Skip to main content

Salute e Benessere 931

Page 1

Ne parliamo con la Dott. Emanuele Lolato

Essere più vicini alle persone”:

Emanuele Lolato racconta la nuova apertura di Thiene Una nuova sede a Thiene, una storia che parte da Cittadella e una filosofia che mette sempre la persona al centro. Emanuele Lolato, fondatore dell’azienda, racconta il percorso di crescita di Lolato e il significato di questa nuova apertura. EMANUELE, PARTIAMO DALLA NOVITÀ: PERCHÉ AVETE SCELTO DI APRIRE UNA SEDE PROPRIO A THIENE? L’apertura di Thiene nasce innanzitutto dalla volontà di essere ancora più vicini alle persone e al territorio. Negli anni abbiamo costruito una presenza sempre più capillare in Veneto e crediamo che la vicinanza sia un elemento fondamentale del nostro modo di lavorare. Essere presenti significa poter offrire non soltanto prodotti, ma soprattutto ascolto, consulenza e assistenza. Thiene rappresenta per noi un territorio importante, con una comunità alla quale vogliamo mettere a disposizione la nostra esperienza e le nostre competenze. La nuova sede nasce proprio con questo obiettivo: diventare un punto di riferimento per chi ha bisogno di soluzioni legate alla mobilità, al benessere e all’autonomia. LA VOSTRA STORIA, PERÒ, PARTE DA MOLTO PIÙ LONTANO. Sì, e precisamente da Cittadella. La mia famiglia opera nel settore ortopedico-sanitario dal 1975. Sono cresciuto respirando questo lavoro e conoscendo fin da ragazzo il rapporto quotidiano con le persone, con le loro esigenze e spesso anche con le loro difficoltà. Nel 2006 ho deciso di intraprendere il mio percorso imprenditoriale, aprendo il primo negozio ad Asiago. Parallelamente ho scelto di formarmi ulteriormente e mi sono iscritto al corso di laurea in Tecniche Ortopediche all’Università degli Studi di Bologna, che mi ha permesso di unire l’esperienza che avevo maturato in famiglia a una preparazione tecnica e specialistica. NEL FRATTEMPO AVETE REALIZZATO ANCHE UNA STRUTTURA MOLTO IMPORTANTE A BASSANO DEL GRAPPA, LA VOSTRA SEDE CENTRALE. La sede di Bassano del Grappa rappresenta un passaggio fondamentale nella storia di Lolato. Parliamo di oltre 3.000 metri quadrati nei quali abbiamo riunito showroom, officina ortopedica, centro protesi, poliambulatorio, palestra riabilitativa, magazzino, uffici e sala congressi.

corso, soprattutto nei casi più complessi, come quelli che riguardano una protesi. Dalla valutazione iniziale alla presa delle misure, dalla realizzazione del dispositivo alla consegna, fino alla riabilitazione e all’addestramento al suo utilizzo. QUINDI IL VOSTRO OBIETTIVO NON È SEMPLICEMENTE VENDERE UN PRODOTTO. Esattamente.Il prodotto è una parte del nostro lavoro, ma non è il nostro lavoro nella sua completezza. Quando una persona entra da Lolato, vogliamo prima di tutto capire di cosa ha realmente bisogno. Un ausilio può essere tecnicamente perfetto, ma se non è adatto alla persona che lo utilizza, non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Per questo mettiamo insieme competenze diverse: tecnici ortopedici, podologi e professionisti della riabilitazione, fino a progettare e realizzare direttamente dispositivi personalizzati nella nostra officina. A Thiene come in tutte le nostre sedi, si può trovare una vasta scelta di articoli ortopedici e ausili per la mobilità e la vita quotidiana: carrozzine, deambulatori, letti e altri ausili dedicati anche alla gestione della terza età e dell’incontinenza. Ci sarà inoltre una particolare attenzione al benessere del piede, con calzature, ciabatte e sandali comfort, compresi modelli predisposti per l’utilizzo del plantare. E OGGI COSA SIGNIFICA PER LEI VEDERE LOLATO ARRIVARE ANCHE A THIENE? Significa continuare un percorso. Ogni nuova sede rappresenta una responsabilità, perché significa entrare in una nuova comunità e conquistare giorno dopo giorno la fiducia delle persone. Non vogliamo essere semplicemente un altro punto vendita. Vogliamo portare a Thiene la filosofia che ci ha accompagnato fin dall’inizio: competenza, professionalità e soprattutto attenzione alla persona. La nuova apertura di Thiene è un altro passo in questa direzione. E, come sempre, il percorso comincia da una persona, dalle sue esigenze e dalla volontà di aiutarla a tornare a vivere con maggiore autonomia e benessere.

Volevamo creare un luogo nel quale poter seguire una persona lungo tutto il suo per-

ORTOPEDIA SANITARIA THIENE, BASSANO DEL GRAPPA, SANTORSO, ASIAGO, VICENZA,CITTADELLA, MONTEBELLUNA, TREVISO.


