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PROMETEOInforma N17 - Giugno 2010

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GIUGNO 2010


CONSEGNATO A PROMETEO IL PREMIO ISIMBARDI 2010

DALLA PROVINCIA DI

MILANO DURANTE LA GIORNATA DELLA RICONOSCENZA…. … A voi la mia “ Riconoscenza ” . Per avermi dato aiuto e sostegno in questi tre anni di presidenza...

(Laura Gangeri—Presidente Prometeo)


PROMETEOINFORMA Anno 9 - N° 17 - Giugno 2010 - Periodico d’Informazione e di Cultura – Registrazione del Tribunale di Milano n° 591 del 21 Ottobre 2002 Sede: Via Venezian, 1 - 20133 Milano - Tel. 02 2390.2878 - Fax 02 2390.3257 - e-mail: prometeo@istitutotumori.mi.it - www.onlusprometeo.org


GIUGNO 2010

Consiglio direttivo Presidente Vice Presidente Segretario Generale

Laura Gangeri Marco Arnone Francesca Riontino

Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere

Guido Arrigoni Carlo Battiston Giuse Dellavesa Giancarlo Esposti Patrizia Sassoon

Comitato scientifico

Sommario

Dott. Vincenzo Mazzaferro Direttore S. C. Chirurgia Generale 1 (Apparato Digerente e Trapianto di Fegato) Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Giorno per giorno

Dott. Pietro Majno Dipartimento di Chirurgia Ospedale Universitario di Ginevra Dott. Marco Pierotti Direttore Scientifico Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori di MilanoProf. Massimo Colombo Dipartimento Gastroenterologia ed Endocrinologia Università degli Studi di Milano IRCSS Ospedale Maggiore di Milano Dott. Enrico Regalia Dirigente Medico S. C. Chirurgia Generale 1 (Apparato Digerente e Trapianto di Fegato) Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori Prof. Alessandro Tagger Istituto di Virologia Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano

    

Consegnato il Premio Isimbardi... Nutrizione a domicilio Adotta un progetto 5x1000 Le alleanze di Prometeo

La conoscenza    

Un grande lavoro di Equipe L’informazione scientifica on-line Una guerra da Vincere Comitato ospedale senza dolore

La voce di tutti  Persone che si raccontano

Curiosando  MeglioMilano.Istruzioni per l’uso  Un libro ti prende in prestito ..6 mesi dopo  Grazie dei libri!

Peccati di Gola  La “cucina” come scambio culturale

Redazione”PrometeoInforma” Direttore - Vincenzo Mazzaferro Vice Direttore - Laura Gangeri

Comitato di redazione: Laura Gangeri - Eleonora Castro - Chiara Castellini

Studio creativo: Eleonora Castro

Segreteria: Chiara Castellini

Redazione: Via Venezian 1 - 20133 Milano Tel. 02.2390.28.78 - Fax 02.2390.32.57 e-mail prometeo@istitutotumori.mi.it www.onlusprometeo.org


L’editoriale Per la continuazione e per la gioia “L’economia delle scelte in medicina e in oncologia, in particolare nel settore delle neoplasie primitive e secondarie del fegato sta portando a due rivoluzioni nascoste, apparentemente distanti ma in realtà poste agli estremi di uno stesso spettro. Non degli estremi della vita si tratta, non del nascere e morire che affolla i dibattiti sui temi etici, ma degli estremi della conoscenza umana intorno alla sua complessità fisica e mentale. Da una parte la «omics revolution», cioè il complesso di conoscenze, dati e applicazioni della genomica, postgenomica, proteomica e varie altre «omiche» nascenti, tutte riferite allo studio del DNA, al codice della vita di tutti gli esseri viventi e quindi anche delle cellule tumorali. Il complesso delle conoscenze derivato da questo approccio staponendo tutti di fronte a un livello di dettaglio mai toccato prima e alla necessità di correzioni di rotta radicali nell’approccio alle cure dei tumori, anche di quelli che affliggono il fegato, rispetto al grossolano approccio che in molti casi ci si accorge di aver condotto sinora. Dall’altra parte la «persona al centro», ovvero la necessità di considerare in ogni decisione e in ogni strategia che l’oggetto del nostro agire è un altro essere umano, di per sé unico e irripetibile con il suo carico di vita, di desideri e di bisogni. Due cambiamenti epocali posti agli estremi non etici ma biologici (micro e macro)

della vita, della vita che conosciamo, indipendenti dal dove si venga e dal dove si vada. I trapianti dimostrano che la vita oltre la morte (intesa come vita biologica, quella che conosciamo), è possibile in un cuore che continua a battere o in un fegato che continua a riconvertire gli alimenti o in un rene che continua a filtrare il sangue mantenendo in vita un altro uomo o un’altra donna dopo che chi non c’è più, e spesso la sua famiglia, hanno deciso che quegli organi in paradiso non sarebbero serviti.

incontro al futuro. Queste cose mi furono dette da un medico dell’istituto che si chiamava Alberto Azzarelli, colui che in istituto mise ogni sua energia nel fondare una Unità di lavoro che si occupasse dei tumori delle parti molli, dei muscoli e delle ossa. Un giorno si ammalò e durante la sua chemioterapia, in una di quelle pessime giornate in cui si inseguono tante cose che vanno regolarmente storte, Alberto mi fermò all’ascensore e mi disse che invidiava tutto quel mio affannarsi e tutto quel correre: mi spiegò che gli trasmettevano il senso Una notte, all’uscita dell’ospedale, del nostro mestiere che continua, che sotto le luci lampeggianti continuerà nonostante tutto e che dell’ambulanza, un tizio di colore molcontinuerà con gioia. to alto e molto grosso si parò di fronte all’equipe medica con fare minaccio- Ecco, forse è per la continuazione e so, fissò le facce che aveva di fronte, per la gioia che tutto questo è stato poi guardò il frigorifero che uno di loro pensato.” aveva in mano e disse: «È lui vero?». Tratto da “Una guerra da vincere. «Sì, è lui», rispose il dottore. L’uomo L’avventura di una squadra all’Istituto squadrò quel medico dall’accento Nazionale dei Tumori”. straniero, poi con rispetto gli prese la Vincenzo Mazzaferro mano, la sua era dura come pietra. «Senti dottore. Vero che ne avrai cura? Would you take care of him, me lo prometti? Vero dottore che avrai cura di lui?». «Sì certo», ora era il medico che cercava la mano dell’uomo: «Te lo prometto». La vita e la medicina hanno nel loro codice genetico l’irrefrenabile spinta alla continuazione e anche quando la vita finisce non si può non vedere la sua continuazione e il suo correre


Giorno per Giorno

di Laura Gangeri

Consegnato il premio Isimbardi 2010 a Prometeo. “Giornata della Riconoscenza”

Il Presidente della Provincia di Milano On. Guido Podestà consegna il Premio Isimbardi a 24 cittadini e 19 associazioni «Riconoscimento all’impegno di eccellenze da prendere a esempio».

to, il giorno della consegna di questo importante riconoscimento. Questo è un premio per tutti noi, per tutti coloro che credono in Prometeo e la sostengono in tantissimi modi. Una giornata, quella del 14 maggio, dedicata alla “Riconoscenza”. Nessuna altra parola poteva essere meglio associata alla realtà di Prometeo. La riconoscenza è il sentimento di chi riconosce ciò che ha ricevuto ed è sinonimo di gratitudine.

L’Associazione Prometeo è una tra queste. Sapevo di avervi accan-

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Non ho potuto, quindi, non ricordare la “Riconoscenza” che molti pazienti hanno espresso, negli anni, per i medici che li hanno aiutati a guarire dalla malattia, per gli infermieri che li hanno accuditi amorevolmente, per

i familiari che sono stati loro accanto con pazienza e ascolto attento. Ma soprattutto non ho potuto non ricordare la “Riconoscenza” che molti pazienti hanno provato, nella commozione, per la persona che ha deciso di donare una parte di sé a favore di altri, il loro donatore.

A voi la mia “Riconoscenza”. Per avermi dato aiuto e sostegno in questi tre anni di presidenza. Un mio grazie particola-

re a Vincenzo Mazzaferro, non solo per aver fatto nascere questa Associazione, che con onore in questo momento rappresento, ma per il suo costante e continuo impegno a farla crescere e migliorare.

A lui e a voi dedico questo premio che sento anche come significativo incoraggiamento a continuare su questa strada. Grazie di cuore. “Dal 1953 la Provincia


di Milano organizza la “Giornata della Riconoscenza" per conferire un riconoscimento a cittadini e associazioni del mondo culturale, sociale, artistico, economico, sportivo, legati al territorio del milanese e che si siano distinti nella propria attività a favore delle comunità. Dal 1999 al riconoscimento provinciale, che consiste in una medaglia d’oro e un diploma con la motivazione è stato attribuito il nome di “Premio ISIMBARDI”

«Nel rispetto del regolamento del Premio Isimbardi – ha dichiarato il presidente della Provincia, On. Guido Podestà -, abbiamo selezionato quanti insignire della massima onorificenza attribuita dall’Ente osservando a

360 gradi le personalità affermatesi nel Milanese e a Milano e tenendo in grande considerazione le candidature presentate non solo dai componenti della Giunta ma anche dai consiglieri di maggioranza e di opposizione.

Questa benemerenza si pone, del resto, come scopo quello di indurre a riflettere l’intera comunità circa gli esempi da imitare nell’ottica di promuovere un miglioramento dell’intera società.

ne che oggi noi tutti esprimiamo nei confronti dei premiati – ha scandito il cardinale Tettamanzi -. E’ per me una grazia essere qui oggi. Si tratta di un momento che mi ricarica di grande fiducia. Posso così sperimentare con voi il protagonismo del bene, del vero e del bello, di una sensibilità diffusa verso le istanze e i bisogni più profondi della vita. Occorre rilanciare un atteggiamento di corresponsabilità per essere tutti sempre attenti a tutti, a partire dai più deboli. E’ importante coltivare maggiormente il silenzio e la riflessione mentre si prendono le decisioni per il bene di tutti».

Giornata della riconoscenza Venerdì 14 maggio si è svolta la tradizionale cerimonia di consegna dei premi di riconoscenza ad Associazioni e Cittadini benemeriti. Per tutti gli approfondimenti vai sul sito della Provincia di Milano www. provincia.milano.it

Tratto dall ’ Ufficio stampa della Provincia di Milano

Mi piacerebbe che a questa riflessione partecipassero pure i media, che, troppo spesso, sembrano concentrati sulla sottolineatura di cattivi esempi». «Condivido e faccio miei i sentimenti di ammirazione e di gratitudi-

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Giorno per Giorno

di Paola Serafin

Nutrizione a Domicilio: Prometeo mediatore fra Ospedale e Paziente malnutrizione, migliora il decorso clinico e la prognosi di numerose patologie. Se necessaria per tempi protratti, può essere condotta al domicilio, (Nutrizione Enterale Domiciliare), permettendo in questo modo di ridurre i tempi di degenza ospedaliera, i costi conseguenti e migliorare la qualità di vita del paziente.

IL CONTESTO La nutrizione artificiale, condotta attraverso il tratto gastro-enterico (nutrizione enterale) rappresenta uno strumento terapeutico insostituibile in quanto, consentendo la prevenzione e il trattamento della

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La procedura di realizzazione della nutrizione entrale non è particolarmente complessa ma richiede uno standard operativo di elevato livello. Essa è, infatti, una terapia specialistica, sostitutiva di funzione d’organo, in cui tutti i nutrienti necessari devono essere forniti in via artificiale. Deve essere attivata da Centri Specialistici, che gestiscano tutto l’iter diagnosticoterapeutico: • valutazione dell’indicazione

• scelta e posizionamento della via di accesso • piano di trattamento, addestramento alla gestione domiciliare, piano ed esecuzione di monitoraggio • prevenzione e trattamento delle complicanze. L’esecuzione domiciliare richiede che tutti i prodotti necessari siano forniti al domicilio del paziente, con possibilità di ripetuti controlli ospedalieri.

