prova. Le conseguenze energetiche sono mostrate in Questa volta andiamo oltre per vedere quando UL NUMERO 31 di AiCARR Journal Figura 2. Il gruppo frigorifero “vede” un carico variale problematiche nella regolazione degli impianti avevo già trattato dei danni bile e non costante, per cui cerca di adeguarsi continon solo provocano danni energetici, ma anche energetici provocati da errori nuamente e ciò fa sì che la sua efficienza energetica, danni fisici ai gruppi frigoriferi. In particolare, pardi impostazione della regolazione, in il suo EER “puntuale”, vari continuamente. In partiliamo della pendolazione degli organi di regoparticolare quelli dovuti alla scriteriata colare, essendo un gruppo con compressori cenlazione, del perché si genera e di quali siano le e obsoleta abitudine di controllare la trifughi condensato ad acqua, l’EER si riduce con il sue conseguenze. Partiamo da casi reali, per i batteria fredda delle centrali di tratcarico, in quanto le palette di prerotazione si chiuquali sono state effettuate misure in laboratorio. tamento dell’aria a punto fisso e non dono, creando una inefficienza. L’efficienza media sulla base del valore reale di umidità diminuisce del 3,5%, con una perdita annua pari a relativa in ambiente. Avevo anche sotUn primo caso reale circa 10.000 € e, a vederla da ecologisti, con una tolineato come alcuni costruttori di In Figura 1 sono riportati i valori di potenza produzione di oltre 32 tonnellate di CO2 immesse sistemi di regolazione spaccino per richiesta ai gruppi frigoriferi rilevati in una cenin atmosfera. controllo diretto dell’umidità relativa in trale frigorifera, che ciclicamente varia tra 700 Per risolvere la cosa, è bastato banalmente allarambiente una più banale compensae 1400 kW nell’arco di 4 minuti, giorno e notte. gare la banda neutra delle valvole di regolazione: il zione del punto fisso e che il risultato Quale impianto può generare mai una simile gruppo frigorifero si stabilizza a vantaggio della sua è nelle decine di migliaia di euro persi variazione repentina? Forse una particolare proaffidabilità, prima ancora che della sua efficienza. all’anno, addirittura centinaia di migliaia, duzione industriale? Nulla di tutto ciò. Il carico è nel caso che citai come esempio. costante e prossimo a 1000 kW, 24 ore al giorno, e 1.400
POTENZA [kW]
1.300
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Gli errori più comuni
THE DAMAGE CAUSED BY THE OSCILLATION OF THE REGULATION Some mistakes in the plant regulation may cause not only energy damage, but also physical damage to the chiller. In this case we deal with the oscillation of the regulation organs.To understand what are the most common errors and their consequences we analyzed two case studies, for which were made measurements in the laboratory. Keywords: chiller, regulation, oscillation
L’impostazione troppo stretta della banda è uno degli errori più comuni: si pensa di migliorare la precisione della regolazione, mentre si rendono solamente più nervose le valvole e ogni altro organo di controllo. Io appartengo alla generazione della regolazione elettromeccanica, alla quale i regolatoristi più praticoni insegnavano subito tre cose: • la regolazione è tanto più stabile quanto maggiore
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PORTATA ACQUA
è l’inerzia termica del sistema in cui è posto il punto 100% di misura; 90% • nell’azionare più organi di regolazione si deve stare attenti a non metterli in risonanza tra di loro; 80% • si deve stare molto attenti ai transitori, perché i mag70% giori problemi sono concentrati là. 60% Tradotto in termini pratici, il primo insegnamento 50% dice che è molto meglio controllare la temperatura o l’umidità relativa dell’aria all’interno di un ambiente, 40% piuttosto che subito all’uscita di una batteria. Il motivo 30% è semplice: in ambiente il parametro controllato varia 20% molto più lentamente rispetto a quello letto con una 10% sonda inserita nel flusso d’aria subito a valle di una batteria, tanto più lentamente quanto maggiore è il 0% 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100 105 110 115 120 volume dell’ambiente, ahttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 parità di ogni altra condizione. TEMPO [minuti] A titolo puramente indicativo la Figura 3 mostra l’anRichiesta Regolazione a valle della batteria fredda Regolazione in ambiente damento della portata d’acqua che attraversa una batteria fredda per controllare l’umidità dell’aria, a seconda Figura 3 – Andamento della portata d’acqua attraverso una batteria che il punto di regolazione sia posto in ambiente oppure fredda a seconda del posizionamento della sonda di controllo subito a valle della batteria fredda. La batteria avrebbe bisogno di una portata costante pari al 50% della massima, mentre invece la valvola continua a modulare tra il 20% e il 70%. Nel caso di controllo della umidità Figura 4 – Condizioni relativa direttamente in ambiente la durata di un ciclo di prova di un sistema completo di regolazione è pari a circa 1 ora, mentre nel a circuito primario a caso di regolazione subito a valle della batteria, tipica portata variabile con delle regolazioni a punto fisso e a punto fisso compenun’unica valvola e sato, le più comuni, le oscillazioni sono dell’ordine di 5 valvola di sovrapressione minuti. Si comprende come la portata d’acqua nell’impianto sia molto meno stabile nel secondo caso, con inevitabili problemi nel caso di portata variabile sul circuito primario dei gruppi frigoriferi. Figura 5 – Andamento delle portate nel circuito secondario e nel Qui si innestano il secondo e il terzo insegnamento gruppo frigorifero e comportamento della valvola di sovrapressione dei vecchi regolatoristi praticoni: non si devono mai mettere più organi di regolazione in risonanza tra di loro e ANDAMENTO PORTATE bisogna sempre stare attenti ai transitori. Insegnamenti saggi, ma non sempre recepiti. 53%
Ho cominciato ad affrontare per la prima volta questo tema in un articolo del 2006. Sono sempre stato un po’ restio a variare la portata d’acqua nelle macchine frigorifere, ma nel corso degli anni ho dovuto ammetterne i vantaggi. Adesso mi sono convinto che la variazione di portata si possa fare in totale sicurezza e con ottimi risultati energetici, a patto di mettere due pompe a portata variabile, una sul circuito primario e una sul circuito secondario, e non una sola con una valvola di sovrapressione, così come si fa comunemente. I sistemi sono descritti nel paragrafo 10.8.1 del Manuale di Idronica AiCARR, recentemente pubblicato e gratuitamente disponibile via web a tutti i soci, cui rimando per gli approfondimenti del caso. Qui mi preme solo mostrare i risultati sperimentali ottenuti con il sistema tradizionale, con una pompa e una valvola di sovrapressione, e i rischi che il gruppo frigorifero corre. Le misure sono state condotte nel laboratorio di un costruttore italiano di macchine frigorifere. Le figure 4 e 5 mostrano cosa accade appena la
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52% 51% 50% 49% 48% 47% 46% 45% 44% 43% 42% 41% 40% 0
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TEMPO [minuti] Portata circuito secondario
Portata reale nel ruppo frigorifero
PERCENTUALE APERTURA VALVOLA SOVRAPRESSIONE
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Un secondo caso reale: la portata variabile sul circuito primario dei gruppi frigoriferi
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portata richiesta dall’impianto diventa le valvole termostatiche dei circuiti frigoriferi, con di valvole, quindi con caratteristica costante, ed inferiore a quella minima consentita rischi molto seri di generare ritorni di liquido e di è in grado di far scendere la portata del circuito nell’evaporatore del gruppo frigorirompere i compressori. primario fino al 40%. fero (di solito il 50%, condizione che Ecco perché con questo sistema la portata Con il sistema a una sola pompa e valvola si verifica già al 75% del carico frigodel circuito primario non può scendere mai al di di sovrapressione il pendolamento della portata rifero, perché le curve di resa delle sotto del 50%, mentre potrebbe arrivare al 40%: se d’acqua è inevitabile quando ci siano due macbatterie non sono lineari con la porcercasse di raggiungere il 40%, il pendolamento chine poste in parallelo, una ferma e una in funtata d’acqua). In condizioni di pordescritto in Figura 5 porterebbe la portata a valori zione. Quando quella ferma si avvia, la portata tata del circuito secondario costante prossimi al 30%, troppo bassa per evitare ritorni di acqua nell’evaporatore di quella in funzione pari al 49% della portata massima, di liquido. Questo è anche il motivo per cui prediminuisce immediatamente, perché la pompa come mostrato in Figura 4, la valferisco di gran lunga il sistema con due pompe si avvia istantaneamente, mentre la valvola regola vola di sovrapressione dovrebbe entrambe a portata variabile, così come descritto in almeno due minuti. Con un sistema a doppia far passare l’1% della portata d’acnel Manuale di Idronica AiCARR, che è molto più pompa ciò non accade. n qua massima del gruppo frigorifero stabile ed energeticamente più conveniente. Infatti, http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 (è dimensionata per far passare il l’energia di pompaggio è inferiore a quello del * Michele Vio, Studio Associato Vio, Venezia, 50% della portata massima, quindi sistema qui descritto, perché la pompa del circuPast President AiCARR dovrebbe aprire al 2% della sua corsa ito primario lavora in un circuito idraulico privo complessiva). Tutto funziona se la portata del circuito secondario rimane costante, ma come si è visto il pendolamento è fisiologico e inevitabile. Per questo motivo, come mostrato in Figura 5, è stata ipotizzata una variazione minima della portata d’acqua nel circuito secondario, che invece di rimanere stabile al 49% varia ciclicamente ogni due minuti tra il 51% e il 47%, variazione minima e del tutto prevedibile in un impianto reale. A questo punto, anche la valvola più precisa comincia a risentirne. Infatti, la variazione del circuito primario è iSeries è un sistema di climatizzazione multifunzione che, grazie all’innovativa amplificata dalla condotta della valtecnologia del recupero di calore, riscalda l’acqua in modo gratuito durante il ciclo vola di sovrapressione, che cerca di di raffrescamento, senza incidere sui consumi di energia elettrica aprire e chiudere in minima percentuale per stabilizzare al 50% il valore della portata, ma senza riuscirci, sia per i suoi tempi di reazione che per la sua precisione. Così, la portata d’acqua nell’evaporatore scende fino al 40% della portata massima, valore ancora in grado di consentire lo scambio termico. Non è tanto questa riduzione ad essere di per sé pericolosa, quanto l’andamento temporale: la portata nell’evaporatore oscilla tra il 51% e il 40% in due minuti, trascinandosi dietro anche le valvole termostatiche dei circuiti frigoriferi, con il rischio di innescare pericolosi ritorni di liquido. Ciò accade perché non si è tenuto conto degli insegnamenti dei vecchi praticoni: valvole dei terminali, valvola di sovrapressione e inverter della pompa rischiano di entrare in risonanza tra di loro, perché l’instabilità di uno solo di questi organi trascina con sé anche gli altri due. Tutti assieme, poi, trascinano pure
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il freddo che produce caldo
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Efficienza energetica e finanziamenti
Gli strumenti finanziari nazionali di supporto alla riduzione dei consumi energetici negli edifici delle pubbliche amministrazioni Breve resoconto delle opportunità che si prospettano ai Comuni per accedere ai fondi messi a disposizione a livello Nazionale per la riduzione dei consumi energetici e delle barriere tecniche ed economiche che ne hanno a tutt’oggi ostacolato l’utilizzo di Patrizia Ferrante, Leonardo Lo Coco, Gianfranco Rizzo*
Gli incentivi nazionali per l’efficienza energetica nei comuni In questi ultimi anni le amministrazioni comunali sono state complessivamente poco incisive nella realizzazione di interventi di efficientamento energetico del parco edilizio di loro pertinenza. Le cause principali sono da imputare ai numerosi vincoli amministrativi cui sono sottoposti i Comuni dalle normative europee e nazionali, alle difficoltà di ottemperare al rispetto dei vincoli di
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finanza pubblica, alla insufficienza di personale tecnico specializzato nell’organico dei Comuni e, infine, alla frequente assenza di strumenti di pianificazione energetica locale. D’altra parte, proprio negli stessi anni venivano resi disponibili numerosi strumenti di incentivazione a beneficio dei Comuni per la realizzazione di interventi infrastrutturali nell’ambito dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, come testimonia la Tabella 1, nella quale sono sinteticamente
indicati gli aspetti positivi di tali strumenti, insieme con le difficoltà che ne hanno compromesso in alcuni casi l’efficacia. Relativamente agli aspetti positivi, occorre rilevare il notevole impegno di risorse finanziarie che il Governo ha dispiegato in questo settore, circa 575 Mln €. Inoltre, a tale importo dovranno essere aggiunte le risorse previste nel nuovo ciclo di
Tabella 1 – Quadro sintetico dei principali strumenti incentivanti per interventi di efficientamento energetico nelle Pubbliche Amministrazioni Tipologia di Tipologia di Budget totale Soggetto Strumento interventi finanziamento disponibile attuatore incentivante finanziabili Comuni per la sostenibilità e l’Efficienza energetica CSE 2015 – Avviso 28 Maggio 2015
Conto Energia Termico DM 28 Dicembre 2012
Interventi di produzione di energia da fonti rinnovabili a servizio di edifici pubblici
Conto Capitale, sino al 100%
Conto Capitale Interventi fino massimo di efficienza al 40% energetica in oppure edifici esistenti Contributi (involucro, parte sull’energia impiantistica e prodotta produzione di FER)
95 M€ (15 M€ per il 2014 e 80 M€ per il 2015)
Vantaggi
Non sono ammissibili le spese L’utilizzo della piattaforma per competenze tecniche telematica MePA per l’acquisto di beni e servizi per Ministero Non sono previsti interventi di energetico dello Sviluppo l’efficientamento efficienza energetica sull’involucro consente di ridurre i tempi Economico di aggiudicazione della (MISE) L’utilizzo della Piattaforma MePA gara nell’individuazione è consentito solo per interventi del soggetto che dovrà che abbiano importi sino a 207 k€ realizzare l’intervento
Gestore del Servizio Elettrico (GSE)
Procedure di accesso abbastanza complesse
Il sistema incentivante è differenziato sulla base della Assenza di personale tecnico tipologia di intervento da specializzato all’interno dei Comuni realizzare. Inoltre sono stati individuati gli importi massimi Scarsa promozione e divulgazione ammissibili per intervento del meccanismo incentivante presso le Pubbliche Amministrazioni
ABBONATI PER LEGGERE 200 M€
Svantaggi
http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 Cumulabilità con altri Fondo Rotativo Nazionale per l’efficienza energetica edifici scolastici DM 14 Aprile 2015
Interventi di Prestito a tasso efficientamento agevolato (conto energetico degli interessi) immobili scolastici
250 M€
strumenti incentivanti, per una percentuale massima del Ministero dell’Ambiente 50% del valore del progetto Scarsa promozione e divulgazione e della Tutela meccanismo incentivante presso Il Fondo, di tipo rotativo, del le del territorio Pubbliche Amministrazioni fa sì che il budget annuale e del mare si autoalimenti grazie alle (MATTM) somme restituite ciclicamente dai soggetti beneficiari
Fondo Nazionale per l’efficienza energetica Art.15 DLgs 102/2014
M€ ipotizzati Interventi Prestito a tasso 30per Possibilità di scegliere il periodo coerenti con il agevolato Ministero (conto l’agevolazione sotto 2014-2015. raggiungimento dello Sviluppo forma di garanziasia interessi) dello Stato Per il periodo degli obiettivi Economico oppure che di sconto sugli interessi 2016-2020 nazionali di (MISE) Concessione del prestito richiesto sarà pari a efficienza di Garanzia 70M€/annui energetica
Titolo Efficienza Energetica DM 24 Aprile 2001 e DM 28 Dicembre 2012
Contributi Interventi per sul risparmio l’incremento dell’efficienza conseguito sotto energetica e per forma di titoli negoziabili l’utilizzo delle FER
programmazione comunitaria (20142020). Un altro aspetto positivo riguarda l’attivazione di innovativi strumenti di ingegneria finanziaria, quali i fondi di rotazione e il fondo di garanzia, caratterizzati da due importanti proprietà: la prima è la loro capacità di autoalimentarsi attraverso il rimborso delle rate, includendo così nei benefici una più ampia platea di imprese, la seconda è quella di produrre un effetto leva
Non indicato
Gestore del Servizio Elettrico (GSE)
Ritardo nella pubblicazione dei decreti attuativi che regolamentano il fondo
Il contributo è erogato Basso contributo per gli interventi in relazione all’effettivo risparmio energetico prodotto riguardanti l’involucro edilizio dall’intervento proposto
superiore rispetto agli strumenti incentivanti basati sul meccanismo del contributo in conto capitale. Inoltre, il fatto che i fondi rotativi e/o di garanzia non rappresentano un incentivo puro, ma un’agevolazione nell’accesso al credito, riduce il rischio di coinvolgimento di soggetti poco qualificati. Agli aspetti positivi appena citati è necessario contrapporre alcune criticità che sono emerse già nella fase di prima applicazione di questi strumenti. Innanzitutto, la molteplicità di meccanismi incentivanti attivati in ambito Nazionale, finora cinque,
THE ITALIAN DOMESTIC FINANCIAL TOOLS SUPPORTING PUBLIC ADMINISTRATIONS TOWARDS THE REDUCTION OF THE ENERGY CONSUMPTION IN BUILDINGS
Public Administrations are currently constrained, in their aims of carrying out actions and projects for the limitation of the energy consumption of buildings, by the scarcity of adequate budgets and by the need of observing the Growth and Stability Pact. On the contrary, the availability of (and the access to) suitable financial sources would represent significant opportunities for an economic development characterized by energy and environmental sustainability. This paper, after a short review of the domestic financial tools actually available for the reduction of their energy consumption of municipalities, analyses the technical and economic barriers that limit their effective utilization and that should be properly removed. Keywords: Energy consumption, buildings, public administrations, financial tools, Stability Pact
rivolti allo stesso soggetto beneficiario, la Pubblica Amministrazione, e la presenza di tre diversi soggetti gestori, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente e Gestore dei Servizi Elettrici, determinano una comprensibile confusione sia tra i soggetti beneficiari sia tra gli stakeholders dell’intero comparto dell’efficientamento energetico. Un’altra criticità riguarda l’assenza di finanziamenti per le attività legate alla fase propedeutica alla realizzazione degli interventi infrastrutturali, ad esempio gli audit energetici e le diagnosi energetiche. Solamente il Fondo Rotativo per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici e in alcuni casi il Conto Termico prevedono il finanziamento delle diagnosi energetiche. Infine, tutti gli strumenti incentivanti finanziano gli interventi di efficientamento energetico senza una previa analisi costi-benefici, aspetto che è stato oggetto di osservazione già nel 2013 da parte della Corte dei Conti Europea. La raccomandazione finale della Corte dei Conti era quella di “subordinare la concessione di finanziamenti per misure di efficienza energetica a un’adeguata valutazione del fabbisogno, a un regolare monitoraggio, all’impiego di indicatori di performance
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confrontabili, nonché all’uso di criteri trasparenti per la selezione dei progetti e a costi di investimento standard per unità di energia da risparmiare”. Tale raccomandazione dovrebbe costituire un’utile guida nella fase di predisposizione dei nuovi meccanismi incentivanti.
definitivamente nei prossimi anni il settore della green economy nazionale. Appare pertanto fondamentale una cabina di regia in grado di fornire le direttive per l’istituzione di un unico meccanismo incentivante per le Pubbliche Amministrazioni, possibilmente scalato in opportune fasi temporali, così da evitare sovrapposizioni nell’incentivaLa programmazione comunitaria zione delle stesse tipologie di interventi o di servizi. 2014-2020 e l’efficienza Al semplice scopo di ipotizzare un possibile energetica degli edifici pubblici scenario d’azione, si potrebbe attivare in una prima Per completare la rassegna dei vari meccanifase un fondo di rotazione a beneficio dei Comuni smi incentivanti per il settore dell’efficientamento per finanziare le attività propedeutiche alla realizenergetico degli edifici pubblici, è doveroso fare zazione degli interventi infrastrutturali, ad esempio un cenno alla politica di coesione del nuovo ciclo le diagnosi energetiche e i progetti preliminari; in di programmazione 2014-2020, che concorrerà al una seconda fase, si potrebbe attivare un meccahttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 raggiungimento degli obiettivi per la transizione nismo incentivante per finanziare la realizzazione verso un’economia a basse emissioni, dando priodegli interventi infrastrutturali previsti nella fase rità a interventi che massimizzino gli impatti in precedente, attraverso un contributo in conto capitermini di riduzione dei consumi energetici e di tale a beneficio dei soggetti pubblici, abbinato a riduzione delle emissioni di gas serra. Per contribuun altro strumento quale un fondo di garanzia o ire in misura significativa a tali obiettivi nel nuovo un fondo interessi, a beneficio dei soggetti privati ciclo di programmazione è stato attribuito un ruolo che intendono proporsi alle pubbliche amminifondamentale agli interventi di riduzione dei constrazioni come partner per progetti di efficientasumi energetici delle Pubbliche Amministrazioni. mento energetico attraverso il meccanismo del Siffatti interventi trovano spazio all’interno dell’ObietFinanziamento Tramite Terzi e l’utilizzo di contivo Tematico 4 del Fondo Europeo dello Sviluppo tratti di Energy Performance Contract. Regionale, FESR, dal titolo “Sostenere la transizione Il contributo in conto capitale per il soggetto verso un’economia a basse emissioni”. pubblico dovrebbe essere differenziato in funGli interventi di efficientamento energetico zione della tipologia dell’intervento da realizzare, degli edifici pubblici verranno finanziati a condidei risultati di efficientamento energetico da conzione che si dia la priorità alle tipologie di edifici a seguire e della entità demografica del soggetto maggiore consumo e con maggiore potenziale di proponente. Il fondo di garanzia o il fondo interisparmio energetico, in rapporto all’investimento ressi per i soggetti privati, per esempio le ESCO, necessario, sulla base delle risultanze di opportune dovrebbe consentire di cofinanziare, compatibilmente con i limiti previsti dalla normativa diagnosi energetiche. Una particolare attenzione, inoltre, verrà rivolta agli interventi sull’edilizia resiComunitaria in materia di aiuti di Stato, gli interdenziale pubblica, che saranno attuati prioritariaventi infrastrutturali di efficientamento energemente attraverso strumenti finanziari che attivino tico che hanno già beneficiato del contributo in conto capitale nella prima fase. capitali privati, attraverso accordi pubblico-privato. L’istituzione di uno strumento finanziario che combina un finanziamento in conto capitale con Conclusioni A conclusione di questa breve disamina occorre un finanziamento a restituzione, fondo di garanzia affermare che se non è possibile, allo stato, indivio fondo interessi, consentirebbe di contribuire alla duare il miglior meccanismo incentivante da adotsostenibilità dei costi di investimento di tecnologie tare, è sicuramente utile mettere in atto una sinergia con pay back time diversificati. tra i vari meccanismi incentivanti al fine di creare Qualunque sia lo strumento incentivante preuna strategia finanziaria vincente per far decollare scelto, per garantire un buon ritorno in termini di
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rapporto costo-efficacia delle risorse stanziate, è necessario, facendo tesoro degli errori delle esperienze precedenti, definire delle semplici regole per l’accesso agli avvisi, prevedendo altresì degli indicatori di monitoraggio in itinere che consentano di tracciare l’andamento del meccanismo incentivante in tempo reale, prima della rendicontazione economica finale dei progetti. Per quanto riguarda le difficoltà riscontrate da parte dei Comuni, in particolare l’insufficienza di risorse umane competenti nei loro organici, è assolutamente necessario inserire istituzionalmente negli organici di queste amministrazioni la figura dell’energy manager, a partire da quegli Enti locali obbligati ai sensi di legge e che ad oggi non hanno ancora ottemperato a quest’obbligo di legge. Infine, allo scopo di rafforzare la sinergia tra soggetti pubblici preposti a vario titolo al conseguimento del risparmio energetico in edilizia, occorrerebbe promuovere la collaborazione tra le Amministrazioni locali e gli specifici Enti di Ricerca che operano nel settore dell’efficientamento energetico. In conclusione, si rileva come siano molteplici, e tra loro interrelati, i limiti e le criticità che ad oggi inibiscono un’ampia diffusione degli interventi di efficienza energetica nei Comuni italiani. È solo grazie al loro superamento che potrà finalmente sbloccarsi l’importante potenziale insito nelle realtà comunali in tema di efficienza energetica. n * Patrizia Ferrante e Gianfranco Rizzo, Università degli Studi di Palermo Leonardo Lo Coco, libero professionista, Palermo
BIBLIOGRAFIA
Patrizia Ferrante, Leonardo Lo Coco, Gianfranco Rizzo
Per scaricare il libro ANALISI DELLE RISORSE FINANZIARIE NAZIONALI PER LA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
di P. Ferrante, L. Lo Coco e G. Rizzoi vai a: promo.casæclima.com/finanziamenti o accedi alla biblioteca del sito aicarr.org www.aicarr.org/editoria/Editoria_Biblioteca.aspx
I
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«Analisi delle risorse finanziarie nazionali per la riduzione dei consumi energetici nelle Pubbliche Amministrazioni»
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• Norme Comunitarie e Nazionali • Direttiva (2002/91/CE) sul rendimento energetico nell’edilizia • Direttiva (2010/31/CE) Direttiva Epbd - Prestazione energetica nell’edilizia • Direttiva (2012/27/UE) sull’efficienza energetica • Dlgs 4 luglio 2014, n. 102 “Attuazione della direttiva 2012/27/Ue sull’efficienza energetica” • DM Sviluppo economico 28 dicembre 2012 “Incentivazione della produzione di energia termica da impianti a fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni” • DM Ambiente 14 aprile 2015 - Misure per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici
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FOCUS Building Energy Management System
?
