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IL PRESIDENTE DALLA VECCHIA

TRA SFIDE E INNOVAZIONE IL MAV FESTIVAL ACCENDE I RIFLETTORI SUL FUTURO DELL’ALTO VICENTINO DAL 9 ALL’11 OTTOBRE A MARANO VICENTINO la 52ª edizione tra fiera, imprese, tecnologia e cultura

Dal 9 all’11 ottobre Marano Vicentino diventa il centro dell’Alto Vicentino con la 52ª edizione del MAV Festival. Nata come fiera locale, la manifestazione ha esteso negli anni il proprio raggio d’azione fino a coinvolgere l’intero territorio, proponendo un programma di tre giorni interamente focalizzato sulle prospettive e le sfide future dell’area. Tre giorni tra esposizione, imprese, innovazione, incontri, musica e spettacolo, con l’area aperta dalle 10 alle 22 ad entrata sempre gratuita con due temi fondamentali: il futuro dell’Alto Vicentino e il benessere delle persone. L’inaugurazione ufficiale è in programma venerdì 9 ottobre alle 18 e alle 18.30 seguirà la presentazione di Venexus, la piattaforma regionale pensata per mettere in rete imprese e territorio. “Il Mav Festival guarda all’intero Alto Vicentino mettendo in relazione realtà produttive, istituzioni e persone che condividono un sistema economico e sociale – sottolinea Nerio Dalla Vecchia, presidente del MAV Festival – Per questo questa edizione non vuole limitarsi a mostrare ciò che il territorio produce, ma anche creare occasioni per incontrarsi, confrontarsi e guardare alle sfide che abbiamo davanti”. Il FuoriFestival è dedicato proprio a questa dimensione, con appuntamenti di carattere culturale e imprenditoriale e quest’anno proseguiranno anche dopo il festival. Al centro alcuni dei cambiamenti che stanno interessando l’Alto Vicentino: il futuro del lavoro, l’ia, la capacità di attrarre giovani e nuove professionalità. Presidente Dalla Vecchia, perché è così importante questo festival? “La situazione mondiale impone di non fare le cose a caso e di avere pochi obiettivi, ma chiari e strategici. Noi abbiamo due obiettivi. Il primo è chiederci come governare il futuro dell’Alto Vicentino in un mondo che è già cambiato. Di fronte a questa sfida epocale è molto difficile dare regole territoriali. C’è un grande disordine, a livello mondiale, tutto è anche il suo contrario. Non ci sono più riferimenti certi e c’è un disorientamento generale. Questo produce confusione, preoccupazione e paura e solo uniti e in sinergia saremo in grado di affrontare questa sfida. Il secondo obiettivo è nobile e riguarda le persone ed il loro benessere. Una comunità che funziona deve avere equilibrio

tra tutti gli elementi, compreso il lavoro. Le imprese hanno tanta responsabilità e devono essere sensibili nel rispetto della solidarietà sociale. Le imprese devono saper creare benessere. Quanto pesa il costo dell’energia e del carburante e quanto l’incertezza? La situazione delle imprese è influenzata dall’incertezza. Tra colleghi ci confrontiamo e fa meno paura il costo delle cose. Fa più paura l’incertezza, ci sentiamo tutti un po’ disarmati. I dati però raccontano che le imprese stanno dimostrando la tenacia e la volontà per affrontare una situazione così difficile. Lo spauracchio dei dazi è stato metabolizzato e abbiamo recuperato cercando altri mercati, diversi. Alcune imprese si sono riconvertite, sia sul processo che sul prodotto. Le aziende che pensano al loro futuro trovano delle alternative. Il costo dell’energia che peso avrà? Spiace dirlo ma il problema del costo dell’energia non è dovuto solo alle guerre in corso. La guerra influenza, ma anche quando finirà la guerra l’energia sarà un elemento di competizione tra mercati mondiali. L’energia diventerà la forza di un sistema. L’Italia non ha mai investito seriamente sul tema energia e oggi paghiamo e siamo in grossa difficoltà competitiva. Chi ha investito prima è avvantaggiato. In tutti i paesi è richiesto l’aumento di energia. Quali sono le strategie su cui puntare per il futuro? Dobbiamo crescere e per crescere dobbiamo puntare su giovani, nuove tecnologie e, piaccia o non piaccia, sull’intelligenza artificiale. Noi italiani siamo più fantasiosi e questi strumenti ci aiuteranno ad aumentare la nostra competitività. E’ la competitività che permette investimenti e aumento degli stipendi, che sono gli strumenti che fanno crescere l’economia. Quali sono i punti di forza e di debolezza delle nostre imprese? I punti di forza sono sicuramente la fantasia e la tenacia con cui siamo abituati a lavorare. Abbiamo bravissimi giovani, che all’estero sono guardati con ammirazione e hanno una marcia in più. Il punto di debolezza è che siamo bravi solisti ma pessimi orchestrali e oggi bisogna essere orchestrali, la musica è cambiata. Oggi le regole del gioco sono diverse e grazie ai punti di forza possiamo migliorare. Dobbiamo allenarci e fare sacrifici ma sono convinto che continueremo a vincere.


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