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Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, Aut CBPA-SUD/NA/226/2009
n.5 settembre | ottobre
BRAND
Lo scalpitante successo di CieloGioielli Milano REPORTAGE
Smeraldi della Colombia cronaca di una guerra annunciata INCHIESTA
Natale, quali acquisti? Dettaglianti divisi tra scelte consolidate e proposte innovative
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24 / 25 ottobre 2009
Concluse le prime fiere autunnali, è già tempo di bilancio. Mentre da un lato si legge un cauto ottimismo da parte degli operatori, con una piccola ripresa delle vendite, dall’altro, altri dati invitano ad un atteggiamento di prudenza. Secondo quanto dichiarato alla Reuters da Daniela Invernizzi, rappresentante italiana del World Gold Council, associazione di settore delle principali aziende aurifere, “Le vendite di gioielli d’oro in Italia, principale mercato europeo, sono calate del 27 per cento nel secondo trimestre e caleranno probabilmente del 20 per cento nel complesso dell’anno”. Sempre secondo la Invernizzi le vendite sono scese a 8,2 tonnellate nei secondi tre mesi dell’anno e che la debolezza continuerà nel 2010. Un invito alla cautela lo ha espresso anche il presidente della Fiera di Vicenza Menarin che al nostro giornale ha dichiarato: “La domanda è ancora debole, i segnali di ripresa ci sono ma sono lenti. Questa cautela, però, non deve soffocare la fiducia, perché sì, credo che il peggio sia passato. È anche vero che per due anni non sono stati fatti affari consistenti ed era arrivato il momento di riassortire i magazzini”. Scenario, questo, confermato anche dalla nostra inchiesta, realizzata proprio per cercare di capire come la crisi ha modificato le abitudini d’acquisto dei gioiellieri nostrani. Tra le righe dell’articolo si legge una timida volontà d’innovazione, frenata però dalla prevaricante serenità dell’acquisto sicuro o per meglio dire “collaudato”. Ma come si dice “la fortuna aiuta gli audaci”.
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SETTEMBRE/OTTOBRE 2009 / n. 5 Spedizione in abbonamento postale Reg. Tribunale di Napoli n. 77 del 01/10/2008
sommario
iscrizione al ROC n. 17658 del 10 ottobre 2008
Golden Agency srl via Generale Orsini, 40 - 80132 Napoli Giovanni Micera direttore@preziosamagazine.com
Maria Rosaria Petito petito@preziosamagazine.com
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via Generale Orsini, 40 - 80132 Napoli telefono 081 0782962 - fax 081 2471142
Bonato riscopre la sobrietà. L’intelligibile candore delle sue creazioni p. 12 Lo scalpitante successo di CieloGioielli Milano. Un solo limpido orizzonte di bellezza p. 14
redazione@preziosamagazine.com
Centro Stampa Ink Print - Pozzuoli (NA) Action srl c.so Umberto I, 75 - 80138 Napoli telefono 081 19542410 fax 081 19542404 email: info@actionnapoli.it responsabile commerciale: Mila Gambardella ph. +39 346 3824788 m.gambardella@actionnapoli.it
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Una affascinante storia italiana. Carità, creazioni aristocratiche p. 18 Identity e Memory. Le nuove collezioni Fiorella p. 21
Muzzico, dinamica plasticità di grande leggerezza. Una bellezza sincera e pura p. 25 Nardelli, una speciale connessione tra enfasi e sobrietà. Piccoli gioielli per grandi momenti di gioia p. 28 Le metamorfosi quotidiane dei gioielli Amlé. L’estro e la vulcanicità creativa della designer Maria Angelucci p. 30 Lo stile semplice ed eclettico di Giuliana Di Franco. Sperimentazioni, tradizione e tecnologia p. 32
Mediterraneo, gioielli dallo stile moderno e sempre aggiornato. Creazioni ininterrottamente apprezzate da vent’anni p. 35
p.30
Fiori di Capri. Ritorna la magia p. 38 Fiorella Italia srl
La femminilità come trait d’union tra il gioiello e chi lo indossa. Le emozioni di Maria Coletta nelle creazioni Orodoro p. 40
www.fiorellagioielli.it photo: fotografiassociati.com
referenze fotografiche: si ringraziano tutti coloro che hanno gentilmente messo a disposizione il materiale iconografico L’Editore è a disposizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche non individuate Proprietà letteraria e artistica riservata. È vietata la riproduzione totale o parziale della pubblicazione senza autorizzazione dell’editore. Manoscritti e foto, anche se non pubblicati, non saranno restituiti. Golden Agency srl garantisce la massima riservatezza delle informazioni custodite nel suo archivio. Gli indirizzi verranno utilizzati, oltre che per l’invio della rivista, anche per l’invio di proposte commerciali. Ai sensi della legge 675/96 è nel diritto degli interessati richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati. Del contenuto degli articoli e degli annunci economici e pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori.
Gianni Pace Gioielli. da quattro generazioni, una lunga e preziosa storia di passione p. 42 E-motion: il mondo delle pietre preziose nel cuore di Napoli. La nuova luce dei diamanti p. 45
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I sassolini più desiderati dalle donne.
Mettiamoci una pietra sopra! p. 47
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“T’aggio vuluto bene
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www.preziosamagazine.com Martino Belmanto Elisabetta Bowinkel Marco Cantarella Mario Didone Chiara Di Martino Marta Di Filippo Giovanni Lepre Federica Longobardi Maurizio Mandile Paolo Minieri Giovanna Pace Silvia Passalacqua Giulio Posseti Mariadomenica Santamaria Alberto Scarani Lucia Eleonora Venino
design L’eccellenza del Platino preziosità ispirate alla natura. La collezione realizzata da Platinum Guild International p. 51
Gioielli di carta in mostra a Milano. L’incontro esclusivo tra prezioso ed ecologico p. 59 Design time. New inspiring creations. Choice 2009 Idee nuove e materiali inconsueti per la mostra organizzata da Fiera di Vicenza e Ador p. 63
fiere
Macef Milano, 87esima edizione. I vincitori di The Best of Bijoux p. 67 Da ottobre gli immancabili appuntamenti autunnali con le fiere di settore p. 68
Choice 2009: i primi segnali di ripresa. Ne parliamo con Dino Menarin, presidente di Fiera di Vicenza p. 69 Inchiesta
Natale, quali acquisti? Dettaglianti divisi tra scelte consolidate e proposte innovative p. 70
p.63
p.51
Smeraldi della Colombia cronaca di una guerra annunciata p. 74
p.59
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a te! Tu mm’hê vuluto bene a me!” (L. Bovio)
piacersi con gioie gemmologia La normativa U.N.I. per il diamante tagliato: Il colore nei diamanti incolori p. 79 La normativa U.N.I. per il diamante tagliato: Il colore nei diamanti colorati (fancy color) p. 80
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p.79
Jaeger-LeCoultre. Anniversario speciale per il Calibro 101. A Venezia e a Cannes gli Ottant’anni del celebre orologio p. 82 Giuliano Mazzuoli Manometro Millesimato. Continua l’evoluzione dell’orologio simbolo del designer toscano p. 84
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Ora i bijoux sono a portata di… click, www.solomiobijoux.com p. 87
preziosmagazine.com si rinnova p. 88
tecnico/amministrativo
Con le misure anticrisi più conveniente il ravvedimento operoso p. 90
p.82
Ufficio metrico: occhio ai controlli p. 93 Sospensione dei debiti verso il sistema creditiziocos’è e come funziona l’accordo per dare ossigeno al sistema delle imprese p. 94
rubrica
Dai granelli di sabbia, ai melograni d’autunno. I toni aranciati nelle vetrine di fine estate p. 99
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Bonato riscopre la sobrietà
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L’intelligibile candore delle sue creazioni di Maria Rosaria Petito
In opere
fuori dai cliché, Bonato Milano 1960 riscopre la sobrietà in un sinuoso fluttuare che migra in una direzione informale, sconosciuta. Imbriglia il movimento in uno stato di quiete sovra-temporale e lo trasferisce attraverso una monocroma celebrazione della luce e delle sue espressioni. Attraverso un’onda continua che non si infrange mai nel rispetto della materia. La sua creatività è un racconto silenzioso completamente incentrato sulla capacità espressiva degli elementi, su sfuggenti spazialità disposte come in uno stato di sospensione accompagnato da minime variazioni imprigionate in un luogo più intimo, qui da una corona di gemme, altrove di lucidissimo oro. Nella compatta densità degli smalti che avvolgono le lisce superfici come sofisticato magma, come nel fitto tappeto delle pietre preziose che emergono
prepotentemente tra trasparenze o più singolari sfaccettature del nero, prende il sopravvento l’emozione, una flebile comm ozione per l’int elligibile candore delle forme, assolute protagoniste. Si legge un’armonia segreta in questi gioielli che possiedono una notevole affinità con la scultura. Quanta eleganza negli accostamenti, nei tagli, nella esaltazione di una sola grande stella o nella ripetitività dei superbi pavé. Quanta grazia nella gamma cromatica di una tavolozza alleggerita dei toni violenti. Nessuna sbavatura nell’alternanza del chiaro e dello scuro inscritti nelle tenui geometrie degli spazi incontaminati di questi desiderabili corpus unicum. Mezzo secolo di grandi passioni, di sperimentazioni eccentriche a servizio di una inattaccabile squisitezza.
Bonato Milano 20122 Milano, Italy Via Cassolo, 12 ph. +39 06 39754516 fax +39 06 39739379 email info@bonatomilano.com web www.bonatomilano.com
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Lo scalpitante successo
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di CieloGioielli Milano
Un solo limpido orizzonte di bellezza di Federica Longobardi
Una assoluta completezza ed un rigore che avvalorano l’eccellenza intrinseca delle sue creazioni. Da circa un secolo CieloGioielli Milano spalanca le porte all’eleganza con una impronta di tradizionalità di espressione capace, però, di discorrere con il tempo presente. Un gioiello CieloGioielli Milano è una luce vibrante che si fa traccia indelebile in un cammino di scalpitante crescendo; è un impianto scenico regale dalle sonorità ora soavi ora impetuose. Alla fresca classicità, affidata alla rarità ed alla purezza delle pietre che concorrono all’eesplosione di un fascino multicolore e inestimabile, affianca oggi tre nuove linee volutamente dissimiglianti, seguitan-
do a confermare l’ascesa dell’ormai storico marchio nei mercati internazionali: CieloGioielli Milano (linea classica), Celeste (linea contemporanea) e Qb (concept) libera contrazione della parola cubi. Nell’una la bellezza è affidata alla preziosità dei materiali, nell’altra si gode di grandi libertà cromatiche. Le perle, i diamanti, il quar zo, l’agata e l’ebano concertano con l’oro in grandi risultati per nuove percezioni visive, caratterizzate dalla predominanza delle nuances quanto del sontuoso white dell’abbagliante diamante, posto quale assoluta preziosità partecipe al successo di un capolavoro; ultima, ma non ultima
Riccardo Cielo
Da circa un secolo CieloGioielli Milano spalanca le porte all’eleganza con una impronta di tradizionalità di espressione capace di discorrere con il tempo presente
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Un gioiello CieloGioielli Milano è una luce vibrante ch e si fa traccia indelebile in un cammino di scalpitante crescendo; è un impianto scenico regale dalle sonorità ora soavi ora impetuose QB, da subito baciata dal successo, è immersa nello spirito concreto del suo tempo con la consapevolezza che un gioiello muta col mutare delle tendenze. C’è una freschezza compositiva più minimalista nei volumi che giocano sull’uniformità geometrica. Forma e dimensione sono strutturate per una precisione di composizione rotta qua e là, con notevole originalità, dalla variante cromatica del metallo e dall’inserimento di altri elementi in una vivacizzante alleanza che dona nuova linfa al metallo prezioso: sono ciondoli in oro sparsi in una prospettiva molto individuale, ai quali è affidata la personalizzazione di questi gioielli liberi di essere.
