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Distruzione di un'antica strada-Il caso dell'antica strada PRIULA

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Una Strada Storica, il segno perduto

Distruzione della natura, Malgoverno del territorio, Abrogazione del paesaggio, Eliminazione dello spazio fisico, Degrado delle aree di pregio estetico e ambientale. Smantellamento di un’immensa e insostituibile eredità di cultura


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La strada Priula: devastazioni e distruzione di una strada storica

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a strada Priula tra la val Brembana e la Valtellina fu realizzata tra il 1592 e il 1594. Il 25 maggio 1593 Alvise Priuli, Podestà di Bergamo, inviava una lettera al senato veneziano informandolo dell’ultimazione della strada, definendola un’opera di grande impegno: “Ho fatto tagliare una strada di larghezza nel sasso vivo di cinque brazza per il manco per dove mi è convenuto passare per coste di monti di sasso vivo”. La strada partiva da Bergamo e risalendo la Val Brembana superava il Passo di San Marco e raggiungeva Morbegno collegandosi con i Grigioni attraverso il Passo del Settimo e quello dello Spluga. Il senato veneto richiese al Priuli una relazione dettagliata. Il Re di Spagna Filippo II doveva per forza di cose ottenere il passaggio delle sue truppe nello stato grigione collegandosi con l’Austria. Nel 1589 il re di Francia Enrico IV contrastò il progetto spagnolo cercando di ottenere il passaggio delle truppe francesi, in territorio grigione. Ciò permetteva di mantenere un collegamento con la Repubblica di Venezia con la quale i rapporti politici ed economici erano sempre stati buoni per tutto il ‘500. Un altro motivo per cui Enrico IV intendeva muoversi con libertà nel Canton Grigioni era la prospettiva di calarsi in Italia per riconquistare i territori che in passato erano stati francesi. Esigenze che combaciavano con le strategie della repubblica veneta. I Veneziani, dal punto di vista militare non potevano, da soli, contrastare l’impero spa-

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gnolo che la circondava da ogni parte. A queste condizioni di inferiorità si aggiunse anche una nuova minaccia per lo stato veneto, l’inizio dell’invasione dei Turchi nel Mediterraneo. Per difendersi dalla potenza spagnola, la Repubblica di Venezia avviò un’intensa attività diplomatica e alleanze militari con gli stati europei contrari alla corona di Spagna. L’interlocutore principale era la Francia con la quale Venezia aveva facili contatti attraverso lo stato dei Grigioni. In questo panorama di rapporti internazionali esistevano situazioni molto importanti; dallo stato dei Grigioni provenivano le migliori truppe mercenarie di quei tempi che erano ambite da tutti i sovrani d’Europa. Nel territorio dei Grigioni, inoltre, si trovavano i valichi alpini lungo i quali passavano le vie commerciali internazionali che collegavano il Nord Europa con la pianura Padano, il San Gottardo, lo Spluga, il Septimer, lo Julier, comprendendo facilmente quali e quanti interessi gravitassero in particolare sulla Valtellina. Con questa situazione geopolitica, l’attraversamento della catena alpina poteva essere garantito solamente dalla via che da Bergamo, attraverso la Val Brembana e il Passo di S. Marco nelle Alpi Orobiche, scendeva a Morbegno. Il percorso era già utilizzato da pastori, migranti, e commercianti locali dei due versanti, ritenuto quindi importante per le nuove prospettive economiche, militari e strategiche orientate a traffici internazionali. Le forti tensioni tra Venezia e Milano alla

Quaderni Valtellinesi

Foto e testo di Gianpiero Mazzoni

Nella pagina precedente: la lapide in marmo apposta sulla casa cantoniera del passo di San Marco che segnava il confine tra i Grigioni e la Serenissima fino al 1797.

