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ThieneMESE 928

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MesePlus

Periodico di informazione dell’Alto Vicentino n. 40 - giugno 2026

L’eredità di Sammy è un lascito d’amore

Parla la famiglia del biologo e attivista vicentino a 20 mesi dalla sua scomparsa: i genitori Laura (originaria di Zané) e Amerigo raccontano il figlio, la sua testimonianza e l’eredità scientifica e umana regalata al mondo. Sammy Basso ha scritto 12 lettere prima di andarsene, raccolte in un libro.

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In 96 regalano tempo per la cura di Thiene

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Il ‘Bike to work’ fa bene alla salute e al portafoglio Gemelle azzurre: le “Barbans” prime sorelle nazionali

HCopertina

Bianchini

a trascorso la sua vita raccontando al mondo la rarità della sua malattia, studiandola da biologo professionista per cercare una cura per chi sarebbe venuto dopo di lui. La vera eccezionalità di Sammy Basso, affetto da progeria (detta anche sindrome da invecchiamento precoce), però, è stata la sua capacità di amare la vita senza riserve e, anche quando ha dovuto guardare in faccia il traguardo finale, lo ha saputo fare con la lucidità di uno scienziato, la delicatezza di un figlio, la profondità di un amico. Sammy Basso, che aveva radici nell’Alto Vicentino, sapeva fin da piccolo che la sua esistenza terrena avrebbe avuto un’ampiezza ridotta rispetto a quella degli altri, ma grazie alla fede profonda e ad una personalità ineguagliabile, non ha permesso alla sua patologia di toglierli l’ultima parola.

E, oggi, quell’ultima parola è racchiusa in ‘Sammy, una vita da abbracciare’, un libro scritto dai genitori Laura Lucchin e Amerigo Basso con la collaborazione della giornalista Chiara Pelizzoni. Dodici lettere scritte da Sammy Basso nel 2017, quando gli era stato detto che la sabbia nella clessidra era scesa quasi tutta, consegnate al suo fisioterapista e fatte avere ai destinatari dopo la morte del giovane biologo. Non un testamento di dolore, ma un potente concentrato d’amore e riconoscenza, che dipana quei fili invisibili che hanno legato Sammy alle persone cruciali della sua esistenza. Pagi-

L’eredità di Sammy è un lascito d’amore

Parla la famiglia del biologo e attivista vicentino a 20 mesi dalla sua scomparsa: i genitori Laura (originaria di Zané) e Amerigo raccontano il figlio, la sua testimonianza e l’eredità scientifica e umana regalata al mondo. Sammy Basso ha scritto 12 lettere prima di andarsene, raccolte in un libro.

ne che dimostrano come, anche di fronte all’inevitabile, si possa scegliere di credere nell’amore.

A raccontare Sammy Basso sono mamma Laura Lucchin e papà Amerigo Basso, quei genitori che Sammy definiva “una grande squadra”. Insieme, da squadra appunto, hanno deciso di rendere pubblica la testimonianza di quel figlio speciale, e proprio a Thiene, al Teatro Comunale cittadino, è stata ospitata la presentazione del volume. Partiamo dall’inizio.

Sammy va pronunciato con la ‘a’, perché?

(Risponde Amerigo): “Perché dove abitavo da piccolo c’era un ragazzo che si chiamava Samuele e la mamma lo chiamava Sammy, con la ‘a’, con una musicalità bellissima che mi è sempre rimasta impressa. È stata la clausola del nostro matrimonio: in caso di figlio maschio si sarebbe chiamato Sammy”.

Lo abbiamo conosciuto come una persona appassionata di vita e sempre sorridente, ma che tipo era Sammy?

(Entrambi): “Era proprio così. Era un grandissimo chiacchierone, non taceva mai. Era un vortice, non ha sprecato un secondo

della sua vita. Era coinvolgente, non stava fermo, aveva sempre qualcosa da fare. Aveva una grandissima e incrollabile fede. Cominciava la giornata con il Vangelo, ascoltava le parole del Papa, aveva una forte personalità. Sammy aveva una condizione fisica menomata dalla progeria, ma a livello intellettuale era al di sopra del normale, aveva un QI molto alto. Eccelleva nelle discipline intellettuali”.

Qual era il suo pregio maggiore?

(Risponde Laura): “Ne aveva tanti, non lo diciamo perché siamo i genitori, ma perché era davvero così. Il maggiore era la capacità di trattare tutti allo stesso modo. Chiunque avesse di fronte, di qualsiasi età, ceto sociale o professione, lui riusciva a vedere la persona, andava oltre la superficie e interagiva con lei e non con quello che quella persona rappresentava. Aveva una grande personalità. Sammy nella sua vita ha vissuto tante esperienze ed esperienze immense le ha fatte vivere a noi. Ci faceva vivere appieno tutti i giorni e i minuti, non si sprecava mai. Era un vulcano, di idee e progetti, non si stancava mai”.

E il suo più grande difetto?

“Non sapremmo dire se era davvero un difetto, ma per noi che ci vivevamo insieme a volte lo era: Sammy era testardo e cocciuto. Aveva sempre l’ultima parola, aveva sempre ragione lui. Non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno e arrivava sempre dove voleva. Ecco, a dirla così però ci viene da chiederci se fosse davvero un difetto… Magari alla fine è pure questo un pregio”. C’è stato un momento in cui Sammy ha preso consapevolezza della sua malattia o è stato graduale?

(Laura) “La diagnosi è arrivata che lui aveva 2 anni e un mese e noi abbiamo deciso di non nascondergli nulla. Più lui cresceva e più capiva, più noi spiegavamo. È sempre stato consapevole della sua situazione. Non ha mai provato rabbia, non ha mai avuto rancore e non se l’è mai presa con Dio. Sammy ha sempre amato la vita, in tutti i suoi aspetti e questo lo trasmetteva. Era veramente entusiasta della vita”. Sammy, e qui veniamo al libro, ha lasciato un testamento potente che è stato letto dal Vescovo di Vicenza monsignor Giuliano Brugnotto al suo funerale. Un estratto: “Non c’è mai stata battaglia da combattere, c’è solo stata una vita da abbracciare per com’era, con le sue difficoltà, ma pur sempre splendida, pur sempre fantastica, né premio, né condanna, semplicemente un dono che mi è stato dato da Dio”.

(Laura) “Il libro si intitola “Sammy una vita da abbracciare” per un motivo semplicissimo. Lui era una persona molto fisica e salutava tutti con un abbraccio. Se incontrava un amico dieci volte in un giorno, quello si beccava dieci abbracci, era il suo modo di condividersi. Sammy ha abbracciato davvero la vita, a 360 gradi, difficoltà incluse perché facevano parte della vita”.

Com’è nato il libro?

