A € 15,00 / B € 13,00 / F € 13,00 / D € 15,00 / UK GBP 8,90 L € 13,00 / NL € 8,90 / P € 9,90 / E € 9,90 / CH CHF15,00
special Springtime
Una nuova stagione Le donne preziose d’Italia // Lino Raggio un artista riluttante alla mondanità // Carlo Palmiero una passione nata da bambino // Sergio Antonini l’arte è il suo mondo i gioielli il suo linguaggio
Poste Italiane S.P.A. – Spedizione In Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N.46) ART. 1, comma 1 S/NA/11/2019
marzo 2021 € 6,00 Italy only
#comunicazione #cambiamento #strategia
editoriale
[…] il cambiamento era nelle persone... Tutti, nessuno escluso, stiamo affrontando una crisi senza precedenti. È un momento molto difficile aggravato dai lockdown imposti, dalle problematiche sanitarie, dai tanti lutti che si sta portando dietro. In tempi come questo, obbligate ad un isolamento forzato, le persone cercano conforto nei mezzi di comunicazione per capire come rispondere all’emergenza ma anche per ritagliarsi momenti di svago, di intrattenimento. Secondo alcune ricerche, in ogni singolo minuto del 2020 sono stati condivisi più di 41 milioni di messaggi su whatsapp, 150 mila post su facebook e 37 mila storie su Instagram. La comunicazione ha un flusso continuo che va ben oltre le riunioni di lavoro, includendo la presenza su più piattaforme anche contemporaneamente. Ma questa crisi è e deve essere solo uno stop temporaneo. Come aziende, dobbiamo prepararci alla ripresa e ripartire più forti di prima facendo di questa stasi un momento di fermento. Se oggi le nuove collezioni hanno difficoltà ad “uscire” dalle gioiellerie, se
la mancanza di appuntamenti fieristici limita la possibilità di incontri con i clienti, se, umanamente, abbiamo paura di guardare avanti, dobbiamo stringere i denti e pensare positivo per non buttare via quello che abbiano costruito negli anni. Fondamentale è non smettere di comunicare con i propri clienti: continuare a proporre i propri prodotti significa rimanere nella testa delle persone, emergere, farsi ricordare. Facciamo che questo periodo di pandemia diventi una buona occasione per riflettere sui propri obiettivi, rivalutare le strategie messe in campo fino ad ora per avere una visione di insieme per i mesi a venire. La comunicazione non deve quindi essere finalizzata alla sola vendita ma alla costruzione di una vera e propria strategia di “marketing informativo” sul valore dei nostri prodotti e della nostra azienda. Insomma, non è il momento di tirare i remi in barca ma, diversamente, di cavalcare l’onda. Concludo con una citazione tratta da “Un mercoledì da leoni” per ricordare che nella vita non bisogna mai temere il cambiamento.
“
Dal largo veniva un vento teso che polverizzava la cresta delle onde, era una distesa immensa di spuma e in acqua si sentiva il morso del freddo... ma ora tutto sembrava appartenere al passato… il cambiamento non era nella spiaggia, nel vento, nelle onde, il cambiamento era nelle persone...”
78
Carlo Palmiero
NEW 20 Christie’s, Hagerty, Cosmo Petrone 22 Fragile Bellezza
POLITECNICO DI MILANO 60 Il pink team di Alba Cappellieri
EDITORIAL 66 The new springtime
DESIGN 62 dieci Must che non dovrebbero mancare nel guardaroba e nella vita di una donna 72 Schiaparelli, gioielli come in un sogno
PRECIOUS STORY 74 Lino Raggio 76 Sergio Antonini 78 Carlo Palmiero 80 Tonino Boccadamo
NEW PROPOSAL 30 Primavera, una nuova stagione 84 Fashion alphabet
FASHION STORY 42 Simona Elia 44 Nisha Gir 46 Maria Maresca 48 Marisa Angelucci 50 Matilde Bello 52 Vienna e Mara Palma
BRAND 26 Hagerty 27 E-motion 28 Unoaerre 90 LeBebé 90 Auritalia 90 Maria de Toni 91 Lebole Gioielli 92 Fratelli dinacci 92 Techmade 92 Ego-SE’
CLUB DEGLI ORAFI 38 Emanuela Burgener 54 L’Empowerment femminile
38
IEG ITALIAN EXHIBITION GROUP 56 L’oro rosa. Le donne di Italian Exhibition Group
anno XIII / n.1 marzo 2021 tiratura 25.000 copie Spedizione in abbonamento postale
76
Antonini
Margherita Burgener
COVER: E-MOTION www.emotions.it
hanno collaborato: Martino Belmanto, Maria Elena Bonacini Enrica Buongiorno, Marilina Curci, dalida daffara Luigi Esposito, Maria Rosaria Petito, Lucietta Vinciguerra
sommario
E-COMMERCE 24 Vendere gioielli online
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Questa rivista è stampata su carta certificata FSC a tutela dell’ambiente perchè le materie prime di legno provengono da fonti sostenibili e controllate
in collaborazione con
Sciò oincide con il bicentenario della morte di Napoleone I (1769-1821) la messa all'asta da Christie’s, nell’ambito di Magnificent Jewels, della spettacolare parure di zaffiri e diamanti, proveniente dalla collezione della figlia adottiva dell’imperatore, Stephanie de Beauharnais, granduchessa di Baden (1789-1860). Andranno all’incanto, a Ginevra il prossimo 12 maggio, nove pezzi tra cui un diadema, un collier, un paio di orecchini, due pendenti, spille, un anello e un braccialetto. Questa parure, realizzata con 38 zaffiri provenienti dallo Sri Lanka, fu donata a Stephanie da sua cugina Hortense de Beauharnais, come alcuni scritti, ritrovati tra le scatole di gioielli, affermano.
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All’asta la parure di zaffiri della figlia adottiva di Napoleone I
gli amuleti della nuova linea di Cosmo Petrone
Sono in edizione limitata e sono tutti prodotti artigianalmente, in lega di bronzo e ottone, con pietre naturali e semipreziose i nuoi corni gioiello realizzati dal designer Cosmo Petrone. “Non è vero ma ci credo” …e questa volta la scaramanzia si è vestita di eleganza e raffinatezza: Con la ricerca del giusto contrasto, della perfetta congiunzione di sartorialità e glamour per un prodotto che cavalca le passerelle della moda per arrivare ai distributori in un espositore da banco che non potrà non attirare gli sguardi delle donne che amano indossare un accessorio esclusivo.
Christie’s cosmopetrone.it
Hagerty
Un tessuto antibatterico per aggiungere igiene alla brillantezza hagerty.world/it/
empre alla ricerca di soluzioni specifiche per la cura e la pulizia degli oggetti preziosi, affina la sua gamma di panni presentando un tessuto antibatterico, impregnato della stessa sostanza utilizzata per i bagni ad immersione. Una vera innovazione che fa da barriera agli agenti inquinanti e che a breve coprirà l’intera produzione di panni Hagerty, nello specifico dei prodotti per gioielli, garantendo, oltre che brillantezza, igiene, particolarmente in questo periodo così delicato.
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20 | Preziosa Magazine | 1.2021 | Special Springtime
Special Springtime | 1.2021 | Preziosa Magazine | 21
www.fragilebellezza.it www.archiviorafivalenza.it
ragile bellezza, arte e oreficeria contemporanea, si replica! Il successo della mostra voluta dal Comune di Valenza (per adesso solo virtuale causa emergenza sanitaria) e, soprattutto, la pubblicazione dell’esaustivo catalogo curato da Lia Lenti e Domenico Maria Papa, edito da Silvana Editoriale e distribuito sull’intero territorio nazionale, dove sono illustrate le opere di dieci artisti contemporanei in collaborazione con dieci aziende orafe valenzane coinvolte attivamente nel progetto, obbliga a bissare l’iniziativa. E dunque l’inscindibile connubio tra
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FRAGILE BELLEZZA UNA MOSTRA (PER ORA VIRTUALE) ORGANIzzATA dAL COMUNE DI VALENZA E ALLESTITA NELL’ORATORIO dI SAN BARTOLOMEO dI VALENzA
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arte ed artigianalità valenzana sarà ancora il motore di una seconda edizione, con medesimi curatori. Vi si confronteranno nuovi artisti, ugualmente supportati da aziende orafe valenzane, autori di opere che confluiranno in una mostra, stavolta fisica, prevista per l’autunno 2021, corredata dalla pubblicazione di un secondo catalogo bilingue. Si andrà poi oltre. L’universo dell'arte sarà messo a confronto con quello dell'oreficeria su una prossima piattaforma digitale (www.fragilebellezza.it) che ospiterà anche il tour virtuale dell’esposizione allestita nell’Oratorio di San Bartolomeo di Valenza) ricca di contenuti ed informazioni su artisti ed aziende coinvolti nel progetto Fragile bellezza.
22 | Preziosa Magazine | 1.2021 | Special Springtime
UN SUCCESSO CHE OBBLIGA A BISSARE L’INIZIATIVA A breve anche una piattaforma digitale dove si incontreranno arte e artigianalità orafa 1. Antonio De Luca / Ofir (mulieris lumina et umbrae / light and shadows of a woman, 2020) // 2. Elizabeth Aro - Vendorafa Lombardi (la fragilità degli abbracci / raiz de luz, 2020) // 3. Güler Ates / Crivelli (home, 2020) // 4. Erirca Borghi / Margherita Burgener (achillea, 2020) // 5. Carlo Galfione / Scuola orafa For.Al “Vincenzo Melchiorre” (Nemesis, 2020) 5.
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empre più coniugati al digitale, gli acquisti avvengono ormai premendo pochi click. Seppur la gioielleria è sempre stato un settore storicamente restio a declinarsi al mondo online, le vicissitudini che noi tutti - nostro malgrado - stiamo vivendo hanno segnato un cambiamento decisivo nelle abitudini dei consumatori a livello globale. Infatti nel corso dell’ultimo anno sono stati varati, in un susseguirsi sfrenato di colpi di mouse, record di vendite online di gioielli da capogiro. La scorsa primavera Sotheby’s ci ha strabiliato con un bracciale Tutti Frutti che è stato aggiudicato per $1.340.000 [1], a Giugno il record è stato doppiato da Christie’s che ha venduto online per $2.115.000 un solitario con diamante taglio smeraldo da ben 28.86ct [2]. Numeri straordinari che mostrano in modo tangibile quanto acquisti estremamente importanti, sia per ciò che rappresentano a livello emozionale che per il loro valore intrinseco, possano essere effettuati online conquistando un pubblico inesplorabile attraverso i tradizionali mezzi fisici. Ogni barriera di spazio e tempo viene abbattuta. Ora più che mai, le possibilità di vendere con successo online sono concrete: ma è una solida strategia a fare la differenza per ottenere i risultati desiderati. Quali sono i fattori da considerare per poter essere vincenti nelle vendite online di preziosi? Innanzitutto è necessario prevedere la presenza su molteplici canali digitali: social media, e-commerce e marketplace. Sono tutti strumenti complementari per un’ottima riuscita online specialmente se ben interconnessi tra loro e gestiti con la massima coerenza. Il proprio ecommerce è la vetrina in cui clienti già acquisiti e nuovi, possono visionare, confrontare, valutare, comprare nuove collezioni e classici. I social media sono un valido mezzo per farsi conoscere, fidelizzare e creare un rapporto più diretto con clienti. I marketplace sono siti di vendita online che offrono prodotti selezionati di diversa tipologia e brand. Permettono di approcciarsi ad un ampio pubblico internazionale e difficilmente raggiungibile dai singoli e-commerce, se non si dispone di budget da almeno cinque zeri. La prima regola d’oro per vendere gioielli online è la trasparenza. Su qualsiasi mezzo digitale le fotografie e video dei prodotti sono ovviamente fondamentali per la vendita. I preziosi devono essere presentati con foto professionali ma devono essere sempre veritiere: alterazioni dei colori delle gemme o l’eliminazione di eventuali imperfezioni non devono mai essere effettuate. Nel momento in cui il cliente aprirà la scatola, il gioiello dovrà rispecchiare fedelmente le aspettative. Trasparenza che deve anche riflettersi nella descrizione delle caratteristiche del prodotto. Arrotondare pesi e carature, omettere trattamenti sulle pietre o non citare lievi difetti, può causare un effetto boomerang tagliente per la reputazione. I clienti digitali sono inoltre sempre più informati ed aggiornati, quindi anche una corretta nomenclatura di gemme e gioielli secondo linee guida CIBJO è grande sintomo di professionalità e serietà che viene fortemente apprezzato. Così come avviene in negozio, un cliente felice può influenzare molti altri potenziali clienti, considerando che online le recensioni e post possono raggiungere migliaia di
VENDERE GIOIELLI ONLINE LE REGOLE D’ORO di dalila daffara
1. Sotheby’s: Cartier Tutti Frutti Bracelet Fetches Online Record Of $1.3 Million At Sotheby’s 2. Christie’s “This spectacular Type IIa d colour diamond ring weighs 28.86 carats. On 30 June 2020 it sold at Christie’s for $2,115,000, setting a world record for the most expensive jewel sold in any online auction
24 | Preziosa Magazine | 1.2021 | Special Springtime
persone in poche ore. Questa è la chiave per ottenere un’efficace pubblicità positiva a costo zero. Un’ulteriore regola d’oro imprescindibile per vendere preziosi online è la fiducia: è la conditio sine qua non che permette di vivere appieno la sfera dell’emozione durante la scelta di quello che è destinato a diventare il simbolo di gratificazione, riconoscenza, amicizia, celebrazione, amore. Specialmente online l’affidabilità dell’azienda è uno dei valori cardine che va trasmesso e rispettato in ogni sfaccettatura, a maggior ragione per i beni di lusso. Pertanto anche nella scelta di un marketplace con cui collaborare è fondamentale affidarsi a realtà attendibili che riflettano coerentemente i propri valori; scelta che si traduce nel raggiungimento del target di pubblico idoneo di conseguenza in possibili vendite. Le eccellenze della gioielleria devono essere presentate online con la stessa nobiltà, dedizione e cura che da sempre contraddistingue il nostro settore, proseguendo nella privilegiata missione di accompagnare i clienti nei loro momenti speciali.
per la cura efficace dei preziosi
Hagerty UNA PULIzIA RAPIdA Ed EFFICACE dEL GIOIELLO CON PIETRE PREzIOSE
La missione di Hagerty Realizzare i migliori prodotti e le migliori formule per la pulizia e la cura dei beni preziosi, di tutte le persone che si affidano ad Hagerty per il loro oggetti importanti. “Da oltre 125 anni la missione di Hagerty è prendersi cura dei tuoi oggetti preziosi”
26 | Preziosa
L’evoluzione negli anni: le gamme ed i prodotti
Hagerty Precious Stones Pencil
Hagerty propone oggi un’ampia gamma di prodotti sicuri, efficaci e con risultati eccellenti; formulazioni mirate ai diversi materiali e ai molteplici momenti nella vita quotidiana di ogni persona. dai prodotti per la pulizia dei gioielli e di tutti i metalli preziosi, l’innovazione e la ricerca è stata orientata anche verso altri segmenti della cura e della pulizia dei materiali della casa Il DNA di Hagerty è legato alla cura dei preziosi, con trattamenti ad immersione e con panni impregnati, e oggi anche con un nuovo prodotto fortemente innovativo che garantisce eccellenti risultati, attraverso un uso semplice e rapidissimo
La pulizia più rapida ed efficace del gioiello con pietre preziose? Hagerty Precious Stones Pencil. Precious Stones Pencil consente di pulire in modo preciso e accurato qualsiasi gioiello con Diamanti, Rubini e Zaffiri, grazie allo speciale liquido di pulizia che viene rilasciato attraverso il pennello-spazzola. La formulazione liquida viene dosata delicatemente ad ogni rotazione della parte superiore della penna; è semplice ed efficace come l’uso di un prodotto cosmetico. E dopo aver raggiunto e pulito anche le zone più nascoste del gioiello, un semplice risciacquo in acqua - anche quella tiepida del rubinetto seguito da una rapida asciugatura, consentirà di indossare immediatamente il proprio gioiello nel suo rinnovato splendore! Hagerty per il lancio del nuovo prodotto Precious Stones Pencil ha realizzato un espositore con un prodotto tester in omaggio, per coinvolgere attivamente il consumatore offrendogli la prova del prodotto e consentendo di verificare il risultato sui propri gioielli in tempo reale. L’offerta di nuovi servizi post-vendita è l’opportunità per sviluppare e consolidare la relazione con i clienti, attraverso prodotti ad elevata innovazione e di reale valore. Sarà l’occasione per mettere il cliente al centro di un’esperienza nuova ed interattiva. La prova del prodotto vale più di mille parole…. Ed è più semplice e veloce.
hagerty.world/it/
Anello in oro 18kt e diamanti naturali diamante centrale taglio farfalla, carati 0,72 Modello B.Fly Pezzo unico
diamante Fancy Color
E-MOTION
www.emotions.it
tutta questione di affidabilità n diamante non lo si acquista, lo si adotta, perchè nel futuro il suo valore sarà destinato comunque ad aumentare. E allora, in base a cosa la scelta giusta? La borsa newyorkese o il famigerato Rapaport possono essere ottime guide, ma nel pratico c’è solo bisogno di totale affidabilità, requisito che ha consentito alla E-Motion, fondata e guidata da Sergio Sorrentino, di acquisire e mantenere la fiducia dei propri clienti fin dalla nascita, nel 2001, e di crescere in maniera sana e adeguata al mercato. Oggi è tra le più qualificate aziende italiane di settore. Al prestigioso posizionamento ha contribuito anche una strategica visione pionieristica: fu la prima a realizzare una linea di pietre preziose blisterate e a dotarsi di un portale B2B che consente agli operatori di settore di verificare in tempo reale la disponibilità di pietre preziose e semipreziose (esclusivamente naturali) e del prodotto finito, come, ad
U Sergio Sorrentino
“
Al prestigioso posizionamento ha contribuito anche una strategica visione pionieristica
esempio, l'anello Eternity Marquise in oro bianco 18 kt e diamanti, oppure l'anello Butterfly in oro 18kt e diamanti, pezzo unico con gemma centrale taglio farfalla da carati 0.72. L’azienda del Tarì è in grado, tra l’altro, di procedere anche a lavorazioni a misura di cliente, ampliando “la rosa dei servizi offerti - spiega Sergio Sorrentino- come, ad esempio, la recente introduzione del check di diamanti e gioielleria avvalendosi di macchinari di ultima tecnologia”.
