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Preziosa Magazine, numero 3, 2010

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Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, Aut CBPA-SUD/NA/226/2009

anno III n. 3 luglio 

brand

RCM

un lusso che non conosce rinunce orologi

Tudor

Heritage Crono speciale

Veneto e Lombardia i numeri, le associazioni, e i referenti locali

Amlé

una grande sfida griffata


ph. luciano d’inverno

Progettioro srl Il Tarì - ASI Sud Show room 224-225 81025 Marcianise (CE) numero verde 800 427110 tel. +39 0823 513092/513020 fax +39 0823 513936 info@progettioro.it www.progettioro.it


VINCENZA Vicenzaoro - Settembre 

PARIGI Première Classe - ottobre 

photos: milla og stoffer adv: artemisiacomunicazione.com

www.ziio.eu


Sunny Drops

Show Room Milano | Via Bertini, 7 | camille@ziio.eu


editoriale

Continua il nostro viaggio tra i principali distretti orafi italiani. Dopo quello Toscano e quello Campano in questo numero abbiamo aperto una ricca finestra sulle produzioni Lombarde e Venete. Una realtà molto significativa ma che non è riuscita a passare indenne sotto la scure della crisi. Meno 15 per cento è stata la contrazione sul fatturato registrata nel 2009 con un calo dell’esportazioni pari al 23 per cento. Insomma dati che letti in maniera univoca destano preoccupazioni, ma che contestualizzati rispetto ai parametri nazionali e internazionali rappresentano, invece, una realtà che tutto sommato ha tenuto ed è pronta ad affrontare le prossime nuove sfide autunnali ed invernali. Il management di Vicenza Oro Choice e Macef, per citare le prime due importanti vetrine nazionali, proprio in queste ore stanno definendo le ultime strategie per offrire la miglior vetrina dove presentare produzioni orafe italiane e non. Noi di Preziosa, proprio in virtù di questo dualismo, abbiamo messo a confronto i due manager a capo delle realtà: l’amministratore delegato di Fiera Milano spa Enrico Pazzali e il presidente di Fiera di Vicenza Roberto Ditri. Leggendo tra le righe le loro risposte, è evidente con quanta tenacia stiano lavorando al riposizionamento dei propri appuntamenti, soprattutto nell’ottica, da sempre vincente, della proposizione del gusto “made in Italy” sulla scena internazionale. Usa, Brasile, Russia, Cina e India i principali mercati di riferimento per Vicenza, mentre Emirati, Sud America, Germania e Giappone quelli per la realtà meneghina.

Ma questo editoriale vuole anche essere un momento anche per ricordare, anzi, per non dimenticare Nicolas Hayek, il papà della Swatch. L’8 giugno scorso i giornali hanno dato notizia della sua morte e per la prima volta nella mia vita ho visto il volto di quell’uomo che, con l’originalità dei suoi orologi, ha accompagnato la mia giovinezza. E non solo la mia.


www.preziosamagazine.com anno III / n. 3 / luglio 2010 Spedizione in abbonamento postale Reg. Tribunale di Napoli n. 77 del 01/10/2008 iscrizione al ROC n. 17658 del 10 ottobre 2008

Golden Agency srl via Generale Orsini, 40 - 80132 Napoli

sommario p. 34

Giovanni Micera direttore@preziosamagazine.com

Maria Rosaria Petito petito@preziosamagazine.com

p. 18

Luigi Esposito grafici@preziosamagazine.com

p. 29

rubrica

Artemisia Comunicazione artemisiacomunicazione.com

redazione@preziosamagazine.com

écrit sur du vent p. 12 parole di pietra p. 14

responsabile commerciale: Mila Gambardella ph. +39 331 6892296

brand

via Generale Orsini, 40 - 80132 Napoli tel. 081 2471142 fax 081 0782962

gambardella@preziosamagazine.com

p. 24

Una grande sfida griffata Amlé p. 18

Checcarini il design a un passo dal futuro p. 22

p. 38

Incommensurabili distanze di lontane culture nel design della Martinico p. 24

Le alchimie di Giorà by Giovanna Raspini per ammirevoli sperimentazioni p. 26 Non solo belli. Gioielli Mattia Mazza per sognare ad occhi aperti p. 29

JoyStone. Un giovane hand brand che punta sulla tradizione e sulla qualità p. 34 RCM, un lusso che non conosce rinunce p. 36

Pin Up i desiderabili gioielli di Armada Nueva p. 38 breaking news

Un moltiplicarsi di idee alle quali è difficile rinunciare p. 43 ph. Luciano D’Inverno

Amlé

www.amle.it

referenze fotografiche: si ringraziano tutti coloro che hanno gentilmente messo a disposizione il materiale iconografico L’Editore è a disposizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche non individuate Proprietà letteraria e artistica riservata. È vietata la riproduzione totale o parziale della pubblicazione senza autorizzazione dell’editore. Manoscritti e foto, anche se non pubblicati, non saranno restituiti. Golden Agency srl garantisce la massima riservatezza delle informazioni custodite nel suo archivio. Gli indirizzi verranno utilizzati, oltre che per l’invio della rivista, anche per l’invio di proposte commerciali. Ai sensi della legge 675/96 è nel diritto degli interessati richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento dei dati. Del contenuto degli articoli e degli annunci economici e pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori.

speciale

Veneto e Lombardia p. 54

Intervista. Milano e Vicenza: due realtà a confronto p. 59

Macef 2010, torna a settembre The best of Bijoux p. 61

La Triennale di Milano p. 62

Luisa della Salda: dicono di lei p. 64 Bicego Un fatturato da record p. 66

p. 36

p. 66


37° gradi all’ombra, un solo desiderio: un Ghiacciolo Ambrosini p. 68

Canova 325. I sogni son desideri p. 71

www.preziosamagazine.com

Sharra Pagano. Assai più che un bijoux p. 74 Marco Cantarella Mario Didone Chiara Di Martino Cristiana Giordano Giovanni Lepre Federica Longobardi Paolo Minieri Maria Rosaria Petito Alberto Scarani Lucia Venino

p. 71

TEM: architetti, designer e progettisti per uno spazio su misura p. 79

p. 85

p. 81

design La formula perfetta per la collana made in Italy p. 81 gemmologia

Il riscatto dello Spinello p. 85

p. 74

Federazione Orafi Campani: in un volume il mondo delle pietre preziose p. 89 intervista La nuova stagione di Oromare. Intervista al neo-presidente Maurizio Pecorella p. 91 eventi

La Ferrari corre a Valenza p. 92

SiciliaOro p. 92

p. 92


orologi

p. 94

TUDOR: Heritage Crono p. 94 eventi

Paul Picot. Newton photo contest p. 96 tecnico-amministrativo

Videosorveglianza: ecco le nuove regole p. 100

Il marketing fa a pugni con il conformismo p. 103

p. 96

Studi di settore: nulle le pretese del fisco senza contraddittorio p. 104 rubrica

Aste e Mostre p. 105 Eventi p. 107

p. 107

p. 105


ru brica écrit sur du vent

M

Gran classe di Maria Rosaria Petito

“

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me che giustifica ogni inconsueta scelta. entre il cruscotto si inventa un’atmosfera Scansando un ultimo pedone, che rinuncia ad night con i blu fosforo dei led, dalle casse dell’hi-fi la voce di Bouble accarezza l’abitaAccenna un sorriso e tra attraversare, riparte proseguendo con una agilità tale da ripagare le deludenti prestaziocolo come una sciarpa di cachemire. La carle mani tese porge un ni, legittimate da un adesivo sul portello rozzeria emerald è una gemma sull’asfalto, bon bon, apparso come posteriore che recita Je suis électrique. considera Claudio fissando sul cofano un dal nulla. Claudio decide di azzerare tutte le priorità riflesso stellato. spegnendo lo smartphone. Qualche attimo Qualche fiocco di neve si posa sciogliendosi Lei lo guarda affatto prima che il tergicristallo lo raggiunga. Fuori stupita scivolando con lo di vantaggio e preme delicatamente sull’acceleratore. fa ancora buio ma la città è oramai alle sguardo lento, tagliente. Via Fiume, corso Trieste, piazza Manzoni. Ed porte. Le finestre si illuminano pigre l’una infine la panoramica, dove all’altezza di un dopo l’altra e nelle strade due bus ed i piccolo isolato la sconosciuta abbandona la primi clacson combinano un principio di minicar per dirigersi verso un giardino all’inglese, in realtà un traffico. All’incrocio il semaforo salta al rosso e piedi ancora intrigante trompe l’oeil che nasconde una costruzione a due assonnati calpestano le sbiadite strisce pedonali. piani. Una piccola utilitaria lo affianca riuscendo ad incunearsi in uno Morbido scalo di marcia e le lancette sul quadro di comando si spazio appena sufficiente per una moto. Dal finestrino semichiuarrendono con sincronismo svizzero. Anche Claudio scende e so evapora la vibrante malinconia dei Gotan. accompagna la portiera che si accosta con un discreto clic. Su un volante rosa cipria due mani sottili battono il tempo in La morbida criniera cede ai capricci del vento coprendo a tratti levare. Il riflesso di un lampione sul vetro impedisce di scorgere il volto dalla carnagione ingiustificatamente bronzata anche per intero la figura regalando gusto alla scoperta. Gli interni nella fredda stagione. Piace, e sa di piacere. La sua sicurezza plum ed il tettuccio rosso fiamma ne fanno una voiture che semsi percepisce come un profumo dalla nota invadente. bra scappata da cartoonia, ma il grosso bracciale al polso, un Accenna un sorriso e tra le mani tese porge un bon bon, apparso rendez-vous che rinvia a culture cencome dal nulla. tenarie, svela di suo La donna lo guarda affatto stupita scivolando con lo sguardo un naturale charlento, tagliente. Nella mente di Claudio un solo pensiero: è mia. D’un tratto l’ammirazione di lei si spezza in un piglio che la fa ancora più incantevole. In cerca di un perché Claudio segue la medesima traiettoria di quegli occhi colore del muschio arrivando giù giù fino alle scarpe, e qui non gli resta che constatare quanto un mocassino brown mal si accosti ad uno nero. Touché. Si siede sul cofano e con rabbia scartoccia il cioccolatino. Quanti, chissà, ne ha già mangiati, quanti, chissà, gli toccherà mangiarne.


ru brica

“

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Pietre che rompono le scatole

Il

di Paolo Minieri

volte accade) la dovuta assistenza dalla casa. mercato del gioiello nelle ultime due decadi Poi ci sono quelli che con piglio deciso ma un si è focalizzato su due grandi canali di offerpò schizofrenico sapientemente pilotano il ta. Il primo dei due rappresenta la migliore In questa cliente ora verso il pezzo griffato ora verso eredità della tradizione artigiana, il pezzo, contrapposizione tra quello realizzato artigianalmente, a seconda spesso unico o a tiratura gioco forza limitata, brand e pezzi artigianali dell’appeal dell’uno o dell’altro. Ecco poi un interamente creato in laboratorio dal gioielleunici si concretizza nuovo protagonista: l’assemblatore. Facendo rie (o sotto la diretta ispirazione del gioiellieleva sull’accresciuta competitività e disponire). Il secondo più recentemente, però, si è l’andamento delle bilità delle montature semilavorate di gioielevidenziato sotto gli impulsi del generale raftendenze del gioiello leria, dei diamanti e delle pietre di colore, forzamento dei marchi e dei brand. La comucontemporaneo. degli incastonatori, e dei laboratori per rifininicazione si è posta al centro delle iniziatire il pezzo, questi operatori fabbricano da ve. Il passante ha visto in breve la vetrina di soli, senza quel grande sforzo che un tempo gioielleria trasformarsi in un filare di prodotti era necessario, i gioielli che potranno firmare con il proprio nome. ben ordinati, ben confezionati, intelligentemente posizionati, Un’indagine recente di Federdettaglianti registra l’incremento sempre identificati da una firma riconoscibile. Ma allo stesso di questo trend (a scapito dei distributori di brand) che consentempo talvolta sono in bella mostra (o fanno capolino) forme più te al negoziante l’abbattimento di un anello della catena distrioriginali, disegni meno visti, colori di gemme inusuali. In questa butiva e nello stesso tempo di realizzare un gioiello che può avere contrapposizione tra brand e pezzi artigianali unici si concretizun deciso contenuto innovativo del gusto, non molto inferiore al za l’andamento delle tendenze del gioiello contemporaneo. prodotto griffato. È un contrasto con tante gradazioni intermedie. A me piace scruCi sono poi quelli che concepiscono il gioiello come un esercizio tare dal fidato rifugio della mia bottega i tanti atteggiamenti degli irrinunciabile di creatività. Quando li vedi percepisci insieme un operatori a riguardo di questa nuova opposizione tra gioiello di movimento innovativo verso il futuro e qualcosa di antico. marchio e gioiello artigianale. Il primo è pubblicizzato, “vestito” Inconsapevolmente esprimono un ideale doratamente rinascimencon idonei astucci dei legni e delle plastiche più varie e innovatitale: l’uomo prende misure, ricerca, crea per necessità elevandove, realizzato in serie da aziende di medie o grandi dimensioni. Il si e sperimentando bellezze inesplorate in una tenace sfida con i secondo è spesso anche più ricco, unico e costoso, più raro, meno propri stessi limiti. Queste persone desiderano firmare col proprio ripetibile. Ma tutti hanno da fare i conti con le pietre che arrivano nome, come si firmano i quadri. Le pietre che hanno in mente in vetrina o in cassaforte. rompono le scatole ai clichè, i luoghi comuni delle produzioni più Chi compra brand in negozio ha ottenuto le risposte all’origine, massificate. Sono disposti a perdere peso nel taglio se in cambio dal produttore stesso. È il marchio a legittimare la qualità della raggiungono le forme giuste. Considerano tinte e sfumature lontamanifattura nonché e delle gemme impiegate ed il negoziante ne dalle mode e dai gusti prevalenti. Provano cianiti, elbaiti, quarvolentieri ad esso delega tutta la responsabilità. I venditori, tuttazi con ossidi metallici, smeraldi con calciti, opali etiopici, demanvia sono a volte smarriti di fronte ad un pubblico più informato di toidi, asterie, sfeni. Trasformano asimmetrie in linee coerenti. quanto loro spesso non siano, esigente ed influenzato da messaggi Non si fanno intimorire dal costo elevato di una gemma e non la provenienti dalla carta stampata e dalla TV. La semplice sostituziotrascurano per il semplice fatto che sia troppo economica. Ma pure ne di una pietra li pone in gran difficoltà se non ricevono (ed a


16 esagerano e s’avventurano in ardite progettazioni di pietre appuntite, forme che i grezzi non possono dare o – un vero classico – tentano delicate ma complesse sfumature con i corindoni di tutte le tinte, in tutte le misure. Per una griffe orafa invece i massicci volumi di vendita richiedono che il gioiello sia costruito con apporti sempre ripetibili, tali da garantire omogeneità ed identità. Il risultato si concretizza in pietre sintetiche o semipreziose che per essere facilmente reperibili e replicabili spesso sono “già viste”, tagli standard di basso contenuto innovativo che abbiano il vantaggio di non generare pericolosi sottoscorta al magazzino del capofabbrica. Diciamola tutta: non ci hanno stancato le briolette ovali di ametista?

L’esigenza di avere pochi imprevisti produce poca ricerca. Come l’artigiano classico a volte esaspera la ricerca pretendendo tagli di pietre improbabili così le aziende della grande distribuzione si adattano ad una gemma che non è altro che un minimo comune denominatore. Ecco perché, in questo momento di riflessione generale, comunque sia, le gemme si situano all’incrocio delle tendenze. Ora ostacolano percorsi costruttivi ambiziosi e di marchio non meditati in modo adeguato e approfondito, ora esigono un tocco artistico da pezzo unico, ora impongono sforzi ed investimenti per ottemperare ai requisiti della fabbricazione in serie. Quasi sempre rompono le scatole.

widget mobile il tarì approda sull’iPhone È la moda del momento, il must della tecnologia e l’obiettivo delle aziende più all’avanguardia: possedere il proprio widget mobile per farsi seguire sull’iPhone. E da questo mese ce l’ha anche il centro produttivo di Marcianise il Tarì. Ma cos’è un widget? Si tratta di una miniapplicazione da salvare sul telefonino che permette la consultazione di una serie di informazioni: Fiere & Eventi, Quotazioni oro, Facebook, YouTube, Dove siamo, Photogallery, Link. Potranno essere così visualizzate rapidamente tutte le informazioni utili legate al centro produttivo guidato da Gianni Carità: un semplice tocco sul touch-screen consente di accedere ai dettagli delle varie aree.

http://www.widgetbox.com/widget/msite/tarimobile/

a settembre torna l’appuntamento con i seminari di Federdettaglianti Vicenzaoro Choice, a settembre torna l’appuntamento con i seminari di Federdettaglianti - Confcommercio Imprese per l’Italia. «Comunicare l’impresa orafa è un’impresa?»: è questo, infatti, il titolo della sessione di workshop tecnici organizzati, già da diverse edizioni, in collaborazione con Fiera di Vicenza. Quello con i seminari di Federdettaglianti è diventato un appuntamento ormai consolidato per i visitatori della fiera: nelle giornate di domenica 12 e lunedì 13 settembre, l’attenzione degli approfondimenti sarà focalizzata sulla comunicazione strategica delle aziende. Gli interventi in programma andranno dalla gestione quotidiana di un punto vendita al marketing digitale.