“È nato da un’idea partita dalle edizioni San Paolo. A fine 2024 una giornalista ci ha contattato perché volevano nominarci ‘famiglia dell’anno’, noi tre. Due mesi dopo la giornalista ci ha chiesto di scrivere un libro dando voce alle persone destinatarie delle lettere che aveva scritto Sammy. Parte dalla nostra storia, dalla nascita di Sam-

my, racconta il nostro percorso di vita. È il racconto delle persone che hanno ricevuto una lettera da Sammy, che aveva scritto prima di andarsene. A dicembre 2017, a Boston per controlli clinici su Sammy, gli avevano detto che il suo cuore era messo male e doveva decidere se farsi operare. Gli avevano detto che c’era poco tempo e lui ha voluto scrivere lettere a persone che stavano facendo un percorso con lui. Le ha consegnate al fisioterapista Mauro che le ha custodite. La mattina dopo la sua morte è arrivato con queste lettere. C’era anche il testamento spirituale che è stato letto al suo funerale. E lettere alle persone che per lui avevano avuto un ruolo, che avevano fatto un percorso di vita insieme. E ovviamente per noi, secondo lui noi tre eravamo ‘una grande squadra’”. Voi portate avanti anche il lavoro dell’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso. “È nata per preciso desiderio di Sammy dopo che aveva visto degli spot di altre malattie genetiche in tv. Era stupito che non si parlasse della sua malattia e ci ha chiesto cosa aspettavamo a far nascere un’associazione. Era piccolo, ma quando ci chiamavano in tv lui c’era sempre. All’inizio eravamo noi i principali interlocutori, poi ha cominciato a parlare direttamente lui. Non si è mai arrabbiato e lamentato della sua malattia. L’ha accolta come un punto di forza. L’associazione è nata per far conoscere la malattia ma la cosa più importante è raccogliere fondi per la ricerca”.

Sammy, che a oggi è la persona affetta da progeria che ha vissuto di più al mondo (28 anni), era biologo e ricercatore e collaborava con centri importanti...

“Lui studiava la sua patologia e lavorava con Bologna e Boston, era partito come paziente nel primo gruppo che ha sperimentato l’unico farmaco sulla progeria che ora è stato approvato. Poi da paziente è diventato ricercatore e collaborava con i massimi professionisti per trovare la soluzione definitiva alla progeria. Era un cardine perché poteva fornire la posizione del paziente, era il ponte tra le famiglie, le case farmaceutiche e la medicina, teneva la rete unita. Quando è mancato Sammy, a Boston hanno dichiarato che non hanno più un riferimento. Lui non si fermava alla sua malattia, guardava oltre e con la cura sulla progeria si possono curare altri mali. Studiando l’invecchiamento precoce hanno capito di più sull’invecchiamento naturale. Anche studiando malattie che toccano pochissime persone si possono fare scoperte che giovano a tutti. Per Sammy la ricerca non era per se stesso, ma per chi sarebbe venuto dopo di lui”. Un’ultima domanda, la più difficile: com’è la vita senza Sammy?

“Non lo sappiamo ancora, la mancanza è tanto pesante. Abbiamo avuto un rapporto molto fisico, tante coccole e abbracci che ci chiedeva giornalmente. Il contatto fisico è ciò che ci manca di più. E la sua voce perché non taceva mai, era un vulcano. E ci mancano tanto i suoi occhi”. ◆

La grande squadra ritratta in una gita di famiglia

CAttualità

Omar Dal Maso

hi sarà il quindicesimo primo cittadino di Thiene a indossare la fascia tricolore? La risposta non si troverà ovviamente in queste righe, e nemmeno si azzarderanno previsioni da sfera magica. Piuttosto che guardare avanti, per una volta, si preferisce l’opzione di rivolgere lo sguardo a ritroso. Manca circa un anno alla scadenza naturale del mandato politico del quattordicesimo sindaco della città, e mentre carburano i motori pre-elettorali – prima di parlare di compagini e alleanze in vista della tornata amministrativa del 2027 – può risultare (più?) interessante e forse perfino utile un excursus indietro nel tempo. Una sbirciata tra le tende del passato, più o meno recente, per scoprire chi si è seduto sulla poltrona più ambita all’interno del Municipio di piazza Arturo Ferrarin dopo aver posto una mano sul cuore e giurato, si presume almeno, lealtà e impegno proprio nel nome del bene... comune. Insegnanti, avvocati, medici, commercianti, imprenditori di spicco e altre figure professionali si sono alternate in ormai ottant’anni di amministrazione del bene pubblico a Thiene, con una dozzina di uomini e solo due rappresentanti del genere femminile a succedersi sulla “cattedra” della res publica cittadina. Tracciamo la linea di partenza nel periodo post-bellico, quando dal 1946 in poi si tornò a parlare di sindaci eletti, archiviando i controversi podestà introdotti nel corso del ventennio fascista. Tra nomine “interne” ai vincitori

Volti, epoche e sfide in Municipio: 80 anni “sindacabili” in rassegna

Dal Conte Di Thiene nel dopoguerra fino all’attuale giunta Michelusi, viaggio a ritroso tra i quattordici primi cittadini che hanno guidato la città in attesa della sfida elettorale del 2027.

delle elezioni comunali, decise col bilancino e spesso dopo notti insonni nei consigli comunali, ed elezione diretta del cittadino numero uno (introdotta negli anni ‘90), sono trascorsi i decenni, assegnando ad ogni epoca storica uno o più “traghettatori” della città. Chi con il timone saldo tra le mani in acque placide, chi invece costretto ad arrabattarsi per individuare rotte incerte solcando mari assai burrascosi. In questa passerella di figure eminenti della gestione pubblica thienese, la necessità di sintesi e la voluta preminenza da riservarsi alla storia locale cancellano approfondimenti di carattere partitico. Di quelli saranno piene le pagine, e “chiassosi” i dibattiti, da qui alla tarda primavera del 2027.

Partendo dal 1945, subito dopo la Liberazione, la guida della città è passata attraverso figure storiche del panorama locale. Un erede della nobiltà vicentina raccoglie le redini “cadute a terra” nei cruenti mesi che portarono alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Era il Conte Giangiacomo Di Thiene, “rettore” della fase di transizione – delicata e incerta, nel triennio tra la fine del 1945 e il 1948 –, uomo designato dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). Una scelta di convergenza politica legata alla storica famiglia nobiliare che porta il nome della città, capace di garantire auto -

revolezza e pacificazione sociale nell’immediato dopoguerra.

Con l’avvento della Repubblica, la promulgazione della Costituzione e il conferimento dei poteri amministrativi agli enti locali, i Comuni vengono affidati ai sindaci attraverso il suffragio popolare. Domenico Franzan (1948–1956) è stato il primo in questo incarico nella Thiene dell’Italia repubblicana, investito della fascia tricolore attraverso quelle tanto sospirate elezioni libere. Si impegnò a gestire i piani di ricostruzione e la ripartenza dell’economia locale, ancora fortemente legata all’agricoltura e alle prime filiere tessili.