IL PROGETTO Il progetto nasce, come spesso succede all’interno dell’ Associazione, da una necessità del paziente non soddisfatta dal servizio pubblico. Seppur rare, le complicanze postoperatorie obbligano il prolungarsi della degenza ospedaliera e questo


è spesso motivo di disagi per il paziente e la famiglia. Se il prolungarsi del ricovero è legato alla nutrizione del paziente, per i residenti in Lombardia, il Sistema Sanitario Regionale si prende a carico il problema e gestisce tutta l’attività di supporto al paziente a domicilio, anche dove l’indicazione medica prevede tempi di terapia medio-brevi. Le nuove normative prevedono che il paziente “extra-regione” e quindi non residente, non possa usufruire di tale provvedimento se non attivando procedure lunghe e complesse che spesso vanno a concludersi con la terapia

stessa. Il paziente non ha modo di organizzare in autonomia la terapia domiciliare in quanto le Aziende che prestano questo servizio non sono disponibili per l’utenza privata. Prometeo quindi si propone come mediatore fra l’ospedale ed il paziente prendendosi carico dell’organizzazione del servizio di nutrizione entrale a domicilio e, dove necessario, dei suoi costi. Viene quindi garantita al paziente la prosecuzione terapeutica, la ripresa clinica e il contatto frequente con il reparto di degenza. Qualora necessario Prometeo garantisce

anche l’ospitalità in CasaPrometeo, la sua casa d’accoglienza situata nelle vicinanze dell’Istituto.

COSA FACCIAMO Quando la situazione clinica del paziente si è stabilizzata e la nutrizione artificiale si prolunga per settimane, il medico del reparto può decidere che il paziente continui a casa la terapia iniziata in ospedale: attraverso la domiciliarizzazione del servizio si può ottenere un miglioramento della salute e della qualità di vita del paziente, grazie agli indiscussi vantaggi psicologici dell'ambiente

famigliare rispetto a quello ospedaliero, mantenendo la sicurezza del controllo 24 ore su 24 per tutti i giorni di trattamento. L’Unità Operativa di Chirurgia epatogastropancreatica e l’Unità di Supporto Nutrizionale attivano un piano di gestione del paziente programmando prescrizioni, controlli strumentali e visite che garantiscano il piano terapeutico per la prosecuzione della cura a domicilio. Il paziente e la famiglia vengono istruiti per una gestione autonoma della terapia e della strumentazione necessaria per la somministrazione e solo quando il perso-

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G iorno per Giorno Curiosando

nale infermieristico valuterà uno stato ottimale di gestione, il paziente verrà dimesso.

rinfrescare quanto già appreso in reparto in relazione a utilizzo e gestione dei materiali e delle attrezzature, coePrometeo, per mezzo di rentemente con quanto una Azienda specializzaprescritto dal Medico di ta, si occupa della conseriferimento. gna di tutto il materiale necessario per la gestioIl contatto ne della nutrizione a con il domicilio (pompa, nureparto di trienti, materiale di medegenza dicazione), del sopralluoe con il go dei locali, dell'installaServizio Nuzione e manutenzione dei trizionale dell’Istituto viesistemi di somministrane garantito da un piano zione e del regolare apdi cura prestabilito e geprovvigionamento delle stito, nell’emergenza miscele nutritive per le secondo i bisogni del terapie prescritte dai me- paziente e della famiglia. dici. Il rientro in ospedale viene garantito in urgenza, La gestione del paziente in caso di necessità. rimane a carico dei medici dell’Unità Operativa. Gli interventi tecnici, sono garantiti da un servizio di assistenza, Le strumentazio- gestito tramite un numeni e i sistemi di ro verde gratuito attivo somministrazio- 24 ore su 24 per tutto il ne forniti sono periodo di cura. certificati CE e rispondenti a requisiti di sicurezza e affidabilità. Questo progetto è capaTutte le consegne sono ce di integrare eseguite da personale un controllo costante specializzato e con mezzi delle condizioni cliniche di trasporto idonei al ser- del paziente secondo un vizio. modello capace di garantire un adeguato governo clinico del caso Personale spepur riducendo al minimo cializzato assi- l’ospedalizzazione, un ste il paziente continuo supporto alle e la famiglia il famiglie e una miglior giorno della qualità di vita del malato, consegna e anche quando il Servizio per tutto il perio- Sanitario non aiuta. do della terapia domiciliaFoto di Giuseppe Marena re, provvedendo anche a

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di Paola Rossi

Adotta un Progetto Una forma più diretta di partecipazione alla realizzazione concreta dei progetti di Prometeo Tutte le cose difficili hanno la loro origine in ciò che è facile, e grandi cose in ciò che è piccolo. (Lao Tzu)

Il 5 Giugno per la undicesima volta festeggeremo la nascita dell’Associazione PROMETEO che lancerà la sua prima campagna Adotta un Progetto. Forse alcuni di voi si chiedono perché abbiamo pensato di proporre ai nostri soci ed amici l’adozione di un progetto? Questo anno il tema/ titolo della giornata è “In Prima Persona” e la giornata sarà centrata sull’importanza di partecipare attivamente alle iniziative dell’Associazione promuovendo la

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cultura al volontariato come impegno sociale. Orbene è proprio in prima persona che si adotta!

Progetto ragioni più razionali e pragmatiche, proprie di una campagna di raccolta fondi.

Adottare vuol dire fare proprio, assumere su di se una parte dell’onere e dell’onore di raggiungere l’obiettivo e portare a buon termine un qualsiasi progetto. Adottando ci si rende responsabili e partecipi in modo attivo all’iniziativa che si è adottata sia in prima persona che promuovendo il progetto ad altri, cercando sostenitori tra amici e conoscenti.

E’ forse inutile sottolineare che un progetto è formato da diverse parti e che oltre a chi si incarica di portare avanti in prima persona il buon esito del progetto, occorrono anche gli strumenti e le attività di divulgazione. Per far crescere il progetto e dunque fornirsi di strumenti e fare attività divulgative, servono fondi in modo continuativo. In un’azienda si direbbe “fondi per coprire i costi operativi”.

Ed ecco dunque la risposta; quando si Adotta un Progetto si è disponibili a mettersi in gioco In Prima persona come dice il tema della nostra XI Giornata Prometeo del prossimo 5 Giugno. Ma certo vi sono anche altre, e non meno importanti ragioni per lanciare e partecipare alla campagna Adotta un

Ma c’è anche di più; non sono solo le attività dei singoli programmi da sostenere, ma anche la piccola struttura di PROMETEO che è necessaria per idearli, persperimentarli, per gestirli sul territorio e soprattutto per espanderli.


Perchè un progetto che non avesse l’ambizione di crescere, di aumentare le sue attività di aiuto alla comunità, non rispetterebbe la sua missione. Un esempio in totale sintonia con questo principio è CasaPrometeo, oggi in grado di coprire solo una limitata parte di richieste che arrivano a Prometeo Onlus. Da questa costola è nato CasaPrometeo Si Allarga una iniziativa attiva da oltre 1 anno, sopravvissuta a non pochi ostacoli e che oggi si trova molto vicino alla realizzazione. E la nostra attenzione non deve alleggerirsi, CasaPrometeo Si Allarga continua ad avere bisogno di un forte sostegno. Ma anche le Borse di Studio che per loro definizione non avranno mai fine; e Mu.Sa. un progetto che come il Tè di Prometeo servito ogni giorno dalle volontarie, ha il grande pregio di portare ai malati e ai loro familiari, momenti di relax e di piacere che aiutano a spezzare la spesso cupa e appesantita monotonia della degenza.

Come pensiamo di portare avanti la campagna Adotta un Progetto Durante la XI Giornata verranno presentati i progetti su cui Prometeo intende impegnarsi e come tali disponibili per l’adozione.

Già a partire dalla giornata, ognuno dei presenti potrà scegliere quale progetto desidera condividere attraverso un gesto di adozione. L’andamento sia della campagna Adotta un Progetto che del progetto stesso verranno monitorati e i risultati resi pubblici attraverso ogni mezzo di comunicazione utilizzato dall’Associazione, di cui in prima linea saranno il sito web e la Bacheca mensile.

Come si svolge l’Adozione di un Progetto L’adozione di uno specifico progetto, a scelta dell’adottante, può essere totale (viene sostenuto l’intero costo del progetto) o parziale (viene sostenuta solo una parte del costo totale indicato da PROMETEO). Più adottanti possono partecipare con adozioni parziali a sostenere lo stesso progetto. La somma che l’adottante intende mettere a disposizione (l’intero importo oppure un importo parziale), verrà versata ad Associazione PrometeoOnlus secondo le modalità note per le donazioni. L’adottante riceverà un attestato di adozione e copia integrale del progetto, con l’indicazione di tutte le fasi in esso coinvolte. L’adottante riceverà annualmente copia del report sullo

stato di avanzamento del progetto e relazione finale alla conclusione dello stesso. L’atto di adozione (con il nome dell’adottante, se consenziente) verrà evidenziato su tutti i mezzi di comunicazione dell’ Associazione Prometeo-Onlus come Bacheca, sito web ed altri eventuali.

Come sottoscrivere alla campagna Adotta un Progetto L'adozione di un progetto PROMETEO avviene tramite donazione e può diventare la forma di partecipazione assidua e diretta alle attività di PROMETEO e all'attuazione dei suoi obiettivi. I versamenti possono essere eseguiti in ognuno dei modi conosciuti per la donazione; dal bollettino postale al RID bancario nel caso di donazioni continuative. A questo proposito vi ricordiamo che da alcuni mesi sul sito www.onlusprometeo.org è attiva la pagina dei versamenti on-line.

Insomma, per portare avanti le sue buone cause PROMETEO ha sempre bisogno di sostegno, anche economico, da parte dei soci e di tutti gli amici. Per questo abbiamo deciso di lanciare questa campagna in prima persona il prossimo 5 giugno, durante la XI giornata di Prometeo.

Adottare un progetto significa... … unire i piccoli sforzi che realizzeranno l’obiettivo di una grande buona causa ...sostenere tutte le sue attività e garantire tutte le azioni necessarie per il buon esito dell’impresa

Adottare un progetto è... … la forma più diretta di partecipazione alle azioni di PROMETEO … quel filo rosso che rende partecipi in prima persona agli obiettivi di PROMETEO

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Giorno per Giorno

“5x1000”

Un’opportunità straordinaria per fare di più. Basta un Codice Fiscale e una semplice firma!

Per tantissime Onlus l’istituzione del meccanismo del 5xMille, nato nel 2006, rappresenta una fonte di reddito insostituibile per realizzare progetti ed offrire aiuto senza sollecitare la generosità di soci, simpatizzanti, amici. Quest’anno per la campagna 5xMille di Prome-

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teo c’è qualcuno che ha deciso di “metterci la faccia”…

ni non lucrative di utilità sociale” e di firmare la dichiarazione.

E’ così. Mr. Forest ha scelto di essere ancora una volta al nostro fianco con altruismo, partecipazione ed affetto: con sguardo ammiccante cercherà di convincere tutti a devolvere il 5xMille a Prometeo, mettendosi in gioco “in prima persona”, firma compresa.

Tutto qui.

Prendiamo esempio dal nostro simpaticissimo Testimonial (con il quale abbiamo già realizzato lo spot radiofonico e lo spot televisivo per la raccolta fondi destinata all’acquisto di una nuova Casa Prometeo) e ricordiamoci di comunicare a chi ha il compito redigere la nostra dichiarazione dei redditi (CUD- 730-Modello Unico) il Codice Fiscale di Prometeo 97243270150 che dovrà essere riportato nello spazio apposito “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazio-

Basta una firma, come quella di Mr. Forest presente sui materiali di comunicazione del 5xMille di Prometeo per sostenere ancora una volta i nostri progetti.

