PM 130
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PM • Piacere Magazine Settembre-Ottobre 2020 www.piaceremagazine.it
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☞L’editoriale @matteograndi
I
l primo dubbio ce lo possiamo togliere subito: dopo aver passato mesi a chiederci se ne saremmo usciti migliori adesso abbiamo la risposta. Ne siamo usciti peggiori e anche di parecchio. E ormai siamo diventati nostro malgrado vittime e protagonisti di un film distopico in cui la rabbia è il motore di ogni interazione, l’invidia galoppa e la politica continua a partorire soluzioni degne di un B-movie. Fra demenziali banchi a rotelle (che trasformeranno le classi in luna park) e incapacità di mettere un freno agli assembramenti, la battaglia culturale sembra già persa. In primis sui giovani che, dispiace generalizzare, non sembrano avere la minima contezza della fase storica che stiamo vivendo né del livello di responsabilità necessario. Colpa forse dei cattivi maestri, come, per esempio, quella schiera di mezzi influencer, ex tronisti, aspiranti Ferragnez e morti di
Ne siamo usciti peggiori
fama varii che sui social hanno scambiato il Covid per la challenge dell’estate, raccontando, ora beatamente sorridenti ora fintamente contriti, la propria positività di asintomatici soltanto per raccattare quattro like e mettersi al centro dell’attenzione. Ma questo è il contesto culturale in cui viviamo. Un vuoto cosmico, in cui anche il dibattito politico è diventato miseramente sterile, perché gli intellettuali hanno abdicato al proprio ruolo di maîtreà-penser in favore degli influencer, i quali, a loro volta, parlano sotto dettatura degli uffici stampa e del politicamente corretto. E così l’articolazione dei pensieri salta, il confronto si azzera e lo spirito critico viene schiacciato dalla polarizzazione. Un contesto così deprimente che i pensierini di Chiara Ferragni sembrano massime di Sartre. Ma attenzione: perché questa china rischia di partorire generazioni di vuoti a perdere. E il drammatico, feroce, PM • L’EDITORIALE • 11
abominevole omicidio di Willy Monteiro a Colleferro è una sirena d’allarme che una società matura dovrebbe cogliere al volo. Ma non speriamoci troppo. Del resto come potremmo essere ottimisti noi umbri dal nostro punto di osservazione? Noi, spettatori impotenti del settimanale degrado del centro storico di Perugia? Un girone dantesco in cui locali senza scrupoli riempiono minorenni di superalcolici, in cui giovani e giovanissimi si assembrano, urlano e schiamazzano senza nessun senso di responsabilità né alcuna forma di rispetto. Un film che si ripete con le stesse scene e i medesimi protagonisti, settimana dopo settimana, fra minacce ai residenti, fiumi di urina (ed escrementi varii) nelle vie dell’Acropoli e consumo di droga a cielo aperto. Il tutto senza che si riesca a mettere un vero freno a un andazzo non più sopportabile. Sì, ne siamo usciti peggiori. Ma non illudiamoci: potremmo non aver ancora toccato il fondo.
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Maestro di luce e di colore
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A tu per tu con Cinzia Tardioli
Tutte le anime di Shablo
PM • Piacere Magazine Anno 16 n°130
Direttore Responsabile Matteo Grandi
Registrazione Tribunale di Perugia N° 50/2004 R.T. Tribunale di Perugia in data 03/12/2004
Editore Big Projects SEDE OPERATIVA: PM FACTORY Via L. Bonazzi, 11 - Perugia Tel/Fax 075 6975877 piacere@piaceremagazine.it
Settembre - Ottobre 2020
PM • CONTENTS • 12
Stampa Arti Grafiche Paciotti Strada delle Fratte, 2 - Perugia T. 075 5279902 www.artigrafichepaciotti.it Progetto Grafico e Impaginazione Brainleaf Communication brainleaf.eu / info@brainleaf.eu
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Livia Germini
Le Tricot Perugia
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Le caricature immateriali di Angelo Buonumori
17 • La Linea d’ombra
126 • Lettere ad arte al Festival delle Corrispondenze
58 • Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia 96 • Da Berlino alla Croazia con l’Umbria nel cuore 120 • Isola di Einstein 2020: una scommessa vinta
128 • La Sardegna sudorientale: un paradiso italiano 130 • Un tesoro, chiamato Valle d’Itria 134 • L’impiccione
PM • CONTENTS • 13
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up FESTA DELLA CIPOLLA: SCELTA DOLOROSA MA SAGGIA
Merita un plauso la scelta responsabile degli organizzatori della Festa della Cipolla di Cannara che, quest’anno, hanno deciso di fermare l’evento. Troppo alto il rischio di assembramenti e troppo difficile regolamentare i flussi. Per l’Umbria è una grande perdita, ma al tempo stesso un atto di grande responsabilità. In attesa del 2021!!
MASCHERADIO
Mascheradio, la radio sulla bocca di tutti, partita con il lokcdown prosegue la sua avventura; e ora si rilancia con una postazione in centro storico, una programmazione ampia e articolata e tanta voglia di continuare a tenere compagnia. Merito di Umbria Radio InBlu e dell’assessore Gabriele Giottoli. Sintonizzatevi.
JUNIOR TENNIS PERUGIA: UMBRIA IN A1 PER LA PRIMA VOLTA
È un piccolo miracolo sportivo quello compiuto dallo Junior Tennis Club di Perugia che ha conquistato la promozione in serie A1, portando per la prima volta nella storia un club della nostra regione nella massima categoria. I ragazzi capitanati da Roberto Tarpani hanno centrato lo storico successo grazie a una splendida rimonta (5-1 la vittoria a Perugia, dopo la sconfitta per 4-2 a Firenze). Complimenti!!
Con ogni probabilità resterà lettera morta, ma l’assurdo emendamento approvato in Regione prevede “un percorso volto a sostenere performance itineranti e diffuse su tutto il territorio regionale”. Una sparata insensata che offende Perugia e UJ che sta sollevando un mare di polemiche e che è contraddistinta dalla miopia nel non comprendere quanto sia importante l’elemento identitario per un Festival di successo.
L’EMENDAMENTO REGIONALE PER RENDERE ITINERANTE UJ
Fa decisamente impressione il dato Istat che certifica appena 5.578 nati in Umbria nel 2019: il minimo storico di nascite. Un calo demografico amplificato da un altro dato: nel 2019 i decessi nella nostra regione sono stati quasi il doppio delle nascite 10.263. Il che porta l’Umbria anche a un calo di residenti per un totale di 880mila.
UMBRIA, LA CRISI DELLE NASCITE
Un finale disastroso e indecente. La clamorosa retrocessione del Perugia in C non ha attenuanti. Sono tutti colpevoli: la società che ha gestito malissimo il post lockdown, i calciatori e l’allenatore Oddo. Con l’aggravante, per quest’ultimo, di un accordo col Pescara che alimenta ombre e sospetti.
IL PERUGIA
down
PM • UP & DOWN • 15
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LA LINEA D’OMBRA di Claudia Alfonso //
@claelly
→ Una società alla deriva Siamo una società alla deriva. Mancano proprio i valori. Manca l’abc dell’educazione, mancano i sani principi. Che cosa siamo diventati? Sono giorni che penso a quel ragazzo massacrato di botte senza un motivo. Il povero Willy, quel sorriso dolcissimo negato alla vita e alla sua famiglia. Questo è solo uno degli episodi terribili di cronaca che possiamo citare.
immersi in una cultura dell’ostentazione, dell’apparenza vuota. Siamo quelli che filmano un pestaggio invece di chiamare i soccorsi, che chiamano “untori” i medici e gli infermieri che invece ci salvano la vita. Siamo quelli che ancora non accettano relazioni lgbt, siamo quelli che “il diverso è il male”. Siamo l’insieme dei cliché che facciamo finta di combattere. Siamo prigionieri di un sistema che potenzialmente ci promette tutto e che per questo ci sta trasformando in nulla.
Stiamo regredendo, ci stiamo involvendo nelle più selvagge delle specie animali. Siamo quasi pronti ad andare su Marte, creiamo intelligenze artificiali, programmiamo macchine volanti e poi, come esseri, che di umano non hanno niente, massacriamo nostri simili, per uno sguardo o una frase considerata di troppo. Siamo immersi in una cultura dell’effimero, PM • COOLTURA • 17
EDIZIONI
FAST GOOD di Jacopo Cossater //
@jacopocossater
→ Ma quale soggettività,
ogni certificazione non può che avere criteri unicamente oggettivi
Questa è un po’ tecnica ma è ora di affrontare l’argomento: non credo siano in molti infatti a sapere che alcuni dei vini che normalmente acquistiamo e consumiamo sono stati assaggiati da una specifica commissione, prima che questi siano stati commercializzati. Un gruppo di tecnici che alla cieca, senza conoscere cioè l’etichetta, ne ha “certificato” il valore seguendo le linee guida del disciplinare di appartenenza, si tratta infatti di questione che riguarda solamente i vini a Denominazione di Origine (DOC e DOCG), in tutta Italia. Non dovrebbe fare quindi particolarmente scalpore se un vino viene considerato non all’altezza, fa parte del gioco. E invece no, come ormai accade regolarmente da anni ci si ritrova nella paradossale situazione che vini pessimi ma corretti, quelli che al supermercato costano meno e che sono prodotti in molte decine di migliaia di esemplari,
non hanno alcun problema di certificazione mentre alcuni tra quelli più originali, spesso prodotti da vignaioli più o meno piccoli, sono quelli che vengono fermati con maggior solerzia. Fa parte della storia del vino di questo Paese, tanto che alcuni dei vini più rappresentativi di molte zone sono quelli che non sono più a DOC, ma generici vini a Indicazione Geografica Tipica (un esempio su tutti: il Montevertine dell’omonima azienda, nel cuore del Chianti Classico). È ora di dire basta: il concetto di certificazione si deve fondare su elementi esclusivamente oggettivi, rilevabili con idonee misurazioni chimico-fisiche. Il grado alcolico, il residuo zuccherino, l’acidità fissa e volatile fino all’esame del colore, solo per citare alcuni parametri. Abbiamo tutti gli strumenti per superare queste degustazioni che hanno più il brutto sapore della recensione che quello della certificazione di qualità. Detto questo, il Trebbiano Spoletino 2019 di Raína è fantastico, forse il più buono che abbia prodotto nonostante la commissione di turno abbia evidenziato “anomalie all’olfatto e squilibrio al gusto”. Vino che rappresenta una tappa fondamentale nella storia di questo bianco così affascinante.
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SUSTAIN.ABILITY di Francesco Asdrubali // Professore ordinario di Fisica Tecnica Ambientale · Università degli Studi Roma Tre
→ Vento in poppa per
la mobilità elettrica
Riparte il mercato dell’auto, dopo lo stop causato dal lockdown, e spiccano i dati di vendita delle auto elettriche. Secondo quanto riportato da MOTUS-E, anche grazie al supporto degli incentivi, ad agosto 2020 sono più che triplicate le vendite di auto BEV (Battery Electric Vehicle, ossia i mezzi alimentati solo ed esclusivamente dall’energia fornita dal comparto batterie) rispetto al corrispondente agosto 2019 (1.874 unità contro 531). Ancora maggiore l’incremento delle auto PHEV (Plug-In Hybrid Electric Vehicle, ossia i veicoli elettrici ibridi in cui il motore termico è affiancato da un motore elettrico alimentato da batterie che si ricaricano sia con le frenate del veicolo che con la presa elettrica), che sono passate da 305 unità di agosto 2019 a 1693 di agosto 2020, una quintuplicazione sostenuta anche da nuovi modelli delle principali case automobilistiche. Il mercato complessivo delle auto elettriche in Italia si consolida sopra il 3% anche se il confronto con altri paesi come Ger-
mania e Francia mostra un gap di almeno 2 anni di arretramento per il nostro Paese. Cresce anche la mobilità elettrica su due ruote, che ha visto di recente l’affermazione, accanto alle biciclette a pedalata assistita, dei tanto discussi monopattini elettrici. Gli automobilisti cominciano ad avere una consapevolezza crescente dei numerosi vantaggi delle auto elettriche: basse emissioni di CO2 (le elettriche BEV emettono meno di 20 g di CO2 per Km, le ibride tra 20 e 70 g, contro i circa 130 g di auto a benzina e diesel), minori emissioni acustiche, minore usura del motore termico (per le ibride) e conseguente minore necessità di manutenzione. Numerose città, tra cui Perugia, assicurano vantaggi ai veicoli elettrici, quali l’accesso alle ZTL (Zone a Traffico Limitato), il parcheggio gratuito sulle strisce blu, la circolazione anche in caso di blocco del traffico. È importante che questi benefici vengano prorogati, per supportare un mercato la cui crescita va a vantaggio della qualità dell’aria urbana e della salute delle persone e del pianeta. P.S.: siccome non è mia abitudine parlare di cose che non conosco, concludo dicendo che da maggio 2020 sono proprietario di una macchina ibrida e mi trovo benissimo!
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PAROLE, PAROLE, PAROLE di Isabella Zaffarami //
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→ Settembre, ti amo! La luce perfetta, i tramonti da sogno, le spiagge quasi deserte e il caldo giusto per stare bene al sole. I funghi, la zucca gialla, l’uva, i fichi e quella leggera malinconia di fine estate che è poesia pura. E i colori, quelli della natura, ma anche quello della pelle: siamo ancora un po’ abbronzati, ma senza avere nulla in comune con le aragoste. E la musica? Non solo a settembre finisce il terribile periodo dei tormentoni estivi, ma a questo mese sono legate canzoni straordinarie: “September Morn”, “Impressioni di settembre”, “September” di Barry White e “Settembre” di Alberto Fortis, per citarne solo alcune.
E il sonno di settembre? Quel sonno con le lenzuola a coprirci almeno un po’, profondo, soddisfacente, finalmente riposante, dopo mesi di afa insopportabile. Vogliamo parlare poi delle mamme, dei papà e un po’ anche dei nonni? A settembre ricomincia la scuola, quest’anno poi, non aggiungo altro. Settembre è il vero nuovo inizio, è una promessa di cose belle, è il tempo da cui si riparte e in cui tutto ancora può succedere. Chissà quali meravigliose sorprese ci riserveranno l’autunno e l’inverno? Settembre è il mese di chi ha fiducia, di chi crede nella bellezza del futuro, anche in questo strano e difficile 2020. Settembre, praticamente perfetto, ricco di fascino e bellissimo, io lo amo, lo amo davvero, lo amo talmente tanto che un Settembre l’ho sposato... a settembre, ovviamente!
A settembre le vetrine si riempiono delle nuove collezioni e possiamo cominciare a desiderare scarpe nuove, calde e morbide sciarpe e quel cappotto cammello che quest’anno giuro che me lo compro! PM • COOLTURA • 23
COSMICAMENTE di Sarah Cosmi // www.sarahcosmi.it numero verde: 800 586794 · info@saracosmi.it · www.neocoaching.academy
→ Panico e ansia, 2 problemi di origine molto differente Immagina l’uomo delle caverne: si sveglia la mattina e il cervello rettile lo spinge ad occuparsi dei suoi bisogni primari, cibo, sopravvivenza, riproduzione. Si spinge fuori dalla caverna alla ricerca di qualcosa di commestibile, si guarda intorno e di colpo un leone spunta alla sua destra. In questo preciso momento nel suo cervello primitivo si innesca il meccanismo attacco-fuga, che gli permette di produrre adrenalina sufficiente o ad attaccare o a scappare. Ciò che prova l’uomo delle caverne è paura, quella vera, l’unica e sola che possa realmente chiamarsi così: la paura per la vita. L’uomo moderno possiede gli stessi bisogni e meccanismi senza però provare la paura per la vita, o per meglio dire, provando tale paura raramente nell’arco dell’intera esistenza. Questo comporta una sostituzione dell’oggetto della paura “perdita della vita”, con altri oggetti che non rappresentano realmente un pericolo per lui, ma che il cervello percepisce come tale. Ed ecco che la paura si attiva quando riceviamo una bolletta troppo alta, quando ci chiamano da scuola perché nostro figlio sta male, quando qualcuno ci fa notare che il nostro lavoro è sbagliato e via dicendo. A tutto questo si aggiungono le preoccupazioni,
ossia l’utilizzo dell’immaginazione che ci porta ad occuparci e avere paura di situazioni probabili non ancora accadute. Tutta questa attività, legata alla paura, produce un eccessivo utilizzo del cervello razionale che a lungo andare può entrare in panico. Il Panico è dunque la conseguenza di un eccesso di ragionamenti che producono paura. La vita, oltre a comportare pensieri razionali, è ricca di emozioni, molte delle quali non ci piacciono perché abbiamo l’erronea sensazione che ci allontanino dalla felicità e che non sia bene, né giusto, provarle: idea che ci siamo fatti quando ci hanno detto frasi come “non devi arrabbiarti”, oppure, “non essere triste”. Questo porta a credere di essere sbagliati, che la vita debba essere solo divertimento e allegria, che chi non è così non sia normale. Ed ecco che sopraggiunge l’ansia che corrisponde ad un eccesso di emozioni. Come liberarsi dalle due fastidiose problematiche? Il panico si placa quando diventi consapevole dei tuoi processi mentali e liberi la mente da parole ed immagini che producono paure continue, mentre l’ansia svanisce quando accetti l’emozione come parte della vita e utile al processo di crescita, imparando a gestirla senza soffocarla. Puoi riuscire a risolvere il problema in autonomia oppure affidandoti ad un professionista come me, IN ENTRAMBI I CASI RICORDATI CHE SOLO LA CONOSCENZA TI RENDERÀ LIBERO!
