ThieneMesePlus Periodico di informazione dell’A lto Vicentino
n. 43 - ottobre 2026
Zané, una “media” nuova per brindare al futuro
Al Comunale i grandi nomi della scena nazionale
Investimento di 11 milioni di euro per consegnare aule, laboratori, palestra e uffici ai ragazzi del triennio, ai loro insegnanti e al personale scolastico. Festa grande per l’inaugurazione.
Un cartellone di dieci spettacoli d’eccellenza e grandi interpreti, da Luca Zingaretti ad Anna Ferzetti e Giuseppe Fiorello e altri professionisti del palcoscenico.
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Thiene 1492, un successo l’edizione 2026
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Missionland festeggia Dalle radici di Vaia nasce 35 anni di aiuti senza confini “Il nido” di Martalar
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Zané, una “media” nuova per brindare al futuro “Q Omar Dal Maso
uando avete buttato nel mondo d’oggi un ragazzo senza istruzione, avete buttato in cielo un passerotto senza ali”. La citazione riconduce al pensiero di don Lorenzo Milani, maestro della pedagogia applicata al sociale e alla formazione del bambino-studente che si trasforma in persona adulta pensante e consapevole. Una frase dal significato profondo ed evocativo che ha chiuso il discorso inaugurale pronunciato dal sindaco di Zanè, Alberto Busin, di fronte ai giovanissimi fruitori degli spazi costruiti a loro misura e alla consueta sfilata di autorità invitate per il taglio del nastro.Tante le famiglie presenti, poi, e c’è da credere non solo di residenti in paese, con qualcuno da fuori a chiedere informazioni per iscrivere qui i figli in futuro dopo aver toccato con mano la struttura. “Inaugurare una scuola non significa semplicemente aprire le porte di un nuovo edificio – ha esordito il primo cittadino – ma consegnare ai nostri ragazzi una nuova casa”. Una data di fine estate da incorniciare,
Investimento di 11 milioni di euro per consegnare aule, laboratori, palestra e uffici ai ragazzi del triennio, ai loro insegnanti e al personale scolastico. Festa grande per l’inaugurazione.
quella del 19 settembre 2026, che segue a quella piuttosto recente (nel marzo 2024) in cui si era aperto il vicino plesso delle nuove scuole primarie unificate, dando corpo alla cittadella degli studi del paese e coinvolgendo oltre 500 alunni e le rispettive famiglie. Una platea di quasi un migliaio di persone si è radunata di fronte all’ingresso per l’evento delle “medie”: tra loro gli studenti che hanno già visitato l’intero edificio – e ne hanno per così dire preso possesso - a partire dalla prima campanella, posando cartella o zainetto a terra per esplorare “tanta roba”, prendendo a prestito una terminologia in uso tra di loro. Ad accompagnare la cerimonia una calda giornata di sole per far scoprire al pubblico la scuola secondaria di primo grado “Don Lorenzo Milani”. Un plesso che a ben vedere ha mantenuto la denominazione originaria e
la prossimità con la sede in via De Gasperi. La nuova struttura sorge infatti a fianco di quella storica, ormai prossima al mezzo secolo di vita: un edificio datato che ha segnato un’epoca ospitando generazioni di zanediensi, ma destinato, come noto, a un’imminente demolizione viste le criticità sismiche ed energetiche che presenta. In un ideale ponte tra passato e futuro, le scritte originali “Scuola Media Statale Lorenzo Milani”, sono state recuperate e riposizionate sulla facciata, in una sorta di ponte simbolico tra i due complessi scolastici “in staffetta” generazionale. L’operazione ha richiesto un investimento economico imponente, con alle spalle un intenso lavoro burocratico, tra autorizzazioni, reperimento fondi, progetti e organizzazione generale che ha coinvolto gli uffici comunali e ben due “squadre” di amministratori che si sono succedute. Il
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ThieneMesePlus ◆ 3 quadro complessivo sfiora gli 11 milioni di euro: 7,7 milioni sono arrivati dal PNRR; 1,7 dal contributo ministeriale GSE e i restanti 1,6 dai fondi propri del Comune di Zanè, senza ricorrere a mutui. Un dettaglio di rilievo va sottolineato: in tutto il Veneto solo 12 scuole hanno ottenuto questo specifico contributo PNRR, in provincia le risorse sono andate solo a Zanè e Zugliano. Che lo si voglia chiamare campus o cittadella degli studi, parliamo di un polo integrato da 65 mila mq destinati all’istruzione, con palestra e Auditorium, ma in realtà anche all’associazionismo ed eventi culturali. Un’intuizione urbanistica che parte dal Piano dagli anni ‘70 e che ha visto già nel 1980 la nascita della scuola dell’infanzia e, nella primavera del 2024, l’inaugurazione del plesso unificato delle primarie intitolato a Liliana Martini. In contemporanea, quel giorno, fu posata la prima pietra della Don Milani-bis. Uno sguardo d’insieme mostra un compendio all’avanguardia composto da 12 aule moderne (denominate aule “plus”), ognuna dotata di uno spazio integrato per attività di sostegno. Le pareti scorrevoli consentono di unire gli ambienti per favorire le attività d’interclasse, rappresentando una delle novità didattiche più interessanti. Tre laboratori al piano terra, uffici del personale ausiliario e docente e ancora gli spazi per il ricevimento genitori completano la dotazione, a cui aggiunge-
re location comuni: la “Biblioteca diffusa” ricavata lungo la scalinata d’accesso al 1° piano, la sopracitata palestra con spogliatoi e infermeria, l’Auditorium da 158 posti pensato anche per eventi extrascolastici e la piazza coperta d’ingresso, concepita come centro civico per la popolazione. Notevole l’attenzione alla sostenibilità con l’adozione del criterio “zero gas”: l’edificio non è allacciato alla rete del metano e sfrutta pompe di calore alimentate dall’impianto fotovoltaico. Il clima è gestito da un sistema con filtrazione continua. A completare l’impronta ecologica figurano l’illuminazione a Led automatizzata, il recupero delle acque piovane, il tetto verde e la scelta di arredi forniti da eccellenze industriali locali come Estel, Ares Line e Sossan. Accanto al sindaco Alberto Busin, la cerimonia ha visto la partecipazione degli ex primi cittadini Silvano Guglielmi, Riccardo Galletti e Roberto Berti, a dimostrazione di un impegno che ha attraversato gli ultimi quarant’anni. I parroci don Luigi Codemo e don Lucio Fabbian hanno impartito la benedizione, mentre per la comunità è stata l’occasione per accogliere la nuova “preside” Romina Graziotto e salutare la dirigente uscente Linda Cantiello. Un ringraziamento corale è andato tra gli altri a Protezione Civile, Alpini, Pro Loco, Comitato Genitori e Banda di Zugliano per il supporto organizzativo. Riallacciandosi all’eredità di don Milani, il
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Da sinistra Alberto Busin e Roberto Berti al taglio del nastro
sindaco ha sintetizzato il senso dell’opera, rivolgendosi ai suoi primi fruitori: “Il valore di una scuola si misura dalla sua capacità di accogliere tutti, a partire da chi fa più fatica. Perché lasciare indietro qualcuno significa venir meno alla sua stessa missione. Da oggi questo luogo vi appartiene: saranno le vostre voci, le vostre domande e i vostri sogni a renderlo vivo e a dare pieno significato all’investimento compiuto dall’intera nostra comunità”. ◆
Zugliano in festa per la scuola primaria ricostruita Anche qui “spinta” da fondi PNRR per regalare ad alunni e insegnanti una struttura all’avanguardia. Inaugurata anche la piazza antistante celebrando la Pace.