Ma si può fare di più. Segnalare il Codice Fiscale di Prometeo a tutte le persone che conosciamo, oppure distribuire le cartoline e/o il segnalibro che abbiamo creato per questa importante occasione.

E’ possibile richiedere le cartoline e il segnalibro chiamando la sede di Prometeo al numero 02.23.90.2878 oppure stamparli direttamente dal sito .

Anche questa volta, quindi, passaparola!!!


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Giorno per Giorno

“Le alleanze” di Prometeo Conoscerci per trovare nuove sinergie che cosa di valido insieme.

Quello che segue è un articolo di una serie , che speriamo lunga, di associazioni amiche di Prometeo. Quale è il tentativo che stiamo mettendo in atto: cercare di conoscerci di più per trovare delle sinergie e per fare qual-

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Anche questo articolo è qualcosa, in fondo, che stiamo già facendo insieme: noi mettiamo a disposizione il nostro giornale per far conoscere qualcuno che fa cose molto valide ed in parte simili alle nostre. In realtà Prometeo ha il progetto di cercare di costruire un collegamento tra alcune associazioni che operano nell’ ambito dell’ Istituto dei Tumori per operare in qualche campo con vantaggio in modalità collegata. Un esempio facile potrebbe essere quello di costruire una rete di mutua prenotazione dei letti nelle case di accoglienza.

Prometeo sta anche cercando di avere per ogni progetto qualcuno

che lo “adotti “ e ci lavori sopra e/o lo aiuti economicamente. Quindi questo articolo è non solo l’occasione di far conoscere una bella realtà di generosità, ma anche di cercare tra i lettori (sia di “Prometeo” che di “Marta Nurizzo”) qualcuno che voglia impegnare il proprio cuore o il proprio denaro su questa idea. Laura Gangeri (Presidente Associazione Prometeo)

Conoscere “Prometeo” è stato dare concretezza a quanto da tempo avremmo voluto realizzare. Scambiare esperienze, dubbi, ansie e, perché no, progettare insieme.

Pur nelle relative specificità, ci sono punti di contatto ed obiettivi comuni che potremmo


perseguire. L’Associazione Marta Nurizzo prende forma l’11 luglio 1996 ad un anno dalla morte di Marta che ci ha lasciati per un carcinoma bronchiolo-alveolare all’età di 21 anni. L’Associazione si occupa di sostenere la ricerca sui tumori polmonari. A tale scopo assegna borse di studio annuali a giovani ricercatori in centri di eccellenza ed ha in corso un’importante ricerca genetica su tutto il territorio nazionale in collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano. I risultati via via conseguiti nel corso di questo studio, iniziato nel 2000, sono stati pubblicati su qualificate riviste internazionali.

Lo zoccolo duro di “Marta Nurizzo” è costituito da volontari che hanno deciso di dedicare tempo ed entusiasmo alla gestione interna e alle relazioni esterne dell’Associazione, nonché all’organizzazione di eventi per raccogliere fondi.

In questi 14 anni di attività, abbiamo sperimentato in svariate direzioni, prendendo

contatti con il mondo scientifico, per seguire l’evoluzione della ricerca relativamente ai tumori polmonari, e con gli ospedali italiani, per reperire i campioni di sangue necessari alla nostra ricerca genetica. Abbiamo anche ascoltato gli ammalati e i loro famigliari, siamo cioè venuti in contatto con tutti gli aspetti della malattia oncologica e con la ricchezza che la stessa evoca in chi ne è colpito.

Abbiamo incontrato molti artisti, quali Stefano Bollani, Lella Costa, Oriella Dorella, Enrico Intra, Moni Ovadia, Ottavia Piccolo, Luciana Savignano, Uto Ughi, che ci hanno regalato serate indimenticabili. In quei momenti abbiamo sentito il calore e la vicinanza di quanti erano presenti all’evento e abbiamo potuto condividere aspirazioni e prospettive e motivarci a proseguire con rinnovato entusiasmo.

frontare il problema, non ultimo, di avere una sistemazione decorosa. Nel giugno 2009 abbiamo quindi inaugurato Casa Marta, un appartamento luminoso e accogliente che speriamo possa alleviare certe dolorose permanenze.

Sul nostro sito www.martalive.org - si trovano tutte le informazioni relative alla Casa e alle nostre attività.

Regolarmente, a dicembre, stampiamo una newsletter che

vuole informare su tutto quanto è stato fatto durante l’anno e sui nostri programmi per l’anno successivo.

Queste righe le dobbiamo a “Prometeo” che, come noi, ritiene che “insieme è meglio” e non stiamo pensando solo ad uno scambio di opinioni, pure di grande aiuto, ma anche a qualche cosa che ci dia visibilità in un evento comune. L’appuntamento è quindi per una serata di un futuro prossimo.

Chiara Nurizzo, Anna Maria Sanfratello

Proprio dalla relazione costante con i nostri soci, sostenitori e con chi a vario titolo ci è vicino, è nato il bisogno di essere di aiuto ai malati che vengono da fuori provincia e che devono anche af-

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La Conoscenza

Tratto da “Corriere della Sera On-line”

Un grande lavoro di equipe

per un tumore fuori dal normale Milano: asportato tumore gigantesco. L'intervento eseguito all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Occupava quasi metà dell'addome

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do, per la prima volta, in

nale e dei trapianti a

una situazione di questo

quella vascolare, toraci-

tipo, una «strada» chi-

ca e plastica.

rurgica innovativa, pas-

L ’ operazione, durata

sando, letteralmente,

15 ore, è stata eseguita

attraverso il fegato per

il 18 gennaio, ma è sta-

arrivare alla massa tu-

to deciso di darne noti-

morale e poterla rimuo-

zia solo dopo che il pa-

vere.

ziente, in questi giorni, è

La circolazione sangui-

stato dimesso.

gna di reni, fegato e parte degli organi toracici ( polmone destro e

NUOVA VIA CHIRURGICA

” I ntervento chirurgico

cuore ) durante

«Si tratta di un approc-

eccezionale alla Fonda-

l ’ intervento è stata

cio chirurgico innovativo

zione IRCCS Istituto

sospesa e deviata

che prevede la divisione

Nazionale dei Tumori di

all ’ esterno in una pom-

a metà del fegato, so-

Milano. A un uomo di 54

pa extracorporea.

spendendo la circolazio-

anni è stata asportata

All ’ intervento hanno

ne degli organi vicini,

una massa tumorale

partecipato 10 chirurghi

per raggiungere tumori

che interessava presso-

con specializzazioni e

di grandi dimensioni in

ché tutta la metà destra

competenze differenti,

sedi tradizionalmente

dell ’ addome, utilizzan-

dalla chirurgia addomi-

ritenute inaccessibili –


spiega il dottor Vincen-

precedenti per

mente gli aspetti medici

professor Martin Lan-

zo Mazzaferro che ha

l ’ oncologia chirurgica

e chirurgici.

ger.

eseguito e coordinato

italiana, che ha visto

l ’ équipe – .

l ’ attivazione e la collaborazione di un amplis-

Grazie soprattutto all ’ esperienza maturata nel trapianto di fegato è stato possibile individuare un percorso mai utilizzato in campo oncologico per pazienti di questo tipo. La riuscita dell ’ intervento apre

simo spettro di competenze attive nella Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori. Un prototipo di quella che potrebbe essere la chirurgia oncologica avanzata dei prossimi anni.

All ’ équipe si sono uniti anche i chirurghi del torace guidati dal dottor Ugo Pastorino e della chirurgia plastica e ricostruttiva, coordinati dal dottor Maurizio Nava. La gestione degli aspetti anestesiologici e rianimatori è stata seguita da una staff dedicata di sei medici guidati dal

ora la possibilità di impiegare questa tecnica

Con il gruppo del dottor

per l ’ asportazione di

Vincenzo Mazzaferro,

tumori posti al confine

primario del reparto di

tra addome e torace, in

chirurgia dei tumori

genere originati dai tes-

dell ’ apparato digeren-

suti molli a fianco della

te e del trapianto epati-

colonna vertebrale».

co dell ’ ospedale milanese, hanno partecipato

La descrizione e i risultati di questa nuova via di accesso chirurgica sono in corso di pubblicazione.

Il tumore asportato è rappresentato dall'area indicata dal-

all ’ intervento gli specialisti dei tumori rari e

la freccia

dei sarcomi in particolare. La Fondazione Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è infatti un centro leader in Italia

DIECI SPECIALISTI AL TAVOLO OPERATORIO - Si è trattato di uno sforzo tecnico e organizzativo senza

per il riferimento di questa tipologia di tumori, grazie all ’ attività dei dottori Paolo Casali e Mario Santinami, che ne coordinano rispettiva-

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La Conoscenza

L’informazione scientifica anche grazie a “Ok Salute” è on-line Sul sito di OK salute, all’indirizzo “http://salute.leiweb .it/Oncologia/”, troverete uno spazio dedicato all’ oncologia. In questa sezione i medici specializzati nella cura dei tumori rispondono. Fra questi il dottor Vincenzo Mazzaferro e il dottor Andrea Pulvirenti…

Referto ecotomografico Caro dottore questo è in sintesi il referto ecotomografico di mio padre: fegato lievemente aumentato di volume, nel II segmento epatico si rileva a stretto contatto con il legamento venoso area rotondeggiante, ipoecogena di mm 15 a margini netti (angioma atipico o altro?)-colecisti dismorfica a pareti ispessite (mm6)con discreta quantità di sabbia biliarenel pancreas si evidenzia a stretto contatto con l'istmo immagine a forma ovulare,ipoecogena con diametro mm12(linfonodo peripancreatico?).Si consiglia TC con mdc. Mio pa-

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dre afferma di avere un dolore che dall'addome SX si irradia verso il dorso.Inoltre avverte inappetenza, nausea e stanchezza.La domanda è: questo quadro diagnostico è compatibile con la presenza di neoplasie?