DALLA VALTELLINA E CONTADI

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fine del ‘500, e la prospettiva di un trattato tra la Serenissima e le Tre Leghe (che sarà concluso soltanto ai primi del ‘600, accelerarono l’approvazione del progetto di una nuova strada che venne presentato al senato veneto da Alvise Priuli podestà di Bergamo, il quale la realizzò lin pochissimo tempo “Nel frattempo, il 4 febbraio 1590 il senato veneto affida al bergamasco conte Agliardi, esperto di faccende militari, l’incarico di trattare a titolo privato l’acquisto di un cospicuo numero di truppe mercenarie provenienti dai Grigioni. I capi delle Tre Leghe però non diedero luogo all’accordo. Pressato da ragioni militari, il senato veneto continuò a insistere con i Grigioni per risolvere una trattativa che durava ormai da due anni. Quando nel giugno del 1591 giunse a Bergamo, Alvise Priuli riuscì a riprendere le trattative con i Grigioni ai quali venne richiesto l’invio di 6.000 fanti e il permesso di passare sul territorio di Coira per le truppe mercenarie provenienti dai cantoni di Zurigo e Berna e dalla Lorena dirette allo stato veneto. L’importanza di queste truppe svizzere si riferisce al fatto che questi soldati,grazie alla loro corporatura possente e alla loro spietatezza, nota in tutta Europa, erano in grado di rovesciare le sorti di una battaglia, considerando che la tecnica militare era ancora quella medioevale, nonostante fossero stati introdotti gli archibugi, armi troppo pesanti e lente da caricare per cui le battaglie si risolvevano ancora nei duelli corpo a corpo. Le truppe grigioni e svizzere, perciò erano ambite da tutti gli Stati, specialmente da Venezia che non disponeva da un forte esercito. I Grigioni, temendo la forza militare degli Spagnoli, alzarono il prezzo degli accordi chiedendo a Venezia nuovi “donativi”. Furono concessi 2.550 scudi e l’accordo sembrò a portata di mano, ma nei successivi incontri le Tre Leghe chiesero ulteriore denaro. Il Priuli con abilità diplomatica ricorse a una proposta ai Grigioni che consisteva nella realizzazione di una mulattiera che valicando il Passo di S. Marco facilitava i commerci tra Chiavenna, Morbegno e Bergamo. Il 3 agosto 1592 il Priuli informò il Doge dei 38

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A fianco: una veduta generale della valle di Albaredo.

nuoi accordi sottolineando che l’opera, sarà “un importantissimo interesse di stato oltre al fatto che non saria di poco aiuto ancora per la conclusione della confederazione, negozio da me trattato fin dal prencipio di questo mio Regimento”. Il Priuli da buon politico evidenziava i vantaggi sottolineando che la strada avrebbe favorito il commercio tra Chiavenna e i Grigioni sottraendosi ai pesanti dazi del Ducato di Milano. Inoltre la nuova strada, era una via di commercio internazionale alternativa a quella del Lago di Lecco e dell’Adda.

Per i vantaggi militari il Priuli si dimostrò sbrigativo spiegando che questa strada avrebbe servito i viveri a Bergamo e portato più in fretta le truppe mercenarie grigioni e tedesche. Le caratteristiche dell’opera Nelle prime intenzioni i lavori prevedevano il tratto fino al Passo di S. Marco sperando che anche i Grigioni iniziassero i lavori dal Passo almeno fino ad Albaredo Tuttavia, quando si diffuse la notizia che sa-

rebbero cominciati i lavori, i comuni della Val Brembana finanziarono solo nel loro versante un tratto più completo e più adatto alle loro esigenze. Il Priuli,ritenendo queste condizioni favorevoli, nonostante il tergiversare dei Grigioni, percorse tutto il tracciato fino a Morbegno accompagnato da tecnici esperti in grado di quantificare una spesa complessiva per un intervento radicale che solo per il tratto da San Marco a Morbegno ammontava a circa 1500 ducati. Riuscì comunque ad ottenere 600 ducati da Morbegno. Inoltre il Priuli decise anche di “far edificar 39