Corrado Facco torna in Fiera di Vicenza: da luglio è direttore generale Fiera di Vicenza, il 5 luglio scorso Corrado Facco ha preso ufficialmente possesso delle funzioni di direttore generale. La sua nomina è stata decisa a metà giugno durante il Consiglio di amministrazione della nuova S.p.A. guidata, dallo scorso gennaio, da Roberto Ditri. Dal 2004 al 2007, durante la presidenza di Valentino Ziche, aveva ricoperto il ruolo di segretario generale. Poi si dimise e, da allora fino a giugno di quest’anno, ha lavorato per Hangar Design Group, curando tra le altre cose la comunicazione di About J, il Salone dell’Alto di gamma di Fiera di Vicenza.


www.raima.it


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Una grande sfida griffata Amlé Marisa Angelucci, artista artigiana che media fra estetica e meraviglia Istintiva, passionale e visionaria, e si concede la massima libertà espressiva

È

Marisa Angelucci, e nelle sue creazioni di squisito artigianato ogni elemento ha una sua ragione d’essere perché sa cogliere il bello anche in quegli oggetti che altri indirizzerebbero verso strade meno gloriose. E punta sui volumi esaltati da ricordi, sensazioni e da un remoto passato che si svela in particolari rari se non unici, come una vecchia cipolla che abbandna il taschino per diventare trait d’union di una collana a maglie grosse, o una suggestiva reliquia che dall’altare è migrata in un pendant affatto blasfemo di un originale sautoir. E così cammei, sonagli e tutto quanto di artistico possa contribuire alla realizzazione di una vera opera. La disinibita arte di Marisa ha scelto di prestarsi poco o meno ai segni che le mode impongono per offrirsi a nuove esperienze. Ecco perché il suo punto d’arrivo coincide quasi mai con l’idea di partenza, con quel progetto iniziale che intanto si sviluppa, si affina, si muta tra forme e rivoluzionarie soluzioni in cui regna una piccante disarmonia, intesa come l’esatto contrario dell’usualità. Un work in progress agitato da un pizzico di follia. E focalizza l’attenzione su presenze sempre nuove che affogano nelle calde tonalità


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di un prorompente corno dall’inaspettato piglio aristocratico. Nella sua ultima collezione, sorprendentemente, riceve un’attenzione particolare un corpus geometrico, cubi e parallelepipedi come essenzialità di un jewel design che apparentemente si distacca dalla sua produzione primaria e che invece ne è la prosecuzione naturale prestandosi a ricreare proporzioni che vanno a completarsi con sfere sfaccettate che nei colori del quarzo e nelle trasparenze del cristallo di rocca diluiscono la raffinata rigidità gettando brillii e impercettibili nuances sulle superfici lisciate all’estremo. Una modernità appena sfiorata trattenuta dall’impalpabilità dei colori che le boule sprigionano in un gioco di tagli. Ancora un capolavoro di artigianalità. L’elettrizzante portabilità dei suoi gioielli le ha regalato un successo rapido che si è consolidato in una griffe di grande prestigio anche all’estero. (MRP)


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Glam srl 81055 S. Maria Capua Vetere (CE), Italy Traversa San Pietro, 26 ph. fax +39 0823 798939 email info@amle.it web www.amle.it

A big match… Amlè Marisa Angelucci, a craftswoman, an artist which connects wonder and aesthetics. Instinctive, passionate, visionary, she expresses herself with intense freedom. Marisa Angelucci is a real craftswoman of jewellery. Many of her jewels have the particular shape of cubes, and the purity of crystal. Her new collection is very attentive to the cut and the geometrical shape of the precious stones, and it has been also most appreciated abroad.


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brand

il design a un passo dal futuro Piccole oasi di colore per un prezioso sistema solare Checcarini Preziosi 52100 Arezzo, Italy Via Don Luigi Sturzo, 204 ph. +39 0575 353436 fax +39 0575 20207 email info@checcarinipreziosi.it web www.checcarinipreziosi.it

F

ra tante proposte, spesso vanamente sfarzose, Checcarini va diritto all’essenziale per rispondere a quel bisogno di deliziosa semplicità che investe chi si imbatte in vetrine traboccanti di fronzoli. E sgombra il campo per accogliere la gradevole perfezione della sfera, che in misure diverse, da molto piccola alla versione maxi, come pianeti e satelliti si sfiorano, si toccano, si affiancano. Li immagini impegnati in giochi di rotazioni, ciascuno lungo un'orbita diversa, come un prezioso sistema solare. Una partecipazione importante di piccole oasi di colore che fan sentire con distinzione la loro presenza. Tra le tante, una qualità del design Checcarini è, dunque, la sintesi creativa, quel tratto quasi zen che, proprio in quanto tale, sa esaltare l’assoluto minimalismo come imperdibile straordinarietà. Ma tenere insieme così pochi elementi, sottrarre e toccare ugualmente il top dell’estetica decorativa serve gusto, intuito, inventiva. Puntare sulle sole rotondità si è dimostrata una scelta coerente ed innovativa, un gioco che sostiene un diverso modo di intendere il gioiello e che affascina nella sua elementarità. La boule è allora l’elemento costitutivo di questi gioielli combinabili dove le nuances fanno la differenza. Una grande uniformità che sa rendersi oltremodo interessante nella fattibilità di incontrare ancora altri elementi. Anche l’ultima sua proposta trattiene l’elemento che ha caratterizzato le precedenti, ma una morbida stringa in argento ne perfeziona l’eleganza. Aperto nel mezzo, questo laccio lascia che la boule, una isolata murano total black, si arrestarsi nella sua lunghezza lasciando pendere liberamente le due estremità della collana in un immaginabile gioco di continuità. Un raffinato silver e nero per una reciprocità di stile e design che anticipa nuove tendenze. (redazione)

Checcarini. Design next to future The distinctive feature of the Checcarini’s jewels collection is its simplicity. Many of the jewels are big or small sphere shaped. They are a kind of coloured precious “planets” that touch each others. Creativity and minimal art are the peculiarity of Checcarini’s. The silver and black “spheres” in the new collection are very fine and innovative jewels, that predate the future of the jewellery’s design.


Collezione Giardino. Orecchini oro 18kt, rubini, spinelli, ametiste, tormaline.

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Elena Martinico via Castelfranco Veneto, 75 00191 Roma ph. +39 06 33221043 fax +39 0633220265 email martinico.e@libero.it web www.elenamartinico.it


Collezione Summer. Orecchini oro 18kt, tormaline, diamanti, corallo.

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Incommensurabili distanze di lontane culture nel design della Martinico Morbidi virtuosismi e impulsivo talento

C

osa hanno in comune acqua, mosaici, giardini e fragranze? Niente di più che non sia mosso dalle onde propagative della creatività di Elena Martinico. A chi, infatti, credeva che la grandeur orafa fosse appannaggio esclusivo dei più famosi distretti, dalla capitale la vivace imprenditrice ha levato la sua voce riuscendo a raccontare un jewel design che indugia su condivisibili suggestioni e su un linguaggio che trasmigra in uno sfavillante esperanto per dissimili interpretazioni. Una sorta di virtuale consanguineità che avvicina le incommensurabili distanze di lontane

Psyco. Pendente con zaffiri rosa e micromosaico

culture che la Martinico tiene insieme nelle linee Foemina e Micromosaico. Ecco perché minuscole tessere si combinano nel pregio e nella policromia delle materie nel modo in uso nella grande arte rinascimentale; rubini, spinelli, ametiste e tormaline si mettono insieme come fiori appena sbocciati e succosissime bacche nel medesimo profumo della bellezza; perle, rubini e tormaline stillano nelle trasparenze dell’essenza di una rosa; la stagione del solleone affida a tormaline, diamanti e corallo le sue fantasiose calde forme; l’acquamarina scorre limpida zampillando

tra tormaline, diamanti e turchesi. Temi diversissimi toccati da una mediterraneità che fa sentire il suo respiro anche dove la giada rinfresca un lontano ricordo della dinastia Ming. Una natura che si esprime attraverso improprie materie che si prestano perfettamente a queste nuove destinazioni, imprimendo in ogni suo gioiello morbidi virtuosismi e impulsivo talento. (F.L.) Immeasurable distances of distant cultures in Elena Martinico’s Collections. Virtuosity and Talent The style of Elena Martinico’s jewels collection is inspired by cultural differences, particularly by shape and colours of mosaics and gardens. Her collections “Foemina” and “Micromosaico” consider this idea. The precious stones she uses are ruby, amethyst, coral, diamonds, pearls, and other ones. Her jewels are a real “explosion of talent”and they are also a tribute to the art of the Renaissance.


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Giorà by Giovanna Raspini Via G. Ferraris, 238 52100 Arezzo (AR) ph. +39 0575 984075 fax +39 0575 383142 web www.giorariflessi.it email info@giorariflessi.it


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collezione allegria

Carattere forte e delicata femminilità in gioielli à la page

B

Le alchimie di Giorà by Giovanna Raspini per ammirevoli sperimentazioni

ell’idea trasmutare i metalli vili in oro o argento. Un’alchimia che ai giorni nostri non prevede più l’impiego della leggendaria pietra filosofale bensì un trattamento elettrolitico, proprio quello con cui la Giorà, by Giovanna Raspini, è riuscita a conquistare uno spazio di tutto rilievo nelle più importanti gioiellerie. È la galvanica, un’addizione di oro o argento che fa dei suoi gioielli elementi irrinunciabili, sottilmente maliziosi per uno stile molto singolare. Ogni sua collezione si evolve nelle forme con istintiva mondanità curiosando tra passate culture che sa spogliare di quel déjà vu per ridisegnare oggetti straordinariamente sofisticati ed audaci che incontrano il favore delle donne. Una lavorazione esclusivamente artigianale la porta ad un design estremo nel bracciale in pieno stile schiava che si addolcisce con finimenti in suede, e tocca proporzioni imperfette scommettendo tutto sul grafismo che regalano le tante baguette che si accostano come in un gioco di fughe prospettiche. Una particolare attenzione la riserva alle silhouette che si arroccano su monovolumi o maglie grosse e mette insieme medaglie dal “mood arabe” che nella collezione Allegra sprigiona profumo cosmopolita. Sperimentazioni notevolmente interessanti e di tale ampiezza per oggetti à la page affollati di particolarismi destinati all’ammirazione. Argomentazioni di stile che rispecchiamo l’indiscutibile femminilità di Giovanna Raspini. (redazione)

A strong character and a soft femininity in Giovanna Raspini’s jewellery collection. The alchemy of Giorà by Giovanna Raspini. Giovanna Raspini has become very famous for her particular idea of producing jewels. She has been able to transform base metals in precious metals, like gold and silver. Her jewels are a sort of charming hand-crafted addition of silver and gold, most appreciated by women, like the “slave bracelet”, and many others. The jewellery collection “Allegra” is inspired by cultural differences and by Arabian style.


la Qualità delle Eccellenze gioielli

Via Camurati, 45 15048 Valenza (Italy) tel. +39 0131 945392 fax +39 0131 955998 rcm@rcmgioielli.it www.rcmgioielli.it


Non solo belli 29

Gioielli Mattia Mazza per sognare ad occhi aperti

Dal corallo alle acquamarine il valore della differenza

Il

corallo è un patrimonio dell’umanità e l’Assocoral, di cui Tommaso Mazza è vicepresidente, lo tutela e lo valorizza. Un vero tesoro che nelle ultime proposte delle grandi maison si fa largo in ogni stagione. Non più costretto ad aspettare l’estate è da indossare con la stessa naturalezza su kaftani impalpabili quanto nelle fredde atmosfere invernali. E risale dagli abissi per rispondere a svariatissime soluzioni declinandosi in tutti i toni del rouge, dall’intenso cœur al soave peau d’ange. Esterna quelque chose di aristocratico nelle irripetibili sculture che i maestri corallari creano ispirati dalle forme dei rami quanto nei piccolissimi grani. Passionale nelle collane e nelle broches, elegante nei bracciali e negli orecchini, spiritoso nei portafortuna e nei gemelli da uomo, la sua è una bellezza intensa che la Mattia Mazza sa esaltare con inimitabile perizia artigianale. La stessa con cui riesce ad imprimere grande personalità anche nelle collezioni che eleggono a protagonista la preziosità di altre gemme. Come orecchini ed anelli in cui l’oro rosa, giallo o bianco si ricopre di brillanti e si insi-

Parure in oro rosa, brillanti, ametista, perle, oro bianco, acquamarina brillanti e perle

Mattia Mazza srl 80059 Torre del Greco (NA), Italy Via Marconi, 70 ph. +39 081 8814866 ph. fax +39 081 8497544 email info@mattiamazza.it web www.mattiamazza.it


30 orecchini con ametista verde, in oro giallo e brillanti

nua con la sensualità di una piovra, di un serpente o con la melodiousness di una chiave di sol per abbracciare ametiste, ametiste verdi, perle e delicate acquamarine per sorprendenti gioielli che prendono in prestito tavolozze dove esplode la potenza dei colori, quelli più impalpabili e vivi. Tutto questo e Mattia Mazza, una bellezza non comune che suscita l’interesse dei buyers di tutto il mondo. Una bellezza non comune che fa sognare ad occhi aperti. (redazione)

It isn’t only beauty… Mattia Mazza Jewels… jewels for daydreaming… Coral is the “richness” in Mattia Mazza’s jewels collection. Tommaso Mazza is the Vice-President of “Assocoral”, an important association that protects and increase the value of coral. The necklaces, the bracelets and earrings are real precious sculptures, with the shape of trees or branches. In his collections there are other precious stones like “pink” or “white” gold, pearls, and animal-shaped jewels (snake or octopus), made with diamonds. Many buyers and collectors love Mattia Mazza’s jewels. A not conventional beauty that let you daydream…

Parure con ametista, oro giallo, e brillanti


reverse collection

artemisiacomunicazione.com

Centro Orafo “Il Tarì” mod. 241 81025 Marcianise (CE) - Zona Asisud tel. fax: 0823 513112 / 513113 | email: gennaronapoletano@tari.it


34

JoyStone un giovane

hand brand

che punta

I

sulla tradizione e sulla qualità colori del Mediterraneo, l’allegria del Sud, la professionalità tutta italiana, un team giovane ed audace, un continuo aggiornamento sulle evoluzioni delle mode. È JoyStone, un nuovo hand brand destinato ad un posizionamento importante nel mercato attuale, pronto ad esibirsi nelle gioiellerie più hot, più fashion, più glamour. Ma JoyStone è anche una dinamica tendenza intenta a mantenere una solida continuità con l’arte orafa, antica ma di ispirazione contemporanea. Incontri di colori, di pietre naturali e di argento che comunicano una dirompente territorialità, che formulano un valore aggiunto che sa di bellezza e di una giocosa originalità mai troppo violenta. Tono su tono, corallo come maglie di grosse catene, totale biancore o il nero dell’ebano, cammei, ambra, cristallo e perle

barocche per gioielli che si lasciano apprezzare anche per la presenza di materie che intaccano la tradizione come l’alcantara, in lacci sciolti annodati qua e là per fermare l’intensità delle gemme. JoyStone, una creatività che ruota intorno al pregio delle materie ed all’artigianalità che insieme regalano linee di grande spessore ma liberamente personalizzabili. Un marchio affidabile per gioielli dai costi non proibitivi. La collezione per questa primavera estate si ispira al gruppo marmoreo di Antonio Canova: Amore e Psiche. Per la prossima non resta che incominciare a sognare. (redazione)

Amore e Psiche la sua prima collezione, tutta da indossare


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JoyStone ph. 800864799 email info@joystone.it web www.joystone.it

Joy Stone A young hand brand of grand tradition and quality. The main characteristics of this brand are the Italian practice and expertise in the jewel’s design, the natural beauty of stones like coral, crystal, baroque pearls, amber, and many other stones. The Joy Stone new collection is a real explosion of Mediterranean colours. It is very original and not expensive. It is inspired by the famous Antonio Canova’s sculpture “Amore e Psiche”.


RCM, un lusso che non conosce rinunce 36

di Maria Rosaria Petito

RCM è il monogramma più apprezzato nel mondo della gioielleria, è la sintesi dell’abilità dell’esigente maître joaillier Lorenzo Ricci e dei suoi due partners Adriano Corbellini e Guerino Manfrinati che dal 1969 si sono imposti nella fascia alta/altissima dei mercati mondiali, un risultato che si legge come la scelta di non lasciarsi mai tentare, anzi, di rinnegare la mediocrità. Le loro creazioni, privilegiate da sovrani, capi di Stato, conoscitori e collezionisti di tutto il mondo, offrono semplicemente l’intatto splendore del top delle gemme naturali, una totale bellezza popolata

parure in semraldi e zaffiri rosa

RCM 15048 Valenza, Italy Via Camurati, 45 ph. +39 0131 945392 fax +39 0191 955998 email rcm@rcmgioielli.it web www.rcmgioielli.it


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dalla nobiltà del diamante e da rarità che si identificano, tra le altre, nelle fiammanti perle Conch. Caratteristiche materiche, tematiche di ricerca e tecniche artigianali che muovono a favore di un prodotto indiscutibilmente elitario che non nasconde ricchezza, che sa esaltare il suo valore con una singolarità che nel 2002 gli è valso il premio “Ambasciatore di qualità”, prestigioso riconoscimento all’eccellenza. Ogni gioiello RCM, infatti, è un’opera esclusiva che racconta una realtà diversa per suo proprio pregio e che spiana un cammino difficile a chi vuole imitarlo. Perché il lusso di Lorenzo Ricci è di tipo nobile e non conosce rinunce in fatto di preziosità, eleganza, perfezione e bellezza; qualità che sa tenere insieme con personale sintonia. Questo rapporto armonico è ben modulato, tra gli altr, nella cascata di bagliori che corre a più fili nel prezioso collier con orecchini in parure. Esempio limpido dove tutto brilla, dove Lorenzo Ricci si inventa una fuga di smeraldi e zaffiri rosa cha lascia intrappolare in una incontaminata pioggia di diamanti. E proprio lì, dove il colore esplode in abili dosaggi cromatici, nasce un luogo d’eccezione, virtuosismi a confronto che accarezzano lo sguardo e la mente. Pensati per incantare, questi gioielli entrano di diritto nell’arte vera ed offrono più di un motivo per essere desiderati, al pari delle altre creazioni RCM tutte nate sotto il segno della unicità grazie ad una particolare ridistribuzione degli spazi che illumina anche i vuoti che si mutano in messaggeri di aristocratica leggerezza.

RCM, a luxury with no renunciation RCM is the most appreciated jewellery monogram in the world, created in the 1969 by Lorenzo Ricci, Adriano Corbellini and Guerino Manfrinati. A lot of kings, governors and collectors from all over the world still choose their collections. The RCM jewels are a real “artwork”, a total beauty made by diamonds, pink sapphires and emeralds. Hand-crafted work and natural beauty of the precious stones are the strong points of the luxury collections RCM, which won in the 2002 the prize “High Quality Ambassador”.