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on è solo una questione di muri nuovi, ma la scelta precisa di come la comunità di Zugliano intende progettare il proprio domani. L’inaugurazione della scuola primaria “Alfredo Fabris” e della vicina “Piazza della Pace” ha salutato l’estate e accolto l’anno scolastico 2026/2027 e chi lo vive e assapore da vicino,
L’ingresso alla nuova primaria A. Fabris
segnando al contempo il completamento di un radicale intervento di rigenerazione urbana. Un investimento da oltre 6 milioni di euro – finanziato per 5,6 milioni dal PNRR completato da 500 mila euro di fondi comunali – che ha trasformato la vecchia struttura scolastica del centro del paese in un modello d’avanguardia. Il nuovo plesso da 250 alunni si sviluppa attorno a un’ampia agorà centrale a doppia altezza, vero cuore pulsante della vita scolastica. Se al piano terra trovano spazio la mensa da 120 posti, la biblioteca e l’aula magna, al livello superiore dieci aule flessibili si adattano alle moderne didattiche partecipative. A fare la differenza è però la filosofia costruttiva: la struttura è realizzata prevalentemente in legno, garantendo consumi nettamente inferiori agli standard a energia quasi zero grazie a fotovol-
taico, illuminazione Led intelligente e recupero dell’acqua piovana. L’inaugurazione ufficiale ha saputo intrecciare l’innovazione tecnica al valore del ricordo. Intitolare la scuola al maestro, alpino e partigiano Alfredo Fabris, in continuità ideale con il passato, e dedicare la piazza alla Pace significa consegnare ai più piccoli una bussola con cui orientarsi tra i sentieri che portano al futuro. Un legame con le proprie radici sottolineato, tra le varie iniziative collegata alla giornata speciale del taglio del nastro, anche dalla presentazione del volume storico sulla scuola locale firmato da Stefania Bonato. Come evidenziato dal sindaco Sandro Maculan e dall’amministrazione, la nuova “Fabris” non si limita a completare il centro civico accanto al municipio e al centro “Zagorà”, ma si propone come uno spazio aperto, sostenibile e orientato alla formazione di cittadini liberi e consapevoli. “Che sia un luogo di crescita, di inclusione e di pace”, ha aggiunto l’assessora all’Istruzione locale Silvia Bozzetto.◆ [O.D.M.]
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Emilio Solfrizzi sul palcoscenico
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Al Comunale i grandi nomi della scena nazionale
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Anna Bianchini
orna a Thiene la Stagione Teatrale nella sua 46esima edizione e si alza il sipario su una serie di spettacoli di altissimo livello, con protagonisti tanti tra i migliori attori della scena nazionale che porteranno sul palco grandi classici, testi contemporanei e storie capaci di emozionare e far riflettere, in un percorso ricco e articolato. Luca Zingaretti, Giuseppe Fiorello, Cristiana Capotondi, Alessio Boni, Franco Branciaroli, Umberto Orsini, Vanessa Gravina, Emilio Solfrizzi, Francesco Scianna e Anna Ferzetti sono i nomi di punta per la rassegna, ciascuno in scena per tre serate consecutive. Una caratteristica unica nel panorama teatrale italiano per le dimensioni della città e che permane negli anni con grande soddisfazione sia degli organizzatori che degli spettatori. La stagione teatrale di Thiene è ormai un appuntamento consolidato, con numeri sempre in crescita, che affronta i decenni e le mode forte di una propria identità e consapevole del ruolo fondamentale sul territorio per l’apporto significativo alla crescita culturale e alla stimolazione del pensiero critico. A completare il cartellone due spettacoli fuori abbonamento per offrire al pubblico ulteriori occasioni di scoperta.