Lotto di diamanti naturali
Special Springtime | 1.2021 | Preziosa Magazine | 27
Fashion Jewellery in bronzo dorato e nero
Unoaerre
U
Accresce inoltre l’impegno in fatto di sostenibilità, tracciabilità delle materie prime e di approvvigionamento responsabile www.unoaerre.it
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noaerre è membro del Responsible Jewellery Council, e si dimostra sempre più attenta alle tematiche relative ai diritti umani, sociali ed ambientali. dunque massima attenzione alla sostenibilità, alla tracciabilità delle materie prime ed all'approvvigionamento responsabile, in special modo ed ancor più in epoca di transizioni, come l’attuale. da 95 anni ha fatto breccia nel cuore delle famiglie grazie alle fedi nuziali, ancora punto di forza dell’azienda. Partita già col piede giusto, in quasi un secolo d'attività Unoaerre afferma continuamente le proprie capacità creative proponendo alta gamma accessibile, affidata a selezionate gioiellerie italiane, divulgandola attraverso le principali reti televisive nazionali, digital e stampa. Con il supporto di questi stessi canali, l’azienda presenta ora le proposte estive 2021, concepite con occhio attento ai principali trend della moda e pur sempre nel solco della tradizione. Alta gamma accessibile espressa, ad esempio, nelle nuove linee Fashion Jewellery, costantemente arricchite da
nelle collezioni 2021 l’azienda conferma il valore delle sue creazioni gioielli sensibili alla moda, in argento o in bronzo. E dunque nelle collezioni 2021 vengono riconfermate le maxi catene in bronzo dorato e rosa, insieme alle nuove proposte in bronzo bianco, ispirate ai gioielli anni ‘80 e ‘90. Per le linee in argento, invece, il marchio propone gioielli minimal impreziositi da cubiczirconia, in tante forme diverse. A queste ultime appartiene l’anello trilogy in argento bianco 925 con tre pietre zirconia cubica bianche di diametro 4 mm; oppure il bracciale in argento bianco 925 con catena forzatina, centrale tondo e doppio tennis di pietre zirconia cubica bianche con chiusura a moschettone, regolabile grazie ad anelli di allungamento; o, ancora, il collier in argento bianco 925, lungo 44 cm, composto da filo tennis con pietre zirconia cubica bianche e pendente centrale a forma di goccia, con chiusura a moschettone, anch’esso regolabile grazie ad anelli di allungamento. È invece declinata in bronzo lucido la collana bicolore lunga 42 cm, composta da catena forzatina, pendente con trilogia di maglie a volumi a scalare e chiusura a moschettone,
sempre regolabile grazie ad anelli di allungamento; stesso elemento di base per il bracciale in bronzo lucido lungo 21 cm composto da catena forzatina tonda alternata a maglie di forzatina allungata in bronzo nero con chiusura a Tbar.; infine, la collana, ancora in bronzo lucido, lunga 47 cm, composta da catena forzatina tonda alternata a maglie allungate in bronzo nero con chiusura a T-bar.
Fashion Jewellery Luxury, bracciale in argento 925
Special Springtime | 1.2021 | Preziosa Magazine | 29
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Angeletti 1940 Bracciale Collezione Wave by Angeletti in oro rosa con ceramica e diamanti
Leonori Gioielli Anello in oro 18kt con smeraldo e tanzanite contrarié, smeraldo colombiano, diamanti e tanzanite taglio cuore. Pezzo unico
Le donne sono multitasking, che tradotto significa risolutive dee Kali che smaltiscono sempre con la stessa energia la tonnellata di impegni quotidiani. Beninteso, la propensione a darsi tanto da fare non è una questione di ormoni ma di cervello e praticità, che in alcune di esse coincide, anche, con l’arte, in qualsiasi sua espressione. Sono le imprenditrici. Camminano su strade dove a fare da apripista è proprio il loro talento. Ci mettono tutte se stesse, anche la faccia, perché sono sicure di sé e di quello che fanno, come hanno raccontato a Preziosa Magazine, in questa inusuale Primavera, tra nuove collezioni e proposte inedite.
By Simon Collezione Simeone R realizzato in argento 925 placcato oro rosè con cubic zirconi multicolore
Unoaerre Parure in bronzo con bagno in oro giallo lunga 45 cm con catena intrecciata e chiusura a T-bar. Disponibile nella finitura lucida o sabbiata
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Evanueva Collezione Greta.Orecchini realizzati in turchese naturale, cornice in zavorite (ct. 1,62 ) e oro rosa 18kt
Le Carose Collezione Cogli l’Attimo. Bracciale in argento 925 bagno galvanico rosé, impreziosito da castoncini con Swarovski. Pendente margherita in madreperla con ape
Federica Rossi Jewels Anello in argento 925, placcato in oro 18 kt smaltato a mano con pietra in quarzo idrotermale. Un gioiello simbolo di libertà sconfinata con gli uccelli protagonisti del 2021
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NeW ProPoSal
PRIMAVERA UNA NUOVA STAGIONE nuova luce, voglia di ripartire e tante proposte da indossare
Les Georgettes by Altesse Les Précieuses, bracciale Arbre de Vie 25 mm con finitura argento, pietre di zirconia cubica e inserto in pelle reversibile
Alcozer & J Ccollezione Firenze: Anello contrarié in ottone dorato con coroncine impreziosite da granati
Caoro Collezione Bouquet. Collana in oro 18kt giallo impreziosita da filo e palline diamantate e fiori colorati
Special Springtime | 1.2021 | Preziosa Magazine | 31
Pg Gioielli Linea “Sublime” in oro 750 montato con diamanti.
Diversa Piercing Orecchino Clicker Helix in oro giallo 18 carati con zircone.
Ishwara Jewels Orecchino in argento e tormaline della collezione Passion
World Diamond Group Gioielli della Collezione Grace in oro 18 carati e diamanti
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Gianvix Modello Queen. Orologio donna movimento quartz. Cassa in metallo diametro 34mm. Corona serrata a pressione. Fondello in acciaio serrato a pressione. Quadrante con numeri arabi e indici.
Ego Se’ Bracciale sfumato denim lavorato con telaio a mano in argento 925% bagnato in oro e tessuto con filato di cotone ritorto
Dadini Bracciale Dadini smaltati e decorati a mano. Collezione Colori, Maioliche e Oro giallo su porcellana Giuliana Di Franco “Arcani” girocollo semirigido, realizzato con la tecnica della cera persa, in argento 925 con gocce di Calcedonio. In 100 esemplari numerati.
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Erika Gioielli Orecchini in oro con zirconi e pietre sintetiche Mad Tea Bracciale e collana in acciaio, collezione “Sorridere come nelle favole”
Bruno Mazza Ciondolo con Rosa corallo rosa e perla coltivata montata in oro 750%
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Lucedeimieiocchi Anelli Waves in argento 925
Richline Bracciale, orecchini e anello in oro giallo lucido
Crusado Collezione Sestriere, dedicata alla bellissima località montana e realizzata in Oro e Diamanti purissimi, rappresenta le vette innevate Italiane al confine con la Francia
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Marcello Pane Collezione Letters. Bracciale in argento con zirconi
Paviè Orecchini triangoli in pregiata resina venata
Special Springtime | 1.2021 | Preziosa Magazine | 33
Sacramore Firenze Collana realizzata artigianalmente in argento, pietre naturali, perle e smalti
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Rajola Completo collezione Galileo realizzata con granato, rubino in zoisite, giada tormalina rosa, oro 18 kt.
Di Leo Gioielli Anello con rubino taglio cuscino con contorno di diamanti taglio brillante f-vvs.
Artlinea Bracciale in argento rodiato (o dorato) e zirconi, personalizzabile con nome e simboli. Disponibile anche nella versione oro e diamanti.
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Roberto Giannotti Collezione Goldie Anello in argento dorato con zirconi
Maman et Sophie Bracciali della Collezione America 1492 realizzati in argento 925 con placcatura oro rosa ad alto spessore e resistenza e pietre naturali
Dario De Maria Legami è una collezione in bronzo e argento; catene vuote realizzate a mano come quelle di un tempo, perché le catene sono legami d’amore.
34 | Preziosa Magazine | 1.2021 | Special Springtime
Elisa Cosaro Linea Emozioni: Tristezza e Fierezza. Pendente con catena, argento 925 rodiato, tecnica di fusione a cera persa e lavorazione a filo. Tiratura limitata
Kurshuni Bracciale in argento 925 placcato oro rosa con zirconi bianchi. Distribuito in Italia da Aibijoux
Borsari Gioielli Collezione Twist. Lavorazione tessile del filato metallico colorato oro rosè con chiusura magnetica in argento.
Marakò Gioiello Italiano Collezione Scomponibile Orecchini Diseguali Diaspro Rosa, perle coltivate bianche e rosa, labradorite dal taglio pregiato
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Artecora Bracciali in bronzo e ottone rodiato della collezione Lab, brand Gisel
Antonino De Simone Orecchini e pendente in corallo rosso del Mediterraneo con pavé di brillanti ed oro bianco 18 kt.
Taitù Milano Collezione Mare ispirata alla bellezza e all’eleganza del mare, caratterizzata da un decoro di rami di corallo, conchiglie e vivaci pesciolini
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Gabriella Rivalta Collana pezzo unico della collezione “Il Giardino Segreto” realizzata in oro 18 carati e pietre preziose, autentiche e naturali. Gli elementi sono dipinti a mano con smalti a Gran Fuoco.
FancsV Collezione “Or-tensia” in oro e diamanti, realizzata artigianalmente con tecniche particolari, per ottenere questa colorazione arancionata
Antura Accessori “Light bathing” Girocollo Golden ‘70S in resina bianco ottico con sfere in ottone con bagno galvanico oro 18K e verniciatura in cataforesi. Orecchini Piastra in ottone martellato con bagno 18k con verniciatura in cataforesi.
Brigato È nata una nuova stella d’oro. Disponibile in oro giallo, bianco e rosa
Aeffe Creazioni Bracciale linea Energy Jewels e Nature in pietra dura e componenti in acciaio
Oroverde Orecchini a cerchio in oro 18kt Pierduca Gioielli Bracciali rigidi a molla in oro bianco e oro rosa con diamanti bianchi, brown, zaffiri rosa, zaffiri blu, rubini e smeraldi taglio princess.
Techmade Smartwatch Freetime. Sul polso tutto ciò di cui hai bisogno: notifiche, pedometro, avviso di chiamata, calorie…
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Angela Pezzino Anelli Cassiopea in argento 925 e bronzo bagnato in oro 18K carati e quarzi.
Auritalia by Maria De Toni Catena in argento con finiture placcate in Oro Rosè e Black Rhodium con piastra a decoro di Daga, simbolo del Coraggio per un rilancio dello Stile Italiano nel mondo grazie ad un Uomo di Valore.
Filo pietra L’esclusiva collezione Sposa per rendere speciale ed unico il giorno più importante che ogni donna sogna
Elite Bijoux Orecchini in argento 925 placcato oro con zirconi
Giannotti Diffusione Anelli in oro bianco con brillanti, smeraldi, rubini e zaffiri
Guendalina Bottega Creativa Collezione Margherita in argento satinato 925 Italiano placcato oro a spessore e montata a mano con pietre semi preziose
✽ Bianca Moretti Bracciale Contrarié Sirena in oro rosa e smalto.
Luisa Della Salda Collana con perle plasmate in argento e perla barocca.
