ThieneMesePlus Periodico di informazione dell’A lto Vicentino
n. 42 - settembre 2026
Thiene, dove la danza spicca il volo Stefania Pigato racconta il “suo” Polo Accoglienza, crescita umana e alta formazione: con il nuovo “Polo Internazionale delle Arti” l’eccellenza della danza contemporanea mette radici nell’ex seminario dei Cappuccini e spalanca ai giovani le porte delle compagnie mondiali.
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Un murale con dedica ai giovani
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Sfide montane: la tenacia dei malgari salva l’alpeggio
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Dallo Stretto al Bosforo a nuoto, tutto “in famiglia”
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Thiene, dove la danza spicca il volo Stefania Pigato racconta il “suo” Polo
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Omar Dal Maso
na donna che costruisce ponti, su cui danzare. Ballerina, coreografa, docente e direttrice, Stefania Pigato ha abbracciato Thiene per motivi sentimentali e nel suo campo l’ha arricchita, rendendola un luogo sicuro di crescita e insieme una catapulta per la carriera artistico-professionale di giovanissimi danzatori e danzatrici che rincorrono i propri sogni. Se per lei, maladense d’origine,Thiene è diventata casa e perimetro dove piantare radici per formare una famiglia insieme al marito
Accoglienza, crescita umana e alta formazione: con il nuovo “Polo Internazionale delle Arti” l’eccellenza della danza contemporanea mette radici nell’ex seminario dei Cappuccini e spalanca ai giovani le porte delle compagnie mondiali. Remigio Munari, oggi la stessa città altovicentina si riscopre “culla” di un suo desiderio realizzato. Che la emoziona sin da prima che il sipario riveli il palcoscenico. Una nuova sede, densa di magia per chi la vive, dove si pratica la formazione di chi sceglie la danza contemporanea — letteralmente in punta di piedi ma con la determinazione e l’abnegazione richieste — e la elegge come percorso di vita. Una Fondazione costruita passo dopo passo per dare supporto a lungo termine. Non ultimo, unendo l’arte e l’eleganza del movimento corporeo alla sensibilità per il sociale e persino alla spiritualità. Leggere, ballare, fantasticare, coltivare i propri talenti, quindi, per credere. A maggior ragione visto che il nuovo centro, denominato “Polo Internazionale delle Arti” sorge in prossimità del Santuario dei frati cappuccini di Thiene, nell’omonimo quartiere cittadino. L’inaugurazione ufficiale è programmata a metà settembre (il 13), ma la struttura è di fatto già in piena operatività sui 3 mila metri quadrati potenzialmente a disposizione. Con tanto di teatro interno, da 99 posti in platea. Stefania Pigato si racconta: “Faccio danza da sempre, da quando ero bambina, e quin-
di nel tempo ho accumulato una serie di esperienze e di contatti che mi ha portata ad oggi. Sono docente e coreografa di danza contemporanea. Attualmente dirigo la realtà The Bridge Pigato Contemporary, una scuola professionale che prepara studenti scelti per potenziale o talento in tutta Italia, in altre nazioni europee e alcuni anche fuori continente. Il 20% dei nostri studenti è straniero: vengono dalla Svizzera, dalla Spagna, dalla Germania e dal Brasile, per citare solo alcuni Paesi di provenienza”. Giurata in numerosi concorsi internazionali, ha in rubrica i contatti dei migliori maestri del globo danzante, con nel curriculum personale premi, festival, stage e audizioni, ma soprattutto un metodo che porta il suo nome: il Metodo Pigato Contemporary. La genesi risale a prima del 2005, quando certo non pretendeva né prevedeva di esportarlo ad esempio negli Stati Uniti o di ricevere riconoscimenti di merito. “Esatto, non l’ho creato per farne un insegnamento. Inizialmente era pensato solo per me, perché nella danza contemporanea purtroppo siamo sterili di tecniche codificate. Visti i risultati dei miei studenti e le continue richieste delle scuole, ho capito che dovevo codificarlo e diffonderlo anche
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ThieneMesePlus ◆ 3 agli altri. Questo metodo ha poi contribuito a tessere relazioni con varie realtà che mi presentano i loro talenti per prepararli professionalmente. Ne ho scritto un libro e ormai lo insegno regolarmente da oltre un decennio”. La “mossa” di Stefania Pigato è scaturita da un’esigenza precisa: colmare un vuoto. “Mi piace affermare che ho voluto rispondere a un’emergenza. In Italia purtroppo nessuno lo sa che non esiste un’università della danza contemporanea: tappa fondamentale che i ragazzi dovrebbero frequentare prima di diventare veri professionisti. Se ne trovano invece all’estero, e la cui difficoltà di accesso rappresentava un muro. Dopo che io stessa avevo collaborato con alcune, come la Codarts di Rotterdam o il Conservatorio di Lione, toccando con mano il livello con cui si misuravano gli studenti via audizione, mi resi conto che al termine di questo percorso universitario loro venivano spesso scritturati dalle compagnie. Quindi i nostri talenti, che ci sono, andavano formati per offrire una chance: quello che ho pensato di fare per i giovani artisti, all’inizio erano solo italiani, è stato di prepararli professionalmente affinché accedessero a queste università all’estero, cosa per niente facile”. Sono sempre di più gli ex allievi “allevati” a Thiene entrati a far parte di compagnie di danza famose, chi in Svezia, chi in Olanda o in Germania. Un’intuizione abbinata all’impegno che ha regalato grandi soddisfazioni. Oggi gli iscritti al The Bridge Pigato Contemporary sono circa 45. “Per quei tempi forse è corretto definirla un’intuizione. Adesso ci sono anche altre scuole in Italia che fanno effettivamente questo, non sono l’unica, va detto”. Nel percorso di Stefania, che oggi ha 58 anni, spicca un riconoscimento dal prestigio internazionale e che presuppone un im-
