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Centrale di Stoccaggio Gas di Bordolano

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CENTRALE DI STOCCAGGIO GAS BORDOLANO

PROPOSTE DI ARMONIZZAZIONE PER UN PAESAGGIO CONTEMPORANEO PROGETTO PRELIMINARE


CENTRALE DI STOCCAGGIO GAS BORDOLANO

PROPOSTE DI ARMONIZZAZIONE PER UN PAESAGGIO CONTEMPORANEO 1

PROGETTO PRELIMINARE OTTOBRE 2011


GRUPPO DI LAVORO MULTIDISCIPLINARE

PROGETTISTA E RESPONSABILE DELLA PRESTAZIONE ARCH. SERGIO BECCARELLI

LANDSCAPE DESIGN ARCH. ELENA STEVANATO

TEAM DI PROGETTO

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MAESTRA D’ARTE ELISABETTA BALESTRINI ARCH. MARCO FORMISANO ARCH.LUCA FORNACIARI ARCH ROBERTO GASPARINI ARCH.MATTEO MASCIA ARCH FEDERICO MAZZA ARCH.FEDERICO MONICA TECNICO COMPUTER GRAFICA STEFANO PRANDINI ING.VALENTINA TEGONI

CONSULENZA SPECIALISTICA MATRICI AMBIENTALI DOTTORE IN SCIENZE AMBIENTALI ELISA BERTUZZI DOTTORE IN SCIENZE AMBIENTALI ROMANO BRIZZI

CONSULENZA SPECIALISTICA ACUSTICA E SOUND DESIGN ING. MICHELE GRIGOLINI


INDICE 1 2 3 4

4.1 4.2 4.3 4.3.1 4.3.2 4.3.3 5 5.1 5.1.1 5.1.2 5.1.3 5.2 5.2.1 5.2.2 5.3 5.4 6 6.1 6.2 6.2.1 6.2.2 6.2.3 6.2.4 6.3 6.3.1 6.3.2 6.3.3 6.3.4 6.4 6.4.1 6.4.2 6.4.3 6.4.4

CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE DESCRIZIONE DELL’IMPOSTAZIONE METODOLOGICA DEFINIZIONE DI OBIETTIVI E CRITERI DI INFORMAZIONE DEL PROGETTO SINTESI DEL PAESAGGIO

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DESCRIZIONE DEL PERCORSO IDEATIVO DEL PROGETTO

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GENESI DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI

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I CICLI TEMPORALI NELLA FORMAZIONE DEL TERRITORIO IL TEMPO DELLA TERRA sintesi ed interpretazione del paesaggio circostante il landscape design l’architectural design funzioni e spazi attrezzati IL TEMPO DELL’ACQUA sintesi ed interpretazione del paesaggio circostante Il landscape design l’architectural design funzioni e spazi attrezzati IL TEMPO DELLA VITA sintesi ed interpretazione del paesaggio circostante Il landscape design l’architectural design funzioni e spazi attrezzati

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INDICE DEGLI ELABORATI GRAFICI

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INQUADRAMENTO TERRITORIALE SINTESI DELLE MATRICI AMBIENTALI SINTESI DEGLI AMBITI PAESAGGISTICI l’ambito fluviale naturale l’ambito agricolo rurale l’ambito insediativo storico

UN PAESAGGIO DA RACCONTARE un percorso di racconto e scoperta di un territorio cromie prevalenti e paesaggi stagionali prospetti e affacci sugli ambiti fondanti del paesaggio, gerarchie e nodi UNA CENTRALE CHE SI SVELA raccontare la centrale il disegno architettonico degli elementi sensibili UN LUOGO DA VIVERE ECODESIGN PER UN ECO-LANDMARK

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1 - CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE


1 - CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE

Il progetto in esame consiste nella realizzazione di una nuova centrale di compressione e trattamento di gas naturale, nella perforazione di sette pozzi minerari e nella posa delle relative condotte di collegamento di tali pozzi alla predetta centrale. Tale opera, che si inserisce interamente all’interno dei confini amministrativi del Comune di Bordolano, Provincia di Cremona, è finalizzata all’iniezione, nel giacimento primario esistente nel comune, in corso di esaurimento, di gas naturale proveniente dalla rete nazionale di trasporto del gas e alla sua re-immissione nella stessa in funzione delle richieste di mercato. La società STOGIT in data 07.07.2008 ha presentato istanza di pronuncia di compatibilità ambientale, acquisita al protocollo DSA-2008-0019343 dell’11.07.2008, relativa al progetto di “Realizzazione di un nuovo impianto di Stoccaggio Gas” ricadente nell’ambito della concessione di stoccaggio “Bordolano Stoccaggio” e localizzata nel comune di Bordolano, provincia di Cremona. In data 10.02.2009 è stata trasmessa documentazione integrativa dal proponente (DSA-2009-4766 del 27.02.2009), seguita da ulteriore integrazione del 27.02.2009. A seguito dell’istruttoria sul progetto presentato dalla società STOGIT, gli enti competenti si sono così espressi: • la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA/VAS ha espresso parere positivo con prescrizioni n. 256 del 27 marzo 2009; • il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con nota DG-PAAC-34.19.04-9098-2009 del 09.07.2009 (DSA-2009-0019175 del 20.07.2009), ha espresso parere positivo con prescrizioni; • la Regione Lombardia, con DGR n. VIII/009604 dell’11 giugno 2009 (DSA-2009-0016829 del 02.07.2009) ha espresso parere favorevole con prescrizioni; • con delibera n. 158 del 25.03.2009, la Provincia di Cremona ha espresso parere favorevole con prescrizioni n.46948 del 09.04.2009 (DSA-2009-0009670 del 17.04.2009). Come premesso, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (di seguito per brevità MATTM), di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (di seguito per brevità MiBAC), con nota DSA-DEC-2009-0001633 del 12/11/2009, ha espresso parere positivo con prescrizioni nella formulazione del giudizio di compatibilità ambientale del progetto, ai sensi dell’articolo 26 del D. Lgs 152/2006 e s.m.i.. La prescrizione A14) del MATTM definisce che “ferme restando le competenze del MiBAC circa la salvaguardia dei valori naturalistici e paesistici dell’area in esame, le opere di inserimento paesaggistico dell’area centrale dovranno tenere conto degli “Indirizzi per le aree esterne” di cui all’art. 5 della DGR 4/08/2005 n. 8/548 relativa all’Approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Regionale Oglio Nord; particolare cura andrà posta agli interventi di mitigazione degli impatti paesistici e visivi sui lati prospicienti la SP25 e la Cascina/Agriturismo “La Colombara”. A tal fine il Proponente dovrà elaborare un opportuno progetto esecutivo di mitigazione e di inserimento paesaggistico ambientale, che dovrà essere approvato prima dell’inizio dei lavori da parte di MiBAC e MATTM. La realizzazione delle opere delineate in detto progetto sono a carico e cura del Proponente, che dovrà altresì fornire opportuno Piano di manutenzione e gestione, la qualità delle opere

realizzate e dei Piani di gestione relativi saranno da sottoporre a verifica”. La prescrizione B1) del MiBAC evidenzia che “il progetto esecutivo dovrà essere integrato e corredato da specifici elaborati progettuali – che vedano la collaborazione e la firma di almeno un esperto architetto paesaggista – volti alla migliore armonizzazione del nuovo insediamento con il contesto paesaggistico. Il progetto dovrà tenere conto, anche nella percezione visiva a distanza, del rapporto con le architetture moderne e tradizionali, nonché con le colture ed il complesso sistema agricolo tradizionale. Tale progetto dovrà comprendere lo studio, l’individuazione e l’ottimale dislocazione della sistemazione degli impianti vegetazionali, attraverso l’impiego di essenze tipiche della zona e contenere il piano di accrescimento delle specie selezionate in diretto riferimento alla soluzione progettuale individuata…”. Ciò premesso, il presente progetto si inserisce nell’ambito delle prescrizioni formulate congiuntamente dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in sede di pronuncia del giudizio di compatibilità ambientale del progetto (nota DSA-DEC-2009-0001633 del 12/11/2009), ai sensi dell’articolo 26 del D. Lgs 152/2006 e s.m.i. e persegue l’obiettivo di individuare la soluzione di maggior efficienza in ambito paesaggistico, ottemperando alla richiesta di ottimizzazione dell’inserimento della stessa nel contesto circostante. E’ opportuno precisare che il presente documento si colloca nel contesto di una fase interlocutoria, già avviata in sede di incontro con il Ministero per i Beni e le Attività culturali, finalizzato ad una corretta interpretazione delle richieste formulate dagli stessi in termini di migliore armonizzazione del nuovo insediamento con il contesto paesaggistico. Il documento si configura quindi come apporto conoscitivo al tema della definizione della soluzione progettuale, promuovendo un contributo culturale all’interno di un processo metodologico che progressivamente verrà riorientato al fine di valutare la preferibilità di un preciso ordine progettuale rispetto agli altri proposti.

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2 - DESCRIZIONE DELL’IMPOSTAZIONE METODOLOGICA DEL LAVORO


2 - DESCRIZIONE DELL’IMPOSTAZIONE METODOLOGICA DEL LAVORO

Si riporta di seguito uno schema illustrativo che riepiloga la struttura metodologica del presente lavoro. L’iter seguito si articola in cinque fasi, di seguito descritte, ciascuna delle quali è stata approfondita in specifiche sezioni tematiche del documento.

trale di compressione e trattamento gas, ampiamento aree cluster e sistema di condotte (sezione IV – Quadro ambientale) alle evidenze emerse da sopralluogo in sito. Tale analisi ha portato all’estrapolazione dei valori del territorio, ovvero al riconoscimento degli elementi peculiari del paesaggio circostante. La ricostruzione di una base conoscitiva, ottenuta mediante la lettura sinergica delle evidenze emerse in fase di analisi paesaggistico – ambientale, e delle prescrizioni formulate in sede ministeriale, determina la definizione di invarianti strutturali e funzionali, che sono trasversali alle diverse soluzioni progettuali considerate in questa sede. La sezione conclusiva del presente documento, infine, descrive i caratteri distintivi delle tre famiglie progettuali studiate, ovvero l’opzione 1 - Gèa Il tempo della terra, l’opzione 2 - Hùdor Il tempo dell’acqua e l’opzione 3 - Epokh’ì Il tempo della vita, che pur possedendo una identità autonoma vedono, come elemento trasversale, l’evoluzione temporale di elementi primari che, in sequenza, progrediscono in termini di complessità.

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Struttura metodologica del progetto

La fase preliminare del processo prevede la definizione e il consolidamento di obiettivi e criteri di informazione del progetto. Tali criteri rispondono a diversi ordini di esigenze espresse, esaminate nel dettaglio nel successivo capitolo 3. La base conoscitiva che costituisce il presupposto per la definizione di una soluzione progettuale che si inserisca con coerenza nel contesto esistente è stata ricostruita sulla base di un’analisi paesaggistico – ambientale che integra i contenuti dello Studio di Impatto Ambientale relativo alla Cen-


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3 - DEFINIZIONE DI OBIETTIVI E CRITERI DI INFORMAZIONE DEL PROGETTO


3 - DEFINIZIONE DI OBIETTIVI E CRITERI DI INFORMAZIONE DEL PROGETTO

La fase preliminare dell’iter di definizione della proposta progettuale, propedeutica all’individuazione delle invarianti strutturali e funzionali del progetto, trasversali alle alternative studiate, consiste nella determinazione degli obiettivi e dei criteri che il progetto intende perseguire. In primo luogo gli elaborati progettuali devono rispondere ad uno specifico quadro prescrittivo formulato congiuntamente dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In termini di “migliore armonizzazione del nuovo insediamento con il contesto paesaggistico”, la finalità è quella di affermare un nuovo modo di progettare, una innovativa chiave di lettura del concetto di tutela del paesaggio e delle risorse, che riconosca la valenza della funzione della centrale e la sua importanza sociale, la cui presenza venga riconosciuta come espressione della vocazione tipica dei luoghi. Non si opera un mascheramento quindi ma una valorizzazione della stessa, mediante la creazione di rapporti di interazione e comunicazione rispetto agli ambiti paesaggistici esistenti, riconducibili al sistema naturale, rurale ed insediativo. Un ulteriore criterio informatore deriva dalla necessità di fare interagire tre livelli progettuali (relativi rispettivamente alla centrale, al landscape e all’interfaccia tra i due) che devono coesistere ed integrarsi senza compromettere la reciproca funzionalità: le proposte relative al landscape design perseguono quindi l’obiettivo prioritario di interloquire con il progetto della centrale, valorizzandolo e creando permeabilità reciproca senza influire minimamente, tuttavia, sulla funzionalità degli impianti. Il progetto di inserimento paesaggistico si pone, infine, l’obiettivo di incrementare i livelli di naturalità dell’area, che attualmente risulta condotta a seminativo ed è contraddistinta, a scala di area vasta, da diversi elementi di matrice antropica ed artificiale. La finalità è quella di prevedere impianti arborei ed arbustivi che creino corridoi atti a ridurre la frammentazione ecologica dell’area.