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una una sostasosta per per le mercantie le mercantie concon stalestale et casa et casa percorso percorso diverso diverso libero libero dai condizionamenti dai condizionamenti del Ducato di Miano. di Miano. Per reazione, Per reazione, nel 1603, nel 1603, nel confine nel confine di quel di quel territorio territorio sopra sopra la colma la colma del Ducato la stipulazione la stipulazione del trattato del trattato tra Venezia tra Venezia e e delladella montagna montagna per per l’habitatione l’habitatione di quello di quello concon le Tre Leghe, Leghe, gli Spagnoli gli Spagnoli eressero eressero il forte il forte di di che che si obligarà si obligarà di tenere di tenere la strada la strada aperta aperta all’uall’u- le Tre Fuentes, per per ritorsione, ritorsione, in modo in modo da controlda controlso del so passo del passo delladella montagna montagna di Spluga di Spluga ed aled al- Fuentes, i confini i confini e o ei traffici. o i traffici. Il Fuentes, Il Fuentes, però,però, tre montagne tre montagne di Germania di Germania nei nei tempi tempi delladella lare lare tardò tardò a revocare a revocare le proibizioni le proibizioni riaprenriaprenneve, neve, che che servirà servirà ancoanco per riposo per riposo dé mercanti dé mercanti nonnon do ido transiti i transiti verso verso i Grigioni. i Grigioni. La strada La strada Priu-Priuet animali”. et animali”. la acquisisce comunque comunque a partire a partire dal dal 1592 1592 Venne Venne realizzata, realizzata, nellonello stesso stesso periodo, periodo, in in la acquisisce un’importanza crescente crescente per per le diplomazie le diplomazie occasione occasione dei dei lavori lavori delladella nuova nuova strada, strada, dal dal un’importanza di grandi e piccole e piccole potenze potenze di tutta di tutta Europa Europa 1593 1593 al 1594, al 1594, la cantoniera la cantoniera di S.diMarco S. Marco concon di grandi in un in quadro un quadro politico politico che che vede vede la Valtellina la Valtellina e e la sola la sola spesa spesa di 2000 di 2000 ducati ducati a carico a carico dellodello sta- stai Grigioni un punto un punto di intersezione di intersezione delledelle due due to veneto. to veneto. Successivamente, Successivamente, concon il benestare il benestare i Grigioni grandi direttrici direttrici lungo lungo cui sicuimuove si muove la politila politidel senato del senato veneto, veneto, venne venne datodato l’incarico l’incarico per per grandi ca internazionale ca internazionale nel ‘500. nel ‘500. 5 anni 5 anni per per la gestione la gestione delladella cantoniera cantoniera a una un I traffici sullasulla strada strada Priula Priula furono furono molto molto certo certo Ambrosio Ambrosio Lamagno Lamagno di Samaden di Samaden in Enin En- I traffici vantaggiosi per Venezia per Venezia privando privando di fatto di fatto l’e- l’egadina gadina concon un terreno un terreno per per il mantenimento il mantenimento vantaggiosi rario rario milanese milanese delle delle importanti importanti entrate entrate ecoecodei dei buoibuoi che che servivano servivano nellanella stagione stagione inverinvernomiche dei dei dazi.dazi. Passata Passata alla alla storia storia come come nalenale per per romper romper la neve. la neve. affidandogli affidandogli la mala ma- nomiche strada Priula Priula o dioSan di San Marco, Marco, questo questo magnimagninutenzione nutenzione delladella cantoniera cantoniera e la pulizia e la pulizia delladella strada fico fico manufatto manufatto storico storico è una è una delle delle maggiori maggiori strada strada dalladalla neve. neve. viecomunicazione di comunicazione storiche storiche delladella LombarLombarI traffici I traffici più più importanti importanti lungo lungo la Priula la Priula nonnon vie di furono furono peròperò quelli quelli commerciali commerciali ma quelli ma quelli mi- mi- dia”dia” (daPesenti, G. Pesenti, F. Carminati. F. Carminati. UnaUna strada, strada, unauna litari, litari, dopo dopo la firma la firma del trattato del trattato con con i Grigioi Grigio- (da G. e una e una storia. storia. Zogno Zogno 1988) 1988) ni alla ni alla finefine dl 1603, dl 1603, Attraversavano Attraversavano il passo il passo S S vallevalle Marco Marco circacirca 30003000 mercenari mercenari provenienti provenienti dalladalla Tentativi di valorizzazione di valorizzazione Svizzera Svizzera più altri più altri 20002000 nellanella stagione stagione invernainverna- Tentativi le che le che costrinsero costrinsero lo stato lo stato veneto veneto ad aprire ad aprire un un All’inizio All’inizio deglidegli annianni ‘70 ‘70 del del Novecento Novecento ad ad passaggio passaggio nellanella neve.neve. Albaredo Albaredo nasceva nasceva un gruppo un gruppo di giovani di giovani (Co-(CoL’accordo L’accordo concon Coira Coira sembrava sembrava assicurare assicurare munità munità ‘74)‘74) che che iniziò iniziò un impegnativo un impegnativo lavoro lavoro un importante un importante futuro futuro per per la via la Priula, via Priula, ma ma di difesa di difesa e valorizzazione e valorizzazione delladella cultura cultura locale locale fu invece fu invece fonte fonte di molti di molti guai.guai. Infatti Infatti quanquan- e dele paesaggio del paesaggio naturale naturale delladella ValleValle del Bitto. del Bitto. do ildo governatore il governatore spagnolo spagnolo di Milano, di Milano, il conil con- Pubblicò Pubblicò un giornale un giornale mensile mensile e, trae, gli tra altri gli altri te diteFuentes, di Fuentes, venne venne a sapere a sapere deglidegli accordi accordi argomenti argomenti di carattere di carattere culturale-etnografico, culturale-etnografico, tra Venezia tra Venezia e Coira, e Coira, decise decise di realizzare di realizzare una una sottolineava: sottolineava: “per“per ora ora il turismo, il turismo, questo questo valevale poderosa poderosa fortezza fortezza sullasulla collina collina di Colico di Colico (di (di per tutta per tutta la Valtellina, la Valtellina, è una è una faccenda faccenda che che ser- sercui cui ancora ancora oggioggi restano restano i ruderi), i ruderi), anche anche per per ve advearricchire ad arricchire pochi pochi operatori, operatori, per di perpiù di più di di controllare controllare i traffici i traffici che che da Chiavenna da Chiavenna con-con- estrazione estrazione nonnon locale, locale, operatori operatori che,che, essendo essendo ducevano ducevano a Bergamo a Bergamo attraverso attraverso il passo il passo di S.di S. estranei estranei al modo al modo di pensare di pensare o diovedere di vedere le cose le cose Marco. Marco. Nella Nella seconda seconda metàmetà del XVII del XVII secolo secolo i i specifiche specifiche dei luoghi dei luoghi e delle e delle popolazioni popolazioni loca-locacomuni comuni delladella val Brembana val Brembana e lo estato lo stato veneto veneto li. sfruttano li. sfruttano al massimo al massimo ed in edmodo in modo irrazioirraziointervennero intervennero più più voltevolte per per la manutenzione la manutenzione nalenale le uniche le uniche risorse risorse disponibili: disponibili: le bellezze le bellezze delladella strada, strada, anche anche in territorio in territorio grigione grigione che che naturali naturali e le eopere le opere realizzate realizzate dall’uomo dall’uomo nel nel terminava terminava pocopoco a valle a valle dell’attuale dell’attuale Dosso Dosso tempo tempo (vedi(vedi via Priula) via Priula) portando portando ad un adrapiun rapiChierico Chierico sopra sopra Albaredo. Albaredo. do esaurimento do esaurimento delledelle risorse, risorse, senza senza preoccupreoccuVi era Vi era quindi quindi molta molta soddisfazione soddisfazione per per l’o- l’o- parsiparsi del futuro del futuro dei dei luoghi luoghi e della e della gente gente che che perapera realizzata realizzata in quanto in quanto presentava presentava un itiun iti- ci vive”. ci vive”. In quel periodo periodo ci sicirese si rese conto conto dell’impordell’impornerario nerario alternativo alternativo a quello a quello del del Lario, Lario, i uni un In quel 40