Risposta Caro lettore, il quadro che lei descrive è ampiamente aspecifico e necessita di ulteriori approfondimenti (es: TAC o RMN dell'addome superiore, markers oncologici come CEA, AFP, GICA, esami biochimici generali) che potrà facilmente eseguire presso il proprio curante o rivolgendosi ad un ambulatorio gastroenterologico o chirurgico. Cordialmente Dott. Vincenzo Mazzaferro

Tumore pancreas Salve dottore, le scrivo per la terribile prognosi comunicataci relativamente a mio padre: tumore al pancreas, di circa 6 cm localizzato tra corpo e coda del pancreas, numerose lesioni al fegato ed hanno parlato di fegato "impallinato", e metastasi anche alla

milza e calcificazioni ai polmoni, individuate con tac total body con contrasto. A Verona ci hanno comunicato l'inoperabilità e la possibilità di eseguire una chemioterapia nella nostra città al sud verso la cui efficacia si sono dimostrati molto scettici. Purtroppo ce ne siamo accorti tardissimo, per la mancanza assoluta di sintomi, fino ad un'ischemia cerebrale temporanea che non ha lasciato conseguenze neurologiche ma che ha spinto ad altre indagini fino a scoprire questa terribile verità. Mio padre adesso sta facendo la chemio da due settimane ed a parte l'ittero e la stanchezza, negli ultimi giorni sembra stare meglio ma è sempre e comunque una situazione altalenante. So che la situazione è molto grave, ma secondo lei c'è solo da arrendersi a questa diagnosi infausta (alla quale è troppo faticoso rassegnarmi), oppure ci sono probabilità che reagisca a questa terapia? grazie e cordiali saluti.

fiducioso nelle terapie proposte. Fondamentale è curare la qualità di vita del paziente e continuare nel monitoraggio nella speranza che ci siano risposte o quantomeno stabilizzazioni della malattia. Cordialmente Dott. Andrea Pulvirenti

Metastasi al fegato Egr. Dott. mio padre è stato operato tre anni fa allo stomaco per un tumore con l'asportazione parziale di questo. a distanza di tre anni risultano metastasi al fegato ma dalla gastro risultano solo due ulcere e dalla colon risulta solo un infiammazione. siamo in attesa dell'istologico di entrambe. i medici inizieranno la chemio sperando in una sua buona reazione. che rischi ci sono? vorremo successivamente far prendere in cura per eventuale intervento alle molinette, può indicarmi qualcuno? cordialmente ringrazio

Risposta Gent.mo lettore, l'aggressività biologica del carcinoma pancreatico avanzato (cioè con estensione al di fuori della ghiandola dove origina) non permette di avere un atteggiamento

Risposta Caro lettore, le metastasi epatiche da adenocarcinoma gastrico sono trattate esclusivamente in ambito medico e non chirurgico,


infatti la resezione chirurgica non trova indicazione certa. Alle Molinette di Torino saprà certamente trovare lo specialista oncologo che si prenderà cura di suo papà.

catori (CEA e GICA) e della TAC 0prima di giungere ad un parere "concreto" sull'andamento della terapia in corso. Tali dati vanno poi raffrontati a quelli iniziali che dovrebbero fornirci l'evoluzione del Cordialmente tumore.

di una neoplasia. L'accompagnarsi però di sintomi che lei segnala (dolore e vomito) mi spinge a chiederle di approfondire ulteriormente l'analisi del tratto gastroenterico (gastroscopia, colonscopia) compreso fegato e Dott. Andrea Pulvirenti pancreas (ecografia o meCordialmente Dott. Vincenzo Mazzaferro glio RMN) oltre che ripetere dopo un mese il dosagTumore colecigio del marcatore. Ne parli con il suo curante per la sti con seconParere Gastro- necessaria programmazione di tali esami. darismi al fe-

gato

enterologia

Egregio Dott. Mazzaferro, Egr. prof. Mazzaferro, Mio Sono una donna di 56 anni sottoposta a: fratello affetto da tumore alla colecisti ha avuto inse- Laparoisterectomia con annessiectomia bilaterale rito uno stent metallico esterno per regolarizzare il Esame istologico esteemvalore della bilirubina. Da- poraneo (negativo per neoplasie) -Esame istologico gli inizi di novembre sta definitivo: -Annesso deassumendo XELODACAPECITABINA 2650MG stra: adenofibroma sieroso papillare. -Annesso siniGIORNALIERE PER 14 GG.CON GEMCITABINA stra: ovario con corpi albi1500 MG TOTALI AD INI- canti e cisti sierose sempliZIO E FINE DEL CICLO DI ci. -Salpinge nella norma XELODA.L'INTERVALLO con cisti sierosa paratubaFRA UN CIVCLO E L'AL- rica. 7 Settembre: visita di controllo con esito positivo. TRO è DI 14 GG. PER 3 CICLI TOTALI.A BOLOAll'inizio di novembre doloGNA dove è stato ricoverato al reparto di Gastroen- ri addominali e vomito mi hanno portata ad effettuaterologia del S.Orsola è stato dichiarato non opera- re: -Esame Sangue Occulto nelle feci con esito nebile. gativo. E' risultato, invece, l'Antigene Carboidratico Allo stato attuale i marca- (19.9) al livello di 35.7 con lim. 34. A distanza di un tori tumorali (CEA e CA19.9 ) sono risultati au- mese, lo stesso risulta 60 con lim. 37. Che cosa dementati rispetto agli inizi vo fare? Ritiene necessadella terapia oncologica. rio una tac? Attendo con Non abbiamo ancora il ansia un Suo consiglio, risultato della TAC effetringraziandoLa anticipatuata nei gg. precedenti. Può rispondermi il più pre- mente per la Sua disponibilità. sto possibile? Aspetto di

pli analoghi focolai evidenziabili in addome da correlare a linfoadenopatia mesenterica, celiaca, paracavale destra, interaortocavale, prevertebrale destra. Chiedo se sono possibili trattamenti o cure (il medico ci ha consigliato trattamento con Synchrolevels credo solo per illudere mio padre di possibile cura) e informazioni sul decorso della malattia anche per riuscire a capire l'aiuto che posso dare ai miei genitori. Confidando in una risposta Cordialmente ringrazio e saluto cordialDott. Andrea Pulvirenti mente . Risposta

Hcc plurifocale Chiedo un consulto per mio padre di 63 anni con un HCC plurifocale in cirrosi epatica HBsAg+ che in passato (dal '98) è stato trattato con chemioembolizzazione e radiofrequenza. Nell'aprile 08 dopo TACE su IV segmento ascessualizzazione del noduto trattato e nel novembre trattato con TAe+ DC Beads per incremento del nodulo e successivamento nel marzo 09 nuova TACE complicata da sepsi ed ascessualizzazione.

Al controllo del settembre 09 le due note fomazioni nodulari ipervascolari compatipili con nodili di HCC sono incremntate per dimensione a livello del III e la seconda del VI segmento; (cormobilità pancreatite cronica cardiopatia ischemica cronica eseguita rivascolarizzazione miocardica leggere il suo autorevole arteriopatia polidistrettuale Risposta parerte in merito. Che speNIDDm dal 2000). La pet ranze ci sono? Grazie Gent.ma signora, un valo- di ottobre 2009 evidenzia una piccola focalità a livelre anomalo dell'antigene lo latero cervicale sinitro Ca 19-9 può associarsi a Risposta focalai di ipercaptazione degli stati infiammatori e linfonodale a colata in reGent.mo lettore, è neces- non essere necessariasario avere i dati dei mar- mente legato alla presenza gione sottocarenale; multi-

Gent.mo lettore, la malattia di suo padre sembra essere una diffusione sistemica di epatocarcinoma con localizzazioni epatiche multiple, pluritrattate, e ripetizioni latero-cervicali, linfonodali toraciche ed addominali. Tale situazione può essere affrontata solo con terapie sistemiche a patto che la funzionalità epatica risulti in stadio di compenso. Notevoli controindicazioni potrebbero scaturire dalle comorbidità che lei accenna (cardioptia, diabete, vasculopatia, pancreatite). Con queste premesse potrebbe essere di giovamento nel mantenere la situazione in stato di stabilità con il sorafenib, da poco entrato nella prescrizione per i tumori primitivi del fegato. Tale farmaco è prescritto dagli ambulatori di epatologia, gastroenterologia, medicina interna o oncologia di tutti gli ospedali. Parli quindi con un internista per valutare pro e contro di tale cura. Cordialmente Dott. Andrea Pulvirenti

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La Conoscenza

Una guerra da vincere

L’avventura di una squadra all’Istituto Nazionale dei Tumori delle eccellenze sanitarie milanesi in campo internazionale.

Milano, il 19 aprile 2010 il dottor Gianni Bonadonna, figura prestigiosa dell’oncologia internazionale, presidente della Fondazione Michelangelo Onlus, Primario emerito della Fondazione INT ha presentato il volume “Una guerra da vincere. L’avventura di una squadra all’Istituto Nazionale dei Tumori”. Un’avventura vissuta da un’equipe di ricercatori innovatori e appassionati, che, a partire dagli anni Sessanta, hanno portato l’Istituto dei Tumori a diventare una

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“Mi è sempre piaciuta l’avventura - afferma Bonadonna – quel modo di vivere dominato dall’istinto di saper rispondere agli eventi a mano a mano che si presentano. Così ho vissuto il mestiere di medico con la logica dei samurai che affrontano a viso aperto ogni difficoltà, gli ostacoli e gli imprevisti”. “Detestavo i cosiddetti protocolli –spiega ancora- quei documenti scritti che stabiliscono passo per passo le procedure per i pazienti. Ma sono stato il primo oncologo che li ha fatti applicare in Italia. Non è stato un caso: le idee dettano regole alla vita e a volte la cambiano. Ma la vita cambia le idee, e in certi momenti le pone in una diversa prospettiva. Ho capito fin dall’inizio del mio lavoro in ospedale che

per impostare un trattamento medico efficace ci voleva un certo tipo di ordine, mai fine a se stesso. Come gli ordini che i generali danno in battaglia, mai casuali, mirati a un risultato complessivo: la vittoria. Con questo spirito volevo dare battaglia al cancro”. Con passione per un impegno inteso come una missione, e col gusto della sfida, Bonadonna ha raccolto e ordinato in questo volume, edito da Guerini e Associati, contributi di oltre venti protagonisti della ricerca e della cura della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, raccontando in forma divulgativa una storia di pazienza e di importanti traguardi. Hanno contribuito alla stesura i medici ricercatori Paolo Bidoli, Emilio Bombardieri, Augusto Saraceni, Graziella Caraffa, Enrico Cislaghi, Anna Colombetti, Paolo Corradini, Giuseppe De

Palo, Mauro Ferrari, Franca Fossati Bellani, Lucia Fratino, Ermanno Leo, Lisa Licita, Vincenzo Mazzaferro, Renato Musumeci, Patrizia Olmi, Ugo Pastorino, Maria Teresa Scarpa, Pasquale Spinelli, Bernardina Stefanon, Umberto Tirelli, Pinuccia Valagussa e il giornalista Paolo Barnard. Alla presentazione del volume sono intervenuti, tra gli altri, Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. Per la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori erano presenti Gerolamo Corno, direttore generale; Ugo Pastorino direttore Chirurgia Toracica; Vincenzo Mazzaferro, direttore Chirurgia Addominale e Trapianti di Fegato, Lisa Licita, Oncologia Medica 3 - S.S. Trattamento medico tumori testa e collo. Moderatore dell’incontro Giangiacomo Schiavi,Vice Direttore del Corriere della Sera.


Il dolore, diverso e unico per ogni individuo.

Solo chi lo prova può esprimerlo e deve essere creduto. Il dolore è, talvolta, il sintomo più comune della malattia, può essere un segnale d’allarme importante nelle malattie acute e, nelle patologie croniche quando perde la sua funzione di “sentinella “, diventa esso stesso “malattia”. Può anche essere provocato dall’intervento chirurgico o dai trattamenti sanitari che il medico deve attivare per diagnosticare o curare la malattia stessa.

ziali affinché vengano messe in atto tutte le misure possibili per contrastarlo, indipendentemente dalla sua tipologia , dalle cause che lo originano e dal contesto di cura. Al fine di una corretta valutazione del dolore e di una conseguente e adeguata terapia, medici e infermieri ascoltano gli ammalati, raccolgono tutti gli elementi utili, fin dal giorno del ricovero, per valutarne l'intensità utilizzando semplici scale di Il dolore è spesso evitabi- misurazione. La rilevazione le, “non è una fatalità”. Si del dolore e la sua valutapuò trattare e ridurre in zione vengono annotate modi diversi e per questo è costantemente in cartella necessaria l’attenzione da clinica, al pari di altri segni parte del personale coinvitali quali la frequenza volto nei processi assisten-

cardiaca, la temperatura corporea, la pressione arteriosa, fondamentali nella valutazione clinica della persona. Particolare attenzione è riservata al controllo del dolore post-operatorio, adottando terapie analgesiche di vario tipo in relazione alle caratteristiche dell’intervento chirurgico e all’anestesia praticata. Il pomeriggio che precede l'intervento chirurgico tutti i pazienti ricevono la visita dell’anestesista che li seguirà in sala operatoria che, in accordo con i medici di reparto, formula un "programma antalgico" personalizzato, in grado di

controllare il dolore postoperatorio. Per riuscire a trattare il dolore è indispensabile la collaborazione del paziente in quanto il dolore è diverso per ogni individuo. E' importante quindi che il dolore venga comunicato per come viene percepito. Solo chi lo prova può essere in grado di esprimerlo e deve essere creduto. Diminuire il dolore fisico consente alla persona di trovare o ritrovare quelle energie utili ad affrontare la malattia. Non provare dolore inutile è un diritto di ogni cittadino.