Un cartellone di dieci spettacoli d’eccellenza e grandi interpreti, da Luca Zingaretti ad Anna Ferzetti e Giuseppe Fiorello e altri professionisti del palcoscenico. Un successo consolidato che unisce qualità artistica, sostegno delle imprese e attenzione alle giovani generazioni. “La qualità della proposta attuale è il risultato di una straordinaria alleanza tra istituzioni, operatori culturali, imprese, associazioni e cittadini – ha commentato Ludovica Sartore, assessore alla Cultura –. È grazie a questa rete di persone e realtà, unite dalla convinzione che la cultura sia un bene prezioso da condividere e sostenere, che il Teatro Comunale continua a essere un luogo vivo, aperto e accogliente, patrimonio dell’intera comunità. Un ringraziamento speciale va al Lions Club Thiene Host, che con il service ‘Giovani a Teatro’ continua a rendere possibile un progetto di alto valore sociale e culturale, finanziando 550 esperienze dedicate agli studenti delle scuole della città. Un gesto di grande generosità che offre a ragazze e ragazzi l’opportunità di scoprirlo, vivere l’emozione dello spettacolo dal vivo e comprendere quanto la cultura possa essere uno strumento di crescita personale, dialogo e cittadinanza”. La Stagione è realizzata in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven. “La stagione di Thiene rappresenta per Arteven sempre un banco di prova e un
nuovo battesimo – è il commento del direttore Giancarlo Marinelli. La prodigiosa collaborazione con l’amministrazione comunale, sponsor e forze culturali ed economiche del territorio è tale da far sentire la nostra esperta struttura una novizia trepidante alle prime armi”. Parole in sintonia quelle del vertice della politica cittadina. “È una stagione frutto di un lavoro condiviso, una partnership che da molti anni contribuisce a costruire una proposta artistica di alto profilo, capace di coniugare qualità, autorevolezza e attenzione al pubblico e che prende forma e concretezza grazie al mecenatismo di sponsor generosi e sensibili – dichiara il sindaco, Giampi Michelusi –. Ogni Stagione è un’emozione che parla al cuore e alla mente e che è capace anche di raccontare la storia e il tessuto sociale di una città. Tradizione e futuro convivono mirabilmente”. La 46edima edizione della Stagione di Prosa si apre martedì 10 novembre con “Marco Polo e le città invisibili”, tratto da un’opera di Italo Calvino, nell’adattament di Edoardo Erba con Luca Zingaretti. In un Oriente che è luogo della mente, un uomo si presenta
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La facciata del Comunale sopra e a destra la presentazione in Municipio
Foto Giuseppe Santamaria
alla corte dichiarando di essere Marco Polo. È davvero lui o è un impostore? Il Kahn, annoiato da un impero che sente marcire tra le dita, lo sfida: sarà la forza dei suoi racconti a decidere della sua vita. Lo spettacolo del 1 dicembre è “Falstaff - L’arte di farla franca”, ispirato a Shakespeare e Molière con Emilo Solfrizzi. Tra comicità feroce e improvvise aperture poetiche, il racconto di un uomo che ha sfidato la vita come un gioco, fino a scoprire che l’unica posta che non può essere vinta è il tempo. Martedì 15 dicembre Anna Ferzetti è in scena in “People, Places & Things - Cose, Posti e Persone” di Duncan Macmillan, con la regia di Pierfrancesco Favino, che spiega: “Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra”. La prima proposta del mese di gennaio 2027 è “Non si sa come” di Luigi
Pirandello con Franco Branciaroli e la regia di Paolo Valerio. Una pièce attualissima e feroce dove i protagonisti, ineccepibili rappresentanti di una società raffinata, “non si sa come” rivelano un lato irrazionale, popolato da cosiddetti ‘delitti innocenti’ in cui sull’autocontrollo ha prevalso l’istintualità brutale. La seconda proposta in gennaio è “Educazione sentimentale” con Giuseppe Fiorello, scritto e diretto da Ivan Cotroneo, che propone un uomo di cinquant’anni originario del Sud che racconta la sua storia al pubblico. Il 2 febbraio sul palco si sarà Cristiana Capotondi, in “L’attrice”. Basata su eventi storici degli anni in cui l’Italia si libera e si unisce, e su personaggi realmente esistiti, è una corsa tra commedia e tragedia, passioni e dolori, dove realtà e palcoscenico si confondono. Stesso mese, martedì 23 Francesco Scianna, Sergio Romano, Lorenzo
Crovo e Fabrizio Romano portano in scena “Hospitality Suite” di Roger Rueff, affrontando con acume e profondità i temi dell’identità, della moralità e delle scelte di vita. Martedì 9 marzo il sipario si apre su “Molière - L’arte della beffa” con Alessio Boni. Lo spettacolo narra, dal suo destino di tappezziere al palcoscenico, la storia dell’uomo di teatro più amato dal re e dal pubblico di Parigi, ma anche il più odiato da tutti gli altri. Lo spettacolo di martedì 16 marzo è “Prima del Temporale”, da un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio. Con un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni, un vecchio attore si ritrova a rivivere la propria vita nella mezz’ora che lo separa dall’essere protagonista in scena nel ‘Temporale’ di Strindberg. L’onore di chiudere la Stagione spetta a Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Rignanese in scena il 30, il 31 marzo e il 1 aprile 2027 con “L’uomo, La Bestia e La Virtù” di Luigi Pirandello. Una commedia grottesca, onirica, folle, piena di situazioni anche comiche, ma che cela tematiche forti in grado di parlare al pubblico ancora oggi. ◆
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n salto all’indietro nel tempo lungo oltre cinquecento anni per riscoprire il cuore pulsante e la vocazione commerciale della città. Sabato 3 e domenica 4 ottobre il centro storico di Thiene si è immerso nel 1492, l’anno esatto del passaggio tra Medioevo e Rinascimento che ha segnato l’ingresso del mondo nell’era moderna. Promossa dagli Amici di Thiene, dal Comune e da Confcommercio Mandamentale, in stretta collaborazione con Ogd Pedemontana Veneta e Colli, Iat, Castello di Thiene e una fitta rete di realtà locali, la manifestazione ha animato vie e piazze con un programma imponente, che fanno da sempre della “Rievocazione storica” e del Mercato Rinascimentale uno dei maggiori appuntamenti di promozione della città. “È un evento nato nel 1997 per rivitalizzare il centro storico e creare interesse e aggregazione – ha spiegato Bepi Restiglian, anima e colonna portante degli Amici di Thiene e responsabile organizzativo degli eventi –. Da maggio a ottobre di quell’anno abbiamo realizzato 200 costumi per i figuranti e messo a punto un format che funziona ancora oggi”. “Anche quest’anno le emozioni e le suggestioni hanno fatto battere il cuore del nostro centro storico, riportandoci con meraviglia al 1492 – ha commentato il sindaco Giampi Michelusi –, per un evento straordinario che continua a crescere e a rinnovarsi, il cui successo è frutto della passione e della dedizione di centinaia di volontari”. Gli Amici di Thiene infatti con cuore e tanta passione portano in il valore dell’amore per la propria città. Persone che hanno voglia di aiutare e di aiutarsi, che trasmettono serenità e solidarietà. “Abbiamo un laboratorio fantastico, dove lavorano le nostre donne che sono incredibilmente brave – ha spiegato con soddisfazione Bepi Restiglian –. In quel luogo viene data vita a cose dismesse e viene esaltato il valore del riciclo”.
Thiene 1492, un successo l’edizione 2026 Rievocazione storica e Mercato Rinascimentale Europeo hanno acceso il centro storico tra botteghe, spettacoli e dieci secoli di tradizione commerciale.
