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Preziosa Magazine, ANTEPRIMA 2008

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sett. 

BRAND

D’Elia Company Coralli, perle e cammei da cinque generazioni BRAND

Hypnos, un cronografo da intenditori Cinquanta gli esemplari prodotti dalla Gio Monaco TRADE

Diamanti: la domanda asiatica spinge i prezzi al rialzo


www.lunargioielli.it


Il nuovo non si inventa, si scopre “Il nuovo non si inventa, si scopre” affermava a ragione Giovanni Pascoli giacché è dal passato che prende vita il futuro delle cose. Ed è in questa ottica che “Preziosa” si vuole presentare quale testata specializzata rivolta al mondo del gioiello; una rivista di prestigio, un veicolo straordinario per promuovere e comunicare le eccellenze ed il lusso. In ogni numero è obiettivo della redazione tutta comunicare con altissima qualità e leggibilità un’informazione mirata, ricca di rubriche, interviste e soprattutto immagini. Preziosa è una pubblicazione bimestrale di oltre cento pagine, distribuita in circa settemila gioiellerie del Centro Sud Italia che osserva e re-interpreta il mondo dell’oreficeria e delle sue eccellenze, italiane in particolare, in ogni sua espressione; è un piacevole strumento di lettura e di approfondimento che pone lo sguardo su tutto ciò che di interessante e di nuovo c’è da dire, da sapere, da mostrare da evidenziare. Preziosa è una raffinata combinazione di arte e business, un equilibrato dialogo a più voci che parla di gioielli, di design, di tendenze e di aziende. Un preciso punto di riferimento per gli operatori del settore, una rivista che, grazie anche alla collaborazione intrapresa con la Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi, aspira ad essere un saldo riferimento per il comparto, per l’intero mondo orafo. In ogni numero informeremo sulle ultime novità dal mondo delle aziende, daremo notizie delle attività delle associazioni presenti sul territorio, vi aggiorneremo sulle ultime normative fiscali, sulle fiere e sui mercati. Grande attenzione sarà data alla gemmologia e all’indotto dei “servizi al gioiello”. Insomma una rivista patinata ma di contenuto. In questa piccola anteprima troverete un saggio di quello che sarà il primo numero, in uscita a fine settembre. Buona lettura.


in copertina: L’immagine della nuova campagna pubblicitaria della ditta

F.lli Dinacci via Grande Orefici, 7 - Napoli Il Tarì - Marcianise (CE) Oromare - Marcianise (CE) www.fratellidinacci.it

bimestrale a distribuzione gratuita SETTEMBRE 2008 n. 0 in attesa di registrazione

brand

edito da:

Anelli: variazioni sul tema

pag. 6

Genesi: gioielli dal cosmo Alla scoperta dell’universo prezioso

pag. 9

Golden Agency srl via Generale Orsini, 40 80132 Napoli Giovanni Micera Paola de Ciuceis

Hypnos, un cronografo da intenditori Cinquanta gli esemplari prodotti dalla Gio Monaco

pag. 10

D’Elia Company Coralli, perle e cammei da cinque generazioni

pag. 12

trade

Luigi Esposito Chiara Di Martino Paolo Minieri Maria Rosaria Petito Artemisia Comunicazione srl

OROMARE: Un’azienda, 200 scelte, mille possibilità

pag. 14

La domanda asiatica spinge i prezzi al rialzo

pag. 16

via Generale Orsini, 40 80132 Napoli telefono 0810782962 fax 0812471142 email: redazione@preziosamagazine.it D’Auria Industrie Grafiche spa Sant’Egidio alla Vibrata (TE)

Action srl via A. Diaz, 24 80134 Napoli telefono 0814977186 fax 0814203089 email: info@actionnapoli.it responsabile: Mila Gambardella