Il chiostro dell’ex seminario
pegno costante: “Esatto, sono stata investita del ruolo di direttrice internazionale per l’Academy di Margot Fonteyn, negli Stati Uniti, per la danza contemporanea”. Un’altra porta spalancata verso il mondo, pur mantenendo il baricentro a Thiene. “In teoria mi sarebbe richiesto di viaggiare molto, ma c’è tanto lavoro da portare avanti qui. In Brasile, ad esempio, ho aperto un canale importante per aiutare i ragazzi talentuosi più poveri, tanto che qui a Thiene ne stiamo ospitando due in questo periodo, con borsa di studio completa”. Loro, come gli altri giovani che fanno riferimento al Bridge, vivono nell’Altovicentino, considerano Thiene come una seconda casa e frequentano le scuole della città, come il Liceo Linguistico a indirizzo Arte e Spettacolo. I più “teneri” di soli 13 anni, i più grandi festeggiano qui la maggiore età e concludono gli studi superiori. Va da sé che il compito assunto da Stefania Pigato travalica quello di semplice insegnante. “È inevitabile: parliamo di apprendisti che arrivano da tutta Italia, dall’Europa e oltre. Si trasferiscono qui, alloggiano in città, si inseriscono nelle scuole e sviluppano amicizie. Non dimentichiamo altri fattori specifici: sono insieme adolescenti e artisti, quindi con una spiccata sensibilità e a volte difficoltà di inserimento nella vita reale. In ogni caso, a me piace pensare di aiutare i ragazzi come persone prima che come danzatori”. Tutto questo giorno per giorno, con una passione che sfiora la trasformazione in missione. “Un danzatore non diventa un danzatore se non è maturato e non sta bene come individuo. Qui noi facciamo un lavoro giornaliero proprio su questo. In questo momento importante, in cui ci apprestiamo a inaugurare il Polo, lo ritengo quasi un regalo poter contare su un ambiente ideale: ora disponiamo di una sede meravigliosa che è stata resa possibile dall’incontro con la comunità francescana e con tante altre persone che mi hanno aiutata”. Il riferimento è all’area di via Padre Leopoldo, a due passi dal Santuario devoto alla Madonna dell’Olmo, che vede come parte attiva anche l’OIC (Opera Immacolata Concezione), insieme alla Fondazione Pigato e alla Provincia Veneta dei Frati Cappuccini, proprietaria dello spazio e della struttura che guarda anche ai più fragili in pieno spirito francescano. La foresteria ospiterà gli operatori socio-sanitari destinati all’assistenza degli anziani, creando un prezioso connubio tra arte e finalità sociale. La scuola di danza — prima con sede a Zanè — abbraccerà il proprio futuro nel complesso che per mezzo secolo ha ospitato i seminaristi. Anche qui un tempo c’erano dei giovani che si mettevano in cam-
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Stefania Pigato, 58 anni
mino per confermare la propria vocazione: ieri spirituale, oggi artistica. Un filo invisibile che lega due epoche. Il ruolo di Stefania in tutto questo è ben definito: prepararli sul piano tecnico, offrendo loro un metodo accreditato nel panorama internazionale, e sostenerli quasi da mamma in una fase delicata della vita per l’età e per le sfide dell’allontanarsi da casa. “Molte persone mi hanno aiutato e arrivare a questa sede non è stato facile: lo ritengo un grande onore. Poter portare avanti le nostre attività in questo luogo lo considero un proseguimento di qualcosa che si era fermato, pur se trasferito su strade diverse”. L’arte coreutica sarà affiancata nel tempo dal teatro, dalla pittura (con il maestro Vladimir Zaccaria) e dalla musica, senza porsi limiti. “La Fondazione infatti si riferisce a un Polo Internazionale delle Arti, non solo alla danza. La mia intenzione è quella di abbracciare altre discipline sfruttando un ambiente perfetto. Qui trovo una profonda analogia: tutti i valori sui quali i frati hanno sempre vissuto — la fratellanza, il camminare insieme agli altri, la condivisione, l’amicizia — sono gli stessi che noi predichiamo ogni giorno con i nostri ragazzi. In una versione moderna, stiamo facendo lo stesso cammino spirituale rivolto verso l’arte”. A cosa si deve la “scelta di provincia”, lontano dalle grandi città? “Mi è stato anche proposto di aprire il Bridge in uno Stato estero, ma io amo l’Italia e volevo restare a Thiene. La ritengo la cittadina ideale per far crescere i giovani in modo sano, lontano dai ritmi delle metropoli e più vicino a valori umani. E poi ho sposato un thienese, mio marito Remigio, mentre lui, insieme a me, ha dovuto sposare anche la danza...”. ◆
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Un murale per sognare in grande e con dedica ai giovani
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Anna Bianchini
ll’inizio del nuovo anno scolastico ad attendere gli studenti alla Cittadella degli Studi di Thiene ecco il grande affresco di Robert Vargas, muralista americano tra i più famosi e apprezzati al mondo. Realizzato su una superficie di 300 metri quadrati, dati alla mano si tratta del terzo murale più grande d’Italia, ideato per lanciare ai giovani un messaggio di forza e libertà. “Fly beyond the horizon” (volare oltre l’orizzonte) è il titolo dell’opera, che raffigura un giovanissimo Arturo Ferrarin che lancia un aeroplanino di carta verso il monte Fuji, simbolo del Giappone. Il desiderio del pilota che per primo fece la trasvolata Roma-Tokyo a bordo del suo biplano S.V.A. 9 è lì, vivace e colorato, per spingere le generazioni che stanno crescendo a non avere paura di inseguire i propri desideri. “Quando dipingo scelgo sempre argomenti che riguardano la storia del posto”, ha spiegato l’artista.
Dall’impresa di Arturo Ferrarin un’eredità per le nuove generazioni: il celebre muralista americano Robert Vargas ha completato un’opera per lanciare un messaggio di positività e libertà. Con una folla di gente a seguire i lavori.