38

Fusco Argenti ph. +39 0823 513189/191 fax +39 0823 513192 web www.armadanueva.it email info@armadanueva.it


pinup

desiderabili gioielli 39

Armada Nueva fa nuovamente centro con la linea ispirata alle provocanti ragazze degli anni ‘50

ph. emmedesign.it

P

rocaci, allegre, provocanti. Bastano questi tre aggettivi perché il pensiero corra subito alle Pin Up, le girls che hanno fatto stragi di cuori negli anni ’50. Nessuno rinunciava ad una loro foto, si faceva a gara per possederne almeno una, magari da appendere in camera per l’invidia degli amici. Se, poi, aggiungiamo giovani, seducenti, stuzzicanti, beh non ci si può sbagliare, sono i gioielli della nuova linea che Armada Nueva dedica a chi ha scelto di vivere la vita attimo per attimo, a chi ama osare, senza perdersi neppure un secondo, con tanta allegria: la PIN UP, ispirata a quelle ragazze dello scorso secolo, appunto, e che ha rubato loro quel pizzico di trasgressività che gli ha regalato un enorme successo tra i giovani e i meno giovani, perché sono belli e tanto frizzanti. E se i soldati al fronte si contendevano uno scatto per appenderlo nei loro armadietti, e gli studenti si lasciavano distrarre dai quei sorrisi, ma non solo, nascondendoli nel barboso libro di latino, oggi sono gli orologi, gli anel-


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Armada Nueva strikes again thanks to collection inspired by 50’S provocative girls (The “Pin Up” Girls)

li, i ciondoli PIN UP a spopolare, sensuali oggetti a cui l’Armada Nueva ha saputo infondere il vero senso della vita: l’allegria. Colorati, sensuali, originali, stravaganti con una personalissima eleganza che li rende fortemente desiderabili. Le Pin Up di ieri, un fenomeno che dall’America sbarcò sulle nostre terre. I Pin Up di oggi, un fenomeno che dall’Italia sta entusiasmando i mercati esteri con inimmaginabile velocità. (redazione)

Armada Nueva new collection is inspired by 50’S American smiley and provocative girls, “The Pin Up girls”. Young and seductive jewels; rings, charms, watches, dedicated to who loves daring, wished by who loves personalizing its own style. Pin Up girls belong to Past. In the 50’S, everybody loved them. “Pin Up charms”, by Armada Nueva, are the Jewels of the future: original and sensual jewels “Pin Up shaped”, particularly appreciated by young customers, that are quickly conquering the international markets.


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gioielli place Vêndome | Tokyo | Milano | Capri

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Bouquet

Profumi ed essenze di Capri Pura interpretazione dello spirito

Centro Oromare mod. D310 | Il Tarì mod. 165 | Marcianise (CE) - Italy | tel +39 0823 1644457 | fax 0823 763099 | email posta@orodoro.it


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un moltiplicarsi di idee alle quali è difficile rinunciare breaking news

Io

potreste immagine ho viste cose che voi umani non Batty nel film Blade narvi, recitava il replicante Roy all’incredibile varietà Runner, e lanciando uno sguardo rine, vien da credere di gioielli che impazzano nelle vet prio a questi deliziosi che Rutger Hauer si riferisse pro con entusiasmo. E oggetti che griffe e mode rinnovano di forma, di materia o sarà per una questione di misura o sembra proprio che di colore che senza i nostri gioielli nati, eleganti, etnici, ci piacciamo di meno. Sono scanzo hi o piccolissimi che preziosi, variopinti, tintinnanti, barocc ni più sono belli, più quasi non lo vedi. E più sono stra fierezza. Lowcoste o sono diversi più si indossano con sola dote: distinpreziosissimi hanno in comune una e. guersi, e sanno farlo proprio ben

ph. luciano d’inverno


falcinelli italy oroaccessory.it

orecchini in oro bianco e oro rosa, diamanti e quarzo ametista light


amlé

amle.it

orecchini in agata bianca, stella marina, conchiglia, corno e corallo


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prestige gold

prestigegold.it

orecchini in oro bianco, brillanti e zaffiri rosa


Nardelli group nardelligioielli.it

pendente in argento, linea Capri


rovian

rovian.it

orecchini in corallo giappone “musci” e cammei in conchiglia


fuococapri fuococapri.it

orecchini in metallo


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ziio.eu

orecchini knot argento con murano glass beats, labrodorite e water pearl


checcarini preziosi

checcarinipreziosi.com

orecchini in argento e murano


bysimon

bysimon.it

bracciale della linea portafortuna in argento placcato oro con ciondoli amuleto


sacha gioielli

sachagioielli@hotmail.it

orecchini in oro con zaffiri blu, ametiste e diamanti


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speciale di Chiara Di Martino

Il

veneto e

Sono collocate al secondo e al terzo posto nella classifica delle province italiane esportatrici di gioielli e, insieme, raggruppano il 40% e più dell’export nazionale di preziosi: sono Vicenza e Milano, che contano rispettivamente il 28,1 e il 12,3%. ASSOCIAZIONE ORAFA LOMBARDA

2009 non ha risparmiato neanche loro: i dati Istat parlano di una variazione, rispetto al 2008, di -28,2% per Vicenza e -21,1% per Milano. Il settore orafo ha sofferto in modo particolare la crisi mondiale, registrando anche nel 2009 una contrazione del fatturato del 15%, penalizzato da una evoluzione negativa sui mercati esteri. Le esportazioni di gioielli italiani sono calate del 23,1%, sperimentando un nuovo crollo negli Stati Uniti e nel Regno Unito. A differenza del 2008, lo scorso anno sono venuti a mancare i contributi positivi forniti dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Svizzera mentre si esplorano nuove destinazioni: Cina, Libia, Giordania e Tunisia. La caduta delle esportazioni (-23,1%) ha portato ad una contrazione del saldo, sceso a due miliardi e mezzo, nonostante il forte crollo dei valori importanti (-27,1%). Il tessuto associativo locale è ricco di attività e di iniziative che spaziano dalla formazione tecnica alla costituzione di consorzi finalizzati all’internazionalizzazione degli associati. E lo è più che mai oggi, dove i servizi offerti alle imprese possono fare davvero la differenza. Le esportazioni dei principali distretti produttivi (milioni di € e variazione %) Provincia

2009

Variazione % 2008/2007

Variazione % 2009/2008

Arezzo

1.235

4,1

-17,7

Vicenza

983

-10,6

-28,2

Alessandria

430

-13,0

-21,1

Milano

372

-16,2

-31,3

Roma

144

-8,5

1,2

Treviso

96

-7,4

-13,6

Firenze

74

11,6

-47,7

Varese

66

5,5

-20,5

Totale

3.662

-5,5

-23,1

Fonte: ISTAT - ATECO 321; i dati per il 2009 sono provvisori

“Offire alle imprese opportunità di business in Italia e all’estero” L’Associazione Orafa Lombarda (AOL) rappresenta cinquecento aziende della filiera del settore orafo-gioielliero, dell’argenteria dell’orologeria e delle pietre preziose del capoluogo lombardo. «La tradizione orafa milanese - spiega Dario Zappini, direttore dell’Aol, da qualche mese rientrata in Federdettaglianti - ha origini antiche e l’aggregazione di imprese in forma associativa qui risale al dopoguerra (l’Aol è stata fondata nel 1945), che si è sempre caratterizzata per la relazione funzionale con il territorio e le sue istituzioni, tradottasi negli anni in numerose iniziative. Fiere, scuole professionali, partnership aziendali attraverso la propria società di servizi, oggi l’AOL è in grado di offrire opportunità di business in Italia e all’estero, ma anche ricerche, come quella recente sul mercato cinese, o l’apertura di uno showroom per le imprese ad Hong Kong. L’Associazione è attenta alla formazione e collabora anche con le Università: la laurea breve in scienze orafe del Politecnico di Milano è nata qualche anno fa grazie al supporto dell’AOL e dei suoi associati; Poli Milano è partner di AOL in più di un progetto di ricerca; molte di queste attività sono supportate da finanziamenti pubblici, soprattutto regionali. Come programmi a medio termine, l’AOL si sta impegnando per essere protagonista al grande evento dell’Expo 2015 con almeno un progetto di ampio respiro che sarà presentato entro la fine di quest’anno».


55

Lombardia CNA VICENZA

CNA MILANO

CONFARTIGIANATO VICENZA

“Lavoriamo alla contaminazione tra l’oreficeria e le altre arti”

“Tutelare i Maestri Orafi, gli invisibili del nostro settore”

“Necessaria l’autopromozione dalle scuole al design”

«I nostri concorrenti stranieri sono diventati bravi, dobbiamo ammetterlo - commenta Arduino Zappaterra, presidente degli Orafi di Cna Vicenza e presidente del consorzio C.or.art., fondato nel 1989, impegnato in azioni di comunicazione e sostegno del settore oltre che nella partecipazione alle maggiori fiere di settore nazionali ed estere – perciò ora spetta a noi darci da fare per affermare la nostra storia. Cna ha organizzato, nel corso degli anni, numerose iniziative per l’internazionalizzazione. Fu proprio questo il motivo che spinse a creare il Corart, il più “antico” del suo genere, che ancora oggi raggruppa associati di diverse sigle. Da qualche tempo lavoriamo alla “contaminazione” tra le arti: abbiamo portato gli orafi a visitare realtà a loro estranee e proprio in questi giorni si sta svolgendo una summer school con 8 giovani designer appartenenti alle varie sezioni: gli artigiani produrranno oggetti a partire dai loro disegni, oggetti che saranno esposti a Palazzo Braga a Vicenza durante Vicenzaoro Choice, l’11 settembre».

«Gli artigiani sono gli “invisibili” del nostro comparto – spiega Antonio Casabona, coordinatore, all’interno del direttivo Artistico e Tradizionale della Cna Milano, del settore orafo -; per questo motivo da qualche anno è sorta l’esigenza di creare questa sezione orafa in Cna: per tutelare i maestri orafi che lavorano in proprio o che hanno al massimo un dipendente: il problema che avvertono riguarda la carenza di visibilità. Abbiamo perciò in cantiere un progetto, già da un anno, per gioielli artigianali realizzati su disegno (il cui nome è l’acronimo GARD), un prodotto più prezioso perché fatto interamente a mano che possano essere poi veicolati tramite un marchio unico: adesso è in preparazione il bando. Questa iniziativa, inoltre, crea anche un punto di incontro tra Cliente e Artigiano Orafo tramite la figura del negoziante-gioielliere».

«È necessario fare autopromozione, a partire dalle scuole ed anche attraverso il nostro Centro Sviluppo Artigianato-Cesar – chiarisce Franco Pozzebon, presidente Provinciale Categoria Metalli Preziosi Confartigianato Vicenza –, ma anche sensibilizzare la capacità delle aziende di interagire con i designer, in modo trasversale». Secondo il rapporto dell’Ufficio studi dell’associazione Artigiani Vicenza, ben 302 delle 395 imprese associate (pari al 76,46%) appartenenti al settore della Lavorazione dei Metalli preziosi è impiegata nella “Produzione di Oreficeria, Argenteria e Bigiotteria. Taglio pietre preziose”; gli altri mestieri maggiormente sviluppati sono la “Produzione di bigiotteria” e la “Riparazione di orologi”. Nel primo semestre 2009, il fatturato del settore della Lavorazione dei Metalli Preziosi si è attestato su un -44,7 (Fonte: Osservatori Economici Confartigianato Vicenza) e l’impatto sull’occupazione, nello stesso periodo, è di -11,6%. Insieme a Apindustria sistema Confapi, Cna e Associazione industriali, fa parte del Tavolo intercategoriale del settore orafo della Provincia di Vicenza.

27/06/2010. Legnano (MI) Un momento dell’evento “Orafi in Piazza” organizzato dal gruppo giovani dell’Associazione Orafa Lombarda


speciale

venetoelombardia 56 APINDUSTRIA VICENZA

UNIONE PROVINCIALE ARTIGIANI DI PADOVA

GRUPPO DI STUDIO SETTORE ORAFO (CPV)

“Tenersi al passo con i cambiamenti socio-economici”

“Nuovi itinerari per le piccole e micro imprese padovane”

“È la formazione degli addetti lo strumento per uscire dalla crisi”

«Nel distretto vicentino la media degli addetti per azienda è di 4,6 - illustra Fabrizio Vezzaro, vicepresidente dell’associazione UnionorafiApindustria Vicenza -: se si pensa che ci sono 1500 aziende orafe sul territorio, è evidente che questo comparto è una delle realtà economiche più importanti e per tenerla al passo va aggiornato. Il ciclo di workshop che abbiamo organizzato, in Italia come all’estero, vuole fornire strumenti pratici: tanto per fare un esempio, uno dei corsi riguardava il riconoscimento del potenziale ladro per prevenire rapine. Con il consorzio Gold&Silver ApiGroup, poi, esponiamo in collettiva alle fiere orafe internazionali come Las Vegas e Hong Kong».

«Il “tessuto” padovano, a differenza di quello vicentino, è composto perlopiù da piccole e micro imprese - racconta Daniela Banci, presidente degli Orafi nell’ambito dell’Unione Provinciale Artigiani di Padova -, molte delle quali producono principalmente pezzi unici. La maggior parte degli orafi proviene dall’istituto padovano “Selvatico” (vedi box), sono veri e propri maestri orafi. Noi come associazione non siamo fermi: non conosciamo ancora i tempi, ma vogliamo riprendere con una serie di miniconferenze pubbliche dal risvolto concreto che negli anni scorsi hanno avuto grande successo tra gli operatori. E poi, come sempre, siamo in attività per cercare itinerari nuovi».

Il Gruppo di Studio per il Settore Orafo si è costituito nel maggio 2009 in seno al Centro Produttività Veneto (CPV) - Fondazione Giacomo Rumor con l’obiettivo di approfondire temi di forte attualità per le aziende del distretto orafo della Provincia di Vicenza. La sua attività non ha scopi sindacali, ma solo quelli di approfondimento di informazioni e formazione. «Il nostro programma per i prossimi sei mesi è quello di focalizzare l’attenzione su due tematiche in particolare - spiega Gabriella Centomo, coordinatrice del Gruppo di studio del Settore Orafo, nonché coordinatrice del Comitato espositori Fiera di Vicenza -: le classificazioni doganali e i regimi preferenziali e, a seguire, il contratto di rete. Il tutto avverrà sempre sotto forma di workshop, una formula con cui, nel primo anno di attività, abbiamo raccolto grande consenso».

Il Club degli Orafi: riposizioniamo il gioiello italiano Raggruppa rappresentanti dell’intera filiera orafa, dall’artigiano al distributore: il Club degli Orafi Italia, fondato nel 1980, è un’associazione indipendente di operatori qualificati ed il suo obiettivo è promuovere, insieme ai Soci, occasioni di arricchimento culturale e professionale per l’intero comparto e trasmettere all’esterno l’unicità della produzione italiana. Dal 2008 il presidente del Club degli Orafi è Luciano Mattioli, coadiuvato dai vicepresidente Giovanni Ometto e Costantino Papadimitriou. Quattro sono le principali aree di intervento: Ricerca - Formazione - Informazione - Networking tra i soci. Dall’incontro con la SDA Bocconi sono nate una partnership che ha portato alla pubblicazione di alcuni volumi e la realizzazione dei “Forum del Gioiello” del Club degli Orafi Italia, diventati, per gli operatori, un appuntamento d’incontro consolidato. Per il 2010 è in programma un lavoro di riposizionamento strategico dell’Associazione: il focus è “L’intelligenza Italiana”, per il rilancio dell’italianità del gioiello con tutte le sue caratteristiche di artigianalità, mestiere, stile, cultura, e del brand “Club degli Orafi Italia” che trasmetta all’esterno un messaggio forte sul valore, la specificità e l’unicità de “L’intelligenza Italiana” del gioiello. L’iniziativa prevede una sorta di “viaggio”, un percorso di 4 laboratori in cui esplorare e rigenerare insieme la propria identità professionale, che approfondiranno i temi del mestiere/cultura, delle radici e dello stile. 26/06/2010. Shangai Un momento della sfilata “Gold Expressions” presso il padiglione italiano dell’Expo di Shangai organizzata da Fiera di Vicenza, World Gold Council e Ango Gold Ashanti


Le associazioni che hanno scelto la città di Milano come centro dei propri affari

speciale

venetoelombardia

57

Svolgono, infatti, la loro attività a Milano:

Hanno scelto Milano come sede operativa anche molte organizzazioni internazionali: Platinum Guild International, l’organizzazione internazionale dedicata alla promozione del platino che ha il suo quartier generale a Londra. È finanziata dai maggiori produttori ed affinatori di platino. Fondata nel 1975, la PGI ha fornito supporto alle vendite e formazione professionale a tutti i livelli della categoria orafa per quasi 30 anni. Françoise Izaute è la responsabile della sede operativa italiana.

I.G.I. - Istituto Gemmologico Italiano, è un’associazione senza fini di lucro fondata nel 1973 a Milano da un piccolo gruppo di operatori del settore orafo/orologiaio. L’I.G.I. ha lo scopo di promuovere la diffusione della cultura gemmologica attraverso la formazione professionale, l’aggiornamento degli operatori economici e la preparazione di gemmologi esperti altamente qualificati. È a capo del Consiglio di Amministrazione Paolo Valentini.

CIBJO (Confédération internazionale de la Bijouterie, Joallerie, Orfèverie, des Diamants, perles et pierres), con sede principale in Svizzera; è una confederazione internazionale il cui scopo è quello di favorire l’armonizzazione, promuovere la cooperazione internazionale nel settore della gioielleria, e analizzare le questioni che riguardano il commercio in tutto il mondo. Primo fra tutti, preservare ed alimentare la fiducia dei consumatori nel settore. A presiederlo, Gaetano Cavalieri.

Cisgem, società controllata dalla Camera di commercio di Milano, in partnership con l’Associazione Orafa Lombarda; è un laboratorio di analisi gemmologica che svolge anche attività di formazione ed informazione; recente il protocollo d’intesa con la Federdettaglianti, per garantire ai negozianti una tariffa speciale per usufruire del servizio “Door to door” - servizio navetta per il trasporto dei gioielli da certificare - del Cisgem. La presiede Dario Bossi Migliavacca.

Assorologi, un’associazione imprenditoriale di categoria, aderente a Confcommercio, che rappresenta i produttori e gli importatori di orologi e di forniture per orologeria. Svolge azione di tutela ed assistenza a tutti i livelli, internazionali e nazionali e si pone come punto di riferimento e di incontro per gli operatori del settore agendo su diverse direttrici intervenendo, ad esempio, in materia di rapporti commerciali, formazione professionale, studio del mercato. È presieduta da Mario Peserico.