Ne parliamo con la Dott.ssa Tatiana Ruaro Pedagogista

Perché a Settembre non serve ripartire da zero? A Settembre mi accorgo prima di tutto della luce che cambia. Le giornate si accorciano quasi impercettibilmente, l’aria del mattino si fa più fresca, compaiono i primi colori sulle foglie. E poi ci sono gli sciami di piccoli insetti intorno all’uva ormai pronta per la vendemmia e, poco dopo, il profumo intenso dei fiori dell’Osmanthus, che ogni anno annuncia l’arrivo della nuova stagione. Sono dettagli che mi piace osservare, forse perché mi riportano ai bravi insegnanti che ho avuto a scuola, quelli capaci di educare lo sguardo prima ancora di riempirlo di nozioni.

La natura, del resto, insegna bene che rinnovarsi non significa ricominciare da zero. Ogni stagione nasce dalla precedente, ne conserva le tracce e lentamente le trasforma. Eppure, proprio tra Agosto e Settembre, ritorna puntuale il linguaggio del “nuovo inizio”, con nuovi propositi e nuovi programmi, come se dopo l’estate fosse necessario azzerare tutto e ripartire. Non è un’immagine che mi convince. Prima di ripartire, forse, sarebbe più utile fermarsi a osservare ciò che è già accaduto. Chiedersi: “Cosa ho appreso, cosa è davvero cambiato, quali abitudini voglio conservare e quali perdere…?”. Altrimenti il rischio è rientrare nella quotidianità con il pilota automatico inserito, tra scuola, lavoro, sport, impegni, orari e corse. Tutto riprende, ma rischiamo di non accorgerci nemmeno da quale punto. “Contenuti originali dell’autrice, revisione linquistica di Claude.

Questa capacità di fermarsi prima di agire, di osservare prima di scegliere come procedere, è molto vicina a ciò che in pedagogia chiamiamo autoregolazione, un termine legato tanto alla sfera emotiva quanto alla capacità di inibire la reazione immediata. E il passaggio dalla vita quotidiana allo studio è meno distante di quanto sembri. Un ragazzo autoregolato non è quello più veloce, è quello che ha imparato a rallentare nel momento giusto. Sembra un controsenso, eppure chi comincia davvero a regolare da solo il proprio studio, all’inizio rallenta. Deve scomporre i passaggi, capirli uno a uno, chiedersi “Come sto studiando?” e non solo “Cosa sto studiando?”. Lo stesso principio vale per l’apprendimento della scrittura o della lettura. Prima che il gesto diventi fluido, che la scrittura corra da sola sul foglio, ogni lettera viene tracciata lentamente e le parole lette sillabando. Rallentare, in questo senso, non è il contrario di essere efficaci, ma la condizione che lo rende possibile. Anche un buon lavoro sul metodo di studio dovrebbe partire da qui: l’osservazione, l’autoregolazione, la capacità di rallentare quando serve. Le tecniche e le strategie sono importanti, ma acquistano valore solo quando un ragazzo impara a scegliere quando e perché utilizzarle. Il traguardo non è una verifica superata, un voto, una promozione o, più avanti, un diploma. Quelli sono risultati visibili. Ciò che rimane è la capacità di conoscere il proprio modo di imparare e, progressivamente, di guidarlo. Forse è anche per questo che continuiamo ad avere bisogno delle storie di viaggio, quelle raccontano un percorso, una evoluzione. Quest’estate al Cinema ha spopolato “Odissea” di Christopher Nolan ha riportato al centro delle discussioni social uno dei racconti di viaggio per eccellenza. Un percorso il cui significato non sta solo nel raggiungere la meta, ma in ciò che accade lungo la strada. Settembre, allora, potrebbe essere proprio questo. Non il mese in cui ripartire da zero, ma quello in cui riprendere il cammino sapendo un po’ meglio da dove veniamo, dove siamo, e come vogliamo proseguire. Inquadra il QR per leggere l’articolo di approfondimento sul tema dell’autonomia nello studio.

Informazioni sull’autore Tatiana Ruaro Pedagogista, Pedagogista Clinico, Facilitatore in Mindfulness - l’intervento di Pedagogia Clinica non identifica una specifica fascia d’età, ma può essere rivolto a bambini e ragazzi, adulti e anziani, gruppi e organizzazioni. Se hai domande scrivi a: info@iocomerisorsa.it Riceve a Schio su appuntamento in presenza e online - Cell. 346 21 95 783 https://www.iocomerisorsa.it


Ne parliamo con Stefano Zattara, Titolare di Sentimed Dottore in tecniche audioprotesiche

Guidare l’auto con una perdita uditiva: cosa dice la legge (e cosa dice il buon senso) Quando pensiamo alla sicurezza alla guida, il primo senso a cui pensiamo è la vista. Eppure anche l’udito gioca un ruolo importante: percepire il clacson di un’altra auto, la sirena di un’ambulanza che si avvicina, o semplicemente un rumore anomalo del motore, sono tutti segnali che ci aiutano a reagire in tempo. Non sorprende quindi che il legislatore abbia deciso di normare anche questo aspetto. COSA DICE LA NORMATIVA Dal 14 dicembre 2024 è entrato in vigore il nuovo Codice della Strada, che ha introdotto una novità rilevante: la funzione uditiva è ora un requisito fisico obbligatorio per il rilascio e il rinnovo della patente, allo stesso modo della vista. Per le patenti A e B, la norma richiede di percepire da ciascun orecchio la voce di una conversazione a non meno di due metri di distanza; per le categorie superiori (C, D ed E) il requisito è più stringente, con una percezione richiesta a otto metri complessivi e non meno di due metri per l’orecchio che sente peggio. Un cambiamento importante riguarda le modalità di verifica: non è più sufficiente il vecchio test della “voce sussurrata”, ma il controllo dell’udito viene ora eseguito con strumentazione specifica.

