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to i t e d g o o r d p n un o m un
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dicembre 2015
Anno 13 - N° 28 - DICEMBRE 2015 - Periodico d’Informazione e di Cultura Registrazione del Tribunale di Milano n° 591 del 21 Ottobre 2002 Sede: Via Venezian, 1 - 20133 Milano - Tel. 02 2390.2878 Fax 02 2390.3257 - email: prometeo@istitutotumori.mi.it - www.onlusprometeo.org Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, LO/MI
lt ri ur sp as o cien st ee tifica so lidar ietà
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prometeo informa
prometeo
progetto malattie epatiche trapianti ed oncologia
l’editoriale di Vincenzo Mazzaferro Medici fuori orario
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uasi nulla di ciò che scienza e tecnologia mettono a disposizione delle cure mediche è più vecchio di dieci anni e tutti vediamo quanto il mondo proprio negli ultimi dieci anni sia cambiato, non solo in medicina ma anche e soprattutto in tema di lavoro e di economia. Nonostante questi siano stati gli anni in cui abbiamo capito che gli strumenti per superare la crisi sono rappresentati dalla capacità di adeguarsi al cambiamento e alla competizione, in campo sanitario pare che si decida di guardare indietro, a modelli di organizzazione del lavoro vecchi più di dieci anni, recependo una direttiva europea che limita per legge la presenza dei medici in servizio negli ospedali pubblici. Una prospettiva che sta già provocando crescente preoccupazione e stupore soprattutto tra i pazienti, lasciati soli di fronte a domande del tipo: “E ora come faccio se lei va via? Chi si occuperà di me, di mio figlio, di mia madre? Vi rendete conto della situazione in cui ci lasciate?”
gali la autodeterminazione del medico ad agire per il bene del suo paziente contribuisce alla progressiva derubricazione della professione medica a mestiere, a condizione pre-moderna in cui la base etica del lavoro medico, fondata sulla vicinanza al bisogno del proprio simile e sull’urgenza di aumentare la conoscenza scientifica, è squalificata a merce regolamentata, ovvero a strumento di potere e di scambio. A nessuno sfugge il fatto che i medici intelligenti e preparati non staranno a casa a far nulla nelle ore in cui dovranno “per legge” assentarsi dai propri impegni e che i pazienti comunque li cercheranno con ogni mezzo, ovviamente di più chi più potrà permetterselo. Si tratta di una prospettiva che non deve essere tenuta nascosta tra le pieghe delle norme da recepire, bensì di un grave rischio che potrebbe destabilizzare definitivamente la tenuta del servizio sanitario pubblico di alta qualità di questo Paese.
Molte voci si stanno levando a difesa del lavoro medico e della sua “diversità” in termini di quantità di impegno, di coinvolgimento e di impatto sulla vita delle persone.
La seconda osservazione è che il medico – il medico scrupoloso e bravo – per definizione “fa tardi” e che parte della crescita medica, della formazione, dello studio è l’applicazione costante ben oltre l’orario sindacale. Naturalmente nessuno nega la necessità di gestire la stanchezza e l’importanza “di staccare” da un lavoro che può essere molto usurante. Ma come in ogni impresa il carico di lavoro e la stanchezza meglio si gestiscono in gruppo, ovvero all’interno di contesti ben guidati in cui la giusta attenzione venga posta alle esigenze del singolo guardando alle necessità del sistema e agli obiettivi comuni. Del resto, “ars longa, vita brevis” scriveva Ippocrate – il cui giuramento viene letto il giorno della laurea in medicina – alludendo alla incapacità di una vita intera di contenere il sapere medico e la sua applicazione.
Ai tanti richiami al senso di responsabilità della politica, alla richiesta di flessibilità nelle decisioni e al buon senso che l’amministrazione dovrebbe esercitare nelle singole situazioni si possono aggiungere un paio di osservazioni. La prima è che la prospettiva che limita su basi le-
Davvero appare urgente una riflessione su questi e altri temi riguardanti il ruolo dell’attività medica nei nostri ospedali ed è auspicabile che pazienti e cittadini facciano sentire la loro voce per meglio indirizzare le decisioni che riguardano la propria e l’altrui salute. n
Per compensare le assenze dei medici determinate “per legge” sarebbero necessarie migliaia di nuove assunzioni – sulla cui attuazione nel pubblico nessuno si illude – o si dovrebbero ridurre in modo insostenibile le prestazioni complesse, gli interventi chirurgici di lunga durata, le visite, i ricoveri stessi, in un contesto già falcidiato da anni di tagli e restrizioni, con liste di attesa in progressivo aumento e appropriatezza delle cure messa a rischio da medicina difensiva, minacce di danni erariali e problemi assicurativi.
prometeo progetto malattie epatiche trapianti ed oncologia
sommario L’editoriale. Medici fuori orario di Vincenzo Mazzaferro
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Lettera ai soci di Laura Gangeri
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Hanno collaborato a questo numero
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Diventa volontario
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I nostri volontari. Lucia e Denisa si raccontano
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PROMETEOInforma Anno 13 – n. 28 Milano, 1 dicembre 2015
4 ottobre 2015. Il primo Giorno del Dono
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Nasce il primo InfoPoint di "A casa lontani da casa"
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Consiglio direttivo Presidente: Laura Gangeri Vicepresidente: Guido Arrigoni
giorno per giorno
Imbianchini si diventa… per CasaPrometeo
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6 giugno 2015 – La XVI Giornata di PROMETEO
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PROMETEO al Golf Club di Carimate… di Chiara Castellini
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… e alla Sagra della Patata di Oreno di Stefania Quinto
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conoscenza
La forza del passaparola di Laura Gangeri
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la voce di tutti
Parole e silenzi: comunicare durante la malattia di Federica Del Giudice 13 favole per PROMETEO
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curiosando
La parabola dei talenti di Fulvio Campagnano
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Letto per voi. Curarsi lontano da casa. Mobilità sanitaria e ricettività. Esperienze di Case Accoglienza e proposte di Interior Design di Chiara Castellini 26 Grazie di cuore
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Consiglieri: Giuse Dellavesa Giancarlo Esposti Presidente comitato scientifico: Dott. Vincenzo Mazzaferro Direttore S.C. Chirurgia Generale 1 (Apparato Digerente e Trapianto di Fegato) Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano Redazione PROMETEOInforma: Direttore – Vincenzo Mazzaferro Vicedirettore – Laura Gangeri Comitato di redazione Laura Gangeri – Paola E. Rossi – Goodpoint srl Coordinamento redazionale Goodpoint srl Progetto grafico e impaginazione Claudia de Luca Segreteria Chiara Castellini e Donatella Romeo Stampa Lalitotipo Srl – Via Enrico Fermi, 17 20019 Settimo Milanese (MI) Editore e Redazione Associazione PROMETEO Onlus Progetto Malattie Epatiche Trapianti ed Oncologia c/o Fondazione IRCSS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano via Venezian 1 – 20133 Milano C.F.: 97243270150 Tel. 02 23902878 – Fax 02 23903257 email: prometeo@istitutotumori.mi.it www.onlusprometeo.org Stampato su carta Cyclus Preprint certified FSC
lettera ai soci di Laura Gangeri
Mentre tu hai una cosa, questa può esserti tolta. Ma quando tu la dai, ecco, l'hai data. Nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre. James Joyce
Carissimi soci
e amici di Prometeo, quest’anno vorrei dedicare un pensiero particolare a tutti i volontari dell’Associazione. Coloro che ogni giorno donano tempo, amicizia e intelligenza ai malati e ai loro familiari, ai volontari che partecipano alla vita organizzativa e aiutano nella raccolta dei fondi, sostenendo concretamente e ideologicamente la missione di PROMETEO. Grazie a tutte le persone che con noi condividono profondamente il bisogno di un altro facendoci sentire più forti. Buon Natale di cuore Laura Gangeri Presidente Associazione PROMETEO
diventa socio anche tu Per ricevere a casa la nostra rivista PROMETEOInforma, per partecipare alle assemblee dell’Associazione e sostenere con un gesto di fiducia le nostre attività, scegli di diventare anche tu socio di PROMETEO! Trovi tutte le informazioni per associarti sul retro di copertina.