Otto anni di governo per lui, altrettanti per Filiberto Laverda (1956–1964): medico attivo in città e figura stimatissima. Sotto i suoi due mandati Thiene visse il pieno “boom economico”. Fu il periodo della forte espansione urbanistica e della nascita delle prime grandi aree artigianali e industriali della città, con il commercio a rivivere i fasti della Thiene del Medioevo.

Il Cavaliere Flavio Pizzato (1964-1970) e il professor Tersilio Corrà (1970-1975) attraversarono con i loro mandati anni di assestamento e riorganizzazione, per poi lasciare la cabina di regia a un avvocato, Camillo Cimenti, in carica per otto anni fino al 1983. Di famiglia thienese d’adozione,

Marina Maino ha assunto l’incarico a soli 32 anni, la più giovane tra i sindaci thienesi

Cimenti era figlio di quel Fiorenzo Cimenti che fu protagonista della ricostruzione in Alto Vicentino, parlamentare e membro della Costituente e dello stesso CLN. Dopo le dimissioni di Cimenti, si aprì il doppio mandato per Ottorino Finozzi (fino al 1990). Questa volta la fascia andò a un commerciante dolciario, profondo conoscitore del tessuto economico locale.

Il canto del cigno della Democrazia Cristiana, il terremoto legato a Tangentopoli e l’instabilità politica nazionale stravolgono i canovacci precedenti. Il professore del Liceo Corradini, Luciano Zerbaro, s’insedia in uno dei mandati più brevi della storia locale, tra il 1990 e il 1991, per poi cedere lo “scettro” a Egidio Fortuna, ragioniere che rimane in carica fino al 1995. Siamo intanto entrati in una fase di svolta per i Comuni. Con la Legge n. 81 del 25 marzo 1993 viene introdotta infatti l’elezione diretta del sindaco, permettendo ai cittadini l’indicazione di nome e cognome del prescelto direttamente sulla scheda elettorale.

L’era nuova si apre con la prima donna-sindaco, che oggi è più consono definire sindaca, ma non allora: Marina Maino, docente e oggi preside del Liceo Corradini. Il suo mandato non si concluse a cau-

sa di tensioni interne alla maggioranza, portando al commissariamento della città, l’unica parentesi di “governo esterno” nella storia di Thiene. Alla tornata successiva l’ascesa della Lega Nord affida a un altro docente la “regia”: Attilio Schneck. In carica per un decennio, dal 1997 al 2007, verrà poi designato presidente in Provincia. Stessa appartenenza politica del predecessore e professione per Maria Rita Busetti, per un quinquennio in Municipio e seconda esponente femminile a guidare la città.

Si arriva quasi ai giorni nostri con un dirigente bancario, Giovanni Battista Casarotto, che ha guidato la città dal 2012 al 2022, riportando il timone verso lidi di centrosinistra in accordo con liste di coalizione civica di area moderata. Nel corso del suo doppio mandato, Casarotto ha dovuto fare i conti con veri e propri tsunami storici: dalla gestione locale della pandemia da Covid-19 ai primi storici stanziamenti dei fondi europei del PNRR. E si arriva così al “capitolo 14”, quello attuale, con Gianantonio Michelusi, per tutti “Giampi”. Informatico e imprenditore nella comunicazione, noto anche come speaker radiofonico e cantante, Michelusi è stato a lungo assessore nella squadra ammi-

Attualità

nistrativa di Casarotto prima di vincere le elezioni. Al suo fianco oggi in giunta, come assessora, siede proprio la già citata ex sindaca Marina Maino. La storia, a volte, ama chiudere i suoi cerchi in Municipio. In attesa di scoprire chi sarà il prossimo a indossare il tricolore. ◆

Maria Rita Busetti

Attualità

ono quattro su sette i Comitati di Quartiere eletti a Thiene in primavera e per i loro rappresentanti si apre una stagione di progetti e attività. I nuovi volti della partecipazione si trovano ora ai nastri di partenza, pronti a fare da ponte tra i residenti e l’amministrazione comunale, che si è detta soddisfatta di questa tornata nonostante per Centro, Rozzampia e Cappuccini si tornerà a votare a settembre: nel quartiere che sorge nel cuore di Thiene non si è raggiunto il quorum mentre per gli altri due non c’erano sufficienti candidati.

“Le elezioni dei comitati rappresentano un momento importante di partecipazione civica e di vicinanza tra cittadini e amministrazione – ha commentato Alberto Vecelli, consigliere delegato ed ex presidente di quartiere –. Il fatto che 4 quartieri su 5 abbiano rinnovato con successo i propri organismi è un segnale positivo, che dimostra attenzione e senso di responsabilità da parte della comunità”. Per Rozzampia, Cappuccini e Centro, Vecelli assicura di attivarsi ancora più di quanto fatto in precedenza per promuovere l’iniziativa.

“Il comitato di quartiere è importante perché rappresenta i residenti – spiega Marika Zanin, alla guida del comitato Cà Pajella –. Ascolta e raccoglie da vicino proposte, esigenze e criticità, creando un legame più diretto con le istituzioni. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita di chi lo abita, coinvolgendo cittadini nella vita pubblica, sociale e culturale e rafforzando il senso di appartenenza alla comunità. In questo modo, contribuisce a rendere il quartiere più vivo, partecipato e accogliente. Obiettivo che mi auguro di raggiungere”. Anche Emanuela Dall’Igna, presidente del quartiere Santo-Lampertico, si impegnerà affinché il governo cittadino si prenda in carico delle istanze dell’area a sud della città, costruendo un ponte tra le istanze delle persone e la loro realizzazione.

“Il nostro quartiere ha partecipato all’elezione del nuovo comitato con una buona affluenza, eleggendo 15 consiglieri di cui 10 erano presenti nel mandato precedente e 5 nuovi arrivi – sottolinea Gianantonio Fiocco, portavoce della Conca –. Il nostro comitato si muove con una linea di continuità con il passato mantenendo una struttura organizzata in gruppi di lavoro dedicati ai

Thiene, eletti quattro Comitati di Quartiere:

“Ponti tra cittadini e Comune”

Eletti i rappresentanti di 4 “zone” su 7: Centro, Rozzampia e Cappuccini torneranno al voto a settembre. Responsabilità civica e partecipazione alla vita della comunità i temi condivisi dai nuovi portavoce.

temi che la cittadinanza ha ritenuto i più attuali per un organico sviluppo del territorio. Gli ambiti in cui ci muoveremo sono sociale, ambientale, viabilità e sicurezza. Il comitato ritiene che ci si deva porre come ponte-collegamento tra i residenti e l’amministrazione, aiutando i cittadini a partecipare in modo costruttivo al positivo sviluppo di un’area che ha ormai superato le cinquemila persone. Quindi si vorrebbe intensificare la raccolta di segnalazioni e proposte provenienti dal territorio sulle quali il comitato, attivando i dovuti approfondimenti e verifiche, possa portare in Comune proposte e indicazioni utili a trovare le migliori soluzioni. Diventano nostre le priorità di miglioramento della qualità di vita della comunità prendendo in considerazione le problematiche relative alla popolazione sia giovane che anziana. Manterremo alta l›attenzione sul decoro urbano con particolare attenzione alle aree verdi, isole ecologiche e parcheggi, continuando anche a focalizzarci sulle criticità di sicurezza della viabilità. Lavoreremo in affian-

camento con altri comitati per rafforzare la fiducia e il contatto tra cittadini e enti pubblici”.