CieloGioielli Milano 20121 Milano, Italy Piazza Duomo, 21 ph. +39 02 89281818 fax +39 02 8690946 emil info@cielogioielli.com web www.cielogioielli.com
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una affascinante storia italiana Carità trasmuta la materia in una impareggiabile esperienza sensoriale perch é è un cultore del bello e, in quanto tale, incanta con gioielli dagli irripetibili accenti
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Carità, creazioni aristocratiche Ogni opera d’arte ingenera un batticuore perché ha in sé un naturale linguaggio emotivo, un codice universale; perché ha uno status affatto speciale, una for za di p o t e n t e b e l l e z z a t i p i ca d e i g i o i e l l i Carità, oltremodo perfetti nello sviluppo di ariose ma essenziali linee, attraversate nel mezzo da capricci di alto lignaggio. Sono prodigiosi giochi di maestria che ripercorrono la consueta eleganza della maison capace di cose sempre e assai più grandi. E ogni gemma coopera alla affermazione di una plasticità e di una alternanza cromatica di forte rilievo. Una attestazione di come si possa esaltare una bellezza di per sé apparentemente compiuta già nella ricerca materica. Domina la scena la malìa del diamante che a volte si offre complice di altre maestose gemme, sovente si pone sovrano, quale è, altissimo tra profusioni di abbaglianti arpeggi mentre l’oro si dipana, si tende, si insinua per abbracciare la sua spettacolare luce. Un gioiello Carità possiede un pregio
apertamente percepibile: la perdurante capacità di dialogare con la grazia sublimandola in mirifici esemplari dall’allure seducente, radiosa, inebriante. È una amalgama stilistica che scaturisce dall’incessante ricerca votata ad incontri di pregevole eleganza, tanto ben resa nel trittico di vere tenute strette da una vite che vanta liberamente la sua insolita partecipazione, quanto nell’impetuosa alleanza degli elementi. Carità trasmuta la materia in una impareggiabile esperienza sensoriale perché è un cultore del bello e, in quanto tale, incanta con creazioni aristocratiche cariche di irripetibili accenti. Una costante caratteristica della sua firma che risponde alle esigenze di chi vuole godere di un tratto che si distacchi dall’uniformità delle tendenze correnti dall’effetto unicamente appariscente. (MRP)
Gianni Carità & Figli SpA 81025 Marcianise (CE), Italy Centro Orafo Il Tarì ph. +39 0823 821252 fax +39 0823 513232 email giannicarita@tari.it web www.giannicarita.com
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Identity e Memory Le nuove collezioni Fiorella
Gioielli intriganti e sensuali Fiorella presenta due nuove collezioni e si ripropone con la forza e l’orgoglio delle proprie radici. Offrendo al marchio una connotazione di maggiore valore percepito e di maggiore qualità del prodotto, ha ampliato la gamma di gioielli rimanendo in linea con l’immagine consolidata del marchio, noto a tutti per la Pomelia, il candido fiore che la identifica. In sintonia con le indicazioni di Fabio Fiorentino, Amministratore Delegato di FIORELLA ITALIA, il design è stato improntato su
oggetti “timeless”, audaci e coraggiosi ma anche classici e molto fashion. IDENTITY e MEMORY, le ultime proposte della maison, sono, infatti, due collezioni di gioielli dai connotati forti e coinvolgenti. IDENTITY è il frutto di un lavoro decisamente formale, pensato per gioielli dalle linee definite, adatti a donne dalla forte personalità. È così che Identity punta ad un target femminile ben caratterizzato: quello delle donne intriganti e
Fiorella Italia srl 90133 Palermo Via Roma, 325 ph. +39 338 8624990 fax +39 091 6111638 web www.fiorellagioielli.it
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sensuali che desiderano gioielli raffinati, eleganti e facilmente indossabili. MEMORY è una linea di gioielli che rimanda, invece, ai ricordi d’estate, ai tempi felici e spensierati. Il ricordo di
tante piccole conchiglie raccolte in maniera apparentemente casuale. I materiali di base delle due nuove collezioni sono le pietre semipreziose in linea con la precedente proposta di
dall’uso misurato di perle e corallo, sono rimandi alla naturalità e al legame con la terra. Importante è stato anche il lavoro svolto per lo sviluppo dell’immagine del
una donna in riva al mare che raccoglie le conchiglie, ne fa dei mucchietti e le porta con sé, come ricordi. È questo il tema dominante della collezione Memory:
Fiorella dove, però, gli elementi in oro diventano presenze significative e fondamentali per la lettura dell’oggetto. I tocchi di luce, come quelli ottenuti
logo. La Pomelia si trasforma e diventa una riconoscibile chiusura per le splendide collane che rimangono “il pezzo forte” delle collezioni firmate Fiorella.
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Il ricordo di una donna in riva al mare ch e raccoglie le conchiglie, ne fa dei mucchietti e le porta con sé, com e ricordi. È questo il tema dominante della collezione Memory
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Muzzico, dinamica plasticità di grande leggerezza
Una bellezza sincera e pura di Martino Belmanto
Anni di esperienza maturata nei laboratori dell’Antico Borgo Orefici hanno fatto della ditta Muzzico Gioielli un punto di riferimento della alta gioielleria artigianale, un mondo di preziosi nato dalla passione e dall’audacia. Uno spazio riservato dove il gioiello è una vera forma d’arte, doove si celebra la nobiltà dell’oro e della più preziosa gemma: il diamante.
Fantasiosi o più sobriamente classici i suoi sono anelli, orecchini, bracciali, collane e pendenti ai quali va riconosciuta una propria identità, una molteplicità di valori che sgorga da quella lavorazione tutta manuale che ama cimentarsi in nuove prospettive. Da quella capacità creativa particolarmente accesa che immagina il nuovo esplorando l’intramontabile old style. Oggi la ditta Muzzico è presente a Il Tarì per proporre le sue mille combinazioni, le sue mille possibili definizioni del lusso très chic. È un laboratorio del bello dove brillanti e
Sono gioielli esclusivi dalla intramontabile eleganza e di straordinaria importanza, eseguiti anch e su comm essa personalizzata
Muzzico Gioielli 81025 Marcianise (CE), Italy Centro Orafo Il Tarì, mod. 045 ph. +39 0823 513118 email info@muzzicogioielli.com web www.muzzicogioielli.com
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color ate pietre rare si accompagnano a complesse onde di oro bianco o a più lineari armoniosità del nobile metallo. Le sue creazioni, realizzate seguendo tutte le fasi - dai primi studi grafici alla lucidatura finale -, sono seducenti unicité che per l’innata sobrietà si lasciano indossare con naturalezza, sempre. Sono gioielli esclusivi dalla intramontabile eleganza e di straordinaria importanza, eseguiti anche su commessa personalizzata. Le sue continue sperimentazioni si esprimono in nuovi criteri estetici, in superfici e forme che nella rigorosa geometria tradiscono una gradevole morbidezza, una dinamica plasticità di grande leggerezza. Metallo torto e ritorto come corda che vanta nel suo percorso delicati anelli tempestati di diamanti come attimi di eterna luminosità; sfere dai carati esagerati,
mondi ancora sconosciuti assiepati di splendenti diamanti per una interminabile esplosione di bagliori, guizzi di luce e di colori; trafori come merletti, romantici intagli dove la preziosità dell’oro filtra trionfi di luce che incatenano; cadenzato avanzamento di gemme per disegnare la sobrietà di un tennis. E ancora, spettacolari cornici di diamanti bianchi o colorati in un delizioso gareggiare per custodire le emozioni nel mezzo di un cuore. Quando poi le trame si fanno più ardite l’oro si interseca lucente tra diamanti e castoni. Ogni gioiello sposa la bellezza sincera, quella pura, scevra da ogni contaminazione, quella che sa emozionare.
Le sue continue sperim entazioni si esprimono in nuovi criteri estetici
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Nardelli, una speciale connessione tra enfasi e sobrietà
Piccoli gioielli per grandi mom enti di gioia di Federica Longobardi
Se sono le piccole cose a dare la felicità, i gioielli Elli’s, il nuovo brand della Nardelli Group, sono, allora, il dono perfetto per i momenti più importanti. Per quegli attimi che vogliamo restino eterni. Freschissime gioie, vezzose ed amabilissime, tutte diverse tra loro. Una perfetta sintesi tra materia ed emozioni per un classico inedito dalle linee basic pressoché stilizzate o per la più disarmante impertinenza della new collection. C’è in loro un eccezionale uso della fantasia con un sentore di nostalgica fanciullezza, dove concorrono semplicità e limpidezza in
linea con il contagioso brio della classe italiana. Innocenti piaceri altrimenti non raffigurabili, pensieri leggeri come candide piume che fanno propria la nobiltà dell’oro con singolare originalità, che hanno in sé una speciale connessione tra enfasi e sobrietà, che custodiscono quella impercettibile, frizzante oniricità che li rende unici. Dove l’oro disegna onde generose per accogliere le purissime gemme, bianche o colorate che siano. Trittici di cuori, di stelle e di gocce cullano limpidi diamanti in un abbraccio di oro bianco; solitari svettano alti
Romolo Gentile, direttore marketing Nardelli Gioielli e Salvio Nardelli, general manager Elli’s
Nardelli Group 81025 Marcianise (CE), Italy Centro Orafo Il Tarì, mod. 154 ph. +39 0823 838917 fax +39 0823 513623 numero verde 800090230 email info@nardelligioielli.it web www.nardelligioielli.it
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su verette preziosissime dalla grazia sottile; stravaganti croci imbrigliano cortei di diamanti in un diver tissement di volute incredibilmente dinamico; svolazzi di alucce e tante candide capricciose creature tutte da scoprire, da tenere con sé in ogni istante. Oro rosso, giallo e bianco 18 carati e pietre preziose. Scelte appropriate che prendono a modello la natura, attraversate da un soffio di bizzarria dalla struttura appena avveniristica. Gioielli disarmanti, rigorosamente made in Italy,, testimonianza di fattibili soluzioni che
svelano l’alta classe. Qui dolce è l’equilibrio tra rarità materica e miniaturismo, tra gli intrecci che palesano una informale eleganza fatta di
Sono le piccole cose a dare la felicità
sprizzi di luce di grande suggestione. Ecco una inarrestabile giostra di allegria, una brezza di aria fina. Qualcosa di realmente bello.
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Le m etamorfosi quotidiane dei gioielli Amlé L’estro e la vulcanicità creativa della designer Maria Angelucci Cos’è indossare un gioiello, se non un gioco? E cosa c’è di meglio che rinnovarlo ogni giorno, a seconda dello stato d’animo o dell’occasione? È questa la filosofia - vincente - di Amlé, azienda della provincia casertana guidata dalla brillante designer Maria Angelucci. Lunghi collier dalle forme arrotondate ed irregolari, appariscenti orecchini dai colori audaci, anelli vistosi ed eleganti: un marchio inconfondibile la cui essenza è trasfusa nella lavorazione artigianale di gioielli che portano il nome - o meglio, una vera e propria identità - Amlé. La collezione invernale si arricchisce dei colori trend della prossima stagione: il blu ed il verde (che, a Vicenzaoro Choice, è andato letteralmente a ruba) in tutte le loro tonalità, dall’avion al
petrolio. Il pezzo forte della linea attuale è un omaggio alle origini, alla napoletanità, alla storia e alla tradizione campana:
il valore più grande di questi gioielli è nella loro paradossale semplicità. Chi lo acquista deve poter ravvivarli e renderli ogni giorno diversi l’anello “Reginella”, disponibile con ametista e onice. Una corona, d’oro o d’argento, per i momenti importanti, per le occasioni in cui una donna ha deciso di stupire con raffinatezza. Ma il gioiello è di chi lo acquista, e chi lo compera deve potercisi divertire come
desidera. Per questo motivo, ogni gioia della collezione Amlé è personalizzabile con pezzi unici. Pendenti in corno di zebù, ovali vittoriani per arricchire collane, per chiuderle, per trasformarle. L’identità visiva di tali oggetti resta forte malgrado la metamorfosi che viene loro imposta da chi li indossa. Ed il valore più grande è nella loro paradossale semplicità: la possibilità di renderli ogni giorno diversi li ravviva continuamente, li rende idonei ad ogni contesto e ad ogni evento della nostra esistenza, anche contro l’avvicendarsi di mode e tendenze. Sono davvero gioielli per la vita. (CDM) Amlé ph. +39 0823 798939 email info@amle.it web www.amle.it
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Lo stile semplice ed eclettico di Giuliana Di Franco
Sperim entazioni, tradizione di Marta Di Filippo
collier Fori Vulcanici
Uno stile eclettico, dai toni forti, un movimento instancabile le cui fisionomie si alternano e danzano. È lo stile semplice ed al tempo stesso raffinato di Giuliana Di Franco, che disegna gioielli divertenti e leggeri, ispirati all’energia della terra: forme lineari e magmatiche sono trasfuse nelle collezioni dedicate a donne vere, lontane dagli schemi della bellezza preconfezionata.
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anello Giummi
e tecnologia GIULIANAdiFRANCO® gioielli 94103 Leonforte (EN), Italy Via Porta Palermo, 20 ph. +39 0935 905864 fax +39 0935 905912 email info@giulianadifranco.com web www.giulianadifranco.com Giuliana Di Franco
Una continua sperimentazione affinata nel corso di 20 anni di esperienza che la siciliana Giuliana Di Franco, malgrado la giovane età, ha collezionato come designer. Un mix di tradizione e di tecnologia, come testimonia l’utilizzo innovativo dell’elettrodeposizione su cera, con una vera e propria dedizione al design e alla leggerezza degli oggetti. Tutto, nelle sue creazioni argute, risente
della sua terra d’origine senza per questo perdere l’universalità: la dolcezza delle linee della collezione “Fori vulcanici”, che richiama il magma e la magnificenza delle sue sculture; gli orecchini e i pendenti tondeggianti della linea “Vucciria”, che ricordano l’allegro caos del mercato palermitano da cui prendeno il nome, fino ai pezzi unici della collezione “Sécretaire”, brevetto esclusivo GIULIANAdiFRANCO® gio-
ielli, che conta preziosi artigianali numerati e realizzati “su misura”. La spontaneità del segno, la naturalezza delle forme, la freschezza dell’ispirazione e il senso dell’unicità di ogni pezzo sono elementi fondamentali della ricerca stilistica di Giuliana Di Franco e del suo marchio. Ma per una comprensione profonda della bellezza eterea di queste creazioni, le parole non servono. Bisogna indossarle.