Special Springtime | 1.2021 | Preziosa Magazine | 37
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Emanuela Burgener (foto ©Giulia Bellezza)
Spero che l’attenzione sia sempre più rivolta verso le realtà di alto artigianato a cui anche Margherita Burgener appartiene”
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Orecchini Viola del pensiero Margherita Burgener Titanio, oro con diamanti e zaffiri rosa, interamente realizzati a mano
il talento di far vivere la materia di Maria Rosaria Petito
EMANUELA BURGENER a famiglia le ha dato in dote una tradizione orafa secolare che la designer seguita a praticare, ed accrescere, con orgoglio. Tenendosi fuori dalla logica di procedure prestabilite, riscrive il sapere artigiano della propria città, Valenza, con la determinazione di far dialogare anche elementi ineguali, dissimili per titolo di rango, come diamanti e titanio ad esempio, perché è attraverso queste dissonanze che snida le malie delle sue creazioni più interessanti. Si confronta con la forza della Natura, tra i suoi soggetti prediletti, come i fiori che disegna mettendoci più di un po’ di quanto ci si possa immaginare: più volume, più grazia, più movimento …, guadagnando una inusitata abbondanza che li fa apparire sbocciati spontaneamente tra colori cangianti, intensi oltre la sfera di bellezza che la Terra regala. Un’intuizione espressiva che fa vivere la materia. Se in ogni suo gioiello nessuna presenza è un gesto grafico a sé stante, non è un caso, dunque, che la leggerezza prenda il sopravvento sulla matericità. Il suo nome è tra i più quotati a
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livello internazionale, ed i suoi pezzi sono battuti alle principali case d’asta, anche per una cifra stilistica che sembra avere una doppia veste artistica, due facce della stessa medaglia che si scoprono quando ad esempio approccia idee di classicità immaginando un collier o una coppia di orecchini a goccia. Ma è solo un modo di manifestare la propria versatilità, sensibile e prepotente, che qui si esprime mandando tatticamente in gioco le gemme, volutamente perfette per meglio spiegare l’essenza dell’unicità - la loro virtù più preziosa - con la quale l’artista sembra avere una intima comunione. Chi è Emanuela Burgener? Sono l’anima creativa del marchio Margherita Burgener. Margherita Burgener, perché questo nome? Nasce dal nome della nostra prima figlia, Margherita, e dal mio cognome Walser. Sono nata ai piedi del Monte Rosa al confine con la Svizzera, ma sono italianissima. Le mie origini ritornano con forza in ogni aspetto della mia creatività. Quando nel 2002 è nata la decisione di creare un nostro marchio, ho voluto ricordare,
attraverso il mio cognome le mie montagne ricche di storia perché da loro ho imparato l’orgoglio di una identità fatta di tradizioni e di rispetto per la natura e il territorio. A Macugnaga c’erano ricche miniere d’oro, le più importanti d’Italia. I raffinati costumi tradizionali sono ricamati con fili dorati. Un fil rouge - potrei dire forse un fil d’or - che spontaneamente mi ha avvicinato a Valenza, patria della gioielleria. Come è nata la passione per l’alta gioielleria? Mi sono trasferita a Valenza nel 1997. Lavoravo per damiani ma già frequentavo il laboratorio di quello che sarebbe diventato mio marito. Ero affascinata dalla magia delle pietre che le mani dell’uomo trasformano in piccoli capolavori e incantata dal savoir faire dei maestri orafi con i quali da oltre vent’anni condivido il lavoro quotidiano nel laboratorio orafo, e non ho ancora smesso di provare meraviglia. Nel 2003 è iniziata la collaborazione con le
case d’aste internazionali: Phillips, Christie’s, Sothebys, Artcurial, Adam’s e molte altre, con l’opportunità di vedere incredibili gioielli antichi, vintage e contemporanei, uno stimolo continuo a migliorare e uno sprone a realizzare pezzi unici di alto artigianato. Progetti in corso e futuri? Tantissimi, forse troppi. Non riesco a tenere a freno la mia curiosità di sperimentare cose nuove. Il tempo del Covid mi ha tolto la possibilità di girare il mondo come ero abituata a fare, in cambio mi ha concesso tempi e silenzi preziosi. E mi ha dato la possibilità di coltivare e rafforzare legami con amiche insostituibili, artiste virtuose e professioniste valide. Sono il mio supporto, la spinta a sperimentare nuovi progetti, anche apparentemente lontani dalla gioielleria tradizionale. Parlo al femminile perché nel mondo femminile gli incontri e gli scambi sono per me più immediati e più efficaci. Con Enrica Borghi, artista
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www.margheritaburgener.com
Orecchini Petalo Margherita Burgener in titanio, oro, diamanti, zaffiri rosa e tormaline. Realizzati interamente a mano
contemporanea che lavora con materiali di recupero, abbiamo creato una collezione che mescola provocatoriamente oro e pietre preziose a materiali di scarto, dando una nostra speciale interpretazione al tema del riuso delle plastiche. Le creazioni si ispirano ai fiori di montagna e ai ghiacciai... non avrebbe potuto essere altrimenti. A Valenza, il progetto ‘Fragile Bellezza’ del Centro Comunale di Cultura (vedi pagina 22), con Lia Lenti storica del gioiello, ha celebrato i primi nostri lavori. Per Chiara di Gennaro, imprenditrice nell'azienda di famiglia di Gennaro di Napoli, abbiamo realizzato una capsule collection ispirata al territorio, alla gialla ginestra e al nero dell’ossidiana del Vesuvio. La natura celebrata dal nord al sud Italia. Chicco Margaroli, pittrice di Aosta e artista poliedrica, decora gli astucci dei gioielli Margherita Burgener aggiungendo una piccola storia dedicata al committente, sempre diversa. Paola Bergamaschi, la mia copy, traduce i miei pensieri in
parole prima ancora che io li abbia raccontati, come solo una cara amica sa fare. Giulia Bellezza, in qualità di direttore della fotografia, ha collaborato al mio progetto più recente: i video che pubblico sui social per raccontare i gioielli, le pietre, gli abbinamenti. È il mio modo per raggiugere chi ama la gioielleria, chi ci apprezza da tempo o chi può iniziare a scoprirci. Una sfida dettata dalle nuove modalità. È tra i soci del Club degli Orafi, da cosa è dettata questa scelta? Il Club è un’opportunità di incontro tra professionisti del settore di diversa natura e formazione. Tutti esperti di gioielli, pietre e metalli preziosi, accomunati dalla convinzione che il confronto, lo scambio di opinioni e di informazioni, siano importanti momenti di crescita. L’autorevolezza del Club, che compie 40 anni, rafforza il potere di comunicazione dei brand come il nostro che, per quanto di alta qualità, si fanno spazio con difficoltà in un panorama di nomi famosissimi e potenti, anche a livello di
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Orecchini Chiocciola Margherita Burgener in titanio, oro, diamanti, zaffiri blu. Realizzati interamente a mano
comunicazione. Farne parte aggiunge valore. Come immagina il domani dell’alta gioielleria Spero che l’attenzione sia sempre più rivolta verso le realtà di alto artigianato a cui anche Margherita Burgener appartiene. Realtà in cui il valore del gioiello è dato anche dalla condivisione di valori e di temi che l’azienda racchiude. Spero si allarghi, sempre più, la nicchia di Clienti indipendente dal fascino dei grandi nomi e attenta alla qualità “su misura” di gioielli più vicini allo stile di vita di chi li prediligerà. La qualità che distingue il Made in Italy va sostenuta e preservata. La vera sfida sarà saper raggiungere chi ha questa sensibilità e comunicare in modo efficace i valori e le tradizioni di un gioiello artigianale. Margherita Burgener ha accettato la sfida. I gioielli classici contemporanei che nascono nel nostro laboratorio di Valenza sono realizzati con grande cura e perizia. La vita è cambiata ma le cose belle continueranno a essere un piacere per gli occhi e per lo spirito! Una tematica ricorrente nei suoi lavori
Le pietre. da quelle fini ai quarzi, ciascuna regala al gioiello una meravigliosa unicità. Ogni dettaglio è studiato per valorizzare le singole pietre. Quando è possibile mi piace fare in modo che il gioiello risponda ai desideri di chi lo riceverà, raccontando attraverso i dettagli la sua storia e i suoi gusti. Il suo è un percorso artistico ricco di date. Tra le più significative? La nascita di Emma e Margherita, le mie due ragazze. Per me sono una inesauribile fonte di ispirazione e di gioia. Amo renderle partecipe dei miei progetti, ascoltare le loro opinioni di giovani donne e fare tesoro dei loro consigli che mi fanno riflettere sui punti di vista delle nuove generazioni. Mi piace ricordare l'inaugurazione della Mostra ‘Riverbero’ alla villa Borromeo d’Adda ad Arcore, ad Aprile - a Giugno al Castello Reale di Govone, patrimonio UNESCO con le opere di Enrica Borghi, tra cui i nostri gioielli ‘Precious Plastic’. Condividerò le immagini su Instagram di Margherita Burgener e su altri social ma spero che in questi luoghi di grande bellezza si possa ritornare ad incontrarsi di persona.
Anello in oro 750 con diamanti, tzavorite, perla australiana e orchidea vera
Francs V. un brand pluricopiato, e ciò fa inorgoglire
SIMONA ELIA n passate edizioni di suoi manufatti (collezione Amuse) accostò a diamanti, smeraldi e perle un vero fiore, disidratato e successivamente cristallizzato con resine. Il messaggio di Simona Elia, creatrice di quella linea, era chiaro: un fiore, e dunque una delle più semplici espressioni della terra, può competere alla grande con le più smaglianti gemme, talvolta superandole. A distanza di poco tempo da quella ideazione, da brava imprenditrice, oltre che da abile designer, ha saputo dare fondamenta ancora più solide al suo brand palermitano, Francs V., confermandolo lodevolmente di nicchia e rimarcandone la consonanza naturistica. Il laboratorio (che ormai è azienda, ma quel primo termine ne richiama il profilo artigianale caro a Simona) sorge a Palermo, in una terra tutta sole, profumi ed energia marina. Vista la vocazione, il brand non poteva nascere in luogo più consono e Simona Elia, consapevole dell'opportunità, nei suoi gioielli prova a racchiudere tanta parte dei doni di quella sua isola. Ne è scaturita una diversa concezione del gioiello, che travalica quel che si definisce
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stile. E lei è consapevole anche di ciò. Simona, quanta Sicilia c’è nei gioielli Fancs V.? Tanta! Cultura e gioia del colore, voglia di nuovo e tradizione che si intrecciano in creazioni ispirate alla natura. Già ne eravamo coscienti prima ma in questo periodo di lockdown tutta la meraviglia innata della Sicilia ci ha aiutato a vivere con molta serenità. Abbiamo infatti deciso di ricambiare la sua cortesia dedicandole alcune collezioni, tra cui Motya, Etna e Gibellina, posti incantevoli che abbiamo cercato di raccontare in gioielli unici. Un’azienda a vocazione artigianale e a “dimensione d’origine controllata’’, ovvero interessa continuare a crescere in creatività ma l’attuale strutturazione ci sta bene e ci piace cosi com’è, giusto? A differenza di molti nostri colleghi, siamo convinti che ciò che è realmente da salvaguardare, per noi autentici produttori in Italia, è l’importanza di garantire dei veri valori ed un rapporto di fiducia. Non siamo per il mordi e fuggi, siamo per gioielli degni ancora di essere tramandati e per includere nella loro storia
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Nella sua isola, la Sicilia s’interfaccia con la natura generosa e ne cattura il meglio un’artigianalità italiana sempre più a rischio. La natura come principale fonte di ispirazione. E quando moda e mercato impongono altro, si cambia fonte? Mai, la natura è ricchezza per chi ha occhi e anima sensibili, non prevede surrogati. L’umanità è tutt’uno con essa, in un’unione profonda, che ci contraddistingue, guai a distaccarcene, come molti provano a fare. Per noi è un richiamo ancestrale al quale non riusciamo a mostrarci sordi. Che si fa quando la concorrenza se ne frega del copyright? Nulla, si va avanti sul proprio percorso artistico, ridendoci sopra! La burocrazia serve solo a far perdere tempo ed il tempo è tra i beni più preziosi che non intendo farmi rubare.
La fantasia è un dono e non tutti l’hanno, quindi qualcuno è costretto a copiare. Anni addietro il premio ‘Innovazione’ a Las Vegas fu assegnato a qualcuno che copiò la nostra collezione con fiori veri, oro e diamanti. Ci siamo congratulati con loro! Nel comparto orafo si taceva, come se nessuno si fosse accorto di nulla, nonostante quella stessa collezione fosse stata da noi presentata proprio a Las Vegas due anni prima e molti nostri colleghi ci avessero avvisati scandalizzati! Quell’esperienza documentata ci ha fatto capire che l’unico nostro obiettivo dev’essere il rapporto personalizzato e di fiducia con il cliente e non la preoccupazione di essere scopiazzati (a questo abbiamo fatto l’abitudine e anzi oggi ci fa
solo piacere). Trovare anche sulle bancarelle cinesi i nostri masterpiece, di prodotti unici fatti rigorosamente a mano pezzo per pezzo, trasformati in stampi omologati e rivendibile a prezzi stracciati, devo dire che ci ha inorgoglito! Il marchio tira bene anche oltre i nostri confini. È più facile il nostro mercato o quello estero? Quando si lavora con serietà e la si pretende anche dall’altra parte, tutto il mondo diventa paese. In Italia il comparto orafo è stato rovinato da persone che hanno svalutato l'intera filiera non dando il giusto valore al
lavoro artigianale, sul quale invece il nostro settore si basa. Da dove deriva il nome dell’azienda? dall’anagramma dei nostri nomi: F di Francesco il primogenito, A di Andrea la seconda figlia, N di Natale mio marito, C di Claudio il piccolo della famiglia, e S di Simona. Infine, V di Vitale, il cognome. Fancs V. by Simona Elia non solo è il nome della mia azienda ma anche della mia famiglia, entrambe volute e amate quotidianamente, per un cammino in positivo. Oltre all’anagramma dei nostri
nomi, il logo del marchio accorpa il simbolo della libellula, emblema di chi sa librarsi e osare artisticamente alto, che trasporta un ranocchio, simbolo dei nostri tre adorati figli. La rana, emblema dell'energia, è incarnazione della fortuna. Il cerchio è universalmente la figura che rappresenta continuità e fiducia, due costanti che si esprimono sia tra noi, che tra noi e voi.
www.fancsv.com
Anelli della collezione Or-tensia in oro e diamanti
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La Bellezza quindi è un valore universale? direi di sì - ci spiega Nisha anche se c’è una parte di soggettività che riguarda ciascuno di noi e gli occhi con cui la guardiamo. Per me la bellezza non è solo una questione esteriore ma riguarda
anche la nostra interiorità. Credo che cerchiamo la bellezza nelle sue varie forme ogni volta che conosciamo persone, viaggiamo, o scattiamo una foto. La bellezza ci appaga e ci gratifica. Cercandola, si accende la creatività e la curiosità che è in ognuno di noi. Nel nostro lavoro, scegliamo i designer internazionali che possono portare un'idea di bellezza nuova, inedita, che susciti stupore insieme a una piacevolissima leggerezza. La stessa sensazione che abbiamo provato noi la prima volta che abbiamo visto le loro realizzazioni. Il tuo gruppo di lavoro è interamente al femminile, è per spirito di corpo o consideri la scelta un valore aggiunto? L’azienda è stata creata da mia madre, una donna cresciuta in una famiglia con un forte senso della solidarietà femminile. Creare un team al femminile è stato un processo naturale e lo considero sicuramente un valore aggiunto. Ognuna di noi capisce “al volo” quando una collezione funziona. Per me è una fortuna avere delle collaboratrici con cui condividere la passione dei gioielli e una visione artistica che guarda a culture differenti. Nei gioielli distribuiti da Aibijoux c’è sempre un pezzo della cultura del Paese di provenienza. Un’importante prerogativa se non un’esclusività. Sono nata in una famiglia multiculturale, a casa nostra le contaminazioni di gusti (in tutti i sensi) era la quotidianità e ha stimolato in me la curiosità nei confronti degli altri in generale e delle diverse culture in particolare. Sono convinta che nel mondo di oggi, in cui le distanze si accorciano sempre di più, abbiamo una missione: arricchire il nostro gusto esplorando ed integrando le culture di tutto il mondo. La bellezza è un linguaggio che si
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NISHA GIR in giro per il mondo per catturare Bellezza da ogni angolo della Terra
Ayala Bar
abituata da sempre a relazionarsi con mezzo mondo, da cui importa Bellezza per il suo brand di bijoux ed accessori d'alta gamma, Aibijoux. Ai designer direttamente da lei selezionati, Nisha Gir (nata in Grecia da padre francese e madre indiana, formata ad architettura, tipologia di studi che ne influenzerà la progettualità) richiede temperamento, qualità e capacità d’emozionare, tre prerogative che si riscontrano senza soluzione di continuità in ogni pezzo presentato a gioiellerie e concept store italiani, che apprezzano. Ciò l’ha incentivata ad ampliare in breve tempo la scuderia dei collaboratori artisti, includendo oggi marchi come Ayala Bar (Israele), Kurshuni (Turchia), House of Tuhina e India19 (India), Joidart (Spagna), Dori Csengeri (Israele), Picto (danimarca) e Babylonia (Grecia), con mire future ancora più ambiziose, dirette a raccogliere il meglio da ogni angolo del mondo guarda caso qui in Italia, nel Bel Paese (la sede aziendale è nel torinese), che ha da sempre familiarità con la Bellezza. I bijoux selezionati da Nisha sono per definizione di genere privi di vistose preziosità, eppure preziosi lo sono per altro verso e per altra misura, sono pagine dense di colori, suggestioni e culture di terre lontane, pregio delle esecuzioni a parte. dissimili per provenienza ed invenzioni, sono invece accomunati da una stessa malia.
parla in forme diverse nelle varie parti del pianeta, ma - e questa è la meraviglia - si capisce comunque ovunque vai! “La bellezza salverà il mondo” affermava il principe Myskin di Dostoevskij, ma fino ad ora non pare sia successo. Siamo messi così male? Credo che la bellezza - assieme ad altri valori come la curiosità ma anche la gentilezza - abbia sempre salvato il mondo e continuerà a farlo: la moda, l'arte, la musica, hanno cambiato le società e hanno abbattuto muri e confini. Un gesto apparentemente semplice come indossare un gioiello etnico è il primo passo per allargare orizzonti, provare meraviglia, stupire la nostra stessa sensibilità. In epoca di mercati spesso ingolfati da accozzaglie rischiamo di perdere di vista il valore della
qualità. Come si fa a recuperarlo? dei gioielli che distribuiamo ci piace raccontare tutto: la qualità dei materiali, il significato della composizione, la creatività del designer, la storia di chi lo ha realizzato, i consigli su come indossarlo. Lo facciamo sul nostro Magazine ABOUT Inspiration e ogni volta che partecipiamo a una Fiera o parliamo con i nostri partner e rivenditori, che tutti i giorni lavorano con grande passione e competenza a contatto con il pubblico. È il nostro modo per valorizzare la qualità dei nostri gioielli, e per mantenere un contatto umano e quotidiano con chi si concede l’emozione di indossarli.
www.aibijoux.com
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Aibijoux un’azienda che fa affidamento sulle energie di un affiatato team al femminile
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Un nastro d’argento in cui imprigionare forme ed emozioni
MARIA MARESCA amma di due figli e imprenditrice di successo, Maria Maresca è lo stereotipo di una donna che concilia famiglia e lavoro ma in equilibrio stabile. Molto femminile e pragmatica, prosegue su un altro binario stilistico la tradizione di famiglia. Ha una visione diversa del classico, e di quel passato che è la sua forza - conserva il saper fare ma lava via le consuetudini a favore di un disegno chiaro. Ha lanciato una sfida: creare bellezza con un solo elemento, l’argento, esaltandone le peculiarità. Non ha mai dubitato della sua scelta ed ha fatto centro raggiungendo grandi obiettivi. Il fulcro del suo stile è far emerge l’eleganza con forme iper accoglienti dall’andamento passionale. Forti ma gentili, delicate ma complesse, tra accenti d’Oriente e vortici leggeri, perché il gioiello è una quotidiana seduzione. La quasi totale assenza di colore, tra i suoi codici identificativi, è ancora un particulier del proprio senso di identità. Un fermo contributo alla contemporaneità che tiene al centro l'unica cosa che conta: esaltare l’eleganza della donna che è come vuole essere.