Confindustria Federorafi, fondata nel 1946, rappresenta oltre ottocento aziende industriali italiane nel settore orafo che operano soprattutto nei principali poli produttivi quali Arezzo, Vicenza, Milano, Valenza e Napoli, direttamente o attraverso le Associazioni territoriali degli Industriali. Il presidente è Antonio Zucchi, il direttore Stefano de Pascale.

Ador, l’Associazione dei DesignersOrafi, fondata a Valenza nel 1984. Nel corso degli anni l’Associazione è andata organizzandosi in una struttura rivolta ad assolvere compiti come tutelare la categoria, valorizzare e qualificare la Professione del Designer Orafo, curare il dialogo con i produttori e la formazione dei propri associati. Al vertice dell'associazione, Rodolfo Santero.

Da sempre la capitale “economica” del paese, Milano ospita le sedi di numerose associazioni nazionali e internazionali, oltre alle sezioni provinciali e lombarde.


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venetoelombardia

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Milano e Vicenza: due realtà a confronto

“Intervista doppia” ai vertici di Fiera Milano e Fiera Vicenza

ENRICO PAZZALI

ROBERTO DITRI

Qual è la strategia per il Macef 2011? Se c’è una parola che spiega Macef per i prossimi anni questa è: emozione. È l’emozione, infatti, a motivare e sollecitare i consumi di oggi, nell’epoca dell’abbondanza e della crisi. Dietro una marcata emozionalità possiamo veicolare al meglio i temi forti del made in Italy e dell’italian way of life, quella mano intelligente dell’uomo che ordina e suggerisce il valore delle cose anche e soprattutto sul mercato globale. Emozione, naturalmente, non vuol dire disordine: al contrario, stiamo accompagnando il progetto del Macef 2011 con iniziative importanti nei confronti degli ospiti, siano essi espositori oppure visitatori. Pensiamo a pacchetti viaggio-hotel a prezzi stracciati, escursioni guidate, serate memorabili. Anche in consideraizone che il percorso di avvicinamento all’Expo 2015 è già incominciato intendiamo riportare Milano al centro dell’attenzione

Quali sono le strategie per le fiere orafe 2011? La formula messa a punto da Fiera di Vicenza vuole portare Vicenza ad essere il polo italiano ed europeo per l’oreficeria e la gioielleria; il nostro obiettivo è posizionarsi tra le prime tre mostre a livello mondiale. Vicenza rappresenta e resta un unicum che non ha eguali. Il nostro obiettivo è quello di continuare a confermare il riconoscimento sempre più qualificato degli espositori in una competizione sempre più globale. Per gli espositori, per gli operatori e per i buyer, Vicenza deve essere il palcoscenico d’eccellenza irrinunciabile in un mercato mondiale sempre più competitivo.

AMMINISTRATORE DELEGATO FIERAMILANO SPA

PRESIDENTE FIERA DI VICENZA

Verso quali mercati orienterà gli inviti destinati ai buyer? Il nostro obiettivo è di concentrare l’attenzione verso mercati quali USA, Brasile, Russia, Cina e India. L’impegno di Fiera di Vicenza è


speciale

venetoelombardia 60 Fiera Vicenza © LaPresse

Verso quali mercati orienterà gli inviti destinati ai buyer? Alcuni mercati sono obbligati, perché sono quelli delle grandi direttrici mondiali del consumo: pensiamo agli Usa, alla Germania e agli altri Paesi forti europei; pensiamo al Giappone, che ancora guarda con amicizia e con grande interesse a tutto quanto di bello e di utile vede la luce nella patria del moderno design. Altri Paesi sono… inevitabili, perché rappresentano il moderno orientamento internazionale dei nuovi consumi: dagli Emirati alla Russia, alla stessa Cina, ai nuovi mercati dell’estremo oriente, del Sudamerica. E’ in tutti questi posti che stiamo effettuando azioni molto mirate di profilazione dei buyer: non solo vogliamo visitatori che provengano da tutti questi Paesi, soprattutto li vogliamo competenti, con potere decisionale e ben disposti a intavolare trattative serie e durature con il sistema-Italia e la sua componente imprenditoriale.

Qual è la ricetta per vincere la sfida e sperare in un anno con margini positivi? Lavorare sodo, con ottimismo e con intelligenza. Ridurre gli sprechi, innovare con giudizio, costruire mostre davvero diverse, che siano i benchmark per i mercati di riferimento. Nel 2009, di fronte a un calo della produzione del 18%, le fiere italiane hanno perso “solo” il 9%. Vuol dire due cose, una considerazione e un obiettivo: la considerazione è che l’impresa continua a investire nell’attività fieristica perché la ritiene economicamente conveniente e utile; l’obiettivo è che il calo si fermi e che il mondo fieristico sia uno degli elementi chiave del rilancio della produzione e dei consumi. Se guardiamo a Macef vediamo che tutto questo è possibile, con grandi nomi e grandi marchi che stanno “rientrando”, e con un sostanzioso incremento degli spazi venduti rispetto allo scorso anno. Sì, penso davvero che il peggio sia passato.

Un consiglio da dare al presidente di Fiera di Vicenza Roberto Ditri. L’esperienza mi ha sempre suggerito di non dare consigli non richiesti. Anche per serietà e per umiltà, perché ciascuno deve seguire con le proprie forze e le proprie risorse gli obiettivi che ha voluto e saputo darsi. Posso però fare una osservazione, la più oggettiva possibile: siamo già entrati nell’epoca in cui per ciascun settore sopravvivrà una sola fiera internazionale, grande e rappresentativa del mercato. È una delle conseguenze della globalizzazione. (CDM)

di portare a VICENZAORO nelle sue diverse declinazioni operatori e buyer di livello, che possano rappresentare nel loro insieme il variegato mondo dei canali di distribuzione e vendita sempre a livelli di eccellenza: dai grandi network commerciali internazionali, fino ai buyer che operano in outsourcing per clienti diversi, per arrivare ai retailer più prestigiosi. Quest’ anno abbiamo avuto la conferma che questo è certamente un investimento che ci lascia intravedere nuove possibilità di crescita. Basti pensare che in occasione di VICENZAORO About J sono arrivati in Fiera compratori che non erano mai stati a Vicenza durante le mostre orafe. Un buon risultato soprattutto in questo delicato momento di transizione economica. Qual è la ricetta per vincere la sfida e sperare in un anno con margini positivi? Fiera di Vicenza ha impostato la sua strategia su quattro punti fondamentali: internazionalità, focalizzazione nel core business orafo, diversificazione dell’offerta espositiva e promozione di tutte quelle realtà che stanno investendo nella valorizzazione del brand. Aiutiamo i nostri espositori stimolando la loro creatività, la loro innovazione e soprattutto promuoviamo l’internazionalizzazione. Per crescere è importante dare notorietà al brand, e le aziende devono attrezzarsi in quest’ottica, concentrandosi sulle opportunità del mercato e sulle strategie di marca. Il ritorno al nome storico, VICENZAORO è stata una scelta dovuta, perché è un marchio noto a livello internazionale e questo ci fa conoscere in tutto il mondo. Un consiglio da dare all’altro intervistato. Non mi permetto di dare consigli, ma mi farebbe molto piacere incontrarlo. Fiera Milano © Rassegna SpA

della business community. E Macef, che è e che è sempre stato una grande mostra d’affari, sarà uno dei pilastri di questa rinnovata attenzione al mondo fieristico, sulla quale Milano gioca un partita importante nei prossimi anni.


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Fieramilano

Macef 2010, torna a settembre

The best of Bijoux

In collaborazione con Preziosa Fashion Jewelry Style la sesta edizione del premio

F

ieramilano, quest’anno la sesta edizione di “The best of Bijoux” diventa ancora più “Preziosa”. È organizzato in collaborazione con la nostra rivista, infatti, il concorso programmato nell’ambito del Macef, durante la rassegna che si svolge dal 9 al 12 settembre. La premiazione si svolgerà sabato 11 alle ore 12: a ricevere l’originalissimo oggetto simbolico, fatto Quattro le categorie del concorso realizzare da Preziosa per l’occasione, le aziende selezionate da una commissione composta da un “The best of Bijoux”: esperto selezionato dalla direzione della rivista e due giudici indicati da fieramilano. I partecipanti al concorso - tra i quali dovrà ricadere la scelta dei giurati - saranno riconoscibili gra- Miglior uso dei materiali; zie ad un cartello-vetrina affisso nello stand. - Miglior collezione;

- Miglior design innovativo; - Migliore presenza in fiera.

La fiera quest’anno si presenta al pubblico con nuovo concept e soprattutto una nuova collocazione temporale: giovedì-domenica, più funzionale per i visitatori. Sono tre, nell'ambito del Macef, i padiglioni destinati a bijoux, moda, oro, accessori e gioiello (11, 13 e 15). L’Area Gioiello di Macef è ormai un appuntamento consolidato e testimonia l’attenzione di fieramilano per il ruolo centrale che la persona ricopre nella casa. L’edizione Autunno 2010 metterà in mostra alta bigiotteria, nuove collezioni, pietre, argento, con un solo requisito indispensabile: la creatività.


speciale

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LA TRIENNALE La di Lucia Venino

Triennale di Milano è la sede di molte esposizioni di design ed arte moderna e raccoglie una collezione di opere di design oltre ad una mediateca completa di design, arte e architettura. È ospitata nel Palazzo dell’Arte, realizzato nel 1933 da Giovanni Muzio nel centro della città, a cui si è aggiunta nel 2006 una sede nel vivace quartiere Bovisa ad un passo dalla facoltà di design del Politecnico. Nata per stimolare l’interazione tra industria, mondo produttivo e arti applicate, mantiene tale vocazione ed è oggi un luogo d’incontro del design, delle arti e di ogni aspetto della creatività. I temi trattati sono i più vari, così come è vario il campo d’interesse del design e dell’arte. Non c’è da stupirsi dunque che i gio-

ielli abbiano spazio all’interno delle sale del museo, a partire dalla mostra sull’antica oreficeria italiana curata nel 1936 da Franco Albini. Nella IX Triennale, curata da Arnaldo e Giò Pomodoro nel 1957, si è assistito al primo vigoroso tentativo di adeguamento al moderno della tradizione orafa artigianale, contaminando la sapienza secolare dei maestri orafi con quella di artisti come Dova, Sottsass, Baj. Tra novembre 2004 e febbraio 2005, una collettiva curata da Alba Cappellieri, professore di design del gioiello al Politecnico di Milano, e Marco Romanelli, architetto e critico, nell’ambito di un ciclo di mostre volto a tracciare nuovi possibili percorsi di lettura nella storia del design italiano ha posto l’accento sulla specificità del gioiello di design rispetto al vasto

mondo dell a gioielleri a. “Il design della gioia. Il gioiello fra ornamento e progettu alità”, ha messo in mostra il s ingolare pe rcorso che compiono designer o architetti quando si c onfrontano c o n lo attravers il gioielo la selezio ne di opere frutto del la voro di crea tivi abituati al più amp io alveo de lla progetta zione archit ettonica e del design, da Afra e Tobia Scarp a a Ron Arad, Bru no Muna ri, Ettore Sottsass, P atricia Urqu iola. Nell’autunn o del 2008 gonista è il protastato il pla ti n mostra “Ete rnal Platinum o. Nella ”, curata da Alba Cappe llieri, il simb olismo della fede nuziale in platino è occasione d diventato i riflessione p ro da parte di gettuale 23 maestri del design, della moda e del gioiello , professionisti afferen ti a diverse anime del progetto. Il p latino ha ra ppresenta-


speciale

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DI MILANO to il trait d’union tra le diverse anime ed ha avvicinato professionisti tra loro molto lontani per linguaggi e ambiti di riferimento, da Antonio Citterio a Salvatore Ferragamo, a Giorgio Vigna. Lo scorso autunno ha visto il Triennale DesignCafè fiorire di gioielli di carta, in una colorata invasione di eteree sculture da indossare e sperimentazioni ai limiti del materiale, mentre l’estate 2010 si aprirà con le magiche cromie dei gioielli in titanio. I gioielli partecipano anche alle interpretazioni temporanee del Triennale Design Museum inaugurato nel 2007. La prima esposizione, “The New Italian Design”, ha raccontato le diverse anime del giovane design italiano con un focus sulla tradizione e innovazione della cultura orafa in Italia, l’in-

novazione di tecniche e materiali, l’industrializzazione. Alessandro Mendini, curatore della terza interpretazione, “Quali cose siamo”, ha messo in mostra gioielli: da Reggisecolo disegnato da Franco Zeffirelli nel 1963 per Maria Callas nell’Aida alla Scala, a Continuità di pensiero di Olga Finzi, dai gioielli creati da Massimiliano e Doriana Fuksass all’Italia di cartoccio di Luciano Fabro. Che si parli di architetti alle prese con progetti microscopici o dell’anello che suggella il patto d’amore di due sposi, di gioielli in materiali poveri o futuristici, la Triennale indaga significati e valori portando il gioiello nelle stanze della cultura senza però tramutarlo in pezzo artistico e strizzando il suo occhio curioso alle molteplici sfaccettature del gioiello.


Luisa della Salda: dicono di lei

a tu per tu

con alcuni tra i numerosi clienti del rinomato brand

Da

di Federica Longobardi

oltre 20 anni le creazioni di Luisa della Salda riflettono la volontà di ritagliare soluzioni esteticamente accattivanti, e dal cuore di Cantù, il suo headquarter, è riuscita ad approdare nelle vetrine delle gioiellerie più prestigiose di tutto il mondo. Perché è accompagnata da un successo che la incoraggia a proseguire in questi suoi giochi estetici, e lo fa addizionando delicati slanci di stravaganza a briciole di romanticismo, sfumature di impalpabili colori ad impennate di allegria riuscendo a scolpire uno stile nel quale moltissime donne amano identificarsi. Belle, originali, delicate, sofisticate, particolari...gli attributi sarebbero davvero tanti per descrivere le sue collezioni ma, in realtà, ciò che ha realmente conta è solo la stima che quotidianamente le dimostrano.

Capri Carmine Ruocco Gioielli

“

“È così difficile trovare una ditta affidabile ma Luisa della Salda esce dal coro. Per me che lavoro a Capri, poi, rispondere alla continua richiesta di individualità che una clientela sofisticata si aspetta di trovare è fondamentale.

Carmine Ruocco

Bracciale tre fili perle e ametiste Orecchini ametista e perle


speciale

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Bari Mossa Gioiellieri

“

I gioielli della Salda sono di grande indossabilità e per i colori ha una vera inclinazione, riesce ad accostarli con grande talento. Sono fantasiosi ma non impegnativi. Beh, non c’è che dire, sono gioielli davvero glamour. Francesca Romana Mossa

Parma Barbieri Gioielli

“

Oltre a soddisfare gli acquirenti appaga anche noi gioiellieri perché non ha mai negato quell’assistenza pre e post-vendita necessaria a fidelizzare il cliente, e per noi sacrosanta. È davvero piacevole lavorare con lei, non ti delude mai. Chiara Barbieri

Cemona Ferrari Shopping

“

Luisa Della Salda: What they say about her. Talking with a lot of customers about her brand.

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Porto Cervo More&Chic

“

Quello che cercavo in un gioiello era diversità e creatività. Luisa della Salda ha risposto alle mie esigenze con composizioni che definirei solari. Sono sempre diversi, nei colori, nelle forme... ogni volta c’è da scegliere qualcosa di nuovo. Aurelia Markus

Avellino Gioielleria Rossano

“

In more of twenty years, the jewellery creations of Luisa Della Salda reached the most prestigious jewellery stores in the world. Her headquarter is in Cantù (Italy). Her jewels are a mixture of colour, romanticism and eccentricity. Her collections are very original and stylish, cherished by a lot of women. Luisa Della Salda gets the better because she is reliable (Carmine Ruocco Gioielli)

Her jewels are very glamorous…that’s the truth… (Francesca Romana Mossa) Her jewels are different from each others. You can always choose something new (Aurelia Markus)

Her products satisfy clients of different age (Roberta Rossano)

She has always offered customer care after and before selling (Chiara Barbieri)

She is able to combine in her job fantasy, harmony and grace. (Roberto Ferrari)

della Salda crea un prodotto in grado di soddisfare tutte le fasce d’età della mia clientela. Combina il pregio delle pietre e la bellezza dei colori divinamente perché è gran maestra in questo genere di lavorazione. Roberta Rossano

Che posso dire… quando per la prima volta ho visto una collezione di Luisa della Salda sono stato colto da una forte emozione perché ho intuito subito la sua rara capacità di abbinare il buon gusto alla fantasia, con armonia e grazia.

ste

Roberto Ferrari

Luisa della Salda srl 22063 Cantù (CO), Italy Viale Madonna, 1 ph. +39 031 713878 fax +39 031 713493 email info@luisadellasalda.com web www.luisadellasalda.com

eti am e che bian e l r e Collana cinque fili p


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na in Colla

oro

t 5 fili 18 k giallo

anti diam con


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BICEGO

un fatturato da record

Il

Classe, tradizione ed esclusività alla base del suo indiscusso successo mondo del lusso risponde al nome di Marco Bicego che, da circa mezzo secolo, regala creazioni di eccellenza. I suoi gioielli stanno nelle vetrine come capolavori in un museo, stanno sulle donne come ali sugli angeli. Belli, seducenti, da sogno eppure tanto contemporanei. Una lavorazione di abilità artigianale affiancata dalla purezza delle perle, dei diamanti, dell’oro, delle gemme rare. Una preziosità che si desidera fare propria nel quotidiano perché le cose belle vanno godute sempre. Brand da red carpet grazie all’intuito del giovane imprenditore Marco Bicego che della tradizione orafa ha fatto la base del suo design tanto esclusivo. Un marchio forte sempre Bicego: a Great Turnover. Style, Tradition and un passo avanti confermato Exclusivity are the main characteristics of this brand. dai suoi 270 punti vendita in Italia e 200 in Europa, sho- Since fifty years, Marco Bicego offers to jewellery wroom, uffici partner, mono- luxury and creativity. His jewels are real seductive “masterpieces”, made by gold, diamonds and marca, punti vendita e bouti- pearls. A successful brand, which has 270 stores que prestigiosi sparsi in tutto in Italy and 200 stores in Europe, with many other stores all over the world. Bicego’s jewels are like il mondo. (redazione) contemporary works of art.