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hanno collaborato a questo numero guido arrigoni Vicepresidente di PROMETEO, è ideatore con Laura Gangeri della rete “A casa lontani da casa”: un modello di buona accoglienza per rispondere alla “migrazione sanitaria”. Oggi promuove il progetto presso aziende, enti e istituzioni.
fulvio campagnano Consulente volontario di Prometeo dal 2005 per l’organizzazione di eventi correlati a raccolte fondi, si occupa della sezione “Curiosando” di PROMETEO Informa. Collabora con primarie fondazioni nel campo delle attività culturali.
chiara castellini Nel 2000 partecipa alla Giornata di PROMETEO: è un colpo di fulmine. Nel 2005 entra nello staff occupandosi di segreteria e CasaPrometeo. Oggi si occupa con Donatello Romeo della segreteria, seguendo in particolare la comunicazione.
federica del giudice Ha 23 anni e studia Scienze e tecniche psicologiche all’Università di Chieti. Nel 2013 ha subìto un trapianto di fegato all’Istituto dei Tumori di Milano: nella sua rubrica ci racconta la sua esperienza, quella dei suoi familiari e dei suoi amici.
laura gangeri Collaboratore S.S.D. di Psicologia Clinica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano; Direttore e Socio Fondatore della Scuola di formazione psicologica in ambito Oncologico “Paradigma”. È presidente di PROMETEO.
vincenzo mazzaferro Direttore S.C. Chirurgia Apparato Digerente e Trapianto di Fegato e Direttore Dipartimento Chirurgico presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano. È tra i fondatori di PROMETEO con cui collabora costantemente.
floriana parrinello Ha conosciuto PROMETEO nel 2006, quando è stata sottoposta a un trapianto di fegato. In questo numero ci parla di un progetto di solidarietà che ha realizzato con la Fondazione Bianchi di Toscolano Maderno, a favore di PROMETEO.
stefania quinto Volontaria di PROMETEO da circa un anno, si impegna attivamente per comunicare le attivitò dell'Associazione anche tra chi ancora non la conosce. In questo numero ci racconta la sua prima esperienza come promotrice.
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diventa volontario La porta di PROMETEO è sempre aperta per chi ha il desiderio di donare un po’ del proprio tempo ad attività di volontariato. Ci sono molti modi per collaborare con PROMETEO, a seconda delle proprie attitudini. Sicuramente ce n’è uno che fa per te! Il nuovo punto di ascolto Lo storico ufficio del settimo piano è diventato ufficialmente il nuovo “Punto di ascolto” dei volontari di PROMETEO. Questo spazio, occupato nel passato da numerose e differenziate attività, da oggi sarà completamente dedicato al servizio di accoglienza e di ascolto garantito quotidianamente dai nostri volontari. La porta di PROMETEO continuerà a restare aperta nel cuore del reparto del 7° piano, offrendo un luogo di incontro e di scambio dove potersi sentire accolti nei momenti di difficoltà, bisogno o semplicemente voglia di condividere con qualcuno pronto all’ascolto.
Se vuoi far parte anche tu della famiglia di PROMETEO, puoi contattare la Responsabile dei Volontari, Francesca Bonvissuto che ti darà tutte le informazioni necessarie. Tel. 340 0059249 (lunedì/venerdì – dalle 9.00 alle 11.00) Mail: volontari@onlusprometeo.org
Volontari per gli eventi e le occasioni Se i tuoi impegni non ti consentono di dedicarti con regolarità al volontariato, ma vuoi ugualmente renderti utile, puoi dedicarti alle attività occasionali, che si svolgono fuori dall’Istituto, spesso sul territorio della città di Milano. PROMETEO ha infatti bisogno di volontari per dare una mano durante gli eventi, allestire e presiedere gli stand dell’Associazione, distribuire il materiale informativo. Momenti come la Milano Marathon, la Giornata di PROMETEO, le serate a teatro per raccogliere fondi, sono attività importanti per PROMETEO, che servono a dare visibilità e sostenibilità economica ai progetti per i malati e i loro familiari. Offri la tua disponibilità! Quando avremo bisogno, ti contatteremo per proporti di partecipare a un evento specifico e ci dirai se sei disponibile. Non servono competenze, non ci sono vincoli di età: chiunque può dare una mano! www.onlusprometeo.org
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i nostri volontari lucia si racconta COME CONTATTARE PROMETEO Punto di ascolto e Punto di Orientamento e Accoglienza al 7° piano del BLOCCO E dal lunedì al venerdì mattina e pomeriggio tel.: 02 2390 2265 mail: volontari@onlusprometeo.org Responsabile: Francesca Bonvissuto
Segreteria PROMETEO al 2° piano del BLOCCO 5 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 tel.: 02 2390 2878 mail: prometeo@istitutotumori.mi.it Responsabili: Chiara Castellini e Donatella Romeo
Ufficio CASAPROMETEO c/o INFO POINT A casa lontani da casa PIANO TERRA – AREA CUP dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 tel.: 02 2390 2685 cell.: 327 5743974 mail: casaprometeo@istitutotumori. mi.int Responsabile: Paola Cito
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Dallo scorso numero di PrometeoInforma abbiamo cominciato a raccontarvi l'esperienza dei volontari di PROMETEO, vera anima dell'Associazione. Oggi lasciamo la parola a Lucia Gavazzi, volontaria dal 2007, una delle "colonne" del 7° piano. Sono certa che il mio incontro con il volontariato fosse da sempre riposto nel mio cuore. Preferisco definire disegno, non casualità, il fatto che un’amica, ormai 8 anni fa, inaspettatamente mi abbia parlato di PROMETEO, dei suoi progetti e di quanto fossero necessari nuovi volontari. Impegni di lavoro e di famiglia avevano nascosto questa mia disposizione ma era arrivato il momento di decidere come riempire quel vuoto che il trascorrere del tempo e la vita mi avevano procurato. Timorosa presi i primi contatti e immediatamente l’entusiasmo di chi mi ha accolto e che già faceva parte dell’Associazione mi ha contagiata. Dotata di “camice” e di tanta buona volontà sono entrata nel reparto del 7° piano e ho cominciato a dare a chi lo vive, insieme al tè pomeridiano, tutto quello che posso, benché mi sembri inadeguato, tendendo una mano anche solo per pochi momenti a chi si lascia avvicinare. È difficile descrivere quale felicità mi riempie l’animo quando mi rendo conto che anche soltanto un sorriso, una carezza, il senso di condivisione, di incoraggiamento o un discreto silenzio e rispetto per il dolore aiutano ad affrontare un momento di grande difficoltà. Quando sono nell’atrio cerco di svolgere al meglio il compito di informare, tranquillizzare e