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4 - SINTESI DEL PAESAGGIO


4 - SINTESI DEL PAESAGGIO

Nella presente sezione viene riportata la descrizione sintetica dei principali caratteri identificativi del paesaggio, derivata dalle conoscenze fornite dallo Studio di Impatto Ambientale relativo alla Centrale di compressione e trattamento gas, ampiamento aree cluster e sistema di condotte (sezione IV – Quadro ambientale), integrate con le informazioni desunte da analisi in sito mediante sopralluogo. Si ritiene opportuno in questa sede descrivere tutti i fattori naturali e umani che concorrono alla definizione del paesaggio nel territorio oggetto di studio poiché ad esso viene concettualmente attribuita un’accezione più vasta ed innovativa, che lo caratterizza per la presenza di risorse ed elementi naturali, dei segni lasciati sul territorio dal lento evolversi della presenza dell’uomo e delle loro interrelazioni. Il paesaggio viene assunto perciò a patrimonio culturale che nel suo valore di globalità unisce senza soluzione di continuità i beni storici, monumentali e le caratteristiche naturali del territorio. Per tale ragione si ritiene che per la corretta definizione di una soluzione progettuale che si inserisca con coerenza nel contesto paesistico esistente sia necessaria un’approfondita conoscenza della situazione attuale, cioè dello stato di fatto, anche per quanto concerne aspetti non direttamente legati all’idea di paesaggio. Con questa filosofia, oltre alla descrizione di inquadramento del paesaggio e dei principali ambiti in esso riscontrati, sono state analizzate altre componenti ambientali che in questo caso specifico sono determinanti per poter comprendere le motivazioni alla base delle proposte progettuali elaborate e la conseguente coerenza delle stesse rispetto al contesto paesaggistico in esame. Le altre matrici studiate, per la cui trattazione sintetica si rimanda al paragrafo 4.2, sono: • ecosistemi e vegetazione; • suolo e sottosuolo; • acque superficiali e sotterranee. 4.1 INQUADRAMENTO TERRITORIALE L’area di sviluppo del progetto è collocata in destra idrografica del fiume Oglio, nel territorio comunale di Bordolano, provincia di Cremona. Il comune di Bordolano ha una superficie di 8 km², si trova ad una quota di circa 63 m sul livello del mare e confina coi comuni di Casalbuttano, Castelvisconti, Corte de’ Cortesi con Cignone, in provincia di Cremona, e Quinzano d’Oglio, in Provincia di Brescia. La concessione di Stoccaggio gas di Bordolano (ca. 63 km²), dove verranno realizzate le future opere previste da progetto, è ubicata all’interno della concessione di Coltivazione di Cignone (circa 140 km²). La localizzazione dell’impianto di stoccaggio nel sito di Bordolano è vincolata all’esistenza del giacimento di gas naturale di Bordolano, prossimo all’esaurimento e per il quale è stata pianificata la conversione a campo di stoccaggio, essendo risultato idoneo a tale funzione. La scelta del campo primario di Bordolano come sito di interesse per lo stoccaggio di gas naturale deriva da considerazioni di natura operativa:

• il giacimento di Bordolano ospitava un campo primario di estrazione gas e quindi rappresenta una condizione geologica ottimale per essere utilizzato come serbatoio “naturale” di stoccaggio delle riserve di gas; • nel territorio del comune di Bordolano sono già presenti infrastrutture minerarie utilizzate per lo sfruttamento del giacimento che dovranno essere opportunamente adeguate in base alle nuove esigenze progettuali; • i test di iniezione eseguiti nel periodo 1995-98 hanno permesso di evidenziare la fattibilità di riconversione a stoccaggio del giacimento primario di Bordolano. 4.2 SINTESI DELLE MATRICI AMBIENTALI Relativamente alla matrice suolo e sottosuolo, l’area di sviluppo del progetto è attualmente ad uso seminativo con qualche filare lungo i canali e le rogge che segnano il territorio. L’ambito è situato nella bassa pianura. La superficie morfologica, sostanzialmente pianeggiante, con acclività media inferiore al 2 ‰, ha debole inclinazione verso ES-E. Le quote medie si aggirano intorno ai 62-63 m s.l.m. Circa 300 m a nord del limite settentrionale dell’area della nuova centrale si trova l’orlo della scarpata che delimita la valle dell’Oglio. Il dislivello tra il livello fondamentale della pianura ed il fondovalle è nell’area di oltre una quindicina di metri. 11

Alveo del fiume Oglio presso Bordolano

I canali che attraversano l’area della centrale hanno direzioni medie prevalentemente E-O, e defluiscono da ovest verso est.I terreni che affiorano nell’area di studio sono costituiti da formazioni di età quaternaria. I depositi fluviali e fluvioglaciali del Pleistocene superiore, a granulometria prevalentemente sabbiosa, con sottili lenti limose e livelli ghiaiosi, che occupano il livello fondamentale della pianura, sono i più estesi.


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Nei settore centrale, in cui scorre l’Oglio, affiorano depositi alluvionali di età Olocenica, formati da sedimenti sabbioso–limosi. I depositi fluviali e fluvio-glaciali olocenico-pleistocenici affioranti nel territorio di studio sono costituiti da sabbie ghiaiose e sabbie limose, con intercalazioni di limi e di ghiaie di modesto spessore e di minore continuità laterale. L’esame mette in luce che nel livello fondamentale della pianura si ha una progressiva riduzione della granulometria dei sedimenti. I depositi a predominanza ghiaiosa, intercalati a sabbie, sono limitati al settore a nord dell’Oglio (sponda sinistra). Nel settore meridionale prevalgono sedimenti sabbioso–limosi, con intercalazioni di sabbie ghiaiose. Anche la frequenza dei sedimenti a dominante limosa aumenta progressivamente da nord verso sud. Nella valle dell’Oglio i depositi ghiaiosi e sabbioso–ghiaiosi sono frequenti fino ad Azzanello, a sud del quale prevalgono nettamente le sabbie limose.Con riferimento alla matrice vegetazionale ed ecosistemica, nel tratto che attraversa la provincia di Cremona, il fiume Oglio scorre con andamento sinuoso nella pianura agricola, racchiuso in gran parte da alte arginature. Il paesaggio è fortemente antropizzato, spesso monotono nelle sue componenti agricole, urbane, produttive e viarie. Solo la fitta rete idrica che si snoda lungo le piane circostanti, segnata qua e là da qualche filare, interrompe la serie ordinata dei coltivi. La maggior parte della vegetazione è localizzata in prossimità del fiume, all’interno delle golene, o appena alle spalle delle stesse; lungo il corso del fiume si conservano ancora residui lembi di zone umide con preziosa vegetazione acquatica, in cui si rifugia la tipica fauna acquatica. Dall’analisi condotta emerge che la forte pressione antropica a cui l’area è stata sottoposta ha profondamente alterato, dal punto di vista vegetazionale, la vegetazione naturale. Gli effetti macroscopici di tali alterazioni sono la perdita di habitat e la conseguente frammentazione degli ambienti naturali residui, sempre più distanziati e isolati tra loro. Le tipologie vegetazionali naturali individuate presentano al massimo condizioni di seminaturalità, come nel caso della vegetazione idrofitica, che si insedia lungo i principali corsi d’acqua (fiume Oglio e fiume Strone) e vede la prevalenza di rizofite. A questo tipo vegetazionale si contrappone la vegetazione infestante delle colture che rappresenta la matrice dell’area ed ha valori pressoché nulli di naturalità. Tale tipologia vegetazionale si stabilisce prevalentemente in corrispondenza di aree agricole a seminativo semplice ed arborato, così come nelle colture legnose arboree. Nel contesto della componente ecosistemica, le tipologie ambientali caratterizzate dalla presenza dell’acqua si configurano come unità ecosistemiche di grande importanza. I corsi d’acqua più importanti, e il fiume Oglio segnatamente, mostrano una fisionomia di spiccato interesse naturalistico, nonostante il condizionamento dovuto agli interventi antropici. Sono infatti conservati tratti di riva in cui permangono fitocenosi igrofile sia erbacee, che arbustive e arboree, fino a veri e propri lembi di bosco ripariale, di apprezzabile significato ecologico. L’area si presenta inoltre intersecata da numerosi canali e da una rete molto sviluppata di corpi

idrici minori – derivante dal secolare lavoro di bonifica dell’area planiziale – costituita dai numerosi canaletti, fossi e rogge. Nel complesso, la qualità delle acque appare più che adeguata ad ospitare comunità vegetali ed animali articolate, che vanno dai macroinvertebrati bentonici ai vertebrati. Fortemente rappresentato è, come premesso, l’ecosistema agricolo, con siepi e filari, seminativi e colture legnose e l’ecosistema antropico, per la presenza di vari centri abitati con popolazione residente maggiore di 1000 abitanti, nonché di cave, tipologia ambientale rappresentata nell’intorno dell’area esaminata da diverse cave, poste nei comuni limitrofi. In relazione alla componente acque superficiali e sotterranee, il territorio di studio appartiene in gran parte al bacino idrografico del fiume Oglio, affluente di sinistra del Po, in cui confluisce nei pressi di Borgoforte, tranne che per una piccola superficie situata sul margine orientale, appartenente al sottobacino del Mella, affluente dell’Oglio. Nel settore occidentale dell’area, secondo le delimitazioni derivate dalla cartografia dell’Autorità di Bacino del Po, il reticolo idrografico dei canali ha recapito diretto nel Po (il cosiddetto “interbacino di Cremona”). Nell’intorno dell’area di sviluppo del progetto, il reticolo idrografico è caratterizzato da corsi d’acqua esclusivamente artificiali, appartenenti al comprensorio di bonifica Naviglio Vacchelli, che scorrono in un settore della pianura posto al margine della valle dell’Oglio. Nell’area situata a Nord della centrale, a causa della vicinanza con l’orlo della scarpata che scende verso l’Oglio, non vi sono canali importanti. Ad Ovest della centrale, a circa 1 km di distanza, scorre in direzione Nord–Sud la roggia Grottina, che scende poi, attraversata la SP 25, nella valle dell’Oglio. A Sud della centrale scorrono, con andamento circa Ovest-Est, le rogge Miglia (o Melia), la più rilevante per portata, Gallarana, e Alfiana, che si dirigono verso Cignone e Corte dei Cortesi. L’area che ospiterà la centrale è attraversata in direzione O-E dalla roggia Bordolana ed è delimitata, nel perimetro sud, dalla roggia Ponzone.

Il sistema delle rogge


4 - SINTESI DEL PAESAGGIO

La roggia Bordolana è un canale di importanza secondaria, che ha origine dal gruppo di rogge ad andamento Ovest-Est provenienti da Mirabello Ciria (roggia Alia, roggia Mella, colo Molino, roggia Sanvida). Poco oltre l’attraversamento della SP 65, la roggia Bordolana assume un andamento Nord–Sud per circa 1 km, riprendendo la direzione Ovest-Est a valle di Cascina Razzina. Ad Est dell’area della centrale la roggia assume nuovamente un andamento Nord-Sud per poi riprendere la direzione Ovest-Est ad Est della SP 86 e dirigersi verso Corte dei Cortesi. La roggia Bordolana, tramite un sistema di chiuse disposte lungo il corso garantisce il deflusso idrico anche in canali secondari, sempre disposti secondo una direzione Ovest-Est. Direttamente a sud della nuova centrale corre la roggia Ponzone a direzione O-E; la roggia Ponzone, direttamente ad sud-est della nuova centrale, viene denominata roggia P. Alborello. In riferimento alla componente idrica sotterranea, il quadro idrogeologico locale è stato elaborato sulla base di due sezioni idrogeologiche, orientate in direzione Nord–Sud e situate in sponda sinistra e destra dell’Oglio, tratte dallo Studio idrogeologico della provincia di Cremona (1992). Le sezioni sono state ricostruite utilizzando principalmente le stratigrafie dei pozzi degli acquedotti pubblici. In generale si può osservare che l’abbondanza di livelli fini a bassa permeabilità nell’unità ghiaioso-sabbiosa superficiale riduce lo spessore utile del primo acquifero in gran parte del territorio di studio. I livelli a granulometria fine non hanno tuttavia continuità sufficiente a confinare l’acquifero, che resta sostanzialmente freatico. Il secondo acquifero, confinato o semiconfinato, è caratterizzato dalla presenza di numerosi corpi idrici di spessore generalmente non elevato. Le caratteristiche medie di permeabilità dei depositi alluvionali dell’Unità ghiaioso–sabbiosa sono complessivamente definibili come buone. 4.3

SINTESI DEGLI AMBITI PAESAGGISTICI

4.3.1 l’ambito fluviale naturale Il territorio di studio appartiene in gran parte al bacino idrografico del fiume Oglio, affluente di sinistra del Po, in cui confluisce nei pressi di Borgoforte, tranne che per una piccola superficie situata sul margine orientale, appartenente al sottobacino del Mella, affluente dell’Oglio. Nel settore occidentale dell’area, secondo le delimitazioni derivate dalla cartografia dell’Autorità di Bacino del Po, il reticolo idrografico dei canali ha recapito diretto nel Po (il cosiddetto “interbacino di Cremona”). L’assetto morfologico di questo settore della pianura lombarda è dominato da due unità fisiografiche principali, la valle dell’Oglio e la pianura terrazzata (generalmente denominata “il livello fondamentale della pianura”). La quota media dell’unità fisiografica della valle dell’Oglio è ribassata di circa una decina di metri rispetto alla quota media del livello fondamentale della pianura. La pianura fondamentale, a morfologia pianeggiante, a debole inclinazione verso sud, è caratterizzata da un reticolo idrografico che conserva solo parzialmente l’assetto naturale originario, in

gran parte modificato nel corso dei secoli da opere di derivazione e regimazione delle acque, con la costruzione di una rete di canali artificiali interconnessi, a scopi principalmente irrigui e di bonifica. L’Oglio nasce dal Corno dei Tre Signori, nel gruppo dell’Ortles, e confluisce nel Po, nei pressi di Borgoforte, in provincia di Mantova, dopo un percorso di 280 km. Il suo bacino ha una superficie complessiva di circa 6.360 km², il 54% della quale si estende in ambito montano. A Ponte di Legno, alla confluenza dei torrenti Frigidolfo, proveniente dal Gavia, e Norcanello, proveniente dalla Val Sozzine il corso d’acqua prende il nome di Oglio.

13 L’ambito fluviale naturale

Attraversato Ponte di Legno l’Oglio percorre la Val Camonica, immettendosi quindi nel Lago d’Iseo. Nel tratto sopralacuale l’Oglio riceve numerosi affluenti di limitata lunghezza e rilevanza; nel corso sottolacuale due affluenti si segnalano per maggiore importanza, i fiumi Mella e Chiese (effluente del lago d’Idro). Nel territorio di studio l’alveo dell’Oglio è prevalentemente monocursale meandriforme, caratterizzato da lanche e paleoalvei che testimoniano una certa instabilità morfologica pregressa. I centri abitati in prossimità del corso d’acqua si trovano generalmente a quota superiore rispetto agli ambiti golenali o sono protetti da opere di difesa. Nel tratto terminale, a valle dell’immissione del Mella, l’alveo è delimitato da argini continui. 4.3.2 l’ambito agricolo rurale La struttura del paesaggio si sviluppa su una maglia agraria più o meno regolare, che riprende il sistema delle centuriazioni romane, ancora presenti in mote zone della bassa pianura lombarda. Ai lati delle partizioni agrarie, sono sempre presenti canali di scolo o rogge, spesso evidenziati da siepi o filari arborei e quindi da strade interpoderali. Gli elementi che tradizionalmente indicano la specificità del paesaggio basso-lombardo sono in primo luogo l’organizzazione agricola basata sulla grande cascina, la minore densità umana, il senso pieno della campagna, la presenza delle


piantate che animano gli scenari, il carattere geometrico del disegno dei campi, la rettilineità delle strade, dei filari, dei canali irrigatori, ecc., la regolare distribuzione dei centri abitati, che si annunciano nel paesaggio con le cuspidi dei campanili. Alla realtà dei centri abitati, oggi si sono aggiunti i serbatoi idrici sopraelevati e gli edifici multipiano intorno ai centri maggiori. Le riconversioni del paesaggio basso-lombardo degli ultimi decenni riguardano anche la diversa organizzazione agricola caratterizzata da attività produttiva specializzata, spesso avanzatissima nelle sue tecniche e nelle sue forme di meccanizzazione.