Quale cruscotto per la building
automation Criteri di scelta
Classificazione razionale per la valutazione dei criteri che devono guidare nella progettazione di cruscotti adatti alla Building Automation di Frank Shadpour e Joseph Kilcoyne*
V
I IMMAGINATE GUIDARE un’autovettura senza cru-
scotto? Sembra una cosa inconcepibile al giorno d’oggi, ma nel 1917, quando fu introdotto sul mercato mondiale, il famoso Modello T della Ford non lo aveva. Nei primi anni dell’industria automobilistica le principali preoccupazioni di progettisti e costruttori erano il funzionamento del mezzo e l’affidabilità di tutto il sistema; velocità, consumo di carburante, allarmi di sicurezza erano assolutamente secondari o addirittura non erano considerati affatto.
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I bisogni dell’automobilista medio aumentarono con il passar del tempo; oggi i costruttori di autoveicoli offrono mezzi che comprendono come standard cruscotti che recano indicazioni in tempo reale perfino sulla tendenza del consumo di carburante e si pongono anche come interfaccia per servizi ausiliari esterni come il navigatore, il telefono e la radio. L’operatività di un edificio e la marcia di un autoveicolo hanno le stesse peculiarità: entrambi funzionano consumando “combustibile”, entrambi
richiedono una costante manutenzione per essere in grado di funzionare correttamente e a lungo, entrambi possono essere ottimizzati per funzionare con maggiore efficienza. Stranamente però, mentre il cruscotto è diventato uno standard nell’industria automobilistica, la maggior parte degli edifici funziona senza trarre profitto da questo importante ed efficace dispositivo: a
noi sembra sia tempo che l’industria degli edifici si adegui. Quest’articolo si propone come base razionale per la valutazione dei criteri che debbono guidare nella progettazione di cruscotti adatti alla Building Automation.
ABBIAMO LASCIATO PARLARE I PROFESSIONISTI
A molti osservatori il termine ”quadro energetico” fa pensare ad un pannello illuminato generalmente posto nell’ingresso di edifici certificati LEED che indica i dati cosiddetti “verdi” (green Per redigere quest’articolo gli autori hanno condotto un’infacts, in inglese) riguardanti l’edificio stesso o il dagine originale su più di cento professionisti, comprencomplesso in cui esso è situato. I “green facts” dente Facility Manager, progettisti d’impianto e tecnici sono indicati in termini di ipotetici “alberi piantati” della regolazione, al fine di appurare e misurare l’interesse equivalenti (trees planted, in inglese) o “automodella categoria sui quadri operativi per la B.A. I particoCos’è un “cruscotto” bili eliminate dalla strada” (cars taken off the road, lari funzionali sottoposti nell’indagine sono qui riportati Il termine “cruscotto”, che in itain inglese). Sebbene queste informazioni siano nell’ordine di priorità indicata dagli intervistati. liano contiene la radice crusca (la parte interessanti e intuitive per l’osservatore comune, • Costi dell’energia in tempo reale non buona dei cereali che viene eliesse sfiorano appena la superficie delle possibilità • Rilevamento dei malfunzionamenti e diagnosi degli stessi minata dopo la macinatura) era oriche può offrire un quadro operativo. Al giorno • Controllo integrato della struttura (la facility) ginariamente un “pannello” di legno d’oggi l’utilizzatore ha la possibilità di acquisire • Dati meteorologici o di cuoio posto sul davanti dei carri in tempo reale dati specifici e particolari per il • Controllo integrato dell’illuminazione e delle slitte per proteggere condusuo caso, cioè customerizzati e ricavati da una • Monitoraggio delle rinnovabili utilizzate dal sistema centi e passeggeri dalhttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 fango e altri molteplicità di fonti mai utilizzate prima che gli • Analisi delle tendenze detriti sollevati e sbattuti indietro consentono di procedere a soluzioni informate • Accesso remoto dagli zoccoli dei cavalli nella loro e ottimizzare in modo continuo per il funziona• Notifica di inserimento manuale corsa. Il termine (in inglese, dashbomento del suo edificio. • Monitoraggio dei sistemi antincendio ard), come gli automezzi, ha subito una continua evoluzione (fino a indicare la parete anteriore dell’abitaÈ necessaria una classificazione colo di un autoveicolo posizionata I quadri operativi non sono creati tutti uguali! al disotto del parabrezza e conteIl termine “quadro operativo” continua ad essere nete quadri di controllo e comando sfoggiato quando si fa promozione di qualsiasi Tre sono gli elementi essenziali da prendere N.d.T.) ed è stato poi adottato nel schermo sul quale compaiono vistosi grafici e in considerazione nella scelta di un pacchetto 1992 e reso popolare nella tecnica dei diagrammi relativi all’energia. Ma in fondo, cosa software: computer dalla Hewlett-Packard per si ottiene quando si decide di comprare un qua• Grafici intuitivi. I grafici mostrati sono chiari e indicare la schermata di Windows. dro operativo? intuitivi, tali cioè da poter essere facilmente comSebbene la definizione specifica Gli eventuali compratori dovrebbero sapere presi senza ricorrere a istruzioni supplementari? del termine varia secondo i meralcune cose. • Strumenti analitici. Gli strumenti analitici del cati, il cruscotto viene comunemente • Il quadro in questione è legato unicamente all’aquadro hanno la capacità di integrare diverse inteso come «una esposizione visiva spetto energetico della struttura oppure può sorgenti di dati attuali e storici in modo che si delle più importanti informazioni anche fornire informazioni particolareggiate dei ottengano informazioni che permettano decinecessarie per raggiungere uno o sistemi di B.A.? sioni in tempo reale? più obiettivi, raggruppate e sistemate • Il quadro può essere customerizzato individual• Facilità di customerizzazione. Il quadro può su un unico schermo in modo che mente, cioè adattato alle esigenze dell’utilizessere facilmente adattato alle esigenze specipossano essere acquisite e monitozatore specifico per rispondere alle esigenze fiche del personale dell’utilizzatore in fatto di rate con un semplice sguardo» [1]. dei tecnici, dei manutentori e dello stesso CEO? manutenzione, operatività e analisi finanziarie? Purtroppo non esistono oggi norme di clasQuest’articolo presenta un metodo razionale sificazione che stabiliscano i criteri per una valuper classificare i vari tipi di quadri per B.A. con tazione razionale delle performance dei quadri l’indicazione di diversi livelli di caratteristiche in Poiché il termine cruscotto sembra in operativi, siano essi energetici o per B.A. Risulta modo che il proprietario, gli operatori, i progettirealtà piuttosto banale in quanto utiquindi necessario individuare punti di riferimento sti e gli impiantisti possano discuterne secondo i lizzato particolarmente nell’industria univoci, degli standard, per comparare i diversi loro bisogni. La classificazione qui proposta è stata automobilistica, nella versione italiana pacchetti di software e offrire così un valido aiuto concepita con diversi livelli similmente a quanto di quest’articolo dedicato alla Building nella loro scelta. Ma, come si è detto, tutto ciò stabilito da ASHRAE per il processo di superviAutomation si è preferito adottare il oggi non esiste. sione energetica degli edifici [2]. termine “quadro operativo”. Il metodo di classificazione proposto comprende quattro livelli di proprietà; ciascuno dei quali contiene sempre le funzioni e gli strumenti del livello immediatamente inferiore. CRITERIA FOR BUILDING AUTOMATION DASHBOARD As the market for energy and building automation dashboards continue to expand, there is an increasing need to provide a rational basis to classify standard and advanced dashboard features. Rational building automation Livello 0 – Quadri operativi dashboard classifications are necessary to allow an “apples to apples” comparison when choosing between platcon dati statici form. This article presents four levels of dashboards ranging from interactive analysis of static data to ongoing Assegniamo il Livello 0 a quadri operativi che continuous analysis of live streams of building automation “big data” sets. Armed with a better notions of the riportano solo aggregati di dati statici. Questi quaoverall range of available dashboard toolsets and the required amount of effort to accomplish each Level, facility dri sono tipicamente concepiti dagli ingegneri per owners and operators can select an application which best suitd their needs. illustrare le relazioni intercorrenti tra le diverse conKeywords: building automation dashboards, big data dizioni che potrebbero verificarsi durante il processo di progettazione della struttura. Il quadro
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Nota del traduttore
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di livello 0 può essere immaginato come un “rapporto interattivo”; invece di presentare un rapporto stampato con presupCosti totali annuali dell’energia posti fissi per i diversi gradi di valutazione (o classificazione) e Profilo Costo Elettricità Previsione della valutazione annuale del complesso (Utility) Percentuale di risparmio verso il presente tariffe assunti in progetto, il livello 0 permette all’utilizzatore di Costo annuale del Elettricità visualizzare quanto i cambiamenti nel livello di valutazione o efficienza possono influenzare i principali indicatori della perPercentuale di risparmio verso il presente Profilo Costo Gas Naturale formance totale. L’intento del livello 0 è di fornire un’interfaccia Costo annuale del Gas Naturale grafica intuitiva che consenta all’utilizzatore di manipolare veloPercentuale di risparmio verso il presente cemente grandi insiemi di dati e calcolare una variabile chiave come il periodo di pay-back, il budget di progetto oppure conAccesso diretto SCEGLI IL TASSO Status quo Prezzo critico di picco frontare i diversi costi del ciclo di vita. Tasso Inflazione Annuale Energia Tariffe accesso diretto Prezzo critico di picco Crescita del Campus Le categorie che proponiamo cominciano dal livello 0 invece che dal livello 1 perché il livello 0 non prende in considerazione Tasso Inflazione Annuale Gas Naturale né visualizza nessun elemento che avviene in tempo reale anche se fisicamente può presentarsi come un quadro di livello 1. Le sorgenti di dati comunemente usati dal livello 0 comprendono Figura 1 – il quadro operativo di livello 0 permette risultati che simulano l’energia dell’edificio, dati storici misurati la manipolazione di insiemi di dati statici. La ad intervalli prefissati o altri grandi insiemi di dati dai quali si posrelazione tra le molteplici variabili e opzioni sono derivare delle deduzioni valide. Essi sono usati principalpuò essere dimostrata su un display intuitivo http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 mente per scopi di pianificazione generale, quando delle risposte a domande del tipo “cosa succederebbe se” permettono al proprietario di prendere decisioni più informate sulla pianificazione Esterno Interno dell’investimento grazie ad analisi comparative dei costi del ciclo di vita con il progetto di costruzione dell’edificio. temperatura esterna temperatura media La Figura 1 è un esempio di Livello 0 che mostra un piano enerentalpia esterna entalpia interna getico generale interattivo per un campus universitario [3]. Sono riportati calcoli di costi onnicomprensivi e risparmi energetici per Costo Totale Elettricità annuale ad oggi umidità relativa umidità relativa arrivare ad analisi dell’efficienza energetica e delle possibilità di CO esterno CO interno utilizzazione di energie rinnovabili. Si possono aggiustare le previsioni di inflazione e tassi finanziari per arrivare al loro impatto economizzatore set point sulla riga della somma finale. Trasmissione Distribuzione Utilizzo Impegno potenza Competenze PPA solare
Trasporto Utilizzo
Status quo
Proposto
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Totale energia risparmiata
Livello 1 – Quadri operativi con schermata di dati attuali (live data) Il livello 1 viene ritenuto la versione maggiormente utilizzata di quadro energetico: in esso vengono mostrate informazioni provenienti da sorgenti che forniscono dati attuali. Il quadro di livello 1 visualizza generalmente i dati energetici in tempo reale, le caratteristiche dell’edificio, le performance LEED, e suggerimenti ecologici (“green tips”). Questi quadri possono consistere in schermi fisicamente presenti nell’edificio oppure come schermi virtuali accessibili via internet. L’obiettivo del livello 1 è di creare la consapevolezza dell’occupante attraverso l’esposizione in tempo reale del comportamento, della performance cioè, attuale dell’edificio, delle caratteristiche sostenibili del progetto, dando nello stesso tempo suggerimenti su come possono essere migliorate, insieme ad altre informazioni istruttive. Il livello 1 mostra dati tipicamente derivati da sorgenti quali i contatori dell’energia, i sistemi di B.A., la posizione attuale e le tendenze degli elementi LEED; è possibile visualizzare l’intensità dell’uso di energia di molteplici edifici a livello di impresa o anche confrontare il livello attuale del consumo mensile di un singolo edificio con quello dell’anno precedente. Il livello di dettaglio dei dati forniti dal Livello 1 può andare dall’uso di energia dell’intero edificio fino al particolare dei sub-contatori di sistemi e apparecchiature. I quadri di livello 1 sono intesi al solo scopo di monitorare e mostrare; generalmente non sono disponibili ulteriori analisi o sono solo possibili con strumenti non compresi nel software stesso, come le tariffe elettriche o i motori di analisi dei costi delle bollette.
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costo orario energia tariffa attuale
Figura 2 – I quadri operativi di livello 1 mostrano generalmente i dati della performance energetica della struttura ricavati in diretta dai contatori dell’energia e dal sistema di B.A.
Livello 2 – Quadri operativi con controllo integrato e analitiche I quadri operativi di livello 2 introducono tre possibilità addizionali: le analitiche, i servzi web e i controlli integrati. Funzioni analitiche
La parola “analitica” è forse il termine di maggior richiamo nel campo della B.A. oggi. Promesse di analitiche avanzate sembrano immancabili nel marketing di qualsiasi proposta di software per i sistemi di intelligence dell’edificio. Ma di cosa si tratta? Il termine “analitica” si applica a un software che fornisce informazioni utilizzabili quale risultato di analisi sistematiche di dati e statistiche. Sostanzialmente, per “analitiche” si intendono dei pacchetti di software che masticano dati e lavorano dietro le quinte per generare indicatori di performance chiave sul quadro operativo. Mentre il quadro di livello 1 può contenere solo alcune semplici funzioni analitiche, il livello 2 dà la possibilità al programmatore ed all’utilizzatore di customerizzare attrezzi analitici per focalizzarsi su specifici elementi che gli interessano particolarmente. Ad esempio, se un tecnico HVAC è interessato a vedere se una centrale
controllo a comunicazioni aperte, come BACnet (B.A. and control network di Ashrae/Ansi/Iso N.d.T.), ha aperto il mercato a società Potenziali risparmi Profilo energetico energetici settimanali di integrazione che offrono ai controllori sul campo una soluzione, disponibile da sorgente unica, per integrare regolazioni Risparmi annuali ad oggi dal momento dell’intervento di apparecchiature anche di costruttori diversi. Zone di comfort fuori della In questo modo, con l’avvento di piattaforme software di banda di regolazione terze parti che possono rimpiazzare i grafici dei costruttori di Profilo errori sistemi DDC, gli operatori degli edifici hanno adesso la scelta di tralasciare i grafici standard e costruirsi dei quadri di B.A. custoCosto annuale ad oggi merizzati secondo le loro esigenze. Con l’aggiunta quindi della capacità di inviare comandi a sistemi di regolazione digitali, i quadri operativi integrati di B.A. di livello 2 possono diventare l’interfaccia grafica primaria dell’utilizzatore di grafici per il monitoraggio e il funzionamento dell’edificio. I quadri di B.A. Livello 2 offrono l’ulteriore vantaggio di superare gli indicatori dell’uso di energia, il calcolo di trend e altri indicatori di performance chiave nonché i grafici standard delle apparecFigura 3 – I quadri di Livello 2 offrono all’utilizzatore chiature HVAC, dando all’utilizzatore la possibilità di diagnostiun’unica interfaccia grafica customerizzata per controllare e monitorare discipline di strutture multiple. care il funzionamento delle apparecchiature con una semplice http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 Superando sull’interfaccia operazionale i dati della occhiata. Inoltre, i quadri di B.A. che integrano altri sistemi per performance energetica e le analitiche dei trend, edifici intelligenti, come i sistemi antincendio, l’illuminazione e forniscono all’operatore direttamente i dati che servono il controllo delle telecamere di sicurezza offrono la possibilità di per far funzionare la struttura più efficientemente visualizzare sullo stesso schermo i sistemi di molteplici edifici, come mostra la Figura 3. Con il livello 2 diventano anche possibili sequenze di controllo supervisionali comuni a parecchi sistemi di edifici. Inoltre, assegnando alle “key card” di ciascun occupante determinati sistemi HVAC e circuiti di illuminazione è possibile di raffreddamento acqua funziona con maggiore efficienza dopo l’apalla B.A. di far funzionare solo determinati sistemi necessari al sinplicazione di un determinato nuovo sistema di sequenze dei gruppi, si golo occupante per condizionare e illuminare il suo spazio anche potrà impostare la funzione “analitica” come segue: fuori delle normali ore di funzionamento generale. • usare i dati di tendenza del sistema di B.A. per ottenere la media dell’uso di energia per ogni ton/ora prodotta Livello 3 – Quadri operativi con • far leva sui data-base storici delle condizioni meteorologiche per norcommissioning continuo malizzare questo dato per grado-giorno di raffreddamento. Il Livello 3 porta un terzo grado di analisi. Fornisce infatti uno Una volta prodotta, la funzione analitica può tener traccia continuastrumento che scava i “grandi dati” generati dai sistemi di edifimente della performance della centrale di raffreddamento e può essere cio intelligente per ottimizzare ciascun sistema. Il recente rapido anche applicata a complessi simili di altri edifici. aumento della potenza e della capacità di immagazzinamento dei server di B.A. ha comportato la tendenza ad immagazzinare dati storici sempre più numerosi. Infatti, non è inusuale oggi per Servizi WEB [3] le facility di trarre linee di tendenza in ogni punto dei loro sistemi I servizi Web stabiliscono metodi standardizzati che integrano applica(BAS) ad intervalli di 15 minuti e per l’intero anno. Con i mezzi zioni analitiche su una rete di protocollo internet: essi consentono comuconvenzionali scegliere tra questi dati per ottenere dei modelli nicazione e scambio di dati tra dispositivi elettronici. I servizi Web sono non sarebbe assolutamente possibile. sistemi software progettati per supportare l’interazione macchina-suQuesta tendenza ha portato a far emergere un mercato per macchina su vari network. la ricerca e la diagnostica di malfunzionamenti (fault), chiamato Spesso i servizi Web usano il linguaggio XML, eXtensible Markup FDD (Fault Detection and Diagnose). Un FDD consiste in piattaLanguage (linguaggio a marcatori estensibile), che fornisce un metodo forme software di copertura che analizzano i data-base storici pratico per raggruppare dati e documenti in modo da rendere possicon l’obiettivo di scoprire i cedimenti e determinarne le cause pribile il loro trasferimento tra varie applicazioni internet. In sostanza è un marie. La FDD può anche registrare le azioni intraprese per corprotocollo per file di dati che semplifica il processo di creazione di pacreggere gli errori e monitora i risparmi di energia e di costi. Con chetti, la loro designazione (tag), l’immagazzinamento e la ricerca di dati. il software FDD inserito, un quadro di livello 3 può allertare autoI sistemi di B.A. possono usare semplici protocolli di accesso univoco, maticamente l’utilizzatore su malfunzionamenti e deviazioni del SOAP (Simple Object Access Protocol), per entrare nei file XLM o HTML, sistema, identificarne le cause originarie, calcolare le deviazioni tra HyperText Markup Language (liguaggio a marcatori per ipertesti), prola performance attuale e quella ottimale e proporre i rimedi priovenienti da diversi servizi web per ottenere i dati necessari a sopportare ritari per importanza per risparmiare nei costi di funzionamento. programmi analitici. Ad esempio, quando il prezzo dell’energia sale, i In un’applicazione FDD viene creato un codice, un insieme di servizi web XLM e SOAP giocheranno certamente un ruolo significativo regole, secondo il quale tutti i punti dei dati del network sono nella riduzione del costo del consumo di energia attraverso la fornitura di sottoposti ad un continuo esame per determinare se si tratti informazioni necessarie per prendere decisioni operative in tempo reale. di un malfunzionamento del sistema o di una deviazione da una particolare sequenza del funzionamento. La maggior parte Controlli integrati delle piattaforme FDD disponibili oggi comprende un insieme Nei sistemi odierni di edifici intelligenti, l’uso diffuso di protocolli di Sommario settimanale errori
Funzionamento
Comfort
numero errori
Energia
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di regole standard per identificare le deficienze Domanda di Potenza attuale Potenza giornaliera di picco prevista più comuni di un sistema HVAC quali: Previsione risposta alla domanda Costo attuale energia • raffreddamento e riscaldamento simultaneo Ventilazione naturale ABILITATA • cortocircuitazione delle apparecchiature • funzionalità ridotta in riscaldamento e raffreddamento • funzionamento sub-ottimale dell’economizzatore • mancato funzionamento di sensori • set point infranti • apparecchiature non funzionanti secondo tempistica. Costi fornitura Impianto controllo Antincendio Antintrusione Irrigazione Illumin. Energia HVAC Con il livello 3 si possono sviluppare codici e Previsione carico raffredd. (ton) Velocità attuale vento Ventilazione naturale regole per venire incontro a specifiche richieste Comfort KPI Efficienza Domanda raffredd. (ton) progettuali e particolari sequenze di funzionaattuale previsione mento. Si può anche programmare un FDD in Efficienza Domanda riscaldam. (mbtu/h) modo non solo da identificare specifici malfunzionamenti ma documentarne la durata, valuFigura 4 – i quadri di livello 3 possono fornire software di tare le cause del problema e determinare i costi ricerca e la diagnostica di mancanze (FDD) per identificare economici derivanti dal funzionamento con ciae mostrare continuamente condizioni risultanti da scuna mancanza. L’intento http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 di questi sforzi è di performance energetiche o di comfort temico sub-ottimali raggiungere quello che gli addetti dell’industria chiamano “intelligenza attuativa” (la conoscenza cioè di quanto è possibile porre in atto, N.d.T.) che notifica le condizioni che possono essere aggiustate di quadri che vanno dalle analisi interattive di immediatamente per migliorare la performance. dati statici fino ad arrivare alle analisi continue La Figura 4 mostra un esempio di grafico FDD. in tempo reale dei grandi dati dei sistemi di B.A. Il mercato della ricerca dell’errore e relativa In possesso così di una migliore cognizione diagnostica è ancora nella sua prima infanzia. La dell’intera gamma dei quadri disponibili e natumaggior parte delle piattaforme disponibili proralmente con il necessario ammontare di sforzi viene da applicazioni di terze parti messe a disposiper raggiungere ogni livello, il proprietario e gli zione di tutti centralmente e offerte in licenza con operatori della facility possono essere in grado di abbonamento come modello di servizio (SanS). scegliere quanto è più adatto alle loro necessità. Molti proprietari che guardano lontano si prePer quanto riguarda l’industria, perché essa parano per la nascita di una forte corrente di merpossa intravvedere il valore intrinseco e le poscato di “app” FDD e standardizzano i protocolli per sibilità di risparmio energetico inerenti ai quadri etichettare e immagazzinare i loro dati. Con l’orper la B.A., sarà necessario provvedere innanziganizzazione dei data-base storici in un sistema tutto il linguaggio e la struttura per caratterizzarli. relazionale aperto di amministrazione data-base Ma questo sforzo è atteso da lungo tempo. n (DBMS) come il linguaggio standard d’indagine (SQI), e provvedendo un adeguato standard come * Frank Shadpour, Fellow ASHRAE punto di riferimento di nomina e identificazione Joseph Kilcoyne, Member ASHRAE per tutto il loro network, essi riducono significativamente lo sforzo e il costo per mappare i loro data-base in qualsiasi combinazione di commisQuesto articolo è pubblicato per gentile concessioning continuo e di FDD di loro scelta. L’obiettivo sione di ASHRAE, American Society of Heating, finale è una configurazione di sistema nella quale Refrigerating and Air Conditioning Engineers, che molteplici applicazioni provenienti da produttori ne detiene il copyright, ed è apparso sul numero diversi accedano simultaneamente ad un server di Maggio 2015 di ASHRAE JOURNAL. La traduDBMS della struttura e forniscano all’operatore zione, di cui Ashrae non è responsabile, è stata specifici report per realizzare obiettivi specifici curata da Carmine Casale. della facility. Consumo [MWh] Anno passato Anno corrente
Domanda [kW]
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Conclusioni Con la continua espansione del mercato dei quadri energetici e di B.A. è aumentato il bisogno di disporre di una base razionale per classificare la normativa e le caratteristiche dei quadri più avanzati. Si rende quindi necessaria una classificazione razionale per permettere un confronto “mele con mele” nella scelta delle piattaforme. Questo articolo ha presentato quattro livelli
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NOTE
[1] Few, S. 2007. Dashboard confusion revisited. Visual Business Intelligence Newsletter March [2] ASHRAE. 2011. Procedures for Commercial Building Energy Audits, Second Edition [3] Shadpour, F. 2012. The Fundamentals of HVAC Direct Digital Control: Prctical Applications and Design, Third Edition
FOCUS Building Energy Management System
Il BEMS in Italia Confronto comparato tra due sistemi di Building Energy Management System (BEMS) proposti da due grandi produttori internazionali a cura della Redazione
I
L PANORAMA STATUTINENSE, come evidenziato nel precedente articolo, è particolarmente proattivo nel mercato dei sistemi di gestione energetica degli edifici. E in Italia a che punto siamo? Ci siamo rivolti a due grandi produttori, Siemens e Trend Control Systems, che propongono due soluzioni di Building Energy Management System (BEMS) decisamente differenti, per comprenderne il funzionamento, le applicazioni e la filosofia progettuale. E anche per capire lo stato dell’arte degli strumenti attualmente a disposizione sul mercato.