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LA PAROLA AL PROPERTY MANAGER di Stefano Barzagna //
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→ L’Umbria, una regione che deve crescere in ogni settore
Una Regione che ha bisogno di attrarre capitali ed investitori, che siano privati o fondi di investimento, in grado non solo di garantire lavoro e benessere (per quanto possibile) ma anche crescita di pensiero attraverso confronto e innovazione. Chi ha letto in passato i miei articoli si ricorderà di quanto ho scritto in favore di una crescita del turismo, di quanto poco fossimo conosciuti all’estero, negli ultimi mesi ho visto con piacere come la regione abbia mosso i primi passi per pubblicizzare le nostre meraviglie. Questo è un buon punto di partenza, ma bisogna insistere: il turismo è un volano pubblicitario eccezionale per un territorio, in grado di muovere il commercio, ma soprattutto le persone. Il turista, non è sempre un turista per caso, potrebbe essere un manager, un imprenditore: tanto più la sua esperienza nella regione sarà positiva, tanto più un giorno potrebbe essere interessato ad investire. Ma non basta; occorre anche la motivazione per un investimento. Spesso mi trovo a parlare con possibili investitori, e quando parlo della mia Regione molti ne elogiano il paesaggio, la storia, il cibo
e le tradizioni, mi fanno sentire orgoglioso... Quando però provo a sottoporre possibilità di investimento ahimè arriva la nota dolente, non vedono sviluppo e quindi ritorno economico, salvo alcune rare eccellenze. La politica ma anche l’imprenditoria esistente devono impegnarsi a fondo: confronto e concorrenza sono un incentivo per crescere, studiare, innovare e offrire opportunità concrete agli investitori potenziali. Sosteniamo il territorio che tanto è apprezzato: il settore immobiliare può essere un forte veicolo attrattivo. Perché non sviluppare l’aeroporto con rotte costanti e importanti, capace di fare da appoggio per le compagnie business tipo la “Net jet” che muove aerei in tutto il mondo e i cui clienti sono manager, di livello mondiale? Aumenterebbero incassi e visibilità!! La politica deve imparare ad ascoltare e consultarsi con veri consulenti capaci e preparati e non soltanto con gli amici: chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma segno d’impegno per la crescita del territorio, ed essere un politico non ti fa diventare automaticamente un esperto. Io, il mio socio ed il team, pur lavorando da sedi diverse e spesso molto distanti, ci confrontiamo ogni giorno, analizziamo ogni notizia che riteniamo importante, maciniamo chilometri, cerchiamo di capire e soprattutto sollecitiamo professionisti nei settori più disparati, crescere e conoscere per noi è vitale, per fornire servizi sempre puntuali ed efficaci.
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il blog del dott. lattanzi
IL CARBURANTE PER LA TUA PERFORMANCE SPORTIVA Postato dal Dott. Lattanzi - Farmacista e Consulente nutrizionale
Per poter condurre uno stile di vita attivo è fondamentale avere energia sempre disponibile. Il corpo umano riesce a trarre energia da carboidrati, proteine e grassi, ma la fonte energetica più prontamente disponibile è sicuramente quella proveniente dai carboidrati. I carboidrati, chiamati comunemente anche zuccheri nella loro forma più semplice, sono la fonte energetica più importante nell’alimentazione dello sportivo. Le fonti energetiche più utilizzate sono glucosio, fruttosio, maltodestrine e destrine cicliche. Un ottimo integratore energetico ad effetto rapido dovrebbe contenere una miscela di glucosio, fruttosio e maltodestrine. Un’opportuna associazione tra queste tre fonti energetiche riesce, infatti, ad apportare all’organismo fino a 1,3g/min di carboidrati. Inoltre un buon integratore energetico dovrebbe associare nutrienti con effetti tonici, come la caffeina o estratti di ginseng, per ritardare il senso di fatica durante lo sforzo e velocizzare la ripresa dopo stati di crisi: è quello che fa ad esempio Total Energy Strong Gel di Named Sport. Si tratta di energetici di nuova generazione particolarmente efficaci, in grado di ripristinare le riserve energetiche in maniera veramente rapidissima. Specificatamente studiati per i momenti di crisi o per i finali di gara, risultano particolarPM • BENESSERE • 28
mente efficienti nel combattere i cali ipoglicemici o per fornire un apporto extra di energie per affrontare i finali di gara al massimo delle proprie possibilità. Contengono glucidi sequenziali bilanciati in modo da ottenere una rapida disponibilità di glucosio; taurina, alanina ed elettroliti, nutrienti utili per i processi metabolici deputati alla generazione e al trasporto dell’energia nell’organismo. Il ginseng e la caffeina possono influire positivamente sull’adattamento a situazioni stressanti. Per contrastare i momenti di crisi, è indicato assumere una cartuccia di prodotto o l’intero gel all’insorgere dei primi segni del calo ipoglicemico, quando si comincia ad avere la sensazione di esaurimento energetico. Per ottimizzare il rendimento nei finali di si possono assumere circa 10-15 minuti prima del momento in cui è necessario “spingere al massimo”. Quando l’attività è prolungata, le richieste energetiche sono particolarmente intense e il consumo di glicogeno muscolare è elevato è opportuno mettersi nelle condizioni di riuscire a sfruttare al meglio anche le riserve dei grassi corporei stoccati nell’organismo. Prodotti di nuova generazione, assicurano una stabilità energetica che non ha paragoni. Le destrine cicliche altamente ramificate, unite a Palatinose e maltodestrine DE6 sono una miscela brevettata EthicSport, che rilasciando costantemente glucosio, senza creare così picchi insulinici, assicura un flusso energetico costante e duraturo e consente un più agevole accesso alle scorte dei grassi corporei. Super Dextrin può essere assunto sia nel pre workout sia durante l’attività sportiva, è disponibile o come gel o come polvere da sciogliere in acqua. ©
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IL MONDO È CAMBIATO. Gherlinda è il miglior antidoto contro la tristezza da ANCHE NOI. fine estate! Il centro di intrattenimento ci aspetta per un ECCO COSA ABBIAMO FATTO autunno all’insegna del divertimento, del relax, del buon ECCO COSA ABBIAMO FATTO PER LA SICUREZZA DI TUTTI. PER LA SICUREZZA DI TUTTI. cibo, dello shopping, del fitness e ovviamente del cinema. Il tutto in piena sicurezza perché già dalla riapertura sono 1. Non sarà 1.consentito l’accessol’accesso senza senza mascherina e, e, Non sarà consentito mascherina con le disposizioni governative, raccolto in linea con inle linea disposizioni governative, sarà sarà raccolto state adottate tutte le necessarie prescrizioni sul distanziadelle presenze. l’elenco dellel’elenco presenze. mento e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione, nell’am2. Tutti gli ambienti del cinema (inclusi i servizi igienici) vengono bito di un piano studiato anche per far sì che gli ospiti non 2. Tutti gli ambienti (inclusi i servizi pulitidel ed cinema igienizzati regolarmente nel igienici) corso dellavengono giornata. puliti ed igienizzati regolarmente nel corso della giornata. debbano rinunciare a nessuno degli aspetti più piacevoli 3. Il nostro staff indossa DPI (come mascherine e guanti) ed è del proprio tempo libero trascorso al Gherlinda. Anche il adeguatamente formato per evitare rischio. indossa DPI (come mascherine e ogni guanti) ed è 3. Il nostro staffstato piacere di tornare al cinema in autunno sarà quello di stato adeguatamente formato per evitare ogni rischio. 4. All’interno del cinema sono presenti dispenser di igienizzante sempre, grazie anche alle promozioni, sempre interessanti, per le mani. di The Space Cinema. Gherlinda è il pezzettino di vacanza 4. All’interno del cinema sono presenti dispenser di igienizzante 5. per le mani. I momenti di attesa, gli accessi in sala e i flussi di direzione che puoi concederti tutto l’anno! sono stati ripensati per evitare assembramenti e garantire la pantone 2035 cp C 0 M 97 Y 100 K 3
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GHERLINDA Via Pierluigi Nervi / Corciano (PG) T. 075 5173401 / www.gherlinda.it @gherlinda.perugia / @gherlinda_perugia 1M
5. I momenti di attesa, gli accessi in sala e i flussi di direzione sono stati ripensati evitare assembramenti e garantire la 6. Il nuovoper sistema di assegnazione dei posti in sala garantisce distanza di almeno 1 metro tra le persone o gruppi di persone. distanza tra lelapersone. 1M
6. Il nuovo sistema di assegnazione dei posti in sala garantisce la distanza di almeno 1 metroSEItra le persone o gruppi di persone. SPEGNI AL SIEDITI
PM • TEMPO LIBERO • 32 SIEDITI
SPEGNI TUTTO
TUTTO
SEI AL SICURO
SICURO
SALA GIOCHI ANTARES: INTRATTENIMENTO DA 0 A 100 ANNI
AL GHERLINDA
IL GIOCO È UNA COSA SERIA
Tra Laser Game e Adventure Room, realtà virtuale e Foot Bowl, bowling e aree gioco per i più piccoli, il divertimento è assicurato per tutta la famiglia
La sala giochi Antares del centro di intrattenimento Gherlinda è nata nel 2001 e in questi 20 anni non ha fatto che rinnovarsi ed espandersi, arrivando oggi a offrire, nei suoi 2.600 mq di spazio, alcuni tra i giochi più innovativi e ricercati d’Italia. Oltre al classico bowling, con ben 6 piste di lancio, da Antares è possibile sperimentare l’Adventure Room e il Laser Game. E poi i giochi in realtà virtuale, come l’amatissimo Virtuix, e il Foot Bowl, un vero e proprio campo da calcio di dimensioni ridotte in cui ci si avvicenda per tirare in porta in una sfida all’ultimo rigore. Il divertimento è assicurato anche per i più piccoli, con aree giochi dedicate per i bambini tra 0 e 3 anni e sopra i 3 anni, con sabbiera, vasca delle palline, percorsi, reti elastiche, gonfiabili, sparapalle e giostre. Da Antares è inoltre possibile festeggiare in allegria e serenità il compleanno di bimbi e ragazzi grazie all’area dedicata: per chi vuole c’è anche la possibilità di prenotare una merenda e di approfittare del servizio di babypark, per un party originale e divertente, ma anche senza pensieri. Il tutto in piena sicurezza e nel rispetto delle misure di distanziamento. A
completare il servizio è il bar con un’ampia offerta. La scelta fatta, tra l’altro, è quella di puntare solo sull’aspetto ludico pertanto non sono presenti giochi che prevedono vincite in denaro. Antares è insomma il luogo giusto per l’intrattenimento di tutta la famiglia: qui il divertimento è assicurato, da 0 a 100 anni.
SALA GIOCHI ANTARES - GHERLINDA Via Pierluigi Nervi, 6 / Corciano www.umbriagiochi.it / T. 075 5173207 Sala Giochi Antares Gherlinda
PM • TEMPO LIBERO • 33
TRA CARRIERA E VITA PRIVATA: QUANDO LA LEADERSHIP È DONNA
A TU PER TU CON CINZIA TARDIOLI
Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Umbria PM • L’INTERVISTA • 34
Testo: Angela Giorgi Brano: “Just Like a Woman” - Bob Dylan
Un ruolo strategico nell’azienda di famiglia, un incarico di primo piano in Confindustria Umbria, una storia d’amore che si intreccia con il mondo dell’imprenditoria. A pochi mesi dall’elezione come Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, Cinzia Tardioli ci racconta la sua particolare esperienza, in cui business e vita sentimentale si incontrano. Ci racconti il suo percorso professionale: dalla formazione al lavoro in azienda. Mi sono laureata in Economia e Management Aziendale all’Università degli Studi di Perugia. Prima di entrare nell’azienda di famiglia ho voluto fare un’esperienza esterna in una multinazionale per quasi 4 anni. È stato un passaggio importante, che mi ha permesso di lavorare a stretto contatto con tanti imprenditori e apprendere sul campo delle pratiche che poi ho portato nell’azienda di famiglia. Da più di 5 anni sono impegnata nell’attività familiare: il mio ingresso in azienda ha permesso la riorganizzazione complessiva del business ed il completamento del passaggio generazionale. Oggi siamo un po’ più strutturati: questo ci ha dato la possibilità di affrontare con un’organizzazione più solida questo periodo critico. Cosa si sente di dire all’imprese per incoraggiare l’uscita dall’emergenza sanitaria. Il mio consiglio è avere sempre una visione di medio-lungo periodo. Nei momenti di crisi come
quelli che stiamo affrontando si gettano le basi del cambiamento: è essenziale mantenere un approccio mentale aperto che consenta di intercettare le opportunità. È stato così per le guerre ed è così anche oggi. È il momento per iniziare a progettare un percorso in prospettiva futura e tenere un atteggiamento propositivo, di sviluppo. C’è tanto pessimismo e preoccupazioni comprensibili, dato che non si conoscono gli scenari futuri innanzitutto sul piano epidemiologico. Il mondo dell’impresa si preoccupa giustamente anche di nuovi possibili lockdown, che per le aziende segnerebbero una grande difficoltà e renderebbero il recupero ancora più difficile. Bisogna dare il massimo ed essere propositivi: il mio suggerimento è vedersi proiettati nel 2025 – 2030. Quale visione dell’impresa propone per l’Umbria? Fare impresa in Umbria è una sfida importante. La mia azienda esiste dalla seconda metà degli anni ’50 e da sempre ha deciso di investire su questo territorio. Oggi ci troviamo davanti a sfide importanti, che richiedono innanzitutto un potenziamento delle infrastrutture sia fisiche che digitali. Sono stati mesi molto difficili soprattutto per la situazione trasporti: noi non lavoriamo solo in Umbria, ma trasportiamo merci anche in nord Italia nelle principali acciaierie e il nostro ciclo di approvvigionamenti coinvolge tutto il centro Italia. Il fattore tempo dei trasporti sta incidendo in modo negativo: è il momento quindi di fare un ragionamento sul sistema delle infrastrutture. E parlo anche delle infrastrutture digitali: il lockdown ci ha insegnato l’importanza di connessioni
PM • L’INTERVISTA • 35
efficienti. Io stessa ho riorganizzato il mio tempo in azienda: prima ero spesso impegnata fuori regione, oggi tutto è stato convertito su piattaforme digitali. Il mio suggerimento quindi è: diventiamo strategici sulle connessioni, potenziando il portafoglio di infrastrutture digitali della regione per essere competitivi e attrattivi. Abbiamo un territorio che può esser attrattivo per investimenti terzi, bisogna solo creare condizioni: le imprese vanno sostenute con processi di innovazione, a partire dalla crescita del capitale umano. In questo senso ci sono grandi potenzialità, anche grazie alla presenza sul territorio di istituzioni formative importanti. Tuttavia abbiamo problemi di mismatch tra offerta delle competenze e mondo del lavoro: tante competenze vanno fuori regione perché manca un coordinamento efficace, mentre molte professionalità che trovano occupazione sul nostro territorio vengono acquisite fuori. A monte deve essere costruito un dialogo tra industrie e università, anche per indirizzare percorsi formativi sui settori di maggiore interesse. ITS Umbria Academy, l’accademia tecnica biennale di alta formazione, per esempio, sta svolgendo un grande lavoro in questo senso, cercando di affermarsi come punto di incontro strategico tra imprese e formazione. Quanto ha influito il percorso formativo nella sua crescita professionale? Il percorso di studi è stato per me importantissimo. Oltre alla laurea magistrale, ho anche un’abilitazione come Dottore commercialista e revisore legale: un accreditamento che reputavo fondamentale per il mio ruolo di CFO in azien-
da. Mi sento quindi di dire ai giovani che la formazione è fondamentale: purtroppo, da questo punto di vista siamo agli ultimi posti in Europa e questo non possiamo permettercelo. Abbiamo un’università che è un’eccellenza, un’università storica. Le fondamenta ci sono, c’è una macchina funzionante e bisogna solo renderla efficiente. Veniamo al suo impegno in Confindustria, tra presente e futuro. Sono trascorsi solo pochi mesi da quando ho intrapreso questo percorso in cui raccolgo una bella eredità, quella di Ilaria Caporali, che ha fatto grande lavoro. Questo passaggio di consegne per me è uno stimolo per continuare a fare bene, apportando elementi di novità che ci legano ai tempi attuali. Siamo partiti con diversi progetti e ho la fortuna di avere una squadra molto preparata, dei Vice Presidenti motivati e un direttivo molto preparato. È una fortuna poter lavorare con persone su cui poter contare per costruire un bel triennio. Una delle priorità – su cui ho anche basato le mie linee programmatiche – è il tema della sostenibilità, prioritario in Italia e in Europa, che ci terrà impegnati nel prossimo futuro in modo molto attivo. Sostenibilità ed economia circolare sono anche il core business dell’azienda di famiglia: siamo il nesso di connessione tra il fine vita (il materiale destinato alla dismissione) e il recupero, facciamo economia circolare da tanto tempo. L’Italia è il paese europeo in cui si ricicla più materiale ferroso. È un primato bellissimo, invidiato da Francia e Germania che hanno impianti all’avanguardia ma non così efficienti, perché l’Italia è sempre stata povera di materie prime e ha sempre dovuto
PM • L’INTERVISTA • 36
ingegnarsi. Vorrei anche dedicare grande attenzione al tema dell’education: le sedi di Confindustria – soprattutto nel settore giovani – prevedono spazi importanti per fare formazione, seguendo la stessa impostazione alla vita lavorativa. La formazione, soprattutto se svolta in ambito nazionale, permette di aumentare la competitività nel mondo dell’impresa. Ad esempio il progetto “Alta Scuola”, aperto a un candidato per regione, innesca un confronto con altri imprenditori da tutta Italia e prevede attività mirate per giovani provenienti da settori diversi. Un’esperienza eccezionale a cui ho partecipato e che sto riproponendo nel nostro gruppo giovani. Inoltre, abbiamo creato una delega ad hoc per la formazione legata alle start up e all’innovazione, temi di cui è fondamentale parlare oggi. Come giovani abbiamo anche la delega legata alla comunicazione, affinché il lavoro di Confindustria per il territorio sia adeguatamente comunicato. C’è poi il lavoro della Commissione post-Covid, costituta da imprenditori, che alla luce delle novità introdotte dai decreti, analizzano gli effetti e le criticità e avanzano proposte concrete dal mondo dell’imprenditoria. Infine, siamo in contatto con l’università per un progetto sulle filiere, che a breve sarà oggetto di raccolta dati. Siamo partiti da poco ma molto operativi. Un impegno professionale che si intreccia anche con la vita privata: suo marito è infatti Riccardo Di Stefano, neo eletto presidente nazionale di Confindustria Giovani. Com’è vivere questo rapporto particolare, tra l’altro a distanza dato che Riccardo è di Palermo? È una circostanza del tutto eccezionale, forse
addirittura è la prima volta che capita. Riccardo è l’uomo delle prime volte: per la prima volta un presidente nazionale proviene dalla Sicilia ed è la prima volta che la procedura elettorale è stata svolta in modalità telematica. Io sono una delle tante deroghe alla normalità. Mi ritengo molto fortunata, perché gli impegni associativi spesso sono totalizzanti – soprattutto per il presidente nazionale – e richiedono preparazione massima e vicinanza al territorio, però parliamo la stessa lingua e riusciamo a sostenerci a vicenda e la vediamo come una ricchezza. Riusciamo a starci vicino anche in momenti che per altre persone sarebbero difficili da condividere. Da giovane imprenditrice, con un ruolo di primo piano, qualche consiglio ai giovani – e alle giovani donne in primis – per conciliare vita privata e carriera? Le donne hanno maggiori difficoltà, soprattutto con l’arrivo dei figli. Noi donne abbiamo però anche grandi capacità di multitasking e doti che ci danno la possibilità di conciliare adeguatamente entrambi i mondi. Il mio consiglio è sempre non arrendersi davanti alle difficoltà, non fare scelte dettate da situazioni di emergenza-. È importante non arrendersi perché abbiamo la grinta e la stoffa per ottenere risultati sia lavorativi sia familiari. Serve impegno e condivisione ed è importante non sacrificare la propria professionalità. In Confindustria incontro tante donne imprenditrici, anche con ruoli apicali, che sono madri e mi infondono tanto coraggio. Il loro esempio mi dà tanta forza.