Il volto del bambino dipinto sulla parete, intento a guardare il Fuji, è infatti un richiamo diretto e potente all’impresa dell’aviatore thienese. La cosa più potente è il messaggio ai giovani: “Entrate nel dipinto e vivete il sogno”, è il messaggio di Vargas, conosciuto nel mondo del muralismo mondiale anche per la sua disponibilità nella didattica verso le fasce d’età più basse. Non a caso appena prima di arrivare a Thiene ha inaugurato un murale negli spazi di una biblioteca, a Los Angeles. Nella settimana che è servita per la realizzazione del murale, Thiene è stata teatro di un evento che va oltre la riqualificazione di un muro di cemento. E quello che era iniziato come un murale per dare un messaggio ai ragazzi, si è trasformato anche in una leva per riportare le persone a vivere la propria comunità, un formidabile collante. Quattro giorni di lavoro, con in mezzo una toccata e fuga a Berlino e nel frattempo la gente che si radunava di fronte all’imponente muro del nuovo centro sportivo polifunzionale di via San Gaetano, con persone che andavano e tornavano, bambini che si improvvisavano “pittori” e regalavano le loro opere all’artista. E allo stesso tempo esponenti della politica locale, dei
diversi schieramenti, concordi nel definire come “bellissima” l’opera dedicata ai giovani e ispirata al sogno di Ferrarin. Arte come pretesto per stare insieme, per condividere, per chiacchierare, insieme alla curiosità di vedere una parete gigantesca trasformarsi in un quadro ricco di significato, vita e storia. Da tempo non si vedeva un simile raduno spontaneo di persone a Thiene e quel che è successo nei quattro giorni del grande murale ha rappresentato una ventata di socialità vera in un’epoca in cui la maggioranza degli scambi avviene tramite i social. Cittadini di tutte le età, incuriositi dai primi colpi di pennello e dalle linee tracciate dall’artista, hanno iniziato a presidiare l’area fin dalle prime ore del mattino. E con il passare del tempo, la curiosità si è tramutata in un vero e proprio rito. Molti residenti hanno iniziato a portare da casa sedie pieghevoli, posizionandole a debita distanza per non intralciare i lavori, ma abbastanza vicini per non perdersi ogni dettaglio dell’opera che prendeva forma. E nell’ultimo giorno di lavoro, quando Vargas ha dipinto anche di notte per consegnare il murale nei tempi previsti, alcuni ragazzi sono arrivati a notte fonda con le seggiole,
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ThieneMesePlus ◆ 5 per vedere il sole sorgere vicino al giovane Ferrarin dipinto sulla parete. Robert Vargas, nominato nel 2023 City Artist di Los Angeles e famoso in tutto il mondo per i suoi ritratti iconici (da Kobe Bryant a Eddie Van Halen), è noto per la personale scelta di fondere la sua arte con temi iconici del territorio in cui dipinge. Muralista di professione, gentile e appassionato con i bambini nel mostrare loro l’arte del dipingere sui muri. Con i tanti ragazzini thienesi ad ammirarlo l’artista non si è mai risparmiato, felice di farsi mostrare i loro schizzi nei momenti di break e dispensando loro con gioia parecchi consigli su come disegnare. “È emozionante ripercorrere il lavoro di un grande artista come Robert Vargas, nei giorni trascorsi a Thiene per dare vita a uno straordinario murale – ha sottolineato il sindaco Giampi Michelusi –. Un’opera che rende omaggio all’impresa leggendaria di Arturo Ferrarin, ma che parla soprattutto al cuore di ciascuno di noi, e in particolare ai nostri giovani. Perché ogni grande traguardo nasce da un sogno. Ogni sogno ha bisogno di coraggio. E il coraggio trova forza nella speranza, anche quando la meta sembra lontana. Che questo murale possa ricordarci ogni giorno che i limiti esistono
solo finché qualcuno non decide di superarli. I sogni non sono fatti per rimanere chiusi in un cassetto, sono fatti per prendere il volo”. Il murale “Fly beyond the horizon” è stato realizzato senza l’aiuto di griglie o proiettori, interamente a mano libera e ha un impatto oggettivamente straordinario. L’opera sulla parete esterna della palestra che sarà ufficialmente intitolata al maestro dello sport Tommaso Assi, come già accennato terzo in Italia per dimensione, è un nuovo punto di riferimento per la street art internazionale e con il completamento di “Vola oltre l’orizzonte” Thiene entra ufficialmente nella mappa della grande mural art contemporanea. All’inizio dei lavori Robert Vargas avrebbe voluto stabilire il record di tempo nella realizzazione di un murale di questa tipologia. Purtroppo il caldo elevato con lo stop imposto in determinati orari per motivi di sicurezza unitamente a un pomeriggio di forte maltempo non hanno reso possibile l’obiettivo extra. “È un onore per Thiene ricevere in dono un’opera da un artista di fama internazionale come Robert Vargas. Si tratta di un lavoro artisticamente importante e ricco di contenuti – ha commentato Ludovica Sartore, assessora alla Cultura –. Un invito a
Attualità
Robert Vargas, muralista made in Usa!
coltivare i sogni, ad impostare la propria vita perseguendo valori alti per dare il meglio di sé e condividerlo per farlo diventare ricchezza per tutti. È il sogno che ha accompagnato Arturo Ferrarin e che ben si applica allo sport. È metafora della vita. Un messaggio rivolto anzitutto ai giovani, ma prezioso per ciascuno”. ◆
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Anna Bianchini
e differenze non sono ostacoli da superare, ma frequenze diverse che, quando imparano ad ascoltarsi, possono creare armonia”. È partendo da questo principio e dal suo impegno nella musica “inclusiva”, che il musicista thienese Matteo Scapin ha scritto il suo primo libro. Matthew S, 37 anni, dalla musica elettronica è passato alla carta, mantenendo però ancora una volta la musica come protagonista assoluta. Nato ai primi di febbraio del 1989, vanta già una carriera ventennale alle spalle e numerosi riconoscimenti ottenuti. Inoltre, è anche docente in più istituti con cui collabora a Thiene e Vicenza. “Frequenza Fondamentale”, novità assoluta, è una breve opera di sole 82 pagine, che racconta la storia di tre ragazzi particolari che devono comporre una canzone. “Il libro è nato da aprile ad agosto del 2026, ma l’idea ce l’avevo da un po’ di anni – racconta Scapin –. È la storia di 3 ragazzi, Leo, Zoe e Amina, con diverse caratteristiche i quali devono realizzare un brano. Uno di loro è normodotato ma ha un lieve autismo ed è molto rigido, una ragazza è in sedia a rotelle e poi c’è una giovane marocchina. Insieme devono creare una canzone”. Un racconto che parla di inclusività e che non a caso è dedicato a Filippo, un caro amico di Scapin. “Un amico che ha cambiato profondamente il modo in cui guardo al mondo – spiega il musicista – . Mi ha insegnato la lezione più importante di tutte, che la vita non si misura dalla perfezione delle sue note, ma dalla forza immensa con cui decidiamo di farla risuonare”. Nei 20 anni da professionista nel mondo della musica Matteo Scapin ha lavorato con bambini, ragazzi, adulti e anziani, in scuole, centri educativi e residenze. “La musica elettronica non è soltanto una forma d’arte o una tecnologia, può diventare un linguaggio – spiega l’artista vicentino –.
La musica che sa includere la firma Matteo Scapin Dai synth alle pagine di Frequenza Fondamentale: Matthew S firma un racconto d’esordio che trasforma la produzione di musica elettronica e le sue metafore tecniche in uno strumento per abbattere le barriere ed educare alla diversità.