AiCARR Journal: Sempre più frequentemente il ruolo del Progettista non si limita alla sola progettazione, ma si apre anche alla consulenza per la gestione energetica dell’impianto. Quali strumenti mettete a disposizione del professionista per supportarlo anche nell’erogazione di questo tipo di consulenza? Daniele Pennati: Per la gestione energetica di un’infrastruttura architettonica destinata all’utilizzo nell’ambito del terziario o dell’industria, oggi è indispensabile avere delle competenze specifiche. Siemens, grazie alla pluriennale esperienza nell’ambito delle soluzioni tecnologiche per l’efficienza energetica degli edifici, oltre a Daniele Pennati, fornire uno specifico supporto di consuHead of Marketing Solutions & Service, lenza sia al progettista, sia al cliente finale, Divisione Building propone ai propri clienti il nuovo sistema Technologies di di building management Desigo CC. Siemens Italia Desigo CC è un sistema di building automation ed energy management in grado di gestire con un’unica piattaforma di supervisione tutti gli impianti presenti nell’edificio e costituisce uno strumento fondamentale nelle attività previste dalla ISO 50001 per la realizzazione di un Sistema di Gestione dell’Energia, SGE.
Marco Vincenzi: Uno dei punti focali su cui Trend basa la propria attività sul Mercato è quello della formazione. Per soddisfare la necessità di aggiornamento continuo dei Professionisti, abbiamo messo a punto diversi corsi destinati a loro. Uno di questi è relativo alla gestione energetica degli edifici tramite sistemi BEMS e, in particolare, tramite le Marco Vincenzi, nostre soluzioni EMS complete e il nostro sofCountry Sales Leader Italy, tware Trend Energy Manager (TEM), che consiGreece, Malta dera le prescrizioni della Norma EN-ISO 50001. Siamo in grado di formare e supportare a tutto di Trend Control Systems tondo, i progettisti che desiderano fornire ai propri clienti servizi post operam, in completi, attendibili, tracciabili, utili e verificabili. Il TEM, grazie anche al suo web server HTML5, permette agli utenti di connettersi al sistema tramite qualunque dispositivo pc, tablet o un semplice smart phone. Per un progettista avere a disposizione le nostre soluzioni per fornire attivamente consulenza energetica e tecnologica, risulta essere un vero valore aggiunto.
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Desigo CC Building Automation System, Siemens
IQView8, Trend Control Systems
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Dal http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 punto di vista dell’hardware di controllo, grazie all’attuale facilità di interoperazione tra Sistemi di terze parti, mediante i più diffusi protocolli standard di settore, il progettista può percepire una certa equivalenza tra le diverse soluzioni applicabili. Qual è il fattore che porta a scegliere una soluzione specifica, piuttosto che un’altra, per un progetto BEMS? DP: La possibilità di gestire tutti gli impianti con un’unica e specifica piattaforma di supervisione rappresenta un elemento importante per garantire le massime prestazioni funzionali, di sicurezza ed energetiche di un edificio. Quando si parla di gestione energetica, e quindi di BEMS, dobbiamo anche ricordare che oltre alla necessità di un’unica piattaforma di supervisione, i vari componenti specifici dell’automazione — compresi gli elementi di campo — devono soddisfare determinate caratteristiche, per conferire all’intero sistema di building automation le specifiche funzionalità in grado di garantire una gestione energetica efficace, in Classe B o A secondo la EN 15232. Sul mercato esistono diversi sistemi, con caratteristiche differenti sia in termini di soluzioni, sia di settore di applicazione. Il progettista deve quindi prendere in considerazione tutte queste variabili prima di effettuare una scelta.
MV: Sicuramente la capacità da parte di un’Organizzazione di fornire non solo soluzioni, ma anche servizi di qualità. Trend è un marchio particolarmente noto sul Mercato per il valore aggiunto dei servizi che, sia direttamente che tramite la fitta rete di Systems Integrators autorizzati, fornisce nel tempo e con successo ai propri clienti.
PIATTAFORMA TEM, Trend Control Systems
Conclusa la fase di progettazione e installazione, il BEMS è utilizzato nel quotidiano dall’utente finale. Quali strumenti mettete a disposizione dell’utente del sistema per supportarlo nella assistenza tecnica e nella manutenzione ordinaria e straordinaria? DP: Per garantire al cliente, nell’arco dell’intero ciclo di vita dell’edificio, la massima efficienza di tutti gli impianti in termini sia di funzionalità, sia di ottimizzazione dei consumi energetici, Siemens propone un portfolio completo di soluzioni e servizi innovativi: Advantage ServicesTM. Le soluzioni proposte possono essere combinate e integrate al fine di consentire al cliente di raggiungere la massima operatività e una maggiore affidabilità del suo impianto, oltre a una riduzione dei consumi energetici. La modularità delle prestazioni offerte consente di fornire soluzioni personalizzate e modellate sulle singole esigenze in funzione degli obiettivi prefissati, garantendo una qualità del servizio eccellente e unica. L’offerta dei servizi a valore aggiunto di Siemens è in grado di proteggere l’investimento del cliente per l’intero ciclo di vita di un impianto. Il team di esperti Siemens segue il cliente in tutte le fasi di realizzazione dell’impianto, partendo dall’analisi delle esigenze e dei requisiti impiantistici, proponendo in seguito soluzioni complete, innovative e personalizzate.
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MV: La Trend è capillarmente presente sull’intero territorio con i suoi Systems Integrators, essendo sempre vicina a chi ha scelto per i propri sistemi BEMS evoluti. I nostri clienti possono chiamare direttamente il Systems Integrators di zona, ricevendo in questo modo risposte e interventi immediati, a costi particolarmente vantaggiosi e senza “ricarichi” o “doppi passaggi” legati al nostro brand. Questa formula particolarmente efficiente, ci permette di consigliare di prevedere sempre un servizio di manutenzione e “continuous commissioning” dei sistemi BEMS. In questo modo, non solo si riducono per i clienti i disagi legati ad una manutenzione non predittiva, ma si mantengono ottimizzate le prestazioni energetiche dei sistemi controllati, garantendo un elevato valore residuo del sistema implementato, in particolare, come consigliato dal Dlgs. 102/14 per ogni investimento svolto in fase di efficientamento energetico dell’edificio.
In quale modo contribuite alla divulgazione del know how per supportare i progettisti, in particolare i giovani? DP: Siemens è leader nell’ambito dei sistemi di automazione per la gestione degli edifici. Con la propria rete capillare di tecnici specializzati supporta costantemente gli studi di progettazione, consigliando le soluzioni migliori sia dal punto vista tecnico sia economico, diffondendo in questo modo il proprio know how tecnologico. Allo scopo di diffondere le proprie competenze e mostrare le proprie soluzioni, lo scorso anno Siemens ha organizzato un Road Show nazionale in otto tappe. I partecipanti hanno così avuto modo di toccare con mano lo stato dell’arte dei sistemi di building automation, in particolare il sistema Desigo CC, per la gestione integrata di tutti gli impianti, anche dal punto di vista energetico come BEMS. Siemens è inoltre molto attenta alla formazione e, proprio in questo ambito, ha organizzato, insieme al CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) una serie di seminari, i “Building Technologies Day. Automazione, sicurezza e gestione intelligente dell’energia per l’efficienza degli edifici”. L’iniziativa, è dedicata a periti, ingegneri e studenti e garantirà agli iscritti ai rispettivi albi professionali il diritto a ricevere i crediti formativi. Prima tappa della serie di seminari è il 26 novembre, a Padova. n
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MV: Abbiamo avviato già da tempo un programma di formazione destinato ai giovani progettisti del nostro settore. Il suo nome è “Progettisti Autorizzati Trend”. Questo progetto ci sta dando grandi soddisfazioni non solo legate alla divulgazione del know how, ma anche legate ai ritorni che stiamo avendo dai tanti consulenti che, grazie ai nostri corsi, sono riusciti a proporsi sul Mercato anche per consulenze post operam sulla gestione tecnologica ed energetica da remoto degli edifici e sugli Audit Energetici dei sistemi BMS stessi. n
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TABELLA DI COMPARAZIONE DEI STISTEMI CARATTERISTICHE Ambiente di runtime e di editing separati o integrati
SIEMENS L’ambiente Desigo CC permette di passare dalla funzionalità runtime o editing in qualsiasi momento, senza interruzione di servizio
Disponibilità e tipo interfacce grafiche (sistemi operativi supportati e compatiblità Windows 7, 8.1, Win Server 2008 e 2012 Web (HTML5, Activex, Flash, Silverlight)
TREND CONTROLS SYSTEM L'ambiente di supervisione di Trend Controls System ha integrato i due aspetti. Il valore aggiunto per i clienti/manutentori/progettisti ecc. è anche quello di poter modificare e/o aggiornare il proprio sistema di supervisione, anche in maniera autonoma Le attuali interfacce grafiche si basano principalmente su protocolli web HTML5. Siamo molto sensibili alle problematiche legate agli attachi informatici e quindi le nostre soluzioni web sono di tipo https e aderenti ai migliori livelli di sicurezza IT. Anche le email inviate dai sistemi sono criptate e sicure
Possibilità di implementare nuovi componenti grafici e widget per l'utente
La modalità editing permette di creare o modificare oggetti presenti in libreria; le proprietà grafiche di qualsiasi oggetto sono analoghe alle possibilità offerte da tools grafici come Autocad
L’implementazione di nuovi componenti grafici dinamici è possibile non solo al livello di software di supervisione, ma anche al livello di display hardware di rete
Possibilità di personalizzare report e statistiche
Ogni report può avere un template differente completamente configurabile sia nel layout sia nell’aspetto grafico
La personalizzazione è possibile e inoltre, laddove fosse richiesto, è sempre possibile l’esportazione di dati in modo semplice e intuitivo in formato CSV e anche mediante query (interrogazioni) del database standard SQL, documentato ed aperto
Livelli di accesso (user, administrator, engineer)
Il numero di livelli è completamente configurabile. Ai livelli possono essere associate diverse funzionalità e site
I livelli di accesso sono personalizzabili non solo in base alla categoria (user, engineer, admin, ecc), ma anche in base ai diritti sul sistema. È semplice impostare anche la scadenza di validità utenti e livelli si sicurezza (gestione password) aderente ai più alti standard IT
Funzioni di analisi e statistica energetica disponibili
Possibilità di confronto tra differenti trend oppure dello stesso trend su differente asse di tempo
Sono disponibili le funzioni di: baseline mediante regressione lineare, CUSUM, monitor & targeting, analisi costi ed emissioni CO2, analisi comparativa nel tempo, analisi dei valori massimi/medi/minimi, analisi multitraccia e multidimensione, Firma energetica, Benchmarking…
Possibilità di personalizzazione funzioni e statistiche energetiche sulla base dei dati raccolti
Accesso diretto a qualsiasi trend con possibilità di eseguire operazioni
La personalizzazione è possibile e, se necessario, è consentita l'estrapolazione di dati in formato csv, per esempio, per analisi su software terzi e/o fogli di lavoro tipo Excel
Possibilità di confronto
Sia tra trend sia tra istanti diversi
Confronto nel tempo di andamenti massimi, medi e minimi; confronto nel peiriodo di interesse tra andamenti settimanali e negli stessi giorni della settimana su più settimane. Confronto di andamenti nel tempo, con differenziazioni per periodi di pre-occupazione / occupazione / post-occupazione; giornalieri, settimanali, solo week end; solo sabato; solo domenica o a scelta libera del periodo
Protocolli supportati
M-Bus, Modbus TCP, Bacnet, OPCClient, SNMP ONVIF, S7 Protocol
Trend, XML, BACnet IP; BACnet MS-TP; LON IP; LON FTT; EIB/KNX; MODbus RTU Master, MODbus RTU Slave, MODbus TCP Client, MODbusTCP Server, Meter Bus RS232, Meter Bus IP, oBIX/REST, SNMP, OPC, e anche altri protocolli mediante drivers specifici esistenti, es. DALI e/o generabili su richiesta
Integrazioni con software o sistemi di terze parti (se disponibili)
SDK disponibile per lo sviluppo di integrazioni complesse
Possibile mediante i protocolli di cui al punto precedente e/o mediante OPC
Accesso diretto alla base dati (ODBC, ADO o altro)
Possibilità di accedere a base dati via REST WEB service oppure tramite collegamento via OPCServer
Open Platform Communications (OPC)
Possibilità di confronto statistico tra impianti diversi
Desigo CC può gestire impianti distribuiti geograficamente e quindi effettuare confronti tra dati omogenei, oppure effettuare post elaborazioni anche via componenti esterni come Excel.
Tutte le soluzioni nascono per la gestione tecnologica ed energetica di tipo Multi-sito. Questo vale anche per confronti tra siti diversi
Disponibilità di soluzioni cloud oriented
La piattaforma Desigo CC può essere installata in ambiente virtuale VMWare e Stratus
Tutte le soluzioni si prestano a soluzioni su cloud, garantendo la sicurezza dei dati e della loro trasmissione da e verso la cloud
Tempo garantito per soluzioni cloud, canone di utilizzo e servizi inclusi
Licenza legata ad utenti e numero di punti
Da valutare su richiesta
Customizzazione sorgenti su richieste integrative del cliente
SDK e Web service per sviluppare moduli esterni in grado di acquisire/fornire dati da/a sistemi di terzi
Opzione possibile, già implementata anche in Italia. Da valutare caso per caso
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Consumi energetici dei supermercati
L’efficienza energetica nella
conservazione dei prodotti alimentari Il consumo energetico dei punti vendita alimentari è fino a cinque volte superiore rispetto a quello dell’edilizia residenziale e commerciale. Per ridurlo si possono utilizzare celle e banchi frigoriferi dotati di sistemi e componenti più efficienti di Giovanni Cortella*
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URANTE IL XIX SECOLO
a seconda del prodotto alimentare. Ad esempio, la popolazione ha iniper la frutta la parte preponderante del consumo ziato un processo di raggruppamento nei energetico avviene durante la conservazione di centri urbani, spostandosi dall’ambiente lungo periodo in celle spesso ad atmosfera conrurale in cui l’economia dell’autosufficienza svoltrollata, mentre per la carne, pur essendo il periodo geva un ruolo primario. Questo ha comportato il di conservazione molto più breve, il consumo è cambiamento nelle abitudini di approvvigionamaggiore e la parte prevalente è nella fase di espomento dei prodotti alimentari e il conseguente sizione e vendita; nelle Figure 1 e 2 sono riportati sviluppo di un loro mercato, nel quale la capacità i consumi cumulati di energia relativi ai due casi, di conservazione del prodotto per lungo tempo per unità di prodotto. riveste un ruolo fondamentale. Il cambiamento è I dati relativi ai consumi energetici nella fase tuttora in atto. Si è passati dai mercati rurali, che http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 di conservazione sono pochi e il loro valore è ancora esistono in limitate realtà, ai supermercati molto variabile, poiché dipende sensibilmente dalla e ai centri commerciali, che offrono anche beni, modalità di costruzione della cella frigorifera, dal servizi e intrattenimento. Il contemporaneo svitipo di attività e dalle condizioni ambientali. Valori luppo dei mezzi di trasporto ha dato avvio a un medi riscontrati in Europa sono 56 kWh · anno-1 · m-3 mercato globale dell’alimento, con un sensibile per la conservazione del prodotto refrigerato e incremento dei consumi di energia e conseguente69 kWh · anno-1 · m-3 per il prodotto surgelato. mente dell’impatto ambientale nella fase di distriNella fase di trasporto il consumo energetico buzione del prodotto. prevalente non è dovuto alla refrigerazione, ma al La catena del freddo è sostanzialmente diversa
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mezzo di trasporto. In questo caso, quindi, è impossibile fornire un dato senza contestualizzarlo nel prodotto e nella sua origine e destinazione. Per la fase di esposizione e vendita al dettaglio si stima che nel 2002 ci fossero circa 320000 centri commerciali e 18000 ipermercati nel mondo. Nei 28 Stati membri dell’Unione Europea, la superficie degli edifici destinati alla vendita all’ingrosso e al dettaglio è stimata in 1,7 miliardi di metri quadrati, di cui 112 milioni di metri quadrati per i centri commerciali, presenti maggiormente nel Regno Unito, 23%, Francia, 13%, e Italia, 11%. Le prospettive di crescita del settore sono elevate, pari a 41,3 M€ investiti nel 2013 con una crescita del 20% rispetto
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Figura 1 – Consumi cumulati di energia per unità di prodotto nella catena del freddo per la frutta
http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1
al 2012, e principalmente concentrate negli Stati dell’Europa Centrale e Orientale, dove la superficie per abitante è inferiore rispetto alla media europea e pari a 225 m2 per 1000 abitanti. In tutti i Paesi si riscontra un elevato tasso di ristrutturazione, 4,4% per anno, che, assieme alla costruzione dei nuovi siti, rappresenta una grande opportunità per l’applicazione di interventi di risparmio energetico. Il consumo energetico è il punto dolente della fase di vendita al dettaglio del prodotto alimentare. Il consumo dei punti vendita alimentari è infatti fino a 5 volte superiore rispetto a quello dell’edilizia residenziale o direzionale. Il suo valore in Europa si attesta tra 500 e 1000 kWh · anno-1 · m-3, così suddiviso: • 50% per la refrigerazione del prodotto; • 25% per l’illuminazione; • 20% per il condizionamento ambientale; • 5% per altri utilizzi. Prendendo in considerazione l’intero centro commerciale, il consumo energetico riferito all’area utile per la vendita, la GLA (Gross Leasable Area) si attesta a un valore medio europeo di 290 kWh · anno-1 · m-3. Infine, per la refrigerazione domestica si stima siano in attività nel mondo circa un miliardo di apparecchiature, con un tasso di crescita molto elevato specialmente nei Paesi in via di sviluppo. Il loro impatto ambientale è significativo a causa del loro consumo energetico e della conseguente produzione di CO2 emessa in atmosfera.
