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Preziosa Magazine, numero 1, 2025

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Poste Italiane S.P.A. - Spedizione In Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N.46) ART. 1, comma 1 S/NA/11/2019

marzo 2025 € 10,00 Italy only


Gioiellerie italiane, la tradizione rischia di diventare un limite

Giovanni Micera

P

er decenni, le gioiellerie italiane sono state sinonimo di eccellenza, artigianato e lusso. Tuttavia, negli ultimi anni, il settore sembra essere entrato in una fase di stagnazione preoccupante: molti punti vendita tradizionali non sono riusciti ad adeguarsi ai cambiamenti del mercato e oggi appaiono datati e poco attraenti per i consumatori moderni. I giovani, in particolare, prediligono brand innovativi, materiali sostenibili e un’esperienza d’acquisto dinamica, spesso legata a piattaforme digitali. Di fronte a queste trasformazioni, le nostre gioiellerie sono rimaste ancorate a modelli di vendita tradizionali, incapaci di intercettare le nuove tendenze. L’assenza di strategie di marketing digitali efficaci, la mancanza di un’esperienza omnicanale e la rigidità dei modelli di business hanno contribuito a rendere obsolete molte attività. Il cliente di oggi non cerca solo un gioiello, ma un’esperienza di acquisto coinvolgente, personalizzata e facilmente accessibile online.

Se le gioiellerie italiane vogliono tornare competitive, è fondamentale un cambio di paradigma.

Se le gioiellerie italiane vogliono tornare competitive, è fondamentale un cambio di paradigma. Investire nel digitale, puntare su un riammodernamento del punto vendita, abbracciare la sostenibilità e offrire un’esperienza d’acquisto moderna sono passaggi obbligati per stare al passo con i tempi. L’Italia ha ancora un enorme potenziale nel settore della gioielleria, ma senza un rinnovamento, il rischio è quello di perdere ulteriormente terreno rispetto alla concorrenza di altri settori. Il futuro del commercio sarà probabilmente un equilibrio tra digitale e fisico, con negozi che offriranno esperienze sempre più innovative per restare competitivi in un mondo in continua evoluzione. La tradizione è un punto di forza, ma se non si evolve rischia di diventare un limite.

Editoriale direttorepreziosa

#stagnazione #esperienza #competitività


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preziosamagazine.com anno XVIII marzo 2025 tiratura 10.000 copie Spedizione in abbonamento postale

COVER: SOVRANI www.sovrani.com

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News

seasonal trend 24 Fuga dalla Città 26 Bouquet provenzale 28 Sempreverde 30 Over the rainbow stories 32 Uno scrigno di capolavori e rarità

Reg. Tribunale di Napoli n. 77 del 01/10/2008 iscrizione al ROC n. 31958 del 20 settembre 2018 edito da Loiralab srl Via Lepanto, 46 - 80125 Napoli ◗ direttore responsabile Giovanni Micera direttore@preziosamagazine.com ◗ art director Luigi Esposito grafici@preziosamagazine.com ◗ caporedattore Maria Rosaria Petito petito@preziosamagazine.com ◗ redazione centrale Loiralab srl Via Lepanto, 46 - 80125 Napoli tel. +39 081 18194228 segreteria@preziosamagazine.com ◗ stampa Rubbettino 88049 Soveria Mannelli (CZ)

hanno collaborato: Martino Belmanto, Fiammetta Benetton Marilina Curci, Luigi Esposito, Michele Mengoli Roberta Maiolini Nicole Pastore Maria Rosaria Petito, Lucietta Vinciguerra

in collaborazione con

Questa rivista è stampata su carta certificata FSC® a tutela dell’ambiente perchè le materie prime di legno provengono da fonti sostenibili, controllate e le foreste sono ben gestite.

event 36 HKTDC, Hong Kong International Jewellery Show 38 HKTDC International Jewellery Design Excellence Award cover 40 Sovrani jewels 42 I Gioielli del Sole 44 Fab Gobbetti 44 Kleed 46 Borsari 48 Crusado 94 Orogatti editorial 50 Portraits in the green 62 The waiting watches 84 Tutti i paradossi dell’alta orologeria odierna 88 Peppe Casillo: una vita di riconoscimenti di passioni e un ventaglio di nuovi traguardi industry 96 Legor 136 Distretto Orafo Campano, è tempo di bilanci 138 Assocoral, Aucella: “Tanti progetti: un consorzio e l’indicazione IGP per il corallo e il cammeo” 140 Tarì Open, nuove date e approfondimenti di settore: la fiera oltre la fiera milano fashion&jewels 114 I Seasonal Must Have di Milano Fashion&Jewels 128 Sannino: “Le nostre soluzioni pensate per rispondere a tutte le esigenze di visibilità e comunicazione degli espositori” oroarezzo 130 Oroarezzo, oreficeria e tecnologia si danno appuntamento nella città che domina l’export nazionale 132 Matteo Farsura: “Vogliamo consolidare Oroarezzo come piattaforma di riferimento per l’oreficeria” 134 I player di settore a confronto. Oroarezzo come opportunità di business e di upgrade tecnologico

som ma rio speciale Oro 9kt 97 9 carati, una nuova frontiera? 99 Federorafi, Piaserico: “Il 9 carati risponde a un’esigenza di prezzo più che di valore a lungo termine” 100 Federpreziosi, Stefano Andreis: “il 9 carati potrebbe compromettere la reputazione del settore” 101 Italpreziosi, Vanni: “Esistono leghe alternative che possono mantenere un elevato valore percepito utilizzando una minore quantità di oro” 102 18 carati vs 9 carati. Gli aspetti giuridici della questione 104 Urigold presenta in esclusiva la nuova collezione 9 carati firmata Unoaerre 106 Medaglia Foto un’emozione da indossare 108 Dario Caropreso: “Il 9 carati ha bisogno di essere comunicato correttamente ai consumatori” 109 Roberto Giannotti: “Orgogliosamente pionieri del 9 carati, non temiamo la concorrenza” 110 Dana L’Or 9 Carati un’alternativa preziosa per piccoli budget 112 Oroverde a catalogo anche la ricca collezione in oro 9 carati 113 Proposte in 9kt speciale diamanti 145 Doha International Diamond & Gem Conference, il Qatar si candida a interlocutore nell’industry dei diamanti 148 Müller: “Chi non si evolve rischia di scomparire e il momento p er decidere è ora” 149 Sikri: “Oltre i diamanti. Le gemme colorate stanno riconquistando il lusso 151 Stuart: trasparenza e tracciabilità, la rivoluzione digitale nel mondo dei diamanti 152 Makupula: “Il nostro futuro non può essere affidato solo a De Beers” 156 Martin Rapaport: “Il mondo sta andando verso un cambiamento radicale e le condizioni economiche influenzano di certo anche l’industria del diamante” 159 Borsa Diamanti Italia, Luigi Cosma: “il lab-grown non è un diamante”

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news

Pierre Précieuses

Un viaggio nel tempo alla scoperta delle pietre preziose François Farges, Professore del Muséum national d'histoire naturelle di Parigi, e Olivier Segura, Direttore scientifico de L’ÉCOLE, School of Jewelry Arts e Vicepresidente della Commissione perle del CIBJO, sono gli autori del volume “Pierre Précieuses”. I lettori sono accompagnati in un viaggio alla scoperta delle gemme preziose, a partire dall’habitat in cui le pietre prendono vita, passando per le caratteristiche fisiche e chimiche che il tempo dona loro, fino ad arrivare al simbolismo legato al loro utilizzo nel corso dei secoli e nelle diverse culture. Una guida chiara e completa, disponibile in inglese e francese e con un corredo fotografico di oltre 1000 immagini, che perfettamente si coniuga con la mission de L’ÉCOLE, voluta da Van Cleef & Arpels nel 2012: una cultura del gioiello accessibile e universale.

Olivier Segura

François Farges

Sotheby’s “The Mediterranean Blue”, un diamante da standing ovation Sarà presentato ad Abu Dhabi il prossimo 8 aprile il diamante Fancy Vivid Blue estremamente raro del peso di 10,03 carati. Oltre a ricevere la più alta classificazione di colore possibile per un diamante blu dal Gemological Institute of America (GIA), il Mediterranean Blue è di tipo IIb, una classificazione che rappresenta meno dello 0,5% di tutti i diamanti. Sarà protagonista a Ginevra da Sotheby’s il 13 maggio con una stima di circa 20 milioni di dollari.

JCK Rocks Jason De Rulo e Snoop Dogg protagonisti della kermesse musicale

L’attesissimo evento che si svolge durante JCK a Las Vegas, ha annunciato la line-up con due icone della musica mondiale. Snoop Dogg, produttore musicale e proprietario del marchio di gioielli Lovechild, che è anche sponsor della serata, aprirà lo spettacolo con un DJ set. A seguire la performance di Jason Derulo, che con il suo caratteristico mix di musica pop, R&B e dance fa incetta di stream. L’appuntamento è per domenica 8 giugno alle 21.00 al TAO Beach. Sarin Bachmann, Senior Vice President RX jewelry portfolio ha dichiarato: “Siamo entusiasti di alzare ancora una volta l'asticella di JCK Rocks con due dei più grandi nomi della musica contemporanea. JCK continua a caratterizzarsi come experience sempre diversa. Quest’anno non fa eccezione”.

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news

Ferragamo Asymetrique L’evoluzione dell’heritage e lo spirito di innovazione della Maison

Ferzan Özpetek firma la regia del cortometraggio con un cast d’eccezione L’Orient Express è lo scenario scelto dal regista turco per raccontare l’esclusività di Garatti, tra atmosfere di inizio Novecento, lungo un viaggio da Venezia a Parigi, che ha visto la partecipazione di very important clients: Isabella Ferrari, Greta Ferro, Alberta Ferretti, Kasia Smutniak… È un cortometraggio emozionale (in uscita a maggio 2025) interpretato da un cast d’eccezione: Saul Nanni, Giancarlo Commare, Denise Tantucci e Andrea Di Luigi. Come in un sogno stanno anche i pezzi unici della nuova collezione della Maison Black Tie, realizzati con diamanti fancy color rossi, verdi, blu, - mentre la collezione Liberty è un abbraccio di eleganza senza tempo. © ph German Larkin

Ideato dal Direttore Creativo Maximilian Davis con cassa asimmetrica di 22x36 mm Il cinturino-bracciale, in acciaio inossidabile con finitura in oro giallo e fibbia a farfalla, si aggancia con un’ingegnosa tecnica alle angolature oblique della cassa. Il quadrante presenta finitura sunray in argento bianco e indici a borchia. Movimento al quarzo di alta precisione svizzera.

Garatti

Dana L’Or 9 carati

L’oro a portata di mano Regali per cerimonie cercasi. Con Dana L’Or 9 carati donare un gioiello prezioso è un gesto capace di unire design e qualità, che non perde intensità e non dimentica la convenienza. Per battesimi, comunioni ed eventi speciali, per i più piccoli la collezione include bracciali e orecchini in oro 9 carati acquistabili con un budget a partire da 40 euro. Sui preziosi fanno capolino colorati portafortuna adatti ai bambini, quadrifogli e scaramantici corni. Un’alternativa per non rinunciare all’oro nemmeno in tempi incerti.

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seasonal trend Scrunchie in tessuto a righe. Sandro Credits: Courtesy of Press Office

Portachiavi in metallo dorato. AMI Paris Credits: amiparis.com

Vanity bag in nappa con cerniera. Versace Credits: versace.com

Bucket hat in denim profilato in pelle. Loro Piana Credits: it.loropiana.com

Ballerina in pelle. Sebago Credits: Courtesy of Press Office

Sfilata SS 25. Patou Credits: patou.com

Trolley in pelle con inserti a contrasto. The Bridge Credits: Courtesy of Press Office

Orologio con cinturino in pelle. Daniel Wellington Credits: Courtesy of Press Office

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seasonal trend

Orecchini argentati a cerchio. Unoaerre

Maxi tote bag in pelle. The Row

Credits: Courtesy of Press Office

Credits: therow.com

Orecchini in argento dorato con cammei in conchiglia Sardonica, collezione Cometa. Russo cammei Credits: russocammei.it

Instant guide agli essenziali del fuoriporta. Il mantra della stagione? Viaggiare leggeri. Con al seguito pezzi minimal ma super studiati. Basta un trolley o una weekender bag ridotta ai minimi termini per spiccare il volo. Verso mete lontane o destinazioni a portata di mano, senza mai perdere la bussola dello stile. L’eleganza, dopotutto, è una compagna di viaggio imprescindibile.

Fuga dalla Città di Marilina Curci

Instant guide to the essentials for a getaway. The mantra of the season? Travel light. Bring along minimal yet carefully curated pieces. A carry-on trolley or a compact weekender bag is all you need to take off. Whether heading to distant destinations or nearby escapes, never lose your sense of style. After all, elegance is an essential travel companion.

Balsamo labbra con custodia personalizzabile. Officine Universelle Buly 1803 Credits: buly1803.com

Occhiali da sole con lenti sfumate. Eyepetizer Credits: Courtesy of Press Office

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seasonal trend

Idyllia necklace mixed cuts, pavé, flower, multicolored, gold-tone plated. Swarovski Credits: swarovski.com

Borsa in broccato stampato con tracolla a catena. Dolce & Gabbana Credits: Courtesy of Press Office

Charm in pelle color block. Furla Credits: Courtesy of Press Office

BOUQUET PROVENZALE di Marilina Curci

Primavera in fiore. E se la natura sboccia, la moda segue a stretto giro. Iris, peonie, viole e margherite; e poi papaveri, primule, lavanda. Un bouquet poetico e coloratissimo si staglia sui must have di stagione, tra borse a tinte pastello e abiti svolazzanti, clutch effetto ramage e stiletti che si riempiono di petali. Puro charme al naturale. // Spring in bloom. As nature blossoms, fashion follows closely behind. Irises, peonies, violets, and daisies-along with poppies, primroses, and lavender-create a poetic and vibrant bouquet that takes center stage in this season’s must-haves. Pastel-hued bags, flowing dresses, ramage-patterned clutches, and stilettos adorned with petals bring a touch of pure, natural charm. Sfilata SS 25. Genny Credits: genny.com

Slingback con tacco. Stuart Weitzman Credits: eu.stuartweitzman.com


seasonal trend

Foulard in seta stampata. Ferragamo Credits: ferragamo.com

Sandalo in raso con maxi fiore sul tallone. Giuseppe Zanotti Credits: giuseppezanotti.com

Girocollo con fiore a bocciolo in lycra. La Revêche Credits: Courtesy of Press Office

Orecchini con cristalli. Vivienne Westwood Credits: viviennewestwood.com

Mini borsa a secchiello con morsetto in metallo. Gucci Credits: gucci.com

Occhiali da sole cat-eye. Karl Lagerfeld Credits: farfetch.com

Shopping bag in canvas bicolore. Gianni Chiarini Credits: giannichiarini.com

Ballerina in mesh con fiori ricamati. Staud Credits: modaoperandi.com

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seasonal trend

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The quintessential spring color once again asserts itself as a staple on the runways, shattering once and for all the cliché that labels it as difficult to wear-complete with the old saying: "Those who dress in green trust in their own beauty." Presented in a wide range of shades, from lime to mint, from bottle green to camouflage, it dominates the color palette, breathing new life even into the most timeless wardrobe essentials.

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Marilina Curci

SEMPREVERDE

Verde e a capo. Il colore primaverile per eccellenza si riconferma punto fermo delle passerelle. Sfatando una volta per tutte il luogo comune che lo etichetterebbe come poco portabile, con tanto di adagio: “chi di verde si veste di propria beltà si fida”. Declinato in un ventaglio di sfumature variegate, dal lime al menta, dal bottiglia al camouflage, si impone nella palette cromatica, regalando nuova linfa anche ai passepartout più intramontabili.

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(1) Anello in oro rosa e bianco 18 kt con prasiolite, malachite e tsavoriti. Pomellato - Credits: pomellato.com // (2) Sfilata SS 25. Victoria Beckham - Credits: victoriabeckham.com // (3) Portacarte a mezzaluna in pelle. A.P.C. - Credits: apcstore.com // (4) Borsa a secchiello con dettaglio in metallo dorato. Loewe Credits: loewe.com // (5) Tote bag dalle linee destrutturate. Ferragamo - Credits: ferragamo.com // (6) Cintura in pelle con fibbia dorata. Gavazzeni - Credits: gavazzeni.eu // (7) Pumps con scollatura a cuore. A.Bocca - Credits: Courtesy of Press Office // (8) Bracciale in smalto colorato e metallo con finiture in oro. Gucci - Credits: Courtesy of Press Office // (9) Orecchini in oro 18 kt con giade verdi taglio cabochon, Collezione Elsa Peretti®. Tiffany&Co. - Credits: tiffany.it // (10) Borsa in pelle con cuciture Cannage e ciondoli in metallo. Dior - Credits: dior.com // (11) Baseball cap in chino di cotone. Polo Ralph Lauren - Credits: ralphlauren.it // (12) Mocassino in pelle scamosciata. Tod’s - Credits: farfetch.com // (13) Sfilata SS 25. Prada - Credits: prada.com // (14) Anello in oro bianco 18 kt con smeraldi e diamanti bianchi. Cierre - Credits: cierregioielli.it

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Pouch in pelle intrecciata con zip impreziosita da nappe tono su tono. Akris Credits: eu.akris.com

Cintura in pelle con fibbia rivestita. Luisa Spagnoli Credits: luisaspagnoli.com

Bangle asimmetrico in resina. Saint Laurent Credits: ysl.com

Over the rainbow

di Marilina Curci

Un arcobaleno di tinte sature accende gli accessori più cool, regalando energia e good vibes al guardaroba. Dal turchese all’arancio vitaminico, colore è la keyword di stagione per appropriarsi dello spirito giusto, scegliendo vivaci mini bag e occhiali dalle montature ultra pop, ballerine rasoterra - ma ad altissimo tasso modaiolo - e collane effetto caramella. Un’infallibile (cromo)terapia d’urto per far fronte anche alle giornate più nere.

Sfilata SS 25. N°21 Credits: numeroventuno.com

Sfilata SS 25. Iceberg Credits: iceberg.com

Sfilata SS 25. Anteprima Credits: anteprima.com

A rainbow of saturated hues lights up the trendiest accessories, infusing the wardrobe with energy and good vibes. From turquoise to vibrant orange, color is the season’s keyword for embracing the right spirit-think lively mini bags, ultra-pop eyewear frames, ultra-chic yet down-to-earth ballet flats, and candy-like necklaces. A foolproof (chromo)therapy shock treatment to tackle even the gloomiest days.

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seasonal trend

Collana con cristalli multicolor placcata rodio. Swarovski Credits: swarovski.com

Occhiali con montatura in gomma e profili a contrasto. JW Anderson Credits: jwanderson.com

Fermaglio in metallo smaltato con logo. Miu Miu Credits: miumiu.com

Orecchini tie-dye in maglia d’alluminio e resina. Rabanne

Mini bag a secchiello con tracolla. D.A.T.E.

Credits: fashion.rabanne.com

Credits: Courtesy of Press Office

Ballerine accollate in pelle. Mansur Gavriel Credits: Courtesy of Press Office

Borsa a mano con manico in metallo. Unisa Credits: Courtesy of Press Office

Tote bag in pelle. The Attico Credits: farfetch.com

Slingback in suede con tacco. Jeffrey Campbell Credits: Courtesy of Press Office

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stories Anello in oro, smalti policromi e perle con il castone apribile (Inventario 0655)

Uno scrigno di capolavori e rarità

Nel cuore di Milano, il Museo Poldi Pezzoli, il sogno di un erudito per gli amanti della bellezza

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di Luigi Esposito photo courtesy of Museo Poldi Pezzoli

e c’è un indirizzo a Milano che apre le porte alla meraviglia è in via Manzoni 12, a duecento metri dal teatro alla Scala. È il museo Poldi Pezzoli nato dalla mente illuminata del raffinato collezionista ed erudito Gian Giacomo Poldi Pezzoli che dalla metà dell’Ottocento avvia il suo progetto dando vita alla casa museo, sostenuto non solo dalla sua cultura ma da una ingente disponibilità economica derivata dal patrimonio di famiglia che deteneva l’appalto delle tasse per il governo austriaco. Divenuto patriota durante i moti risorgimentali del 1848 fu esiliato e nel mentre poté viaggiare tra la Francia, Svizzera, Italia e Inghilterra, acquisendo conoscenze ed amicizie internazionali che contribuirono alla creazione della sua raccolta che, a partire dal 1849 quando rientrò a Milano, si costituì intorno al primo nucleo di armi antiche e in seguito ai dipinti del rinascimento italiano (tra i più Le raccolte famosi della raccolta si annoverano opere di degli ori e Botticelli, Andrea Mantegna, Previtali e Piero del con il suo Ritratto di Dama, la vera icona degli orologi Pollaiolo del museo).

presentano capolavori di grande pregio

Parallelamente all’accrescimento della sua collezione, Gian Giacomo si occupò dell’allestimento della sua casa, prezioso scrigno di una raccolta di primissimo ordine che necessitava di un’adeguata sede. Affidati alle mani ed ai progetti dei più importanti decoratori del tempo, furono creati spazi eclettici che potevano competere con i gloriosi palazzi del passato. Purtroppo, dell’integrità di quegli ambienti che furono distrutti

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*Dispongo che l’appartamento da me occupato nell’ala tra il giardino e le due corti del mio palazzo via del Giardino 12 colla Armeria, coi quadri, coi capi d’arte, colla biblioteca e coi mobili di valore artistico che vi si troveranno all’epoca di mia morte costituisca una Causa o Fondazione Artistica nel senso che venga mantenuto […] ad uso e beneficio pubblico in perpetuo colle norme in corso per la Pinacoteca di Brera”

Cassetta reliquiario, Limoges in legno, rame (doratura) e smalti (Inventario 1448)

nei bombardamenti del 1943, resta solo una preziosa testimonianza nello studiolo dantesco. Gian Giacomo morì nel 1879, ma ben prima, nel 1871* aveva legato quel suo patrimonio alla costituzione di un Museo che aprì al pubblico nel 1881 e che ancora oggi possiamo ammirare grazie anche all’impegno profuso da chi lo ha succeduto, proseguendo con impegno nella missione. Grazie a generose donazioni, nel corso del XX secolo, il museo ha ampliato le sue collezioni e i suoi spazi dedicati tra l’altro alla raccolta degli ori e degli orologi che presentano capolavori di grande pregio. C’è da dire che Gian Giacomo non ha mai avuto una moglie o una compagna ufficiale e tutti i gioielli acquistati e citati nei registri erano destinati a creare un’altra sezione importante delle sue raccolte, e non è un caso che scegliesse solo oggetti originali ed integri di grande manifattura come ad esempio la croce stazionale del XII secolo o la cassetta reliquiario di Limonges del XIII secolo ricoperta di smalti champlevé. Grande interesse vi è poi nella raccolta di oltre cinquanta anelli databili dal Medioevo all’Ottocento e tra essi uno risalente al Cinquecento caratterizzato dal castone apribile e che dietro quattro mezze piccole perle nasconde un esiguo vano che probabilmente custodiva un profumo, essenziale rimedio per il

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Parure del lutto. Bottega di Fortunato Pio Castellani (1794/1865) in oro e gagate (Inventario 0800)

Orologio da tasca, Moricand et Degrange. In oro, smalto, pietre semi-preziose e turchesi, ø 42 mm (inventario n. 5993)

L’occhio degli innamorati nella Sala degli Orologi Quella dei Lover’s Eyes è una moda risalente a Giorgio IV di Hannover, erede al trono di Inghilterra, e al suo amore “segreto” per Maria Fitzherbert (nobildonna già vedova, più grande di lui e che sposerà morganaticamente nel 1785) testimoniato da un piccolo medaglione con la raffigurazione dell’occhio di lei, un pegno d’amore per una relazione inconfessabile.

cattivo odore. Un gioiello più intimamente legato alla famiglia è invece la simbolica “parure del lutto” appartenuta a Rosina Trivulzio, madre di Gian Giacomo, indossata da lei nel periodo della vedovanza. È realizzata in giaietto (o gagàte), un minerale di origine vulcanica che non riflette la luce e scelto per questa sua virtù nel rispetto delle regole del lutto che non ammettevano superfici riflettenti. Tra gli altri raffinati ed esclusivi tesori del Museo, custodi di storie - e qui ci spostiamo nella straordinaria sezione dei segnatempo con oltre cinquecento esemplari -, vi è un orologio da tasca del 1830 che richiama i “lover’s eyes”. Realizzato dalla Maison Moricand & Degrange di Ginevra ha la cassa in oro decorata da quarzi e turchesi che circondano “un occhio dalle iridi scure” di uno sguardo innamorato.

In questo spazio che raccoglie i misuratori del tempo - uno dei più ricchi e varii nel mondo - si sono aggiunte negli anni, all’originaria raccolta di Gian Giacomo, tre importanti collezioni private, quelle dell’architetto Pietro Portaluppi, di Bruno Falck industriale dell’acciaio e dell’imprenditore Luigi Delle Piane. Nel variegato patrimonio si annoverano diversi orologi solari di cui è protagonista una rarità come la “navicella in avorio” datata 1524 creata per il re Francesco I di Francia ed alcuni tra i più antichi orologi meccanici risalenti al Cinquecento o ancora, l’orologio ad altare che reca la decorazione ad olio del pittore Baciccio che raffigura nel 1670 il Tempo che scopre la Verità che con il Sole mette in fuga la Menzogna. Ma forse tra gli oggetti più affascinanti c’è l’automa costruito in Germania nel 1610: Il carro di Diana, in bronzo dorato, argento, ottone e smalti, capolavoro dell’orologeria meccanica, un prodigio animato che si muoveva al centro di tavole imbandite per animare i conviviali. Guarda il video del Carro di Diana

Il Museo Poldi Pezzoli rappresenta, con la sua anima variegata, lo scrigno prezioso di una grande passione, custode di capolavori

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Ritratto di giovane donna. Piero del Pollaiolo, ca. 1470. Tavola (pittura a tempera, pittura a olio)

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immortali ma anche di storie ed aneddoti che raccontano i valori della conoscenza e della bellezza, quella vera e raffinata della Dama del Pollaiolo che con la sua silhouette accoglie i visitatori nell’elegante palazzo di via Manzoni.

In the Heart of Milan: The Dream of a Scholar Turned into a Treasure Chest of Masterpieces and Rarities If there is one address in Milan that opens the doors to wonder, it is the Poldi Pezzoli Museum, born from the enlightened mind of the refined collector and scholar Gian Giacomo Poldi Pezzoli. In the mid-19th century, he embarked on his visionary project, transforming his residence into a house-museum, a dream supported not only by his vast knowledge but also by the considerable wealth inherited from his family. A fervent patriot during the Revolutions of 1848, Gian Giacomo was forced into exile, traveling across France, Switzerland, Italy, and England. Upon his return to Milan in 1849, he began assembling the museum’s first collection, starting with ancient weapons and later expanding to include Italian Renaissance paintings. Gian Giacomo passed away in 1879, but thanks to his wishes, the museum was officially established in 1881 within his home, which was later enlarged by the finest decorators of the time. Unfortunately, many of its halls were destroyed during the bombings of 1943. Throughout the 20th century, thanks to generous donations, the museum’s collections expanded significantly. Today, the museum not only showcases paintings and historical artifacts but also an extraordinary collection of goldsmith works and watches, featuring exquisite masterpieces. The Poldi Pezzoli Museum is, at its heart, a precious treasure chest of passion, safeguarding not only immortal masterpieces but also the stories and values of knowledge and beauty. A refined beauty, much like the Lady by Pollaiolo, whose elegant silhouette greets visitors at the entrance of the historic Via Manzoni palace.