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La Voce di Tutti

Testimonianze PAPA’, GRAZIE DI (R)ESISTERE Per chi non conosce la mia storia, desidero dire che ho la fortuna di esserci ancora e di essere sempre io ed in una vita migliore.

Persone che si raccontano...

Sono Giorgio Cavaciocchi, oggi 57 anni, sette vite vissute in più al mio triste destino, un trapianto di fegato nel luglio 2003, appena separato e con due figli ancora piccoli che sono le mie lacrime di gioia per la vita e che vivo ogni momento della giornata. Nel 2008 mi è tornato un nodulo nel fegato donato e nello stesso 7° segmento, era di 14 mm, che paura e che fortuna! La notizia mi aveva tolto ogni speranza di sopravvivenza per la paura che provavo, ma sapevo di essere in ottime “mani”, i miei cari scienziati che studiano ed hanno sempre le soluzioni di cose che non potremmo mai immaginare; loro, la mia seconda famiglia dove trovare risposte e conforto nel dolore, nella disperazione e nella speranza del vivere nel forse, mi hanno ridato la vita ancora una volta. Mi sembrava impossibile avere un secondo tumore dopo il trapianto ( tra pianto = lacrime di

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dolore temporali tra un pianto e l’altro). La mia seconda famiglia mi ha dato la vita ancora una volta ed il reparto tutto mi ha aiutato nel partorire la mia seconda vita, sono ancora qui con voi e con i miei figli, ho festeggiato altri sette compleanni con loro, è uno dei più grandi regali che non avrei mai immaginato di vivere ancora. Mi sento un prescelto dalla fortuna o dal destino, ma soprattutto grazie alle grandi capacità dei miei chirurghi, mi vogliono bene e ciò mi ha aiutato moltissimo. Ho fede e vorrei che tutti potessero vivere ed avere la stessa fede che ho ancora oggi. Sono un caso eccezio-

nale? No! Sono molto di più! Nell’settembre 2009, dopo il consueto periodico controllo, mi dicono che ho un altro nodulo sospetto per epatocarcinoma, hcc recidivo e chi più ne ha più ne metta, praticamente un altro tumore da combattere. Era già da un pò di tempo che scherzavo dicendo “ non c’è due senza il tre” ed eccomi accontentato. Gli amici, increduli, mi davano l’ormai meritato conforto ed alla fine concludevano sempre dicendo “certo che sei proprio sfigato!”. Non mi sentivo uno sfigato, anzi il contrario! Fortunato perché i medici mi avevano dato buone notizie ed ottime speranze nella riuscita

dell’ intervento. Mi sentivo strano. Mi sentivo strano, non per la triste notizia, ma per come l’avevo accettata. Avevo due settimane davanti a me prima del ricovero ed ho pensato a come organizzarmi come se stessi partendo per le vacanze. Ho finito un lavoro, che non mi hanno mai pagato, sono stato in amore con i miei figli, ho aiutato l’amico Orsolino ad incorniciare le sue opere d’arte, ci tenevo vederle completate e poi ho passato quattro giorni d’amore con Courage, la mia compagna; “ho fatto tutto proprio tutto e in così poco tempo” , Mi ero stupito di ciò! Avevo avuto tutto dalla vita in così pochi giorni che ironicamente pensavo “ora posso anche morire” . Finalmente in Istituto. Mi ha accompagnato l’amico Orsolino, colui al quale ho dato il mio appoggio e la mia esperienza di trapiantato, anche lui ha fatto il trapianto dopo di me, ci siamo salutati silenziosamente, avevamo la lacrimuccia agli occhi, in quell’emozione c’erano tanti discorsi fatti e momenti passati a farci coraggio l’uno con l’altro, un mondo di speranze e di progetti di collaborazione, ma il destino mi ha richiamato “alle armi ed in prima linea”. per affrontare il terzo interevento.


In corsia Sapevo a cosa andavo incontro ed ero tranquillo sino a quando mi dicono che stavano ancora studiando da quale parte passare per togliere il nodulo perché dall’addome non era più possibile o troppo complicato per le aderenze. Si parla di passare dal torace, volevo conoscere meglio cosa sarebbe accaduto al mio corpo. “Maledetta la curiosità” ! Il dott. Cotsoglou, chirurgo, mi spiega tutto con un bel disegnino fatto così bene che non ho dormito per tre notti, sembrava si divertisse a spiegarmi, come se io fossi uno studente e mi diceva: “ apriamo da qui a qui e mettiamo i divaricatori per aprire le coste , creiamo un pneuma torace artificiale riducendo il polmone per avere più spazio possibile, così per accedere dall’alto al fegato e tagliare il nodulo” e già che ci siamo perché non mettere un armadietto a quattro stagioni? Mi sembrava di parlare con un architetto per ristrutturare casa.! Pensieri strani Ho passato alcuni giorni, di cui un sabato e domenica, aspettando il mio turno e parlavo con il mio “nodulino”, ho provato anche a corromperlo promettendogli che gli avrei trovato un altro alloggio più confortevole con vista mare; gli ho chiesto se aveva parenti,; volevo sapere perché aveva scelto il mio corpo e per la terza volta; gli ho fatto scrivere una raccomandata dal mio avvocato perché in questi anni non ha mai pagato affitto ed ha

sempre mangiato gratis, l’ho portato sempre con me senza mai abbandonarlo in autostrada neanche una volta. Gli ho ripetuto tante volte di andarsene da solo e di non continuare sempre a nascondersi, lo avrei aiutato io ad avere il permesso di soggiorno altrimenti avrebbe fatto una brutta fine, ma é stato tutto inutile, si era affezionato e mi voleva così bene che è morto per me ! Non sento la sua mancanza. La sala operatoria. Ero trasportato in sala operatoria, e lungo il corridoio ho visto una mostra di fotografia in b&n molto curiosa ma non avevo il tempo di approfondire. Ricordo l’anestesista che si aggirava intorno a me, mi disse che stavano preparando gli ultimi dettagli quando mi è riapparso davanti con un carrello con sopra una “specie di” scultura” bellissima, tubi in acciaio inox e cuscinetti in cuoio nero snodabili, per un attimo ho pensato ad un film a luci rosse. Quando ho chiesto a cosa servissero mi stava già iniettando la “bombarola” e. . . . . . Il risveglio Due tubi da camion che uscivano dal torace, pieni di liquido rosso che andavano a finire in un carrellino tipo aspirapolvere dove al termine cerano due bottiglioni di vetro anche loro pieni di liquido rosso; muoversi era impossibile, ero pieno di tubi da tutte le parti e dico proprio tutte! Ricordo che per rompere il ghiaccio con la real-

tà andavo in sala d’aspetto con la mia “aspirapolvere” e un bicchiere di plastica chiedendo ” vuole la granatina o il lampone?”, ma pochi hanno capito l’ironia. Cercavo di riderci sopra per non essere solo. Chiedo scusa a tutti i pazienti sofferenti, ma se non avessi vissuto così ironicamente la mia malattia forse sarei già morto o mi sarei attaccato al tubo del gas che disgraziatamente ho fatto murare ai tempi della ristrutturazione. Grazie al reparto tutto per avermi sopportato nella sofferenza e nel gioco dell’ironia di cui avevo bisogno di vivere per arrivare alla vita in modo migliore per me e per tutti. Cosa ho imparato da questi dolorosi eventi? Ho imparato a vivere “ l’oggi”, il momento vero della vita che devi sapere di accettare, accettare il tuo momento della vita e nella vita che ti appartiene e devo dire grazie di tale saggezza acquisita a tutto il reparto del 7° trapianti e del supporto psicologico del dott. Bosisio, (mi piacerebbe dire che è un amico ma i ruoli non lo permettono). Sono felice anche se le tempistiche di convalescenza mi hanno tolto il vedere crescere i figli e stare loro vicino come avrei voluto. Non ho niente da rimproverarmi, loro mi danno amore come possono ed io come posso do a loro il mio amore, ma sento di aver perso qualcosa che è il passo verso l’ adolescenza; ma io sono ancora vivo e posso ancora dare amore per la loro cresci-

ta e accompagnare il loro carattere alla maturità. Concludere è difficile perché i sentimenti che ho provato in queste avventure sono così forti e indimenticabili, c’é sempre da attingere da ciò che ho vissuto con il” settimo reparto tutto”, ciò che hanno fatto è per me veramente così grandioso che a volte ne sento la nostalgia, non ricordo emozioni così vive, forti e vere che mi hanno permesso di rendermi conto di cosa è la vita nel suo vero significato, ed anche se fosse l’ultima saprei come accettarla e viverla con amore ed il rispetto che merita. Nella nostra vita ci sono archivi di emozioni che non ricordiamo più e che diamo per scontati come i sapori del vivere, le emozioni libere, il dire ti voglio bene e ti amo, il sapersi rispettare nella vecchiaia, non avere paura di essere ciò che siamo e potere contare nell’amore delle persone che ci circondano. Questa è per me la vita! Non dobbiamo avere paura di perdere ma scegliere di vivere la vita che rimane ed arrivare alla fine più puliti e sinceri con se stessi senza rimproverarci nulla. Penso sia la più bella fine che un umano possa chiedere alla propria vita. Io sono ancora vivo ed un motivo c’è! Ognuno di noi ha una grande forza, una grande ricchezza e tanto amore da condividere, perché sprecarlo e non ricordarcene? Vogliamoci bene sempre, non solo quando

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La Voce di Tutti scatta l’allarme generale della paura di perdere qualcosa che ci riguarda personalmente, le persone che ci circondano non chiedono altro che aiutare il prossimo e a quelle che ancora non lo sanno basta dare a loro il significato della vita per riportarle sulla terra ed essere tutti insieme per non sentirci soli. La vita non deve essere subita ma vissuta! Noi abbiamo il potere di scegliere la vita che vogliamo vivere, dipende solo da noi come accettare noi stessi ed è questa la grande conquista, siamo ciò che scegliamo di essere e non ciò che gli altri vogliono vedere in noi. Vogliamo ricordarci chi siamo? Vogliamo dimenticare i futili problemi che inquinano la nostra realtà? Prometeo è un mezzo di trasporto per comunicare le nostre disgrazie ma anche un mezzo per non sentirci soli , da a noi grandi possibilità da trasmettere ad altri che arrivano digiuni e nuovi di tali esperienze, perché non dare loro aiuto e conforto attraverso la nostra esperienza vissuta? Diamo voce alla nostra sofferenza per non essere soli! C’è un mondo che ci vuole aiutare e che ha già sofferto ed è pronto per noi. Tutto è possibile! Ve lo dice un paziente che dopo il trapianto ha avuto altri due tumori ed oggi ha ancora voglia di ridere e scherzare. Giorgio Cavaciocchi, 1° apr 2010 e non è uno scherzo!