È un modo per incontrarsi, per comunicare, per abbattere barriere che troppo spesso sembrano insormontabili. Per questo ho scritto Frequenza Fondamentale. Non per insegnare semplicemente a produrre musica, ma per raccontare come le differenze possano trasformarsi in armonia”. Un’opera che unisce narrativa, divulgazione e musica elettronica.Attraverso la storia di Leo, Zoe e Amina, tre ragazzi profondamente diversi tra loro, il lettore scopre che la produzione musicale può diventare una straordinaria metafora della vita. “Nel libro i ragazzi utilizzano i termini tecnici che io uso abitualmente nel mio lavoro e vengono riproposti come metafore di vita – sottolinea Scapin –. Ci sono momenti in cui si ha bisogno di fare qualcosa per gli altri, questo è stato il mio punto di partenza, volevo realizzare qualcosa che le persone potessero anche tenere”. Nel libro non c’è solo scrittura, c’è molto altro. “C’è anche una parte di laboratorio musicale, esperimenti che i ragazzi possono fare seguendo gli esercizi che ho scritto nel libro – spiega il musicista –. C’è dentro anche un manuale dove parlo in modo
tecnico ma semplice e adatto per ragazzi, il linguaggio del mio ambito lavorativo. In una parte invece parlo della nascita della musica elettronica”. Ogni capitolo prende spunto da un elemento della produzione musicale elettronica per arrivare a parlare di relazioni, ascolto e crescita personale. La timeline è una metafora del rispetto dei tempi degli altri. Attraverso il campionamento, il lettore scopre come ogni esperienza possa trasformarsi in qualcosa di unico. Il filtro passa-basso suggerisce di lasciare fuori il rumore dei pregiudizi. Perfino il glitch, nato da un errore tecnico, diventa il simbolo della possibilità di trasformare le imperfezioni in nuove opportunità. Infine, l’equalizzazione ricorda che convivere non significa essere tutti uguali, ma trovare il giusto equilibrio tra voci diverse. In sintesi, non è un libro sulla musica elettronica in senso stretto: è un libro che uso per parlare di ciò che ci rende umani. “Sono molto soddisfatto di questo libro – conclude Matteo Scapin –. Non è ancora uscito ma chi lo ha letto mi ha fatto parecchi complimenti e l’hanno trovato originale”. ◆
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La facciata d’ingresso a lavori quasi ultimati
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l conto alla rovescia è terminato a Zanè: la nuova scuola secondaria di primo grado “Don Lorenzo Milani” è pronta ad accogliere i suoi studenti. La prima campanella all’interno suonerà del plesso da poco completato, nel corso dell’estate, mentre per sabato 19 settembre è in programma l’inaugurazione ufficiale alla presenza della comunità. Un traguardo storico per il comune altovicentino, reso possibile da un investimento di circa 7 milioni di euro finanziato in gran parte con i fondi del PNRR. A differenza della nuova primaria “Carla Liliana Martini”, oramai attiva da un triennio — e che ha inaugurato il rinnovamento del polo scolastico cittadino —, la “Don Milani” è nata dalla demolizione e ricostruzione integrale del vecchio edificio di via De Gasperi, affiancata dalla realizzazione di una palestra moderna, edificata “da zero”. Sviluppato su due piani attorno a un atrio centrale luminoso, l’edificio rappresenta il modello della scuola di domani: elevata efficienza energetica, massima sicurezza sismica e aule “plus” flessibili, studiate per integrare arredi modulari, laboratori e didattica digitale.
Nuova scuola media di Zané Aule aperte e taglio del nastro Il plesso delle secondarie affianca la primaria “Carla Liliana Martini” di recente costruzione, completando il polo unico dell’istruzione in paese. L’apertura del nuovo plesso a Zané dell’Istituto Comprensivo “N. Rezzara” (con sede a Carré) segna così la consegna formale alla cittadinanza di una struttura all’avanguardia, concepita per la cre-
scita, la sostenibilità e la sicurezza delle nuove generazioni. Per i “primini”, le matricole del triennio delle medie, la gioia di vivere un momento storico in prima persona. ◆ [O.D.M.]
La democrazia parte dai quartieri: in tre si (ri)vota Il 24 e 25 ottobre a Thiene le elezioni per i Comitati di Cappuccini, Centro e Rozzampia. Candidature aperte fino al 23 settembre.
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ella capitale Roma e in generale nei centri urbani più antichi si parla di rioni, nelle città d’oggi si preferisce il più moderno termine quartieri, che dovrebbero costituire proprio le genuine “capitali” della democrazia. La base della piramide, da intendersi come occasione reale di partecipazione alla vita pubblica e alla cittadinanza attiva. Thiene ci ripro-
I quattro presidenti già eletti accolti in Municipio
va, in tempi cupi a livello nazionale vista la disaffezione conclamata per la politica ad ogni livello: un week end di voto incombe ormai, anticipando le elezioni comunali che si terranno invece nella primavera del 2027. Nel fine settimana del 24 e 25 ottobre 2026, infatti, residenti (ma non solo...) delle zone Cappuccini, Centro e Rozzampia sono chiamati alle urne per il rinnovo dei rispettivi Comitati di Quartiere. I presidenti incaricati faranno per cosi dire compagnia a Marika Zanin per Ca’ Pajella, Giannantonio Fiocco per la Conca, Luciano Cavedon per San Vincenzo ed Emanuela Dall’Igna per Santo-Lampertico. La nuova consultazione, concordata tra Comune e Consulta dei Presidenti, si è resa necessaria dopo le elezioni dello scorso maggio, dove non si era raggiunto il quorum dei votanti (per il Centro) o il numero minimo di candidature (per Cappuccini e Rozzampia). L’obietti-
vo è completare la mappa della partecipazione cittadina. Chi può votare e candidarsi. Hanno diritto di voto tutti i cittadini dai 16 anni in su, residenti o operanti nel quartiere (inclusi titolari d’azienda e volontari continuativi da almeno un anno). Per candidarsi al Consiglio Direttivo è invece richiesta l’età minima di 18 anni (esclusi parlamentari, amministratori locali e rappresentanti del Comune in società partecipate). Per rendere valide le votazioni, lo Statuto prevede il quorum del 5% tra gli aventi diritto. Tradotto: 150 votanti a Cappuccini, 223 al Centro e 49 a Rozzampia. Nati nel 2007, i Comitati rappresentano la voce del territorio e un ponte fondamentale con la Giunta comunale per migliorare la qualità della vita, la sicurezza e i servizi di ogni rione o quartiere che dir si voglia. Ah, anche per non lamentarsi solo sui social, rendendosi parte attiva. Candidature entro il 23 settembre. I moduli sono scaricabili dal sito web del Comune o disponibili all’Urp in Municipio. ◆ [O.D.M.]