I Gioielli del Sole srl 81025 Marcianise (Ce) Centro Orafo “Il Tarì” showroom 226, 228 tel. +39 0823 513244 fax +39 0823 514888
Produzione e commercializzazione gioielleria e pietre preziose
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Mediterraneo, gioielli dallo stile moderno e sempre aggiornato Creazioni ininterrottamente apprezzate da vent’anni di Silvia Passalacqua
Smalti colorati, trendy glitter e sfavillanti zirconi donano un tocco di spensieratezza alla collezione di gioielli in acciaio e oro “Mediterraneo”. Il marchio, fondato da Gennaro Napoletano, ha da poco festeggiato i vent’anni ma lo scorrere del tempo non sembra aver lasciato il segno sulle sue creazioni, che anche le nuove generazioni continuano ad apprezzare. Atte nt i ai det tag li e se mpre alla moda, i giovani d’oggi amano abbinare gli accessori e apprezzano la liber tà di poter scegliere ogni giorno un gioiello diverso secondo l’estro del momento. Tutto questo è Mediterraneo, prodotti nati da un occhio sempre attento alle ultime tendenze, caratterizzati da un
ottimo rapporto tra l’elevata qualità dei materiali e della sapiente fattura e il prezzo a cui vengono proposti sul mercato. Accanto a collane dalle linee geometriche essenziali nella collezione trovano posto eleganti pendenti che rappresentano soggetti classici come iniziali o simpatici animaletti, ma tutti rivisitati in uno stile moderno e attuale. Non pongono limiti alla fantasia, poi, i bracciali e gli anelli da realizzare secondo il gusto personale grazie ai tantissimi elementi componibili a disposizione. Cuoricini di pietre dure, segni zodiacali, o ancora, lettere, numeri e simboli da combinare per ricordare ad esempio una data speciale, sono solo alcune delle infinite possibilità lascia-
Mediterraneo 81025 Marcianise (CE), Italy Centro Orafo Il Tarì, mod. 241 ph. +39 0823 513112/13 email gennaronapoletano@tari.it
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te aperte alla creatività di ciascuno. Pensata invece per l’uomo del nostro tempo, sempre attento alla cura del proprio look, la linea di gemelli e fermasoldi permette di aggiungere un dettaglio di classe nelle occasioni formali. Mediterraneo, presente al Tarì e in diverse fiere nazionali ed internazionali, è un marchio che si pone l’obiettivo di raggiungere attraverso le sue creazioni un ampio target, anche grazie alla declinazio-
ne in più linee, costantemente aggiornate nel corso dell’anno. È dunque ad un pubblico trasversale che si rivolge anche la collezione in argento e pietre. Anelli dal design moderno, che sono delle vere e proprie sculture, rappresentano un esempio concreto del fascino senza tempo che emanano questi gioielli. Pensati per durare, sono impermeabili alle mode del momento e certo non finiranno dimenticati sul fondo di un cassetto.
Attenti ai dettagli e sempre alla moda, i giovani d’oggi amano abbinare gli accessori e apprezzano la libertà di poter scegliere ogni giorno un gioiello diverso secondo l’estro del mom ento. Tutto questo è Mediterraneo, prodotti nati da un occhio sempre attento alle ultim e tendenze,
esclusivisti per l’Italia di diamanti taglio russo
Windiam Italia: Centro Orafo “Il Tarì” mod. 156 Zona Asi Sud - 81025 Marcianise (CE) Tel. +39 0823513845 tel./fax +39 0823513151 cristiano@windiam.net www.windiam.net
Kristall Production Corporation 2 Shkadow Street - 214031 Smolensk Russian Federation tel- (7-4812) 61-1331 fax (7-4812) 61-0087 info@kristallsmolensk.com
Uffici nel mondo: Thailandia, Sud Africa, Anversa, Hong Kong, Londra, Bangkok, Russia, Congo
Fiere: Il Tarì in mostra, Hong Kong International Jewellery Show, Londra, Inhorgenta
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Fiori di Capri
Ritorna la magia di Mariadomenica Santamaria
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CapriMagia, ritorna il fascino dell’incanto caprese tramutato in gioielli capaci di evocare emozioni e di unire il mondo della materia con quello dell’anima femminile L’incantevole cornice di Capri ancora una volta musa ispiratrice. Ecco nuove forme di espressione per il nobile metallo nell’ultima collezione di Capri Magia presentata per la prossima stagione. Linee morbide e simmetriche si affiancano con delicatezza in un gioco labirintico che ammalia come una fiaba. La stessa rivissuta percorrendo le note stradine del posto. Maestria e talento che trovano completezza nella semplicità, virtù intrisa dell’eleganza. Il fiore che racconta dell’amore diventa protagonista di preziosi dai tratti seducenti. Graziose margherite di diverse dimensioni per monili importanti e raffinati. Anelli, orecchini, collane che traggono limpida ispirazione dalla sobrietà della natura. Fonte inesauribile di suggestioni da cui prendono vita splendidi gioielli che raccontano l’unicità e l’estro della magica isola. Minuziosi dettagli evidenziano la ricerca di perfezione attraverso forme circolari ripetute. Fiorellini tondeggianti sembra-
no unirsi in un abbraccio fino ad incontrare la stessa figura tempestata di brillanti brown e neri per richiamare gli avvolgenti colori autunnali, insieme alla delicata onice incontrano l’oro giallo/rosa definito da un effetto sabbiato che dona un’allure davvero chic. Ritorna il fascino dell’incanto caprese tramutato in gioielli capaci di evocare emozioni e di unire il mondo della materia con quello dell’anima femminile. Ricercati ed esclusivi, semplici e versatili sbocciano da una verve creativa che mai travalica i confini dell’eleganza. Arte e design si sovrappongono nell’eccellenza generando preziosi dal gusto rivoluzionario. Felice connubio di classe e creatività, un vero tributo allo charme del lusso interpretato in modo contempor aneo, sing olare. Una pregiata
collezione carica di energia solare pensata per donare quel tocco di luminosità che richiede l’imminente autunno. Affascinanti nuance in sonanti volumi, dedicate alla donna volitiva e dinamica che ama piacere con signorilità e un pizzico di brio. Irresistibile appeal dell’eterna bellezza.
Caprimagia 00144 Roma, Italy Via Australia, 23 ph. +39 06 54221870 fax +39 06 5911658 email info@caprimagia.com web www.caprimagia.com
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La femminilità com e trait d’u nion tra il gioiello e ch i lo indossa Le emozioni di Maria Coletta nelle creazioni Orodoro È la forza della femminilità e della donna, quella stessa donna alla quale sono rivolte le sue creazioni, ciò che Maria Coletta trasfonde da 20 anni nei propri gioielli. Dal 1999, insieme a suo marito Tommaso De Paola, ha fondato la Orodoro, che da due anni è operativa con un negozio-laboratorio a Oromare. Intanto, tra una linea di gioielli e l’altra, si sta laureando in Fashion Design. La sua natura vulcanica le ha fatto guadagnare numerosi premi e collaborazioni televisive in Rai, in qualità di esperta di cammei e pietre. Perché parla di femminilità? Bisogna essere donne per disegnare gioielli? «No, ma è una marcia in più. Ammettiamolo: siamo più vicine per gusto e sensibilità alle nostre interlocutrici principali. Abbiamo competenze professionali e personali che ci rendono un perfetto “anello di congiunzione” tra il gioiello e chi lo indossa. Così ho cominciato: guardando le vetrine della gioielleria di famiglia (a Bergamo, ndr),
che ha “compiuto” da poco 100 anni. Mi sono chiesta “Chi concepisce queste meraviglie?”... ed eccomi qua». È stata definita un “ibrido perfetto”, una “artista-artigiana”. Perché? «Amo trasformare la materia. Parto sempre dalla cera, ho bisogno di lavorare sul morbido. Quando il prodotto è terminato sento che quello che volevo esprimere è proprio in quell’oggetto e se non è così, continuo a lavorarci. Ed
di Chiara Di Martino
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Quando il prodotto è terminato sento ch e quello ch e volevo esprim ere è proprio in quell’oggetto e se non è così, continuo a lavorarci è per questo stesso motivo che ho scelto un modello di “filiera controllata”: preferisco non avere intermediari, soprattutto per il tipo di prodotto che offro. Sono io a dover vendere ai gioiellieri, sono io a dover trasmettere i significati che ho voluto infondere nelle mie creazioni» . Guardando i suoi gioielli, è impossibile parlare di “collezione” o di “linea”. Ogni oggetto è una storia a sé, ogni anello racconta un’immagine differente formatasi nella mente dell’artista. Dietro ad ogni creazione c’è una ricerca: avorio, corallo, diamanti, oro. Linee sinuose, petali preziosi mai uguali gli uni agli altri perché pensati e modellati con emozioni diverse.
Orodoro 81025 Marcianise (CE), Italy Centro Orafo Oromare ph. +39 0823 1644457 mobile +39 329 8898785 fax +39 0823 1644455 email posta@orodoro.it web www.orodoro.it
Gianni Pace Gioielli 44
da quattro generazioni, u na lu nga Stile ed eleganza tradizionali si fondono in linee moderne e sempre attuali, attraverso motivi e cur ve sinuose ch e osser vano lo scorrere del tempo da lontano
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e preziosa storia di passione
di Silvia Passalacqua
N ella Napoli della “Belle Époque” fratelli Massimo, Salvio e alle sue figlie un ragazzino si sistema con un gesto frettoloso il berretto impolverato dal passare delle carrozze un attimo prima di bussare alla porta della bottega di un maestro orafo. È in cerca di lavoro come apprendista e certo vuole fare bella figura. Inizia così un’avventura che dura ormai da quattro generazioni, una storia in cui passione, sapienza artigianale e amore per il bello si intrecciano indissolubilmente e trovano la loro sintesi perfetta nelle creazioni che oggi conosciamo col marchio Gianni Pace Gioielli. Quel ragazzo, Salvatore, iniziato ai segreti dell’arte di forgiare i metalli preziosi, trasmetterà infatti a sua volta al figlio Gianni la sua conoscenza e l’esperienza acquisita sul banchetto dell’artigiano. Questi, poi, fatto tesoro dell’insegnamento del padre e guidato da un brillante intuito imprenditoriale, consegnerà nelle mani dei figli un’azienda che conteneva in sé già tutte le premesse per evolversi nella realtà di successo che è diventata. Una condizione che permette oggi ai
Sara e Martina di guardare avanti al futuro potendo contare sulla solidità del proprio passato. Ed è con questo spirito che essi portano avanti, dalla sede della “cittadella degli orafi” del Tarì, il progetto iniziato un secolo fa, presentando collezioni in cui stile ed eleganza tradizionali si fondono in linee moderne e sempre attuali, attraverso motivi e curve sinuose che osservano lo scorrere del tempo da lontano, senza subirne mai il logoramento. Protagonisti assoluti delle loro creazioni sono l’oro bianco e i diamanti. Questo prezioso binomio è simbolo dell’eleganza classica e intramontabile di questi gioielli, destinati ad incorniciare nelle occasioni speciali la bellezza delle donne che avranno la fortuna di indossarli, in ogni età della vita. Reg alare una cre azio ne Gianni Pace Gioielli significa, dunque, soddisfare quel desiderio di immortalità ricercato per i doni che sottolineano i momenti importanti, proprio perché è un sogno sempre in bilico tra passato, presente e futuro.
Gianni Pace Gioielli 81025 Marcianise (CE), Italy Centro Orafo Il Tarì - mod. 45-46 ph. +39 0823 839013 fax +39 0823 839275 email gpacegioielli@tari.it web www.giannipacegioielli.com
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E-motion: il mondo delle pietre preziose nel cuore di Napoli
La nuova luce dei diamanti di Maria Rosaria Petito
Giacché il viaggio di una pietra preziosa non è mai lineare, farlo diventare un grande progetto trasparente e certificato è la grande sfida della E-motion Si respira un contagioso entusiasmo nel candido studio di Sergio Sorrentino che mi accoglie con un gran sorriso, quello tipico di chi riesce a fare del proprio lavoro una passione, vera. Qui, alla E-motion, una vetrina custodisce stupendi esemplari di eccellente luminosità, alcuni grandi come ceci altri poco più di un granello di sabbia. In un’altra, pietre preziose svettano su importanti anelli dal taglio squadrato e sobrio. Belli davvero. Da sedici anni Sergio condivide con il cognato, Paolo Minieri, il mondo delle pietre preziose e semipreziose riuscendo, in breve e con totale abnegazione, a convogliare su questo straordinario universo l’attenzione dovuta. Oggi E-motion è una service company specializzata nella lavorazione e vendita delle pietre preziose
attraverso contatti che hanno ben poco delle fredde quanto obsolete relazioni commerciali. “Ogni progetto deve essere un divertimento”, sostiene Sorrentino, “un divertimento che genera anche dalla certezza di offrire di più e meglio”. È per questo che investe in idee e tecnologia attraverso l’impiego di macchinari all’avanguardia, di quelli in grado di abbattere ogni minimo tentennamento, di quelli in grado di dare limpidezza e garanzia. Sergio Sorrentino è riuscito a portare il mondo intero nel cuore di Napoli, ha internazionalizzato l’antico quartiere del Borgo Orefici, (dove è presente oltre che
Questo zaffiro e il rubino nella pagina successiva, esprimono eccellenti caratteristiche ottiche grazie a studi di faccettatura che E-motion ha applicato partendo dall’esperienza del taglio brillante sui diamanti
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L’analisi del grezzo e la gestione del taglio sono fattori indispensabili per abbattere i costi di produzione
ad Oromare) dialogando con i più importanti partners, intessendo apprezzabili collaborazioni in ogni dove. “Ascolto, guardo, studio il mercato, ogni piccolo cambiamento è la punta di un iceberg da non sottovalutare mai, anzi, da elaborare per anticipare le risposte e le soluzioni ai nuovi bisogni.” Se Paolo è un teorico, Sergio è votato alla razionalità concretizzando quanto ancora non sia immaginabile. Giacché il viaggio di una pietra preziosa non è mai lineare ma, anzi, è più spesso una costellazione di fenomeni scollegati riconducibile non di rado ad affari immorali, farlo diventare un grande progetto trasparente e certificato è la grande sfida della E-motion, che ogni giorno aggiunge una tessera alla complessa sinergia per unire
l’intero comparto - dalla estrazione, al taglio, alla sigillazione, alla certificazione passando anche per gli espositori e gli astucci -, saltando in tal modo dispendiosi, insicuri ed infruttuosi passaggi. Un diamante ha in sé tutti quegli elementi che perpetuano nel tempo le peculiarità di un buon investimento, siano essi pietre nude o incastonate, e il suo sogno è attuare uno standard, una ripetibilità, un report che rispecchi misure e dati da rendere fattibili trattative impegnative anche attraverso l’e-commerce, perché il web abbatte costi e tempi. “Il mio laboratorio ha grandi competenze, gode di una professionalità tale che i corsi di aggiornamento e perfezionamento tenuti dalla Emotion sono seguiti addirittura dalla concorrenza. È quanto dire”, aggiunge
soddisfatto ma senza presunzione. “È per questo che posso affermare che la Emotion non è nel mercato del diamante, ma è parte viva del suo sistema”. La E-motion ha oggi ottime prospettive nel mercato globale perché offre un prodotto cur ato in ogni dettaglio. E più economico di quanto possa offrire un normale venditore.