“I quartieri hanno un ruolo fondamentale nella costruzione di una vera democrazia locale – evidenzia Luciano Cavedon, per San Vincenzo –. Sono il cuore pulsante della comunità, dove le persone si incontrano, si conoscono e collaborano per migliorare il proprio spazio di vita. Mettere i quartieri al centro delle decisioni, dando voce diretta ai cittadini attraverso i comitati, promuovendo iniziative, significa favorire la coesione sociale. Solo così possiamo creare ambienti inclusivi, dove diversità e innovazione si intrecciano per trasformare la città in un luogo più vivibile e dinamico. La responsabilità civica, poi, nasce proprio da questo legame: quando ci si sente parte di una comunità, si è più disposti a rispettare le regole, partecipare attivamente alla vita pubblica pensando alla città come un bene comune. Uno dei progetti di cui intendiamo occuparci, poi, riguarda il verde pubblico”. ◆

Attualità

Il “popolo” di Thiene scende in strada e per le piazze dei quartieri cittadini. Nessun corteo o manifestazione, sia chiaro, ma una dimostrazione di amore per i luoghi dove si vive in comunità e si pratica il senso civico. Si è svolta senza intoppi e col favore del meteo la Giornata Ecologica di primavera 2026, dedicata come ormai da tradizione ai primi di maggio alla raccolta dei rifiuti abbandonati “fuori cestino”. Idea promossa e realizzata dall’assessorato all’Ambiente con i Comitati di Quartiere e ViAmbiente.

Circa un centinaio i thienesi che hanno risposto sì, regalando qualche ora del proprio tempo libero – e qualche goccia di sudore –, armati di guanti, gilet rifrangenti, sacchi di plastica e tanta buona volontà. Un’iniziativa tanto semplice quanto concreta che ha messo al centro il volontariato e il legame con il territorio: prendersi cura dei luoghi che viviamo ogni giorno è stato il primo passo per una città più bella, pulita e accogliente.

Dalle 8.45 i cittadini hanno potuto unirsi ai gruppi nei punti di ritrovo dei quartieri: Cappuccini (area sportiva di via Trentino), Centro (parco di Villa Fabris), Conca (parco Chilesotti), Ca’ Pajella (piazza Borgo Asiago), Rozzampia (area antistante la chiesa), Santo-Lampertico (parcheggio di via don Ziliotto) e San Vincenzo (area antistante la chiesa della Pentecoste). Fino a mezzogiorno, 96 persone si sono messe di buona lena a perlustrare angoli remoti e ci-

In 96 regalano tempo per la cura di Thiene

Mobilitazione nei sette punti di ritrovo cittadini per la raccolta dei rifiuti “fuori cestino”. L’iniziativa di primavera, promossa da Comune e ViAmbiente, ha unito ecologia e socialità.

gli delle strade per rimediare, per quanto in piccolissima parte, alla stupidità altrui. Oltre 50 i grandi sacchi gialli di sporcizia e scarti raccolti e consegnati agli operatori di ViAmbiente per lo smaltimento corretto, ricevendo in cambio un ringraziamento sincero che vale più di ogni regalo. Vale a dire aver posto un tassello di un puzzle che

raffigura il decoro della propria città, Thiene, partendo dal proprio quartiere e frazione, fino ad arrivare alla via di casa. Aspetto da non trascurare, infine, l’occasione di socializzazione magari proprio tra “vicini” residenti in zona e comunque concittadini, condividendo qualche ora in compagnia. ◆ [O.D.M.]

Officina Giovani digitale in tre proposte

Luglio e agosto con interessanti laboratori dedicati a sviluppare progetti all’interno dei settori della robotica e della modellazione e stampa in 3D.

Un’estate “tecnologica” attende giovani e giovanissimi dagli 11 ai 19 anni che vorranno approfittare di una proposta che spazia dalla robotica a vari livelli fino alla modellazione e stampa in 3D. Per i mesi di giugno e luglio, Officina Giovani Thiene, in collaborazione con la realtà scledense MegaHub, lancia un ricco calendario di laboratori pratici gratuiti dedicati alle nuove tecnologie e progettati per la fascia d’età delle scuole secondarie di primo e secondo grado. L’obiettivo dell’i-

niziativa è stimolare l’approccio scientifico, il problem solving e il lavoro di squadra attraverso la programmazione e il gioco. Il progetto risponde a una richiesta concreta emersa proprio dai rappresentanti degli istituti scolastici locali durante i tavoli di lavoro, luoghi di confronto e “semina” dove le idee si traducono in opportunità concrete e accessibili a tutti. Il programma, ospitato nella sede di via Vanzetti 2 al mattino, prevede tre percorsi specifici. Si partirà a giugno, nei giorni

9, 16 e 23, con la Robotica Creativa per i ragazzi dagli 11 ai 13 anni, che impareranno a muovere i primi passi nel codice grazie ai kit LEGO® Spike. A luglio la proposta si sdoppia per i più grandi: i martedì 7, 14 e 21 spazio alla Robotica Avanzata per la fascia 14-16 anni, con l’introduzione al linguaggio di programmazione Python, mentre i giovedì 9, 16 e 23 luglio saranno dedicati alla Modellazione e Stampa 3D per i giovani dai 17 ai 19 anni, che potranno sviluppare e stampare un proprio oggetto. Trattandosi di attività pratiche, i posti (gratuiti) sono limitati ed è obbligatorio iscriversi online tramite i moduli indicati sulle pagine Instagram e Facebook di Officina Giovani Thiene.◆ [O.D.M.]

