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SALUTE E BENESSERE 925

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Ne parliamo con la Dott.ssa Giulia Cazzola e il Dott. Luca Cazzola

Il futuro del sorriso: tecnologia e innovazione in odontoiatria.

L’odontoiatria moderna ha compiuto negli ultimi anni un’evoluzione straordinaria. Grazie all’innovazione tecnologica, oggi è possibile effettuare diagnosi più accurate, pianificare trattamenti in modo sempre più preciso e offrire cure meno invasive e più confortevoli per il paziente. La tecnologia non sostituisce la competenza del professionista, ma la potenzia, migliorando qualità, sicurezza e tempi delle terapie.

Uno dei cambiamenti più apprezzati è l’utilizzo dello scanner intraorale 3D . Questo dispositivo consente di rilevare le impronte dentali in modo digitale, evitando paste fastidiose e

garantendo una precisione elevatissima. In pochi minuti si ottiene un modello dettagliato della bocca, utile per protesi, allineatori e piani di cura personalizzati.

La diagnostica digitale comprende radiografie endorali digitali a bassa dose, teleradiografie e TAC Cone Beam (CBCT). Le radiografie endorali consentono di individuare carie, infezioni e problemi localizzati con un’esposizione minima ai raggi. La teleradiografia , utilizzata soprattutto in ambito ortodontico, permette di studiare i rapporti tra ossa, denti e profilo del paziente, risultando fondamentale per una corretta pianificazione del trattamento.

La TAC Cone Beam , invece, fornisce immagini tridimensionali ad alta precisione delle strutture ossee, particolarmente utili per valutazioni più approfondite e per programmare piani di trattamento in modo accurato e personalizzato.

Per l’individuazione precoce delle carie si utilizza anche la Diagnocam , una tecnologia che sfrutta la transilluminazione per evidenziare lesioni cariose non sempre visibili a occhio nudo, senza ricorrere alle radiografie. È particolarmente utile nei bambini e nelle donne in gravidanza, dove si preferisce limitare l’esposizione ai raggi.

Nel campo dei trattamenti, il laser dentale rappresenta una soluzione minimamente invasiva per diverse procedure, in particolare a livello gengivale, riducendo sanguinamento e tempi di guarigione.

Grazie alla fresatrice e alla stampa 3D è inoltre possibile realizzare restauri e dispositivi su misura con tempi più brevi e massima precisione.

Vi aspettiamo presso la Clinica Odontoiatrica Cazzola a Thiene per scoprire un’odontoiatria sempre piu’ moderna, precisa e attenta alle esigenze di ogni paziente.

La perdita dei capelli aumenta con l’arrivo

della primavera?

Ecco quando affidarsi a una visita specialistica

Con l’arrivo della primavera il nostro organismo attraversa una fase di adattamento: le giornate si allungano, aumenta l’esposizione alla luce solare, cambiano le temperature e anche il ritmo sonno-veglia subisce delle variazioni. Questi fattori influenzano il sistema ormonale, il metabolismo e persino il ciclo di crescita dei capelli. Non è un caso, infatti, che proprio nei cambi di stagione molte persone, sia uomini che donne, inizino a notare una maggiore quantità di capelli sul cuscino, nella doccia o sulla spazzola.

PERCHÈ I CAPELLI CADONO DI PIÙ

NEI CAMBI DI STAGIONE?

Il capello segue un ciclo vitale composto da tre fasi: crescita (anagen), transizione (catagen) e caduta (telogen). Durante i cambi stagionali, una percentuale maggiore di capelli entra contemporaneamente nella fase di riposo (telogen), determinando un aumento temporaneo della caduta. Si tratta di un fenomeno fisiologico, legato all’adattamento dell’organismo ai nuovi ritmi ambientali.

Tuttavia, quando la caduta diventa abbondante, prolungata o associata a un diradamento visibile, potrebbe non essere solo un effetto stagionale: stress, squilibri ormonali, carenze nutrizionali, predisposizione genetica o particolari condizioni dermatologiche possono accentuare il problema.

La differenza tra una caduta fisiologica e una caduta patologica non è sempre facile da riconoscere autonomamente.

LA CAUSA

Quando la perdita di capelli diventa abbondante, prolungata o si associa a un diradamento visibile, non bisogna rassegnarsi. Oggi esistono diverse soluzioni per valutare e contrastare la caduta in modo efficace e personalizzato: presso Poliambulatori San Gaetano vengono offerti servizi specialistici dedicati, pensati per analizzare ogni singola situazione e proporre percorsi mirati per contrastare il problema in modo concreto e su misura.