i nostri volontari denisa si racconta frenare la comprensibile agitazione e impazienza di chi deve essere ricoverato o dimesso, cerco di soddisfare la necessità di comunicazione tra chi non può ancora uscire dal reparto e chi invece vorrebbe entrare in orari non consentiti. Diverso è il clima che viene percepito da degenti e loro parenti o visitatori durante il quindicinale tè in sala ed è proprio in questa occasione che metto tutto il mio impegno nel cucinare una torta da offrire loro, sperando di riprodurre un ritorno di piacevole “normalità” momentaneamente dimenticato. Ricordo con particolare tenerezza un paziente che in una di queste occasioni, commosso, mi disse: «ho trascorso un momento dolcissimo in un giorno amarissimo…». Partecipare a questo semplice ma bellissimo progetto di solidarietà, l’aver superato il pudore e il timore della mia inadeguatezza mi rende orgogliosa e felice tanto che dopo ogni giornata passata svolgendo questi compiti, al mio rientro a casa mi sento più leggera, più realizzata nella necessità di ogni essere umano di dare e ricevere amore. Ringrazio PROMETEO di avermi dato questa opportunità e sollecito e incoraggio tutti a vincere ogni dubbio e avvicinarsi al mondo del volontariato, certa e consapevole del tanto bene che prima di tutto facciamo a noi stessi. n Nuovi volontari si affacciano ogni anno alla porta di PROMETEO: Denisa Popa, volontaria da aprile 2015, ci racconta i suoi primi mesi nell'Associazione. Sono una nuova volontaria di PROMETEO, dal 7 aprile; molti mi chiedono il “perché” della mia scelta, ma in realtà non c’è un vero e proprio “perché”. Non molto tempo fa, ho letto una citazione di Gandhi che dice “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” e da allora ne ho fatto la mia filosofia di vita: non esiste un vero e proprio motivo per cui si fa qualcosa, ma tutto accade per una ragione. Ognuno di noi agisce in base al proprio istinto e alla propria volontà, e io voglio una vita che valga la pena di vivere. Voglio svegliarmi la mattina e sentire dentro di me che ogni singolo attimo è importante, perché purtroppo sono sempre meno le persone che
danno il giusto peso alla salute e alla vita stessa. Non potrò cambiare la società in cui vivo, però nel frattempo posso agire nel mio piccolo e migliorare, con la speranza di poter aiutare coloro che ne hanno davvero bisogno. Sono entrata in Istituto per la prima volta grazie alla mia amica Simona, che purtroppo ha dovuto affrontare il lungo percorso della chemioterapia. Dico “grazie” perché, malgrado tutto, ha superato con grande coraggio l’ostacolo che la vita ha deciso di porre sul suo cammino. E dico “grazie” perché se non fosse stato per lei, non avrei mai aperto gli occhi e non avrei mai imparato ad apprezzare ogni momento della mia giornata, consapevole della fortuna che ho. Lei mi ha dato la forza di superare un momento che pensavo invalicabile, e ho imparato ad attribuire a ogni evento della mia vita il giusto peso. Una delle tante cose che ho sempre voluto fare, ma per la quale non ho mai trovato il tempo, è proprio il volontariato; la mia scelta è ricaduta su PROMETEO. Non so il perché; forse è PROMETEO che ha scelto me… io so solo che tutto accade per un motivo, quindi mi sono lasciata trasportare dal mio istinto, che mi ha portata qui. Francesca fin da subito mi ha fatta sentire “a casa”, in famiglia. Quando ho ricevuto conferma che avrei fatto parte della squadra, la gioia è stata immensa. A fine giornata, dopo il mio primo turno insieme a Eugenio, un tutor con i fiocchi, ero stanca, ma felice e soddisfatta; già non vedo l’ora del prossimo turno! Sono anche certa che il percorso che sto intraprendendo mi aiuterà a crescere come persona e mi darà la possibilità di aiutare, nel mio piccolo, coloro che ne hanno bisogno. n
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ottobre 2015 il primo giorno del dono RESTIAMO IN CONTATTO Stiamo aggiornando il nostro database: se non lo hai già fatto, lasciaci la tua mail così ti terremo aggiornato sulle nostre attività e le future iniziative. Scrivi a: prometeo@istitutotumori.mi.it oppure chiama la segreteria di PROMETEO: 02 2390 2878
Da quest’anno la Repubblica
Italiana riconosce nel 4 ottobre di ogni anno il giorno dedicato al dono. Il primo GIORNO DEL DONO è stato celebrato il 4 ottobre 2015, festa di San Francesco d'Assisi patrono d'Italia, già giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra culture e religioni diverse. Grazie al sostegno del Senatore Carlo Azeglio Ciampi, primo firmatario del Disegno di Legge: ora è Legge n. 110 del 14 luglio 2015. Il Giorno del Dono, promosso dall’Istituto Nazionale della Donazione, vuole essere un segno forte non per istituzionalizzare la generosità spontanea, ma per valorizzare e coltivare la solidarietà; l'obiettivo è quello di costruire una cultura condivisa del dono, strumento prezioso per uscire dalla crisi economica, di senso, di valori. Associazione PROMETEO, che dalla sua costituzione condivide i valori di solidarietà e sussidiarietà, ha voluto essere presente durante la Giornata del Dono, con i suoi preziosissimi volontari organizzando un banchetto all’interno dell’Istituto dei Tumori di Milano. Abbiamo voluto esserci, e chiedere a chi era di passaggio di collaborare con noi anche con
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un piccolo dono, così da portare avanti le attività dell’Associazione e offrire una migliore qualità di vita ai pazienti ricoverati in ospedale e alle famiglie che li accompagnano. E noi di PROMETEO, a ogni passante, abbiamo lasciato un piccolo
omaggio affinché le persone si ricordino di PROMETEO: un pensiero e un “dolce ricordo”. Grazie! A coloro che sono passati a trovarci durante la mattinata e ai nuovi “amici” che abbiamo incontrato, che hanno contribuito a sostenere le nostre attività. n
giorno per giorno
nasce il primo infopoint di “a casa lontani da casa”
ll 22 settembre 2015 ha aperto ufficialmente al pubblico un nuovo punto di riferimento per migliaia di malati che ogni anno, da tutta Italia, raggiungono le strutture di assistenza sanitaria della Lombardia per essere curati.