La novità dell’edizione 2026 è la voglia, ancora più forte rispetto alle precedenti edizioni, di rendere l’evento “immersivo”. “Con la nuova edizione di Thiene 1492 abbiamo voluto offrire un’esperienza immersiva, cioè creare occasioni uniche per assaporare freschezze, rivivere e vivere storie e gustare sapori e bellezze, riannodando i fili della memoria con il ricordo di una Thiene bella e viva, forte delle proprie tradizioni. Volevamo che chiunque passeggiasse tra i banchi e le vie del centro si sentisse protagonista di una storia condivisa, la storia di una Thiene che ha dimostrato, ancora una volta, di essere viva, accogliente e ancora più bella”. Soddisfatta del successo dell’edizione 2026 anche Marina Maino, assessora al Turismo e alla Riqualificazione del Centro storico: “La Rievocazione Storica e il Mercato Rinascimentale 1492 rappresentano uno degli appuntamenti più attesi e identitari della nostra città, un momento in cui Thiene riscopre le proprie radici e il centro storico si trasforma in un luogo capace di raccon-
tare la nostra storia attraverso atmosfere, personaggi, mestieri, spettacoli e iniziative pensate per coinvolgere cittadini e visitatori. L’edizione di quest’anno ha portato con sé alcune importanti novità, che hanno arricchito il programma rendendolo ancora più coinvolgente. Accanto agli appuntamenti ormai consolidati, sono stati introdotti nuovi elementi di animazione e di addobbo cittadino, offrendo ai visitatori un’esperienza sempre più curata e partecipata”. Da sempre partner storico della manifestazione è ConfCommercio Thiene che anche quest’anno si è detta entusiasta del successo ottenuto: “La tradizionale riproposizione della Rievocazione Storica rappresenta per la città di Thiene la conferma della sua vocazione commerciale, suffragata dalla posizione geografica e dalla storia - ha sottolineato Andrea Retis, il presidente -. È un evento che riporta ai tempi fastosi, quando la città era animata da un pullulare di attività e di persone. Chi ha avuto la fortuna di esserci ha potuto provare l’emozione di comprendere l’importanza del commercio per la vitalità di un centro cittadino”. Anche per Nicolas Cazzola, presidente dell’Ogd Pedemontana Veneta e Colli che cura la promozione degli eventi nel territorio,Thiene 1492 è un evento da non perdere mai: “È un appuntamento che racconta il territorio attraverso la sua storia, le sue tradizioni e la sua identità, trasformandole in un’esperienza coinvolgente. Manifestazioni come questa rappresentano un’importante occasione di promozione turistica”. ◆
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n impegno costante che dura da 35 anni, guidato da un solo principio: far del bene e aiutare chi si trova nelle situazioni più difficili e sta male, spesso malissimo. Dai camion di aiuti in Ucraina al terremoto di Amatrice, dagli ospedali costruiti con le proprie mani nell’Africa nera alle spiagge dell’isola di Lesbo in aiuto dei profughi. E poi ancora sulla Rotta Balcanica e in tutte quelle parti di mondo dove si concentra la sofferenza e c’è un disperato bisogno di aiuto. Festeggia allora Missionland, l’associazione di Carrè capitanata da Roberto Maculan, che per l’occasione ha radunato storici collaboratori, compagni di viaggio e gli amici fedeli per condividere la gioia di un traguardo così importante. Un traguardo che all’inizio del percorso sembrava un miraggio, e che oggi è motivo di orgoglio per una squadra di volontari che ha fatto della neutralità politica e del sostegno disinteressato la propria bussola fondante. Missionland è nata nel 1991 per volontà di Roberto Maculan che per sfida accettò la provocazione di un amico che gli disse “Tu non sei capace di costruire un ospedale in Africa”. Partì tutto da lì. E da allora il volontariato di Missionland in quei luoghi, in zone di guerra e ovunque ci sia bisogno di aiuto, non si è mai fermato. Oltre ad ospedali realizzati in muratura, ma anche strutture installate all’interno di camion e roulotte, docce portatili per i
Missionland festeggia 35 anni di aiuti senza confini L’associazione di Carrè fondata da Roberto Maculan celebra un traguardo nato per sfidare l’impossibile: innumerevoli interventi umanitari dall’Africa alla Rotta Balcanica, uniti da altruismo puro e solidarietà concreta.
rifugiati e una serie di invenzioni messe a punto per aiutare a risolvere i problemi della vita quotidiana di chi è in difficoltà. Grazie a Missionland, donne in Africa hanno imparato a guadagnare coltivando arachidi, cucendo borse e realizzando prodotti da vendere. Roberto Maculan è un fiume in piena quando parla, ma se si tratta di prendersi il merito di avere messo in piedi un’associazione in grado di fare la differenza le parole si spengono e sale la commozione. “Non c’è niente che dia più soddisfazione di fare qualcosa per qualcuno che ne ha veramente bisogno”, commenta e nei suoi occhi si legge un vissuto che racconta di bambini strappati dai genitori, di giovani mandati a morire, di persone affamate e nascoste in tuguri senza luce. Ma anche di gioie incredibili per aver fatto in modo che qualcuno venisse curato, ragazzi salvati, piatti di cibo serviti dove è impensabile riuscirci. Missionland è un viaggio nel mondo. “È importante viaggiare con spirito di osservazione – racconta Claudia Chaperotti, che affianca Maculan dal 2006 e lo ha accompagnato in numerosi interventi solidali –. Guardando gli altri ci si accorge che gli altri sono accoglienti, generosi, ospitali, che la gente è bella sempre e ovunque”. Claudia Chiaperotti ha viaggiato in 88 paesi e non si è mai sentita in pericolo. “Solo una volta in Nigeria, forse”, dice sorridendo. “Missionland è un’associazione che fa viaggiare perché arriva in posti difficili dove c’è veramente bisogno di aiuto e an-