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campagne, ormai sempre più diffusamente destinate alla maiscoltura per l’allevamento. Il mais è la coltura più importante e ciò costituisce una perdita per il paesaggio, delle variegature multicolori che un tempo introduceva la policoltura. La cellula aziendale, aggregati di corti (spesso semplicemente allineati su strada) oggi dotati di servizi, gravitano spesso in centri di antica origine, nobilitati spesso da strutture fortificate medioevali, o da palazzi signorili o chiese monumentali di epoche diverse (romantiche o barocche). L’industrializzazione è stata flebile in tutta la bassa pianura e consiste nella miniproliferazione intorno ai centri principali di piccole industrie manifatturiere o di industrie legate all’agricoltura. Anche la crescita edilizia degli ultimi decenni è stata relativamente contenuta intorno ai centri maggiori. Le fasce di territorio attraversate dai fiumi hanno spesso conservato una loro dimensione naturale; formazioni boschive o pioppeti d’impianto rivestono gli spazi golenali sin dove iniziano le arginature, ormai quasi tutte artificiali. Nell’area di studio, il sistema irrigatorio ha come principali fonte il fiume Oglio; i grandi canali di derivazione sono allacciati con i canali di scarico e di drenaggi e alimentano tutta una rete irrigatoria minore che contribuisce oggi in notevole misura a mantenere alta la produzione che riguarda per lo più il mais. Il sistema irrigatorio, va considerato sia come fattore di vitalità e di ricchezza, sia come riferimento storico, ricordando gli studi ottocenteschi effettuati per realizzarlo; quindi il paesaggio della bassa pianura ha la duplice valenza: quella di rivelarsi esteticamente godibile con le sue prospettive geometriche che talvolta ricalcano la centuriazione romana e quella storica, di una conquista umana mirabile.

L’ambito agricolo rurale

Può sorprendere tuttavia come questa trasformazione dei modi di produzione, legata alla riduzione estrema della manodopera, abbia ancora le sue basi nelle vecchie cascine di un tempo, le grandi corti che in passato accoglievano decine e decine di famiglie impegnate in aziende di diverse centinaia di ettari. Oggi quelle infrastrutture, spesso di particolare pregio architettonico, che associavano casa padronale, chiesa e case dei lavoratori, sono state in parte riconvertite, utilizzate come magazzini, come depositi per le macchine o in parte abbandonate. Tali insediamenti agricoli, spesso immersi nel verde, rappresentano ancor oggi i perni dei territori rurali, resi malinconici rispetto ad un tempo dalla perdita delle presenze umane, delle loro voci, sostituite dal rumore dei trattori, e quindi divenuti strettamente centri di produzione, come indicano le nuove infrastrutture di cui spesso si sono attrezzate (stalle, porcilaie, silos, magazzini, ecc.). Il paesaggio intorno alle cascine, spesso raggiungibile attraverso viali alberati, è caratterizzato di solito da ampi spazi funzionali alla meccanizzazione; si è andati via via ad eliminare le piantate che nei secoli passati cingevano fittamente ogni parcella coltivata, ponendosi ai bordi delle cavedagne o lungo i canali di irrigazione, associando alberi diversi, dal pioppo, al salice, al frassino, alla farnia, ecc. Oggi l’albero dominante quasi ovunque è il pioppo d’impianto (talora disposto in macchie geometriche) che spesso persiste isolato in mezzo ai campi e sopperisce alla carenza d’alberi nelle

4.3.3 l’ambito insediativo storico L’ambito locale è fortemente influenzato da fattori storico-culturali che appartengono all’architettura civile, religiosa ma anche alla storica organizzazione poderale rappresentata dalla centuriazione romana e dalle cascine storiche di grande valenza storico-architettonica. La principale testimonianza culturale è rappresentata dal Comune di Bordolano dove alcuni storici intendono ravvisare l’antica fortezza romana di Bedriaco di cui parla Tacito nelle sue “Storie” ai cap. XVI, XIX e XX. Si trattava di una fortezza romana di primo ordine, fornita di ogni mezzo di offesa e di difesa e base di rifornimento per gli eserciti che operavano in alta Italia. Tacito la pone “inter Cremonam Veronamque”. La sua celebrità è dovuta particolarmente alla battaglia tra Ottone e Vitellio e tra Vitellio e Vespasiano. Comunque è certa la sua esistenza sul finire del VII secolo, quando gli abitanti di Cremona fuggirono davanti ad Agilulfo ricercandovi asilo tra i boschi e le paludi che occupavano il largo letto del fiume Oglio. Assegnata da Agilulfo al Conte di Brescia, Bordolano tornò a Cremona sotto lo scettro di Carlo Magno, e da allora segue tutte le vicissitudini del contado cremonese come centro di commercio importante sull’Oglio e sede di fortezza militare. Cinta di doppie mura, e difesa da un castello sede di un Capitano delle milizie cremonesi, Bordolano venne più volte distrutta e sempre ricostruita; nel 1218 venne distrutta dalle truppe milanesi; all’inizio del Trecento era controllata dai Cavalcabò, fa-


4 - SINTESI DEL PAESAGGIO

miglia di parte guelfa. Nel giro di pochi anni però il governo di Cremona passò alla parte ghibellina, vicina all’imperatore Enrico VII, che aveva nei Dovara e nei Ponzone le famiglie di maggior spicco. In seguito all’allontanamento dell’imperatore le sorti della città tornarono in mano ai guelfi, con Guglielmo Cavalcabò nel 1312. Nel 1432 la città venne occupata dai veneziani con Francesco Gonzaga. Tornata nel XV secolo sotto il controllo di Milano fu feudo dei Visconti, nell’500 fu occupata dai francesi e il castello in seguito venne distrutto dagli spagnoli. Nel 1525 infine, fu data in feudo da Francesco II Sforza ai Del Maino. In età spagnola era infeudato al conte del Maino nobile milanese, nel 1562 è citato tra i comuni del contado di Cremona, nel 1751 risulta essere una comunità della provincia superiore del Contado cremonese. La giurisdizione del comune era affidata sia al podestà di Cremona, sia al podestà del feudo, il console era il tutore dell’ordine pubblico. Nel 1859 Bordolano era retta da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nel mandamento IV di Soresina. In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario di Cremona. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà.

di pertinenze rurali giustificate dai cambiamenti delle politiche agricole che si sono trasformate da estensive ad intensive. Le stesse dinamiche hanno anche in parte compromesso elementi come le strade poderali e interpoderali, i canali di scolo e la regolare distribuzione dei centri abitati. Alla realtà dei centri abitati, oggi si sono aggiunte altre costruzioni elevate come i serbatoi idrici e gli edifici multipiano che coronano i centri maggiori. Le trasformazione dei modi di produzione, legata alla riduzione della manodopera, ha mantenuto le sue basi nelle vecchie cascine di un tempo; tali infrastrutture, sono state in parte riconvertite, utilizzate come magazzini e depositi macchine e in parte abbandonate. Intorno alle cascine, al fine di creare ampi spazi funzionali alla meccanizzazione, si sono via via eliminate le piantate che cingevano ogni parcella coltivata, ponendosi ai bordi delle cavedagne o lungo i canali di irrigazione. I principali luoghi di identità rappresentativa della cultura locale si possono identificare con il centro storico di Bordolano, inteso come “luogo della memoria”; i suoi edifici religiosi e civili regolano ancora oggi, le abitudini e le celebrazioni locali: si pensi ai palazzi e ville storiche, ai luoghi e agli spazi di fruizione e celebrazione per manifestazioni culturali, o alle numerose chiese ricche di testimonianze storiche locali. 15

L’ambito insediativo storico

Dinamiche evolutive recenti L’area, pur avendo un indubbio connotato storico di rilievo, sia per quanto riguarda gli ambiti storico-architettonici che per il paesaggio agricolo, spesso caratterizzato da elementi tipici della divisione agraria della centuriazione romana, presenta attualmente un’ immagine compromessa da interventi strutturali che hanno rimaneggiato parte del patrimonio agricolo e storico dell’ambito indagato. L’architettura rurale seppur conservando in parte alcuni esempi intatti di tipologia formale e costruttiva del passato, come le cascine, presenta varie trasformazioni dovute a progressive stratificazioni


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5 - DESCRIZIONE DEL PERCORSO IDEATIVO DEL PROGETTO


5 - DESCRIZIONE DEL PERCORSO IDEATIVO DEL PROGETTO

Il presente capitolo offre una sintesi delle considerazioni funzionali all’attività di progetto sviluppate sulla base della fase istruttoria di costruzione di un quadro conoscitivo composto dalla puntuale disamina di documenti e prescrizioni prodotti e sviluppati nel corso dell’iter approvativo e dalla approfondita analisi del paesaggio elaborata nell’ambito dello Studio di Impatto Ambientale e opportunamente riassunta al precedente capitolo 4. Gli esiti di tali analisi hanno permesso di definire una serie di invarianti utili ad informare la successiva fase di elaborazione delle soluzioni progettuali proposte; in particolare si sono individuate invarianti strutturali, legate al racconto degli elementi del territorio e alle scelte di armonizzazione della centrale e invarianti funzionali, legate ai sistemi di percorsi, fruizione, relazioni e sostenibilità del progetto. Tali elementi hanno permesso la costruzione di una serie di caposaldi programmatici e concettuali sviluppati, con forme e strategie differenti in tutte le diverse soluzioni individuate. 5.1 UN PAESAGGIO DA RACCONTARE Esaurita la fase metodologica di caratterizzazione delle componenti ambientali interessate dal progetto, riportata nella sezione relativa al Quadro Ambientale contenuta nello Studio di Impatto Ambientale, con particolare riferimento alla definizione degli spazi paesistici interessati dall’opera, mediante la lettura sinergica e sistemica delle evidenze costitutive del paesaggio, si è proceduto ad attivare un’ulteriore riflessione in merito al significato di “gestione del paesaggio”, al fine di orientare correttamente l’inserimento delle opere di progetto nel contesto paesistico di riferimento, alla luce delle prescrizioni formulate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di cui al decreto DSA – DEC – 2009 – 0001633 del 12/11/2009. Le diverse scelte operate si muovono nella direzione di garantire una forte interazione fra le aree interessate da interventi di landscape design e gli elementi profondi che caratterizzano il paesaggio circostante, nell’ottica di cogliere l’opportunità di raccontare un territorio mediante percorsi, punti di vista preferenziali e sintesi dei suoi elementi caratterizzanti 5.1.1 un percorso di racconto e scoperta di un territorio La necessità di individuare coerenti strategie di armonizzazione fra l’intervento della centrale e il paesaggio circostante ha portato ad interpretare le aree di progetto immediatamente circostanti il nuovo impianto come luogo ideale per accogliere un sistema di percorsi dedicati a diverse tipologie di fruitori con la finalità di offrire nuove occasioni per vivere e scoprire una porzione di territorio sempre più caratterizzata dall’interazione fra elementi di forte contemporaneità (la centrale) ed elementi naturali o antropici ormai consolidati. Si è ritenuto, in particolare, che tali sistemi di percorsi e funzioni, inseriti in un globale intervento di landscape design, dovessero necessariamente caratterizzarsi per il legame preferenziale con i segni profondi del paesaggio circostante.

E’ stata pertanto colta l’opportunità di elaborare, interpretare e tradurre le peculiarità degli elementi caratterizzanti gli ambiti paesaggistici di riferimento creando un micropaesaggio sintesi e racconto dell’esistente in grado di offrire una nuova chiave di lettura dell’intorno, nuovi punti di vista opportunamente selezionati e filtrati e, soprattutto, nuove modalità di fruizione e scoperta di un territorio. 5.1.2 Cromie prevalenti e paesaggi stagionali Con la finalità di definire le caratteristiche fondanti del paesaggio che il progetto è chiamato a riassumere e raccontare si è operata una ulteriore analisi relativa ai cromatismi prevalenti in funzione dei diversi ambiti, tale operazione è stata svolta mediante sopralluoghi e campagne fotografiche in grado di fornire una documentazione sufficiente dei paesaggi diffusi presenti sul territorio; sulla base di tali immagini sono state individuate le cromie prevalenti attraverso particolari elaborazioni digitali che prevedono la riduzione delle immagini in macropixel. Il colore dei macropixel rappresenta la risultante di un’ampia gamma di tonalità presenti nel paesaggio in esame avvicinandosi alla percezione dell’occhio umano in corrispondenza di situazioni multicromatiche. Gli esiti di tale operazione hanno permesso di definire palette cromatiche relative ad ogni ambito le cui tonalità principali sono riconducibili alle famiglie dei bruni, dei verdi e delle ocre. Un ulteriore grado di approfondimento ha interessato dapprima un’analisi cromatica su base stagionale dal momento che la forte vocazione agricola e naturale del territorio determina notevoli variazioni nel paesaggio durante l’intero arco dell’anno; tali considerazioni hanno portato, nel contempo, a descrivere e definire le ulteriori diversificazioni percettive che il territorio offre nelle diverse stagioni.

Il paesaggio in primavera

Il paesaggio in estate

Il paesaggio in autunno

Il paesaggio in inverno

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In particolare l’impiego del mais come coltura largamente prevalente fa sì che la profondità di visuale muti considerevolmente seguendo il ritmo naturale di crescita dei coltivi: dalla tarda primavera fino ai periodi di mietitura di agosto-settembre infatti l’altezza superiore ai due metri delle pianticelle crea un confinamento percettivo diffuso che modifica in maniera sostanziale la permeabilità visiva del paesaggio rurale creando un temporaneo sistema di barriere verdi e coni prospettici confinati in corrispondenza di strade vicinali e rogge.