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La sua famiglia ha una lunga storia in questo settore, ne avverte il peso? “No, non lo definirei un peso, piuttosto un’opportunità. Avere una lunga tradizione alle spalle significa avere “competenza”, che oggi è la parola chiave che permette di fare la differenza in un settore dove spesso la qualità cede alle leggi del mercato. Il nostro “saper fare” rappresenta la tradizione a cui siamo profondamente legati e ci consente di produrre gioielli in argento, esattamente come facevamo e come continuiamo a fare per le creazioni in oro, corallo e brillanti.” È moglie e mamma. Come concilia il doppio ruolo con quello di imprenditrice? “Una donna che lavora, soprattutto se madre, è consapevole che la sua vita sarà sempre equamente divisa fra la famiglia e il lavoro. Nulla è lasciato al caso, organizzazione, gestione del tempo… E quando ti trovi ad affrontare l’impossibile tiri in gioco i superpoteri.” Dalla tradizione al design. Come è avvenuto questo passaggio? “Arriva un momento in cui si sente la necessità di creare qualcosa di diverso. Così è nata l’idea di un nastro che si srotola e si arrotola, che muta il suo andare in percorsi articolati per lasciare un segno, una traccia.
Quando dietro un gioiello c’è una donna In un gioco di intarsi, sbalzi e grovigli, i monili della collezione “Intrecci” delineano la nuova estetica. Un design dove realtà e illusione si fondono.” Nei suoi gioielli è quasi sempre assente il colore. È un voler andare oltre gli standard? “Giochiamo molto sui volumi, il colore viene dato dalle diverse sfumature delle pietre che utilizziamo, quarzi, pietre dure, cristalli che aiutano a generare contrasti. Sono gioielli materici perché l’intento è quello di esaltare il valore dell’argento, metallo dal grande fascino, di cui manteniamo inalterate le tonalità naturali, esaltate con giochi di chiaro scuro utilizzando le tecniche di produzione che ben conosciamo”. Qual è la donna giusta per i suoi gioielli? “È una donna che ama distinguersi, una donna che anche nel quotidiano ama scegliere l’accessorio particolare, stiloso. È una donna che riconosce nel pezzo artigianale l’unicità e l’autenticità del gioiello”. (MRP)
www.marescaofficineorafe.it
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Il mio successo? Metto passione in tutto ciò che faccio e in special modo nel mio lavoro
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utti possono migliorare a dispetto delle circostanze e raggiungere il successo se si dedicano con passione a ciò che fanno”. Questa celebre frase di Nelson Mandela descrive alla perfezione la storia di una donna, Marisa Angelucci, che ha fatto della sua passione, la sua vita. Amlè, il marchio di gioielli artigianali da lei creato, racconta un percorso fatto di viaggi, ricerche, incontri, rapporti speciali e passioni. “Se mi dovessi descrivere, direi che sono una donna non facile dice Marisa Angelucci - Ho solidi valori ma quello che mi contraddistingue sono le mie idee e il mio gusto, certamente non comuni. Metto passione in tutto ciò che faccio e in special modo nel mio lavoro. All’età di quarant’anni misi su un’attività di antiquariato. Ero affascinata dall’arte, dalla cultura, dalla storia. Frequentai, così, all’Istituto di design di Milano una serie di corsi, in particolare sugli argenti e gioielli antichi. A Roma invece mi focalizzai su alcuni corsi che riguardavano gli stili del mobile. Aprii così il mio negozio di antiquaritato. Mi occupavo molto di gioielli, e andavo spesso in Inghilterra: ero la più fornita per quanto riguardava i gioielli con i cosiddetti charms inglesi. Proponevo, in quel periodo, alla
MARISA ANGELUCCI
di Enrica Buongiorno
artefice della migliore tradizione orafa campana Marco Ferra direttore artistico di Amlè
mia clientela un bracciale in oro con i ciondoli da sciegliere e personalizzare che poi molti brand, in seguito, hanno cominciato a vendere e commercializzare. In questo piccolo negozio chi entrava poteva trovare sempre qualcosa di speciale da regalare”. I gioielli Amlè hanno carattere, stile ma soprattutto si distinguono dagli altri. Questo perché dietro ciascun pezzo vi è una ricerca e uno studio unici. “Quando sul mercato arrivarono le prime pietre dure pensai che si potessero montare sui gioielli antichi e cominciai a fare delle creazioni. Da qui, nacque l’idea di vendere questi miei gioielli così particolari. La prima fiera alla quale partecipai fu il Macef. Il materiale che adoperavo era il corno. Nessuno lo faceva e fu una svolta. Le prime catene con il corno furono mie, tutte realizzate a mano. C’era un mio cugino al quale mi rivolgevo direttamente in Africa. Erano tutti a bocca aperta. A distanza di tanti anni continuo ad utilizzare il corno. È un materiale naturale, antico e modernissimo al contempo, anche se nella creazione di un mio gioiello c'è poi tanto altro: dai viaggi alle conoscenze, dalle sensazioni alle intuizioni. C’è anche tanto della cultura e delle tradizioni della mia terra. Per esempio,
sono stata la prima, pur essendo casertana, ad utilizzare il tamburello, ma anche gli ex voto. Nei primi anni ricordo che rincorrevo nelle fiere chi faceva foto alle mie creazioni per tentare poi di imitarle. Ora non lo faccio più. Oggi come oggi, è facile copiare ma la diffenza salta agli occhi: la qualità è inimitabile e soprattutto non c’è anima in quello che propone chi copia”. Avere un buon team di lavoro è fondamentale in questo settore ed anche per Amlè è così. “La collaborazione con Amlè nasce 9 anni fa, in una fiera. Facevo ricerca per il mio lavoro da Art Director / stylist e sono rimasto affascinato dai loro gioielli, ricchi d’arte e di emozione. - racconta Marco Ferra, direttore artistico del marchio Amlé - Quello con Marisa è stato un ‘colpo di fulmine’ artistico, uno dei legami lavorativi e personali più forti nella mia vita! Ho da sempre avuto la passione per i gioielli. Quando ero piccolo infilavo già bracciali e collanine da regalare. Crescendo, questa passione mi ha travolto. A 18 anni ho iniziato il mio percorso nella moda come Stylist prima e Art director/consulente poi che mi ha portato a viaggiare per il mondo, collaborare con tanti brand, celebrity, magazine e clienti. Non ho mai abbandonato il gioiello anzi ho
sempre cercato di unirlo alla moda, mixarlo. Non è stato facile all’inizio, poi negli anni la cosa è cambiata. Nel mio lavoro traggo ispirazione principalmente dalle emozioni”. Quello tra Marco Ferra e Marisa Angelucci è un rapporto sinergico come lei stessa ha raccontato, aggiungendo: “Abbiamo lo stesso gusto”. Anche quello con Erminia Manfredi, moglie del celebre attore Nino Manfredi, è un rapporto speciale, basato su un legame duraturo e solido: “È lei la mia musa ispiratrice, da sempre”, ci ha confidato la Angelucci. Intanto, Amlè prepara la prossima collezione che come ha rivelato Marco Ferra: “È un tributo a ‘Marisa’, fondatrice e mamma di Amlè, a Procida, isola magica e incontaminata. È una collezione dedicata alle donne, ad Amlè, al percorso che abbiamo fatto io e Marisa e anche a tutto ciò che
ha portato per prima nella gioielleria, stravolgendo un mondo difficilmente disposto a farsi stravolgere. Una collezione fatta di sacro e profano, con forti tratti anni ‘60, conchiglie, materiali preziosi e di ricerca. Una collezione estiva, piena di colore e di tradizione, di cose di cui abbiamo bisogno in questo momento storico”. Marisa Angelucci crede nel suo lavoro, ma anche nella sua famiglia e conclude: “Non è stato facile conciliare le due cose, soprattutto all’inizio quando ho intrapreso questo lavoro. La scomparsa improvvisa di mio marito, la mia guida, è stata dura da sopportare. La famiglia è fondamentale: mia figlia, mio genero e anche mia nipote che rappresenta, spero, il futuro di Amlè”.
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MATILDE BELLO un’energica virata dà ancora più smalto alla nobile arte dell’incisione del cammeo I Bello, un marchio che imprime la svolta ripensando l’iconografia classica portata avanti dalla famiglia fin dagli esordi, quando nel 1957 nonno Michele di Luca diede inizio all’attività www.ibello.it
arte della lavorazione e dell’incisione del cammeo di Torre del Greco, tra le espressioni più elevate del nostro miglior artigianato, è un vanto tutto italiano. L’Unesco potrebbe pronunciarsi e dichiararla Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Matilde Bello, giovanissima erede di una tradizione di famiglia che si tramanda dal 1957, da quando cioè nonno Michele fece di quell'arte un mestiere nobile per sé e per i discendenti, ne conosce la valenza, le difficoltà e le opportunità. Non si nasconde, da neoimprenditrice, la portata dell'impegno e lo affronta con piglio deciso, con un'overdose di entusiasmo che la fa subito decidere per un ulteriore tocco di contemporaneità ai gioielli da lei ideati per il suo marchio I Bello, donando ai cammei un mood giovanile e grintoso, fresco e spigliato, deviando dal solco di una tradizione di famiglia che attinge all'iconografia romantica. Trasgressione? Perchè no, però di quella costruttiva e motivata, dettata principalmente da uno sviscerato amore per quell’antica arte (geneticamente le è stato tramandato anche questo), contribuendo ora anche lei a donarle illimitata giovinezza.
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Tra le tue mani il cammeo è diventato “fashion e frizzante”, una virata imposta da tue 50 | Preziosa Magazine | 1.2021 | Special Springtime
esigenze creative o un richiamo per clientela più giovane? Entrambe le cose - afferma con sicurezza Matilde -. Essendo cresciuta tra i cammei, l'idea del volto, dei fiori, insomma dell'iconoigrafia classica di famiglia richiamava molto un prodotto destinato solo ad una certa fascia d’età, identificabile come “il gioiello della nonna”, che personalmente non avrei mai indossato. Quindi ho deciso di reinventarlo per renderlo aderente ad un target più giovane. I nostri sono disegni più audaci, più forti, attingendo anche dalla simbologia e dall'arte dei tatuaggi, con coraggio. Non è regola ma i figli d’arte potrebbero avere la strada spianata. È stato così anche per te? No, in realtà la strada spianata non l’ho avuta perchè a partire dal nonno erano grossisti, trattavano il prodotto non montato, quindi il loro era un lavoro diverso e comunque vendevano cammei differenti dai nostri. Con il mio marchio, I Bello, ho cominciato poi a fare ideazioni alternative al classico, non destinabili alla clientela di famiglia. Sono stata avvantaggiata nell’approccio con gli incisori a cui si rivolgevano in azienda, questo sì, oltre che con professionalità di settore. Parliamo del prodotto. Ce n’è per romantiche ma soprattutto per animi eccentrici, sarà questa la proiezione dell’azienda?
Il classico lo manteniamo comunque e procede in parallelo con l’innovazione, anche perchè ci sono molti giovani che amano quella determinata tipologia di gioiello e escluderli significherebbe diventare eccessivamente di nicchia. Magari adeguiamo le montature ad un mood più giovanile incastonandovi cammei classici. In tutti i casi, miriamo ad ampliare molto la clientela puntando sul nostro nuovo prodotto, sperando di poter accontentare l'amante del minimal come la donna eccentrica o quella dall'animo più sobrio. La maggior parte delle tue realizzazioni stacca di netto con la tradizione di famiglia, nonno Michele come l’avrebbe presa? Lui ci ha lasciati nel 2015, il mio brand era già avviato (nasce nel 2011), quindi tanta parte del prodotto più innovativo è passata proprio sotto i suoi occhi e ne era felicissimo, dava addirittura una mano a farci crescere. Era di una mentalità molto aperta, orgoglioso che l'attività progredisse con coraggio ed entusiasmo giovanile. Anche lui era del parere che svezzare il cammeo poteva significare attrarre una fascia d’età diversa da quella che fino a quel momento si era avvicinata al prodotto. Da imprenditrice giovane, come consideri le opportunità offerte dal web? Ad esempio, prima o poi potrebbero soppiantare la
modalità classica di relazionarsi in fiera? Cioè, acquirente e venditore avranno ancora bisogno di guardarsi negli occhi o basterà una reciproca occhiata sul display del cellulare? Spero molto che la modalità web non prenda il sopravvento. Soprattutto quando c’è in ballo
un prodotto come il nostro, decisamente diverso per sua stessa natura. Non lo puoi apprezzare attraverso uno schermo, per capire quanta passione racchiude e per scoprirne l’anima, il cammeo lo devi toccare, lo devi accarezzare.
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www.pavie.it
ue sorelle gemelle, Vienna, coadiuvata dal fratello Francesco nella progettazione e nel design, e Mara, impegnata nella gestione dei rapporti con i clienti. Si muovono in linea con le tendenze, o forse è più corretto dire che l’idea di trend ce l’hanno nel sangue. Le loro radici sono nel mondo del gioiello ma hanno rinnovato lo storytelling di famiglia facendo del loro stile qualcosa di teatrale. È un’ondata di energia, di vitalità nel processo di posizionamento del proprio brand nel mondo del bijou. Se
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primo passo per piacere. Rispetto ai risultati raggiunti, la vostra meta è ancora più ambiziosa? Sì, siamo in continua evoluzione. Ad ogni obiettivo raggiunto ne prefissiamo immediatamente un altro. Ci piace metterci in gioco e non dare per scontato nessun traguardo. Proprio in questi giorni abbiamo lanciato la collezione Uomo Paviè e siamo davvero soddisfatte dei risultati ottenuti in un periodo storico come quello che stiamo vivendo.
Paviè una contaminazione di marcata visibilità rinnovano alla velocità della luce, ma al tempo stesso sono studiate per trasmettere emozioni racchiudendo in sé valori speciali ed intramontabili nel tempo. Come definiresti lo stile Paviè? Eclettico e giovane. La sua è una proposta molto ampia di linee che vogliono esprimere
Vienna e Mara Palma progettare con ottimismo
moda e donne sono due grandi alleate, loro celebrano questa liaison mettendo in primo piano due componenti strettamente legati tra loro, femminilità e divertissement, ma trattati con grande rigore. Tra gli ingredienti c’è il talento, insieme a curiosità e fantasia, quella che vuole cristalli ben assortiti con dominanza di colore - magari a contrasto -, copiosi e dalle grandi dimensioni, spesso oversize… il fascino dell’audacia. Insomma un mix di fattori. C’è tutto, da perderci la testa, perché indossare una loro creazione possa essere un’occasione per reinventarsi nella realtà, e per non dimenticare che piacersi è il
Cosa significa essere oggi donna imprenditrice? Prima di tutto essere coraggiosi, tratto distintivo da sempre della nostra famiglia. Per noi donne non è un ruolo semplice, ma specialmente in questo particolarissimo periodo il nostro obiettivo è riuscire ad esprimere un messaggio di Forza e determinazione a tutte, dimostrare che con ottimismo e giusta organizzazione si possono raggiungere i traguardi più ambiti. Il gioiello da sempre è un punto di attrazione, una celebrazione della vanità. Il vostro quanto si distacca dal classico e perché? Tutte le nostre creazioni sono al passo con le tendenze moda, si
ogni sfumatura dell’universo femminile coinvolgendo colore, design e unicità. Qual è l’aspetto più intrigante del vostro lavoro? Premesso che per noi più che un lavoro è una forte passione. Quello che ci dà la spinta ogni giorno è veder nascere da una nostra idea un gioiello unico, e non è da poco la soddisfazione di vederlo indossato da tantissime clienti, personaggi dello spettacolo, amiche o semplicemente riconoscerlo per strada. Ad una festa, ad un evento importante, ad un colloquio di lavoro è come se fossimo parte di quel momento, in maniera indiretta certo, e per noi è motivo di orgoglio. (MRP)
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Emanuela Burgener
Azzurra Cesari
Daniela Lombardi
Costanza Operti
Marina Nappi
Emanuela Burgener Direttore Creativo Margherita Burgener Nella mia creatività le donne hanno un ruolo sostanziale. Collaboratrici geniali, amiche, muse... dalle alchimie tra donne nascono progetti meravigliosi. I miei gioielli sono per loro e per gli uomini che le amano e sanno farle risplendere. Azzurra Cesari Project Manager Cesari & Rinaldi Gemmai, gruppo Futurgem La donna nel mondo orafo ha sempre avuto un ruolo di grande importanza. Nel mondo delle gemme, in particolar modo, è riconosciuto alle donne, una miglior capacità di percepire i colori, tant’è che occupano da sempre ruoli chiave sia nella selezione e controllo delle qualità sia come buyer e direttrici creative nelle grandi maisons del gioiello. Ciò che differenzia maggiormente l’approccio femminile nel nostro settore è una particolare forma di empatia, che si riflette in ogni
L’empowerment femminile Come Club da sempre siamo molto vicini alle tematiche dell’empowerment femminile e quindi con grande piacere condividiamo con voi le riflessioni in merito di alcune delle nostre Socie aspetto, sia da un punto di vista creativo, nella realizzazione del gioiello, sia nella relazione con il cliente finale. È la capacità intuitiva di legare insieme più elementi che in un primo momento possono sembrare scollegati fra loro, ma che in sostanza permettono il raggiungimento dell'obiettivo prefissato. Ad oggi, la grande differenza che vedo in atto nel mondo del gioiello al femminile, soprattutto italiano, è la volontà di fare squadra insieme: le difficoltà ci hanno avvicinate, c’è la voglia di sostenerci e supportarci per il bene comune di un settore, che sarà sempre più ristretto.