PM • L’INTERVISTA • 37
SMART & TECH il futuro è già qui
A cura di Angela Giorgi
Sostenibilità, innovazione, tecnologia, mobilità e tanto altro. La rubrica smart di PM.
smart YouSafe mask: arriva la mascherina intelligente
Misura temperature e distanze, dura 6 mesi e costerà al giorno come le mascherine chirurgiche: è la nuova mascherina “intelligente” made in Italy presentata dalla Croce Rossa Italiana. È in grado di lanciare alert in caso di mancato distanziamento, rilevare la temperatura corporea e trasmettere i dati registrati a una centralina. Particolarmente utile nei luoghi affollati, nelle fabbriche, nei cantieri, negli uffici, sarà messa a disposizione di tutti gli operatori impegnati nelle operazioni di bio contenimento.
Made in Italy e prodotta dalla CRI, in arrivo per controllare temperatura e distanziamento Una strumentazione all’avanguardia per analizzare i tamponi, fornita al laboratorio di Microbiologia dell’ospedale di Perugia dal commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere Arcuri. È la prima macchina d’Italia capace di tenere sotto controllo il Coronavirus con ritmi così elevati – la strumentazione è in grado di processare fino a 1.700 tamponi in 6-8 ore – individuando tempestivamente i nuovi positivi.
6000 tamponi al giorno: in umbria è possibile All’Ospedale di Perugia la prima macchina in Italia per controlli rapidi
PM • SMART & TECH • 39
alta tecnologia umbra per le missioni spaziali britanniche Angelantoni si conferma ai primi posti nel settore aerospaziale a livello internazionale Porta la firma di Angelantoni uno dei più grandi simulatori spaziali d’Europa, destinato a uno dei principali laboratori di ricerca scientifica del continente. Per Rutherford Appleton Laboratory – Centro di Test nazionale di riferimento per il settore aerospaziale inglese – l’azienda ha realizzato una camera termovuoto che serve a riprodurre a terra le condizioni ambientali dello spazio. Una straordinaria opera di ingegneria che conferma la forza di Angelantoni nel settore, dagli anni ’50 a oggi.
Si prende un campione di saliva con un cotton-fioc, si appoggia quest’ultimo sul tampone e in tre minuti, con l’utilizzo congiunto di tre reagenti, il tampone restituisce il risultato. È così che funziona il “Daily tampon”, realizzato dall’azienda Allum di Merate (Lecco) in collaborazione con l’Università del Sannio. Un esame immediato che costa la metà dei tamponi attualmente utilizzati e che potrebbe essere impiegato per la gestione dei flussi di massa. Per l’approvazione ufficiale del Ministero della Salute c’è però ancora da attendere.
Un esame che potrebbe essere la svolta per i luoghi affollati. Ma il Ministero non ufficializza
daily tampon: 3 minuti per il test salivare covid-19 PM • SMART & TECH • 41
#trend&topic #trend&topic A cura di Claudia Alfonso
cinema e molto altro. Fashion, design, lifestyle, libri, musica, PM Tutti i trend dal mondo raccontati da .
il trend
bose noise cancelling headphones 700
Con le nuove Bose Headphones 700 la riduzione del rumore entra in una fase senza precedenti: ambiente perfetto per godersi la musica, o l’assoluto silenzio. Ora disponibili in edizione limitata Eclipse e con custodia di ricarica. Un oggetto di culto.
PM • #TREND&TOPIC • 42
il must
men swimwear embroidered les geckos – limited edition
Completamente ricamati, i pantaloncini da bagno Mistral Les Geckos sono un vero e proprio pezzo da collezione: 299 singoli pezzi numerati, non uno di più! Colore, texture, volume: un prodotto curato in ogni singolo dettaglio, come una vera opera d’arte.
PM • #TREND&TOPIC • 43
street wear d’autore
giubbotto lanvin
La casa di moda francese Lanvin propone un fantastico giubbotto dal tessuto tecnico, interno foderato e double face della nuova collezione: la qualità di un prodotto italiano e la creatività firmata Parigi.
per le fashion victim
sneakers ball star bianche con inserti in argento
Una scarpa ormai iconica con questo nuovo prodotto pone l’accento sull’inserto in argento. Golden Goose sfodera Ball Star in pelle per iniziare la giornata (d’argento) con il piede giusto!
PM • #TREND&TOPIC • 44
l’album del mese
“nuda”: il nuovo album di annalisa
La talentuosa irrompe sulla scena settembrina con il suo nuovo album: con 13 canzoni e 4 collaborazioni di successo, “Nuda” rappresenta sia un intrigante progetto discografico, che la voce intimista di una giovane ragazza che vuole raccontare sé stessa. L’album è preceduto da un podcast in due parti in cui Annalisa a colloquio con Matteo Grandi racconta il progetto e svela una se stessa inedita.
PM • #TREND&TOPIC • 45
UNA STORIA INIZIATA NEL 1695
CONTI SALVATORI Tre secoli di uve pregiate, tre vini di tradizione nobiliare
PM • WINE • 46
Tenuta Coltavolino, una proprietà nobiliare dalla storia importante che si estende per più di 400 ettari a nord di Perugia e che si affaccia, affascinante e silenziosa, sulla valle circostante. Completamente immersa nel verde, a circa 450 metri di altitudine, qui il tempo si è fermato: lo sguardo si perde nel vasto panorama circostante in cui l’uomo sembra non aver lasciato tracce da secoli. Un luogo davvero unico e incontaminato dove si producono cereali eccellenti - che non a caso sono stati scelti da una nota azienda di alimenti per bambini -, olio di alta qualità e anche legname, proveniente dal terreno boschivo che arriva a lambire il Comune di Gubbio superando i 700 metri di altezza. Qui hanno origine anche i vini Conti Salvatori, eccezionali per molti diversi motivi tra i quali l’importante storia di cui sono testimoni. Una storia iniziata nel 1695
quando i Salvatori - nobile famiglia di Perugia per meriti di guerra, entrano in possesso della Tenuta Coltavolino. I fratelli Orazio e Giuliano Salvatori combattono infatti al fianco dell’Imperatore Leopoldo I d’Asburgo contro gli Ottomani e ottengono così anche il titolo di Conti del Sacro Romano Impero. Il ricordo di quelle battaglie seicentesche dalle quali tutto ha avuto inizio sono fissate e in qualche modo celebrate dalle etichette delle tre pregiate bottiglie Conti Salvatori: Macinaia, Calcinaio e Rondolaio. A realizzarle sono stati tre talentuosi e noti creativi: Marco Goran Romano, Riccardo Pierassa e Ilaria Proietti. Bottiglie d’autore per vini d’autore insomma, che richiamano gli eventi dai quali tutto ha avuto origine e che rappresentano così l’auspicio migliore per un nuovo inizio, quello di cui sono autori i fratelli Alberto e Riccardo
PM • WINE • 47
Salvatori. Raccogliendo l’eredità e la tradizione di famiglia portano avanti l’attività della tenuta e, dal 2016, hanno ripreso la produzione del vino. Sono partiti da un vino importante che richiama al meglio la storia e la passione di famiglia: il Rondolaio, un cabernet sauvignon invecchiato 15 mesi in barriques e tonneaux di rovere francese e almeno 6 mesi in bottiglia. Circa tre anni di preparazione e di lavoro ci sono voluti
prima della commercializzazione, iniziata nel 2019, insieme a Macinaia e Calcinaio. Il primo è un vino secco, di buona struttura, che nasce dall’incontro tra due vitigni, lo Chardonnay e il Grechetto. Un vino fresco, di buona persistenza e molto saporito che sprigiona al naso delle piacevoli note fruttate con richiami floreali e un accenno di mandorla sul finale. Il secondo è un vino fragrante, suadente, con una spiccata acidità, ma di una bellissima armonia gustativa che sprigiona dolci note di piccoli frutti rossi e un più determinato bouquet di rose frutto di un bilanciato insieme di Sangiovese e Merlot. I tre vini nascono da uve raccolte manualmente e fanno parte della DOC “Colli Altotiberini”. Per conoscerli meglio abbiamo fatto alcune domande ai loro produttori, i fratelli Salvatori. Alberto qual è il tuo ruolo in azienda? Mi occupo della parte agronomica e trascorro le mie giornate nei campi, nei boschi e ovviamente nei vigneti. Ho sempre amato questo lavoro e lo porto avanti con passione e anche con l’impegno e il senso di responsabilità che la storia della tenuta e della nostra famiglia richiede.
Macinaia, Calcinaio e Rondolaio, nascono dalla passione e dal duro lavoro dei fratelli Alberto e Riccardo Salvatori
Riccardo invece tu di cosa ti occupi? Mi occupo di amministrazione, comunicazione e marketing e lo faccio con la stessa dedizione e senso di appartenenza di mio fratello. Siamo cresciuti in questo posto straordinario e lo abbiamo visto crescere con noi, grazie anche al lavoro dei nostri genitori. Stiamo completando la ristrutturazione della villa padronale e abbiamo deciso di trasferirci a vivere qui: anche questo
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credo che racconti molto dello spirito con cui portiamo avanti l’attività. Alberto, che cosa rende unici i vostri vini? Tra i tanti elementi che potrei menzionare dico il sole. Le nostre uve sono pregiate e richiestissime anche per l’eccezionale esposizione dei vigneti, orientati a sud-ovest e assolati per tutto l’arco della giornata. Anche questo, tra l’altro, fa la differenza.
Coltavolino dove è possibile fare degustazioni gratuite - con il contributo di 10 euro si può accompagnare il calice con un tagliere di salumi e formaggi di produzione locale – ed effettuare visite guidate.
Riccardo, tu invece se dovessi porre l’accento su un solo fattore che caratterizza la vostra produzione vinicola cosa sceglieresti? Un aspetto fondamentale credo che sia la nostra intenzione di portare tutta la storia che abbiamo alle spalle in un progetto nuovo ed estremamente moderno. Lo facciamo senza eccessi ed esibizionismo, ma con autenticità e con grande amore. Alberto, progetti per il futuro? Il primo obiettivo è certamente quello di crescere ancora, in termini di qualità e anche di produzione. Riccardo, qualcosa da aggiungere? Confermo che il primo progetto è quello di incrementare la produzione di bottiglie, magari con qualche nuova sfida o progetto e poi, in futuro, estendere l’attività agli eventi e magari anche alla ricezione, approfittando degli ampi e suggestivi spazi che abbiamo a disposizione. I vini Conti Salvatori possono essere acquistati dall’e-shop aziendale o direttamente alla Tenuta
CONTI SALVATORI TENUTA COLTAVOLINO 1695 Strada di Solfagnano, 110 / Perugia T. 349 812 0979 / www.contisalvatori.shop Conti Salvatori Tenuta Coltavolino 1695 contisalvatori1695
PM • WINE • 49
c o n c e s s i o n a r i e
ROMEOAUTO
una delle più grandi concessionarie italiane, ha acquisito Kia Motors La Romeoauto, punto di riferimento nel settore automotive della nostra regione, ha deciso di ampliare la sua offerta. Ai quattro marchi già presenti – Opel, Mazda, Mitsubishi e DS Automobiles – che da sempre attribuiscono a questa concessionaria alti standard qualitativi, si aggiunge un nuovo importante brand: KIA Motors. In tutte le sedi della concessionaria, a Perugia in località Settevalli e Ponte Felcino, a Gubbio e a Città di Castello, da adesso si potranno scoprire
e provare gli eleganti e versatili modelli KIA. Le motorizzazioni disponibili sono benzina, diesel, Ibride e full-electric di ultima generazione fino ad arrivare al GPL su tutta la gamma. Oltre alla vendita Romeoauto è anche Noleggio a Lungo Termine. Grazie alla partnership con ALD Automotive, azienda leader mondiale nel settore, dal 2014 in ogni showroom Romeoauto si può trovare una consulenza dedicata per questa tipologia di mobilità, dalla fase di scelta all’assistenza completa durante la fase di noleggio. L’azienda è BASE ALD Automotive dal 2018. Un vero e proprio experience-point pensato per affiancare i clienti ALD Automotive in ogni loro esigenza di mobilità. Per chi non conoscesse la formula del noleggio a lungo termine esso permette di avere un’auto senza i pensieri del suo possesso. Un unico canone mensile che include: RCA, assicurazione Kasko, bollo, assistenza stradale, manutenzione ordinaria e straordinaria fino al cambio pneumatici estate/inverno. Per scoprire tutte le novità ed offerte Romeoauto visita il portale www.romeoauto.it!
PM • AUTOMOTIVE • 51
OMAGGIO A GIUSEPPE FIORONI
MAESTRO DI LUCE E DI COLORE Le parole di Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi e il ricordo di Mamo Donnari e Matteo Grandi Testo: La Redazione - Brano: “Tutti i colori della mia vita” - Zucchero
Artista poliedrico e talentuoso, uomo generoso, noto anche per la sua simpatia, piacevole, appassionato delle arti e della sua terra, l’Umbria. Dalle parole di chi conosceva Giuseppe Fioroni è questo il racconto che emerge in modo condiviso. Con la sua vita e con la sua arte, ha contribuito in modo importante ad arricchire e promuovere la sua Perugia e la regione tutta. PM lo ricorda attraverso le parole di Philippe Daverio e di Vittorio Sgarbi, che ne hanno apprezzato particolarmente l’opera, di Mamo Donnari che da Fioroni è stato sostenuto e incoraggiato nella sua crescita artistica, e del direttore Matteo Grandi.
PM • ARTE • 52
PHILIPPE DAVERIO in occasione della mostra “Onirica. Dreamlike” - Luglio 2014
Fioroni è autenticamente transgenico: riprende il percorso dell’arte in quel momento espressionista che gli altri avevano lasciato in sospeso perché gli eventi bellici della Prima Guerra Mondiale avevano mutato il fondo dell’anima delle visioni possibili. Non credo che egli lo sappia, anzi è forse inutile che ne sia addirittura al corrente, ma oggi, a cent’anni esatti da quella deflagrazione della demenza europea, lui ci riporta non con i piedi a terra ma con la testa fra le nuvole delle emozioni troncate. E così tornano, come dei diavoletti saltati fuori dalla scatoletta, le facce clownesche di Ensor con le loro contorsioni cromatiche e fisiche; così tornano le barche a vela di Marquet che hanno preso il vento delle postmodernità. Torna la materia coloratissima d’un Vlaminck non ancora reso monocromatico dal fango delle trincee. Tornano le melanconie dei primi arlecchini rosa di Pablo Picasso e gli svolazzi celesti di Marc Chagall. Ma non sono imitazioni. Corrispondo al tentativo assai riuscito di riprendere “le fila d’un discorso” dopo la condanna trasversale della cultura pittorica
avvenuta prima con l’esperienza del concetto puro e successivamente con il percorso transgenico delle avanguardie degli anni ’80 del secolo scorso. Ma la sua non è affatto una consapevolezza fuori dai tumulti che il tempo intercorso ha graffiato nella memoria della sensibilità visiva. Tutta l’esperienza recente della materia, del gesto, della spatola e della goccia, dell’apparente casualità e del controllo poetico di questa casualità, viene assorbita e restituita con una freschezza rinnovata. Il gioco d’oggi non può non tenere conto dell’evanescenza che la coscienza attuale porta in sé. Il segno non può esistere in modo ingenuo: l’esperienza della semiotica ha insegnato che sotto lo strato appa-
PM • ARTE • 53
by GraďŹ che Paciotti
rente permangono gli strati inferiori d’un fare precedente. Sicché la massa pittorica che ne deriva si fa ricca di evocazioni e di vibrazioni. Ed è quella lì, che apre alle vibrazioni evocative d’un espressionismo fuori tempo, che assume denso ed evocativo valore poetico.
VITTORIO SGARBI
per la presentazione del volume “Giuseppe Fioroni Opere 1974-2004” È un mondo allo stesso modo intimo e appartenente alla sfera personale di ognuno di noi, frutto creativo della memoria personale e collettiva, quello evocato dall’arte di Giuseppe Fioroni. Un mondo senza luogo e senza tempo, ma che rimanda a un Medioevo inteso non tanto come specifico periodo storico, quanto come categoria dello spirito e dell’immaginazione, dimensione dello spirito ancora vergine. Un Medioevo puro che non è nei libri di storia, ma dentro le nostre anime, mescolandosi liberamente ad altre suggestioni solo apparentemente in contraddizione con esso, il fascino dell’antico Egitto il rispetto per la tradizione rinascimentale centro-italica da cui Fioroni, umbro puro, sente istintivamente di provenire. Un mondo ancora convinto della necessità della figurazione del racconto, del mito, della favola, della parabola, della sacra scrittura, del simbolo, dell’emblema, dell’allegoria, della narrazione come sermo cotidianus in cui reale e irreale si confondono per rivelare sotto metafora il senso primordiale delle cose, l’uomo che si confronta francescanamente con la propria vita e con la
natura, con il bene e con il male con il divino e il dannato. […] Un mondo semplice e popolare, quello di Fioroni, perché fatto di valori concreti e immediatamente percepibili, valori che siamo abituati a condividere come patrimonio comune delle abitudini dei nostri avi, dei nostri padri, di noi stessi, ma non certo rozzo e popolare; dotato anzi di una sua particolare delicatezza, pieno di saggezza secolare nella sua serenità da filastrocca, morbido sotto la scorza grezza, per niente compiaciuto quando conduce la vena primitiva, memore di Chagall e di Matisse,
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fino a sfiorare la soglia del naïf. Figure come bambocci, soavi e incantati, corpi che vengono stilizzati da un segno netto e solido, da un gesto rapido e senza ornamenti superflui; forme nel complesso regolari, dotate perfino di un loro equilibrio classico, ma che viene subito smentito, almeno quando siamo lontani dalle ceramiche, da colori sfumati e irrealistici, filamenti che levano alla materia molta della sua consistenza, generando nuvole colorate che si formano e si disfano nel cielo della figurazione, sempre in modo irregolare e imprevedibile.