speciale

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37° gradi all’ombra, un solo desiderio:

un Ghiacciolo


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pavè di pietre preziose per tanti gusti diversi

C

aldo, afa e neppure un pò di ombra. Fuori il sole picchia con i suoi 37° gradi e il desiderio di tutti è solo uno: qualcosa di freddo, anzi, di gelido. E cosa c’è di meglio di un gelato, un cono, magari. Buono, sì, ma forse non proprio da brivido. E se, invece, scegliessimo un ghiacciolo? Quello sì che sa proiettarti tra tem-

perature sotto zero, polari. Perché è lui il vero protagonista dell’estate. In America lo chiamano popsicle, gli inglesi ice lolly, nella lontana Australia si pronuncia Ice block. Qui da noi basta dire semplicemente Ghiacciolo, e ti servono qualcosa di speciale, un gioiello, proprio

come quello lanciato dalla Ambrosini Milano che con tanta ironia ha saputo tradurlo in un oggetto spettacolare e prezioso. Aromatizzati pendenti, charms, orecchini e persino gemelli per una nuova dolcissima collezione dove ad ogni


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delizie i l a n i g i r ti ed o n e t r e v anco. i i d b e o t s o e l l u per q ro gia o à ’ l t i s o o n l o o g redili sime g s p i t o n n a i t c , n e Tant l basto e d o n g che al le

gemma corrisponde un gusto: un pavé di zaffiri rosa per la fragola, di tsavorite per la menta, di diamanti gialli per il limone e di brown per la crema, e perfino di splendidi zaffiri azzurri per un improbabile gusto puffo. Tante, tantissime golosità per queste divertenti ed originali delizie che al legno del bastoncino prediligono l’oro giallo o bianco. Un gioiello per l’estate, allora? Affatto, i veri intenditori il gelato lo gustano sempre, ancora di più in inverno. Dunque Ghiaccioli, tanti e sempre, al mare, in montagna, in piscina o in campagna, perché un vero gioiello è prezioso sempre. (FL)

Ambrosini Milano 20123 Milano (MI), Italy Via Terragio, 15 ph. +39 02 89096555 fax +39 02 72081676 email info@ambrosinimilano.com web www.ambrosinimilano.com

37 degrees in the shade and… just one wish: an ice lolly What is better than an ice lolly when it’s hot?... it is very good… It is precious… it’s a jewel!... The ice lolly is the special jewel brought out by Ambrosini Jewels in Milan. Coloured earrings, charms and pendants, ice lolly shaped, made with diamonds, sapphires and gold. It is the most fascinating jewel for the summer, and for the other seasons… Ice lolly, always tasty and precious…


speciale

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Le

persone che lavorano dietro al marchio Canova 325 hanno un pallino: lavorare per sognare. È grazie a tanto lavoro che oggi la fabbrica di sogni non è una entità astratta ma ha un indirizzo, quello di Canova325. Qui esperti designer e maestri artigiani vincono la loro sfida quotidiana con l’ordinario realizzando gioielli che nella loro realtà di oggetti presentano i contorni dei sogni: belli e preziosi. Il segreto della magia della Maison è la scelta accurata delle pietre preziose e semipreziose che non puntano solo sulla qualità delle gemme ma anche sull’unicità del taglio e del colore. Lo scopo primario della CANOVA 325 SRL è proprio quello di ricercare con pazienza e determinazione i materiali più belli e di affidarli a mani esperte per dar vita a creazioni preziose e fantastiche, cercando di soddisfare i desideri di ogni genere della sua affezionata clientela che riconosce in essa oltre all’eleganza anche la qualità degli articoli. Queste opere d’arte, inoltre, vengono consegnate con una specifica certificazione così da garantire i diritti di ogni acquirente ed evitare inganni ed imitazioni. La creatività, l’arte, la bellezza e la professionalità nella scelta e nella realizzazione dei gioielli rende questa azienda speciale e soprattutto esclusiva nel suo settore. (CG)

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I SOGNI SON DESIDERI Quelli di Canova 325 si traducono nella creazione di gioielli in tutta la loro magnifica e preziosa realtà

Canova 325 31044 Montebelluna (TV) Via XXX aprile, 22/4 ph. +39 0423 628582 fax +39 0423 609637 email info@canova325.com web www.canova325.com


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Dreams like Desires. Canova 325… Dreams are Reality of jewels Canova 325: Working for dreaming. A lot of craftsmen and designers work every day to produce fine and precious jewels, with particular cuts and colours. The main aim of the brand CANOVA 325 SRL is to choose fine materials, giving them to able workers and designers to make particular jewels, and satisfy customers. All the jewels have a special certification to make purchase sure. Expertise and Creativity make this company very special in jeweller y’s domain.


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VITAMIN COLLECTION


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Sharra Pagano assai più che un bijoux


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È

Già ai primissimi inizi degli anni Settanta qualcuno definì i loro gioielli innovativi. E da allora gli apprezzamenti non si contano più. infatti, esclusivo della Sharra Pagano un così eclettico assemblamento di materie, che trova eccitamento nella forte vocazione creativa del suo fondatore Lino Raggio e di Gianfranco Signori - architetto e insegnante d’arte -, da poter affermare che la loro costante ricerca di nuova bellezza ha reso più affascinanti le donne degli ultimi quarant’anni. Nel loro atelier si inventano cose nuove di ibrida bellezza; si raccoglie la perfezione di un talento che slitta dal vero al falso senza distinzione di qualità; si fa bello e prezioso anche il più comune elemento animandolo con accenti di passione. Così che persino un’arachide può fare la differenza. Topazi e plastica, oro e ottone, perle e vetro, tanti legittimi protagonisti per un solo originale mondo conteso da modelle, star e collezionisti, un pubblico che applaude alle creazioni Sharra Pagano per il suo tratto di progettazione orientata al moderno e per quell’iperrealismo che sa riscoprire rarità vittoriane ed edoardiane, per uno sguardo all’antico di assoluta credibilità.


Quarant’anni di feconda attività che si 76 palesano attraverso oggetti sempre attuali e sempre di elevato pregio qualitativo, dove in un rassemblement di diverse nature affiorano effetti ottici di indubbia cultura ed un animo infiammato dalla passione e dalla sensibilità. Alla Maison la scorsa fiera di Vicenzaoro Charm ha dedicato la mostra “40 +1 Sharra Pagano 1969 - 2010. La storia, le collezioni, il futuro”. Il vernissage del 22 maggio ha attirato numerosissimi visitatori annunciandosi da subito un evento emotivamente coinvolgente giacché Lino Raggio e Gianfranco Signori di storia ne hanno davvero tanta da raccontare, e godibilissima attraverso l’eccentricità delle loro creazioni che hanno impreziosito costumi di scena, tra i molti quelli della soprano Renata Tebaldi, o brillato nelle sfilate dei grandi stilisti ed amici di sempre: Giorgio Armani, Walter Albini, Dior, Valentino, Versace e Moschino. Quarant’anni di feconda attività che si palesano attraverso oggetti sempre attuali e sempre di elevato pregio qualitativo, dove in un rassemblement di diverse nature affiorano effetti ottici di indubbia cultura ed un animo infiammato dalla passione e dalla sensibilità. Ma anche contrad- Sharra Pagano. More than a bijoux Sharra Pagano is a brand created in 1969 by Lino dizioni che rendono senza eguali questo Raggio and the architect Gianfranco Signori. Their loro heritage di tutto vanto che sa esprime- jewels are very famous all over the world. Designers like Valentino, Giorgio Armani, Christian Dior, Versace, re l’esprit du temps. Moschino, and many others, still choose Sharra Pagano jewels for their clothes collections. The jewels Fair (redazione) “Vicenzaoro Charm” dedicated to this brand an exhibition called “40+1 Sharra Pagano 1969-2010. The Story. The Collections. The Future… More than fourty years of work, to create modern jewels, made with plastic, gold, brass, glass, pearls and other original materials, between Past and Present…

Vicenzaoro Charm la mostra “40 +1 Sharra Pagano 1969 - 2010. La storia, le collezioni, il futuro”


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Sharra Pagano Bijoux 20123 Milano (MI), Italy Via Felice Casati, 17 ph. +39 02 29514173 fax +39 02 29406392 email info@sharrapagano.it web www.sharrapagano.it


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progettare ambienti è una magia dell’ingegno e gli specialisti di questa alchimia sono a Mantova

TEM: architetti, designer e progettisti per uno spazio su misura

P

Murphy&Nye - Dusseldorf

rogettare ambienti è una magia dell’ingegno e gli specialisti di questa alchimia sono a Mantova: lavorano in TEM srl, specializzata in arredi su misura per negozio, nata nel 1985 come azienda a conduzione familiare, ma oggi allargata alle competenze di architetti, designer e progettisti. Sono quindici in tutto le persone che si

prendono cura degli spazi dove il cliente va accolto, coccolato e accontentato. Nulla è lasciato al caso e soprattutto, se lo si vuole, si può essere seguiti dalla A alla Z: TEM, infatti, è specializzata sì in progettazione, ma anche in produzione e montaggio. E gli showroom sparsi nel mondo - a Mosca, a Londra, a

TEM s.r.l. Via Parigi, 2 46047 Porto Mantovano (MN) tel. +39 0376 392850 fax +39 0376 392851 email federico@temfurniture.it web www.temfurniture.it


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1 Singapore, New York - che portano la sua firma sono come il cliente li ha voluti, con un unico comun denominatore: lo stile: gli architetti visitano lo spazio da ripensare e poi predispongono un preventivo, completamente gratuito. Arredi d’interno, materiali che vanno dall’acciaio al legno, cristalli, tessuti, infissi, luci, pavimenti, complementi d’arredo e accessori: TEM è pronta ad offrire un negozio “chiavi in mano”. Moderno, classico, estremamente contemporaneo, con vetrine interne sospese o fronte strada: tutto quello che si desidera. Ma può anche accadere che si abbiano le idee chiare o che si abbia già un architetto e allora TEM non interviene sul progetto, se non con preziosi consigli, ed è pronta a realizzare ciò che il cliente ha già in mente. Nell’azienda, con sede a Mantova, è presente una sala campionario dove è possibile osservare le possibilità di allestimento, provare gli accostamenti, toccare con mano i materiali e scegliere. E ritrovarsi, dopo poco, in un ambiente tutto da vivere.

Moderno, classico, estremamente contemporaneo, ad ognuno il suo stile 2

1. Vilebrequin - Milano Marittima 2. Etiqueta negra - Milano 3. Gant - Forte dei Marmi 4. Byblos - Riga

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La formula perfetta per la 81 collana made in Italy 24 artisti : 12 regioni x 1 progetto = un gioiello modulare

di Cristiana Giordano

Un progetto è tanto ambizioso quanto più determinati e appassionati sono coloro che ci lavorano. E’ sicuramente questo il caso del gioiello modulare, una creazione unica nel suo genere frutto della partecipazione di un gruppo di 24 artisti che figurano sotto il nome di “Artigiani Orafi”, capitanati dal fondatore e orafo lucchese Stefano Pedonesi. Un gruppo di artisti pescati nella Rete di Facebook che hanno partecipato al bando di selezione finalizzato ad arruolare un gruppo di lavoro “a distanza” in grado di dare il proprio contributo alla realizzazione della collana modulare. Si tratta di un gioiello composto da più moduli che si possono unire, staccare, spostare a piacimento su una base di appoggio e che legati insieme come tante maglie formano appunto una collana perfettamente indossabile. Questo il tema del progetto. Svolgimento: ciascun candidato ha ricevuto un modulo in argento da personalizzare a suo piacimento, con l’unico limite di non variarne la forma perimetrale e l’attacco per la base. Ogni artista ha quindi “creato” a mano libera, incidendo, traforando, saldando con altri materiali e giocando con le superfici. E soprattutto senza conoscere ed essere minimamente influenzato dal lavoro degli altri. Ciascun tassello proveniente dalle 12 regioni d’Italia è stato poi spedito per essere assemblato agli altri e preparato per l’ultima fase del progetto: l’esposizione della collana. Sono tante le tappe su e giù per lo stivale dove è possibile visitare il gioiello unico; sul sito www.gioiellomodulare.com c’è il calendario aggiornato con i nomi delle gallerie d’arte che ospitano l’opera nonché il work in progress legato a questa iniziativa. Un progetto nobile fin dal principio della lavorazione e nel suo fine ultimo: al termine del percorso espositivo la collana verrà destinata ad una vendita di beneficenza e il ricavato sarà devoluto ad una giusta causa che sarà poi riportata sul sito.

la collana sarà esposta dal 10 settembre al 31 ottobre alla mostra "Gioiellodentro WHITE" Museo Civico - Bassano del Grappa (VI)


GRAZIANO BARZETTI, Marche Opera: “No drink No dreams”. Una piccola fontana di paesi di montagna. Se chiusa non si potrà più sognare. La base in argento fuso in osso di seppia è una tecnica usata nelle Marche dai primi del ‘900. Ottone (vasca), ferro (tubo acqua), lapislazzuli (acqua). Artista: Fondatore della prima associazione orafa nelle Marche AUREA MARCA. Il suo FARE è frutto della scuola dello scultore E. Mannucci. È sua intenzione proseguire come orafo/artista nella cultura della ricerca orafa della “scuola marchigiana”.

SABRINA BOTTURA, Veneto Opera: “CONfluire”. COM FLÙERE, dal latino, è lo scorrere insieme per realizzare una “cosa” non finalizzata a se stessa ma che contenga il DNA dell’ETICO e del SOCIALE. La sua opera mostra un percorso da dentro a fuori. Argento, rame, alluminio, feltro. Artista: Rame, argento o oro, lucidato e non, con elementi "allo stato naturale", prevalentemente feltro (tessuto non tessuto) e pietre semi preziose levigate o grezze. I suoi oggetti esprimono stati d'animo negli accostamenti di colore e texture.

ALBERTO GALLINGANI, Toscana Opera: “Babae”. Esprime il concetto di libertà. Costruire un gioiello in balia della propria creatività è un’esperienza incredibile. Dimenticare il sapere tecnico, usare un martello e un paio di forbici. Senza saldature. Carta. Tutto qui. Argento, oro, cartapesta. L’artista: Alberto è pittore e scultore. Si occupa di gioielleria sperimentale dagli anni della sua formazione. Insegna progettazione nell'ambito della gioielleria.

ROBERTO GRIMANI, Lombardia Opera: “Acqua”. L'oggetto si sviluppa intorno ai concetti di rotazione e movimento, richiamando un'idea legata all'acqua e alla vita. Energia interiore che si ricicla sfociando in un crescendo di forza e bellezza. Argento, lastra di bronzo L’artista: “Orafo per passione”, vive e lavora a Milano. Alla fine degli anni ‘70 affina le sue capacità “a bottega” dal grande maestro Fedele Caffini, noto cesellatore. Tra i suoi interessi, la “toreutica”, tecnica che modifica una lastra di metallo con plasticità e morbidezza di linee.

GIAN LUCA STAFFOLANI, Marche Opera: “Filo di Arianna”. Realizzare un frammento di oggetto senza sapere cosa lo avrebbe circondato ha un sapore alchemico. Nessuno sapeva ciò che avrebbe fatto l’altro. Argento. L’artista: Quello di Gianluca è il tentativo di far sentire la “presenza”. Un pezzo di ferro arrugginito, un fiore di plastica… ogni oggetto ha una vita propria, bisogna soltanto rendere visibile ciò che lo caratterizza. Il suo lavoro evidenzia la presenza o l’apparente assenza di Dio.

MADDALENA GERMANO, Puglia Opera: “Picture”. Questo modulo è una piccola tela dove poter dar vita alle proprie idee. L’utilizzo del niello riproduce l’effetto matita. La foglia d’oro dà un valore aggiunto alla “bozza”, la parte del lavoro meno presa in considerazione ma da cui nascono tutte le creazioni. Argento, niello, foglia d’oro. L’artista: Nei suoi pezzi, sperimenta forme e materiali, utilizzando pietre, plexiglass, niello, cesello e texture. Il gioiello è un gioco e lavora con forme grandi, ma indossabili e comode.

FABIO CORSINI, Toscana Opera: “Collega…ti all’unità di crisi?”. Nella ricerca di un’immagine di unità è stato ritenuto opportuno imprimere a parole il valore di questo sentimento che vuole associare lavoro e passioni attraverso un oggetto costruito da vari ideatori, nella convinzione che la cooperazione dona un valore aggiunto. Ottone, ebano e argento. L’artista: Fabio crea senza che il tempo solleciti sul manufatto, seguendo un ritmo che procede verso il suo intento. Ama concentrarsi sulla imperfezione delle forme.

FRANCESCA GABRIELLI, Lazio Opera: “Pedalando, pedalando... ho forato”. Una gomma bucata per alcuni può essere uno scoglio mentre per l’artista può diventare lo spunto per creare un gioco, basta prendere la vita dal lato giusto... e si riparte. Argento, pneumatico di bicicletta e strass. L’artista: Da sempre impegnata nel gioiello contemporaneo attualmente gestisce una galleria d’arte. È affascinata dalla pittura e dalla scultura e fonde entrambe giocando con i colori dei minerali alternativi e la plasticità dei metalli.

ISABELLA ZINI, Toscana Opera: “Muta”. Rocce che mutano in pesci o pesci che mutano in rocce? La natura che muta aspetto, forma, sostanza, come risposta alla contaminazione degli elementi. Argento L’artista: Isabella vive e lavora a Lucca. Concluso il Liceo Artistico a Lucca, si è diplomata alla scuola di oreficeria "Margaritone" di Arezzo, specializzandosi ulteriormente a Firenze in incassatura di pietre. Nel 1992 ha aperto il suo atelier a Lucca.

MAURIZIO STAGNI, Friuli Venezia Giulia Opera: “Realtà e percezione”. Nel microcosmo del modulo si può giocare con le parti, l’ombra diventa il soggetto e la realtà del fiore muta fino a scomparire. Il fiore cambia se si utilizza come elemento della collana o da solo. Argento, oro. L’artista: Una vita all'insegna della presa di distanza dal modo tradizionale di fare l'orafo. Grafica e pittura sono i campi prediletti di sperimentazione. L'importante è sapere cosa si vuol costruire e perché.

