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Scuola prefabbricata in Regione Tzamberlet - Aosta

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NUOVA SCUOLA PREFABBRICATA AOSTA 2016

Il progetto della nuova scuola prefabbricata di Aosta si è confrontato con la complessità propria di un organismo edilizio come quello scolastico che è chiamato a rispondere alle esigenze e ai bisogni di un gruppo di utenti pluristratificato, nel pieno rispetto delle vigenti normative, garantendo caratteristiche funzionali e prestazionali di prim’ordine affiancate dal dovuto livello di adeguatezza e rispondenza all’uso.

Località AOSTA

Committente Eco - Ecole Aoste per Regione Autonoma Valle d’Aosta

Anno di riferimento 2016 Importo delle opere 18.534.307,53 €

Oggetto

Progetto definitivo della “Nuova scuola prefabbricata in regione Tzamberlet in comune di Aosta”. Coordinamento e integrazione delle prestazioni specialistiche, progetto definitivo architettonico, strutturale ed impiantistico, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, Studio di Fattibilità Ambientale dell’intervento, progetto di cantierizzazione, analisi del ciclo di vita (LCA)

Responsabili della prestazione

Ing. Pier Paolo Corchia | Ing. Filippo Viaro | Arch. Sergio Beccarelli

NUOVA SCUOLA DI AOSTA

Il progetto della nuova scuola prefabbricata nella regione Tzamberlet in comune di Aosta è stato realizzato nell’ ambito di un quadro operativo complesso, caratterizzato dall’interazione di più contesti normativi e dalla necessità di operare con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale.

Il progetto del nuovo plesso scolastico si è, pertanto, avvalso di un gruppo di lavoro multidisciplinare, in grado di fornire supporto rispetto ai temi progettuali sia dal punto di vista architettonico, che impiantistico, senza tralasciare l’aspetto della psicologia ambientale, al fine di fornire risposte efficienti e coerenti rispetto al quadro esigenziale formulato dall’amministrazione committente.

In risposta alle richieste della committenza il nuovo plesso scolastico sarà dotato di 51 aule per la didattica ordinaria (31 aule da 24 posti e 20 aule da 30 posti), 9 aule speciali in grado di ospitare da 14 a 19 studenti, 6 laboratori; inoltre si prevede la realizzazione di un’aula multimediale, di una biblioteca e di un’aula magna. Oltre agli spazi deputati alla didattica è previsto l’inserimento di funzioni gestionali e direzionali dell’istituto, spazi accessori da adibire ad archivio storico, 5 bidellerie e depositi. Si prevede, infine, la realizzazione di una palestra polifunzionale, caratterizzata dalla possibilità di essere utilizzata anche per attività sportive a carattere nazionale con affluenza di pubblico, autonome rispetto a quelle del plesso scolastico.

La nuova scuola in regione Tzamberlet si prefigura quale organismo edilizio flessibile, in grado di accogliere nel tempo differenti istituzioni scolastiche e attività sociali, anche grazie all’introduzioni di spazi polifunzionali, quali la palestra adatta all’attività sportiva scolastica ma anche ad eventi aperti al pubblico.

La definizione della morfologia architettonica del nuovo plesso scolastico ha preso avvio dall’individuazione di alcuni temi cardine, i quali investono a tutto tondo gli aspetti progettuali, realizzativi e manutentivi dell’opera impattando, dunque, in modo sensibile sia sulle evidenze di ordine architettonico e distributivo, sulle sistemazioni degli spazi pubblici e di interfaccia con la città, sugli aspetti prettamente tecnologici legati quindi all’economia di gestione della struttura, alla sua efficienza e al comfort in grado di garantire agli utilizzatori e ai livelli di manutenibilità degli edifici nel loro complesso, proponendo soluzioni efficaci dal punto di vista architettonico caratterizzate e prestazionale in termini di risposta all’utilizzo prolungato e all’esposizione agli agenti atmosferici.