MAMO DONNARI Peppe... inizialmente era solo una conoscenza, ammiravo le sue opere, a Natale amavo regalare ai miei familiari le sue ceramiche e lui ogni volta mi donava presepi disegnati al momento con il suo dito bagnato con il caffè o pagliacci che dedicava a mio figlio. In seguito e per fortuna è stato molto di più e soprattutto ancora più generoso con me; grazie a Rita ci siamo incontrati artisticamente, mi ha fatto dei regali ancora più belli: mi ha incoraggiato tanto e le sue parole sono state una grande spinta per me, nella sua Galleria (Artemisia) ho fatto la mia prima mostra personale con grande successo, addirittura abbiamo fatto una mostra bi-personale insieme - Umbria Jazz “Palco e Platea” MaMo ascolta Fioroni - una soddisfazione incredibile quando ho visto il manifesto che era un suo quadro fuso con un mio quadro, che oggi conservo gelosamente nel mio Hangar. Questa mostra oggi è ancora per me uno dei più bei traguardi. Nel corso di questi ultimi anni abbiamo condiviso tante cose legate all’arte, ma anche tanti piccoli momenti della sua vita e soprattutto mi ha donato il suo tempo; spesso sono andato nel suo atelier, il suo regno, e restavo spesso affascinato dalla sua manualità e dai suoi discorsi: era sempre saggio, moderno, appropriato, ironico qualunque fosse l’argomento. Grazie Peppe, anzi grazie Maestro Peppe, come ero solito chiamarlo.
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MATTEO GRANDI Ci sono persone che quando se ne vanno lasciano un vuoto enorme. Perché in loro assenza si perde un’occasione di confronto, di crescita, di arricchimento. Con Giuseppe Fioroni Perugia, e non soltanto Perugia, ha perso un patrimonio inestimabile. Umano prim’ancora che artistico. Quante persone ho sentito in queste settimane ricordare il Maestro: ognuna con un proprio aneddoto, una storia speciale, un ricordo. Questo è il vuoto lasciato dall’uomo. Eppure è proprio attraverso la sua arte e attraverso la sua straordinaria eredità morale e artistica che quel vuoto si può riempire. Giuseppe Fioroni è stato uno degli ultimi giganti della nostra piccola terra, un persona di una cultura unica, capace di spaziare dall’arte alla musica, dal più profondo dei discorsi alla più disincantata delle battute alternando profondità e leggerezza come soltanto i grandi uomini di cultura sono in grado di fare. Mancherà il suo acume, mancherà la sua visione del mondo, mancherà la sua gioia di vivere. Eppure Giuseppe Fioroni, grazie alla sua arte, ha saputo lasciare il segno. Ed è grazie a quel segno che resterà immortale.
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Fondazione CariPerugia Arte, Palazzo Baldeschi: 18 settembre 2020 – 6 gennaio 2021
RAFFAELLO IN UMBRIA E LA SUA EREDITÀ IN ACCADEMIA Tra reale e virtuale Raffaello animerà le sale di Palazzo Baldeschi: focus, sull’attesissima mostra organizzata da Fondazione CariPerugia Arte e Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia
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Testo: La Redazione Brano: “Sinfonia n°5” - Gustav Mahler
Tra reale e virtuale: è così che Raffaello abiterà le sale di Palazzo Baldeschi al Corso fino al 6 gennaio 2021. Il sommo artista italiano arriverà infatti in una versione digitale senz’altro coinvolgente, e i visitatori potranno persino vederlo mentre disserta con suo padre e con il suo maestro Pietro Vannucci, detto il Perugino. La cosa eccezionale è che si potranno ammirare, a Perugia, tutte ma proprio tutte le opere legate all’Umbria, oggi conservate nei più importanti musei del mondo. Non solo: la sua eredità artistica verrà raccontata attraverso la produzione dei grandi maestri di cui fu fonte di ispirazione. È così che la Fondazione CariPerugia Arte e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” hanno scelto di rendere omaggio a Raffaello Sanzio a 500 anni dalla sua scomparsa con la mostra “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia” che, dopo il rinvio a causa dell’emergenza Covid-19, aprirà i battenti il 18 settembre a Palazzo Baldeschi a Perugia. La mostra è divisa in due sezioni: la prima a cura di Francesco Federico Mancini, con la regia della Fondazione CariPerugia Arte e il contributo della Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche e dell’Archivio di Stato di Perugia, la seconda dal sottotitolo “L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento” realizzata dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e curata da Alessandra Migliorati, Stefania Petrillo e Saverio Ricci, con il coordinamento di Giovanni Manuali, conservatore dei Beni dell’accademia.
RAFFAELLO IN UMBRIA Raffaello nel capoluogo umbro ha trascorso più o meno sei anni della sua vita, dal 1500 al 1505 circa. Perugia e Città di Castello, rappresentano i luoghi dell’Umbria dove ha mosso i primi passi e svolto una parte significativa della sua formazione artistica, iniziata quando il padre Giovanni Santi chiese a Pietro Vannucci di accettare il figlio nella sua bottega per perfezionarsi nell’arte della pittura. Come è noto, le uniche due opere ancora conservate in Umbria sono il Gonfalone della Trinità, nella Pinacoteca comunale di Città di Castello e l’affresco di San Severo presso l’omonima cappella annessa alla chiesa camaldolese, oggi di proprietà del Comune di Perugia.
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Dopo il rinvio causato dall’emergenza Coronavirus, prende il via “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”, la mostra rende omaggio all’artista a 500 anni dalla sua scomparsa: saranno esposte tutte le opere legate all’Umbria, oggi conservate nei più importanti musei del mondo
18 settembre 6 gennaio Palazzo Baldeschi Corso Vannucci 66 | Perugia
in Umbria e la sua eredità in Accademia Realtà immersiva e percorso espositivo Apertura dal martedì al venerdì 15.30-19.00 sabato e domenica 10.30-13.30/15.00-19.00 lunedì chiuso Ingresso € 7,00 Ridotto € 4,00 Informazioni www.fondazionecariperugiaarte.it
A Palazzo Baldeschi prenderà vita un’esperienza immersiva dove si potranno ammirare in sequenza tutte le opere umbre del Maestro – se ne contano ad oggi dodici - permettendo ai visitatori di esplorarne anche i dettagli, accompagnati da informazioni lette da una voce narrante. L’esperienza emozionale e innovativa di questa parte multimediale della mostra è data proprio dall’intreccio tra suggestioni visive e sonore. In un’altra sala del palazzo, sempre grazie alla magia degli effetti multimediali, partendo da famosi ritratti alcuni attori in costume rinascimentale porteranno in scena il pittore urbinate attraverso due dialoghi: il primo (siamo nel 1494), è una conversazione che vede un Raffaello undicenne portato dal padre Giovanni Santi presso la bottega del Perugino, a cui viene chiesto di accoglierlo tra i suoi allievi. Il secondo, a questo punto Raffaello ha 21 anni, è un confronto con il Perugino che ruota intorno ai due capolavori che raffigurano lo Sposalizio della Vergine. Fiore all’occhiello della mostra tre prestigiose opere del Rinascimento umbro appartenenti alla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e realizzate da tre maestri a cui Raffaello si ispira e con i quali si relaziona quando arriva in Umbria: la Madonna col Bambino e due cherubini di Perugino, la Madonna con il Bambino e San Giovannino di Pintoricchio e il Santo Stefano lapidato di Luca Signorelli.
L’EREDITA’ DI RAFFAELLO IN ACCADEMIA
La sezione della mostra, dal titolo “L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento” si articola in quattro parti tematiche e cronologiche che vogliono mostrare e dimo-
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strare come, per tutto l’Ottocento, Perugia, grazie alla presenza di Tommaso Minardi, fu un epicentro insieme a Roma della corrente purista e del ritorno all’arte di ispirazione religiosa. L’Accademia infatti fu un vivaio di talentuosi pittori che rielaborano la lezione degli antichi maestri, Perugino e Raffaello prima di tutti, attualizzandone modelli e stile, interpretando quel gusto neo-rinascimentale, molto apprezzato anche dal collezionismo e dal mercato internazionali dell’epoca. “RAFFAELLO IN UMBRIA E LA SUA EREDITÀ IN ACCADEMIA” Organizzazione: Fondazione CariPerugia Arte e Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” Sede: Palazzo Baldeschi Corso Vannucci, 66 / 06121 Perugia Date: 18 settembre 2020 / 6 gennaio 2021 Info e prenotazioni: T. 075 5734760
CATALOGO COVID FREE La mostra sarà corredata da uno speciale catalogo “COVID free”, realizzato da Fabrizio Fabbri Editore con un innovativo sistema di stampa certificato capacedi abbattere la carica batterica e alcuni tra i principali agenti microbici e fungini, sviluppato con lo stampatore Graphic Masters in collaborazione con tre laboratori di analisi specializzati. palazzobaldeschi@fondazionecariperugiaarte.it www.fondazionecariperugiaarte.it @fondazionecariperugiaarte @CariPerugiaArte / cariperugiaarte #PerugiacelebraRaffaello / #RaffaelloinUmbria
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PM ha incontrato una delle personalità più eclettiche del panorama musicale italiano
DJ, MUSICISTA, PRODUTTORE, MANAGER E DISCOGRAFICO:
TUTTE LE ANIME DI SHABLO
È senza dubbio un punto di riferimento nel panorama musicale italiano e non solo. Ha lavorato praticamente con tutti gli artisti della scena rap e trap: da Marracash, a Gué Pequeno, da Fibra a Sfera Ebbasta e Charlie Charles, la lista è lunghissima, impossibile inserirli tutti. Argentino, di Buenos Aires, ma umbro d’adozione, si è trasferito giovanissimo a Perugia, dove è cresciuto e dove torna appena può, anche se in realtà rimane un cittadino del mondo. All’anagrafe è Pablo Miguel Lombroni Capalbo, ma tutti lo conoscono come Shablo.
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Testo: Claudia Alfonso Brano: “M’ manc” - Shablo, Geolier, Sfera Ebbasta
Pablo come nasce Shablo? Shablo nasce quando avevo 14 anni e la musica era già la mia più grande passione, ma non immaginavo ancora che sarebbe diventata anche il mio futuro. Allora Pablo, parliamo proprio dei tuoi inizi. Sin dall’adolescenza la musica è stata al centro della mia vita, c’è stato un periodo in cui ho anche provato a rappare, ma presto ho capito che la mia strada sarebbe stata un’altra. Così ho iniziato prima come DJ e poi mi sono avvicinato al mondo della produzione. A quel tempo, stiamo parlando degli anni ‘90, c’erano tanti rapper, anzi tutti volevano fare i rapper ma d’altra parte mancavano i produttori. Io all’epoca ogni tanto facevo basi e da lì è partita la mia carriera. Non sapevo che quella sarebbe diventata la mia professione ma pian piano questa passione assumeva sempre più aspetti concreti e reali. In fondo le cose più belle nascono così, come un gioco… e alla fine, si sa, il gioco è una cosa seria. Musicista, DJ, producer, discografico, poi manager passando per talent scout. La tua è una personalità eclettica... sono tante le anime che convivono in Shablo. Io mi occupo di musica a 360°: ovvero di tutti quelli che sono gli aspetti del music business. La parte manageriale però, per quanto mi riguarda, non può prescindere dalla parte artistica. Io sono prima di tutto un creativo e con tutti gli artisti con cui collaboro cerco di curare al massimo questo aspetto. Per quanto riguarda la parte talent scout, il caso più eclatante è stato Sfera Ebbasta: insieme ab-
biamo costruito un percorso importante e ricco di grandi soddisfazioni. In un’intervista hai detto “Quello che fa la differenza non è il talento ma la forza di volontà”. Sì lo confermo. Il talento è importantissimo, è fondamentale, perché caratterizza l’artista, rappresenta la sua cifra identitaria. Il talento è qualcosa che si ha dentro ed è importante perché ti connota, ma la forza di volontà è quella che porta un artista allo step successivo. Non esiste un percorso senza difficoltà. Non esiste una strada solo in discesa, ma la costanza, la deter-
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minazione e la capacità di rialzarsi dopo essere caduti, permettono a un artista di rimanere nel tempo, di non essere una meteora. Diciamo che è fondamentale che il talento e la forza di volontà coesistano. Questo è un grande messaggio per chi vuole fare musica oggi. Approfondendo questo argomento, ti dico che sotto certi aspetti portare avanti un progetto musicale oggi è più semplice rispetto a prima. Attualmente, ci sono molte più possibilità di fare musica, di autoprodursi e di autopromuoversi, ma alla fine quelli che riescono a rimanere nel tempo sono pochissimi. Ormai ci sono tantissimi strumenti che possono permettere a una persona di tentare questa carriera, ma la partita vera si gioca sul “come lo fai”. Tutti vogliono fare i rapper, forse oggi sono più quelli che fanno rap rispetto a quelli che lo ascoltano. Il rap non è più un genere di nicchia. Il rap, da genere di nicchia a mainstream. Secondo te si è un po’ snaturato? No, non credo che “snaturato” sia la parola corretta. Come tutte le cose, anche il rap si è evoluto. Le cose cambiano perché cambiano i tempi, i contesti. Tutto subisce un’evoluzione. Sicuramente il rap di oggi è molto diverso da quello degli anni ‘80/’90, quello di protesta, che parlava di ghetto, di centri sociali e che voleva in un certo senso cambiare la società. Oggi il rap più che altro dà voce a un disagio interno. La costante però è quella di voler raccontare la verità e di fotografare la società. Non è un caso che i rapper siano considerati i nuovi cantautori.
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Pablo, come sai Piacere Magazine è un freepress che racconta l’Umbria e tu di Umbria ne hai tanta nella tua vita. L’Umbria, soprattutto Perugia, è stata ed è tutt’ora una pagina bella e importante della mia vita. Mi sono trasferito qui da Buenos Aires a 10 anni e ci ho vissuto fino ai 20. La mia vita a Perugia racconta proprio del periodo in cui mi sono appassionato alla musica. Tanti ricordi per esempio sono legati a Umbria Jazz, quando dai 14 ai 18 anni accompagnavo i musicisti che si esibivano. E poi ho sposato una perugina, quindi sì: la mia vita è davvero piena di Umbria. I loro testi sono veri perché parlano, nel bene o nel male, di cose reali. È cambiato il linguaggio, ma il rap come genere musicale rimane fedele a sé stesso. Non possiamo ignorare il periodo storico che stiamo vivendo. Questa pandemia ha rotto tutti gli equilibri e ha creato non poche difficoltà. Anche quello musicale è un settore che ha subìto perdite e che vive una situazione complicata. Adesso finalmente nella musica comincia a muoversi qualcosa. Ma, il mio pensiero va principalmente a tutti coloro che vivono di live. Gli artisti grazie al digitale in qualche modo hanno continuato a produrre, ma chi vive di spettacolo dal vivo no. Sono tantissime le professionalità legate ai concerti, da chi monta i palchi agli elettricisti, dai direttori ai tour manager passando per le maestranze varie, loro stanno davvero vivendo un momento difficile che spero vivamente finisca presto.
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VISIONI di STILE
UN VIAGGIO NELL’UNIVERSO DI OTTICA BLITZ, DOVE IL BRAND INCONTRA LA QUALITÀ
In equilibrio fra tradizione e futuro. Con oltre trent’anni di attività alle spalle, negli spazi di Ottica Blitz a Perugia affidabilità e creatività si incontrano: dallo studio fotografico, fondato a metà degli anni ’80, a quello che oggi è molto più di un negozio; punto di riferimento per chi vuole essere sempre aggiornato sulle ultime tendenze in fatto di stile, ma anche studio optometrico con strumentazione all’avanguardia per l’esame della vista, servizi essenziali come l’applicazione di lenti a contatto, laboratorio di stampa foto e sala pose per la realizzazione di book fotografici. Dagli scatti alle star internazionali, passando anche dalle pagine di autorevoli riviste di moda, l’attenzione per la qualità e il dettaglio è stata da sempre la caratteristica distintiva di Ottica Blitz. Una selezione di top brand in costante aggiornamento è poi il valore aggiunto: dai marchi in esclusiva Caroline Abram – brand parigino handmaPM • FASHION • 69
de che esalta la bellezza femminile con forme e colori che regalano un bagliore in più a ogni viso, oltre a una linea speciale di coppie di occhiali abbinati per mamma e figlia – e Talla, artefice di uno stile dandy-chic per uomo che abbina metalli e lastre dai colori raffinati, per un impatto pungente e fresco, fino a Lindberg, brand danese che ha realizzato un brevetto originale completamente in titanio, senza viti e ultraleggero, per un design nordico ed estremamente minimale. Qualità prima di tutto e un gusto fuori dall’ordinario, ma sempre in armonia con il mood e l’estetica del cliente.
Attitudine dinamica e curiosità che si riflettono anche negli allestimenti e nei piccoli eventi organizzati per lanciare i nuovi prodotti. Tra vetrine a tema ed esposizioni curate ad hoc, l’occhiale è sempre collocato in un contesto che lo valorizza. E gli appuntamenti stagionali – il classico evento natalizio accanto a quello in primavera-estate – sono l’occasione ideale per presentare ai clienti le ultime novità, spesso in abbinamento a promozioni imperdibili: anche brand come D&G, Armani, Bulgari, tra i marchi attualmente presenti in negozio, sono stati protagonisti degli eventi di Ottica Blitz con
il campionario completo in anteprima, per regalare ai clienti un piccolo viaggio nel mondo del fashion.