All’interno dell’Istituto Naziona-
le dei Tumori è stato inaugurato l’InfoPoint di “A Casa Lontani da Casa”. Il progetto è partito nel 2013 grazie all’impegno e al lavoro di PROMETEO, capofila della rete costituita con AVO Milano, LILT Milano e CasAmica Onlus. L’obiettivo era quello di costruire una rete di accoglienza per fornire un aiuto immediato e concreto alle migliaia di persone alla ricerca di alloggio a costi contenuti; la “rete di accoglienza” era già accessibile attraverso un portale dedicato (www.acasalontanidacasa.it) e un numero verde (800.161952) attivo 24 h. Ora grazie all’InfoPoint esiste anche un punto di contatto diretto con il pubblico, nei locali situati nella zona del CUP proprio all’ingresso dell’Istituto di via Venezian 1. L’InfoPoint sarà gestito da volontari delle quattro associazioni e rimarrà aperto tutti i giorni, al mattino e al pomeriggio. «Il servizio fornito dall’InfoPoint “A Casa Lontani da Casa” rappresenta un aiuto fondamentale ai familiari dei pazienti che devono fermarsi a Milano per le cure nel nostro Istituto e in altri ospedali milanesi» ha sottolineato il Presidente dell’INT Giuseppe De Leo. «Ci onora sapere che l’Istituto è il primo ospedale milanese a inaugurare lo sportello e ci auguriamo
che lo stesso servizio possa essere replicato in altre strutture sanitarie della città» ha aggiunto il Direttore Generale dell’INT, Gaetano Cosenza. La dottoressa Laura Gangeri, presidente di PROMETEO, in rappresentanza delle quattro associazioni di “A Casa Lontani da Casa”, spiega: «La nostra rete è estremamente grata all’Istituto Nazionale dei Tumori che da sempre ha manifestato una grande sensibilità
non solo verso le problematiche prettamente sanitarie, ma anche verso tutte le tematiche sociali, mettendo sempre al centro il paziente oncologico. L’INT è il primo ospedale legato alla realtà della rete. Ci auguriamo che, grazie all’InfoPoint, il progetto possa essere sempre più di aiuto a chi arriva a Milano per farsi curare e non dispone delle possibilità economiche per affittare un alloggio in città». n www.onlusprometeo.org
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imbianchini si diventa... per casaprometeo Grazie alla rete "A Casa Lontani da Casa" con le giornate di volontariato aziendale di Teva Italia, gli appartamenti di CasaPrometeo hanno cambiato faccia!
Teva Italia – prima azienda farmaceutica al mondo per la produzione e commercializzazione di farmaci equivalenti, da sempre impegnata a migliorare la qualità di vita e la salute dei pazienti – dal 2012 è il principale partner del progetto "A Casa Lontani da Casa" sostenendone le attività di comunicazione e promozione. Per il 2015 i dipendenti hanno anche contribuito in prima persona. Infatti, dal 18 settembre i dipendenti
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di Teva in 3 diverse giornate, tra settembre e novembre, hanno occupato 4 appartamenti di CasaPrometeo; una volta recuperate le chiavi di “Casa”, tolle di vernice, tutine, rulli, pennelli, giornali e tutti gli strumenti necessari, hanno rimesso a nuovo le case. Abbiamo cominciato con CasaRosa, in via Amadeo 33, uno dei monolocali che l’Associazione gestisce a due passi dall’Istituto dei Tumori. L'obiettivo della giornata è stato duplice: rimettere a nuovo l’appartamento da un lato, sistemare il giardino esterno dall’altro. Maria e Daniela si sono impossessate di zappette, rastrellini e guanti e hanno ripulito le due aiuole presenti, togliendo prima tutte le erbacce per poi piantare qualche piantina nuova e dare così un tocco di colore. Elena, Silvio e Alessandro
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hanno pensato alle pareti. Dopo aver preparato gli ambienti con teli protettivi, giornali, scotch di carta e la miscela giusta di vernice bianca… pronti via! Interrotti giusto da una breve pausa pranzo, i volontari hanno completato sia giardino che pareti e ci hanno riconsegnato CasaRosa fresca, pulita e ancora più accogliente. Qualche settimana dopo è stata la volta di CasaMalva, in Via Forlanini 20. Qui i volontari avevano a disposizione sia vernice bianca che una tolla di blu carta da zucchero. Dopo aver stuccato per bene i vari spifferi, il bagno è stato ritinteggiato e con due mani di bianco la muffa è sparita e il bagno è tornato come nuovo! Anche tutti gli altri spazi di casa sono stati ridipinti, lasciando per la zona notte il tocco di colore, per renderla più calda e accogliente. L’ultimo appuntamento è stato infine dedicato agli ultimi due appartamenti dell’Associazione che avevano bisogno di una rinfrescata: CasaIris e CasaGiglio, situati nella stessa palazzina, in Via Amadeo 27. Dopo una mano di bianco agli appartamenti, i 10 volontari hanno deciso per una parete lilla in CasaIris e una parete gialla in CasaGiglio. L’11 novembre abbiamo restituito le chiavi degli appartamenti di “CasaPrometeo”: grazie ai volontari che ci hanno aiutato, siamo riusciti a renderli ancora più accoglienti. GRAZIE TEVA! n
COSA PUOI FARE TU? Contribuisci anche tu a creare il salvadanaio di PROMETEO per permetterci di accogliere anche le famiglie che per ragioni economiche altrimenti non potrebbero rimanere per lunghi periodi lontane da casa e ricevere le cure specialistiche adeguate. SOSTIENICI! Puoi farlo online nella sezione “Come sostenerci”, oppure con bonifico bancario (Banca Popolare di Sondrio – IT41J056960162000015010X93) o con bollettino postale (c/c n° 13956214), oppure di persona direttamente in PROMETEO.
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un momento importante per fare il punto s È l'appuntamento annuale più sentito da PROMETEO, il giorno in cui l'Associazione si ritrova per riflettere sul percorso svolto. Ma è soprattutto un'occasione di festa, per riunire una famiglia in continua crescita. Volontari, medici, collaboratori e semplici amici di PROMETEO si sono incontrati anche quest'anno al Circolo Volta: buona musica, qualche brindisi, tanti sorrisi, ma prima di tutto le parole di tutti quelli che si impegnano quotidianamente per portare avanti il progetto di PROMETEO. Nel suo intervento, il dottor Vincenzo Mazzaferro ha parlato del concetto di
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"dono", il vero motore dell'Associazione: «Ho sempre vissuto l’Associazione Prometeo come un grande dono, un’opportunità che in qualche modo mi era stata donata, pur avendo contribuito a fondarla. La possibilità di donare era nelle corde del nostro modo di ragionare e lavorare, ma attraverso l’Associazione si è creato un meccanismo di moltiplicazione delle buone intenzioni: attraverso Prometeo si diffonde la volontà di cercare di aiutare qualcun altro, di donare quello che si è ricevuto facendolo passare a quello che viene dopo. Questa possibilità così coinvolgente è il vero cuore di un’associazione come la nostra».
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giornata di prometeo
sui traguardi raggiunti e gli obiettivi futuri
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prometeo al golf club di carimate...