CHI PORTA GLI APPARECCHI ACUSTICI La legge prevede esplicitamente che questi requisiti possano essere raggiunti anche con l’uso di apparecchi acustici, mono o binaurali, purché ben tollerati. In questo caso serve un certificato dell’audioprotesista che attesti le caratteristiche tecniche e l’efficienza delle protesi, rilasciato non oltre tre mesi prima della visita.

Chi supera la visita con l’ausilio degli apparecchi si vede annotare sulla patente il codice “02”, che indica l’obbligo di indossarli durante la guida. Nei casi di perdita uditiva più significativa, la valutazione passa dalla Commissione Medica Locale (CML), che può rilasciare una patente “speciale” (AS, BS per le categorie A e B; CS, DS per le categorie superiori). IL RUOLO DELL’APPARECCHIO ACUSTICO ALLA GUIDA Al di là dell’aspetto normativo, molti pazienti si stupiscono di quanto l’apparecchio acustico possa migliorare l’esperienza di guida. I programmi dedicati, presenti in molti dispositivi moderni, sono pensati per ridurre il rumore del vento e del motore, valorizzando invece i suoni rilevanti per la sicurezza. Non è un caso che la maggior parte di chi utilizza apparecchi acustici dichiari di sentirsi più sicuro al volante rispetto a prima. UN FALSO MITO DA SFATARE Capita ancora di sentire che “chi porta l’apparecchio acustico è meno sicuro alla guida”. È vero il contrario: una perdita uditiva non corretta è tra le condizioni che possono contribuire agli incidenti stradali, mentre un apparecchio ben regolato restituisce al guidatore informazioni sonore che altrimenti andrebbero perse. CONCLUSIONI La normativa recente ha reso esplicito un legame che negli studi audiologici era già chiaro da tempo: sentire bene significa anche guidare in sicurezza. Se hai dubbi sulla tua idoneità uditiva alla guida, o devi rinnovare la patente e porti apparecchi acustici, il consiglio è di parlarne per tempo con il tuo audioprotesista, così da arrivare preparati alla visita — con serenità, e non per obbligo.

Se vuoi una consulenza gratuita da Sentimed, puoi fissare un appuntamento chiamando lo 0445 1752550 Sentimed di Zattara Stefano Via Roma, 65 Zugliano www.sentimed.it - Email:info@sentimed.it


Perdere peso senza chirurgia: come funziona il Palloncino Gastrico Sedentarietà, alimentazione poco equilibrata e difficoltà nel modificare le proprie abitudini possono favorire nel tempo l’aumento di peso. Quando sovrappeso e obesità diventano un problema per la salute, può essere utile intraprendere un percorso medico strutturato che non si limiti alla sola dieta. Tra le possibilità disponibili c’è il Palloncino Gastrico, un dispositivo temporaneo che permette di favorire la perdita di peso senza ricorrere a un intervento chirurgico. Il trattamento può consentire una riduzione media di circa il 10-15% del peso corporeo nell’arco di circa 16 settimane, all’interno di un percorso che prevede anche il supporto del Dietista.

CHE COS’È IL PALLONCINO GASTRICO E A COSA SERVE? Il Palloncino Gastrico è un dispositivo che viene posizionato temporaneamente all’interno dello stomaco. Una volta riempito, ne occupa una parte dello spazio e contribuisce a far percepire prima e più a lungo il senso di sazietà. L’obiettivo è aiutare la persona a ridurre naturalmente le quantità di cibo consumate durante i pasti e ad affrontare con maggiore facilità un percorso di cambiamento delle proprie abitudini alimentari. COME VIENE POSIZIONATO? Il Palloncino Gastrico viene introdotto nello stomaco attraverso una capsula che viene ingerita con acqua ed è collegata a un sottile catetere. Una radiografia consente di verificare che la capsula abbia raggiunto correttamente lo stomaco; a quel punto il palloncino viene riempito attraverso il catetere con una soluzione liquida. Una seconda radiografia ne conferma il corretto posizionamento e il tubicino viene quindi rimosso. La procedura non richiede incisioni chirurgiche e, nel normale percorso di posizionamento, non necessita di endoscopia o anestesia. Richiede