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DA UN CUORE IN PRIMAVERA Una decisione medica sul foglio ingiallito in fondo a un cassetto, con quanta gioia ti avevo letto, quanti lacrime, e ora ti ritrovo tutto straliciato, non ti avevo buttato perche quelle parole e anche il messaggio sono le prime e l’ultime che li ho potuto avere. In quella decisione ci credevo essere vivo con parole d’amore di donno di vita serie su un foglio ingiallito nelle mie mani tremanti, e un cuore pieno di impianti. Un amore scritto sul un vetro anfanato, poi piano piano scomparso lasciando soltanto il dolore di un dolcissimo ricordo. La camminata verso la rinascita è stata lunghe ma sono felice che nel buio di tante impossibilita e appari una luce meno pericolosa, una gioia piena di speranza. Ho sempre pensato che la vita è un regalo ricevuto, ogni giorno dobbiamo ringraziare qualcuno di quello che abbiamo, sono vicino e chi come me rinascendo può oggi di novo sperare nel futuro. Non ero sola ma mi sentivo sola, che potevo credere cha la mia vita sembrava vuota, ma ora non sento, per che tu mi hai dimostrato l’amore, ridonando me la vita. Sono certa che mi domandi perché ti scrivo. Io ti rispondo “non so”, ma è la mia anima che ti cerca per ringraziarvi per la realizzazione del più bel so-

gno diventato reale, che mi è riuscita grazie a voi. Davanti a una nuova vita sono come un albero tenero in primavera che sfiorire tutto il suo prezioso profumo, dai fiore fioriti grazie al vostro amore. Insostituibili, con grande cuore e amore per altri. La bibbia dice: “amate voi stessi come amate gli altri e viceversa”. Con voi ho vinto per raggiungervi ci vorrebbero le ali per che tu sei molto in alto, tanto in alto, dove c’è un cielo tanto e sempre azzurro, dove i fiori crescono ovunque, dove c’è tanta pace. Allunga le mani, vorrei toccare le tue ma non riesco a congiungermi, per ringraziarti. L’amore sono mille fiori, e un solo tesoro è quello che i bambini chiamano cuore. C’è qualcosa che non capisco ma che intuisco. È una cosa grande tanto che si sente ogni tanto. Una cosa che ogni persona prova, ma che a volte se rompe come uova. Ma certo c’è l’amore, dolce solo come l’amore. Vita, speranza piena di lacrime asciugate dal vento, dolci ricordi che affiorano alla mente, in un vello di rimpianti, sogni svaniti perduti per sempre, parole non dette, celate ne profondo del cuore. È per quale solo il dolore ti fa più forte. Non si diventa forti fino a quando non passi momenti difficili. Niente può lasciarti più povero cha la mancanza della salute e niente più ricco che averla. Destino è una parola scritta nella fronte di ognuno di noi prima di respirare la prima

volta. Senza salute non siamo felice. E quando è tempo che si deve prendere una decisione poco facile manca tempo, si deve decidere in fretta, e tutto ciò che si nasconde dietro il dolore esce fuori, e quello che sembra non possibile è possibile perché non c’è nulla più possibile della rinascita. Ora vivo ogni stante, ogni momento senza tormento, vivo serena il passato che mi ha segnata, vivo senza turbamenti le parole che già sento. Non mi fermo perché sto scrivendo ringraziando il presente. Mi hanno detto di non mollare, nella vita bisogna lutare con il cuore e gli occhi a guardare sempre avanti. Riscoprendoti dal passato l’amica che non ho mai conosciuta e che non mi ha lasciata nel passato, regalandomi il futuro. Nel sole di una giornata vorrei trovare la libertà di ascoltare istinti e eseguire i miei sogni. Vorrei guardare il mio cammino e essere fiera di voi e dei miei successi. Al buio vorrei ripiegarmi dentro la mia passione per la vita, per sorridere all’alto del giorno che segui. Pensami quando io ti penso perché io non mi dimentico mai. Ascoltami, abbracciami, amami, sorridimi, aiutami a gioire della vita sorridere e sperare per che sono una parte viventi di te. Forse è troppa sincerità ma fa bene continuerò a scrivere, il racconto non finisce qui non rovinarmi il sogno. Mi prometti? Ho sentito come mi hai promesso, non dimenticare: le promesse vengono mantenute anche dai figli del


re. Grande angelo salvante si mi chiamerai per domandarmi per che ti ho scritto, distruggerai il fascino del segreto che sta in una vita nuova. Hai visto rinascermi come un pulcino quando si sfora la crosta di un uovo ancora con pelli umidi e con gli occhi grandi usciti dalle orbite che vogliano assorbire tutta la luce e tutto il fascino di una giornata. Il mondo sembra interessante e affascinate, imparo ogni giorno a conoscermi e poi vivere la vita che è totalmente nuova e speciale per me. Si anche alla nascita naturale forse era uguale ma che ero bambino non visto crescere ma la rinascita è diversa di tutto, sembra irriconoscibile, rinato imparando conoscerti, vivere, crescere. Co la fede trovi la luce nel dolore. Grazie che domani sarà un altro giorno. Perché solo te sai che sono io, sento che sei tu, perché sei di entro me. Non dimenticaro mai quello che hai fatto per me.

LA DIGNITA’ Mi chiamo Gianna e sono una sarda dura, non è facile dire in due parole ciò che la sorte mi ha riservato. Mi sono sposata giovanissima e all’età di ventuno anni mi sono ritrovata vedova con due figli da allevare, senza un lavoro fisso e senza una casa.

La forza di andare avanti e non chiedere niente a nessuno mi ha spinta a fare concorsi e dal febbraio dell’ottanta ne ho vinti due. Ho scelto di fare il vigile urbano nel mio paese, un posto splendido all’interno della Sardegna. Un paese però legato a certi pregiudizi, vedere una donna in divisa non era semplice anche perché in quel periodo era una novità. Il tempo trascorreva tra alti e bassi e nel 1985 conobbi un ragazzo di un altro paese che lavorava nelle ferrovia, una persona splendida (ci siamo sposati nel settembre) che si è assunto la responsabilità di fare da padre a due figli che non erano i suoi; un anno dopo nacque Caterina con la gioia di tutti noi. Nel 2002 dopo ani trascorsi in serenità il colpo di grazia, un epatite con cirrosi epatica, la prof. Parci che lavorava al Policlinico di Cagliari ci indirizzo a Milano al Dottor Mazzaferro che dopo tanti esami lo mise in lista per un trapianto al fegato. Tantissimi anni fa mi sono iscritta all’AIDO e non avrei mai creduto che un giorno invece di dare avrei chiesto. Il giorno fatidico è arrivato, a ottobre squillo il telefono: “Signor Enna? Sono Monica dell’Istituto Nazionale dei Tumori, l’aspettiamo.” Non si trovano parole sia per ringraziare i familiari di chi ha donato l’organo, sia per il personale medico e infermieristico del reparto, la loro professionalità, di-

sponibilità e pazienza sono unici. Sono passati sei anni sereni e felici ringraziando Dio e i medici. Poi la notizia … leggevo sempre i referti, consultavo enciclopedie mediche, ma nel mio io rifiutavo l’idea che non andasse tutto bene. Nel 2009 a marzo ricoverai Franco a Cagliari dove per sette giorni ha vissuto le ore più terribili della sua vita.

Aspettiamo le Vostre e-mail al seguente indirizzo: prometeo@ istitutotumori. mi.it

Buttato in un letto aspettando la morte. Poi una telefonata a Milano, una corsa dall’Ospedale all’Aeroporto, all’arrivo eravamo in una situazione tale che ho dovuto chiedere un po’ di sapone per poterlo lavare; per me è stata la cosa più umiliante che mi è capitata.

Gianna Enna

Tanta era la voglia di vivere che con l’aiuto dei medici andò tutto bene fino al mese di settembre. Tornammo di nuovo su con una carrozzella, le speranze erano poche ma l’idea di un nuovo trapianto ci fece sognare. Non andò così. Ci lascio il 10 di ottobre con la presenza e l’affetto di tutto il reparto. La perdita di una persona cara non è tanto brutta come sembra se uno va via con la stessa dignità con cui ha vissuto . Un grazie a tutti e un abbraccio

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Curiosando

di Fulvio Campagnano

“MeglioMilano” istruzioni per l’uso MeglioMilano è un'associazione non profit, fondata nel 1988 da Camera di Commercio di Milano, Confcommercio Milano, Automobile Club e dalle Università Bocconi, Cattolica, Politecnico e Statale. Hanno aderito successivamente l'Università degli Studi di Milano-Bicocca e l'Università IULM e, in qualità di soci benemeriti, imprese di diversi settori .... Curiosando curiosando nella Milano che conta, noi di Prometeo, attratti da un'altra realtà solidale dopo aver incontrato la Società Umanitaria e la Fondazione Sodalitas, ci siamo imbattuti nell'Associazione MeglioMilano, che istituzionalmente focalizza il proprio operato sulla qualità della vita nell'area metropolitana attraverso un Osservatorio Permanente e vari studi e progetti legati alle eccellenze milanesi.

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In realtà, ci siamo incontrati per caso. Chi vi scrive, infatti, è stato attratto da un'informazione televisiva avente per oggetto “2010 La città delle donne”. Per pochi secondi, ascoltando distrattamente, sembrava trattarsi di qualcosa di riferibile al celebre film di Federico Fellini (1980). Ma subito dopo, prestando bene attenzione, si è capito che si trattava di un quadro conoscitivo della popolazione femminile di Milano: frutto dell'ultimo studio, in ordine di tempo, della Associazio-

ne MeglioMilano che era appena stato presentato al mondo della cultura, della politica e dell'informazione che opera nella nostra città.

Curiosando per incarico dell'Associazione Prometeo, che - peraltro per conseguire i propri obiettivi è sempre in contatto con il terzo settore, non ci si poteva esimere dal cercare di risalire agli autori e ai committenti di questo particolare studio per sapere chi è MeglioMilano e di cosa si occupa.

Questa intervista è stata possibile grazie alla cortese disponibilità di Ellida Massone, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione, che preliminarmente ha presentato un ampio scenario di MeglioMilano e si è quindi offerta di facilitare un contatto con Simonpaolo Buongiardino, Presidente dell'Associazione, per gli approfondimenti necessari. Ecco le domande di Prometeo, con relative ri-


… L'Associazione è retta da un Consiglio di Amministrazione e da un Comitato Tecnico Scientifico. sposte esaustive e compendiose.

Nello Statuto si legge che MeglioMilano nasce come associazione per migliorare la qualità della vita in città. Cosa è stato fatto, dalle origini ai giorni nostri, per conseguire gli obiettivi dell'Associazione? MeglioMilano è attiva dal 1987 e da sempre attenta alla qualità della vita dell’area metropolitana. “Conoscere per intervenire” è il nostro metodo operativo: rileviamo, attraverso un Osservatorio Permanente, suddiviso in macroaree e declinato in oltre cento indicatori, i miglioramenti o criticità di particolari aspetti della nostra quotidianità. Da qui, dopo aver effettuato indagini preliminari, cerchiamo, con l’aiuto delle istituzioni o di enti sul territorio, di avviare progetti che possano dare risposte concrete in termini di miglioramento ed eventuale futura sostenibilità. Sono moltissimi i progetti sperimentali che abbiamo avviato negli anni, da campagne di sensibilizzazione per incentivare la raccolta differenziata negli anni 90, a nuove forme di cohousing, avviando convivenze tra giovani studenti universitari e anziani autosufficienti.

Chi sono i consulenti abituali? MeglioMilano ha una base associativa che coinvolge tutti gli atenei milanesi: riuniamo periodicamente un Comitato Tecnico, costituito da professori universitari con specifiche competenze: dall’esperto di mobilità al sociologo, dall’urbanista a chi promuove marketing territoriale. In questi incontri proponiamo, ascoltiamo, ci aggiorniamo reciprocamente, la parola “brainstorming “rende bene l’idea, è un laboratorio che produce nuovi stimoli e iniziative, che lo staff dell’associazione rende attuabile grazie alla ricerca, alla progettazione e all’avvio della sperimentazione.