Domenica 1 novembre 2015
PROMETEO è stata protagonista di un nuovo evento sportivo e questa volta si è cimentata sugli splendidi campi da golf di Carimate (CO). Il Golf Club di Carimate infatti, in nome dell’amicizia nata con il Presidente Giuseppe Crippa, ha dedicato all'Associazione PROMETEO il Primo Trofeo PROMETEO ONLUS. La gara si è svolta fin dal mattino presto e dopo diciotto buche spettacolari, al termine della competizione, i vincitori sono stati premiati dal Presidente Crippa, che ha raccontato ai suoi soci l’incontro con PROMETEO e la decisione di sostenere l’Associazione, e dal nostro Vicepresidente Guido Arrigoni. Le quote di iscrizione alla gara sono state interamente devolute a PROMETEO a sostegno dei suoi progetti e per questo ringraziamo di cuore augurandoci ci sarà presto la possibilità di scendere ancora sul green. È proprio il caso di dire… Hole in one! (Buca in un solo colpo!) n Chiara Castellini
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e alla sagra della patata di oreno ll 19 e il 20 settembre 2015 sono state due bellissime giornate di festa alla Cascina La Lodovica - Oreno di Vimercate (MB). PROMETEO ha partecipato alla manifestazione allestendo uno spazio dove ha pubblicizzato le sue iniziative e raccolto fondi attraverso la vendita di torte squisite. Una manifestazione culinaria che si è trasformata in occasione di incontro: quale modo migliore per raccontare le attività dell'Associazione a chi ancora non conosce PROMETEO? Grazie a tutti i Volontari che hanno donato con gioia il loro tempo e a tutti coloro che hanno scelto di sostenerci. E un grazie speciale a Stefania che ha reso possibili queste giornate e che in queste righe ci racconta le sue impressioni.
È la prima esperienza che faccio
come promotrice dell'Associazione anche perché è solo dal mese di gennaio 2015 che sono una volontaria di PROMETEO. Grazie al rapporto lavorativo che io e mio marito abbiamo con il dott. Crippa, proprietario della Cascina La Lodovica, grazie alla sua disponibilità ad aiutare l'Associazione, abbiamo vissuto l'esperienza di far conoscere il nostro operato al di fuori delle mura dell'istituto attraverso la famosa Sagra della Patata. Una giornata trascorsa nel borgo di Oreno, un paese d'altri tempi, dove si respira la storia, il contatto umano, la solidarietà tra la popolazione.
i volontari rossana e adriano alla sagra della patata
La nostra presenza, in due punti della sagra, pubblicizzata con semplici volantini, ha suscitato molta curiosità tra i passanti, interessati soprattutto all'iniziativa delle case di accoglienza. I responsabili della gestione della cittadina di Oreno sono molto attenti alle esigenze della popolazione: quando ho presentato loro prometeo e ho illustrato le sue attività e i suoi campi di intervento, si sono soffermati moltissimo sulla modalità di partecipazione di noi volontari all'interno dell'Istituto dei Tumori: sono rimasti piacevolmente colpiti dal rapporto che cerchiamo di creare con i pazienti. È stato apprezzato in particolare il nostro tè di ogni pomeriggio in reparto, il nostro "stare vicino al
paziente" anche con un semplice "buongiorno" carico di comprensione per la sofferenza – allo stesso tempo un "buongiorno" volto a caricare il malato nella lotta contro la malattia, un "buongiorno" che significa "Non sei solo, ti sosteniamo, siamo con te" –. Due giornate splendide, due giornate durante le quali prometeo, tra i protagonisti principali della sagra, con la vendita di torte ha trasmesso a molti quanto sia importante per un malato avere persone vicine che lottano con lui. Spero di aver tradotto in poche frasi quello che la gente ha compreso attraverso il nostro messaggio. n Stefania Quinto www.onlusprometeo.org
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conoscenza
la forza del passaparola di Laura Gangeri “Avviso per tutte le nazioni, etnie e religioni diverse: questa sera alle ore 22.00 accendiamo una candela su tutte le finestre delle abitazioni come solidarietà per il popolo francese e condanna per il massacro avvenuto. Siamo tutti fratelli! Che brilli ovunque lo spirito di vita e non bagliori di morte! Passaparola” (13 novembre 2015, Attentati a Parigi)
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novembre 2015 ore 22.00: abbiamo acceso le nostre candele mentre altri accendevano le loro. Le abbiamo guardate in silenzio e ci siamo sentiti meno spaventati di fronte a tanta violenza. Abbiamo sentito la forza della solidarietà. È un concetto complesso quello della solidarietà (dal latino solidus = solido). Un termine molto usato, a volte anche abusato, che ha assunto, secondo il periodo storico e la situazione di riferimento, significati in parte differenti. Arriva proprio dalla Francia, agli inizi del XIX secolo, l’associazione tra il termine “solidarietà” e quello di “fraternità” per definire quell’insieme di sentimenti di condivisione e di aiuto reciproco alla base dei principi di libertà e uguaglianza tra gli uomini. In un periodo successivo, la solidarietà diventa espressione dell’azione attraverso la quale le classi svantaggiate fanno valere la propria ragione, si tratta della “solidarietà operaia” e della forza del suo movimento unitario. Un altro significato storicamente associato alla solidarietà origina, questa volta, dal mondo anglosassone nella metà del Novecento e riguarda la politica sociale. Viene associato alla solidarietà quel particolare tipo di aiuto che non ha caratteristiche di as-
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sistenzialismo ma è funzionale alla redistribuzione sociale e al bene collettivo. All’interno di tutti e tre questi significati il tema dell’uguaglianza è considerato un elemento costitutivo pur con un doppio significato: la situazione sociale e i mali comuni costituiscono la base della solidarietà; lo scopo dell’azione solidale è quello di realizzare una società strutturata sul principio di uguaglianza. Il sentimento di uguaglianza (anche nelle differenze) sembra essere ciò che unisce e lega un insieme di individui per la difesa di un interesse, la promozione di un valore o la rappresentazione di un’identità collettiva. Si tratta di quel tipo di solidarietà che il sociologo Emile Durkheim ha definito con il termine “solidarietà meccanica” o “per somiglianza” (gli individui si assomigliano perché provano gli stessi sentimenti e condividono gli stessi valori) che scaturisce dalla situazione comune e dalla coscienza collettiva che ne deriva. Questo tipo di solidarietà funziona grazie al principio di similitudine, meccanicamente. Dobbiamo, almeno per un attimo, permetterci di sentire che siamo uguali alla persona che ha bisogno anche se diversa da noi (perché un giorno
conoscenza
potremmo avere bisogno anche noi, perché abbiamo lo stesso colore di capelli, perché i suoi occhi ci ricordano quelli di nostro figlio… o perché forse non siamo così diversi) e, senza paura di essere travolti, farci coinvolgere per poter essere veramente solidali. Possiamo quindi dire che: • dobbiamo sentirci uguali per essere solidali; • per sentirci uguali dobbiamo fare tutti la stessa azione/provare la stessa emozione; • e quando siamo solidali ci sentiamo e siamo più forti. Nelle scienze umane questa esperienza prende il nome di empatia e indica un atteggiamento verso gli altri che non ha aspetti affettivi o di giudizio ma che è focalizzato sulla comprensione profonda dello stato d’animo di un’altra persona. I malati sanno descrivere bene questa esperienza. La descrivono come una particolare condizione di benessere che arriva quando percepiscono vicinanza e partecipazione emotiva da parte di chi sta loro intorno. Una condizione di benessere che permette loro di non sentire o sentire meno il limite fisico e psicologico dato dalla malattia. Quella stessa sensazione di forza che ho provato la sera del 13 novembre osservando le candele accese insieme alla mia famiglia nella percezione, non necessariamente consapevole, di comunanza e di umana precarietà. Le organizzazioni di volontariato si strutturano spesso sulla base di questi principi: solidarietà, fratellanza e uguaglianza. PROMETEO è portatore di princìpi ma cerca ogni giorno, grazie all’aiuto di molti, di tradurre i princìpi in valori attraverso le azioni concrete. Per rispondere in modo efficace alle richieste delle persone in difficoltà abbiamo bisogno di essere tanti e uniti solidamente. Abbiamo bisogno di nuovi volontari per i progetti di accoglienza e umanizzazione. Abbiamo bisogno di sostenitori che promuovano con noi la ricerca scientifica e di amici che portino in giro la nostra missione. Passaparola! Grazie di cuore. n www.onlusprometeo.org
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parole e silenzi: comunicare durante la malattia Parlare agli altri della propria malattia, leggere nei loro occhi lo smarrimento di fronte a qualcosa che spaventa, sentire dalle loro parole che si tratta di un argomento troppo difficile da affrontare. Oppure, al contrario, costruire un nuovo linguaggio, fatto di piccoli gesti e di azioni concrete, di silenzi eloquenti ma anche di ironia. Per continuare a comunicare davvero. Federica ci racconta la sua esperienza.