La Visita Tricologica: il primo passo per capirne la causa Il punto di partenza è una Visita Tricologica con un Dermatologo esperto. Durante la consulenza vengono analizzati il cuoio capelluto, la qualità dei capelli e lo stato dei follicoli, attraverso una valutazione clinica accurata. L’obiettivo è capire se si tratta di una caduta stagionale temporanea o di una forma di alopecia che richiede un percorso specifico.

ESISTONO SOLUZIONI EFFICACI PER CONTRASTARE LA CADUTA?

Quando la perdita di capelli si prolunga o diventa evidente, è importante sapere che esistono diverse opzioni terapeutiche, da valutare in base alla causa. Presso Poliambulatori San Gaetano sono disponibili percorsi specialistici con valutazioni approfondite e protocolli personalizzati, che possono includere trattamenti mirati e un inquadramento completo dei possibili fattori scatenanti. L’obiettivo è intervenire non solo sul sintomo, ma sull’origine della caduta.

LA VISITA TRICOLOGICA: IL PRIMO PASSO PER CAPIRNE

Ne parliamo con la Dott.ssa Lucia Monaco

Titolare della FarmaciaPiù di Giavenale - Schio

Sull’idratazione....

La disidratazione è causata di solito da un’eccessiva perdita di liquidi non compensata da adeguata reintroduzione di liquidi per via orale.

I bambini più piccoli sono a maggior rischio. Poiché l’acqua rappresenta il 75% del loro peso (nell’adulto il 60%) hanno una maggiore richiesta basale di liquidi e maggiori perdite attraverso la traspirazione.

Elevato è poi il rischio per gli anziani, perché normalmente non hanno molta acqua nel loro corpo e, con l’avanzare dell’età, vi è meno sensibilità alla sete: anche se il corpo ha necessità di bere, la persona anziana non sentirà questo stimolo. Le conseguenze possono essere serie: stipsi, con la carenza di acqua che rende le feci più dure e difficili da evacuare; infezioni urinarie, dovute ad un ridotto flusso urinario che non permette di espellere i batteri; problemi cognitivi, con difficoltà di concentrazione, confusione mentale e mal di testa; aumento del rischio di cadute, dovuto a vertigini e debolezza; sofferenza a livello oculare.

Perché è importante parlare di disidratazione? Come noto, l’acqua è la componente essenziale del nostro organismo, fondamentale per ogni funzione vitale. In un adulto costituisce circa il 60% del peso corporeo. Il nostro corpo è in costante equilibrio idrico, con un’eliminazione fisiologica di liquidi attraverso diversi processi quotidiani: feci e urine; respirazione tramite cui espelliamo vapore acqueo; sudorazione, essenziale per la termoregolazione; la cosìdetta “perspiratio insensibilis”, l’evaporazione di vapore acqueo attraverso la cute. A ciò possono associarsi altre cause per così dire non fisiologiche ma accidentali ed occasionali: eccessiva sudorazione (ad esempio per elevate temperature esterne), esercizio fisico intenso, febbre elevata. In queste condizioni, il corpo cerca di raffreddarsi perdendo grandi quantità di liquidi e sali minerali. Oppure ustioni estese, vomito e diarrea intensi e/o prolungati con rapida e abbondante perdita di liquidi ed elettroliti; utilizzo di alcuni farmaci (es. diuretici).

Quali sono i segnali che il nostro corpo ci invia quando è in carenza di liquidi? Variano notevolmente a seconda del grado di disidratazione, ma è fondamentale saper cogliere i primi campanelli d’allarme per intervenire tempestivamente e prevenire conseguenze serie. Si consideri inoltre che la disidratazione può manifestarsi con sintomi peculiari in funzione dell’età della persona colpita. Nei bimbi è più difficile accorgersi ma alcuni segni sono inequivocabili: labbra e lingua secche; fontanella infossata; assenza di lacrime durante il pianto; pannolino asciutto dopo più di tre ore. Negli adulti è più semplice: sete intensa; bocca secca; diminuzione della sudorazione; scarsa produzione di urina (meno di quattro volte al giorno); urine scure; pelle secca e poco elastica; stanchezza, calo di energia e mal di testa.