OTTICA BLITZ Via V. Annunziata Tucci Rosselletti, 50 Castel Del Piano (PG) T. 075 5140110 / otticablitz@gmail.com www.otticablitz.it @OtticaBlitz
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BACK TO SCHOOL PERUGIA VIA SETTEVALLI / VIA OBERDAN VIA BAGLIONI / BASTIA UMBRA
That's cool! SMOOTHITALIA.COM
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UN AUTUNNO-INVERNO TUTTO DA AMARE
LE TRICOT PERUGIA LA COLLEZIONE FALL WINTER 2020-2021 DONA MORBIDE E AVVOLGENTI SENSAZIONI AUTUNNALI
Sofisticata ma semplice, luxury ed essenziale, easy ma anche chic. L’unicità di Le Tricot Perugia sta in questa sua anima, capace di oscillare tra concetti molto diversi tra di loro, se non opposti, per poi raggiungere una sintesi perfetta. Come perfetto è ogni capo della casa di moda perugina: perfetto non solo dal punto di vista del materiale e della lavorazione, ma anche per quanto riguarda la vestibilità e, più in generale, l’idea da cui ha origine. Un capo Le Tricot Perugia è quello sempre giusto da indossare, quello adatto alle occasioni più diverse, quello che ci accompagna al meglio nel complesso alternarsi degli umori di ogni giornata, quello che non passa mai di moda. Morbidi materiali invernali, abbinati a nuove vestibilità over, dominano la collezione “I Love the feeling of Autumn”, nei suoi tre mood all’insegna dell’eleganza informale, della qualità preziosa e del design ricercato: scopriamoli insieme. PM • FASHION • 75
BEAUTY AND PURE
Colori come il greige e vari toni del cammello sono abbinati a un rosa colorato e a un rosso luminoso, in contrasto, ma allo stesso tempo in armonia tra loro. Il protagonista dei filati è l’esclusiva miscela di lana/seta/cashmere che, insieme al cashmere puro, rappresenta la storia e l’identità di Le Tricot Perugia. In abbinamento alla maglieria troviamo articoli jersey, come il raso di seta che rende i look ancora più completi ed eleganti, e una nuova viscosa crêpe dalla mano calda: la sua caratteristica di non stropicciarsi rende questo materiale perfetto per il viaggio.
TRE I TOPIC DOMINANTI DELLA STAGIONE: BEAUTY AND PURE, LUXURY CASUAL, EASY WEAR
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LUXURY CASUAL
Abbinamenti tra il blu scuro e il blu jeans, mix con i toni del cammello e dei bruciati, filati con dettagli color bronzo per dare dei tocchi di luce. In questo tema si trovano materiali nuovi come ad esempio un filato misto “di effetto” caratterizzato da piccolissime paillettes di colore bronzo e un alpaca super leggero. Per chi ama le pellicce, accessori in volpe, rex oppure capi con dettagli fashion in piuma di struzzo.
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EASY WEAR
Dai toni chiari del panna agli scuri del nero, mischiati ai toni dei bruciati, camel, taupe e un arancio soft. Qui si gioca con i disegni maschili check e Pied di Poule, resi moderni e femminili con l’utilizzo di dettagli di paillettes o tramite delle coulisse in fashion leather.
LA CASA DI MODA UMBRA CONTINUA A SORPRENDERE CON LA SUA ELEGANZA INFORMALE E PREZIOSA
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INSPIRED BY NATURE
Il Reparto Ricerca/Stile Prodotto di Le Tricot Perugia ha inoltre deciso di inserire in collezione dei filati e tessuti marcati GRS, un marchio che certifica a livello internazionale una filiera per lo sviluppo responsabile e sostenibile nel settore tessile.
FACTORY STORE Tutte le collezioni di Le Tricot Perugia sono acquistabili presso il Factory Store in Via Del Rame 79, Ponte Felcino a Perugia. Lo store è aperto tutti i giorni dal Lunedì al Sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.
LE TRICOT PERUGIA S.p.A. Via Val di Rocco, 46/48 Ponte Felcino / Perugia Tel. 075 591091 info@letricotperugia.com @letricotperugia
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PM INCONTRA
ILENIA VOTINI
La sua linea luxury ecosostenibile vola a Miami Ilenia Votini, proprietaria dell’ormai rinomato Spazio Vintage di Perugia, è un’imprenditrice e designer che porta il made in Umbria oltreoceano. Infatti, la capsule collection omonima da lei disegnata, è in breve tempo approdata sul palcoscenico internazionale di Miami. Ilenia, il tuo Spazio Vintage è conosciutissimo a Perugia, ma vorremmo focalizzare la nostra
attenzione sulla tua linea “Ilenia Votini”. Ci racconti com’è nata e le sue caratteristiche? La linea porta il mio nome ed è nata dall’idea di creare una collezione più estesa di borse e accessori. All’inizio si trattava di lavorare con pochi pezzi ma piano piano la cosa si è ampliata. Ho, così, creato questa capsule: pezzi unici realizzati artigianalmente in Umbria, da sole donne, con pellami di riciclo. Il concept
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Testo: Vittoria Lolli - Brano: “Miami” - TWill Smith
è quello del luxury ecosostenibile: acquisto, infatti, pellami di scarto da aziende di brand molto importanti. La capsule consiste di quattro modelli: clutch, luxury, shopper e borsa con tracolla. Il marchio è rappresentato da una palma perché nasce dal ricordo della mia vita in America, dove ho vissuto da studentessa. Ho scelto questo simbolo per Miami, perché vorrei passare una vita intera sotto le sue palme. È un segno di libertà. Dopo tanti sacrifici e notti insonni sono riuscita a costruire il progetto. Penso ai modelli, li disegno e li faccio produrre, occupandomi anche della pubblicità. E nel frattempo seguo anche il mio negozio, dove produco abiti artigianali utilizzando tessuti di scarto di aziende di altissima qualità, realizzati da una bravissima sarta. La tua linea è venduta persino a Miami. Com’è nata questa collaborazione? La collaborazione è nata grazie a diversi contatti personali che possiedo negli USA. Non è stato facile all’inizio ma alla fine ci sono riuscita. Il tutto è nato durante il lockdown, quando ho contattato delle persone stupende che possiedono una boutique a Miami. Ho fatto una prova: ho investito e inviato i miei prodotti e, nonostante il periodo difficile, sono stati venduti tutti i pezzi. Da poco ho firmato il contratto ufficialmente e sono riuscita ad aprire anche un altro canale a New York. La produzione partirà anche per loro. Quali sono le chicche di questo autunno inverno alle porte relativo alla tua capsule? I modelli che produco in Italia prediligono colori scuri, come il nero, il grigio o il metallizzato. Negli USA vengono utilizzati colori diversi rispetto al nostro Paese ma i prodotti presentati sono gli stessi. Inoltre in questo progetto
non esistono sprechi! Con quello che rimane vengono realizzate le piccole palmine o le baby clutch. Un’altra novità di ottobre sarà il Corner Shop, adiacente al negozio. Si tratta di una tipologia di vendita innovativa, ci saranno spazi che chi vuole può acquistare per vendere i propri prodotti, dal brand new all’usato, al vintage.
Visto il successo della tua linea, che cosa dobbiamo aspettarci da te in futuro? Da sempre lavoro tanto per migliorare. Il mio sogno americano è stato già raggiunto, ma nella vita bisogna sempre continuare con umiltà. Ci saranno altri progetti che guardano verso gli Stati Uniti. Vorrei ampliare la linea, puntando sempre sulle mie forze. La mia famiglia mi ha insegnato l’importanza di camminare da sola e raggiungere autonomamente gli obiettivi che mi pongo. La ringrazio molto per questo, come ringrazio Perugia, che mi ha dato e continua a darmi tanto. Questa città mi ha dato l’input per entrare in mercati più grandi e misurarmi anche a livello internazionale. È una soddisfazione unica. LO SPAZIO VINTAGE DI ILENIA T. 075 32506 @spaziovintageperugia @lospaziovintagedi_ilenia
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di Angelo
Buonumori
LE CARICATURE IMMATERIALI
Il noto artista perugino torna a sorprendere con un nuovo ciclo di opere
FOTO DI FRANCO PREVIGNANO
Testo: Isabella Zaffarami - Brano: “Ma il cielo è sempre più blu” - Rino Gaetano
Dal Papa a Giorgione, da Romizi a Donald Trump, dalla Raggi a Cucinelli: in pochi segni il racconto di un personaggio
“Caricature immateriali” come le ha definite lo stesso autore nel corso della chiaccherata con noi di PM. Caricature leggere, accennate, nelle quali bastano pochi tratti, a volte uno solo, per definire il personaggio. Sembra una contraddizione, ma il risultato è geniale ed esilarante, perfettamente nello stile di Angelo Buonumori. L’artista perugino ha iniziato a produrre questo ciclo di ritratti umoristici nel corso del lockdown, ispirato dalla cronaca, dai social e anche dalle simili iniziative di artisti e creativi come Franco Prevignano che, nel corso dell’isolamento, si è dedicato a immortalare oggetti trovati tra le mura domestiche, raccolti sotto l’hashtag #iofotografoincasa.
BEPPE SEVERGNINI BEPPE
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“Mi sono chiesto cosa potessi fare io e il pensiero è andato subito al disegno”, spiega Buonumori: la ricerca figurativa e in particolare il ritratto hanno infatti caratterizzato tutta la sua storia professionale e artistica. Le sue ultime creazioni fanno pensare, in particolare, ai suoi “Acronimi ritratti” del 2006 e ai suoi “Profili InVersi” del 2013. Le caricature sono realizzate attraverso il disegno digitale, ma del tutto “a mano libera” e quindi senza alcun ausilio fotografico o automatismo tecnologico. “Utilizzo il mouse come se fosse matita e pennelli – racconta l’autore – ma devo ammettere che queste creazioni non sono il mio primo banco di prova. Già da ragazzo mi divertivo a fare caricature sempre caratterizzate da una certa vocazione alla sintesi. A differenza di quelle classiche, le mie caricature contengono la minor quantità possibile di elementi: ho evitato di includere tutto quello che ho ritenuto superfluo e questo per mia scelta personale e inclinazione naturale. In ogni ritratto c’è una componente caricaturale che nella caricatura si accentua: un tratto, un’espressione, una postura vengono sottolineati per comunicare una determinata caratteristica della personalità del soggetto ritratto. Nel mio caso solo quell’unico elemento viene preso in considerazione ed è sufficiente a rendere riconoscibile e a definire il personaggio, o almeno spero che lo sia”.
Lo è assolutamente tanto è vero che queste creazioni hanno destato molto interesse, ci racconta come è andata? Ho iniziato a disegnare le caricature per il semplice piacere di farlo, poi ne ho pubblicata qualcuna sui social, in particolare su Facebook, e ho registrato grande entusiasmo, non solo in ter-
MATTEO GRANDI
Lo conobbi dopo che scrisse un articolo molto bello sulla mia mostra nel 2006, è a pieno titolo nella categoria degli amici.
mini di like e commenti, ma anche messaggi e telefonate, soprattutto da parte dei personaggi locali ritratti, alcuni dei quali sono buoni amici. Mi è stato riferito che a Sgarbi è stata sottoposta la sua caricatura e che lui l’ha molto apprezzata. Qualcuno poi mi ha suggerito di farne un mostra o una pubblicazione.
ALESSANDRO CAMPI
Un ottimo amico, tra i più entusiasti delle caricature che ho realizzato.
MATTEO
L’idea è nata nel corso del lockdown e le creazioni sono state conosciute e apprezzate grazie alla diffusione sui social PM • ARTE E DINTORNI • 86
ALESSANDRO
MICHELE FIORONI
Una persona nella quale trovo molti tratti del padre Beppe cui ho voluto molto bene.
MICHELE
VIRGINIA RAGGI
Con quale soggetto ha iniziato? Ho iniziato con Virginia Raggi perché ho avuto il pensiero dell’orecchio che, da solo, potesse essere sufficiente a dire tutto. Il secondo è stato Di VIRGINIA Maio, anche lui molto facilmente caricaturabile. La caricatura più facile e la più difficile? La più facile forse è stata quella di Woody Allen, caratterizzato da tratti distintivi molto netti. Molto di più invece ho dovuto lavorare, tra gli altri, sull’amico Alessandro Campi che ha lineamenti meno marcati.
MAURIZIO PESCARI
Un grande amico con cui ho condiviso molti momenti professionali e non solo.
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EZIO BO SSO
“A differenza di quella classiche, le mie caricature contengono la minor quantità possibile di elementi e questo per mia scelta personale e inclinazione naturale”
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L’opera che preferisce qual è? Brunello Cucinelli: è la caricatura più immateriale, fatta solo di questa aureola. L’ho realizzata a caldo avendo avuto l’ispirazione mentre lo sentivo parlare di rondini e primavera: mi sembra che rappresenti in modo efficace questa sorta di santificazione che si sta facendo nei suoi confronti.
BRUNELLO CUCINELLI
È certamente la caricatura più “immateriale” e quella che preferisco tra le molte che ho realizzato.
ANDREA ROMIZI
GRETA THUNBERG
Un bel ragazzo, ma dai tratti poco caricaturali: mi ha fatto un po’ faticare.
GRETA
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ANGELO BUONUMORI
IST I AN OR ON AL DO
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CR
Angelo Buonumori costituisce un pezzo di storia della comunicazione pubblicitaria umbra e italiana. La sua carriera comincia tra ricerca figurativa e art direction pubblicitaria. Nel 1966 inizia a operare presso l’ufficio artistico della Perugina. Nel 1974 realizza la sua prima mostra personale, insieme all’amico e collega Gianni Sani, presso la quadreria “Il Perugino” a Perugia. Nel 1977 viene invitato ad esporre a Genova nelle sale di Palazzo Cattaneo Adorno. Negli anni ‘80 è direttore creativo di alcune importanti griffe come Nazareno Gabrielli e Igi & Igi. Fonda poi un proprio studio di design pubblicitario ed è l’ideatore di molti famosi marchi italiani tra i quali il celeberrimo “Ore Liete”. È stato anche a lungo docente di “Teoria e tecniche della comunicazione pubblicitaria” presso l’Università per Stranieri di Perugia. Nel 2006 è tornato ad esporre a Perugia con una mostra dal titolo “Acronimi ritratti”. Del 2013 sono la personale “Profili InVersi” presso la Galleria Artemìsia di Perugia, preview della mostra “Profili InVersi” tenutasi presso la Galleria Statuto 13 di Milano, Brera District. Nel 2014 è presente con sette opere all’Asia Contemprary Art Show di Hong Kong. Sue opere sono presenti presso la Koo Gallery di Hong Kong e in collezioni private. Tra il 2017 e il 2018 le sue installazioni di light art danno vita alla mostra site specific “Ierofania” nel Complesso Templare di San Bevignate a Perugia.
Per il resto come ha scelto i personaggi da rappresentare? Sono andato un po’ random, senza una logica precisa. Ho iniziato dai politici poi giornalisti, cantanti, chef, personaggi locali noti e amici.
DONATELLA TESEI
È stato il primo personaggio politico locale che ho rappresentato.
Ha intenzione di fare altre caricature o di portare avanti dei progetti che abbiano come protagoniste queste creazioni, come le è stato suggerito? Per ora mi sono fermato e non so se in futuro ne realizzerò altre, di sicuro si tratta di un’idea nata senza nessun secondo fine e così voglio che resti: nel caso in cui qualche iniziativa che riguarda le mie caricature vada in porto mi piacerebbe quindi che il ricavato potesse andare in sostegno ad associazioni benefiche.
DONATELLA
CLAUDIO BRUGALOSSI
Un amico di vecchissima data, grande chef e uomo di rara generosità.
GIORGIO BARCHIESI - GIORGIONE
Anche lui un amico, è stato il primo tra gli chef che ho voluto ritrarre in GIORGIONE caricature.
CLAUDIO
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ISTITUTO PARITARIO LEONARDI Verso i migliori obiettivi formativi attraverso percorsi individuali
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Rispettare e promuovere l’unicità di ciascuno studente, sostenerlo nell’affrontare ciò che trova più complesso e, nello stesso tempo, stimolarlo nel seguire passioni e interessi, valorizzandone abilità e attitudini. È questa la missione che l’Istituto Paritario Leonardi si pone da sempre e che persegue in modo eccellente grazie anche alla programmazione, per tutti gli iscritti, di percorsi didattici personalizzati. Per ogni ragazzo viene realizzato un Piano Educativo e Formativo in linea con le sue caratteristiche ed esigenze. Una metodologia didattica particolarmente efficace che negli anni ha permesso di raggiungere risultati significativi e che ha garantito a molti ragazzi una notevole serenità, nuovo amore ed entusiasmo per lo studio e che ha regalato soddisfazioni importanti alle famiglie e agli stessi insegnanti. Nelle particolari condizioni che viviamo oggi, questo modo di fare scuola è più idoneo ed apprezzato che mai. Chi sceglie l’Istituto Paritario Leonardi sa di poter contare su una grande flessibilità e sulla massima disponibilità da parte di tutto il personale scolastico. Gli ampi spazi, le tecnologie avanzate e la possibilità di integrare la didattica in presenza con quella a distanza (DAD), grazie anche a una
OLTRE AI CORSI DI STUDI GIÀ ATTIVI - AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING E I.P. DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI – L’IMPORTANTE NOVITÀ DELL’ATTIVAZIONE DEL NUOVO INDIRIZZO DI LICEO SCIENTIFICO
piattaforma e-learning e di videoconferenze particolarmente performante e innovativa, vanno a completare l’offerta che permetterà a studenti e genitori di affrontare l’anno scolastico in totale serenità. Saranno osservate inoltre ulteriori misure per garantire il più elevato livello di sicurezza raggiungibile. “Da noi – spiega Nicoletta Utzeri, responsabile dell’Istituto Paritario Leonardi - i rischi, anche dal punto di vista sanitario, sono ridotti al minimo grazie, tra l’altro, alla scelta di dar vita a classi assolutamente non numerose, di numero compreso tra i 10 fino a massimo 20 alunni ciascuna. È di questi ultimi giorni, infine, la notizia che ci ha riempito di soddisfazione, confermando la bontà del lavoro svolto in questi anni: abbiamo ottenuto l’autorizzazione dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria (USR), per conto del Ministero dell’Istruzione (MI), ad attivare l’indirizzo di Liceo Scientifico. Potremo quindi - già da quest’anno scolastico - applicare il nostro metodo personalizzato e attento anche ai più complessi percorsi di studio per dare più ampia risposta a chi è interessato a obiettivi scolastici ambiziosi, in alternativa a quelli già attivi (I.T.E – Amministrazione Finanza e Marketing e I.P. dei Servizi Socio Sanitari). Saranno inoltre attivati programmi personalizzati e percorsi di recupero relativi a materie dello scorso anno scolastico”. Le iscrizioni sono aperte e per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria della scuola. ISTITUTO PARITARIO LEONARDI Via Mario Angeloni, 59 / Perugia T. 075 5008668 / www.istitutoparotarioleonardi.it Istituto Paritario Leonardi
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DA BERLINO ALLA CROAZIA CON L’UMBRIA NEL CUORE LA STORIA DI PAOLO SCIAVARTINI E DEL SUO GIN FENOMENALE Testo: Angela Giorgi - Brano: “Happy Hour” - The Housemartins
Un sogno diventato realtà: è la “boutique distillery” di Paolo Sciavartini, umbro di nascita ma cittadino del mondo, che ha aperto nella parte settentrionale dell’Istria la distilleria Imagine Spirits. E il gin che produce – il Pink Robin, di qualità eccezionale e pluripremiato a livello internazionale – ha il sapore di un’avventura: un viaggio segnato da curiosità, coraggio e determinazione, che ha portato Paolo a sperimentare in tutti i settori lavorativi, fino ad approdare a questa ricetta davvero speciale. Un ingrediente insolito, un originale processo di distillazione, ma soprattutto il sapore di un successo che dall’Italia sta facendo il giro del mondo. Un umbro nel mondo. Raccontaci la tua esperienza, dagli inizi nella nostra regione alle tue esperienze internazionali. Sono nato ad Assisi e ho vissuto a Perugia, dove
ho frequentato i primi due anni di ingegneria, poi per specializzarmi mi sono spostato a Roma, dove ho completato gli studi e ho iniziato a lavorare. Quindi in pratica ho lasciato Perugia a 19 anni, ma torno spesso per vedere la mia famiglia e gli amici. A Roma ho conosciuto quella che ora è mia moglie: tedesca, nata in Spagna, lavorava lì come giornalista. L’ho seguita a Berlino, lasciando casa e lavoro: a 31-32 anni mi sono preso un anno sabbatico, ho imparato il tedesco e facevo la guida turistica per gli italiani. Appena ho iniziato a padroneggiare la lingua, ho trovato lavoro per un’azienda giapponese che faceva consulenza nel fotovoltaico, poi con una statunitense con cui lavoro tuttora e di cui sono anche socio. Grazie a quest’azienda ho potuto girare il mondo: ho vissuto dieci anni a Barcellona, dove avevo un piccolo ufficio e tanta libertà di movimento.