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tanza storica del tracciato della strada Priula che partiva da Morbegno fino al Passo di S Marco evocando i riferimenti toponomastici e le vistose tracce ancora rimaste. Un’attenzione particolare venne rivolta agli aspetti storici e naturalistici intesi come risorse di un patrimonio in grado di generare significative ricadute economiche e sociali. La strada Priula costituiva un importante esempio fisico del passaggio di uomini e di trasmissione di idee, contatti tra popoli alpini, di passaggi di merci e di importanza politico economica e militare, lasciando tracce significative con elementi costruttivi, ponti ed opere di ingegneria stradale, dogane, ospizi, ecc. Un tema, quello della viabilità storica, colto solo negli ultimi anni in occasioni delle varie pianificazioni territoriali e paesistiche indotte da leggi nazionali adottate da parte degli enti territoriali, Comunità Montana, Parco delle Orobie, Comuni dove però non vengono attuati interventi di salvaguardia e conservazione. La strada Priula attraversa gran parte del territorio della valle del Bitto di Albaredo. Con gli interventi di conservazione e di recupero, avrebbe potuto svolgere un ruolo importante per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e ambientale, elemento di connessione tra i diversi beni paesistici e naturali costituendo il supporto indispensabile per l’accessibilità e fruizione. Da notare che la strada Priula dopo la seconda guerra, fino in anni recenti, fu di enorme importanza per trasporti locali fornendo viveri e attrezzature alle famiglie che salivano nei maggenghi e negli alpeggi soprattutto da Albaredo al Dosso Chierico. A rinforzare la difesa e la valorizzazione del patrimonio ambientale sembravano arrivare nuovi favorevoli provvedimenti legislativi. Con la legge regionale n. 86 del 1983 venne istituito il Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi, con designazione di ZPS (Zona di Protezione Speciale) al passo di S. Marco. In seguito, fu istituito l’Ecomuseo della Valle del Bitto. Pianificazioni che si rilevavano inconsistenti nella tutela ambientale. Infatti proprio al passo di S. Marco, in piena area