Interventi per il risparmio energetico Figura 2 – Consumi cumulati di energia per unità di prodotto nella catena del freddo per la carne
ENERGY EFFICIENCY IN FOOD STORAGE AND DISTRIBUTION
In the last fifty years people has moved from the countryside to medium-large towns, while changing their lifestyle. This has led to new habits in food provision, thus making long-term food storage essential. At the same time transport improved and allowed the development of a global food market with a huge increase in the energy consumption and consequently in the environmental impact of food distribution and sale. Energy consumption for food storage in Europe is estimated to be 56 kWh/ym3 for chilled food and 69 kWh/ym3 for frozen food. During transport most of the energy consumption is due to the vehicle, rather than to refrigeration. The energy consumption of a shopping mall with a food selling area in Europe is estimated about 290 kWh/ym3. Finally, about 1 billion domestic refrigerators are estimated to be operating worldwide, with growing figures for the near future. All steps in the cold chain are susceptible of effective interventions in favour of energy savings. In most cases payback times are quite short, giving rise to attractive scenarios where actions for the reduction of CO2 emissions are also economically profitable. Keywords: cold chain, energy, refrigeration, food, market
La conservazione in celle frigorifere può trarre vantaggio in termini di consumo energetico da una progettazione basata su sistemi e componenti più efficienti. Assunto che le celle siano dotate di isolamento termico opportunamente dimensionato, si può intervenire sull’impianto di refrigerazione facendo uso massivo dei più recenti sistemi di controllo che consentono di adottare con successo soluzioni impiantistiche raffinate e facilitano l’utilizzo di fluidi frigorigeni a basso impatto ambientale. In particolare, la modulazione della velocità dei compressori e dei ventilatori consente di far funzionare l’impianto in condizioni ottimali anche per importanti variazioni del carico o della temperatura esterna. L’utilizzo di sistemi di sbrinamento più efficienti, ad esempio a gas caldo, il controllo dell’accensione delle luci e dell’apertura delle porte e l’uso di barriere di protezione alle porte sono tutti accorgimenti che possono essere adottati in modo efficace e con tempi di ritorno dell’investimento dell’ordine di 1-3 anni. Torna saltuariamente di interesse la possibilità di sfruttare la capacità termica del prodotto
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surgelato conservato in cella per spostare il picco • Sostituzione delle luci fluorescenti T8 con T5: di funzionamento dell’impianto nelle ore a tariffa 0,8 anni elettrica agevolata, abbassando la temperatura • Utilizzo coperture notturne sui banchi: 1,4 anni della merce per poi lasciarla tornare ai valori nor• Applicazione di porte ai banchi verticali aperti: mali nelle ore a tariffa di picco. Questa soluzione 3,8 anni è di fatto efficace solamente per ridurre il costo di • Utilizzo di luci led nei banchi: 5,0 anni approvvigionamento dell’energia ma non il suo Come si vede esistono interventi anche molto consumo, e può avere ricadute negative sulla quasemplici che possono dare risultati importanti. lità del prodotto conservato. Altri interventi destinati alle operazioni di ristrutNel trasporto frigorifero un vantaggio immeturazione possono essere l’ottimizzazione degli diato può essere ottenuto migliorando l’isolamento sbrinamenti, l’uso di pozzi geotermici per la contermico del cassone. Purtroppo la riduzione dello densazione, l’ottimizzazione delle cortine d’aria spessore delle pareti, per aumentare la capacità nei banchi aperti, l’uso di vetri antiappannanti di carico, e l’utilizzo di nuovi fluidi espandenti con non riscaldati, per non parlare degli impianti con peggiori proprietà termiche ha di fatto peggioschemi innovativi che possono anche utilizzare rato la situazione. Una soluzione non ancora comfluidi a basso impatto ambientale. pletamente matura per questa applicazione, ma Non ultimo, soprattutto per importanza, è l’amolto promettente, è data dall’utilizzo di pannelli spetto dell’istruzione degli addetti alla gestione e isolanti sotto vuoto. I sistemi di refrigerazione posalla manutenzione degli impianti. Molto spesso i http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 sono sicuramente trarre vantaggio dall’utilizzo di gestori dei supermercati rifiutano soluzioni impiansoluzioni impiantistiche più efficienti. Va tuttavia tistiche innovative per timore che all’atto della tenuto presente che la grande variabilità nelle manutenzione o della regolazione l’impianto possa condizioni di funzionamento di tali impianti infiessere gestito in maniera scorretta da personale cia spesso l’efficacia di soluzioni che si dimostrano non sufficientemente competente. Questo aspetto vincenti in impianti che operano in condizioni staè evidentemente un grosso limite all’applicazione bili e pressoché costanti. Un ampio margine di di alcune nuove tecnologie, nonostante queste risparmio si può ottenere riducendo il consumo siano già disponibili e collaudate. energetico del mezzo di trasporto utilizzato. Altri tipi di interventi possono riguardare gli altri La conservazione nelle fasi di esposizione e venimpianti presenti nel centro commerciale, che semdita offre invece importanti margini di intervento. pre di più dovranno interagire tra loro per favorire Per quanto detto sopra, il principale obiettivo da i recuperi di energia. Ad esempio, è abbastanza perseguire per la riduzione del consumo energefrequente il recupero di calore di condensazione a tico nei supermercati e nei centri commerciali è il favore della produzione di acqua calda, ma non si miglioramento dell’efficienza degli impianti frigoincontra spesso un utilizzo più massivo ad esemriferi. Tuttavia altri interventi potrebbero migliopio per il riscaldamento a pavimento radiante in rare significativamente l’impatto energetico del inverno e la fornitura di acqua calda sanitaria o il centro commerciale, divenuto ormai uno dei prinpost-riscaldamento dell’aria in estate. Lo stesso cipali luoghi deputati al commercio alimentare. È livello di illuminazione in ambiente può essere ormai noto che interventi molto semplici nell’imottenuto con lampade LED, che hanno un’effipiantistica di refrigerazione e nella sua gestione cienza molto elevata e non producono radiazione possono fruttare risparmi energetici anche conIR, quindi non riscaldano se non alla loro base. siderevoli, con tempi di ritorno dell’investimento In caso di ristrutturazioni deve essere consiinferiori a due anni. Ad esempio, è stimato che derato l’impianto di climatizzazione, che influil’accurata pulizia delle superfici di scambio, con sce sul bilancio energetico fino al 20%. Interventi rimozione degli accumuli di brina dall’evaporatipici sono innanzitutto rivolti al miglioramento tore e la pulizia della superficie di scambio del dell’isolamento dell’edificio e degli infissi, quindi condensatore, possa generare un risparmio eneral controllo più stretto della temperatura e dell’ugetico dal 2 al 10%. Il controllo sistematico della midità, all’utilizzo di pompe di calore, se non addiquantità di carica permette di scoprire eventuali rittura della cogenerazione o della trigenerazione. fughe che possono far degradare le prestazioni Infine, la refrigerazione domestica. In quest’amdella macchina fino al 10% oltre che generare bito l’etichettatura energetica sta svolgendo un emissione di gas serra in atmosfera. Di seguito ruolo molto importante per indirizzare gli utenti sono elencati alcuni interventi suggeriti per la verso macchine a basso consumo d’elettricità. refrigerazione commerciale, per un intervento Anche le campagne di incentivo all’acquisto di senza fermo impianto, con una indicazione del apparecchiature più sostenibili ha dato una spinta loro tempo di PayBack: al ricambio del parco frigoriferi che, essendo costi• Pulizia dei ventilatori del condensatore: 0,3 anni tuito da macchine ad alta affidabilità, è di età • Uso di ventilatori ad alta efficienza all’evaporamediamente avanzata. n tore: 0,3 anni • Riduzione della temperatura in ambiente: 0,5 anni * Giovanni Cortella, Università degli • Pressione di condensazione variabile: 0,6 anni Studi di Udine – socio AiCARR
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FONTI
Fonti dei dati sono i deliverables dei progetti: • ICE-E: Improving Cold storage Equipment in Europe • CommONEnergy: Converting EU shopping malls into beacons of energy efficiency • Frisbee: Food Refrigeration Innovations for Safety, consumers’ Benefit, Environmental impact and Energy optimisation along the cold chain in Europe
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CASE STUDY Refrigerazione nei supermercati
Alta
efficienza con unità
plugin waterloop Confronto fra le prestazioni di un banco plugin con compressore DC a velocità variabile e condensazione ad acqua e altri sistemi refrigeranti di Tommaso Ferrarese*
I
SUPERMERCATI sono fra le strutture più energivore
e per ridurne i consumi è necessario investire in sistemi ad alta efficienza energetica. Fra queste, la soluzione Carel per supermercati con banchi plugin con compressore DC a velocità variabile e condensazione ad acqua, che si è aggiudicata l’AHR Expo Innovation Awards 2016 per la categoria refrigerazione, costituisce un’alternativa ai supermercati tradizionali e presenta vantaggi dal punto di vista del risparmio energetico, del rispetto dell’ambiente in termini di TEWI e dei costi di installazione e manutenzione, oltre che della logistica. Si sono utilizzati i dati provenienti da un impianto reale per elaborare un modello da usare come base per un confronto con altre tipologie di supermercati. Sulla base delle simulazioni si è calcolato che un supermercato tradizionale consuma attorno al 30% in più se confrontato con la soluzione in esame, mentre impianti più avanzati consumano tra il 10% e il 15% in più. Gli impianti a CO2 transcritica più evoluti e complessi sono risultati nello stesso ordine di grandezza per quanto concerne i consumi nei climi freddi, ma nei climi più caldi questi impianti peggiorano
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le prestazioni in confronto alla soluzione waterloop, arrivando a consumare fino al 15% in più. Il prossimo passo è l’utilizzo di refrigeranti naturali nella soluzione. I calcoli preliminari effettuati sulla base sia di dati sperimentali, sia di simulazioni consentono di considerare la CO2 una soluzione praticabile in climi freddi o temperati. Il propano è la soluzione più efficiente dal punto di vista strettamente termodinamico, ma le problematiche connesse all’infiammabilità lo rendono utilizzabile solo in unità di piccola taglia.
Descrizione della soluzione Unità frigorifere Un banco frigo stand-alone è progettato per avere a bordo tutte le componenti del circuito frigo, compressore e condensatore compresi. La soluzione CAREL prevede l’utilizzo di unità motocondensanti compatte costituite da un box metallico diviso in due sezioni. Una sezione contiene il compressore orizzontale, il condensatore a piastre, il ricevitore del liquido, il separatore dell’olio e le tubazioni necessarie. La valvola di espansione
elettronica può trovare posto all’interno del box o, in alternativa, all’ingresso dell’evaporatore. Nell’altra sezione trovano posto la scheda elettronica di controllo, l’inverter e i dispositivi elettrici di sicurezza. L’inverter è accoppiato termicamente al condensatore consentendo, con un ingombro ridotto, un’efficace rimozione dell’energia termica. L’unità può essere posta al di sopra del banco frigo o della cella o, se necessario, può essere alloggiata nella parte inferiore. Il banco viene assemblato in fabbrica, garantendo una qualità di esecuzione delle saldature che riduce al minimo le probabilità di perdite di refrigerante in campo. In caso di unità frigo di capacità ridotta, i banchi gastronomia ne sono un tipico esempio, è possibile utilizzare anche configurazioni che prevedono fino a sei evaporatori serviti
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dal medesimo compressore: il sofisticato sistema di regolazione CAREL controlla la velocità del compressore e l’apertura delle valvole di espansione per distribuire il refrigerante al meglio in funzione della dimensione degli scambiatori e del carico richiesto, mantenendo comunque il compressore all’interno dei limiti di funzionamento (inviluppo). Questa possibilità consente di utilizzare il sistema efficacemente anche in presenza di utenze con capacità frigorifera fortemente sbilanciate tra loro, garantendo la massima efficienza e ottenendo un controllo di temperatura stabile e preciso istante per istante. La scelta di compressori di tipo rotativo orizzontali a R410A è legata a motivi di disponibilità, peso, rumorosità e ingombro, oltre che al range di capacità frigorifere disponibile, da 1 a 12 kW in MT. La condensazione ad acqua permette di gestire la quantità di calore prodotta dalle unità refrigerate, offre possibilità di recupero termico http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1e non presenta i problemi di rumorosità che si hanno con una soluzione ad aria. Il refrigerante R410A ha un GWP pari a circa metà di quello del R404A utilizzato comunemente nei supermercati, può essere utilizzato in MT e in LT e costituisce una scelta basata sulla effettiva disponibilità di compressori. Figura 1 – Schema dell’unità motocondensante e suo posizionamento su diversi tipi di banco frigorifero
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Figura 2 – SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DELLA SOLUZIONE Funzionamento stagionale Nella stagione fredda (e ogni volta che la temperatura esterna sia al di sotto di una soglia massima) la configurazione dell’impianto è free cooling totale: le utenze MT e LT trasferiscono l’energia termica in un unico anello che utilizza il solo dry-cooler per smaltire in ambiente. Nelle ore più calde, quando la temperatura dell’acqua supera la soglia massima, i circuiti vengono separati: il circuito MT continua a funzionare in free cooling, mentre l’anello LT viene mantenuto a temperature inferiori da un chiller
MONO-SPLIT UNITS FOR SUPERMARKETS REFRIGERATION
To reduce the energy consumption of supermarkets is necessary to invest in energy-efficient systems. The Carel solution for supermarkets with plugin benches with DC variable speed compressor and water cooling system -which won the AHR Expo Innovation Awards 2016 in the category refrigeration- is an alternative to traditional supermarkets and has advantages from the point of view of energy saving, environmental respect (TEWI) and cost of installation and maintenance. We used the data from a real system to process a model to use as a basis for comparison with other types of supermarkets. The simulations showes that a traditional supermarket consumes about 30% more when compared with the test solution, while most advanced plants consume between 10% and 15% more. Keywords: supermarket refrigeration, DC variable speed compressor, Carel
Anello ad acqua (Waterloop) Per la rimozione ddell’energia termica generata dalle unità refrigerate viene utilizzato un anello ad acqua. Esistono diverse soluzioni per la configurazione e la gestione di tale anello. La scelta tra le diverse configurazioni è funzione del clima, della necessità o meno di recuperare il calore, dell’edificio e di considerazioni che variano da impianto a impianto. Una soluzione semplice e applicabile nella gran parte degli impianti è quella che prevede un anello ad acqua equipaggiato con un drycooler in grado di trasferire l’energia termica in ambiente, consentendo l’utilizzo del sistema in modalità free cooling. Le unità di MT possono operare fino a temperature di condensazione di 55 °C: questo consente l’utilizzo del free cooling per tutto l’anno in qualsiasi clima. Le unità LT, per lavorare a temperature di condensazione elevate, necessitano l’installazione di valvole a iniezione di liquido; il dimensionamento del compressore deve essere fatto con cura, tenendo conto della riduzione di efficienza associata agli alti rapporti di compressione tipici di un’applicazione di bassa temperatura con condensazione elevata. È possibile quindi prevedere l’installazione di un chiller in grado di mantenere, quando il clima lo renda necessario, la temperatura di condensazione delle unità LT al di sotto di una soglia che consenta di evitare sia l’iniezione di liquido, sia una eccessiva riduzione dell’efficienza. Lo schema di massima può quindi essere quello in Figura 2.
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Vantaggi della soluzione Riduzione della carica di refrigerante e delle perdite In un supermercato tradizionale la carica di refrigerante risulta essere molto elevata, principalmente a causa delle lunghe tubazioni contenenti fluido frigorigeno liquido che connettono le centrali frigorifere alle utenze. È possibile stimare che in un supermercato tradizionale la carica di R404A per kW di capacità frigorifera installata sia nell’ordine di 3,5 ÷ 4 kg/kW. Con l’utilizzo del compressore a bordo e di refrigerante R410A la carica di refrigerante specifica può essere ridotta a meno di 1 kg/kW, con una riduzione di oltre l’80%. Il valore statistico delle perdite in un impianto Figura 3 – Recupero calore tradizionale è compreso tra il 10% e il 15%; con Il recupero di calore può essere effettuato utilizzando direttamente l’acqua la soluzione con compressore a bordo e bandell’anello, eventualmente aumentando appositamente le temperature di chi assemblati in fabbrica è possibile realisticacondensazione delle unità oppure, con efficienza superiore, con l’utilizzo http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 mente parlare di perdite nell’ordine dell’1 ÷ 2%. di una pompa di calore dedicata. La pompa di calore lavora in condizioni A questo si aggiunge che la quantità di refrigefavorevoli e con elevata efficienza, poiché la sorgente fredda è a temperature di circa 20 °C. Quando il recupero non è necessario, la pompa di calore è rante liberata in ambiente nel caso improbabile disattivata e non ha nessuna influenza sul funzionamento dell’impianto di una grossa perdita è limitata, alla carica del sin-
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golo banco, contrariamente a quanto accade in un sistema centralizzato in cui rischia la fuoriuscita del contenuto dell’intera linea. Aumento dell’efficienza energetica Funzionamento dei supermercati tradizionali Osservando l’andamento giornaliero del carico termico che un’unità frigorifera deve smaltire è evidente come essa lavori per la maggior parte del tempo a carico parziale. Questo è dovuto alle variazioni di affollamento del punto vendita, alle condizioni di temperatura interna, all’apertura delle porte in caso di banchi chiusi o celle, alle condizioni notturne con variazione del setpoint, allo spegnimento delle luci e all’abbassamento delle tende. Dal momento che l’evaporatore è dimensionato per il carico nominale e che in prima approssimazione la capacità frigorifera dipende dalla differenza tra la temperatura dell’aria e quella di evaporazione, ogni volta che l’unità lavora con un carico ridotto, la temperatura di evaporazione necessaria a produrre la capacità frigo richiesta è più alta di quella nominale. In un supermercato tradizionale, la centrale frigorifera lavora con un set point fisso, che deve tenere conto di tutti i banchi connessi alla linea e delle condizioni più gravose che si possono verificare durante l’anno. Il risultato è che la centrale opera tutto l’anno con un set point di evaporazione molto basso, per garantire al banco più svantaggiato di poter produrre sufficiente potenza frigorifera anche nelle ore più calde. Allo stesso tempo, la maggior parte degli altri banchi frigo lavora con una temperatura di evaporazione inferiore a quella necessaria, modulando la potenza frigorifera in eccesso con fermate successive. I compressori della centrale risentono dell’alto rapporto di compressione imposto dal set point di
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Figura 4 – Andamento giornaliero del carico frigorifero
Figura 5 – Confronto tra il funzionamento con evaporazione fissa e quello con floating suction attiva. Si osserva come la pressione di evaporazione segua un andamento giornaliero, risultando superiore al setpoint fisso per la maggior parte del tempo
e quella del refrigerante e modulando la potenza con cicli di accensione/spegnimento. In altre parole, Tev – Temperatura di evaporazione tipica – °C Temp. mandata il compressore a velocità fissa sposta una porProdotto Applicazione tata di refrigerante che è sempre quella nomiAperto Aperto nale. L’efficienza degli scambiatori è quindi quella piano Vasca Servito °C °C Multi singolo piano di progetto, così come la differenza tra la tempeMT Latticini +2 ÷ +4 -1 ÷ +1 -7 ÷ -5 -7 ÷ -5 -12 ÷ -10 -7 ÷ -5 ratura di saturazione del refrigerante e quella del fluido secondario. MT Gastronomia +2 ÷ +4 -1 ÷ +1 -7 ÷ -5 -7 ÷ -5 -7 ÷ -5 -7 ÷ -5 Vantaggio del compressore DC a velocità variabile MT Carni 0 ÷ +1 -3 ÷ -2 -8 ÷ -7 -8 ÷ -7 -9 ÷ -8 L’utilizzo di compressori a velocità variabile MT Ortofrutta +3 ÷ +5 -1 ÷ +1 -7 ÷ -5 -7 ÷ -5 -9 ÷ -7 elimina l’inefficienza legata ai carichi parziali a MT Bevande +3 ÷ +4 1 -5 -5 -3 livello del singolo banco. Modulando in modo LT Surgelati -18 ÷ -20 -22 ÷ -24 -30 ÷ -32 -30 ÷ -32 -28 ÷ -30 -27 ÷ -29 continuo la potenza frigorifera, si può puntare a LT Gelati -23 ÷ -25 -27 ÷ -29 -33 ÷ -35 -33 ÷ -35 -33 ÷ -35 mantenere la temperatura di evaporazione sempre al massimo valore consentito dalla richiesta HT Preparazione carni 10 di carico frigorifero, massimizzando l’efficienza (*) nelle condizioni: 24 °C – 55% RH energetica e mantenendo stabile la temperatura Tabella 1 – Temperature di lavoro per diverse tipologie dell’aria. Il vantaggio si può spiegare dal punto di di utenze frigorifere. Qualora esse siano equipaggiate con vista dell’efficienza degli scambiatori: a portata di compressore a bordo, le temperature di evaporazione sarebbero http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 refrigerante ridotta evaporatore e condensatore, più vicine alle temperature dell’aria, con un vantaggio energetico progettati per la massima portata, risulteranno sovradimensionati, aumentando l’efficienza e riducendo la differenza tra aria e refrigerante all’evaporatore e acqua e refrigerante al condensatore. La stabilità della temperatura di regolazione ha anche il non trascurabile vantaggio di aumentare la qualità del cibo conservato nelle unità. È da segnalare infine che una temperatura di evaporazione più vicina a quella ottimale consente anche di ottenere una minore formazione di ghiaccio sugli evaporatori, riducendo il numero Figura 6 – Andamento a regime della temperatura di evaporazione di sbrinamenti. rispetto alla temperatura dell’aria in un sistema centralizzato, in uno con compressore a bordo con velocità fissa e in uno con compressore a bordo Considerazioni sui costi a velocità variabile, con un fattore di carico del 50%. Si osserva come nel Uno degli aspetti più interessanti della soluprimo caso la differenza tra la temperatura di evaporazione e quella dell’aria zione con compressori a bordo è che i costi di sia massimo, nel secondo la differenza è minore ma ci sono le inefficienze legate all’on-off, mentre nel sistema con compressore a giri variabili la investimento non sono superiori a quelli di un temperatura di evaporazione è quella massima consentita dalle condizioni impianto tradizionale e che, a fronte di tali costi, del sistema, con vantaggi dal punto di vista dell’efficienza energetica si ottengono vantaggi in termini di affidabilità, flessibilità e manutenzione dell’impianto. Gli unici elementi che hanno un costo supeaspirazione e la loro efficienza non carico frigorifero richiesto. Con questa configurariore rispetto alla soluzione tradizionale risultano è ottimale. zione, anche utilizzando una temperatura di evaessere i banchi frigoriferi, dal momento che hanno Una soluzione per eliminare parte porazione flottante, sarà determinante il banco a bordo il compressore e l’unità condensante. di questa inefficienza è l’utilizzo della che nell’intervallo di tempo considerato necesLe apparecchiature che controllano la tempetemperatura di evaporazione flotsita della temperatura di evaporazione inferiore. ratura del waterloop e che di fatto sostituiscono tante. Il sistema di supervisione dell’imTutte le altre utenze saranno comunque costrette le centrali frigo sono caratterizzate rispetto a esse pianto è in grado di calcolare quale a operare con una temperatura all’evaporatore da una maggiore affidabilità, dovuta all’utilizzo di sia la massima pressione di evaporainferiore a quanto sarebbe necessario. compressori scroll o rotativi in luogo dei più costosi zione a cui può lavorare l’impianto Nella Tabella 1 si osservano le tipiche tempesemi-ermetici a pistoni operanti in un regime di a intervalli di tempo regolari. rature della merce, dell’aria e di evaporazione per temperatura sempre favorevole, con alte temVantaggio dell’unità Plugin le utenze frigo di un supermercato tradizionale. perature di evaporazione. Tali unità inoltre sono Un sistema di supermercato traLa soluzione con compressore a bordo conprogettate per essere installate all’esterno elimidizionale è composto solitamente sente di rendere ogni utenza indipendente dalle nando l’eventuale necessità di locali macchine da una linea di bassa temperatura altre dal punto di vista della temperatura di evaponel punto vendita. e una di media temperatura, ciarazione, con il risultato di fornire a ciascun banco Le tubazioni in rame necessarie per il refrigescuna servita da una centrale frila capacità frigorifera necessaria. rante sono sostituite da tubazioni idrauliche, meno gorifera. Ogni linea è composta Se si utilizzassero unità plugin equipaggiate costose sia come materiali sia come costo di instalda numerose utenze, molte delle con compressore on-off, questo fornirebbe semlazione. Il range di temperatura in cui operano quali hanno set point di temperapre la potenza nominale, mantenendo sempre permette di ridurre o evitare l’isolamento termico. tura diversi e diversi andamenti del costante la differenza tra la temperatura dell’aria La riduzione di carica e delle perdite comporta, Tco
T1air
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oltre alla diminuzione del contributo all’effetto Banchi/ Controlli C Potenza Banchi/ Controlli C Potenza MT BT serra, anche sensibili vantaggi di costo, specialCelle [kW] Celle [kW] mente in quei Paesi dove i refrigeranti sono graOrtofrutta 2 2 2 3780 Surgelati 6 6 6 9500 vati da elevata tassazione. Latticini 6 6 6 20800 Celle 2 4 4 4200 La fase di commissioning dell’impianto risulta Carni 3 3 3 9700 Totale 8 10 10 13700 meno laboriosa poiché ogni unità è collaudata in Comp. fabbrica e non necessita di calibrazioni e di ottiPesce 2 4 2 2780 potenza T Evap: -35 °C T Evap: -10 °C mizzazione della carica. frigorifera L’architettura di impianto consente facili spoGastronomia 6 8 3 9080 Piccolo 800 2200 stamenti e sostituzioni delle unità, le uniche conCelle 7 7 4 13600 Medio 1300 3600 nessioni da modificare saranno quelle idrauliche. Totale 26 30 20 59740 Grande 1700 4500 I chiller responsabili del raffreddamento dell’aLe potenze frigorifere dei compressori sono relative alle condizioni Tcond = 35 °C, SBC = 5K, Tsuct = 18 °C nello possono essere posti a qualsiasi distanza dalle utenze, senza problemi legati alle perdite Tabella 2 – Dati del supermercato di riferimento di carico o all’aumento della quantità di refrigerante nell’impianto, come invece avviene con i sistemi centralizzati. Per gli impianti con unità plugin il dimensionatemperature di condensazione L’affidabilità è incrementata, rispetto alle solumento è stato effettuato per ogni tipo di banco, ed evaporazione fisse; zioni tradizionali, dal fatto che tutte le compoper gli impianti centralizzati tradizionali si sono • Impianto “avanzato”: refrigerante http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 nenti dell’impianto sono assemblate e collaudate dimensionate le centrali frigo in funzione del carico R404A, temperature di condensain fabbrica, eliminando le problematiche di quafrigorifero totale delle linee MT e LT. zione ed evaporazione flottanti; lità legate all’assemblaggio sul campo. I compres• Impianto R134a/CO2 in cascata; sori montati a bordo macchina, prodotti in grandi • Impianto Booster CO2 transcritica; Tecnologie simulate volumi da compagnie di alto livello tecnologico, • Impianto Booster CO2 transcritica sono anche avvantaggiati dal lavorare in condizioni con compressore parallelo. Waterloop con compressor DC di carica ottimale con ritorno dell’olio regolare. Sulla base di dati acquisiti in un impianto reale, I costi di gestione sono ridotti a causa della della modellizzazione termodinamica dei comRisultati maggiore efficienza del sistema, dalla possibilità di pressori e dei profili climatici delle diverse città, In base ai risultati delle simularecupero termico e di free cooling nelle stagioni si è progettato un modello in grado di stimare il zioni si può osservare che la soluin cui questo sia possibile, dalla riduzione delle consumo energetico della soluzione CAREL con zione CAREL con banchi plugin e perdite di refrigerante, che non possono in alcun banchi plugin, con compressore DC a bordo e compressori DC a bordo consente modo andare oltre la carica del singolo banco, condensazione waterloop. di avere efficienze elevate in ogni cosa che semplifica la ricerca delle fughe, la loro fascia climatica. Un impianto tradiriparazione e il recupero e ripristino della carica. zionale, a parità di condizioni, conWaterloop con compressori ON-OFF suma dal 23% al 31% in più. Si sono applicati alla simulazione precedente Anche soluzioni più avanzate i modelli di compressori differenti, le inefficienze Simulazioni risultano meno efficienti se conlegate al diverso rendimento degli scambiatori e Obiettivo delle simulazioni è stato il confronto, frontate con impianti waterloop quelle legate ai cicli di accensione/spegnimento dal punto di vista del consumo energetico, tra un DC: l’impianto R404A “avanzato” (cycling losses). impianto waterloop e diverse altre tecnologie dispoconsuma dal 9% al 15% in più, l’imnibili attualmente sul mercato. La comparazione pianto con R134a e CO2 in cascata Altri tipi di impianto è stata condotta in diversi climi, per valutare l’effiUtilizzando un software di terze parti (Pack cienza delle diverse tecnologie nelle diverse zone. dal 16% al 19%. Calculation II) si sono simulati i consumi elettrici di Il consumo energetico riportato è quello riferiGli impianti a CO2 transcritica cinque tipi di impianto rappresentativi di quanto bile alla sola refrigerazione, senza tenere conto della hanno un’efficienza fortemente dipenattualmente presente sul mercato: parte banco (sbrinamenti, luci e ventilatori). I dati del dente dalla temperatura esterna: si • Impianto “tradizionale”: refrigerante R404A, supermercato di riferimento sono riportati in Tabella 2: osserva quindi come in climi freddi i
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Tabella 3 – Consumi elettrici simulati dei principali impianti presenti sul mercato
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consumi siano simili a quelli dell’impianto waterloop, mentre nei climi più caldi si arriva a differenze del 26% (Booster standard) e 15% (Booster con compressore parallelo). Un sistema con banchi plugin e compressore ON-OFF risulta consumare tra il 12% e il 14% in più principalmente a causa dell’impossibilità
di modulare la velocità e di sfruttare meglio gli scambiatori e a causa delle cycling losses legate alle accensioni e agli spegnimenti.