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anelli Chantecler

Collezione “Campanelle”, oro misto, zaffiri rosa pavé

Collezione “Marinelle”, oro bianco, acqua marina, smeraldi e diamanti bianchi

Un accessorio dalla antica e complessa valenza simbolica, un gioiello immancabile ed insostituibile, un quid prezioso che tratteggia a chiare lettere il gusto e la personalità di chi lo indossa. Libero da ogni logica stilistica l’anello è al contempo il monile più classico e più trasgressivo; un gioco di geometrie che rimanda a linguaggi remoti o a futuristici universi palpitante di una propria fascinosa aura. È la storia di antichi mestieri e di avveniristiche tecniche ammantati di bello, di lusso, di ardite creatività. Bizzarrie di alta gioielleria che travalicano ogni tempo ed ogni moda, piaceri da esibire che raccontano di unicità frizzanti come un’avventura, È la mera espressione di un percorso secolare, un gioco di design e di preziosità materiche che donano all’oro, all’acciaio, all’argento e, perché no, al legno una inesauribile provocatoria vitalità, spesso arricchita di cascate di pietre coloratissime, di austeri diamanti, di delicate perle, di pallidissimo avorio o di sanguigno corallo. (MRP)

www.chantecler.it

diluca

Collezione “Alexandria”, ebano nero, corallo sardegna, oro rosa con diamanti incastonati a vivo

www.diluca1929.it


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Mondial Coral

Collezione “Saturno”, anello in corallium rubrum, diamanti naturali, oro bianco e rosè

www.mondialcoral.it

Stile d’Oro

Anello liberty in oro bianco da 18 karati con uno smeraldo di 11 karati montato con brillante

variazioni sul tema www.stiledoro.com

Evanueva

Collezione “Babol”, anelli in oro giallo, rosa e bianco e pietre. www.evanueva.it


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Genesi: gioielli dal cosmo Alla scoperta dell’universo prezioso di Maria Rosaria Petito

Un viaggio tra le irraggiungibili meraviglie dell’universo è un sogno che si materializza nei gioielli della collezione GENESI. Costellazioni e pianeti lontanissimi vestiti di oro e diamanti, di pietre preziose e perle; mondi lontani resi tangibili dalla fervida fantasia della designer Stefania Sabatini e dalla manualità artigianale della Pre-Met spa. “Fin da piccola, come tanti bambini, guardavo le stelle sognando un viaggio nell’universo. Quando il direttore commerciale Roberto Carraturo mi propose di realizzare una nuova linea di gioielli non ebbi dubbi, quel viaggio si sarebbe avverato”.

È con queste poche parole che la stilista racconta della sua creatività, di quella rara inventiva che ha permesso la realizzazione di innovativi gioielli, di piccole opere d’arte singolari come la visione del cielo in una limpida sera. Altissima gioielleria che propone raffinate ed armoniche geometrie che si completano di essenziali e minuziosi particolari; corpi celesti nati per sognare, per accompagnarsi ogni giorno a miniature di spazi infiniti. Una fresca linea da indossare con disinvoltura in ogni occasione che soddisfa il desiderio di evasione che è in ognuno di noi.

Pre-Met 52010 Capolona (AR) Via La Casella, 21 ph. 057548320 fax 0575420195 web www.premet.it


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Hypnos, un cronografo da intenditori Cinquanta gli esemplari prodotti dalla Gio Monaco di Chiara Di Martino

La sua filosofia è una miscela di precisione, comunicazione ed originalità: la Gio Monaco Genève riesce a coniugare in un solo marchio tutti i requisiti che un orologio dovrebbe possedere. Non è un caso che le due sedi operative si trovino l’una in Svizzera, patria mondiale della meccanica e della componentistica orologiera, e l’altra in Campania, culla di storia e comunicatività. E non è tutto: la dimensione artigianale dell’azienda, lungi dall’essere un limite alle possibilità di esportazione del brand, costituisce invece una garanzia di qualità e dedizione al cliente. Per la collezione autunnoinverno sono in arrivo numerose novità, che lasceranno una lunga eco dietro il nome Gio Monaco. Prima fra tutte, un orologio interamente in oro. Nessuno può descrivere meglio di Giuseppe Ascione,

fondatore e disegnatore di Gio Monaco, la storia ed il futuro dell’azienda: dalle sue parole viene fuori lo spirito di un marchio di successo. Parliamo della nuova collezione. Qual è il pezzo forte? «È un orologio interamente in oro, “Hypnos”, di cui sono stati prodotti soltanto 50 esemplari (prezzo al pubblico Nuccio Ascione, fondatore e disegnatore di Gio Monaco euro 15.000). Un cronografo unico nel suo genere, con una cassa di 46 millimetri e la possibilità di scegliere il colore del quadrante tra tre tonalità: nero, champagne e silver. Tutte e tre le varianti, naturalmente, sono complete di datario e ad ogni sfondo corrisponde un colore dei numeri con cui sono indicate le ore. Per questo orologio, come Gio Monaco Geneve per tutti quelli che 6830 Chiasso (Svizzera) Via Valdani, 1 disegniamo, utilizziamo ph. +41916828745 fax +41916828746 soltanto macchine a con- web www.giomonaco.com