DAttualità

al tardo gotico ai tempi del PNRR: il complesso di Palazzo Cornaggia riapre le porte alla città. Un sito di pregio “multiplo” situato nel cuore di Thiene da oltre 500 anni ha trovato una sua collocazione funzionale e contemporanea, grazie a una “rigenerazione” costata due anni di cantiere e oltre 5 milioni di euro di investimento pubblico. È stata inaugurata e ufficialmente destinata a luogo d’arte e servizi culturali l’ala dello stabile in continuità strutturale con la sede della Biblioteca Civica (ormai prossima a compiere vent’anni in questa sede), inserendo nel progetto il grazioso giardino esterno, restituito alla comunità thienese e ai visitatori. Si è andati ben oltre il restauro conservativo in quest’opera — conclusa in inverno e aperta alle prime attività a fine primavera —, mirando alla paziente quanto onerosa operazione di tessitura tra urbanistica, storia cittadina e ideazione di un ambiente socio-culturale nuovo. Il tutto in abbinata al necessario risanamento architettonico di uno stabile risalente al ‘500, in origine una villa gentilizia di cui si trova traccia fin dal 1481. Tra i residenti c’è chi la indica ancora come “Collegio Vescovile” e chi come “Istituto Musicale di Thiene”, viste le varie destinazioni del passato recente e meno recente. I più esperti in storia locale la ricordano come Villa Marchesi Magilli Cornaggia e, via via a ritroso nel tempo, con altre denominazioni. Dal 1978 l’intero complesso è di proprietà del Comune e, in origine, comprendeva anche l’area di circa 30 mila metri quadrati dove oggi sorgono l’istituto scolastico superiore Aulo Ceccato e il Padiglione Fieristico. Ora, con la conclusione dei lavori, Palazzo Cornaggia si proietta nel futuro prossimo come polo culturale a due passi dal centro storico di Thiene, e ad un solo “passo” dal quartiere della Conca, il più popolato della città altovicentina.

Thiene, la cultura ora abita a Palazzo Cornaggia

Il progetto più corposo finanziato con i fondi PNRR è stato completato. Oltre 5 milioni di euro investiti per la creazione di un vasto polo culturale intitolato ad Angelina Lampertico.

Il patrimonio storico locale si riappropria così di uno dei suoi simboli più conosciuti, aprendo le porte ai thienesi e ai turisti. Giusto un secolo fa, nel 1926, si completava un altro corposo intervento, curato allora dall’architetto Vincenzo Bonato. L’opera odierna, avviata nell’autunno del 2023, ha richiesto fondi per 5 milioni e 245 mila euro finanziati dall’Unione Europea attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Dal punto di vista architettonico, la struttura rappresenta un unicum di grande valore, configurandosi come esempio della transizione stilistica tra il tardo gotico e il primo Rinascimento, collocandosi tra le dimore venete pre-palladiane. Si tratta del secondo progetto importante degli anni Duemila, dopo il trasferimento nel 2007 della Biblioteca – dislocata su quattro piani (per 1.500 mq), fornita di oltre 50 mila volumi e di una varietà di servizi culturali e al cittadino in continua evoluzione. A questa si affianca adesso il nuovo spazio multifunzionale intitolato ad Angelina Lampertico: una figura di donna colta, antica proprietaria della villa, scelta per

incarnare i valori di conoscenza, bellezza e crescita civile.

All’interno dell’ala sud restaurata si trovano la reception, le scale e la luminosa sala conferenze ricavata nel salone principale, dedicato a Luigi Meneghello. Sempre al piano terra si trovano le aule studio e uno spazio dedicato alla socialità dei giovani, dotati di accessi indipendenti per assicurarne l’uso autonomo. Il piano nobile è diventato un’area museale che unisce allestimenti tradizionali e multimediali, valorizzando le pitture superstiti. Nel sottotetto, caratterizzato da storiche travi a vista, hanno trovato spazio infine i nuovi uffici della vicina Biblioteca Civica, completi di postazioni di lavoro e sala riunioni. All’esterno, è degna di nota la fedele ricostruzione del muro di cinta novecentesco sul suo sedime originario. Il retro della villa ospita un polmone verde inclusivo di 2.400 metri quadrati, dove si trova ancora l’antica ghiacciaia. Il parco è stato rigenerato integrando le alberature di pregio già esistenti con nuove piantumazioni, trasformandosi in un luogo aperto all’incontro e al tempo libero. ◆

Immagine scattata dal giardino prima del restauro!

Attualità

l ‘Bike to work’ sbarca nel Thienese e coinvolge Zugliano, comune capofila, che ha aderito all’iniziativa insieme a Breganze, Carrè, Chiuppano, Calvene, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Sarcedo, Thiene e Zanè. Non più solo una scelta di nicchia per ambientalisti convinti, ma una rivoluzione sana e silenziosa che sta ridisegnando la mobilità locale. Il bike to work, cioè l’abitudine di raggiungere il posto di lavoro in sella alla propria bicicletta, sta vivendo un vero e proprio boom e dal 1 maggio anche da queste parti è possibile raggiungere il posto di lavoro in bici guadagnando ‘eco-punti’ che, alla fine della stagione, potranno trasformarsi in buoni spesa. Cioè in soldi.

L’iniziativa nasce da un punto fermo: chi rinuncia all’auto ne guadagna prima di tutto in salute, risparmia sul portafoglio, riduce drasticamente il proprio impatto ambientale e, non ultimo, supporta l’economia locale. Il suo funzionamento è semplice: ogni km percorso in bicicletta, e-bike, monopattino elettrico o anche a piedi nel tragitto casa-lavoro consente di accumulare 20 Ecopunti, equivalenti a 0,25 euro, fino a raggiungere un massimo di 2,50 euro al giorno e 250 euro complessivi per ogni partecipante. Bike to work premia dunque chi sceglie modalità di spostamento sostenibili per recarsi sul posto della propria occupazione, incentivando l’utilizzo di manubrio e pedali e perfino gli spostamenti a piedi, attraverso questo ingegnoso sistema di premi convertibili in buoni spesa da utilizzare nei negozi aderenti del territorio. Un esempio pratico: al raggiungimento di 800 Ecopunti verrà generato automaticamente un ticket del valore di 10 euro,

Il “Bike to work” fa bene alla salute e al portafoglio

Dal 1 maggio dieci Comuni hanno aderito al progetto che incentiva ad andare al lavoro in bici per accumulare eco-punti convertibili in buoni spesa. Una rivoluzione green che punta a ridurre tonnellate di Co2 emesse premiando la mobilità sostenibile casa-lavoro.

poi liberamente spendibile negli esercizi convenzionati. Inoltre, i km registrati di volta in volta permettono di partecipare all’estrazione del concorso finale su scala nazionale, che mette in palio anche una mini-car elettrica. Per aderire è sufficiente scaricare su smartphone e gratuitamente l’app EcoAttivi, registrare il percorso casa-lavoro giornaliero e iniziare a muoversi in modo sostenibile.

Finora, a maggio 2026, si contano 51 Comuni sparsi nella provincia di Vicenza che hanno già preso parte a questo progetto, per una popolazione coinvolta che supera adesso il mezzo milione - 530 mila abitanti per la precisione secondo l’ultima stima aggiornata - su una superficie di oltre mille chilometri quadrati. Soddisfazione per l’evoluzione della proposta viene espressa anche nella sede Provincia di Vicenza. “In questi anni abbiamo lavorato per potenziare la rete di percorsi ciclopedonali, promuovendo la mobilità lenta con contributi ai Comuni e con un bici-plan – spiega il presidente dell’ente Provincia Andrea Nardin –. Poter estendere questa possibilità al tragitto casa-lavoro è una scelta concreta e ancora più sostenibile”.