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Simona Demeglio Production Manager Roberto Demeglio Care Amiche, per avere successo in un settore come quello della gioielleria, storicamente governato da uomini, non dobbiamo diventare di più come “loro”, ma sfruttare meglio i nostri soft skills, tipicamente femminili: empatia, capacità di organizzare, intuizione, saper svolgere più attività contemporaneamente e tantissime altre. Il nostro apporto per la crescita e la modernizzazione del settore è fondamentale. dobbiamo essere noi stesse però, le prime a credere di poter fare la
differenza e non mollare davanti ai pregiudizi. Daniela Lombardi Direttore Creativo, Vendorafa Creatività, produzione, stile, sfide manageriali: le donne hanno tante anime nel mondo del gioiello italiano, tutte unite dal fil rouge del Bello e Ben fatto. Licia Mattioli Amministratore Delegato Mattioli Il ruolo della donna nel settore della gioielleria non ha ancora trovato la sua massima espressione. Sono ancora troppo poche le donne coinvolte in questo meraviglioso
Gioia Placuzzi pagine a cura del club degli orafi italia
Simona Demeglio
Licia Mattioli
Isabella Traglio
CLUB DEGLI ORAFI mestiere, in particolare sono chiamate in causa per lo più per questioni di stile, quando in realtà potrebbero portare le loro competenze in tutti gli ambiti aziendali. donne e gioielli: un connubio che evoca il tubino rosa di Marilyn Monroe in “Gli uomini preferiscono le bionde” e i la sua “diamonds Are a Girl's Best Friend”, ma dietro al quale si celano storie imprenditoriali anche al femminile di passione, talento e tenacia. Marina Nappa Amministratore Nappa Gioelli, Napoli Il futuro del nostro settore è decisamente al femminile. La
www.clubdegliorafi.org
adeguate. Possiamo realizzare cose meravigliose nel settore, dobbiamo solo avere le giuste occasioni. capacità intuitiva, la resilienza e la dolcezza, caratteristiche tipicamente femminili, costituiscono un mix irresistibile e capace di supportare qualsiasi situazione avversa. Costanza Operti Antica Orologeria Candido Operti, Cagliari Se non ci fossero le donne non ci sarebbero i gioielli. Anche se oramai la moda ha creato maggiori spazi per l’universo dell’ornamento maschile, certo sono le donne per la loro stessa natura, ognuna con la sua personalità e il suo stile, ad esaltarne bellezza e valore. Ed è forse proprio per questo che sono loro in grado di
comprendere bene il mondo dei preziosi ed hanno saputo assumere un ruolo di sempre maggiore rilievo, non solo nel campo della creatività ma anche della gestione d’impresa ad ogni livello. Nel Club degli Orafi ne troviamo la conferma. Gioia Placuzzi Direttore Creativo Sicis Jewels Le donne in questo settore dimostrano ogni giorno di saper fare la differenze e di trasformare le idee in occasioni di crescita e affermazione. Le donne in qualsiasi settore possono realizzare cose grandiose, senza limiti, devono solo avere le occasioni
Isabella Traglio Deputy General Manager Vhernier da muse a creative e imprenditrici. Oggi noi donne abbiamo il diritto, e il dovere, di ambire a tutto quello che vogliamo, anche nella nostra industry, che per anni è stata dominata dagli uomini tranne poche eccezioni straordinarie. Per realizzare i nostri obiettivi dobbiamo saper essere rilevanti, perseguire i nostri obiettivi sicure delle nostre competenze e con voglia di migliorarci e imparare, senza perdere tempo a misurarci in competizione con gli uomini ed evitando di cedere alle rivalità fra donne.
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L’ORO ROSA LE dONNE dI
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ITALIAN EXHIBITION GROUP
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LE “dONNE dEL GIOIELLO” dI ITALIAN EXHIBITION GROUP
anagerialità, vision, adesione a ogni singolo progetto, ascolto proattivo caratterizzano tutte le risorse umane di IEG ma è la marcia in più di un sorriso femminile a dare il benvenuto nella sede vicentina di Italian Exhibition Group, tra i padiglioni che ospitano le manifestazioni fieristiche internazionali di Vicenzaoro. E, percorrendo i corridoi del plant vicentino, è un sorriso che non lascia dubbi: la presenza femminile si fa notare nei team di lavoro del gruppo che governa l’agenda nazionale delle
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le quote rosa del player internazionale, fortemente volute dal presidente cagnoni e dall’ad peraboni rappresentano una squadra compatta e coesa che trasversalmente occupa tutti i ruoli all’interno dell’azienda
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1. Adelaide Ruzzi / 2. Benedetta Galletti / 3. Carolina Lotto / 4. Evelina Cretella / 5. Michela Amenduni / 6. Ilaria Pertegato / 7. Ombretta Battistello / 8. Stefania Fin / 9. Irene Zoppello / 10. Chiara Casetto /11. Alessandra Scrigner // 12. Sara Schiavo / 13. Laura Riolfi / 14. Annachiara Bianchi / 15. Marialuisa Chiappetta / 16. Ester Marchesini / 17. Giulia Borri / 18. Silvia Giorgi / 19. Michela Moneta / 20. Stefania Favaro / 21. Rita Conciauro // 22. Roberta Muraro / 23. Elena Faleschini
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manifestazioni orafe. Sono le “donne del gioiello” di IEG e il loro tocco è determinante, a Vicenza come negli uffici di Arezzo. Ma molte sono allo stesso modo le professioniste impegnate sui “gioielli” che IEG organizza nel quartiere fieristico di Rimini come in tutto il mondo, manifestazioni leader in settori strategici dell’economia, tra le tante Sigep, il Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè, Ecomondo, la manifestazione di riferimento in Europa per l'innovazione tecnologica e industriale dell’economia circolare, RiminiWellness, la più grande kermesse al mondo dedicata al mondo del fitness, o ancora TTG, il Marketplace per il settore Travel & Hospitality gestito dal team della sede milanese del gruppo. IEG punta con decisione sul valore delle sue “quote rosa”: la straordinaria presenza femminile è una realtà in azienda sostenuta da sempre dal presidente Lorenzo Cagnoni, così come dall’Ad Corrado Peraboni. Una grande attenzione che vede donne manager in tutti i ruoli di responsabilità, fin dal CdA. E recentemente il team HR, anche in questo caso capitanato da una donna, Silvia Fabbri, ha promosso strumenti come lo smart working (attivato già nell’autunno del 2019), orari flessibili e tecnologie per ottimizzare i flussi e favorire la collaborazione trasversale tra gruppi di lavoro, elementi che concorrono al miglioramento del work life balance per tutti i dipendenti con ricadute
estremamente positive anche sui clienti e sul business. Non c’è area aziendale nella quale le collaboratrici non si distinguano, sia nella gestione delle attività di front office che dietro le quinte, nella meticolosa preparazione di ogni aspetto che concorre alla buona riuscita di una fiera. dalle attività commerciali alla strategia marketing, dalle media relations alla comunicazione social, e ancora le relazioni istituzionali, l’ospitalità, la manutenzione, la logistica, la progettazione architettonica degli spazi, la grafica, il design, l’organizzazione degli eventi, il back office… Una squadra affiatata e trasversale a tutte le sedi aziendali arricchitasi nel tempo di nuove figure ed esperienze, in uno scambio virtuoso di conoscenze che rafforza il gruppo sia nell’attività di ogni giorno che nell’affrontare grandi sfide come quella, inattesa e universale, della pandemia. Compatto e coeso, il “golden team” di IEG è al lavoro sui progetti di innovazione messi in campo negli ultimi mesi per offrire nuove opportunità al mercato, come il format full digital WE ARE Jewellery che proprio nella celebrazione della femminilità ha trovato ispirazione. A farci salire in passerella un fashion movie in live streaming per promuovere un’idea di bellezza che, proprio in virtù della sua natura femminile, abbraccia le diversità fino ad esaltarle come elemento distintivo di valore. E il futuro (del gioiello) ci appare sempre più rosa.
www.iegexpo.it
Beatrice Rossato
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attraverso l’architettura. Lavoravo negli Stati Uniti come architetto poi, alla fine degli anni ‘90, mi trasferii a Milano che era, come del resto è tutt’ora, una capitale internazionale del design e l’industria del gioiello
Susanna Testa
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Organizzatrici, perfezioniste ma anche emotive, intraprendenti e ambiziose. Sono queste le donne ricercatrici che compongono la “squadra”
onne e gioielli, un rapporto indissolubile, un legame antico. Il gioiello riunisce in sé un’enorme ricchezza, dall’arte alla moda, dalla cultura alle tradizioni. Alba Cappellieri è una donna che studia, conosce e ama il gioiello. Professore ordinario al Politecnico di Milano dove insegna design del gioiello e dell’accessorio, direttore del Master in Fashion Accessories, del Corso di Alto Perfezionamento di design del Gioiello e presidente del Corso di Laurea in design della Moda è anche direttrice del Museo del gioiello di Vicenza oltre che della Women Jewellery Association Italy. “Mi sono avvicinata al mondo del gioiello
Livia Tenuta
Politecnico di Milano
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Il pink team di Alba Cappellieri di Enrica Buongiorno
era florida. Mancava però l’anello di congiunzione sulla formazione in ambito di design del gioiello e mi chiesero di occuparmi proprio di questo per capire come formare le future generazioni di progettisti orafi. Al Politecnico, così, abbiamo aperto sia un corso dedicato che uno di perfezionamento sul design del gioiello. È un oggetto straordinario perché interseca diverse discipline ma soprattutto è un oggetto culturale in grado di rappresentare e valorizzare le diverse culture dei territori”. La donna è al centro dell’universo gioiello da sempre. Le donne, nell’ambito del design del gioiello, sono in netta maggioranza non soltanto tra
gli studenti ma anche tra i ricercatori. Il team che affianca la professoressa Cappellieri, infatti, è tutto al femminile ed è costituito da tre donne: Livia Tenuta, Susanna Testa e Beatrice Rossato. “Credo moltissimo nelle donne, non solo per la loro capacità di essere multi-tasking ma anche perché abbiamo un'intelligenza emotiva. - aggiunge la Cappellieri - Il mio gruppo di lavoro è straordinario, un team di donne estremamente selezionato che funziona molto bene perché condividiamo passione e curiosità per il nostro lavoro e ci fidiamo le une delle altre. Senza di loro non saprei come fare”. Organizzatrici, perfezioniste ma anche emotive, intraprendenti e ambiziose. Sono queste le donne ricercatrici che compongono la “squadra” della Cappellieri. “Il mio lavoro è eterogeneo e questo mi piace moltissimo. Tutte lavoriamo al Politecnico di Milano ma poi ci occupiamo anche di molto altro, per esempio io sono la coordinatrice del Museo del gioiello di Vicenza oltre a occuparmi della didattica sia in ateneo che al Milano Fashion Institut oltre alle consulenze. Tra di noi c'è tanta solidarietà ma anche complicità visto che
seguiamo tanti progetti insieme. Sentirsi quotidianamente e supportarsi le une con le altre diventa automatico”, racconta Livia Tenuta che si è laureata proprio con la Cappellieri e ha iniziato con lei poi il suo percorso lavorativo. Nel team in rosa ci sono anche Susanna Testa e Beatrice Rossato. “È un gruppo molto ben bilanciato e ognuna ha le sue specificità. - ha commentato la Testa - Penso di essere la ‘creativa’, quella un po’ più artista, sognatrice. Preferisco di gran lunga le immagini alle parole, il disegno alla scrittura. E sicuramente sono più contemplativa e riflessiva che pragmatica”. Beatrice Rossatto, la più giovane, ha aggiunto: “A livello operativo mi occupo principalmente di grafica, video, creazione di siti web e gestione social, docenza e assistenza alle mie colleghe per i corsi universitari. Aiuto nella curatela delle mostre, un lavoro che trovo molto stimolante. Abbiamo ruoli molto fluidi. L’ambiente è molto dinamico ed ognuna dà il suo contributo con le sue competenze”. Divise tra lavoro e impegno familiare, le donne riescono sempre a gestire tutti i propri impegni grazie ad una innata
capacità organizzativa che le viene ampiamente riconosciuta. “Il mio è un lavoro intellettuale. Io penso al gioiello anche mentre cucino ma siccome mi prendo cura personalmente della mia famiglia che viene sempre al primo posto, riesco a conciliare ogni cosa attraverso una gestione del tempo organizzata. - ha raccontato la Cappellieri che insieme alla sua squadra di lavoro, nonostante il Covid e la pandemia, è impegnata su tanti progetti - In questo momento sto concludendo una grande mostra sul gioiello-moda che ci ha commissionato il Ministero degli Esteri Italiano. Questa mostra viaggerà in tutto il mondo per 3 anni e racconterà la creatività, la manifattura e l'innovazione del gioiello moda italiano, inoltre sto lavorando per Bulgari su un progetto di storytelling e sto preparando anche la prossima mostra di Van Cleef & Arpels che si terrà a Shanghai nel marzo 2022. Il mio consiglio oggi, soprattutto per le imprese artigiane e familiari di questo settore è: credere nel digitale come nelle proprie mani. Le tecnologie digitali sono e saranno sempre più a servizio delle imprese artigiane a patto che diventino artigiani digitali”.
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DIECI MUST Myriam Bottazzi
Camilla e Valentina Gallo
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Realizziamo gioielli in ceramica con le tecniche più antiche del mondo, dando vita a opere uniche
le abbiamo scelte perchÈ sono designer ma soprattUtto donne che ci gUidano nella scelta di 10 mUst a cUi non poter rinUnciare di Marilina Curci
Camilla e Valentina Gallo sono le creatici del brand Jamais Sans Toi, fondato nel 2012 con l’intento di far confluire le loro competenze e la passione comune per il gioiello in un unico progetto creativo. Letteralmente “mai senza di te”, in antico dialetto occitano, il nome del marchio riprende il motto riportato sullo stemma di Chiomonte in Val di Susa, luogo d’origine delle due sorelle. La peculiarità delle creazioni targate Jamais Sans Toi sta nel materiale utilizzato, la ceramica, scelta per la sua potente carica energetica. Ogni gioiello viene lavorato artigianalmente, cotto, smaltato e nuovamente infornato. Infine, gli elementi ceramici vengono montati su metallo o su cuoio azo-free, certificato e rigorosamente trattato in modo naturale. da questo metodo esclusivo prendono forma pezzi contemporanei leggeri e versatili, pensati per essere indossati in diversi modi, adattandosi allo stile di chi li indossa.
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Cerco un’altra forma di bellezza, quella non manifesta
Myriam Bottazzi è la mente creativa che si cela dietro una linea di accessori e ornamenti MyriamB. Pezzi unici che rifuggono definizioni e classificazioni e che nascono dalla necessità intima di «ricercare una personale versione di bellezza, asimmetrica e imperfetta». Richiamandosi alla cultura giapponese che ha profondamente segnato il suo percorso, la designer vede nella natura la sua fonte di ispirazione, costante e illimitata. Ogni creazione diventa lo strumento per comunicare una visione delle cose fedele alle suggestioni di un pensiero organico, che segue il fluire perpetuo dell’universo. Materiale privilegiato per le sue sperimentazioni è la paillette «privata della sua espressività abbagliante quanto effimera e del connaturato carattere seriale», insieme a tessuti e pietre dure grezze.
che non dovrebbero mancare nel guardaroba e nella vita di una donna
Cristina Cipolli
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Fondendo tecnologia e tradizione, l’intento del marchio è quello di unire passato e futuro in una versione distinta del presente Architetto per vocazione, Cristina Cipolli ha ereditato da sua nonna - che collezionava gioielli unici e gemme da tutto il mondo - un amore incondizionato per l’universo dei preziosi. Una passione che l’ha portata a intraprendere il percorso di jewelry designer e a fondare nel 2018 il suo omonimo marchio. Le creazioni Cristina Cipolli Jewellery sono contraddistinte da uno stile contemporaneo e minimale in cui confluiscono influenze e ispirazioni diverse, dalla natura all’arte, fino alle tradizioni tribali e agli ornamenti di antiche civiltà. Il brand ha sede a Londra e si rivolge a donne sofisticate e sicure di sé, che vogliono apparire sexy e originali in ogni occasione.