E-motion srl 81025 Marcianise (CE), Italy Centro Orafo Il Tarì, mod. 173 ph. +39 0823 517220 fax +39 0823 837637 email info@emotions.it web www.emotions.it
evanueva evanueva.it
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i sassolini più desiderati dalle donne Mettiamoci u na pietra sopra!
Anzi due, tre, una cascata di pietre. Dure, preziose, piccole, over size, limpide come acqua o nere come la notte. Sono figlie della terra e della terra racchiudono tutti i magici colori. Un’antica credenza racconta che ogni pietra possiede particolari proprietà ma che sia vero oppure no una sola cosa è certa, sono i sassolini più desiderati dalle donne, di tutte le età e di tutte le epoche. Con taglio a brillante o marquise, a goccia, ovale, a cuore o cushion;
montate a griffe, a castelletto o a castone; solitarie o in pavé multicolor. Alcune sono molto rare altre meno pregiate, ma tutte di innegabile bellezza, quasi divina. Sono la quintessenza della seduzione, le regine più fashion di cui si abbia memoria. Perfino i metalli comuni diventano incredibilmente ultrachic se accompagnati ad un trionfo di pietre calde come il corallo, fresche come il turchese, raffinate come gli
ziio italy ziio.eu
magie preziose magiepreziose.it
autore pearlautore.com
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carlo barberis carlobarberis.it
smeraldi, severe come il topazio. Sanno rendere un gioiello impegnativo quanto eccentricamente spettacolare e vanno indossate con assoluta nonchalance; sono l’eterno trend, un must che non conosce stagionalità, nell’haute couture come nella più pazza bijoutteria. Un eterno leit motiv, un exploit di colori per gioielli preziosi e costosissimi o semplicemente appari-
scenti e lowcost, se maliziosamente si accostano a ferro, legno e perfino plexiglass che nella sua trasparenza sa esaltare splendidamente le più svariate tonalità. Giganti come succose arance, tanto grandi da sembrare finte; di gran peso non c’è che dire, fatta eccezione per l’insospettabile pomice che, adeguatamente trattata, se alternata a pepite di argento si fa straordinariamen-
te originale per sautoir dalla attrattiva destabilizzante. Non c’è cocktail ring senza stone, non c’è gran soiré senza un carpet dagli innumerevoli carati. Anelli, bangles, broches, bracciali, orologi, collane, orecchini, polsiere, tutti generosamente tempestati di pietre. Perché una pietra si sposa con tutto. E allora, mettiamoci una pietra sopra. (MRP)
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Platino 53
L’eccellenza del Platino preziosità ispirate alla natura
La collezione realizzata da Platinum Guild International
Una intera collezione ispirata al mondo della natura, con un elemento in comune: il platino. La selezione “Quando la natura chiama, il platino risponde” è stata realizzata da Platinum Guild International, l’organizzazione internazionale fondata nel 1975 e dedicata ad ispirare un’autentica passione per il platino affinché diventi la scelta per eccellenza di un gioiello. Metallo puro al 95%, raro 30 volte più dell’oro, il platino è stato scelto da molti designer italiani come materiale ideale per una linea ispirata al mondo della natura. I designer e i nomi dell’alta gioielleria che hanno risposto al progetto hanno esplorato il regno animale con creazioni geometriche ed essenziali fino a quelle più espressive; gocce, stelle, pianeti, con un’esplosione di forme, luci e linee suggestive. Tra le creazioni, la collana Quadrifoglio a motivi florea-
li di Roberto Coin e i richiami al mondo animale del bracciale Zebra di Roberto Demeglio. Ma la collezione offre anche la profondità della ricerca dei materiali naturali come il legno, utilizzato per ornare le linee irregolari del bracciale Platwood di Pia Mariani. Il platino simboleggia il luccicare dello scorrere dell’acqua e, con numerose forme fluide, lucenti ed esclusive, veicola il respiro impalpabile dell’aria, come nell’anello di Vhernier. Le qualità uniche del platino accentuano la leggerezza e la grazia del design in cui un mix di superfici lucide ed opache, lisce o lavorate, si sviluppa in gioielli di estrema eleganza. Il bianco platino fa da cornice a diamanti e pietre colorate, per un gioiello davvero eterno come il metallo che gli dà forma. (CDM)
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Platino Roberto Demeglio
Bracciale Zebra in platino e carbonio, diamanti neri
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Vhernier Anello in platino con diamanti
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Pia Mariani Bracciale Platwood in platino e legno
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Platino Roberto Coin
Collana e anello Quadrifoglio in platino, diamanti e tsavorite
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Gioielli di carta in mostra a Milano l’incontro esclusivo tra prezioso ed ecologico Un gioiello di carta. Sembra un ossimoro, perché la carta è per sua natura un materiale povero, mentre i gioielli sono da sempre sinonimo di preziosità, ricchezza ed esclusività. Invece è proprio la carta la protagoni-
sta di un viaggio imperdibile che attraversa culture lontane e giunge a Milano al Triennale Design Museum. Alba Cappellieri, professore di design del gioiello al Politecnico di Milano, e Bianca Cappello, storico del gioiello,
di Lucia Eleonora Venino
Daniele Papuli, collana estesa
Angela Simone, collana
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Il gioiello di carta impone una riflessione sulla preziosità, non più affidata, com e in quello tradizionale, ai m etalli e alle gemm e bensì al progetto ch e rappresenta il filo conduttore della mostra. sono le curatrici della più completa rassegna dedicata al gioiello di carta: 60 progettisti provenienti da tutto il mondo, dall’Australia all’Austria, dall’Italia alla Finlandia, dagli Stati Uniti a Singapore, dal Giappone all’Olanda, dalla Cina alla Germania, da Israele alla Polonia. Per capire come la carta può diventare un materiale prezioso, al pari di oro e argento, bisogna tornare alla relazione tra gioiello e corpo, all’idea di ornamen-
to, come quell’accessorio che decora il corpo e racconta qualcosa di chi lo indossa. Quelli tradizionali parlano di ricchezza, il gioiello di carta parla piuttosto di estro, creatività, espressione della personalità. La preziosità deriva da diversi fattori e va ricercata non solo nei materiali e nelle lavorazioni, ma anche nell’unicità della creazione, nel valore oggettivo così come in quello affettivo che l’oggetto assume
in chi lo indossa. Secondo Alba Cappellieri, “Il gioiello di carta impone una riflessione sulla preziosità, non più affidata, come nel gioiello tradizionale, ai metalli e alle gemme bensì al progetto che rappresenta il filo conduttore della mostra. La vulnerabilità della carta si presta a riflessioni progettuali solitamente distanti dal mondo del gioiello come la sostenibilità, l’ecologia, la valorizzazione territoriale.” (segue)
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15 settembre: Triennale di Milano, serata d’inaugurazione della mostra
alcuni momenti della serata, al centro Alba Cappellieri
Giocosa, eterea, stupefacente: la carta nelle mani dei sessanta artisti in mostra alla Triennale di Milano fino al 25 ottobre assume le forme e i caratteri più svariati. Martedì 15 settembre, nonostante una pioggia torrenziale, un’enorme folla ha raccolto l’invito di Alba Cappellieri e Bianca Cappello all’inaugurazione della mostra, affollando il Design Cafè. Le curatrici hanno accolto i presenti invitandoli a riflettere sul concetto di ornamento e spingendoli a cambiare prospettiva. C’erano artisti con le loro creazioni al dito, progettisti, - Coordinamento generale: Silvana Annicchiarico studenti con le fotocamere pronte a scattare, appassionati d’arte, invitati e infiltrati in un - Allestimento: Daniele Papuli mischiarsi di voci, tartine e stivali da pioggia. Quella che doveva essere un’inaugurazione - Testi del catalogo a cura di Silvana Annicchiarico, Alba si è trasformata in un conviviale e allegro melCappellieri, Bianca Cappello, Michael tin’pot tra i protagonisti di un settore per natuCoan, Ilaria Danieli, Graziella Folchini ra chiuso e diffidente, in un’atmosfera da festa Grassetto e Cristina Morozzi metropolitana favorita dal contesto. A prima vista una caffetteria sembra tutto tranne lo spazio adatto ad esporre gioielli, per di più di carta. Eppure la carta è una materia pop, abituata a stare in mezzo alla gente e non in un museo. Come ha mostrato la serata, il Design Cafè è un luogo non convenzionale per un’esposizione, eppure così magnetico e pulsante. Carta in mostra, carta nei gioielli sfoggiati dalle signore di Comieco che si aggiravano tra la folla, carta nell’allestimento: a proteggere le creazioni in mostra sono infatti insolite teche in plexiglass e carta, opera di Daniele Papuli, abituato a confrontarsi con i negozi delle maison della moda, che ha dato vita con tocco elegante ed estroso ad un continuum tematico.
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Maria Stella
Ivana Riggi, spilla
Il gioiello di carta esplora linguaggi e temi trasversali a molte discipline: l’ornam ento, il colore, la forma, la superficie, le texture Il gioiello di carta è svincolato dal valore di scambio codificato dal mercato, per Alba Cappellieri è il luogo di sperimentazione prediletto di numerosi artisti perchè “esplora linguaggi e temi trasversali a molte discipline: l’ornamento, il colore, la forma, la superficie, le texture”. Per questo, in occasione della mostra è stato indetto un concorso ad hoc tra università e scuole di design i cui tre migliori progetti sono stati selezionati ed inseri-
ti nel catalogo, ed è stato chiesto a sei industrial designer, solitamente abituati alla progettazione industriale più varia, dall’arredo all’illuminazione, di creare un gioiello di carta. Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti, Marco Ferreri, Miriam Mirri, Marco Romanelli con Marta Laudani, Paolo Ulian si sono messi alla prova con i limiti e le innumerevoli potenzialità che la carta può offrire.