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Da dove hai preso l’idea del gin artigianale? L’idea del gin risale proprio a quel periodo. Tra il 2006 e il 2008, a Barcellona dilagava la moda del gin tonic che poi ha invaso tutto il Mediterraneo. Ma dopo dieci anni in Spagna, con due figli e in piena crisi economica, volevamo cambiare. Siamo quindi tornati a Berlino, una città giovane e culturalmente attiva, ma ci siamo poi spostati a Potsdam, più adatta per crescere i nostri bambini. Due anni fa ho deciso di aprire la distilleria: in Germania ho seguito dei corsi per capire come si produce il gin e con un collega croato ho dato il via all’attività. In Italia è molto complicato aprire una distilleria: c’è tanta burocrazia e serve un investimento enorme, perché le normative esistenti richiedono impianti molto costosi. È per questo che sono pochissime le distillerie “craft” – e una delle poche è proprio in Umbria, a Gub-
bio. In Istria invece c’è la stessa tradizione del Veneto per la grappa e aprire una distilleria è più semplice. Inoltre, il ginepro croato è molto buono, come quello che si trova in Toscana o in Umbria. In Croazia abbiamo trovato anche l’aronia, un frutto rosso con cui creiamo un aroma per il gin. Non è molto famoso in Italia, anche se è molto salutare e penso che la moda dell’aronia prima o poi arriverà anche in Italia. Com’è lavorare sul mercato estero? Per la distilleria, come spiegavo, è decisamente più semplice che in Italia: in Italia devi fare grandi investimenti, che per una piccola attività, soprattutto all’inizio, possono essere scoraggianti. In Italia poi l’alcol è monopolio di stato e le concessioni delle licenze sono quindi molto regolarizzate, con una burocrazia complessissima. Nel mio lavoro principale, come ingegnere elettrico, posso dire che rispetto alla mia esperienza all’estero ho notato che gli italiani sono superqualificati. Se messi in un ambiente efficiente possiamo fare la differenza, perché l’impegno che mettiamo sul lavoro tende a essere sempre alto. L’unica differenza è che in Italia a volte manca organizzazione: sia perché le aziende sono tendenzialmente più piccole e hanno pochi mezzi a disposizione, sia per la
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mentalità generale – in Italia da un lato abbiamo aziende modello, leader mondiali, dall’altro aziende che si sono fermate agli anni ’70, a quando hanno fatto fortuna e poi si sono arenate per limite di mentalità. Un laureato italiano vale come due spagnoli o uno e mezzo tedesco. La cultura generale e quella che apprendiamo nei nostri studi è molto più alta, ma siamo carenti in alcune competenze, per esempio nelle lingue moderne. Quali consigli ti senti di dare ai giovani italiani che vogliono lanciarsi sul mercato estero? Innanzitutto, partire umili. Non possiamo pretendere di diventare subito business manager di un’azienda tedesca, per esempio. Secondo consiglio, non avere stereotipi. In Italia negli anni ci siamo creati stereotipi su tutti, ma soprattutto noi giovani dovremmo abbandonarli: siamo tutti europei ormai. Soprattutto a livello lavorativo, i pregiudizi non devono mai essere un ostacolo. E non dobbiamo neanche arrenderci alla paura dello stereotipo dell’italiano all’estero: gli italiani sono visti benissimo, invidiati da tutti. Ovviamente non ci invidiano il “sistema Italia”, ma la cultura e il territorio: dobbiamo andare a testa alta perché ci apprezzano molto più di quanto
pensiamo. Addirittura in Germania. Tanti miei colleghi che sono andati all’estero sono riusciti a fare carriera, pochissimi sono dovuti tornare indietro. Per cultura e mentalità, riusciamo sempre a cavarcela. Devo però ammettere che la sfida più grande per l’italiano all’estero è la lingua. È il più grande ostacolo: siamo creativi come mentalità, ma spesso non possiamo farla fruttare perché ci manca un mezzo essenziale come la lingua. Io sono partito essenzialmente per amore, ma all’estero mi sono sempre trovato bene, non ho avuto difficoltà con il lavoro o nello stringere amicizie, l’unico problema è stato la lingua. Una seconda lingua oltre l’inglese potrebbe fare la differenza nel mercato del lavoro. Cosa ti manca dell’Italia e dell’Umbria? Gli italiani: un popolo bellissimo. La possibilità di rivedere la mia famiglia e gli amici di una vita. Progetti per il futuro? Il progetto del gin per me è “futuro”: l’azienda è stata creata a giugno 2019 e abbiamo iniziato a distillare a dicembre. Quindi sicuramente il mio progetto futuro è far crescere la distilleria, rendendola un po’ più internazionale. Non conoscevo il mercato dell’alcol: ci sono tanti produttori, servono risorse per investire in pubblicità e al momento dobbiamo rivolgerci a mercati di nicchia che richiedono meno investimenti, ma anche tanto lavoro. Partecipiamo a tanti concorsi internazionali, un biglietto da visita che aiuta a distinguersi. Quest’anno dovevamo essere a Vinitaly, ma purtroppo è saltato. Prima o poi tornerò in Italia e aprirò una distilleria: siamo in trattativa con due distributori, speriamo che vada a buon fine. È questo uno dei miei sogni nel cassetto.
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VALLE DI ASSISI
Regalati il benessere in Umbria In una splendida distesa immersa nella natura di Santa Maria degli Angeli, nel cuore verde dell’Umbria sorge la Valle di Assisi. Un luogo magico, ideale per organizzare un weekend di benessere, per fare il pieno di relax o anche per chi ha il desiderio o la necessità di prendersi
qualche ora per staccare dalla routine quotidiana legata al lavoro e alla città. La Spa che si estende su 700 mq è il fiore all’occhiello di questa struttura ed è proprio quello che ci vuole per prendersi del tempo per sè stessi e coccolarsi.
PERCORSO SOCIAL SPA È un’esperienza condivisa con altri ospiti, un percorso di benessere assolutamente rigenerante a cui è possibile aggiungere anche trattamenti e massaggi a scelta. Il percorso comprende una sauna finlandese, bagno turco, bagno mediterraneo, vertical kneipp, breeze, cold rain, stanza relax del sale, piscina interna riscaldata e due vasche idromassaggio con meravigliosa vista su Assisi.
Il Trattamento Da Provare NUVOLA EXPERIENCE
PERCORSO PRIVATE SPA La Private Spa invece è un percorso pensato per la coppia e si svolge in un’area riservata con bagno turco, sauna, water paradise, fiotto con cascata di acqua fredda, bagno profumato in vasca idromassaggio. È l’occasione per godere di un’atmosfera romantica, intima ed esclusiva.
Nuvola Experience è incentrata sul Floating, un metodo innovativo di galleggiamento che favorisce il completo rilassamento del corpo e della mente. Dona un incredibile senso di leggerezza, alleggerisce le tensioni muscolari e riattiva la circolazione. Un’esperienza da vivere anche in coppia!
Sia al Percorso Social Spa che a quello Private è possibile abbinare trattamenti viso, trattamenti corpo, rituali di bellezza o massaggi scegliendo la soluzione che più vi aggrada.
WEEKEND DI BENESSERE Un weekend circondati dalla campagna umbra, soggiornando in una delle camere della Valle di Assisi e provando i servizi e i percorsi benessere è il miglior modo per vivere delle giornate spensierate e nel completo rilassamento. Tra le camere assolutamente da citare sono le Master Suite, spaziose e moderne, dotate di due camere da letto, bagno privato, terrazza panoramica e di un ambiente Spa con vasca idromassaggio e bagno turco. VALLE DI ASSISI Via San Bernardino da Siena, 116 Santa Maria degli Angeli (PG) / T. 075 8044580 www.vallediassisi.com / 335 7906245
PM • BENESSERE • 101
ÈneLight nasce dal sogno di creare un’alternativa affidabile nel mondo della fornitura di gas e luce per imprese e utenze domestiche di tutto il territorio italiano. Per questo da noi, l’energia green non è un optional da pagare extra nella bolletta, ma il pilastro centrale della nostra filosofia. Tutta l’energia ÈneLight rispetta l’ambiente.
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UN LUOGO SPECIALE PER MOMENTI SPECIALI
RIPA RELAIS
ESPERIENZA DI GUSTO E DI RELAX Il ristorante è ricercato e contemporaneo ma non perde di vista la territorialità, la Spa è un prezioso spazio di benessere Un posto romantico e particolare, un antico borgo restaurato dall’anima intima e raccolta, immerso nel verde tra Perugia e Assisi. Ripa Relais è un luogo magico, certamente fuori dal comune, un luogo in grado di rendere straordinaria ogni occasione, il luogo ideale per
staccare la spina, stare bene e divertirsi, lasciarsi coccolare, il luogo giusto per incontrarsi con qualcuno di speciale o per trascorrere qualche ora con gli amici di sempre. Il ristorante, in particolare, ricavato da un antico casale di fine Ottocento, con i suoi archi armoniosi, la cucina
PM • LOCATION • 104
a vista e l’ampia corte esterna dove è possibile mangiare finché le temperature lo consentono, è in grado di donare un’autentica esperienza di gusto e di emozione. I piatti nascono dalla passione e dall’attenzione dello chef Enrico Madini e di Anna Maria Bertolini, titolare del Relais gestito dalla famiglia insieme a uno staff di professionisti. La cucina è pensata per coniugare tradizione e contemporaneità: le materie prime, fresche e di alta qualità, sono attentamente selezionate e legate prevalentemente al territo-
PRIVATE SPA & WELLNESS
La private Spa di Ripa Relais, accessibile solo su prenotazione e riservata in esclusiva a ciascun gruppo o coppia, è un elegante spazio di benessere nascosto tra gli ulivi che sa regalare del prezioso tempo di relax nella più totale intimità. I servizi ai quali è possibile accedere sono sauna finlandese, bagno turco, piscina idromassaggio riscaldata, area relax, doccia emozionale, sala trattamento, angolo tisane. Tante anche le tipologie di massaggio tra le quali si può scegliere, in particolare massaggi di coppia, candle massage e stone massage.
rio, ma vengono lavorate in modo particolare e danno vita così a piatti ricercati e innovativi. Punto di forza è anche l’impiego di ingredienti di produzione propria come la pasta fresca, il pane e l’olio e delle vere chicche, all’insegna dell’esclusività, presenti nella carta: carni e vini pregiati, champagne, cioccolatini artigianali, tè e tisane selezionati, distillati e una Carta dei caffè tutta da scoprire per esplorare alcuni degli aromi più particolari e gustosi provenienti da tanti diversi angoli del globo. Al Ripa Relais è tra l’altro possibile concedersi una vera e propria fuga di relax e di sapore con i pacchetti che includono l’ingresso alla Spa, l’accesso a trattamenti benessere e la cena e che possono costituire anche l’idea giusta per un regalo originale e certamente gradito. RIPA RELAIS Strada Aereoporto S. Egidio / Ripa / Perugia T. 075 6020131 / www.riparelais.com Ripa Relais / @riparelais
PM • LOCATION • 105
BENEDIKTO
Il Ristorante del Nun Assisi Relais & Spa
LO CHEF ENEA BARBANERA CI RACCONTA COSA C’È DIETRO QUESTO GIOIELLINO DELLA RISTORAZIONE AD ASSISI PM • FOOD • 106
Testo: Claudia Alfonso - Brano: “Love me do” - The Beatles
Tra i luoghi più belli di Assisi e dell’Umbria non si può non annoverare il Nun Assisi Relais & Spa, la splendida struttura arroccata su Assisi. Un luogo magico, ricco di storia, il Nun, infatti, sorge in un vecchio monastero interamente ristrutturato nel rispetto degli incantevoli reperti dell’epoca romana. Oltre alle 18 suite e alla rilassante Spa, all’interno del giardino del Relais sorge anche il Benedikto, il ristorante del Nun che ha a capo lo Chef Enea Barbanera.
culinaria. Rispettiamo la tradizione, interpretandola e reinventandola.
Enea, tu sei uno chef molto conosciuto, sei stato l’anima delle cucine di tanti ristoranti rinomati e adesso approdi al ristorante di questo splendido Relais. Il Benedikto è un nuovo viaggio per me. Un’opportunità che ha avuto inizio il 22 Febbraio di quest’anno. Dopo pochi giorni, come sappiamo tutti, la pandemia ha interrotto il nostro percorso, ma adesso seguendo ovviamente tutte le norme sanitarie previste siamo ripartiti e siamo più carichi di prima. Abbiamo sempre tanta attenzione ma ciò che ci anima è la nostra inesauribile passione. Su che cosa è incentrata la filosofia della cucina che porti al Benedikto? Sicuramente alla base c’è un concetto di cucina semplice. Una cucina che mette al centro la materia prima, che segue l’alternanza delle stagioni e che prende tutto il gusto e il sapore delle primizie del mercato. Quella che si basa sui valori di un tempo. Cerchiamo sempre di proporre non un semplice piatto, ma più che altro un’esperienza
Qual è il piatto principe del tuo menù? Non c’è un piatto principe, ma posso dirti che ovviamente optiamo per una cucina più fresca con pesce e verdure d’estate e una più saporita in inverno. Posso citarti il risotto al latte di mandorle con fave tonka e crudo di ombrina, o il battuto di spada con anguria e mandorle, ma sicuramente vado molto fiero della carta del piacere. Non è un caso se l’abbiamo chiamata così perché è ricca di peccati di gola: dessert, diversi cioccolati, rum, whisky, vari tipi di caffè, un vero paradiso per chi ama il dolce. Enea, quali sono gli ingredienti segreti del Benedikto? Innanzitutto molto impegno, poi tanta passione, massima dedizione, ed estrema cura del dettaglio. Ma soprattutto la voglia di non tradire le aspettative dei nostri ospiti e regalargli un’esperienza culinaria da non dimenticare. Al ristorante Benedikto si accede solo su prenotazione ed è aperto a cena dal Lunedì alla Domenica, mentre a pranzo solo il Sabato e la Domenica. Mercoledì giorno di chiusura. BENEDIKTO OSTERIA IN ASSISI NUN ASSISI RELAIS Via Eremo delle Carceri, 1/a / Assisi (PG) T. 075 813163 / nunassisi.com @nunassisirelais / @nunrelais
PM • FOOD • 107
NON UN SEMPLICE RISTORANTE, MA IL POSTO CHE SA ESAUDIRE OGNI DESIDERIO DEL TUO PALATO
CESARE A SPELLO
DALLA PIZZA AL SUSHI ALLE CARNI PREGIATE, DI COSA HAI VOGLIA OGGI?
PM • FOOD • 108
Un luogo in cui tutti possono sentirsi davvero a casa e proprio come a casa scegliere con tutta la libertà possibile cosa desiderano mangiare. I menù di Cesare a Spello infatti spaziano dal sushi alle carni pregiate cotte alla brace, dalla pizza cotta nel forno a legna alla cucina umbra tradizionale. Come si fa a non amare un posto del genere e a non eleggerlo come luogo preferito per ogni occasione, dal pranzo veloce di chi è in pausa dal lavoro - tra l’altro con la possibilità di accedere al menù fisso a 12 euro con due portate - a una cena informale, fino alle più importanti occasioni di ritrovo in famiglia o tra amici. Due le novità in arrivo per celebrare al meglio l’arrivo della nuova stagione. La prima è un grande
Materie prime ricercate e sapori unici che finiscono anche in vetrina
banco di specialità gastronomiche che consente all’ospite di comporre in libertà sfiziosi e divertenti piatti, semplici ma sofisticati allo stesso tempo: è possibile scegliere tra salumi e formaggi selezionati, verdure e sottaceti di prima scelta, salse e carpacci di alta qualità.La seconda novità è relativa invece all’arrivo di uno stagionatore a vista per carni pregiate tra le quali: galiziana, costata, fiorentina, tomahawk, scottona, lombata Black Angus d’Irlanda, costata Sashi Finlandia e costata nazionale Dry aged. Grazie all’angolo gastronomia e allo stagionatore vengono quindi messe in vetrina preziose delizie per i palati più entusiasti e curiosi. Nel grande giardino con piscina di Cesare a Spello si continuerà a mangiare fin quando le condizioni meteo lo renderanno possibile, dopo di che una parte dell’outdoor sarà riconvertita in accogliente e riscaldata zona fumatori. Molto più di un semplice ristorante: Cesare a Spello vi aspetta per offrirvi autentiche emozioni di gusto.