generalmente circa 15-20 minuti e, dopo i controlli previsti, il paziente può rientrare a casa. IN CHE MODO AIUTA A PERDERE PESO? Il palloncino occupa spazio nello stomaco e contribuisce a rallentarne lo svuotamento. Questo permette di raggiungere la sensazione di pienezza con porzioni più contenute e di mantenerla più a lungo dopo il pasto. Non si tratta quindi di un dispositivo che “fa dimagrire da solo”: il suo ruolo è facilitare la riduzione dell’apporto alimentare mentre la persona, accompagnata dagli specialisti, lavora alla costruzione di abitudini più equilibrate e sostenibili nel tempo. IL PALLONCINO GASTRICO DEVE ESSERE RIMOSSO? Una delle caratteristiche di questa tipologia di Palloncino Gastrico è l’assenza, nella normale evoluzione del trattamento, di una procedura dedicata alla sua rimozione. Il dispositivo rimane nello stomaco per circa 16 settimane. Al termine di questo periodo una valvola temporizzata consente al palloncino di svuotarsi autonomamente; il dispositivo viene successivamente eliminato in modo naturale attraverso l’apparato digerente. Dopo il Palloncino Gastrico si riacquista il peso perso? Il mantenimento del risultato dipende anche dalle abitudini acquisite durante il percorso. Per questo il supporto del Dietista è una parte importante del trattamento, sia durante la presenza del palloncino sia nelle fasi successive. Dopo il posizionamento l’alimentazione viene ripresa in modo graduale, passando da una fase liquida a una semiliquida, poi morbida e infine solida, in base alla tolleranza individuale. Il Dietista definisce quindi un piano alimentare personalizzato, con indicazioni su porzioni, distribuzione dei pasti, qualità degli alimenti e corretta idratazione. L’obiettivo è utilizzare il periodo con il palloncino per costruire abitudini alimentari più equilibrate e sostenibili, così da favorire il mantenimento del peso raggiunto anche dopo la conclusione del trattamento. Palloncino Gastrico presso Poliambulatori San Gaetano Presso Poliambulatori San Gaetano Clinica e Ricerca è possibile intraprendere un percorso per la perdita di peso con Palloncino Gastrico, seguito da professionisti dedicati. Il percorso comprende la valutazione medica, il posizionamento del dispositivo e un programma di controlli nutrizionali, per accompagnare il paziente durante il dimagrimento e lavorare sul mantenimento delle nuove abitudini nel tempo. Per informazioni sul Palloncino Gastrico e per valutare la propria idoneità al trattamento è possibile rivolgersi a Poliambulatori San Gaetano.

Contatti: Tel: 0445 372205 Whatsapp: 327 431 0025 Mail: info@poliambulatorisangaetano.it Direzione Sanitaria: Dott. Carollo B. Giovanni, Dott. Cionfoli Mario, Dott. Dal Lin Carlo, Dott.ssa Kohlscheen Eva, Dott. Pasetto Italo, Dott. Zerbo Fabio


Dir. San. Dott. Carollo B. Giovanni, Dott. Cionfoli Mario, Dott. Dal Lin Carlo, Dott.ssa Kohlscheen Eva, Dott. Pasetto Italo, Dott. Zerbo Fabio

Thiene & Schio (VI) 0445 37 22 05 poliambulatorisangaetano.it

SEI IN ATTESA DI INTERVENTO CHIRURGICO? SCEGLI LO SPECIALISTA Massimi standard di sicurezza INTERVENTI FINANZIABILI

SCOPRI GLI INTERVENTI

Prenota l’intervento chirurgico senza attese Ortopedia

Medicina Vascolare

Chirurgia Generale

Otorinolaringoiatria

Ginecologia

Urologia

Chirurgia Maxillofacciale

Proctologia

Neurochirurgia

Chirurgia Plastica

Oculistica

Endoscopia Chirurgica

In convenzione con


Ne parliamo con la Dott.ssa Giulia Cazzola e il Dott. Luca Cazzola

La prima visita dal dentista: il primo passo per prendersi cura della propria bocca La prima visita dal dentista: il primo passo per prendersi cura della propria bocca Quando si parla di salute orale, spesso si pensa al dentista quando compare un problema: un dente che fa male, una gengiva che sanguina o un fastidio che prima non c’era. In realtà, prendersi cura della propria bocca può iniziare molto prima. E il primo passo è semplice: prendere appuntamento per una visita odontoiatrica. La prima visita è un momento importante perché permette al paziente e al professionista di conoscersi e, soprattutto, di comunicare. Ogni persona arriva con una storia e con esigenze diverse. C’è chi desidera semplicemente controllare lo stato di salute della propria bocca, chi avverte un dolore o un fastidio e chi, magari, non si sottopone a una visita da molto tempo. Durante il colloquio il paziente può descrivere i propri sintomi, spiegare quando sono comparsi, porre domande e parlare anche di eventuali paure o preoccupazioni. Per alcune persone andare dal dentista può essere fonte di ansia: comunicarlo al professionista è importante e permette di affrontare la visita tenendo conto delle esigenze della persona. ASCOLTARE, OSSERVARE E COMPRENDERE La visita permette di valutare lo stato di salute dei denti, delle gengive e, più in generale, del cavo orale. Quando necessario, il professionista può indicare ulteriori esami o approfondimenti diagnostici, utili a completare il quadro clinico e a valutare il percorso più appropriato.

Anche il dialogo è parte della visita: il paziente deve poter fare domande, chiedere spiegazioni e comprendere quanto emerso dalla valutazione. LA PRIMA VISITA È ANCHE PREVENZIONE Non è necessario aspettare che qualcosa faccia male per rivolgersi al dentista. I controlli periodici permettono infatti di valutare nel tempo la salute della bocca e di individuare eventuali condizioni che meritano attenzione, anche quando non sono ancora presenti sintomi evidenti. La visita è inoltre un’occasione per ricevere indicazioni sulle corrette abitudini quotidiane: dall’uso dello spazzolino alla pulizia degli spazi interdentali, fino ai comportamenti che possono contribuire a mantenere in salute denti e gengive. La prima visita, quindi, non è soltanto la ricerca di un problema da curare, ma un momento di ascolto, confronto, informazione e prevenzione. Raccontare un fastidio, esprimere una paura o semplicemente chiedere come prendersi cura meglio della propria bocca aiuta a costruire una maggiore consapevolezza della propria salute orale

Alla Clinica Odontoiatrica Cazzola crediamo che prendersi cura della salute della bocca inizi proprio dalla prima visita: un momento di ascolto, dialogo, informazione e prevenzione dedicato a ogni paziente.