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5.1.3 prospetti e affacci sugli ambiti fondanti del paesaggio, gerarchie e nodi L’area prevista per la realizzazione del nuovo impianto intercetta i tre ambiti principali che caratterizzano il paesaggio circostante: l’ambito agricolo rurale caratterizzato dalle rigide maglie geometriche dei coltivi, il sistema insediativo storico del vicino abitato di Bordolano e l’ambito naturale fluviale sedimentato nei secoli dalle mutazioni dell’alveo del fiume Oglio. Il quadrilatero su cui insiste il progetto offre un interessante affaccio su tutti questi elementi ed ogni lato appare caratterizzato dalla prevalenza di uno o dell’altro ambito. In particolare il lato nord risulta caratterizzato dal dialogo fra l’ambito fluviale e l’ambito insediativo storico, i lati ovest e sud si aprono pressochè interamente sull’ambito agricolo-rurale mentre sul lato est, che lega il paesaggio rurale a quello insediativo risulta di fondamentale importanza l’elemento infrastrutturale della s.p 86, principale punto di vista dinamico sul nuovo impianto. L’attenta analisi di queste influenze, opportunamente graficizzata per definirne l’entità sui vari lati del perimetro, ha portato ad individuare nei vertici dell’area i punti strategici in cui i diversi ambiti si raccontano o si sovrappongono; si sono definiti pertanto tali punti come luoghi strategici di accesso o di percezione preferenziale e protetta dell’intorno. Nella gerarchia simbolica, funzionale e percettiva determinata si è individuato il vertice nord-est come fulcro fondamentale dell’intero intervento in quanto punto di collegamento con la rete viaria e luogo di contatto visivo diretto con il vicino abitato di Bordolano; tale vertice risulta pertanto l’accesso ideale ai diversi sistemi di percorsi definiti nelle tre soluzioni caricandosi della simbolica valenza di portale di accesso e accoglienza all’ambito della centrale.

Diagramma di percezione degli ambiti paesaggistici di riferimento

Il vertice nord-ovest, in funzione dell’orientamento visivo che offre sulla fitta vegetazione dell’ambito fluviale è stato individuato come il cardine che lega l’area di intervento al fiume e al suo particolare paesaggio, determinanti saranno pertanto le funzioni di accesso e di scorcio aperto sul territorio, con un cono visivo che permetta di cogliere il punto di incontro fra le geometrie regolari dei coltivi e

le linearità curve determinate dal corso delle acque. Il vertice sud-ovest, opposto al portale di ingresso al sistema di percorsi assume una forte valenza percettiva e funzionale essendo situato in corrispondenza del punto di maggior ampiezza dell’area di progetto; l’apertura su un ambito interamente agricolo e, relativamente alla centrale, su un’area pressochè priva di elementi dimensionalmente importanti, ha portato ad interpretare tale fulcro come possibile luogo ideale per accogliere diverse funzioni didattiche, culturali e di svago attrezzandosi di strutture temporanee ed elementi in grado di offrire anche una percezione leggermente sopraelevata del paesaggio e dell’impianto nel suo insieme. Sul lato est dell’area, infine si è individuato come nodo strategico il punto medio del lato anziché il vertice sud-est in quanto in tale luogo convergono diversi elementi di relazione fra centrale e territorio; si tratta infatti dell’attuale punto di attraversamento della roggia Bordolana, di cui è in programma la deviazione nonché del fulcro di allineamento dei turbocompressori, elementi percettivamente più significativi dell’intero impianto. 5.2 UNA CENTRALE CHE SI SVELA La nuova centrale di Bordolano risulta un organismo di formidabile importanza non solamente per le sue dimensioni fisiche ma per la sua valenza strategica sul piano energetico nazionale; tale importanza è strettamente connessa al territorio su cui insiste, date le caratteristiche geologiche che ne consentono l’attuazione ed il relativo esercizio. Per tale motivo l’ipotesi di operare una mera mascheratura più o meno accentuata dell’impianto risulterebbe un’occasione persa di interpretare e governare il processo di trasformazione del paesaggio; si ritiene infatti che sia necessario uno sforzo culturale volto ad integrare tali elementi con il tessuto storico nell’ottica di uno sviluppo sostenibile non solamente dal punto di vista ambientale ma anche paesaggistico e percettivo. Coerentemente con le prescrizioni formulate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (decreto DSA – DEC – 2009 – 0001633 del 12/11/2009), il progetto tiene conto, anche nella percezione visiva a distanza, del rapporto con le architetture storiche e tradizionali, nonché con le colture e il complesso sistema agricolo tradizionale. Le opere di sistemazione a verde, in stretta coerenza con il progetto architettonico del nuovo insediamento, risolvono pertanto la necessità di armonizzazione con il contesto tradizionale e con le colture della zona. Non si opera una mascheratura, quindi, ma la valorizzazione di un elemento, la centrale, che esprime la vocazione di un territorio, e che in questo contesto integra le proprie peculiarità con le identità diversificate dell’intorno, quella naturale, rurale, insediativa. Una centrale che non si nasconde ma si svela e si racconta contribuendo in maniera significativa alla definizione di un nuovo paesaggio contemporaneo. Le soluzioni operate per garantire la definizione di un progetto in grado di interpretare e concretizzare le considerazioni sviluppate hanno interessato due ambiti fondamentali di progetto: il landscape design, relativo alle aree perimetrali poste intorno alla centrale e l’architectural design, volto a


5 - DESCRIZIONE DEL PERCORSO IDEATIVO DEL PROGETTO

definire una riqualificazione dei paramenti e dei rivestimenti di alcuni edifici interni alla centrale al fine di restituire il giusto valore estetico e concettuale a un sistema tecnologico che come si è detto, non si vuole mascherare ma svelare e raccontare. 5.2.1 raccontare la centrale L’attento esame del progetto sviluppato per la centrale del gas ha permesso di individuare una serie di gerarchie , nodi sensibili e punti di vista preferenziali che coinvolgono dal punto di vista emotivo e percettivo un organismo pur sviluppato sulla base di una estrema funzionalità. La precisa volontà di svelare e raccontare l’impianto ha reso necessaria un’analisi dettagliata riguardo le diverse componenti dell’organismo complesso della centrale al fine di determinare gli ambiti preferenziali per gli interventi di architectural design e la loro configurazione concettuale; si sono inoltre individuati alcuni punti di vista preferenziali che, lungo i percorsi specializzati offrissero scorci di particolare valenza suggestiva o didattica. Il primo ambito individuato come strategico nella percezione complessiva dell’organismo risulta l’intero fronte nord, caratterizzato da un’elevata concentrazione di volumi edificati per la presenza di vari edifici multifunzionali e del muro acustico; la collocazione in prossimità degli accessi preferenziali ai sistemi di percorsi inoltre rende tale prospetto il primo elemento di contatto visivo con la centrale. Un ulteriore ambito di notevole importanza investe i quattro volumi allineati dei turbocompressori, organismi complessi caratterizzati dalla contrapposizione tra le superfici lisce degli involucri e i sistemi di tubazioni e impianti che vi si innestano. I punti di vista preferenziali sulla centrale risultano, pertanto, quelli in grado di offrire una percezione globale del fronte nord, gli scorci laterali in grado di favorire una percezione prospettica dei volumi dei turbocompressori e l’angolo sud-est, che scostandosi da elementi dimensionalmente rilevanti garantisce una percezione globale dell’intero organismo. 5.2.2 il disegno architettonico degli elementi sensibili Sulla base degli obiettivi individuati riguardo l’armonizzazione della centrale con il paesaggio e la volontà di raccontare e svelare il nuovo impianto si sono definite una serie di soluzioni volte valorizzare al massimo la percepibilità della complessità tecnologica della centrale, esaltandone il ruolo di macchina perfetta, il cui suggestivo valore estetico è dato dalla funzionalità assoluta delle sue componenti. Allo stesso tempo sono state individuate una serie di proposte di architectural design in grado di impreziosire i manufatti individuati come sensibili per il loro posizionamento o per le loro dimensioni con interventi di elevata qualità architettonica in grado di esaltare la suddetta estetica della tecnologia o di creare uno stimolante dialogo compositivo fra i diversi elementi che compongono la nuova centrale. Il ruolo dell’architectural design, pertanto, supera il banale ruolo di mascheratura o mitigazione

per divenire elemento ordinatore, anello di congiunzione tra la funzionalità tecnica dell’impianto, la concettualità artistica del landscape design e il paesaggio naturale e antropico circostante. Le proposte riguardanti il disegno architettonico degli elementi sensibili della centrale sono state sviluppate in ogni ambito con particolare attenzione riguardo la relazione con la funzionalità e le esigenze tecniche e di sicurezza dell’impianto, in particolare: si è operato con il massimo rispetto riguardo l’impianto progettuale della centrale non apportando alcuna modifica dimensionale, di posizionamento, di distribuzione e di percorsi interni al progetto approvato sono stati introdotti unicamente elementi di miglioramento architettonico non inficianti l’impianto e in grado di non compromettere in alcun modo le funzioni, le strutture architettoniche e gli impianti tecnologici previsti. È stata definita un’accurata scelta di materiali che garantissero gli standard prestazionali, di sicurezza e di ecosostenibilità previsti, in particolare per quanto riguarda la resistenza al fuoco e le caratteristiche di isolamento acustico. Il ragionamento riguardo alla caratterizzazione e valorizzazione architettonica degli elementi sensibili della centrale ha riguardato in particolare due ambiti principali: l’insieme dei manufatti situati sull’intero fronte nord dell’area e i volumi dei quattro turbocompressori. 19

Ambiti di progetto architectural design

Il fronte nord Il fronte nord, accesso principale all’impianto e prospetto principale sul quale si affaccia il primo tratto dei percorsi specializzati risulta caratterizzato da una serie di manufatti destinati a differenti funzioni: depositi, edifici gestionali, direzionali e per il personale, tettoie, locali tecnici e l’ampia superficie del muro acustico, alto 7 metri e lungo oltre 100.


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L’attività progettuale sviluppata ha messo in atto una serie di ragionamenti volti a individuare interventi in grado di riordinare e rendere omogeneo l’intero fronte restituendo un’identità architettonica all’insieme disarticolato di edifici e manufatti con dimensioni, allineamenti e finiture molto differenti tra loro. Tale risultato è stato ottenuto mediante il disegno di un elemento di spina, una struttura leggera in grado di ricucire e collegare l’eterogeneità dei manufatti ma anche la verticalità dei paramenti e l’orizzontalità delle tettoie e da fungere da ideale anello di congiunzione percettiva fra l’interno e l’esterno della centrale facendo irrompere il landscape design e i suoi concetti all’interno del perimetro dell’impianto e caratterizzando con interventi di qualità anche parte dei luoghi di lavoro per gli operatori. Le soluzioni individuate per l’elemento di spina sono state generate a partire dalle medesime considerazioni che hanno guidato il progetto di landscape design, ognuna delle soluzioni progettuali individuate prevede pertanto un differente progetto di architectural design per il fronte nord in grado di interpretare e dialogare con il disegno delle aree esterne. Al fine di valorizzare gli elementi componenti le diverse soluzioni proposte per la spina è stata individuata una finitura esterna relativa agli edifici multifunzionali in grado di riordinare i fronti caratterizzati da numerose aperture e di interloquire con forme, cromie e materiali impiegati nel progetto. In particolare è stato previsto l’inserimento di una doppia pelle in lamiera di acciaio satinato con la finalità di creare volumi il più possibile puri e neutri, caratterizzati da tagli in corrispondenza delle file di finestrature; le porzioni di parete fra le finestre visibili in corrispondenza dei tagli saranno rivestite in vetro retroverniciato in modo da ricreare un dialogo fra un volume esterno metallico opacizzato e una superficie interna interamente riflettente; in corrispondenza delle porte il raccordo fra superficie esterna ed interna è risolto mediante strombature irregolari che enfatizzano le aperture degli ingressi. Tali materiali ricorrono anche, come cornice agli elementi componenti la spina, per il rivestimento di porzioni del muro acustico, al fine di creare una suggestiva sequenza di elementi opachi, riflettenti e trasparenti. I turbocompressori A causa della loro dimensione e della modularità ricorrente nei quattro elementi allineati i turbocompressori appaiono come gli elementi maggiormente caratterizzanti la percezione della centrale; per tale motivo nel corso dell’attività di progetto è stata messa in campo una approfondita ricerca relativa al trattamento degli involucri di tali elementi. Lo sviluppo di varie ipotesi di schermo e mascheratura ha portato alla definizione di una soluzione a “doppia pelle” in cui gli involucri funzionali all’impianto vengono in tutto o in parte avvolti da ulteriori elementi in grado di caratterizzarli a livello percettivo e cromatico. Sulla base di diverse ipotesi relative a un rivestimento pressochè completo dei volumi si è intrapreso un ragionamento riguardo la natura simbolica di tali elementi, oggetti puramente funzionali in

cui la grande complessità tecnologica può divenire fattore da valorizzare e quasi celebrare anziché da occultare. La soluzione prescelta prevede pertanto di non impiegare pigmentazioni sugli involucri bensì di favorire la percezione di elementi tecnologici complessi mediante il mantenimento dei rivestimenti metallici in lamiera grecata previsti nel progetto approvato nella loro colorazione naturale. Tali volumi verranno alleggeriti mediante l’inserimento di una doppia pelle in grado di aumentare la purezza geometrica dell’oggetto uniformandone i fronti e coprendo gli elementi dei corpi scale e delle passerelle; i rivestimenti, ancorati ad una struttura metallica a mensole aggettanti, avranno inoltre la funzione di alleggerire percettivamente le masse degli edifici creando vibrazioni materiche date dall’alternarsi, con densità via via crescenti di elementi vetrati tipo u-glass trasparenti o retroverniciati.