Refrigeranti naturali In accordo con la nuova normativa F-Gas in vigore dal 2014 e con l’obiettivo di ridurre l’impiego di refrigeranti HFC del 79% entro il 2030, si rende necessario applicare anche a questa tecnologia
l’utilizzo di refrigeranti naturali a basso GWP: i due candidati principali sono propano e CO2. La soluzione attuale con R410A è dovuta principalmente alla disponibilità di compressori DC sul mercato. Ad oggi esistono pochi modelli di compressore adatti all’utilizzo con refrigeranti naturali e il loro reperimento non è molto agevole: questo è attualmente l’ostacolo maggiore per proporre una soluzione waterloop con compressori DC a refrigeranti naturali.
Propano Il propano è un refrigerante molto efficiente e utilizzabile senza grosse modifiche al circuito frigo, ma è infiammabile. Questo fatto costituisce un grosso ostacolo al suo utilizzo in impianti commerciali in cui sarebbero necessarie diverse decine di chili di refrigerante in locali aperti al pubblico. La legislazione corrente consente l’utilizzo di http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1propano solo in unità di piccola taglia: carica inferiore a 150 g o fino a 1,5 kg in funzione del volume del locale.
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Figura 7 – Grafico EER. Si osserva come, dal punto di vista della mera efficienza energetica, il propano sia la soluzione più efficiente, a temperature esterne superiori ai 9 °C, mentre la CO2 risulta efficiente con temperature più basse
Figura 8 – Grafico a colonne. Andando a imporre dei profili climatici che introducono il numero di ore/anno per ogni temperatura esterna si osserva come nei climi freddi le tre soluzioni siano paragonabili — pur con un’efficienza maggiore della soluzione a propano. Al contrario, nei climi più caldi, la soluzione a CO2 risulta più svantaggiata
CO2 L’anidride carbonica è ormai accettata come refrigerante dal mercato: la componentistica adatta all’utilizzo a pressioni elevate è disponibile, così come il background impiantistico e la professionalità necessaria. Gli ostacoli maggiori per il suo utilizzo in una soluzione con banchi plugin sono la disponibilità dei compressori DC, l’aumento dei costi connesso alla componentistica e le considerazioni sull’efficienza in climi caldi. Simulazioni Utilizzando il modello del supermercato con banchi plugin e compressori a bordo e dati sperimentali riguardanti compressori differenti si è simulato il comportamento del medesimo banco frigo con refrigeranti diversi. Non si è tenuto conto dell’ottimizzazione degli scambiatori o di diversi rendimenti dei compressori. La soluzione a CO2 subcritico tiene conto del consumo energetico di un chiller che mantenga l’acqua a bassa temperatura anche quando la temperatura esterna aumenta. La soluzione a CO2 transcritico, al contrario, tiene conto dell’efficienza di un banco frigo che lavori con temperatura e pressione dipendenti dal clima esterno. * Tommaso Ferrarese, CAREL Application Specialist – Thermodynamics R&D Lab
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Compressori scroll
La tecnologia dei
compressori
ad inverter in un roof top per un’applicazione
commerciale Il miglioramento del comfort, il risparmio energetico e il minore impatto ambientale ottenibili attraverso la tecnologia dei compressori scroll ad inverter di Massimo Stefano Venco e Massimo Di Giosia*
P
ER LA CLIMATIZZAZIONE di un negozio milanese,
con una superficie di 350 m2, è stato scelto di utilizzare un impianto a tutt’aria con una unità roof top in pompa di calore. In Figura 1 sono riportate le piante della distribuzione dell’aria e del roof top posto sulla copertura. Nella progettazione dell’intervento è stato effettuato un confronto tra le prestazioni di due unità, che si differenziano esclusivamente per la tipologia di compressori scroll adottata: nel primo roof top è previsto un unico compressore con tecnologia inverter; nel secondo una coppia di compressori posti in tandem nello stesso circuito frigorifero. I dati di progetto sono riportati nelle Tabelle 1 e 2. La portata di aria esterna, riportata in Tabella 3, soddisfa i requisiti IDA2 dell’aria interna previsti dalla UNI EN 13779 (UNI, 2008) e può essere modulata in base all’affollamento, con sensori di CO2.
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Tabella 1 – Condizioni climatiche di progetto Ambiente
Inverno
Estate
ta (°C)
UR (%)
ta (°C)
UR (%)
Esterno
-5,0
80
33,1
47
Interno
20,0
30
25,0
55
Tabella 2 – Carichi in ambiente Tipologia
Riscaldamento
Raffrescamento
sensibile (kW)
sensibile (kW)
latente (kW)
Involucro
-12,0
6,5
-
Illuminazione e forza motrice
-
7,0
-
Persone
-
4,5
3,5
Totale
-12,0
18,0
3,5
Figura 1 – Pianta della distribuzione dell’aria e del roof top posto sulla copertura
Figura 2 – Andamento delle trasformazioni relative alle condizioni di progetto estive
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Tabella 3 – Portata di aria esterna in funzione dell’affollamento
Massimo Massimo numero http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1
Il roof top Fissata la portata in mandata, pari a 2500 L/s, le trasformazioni psicrometriche sono riportate in Figura 2. Il roof top è stato dimensionato come mostrato in Tabella 4, sia nel caso del compressore con un unico compressore con tecnologia inverter sia in quello della coppia di compressori posti in tandem nello stesso circuito frigorifero. Qui di seguito sono riportati i confronti relativi al funzionamento del roof top nelle due ipotesi di progetto.
affollamento
di persone
Portata di aria esterna
(1/m2)
(-)
per persona (L/s) Massimo (L/s) minimo (L/s)
0,2
70
10
700
175
Tabella 4 – Potenze termiche, Pt, e frigorifere, Pf, alle condizioni di progetto PostRaffreddamento e umidificazione riscaldamento
Riscaldamento Qm (kg/s)
tM (°C)
tP (°C)
Pt (kW)
Qm (kg/s)
hM (kJ/kg)
hU (kJ/kg)
Pf (kW)
tPVm (°C)
Pt (kW)
2,96
12,5
23,9
33,9
3,0
58,8
42,0
50,4
18,8
9,95
Il trattamento dell’aria Le parti destinate al trattamento e alla circolazione dell’aria sono state ovviamente assunte identiche nei due casi: i ventilatori di mandata e ripresa sono “plug fan” a velocità variabile con motore EC. La regolazione delle portate in mandata e ripresa segue la parzializzazione dei compressori fino a un valore minimo del 70%. Le caratteristiche del circuito aeraulico sono riportate in Figura 3.
Figura 3 – Le caratteristiche aerauliche
THE INVERTER COMPRESSOR TECHNOLOGY APPLIED TO A ROOFTOP FOR A COMMERCIAL APPLICATION
The article shows a case study concerning two different solutions for a Roof Top designed for a retail store of 350 m2 in Milan. The first Roof Top uses a single Inverter Scroll Compressor; the second one uses two Scroll Compressors, on tandem configuration, with a single refrigeration circuit. Both the units uses R410A refrigerant, they are equipped with variable speed fans for the supply air and return air and an air quality control to manage the fresh air. The article examines the annual operation of both units, in terms of comfort, energy efficiency and environmental impact. The advantages of the roof top with the inverter compressor are significant and include better control of indoor temperature and humidity, energy saving of 14% and lower emissions of 22 tons of carbon dioxide in the entire cycle life Keywords: inverter compressor technology, rooftop
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portata fissa in tandem, in Figura 6.
I circuiti frigoriferi
Valvola di by pass gas caldo
Entrambe le unità sono dotate di un unico circuito frigorifero con R410A. Il primo, schematizzato in Figura 4, ha un compressore scroll a portata variabile, in Figura 5; il secondo ha due compressori a portata fissa in tandem, in Figura 6.
Valvola di inversione del ciclo
Scambiatore esterno
Valvola di espansione elettronica
Scambiatore interno
I compressori Il compressore a portata variabile con tecnologia inverter, le cui le caratteristiche costruttive sono mostrate in Figura 7, ha una cilindrata di 88 cm3. Il suo campo di funzionamento (envelope) è rappresentato in Figura 8. Compressore scroll inverter Valvola di espansione elettronica De-surriscaldatore L’inverter ha una potenza nominale di 15 kW ed è alimentato a 400 V/3 Ph/50 Hz. Il segnale Figura 4 – Le caratteristiche del circuito frigorifero con compressore inverter. Figura 5 - Le caratteristiche del circuito frigorifero con compressore inverter. Si noti la valvola a tre vie per il by pass del gas caldo per il Si la valvola a tre vie per il by pass del gas caldo per il post riscaldamento. postnoti riscaldamento. per la modulazione della potenza è un semplice 0-10 V. L’inverter garantisce anche l’avviamento “soft-start” e mantiene automaticamente una veloFigura 5 – Compressore Figura 6 – Compressori con inverter in tandem e collettori cità di 4.200 rpm durante glihttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 sbrinamenti. I compressori in tandem sono anch’essi di tipo scroll, hanno portata fissa e motore asincrono. Ognuno ha una cilindrata di 90 cm3, una portata volumetrica di 30,8 m3/h ad una velocità fissa di 3.000 rpm. Come ben noto, per garantire condizioni termiche confortevoli in ambiente è indispensabile operare un controllo fine della portata. Il compressore inverter modula la portata linearmente fino a 1500 rpm e quindi opera con cicli ON-OFF, Figura 5 - Compressore con inverter Figura 6 - Compressori in tandem e collettori come mostrato in Figura 9. I compressori in tanT: I compressori dem hanno una regolazione a due gradini uguali.
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Il compressore a portata variabile con tecnologia inverter, le cui le caratteristiche costruttive sono mostrate in Figura 7, ha una cilindrata di 88 cm3. Il suo campo di funzionamento (envelope) è rappresentato in Figura 8.
Figura 8 – Campo di funzionamento del compressore a portata variabile
Figura 9 – Modulazione della portata volumetrica nel compressore inverter
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Figura 7 – Vista in “spaccato” del compressore. Si notino il motore a magneti permanenti e il sistema di lubrificazione costituito da una pompa posta alla base del carter e da una valvola di iniezione dell’olio
Tabella 5 – Condizione considerata per il riscaldamento Ambiente esterno Affollamento Qest
Figura 10 – Confronto tra gli andamenti della temperatura dell’aria in mandata Carico termico
t (°C)
UR (%)
(%)
(L/s)
(kW)
0
87
100
700
16,2
Immissione di aria fredda: possibilità di discomfort termico
Tabella 6 – Controllo con compressore a portata variabile
Immissione di aria fredda: possibilità di discomfort termico
C inverter Pt (kW)
v (rpm)
tmandata (°C)
16,2
2100
19,7
solo dei due compressori, C1. Il confronto tra gli andamenti della temperatura dell’aria di mandata nei due casi è riportato Tabella 7 – Controllo con in Figura 10. È evidente che con il primo roof top compressori a portata fissa (inverter) la temperatura in mandata è costante C1:ON – C2:OFF C1:OFF – C2:OFF e quindi in condizioni ineccepibili; con il secondo Pt tempo tmandata Pt tempo tmandata (tandem), che utilizza un solo compressore che (kW) (min/h) (°C) http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 (kW) (min/h) (°C) subisce 3 cicli orari, durante i periodi della durata 23,3 42 25,1 0 18 14,1 di sei minuti in cui quest’ultimo è fermo l’aria viene inviata alle stesse condizioni di quella di miscela a 14 °C, con probabili problemi di comfort termico.
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Funzionamento in riscaldamento
Funzionamento in raffreddamento e deumidificazione
Per il confronto è stata scelta una condizione di massimo affollamento e con le condizioni dell’ambiente esterno indicate in Tabella 5. Come mostrato nelle Tabelle 6 e 7, per soddisfare il carico il primo roof top opera con il compressore inverter parzializzato al 35% a 2100 rpm; il secondo con 3 cicli orari di attacca e stacca di uno
Per il confronto è stata scelta la condizione indicata in Tabella 8. Per soddisfare il carico i due roof top operano rispettivamente con due diverse modalità, come mostrato nelle Tabelle 9 e 10. Il primo con
Tabella 8 – Condizione considerata per il raffreddamento con deumidificazione Ambiente esterno Affollamento Aria di rinnovo Aria di miscela
Carico termico sensibile latente totale postriscaldamento
test (°C)
UR (%)
(%)
Qest (L/s)
t (°C)
UR (%)
Pf,s (kW)
Pf,l (kW)
Pf,tot (kW)
Pt (kW)
30
51
100
700
27,7
52%
32,0
9,6
41,6
13,2
Tabella 9 – Controllo con compressore a portata variabile
Tabella 10 – Controllo con compressori a portata fissa
C inverter
C1:ON – C2:OFF
Pt v tmandata URmandata Pt (kW) (rpm) (°C) (%) (kW)
Pt (kW)
tempo (min/h)
tmandata (°C)
41,6 4500
31,8
27
16,8
15,5
95
il compressore inverter parzializzato al 75%, a 4.500 rpm e con una potenza di post riscaldamento pari a 13,2 kW, il secondo con un compressore, C1, sempre in funzione e l’altro, C2, in attacca e stacca. Come mostrato in Figura 11, il roof top con compressore a portata variabile eroga esattamente la potenza frigorifera richiesta dal punto Vm al punto UCinv e quella per il post riscaldamento fra il punto UCinv e il punto Pinv, che sta precisamente sulla retta ambiente. Il controllo della temperatura e dell’umidità relativa ambiente avvengono quindi in maniera ottimale. Il roof top con compressori a portata fissa, come mostrato in Figura 12, opera con un compressore tra Vm e UC1 e con due tra Vm e UC1+2. L’uscita dell’aria dallo scambiatore di post riscaldamento, punti PC1 e PC2, non sta sulla retta ambiente: l’umidità relativa in ambiente sarà sopra il set point nel primo caso, punto AICC1, sotto il set point nel secondo, punto AICC1+2.
13,2
Figura 11 – Andamento delle trasformazioni relative alle condizioni di progetto estive psicrometriche nel caso di compressore a portata variabile
C1:ON – C2:ON
URmandata Postriscaldamento Pt (%) (kW) (kW) 92
9,4
49,7
tempo (min/h)
tmandata (°C)
18
14,1
URmandata Postriscaldamento (%) (kW) 98
17,6
Figura 12 – Andamento delle trasformazioni relative alle condizioni di progetto estive psicrometriche nel caso di compressori a portata fissa
#35
45
CONFRONTI ENERGETICI Per i confronti riportati qui di seguito sono state adottate le condizioni di Milano Linate fornite dall’ASHRAE Weather Data Viewer, Versione 5.0, che si verificano fra le 7.00 e le 20.00 per sette giorni la settimana e si è utilizzato il metodo BIN con un intervallo di 2,0 °C. Per il calcolo dei carichi termo-frigoriferi e per la determinazione delle condizioni dell’aria di miscela in ingresso allo scambiatore interno è stata ipotizzata una variazione tipica dell’affollamento, quindi delle portate di aria di rinnovo, per ogni singola ora del giorno come mostrato in Figura 13, con avviamento a tutto ricircolo. È stato anche considerato che le rientrate e le dispersioni variano linearmente con la temperatura esterna e che i carichi per illuminazione e la forza motrice sono costanti a partire dalle ore 8.00.
Figura 13 – Andamento giornaliero delle portate dell’aria di rinnovo
Per il calcolo del COPDC e dell’EERDC sono stati utilizzati i dati prestazionali dei compressori e dei singoli componenti dei circuiti frigoriferi e un codice di calcolo specifico. A titolo di esempio, nel caso di compressore a portata variabile con la massima aria esterna di http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 rinnovo, in Figura 14 è riportata la variazione delle Il calcolo dei COPPL temperature caratteristiche e in Figura 15 è rapprePer il calcolo dei coefficienti di prestazione a sentato il risultato del calcolo del COPDC. Si noti che carico parziale per ogni singola condizione, COPPL, la norma UNI 14825 (UNI, 2013) propone la relazione: per un valore della temperatura dell’aria esterna COPPL = COPDC · [ 1 – Cd · ( 1 – CR ) ] pari a circa 2,5 °C l’andamento dei valori della tem (1) peratura di condensazione e della potenza terdove: mica subiscono una inversione di segno causata COPPL = COP; dal fatto che a partire da questa temperatura il COPDC = COP “Declared Condition”; compressore, quando in funzione, ruota alla veloCd = Degradation Coefficient = 0,25; cità minima e costante di 1.500 rpm CR = Rapporto di portata = Potenza termica Effettuate le simulazioni alle diverse condierogata/Potenza termica richiesta. zioni termo-igrometriche esterne, di portata di aria esterna di rinnovo e di carico ambiente e
COPDC
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calcolato CR per ogni condizione, si è passati al calcolo di COPPL e di COPDC, che differiscono tra loro per le inefficienze che sono tipiche del funzionamento di una macchina frigorifera ogni qualvolta subisce un ciclo di attacca-stacca. I risultati sono mostrati in Figura 17. Si noti la sensibile differenza a vantaggio della soluzione con compressore inverter già a partire da -7,5 °C e poi, in misura maggiore, dopo i -2,5 °C; i valori di COPPL dell’unità con compressori tandem sono leggermente migliori al di sotto di -7,5 °C. Si noti anche che il valore di COPPL dell’unità con compressore inverter, coerentemente a quanto indicato nella Figura 14, cambia il segno a +2,5 °C,
Figura 15 – Variazione del COPDC del compressore con compressore a portata variabile
COPPL
Figura 14 – Variazione delle temperature caratteristiche nel caso di ciclo con compressore a portata variabile
Figura 16 – Variazione del COPPL in funzione della temperatura esterna con portata di aria esterna di rinnovo massima
46
#35
Figura 17 – Variazione del numero di cicli orari di “attacca e stacca” in riscaldamento con la temperatura esterna
Tabella 13 – Confronto tra i consumi di energia elettrica in pompa di calore Riscaldamento Carico (kWh)
-23%
8602
Compressori
Inverter
Tandem
Differenza
Differenza%
Energia elettrica (kWh)
1366
1774
408
-23
COP medio (Wh/Wh)
6,30
4,85
1,45
30
Roof top
Inverter
Tandem
Differenza
Differenza%
Compressori (kWh)
1366
1774
408
-23
Ventilatore esterno (kWh)
279
357
78
-22
Ventilatore di mandata (kWh)
2696
2702
6
0
Ventilatore di ripresa (kWh)
1729
1734
5
0
Totale (kWh)
6070
6567
497
-8
-8%
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inizio dell’attacca e stacca, mentre da -7,5 °C e poi, in misura maggiore, dopo i -2,5 °C. http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 invece il COPPL di quella con comDalla Figura 16 risulta anche che il valore di Figura 18 – Consumi di energia elettrica COPPL nel caso di compressore con inverter, coepressori tandem lo subisce a -2,5 °C, dei soli compressori e dell’intera il che appare più chiaro dalla Figura rentemente a quanto indicato nella Figura 14, camunità in pompa di calore a confronto 16, che riporta il confronto dell’andabia di segno a +2,5 °C, inizio dell’attacca e stacca, mento dei cicli di attacca e stacca mentre invece il COPPL tandem lo subisce a -2,5 °C. delle due unità. Si noti la sensibile difCiò appare più chiaro dalla Figura 17, che riporta I consumi in riscaldamento ferenza a vantaggio della soluzione il confronto tra l’andamento dei cicli di attacca e I consumi, riportati in Tabella 13 e in Figura 18, con compressore inverter a partire stacca delle due unità. non tengono conto delle penalizzazioni dovute agli sbrinamenti, che, in prima approssimazione, possono essere assunti uguali per i due casi. Figura 19 – Variazione delle temperature del ciclo frigorifero dell’unità con compressore inverter in raffreddamento con massima aria di rinnovo. Si noti che fino a una temperatura esterna di circa 20 °C, Il calcolo di EERPL la temperatura di condensazione rimane costante, grazie al controllo Analogamente a quanto fatto per il funziodella pressione di condensazione attuato tramite la variazione namento in raffreddamento, nelle figure da 19 a della velocità dei ventilatori a servizio dello scambiatore esterno. 22 sono riportati i risultati dei confronti effettuati.
EERPL
Figura 21 – Variazione dell’EERPL in funzione della temperatura esterna
Figura 22 – Variazione del numero di cicli di attacca e stacca in raffreddamento in funzione della temperatura esterna. Il grafico mostra che fino a una temperatura esterna di 25 °C l’unità tandem soddisfa il carico con un solo compressore e che quella con inverter opera sempre in modulazione senza mai subire alcun ciclo di attacca e stacca.
EERDC
Figura 20 – Variazione dell’EERDC del compressore inverter in raffreddamento con massima aria di rinnovo
#35
47
I consumi in raffreddamento
I consumi sono riportati in Tabella 14 e in Figura 23. I consumi annuali e il ritorno dell’investimento
In Tabella 15 e in Figura 24 sono riportati i consumi di energia elettrica annuali. Il ritorno del maggiore costo iniziale della soluzione con inverter è valutabile in circa 2,5 anni, fortemente variabile in funzione delle politiche di prezzo dei Costruttori, che giustamente non potranno non tendere a valorizzare anche gli altri vantaggi ottenibili dalla soluzione con compressore con inverter.
Tabella 14 – Confronto tra i consumi di energia elettrica in raffrescamento Raffrescamento Compressori
Inverter
Tandem
Differenza
Differenza%
Energia elettrica (kWh)
11084
11995
911
-8
SEER (Wh/Wh)
6,73
6,22
0,51
8
Rooftop
Inverter
Tandem
Differenza
Differenza%
Compressori (kWh)
11084
11995
911
-8
Ventilatore esterno (kWh)
2161
1913
-248
13
Ventilatore di mandata (kWh)
2305
3925
1620
-41
Ventilatore di ripresa (kWh)
1544
2518
974
-39
Totale (kWh)
17094
20351
3257
-16
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http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1
-16%
-8%
Figura 23 – Consumi di energia elettrica dei soli compressori e dell’intera unità in raffrescamento a confronto
IL TOTAL EQUIVALENT WARMING IMPACT, TEWI
Tabella 15 – Consumi di energia elettrica annuali a confronto
Come noto, il TEWI è uno dei parametri che vengono adottati per valutare e misurare il contributo all’effetto serra e al riscaldamento globale del pianeta che un qualsiasi sistema che utilizza energia primaria ha complessivamente generato al termine del suo ciclo di vita, Il TEWI è dato dalla somma di due addendi: uno rappresenta l’effetto diretto, l’altro l’indiretto, secondo la seguente relazione: TEWI = m · GWP + αCO · Te (2) Nel caso in esame: m = 15 kg, circa uguale per le due unità; GWP (R410A) = 2090 kgCO /kg (secondo IPCC); αCO = 337,43 gCO /kWh (secondo ISPRA 2013); T = 15 anni; eInverter = 23165 kWh; eTandem = 26919 kWh. Per cui risulta: TEWIinverter = 31.350 + 117.169 = 149 tonCO ; TEWItandem = 31.350 + 136.146 = 167 tonCO . Il minore contributo all’impatto ambientale dell’unità con compressore inverter è di 22 tonCO , l’11% in meno rispetto all’altro caso, che corrisponde all’emissione
Roof top
Inverter
Tandem
Differenza
Differenza%
Compressori (kWh)
12451
13770
1319
-10
Ventilatore esterno (kWh)
2440
2270
-170
8
Ventilatore di mandata (kWh)
5001
6627
1626
-25
Ventilatore di ripresa (kWh)
3273
4251
978
-23
Totale (kWh)
23165
26917
3752
-14
2
2
2
2
-10%
-14%
2
2
2
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#35
Figura 24 – Consumi annuali di energia elettrica dei soli compressori e dell’intera unità a confronto
generata in circa 150.000 km da un’auto di media cilindrata, pari a 150 gCO /km.