CLINICA ODONTOIATRICA CAZZOLA SRL THIENE VIA GUGLIELMO MARCONI, 42 - TEL. 0445 380457


Ne parliamo con la DOTT.SSA NICOLE LIEVORE, BIOLOGA NUTRIZIONISTA, PHD Abilitata all’esercizio della professione di Biologo, iscritta all’ Ordine dei Biologi del Triveneto, Sezione A: Tri_A3324 (2023).

DOTT.SSA NICOLE LIEVORE Laurea Magistrale in Biologia Molecolare e Applicata indirizzo Biosanitario e della Nutrizione, Università di Firenze. Sanis Academy - Scuola di Nutrizione ed integrazione nello Sport, Padova. Sanis Cooking - Corso di cucina salutare per nutrizionisti sportivi, Bologna. Dottorato in Scienze Cliniche e Sperimentali - Curriculum di Scienze endocrino-metaboliche, nefrologiche e dell’esercizio fisico, Università degli Studi di Padova. Mi occupo di: Educazione alimentare Percorsi per imparare a mangiare con consapevolezza, senza restrizioni inutili e con piacere. Nutrizione in menopausa Supporto nutrizionale per la donna in menopausa, per accompagnare i cambiamenti ormonali e metabolici, tutelando composizione corporea, energia e salute a lungo termine. Dimagrimento e ricomposizione corporea Percorsi personalizzati per perdere peso in modo sano e migliorare la composizione corporea. Nutrizione sportiva Per atleti o amatori, calciatori, runners e appassionati di fitness. Strategie nutrizionali personalizzate e integrazione mirata per migliorare performance, recupero, idratazione e composizione corporea.

Vacanze finite? Si riparte senza rinunce Le vacanze estive sono spesso associate a qualche aperitivo in più, cene fuori, gelati e momenti di relax. Per questo, con l’arrivo di settembre, molte persone sentono il bisogno di “rimediare” agli eccessi dell’estate attraverso diete drastiche, digiuni o programmi alimentari particolarmente restrittivi. In realtà, il modo migliore per ritrovare il proprio equilibrio non è punirsi, ma riprendere gradualmente le buone abitudini. Pochi giorni o poche settimane di alimentazione diversa dal solito non compromettono la salute né annullano i risultati ottenuti durante l’anno. Le diete lampo promettono spesso perdite di peso rapide, ma nella maggior parte dei casi portano a risultati temporanei e difficili da mantenere. Restrizioni eccessive possono aumentare il senso di fame, favorire la perdita di massa muscolare e rendere più difficile seguire il percorso nel lungo periodo. Settembre può invece diventare l’occasione per riprendere una routine sostenibile: aumentare il consumo di frutta e verdura, organizzare meglio i pasti, tornare a praticare attività fisica e curare il riposo notturno. Sono le piccole abitudini quotidiane, mantenute con costanza, a fare la differenza. L’obiettivo non dovrebbe essere compensare gli eccessi delle vacanze, ma costruire uno stile di vita equilibrato che possa accompagnarci tutto l’anno. La salute non si misura da ciò che facciamo in pochi giorni, ma dalle scelte che ripetiamo nel tempo.

E-mail: info@nicolelievorenutrizionista.com – Cell: 3286773191 Instagram: nicolelievorenutrizionista - Sito web: www.nicolelievorenutrizionista.com


Ne parliamo con

Fata Lia Rodeghiero

Tre posti vuoti. Tre ragazzi in attesa. Come funziona davvero il sostegno con I Bambini delle Fate — e perché oggi servono tre imprenditori in più. C’è una cosa che racconto sempre quando incontro un imprenditore per la prima volta: con noi non firmi un contratto a vita. Il nostro modello si basa sulla libertà. Chi aderisce lo fa perché vuole, a tempo indeterminato, e se a un certo punto le circostanze cambiano è libero di concludere il percorso. Nessun vincolo, nessuna pressione, nessun giudizio. Questa libertà è il motivo per cui il progetto funziona da oltre vent’anni: chi resta, resta per convinzione. E chi se ne va sa che ha comunque contribuito a qualcosa di concreto. Negli ultimi mesi tre aziende dell’alto vicentino hanno concluso il loro percorso con noi. Succede, fa parte del gioco. Dietro ogni adesione c’è un finanziamento reale che va a un’associazione reale, che segue ragazzi reali, Vicentini. Quando un sostenitore esce, quei fondi mancano. Ed è qui che entra il nostro lavoro.