Quali le aree di intervento? Come le dicevo, nei vent’anni di attività sono state molte. Da sempre ci appare estremamente importante valorizzare le eccellenze del sistema milanese e abbiamo iniziato ad indagare quello universitario: fino al 2003, anno in cui MeglioMilano ha presentato la prima di una serie di indagini intitolate “Studiare e Vivere a Milano”, in pochi sapevano che Milano ospita undici Atenei e un ulteriore decina dei migliori Istituti di Alta Formazione italiani; che annualmente una popolazione di oltre 200 mila studenti sceglie

il nostro capoluogo per un percorso formativo o di stage, che siamo l’unica città italiana ad offrire più di cento corsi di laurea, e che questo “sistema” crea per la sola città di Milano un indotto superiore a 1,4 miliardi di Euro, che diventano 2,5 miliardi se calcolati su base regionale. Oltre al sistema universitario, abbiamo presentato nel 2009 una ricerca sull’eccellenza musicale di Milano “La città della Musica”, che naturalmente non ha trascurato l’attrattività rappresentata dal teatro La Scala, ma che ha tentato di evidenziare l’importanza di associazioni minori, dei cori, dei numerosissimi laboratori di ricerca e sperimentazione che spesso rappresentano luoghi di aggregazione e di spunti di ricerca e innovazione. Da poco abbiamo presentato “La città delle donne”, altra eccellenza, sicuramente non solo milanese, da sostenere e potenziare.

Quali i principali bacini d'utenza? Negli anni ci riconosciamo sempre più nella definizione del primo presidente di MeglioMilano, ingegner Piero Stucchi Prinetti, di “cerniera” tra cittadino e amministrazione, locale in primis, ma anche nazionale, per problematiche che riguardano la qualità della vita: argomento di cui, da pionieri,abbiamo iniziato a parlare vent’anni fa, ma

MeglioMilano persegue l'obiettivo di migliorare la qualità urbana e dell'area metropolitana attraverso progetti specifici, sia rivolti a un contesto complessivo che ad aree specifiche, operando su due livelli di intervento: quello dell'elaborazione progettuale, attraverso studi e analisi, e quello della realizzazione sperimentale della proposta, per valutare gli effetti prodotti e mettere a punto una metodologia trasferibile e condivisibile. Particolare attenzione è dedicata ai servizi che la città offre, alla valorizzazione delle eccellenze, alla mobilità, all'ambiente, all'accoglienza. In ciascuna area i progetti sono di natura e complessità diverse e la funzione di MeglioMilano va da quella di diretto protagonismo a quella di stimolo nei confronti altrui. “Simonpaolo Buongiardino, milanese, laureato in Bocconi in Economia e Commercio, imprenditore. Tra gli incarichi principali, oltre alla presidenza di MeglioMilano, ricopre il ruolo di Amministratore dell’Unione Confcommercio Imprese per l’Italia Milano – Monza e Brianza, è Presidente di Fondo Est, di Capac-Politecnico del Commercio di Milano, e vice presidente del FADE, Fondazione Amici dell’Epatologia. Nel 2008 è stato insignito della Civica Benemerenza dell’Ambrogino d’Oro”. Pagina 29


Curiosando

sempre più d’attualità nei vari segmenti della vita di ognuno, e non solo del cittadino milanese. I nostri studi e le ricerche, cui teniamo molto, sono strutturati per comunicare alla collettività, alle amministrazioni, al privato sociale, al terzo settore. Le voci complementarietà e sussidiarietà sono imprescindibili per il nostro operato.

adesioni o candidature che riceviamo dai cittadini. Devo confessarle però che, già dal nostro interno, operiamo in maniera molto selettiva ed autocritica, è il vantaggio di lavorare in un gruppo piccolo, nel quale ognuno porta competenze e visioni diverse che, come spesso accade, migliorano e arricchiscono il prodotto finale.

I sistemi di comunicazione più efficaci?

Il “fiore dell’occhiello” di MeglioMilano è Prendi in casa uno studente, progetto che prevede la coabitazione tra un anziano autosufficiente e uno studente universitario per il reciproco scambio di compagnia e alloggio: è un’iniziativa che seguiamo ormai da anni, con affetto e grande dedizione. Le persone a 65 anni spesso vanno in pensione, ma hanno voglia di rendersi ancora utili, questo è uno dei modi per intessere nuove relazioni, soprattutto col mondo giovanile, non sentire il peso della solitudine e poter usufruire di qualche aiuto in caso di piccole commissioni. Abbiamo molte candidature, ma dovendo avviare delle coabitazioni vere e proprie, cerchiamo di scegliere i profili giusti, operando su piccoli numeri: nei sei anni di attività abbiamo avviato oltre 300 abbinamenti, con solo dieci coppie sciolte per incompatibilità. Prendi in casa uno studente è e resterà un progetto di nicchia, ma con delle valenze sociali

Come associazione non profit non disponiamo di particolari budget per l’autopromozione, né abbiamo mai avviato raccolte fondi per finalità particolari: diamo visibilità al nostro operato grazie a studi e progetti di qualità, ai quali i mezzi di comunicazione spesso danno risalto perché interessanti, utili, fruibili. Sui singoli progetti sperimentali avviamo di volta in volta, a seconda delle partnership che individuiamo lungo il percorso, strumenti e metodi diversi.

Come si misurano i risultati conseguiti? C'è un “fiore all'occhiello”? Il risultato più evidente lo misuriamo con l’interesse suscitato nei mezzi di comunicazione, quando nuove attività o indagini vengono presentati e successivamente dalle richieste,

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importanti, tanto che molte città italiane lo stanno proponendo sul proprio territorio sulla falsariga del nostro modello.

sempre l’auspicio è che la ricerca possa ispirare nuove progettualità per offrire risposte ad almeno alcune delle problematiche emerse.

Qualche dettaglio su “2010 La città delle donne”?

Qualche anticipazione su prossimi studi e ricerche?

Chiacchierando tra uomini, come essere imparziali? Devo dire che “l’altra metà di Milano” rappresenta un mondo sfaccettato ed estremamente impegnato, non solo a livello professionale col 64% di donne occupate, percentuale più elevata in Italia, ma “indaffarate” anche a livello familiare per l’accudimento di figli, purtroppo pochi rispetto alla media europea, ma anche di genitori anziani, anche acquisiti. Difficile riassumere in poche righe un argomento così vasto … le aree di miglioramento che, per missione, MeglioMilano deve evidenziare sono, ad esempio la disparità di carriera e conseguente remunerazione delle donne rispetto ai colleghi uomini: ha fatto caso per esempio che solo tre sono le donne Sindaco in grandi città italiane? E sapeva che il 46% delle laureate milanesi nel 2008 ha ottenuto un voto di laurea tra il 106 e il 110 e lode? In compenso, proprio le donne, sempre più spesso nell’arco della loro vita accusano, o forse segnalano con meno remore, fenomeni di disagio e periodi di depressione. Come

Nel lavoro che ci contraddistingue da sempre, ovvero l’Osservatorio Permanente, il focus del 2011 sarà dedicato ai “city users”, quella popolazione di non residenti che, per diverse esigenze, professionali, sanitarie, formative o culturali che siano, fruisce quotidianamente o periodicamente dei servizi che Milano offre: dai trasporti, alle informazioni, dall’urbanistica all’accoglienza. L’obiettivo sarà quello di focalizzare punti di forza e di debolezza della città, raccolti attraverso analisi statistiche e interpretati alla luce di interviste approfondite ai diretti interessati. L’obiettivo, anche rivolto al sempre più vicino Expo, è quello di elaborare proposte per migliorare e aumentare l’attrattività del nostro capoluogo.


Un libro ti prende in prestito … sei mesi dopo in una biblioteca che nel futuro conterrà anche audio libri: la permanenza in ospedale è spesso accompagnata da debolezza fisica che comporta una certa fatica nel concentrarsi nella lettura. Gli audio libri permetterebbero a tutti di godere a pieno del piacere di un buon libro. Prometeo intende dunque contattare case editrici specializzate per reperire lettori e audio testi.

di Chiara Castellini

Rubrica

Libri & Dvd

Alcuni titoli dai quali farsi prendere in prestito…

A dicembre vi abbiamo raccontato del nuovo progetto Un libro ti prende in prestito grazie al quale i libri di Prometeo sono diventati protagonisti e a disposizione di tutti. Il via vai è sempre più frenetico: sono ormai molti i pazienti, i famigliari, gli amici che ci portano libri per arricchire gli scaffali della libreria che Prometeo ha deciso di

aprire a chiunque si trovi a passare. Un modo per far “circolare” la lettura secondo le sempre più diffuse mode del book crossing e del book sharing. Merito e ringraziamento particolari ad RCS Libri e Fondazione RCS per il sostegno che continuano a dare alla biblioteca. Il proseguimento ideale del progetto lo vediamo

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Curiosando di Eleonora Castro

Grazie dei Libri! La libreria di Prometeo si arricchisce di Prometeo di arricchir-

foto: basta guardare gli

si di “ Testi ” scritti da

occhiali. Sono, infatti,

un Autore conosciuto

oggetti che cambio con

per la sua sensibilità, il

regolarità. Ogni due

suo umorismo e la sua

anni, diciamo. Tanto ci

capacità di relazionarsi

metto a stancarmi o a

con le persone.

demolirne un paio.

In occasione dei ringraziamenti per il suo gesto

Il rituale è sempre lo

generoso, ancor più

stesso. Mi presento

gentile concessione

dall'ottico in via XX Set-

c ’ è stata fatta per

tembre a Crema, e chie-

l ’ utilizzo di un suo arti-

do consiglio alle uniche

colo a carattere

persone di cui mi fido.

“ p ersonale ” che qui di

Sono tre: la titolare, Isa;

seguito pubblichiamo

mia moglie, Ortensia; e in ultima istanza, autori-

Beppe Severgnini, famoso giornalista dall'umorismo trascinante, ha contribuito a uno dei

tà massima e indiscuti-

Occhiali rivelatori

glia dispone. Io obbedi-

Se, in un accesso di

Devo dire, col senno di

progetti di Prometeo:

vanità non sconosciuto

“ Un libro ti prende in prestito”.

mio nome su Google e

Ha regalato all ’ Associazione alcuni tra i suoi più famosi libri, permettendo alla libreria

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Qualcosa di personale

alla professione, cerco il seleziono "immagini", so subito quand'è stata disegnata una caricatura o è stata scattata una

bile, mio figlio Antonio. Isa propone, e la famisco.

poi, che hanno scelto bene. Bello non sono diventato - l'impresa è, insieme, impossibile e irrilevante - ma sono orgoglioso di non aver mai portato occhiali ros-


si e, negli ultimi anni, mi

( 2 000-2002 ) . Li ho

sono affezionato nell'or-

apprezzati finché hanno

dine a:

cominciato a stingere ( s o qual è la casa pro-

1. Occhiali rotondi di

duttrice: e non mi becca

celluloide ( 1994-

più ) . Voi direte: e allo-

1995 ) , quelli che vede-

ra? Be', più che uno

te qui nella caricatura di

scrittore sembravo un

Chris Riddell, pubblicata

naufrago, e non sta be-

sulla copertina di "Un

ne.

italiano in America". La uso da anni sul forum

5. Occhiali vagamente

"Italians". Sebbene l'o-

bombati, con montatura

mino con l'impermeabile

in metallo satinato

sia sessualmente so-

( 2 003 ) . Roba da atto-

spetto, ci siamo tutti

re di Hollywood. Poi un

affezionati.

giorno mi sono guardato allo specchio e ho capi-

2. Occhiali di metallo,

to che non mi piaceva

sottili, ovali, che mi da-

fare la comparsa.

vano un'aria da Silvio Pellico in vacanza

6. Occhiali leggeri, scuri

( 1 996-1997 ) . Li ho

fuori e chiari dentro, in

amati poco perché era-

cellulosa, aste in metal-

no minuscoli, e le cose

lo snodabili ( dal 2004

che m'interessavano

a oggi ) . Ottimi, devo

erano spesso fuori dal

dire. Due anni fa una

campo visivo.

studentessa di Princeton, facendo la cronaca

3. Occhiali senza mon-

di una mia lezione in

tatura frontale ( 1998-

quell'università, ha scrit-

1999 ) , delicatissimi.

to che sembravo un

Isa mi ha visto spesso

professore imbranato.

entrare in negozio af-

Cos'altro può volere, un

franto, reggendo questi

uomo che affronta i cin-

affaretti malconci. Un

quanta con le sue tre

giorno si è stufata, e me

diottrie e i suoi capelli

ne ha dati altri.

metallizzati?