Sandra Di Giacinto, collana
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DESIGN TIME new inspiring creations
Choice 2009: Idee nuove e materiali inconsueti per la mostra organizzata da Fiera di Vicenza e Ador Differenziare l’offerta, disegnare oggetti innovativi frutto di una ricerca creativa: alcune novità interessanti emerse dal mondo dei designer sono state esposte a Choice 2009, nell’ambito della mostra “Design
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foto alla pagina precedente:
Choker Skyline Collana stretta al collo composta da 12 pietre di acquamarina intagliate stile Moghul intercalate da barrette in oro bianco lucido e barrette in pavé di diamanti bianchi taglio brillante, rifinite con diamanti solitari bianchi taglio brillante.Gli elementi del choker sono disposti consecutivamente formando un prospettico disegno astratto che evoca un immaginario skyline. designer: Marithé Schettino
time - new inspiring creations”, organizzata da Fiera di Vicenza con Ador, Associazione designer orafi. Stimoli creativi provenienti da una osservazione della realtà operata con fantasia, libertà ed energia: l’edificio della creatività più avanzata nella gioielleria e nell’accessorio prezioso si fonda sulla ricerca. Così, la realizzazione del gioiello come decorazio-
Collana Linea Polileis. Titanio lucido, anodizzato colore blu e bordo bianco. Incastonato con diamanti modello depositato dal Politecnico di Milano n° MI20080000048 designer: Antonio La Fortezza (N’uova)
ne principale del corpo conosce una metamorfosi positiva ed offre ad ognuno inusitate strade di seduzione. Gli oltre 30 giovani designer selezionati da Fiera di Vicenza in collaborazione con Ador hanno proposto al pubblico della manifestazione le loro idee, esito di una sperimentazione su forme e materiali che offre una lettura privilegiata del nostro tempo. (LE)
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Bracciale a vela in oro giallo ispirato alla città di Venezia. designer: Francesco Pavan (4NOVE)
Stimoli creativi provenienti da una osser vazione della realtà operata con fantasia, libertà ed energia
Morfing. Anelli in polvere di ferro Base in argento. Polvere di ferro micronizzata morbida al tatto. Pettinino in argento per personalizzare l’aspetto dell’anello. Possibilità di aggiungere perle, pietre, pendenti e cambiarli quotidianamente. Studi in corso per colorare anche la polvere di ferro e creare giochi di colore. designer: Michele Marzotto (Forma Design)
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Macef Milano, 87esima edizione
I vincitori di Th e Best of Bijoux Eccitante e propositivo crocevia degli affari per un settore ch e da sempre produce bene e innova Quattro i premi assegnati nell’ambito del concorso “The best of Bijoux”, svoltosi il 5 settembre scorso nella cornice del Macef Milano: per la 87esima edizione del Salone Internazionale della Casa, infatti, 400 espositori su 1600 appartenevano al mondo dell’oro. In lizza per i riconoscimenti collane, bracciali, orecchini, borse ed accessori moda. Nelle prime tre categorie, il premio per “Miglior bijoux/accessorio moda ispirato al mondo fiabesco” è stato consegnato a Ebru Danyal (distribuito da Ai Bijoux), per un coordinato collana-bracciale ispirato al mondo Disney e ai temi dell’ambien-
te. Secondo e terzo, le aziende Il nodo di Eracle e Yumemiya International. Prima classificata per la categoria “Miglior bijoux/accessorio moda in stile vintage”, l’azienda Sodini, che ha partecipato con un paio di orecchini sui toni del marrone. A seguire, rispettivamente, Il nodo di Eracle e Vintage. Il riconoscimento per “Miglior bijoux/accessorio moda in argento” è andato all’azienda Vitti Ferria Contini con una tracolla in pietra e una borsa caratterizzati da una particolare lavorazione del metallo. Ottantamila metri quadri e settantunomila visitatori per questa edizione del Macef Milano, con una leggera flessione
del 3,5%, ben compensata dalla mole di affari portati a termine. Sostegno concreto è stato dato anche dalla politica di marketing territoriale (voli e camere di albergo a tariffe agevolate; metrò a prezzi ridotti, sconti nei ristoranti). «Il nostro impegno è stato premiato - ha dichiarato Nello Martini, direttore della mostra - perché il Macef sembrava tornato quello di un tempo: eccitante e propositivo, crocevia degli affari per un settore - quello della casa - che da sempre produce bene e innova e che meritava, con il ritorno della fiducia, una “ripartenza” anche in termini economici».
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Da ottobre gli immancabili appuntamenti autunnali con le fiere di settore a cura di Giovanna Pace
Il primo incontro è con “Valenza Gioielli 2009”, che si terrà dal 3 al 6 ottobre, presso il Centro Espositivo Expo Piemonte, organizzato dalla Associazione Orafa Valenzana. È prevista la partecipazione di oltre 700 aziende orafe.
VALENZA GIOIELLI 2009 Mostra internazionale di gioielleria e oreficeria dal 03 al 06 ottobre Centro espositivo Expo Piemonte Strada del Gioiello, 1 - Valenza (AL), Italy www.expovalenzagioielli.com
Atteso dal 9 al 12 ottobre, “Precious World” a Marcianise presso il centro orafo Il Tarì. Un viaggio a tutto tondo nell’universo dell’alta qualità, ricco di eventi, ospiti illustri e approfondimenti culturali.
VEBO Ottava fiera della bomboniera e del regalo dal 9 al 12 ottobre Mostra d’Oltremare, Napoli, Italy www.vebofiera.com
In contemporanea al Precious World, negli spazi della Mostra d’Oltremare di Napoli si terrà “Vebo Bomboniera & Regalo 2009” un appuntamento atteso con le ultime novità del settore. Evento unico nel suo genere sarà la “Borsa del Gioiello”, dal 25 al 27 ottobre a Marcianise organizzata da Oromare, al quale i gioiellieri sono invitati non solo per acquistare ma anche per vendere rimanenze di cassaforte di particolare pregio. A New York, dal 25 al 27 ottobre, si terrà “The JA New York Show”, evento internazionale che accoglie espositori e rivenditori provenienti da tutto il mondo nella capitale mondiale dell’alta gioielleria. Infine, dal 4 al 7 novembre presso il Dubai International Convention and Exhibition Centre si svolgerà il “Dubai International Jewellery Week”, unico evento del genere in Medio Oriente, che riunisce fabbricanti, grossisti, dettaglianti e professionisti, fornendo loro opportunità di relazioni di affari all’interno dell’UAE ed oltre.
PRECIUOS WORLD Salone del gioiello contemporaneo dal 9 al 12 ottobre Centro Orafo Il Tarì Zona ASi Sud - Marcianise (CE), Italy www.tari.it THE JA NEW YORK SHOW Special Delivery dal 25 al 27 ottobre Jacob K. Javits Convention Center 655 West 34th Street (on 11th Avenue) www.ja-newyork.com BORSA DEL GIOIELLO Gli affari di autunno dal 25 al 27 ottobre Centro Orafo Oromare Zona ASi Sud - Marcianise (CE), Italy www.oromare.com DUBAI INTERNATIONAL Jewellery Week dal 4 al 7 novembre Dubai International Convention and Exhibition Centre Dubai www.jewelleryshow.com
aggiornamento periodico su www.preziosamagazine.com
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Choice 2009: i primi segnali di ripresa Ne parliamo con Dino Menarin, presidente di Fiera di Vicenza di Chiara Di Martino
Sul volto, la soddisfazione per una rassegna andata ben oltre le aspettative. Nella voce, la determinazione di chi ricopre un ruolo che richiede prudenza. Dino Menarin, presidente di Fiera di Vicenza, analizza con estrema lucidità l’andamento di Choice, la rassegna vicentina di settembre.
È vero che il peggio è passato? «La domanda è ancora debole, i segnali di ripresa ci sono ma sono lenti. Questa cautela, però, non deve soffocare la fiducia, perché sì, credo che il peggio sia passato. È anche vero che per due anni non sono stati fatti affari consistenti ed era arrivato il momento di riassortire i magazzini. Il numero di buyer, comunque, dopo soli
3 giorni di fiera, già superava lo stesso dato dello scorso settembre». All’inizio del 2009 Fiera di Vicenza ha siglato un accordo con la Camera Nazionale della Moda Italiana presieduta da Mario Boselli. Come procede? «Abbiamo rapporti eccellenti e lo sono soprattutto grazie alla consapevolezza che si tratta di due settori sostanzialmente differenti. La nostra collaborazione è un modo per diffondere nel mondo la bellezza e la qualità dell’Italian way of life e contrastare l’avanzata dei paesi emergenti. Va detto che stiamo lavorando anche molto sul territorio e le altre province della nostra regione, per una vera e propria “unione di eventi” incentrati sul lusso». La prossima edizione di About J, il salone dell’altissimo di gamma organizzato da Fiera di Vicenza, ha cambiato data e location. Perché? «È sempre stata una rassegna itinerante, così era previsto già nel progetto originario. Per i primi due anni Milano ci ha dato la grande visibilità che può offrire una
capitale della moda. La terza edizione avrà luogo a Venezia, a ridosso di Charm, la fiera vicentina di maggio. Il significato primario di questa manifestazione è attirare quei buyer che faticano a venire a Vicenza e l’obiettivo è fare un salto di notorietà a livello internazionale, magari accostandosi anche al consumatore finale». Coinvolgere nuovi settori come studi di architettura e agenzie di comunicazione è stata una scelta voluta o dovuta? «La fiera deve essere sempre più luogo di scambio e dialogo, non soltanto di affari: non dobbiamo limitarci a vendere metri quadri, ma anche servizi. Puntiamo sulla compartecipazione, su tutto ciò che contribuisce al bello. Anche perché, in questa fase storica, la nostra funzione primaria è quella di stimolare i contatti e la conoscenza a tutti i livelli».
Il num ero di buyer, dopo soli tre giorni di fiera, già superava lo stesso dato dello scorso settembre
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Natale, quali acquisti? Dettaglianti divisi tra scelte consolidate e proposte innovative Oltre 14mila visitatori hanno affollato i padiglioni della fiera di settembre recuperando il trend positivo assente da alcune edizioni di Chiara Di Martino
L’appuntamento di settembre con Fiera di Vicenza si conferma ancora una volta come il principale indicatore dell’andamento degli acquisti. Già da luglio sono stati registrati dati in ripresa e la chiusura di Choice 2009 parla di un 28% di buyer in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Seicento dei 14mila visitatori sono arrivati insieme alla Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi Gioiellieri Orologiai, anche in vista dei numerosi workshop di aggiornamento e approfondimento, organizzati dall’associazione in collaborazione con Fiera di Vicenza. Tra loro, Danilo
Gianformaggio, titolare della Gioielleria Pino Gianformaggio a Trapani. «Ho trovato un’atmosfera in fermento - ha dichiarato - e questo mi ha stimolato ad acquistare più di quanto avessi preventivato: ho puntato sul gioiello moda che costituisce a mio avviso un binomio vincente in questo periodo. Ho trovato la fiera molto migliorata, in termini di offerta e di qualità, a partire dagli allestimenti fino ai gioielli in vetrina». Soddisfatto del supporto offerto della Federazione anche Domenico Minervini, titolare di quattro punti vendita a Molfetta (Bari). «Grazie all’organizzazione già predisposta per
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Danilo Gianformaggio, Trapani
Domenico Minervini, Molfetta
Giuseppe Petochi, Roma
tutti gli aspetti del viaggio - ha dichiarato Minervini - siamo arrivati in fiera già più sereni e predisposti all’acquisto. Ero in cerca di novità e la rassegna ha saputo darmi molte risposte in tal senso, ho attivato contatti con nuove aziende che offrono prodotti originali. Metà delle mie spese, comunque, sono state indirizzate sempre verso prodotti classici». «La fiera di settembre ha risollevato gli animi - ha spiegato Giuseppe Petochi, titolare del negozio Fratelli Petochi di Roma -, eravamo tutti più invogliati all’acquisto. Io ho rivolto la mia attenzione a prodotti nuovi e spiritosi che fossero anche di qualità. A conti fatti, ho comprato meno dello scorso anno, ma con più divertimento». Alla ricerca di idee nuove anche Giorgio Zanatta del negozio Oro Sintesi
di Venezia. «La clientela è attirata dal design, da oggetti emozionali indipendentemente dalla crisi. È solo con il nuovo che si può alimentare l’interesse. I segnali di ripresa già ci sono e, anche se le persone sono ancora frenate, cominciano a pensare di nuovo con ottimismo». La vivace atmosfera della manifestazione di settembre ha coinvolto anche e soprattutto le donne. «Quest’anno ho trovato la differenza, che fa la qualità - spiega Rosa Foddai, titolare della Gioielleria Linea Oro di Sassari. Sono stata invogliata dalla nuova modellistica e dal desiderio di ripartire. In più, grazie agli interessanti workshop ho abbattuto i tempi morti della fiera facendo qualcosa di utile per il mio lavoro». «Sono rimasta piacevolmente colpita dalla qualità dei prodotti, ma anche degli stand - ha raccontato Beatrice
De Marco, della gioielleria ligure Vecchia Savona -. Ho raccolto gli spunti suggeriti dagli espositori, che incitavano alla novità e ho dato più spazio alla diversificazione della offerta del mio negozio. In ogni caso, ho respirato un’aria piuttosto positiva, malgrado il momento, a mio parere, sia ancora difficile». «Non ho variato in modo sostanziale le mie scelte di acquisto, piuttosto ne ho incrementato il volume - ha dichiarato Giampiero Monticone, titolare della gioielleria Monticone di Torino - perché credo che l’obiettivo primario di un visitatore sia quello di informarsi. Ho voluto consolidare i contatti con i miei fornitori abituali, anche perché il mio negozio, che ha appena compiuto i 60 anni, è una gioielleria storica, tradizionale. La riflessione con cui ho lasciato la fiera, comunque, è
«Ho puntato sul gioiello moda che costituisce a mio avviso un binomio vincente in questo periodo»
«Metà delle mie spese sono state indirizzate sempre verso prodotti classici»
«Io ho rivolto la mia attenzione a prodotti nuovi e spiritosi che fossero anche di qualità»
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«Ho investito qualcosa in più rispetto al budget ch e avevo previsto…»
Gerardo Marchetiello, Napoli
Francesco Bellipario, Bari
Beatrice De Marco, Savona
che c’è molta carenza nella comunicazione dei gioielli, che in alcuni casi sono vere e proprie opere d’arte. Il loro fattore emozionale non va sottovalutato, anzi andrebbe potenziato». «È importante, in una fase come questa, concentrarsi su linee classiche che hanno un valore intrinseco e non subiranno l’influenza delle mode - afferma Aldo Biscontin, titolare della Biscontin Orologeria Oreficeria di Pordenone -. Ho investito qualcosa in più rispetto al budget che avevo previsto, ma sempre me no deg li anni prece dent i» . «Ho acquistato molto meno che in passato -
ha raccontato Gerardo Marchetiello, titolare della gioielleria Marchetiello a Napoli -, e ho ridotto parte della quota destinata all’oro il cui costo ha raggiunto cifre davvero elevate, prediligendo coloratissime gemme e diamanti». «Non si può più navigare a vista fidandosi solo del proprio istinto - spiega Francesco Bellipario, titolare dell’omonima gioielleria di Palo del Colle (Bari) -. I punti vendita che intendono rimanere competitivi sono chiamati a fare un salto di qualità e di mentalità, cambiando pelle e introducendo processi capaci di dare più “valore”, perciò è naturale che le nostre abitu-
dini di acquisto cambino. Sono andato alla ricerca di “qualcuno” che facesse un ragionamento innovativo rispetto al mercato e che avesse progetti con un qualche livello di unicità, dando uno sguardo al brand, ai prodotti artigianali e ai marchi propri». Come si evince dalle opinioni raccolte, sembra che la consapevolezza della necessità di innovazione concreta si sia finalmente sedimentata a tutti i livelli della filiera. Ora bisogna fare attenzione a non indietreggiare nuovamente, ma a proseguire su questa strada.