È assicurarsi che le associazioni del nostro territorio possano contare su un flusso costante di risorse per portare avanti i loro progetti. Quando qualcuno esce, il nostro compito è trovare chi entra, nel minor tempo possibile, perché i ragazzi non possono aspettare a casa con le mani in mano. E oggi la situazione è questa: tre posti da riempire e, dall’altra parte, tre persone in lista d’attesa presso l’associazione. Tre persone che hanno bisogno adesso di un percorso che al momento non possiamo garantire. Il meccanismo per supportare è semplice e trasparente. Un contributo mensile, interamente deducibile. In cambio: visibilità concreta per la tua attività, la possibilità di visitare i progetti che sostieni e la certezza di sapere esattamente dove vanno i tuoi fondi. E se un domani le tue priorità cambiano, sei libero. Senza vincoli. Oggi servono tre imprenditori che scelgano di esserci. Tre aziende che decidano di sporcarsi le mani. Non domani, adesso. Perché dall’altra parte ci sono tre ragazzi che aspettano. Se vuoi saperne di più, chiamaci. Bastano 15 minuti.

Fare la Fata non è solo trovare nuovi sostenitori — è garantire continuità.

Fata Lia Rodeghiero Responsabile Vicenza Sporcatevi le Mani 346 5916210 Bianca Gumiero Responsabile Vicenza Fare Impresa nel Sociale 339 4424799 Seguici sui nostri canali Fata Lia Rodeghiero Tel. 3465916210 Mail: rodeghiero.l@gmail.com @lia_lafata_ @ibambinidellefate_francoandrea www.ibambinidellefate.it Per le candidature https://ibambinidellefate.it/lavora-con-noi/ Scarica i Bilanci Sociali https://ibambinidellefate.it/chi-siamo/


Ne parliamo con la Dott.ssa Lucia Monaco Titolare della FarmaciaPiù di Giavenale - Schio

La pelle dopo l’estate: ritrovare idratazione, luminosità e vitalità. E prolungare l’abbronzatura. Rientro dall’estate: confessiamolo pure, la tintarella delle vacanze è uno dei ricordi più belli dell’estate e la nostalgia della pelle abbronzata è una sensazione comune perché legata alla fine della bella e calda stagione e a quel colorito dorato che ci fa sentire più radiosi, sani ed energici. Mantenere l’abbronzatura… mica facile! Innanzitutto cerchiamo di capire come ci si abbronza. Il ruolo fondamentale è svolto dalla Melanina, che è il pigmento che la pelle produce in risposta ai raggi ultravioletti (UV) per proteggere gli strati più profondi dai danni. La melanina si trova principalmente nello strato esterno dell’epidermide e, con il ciclo di rinnovamento cellulare, queste cellule vengono naturalmente e rapidamente eliminate, portando quindi alla perdita graduale dell’abbronzatura.

Bisogna iniziare con uno specifico protocollo in cabina dermo-estetica (combinando detersione, esfoliazione, idratazione profonda e ossigenazione dei tessuti, completando con una finitura protettiva) per una pelle accuratamente idratata e rimpolpata, una abbronzatura più uniforme e duratura ed un viso e decolletè luminosi e distesi. Soprattutto l’esfoliazione è una tecnica delicata, che abbisogna di competenza, perché consiste nel rimuovere le cellule morte senza compromettere l’abbronzatura e quindi uniformare il tono della pelle eliminando le cellule che rendono l’abbronzatura opaca, senza rimuovere troppo lo strato superiore della pelle. Dopo un tale percorso ha senso continuare a casa, ad esempio applicando un siero con acido ialuronico ed una crema viso idratante intensiva. Anche una alimentazione ricca di Betacarotene – ricca di vitamina A - (carote, patate dolci, spinaci) può contribuire a mantenere la pelle sana e il colorito dorato più a lungo, come anche alimenti ricchi di vitamine C ed E. Così come degli integratori specifici a base di collagene e acido ialuronico. Ho accennato all’uso di integratori antiossidanti a base di vitamina C, acido ialuronico e collagene per neutralizzare i radicali liberi. Lo stress solare sulla pelle, causato dai raggi ultravioletti che generano radicali liberi e danneggiano le fibre di collagene ed elastina, è motivo di perdita di tono ed elasticità e favorisce il foto-invecchiamento, con la comparsa di rughe, macchie scure, una pelle spenta e secca,

Idratazione, ecco la parola chiave per mantenere un colorito dorato. Idratazione dall’interno, certo, perché bere molta acqua è fondamentale per mantenere la pelle idratata. La pelle più secca è incline a desquamarsi, cosa che fa sbiadire l’abbronzatura più velocemente. Ma non basta. Come non è sufficiente il semplice uso di creme Idratanti nutrienti, Si tratta di idratare in profondità e contrastare l’azione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento (precoce) cutaneo e della perdita veloce dell’abbronzatura.

A settembre, poi, dopo questa estate caratterizzata da temperature elevate, con il ritorno alla routine quotidiana (inquinamento urbano, stress anche psicologico della vita di città), è necessario provvedere anche ad una rigenerazione della pelle, restituendole qualità, elasticità, uniformità e luminosità attraverso un percorso personalizzato. Anche in questo caso l’azione sinergica e combinata di più trattamenti in cabina con prodotti specifici rigeneranti ed antiossidanti; quindi, si può proseguire a casa con l’uso quotidiano di dermocosmetici che sostengono la pelle assicurandole vitalità e protezione.