Allora, cosa fare in caso di disidratazione? Innanzitutto prevenire, cioè assicurare al nostro organismo il giusto apporto giornaliero di acqua. Il fabbisogno di liquidi varia a seconda di diversi fattori (fisiologici come l’età e ambientali come le alte temperature in estate, sforzi fisici, ecc.) ma, in generale l’indi-

cazione standard per un adulto è di bere circa 2 litri di acqua al giorno. Per un’idratazione ottimale si suggerisce di bere regolarmente senza aspettare di avere sete, perchè la sete è già un primo segnale di lieve disidratazione; consumare cibi ricchi d’acqua, come frutta e verdura; monitorare il colore delle urine, le urine scure possono segnalare la necessità di bere di più; adattare l’apporto alle condizioni, aumentando l’assunzione di liquidi in condizioni specifiche (attività fisica, giornate molto calde o umide, problemi di salute come febbre, vomito o diarrea). Assumere liquidi quindi, ricordandosi di evitare succhi di frutta concentrati e bevande contenenti caffeina o alcool: causa il loro effetto diuretico e l’alto contenuto di zuccheri contribuiscono ad aumentare lo stato di disidratazione. In ogni caso e per qualsiasi dubbio, la regola d’oro è sempre quella: di rivolgersi al proprio medico o al farmacista.

Da non sottovalutare altresì la disidratazione cutanea che è una condizione in cui la pelle manca di un’adeguata quantità di acqua nel suo strato superficiale. Questo stato può colpire qualsiasi tipo di pelle, inclusa quella grassa, ed è spesso caratterizzato da secchezza, tensione, desquamazione e una sensazione di prurito o irritazione, aspetto opaco e spento, linee sottili e rughe accentuate. Ciò spesso a causa di fattori esterni come esposizione a climi secchi, uso di detergenti aggressivi o una scarsa idratazione sistemica. Per la cute, un approccio integrato che combini l’assunzione di liquidi, l’uso di prodotti idratanti e una protezione adeguata della pelle, è essenziale per ripristinare la salute cutanea e migliorare il benessere generale.

I principali trattamenti dermatologici sono: uso di emollienti e idratanti (ceramidi, burro di karité, acido ialuronico); trattamenti topici a base di urea particolarmente utile per trattare la pelle secca e ruvida; applicazione di oli nutrienti come ad esempio l’olio di mandorle dolci (Urea e olio di mandorle dolci li produciamo nel nostro laboratorio galenico); soprattutto uso di sieri idratanti con acido ialuronico per idratare in profondità la pelle.

I rimedi proposti dalla nostra Farmacia, pertanto, sono: innanzitutto reintegrare i liquidi mancanti e bere acqua. Utili a questo scopo sono gli insaporitori per acqua che, dandole gusto, la rendono più appetibile. Portare con sè sempre una bottiglietta di acqua o meglio la nostra borraccia “motivazionale”. Per la pelle si è già detto, ma non posso non ricordare il trattamento di ripristino dell’idratazione della nostra cabina estetica che prevede la pulizia del viso con la rimozione delle cellule morte seguita da trattamento ad ultrasuoni con acido ialuronico e infine l’applicazione di maschera appropriata. Come diceva il filosofo greco Talete, “L’acqua è la sostanza da cui traggono origine tutte le cose”. L’acqua è il bene più prezioso della natura perchè essenza stessa della vita e inesauribile fonte di bellezza.

Centro Ricreativo Cellini

Il Centro Ricreativo Cellini nasce dal desiderio di creare un luogo di ritrovo per anziani dove poter incontrarsi, chiacchierare, bere un caffè, riunirsi nel momento del pranzo per tenere mente e corpo attivi.

CHI SIAMO

Dalle nostre esperienze passate in diversi contesti quali, case di riposo, RSA e assistenza domiciliare. Ci siamo riuniti per portare le nostre competenze in questo nuovo progetto, pensato per tutte quelle persone presenti nel territorio che hanno bisogno di un ambiente confortevole e rilassato.

Nel nostro piccolo team sono presenti OSS e infermiere, questo per offrire maggiore supporto ai nostri utenti con sorveglianza infermieristica (somministrazione di terapie, monitoraggio pressorio…)

DOVE CI TROVIAMO E I NOSTRI ORARI

Ci troviamo a Zané, via Cellini numero 1, siamo presenti dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle 18.