ADELE SGRO', Calabria Opera: “Un sorriso dolce piccante”. Ovvero il calore umano, i sapori, la bellezza della Calabria attraverso le sue risorse: il cedro e il peperoncino. Gli occhi, i fiori di cedro, sono smaltati e incastonati con la pietra del peridoto. Argento, peridoto, smalto. L’artista: Da sempre baciata da un estro artistico nella scultura e nella pittura punta, però, la sua attenzione alla realizzazione di gioielli. Lavora in proprio creando linee ispirate alla natura.

FRANCESCA DI GIAMBERARDINO, Lazio Opera: “Gesù, luce d’amore nella mia vita”. Rapita da un tuo raggio benefico, brillo di Pura Gioia e Vera Pace. “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla....” SALMO 23. Argento, Oro, Zircone, Carta fotografica. L’artista: Attratto dalle sperimentazioni artistiche artigianale, fra tutte quella a cera persa, i suoi gioielli spesso nascono senza progetto iniziale ma solo dal plasmare la cera e spesso preferisce non contaminare il fascino del metallo fuso.


ANNAMARIA IODICE, Veneto Opera: “Croce e Delizia”. La croce è il simbolo apotropaico e universale che caratterizza l'essere umano nel suo cammino. La delizia è ricerca delle armonie. La collana modulare rende bene il senso della sua filosofia. Argento, smalti policromi a fuoco, foglia d'oro. Background: Dopo gli studi sulle tecniche orafe e la smaltatura a fuoco si dedica alla creazione di gioielli in cui sintetizza emozioni. Le texture graffiate la fanno sentire in simbiosi con la perfetta imperfezione della natura.

ELIANA NEGRONI, Emilia Romagna Opera: “A mio agio”. Qui si sta bene - la prima sensazione provata nell'aderire a questo progetto e l’idea era di riproporla attraverso i segni preferiti dall’artista. All’argento ha unito alluminio inseguendo effetti e riflessi. Argento, alluminio. L’artista: Dal padre incisore ha imparato a lavorare i metalli senza saldare e senza fondere. Eliana lavora l'alluminio inseguendo riflessi ottenuti con combinazioni di tecnologia e manualità. Il suo metallo si fa prezioso nella semplicità e di forme piene ma leggere.

ALESSANDRO PETROLATI, Marche Opera: “Io, noi, tutti”. Si nasce, si cresce, s’invecchia. Coesistere è forse l’elisir di lunga vita?! È compito dell’artista trasmettere attraverso la sua opera contaminare ed essere contaminati... Argento, legno, personaggi da modellismo. L’artista: Orafo, artista, artigiano. Le mani disegnano, accostano materiali, saldano, lucidano, creano. I suoi lavori, una sorta di materializzazione del pensiero, sono album dei ricordi in cui leggere la maturazione della tecnica e della ricerca artistica.

MADDALENA ROCCO, Lombardia Opera:“Hypnos”. L’ala di Hypnos, il dio del sonno, in argento dorato rosa reca un inserto in radice di rubino. Un frammento di specchio riflette in parte il suo volto ripreso dal basso. Argento, ala in radice di rubino molata, incisione a bulino inchiostrata. L’artista: Ogni sua creazione ha un significato che si avvale di mezzi espressivi che rimandano a simboli. La prerogativa del suo lavoro è legata ad immagini incise a bulino. L’asimmetria è un carattere distintivo.

DON, Liguria Opera: “Non mi tocchi...”. L'intenzione è rappresentare l'occhio dell'indifferenza, l'occhio dell'egoismo, della superbia. Un occhio che non vorremmo incontrare, ma di cui ne siamo circondati. Argento L’artista: Don nasce e si forma a Valenza nell’89 nel laboratorio di Natale De Agostino, dal quale ha appreso le tecniche di lavorazione e l'arte ed il piacere di creare un gioiello capace di distinguersi. Dal ‘97 ha una sua attività. Ama le forme pure, l'intuizione, per nulla decorativo.

MARCO PICCIALI, Lombardia Opera: “BIG (bang?)”. L'inizio o la fine? L'interiore che si rivela o che esplode e quindi finisce il tutto? Uno sparo nella notte o una festa di paese? Argento, oro, diamante. L’artista: I gioielli hanno più sfaccettature di un brillante. Marco cerca di fare gioielli “diversi” da quelli che vede, una ricerca che lo spinge a cercare materiali più o meno nuovi e ad interpretarli in un modo che sia “suo”. Gli capita anche di cominciare un oggetto senza sapere come finirlo, una sfida in più!

THOMAS LORENZONI, Toscana Opera: “La mente è chiusa...ma abbiamo la chiave”. La conoscenza e l'esperienza sono la chiave che apre la mente alla tolleranza in un mondo che guarda all'effimero. Argento patinato, saldatura di argento e ottone patinato. L’artista: Ha studiato oreficeria a Firenze. Vive a Follonica dove lavora in proprio. I suoi lavori sono principalmente in bronzo ed argento, eseguiti tramite fusione a cera persa e bruniti in un secondo momento.

LUCA COSSEDDU, Sardegna Opera: “Casta Insula”. Un oggetto realizzato con materiali alternativi, regali della terra e del mare. È un omaggio alla essenzialità della sua isola, diversa e selvaggia. Argento, rame, corno di montone e opercoli di conchiglia. L’artista: Coniuga artigianato alle moderne tecniche di produzione, alternando l'attività di designer all'arte dell'oreficeria. Le sue creazioni sono caratterizzate da forme fresche e lineari, da tonalità e superfici contrastanti. Non disdegna il cesello, l'incisione e le tecnologie Cad Cam.

FRANCESCA CANAPA, Veneto Opera: “Galassia”. Come le galassie siamo circondati da materia oscura ma grazie alla nostra forza lo splendore non ci abbandonerà mai. DuPont™ Corian®, argento e perla di fiume L’artista: Scolpire la sinuosità femminile nel Corian è compito difficile soprattutto per le dimensioni ridotte come quelle di un gioiello! Eppure la passione creativa di Francesca Canapa e la sua ricerca tecnica regalano risultati sorprendenti.

ENRICO CABERLON, Veneto Opera: “Chiarore sulla città”. Una goccia di luce in una città buia. Un’erezione di grattacieli ed ombre deformi dove il chiarore della luna mostra il senso del vedere oltre i propri limiti restituendo spazio ai sogni. Argento, bronzo L’artista: Il bronzo patinato dona ai suoi gioielli un fascino antico. Con Francesca Canapa ha fondato l’Associazione Contemporanea GIOIELLODENTRO, per riportare il gioiello nell’Arte e nella sua Cultura.

NICOLETTA FRIGERIO. Lombardia Opera: “Forza-Cuore, frammenti”. Le energie negative che impediscono il desiderio di creare insieme sono infrante da un frammento di cuore (corallo) rosso. Frammenti Arg925, fusione a cera persa di Materia Lunare, corallo, frammento di Oro 750. L’artista: Artisticamente affascinata “dalle materie” sia in scultura che nelle arti applicate. La curiosità l’ha portata a sperimentare argille, metalli in fusione e lastra, vetri, pietre.

STEFANO PEDONESI, Toscana Opera: “NON-solitari”. Tanti “solitari“ (artisti) per un’“unione” (progetto). L'anello solitario, gioiello classico per eccellenza, è rivisitato in chiave contemporanea. Argento, oro, cubic zirconia L’artista: Artigiano orafo e figlio d’arte, usa tecniche e stili che variano in base all’ispirazione del momento. Realizzate prevalentemente a mano modellando il metallo con tecniche varie, ad eccezione della cera per forme più complesse ed affascinanti.


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Il riscatto dello Spinello il riconoscimento della pietra più usata e bistrattata

di Paolo Minieri* e Alberto Scarani**

L’evento più significativo in campo gemmologico, nel nuovo contesto della comunicazione senza confini, è forse il riscatto dello spinello, in pratica la gemma più fraintesa e maltrattata di tutti i tempi. Si tratta infatti di una pietra preziosa largamente utilizzata con grande apprezzamento da parte di tutte le civiltà sin da tempi antichissimi

Da

Uno dei maggiori sconvolgimenti che lo sviluppo della rete ha provocato nelle nostre vite riguarda probabilmente l’inusitata facilità con cui oggi siamo in grado di accedere alle informazioni.

qui discende per esempio l’avvicinamento di culture un tempo lontanissime, la condivisione di stili di vita, lo sviluppo di un modo di sentire e pensare globale. Il mondo delle gemme non è rimasto estraneo a questo fenomeno, anzi, sono già alcuni anni che mercati tradizionalmente refrattari all’utilizzo di pietre non appartenenti all’empireo formato dai classici diamante-rubino-zaffiro-smeraldo, hanno dapprima timidamente, poi in modo sempre più marcato, schiuso le porte a quelle meno usuali anche per l’apporto di informazioni dal web. L’evento più significativo in campo gemmologico, nel nuovo contesto della comunicazione senza confini, è forse il riscatto dello spinello, in pratica la gemma più fraintesa e maltrattata di tutti i tempi. Si tratta infatti di una pietra preziosa largamente utilizzata con grande apprezzamento da parte di tutte le civiltà sin da tempi antichissimi. La varietà rossa di spinello ha goduto fino a circa due secoli fa della gloriosa reputazione del rubino: le due meraviglie del sottosuolo infatti condividevano non solo il colore (le loro

Corona imperiale di gran Bretagna, in evidenza il “black prince ruby”: Photo: Younghusband, G. and Davenport, C. (1919) The Crown Jewels of England. London, Cassell and Co., 84 pp.


86 differenze non erano identificabili in tempi antichi) ma addiscientifica, cessò di esserittura il nome. Erano in effetti agli occhi dei primi utilizzatori re quella gemma meraviesattamente la stessa cosa. Gli strumenti d’indagine dispogliosa che era quando lo si nibili duemila anni fa a Plinio, pioniere della gemmologia, scambiava per rubino. Lo non erano in grado di stabilire che in realtà i due cristalli avespinello diventò semplicemente lo vano composizioni chimiche differenti benché i luoghi di spinello, un cittadino comune, umile reperimento fossero spesso gli stessi. Se era una gemma, come gli aristocratici privati del proprio potere, un se era bella, trasparente e rossa si chiamava allo stesso surrogato del nobile sosia, una pietra di minor modo: carbunculus. Di qui valore. Tutti gli Foto 2 - Spinello blu-porpora, Sri Lanka. secoli e secoli di gloria. onori e il pregio Per gentile concessione di La carta d’identità dello spinello Basti ricordare che l’ancor Lo Spinello è un alluminato di magnesio di origifurono assegnati Didier Albert, Reunigem Lab. oggi celebrato rubino ne metamorfica (MgAl O ) facente parte di un a quelle pietre 2 4 della corona britannica, vero e proprio gruppo di minerali che cristallizzarosse della famiglia dei impressionante esem- no nel sistema cubico con un abito prevalentecorindoni. Per il controllo mente ottaedrico. Lo spinello comune appartieplare di 170 carati deno- ne alla serie isomorfa degli spinelli nella quale il delle miniere birmane di minato “black prince magnesio del chimismo essenziale di cui sopra rubini si mobilitarono addiritruby” è in realtà uno spi- può essere sostituito da un altro della stessa tura le armi. Curiosamente nello. Ed innumerevoli valenza senza che si abbia un cambio di forma lo stesso progresso tecnolodel cristallo: tipico è l’esempio della Ghanite volte lo spinello adorna (ZnAl O ) in cui il magnesio è sostituito dallo gico responsabile in quel2 4 scettri e gioielli antichi, zinco. l’epoca della svalutazione sempre creduto un rubino. Il minerale è relativamente “duro”, 8 nella scala di Mohs, ed ha una densi- dello spinello, è il maggior Solo dopo l’anno 1000 si tà variabile tra 3,58 e 3,61. E’ monorifrangente (caratteristica principale che responsabile da un decenlo distingue dai corindoni da un punto di vista ottico), l’indice di rifrazione fece una prima distinzione può variare (1,712 - 1,805) ma generalmente è intorno a 1,718. Il vasto nio a oggi della sua riabilitatipologica e lo spinello spettro dei colori disponibili comprende il rosso carminio, rosso sangue e zione. Questo si va popolavenne identificato come vermiglio comunemente con sfumature brunastre o rosso giallastro, il rosa, rizzando tra gli internauti Rubino Balascio, derivato numerose tonalità di blu, verde, violetto, porpora e malva. Le inclusioni pre- che si scambiano esperiensenti nello spinello possono essere costituite da filari di minutissimi cristalli da Balascian (Badakshan), negativi ottaedrici disposti secondo le direzioni cristallografiche del cristallo ze dirette, informazioni e nome dell’area principale ospitante (foto 6) a volte in associazione a strati sottili spesso colorati per foto in rete, nascono veri e di reperimento nell’attuale ossidazione, da cristalli di zircone metamittico (nelle gemme di provenien- propri gruppi di amatori za Sri-Lanka) circondati da piccoli aloni di tensione dovuti sia alla radioattiKazhakistan. “spinelover” su facebook è vità dello zircone sia alla dilatazione termica differenziale dello stesso Le sciagure dello spi- rispetto al minerale ospitante. Molto comuni i cristalli di apatite; in alcuni uno dei più frequentati - e la nello sono collocabili in casi, più rari rispetto al rubino, inclusioni aciculari di rutilo (seta). ricaduta sulla domanda è tempi recenti. Più di due I giacimenti sono generalmente di carattere secondario come le ghiaie allu- già evidente. Una riscopervionali, di solito si rinviene in associazione ai corindoni, le più rilevanti locasecoli fa, la scienza affinò i lità di provenienza sono: Myanmar (Birmania), Sri-Lanka, Cambogia, ta tutta meritata per titoli propri metodi. I microsco- Thailandia, Vietnam, Afghanistan, Tajikistan Tanzania, Kenia, Madagascar, guadagnati sul campo e pi, le provette, i mille fari Australia, Brasile, Stati Uniti, Canada, Russia. garantiti poi da quella degli studi tecnici sgomstessa scienza che lo brarono l’avvenire dell’uomo dalle minacce della stregoneaveva derubricato a surrogato del dio rubino. Ma proria e dell’ignoranza. L’ingegno e la prio adesso che ci sarebbero tutti i presupposti per un masragione disarcionarono le siccio apprezzamento da parte della clientela i mercati monarchie, crearono manidevono confrontarsi con un serio problema di approvvigiofatture industriali, allargaronamento: malgrado le zone di rinvenimento siano numerono gli spazi fisici delle città se ed ampiamente diffuse nel mondo, lo spinello, era e assieme agli spazi della rimane una gemma rara. Le speranze degli operatori sono ricerca e lo spinello, nello oggi concentrate sui più recenti giacimenti africani che zelo ossessivo dello stuhanno iniziato a produrre esemplari notevoli da 5 anni a dio delle specie e loro questa parte (foto 4). relativa classificazione Pochi sanno che attualmente uno spinello con satuFoto 1 - Straordinario spinello rosso di 87,18 carati. Per gentile concessione di Paul Wild OHG


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Foto 3 - Spinello rosa, Sri Lanka. Per gentile concessione di Didier Albert, Reunigem Lab.

Foto 4 - Spinello rosso-aranciato, Mahenge, Tanzania. Per gentile concessione di Didier Albert, Reunigem Lab.

Lo spinello diventò semplicemente lo spinello, un cittadino comune, umile come gli aristocratici privati del proprio potere, un surrogato del nobile sosia, una pietra di minor valore. Tutti gli onori e il pregio furono assegnati a quelle pietre rosse della famiglia dei corindoni, per il controllo delle miniere birmane di rubini si mobilitarono addirittura le armi. razione di rosso senza sottotoni porpora o rosa può valere cifre che non sono lontane da quelle richieste per il rubino. Una pietra di 2 carati raggiunge quotazioni di 500 euro per carato o più. Sensibili incrementi per dimensioni maggiori (a differenza del rubino lo spinello rosso può raggiungere pesi molto interessanti). Naturalmente i prezzi sono molto inferiori per gemme al di sotto del carato (anche se di un rosso vivido), oppure se presentano colorazioni meno attraenti. Altra circostanza fortunata: l’avvento sul mercato dei diamanti rosa dall’Australia. Belli, non trattati ma stramaledettamente cari. Ecco una splendida alternativa allora, spinelli rosa (foto 3). Infatti guardando il rosa pregiato Foto 5 - Spinello sintetico Verneuil. Per gentile concessione di Didier Albert, Reunigem Lab.


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Foto 6 - Filari di cristalli negativi ottaedrici, foto, Alberto Scarani

che raggiunge la gemma si resta incantati dal tono deciso e marcato. Questa brillantezza ha forse qualcosa in comune solo con gli zaffiri rosa, di cui si è avuta una crescente domanda ultimamente; di certo non la troviamo nelle pur incantevoli tormaline. Altra rivincita sul cugino corindone? A parità di volume uno spinello “pesa” di meno a causa della densità inferiore. in molti casi questo consente una maggiore attenzione al rispetto di proporzioni e simmetrie da parte dei tagliatori, da sempre alle prese con l’incubo della perdita di peso del grezzo. *Consigliere Federazione Orafi Campani **Gemmologo IGI di Anversa

Foto 7 - Veli fluidi iridescenti in spinello. Sri Lanka. Per gentile concessione di Didier Albert, Reunigem Lab.

Foto 8 - Struttura “a stella” composta da canalizzazioni originatesi da cristallo centrale. Per gentile concessione di Didier Albert, Reunigem Lab.

Spinelli sintetici e trattamenti

Ottenuto con metodo Verneuil (foto 5) per fusione alla fiamma sin dal 1909 lo spinello sintetico è tristemente famoso per essere stato venduto in considerevoli quantità negli anni sessanta spacciandolo per acquamarina. Ma ricordate una pietra rosa molto in voga negli stessi anni 60, venduta per naturale e denominata “rosa di Francia”? Bene, anch’essa era uno spinello sintetico. Lo spinello sintetico viene abitualmente prodotto ancora oggi in gran quantità tramite metodo di fusione alla fiamma Czochralski e dal 1980 per fusione in fondente. Mentre non fanno che accavallarsi continuamente i più vari e fantasiosi trattamenti per le gemme più diffuse, rubino ed altri corindoni in testa, lo spinello non consente risultati apprezzabili di miglioramento dell’aspetto a seguito di manipolazione e questo sembra essere uno dei fattori principali del suo apprezzamento sul mercato. Solo molto di recente, a seguito dell’individuazione di campioni trattati di provenienza africana si è condotto uno studio preliminare, i risultati tuttavia non hanno portato a miglioramenti apprezzabili, solo ad un inscurimento della tonalità di colore. (Saeseaw, Wang, Scarratt - Gia Bangkok-New york / Emmett, Douthit - Crystal Chemistry, Brush Prairie, Washington, apr 2009.)