«Ho ridotto parte della quota destinata all’oro il cui costo ha raggiunto cifre davvero elevate, prediligendo coloratissime gemme e diamanti»
«Sono andato alla ricerca di “qualcuno” che facesse un ragionamento innovativo rispetto al mercato»
«Ho raccolto gli spunti suggeriti dagli espositori, che incitavano alla novità e ho dato più spazio alla diversificazione della offerta»
Smeraldi della Colombia cronaca di una guerra annunciata di Paolo Minieri* e Alberto Scarani** photo Jose Ureña
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Sabato 4 luglio 2009. Scena holliwoodiana di straordinario impatto. Proprio come in un film un furgone carico di carburante esplode al passaggio di un convoglio di autovetture. Ne segue un vero attacco in un assordante boato di granate. Ma non è un set con esperti stuntman e non siamo negli studios: questa è la realtà, questa è El Meta in Colombia. E il personaggio sotto tiro non è un attore ma Victor Carranza, sopranominato “el viejo” o “ lo zar degli smeraldi” , un signore di 73 anni che domina da decenni la scena produttiva e distributiva della preziosa gemma. Ha fama di vero boss senza scrupoli e su di lui gravano sostanziosi sospetti di operare oltre il confine della legalità. La vettura blindata lo protegge, l’autista effettua una manovra spericolata deviando in un fossato, si risponde al fuoco. Due delle sue guardie del corpo perdono la vita tra le lamiere ma lui si salva miracolosamente. “El viejo” il giorno dopo già brinda allo scampato pericolo in una delle sue “fincas”. I giornali colombiani danno subito grande risalto all’evento e il lunedì 6 luglio tra gli esmeralderos del centro di Bogotà si percepisce tensione. Gli addetti ai lavori hanno pochi dubbi: sta per ricominciare la guerra degli smeraldi, la lunga e sanguinosa faida tra gruppi rivali. Il fatto che Carranza sia rimasto illeso è l’annuncio inequivocabile di una sicura azione ritorsiva nei confronti dei suoi nemici? Cosa sta succedendo?
a sx, esmeralderos a Bogotà
Succede che la disponibilità di smeraldi per fabbricare gioielli è sempre stata condizionata da una costante belligeranza tra feroci contendenti che spietatamente controllano le aree estrattive. Si respira aria di “guerra verde”, l’infinita disputa sulla preziosa gemma che insanguina la Colombia ed attraverso la quale si può nitidamente leggere in trasparenza la storia del paese. Basta uno sguardo all’epica biografia di Carranza. Nato a Guateque nel distretto smeraldifero di Boyacà Victor Carranza ha iniziato la sua attività praticamente da bambino assistendo alle sanguinose lotte tra i fratelli Gonzalez e il leggendario Humberto el Ganzo Ariza. Un fratello maggiore trova un bel grezzo e si invola a Bogotà per far cassa: non si saprà più nulla di lui. Victor, ancora bambino, promette di riuscire a diventare un commerciante di smeraldi. Non esiste pietà, amicizia tra i contendenti e nell’autentico Far West andino già nel 1961 Carranza si distingue quale beneficiario della miniera di Penhas Blancas. Tre anni dopo è già nel libro nero degli investigatori del governo. Sono anni pioneristici di gallerie disperate che si allungano alla rinfusa, serpenti bui in cui manca ossigeno e spesso si crepa come cani scatenando la febbrile allegria dei “companeros” convinti per superstizione che la morte in galleria presagisca, senza dubbio, memorabili rinvenimenti di smeraldi. A Muzo cresce una misera comunità di disperati alloggiati in baracche di fortuna, visibili tuttoggi. Non esiste neanche il
concetto di salario, a stento si percepisce un modesto vitto. A loro restano solo le briciole del valore delle pietre che sono costretti disperatamente a scovare, solo così possono sperare in un guadagno. Ma il vero business, quello delle concessioni con gli anni si infittisce e genera guadagni immensi, ma solo per poche tasche, quelle degli “zar”. La “guerra verde” provoca migliaia di morti tra i vari potentati ma anche tra moltissimi minatori, cani sciolti, attratti dai facili guadagni dello sfruttamento fluviale a cielo aperto. Negli anni ’70 il rinvenimento di un bel cristallo significava spesso la condanna a morte dello sventurato minatore, immancabilmente freddato da colleghi senza scrupolo. Intere famiglie venivano regolarmente assaltate lungo la via che dalla capitale porta a Muzo e massacrate al solo sospetto che recassero danaro per acquistare smeraldi. Nel 1973 il governo centrale, sempre impotente e in affanno nelle zone impervie o periferiche, tenta la carta della pacificazione forzata bloccando le miniere e assegnandole mediante appalti a tre imprese, tra le quali c’è la Tecminas di Carranza. A conti fatti questo il calcolo delle autorità del governo centrale - meglio allearsi a chi realmente dispone dei traffici di pietre perché ne controlla le miniere. La rivalità però riarma i contendenti e negli anni ’80 gli omicidi arrivano a Bogotà. Cominciano faide e attacchi con esplosivi. Questa volta la trama si infittisce e Victor Carranza è sospettato di aver intra-
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preso affari nel parallelo business del narcotraffico. I giudici ricostruiranno successivamente il gemellaggio tra le due attività: le gemme esportate hanno potuto garantire per un certo periodo il rimpatrio dei capitali investiti nella coca. In questa fase lo “zar” elegge a centro delle sue imprese Puerto Lòpez (nel distretto di Meta, quello dell’attentato di luglio) un’area assai lontana dalle miniere Muzo e nella quale dà lavoro a molti agricoltori. In realtà il nuovo quartier generale è, secondo le accuse della magistratura, una direttrice di traffico strategica per il nuovo narcotraffico, quello successivo alla morte di Pablo Escobar avvenuta nel 1993 per mano dei servizi colombiani. Negli anni ’90 Carranza è un vero leader, rispettato dalle autorità civili e religiose (celebre l’accordo di pace tra gli esmeralderos sottoscritto con il vescovo Jarro Tobos nel 1990) e dalla comunità commerciale che gli riconosce, nelle parole del Presidente dell’Associazione dei Commercianti di Smeraldi, il ruolo di “pilota” del ramo della distribuzione della gemma. La sua fortuna
secondo Forbes ammontava a 1 miliardo di dollari già nel 1991. Ma le cose cambiano, la Colombia certo non è solo terra di fazioni (anche politiche) e di una violenza centenaria che riesplode con ciclicità. Il presidente in carica, Uribe, sta ormai da un decennio portando avanti un faticoso processo di stabilizzazione del paese. La Colombia è stata sconvolta a partire dalla sconfitta del narcotraffico legato al leggendario Pablo Escobar dall’insorgere di vari gruppi violenti che hanno impunemente realizzato autentiche conquiste territoriali, quasi stati nello stato. I militanti delle FARC, un gruppo inizialmente ideologizzato (tutto il mondo ha seguito le vicende del rapimento da loro perpetrato ai danni della Betancourt) non hanno esitato a rilevare i vari passaggi operativi del narcotraffico arrivando a minacciare persino i lembi periferici di Bogotà. Al contempo i vari “colonnelli” che dominano le attività agricole e minerarie nelle zone meno protette e periferiche della Colombia hanno fatto ricorso a forze paramilitari (per lo più ex ufficiali dell’esercito in congedo supportati da reclu-
te addestrate direttamente) appaltando loro la difesa dei loro interessi minacciati dalla prepotenza dei guerriglieri FARC. Il potere dei gruppi paramilitari, accresciutosi come surroga dell’autorità dello stato, si era consolidato tanto da rappresentare un’ulteriore minaccia. Il presidente Uribe ha posto fine a questa logica dominante all’inizio del nuovo millennio con una doppia mossa: una tregua con i gruppi paramilitari, graziati di molti misfatti ed assorbiti nei ranghi legali della security e la guerra senza quartiere ai guerriglieri delle Farc che sono stati decimati e respinti dalle zone più popolate verso la clandestinità nella giungla. È un processo lento che non può essere privo di sussulti. Le Farc resistono trovando complicità nei loro sconfinamenti in Venezuela e in Ecuador. L’accordo con i gruppi paramilitari si è incrinato poiché alcuni capi sono stati estradati verso gli Stati Uniti dove le pene sono state molto severe e non blande come si era convenuto nelle dorate carceri colombiane. In questo nuovo contesto Carranza viene dunque più volte accusato da capi parami-
La “guerra verde” provoca migliaia di morti tra i vari potentati ma anche tra79moltissimi minatori, cani sciolti, attratti dai facili guadagni dello sfruttamento fluviale a cielo aperto
litari “pentiti” di aver armato un vero esercito di 2000 persone. Riesce a farla franca per un po’ ma nel 1998 finisce in carcere per uscirne solo tre anni dopo: nelle aree sotto il suo controllo si susseguono macabri rinvenimenti di decine di cadaveri. Ha giusto il tempo per fronteggiare un’ultima sfida. A Bogotà si sta affermando l’astro di un nuovo magnate dello smeraldo, Yesid Nieto, anche lui proveniente dal distretto di Boyaca. È più giovane, più dinamico dello “Zar”, stimato dalla comunità di commercianti che in lui vedono un giovane laureato e abile, capace di modernizzare il commercio degli smeraldi. La carriera di Yesid finisce con le pallottole: sfugge a un primo attentato nel 2007 ma viene raggiunto in una BMW da ineffabili sicari in Guatemala dove era ripararato. In questo oscuro intrigo di fatto gli smeraldi certamente concorrono in modo precario alla formazione della ricchezza nazionale della Colombia proprio mentre il paese è riuscito a mettere a segno un’apprezzabile crescita (aumento medio del PIL del 5% dal 2002 al 2007) grazie ad altre
risorse quali il petrolio, il caffè, il carbone e all’accrescersi degli investimenti stranieri che scommettono sulla crescita immobiliare e del terziario. Oggi la Colombia è un paese in movimento in cui si stanno riequilibrando le funzioni di governo delle autorità centrali con i vari potentati occulti della guerriglia, degli “zar”, dei trafficanti di risorse legali o meno, dei paramilitari. Ciascuno di questi sottopoteri allunga - o ha allungato - i propri artigli sugli smeraldi. Tutti contro tutti e ancora, purtroppo, gli spettri di conflitti violenti nella lunga strada che dalla cordigliera andina porta gli smeraldi fino alle nostre vetrine. *Consigliere Federazione Orafi Campania **Gemmologo IGI di Anversa
Inclusioni primarie trifasi in smeraldo colombiano. Notare le fasi solide, costituite da cristallini cubici, a contatto con le bolle gassose in entrambe le inclusioni. (foto di A. Scarani - Campo scuro/illuminazione diretta - 75X)
da sx: un comisionista, la verifica della roccia, il Rio minero, tunnel di scavo Oltre il 60% del commercio degli smeraldi è detenuto dalla Colombia
Presenti in diverse parti del pianeta gli smeraldi più belli e ricercati sono sicuramente colombiani. La loro genesi idrotermale li rende unici, per geologia, per purezza di cristallo e grandezza. Gemmologicamente parlando, lo smeraldo colombiano appartiene ad uno di quei rari casi per cui si può confermare con assoluta certezza la provenienza geografica di una gemma mediante il solo riconoscimento di una caratteristica interna: in questo caso l’inclusione primaria trifase (vedi foto a lato). Contenente tutti e tre gli stati della materia (solido, liquido e aeriforme), appartiene alle inclusioni di tipo “singenetico”, che si sono formate cioè contemporaneamente all’accrescimento del cristallo, la fase solida è quasi sempre costituita da minuscoli cristalli cubici di calcite o salgemma. Nel 1564 il capitano spagnolo Juan de Penagos si imbatté per puro caso nella regione di Muzo in un oggetto verde scintillante grande quanto il polso di un bambino. Nello spazio di tre anni gli indigeni verranno espulsi e la geografia mondiale degli smeraldi cambierà radicalmente. La Colombia detiene attualmente circa il 60% del commercio di questa preziosa varietà di berillo, ma probabilmente la percentuale è molto più alta in assenza di dati assolutamente attendibili. Stime non ufficiali misurano le esportazioni dalla Colombia in più di due miliardi di dollari annui.