Il Centro Ricreativo Cellini offre attività e laboratori che potenzino capacità e risorse residue, gli interventi che proponiamo sono di tipo:

- Manuale-Operativo: attraverso un lavoro pratico che richiede soprattutto l’uso delle mani (bricolage, pittura…) o del corpo (ginnastica, freccette, passeggiate…)

- Intellettuale: Indirizzato al recupero o potenziamento delle capacità cognitive (lettura, scrittura, giochi con le parole e di memoria)

- Psicologico-Relazionale: Agisce sulla capacità di ogni individuo di definire il proprio IO ed essere in grado di rapportarsi con gli altri (canto, ballo, ascolto della musica, dialogo)

Espressivo-Creativo: Comprende sia attività relative all’area operativa che cognitivo-psicologica, in base all’esperienza e al vissuto delle persone facilitando l’elaborazione di nuove idee e proposte favorendo la partecipazione e la motivazione.

Le attività proposte sono sia di gruppo al fine di favorire la socializzazione e stimolare la compartecipazione, sia di tipo individuale.

Le attività possono intrecciarsi a pratiche di mindfulness con l’obbiettivo di aumentare il benessere generale e di migliorare la qualità di vita percepita.

Contatti: mail centroricreativocellini@gmail.it cell. 392 8971385 - Via B.Cellini,1 Zane’

La fascite plantare: come trattarla con la fisioterapia

FASCITE PLANTARE E SPERONE CALCANEARE

La fascite plantare è una patologia che riguarda la struttura di tessuto connettivo fibroso (legamento arcuato o fascia plantare) che forma la pianta del piede.

La fascia plantare unisce il calcagno( l’osso che costituisce il tallone), con la base delle dita dei piedi, (il metatarso).

Essa ha un ruolo importante nel sostenere il peso del corpo durante l’appoggio del piede e viene sollecitata ad esempio durante la fase di appoggio del passo e nella corsa.

La fascite plantare è l’infiammazione della fascia plantare ed è frequentemente causa di dolore alla pianta del piede e/o al tallone.

Spesso infatti, il punto maggiormente sollecitato è l’ inserzione della fascia sul calcagno.

Qui potrebbe prodursi nel tempo una calcificazione allungata sulla fascia, visibile con una radiografia, che viene chiamata sperone calcaneare.

Non è detto che la presenza dello sperone causi dolore, ci sono infatti speroni non dolorosi e fasciti plantari molto dolorose ma senza produzione di speroni.

POSSIBILI CAUSE

La fascite plantare può insorgere a causa diversi fattori di rischio e/o attività, ma spesso è multifattoriale.

Alcuni comportamenti scorretti possono essere ad esempio l’uso di calzature inadeguate con scarso sostegno della volta plantare, attività lavorative con molte ore in piedi o a causa del sovrappeso corporeo.

Può essere causata anche da caratteristiche anatomiche a livello dell’arco plantare come piede cavo rigido, piede piatto ecc.

La fascite plantare è anche comune anche tra gli sportivi che sbagliano la progressione dei carichi di lavoro durante l’allenamento ed effettuano bruschi aumenti dell’attività fisica e sportiva senza gradualità.

SINTOMI

La sintomatologia della fascite plantare è caratterizzata da dolore più intenso al mattino e nei primi movimenti “a freddo” che poi tende a migliorare dopo i primi passi per l’effetto “riscaldamento” tipico delle tendinopatie e a riacutizzarsi durante la giornata in base all’attività. Solitamente il dolore, inizialmente, non è presente a riposo. Nella fase cronica invece il dolore sarà presente anche a riposo e tenderà a non modificarsi con le attività. Spesso i muscoli del polpaccio presentano anche un deficit di forza e di elasticità.

Questa patologia tende a cronicizzare perché viene spesso trascurata dai pazienti per molti mesi e questo contribuisce a rallentarne la guarigione e rende più complicato il trattamento.

IL TRATTAMENTO DELLA FASCITE

A volte una leggera infiammazione della fascia plantare può risolversi da sola in pochi giorni.

Se questo non accade e l’episodio si ripete e perdura è consigliabile rivolgersi a personale esperto.

È infatti importante che venga fatta una diagnosi precoce e sono fondamentali dei trattamenti adeguati.

Spesso il primo passo da fare è rivolgersi a un Medico (Al proprio Medico di Base e/o allo Specialista Ortopedico) per definire con certezza la causa del dolore.

il Medico potrebbe prescrivere degli esami diagnostici e/o un trattamento farmacologico, per l’infiammazione ed il dolore delle fasi iniziali, l’utilizzo di plantari specifici per le eventuali anomalie di carico, crioterapia e un trattamento fisioterapico/ riabilitativo, per un pieno recupero e per evitare ricadute.