La flessibilità, elemento cardine della progettazione, ha permesso di declinare gli spazi esistenti in base alle

Sinistra:

Zona di ingresso al plesso scolastico. In ragione dell’eterogeneità dell’utenza che può accedere al plesso scolastico anche in fasce orarie differenziate, sono state previste opportune compartimentazioni degli spazi esterni per impedire modalità improprie di utilizzo degli spazi;

Destra: Planimetria generale delle aree esterne e sezione trasversale

SEZIONE B-B

scala 1:200

G-G

scala 1:200

reali esigenze del corso di studio e, allo stesso modo, le scelte cromatiche, materiche, d’illuminazione hanno puntato a migliorare la percezione dell’ambiente di lavoro, rendendolo più produttivo e vicino alle necessità del gruppo che le utilizza.

Si tratta di un processo di umanizzazione dell’architettura, al centro del quale ci sono gli individui - e a cui la progettazione degli spazi si orienta - nel tentativo di abbandonare forme di autoreferenzialità e rigidezza tipologica in favore di dinamiche progettuali consapevoli della centralità della persona.

Il tema della luce ha rappresentato un punto cardine nella progettazione degli ambienti del nuovo plesso scolastico, per questo si è ritenuto opportuno mettere in campo specifiche analisi parametriche e approfondimenti in grado di fornire le migliori risposte in termini di illuminazione artificiale e naturale, differenziate a seconda delle funzioni di ogni singolo ambiente, riconoscendo l’importanza di un corretto apporto di illuminamento in ambienti destinati alla didattica e quindi alla permanenza di individui in un ambiente geometricamente limitato.

scala 1:200

L’aspetto prestazionale delle finiture interne adottate riflette la volontà

del progetto di perseguire un elevata qualità ambientale in tutti gli spazi dell’edificio. la scelta delle finiture, infatti, oltre a garantire i requisiti di sicurezza sui luoghi di lavoro (proprietà atossiche, di resistenza al fuoco, antisdrucciolo, ecc.) ha il compito di veicolare il messaggio architettonico di cui forma e tessitura costituiscono elementi chiave. in quest’ottica, le finiture proposte rappresentano un giusto equilibrio tra gli aspetti prestazionali e quelli architettonici, veicolando un messaggio di solidità e durevolezza e conferendo agli ambienti caratteristiche spaziali che riflettono la funzione insediata.

SEZIONE
SEZIONE D-D

L’edificio è dotato di una “pelle” prestazionalmente adeguata alle richieste di comfort ambientale, risparmio energetico, ecosostenibilità e manutenibilità, e propone un linguaggio architettonico e dei materiali di finitura in continuità e sintonia con quelli locali.

Basso: Vista da nord ovest

Alto: Ingresso sud

Basso: Ingresso dell’area cortilizia nord

L’atrio principale che dà accesso all’edificio è caratterizzato da un interfaccia con l’esterno costituita da due fronti interamente vetrati che aprono sulle due corti.

L’accesso avviene attraverso 6 varchi verso la corte principale a sud e 4 varchi verso la corte nord. Lo spazio interno è costituito da una superficie libera che collega visivamente e direttamente le due corti e si estende ad ovest e ad est dove sono collocate le due distribuzioni verticali - corpi scale e ascensori - in posizione simmetrica.

Alto: Atrio di ingresso principale e sala professori

Basso: Aule e tessuti connettivi. I connettivi orizzonatali rivestono un compito che va oltre la funzione di semplice collegamento e diventano spazi in grado di esprimere una valenza socializzante in quanto spazi di relazione in cui gli utenti possano realmente interagire.

Alto sinistra:

Aula magna.

La struttura portante del solaio di primo piano, realizzata in legno lamellare e lasciata a vista all’intradosso del solaio, impiega un linguaggio di grande espressività morfologica che rimanda alla tradizione del costruire in legno.

Alto destra: Palestra ampliamento e palestrino.

La struttura che ospita il polo sportivo è anche un edificio autonomo in grado di funzionare per attività slegate da quelle dell’istituto scolastico; è quindi

caratterizzata da un’autonomia funzionale, pur garantendo continuità distributiva con l’edificio principale.

Basso sinistra: Area relax

Basso destra: Palestra

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