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gemmologia
La normativa U.N.I. per il diamante tagliato: Il colore nei diamanti incolori di Maurizio Mandile*
Continuiamo in questo numero l’approfondimento sulla normativa UNI per la classificazione del diamante tagliato. I diamanti che abitualmente vediamo in commercio sono quelli cosi detti incolori. Ma in effetti possono presentare una sfumatura gialla o bruna da quasi impercettibile a ben visibile fino ad una saturazione totale a causa di piccole quantità di atomi di azoto che vanno a sostituire alcuni atomi di carbonio all’interno della struttura cristallina. Questi diamanti sono conosciuti come la “Serie Cape”. La progressiva visibilità della sfumatura gialla viene classificata secondo la scala di colore G.I.A. (Gemological Institute of America) con le lettere dell’alfabeto partendo dalla lettera “D”, che corrisponde all’assenza di sfumatura fino alla lettera “Z” che corrisponde alla saturazione piena del colore giallo. I diamanti con peso inferiore a 0,30 ct devono essere classificati secondo il raggruppamento di 2 colori: D-E, F-G, H-I, ecc. La normativa U.N.I. ha recepito questi
standard internazionali, ormai largamente diffusi in commercio e ne ha codificato lo standard per l’analisi. La classificazione deve essere effettuata mediante la comparazione con una serie di pietre di confronto sotto una luce artificiale normalizzata, tipo D 55-65, ossia con una temperatura di calore il più possibile vicina a 5500- 6500 gradi Kelvin, con una potenza della lampada di 14 W. Per le pietre di confronto, meglio conosciute come “Master Stones”, la normativa specifica che devono: essere diamanti, avere fluorescenza da nulla a debole, avere caratteristiche interne da “IF” a “VS2” compreso, avere una massa non inferiore a 0,50 ct cadauna con una omogeneità di pesi tra loro con differenze massimo in più o in meno del 10% rispetto alla massa media della serie, avere tonalità della “Serie Cape”, avere buone proporzioni di taglio. Ma la cosa importante è che devono essere certificate come “Master” dai laboratori G.I.A o HRD e devono essere posizionate tutte al limite superiore od al
limite inferiore della scala di colore. La scala di colore, difatti, non è rappresentata da un punto fermo rappresentato dalla lettera, ma da uno spazio delimitato da due punti, ossia da due lettere, che di fatto rappresentano i limiti di passaggio da un colore ad un altro, ma comunque tutte le pietre che rientrano in quello spazio, che sono quindi migliori del limite inferiore ma peggiori del limite superiore, sono comunque classificate o al limite superiore o a quello inferiore secondo come è formato in set di paragone utilizzato. La normativa quindi esclude tutti quei metodi di classificazione del colore quali i colorimetri elettronici o le “Master Stones” create con pietre sintetiche. Inoltre viene specificato che tutti i diamanti colorati artificialmente non possono essere classificati, così come quelli trattati per infiltrazione; poiché questo trattamento ne altera, oltre che la purezza, anche il colore. * Gemmologo e perito preziosi
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gemmologia
La normativa U.N.I. per il diamante tagliato: Il colore nei diamanti colorati (fancy color) di Maurizio Mandile*
Al giorno d’oggi è sempre più facile vedere gioielli con i diamanti colorati. Questi diamanti sono molto più rari in natura di quelli incolori, con relativi costi spesso molto più alti che dipendono sia dal tipo di colore che dalla maggiore o minore saturazione del colore stesso nella pietra. Si è reso necessario quindi stabilire dei criteri di classificazione del colore di questi particolari diamanti, criteri che sono stati standardizzati dalla normativa U.N.I. Il problema della classificazione è che i colori sono composti da tre fattori: il colore base, che può essere formato anche da una miscela di 2 colori, la tonalità, ossia la maggiore o minore percentuale di grigio contenuta che rende il colore più chiaro o più scuro, e la saturazione, ossia la percentuale di colore contenuto. L’ insieme di questi tre fattori definiscono il “colore” della pietra. Anzitutto la classificazione del
colore viene effettuata mediante paragone con le carte di colore Munsell, utilizzando come base i colori: rosso, rosa, arancio, giallo, bruno, verde e blu. La classificazione viene fatta, come nel caso dei diamanti incolori, sempre sotto luce artificiale normalizzata, giudicando la tonalità principalmente dalla tavola della pietra, e l’intensità o saturazione principalmente dal padiglione e dalla corona. Per i diamanti di colore giallo e bruno, la classificazione come “Fancy Color” viene effettuata per tutte le pietre con saturazione superiore alla lettera “Z” della scala G.I.A. utilizzata per i diamanti incolori. La classificazione non segue una scala di lettere ma il colore deve essere descritto come “Fantasia”, seguito dalla sua intensità classificata come: “Lieve”, “Medio”, “Intenso” e “Scuro”, oltre al colore base, eventualmente seguito da un
eventuale colore secondario. Per i diamanti di colore fantasia differenti dal giallo bruno il sistema di classificazione segue lo schema descritto sopra, con la differenza che se l’eventuale colore secondario è poco evidente si definisce “con sfumatura” e l’intensità viene raffrontata alla saturazione del giallo nei diamanti della “Serie Cape”relativa alla scala G.I.A. Vengono quindi classificati come “Fantasia” i diamanti che hanno una saturazione minimo paragonabile ad un colore “I”, classificando quindi l’intensità “Lieve” per saturazioni paragonabili dalla “I” alla “L”, “Medio” per saturazioni dalla”M” alla “Z”, “Intenso”, per saturazioni oltre la “Z” e “Scuro”. Tutti i diamanti con saturazione inferiore alla “I” vengono classificati secondo le lettere della scala G.I.A. indicando una “lievissima sfumatura” del colore percepibile. Inoltre non sono classificati come diamanti di colore fantasia tutti quelli con colore indotto artificialmente, i diamanti con prevalente colore grigio ed i diamanti con elevato oscuramento o colore difficilmente percepibile. * Gemmologo e perito preziosi
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Jaeger-LeCoultre 84
anniversario speciale per il Calibro 101
A Venezia e a Cannes gli Ottant’anni del celebre orologio
di Giulio Posseti
Un compleanno importante festeggiato nell’ambito di due eventi importanti, la Mostra del Cinema di Venezia ed il Festival di Cannes. Appuntamenti di cultura e mondanità molto attesi non solo per le proiezioni delle nuove pellicole ma anche per le luccicanti e affollate passerelle degli artisti che giungono da ogni parte del mondo.
Il sodalizio tra la manufacture helvetica e la mostra veneziana, giunto al quinto anno consecutivo, è stato accolto con grande entusiasmo. Dal 2 al 12 settembre 2009, le principali creazioni hanno accompagnato i divi e gli eventi della 66^ edizione della mostra nelle suggestive atmosfere della laguna. JaegerLeCoultre ha partecipato a tutti i
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Venezia, 8 settembre. Jaeger-LeCoultre Party: Cipriani Hotel 1. (L-R) Darren Turner, Sarah Ferguson, duchessa di York e Claire Milford Haven. 2. Catherine Deneuve 3. Huang Lu e Jerome Lambert 4. Un momento della serata
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2009 Cannes Film Festival 5. Diane Kruger sulla passerella di Cannes © 2009 Getty Images
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momenti clou delle premiazioni, tutte le star hanno indossato i preziosi segnatempo e ai vincitori sono stati offerti orologi Reverso personalizzati; quattro pezzi unici assegnati agli interpreti vincitori del Leone d’Oro. Su ciascun orologio è stata inoltre riprodotta l’effigie del leone (simbolo di Venezia) e la scritta “66ème Mostra inter-
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nationale d’Art Cinématographique” con un’incisione laccata eseguita a mano secondo la tradizione artigiana. Nello spettacolare Hotel Cipriani, poi, l’8 settembre si è svolta la serata di gala per gli appassionati a cui sono stati mostrati gli otto esemplari unici, tra cui due riedizioni, e sono state svelate le peculiarità dello storico movimento Calibro 101, must della Jaeger-LeCoultre. Tra le personalità presenti all’evento, Catherine Deneuve, Giovanna Mezzogiorno, Riccardo Scamarcio e Haung Lu. Alla 62^ edizione del fes tival di Cannes, sulla storica passerella, arrivando in compagnia dei protag onisti di “ Ing lor io us B as t e rds” , Diane Kr ug er, musa di Jaeger-LeCoultre ha indossato lo storico Calibro 101, in una versione vintage del 1959 dal profilo vegetale completamente incastonato di diamanti.
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Giuliano Mazzuoli Manometro Millesimato Continua l’evoluzione dell’orologio simbolo del designer toscano di Mario Didone
Tenacia, Entusiasmo Passione, Creatività,
queste solo alcune delle molteplici doti che caratterizzano Giuliano Mazzuoli, entrato come un ciclone nel mondo dell’orologeria ereditando un dna familiare e precisamente dal nonno restauratore e costruttore di orologi da torre. Giuliano opera dagli anni ’70 tra quaderni, agende e penne (la famosa “moka”) e molti dei suoi oggetti fanno bella mostra al Moma di New York, le sue idee nascono osservando oggetti di uso quotidiano e il Manometro per quel che concerne l’orologeria ne è l’esempio più evidente, chi di noi infatti non ne ha mai utilizzato uno, per gonfiare una ruota o per prendere la pressione arteriosa? Fu con questa idea
che si presentò pochi anni fa al cospetto di una ristrettissima cerchia di concessionari (solo 10) proponendo un orologio innovativo per design, con alcuni particolari costruttivi che lo resero un simpatico oggetto agli occhi dei maggiori esperti del settore. Da allora con un andamento costante ha conquistato non solo il pubblico italiano ma quello di tutto il mondo, ed è sul polso di persone normali e famose. Dopo l’esordio con il Manometro classico ore e minuti meccanico a carica automatica, 4 tonalità di quadranti, cassa lucida o satinata, cinturini di pelle o caucciù dalle molteplici tonalità, dotato di corona a ore 2 dalle grandi dimensioni, sono seguite altre varianti: - Manometro S carbonio, - Manometro S titanio e fibra di carbonio - Manometro S oro e carbonio - Manometro Lingotto ed. limitata 365 esemplari - Manometro Cronografo - Manometro S Cronografo Carboalluminio ed. lim. 365 esemplari
Alcune caratteristiche del Manometro:
- Movimento meccanico a carica automatica cal. ETA 2824/2 decorato Còtes de Gèneve - Funzioni ore, minuti, secondi - Corona a vite recante 12 tacche e logo - Cassa in acciaio AISI 316/L diametro mm 45.2 spessore mm14.8 - Fondello serrato con 8 viti - Fibbia ardiglione in acciaio personalizzata - Impermeabilità 5 atmosfere
Giuliano opera dagli anni Settanta tra quaderni, agende e penne (la famosa “moka”) e molti dei suoi oggetti fanno bella mostra al Moma di N ew York
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Ed ecco infine l’ultimo nato, Manometro Millesimato, edizione solo per il 2009 e limitata a 365 pezzi, caratterizzato da quadranti color crema sui quali appaiono scritti a mano con stilografica blu i numeri da 1 a 365 ad indicare quindi i giorni dell’anno ( n°1 corrisponde al 1° gennaio2009, e 365 al 31 dicembre 2009 ), dando quindi la possibilità al cliente di scegliere il numero in relazione ad un giorno importante. Su
richiesta è possibile incidere la data per intero sul fondello. Altre novità rispetto alle versioni precedenti sono la cassa che si caratterizza per 2 viti poste sul lato della lunetta lucida a suggellare l’unione tra questa e la carrure satinata, il vetro convesso, il cinturino in caucciù, inserito come nelle altre serie direttamente all’interno della cassa. A complemento il solito scrigno in pelle realizzato a mano con cucitura a
corda, interno in velour cammello e nero, supporto protetto da ribaltina in cuoio da suola su cui è incisa a mano la numerazione corrispondente all’orologio. Da sottolineare che il “Millesimato” come del resto l’intera famiglia Manometro è costruito artigianalmente in Toscana e più precisamente a Tavarnelle Val di Pesa (colline del Chianti) utilizzando materiali di fabbricazione Italiana (movimento svizzero escluso).
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Ora i bijoux sono a portata di… click www.solomiobijoux.com
È on line il sito di SoloMio Bijoux, curato
venire sull’ordine di visualizzazione degli
Dal punto di vista visivo, l’eleganza del
i responsabili dell’azienda, inserire nuovi
dall’agenzia Artemisia Comunicazione.
fondo nero è esaltata da un menu essenziale, da immagini full screen in sequenza, tale da esaltare la bellezza degli
oggetti in primo piano. La caratteristica primaria del sito, dunque, è rappresentata da leggerezza e fruibilità.
Un link conduce l’utente nelle collezio-
ni di SoloMio Bijoux e un altro collegamento porta alla sezione “Advertising”, dove il visitatore può accedere alle atti-
vità di comunicazione dell’azienda. Nella gallery animata è possibile inoltre, inter-
oggetti contenuti; è possibile, infine, per prodotti e modificare quelli presenti.
Dal punto di vista tecnico, il sito vetri-
na di SoloMio Bijoux è stato realizzato
con tecnologia Flash, con la possibilità di implementare in qualsiasi momento il full
screen completo con la scomparsa della barra del browser.