La terapia immediata prevede il riposo sportivo e dalle attività che creano dolore e l’eliminazione di fattori predisponenti come le calzature inadatte.

Il trattamento fisioterapico è composto da diversi tipi di Terapie, inizialmente per ridurre dolore e tensione e successivamente esercizi attivi da incrementare fino ad arrivare al ripristino di tutte le normali attività di vita quotidiana/sportiva:

• Terapia Manuale e/o Massoterapia con mobilizzazione articolare, allungamento, massaggio trasverso di fascia e polpaccio ecc.

• Terapie fisiche strumentali come Tecar e Laser a scopo antalgico e per velocizzare i processi riparativi oppure Onde d’Urto in casi specifici.

• Kinesiterapia attiva e Rieducazione specifica per il rinforzo dei corretti gruppi muscolari dell’arto inferiore, con esercizi di carico graduale sulla fascia È, quindi, importante prendere in mano la situazione nei tempi corretti per capire l’origine del dolore e programmare un trattamento adeguato. Con pazienza e impegno, seguiti da un fisioterapista preparato, è possibile ottenere ottimi risultati.

Ne parliamo con Stefano Zattara, Titolare di Sentimed

Dottore in tecniche audioprotesiche

Sento ma non capisco: è davvero solo l’età?

Molte persone entrano nel nostro centro acustico dicendo sempre la stessa cosa: “Io ci sento ancora… però faccio fatica a capire quando parlano.”

Succede nei ristoranti, durante le riunioni familiari oppure guardando la televisione. Il volume sembra sufficiente, ma alcune parole sfuggono e seguire una conversazione diventa faticoso.

Spesso si pensa che sia normale, semplicemente “colpa dell’età”. In realtà, nella maggior parte dei casi, il motivo è un altro.

NON È SOLO QUESTIONE DI VOLUME

L’udito non serve solo a percepire i suoni forti o deboli. Serve soprattutto a distinguere i suoni tra loro, in particolare le consonanti, fondamentali per comprendere correttamente le parole. Con il passare degli anni può comparire un calo uditivo lieve e progressivo. La persona continua a sentire, ma perde definizione: un po’ come vedere un’immagine leggermente sfocata. Per questo motivo molte persone arrivano a dire: “Sento, ma non capisco.”

QUANDO L’UDITO CAMBIA, IL CERVELLO SI AFFATICA

Quando alcune frequenze sonore non arrivano in modo chiaro, il cervello deve lavorare di più per ricostruire le parole mancanti.

Uno studio condotto dalla Johns Hopkins University ha mostrato che le persone con perdita uditiva lieve hanno fino a il doppio della probabilità di sviluppare difficoltà cognitive nel tempo rispetto a chi sente normalmente.

Questo non significa che un calo uditivo porti automaticamente a problemi di memoria, ma evidenzia quanto sentire bene sia importante per mantenere attivo il cervello e partecipare serenamente alla vita sociale.

CONTROLLARE L’UDITO È PREVENZIONE

Così come controlliamo la vista o la pressione, anche l’udito dovrebbe essere verificato periodicamente dopo i 40 anni.

Un controllo uditivo è rapido, non invasivo e permette di capire se la difficoltà dipende realmente dall’udito oppure da altri fattori.

Intervenire precocemente significa spesso affrontare il problema in modo molto più semplice.

UN PICCOLO SEGNALE DA NON IGNORARE

Se vi capita di capire meglio una persona guardandola in viso, oppure di dire spesso “parla più chiaro”, potrebbe essere il momento giusto per un controllo. Prendersi cura dell’udito significa continuare a vivere serenamente le conversazioni di ogni giorno.

Presso Sentimed è possibile effettuare un controllo gratuito dell’udito, semplice e senza impegno.

Basta telefonare al 0445/1752550 e fissare un appuntamento negli orari di apertura.

Un piccolo gesto di prevenzione che può fare una grande differenza nella qualità della vita.

Ne parliamo con Bianca Gumiero e Fata Lia Rodeghiero

Vicenza che costruisce futuro: due strade, un’unica missione

DA UNA STORIA PERSONALE

A UN PROGETTO NAZIONALE

I Bambini delle Fate nascono nel 2005 da un papà e da suo figlio: Franco e Andrea Antonello. Una storia familiare, legata all’autismo, che negli anni si è trasformata in un progetto capace di sostenere oggi oltre 100 realtà in tutta Italia.