Unico nel suo genere, con cassa di 46 millimetri e quadrante da personalizzare


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trollo numerico, con tagli netti di 90 gradi. Ogni pezzo è unico. Per arrivare alla versione definitiva di ogni numero del quadrante ci abbiamo impiegato giorni». Due sedi e distributori in tutto il mondo nel giro di pochi anni. Si è trattato di fortuna? «Credo che la Gio Monaco abbia saputo intercettare le esigenze di una fascia di pubblico, attenta ai dettagli e all’estetica. Non mi riferisco soltanto al prodotto, ma a tutte le fasi del lavoro: per le nostre campagne pubblicitarie, per esempio, abbiamo deciso di avvalerci dell’aiuto di un bravissimo artista di Torre del Greco, Vincenzo Matrone». Utilizzate le sue opere come scenografia? «Di più: dipinge appositamente per

noi dei meravigliosi quadri ispirati ai nostri orologi. Da noi parte lo spunto, ma la forza creativa è sua: il suo stile surreale è perfetto per la filosofia dei nostri prodotti». Un marchio fortemente legato agli orologi, dunque. «Non solo. Produciamo anche una gamma selezionata di accessori come penne, polsini e medaglie. A proposito, stiamo lavorando ad un’altra novità: la targa che contiene i dati identificativi dell’esemplare, generalmente in plastica, verrà prodotta in acciaio. Una medaglia che, oltre a contenere le caratteristiche dell’orologio, sarà anche un oggetto “autonomo”, da conservare».

Fondata nel 2002 da Giuseppe Ascione, responsabile della comunicazione aziendale, e da suo fratello Michele, presidente della Gio Monaco nonché responsabile commerciale, una quindicina di dipendenti in tutto, l’azienda si è ritagliata un posto di tutto rispetto nel mercato internazionale. In pochi anni la fama e l’elevata qualità degli orologi Gio Monaco ha fatto il giro del mondo, conquistando gli Stati Uniti d’America ma anche il Medio Oriente ed il Giappone, dove l’azienda è stata ospite lo scorso luglio per presentare la nuova collezione.


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D’Elia Company Coralli, perle e cammei da cinque generazioni di Paola de Ciuceis foto Archivio D’Elia Company

Grace Kelly indossa perle D’Elia Company D’Elia Company 80059 Torre del Greco (NA) Via E. De Nicola, 15 ph. 0818811797 fax 0818811908 web www.deliacompany.it D’Elia Japan contact Ito Chioko ph. 09085675742 D’Elia Usa contact Joice Fratantuono ph. 4012739150

I coralli del Mediterraneo e dell’Asia, i cammei incisi su conchiglie dei Caraibi, del Mozambico e del Madagascar, le perle coltivate in Giappone, Thaiti e Australia. In sintesi, la migliore materia prima possibile per i più bei monili artistici lavorati nei laboratori di Torre del Greco dagli abili e creativi artigiani della D’Elia Company e di qui commercializzati sui mercati internazionali via New York, Kobe e Tokyo. È questo il quotidiano di un’azienda attiva nel settore dal lontano 1790, quando alcuni gentiluomini torresi - i D’Elia - partirono dalla cittadina vesuviana ed approdarono a Kobe - già al tempo luogo nevralgico per le perle naturali - dando vita con spirito d’avventura, amicizia e fiuto imprenditoriale ad una fervida attività commerciale; tale che agli inizi dell’800 portò addirittura, grazie allo speciale rapporto di collaborazione con Kokici Mikomoto - l’inventore della perla coltivata Akoya amico di famiglia dei D’Elia - alla nascita di una piccola colonia torrese.