Architectural design dei turbocompressori

In linea con la necessità di svelare e raccontare la centrale e le sue funzioni è prevista anche la possibilità di inserire grandi numeri retroilluminati sui fronti principali degli edifici, in corrispondenza dei corpi scala. Particolare importanza riveste infine la percezione notturna di tali elementi, nell’ottica di individuare soluzioni che possano rivelarsi di grande qualità percettiva lungo tutto l’arco delle ventiquattro ore; in particolare si prevede l’impiego di corpi illuminanti realizzati con tubi a led inseriti lungo i montanti orizzontali e in grado di garantire una illuminazione puntuale sui singoli elementi vetrati. Una ulteriore ipotesi per aumentare la suggestione notturna degli edifici riguarda la possibilità di rendere dimmerabili tali illuminazioni con la finalità di creare un effetto di luce impercettibilmente pulsante sui diversi volumi dei turbocompressori, negli elementi di maggior trasparenza quali i corpi scala è invece ipotizzabile l’impiego di illuminazioni colorate con tonalità differenti per differenziare ciascuno dei quattro volumi. 5.3 UN LUOGO DA VIVERE


5 - DESCRIZIONE DEL PERCORSO IDEATIVO DEL PROGETTO

L’ampiezza della fascia perimetrale circostante la centrale consente di realizzare uno spazio fruibile da diverse tipologie di utenti, un parco attrezzato per temporanee attività ricreative, culturali, di svago e didattiche in grado di rendere la centrale non più oggetto impattante sul territorio ma risorsa sociale e culturale. Si è colta pertanto l’opportunità di creare una serie di percorsi in grado, allo stesso tempo, di svelare il paesaggio naturale circostante attraverso nuovi e stimolanti punti di vista nonché di raccontare e mostrare la centrale da specifiche angolazioni favorendo anche l’aspetto didattico volto a spiegare l’importanza e le funzioni del nuovo impianto; a scelta di implementare un sistema di percorsi ha inoltre la precisa finalità di favorire una fruizione “leggera” e temporanea degli spazi circostanti la centrale evitando la creazione di luoghi di aggregazione e assembramento, costruendo sistemi in grado di consentire un facile esodo in caso di pericolo. L’intero progetto riconosce nel disegno del verde e degli spazi aperti il sistema connettivo, o meglio, la struttura figurativa, con la quale far dialogare efficacemente l’architettura e la natura. Per tale ragione è immaginato fortemente connesso con i nuovi interventi architettonici sia dal punto di vista ambientale che della fruizione e della percezione visiva con lo scopo di formare una struttura vegetale primaria che comporti la realizzazione di un insieme di spazi omogeneo, seppur differenziato nei vari ambiti in base a specifiche esigenze, percepibile come unitario, ovvero costituire un sistema verde continuo, interamente percorribile, che si colleghi al contesto esistente.

In particolare si sono individuate una serie di funzioni che potranno inserirsi nel sistema di percorsi e paesaggio al fine di rendere la centrale un fulcro di offerta ricreativa, naturalistica e di svago per la comunità locale nonché episodio di particolare interesse culturale e didattico su scala nazionale. Le principali funzioni individuate riguardano: -la didattica, mediante la messa in atto delle soluzioni volte a svelare e raccontare la centrale e la creazione di appositi spazi dedicati alle scolaresche e a conferenze specialistiche -lo sport, attraverso la realizzazione di percorsi attrezzati per attività sportive e percorsi ciclabili -lo svago, mediante il sistema di percorsi, volto a rielaborare il concetto di giardino “pubblico” in cui ristorarsi e svagarsi, si prevede inoltre l’inserimento di aree ludiche in cui riscoprire la dimensione del gioco in luoghi particolarmente stimolanti dal punto di vista percettivo. Un ambito di specifica valenza ludico-ricreativa risulta “il giardino dei colori”: un sistema di aiuole piantumate con diverse essenze ornamentali aventi particolari cromie e differenti fioriture stagionali; nella scelta delle specie ornamentali si favoriranno essenze vegetali con limitato potere allergogeno per l’uomo evitando quelle potenzialmente dannose; tali specie saranno inoltre da definirsi

tramite l’analisi di strumenti di settore e seguendo indirizzi specifici in materia (piano forestale della regione Lombardia, eventuali regolamenti del verde, etc..) -la cultura e gli eventi, attraverso la realizzazione di spazi attrezzati in grado di accogliere esposizioni, spettacoli teatrali e musicali, proiezioni cinematografiche; tali funzioni potranno essere concordate con la comunità di Bordolano o divenire parte di un più ampio programma volto a rendere la centrale possibile oggetto di interesse artistico tramite rassegne teatrali sul tema dell’energia, rassegne di “musica in centrale” etc. -l’interesse naturalistico, mediante la valorizzazione del paesaggio circostante e la creazione di percorsi specializzati di interesse botanico e floro-faunistico. Si prevede in particolare l’impiego di specie arboree ed arbustive autoctone definite in base a specifici strumenti di settore e rifirimenti normativi quali, a titolo di esempio, Acer campestre, Carpinus betulus, Tilia cordata, Cornus sanguinea, Euonymus europaeus, Prunus spinosa ecc. Una preliminare definizione di alcune specie impiegabili in relazione ai diversi ambiti naturalistici individuati è fornita nell’elaborato 4.6. L’insieme di tali attività diversificate consentirà, inoltre, di garantire una fruibilità degli spazi, seppur leggera e temporanea, distribuita durante l’intero arco della giornata contribuendo a creare un organismo vivibile in maniera differente e con aspettative e suggestioni sempre nuove da diverse categorie di visitatori. 5.4 ECODESIGN PER UN ECO-LANDMARK L’approccio adottato, basato sull’esigenza di armonizzare gli elementi tecnologici della centrale con il paesaggio esistente ha portato ad interpretare il corpo della centrale come un landmark: un nuovo segno caratterizzante il territorio che, mediante la valorizzazione della complessità tecnica e funzionale degli elementi ottenuta grazie ad opportune soluzioni riguardanti materiali di finitura e disegno architettonico degli involucri dei turbocompressori e degli edifici funzionali, assumono un valore strategico nella costruzione di un paesaggio contemporaneo che integri la modernità al tessuto storico e naturale. La scelta etica di optare per soluzioni ecocompatibili coinvolge pertanto non solamente l’impiego di materiali rispondenti ai più elevati standard di sostenibilità ma determina un approccio culturale nuovo, volto alla creazione di spazi fruibili di alto valore naturalistico e ambientale in grado, allo stesso tempo, di interloquire con gli edifici tecnologici dell’impianto. In particolare è da prevedersi l’impiego di materiali non inquinanti ed eco-compatibili, il cui intero processo produttivo sia caratterizzato da elevata sostenibilità, la riduzione degli impatti mediante l’impiego preferenziale di materiali locali, a Km 0; le ipotesi progettuali che prevedono l’impiego di legno implicano forniture provenienti da realtà certificate e regolate da opportune politiche di riforestazione. Sulla base di tali considerazioni le scelte relative ai materiali verranno opportunamente valutate durante la fase esecutiva al fine di verificarne l’effettiva sostenibilità.

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6 - GENESI DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI


6 - GENESI DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI

In seguito alla definizione degli obiettivi, dei criteri informatori del progetto e delle conseguenti invarianti strutturali e funzionali è stato avviato un percorso concettuale di interpretazione del paesaggio con la finalità di individuare gli elementi ordinatori ai quali riferire le soluzioni progettuali. La complessità dell’intervento e la volontà di fornire un apporto culturale al problema complesso della definizione di un paesaggio contemporaneo ha portato ad individuare una serie di soluzioni che traducessero mediante differenti configurazioni progettuali le invarianti e i criteri individuati nelle analisi sviluppate e nel corso del percorso ideativo. I progetti elaborati hanno come matrice concettuale il tempo, inteso come susseguirsi di cicli e periodicità che hanno determinato e tuttora determinano la formazione del territorio e i suoi aspetti tangibili o celati.

attualmente nascoste in profondità, si rivelano in superficie e danno origine a forme pentagonali ed esagonali che materializzano talvolta vasche d’acqua, talvolta edifici, simbolo della matrice della terra che emerge alla luce e viene proiettata sul piano visibile. L’opzione 2 - Hùdor Il tempo dell’acqua evoca, nell’andamento delle viabilità ciclo – pedonali, e nella forma degli specchi d’acqua e delle macchie di verde, la sinuosità del Fiume Oglio e del paesaggio naturale da esso scavato e disegnato nel corso dei secoli. L’opzione 3 - Epokh’ì Il tempo della vita presenta un assetto più rigido e compatto nella successione lineare dei filari arborei e dei percorsi, richiamando al sistema della centuriazione come espressione della colonizzazione umana, che trova il proprio riferimento nel nucleo storico di Bordolano,

6.1

Gèa

I CICLI TEMPORALI NELLA FORMAZIONE DEL TERRITORIO

Cicli temporali e progressiva costruzione del territorio

La fase di definizione concettuale delle soluzioni progettuali, recuperando e facendo propri i caratteri identificativi del paesaggio esistente, ha portato pertanto all’elaborazione di tre proposte alternative che pur possedendo una identità autonoma vedono, come elemento trasversale, l’evoluzione temporale di elementi primari che, in sequenza, progrediscono in termini di complessità, ovvero: • la terra, che per la specificità delle caratteristiche geologiche, in questa area si rivela il serbatoio naturale ottimale per lo stoccaggio delle riserve di gas, secondo una tradizione ormai consolidata nel territorio in esame; • il fiume, che qui diviene l’elemento ordinatore del paesaggio, definendone anche la connotazione in termini di tessuto antropico, influenzando storicamente la posizione degli insediamenti nonché la natura dello sviluppo economico e produttivo degli stessi; • l’uomo, che determina il momento in cui vita e lavoro si intrecciano ai ritmi scanditi dalla natura e traccia i propri segni sul paesaggio. Ciascuna soluzione evoca in modo predominante uno dei tre elementi elencati, divenendone rappresentazione formale e al contempo arricchendone i contenuti. L’opzione 1- Gèa Il tempo della terra rimanda, pertanto, al tempo lontano delle formazioni geologiche, in essa le peculiarità della terra che fungono da presupposto per l’insediamento della centrale,

il tempo della terra

Hùdor

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il tempo dell’acqua

Epokh’ì

il tempo della vita

Di seguito vengono fornite specifiche descrizioni di ognuna delle alternative progettuali individuate con particolari approfondimenti riguardo il percorso concettuale e ideativo, il landscape design, il disegno architettonico e il sistema di percorsi, funzioni e spazi attrezzati.


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Gèa


6 - GENESI DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI

Gèa

6.2

IL TEMPO DELLA TERRA

le millenarie ere geologiche di formazione dei minerali, la sintesi della natura organica e particellare delle litologie sedimentate nel sottosuolo riportata alla superficie.

6.2.1 sintesi ed interpretazione del paesaggio circostante La progressiva genesi di un territorio, scandita da lentissimi ritmi temporali con cadenza di milioni di anni implica, necessariamente, la necessità di considerare come elementi fondamentali di costruzione del paesaggio, componenti non direttamente percepibili, in quanto sedimentate nel sottosuolo. In particolare, tali componenti sommerse assumono nel contesto di progetto una valenza simbolica strategica in quanto l’attività della centrale e la sua localizzazione risultano direttamente determinate dalla stratigrafia e dalla composizione litologica del sottosuolo. Il contesto paesaggistico esistente evoca pertanto, nelle attività antropiche che storicamente si sono insediate in questi luoghi una dimensione non visibile, sommersa in profondità ma intuibile in ragione della natura stessa delle attività umane riscontrate; si sono assunti quindi come elementi di riferimento per la progettazione la scala ampia delle sezioni geologiche e la scala microscopica e particellare delle singole componenti minerali. L’interpretazione del paesaggio assume in questa soluzione una dimensione più concettuale, non riferita semplicemente alla sfera della percezione bensì in grado di riassumere, semplificare e ricostruire una dimensione nascosta ma fondamentale nella formazione del territorio. 6.2.2 il landscape design Il disegno del paesaggio esplicita in superficie la struttura molecolare sommersa che caratterizza il sottosuolo dell’area di Bordolano. Dominano il disegno del paesaggio e dei percorsi elementi geometrici con forme pentagonali ed esagonali che seppur proiettati sul piano emergente acquisiscono tridimensionalità nei volumi, talvolta irregolari nello sviluppo e nella distribuzione.

Tali elementi, quasi solidi platonici dalle geometrie al contempo irregolari e pure si traducono in specchi d’acqua, percorsi, piccole coperture, aiuole che si incastrano tra loro in un complesso mosaico di materiali e colori e che trovano il proprio elemento unificatore nel tessuto connettivo del verde, il quale alterna l’ordine formale del prato al movimento della macchia boscata.

Assonometria generale

Gli stessi percorsi vengono contaminati dalle geometrie spezzate degli elementi articolandosi in cambi di direzione, corridoi e improvvise aperture su alcune piazzole coperte da elementi leggeri a struttura metallica e attrezzate per accogliere varie funzioni. 6.2.3 l’architectural design La soluzione individuata per l’elemento di spina traduce nel disegno architettonico delle linee e delle superfici la complessità minerale che caratterizza il disegno del paesaggio.

Fronte nord - elemento di spina

In corrispondenza del portale d’ingresso la struttura si apre, creando uno spazio circoscritto di

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accoglienza e di accesso protetto al sistema dei percorsi; da qui una successione di forme geometriche trattate con differenti finiture lambisce il corpo degli edifici multifunzionali creando elementi di ombreggiamento e copertura che caratterizzano l’intera facciata. Le finiture previste per tali elementi variano dall’opacità dell’acciaio cor-ten alla porosità della lamiera stirata per giungere a soluzioni riflettenti in metallo lucidato e trasparenti con inserti di vetro. In corrispondenza del muro acustico la struttura delle tettoie vira trasponendosi sul piano verticale e traducendo la medesima suggestione concettuale di forme, materiali e porosità differenti sull’ampia superficie della parete. Una ulteriore alternativa individuata per il rivestimento del muro acustico prevede una sottostruttura irregolare con elementi leggermente aggettanti e a bugnato interamente rivestiti con pannelli in acciaio riflettente. 6.2.4 funzioni e spazi attrezzati - l’accesso principale

- il sistema dei percorsi

I giardini d’acqua

I percorsi sono caratterizzati da un andamento condizionato dalle geometrie multiformi del tracciato ordinatore che richiama concettualmente la composizione particellare dei minerali, tale complessità contribuisce a creare un sistema di promenade in cui l’elemento della sorpresa diviene preponderante: cambi di direzione, scarti, passaggi sull’acqua e improvvisi slarghi mutano continuamente punti di vista, orientamento e percezione dell’intorno. Il sistema dei percorsi attraversa diversi ecosistemi alternandosi tra zone densamente vegetate, aree a verde e vasche d’acqua; l’irregolarità del tracciato ha portato a scindere dal sistema dei percorsi pedonali il percorso destinato alla modalità ciclabile che verrà affiancato alla strada carrabile che circoscrive il perimetro della centrale; si prevede inoltre un sistema di piazzole per deposito bici o eventuale bike sharing nei punti di maggior interesse.