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Perle e rubini come simbolo d’amore Il volto della dama è l’icona e simbolo stesso del Museo. Ritratta di profilo indossa gioielli, simboli dell'amore coniugale: il bianco delle perle evoca la purezza, il rubino la passione amorosa. Probabilmente il ritratto è stato eseguito in occasione del matrimonio della giovane donna.

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HKTDC, Hong Kong International Jewellery Show una prospect survey legge il sentiment degli espositori e dei buyers Cresce la percezione del mercato asiatico, Europa al top tra i mercati target

In qualità di hub commerciale a livello mondiale per l’industry del gioiello, le nostre due fiere non solo hanno riunito brand e buyers ma sono anche state punto di riferimento informativo e formativo con più di 30 seminari per promuovere innovazione e networking.

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Sophia Chong, Deputy Executive Director of the Hong Kong Trade Development Council (HKTDC)

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e Twin Jewellery Show hanno chiuso i battenti l’8 marzo con un buon bilancio di presenze, oltre 82.000 acquirenti da 141 Paesi. Di questi, circa 32.000 buyers hanno partecipato al Diamond, Gem & Pearl Show, mentre circa 50.000 hanno visitato l’International Jewellery Show. Nota positiva di quest’edizione l’ASEAN, il Medio Oriente, l’Europa occidentale e il Nord America hanno fatto registrare un aumento delle presenze, confermando l’attrattiva internazionale delle due kermesse, come sottolinea in una nota Sophia Chong, vicedirettore esecutivo dell’HKTDC: “In qualità di hub commerciale a livello mondiale per l’industry del gioiello, le nostre due fiere non solo hanno riunito brand e buyers ma sono anche state punto di riferimento informativo e formativo con più di 30 seminari per promuovere innovazione e networking. I Twin Jewellery Shows hanno inoltre attivamente sostenuto il design locale e incoraggiato i giovani talenti del settore, attraverso concorsi di design”. Interessante novità di quest’edizione, una survey condotta dall’HKTDC per esplorare le tendenze attuali e future del settore della gioielleria. Il sondaggio ha coinvolto 1.434 espositori e acquirenti in loco. I risultati hanno rivelato che gli operatori sono cautamente fiduciosi sulle prospettive a breve termine. Il 44,2% degli intervistati prevede un aumento delle vendite complessive nei prossimi due anni, mentre il 50,6% prevede che le vendite resteranno stabili. Ottimistiche e positive le prospettive di crescita per i prodotti di gioielleria in particolare nei mercati di Medio Oriente (76,8%), India (72,6%), Australia e Isole del Pacifico (67,8%), ASEAN (66,2%) e

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industry

Corea (66,0%). In termini di potenziale, i mercati, in cui la maggior parte degli intervistati vorrebbe crescere e svilupparsi, sono Europa (24,9%), ASEAN (15,2%), Nord America (13,4%), Medio Oriente (11,4%) e Giappone (7,9%). Guardando ai prossimi tre anni, l'indagine fa emergere che i progressi tecnologici nel campo dell'intelligenza artificiale (62,8%), dei big data (46,9%) e dei social media (44,6%) avranno un impatto sempre maggiore. Per quanto concerne le tendenze di prodotto, l’oro e i diamanti restano saldamente al top nei desideri di chi vende e di compra, ma sono i gioielli di tendenza (61,9% delle risposte) quelli che si ritiene abbiano un potenziale di crescita maggiore per il 2025. Non solo mercati esteri, la crescita del business passa anche dall’on-line, e, per la prima volta, le piattaforme di vendita Taobao e Tmall si sono unite all’International Jewellery Show, per dare supporto agli espositori e mostrare i vantaggi dell’e-commerce. Con la partecipazione di 10 espositori e sei Key Opinion Leaders, l'evento on line ha raggiunto un totale di oltre 6 milioni di persone coinvolte e ha generato vendite per oltre 50 milioni di dollari di Hong Kong. Le fiere gemelle della gioielleria hanno dato ampio spazio al design.

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L’oro e i diamanti restano saldamente al top nei desideri di chi vende e di compra, ma sono i gioielli di tendenza (61,9% delle risposte) quelli che si ritiene abbiano un potenziale di crescita maggiore per il 2025

A tal proposito il Presidente dell’Asia Jewelry Culture Design and Crafts Association di Hong Kong, Gigi Cheng, ha dichiarato: “Speriamo di entrare in contatto con acquirenti del Medio Oriente e conoscere nuovi mercati internazionali, puntiamo a un fatturato compreso tra 1 e 3 milioni di dollari”. Carl Philip Arnoldi, CEO HC Arnoldi, rinomato player nel commercio di pietre, racconta così la sua esperienza all’Hong Kong International Diamond, Gem & Pearl Show: “Uno dei maggiori vantaggi di questo evento è la sua forte attrattiva. Il primo giorno abbiamo ricevuto molte visite da acquirenti dal Medio Oriente e dall’Asia. Prevediamo una crescita delle vendite tra il 20% e il 50% quest’anno”. Pienamente convinto della forza commerciale delle due fiere di Hong Kong anche David Levy, presidente della David Levy Diamond Inc. negli Stati Uniti: “Queste occasioni di incontro non solo permettono di stabilire contatti con i produttori, ma creano network anche con diversi tipi di aziende all’interno della catena di fornitura”.

HKTDC, a prospect survey reads the sentiment of exhibitors and buyers The Twin Jewellery Show closed its doors on 8 March with a good attendance record of over 82,000 buyers from 141 countries. Of these, about 32,000 buyers attended the Diamond, Gem & Pearl Show, while about 50,000 visited the International Jewellery Show. On a positive note, this year's ASEAN, the Middle East, Western Europe and North America registered an increase in attendance, confirming the international appeal of the two shows, as Sophia Chong, Deputy Executive Director of HKTDC, pointed out in a note: ‘As the world's commercial hub for the jewellery industry, our two shows not only brought together brands and buyers but also served as an informative and educational hub with more than 30 seminars to promote innovation and networking. The Twin Jewellery Shows have also actively supported local design and encouraged young talent in the industry through design competitions’. Interesting new feature of this edition was a survey conducted by the HKTDC to explore current and future trends in the jewellery industry. The survey involved 1,434 exhibitors and buyers on site. The results revealed that operators are cautiously confident about the short-term outlook. 44.2 per cent of the respondents expect an increase in overall sales over the next two years, while 50.6 per cent expect sales to remain stable. The growth prospects for jewellery products in particular in the markets of the Middle East (76.8%), India (72.6%), Australia and the Pacific Islands (67.8%), ASEAN (66.2%) and Korea (66.0%) are optimistic and positive. In terms of potential, the markets where most respondents would like to grow and develop are Europe (24.9%), ASEAN (15.2%), North America (13.4%), the Middle East (11.4%) and Japan (7.9%). Looking ahead to the next three years, the survey shows that technological advances in artificial intelligence (62.8%), big data (46.9%) and social media (44.6%) will have an increasing impact.

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event

HKTDC: International Jewellery Design Excellence Award, a The Kaleidocope il Champion of Champions Ottanta i Paesi che hanno partecipato alla competizione asiatica Il gioiello vincitore del premio: The Kaleidocope di Nadia Neuman. Realizzato in oro giallo e bianco 18 carati e diamanti (bianchi e colorati per un totale di 32,26 carati) è un caleidoscopio perfettamente funzionante, che può essere staccato dalla collana ornata. La collana è stata realizzata con componenti intercambiabili per consentire la versatilità del modo in cui può essere indossata.

La giuria internazionale si è riunita nel corso dell’evento per assegnare il punteggio definitivo che ha determinato le creazioni vincitrici

L’

International Jewellery Design Excellence (IJDE) Award è organizzato dall’Hong Kong Trade Development Council (HKTDC) e dal 2009 vede le partnership di The Jewellers and Goldsmiths Association di Hong Kong Limited, dell’Hong Kong Jewellery & Jade Manufacturers Association, e dell’Hong Kong Jewelry Manufacturers’ Association e Diamond Federation China Ltd. Il premio, assegnato ogni due anni, è dedicato alle menti creative di gioielli di tutto il mondo e offre l’opportunità di trasmettere esperienze, competenze e abilità artigianali e di confrontarsi con competitor internazionali in specifiche categorie.

Giovanni Micera, direttore di Preziosa Magazine ed esperto di comunicazione, è stato scelto come giurato accanto ad un parterre di opinion leader e professional: Lawrence Ma, CEO di Lee Heng Diamond Group, che vanta una carriera lunga 50 anni nel mondo del gioiello; Jessica Fong, Director di Unicorn Jewelry Design Co. L.t.d., famosa per i suoi gioielli artistici, inspirati agli elementi naturali; Loletta Lai, head of marketing di Natural Diamonds APAC (De Beers Group), communication strategist e PR nel settore del lusso da oltre 20 anni; Oliver Segura, gemmologo e direttore scientifico dell’École, School of Jewellery Arts e vicepresidente della commissione perle del CIBJO; Belinda Iuen, Associate Specialist di Christie’s a Hong Kong; Bebe Bakhshi, blogger, influencer e

La giuria riunita durante le fasi preliminari della premiazione

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event

Mariia Efimova “Contemplation”

I giurati del Premio, con Lawrence Ma, Chairman, HKTDC Hong Kong International Jewellery Show and HKTDC Hong Kong International Diamond, Gem and Pearl Show Fair Organising Committee e Sophia Chong, HKTDC Deputy Executive Director

digital content creator. Ottanta i paesi che hanno participato alla competizione, candidando le proprie creazioni: il 67% di provenienza asiatica, il 23% dall’Europa, 9% dall’Oceania, 1% dal Medio Oriente. L’australiana Nadia Neuman si è aggiudicata con la collana “The Kaleidocope”, il Champion of Champions; il gioiello è progettato con componenti intercambiabili e può essere indossato in diversi modi. Inspirata da un proverbio del filosofo XunZi che recita: “Nasce dal blu, ma è meglio del blu”, la spilla Chan Hoy Yi “Born of Blue” “Born of Blue” di Chan Hoy Yi ha vinto HKTDC: International Jewellery Design Excellence Award, Giovanni Micera, il Craftmanship Award con le sue metaeditor of Preziosa Magazine, on the panel of jurors fore. La nuvola cinese simboleggia, inThe International Jewellery Design Excellence (IJDE) Award is organised by the Hong Kong Trade Development Council (HKTDC) and since 2009 has seen the partnerships of The fatti, la conoscenza, i nodi, il legame tra Jewellersand Goldsmiths Association of Hong Kong Limited, the Hong Kong Jewellery & l’allievo e il maestro. “Summer Night CeleJade Manufacturers Association, and the Hong Kong Jewelry Manufacturers' Association bration”, ha trionfato nella categoria Inand Diamond Federation China Ltd. The award, given every two years, is dedicated to the creative minds of jewellers from around the world and offers the opportunity to pass on novative and Uniqueness. Ying Chen experience, skills and craftsmanship, and to compete against international competitors in Chen per gli orecchini si è ispirato al specific categories. Giovanni Micera, editor-in-chief of Preziosa Magazine and fiore mistico della Barringtonia, la cui communication expert, was chosen as a juror alongside a parterre of opinion leaders and professionals: Lawrence Ma, CEO of Lee Heng Diamond Group, who boasts a 50-year vita dura solo una notte. “Contemplation” career in the jewellery world; Jessica Fong, Director of Unicorn Jewelry Design Co. L.t.d., della russa Mariia Efimova ha vinto, famous for its artistic jewellery, inspired by invece, il riconosimento Aesthetic con un natural elements; Loletta Lai, head of marketing at Natural Diamonds APAC (De anello dalla bellezza imperturbabile. Beers Group), communication strategist and Tra i Distinction Award, “Manting” di Ke PR in the luxury sector for over 20 years; Ning Ma, i pendenti dello zodiaco di Oliver Segura, gemologist and scientific director of the École, School of Jewellery Arts Pan Yan e l’eterea spilla “Forest of Elves”. and vice president of the CIBJO pearl La vista della giungla al sorgere del sole commission; Belinda Iuen, Associate ha ispirato il collier “Sunrise” di Sadaf Specialist at Christie's in Hong Kong; Bebe Bakhshi, blogger, influencer and digital Sarvmand che si è imposto nella catecontent creator. Eighty countries entered the goria Merit Award, insieme a XU Qiua, competition, nominating their creations: 67% designer del bracciale “Ocean of the sea”. from Asia, 23% from Europe, 9% from Oceania, 1% from the Middle East.

La vincitrice del premio Nadia Neuman, con Lawrence Ma, Chairman, HKTDC

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Sovrani Gioielli

La collezione è creata per esaltare il fascino, la bellezza e raccontare qualcosa del bon ton di ieri senza rinunciare alla curiosità di oggi


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tagli e figure geometriche, proprie degli anni ’50, dimostrando di conoscere cosa può piacere di più, come appunto la “Fashion Mood”, una progettazione di grande prestigio, rilevante esempio della sua visione stilistica. Perché ogni gioiello sia un’esperienza glam e intima insieme, anelli, collane, bracciali e orecchini si lasciano indossare come fonti di luci e di sobria freschezza, ricerca di una vivace mediterraneità, senza ostentazioni né condizionamenti. In nome di quel successo - prima annunciato ed oggi ri-confermato - l’accurata lavorazione e la raffinatezza del tratto meritano di essere condivise, per questo ne offre un incontro più ravvicinato proseguendo il tour fieristico con Open il Tarì, dall’11 al 14 aprile 2025, presso il Padiglione Rubino, allo Stands I 63, I 65, I 66, I 67, I 68, I 69.

Collana in ottone finitura oro 18 kt con quarzo blu e agata verde

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affinato, luminoso, senza tempo. Tre aggettivi per uno stile contemporaneo fedele a una inossidabile impronta classica, dove i colori della primavera/estate e sottili rimandi d’epoca, in un susseguirsi di volumi e di proporzioni, sono protagonisti quanto le forme che li abbracciano. Prestato a un gioco di rinascita che fa dialogare passato e presente, ogni bijou ha un proprio preciso carattere, complici anche le texture metalliche fatte di leggerezza, di flessibilità e di inossidabile lucentezza. Se le tendenze mutano, il richiamo vintage è il filo eterno (impercettibile) che attraversa i decenni, e si chiama “Fashion Mood”, un invito alla libertà, all’unicità, all’audacia di una dimensione di velata effervescenza dal giusto prezzo e grandi materie prime “la scelta della qualità riveste un ruolo sostanziale nella sostenibilità per Sovrani, da circa trent’anni azienda tra le più significative del panorama” che con grande dedizione, entusiasmo e professionalità riserva ad un pubblico ancora più vasto. L’obiettivo è quello di raccontare qualcosa del bon ton di ieri senza rinunciare alla curiosità di oggi, e lo fa accostando percezioni d’antan a idee recenti, il vero saper osare della distinzione. Nel suo archivio sono documentati numerosissimi disegni, idee e bozzetti, ma giacché d’abitudine il marchio marchigiano (la sede a Recanati è impronta per il territorio locale e nazionale) non ama ripetersi, quando i sogni sono lontani li avvicina concentrandosi su piccoli det-

Fare del glamour una necessità

a Open Tarì la Collezione Fashion Mood: una ricca combinazione di differenti femminilità Sovrani Gioielli. Making glamour a necessity At Open Tarì the Fashion Mood Collection: a rich combination of different femininities Refined, bright, timeless, for a contemporary style where spring/summer colors and subtle vintage references are protagonists. In each bijou accomplices are metallic textures made of lightness, flexibility and stainless shine. The vintage reference is the common thread of the “Fashion Mood,” an invitation to freedom, uniqueness, boldness of a dimension with the right price and great raw materials (the choice of quality plays a substantial role in Sovrani’s sustainability).The goal is to tell something of the bon ton of yesterday without sacrificing the curiosity of today. It does not like to repeat itself and focuses on small details and geometric figures, typical of the 1950s, such as the prestigious “Fashion Mood.” Rings, necklaces, bracelets and earrings are the search for a Mediterraneanness, without ostentation or conditioning. In the name of that success, the fair tour continues with Open il Tarì, April 11-14, 2025, at the Ruby Pavilion, at Stands I 63, I 65, I 66, I 67, I 68, I 69.

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I Gioielli del Sole anima ed eleganza oltre le mode

I Gioielli del Sole, soul and elegance beyond fashion Offering an experience, communicating authenticity and transmitting values: luxury today speaks a new language, which is not limited to mere ostentation. This is the case for I Gioielli del Sole, where each handcrafted creation is never just a precious object, but represents a legacy, a memory, a link between past and future, between those who have chosen to wear the jewel today, and those who will do so tomorrow. The brand’s timeless design is made to be the custodian, from generation to generation, of family stories and emotions, not just a distinctive sign of elegance, but a personal signature to be carried with you and to be left as a gift to others who

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Autenticità e valori di uno stile distintivo che da oltre 20 anni innova i canoni della tradizione orafa

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ffrire un’esperienza, comunicare autenticità e trasmettere valori: il lusso oggi parla un nuovo linguaggio, che non si limita alla mera ostentazione. Così è per I Gioielli del Sole, dove ogni creazione artigianale non è mai solo un oggetto prezioso, ma rappresenta un’eredità, un ricordo, un legame tra passato e futuro, tra chi ha scelto di indossare il gioiello oggi, e chi lo farà domani. Il design senza tempo del brand è fatto per essere custode, di generazione in generazione, di storie ed emozioni familiari, non solo un segno distintivo di eleganza, ma una firma personale da portare con sé e da lasciare in dono ad altri che ne raccoglieranno l’heritage. I Gioielli del Sole nasce al Centro Orafo il tarì di Marcianise dalla maestria della famiglia Cardola. Gaetano, il founder, e Giuliano il figlio, sono due generazioni che rispondono a spinte e inclinazioni spesso diverse, ma che riescono a trovare sempre la sintesi perfetta. La produzione è in oro 18 carati e monta diamanti di tutti i tagli, dai brillanti ai princess, alle baguette e pietre preziose. Il mercato estero rappresenta oggi una realtà concreta per il brand che dinamicamente si reinventa alla ricerca di soluzioni adatte a tipologie di clientela. Ma è il terreno più conosciuto, quello nostrano, che crea occasione di confrontarsi anche con la realtà interna e di consolidare ulteriormente il marchio. “L’appuntamento Open al Tarì in aprile, resta per noi una vetrina commerciale fondamentale, un canale diretto con gli operatori del settore e un’esperienza immersiva nel mondo della gioielleria” - fanno sapere dall’azienda. “In un’epoca in cui il digitale ha reso gli acquisti sempre più veloci e impersonali, la possibilità di toccare con mano l’artigianalità della nostra produzione acquisisce un valore inestimabile per trasmetterne non solo l’altissima qualità manifatturiera, ma anche l’anima che la abita”.

Il design senza tempo del brand è fatto per essere custode, di generazione in generazione, di storie ed emozioni familiari, non solo un segno distintivo di eleganza

will collect its heritage. I Gioielli del Sole was born at the Centro Orafo il tarì in Marcianise from the mastery of the Cardola family. Gaetano, the founder, and Giuliano the son, are two generations that respond to often different drives and inclinations, but always manage to find the perfect synthesis. Production is in 18-carat gold and mounts diamonds of all cuts, from diamonds to princess, baguettes and precious stones. The foreign market is now a concrete reality for the brand, which dynamically reinvents itself in search of solutions to suit different types of customers. But it is the more familiar terrain, the domestic one, that also creates opportunities to confront the domestic reality and further consolidate the brand.

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lice è il brand Fab Gobbetti capace di sfidare il tempo e le mode e parlare ad un pubblico intergenerazionale. Le ultime creazioni dell’azienda vicentina sono perfette per celebrare l’arrivo della primavera. Fil rouge della collezione, infatti, sono delicate margherite in madreperla che si rincorrono su bracciali, orecchini e collane in oro giallo 18 carati. Ma la proposta P/E 2025 non si esaurisce qui, e trova espressione nella fantasia e nei personaggi cari ai più piccini che diventano spunto per gioie dedicate proprio ai bambini. Protagonisti sono simpatici animaletti, perfetti per festeggiare le cerimonie o suggellare un lieto evento, che animano i bracciali con targhetta dedicati proprio ai più piccoli. Da quasi 60 anni sul mercato, Fab Gobbetti è ambasciatrice del Made in Italy con una produzione che sintetizza artigianalità e alta tecnologia. Alle collezioni firmate affianca anche l’unbranded, gioielli personalizzabili e altamente competitivi che rendono l’azienda partner affidabile e competente per altre realtà del settore.

Fab Gobbetti, un gioiello per tutti Stile e affidabilità tra branding e outsourcing

Fab Gobbetti, a jewel for everyone. Style and reliability between branding and outsourcing Alice is the Fab Gobbetti brand capable of defying time and fashion and speaking to an intergenerational audience. The Vicenza-based company’s latest creations are perfect for celebrating the arrival of spring. Indeed, the fil rouge of the collection are delicate mother-of-pearl daisies chasing each other on bracelets, earrings and necklaces in 18-karat yellow gold. But the S/S 2025 proposal does not end there, and finds expression in the imagination and characters dear to the little ones, perfect for celebrating ceremonies or sealing a happy event.

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Kleed uno sguardo nuovo sulla bellezza

Pietre e diamanti lab grown per una diversa idea di gioiello

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mondo intorno a noi accelera sempre di più, mutando gusti e creando sempre nuove aspettative. Kleed propone le sue collezioni in oro e pietre lab grown che introducono nel settore orafo gioielli che non vogliono essere sostituiti di nessun prodotto, bensì un’idea altra di prezioso. Le pietre create in laboratorio diventano protagoniste di creazioni realizzate con la massima cura e con l’intento di stupire, coinvolgendo il consumatore in un acquisto motivato principalmente dalla bellezza, dalla voglia di possedere qualcosa di raffinato da sfoggiare. Come scriveva la poetessa statunitense Edna St. Vincent Kleed a fresh look at beauty. Millay, “Bello è tutto ciò che dà Stones and diamonds lab grow gioia” e comprare un gioiello for a different idea of jewelry The world around us is always accele- per gratificarsi, per la sola rating, changing tastes and creating voglia di possederlo, è new expectations. Kleed offers its gold and lab grown stone collections that qualcosa di realizzabile con le introduce to the goldsmith industry, je- collezioni di Kleed: preziose, welry that is not meant to be a substiricercate ed accessibili. tute for any product, but rather another idea of precious. The stones created in the laboratory become the protagonists of creations made with the utmost care and with the intent to amaze, involving the consumer in a purchase motivated primarily by beauty, by the desire to own something refined to show off.

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Un marchio che sente la responsabilità di garantire l’autenticità del Made in Italy

Borsari Gioielli: Collezione “Kaleido” una declinazione di stile

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n un abbraccio delicato, modernissimo, l’oro (bianco, rosa, giallo), rigorosamente 18 kt, avvolge i diamanti purissimi che si allineano in geometrie semplici per una tangibile testimonianza di classe, da sempre riconosciuta alla Borsari Gioielli, il marchio veronese con l’arte innata di trasformare forme pulite, questa volta a goccia o rettangolari, in simboli di distinzione dalle proporzioni equilibrate. Consapevole della propria maestria artigianale tutta italiana, dal disegno al gioiello finito accompagna anche la nuova collezione “Kaleido” con la sua straordinaria manifattura. La raffinatezza è l’elemento principe e l’utilizzo di materie sostanzialmente differenti (alcuni modelli si concedono la combinazione straordinaria di acciaio naturale e PVD blu o nero, finemente lavorato) fa superare ogni connotazione tra maschile e femminile. Le cose belle pretendono attenzione e il design essenziale ed estremamente versatile di Kaleido fa di ogni gesto un rituale di eleganza discreta. Non c’è mai posto per l’imperfezione, finanche la chiusura, in oro 18 è un gioiello nel gioiello, una presenza La raffinatezza è kt, iconica che suscita grande interesse. Bracciali l’elemento principe e e anelli sono tutti personalizzabili, potendoli l’utilizzo di materie preferire con o senza diamanti.

differenti fa superare ogni connotazione tra maschile e femminile

Borsari Gioielli: ‘Kaleido’ Collection, a declination of style. A brand that feels the responsibility of guaranteeing the authenticity of Made in Italy In a delicate, ultra-modern embrace, 18 kt gold (white, pink, yellow) envelops the purest white diamonds in a testimony to elegance that has always been the hallmark of Borsari Gioielli, the Veronese brand. Aware of its all-Italian craftsmanship, from the design to the finished jewel, it also accompanies the new ‘Kaleido’ collection with its extraordinary workmanship. The use of different materials (some models combine natural steel and blue or black PVD, finely worked and gold, others are exclusively in gold) overcomes any connotation between male and female. Beautiful things demand attention and Kaleido's versatile design makes every gesture a ritual of discreet elegance. There is no place for imperfection, even the clasp, in 18 kt gold, is a jewel within a jewel. Bracelets and rings are all customisable, with or without diamonds.

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Crusado Gioielli, da dieci anni vis-à-vis con il lusso Due creazioni della Maison, il Trilogy Valencia Smeraldi e l’anello Ginevra Ovale

Mariano Cusatelli: va tutto molto bene, anzi, sempre meglio

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nel settore da tanto, e tante ne ha viste, ma il suo rapporto con le difficoltà è quello che oggi si può definire smart. La storia di una società è scritta dalla voglia di andare oltre e qualunque occasione è quella giusta per dimostrarlo. Mariano Cusatelli, Brand Manager della società, ha abilità, idee chiare e forza di volontà, le caratteristiche dell’imprenditore, ma puntualizza che “la dinamica dell’azienda è incentrata sulla fiducia, sul dialogo e sul valore dell’intero team che con i miei soci voglio tenere al primo posto”. ◗ È un’azienda sana, secondo la logica che trova in tre elementi fondanti - qualità, eleganza e preziosità - la sua massima espressione. Gli ideali C’è bisogno di bellezza, per classici rimangono i cui un gioiello non può punti di riferimento, ma limitarsi al valore materico, il passato ha bisogno deve avere la potenza di sempre di nuove parole un’emozione per durare. per raccontarsi. Come guardi al domani? “Pensando. - risponde con spirito critico - Il successo pretende perfezione e tanta innovazione perché il gioiello non può avere limiti per parlare ad ogni

target, per dare la possibilità di scegliere consapevolmente. Tutto merita una riflessione se si vogliono cogliere le opportunità, se si hanno obiettivi da raggiungere”. ◗ Quelli della Crusado quali sono? “Mettersi continuamente alla prova. Per parlare di continuità, per aggiungere altre pagine a questa storia di eccellenza del nostro Paese, bisogna offrire qualcosa in più di quello che il consumatore chiede. Inoltre, in linea con le richieste del mercato, e in virtù dell’alta quotazione dell’oro, stiamo valutando l’ampliamento dell’offerta con una diversificazione del prodotto”. Non ama enfatizzare le proprie creazioni ma rispondere agli standard del buono e del ben fatto non gli basta: “C’è bisogno di bellezza, per cui un gioiello non può limitarsi al valore materico, deve avere la potenza di un’emozione per durare, per attraversare il tempo. Deve trovare insieme modi nuovi e tradizionali per stupire, senza mai giustificare le esasperazioni”. ◗ La Crusado da 10 anni è attiva su tutto il territorio nazionale. Quale regalo per il primo decennio di attività, per questo importante anniversario? “Rimanere se stessi, che già di suo è una garanzia di solidità. La gioielleria incarna precisi valori che la Crusado sente il dovere e la responsabilità di difendere e di condividere proteggendo l’unicità dei suoi gioielli fatti con maestria artigianale e buon design, investendo costantemente su formazione e tecnologia, necessari alla nostra idea di Made in Italy”. ◗ L’internazionalizzazione? “Abbiamo molte richieste di partnership da players stranieri, ma pur riconoscendo l’importanza di un’apertura verso i mercati esteri, al momento, preferiamo continuare a dare priorità alla qualità, non alla quantità”.