che di piccole cose materiali – spiega Claudia Chiaperotti –. Viaggiando si abbattono i pregiudizi. Io sono molto orgogliosa di far parte dell’associazione”. Quando c’è bisogno Missionland c’è. “Siamo stati a Lesbo quando c’era la crisi dei migranti in Grecia, ad Amatrice quando c’è stato il terremoto, per la questione della rotta balcanica siamo andati in Bosnia e in Ucraina per la guerra. Se serve una mano noi ci siamo, senza guardare la politica o la religione”. Roberto Maculan e Claudia Chiaperotti raccontano storie incredibili. “Abbiamo ascoltato racconti di eroismo assoluto narrate da persone che le racconta con una semplicità estrema e disarmante”. Il problema principale della nostra società, per le colonne portanti di Missionalnd, è l’egoismo. “Oggi si fa tutto per sé stessi – sottolinea con rammarico Claudia –. Dopo la guerra, negli anni ‘50 e ‘60, c’era voglia di migliorare la società, di fare il bene per tutti. Oggi si fa tutto per sé stessi e non ci si rende conto che per stare veramente bene bisogna stare bene tutti. Pensare a sé stessi a scapito degli altri non fa bene a nessuno”. Una delle cose realizzate da Missionland che più ha colpito è aver trasformato un bus gran turismo in un ospedale mobile, con tanto di sala operatoria. Un mezzo unico in Italia usato per le emergenze. Sei mesi di lavoro per consegnare un mezzo innovativo, smontato e ricostruito completamente. “Quando c’è bisogno di fare qualcosa lo facciamo – è il motto di Roberto Maculan –. Per fare del bene un modo c’è sempre”. ◆
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a grande letteratura come leva per animare il cuore di una città e far vivere i suoi spazi. I vincitori e i finalisti dei più prestigiosi concorsi letterari d’Italia insieme a oltre 30 autori del panorama nazionale faranno di Thiene il centro della scena culturale per tutto il mese di ottobre. Promossa dal Lions Club Thiene Host e dall’assessorato alla Cultura, la rassegna “Thiene Scritti d’autore” torna al Teatro Comunale fino al 20 ottobre, affiancata quest’anno dalla grande novità del festival diffuso “Paesaggi Letterari”, con ospiti illustri del calibro di Antonio Caprarica, Csaba dalla Zorza e Paolo Malaguti. La letteratura come strumento di rigenerazione urbana nella Pedemontana Veneta, per portare in una decina luoghi iconici della città scrittori e scrittrici e i loro libri, con il coinvolgimento dei cittadini e dei principali interlocutori del mondo della cultura e dell’istruzione locali. Un modo per riscoprire e far vivere lo spazio urbano attraverso la lente della letteratura ma, soprattutto, per lanciare un messaggio: i centri storici per continuare a vivere devono essere vissuti. Per un mese, allora, la grande letteratura sarà protagonista a Thiene, che ospiterà finalisti e vincitori dei principali premi letterari nazionali (Strega, Bancarella e Campiello), e con il festival Paesaggi d’autore coinvolgerà 30 autori e autrici pronti a confrontarsi con il pubblico nei luoghi più iconici della città. Per entrambe le proposte la regia è quella del Lions Club Thiene Host e dell’assessorato alla Cultura con un intento duplice: da un lato trasformare la perla della Pedemontana nella capitale delle più attuali e innova-
Ludovica Sartore per il Comune e Nazzareno Leonardi per i Lions. Foto Giuseppe Santamaria
Thiene riaccende i riflettori sulla grande narrativa Ad ottobre la città unisce i grandi premi nazionali della letteratura con “Scritti d’autore” e il nuovo festival diffuso per far vivere il centro storico attraverso la cultura.
tive tendenze letterarie a livello nazionale, dall’altro dimostrare che la cultura viva e vissuta è un efficace antidoto all’abbandono dei luoghi e strumento di rigenerazione urbana.
Thiene Scritti d’autore Tre premi, tre serate al Teatro Comunale (martedì 6, 13 e 20 ottobre) per una passerella unica dedicata alla grande letteratura nazionale. Thiene Scritti d’autore è il solo evento italiano a riunire in un unico cartellone gli autori consacrati dai tre maggiori riconoscimenti del Paese, i premi Strega, Bancarella e Campiello, dando vita ad un dialogo che pone l’attenzione sui temi che destano maggiore interesse, sullo stile più apprezzato, sull’orientamento dei gusti dei lettori di oggi. Un viaggio nei grandi concorsi letterari italiani che hanno plasmato il canone e il mercato editoriale nazionale da metà Novecento ad oggi, senza muoversi da Thiene, nella cornice liberty del Teatro Comunale. Paesaggi letterari La rassegna Paesaggi letterari sarà accompagnata e arricchita da un’importante novità, con l’obiettivo di diffondere e valorizzare il ruolo sociale della letteratura e della lettura: quest’anno inaugura il Festival Paesaggi letterari, che dal 9 all’11 ottobre proporrà molteplici attività legate al mondo
del libro, con la presentazione delle opere di 30 scrittori e autori di livello nazionale pubblicati nell’ultimo anno, nei più significativi luoghi pubblici di Thiene. Venerdì 9 ottobre sarà dedicato alle scuole medie superiori di Thiene e del territorio, con il coinvolgimento di oltre mille studenti in tre incontri al Teatro Comunale, dell’auditorium di Thiene “Fonato” e alla Galleria Garibaldi. La letteratura è per tutti, anziani, giovani e anche persone con disabilità: sempre venerdì 9 ottobre, è in programma il convegno dedicato al libro parlato, per il coinvolgimento nei percorsi letterari delle persone cieche e ipovedenti. Tra gli ospiti più celebri spiccano il giornalista e saggista Antonio Caprarica, la conduttrice televisiva e scrittrice Csaba dalla Zorza, lo scrittore di montagna Francesco Vidotto, lo scrittore e docente Paolo Malaguti, il teologo e parroco del carcere Due Palazzi di Padova don Marco Pozza e molti altri. Gli autori si potranno incontrare e ascoltare al Teatro Comunale, all’auditorium Fonato, alla Biblioteca civica, a Villa Fabris, in Sala Borsa Commercianti Ascom, in Sala consiliare del Municipio, un grandioso edificio di fine Ottocento, in Galleria Garibaldi e all’Istituto Musicale Città di Thiene. Luoghi emblematici, che rappresentano la memoria culturale, sociale, economica e architettonica della città e sono centrali nella vita della comunità. ◆
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Autunno ricco di laboratori (gratuiti) per i cittadini junior Robotica, benessere emotivo, manualità e teatro: una programmazione costruita insieme agli studenti per stimolare creatività, relazione e inclusione.