Bibliografia “Gemme”, Robert Webster, ed. Zanichelli - 1994 “L’abbellimento artificiale delle gemme”, Kurt Nassau, ed. IGI - 1989 www.gemologyproject.com www.fieldgemology.org


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Federazione Orafi Campani: in un volume il mondo delle pietre preziose Lanfreschi: “È uno strumento di conoscenza utile per operatori e clienti”

U

no strumento per gli operatori, ma utile Pietre preziose” è l’ultianche al pubblico: “P ma pubblicazione a cura della Federazione Orafi Campani, con il coordinamento del pres idente della Foc Giovan Giuseppe Lanfres chi e testi del direttore Marco Cantarella. A fronte delle ricadute provocate in tutto il mondo dalla contraffazione e dalla manipolazione delle gemme, la Federazione, da sempre impegnata nella formazione dei propri associati e nella tutela del consumatore, ha voluto realizzare il volume per ampliare le competenze del gioielliere e, grazie a queste, permettergli di diventare un fidato consigliere del proprio cliente. Peso, colore, caratura, pietre ricostruite o scomposte, trattamenti, riconoscimento delle imitazioni (nome commerciale, possibilità di trattamenti e reperibilità in forma sintetica), ma anche tutti i segreti del mondo delle perle - naturali, coltivate, coltivate composite e d’imitazione. Il volume non trascura neanche gli aspetti tecnici e normativi delle pietre: sono infatti richiamate la norma UNI 9758:2003 e il Diamond Book redatto dalla “Diamond Commission” della “Confederation Internationale de le Bijouterie, Joaillerie, Orfevrerie, des diamants, perles et pierres” (CIBJO) sulle pietre preziose. Non poteva infine non essere prestata attenzione alla ricchezza tipica del comparto

orafo campano: il corallo. Indicate le differenti tipologie di corallium (mediterraneo o asiatico, e il cosiddetto “Nuovo corallo”) nonché le caratteristiche di colore, provenienza e denominazione commerciale. «È una pubblicazione di rilievo commenta il presidente Foc Giovan Giuseppe Lanfreschi -; la Federazione punta sulla qualità e su lavori che lascino il segno. Il linguaggio di “Pietre preziose” è volutamente fluido e al tempo stesso professionale e tecnico. È infatti destinato agli associati, che possono anche farne omaggio ai clienti». Scheda tecnica: formato: 17x24 foliazione: 80 pagine Indice del volume: - Prefazione - Il Diamante - Pietre Preziose: terminologia e classificazione - Il libro sulle pietre preziose Blue Book CIBJO 2001 - Le Perle - Torre del Greco e il corallo


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La nuova stagione di Oromare intervista al neo-presidente Maurizio Pecorilla

O

romare volta pagina e ricomincia daccapo. Lo fa con Maurizio Pecorilla, nominato presidente lo scorso 3 giugno dal nuovo consiglio di amministrazione, formato da Pietro Celiento, Eduardo Costa, Gino de Laurentiis e Michele Salvati. Pecorilla riceve una eredità impegnativa, ma ha le idee chiare su come rilanciare il centro produttivo di Marcianise. In quale direzione va la nuova stagione di Oromare? «Rafforzare ciò che lo caratterizza: la produzione. Stiamo lavorando al nostro marchio di qualità, un gioiello interamente made in Oromare dall’inizio alla fine. Abbiamo la fortuna di raggruppare aziende che lavorano nella tradizione orafa di Napoli e Torre del Greco: il loro valore, anche economico, non può e non deve fuoriuscire dal centro».

Di quanto tempo ha bisogno per decidere, in concreto, le prossime mosse? «Non c’è tempo da perdere, abbiamo già chiari gli obiettivi: in primis, l’internazionalizzazione, attraverso la partecipazione congiunta dei consorziati alle fiere estere; la formazione, attraverso una Scuola orafa dedicata alla tradizione campana, l’unica artigianale in Italia; gli eventi, e non solo fiere: pensiamo ad aste di gio-

«Non c’è tempo da perdere, abbiamo già chiari gli obiettivi: in primis, l’internazionalizzazione, la formazione e gli eventi» ielli il cui ricavato andrà in beneficenza, organizzate in collaborazione con ordini professionali. Ce n’è già una in programma per l’estate». E dal punto di vista politico-istituzionale? «Sinergia assoluta con i nostri diretti interlocutori: i dettaglianti. Stiamo elaborando un accordo quadro con la Federazione orafa campana per garantire che ad Oromare abbiano accesso soltanto gli operatori, così da evitare vendite a privati». Esportare un gioiello artigianale diffondendo la qualità del distretto orafo campano, dunque, il suo obiettivo primario. Sembra scontato, eppure non lo è. (redazione)


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La Ferrari corre a Valenza

Due auto e numerose testimonianze provenienti dal Museo Galleria Ferrari di Maranello saranno esposti alla Fiera piemontese

La Ferrari va a braccetto con l’oro. Si parla spesso di sinergia tra differenti segmenti dell’economia come soluzione alla crisi, e ora eccone una davvero d’eccezione: in occasione della mostra internazionale Valenza Gioielli, che si terrà dal 2 al 5 ottobre al Centro Espositivo Expo Piemonte, saranno esposti alcuni pezzi provenienti dal “Museo Galleria Ferrari” di Maranello. Una presenza importante a siglare la cooperazione tra due segmenti del lusso made in Italy: due le vetture che testimonieranno la presenza di Galleria Ferrari a Valenza - una F1 e una Gran Turismo - insieme a una mostra celebrativa per i 60 anni di Ferrari in F1 “1950-2010, I piloti della Scuderia Ferrari nelle cartoline ufficiali”, realizzata grazie al materiale messo a disposizione da Sergio Cassano, sindaco di Valenza. «Siamo riusciti ad abbinare due eccellenze che tutto il mondo ci invidia - ha dichiarato Bruno Guarona, presidente dell’Associazione Orafa Valenzana -. È davvero un bel “matrimonio”: in fiera quest’anno sarà come celebrare la storia italiana degli ultimi 150 anni». La manifestazione sarà anche l’occasione per dare impulso all’internazionalizzazione del distretto valenzano: è previsto infatti l’arrivo di buyer provenienti da 40 nazioni con il supporto di Regione Piemonte e Istituto Nazionale per il Commercio Estero-ICE e della clientela retail italiana, anche in virtù della rinnovata collaborazione con la Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi/Confcommercio.

SiciliaOro

Nuovi allestimenti e colori per la 68^ edizione della rassegna organizzata da Tour del Gioiello

L’esperienza che proviene da 67 edizioni passate rende Sicilia Oro una delle migliori vetrine del Sud Italia e del Mediterraneo per i produttori orafi. Questo autunno si svolgerà dal 12 al 15 novembre, come di consueto al Palalumbi di Taormina, la rassegna numero 68, che torna a offrire il meglio della gioielleria tradizionale, dell’oreficeria di design e delle creazioni dei maestri orafi, senza dimenticare l’argento, le pietre preziose, il corallo, e di tutti gli accessori necessari ad arricchire la gamma di servizi rivolti alla clientela. Oltre cento espositori per un appuntamento ormai consolidato da oltre 30 anni e destinato ad una rosa di buyer provenienti da tutta Italia: stabile sì, ma con qualche novità. Molte sorprese negli allestimenti, molto più accattivanti: non è possibile svelare tutto, ma da Sicilia Oro fanno sapere che bisognerà guardare verso l’alto… «La fiera di Taormina occupa ancora il suo ruolo - dichiara Rudy Piccardi, amministratore unico del Tour del Gioiello, organizzatore, tra gli altri eventi, di Sicilia Oro - che è quello di un segmento intermedio che costituisce ancora un bel nucleo: i nostri espositori vendono sempre bene».


Diamo Valore ai tuoi Valori La Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi Gioiellieri Argentieri Orologiai da più di 50 anni opera in Italia a favore del settore orafo. Attraverso 70 associazioni locali promuove inizitive a tutela degli oltre 8.000 soci, organizza corsi e convegni su temi di attualità, offre la possibilità di partecipare alle più importanti manifestazioni fieristiche del settore a condizioni vantaggiose, stipula convenzioni con grandi aziende a livello nazionale e tiene costantemente informati gli associati sulle più recenti disposizioni di legge in materia facendosi promotrice di innumerevoli iniziative nell’interesse di tutto il settore orafo italiano.

Insieme Conviene Informati sui vantaggi offerti ed entra anche tu a far parte di una grande squadra.

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per informazioni: Federdettaglianti Orafi Tel. 06 4404105 - 06 44251229 www.orafidettaglianti.it orafidettaglianti@confcommercio.it o presso le sedi provinciali Confcommercio


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TUDOR Heritage Chrono di Mario Didone

P

rima di descrivere un orologio, credo sia importante dare notizie storiche sul mar-

chio che lo realizza, cosa che spesso non viene tenuta in evidenza.

Inizia tutto in questo caso con una storica dichiarazione pronunciata da Hans

Wilsdorf nel 1946 per la precisione il 6 marzo:

“Da molti anni ho studiato la possibilità di realizzare orologi che i nostri concessio-

nari possano vendere a un prezzo minore dei nostri Rolex ma che possano godere

della stessa fiducia. Ho dunque deciso di fondare una società appositamente dedi-

cata alla realizzazione e alla vendita di questi nuovi orologi.

Questa società si chiama “Montres Tudor SA”.

Ecco una cosa che ai più incalliti degli appassionati magari mancava, ma credo sia

utile conoscere per comprendere la passione e l’attenzione che da allora gli orolo-

giai di questo noto marchio hanno posto nel realizzare le molteplici famiglie presen-

ti ai polsi di ogni parte del mondo e che

hanno accompagnato storiche avventu-

re di esploratori, (nel 1952, dei Tudor

Oyster Prince erano al polso dei parteci-

panti di una spedizione scientifica bri-

tannica in Groenlandia organizzata dalla

Royal Navy) ricercatori e forze armate

(submariner per la US Navy, 1964-1966 e

un modello Marine Nazionale per la

Marina Nazionale Francese dal 1970 al

1984). In effetti per H. Wilsdorf era stato

registrato il marchio nel 1926 da parte


95 della “Veuve de Philippe Huther”, quindi nel 1936

lo stesso H. Wilsdorf lo rilevava personalmen-

te ed eccoci alla citata data del 1946 per l’atto di costituzione in quel di Ginevra ed alla nascita nel 1947 del TUDOR Oyster.

Ma veniamo al 1970 anno in cui venne

creato il primo cronografo TUDOR

oysterdate e da cui il moderno Heritage

Chrono ref. 70330 prende decisamente

spunto e del quale desidero parlarvi.

In effetti lo ricorda come un gemello

diversificandosi per poche ma partico-

lari differenze, in primis la dimensione

della cassa passata da 40 mm della versio-

ne originaria ai 42 mm dell’attuale, quindi il

quadrante in due versioni una grigia e nera e

l’altra nera e grigia, gli indici nell’attuale versio-

ne sono applicati anziché stampati, molto belli i

richiami in arancione sul contatore dei 45 minuti e

nella suddivisione a 5 minuti presente sul bordo del

quadrante, pulsanti e corona a vite (su cui appare un bel

logo Tudor nero) hanno una godronatura fine invece della

classica zigrinatura presente nel Chrono del ’70, stessa

lavorazione per il fianco della ghiera che è bidirezionale

anziché fissa come all’epoca, (in effetti ne era prevista una

anche all’epoca ma mai realizzata) nel ’70 poi, una delle

ghiere disponibili era in acciaio, leggera differenza anche

per le anse e le spallette proteggi corona, il vetro ora è in

zaffiro e privo della lente ciclopica sul datario a ore 6 che

era presente sul vetro in plexy dell’epoca.

Il bracciale ricorda l’oyster vecchio tipo ma possiede una

chiusura di sicurezza, a corredo è compreso un ulteriore

cinturino in tela nero con righine grigio e arancione e fibbia

ardiglione che richiama il design delle cinture di sicurezza

delle auto del tempo. L’impermeabilità è garantita a 150 mt.

Sarà disponibile presso i concessionari ufficiali Rolex in

autunno, ma è già protagonista nelle liste d’attesa riservata ai

best seller dell’orologeria.


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Helmut Newton per Paul Picot


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eventi

Paul Picot

Newton photo contest C’è tempo fino al 31 agosto per partecipare al “Newton Photo Contest”, il concorso indetto dalla maison svizzera Paul Picot in onore del fotografo Helmut Newton, che in passato ha interpretato l’immagine del brand con immagini molto evocative. Berlinese di origine, scomparso nel 2004, Newton ha prodotto fotografie indimenticabili per Paul Picot: reinterpretarle a proprio modo è proprio l’oggetto del concorso. È possibile spedire i propri scatti (massimo 2 per persona) entro il 31 agosto. L’invio va effettuato tramite il sito della maison accedendo all’area “Registro”. Dal 1 al 15 settembre saranno selezionati i finalisti (dieci per ogni nazione) che potranno essere votati sul sito di Paul Picot. Il 25 ottobre, infine, la premiazione: un vincitore per ogni area individuata (Europa del Nord, Europa del Sud, America del Nord, Asia, Resto del mondo).


Helmut Newton per Paul Picot

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Mon job en tant qu e photograph e portraitist


Helmut Newton per Paul Picot

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te est de séduire, amuser et de faire plaisir

Helmut N ewton


Videosorveglianza: ecco le nuove regole di Marco Cantarella*

Il

Garante della Privacy ha emanato un provvedimento (Deliberazione dell’8 aprile 2010, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010) che modifica in parte le norme per l’uso dei sistemi di videosorveglianza, introducendo alcuni nuovi obblighi e rafforzando le misure a tutela della libertà e della riservatezza delle persone. Oggi la quasi totalità degli orafi dispone di apparati di videosorveglianza, talvolta collegati con le Forze dell’Ordine o con istituti di sicurezza; tali sistemi sono ormai considerati indispensabili per la sicurezza delle imprese, ma al tempo stesso pongono rilevanti problemi in materia di tutela della riservatezza delle persone, in un momento storico nel quale c’è una fortissima attenzione da parte dell’opinione pubblica sul tema della tutela della privacy. L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (meglio noto come “Garante della Privacy”) ha emanato il nuovo provvedimento generale, che sostituisce quello del 2004, proprio a causa della diffusione a tappeto delle videocamere. Il periodo per adeguarsi è stato fissato, a seconda degli adempimenti, da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno. Ecco una sintesi delle regole che possono riguardare le imprese orafe e gli operatori economici in generale. Va detto che i principi generali ricalcano quelli già in vigore (vedi ns. articolo su “Preziosa” del

dicembre 2008. • Informativa al pubblico: i cittadini che transitano nelle aree sorvegliate devono essere informati con appositi cartelli (il modello base è riprodotto in questa pagina) della presenza delle telecamere. I cartelli devono essere collocati prima del raggio di azione della telecamera. Essi devono essere visibili in ogni condizione di illuminazione ambientale ed anche in orario notturno (se il sistema è attivo). Il termine per adeguarsi a questa prescrizione è il 29 aprile 2011. Tra le principali novità, vi è questa: se i sistemi di videosorveglianza sono collegati alle forze di polizia è necessario apporre uno specifico cartello, sulla base del modello elaborato dal Garante, che

riproduciamo in questa pagina.. • Riprese di aree esterne: le riprese di spazi esterni alle aziende dovranno essere limitate all’angolo visuale dell’area effettivamente da proteggere, evitando per quanto possibile la ripresa di luoghi circostanti e di particolari non rilevanti. Autorizzazioni e consenso esplicito: per installare sistemi di videosorveglianza finalizzati alla tutela delle persone o della proprietà non occorrono autorizzazioni amministrative o di Polizia, né il consenso dei soggetti ripresi • Conser vazione: le immagini registrate possono essere conservate per periodo limitato e fino ad un massimo di 24 ore, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a indagini. Per attività particolarmente rischiose (come le attività connesse agli oggetti preziosi) è ammesso un tempo più ampio, che non può superare comunque la settimana. Eventuali esigenze di allungamento dovranno essere sottoposte a verifica preliminare del Garante. • Sistemi integrati: in linea generale il Garante identifica due tipi di sistemi integrati: 1. i sistemi nei quali più soggetti collegati (imprese, Forze dell’Ordine, istituti di vigilanza), ognuno dei quali è autonomamente responsabile dei dati trattati, condividono le stesse immagini. In questo caso cia-


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scun titolare può trattare le immagini strettamente funzionali al perseguimento delle finalità proprie della videosorveglianza; 2. sistemi che consentono la videosorveglianza “in remoto” da parte di un unico centro gestito da un terzo; Tale soggetto terzo va designato responsabile da parte di ogni singolo titolare e deve assumere un ruolo di coordinamento e gestione dell’attività di videosorveglianza, senza consentire che le immagini raccolte per conto di ciascun titolare possano essere raffrontate o mostrate ad altri soggetti. Per entrambi i sistemi, sono obbligatorie specifiche misure di sicurezza per evitare accessi abusivi alle immagini, quali la registrazione degli accessi degli incaricati e delle operazioni compiute sulle immagini registrate con conservazione dei dati relativi agli accessi non inferiore a sei mesi. Queste misure vanno adottate entro il 29 settembre 2010. Sarà bene quindi che gli orafi che hanno attivato sistemi di videosorveglianza a distanza si accertino presso i fornitori di tali servizi se siano state

adottate per tempo queste misure. • Luoghi di lavoro: Viene confermato il divieto di controllo a distanza dei lavoratori, sia all’interno degli edifici, che in altri luoghi di prestazione del lavoro (es., veicoli o aree esterne). Vale però la pena di segnalare una recentissima sentenza della Cassazione (n.