Crusado Jewelry, for 10 years vis-à-vis luxury Mariano Cusatelli, the company's Brand Manager, has skills and willpower, but points out that “the dynamic of the company is centered on trust and the value of the entire team, which with my partners we want to keep first.” Classic ideals remain the benchmarks, but the past always needs new words to tell its story. How do you look to tomorrow? “By thinking. - he answers critically - Success demands perfection and a lot of innovation. Everything deserves thought if you want to seize opportunities, if you have goals to achieve.” What are Crusado's? “To continually challenge oneself. To talk about continuity you have to offer something more than what the market is asking for. Due to the high gold price, we are considering expanding our offerings with product diversification, in line with market demands.” He adds, “A piece of jewelry cannot be limited to material value; it must have the power of emotion to last. It must have new and traditional ways to amaze.”

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seasonal trend

Orecchini in tessuto steso su legno, ottone galvanizzato oro e pietre naturali. Lunghezza 8,5 cm. Chiusura perno e farfalla

Bracciale in tessuto Lunghezza 100cm, con charm ottone galvanizzato oro e pietra naturale. Made in Italy

Orecchini in tessuto steso su legno, ottone galvanizzato oro e pietre naturali. Lunghezza 8,5 cm. Chiusura perno e farfalla

Orecchini in plexiglass, ottone galvanizzato oro e pietre naturali. Lunghezza 8,5 cm. Chiusura perno e farfalla. Made in Italy

Orecchini in tessuto steso su legno, ottone galvanizzato oro e pietre naturali. Lunghezza 8,5 cm. Chiusura perno e farfalla

Orecchini in ottone galvanizzato oro, elementi e pietre naturali. Lunghezza 8,5 cm. Chiusura perno e farfalla. Made in Italy

Collana in alluminio, ciondolo in tessuto steso su legno, ottone galvanizzato oro e pietre naturali. Lunghezza regolabile 45/90 cm. Lunghezza ciondolo 7,5 cm

Orecchini in ottone galvanizzato oro e pietra naturale. Lunghezza 2,5 cm Hoop e farfallina. Made in Italy

invetrina

LEBOLE MAISON

Orecchini in ottone galvanizzato oro. Lunghezza 1,5 cm Chiusura a perno e farfalla. Made in Italy

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Fortune Palm Tree è la collezione che nasce dalla palma che il botanico inglese Robert Fortune portò dal Giappone (ma vanta origini esotiche, fenicio babilonesi) e che porta oggi il suo nome. L’altezza e la sua flessibilità l’hanno resa un simbolo di stabilità, gloria e trionfo e per Lebole Maison è diventata protagonista di una linea in ottone dorato, tessuti e pietre naturali, che senza rinunciare agli iconici tratti della Maison si rallegra in una veste pop sottolineata dall’esplosione dei colori che le fanno da sfondo.

Collana in allluminio. ciondolo in ottone galvanizzato oro e pietre naturali. Lunghezza 45 cm. Made in Italy

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Portraits in the green art direction loiralab photo luciano d’inverno

La Natura dipinge per noi, giorno dopo giorno, quadri di infinita bellezza John Ruskin Critico d'arte e riformatore sociale britannico


editorial

Le piante sono le antenne con cui la terra comunica con il cielo Anacleto Verrecchia filosofo, traduttore e giornalista italiano

de’ Nobili Collana realizzata a mano, in oro e argento con smeraldi e quarzi fumè diamond cut. Collezione Medievale www.denobili.com

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editorial

Come le persone, le piante rispondono a un’attenzione particolare H. Peter Loewer scrittore, artista grafico, fotografo e illustratore botanico americano

PittieSisi Orecchini “Boccoli d’oro” in argento 925 dorato. Collezione Venezia www.pittiesisi.com

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editorial

Se ami davvero la natura, troverai la bellezza ovunque Vincent Van Gogh artista olandese

Oroverde Bracciale rigido in oro 18kt con design intrecciato e finitura lucida www.oroverde.it

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editorial

Seminare piante in un giardino significa credere nel domani Audrey Hepburn attrice britannica

Unoaerre Bracciale rigido contrarié in bronzo, maglia tubogas piatta con decoro finale di zirconi www.unoaerre.it

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editorial

Studia la natura, ama la natura, stai vicino alla natura, non ti deluderà mai Frank Lloyd Wright architetto statunitense

Aquaforte Collino rigido, lucido e martellato in argento 925‰ placcato oro giallo 23kt. Collezione Nuova Retrò www.aquafortevicenza.it

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the waiting photography: sara el beshbichi styling: chiara naretto muah: elena gentile model: felicity @selectmodelmilano


PittieSisi (www.pittiesisi-shop.com) Orecchini e anello “Le ali del sogno” e anello “Boccoli d’Oro”. Collezione Venezia in argento 925 dorato abito: Cristiano Burani


Altanus (www.altanus.com) Modello Chic, cassa e bracciale placcati in oro giallo movimento a quarzo, vetro minerale e chiusura deployante trench: Burberry Found On Vinted pantaloni: Labo.Art

PittieSisi (www.pittiesisi-shop.com) Orecchini e anello “Le ali del sogno” in argento 925 dorato. Collezione Venezia abito: Cristiano Burani


Artlinea (www.artlineagioielli.it) Parure in oro 18 kt e diamanti bianchi naturali. Collezione Bouquet blusa e gonna: Romeo Gigli


Ayala Bar (www.aibijoux.com) distribuito da Aibijoux Parure “Metallic Medley | Classic Collection”, realizzata artigianalmente con leghe metalliche, cristalli, vetro e resine abito e pantaloni: Cristiano Burani scarpe: Mario Valentino


Kurshuni (www.aibijoux.com) distribuito da Aibijoux Parure “Pearls Collection” argento 925 rodiato, oro giallo e oro rosa con perle di acqua dolce abito e pantaloni: Cristiano Burani

Cosmo Petrone (www.cosmopetrone.it) Anelli in argento 925 con pietre semipreziose e paste vitree camicia: Sagio


Unoaerre (www.unoaerre.it) Parure in Bronzo dorato e smalti. La Collezione Mine trae ispirazione dall’archivio storico di Unoaerre, reinterpretando in chiave moderna un gioiello che affonda le sue radici negli anni ‘50. total look: Balestra


Altanus (www.altanus.com) Modello Dual Time con cassa in acciaio curva, placcato in oro giallo o rosa (con 68 pietre per un totale di 0,75 ct), 2 movimenti Ronda Swiss Made, fondello bloccato con viti e vetro zaffiro curvo. Cinturini in alligatore con fibbie deployante trench: Burberry Found On Vinted


Cosmo Petrone (www.cosmopetrone.it) Parure in argento 925 con microperle naturali e zirconi camicia: Sagio shorts: Adelbel calze: Wolford scarpe: Apepazza

Freelight Diamond (www.freelightdiamond.it) Parure in oro 18kt con diamanti accresciuti e zaffiri ricreati taglio goccia abito: Balestra


Freelight Diamond (www.freelightdiamond.it) Anelli in oro 18 kt con zaffiro giallo 6,03 ct; con diamanti accresciuti CT. 1,00 e rubino ricreato taglio ovale CT. 6,00; con rubino ricreato taglio cuore e diamanti accresciuti; con zaffiro ricreato taglio goccia e diamanti abito: Balestra


Ayala Bar (www.aibijoux.com) distribuito da Aibijoux Parure “Metallic Medley | Classic Collection”, realizzata artigianalmente con leghe metalliche, cristalli, vetro e resine

abito: Cristiano Burani


Artlinea (www.artlineagioielli.it) Collezione Stardust in oro giallo 18kt e diamanti bianchi naturali camicia e gonna: Balestra

Lebole Maison (www.lebolemaison.it) Collana allungabile e orecchini in tessuto floreale, pietre naturali, alluminio e ottone galvanizzato. Collezione Fortune Palm Tree camicia: Balestra


Cosmo Petrone (www.cosmopetrone.it) Parure in argento 925 con microperle naturali e zirconi camicia: Sagio

Oroverde (www.oroverde.it) Anello in oro 18kt con design intrecciato; bracciale rigido in oro 18kt con motivo a nido d'ape; catena in oro 18kt con maglie ovali e finitura lucida e satinata; girocollo in oro 18kt realizzato con una maglia fine e flessibile top: Balestra. pantaloni: Bartolotta&Martorana


Lebole Maison (www.lebolemaison.it) Collane e orecchini in plexiglass, pietre naturali, ottone e alluminio galvanizzato oro. Collezione Koi &Fuj San blusa: Romeo Gigli


Unoaerre (www.unoaerre.it) Parure in Bronzo dorato e smalti. La Collezione Mine trae ispirazione dall’archivio storico di Unoaerre, reinterpretando in chiave moderna un gioiello che affonda le sue radici negli anni ‘50. total look: Balestra


Oroverde (www.oroverde.it) Anello in oro 18kt con design intrecciato; Anello in oro 18kt a forma di serpente, con pietre preziose; bracciale rigido in oro 18kt con motivo a nido d'ape; catena in oro 18kt con maglie ovali e finitura lucida e satinata; girocollo in oro 18kt realizzato con una maglia fine e flessibile

styling assistant: chiara basso | light assistant: luca imperatrice | videomaker: davide verderame

top: Balestra. pantaloni: Bartolotta&Martorana

Freelight Diamond (www.freelightdiamond.it) Anelli in oro 18 kt con zaffiro giallo 6,03 ct; con diamanti accresciuti CT. 1,00 e rubino ricreato taglio ovale CT. 6,00; con rubino ricreato taglio cuore e diamanti accresciuti; con zaffiro ricreato taglio goccia e diamanti abito: Balestra


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Tutti i paradossi dell’alta orologeria odierna

Tra mercato in blackout, marketing bollito e testimonial sempre più kitsch di Michele Mengoli

Rolex GMT-Master II “Pepsi” in acciaio Oystersteel, Ref. 126710BLRO, listino: 11.500 euro Rolex Cosmograph Daytona con cassa Oystersteel, Ref. 126500LN, listino: 16.250 euro

a sx in senso orario: Kieran Culkin vincitore agli Screen Actors Guild Awards del premio come miglior attore non protagonista nel film “A Real Pain”; indossa un Seamaster Aqua Terra acciaio oro Ref. 220.20.38.20.10.002, listino: 14.400 euro Nicole Kidman, candidata al premio come miglior attrice non protagonista per il suo ruolo nella serie “Special Ops: Lioness” ai Critics Choice Awards; indossa un De Ville Mini Trésor in oro, listino: 10.600 euro L’ultra-collezionista indiano Anant Ambani insieme alla moglie Radhika Merchant Edward Berger, il regista di “Conclave”, che ha vinto come miglior film e miglior film britannico ai BAFTA Awards; al suo polso un De Ville in acciaio, listino: 5.700 euro

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a premessa è questa: il mercato dell’orologeria di alta gamma - per chiarezza: quella che va da un listino di 4-5mila euro all’infinito - è totalmente bloccato. I soliti Rolex Daytona e “Pepsi” vanno imperterriti per la loro strada, tra liste d’attesa infinite e importante maggiorazione del loro valore nel mercato “secondario” - valore comunque quasi dimezzato rispetto alla super-bolla di qualche anno fa. Mentre tutto il resto è fermo a prendere la polvere nelle sempre più luccicanti vetrine dei concessionari e delle boutique monomarca. Il quadro è identico anche per i marchi indipendenti, che oggi ai clienti conosciuti vengono proposti con sconti importanti anche dai concessionari italiani. Per non parlare dei grandi agglomerati del lusso: il Gruppo Swatch (proprietaria di Omega, Longines, Tissot, eccetera) ha registrato un calo annuo delle vendite del 14,6% (fonte: Morgan Stanley Swiss Watch Industry Report 2024), con Richemont (una dozzina abbondante di case orologiere in portafoglio) e LVMH (da citare

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C’è uno tsunami in pieno svolgimento e l’aspetto che più fa sorridere è la reazione dei vertici dei marchi dove non c’è evoluzione nella strategia di comunicazione. Un esempio? Ci troviamo ancora nell’era dei testimonial-ambassador almeno Bulgari, Hublot e TAG Heuer) che sono più o meno nella stessa situazione perché tanti loro brand per un motivo o per l’altro “sotto-performano” pesantemente. L’unica eccezione è la crescita di Cartier (fiore all’occhiello di Richemont), che finalmente è tornata a spingere sui suoi “solo tempo” iconici (dai vari Tank ai vari Santos) e così facendo è seconda soltanto a Rolex per giro d’affari: 3,1 miliardi di dollari contro i 10,5 della casa coronata ginevrina. Perché siamo arrivati a questa situazione? Semplicissimo: anni di produzione eccessiva e prezzi diventati totalmente folli. È la fame bulimica della leva finanziaria e della marginalità più alta possibile (ben oltre il buon senso), che è intrinseca nelle logiche perverse dei colossi della Moda e che, per golosità contagiosa, si è estesa fino ai marchi famigliari dell’orologeria svizzera. Attenzione: ne vedremo delle belle, perché i top manager

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dell’orologeria sussurrano che nei prossimi anni avremo una contrazione del mercato mai vista prima! E fin qui, come si dice, “è il mercato bellezza”! L’aspetto che fa sorridere dinnanzi a questo tsunami in pieno svolgimento è osservare come stanno reagendo i vertici dei marchi. Per esempio, a livello di strategia di comunicazione fanno qualcosa di evoluto e sorprendente? Macché. Siamo ancora al testimonial-ambassador. L’attore, il cantante, l’atleta, eccetera, che viene pagato per indossare l’orologio alla Notte degli Oscar o nel Centrale di Wimbledon, con l’apposita sezione del sito del marchio che poi riporta la notizia in toni trionfali. Omega in questo è imbattibile. Citiamo le tre “news” più recenti: “Omega illumina la 31ª edizione dei SAG Awards” con la foto di Kieran Culkin vincitore del premio come miglior attore non protagonista in “A Real Pain” e Seamaster Aqua Terra al polso;

“Omega incanta alla 78ª edizione dei BAFTA Awards”, segue la foto di Edward Berger, il regista di “Conclave”, che ha vinto come miglior film e miglior film britannico, con al polso un De Ville Trésor in acciaio; “Omega brilla alla 30a edizione dei Critics Choice Awards”, con Nicole Kidman, candidata al premio come miglior attrice non protagonista per la serie “Special Ops: Lioness” e De Ville Mini Trésor in oro al polso. È una strategia che funziona? Boh, di sicuro possiamo dirvi che se andate in negozio desiderosi di acquistare uno dei tre modelli appena citati vi offrono il caffè e probabilmente anche un calice di champagne, oltre a uno sconto davvero degno di nota. D’altronde è il segno dei tempi. Una volta i testimonial originali - ovvero le celebrità che pagavano gli orologi che avevano il piacere di indossare erano Paul Newman, con i suoi tantissimi Daytona manuali e poi automatici, Marlon Brando con il

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suo GMT senza ghiera e John Lennon, con il suo crono-perpetuo Patek Philippe Ref. 2499. Leggendari, sia i testimonial che i loro segnatempo. Oggi se vogliamo cercare un testimonial non pagato dai marchi dobbiamo andare in India da Anant Ambani, il figlio di Mukesh, l’uomo che vale il 10% del PIL del suo Paese e che conta su un patrimonio sterminato, pare addirittura superiore a 280 miliardi di dollari, con business in ogni settore, dal petrolio allo streaming digitale. Il rampollo della dinastia, appunto Anant Ambani - per capirci, è quello che l’anno scorso ha speso tra i 300 e i 600 milioni di dollari per sposarsi con Radhika Merchant -, è appassionato di orologi e lo vediamo indossare decine di orologi tanto kitsch, quanto rari e costosissimi (fino a qualche milione a modello). I suoi preferiti? I Richard Mille con tourbillon, come l’RM 52-05 Pharrell Williams (Limited Edition di 30 esemplari presentata nel 2019), i Royal Oak di Audemars Piguet tutti diamantati, le grandissime complicazioni di Patek (Sky Moon Tourbillon Ref. 6002R e Ref. 6300 Grandmaster Chime) e il Jacob & Co. Opera Godfather 50th Anniversary, un tourbillon con la suoneria della celeberrima colonna sonora del film di Francis Ford Coppola. Tutti orologi meccanicamente sublimi, ma che sembrano caricaturali, come la ricchezza degli Ambani di turno.

Cartier Tank Cintrée Montenapoleone in platino per la Boutique di Milano, produzione limitata, listino: 39.200 euro (credit: Watch Insanity)

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Il tourbillon Jacob & Co. Opera Godfather 50th Anniversary che suona meccanicamente la celeberrima colonna sonora del film di Francis Ford Coppola

In attesa di vedere cosa succederà all’orologeria d’alta gamma nei prossimi anni, abbiamo una certezza: ogni epoca ha il testimonial che si merita!

Il Richard Mille RM 52-05 Pharrell Williams, Limited Edition di 30 esemplari presentata nel 2019 e oggi dalla quotazione milionaria

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Peppe Casillo: una vita di riconoscimenti di passioni e un ventaglio di nuovi traguardi Un uomo semplicemente professionale e di grande empatia di Maria Rosaria Petito

È

nato a San Giuseppe Vesuviano, ma, in maniera trasversale, Napoli entra ed esce dalla sua vita, che ora ricostruisce recuperando dalla memoria facce, documenti, fatti, posti che si sono sedimentati nei ricordi della gente e che riappaiono con familiarità, malgrado non esistano più. Come il ristornate (ex) Dante e Beatrice, all’epoca ritrovo di artisti e di nomi che contano. Di proprietà di suo zio Tonino, coadiuvato nella gestione dal fratello Mario. Tutto è iniziato lì, intorno a un tavolo, come le migliori storie del resto, con un panno srotolato da Donzé, l’allora proprietario della svizzera Altanus. Scherza? Fa sul serio? Mario lo raccoglie come una sfida. La vince? Certo che sì, in men che non si dica, in giro per l’Italia ‘piazzerà’ tutti gli orologi, e tornerà anche con una commessa da capogiro. La strada è stata tracciata, su basi che sanno anche di coincidenze, di necessità, di fortuna, di capacità. In breve: i Donzé sono imprenditori senza eredi; Mario è un uomo intraprendente e acquista l’azienda; Tonino, fratello generoso ed altruista, lo finanzia. Tante tessere di un puzzle che si tradurrà in un interessante esempio di imprenditorialità.

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In primo piano il modello Altanus Square, Full Diamonds Chrono

Altro che visionario, Peppe è una persona concreta, senza incertezze, combattivo. Ha dato prova di ottime performance da manager, di pilota, imprenditore, designer, collezionista di auto

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Oggi la distribuzione internazionale del marchio Altanus (è in 33 Paesi del mondo) parte dalla sede del Tarì di Marcianise, mantenendo sia i laboratori a Ginevra, sia l’eccellenza artigianale. Ad ampliarne la visione è stato Giuseppe, per gli amici Peppe, l’AD della società, uno che la sua (grande) fetta di mercato è andato a prendersela di persona, con naturale talento e intuito. Peppe Casillo è la prova vivente di un mondo orologiero che cambia. Lo ha dimostrato, sa fare di più! Le cifre mai toccate prima, e in costante crescita, la dicono tutta. In mezzo tante cose: il matrimonio

con l’amata Nadia, la nascita dei figli Mario (dall’indole artistica) e Luisa (designer di gioielli), la passione sfrenata per la velocità che si intreccia con quella per i motori - è un’acutezza in fatto di meccanica, se vuoi una dritta su ingranaggi e complicazioni, Peppe è quello giusto. L’automobilismo è una sorta di completezza: Karting, Rally e poi i circuiti con molti premi e riconoscimenti. Per quelli futuri c’è il gusto di scoprirli poco per volta. La noia non sembra trovi spazio nella sua vita! Qualcuno ha detto “insegui la tua pas-

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Sono un creativo, non amo fare i conti, né mi seduce la vita da ufficio

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sione come se fosse l’ultimo autobus della notte” e Peppe lo ha rincorso a perdifiato. Altro che visionario, una persona concreta, senza incertezze, combattivo. Ha dato prova di ottime performance da manager, di pilota, imprenditore, designer, collezionista di auto… “Per formazione e per passione sono quello che oggi sono. Eppure ce l’ho messa tutta per capire se questa fosse la strada giusta per me, anche iscrivendomi a Giurisprudenza dove ho frequentato il primo anno, e con buoni risultati tra l’atro. Niente. Il laboratorio di papà era una calamita da cui non riuscivo a tenermi lontano. Non mollavo, era quello il mio lavoro, lo sapevo da sempre. Ma mio padre se ne è convinto un po’ più avanti. Non mi voleva coinvolto più di tanto e mi diede incarichi amministrativi. Manco a parlarne. Sono un creativo, non amo fare i conti, né mi seduce la vita da ufficio. Non contento mi affidò la Liguria, la piazza peggiore! All’evidenza delle trattative con grandi risultati, si sentì in dovere di darmi la sua benedizione, mai stata così incoraggiante. Già qui potevo dirmi soddisfatto, ma non mi sarebbe bastato”. ◗ Come si pilota un’azienda di questo calibro? “Rispettando chi ci è stato prima di te, che è il valore della famiglia e insieme l’identità del

In foto il podio del campionato “Winter Series 2025”: l’evento si è svolto a Valencia 14/16 febbraio. Peppe Casillo è arrivato 3° nella gara 1 e 2° nella gara 2

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marchio e della nostra artigianalità - negli anni ’2000 la Altanus (produttrice e distributrice) era sulle copertine dei giornali di tutto il mondo. Devi far coincidere le proprie competenze con quello che c’è intorno e se vuoi aprire nuovi scenari devi osare. I cambiamenti te li devi inventare, che è la cosa più divertente ed interessante, dando quello che non si aspettano, anche nell’utilizzo dei materiali, un esempio è stato il Patch, nel 2009, anticipatore dell’idea green perché interamente di carta, colorato, leggerissimo, impermeabile (la ministra Moratti ne fece incetta), oppure dando significatività alla forma, e il nostro orologio quadrato, lo Square, è stato un successo strepitoso che ci ha aperto le porte del mondo perché in assoluto è stato il primo con questo design. Poi con quelle stesse linee ti diverti a giocare, le ammorbidisci, le smussi, le arrotondi e nasce così un altro motivo di orgoglio, l’Apogeo, oppure dimensioni più contenute come l’Icon”. ◗ Il range? “Dipende dall’idea su cui vuoi puntare, ci sono esemplari con diamanti, segnatempo in oro massiccio, in acciaio, casual…”. Ascoltarlo è un piacere ma il corto silenzio che precede il seguito della nostra chiacchierata dice di una cicatrice insanabile, di un orribile inciampo a cui ancora non sa dare un nome, tan-

Il primo orologio al mondo realizzato in carta Patch nasce nel 2010 dall'intuizione di Peppe Casillo. Presentato a Baselworld 2010, è realizzato in carta biodegradabile - individuata nel corso di una approfondita ricerca - trattata con uno speciale rivestimento che la rende idrorepellente e che ne garantisce la resistenza. Ultraleggero (pesa solo 11 grammi), realizzato in una vasta gamma di colori è dotato delle funzioni di ora, data, secondi e di un modulo led per la lettura digitale dell’ora

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tomeno un perché. Brucia il non aver potuto dare un attimo in più a quel ‘tempo’ che già da bambino sapeva far battere con la precisione di un metronomo, di non aver potuto aggiungere un solo istante per deviare il tiro mancino che la vita gli stava riservando. E poi la foto, sulla mensola, tra le cose della sua anima, disposte in modo ordinato. Il desiderio di dire o forse il dovere di ricordare suo fratello Marco, anche lui pilota. Da fatalista, quel gioco sleale lo racconta con il sorriso, la sua corazza, nemmeno così leggera da portare. È una di quelle parentesi che dividono la vita in prima e poi, ma il dopo gli ha riservato anche motivi di immensa gioia, fra tutti la nascita del nipotino Peppe. Con il tenero orgoglio di nonno ed evidente entusiasmo mostra la foto sul telefonino. Un bimbo bellissimo, solare. Nel mentre la cerca, noto l’orologio che porta al polso con l’eleganza dell’esteta quale è. Mi incuriosisce. “È lo Sculpture - spiega - a carica manuale, scheletrato a mano dai nostri artigiani. Ha vetro zaffiro antiriflesso, cinturino in vero alligatore baby…” ◗ Scusa - mi dispiace interromperlo ma sono davvero curiosa e gli chiedo: veramente di tutti i tuoi orologi ricordi ogni minimo dettaglio? “Non è facile ma credo proprio di sì. Sono tanti, tutti diversi, tra maschili e femminili contiamo circa 20 collezioni, con oltre 200 varianti”. Grandi numeri, davvero, eppure ne parla senza retorica, con l’empatia che gli è innata. È il suo mondo del resto, un mondo che ha portato ad altissimi livelli. ◗ Mi concedo un’ultima domanda: in tanti anni di attività cosa hai imparato che vorresti trasmettere ai tuoi figli? “Che anche quando hai la fortuna di poter fare quello che ami devi farlo nel miglior modo possibile”.

Peppe Casillo e Maria Rosaria Petito nello showroom di Altanus

Passioni e riconoscimenti Peppe si muove sulla scia di grandi riconoscimenti, nello sport quanto nel lavoro. Più che competitività è l’istinto di confrontarsi con sé stesso, a trasportarsi in un’altra dimensione con spettacolarità e passione, con concentrazione e capacità decisionale, con velocità e precisione. E sa che non sono ammessi errori e distrazioni. Altanus, collezione Square

Peppe Casillo: a life of achievements, of passions, and a range of new milestones. He was born in San Giuseppe Vesuviano, but in a transversal way, Naples enters and exits his life - a life he now reconstructs by retrieving from memory faces, documents, events, and places that have settled in people’s recollections and reappear with familiarity, despite no longer existing. Today, the international distribution of the Altanus brand (present in 33 countries worldwide) originates from its headquarters at Tarì in Marcianise, while maintaining both its workshops in Geneva and its artisanal excellence. The one who expanded its vision is Giuseppe - known to his friends as Peppe - the company’s CEO, a man who personally went out and claimed his (large) share of the market, thanks to his natural talent and intuition. Peppe Casillo is living proof of a watchmaking world in transformation. He has demonstrated it - he can do even more! The numbers, never reached before and constantly growing, speak for themselves. Someone once said, “Chase your passion as if it were the last bus of the night,” and Peppe has sprinted after it relentlessly. Far from being just a visionary, he is a concrete, unwavering, and combative individual. He has proven himself as an outstanding manager, pilot, entrepreneur, and designer. “By training and passion, I am who I am today. I am a creative person; I don’t like doing the math, nor am I seduced by office life.”