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- il giardino dei colori e gli spazi temporanei per la didattica e gli eventi

Portale di accesso

L’accesso principale al sistema dei percorsi avviene nel particolare punto di contatto fra l’intervento di architectural design e di landscape design, l’elemento di spina infatti trova il suo ancoraggio al terreno in questo luogo creando un ambiente filtro caratterizzato da pareti opache in acciaio cor-ten con finestrature che si aprono inquadrando gli elementi principali della centrale. Tale elemento sottolinea il passaggio fra esterno e interno, offrendo una prima visuale filtrata dell’impianto, grazie alle sue geometrie inoltre introduce il visitatore al linguaggio compositivo fortemente concettuale che caratterizza l’intero sistema dei percorsi e del paesaggio.

Il giardino dei colori

Coerentemente con quanto individuato nel percorso ideativo del progetto si è identificato il vertice sud-ovest dell’area di progetto come spazio preferenziale per accogliere un sistema di funzioni ludiche, didattiche, culturali e di eventi che potranno arricchire le aree adiacenti la centrale.


6 - GENESI DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI

Gèa

In particolare è stata prevista, in questo particolare luogo di incontro ideale fra il sistema della centrale e l’ambito agricolo-rurale, la realizzazione di una successione di spazi naturalistici fortemente suggestivi e stimolanti: il giardino d’acqua e il giardino dei colori. Un sistema di vasche attraversate da passerelle che accolgono flora e fauna della zona umida introducono a percorsi sinuosi che costeggiano aiuole geometriche dalle pareti rivestite in acciaio cor-ten; tali riquadri, piantumati con essenze vegetali aventi cromie e periodi di fioritura differenti contribuiscono a creare uno spazio onirico, che associa all’alto valore percettivo la valenza naturalistica, didattica e ludica. Un piazzale adiacente al giardino, affacciato sul paesaggio nella posizione più distante dalla centrale è attrezzato con sedute allineate al fine di offrire l’opportunità di accogliere temporaneamente eventi all’aperto quali spettacoli teatrali o musicali, attività didattiche e proiezioni cinematografiche.

- lo spazio ricreativo

La zona ludica

Lo spazio ricreativo, situato sul fronte est in corrispondenza del nodo di percezione sensibile con il sistema infrastrutturale e delle acque è caratterizzato da un’ampia piattaforma in legno volta a definire un ampio piazzale “abitato” da particolari elementi scultorei dalle forme geometriche richiamanti cristalli e microparticelle minerali, il labirinto visivo creato dall’accostarsi di questi volumi inusuali risulta enfatizzato dalle differenze materiche di superficie delle singole sculture che potranno essere rivestite in materiali grezzi come la pietra, lisci come il cemento o riflettenti mediante l’impiego di pannelli metallici.

Assonometria vertice sud - ovest

L’ elemento architettonico caratterizzante l’area, parte integrante del sistema di percorsi, consiste in una passerella sopraelevata poggiata su un terrapieno sulla quale è possibile sostare per guadagnare un punto di vista lievemente sopraelevato rispetto al piano di campagna e di conseguenza ideale per cogliere il complesso della centrale nella sua interezza e il paesaggio agricolo-rurale circostante.

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Hùdor


6 - GENESI DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI

Hùdor

6.3 IL TEMPO DELL’ACQUA l’incessante e irregolare scorrere delle acque sedimentato nel corso dei secoli in geometrie curvilinee che rompono la piatta linearità della pianura definendo spazi fluidi, sinuosi avvallamenti e terrazze naturali.

6.3.1 sintesi ed interpretazione del paesaggio circostante L’elemento ordinatore che ha determinato le scelte progettuali è costituito dal corso del fiume Oglio, situato a poche decine di metri dall’area di intervento. I mutamenti secolari del corso delle acque hanno contribuito alla costruzione di un paesaggio particolare, caratterizzato da linee curve, dislivelli e terrazzamenti in corrispondenza degli antichi rami morti del fiume; tali porzioni di territorio risultano caratterizzate da una forte valenza naturalistica in quanto ricoperte da una fitta vegetazione spontanea che ricalca le linee sinuose delle diversificazioni dell’alveo susseguitesi nei secoli. Tale fluida complessità generata dalla natura arriva a lambire l’area di progetto per la nuova centrale incontrandosi e amalgamandosi con il tracciato regolare dei coltivi; tale confine risulta estremamente stimolante a livello percettivo e concettuale in quanto luogo di contatto fra un ambiente naturale “libero” e sedimentato nel tempo e un ambito naturale fortemente disegnato dalla mano dell’uomo in base alle necessità produttive dell’agricoltura. 6.3.2 Il landscape design Partendo da questi presupposti la soluzione Hùdor lega l’area di progetto all’ambito fluviale, lasciando penetrare nell’area di progetto la fluida irrazionalità delle acque e del paesaggio da esse disegnato. Il landscape design risulta pertanto caratterizzato da percorsi curvilinei che attraversano aree densamente vegetate aprendo scorci sul paesaggio o sulla centrale e da declivi più o meno accentuati che richiamano un territorio progressivamente scavato e modellato dalle acque.

La componente naturalistica e vegetazionale assume in questa soluzione un ruolo fondamentale, contribuendo a disegnare il sistema dei percorsi, a delimitare aree di sosta e raccoglimento e creare spazi aperti e coni prospettici che favoriscono la percezione di porzioni di paesaggio o di viste particolari della centrale.

Assonometria generale

Anche i declivi inerbiti o alberati che segnano alcune porzioni dei percorsi hanno la funzione di ricreare contesti di intimità e di rapporto privilegiato con un contesto naturale protetto per restituire improvvisamente un intorno da svelare, mostrare e riscoprire. Le aree densamente boscate attraversate dai percorsi specializzati, le sinuose vasche d’acqua, il giardino dei colori contribuiscono a creare un sistema naturalistico artificiale ma in cui la componente irrazionale della natura traspare nella sua libera irregolarità coinvolgendo i sensi in un percorso di grande emotività che lega e armonizza in un unico ed emozionante dialogo elementi apparentemente discordanti come l’ostentata modernità della centrale, la liquidità del paesaggio fluviale e le ampie visuali aperte sul territorio. 6.3.3 l’architectural design L’elemento di spina previsto è chiamato a tradurre la fluidità dell’ambito fluviale e naturale nel rivestimento degli elementi verticali del fronte nord e nello sviluppo delle tettoie, collegando la rigida geometria delle architetture alla linearità curva e irregolare del paesaggio. La soluzione individuata consiste in una struttura leggera composta da diverse fasce realizzate in lamiera stirata in acciaio cor-ten, una superficie fortemente permeabile alla vista e alla luce che assume grande leggerezza percettiva.

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Elemento di spina - pensilina di copertura

L’elemento di spina contribuisce a disegnare la zona di ingresso al sistema dei percorsi in corrispondenza della vasca d’acqua centrale che caratterizza il portale; gli elementi a fasce, intrecciandosi e sovrapponendosi formano il sistema di tettoie, creando suggestivi giochi di luci e ombre; tale sistema si semplifica progressivamente fino a raggiungere la superficie verticale del muro acustico in cui due fasce sottili incorniciano la superficie della parete, trattata alternando parti opache, superfici riflettenti realizzate con vetri retroverniciati e superfici caratterizzate da trasparenze in grado di permettere la lettura degli elementi retrostanti. 30

Portale di accesso

In particolare l’elemento a tettoia che integra e lambisce i diversi edifici polifunzionali della centrale collegando idealmente interno ed esterno arriva a determinare la soluzione architettonica in corrispondenza dell’ingresso. Un ampio piazzale delimitato da due lievi declivi inerbiti o boscati è caratterizzato dalla presenza di una grande vasca d’acqua centrale che introduce il linguaggio sinuoso delle forme liquide e curvilinee che caratterizzeranno l’intero sistema dei percorsi, dal centro di questa vasca si eleva quindi l’elemento di spina che riordina e carica di significati l’intero fronte nord dell’impianto. - la porta sul fiume

Elemento di spina - muro acustico

In alcune porzioni delle tettoie la leggera porosità percettiva delle “gabbie” che compongono la spina viene addensata mediante l’inserto di lamiere opache con la funzione di garantire un sufficiente grado di copertura al parcheggio auto e l’adeguato alloggio per corpi illuminanti in grado di far trasparire la leggerezza dell’elemento anche in condizioni di luce notturna con un effetto autoilluminante. 6.3.4 funzioni e spazi attrezzati - l’accesso principale La soluzione individuata per il portale di accesso principale al sistema dei percorsi fonde in un unico luogo gli elementi di landscape design e gli interventi di architectural design relativi all’elemento di spina situato sul fronte nord.

La porta sul fiume

La diretta derivazione del tracciato ordinatore del progetto dalle geometrie fluide dell’ambito fluviale-naturale ha portato ad individuare il nodo di relazione sensibile con il fiume Oglio, situato nel


6 - GENESI DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI

Hùdor

vertice nord-ovest dell’area come punto strategico per la composizione del sistema dei percorsi e come ulteriore porta di accesso simbolica che aprisse una relazione diretta con il fiume. Per tale motivo è stata prevista in corrispondenza di tale nodo una installazione concettuale, un particolare landmark di sintesi del territorio che, con il susseguirsi di linee curve e sinuose richiami il corso delle acque mineralizzato e sedimentato sul terreno e accompagni il percorso e lo sguardo verso il paesaggio fluviale. L’installazione consiste in una serie di setti in acciaio cor-ten ad andamento curvilineo, talvolta affiancati talvolta più lontani, a formare anse e meandri percorribili con la finalità di creare uno spazio stimolante e talvolta ludico in grado di arricchire i percorsi specializzati di esperienze fortemente emotive.

Analogamente a quanto previsto nella definizione delle invarianti funzionali di progetto, l’ampia zona situata in corrispondenza del vertice sud-ovest dell’area di intervento è dedicata ad accogliere funzioni relative alla didattica, alla cultura e ad eventi temporanei. Nello specifico si è creato uno spazio circoscritto, delimitato da tre ampie dune inerbite e gradonate con la finalità di isolare percettivamente e aprire minimi scorci sull’intorno; una sorta di agorà, possibile luogo di incontro e relazione in grado di adattarsi a molteplici funzioni. Durante eventi culturali i gradoni posti nelle parti inferiori della collina possono ospitare il pubblico con diverse disposizioni a seconda delle tipologie di spettacoli previste. - il giardino dei colori

- il sistema dei percorsi Nella soluzione Hùdor il sistema dei percorsi assume un carattere in cui il valore naturalistico diviene prevalente, si è operata pertanto una differenziazione dei percorsi previsti per le varie tipologie di utenti, l’apparente irrazionalità delle forme fluide si traduce in una molteplicità di scelte possibili in un sinuoso labirinto che alterna passaggi all’interno di aree densamente vegetate a spazi aperti destinati a funzioni didattiche o ricreative. Le pavimentazioni previste per le diverse tipologie di percorso prevedono l’impiego di battuto cementizio realizzato mediante l’inserto di inerti locali con cromie riconducibili a toni di bruno individuati nell’analisi delle cromie prevalenti caratterizzanti il paesaggio.

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- gli spazi multifunzionali per la didattica e gli eventi il giardino dei colori

In corrispondenza del lato est è previsto l’inserimento di un particolare luogo in grado di fondere l’ambito naturalistico alla dimensione ludica e di svago: uno spazio aperto, intervallato da vasche contenenti piante acquatiche e piantumato con essenze floreali locali a diversa fioritura stagionale, attraversato da stretti percorsi in grado di restituire lungo tutto l’arco dell’anno suggestioni cromatiche particolarmente suggestive.

La porta sull’ambito rurale


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Epokh’ì


6 - GENESI DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI

Epokh’ì

6.4

IL TEMPO DELLA VITA

inusuali e alla percezione, ora filtrata, ora aperta che gli elementi vegetazionali e i declivi offrono ai fruitori del parco.

il rincorrersi delle stagioni e dei cicli naturali tradotto nelle geometrie lineari che disegnano il susseguirsi di coltivazioni, rogge e filari nella progressiva definizione di un territorio rurale che sintetizza la simbiosi fra i ritmi naturali e il lavoro dell’uomo.

6.4.1 sintesi ed interpretazione del paesaggio circostante Il progetto si basa su un tracciato geometrico riferito alle orditure che caratterizzano il paesaggio agricolo rurale della pianura padana, un sistema naturale e contemporaneamente produttivo, fortemente condizionato dall’intervento dell’uomo che nel corso dei secoli ne ha definito segni, livelli e confini attraverso l’acqua, la vegetazione, la viabilità poderale e i coltivi stessi. Il patchwork geometrico e cromatico che con ritmicità stagionale assume sempre nuove forme viene elaborato e interpretato con la finalità di inserire l’elemento contemporaneo della centrale nel sistema di segni quasi metafisici che determinano il paesaggio. La complessa maglia geometrica che caratterizza il paesaggio agricolo rurale è stata assunta come riferimento per la definizione progettuale delle aree circostanti la centrale. Un sistema di linee rette, leggermente divergenti disegna spazi circoscritti che si sollevano con leggeri declivi dal livello zero del terreno richiamando l’altimetria irregolare determinata dagli spostamenti dell’alveo del fiume Oglio nel corso dei secoli. In questa maglia geometrica, sintesi ed elaborazione del territorio si inseriscono ulteriori elementi riconducibili a tale sistema: la rete di percorsi pedonali, richiamante il reticolo delle strade poderali e vicinali, le alberature a filare che delimitano ambiti e percorsi aumentando la percezione di linearità quasi metafisica e l’impiego dell’acqua che richiama il sistema di rogge e canali che solcano la pianura. 6.4.2 il landscape design Il paesaggio rurale che lambisce l’area di progetto è chiamato ad essere al contempo elemento ordinatore della conformazione degli spazi ed elemento di contemplazione grazie alle prospettive

Assonometria generale

In funzione della necessità di svelare o mascherare il paesaggio e la centrale enfatizzando i punti di vista più importanti si è operata una accurata scelta riguardo la disposizione delle tipologie di aree attrezzate a verde: manti erbosi, alberi ad alto e medio fusto e cespugli; al fine di recuperare il tradizionale sistema dei filari ancora caratterizzante il paesaggio si è provveduto a una sistemazione lineare degli elementi vegetazionali, utile altresì a ricreare viali e percorsi intimi e protetti in grado di aprirsi improvvisamente sul paesaggio. L’acqua, elemento determinante del paesaggio agricolo rurale, basato su complessi sistemi di scoli e rogge, è stata impiegata per aumentare la forza suggestiva di alcuni spazi sul lato sud-ovest dell’area, in posizione adiacente a quella di passaggio della roggia Alborello e della deviata roggia Bordolana. Uno specchio d’acqua attraversato da un percorso pedonale lambisce le vetrate della sala polifunzionale ricreando un ambiente sospeso in cui il piatto paesaggio rurale si specchia nelle sue differenti cromie e densità vegetative stagionali. 6.4.3 l’architectural design Il disegno architettonico dell’elemento di spina è chiamato a restituire sul piano verticale la peculiarità del contesto rurale del luogo, in cui le rigide geometrie lineari che si susseguono lambiscono le anse e le curve dell’ambiente fluviale. Per richiamare tale concetto tutte le componenti caratterizzanti il fronte nord (tettoie, rivestimenti degli edifici multifunzionali e del muro acustico) sono composti da una serie di elementi metallici a forte sviluppo longitudinale la cui linearità pura è rotta da un elemento di deformazione progressivo

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e curvilineo che partendo dall’intradosso della tettoia si sposta sull’estradosso e, successivamente sul piano verticale del rivestimento del muro acustico.