Misure generali di sicurezza

20722/2010) che ha confermato il licenziamento di una cassiera ripresa dalle telecamere (di cui non era a conoscenza) mentre rubava denaro dalla cassa. La Suprema Corte ha ritenuto legittimo il controllo a difesa del patrimonio aziendale attivato in caso di fondato sospetto di infedeltà. *Direttore Federazione Orafi Campani

Di regola, i dati raccolti mediante la videosorveglianza devono essere adeguatamente protetti per ridurre al minimo i rischi di distruzione prima del tempo stabilito, perdita accidentale, accessi non autorizzati o trattamenti non consentiti. È auspicabile che, specie nelle aziende di minori dimensioni, alle immagini acceda unicamente il titolare; se invece anche altri soggetti (soci o collaboratori) vengono ammessi al trattamento dei dati, essi dovranno essere autorizzati per iscritto, specificando se essi siano abilitati solo a visionare le immagini o anche a prendere possesso dei supporti e trattarli in qualche modo. Inoltre, dovranno essere assunte misure per evitare che i soggetti abilitati possano alterare le immagini registrate. Dovranno essere adottati accorgimenti per garantire la cancellazione anche automatica delle registrazioni nei termini di conservazione ammessi (24 ore dalla rilevazione per la generalità delle imprese e massimo 1 settimana per quelle più a rischio, tra cui gli orafi). Si dovrà anche vigilare affinchè il personale addetto alla manutenzione non acceda abusivamente alle immagini, se ciò non sia indispensabile per eventuali verifiche tecniche, sempre in presenza dei soggetti abilitati alla visione delle immagini.


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Il marketing fa a pugni con il conformismo di Giovanni Lepre*

Il

Numerose indagini hanno infatti dimostrato che è proprio nelle fasi congiunturali negative che la spesa per il marketing fa la differenza. In un contesto di maggiore selettività, chi promuove la propria immagine riesce quasi sempre a sconfiggere il competitor più cauto, intimidito dal volgere degli eventi. conformismo? Non si sposa con il marketing. Chi fa marketing, anzi, spesso naviga su sponde opposte. Le sue decisioni non sono mai le più prevedibili e scontate per l’uomo della strada. Così, ad esempio, in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando, si sarebbe indotti a pensare che una delle prime mosse opportune per un’azienda, nell’ambito di un inevitabile contenimento dei costi, sia quella di tagliare le spese di promozione e pubblicità. Molte, tante piccole realtà imprenditoriali, in effetti, già ordinariamente poco propense a investire in questi campi, chiudono del tutto i rubinetti in circostanze del genere. Si tratta di un clamoroso errore, e lo sa bene il responsabile marketing, che non a caso fa di tutto per convincere i suoi referenti quanto meno a conservare, se non ad aumentare, il budget programmato per la sua attività. Non è un atteggiamento da ‘cicero pro domo sua’. Numerose indagini hanno infatti dimostrato che è proprio nelle fasi congiunturali negative che la spesa per il marketing fa la differenza. In un contesto di maggiore selettività, chi promuove

la propria immagine riesce quasi sempre a sconfiggere il competitor più cauto, intimidito dal volgere degli eventi. Per la verità, la virtù del coraggio paga a prescindere dal fatto che sia indirizzata precipuamente verso il marketing. La recente relazione del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, nel rimarcare la gravità dell’impatto recessivo, nell’anno 2009 tradottosi in aumento dei fallimenti d’impresa di circa il 25%, ha sottolineato come le aziende che avevano avviato processi di ristrutturazione prima della crisi abbiano retto meglio l’urto. Esse prevedono per il 2010 un incremento del fatturato superiore di 3 punti a quello di imprese simili non ristrutturate. Non solo. Tra le imprese industriali con 50 e più addetti che hanno investito in ricerca e sviluppo nel triennio precedente la crisi, l’aumento previsto del fatturato è di oltre il 6%. Insomma, il rischio dell’investimento, se calcolato, è il sale dell’impresa. I numeri finiscono sempre per avallarlo. Chi fa marketing, in ogni caso, ha ritro-

sia a ‘seguire il vento’, anche a costo di apparire poco flessibile ai mutamenti repentini. È il caso, ad esempio, dell’ingresso di un nuovo concorrente in un mercato presidiato da un’azienda sulla cosiddetta alta fascia. Se il nuovo prodotto immesso sul mercato ha caratteristiche simili a quelle del bene smerciato dall’azienda in questione, è probabile che si cerchi di promuoverlo con politiche di pricing. Ed è qui che l’uomo del marketing fa la differenza. Spinti dalla preoccupazione, altri sarebbero tentati di fronteggiare il nuovo venuto riadeguando i prezzi verso il basso. Di solito, invece, la strategia di marketing a difesa del brand si fa proprio difendendone il valore acquisito storicamente. Se non addirittura elevandone le quotazioni. L’immagine, per quanto intangibile, è un asset raggiunto dall’impresa. È un valore consacrato dalle scelte dei consumatori. Il peggior modo di metterlo a rischio sarebbe quello di certificarne la diminuzione per rincorrere sui prezzi chi non ha ancora conquistato la fiducia dei potenziali compratori. *Commercialista


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STUDI DI SETTORE:

nulle le pretese del fisco senza contraddittorio

La

Cassazione ed Agenzia delle Entrate: gli Studi hanno solo valore di presunzioni semplici

Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con le sentenze 26635, 26636, 26637 e 26638 del 18 dicembre 2009, ha definitivamente sancito che gli studi di settore hanno semplicemente valore di presunzioni semplici, le quali devono essere integrate dal contraddittorio con il contribuente; questi ha diritto che gli elementi e le giustificazioni che egli apporta contro le pretese del Fisco siano dettagliatamente esaminati nel merito, pena la nullità del procedimento e conseguentemente delle pretese dell’Erario. Si tratta di un principio garantista nei confronti del contribuente, che per la verità si era già fatto strada attraverso numerose pronunce delle Commissioni Tributarie (vedi ns. articolo su “Preziosa” dicembre 2008). Tuttavia, diversi uffici periferici delle Entrate hanno continuato a sostenere la liceità di effettuare la rettifica dei redditi dichiarati in base ai soli scostamenti dagli Studi.

Con queste sentenze, viene definitivamente ribadito che ogni accertamento fondato sugli Studi deve essere, a pena di nullità: a) preceduto dal contraddittorio con il contribuente, “da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento” (Corte di Cassazione, sentenza 18 dicembre 2009 n. 26635) b) adeguatamente motivato, prendendo in considerazione le ragioni del contribuente e confutandole nel merito. L’esito del contraddittorio, secondo la medesima sentenza, si pone “alla fine di un percorso di adeguamento della elaborazione statistica degli standard alla concreta realtà economica del contribuente”; tale esito “deve far parte (e condiziona la congruità) della motivazione dell’accertamento, nella quale vanno esposte le ragioni per le quali i rilie-

vi del destinatario dell’attività accertativa siano stati disattesi”. Cosa ne deriva per il contribuente? Che egli non deve più guardare alla congruità come ad un “incubo”. Piuttosto, specie in tempi di recessione, egli non deve aver timore di controbattere alla logica “standardizzata” degli Studi con i dati effettivi risultanti dall’attività d’impresa, o fare inutili sacrifici fiscali per risultare “congruo”, se ritiene di avere validi argomenti per giustificare lo scostamento. Infatti, scrive la Suprema Corte, “Il contribuente ha, nel giudizio relativo all’impugnazione dell’atto di accertamento, la più ampia facoltà di prova, anche a mezzo di presunzioni semplici, ed il giudice può liberamente valutare tanto l’applicabilità degli standard al caso concreto, che deve essere dimostrata dall’ente impositore, quanto la controprova sul punto offerta dal contribuente”. (Cass. sent. cit.) Conseguentemente, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 19/E del 14 aprile 2010, ha invitato gli uffici periferici a lasciar cadere gli atti di accertamento se prima non sia stato attivato il contraddittorio. L’Agenzia sottolinea come debba essere l’Amministrazione a dimostrare l’applicabilità dello Studio al caso concreto, tenendo conto delle eccezioni sollevate nel contraddittorio da parte del contribuente e contestandole nel merito. Se però il contribuente non si presenta al contraddittorio, l’atto di accertamento potrà basarsi solo sulle risultanze dello Studio di settore, e spetterà al contribuente, in sede di giudizio, tentare di dimostrare l’inapplicabilità dello Studio alla sua situazione. In definitiva, il contraddittorio ne risulta rafforzato come passaggio decisivo per far valere le ragioni del contribuente, il quale, nel suo proprio interesse, non dovrà sottrarsi ad esso. (M.C.)


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Maestri del Gioiello “Fiore Lapis”, centrale di collana in oro giallo, diamanti e lapislazzuli Maestri del Gioiello Spighe” - anello in oro bianco e giallo e diamanti

Gioielli ed Orologi a Monaco Anelli, collier, bracciali, diademi, spille, orecchini, orologi da tasca, orologi da polso. L’asta è prevista per il 17 settembre a Monaco e firmata Hampel. I lotti saranno in esposizione da sabato 11 fino a mercoledì 15 settembre, e poi ancora la mattina del 16.

Aste Mostre rubrica

Maestri del Gioiello Dal 1 al 4 ottobre presso la Palazzina Liberty di Milano ci sarà la Mostra “Maestri del Gioiello”. L’obiettivo è quello di dare particolare rilievo alla capacità artistica italiana nel campo dell’oreficeria, ai maestri orafi ed alla loro creatività, bravura e tecnica, facendo conoscere al pubblico alcune significative eccellenze. Nell’ambito dell’evento sarà assegnato il Premio Jacopo da Trezzo, in onore del primo orafo, lombardo, che nel 1500 tagliò e lavorò il diamante. Quest’anno il tema del Premio Jacopo da Trezzo è: “Energia: Gioielli in Movimento”. Al concorso partecipano gli orafi che espongono alla mostra, realizzando appositamente un gioiello: il pubblico, le istituzioni ed una giuria di esperti del campo del gioiello voteranno il pezzo che meglio esprime il tema. La Palazzina Liberty sarà allestita con decorazioni floreali in stile “gioielli” e “Liberty” e musica.

Maestri del Gioiello “Cancelletto dei sogni”

Cronomania Domenica 19 settembre si terrà a Bologna la 133^ edizione di CRONOMANIA presso l’Hotel Boscolo Tower. Appuntamento molto atteso da appassionati e collezionisti di orologi d’epoca. Il re della manifestazione sarà l’orologio da polso di ogni marca e di ogni tipo; ma ci saranno anche orologi da tasca e da tavolo. Tra gli orologi più ricercati dai collezionisti c’è il cronografo e l’orologio sportivo in generale; ma c’è un forte interesse, soprattutto da parte delle signore, anche per l’orologio di forma rettangolare, come il “Reverso” della Jager LeCoultre, un orologio nato nel 1931 per l’uso sportivo degli ufficiali inglesi in India.

Arti in mostra a Benevento Il 4 settembre appuntamento con una nuova installazione presentata da Gabriella Crisci nell’Open Space di Benevento. Come è già accaduto in passato durante una mostra all’Open Space, l’installazione di Gabriella accoglierà le opere di altri artisti, il fashion designer Luca Giannola che presenterà abiti appartenenti alla collezione “senza tempo”, il fotografo Giuseppe Levano con le sue “maschere per respirare” e textures di tessuti, intrecci colorati e vibranti. Infine, le orafe Claudia Parrilli e Paola Siciliano che insieme a Gabriella presenteranno gioielli di ricerca glamour ma che non risentono dell’inesorabile scorrere del tempo.

Orologi a New York Nel calendario aste di Patrizzi & Co Auctioneers è fissata un’asta imperdibile per appassionati e collezionisti di tutto il mondo. A New York, precisamente a 595 Madison Avenue, il 29 settembre saranno battuti all’asta importanti orologi da polso, da tasca e pendole da collezione. Prima asta della stagione autunnale, questa vendita sarà seguita da una serie di vendite all’asta programmate a Ginevra, e ancora una volta New York.


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Il tempo scandito da Omega sbarca a Roma

Una nuova boutique in via Condotti, inaugurata con una festa esclusiva alla Casina Valadier

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1. Il presidente Stephen Urquhart, insieme a Caterina Murino, testimonial Omega, Laura Burdese, Amministratore Swatch Group Italia, e Andrea Nunziata, Brand Manager per l’Italia. 2. Il casino Valadier 3. Stephen Urquhart con Massimiliano Rosolino, Carolina Crescentini, Massimo Lopez e Antonio Rossi 4. Caterina Murino, Stephen Urquhart, Milly Carlucci

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Glamour il marchio e la location. È la seconda in Italia - e la numero 60 nel mondo - la boutique inaugurata a fine giugno da Omega in via Condotti a Roma, tra vip e vertici istituzionali della griffe. Taglio del nastro con il presidente del marchio, Stephen Urquhart, insieme a Caterina Murino, testimonial Omega, Laura Burdese, Amministratore Swatch Group Italia e Andrea Nunziata, Brand Manager per l’Italia. Un red carpet di tutto rispetto: hanno onorato l’evento grandi nomi dello spettacolo - come Margherita Bui, Enrico Lo Verso, Carolina Crescentini e Milly Carlucci - e dello sport - Antonio Rossi, Pietro Mennea e Massimiliano Rosolino, con la compagna Natalia Titova. L’esclusiva festa è poi continuata alla Casina Valadier, con il Co-Axial Cocktail Party. È su tre livelli il nuovo store della maison svizzera che conta 162 anni di storia: la modernità dell’arredamento si amalgama con l’edificio settecentesco che lo ospita e che annette anche la splendida Chiesa della Santissima Trinità, sul cui guardino si affacciano alcune delle finestre interne. Uno spazio immenso, 240 metri dove tutto - concept, décor, arredi, luce - racconta la qualità, la tradizione e, soprattutto, l’anima glamour di Omega. Lo spazio giusto per essere accolti, e scegliere. E poi uscire, e ritrovarsi nella strada del lusso della città più bella del mondo. «Omega è felice di aver trovato una location di grande prestigio per la sua Boutique nella Città Eterna - ha commentato il presidente Urquhart -. Il nuovo spazio in Via Condotti rappresenta il contesto ideale per il nostro brand e si accosta perfettamente a tutte le altre nel mondo tra cui quella di Parigi, New York, Tokyo e Shanghai».


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Longines: la raffinata sportività del marchio al polso di Francesca Schiavone

Il Longines Sport Collection CONQUEST, un orologio che combina fascino e nuove caratteristiche tecniche grazie all’utilizzo dell’acciaio e della ceramica. Un connubio di alte prestazioni ed eleganza per un orologio che presenta una forte attenzione all'estetica. Il Longines Conquest sobrio e sofisticato, perfetto in ogni occasione ha visto come testimonial Francesca Schiavone, la regina del tennis italiano che ha indossato un modello Conquest Lady in acciaio e diamanti. Elisa Gasparini, Brand Manager Longines Italia, Francesca Schiavone e Juan Carlos Capelli, Direttore Marketing

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1. Andrea Nunziata, Margherita Buy e Laura Burdese 2. Stephen Urquhart, Enrico Lo Verso, Laura Burdese, Margherita Buy e Massimo Lopez 3. Massimiliano Rosolino, NataliaTitova 4. Antonio Rossi, Flavio Montrucchio, Brando Giorgi 5. Massimo Giletti, Milly Carlucci, Margherita Buy


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LeBebè sbarca a Capri, inaugurato il nuovo flagship store

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Capri, grande successo per il party che si è svolto in occasione dell’inaugurazione del flagship store LeBebè Experience. In un ideale prolungamento del nuovo showroom di via Lorgano, il “Piccolo Bar” di piazza Umberto Primo si è tinto di lilla per festeggiare il brand dedicato all’attesa e alla nascita. Taglio della torta - un gateau davvero speciale, nelle forme del maschietto e della femminuccia, icone della linea LeBebè - con i fratelli Fabrizio e Paolo Verde, soci fondatori e proprietari di Lucebianca, insieme al proprietario del negozio LeBebè Salvatore Giuliani.

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5 1. Paolo Verde e Anna Mercurio 2. Lucebianca 3. Fabrizio e Paolo Verde con Salvatore Giuliani

4. Salvatore / Giuliani 5. Carla Manzoni nel negozio Le bebè 6. Stefania Moretti 7. Margherita Mulas/ Sonia Verde

Nardelli nell’Isola Azzurra

Flagship store Nardelli a Capri, taglio del nastro con Miss Mondo, la ceca Tatana Kucharova, testimonial del brand. Inaugurazione glamour per il primo monomarca dell’azienda, nel cuore dell’Isola Azzurra in via Listrieri 1, alla presenza dei fratelli Domenico e Bruno Nardelli e tutto lo staff che da anni lavora sinergicamente per offrire al pubblico creazioni uniche come “Flames of Passion” e la collezione di fedi “Due”, adagiati su “Rami di corallo” white plasmati in ceramica di Capodimonte dall’artista Emilia Amato. Protagonista assoluto del nuovo flagship store, la linea Sunsation, in oro bianco e giallo e diamanti River, presente sia in versione tradizionale che rivisitata ad hoc da Domenico Nardelli in chiave “caprese”. Soli, piccoli o extra-large, da personalizzare a piacimento e sfoggiare al décolleté, ma anche al polso o ai lobi sotto forma di pendenti, bracciali o orecchini. A Capri Tatana Kucharova è stata impegnata in uno shooting fotografico che l’ha vista protagonista negli angoli più suggestivi dell’isola bardata di gioie griffate Nardelli.

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Color Opsession Party Una vera Ops…essione per Ops! Due le serate organizzate - a Milano e a Porto Cervo - per presentare in anteprima il nuovo orologio fosforescente, pezzo di punta della collezione autunno/inverno, una prima tiratura limitata a 200 esemplari. Il Fashion Cafè di via S.Marco a Milano e il Blues Cafè di Porto Cervo sono stati vivacizzati dalla presenza di centinaia di giovani accorsi per festeggiare con Ops! e dalla musica del DJ Max Correnti. OPS! The RIGHT to be WRONG – con vita e colore hanno dato ai presenti un primo assaggio dell’estate all’insegna della buona musica e dell’energia... che non finisce qui. La collaborazione di Ops! con il locale della Costa Smeralda andrà avanti per tutta la stagione estiva. Presenti, naturalmente, i due designer dell’orologio Ops!, Tommaso Bossetti e Stefano Guagliumi. E come perdersi una serata con Ops! The RIGHT to be WRONG?

A dx Tommaso Bosetti, designer dell’orologio OPS


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Idea

Centro Orafo “Il Tarì” - mod. 219-220 81025 Marcianise (CE) - Italy ph. + 39 0823 513123 + 39 0823 517219 fax + 39 0823 513 124 email: ideacoral@tari.it


Coral

al cuor non si comanda


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Preziosa Magazine, numero 3, 2010 by preziosamagazine - Issuu