Irma Podini
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Suscitare emozioni e sensazioni senza aggiungere altro se non grazia e delicatezza, ingredienti impalpabili che affrancano la materialità
«Il gioiello, in quanto oggetto, ha a che fare con il pensiero, con la sua costruzione, la ricerca della forma e dei volumi». Parte da questo assunto Irma Podini per realizzare le sue creazioni in cui «si ricongiungono spirito e materia come proiezione dell’IO». Più che gioielli, le sue sono sculture da indossare ispirate da una ricerca continua che spazia dall’osservazione della natura allo studio del metodo matematico, indiscusso «generatore di armonia». Per la designer il concetto di “must” nel guardaroba e nella vita si concretizza in un contenitore di oggetti inusuali e ricercati, di ricordi con valore personale.
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DIECI MUST
Irma Podini Sogno in volo, spilla in argento, patina, acciaio
Myriam Bottazzi Necklace Pietre Estinete
Cristina Cipolli Jewellery Snaketric Collar
Cristina Cipolli 1. Una collana statement. 2. Un bel blazer. 3. Un paio di pantaloni di pelle nera. 4. Un paio di stiletti neri. 5. Occhiali da sole cool. 6. Un orologio vintage. Io adoro il Panthère de Cartier in oro giallo regalato da mio padre a mia madre negli anni ’80, in occasione della mia nascita. 7. Un rossetto rosso. 8. Un profumo distintivo. Per me è una fragranza floreale pura con toni muschiati e legnosi, come L'Eau d'Issey Eau de Parfum di Issey Miyake. Lo uso da quando avevo 20 anni. 9. Un souvenir del proprio viaggio preferito. Una pashmina colorata, un lungo vestito di cotone e alcuni braccialetti dall'India nel mio caso. 10. Il senso del coraggio e quello dell'umorismo.
Myriam Bottazzi 1. Un abito o un oggetto appartenuto a una persona cara. 2. della biancheria comoda, da indossare al rovescio quando si è particolarmente agitati o stressati. Il filato è più liscio e le cuciture restano all’esterno. Questo aiuta il corpo a rilassarsi. 3. Indumenti monocromatici dai toni neutri e dalle forme asimmetriche o morbide, che possano fungere da tela ad un accessorio, a un monile o a un feticcio. 4. Tanta curiosità. 5. Un capo dalle linee occidentali e dalle fantasie orientali, ricche di significati. da abbinare a gioielli contemporanei realizzati con tessuto e pietre dure grezze. 6. Un’autocritica costruttiva. 7. Una dose massiccia di autoironia… e senso dell'umorismo. 8. delle imperfezioni somatiche, fisiche od emotive - da valorizzare attraverso una personale ricerca nell'estetica e del proprio io interiore. 9. La bellezza, quella non manifesta. Per quanto mi riguarda, nel tempo resta più magnetica, incisiva e preziosa. 10. Un monile speciale, con il quale brillare ed esprimere il proprio stato d’animo.
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Camilla e Valentina Gallo
Imma Podini
1. Un cappello a tesa larga, sia in inverno che d’estate per ripararsi dalla neve e coprirsi dal sole con stile. 2. Un cappotto vintage colorato, in lana, stretto o largo, lungo o corto, basta che sia fuori dagli schemi. 3. Una maglia oversize fatta a mano, di lana caldissima. 4. Un pantalone Ombradifoglia a vita alta, tessuti italiani di alta qualità e design stellare. 5. Un paio di sabot artigianali di Bruno shoesmaker, unici. In pelle conciata al vegetale, fatti a mano in ogni passaggio. 6. La collana Costellazione e l’anello Belle di Jamais Sans Toi, accessori di bellezza senza tempo. 7. Uno zaino handmade in pelle Trakatan dal design essenziale e unisex... da riempire di sogni e tutto quello che serve. 8. L’allegria di prima mattina. 9. Calzini colorati. 10. Il profumo artigianale l'Eigo di Jamais Sans Toi, per distinguersi in un mondo dal sapore omologato!
1. Matite colorate, fogli di carta, cartoncini e più in generale materiale per disegnare. 2. Libri curiosi e legati ad un particolare interesse. 3. Oggetti personali di una o più persone care e fotografie. di mio padre ad esempio ho un modello, la motrice di un treno in scala, creato con le sue mani; di mia nonna bozzetti e disegni creati da lei. 4. Pezzi introvabili, di abbigliamento o complementi d’arredo. 5. dei capi in tessuti naturali, biancheria intima inclusa. 6. Calze e calzini a righe. 7. Una salopette in jeans e un paio di sneakers. 8. dei cappelli stravaganti. 9. Una libreria, intesa come struttura. 10. Un gioiello creato da me solo se apprezzato - e che sia in grado di suscitare emozioni. In questo particolare momento sceglierei la spilla “Sogno in volo”. Volare verso nuove emozioni, nuove sensazioni, comporta coraggio, audacia, rischio, incoscienza, paura, sperimentare sé stessi col desiderio di rompere gli schemi in un processo di trasformazione e di crescita.
Jamais Sans Toi Anello Belle
the NeW SPriNgtime ph. luciano d’inverno
aucella www.aucella.com Anelli in oro bianco con diamanti, pietre preziose e corallo rosso naturale
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pierduca gioielli www.pierducagioielli.com bracciale e anello in oro rosa con zaffiri rosa e diamanti bianchi
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caoro www.caoro.it Collezione Bouquet schiava e anello in oro 18kt con fiori colorati e petali in zirconia. Lavorato con canna satinata e sagomata.
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e-motion www.emotions.it Anello in oro 18kt e diamanti naturali diamante centrale taglio farfalla, carati 0.72 Modello B.FLY Pezzo Unico
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crusado www.crusado.it Anelli della Collezione Vietri, colori vivi di Smeraldi e zaffiri naturali, tra Oro e diamanti purissimi.
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Elsa Schiaparelli e Salvador dalì
Lower Face Mask Maschera in ottone dorato. Il naso e le labbra sono ornati da piercing con strass
«Lavorare con artisti come Bebe Bérard, Jean Cocteau, Salvador Dalì, Vertès, Van Dongen; e con fotografi come Hoeningen-Huene, Horst, Cecil Beaton e Man Ray mi ha dato un senso di euforia». Elsa Schiaparelli
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avorare con artisti come Bebe Bérard, Jean Cocteau, Salvador Dalì, Vertès, Van Dongen; e con fotografi come Hoeningen-Huene, Horst, Cecil Beaton e Man Ray mi ha dato un senso di euforia». Così scriveva Elsa Schiaparelli, fondatrice della Maision che porta il suo nome. La stilista di nascita italiana è stata sempre considerata una pioniera della moda, grazie alle sue intuizioni ed alle sue ricerche sconfinate nel mondo dei profumi e degli accessori che videro la nascita di collaborazioni con artisti del calibro di Cocteau, Man Ray e Salvador Dalì, la cui sinergia ha rinnovato oggi un concept creativo che sfocia nella nuova collezione di gioielli surrealisti proposta da Daniel Roseberry, creativo della Maison dal 2019. Nata a Roma nel 1890 da padre piemontese e madre napoletana, Elsa si dedicò dapprima agli studi di filosofia per coltivare la sua passione per la poesia (nel 1911 pubblicò la raccolta Arethusa) che però non fu gradita dalla famiglia che la mandò in Svizzera. dopo vari cambiamenti e viaggi finanche in America, dove soggiornò da sposata ed
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Gaze Hoop Earrings Orecchini a cerchio in ottone dorato con occhi smaltati e strass. Aviator Eye Glasses Occhiali in ottone dorato con occhi dolci color miele realizzati in trompe l’œil.
un matrimonio concluso, Elsa, dopo la Grance Guerra si trasferì a Parigi, dove incontrò il mondo della cultura e della moda. Grazie alla sua determinazione ed all’incontro di stilisti come Paul Poiret, ben presto quella passione divenne un lavoro e già nel 1928, quando si trasferì a rue de la Paix in un nuovo grande atelier “Schiaparelli - Pour le Sport”. Qui iniziano anche le prime sperimentazioni e correlazioni con gli accessori ed il connubio Haute-Couture e abbigliamento sportivo ebbe grande successo anche oltreoceano. Le innovazioni e la ricerca dell’originalità condussero la stilista ad importanti collaborazioni nate in seno a quelle amicizie che già coltivava nell’ambito degli artisti d’avanguardia. Nacquero così anche le prime collezioni di gioielli e con la sinergia della scrittrice russa Elsa Triolet la collana “aspirina”.
Schiaparelli gioielli come in un sogno di Luigi Esposito
Nella collezione prét-à-porter P/E 2021, la storica Maison Schiaparelli rivive la stagione surrealista dell’artista Salvador dalì
Tra gli incontri che però hanno segnato una correlazione forte con le tendenze artistiche e culturali dell’epoca c’è quello con lo spagnolo Savador Dalì, negli anni Trenta, con il quale la Schiaparelli ha creato icone leggendarie (abiti, scarpe, vestiti, profumi) Oggi, quel sodalizio creativo ha dato vita a gioielli fuori dal tempo che la Maison di Place Vendôme ha proposto in un progetto culturale che affronta il glamour, i preziosi e la moda. Restiamo così affascinati dalla maschera per il viso che rivisita il tromp l’oeil tanto amato dai surrealisti (e che evoca le grandi maschere d’oro dei Faraoni), o gli occhiali ispirati al famoso occhio scelto da Cocteau per un gioiello del 1937 o ancora la parure di denti e le dita dorate. Il designer ci proietta in un mondo artistico e felice che rivela ancora oggi tutta l’eccellenza di una Maison che non ha tradito lo spirito della sua fondatrice. Special Springtime | 1.2021 | Preziosa Magazine | 73
sharra pagano
LINO RAGGIO
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Chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo colto, ottimista, affidabile, di poche parole ma capace di grandi decisioni. Imprenditore eccelso aperto a tutte le novità 74 | Preziosa Magazine | 1.2021 | Special Springtime
un artista riluttante alla mondanità di Maria Rosaria Petito
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iscreto ma sempre presente, da vero regista. Aveva grande confidenza con il lavoro manuale, se ne stava ore ed ore chino sul suo banco ad “infilare”, in compagnia della radio sintonizzata sulla stazione di musica classica, tra le sue passioni (nel ricchissimo archivio del brand non mancano sfarzosi pezzi, interamente fatti a mano da esperti artigiani, per le eterne rivali Maria Callas e Renata Tebaldi, per la Kabaivanska e Renata Scotto). Lino Raggio nacque nel secolo passato, di quell’epoca ha respirato e selezionato ricordi collezionando cose antiche in fede di un modus operandi ambizioso, lontano dal consenso facile. Apparteneva a quella che si dice ‘un’altra generazione’, ma solo anagraficamente perché grazie ai suoi equilibri compositivi, alle sue liaison materiche, al suo dosare ironia e dissacrazione ha proiettato il bijou in una dimensione atemporale. Tra scenografie visionarie ed elementi iconici ha sfiorato il futuro e memorie obliate, a tratti riconducibili a monili primitivi. Ha innescato l’idea di evoluzione scardinando
l’immaginario comune di questo oggetto di uso quotidiano, non per tutti e non da tutti. Ha dato al bijou una identità indipendente, inattaccabile dalle tradizioni. “È necessario seguire con attenzione le evoluzioni della moda per proporre le cose più giuste al momento giusto: i bijoux devono essere abbinati agli abiti per esaltare la femminilità”. diceva ancora prima che le sue creazioni si facessero largo tra le più desiderate. Lui che rifuggiva la vita mondana (viveva gli eventi, tutti, ma da dietro le quinte, non amava il pubblico e neppure le feste: è stato il grande assente perfino alla celebrazione dei 50 anni di attività della sua creatura, Sharra Pagano), è entrato nell’olimpo di quegli artisti che hanno scritto importanti pagine del gioiello e della moda, nobilitando anche le materie più stravaganti. della resina, dell’ottone, degli strass ne ha fatto una schietta espressione di lusso. La sua è stata una passione iniziata prestissimo, già da piccolo, quando creava collanine e braccialetti per le
sue amiche e compagne di scuola, una vera palestra. Negli anni non ha mai smesso e si è spinto a coltivare una ricerca personale che entrerà in scena nel ’69 con il nome di Sharra Pagano (ispirato non si sa da cosa non si sa da chi, forse dalla dea Sharra Itu degli antichi Sumeri). In questo periodo di gran fermento specialmente a Milano, città di moda e alla moda, si affianca a Gianfranco Signori, architetto, insegnante d’arte e in seguito specialista del mondo del gioiello, che diventerà socio e compagno di vita. L’incontro poi con Giorgio Armani, anch’egli agli esordi, sarà di quelli che segneranno la sua carriera. Furono amici veri e sinceri - Re Giorgio scriverà nel necrologio del Corriere della Sera “Sei stato il primo amico che ho trovato a Milano e di conseguenza di tutta Giorgio Armani. - Sono addolorato per la tua scomparsa. - Ti ho voluto bene”. Seguiranno altre collaborazioni con altri nomi famosi, come Moschino, Walter Albini, Enrico Coveri, interpretando e segnando il cambiamento veloce della moda contemporanea. Inarrestabile. Non gli mancò mai
l’entusiasmo, così come l’urgenza di sperimentare nuove idee, anche fuori dalla rete della sua specializzazione creando profumi, foulard, cinture, borse, ombrelli, occhiali, sandali… ognuno caratterizzato da un prezioso dettaglio gioiello. Senza mai ripetersi. Alle generazioni future parleranno di lui le sue fantasmagoriche creazioni, patrimonio del made in Italy.
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Anniversary collection, in oro rosa rings full pavé e diamanti champagne
tra i più importanti e significativi nomi del panorama nazionale e internazionale (nel 1996 ha vinto il ‘diamond International Award’, il più ambito premio nell’industria orafa). Si definisce “gioielleria milanese” ma ogni suo gioiello è da intendere come una lectio magistralis sull’eleganza del Belpaese.
È
di Maria Rosaria Petito
La storia della Antonini inizia a Milano, nel 1919, e già si identifica come azienda di prestigio, ma la forte identità e l’enorme e duraturo successo si radicano nelle contaminazioni all’avanguardia di quel tutto artigianale e tutto di qualità ora presente anche in Russia, negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone. In Italia è lo showroom di piazza Borromeo che ospita le sue creazioni di fascia alta, tra mirabili affreschi del XV secolo.
SERGIO ANTONINI l’arte è il suo mondo, i gioielli il suo linguaggio
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A mantenere viva la traccia dei valori del patrimonio di famiglia con passione e professionalità è Sergio Antonini, direttore creativo con la volontà di andare avanti tra forme spettacolari e pezzi unici - le collezioni Anniversary100, Black&White, Aurea, Vulcano, Matera, Siracusa e Atolli ne sono un esempio. Amante dell’arte in tutte le sue sfaccettature, progetta con ottimismo, forte di
un’esperienza di lungo corso e di una profonda conoscenza del settore. Ha frequentato la Scuola Politecnica di design di Milano e il Gemological Institute of America a New York. Lavora a partire dalla gemma, eccezionale per purezza e colore, e modella poi il gioiello rispettando ed esaltando la bellezza della pietra. Tra i manifesti del marchio c’è la collezione Anniversary100, pensata per celebrare i cento anni dell'azienda. A lui abbiamo chiesto: quanto è cambiato nel tempo il DNA del brand? “Antonini ha sempre lavorato con gemme preziose e pietre colorate disegnando sia pezzi unici sia collezioni con un tema diverso ogni anno. Negli ultimi anni è rimasta questa duplice anima mantenendo i pezzi unici all’interno di Extraordinaire collection e presentando di anno in anno nuove collezioni con un disegno più contemporaneo, influenzate dalla mia passione per l’architettura e l’arte contemporanea. In particolare per queste ultime mi piace lavorare solamente con oro e diamanti, nelle varie nuances dal bianco al nero come ad esempio i diamanti champagne e brown.” Star del calibro di Selena Gomez, Halle Berry, Carrie Underwood, Anne Hathaway e Taylor Swift hanno scelto Antonini per i loro red carpet. È nell’innovazione il
segreto per piacere ad interlocutori così vari ed, anche, così top? “Antonini fa molta ricerca nelle forme, ci definiamo gioielleria “milanese” per le linee pulite e contemporanee, a differenza della classica gioielleria italiana più “decorativa” o con uno stile rinascimentale. Il nostro design
quotidiana e quando ho un’idea per un gioiello comincio con uno schizzo. Poi sviluppo il disegno e provo a declinare l’idea per creare una collezione che includa orecchini, pendenti, anelli di varie tipologie. da qui realizziamo un rendering e poi una “resina estetica” che simula le forme del gioiello.”