In corrispondenza del muro acustico gli elementi orizzontali della tettoia si verticalizzano divenendo una serie di montanti ravvicinati a rivestimento del muro; in punti di particolare interesse visivo si prevede la rarefazione dei montanti e l’inserimento di elementi vetrati opportunamente definiti in modo da garantire la funzione di barriera acustica permettendo al contempo la percezione degli impianti retrostanti.

Fronte nord - elemento di spina

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Tali “lame” verranno realizzate in lamiera avente tonalità del bianco, mentre le coste visibili degli elementi avranno rivestimento in cor-ten e saranno inoltre destinate ad ospitare corpi illuminanti a stringhe di led per l’illuminazione notturna. L’elemento di tettoia crea un’ampia copertura permeabile che, inglobando gli edifici multifunzionali interessa lo spazio compreso tra tali edifici e la recinzione perimetrale dell’impianto, contribuendo a riqualificare anche i luoghi destinati al lavoro, di pertinenza degli operatori della centrale. In corrispondenza della corte interna degli edifici multifunzionali gli elementi di copertura si interrompono creando un cono visivo che unisce percettivamente l’ambito della centrale al paesaggio, in tale zona la copertura si alleggerisce fino a rarefarsi mediante l’impiego di lamiere stirate in acciaio cor-ten.

Elemento di spina - muro acustico

6.4.4

funzioni e spazi attrezzati

-

l’accesso pedonale principale

L’accesso pedonale principale è stato individuato nel vertice posto a nord-est dell’area, il più vicino all’abitato di Bordolano; tale luogo assume una particolare valenza simbolica e percettiva in quanto permette di accedere al sistema dei percorsi del parco offrendo una prima visuale del complesso della centrale che verrà in seguito progressivamente svelato. Le pareti in acciaio cor-ten che perimetrano tale spazio di accesso, richiamano per cromie, dimensioni e importanza simbolica l’antico portale di ingresso al centro di Bordolano creando una suggestione percettiva fra il sistema insediativo storico e il vicino ambito di pertinenza della centrale. Tali superfici verranno trattate con opportune bucature generanti un effetto di dissolvenza e alleggerimento verso il cielo; l’apertura di accesso sarà scandita da tre setti in acciaio cor-ten al fine di sottolineare la valenza simbolica dell’accesso a uno spazio e a un sistema fortemente emotivo nonchè di filtrare la percezione dell’organismo della centrale attraverso coni visuali determinati dall’orientamento dei setti stessi. Elemento di spina - vista della pensilina


6 - GENESI DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI

Epokh’ì

Lungo tutto il sistema dei percorsi sono inseriti elementi di seduta ad andamento orizzontale che si integrano al terreno mediante il disegno curvilineo del profilo, tali elementi, volti a favorire la percezione dell’area come luogo di incontro, svago e riflessione potranno essere singoli o assemblati in diverse configurazioni. -

gli spazi polifunzionali

Portale di accesso

il sistema dei percorsi Sono state sviluppate diverse tipologie di percorsi con la finalità di specializzare alcuni spazi e punti di vista in funzione delle diverse tipologie di utenti e fruitori del parco: percorsi pedonali, ciclabili, per attività sportive, nonché itinerari specifici, corredati da appositi pannelli informativi dedicati alle visite didattiche, alla sommità dei diversi bastioni inoltre sono previsti piccoli giardini botanici piantumati con essenze autoctone e a diversa fioritura stagionale per arricchire il percorso di un valore didattico e naturalistico e al contempo ricreare luoghi suggestivi in grado di richiamare nel contrasto dei colori la complessità cromatica del paesaggio rurale.

Percorsi pedonali e sistemi di sedute

Spazio polifunzionale - esterno

In corrispondenza del vertice sud-ovest dell’area trovano ideale collocazione una serie di funzioni complementari quali spazi didattici e aree attrezzate per eventi culturali, espositivi o teatrali. Con la finalità di favorire queste attività di interazione fra la centrale, il territorio e i suoi residenti si è ipotizzata una possibile implementazione degli spazi di pertinenza della centrale che prevede, la realizzazione di uno spazio polifunzionale coperto, utilizzabile come aula didattica ed espositiva per le visite alla centrale nonché come centro culturale adatto ad accogliere eventi, manifestazioni ed esposizioni.

Spazio polifunzionale - interno

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La sala polifunzionale ipotizzata ha superficie di circa 600 m² e risulta inserita sotto un ampio declivio erboso dalla cui sommità, raggiungibile dai fruitori, è possibile avere la visuale fortemente suggestiva, in quanto sopraelevata rispetto all’abituale livello zero della pianura, degli impianti della centrale e del territorio circostante. A causa della collocazione ideale affacciata al contempo sul paesaggio rurale e sull’organismo della centrale l’edificio dovrà garantire la massima trasparenza, al fine di fungere da punto di vista preferenziale protetto e filtrato sull’intorno; si prevede, pertanto, l’impiego di vetrate a tutt’altezza, l’arretramento del cornicione strutturale alle spalle della superficie del vetro conferisce grande leggerezza alla massa dell’edificio che appare come un semplice volume riflettente. In corrispondenza del lato sud la parete vetrata lambisce un’ampia vasca d’acqua creando uno spazio fortemente suggestivo, in cui i giochi di riflessi del vetro e dell’acqua replicano il cielo e gli elementi naturali circostanti esaltando la dimensione metafisica del luogo.

-

lo spazio ricreativo

????????????????????????????? La zona ludica

Il lato est dell’area assume particolare valore in quanto percepibile dall’infrastruttura viaria traversante Bordolano, il punto focale di questo versante è stato individuato in corrispondenza del punto medio di tale fronte, al fine di segnare percettivamente il luogo di passaggio della roggia Bordolana e di costituire al contempo una ideale continuità con il sistema lineare dei turbocompressori. Lo spazio è caratterizzato da una serie di parallelepipedi in acciaio cor-ten aventi diverse dimensioni e altezze che svelano progressivamente la centrale o il paesaggio all’interno di un elementare labirinto visivo di scorci e angolazioni, in alcuni di questi spazi i parallelepipedi perdono massa divenendo elementi vegetazionali di verde verticale, alberature sagomate o oggetti ludici e didattici in grado di offrire una diversa lettura della centrale e del suo ambito di riferimento.

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Spazio polifunzionale - corte interna

Sul lato nord dell’edificio si apre un’ampia corte interna attrezzata con percorsi e sedute, utilizzabile per eventi all’aperto, in cui i volumi vetrati fungono da quinta trasparente; le pareti di sostegno della corte, rivestite in cor-ten presentano diverse aperture rivolte verso la centrale e il paesaggio, piccole logge attrezzate con sedute che offrono punti di vista selezionati e particolari e in cui si inserisce dinamicamente l’elemento dell’acqua, con un sistema a caduta che dalla vasca esterna entra all’interno dello spazio protetto e riflessivo della corte.

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Elaborati Grafici

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INDICE DEGLI ELABORATI

SEZIONE 1 _ ANALISI DEL TERRITORIO Inquadramento e sistemi Ambiti, elementi e cromie caratterizzanti il paesaggio Percezioni stagionali del paesaggio

SEZIONE 2 _ INVARIANTI DI PROGETTO Un paesaggio da raccontare Una centrale che si svela Un luogo da vivere

1.1 1.2 1.3

2.1 2.2 2.3

SEZIONE 3 _ GENESI DEL PROGETTO I cicli temporali di formazione del territorio

Il tempo della terra - Percorso concettuale Il tempo dell’acqua – Percorso concettuale Il tempo della vita – Percorso concettuale

SEZIONE 4 _ GÈA | Il tempo della terra

Planimetria generale Schemi funzionali di progetto Simulazioni a volo d’uccello e di elementi di progetto Sezione prospettica giardino d’acqua Simulazione area di svago / gioco Il giardino dei colori Architectural Design – Integrazione elemento di spina e muro acustico Architectural Design – Muro acustico References

SEZIONE 5 _ HUDÒR | Il tempo dell’acqua

Planimetria generale Schemi funzionali di progetto Simulazioni a volo d’uccello e di elementi di progetto Sezione prospettica giardino dei colori Simulazione giardino dei colori Architectural Design – Integrazione elemento di spina e muro acustico Architectural Design – Elemento di spina Architectural Design – Muro acustico References

SEZIONE 6 _ EPOKH’Ì | Il tempo della vita 3.1 3.2 3.3 3.4

4.1 4.2 4.3 4.4 4.5 4.6 4.7 4.8 4.9

Planimetria generale Schemi funzionali di progetto Simulazioni a volo d’uccello e di elementi di progetto Spazio polifunzionale - Esterno Spazio polifunzionale - Interno Spazio polifunzionale – Simulazioni Elementi di paesaggio – Simulazioni Architectural Design – Integrazione elemento di spina e muro acustico Architectural Design – Integrazione elemento di spina ed edifici multifunzionali Architectural Design – Muro acustico References

SEZIONE 7 _ ARCHITECTURAL DESIGN

Edifici Multifunzionali - Simulazioni delle finiture esterne Turbocompressori – Concept di progetto Turbocompressori – Piante, sezioni e prospetti Turbocompressori – Simulazioni diurne e notturne Turbocompressori - Integrazione con il paesaggio

5.1 5.2 5.3 5.4 5.5 5.6 5.7 5.8 5.9

6.1 6.2 6.3 6.4 6.5 6.6 6.7 6.8 6.9 6.10 6.11

7.1 7.2 7.3 7.4 7.5

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ANALISI DEL TERRITORIO - 1.1

INQUADRAMENTO E SISTEMI

ANALISI DEI SISTEMI CARATTERIZZANTI IL TERRITORIO

SISTEMA INSEDIATIVO STORICO

SISTEMA AGRICOLO

SISTEMA VEGETAZIONALE

43 SISTEMA DELLE ACQUE

PLANIMETRIA DI INQUADRAMENTO

SISTEMA VIABILISTICO

TRAME PREVALENTI


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ANALISI DEL TERRITORIO - 1.2

AMBITI, ELEMENTI E CROMIE CARATTERIZZANTI IL PAESAGGIO

AMBITO INSEDIATIVO STORICO

AMBITO AGRICOLO RURALE

AMBITO FLUVIALE NATURALE

AMBITO INSEDIATIVO STORICO

AMBITO AGRICOLO RURALE

AMBITO FLUVIALE NATURALE

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ELEMENTI CARATTERIZZANTI STRATIGRAFIA DEGLI AMBITI PAESAGGISTICI DI RIFERIMENTO CROMIE PREVALENTI


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ANALISI DEL TERRITORIO - 1.3

PERCEZIONI STAGIONALI DEL PAESAGGIO

PRIMAVERA

ESTATE

AUTUNNO

INVERNO CROMIE E PAESAGGI STAGIONALI

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48


INVARIANTI DI PROGETTO - 2.1

UN PAESAGGIO DA RACCONTARE

SCHEMA DEGLI AMBITI PAESAGGISTICI DI RIFERIMENTO

DIAGRAMMI DEGLI AMBITI PAESAGGISTICI DI RIFERIMENTO PREVALENTI

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AMBITI DI PROGETTO LANDSCAPE DESIGN

DIAGRAMMI DI PERCEZIONE DEGLI AMBITI PAESAGGISTICI DI RIFERIMENTO

PUNTI DI VISTA PREFERENZIALI SUL PAESAGGIO

DIAGRAMMA DEI NODI DI RELAZIONE SENSIBILE CON GLI AMBITI PAESAGGISTICI


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INVARIANTI DI PROGETTO - 2.2

UNA CENTRALE CHE SI SVELA

AMBITI DI PROGETTO ARCHITECTURAL DESIGN

51 TURBOCOMPRESSORI

EDIFICI MULTIFUNZIONALI

MURO ACUSTICO

ELEMENTI OGGETTO DI RIQUALIFICAZIONE ARCHITETTONICA

OCCULTAMENTO / RIFIUTO

ESIBIZIONE / CELEBRAZIONE

INTEGRAZIONE /ARMONIZZAZIONE

PUNTI DI VISTA PREFERENZIALI SULLA CENTRALE

APPROCCI AL RAPPORTO CENTRALE / PAESAGGIO

GRADI DI PERCEZIONE VISIVA DEL PROGETTO DI ARMONIZZAZIONE


52


INVARIANTI DI PROGETTO - 2.3

UN LUOGO DA VIVERE

CULTURA - EVENTI

SPORT - PERCORSI CICLABILI

DIDATTICA SISTEMA DEI PERCORSI E DELLE FUNZIONI NODO DI RELAZIONE SENSIBILE CON IL PAESAGGIO RURALE

53 DIAGRAMMA ORARIO DELLE FUNZIONI PREVISTE

PARCO - SVAGO

NODO DI RELAZIONE SENSIBILE CON IL FIUME OGLIO

PERCORSO NATURALISTICO NODO DI RELAZIONE SENSIBILE CON LA MOBILITA’ INFRASTRUTTURALE E IL SISTEMA DELLE ACQUE

MASTERPLAN NODO DI RELAZIONE SENSIBILE CON L’ABITATO DI BORDOLANO ACCESSO PRINCIPALE AL SISTEMA DI PERCORSI


54


GENESI DEL PROGETTO - 3.1

I CICLI TEMPORALI DELLA FORMAZIONE DEL TERRITORIO

55


56


GENESI DEL PROGETTO - 3.2

IL TEMPO DELLA TERRA - PERCORSO CONCETTUALE

57


58


GENESI DEL PROGETTO - 3.3

IL TEMPO DELL’ACQUA- PERCORSO CONCETTUALE

59


60


GENESI DEL PROGETTO - 3.4

IL TEMPO DELLA VITA- PERCORSO CONCETTUALE

61


62


Il tempo della terra | Gèa

63


64


GÈA - 4.1

PLANIMETRIA GENERALE

Le millenarie ere geologiche di formazione dei minerali, la sintesi della natura organica e particellare delle litologie sedimentate nel sottosuolo riportata alla superficie