Efficienza energetica
• in pompa di calore, il compressore inverter consuma il 23% di energia elettrica in meno rispetto ai due compressori in tandem; il roof top nel suo Conclusioni complesso l’8%; Nel caso esaminato, esemplifi• in raffreddamento, il risparmio del cativo di una situazione piuttosto solo compressore è dell’8%; quello ricorrente, i due roof top messi a del roof top è del 16%; confronto mostrano significative • nel ciclo annuale il minore consumo differenze a vantaggio della soluelettrico quello del compressore inverzione dotata di compressore inverFigura 25 – Impatto ambientale ter è del 10%, mentre del roof top è ter. In particolare: dei due Roof Top a confronto del 14%; Comfort • il ritorno dell’investimento è di circa • il roof top con compressori in tan2,5 anni. dem, durante la stagione invernale, immette spesso aria decisamente Impatto ambientale (TEWI) più fredda di quella in ambiente, • il TEWI dell’unità con inverter, è inferiore BIBLIOGRAFIA • UNI. 2008. Ventilazione degli edifici non residenziali - Requisiti di fino a 6 °C, soprattutto in condidi 22 tonCO , corrispondenti alle emisprestazione per i sistemi di ventilazione e di climatizzazione. Norma zioni di elevato affollamento; sioni in atmosfera di un’auto di media UNI EN 13779. Milano: Ente Italiano di Normazione. http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 • nel funzionamento in raffreddacilindrata che percorre 150.000 km. n • UNI.2013. Condizionatori d’aria, refrigeratori di liquido e pompe di mento e durante i periodi transicalore, con compressore elettrico, per il riscaldamento e il raffretori, ovvero nel passaggio da due * Massimo Stefano Venco, libero scamento degli ambienti - Metodi di prova e valutazione a carico compressori attivi a uno e viceprofessionista, Vicenza parziale e calcolo del rendimento stagionale. Norma UNI EN 14825. Milano: Ente Italiano di Normazione. versa, il roof top con compressori Massimo Di Giosia, Regional 2
-11%
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in tandem può presentare alcune deficienze nel controllo dell’umidità relativa.
Sales Director – Danfoss Commercial Compressors
Cambia la grafica, ma non l’informazione
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RICERCA — Geotermia
Impianto sperimentale con pompa di calore geotermica integrata da moduli termo-fotovoltaici L’accoppiamento dei due dispositivi è particolarmente interessante perché i pannelli solari termo-fotovoltaici possono produrre contemporaneamente energia elettrica, utilizzata dalla pompa di calore, e acqua calda sanitaria. I risultati di un anno di monitoraggio dell’impianto sperimentale Di Francesca Bazzocchi, Lorenzo Croci RSE s.p.a.
GEOTHERMAL HEAT PUMP SYSTEM COUPLED WITH THERMO-PHOTOVOLTAIC SOLAR COLLECTORS
This article describes the experimental facility which has been realized by RSE consisting in a geothermal heat pump coupled with thermo-photovoltaic solar collectors. The coupling of these two devices is particularly interesting because thermo-photovoltaic collectors can generate the electricity used by the heat pump and, at the same time, can support it in domestic hot water (DHW) production. Moreover, in this specific case, the low temperature heat produced by hybrid panels during winter, when the solar collectors have reduced performances due to lower insolation and outdoor air temperatures, is used to heat the water in the geothermal circuit. Results of the monitoring campaigns, shown in this article, allow to assess the actual performances of the geothermal heat pump and of the thermo-photovoltaic solar collectors and the best logic for using the two sources. Keywords: Solar assisted ground source heat pumps; Reversible heat pumps; Photovoltaic/ thermal solar collectors; Energy efficiency
A seguito della crescente richiesta di comfort nelle abitazioni e del conseguente aumento dei consumi per la climatizzazione degli ambienti, l’Unione Europea ha posto degli obiettivi sempre più ambiziosi per gli edifici di nuova costruzione, che, secondo la Direttiva 2010/31/EU, dal 2020 saranno soggetti all’obbligo Nzeb. In questo scenario, un ruolo fondamentale sarà giocato da tutti quei dispositivi in grado di utilizzare fonti rinnovabili o di ridurre il fabbisogno energetico, ad esempio le pompe di calore o i pannelli solari termo-fotovoltaici, detti anche ibridi. I pannelli solari termofotovoltaici sono pannelli fotovoltaici dietro i quali viene posizionata una piastra assorbente, in modo da assorbire l’energia termica prodotta che altrimenti verrebbe dispersa nell’ambiente. Infatti solo una parte della radiazione solare, normalmente il 12% ÷ 20%, viene convertita in energia elettrica, mentre la restante viene dispersa sotto forma di energia termica. In questo articolo vengono presentati i risultati di un anno di
50
#35
monitoraggio di un impianto sperimentale costituito da una pompa di calore accoppiata a pannelli solari termo-fotovoltaici. L’accoppiamento di questi due dispositivi è particolarmente interessante, perché i pannelli solari termo-fotovoltaici possono produrre contemporaneamente energia elettrica, utilizzata dalla pompa di calore, e acqua calda sanitaria. Inoltre, in questa specifica applicazione, l’energia termica a bassa temperatura prodotta in inverno dai pannelli solari viene utilizzata per il riscaldamento dell’acqua del circuito geotermico, effettuando così una ricarica del terreno. In particolare, sono considerate sia le prestazioni dei due componenti, pompa di calore e pannelli termo-fotovoltaici, sia l’influenza delle logiche di gestione dell’impianto sull’efficienza del sistema.
Descrizione dell’impianto L’impianto è stato predisposto per fornire il servizio di riscaldamento, produzione di acqua calda sanitaria e raffrescamento di un
RICERCA — Geotermia dovesse essere sufficiente, possono riscaldare, attraverso il serbatoio edificio prefabbricato di circa 60 m2 assimilabile a un appartamento di accumulo, l’acqua del circuito geotermico prima dell’ingresso nelle di piccole dimensioni e suddiviso in vari ambienti, ognuno dotato sonde. Il serbatoio di accumulo può essere bypassato qualora l’acdi ventilconvettori. Questo edificio richiede un carico termico inverqua contenuta al suo interno sia più fredda di quella proveniente nale, in condizioni di progetto, di circa 4 kW. dall’evaporatore. Questa possibilità è consentita da una valvola a La pompa di calore installata è di tipo acqua/acqua (l’unità in tre vie motorizzata, elemento numero 3 di Figura 1. Grazie alla preprova è stata cortesemente fornita da Clivet s.p.a.) con una potenza senza di un’ulteriore valvola a tre vie posta prima dell’ingresso nella pari a 7,8 kW e dotata di un compressore rotativo a velocità variabile. macchina, elemento numero 1 di Figura 1, lo scambio termico tra il La macchina è integrata con un serbatoio per l’acqua calda sanitaria circuito geotermico e quello solare può avvenire anche quando la da 186 litri e il passaggio da riscaldamento a raffrescamento avviene pompa di calore è spenta. In questo modo il terreno può essere ricatramite inversione del ciclo. ricato anche in assenza di richiesta termica dell’edificio, ad esempio Il campo geotermico è costituito da una sonda a singola U e una a durante giornate soleggiate e non particolarmente fredde. doppia U, entrambe profonde 100 metri e distanti circa 10 metri l’una Durante il funzionamento estivo l’energia termica prodotta dal dall’altra. I collettori sono predisposti in modo da permettere di uticircuito solare termico viene utilizzata esclusivamente per la prolizzare uno o entrambi gli scambiatori, ma in questa fase della speduzione di acqua calda sanitaria. La pompa di calore viene utilizrimentazione è stata utilizzata esclusivamente la sonda a singola U. zata sia per il servizio di raffrescamento sia, in caso di insufficiente Sono stati utilizzati quattro pannelli termo-fotovoltaici, per una irraggiamento solare, per la ricarica del boiler di acqua calda sanitasuperficie complessiva di circa 6,4 m2 e una potenza elettrica di picco ria. Il funzionamento estivo non prevede, se non in casi eccezionali di 1 kWp. Ai quattro moduli termo-fotovoltaici sono stati affiancati di surriscaldamento del circuito, che comunque non si sono verifiquattro moduli fotovoltaici standard con le stesse caratteristiche http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 cati durante le prove effettuate, la modalità di ricarica del terreno dei precedenti. Lo schema dell’impianto è rappresentato in Figura 1. I pannelli termo-fotovoltaici sono predisposti per fornire energia termica sia al serbatoio dell’acqua calda sanitaria, integrato all’interno della pompa di calore, sia all’acqua in uscita dall’evaporatore della pompa di calore, prima dell’ingresso negli scambiatori geotermici; il passaggio da un servizio all’altro avviene grazie a una valvola a tre vie motorizzata, elemento numero 2 di Figura 1. Per lo scambio termico tra circuito geotermico e solare è stato predisposto un serbatoio di accumulo da 80 litri dotato di un serpentino in cui scorre l’acqua proveniente dai pannelli solari, mentre nell’accumulo circola il fluido geotermico. L’utilizzo di un serbatoio in luogo di uno scambiatore di calore a piastre permette di accumulare l’energia termica fornita dai pannelli solari anche in assenza di contemporaneità di utilizzo con il circuito geotermico. Durante il funzionamento invernale i pannelli solari forniscono in modo prioritario l’energia termica per la produzione di acqua calda sanitaria; nei periodi di bassa insolazione, se il livello di temperatura Figura 2 - Dettaglio del circuito idraulico dell’impianto
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Figura 1 - Schema di progetto dell’impianto integrato pompe geotermiche – pannelli termo-fotovoltaici
#35
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RICERCA — Geotermia mediante i pannelli solari termo-fotovoltaici, poiché questo porterebbe a un innalzamento della temperatura di condensazione della pompa di calore, con conseguente diminuzione delle prestazioni della macchina. In Figura 2 viene mostrata una parte del circuito idraulico dell’impianto prima della coibentazione delle tubazioni. I tubi in polipropilene di colore verde sono quelli del circuito di collegamento tra la pompa di calore e i collettori degli scambiatori geotermici, mentre quelli in rosso trasportano l’acqua calda sanitaria.
PRESTAZIONI DELLA POMPA DI CALORE
quella media per il raffrescamento è stata pari a 5,1 con un valore della temperatura media di ritorno dell’acqua dal campo geotermico pari a 18,8 °C e di mandata all’impianto pari a 10 °C. In Figura 3 vengono confrontati gli andamenti giornalieri delle temperature del campo geotermico, mandata e ritorno, sia nel periodo di riscaldamento che in quello di raffrescamento. Si può notare come la temperatura del campo geotermico sia sempre favorevole rispetto a quella dell’aria. In inverno la temperatura di ritorno dell’acqua dal campo geotermico segue lo stesso andamento del carico, in quanto tra gennaio e marzo si alza per poi riabbassarsi all’inizio della stagione seguente. In estate questo andamento non compare e la temperatura del campo geotermico, a parte fluttuazioni dell’ordine del grado, si mantiene costante.
In Tabella 1 vengono presentati i risultati complessivi di un intero anno di monitoraggio. Nella stagione invernale il valore della temperatura interna di set point è stato posto pari a 23 °C, come in quella estiva, e quello della temperatura di mandata è stato regolato con una curva climatica secondo il seguente criterio: 45 °C per un valore della temperatura dell’aria esterna pari a 0 °C e 35 °C nel caso di aria esterna a 15 °C. Per quanto riguarda la produzione di acqua calda sanitaria, il valore della temperatura di set point è stato posto pari a 48 °C e quellohttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 di mantenimento è stato inizialmente posto pari a 42 °C. Il funzionamento estivo dell’impianto prevede che la pompa di calore sia dedicata al servizio di raffrescamento e, solo in caso di insufficienza dell’apporto dei pannelli solari, alla produzione di acqua calda sanitaria. Il valore della temperatura interna dell’edificio è stato fissato pari a 23 °C, mentre quello della temperatura di mandata dell’acqua dell’impianto è stato posto pari a 8,5 °C, senza curva climatica. Per quanto riguarda la regolazione dell’acqua calda sanitaria, è stato scelto un valore della temperatura di set Figura 3 - Andamento delle temperature medie point di 48 °C, con intervento della pompa di calore per temperagiornaliere del campo geotermico e dell’aria esterna tura nel serbatoio inferiore ai 38 °C. In questo modo si è privilegiata l’energia termica fornita dai pannelli solari, lasciando intervenire la In Figura 4 viene visualizzato l’andamento del COP medio orario pompa di calore solo in caso di mancato raggiungimento dei livelli in relazione alla temperatura dell’acqua proveniente dal campo geominimi di temperatura. termico. Trascurando i punti più dispersi, si nota una stretta correlaL’efficienza media per il riscaldamento è risultata pari a 3,8 con zione tra le due grandezze, rappresentabile linearmente. un valore della temperatura media di ritorno dell’acqua dal campo geotermico pari a 11,3 °C e di mandata all’impianto pari a 36,6 °C;
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#35
8,3 9,9 11,7 22,7 22,6 22,5 22,3 12,6 11,4 8,8 8,0
[°C]
10,2 11,4 13,0 19,0 18,7 19,1 18,4 13,7 12,7 10,5 9,7
[kWh]
[kWh]
1528 1173 685 -481 -759 -751 -249 261 744 1817 1969
182 164 160 56 99 97 43 44 120 163 177
[-]
4,07 4,09 3,96 5,45 5,13 5,33 4,75 4,31 4,21 3,96 3,90
[-]
3,84 3,83 3,70 5,36 5,06 5,24 4,69 4,04 3,94 3,75 3,69
Energia elettrica della pompa del circuito geotermico rapportata all'energia elettrica totale
[°C]
45,2 45,2 45,4 44,2 44,1 43,3 44,3 46,3 46,3 46,1 44,4
COP/EER della pompa di calore e della pompa del circuito geotermico
[°C]
COP/EER della pompa di calore
[°C]
33,4 33,2 33,1 12,4 12,3 12,4 12,3 32,8 32,3 34,7 35,6
Energia termica prelevata dal serbatoio di acqua calda sanitaria
[°C]
36,4 36,0 35,7 9,9 10,0 10,1 10,0 35,5 34,8 37,7 38,8
Energia termica fornita dalla pompa di calore per la climatizzazione
5,7 7,4 11,2 22,6 22,7 22,4 21,0 12,1 11,7 5,6 4,8
Temperatura di accumulo dell’acqua calda sanitaria
[°C]
Temperatura di ritorno dal campo geotermico
[n]
Temperatura di mandata al campo geotermico
Temperatura esterna
31 28 30 17 31 31 13 10 25 31 31
Temperatura di ritorno dall'impianto di climatizzazione
Giorni
Gennaio 14 Febbraio 14 Marzo 14 Giugno 14 Luglio 14 Agosto 14 Settembre 14 Ottobre 14 Novembre 14 Dicembre 14 Gennaio 15
Temperatura di mandata all'impianto di climatizzazione
Periodo
Tabella 1 - Sintesi delle prestazioni mensili dell’impianto
[%]
4,87 5,27 4,91 1,42 1,20 1,25 1,12 4,74 5,12 4,70 4,74
RICERCA — Geotermia
Figura 4 - Andamento del COP orario della pompa di calore in funzione della temperatura media oraria dell’acqua proveniente dal campo geotermico. Funzionamento invernale
La potenza mediata nell’ora permette di valutare l’effetto di eventuali cicli on/off, che però in questo caso non influenzano il COP. In Figura 7 viene visualizzato l’andamento dell’EER medio orario in relazione alla temperatura dell’acqua proveniente dal campo geotermico. Si può notare come, a differenza del caso invernale, i punti siano molto dispersi e come le prestazioni tendano ad aumentare all’aumentare del valore della temperatura dell’acqua proveniente dal campo geotermico. Questo può essere indice di un funzionamento molto parzializzato della macchina, che tende a funzionare meglio quando il carico è maggiore. Occorre comunque sottolineare che la macchina ha lavorato senza curva climatica, ma con temperatura di mandata fissa.
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Il medesimo andamento si può riscontrare anche in funzione della temperatura media dell’aria esterna, riportata in Figura 5. Questo non deve sorprendere, pur trattandosi di una pompa di calore geohttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 termica, in quanto l’andamento della temperatura esterna influenza il carico richiesto alla macchina, il maggiore o minore utilizzo della sorgente geotermica e la temperatura di mandata all’impianto. Si osserva che anche per temperature sotto lo zero le prestazioni orarie della macchina si mantengono buone, con un COP maggiore di 3. Figura 7 - Andamento dell’EER della pompa di calore in funzione della temperatura media oraria dell’acqua proveniente dal campo geotermico. Funzionamento estivo
PRESTAZIONI DEI PANNELLI SOLARI
Figura 5 - Andamento del COP orario della PdC in funzione della temperatura media oraria esterna. Funzionamento invernale In Figura 6 sono riportati i valori del COP in funzione della potenza media oraria. Si può notare come la potenza media nel solo periodo di funzionamento vada da 3 kW a 5 kW e come le prestazioni siano all’incirca costanti, con un andamento leggermente decrescente.
Figura 6 - Andamento del COP della pompa di calore in funzione della potenza termica erogata, mediamente nell’ora (punti blu) e nei soli minuti di funzionamento (punti rossi). Funzionamento invernale
Come descritto precedentemente, la superficie dei pannelli solari termo-fotovoltaici è pari a 6,4 m2 per una potenza elettrica di picco di 1 kW. I pannelli sono stati predisposti sia per la ricarica del boiler di acqua calda sanitaria, sia per la produzione di acqua calda a bassa temperatura, utilizzata per la ricarica del terreno. Al fine di valutare le prestazioni dei pannelli termo-fotovoltaici, sono stati installati anche 4 pannelli fotovoltaici con le stesse caratteristiche elettriche. I pannelli termo-fotovoltaici, infatti, permettono in teoria di ottenere prestazioni elettriche maggiori rispetto a quelle degli equivalenti solo fotovoltaici, grazie al raffreddamento del pannello conseguente al recupero di energia termica vettoriata all’utenza. I dati nominali indicano che per questa tipologia di pannelli il coefficiente di decadimento del rendimento con la temperatura è pari a -0,43%/°C, cioè per ogni grado Celsius al disopra del valore della temperatura di riferimento, che è pari a 25 °C, la produzione elettrica decresce dello 0,43% rispetto a quella nominale. In Figura 8 vengono mostrate la disposizione dei pannelli e un’immagine termografica che evidenzia chiaramente la maggiore temperatura dei pannelli fotovoltaici rispetto a quelli termo-fotovoltaici.
Figura 8 - Immagine all’infrarosso e nel visibile del laboratorio sperimentale RSE attrezzato con quattro moduli termo-fotovoltaici e quattro moduli fotovoltaici
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RICERCA — Geotermia dove Qpannelli è l’energia prodotta dai pannelli, HT è l’irradiazione globale sul piano dei collettori (inclinato a 45°), calcolata solo nelle ore di produzione termica dei pannelli. Il rendimento termico complessivo, così calcolato, risulta essere pari a 16,1%. Allo stesso modo è stato calcolato il rendimento elettrico, che è risultato pari a 13,2%. Durante il periodo invernale, sono state adottate due tipologie di funzionamento. Nella prima parte dell’anno è stata utilizzata una logica di regolazione su due livelli termici: una produzione ad alta temperatura, con valore minimo pari a 42 °C, per l’acqua calda sanitaria e una bassa temperatura per la ricarica del terreno. Nell’ultima Figura 9 - Schema del collegamento serie-parallelo parte dell’anno è stato invece deciso di dedicare la produzione dei dei quattro moduli termo-fotovoltaici pannelli solo alla ricarica del terreno, cioè a bassa temperatura, mediamente 22,4 °C. Questa modalità ha portato a ottenere una percenLe differenze di temperatura che si possono notare tra le diverse zone tuale di acqua calda sanitaria prodotta dai pannelli pari al 4% del dei pannelli termo-fotovoltaici sono dovute al tipo di collegamento del fabbisogno, mentre la maggior parte dell’energia termica richiesta circuito termico. Infatti i quattro pannelli sono stati collegati in serie a copè stata fornita dalla pompa di calore. pia, con ingresso di acqua fredda al centro, come mostrato in Figura 9. Il rendimento termico complessivo, calcolato come descritto in In Tabella 2 vengono riassunte le prestazioni mensili dei pannelli, precedenza, risulta pari a 18,3%; analizzandolo separatamente nelle sia quelli termo-fotovoltaici che quelli solo fotovoltaici. Il diverso peso http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 due modalità di funzionamento si ottiene 15,4% per il primo periodo dell’energia termica prodotta a bassa e alta temperatura dipende e 22,1% per il secondo. Questa differenza permette di valutare l’efdalle differenti logiche che sono state usate nel corso del periodo fetto della temperatura alla quale viene richiesta l’energia termica di monitoraggio, fattore che, naturalmente, influenza anche il valore sul rendimento termico del pannello. Il rendimento elettrico, invece, del corrispondente rendimento termico. è risultato pari a 13,8%. Si sottolinea come i rendimenti elettrici siano calcolati con la È interessante osservare l’effetto delle logiche di regolazione sulle potenza misurata a valle dell’inverter, che ha un suo rendimento prestazioni dei pannelli termo-fotovoltaici. Infatti, come è stato accenpari a circa il 95%; quindi il rendimento elettrico del solo pannello nato precedentemente, nei primi mesi del periodo invernale questi risulterebbe maggiore di quello indicato. pannelli hanno prodotto acqua calda sanitaria solo in concomitanza Durante il periodo estivo, i pannelli solari sono stati dedicati alla di una irradiazione solare maggiore di 800 W/m2 e nelle altre situasola produzione di acqua ad alta temperatura, e hanno fornito l’85% della richiesta termica di acqua calda sanitaria. La restante parte del zioni sono stati dedicati alla ricarica del terreno a bassa temperafabbisogno è stata fornita dalla pompa di calore. tura. Gli effetti di questo tipo di regolazione sono descritti in Figura È stato inoltre calcolato il rendimento termico dei pannelli termo10, dove vengono riportate le produzioni elettriche e le temperafotovoltaici, come: ture delle due tipologie di pannelli (termo-fotovoltaico e fotovoltaico) in due differenti giorni. Nel grafico in alto la temperatura dei Q pannelli η th = pannelli termo-fotovoltaici è sempre minore di quella dei fotovolHT taici e conseguentemente la produzione elettrica è maggiore. Nel
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Tabella 2 - Sintesi delle prestazioni dei pannelli solari Energia termica ad alta temperatura prodotta dai pannelli termofotovoltaici
Energia termica a bassa temperatura prodotta dai pannelli termofotovoltaici
Energia elettrica prodotta dai pannelli termofotovoltaici
Energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici
[kWh]
[kWh]
[kWh]
[kWh]
[-]
2
39
41
40
16,8%
Efficienza elettrica dei pannelli termofotovoltaici
Efficienza elettrica dei pannelli fotovoltaici
Consumi di energia elettrica della pompa di calore per la climatizzazione
[-]
[-]
[kWh]
14,1%
13,8%
376
Mese
Giorni
Gennaio 14
31
Febbraio 14
28
6
39
55
54
12,8%
13,9%
13,8%
287
Marzo 14
28
31
104
135
134
15,8%
14,4%
14,3%
173
Aprile 14
30
36
139
129
127
19,3%
13,7%
13,5%
-
Maggio 14
26
45
182
151
149
22,7%
13,5%
13,4%
-
Giugno 14
17
52
31
73
73
17,3%
13,4%
13,5%
88
Luglio 14
11
96
15
123
125
16,2%
13,3%
13,5%
148
Agosto 14
17
61
137
130
129
17,0%
13,1%
13,3%
141
Settembre 14
13
42
3
54
54
13,4%
12,9%
13,0%
52
Ottobre 14
10
-
64
36
36
25,7%
13,3%
13,1%
61
Novembre 14
25
-
48
33
32
25,8%
13,4%
13,1%
177
Dicembre 14
31
-
42
42
41
19,8%
13,2%
13,0%
459
Gennaio 15
31
-
92
77
77
19,8%
13,5%
13,4%
505
Totale annuale (calcolato sulla base dei dati complessivi)
296
371
935
1079
1071
18,6% *
13,6% *
13,5% *
2467
* I valori rappresentano l’effettivo rendimento annuale dei pannelli
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Efficienza termica dei pannelli termofotovoltaici
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RICERCA — Geotermia grafico in basso si possono distinguere due differenti zone: inizialmente i pannelli termo-fotovoltaici sono più freddi di quelli fotovoltaici, grazie all’azione di ricarica del terreno. Quando invece la radiazione solare supera il valore limite, il sistema indirizza verso la produzione di acqua calda sanitaria, la temperatura dei pannelli termo-fotovoltaici quindi si innalza e supera quella dei pannelli fotovoltaici, che di conseguenza hanno una maggiore produzione elettrica. La situazione si inverte nuovamente quando la radiazione solare scende sotto il valore limite e i pannelli termo-fotovoltaici si raffreddano a seguito della produzione termica a bassa temperatura per la ricarica del terreno.