Mio figlio fatica a scuola: cosa posso fare, e quando è il momento di chiedere una valutazione Una guida pratica per i genitori: cosa aiuta davvero a casa, cosa invece rischia di peggiorare le cose, e quali segnali — età per età — meritano l’occhio di uno specialista. A cura del dr. Alberto Mariotto C’è una zona grigia che ogni genitore conosce bene. Quella in cui un figlio fatica, ma non si capisce quanto. In cui i compiti durano troppo, ma forse è solo distrazione. In cui l’insegnante riferisce qualche difficoltà, magari a casa si vede un bambino che si applica eccome, e arriva comunque stanco a metà pagina. In quella zona grigia la domanda non è “cosa ha mio figlio”. È una domanda molto più concreta: cosa posso fare adesso, e a che punto smetto di aspettare? Proviamo a rispondere a entrambe. COSA FARE, IN CONCRETO 1. Prima di tutto: vista e udito Sembra banale, non lo è. Un difetto visivo non corretto o un’ipoacusia lieve — magari da otiti ripetute — possono produrre esattamente lo stesso quadro di un problema di apprendimento: è il primo controllo da fare, ed è il più economico. 2. Cambiare il metro: dal risultato allo sforzo Il segnale clinicamente più informativo non è il voto. È la sproporzione tra fatica investita e risultato ottenuto. Chiedersi ogni tanto “quanto gli è costato questo compito?” dice a volte più dei voti. 3. Proteggere il tempo dei compiti, non allungarlo L’istinto è aumentare le ore. È quasi sempre controproducente: dopo una certa soglia il bambino non sta più imparando, sta solo accumulando la sensazione di non farcela. Funziona meglio l’opposto: sessioni brevi e definite (20–30 minuti alla primaria), con una pausa vera in mezzo, e un orario che finisce a un’ora stabilita — anche se il compito non è terminato. Se il tempo non basta sistematicamente, quella è un’informazione da portare all’insegnante, non un problema da risolvere andando avanti ad oltranza. 4. Non trasformarsi nell’insegnante di proprio figlio È la trappola più comune e la più costosa. Il genitore che ogni pomeriggio spiega, corregge, insiste, finisce per mettere in gioco la relazione affettiva su un terreno in cui non dovrebbe stare. Il risultato spesso porta a pomeriggi che finiscono nella totale frustrazione di entrambi. Meglio un ruolo diverso: organizzare, accompagnare, incoraggiare, e lasciare la didattica a chi la fa di mestiere. Se serve un supporto pomeridiano, spesso è più efficace che arrivi da una figura esterna. 5. Attenzione alle parole che usiamo Pigro, svogliato, distratto, non ci mette impegno. Sono le quattro parole che un bambino con una difficoltà di apprendimento sente ripetere per anni, e che finisce per credere. Il costo sul senso di efficacia è quasi sempre superiore al costo scolastico vero e proprio, e dura molto più a lungo. 8. Annotare, invece di ricordare Un quaderno, anche solo mezza pagina al mese: cosa è successo, in che compito, quanto tempo ci è voluto, come è andata la verifica, come stava dopo. Sono i dati che rendono un colloquio con l’insegnante un utile momento di confronto, permettono inoltre di distinguere una settimana storta da una tendenza. I CAMPANELLI D’ALLARME, ETÀ PER ETÀ Un’avvertenza necessaria: nessuno di questi segnali, preso da solo, significa qualcosa. Sono normali momenti di difficoltà nello sviluppo di qualunque bambino. Ciò che orienta è la combinazione di più segnali, la loro persistenza nel tempo nonostante l’esercizio, e la loro sproporzione rispetto al resto del funzionamento del bambino. Primo e secondo anno della primaria • Dopo diversi mesi, confusione persistente tra lettere simili per forma (p/b/d/q, m/n) o per suono (f/v, t/d, s/z)

• Lettura molto lenta, sillabata, con molti tentativi ed errori, ben oltre i compagni • Inversioni e omissioni frequenti nelle parole scritte • Enorme fatica a imparare la corrispondenza tra numero e quantità, a contare all’indietro, a usare la linea dei numeri • Scrittura poco leggibile, non allineata, con impugnatura rigida e mano che si stanca subito • Comincia a evitare: “non voglio leggere ad alta voce”… DALLA TERZA PRIMARIA IN AVANTI Qui il quadro cambia: l’accuratezza spesso migliora, ma resta la lentezza. • Legge in modo corretto ma molto lento, e alla fine del brano non ricorda cosa ha letto • Grande divario tra orale e scritto: sa raccontare bene ciò che allo scritto non riesce a produrre • Errori ortografici che restano stabili nonostante anni di correzioni (doppie, accenti, apostrofi, gn/gl/sc) • Tabelline che non si fissano; calcolo a mente molto faticoso; incolonnamenti sbagliati • Difficoltà a studiare da solo sul libro: non riesce a individuare l’informazione importante • Tempi dei compiti sistematicamente doppi rispetto ai compagni SCUOLA SECONDARIA (MEDIE E SUPERIORI) • Pomeriggi interi sui libri con rendimento comunque insufficiente • Non riesce a prendere appunti (o scrive, ma non ascolta) • Verifiche scritte non finite per mancanza di tempo, pur sapendo i contenuti • Difficoltà con le lingue straniere sproporzionata rispetto alle altre materie • Segnali emotivi: calo dell’autostima, irritabilità, disturbi del sonno, mal di testa o mal di pancia ricorrenti la domenica sera, rifiuto della scuola I TRE SEGNALI TRASVERSALI A qualunque età, meritano attenzione: 1. Lo scarto fra impegno e risultato. Si sforza molto, ottiene poco. 2. Lo scarto fra un’area e le altre. Un bambino brillante, curioso, ricco di linguaggio che però si blocca solo sulla lettura o solo sui numeri. 3. Il costo emotivo. Quando la scuola comincia a intaccare l’idea che il bambino ha di sé, il tempo dell’attesa è finito — indipendentemente dai voti. QUANDO SI PUÒ FARE UNA DIAGNOSI Una domanda pratica che ricorre spesso, e che ha una risposta precisa. Le Linee Guida nazionali prevedono che la diagnosi di dislessia, disortografia e disgrafia possa essere formulata non prima della fine della seconda primaria, e quella di discalculia non prima della fine della terza. Il motivo è tecnico: prima di quel momento la variabilità fisiologica tra bambini è troppo ampia perché un ritardo possa essere distinto da un disturbo. Questo però non significa aspettare in silenzio. Nella fascia precedente si lavora con osservazione, screening e attività mirate di potenziamento: se la difficoltà si risolve, si è guadagnato tempo prezioso; se persiste nonostante un intervento adeguato, quello è già di per sé un dato diagnostico Scansiona il QR code per una rapida check-list di osservazione!