Da allora, una cosa non è mai cambiata: tutto parte dal territorio e torna al territorio.

IL NOSTRO IMPEGNO CONCRETO A VICENZA

Qui, a Vicenza, questo impegno è reale e visibile. Grazie alle donazioni continuative di imprenditori vicentini, sosteniamo progetti come il Sanga Bar di Thiene, dove ragazzi con autismo e sindrome di Down lavorano, imparano un mestiere e costruiscono autonomia. Oppure realtà come Casa Gilberto a Zugliano e l’Associazione Contro l’Esclusione di Schio, dove l’inclusione diventa vita quotidiana e futuro possibile.

DUE STRADE, UN’UNICA VISIONE

Fare Impresa nel Sociale

Coinvolge aziende strutturate che scelgono di investire in modo continuativo in progetti sociali del territorio, integrando questo impegno nella propria visione aziendale e generando un impatto positivo concreto e misurabile.

Sporcatevi le Mani

Accanto a questo, esiste una rete fatta di microimprese, commercianti, artigiani e liberi professionisti locali. Sono le persone che tengono vive le nostre città e che scelgono di contribuire, passo dopo passo, al futuro dei ragazzi attraverso donazioni continuative.

UN IMPATTO CHE SI PUÒ VEDERE

Ogni contributo è tracciato. Ogni progetto è locale. Ogni risultato è visibile. Significa poter richiedere gli estratti conto e verificare la gestione dei progetti, entrare al Sanga Bar, bere un caffè e vedere con i propri occhi ciò che insieme è stato costruito.

Per noi non è solo un lavoro. È una responsabilità. Perché dietro ogni progetto ci sono famiglie che per anni hanno avuto paura del “dopo”: dopo la scuola. Dopo l’adolescenza. Dopo di noi.

Oggi, grazie a centinaia di imprenditori vicentini, quel “dopo” sta diventando un futuro concreto.

UN INVITO SEMPLICE

Se sei un imprenditore, un commerciante o un professionista del territorio, vediamoci. Bastano pochi minuti per capire che fare impresa può significare anche questo: lasciare un segno reale nella propria comunità. E diventare parte di qualcosa che resta.

Bianca Gumiero

Responsabile Vicenza

Fare Impresa nel Sociale 339 4424799

Fata Lia Rodeghiero

Responsabile Vicenza

Sporcatevi le Mani 346 5916210

Seguici sui nostri canali Fata Lia Rodeghiero Tel. 3465916210 Mail: rodeghiero.l@gmail.com @lia_lafata_ @ibambinidellefate_francoandrea www.ibambinidellefate.it Per le candidature https://ibambinidellefate.it/lavora-con-noi/ Scarica i Bilanci Sociali https://ibambinidellefate.it/chi-siamo/

Ne parliamo con la Dott.ssa

Ma come faccio a capire se arrivano i risultati?

Da alcuni anni porto avanti Iocomerisorsa, un Centro Pedagogico Integrato nato a Schio e cresciuto fino a coinvolgere studenti in tutta Italia, in presenza e online. Tra i percorsi proposti c’è “Studia con il tuo stile, studia con il tuo metodo”, dedicato al metodo e alle strategie per migliorare lo studio. Da un confronto con il dott. Mario Polito, Direttore Scientifico del percorso, è tornata al centro una riflessione che mi accompagna da tempo, ovvero le aspettative con cui ci si avvicina a un percorso educativo e cosa si cerca davvero quando si chiede aiuto. È un tema scomodo, eppure vale la pena affrontarlo, perché la richiesta di aiuto racconta molto su quanto si è disposti a riceverlo.

Spesso ci si rivolge al professionista con la stessa logica con cui si va dal dentista quando fa male un dente. Si vuole che qualcuno elimini il dolore in fretta, si paga e si torna a casa. Ma l’educazione non funziona così. Un professionista offre competenza, strumenti e metodo e crea le condizioni perché qualcosa si muova, ma chiede alla persona tempo, impegno e disponibilità a mettersi in discussione. È su questa aspettativa disattesa che prospera chi promette il metodo perfetto, la tecnica che dimezza il tempo di studio, il sistema infallibile che trasforma tutto in poche settimane, che siano guru del web o professionisti che hanno scoperto il palcoscenico. C’è chi ha imparato con precisione a raccontare alle persone esattamente quello che vogliono sentirsi dire, a colpire, emozionare, far sentire il pubblico capito e ispirato. Quando si è in difficoltà, un linguaggio semplice e rassicurante è attraente, ed è comprensibile. La domanda che resta, però, è se quella sensazione di essere stati capiti si traduca poi in un cambiamento reale. Acquisire tecniche e strategie di studio non si risolve con una formula. Si costruisce nel tempo, attraverso un lavoro che intreccia metodo, consapevolezza e responsabilità personale.