CONCLUSIONI
Sono stati presentati i risultati di una campagna di monitoraggio della durata di un anno effettuata su un impianto sperimentale costituito da una pompa di calore geotermica accoppiata a pannelli solari termo-fotovoltaici. I risultati sono incentrati sulle prestazioni dei due componenti e sull’influenza delle logiche di regolazione sui rendimenti del sistema. I dati raccolti hanno mostrato un’efficienza stagionale della pompa di calore pari a 3,8 in riscaldamento e 5,1 in raffrescamento. I risultati hanno anche evidenziato come i pannelli termo-fotovoltaici permettono di produrre contemporaneamente energia elettrica e termica senza penalizzare il rendimento fotovoltaico; questo può rappresentare una valida soluzione che permette di avere due effetti utili a parità di superficie del tetto occupata. Una superficie di 6,4 m2 di pannelli è in grado di produrre l’85% del fabbisogno di acqua calda sanitaria di una famiglia di tre persone (150 litri al giorno). Può anche produrre il 37% del fabbisogno di energia elettrica di una pompa di calore al servizio di un’abitazione di 60 m2; la produzione elettrica può arrivare a coprire il 73% se si considera, oltre alla superfihttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 cie coperta dai pannelli termo-fotovoltaici anche quella dei pannelli fotovoltaici, per un totale di 12,8 m2. I benefici sulle prestazioni della pompa di calore per effetto della ricarica del terreno da parte dei pannelli termo-fotovoltaici sono difficilmente quantificabili; tuttavia occorre considerare che l’energia termica a bassa temperatura potrebbe essere utilizzata in alternativa per preriscaldare l’acqua calda sanitaria prima della pompa di calore, con una conseguente riduzione dei consumi elettrici. I risultati inoltre evidenziano quanto le logiche utilizzate per la regolazione dell’impianto influenzino profondamente le prestazioni dei singoli componenti, e come la progettazione debba essere effettuata considerando l’effetto utile che si vuole ottimizzare.
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BIBLIOGRAFIA
Figura 10 - Potenza elettrica prodotta dai pannelli termofotovoltaici (linea rossa) e da quelli fotovoltaici (linea blu), temperatura dei pannelli termo-fotovoltaici (linea tratteggiata viola) e di quelli fotovoltaici (punti verdi). Questo comportamento determina la sostanziale equivalenza tra i bilanci annuali delle produzioni di energia elettrica per le due tipologie di pannelli, come mostrato in Tabella 2.
F. Bazzocchi, A. Capozza, L. Croci. 2013. Impianto a pompa di calore geotermica e moduli termofotovoltaici. Rapporto RdS 2013 14002121. Parlamento Europeo. 2010. Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010 sulla prestazione energetica nell’edilizia. Direttiva 2010/31/EU. Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, 18 giugno 2010. Trillat-Berdal V., Souyri B., Achard, G. 2007. Coupling of geothermal heat pumps with thermal solar collectors. Applied Thermal Engineering, 27, 1750-1755. Colombo L., Joppolo C.M., Mazara A., Molinaroli L. 2011. Thermal models of PV/T solar collectors. Proceedings of the 48th AICARR International Conference, 321-333. Bazzocchi F., Croci L. 2013. On field performances of geothermal heat pumps: the cases of an historical building and an experimental facility. Proceedings of the 49th AICARR International Conference, 1035-1043. Madonna F., Bazzocchi F. 2013. Annual performances of reversible air-to-water heat pumps in small residential buildings. Energy and Buildings 65, 299-309
RICONOSCIMENTI
Questo lavoro è stato finanziato dal Fondo di Ricerca per il Sistema Elettrico nell’ambito dell’Accordo di Programma tra RSE S.p.A. e il Ministero dello Sviluppo Economico – D.G. Nucleare, Energie rinnovabili ed efficienza energetica – stipulato in data 29 luglio 2009 in ottemperanza del DM, 19 marzo 2009.
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Informazioni dalle aziende
COMPENSAZIONE E CALCOLO DEI MOVIMENTI DI ORIGINE TERMICA NEI SISTEMI DI TUBAZIONI A GIUNZIONE MECCANICA I sistemi di giunzione meccanica scanalata offrono quattro metodi diversi per consentire il movimento di un sistema di tubazioni in maniera flessibile e controllata di Larry Thau*
P
er una gestione efficace dei movimenti strutturali di dilatazione e contrazione termica in un edificio, è di fondamentale importanza consentire in maniera controllata e prevedibile il movimento delle tubazioni stesse. Questo obiettivo può essere raggiunto in vari modi che dipendono dalle preferenze del progettista, dal tipo di sistema di tubazioni e dai parametri di progetto. Quando un sistema è soggetto a cambiamenti di temperatura, potrebbero verificarsi contemporaneamente movimenti orizzontali, verticali e deflessioni angolari. Le sollecitazioni sul sistema di tubazioni variano anche in base alla disposizione orizzontale o verticale della tubazione. Per le tubazioni orizzontali, l’ostacolo principale è rappresentato in genere dalle limitazioni di spazio sulla lunghezza e in corrispondenza dei cambi di direzione del tubo. Per le tubazioni verticali invece, le sollecitazioni sono diverse e devono essere valutate considerando anche i calcoli di prevalenza dinamica, statica e geodetica, delle pressioni e dei carichi esercitati sulla sezione inferiore del tubo. I tubi in acciaio al carbonio sono soggetti a dilatazioni o contrazioni termiche dell’ordine di 6,25 mm ogni 10 m di estensione lineare per ogni 50 °C di variazione di temperatura. Una gestione inadeguata di questi movimenti può dar luogo a sollecitazioni eccessive che producono rischi per l’intera funzionalità del sistema. Fra questi rischi si possono segnalare una maggior incidenza di rotture e perdite, un aumento delle sollecitazioni su caldaie, gruppi frigo, valvole e altre apparecchiature e componenti, con i risultanti aumenti dei tempi di inattività e delle spese di manodopera.
Le giunzioni meccaniche scanalate Il livello di compensazione delle dilatazioni e delle contrazioni termiche offerto dal sistema di giunzione meccanica scanalata Victaulic è del tutto conforme con le procedure del settore. Questo sistema però offre anche una maggiore flessibilità nella progettazione, riduce le sollecitazioni sulle tubazioni e permette di utilizzare soluzioni di posa in opera più compatte, di più facile ispezione e di maggior produttività rispetto ad altre metodologie, quali ad esempio saldatura o flangiatura. Inoltre, nelle giunzioni meccaniche scanalate, tutti gli elementi di tenuta rimangono racchiusi e contenuti all’interno di un guscio metallico. Il design delle giunzioni meccaniche scanalate consente intrinsecamente il movimento delle tubazioni. Dato che le dimensioni della parte del guscio che va innestata nella scanalatura sono inferiori alla sezione della scanalatura stessa, il bordo del giunto può muoversi all’interno della scanalatura. La larghezza del guscio del giunto, inoltre, consente di prevedere una separazione fra le estremità delle tubazioni e crea uno spazio disponibile per un movimento controllato e angolare e lineare nella giunzione. Il giunto meccanico in sé rimane integro e l’esclusiva e la caratteristica guarnizione sensibile alla pressione garantisce la perfetta tenuta anche in presenza di deflessione e movimento del tubo.
I giunti meccanici scanalati rappresentano un’eccellente alternativa alla realizzazione delle omega di dilatazione saldate, ai giunti di dilatazione, ai compensatori a saldare ed agli antivibranti. I metodi comunemente adottati per la compensazione dei movimenti termici in un sistema di tubazioni scanalate sono quattro: 1. Utilizzare il giunto di espansione realizzato con componenti scanalati a giunzione meccanica. 2. Consentire la “fluttuazione libera” del sistema. 3. Utilizzare la capacità intrinseca di movimento lineare e deflessione dei giunti flessibili scanalati. 4. Utilizzare un “expansion loop” realizzato con componenti scanalati a giunzione meccanica. La selezione di uno o più di questi metodi dipende dal tipo di sistema, dalle esigenze del progetto e dalle preferenze del progettista. Non essendo possibile prevedere tutte le soluzioni di progettazione per ogni tipologia di sistema, questo articolo deve limitarsi a segnalare i vantaggi progettuali e meccanici dell’utilizzo di giunzioni meccaniche scanalate per la compensazione dei fenomeni di contrazione e dilatazione termica.
Giunti di espansione Victaulic offre due tipologie di giunzione meccanica per tubazioni scanalate: i giunti definiti “rigidi” e i giunti definiti “flessibili”. I giunti meccanici scanalati rigidi sono progettati per bloccare la giunzione nella sua posizione di installazione, senza consentire movimenti lineari o angolari in corrispondenza della giunzione. I giunti meccanici scanalati flessibili, invece, sono progettati per consentire movimenti angolari e lineari di entità controllata in corrispondenza della giunzione e consentire quindi la deflessione della tubazione. I giunti di compensazione, che consentono la compressione e l’espansione assiale, rappresentano generalmente l’alternativa più costosa per l’assorbimento dei movimenti termici. I
DIAGRAMMA A
FIGURA 1 – I giunti meccanici flessibili sono progettati per consentire movimenti angolari e lineari di entità fissata in corrispondenza della giunzione e consentire quindi la deflessione della conduttura
giunti di compensazione saldati sono tipicamente giunti speciali, costosi, devono essere flangiati nel sistema e richiedono regolare manutenzione. Per realizzare giunti di compensazione economicamente più convenienti si possono utilizzare specifiche giunzioni meccaniche scanalate realizzate con brevi manicotti di tubo opportunamente scanalati, abbinati a giunti flessibili e collocati nei tratti rettilinei di maggiore lunghezza della tubazione, dimensionati per consentire i valori desiderati di contrazione e dilatazione. I movimenti assiali possono essere gestiti semplicemente aggiungendo o rimuovendo giunti. Prevedendo l’installazione di una serie di giunti flessibili, il risultante giunto di espansione scanalato consente di ridurre anche vibrazioni e sollecitazioni meccaniche garantendo una maggiore protezione del sistema. A prescindere dal metodo adottato (giunti di espansione specifici o giunti di espansione scanalati) è necessario prevedere la corretta guida delle tubazioni adiacenti per garantire che il movimento termico venga condotto correttamente sul sistema e non si verifichino movimenti laterali indesiderati. I giunti di espansione scanalati possono essere utilizzati come connettori flessibili, ma non sono in grado di offrire contemporaneamente la massima dilatazione e la massima deflessione. I giunti di espansione installati orizzontalmente richiedono l’installazione di supporti indipendenti per prevenire flessioni indesiderate, riducendo la capacità di dilatazione disponibile.
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Giunti flessibili scanalati
http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 per il movimento lineare e la deflessione
DIAGRAMMA B
I tubi standard scanalati per deformazione a freddo offrono valori di dilatazione, contrazione e deflessione pari alla metà di quelli offerti dai tubi standard scanalati a taglio delle stesse dimensioni.
TOLLERANZA DI MOVIMENTO ANGOLARE ¾ - 3 ½" (20 - 90 mm) – Ridurre del 50% i valori pubblicati. 4" (100 mm) e superiori – Ridurre del 25% i valori pubblicati. I tubi standard scanalati a taglio offrono valori di dilatazione, contrazione e deflessione doppi rispetto a quelli offerti dai tubi standard scanalati per deformazione a freddo nelle stesse dimensioni. La deflessione angolare disponibile in corrispondenza del giunto scanalato flessibile Victaulic è utile per agevolare e accelerare l’installazione.
I giunti meccanici scanalati rappresentano una valida alternativa all’utilizzo di omega di dilatazione a saldare, compensatori saldati, giunti di espansione e antivibranti in gomma. Se associati a sistemi di scorrimento libero, i giunti flessibili possono essere utilizzati per accomodare l’espansione termica del tubo nei sistemi di tubazione senza richiedere ulteriori componenti o configurazioni particolari. L’utilizzo di giunti scanalati flessibili offre flessibilità angolare e la possibilità di movimento rotazionale in corrispondenza delle giunzioni. Queste caratteristiche offrono vantaggi per l’installazione e per il calcolo di sistemi di tubazioni ma devono altresí essere considerate nella determinazione delle distanze fra gli appoggi e i supporti. Come mostrato nella figura precedente, è evidente che questo sistema richiede un maggior numero di supporti (oppure l’utilizzo di giunti rigidi tipo Zero-Flex ®) per eliminare l’insellamento delle tubazioni che si verificherebbe altrimenti. La posizione dei supporti deve essere considerata in relazione ai movimenti angolari e rotazionali che hanno luogo in corrispondenza delle giunzioni. I giunti flessibili Victaulic consentono il movimento lineare. Per questa ragione è necessario considerare che, non solo i processi termici ma anche le spinte dovute alla pressione provocano un movimento all’interno dei giunti fino alla massima estensione consentita in ogni singolo giunto. Se il giunto è stato installato in modo da portare a contatto le estremità delle tubazioni o in modo da separarle solo parzialmente rispetto a quanto consentito nel giunto stesso, lo spostamento, quando il sistemaè pressurizzato, si accumula alla fine della tubazione lineare. Utilizzando giunti flessibili in corrispondenza dei cambi di direzione e conducendo il movimento verso il cambiamento direzionale mediante ancoraggi e guide opportunamente posizionati, diventa possibile accomodare e assorbire il movimento mediante il solo metodo di giunzione scanalata utilizzato. A differenza inoltre di omega di dilatazione a saldare, questo metodo genera scarse o nulle sollecitazioni aggiuntive nel sistema. I giunti flessibili possono essere utilizzati anche solo per le loro capacità di movimento assiale. In questo caso i percorsi rettilinei vengono ancorati alle due estremità, installando guide di scorrimento alternativamente ogni due sezioni di tubo. I giunti flessibili vengono poi installati lasciando gli spazi di dilatazione opportuni fra le estremità delle sezioni di tubo (montando il tubo a battuta o lasciando la distanza massima) in modo che i giunti possano assorbire i movimenti di espansione e contrazione previsti. L’utilizzo di giunti scanalati flessibili offre flessibilità angolare e la possibilità di movimento rotazionale in corrispondenza delle giunzioni. Per determinare il numero opportuno di giunzioni, il progettista dovrà calcolare la variazione della lunghezza lineare del sistema di tubazioni prendendo in considerazione la lunghezza e le dimensioni del sistema, nonché le temperature massime e minime di esercizio. Nei punti in cui è necessario il massimo movimento lineare si potrà utilizzare un giunto di espansione scanalato. Si osservi tuttavia che i giunti completamente deflessi non consentono ulteriore movimento lineare. I giunti parzialmente deflessi consentono un parziale movimento lineare. Si osservi inoltre che i tubi standard scanalati a taglio offrono valori di dilatazione, contrazione e deflessione doppi di quelli offerti dai tubi standard scanalati per deformazione a freddo.
DIAGRAMMA C
“Expansion loops”, “loops” di dilatazione con raccordi e giunti flessibili
Nelle sezioni rettilinee verticali del sistema di tubazioni è possibile gestire dilatazioni e contrazioni progettando opportuni “loops” di dilatazione che verranno inseriti nell’impianto mediante giunti saldati o scanalati. L’installazione di omega di dilatazione saldate richiede l’impiego di otto giunti e raccordi saldati. Nelle omega di dilatazione saldate, il movimento del tratto rettilineo di tubazione viene assorbito mediante la flessione delle sezioni di tubo dell’omega. Anche se questo metodo è efficace, le forze necessarie per la flessione del tubo sono molto maggiori di quelle richieste da un’omega di dilatazione realizzata con giunti scanalati. Generando sollecitazioni di gran lunga superiori, queste maggiori forze impongono l’impiego di ancoraggi e guide di maggiori dimensioni per poter condurre opportunamente i movimenti e proteggere componenti e strutture. Se si utilizzano invece giunti meccanici flessibili per la realizzazione dei loops di dilatazione, Y = Disassamento (pollici) è possibile evitare di imporre sollecitazioni su tubi, gomiti o stacchi. È importante osservare G = Massimo movimento ammissibile delle estremità del tubo (pollici) inoltre che i loops di dilatazione che impiegano giunti rigidi non possono accomodare deflesΘ = Massima deflessione (gradi) dall’asse centrale. sioni angolari. I loops di dilatazione che utilizzano giunti scanalati rigidi in rame sono invece D = Diametro esterno del tubo (pollici) progettualmente conformi agli standard di settore. L = Lunghezza del tubo (pollici) Dato che le sollecitazioni termiche danno luogo a deflessioni, è possibile assorbire dilaIMPORTANTE: I giunti completamente deflessi non consentono tazione e contrazione in corrispondenza dei gomiti all’interno dei giunti flessibili stessi, sfrutulteriore movimento lineare. I giunti parzialmente http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=1 tandone le intrinseche capacità di deflessione. Ogni loop di dilazione richiede l’utilizzo di otto deflessi consentono un parziale movimento lineare. giunti meccanici scanalati flessibili, quattro gomiti scanalati a 90° e tre sezioni di tubo. Con l’abbassamento della temperatura del sistema, le tubazioni si contraggono e il loop si allarga. Questo movimento viene assorbito grazie alle capacità di deflessione dei giunti. Con l’innalzamento della temperatura del sistema si verifica l’effetto opposto: le tubazioni si espandono DIAGRAMMA D ed il loop si restringe. Anche questo movimento viene assorbito grazie alle capacità di deflessione dei giunti in senso opposto (vedere diagrammi da A a D). Utilizzando giunti flessibili per la realizzazione del loop di dilatazione, la forza necessaria per la flessione del loop è inferiore, richiedendo quindi loops di minori dimensioni. Le dimensioni di un loop realizzato in questo modo potranno essere anche solo la metà o un terzo di quelle richieste da un’omega saldata della stessa capacità. I vincoli di spazio degli edifici moderni fanno di questa soluzione un’opzione molto attraente per gli impianti HVAC anche se l’impiego di anse saldate rimane obbligatorio in determinate applicazioni.
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* Larry Thau, Vicepresidente esecutivo e Chief Technology Officer Victaulic
Per la determinazione di sistemi di compensazione con giunti meccanici scanalati, questi dovranno essere in grado di offrire una deflessione sufficiente ad evitare momenti flettenti dannosi in corrispondenza delle giunzioni. In caso di espansione dei tubi a causa di variazioni termiche, si verifica un ulteriore allungamento del tubo alle estremità. I giunti flessibili non compensano automaticamente la dilatazione o la contrazione della tubazione. Dovrà essere il progettista a prevedere la configurazione ottimale degli spazi di dilatazione alle estremità del tubo. Nei sistemi ancorati, gli spazi dovranno essere opportunamente configurati per accomodare sia dilatazioni che contrazioni in combinazione fra di loro. Nei sistemi “free floating”, a fluttuazione libera, si dovranno prevedere sistemi di compensazione di lunghezza sufficiente ad evitare un’eccessiva deflessione dei giunti.
FIGURA 2 – Installando una serie di giunti meccanici flessibili è possibile creare un giunto di espansione economico e in grado di ridurre vibrazioni e sollecitazioni nel sistema
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Tiratura anno 2013, 37.617 copie – Diffusione 37.369 Certificato CSST Nº2013-2434
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www.aicarr.org a cura di Lucia Kern
In anteprima, Matera 2017
La riqualificazione energetica nell’area del Mediterraneo, dall’edificio storico al NearlyZero Energy Building del prossimo futuro. Questo, in estrema sintesi, è il tema che darà vita al 50° Convegno Internazionale AiCARR e alla nona edizione di Climamed, che si terranno nel maggio 2017 a Matera, città che bene incarna i due aspetti di passato e modernità e che costituirà una cornice sicuramente suggestiva per gli ospiti italiani e stranieri. Il 50° Convegno Internazionale AiCARR, dal titolo "NZEB: la riqualificazione degli edifici esistenti nell’area mediterranea", nasce dall'osservazione che i recenti DM in attuazione della Direttiva 31/2010 CE e del D.Lgs. 192, entrati in vigore il 1 ottobre scorso, evidenziano la necessità di operare sia per le ristrutturazioni sia per le nuove costruzioni con soluzioni impiantistiche di elevata efficienza energetica e sofisticati sistemi di automazione e di controllo, mediante un efficace impiego dell’energia da fonte rinnovabile e di soluzioni costruttive innovative. A ciò si aggiunge la necessità di fornire all’utenza informazioni dettagliate sui consumi e al progettista gli strumenti per proporre soluzioni a basso impatto ambientale ed energetico. Con questo Convegno, che può contare sulla prestigiosa collaborazione di ASHRAE e REHVA, oltre che del Ministero per i Beni Culturali, AiCARR propone a livello nazionale ed europeo una riflessione approfondita sul tema degli edifici NZEB, in vista del vicino 2020.
La sede e la platea del Convegno Internazionale AiCARR ospiteranno anche la nona edizione del Convegno Climamed, l'evento biennale sulla climatizzazione nell'area del Mediterraneo organizzato a turno da alcune delle Associazioni federate REHVA: AiCARR per l'Italia, AICVF per la Francia, APIRAC per il Portogallo, ATECYR per la Spagna e TTMD per la Turchia. Per il 2017 l'organizzazione spetta ad AiCARR, che propone il tema "Retrofit negli edifici storici nel clima mediterraneo", un argomento che è ormai parte integrante dell'Associazione, la quale intende coinvolgere nel dibattito Paesi con una spiccata esigenza di limitazione dei consumi energetici nella stagione estiva e nei quali le tecnologie impiantistiche utilizzabili sono molto spesso limitate da vincoli strutturali ed architettonici. In queste aree, dove il patrimonio storico assume un’importanza assoluta sia a livello culturale che economico, l’operazione di retrofit non può non coinvolgere i progettisti, impegnati a ottimizzare gli aspetti strutturali ed energetici, e deve necessariamente tenere conto della qualità del microclima interno a livello termoigrometrico, illuminotecnico, acustico e di qualità dell’aria. Climamed 2017 ha dunque l'obiettivo di dibattere, mediante le diverse esperienze a confronto, le strategie generali di intervento, le possibili tecniche non invasive, le diverse scelte in fase di analisi, gestione, monitoraggio dell’intervento, lo sviluppo degli standard normativi.
Edizione 2016 Premio Sanguineti: la cerimonia a Mostra Convegno Fra gli eventi AiCARR in Mostra Convegno Expocomfort, segnaliamo la premiazione del vincitore e degli autori segnalati per il Premio biennale istituito da AiCARR in ricordo di Roberto Sanguineti, quale riconoscimento al migliore scritto relativo ad argomenti di condizionamento dell’aria, riscaldamento, refrigerazione pubblicato sulla rivista AiCARR Journal o sugli Atti delle manifestazioni culturali organizzate da AiCARR negli ultimi 2 anni. L’edizione 2016 del Premio si focalizza sui
lavori pubblicati fra il 1 ottobre 2013 e il 31 dicembre 2015. La partecipazione, riservata ai Soci AiCARR, non comporta domanda di iscrizione: gli scritti sono esaminati da un'apposita Commissione giudicatrice, che sceglie il vincitore del Premio e redige un elenco di scritti meritevoli di segnalazione. Al vincitore verranno assegnati un premio in denaro e una pergamena d’onore. Analoga pergamena verrà conferita agli autori degli scritti segnalati.