Studio Dr. Alberto Mariotto Centro accreditato dalla Regione del Veneto (DGR n. 1256 del 14/10/2025) per il rilascio di diagnosi DSA Via del Costo 10 – Zanè (VI) – 2° piano Tel. 347 8165156 info@studioalbertomariotto.it www.studioalbertomariotto.it


A Bressanvido torna Latterie Vicentine in Festa:

si taglia la forma di Asiago DOP più grande d’Italia, oltre 1300 kg. Musica, spettacoli, laboratori per famiglia e l’arrivo della mandria della Transumanza Patrimonio Unesco . Dal 24 al 27 settembre è tempo di “Transumando: vieni, scopri, gusta, vivi. Bressanvido”, l’appuntamento annuale che richiama migliaia di visitatori da tutto il Veneto e oltre. Tra i vari format che caratterizzano la manifestazione, “Latterie Vicentine in Festa”, la giornata di domenica 27 settembre durante la quale la cooperativa vicentina apre le porte a cittadinanza e turisti. La grande novità dell’edizione 2026 è la logistica: quest’anno tutti gli eventi si svolgono nel piazzale di via San Benedetto 19 a Bressanvido (VI), un unico spazio animato per quattro giorni da musica, spettacoli, laboratori gratuiti, incontri e buon cibo. Le serate del 24, 25 e 26 settembre (dalle 18.30, con stand gastronomico e dj set) propongono musica e spettacoli live: si parte con il comico e content creator Barutz, si prosegue con la festa a tema anni ‘90 di “tour 90 Wonderland” e si chiude con il concerto dei Rumatera, band punk rock veneziana. Domenica 27, dalle 10.30 alle 18.30, il piazzale si trasforma in un grande parco giochi a tema: i laboratori gratuiti “L’arte della cianotipia” e “Che dolce pasticcio!”, firmati da Fate per gioco, le “Costruzioni in legno” di VIP, la giocoleria di Cia-Girasole Circus, la ceramica di “Una tazza tutta mia” con Alessia Bosa e Giacomo Scapin e “Casaro per un’ora” con la casara Chiara si alternano agli spettacoli di “Katastrofa Clown” e “Lascia fare a me”. Non mancano Ludobus, giochi gonfiabili, una divertente vasca di mais, l’aia con gli animali da cortile, angolo truccabimbi e un mercatino di prodotti artigianali e gastronomici del territorio. L’appuntamento più suggestivo resta l’arrivo, nel pomeriggio, della mandria della Transumanza verticale più

lunga d’Italia: un rito antico riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Il percorso sarà trasmesso in diretta su un maxi schermo nel piazzale, dove il palco ospiterà i transumanti guidati da Marino Pagiusco. Ad accompagnare la mandria lungo tutto il tragitto, dalla Fattoria Pagiusco fino a via San Benedetto, sarà anche la forma gigante di Asiago DOP: alle 16.30 è in programma il taglio, oltre 1300 kg di formaggio, frutto del lavoro dei casari della cooperativa. Il ricavato della vendita sarà devoluto in beneficenza a Cuore Guerriero di Vicenza, Bike for Children e Swimlab.vicenza. “Ho vissuto trent’anni di alpeggio: le malghe e i malgari fanno parte della mia storia personale, ricordi che porto ancora nel cuore”, racconta Alessandro Mocellin, Presidente di Latterie Vicentine. “La vera novità di quest’anno è che tutti gli eventi si concentrano per la prima volta nella nostra sede, senza più essere distribuiti in diversi punti del paese: un modo per vivere la festa tutti insieme, in un unico luogo”. A intrattenere il pubblico prima del taglio sarà la food influencer LaCarla Blog, insieme a Gioia di Radio Stella FM. La giornata si chiude alle 21.00 con il concerto di BrexHit, a cura della Consulta Giovani di Bressanvido.

Per maggiori informazioni: www.latterievicentine.it


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Salute e Benessere 931 by Pubblistudio Pubblicità srl - Issuu