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jewels

Sympathy - Yellow Gold Kitty. Natural Stones, n. 19 diamonds ct. 0.20, color G, clarity VVS1, n. 1 blue sapphire ct 0.09

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ffonda le sue radici nella necessità di condividere un pensiero, uno stato d’animo, una storia. Esiste da molto prima di ogni possibile fantasia: aristocratico, apotropaico, liberatorio, perfino sacro, insomma, ognuno con uno specifico ruolo. Nessuna entrata trionfale, prima umili sassolini, conchiglie e piume, poi, legandosi ai più disparati decorativismi, ha trovato nell’arte la sua dimensione preferita. Oggi in cosa è cambiato? In nulla, nella memoria collettiva il gioiello mantiene tutti i valori del lusso e, con piccole e grandi rivoluzioni influenzate da culture diverse, ha fatto suo anche il design rimaneggiando modelli e significati

simbolici. Gli animali in primis, un universo in cui ha trovato la propria ispirazione la SJF Company dedicando all’indipendenza, all’agilità, all’astuzia dei felini la collezione “Orogatti”. Maria Pia ed Eva, le ideatrici del brand, hanno scommesso sulla semplicità per rappresentarne la purezza non poco sofisticata: nell’essenza del progetto una sola linea di oro -bianco, giallo o rosa-, acconciata come solo un gatto sa fare, per andare oltre la forma fisica. Nel segno dell’eleganza un’altra ragione di orgoglio è la mancanza di qualsivoglia sdolcinatura, rappresentando attraverso la purezza dei diamanti naturali e il colore delle pietre preziose, la regalità di un amico discreto e di grande carattere. empathy - White Gold Kitty. Natural Stones n. 19 diamonds ct. 0.20, color G, clarity VVS1, n. 1 diamonds ct 0.08

Orogatti: una linea d’oro disegna la regalità dei felini La pietra preziosa? Un dettaglio di charme Affinity - Pink Gold Kitty. Natural Stones, n. 19 diamonds ct. 0.20, color G, clarity VVS1, n. 1 ruby ct 0.09

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Orogatti: and a golden line draws feline royalty. The precious stone? A charming detail It has its roots in the need to share a thought, a mood, a story. It has existed long before any possible fantasy. First humble pebbles, shells and feathers, then, tying in with the most diverse decorativisms, it found its favorite dimension in art.Today in what has it changed? In nothing, in the collective memory jewelry retains all the values of luxury and symbolic meanings. Animals in primis, a universe in which SJF Company has found its inspiration by dedicating the “Orogatti” collection to the independence of felines. Maria Pia and Eva, the creators of the brand, have bet on simplicity to represent its sophisticated purity: a single line of gold -white, yellow or pink-, styled as only a cat can do, to go beyond the physical form. In the sign of elegance, the purity of natural diamonds and the color of gemstones represent the royalty of a discreet friend with great character.

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industry

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◗ L’Economia degli Emirati non si arresta, trainata da settori determinanti per lo sviluppo. La vostra è stata una scelta di mercato, ma anche un’esigenza logistica. Ci racconta come si è concretizzata? “Dubai rappresenta un hub strategico per il mondo della gioielleria e del lusso, con un mercato in continua espansione e una posizione geografica che la rende il ponte perfetto tra Europa, Asia e Africa. La nostra scelta di aprire Legor Trading LLC è nata dall’esigenza di essere più vicini ai nostri clienti, offrendo loro un supporto tecnico e commerciale più immediato.

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Nasce Legor Trading LLC: a Dubai la nuova filiale

In un settore dove l’innovazione e la tempestività sono fattori critici di successo, avere una presenza diretta negli Emirati ci permette di ridurre i tempi di consegna, di rispondere più rapidamente alle esigenze del mercato locale e di offrire un servizio ancora più personalizzato. Inoltre, Dubai è una città che investe molto nella sostenibilità e nell’innovazione, due valori che sono al centro della nostra visione aziendale. Questa espansione non è solo una risposta a una domanda crescente, ma una decisione strategica per rafforzare la nostra presenza in una regione che gioca un ruolo chiave nella filiera globale del gioiello”. ◗ I vostri business partner, e più nel dettaglio, il consumer Arabo cosa cercano oggi nel gioiello? “Il consumatore arabo è molto attento alla qualità e all’esclusività del gioiello. I materiali preziosi, la brillantezza delle superfici e la perfezione delle finiture sono elementi fondamentali. C’è una forte richiesta di oro ad alto titolo, spesso con tonalità calde e intense, come il giallo carico e il rosa. Le tecnologie di produzione devono garantire una resa estetica impeccabile, per questo le nostre leghe madri e i nostri processi di placcatura sono molto apprezzati. Inoltre, la sostenibilità sta diventando un valore sempre più importante anche in questo mercato: la ricerca di prodotti privi di nichel e soluzioni galvaniche eco-friendly è in crescita. Infine, la personalizzazione è un Massimo Poliero trend chiave: il cliente CEO Legor arabo ama l’unicità, e le tecnologie innovative, come La scelta di aprire l’additive manufacturing e Legor Trading LLC è le leghe personalizzate, nata dall’esigenza di stanno diventando essere più vicini ai strumenti essenziali per nostri clienti, offrendo rispondere a questa loro un supporto tecnico e commerciale esigenza.” più immediato.

partire dal 4 Marzo Legor è operativa con una sede distaccata a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, un’operazione che si inserisce in un più ampio piano strategico di internazionalizzazione dell’azienda che consolida così la sua presenza globale e accresce la capacità di supportare i clienti locali con maggiore efficienza. Il gruppo multinazionale, specializzato nella trasformazione di metalli in leghe, soluzioni galvaniche e polveri di eccellenza per la produzione di gioielli e accessori moda, dopo aver raggiunto con le sue sedi Cina, Hong Kong, America, Thailandia, Messico, Francia e India (con un business partner locale), vede negli Emirati e nelle zone limitrofe l’anello di congiunzione tra l’Europa, l’Asia e il Medioriente tutto. “Internazionalizzarsi per noi non significa solo aprire nuove sedi - spiega il CEO del Gruppo Massimo Poliero - ma creare un vero e proprio ecosistema di competenze e relazioni che ci permetta di essere il punto di riferimento globale per la scienza dei metalli preziosi.”

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Massimo Poliero: “É una tappa chiave nel nostro percorso di internazionalizzazione, in una regione che gioca un ruolo chiave nella filiera globale del gioiello” ◗ Quali obiettivi Legor si prefigge nel breve e nel lungo periodo per mantenere il posizionamento, che oggi vi vede già capillarmente presenti in Europa, America e Asia? “A breve termine, il focus è consolidare la nostra presenza nei mercati emergenti, come il Medio Oriente, offrendo ai clienti un servizio più diretto ed efficiente. Vogliamo rafforzare la filiera locale, ottimizzare la logistica e ridurre il time-to-market per i nostri prodotti. Nel lungo periodo, l’obiettivo è continuare a investire in innovazione e sostenibilità. La ricerca su materiali alternativi e processi produttivi più efficienti è una priorità per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più consapevole e selettivo. Vogliamo inoltre essere il partner di riferimento per i produttori di gioielli e accessori moda, offrendo non solo prodotti di alta qualità, ma anche un know-how tecnico che permetta ai nostri clienti di innovare e differenziarsi. Dubai è un tassello chiave di questa strategia: la sua apertura internazionale e il suo dinamismo ci permettono di sperimentare nuove soluzioni e di anticipare le tendenze che guideranno il futuro del settore.”

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Inchiesta 9 carati, una nuova frontiera? La parola ai gioiellieri Le voci dell’industry intervengono sulla nuova tendenza del mercato evidenziandone pecche e opportunità


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Roberto Ricci

Il 9 carati è un palliativo, una soluzione temporanea per coprire un segmento di mercato che il 18 carati non riesce più a soddisfare

Il vero valore di un gioiello non sta solo nella sua caratura, ma nella storia che racconta

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mercato dell’oro sta attraversando una fase di grande instabilità e le previsioni delle principali banche globali indicano che il prezzo del metallo prezioso potrebbe superare la soglia dei 3.000 dollari l’oncia nel 2025, complice l’incertezza geopolitica e le tensioni commerciali internazionali. Le politiche protezionistiche dell’amministrazione statunitense hanno contribuito a creare uno scenario di precarietà che, come già accaduto nel 2008 con la crisi dei mutui subprime, ha reso difficile per l’oreficeria tradizionale mantenere la propria competitività. In quel periodo di crisi, la risposta fu il bijou: un gioiello il cui valore risiedeva nel design e nella narrazione più che nella preziosità dei materiali. Ora, la storia sembra ripetersi, ma questa volta l’alternativa, per alcuni, sembra essere il 9 carati. Marcello Pane, erede dell’omonima azienda storica nel settore della gioielleria di lusso, osserva: “Il 18 carati in Italia è cultura. Non possiamo pensare di sradicare anni di storia solo per una questione di prezzo. Il 9 carati è un palliativo, una soluzione temporanea per coprire un segmento di mercato che il 18 carati non riesce più a soddisfare. Inoltre, manca spesso una corretta comunicazione su cosa sia realmente il 9 carati, e questo porta molti clienti a sentirsi in un certo senso raggirati”. Tuttavia, c’è chi vede questa lega composta dal 37,5% di oro puro non solo come una necessità economica, ma anche come un’opportunità di design. Era il 2007, infatti, quando Rubinia iniziò a lavorare il 9 carati, non per ragioni di costo, ma per sfruttarne la

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speciale 9 carati

leggerezza e la colorazione particolare. “All’epoca, l’oro rosa non esisteva sul mercato - raccontano Roberto e Francesca Ricci, padre e figlia, fondatore e attuale amministratore delegato di Rubinia - Il 9 carati ci ha permesso di distinguere il nostro prodotto, offrendo qualcosa di unico. Il vero valore di un gioiello non sta solo nella sua caratura, ma nella storia che racconta”. Questa prospettiva viene condivisa anche da Cosmo Petrone, che con Vintage Bijoux opera tra il mercato italiano e quello estero. “Noi lavoriamo con argento e ottone, e la nostra forza è sempre stata il design, non la materia prima. Oggi gli orafi che un tempo ci guardavano dall’alto in basso stanno cercando di imitare il nostro approccio. Più che abbassare i carati, bisognerebbe investire in creatività e identità di prodotto”. Il 9 carati, dunque, si presenta come una soluzione controversa.

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Per alcuni, come Danilo Cecere, fondatore del marchio Dana L’Or 9 Carati, rappresenta un modo per rendere l’oro accessibile senza snaturarne il valore. “Noi abbiamo scelto di costruire un marchio intorno al 9 carati anche per dare al consumatore una consapevolezza chiara su ciò che sta acquistando. Il rischio è che il 9 carati venga percepito come una sorta di truffa se non c’è un’adeguata comunicazione e un packaging che lo valorizzi. Inoltre, avere un brand ben strutturato alle spalle è fondamentale per dare credibilità al prodotto e garantire un’identità chiara sul mercato. Senza un marchio forte e una strategia comunicativa efficace, il 9 carati rischia di essere visto solo come una versione ‘povera’ dell’oro tradizionale.” Un ulteriore aspetto da considerare è quello della sostenibilità. Il 9 carati viene spesso indicato come una scelta più responsabile dal punto di vista ambientale, poiché richiede una minore quantità di oro estratto rispetto alle leghe più pure. “Si scava meno - sottolinea

Cosmo Petrone

Francesca Ricci

Più che abbassare i carati, bisognerebbe investire in creatività e identità di prodotto

Serve una comunicazione chiara per evitare che il cliente percepisca questa scelta come una semplice riduzione di qualità

Francesca Ricci - e in un’epoca in cui l’industria è sempre più attenta alla sostenibilità, questo potrebbe essere un valore aggiunto. Tuttavia, serve una comunicazione chiara per evitare che il cliente percepisca questa scelta come una semplice riduzione di qualità.” Il problema della percezione del valore è infatti cruciale. Se il prezzo dell’oro continua a salire, sia il 18 carati che il 9 carati diventeranno sempre più costosi, rendendo necessario un ripensamento del concetto stesso di gioielleria. Il consumismo sta cambiando, e con esso il modo in cui le persone vedono il gioiello: non più come un bene da tramandare, ma come un accessorio da indossare e cambiare nel tempo. Rimane dunque aperta la questione: il 9 carati è solo un compromesso momentaneo o potrebbe diventare una parte stabile dell’industria? Per ora, sembra che la risposta dipenda dalla capacità del settore di reinventarsi e comunicare il proprio valore.

9 carat survey, a new frontier? The word from the jewellers. Industry voices speak out on the new market trend, highlighting its flaws and opportunities The gold market is going through a phase of great instability, and forecasts by major global banks indicate that the price of the precious metal could exceed the $3,000 an ounce mark in 2025, due to geopolitical uncertainty and international trade tensions. The protectionist policies of the US administration have contributed to a precarious scenario that, as happened in 2008 with the subprime mortgage crisis, has made it difficult for traditional goldsmiths to maintain their competitiveness.In that period of crisis, the answer was bijoux: a piece of jewellery whose value lay in design and narrative rather than in the preciousness of the materials. Now, history seems to be repeating itself, but this time the alternative, for some, seems to be the 9 carat.

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Danilo Cecere

Abbiamo creato un marchio intorno al 9 ct per dare al consumatore consapevolezza chiara su ciò che sta acquistando 01 | 2025

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speciale 9 carati

Federorafi, Piaserico: “Il 9 carati risponde a un’esigenza di prezzo più che di valore a lungo termine”

Il

9 carati rappresenta una preciso”. Una delle principali criticità minaccia alla tradizione o legate al 9 carati riguarda la sua un’opportunità per lavorazione e la tenuta nel tempo. intercettare nuove fasce di “Il 18 carati ha caratteristiche di resistenza mercato? Secondo superiori e si rovina meno nel lungo periodo, Claudia Piaserico, mentre il 9 carati è più fragile”, osserva presidente di Federorafi, Piaserico. Questo aspetto non è la questione è più complessa di trascurabile per le aziende che quanto sembri. Se da un lato alcune puntano sulla durabilità e sulla aziende hanno già inserito il 9 carati qualità del proprio prodotto. nella loro offerta, dall’altro, per chi “Le aziende con una forte tradizione lavora con il 18 carati, questa metallurgica non possono permettersi di opzione è spesso impraticabile. utilizzare una lega così diversa senza “Ci sono aziende che hanno già affermato il riconsiderare completamente i propri processi loro mercato nel 9 carati con una produttivi”. determinata tipologia di prodotto”, spiega Di fronte all’attenzione crescente Piaserico. Tuttavia, chi ha sempre verso il 9 carati, come possono le operato con il 18 carati aziende orafe continuare a difficilmente potrà convertirsi valorizzare il 18 carati? La a questa lega. “Chi monta diamanti o pietre preziose difficilmente potrà utilizzare il 9 carati senza svilire la preziosità del gioiello nella sua interezza. Si rischierebbe di avvicinarsi troppo al mondo della bigiotteria, con conseguenze negative per l’immagine del brand”. Per questo motivo, secondo le analisi di Federorafi, il 9 carati non viene percepito come una minaccia diretta al 18 carati, ma piuttosto come un’opzione limitata a un segmento specifico di mercato. Claudia Piaserico “Chi sceglie di lavorare con il 9 carati deve farlo in modo mirato, Le produzioni a 9 carati con un design determinato e una strategia di marketing chiara. Non esistono già e non fanno vedo una trasformazione dell’intera concorrenza diretta al 18 ct, produzione verso questa lega, bensì perché si rivolgono a segmenti una diversificazione limitata a una collezione o a un segmento ben di consumatori diversi

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chiave, secondo Federorafi, è puntare sul valore intrinseco del 18 carati. “Chi acquista un gioiello in 18 carati investe in un bene con un valore superiore. Il 9 carati, invece, risponde a un’esigenza di prezzo più che di valore a lungo termine”. Per questo motivo, diventa fondamentale rafforzare la percezione del 18 carati attraverso strategie di marketing mirate, evidenziando il valore economico e qualitativo del prodotto. “Non si tratta solo di comunicare un prezzo più alto, ma di spiegare al consumatore che sta acquistando un prodotto che mantiene il suo valore nel tempo, che ha una resistenza superiore e una lavorazione di livello più alto”. Piaserico non vede, quindi, nel 9 carati un pericolo per il settore orafo italiano, ma piuttosto una nicchia che deve essere gestita con attenzione. “Le produzioni a 9 carati esistono già e non fanno concorrenza diretta al 18 carati, perché si rivolgono a segmenti di consumatori diversi”. La comunicazione, tuttavia, rimane il punto focale: “La trasparenza è fondamentale. Come è stato per la distinzione tra diamanti naturali e sintetici, anche per il 9 carati bisogna evitare confusioni che possano generare sfiducia nel consumatore”. A oggi, secondo Federorafi, il 9 carati non rappresenta una rivoluzione per il mercato italiano, ma piuttosto un’opzione da valutare caso per caso: “Le aziende che decidono di adottarlo devono farlo con una strategia chiara, senza snaturare il proprio DNA e garantendo sempre un’adeguata informazione ai consumatori”. (NP)

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Federpreziosi, Stefano Andreis: “il 9 carati potrebbe compromettere la reputazione del settore”

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un momento in cui il 9 carati emerge come un’alternativa sempre più discussa, il settore resta diviso tra chi lo vede come una risposta necessaria alla crisi e chi teme che possa compromettere la percezione della qualità della gioielleria italiana. Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Confcommercio, ha esposto una sua analisi del fenomeno e le implicazioni per il dettaglio orafo. “La fiducia è un elemento centrale nel nostro settore e ogni cambiamento deve essere valutato con estrema attenzione”, afferma Andreis. L’adozione di un assortimento significativo di gioielli a 9 carati comporta il rischio di incidere negativamente sulla percezione di valore, estetica e durata degli oggetti. Il problema non riguarda solo la qualità intrinseca del materiale, ma anche il modo in cui i consumatori interpretano il cambiamento. “Proporre il 9 carati per contrastare il ‘caro oro’ rischia di compromettere la percezione della qualità e della professionalità di un negozio che ha sempre trattato oro a 18 carati. Quest’ultimo è riconosciuto come il miglior equilibrio tra purezza e resistenza, ideale per la creazione di gioielli durevoli e di valore”. Una delle principali difficoltà legate alla vendita del 9 carati riguarda la chiarezza della comunicazione con il Stefano Andreis cliente. “La vendita del 9 carati rispetto al 18 carati Proporre il 9 carati per presenta alcune criticità superabili solo attraverso una contrastare il ‘caro oro’ rischia comunicazione chiara, di compromettere la competente e accurata. percezione della qualità e Soprattutto, sempre in chiave univoca.” Un gioielliere della professionalità

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deve essere in grado di spiegare con precisione le differenze, senza lasciare spazio ad ambiguità che potrebbero minare la fiducia del consumatore. Questo aspetto è fondamentale per evitare che il 9 carati venga percepito come una soluzione di minor valore, piuttosto che come un’alternativa con caratteristiche proprie. “Instaurare un rapporto di fiducia con il cliente significa non solo comprenderne i desideri, ma anche fornirgli tutte le informazioni necessarie affinché possa fare una scelta consapevole, conoscendo il valore reale del gioiello che sta acquistando.” Secondo Andreis, il rischio più grande per il mercato italiano non è tanto la presenza del 9 carati in sé, quanto l’effetto che potrebbe avere se il suo utilizzo diventasse troppo diffuso. “Se un numero crescente di negozi decidesse di ridurre la qualità dei propri prodotti per contrastare l’aumento dei prezzi, il settore potrebbe trovarsi invaso da gioielli di livello inferiore. Questo danneggerebbe non solo la percezione complessiva della gioielleria italiana, ma anche il valore dei prodotti in oro di alta qualità.” Piuttosto che puntare su un metallo con una minore percentuale di oro puro, Andreis suggerisce di valutare altre alternative. “Alcuni professionisti del settore suggeriscono che, anziché proporre un prodotto percepito come meno pregiato, sarebbe più opportuno valorizzare materiali alternativi già ampiamente accettati, come l’argento, il platino o leghe innovative con placcature in oro ad alto spessore.” Queste soluzioni permetterebbero di mantenere un livello qualitativo alto senza compromettere la reputazione del settore. Per ora, secondo Andreis, il 9 carati non sta segnando una svolta radicale nel mercato italiano: “Allo stato attuale non rilevo nel mercato una significativa inversione di tendenza verso i gioielli a 9 carati.” L’incertezza economica, tuttavia, potrebbe spingere alcuni operatori a testare questo segmento, a patto che venga affiancato da strategie commerciali ben definite. La sostenibilità della scelta, però, resta ancora tutta da dimostrare nel lungo periodo. (NP)

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Italpreziosi, Vanni: “Esistono leghe alternative che possono mantenere un elevato valore percepito utilizzando una minore quantità di oro”

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dibattito sull’oro a 9 carati non riguarda solo il settore commerciale e il posizionamento di mercato, ma anche le implicazioni metallurgiche e qualitative di questa lega. Alice Vanni di Italpreziosi offre una prospettiva tecnica sul tema, analizzando le alternative disponibili e il loro impatto sulla sostenibilità. L’oro a 9 carati, contenendo il 37,5% di oro puro e il restante 62,5% composto da altri metalli come rame, argento, nichel o zinco, riduce il costo del materiale, rendendolo più accessibile. Tuttavia, questa composizione influenza alcune caratteristiche fondamentali del gioiello, come la resistenza all’ossidazione e la tonalità del colore. “Esistono leghe alternative che possono mantenere un elevato valore percepito utilizzando una minore quantità di oro”, spiega Vanni. “Per migliorare le proprietà dell’oro a 9 carati, si possono utilizzare metalli più nobili nelle leghe. Ad esempio, l’aggiunta di palladio o platino può aumentare la resistenza alla corrosione e migliorare la lucentezza del gioiello. Tuttavia, l’uso di questi metalli può anche aumentare il costo della lega e rendere più complessa la lavorazione”. Il valore e la qualità di un gioiello non dipendono

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solo dalla quantità di oro puro contenuta nella lega, ma anche dalle caratteristiche chimiche e fisiche del metallo risultante. La caratura dell’oro indica la percentuale di oro puro presente nella lega: il 9 carati (375 millesimi) contiene il 37,5% di oro puro e il 62,5% di altri metalli; il14 carati (585 millesimi) contiene il 58,5% di oro puro; il 18 carati (750 millesimi) contiene il 75% di oro puro. Ogni lega ha vantaggi e svantaggi: “Le leghe con una minore percentuale di oro puro tendono a essere più dure e resistenti ai graffi, grazie alla maggiore presenza di metalli duri come il rame o il nichel, ma anche più difficili da lavorare. L’oro a 9 carati, ad esempio, è più duro rispetto all’oro a 18 carati, ma può risultare più fragile e meno duttile”. Un’altra differenza fondamentale è la resistenza all’ossidazione: “La presenza di altri metalli nella lega può influenzare questa proprietà. Le leghe a 9 carati, contenendo una maggiore quantità di metalli come rame e argento, sono più suscettibili all’ossidazione e possono scurirsi o macchiarsi nel tempo”. Anche la resa estetica cambia in base alla caratura, in quanto l’oro a 18 carati ha una tonalità più ricca e calda rispetto all’oro a 9 carati, grazie alla maggiore presenza di oro puro, ma la percezione estetica resta soggettiva e può cambiare in base alle preferenze culturali e personali. Secondo alcune fonti intervistate, uno degli argomenti a favore del 9 carati, invece, è la sua potenziale sostenibilità. Riducendo la quantità di oro puro utilizzato, si potrebbe diminuire la necessità di estrazione mineraria, con conseguenti benefici ambientali. Tuttavia, secondo Alice Vanni, questa valutazione deve essere fatta con attenzione: “La scelta dell’oro a 9 carati può avere implicazioni contrastanti sulla sostenibilità ambientale. Da un lato, l’utilizzo di una minore quantità di oro puro può ridurre la domanda di estrazione mineraria, che è associata a significativi impatti ambientali. Dall’altro, la maggiore presenza di metalli non nobili nelle leghe a 9 carati implica l’estrazione e la lavorazione di questi metalli, le cui filiere possono essere soggette a controlli ambientali meno rigorosi.” Secondo Italpreziosi, infatti, la vera sostenibilità nella gioielleria si raggiunge attraverso l’uso di oro tracciato e proveniente da filiere responsabili: “La scelta per migliorare la sostenibilità nella gioielleria è sicuramente l’utilizzo di oro tracciato da filiere responsabili in cui le controparti sia di fonti recycled (come da Per migliorare le definizione RJC CoC) che di materiale minerario attive per ridurre impatto ambientali e proprietà dell’oro a siano valorizzare l’impatto socio-economico positivo che 9ct, si possono queste hanno per le comunità locali, nel rispetto di utilizzare metalli più standard ambientali e sociali elevati.” (NP)

nobili nelle leghe

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18 carati vs 9 carati Gli aspetti giuridici della questione

di Claudio Tomassini

“ Il Claudio Tomassini

Nelle «pratiche commerciali» è necessario precisare il titolo del metallo prezioso, potendosi, altrimenti, configurare una «pratica commerciale ingannevole»

notevole aumento del prezzo dell’oro, che, nel corso del 2024, ha raggiunto, per ben 40 volte, il proprio massimo storico, con una media annuale di US$ 2.386/oz e che, nel momento in cui scrivo, è di oltre US$ 2.750/oz(1)*, ha aperto, all’interno del settore, una discussione circa la possibilità di realizzare i gioielli utilizzando una lega a titolo inferiore al tradizionale 750‰, tradizionalmente noto come 18 kt. In particolare si è fatto riferimento all’uso di leghe 375‰ (o 9 kt) che consentirebbe un abbattimento di circa il 50% del costo della materia prima, venendo così incontro alla diminuita capacità di acquisto dei consumatori che, lo scorso anno, ha determinato una contrazione dell’11% nel consumo mondiale di oro per usi di gioielleria/oreficeria (ciò nonostante, in termini di valore si è segnato, proprio a causa dell’aumento del prezzo del metallo, un + 9%, raggiungendo i 144 miliardi di dollari statunitensi(2)). In questo scritto non si intende entrare, se non marginalmente, in considerazioni di ordine commerciale, bensì esaminare la questione, a livello nazionale e internazionale, dal piano giuridico. Preliminarmente si desidera far presente come, sebbene qui di seguito verranno utilizzate indifferentemente l’indicazione del titolo in millesimi e quella in carati, la vigente legislazione italiana prescriva, per gli oggetti destinati al mercato interno, esclusivamente l’utilizzo dell’indicazione in millesimi e la legge 7 luglio 1910, n. 480, recante “Adozione del «carato metrico» del peso di 200 milligrammi come unità di massa nel commercio delle perle fine e delle pietre preziose”, vieti l’utilizzo del termine «carato» per altri usi, pur essendo in pratica tollerato, nella comunicazione commerciale, l’impiego contemporaneo delle due indicazioni, a favore della clientela proveniente da quei Paesi in cui si usi quella in carati.