B F A

C D

D

D

D G

G

E

LEGENDA A - EDIFICI MULTIFUNZIONALI B - ELEMENTO DI SPINA C - MURO ACUSTICO D - TURBOCOMPRESSORI E - VENT F - INGRESSO PRINCIPALE G - AREE TECNOLOGICHE

7

10

65 1

8

10

9 2 6 5

4

10

3

9 10

LEGENDA 1 - ACCESSO PRINCIPALE AL SISTEMA DI PERCORSI SPECIALIZZATI 2 - AREA DI GIOCO/SVAGO 3 - PASSERELLA SOSPESA 4 - IL GIARDINO DEI COLORI 5 - IL GIARDINO DEI COLORI 6 - GIARDINO D’ACQUA 7 - PORTA SUL FIUME 8 - CORRIDOIO ECOLOGICO 9 - PISTA CICLABILE 10 - AREE BIKE-SHARING


66


GÈA - 4.2

SCHEMI FUNZIONALI DI PROGETTO

DIAGRAMMA PERMEABILITÀ VISIVA LUNGO I PERCORSI SPECIALIZZATI 67

ACCESSI

FUNZIONI

PERCORSI

SUOLI


ANGOLO NE

NORD

PORTALE DI ACCESSO

ANGOLO NO

NORD

GIARDINO D’ACQUA

68


GÈA - 4.3

SIMULAZIONI A VOLO D’UCCELLO E DI ELEMENTI DI PROGETTO

ANGOLO SO

PERCORSO ATTRAVERSO IL GIARDINO D’ACQUA

69

ANGOLO SE

ELEMENTI DI COPERTURA DEI PUNTI SPECIALIZZATI LUNGO I PERCORSI


70


GÈA - 4.4

DETTAGLIO DEL PERCORSO SPECIALIZZATO IN CORRISPONDENZA DEL GIARDINO D’ACQUA

71

Flora acquatica

Fauna locale

Passerella

Punti panoramici

Vasche d’acqua


72


GÈA - 4.5

SIMULAZIONE AREA DI SVAGO / GIOCO

73


IL GIARDINO DEI COLORI

IL GIARDINO DEI COLORI

74 IL GIARDINO DEI COLORI - PLANIMETRIA

PASSERELLA

ELEMENTI ARCHITETTONICI

IL GIARDINO DEI COLORI - SIMULAZIONE A VOLO D’UCCELLO


GÈA - 4.6

IL GIARDINO DEI COLORI

IL GIARDINO DEI COLORI - PROSPETTO EST

IL GIARDINO DEI COLORI - PROSPETTO NORD

ZONA UMIDA

CANNUCCIA DI PALUDE Phragmites australis MAZZASORDA Typha latifolia CARICE SS.PP. Carex sp PIANTAGGINE D’ACQUA Alisma plantago

SEZIONI DEI TRE AMBITI NATURALISTICI

75

BOSCO

CILIEGIO A GRAPPOLI Prunus padus ACERO CAMPESTRE Acer campestre SORBO CIAVARDELLO Sorbus torminalis FARNIA Quercus robur CARPINO BIANCO Carpinus betulus PIOPPO BIANCO Populus alba SAMBUCO Sambucus nigra

PRATERIA

NOCCIOLO Corylus avellana Festuca arundinacea Brassica juncea Lythrum salicaria Rumex hydrolapathum


FRONTE NORD - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO - PROSPETTO

76

ELEMENTO DI SPINA - SIMULAZIONE A VOLO D’UCCELLO


GÈA - 4.7

ARCHITECTURAL DESIGN - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO

77

FRONTE NORD - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO - PLANIMETRIA


INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO - SIMULAZIONE

78

DETTAGLIO MURO ACUSTICO - SOLUZIONE CON SUPERFICIE IN ACCIAIO COR-TEN

FRONTE NORD - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO - SIMULAZIONE A VOLO D’UCCELLO

DETTAGLIO MURO ACUSTICO - SOLUZIONE CON SUPERFICIE RIFLETTENTE


GÈA - 4.8

ARCHITECTURAL DESIGN - MURO ACUSTICO

79


80


GÈA - 4.9 REFERENCES

81


82


Il tempo dell’acqua | Hùdor

83


84


HÙDOR - 5.1

PLANIMETRIA GENERALE

L’incessante e irregolare scorrere delle acque sedimentato nel corso dei secoli in geometrie curvilinee che rompono la piatta linearità della pianura definendo spazi fluidi, sinuosi avvallamenti e terrazze naturali

B F A

C D

D

D

D G

G

E

LEGENDA A - EDIFICI MULTIFUNZIONALI B - ELEMENTO DI SPINA C - MURO ACUSTICO D - TURBOCOMPRESSORI E - VENT F - INGRESSO PRINCIPALE G - AREE TECNOLOGICHE

6

85

7

1

2 5 3 4

3 3

LEGENDA 1 - ACCESSO PRINCIPALE AL SISTEMA DI PERCORSI SPECIALIZZATI 2 - GIARDINO DEI COLORI 3 - COLLINE ARTIFICIALI GRADONATE 4 - PORTA SULL’ AMBITO AGRICOLO 5 - GIARDINO BOTANICO 6 - PORTA SUL FIUME 7 - CORRIDOIO ECOLOGICO


86


HÙDOR - 5.2

SCHEMI FUNZIONALI DI PROGETTO

DIAGRAMMA PERMEABILITÀ VISIVA LUNGO I PERCORSI SPECIALIZZATI 87

ACCESSI

FUNZIONI

PERCORSI

SUOLI


ANGOLO NE

IL PORTALE

ANGOLO NO

LA SCULTURA

88


HÙDOR - 5.3

SIMULAZIONI A VOLO D’UCCELLO E DI ELEMENTI DI PROGETTO

ANGOLO SO

LA PORTA SULL’ AMBITO RURALE

89

ANGOLO SE

IL GIARDINO DEI COLORI


90


HÙDOR - 5.4

SEZIONE PROSPETTICA - GIARDINO DEI COLORI

91


92


HÙDOR - 5.5

SIMULAZIONE - GIARDINO DEI COLORI

93


FRONTE NORD - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO - PROSPETTO

94

ELEMENTO DI SPINA - SIMULAZIONE A VOLO D’UCCELLO


HÙDOR - 5.6

ARCHITECTURAL DESIGN - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO

95

FRONTE NORD - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO - PLANIMETRIA


ELEMENTO DI SPINA - SIMULAZIONE

96

INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA ED EDIFICI MULTIFUNZIONALI - SIMULAZIONE


HÙDOR - 5.7

ARCHITECTURAL DESIGN - ELEMENTO DI SPINA

97


INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO - PROSPETTO

98

DETTAGLIO MURO ACUSTICO - SEZIONE

MURO ACUSTICO - SIMULAZIONE


HÙDOR - 5.8

ARCHITECTURAL DESIGN - MURO ACUSTICO

99


100


HÙDOR - 5.9 REFERENCES

101


102


Il tempo della vita | Epokh’ì

103


104


EPOKH’Ì - 6.1 PLANIMETRIA GENERALE Il rincorrersi delle stagioni e dei cicli naturali tradotto nelle geometrie lineari che disegnano il susseguirsi di coltivazioni, rogge e filari nella progressiva definizione di un territorio rurale che sintetizza la simbiosi fra i ritmi naturali e il lavoro dell’uomo. B F A

C D

D

D

D G

G

E

LEGENDA A - EDIFICI MULTIFUNZIONALI B - ELEMENTO DI SPINA C - MURO ACUSTICO D - TURBOCOMPRESSORI E - VENT F - INGRESSO PRINCIPALE G - AREE TECNOLOGICHE

7

105 1

8 6 2

5 4 3 LEGENDA 1 - ACCESSO PRINCIPALE AL SISTEMA DI PERCORSI SPECIALIZZATI 2 - AREA DI GIOCO/SVAGO 3 - GIARDINO D’ACQUA 4 - SPAZIO POLIFUNZIONALE 5 - CORTE 6 - GIARDINO BOTANICO 7 - PORTA SUL FIUME 8 - CORRIDOIO ECOLOGICO

6


106


EPOKH’Ì - 6.2

SCHEMI FUNZIONALI DI PROGETTO

DIAGRAMMA PERMEABILITÀ VISIVA LUNGO I PERCORSI SPECIALIZZATI 107

ACCESSI

FUNZIONI

PERCORSI

SUOLI


ANGOLO NE

IL PORTALE

108

MODULO 01- SEDUTA DOPPIA (ALTEZZA 0.45m)

LE SEDUTE MODULO 02- TAVOLO (ALTEZZA 1m)

ANGOLO NO

MODULI DI SEDUTE

MODULO 02- SEDUTA SINGOLA (ALTEZZA 1m)


EPOKH’Ì - 6.3

SIMULAZIONI A VOLO D’UCCELLO E DI ELEMENTI DI PROGETTO

ANGOLO SO

LO SPAZIO POLIFUNZIONALE - SIMULAZIONE

109 SEDUTE

ELEMENTI SCULTOREI MURI VEGETALI

TOTEM

ELEMENTI D’ACQUA

ANGOLO SE

AREA DI GIOCO/SVAGO

ZONE D’OMBRA


110


EPOKH’Ì - 6.4

SPAZIO POLIFUNZIONALE - ESTERNO

111


112


EPOKH’Ì - 6.5

SPAZIO POLIFUNZIONALE - INTERNO

113


114


EPOKH’Ì - 6.6

SPAZIO POLIFUNZIONALE - SIMULAZIONI

115


116

SISTEMA DI SEDUTE - SIMULAZIONE


EPOKH’Ì - 6.7

ELEMENTI DI PAESAGGIO - SIMULAZIONI

117

CORTE INTERNA DELLO SPAZIO POLIFUNZIONALE - SIMULAZIONE


FRONTE NORD - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO - PROSPETTO

118

ELEMENTO DI SPINA - SIMULAZIONE A VOLO D’UCCELLO


EPOKH’Ì - 6.8

ARCHITECTURAL DESIGN - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO

119

FRONTE NORD - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E MURO ACUSTICO - PLANIMETRIA


120

DETTAGLIO INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA ED EDIFICI MULTIFUNZIONALI - SIMULAZIONE

INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA ED EDIFICI MULTIFUNZIONALI - SIMULAZIONE

DETTAGLIO INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA ED EDIFICI MULTIFUNZIONALI - SIMULAZIONE


EPOKH’Ì - 6.9

ARCHITECTURAL DESIGN - INTEGRAZIONE FRA ELEMENTO DI SPINA E D EDIFICI MULTIFUNZIONALI

121


122

DETTAGLIO MURO ACUSTICO - SIMULAZIONE

MURO ACUSTICO - SIMULAZIONE


EPOKH’Ì - 6.10

ARCHITECTURAL DESIGN - MURO ACUSTICO

123


124


EPOKH’ÌREFERENCES - 6.11

125


126


Architectural Design

127


PROSPETTO EST

128

ANGOLO SO EDIFICI MULTIFUNZIONALI - SIMULAZIONI DELLE FINITURE ESTERNE

ANGOLO SE


ARCHITECTURAL DESIGN - 7.1

EDIFICI MULTIFUNZIONALI - SIMULAZIONI DELLE FINITURE ESTERNE

129

LA CORTE INTERNA


VISTA DALL’ AREA DI GIOCO

130

VISTA DAL GIARDINO DELL’ACQUA

VISTA DALL’ AREA DI SVAGO - GIOCO E PISTA CICLABILE TURBOCOMPRESSORI E INTEGRAZIONE CON IL PAESAGGIO - ALTERNATIVA ”GEA”

VARIAZIONI CROMATICHE DELL’ ILLUMINAZIONE NOTTURNA


ARCHITECTURAL DESIGN - 7.2 TURBOCOMPRESSORI - CONCEPT DI PROGETTO

131

I volumi dei turbocompressori vengono alleggeriti mediante l’inserimento di una doppia pelle in grado di aumentarne la purezza geometrica e con la funzione di alleggerirne percettivamente le masse, creando vibrazioni materiche date dall’alternarsi, con densità via via crescenti di elementi vetrati tipo u-glass trasparenti o retroverniciati. Gli elementi potrebbero inoltre presentarsi con differenti colorazioni in modo da identificare i volumi di ciascun edificio. CONCEPT PROSPETTI


LA CENTRALE DALLA PORTA SULL’ AMBITO RURALE

132

LA CENTRALE DAL GIARDINO DEI COLORI

PIANTA

LA CENTRALE DALLA PISTA CICLABILE TURBOCOMPRESSORI E INTEGRAZIONE CON IL PAESAGGIO - ALTERNATIVA “HUDOR”

PLANIVOLUMETRICO


ARCHITECTURAL DESIGN - 7.3 TURBOCOMPRESSORI - PIANTE, SEZIONI E PROSPETTI

SEZIONE E PROSPETTO

PROSPETTO NORD

PROSPETTO OVEST

PROSPETTO SUD

PROSPETTO EST

133


134


ARCHITECTURAL DESIGN - 7.4 TURBOCOMPRESSORI - SIMULAZIONI DIURNE E NOTTURNE

135


LA CENTRALE DALLA ZONA BOSCHIVA

136

LA CENTRALE DAL GIARDINO DEI COLORI

LA CENTRALE DALLA ZONA LUDICA TURBOCOMPRESSORI E INTEGRAZIONE CON IL PAESAGGIO - ALTERNATIVA “EPOKH’Ì”


ARCHITECTURAL DESIGN - 7.5 TURBOCOMPRESSORI - INTEGRAZIONE CON IL PAESAGGIO

137


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Centrale di Stoccaggio Gas di Bordolano by Policreo - Issuu