Dottore: «Dalle analisi risulta che la cisti prelevata
è maligna. Si tratta di un epatocarcinoma fibrolamellare.» Io: «Si spieghi meglio.» Dottore: «Hai un tumore.» Quanti di voi, lettori, hanno ascoltato questa frase? Quanti dei vostri cari hanno dovuto sentire queste parole? Quando ti dicono "Hai una malattia", a sangue freddo resti perplesso. Non sai bene quello che ti sta per accadere, sai solo che la tua vita sta per cambiare.
Un cambiamento angosciante: pensi alle terapie, alle continue operazioni, al via vai negli ospedali, alle visite con i dottori; pensi alla sofferenza e al dolore e a quanto potrebbe diventare triste la tua vita. Quando ti dicono "Hai una malattia", la paura bussa alla tua porta. Sì, perché anche se non lo mostriamo, quelle parole portano alla paura di perdere tutto, di essere annientati. Sono parole che abbiamo ascoltato una sola volta nella nostra vita ma che ricordiamo ogni giorno dentro di noi. La frase “Hai un tumore” entra nella nostra memoria a lungo termine e resta lì per sempre, come il nostro nome o il nostro numero di telefono: anche se ci impegniamo non riusciamo a dimenticare. Quando ti dicono "Hai una malattia", ciò che determina il tuo equilibrio psicofisico è la tua reazione. Accettare di avere una malattia è un lavoro lungo e difficile: c'è bisogno di tempo, di tranquillità e anche di positività. All'inizio un po' tutti siamo spaventati, arrabbiati, quasi disgustati per la nostra vita: non era così che l'avevamo immaginata. Quando ti dicono "Hai una malattia", ti trovi di fronte a un bivio: non reagire e lasciare la tua vita in balìa del tuo male, cadendo così nella disperazione, o capire che di vita ne abbiamo solo una, che non si può tornare indietro ma si può andare solo avanti e che
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prima sconfiggi questo “mostro” e prima riavrai tutta la tranquillità e la felicità per goderti il resto della tua esistenza. Chi imbocca questa strada diventa una persona forte che si nutre dell'amore della gente che lo circonda. Diventa una persona nuova con tante cicatrici ma anche con una voglia di vivere che non aveva nemmeno prima di udire quelle famose parole. Io ho scelto questa strada! E tu? Mentre cerchi di accettare e metabolizzare quello che ti sta accadendo, molto importante è anche la reazione e il comportamento della gente che ti sta accanto. Non è stato facile, almeno per me, esprimere completamente le mie emozioni con i miei amici o i miei cari per paura di non essere compresa di fronte a una cosa così grande. È inutile nascondere che molte volte le persone con cui parli ti rispondono con frasi che non accetti perché ti sembrano frasi di circostanza: “Mi dispiace tanto, per ogni cosa conta su di me”; “Io non so come avrei reagito, sarei entrata in depressione”, “Tanto tu sei una persona forte, ce la farai sicuramente”. Tutte belle parole, ma in quei momenti pensavo: “Che ne sapete di quello che sto passando? Vorrei contare su di te, ma tu ci sei veramente? Il fatto che sia forte può giustificare il dolore e la sofferenza che sto provando?” Molte volte, personalmente, ho preferito il silenzio, lo sguardo pieno di dolore dei miei genitori, un abbraccio o una spalla di un'amica su cui piangere. Ogni persona che è al tuo fianco reagisce in modo diverso e, a volte, ti ferisce inconsapevolmente. A tutti coloro che hanno paura di sbagliare e preferiscono evitare l'argomento vorrei dire che la vita è fatta anche di sofferenza, che la malattia purtroppo oggigiorno colpisce molte persone e che parlarne spesso può far bene, può aiutare la persona malata a sfogarsi. Se si evita di parlarne, la malattia si trasforma in una cosa nascosta e rara; il diretto interessato non può fare a meno di sentirsi sbagliato e di avvertire la solitudine e il peso di dover combattere da solo. A tutti coloro che si sentono sempre in dovere di chiedere come stai, vorrei dire che se l'interessamento non è sincero, si rischia con il tempo di risultare persone finte. Nella vita contano i gesti, i sacrifici che una persona è disposta a fare per darti un minimo di aiuto. Quindi, carissimi lettori, se avete un amico o un'amica o un parente che sta affrontando la malattia, non limitatevi a poche parole di conforto e non convincetevi che quella persona sta bene solo
Nel 2013 Federica Del Giudice (23 anni) è stata sottoposta a un trapianto di fegato presso l'Istituto dei Tumori di Milano. Da due anni racconta la sua esperienza sulle pagine di PROMETEOInforma. perché esce o sorride. Bisogna avere la capacità di vedere oltre, e con piccoli gesti aiutare la persona ad essere sempre più forte. A tutti coloro che, appresa la notizia, si sono allontanati e mi hanno lasciata sola, vorrei dire che hanno perso l'opportunità di imparare una lezione di vita. Perché sia chi combatte la malattia sia chi gli è vicino imparano davvero che dono importante è l'esistenza e imparano a non aver paura più di niente. A tutti coloro che, invece, mi hanno trattata come sempre, che non hanno mai smesso di ridere con me, che non hanno mai smesso di arrabbiarsi, che non hanno mai smesso di esserci io vorrei dire “Grazie”. Perché solo così io mi sono sentita tutti i giorni me stessa, la Federica di sempre: grazie a voi non mi sono mai sentita “malata”. Alla prossima. Non arrendetevi mai! n Federica Del Giudice www.onlusprometeo.org
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13 favole per prometeo Prima ancora che una raccolta di favole, è la prova che la solidarietà non ha limiti di età. Grazie a Floriana Parrinello, "amica" e sostenitrice di PROMETEO, la Fondazione Bianchi di Toscolano Maderno (BS) – casa di riposo che ospita oggi più di 80 anziani – ha deciso di devolvere all'Associazione PROMETEO il ricavato della vendita del libro «Racconti e Favole».