Nella legislazione italiana, l’art. 3, comma 2, del D. Lgs. 22 maggio 1999, n. 251, “Disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi”, prevede che “i titoli legali da garantire a fusione, per ogni parte degli oggetti, (1) Fonti London Bullion Market Association e World Gold Council sono… per l’oro: 750, 585, 375 millesimi”. (2) Fonte World Gold Council, Gold Demand Trends: Full Year 2024 (3) “qualsiasi azione, omissione, condotta o dichiarazione, comunicazione È, pertanto, di tutta evidenza come la fabbricazione e il commercio commerciale ivi compresa la pubblicità e la commercializzazione del prodotto, posta in essere da un professionista, in relazione alla promozione, vendita o di monili in oro 9 kt siano consentiti nel nostro Paese e come, per fornitura di un prodotto ai consumatori” tali prodotti, possano legittimamente utilizzarsi le denominazioni (4) Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’U.E. C/326 del 26 ottobre 2012 di «gioielleria» o «oreficeria» e derivati. Tali denominazioni sono, (5) È sulla base di questa pronunzia che, in Italia, si è venuta a creare l’assurda situazione per cui un oggetto in oro a titolo 333‰ prodotto nel nostro Paese infatti, vietate, ex art. 36, comma 7, del D.P.R. 30 maggio 2002, n. debba essere commercializzato, ai sensi dell’art. 25, comma 8, D.P.R. n. 150/2002 e s.m.i., come oggetto in metallo comune, mentre il medesimo 150, e s.m.i., recante il regolamento di applicazione del D. Lgs. n. oggetto, prodotto in uno Stato membro in cui sia ammesso l’8 kt (e.g. la 251/1999, solo relativamente ad oggetti in metallo comune recanti Danimarca), può essere venduto come prezioso. rivestimenti in metallo prezioso. * al 19 marzo 2025 è di 2.785,55 € per oncia (89.31 €/grammo

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Si fa, però, presente che nelle «pratiche commerciali», così come definite dall’art. 18, comma 1, lett. d), del D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, e s.m.i., “Codice del consumo”(3), è necessario precisare il titolo del metallo prezioso, potendosi, altrimenti, configurare una «pratica commerciale ingannevole», ex art. art. 21, “Codice del consumo”, poiché l’informazione fornita al consumatore, pur essendo di fatto corretta, potrebbe essere considerata, per omissione, idonea a indurlo in errore circa l’esatta composizione del prodotto. Questo è ancora più vero nel caso di «vendite a distanza», ovvero di vendite su catalogo o per tv e di e-commerce, in cui l’obbligo di specificare l’esatta composizione del prodotto è ulteriormente rafforzato.

Emirati Arabi Uniti) ma i manufatti con un titolo inferiore possono essere commercializzati come «low carat items» essendo accompagnati da un’etichetta in cui sono specificati il metallo prezioso utilizzato, il titolo, la descrizione e il peso (art. 9 e allegato 8 del regolamento di esecuzione della legge federale n. 11/2015, approvato con decreto del governo degli E.A.U. n. 45 del 30 settembre 2018).

Diamo ora un rapido sguardo oltre i nostri confini.

Anche in India il 9 kt non è tra i titoli previsti dallo standard IS 1417 cui fa In Europa, oltre che in Italia, il titolo 375‰ è ammesso in Albania, Andorra, riferimento l’art. 2, comma 2, del deCipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ircreto del Ministero del Consumo, dellanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, l’Alimentazione e del Lituania, Lussemburgo, Malta, MoldaCommercio n. 205 del via, Norvegia, Polonia, Portogallo, Prin15 gennaio 2020, esIl riferimento all’uso di leghe sendo il titolo minimo lecipato di Monaco, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spa375‰ (o 9 kt) consentirebbe un gale il 14 kt. gna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina abbattimento di circa il 50% In Giappone, pur non e Ungheria del costo della materia prima, essendoci una specifica Un titolo, quindi, largamente accettato e utilizzato, specie nei Paesi dell’Europa venendo così incontro alla legislazione in materia, si settentrionale. evidenziare diminuita capacità di acquisto desidera come il 375‰ sia tra i tidei consumatori che, lo scorso toli certificabili, su base Per quanto riguarda l’interscambio all’interno dell’Unione Europea e dello anno, ha determinato una volontaria, dalla locale Spazio Economico Europeo, si ricorda contrazione dell’11% nel Zecca di Stato. come la Corte di Giustizia abbia stabiconsumo mondiale di oro per Nella Repubblica Popolito che costituisce una misura di effetto equivalente a una restrizione quantitausi di gioielleria/oreficeria lare Cinese il mercato ritiva e, quindi, contraria all’art. 34 del chiede gioielleria «high TFUE(4), la normativa di uno Stato caratage» (i prodotti 24 o membro che vieti la commercializza18 kt rappresentano il zione di articoli in metalli preziosi aventi un titolo previsto dalla legislazione del 97% dei consumi ), per cui, pur non Paese di origine ma diverso da quelli legali stabiliti dalla propria, quand’anche essendoci un divieto legale, si ritiene questo sia inferiore al minimo previsto per quel metallo prezioso (sentenza del che articoli in oro 375‰ non incon21 giugno 1999 nella causa n. 60/1999, Commissione vs Irlanda)(5). trerebbero il favore dei consumatori Ugualmente la Corte si è pronunciata contro una normativa nazionale che, cinesi. anche in relazione ad articoli provenienti da altro Stato membro, riservi la possibilità di usare la denominazione «oro» solo per gli oggetti aventi un determiPer quanto riguarda la Convenzione nato titolo o superiore, mentre prescriva che, per quelli aventi un titolo inferiore, sul Controllo e la Marchiatura degli si utilizzi la definizione, meno attraente per i consumatori, di oggetti in «lega oggetti in metalli preziosi, firmata a d'oro», qualora nel Paese di origine tali prodotti siano legalmente commerciaVienna il 15 novembre 1972 e a cui lizzati come «oro» (sentenza dell’8 luglio 2004 nella causa n. 166/2003, Coml’Italia ha aderito il 15 dicembre 2023, missione vs Francia). il 9 kt è uno dei titoli accettati, ai sensi Dal combinato disposto delle due sentenze sopra menzionate consegue che i al punto 2.2, lett. B), delle Decisioni prodotti 9 kt realizzati in Italia possano essere venduti nei Paesi dell’Unione Eutecniche connesse all’Allegato I. ropea, dello Spazio Economico Europeo e in Turchia come oggetti in oro. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, pur non essendo lecito commercializzare Per concludere si desidera, altresì, eviarticoli in oro 375‰, si ritiene che il problema non si ponga in modo rilevante, denziare che il 375‰ è tra i titoli preessendo i consumatori di quel Paese usi ad acquistare prodotti a titolo 10 kt. visti per l’oro dalla norma ISO 9202 “Jewellery and precious metals - FineDiverso il discorso per i Paesi arabi, dove il titolo minimo legale è il 12 kt (si ness of precious metal alloys”. veda, ad esempio, l’art. 2 della legge federale n. 11 del 3 novembre 2015 degli

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Urigold presenta la nuova collezione 9 carati Creazioni eleganti e raffinate a un prezzo competitivo

U Le caratteristiche principali della linea sono la brillantezza e la vivacità del colore dell’oro 18 carati

na proposta che unisce tradizione e innovazione. Grazie a questa collezione, i rivenditori hanno l’opportunità di offrire ai propri clienti gioielli di marchi di riferimento dell’oreficeria italiana, sinonimo di qualità, eleganza e affidabilità.

I gioielli in oro 9 carati della collezione si distinguono per la brillantezza e il colore dell’oro 18 carati, mantenendo un’elevata duratura. Questa caratteristica rende la linea una scelta ideale per chi desidera articoli esclusivi e raffinati a un prezzo competitivo, accedendo così al mondo del lusso con un ottimo rapporto qualità-prezzo. La qualità e l’eleganza di questi gioielli in 9 carati li rendono perfetti per ogni occasione, rappresentando il fascino intramontabile del Made in Italy. Per offrire una gamma ancora più completa e fidelizzare la clientela, la collezione Urigold 9 carati è la scelta ideale. Per informazioni maggiori, è possibile contattare Urigold al Centro Orafo Il Tarì (Mod. 90-91).

Urigold exclusively presents the new 9 carat collection A proposal that combines tradition and innovation. Thanks to this collection, retailers have the opportunity to offer their customers jewelry from leading brands in Italian goldsmithing, synonymous with quality, elegance and reliability.The 9-karat gold jewelry in the collection is distinguished by the brilliance and color of 18-karat gold, while maintaining high durability. This feature makes the line an ideal choice for those who want exclusive and refined items at a competitive price, thus accessing the world of luxury with excellent value for money. The quality and elegance of these 9-carat jewels make them perfect for any occasion, representing the timeless appeal of Made in Italy.To offer an even more complete range and build customer loyalty, the Urigold 9-carat collection is the ideal choice. For more information, you can contact Urigold at Il Tarì Goldsmith Center (Mod. 90-91).

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www.urigold.com


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Medaglia Foto un’emozione da indossare A Open Tarì la nuova versione in oro 9 carati

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al 1985, Medaglia Foto trasforma emozioni e ricordi in gioielli unici e senza tempo. Prima in Italia a realizzare fotomedaglie incise e a colori, l’azienda ha fatto dell’artigianalità e della precisione il suo tratto distintivo. In occasione di Open Il Tarì, si presenteranno anche in una nuova veste più accessibile perché in oro 9 kt, la lega preziosa che coniuga qualità, accurata lavorazione, resistenza e valore accessibile, oggi scelta da un numero sempre maggiore di acquirenti perché rappresenta una soluzione raffinata e moderna, versatile e duratura nel tempo. Le nuove collezioni “Portafoto” e “Medaglie con pietre” personalizzate in oro 9kt sono il mix perfetto di emozione e artigianalità, un modo unico per avere sempre con sé le persone speciali, quelle che si amano. La tecnica In oro 9 kt, la lega dell’incisione con punta di diamante alle immagini una preziosa coniuga conferisce nitidezza e una durata impareggiabili, qualità, accurata rendendo ogni dettaglio vivido e lavorazione, intenso, capace di attraversare il senza perdere il suo valore. resistenza e valore tempo Ogni gioiello è concepito per accessibile custodire un ricordo: le medaglie con pietre aggiungono un tocco di luce Medaglia Foto, an emotion to wear. At Open Tarì alla tradizione dell’arte commemorativa; i portafoto presents the new 9-karat gold version To transform emotions and memories into unrepeatable jewelry preziosi diventano veri scrigni di memoria e di there is Medaglia Foto, since 1985 the first in Italy to make classentimenti. Scegliere Medaglia Foto significa regalarsi o sic, elegant, zirconated, engraved and color photo medals that, regalare un abbraccio eterno, trasformare un momento at Open Il Tarì, will also be presented in a new, more accessible guise because they are in 9 kt gold, the precious alloy that comspeciale in un tesoro da portare sempre con sé, bines quality, careful workmanship, strength and accessible impreziosito dall’arte dell’incisione e dalla bellezza di value, now chosen by an increasing number of buyers because un metallo pregiato. it represents a refined and modern solution that is versatile and long-lasting. The collection of photo frames, zirconia medals and personalized jewelry in 9kt gold are the perfect mix of emotion and craftsmanship, a unique way to always have special people with you, the ones you love.

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Per info contattaci: tel. +39 0823 513067 mail: info@medagliafoto.com


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Dario Caropreso: “Il 9 carati ha bisogno di essere comunicato correttamente ai consumatori” Cierre Gioielli continua la sua produzione in oro 18 carati

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erza generazione della famiglia Caropreso, che ha fondato e sviluppato il marchio Cierre Gioielli, Dario insieme alla sorella Alessia ne conserva con orgoglio l’eccellenza artigianale tutta Made in Italy. ◗ La produzione dell’azienda è concentrata sul 18 carati e le attuali tendenze del mercato, con un 9 carati sempre più in voga, non sembrano avere scalfito al momento le certezze dell’azienda riguardo ad altre possibili opzioni: “Questa nuova moda del 9 carati è chiaramente dovuta all’inflazione e al prezzo dell’oro che rispetto a 10 anni fa è triplicato; è un trend che sta suscitando opinioni contrastanti. Da un lato soluzione accessibile per chi desidera gioielli senza spendere troppo, dall’altro prodotto meno prezioso rispetto a uno con maggiore percentuale di oro puro e che potrebbe non offrire lo stesso valore a lungo termine. Abbiamo già avuto diverse richieste che contemplano il 9 carati, sia da clienti che da produttori, e in futuro non escludiamo che possa esserci una produzione continuativa. Per adesso restiamo cauti e non abbiamo ancora inserito articoli 9 carati in catalogo. È chiaro che sarà il consumatore finale ad avere ragione come sempre e ad indirizzare le nostre strategie” commenta Dario Caropreso. ◗ L’impatto dal punto di vista commerciale è evidente perché cambia Cierre Gioielli. Dario Caropreso: “The 9 e si amplia il target. Non pensate di mancare in parte il bersaglio? karat is gaining popularity, but it is impor“Indubbiamente i risvolti possono essere interessanti per avvicinare nuovi target e tant that consumers are informed to make informed choices.” spostare il mercato verso range di acquisto più bassi, ma il nostro mercato al The third generation of the Caropreso family, which momento ha il suo core nella produzione Premium Product.” ◗ Per un consumer non esperto diventa difficile districarsi nella founded and developed the Cierre Gioielli brand, Dario together with his sister Alessia proudly pregiungla delle carature e a quel punto la differenza può farla solo la serves its all-Italian craftsmanship excellence. trasparenza nella comunicazione, “Il 9 carati è praticamente identico al The company’s production is focused on 18 karat, 18, il consumatore difficilmente saprebbe distinguerli - spiega Caropreso. and the current market trends, with 9 karat increasingly in vogue, do not seem to have shaken the “Durezza e resistenza ai graffi e all’usura sono pur sempre caratteristiche che ne company's certainty about other possible options garantiscono qualità e durata, ma la differenza principale è nel valore, il 9 carati at the moment: “This new fashion of 9 karat is cleè più economico e accessibile, e nel peso, il 18 carati è leggermente più pesante, arly due to inflation and the price of gold, which has tripled compared to 10 years ago; it is a trend that dato il maggiore contenuto d’oro puro. Quindi comunicare in modo trasparente con is arousing mixed opinions. On the one hand an affordable solution for those who want jewelry without l’acquirente diventa un principio fondamentale”. ◗ E con la sostenibilità che oggi è il grande paradigma della spending too much, on the other hand a product that is less valuable than one with a higher percengioielleria e del lusso come la mettiamo? “Oltre a durata, resistenza e tage of pure gold and may not offer the same longminore presenza di oro, la sostenibilità dipende anche da altri fattori, come le term value. We have already had several requests pratiche di estrazione e la lavorazione dell'oro stesso. Oggi l’etica è una priorità a contemplating 9 karat, both from customers and manufacturers, and in the future we do not rule out tutti i livelli. Pensare di poter spender the possibility of continued production. For now we remain cautious and have not yet inmeno per avere un gioiello può essere un cluded 9-carat items in the catalog. vantaggio per chi non può permetterselo, “Il nostro mercato It is clear that it will be the end conma che non mina chi invece ha potere sumer who will be right as always ha il suo core and direct our strategies.” d’acquisto e può permettersi articoli nella produzione luxury.”

Premium Product”

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Roberto Giannotti: “Orgogliosamente pionieri del 9 carati, non temiamo la concorrenza” La collezione Gli Angeli, nata vent’anni fa, si è consolidata nel panorama italiano puntando su comunicazione e servizi

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è una filosofia alla base della linea Angeli di Roberto Giannotti: un gioiello non è solo un prezioso, ma un simbolico amuleto che custodisce significati, emozioni ed elargisce buona sorte. L’iconica collezione traduce la protezione e la forza evocativa delle misteriose figure celestiali divise tra cielo e terra in decorazioni, charms, pendenti che ne delineano il fil rouge. ◗ La collezione nasce in 9 carati, oggi un trend. In molti Paesi del nord Europa il consumer è già abituato a questa caratura. “Vent’anni fa abbiamo pensato questa soluzione e fatto questa scelta consapevolmente. Il prezzo dell’oro era già in salita allora e il design particolare dei nostri gioielli, nonostante fosse curato ed innovativo, non avrebbe favorito una sua diffusione veloce nel mercato italiano. Il 9 carati, unito all’argento, è stata la scelta vincente per conservare alta qualità e durevolezza, ma anche per mantenere un pricing competitivo.” ◗ Oggi il 9 carati si sta sdoganando, ma vent’anni fa il mercato era prettamente focalizzato sul 18 carati. “Esattamente. Non è stato facile far comprendere ai rivenditori la nostra rivoluzione. Ci Abbiamo messo un po’ a combattere l’iniziale Il 9 carati, unito diffidenza, ma devo dire che la trasparenza paga all’argento, è stata la sempre e avere un nome scelta vincente per già consolidato nel settore conservare qualità e ci ha aiutato.” durevolezza, ma anche ◗ Perché il consumer oggi dovrebbe optare per mantenere un per il 9 oppure per il pricing competitivo 18 carati? “Il 9 carati oggi va forte perché consente un notevole risparmio a chi voglia acquistare un gioiello in oro. Ma io vengo da una famiglia con una lunghissima tradizione nell’oreficeria e il 18 carati resta comunque il metallo per eccellenza, quello che caratterizza la grande produzione di altissima gioielleria Made in Italy, l’essenza della trazione, l’oro da investimento. Questo è il motivo per cui la Roberto Giannotti non lo ha mai abbandonato.”

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◗ Quindi, il trend attuale che vede il 9 carati preponderante resterà o è un fuoco di paglia? “La situazione di incertezza economica mondiale che viviamo oggi impone delle scelte. L’andamento del mercato ci darà il suo responso. Noi come azienda abbiamo investito sempre in comunicazione e ci teniamo che il retailer e il consumer siano consapevoli del prodotto vendono o che acquistano. Abbiamo puntato tutto sulla chiarezza e sul service al cliente e continueremo a farlo, indipendentemente dalle tendenze del momento. Restiamo noi stessi sempre, a prescindere da dove soffi il vento.”

Roberto Giannotti “Proudly pioneering 9 karat, we are not afraid of competition.” Gli Angels, established 20 years ago, has consolidated itself on the Italian scene by focusing on communication and services A piece of jewelry is not just a precious, but a symbolic amulet that holds meanings, emotions and bestows good fortune. The collection was born in 9 carats from its origin: “Twenty years ago we thought this solution and made this choice consciously. The price of gold was already going up then, and the particular design of our jewelry, although it was neat and innovative, would not have been conducive to its fast diffusion in the Italian market. The 9 karat, combined with silver, was the winning choice to preserve high quality and durability, but also to maintain competitive pricing.” Why should consumers today opt for 9 or 18 karat? “The 9 karat is going strong today because it allows significant savings for those who want to buy gold jewelry. But I come from a family with a very long tradition in goldsmithing, and 18 karat is still the metal par excellence, the one that characterizes the great production of the highest Made in Italy jewelry, the essence of traction, investment gold. This is why Roberto Giannotti has never abandoned it.”

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Dana L’Or 9 Carati un’alternativa preziosa per piccoli budget Danilo Cecere: “Siamo in un momento di cambiamento. Il 9 carati offre una soluzione raffinata, ma a un prezzo competitivo”

Danilo Cecere

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nato a dicembre, ma a pochi mesi dalla sua fondazione, in uno scenario contrassegnato dall’incertezza internazionale e dal prezzo dell’oro in salita, Dana L’Or 9 Carati sceglie un segmento che rappresenta un’opportunità per chi non vuole rinunciare ad un gioiello in oro. Il settore cresce in complessità, e il marchio, spin off di Leonardo 18 carati, prende vita da un’analisi attenta delle ultime tendenze di acquisto. L’esperienza di Danilo Cecere, maturata nell'impresa di famiglia attiva da oltre 30 anni nel Centro Orafo Il Tarì di Marcianise, ha dato il La al progetto, che vuole offrire un’alternativa di valore al consumer, rispondendo alle esigenze di un mercato in evoluzione. “Con Dana L’Or 9 Carati, donare un gioiello prezioso diventa un gesto semplice, capace di unire bellezza, qualità e convenienza” - sottolinea Cecere - “Garantiamo tutti i nostri prodotti Made in Italy, e puntiamo su una comunicazione trasparente. Un ulteriore punto di forza è che offriamo un'assistenza dedicata, riservando la massima cura sia ai rivenditori che ai i clienti finali”.

«La nostra idea non è quella di sostituirci all’oreficeria tradizionale, bensì offrire un’alternativa egualmente raffinata a un prezzo competitivo»

Il brand propone per gli operatori un supporto completo per gli allestimenti visual con espositori da vetrina brandizzati, una box per ottimizzare l’organizzazione dell'assortimento, astucci, shopper e un certificato di garanzia che attesta la qualità e l'autenticità di ogni monile. “Siamo in un momento di cambiamenti, - conclude Cecere - ma la nostra idea non è quella di sostituirci all’oreficeria tradizionale, bensì offrire un’alternativa egualmente raffinata a un prezzo competitivo. Scegliere Dana L’Or 9 Carati significa scegliere un nuovo modo di vivere il lusso: un connubio perfetto tra accessibilità e qualità, con la certezza di indossare, sempre e comunque, un gioiello di valore”.

Dan L’Or 9 Carati, a valuable alternative for small budgets It was born in December, but just a few months after its foundation, in a scenario marked by international uncertainty and the rising price of gold, Dana L'Or 9 Carati chooses a segment that represents an opportunity for those who do not want to give up gold jewellery.The sector is growing in complexity, and the brand, a spin-off of Leonardo 18 Carati, comes to life from a careful analysis of the latest buying trends. Danilo Cecere's experience, gained in the family business that has been active for over 30 years in the Il Tarì Goldsmith Centre in Marcianise, gave the La to the project, which aims to offer a valuable alternative to the consumer, responding to the needs of an evolving market. ‘With Dana L'Or 9 Carati, donating a precious jewel becomes a simple gesture, capable of combining beauty, quality and convenience,’ Cecere emphasises. ’We guarantee all our products Made in Italy, and we focus on transparent communication. A further strong point is that we offer dedicated assistance, taking the utmost care of both retailers and end customers'.

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arebbe facile (e deludente) pensare che il lusso sia una prerogativa della gioielleria costosa (e dunque inaccessibile), ma l’oro 9 carati si presenta come la risposta strategica in un momento in cui il sogno sta diventando irrealizzabile e che l’acquisto di un gioiello sembrerebbe proibitivo, viste le quotazioni del metallo prezioso. La soluzione perfetta è la nuova e vasta collezione di gioielli in oro 9kt proposta da Oroverde, il marchio che porta il nome di famiglia e che non ha mai perso le radici con il Made in Italy. Oroverde è un'alternativa di eccellenze senza dover ricorrere a materiali meno nobili, specialmente in questo periodo per consuetudine dedicato alle cerimonie. Dunque si può spendere di meno senza per questo dover rinunciare alla qualità né tantomeno al design. Basta scegliere tra i pregiati prodotti in oro 9kt - subito disponibili sul sito e senza un minimo d'ordine -, articolo di lusso, tra classici e di tendenza e di grande novità, come orecchini a cerchio, orecchini a nodo, collane con ciondoli a cuore, braccialetti…, che si traducono nel regalo perfetto, economico ma di valore, l’occasione giusta per arricchire la propria vetrina scegliendo dal catalogo online: oroverde.it Per saperne di più: Assortimento 9kt

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Oroverde a catalogo anche la ricca collezione in oro 9 carati Subito disponibili sul sito e senza un minimo d’ordine

Oroverde, the rich 9-carat gold collection also in the catalogue Immediately available on the site and without a minimum order quantity 9 carat gold presents itself as the strategic answer at a time when the dream is becoming unattainable and buying a piece of jewellery would seem prohibitive, given the prices of the precious metal. The perfect solution is the vast new collection of 9kt gold jewellery proposed by OROVERDE, the brand that bears the family name and has never lost its roots with Made in Italy. Oroverde, so as not to resort to less noble materials, especially in this period devoted to ceremonies. Just choose from the 9kt gold products - immediately available on the site and without a minimum order quantity -, from classic and trendy to great novelties, the perfect gift, inexpensive but of value, the right occasion to enrich one's shop window by choosing from the online catalogue.