Dal canto suo, anche Thiene e altri Comuni stanno lavorando per estendere la loro rete ciclabile, considerando certamente la mobilità in bicicletta una sana, eco -

nomica ed ecologica, alternativa all’auto. Partecipare è semplice: basta scaricare la app Ecoattivi, indicare l’indirizzo di casa e quello del lavoro e percorrere il tragitto in bici, e-bike, in monopattino o a piedi. La lista sempre aggiornata dei negozi aderenti è presente nell’app Ecoattivi. A cadenza fissa di 4 mesi chi ha guadagnato dei buoni spesa verrà informato del rilascio tramite posta e-mail e pure invitato ad una serata di premiazione.

I dati parlano chiaro: la rete di Bike to Work è ad oggi la più grande d’Italia ed il risparmio di oltre 150 tonnellate di Co2 registrato con la prima edizione è un segnale forte della volontà dei cittadini di agire contro il cambiamento climatico. Le cifre parlano di 2.515 utenti attivi, oltre un milione di chilometri percorsi, un risparmio di Co2 che equivale a 6.929 alberi virtuali piantati e 182 mila euro in buoni spesa reinvestiti nel territorio. Ed il bello è che il 97,7% di chi ha aderito ha dichiarato di voler continuare a usare la bici anche dopo la fine degli incentivi. Sono numeri, questi citati, che restituiscono la reale portata del progetto e che permettono di rivolgere un appello anche al mondo delle imprese: l’iniziativa, infatti, è aperta al loro coinvolgimento attivo nella transizione ecologica, anche attraverso forme di sponsorizzazione. ◆

Attualità

Una grande partecipazione alla Pedalata Ecologica ha fatto da cornice all’inaugurazione ufficiale della nuova pista ciclabile lungo la strada provinciale SP67 che collega Zugliano a Thiene. L’opera è stata realizzata grazie a due importanti finanziamenti concessi dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Vicenza, che hanno contribuito rispettivamente con 384 mila e 400 mila euro. Prima del tradizionale taglio del nastro, il sindaco di Zugliano Sandro Maculan, affiancato dalla giunta comunale e da numerosi consiglieri, ha espresso il proprio ringraziamento ai due enti territoriali coinvolti per il sostegno economico garantito al progetto.

“È un traguardo importante per Zugliano e per tutto il territorio — ha dichiarato il sindaco di Zugliano Sandro Maculan –. Con il completamento dei tratti mancanti, circa un chilometro e mezzo, oggi è finalmente possibile raggiungere Thiene dal centro di Zugliano attraverso un collegamento ciclabile continuo e sicuro. Ringrazio le imprese che hanno realizzato l’opera, il direttore dei lavori ingegner Faggion e, in modo particolare, il nostro ufficio Lavori Pubblici per l’impegno e la professionalità dimostrati nel seguire il progetto”. L’intervento ha inoltre consentito di migliorare la rete di illuminazione pubblica lungo la provinciale, aumentando ulteriormente la sicurezza del tratto interessato.

Pedalate sicure, inaugurata la nuova ciclabile sulla Sp67

Taglio del nastro per il tratto di un chilometro e mezzo finanziato da Regione e Provincia e che collega in sicurezza Zugliano e Thiene.

Il Comune di Zugliano è tra quelli che hanno aderito al progetto provinciale “Bike to Work”, iniziativa che incentiva gli spo -

stamenti casa-lavoro in bicicletta. “Ora è importante che la nuova ciclabile venga utilizzata correttamente — ha concluso il sindaco —. Serve un lavoro condiviso di educazione e sensibilizzazione: chi si muove in bicicletta deve conoscere e rispettare le regole della mobilità sostenibile, così come gli automobilisti devono prestare la massima attenzione alla presenza dei ciclisti sulle nostre strade.”◆ [A.B.]

Marano pensa ai bambini: rinnovate due aree gioco

Rinnovate le aree gioco del Parco della Solidarietà e di via Padre Piergiorgio Cavedon.

Marano Vicentino rifà il look ad alcuni spazi pubblici all’aria aperta e, grazie ad un investimento di 60 mila euro, rimette a nuovo il Parco della Solidarietà e lo spazio di via Padre Piergiorgio Cavedon.

I vecchi giochi installati, ormai arrivati a fine vita, lasciano il posto a strutture nuove di zecca, pensate per far divertire i bambini di tutte le età, dai piccolissimi della materna fino ai più grandicelli. Per il Parco della Solidarietà, che si trova nel cuore del paese e ha una superficie di oltre 20 mila metri

quadri, sono stati acquistate installazioni ludiche adatte ai più piccoli, nell’età della scuola dell’infanzia: sono dei giochi musicali (xilofono e tamburi), un tappeto elastico e dei dispositivi “a molla”, tutti adatti a essere utilizzati anche da persone con ridotta capacità motoria o sensoriale. Nello spazio di via Cavedon è stata invece scelta la posa di strutture pensate anche perragazzini e ragazzinei più grandi: una torre multifunzione, un bilico e un’altalena doppia, il tutto con la predisposizione di una pavimentazione anti-trauma, come pre -

vedono le normative. Rimane da evidenziare come quest’area verde sia stata per così dire “adottata” dallaasezione maranese dell’Associazione Cacciatori veneti, che se ne prende cura tenendole sfalciate e in perfetto ordine, in accordo con l’amministrazione comunale ◆ [A.B.]

TAttualità

azzine, francobolli, 1600 lamette da barba, biciclette, bicchieri, e ben 200 vecchie cartoline di Thiene acquistate doppie perché non si ricordava di averle già comprate in precedenza. Succede a Roberto Dal Zotto, thienese, presidente del Club dei Collezionisti di Thiene, che come i 50 amici e soci dell’associazione ha la passione di scovare nei mercatini degli oggetti che hanno una storia, che raccontano qualcosa, che rappresentano un importante pezzo di un puzzle più ampio e variegato. Non solo pezzi rari, nemmeno articoli intesi come forma di investimento, si parla di pezzi che “parlano”. Fondato nel 2000, il circolo dei Collezionisti di Thiene sta vivendo una nuova stagione. Alla guida c’è, appunto, Roberto Dal Zotto, eletto presidente di recente, nel corso dell’anno.

“La passione del collezionismo per me è nata quando ero bambino – racconta con orgoglio e con la consapevolezza di aver raccolto, da allora, un sacco di cose –. La mia famiglia ha sempre collezionato oggetti che riteneva in grado di rappresentare qualcosa. Io ho iniziato in modo tradizionale, con francobolli, poi via via ho ampliato gli interessi e gli argomenti. Diciamo che all’inizio non ero un collezionista seriale, mi lasciavo colpire dall’oggetto. E succede anche oggi, anche se la passione è cresciuta. Può essere un bicchiere, una tazzina, un santino, qualsiasi cosa”.