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Omar Dal Maso
hat’s up a Thiene? Da un anno abbondante, ormai, è proprio l’applicazione di messaggistica istantanea (e globale) WhatsApp a “rispondere” a questo colloquiale quesito derivante dalla lingua anglosassone, traducibile nel più nostrano “che si dice?” e che può spaziare in ogni campo. Basta sintonizzarsi – o meglio, collegarsi – al canale broadcast la cui icona non manca in nessuno smartphone: ed ecco servito un paniere di informazioni e notizie tra cui spulciare, quando e se si vuole, e senza alcun costo per l’utente. Uno strumento apprezzato, dati alla mano, anche a Thiene, a seguito dell’introduzione dei canali WhatsApp nel mercato delle telecomunicazioni alla fine del 2023. La modalità funzionale “da uno a molti” ha permesso di scansare le note problematiche delle chat di gruppo (dove, ad esempio, sono visibili i numeri di telefono o l’immagine del profilo), sviluppando così un modello di comunicazione unidirezionale assai gradito a chi si professa per niente incline ai commenti a valanga e a notifiche invasive. In breve tempo, grazie anche alla spinta fornita dagli altri canali istituzionali del Comune, il servizio ha subito trovato il favore di cittadini e non solo: chiunque può infatti accedervi tramite iscrizione. In poco più di un anno si è superata la quota di 3.500 aderenti, con un flusso d’ingresso costante e rarissimi “abbandoni”. Numeri di tutto rispetto, se riparametrati ai circa 24.500 abitanti della città.
Il Comune non cambia canale Oltre 3 mila su WhatsApp Ad un anno dal lancio il servizio registra numeri in costante ascesa, coinvolgendo residenti, vicini di casa e i thienesi che vivono all’estero. Con un utile e simpatico quiz come novità dell’estate.
Il canale è stato varato il 17 luglio del 2025 ed è gestito dall’Urp (Ufficio Relazioni con il Pubblico). L’assessora delegata Marina Maino traccia così un primo bilancio dell’esperienza: “Esperienza più che positiva – esordisce la portavoce dell’amministrazione comunale –, considerando che con questo nuovo sistema siamo dovuti ripartire da zero. Una volta creato il canale, in due mesi e mezzo, al 30 settembre 2025, avevamo già superato i duemila contatti, per arrivare ai 3.300 ad un anno esatto dal lancio. A fine agosto, l’ultimo conteggio mostra 3.511 presenze. La crescita è costante, la privacy garantita”. Cosa si trova all’interno di questa moderna “agenzia d’informazione” locale? La lista (multimediale) è ricca: comunicazioni istituzionali e del Sindaco, avvisi su bandi comunali e scadenze, iniziative culturali, eventi con locandine, spettacoli, incontri informativi, notizie su viabilità ed eventuali emergenze meteo o di altro tipo. Ogni contenuto pubblicato rimane consultabile per trenta giorni. “Abbiamo specificato fin dall’inizio che questo canale non sostituisce le procedure ufficiali di comunicazione – evidenzia Marina Maino –. Non si tratta di uno strumento obbligatorio, ma di un servizio a libero accesso che va ad integrare gli altri canali già disponibili come il sito web, i comunicati stampa e i vari social gestiti dal Comune. Il tutto nell’ottica di favorire una maggiore informazione e partecipazione del cittadino”.
Il servizio raggiunge anche quei thienesi che oggi risiedono lontano dal Vicentino o che vivono all’estero – dai dati si evince che quasi 400 iscritti utilizzano operatori telefonici extra-italiani – oltre ai cittadini dei comuni contermini, interessati agli eventi e alle opportunità di una città che, insieme a Schio, fa da traino culturale e non solo per tutto l’Altovicentino. La “chicca” estiva, vera novità del canale, è stata la rubrica dedicata ai quiz finalizzati alla scoperta della città, partita a luglio. Un divertimento, leggero e senza premi in palio, che ha saputo stimolare la curiosità di molti: “Un’iniziativa insieme semplice e accattivante, dal taglio divulgativo e leggero che intendiamo mantenere, cercando di invitare tutte le fasce d’età a mettersi in gioco”. Spunti utili per arricchire il bagaglio di conoscenze sul luogo in cui si vive: in circa 800 si sono misurati nella prova nelle prime due puntate pubblicate. La terza è attesa nel corso del mese di settembre. Dietro le quinte c’è sempre il personale dell’Urp, a disposizione di chiunque riscontri difficoltà ad orientarsi nell’uso dell’app e ad iscriversi al canale del Comune di Thiene (un link diretto d’accesso è presente anche sul portale web istituzionale). “Per la grande maggioranza, soprattutto tra i giovani, la procedura è agevole, ma non per tutti è immediata – conclude Maino –. L’invito ad iscriversi al canale lo rivolgo davvero a tutti, ricordando che le informazioni e le notizie pubblicate sono sempre ‘fresche’, visto che l’aggiornamento è quotidiano”. ◆
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Anna Bianchini
un’estate torrida quella che si avvia alla conclusione e che ha messo a durissima prova le malghe vicentine. Presidi in quota fondamentali per l’economia ma soprattutto per la cura del territorio, che senza i “malgari” che si prendono da sempre cura di pascoli e boschi rischierebbe l’abbandono e non produrrebbe nulla. Nel 2026 l’estate in montagna ha mostrato il suo volto più duro anche a Caltrano. Con temperature mai viste e un sole che ha prosciugato le pozze d’acqua per abbeverare il bestiame, oltre ad aver bruciato i pascoli già nel mese di luglio: una calda stagione che più che mai ha messo a durissima prova chi ha scelto di gestire un malga. “Quest’anno le malghe sono tutte cariche nonostante la stagione si sia rivelata difficilissima”, ha spiegato il sindaco Alberto Dal Santo, che insieme al consigliere con delega al patrimonio montano Girolamo Zenari ha rinnovato anche quest’anno il tradizionale “giro delle malghe”, per salutare i malgari a fine stagione e ringraziarli da parte della comunità per il preziosissimo lavoro svolto. Un rito che ogni anno si ripete, dal 1948 e che dimostra il legame tra la gente di pianura e quella delle sue montagne. Giunta alla fine di un’annata drammatica, segnata da un caldo asfissiante che ha messo a durissima prova la sopravvivenza stessa degli allevamenti, l’iniziativa ha acquistato un valore ancora più forte. “Le malghe sono fondamentali per l’economia di Caltrano e altrettanto fondamentali per la cura del territorio che consta di vaste zone di prato, pascolo povero e bosco che altrimenti rimarrebbe abbandonato a se stesso – ha spiegato il primo cittadino locale, sottolineando l’importanza dei ragazzi del Gam –. Volontari che danno tantissima disponibilità per lavori di manutenzione che faremmo fatica a portare a termine senza la loro collaborazione”.