Antonini Milano oltre un secolo di storia rimanendo sé stesso
continuano a nascere nuovi brand e nuovi designer e ognuno aggiunge qualcosa di nuovo nonostante la materia preziosa (oro e gemme) sia la medesima da secoli.” Ama l’arte contemporanea, una passione a cui ha dato spazio nello showroom di Milano collaborando con MIART. In che modo? “Nel nostro showroom di Milano abbiamo una sala bianca che allestiamo con opere di arte contemporanea di artisti supportati dalle gallerie d’arte del nostro network con le quali ho rapporti molto buoni. Tutto è nato da un progetto con lo studio legale LCA, in occasione di Miart 2016, che ha incluso il nostro spazio nel calendario delle sedi espositive
riservate della manifestazione. Ogni anno in occasione di questa fiera (che si svolge in primavera) realizziamo una nuova mostra site specific sempre in collaborazione con LCA e nell’arco dell’anno alterniamo altre due mostre.” A seguito delle problematiche pandemiche, quali sono oggi le priorità? E come sarà il gioiello Antonini domani? “Le nostre attuali priorità sono riuscire a mantenere il rapporto con la distribuzione (le gioiellerie) visto che con l’annullamento delle fiere e l’impossibilità di viaggiare non riusciamo ad incontrare i buyer. Il nostro lavoro è basato su relazioni costruite negli anni per le quali è sempre stato importante l’incontrarsi di persona. Il gioiello di domani sarà un gioiello indossabile sempre, parte integrante dell’outfit quotidiano, anche se sarà un pezzo unico o con pietre importanti non sarà più un gioiello da indossare solo in occasioni speciali o da tenere in cassaforte.”
Palazzo Borromeo, Milano. Showroom Antonini
www.antonini.it
non piace a tutti ma dall’altra parte molte star lo apprezzano, anche per la vestibilità, e sono felici di indossare i nostri gioielli”. Ogni suo gioiello è l’evoluzione di un desiderio. Ci vuole talento per raggiungere questi risultati, ma anche tanto studio, lei ha frequentato l’Istituto Gemmologico d’America a New York. Ma come approccia un lavoro, opera al banchetto come i maestri di una volta? “Grazie, è vero. Le mie ispirazioni arrivano dalla mia vita
È lei che disegna, da chi ha ereditato questa attitudine? “Sicuramente dal nonno che oltre a disegnare i gioielli dipingeva con la tecnica dell’acquerello.” Se la materia preziosa è ancora il soggetto più importante di un gioiello, che posto occupa la creatività? “Secondo me la creatività è la parte più importante, di gioielli ce ne sono tantissimi e non ce ne sarebbe bisogno, invece
Extraordinaire collection 2020 7,8 ct pavè zaffiro e diamanti montati in rodio nero
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“ CARLO PALMIERO
un gioiello per emozionare il pubblico, deve prima emozionare me di Maria Elena Bonacini
una passione nata da bambino nelli come tele, per dipingere in pavé emozioni e forme. Per Carlo Palmiero realizzare gioielli è una passione iniziata quando da bambino osservava gli orafi valenzani intenti al loro lavoro. E oltre cinquant’anni dopo lo fa ancora, nel suo laboratorio che nel frattempo è diventato un brand riconosciuto a livello internazionale.
A
Ma com’è nato questo amore per la gioielleria? «La mia famiglia - racconta - si è trasferita a Valenza negli anni Sessanta, quando ero piccolo, e mi sono innamorato di tutto ciò che vedevo in città. Si respirava l’oro, era piena di laboratori artigianali e venivano persone da tutto il mondo a comprare e imparare il mestiere. Così tramite amicizie ho iniziato a frequentare le botteghe e ho scoperto il fascino dei lavori manuali e artigianali. A che età ha iniziato? A 11 anni tagliavo col seghetto e facevo i trafori. Passavo ore a montare e smontare oggetti, poi ho cominciato a fare modelli a mano, forme semplici, e questo mi ha spinto ad imparare le tecniche e i segreti di quest’arte. Ho frequentato la scuola orafa e poi ho cominciato giovanissimo ad andare a bottega, cercando di imparare qualcosa da tutti.
Carlo e Luca Palmiero
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Alcune fasi di lavorazione della spilla Bird of Paradise con 1062 pietre colorate dai diamanti ai rubini dagli spinelli agli zaffiri, accuratamente combinate per ricreare le brillanti sfumature di colori.
www.palmierogioielli.com
C’è un maestro in particolare che le ha insegnato i suoi segreti? Ho preso qualcosa da tutti i laboratori che ho frequentato. A spingermi a intraprendere questa strada è stato Vincenzo Morosetti, dal quale ero molto affascinato, anche se poi è stato un altro maestro a trasmettermi le tecniche, i segreti, le malizie e una grande passione per questo lavoro. E poi ha aperto il suo laboratorio Sì, negli anni Settanta ho aperto la mia attività, nella quale ho potuto esprimere la mia vena artistica. Ho sempre avuto la tendenza a creare pezzi diversi da quello che era il gusto classico e nelle botteghe ogni tanto venivo rimproverato. Ho iniziato a realizzare oggetti a canna vuota, in metallo battuto, arricchiti con griffe e navette e a creare un mio stile personale. Ad esempio, all’epoca l’anello doveva avere una grande pietra al centro e il gambo era un semplice supporto, per me invece è protagonista. E nel 1979 ho lanciato il mio marchio, Palmiero jewellery design. Gli anelli sono in particolare ciò che la contraddistingue. Quando creo una collezione sono sempre il primo passo per vedere se può funzionare. È il pezzo a me più congeniale,
quello che sento di più e su cui lavoro di più, smontando e rimontando, perché un gioiello per emozionare il pubblico, deve prima emozionare me. L’amore per l’arte e per la gioielleria vanno di pari passo? Amo l’arte a 360 gradi, sono appassionato di ciò che contiene una filosofia creativa, dall’arte antica a quella contemporanea. Per questo ho dato vita all’art collection, dedicata a pittori come Kandinskij, van Gogh e Matisse. Il gioiello per me non è solo lusso, ma ha una bellezza intrinseca, non parto dal prezzo, ma dalla creazione e cerco di rappresentare al meglio l’idea.
Embracing Flower
Il pavé le permette quindi di “dipingere” sull’oro? Sì, mi consente di rappresentare la natura, che amo profondamente, perché penso che contenga già tutto quello che serve. Le pietre colorate, che acquisto personalmente, mi permettono di ricrearla con nuance e sfumature. Negli anni Sessanta acquistai uno stock di diamanti e pietre colorate e fui criticato, mi dissero che non sarebbero mai andate di moda. Invece ho creato il mio dna. Oggi avete una sede ipertecnologica, ma lei crea ancora al banco? Ho un mio spazio, in cui modellando in cera do forma alle mie emozioni, ispirazioni, sensazioni e ricordi. A volte partendo da uno schizzo, altre da un oggetto, come può essere una foglia di ginkgo arricciata in modo particolare; spesso direttamente dalla cera. E qui non devo essere disturbato. Poi i designer del team uniscono alla parte manuale i dettagli in 3d. C’è un pezzo al quale è più legato? Sono tutti miei figli, è difficile scegliere. diciamo che i più significativi, perché hanno lanciato l’attività, sono stati le bubbles, il drappo e il gomitolo,
la cui creazione ha richiesto sei mesi di lavoro, perché un oggetto deve essere bello ma anche indossabile, comodo e bilanciato, ma che ha avuto un enorme riscontro. Qual è stato il momento più bello in tutti questi anni? Quando attorno al 2000 gli oggetti fatti in un piccolo laboratorio di Valenza Po sono arrivati nelle boutique internazionali più esclusive, da New York a Pechino. E il più brutto? Le crisi, come nel 2008. Ma ci siamo reinventati e abbiamo deciso di differenziare e inserire l’orologio gioiello, che molti ci chiedevano. Anche il lockdown è stato un momento difficile, ma abbiamo continuato a creare nuove collezioni e migliorarci. Al suo fianco adesso c’è anche suo figlio Luca, che lavora in azienda con lei, come sua moglie Lia. Sì, sono contento di essere riuscito a trasmettere ai miei figli questa passione. Loro sono cresciuti in azienda, come io nelle botteghe, e Luca sta già lavorando con me da otto anni, mentre Fabio sta facendo esperienza altrove, ma spero che poi tornerà. Lavorare in famiglia non è sempre semplice, ma abbiamo trovato la giusta sintonia.
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Qualità, design e manifattura Made in Italy: il modo migliore per soddisfare i propri clienti e non perdere fiducia in se stesso
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TONINO BOCCADAMO
www.boccadamo.com
Un uomo. Un imprenditore di Maria Rosaria Petito
onino Boccadamo è un imprenditore tipo, di quelli che le risposte se le trovano da soli, sul campo, specialmente nei momenti difficili, perché per andare avanti, per raggiungere il successo con onestà non è semplice. Ed agli schemi manageriali risponde mettendo in primo piano l’uomo, da 40 anni, approcciando il lavoro con il coraggio di rischiare per vincere le sfide della concorrenza. È intuitivo, va diritto al sodo tenendo sul piatto della bilancia qualità, design e manifattura Made in Italy: il modo migliore per soddisfare i propri clienti e per non perdere fiducia in se stesso. Ha dato inizio a questa storia a Frosinone, la sua città e dove il marchio tutt’ora ha sede, ma la sua expertise lo ha portato anche oltre i confini nazionali. Chi lo conosce di persona sa che è un uomo riservato e di grande generosità, dichiaratamente altruista. Ama mettere le persone al centro dei suoi progetti ed è sempre teso a motivare i propri collaboratori, perché è insieme che si fa impresa! Ricettivo ai cambiamenti, conforma l'identità del brand al suo stile in progress. Una grande strategia di sviluppo.
T
Veniamo da un anno difficile. Come vede il prossimo futuro? La pandemia ha inevitabilmente influito sulle nostre vite e sulla percezione del futuro. Come uomo e come imprenditore, però, sono sempre stato incline a raccogliere le sfide e a trasformare in opportunità anche i momenti più difficili. Non nego che questo anno ci abbia portato a rivalutare l’approccio che ciascuno di noi ha avuto fino ad oggi con sé stesso, con gli altri e con il lavoro, ma proprio da queste riflessioni credo che si debba ripartire per pensare ad un futuro diverso, migliore, con più attenzione verso ciò che abbiamo, senza dare nulla per scontato. E questo nuovo modo di vedere le cose, credo che sia stimolante anche per il nostro sistema economico, che potrà godere di nuova linfa, nuove idee e nuove energie. La sua azienda è una fonte di lavoro per tanti. Ora più che mai, in che modo è vicino ai suoi collaboratori?
La pandemia ha sovvertito ogni nostro programma, ogni previsione, ogni aspettativa. L’impatto, pesante, che ha avuto su tutto il sistema economico nazionale, mi ha costretto a rivedere l’intero assetto produttivo e a fare nuovi investimenti. La riconversione, che ci ha visto protagonisti della produzione di mascherine sartoriali nel clou dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, ha rappresentato un momento decisivo per garantire l’operatività dell’azienda. Credo che questo mio impegno sia stato un segnale forte anche per i miei collaboratori, ai quali ho cercato sin dall’inizio di infondere fiducia, rassicurando ciascuno sulla solidità dell’azienda, fornendo aggiornamenti continui sull’andamento della produzione, supportando la flessibilità lavorativa sulla base delle esigenze dei dipendenti e favorendo le condizioni di lavoro nella massima sicurezza.
Collezione Caleida
Tra le risorse della Boccadamo c’è la forza vendita. Come la supporta oggi? Anche in questo caso, ho cercato di supportare la forza vendita con azioni concrete e tangibili che trasmettessero fiducia nell’azienda e nel suo operato. durante l’anno della pandemia, abbiamo incrementato la rete degli agenti per coprire al meglio tutte le regioni, offrendo loro una grande opportunità, attraverso la commercializzazione delle nostre mascherine di protezione
facciale, ampliando il loro raggio d’azione anche al settore farmaceutico, coinvolgendo circa 1600 tra farmacie e parafarmacie in tutta Italia. Sebbene, infatti, il core business della Boccadamo resti la produzione di gioielli fashion, è stata decisiva, nei mesi iniziali della pandemia, la produzione di dispositivi facciali che ha sostenuto le esigenze del Paese, ma è stata un’occasione di crescita e di lavoro per i nostri concessionari. Sono stati molti, infatti, i rivenditori Boccadamo
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che hanno creduto in questa operazione, scegliendo di vendere le mascherine prodotte dalla Boccadamo e contribuendo così al consolidamento del brand. Inoltre, abbiamo supportato tutte quelle attività che hanno incontrato difficoltà
garantisce l’assenza di emissione di anidride carbonica durante il funzionamento dell’impianto. Per quanto riguarda la digitalizzazione, siamo all’avanguardia e l’investimento fatto negli anni ci è tornato utile proprio durante questo anno,
L’azienda Boccadamo
economiche, cercando soluzioni specifiche per ciascuna di esse. Ho cercato di calarmi nei panni dei concessionari, spesso attività a conduzione familiare, e agire da uomo prima ancora che da imprenditore. Nella sua attività che posto occupano sostenibilità e digitalizzazione? Sostenibilità e digitalizzazione sono state sempre presenti in questa azienda. Sin da subito, abbiamo cercato di dare ai nostri gioielli un’essenza eco virtuosa, adottando una condotta etica di approvvigionamento di materie prime, ma anche di tutela dei lavoratori e dell’ambiente. Sul fronte “green”, abbiamo investito sull’energia rinnovabile, con due grandi impianti di pannelli fotovoltaici. L’intero approvvigionamento energetico necessario alla produzione dei gioielli Boccadamo arriva, dunque, da energia pulita. L’ utilizzo di fonti rinnovabili, inoltre,
garantendo a molti dei nostri collaboratori la possibilità di continuare a lavorare in smart working, salvaguardando salute, rispetto dei decreti legge e ovviamente i posti di lavoro. Quanto è importante il mercato interno considerate le difficoltà di spostamento per e dall’estero? Come detto anche precedentemente, il cuore
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pulsante della Boccadamo è la rete di concessionari presente in tutta Italia, e questo ancor prima del Covid-19 e delle limitazioni sul mercato estero. Circa 1500 rivenditori, molti dei quali aziende di famiglia, che si tramandano l’attività da due o tre generazioni. Un patrimonio umano, prima ancora che economico, al quale siamo fortemente legati e con cui condividiamo valori e visione del lavoro. I nostri concessionari sono al centro del nostro modus operandi, ogni azione imprenditoriale tiene conto del tipo di ritorno che avranno le nostre gioiellerie, di come potrebbero rispondere alle nostre iniziative, fornendo loro tutti gli strumenti necessari per procedere in maniera parallela. È un imprenditore fortemente legato al proprio territorio. In che modo? Aprire nella provincia di Frosinone un’azienda di produzione di gioielli è stato un atto coraggioso, ma anche un modo da parte mia di dimostrare riconoscenza alla mia terra. Non solo la Boccadamo ha dato lavoro a tante persone, ma abbiamo inizialmente avviato un percorso di formazione, istituendo una scuola, per poter avere collaboratori capaci, che conoscessero una realtà nuova per un territorio da sempre votato all’industria. Questo approccio ho
Collezione Harem
cercato di replicarlo anche a partire dal 2017, inaugurando la Scuola Orafa per diversamente abili, che offre corsi gratuiti a ragazzi speciali, ai quali viene insegnato un mestiere, quello orafo, appunto e per alcuni di loro questa esperienza si è trasformata in opportunità lavorativa, entrando in azienda. da ultimo, durante l’ultimo anno, per sostenere la domanda di mascherine sartoriali, abbiamo scelto di coinvolgere alcuni laboratori artigianali, sempre del territorio, apprezzandone la qualità del lavoro e anche per restare loro vicini in un momento economico che ha messo in difficoltà soprattutto le piccole aziende artigiane. Quali collezioni presenterà quest’anno? Siamo pronti con una nuova linea Gaya, nel segno di un design minimal, essenziale, fresco e giovanile, riconfermando l’ispirazione fashion e di tendenza dei charms che animano le parure. Questa uscita sarà completamente in argento, una scelta stilistica che fa del gioiello un dettaglio pop-raffinato, un elemento distintivo ma mai sopra le righe. Vedrete presto nuove interpretazioni della collezione Caleida. Non solo scelte cromatiche nuove e combinazioni di cristalli sempre più armoniose, ma anche una versione total-metal con zirconi, molto contemporanea. E infine, una linea uomo in argento, un ritorno alle origini per la nostra maison, con uno stile molto moderno. Ogni novità sarà accompagnata dalla identificabilità del brand, perché stiamo puntando proprio su questo aspetto, la riconoscibilità dello stile Boccadamo in ogni collezione.
fashion alphabet
di Marilina Curci
I TREND dELLA PRIMAVERA ESTATE 2021 DALLA A ALLA Z Tutto quello che c’è da sapere in fatto di nuove tendenze per essere on-point e non perdere un suggerimento, un’idea, un’ispirazione.