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n'iniziativa che ha coinvolto i parenti, gli ospiti e gli amici della Fondazione G.B. Bianchi di Toscolano Maderno, di età compresa tra i 10 e i 99 anni, ai quali è stato chiesto di scrivere un piccolo testo per aderire al progetto "Raccontami una favola". Il risultato è un libretto di 40 pagine scritto a tante mani: ogni penna rivela la propria sensibilità, ma tutte sono accomunate dal desiderio di dare forma a un gesto di solidarietà che ha varcato i confini della struttura residenziale per sostenere le attività di PROMETEO. Floriana Parrinello – vicina a PROMETEO da quando, nel 2006, è stata sottoposta a un trapianto di fegato presso l'Istituto dei Tumori di Milano – ha coordinato con Michela Belloni l'iniziativa, e ci ha raccontato le sue impressioni: «Il bisogno di avere degli amici su cui contare, la necessità di accettare le debolezze umane, la difficoltà nel controllare le emozioni. Ma soprattutto la solidarietà, il senso di giustizia, il bisogno di mantenere viva la speranza. Sono questi i tratti comuni che caratterizzano i racconti». Fiabe affollate di natura e di animali un po' magici. La prova che la fantasia e la voglia di comunicarla al prossimo non hanno età. n
Fondazione G.B. Bianchi – residenza sanitaria assistenziale per anziani Via Cavour,32 – Toscolano Maderno (Brescia) – Tel. 0365 641036 www.fondazionegbbianchi.org info@fondazionegbbianchi.org
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curiosando
la parabola dei talenti
i talenti dell'associazione bioforme nel laboratorio
Fulvio Campagnano intervista Barbara Bernardoni, manager con la passione della falegnameria artistica.
Non ho mai avuto simpatia per i “social network”, ma non posso esimermi dal frequentarli avendo un buon numero di conoscenze e dovendo “curiosare” per mestiere (e per passione). Recentemente ho trovato in rete i riferimenti della dottoressa Barbara Bernardoni, mia ex collega e da tempo Direttore del Personale di una importante azienda multinazionale che opera nel settore informatico. Non ci incontravamo da anni e quando ci siamo sentiti pensavo che avremmo parlato molto, oltre che delle nostre storie familiari, di esperienze professionali, dei rispettivi percorsi dopo aver cambiato azienda, dei susseguenti processi formativi. Invece Barbara mi ha raccontato a lungo di una passione che le
riempie la vita e che le ha aperto un orizzonte rasserenante e gioioso: la lavorazione del legno Mi sono molto stupito, ricordando la giovane ragazza cresciuta nelle professioni in cui si articola la gestione delle risorse umane, con l’interesse e le potenzialità che l’hanno meritatamente portata a fare un’ottima carriera. Mi sono altresì sorpreso quando mi ha descritto le attività di un’Associazione Culturale che ha contribuito a far crescere e alla quale dedica il suo tempo libero con altri professionisti che sembrano non veder l’ora di uscire dai rispettivi uffici per venire ad impolverarsi in un laboratorio artigiano dove esprimono la propria creatività e trasmettono le proprie conoscenze a neofiti di tutte le età che si iscrivono ai corsi con motivazioni diverse: dalla riqualificazione lavorativa alla gestione del tempo libero, o che magari hanno il solo desiderio di costru-
ire qualcosa di bello o di utile. Insomma, Barbara oggi sembra più felice con in mano la raspa e lo scalpello che con il computer e altre diavolerie tecnologiche. Motivata dall’idea di modellare il legno grezzo ma anche intenzionata a mettere a disposizione di questo nuovo contesto la propria esperienza relazionale e organizzativa. E quando l’ho intervistata all’Associazione Bioforme di Milano, nelle risposte alle mie domande ho colto la sua personalissima “parabola dei talenti”. Puoi raccontare ai lettori di Prometeo Informa quando e come è nata la tua passione per quella particolare espressione d’arte che è la scultura del legno? Risale al 2011, in un momento di difficoltà interiore legata alla perdita di senso rispetto al mio lavoro. Non riuscivo più a calarmi pienamente nel mio ruolo in azienda e, considerando la quanwww.onlusprometeo.org
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tità di tempo speso al suo interno, sentivo con urgenza il bisogno di un’occasione di rinnovamento. Dopo i cinquant’anni il tempo sembra correre più velocemente e si comincia ad avvertire che le opportunità di sperimentare vie diverse si riducono. Durante una sessione di coaching individuale, all’interno di un corso che avevo organizzato per me stessa e i miei colleghi, sono riuscita non solo a far emergere questo bisogno, ma a convogliarlo in un progetto concreto: cimentarmi con il lavoro manuale entrando in un mondo che mi aveva da sempre affascinato. Ho cercato su internet, usando qualche parola chiave, e sono incappata in Bioforme e nello studio di Jurek Sztekiel, artista polacco. Cosa può indurre in un formatore di persone il desiderio di formare delle cose? Questa nuova voglia
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di creatività potrebbe preludere a un cambio di rotta nelle tue scelte di vita? La formazione, nella sua espressione più alta, è un processo volto a farci conoscere noi stessi e liberare le nostre potenzialità, tramite l’uso di tecniche diverse: la parola, la lettura, il gioco… Il lavoro manuale è formazione e non a caso alcuni formatori sviluppano progetti che prevedono all’interno dei loro corsi lavori manuali e artistici, per stimolare i partecipanti sui temi della creatività e del lavoro di squadra. Oggi il lavoro in associazione è complementare al mio ruolo, e mi apre spazi di libertà e sperimentazione ormai per me irrinunciabili.
perdere la capacità e il gusto di progettare e costruire con le sue mani. Un altro stimolo è nato dall’hobby del decoupage che ho condiviso, alcuni anni fa, con una mia cara amica. Avevamo attrezzato in cantina un piccolo laboratorio; io, in particolare, mi divertivo a dare una veste nuova a vecchi oggetti di metallo o di legno. Lavorare insieme in silenzio, pienamente concentrate sui nostri piccoli manufatti, ascoltando musica, era un’esperienza così appagante che mi ha fatto capire cosa stavo perdendo e dovevo assolutamente recuperare: il gusto di realizzare qualcosa di mio, assecondando i miei tempi e le mie idee.