Sfide montane: la tenacia dei malgari salva l’alpeggio Emergenza idrica e pascoli bruciati osteggiano il lavoro di chi sceglie la montagna vicentina per lavorare e per vivere insieme al bestiame da curare. Il sindaco di Caltrano ha poi evidenziato la differenza tra fare malga oggi e un tempo: “Anni fa in paese c’era la fila di malgari che venivano a portare le buste con le offerte per prendere in gestione le malghe, oggi dobbiamo correre noi per trovarne. Nonostante questo, quest’anno le nostre malghe sono tutte cariche”. Coloro che hanno scelto questo mestiere, però, nell’estate 2026, sono stati costretti a continui e straordinari sforzi logistici, facendo avanti e indietro per caricare l’acqua da valle e trasportarla in quota, oppure dovendo spostare continuamente il bestiame tra pascoli aridi per evitare che gli animali
morissero di fame e di sete, per poi recuperare il latte e tornare a lavorarlo in malga. Tra i pascoli e le stalle, le voci dei protagonisti hanno confermato la gravità della situazione. Davide Nicoli, malgaro storico di Malga Serona, ha sottolineato come sia ormai inevitabile “ripensare la montagna a causa del cambiamento delle stagioni”. Elisabetta Gobbo, gestora di Malga Foraoro insieme al compagno, qui residenti con i due figli piccoli, ha ricordato la drammaticità di un luglio con l’erba del tutto bruciata e le riserve d’acqua esaurite in fretta. Anche Massimo Bertoldo, gestore di Malga Cariola e Malga Sunio, ha sottolineato come “la stagione siccitosa abbia reso il lavoro particolarmente difficile”, Il caldo torrido e l’emergenza idrica hanno mostrato quanto sia cruciale il lavoro quotidiano di queste persone per la sopravvivenza stessa della montagna di Caltrano. I pascoli aridi e la fatica immensa per garantire quotidianamente acqua e cibo al bestiame hanno dimostrato che la tenacia portata in quota fa la differenza tra la sopravvivenza e la resa. Resta ora da capire cosa aspettarsi per il futuro. ◆
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n cambio di passo netto, sostenibile ed economico per l’intera comunità di Thiene. È quanto emerso dal consueto briefing periodico tra l’Amministrazione Comunale e Vi.Ambiente, riuniti in Municipio in piena estate per fare il punto sulla gestione dei rifiuti urbani e analizzare l’impatto dei nuovi cassonetti intelligenti attivati lo scorso gennaio. I dati relativi al primo semestre del 2026, messi a confronto con lo stesso periodo del 2025, promuovono la riorganizzazione: la produzione complessiva di rifiuti scende del 5,6%, mentre l’indifferenziato registra un vero e proprio crollo del 31%. Di pari passo vola la raccolta differenziata, trainata da un picco del +27% per il multimateriale. Segni più anche per la carta (+7,1%) e per la frazione umida (+6,5%), a fronte di un dato sul vetro che rimane invece invariato. La risposta dei cittadini conferma come il nuovo sistema sia entrato rapidamente
Con i cassonetti smart crolla l’indifferenziato
I dati del primo semestre 2026 confermano l’efficacia del nuovo sistema. Il Comune punta su decoro, controlli e informazione multilingue.
nella quotidianità della città, dimostrandosi accessibile anche per le persone con disabilità motorie grazie alle isole interrate. Per consolidare questi risultati, parte in queste settimane di passaggio tra fine estate e inizio autunno la distribuzione - porta a porta - di 13.000 opuscoli informativi multilingue, ricchi di immagini e pensati per chiarire ogni dubbio sul corretto conferimento dei materiali. “I dati confermano che il servizio garantisce un ottimo equilibrio tra qualità, efficienza e sostenibilità economica, con un costo pro capite tra i più competitivi del Veneto”, ha evidenziato il Sindaco Giampi
Michelusi. L’amministrazione comunale ha inoltre stabilito un potenziamento dello spazzamento manuale con un operatore aggiuntivo e la linea dura contro il degrado: il Consorzio di Polizia Locale NeVi ha garantito l’intensificazione delle verifiche contro gli abbandoni, impiegando anche agenti in abiti civili. Una strategia promossa a pieni voti anche da Giovanni Cattelan, Presidente di Vi.Ambiente: “Questi numeri dimostrano che i cassonetti smart sono una scelta efficace per l’economia circolare, specie in una realtà articolata e numerosa come Thiene”. ◆ [O.D.M.]
Spazio Orienta raddoppia e rilancia: proroga fino al 2027 Thiene (Comune capofila), Schio, Breganze e Velo costituiscono i quattro “punti cardinali” del servizio con gli sportelli attivi: oltre 3 mila gli accessi.
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n punto di riferimento concreto che raddoppia i suoi dati di affluenza e garantisce risposte a chi ha bisogno. Il Comune di Thiene, in qualità di capofila, ha ufficializzato la proroga fino a dicembre 2027 per il servizio Spazio Orienta, mettendolo a disposizione dei cittadini dei 32 Comuni del territorio e affidando la gestione a Samarcanda Società Cooperativa Sociale Onlus in vista della nascita del nuovo Ambito Territoriale Sociale. I numeri ne testimoniano la crescita apprezzabile:
dal 2 settembre 2024 al 30 giugno 2026, gli Sportelli territoriali hanno registrato 3.161 accessi complessivi. Un’impennata rilevante, passata dai 1.074 utenti del primo anno ai 2.087 del secondo, a dimostrazione di una risposta forte ai bisogni di orientamento al lavoro, formazione, inclusione sociale e supporto alle fragilità di diverso tipo e con necessità di supporti multidisciplinari. Tutto questo per rispondere a un dettame irrinunciabile quando di parla di temi legati ai servizi sociali territoriali:
garantire la continuità del servizio, infatti, significa mettersi al fianco delle persone e non disperdere un patrimonio di competenze fondamentale per la comunità. Gli sportelli gratuiti sono attivi in quattro sedi: a Thiene presso la Casa delle Associazioni il lunedì (9-13) e il mercoledì (14.3018.30), a Schio nella Sala Norma Cossetto il lunedì (14.30-18.30) e il mercoledì (9-13), a Breganze in Biblioteca il giovedì (15.3018.30) e il venerdì (9-12), e a Velo d’Astico nella Palazzina comunale il martedì (15.3018.30) e il giovedì (9-12). Per informazioni e appuntamenti è possibile contattare il numero 389.1717087 o scrivere a spazio.orienta@gmail.com. ◆ [O.D.M.]