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speciale 9 carati Roberto Giannotti (www.robertogiannotti.com) Girocollo con perle, angelo e cuori charm in oro giallo 9 carati

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9kt Dana L’ Or 9 Carati (www.danalor9carati.com) Collana in oro giallo 9 carati

9kt Urigold (@urigold__) Orecchini in oro giallo 9 carati

Oroverde (www.oroverde.it) Orecchini in oro 9 carati, bianco e giallo

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Lidia Lucchese (www.lidialucchesegioielli.it) Orecchini in oro 9 carati con cristallo di rocca e granato. Collezione Hypnotique

Dodo (www.dodo.it) Dodo Lucky Charm oro rosa 9 carati, argento, smalto, cammeo in porcellana e pietre naturali

9kt 9kt Bottega la Fer (www.bottegalafer.com) Anello Queen of Light, in oro 9 carati, bianco e giallo, con smerado taglio rettangolare e diamanti lab grown

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Tra le necessità dettate dal mercato e gli sviluppi di nuove opportunità di design la lega composta dal 37,5% di oro puro è al centro delle nuove collezioni Between the needs dictated by the market and developments in new design opportunities, the alloy composed of 37.5 percent pure gold is at the center of new collections

Medaglia Foto (www.medagliafoto.com) Ciondolo portafoto in oro 9 carati

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Atelier VM (www.ateliervm.com) Bracciale personalizzabile Tota Pulchra in oro giallo 9 carati con catena rolò

Songa (www.songa.it) Anello a fascia in oro giallo 9 carati, peso di 4.3g

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I SEASONAL MUST HAVE DI MILANO FASHION &JEWELS realizzazione Loiralab adv | photo Nello Giordano | styling Olga Iovane | make up Giusi Martoli

Intini Jewels (www.intinijewels.com)

Spazio alla stagione primaverile tra leggerezza, trasparenze, colori ed un ininterrotto mix and match di proposte protagoniste della recente edizione della Milano Fashion&Jewels dove le collezioni dei brand hanno alimentato l’area dello shooting live favorendo l’incontro di stili e tendenze: Freedom Flowing Lightness - Young Careless Disruptive - Effortless Vibrant // Space for the spring season among lightness, transparencies, colors and an uninterrupted mix and match of proposals protagonists of the recent edition of Milano Fashion&Jewels where the collections of the brands fed the live shooting area favoring the meeting of styles and trends Freedom Flowing Lightness - Young Careless Disruptive - Effortless Vibrant

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Chance Off (@chanceoff_)


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20Celesti Bijoux (@20celesti)

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Lebole Maison (www.lebolemaison.it)

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Vidda (www.viddajewelry.com)

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Abarin (www.abarin.it)

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Tania D’ (www.taniad.com)


Di Donna Coralli (didonnacoralli@gmail.com)


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Satellite Paris (www.satelliteparis.com)

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Guangzhou Vectra Bags Co. (www.vectrabags.com)

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Di Donna Coralli (didonnacoralli@gmail.com)


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Arco Iris (www.arco-iris.it)

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Magiejewels (@magiejewels)


Bijoux Artigianali (ceni2011@hotmail.it)


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Intini Jewels (www.intinijewels.com)

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Club Voltaire (www.clubvoltaire.it)

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Malù Bijoux (www.malubijoux.eu)

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Milano Fashion&Jewels Sannino: “Le nostre soluzioni pensate per rispondere a tutte le esigenze di visibilità e comunicazione degli espositori”

Filomena Sannino Exhibition Manager Milano Fashion & Jewels

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ur in un quadro economico complesso, sia per il mercato interno sia per quello internazionale, la Milano Fashion & Jewels si è confermata un appuntamento fieristico pienamente in forze, capace di suggerire nuove tendenze e portare alla ribalta la creatività di aziende grandi e piccole nonché di start up e marchi emergenti. La forza dello strumento fieristico nel creare occasioni concrete di business è stato ulteriormente potenziato dalla sinergica contemporaneità con MICAM Milano, MIPEL, TheOne Milano che hanno direzionato nei padiglioni di Fiera Milano 40.449 visitatori professionali totali per il 45% stranieri, provenienti da 127 Paesi come Giappone, Cina, Francia, Spagna, Germania, Grecia e Turchia. Filomena Sannino, Exhibition Manager Milano Fashion & Jewels fa un bilancio dello stato di salute del settore e spiega perché la fiera continua ad essere un momento fondamentale per la vita e lo sviluppo dei brand. “Il settore del gioiello moda, o ‘fashion jewels’, continua a evolversi con grande dinamismo, rivelando segni di una vitalità straordinaria, soprattutto in un periodo in cui i prezzi dell’oro sono aumentati notevolmente. In questo contesto, il consumatore sembra sempre più attratto da gioielli ‘democratici’,

Archiviata l’edizione di febbraio, la manifestazione dedicata al settore dell’accessorio moda, del gioiello e dell’abbigliamento tornerà dal 20-23 settembre 2025

caratterizzati da carature inferiori come il 9 carati, oppure da materiali come l’argento o l’ottone, che consentono di indossare pezzi dal design distintivo, ma accessibile. È proprio l’incontro tra design innovativo e la crescente attenzione alla sostenibilità che ha dato nuovo slancio al mercato. La domanda di pezzi unici e personalizzati, unita all’interesse per la qualità, è in continua crescita, soprattutto tra i consumatori più giovani. Questo fenomeno ha dato sicuramente una spinta positiva al nostro evento, da tempo sensibile alle tendenze del gioiello moda, confermandolo tra gli appuntamenti fondamentali per informarsi sulle ultime tendenze e stimolare nuove opportunità di business”. ◗ Le fiere continuano ad essere partner imprescindibili per le aziende ma allo stesso tempo devono fare i conti con budget più contenuti… qual è la sua formula vincente? “Saper offrire un valore aggiunto sia in termini di visibilità che di qualità. In periodi di budget ridotti, e gli eventi e le fiere sono molteplici, per un brand è essenziale ottimizzare ogni singola risorsa. Milano Fashion&Jewels, grazie anche al fatto di essere una fiera direttamente organizzata e gestita da Fiera Milano - è in grado di offrire e proporre soluzioni diversificate e complete, pensate per rispondere efficacemente a tutte le esigenze di visibilità e comunicazione dei suoi espositori. La partecipazione all’evento, infatti, è sempre più vista come un’opportunità di storytelling, un’occasione per presentare la collezione, una vera e propria vetrina dei “valori del brand”. Il nostro consiglio agli espositori è di optare per spazi contenuti in termini di mq,

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concentrandosi sulla cura della presentazione del prodotto, magari abbinando all’investimento fieristico anche una campagna di comunicazione mirata, con il supporto di media partner specializzati. Inoltre, l’evento gode di un’ottima riconoscibilità a livello nazionale e internazionale, e offre l’opportunità di accedere a diverse piattaforme di finanziamento” *. ◗ Il numero e la qualità dei buyers presenti in un evento rappresentano il primo parametro di gradimento da parte delle aziende, qual è la strategia di MFJ per coinvolgere i top? “Si concentra su una selezione accurata degli operatori, per garantire che siano presenti quelli più rilevanti e strategici per i brand. La nostra proposta, che comprende accessori, gioielli e abbigliamento mira a offrire ai marchi partecipanti una panoramica di operatori trasversali, in grado di coprire in modo completo il settore del fashion system “allargato”. L’evento include anche un programma mirato di incoming buyer, rivolto in particolare agli operatori europei e internazionali. Inoltre, grazie alla piattaforma digitale attiva da febbraio e potenziata per la prossima edizione di settembre - rendiamo e renderemo possibile un incontro diretto e interattivo tra espositori e operatori. La nostra missione è quella di creare un

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ambiente favorevole a incontri proficui, dove le opportunità di business possano davvero prosperare.” ◗ MFJ da anni è un vero e proprio osservatorio sulle tendenze e sui topic del gioiello contemporaneo… quanto è importante la cultura anche in momenti strettamente economici? “La cultura è un elemento fondamentale, soprattutto in tempi economicamente sfidanti. La ricerca di nuove tendenze, l’attenzione al design sono il motore che alimenta l’industria del gioiello moda. È proprio ciò che ci proponiamo di fare nella sezione Design Direction, grazie alla collaborazione con il Polidesign: l’obiettivo è fornire agli operatori in visita le macrotendenze e i forecast per il prossimo biennio nel mondo del gioiello e dell’accessorio moda, in modo da orientare la produzione o le campagne acquisti in base all’evoluzione del gusto del consumatore. MFJ si è sempre impegnata a stimolare e condividere questi temi, anche attraverso talk di aggiornamento, creando uno spazio in cui business e cultura si incontrano. In periodi di incertezze economiche, la cultura diventa ancora più rilevante, poiché aiuta a preservare l’identità del settore, spingendo le aziende a innovare e a pensare oltre la mera produzione, cercando di proporre gioielli e accessori che non solo rispondono alle esigenze estetiche, ma raccontano storie e suscitano emozioni”.

* MFJ National Funding

MFJ International Funding

Filomena Sannino: ‘Our solutions, designed to respond effectively to all exhibitors’ visibility and communication needs’. Despite the complex economic situation in the market, Milano Fashion & Jewels has proven its ability to suggest new trends and bring out creativity. The strength of the trade fair as a tool for creating real business opportunities was reinforced by its synergistic simultaneity with MICAM Milano, MIPEL, and TheOne Milano, which attracted a total of 40,449 professional visitors, 45% of whom were international, coming from 127 countries. Filomena Sannino, Exhibition Manager of Milano Fashion & Jewels, assesses the sector's health and explains why the fair remains a key moment for the life and growth of brands. “The fashion jewelry sector, or 'fashion jewels' continues to evolve with great dynamism, showing signs of extraordinary vitality, especially at a time when gold prices have risen significantly. In this context, consumers seem increasingly drawn to 'democratic' jewelry, characterized by lower carats, such as 9-carat gold, or made with materials like silver or brass, allowing them to wear pieces with a distinctive yet accessible design. It is precisely the combination of innovative design and a growing focus on sustainability that has given new momentum to the market.”

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al 10 al 13 maggio nella consueta location di Arezzo Fiere e Congressi, Italian Exhibition Group ospiterà la manifestazione che concentra l’eccellenza della produzione orafa industriale Made in Italy. Il distretto aretino, secondo gli ultimi dati elaborati a gennaio da Confindustria Federorafi per una ricerca sul settore orafo-gioielliero condotta da Mediobanca, si conferma campione di esportazioni tra i poli italiani del comparto con una crescita del 119 per cento, per 5,3 miliardi di euro di valore. La manifestazione punta a confermare i buoni riscontri di presenze dello scorso anno. L’edizione 2024 si era infatti chiusa con un +6,5% di visitatori rispetto al 2023 e aveva fatto registrare un aumento della quota di visitatori esteri del 9%, con 104 Paesi rappresentati. Sempre con riferimento al 2024, tra i 360 espositori, la quota proveniente da fuori confine era cresciuta del 12%.

Oroarezzo, oreficeria e tecnologia si danno appuntamento nella città che domina l’export nazionale Shaping Jewelry Ideas è anche quest’anno il tema dell’evento che, da quarantaquattro anni sulla scena dell’industry, chiama a raccolta i protagonisti della gioielleria. Il foyer di Arezzo Fiere e Congressi farà da vetrina per l’expertise manifatturiera e stilistica Made in Italy con i pezzi unici di Première, il tradizionale concorso che valorizza la creatività e il design del prezioso. L’art director di Oroarezzo, Beppe Angiolini svelerà nelle prossime settimane il tema del contest. Oltre la fiera, novità di quest’anno sarà l’allestimento del “Gianni Schicchi” di Puccini al Teatro Petrarca, cui parteciperanno buyer e partner della manifestazione. La commedia, andrà in scena lunedì 12 maggio, grazie alla collaborazione tra Italian Exhibition Group, la Città di Arezzo e la Fondazione Guido d’Arezzo e, con il supporto di Confindustria Federorafi

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Oroarezzo, jewellery and technology meet in the city that dominates national exports From 10 to 13 May in the usual location of Arezzo Fiere e Congressi, Italian Exhibition Group will host the event that concentrates the excellence of Made in Italy industrial jewellery production. The Arezzo district, according to the latest data processed in January by Confindustria Federorafi for a research on the gold and jewellery sector conducted by Mediobanca, confirms itself as export champion among the Italian poles of the sector with a growth of 119 per cent, for 5.3 billion Euro in value. The event aims to confirm last year's good attendance figures. The 2024 edition had in fact closed with a +6.5 per cent increase in visitors compared to 2023 and had recorded a 9 per cent increase in the share of foreign visitors, with 104 countries represented. Again with reference to 2024, among the 360 exhibitors, the share from outside Italy had grown by 12%. The foyer of Arezzo Fiere e Congressi will act as a showcase for Arezzo's manufacturing and stylistic expertise with the unique pieces of Première, the traditional competition that enhances the creativity and design of precious. Oroarezzo art director Beppe Angiolini will unveil the theme of the contest in the coming weeks.

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Matteo Farsura: “Vogliamo consolidare Oroarezzo come piattaforma di riferimento per l’oreficeria” Con le sei azioni promosse da IEG, si consolida il posizionamento della manifestazione aretina che ha segnato +6,5% di visite già nel 2024 di Fiammetta Benetton

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a 44ª edizione di Oroarezzo torna ad accogliere la community del gioiello dal 10 al 13 maggio 2025 ad Arezzo Fiere e Congressi, portando con sé un’ampia presenza di espositori e buyer provenienti dai principali mercati internazionali. Nuove tecnologie, trend emergenti e novità in termini di design e innovazione, saranno ancora una volta protagonisti della kermesse firmata IEG - Italian Exhibition Group che, anche per il 2025, conta sulla partnership con i principali stakeholder territoriali come la Camera di Commercio di Arezzo, Arezzo Fiere e Congressi, il Comune e la Provincia di Arezzo e la Regione Toscana. A raccontarci le principale novità dell’edizione 2025 è Matteo Farsura, Global Exhibition Manager Jewellery&Fashion Division di Italian Exhibition Group SpA. L'evoluzione impressa da IEG alla manifestazione a partire dal 2023 le ha permesso di crescere con costanza. Rinnovandosi di edizione

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in edizione, offre oggi ai visitatori un’esperienza completa che va dalle proposte dell’oreficeria ai gioielli unbranded, toccando i temi legati alle nuove tecnologie, per concludersi con un intero padiglione dedicato al Cash & Carry. ◗ Quali saranno le novità che contraddistingueranno questa edizione? L’obiettivo di IEG è di consolidare Oroarezzo come piattaforma di riferimento per l’oreficeria, con continuità e sviluppo, lavorando attentamente in particolare sulla qualità della visitazione in linea con il posizionamento della manifestazione. Nel 2024, IEG ha avviato sei azioni per evolvere Oroarezzo. Tra queste, la revisione dell’offerta espositiva con focus su oreficeria e tecnologie, la revisione del Tone of voice e del brand Oroarezzo con l’introduzione del claim “Shaping Jewelry Ideas”, che sintetizza il focus dell’offerta sulla catena di fornitura d’eccellenza per la creazione di gioielli su misura e la produzione. Grande attenzione, poi, è stata rivolta alla creazione del miglior matching possibile tra exhibitors e buyer. A questo proposito si è dimostrata indispensabile l’attività intrapresa con ICE

e con le aziende, che ci ha permesso di focalizzare la nostra attenzione sui mercati di riferimento del Made in Italy, ad esempio USA e Medio Oriente. Distintivo anche il “touch IEG” sul look&feel generale della manifestazione, che le permette di essere identificata con un preciso carattere. Anche grazie a questo layout dedicato, siamo in grado di rappresentare l’intera offerta, sfruttando tutti e sei i padiglioni del quartiere fieristico aretino. Una strategia comunicativa e organizzativa che non solo valorizza l’evento, ma migliora anche l’esperienza dei buyer rendendo ancora più efficace il loro business. Non ultima l’attenzione che poniamo al Tech nell’oreficeria: snoccioliamo i temi più contemporanei all’interno di un palisesto di convegni e di incontri che toccano il cuore degli argomenti. Questi 6 pilastri introdotti

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oroarezzo Matteo Farsura, Global Exhibition Manager - Jewellery&Fashion Division di Italian Exhibition Group SpA

L’offerta espositiva di questa edizione ha il focus su oreficeria e tecnologie. Con l’introduzione della Shaping Jewellery Ideas (che rappresenta anche il claim), viene messa in evidenza la realizzazione di gioielli su misura da parte degli espositori

nel 2023 e condivisi con tutti gli stakeholder della manifestazione, hanno già dato risultati evidenti e positivi nel 2024: un incremento del 6,5% nella visitazione rispetto al 2022, e del 9% rispetto alle edizioni pre-Covid, in particolare al 2019. Un dato ulteriore è la provenienza dei visitatori: a Oroarezzo sono presenti 109 Paesi, e nel 2024 abbiamo registrato un aumento del 9% di presenza internazionali rispetto al 2023. ◗ Tradizionale poi il contest Premiere, rivolto alle aziende espositrici, come sarà riproposto nel 2025? L’evento Premiere celebra la creatività nel design del gioiello. Curato da Beppe Angiolini, Art Director di Oroarezzo, ogni anno consente alle aziende espositrici di cimentarsi nella creazione di un gioiello innovativo. Spazio quindi alla creatività che prende le forme dei tratti distintivi di ogni brand partecipante. Anche quest’anno vedremo una selezione esclusiva di pezzi unici, ispirati a un tema che sarà svelato dallo stesso direttore artistico. E la categoria Talent darà spazioai giovani e alle scuole orafe ccon le loro creazioni in versione bozza. Il vincitore vedrà realizzato il suo gioiello da un’azienda orafa che lo presenterà al pubblico in occasione del Summit del Gioiello 2025. Per IEG è fondamentale supportare l’inserimento di nuovi talenti nel settore, coinvolgendo i giovani nel design ma anche nella produzione dei gioielli, per promuovere l’artigianalità e valorizzare il Made in Italy, che sono pilastri fondamentali del settore orafo.

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◗ Oltre a Premiere, quali altri eventi ruoteranno attorno ad Oroarezzo 2025? Una novità di quest’anno è OroArezzo in Lirica, evento esclusivo, rivolto agli espositori e ai buyer, con la rappresentazione di Gianni Schicchi: un’opera che celebra il fascino del melodramma ma che acquisirà un’alloure ancor più tematizzata grazie all’eleganza dei gioielli che saranno indossati da attori e cantanti lirici. Un evento che legherà più sfaccettature del Made in Italy e che abbiamo realizzato grazie alla collaborazione della Città di Arezzo e della Fondazione Guido d’Arezzo.

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Maria De Toni

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on l’obiettivo di rafforzare il carattere strategico della manifestazione per l’industry globale dei preziosi, Italian Exhibition Group rinnova e amplia l’offerta merceologica e il layout espositivo della prossima edizione, che rappresenta una piattaforma d’elezione per “dar forma all’idea di gioiello” non solo in Italia, ma anche sui mercati esteri, come spiega Maria De Toni, owner dell’omonimo brand: “Da oltre 15 anni, Oroarezzo è casa nostra. Rinnoviamo la partecipazione perché è un’occasione per coniugare l’innovazione della manifattura italiana con il nostro patrimonio artigianale. Per noi è anche un luogo privilegiato di incontro con i mercati internazionali. In quest’edizione con il nostro designer Piero Speggiorin stiamo orchestrando un percorso storico che avrà come protagonisti i marchi Maria De Toni e Auritalia, con multi-collezioni ispirate

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Maria Loretta De Toni

Maria Cristina Squarcialupi

Da oltre 15 anni, Oroarezzo è casa nostra. Rinnoviamo la partecipazione perchè è un’occasione per coniugare l’innovazione della manifattura italiana con il nostro patrimonio artigianale

È una vetrina strategica che rafforza la competitività internazionale del Made in Italy, connettendo creatività, innovazione e opportunità di business su scala globale

alle tecniche artigianali del territorio. La nostra mission sta nel creare un design contemporaneo, culturalmente aperto alle identità di ogni mercato, un gioiello che vuole essere vero segno di Pace e inclusione in questo tempo incerto”. L’accurata selezione dei top buyer esteri per i mercati di riferimento dell’export Made in Italy ospitati grazie al sostegno di Agenzia ICE, rappresenta un’attrattiva di indiscutibile valore anche per collaudatissimi brand. “Oroarezzo è un punto di incontro fondamentale per il settore orafo italiano”- Spiega Maria Cristina Squarcialupi, presidente Unoaerre Industries SpA, - “È una vetrina strategica che rafforza la competitività internazionale del Made in Italy, connettendo creatività, innovazione e opportunità di business su scala globale.” Dello stesso avviso anche Enrico Peruffo, Responsabile Commerciale Fratelli Bovo: “Oroarezzo è storicamente un momento del calendario fieristico molto importante per la nostra azienda. Ritroviamo clienti consolidati e possiamo fare rete con nuovi buyer internazionali provenienti soprattutto dall’area mediorientale, ma non solo. Il format della manifestazione agevola la presentazione delle nostre collezioni e ci aiuta da sempre a trasmettere i valori dell’azienda alla clientela e, infine, qui si può toccare con mano il risultato del nostro savoir faire.” Anche le complesse sfide, dettate dall’evoluzione tecnologica e dalla necessità di processi produttivi sempre più sostenibili ed efficienti sono al centro dell’offerta espositiva di Oroarezzo come conferma Maurizio Costabeber, Chief Technology Officer di DWS Systems, le cui stampanti stereolitografiche garantiscono performance e altissima precisione. “Il nostro core business è stato fin dall’inizio la gioielleria, con soluzioni dedicate, ma nel tempo abbiamo diversificato la nostra offerta anche ad altri settori industriali. In fiera presenteremo la nuova piattaforma tecnologica XCELL e il nuovo materiale ‘Digital Wax’ una resina impiegata per la microfusione a cera persa.”

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DWS System

Fratelli Bovo

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I player di settore a confronto. Oroarezzo come opportunità di business e di upgrade tecnologico

L’impegno dell’Agenzia Ice per veicolare i buyer esteri tra i driver di successo della manifestazione Industry players in comparison. Oroarezzo as an opportunity for business and technology With the aim of reinforcing the strategic nature of the event for the global jewellery industry, Italian Exhibition Group is renewing and expanding the product range and exhibition layout of the next edition of Oroarezzo, which represents a platform of choice for ‘shaping the idea of jewellery’not only in Italy, but also on foreign markets as Maria De Toni, owner of the brand, explains: ‘For over 15 years, Oroarezzo has been our home. We are renewing our participation because it is an opportunity to combine the innovation of Italian manufacturing with our craft heritage. For us, it is also a privileged meeting place with international markets’. The careful selection of top foreign buyers for the reference markets of Made in Italy exports hosted thanks to the support of Agenzia ICE, represents an attraction of unquestionable value even for tried and tested brands. ‘Oroarezzo is a fundamental meeting point for the Italian gold and jewellery sector,’ explains Maria Cristina Squarcialupi, President of Unoaerre Industries SpA, ’It is a strategic showcase that strengthens the international competitiveness of Made in Italy, connecting creativity, innovation and business opportunities on a global scale.’ Enrico Peruffo, Fratelli Bovo Sales Manager, also agrees: ‘Oroarezzo is historically a very important moment in the trade fair calendar for our company. We find established customers and can network with new international buyers, especially from the Middle East’. The complex challenges dictated by technological evolution and the need for increasingly sustainable and efficient production processes are also at the heart of Oroarezzo's exhibition offerings, as confirmed by Maurizio Costabeber, Chief Technology Officer of DWS Systems, whose stereolithographic printers guarantee performance and high precision. ‘Our core business has been jewellery from the beginning, with dedicated solutions, but over time we have also diversified our offer to other industrial sectors.

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“ “ Enrico Peruffo

Maurizio Costabeber

Il format della manifestazione agevola la presentazione delle nostre collezioni e ci aiuta da sempre a trasmettere i valori dell’azienda

Il nostro core business è stato fin dall’inizio la gioielleria, con soluzioni dedicate, ma nel tempo abbiamo diversificato l’offerta anche ad altri settori industriali

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Distretto Orafo Campano, è tempo di bilanci Voluto dall’Assessore Regionale alle Attività Produttive Antonio Marchiello e guidato dal presidente de Il Tarì Vincenzo Giannotti, il raggruppamento orafo tira le somme dei primi mesi di attività

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opo il buon riscontro delle collettive che hanno presenziato a Vicenza e a Inhorgenta Monaco, D.OR. Campania si prepara a segnare nuove tappe della sua agenda. Un percorso di crescita concreto quello offerto alle aziende dal Distretto Orafo, che si pone come referente privilegiato ed univoco tra istituzioni e mondo orafo, e che ha in serbo altre iniziative, come spiegano i suoi maggiori promotori Antonio Marchiello, Assessore alle attività Produttive della Regione Campania e Vincenzo Giannotti, Presidente Centro Orafo il Tarì e Presidente D.OR. Campania.

◗ Presidente Giannotti Dopo la presentazione a Vicenzaoro nel settembre 2024, da Presidente qual è il bilancio di questo primo semestre del D.Or. Campania? Questi primi 6 mesi di attività sono Vincenzo Giannotti stati veramente intensi. Abbiamo Presidente D.Or.Campania posto le basi per quella che sarà la realizzazione piena della Da molto tempo si progettualità inserita nel Piano di avvertiva l’esigenza di Fattibilità del Distretto. Ricordo che mettere a punto un poco meno di un anno fa, ad aprile modello di sviluppo 2024, tutti noi soggetti protagonisti comune che rafforzasse della filiera orafa campana ci l’identità del gioiello ritrovammo intorno ad un tavolo di campano. lavoro promosso dall’Assessore alle attività produttive della regione Campania Antonio Marchiello. Una rappresentanza ampia ed eterogenea, che accettò con entusiasmo e senso di responsabilità la sfida lanciata dalla Regione di diventare interlocutore unico e accreditato presso i soggetti istituzionali in rappresentanza della grande tradizione orafa. Se dovessi fare riferimento al risultato più importante conseguito finora, sarebbe sicuramente la capacità dimostrata da tutti di intraprendere un percorso di partecipazione e di condivisione di obiettivi sicuramente non facile. Non solo. Abbiamo gettato le basi per una identità comune attraverso un progetto di comunicazione corale, coerente, univoca, che accompagnerà il D.O.R. lungo il suo percorso di crescita.

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industry

◗ Il D.O.R. Campania per sua costituzione rappresenta un canale aperto, una rete di scambio tra diversi interlocutori del territorio. Quali opportunità e quali difficoltà si evidenziano? Da molto tempo si avvertiva l’esigenza di mettere a punto un modello di sviluppo comune che rafforzasse l’identità del gioiello campano. Io stesso, qualche anno fa, mi resi promotore di una convenzione tra Confindustria Caserta e Campania con Confindustria Federorafi, proprio per portare all’attenzione del sistema orafo nazionale il peso e la rappresentatività della produzione campana. Oggi finalmente abbiamo tutti gli strumenti per sviluppare una strategia comune per la valorizzazione del gioiello campano. A tal proposito stiamo anche costituendo un vero e proprio Ufficio Studi, con l’obiettivo di presentare periodicamente analisi quantitative e qualitative sui numeri e l’andamento del settore in Campania. Ma ciò che più conta è l’idea di apertura e inclusione che il Distretto promuove. Il nostro è un progetto che coinvolge tutti. ◗ Quale futuro vede per il gioiello campano e per il D.Or.? Vedo un futuro ricco di sfide e di opportunità. Oltre alle attività rivolte alla internazionalizzazione delle imprese, il nostro piano di attività tocca i temi della cultura d’impresa e del rapporto tra heritage, che è a noi molto caro, e innovazione. Abbiamo recentemente ospitato al Tarì la presentazione del progetto europeo EDIH Pride, importante opportunità di accompagnamento alla digitalizzazione delle imprese orafe in collaborazione con Campania Digital Innovation Hub e Confindustria Caserta. Ne parleremo nuovamente al Tarì il prossimo 14 aprile, durante l’edizione di primavera di Open, in occasione del Convegno dal titolo “La gioielleria campana: eccellenza del Made in Italy tra identità e innovazione”, nell’ambito delle celebrazioni della Giornata del Made in Italy. Saranno protagonisti il mondo delle istituzioni, il mondo accademico e della formazione, e soprattutto i giovani, per i quali si apriranno le porte delle nostre aziende con l’iniziativa “Fabbriche aperte”. Il futuro del gioiello campano è nelle loro mani. Soddisfatto del lavoro fatto finora anche l’assessore Antonio Marchiello, che rinnova l’impegno della Regione con il D.OR. nel costruire un sistema in cui le aziende orafe con le loro

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competenze e la loro professionalità, possano essere attori protagonisti del futuro della Campania, contribuendo a renderla una terra sempre più competitiva e attrattiva. ◗ Come Assessore alle attività produttive, lei è impegnato su più fronti e ha modo di confrontarsi con le realtà imprenditoriali più varie. Come valuta la risposta delle aziende al D.Or Campania? La vitalità del comparto sta consentendo di affrontare al meglio congiunture internazionali sfavorevoli. Peraltro, la continua crescita del costo della materia prima pone le aziende di fronte a nuove sfide. In tale contesto, il neocostituito Distretto Orafo rappresenta un punto di riferimento per il settore. Basti pensare che i soggetti che hanno costituito il distretto sono i poli più importanti di tutto il territorio campano con una perfetta coniugazione di innovazione e tradizione: il Tarì, Oromare, Borgo Orefici, Assocoral. Il distretto sta lavorando coinvolgendo anche i vari stakeholders del territorio come Confindustria, Fedepreziosi Confcommercio, Cna. La creazione di sinergie tra imprenditori consente di migliorare il posizionamento competitivo del sistema Campania e di accedere a nuove opportunità che imprese di piccola dimensione non riuscirebbero a cogliere singolarmente. ◗ La Regione mediante le collettive che ha organizzato è riuscita ad intercettare un pubblico internazionale ad eventi come Vicenzaoro e Inhorghenta. Qual è il bilancio di queste partecipazioni? Abbiamo investito tanto sulla promozione e valorizzazione del comparto orafo e prevediamo di continuare a farlo. Quest’anno siamo stati presenti all’edizione di Gennaio di Vicenzaoro e lo saremo anche a quella di Settembre attraverso una collettiva regionale che darà la possibilità a imprese di affacciarsi a questa vetrina e attraverso una “collettiva diffusa”. Quest’ultima è una forma innovativa di sostegno alle imprese che parteciperanno con un loro stand avvalendosi però di costi ridotti in quanto una parte delle spese dovute per la partecipazione saranno regolate direttamente dalla Regione Campania con l’Ente fieristico. Una duplice presenza della Regione che mira a sostenere il tessuto orafo locale favorendo le circa 50 aziende che ogni anno partecipano alla manifestazione. Anche Inhorgenta a Monaco di Baviera ha rappresentato una sfida

interessante in cui le aziende orafe hanno potuto tastare un mercato ancora rimasto inesplorato. Le aziende interessate si sono mostrate molto entusiaste e hanno espressamente dimostrato il loro interesse a ritornarci. Per tale ragione, con una recente delibera è stato approvato il programma di internazionalizzazione dei prossimi anni. La Regione Campana sosterrà infatti le aziende orafe campane sia a VicenzaOro che ad Inhorgenta anche negli anni 2026 e 2027. ◗ Lei ha fortemente creduto in questo progetto. La Regione quanto ha investito in esso? L’investimento finanziario è stato finora relativamente ridotto, ed è consistito, oltre all’acquisizione dei servizi necessari alla partecipazione alle due manifestazioni fieristiche, nel finanziamento di un progetto proposto dal distretto per circa 150.000 euro. Sono da Antonio Marchiello sottolineare però Assessore alle Attività gli obiettivi Produttive e al Lavoro ambiziosi che il Distretto intende Sono da sottolineare perseguire, gli obiettivi ambiziosi partendo che il Distretto intende dall’innovazione perseguire, partendo del settore orafo, dall’innovazione del passando per settore, passando per l’incremento delle capacità l’incremento competitive delle imprese delle capacità che ne fanno parte fino competitive delle a sviluppare nuove imprese che ne opportunità di formazione. fanno parte fino a sviluppare nuove opportunità di formazione. Pertanto, laddove tra gli output di progetto vi saranno idee su cui investire, la Regione Campania è pronta a rendere disponibili nuove risorse finanziarie. Tra le iniziative che sicuramente potranno trovare il sostegno della Regione Campania vi sono le Academy Di Filiera, strumenti finalizzati a ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro attraverso la coprogettazione, fra imprese e agenzie formative, di percorsi di formazione finanziati ed effettivamente rispondenti alle esigenze delle imprese.