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ZPS, si prevedeva un’installazione di enormi pale eoliche, mentre sull’asta del torrente Bitto era prevista una nuova captazione. Le richieste finirono al Ministero dell’Ambiente dove le Province di Bergamo e Sondrio con le Comunità Montane di Morbegno e della Val Brembana e ampi strati delle popolazioni, con una cospicua raccolta di firme, manifestavano la loro contrarietà agli interventi ipotizzati. Solo i comuni di Albaredo e Bema si espressero a favore. In seguito lungo la strada Priula seguì comunque una serie di interventi che ne hanno distrutto l’antico tracciato. Agli inizi degli anni ‘90 la Comunità Montana di Morbegno, iniziò a proporre un nuovo modello di sviluppo turistico, considerando il patrimonio ambientale e culturale di cui era ricco il territorio della bassa Valtellina. La Val Masino, la Costiera dei Cek e le alpi Orobie, l’asta dell’Adda nel fondovalle,godevano di un paesaggio unico in grado di proporre programmi di fruizione: alpinismo, sassismo, trekking, piste ciclabili, agriturismo, itinerari negli alpeggi del Bitto ecc. Rientrava in questo programma la strada Priula il cui percorso locale parte da Morbegno e raggiunge il Passo di S. Marco. Itinerario che i Morbegnesi e gli abitanti della bassa valle, già percorrevano come anello escursionistico tra la Valle di Albaredo e la Val Gerola,; “an va a la Ca’” (cantoniera di S. Marco). La situazione precipita Nonostante l’innovativa proposta di fruizione iniziarono lavori con la devastazione e la distruzione di vari tratti dell’antica sede stradale. In località Dosso Chierico, a due ore dal Passo di S. Marco, operai boscaioli trascinavano tronchi devastando il selciato per un lungo tratto (foto1 ) A nulla valsero gli esposti del presidente della Pro Loco Ettore Del Nero, e dell’ordine degli Architetti. Successivamente altri tratti di selciato in località Dos Masciun sparirono sotto una colata di cemento (foto 2). e si aprirono anche le pietre di bordatura. Un altro tratto in località Piazz (foto 3) in 41


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presenza di caratteristiche budulere (caselli del ziano i vari interventi effettuati. Nonostante il presenza da di caratteristiche budulere (caselli del sia riconosciuto ziano i vari interventi effettuati. latte) viene devastato cantieri edili, sempre tracciato come ecomuseo che Nonostante il viene devastato da cantieri edili,attraversa sempre parte tracciato sia riconosciuto come ecomuseo che per favorire illatte) traffico pesante. del Parco Orobie valtellinese favorire il traffico attraversa parte del Parco sono Orobie valtellinese Nel 2014, in per località Zapèl, uno deipesante. tratti più e una ZPS (zona di protezione speciale), Nel4)2014, località Zapèl, uno dei tratti più enumerosi una ZPSinterventi (zona di protezione suggestivi (foto vieneincancellato e sostituistati eseguiti distruttivi.speciale), sono suggestivi (foto 4) viene cancellato e sostituistati eseguiti numerosi Nessuna attenzione è stata adottata sia interventi in fase distruttivi. to da materiali impropri e in contrasto con il Nessuna attenzione è stata sia in fase to da impropri e in contrasto con il di progettazione che nell’esecuzione senzaadottata agipaesaggio, solo permateriali permettere il transito di diinprogettazione che nell’esecuzione senza agipaesaggio, solo permettere di mezzi pesanti. Nel 2025 in per località Valle di il transito re sul percorso modo tecnicamente appromezzi pesanti. Nel 2025 in località Valle di re sul percorso in modo tecnicamente approMorbegno per realizzare la fognatura (foto 5) priato con il risultato di un’alterazione della Morbegno perdevastano realizzareila“grisc” fognatura struttura (foto 5) e dell’l’estetica priato condanneggiando il risultato diirrimeun’alterazione della vengono eseguiti scavi che vengono eseguiti scavi che devastano i “grisc” struttura e dell’l’estetica danneggiando irrimedell’antica sede stradale. Le immagini evidendiabilmente un patrimonio culturale. dell’antica sede stradale. Le immagini evidendiabilmente un patrimonio culturale.

opra: foto 1, le prime devastazioni al Dosso Sopra: foto 1, le prime Chierico devastazioni al Dosso foto 2, le demolizioni Chierico di Dos Masciun. Sotto: foto 2, le demolizioni di Dos Masciun.

In alto: foto 3, tratto in località Piazz, prima, a sinistra e dopo gli interventi, a destra. Al centro: foto 4, località Zapèl, a sinistra prima e a destra dopo le trasformazioni. A fianco: foto 5, lavori in frazione Valle che eliminano la pavimentazione originaria.

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