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i preannuncia un autunno foriero di svariate e curiose proposte per le nuove generazioni di Thiene. Con l’arrivo di ottobre prende infatti il via un’ampia ed eterogenea offerta di percorsi creativi e formativi gratuiti dedicati ai ragazzi, ospitata presso Officina Giovani, lo spazio comunale divenuto ormai un punto di riferimento fondamentale per l’aggregazione e la crescita del territorio. L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Politiche Giovanili del Comune, è stata affidata alla cura della Cooperativa Sociale Studio Progetto,
realtà con un’esperienza trentennale nel campo educativo e dell’inclusione. Ciò che rende davvero speciale questo programma è la sua genesi: la scelta delle attività non è stata calata dall’alto, ma è il risultato di un percorso partecipato. La proposta iniziale è stata infatti condivisa e discussa in un tavolo di lavoro con i rappresentanti degli studenti, per poi essere sottoposta a un sondaggio tra i ragazzi delle scuole secondarie della città, che hanno scelto direttamente i temi di loro interesse. Il calendario accompagnerà i giovani lungo tutta la stagione “semifredda” fino ad arrivare all’anno nuovo. Si comincia ad ottobre con il laboratorio di robotica ed edilizia creativa Lego We-Do (dai 12 ai 16 anni), focalizzato su programmazione e soluzioni sostenibili per le città del futuro. A novembre l’attenzione si sdoppierà: da un lato un percorso dedicato alla salute mentale e alla gestione delle emozioni (dai 15 anni in su), dall’altro “Il filo del filò”, laboratorio di maglia e uncinetto aperto
(12-19 anni) pensato come spazio di condivisione e ascolto reciproco. A dicembre la manualità evolverà nell’arte dei pupazzi all’uncinetto con il corso di Amigurumi, mentre a gennaio chiuderà il ciclo un modulo di introduzione al teatro per ragazzi (12-16 anni), utile a superare la timidezza ed esprimersi in un gruppo protetto.Tutti i laboratori sono interamente gratuiti e a posti limitati, previa iscrizione online, proprio per garantire a chiunque la massima accessibilità senza barriere economiche. Accanto ai corsi strutturati, va ricordato che Officina Giovani mantiene viva la sua vocazione quotidiana di luogo aperto di ritrovo: dal lunedì al venerdì (dalle 12.30 alle 18.30) offre infatti aule studio, una cucina con sala pasti, un’accogliente zona relax con libri, giochi da tavolo e console PlayStation 5 e tanto altro a misura “junior”, confermandosi luogo d’incontro sicuro e attivo per la socialità e il benessere dei giovani thienesi. ◆ [O.D.M.]
Thiene al fianco dei giovani: sicurezza, autostima e difesa personale Impegno e prevenzione anti-bullismo le parole d’ordine: iniziative gratuite con la scuola Krav Maga.
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hiene città attenta al benessere, alla crescita e alla tutela delle nuove generazioni. Continua il percorso promosso dall’Assessorato allo Sport e Tempo Libero, in collaborazione con la Scuola di Formazione Nazionale Krav Maga Vicenza – Self Defense, volto a fornire strumenti pratici e psicologici per gestire le situazioni di criticità. Dopo il primo ciclo di incontri gratuiti di anti-aggressione rivolti agli over 14, svoltosi tra la fine di settembre e inizio ottobre nella palestra “Scalcerle”, l’attenzione della comunità si sposta ora sulle scuole medie. Prende il via in tre tappe (fino al
13 ottobre, in orario dalle 17.30 alle 18.30) un modulo specifico dedicati all’anti-bullismo presso il nuovo Centro Sportivo Polifunzionale “Assi”. A guidare gli incontri è il Maestro Roberto Catania, già operatore della Polizia di Stato per quarant’anni e figura di spicco del settore Krav Maga. L’iniziativa punta a sviluppare consapevolezza, gestione emotiva, tecniche pratiche di autodifesa non violenta e un uso corretto e sicuro di chat e social network. “Un’attività fondamentale per accrescere l’autostima dei nostri ragazzi, tematica sempre più attuale”, così ha presentato l’iniziativa l’assesso-
Roberto Catania tra i promotori
ra Marina Maino, ribadendo l’impegno concreto della città a supporto delle famiglie e dei giovani. I corsi sono gratuiti con prenotazione al 351.8687883 ◆ [O.D.M.]
[16]◆ ThieneMesePlus Attualità
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Anna Bianchini
el verde della Valle dell’Astico il legno di Vaia ha ripreso vita. È stata inaugurata a Pedemonte ‘Il nido’, l’ultima opera dell’artista di land art altopianese Marco Martalar e la sua prima creazione immersiva. Una scultura di intrecci fatti con il legno recuperato dalla furia della tempesta Vaia, pensata per accogliere e proteggere chiunque si fermi lungo i Sentieri delle cascate. Un connubio tra arte e territorio, con il nido ‘nascosto’ tra verde e acqua e pronto ad accogliere chiunque abbia voglia di fermarsi e raccogliersi nei suoi pensieri. Oltre un anno di lavoro nel più assoluto riserbo, in un anfratto di una valle nascosta e selvaggia anche se di facile accessibilità. ‘Il nido’ è un’opera sferica con un diametro di più di 5 metri, costruita con una solida struttura in acciaio e rivestita da oltre 2500 radici raccolte nelle zone colpite dalla tempesta Vaia. Il visitatore può osservarla dall’esterno, girarci attorno e anche entrarci. “Intrecciandosi in una sfera primordiale che custodisce il respiro del bosco e di questa valle selvaggia, invita l’anima a fermarsi, meditare e ritrovare il proprio legame profondo con la terra – ha spiegato Marco Martalar –. Si può entrare per mettersi in connessione con la natura che ci accoglie; sembra dire che qui noi siamo ospiti e per questo abbiatene rispetto”. Per raggiungere il nido bisogna camminare lungo il nuovo percorso immerso nel verde, che permette di muoversi alla scoperta di un territorio intriso di natura, ambiente e storia. Progettista e direttore dei lavori dei Sentieri delle cascate è uno di Zugliano. “È stato un lavoro avvincente per la bellezza dei luoghi e per i numerosi punti di interesse culturale e turistico da collegare – ha spiegato l’architetto Nazzareno Leonardi –. Abbiamo segnalato non solo le cascate più famose come quella del Gorgo Santo vicino alla contrada di Scalzeri e quelle chiamata
Al centro l’artista altopianese
Dalle radici di Vaia nasce “Il nido” di Martalar Inaugurato nel verde del paese di Pedemonte l’itinerario tra natura, storia e cascate nella Valle dell’Astico, una sorta di rifugio immersivo nel bosco. i Gorghi nei pressi dell’abitato di Casotto, famosa per la sua storica Regola, ma anche le vicinissime cascate della Civetta e le cascate della Val Rua a Lastebasse. Vicino al Gorgo Santo di Scalzeri, ci sarà un’altra opera di Martalar, “L’Uovo di Drago”. Tra gli aspetti più interessanti anche quelli legati all’abitato di Scalzeri con l’antico ponte e la ex dogana di confine e il paese di Brancafora, noto per essere uno dei centri religiosi più antichi della valle, che ora ospita una tappa del Cammino delle Apparizioni”. “Tra le attrattive di questo territorio vanno annoverate alcune cascate che fuoriescono dalla roccia viva – ha spiegato con orgoglio Diego Carotta, sindaco di Pedemonte –. Ora alcuni sentieri ben tabellati e ad anello permettono di raggiungere le cascate, ma anche di vivere la bellezza del paesaggio circostante e i molti punti di interesse anche turistico della zona, come alcune caverne ed anfratti che si trovano lungo i percorsi. Fin dall’inizio volevamo che fosse inserito all’interno di questi sentieri e che