Club Collezionisti Thiene: Dal Zotto la nuova guida

La sede è in città, ma i circa 50 soci provengono da ogni luogo della provincia berica. Tra mercatini e cartoline celebrative, ogni passione è “ammessa”.

Dal Zotto è orgoglioso di essere alla guida del Club dei Collezionisti Thienesi, un gruppo sempre aperto a tutti e che conta soci anche da fuori città. “Il Club non è un circolo chiuso per pochi eletti – spiega –. I 50 soci sono distribuiti in tutta la provincia di Vicenza. L’obiettivo è condividere una passione che spinge a esplorare mercatini ogni domenica e a organizzare gite sociali alla ricerca di oggetti da collezione”. Sebbene il Club accolga appassionati di zone diverse, il cuore del suo presidente batte per la sua città. La sua collezione personale infatti è un omaggio a Thiene, documentata attraverso centinaia di reperti. L’amore per Thiene, la storia della famiglia intrecciata a quella della città. Nella collezione di Roberto Dal Zotto tutto parla di Thiene. “Acquisto tante cose che la riguardano –racconta – Possono essere quadri, disegni, oggetti che raffigurano Thiene. Ho tantissime cartoline. Ma talmente tante che un giorno, mettendole in ordine, mi sono accorto che addirittura 200 che avevo acquistato erano un doppione di cartoline che possedevo già”.

La curiosità di Dal Zotto nel mondo del collezionismo è tanta e lo ha portato ad esplorare nicchie insolite, come quella delle lamette da barba. “Dei tanti oggetti da collezione che ho, i soggetti di cui ho più pezzi sono le cartoline e le lamette da barba – spiega –. Queste ultime mi piacciono perché hanno una bellissima grafica, sono molto lavorate, ce ne sono anche con riferimento alla guerra e ai cannoni. Sono dei

piccoli pezzi d’arte racchiusi in pochi centimetri di metallo”.

Se gli si chiede come funziona il mercato del collezionismo, il presidente rifugge il contesto economico e spiega: “Nel mondo del collezionismo non c’è un valore reale, sul piano economico. Si tratta di passione, il valore è dato dalla passione per un oggetto o per una serie di oggetti. Nel mio caso prediligo cose che riguardano Thiene, che mi colpiscono in modo particolare. Il collezionismo ha dei saliscendi importanti nel mercato. Nel senso che i temi che vanno “di moda” cambiano con i tempi. C’è inflazione anche in questo ambito. Il vero valore, in altre parole, è quello che un articolo rappresenta per chi lo trova”.

Il Club non si limita a raccogliere il passato, ma contribuisce alla cultura presente. Ogni anno, infatti, l’associazione commissiona ad un artista locale la realizzazione di una cartolina celebrativa, un modo per lasciare una traccia contemporanea nella storia del collezionismo thienese.

“Con il club facciamo gite e visitiamo mercatini, per condividere la nostra passione e per cercare di tutto – conclude Roberto Dal Zotto –. Io visito i mercatini ogni due domeniche. Non so quanti oggetti posseggo, so solo che ne continuerò a trovarne di nuovi da aggiungere alla mia collezione”. Sede dell’associazione in una sala messa a disposizione nei locali del Patronato San Gaetano, dove nel 2024 si sono festeggiate le nozze d’argento dalla costituzione (nel 1999) del club. ◆

Alcune lamette della collezione privata del nuovo presidente
Da sx il presidente
Roberto Dal Zotto, il consigliere Mirco Tretti, autore della cartolina sociale dell’anno 2026, e Maurizio Boschiero

DOmar Dal Maso

ue fiocchi... azzurri nel futsal rosa vicentino. È festa grande tra Dueville, Sandrigo e Cavazzale: una triangolazione di gioia per la prima (doppia) convocazione in Nazionale toccata a due giovani atlete che rispondono ai nomi di Melissa e Natasha Barban. Fresche 24enni, dopo la soddisfazione condivisa del debutto in Serie A femminile a inizio stagione, appena 9 mesi dopo si godono un altro “lieto evento”: la prima volta con indosso la divisa di gioco più ambita, quella riservata alle top player italiane del pallone a rimbalzo controllato.

Sorelle e pure gemelle, nate a Padova e cresciute a Cavazzale, in accoppiata siglano un primato: la presenza di due familiari in una rappresentativa nazionale svela infatti un inedito assoluto. Dalla genesi della selezione ufficiale del futsal donne, si tratta poi della terza e quarta atleta vicentina in azzurro, dopo Giorgia Benetti (di Bressanvido) e Jessica Troiano (Caldogno), le due ex calcettiste pioniere del movimento nella nostra provincia.

Fiocchi (sportivi) azzurri, insomma, a Cavazzale in casa Barban, dove festeggiano orgogliosi mamma Barbara e papà Fabio, insieme al fratello maggiore Manuel (e pure la nonna Silvana, loro prima tifosa!). È una favola – ma forse meglio usare il termine sogno, nel loro caso – che si avvera. Il campanello di casa delle gemelle suona invece a Sandrigo per brindare al traguardo raggiunto, visto che ci vivono da un anno da coinquiline. Non da meno lo tsunami di emozioni a Dueville, culla sportiva dove “Mely & Naty” sono cresciute nel Dream Five C5, con sede a Passo di Riva. L’associazione sportiva si dedica dal 2013 al vivaio del calcio a 5 e ha visto sbocciare e fiorire il talento delle due “gemelle terribili”, che qui hanno indossato, non senza un pizzico di goliardia, i numeri 6 e 9 dagli 8 anni di età fino al 2022. Dai primi calci, in pratica, fino a raggiungere insieme alle amiche di un ciclo infinito la prima squadra in Serie

Gemelle azzurre: le “Barbans” prime sorelle nazionali

Per la prima volta nella storia due consanguinee convocate in una Nazionale Italiana di calcio a 5. Originarie di Cavazzale, vivono ora a Sandrigo e sono sportivamente cresciute a Dueville nel Dream Five.

C regionale, allora la più giovane per età media in tutta Italia.

La carriera è proseguita, sempre in coppia, con il salto in Serie B all’Infinity per un triennio, fino ad arrivare alla chiamata in A a Verona e, infine, al raduno ospitato al centro Coni “Giulio Onesti” a Roma, tra le 27 convocate dalla ct Francesca Salvatore. In passato, Melissa e Natasha erano già state visionate a 17 anni di età a Novarello, e seguite nei loro passi successivi, in tempi in cui si progettava un team giovanile prima dell’avvento della pandemia.

simbolo significativo che mira a esprimere come le compagne di squadra debbano trovare in campo un’intesa perfetta, come tra sorelle gemelle, sostenendosi l’un l’altra qualsiasi cosa accada dentro e fuori dal parquet di gioco.