Nei miei percorsi lo studente non lavora solo su tecniche e strategie. È accompagnato a riflettere sulla propria idea di futuro, sul proprio Progetto di vita, sulla conoscenza di sé come esercizio continuo di consapevolezza, in senso socratico. Studiare, in questa prospettiva, non significa accumulare voti o superare esami, ma costruisce direzione, orientamento, solidità interiore e capacità di scelta. È un processo che chiede impegno e una certa severità con sé stessi, parole oggi poco di moda, un po’ controcorrente. Da una recente telefonata ricevuta da un genitore nasce questa ennesima riflessione. Questa persona, chiedeva informazioni sul percorso “Studia con il tuo stile, studia con il tuo metodo” e mi pone una domanda diretta:

“Ma come faccio a capire se arrivano i risultati?” È una domanda legittima, tuttavia solo chi vende un prodotto può rispondere con certezze immediate. Io posso garantire serietà, metodo e strumenti. Ma il risultato dipende dall’incontro tra gli strumenti e la disponibilità del ragazzo ad apprenderli, utilizzarli, sperimentarli su di sé. È un po’ come l’allenamento per un atleta. Non si possono vedere i cambiamenti dopo un singolo esercizio, ma ogni allenamento lascia una traccia e se costruisce con disciplina un’abitudine, ad un certo punto la trasformazione diventa evidente. Con lo studio accade lo stesso, quando qualcosa si muove davvero, cambiano le priorità, cambia il linguaggio, cambia lo sguardo sul proprio percorso. Lo studente smette di subire lo studio e inizia a usarlo per costruire sé stesso.

Il lavoro che facciamo insieme è, prima di tutto, un lavoro di ordine rispetto alla confusione, alle distorsioni, alle emozioni e ai pensieri limitanti che ostacolano l’apprendimento. Non è una strada semplice, ma è ricca di stimoli e di crescita personale. E quando viene condivisa in gruppo, questa crescita diventa ancora più intensa e generativa. Il cammino che propongo si fonda su un repertorio costruito in molti anni e integra i testi e i questionari del dott. Polito, insieme a un costante aggiornamento orientato ai bisogni reali della persona (anche quelli che non sempre riesce a esprimere con chiarezza). Per questo non si parte da ciò che manca, ma dalla persona nella sua interezza, dalle sue potenzialità, abilità e disponibilità ad apprendere. È su queste fondamenta che si costruisce qualsiasi cambiamento reale. Ma il cambiamento avviene sempre? Non necessariamente. Dipende da quanto la persona percepisce un bisogno e da quanto vuole davvero colmarlo. La domanda che mi trovo spesso a porre ai genitori è semplice quanto scomoda: “Cosa pensa che manchi a suo figlio?” Perché chi non avverte alcuna mancanza non sente il bisogno di colmarla, nemmeno quella che lascia l’ignoranza. E spesso la gratificazione immediata è l’unica via che gli adulti intorno a lui gli hanno mostrato. In questi casi affiancare al percorso del figlio una consulenza genitoriale sarebbe prezioso. Ancora meglio sarebbe averci pensato prima, quando autoregolazione e impegno si costruiscono naturalmente, attraverso il gioco e la curiosità propria di ogni bambino.

Inquadra il QR code per maggiori informazioni sul percorso “Studia con il tuo stile, Studia con il tuo metodo.

Informazioni sull’autore Tatiana Ruaro Pedagogista, Pedagogista Clinico, Facilitatore in Mindfulness - l’intervento di Pedagogia Clinica non identifica una specifica fascia d’età, ma può essere rivolto a bambini e ragazzi, adulti e anziani, gruppi e organizzazioni. Se hai domande scrivi a: info@iocomerisorsa.it

Riceve a Schio su appuntamento in presenza e online - Cell. 346 21 95 783 https://www.iocomerisorsa.it

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