permettesse a tutti di raggiungerlo e di viverlo rimanendo per alcuni minuti addirittura all’interno della stessa opera – ha continuato il primo cittadino –. Un’idea non facile, che l’artista ha sviluppato in modo del tutto originale, nel filone delle opere costruite con le radici della tempesta Vaia. Per la sua realizzazione abbiamo impiegato quasi un anno, lavorando nel più assoluto riserbo e per questo abbiamo scelto un luogo straordinario, una vallata nascosta e selvaggia anche se di facile accessibilità, la Valle del Rio Torto, vicino a Longhi e Brancafora”. Presente all’inaugurazione anche l’assessore regionale all’Identità veneta Marco Zecchinato, che ha detto: “Opere come ‘Il nido’ dimostrano che investire nei territori montani significa creare opportunità preziose per le comunità locali. La valorizzazione del patrimonio ambientale, storico e culturale rende questi luoghi più attrattivi, sostiene il turismo sostenibile e favorisce nuove occasioni di sviluppo economico e sociale”. In dettaglio, i “Sentieri delle Cascate” si sviluppano in 3 anelli, della lunghezza di 3,7 km., 6,4 e 9,8 km più un anello complessivo e prendono avvio nel parcheggio antistante la ex sede municipale in località Gionghi. Sono l’Anello del Gorgo Santo- Rio Torto con le cascate del Gorgo Santo e l’opera Il Nido di Marco Matalar, l’anello Brancafora-Ciechi-Carotte fino alle cascate della val Civetta e l’anello Scalzeri- Casotto- con le cascate de I Gorghi. ◆
[20]◆ ThieneMesePlus Sport
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Omar Dal Maso
uò una persona, un professore di ginnastica, così come si definiva ai tempi, rappresentare un anello di congiunzione tra la scienza e lo sport? Se il suo nome è quello riportato da fine estate all’ingresso del centro sportivo “Tommaso Assi”, la risposta è senza dubbio affermativa. “Tom”, pugliese d’origine e thienese d’adozione, scomparso nel 1983 per grave malattia, è stato esattamente questo: un pioniere, un “illuminato” preparatore atletico (o fisico si direbbe oggi) capace di riscrivere alcuni capitoli di “incontro” tra la teoria accademica e la pratica del campo. Nato a Trani nel 1935, dopo la brillante giovinezza da atleta nel mezzofondo, Assi comprende presto che il suo vero talento risiede nella preparazione e nella cura di muscoli e articolazioni altrui. Istruito con studi classici – utili ad allenare anche la mente – Assi si trasferì in Veneto attorno ai 25 anni, per insegnare in più scuole tra cui al “Ceccato” di Thiene ma anche a Schio. Fu l’inizio di un legame radicato con il territorio vicentino, che diventerà un rifugio nei rari momenti di pausa di una vita vissuta alla massima velocità.Anche se la vera casa è stata sempre il “campo”, qualsiasi campo: una pista di atletica, uno stadio, un palasport o un semplice sentiero. “Siamo nati per correre”, d’altronde, era il suo motto. Negli anni ’70 la figura del preparatore sostanzialmente non esisteva. Le metodologie erano disparate e, incredibile a dirsi oggi, il riscaldamento prepartita (perfino nel calcio di serie A) era considerato alla stregua di uno spreco di energie, la cura dell’integrazione idrosalina era sottovalutata e, soprattutto, lo stretching era solo una parola percepita come “esotica” e una pratica sconosciuta. Fu lui a importarlo dall’estero, dopo un viaggio in Australia. Sono conservati articoli in cui veniva definito come
Tommaso Assi, una palestra intitolata al pioniere dello sport Un innovatore, un “sergente di ferro” dal cuore generoso. A decenni dalla scomparsa, Thiene rende omaggio al preparatore atletico che ha anticipato la scienza dello sport moderno.
“profeta”. Una condotta sperimentale che all’epoca lo fece passare per “pazzo” o stravagante per qualcuno, ma in che in realtà gli valsa la definizione calzante di tecnico della preparazione sportiva, in tempi in cui questo termine non si usava. La sua fu una carriera straordinariamente poliedrica. Conosciuto e stimato da leggende del basket come Aza Nikolić, Sandro Gamba e Dan Peterson, ha legato il suo nome ai trionfi dell’Ignis Varese, del Bologna Calcio, della Virtus e della Fortitudo Bologna e altri team. Ha lavorato nei settori più disparati: dal pattinaggio su ghiaccio alla scherma, dall’hockey su ghiaccio fino al Lanerossi Vicenza a due passi da Thiene. Senza mai dimenticare l’atletica leggera, suo eterno grande amore, al fianco di campioni del calibro di Livio Berruti, suo grande amico come Pietro Mennea. Chissà che sfide in cielo tra loro. Tanti altri, citiamo Sara Simeoni, Gelindo Bordin, Dino Meneghin, Felice Gimondi e altri miti dello sport lo hanno apprezzato come collaboratore. Sul campo, Assi godeva della fama di “sergente di ferro”: inflessibile nella disciplina, severo verso ogni distrazione e fermo nella lotta al doping. Posizione che lo rese inviso a chi in quegli anni spazzava tanta polvere sotto il tappeto del sistema sportivo italiano. Chi c’era alle sue lezioni a Thiene ricorda i giri di campo o le 100 flessioni di punizione assegnate a chiunque osasse
deconcentrarsi. Ma dietro questo sguardo severo batteva un cuore di papà, generoso e affabile, e pure un abile barzellettiere assicura chi lo conosceva da vicino. A casa, nel ruolo di padre, quel “fulmine” si trasformava in uomo dolce e premuroso. “Ero la sua cocca, stravedeva per me”, ricorda con commozione la figlia Michela. La vita di Tommaso Assi si è purtroppo interrotta il 12 giugno 1983, a soli 48 anni, a causa di un male subdolo scoperto al rientro da uno stage olimpico in Oceania. Lasciando la moglie e una bimba di allora 11 anni. Tom ha lottato da par suo fino all’ultimo con la tempra dell’atleta, senza mai arrendersi. Proprio a Thiene aveva trovato l’amore di Maria Grazia Genovese, insegnante di lingue straniere, che l’ha raggiunto nell’aprile del 2025. Assi è stato capace di trasmettere una passione infinita per lo sport “da trascinatore, da idealista” come racconta sempre la figlia, tanto da ricordarlo e omaggiarlo oltre 40 anni dopo l’addio. Tante le testimonianze che lo confermano sui social, a ridosso dell’evento del 10 ottobre, con attesi ospiti importanti. L’intitolazione del Centro Sportivo di Thiene in via San Gaetano, nella cittadella degli studi, segna il passo: non solo un doveroso tributo alla sua memoria, ma il monito alle nuove generazioni che vogliano abbracciare un’idea genuina, pulita e appassionata dello sport. ◆
Detto tra noi
A partire da ottobre 2026 fa il suo esordio su ThieneMese Plus una rubrica dedicata agli spunti dei nostri lettori. Sarà possibile inviare dei testi o proporre dei temi per articoli futuri alla mail thienemese@gmail.com. Non tutti i contenuti ricevuti saranno pubblicati ma saranno in ogni caso letti e vagliati dalla nostra redazione.