A gennaio la settima edizione del Percorso Specialistico "Impianti termici e di climatizzazione per le strutture sanitarie" AiCARR Formazione ha da sempre un occhio di riguardo per l’aggiornamento dei professionisti che operano in ambiti particolari, regolamentati da normative complesse e caratterizzati da importanti evoluzioni tecnologiche. Uno di questi ambiti è senz’altro il settore sanitario, al quale è dedicata la settima edizione del Percorso Specialistico Impianti termici e di climatizzazione per le strutture sanitarie strutturato nei due moduli SA01 e SA02, di due giornate ciascuno per complessive 32 ore di lezione. Il Percorso è dedicato principalmente a chi opera negli Uffici Tecnici di strutture sanitarie, al personale di ASL e altre istituzioni con compiti di vigilanza e controllo e a chi si occupa di gestione e manutenzione di impianti termici, di climatizzazione e di produzione di acqua calda sanitaria in contesti ospedalieri: a queste figure professionali il Percorso fornisce solide basi per la conoscenza di caratteristiche, funzionamento e criticità delle più diffuse tipologie di impianti tecnologici, al fine di monitorarne e migliorarne la gestione e manutenzione e svolgere con maggior efficacia le azioni di controllo e prevenire rischi igienico-sanitari. Il calendario 20 e 21 gennaio - Impianti di climatizzazione e architettura dei sistemi impiantistici (modulo SA01) 27 e 28 gennaio - Centrali termofrigorifere, idriche e acqua calda sanitaria - Trattamento acqua - Conduzione e manutenzione (modulo SA02)
Più competitivi sul mercato con il Percorso STED Ritorna a Milano, a partire dal 30 marzo, il Percorso Simulazione termoenergetica dinamica degli edifici, organizzato da AiCARR Formazione in collaborazione con IBPSA Italia. Il Percorso fornisce le basi per la costruzione di modelli termoenergetici di sistemi edilizi e impiantistici all’interno di due tra i più diffusi software di simulazione dinamica: EnergyPlus e TRNSYS. Ogni modulo ha una durata complessiva di 4 giorni, i primi due dedicati ai fondamenti teorici e all’installazione dei rispettivi software e gli altri due all’impiego degli stessi. È possibile iscriversi a uno o entrambi i moduli. Il Percorso è di particolare interesse per tutti i professionisti che, per incrementare la propria competitività sul mercato e garantire la soddisfazione della committenza, intendono avvicinarsi allo studio dei modelli di simulazione di componenti edilizi e impiantistici per essere in grado di valutare e definire i requisiti di prestazione energetica nel lungo periodo. Il calendario 30 e 31 marzo - Teoria per Modulo B e Modulo C Il programma teorico (16 ore) è comune e propedeutico ai due moduli software EnergyPlus e TRNSYS. 3 e 4 maggio - Modulo B - Energy Plus 24 e 25 maggio - Modulo C – TRNSYS Verranno richiesti 48 CFP per gli ingegneri che partecipano a entrambi i moduli (B + C) oppure 32 CFP per gli ingegneri che prendono parte a un solo modulo (solo B o solo C)
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Dal 13 gennaio, il nuovo corso su Certificazione energetica Regione Lombardia: nuove procedure e nuovo Cened+ 2.0 Lo scorso 8 ottobre è stato pubblicato da Regione Lombardia CENED+ 2.0, la nuova versione del software per la certificazione energetica. AiCARR Formazione, come sempre impegnata a supportare i professionisti con occasioni di aggiornamento sulle ultime novità in tema di norme e tecnologie, propone a gennaio questo nuovo corso dal taglio pratico, utilissimo per gli addetti ai lavori. Rivolto a tutti i certificatori energetici, progettisti, tecnici comunali, interessati ad un aggiornamento professionale sulla nuova legislazione della Regione Lombardia in tema di efficienza e certificazione energetica, il corso fornisce, con un taglio operativo, gli strumenti per poter operare con il nuovo software CENED+ 2.0 e quindi con la nuova procedura di calcolo, attraverso sessioni teoriche e, soprattutto, esercitazioni pratiche con il reale utilizzo del software CENED+ 2.0. Il calendario 13 gennaio: Cened+ 2.0: Normativa 18 e 19 gennaio: Cened+ 2.0: Utilizzo software Sono stati richiesti 21 Crediti Formativi Professionali per gli ingegneri che frequenteranno l’intero corso.
Psicrometria e comfort, Calcolo dei carichi termici: le prime giornate dei Fondamenti 2016 Prende il via il 2 febbraio con i corsi di Psicrometria, Qualità dell’aria interna e Comfort termoigrometrico il Percorso Fondamenti 2016. Queste prime tre giornate in programma permetteranno ai partecipanti di acquisire una buona padronanza sulla termodinamica e sulle trasformazioni dell'aria umida e sulla salubrità degli ambienti interni, un aspetto di primaria importanza nell'ambito della progettazione, collaudo e manutenzione degli impianti ad aria. Il Percorso prosegue dal 16 al 18 febbraio con i tre moduli che pongono l’accento sugli aspetti pratico-applicativi del calcolo dei carichi termici dell’edificio in regime invernale ed estivo e, prima ancora, sulle caratteristiche termofisiche dell’involucro edilizio: valutazioni fondamentali dalle quali dipendono le prestazioni energetiche dell’edificio e che possono aiutare nelle scelte costruttive di base. Il Calendario 2 Febbraio - Psicrometria: fondamenti e trasformazioni psicrometriche (PS1F) 3 Febbraio - La qualità dell’aria interna (PS3F) 4 febbraio - Il comfort termoigrometrico (PS2F) 16 febbraio - Caratteristiche termofisiche dell'involucro edilizio (CA1F) 17 febbraio - Calcolo dei carichi termici estivi (CA2F) 18 febbraio - Calcolo dei carichi termici invernali (CA3F) Tutti i moduli sono selezionabili in base alle personali esigenze di formazione e attribuiscono 7 Crediti Formativi agli ingegneri; verranno richiesti 7+3 Crediti per i periti
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Temi attuali e autorevoli relatori per gli eventi AiCARR in MCE 2016 Si sta delineando l’agenda degli eventi AiCARR a Mostra Convegno Expocomfort: un programma focalizzato su alcuni degli argomenti più attuali per il settore e animato dalla partecipazione di autorevoli relatori di provenienza internazionale. Quattro i Seminari di mezza giornata organizzati dall’Associazione, anche in collaborazione con REHVA e con la partecipazione di ASHRAE. Mercoledì 16 marzo, alle ore 14.30, si terrà il Seminario internazionale “Strategia per le comunità dell’energia umana”, che vedrà il dibattito sulle Smart Grid sviluppato a cura di rappresentanti di ASHRAE e REHVA e degli autori della Guida AiCARR che verrà distribuita nel corso dell’evento, fra i quali: Livio de Santoli e Luca A. Piterà per AiCARR, Vittorio Chiesa e Giuliano Dall’O' del Politecnico di Milano, Walter Grattieri di RSE, Ricerche Sistema Elettrico Spa, Marcello Capra, del MiSE, Arturo Losi e Marco Dell’Isola dell’ Università degli Studi di Cassino e Sergio La Mura, Siram Spa. Giovedì 17 marzo, dalle 10.30 alle 13.00, l’appuntamento è con il Seminario AiCARR “Prime ricadute dei DM 26 giugno 2015, Decreti Requisiti Minimi e APE sul territorio”, uno spazio di aggiornamento molto utile per tutti gli attori del settore, volto ad analizzare le novità introdotte dai provvedimenti - pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 26 luglio scorso e in vigore dal 1 ottobre – che hanno modificato profondamente la normativa italiana in tema di efficienza e certificazione energetica. Sempre nella giornata di giovedì, nel
pomeriggio, si svolgerà il Seminario REHVA “Principles, expected effects and national implementations of European Directive 31/2010 and 27/2012”, che proporrà una panoramica sull’applicazione della legislazione europea sui requisiti minimi in diversi Paesi. Accanto al Presidente AiCARR Livio de Santoli e al Presidente REHVA Stefano Corgnati, sono attesi relatori internazionali invitati a illustrare il tema, contestualizzandolo nella nazione di provenienza. Gli appuntamenti AiCARR in MCE si concluderanno la mattina di venerdì 18 marzo con il Seminario “La contabilizzazione del calore: a che punto siamo?”, un focus ormai indispensabile per affrontare con consapevolezza l’obbligatorietà dei sistemi di contabilizzazione che attende, a partire dal 31 dicembre 2016, tutti gli edifici con più appartamenti serviti da un’unica centrale termica. Le preziose informazioni fornite nel corso del Seminario sono frutto del lavoro del Comitato Tecnico Sistemi Impiantistici e Applicazioni, e in particolare dal Gruppo di Lavoro Contabilizzazione dell’energia, e della Commissione Normativa.
Brindisi al termine della riunione con i rappresentanti delle Aziende Socie Benemerite. L’incontro, organizzato lo scorso 12 novembre a Milano, ha permesso di tracciare un bilancio, decisamente soddisfacente, del biennio trascorso e di illustrare alle Aziende della Consulta i programmi per il prossimo futuro, fra ai quali le attività AiCARR in Mostra Convegno Expocomfort e l’appuntamento con Matera 2017.
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Ospitato da Aermec il meeting autunnale dei Delegati Territoriali Si è tenuta il 29 e 30 ottobre scorsi a Bevilacqua, in provincia di Verona, la riunione dei Delegati Territoriali AiCARR, ospitata dall’azienda Socia Benemerita Aermec Spa. Due giornate di intensa attività, intervallate dai piacevoli momenti conviviali a cura dell’azienda ospitante, che hanno offerto l’occasione per un indispensabile momento di scambio fra i vertici di AiCARR e gli “ambasciatori” dell’Associazione sul territorio e per riconfermare gli ottimi rapporti fra l’ Associazione e l’azienda veronese. Dall’incontro sono nate anche interessanti occasioni di collaborazione interassociativa, con l’invito da parte di Alessando Riello, Presidente di Aermec e di Assoclima (Associazione Costruttori Sistemi di Climatizzazione), al Presidente de Santoli a intervenire in qualità di relatore all’assemblea Assoclima. La “due giorni” veronese si è aperta nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre con il meeting AiCARR, che ha visto la partecipazione di tutti i 22 Delegati attivi per l’Associazione sul territorio italiano. Accanto al Presidente de Santoli, hanno preso parte alla riunione Gabriele Raffellini, Presidente Commissione Attività Territoriali, Marco Dell’Isola, Consigliere, Luca Pauletti, Osservatore per la Consulta, Natale Foresti, Tesoriere, Rosella Molinari, Segretario Generale, e Luca A. Piterà, Segretario Tecnico. Molti i temi sul tavolo, a partire dal bilancio positivo sull’accreditamento presso CNI e CNPI, che permette ora ad AiCARR e AiCARR Formazione di offrire ai propri Soci, con l’erogazione di crediti per la partecipazione a Convegni e Corsi, un servizio preziosissimo per l’attività professionale degli iscritti all’Ordine degli Ingegneri e al Collegio dei Periti. Decisamente positiva anche l’opinione generale sul filo diretto fra la Segreteria Tecnica, sempre più attiva e altamente competente, e i Delegati Territoriali, che quasi quotidianamente, soprattutto in occasione di incontri tecnici e seminari, sono chiamati a rispondere a richieste e dubbi di carattere tecnico e normativo da parte dei Soci. A questo proposito, i Delegati hanno proposto la realizzazione di una sorta di database di tutte le tematiche sulle quali AiCARR è attiva a livello normativo e istituzionale, in modo da essere sempre più esaustivi nelle risposte. Il meeting ha offerto anche uno spazio di aggiornamento sui due argomenti al centro dei Seminari itineranti a cura della Commissione Comitati Tecnici e della Commissione Attività Territoriali, organizzati dai Delegati Territoriali in varie città italiane: la contabilizzazione del calore in base all'attuazione dell’art. 9 del d.lgs 102/14 e i Decreti Requisiti energetici minimi, relazione di progetto e nuovo APE. Il grande impegno di AiCARR nel portare sul territorio occasioni di dibattito su tematiche normative particolarmente rilevanti per il nostro settore si concretizza infatti, per il 2015-2016, in questi due cicli di Seminari, che, grazie all’intervento del Segretario Tecnico Piterà, sono stati illustrati nel corso dell’incontro, in un momento
di formazione molto utile per chi si occupa di proporre a livello locale le attività di AiCARR. A conclusione del meeting i partecipanti sono stati condotti a cena in un ristorante storico di Montagnana, per la degustazione di piatti tipici della tradizione veneta. La giornata successiva, dedicata alla visita in Aermec, si è aperta con i saluti di benvenuto del Presidente Alessandro Riello, il quale ha illustrato la storia dell’azienda, che è anche la storia di quattro generazioni di Riello. A partire da Ettore, classe 1868, che, al rientro in Italia dopo un periodo di lavoro in Brasile, mette a frutto la sua esperienza di meccanico e apre un’officina propria, poi affiancato dai figli Pilade, Giuseppe e Raffaello. L’attività meccanica si diversifica e nel secondo dopoguerra si affaccia sulla scena Giordano Riello, figlio di Raffaello, che, dopo gli studi di meccanica ed elettrotecnica e una proficua gavetta nell’azienda di famiglia, ha l’idea vincente per superare i problemi di stagionalità della produzione, notando in ufficio il grande condizionatore che lo zio Pilade ha portato da un viaggio negli USA. Da questa intuizione, Giordano Riello dà vita alla Riello Condizionatori, con sede a Bevilacqua. Qui, nel 1963, nasce il marchio Aermec, che caratterizza i condizionatori da finestra prodotti anche per altre aziende e che, in seguito, darà il nome all’azienda. Si arriva così all’attuale Aermec, guidata da Alessandro e Raffaella Riello, figli di Giordano: una consolidata storia alle spalle e una struttura efficiente e attuale, dotata di laboratori attrezzati con moderne apparecchiature e della più grande camera di collaudo in Europa per le macchine da impianto. Come illustrato ai presenti nel corso della visita, la produzione è orientata oggi a coprire tutte le tipologie di impianto e comprende refrigeratori e pompe di calore condensati ad aria e ad acqua, ventilconvettori, deumidificatori, recuperatori di calore, termoconvettori, centrali di trattamento aria, macchine per impianti centralizzati con potenze frigorifere da 3 a 1600 kW. Un accento particolare è stato posto sui prodotti più recenti: refrigeratori aria-acqua con compressori a vite e struttura modulare V-block, refrigeratori e pompe di calore multiscroll con struttura modulare V-block, pompe di calore per limiti operativi estesi, polivalenti aria-acqua per impianti a 2 e 4 tubi, refrigeratori con compressori centrifughi ed evaporatori allagati, oltre alla nuova gamma di roof top. La visita allo stabilimento Aermec e il pranzo offerto presso la foresteria aziendale hanno concluso le due giornate di lavori.
Esame EGE: per arrivare preparati al 19 luglio Il 19 luglio 2016 è una data cruciale per la figura professionale dell’Esperto in Gestione dell’Energia, per il quale certificare la propria professionalità sarà una condizione obbligatoria al fine di poter condurre le diagnosi energetiche periodiche prescritte per grandi imprese e imprese energivore, in base al DLgs 102 del 4/07/2014 di recepimento della direttiva europea sull'efficienza energetica. AiCARR Formazione, in collaborazione con ICMQ, già da mesi certifica Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) in base allo schema di certificazione e accreditamento per la conformità alla norma UNI CEI 11339:2009 in materia di EGE, pubblicato lo scorso maggio dal Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell’ambiente. Una nuova sessione d’esame è in calendario il 26 febbraio presso la sede AiCARR. I requisiti per poter accedere alla prova sono pubblicati sul sito www.aicarrformazione.org
Progettazione di impianti: otto indispensabili corsibase, con crediti Dopo le giornate dedicate a Psicrometria e qualità dell’aria e al Calcolo dei carichi termici, il Percorso Fondamenti prosegue, a partire dal 23 febbraio, con gli otto corsi di Progettazione di impianti di climatizzazione, una base indispensabile per chi si avvicina alla professione di progettista e un'occasione di formazione interessante anche per tecnici installatori, manutentori e figure professionali che, pur non specializzate nell'impiantistica per la climatizzazione, hanno necessità di conoscere le caratteristiche principali degli impianti. Come sempre, la struttura modulare del Percorso permette di selezionare unicamente i moduli di interesse oppure di prendere parte a tutti i corsi. Il calendario 23 febbraio - Impianti di climatizzazione: tipologie e criteri di scelta progettuale (PR1F) 24 febbraio - Progettazione di impianti di climatizzazione a tutt'aria: fondamenti (PR3F) 25 febbraio - Progettazione di impianti di climatizzazione a tutt'aria: dimensionamento (PR7F) 1 marzo - Progettazione di impianti di riscaldamento ad acqua: fondamenti (PR2F) 2 marzo - Progettazione di impianti di climatizzazione misti aria/acqua: fondamenti (PR4F) 3 marzo - Progettazione di impianti di climatizzazione misti aria/acqua: dimensionamento (PR8F) 22 marzo - Unità di trattamento aria (PR6F) 23 marzo - Diffusione dell'aria in ambiente interno (PR5F) Anche per questi corsi verranno attribuiti 7 CFP a giornata per gli ingegneri e verranno richiesti 7+3 CFP a giornata per i periti.
Tutte le informazioni relative alla Formazione aziendale sono pubblicate sul sito www.aicarrformazione.org nell’area dedicata
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Fascicolo
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#36
Edifici storici
Contabilizzazione
#37
Efficienza nell’industria
Ventilazione
#38
Edifici del terziario
Antincendio
#39
Edifici per la sanità
Filtrazione
#40
Riqualificazione strutture ricettive
Rinnovabii
#41
Sviluppi pompe di calore
VRF idronico
www.quine.it
AMBIENTE
Organo Ufficiale AiCARR
Organo Ufficiale AiCARR
VENTILAZIONE
REFRIGERAZIONE
RIPARTITORI PER LA CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE ISPEZIONE DEGLI IMPIANTI DI REFRIGERAZIONE E CONDIZIONAMENTO CASE STUDY
SISTEMA IDRONICO DI RECUPERO DI CALORE NEGLI OSPEDALI
COGENERAZIONE
VENTILAZIONE MECCANICA INNOVATIVA TECNOLOGIE PER L’ACCUMULO TERMICO LATENTE
SISTEMI IBRIDI NELLA CLIMATIZZAZIONE CERTIFICARE LA SOSTENIBILITÀ
Nuovo Protocollo per il patrimonio edilizio italiano
ILSICUREZZA RISPARMIO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE / VENTILAZIONE / SISTEMI IBRIDI POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.
ANNO 6 - MAGGIO-GIUGNO 2015
SCOP, un indice di prestazione inutile
GEOTERMIA
8Mag, il primo refrigeratore magnetico rotorico italiano
RIQUALIFICAZIONEACCUMULO DELLE STRUTTURE RICETTIVE
LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R COSA SI INTENDE PER NZEB? POMPE DI CALORE
Etichetta energetica e progettazione ecocompatibile Soluzioni di filtrazione antibatterica in CTA Diagnosi e monitoraggio in continuo di due impianti a pompa di calore geotermica
POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.
AMBIENTE
AMBIENTE
Il futuro della microcogenerazione Studio comparato di fattibilità per impianti cogenerativi Monitoraggio della centrale di trigenerazione per l’ospedale di Genova
BIOMASSE, QUALI PROSPETTIVE? POMPE DI CALORE A CO2, SCENARI FUTURI
MICROCOGENERAZIONE E TRIGENERAZIONE
ISPEZIONI / POMPE DI CALORE / CONTABILIZZAZIONE POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.
REFRIGERAZIONE LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R CLASSIFICAZIONE ENERGETICA, COSA CAMBIA CON LE NUOVE REGOLE? NORMATIVA
ANNO 6 - SETTEMBRE 2015
Nuove linee guida sulla contabilizzazione
NnZEB E VALUTAZIONI ENERGETICHE LEGIONELLA, NUOVO STANDARD ASHRAE CASE STUDY
VMC CON RECUPERO DI CALORE PER IL RETROFITTING POMPE DI CALORE AD ASSORBIMENTO NEL CONDOMINIO
MICRO CHP
I meccanismi dello Scambio sul Posto e del Ritiro dedicato
RECUPERATORI ENTALPICI, INADATTI IN ITALIA PRESTAZIONI ENERGETICHE
Il punto sulla simulazione dinamica
RIQUALIFICAZIONE IMPIANTI NEI CONDOMINI
GENERAZIONE DISTRIBUITA / RECUPERO / GESTIONE IMPIANTI POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.
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EURO15
CASE STUDY
Pompe di calore ad acqua di mare per il Porto di Livorno Da monastero a luxury hotel con pompe di calore polivalenti Applicazioni geotermiche in zona termale
CONDIZIONAMENTO
REFRIGERAZIONE EURO15
Efficienza energetica per l’Esercito Italiano Supermercati, come integrare l’impianto di condizionamento e frigo alimentare
RISCALDAMENTOENERGIA ISSN:2038-2723
CONDIZIONAMENTO
AMBIENTEREFRIGERAZIO ENER RISCALDAMENTOAMBIEN CONDIZIONAMENTO AMBIENTE UOMO ENERGIA RISCALDAMENTO
CONDIZIONAMENTO
AMBIENTE
EURO15
EURO15
Verso un’utenza attiva nel sistema elettrico nazionale Contabilizzazione dell’energia termica, un mercato da regolare
#33
RISCALDAMENTOENERGIA ISSN:2038-2723
CONDIZIONAMENTO
REFRIGERAZIONE ANNO 6 - APRILE 2015 LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R CERTIFICAZIONE ENERGETICA, LE NUOVE LINEE GUIDA I COSTI DI UNA REGOLAZIONE SBAGLIATA ANTISISMICA DEGLI IMPIANTI, ITALIA-USA A CONFRONTO CASE STUDY
La riqualificazione degli impianti nei condomini
AMBIENTEREFRIGERAZIO ENER RISCALDAMENTOAMBIEN CONDIZIONAMENTO AMBIENTE UOMO ENERGIA RISCALDAMENTO
CONDIZIONAMENTO
REFRIGERAZIONE ANNO 6 - FEBBRAIO 2015
#32
RISCALDAMENTOENERGIA ISSN:2038-2723
CONDIZIONAMENTO
AMBIENTEREFRIGERAZIO ENER RISCALDAMENTOAMBIEN CONDIZIONAMENTO AMBIENTE UOMO ENERGIA RISCALDAMENTO
CONDIZIONAMENTO
LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R DM REQUISITI MINIMI, TUTTI PRONTI? CLIMATIZZAZIONE A BASSO CONTENUTO D’ACQUA. UN’UTOPIA? TARIFFAZIONE E CONTABILIZZAZIONE
Microcogenerazione e trigenerazione
#31
RISCALDAMENTOENERGIA ISSN:2038-2723
CONDIZIONAMENTO
AMBIENTEREFRIGERAZIO ENER RISCALDAMENTOAMBIEN CONDIZIONAMENTO AMBIENTE UOMO ENERGIA RISCALDAMENTO
FOCUS TECNOLOGICO
Strategie di ottimizzazione Catena del freddo energetica nelle strutture Monitoraggi e regolazioni Fonti rinnovabili per il commercio
Organo Ufficiale AiCARR
#30
Il risparmio nella pubblica amministrazione
Organo Ufficiale AiCARR
Riqualificazione delle strutture ricettive
#35
DOSSIER MONOGRAFICO
FlowGrid e AxiTop: quando l’eccellenza diventa perfezione
Con FlowGrid e AxiTop, ultime innovazioni sviluppate da ebmpapst, leader mondiale nella produzione di ventilatori e motori, la rumorosità nei settori della ventilazione e del condizionamento ora è solo un lontano ricordo. Grazie alla nuova FlowGrid, disegnata per ottimizzare il flusso dell’aria sul lato aspirazione dei ventilatori assiali o centrifughi, è possibile diminuire drasticamente il livello di pressione sonora e ridurne al minimo la componente tonale che rappresenta la parte del rumore percepita dall’orecchio umano come “disturbo”. Al massimo livello di efficienza, la rumorosità dovuta alla frequenza di passaggio pala può essere ridotta fino a 16 dB(A). Il diffusore AxiTop agisce invece sul lato mandata dei ventilatori assiali convertendo gran parte della pressione dinamica in pressione statica: questo consente un considerevole aumento dell’efficienza e un’ulteriore riduzione del livello sonoro. Per scoprire di più visita il nostro sito www.ebmpapst.com/flowgrid.
Grazie a tutti i nostri clienti che con la loro preferenza ci permettono quotidianamente di esprimere
Passione, Competenza e Affidabilità
con l’obiettivo di produrre componenti e soluzioni per il confort e l’aria pulita.
I migliori auguri Best wishes Meilleurs voeux Las mejores felicidades Beste wünsche
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