[18]◆ ThieneMesePlus Attualità
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uai a confondersi anche fosse per un solo istante: qui non c’entrano i “polentoni” del Nord Italia, ma solo gli amanti della polenta, quella vera e quella buona, che si parli di produttori o consumatori non cambia. Le specialità maranesi e vicentine tornano nelle piazze e sui piatti, diventando occasione di incontro e scambio. La polenta di mais Marano e il baccalà alla vicentina sono stati i protagonisti al raduno nazionale dei Polentari d’Italia, ospitato a inizio estate in Umbria. Una delegazione inviata da Marano Vicentino ha partecipato a Gubbio (Perugia) al raduno nazionale dei Polentari d’Italia, la grande festa biennale itinerante che riunisce le 18 delegazioni da tutta la penisola per celebrare la storia e le ricette tradizionali della polenta. Il XVII raduno, organizzato dalla Pro Loco di Carbonesca e svoltosi dal 19 al 21 giugno 2026, è stata l’occasione per condividere ricette, storie e tradizioni in particolare nel “Villaggio della polenta” allestito in piazza. Lì, i vari comitati hanno preparato e distribuito le loro specialità regionali: la delegazione maranese, con la Pro Marano, ha offerto dal suo stand il premiato abbina-
Il Mais Marano conquista l’Italia al Raduno dei Polentari Esperienza da ricordare per una delegazione vicentina scesa in Umbria. Polenta e pane da gustare tra storia e cultura, aspettando ora il “Panis Marano”. mento composto dalla polenta di mais Marano e dal baccalà alla vicentina. “Da parte della città di Gubbio c’è stata una grande organizzazione e disponibilità all’accoglienza: la voglia di incontrarsi e confrontarsi con delegazioni da tutta Italia ha reso queste giornate speciali - ha sottolineato la delegazione maranese a Gubbio -. I nostri
Sportello Donna, kit antiviolenza per l’ospedale di Santorso Dalla riuscita serata benefica promossa a Marano Vicentino sono nati aiuti concreti per il Pronto Soccorso e giochi per i bimbi ospiti in Pediatria.
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n gesto concreto di solidarietà e accoglienza per chi si trova a vivere momenti di profonda difficoltà. Lo Sportello Donna “Anna Filomena Barretta” di Marano Vicentino, insieme al gruppo di volontarie e all’amministrazione comunale, ha consegnato all’Ospedale di Santorso nuovi kit di prima necessità dedicati alle donne vittime di violenza e ai bambini ricoverati. L’iniziativa è stata finanziata con i 500 euro raccolti lo scorso 25 novembre durante un evento benefico promosso da Dynami Boxe, FiArt Tattoo e Silverstar Crochet in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Grazie a questi fondi sono stati confezionati quattro kit di vestiario destinati alle donne che accedono al Pronto Soccorso a seguito di episodi di violenza domestica, oltre a 30 kit per l’igiene e la cura personale con beni essenziali come spazzolini, dentifrici e assorbenti. Una parte della donazione è stata invece riservata ai più piccoli: al reparto di Pediatria — in particolare all’ambulatorio di follow-up — sono stati consegnati giochi e materiali pensati per rendere più serena la permanenza dei piccoli pazienti e supportarne lo sviluppo. Alla consegna ufficiale in ospedale hanno partecipato l’assessora comunale di Marano Vicentino Elena De Marchi, l’équipe dello Sportello Donna gestito dalla cooperativa
prodotti sono stati molto apprezzati, mentre noi abbiamo potuto scoprire le specialità di altre interessanti realtà italiane”. Sempre in collaborazione con la Pro Marano, il paese si prepara ad allestire una nuova edizione di “Panis Marano”, che il 12 e 13 settembre 2026 animerà piazza Silva. ◆ [O.D.M.]
sociale Con Te, i rappresentanti dei donatori e i primari dei due reparti coinvolti. “Ringrazio di cuore chi ha dato un significato profondo e comunitario a questa iniziativa — ha dichiarato l’assessora Elena De Marchi —. È dall’intreccio di attenzione e impegno tra associazioni, cittadini e realtà del territorio che nasce una comunità capace di prendersi cura di chi ha più bisogno”. Un impegno costante sul territorio: lo Sportello “Anna Filomena Barretta”, attivo dal 2019 e gestito dalla cooperativa sociale Con Te, offre ascolto e sostegno a tutte le donne maggiorenni senza limiti di residenza. La struttura è aperta il lunedì dalle 14 alle 16 e il venerdì dalle 9 alle 12 (info al 349.7825589 o via mail a sportellodonna@ comune.marano.vi.it). ◆ [O.D.M.]
[20]◆ ThieneMesePlus Sport
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Tutti e quattro vicini tra le onde dello Stretto
Anna Bianchini
re chilometri e mezzo in mare, bracciata dopo bracciata tra le correnti, per vivere una indimenticabile esperienza in famiglia. La traversata dello Stretto di Messina è l’impresa sportiva completata con successo da Anna Zordan e Alessio Smiderle di Sarcedo, in compagnia dei loro figli Silvio e Pietro. Ad accompagnarli anche una coppia di amici, pure lori vicentini (di Malo), composta da Elena Gasparotto ed Enzo Paolucci. Una traversata a nuoto dal continente all’isola di Sicilia che non è stata solo una sfida atletica contro la forza del mare, ma un’esperienza eccezionale di condivisione e complicità. E adesso, spinti dall’entusiasmo e dalla determinazione che li ha portati insieme al traguardo, gli stessi protagonisti sono già pronti a tuffarsi in una nuova avventura, stavolta dal respiro internazionale: la prossima tappa li vedrà attraversare a nuoto le acque del Bosforo, per unire a colpi di braccia due continenti, dall’Europa all’Asia, nella Transcontinental Swimming Race a Istanbul. “Abbiamo deciso di fare la traversata dello stretto di Messina a casa dei nostri amici a Malo lo scorso inverno – racconta Anna Zordan, che con il marito vive ormai da tempo in Cina – Noi e i nostri figli siamo sparsi in giro per il mondo, ma due di loro hanno scelto di unirsi in questa avventura”. La cosa più difficile? Allenarsi a distanza. Divisi tra Thiene, Londra, Milano, prima Singapore e poi Shanghai, i coniugi Smiderle e Zordan e gli altri si sono allenati ciascuno per proprio conto, tenendo sempre a mente l’obiettivo condiviso. “Nel quotidiano eravamo in posti diversi, ma avevamo lo stimolo per trovarci a fare questa esperienza insieme – spiega Anna Zordan –. L’allenamento finale lo abbiamo completato tutti insieme a Thiene. L’acqua è il nostro elemento, siamo tutti appassionati di nuoto e ce la caviamo bene”. Bagnini e insegnanti di nuoto entrambi, Anna e Alessio si sono conosciuti a bordo vasca,
Dallo Stretto al Bosforo a nuoto, tutto “in famiglia” Anna, Alessio e i figli Silvio e Pietro, divisi nel mondo tra Europa e Asia, si ritrovano in mare per attraversare il tratto tra Sicilia e Calabria con due amici. E ora puntano a riunirsi in Turchia.