Dal Giappone agli Stati Uniti via Torre del Greco, i gioielli dei maestri artigiani della D’Elia Company alla conquista del mondo.

Bart D’Elia e Kokichi Mikimoto


da sinistra, Luigi Gentile, Aniello Onorato, Kamei San, Antonio Borrelli e Michele Vitiello

Oggi, alla quinta generazione, D’Elia Company rinnova la tradizione di famiglia e mantiene ben saldo il legame con il Giappone; al timone della ditta, Alfonso Vitiello che ne racconta vicende e prospettive animato da una salda convinzione: “chi ha un passato ha un futuro; e il futuro appartiene a quelle aziende che hanno una storia da raccontare”. A cominciare dalle foto d’epoca in cui i suoi antenati sono ritratti con i loro partner nipponici da passare in rassegna spigolan-

do pure tra carte intestate con indirizzi in Usa e in Giappone già da un paio di secoli e splendide immagini di Grace Kelly con indosso una parure collarino, bracciale e orecchini in perle coltivate fornite appunto da D’Elia. E, ancora, archivi che documentano ben cinquecento operai tra incisori, infilatrici, tagliatori e impiegati alla fine dall’Ottocento, oltre ai ringraziamenti ufficiali dell’imperatore Hiroito alla fine degli anni ’50 ad Alfonso D’Elia, nonno di Alfonso Vitiello, per l’aiuto che la sua

famiglia, “vera amica del Sol Levante aveva offerto per risollevare il comparto messo in ginocchio dalle devastazioni della Seconda guerra mondiale”. Insomma, un’azienda che fa dell’inimitabile tradizione artigianale orafa napoletana il segreto del suo successo e partecipa a numerose manifestazioni internazionali quali Ijt e IjkInternational Jewellery (Tokyo e Kobe), JckJewellery Circular Kestone (Las Vegas), Ja Show Jewellery (New York), Jif-Japan Jewellery Fair (Tokyo), Vicenza Oro.


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OROMARE: Un’azienda, 200 scelte, mille possibilità

Un centro produttivo di gioielli formato da piccole imprese del settore orafo riunite in un unico luogo rivolto agli operatori di settore Consorzio Oromare 81025 Marcianise (CE) Strada provinciale 22, km 1,750 ph. 08231641110 fax 08231641900 web www.oromare.com

Con una madrina d’eccezione come Sofia Loren che ad aprile dello scorso anno ha celebrato l’inaugurazione del nuovo Centro Orafo di Marcianise, Oromare si presenta sulla scena nazionale ed internazionale come un progetto ambizioso ed una grande sfida imprenditoriale. Il coraggio di “restare uniti, per diventare grandi”, come molto spesso afferma il Presidente del Centro - Gino Di Luca ha dato vita alla realizzazione di un progetto che ad oggi si presenta unico nel suo genere. Una superficie di 150 mila mq, 75 milioni di euro di investimento, 1.500 addetti alla produzione delle aziende interne che da Torre del Greco e da Napoli si sono trasferite nel nuovo complesso produttivo. Attualmente le aziende consorziate sono oltre 200, ed hanno accolto la sfida di affrontare in maniera diversa i mercati emergenti e la globalizzazione che coinvolge tutti i settori produttivi, specie quello del voluttuario: mantenere l’unicità del gioiello artigianale con le economie di

Gino di Luca, presidente del consorzio Oromare


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Il centro Oromare di Marcianise

scala di una grande azienda. Questo è l’obiettivo di Oromare e la sfida che hanno accettato le piccole-medie imprese artigiane che operano nel settore della lavorazione e della distribuzione di gioielli con coralli, perle, camei e pietre preziose. Tutti gioielli fatti a mano, secondo la tradizione campana che affonda le radici nell’età borbonica di Federico II, molto apprezzati soprattutto all’estero: Stati Uniti, Giappone, Inghilterra, ma anche nuovi mercati come India, Russia, Cina. La sfida del Consorzio nasce infatti dalla