Vicecampionesse d’Italia nel 2019 (a 17 anni) a Faenza e sul podio nel 2022 a Salsomaggiore, proprio grazie alla vetrina del campionato Under 19 nelle fila del Dream Five, le sorelle Barban hanno dimostrato le loro qualità, per poi maturare tra le grandi a Tombolo e Verona. Prima ancora, in Figc, era arrivato il titolo del Veneto nel 2018 e altri successi da “baby”, sempre giocando contro avversarie più mature.

Una curiosità le riguarda da vicino, una bella storia che viene raccontata nelle scuole di Dueville e dintorni nei progetti di promozione del calcio a 5: il logo del Dream Five raffigura le sagome di Mely e Naty quando erano bimbe di 9 anni. Disegnato, tra l’altro, proprio da papà Fabio. Un

La doppia chiamata targata primavera 2026, giunta alla vigilia del loro compleanno (26 maggio), è stata solo in parte inaspettata per le atlete vicentine, che hanno vissuto giorni intensi e emozionanti. Un bottino in coppia di 14 gol (8 per Mely, 6 per Naty) nella stagione dell’esordio in A di sicuro le ha favorite. Un’esperienza sognata fin da piccole, in cui hanno “respirato” futsal 24 ore al giorno in un centro polivalente attrezzato per ospitare atleti professionisti. La capatina a Roma può ora preludere a nuove chiamate future. Il prossimo... Dream? Un’eventuale convocazione per una partita ufficiale dell’Italia del futsal rosa, in vista degli Europei. Per partecipare alla quarta edizione del trofeo continentale — fin qui con un en plein della Spagna, sarà ospitato in Croazia, a Osijek, a marzo 2027 — il quintetto azzurro a sfumature rosa dovrà ottenere il pass nel corso dell’Elite Round in programma a ottobre. Da protagoniste in prima linea o da “riserviste” e tifose, le “Barbans” ci saranno! ◆

Le gemelle festeggiano una rete in Coppa Italia del 2022 a Bisceglie
Melissa (a sinistra) e Natasha Barban, 24 anni

Cultura

Una domenica di maggio speciale in quattro location senza tempo che ospitano frammenti di un passato prezioso, capitoli di storia locale che le persone del presente hanno scelto di valorizzare. Buona partecipazione a Thiene in occasione della XVI Giornata Nazionale delle Dimore Storiche. L’evento, definito dagli organizzatori un successo “straordinario”, ha coinvolto l’intera regione del Veneto con quasi 40 complessi monumentali aperti al pubblico. Al centro di questo immenso “museo diffuso”, la città di Thiene ha recitato un ruolo di primo piano, aprendo gratuitamente le porte di quattro tra i suoi gioielli architettonici più preziosi. L’edizione 2026 ha registrato un interesse diffuso da parte di cittadini e visitatori, accorsi per scoprire i segreti custoditi all’interno di questi edifici. Il percorso cittadino ha toccato sia beni di proprietà – e cura - comunali che alcune storiche proprietà private. Tra queste il quattrocentesco Castello di Thiene, simbolo cittadino in stile gotico veneziano, che ha incantato i visitatori con i suoi arredi d’epoca e le scuderie settecentesche. Grande l’interesse anche per il restaurato Palazzo Zironda-Saugo, elegante dimora di fine ‘800 che conserva i saloni affrescati e l’antico edificio dedicato alla tessitura. Per quanto riguarda il patrimonio pubblico, i riflettori si sono accesi su Villa Cornaggia – con la splendida ghiacciaia monumentale nei giardini e la vicina chiesa di San Girolamo – e sulla settecentesca Villa Fabris, celebre per la facciata neoclassica, il parco e gli interni decorati a grottesche. Uno dei luoghi d’incontro più ferventi di Thiene e dell’Altovicentino, di recente “colorato” anche dalla Festa dei Popoli.

Il fascino della storia

“dimora” a Thiene

Palazzo Cornaggia, Villa Fabris, Castello di Thiene e Palazzo Zironda-Saugo i gioielli inseriti all’interno dell’edizione 2026 della Giornata Nazionale.

Ad accogliere il pubblico nei vari turni di visita, guidando gli ospiti con competenza attraverso la storia, sono stati gli studenti dell’indirizzo turistico dell’Itet “A. Ceccato”. L’evento, che ha richiesto la prenotazione obbligatoria tramite i canali del Comune e del Castello, è

Il Sol Levante “ospite” per una settimana

Il legame speciale tra le città di Thiene e di Tokorosawa impreziosito da incontri e mostre organizzati grazie all’impegno del Comune locale e di alcuni studenti degli isituti superiori cittadini.

Un legame che si consolida, sulle orme “aeronautiche” di Arturo Ferrarin e sulla scia delle celebrazioni del Centenario del Raid Roma-Tokyo. Si è conclusa a fine maggio la “Settimana Giapponese”, la rassegna che ha trasformato Villa Cornaggia e la Biblioteca Civica di Thiene nel fulcro di un ponte culturale tra l’Italia e il Paese del Sol Levante. Promossa dagli Assessorati alla Cultura e al Turismo per il 160° anniversario delle relazioni di-

plomatiche tra i due Stati, l’iniziativa ha celebrato in particolare il legame di amicizia che unisce Thiene alla città di Tokorozawa. Il pubblico, composto fa thienesi e non, ha visitato tre mostre di rilievo: “Orizzonti di Seta”, reportage fotografico degli anni Venti di Giuseppe Pignati (padre della prima donna assessora di Thiene) curato da Raffaella Calgaro; “Ali della Pace”, con le tele vibranti del maestro Satoshi Dobara incentrate sul mitico biplano Ansaldo

stato promosso in stretta sinergia con l’Ogd “Pedemontana Veneta e Colli”, lo Iat Thiene, la Pedemontana Vicentina e l’Associazione Villa Fabris Bene Comune, confermando l’efficacia del lavoro di squadra nella promozione della bellezza locale. ◆ [O.D.M.]

SVA 9 di Arturo Ferrarin; e infine i disegni dei ragazzi di Tokorozawa. L’inaugurazione ufficiale è stata impreziosita dalle note di Joe Hisaishi eseguite dalla “CorOrchestra”. Molto partecipati anche i tre incontri serali ospitati in Biblioteca: il focus sul coraggio femminile di Stefania Pierantoni, il racconto di Giorgio Bonato sulla ricostruzione dello SVA 9 di Ferrarin (reduce da Expo Osaka 2025) e l’analisi del “soft power” della pop culture nipponica a cura di Annalisa Brancaccio. “Un seme che cresce per coltivare la nostra amicizia», hanno commentato con soddisfazione le assessore Marina Maino e Ludovica Sartore, ringraziando la cittadinanza e i partner scolastici (Liceo Corradini e Itt Chilesotti) per il successo di un appuntamento che punta a diventare tradizione. ◆ [O.D.M.]

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