A amore Love is in the air, recita una celebre canzone. E in effetti il più nobile dei sentimenti sembra essere al centro - ora più che mai - delle ispirazioni di designer e brand. dai gioielli a forma di cuore agli accessori rosso passione, l’amore trionfa sulle proposte per la Primavera 2021. T-shoe in suede, L’Autre Chose. Credits: Courtesy of Press Office // Orecchini a forma di cuore con perle e pietre, Marianna Senchina. Credits: Courtesy of Press Office
D diamanti È risaputo: si può resistere a tutto tranne che alle tentazioni. Se poi parliamo di diamanti, la faccenda si fa decisamente più complicata. Riuscire a sottrarsi al fascino delle nuove, preziose creazioni targate 2021 sarà impossibile. Anello in oro 18 kt con diamanti, Messika. Credits: net-a-porter.com
C catene Massicce o minimal, le catene sono le scenografiche protagoniste della bella stagione. Se le declinazioni sul tema sono quasi infinite, il diktat è solo uno: farsi notare! Orecchini in oro a catena, Loren Stewart. Credits: net-a-porter.com Collana con maglie bicolore, Givenchy. Credits: givenchy.com
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E ear cuff declinazione couture dei più tradizionali orecchini, gli ear cuff si preparano a conquistare la vetta delle nostre wishlist a suon di forme scultoree e dettagli inaspettati Ear cuff Trio in oro 18 kt e diamanti, Kimai. Credits: farfetch.com // Ear cuff in oro rosa 9 kt con smalto turchese e pavè di diamanti bianchi, Bea Bongiasca. Credits: Courtesy of Press Office
F frangia chic Siete pronti a fare un tuffo nei ruggenti anni ‘20? Per entrare nel mood più glam dei prossimi mesi fate incetta di frange scintillanti. Le ritroveremo praticamente ovunque: su abiti, borse, fermagli per capelli e chi più ne ha più ne metta. Fermaglio a pendenti con cristalli, Miu Miu. Credits: miumiu.com // Borsa in pelle con frange di cristallo, Kara. Credits: karastore.com
H hoop earrings di corsi e ricorsi, lo sappiamo bene, la moda è piena. Ma c’è una decade in particolare che sembra ossessionare gli addetti ai lavori e non: gli anni ‘90. dopo i chocker di velluto e i braccialetti di perline colorate, la Nineties nostalgia non accenna a fermarsi e riporta in auge i mitici orecchini a cerchio. da osare anche in versione mono. Hoop earrings in oro rosa 9 kt e diamanti brown, Barbara Biffoli. Credits: Courtesy of Press Office
I illuminating yellow Insieme all’Ultimate Grey, questo tono di giallo acceso sarà la nuance di riferimento per tutto il corso dell’anno. Riuscirà questa iniezione di colore a infonderci un po’ di ottimismo e ad aiutarci a superare questo periodo così difficile? Clutch in tessuto bouclé, Bottega Veneta. Credits: bottegaveneta.com // Occhiali cateye con montatura in acetato trasparente, Viktor & Rolf. Credits: farfetch.com
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M minibag Borse o bijoux? Il dubbio sorge spontaneo guardando le passerelle, dove a essere protagoniste sono minuscole meraviglie più simili a ciondoli che a scrigni in cui custodire gli effetti personali. Sfilata Chanel SS21. Credits: pinterest.it/emecchia // Minibag in pelle matelassé, Sandro Paris. Credits: Courtesy of Press Office
L ladylike Colori pastello, borse in stile retrò da portare sull’avambraccio, orecchini a bottone. Gli accessori portano alla ribalta lo stile ladylike. E ci trasformano all’istante in eleganti signore dell’High Society Orecchini a bottone laccati, Versace. Credits: versace.com // Borsa hobo Jackie 1961, Gucci. Credits: gucci.com
R rasoterra Tra smart working e lockdown il comfort è diventato una priorità assoluta nella nostra vita (e nel nostro stile). Non stupisce quindi veder fioccare tra le it shoes di stagione tantissimi modelli rasoterra. Il nostro preferito? La slingback di Fendi con dettagli gioiello. Slingback in microrete rosa nude con strass ricamati, Fendi. Credits: fendi.com //
S square toe E a proposito di scarpe, non scordate di mettere in wishlist anche un paio di sandali o mules a punta quadrata. dai modelli super griffati alle proposte dei designer emergenti, le square toe saranno il must have che ruberà il nostro cuore fashionista. Sandalo con fibbia gioiello, Mario Valentino. Credits: Courtesy of Press Office // Sandalo a listini sottili, verde, Fabio Rusconi. Credits: Courtesy of Press Office
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T tote bag Anche la primavera/estate non può fare a meno delle tote bag. Saranno ancora loro le fidate alleate delle nostre frenetiche giornate. I modelli più nuovi guardano a un minimalismo sofisticato, fatto di linee pulite e volumi morbidi. Borsa in nappa realizzata artigianalmente con l’esclusiva lavorazione Mosaico, Serapian. Credits: serapian.com // Borsa in pelle con coulisse, Prada. Credits: Prada.com
O oversize Volumi importanti. I gioielli si fanno XXL e rubano la scena ad abiti e capispalla diventando il dettaglio bold in grado di sdrammatizzare - e impreziosire - anche i look più rigorosi. Bangle in metallo dorato, Sylvia Toledano. Credits: matchesfashion.com
P perle Un grande classico che resiste al tempo e alle mode ma che si rinnova stagione dopo stagione, svelando il suo lato più cool e trasformista. Collana in pelle con perla, Mizuki. Credits: net-a-porter.com // Orecchini placcati oro con perle irregolari, Alighieri. Credits: net-a-porter.com
Q quarzo rosa Preparatevi a fare il pieno di good vibes. Il quarzo rosa, storicamente associato alla calma e all’amore, è pronto a contagiarci con le sue delicate sfumature e a regalare un gusto romantico e iperfemminile alle nostre mise. Collana in oro rosa, diamante e quarzo rosa, Dior. Credits: dior.com // Anello Nudo classic in oro rosa con castone in oro bianco e quarzo rosa sfaccettato, Pomellato. Credits: pomellato.com
Z zodiaco Costellazioni preziose si fanno largo nella galassia dei gioielli, posandosi su bracciali, orecchini e collane-amuleto da portare sempre con sé. Orecchini in argento sterling 925 placcato oro 18 kt e pietre, pdpaola. Credits: pdpaola.com
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NEW SPRING TIME
leBebé
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Unoaerre
i diamantini per Auritalia
le proposte estive 2021 secondo un rinnovato impegno etico
puntare diritti al Una garanzia cuore di stile italiano ncora più preziose le iconiche sagome bimbo/bimba che leBebé propone in 4 nuove versioni con cuore in oro bianco e pavé di diamanti: i Diamantini, della collezione I Classici. Sono pensati nell’ottica di una rifocalizzazione del brand, come chiarisce Andrea Pennacchioni, direttore Marketing & Sales, “ ... con l’obiettivo di ampliare il target di riferimento precedentemente legato a momenti particolari della vita femminile, come l’attesa o la nascita - al mondo delle donne contemporanee”.
A
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www.lebebeshop.com
90 | Preziosa Magazine
uritalia rappresenta l’uomo di oggi, tra piccole sfide quotidiane e classicità senza tempo. Uno stile italiano “timeless” nella Brave Man Collection dal look Brave con un mix di intrecci e gourmette. Bracciali flex facili da indossare, in argento 925, che alternano il black rhodium a diverse altre colorazioni. Sapienza orafa tra tradizione e innovazione.
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www.mariadetoni.com/auritalia.html
Maria De Toni
Un intreccio di oro leggero come merletti aria De Toni riprende l’antichissima arte del ricamo con Pizzo D’Oro Collection. Un filo prezioso come segno interculturale tra popoli, da Oriente a Occidente. È la sapienza artigiana vicentina che dall’oro 750, giallo, bianco, rosé, sa tradurre la grazia e la femminilità in pendenti che raccontano la contemporaneità in nastri preziosi.
M
www.mariadetoni.com
oda e tradizione, Unoaerre coniuga entrambe nelle proposte estive 2021 di Fashion Jewellery in argento o bronzo, provando ancora una volta a sorprendere per affidabilità e finezza. Le nuove linee sono concepite secondo un rinnovato impegno etico dell’azienda aretina, da sempre attiva su primari canali di comunicazione nazionali, molto attenta all'intera filiera, dall'approvvigionamento responsabile delle materie prime all’utilizzo sostenibile.
M
www.unoaerre.it
www.lebolegioielli.it
LEBOLE GIOIELLI Collezione Tourou
Seducenti e visionarie sono evocazioni di due opposti, la cultura orientale e il mondo gotico
Tourou e Caratteri Mobili, nuove esperienze di acquisto ebole Gioielli, tra gli interessanti player del bijou di ricerca, trova, per ogni singolo soggetto che candida a protagonista delle sue collezioni, l’elemento di coesione tra il concetto di estetica e la cultura di appartenenza: la non conformità alle tendenze. Vien da sé che chi sceglie una sua creazione lo fa con la consapevolezza di differenziarsi veicolando una tradizione, una storia, un mito. Nuovo manifesto di unicità è la collezione “Tourou”, in ottone galvanizzato oro, pietre dure e sete di antichi kimono giapponesi stese su pelle. È ispirata ad un tipico elemento orientale, la lanterna, il luogo di riposo degli spiriti guida. “È fonte di luce e quindi espressione di un cammino interiore verso una direzione dove punto di contatto sono la pace e l’energia. In questa
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coppia di orecchini asimmetrici l’opposto è un ideogramma giapponese.” Il tipico mutamento di linguaggio del brand proietta il design dai giardini zen al mondo gotico con “Caratteri Mobili”, un elogio all’equilibrio. Mobiles che ricordano le leggerissime sculture cinetiche, elementi sospesi che si muovono indipendentemente l’uno dall’altro travalicando i confini dell’immobilità. In questi orecchini singoli, in argento galvanizzato oro, pietre naturali, smalti e resine, svelano la propria energia ad ogni impercettibile movimento.
Collezione Gotico Caratteri mobili
“È una metafora di vita il loro bilanciamento, un moto continuo che però sa arrestarsi e mostrare una perfetta armonia, non solo materica, tra i piccoli charm da scoprire uno ad uno come le curiosità di una wunderkammer.” Preziosa Magazine | 91
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Techmade l’hi-tech elegante e pratica
Fabiana Pastorino (miss Italia Curvy 2016) testimonial di Fratelli dinacci
Fratelli Dinacci
per chi fa gioielli e per chi un gioiello lo sceglie per l’unicità a ricevuto riconoscimenti dai più importanti organi della gioielleria italiana perché da sempre sa dare voce all’alta qualità ed al ben fatto Made in Italy, uniti da un design che travalica i tempi. È il frutto del lavoro di gruppo della Dinacci Team, artigiani e maestri della gioielleria mossi dalla passione e dalla competenza. L’azienda, attiva sull’intero territorio nazionale e all’estero, ha sede al Tarì di Marcianise, ma è presente anche nell’Antico Borgo Orefici di Napoli.
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www.fratellidinacci.it
e linee classiche del quadrante rotondo e i cinturini in metallo fanno del Kosmos un gioiello da indossare. Semplice da collegare al tuo smartphone, sarà perfetto per avere tutto sotto controllo: messaggi, email, whatsapp, social, e la tua musica preferita. Scopri la Combo Techmade. Collega lo smartwatch TechWatchX e i Touchbuds al tuo smartphone. Potrai rispondere/rifiutare le chiamate in arrivo, cambiare musica e attivare l’assistente vocale, il tutto senza toccare il tuo smartphone.
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www.techmadeshop.eu
NEW SPRING TIME
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92 | Preziosa Magazine | 1.2021 | Special Springtime
Ego-SE’ un riflesso del proprio stile FORME CHE NON HANNO A CHE FARE SOLO CON L’ESTETICA
Ci
sono due donne alla guida di Ego-SÈ, Simona ed Eleonora, due donne che condividono l’idea di uno stile indipendente attraversato dalla contemporaneità. Ma il loro ‘oggi’ vuole anche essere espressione dell’identità artistica della toscana riscattando, rivalutando e assicurando la continuità di quell’artigianato che è la sua espressione culturale. (Affidano le loro creazioni al sapere e all’esperienza di mani abili che, senza fretta, aggiungono unicità, come per la collezione Giochi di Trame, realizzata a telaio, antico, in un piccolo paese toscano). Assaporano dunque la memoria le loro forme che, da geometrie sospese, come scrigni, celano una sorpresa, una gemma di colore, oppure celebrano la genialità di Leonardo nella versione preziosa del suo “Moto Perpetuo”. Gioielli replicabili ma mai uguali perché fatti a mano, e personalizzabili, attraverso un configuratore presente sul sito, perché chi li indossa possa sentirli veramente suoi e farli coincidere con il proprio stile, o semplicemente divertirsi ad abbinarli ad un accessorio. Il loro progetto vuole essere accessibile senza confini per raggiungere, con il web, destinazioni anche molto lontane, come dubai ad esempio, nel loro disegno di internazionalizzazione.
Giochi di Trame Gioielli lavorati con telaio a mano, in argento 925% bagnato in oro e tessuto con filato di cotone
www.ego-se.it
Special Springtime | 1.2021 | Preziosa Magazine | 93
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI TORINO SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMPRESE
Il Tribunale in composizione collegiale formato dai giudici: dott. Silvia Vitrò presidente dott. Ludovico Sburlati giudice dott. Luca Martinat giudice relatore ha pronunciato la seguente: SENTENZA nel giudizio civile iscritto al ruolo generale n. 12056/2019, discusso nella camera di consiglio nella composizione del 10.07.2020, promosso da: Hang Loose s.r.l., [omissis]; ATTRICE CONTRO Bordino Nicola, [omissis]. CONVENUTO [omissis] P.Q.M. il Tribunale delle Imprese di Torino, in composizione collegiale, definitivamente pronunciando, ogni contraria domanda, eccezione e istanza disattesa, nella contumacia di parte convenuta, Accerta che le condotte di Bordino Nicola volte alla produzione ed alla commercializzazione del ‘ditale BORDINO’ costituiscono atti di concorrenza sleale per imitazione servile confusoria nei confronti di Hang Loose s.r.l. Rigetta la domanda di concorrenza sleale avanzata da Hang Loose s.r.l. ex art. 2598 c.c., n. 3. Inibisce Bordino Nicola dalla produzione, vendita, pubblicizzazione e da ogni forma di uso del ‘ditale BORDINO’. Ordina a Bordino Nicola l’immediato ritiro dal commercio del ‘ditale BORDINO’. Fissa a carico di Bordino Nicola una penale di € 100,00 per ogni violazione successiva e per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione della presente sentenza, con termine per l’adempimento di 4 giorni lavorativi dalla notificazione della presente sentenza. Condanna Bordino Nicola a pagare ad Hang Loose s.r.l. a titolo di risarcimento del danno la somma di € 16.000,00, oltre interessi secondo legge con decorrenza dalla data di pubblicazione della presente sentenza al saldo effettivo. Ordina la pubblicazione del dispositivo della presente sentenza a cura di Hang Loose s.r.l. ed a spese di Bordino Nicola sulle riviste “L’Orafo” e “Preziosa Magazine”, sia nella versione cartacea che su Internet, in caratteri pari al doppio del normale e con l’uso del grassetto. Condanna Nicola Bordino alla rifusione delle spese di lite a favore di Hang Loose s.r.l., spese che si liquidano in € 10.343,00 a titolo di compenso ed in € 1.102,69 a titolo di esposti, oltre contributo forfettario, Iva e Cpa come per legge, e successive occorende. Così deciso in Torino nella camera di consiglio delli 10.07.2020. Il Giudice estensore Luca Martinat
Il Presidente Silvia Vitrò