CESARE A SPELLO Via Navello, 26 / Spello (Pg) / T. 335 396804 Cesare a Spello / @cesareaspello
PM • FOOD • 109
Food Drink & Music
THE CIRCLE CLUB IL POSTO “SLOW” IN CUI RIAPPROPRIARSI DEL PRESENTE
Testo: Claudia Alfonso - Foto: Karen Righi Brano: “Who Said” - Planet Funk
The Circle è nato dalla voglia di creare uno spazio nuovo, uno spazio di scambio, di confronto, ma anche uno spazio lento, dove riappropriarsi del presente e riprendere ad ascoltare. Il The Circle, che si trova proprio negli spazi di un ex circolo, si sviluppa su tre linee ben definite: food, drink e music. Dal mix omogeneo e sinergico del buon cibo, del buon bere e della buona musica, prende vita questo luogo d’incontro, un luogo dove la ricerca del sapore e del gusto incontra un’altra ricerca, quella che ha al centro favolose note musicali. Il The Circle è davvero il locale che mancava, infatti non corrisponde
alla classica idea di ristorante e nemmeno alla classica idea di bar, poiché nulla qui è statico o scontato, ma tutto è sempre in continuo movimento, in evoluzione. Per esempio, puoi iniziare la serata con un aperitivo assaggiando dei semplici nachos e puoi finirla mangiando un filetto di carne brasiliana ricercata e pregiata con emulsione di mango, menta e basilico, perché il The Circle non ha nulla di ordinario. Rimanendo in tema, è importante sottolineare che tutto ciò che riguarda il food è seguito con estrema cura e un’immensa attenzione è dedicata alla scelta della materia prima seguendo sempre quelle che sono le disponibilità del mercato e la stagionalità del prodotto proprio per offrire una qualità di alto livello.
PM • FOOD&MUSIC • 110
Dal 6 Dicembre 2018, giorno in cui è nato, a oggi, il The Circle ha subito un’evoluzione, è cresciuto e questo è stato possibile anche grazie alle persone che lo hanno vissuto, grazie alle loro opinioni e ai loro consigli costruttivi. Ed è così che con il tempo, il The Circle diventa un giardino metropolitano in estate e un salotto
save the date GLI APPUNTAMENTI MUSICALI AL THE CIRCLE • Giovedì 24 “Pure 45” - Ruoteranno i dj che hanno partecipato a questa serata durante la stagione estiva. • Venerdì 25 “Cibo d’Ascolto”. Serata conclusiva con Ricky L e il live di Majuri, che proporrà 3 dei suoi brani: “Festivalbar”, “Luna Park” (brano prodotto dai Luci da Labbra) e “Lasciami qui” (edito dalla label Laterra di dj Ralf). • Sabato 26, chiusura della stagione estiva nella quale metteranno la musica i dj del The Circle.
in inverno; ma, in entrambi i casi, ci si sente a proprio agio come a casa. Perché il The Circle è un angolo spensierato e sereno, un angolo in cui lasciare fuori tutti i pensieri per godersi il momento in relax, inebriati dai profumi della pizza, della brace, dei cocktail e cullati dalla buona musica. Niente è lasciato al caso, tutto è studiato e pensato accuratamente. C’è tanta passione nel The Circle, ma soprattutto in tutte quelle persone che lo hanno creato, che ogni giorno con dedizione, sacrificio e tanta tanta cura si adoperano per offrire qualcosa di unico, un luogo in cui hai sempre voglia di ritornare, perché il The Circle è un concentrato di energia positiva.
THE CIRCLE CLUB Via Francesco Baracca / Perugia / T. 340 7282678 The Circle CLUB / thecircleclub_perugia
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LA MODERNITÀ DELL’ATENEO ONLINE È OGGI PIÙ CHE MAI UN PUNTO DI FORZA
Università eCAMPUS:
sicurezza, efficienza e organizzazione
In un anno segnato dalla didattica a distanza ci sono anche degli aspetti positivi, come, per esempio, il fatto di potersi affidare all’Università eCampus, ateneo online pubblico, non statale, da sempre (e sopratutto da tempi non sospetti) leader nell’insegnamento da remoto.
Aver puntato fin da subito su questo approccio, rende oggi eCampus la realtà più seria e credibile del settore. E non solo perché l’Università telematica rilascia gli stessi titoli di studio delle università tradizionali italiane ed europee, ma soprattutto perché è organizzata secon-
PM • ISTRUZIONE • 112
Testo: La Redazione - Brano: “Tsunami” - Annalisa
te facendo cadere i tabù storici che riguardavano le università online. Oggi, per contro, emerge e si apprezza il pieno valore del titolo di studio rilasciato anche grazie alla maggior dimestichezza con il funzionamento dell’università online.
do un modello didattico flessibile, programmato a partire dalle esigenze dello studente, come è giusto che sia per un’Università online.
Per questo motivo, oggi più che mai, l’Università eCampus è una scelta sicura e vincente, soprattutto in questo momento (una volta superata l’attuale fase d’incertezza, lo studente, se vuole, può proseguire gli studi in un’altra università). Senza dimenticare che lo studente eCampus è sempre seguito e mai lasciato solo.
eCampus fra l’altro è vicina ai propri iscritti grazie a una rete capillare di oltre 60 sedi distaccate, presenti nelle principali province, che, su richiesta, forniscono assistenza e tutoraggio qualificato anche in presenza. L’offerta formativa dell’Università eCampus comprende 56 percorsi di laurea triennali e magistrali senza test di ammissione nelle facoltà di Ingegneria, Economia, Giurisprudenza, Psicologia e Lettere. È la prima Università Italia con il maggior numero di corsi online. Ed ecco allora l’arma vincente che, anche in virtù di una nuova percezione e di una legittimazione della didattica a distanza, sta finalmen-
PM • ISTRUZIONE • 113
LIVIA GERMINI,
LA GIOVANE IMPRENDITRICE CHE SI ACCINGE A PORTARE SHINTO A PERUGIA. E NON SOLO... Testo: Elisabetta Brozzi Brano: “Liberi” - Danti feat. Raf feat. Rovazzi
É grazie a Livia Germini e a un team vincente, che da ottobre Perugia ospiterà due nomi dall’altissima qualità, e dalla fama riconosciuta a livello internazionale: il ristorante di cucina fusion Shinto, già presente a Roma, Napoli e Sardegna, e la storica pasticceria Giovanni Scaturchio, che dal 1905 rappresenta la più rinomata tradizione napoletana, che è riuscita nel tempo a farsi clienti in tutto il mondo. PM • STORIE DI SUCCESSO • 114
Livia, tu sei una giovane imprenditrice. Che cosa significa per una giovane donna oggi fare impresa? Che cosa ti piace del tuo lavoro? Fare imprenditoria è stimolante, significa essere sempre pronti a lanciarsi in nuove sfide. Confrontarsi con le difficoltà economiche legate a questo periodo non è facile, ma non bisogna mai mollare. Soprattutto se lavori in un ambiente prevalentemente maschile, essere sicuri di sé è essenziale, come lo è anche avere un team che ti sostiene, e devo dire che a me il supporto non è mai mancato. Non è un lavoro da uomini, è un lavoro da persone tenaci. E se tu dai tutto te stesso, puoi ottenere in cambio grandi risultati.
Il gruppo imprenditoriale ha messo in piedi un piano ambizioso: il nuovo locale sarà aperto dalla mattina, quando i profumi della pasticceria napoletana riempiranno tutta la zona, fino alla sera, momento in cui l’innovazione gastronomica di Shinto accompagnerà gli avventori in un viaggio attraverso l’eccellenza di diverse tradizioni culinarie: dal sushi, alla cucina thai, carne di prima scelta, e molto altro. Piatti frizzanti, eleganti, in cui l’alta qualità dei prodotti incontra l’audacia firmata Shinto. Il tutto all’interno degli storici (e bellissim) locali dell’ex Caffè di Perugia, in Via Mazzini, nel cuore del centro storico. Un’apertura che rappresenterà anche un’importante attrattore per gli amanti della buona cucina. Piacere Magazine ha incontrato Livia Germni per chiederle del suo lavoro, ma anche dell’amore per la sua città; amore che l’ha guidata verso questo progetto.
In questa fase della tua vita hai deciso di fare investimenti importanti nella tua città. Ce ne vuoi parlare?
PM • STORIE DI SUCCESSO • 115
Io ho un forte legame con Perugia: sono nata e cresciuta qui, ho fatto l’università qui. L’amore per la mia città non è mai scomparso, e sono felice che adesso ho l’opportunità di dimostrarlo: non c’è niente di più soddisfacente di fare qualcosa di bello per il posto da cui provieni. Anche se Perugia è una città piccola, penso che abbia un enorme potenziale: e allora perché non unire l’amore per la mia città con la passione per il mio lavoro? Ritieni che Perugia sia un ambiente lavorativo stimolante, o che uscire dalla regione sia comunque necessario per fare impresa ad alti livelli? Penso che uscire dalla regione, almeno all’inizio, sia necessario. Io stessa l’ho fatto, ed insieme a mio marito ho lavoro molto a Napoli. Questo però non significa che dopo non si possano
concentrare le proprie energie nelle città da cui si proviene: essere imprenditori significa anche avere il coraggio di tornare a casa, e provare a investirci. Le opportunità ci sono anche nelle piccole città, serve solo un po’ di coraggio in più. Shinto rappresenta un vero tocco di classe per Perugia. È la prima volta che investi nella ristorazione? Come gruppo imprenditoriale Castaldo abbiamo già avuto esperienze nella ristorazione, ma a Perugia è la prima volta. All’inizio, quando io e mio marito parlavamo dell’espansione di Shinto insieme a Carlo (Battistelli, manager Amazon), avevamo pensato a spostarci fuori dall’Italia, ma poi l’amore per Perugia ha prevalso. E ne siamo molto fieri. Una vera cucina fusion qui non è mai stata offerta, e credo che avrà un grande successo.
PM • STORIE DI SUCCESSO • 116
Vuoi parlarci anche dell’altra “sorpresa”…? Sì, Shinto non sarà l’unico motivo per cui andare fieri: siamo riusciti a portare con noi anche la magia della pasticceria napoletana. E non una qualunque, ma quella del famoso brand Giovanni Scaturchio, un’azienda leader dei prodotti napoletani. Distribuiscono in tutta Italia, ma anche fuori: i loro babà (e non solo) arrivano fino a New York, quindi questa collaborazione ci rende molto orgogliosi. Il locale sarà quindi anche caffetteria e pasticceria, aperto dalla colazione alla cena. Secondo te, che valore aggiunto possono rappresentare queste novità per Perugia? Mi auguro che il locale possa essere una chicca per l’acropoli: sarà completamente rinnovato all’interno, adattato a uno stile tutto nuovo, ma contestualizzato all’esterno, nello stile del cen-
“Essere imprenditori significa anche avere il coraggio di investire nel posto da cui si viene”
tro storico. Sarà anche una grande occasione a livello turistico: puntiamo a fare in modo che diventi un punto di riferimento non solo per Perugia, ma per tutta l’Umbria.
E Perugia saprà portare un valore aggiunto a queste attività? Sono convinta di sì, Perugia lascia sempre il suo segno. Abbiamo l’occasione di unire la bellezza di un ambiente storico, unico nel suo genere, con la modernità e l’innovazione di tutto lo stile Shinto: il risultato di questo mix sarà irresistibile. Ci ha pensato Francesca Faraone, il nostro fantastico architetto. Quali sono gli elementi che ricerchi quando esamini potenziali investimenti? Nell’investimento cerchiamo di mettere sempre al primo posto l’eccellenza del prodotto. Mi attirano le cose innovative, ma la qualità dell’offerta è essenziale, e con Shinto e la pasticceria Scaturchio non potevo chiedere di meglio. Ma poi a giudicare saranno i clienti, ci vediamo a ottobre!
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Una scommessa “razionale”: nel rispetto di tutte le regole imposte dalla situazione Covid, l’Isola di Einstein non ha rinunciato al dialogo e al coinvolgimento. Pubblico e ospiti hanno raccolto la sfida, segnando il grande successo dell’edizione 2020: dal 4 al 6 settembre, oltre 60 appuntamenti con divulgatori, ricercatori e scienziati da tutta Italia distribuiti in 10 aree tra l’Isola Polvese e Castiglione del Lago, per il primo festival scientifico a ripartire in presenza – in piena sicurezza – dopo il lockdown.
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Una manifestazione che ha permesso anche di tornare in piazza e godere delle meraviglie del lago Trasimeno, tra la Polvese, il lungolago e il centro storico di uno dei borghi più belli d’Italia. A dimostrazione che, nel rispetto delle regole ferree imposte dall’attuale gestione degli eventi, è possibile portare migliaia di persone nel nostro territorio, anche grazie alla collaborazione di un pubblico sempre attento e scrupoloso. Appuntamento quindi al 2021: l’Isola di Einstein segna già in calendario le date della prossima edizione, dal 3 al 5 settembre, sempre nell’irrinunciabile cornice del lago Trasimeno.
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LETTERE AD ARTE AL FESTIVAL DELLE CORRISPONDENZE Insieme all’Assessore alla Cultura di Magione, Vanni Ruggeri, abbiamo tirato le somme di un’edizione particolare ma “memorabile” sotto tanti punti di vista
Si è concluso da pochi giorni, la IX edizione del Festival delle Corrispondenze a Monte del Lago. “Lettere ad arte” è stato il tema scelto quest’anno per l’evento, organizzato dall’Assessorato alla cultura del Comune di Magione, in collaborazione con GAL Trasimeno-Orvietano e Proloco di Monte del Lago. Il FdC si è tenuto proprio a Monte del Lago, frazione di Magione, dal 3 al 6 settembre. L’edizione 2020 ha confermato le collaborazioni con Isuc-Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea e Festival del Medioevo e ne ha inaugurata una nuova con Festival internazionale Green Music. Noi di PM abbiamo incontrato l’Assessore alla Cultura di
Magione, Vanni Ruggeri, per fare insieme un bilancio dell’edizione appena conclusa. Assessore Ruggeri non era scontato riuscire a mettere in piedi un’edizione in presenza di FdC, ma ce l’avete fatta. Come si può definire questa edizione ai tempi del covid? È stata un’edizione in ogni caso “memorabile” da diversi punti di vista: sicuramente l’emergenza in corso ha condizionato la macchina organizzativa che, pur partita con largo anticipo, ha scontato i mesi di lockdown. Una volta però definita la possibilità di realizzare l’evento in presenza, adottando tutti i protocolli di sicurezza prescritti, la scelta
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Testo: Claudia Alfonso - Brano: “My Future” - Billy Eilish
è stata quella di non puntare ad un’edizione in tono minore, rimodulata o ridotta. Il programma ha anzi confermato integralmente il palinsesto tradizionale in termini quantitativi e non ha mancato di portare nomi e ospiti di altissimo spessore nazionale e internazionale. Essenziale è stato anche puntare ad una fruizione “a distanza”, garantendo la copertura in diretta streaming di tutti gli appuntamenti, una scelta particolarmente apprezzata dal pubblico e che diventerà una acquisizione strutturale anche nelle prossime edizioni. Lettere ad Arte era il tema del 2020, ma a questo si è aggiunto Lettere e Crisi. Ampio spazio alla comunicazione digitale e al mondo del web, disquisendo anche di hate speech e fake news. Si può dire che il Festival acquisisce, ogni anno di più, una visione più ampia, intercettando quindi non solo studiosi ma un pubblico decisamente più vasto? Il festival ha strategicamente puntato, fin dalla sua ideazione, a proporre una riflessione capace di muoversi “dal manoscritto al digitale” in grado di parlare del passato, ma con uno sguardo attento e curioso sul presente. Esso si muove convintamente nel solco delle sue origini aganoorinane, rinnova ogni anno il legame con il luogo che lo ospita, Villa Aganoor e Monte del Lago, ma guarda con convinzione ad un respiro tutt’altro che localistico o “provinciale”: inevitabile quindi il confronto aperto e serrato con i grandi temi di più stringente attualità nel mondo della comunicazione contemporanea. Anche nelle passate edizioni non sono mancate tavole rotonde e approfondimenti su temi come il linguaggio e l’uso dei social, le fake news, le derive antiscientifiche della rete: quest’anno il focus su hate speech e bufale online era davvero ineludibile ed ha incontrato una partecipe attenzione da parte del pubblico, evidentemente interessato da un dibattito sul tema fuori dalle logiche mainstream.
Qual è il bilancio finale di questa IX edizione? È un bilancio sicuramente molto positivo sia come partecipazione di pubblico che, soprattutto, in termini di risposta e apprezzamento da parte di relatori e addetti ai lavori. Il Festival costituisce ormai un format conosciuto e “riconoscibile”. Anche con le restrizioni imposte dall’emergenza siamo riusciti a portare a Monte del Lago oltre quaranta ospiti da tutta Italia nei vari appuntamenti in programma, seguiti da un pubblico partecipe e motivato: è la migliore dimostrazione dell’urgenza sempre più manifesta (oggi più che mai!) di ricostruire piazze, non solo virtuali, capaci di veicolare e divulgare cultura nel senso più alto del termine. Quali sono le prospettive future, visto che il FdC l’anno prossimo compie dieci anni? Che cosa dobbiamo aspettarci? Vuole anticiparci qualcosa? Sarà un compleanno importante, molto sentito da tutta la squadra di collaboratori che insieme a me rendono possibile l’evento e che sono praticamente già al lavoro sull’edizione 2021. Sicuramente posso dire che il Festival non mancherà di rinnovarsi nel segno della continuità, e che la X edizione punterà ad accrescere ulteriormente la qualità di una proposta cui guarda con attenzione anche il tessuto di stakeholder del territorio, non solo locale. Una novità importante riguarda lo spostamento delle date del Festival alla fine del mese di giugno, mentre punteremo sicuramente ad ampliare collaborazioni e partnership con altri festival del territorio regionale, in una logica di rete che ci ha già dato ottimi risultati. Guardiamo anche ad un gemellaggio con il nostro omologo francese, il “Festival de la correspondance” di Grignan, a conferma di una prospettiva che si colloca stabilmente su un contesto nazionale.