4. Occhiali metallici rettangolari, blu elettrico, aste nere: belli e interisti

Tratto dal sito ufficiale di Beppe Severgnini www.beppesevergnini.com

BEPPE SEVERGNINI scrive per il "Corriere della Sera" dal 1995 e dal 1998 conduce il forum "Italians" (www.corriere.it/italians), al quale ha dedicato l'ultimo libro: "Italians. Il giro del mondo in 80 pizze" (Rizzoli 2008). Ha scritto per "The Economist" (1993-2003) e per il "New York Times Syndicate" (2007-2009). Nel 2004, a Bruxelles, è stato votato "European Journalist of the Year". I libri, pubblicati in Italia da Rizzoli, sono bestseller. Beppe Severgnini ha scritto tre ritratti nazionali: "Inglesi" (1990), "Un italiano in America" (1995) e "La testa degli italiani" (2005). Due libri sulla lingua: "L'inglese. Lezioni semiserie" (1992) e "L'italiano. Lezioni semiserie" (2007). Due libri di viaggio: "Italiani con valigia" (1993), "Manuale dell'imperfetto viaggiatore" (2000) e l'autobiografia "Italiani si diventa" (1998). "Un italiano in America", col titolo "Ciao, America" (Doubleday, 2002) è diventato un National Bestseller negli USA. "La testa degli italiani", col titolo "La Bella Figura" (Doubleday, 2006) è stato New York Times Bestseller, ed è tradotto in dodici lingue. Appassionato di calcio, Beppe scrive per la "Gazzetta dello Sport" dal 2001 ed è autore di una multipla dichiarazione d'amore alla squadra del cuore: "Interismi" (2002), "Altri interismi" (2003) e "Tripli Interismi!" (2007). I tre volumi sono raccolti nel "Manuale del Perfetto Interista". Beppe Severgnini ha scritto e condotto le trasmissioni televisive "Italians, cioè italiani" (RaiTre 1997), "Luoghi Comuni. Un viaggio in Italia" (RaiTre 2001 e 2002). Dal 2004 collabora a SKY Tg24 con interviste, conduzioni e commenti ("Severgnini alle 10", "America 2008", "Zona Severgnini"). Dal 2007 interviene quotidianamente su RadioMontecarlo. Beppe è nato il 26 dicembre 1956 a Crema (Cremona), dove ha studiato fino alla maturità classica. Laureato in diritto internazionale a Pavia, dopo un periodo presso la Comunità Europea a Bruxelles è stato corrispondente a Londra per "il Giornale" di Montanelli (1984-1988), inviato in Europa Orientale, Russia e Cina (1988-1992), distaccato presso "The Economist" a Londra (1993), corrispondente a Washington D.C. per "la Voce" (1994-1995). Tiene un corso alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano/Ifg (2009/2010), è stato Research Fellow/writer in residence al MIT/Massachusetts Institute of Technology (2009), ha insegnato a Middlebury College Vermont (2006), MilanoBocconi (2003 e 2006), Parma (1998) e Pavia (2002), che lo aveva scelto come «laureato dell'anno» per il 1998; e ha tenuto lezioni in molte altre università, in Italia e all'estero. Nel 2001 Elisabetta II gli ha conferito il titolo di Officer of the British Empire, O.B.E. Dal 2008, è Presidente (onorario) dell'Inter Club Kabul. E' sposato con Ortensia e ha un figlio, Antonio.

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Peccati di Gola

La “cucina” come scambio culturale Anche la cucina può essere un momento sociale, di comprensione, di condivisione … Conosciamo Demm Dikk un locale dove si uniscono pietanze africane con sapori italiani. DEMM DIKK Il ristorante Demm Dikk si trova in via Cesare Beruto, 13 - 20131 Milano. A pochi passi dalla fermata della metropolitana verde M2 Lambrate. Lo scambio culturale e

con quelle dell'Africa del Nord, dell'Africa Nera e con i piatti tipici senegalesi, creando suggestioni culinarie indescrivibili.

culinario è l'anima del locale. Demm Dikk in wolof, la lingua più diffusa in Senegal, significa infatti "andata e ritorno". Ai fornelli del ristorante collaborano con passione un cuoco italiano e uno senegalese, che lavorano con dedizione affinchè l'incontro fra cucina Italiana e tradizioni dell'Africa del Nord, dell'Africa Nera e del Senegal sia reso possibile. In questo modo, semplicemente scegliendo dal menù tra le proposte italiane e Africane, si parte e si ritorna tra Italia e Africa, in un viaggio culturale e culinario senza precedenti. Le specialità italiane si fondono

“Dalle tagliatelle alle tentazioni del Senegal”. Erano anni che Ba Mbaye, senegalese di Milano, gestiva con successo un servizio di catering. Finalmente si è deciso a fare il grande passo, aprendo un ristorantino che mette in tavola due tradizioni culinarie: quella senegalese e quella italiana. Da un lato troviamo piatti come le penne allo scoglio, le tagliatelle o lo stinco al forno. Mentre dall' altro le tentazioni, sempre speziate e talvolta piccantine, si chiamano yassa ginaar (pollo con riso) o thiebu bu jeen (riso e pesce). In futuro, spiega il patron, il menu espanderà ulteriormente la propria giurisdizione geografica.

All’interno del locale noterete con piacere che vi sono presenti molti libri: dai romanzi di viaggio, ai libri fotografici, dalle fiabe africane, alle guide culinarie. Vi invitiamo a leggere ciò che più vi aggrada. Incominciate il vostro viaggio letterario.

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Una curiosità: Demm Dikk è anche il nome della maggiore ditta di tasporto di Dakar come l'ATM milanese! Buon viaggio, di andata e ritorno!

Sapori, un viaggio tra l’Italia e il Senegal Ceebu ginaar (riso con pollo)

Ingredienti : -1 grosso pollo in parti -*Nokoss -1/2 l di olio di arachide -1 cipolla -2 cucchiai di concentrato di pomodoro -250 g di passata di pomodoro -1 foglia di alloro -3 carote -1/2 ceppo di crauti freschi o cavolo verza -1 melanzana -1 peperone rosso -1 rapa bianca -1 kg di riso Preparazione: Fiammeggiare il pollo, lavarlo con acqua, aceto e sale grosso e risciacquarlo. Macinare un peperoncino, mezza foglia di alloro, un po' di pepe e un cucchiaio di nocoss.


Provocare un piccolo buco in ognuno dei pezzi di pollo ed inserirvi il miscuglio così ottenuto, prestando attenzione a schiacciarlo bene perché non esca durante la cottura. Far marinare il pollo con il nocoss per qualche minuto. Scaldare metà dell'olio, salarlo leggermente e fare friggere a lungo i pezzi di pollo da entrambe le parti. Posarli su un piatto. Non riutilizzare l'olio della frittura. Tagliare la cipolla a quadrotti e farla rosolare nel restante olio caldo, aggiungere il pomodoro concentrato, la passata di pomodoro, i pezzi di pollo e l'altra mezza foglia di alloro, lasciare insaporire per 5 minuti. Versare 2 l d'acqua e portare a ebollizione. Pulire le verdure: pelare le carote e la rapa, tagliare in due il mezzo cavolo, i crauti, la melanzana, dividere in quattro il peperone. Aggiungerle al sugo, coprire e far cuocere a fuoco lento per un'ora circa. A metà cottura aggiungere il nocoss. Estrarre le verdure e metterle su un piatto tenuto al caldo, bagnarle con un po' di sugo. Lavare il riso e aggiungerlo al sugo, ricoprire la pentola e lasciare cuocere a fuoco lento per 20 minuti circa. Versare il riso in un piatto di portata, disporvi sopra le verdure. Servire caldo. -*Nokoss Ingredienti - 5 peperoncini rossi secchi - 1 grosso spicchio d'aglio (o 2 piccoli) - 1 cucchiaino da caffè

di pepe nero (in grani o in polvere) - 5 dadi di carne del tipo secco, non morbido Preparazione: Mescolare gli ingredienti e macinarli in un mixer o pestarli in un mortaio. Note: Si tratta di una miscela di aromi che serve per insaporire praticamente tutti i piatti, almeno quelli salati.

Tagliatelle primavera Ingredienti: - 350 g di pasta tipo tagliatelle -3 fette di prosciutto cotto -8 asparagi -250 g di panna liquida - Formaggio parmigiano grattugiato - 1 noce di burro - Sale - 1 macinata di pepe bianco Preparazione: Eliminare la parte bianca degli asparagi e lessarli in acqua salata. Mentre cuociono le tagliatelle fondere una noce di burro in un pentolino, unirvi gli asparagi affettati, il prosciutto tritato e la panna. Scaldare la salsa senza farla bollire. Scolare la pasta, condirla con la salsa agli asparagi, una macinata di pepe e il parmigiano grattugiato.

Caakry Ingredienti - 500 g di sanxal o di semola di miglio - sale - noce moscata

- 1 bustina di zucchero vanigliato - burro - 500 g di yogurt o sow (latte cagliato) - latte concentrato zuccherato - zucchero - 4 bustine di zucchero vanigliato o 2 di vanillina - 1 cucchiaino di aroma di fiori d'arancio Preparazione Prima di iniziare la cottura lavare il miglio. Versare il prodotto in una ciotola e ricoprirla d'acqua in modo da poterlo facilmente sciacquare a mano e permettere l'affioramento di impurità. Mescolare la semola in senso orario versando poca acqua alla volta, ruotare fino ad ottenere delle piccole palline grosse quanto i grani del cuscus di semola di grano. In Italia, in mancanza di semola di miglio, può essere sostituito con normale cuscus. Far bollire in una pentola 1 litro d'acqua leggermente salata. Lasciare cuocere per 15 minuti circa. Versare lo yogurt in una ciotola o in una grande brocca. Aggiungere lo zucchero, il latte concentrato, lo zucchero vanigliato e l'aroma di fiori d'arancio. Mescolare fino a quando lo zucchero sarà completamente sciolto, assaggiare per verificare il gusto. Far raffreddare in frigorifero per 20 minuti circa.

yogurt, mescolare e servire in piccole ciotole o tazze.

Melone color Ingredienti - 1 melone di tipo bianco del peso di 500 gr - 200 g di fragoline di bosco - 1 bicchiere di vino bianco amabile - 1 mela ,1 pera - 1 fetta di ananas - 50 g di ciliegie - 4 cucchiai di zucchero in polvere - 1 bicchierino di kirsch Preparazione: Pulite le fragoline e mettetele nel vino per lavarle, dopo di che scolatele e passatele al setaccio. In una terrina raccogliete la purea delle fragoline ed aggiungetelo zucchero, il kirsch e tutta l'altra frutta, lavata, sbucciata e ridotta a dadini, mentre le ciliegie vanno divise a metà. Pulite il melone e eliminate uno strato sottile di buccia nella parte inferiore, quanto basta perchè possa restare dritto sul piatto. Dopo di che eliminate anche la calotta superiore e procedete eliminando i semi ed i filamenti, quindi, svuotatelo della polpa, che ridurrete poi a cubetti. Unite ora tutta la frutta, compresa la polpa del melone, mescolate tutto e riempiteci il melone.

Disporre su una ciotola il caakry, condirlo con un po' di noce moscata grattugiata al momento, una bustina di zucchero vanigliato e una noce di burro, aggiungere lo

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PROMETEOInforma N17 - Giugno 2010 by PROMETEO onlus - Issuu