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Nel 2023 l’Unione Europea ha emanato una direttiva che permette, dal 1° dicembre 2025 di ottenere il riconoscimento IGP anche se non si fa parte del food&wine, beneficiando di un grandissimo vantaggio legato sia alla tracciabilità che alla qualità e alla sostenibilità

Assocoral, Aucella: “Tanti progetti: un consorzio e l’indicazione IGP per il corallo e il cammeo”

“ T Vincenzo Aucella Presidente Assocoral Si va verso una concertazione di ordini mirati perché lo “stock” non funziona più. Mentre prima gli artigiani lavoravano figure più o meno standardizzate, oggi, anche per seguire le richieste dei brand più grandi e per restare competitive, le nostre aziende puntano ad una produzione mirata sui disegni del cliente

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radizione, innovazione e formazione. Non semplici parole ma fatti che, nella splendida Torre del Greco, lambiscono le coste e, come onde, si infrangono sulla realtà delle aziende artigiane che lavorano corallo e cammeo. ◗ Quale sarà il futuro di questa nicchia produttiva che dal 1800 tratta due prodotti della natura e li trasforma in opere d’Arte? “A Torre del Greco la lavorazione di corallo e cammeo subisce inevitabilmente le incertezze legate alle congiunture socio economiche e politiche mondiali” spiega Vincenzo Aucella, Presidente di Assocoral. “Non tanto per l’aumento materia prima, che indubbiamente influisce, quanto, piuttosto, per questioni legate al cambio di usi e costumi di acquisto dei clienti: con le guerre (commerciali e non), dopo la buona ripresa del periodo post Covid, abbiamo registrato un 2024 più fiacco, ma pur sempre in linea con quanto succede negli altri comparti”.


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La filiera però non si arrende e, nonostante le dimensioni numericamente ristrette e geograficamente concentrate, si riunisce attorno ad una vibrante associazione capace di valorizzare lo spirito di appartenenza e di identità e di tutelare i propri soci che sono in continua crescita. ◗ Come sono cambiate, in questi ultimi mesi, le lavorazioni di corallo e cammeo? “Si producono meno gioielli ma aumenta la qualità. Si va verso una concertazione di ordini mirati perché lo “stock” non funziona più. Mentre prima gli artigiani lavoravano figure più o meno standardizzate, oggi, anche per seguire le richieste dei brand più grandi e per restare competitive, le nostre aziende puntano ad una produzione mirata sui disegni del cliente. Arrivano spesso i castoni (sagome metallo, ndr.) sui quali produciamo il semilavorato. Questo cambio di paradigma ci impegna moltissimo nella continua ricerca della perfezione. L’innovazione tecnologica ci aiuta molto perché arriviamo a produrre semilavorato anche di

dimensioni minuscole ma precisi al millimetro e poi entra in campo l’esperienza e il saper fare dei nostri maestri artigiani. Questo vale sia per il cammeo che per il corallo. Ci piace una tendenza del mercato degli Emirati Arabi che sta portando i consumatori ad avvicinarsi al mondo del cammeo che spesso ci viene richiesto con incastonature di oro e diamanti: si tratta di una elevazione intrinseca del valore del cammeo”. ◗ A cavallo tra presente e futuro, su quali progetti state lavorando? “Per una serie di attività nate in Regione Campania, Assocoral si è dotata di un proprio Consorzio che oggi conta 40 aziende: quello del “Corallo e Cammeo Torrese”. Grazie a questa evoluzione possiamo cogliere importanti opportunità come quella di ottenere l’indicazione geografica protetta (IGP) artigianale. Nel 2023 l’Unione Europea ha emanato una direttiva che permette, dal 1° dicembre 2025 di ottenere questo riconoscimento anche se non si fa parte del food&wine, beneficiando di un grandissimo vantaggio legato sia alla tracciabilità che alla qualità e alla sostenibilità. Per ottenerlo bisogna dimostrare di avere manodopera riconducibile ad un territorio, far parte di un Consorzio di tutela, di essere dotati di una struttura di controllo e di essere rispettosi di un determinato disciplinare. È così che, sfruttando il bando MIMIT che ha messo a disposizione 3 milioni di euro a livello nazionale per le realtà che vogliono lavorare in questa direzione, abbiamo partecipato, presentando due disciplinari di utilizzo, uno per il corallo e uno per il cammeo. Superato il bando regionale e il nazionale, siamo in attesa delle direttive del decreto attuativo per candidarci a livello europeo. Indispensabile poi l’impegno di Assocoral nei confronti delle giovani generazioni che si concretizza nella collaborazione con il liceo artistico Francesco Degni (che oggi vanta aule complete di stampanti 3D, scanner 3D, un laboratorio 3D) e con la Fondazione Cologni grazie alla quale Assocoral ha ottenuto una borsa studio per un ragazzo che è stato inserito in un’azienda nostra associata per migliorare la sua formazione”. ◗ E il turchese? “È sempre stato tagliato a Torre del Greco. Perché si utilizzano tecniche e macchinari che servono per la lavorazione del corallo. Negli ultimi anni, anche questo mercato ha avuto uno stravolgimento perché, alcune tra le miniere più importanti (come la

Assocoral, Aucella: ‘Many projects, including the creation of the consortium with which we will obtain the Protected Geographical Indication at European level’ Tradition, innovation and training. Not mere words but facts that, in the splendid Torre del Greco, lap the shores and, like waves, break on the reality of the artisan companies that work coral and cameo. What will be the future of this productive niche that has been processing two products of nature and transforming them into works of art since 1800? ‘In Torre del Greco, the working of coral and cameo inevitably suffers from the uncertainties linked to the world socio-economic and political situation,’ explains Vincenzo Aucella, President of Assocoral. ‘Not so much because of the increase in raw materials, which undoubtedly has an influence, but rather because of issues related to the change in customers' buying habits and customs: with the wars (commercial and otherwise), after the good recovery of the post-Covid period, we have recorded a slower 2024, but still in line with what is happening in other sectors. Straddling the present and the future, what projects are you working on? ‘Due to a series of activities that originated in the Campania Region, Assocoral has set up its own consortium, which now has 40 companies: that of ‘Corallo e Cammeo Torrese’. Thanks to this development, we can seize important opportunities such as obtaining the artisanal protected geographical indication. In 2023 the European Union issued a directive that allows, from 1 December 2025, to obtain this recognition even if you are not part of the food&wine industry, benefiting from a great advantage linked to both traceability and quality and sustainability. In order to obtain it, it is necessary to prove that one's workforce can be traced back to a territory, that one is part of a protection consortium, that one has a control structure and that one complies with a specific specification. This is how, taking advantage of the MIMIT call for tenders that has made available 3 million euro at a national level for realities that want to work in this direction, we participated, presenting two specifications, one for coral and one for cameo. Having passed the regional and the national call, we are waiting for the directives of the implementing decree to apply at European level.

Sleeping Beauty) sono state pressoché bloccate. Oggi ci sono delle alternative (come il turchese iraniano, messicano). Se queste funzionano per mercati interni ed europei, per mercati come la Cina non hanno speranza.” (FB)

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entisettesima edizione per il salone Open, al centro orafo il Tarì, che quest’anno anticipa l’edizione primaverile dall’11 al 14 aprile “La nostra l’attenzione” - spiega il Presidente Vincenzo Giannotti - “è sempre puntata al mercato, non solo in occasione degli eventi fieristici, ma attraverso un’attività di marketing e di dialogo continuativa. Dal confronto quotidiano con aziende e trade deriva ogni nostra scelta: dalle promozioni mirate dedicata alla clientela, alla scelta del posizionamento di date, fino ad arrivare ai contenuti specifici”. A conferma delle parole del Presidente, è ricca di appuntamenti l’agenda dell’evento, che vedrà, tra gli altri, un interessante approfondimento gemmologico dedicato alle pietre di colore a cura di IGI (Istituto Gemmologico Italiano) e la proposta di strumenti e strategie per favorire la comunicazione del gioiello online. Sabato 12 farà tappa al Tarì la presentazione dell’importante indagine di mercato, commissionata da Agenzia ICE con Confindustria Federorafi, sul tema delle tendenze nella distribuzione della gioielleria in Europa. Focus dell’indagine, i comportamenti di acquisto dei consumer nei paesi “Big Five”, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Italia.

L’intelligenza artificiale a servizio del settore Orafo: Innovazione e Crescita Anche settore orafo, l’IA sta riscuotendo un crescente interesse, in particolar modo per la facilitazione della prototipazione virtuale, l’ottimizzazione dei processi produttivi, ma anche la creazione di nuovi canali di marketing e esperienze di acquisto. Sabato 12, alla sala Zaffiro il talk illustrerà le nuove potenzialità per gli operatori nel orafo, fornendo esempi concreti.

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Tarì Open, nuove date e approfondimenti di settore: la fiera oltre la fiera L’evento del centro orafo rimodula strategicamente il consueto appuntamento e punta su IA, gemmologia e su un nuovo layout espositivo Il 14 aprile invece sarà la volta del Convegno a cura del D.OR. e della Regione Campania “La Gioielleria campana: eccellenza del Made in Italy tra identità e innovazione”. La discussione sarà un’occasione di confronto e di approfondimento su dati e numeri della filiera orafa campana, con testimonianze di prestigio e un focus specifico sul rapporto tra heritage e formazione. L’Evento è stato inserito nel calendario nazionale degli appuntamenti dedicati alle celebrazioni della II Giornata nazionale del Made in Italy. “Open consolida il proprio ruolo di riferimento

commerciale per il mercato della gioielleria italiana ed europea, - prosegue Giannotti - anche attraverso la proposta di approfondimenti tematici dedicati alla formazione e all’aggiornamento professionale dei gioiellieri”. Novità anche sul fronte dell’esposizione con il Vanity Space, un’area interamente dedicata alle tendenze. “Tra i punti di forza del nostra evento”, - conclude Giannotti, - “è importante evidenziare il presidio offerto anche in occasione degli eventi fieristici, del comparto artigianale che supporta la filiera e che è pienamente operativo al Tarì anche in occasione degli eventi espositivi”.

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DIA MA NTI


Doha International Diamond & Gem Conference, il Qatar si candida a interlocutore nell’industry dei diamanti


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Da sx Bogolo Joy Kenewendo, Minister of Minerals and Energy of Botswana; Dr. Ahmed Al Sayed, Minister of State for Foreign Trade; Saad Al Kharji, Chairman of Qatar Tourism; Sheikh Mohammed Al Thani, CEO of the Qatar Free Zone Authority; Paul Rowley. Executive Vice President, De Beers Group; Feriel Zerouki, President of the World Diamond Council; and Ronnie VanderLinden, President of the International Diamond Manufacturers Association.

Cambiamenti strutturali nella catena di approvvigionamento e nell’evoluzione dei consumers al centro dell’incontro tenutosi a fine gennaio

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a prima edizione della Doha International Diamond & Gem Conference si è conclusa a inizio febbraio. Saad Al Kharji, Presidente di Qatar Tourism, sponsor principale dell’evento, ha accolto nell’elegante cornice del complesso alberghiero The Ned, istituzioni e personalità di spicco dell’industry del diamante. Tra i presenti Ahmad Al Sayed, Ministro di Stato per il Commercio Estero; Bogolo Joy Kenewendo, Ministro dei Minerali e dell’Energia del Botswana; Ahmed Bin Sulayem, Presidente Esecutivo del Dubai Multi Commodities Centre; Feriel Zerouki, Presidente del World Diamond Council e Kirit Bhansali, Vicepresidente del Gem & Jewellery Export Promotion Council. “Siamo entusiasti di essere riusciti a organizzare questa conferenza inaugurale nell’arco di soli tre mesi” - ha dichiarato Alex Popov, presidente del comitato organizzativo della DIDGC - “Speriamo che questo sia solo l’inizio di una lunga serie di appuntamenti in Qatar!”

Alex Popov

Chairman of the Organising Committee of the Doha International Diamond & Gemstone Conference

Siamo entusiasti di essere riusciti a organizzare questa conferenza inaugurale nell’arco di soli tre mesi

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La scelta della location non è casuale. Il ricco paese arabo rappresenta infatti uno dei mercati d’investimento più interessanti del Medio Oriente. Con un’economia basata prettamente sul petrolio e sul gas, è cresciuto molto velocemente nel settore immobiliare e si candida a diventare punto di riferimento anche per i preziosi e per le pietre. Bogolo Joy Kenewendo, Ministro dei Minerali e dell’Energia del Botswana, ha sottolineato a margine dell’incontro l’importanza della partnership del suo paese con il Qatar, nel promuovere il commercio etico dei diamanti. “Siamo stati orgogliosi di sostenere il Qatar nel Processo di Kimberley e siamo lieti di vederlo oggi prendere il testimone nella promozione dei diamanti attraverso questa conferenza. L’ impegno è evidente ed è chiaro che questa non è stata solo una conferenza, ma un passo verso un progressivo e significativo cambiamento.” Sulla stessa lunghezza d’onda anche le dichiarazioni di Feriel Zerouki, Presi-

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dente del World Diamond Council (WDC), che ha definito l’emergente Qatar come una forza diamantifera globale. “Da quando è entrato a far parte del Kimberley Process nel 2021, il Qatar si è ritagliato il suo spazio. Questo appuntamento stabilisce un monito per il futuro, all’ insegna dell’unità e della trasparenza”. Ricca di appuntamenti e di talk, l’agenda della Conferenza di Doha ha preso il via con un seminario curato da Richa Goyal, giornalista e autrice di settore, dal titolo “Coloured Gemstones and Pearls: New Horizons”, che ha approfondito aspetti relativi all’estrazione e al marketing delle pietre. La prima giornata si è conclusa con “The tech advantage in diamond and gemstone supply chain”, a sottolineare gli aspetti tecnologici e logistici volti a migliorare la trasparenza e accrescere la fiducia dei consumatori in relazione soprattutto alle nuove alle generazioni. La seconda giornata di incontri ha visto una breve sessione iniziale intitolata “Why Qatar”: protagonisti gli imprenditori, che hanno sottolineato i vantaggi di fare business nel paese. Successivamente, Frank Müller, esperto del mercato del lusso, ha moderato un panel intitolato “Adding value to diamonds and gemstones: keeping consumers captivated” sulla percezione del consumer rispetto ai diamanti sintetici. Il seminario conclusivo della giornata, “From mines to markets: a social development revolution”, ha evidenziato la necessità per le aziende di integrare la sostenibilità e le pari opportunità in tutta la filiera dei diamanti e

delle gemme colorate. Uno dei momenti più partecipati della conferenza è stata la sessione sull’ESG e sulla sostenibilità tenutasi presso la Heenat Salma Farm. Immersi nella bellezza del paesaggio desertico, i partecipanti hanno discusso sul futuro dell’approvvigionamento etico, dell’estrazione responsabile e di impatto sociale. Un piacevole ritiro e una opportunità immersiva per guardare la sostenibilità da una prospettiva chiara: lusso e responsabilità possono e devono camminare insieme. (RM)

Da quando è stato accettato nel processo di Kimberley nel 2021, il Qatar si sta preparando per il commercio internazionale di diamanti grezzi e lavorati e fornisce servizi ausiliari e supporto di marketing ai produttori e ai rivenditori di gioielli di alta gamma.

“ “ Feriel Zerouki

President of the World Diamond Council Senior Vice President, Provenance, Ethics & Industry Relations. De Beers Group

Questo appuntamento stabilisce un monito per il futuro, all’ insegna dell’unità e della trasparenza

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Bogolo Joy Kenewondo

Minister of Minerals and Energy of the State of Botswana

Siamo stati orgogliosi di sostenere il Qatar nel Processo di Kimberley e siamo lieti di vederlo oggi prendere il testimone nella promozione dei diamanti attraverso questa conferenza.

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Doha International Diamond & Gem Conference: Qatar Positions Itself as a Key Player in the Diamond Industry. Structural Changes in the Supply Chain and Consumer Evolution at the Heart of the Late January Meeting The first edition of the Doha International Diamond & Gem Conference (DIDGC) concluded in early February. Saad Al Kharji, President of Qatar Tourism, the event’s main sponsor, welcomed institutions and key figures from the diamond industry to the elegant setting of The Ned hotel complex. Among the attendees were Ahmad Al Sayed, Minister of State for Foreign Trade; Bogolo Joy Kenewendo, Botswana’s Minister of Minerals and Energy; Ahmed Bin Sulayem, Executive Chairman of the Dubai Multi Commodities Centre; Feriel Zerouki, President of the World Diamond Council; and Kirit Bhansali, Vice President of the Gem & Jewellery Export Promotion Council. “We are thrilled to have organized this inaugural conference in just three months,” said Alex Popov, Chairman of the DIDGC Organizing Committee. “We hope this is just the beginning of a long series of events in Qatar!” The choice of location was no coincidence. The wealthy Arab nation is considered one of the most promising investment markets in the Middle East. On the sidelines of the event, Bogolo Joy Kenewendo, Botswana’s Minister of Minerals and Energy, emphasized the importance of her country's partnership with Qatar. “We were proud to support Qatar in the Kimberley Process. The commitment is evident, and it is clear that this was not just a conference, but a step towards progressive and meaningful change.” A similar sentiment was echoed by Feriel Zerouki, President of the World Diamond Council (WDC), who described Qatar as an emerging global diamond powerhouse. “Since joining the Kimberley Process in 2021, Qatar has carved out its place. This event sets a precedent for the future, promoting unity and transparency.”

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Müller: “Chi non si evolve rischia di scomparire e il momento per decidere è ora” di Nicole Pastore

Dr. Frank Müller, esperto di lusso con oltre trent’anni di carriera, ha guidato marchi di alta orologeria come A. Lange & Söhne e Glashütte Original, oltre a far parte del board del Gruppo Swatch per il Sud-Est asiatico. Fondatore della società di consulenza The Bridge to Luxury, è docente in prestigiose business school e curatore del Luxury Industry Performance Index.

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e un tempo il diamante naturale era il simbolo indiscusso di esclusività, oggi l’industria si trova di fronte a un nuovo protagonista: i diamanti sintetici. L’avvento delle gemme coltivate in laboratorio ha innescato un dibattito che tocca non solo la qualità e il valore delle pietre, ma anche la percezione stessa del lusso. Come si sta evolvendo il mercato e quali sono le sfide per i brand di alta gamma? Durante il panel “Adding Value to Diamonds & Gemstones: Keeping

Consumers Captivated”, è emerso un concetto chiave: il consumatore del lusso è lo stesso in ogni categoria, dall’orologeria alla moda, dall’automotive alla gioielleria. “Se guardiamo alle altre industrie, vediamo che affrontano gli stessi problemi: l’innovazione sostitutiva, la sostenibilità e il cambiamento demografico”, spiega Müller. I diamanti sintetici rientrano perfettamente in questo scenario. Il mercato, infatti, li ha ormai accolti come un’alternativa reale, e la loro crescita sembra inarrestabile: una

The Evolution of Luxury Between Natural and Lab-Grown Diamonds For decades, natural diamonds have been the ultimate symbol of exclusivity, but the industry is now facing a new competitor: lab-grown diamonds. The rise of laboratory-cultivated gems has sparked a debate not only about the quality and value of these stones but also about the very perception of luxury. How is the market evolving, and what are the key challenges for high-end brands? During the panel “Adding Value to Diamonds & Gemstones: Keeping Consumers Captivated”, moderated by Dr. Frank Müller, a key concept emerged: luxury consumers behave similarly across different industries, from watchmaking to fashion, automotive, and jewelry. “If we look at other industries, we see that they face the same challenges: substitute innovation, sustainability, and demographic shifts,” Müller explains. Lab-grown diamonds fit perfectly into this scenario. The market has embraced them as a real alternative, and their growth seems unstoppable: a recent study in Germany found that 67% of consumers would consider buying one, signaling a shift in perceived value. While the industry navigates the rise of synthetic diamonds, other economic factors are reshaping the market, including tariffs imposed by the United States. “Luxury is a mood-driven business: even those with financial means need to feel confident to make a purchase,” Müller notes. Economic uncertainty, combined with geopolitical instability, could dampen investments in the sector. At the same time, the price of natural diamonds is declining, raising questions about their market

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recente ricerca condotta in Germania ha rivelato che il 67% dei consumatori potrebbe prendere in considerazione l’acquisto di un diamante di laboratorio, segno di cambiamento nella percezione del valore. Mentre il settore si confronta con la crescita dei diamanti sintetici, altre variabili economiche stanno contribuendo a ridefinire il mercato, tra cui i dazi imposti dagli Stati Uniti. “Il lusso è un business dell’umore: anche chi ha disponibilità economica ha bisogno di sentirsi sereno per acquistare”, sottolinea Müller. Le incertezze economiche, quindi, unite a dinamiche geopolitiche instabili, potrebbero scoraggiare gli investimenti nel settore. Parallelamente, il prezzo dei diamanti naturali sta calando, sollevando interrogativi sulla loro posizione di mercato. “Se i prezzi del lusso scendono, il lusso stesso perde il suo significato. I consumatori vogliono che il valore del loro acquisto rimanga stabile nel tempo”, osserva Müller. Il rischio, dunque, è che la contrazione dei prezzi minacci l’esclusività del diamante naturale e rafforzi ulteriormente la concorrenza dei diamanti di laboratorio, rendendo ancora più difficile per i brand mantenere un posizionamento premium. Di fronte a queste sfide, il settore del diamante deve reinventarsi per mantenere il suo status. Secondo quanto emerso nel panel a Doha, la chiave sta in un riposizionamento strategico basato su soluzioni fondamentali come: migliorare la comprensione del consumatore attraverso la ricerca di mercato, aggiornare l’offerta per rispondere alle nuove esigenze, rafforzare il branding lungo tutta la filiera, espandere la categoria oltre il diamante puro con marchi legati allo stile di vita, promuovere il settore con sforzi di marketing condivisi, puntare su un’educazione onesta dei clienti e, quando necessario, uscire strategicamente dal mercato per preservare il valore. Se il passato del lusso era definito dall’esclusività, il futuro sarà determinato dalla capacità di spiegare e giustificare il proprio valore. “Chi non si evolve rischia di scomparire”, conclude Müller. “E il momento per decidere è ora”.

positioning. “If luxury prices drop, luxury itself loses meaning. Consumers want the value of their purchase to remain stable over time,” Müller observes. The risk, therefore, is that falling prices will undermine the exclusivity of natural diamonds while strengthening the competition from lab-grown alternatives, making it even more challenging for brands to maintain a premium positioning. To address these challenges, the diamond industry must reinvent itself to sustain its status. As highlighted during the panel in Doha, the key lies in a strategic repositioning based on fundamental solutions: improving consumer understanding through market research, upgrading offerings to meet new demands, strengthening branding across the supply chain, expanding beyond pure diamonds with lifestyle-oriented brands, promoting the industry through collective marketing efforts, providing honest consumer education, and, when necessary, exiting the market strategically to preserve value. If the past of luxury was defined by exclusivity, the future will be shaped by the ability to explain and justify its value. “Those who do not evolve risk disappearing,” Müller concludes. “And the time to decide is now.”

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Richa Goyal Sikri è una giornalista, autrice e digital storyteller specializzata in gemme preziose e gioielli. Dopo una carriera ventennale nel settore del turismo, ha rivolto la sua attenzione al mondo delle pietre preziose, curando visite educative a miniere e centri di taglio. Il suo stile narrativo ha ottenuto ampio riconoscimento sulle piattaforme digitali, portandola a collaborare con Harper’s Bazaar, Vogue, Buccellati, Fabergé e il GIA. Nel 2024 ha pubblicato No Stone Unturned: The Hunt for African Gems, una raccolta di storie reali sul mondo delle gemme.