mentre Alessio ed Enzo erano amici dai tempi della scuola. In gara in un team formato dall’intera famiglia di quattro persone, Anna, Alessio, Silvio e Pietro hanno partecipato insieme alla traversata. “Ma in realtà non era una competizione – sottolinea Anna –. Bisognava nuotare vicini per questioni di sicurezza”. Nessuna paura dell’acqua ma un po’ di ansia sì. “Poco prima di tuffarci per partire mi sono agitata – racconta Anna Zordan –. Lo stretto ha acque profonde anche duemila metri e correnti forti difficili da prevedere. Non ci eravamo posti il problema degli squali, invece, perché l’acqua è appunto molto profonda e loro non si muovono di norma in superficie.” Tre km e mezzo da Torre Faro in Sicilia alla Calabria in meno di un’ora, grazie alle correnti favorevoli. “Siamo stati fortunatissimi – continua la nuotatrice –. Ci rendevamo conto che con una sola bracciata guadagnavamo mare grazie alle correnti in spinta sul nostro lato. La cosa più bella è che ognuno faceva la sua parte, ognuno di noi nuotava per conto suo, ma tutti sentivamo la presenza degli altri. È un’esperienza che ci ha unito ancora di più”. Mentre molti partecipanti vivevano la sfida con qualche timore, i quattro Smider-
le-Zordan hanno solo pensato a quanto fossero fortunati a poter vivere l’esperienza insieme. “Non eravamo solo noi, insieme c’erano i nostri amici Enzo ed Elena e c’erano pure i loro figli Filippo e Alice, che insieme all’amica Elisa seguivano mamma e papà da una barca”. La paura di non farcela è durata pochissimo, più una forma di scaramanzia che una paura vera. Un’esperienza vissuta con unione ed emozione, che ha entusiasmato i coniugi, i loro figli e gli amici più di quanto avessero potuto immaginare. E, proprio per questo, e per includere l’altro figlio, Nicola, si è fatto rientro in Veneto con nella mente la prossima tappa del Bosforo. Proprio l’unico assente giustificato in Sud Italia, infatti, si è già prenotato per la futura quanto grande sfida. “Ci è piaciuto talmente tanto e siamo rimasti così coinvolti che stiamo pianificando la prossima – conclude Anna Zordan con entusiasmo –.Abbiamo deciso di partecipare alla Transcontinental Swimming Race. È meraviglioso fare una traversata, passare da un posto all’altro, raggiungere una meta. In Sicilia abbiamo nuotato dall’isola alla terra ferma, in Turchia nuoteremo per attraversare due continenti, l’Asia e l’Europa e unirli con le nostre bracciate”. ◆
[22]◆ ThieneMesePlus Cultura
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o “Sva” non se ne va, e diventa un simbolo permanente dell’aviazione italiana e della storia vicentina in Estremo Oriente. Ha trovato casa in Giappone, collegando idealmente l’Altovicentino al Sol Levante, la fedele ricostruzione dello storico Ansaldo S.V.A. 9 della Trasvolata Roma-Tokyo del 1920, celebrata da Thiene nel Centenario dell’impresa. Il modello storico di velivolo legato a doppio filo alla figura di Arturo Ferrarin, nel corso dell’estate è infatti entrato a far parte dell’Expo Legacy Project del Kansai International Airport di Osaka. L’opera, dopo essere stata tra le protagoniste del Padiglione Italia all’Expo 2025, è stata installata nello scalo che serve l’omonima regione del Kansai. Aeroporto-monumento inaugurato a metà anni ‘90 che si staglia su un’isola artificiale, fu progettato da Renzo Piano. Una cerimonia formale ha segnato la consegna del biplano costruito da Giorgio Bonato ai vertici della società di gestione aeroportuale. Per il territorio di Thiene si tratta di un richiamo storico importante. Lo S.V.A. 9 è infatti l’aeroplano con cui, nel 1920, il pilota thienese Arturo Ferrarin compì la leggendaria trasvolata (ai tempi denominata “raid” con l’enfasi del periodo) Roma-Tokyo, un’impresa che segnò le prime tappe delle rotte aeree transcontinentali. A poco più di un secolo di distanza, l’impegnativo progetto di riproduzione è portato a termine per mano dell’artigiano bassanese, che ha ricostruito il biplano in Hangar Fusina rispettando le tecniche e la filiera storica originaria.
Al Kansai Airport di Osaka l’aereo di Ferrarin La riproduzione dello Sva della Trasvolata Roma-Tokyo, realizzata dal maestro Giorgio Bonato, è esposta da agosto nello scalo internazionale giapponese progettato da Renzo Piano. Posizionato all’interno del Kansai Airport, l’aereo sarà visibile ai circa 30 milioni di passeggeri che ogni anno transitano per lo scalo di Osaka. Non solo un omaggio all’impresa tra i cieli di Ferrarin, ma un pezzo di storia veneta e vicentina quando si parla di tradizione tecnica e dell’inge-
gno del Made in Italy di allora applicato al volo. Dalle radici thienesi del suo primo pilota fino alle sale di uno degli aeroporti più moderni del mondo, la memoria dello S.V.A. 9 continua così a fluttuare nei cieli dell’integrazione culturale tra Italia e Giappone. ◆ [O.D.M.]
Piace la novità “fuori biblio” all’aria aperta L’invito alla lettura nel parco dietro Palazzo Cornaggia ha offerto due preserate di condivisione silenziosa della passione per i libri.
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ilenzio, si legge! E lo si fa all’aria aperta, all’ombra e, soprattutto, proprio a fianco al “tempio pubblico” della cultura cittadina, la Biblioteca Civica di Thiene. Iniziativa vista, provata e piaciuta quella che ha fatto compagnia a qualche decina di lettori che si sono alternati in Conca, ospitati nel giardino retrostante a Palazzo Cornaggia, in via Corradini. Un doppio ritrovo di lettura individuale, in un contesto naturale e in giornate in cui l’afa e le temperature esagerate dell’estate han-
no concesso un minimo di tregua. “Silent reading party... Shh si legge” è stata intitolata la proposta di lettura silenziosa entrata in circolo tra le iniziative di promozione culturale in corso nella bella stagione. E apprezzata. Non certo “flotte” di lettori accaniti, sia chiaro, considerando la necessità, per molti, di approfittare del refrigerio regalato dai locali interni a fianco. Ma fa sempre piacere trovare riscontro positivo ad una nuova iniziativa proposta in luglio e agosto dalle 18 in poi, a ingresso
libero. Con alcune accortezze: smartphones spenti, un libro portato da casa o preso in prestito in biblioteca, un cuscino o una coperta per garantisi un pizzico di comodità in più. Il verde intorno, il silenzio e la possibilità di scambiarsi consigli di lettura al termine dell’esperienza, tutti forniti da Thiene e da chi la vive, anche nelle piccole cose. ◆ [O.D.M.]