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La Sardegna sudorientale: UN PARADISO ITALIANO Un aereo per Cagliari e dopo un’ora di viaggio ti ritrovi catapultato nel paradiso in terra. Sì, proprio così: in poco tempo e senza troppi sforzi si può vivere un weekend da sogno tutto made in Italy. La costa sud-orientale della Sardegna, alla quale dedichiamo queste due pagine, è una terra assolutamente da scoprire, meno conosciuta rispetto al
Nord ma non per questo meno attraente. E perfetta anche per un weekend settembrino. Costa Rei, Villasimius e tutti i luoghi che ruotano in questa fascia di terra raccontano di un posto selvaggio ma ricco di fascino, un luogo che, nei fatti, si avvicina tantissimo alla concezione ideale di paradiso.
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COSTA REI
VILLASIMIUS
Piccolo paese caratterizzato da una splendida spiaggia di sabbia bianca. Si tratta di un luogo che mette tutti d’accordo: grandi e piccini, sportivi che amano correre in riva al mare e chi sportivo non lo è ma può comunque respirare a pieni polmoni aria pura. Senza parlare dei colori, incredibili, del mare. Per concludere le giornate nel migliore dei modi, tanti sono i ristorantini di pesce, gli agriturismi tipici e le pizzerie che completano un’offerta degna di nota.
Gioiellino di questa parte della Sardegna, località turistica amata per la posizione strategica, per il mare, le calette che si alternano ai promontori sorprendendo la vista e le colline verdi che regalano un paesaggio unico. Albe e tramonti qui sono come dipinti ed è per questo che rimangono impressi nella memoria di chi si ritrova davanti a questi spettacoli della natura.
L’ANGOLO DA SOGNO, PROVATO PER VOI La Villa del Re è un bellissimo resort sul mare di Costa Rei. Una struttura impareggiabile immersa nel verde che racchiude in sé tutti gli elementi per una vacanza da sogno. Splendide camere dotate di terrazza o patio, una piscina a sfioro che si perde nel mare, una spiaggia privata con tutti i comfort, un ristorante per la colazione e la cena e uno per il pranzo a bordo piscina. La sensazione è quella di staccare totalmente con la routine quotidiana, per immergersi nel relax e nella spensieratezza. LA VILLA DEL RE / Località Su Cannisoni T. 070 7753009 / lavilladelre.com PM • VIAGGI • 129
Un tesoro, chiamato Valle d’Itria LUOGHI DA SCOPIRE
Testo: La Redazione - Brano: “Jerusalema” - Master KG feat. Nomcebo Zikode
Quando si parla della Puglia, il pensiero corre quasi sempre alle località di mare o alle splendide città della costa: Trani, Polignano, Savelletri, il Salento o la splendida Ostuni, arroccata ma a due passi dal mare. Eppure fra questi luoghi magnifici esiste un lembo di terra, unico e caratteristico situato in altura, che pur non essendo caratterizzato dal mare, quanto a bellezza se la gioca benissimo con tutto il contesto: la Valle d’Itria. Questa irresistibile porzione di Puglia si trova nella zona centrale della regione, a cavallo tra Bari, Brindisi e Taranto, e coincide con la parte meridionale dell’altopiano delle Murge. Con le sue bellezze naturali, architettoniche e paesaggistiche, è da sempre una delle principali mete turistiche d’Italia. Nota anche come “Valle dei Trulli”, fra distese di ulivi, costruzioni di pietra bianca e antiche masserie, è una terra tutta da scopire. Abbiamo percorso per voi l’itinerario ideale...
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Locorotondo era conosciuta come “Luogorotondo”, per la caratteristica forma rotonda del centro storico. Comunque la si chiami, è da sempre tra i borghi più belli d’Italia. Attenti a non perdervi nel labirinto di vicoli bianchi e piante colorate che caratterizzano tutta la zona. O forse meglio perdersi per poi ritrovarsi a mangiare in uno dei tipici e gustosi ristoranti nascosti tra le viuzze.
A soli pochi passi da Locorotonda si trova Martina Franca, il comune più popolato e il cuore pulsante della Valle. Impossibile non farsi affascinare dal centro storico, unico nel suo genere, per l’unione dei più tipici elementi tradizionali con la splendida architettura barocca. Questa zona ospita anche il famoso Festival della Valle d’Itria, che va in scena ogni mese di luglio, dal 1975.
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Nella Puglia ricca di bellezze e spesso associata al mare, una terra e dei borghi tutti da scoprire. Non solo Alberobello con i suoi tipici trulli: un itinerario che si snoda anche fra la caratteristica Locorotondo, l’intrigante Cisternino e la splendida Martina Franca. Il fascino di Cisternino sta tutto nel girovagare e perdersi tra le case bianche e le antiche viuzze, fino ad affacciarsi sul panorama mozzafiato che domina tutta la Valle. Cisternino è immersa in una verde campagna ricca di ulivi. Visitarka sarà come fare un salto nel tempo, anche per la cucina: qui le tradizioni gastronomiche e le produzioni locali sono molto tutelate: la carne e le celebri “bombette” vi conquisteranno con i loro sapori di una volta.
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Alberobello è probabilmente la località più famosa del comprensorio. Deve la sua fama ai trulli, una delle architetture più caratteristiche della Puglia, tanto da essere stata dichiarata, nel 1996, Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Girando per il centro storico, che si compone quasi interamente da trulli – solo il distretto di Rione Monti ne ha 1030 – si resta affascinati da tradizione e bellezza.
DOVE ALLOGGIARE RELAIS MASERIA VILLA CENCI Posizione strategica, alle porte di Cisternino, per visitare tutti i siti principale della Valle d’Itria, ma anche luogo in cui rilassarsi e rigenerarsi grazie alla bella piscina e al verde in cui questa masseria è immersa. Una location incantevole in cui le camere sono ricavate negli antichi trulli. PM • VIAGGI • 131
A DUE PASSI DA OTRANTO
MASSERIA MUZZA, UNA PERLA IN SALENTO PISCINE D’ACQUA SALATA, SPIAGGIA PRIVATA, VISTA SUI LAGHI ALIMINI, CAMERE SPAZIOSE E COMFORT Testo: La Redazione - Brano: “A Un passo dalla Luna” - Rocco Hunt, Ana Mena
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Il Salento è una terra magica. Ma non sempre trovare una struttura in grado di coniugare comfort, relax, posizione strategica e mare è cosa semplice. Specie in tempo di Covid un luogo in grado di garantire ampi spazi senza rinunciare alle comodità della vacanza è davvero importante. Ecco, sotto tutti questi punti di vista, Masseria Muzza è il luogo che abbiamo provato e scelto per voi. Una meravigiosa masseria ad appena 3 chilometri da Otranto, ristrutturata di recente e aperta al pubblico nel 2015, in cui ogni tassello compone un mosaico perfetto. Bellissima la struttura con i suoi ampi giardini, le due piscine a sfioro di acqua salata affacciate sui laghi Alimini e la magnifica corte interna. Splendide le camere: tutte con giardino privato e patio, alcune con idromassaggio interno, e tutte molto spaziose, non soltanto le sontuose suite in cui regna il tipico bianco di queste terre. Ma i punti di forza non sono finiti qua. Una menzione particolare la merita la colazione, servita
in una bellissima terrazza coperta in cui abbondano dolci e salati, prodotti tipici e marmellate fatte in casa, cornetti e celebri pasticciotti, crostate di ogni sorta, ma anche insalate di frutta, crepes e pancakes. Insomma una delizia per il palato. E, sempre sul fronte food, i due ristoranti interni della masseria sono un’altra delizia. Uno più spartano e in stile taverna all’aperto in cui vengono serviti piatti tipici, uno invece di chiara ispirazione gourmet con un menù molto curato e piatti sorprendenti. Comodissimo anche il servizio navetta attivo dalle 9 alle 19 a ciclo continuo per la spiaggia: la splendida Baia dei Turchi dove all’interno di una deliziosa caletta c’è un’area con lettini e ombrelloni riservata agli ospiti della masseria, ad appena 5 minuti di navetta dalla struttura. Insomma: spazi, piscine, mare, buon cibo e splendida location. Non manca davvero niente per una full immersion da sogno. Last but not least: come non citare la spa interna con sauna, bagno turco, piscina riscaldata con idromassaggio e zona relax. Oltre a una bella palestra in cui tenersi in forma anche durante la vacanza. Sì, Masseria Muzza per chi decide di scoprire il Salento è davvvero consigliata, anche per le bellezze di Otranto a due passi. MASSERIA MUZZA Contrada Muzza snc / Otranto (LE) T. 0836 806815 / masseriamuzza.com
PM • SCELTO PER VOI • 133
FONTIVEGGE, DA BINARIO 5 A BINARIO MORTO Che il quartiere di Fontivegge lotti da anni con problemi di sicurezza di fronte all’impotenza di vecchie e nuove amministrazioni è cosa nota. Nel frattempo adesso è arrivato l’esercito a presidiare la zona. Intanto, in attesa di capire la reale utilità dell’esercito, anche il coworking Binario 5, ex simbolo della propagandata rinascita del quartiere, alza bandiera bianca e abbassa le serrande, lasciando il posto alla Biblioteca delle Nuvole. Ormai anche i buoni propositi sono finite su un binario morto.
MOVIDA A SUON DI SPI(NT)ONI
E niente, alla fine dove non arrivano forze dell’ordine e amministrazione intervengono gli investigatori privati. Stanchi di ‘subire’, un gruppo di residenti di Porta Sole e zone adiacenti ha deciso di ingaggiare un’agenzia di investigazioni private per perseguire i reati - a detta loro - che vengono commessi nel fine settimana. In barba alle norme sulla privacy e senza alcun coordinamento con le autorità, l’agenzia potrà filmare e fotografare chiunque per individuare coloro che commettono reati e poi presentare querela, con i residenti in qualità di persone offese. Chi altro dobbiamo aspettarci, Batman o l’Uomo Ragno?
NUOVO CURI PER LA C C come Curi. Il Grifo prende una bella batosta e saluta ufficialmente la serie B. Ma ecco almeno una buona notizia: parte il preventivo di 35 milioni per la ricostruzione di un nuovo impianto da 14.000 spettatori al posto del vecchio stadio, con aggiunta (forse!) di servizi commerciali, uffici comunali e spazi universitari. Un bell’ammontare di denaro per chi è in serie C e non sa né quando, come e se tornerà mai a rendere orgogliosa una città demoralizzata. Ma in fondo si riparte solo con lungimiranza… Che torni presto a risuonar l’eco lontano di “Per il Perugia combatterem”.
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@limpiccione |
LimpiccionePiccione
PERUGIA 1416… MEDIOEVO 2.0 E TANTE CRITICHE I sostenitori della manifestazione non si sono rassegnati neanche in questo periodo in cui molti eventi sono stati annullati. Quest’anno il “teatrino” di dame e cavalieri, che continua a dividere Perugia, si è svolto per la maggior parte online e in piazze semivuote. Il contributo però pare sia stato notevole, nell’ordine delle decine di migliaia di euro. Secondo una legge regionale dopo 5 anni una manifestazione in costume diventa ‘storica’ e quindi ha diritto ai finanziamenti regionali. A pensar male si può dire che di mezzo ci siano sempre i denari… ma quelli già presi fino ad ora non erano più che sufficienti?
STRADE COLABRODO, PERUGIA CAPITALE DELLA BUCA “Perugia capitale europea delle buche”. No, non è un gruppo Facebook ma la triste verità. Questa ironica didascalia è apparsa in diversi cartelli d’ingresso alla città e testimonia il fatto che purtroppo si sta per entrare in una città con strade ‘leggermente’ sconnesse. Come dare torto al burlone di turno? Ormai guidare a Perugia è come guidare su un campo da golf. Perugia è sempre piena di lavori, continui lavori e ancora lavori... eppure le buche sembrano non sparire. Non si può certo dire che non tutte le ciambelle escano col buco...
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AVANTI TUTTA DAYS / 12-13 SETTEMBRE @Barton Park Perugia Foto: Photovegvideo
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2 OTT. // NERI PER CASO IN CONCERTO A SPOLETO Visioniinmusica presenta i Neri Per Caso in concerto a Spoleto. Il gruppo che ha esordito nel 1994 a Sanremo Giovani si esibirà al Teatro Gian Carlo Menotti con “We Love The Beatles” titolo dell’album uscito nel 2019 con cui rendono omaggio alla band di Liverpool. Teatro Gian Carlo Menotti • Spoleto
3 NOV. // MASSIMO RANIERI SOGNO O SON DESTO… IN VIAGGIO Uno degli artisti più grandi e poliedrici d’Italia, Massimo Ranieri riprogramma al 3 Novembre la data saltata per la pandemia che ci ha colpiti. Ranieri porta in scena il suo Sogno o Son Desto… In Viaggio. Teatro Lyrick • Assisi
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22 OTT. // ROBERTO VECCHIONI L’INFINITO TOUR Dopo il rinvio causa covid, Roberto Vecchioni calca finalmente il palco del Lyrick portando ad Assisi il suo L’Infinito Tour. Un piacere sentirlo cantare. Teatro Lyrick • Assisi
PROSSIMO CONTATTO Prossimo Contatto è il tema in linea con i giorni che viviamo e il periodo che stiamo attraversando dell’edizione 2020 di UmbriaLibri. L’evento si svolgerà a Perugia dal 9 all’11 Ottobre e a Terni dal 23 al 25 Ottobre. San Pietro • Perugia
DAL 9 ALL’11 OTT. // UMBRIA LIBRI 2020
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FINO AL 6 GENN. // RAFFAELLO IN UMBRIA
E LA SUA EREDITÀ IN ACCADEMIA
A PALAZZO BALDESCHI UNA MOSTRA PER RENDERE OMAGGIO AL CELEBRE ARTISTA Dopo l’anteprima estiva, dal 18 settembre fino al 6 gennaio 2021 sarà visitabile la mostra dedicata a Raffaello. Tra le altre cose si potranno ammirare tutte le opere dell’artista legate all’Umbria. La Fondazione CariPerugia Arte e l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” hanno voluto così rendere omaggio a Raffaello a 500 anni dalla sua scomparsa. Palazzo Baldeschi Corso Vannucci, 66 • Perugia
ART MONSTERS 2020 Al Museo Civico di Palazzo della Penna a Perugia una mostra collettiva di arte contemporanea da non perdere assolutamente. Contaminazioni Aliene nell’Umbria Contemporanea è curata da Matteo Pacini raccoglie le opere di 18 artisti che dialogano fra loro dando vita a uno scambio culturale di altissimo livello.
FINO ALL’11 OTT. // CONTAMINAZIONI
ALIENE NELL’UMBRIA CONTEMPORANEA
Museo Civico di Palazzo della Penna Via Podiani, 11 • Perugia
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FINO AL 10 GENN. // REFLECTED LA MOSTRA DI BRIAN ENO Una mostra unica alla Galleria Nazionale dell’Umbria. Reflected è la personale dell’artista visivo, musicista e compositore Brian Eno. Tre opere che converseranno con le creazioni degli artisti più rappresentativi del museo. Le lightbox di Eno associate ai capolavori di artisti quali Piero della Francesca o Perugino alla GNU sono un’occasione di arricchimento culturale davvero imperdibile. Galleria Nazionale dell’Umbria Corso Vannucci, 19 • Perugia
FINO AL 30 OTT. // FEDERICO FELLINI, DANILO DONATI... LA MIA UMBRIA CONVERGENZE E DIVERGENZE Il Comune di Todi e il Comune di Baschi insieme per un’esposizione che vuole omaggiare Federico Fellini. Documenti inediti racconteranno il rapporto del regista con Danilo Donati e l’Umbria. Si potranno ammirare anche i copioni originali di Amarcord e Casanova e addirittura l’Oscar originale del film Casanova. La mostra inaugurata il 6 settembre alla Tower Gallery di Diego Costantini a Todi si trasferirà nel Comune di Baschi il 26 settembre fino al 30 ottobre. Tower Gallery di Diego Costantini • Todi Sale del Municipio del Comune di Baschi • Baschi
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MONTEFALCO // OSTI_NATI UN INCANTEVOLE WINE BAR CON VISTA SULL’UMBRIA Qualità, cultura del buon cibo e del buon vino, materie prime scelte (dagli affettati ai formaggi, fino alle carni tutto quello che è servito è una vera e propria eccellenza) e panorama mozzafiato. Difficile chiedere di più a questo nuovo e dinamico wind bar di Montefalco, ideale per aperitivi e cene. Menzione speciale per il gin tonic: grazie a una scelta varia e intrigante. Via Ringhiera Umbra, 40 Montefalco T. 348 2530582 Osti_Nati-Winebar
LORETO // ANDREINA UNA STELLA A UN’ORA DA CASA... Una filosfia unica e sorprendente che pone la brace al centro e che, elevata agli estremi, ha generato un ristorante incredibile, dai sapori inconfondibili e con un imprinting che nasce da una tradizione artica e si sublima in una cuina neo-rurale di Brace&Spiedo&NuoveTecniche: un’unione perfetta ed inesauribile di idee che, grazie alla creatività dello Chef Errico Recanati, innovvano la tradizione e sono valse ad Andreina una Stella Michelin. Via Buffolareccia, 14 • Loreto T. 071 970124 • ristoranteandreina.it RistoranteAndreina
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TUORO // LA PUNTABELLA
VISTA MOZZAFIATO SUL LAGO, CUCINA CREATIVA E TAPAS DI QUALITÀ Tapas Bar, pizzeria, ristorante e luogo magico per aperitivi: La Puntabella a Tuoro è stato un vero colpo di fulmine, vuoi per il panorama mozzafiato sul Lago, vuoi per la cucina creativa o per la qualità della pizza, vuoi perché le tapas fatte a regola d’arte sono buonissime e rendono davvero piacevole l’ora dell’aperitivo. Via Puntabella, 1 • Tuoro sul Trasimeno • T. 334 3311497 •
LaPuntabella
PERUGIA // LUCE GUSTO, RICERCA E ALTA CUCINA Ormai più che Luce questo giovane ristorante nel centro storico di Perugia sta diventando un vero e proprio faro della ristorazione in città. Per noi di PM fu amore fin dall’apertura, ma nel frattempo per Luce è stato un continuo crescendo grazie alla preparazione di piatti sempre più buoni e sempre più belli, perché anche l’occhio vuole la sua parte. Eccellenza assoluta. Via Ulisse Rocchi, 18-20 • Perugia T. 075 8500922 • luceristorante.it •
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ristoluce
San Magno Caffè Laboratorio di pasticceria Gelateria artigianale Pizzeria Via Daniele Manin, 22 - Foligno www.sanmagnocaffe.it
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