Sikri: “Oltre i diamanti. Le gemme colorate stanno riconquistando il lusso

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er decenni i diamanti hanno dominato il mercato del lusso, ma oggi le gemme colorate stanno riconquistando il loro spazio. “C’è una crescente domanda di rubini, zaffiri e smeraldi”, spiega Richa Goyal Sikri. L’eccesso di offerta di diamanti e le incertezze geopolitiche hanno creato una crisi di fiducia tra i consumatori, spingendoli a esplorare nuove opzioni. “Molti acquirenti, incerti sul valore a lungo termine dei diamanti, stanno guardando altrove, contribuendo al crescente interesse per le pietre colorate”. Un altro elemento chiave è la riduzione della domanda cinese, che in alcuni segmenti è calata anche del 3040%. “La Cina era il più grande acquirente di gemme colorate, ma il rallentamento della domanda ha avuto un impatto

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speciale diamanti Beyond Diamonds: Why Colored Gemstones Are Reclaiming Luxury

significativo sul mercato. Tuttavia, a differenza dei diamanti, i prezzi delle pietre di alta qualità sono rimasti stabili”. Il panel moderato da Sikri, “Coloured Gemstones and Pearls: New Horizons”, ha messo in luce, tra i vari punti, il ruolo cruciale delle politiche governative nel settore. Un caso emblematico è stato quello dello Zambia, dove la reintroduzione della tassa del 15% sulle esportazioni di smeraldi ha improvvisamente bloccato il mercato locale. “Colti di sorpresa e impossibilitati ad assorbire l’enorme carico fiscale, i produttori di smeraldi hanno interrotto tutte le esportazioni di smeraldi dallo Zambia. In seguito, è iniziato un dialogo tra le parti interessate del settore e il governo zambiano. Su questo tema, Rashmi Sharma di Jewel of Africa ha fornito approfondimenti durante il panel. I loro sforzi hanno ora portato alla revoca della tassa del 15%”. Oltre alla regolamentazione, un altro aspetto determinante per il futuro delle gemme colorate è la trasparenza nella comunicazione. “I consumatori non sono gemmologi. Non basta parlare di caratura e purezza, bisogna raccontare la storia dietro ogni pietra”, sottolinea Sikri. La narrazione autentica diventa quindi uno

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For decades, diamonds have dominated the luxury market, but today, colored gemstones are making a strong comeback. “There is a growing demand for rubies, sapphires, and emeralds,” explains Richa Goyal Sikri. The oversupply of diamonds and geopolitical uncertainties have caused a crisis of confidence among consumers, leading them to explore new options. “Many buyers, unsure about the long-term value of diamonds, are looking elsewhere, contributing to the rising interest in colored gemstones.” Another key factor is the decline in Chinese demand, which has dropped by 30-40% in some segments. “China was the largest buyer of colored gemstones, but this slowdown has significantly impacted the market. However, unlike diamonds, prices for high-quality stones have remained stable.” The panel moderated by Sikri, “Coloured Gemstones and Pearls: New Horizons”, highlighted the crucial role of government policies in the sector. A notable example was Zambia’s re-introduction of a 15% export tax on emeralds, which abruptly halted the local market. “Caught unaware, and unable to absorb the huge tax burden, the emerald producers stopped all emerald exports from Zambia. A discussion began in Zambia between industry stakeholders and the Zambian government. Insights related to this were provided by Rashmi Sharmi, from Jewel of Africa on the panel. Their efforts have now led to the 15% tax being revoked.” Beyond regulations, another crucial aspect for the future of colored gemstones is transparency in communication. “Consumers are not gemmologists. Talking about carat weight and clarity isn’t enough; we need to tell the story behind each stone,” Sikri emphasizes. Authentic storytelling has become an essential tool for attracting new buyers, especially among younger generations. “We need to move beyond narratives centered on colonial history and European royalty. The market needs stories that are relevant to today’s consumers.” Price transparency is also becoming increasingly important. “At first, there was resistance to publicly sharing gemstone prices, but today, being clear and direct is key to building consumer trust.” Looking ahead, the colored gemstone market appears poised for continued growth. “The demand for the ‘Big Three’- rubies, emeralds, and sapphires - remains strong. Additionally, designers are experimenting with new solutions, such as using pearl strands instead of gold to reduce costs and make jewelry more accessible.” Even pearls, long considered a classic symbol, are experiencing a revival. “Today, artists and designers are reinventing pearls in innovative ways, making them more modern and appealing even to younger buyers.”

“I consumatori non sono gemmologi. Non basta parlare di caratura e purezza, bisogna raccontare la storia dietro ogni pietra”

strumento essenziale per attrarre nuovi acquirenti, soprattutto tra le giovani generazioni. “Dobbiamo smettere di basare il racconto solo su storie coloniali e regine europee. Il mercato ha bisogno di narrazioni più attuali e rilevanti”. Anche la trasparenza sui prezzi sta diventando un altro fattore sempre più importante. “All’inizio c’era resistenza nel condividere pubblicamente i prezzi delle gemme, ma oggi essere chiari e diretti è fondamentale per conquistare la fiducia del consumatore”. Guardando al futuro, il mercato delle gemme colorate sembra destinato a crescere. “La domanda per le ‘Big Three’ - rubini, smeraldi e zaffiri - resta solida. Inoltre, i designer stanno sperimentando nuove soluzioni, come l’uso di fili di perle al posto dell’oro per ridurre i costi e rendere i gioielli più accessibili”. Anche le perle, infatti, spesso considerate un simbolo classico, stanno vivendo una nuova fase di popolarità. “Oggi gli artisti e i designer le stanno reinterpretando in modi innovativi, rendendole più moderne e appetibili anche per i giovani acquirenti”. (NP)

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Margot Stuart è co-fondatrice e COO di OriginAll e responsabile del progetto OriginAlluxury, un’iniziativa che coinvolge oltre 300 stakeholder del lusso per promuovere trasparenza e tracciabilità nella supply chain. Con oltre 18 anni di esperienza nella lotta al commercio illecito e alla contraffazione, ha collaborato con organizzazioni internazionali come INTERPOL e OECD, affermandosi come una delle massime esperte in sostenibilità e gestione dei dati nel settore del lusso.

Stuart: trasparenza N e tracciabilità, la rivoluzione digitale nel mondo dei diamanti

el mercato dei diamanti, la trasparenza non è più un optional, ma un valore essenziale. “I consumatori vogliono più di un oggetto raffinato: cercano storie, provenienza e un impatto positivo”, sottolinea Stuart. Questo vale soprattutto per i diamanti, dove l’origine certificata influisce direttamente sulla percezione del valore. Dimostrare la provenienza di una pietra non è solo una questione di fiducia, ma anche di desiderabilità: un diamante con una storia verificabile è più attraente e acquisisce un valore superiore agli occhi del cliente. La tecnologia sta rivoluzionando il settore, offrendo strumenti come blockchain, intelligenza artificiale e Digital Product Passports (DPPs) per garantire una tracciabilità sempre più accurata. I DPPs, in particolare, stanno emergendo come un mezzo per raccogliere e strutturare le informazioni chiave su un gioiello, aiutando i consumatori a comprendere meglio la provenienza e le caratteristiche del prodotto. “La tecnologia è un abilitatore, ma serve un impegno umano per rendere i dati accessibili e comprensibili”, spiega Stuart. Durante il panel “The Tech Advantage in Diamond and Transparency and Traceability: The Digital RevoGemstone Supply Chain”, Margot lution in the Diamond Industry Stuart ha infatti discusso In the diamond market, transparency is no longer optional l’importanza di un modello di it has become an essential value. “Consumers want more than just a refined object; they seek stories, provenance, and tracciabilità integrato. La filiera del a positive impact,” says Stuart. This is particularly lusso è complessa e coinvolge molti for diamonds, where certified origin directly inAbbiamo bisogno di true attori, per questo una singola fluences perceived value. Proving a stone’s provenance is not just a matter of trust but also desirability: un ecosistema a diamond with a verifiable history is more attractive soluzione non è sufficiente. “Abbiamo bisogno di un ecosistema collaborativo in cui holds greater value in the eyes of the buyer. Tecollaborativo in cui and diverse tecnologie, ognuna adattata a chnology is revolutionizing the industry, offering tools diverse tecnologie, specifiche esigenze, e ogni attore della filiera possano ognuna adattata a connettersi per offrire un specifiche esigenze, quadro completo e e ogni attore della affidabile”. In un settore filiera possano tradizionalmente connettersi per esclusivo e offrire un quadro inaccessibile, la trasparenza sta completo e affidabile diventando il nuovo

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status symbol. “Il lusso non è solo desiderio, ma anche consapevolezza: sapere che un gioiello è stato prodotto in modo etico e sostenibile aumenta il suo valore emotivo”, afferma Stuart. Quando un cliente può dire: ‘Questo anello ha contribuito a riforestare un’area, ha sostenuto condizioni di lavoro eque e so esattamente da dove proviene ogni materiale’, il significato e il legame emotivo dell’acquisto cambia completamente. Margot Stuart vede un’industria in costante trasformazione, in cui la tracciabilità diventerà una norma consolidata. “La tecnologia sta facendo passi da gigante, ma la vera rivoluzione avverrà quando la trasparenza sarà parte integrante dell’esperienza di acquisto, trasformandola da semplice garanzia di autenticità a un vero motore di desiderabilità e catalizzatore di nuove esperienze immersive”. (NP)

such as blockchain, artificial intelligence, and Digital Product Passports (DPPs) to ensure increasingly accurate traceability. DPPs, in particular, are emerging as a way to collect and structure key information about a piece of jewelry, helping consumers better understand the provenance and characteristics of the product. “Technology is an enabler, but human engagement is needed to make data accessible and understandable,” explains Stuart. During the panel “The Tech Advantage in Diamond and Gemstone Supply Chain,” Margot Stuart discussed the importance of an integrated traceability model. The luxury supply chain is complex and involves multiple players, meaning that no single solution is sufficient. “We need a collaborative ecosystem where different technologies, each adapted to specific circumstances, and every actor in the supply chain can connect to provide a complete and reliable picture.”

In a traditionally exclusive and inaccessible sector, transparency is becoming the new status symbol. “Luxury is not just about desire, but also about awareness: knowing that a piece of jewelry has been produced ethically and sustainably increases its emotional value,” Stuart states. When a customer can say, ‘This ring has contributed to reforestation, supported fair working conditions, and I know exactly where each material comes from,’ the meaning and emotional attachment to the the purchase changes entirely. Margot Stuart envisions an industry in constant transformation, where traceability will become an established standard. “Technology is advancing rapidly, but the real revolution will happen when transparency is seamlessly integrated into the purchasing experience, transforming it from a mere guarantee of authenticity into a true driver of desirability and enabler of new, immersive experiences.”

Yamkela Makupula è CEO della South African Diamond Producers Association (SADPO) e imprenditrice mineraria. Ex partner di PricewaterhouseCoopers, ha lavorato con il governo sudafricano su questioni economiche e legislative. Dal 2021 ha investito in miniere in Sudafrica, espandendo le sue attività in altri paesi africani. Riconosciuta tra le 40 under 40 leader africane, è una delle donne più influenti nel business e nella politica del continente.

Makupula: “Il nostro futuro non può essere affidato solo a De Beers”

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diamanti non sono solo simboli di lusso, ma rappresentano un pilastro fondamentale per lo sviluppo economico di molti Stati africani. Tuttavia, affinché il loro impatto sia pienamente realizzato, i paesi produttori devono superare le dipendenze storiche. Per decenni, De Beers ha controllato il mercato dei diamanti, ma oggi l’industria non può più fare affidamento su un’unica entità per definirne la percezione globale. “La dipendenza che l’industria ha avuto da De Beers deve finire”, afferma Makupula. “Dobbiamo raccontare le nostre storie, soprattutto come paesi produttori, perché i diamanti naturali nei nostri territori non sono solo un bene di

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lusso, ma sono essenziali per la crescita economica e hanno un impatto diretto su molte vite africane.” Sebbene De Beers abbia ridotto significativamente la sua quota di mercato globale nell’ultimo decennio, il settore continua ad aspettarsi che l’azienda promuova i diamanti come faceva 30 anni fa. “Attraverso la collaborazione, soprattutto nelle strategie di marketing, abbiamo l’opportunità di far crescere l’industria dei diamanti.” I minatori artigianali e su piccola scala svolgono un ruolo cruciale in questa trasformazione. “I diamanti alluvionali si trovano principalmente nelle comunità rurali, dove le attività economiche sono scarse o addirittura inesistenti”, spiega Makupula. “La presenza di depositi alluvionali significa creazione di posti di lavoro, sviluppo di piccole imprese e infrastrutture essenziali come strade, acqua ed elettricità.” SADPO promuove un approccio inclusivo che supporti sia i “Dobbiamo raccontare grandi operatori che i minatori artigianali. “Più miniere sono operative, maggiore è l’impatto sulle comunità locali. Il nostro ruolo è le nostre storie, garantire l’espansione del settore nonostante le sfide degli ultimi anni.” soprattutto come Paesi Anche la sostenibilità sta plasmando l’industria, con normative sudafricane che impongono alle aziende minerarie di attuare produttori, perché i piani di sviluppo sociale e del lavoro. “Quando estraiamo, siamo diamanti naturali nei responsabili della formazione delle competenze, del miglioramento delle nostri territori non scuole e delle strade locali, oltre a garantire alloggi, acqua e servizi igienici”, afferma Makupula. Il ripristino ambientale è un altro sono solo un bene di elemento chiave, che serve per assicurarsi che le aree estrattive lusso, ma sono possano essere riportate a un uso agricolo produttivo. essenziali per la L’attuale scenario economico sta, inoltre, ridefinendo il settore: “L’Africa fa parte dell’economia globale e la maggior parte dei macchinari crescita economica” per l’estrazione e la produzione proviene da paesi colpiti dai dazi imposti dagli Stati Uniti”, spiega. “I costi aggiuntivi derivanti da questi dazi verranno inevitabilmente trasferiti lungo tutta la catena di approvvigionamento.” La mancanza di industrie locali per la lavorazione e la trasformazione delle materie prime amplifica ulteriormente l’impatto economico. “Le attuali sfide economiche globali accelerano la necessità di avviare una produzione locale in Africa.” Con l’attenzione mondiale sempre più rivolta alla Africa: Diamonds as a Driver of Development Diamonds are not just symbols of luxury; they are a cornerstone of economic sostenibilità e alla resilienza economica, l’Africa ha development for many African nations. However, for this impact to be fully real’opportunità di ridefinire il proprio ruolo nel lized, producing countries must move beyond historical dependencies. For demercato dei diamanti. Rafforzare le industrie cades, De Beers controlled the marketing of diamonds, but the industry can no longer rely on a single entity to shape its global perception. “The dependency locali, favorire la collaborazione e garantire that the industry has had on De Beers for marketing diamonds has to stop,” normative che supportino l’intera filiera saranno says Makupula. “We need to tell our own stories, especially as producing counelementi chiave per costruire un futuro più tries, because natural diamonds in our nations are not just for luxury - they are core to our economic growth and have a direct impact on many African lives.” autosufficiente e competitivo. (NP) Sheikh Mohammed bin Hamad bin Faisal Al Thani

While De Beers has significantly reduced its global market share in the past decade, the industry continues to expect the company to promote diamonds as it did 30 years ago. “Through collaboration, especially in marketing strategies, we have an opportunity to grow the diamond industry.” Small-scale and artisanal miners play a crucial role in this transformation. “Alluvial diamonds are mainly found in rural communities where there is little, and in most cases, no economic activity,” Makupula explains. “The presence of alluvial mines means the creation of jobs, small businesses, and essential infrastructure such as roads, water, and electricity.” SADPO advocates for an inclusive approach that supports both large-scale and artisanal miners. “The more mines are operational, the greater the impact on local communities. Our role is to ensure the expansion of the industry despite the challenges of recent years.” Sustainability is also shaping the industry, with South African regulations requiring mining companies to implement social and labor development plans. “When we mine, we are responsible for developing skills, upgrading local schools and roads, and providing housing, water, and sanitation,” Makupula states. Land rehabilitation is another key aspect, ensuring mined areas can be returned to productive agricultural use. The economic scenario is another factor reshaping the sector. “Africa is part of the global economy, and most mining and production machinery comes from countries affected by U.S. tariffs,” she explains. “The additional costs from tariffs will be passed across the supply chain.” The lack of local beneficiation and manufacturing further amplifies the impact. “Current global economic issues accelerate the discussion on the importance of local manufacturing in Africa.” With increasing global focus on sustainability and economic resilience, Africa has an opportunity to redefine its role in the diamond market. Strengthening local industries, fostering collaboration, and ensuring regulatory frameworks support the entire value chain will be key to building a more self-sufficient and competitive future.

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Nel 2025 si assiterà alla rinascita dei diamanti naturali Martin Rapaport: “Il mondo sta andando verso un cambiamento radicale e le condizioni economiche influenzano di certo anche l’industria del diamante”

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di Fiammetta Benetton - ph. courtesy www.rapaport.com

d affermarlo è Martin Rapaport, fondatore di Rapaport Group e fervente sostenitore del Kimberley Process Certification Scheme. Iniziò la carriera nel 1975 come apprendista intagliatore di diamanti, ad Anversa per trasferirsi nel ’78 a New York, dove Non so in che modo fondò il Rapaport diale politiche del mond report: un sito web Presidente Trump che quotidianamente pubblica la quotazione influiranno, ma di dei diamanti per gioielleria. È Mr. Rapaport in percerto serviranno ad sona a definire, in una dettagliata intervista, i contorni aumentare la netti della sua analisi di mercato e la previsione per il 2025 per quella che definisce “industria dei diamanti”. manifattura interna

degli USA “In un periodo storico in cui l’incertezza domina i mercati (tra dazi e guerre) e la popolazione, sempre più, si divide tra consumatore del lusso e consumatore “cheap”, l’industria dei diamanti deve fare i conti con le tariffe: il tema più sfidante per il 2025. I diamanti naturali hanno un prezzo che oggi è molto alto mentre quelli Lab grown sono molto poco costosi. Al di là di questo, non so in che modo le politiche del Presidente Trump influiranno, ma di certo serviranno ad aumentare la manifattura interna degli USA. Urge, senza dubbio, che gli Stati interessati dai dazi, vadano ad un tavolo di negoziazione con l’America perché la bilancia del commercio è molto delicata in questo momento, ancor più se guardiamo alla Cina”.

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◗ Cosa accadrà nel 2025? “Ci sarà la rinascita dei diamanti naturali, perché i diamanti sintetici diventeranno troppo economici per la classe benestante, che tornerà alla vita “normale”. E mi aspetto che i prezzi dei diamanti naturali aumenteranno un po’. È una specie di ciclo “psicologico”: nel lusso, quando i prezzi salgono la domanda cresce e viceversa. Quindi prevedo che i prezzi dei diamanti sintetici faranno il loro corso nella misura in cui anche i loro prezzi al consumo scenderanno in modo significativo. E penso che man mano che il business dei diamanti naturali si riprenderà perché il diamante sintetico sta perdendo di appeal”. ◗ Sotto il profilo generale dell’andamento cosa ci dobbiamo aspettare? “Ci sono numerosi problemi oltre alle tariffe, relativi ai bilanci finanziari di alcune grandi compagnie ma anche alla pressione sulle società minerarie. Fino ad ora c’è stata dimostrazione di grande resilienza del comparto nell'affrontare i problemi. Non escludo che ci sarà una ripresa dell'attività entro il prossimo Natale e questo porterà ad una ancor più netta separazione tra chi sceglierà i diamanti naturali e chi quelli sintetici. Categorie di diamanti che affrontano e subiscono la concorrenza dei lab grown, subiranno molta pressione”. ◗ Il riferimento va soprattutto al mercato americano che è diviso a metà con una preferenza verso i Lab grown, soprattutto quando si guarda agli anelli di fidanzamento o simili. “Consumatori e rivenditori del lusso sono il pubblico dei diamanti naturali” afferma. ◗ E per quanto riguarda la tipologia di clientela? “Negli USA, con i figli del “baby boomer” abbiamo assistito al più grande trasferimento di ricchezza ereditata nella storia dell'umanità. Parliamo di 124 trilioni di dollari, ed eravamo negli anni ‘50. Ora, stiamo verificando un trasferimento molto simile, verso la Generazione X e la Generazione Z: stiamo parlando di 30 trilioni sulla prima e 3 trilioni sull’altra. Denaro che andrà (in eredità) a persone che sono cresciute con un tenore di vita e un potere di spesa alti: la maggior parte di queste persone è andata al college, ha un buon lavoro e guarda a quell'eredità che gli darà modo di acquistare beni di lusso e prodotti di gioielleria, diamanti naturali, ecc… riconquisteranno loro quella fetta di mercato. Noi, produttori e venditori dovremo concentrarci molto anche sul cambiamento di usi e costumi e sulle strategie di marketing per ottenere la tua giusta quota”.

©Rapaport Sierra Leone Trade Mission in Sierra Leone

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Martin Rapaport: “The world is heading toward a radical change, and economic conditions certainly influence the diamond industry as well” This statement comes from Martin Rapaport, founder of the Rapaport Group and a strong supporter of the Kimberley Process Certification Scheme. He began his career in 1975 as an apprentice diamond cutter in Antwerp before moving to New York in 1978, where he founded the Rapaport Diamond Report - a website that publishes daily diamond pricing for the jewelry market. In a detailed interview, Mr. Rapaport himself outlines the sharp contours of his market analysis and his 2025 forecast for what he calls the “diamond industry.” “In a historical period where uncertainty dominates the markets (amid tariffs and wars), and the population is increasingly divided between luxury consumers and 'cheap' consumers, the diamond industry must reckon with tariffs - one of the most challenging issues for 2025. Natural diamonds are currently very expensive, while lab-grown diamonds are much more affordable. Beyond that, I don't know exactly how President Trump’s policies will impact the market, but they will certainly boost domestic manufacturing in the U.S. It is crucial that the countries affected by these tariffs sit at the negotiation table with America, as the trade balance is very delicate at this moment, especially when we consider China.” What will happen in 2025? “We will see a resurgence of natural diamonds because synthetic diamonds will become too cheap for the wealthy class, which will return to ‘normal’ life. I also expect that natural diamond prices will rise slightly. It’s a kind of psychological cycle: in the luxury market, when prices go up, demand increases, and vice versa. So, I predict that synthetic diamond prices will follow their course, with their consumer prices dropping significantly. And I believe that as the natural diamond business recovers, synthetic diamonds will lose their appeal.” What should we expect in terms of overall market trends? "There are numerous issues beyond tariffs, including financial concerns for some major companies and pressures on mining firms. So far, the sector has demonstrated strong resilience in facing these challenges. I wouldn’t rule out a market rebound by next Christmas, which will further sharpen the divide between those who choose natural diamonds and those who opt for synthetics. Diamond categories that compete with lab-grown diamonds will face significant pressure.” The main reference is the U.S. market, which is currently split, with a preference for lab-grown diamonds, particularly for engagement rings and similar jewelry. “Luxury consumers and retailers are the natural diamond audience,” he states. What about the customer demographics? “In the U.S., with the children of the 'baby boomers,' we witnessed the largest transfer of inherited wealth in human history-$124 trillion in the 1950s. Now, we are seeing a very similar transfer to Generation X and Generation Z: $30 trillion for the former and $3 trillion for the latter. This money will be inherited by individuals who have grown up with a high standard of living and significant purchasing power. Most of them have attended college, have well-paying jobs, and see their inheritance as an opportunity to buy luxury goods and jewelry. Natural diamonds will reclaim that segment of the market. As producers and sellers, we must also focus heavily on changing consumer behaviors and marketing strategies to secure our fair share.”

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Borsa Diamanti Italia, Luigi Cosma: “il lab-grown non è un diamante” a cura di Borsa Diamanti Italia

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dly è relativo considerando le emissioni che ogni lavorazione industriale prevede sia nella produzione del prodotto stesso che delle sofisticate attrezzature che consentono di ottenerlo. Non dimentichiamo, tra l’altro, che per produrre diamanti lab-grown abbiamo bisogno di minerali estratti come la grafite, il nichel, il ferro, il cobalto, e la pirofillite. Ciò non toglie che la sua assenza di preziosità, la sua estetica che replica quella di un diamante naturale e la sua apparente eco logicità, lo possa rendere appetibile al mercato dei consumatori più giovani e a coloro che ricercano della gioielleria a basso costo. Siamo sicuri di volere diffondere l’idea che un prodotto industriale, che è diventato parte di supermateriali a servizio di hi-tech e comunicazioni, possa sostituire una gemma naturale? Un diamante naturale da sempre rappresenta un valore, un simbolo, non per il suo prezzo, ma per la preziosità e l’unicità del processo naturale che l’ha generato e della filiera di uomini esperti che l’ha lavorato fino a farlo diventare un gioiello prezioso. Vogliamo convincere le nuove generazioni di consumatori che tutto è accessibile senza attesa e ricerca, a basso costo e a km zero sotto l’inganno dell’eco-friendly? Vogliamo creare dopo il fast food anche il fast jewel usando materiali ad uso industriale? Lo scenario che potrebbe aprirsi potrebbe essere quello di pochi industriali del sintetico partner di aziende dell’hitech che governano gran parte delle transazioni economiche del settore e nuove generazioni che non sapranno più dare valore a simboli che hanno accompagnato la storia dell’uomo. Non togliamo alle future generazioni simboli, valori e desideri soprattutto quando legati a emozioni e sentimenti. Facciamo chiarezza ai consumatori, non alimentiamo inganni per interessi di pochi, ignorati dai più. Lasciamo che i diamanti naturali continuino a rappresentare quello che hanno sempre rappresentato: il valore di un’emozione.

ingresso del diamante lab-grown in gioielleria ha aperto uno scenario di competizione commerciale tra sintetico e naturale. Ma questa competizione non ha ragione di esistere in quanto si parla di due materiali con una profonda diversità di valore sia intrinseco che estrinseco. Il diamante è un materiale con caratteristiche fisico chimiche tali da renderlo indispensabile per le attività industriali, energetiche e tecnologiche. Esso infatti possiede estrema durezza, elevato indice di dispersione ottica, altissima conducibilità termica, grande resistenza agli agenti chimici e bassissimo coefficiente di dilatazione termica. I diamanti sono inoltre altamente idrorepellenti e presentano una elevata resistenza agli agenti chimici. Negli ultimi vent’anni la richiesta del diamante ad uso industriale è cresciuta di pari passo alla crescita dell’industria tecnologica e delle comunicazioni. Ciò ha portato alla necessità di disporre di grandi quantità di questo materiale. Essendo il diamante un minerale naturale raro ed esauribile, si è reso perciò necessario sviluppare processi che consentissero di accedere a grandi quantità di materiale a basso costo e in tempi brevi da immettere sul crescente mercato dell’industria. È così che la ricerca si è dedicata allo sviluppo delle tecniche di sintesi in laboratorio di questo Luigi Cosma nuovo materiale con le stesse caratteristiche fisico Presidente BDI chimiche del diamante e ha iscritto nel panorama delle scienze dei materiali, accanto al diamante È così che la ricerca si è dedicata allo sviluppo naturale, il “diamante” sintetico. delle tecniche di sintesi in Tale innovazione è risultata e contilaboratorio di questo nuerà ad essere fondamentale per nuovo materiale con le l’evoluzione delle nuove tecnologie stesse caratteristiche applicate all’industria e alle comunifisico chimiche del cazioni. Il processo di sintesi del diamante è un diamante e ha iscritto nel processo tecnologico e quindi energivoro e a panorama delle scienze scarso controllo umano. L’industria del diamante dei materiali, accanto al sintetico consente perciò una grande capitalizzadiamante naturale, il zione del processo produttivo. L’impatto eco-frien“diamante” sintetico

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