volontà di tutelare l’unicità dell’artigianato ed esportare il “made in Campania” per competere con i grandi brand internazionali. Il Centro infatti, così come è stato strutturato e realizzato consente la riduzione delle distanze tra un produttore e l’altro, favorendo la celerità delle informazioni e l’ultimazione di tutti i processi produttivi. Si accorcia così la catena di distribuzione che dalla produzione passa all’utente finale, con evidenti vantaggi per il prezzo e la riconoscibilità della firma. Attualmente la partecipazione di col-

lettive aziendali presso le principali manifestazioni fieristiche internazionali, stanno portando il nome OROMARE in tutto il mondo. Saloni del gioiello internazionali come JCK Las Vegas, J.A. di New York, Basel World, Vicenza International, I.J. Macau, I.J. Tokyo, I.J. Hong Kong, stanno favorendo la divulgazione a livello globale del pregio e delle manifatture di creazioni orafe realizzate dalle associate di Oromare, favorendo un crescente ampliamento del bacino di clienti su scala internazionale.


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trade

La domanda asiatica spinge i prezzi al rialzo di Paolo Minieri

In un contesto mondiale che si presenta contraddistinto dall’instabilità economica, dalla volatilità delle borse e dalla ruggente impennata dei prezzi delle materie prime energetiche ed agricole, il mercato dei diamanti non è certamente un’oasi felice. La fibrillazione degli scambi risente della situazione economica generale e produce nello specifico due fatti nuovi: un radicale cambiamento della domanda su scala planetaria con India e Cina, nuovi grandi consumatori, e un trend al rialzo della merce di qualità superiore, segnatamente nelle misure superiori al carato. Punto primo. La crescita del PIL, per un decennio sovente a due cifre, ha sancito nelle economie di India e Cina la nascita e il consolidamento di classi medie dinamiche e prospere. In Cina, poi, l’incremento della domanda di diamanti è stato sapientemente sostenuto da campagne della DTC-Diamonds Trade Company tese a legare la gemma all’evento del fidanzamento. Ciò ha reso culturalmente deside-

rabile, in breve tempo, un prodotto che nella tradizione cinese veniva largamente dietro la giada. La domanda delle piazza asiatiche sembra però radicarsi, nell’insieme, nelle misure comprese sotto i 30 punti. Da segnalare un crescente consumo di pietre oltre i 3 carati di colore e purezza bassi nella penisola araba e nel Medio Oriente. Ed eccoci al secondo spunto di riflessione. Per quanto paradossale possa sembrare è proprio l’eccellenza della produzione a subire i maggiori rincari in un momento che apparirebbe poco propizio a sfrenate esibizioni di capienti portafogli. Cosa accade allora? Accade che la debolezza cronica del dollaro, la rarefazione delle performance di borsa creino un clima di propensione al mantenimento degli stock della merce grande con colori e purezze ottime; un’opzione diffusa che alimenta la spinta al rialzo delle qualità sempre più difficil-

mente rimpiazzabili. Inevitabilmente la corsa all’incremento rallenta, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, col decadere delle qualità e del colore. Attenzione, dunque, a non cadere nella trappola di quanti propagandano listini indistintamente in ascesa. Gli osservatori più attenti hanno segnalato una novità. Per la prima volta la DTC, il tradizionale motore dell’economia diamantifera, ha promulgato dati precisi sugli aumenti degli ultimi mesi. L’intento è di dare sicurezza e tranquillità agli operatori: i prezzi aumenteranno ancora, non agitarsi. È probabile che lo stesso clima configuri le valutazione delle altre gemme. Chi possiede stock di alta qualità di zaffiri, rubini o smeraldi è oggi poco propenso a liberarsene in un clima di incertezza valutaria e in presenza di crisi regionali (leggi Birmania) nelle aree di reperimento dei grezzi. L’embargo ai rubini del Myanmar negli Stati Uniti avrà certamente effetti deprimenti sulla produzione.


adv artemisiacomunicazione.com photo salvatore pastore

Diego & Riccardo Di Gennaro

D.G. preziosi sede: Via Grande Orefici, 1 - 80133 Napoli / tel. +39 081 200104 / fax +39 081 204335 il Tarì: showroom 243/244 / tel. +39 0823 513011 / fax +39 0823 513013

www.digennarodiamanti.it info@digennarodiamanti.it


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