Non è “solo un gatto”: quando la perdita di un animale è una perdita vera Quest’estate, nella nostra famiglia, sono scomparsi due gatti. Non sappiamo ancora dove siano, se qualcuno li abbia accolti pensando fossero randagi, se si siano semplicemente persi in una zona che non conoscevano. Quello che sappiamo è che casa nostra, da allora, è un po’ più silenziosa. A raccontarlo meglio di chiunque altro è stato mio figlio, undici anni, nel primo tema svolto a scuola quest’anno: “Purtroppo questa estate per me è stata la più brutta della mia vita perché la mia gattina Zoe è scomparsa e non riusciamo più a trovarla. Zoe dormiva a letto con me e adesso sento tanto la sua mancanza.” Poche righe, scritte con la sincerità che solo un bambino sa avere. E che meritano, credo, qualcosa di più di un sorriso indulgente da parte degli adulti.
che si struscia quando si è tristi senza che nessuno gli abbia chiesto nulla. Un bambino costruisce con un animale una relazione di attaccamento sicuro che, dopo il legame con i genitori e con la rete familiare, rappresenta una tappa importante per uno sviluppo psico-affettivo e relazionale sana: qualcuno che non giudica. Quando quel qualcuno scompare, quello che si prova è una sofferenza autentica, che non va sminuita solo perché riguarda un animale. Non è una perdita da liquidare in fretta con un “è solo un animale, ne prenderete un altro”: è un vuoto reale, che merita di essere riconosciuto per quello che è. Gli psicologi lo descrivono spesso come una forma di “lutto non riconosciuto” — un dolore vero, a cui però la nostra cultura fatica a
I due gatti scomparsi a Thiene
Un dolore che spesso non ha il permesso di esistere Chi lavora ogni giorno con bambini e famiglie, come faccio io da pedagogista familiare, impara presto una cosa: il legame con un animale domestico non è un legame minore. È un legame organizzato, fatto di abitudini, di presenza fisica, di rituali quotidiani — il gatto che aspetta sulla porta, che dorme sul letto,
dare uno spazio, un permesso sociale di manifestarsi pienamente. E i bambini, che non hanno ancora i filtri e le convenzioni degli adulti, questo dolore lo sentono e lo dicono, come ha fatto mio figlio, senza vergognarsene. Non scrivo questo per intristire chi legge, ma per aprire una finestra su qualcosa di cui, appunto, si parla poco: la sofferenza per la perdita di un animale è
legittima, va accolta e non minimizzata — nei bambini come negli adulti — perché minimizzarla non fa che aggiungere solitudine alla perdita stessa. Dal dolore privato a un gesto collettivo C’è però anche un altro lato di questa storia, più operoso e meno rassegnato, ed è quello che mi sta più a cuore condividere come professionista: quello della comunità che si attiva. Quando un gatto — o un cane — viene trovato per strada, spaesato, magari con un aspetto curato che tradisce una casa alle spalle, la prima domanda non dovrebbe mai essere “lo tengo?”, ma “chi lo sta cercando?”. Dietro ogni animale smarrito c’è quasi sempre una famiglia che, in questo momento, vive quello che stiamo vivendo noi. Controllare se ha un microchip (basta portarlo da un veterinario o all’ASL, è gratuito e rapido), fare una foto e pubblicarla nei gruppi locali di animali smarriti, avvisare i vicini di zona: sono gesti piccoli, che richiedono pochi minuti, ma che possono restituire una famiglia intera alla normalità. È una forma di attenzione che, da pedagogista, mi permetto di leggere anche in chiave più ampia: educare i più giovani a non voltarsi dall›altra parte davanti alla sofferenza — animale o umana che sia — è già un pezzo importante di educazione civica ed emotiva. L’unione, in questi casi, fa davvero la differenza: più occhi che cercano, più persone informate, più probabilità che una storia finisca bene. Un aiuto concreto Anche noi continuiamo a cercare. Zoe e Lupin sono scomparsi durante l’estate nella zona dei Cappuccini, a Thiene. Le foto sono qui accanto: se qualcuno li avesse visti, anche solo di sfuggita, o li avesse accolti pensando fossero senza famiglia, può contattarci — ogni segnalazione, per quanto piccola, per noi conta. E se qualcuno, in queste settimane, sta vivendo la stessa assenza: non è “esagerato” sentirsi così. È umano. E, come ogni dolore condiviso, fa meno paura se non lo si attraversa in silenzio. Federica Cavaggioni
+39 347 4204098
Dir. San. Dott. Carollo B. Giovanni, Dott. Cionfoli Mario, Dott. Dal Lin Carlo, Dott.ssa Kohlscheen Eva, Dott. Pasetto Italo, Dott. Zerbo Fabio
Via Val Cismon 33, Thiene (VI) 0445 37 22 05 poliambulatorisangaetano.it
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