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preziosmagazine.com si rinnova L’aspetto più interessante è ch e chi si collega ha l’opportunità di m ettersi direttam ente in contatto con i produttori, a costo zero, attraverso un veloce sistema di link. Rinnovato nella grafica, da ottobre preziosamagazine.com cambia aspetto, ma non sostanza. Il portale del Fashion Jewelry Style, aggiornato quotidianamente con notizie sul gioiello provenienti da tutto il mondo, si è arricchito di nuove utilità, senza perdere di vista la sua funzione primaria: quella di informare su ciò che accade nel settore dei preziosi. Già da qualche mese preziosamagazine.com ha accresciuto la propria offerta con una Newsletter a cadenza mensile, inviata a più di 10mila indirizzi email: per usufruire di tale servizio, basta farne richiesta attraverso l’apposito link. Proprio la crescita esponenziale di contatti al sito ha spinto ad un ripensamento in chiave funzionale del portale di Preziosa Magazine. «Siamo partiti un anno fa con l’idea che il sito fungesse da “supporto” della rivista
- spiega il direttore Giovanni Micera - ma lungo il percorso ci siamo resi conto che il nostro prodotto web ha una vita a sé, complementare sì, ma non secondaria, rispetto al cartaceo. L’evoluzione del portale è significativa sia in termini di contatti (ne raggiungiamo ormai più di 1000 al giorno) ma soprattutto per l’importanza che le aziende stesse hanno dato al nostro sito». Ogni giorno, infatti, la redazione di Preziosa viene contattata dagli uffici stampa e marketing dei più grandi produttori italiani e stranieri, dalle scuole di design e da tutti gli interlocutori del comparto orafo, per un continuo scambio di informazioni e novità. L’obiettivo è quello di sempre: essere uno strumento di conoscenza e di collegamento tra tutte le istanze coinvolte. «Abbiamo inserito la possibilità di com-
mentare senza alcun filtro qualunque tipo di articolo - prosegue il direttore - e di segnalare ad altri pagine che gli utenti reputano interessanti. L’aspetto più interessante è che chi si collega ha l’opportunità di mettersi direttamente in contatto con i produttori, a costo zero, attraverso un veloce sistema di link. Inoltre, con uno sguardo anche al consumatore finale, abbiamo suddiviso la sezione prodotti in tre macro: gioielli, accessori e orologi». Razionalizzato anche l’archivio di tutti i marchi presenti nel database del sito: resta comunque la possibilità di sfogliare on line la rivista cartacea. Nella home page del portale, infine, saranno proposti sondaggi su argomenti ritenuti di volta in volta interessanti. (CDM) Non resta che collegarsi: www.preziosamagazine.com
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Con le misure anticrisi più conveniente il ravvedimento operoso di Gianni Lepre*
Le tasse vanno pagate ma è giusto che, laddove il contribuente si accorga dell’errore commesso, possa rimediar vi autonomamente, riducendo in tal modo le sanzioni fissate per gli evasori. A tal fine il legislatore ha previsto il noto sistema del ravvedimento operoso, divenuto ancora più conveniente per effetto dell’art. 16 punto 5 della legge n. 2/2009 (misure anticrisi). Il ravvedimento operoso, previsto dal Decreto legislativo 472 del 1997, stabilisce la possibilità di una forte riduzione delle sanzioni a carico di chi non ha versato un tributo, in toto oppure parzialmente. Può trattarsi di irregolarità commesse nella dichiarazione annuale dei redditi, come in sede di imposta regionale sulle attività produttive, sull’Iva, ecc. In questi casi chi si accorge (o si pente) dell’inadempienza ha una doppia scadenza entro la quale potervi fare fronte proattivamente. Il primo caso, il cosiddetto ravvedimento breve, è quello di chi paga entro trenta giorni dalla scadenza non ottemperata. Fino al 29 novembre 2008, per chi provvedeva con non più di trenta giorni di ritardo, la sanzione era pari a un ottavo di quella minima.
Il ravvedim ento operoso, previsto dal Decreto legislativo 472 del 1997, stabilisce la possibilità di una forte riduzione delle sanzioni a carico di chi non ha versato un tributo, in toto oppure parzialm ente. Per effetto della legge n. 2 del 2009, dal 29 novembre 2008 in poi chi utilizza il ‘ravvedimento breve’ si limita a versare un dodicesimo di quella minima (che è pari al 30 per cento del tributo). In altri termini, il contribuente paga solo il 2,5% in più, oltre agli interessi di mora al tasso legale. Una decurtazione altrettanto incisiva è stata effettuata dalla legge richiamata a vantaggio di chi sfrutta il cosiddetto ravvedimento lungo. È la ulteriore via d’uscita contemplata dal Dlgs. 472/97 per chi rimedia alla irregolarità “entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, quando
non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore”. Per questi soggetti, anziché un sesto, dal 29 novembre 2008 la sanzione si limita a un decimo di quella minima, cui vanno aggiunti ovviamente gli interessi. È chiaro l’intento del legislatore di incentivare il contribuente all’adempimento fiscale, incrementare le entrate e al tempo stesso sgravare l’amministrazione finanziaria da un buon numero di futuri contenziosi. Va peraltro sottolineato che i contribuenti possono utilizzare il meccanismo posto a loro disposizione dallo Stato soltanto nell’ipotesi che non siano già stati ‘scoperti’ quali inadempienti dalla macchina fiscale. L’articolo 13 del Dlgs. 472/97 a tale riguardo è perentorio: “La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento”. Il ravvedimento potrà essere posto in essere in tali circostanze solo nell’ipotesi che i soggetti inadempienti non abbiano avuto ancora “formale conoscenza” di dette attività. *Commercialista
Diamo valore alla qualità dei gioielli Sappiamo che la qualità di un oggetto prezioso è ciò che ne determina il valore e lo preserva nel tempo. Da oltre quindici anni verifichiamo e certifichiamo la qualità di gemme e gioielli utilizzando strumenti tecnici avanzati e personale qualificato. Eseguiamo stime per attribuire un valore reale a gemme ed oggetti preziosi, oltre a perizie qualitative globali per diverse necessità e usi. Con il servizio DD - Dedicated Diamonds incidiamo a laser sulla cintura dei diamanti un messaggio personale, le caratteristiche della pietra o il numero del certificato. Le nostre documentazioni e i nostri servizi professionali hanno tutti lo stesso obiettivo: certificare la qualità dei gioielli per tutelare e proteggere il loro valore nel tempo.
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Ufficio metrico: occhio ai controlli di Marco Cantarella*
Già da alcuni anni l’attività di controllo degli Uffici Metrici sui titoli e sui marchi degli oggetti preziosi si è estesa anche ai dettaglianti, pur essendo tuttora prevalentemente rivolta nei confronti di grossisti e fabbricanti. Come è noto, gli Uffici Metrici hanno il compito di verificare la correttezza dei titoli degli oggetti in metallo prezioso anche mediante saggi e prelievi effettuati sugli stessi. Per evitare di danneggiare inutilmente i dettaglianti, la Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi ha ottenuto che gli
eventuali saggi vengano effettuati, da parte dell’Ufficio Metrico, solo sugli oggetti privi di marchio di fabbrica. In pratica, l’azione di controllo dell’Ufficio Metrico, specie in Provincia di Napoli, sarà particolarmente rivolta a sanzionare il commercio di oggetti privi di marchio di fabbrica. Si raccomanda perciò ai dettaglianti di verificare che tutti gli oggetti presenti in azienda, in oro, argento o altri metalli preziosi, riportino il marchio di fabbrica ed i bolli di legge.
Si ricorda che i dettaglianti hanno l’obbligo, per legge, di accertarsi che gli oggetti che pongono in vendita riportino il titolo ed il marchio di identificazione (esclusi gli oggetti usati e di antiquariato, nonché quelli di peso inferiore al grammo). Gli oggetti privi di marchio di identificazione possono essere sequestrati ed il dettagliante sottoposto a sanzione pecuniaria di importo variabile a seconda della gravità del caso. *Direttore Federazione Orafi Campani
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Sospensione dei debiti verso il sistema creditizio
cos’è e come funziona l’accordo per dare ossigeno al sistema delle imprese Il 3 agosto scorso è diventato operativo l’accordo tra Ministero dell’Economia, Associazione Bancaria Italiana ed Organizzazioni imprenditoriali per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso le Banche. Fino ad ora, all’accordo hanno aderito i principali Istituti di Credito e gran parte delle Casse di Risparmio e delle banche locali. Vediamone i punti di maggior interesse per le imprese, ricordando che le domande da parte delle imprese potranno essere presentate fino al 30 giugno 2010. Quali sono le operazioni realizzabili? - sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo; - sospensione per 12 mesi ovvero per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing rispettivamente “immobiliare” ovvero “mobiliare”; - allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per sostenere le esigenze di cassa, con riferimento alle operazioni di anticipazione su crediti certi e esigibili.
Quali imprese sono ammissibili alle suddette operazioni? Le piccole e medie imprese - come definite dalla normativa comunitaria – di tutti i settori, con una situazione economica e finanziaria tale da garantire la continuità aziendale, ma che a causa della crisi presentino difficoltà finanziarie temporanee. Le imprese non devono avere posizioni classificate come “ristrutturate” o “in sofferenza” ovvero procedure esecutive in corso. Inoltre, alla data del 30 settembre 2008 dovevano risultare “in bonis” .
Operazioni di sospensione temporanea del pagamento delle rate (finanziamenti a medio-lungo termine) Sono ammissibili alla richiesta di sospensiva del pagamento le rate, per la parte di quota capitale, dei finanziamenti bancari a medio e lungo termine (mutui) e delle operazioni di leasing finanziario in essere alla data del 3 agosto 2009. Sono esclusi i finanziamenti e le operazioni creditizie e finanziarie con agevolazione pubblica, nella forma del contributo in conto interessi e/o in conto capitale. Per la sospensione, le rate devono essere in scadenza o già scadute (non pagate o pagate solo parzialmente) da non più di 180 giorni alla data di presentazione della domanda. La sospensione non comprende la parte in quota interessi. Il pagamento può essere sospeso per una rata se annuale o per periodo analogo se la rata è scadenzata su frazione d’anno. La sospensione della quota capitale delle rate determina la traslazione del piano di ammortamento per periodo analogo. Le rate sospese, per la sola quota capitale, vengono ammortizzate utilizzando lo stesso tasso contrattuale e la stessa periodicità. Nel caso del leasing, sarà posticipato anche l’esercizio dell’opzione di riscatto.
Tali operazioni si devono svolgere con gli stessi tassi previsti nel contratto originario e senza interessi di mora per il periodo di sospensione, nè applicazione di commissioni e spese di istruttoria. Inoltre, non devono essere richieste di garanzie aggiuntive.
Come avviene l’istruttoria delle domande? L’impresa deve presentare apposita domanda alla banca dove è stato concesso il prestito. La banca ha 30 giorni lavorativi per rispondere alla domanda di sospensione presentata dall’impresa. Si tenga presente che l’accettazione della domanda non è automatica da parte della banca, e che questa può richiedere ulteriori informazioni di tipo economico e finanziario all’azienda. L’accordo prevede comunque che le domande presentate da aziende “in bonis” e prive di ritardati pagamenti, si considerano ammesse, salvo esplicito e motivato rifiuto.
Ricapitalizzazione È previsto un apposito finanziamento per le imprese che rafforzano il proprio patrimonio. Il finanziamento sarà pari ad un multiplo dell’aumento di capitale effettivamente versato dai soci. (MC)
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quando la promozione diventa spettacolo
“Ritratti di Donne” evento realizzato per la Maison Mario Valentino ed il Consorzio Antico Borgo Orefici Napoli, Camera di Commercio, Sala delle Grida
“ Fuoco Napoletano” evento realizzato per il sindacato Casartigiani Napoli nell’ambito di un progetto di promozione delle eccellenze campane per il mercato russo Napoli, Camera di Commercio, Sala delle Grida
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Dai granelli di sabbia, ai melograni d’autunno I toni aranciati nelle vetrine di fine estate di Elisabetta Bowinkel*
Le temperature tropicali pian pianino fanno spazio al fresco autunnale. Il tempo delle conchiglie e delle stelle marine, di quell’allegria tutta estiva di quando trionfano i colori accesi e brillanti, è già un ricordo lontano. Ecco allora riecheggiare i toni più pacati, il fascino di un’eleganza più discreta. Con il cambio di stagione anche la nostra vetrina cambia puntando su una diversa scelta cromatica, sulle tinte avvolgenti del rosso e dell’ocra. Disporremo quindi di un grande e morbido drappo di seta lucida, nelle nuances aranciate, che coprirà il piano della vetrina con movimenti sinuosi,
morbidi. Un tocco di armonia che servirà a dare volume all’esposizione. Come originale supporto degli oggetti da esporre sceglieremo tre o quattro melograni, di grandezze diverse e nelle tonalità che spaziano dal verde al rosso brunito. Tornerà utile anche una manciata di sassolini, meglio se piatti, per dare più rilievo al piano di appoggio. Posti nei vuoti lasciati dal drappo, saranno un eccentrico diversivo nella staticità della struttura. Un rametto di edera variegata dal bianco al verde, avvinta tra i melograni, dividerà lo spazio regalando una ulteriore nota di colore. Bracciali e collane saranno adagiati mol-
lemente sui frutti fino a toccare la base del ripiano. Gli anelli ed i ciondoli troveranno posto, invece, tra le foglioline del tralcio di edera mentre sui sassi, che saranno sparsi senza un preciso disegno, collocheremo orecchini ed altri oggetti di piccole dimensioni. Con estrema naturale semplicità, doneremo raffinatezza ad una atmosfera di per sé già elegante, dove nulla è lasciato al caso. Piccola ma concentrata, la nostra vetrina esprimerà un preciso messaggio di bellezza e preziosità. *Visual Merchandiser
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La Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi Gioiellieri Argentieri Orologiai da più di 50 anni opera in Italia a favore del settore orafo. Attraverso 70 associazioni locali promuove inizitive a tutela degli oltre 8.000 soci, organizza corsi e convegni su temi di attualità, offre la possibilità di partecipare alle più importanti manifestazioni fieristiche del settore a condizioni vantaggiose, stipula convenzioni con grandi aziende a livello nazionale e tiene costantemente informati gli associati sulle più recenti disposizioni di legge in materia facendosi promotrice di innumerevoli iniziative nell’interesse di tutto il settore orafo italiano.
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