Devi a qualche artista o a particolari circostanze della tua vita quella che sembra una vera e propria “folgorazione sulla via di Damasco”? Lo spunto che mi ha portato a Bioforme è stato il bisogno di scoprire se qualcosa delle abilità manuali che ho sempre ammirato in mio padre abita anche in me. Lui, ora in pensione, ha fatto un percorso inverso al mio partendo da un’attività tecnicoprofessionale nel mondo dello spettacolo, per approdare a ruoli più organizzativi ma senza mai
Nel blog dell’Associazione Bioforme si legge: “Mettiamo l’arte in circolo attraverso mostre, concerti, rappresentazioni e attività formative. Per difendere la nostra umanità con passione e determinazione”. Ci illustri obiettivi, filosofie e progetti di chi l’ha fondata e di chi la gestisce? Bioforme nasce nel 2002 dall’idea di un artista polacco, Jurek Sztekiel, con lo scopo di promuovere la sopravvivenza delle arti manuali attraverso la lavorazione artistica del legno. A Bioforme organizziamo corsi individuali in
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ha parlato con noi Barbara Bernardoni, nata a Bologna, laureata in Scienze Politiche, Direttore del Personale di una grande azienda multinazionale che opera nel settore informatico, da quando ha iniziato a lavorare (sempre in aziende multinazionali del settore informatico) si è occupata di gestione delle risorse umane, seguendo tutte le principali discipline della funzione di appartenenza, in ruoli sia professionali che manageriali, con predilezione per i temi di formazione e sviluppo. Socio dell’Associazione Bioforme di Milano, ha iniziato nel 2011 corsi di falegnameria artistica che le offrono sempre nuove motivazioni al lavoro, stimoli creativi impensabili e desiderio di dare nuovo slancio all’Associazione artefice del suo rinnovamento. cui si insegna arte applicata e si costruiscono mobili che sono allo stesso tempo oggetti utili, sculture e opere d’arte. Ogni corsista al termine del corso si porta a casa la sua opera-prima e sarà in grado di proseguire con un buon livello di autonomia sapendo di poter contare comunque sui consigli di Jurek e dei suoi collaboratori più stretti. Accanto a Jurek che ha studiato all’Accademia di belle arti di Varsavia e poi a Brera, gravita infatti un gruppo di soci sostenitori che vive con maggiore assiduità l’esperienza associativa, affiancando Jurek nella conduzione dei corsi. Questo è il caso di Ermanno e Giulio che stanno ormai emulando il maestro, esprimendo una propria vena artistica originale. È il caso di Gabriele che oltre a promuovere le attività dell’asso-
barbara bernardoni nel laboratorio di bioforme
ciazione organizza eventi musicali o teatrali, coinvolgendo giovani musicisti e attori per condividere questo spazio e farlo diventare un vero polo artistico multidisciplinare. E poi è il caso di Giovanni che ci aiuta nell’aggiornamento del nostro sito e nella comunicazione. Ci sono infine i nostri corsisti, molti dei quali continuano a mantenere un contatto con noi, e a collaborare per la buona riuscità delle nostre iniziative artisticoculturali. L’esperienza in Bioforme può esserti utile nella professione quotidiana? Può giovare all’attuale sistema gestionale di una grande azienda la fattispecie della bottega artigiana dove l’apprendista e il maestro possono interagire per sviluppare competenze?
Sono convinta che il modello “neo-tayloristico” oggi imperante nelle aziende, così condizionate dai meccanismi stritolanti della competizione internazionale e della finanza, non sopravviverà a lungo perché non risponde più al bisogno di senso e di benessere psico-fisico che sono alla base della storia dell’uomo e della sua produzione. I professionisti d’azienda che passano da Bioforme ricaricano le pile e riacquistano coscienza di sé e della propria centralità di persone all’interno dell’organizzazione. In questo senso il lavoro qui è una vera terapia e può certamente dare nuovi spunti e motivazioni che le persone possono trasferire nei propri ambiti lavorativi. n Fulvio Campagnano www.onlusprometeo.org
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letto per voi Il fenomeno della mobilità sanitaria porta con Scullica F., Del Zanna G., Co R. (a cura di)
Curarsi lontano da casa. Mobilità sanitaria e ricettività. Esperienze di Case Accoglienza e proposte di Interior Design Milano, Franco Angeli, 2015
sé una forte domanda di residenzialità per le persone in cura e i loro familiari. Questo libro si propone di analizzare il tema con l’obiettivo specifico di evidenziare come il design possa offrire un contributo di qualità nella definizione delle case di accoglienza ovvero quegli spazi nati per soddisfare la domanda di alloggio secondo criteri che spaziano dalla vicinanza alla struttura ospedaliera, alla sostenibilità della spesa, ma anche e soprattutto all’approdo in una dimensione il più possibile vicina a quella domestica. Nel volume sono presenti, oltre a quelli dei curatori legati al mondo dell’architettura e del design, i contributi di esperti del mondo medico-scientifico, sanitario-assistenziale e delle associazioni. E a questo proposito, nella seconda parte del testo, vengono illustrati i risultati della ricerca condotta nell’ambito di realizzazione del progetto "A casa lontani da casa" promosso da PROMETEO, AVO Milano, LILT MILANO e CasAmica Onlus sulla base dell’esperienza maturata attraverso i servizi di housing sociale. n Chiara Castellini
compra un audiolibro e sostieni prometeo COME? Per ogni audiolibro acquistato online dal sito www.onlusprometeo.org, il 30% del corrispettivo pagato viene donato ai progetti dell’Associazione. UN OTTIMO REGALO PER… Gli amanti della lettura, i bambini che ancora non sanno leggere, gli anziani con problemi di vista, tutti coloro che viaggiano in macchina, chi trascorre tanto tempo in casa da solo, chi desidera impiegare ogni ritaglio di tempo in compagnia di un buon libro!
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grazie di cuore PROMETEO ringrazia Lindt &Sprüngli per aver donato gli HELLO Stick per tutti i gusti: Caramel Brownie, Strawberry Cheesecake, Cookies&Cream, Nougat Crunch. Gli HELLO Stick hanno rallegrato l’Avvento di PROMETEO e colorato l’allestimento dei nostri mercatini solidali. GRAZIE DI CUORE! Grazie a ICento per aver donato le Zara Card con le quali abbiamo potuto allestire L’Armadio di PROMETEO aperto a tutti quei pazienti da tempo a Milano per cure specialistiche e che necessitano di qualche capo di abbigliamento in più; sia qualche pigiama di scorta per le persone ricoverate, sia qualche abito per le persone che alloggiano in CasaPrometeo. Grazie a ItaliaOnline per averci accolti nella loro sede di Assago il 3 dicembre per il tipico mercatino aziendale natalizio. Abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere, raccontare i nostri progetti attivi e grazie al contributo dei dipendenti possiamo continuare a sostenere le attività in corso e concretizzarne di nuove per il 2016. Grazie a BINDI per aver sostenuto PROMETEO nell'organizzazione dell'evento organizzato alla Cascina La Lodovica. Le squisite torte BINDI hanno colorato lo spazio di PROMETEO attirando numerosi visitatori e dandoci la possibilità di diffondere informazioni sulle attività dell'Associazione anche al di fuori dell'ospedale in una serena occasione di festa. Anche quest'anno abbiamo ricevuto il generoso contributo dell'azienda Quasi Gioelli che ci ha donato i bijoux che impreziosiranno i prossimi mercatini solidali. Grazie!
Buon Natale da Prometeo!
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Questa è una richiesta d’aiuto Prometeo Onlus ha bisogno di te. Dal 1999, Prometeo opera all’interno dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano con progetti di assistenza e accoglienza, rivolti ai malati di fegato, pancreas e vie biliari e ai loro familiari.
Diventa socio o rinnova la tua tessera Prometeo. Sapere di poter contare su di te ci permette di offrire un servizio sempre migliore a tutte le persone che ne hanno bisogno.
www.onlusprometeo.org • Tel. 02 2390.2878 • prometeo@istitutotumori.mi.it La quota è di 50,00 euro che potrai versare direttamente in Segreteria Associazione PROMETEO oppure con: • bollettino postale C/C n°13956214 • bonifico bancario IBAN: IT41 J 05696 01620 000015010X93 • carta di credito dal nostro sito www.onlusprometeo.org nella sezione COME SOSTENERCI>DIVENTA SOCIO